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PASSAMONTE FRANCESCA

LA PROSSIMA META


I edizione: marzo 2013 © Francesca Passamonte Miso Interactive sas Corso Rosselli 121, Torino Tutti i diritti riservati Miso Editore è un marchio Miso Interactive Progetto Grafico: Miso Editore Immagine in copertina: Elaborazione grafica di: © Atelier Sommerland - Fotolia.com

ISBN 9788898253005 Finito di stampare nel mese di Marzo 2013 presso lo stabilimento grafico Universal Book – Rende (Cs) per conto di Miso Interactive


CAPITOLO 1 UN’OSCURA PRESENZA In quella notte di settembre, ad Alensia, la grande e bellissima capitale del regno omonimo, il Re Filippo IV stava per ricevere una visita che avrebbe sconvolto la sua vita e quella dei suoi cari. Qualche attimo dopo, infatti, un’oscura presenza apparve all’improvviso davanti alle sentinelle del castello. Le guardie fecero appena in tempo a vedere un uomo molto alto, che indossava un lungo mantello nero e un ampio cappuccio, che si ritrovarono ipnotizzate e soggiogate completamente dal suo sguardo. “Portatemi dal vostro Re,” ordinò l’uomo misterioso, “subito!” “Venga” rispose il militare meccanicamente, gli occhi fissi nel vuoto. Salirono lungo una grande scalinata, poi l’ufficiale si fermò davanti a una porta. “Questo è l’ufficio del Re” disse congedandosi. L’uomo misterioso aprì la porta senza bussare. “Buongiorno mio illustrissimo Signore!” disse ironicamente. Il sovrano ebbe un sussulto. Nessuno osava mai disturbarlo. “Chi è lei? Come ha fatto a entrare?” domandò, scattando in piedi. Lo straniero non rispose e cominciò a camminare lentamente lungo il perimetro dello studio, con le mani dietro la schiena; poi, senza essere stato invitato a farlo, si sedette tranquillamente. Il Re, trattenendo il respiro, seguiva incredulo ogni sua mossa. Si sentiva in pericolo. Come aveva fatto ad arrivare fin lì? “Voglio sua figlia” disse l’uomo. “Come scusi?” rispose alterato il sovrano. “Sua figlia. Voglio vedere sua figlia, dov’è?” ripeté. Il Re ribollì di rabbia. “Ma insomma chi è lei?” sbottò. L’altro rimase impassibile. “Guardie!” gridò il Re. L’uomo scoppiò in una risata sinistra. Poi si alzò e lo guardò con aria minacciosa. “Tu ora ti siedi e mi ascolti!” tuonò, cambiando tono e passando a dargli del tu. Il Re era completamente soggiogato dallo sguardo magnetico dello straniero, senza dire una parola si sedette e rimase immobile. L’essere misterioso abbassò il cappuccio e scoprì il suo volto: era scarno, aveva ispidi capelli color nero corvino e una lunga barba incolta. Tutto in lui sembrava malvagio: il naso adunco, le sopracciglia cespugliose, gli occhi piccoli e neri come la pece. “Sono Marcus De Divitiis”. Il Re Filippo trasalì. Era lo stregone, il potente stregone. “Avrai sentito parlare di me, suppongo” disse con un ghigno. E si rimise a sedere. Sì, il Re aveva ovviamente sentito parlare di lui. Le leggende sul suo conto si sprecavano e tutto il regno aveva temuto i suoi poteri. Ma il Re lo credeva morto. Era stato lo stesso Flavius, il grande mago che lo aveva sconfitto in battaglia a raccontargli di come avesse fermato per sempre l’efferatezza e la crudeltà di quel mostro. “Ma… ma… io credevo… Flavius ci ha detto...”. “Flavius? Il grande mago!” lo interruppe sarcastico. “È un buono a nulla. Non ha nemmeno controllato che fossi davvero morto. Mi ha lasciato lì, convinto di avermi eliminato definitivamente. Invece avevo solo perso temporaneamente i poteri'' la sua risata si fece isterica. “Ma adesso che sono riuscito a recuperarli, eccomi qua” concluse soddisfatto. “Cosa vuole da me?” domandò il Re. “Tua figlia, te l’ho detto. Voglio Livia. La voglio in moglie..” sentenziò. Il sovrano spalancò gli occhi, e scoppiò in una sonora risata.


“Secondo te sto scherzando?” disse, fulminandolo con un’occhiata e avvicinandosi con fare minaccioso. “Livia, con le buone o con le cattive, diventerà mia moglie” lo minacciò. “E pensa davvero che io le farei sposare mia figlia e che, nello stesso tempo, le concederei il mio regno?” “Certo! Altrimenti la ucciderò. E ucciderò tua moglie, e ridurrò te a uno straccio di uomo che mi supplicherà in ginocchio di risparmiargli la vita e di prendersi il regno”. Al Re mancò letteralmente il respiro, non riusciva a proferire parola. “Ma se potrò sposare Livia, tutto questo non accadrà, e saremo una grande famigliola felice” aggiunse sorridendo. “Dov’è ora?” “Non è alla reggia” riuscì finalmente a rispondere Filippo, “è con sua madre, in visita da una parente”. “Quando tornerà?” “Fra una settimana”. “Allora tornerò fra una settimana esatta” concluse lo stregone alzandosi, “fai la tua scelta” aggiunse. Poi scomparve. Il Re si accasciò sulla sedia, era completamente sconvolto. All’improvviso gli sembrava che tutto il suo potere non servisse a nulla. Marcus, lo stregone malvagio, l’assassino, l’infanticida, non era morto e voleva il suo regno e sua figlia. Gli sembrava una follia eppure non riusciva a vedere una via d’uscita. Aveva sette giorni. Cosa avrebbe fatto?

La prossima meta  

di Francesca Passamonte Miso Editore www.misoeditore.it

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