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Haijin


SHOSHIN 8 haijin italiani

a cura di Mirko Morello G.C.


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I edizione digitale POETI Aprile 2019 Progetto grafico ed editoriale Mirko Morello G.C. Foto di copertina Mirko Morello G.C. Tutti i diritti di copyright sono riservati. Nessuna parte di quest’opera può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma o con qualsiasi mezzo elettronico, meccanico o altro senza l’autorizzazione scritta dei proprietari dei diritti e dell’editore.


Introduzione di Mirko Morello G.C.

Sul sentiero dello haijin

Sono tornato in tre luoghi prima di accingermi a scrivere quest’intro: una biblioteca comunale, una piazza nel meriggio e una spiaggia al tramonto. Fu dove ho incontrato il Giappone, il folklore di una donna di Kyoto e la Poesia. Necessitavo che questa silloge si inebriasse di quotidiani perduti, ore vissute e attese: lunghe, estenuanti e complici. Necessitavo chiarezza e familiarità di questi ritrovati silenzi per avvertirvi ancora la Vita e la sua intrigante sfida di leggerezza e complessità. Così nacque l’haiku: come esordio di un raccontare, di un porsi ad osservare con meraviglia e una mente appassionata ed aperta (shoshin) benedetti da un istante d’illuminazione perfetta. 5


Sia esso costretto nello schema canonico (dento) delle 5-7-5 more o nella moderna (gendai) libertà di 1 un trittico di versi liberi; la sua natura è talmente incontrovertibile da rimanere salda dentro la costante marea dei mutamenti stilistici e socioculturali. Così l’haijin,2 pittore di versi in cammino, è entità in continuo dialogo con la Natura e i suoi elementi, con tutto un patrimonio emotivo e sentimentale propri0 dell’animo umano: dal Sabi allo Shiroi, dal Wabi al Karumi3dove l’Io poetico è chiamato ad un cammino duplice: nell’interiorità molteplice di sé e nelle altrettanto articolate ampiezze esterne fino a rendersi spirito unico, direi panico, con tutto il circostante.

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Nel mio andarmene, nel tuo restare – due autunni. Masaoka Shiki (1867 – 1902)

Si deve al poeta giapponese Shiki Masaoka un profondo rinnovamento nella composizione degli haiku (termine da lui stesso coniato sul finire del XIX secolo e letteralmente traducibile come “verso brioso”) introducendo il concetto di shasei (“quadri dalla vita”) aprendo ad una maggiore libertà tematica di stampo realista.


Lungi dall’aderire a ferrei dettami di una scuola o dal fare del futile avanguardismo; da poeta occidentale, iniziare il cammino da haijin (azzerando ogni preconcetto e ponendosi, con determinato entusiasmo, su una latitudine universale, conscio dei limiti della propria lingua rispetto alla matrice originaria) equivale ad aprire l’oggi come un libro: saggiarne quieti, derive e furie. Ed aprirlo sempre, un libro, equivale ad accettare un’alterità sperando di trovarvi dentro il simile. È un tentare, col proprio grado di saggezza e ingenuità, d’omaggiare il torpido di un vecchio stagno con un palmo d'acqua nuova. È quell’inseguire il “fuggitivo” per restituirlo in terzine che saranno soltanto un vibrato flebile ad increspare appena, la superficie di ben più intense profondità taciute. Sarà una manifestazione d’amore libero ad una dimensione delicata del mondo nella costante e ferma ricerca di un personale Wa Kei.4 8


Note al testo

1) Liberi spesso anche degli elementi caratteristici degli haiku tradizionali quali kigo e kireji in funzione di altre parole chiave dette muki e differenti tecniche di taglio e contrapposizione. Liberi anche come sinonimo d’innovazione; basti pensare ai “pops” americani di J. Kerouac esposti nelle note di lettura del 1965 al suo Il libro degli Haiku: “Quindi inventerò l’haiku americano […] semplici poesie di tre versi”. 2) Letteralmente; cantore, poeta (di haiku). 3) Si consulti il seguente sito per un esaustivo approfondimento dei temi trattati: http://www.lucacenisi.net/lo-haiku/ 4) Nella cultura nipponica Wa rappresenta la Pace e l’Armonia con tutti gli esseri; Kei indica il rispetto profondo.

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SHOSHIN 8 haijin italiani

"Non seguire le orme degli antichi, ma quello che essi cercarono" (Matsuo Basho)


Barbara Astore nasce a Milano nel 1970, venditrice di professione ma artista poliedrica per estro e passione; scopre la poesia giapponese ai tempi dell’università grazie ad un collega. Da allora comprime ed espande tutto il suo mondo interiore nella complessa bellezza di 17 sillabe.


1 Cielo disteso io scalza sul sentiero, tu sei ovunque

2 La Luce cola su piani e colline, pennello d’oro

3 Canti gioioso, ignaro usignolo, mentre io piango

4 Gira il mondo su un perno di stelle. Noi, saltimbanchi

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Giorgio Bacchi "Chi sono io? Come potrei dare una definizione a chi io sia? Tu sai chi sei veramente? Potrei dire che per un lasso di tempo sono stato un bambino, poi un adolescente. Ora sono un adulto. Queste sono tutte etichette transitorie e impermanenti. Ma chi io sia sempre, cioè eternamente, non saprei proprio. L'unica cosa che mi sento di dire su di me è:

chi sono io? fra tutte le domande è la risposta"


1 Imprigionata nella tela d'un ragno brina invernale

2 La dolce resa nel vedere di nuovo ciliegi in fiore

3 Cielo d'estate indico una cometa ormai dissolta

4 Argine rotto sul paese si riversa pioggia autunnale

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Simone DG nasce a Pescara nel 1994. Dopo aver conseguito la laurea triennale si trasferisce ad Ancona, dove attualmente frequenta il corso Magistrale di Biologia Marina. Amante della natura e della sua conservazione, inizia a scrivere ‘’poesiole’’ fin dalle elementari. Dopo un paio di anni di infertilità artistica torna a scrivere per esigenza e, grazie ad alcuni maestri del ‘’settore’’, si avvicina all’affascinante mondo degli haiku.


1 Sospira Zèfiro tra scìe d’aquiloni - bimbo stupito

2 Verde epìfita sul tronco della quercia sboccia la vita

3 Corpi nel letto e sussulti d’amore arde l’inverno

4 Prato di casa cuore di primavera schiude narcisi

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Angelo Ditria nasce a Vezzano Ligure, un paesino situato in provincia di La Spezia, il 24 dicembre 1968. Per esigenze familiari, terminati gli studi, è costretto a trasferirsi a Milano. La malinconia verso la sua terra di origine, per quelle colline che si affacciano ridenti sul golfo dei poeti, lo spinge a coltivare una sempre più tracimante passione per la poesia e per la natura. Avvicinandosi alla cultura giapponese, scopre negli haiku la forma poetica più consona alla sua indole per quei caratteri ermetici e naturalistici intrinseci. Alcune sue poesie sono state pubblicate nel 2013 nell’antologia “Parole sparse” e nella Collana “I poeti contemporanei" (raccolta numero 24) entrambe per le Edizioni Pagine. Nel 2016 è stato inserito nella raccolta “Poetici orizzonti - Acanthea” edito dalla casa editrice Aletti. Nel 2019 pubblica con la MME - Magazine Morello Edition la sua prima silloge di Haiku.

Nella collana POETI Volume 17: 35 Haiku


1 Si immerge in mare il sole che tramonta ecco il sublime

2 Viaggio in treno in un vortice d'aria danzano foglie

3 Fresche mimose tanta voglia di vita nel sacrificioÂ

4 La rosa rossa nel tramonto infuocato solo il profumo

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Andrea Donna nasce a Torino il 3 gennaio del 1979; laureato in Lettere Moderne con una tesi sulla traduzione boiardesca delle "Storie" di Erodoto, è giornalista e titolare di un'agenzia di comunicazione. Appassionato lettore e cultore non solo di poesia, ha composto - nel contesto di una piÚ ampia produzione in prosa e in versi - un centinaio di haiku.


1 Spenti dall'alba: la lucciola e il bel sogno in cui mi amavi.

2 A lenti passi sul riso di una luna aironi bianchi.

3 La timidezza ha disegnato un fiore sulla tua guancia.Â

4 Danza nel vento un petalo o una lacrima? Giorno di marzo.

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Federico Ghirello nasce a Rovigo 30 anni fa. Cresce divorando libri nella solitudine della campagna: habitat che gli consente di affinare il suo desiderio di esprimere sÊ stesso e l’amore per la natura attraverso la composizione di haiku.


1 Sorge di colpo tiepido come il sole il sorriso tuo

2 Foglie per terra indugiano i tuoi occhi marrone chiaro

3 Sole scaldami il freddo dell'inverno lo sento ancora

4 Fluttua nel vento come il grano maturo la bionda chioma

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Matteo Mannucci classe 1984, dottore in Informatica Umanistica, attualmente è un professionista nel settore dell’Information Technology. Ricercatore e sperimentatore dell’Arte nella sua accezione più vasta. Arte come ponte, Arte come porta, Arte come sentiero verso un continuo divenire della coscienza nostra.


1 Rovo di bosco nel cercare lamponi tu mi trafiggi

2 Scopre il seme la pianta radicata nei fiori suoi

3 Anche un sasso partecipa per caso al necessario

4 Sulla magnolia ritornano i fiori ad incarnarti

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Mirko Morello G.C. Mirko Morello Gallo Cassarino è nato ad Agrigento il 20 novembre 1989. Dopo svariati tentativi d'emergere con l'editoria tradizionale è diventato un fiero sostenitore del self publishing e dell'editoria digitale (Magazine Morello Edition) che gli ha permesso, a tutto tondo, di dar sfogo alla sua maestria creativa e di aiutare altri giovani artisti a far emergere la propria voce. Autore di straordinaria prolificità, ha raccolto la sua attività poetica nel volume "Per incontrarsi nel tempo". Il meglio della sua produzione in prosa è esperibile ne "Il baule del migrante": ampia opera poliedrica composta da 27 racconti brevi, varie illustrazioni digitali e 2 raccolte di poesie eteronime.

Nella collana POETI Volume 1: 24 poesie scelte


1 Furia d’onde placide a riva le mani degli amanti

2 La moneta lambì il cappello. Esultanze di spuma

3 Contenni stelle per un dono di luce solitudini

4 Rimango qui coevo al silenzio d’una terra al tramonto

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Appendice

Decalogo dell'haiku: peculiarità e variazioni

Per fornire al lettore un quadro d’insieme, quanto più esaustivo possibile, si elencano di seguito, per parole chiave, gli elementi fondanti e annotazioni circa le nuove tendenze compositive. Kigo, kidai, piccolo kigo: termine stagionale (kigo), tema stagionale (kidai). Ovvero, ciò che contestualizza in maniera esplicita o indiretta il periodo dell’anno in cui l’haiku viene composto. In Giappone esiste il saijiki (ampia raccolta di kigo classificati secondo le quattro stagioni) da cui poter attingere. Deve essere ben chiaro, però, che la necessità di indicare il ciclo temporale all’interno dell’haiku vada sempre intesa nei dettami della filosofia Zen: del qui 45


e dell’adesso; dell’hic et nunc d’afflato heideggeriano (se vogliamo trovare uno spunto filosofico occidentale). L’haijin, necessariamente, non può non restare in contatto con la propria temporalità divenendo un tutt’uno (kikan) con la Natura circostante. Masaoka Shiki, rivoluzionando gli haiku introdusse il concetto di shasei: gli haiku diventano piccoli quadri che fissano un’istante di vita quotidiana. Nella composizione di un haiku, bisogna non dire e non dimostrare nulla ma suggerire e mostrare, lasciando che sia la mente e la sensibilità del lettore a cogliere e sondare stati d’animo e connesse profondità; quell’equilibrio tra la costanza e il mutamento di cui, quotidianamente, facciamo esperienza. Nella modernità è stato inserito anche il concetto di piccolo kigo (es. alba, tramonto) dettato, pertanto, da un momento specifico della giornata. Un’ultima annotazione: l’haiku sprovvisto di riferimento stagionale, in 46


Giappone, viene chiamato mukigo (mu=senza; kigo= stagione) e spesso collima con un altro tipo di componimento nipponico detto senryū. Il metro: tre versi (ku) con schema classico 5/7/5: 5 more (on) nel primo verso (kamigo); 7 nel secondo (nakashichi) e nuovamente 5 nel terzo (shimogo). Tre versi con metro moderno: 17 more complessive nei tre ku con distribuzione arbitraria. Ci sono altre scuole, anche giapponesi, dove il numero di on presenti può essere superiore o inferiore a 17. Toriawase: il termine indica l’accostamento d’immagini. È peculiare, nello haiku, il collegamento di due immagini distinte. Tale legame può essere prodotto in maniera armonica (torihayasi) conferendo un senso di continuità nei tre ku oppure per ribaltamento scenico (nibutsu sougheki) ovvero sia, creando un gioco di contrasto con l’idea iniziale proposta. La toriawase, però, può anche non essere presente lasciando 47


che l’haiku sviluppi sui suoi tre versi una sola immagine/argomento. Kireji: in Giappone, il termine indica “la parola che taglia”. È costituito da termini speciali non traducibili quali ya (il cui utilizzo ricorre spesso a metà del verso), kana, keri, nari (collocati, solitamente, in chiusura). Tali parole generano un effetto fonetico che consente il ribaltamento o l’armonizzazione della toriawase. Nell’haiku internazionale ciò è espresso mediante segni d’interpunzione (es.: - , ; : .). I kireji, generalmente, vengono posti alla fine del primo verso o alla fine del secondo per indicare visivamente (nella fattispecie dell’haiku internazionale) che si sta per attuare l’accostamento. Se la cesura avviene all’interno del verso si chiamerà chukangire. Fūryū: il cammino di ricerca artisticoesistenziale da compiere in tre gradi tradizionalmente identificati nel rizoku, tanbi, 48


shizen che consentiranno all’haijin di raggiungere l’illuminazione (satori): il risveglio spirituale, nella pratica del Buddismo Zen. Dal fūryū derivano diverse forme estetiche conosciute come sabi, hanayaka, hosomi, futoi, ogosoka, okashii, wabi, shiori, kurai, makoto, yūbi, sōrei, gōka, yūgen, (mono no aware) aware, karumi, sabishisa, futoi.

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Libri consigliati

AA.VV., Haiku, L.V. Arena (a cura di), BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 1995. AA.VV., Il muschio e la rugiada. Antologia di poesia giapponese, P. Lagazzi (a cura di), BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 1996. AA.VV., Haiku. Il fiore della poesia giapponese da Bashō all’Ottocento, E. Dal Pra (a cura di), Mondadori, 1998. AA.VV., Cento haiku, I. Iarocci (a cura di), Guanda, 2017 AA.VV., Il grande libro degli haiku, I. Starace (a cura di), Castelvecchi, 2018. R. Akutagawa, Haiku e scritti scelti, La Vita Felice, 2013. M. Bashō, Poesie. Haiku e scritti poetici, La Vita Felice, 1997. Y. Bonnefoy, Sull’haiku, O Barra O Edizioni, 2015. M. Heidegger, Sein und Zeit (Essere e Tempo), Halle, Germania, prima edizione 1927. J. Kerouac, Il libro degli haiku, Mondadori, 2003. M. Shiki, Bashō Zōdan. Bashō in frammenti, La Vita Felice, 2017. K. Shūzō, Sul vento che scorre. Per una filosofia dello haiku (Una riflessione sul fūryū), Il Nuovo Melangolo, 2012. D. T. Suzuki, Introduzione al Buddhismo Zen, Ubaldini Editore, 1978 T. Torahiko, Lo spirito dello haiku, Lindau, 2017

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Articoli web utili

AA.VV., La poetica di M. Bashō come modello di riferimento, in Lab Zen Haiku Italia. A. Sacco, Lo haiku #1. A. Sacco, Lo haiku #2. D. Tauchner, Lo haikai vive di novità. Breve introduzione ai gendai haiku. L. Cinisi, Il fūryū. Una lettura di Kuki Shūzō.

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Indice

5 Sul sentiero dello haijin Introduzione di Mirko Morello G.C. Haiku 13 Barbara Astore 17 Giorgio Bacchi 21 Simone DG 25 Angelo Ditria 29 Andrea Donna 33 Federico Ghirello 37 Matteo Mannucci 41 Mirko Morello G.C. Appendice


Poeti M. Morello G.C., 24 poesie scelte G. Morello G.C., Dove tutto (18 poesie) F. Colella, Cuore d'acqua (20 poesie) V. Sbrescia, Ebano (21 poesie d'amore) A. Bucci, Reminiscenze (7 poesie inedite) L. De Luca, Poesie di naufragi e approdi (14 componimenti scelti)

R. Roma, Battiti d'animo (25 poesie inedite) S. Stefanutti, i Viandanti del Mare (14 poesie) G. Longo, Attimi di vita confusa (14 poesie inedite) S. Indiana, Storie di un tempo perduto (18 poesie inedite) C. Gison, Nell'intimitĂ delle nostre mani (Versi e prose poetiche)

S. K di Modugno, Ritratti (12 poesie) F. Ferrante, Sogni appesi (7 poesie d'amore) M. Cosma, Lettere di Nikto (9 poesie inedite) L. Mele, Imbroglio di luci (10 poesie inedite) A. S. Abate, Flussi (10 poesie inedite) A. Ditria, 35 Haiku C. Alberti, Onironautica d'amore (8 poesie oniriche) AA.VV., Shoshin (8 haijin italiani)


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