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l'autore a poetic journal

MME

by

o Mirk .C. llo G e r o M


© MME – Magazine Morello Edition © Testi; 2017 Mirko Morello G.C. © Foto; 2017 Fabio Morello G.C.

firme in copertina, pubblico dominio

Tutte le odi presenti compongono la sezione "Maestri" della raccolta "da Vivo Vi Volsi un Canto" inclusa nell'antologia poetica "Come pietra emersa" disponibile in e-Book & Stampa.


l'autore in 5 incontri FEDERICO GARCÍA LORCA pp. 4-7

PABLO NERUDA pp. 8-11

JAMES M. BARRIE pp. 12-19

CLAUDE MONET pp. 20-23

GIOVANNI MORELLO G.C. pp. 24-27


Federico García Lorca en 1914. Foto anónima hallada en la Universidad de Granada en 2007, proveniente de una ficha de estudiante.                                       (fonte, Wikipedia)


Amanti

NOTA: citazione finale dal componimentO "AGOSTO" ; citazioni alla pagina successiva da "CARACOLA" e "ORA DI STELLE"

"La Poesia non cerca seguaci, cerca amanti". È la sola verità che so e me l'hai insegnata tu. E chiudo il taccuino per aprirmi a questa vita e restituirmi ad un palpito d'euforica comunione: con la pioggia e la chitarra, sulla strada che sfugge ai passanti e si sogna un sentiero verso il mare. Ora, per ricordarti, fratello, non serve aderire ad altre parole; basta schiudersi a certi odori profondi, di Quercia e Granada, arance e narcisi in attesa. Ora, per chiudersi con la notte e raccontarti, chiedo all'ancora d'issarsi saluto - nell'ultimo battito della siguiriya - e lasciare che un nuovo sogno dirompa: dove l'uomo sta all'uomo come amistà; dove - accolta! - la Poesia rimanga ancora età seducente sulle labbra schiuse dei suoi amanti. E salpare                 "controluce a tramonti   di pesca e zucchero.   E il sole dentro la sera   come il nocciolo nel frutto".


L'ode Silenzio. "Mi hanno portato una conchiglia. Dentro canta un mare di carta".

È tutto.                "Me ne vado nudo per la strada carico di versi perduti".

Ode a

FEDERICO GARCÍA LORCA Notturno di labbra invocate e assenti. Il grillo attese echi di foglie e modulazioni d’acqua. Colmo incendiò una petenera:   Si occultò la mano dell'invidia    che recide la rosa    dove non può, quando non deve    E irato    contro questa vita meschina    canto      - peritura voce di fiume,    La tua vittoriosa umanità.


Three-quarter face portrait of a thoughtful Pablo Neruda during a reading of his poems by the Italian drama actor Giorgio Albertazzi. Italy, 1963.                                                                           (fonte, Wikipedia)


NOTA: citazioni dai componimenti "IO TORNERÒ" & "ODE ALL'AUTUNNO"

L'incontro Neruda rimane l'ultimo grande faro della Poesia mondiale. Sebbene sottesa - in questo secolo in cui l'essere poeta è un'entità in estinzione - la sua continua ad esser voce intrisa di umanità e malinconie profonde. Una voce, ancora, che nell'incontro eleva e chiede asilo per altre labbra; una patria sicura per poter tornare ad amare. Adolescente, ho trovato nella libreria di casa un'edizione intatta di "Poesie d'amore e di vita": antologia preziosa in cui, per la prima volta, mi si schiusero le sue radici: il Cile dell'onda oceanica sulle pietre e sulle anime; la pioggia e le attese di Temuco, la costante irrequietezza di andare, voltarsi, ripartire; ascoltando per comprendere e partecipare, udire per riconoscersi - ovunque! - "pietra e silenzio", un palmo empio d'acqua e vento per diffondersi. In queste calde ore d'autunno, osservo la mia Kerkent dorarsi e respirare piano mentre riapro quel libro e accolgo la tua marea "fino a fondere odori,/e a far salire il vino all'uva". E aspetto di scorgerti guizzo viandante nella "luce burrascosa/della schiuma".               


L'ode Tra i Maestri a cui guardare, negl'anni della mia formazione, Neruda è stata terra complessa e straordinaria: per vastità e scenari; per intuizioni e cromature. Oggi come in quei giorni, è parola che appartiene al respiro sano del popolo libero, dell'uomo semplice e genuino, della clandestina fiammata erotica che pervade i sensi dentro la scia di un profumo di donna in cammino. Sicché, l'8 aprile del 2015 composi - per celebrare un fratello e un'intera lingua di rena e spuma - quest'ode complice d'un canto disteso.


Ode a

PABLO NERUDA Ay ferita! Pozzo esploso sulle arsure del Sud. Chi ti dimentica tradisce la creazione! Spiga racchiusa e resa essenza. Ventaglio. Tempio in cui le notti s’inchinano per raccontarsi solarità future. Il grido della pietra al mare distante. Sogno taciturno dei fiori notturni       tra cui Bambini danzano scalzi e vivi. Lesi ma invitti difenderanno gl’inni che demmo loro. Una Patria solare per ogni oscura radice.


Sir J.M. Barrie by G. C. Beresford (no later than 1813) in Robert Louis Stevenson, A bookman extra number 1913.                                           (fonte, Wikipedia)


NOTA: Le 4 poesie che compongono il "SOGNO DI BARRIE" sono inedite.

Sogno di Barrie Cosa lega un uomo del XXI secolo ad una favola d'inizio XX? L'intramontabile bisogno di credere nella poeticità del magico. E batto le mani mentre la sera avvolge gli oggetti e scivola, coi miei passi, sui ciottoli d'argento di questo giardino. La meraviglia è una seduzione esaltante e lenitiva. Squaderna cosmi: irreali o possibili. Comunque, è viatico al viaggio. Sempre! E batto ancora una volta le mani mentre cerco a Sud un bagliore che accenda questo cielo slavato di Kerkent e tracci la rotta verso quel sogno di Barrie che difesi come mio e che, spesso, torno a rivivere. Dal settembre del 2012 al settembre del 2014 ho cercato sovente parole e modi per omaggiare il genio immaginifico di Sir. James realizzando, al fine, questi brevi ritratti e un'ode a conclusione.               


SOGNO DI BARRIE I. Impressioni

1

Vinsi, per comprendermi, le declinazioni della luce. Il brillio e l’ombra audace; la polvere dorata dei tramonti canta la seduzione di papaveri esplosi fra gli steli arcuati e le ghinee. Il colore digrada 2 ed è spietata presenza di folgore e fauve. Un segreto di brume nel mattino. E l’Isola - dialettica di strutture elementari,           primitive Vinse il mio dolore inquieto di solitudini e bocche per un amore muto.


II. Wendy Lei che sapeva all’ombra ricucir insieme un corpo d’entusiasmo e ancor un nome chissà poi dove sfiorì la sua età quell’incanto d’ebbrezze e malie. Negl’occhi emerse intemerata terra per un amore. A un canto affida meraviglie d’isola e un volo sulle radure. III. Uncino (per voce concessa)

"C’è un coccodrillo sugli scogli affioranti e un'avventura che oserei riscrivere"

3

James si ridestò dal suo torpore e lo vide. Fiero e giulivo. Fantasmatico. In volo verso le stelle. La carne sotto l’uncino gli diede una fitta: di dolore e di memoria.    - PETER PAN! 4

Quale accalmia mai conobbe, nell’anima, il suo destino?


Mai assertivo; inclemente, ribaldo e meschino. 5 Udienza mai assentita ai cieli liberi. Riva sperduta e fuga. Egemonia eterna sui mari e sui minuti. Il tempo non ha attitudini. Esercita un innocuo lambire. Ombrìa dell’asse sui piedi senza scopo. 6

Tre passi per il condannato. Sberleffi. Scintille.  

- SPUGNA! IV. Peter (per echi d’onde e foglie)

7

Gelosia di voluttà e incanto. Veemenza d’intuizioni ed energia. Travature d’alberi, spazi e vanità. Una lacrima di malinconia per l’inverno. Esplorazione divertita e incessante. Asse tradita da un volo argenteo. Amico sperduto;


eco d'onde e foglie per un giuramento da rinverdire: alla fine del giorno sui fuochi calmi della radura, ci sarai per esultare? NOTE AL TESTO 1. Siamo in presenza di un’introduzione dei personaggi: il PoetaBarrie (in totale empatia) dipinge per noi e per sé stesso un luogo e un’atmosfera d’incanto in cui hanno parto i protagonisti essenziali: “Trilli Campanellino” e “Peter Pan” (Il brillio e l’ombra audace, la polvere dorata dei tramonti), “James Hook” (Giacomo Uncino) (spietata presenza di folgore e fauve) nonché l’”Isola che non c’è” da sempre teatro di mille scorribande ed avventure. 2. Tanto complessa quanto maestosa l’origine, nel testo, del personaggio di Uncino. Il fauve (nell’accezione del termine riferito alla corrente pittorica del XX sec.) è utilizzato in modo tale che ogni sua sfumatura di significato basti a delineare perfettamente il carattere ed anche l’esteriorità del personaggio. Di fatti, da fauve si passa (per medesima origine) a falbo, termine lett. che indica qualcosa di color giallo scuro (da annoverare come un dettaglio cromatico nel vestiario del Capitano ma anche nell’abbagliante colore mattutino che investe il Poeta-Barrie durante la sua visione compositiva).


3. Assorto in un sogno ad occhi aperti, è il Capitano che annota, di suo pugno, sul diario di bordo un principio di pensiero prontamente interrotto dall'arrivo del suo rivale. 4. (dal dizionario della marineria) il calmarsi del vento e del mare, anche per breve tempo. 5. Concorde. Ci si riferisce, del Capitano, alla gelosia, verso Peter, dell’arte del volo. Di quei cieli limpidi negati all’ebbrezza del librarsi. 6. È la passeggiata sull’asse. I tre passi del condannato prima del tuffo. Tutta la strofa verrà ripresa nello scritto successivo acquisendo storia: Peter deve aver fatto irruzione sulla nave e innescato l’ennesimo combattimento corpo a corpo con Uncino. Sfuggendogli in volo. 7. È l’Isola intera che ci presenta e descrive l’ultimo personaggio.


Ode a

JAMES MATTHEW BARRIE Affinché s’udisse in sé sempre un inno nascesti: uomo d’ingegno e scrittura, Amico sodale e fragile occhio devoto al volo assoluto, al moto periglioso dell’innocenza. A tracce incorruttibili hai tramandato un sentiero per l’eterna estate ad adulti pentiti.      Seguirti illumina!


Claude Oscar Monet ritratto fotograficamente da Nadar nel 1899.                                       (fonte, Wikipedia)


Un idillio di luci Pervenni sempre, all'Arte, per naufragio: insperato e necessario. Così conobbi Monet! Mentre avvampavo un’adolescenza ribelle con l'ostinata e costante ricerca di una fuga: dalla noia dei giorni, dal disfattismo di una terra ostile all’ancien rêve di un artista: esserci per incontrarsi nel tempo. Come libellula mattutina limitrofa ai granai; come foglie che la terra nelle notti consuma. Un idillio di luci e vastità di cui disporre per compartirne ebbrezze.               


L'ode Cosa amai dell’impressionismo sono molecole che compongono ancora il mio senso del bello e del reale; di quell’intuire l’oggi per un divenire più certo e nitido. Una narrazione per cromature e sussulti. Quell’inarrestabile epopea di un sole nascente. Ode a

CLAUDE MONET Destinate ad esser entità le tue cinque lettere che deliberarono la rivolta sanciscono ancora la calda luminosità emersa, il vapore e la nebbia comprimarie all’emozione, il silenzio della terra carpito e diffuso, il movimento impossibile dell’acqua   - prigioniero dell’occhio indagatore Gettato su un corpo di tela compiacente; i dettati della luce sorta per eternare visive sensibilità e conoscenze. Eccelsa energia dei mattini, enigma delicato di cattedrali e ninfee;


1

la beltà nata dal tuo involucro   - farfalla precursora di fascinazioni nuove È nostro battito vitale oltre ogni solitudine. 2 Validissimo ductus, parola intelligibile.

NOTE AL TESTO 1. È la traduzione francese del termine “enveloppe”. Termine per mezzo del quale Monet definì l’insieme degli influssi atmosferici, spaziali e temporali che caratterizzano un’impressione momentanea soggettiva. 2. In pittura sono i tratti distintivi di un artista: pennellata, stesura del colore, esecuzione delle linee.


Giovanni Morello G.C. ritratto fotograficamente durante un viaggio a Verona nel 2013.                              (archivio privato MME)


NOTA: Citazioni dai componimenti "LA DISPERSA MELODIA" e "IL CIELO".

da Poeta a Poeta Ho luoghi, come amori, da difendere. Viali segreti d'Infanzia dove mi perdo e ti ritrovo ancora: come parola eterna e poesia; un attimo di silenzio complice in cui, incontrarti, vale ancora questa lacrima di vita e inchiostro da celebrare per trattenerti.                "Bello il campanile stellato quella notte e la bandiera che sfiorava i capelli alla luna"

Sarebbe bastato aprirsi, con fierezza, come calicanti contro l'attesa malinconia d'autunno; per salutarsi ancora: da Poeta a Poeta, da padre a figlio.


E scoprirlo da qui, nuovamente, che                "Il cielo ritornò sereno due stelle brillanti mosse dal vento mi parlano di un viaggio"

Così andrò, colmo di noi, lodando la vita, col coraggio dei giusti, incontro al cuore della terra. Così rimarrai, una indimenticabile felicità.


L'ode Prima di mutarle in ali, le tue radici hanno sorretto generazioni, sogni e un'infinità di quotidiane avventure. Ora che per tenerti al sicuro, amore mio, basterà questo cuore che hai cresciuto ed un sorriso a vita piena nel ricordo a condividerti; che quest’ode semplice ti giunga tonante, ovunque si propaghi ancora il maestoso bagliore della tua luce.

Ode a GIOVANNI MORELLO G.C.

Incontrare il tuo amore valse la fatica di nascere ed abitarmi. Valore ch’affidasti alla mia voce l’ardua ebbrezza del verso, la lacrima irrisolta del vivere roride. Tra la rena e il destino oscuro dell’uomo buono affidasti alla mia fierezza il tuo sogno di gioventù. Riconoscendoci.


Mirko Morello Gallo Cassarino è nato ad Agrigento il 20 novembre 1989. Dopo svariati tentativi

Autore di straordinaria

d'emergere con l'editoria

prolificità, ha raccolto la sua

tradizionale è diventato un

opera poetica nelle antologie

fiero sostenitore del self

"Per incontrarsi nel tempo" e

publishing che gli ha

"Come pietra emersa".

permesso, a tutto tondo,

Il meglio della sua produzione

di dar sfogo alla sua maestria

in prosa è esperibile nei volumi

creativa.

"Il baule del migrante" ed "Epinàl".


l'autore volume unico  

<<García Lorca, Neruda, Barrie, Morello G.C., Monet: un incontro poetico e d'Autore con i miei Maestri>> (MMGC). Il volume fa da supplement...

l'autore volume unico  

<<García Lorca, Neruda, Barrie, Morello G.C., Monet: un incontro poetico e d'Autore con i miei Maestri>> (MMGC). Il volume fa da supplement...

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