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Sommario Pag. 03 - Presentazione Pag. 04 - Countdown Pag. 06 - Spazio esordienti Pag. 18 - Art time Pag. 26 - Stelle tra le righe Pag. 40 - Brully consiglia… Pag. 42 - Red Carpet Pag. 46 - Filmografia Pag. 49 - Da inchiostro a pellicola Pag. 51 - Speciale “La Bella e la Bestia” Pag. 62 - Cartoons: Frozen Pag. 68 - Febbraio guarda… The Vampire Diaries Pag. 74 - Fan Fiction Pag. 80 - The Brully’s Choice Awards Pag. 86 - Some readings Pag. 87 - Ringraziamenti Pag. 88 - Info & Contatti


Presentazione Ed eccoci qui, in questo secondo numero. È passato un mese e abbiamo cercato di rendere speciale questo numero quanto il primo… forse anche di più. Come sempre abbiamo riversato tutto quello che ci appassiona mettendoci del nostro, ma soprattutto cerchiamo qualcosa che vi faccia entrare nel nostro mondo. Fare questo numero è stato da una parte più facile, perché avevamo già impostato le cose nel primo numero, quindi non abbiamo dovuto cominciare proprio da zero, ma da un’altra più difficile perché dovevamo tenere alte le aspettative e proporre alcune novità per non rendere Brully’s Magazine noiosa. Io (Silvia) mi sono divertita moltissimo a creare le immagini per Frozen (cavallo/limone) e per The Vampire Diaries Jerema ;) E ovviamente sono stata super entusiasta di poter scrivere il commento alla saga di Fallen, anche se ho cercato di contenermi un po’. Invece io (Miriam) sono stata entusiasta di ogni dettaglio di questo numero, gli argomenti che abbiamo trattato sono per la maggior parte i miei preferiti (ad esempio lo speciale della Bella e la Bestia che, è uno dei miei cartoni animati preferiti. Credo che la videocassetta si sia consumata da quanto l’ho guardata). Divertentissimo poi l’incontro ravvicinato con Olaf. Non potete proprio perderlo! Sfogliate la rivista e fateci sapere se vi è piaciuta ;) Per avere la versione pdf scrivete una mail a brully.magazine@hotmail.it in oggetto: richiesta PDF febbraio e questo codice: BRMGZ02MS25


Countdown Oh, questo mese ci sono un sacco di novità! Date un’occhiata.

04 Febbraio Aspettando domani - Guillaume Musso - Sperling & Kupfer Chrysalis - Jodie Meadows - Mondadori

05 Febbraio L’ultimo sacrificio – Richelle Mead - Rizzoli

06 Febbraio Una ragione per amare - Rebecca Donovan – Newton Compton Silver – Kerstin Gier – Corbaccio Le cose che sai di me - Clara Sanchez - Garzanti Libri La Promessa. La Prova – Portia Da Costa - Newton Compton

09 Febbraio La strada in fondo al mare - Leah Fleming - Newton Compton

11 Febbraio Quello che voglio da te - Beth Kery - Sperling & Kupfer

13 Febbraio Nudo d’autore – Raine Miller – Corbaccio Il Fuoco della Notte - Larissa Ione – Leggereditore Rischio Letale - Pamela Clare – Leggereditore Piacere Estremo - Georgia Cates - Leggereditore

16 Febbraio L'ultima casa a sinistra - Unni Lindell - Newton Compton Le parole segrete dei tuoi occhi - Edeet Ravel - Newton Compton


18 Febbraio La Cacciatrice di Fate - Elizabeth May - Sperling & Kupfer Dipinto sulla Pelle - Barbara Baraldi - Mondadori L' Estate del Coniglio Nero - Kevin Brooks – Piemme

20 Febbraio Innamorarsi di una stella – Tina Reber – Nord

23 Febbraio 7. Il numero maledetto - Barnabas Miller - Jordan Orlando - Newton Compton

Ti amo ti odio mi manchi - Niamh Greene - Newton Compton L'angelo della notte. Oltre le tenebre - Brent Weeks - Newton Compton

25 Febbraio Multiversum. Utopia – Leonardo Patrignani - Mondadori

26 Febbraio La Confraternita del Pugnale Nero. Il Cerchio degli Amanti - J.R. Ward - Rizzoli

27 Febbraio Il Dominatore - Alma Katsu - Longanesi Come nessun’altra - Bella Andre - Tre60 Heaven - Alexandra Adornetto - Nord La Città della Perversione. La Ragazza Dietro Il Ventaglio - Stella Knightley - Newton Compton

28 Febbraio Stai Con Me - Maya Banks - Harlequin Mondadori Tacco 12, Addio! - Leanne Banks - Harlequin Mondadori Come Sabbia Tra Le Dita - Diana Palmer - Harlequin Mondadori Hollywood Party - Victoria Fox - Harlequin Mondadori Se Torno, Ti Sposo - Kristan Higgins - Harlequin Mondadori

Sempre a febbraio Scritto nel Vento - Beatriz Williams Nord


Spazio Esordienti L’autrice… Giorgia Penzo È nata a Reggio Emilia il 18 novembre 1987. Laureata in giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Parma con una tesi sui processi a Luigi XVI e Maria Antonietta, è appassionata di biografie di personaggi storici femminili, mitologia, arte e cinema. È autrice di racconti, tra cui "Berlino 1942" e "Il regno dell'Effimera", entrambi di genere horror ed editi da Origami Edizioni. Alcuni suoi brani faranno parte delle raccolte Asylum 100 (St-Books), Sono una strega (Il Giornale del Libro) e di diverse antologie della casa editrice La Mela Avvelenata, di prossima uscita.Il primo romanzo della sua duologia urban fantasy, "Red Carpet" (Editrice GDS), è stato pubblicato nel luglio 2013 mentre il capitolo conclusivo, "Asphodel" (Editrice GDS), a dicembre 2013. Pagina Facebook: https://www.facebook.com/giorgiapenzo.autrice Blog: http://giorgiapenzo.wordpress.com

I romanzi… Titolo: Red Carpet Autore: Giorgia Penzo Editore: GDS Collana: Aktoris Serie: Red Carpet (duologia) Copertina: Andrea Tentori Montalto Genere: urban fantasy Prezzo: € 1.99 (ebook), € 16.90 (cartaceo) Pagine: 307 Dove acquistare il libro: http://tinyurl.com/q7mmhf3


Trama: In un presente alternativo, il vampirismo non è più un morbo da debellare ma una risorsa sulla quale investire. Lo sa bene Elizabeth “Lise” Scott, giovane e arrivista responsabile delle negoziazioni alla Immortality Awaits Corporation, l’unica società al mondo in grado di rendere reale il più grande sogno dell’uomo: vivere per sempre. Elizabeth è un brillante avvocato specializzato nella difesa dei vampiri e il legale personale del presidente dell’Immortality Awaits, Ryan J. Constant, uno dei pochissimi pluricentenari in grado di trasmettere il virus dell’immortalità attraverso il proprio sangue. L’arrivo di Adam Reese, arrogante immortale del Vecchio Mondo con un conto in sospeso con il passato, costringerà Elizabeth ad affrontare la sfida più importante della sua carriera. Obbligata dalle circostanze e dal suo orgoglio, si ritroverà al cospetto di un misterioso tribunale segreto – la Corte di Erebo – in un processo che affonda le sue radici ai tempi della Rivoluzione francese.

Titolo: Asphodel Autore: Giorgia Penzo Editore: GDS Collana: Aktoris Serie: Red Carpet (duologia) Copertina: Andrea Tentori Montalto Genere: urban fantasy Prezzo: € 2.49 (ebook), € 13.90 (cartaceo) Pagine: 225 Dove acquistare il libro: http://tinyurl.com/q7mmhf3

Trama: È trascorso poco più di un anno dal processo davanti alla Corte di Erebo e, questa volta, i problemi per l’avvocato Scott piovono dall’alto: la Santa Sede vuole che l’Immortality Awaits Corporation chiuda i battenti, pena la scomunica per tutti coloro che entreranno in contatto con gli immortali. Come se non bastasse, dopo una cena con Elizabeth, Ryan allontana violentemente la ragazza senza una ragione apparente. Il suo oscuro passato tornerà a tormentarlo nelle vesti di una donna, antica quanto crudele, che stravolgerà le carte in tavola esigendo la vita di Lise. L’unica speranza di salvezza è ritrovare l’oggetto da cui la vampira è ossessionata, andato perduto da ormai seimila anni. Per Ryan ed Elizabeth inizia una frenetica corsa contro il tempo, guidati dall’enigmatica profezia dell’Oracolo di Delfi: una ricerca che li


porterà a far luce sui propri sentimenti e a scoprire quanto cedervi possa essere pericoloso.

Choice & Meaning Red carpet Il Titolo… La protagonista del romanzo, Elizabeth Scott, si muove in un mondo glamour e pericoloso. Vestiti alla moda, serate di gala, borse costosissime, auto lussuose, jet privati. La sua vita è un red carpet su cui mettersi in mostra, ma anche dove si viene enesorabilmente giudicati. È un tappeto lungo, insidioso, rosso come il sangue che, volente o nolente, scandisce la vita di Lise. Ed è una passerella che in un momento ben preciso del libro segna una sorta di passaggio per la protagonista, il rischio del tutto e per tutto. Il red carpet è l’apice dell’apparenza, l’emblema che nel romanzo simboleggia il più recondito sogno dell’uomo: vivere per sempre. È comunque un’arma a doppio taglio. Una volta attraversato, una volta avuto il proprio momento di gloria, il sorriso di circostanza svanisce e si ritorna fare i conti con i propri demoni interiori.

La Copertina… La copertina scelta per Red Carpet è stata disegnata da Andera Tentori Montalto, un bravissimo illustratore che ha creato l’immagine seguendo le mie linee guida. Sullo sfondo un occhio attento può riconoscere la Grande Galleria degli Specchi della reggia di Versailles, mentre in primo piano c’è una rosa bianca insanguinata. Il fiore in questione ha molteplici significati. Innanzitutto era il simbolo di un’antica casata inglese, e rimanda al passato di uno dei protagonisti del romanzo. Ma la rosa bianca era anche il fiore preferito della regina Maria Antonietta di Francia, altro indizio riguardante la trama, la quale amava accompagnare le lettere per gli amici a lei più vicini con quelle coltivate nei roseti nel Petit Trianon.


Parte della vicenda si ricollega agli eventi della Rivoluzione francese, da qui la scelta del fiore e delle gocce di sangue sui suoi petali.

Asphodel Il Titolo… Per il capitolo conclusivo della duologia di Red Carpet ho scelto questo titolo per una ragione in particolare. L’asfodelo era il fiore che, secondo la mitologia greca, cresceva nei Prati dell’aldilà destinati alle anime di chi in vita non era stato né buono né cattivo. I Campi di asfodeli erano una sorta di limbo malinconico, senza gioie ma nemmeno tormenti. Questo luogo leggendario ospiterà il giro di boa di tutta la storia, e introdurrà un personaggio chiave appartenente al passato di uno dei protagonisti.

La Copertina… La copertina, illustrata ancora una volta dal bravissimo Andrea Tentori Montalto, congela un momento topico della vicenda raccontata nel romanzo. La ragazza voltata di spalle è Elizabeth, la protagonista. Nella mano sinistra stringe un fiore di asfodelo mentre la destra impugna una spada, pronta a combattere. Nell’immagine si fondono fragilità e determinazione, entrambi caratteri di un’antieroina giunta ormai alla resa dei conti.


I commenti di Miriam Red Carpet Red carpet mi ha stupita in una maniera indescrivibile, non solo per la trama (estremamente coinvolgente), ma anche per i personaggi incredibilmente particolareggiati. Lo stile di Giorgia è fresco, leggero e frizzante! Non c’è un solo istante in cui la narrazione assume toni banali o noiosi. Ogni capitolo è una sorpresa che ti tiene legato alle vicende in maniera decisa (questo è un romanzo di quelli che fatichi a lasciare). Le vicende sono narrate dal punto di vista di Elizabeth… Lise, per i pochi eletti (4 persone). Una tra questa è il suo capo (Ryan), il direttore dell’Immortality Awaits Corporation, una società che vende a prezzi esorbitanti, l’immortalità. Eh sì, Ryan è un vampiro, ed Elizabeth è il suo avvocato. Il suo personaggio l’ho amato alla follia fin da subito! È allo stesso tempo forte, sola, indipendente, ma bisognosa di calore e sostegno. Insomma è una donna complicata ☺ come tutte noi. Il suo carattere, il suo modo di fare è unico! Più di una volta mi sono dovuta fermare perché ridevo in modo incontrollato. E Ryan? Non vi dico nulla, voglio che lo scopriate da soli (ne vale proprio la pena). Poi ovviamente incontreremo Adam… ups, ho parlato troppo! Un romanzo ricco di colpi di scena e che consiglio veramente di leggere! Non ve ne pentirete!

Asphodel Che dire di Asphodel? Oltre ad aver mantenuto il magnifico stile narrativo del primo (colpi di scena, divertimento e frizzante originalità) questo secondo capitolo (forse l’ultimo, ma vi confido che spero l’autrice scriva qualcos’altro a riguardo) è molto più intenso e profondo.


Mi ha fatto palpitare il cuore più e più volte. Dopo il lieto fine delle vicende del primo capitolo, non mi sarei mai aspettata un seguito così prorompente. La nostra Lise (eh sì, mi ha concesso di chiamarla così) cresce, si rimette in gioco, rischia il tutto per tutto… per amore? Eh sì, per amore! Nemmeno le sue Louboutin sono riuscite a tenerla alla larga da questo sentimento incredibilmente potente. La conclusione non è propriamente chiusa, quindi la mia speranza in un terzo capitolo aumenta! In questo sequel sentirete molto parlare dei “Figli di sangue”. Cosa sono? Non vi resta che scoprirlo leggendo. Una cosa che ho moltissimo apprezzato sia in questo che nel primo romanzo, sono le spiegazioni degli eventi storici visti come se i vampiri non fossero mostri assetati di sangue, e la gente terrorizzata da loro! (incontreremo più di un personaggio appartenuto a Complimenti Giorgia! Inutile dire che vi consiglio anche questo. Non potrete non innamorarvi dei personaggi principali, e lottare con loro!


I commenti di Silvia Red Carpet "Ci scommetto la mia nuova borsa di Hermés!" Questa è Lise, o meglio Elizabeth, visto che permette solo a tre persone in tutto il pianeta di chiamarla Lise. Lei è ambiziosa, una gran lavoratrice, ma è anche, lasciatemelo dire, una stronza. In poche parole è davvero unica ed è grazie alle sue qualità così prominenti che io la adoro. Non permette a nessuno di mettersi tra lei e il suo obiettivo, appare forte e coraggiosa, anche se dentro di sé è un comune essere umano. Ho davvero amato questo libro e i suoi protagonisti. Perlopiù è stato divertente leggerlo ma è stato anche molto interessante. All'inizio del romanzo Elizabeth ci spiega le possibili origini scientifiche del vampirismo, una malattia in cui la compagnia per cui ora lavora decide di investire. Non è più quindi soltanto un mito, una leggenda improbabile, ma l'insieme di varie malattie (alcuni nomi latini/greci impronunciabili, porfiria-qualcosa, l'emofilia al contrario, anemia e qualche altro termine troppo tecnico che nonostante dieci stagioni di Grey's Anatomy e altrettante stagioni in altri diversi telefilm medici non sono riusciti a entrarmi in testa!). Lei lavora appunto per questa società come avvocato e vende ai mortali (che se lo possono permettere) la vita eterna. Ed è grazie al suo capo che conosce il rompiscatole vampiro Adam. Leggendo pensavo che il titolo si riferisse alla smisurata passione di Elizabeth per la moda, ma verso la fine il "red carpet" non è esattamente quello di una sfilata, almeno non materialmente, ma credo che a livello... mmm mentale? Psicologico credo sia l'aggettivo adatto, la protagonista affronta la sua battaglia a testa alta, nonostante i dubbi e le paure


(soprattutto nonostante questi e cercando di non mostrarli) come farebbe una modella che sfila guardando dritto davanti a sé senza battere ciglio. Era la sua serata, era il suo red carpet. Mi è piaciuto davvero tutto. Il testo è davvero ben scritto, non solo dal punto di vista "tecnico" ma è anche divertente e intrigante. Infatti non vedo l'ora di leggere il secondo capitolo, nonché ultimo, per scoprire quante altre ne combineranno. Come sarebbe vivere in un mondo dove tutti sanno e hanno sempre saputo dell'esistenza dei vampiri? Facile, leggete “Red Carpe”t ;) "Avrei scommesso il mio set di valigie di Louis Vuitton!"

Asphodel Asphodel è il seguito di Red Carpet e anche la conclusione della saga (cosa che amo perché anche se mi dispiace che sia già finita non sopporto le saghe che continuano all'infinito arrivando a 7-8-20 libri!). Mi è piaciuto molto, forse è stato un pelino più divertente il primo, ma meritano davvero entrambi! In questo secondo capitolo Elizabeth (che noia chiamarla sempre col suo nome lungo... Da adesso mi prenderò la libertà di aumentare a quattro le persone che posso chiamarla Lise) affronta sempre un enigma, anche se di carattere diverso. Nel primo deve far ammettere alla corte di Erebo l'innocenza di Adam, mentre qui deve trovare un oggetto perduto per aver salva la vita. Nonostante le difficoltà affrontate e da affrontare lei mantiene il suo carattere coraggioso e testardo.


È passato un anno del processo che ha fatto raggiungere a Lise una popolarità senza limiti tra gli immortali. Dove ha dovuto difendere Adam, anche se sotto ricatto e controvoglia. Per il quale la nostra cara Lise aveva un debole "fisico". Ma solo in quel momento perché poi, nonostante le continue battutine/frecciatine ambigue dell'insistente Adam, Lise capisce chi è che vuole realmente! E chi altro se non il suo plurimiliardario capo? Esatto, Ryan in persona. All'inizio ci ero rimasta un po' male, perché in "Red Carpet" si comporta un po' troppo, come nota anche Lise, da padre apprensivo, capisco i 16 secoli di differenza, però... Comunque già quando si capivano i sentimenti reciproci l'idea mi ha convinto! E beh alla fine... ;)


Intervista all’autrice… 1. Cosa c'è di te in Elizabeth? Scrivere senza immedesimarsi nel personaggio principale che si crea per me è quasi impossibile. Ogni protagonista deve avere qualcosa di me, un dettaglio che mi permetta di vedere attraverso i suoi occhi. Il carattere di Elizabeth è molto forte proprio per nascondere fragilità e insicurezza. Probabilmente è questa la caratteristica che più ci accomuna, ovvero indossare la maschera del “va tutto bene, è tutto ok” anche se magari non è per nulla così. 2. Perché hai scelto il rubino come pegno d'amore tra Apsu e Gloria? Il rubino è stata una delle prime gemme a essere tagliate e lavorate dall’uomo. Dal momento che nei miei romanzi, seppur fantasy, cerco sempre di essere più verosimile possibile, ho scelto una pietra che plausibilmente potesse già esistere all’epoca delle civiltà Mesopotamiche. Il rubino poi è molto evocativo: rosso, come il sangue e la passione. Quello presente in Asphodel è venato di nero al centro per rimarcarne l'unicità e la corruzione "del cuore". 3. Ci sarà un terzo capitolo? O anche uno spin off? Le (dis)avventure di Elizabeth nascono come una duologia e non è previsto un terzo capitolo. “Mai dire mai” direbbe qualcuno, ma penso sia molto improbabile. Per quanto riguarda degli spin off, il progetto non mi dispiacerebbe. Non ci ho ancora pensato e, nel caso dovessi scriverli, non sarà una cosa imminente. 4. Una caratteristica che ami di più di Ryan e Adam e una che al contrario non sopporti. Di Ryan amo il suo senso di protezione, il suo lato cavalleresco. Al contrario la sua condiscendenza verso Elizabeth a volte lo fa sembrare debole, anche se solo in apparenza. Il lato che preferisco di Adam è la presenza scenica, il suo sex appeal e la sensualità che non prova nemmeno a tenere a freno. Quello che mi piace di meno è il suo essere doppiogiochista.


5. Se i tuoi romanzi finissero nel grande schermo, che attori vorresti vedere nei panni di Lise, Ryan e Adam (ti abbiamo nominato solo i protagonisti, ma se in mente ne hai altri diccelo pure). In realtà non ho mai pensato a un dream cast per i miei personaggi, dal momento che ho sempre volto che il lettore li immaginasse senza un volto standard a cui rifarsi. Se dovessi dare dei nomi per la terzina direi Chris Hemsworth per Ryan, Rhona Mitra per Elizabeth e Jonathan Rhys Meyers per Adam. 6. Elizabeth crede veramente che il vampirismo sia un morbo, una malattia. Tu condividi la sua versione "scientifica", "materiale" oppure quella "metafisica?" Se tutto fosse dimostrabile attraverso una spiegazione concreta sarebbe molto più facile, anche nella nostra vita reale. Eppure alcuni fenomeni sono ancora oscuri per la scienza e, probabilmente, così sarà in eterno. Se i vampiri esistessero da sempre e si fossero evoluti insieme all’uomo, la loro storia andrebbe analizzata di pari passo con la nostra. Un mix di natura e metafisica, quindi. Dopotutto la scienza ci ha detto quasi tutto sul nostro corpo e quasi nulla sull’anima. Perché non potrebbe essere la stessa cosa per i vampiri?


Art Time Elisabetta Brustio

Biografia… Elisabetta nasce il 22 dicembre del 1980 a Novara ed abita a Galliate (NO). Fin da piccola adora tutto ciò che si possa definire Arte: dalla danza al disegno, dalla cucina alla musica… alla grafica che, oltre ad essere una passione, con il tempo è diventata il suo lavoro. Nel 1995 frequenta un corso di computer che le permette di imparare i primi rudimenti dei principali programmi, insieme a un corso di contabilità. All’esame finale ottiene un attestato con il punteggio di 95/100 e, al termine del corso, svolge uno stage presso uno Studio di Commercialisti a Novara, dove si distingue per una spiccata predisposizione all’utilizzo del PC. Successivamente si iscrive all’Istituto Tecnico Commerciale “B. Pascal” di Romentino e, grazie alle votazioni meritevoli, nel 1999 svolge uno stage all’estero presso la tipografia “Recto-Verso” a Chambery (Francia) conseguendo, nel 2000, il diploma di Ragioneria con la votazione di 97/100. Nel settembre del 2000 inizia a lavorare come apprendista presso la tipografia “Multiserver” di Romentino (NO): inizialmente svolge la mansione di battitura testi. Poi, affiancata da diversi colleghi, impara a usare i principali programmi MAC per la grafica: Photoshop, Adobe In-Design ed Illustrator. Oltre alle mansioni di progetti grafici, le viene affidato il ruolo di “montagista” ovvero di realizzare “fogli macchina” per la sezione della stampa offset attraverso il dispositivo CTP, acronimo di Computer-to-plate. Nel 2006 gestisce le uscite pubblicitarie della provincia di Novara e del Verbano Cusio Ossola per il quotidiano “La Stampa” di Torino. Nel 2008 si mette in proprio, rilevando il contratto di lavoro con “La Stampa” che prosegue fino al 2010. Grafica, creativa nel DNA, moglie e mamma, a oggi svolge l’attività presso il suo studio sito in Via F. Baracca, 28 a Romentino (NO), sede lavorativa ed abitativa.


Ăˆ in grado di fornire un servizio grafico completo. La pazienza e la puntualitĂ che la caratterizzano, fanno del suo operato un’attenta ricerca per venire incontro alle esigenze del Cliente e consigliarlo nella scelta giusta. Realizza: volantini, pieghevoli, manifesti, locandine, biglietti da visita, riviste, cataloghi, grafica per inserzioni pubblicitarie. Oltre che cartoline e inviti (per eventi, feste e nozze), striscioni e cartelli, studio grafico di loghi e marchi, adesivi, etichette, modulistica per ufficio e qualsiasi idea che possa essere stampata!


Alcune opere di Elisabetta‌


Intervista all’illustratrice... 01- Cominciamo con una domanda “di base”. Come e quando è cominciata la tua passione per la grafica? Fin da bambina, nonostante non avessi un talento spiccato, mi è sempre piaciuto disegnare. Era il mio modo per esprimermi visto che, a parole, sono sempre stata un po' riservata. Diventando un po’ più grande, a questa passione, si è affiancata anche la curiosità di imparare a usare il computer permettendomi così, con questo strumento, di fare le due cose insieme.

02- Hai sempre pensato che questa sarebbe stata la tua carriera? A questo proposito, sei autodidatta oppure hai fatto una scuola particolare? A ripensarci, il mio sogno da piccola era di lavorare presso un ufficio postale (era l’unico posto dove allora c’erano dei computer…). In realtà io mi definisco grafica... ma, sotto sotto, sono una ragioniera. Alla fine delle scuole medie nasce in me il desiderio di imparare un mestiere... basta scuola!Voglio fare qualche cosa di concreto! In un anno sabbatico mi iscrivo ad un corso di computer e a uno di contabilità. E lì... scatta la scintilla con il PC (ora soppiantato dal MAC)! Dopo uno stage presso uno studio di Commercialista, le ragazze impiegate mi spingono a proseguire negli studi, almeno per prendere un pezzo di carta che può sempre servire. Frequento l’istituto tecnico commerciale - indirizzo “ragioneria” e in quarta superiore faccio uno stage in Francia e… dove mi mandano? In una tipografia! E scatta la seconda scintilla! Da lì ho capito quello che avrei voluto fare! Dopo essermi diplomata, anche se i conti non mi escono male, dentro di me non c'è la passione di diventare un commercialista e un'università che dia uno sbocco nella grafica non è che proprio ci sia... Quindi cerco un'alternativa... e, nel settembre del 2000, inizio a lavorare in una tipografia.


Le cose da imparare sono tante, tantissime, non si smette mai di aggiornarsi... ancora adesso! 03- Ho letto che da qualche anno (dal 2008) hai aperto una tua attività. Com’è gestire una propria azienda, avere tutta la responsabilità diciamo. E… non è facile! Da una parte è meglio avere sotto controllo tutto (dalla grafica, alla stampa, ai conti…) Da quando lavoro in proprio ho imparato a essere segretaria, venditrice, amministratrice di me stessa… cose che, lavorando “sotto padrone” non mi immaginavo di fare… le responsabilità sono tante ma, in questo momento, è l’unico modo che mi lascia la possibilità di conciliare famiglia e lavoro.

04- Quanto è importante il web nel tuo lavoro? Molto, e più passa il tempo più acquisisce di importanza. Il web è una vetrina sul mondo. Purtroppo, soprattutto per la parte di stampa, il web sta un po’ ammazzando il mercato… i prezzi che propongono sono bassissimi e le tipografie non riescono ad essere competitive. Si finisce un po’ per mettere da parte la qualità per la quantità. Per quanto riguarda la grafica il discorso è un po’ più ampio, nel senso che è difficile gestire dei clienti solo via web a livello grafico… occorre un contatto più umano e ravvicinato. E, in questo caso, il web (con i blog, facebook ecc.) è un ottimo veicolo per farsi conoscere.

05- Quali sono le fasi “tipo” del processo grafico? Si parte inizialmente con un colloquio con il Cliente dove mi spiega che cosa ha bisogno, quali sono le finalità che vuole raggiungere e cosa vorrebbe realizzare, questa fase è molto importante perché più cose so meglio riesco a centrare l’obiettivo e far “felice” il cliente. Una volta approvato un preventivo iniziale, si parte con il lavoro vero e proprio. Il Cliente mi fornisce i testi (che eventualmente io sistemo e correggo) e le immagini (se ce ne sono, altrimenti ci penso io) e poi si passa all’impaginazione del progetto. Se si stratta di una creazione da zero di un logo, propongo due o tre versioni per avere una scelta maggiore da parte del cliente. Faccio schizzi e valuto tutte le alternative possibili. Una volta approvato e corretto la bozza (anche varie volte) si passa alla pianificazione per la stampa.


Imposto il “foglio macchina” in base al tipo di lavoro e alla macchina di stampa che lo stampatore andrà a utilizzare, e lo porto in tipografia a stampare. Una volta pronto lo consegno al cliente. 06- Come immagini sarà il futuro in questo settore? Nonostante la parola “crisi” vada di moda di questi tempi, preferisco sperare in un futuro un po’ più roseo. La pubblicità (digitale, cartacea, dei packaging ecc.) non credo morirà mai… ci sarà di sicuro ancora tanto da imparare, per sviluppare progetti sempre più al passo con i tempi. E’ una bella sfida, per questo ho deciso di aprire anche un blog (www.elisabettagrafica.blogspot.it), di tenerlo il più possibile aggiornato, perché possa essere un veicolo in più che mi faccia conoscere, come persona e come grafica. Nel futuro spero inoltre che sia un mestiere un po’ più riconosciuto. Molti non capiscono in cosa consiste pensare e progettare un lavoro grafico da zero. Anche solo per un logo non riescono a capire il lavoro ci sta dietro, il tempo e le idee che uno mette.

07- Nel tuo sito ho visto che i tuoi prodotti spaziano tra calendari, biglietti da visita, riviste, volantini… ti piace molto variare? Non è che mi piace variare… è che passa un po’ di tutto, quello che c’è si fa! Ho avuto la fortuna di poter fare “gavetta” presso una delle tipografie più grandi della zona e, questo, ha fatto sì che passassero sotto i miei occhi tanti tipi di lavorazioni completamente diverse. Per me è stata una grande scuola, un vero e proprio bagaglio di esperienza. Certo, ci sono lavori che amo fare più di altri, è una bella soddisfazione creare un’immagine coordinata da zero per un evento o per una ditta… ma non tutti i lavori sono così creativi e stimolanti. Cerco sempre di trovare il bello delle cose e di appassionarmi in tutto quello che faccio. Anche copiare e incollare numeri tutto il giorno… lo so, è un po’ da matti!

08- Nella descrizione che fai di te sul tuo sito dici che “adori tutto ciò che si possa definire arte”. L’ispirazione che cerchi per fare le tue opere affiora solo dalla tua intimità o ti lasci coinvolgere anche da fattori a te estranei? Quanto giocano le emozioni con la tua attività?


L’ispirazione la trovo in tutto quello che mi circonda, tutto può essere buono per trovare un accostamento di colori accattivante, una musica che mi ispira… poi la creatività e le idee nascono da sé… di solito le migliori a me vengono la mattina presto oppure quando sono in cucina! Il fatto che mi piaccia l’Arte in ogni sua forma mi fa apprezzare anche uno scarabocchio di un bambino che chiunque butterebbe via… da tante cose si può trarre un’idea, un qualcosa che rende un progetto unico. Mi è capitato tante volte che, dopo aver presentato delle bozze, il cliente scegliesse quella che a me piaceva di meno di tutte… e la scegliesse con entusiasmo! Chiaro che a me dispiace un po’… ma ognuno ha i suoi giusti ed è giusto che abbiano il lavoro che meglio li rappresenti… il cliente deve essere convinto e contento di quello che gli propongo, altrimenti cessa lo scopo di fare la grafica.

09- Usi delle tecniche particolari? Sono sempre le stesse oppure ti piace sperimentare cose nuove? Graficamente parlando non so se si possa parlare di tecniche vere e proprie, ci sono programmi che ormai permettono di fare di tutto, se uno li sa usare bene. Se invece parliamo di schizzi e bozze su carta, posso dirti che passo dall’acquerello alla matita, ad una semplice penna. Perché i tempi sono sempre ristretti, quindi non posso dedicarci tutto il tempo che vorrei. Adoro usare colori brillanti e grafiche vivaci ma sono disposta a sperimentare idee e cose nuove.

10- Cosa chiedi al cliente? Di quali informazioni hai bisogno per corrispondere le sue esigenze? Quando incontro un cliente, tutte le informazioni sono utili, anche conoscere un po’ la persona che ho davanti mi aiuta ad inquadrarlo meglio e a capire quale genere di grafica fa per lui. Mi interessa sapere quali tonalità di colori preferisce (ci sono clienti che sono fissati con dei colori o dei caratteri e non li cambierebbero con niente al mondo!), tutto serve per orientarmi meglio e centrare l’obiettivo. Un aspetto al giorno d’oggi importante è anche il budget. Sapendolo dall’inizio, non rischio di proporre una cosa che poi in pratica è irrealizzabile. Preferisco fare progetti concreti e capire cosa è meglio qualitativamente per il cliente. Poco tempo fa una mia Cliente mi ha detto che “le piaccio come grafica perché quello che lei ha in mente, io lo traduco su


carta con le immagini” il mio lavoro consiste anche nell’ascoltare ed entrare nella testa della gente! 11- Nella nostra rivista ci occupiamo molto di romanzi. Cos’è per te la grafica editoriale? Un sogno nel cassetto! Mi piacerebbe collaborare con case editrici per impaginare libri, riviste e fascioli illustrati. Sarebbe bello poter comporre graficamente dei libri per bambini oppure creare delle copertine per romanzi di ogni genere. Incrociamo le dita, non si sa mai che in futuro mi capiterà l’occasione!

Grazie per aver partecipato e buona fortuna per tutto :) Grazie a voi per l’ospitalità e l’opportunità di poter farmi conoscere.

Per contattare Elisabetta e vedere tutti i suoi lavori… Elisabetta Brustio Via F. Baracca, 28 – 28068 Romentino (NO) Tel. 0321.868351 elisabetta.grafica@gmail.com Sito Web: www.elisabettagrafica.it Blog: www.elisabettagrafica.blogspot.it Facebook: https://www.facebook.com/elisabetta.brustio


Stelle tra le righe Lauren Kate

Biografia… Lauren Kate è un’autrice statunitense. Le sue opere più famose sono Princess, la saga di Fallen e Teardrop. È nata (e cresciuta) a Dallas il 21 marzo 1981. Ha frequentato l’’università di Atlanta in Georgia, dove si è laureata in scrittura creativa. Ha iniziato a scrivere a New York, dove ha lavorato in una casa editrice. Si è poi trasferita a Los Angeles con il marito. Aspira a lavorare nella cucina di un ristorante, adottare un paio di cani e imparare a surfare. Ama incontrare i lettori fan delle sue opere, le opere di William Shakespeare, il vino rosso e il pesce. La sua prima opera è Princess (The betrayal of Natalie Hargrove) pubblicato nel 2009. Ha poi raggiunto il successo con la saga di Fallen, iniziata con il romanzo omonimo sempre nel 2009. Sono seguiti poi Torment, Passion, Fallen in Love (uno spin-off che vede protagonisti i personaggi della saga un giorno di San Valentino) e Rapture che conclude questa fantastica saga nel 2012. L’ultima sua opera è Teardrop uscito qui in Italia il 30 ottobre, l’inizio di un’altra trilogia.


La saga Fallen è stata selezionata per diventare un film. Sono già stati scelti tutti i protagonisti e secondo le ultime notizie, il film dovrebbe uscire ad agosto di quest’anno (*fingers crossed*).

Curiosità I suoi libri sono stati tradotti in più di trenta lingue

Kate ha visitato per promuovere i libri: Inghilterra, Irlanda, Australia, Paesi Bassi, Italia, Canada, Brasile, Colombia, Ecuador, Repubblica di Singapore, Malesia e Filippine.

Scrive sugli angeli perché dopo ave scritto Princess voleva scrivere una storia d’amore, ma il mondo che stava creando era troppo “piccolo”. Nel frattempo segue all’università un corso sulla Bibbia come letteratura e spesso spuntano questi angeli che si innamorano di un mortale e vengono cacciati dal Paradiso. Una storia d’amore che inizia con una tale sacrificio le ha dato una grande ispirazione.


Lauren se dovesse scegliere tra Daniel Grigori e Cameron Briel sceglierebbe il secondo (il quale infatti è ispirato a suo marito) e lascerebbe Daniel a Luce.

L’ispirazione di Teardrop le viene da un grandissimo gesto d’ispirazione di suo marito. Lei stava piangendo ma non riusciva a spiegarsi a lui. Lui ha raccolto una lacrima da un angolo del suo occhio e l’ha messa nel suo. Ha poi sbattuto la palpebra per assorbire la lacrima. *Queste informazioni sono ricavate dal suo sito personale (http://www.laurenkate.it) da wikipedia (in italiano questa volta, perché qualcche buon anima l’ha tradotta) e dai suoi social network.

Calendario per beneficenza al quale Lauren Kate e molti altri autori fantasy hanno partecipato. http://laurenzurchinstudios.com/2013/10/calendar-reveal-10-lauren-kate/


Princess Dopo aver letto, divorato e amato alla follia la saga di Fallen, la scoperta di un altro romanzo di Lauren Kate mi esaltava. Le mie aspettative quindi erano altissime, mi aspettavo una storia da togliere il fiato, che mi facesse palpitare il cuore, insomma tutto ciò che ho provato con i romanzi precedenti. Delusione totale. Mi dispiace davvero dirlo, non sono molti i romanzi che non hanno la mia approvazione, perché basta davvero poco per farmi sognare. Purtroppo questo non è stato il caso. Prima di tutto ho odiato la protagonista: pronta a tutto (e quando dico tutto, intendo proprio T-U-T-T-O) per vincere una coroncina del cavolo al ballo della scuola. Sembrava un’esaltata mentale, voglio dire, ok ci sta che una ragazza ambisca a vincere. Però il suo atteggiamento era al culmine dell’infantilità (parlo per gusto personale). Succede che, a far crollare tutte le sue certezze di vittoria è un misterioso e bellissimo ragazzo che arriva nella scuola. Tutte cominciano ad adorarlo e per la “povera” Natalie inizia un periodo infernale. Non può Justin-losconosciuto (che oltretutto sconosciuto non è) rovinare mesi di piani subdoli per accaparrarsi la corona. Natalie inizia a progettare un modo per metterlo fuori combattimento, e ce la fa, troppo alla grande direi! Ma il peso della coroncina si farà sentire e le ripercussioni saranno devastanti. Il fidanzato (povero) di Natalie è succube e fa di tutto per lei. Sarei entrata nel libro solo per prenderlo a schiaffi. L’unico personaggio che mi è piaciuto è stato proprio Justin. Non mi è piaciuta la trama, i primi tre quarti incentrati su come vincere e il resto riferito ai sensi di colpa. Sarebbe potuto venire fuori un lavoro decisamente migliore, conoscendo le potenzialità dell’autrice.

Miriam


La saga di Fallen Sono proprio contenta di poter commentare questa saga. Per molto tempo infatti è stata la mia saga preferita! Oggi rimane incessantemente al secondo posto. Non so se sia merito della traduttrice oppure se è così anche all’originale (cosa che mi sono ripromessa di scoprire al più presto) ma la scrittura è perfetta dal punto di vista grammaticale, scorrevole e avvincente. Dopo il boom (che persiste tutt’ora) sui vampiri Lauren Kate mi ha aperto gli occhi verso un altro mondo dell’urban fantasy: gli angeli. Successivamente ne ho letti altri molto promettenti e leggeri, ma Fallen li batte tutti per intensità delle emozioni, ambientazioni (soprattutto di stile gotico) e trame. Di cosa parla Fallen? Lucinda (Luce) Price viene spedita in una scuola correttiva dopo uno strano incidente in cui rimane ucciso il suo ragazzo. Tra le molte cose che la tormentano, molto importanti sono le “ombre” che la perseguitano fin da bambina. In questa scuola conosce molte “persone” interessanti, tra cui Arriane (di cui subito diventa amica, nonostante le stranezze), Cam (che la corteggia e la tratta sempre gentilmente ) e Daniel (che appena la vede la tratta malissimo). Luce si innamora di Daniel e dopo aver cercato informazioni su di lui ed essere coinvolta in strani e pericolosi “incidenti” fa una scoperta scioccante. Conosce la vera natura di Daniel e dei suoi amici. Sono tutti angeli caduti. Luce non ci capisce molto, se non che vuole restare con Daniel e andarsene da quella scuola perché non è un posto sicuro. Un docente infatti è disposta a tutto per portare a termine la sua missione. Luce scopre che ha rivissuto la sua vita migliaia di volte. Ogni diciassette anni infatti muore per poi rinascere con un’altra identità. Ogni volta lascia genitori, fratelli e sorelle, amici e un Daniel sempre più disperato, perché è destinato a vederla morire ogni volta che il loro amore sboccia. Alla fine del libro però Luce è ancora viva e sebbene Daniel sia restio a metterla in pericolo abbracciando completamente il loro amore sa che qualcosa in questa vita è cambiato e forse hanno davvero una possibilità. Credo sia inutile raccontarvi le trame di ogni libro della saga perché si possono tranquillamente trovare in internet e sono sicuramente più adatte di qualunque cosa possa scrivere io. Quindi voglio lasciare questo spazio per parlarvi delle mie sensazioni e di alcuni momenti che hanno caratterizzato le vicende di Luce e Daniel. Per evitare spoiler quindi saltate direttamente al paragrafo che parla del film. Fallen. Ho amato tantissimo questo libro. È stato uno dei primi amori impossibili, epici che ho letto (eh sì, perché ho letto “Twilight” solo un anno fa, dopo aver visto tutti i film) e mi ha conquistato. La mia scena preferita è stata quella dove Luce vede per la prima volta Daniel.

“Daniel le sorrise, e solo allora Luce si rese conto che non avevano mai smesso di guardarsi. Un fiotto di calore la attraversò e la ragazza dovette aggrapparsi alla panchina per sostenersi. Sentì le sue labbra scattare a loro volta in


un sorriso, ma poi Daniel alzò una mano. E le mostrò il medio.” Ok, ora ditemi. Come si fa a non odiare un comportamento del genere? Io mi sarei alzata per prenderlo a calci, mentre Luce ha timidamente abbassato lo sguardo. Dopo aver capito però tutto quello che Daniel ha passato rileggo questa scena in modo diverso. E se prima mi sembrava un comportamento da tipico stronzo da correzionale adesso mi sembra che mi si sciolga il cuore.

“«Ci incontriamo. Ci incontriamo sempre, in qualche modo. Non importa dove io vada, non importa quanta distanza cerchi di mettere fra noi. Non importa mai. Tu mi trovi sempre.» […] «Posso resisterti, o fuggire, o fare del mio meglio per non ricambiarti, ma non fa alcuna differenza. Ti innamori di me, e io di te.»” Torment “Il sorriso nei suoi occhi viola le rivelava quanto fosse felice di spiegare le ali. Proprio quanto lo era Luce quando vi era avvolta. «Vola con me» sussurrò. «Cosa?» «Non ti vedrò per un po’. Ti devo lasciare qualcosa che ti ricordi di me.» Luce lo baciò prima che potesse dire altro, intrecciando le dita intorno al suo collo, stringendolo più forte che poteva, sperando di dargli a sua volta qualcosa per ricordarla. Con la schiena di lei contro il petto, la testa sulla spalla di Luce, Daniel tracciò una linea di baci lungo il suo collo. La ragazza trattenne il respiro, in attesa. Poi lui fletté le gambe e con grazia si staccò dal bordo della scogliera. Stavano volando.” Da un lato mi è piaciuto un po’ meno del primo ma da un altro molto di più perché Luce (e quindi noi poveri lettori avidi di informazioni) scopre così tanto su quel mondo di cui ricorda così poco. Come suggerisce il titolo questo libro è proprio un tormento, perché Daniel cercando di proteggerla la tiene all’oscuro di molte cose e lei si allontana da lui avvicinandosi al suo nuovo amico Miles. Molto carino e gentili, ma mai all’altezza di Daniel. Il terzo invece è Passion che è il mio meno preferito. Perché? Semplice, perché anche se c’è molto più di Daniel-Luce, non è il vero rapporto che


hanno nel presente, uno che può concludersi con un happy ending. Anzi si sa già che la conclusione sarà sempre tragica. Però è bellissimo scoprire tutti i gesti d’amore che Daniel ha compiuto per Luce. Il momento più triste è stato quando Luce ha visto Daniel cercare di uccidersi buttandosi dal burrone. Poi per staccare c’è lo spin-off Fallen in Love, ovvero il giorno di San Valentino vissuto da vari personaggi. Ovviamente non ha niente a che fare con la trama della serie, però è molto carino e divertente, soprattutto perché Lauren Kate ha dato spazio ai personaggi che non hanno potuto essere completamente protagonisti negli altri libri.

Ed infine… Il capitolo finale. Rapture. Quante emozioni. Non avrei mai immaginato una cosa del genere possibile! Il finale è assolutamente perfetto ed è qui che si capisce che Lauren non è una scrittrice qualunque. Merita davvero tutti i complimenti e i fan che la seguono assiduamente. Ci sono stati davvero pochi libri in grado di emozionarmi tanto, ma rapture è stato una di questi.

Sono molto preoccupata per l’uscita del film. Quando si legge qualcosa la mente crea delle immagini di quello che si sta leggendo. Così capita per i personaggi. Io nella mia testa ho una versione molto nitida di Daniel, Cam, Luce, Arriane ecc. e quando ho i visto gli attori scelti beh… ci sono rimasta un po’. Capisco che essendo un film della Disney è indirizzato a un pubblico di… giovani? ma forse sta proprio qui il problema. Perché la Disney? I film che fa di solito sono carini da vedere in un pomeriggio di pioggia quando non hai voglia di fare nulla, ma per il film di Fallen, mi aspettavo qualcosa di più maturo, che coinvolgesse anche i più grandicelli… Va bè, sogni e speranze infrante a parte, lo vedrò sicuramente anche se non con il fiato sospeso come avrei fatto se fossero state prese diverse decisioni. Per tutti quelli che vorrebbero leggerla: la saga si commenta da sola pagina dopo pagina e sì, a moltissimi non è piaciuto (non sopporto proprio chi definisce Fallen una brutta copia di Twilight), ma posso assicurarvi che per ognuna di quelle persone ce ne sono almeno dieci che l’hanno amato… e io sono una di quelle! ;)

Silvia Fallen Torment Passion Rapture


Teardrop Avevo un milione di aspettative su questo libro. Primo, la copertina. Dal primo momento che l'ho vista mi ha stregato. E poi quando l'ho accarezzata... Davvero incredibile. Una delle più belle che io abbia mai visto. Soprattutto perché rispecchia perfettamente il tema del libro, ovvero la mitologia “atlantica” (si può dire? Boh, mi riferisco ad Atlantide comunque). Questa ragazza con quest’abito d’acqua con gli effetti di luce alle sue spalle sono davvero incredibili. Secondo, beh, Lauren Kate... La saga di Fallen... Che ho assolutamente amato! Anche prima di sapere qualunque altra cosa sapevo che avrei voluto leggerlo. Terzo, la trama. Che era un misto tra mitologico e urban fantasy (il genere della mia saga preferita. Starcrossed <3). Il libro parla di questa ragazza, Eureka (nome molto particolare, ma come per la copertina, perfettamente in tema) la cui vita viene sconvolta quando un’onda anomala uccide la madre e per poco anche lei. Eureka cade in una forte depressione, diventa un’altra persona e si chiude completamente in se stessa. Le uniche due persone che riescono ancora ad avere un rapporto con lei sono i suoi due migliori amici Brooks (un ragazzo, spero davvero di non essere l’unica a essermi confusa) e Cat. Finché non compare Ander, un misterioso ragazzo (misterioso è proprio la parola chiave) verso cui Eureka prova dei sentimenti contrastanti. Da una parte vorrebbe parlargli e averlo vicino da un’altra non sa se fidarsi o no. Però cominciano ad accadere cose strane che metteranno in pericolo lei e le persone attorno a lei che le vogliono bene. In particolare scopre che le sue lacrime (da cui il titolo “Teardrop”) hanno un potere speciale. Quindi pensavo: "Niente da fare dovevo assolutamente leggerlo!" Ci ho messo un po', ma quando finalmente ho potuto sfogliarlo sono rimasta piuttosto delusa...


Pensavo che fosse intenso come Fallen, ma, eccetto la fine, è stato perlopiù noioso. Non c'era la voglia di divorare i capitoli e di non dormire fino alla conclusione... Anzi, per metà libro non ho capito quasi nulla. "Sono confusa..." C'è sempre il tema dell'amore "epico", sviluppato però solo negli ultimi capitoli. Il protagonista maschile, Ander, sparisce sempre e non sai mai quando rispunterà fuori. "Fin qui tutto bene, no?" Però quando poi dopo cinquanta pagine di "Chi l'ha visto?" arriva, dice mezza battuta, e poi sparisce di nuovo... Uff... Brooks poi, (che io continuo a pensare sia un nome da ragazza) non si capisce fino all'epilogo. Cioè, si sa che ha qualcosa che non va, ma non si sa bene cosa gli sia successo. Mi è piaciuta l’ambientazione e beh le descrizioni. Mi piace come scrive, come rende partecipi nei suoi mondi. Mi è piaciuta molto anche la versione di Lauren Kate di questa leggenda. Eccetto il mito originale (di cui poi non so molto) e qualche trasposizione cinematografica e televisiva non ho visto spesso questo tema, che invece può riservare molti spunti. In particolare la cosa delle lacrime (che non può piangere) e sono molto curiosa di sapere come verrà portata avanti questa cosa. Non so, forse mi aspettavo io qualcosa di più... Forse boh... L'unico spunto positivo sono stati gli ultimi cinque-sei capitoli che mi hanno fatto venir voglia di leggere il seguito, sperando che continui così. Che tristezza mettere due stelline a Lauren Kate ma... Mi dispiace, non mi sento di poter dare di più.

Silvia


Intervista ABOUT YOU…

1. Cinque aggettivi che useresti per descrivere la tua personalità. Testarda, passionale, intensa, sognatrice, in continua evoluzione. 2. Il lavoro domestico che preferisci di meno. I piatti. Cucino volentieri, ma poi non ho voglia di ripulire. 3. La principessa Disney che preferisci. Ariel. Ho un debole per le sirene. 4. Qual è il tuo gusto preferito di gelato? Pistacchio. 5. Puoi descrivere un giorno tipo nella vita della scrittrice Lauren Kate? Gli scrittori hanno così tante stranezze, vero? Io per esempio devo posizionare il mio computer così da essere seduta con la schiena rivolta al muro. Così che niente possa… non so… strisciarmi addosso. Mi piace il rumore, come il traffico, la pioggia, la musica in un’altra lingua. In media, ho una decina di libri aperti e tre tipi di bevande sul tavolo della sala da pranzo dove scrivo. Ho un blocco per appunti dove annoto cose che penso siano brillanti e devo ricordare per inserirle in un altro capitolo… e che poi sistematicamente dimentico di inserire. Quando lavoro con una scadenza, scrivo otto-dieci pagine al giorno o finché non sono completamente morta dal punto di vista celebrale e riesco a malapena a parlare. Poi provo a uscire nel mondo e mi sconvolgo per essere di nuovo una creatura sociale. Non penso che niente di tutto questo sarebbe possibile se non fossi sposata con un uomo che mi fa ridere così tanto.

ABOUT FALLEN…

1. Perché hai scelto di ambientare la storia a Savannah, Georgia? Sono andata al college ad Atlanta e ho trascorso del tempo a Savannah, che è una lussureggiante, piacevole e gentile cittadina. Ma il sud è anche un posto così caratteristico, che ancora si sta riprendendo dalla guerra civile in un modo in cui


credo a cui il resto del paese non piace pensare. Impostare la scuola di Luce in una vecchia accademia della guerra civile apre le porte a moltissime possibilità per alludere alla “grande” battaglia che tratterà la serie.

2. Il tema Fallen ruota attorno alla teologia. C’è qualcosa in cui sei sempre stata interessata? Che tipo di ricerche hai fatto per scrivere Fallen? Ero una bambina ebrea con un padre cattolico che cresceva in Texas. Quindi sì, la teologia mi ha sempre affascinato. Quando ero ancora a scuola, ho frequentato un corso di un incredibile professore che insegnava la Bibbia come opera puramente letteraria. Quando ho cominciato a scrivere Fallen, mi ha indicato molti testi sull’angelologia. Pile e pile di libri. Gli angeli appaiono nella Bibbia, ma le loro apparizioni sono fugaci e spesso non descritte. È strano ciò che viene in mente quando la gente pensa agli angeli oggigiorno, le ali soffici, le facce da bambino, le intenzioni pure. La maggior parte sono invenzioni puramente culturali. Quindi in Fallen, ho cercato di giocare attorno all’idea di cosa un angelo dovrebbe essere.

3. La battaglia tra bene e male è stata raccontata in molte forme. Cosa pensi risalti nella tua raffigurazione di questo tema classico? Qui i confini tra bene e male sono sfuocati. Di solito mi piace fare l’opposto di ciò che penso le persone si aspettano da me, e forse mi comporto altrettanto impulsivamente nel libro. Sono interessata a mettere in discussione vecchie nozioni di angeli e demoni, il paradiso e l’inferno. Voglio che i lettori si innamorino dei “cattivi” in questi libri quanto dei “buoni”. Luce stessa è così aperta, è perfetta per essere messa in mezzo a questa antica battaglia, da dover determinare se ogni parte è veramente ciò che ha sempre creduto essere la verità.

4. I lettori sembrano amare le storie di un amore proibito. Perché secondo te è così? Ho amici che si lamentano sui miei consigli romantici senza speranza sulle relazioni. Probabilmente sono l’ultima persona che direbbe: “non è molto preso da te”. Per me, l’amore proibito è esattamente il tipo di cosa per cui vale la pena lottare. Non perché si risolve sempre, ma perché vale lo sforzo. Innamorarsi di qualcuno off-limits o


difficile da avvicinare è un tipo di allenamento per la resistenza emotiva. Se si ottiene il ragazzo o no, alla fine, ti rimane questa lucida, forte e nitida parte di te. Femministe, sentitevi libere di intervenire, ma ci siamo passate tutte almeno una volta!

5. Qual è la ragione (se ce n’è una) per aver messo Luce e Daniel in una scuola correttiva e non in una scuola superiore normale? C’è una frase in una canzone di Bob Dylan “not dark yet”: “sono stato sul fondo del mondo pieno di bugie.” Credo che sia dove Luce trova se stessa all’inizio del romanzo. Lei è alla fine di quello lei vede come una serie di fallimenti, incerta su chi o cosa credere. Il suo personaggio è a) stordita di essere finita in una scuola correttiva e b) certa che non poteva cadere più in basso. Melodrammatica? Sicuro. Ma lei è diretta verso una strada a senso unico per capire la sua vita, che diventerà ancora più complicata. Ci vuole qualcosa di drastico (come una scuola correttiva) per portarla nel punto dove lei smetta di aspettarsi che la sua vita sembri esattamente come lei avrebbe programmato, e aprire se stessa a una serie di interessanti opportunità.

ABOUT TEARDROP…

1. La mitologia in Teardrop è unica e non riesco a pensare a nessun’altro racconto che assomigli a Teardrop. Essendo così distintiva, che tipo di libertà ti sei presa? Qualche svantaggio? E inoltre, che tipo di ricerche hai fatto per aiutarti a sviluppare la leggenda di Teardrop? Sono rimasta colpita dalla vastità dei racconti su alluvioni che ho trovato scandagliando in giro. Ogni cultura ha la sua, e, mentre ci sono molte differenze da cultura a cultura, ci sono molte similitudini. Stavo pensando da un po’ a come le emozioni creano mondi reali, come una persona può vivere nel proprio dolore, felicità, sofferenza o sorpresa, e quindi ho iniziato a pensare a scrivere un personaggio le cui emozioni letteralmente creano un mondo. Così è come ho trovato Eureka.

2. Per essere una storia d’amore, ci sono un sacco di sfumature dark che alcuni potrebbero non aspettarsi. Come si fa a rimanere fedeli all’essenza dell’amore, pur avendo raccontato una storia di devastante angoscia? E come potrebbero


alcuni connettersi con le emozioni che sono rappresentate nella storia che racconti? Non posso davvero spiegare l’oscurità dei miei libri, eccetto che cerco di non fuggire dalle difficoltà dei miei personaggi. In Teardrop, c’è un altro personaggio che Eureka sente “più potente di chiunque altro al mondo” ma penso che questo è il modo in cui noi sentiamo veramente, quando sentiamo veramente qualcosa.

3. In Fallen, molti personaggi sono chiamati o hanno avuto tratti di persone che conoscevi o che ti piacevano. Ad esempio, Luce prende il nome da una delle tue cantanti preferite Lucinda Williams e Cam è ispirato a tuo marito. Quindi per Teardrop, come hai fatto per i nomi dei personaggi e i loro tratti? E sapendo che Eureka significa “ho trovato” in greco, c’è qualche possibilità che si riferisca al ritrovamento di un continente perduto? Hai ragione su Eureka, e Atlas, che diventa un’importante forza di opposizione a Eureka più tardi nella serie, significa, in greco, “io resisto”. E Cat, è ispirata a una Cat che conosco e a cui voglio bene.

4. Eureka è incredibilmente fantasiosa. Nel primo capitolo scrivi “la sua mente evocava immagini assurde, che lei lasciava correre a briglia sciolta.”. Essendo così fantasiosa, cosa aggiunge questo al personaggio di Eureka e chi è lei? E c’era in qualsiasi punto che si potrebbe riferire a ciò che stava immaginando o la necessità si sfuggire a se stessa. La depressione di Eureka la rende inaccessibile a molti degli altri personaggi della storia, ma non ho mai voluto che lei si sentisse inaccessibile al lettore. Sviluppare la sua immaginazione mi ha permesso di esplorare completamente il suo personaggio, ed è stato bello sentire come io stavo dando al lettore un accesso privato a lei che la maggior parte delle persone non ha. Mi sono fermamente riferita all’esperienza di sentirsi diversi da come il resto del mondo ti percepisce.

5. Quando Teardrop viene rilasciato, tua figlia, Matilda, alla quale hai anche dedicato il libro, ha quasi nove mesi. Essere genitori cambia ogni aspetto di come si vivono, si vedono e si sentono le cose. Esattamente come ha Matilda cambiato il modo di vedere, sentire e godere il mondo? E come potrebbe questo sconfinare


nel tuo modo di scrivere? Qual è il messaggio o lezione che speri tua figlia impari da te? Matilda mi ha reso più forte e più vulnerabile. In realtà, l’amore materno ha avuto lo stesso effetto su di me dell’amore romantico. Vedere il mondo attraverso i suoi occhi è una delle esperienze più affascinanti della mia vita, cambia tutto e cambia ogni giorno. Più di tutto, spero che mia figlia cresca e diventi una persona passionale (e compassionevole).


Brully Consiglia Across The Universe – Beth Revis Amy è una passeggera ibernata sulla navicella spaziale Godspeed. Ha lasciato il suo ragazzo e gli amici sulla Terra ed è partita con i genitori: si risveglieranno dopo trecento anni su un nuovo pianeta da colonizzare, Centauri. Ma qualcosa è andato storto: qualcuno ha cercato di ucciderla, risvegliandola dal suo sonno protetto. E così Amy si ritrova a dover passare senza la sua famiglia ancora cinquant'anni sull'enorme navicella spaziale, in balia di sconosciuti tra cui si nasconde un assassino. L'unico che sembra dalla sua parte è Elder, che cerca di proteggerla dal resto della comunità e dallo strapotere di Eldest, il capo. Ma Amy può davvero fidarsi di Elder? E quello che prova per lui la aiuterà, o sarà solo un ostacolo alla sua sopravvivenza sulla Godspeed? Silver – Kerstin Gier Porte con maniglie a forma di lucertola che si spalancano su luoghi misteriosi, statue che parlano, una bambinaia impazzita che si aggira con una scure in mano... I sogni di Liv Silver negli ultimi tempi sono piuttosto agitati. Soprattutto quello in cui si ritrova di notte in un cimitero a spiare quattro ragazzi impegnati in un’inquietante cerimonia esoterica. E questi tipi hanno un legame con la vita vera di Liv, perché Grayson e i suoi amici sono reali: frequentano la stessa scuola. Meno male che sono tutti abbastanza simpatici. Ma la cosa inquietante persino più inquietante di un cimitero di notte - è che loro sanno delle cose su Liv che lei non ha mai rivelato, cose che accadono solo nei suoi sogni. Come ciò possa avvenire resta un mistero, esattamente il genere di mistero davanti al quale Liv non sa resistere... Straziami – Claudia Mauro "Se avessi saputo che la vita era questa. Mi sarei uccisa prima." Lara Clerico voleva solo morire. Per un grottesco scherzo del destino, invece, si risveglia nella bara. Sepolta viva, l'attende una morte ben più tragica di quella che si era inflitta, alla quale viene sottratta dall'intervento di tre misteriosi personaggi. Ma qualcosa non quadra. Cosa ne sarà di Lara, che si scopre improvvisamente prigioniera dei suoi stessi salvatori? Cosa sono questi post-morti di cui parlano tanto? Cosa sono le urla terribili che scuotono la notte?


A scuola con portamento – Antonella Sgueglia "A scuola con portamento" è un romanzo di narrativa per ragazze che ha come protagonista Cri, un'adolescente di 14 anni alle prese con un momento alquanto delicato della sua vita. I suoi genitori sono separati e lei vive con la madre. Cri è una mixed race, nata da madre italiana e padre haitiano; il colore della sua pelle è scuro e non sa come valorizzarsi, essendo tanto diversa dalla madre. Non solo, le ragazze più popolari della scuola la prendono in giro e Cri non sa come ribellarsi. Ha soltanto un'amica, Gio, ma non le basta. Per caso, nota che un'agenzia di moda della sua città è alla ricerca di nuovi volti e decide, accompagnata dalla madre, di partecipare. Superata la selezione, Cri frequenta un corso di portamento, trucco, posa fotografica e bon ton che rappresenta l'inizio del suo cambiamento. Da ragazza insicura e timida riesce a esternare il suo mondo interiore.

L’accademia dei vampiri, anime legate – Richelle Mead Il quinto episodio della serie L'Accademia dei Vampiri. Dopo un lungo e straziante viaggio nel luogo di nascita di Dimitri in Siberia, Rose Hathaway è finalmente tornata dalla sua migliore amica, Lissa. Il diploma è vicino, e le ragazze non vedono l'ora che inizi la loro vita reale al di là dei cancelli dell'Accademia. Rose soffre ancora per Dimitri: sa che lui è la fuori, da qualche parte. Non è riuscita a ucciderlo quando ne ha avuto l'occasione e ora le sue peggiori paure stanno per diventare realtà: Dimitri ha assaggiato il suo sangue e le sta dando la caccia. Non si darà pace fino a quando non saranno uniti per sempre.

Perfetto - Alessia Esse In un futuro non molto lontano, la popolazione è composta esclusivamente da donne. La Sindrome ha ucciso tutti gli individui di sesso maschile, e la riproduzione è possibile solo grazie al midollo osseo. Gli effetti della Sindrome sono stati talmente devastanti per le donne sopravvissute che ricordare quei giorni è proibito, così come è proibito parlare degli uomini. Nel paesino francese di Malorai, un angolo di paradiso ai piedi di una cascata, Lilac Zinna si prepara al diploma. Diciassette anni, un amore sconfinato per la Storia Moderna e per le regole, Lilac sta per diventare un'insegnante, coronando il suo sogno e quello della nonna Francesca, che si occupa di lei da quando è nata. Francesca - che nasconde un segreto tanto importante quanto pericoloso - decide di affidare sua nipote a qualcuno che avrà il compito proteggerla: due uomini. Nel viaggio che la porterà lontano da Malorai e da tutto ciò in cui ha finora creduto, Lilac conoscerà un mondo nascosto, imparerà che il cuore può battere forte, e non solo per paura.


Red Carpet Questo mese abbiamo scelto due attori davvero fantastici: Bradley Cooper e Amy Adams, che hanno recitato insieme in “American Hustle”. Lui è davvero divertente e simpatico, mentre lei è bellissima.


Filmografia Bradley Cooper Appuntamento con l’amore 2010

Bradley Cooper A proposito di Steve 2009

Voto: 6/10

Voto: 5/10

Voto: 6/10

Voto: 6/10

Bradley Cooper & Amy Adams American Hustle 2013

Amy Adams Come d’incanto 2007

Voto: 3/10

Voto: 9/10

Voto: 8/10

Voto: 9/10

Bradley Cooper

Amy Adams

2 Single a nozze

Di nuovo in gioco

2005

2012

Voto: 8/10

Voto: 9/10

Voto: 7/10

Voto: 9/10

Bradley Cooper

Bradley Cooper

A casa con i suoi

Il lato positivo

2006

2012

Voto: 9/10

Voto: 8/10

Voto: 8/10

Voto: 9/10


Amy Adams

Amy Adams

Una notte al museo 2 2009

L’uomo d’acciaio 2013

Voto: 7/10

Voto: 5/10

Voto:7/10

Voto: /

Bradley Cooper Limitless

Amy Adams Una proposta per dire sì

2011

2010

Voto: 8/10

Voto: 9/10

Voto: 7/10

Voto: 8/10

Amy Adams

Bradley Cooper

The wedding date 2005

Una notte da leoni 2 2011

Voto: 8/10

Voto: 9/10

Voto: 8/10

Voto: 9/10

Bradley Cooper Yes Man 2008

Bradley Cooper

La verità è che non gli piaci abbastanza 2009

Voto: 10/10

Voto: 7/10

Voto: 7/10

Voto: 6/10


Bradley Cooper Una notte da leoni 2009

Bradley Cooper Una notte da leoni 3 2013

Voto: 10/10

Voto: /

Voto: 10/10

Voto: 9/10


Da inchiostro a Pellicola The Host Devo essere sincera, credevo che la Meyer avesse scritto solo la saga di Twilight. Quando ho scoperto (per puro caso) che in contemporanea era uscito anche The Host mi era venuta una mezza idea di leggerlo. Idea che è stata accantonata per due motivi: 1) Il romanzo era fantascientifico, e non lo ritenevo un genere che potesse piacermi. 2) La copertina non mi ispirava a tal punto da dire “ok lo leggo subito”, come mi accade spesso con i romanzi. Fatto sta che non c’ho più pensato, almeno finché una mia amica mi disse che a breve (5 giorni) sarebbe uscito il film. Dopo esperienze passate a guardare prima i film e poi leggere i libri, questa volta mi ero messa in testa di fare il contrario (e ne sono felice), finendo il romanzo in parcheggio del cinema! The Host (libro) mi è piaciuto da impazzire! La storia in se, la trama è particolare e avvincente. Lo stile dell’autrice non mi ricorda per nulla quello della saga precedente! È molto più maturo e particolare.


Ho amato Wanda e Ian (secondo me i veri protagonisti), nonostante anche Melanie e Jared siano importanti. Un finale che ti fa battere il cuore, come, diciamocelo pure, tutta la vicenda in se. Entrai al cinema piena di aspettative. Una volta uscita il mio primo commento fu “Se non avessi letto il libro, avrei amato totalmente il film”. Se al primo do 10 al secondo do un 7 (10 immaginando di non aver letto nulla). Viene tagliato moltissimo, troppo! Davvero troppo! Capisco le parti superflue, ci sta… ma tagliarmi particolari essenziale del romanzo no! Mi aspettavo scene più complete! Perfino la fuga di Wanda è stata modificata (cosa che non mi è piaciuta per niente). Altra cosa il fratello di Melanie: nel romanzo sembra più grande, mentre nel film è un bambino. Al contrario ho amato la rappresentazione delle forme aliene. Se dovessi descriverle con una sola parola direi: perfette! Nonostante ciò ho apprezzato abbastanza la trasposizione cinematografica, convinta però, che avrebbero potuto renderlo davvero un capolavoro! Perché il romanzo è esattamente questo: un capolavoro! Con personaggi che entreranno nel vostro cuore, e un ritmo narrativo avvincente e che crea dipendenza, la Meyer ha dato, secondo me, prova del suo incredibile talento!!

Miriam


Speciale la bella e la bestia La bella e la bestia (titolo francese: La belle et la bête) è una famosa fiaba europea, diffusasi in molteplici varianti, le cui origini potrebbero essere riscontrate in una storia di Apuleio, Amore e Psiche.

Versione di Beaumont… Beaumont… Un ricco mercante viveva in una città insieme alle sue tre figlie. Due erano presuntuose e vanitose, mentre la più giovane, che per la sua avvenenza avevano chiamato Bella, era umile e pura di cuore. Tutte e tre le fanciulle potevano vantare un gran numero di pretendenti, ma mentre le prime due, che desideravano sposarsi con un nobile, rifiutavano tutti i giovani indistintamente, Bella si intratteneva con loro in amabile conversazione, prima di rifiutarli con gentilezza. Un giorno il mercante perse improvvisamente tutte le sue ricchezze e da quel momento più nessun pretendente fu visto avvicinarsi alle fanciulle, se non talvolta a Bella, la quale comunque continuò a rifiutarli dolcemente. Il mercante, dunque, si trasferì con le sue figlie nelle campagne della provincia, dove vissero per alcuni anni. Un giorno egli venne a sapere che una delle sue navi mercantili era riuscita ad arrivare in porto, dopo essere scampata alla distruzione dei suoi compatrioti. Così decise di tornare in città per cercare di scoprire se nella nave era rimasto qualcosa di valore. Prima di partire, chiese alle figlie se desideravano qualcosa in dono. Pensando che la fortuna stesse tornando a sorridergli, le due figlie maggiori domandarono gioielli e vestiti sfarzosi. Bella, invece, si accontentò di chiedere una rosa, di quelle che non crescevano nella parte del paese in cui vivevano. Arrivato in città, il mercante scoprì che il carico della nave era stato venduto per pagare i suoi debiti e, pertanto, non ebbe più nemmeno un soldo per comprare alle figlie ciò che aveva loro promesso. Triste e sconsolato, fece ritorno a casa, ma durante il cammino fu sorpreso da una bufera di neve nel mezzo di un bosco e così fu costretto a cercare rifugio in un enorme castello apparentemente abbandonato. Perlustrando il maestoso maniero, si accorse che esso era pulito e ben arredato, ma stranamente non riuscì a trovarvi né servi né sentinelle. Uno dei terrazzi si affacciava su un meraviglioso giardino, in cui poté vedere un bel roseto in fiore. Così si ricordò della promessa che aveva fatto alla figlia minore e corse a cercare la rosa più


bella. Ma mentre stava per coglierla, fu sorpreso dal padrone del castello, che era un’enorme e terribile bestia, il quale gli rimproverò di aver ricambiato la sua generosa ospitalità con un tentativo di furto e sentenziò che per questo ora meritava la morte. Il mercante tentò di giustificarsi raccontandogli del desiderio della sua bella figlia, ma la bestia non volle sentire ragioni e decise di risparmiargli temporaneamente la vita a patto che al suo posto egli portasse al castello la giovane, altrimenti sarebbe dovuto ritornare a saldare il suo debito di lì a tre mesi. Preso un baule colmo di ogni ricchezza che la bestia aveva voluto concedergli, il mercante tornò a casa con una gran pena nel cuore, pensando però che almeno sarebbe riuscito a salutare le sue figlie per l'ultima volta prima di morire. Giunto a destinazione, raccontò l'accaduto alle fanciulle e Bella, resasi conto che la colpa di tale disgrazia era solo sua, si offrì di andare al castello al posto del padre, per la gioia delle sorelle che in un colpo solo si liberarono dell'odiosa rivale e riconquistarono le ricchezze perdute. Dopo lunghe discussioni, Bella si recò al castello insieme al padre, al quale la bestia concesse la libertà, intimandogli di non tornare mai più. Con la giovane, invece, si dimostrò cortese e gentile e le offrì di vivere per sempre nel suo castello, circondata di tutte le ricchezze in suo possesso, pensando che così non avrebbe mai potuto desiderare di tornare nella casa paterna. Le regalò anche uno specchio magico, in cui avrebbe potuto in ogni momento vedere la sua famiglia. Tutte le sere domandava a Bella se voleva sposarlo, ma la giovane, per non mortificarlo, gli rispondeva che gli voleva bene e che sarebbe stata sempre sua amica. Dopo qualche mese Bella vide nello specchio magico che suo padre si era ammalato e pregò la bestia di lasciarla andare a casa perché potesse tenergli un po' compagnia. La bestia alla fine acconsentì, ma la pregò di tornare dopo una settimana, altrimenti sarebbe morto di dolore. Il giorno seguente, al risveglio, Bella si ritrovò in camera sua nella casa del padre, che la accolse con gran gioia, meravigliandosi che fosse ancora viva. Le due sorelle, sposate ma tutt'altro che felici, invidiarono non poco la fortuna della giovane, vedendola in carne e ossa e per di più agghindata come una regina. Così cominciarono a tramar vendetta: trascorsa una settimana, infatti, le chiesero di restare qualche giorno in più, fingendo di piangere disperate. Commossa, Bella acconsentì, ma cominciò ben presto a sentirsi in colpa per aver infranto la sua promessa con la bestia. Così ritornò al castello, dove trovò la bestia agonizzante di dolore, e lo pregò di non morire perché voleva sposarlo. Appena pronunciate queste parole, la bestia sparì e al suo posto comparve un bellissimo principe, a cui una strega tempo prima aveva fatto un incantesimo, trasformandolo in quell'orribile mostro che Bella aveva conosciuto. La maledizione si sarebbe spezzata solo quando una donna avesse voluto sposarlo. Bella e il principe vissero felici per il resto della loro vita insieme al padre della giovane, mentre le due malvagie sorelle furono trasformate in statue, così che potessero assistere alla felicità altrui finché non si fossero pentite della loro cattiveria.


La versione di Beaumont è quella che si considera tradizionale ed è stata la più diffusa e conosciuta. Tutte le interpretazioni, gli adattamenti e le versioni successive si basano su questa versione.

Adattamenti… Adattamenti… Durante il XIX secolo ci fu una proliferazione di revisioni in Francia, Inghilterra e Stati Uniti. Sono state contate fino a 68 diverse edizioni stampate in questo secolo.

VERSIONI CINEMATOGRAFICHE: Nel 1945 del regista francese Jean Cocteau. Questo adattamento presenta anche una trama secondaria: Avenant, un pretendente di Bella, vuole uccidere la bestia e rubare le sue ricchezze, mentre le sorelle, sue complici, cercano di ritardare il ritorno di Bella al castello. Quando Avenant entra nel padiglione magico, che è la fonte del potere della bestia, viene raggiunto da una freccia di fuoco scagliata dalla statua della dea romana Diana, che lo trasforma in bestia e inverte la maledizione dell'altra creatura.

Nel 1952 fu creato un adattamento animato nell'allora Unione Sovietica, usando la tecnica del rotoscopio, basato su una versione di Sergei Aksakov, Il fiore scarlatto. La storia è ambientata nel Medioevo slavo e i personaggi parlano l'antica lingua russa (detta anche Vecchia Lingua Slava Orientale), che si usava tra il X e il XIV secolo.

Nel 1991, la Disney produsse la propria versione animata de La bella e la bestia. Vinse il premio Oscar per la migliore canzone originale e il premio Oscar per la migliore colonna sonora, oltre a essere il primo film d'animazione della storia nominato al premio Oscar per il miglior film. Fu anche uno dei due film d'animazione a essere incluso nella lista di AFI's 100 Years...


100 Passions, che comprende le 100 più belle storie d'amore di tutti i tempi. Come nella versione del 1946, Bella ha il nome di Belle nella versione originale inglese. Molte, tuttavia, sono le variazioni rispetto alla storia originale. I servitori appaiono sotto forma di oggetti personificati, perché la maledizione che ha colpito la bestia si è estesa anche a loro. Il padre di Bella, senza nome nella fiaba, si chiama Maurice e fa l'inventore invece che il mercante, e Bella è la sua unica figlia. Vi è anche un attraente ma arrogante e presuntuoso pretendente di Bella, Gaston, che vuole sposare la fanciulla ma viene sempre rifiutato. Gaston minaccia sia Maurice che la bestia, ma muore nel confronto finale con quest'ultima. Nonostante la storia originale sia stata in gran misura alterata, come succede spesso nei film d'animazione della Disney, La bella e la bestia è considerato uno dei suoi più grandi classici.

Nel 2014 esce una nuova trasposizione francese della fiaba. Dopo il naufragio delle sue navi, un mercante caduto in disgrazia si rifugia in campagna con i suoi sei figli. Tra di loro c’è la più giovane Belle. Durante un faticoso viaggio, il mercante scopre il regno magico della Bestia, il quale lo condannerà a morte per avergli rubato una rosa, destinata proprio a Belle. Sentendosi responsabile della terribile sorte che si abbatte sulla sua famiglia, Belle decide si sacrificarsi al posto del padre. Al castello della Bestia, però, non è la morte che attende Belle, bensì una vita dolorosa, dove si uniscono momenti di magia, allegria e malinconia. Ogni sera, all’ora di cena, Belle e la Bestia s’incontrano. Imparano a conoscersi come due estranei diversi in tutto: mentre la Bestia deve respingere i suoi slanci amorosi, Belle tenta di svelare i suoi misteri e del suo regno. Una volta calata la notte, però, dei sogni le rivelano poco a poco il passato della Bestia. Una storia tragica, che le fa comprendere come questo feroce essere solitario fosse un tempo un maestoso principe. Armata del suo coraggio, lottando contro i pericoli e aprendo il suo cuore, Belle riuscirà a liberare la Bestia dalla maledizione, trovando, così, il vero amore.

VERSIONI TELEVISIVE: TELEVISIVE: Nel 2011 nella serie tv statunitense C'era una volta (dove la fiaba viene completamente rivisitata). Belle viene interpretata da Emilie de Ravin, mentre il personaggio della Bestia viene fuso con quello di Tremotino.


Nel 2012 nel telefilm Beauty and the Beast. Catherine Chandler è un'intelligente detective della squadra omicidi di New York, che lavora con la sua partner di polizia, Tess. Nove anni prima, Catherine assistette all'omicidio di sua madre e lei rischia altrettanto, ma qualcuno che le ha salvato la vita. Oggi, Catherine è cresciuta ed è una donna competente e forte, ma crede ancora che non fu un uomo a salvarle la vita, ma un animale. Mentre indaga su un omicidio recente, un indizio conduce al dottor Vincent Keller, un uomo che apparentemente è stato ucciso mentre prestava servizio in Afghanistan nel 2002. Si scopre, invece, che Vincent è vivo ed è lo stesso uomo che le salvò la vita.

VERSIONI LETTERARIE: Beauty - Robin McKinley

Beast - Donna Jo Napoli

Beastly - Alex Flinn

La bestia e la bella - Silvana De Mari


Versione Disney 1991… Storia… L’acclamatissimo capolavoro di Walt Disney, primo film d’animazione a ricevere una nomination agli Oscar come miglior film (1991). Una colonna sonora indimenticabile, dei personaggi che riempiranno il tuo cuore e la magica avventura alla scoperta della bellezza che è in ognuno di noi. Questa favola “senza tempo” segue le avventure di Belle, intraprendente e intelligente ragazza che si ritrova imprigionata nel castello di una misteriosa Bestia. Con l’aiuto dell’incantata servitù del castello, una tenera storia d’amore nasce tra i due insoliti amici, grazie alla quale Belle impara la lezione più importante della sua vita: la vera bellezza si trova dentro le persone.

Personaggi… Belle: Luoghi remoti, audaci spadaccini, un principe sotto mentite spoglie… la fantasia di belle le consente di evadere dalla banale vita di una cittadina piccola e provinciale, in cui le ragazze aspirano unicamente a un matrimonio di convenienza. Tuttavia, mentre Belle cavalca il suo cavallo Philippe nel bosco alla ricerca dell’amato padre scomparso, tutto si aspetta tranne di vivere un’incredibile avventura. Il padre, infatti, è tenuto prigioniero nel castello da una creatura mostruosa. La coraggiosa ragazza si offre come prigioniera alla Bestia in cambio della liberazione del padre. Sebbene la Bestia possegga le chiavi della prigione di Belle, non possiede quelle del suo cuore, né può imprigionare lo spirito libero della ragazza. Tuttavia, dopo che la Bestia rischia la propria vita per salvarla, Belle inizia a guardare oltre l’apparenza fisica: capisce che dentro quell’essere mostruoso potrebbe celarsi qualcosa che potrebbe andare oltre i suoi sogni.

“Non è un mostro, Gaston, tu lo sei!”


Bestia: incapace di amare, un principe rimane vittima dell’incantesimo lanciato da una maga e viene trasformato in una terribile bestia. L’incantesimo si romperà solo quando il principe imparerà ad amare e a conquistare l’amore di un’altra persona. Ma chi potrà mai amare un essere così mostruoso? Non sembrano esserci speranze, fino a quando Belle non entra nel suo mondo. Adirata e disperata a causa del lungo incantesimo, la Bestia cerca di conquistare il cuore di Belle con il terrore e non con la tenerezza. In seguito, poco a poco, grazie al coraggio e alla compassione di Belle, la Bestia inizia a esplorare i segreti del proprio cuore e si rende conto che anche una creatura mostruosa può essere amata.

“Oh, è tutto inutile. Lei è così bella, e io... be', guardatemi!” Lumière: Il casanova dei candelabri. Educatissimo e brillante gentiluomo, tratta Belle con calore e l’allieta organizzando il fantastico spettacolo intitolato “stia con

noi”. Ha un ruolo fondamentale nella nascita dell’affetto tra Belle e la Bestia. “En garde, tu vecchio orologio con le rotelle fuori posto!” Chicco: adorabile e incantevole tazzine da tè, il figlio di Mrs. Bric stringe una sincera amiciciza con Belle e aiuta suo padre a eludere la trappola preparata dagli abitanti del villaggio.

“Belle, perché sei andata via? Non ci vuoi più bene adesso?” Mrs. Bric: responsabile delle cucine del castello e trasformata in una teiera, Mrs. Bric tratta Belle con istinto materno.

“Dopo tutto questo tempo ha finalmente imparato ad amare.” Tockins: vera e propria voce della ragione, Tockins, il maggiordomo del principe, tiene attentamente sotto controllo la servitù del castello, assicurandosi che tutto venga svolto secondo i desideri della Bestia. “Oh, non è assolutamente vero, vecchio rintontito con la testa piena di cenere!”


Maurice: inventore eccentrico e, allo stesso tempo, padre premuroso che sostiene i sogni e le ambizioni della figlia Belle, Maurice si perde mentre si reca a una fiera per presentare la sua ultima invenzione, finendo imprigionato nel castello della Bestia. Rimane nel castello fino a quando Belle non si offre prigioniera, in cambio della liberazione del padre.

“No, la prego! Risparmi mia figlia, la prego!”

Gaston: cacciatore egocentrico, desidera ardentemente la mano di Belle e, per raggiungere l’obiettivo, è disposto a qualsiasi cosa, anche a uccidere il vero amore di Belle.

“Non è giusto che una donna legga. Le vengono in testa strane idee, e comincia a pensare.”


Cosa ne pensa Miriam… Uno dei cartoni che preferisco in assoluto! Se qualcuno mi nomina la Bella e la Bestia penso subito a me seduta sul tappeto che guardo il cartone della Disney. Ancora oggi mi emoziono a guardarlo, due anni fa sono andata al cinema a guardarlo in 3D, avevo i brividi. Tutto in questo film (a parte Gaston) mi piace infinitamente, credo che questo film lo porterò nel cuore per sempre. Sempre in tema, ho letto e visto Beastly, e devo dire che questa rivisitazione non mi è affatto dispiaciuta, anzi mi è piaciuta moltissimo. La trama, sebbene richiami il grande classico, è ambientato nei giorni nostri e fa riflettere molto, su temi che, purtroppo, vediamo quotidianamente. Altro romanzo che non tutti conoscono, ma che richiama questa favola è la duologia di Luana Semprini “Rosaspina” e “La rosa e la Bestia”. Nel secondo soprattutto si scopre la fiaba, in chiave dark. Ve lo consiglio veramente! Luana è un’autrice davvero formidabile! Per finire, attendo con ansia l’uscita dell’ultimo film legato alla bella e la bestia. Mi ispira davvero molto, spero non sia una delusione (controllate il mio blog ogni tanto, metterò sicuramente la recensione). Ispirato a questo nuovo film, c’è anche un brevissimo romanzo, che leggerò al più presto! Insomma, per quanti versioni si facciano, la Bella e la Bestia rimarrà una favola senza tempo, in grado d’incantare tutti.


Cosa ne pensa Silvia… Come Miriam il mio primo pensiero va alla mia vecchia cassetta della Disney. Però se dovessi scegliere la mia fiaba preferita sarebbe sicuramente Cenerentola. Certo la storia è bellissima e moltissime trasposizioni mi sono piaciute un sacco, ma mai a livello di Cenerentola. La bella e la bestia è uno dei paragoni più simili che possiamo fare con i nostri giorni. Tutti ci sentiamo un po’ bestia (qualcuno più di altri ;). Nella storia siamo noi a decidere chi far entrare nel nostro mondo. Decidiamo di far entrare le persone che sono più simili a noi, persone che possono capirci e rispettarci, persone che pur conoscendo il nostro lato peggiore stanno al nostro fianco, combattendo insieme le avversità che sopraggiungono. La Bella che grazie ai suoi buoni sentimenti riesce a cambiare la Bestia, risveglia in tutte noi l’istinto della crocerossina che ci anima. Chi di noi non spera di poter cambiare un uomo in meglio? Certo magari non da Bestia a principe azzurro (o anche sì), ma diciamo che è un aspetto che in fondo proviamo tutte. La favola poi ci insega un importante morale, non solo il lieto fine, ma anche che tutti possono cambiare. Tutti conosciamo la storia e ognuno ne ricava la morale che più gli si addice. Un altro messaggio importante di questa storia non è l’amore tra un animale e una donna. Quello che viene dopo. Ma è quello che succede prima, la fiducia che nasce, il conoscersi meglio, il trovare un compagno di vita. Un amico, la persona giusta che sa che qualsiasi cosa accada sarà sempre lì ad aspettarti. La versione di Beaumont, l’ho letta oggi per la prima volta, però il dettaglio delle tre figlie che chiedono un dono al padre che va in viaggio l’avevo già sentita (oltre alla storia classica, anche su Cime Tempestose accade un fatto simile). Delle versioni cinematografiche ne ho viste parecchie, troppe per elencarle tutte (soprattutto visto che anche King Kong si dice sia ispirato a questa fiaba, che sia vero poi, non lo so…). Ma tra quelle più famose c’è Beastly (ispirato al libro di Alex Flinn) con una delle gemella Olsen e Alex Pettyfer ;). Purtroppo però non ho ancora letto il libro. E nessun altro credo. Eccetto qualche libro sui vampiri che dopo aver incontrato la Bella diventano buoni e mansueti (beh, a questo punto credo che anche cinquanta sfumature rientri nel genere, no?) sempre se si considera questo genere di racconti. Seguo assiduamente invece “Once Upon A Time”, anche se ormai alla terza stagione ho perso un po’ dell’entusiasmo iniziale e “The Beauty and the Beast”, che se nella


prima stagione era proprio noioso e banale, nell’inizio della seconda si è svegliato. “Once Upon A Time” è particolarmente interessante perché mischia tutte le fiabe e le incastra insieme. Ogni episodio mostra un personaggio nuovo e una cosa del genere si vede anche in Grimm, che ogni episodio si ispira a una fiaba dei fratelli Grimm. Però non c’è la prevalenza della Bella e la Bestia. Mi sono divertita a cercare e leggere il materiale per questa sezione, soprattutto perché molte cose non le sapevo e altre invece le ho rinfrescate!


Cartoons: Frozen Trama… Anna, una giovane sognatrice, intraprende un epico viaggio in compagnia di un coraggioso uomo di montagna, Kristoff, e della sua fedele renna Sven alla ricerca della sorella Elsa, i cui poteri glaciali hanno intrappolato il regno di Arendelle in un inverno senza fine. In condizioni estreme come quelle dell'Everest, dopo aver incontrato creature fantastiche come i troll e un buffo pupazzo di neve di nome Olaf, Anna e Kristoff combattono contro gli elementi della natura per salvare il regno.

I personaggi principali… In questo film i personaggi principali sono in egual modo due: Elsa e Anna! Ci sono però anche altri personaggi che si fanno notare… e amare! Elsa, io l’ho amata fin da subito. Futura regina di Arendelle (beh diciamo pure regina) fin dai primi minuti del film ti entra nel cuore. Ha dei poteri particolari che le permettono di creare ghiaccio e neve. Dopo aver ferito la sorella però si costringe a isolarsi per paura di far del male ancora. La sua regalità è delicata. La parte che ho preferito (come tutti credo) è quando, sulle note de “All’alba sorgerò” decide di non nascondersi e accettarsi per quella che è! Sicuramente è il mio personaggio preferito! Oh no…scusate, volevo dire è il mio secondo personaggio preferito. Anna è fantastica ☺ riesce a metterti il sorriso sulle labbra con la sua naturale pazzia! Dopo aver fatto “sclerare” la sorella, intraprende un viaggio per ritrovarla e farsi perdonare, così che tutto possa tornare com’era prima. È molto più espansiva di Elsa, si lascia subito andare, infatti dopo una serata accetta la proposta


di matrimonio di un principe… Pazza ☺ ma adorabile! Hans è il classico principe, che scende da un cavallo (non proprio bianco) per salvare una principessa da un pericolo di annegamento. Diciamo che quando ha proposto ad Anna di sposarlo ero contenta, lui è davvero carino, gentile e… ehm *si schiarisce la voce* forse è meglio che non aggiungo altro.

Ed ecco il nostro boscaiolo azzurro ☺ Kristoff. Nonostante fisicamente non sia molto attraente (scherzo) è davvero un personaggio con un gran cuore. Insieme alla sua renna, aiuteranno Anna nella sua impresa. La famiglia adottiva di Kristoff è molto particolare: sono dei magnifici Troll di montagna ☺ che cercano di combinare un matrimonio tra lui e Anna!

Marshmallow, nome appropriato vista l’indole e l’aspetto mansueto di questa dolcissima creatura di ghiaccio, creata da Elsa per… cacciare gli intrusi.

Sven, l’adorabile renna/cane di Kristoff. Estremamente intelligente e affidabile, sta col suo padrone da una vita! Sono tenerissimi all’inizio del film insieme Vero???


Beh eccovi i personaggi principali! Non ho dimenticato nessuno giusto? *Qualcuno batte dei colpetti sulla mia spalla sinistra* “Che c’è?” chiedo infastidita “non vedi che sto scrivendo?” “Si, ma manco io! Non ti sei accorta che manco io? Secondo me non sei in grado di capire che manco io!” Mi volto e sorrido a quei due dentoni di ghiaccio, poi mi sporgo per dargli un gran bacio. Tremo tutta! È proprio freddo. “Come potrei dimenticarmi di te? Sei il mio personaggio preferito!” “Dici davvero?” mi chiede spalancando gli occhioni. “Ovviamente” rispondo. Eccolo qui, il magnifico, simpaticissimo e unico Olaf! Come si fa a non amarlo alla follia? Già dai vari trailer fa breccia nel tuo cuoricino, e poi ti ritrovi a cantare la sua canzone in continuazione (pure mio figlio di quattro anni l’altro giorno me l’ha cantata). Olaf è un pupazzo di neve che ama l’estate! Una cosa assurda per una creatura fatta di neve, ma già da quando si presenta: “Sono Olaf e amo i Caldi abbracci” capiamo che c’è qualcosa che non quadra, ed è proprio questo qualcosa che lo rende affascinante. Nonostante tutto ha un cuore immenso e sono felice che il suo più grande desiderio si sia avverato. Spero facciano dei cortometraggi con lui, perché secondo me ne vale la pena. In conclusione sono rimasta incantata da questo film! Come sempre, in fatto di cartoni, la Disney non poteva assolutamente deludere! Con delle canzoni che creano dipendenza, immagini da mozzare il fiato, e personaggi particolari e irresistibili, Frozen secondo me è uno dei migliori cartoni animati di sempre!!! Un cartone animato che, come ad esempio “Il re Leone” rimarrà nei nostri cuori per sempre!

Miriam


La prima volta che ho visto Frozen è stato al cinema quando sono andata a vedere Thor 2… credo. Comunque mi sono subito innamorata di Olaf, il tenero pupazzo di neve. Appena è uscito l’ho visto e l’ho visto e l’ho visto ancora e ancora.

Voglio dire. Con una faccia così

Chi sarebbe capace di resistergli??

Esatto, nessuno!! All’inizio le canzoni mi hanno un po’ disorientato, perché sono davvero tante, ma soprattutto perché non me le aspettavo! Oggi invece conosco tutti i testi a memoria, perfino nella versione originale in inglese. Non si può non guardare la versione originale perché Anna ha la voce di Kristen Bell, e insomma, lei è fantastica e troppo brava! Nulla togliere alla doppiatrice italiana, Serena Rossi, ma la voce di Kristen è meravigliosa! Poi abbiamo Elsa, che deve la sua voce a Idina Menzel (versione inglese) e Serena Autieri (versione italiana). Che nonostante siano due voci incredibili, preferisco quella italiana. Un’altra voce molto importante in italiano è quella di Olaf, ovvero Enrico Brignano, che rispetto a quella americana di Josh Gad, è più divertente e adatta al personaggio. Let it go (all’alba sorgerò) è la canzone portante del film. È uscita a ottobre con Demi Lovato e poi è stata cantata in mille altre versioni. Tra cui quella di Martina Stroessel (Violetta) in italiano e in spagnolo: Libre Soy. E poi quella che credo sia la versione più bella in assoluto. La versione della canzone cantata in 25 lingue diverse. http://blogs.disney.com/insider/2014/01/22/hear-frozens-let-it-go-in-25-languages/ (Il link si trova nel blog della Disney)

Silvia


Ed ora un po’ di curiosità che non sapevate!

Frozen si trova nel Regno di Arendelle, che si trova sul limite di un maestoso fiordo. Anche se Arendelle è modellato liberamente si ispira alla geografia della Norvegia. Infatti il direttore artistico Mike Giaimo e il suo team si sono recati in Norvegia per respirare l’atmosfera, verificare l’architettura, fare ricerche sulla cultura e la mitologia locali e lasciarsi ispirare dall’ambiente per il loro regno fantastico di Arendelle. In auto, treno e nave hanno visitato fortezze, castelli, musei, negozi, cattedrali, fiordi e ghiacciai.

Quando Elsa e Anna aprono i cancelli per l’incoronazione di Elsa, tra gli ospiti che entrano al castellano appaiono Rapunzel e Flynn Ryder.

ASPETTA, COSA? (Wait, what?) - Una delle espressioni preferite di Anna, “Aspetta, cosa?”, è stata aggiunto al copione su suggerimento di Kristen Bell. Il personaggio di Kristoff è stato notevolmente influenzato dalla gente Sami, indigeni delle aree più settentrionali della Norvegia. I Sami sono famosi per l’allevamento delle renne, cosa che potrebbe spiegare perché il migliore amico di Kristoff è una renna di nome Sven. I realizzatori hanno visitato un’attività di allevamento di renne di proprietà dei Sami a Roros, Norvegia. A un certo punto i realizzatori hanno chiamato la renna Thor, ma in seguito hanno cambiato idea a causa dell’improvvisa popolarità del nome all’interno dell’azienda!

Il cavallo di Hans che salva Anna dalla caduta in acqua prima dell’incoronazione, ha un nome: Sitron, che in norvegese significa “limone”.


I realizzatori hanno invitato una renna vera nei Walt Disney Animation Studios per osservare l’aspetto fisico e la gestualità dell’animale, successivamente caricaturizzati nella realizzazione della renna compagna di Kristoff, Sven in Frozen - Il regno di ghiaccio. La renna ha mostrato una tecnica inaspettata nel gestire un prurito all’orecchio: ha usato le sue zampe posteriori, come farebbe un cane. In seguito anche Sven adotta la stessa tecnica. Ben adattate a sopportare la neve e il freddo, la renna può abbassare la temperatura delle zampe fino quasi al congelamento per mantenere costante il calore del corpo durante l’inverno più rigido. Sono anche sorprendentemente veloci; un cucciolo di renna appena nato può facilmente battere un uomo nella corsa, cosa che spiega perché Kristoff si affida a Sven quando deve raggiungere Anna in fretta.

La più famosa icona della Disney fa una brevissima apparizione nel film. Un piccolo Topolino si trova su uno dei ripiani inferiori nell’Emporio Querciola Vagabonda e Sauna.


Febbraio guarda…

Il telefilm… La protagonista è Elena Gilbert, una normale ragazza adolescente che vive a Mystic Falls, in Virginia. La sua vita viene sconvolta quando scopre che il suo ragazzo, Stefan Salvatore, è un vampiro, e che è stata adottata. Stefan si accorge che Elena è identica alla prima donna della sua vita, la vampira che trasformò lui e suo fratello Damon Salvatore nel 1864: Katherine Pierce. I due fratelli si innamorano anche di Elena ed entrano a far parte della sua vita. Il loro scopo è proteggerla dal vampiro Originale Klaus e da altre forze che ambiscono al pieno controllo della ragazza, che ha scoperto di essere un essere soprannaturale, più precisamente una doppelgänger di Amara, il primo essere immortale insieme a Silas, di cui lo stesso Stefan è doppelgänger. Vengono spesso coinvolti anche gli amici e i compagni di Elena per via della loro soprannaturalità.


Come sarebbe la storia fedele al libro? Elena TV

Elena libro

Capelli castani

Capelli biondi

Occhi marroni

Occhi azzurri

Differiscono anche gli aspetti fisici. Nei romanzi, Elena è bionda con gli occhi azzurri, così come Katherine, ma hanno alcuni tratti differenti, pur essendo molto simili in quanto sorellastre. Nella serie televisiva, Elena ha capelli castani e occhi marroni, ed è identica a Katherine perché sono doppelgänger. Nei romanzi, Stefan e Damon si somigliano molto, infatti entrambi hanno i capelli neri; nella serie Stefan ha capelli castano chiaro tendente al biondo e Damon ha capelli castano scuro tendente al nero. Nei romanzi Bonnie ha capelli rossi, occhi marroni e pelle chiara; nella serie ha capelli castani scuro, occhi marroni e pelle scura. Caroline ha capelli ramati e occhi verdi nei libri, mentre nella serie televisiva ha capelli biondi e occhi azzurri.


Ed eccoâ&#x20AC;Ś Margaret, la sorellina di Elenaâ&#x20AC;Ś o meglio Jerema!!

Mentre nei romanzi Elena ha una sorella minore di quattro anni di nome Margaret, nella serie televisiva ha un fratello minore di nome Jeremy, di un paio di anni meno di lei.


Altre differenze •

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Nei romanzi, Stefan e Damon hanno cinquecento anni e si sono uccisi a vicenda prima di trasformarsi in vampiri. Nella serie televisiva hanno 160-170 anni e li ha uccisi il loro padre. Nei romanzi, Meredith è una delle migliori amiche di Elena insieme Bonnie. Nella serie televisiva, invece, il suo personaggio, di nome Meredith Fell, è una dottoressa più grande di Elena. Caroline, che nella serie televisiva è amica di Elena, nei romanzi è una sua rivale. Cambiano anche i cognomi dei personaggi: quello di Bonnie da McCullough diventa Bennett; quello di Matt da Honerycutt diventa Donovan; quello di Tyler da Smallwood a Lockwood; quello di Meredith da Sulez a Fell; quello di Katherine da Von Swartzschild diventa Pierce, in origine Petrova; e Klaus, mentre nei libri è conosciuto semplicemente per nome, nella serie televisiva si chiama Niklaus Mikaelson.


Cosa ne pensa Silvia… The vampire diaries a oggi è una serie che guardo puntualmente, non tanto per interesse, quanto più per inerzia. All’inizio mi aveva appassionato tantissimo, eh sì, so che parla del classico triangolo amoroso (molto in voga soprattutto nelle serie CW) però oltre alla bella presenza dei personaggi (alcuni più di altri) mi aveva davvero convinto. La prima stagione quindi era interessante, quando non c’erano ogni genere di creatura soprannaturale a cui riusciate a pensare (mancano solo i Kitsune che oltre a essere presenti nel libro, sono spuntati un po’ dappertutto tra le altre serie tv che seguo). Ora, non voglio sempre stare qui a lamentarmi (anche se è un po’ quello che faccio sempre ;) però a me, quando la tirano troppo lunga, mi viene da dire che noia. Le novità sono interessanti, e necessarie per non rendere troppo ovvio il telefilm però troppe stancano facilmente. Una serie è bella quando rimane fedele a sé stessa, ma varia allo stesso tempo. Comunque ho continuato a guardarlo (e lo farò fino alla fine della serie) perché è bello e mi sono affezionata alla serie. All’inizio ero decisamente Team Stefan, però adesso. Dopo tutte le cose che sono successe concordo che sia “il turno” di Damon. (Basta solo che non arrivi qualcun altro a rovinare la piazza.) Mi piacciono molto le feste e i balli perché usano dei costumi bellissimi, soprattutto nelle prime stagioni. Adesso siamo arrivate alla quinta ed eccetto qualche festa studentesca del college (dove non ci sono assolutamente abiti stile vittoriano) non c’è traccia di balli. Il mio personaggi preferito della serie in assoluto è Caroline. Non solo mi piace il suo personaggio, ma anche l’attrice (che ho visto anche in altri ruoli) che credo sia riuscita a mettere del suo. Ci sono molti colpi di scena, soprattutto nel finale di metà stagione, dove per un mese o due si rimane col fiato sospeso e ovviamente non si possono dimenticare i finali di stagione (scioccanti, a dir poco, pure quelli). Ricordo in particolare quello della quarta stagione (soprattutto perché non ci ho capito niente) dove Silas, che era creduto morto rinchiude Stefan in una cassaforte e lo condanna a marcire nel fondo del lago. Nel frattempo ovviamente succedono altre cose. Elena sceglie finalmente Damon, dopo esserci girata intorno per quattro stagioni (credete sul serio che durerà?) e Bonnie muore. Esatto che macello. Per fortuna esistono però anche il primo episodio di stagione dove dopo mesi di depressione e interrogativi (scherzo, non ci ho perso di certo il sonno) è apparso un flebile raggio di speranza che mi ha illuminato la via verso la salute mentale. Divagamento mentale dell’una di notte a parte, consiglio di guardare questa serie perché molto meno complicata dei libri e perché la CW fa delle belle serie, piacevoli per passare le giornate e soprattutto molto adatte per coloro che soffrono di vampiro-mania.


Cosa ne pensa Miriam… The vampire diaries è stato il primissimo telefilm che ho seguito. A farmelo conoscere è stata proprio la mia migliore amica Silvia. È anche uno dei pochi telefilm che seguo puntualmente al venerdì, non posso proprio farne a meno! Devo sapere cosa succede, anche perché in ogni finale di puntata c’è qualcosa di scioccante o comunque che ti fa desiderare di vedere il seguito! L’ho amato fin da subito e, sempre fin da subito ho capito da che parte stavo. Sono, come ormai di dice, Delena. Mi sono innamorata di Damon da subito, al contrario non riesco ancora oggi a farmi piacere del tutto Stefan, non so perché… so solo che mi fa continuamente innervosire. Chi, come me è Team Delena sa quanto abbiamo patito… e purtroppo lo facciamo sempre… (credo che la Plec si diverta). A fargli compagnia, c’è Tyler (insopportabile), tifo infatti per Klaus! Che volete farci, amo i “cattivi”. Il mio personaggio preferito è Damon. Amo la complessità del suo personaggio, tutte le sfaccettature che lo caratterizzano. Lui è l’unico che mi è piaciuto in maniera costante in questi 5 anni. Gli altri hanno alti e bassi: a volte li adoro, altre volte li ammazzerei! Le prime tre stagioni mi sono piaciute moltissimo, la quarta in modo particolare; mentre in questa quinta stanno succedendo davvero un sacco di casini, il che mi fa pensare che forse non sanno più cosa inventarsi. Siamo ancora all’inizio però… aspettiamo a giudicare! Tra le tante cose che mi piacciono di questa serie Tv sono gli abiti (soprattutto quelle delle feste), e le canzoni che accompagnano le varie puntate. Ho letto anche i romanzi e non sono nemmeno da paragonare con il telefilm, due mondi totalmente diversi (basta guardare Jerema). Vi consiglio davvero di guardarla, ne vale la pena!


Fanfiction Questo spazio è interamente dedicato a Eleanor Mair e alla sua fanfiction: The Last Heroes. Io e Silvia vogliamo ringraziarla (ancora) per aver deciso di darci l’esclusiva, e pubblicare solo qui questa magnifica storia!

Chi è Eleanor Mair… Eleanor Mair è una donna solare e folle, la sua passione per la lettura nasce in tenera età, quando sua madre le regalò Il Piccolo Principe. L'amore per la scrittura è nata in seguito, in età adolescenziale; scrisse un racconto scolastico dove mise nero su bianco la storia della sua amicizia con quella che, ancora oggi, lei definisce "la sua persona".

Cos è The Last Heroes? Ha scelto di scrivere una storia sugli dei dell'Olimpo dopo una lunga conversazione col fratello, su un ipotetico futuro post guerra mondiale. Ha sempre avuto una passione viscerale per la mitologia greco/romana e per i popoli celti, il tutto grazie alle sue origini greche e scozzesi.


In un epoca moderna, dove la tecnologia governa le masse, dove gli uomini hanno dimenticato ciò in cui credevano i loro avi, qualcosa si sta risvegliando. Un antico nemico. Gli uomini hanno smesso di credere in loro, ma loro non hanno smesso di esistere.

The Last Heroes

Capitolo 1 Appoggiato alla vetrata, l'uomo osservava la vita scorrere sotto di lui. A dieci piani di altezza poteva vedere gli uomini accalcarsi per le strade di Atene, correre come formiche indaffarate, senza sospettare nulla. Il petto nudo, le gocce d'acqua che scivolavano sulla pelle e un solo asciugamano in vita a coprirne le nudità. Poi si voltò, sorridendo all'indirizzo della donna che giaceva sul letto, coperta solo dal lenzuolo bianco, ancora addormentata. Bellezza selvaggia, capelli dai riflessi ramati sparsi sul cuscino di seta bianco. La guardò attentamente, avvicinandosi e sedendosi sul materasso. Perfetta. Con un dito seguì la linea della schiena nuda, dal basso verso l'alto, giungendo al volto candido come la luna. «Tu sei la natura selvaggia, Artemide» sospirò, tenendo il tono di voce basso per non svegliarla. «Nessuno può domare la natura, Apollo» rispose la donna con voce flebile, aprendo gli occhi e mostrando delle iridi verdi come la foresta pluviale. Apollo le sorrise, spregiudicato e malizioso. «Nessuno tranne me.» E gli occhi azzurri di lui, dalle pagliuzze ambrate, si specchiarono in quelli smeraldini di lei, poco prima di unire le loro labbra in un bacio fatto di passione e amore. Loro erano peccatori agli occhi degli uomini, l'amore tra fratello e sorella non era visto di buon occhio ma, per loro, non sussisteva alcuno problema. Del resto, erano figli di un uomo che aveva sposato la propria sorella, per le divinità tutto era lecito. Loro erano gemelli, nati dallo stesso ventre, erano il sole e la luna, il fuoco e la terra, erano complementari, incapaci di vivere l'uno senza l'altra. «Oh, ma che bel quadretto.»


Quella voce, Apollo la riconobbe all'istante, mettendosi seduto sul letto e sbuffando sonoramente. «Hermes.» «Apollo...Artemide» salutò il messaggero, distogliendo lo sguardo dal corpo della dea, portando le mani dietro le schiena. «Quali nuove ci porti, caro Hermes?» fu la domanda fredda della bella Artemide che mal celava il fastidio dovuto all'intrusione del messaggero. Hermes non fece caso al tono, avvicinandosi al vetro che fungeva da parete, osservando gli uomini e le donne affaccendarsi a diversi metri sotto di loro. «Vostro padre, il sommo Zeus, ha convocato il Concilio degli dèi.» A quelle parole, i due gemelli si guardarono negli occhi, preoccupati e visibilmente sconvolti. Zeus non convocava un Concilio dai tempi della Guerra di Troia, nemmeno per le tre Guerre Mondiali, che per anni avevano devastato il mondo, era stata convocata una riunione di tale importanza. Se il padre di tutte le divinità elleniche si vedeva costretto a chiamare a raccolta tutti loro, qualcosa di grosso stava per accadere. *** Al centocinquantesimo piano della sede centrale della Olympos Enterprises, un uomo se ne stava in piedi di fronte alla vetrata. Le mani dietro la schiena, lo sguardo severo perso in orizzonti astratti e lontani, la barba a nascondere l'irrigidirsi della mascella e le spalle tese e possenti. Tutto in quell'uomo urlava preoccupazione. «Caro fratello!» esclamò un altro uomo, aprendo le pesanti porte della sala riunioni. «Ade.» fu l'unico saluto del fratello, che non staccò lo sguardo dall'esterno del grattacielo. Ade si avvicinò a lui, slacciandosi il bottone della giacca e infilando le mani in tasca. Il completo blu scuro faceva risaltare il fisico asciutto e tonico. Con un ghigno divertito, che diede una strana luce agli occhi neri, Ade si portò di fianco al fratello. «Un Concilio degli dèi, la cosa desta sospetti!» esclamò, grattandosi la barba alla Van Dyke. «Qualcuno ha violato la tomba di nostro padre.» «Credi che sia stato uno di noi, Zeus?» «Solo un dio può risvegliare Kronos, Ade, solo il sangue divino può donargli la forza per risvegliarsi» disse freddamente Zeus, voltando finalmente lo sguardo verso Ade. Erano freddi i suoi occhi, dalle iridi grigie come il cielo in tempesta. Ade si limitò ad annuire. In tutti quei millenni aveva imparato a non contraddire Zeus, la folgore era il suo potere e, dio o non dio, diventava una furia quando occorreva.


Con un sospiro il dio degli inferi si sedette su una delle poltroncine intorno al lungo tavolo di quercia. «Hai consultato le Moire?» «Ecate è andata da loro pochi minuti fa.» Ade stava per ribattere, ma l'ingresso di un terzo uomo lo fece tacere. Occhi blu come le profondità marine, capelli lunghi e biondi come la sabbia del Mediterraneo e portamento rigido come il ferro delle ancore. «Poseidone» lo salutò Ade, senza ricevere nessuna risposta. Poseidone si limitò ad un semplice cenno del capo, rivolgendosi poi a Zeus. «Dunque è vero, qualcuno ha violato la tomba di nostro padre.» «Qualcuno che vuole vedere il nostro crepuscolo» intervenne una voce femminile. Da un'altra entrata, la donna fece il suo ingresso, affiancando Zeus. Era bella, di una strana bellezza magnetica, come i suoi occhi di un blu acceso, simile alle piume del pavone. I lunghi capelli castani erano raccolti in una semplice acconciatura, lasciando libero il viso ovale e dalla pelle bianca come la neve. «Cara Hera» le baciò la mano Poseidone, salutando la sorella. La dea stava per aggiungere altro, ma la porta principale si aprì all'improvviso, lasciando entrare Athena, nettamente allarmata. «La situazione è peggiore di quanto pensassimo!» esclamò, accendendo il televisore a schermo piatto, appeso alla parete della sala riunioni. Le immagini che apparvero erano raccapriccianti: uno tsunami aveva colpito l'India, sommergendo completamente parte della regione. C'erano persone morte, altri sopravvissuti che, in preda al panico, fuggivano; bambini in lacrime, cadaveri accatastati uno sopra l'altro. Il terremoto di qualche ora prima non era nulla in confronto a quanto accaduto in Asia meridionale, ciò voleva dire solo una cosa: il risveglio di Kronos era imminente. «Eris ha scelto la distruzione.» sembravano tre voci di donne che parlavano all'unisono, poi, come in una nuvola di fumo, apparve Ecate, fluttuando come uno spirito. La sua voce era in grado di risvegliare le paure ataviche di chiunque, persino dello stesso Zeus. Quegli occhi innaturali, così simili al ghiaccio, erano fermi, imperturbabili. Udito il nome di colei che aveva tradito, il divino Zeus fu colto da ira. Sbatté il pugno sul tavolo, non riuscendo a controllare il proprio furore. I vetri tremarono ma non per una scossa di terremoto, bensì per il potere di Zeus. «Eris» sibilò a denti stretti Ade, congiungendo le mani sotto al mento e guardando i fratelli. Come un pezzo di marmo Poseidone se ne stava impassibile, come se stesse meditando un piano, oppure cercando una qualche soluzione, ma il dio degli inferi sapeva che il fratello era sgomento tanto quanto lui.


«Credo che sia giunto il momento d'interpellare colei che detiene la saggezza della terra» intervenne Hera, avvicinandosi al marito e posandogli una mano sul pugno serrato. Ci fu un semplice scambio di sguardi, ma bastò perché Zeus si rilassasse leggermente. Negli occhi della dea, si diceva, vigevano la calma di una madre e la spietatezza di una guerriera. Athena si sentì pervadere da uno strano brivido; nessuno parlava mai di Gea, la progenitrice dei Titani. La dea viveva in solitudine, come un'eremita, dall'infausto giorno in cui Kronos era stato sigillato e Zeus era salito al potere. La presenza di Ecate, il coinvolgimento delle Moire, il dover chiedere consiglio a Gea, tutto lasciava presagire ad una guerra imminente. «Le Moire credono che l'antica profezia si stia compiendo» aggiunse infine Ecate, poco prima d'indicare un punto al centro del tavolo. All'improvviso una luce blu comparve e una sfera grande quanto un pugno si palesò nel punto indicato dalla divinità. Le voci rauche delle Moire si levarono come in un solo suono, pronunciando quelle antiche parole udite solo una volta. «Quando la terra dimenticherà gli dei, gli uomini, sedotti dalla discordia e la brama diverranno ingordi e meschini. Soltanto allora l'antico padre tornerà per distruggere l'umanità. Tre soli potranno fermarlo: Tridente, Lancia e Spada. Figli di antico sangue divino, discendenti di coloro che ebbero padre sacro, in loro risiederà la salvezza.» Parole antiche e arcane, tanto sibilline quanto terrificanti. Sapevano di morte e distruzione, ma anche di speranza e rivalsa. Non potevano affrontare Kronos, il Titano del tempo attingeva la propria forza da loro, più lui si fortificava, più loro perdevano l'immortalità ed i poteri. E Zeus sapeva. Se esisteva ancora qualche goccia di sangue divino in un essere umano, lui era obbligato a farne uso per salvare l'umanità. Solo i semidei erano immuni, solo loro potevano riuscire nell'impresa d'impedire la totale ascesa di Kronos e il crepuscolo degli dèi. Dovevano tentare. Zeus voltò lo sguardo verso Athena, guardandola con fermezza. «Tu, Artemide, Apollo e Ares andate da Gea» disse risoluto. «Scoprite dove si trovano gli ultimi eroi.»


Brully’s Choice Awards Vincitori di gennaio… Romanzi Miglior cover di autori emergenti

Obsession – Valentina C. Brin

Miglior cover di autori affermati

Teardrop – Lauren Kate


Vincitori di gennaioâ&#x20AC;Ś Telefilm Miglior nuovo telefilm stagione autunnale 2013

The Originals

Miglior cast

The Vampire Diaries


Vincitori di gennaioâ&#x20AC;Ś Film Miglior film dâ&#x20AC;&#x2122;inizio anno.

Miglior film 2013.

Captain Harlock 3D

Hunger Games. Catching Fire


Romanzi Titolo più suggestivo di autori emergenti. Ecco i candidati alla nomination: ℘ Black Shadow – Katherine Keller ℘ I protettori dell’oracolo. Buio – Patrisha Mar ℘ Oltre i confini. Il tocco degli spiriti antichi – Noemi Gastaldi ℘ Le pietre del destino – Rossella Castelli

Titolo più suggestivo di autori affermati. Ecco i candidati alla nomination: ℘ La ricamatrice di segreti – Kate Alcott ℘ Segreti, bugie e cioccolato – Amy Bratley ℘ Il mercante di libri maledetti – Marcello Simoni ℘ Vittime del peccato – Brenda Joyce


Telefilm Attore più sexy. Ecco i candidati alla nomination: ℘ Alexander Skarsgård ℘ Matt Bomer ℘ Dylan O’Brien ℘ Gabriel Garko

Attrice più sexy. Ecco i candidati alla nomination: ℘ Rachel Bilson ℘ Nina Dobrev ℘ Jennifer Love Hewitt ℘ Blake Lively


Film Miglior cattivo. Ecco i candidati alla nomination: ℘ Valentine Morgenstern – Shadowhunters ℘ Sauron - Il signore degli anelli

℘ Loki - Thor

℘ Presidente Snow – Hunger Games 2

Miglior cattiva. Ecco i candidati alla nomination: ℘ Victoria – New moon ℘ Sarafine Duchannes – Beautiful Creatures ℘ Professoressa Umbridge – Harry Potter 5 ℘ La regina cattiva – Biancaneve


Some Readings Miriam’s Il bosco dei cuori addormentati

Oltre i confini – Il battito della bestia

Esther Sanz

Noemi Gastaldi

8/10

8/10 Onyx

Il bacio dell’angelo caduto

Jennifer L. Armentrout

Becca Fitzpatrick

10/10

10/10

Silvia’s ShadowHunters – Città delle anime perdute

Origin

Cassandra Clare

Jennifer L. Armentrout

8/10

9/10

Il ragno e l’iguana

Wolfbane

Elisa Vangelisti

Andrea Cremer

6/10

7/10


Ringraziamenti Anche questo mese è volato! Sembra davvero ieri che io e Silvia eravamo elettrizzate all’idea di pubblicare la nostra prima rivista, un sogno che si avvera finalmente. L’emozione però, è aumentata con questa seconda pubblicazione, perché forse ci rendiamo conto della concretezza dei nostri sforzi. Come sempre il merito non è tutto nostro!! Vogliamo ringraziare come sempre le nostre collaboratrici fisse (sempre che non si stanchino prima) Elisabetta Baldan (la cover che hai creato mi ha fatto palpitare il cuore, è magia pura) e Eleaonor Mair, un’autrice strabiliante che ogni volta ci fa sognare (siamo impazienti di leggere il prossimo capitolo). Un grazie va anche alle altre protagoniste della rivista (non siamo femministe, parleremo anche di autori uomini). Giorgia Penzo, per un romanzo che si è rivelato indimenticabile, Lauren Kate, per la sua disponibilità, nonostante le mille cose da fare! Elisabetta Brustio, che ci ha mostrato un aspetto della grafica che non molti conoscono.

Un grazie al gruppo Facebook “MockingJay - Il canto della rivolta” che ci ha appoggiate nonostante i mille impegni che un gruppo comporta (io lo so, ne ho due ora).

Questa rivista non sarebbe quello che è senza persone fantastiche che si mettono in gioco per noi! Quindi grazie di cuore! Noi vi siamo infinitamente grate!


Info & Contatti Ricordiamo agli autori emergenti e ai disegnatori/grafici ecc. che se volessero avere uno spazio nella rivista possono contattarci in qualsiasi momento. Per quanto riguarda i Brullyâ&#x20AC;&#x2122;s Choice Awards troverete le varie nomination nella nostra pagina Facebook. Per votare non dovrete far altro che scrivere la vostra preferenza nel questionario. Se volete, potrete anche proporci nuove nomination da fare nei numeri successivi! Per qualsiasi chiarimento, domanda, richiesta ecc. potete contattarci qui, saremo felicissime di rispondere a tutti! Mail: brully.magazine@hotmail.it FB: https://www.facebook.com/pages/Brullys-Magazine/506998859412853?ref=hl

Per avere la versione pdf scrivete una mail a brully.magazine@hotmail.it in oggetto: richiesta PDF febbraio e questo codice: BRMGZ02MS25

Un saluto a tutti, vi aspettiamo a marzo ;-)


Brully's magazine 25 febbraio  
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