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MIRANO SETTEMBRE 2011

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Suppl. a «Guida Casa» - Autorizzazione Tribunale di Venezia N. 1219 del 13/03/1996 - Distribuz. gratuita Direttore responsabile: Laura Colognesi - Coordinatore redazionale: Paolo Leandri - Segretario di redazione: PAOLO TREVISANATO - tel. 041.430036 Associazione ricreativa senza scopo di lucro “Mirano al Pozzo” - Via Giudecca, 26/6 - 30035 Mirano (Ve)

EDITORIALE

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arissimi amici lettori, come promesso, ecco il secondo numero di “Mirano Magazine” che, ci auguriamo, riscuota lo stesso gradimento del precedente. Sono molteplici gli argomenti che trovate trattati: politica, ambiente, sport, ricorrenze, ricordo di persone che non ci sono più, ma che hanno rivestito per molti un particolare punto di riferimento, iniziative di solidarietà, arte e tante altre tematiche. Speriamo di aver dato a ciascun aspetto l’adeguato risalto, anche se la scelta dell’ordine da dare agli articoli non è stata semplice, in quanto ognuno di essi è importante per dare uno spaccato sulla realtà del nostro territorio. Anche perché “Mirano Magazine” vuole essere innanzitutto propositivo, attento certamente nel denunciare ciò che deve essere cambiato o migliorato, ma rivolto soprattutto a mettere in rilievo ciò di cui Mirano può vantare di positivo e di costruttivo perché la nostra città è ricca di persone volonterose, piene di iniziative, laboriose e sensibili nel settore del volontariato. E, sotto questo aspetto, un merito del tutto particolare va riconosciuto ai nostri sponsor, perché è proprio grazie alla loro sensibilità e al loro aiuto concreto che il giornale può essere pubblicato. Si diceva dell’attenzione che “Mirano Magazine” deve avere sia verso ciò che può essere cambiato, sia verso i tanti aspetti

positivi che fanno della nostra realtà una delle più rinomate dell’entroterra veneziano: due esempi a conferma di questo impegno del giornale. Il primo, che richiederebbe un’inversione di tendenza, riguarda le prospettive dell’assetto territoriale che ci interessa direttamente: se le previsioni dovessero diventare realtà, ci troveremmo sommersi ancora una volta da una nuova, asfissiante colata di cemento. A parte la realizzazione di “Veneto City”, di cui si è tanto parlato e che trova spazio anche in questo numero del giornale, corre voce anche della costruzione di un nuovo mega-centro commerciale tra Santa M. di Sala e Noale, più grande di quelli già esistenti nelle vicinanze: con quale impatto ambientale è facilmente immaginabile. Ce la farà la nostra viabilità a sopportare un ennesimo aumento del traffico e dello smog automobilistico? Quale sarà la sorte del “graticolato”? Cosa succederà al deflusso dell’acqua nelle giornate sempre più frequenti di pioggia torrenziale in un terreno intasato dal cemento? E i nostri esercizi al dettaglio, quei pochi ancora rimasti, che fine faranno? Ed ecco allora l’altro aspetto, quello propositivo, legato proprio alla sopravvivenza di questi negozi: la “Privilege Card Città di Mirano”, un servizio gratuito rivolto a tutti i residenti nel Comune che dà la possibilità di acquistare con notevoli vantaggi presso

i punti vendita che aderiscono all’iniziativa. Va chiarito subito che la “Card” non è legata ad alcun gruppo politico e non ha altre finalità che quella di offrire ai nostri concittadini un’opportunità di cui usufruire o meno liberamente; inoltre non è una tessera che deve essere “strisciata” nei lettori ottici, ma va semplicemente esibita al negoziante e gli sconti non privilegiano alcuno, in quanto sono uguali per tutti. Perché, allora, “Privilege” Card? Perché l’unico “privilegio” previsto è quello di avere la residenza a Mirano, senza altra discriminazione e senza entrare nella privacy delle persone. Ma sicuramente un altro vantaggio la card lo offre: quello di aiutare con gli acquisti i nostri negozianti al dettaglio a sopravvivere alla cementificazione dei mega-centri di cui si è detto. La “piccola” bottega è infatti una “grande” realtà per la qualità, per l’assistenza, per la cortesia che il personale è in grado di offrire: è l’esercizio commerciale ancora “a misura d’uomo”, nel senso del rapporto di fiducia che si crea tra venditore e acquirente. Non permettiamo che tutto questo muoia, perché sicuramente ciò che viene perso non sono semplicemente i pochi metri quadri di un negozio, ma un’insostituibile tradizione di cultura locale.

io leggo

Il responsabile di redazione Paolo Leandri


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Lettera ai cittadini di Mirano

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opo il commissariamento del Sindaco di Mirano e della sua Giunta, alcuni orfani politici del prof. Cappelletto hanno voluto far sentire le loro opinioni al riguardo. Un paio di ex assessori si dicono onorati di aver fatto parte della giunta dimissionata, altri criticano il sottoscritto e i consiglieri Lorenzon e Perale per aver provocato la caduta dell’amministrazione, senza che ve ne fosse alcuna motivazione politica, impedendo il raggiungimento degli obiettivi che si era prefissa nella campagna elettorale di tre anni fa. Al riguardo, ritengo doveroso fare alcune precisazioni. I veri responsabili dell’indebolimento prima e del conseguente fallimento poi della giunta Cappelletto portano i nomi di Roberto Lazzarini e di Marina Balleello, sedicenti plenipotenziari locali della Lega Nord e del PDL. Essi, infatti, tre anni fa al momento della formazione della giunta, hanno stretto un accordo che, con grande arroganza, ma con scarsa intelligenza politica, prevedeva una spartizione dei posti di potere (assessorati, presidenza del consiglio, etc) che emarginava i gruppi ex AN e UDC e umiliava la lista del Sindaco, Obiettivo per Mirano.

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SETTEMBRE 2011 Stampa: Centro Servizi Editoriali srl (Grisignano - VI)

Inoltre, la giunta Cappelletto è apparsa, di fatto, immediatamente commissariata con le nomine del Direttore Generale, il dott. Filippo Martellini e dell’assessore PDL, il salzanese Spolaore , rendendo quasi ininfluenti i contributi degli altri assessori e inefficaci le proposte e le indicazioni dei gruppi consiliari e dei partiti della maggioranza di centro destra. Il Direttore Generale ha gestito, per lo più in modo fallimentare, le grandi scelte amministrative, dalla riorganizzazione del personale alla gestione degli appalti e del patrimonio immobiliare del comune, intrattenendo in modo improprio anche rapporti con i gruppi politici. Basti pensare che dopo ben cinque bizzarre e disastrose riorganizzazioni del personale, da lui studiate in poco più di un anno e mezzo, la macchina burocratica di Mirano si trova allo sbando; gli stessi amministratori avevano perso ormai autorevolezza nei confronti del personale e non erano più in grado di gestirlo. L’ex assessore Spolaore, con delega ai lavori pubblici, doveva gestire, fra le altre cose, i 19 milioni di euro, che la passata amministrazione Fardin aveva ottenuto dalla Regione a mitigazione dei disagi provocati dal passante, nonché altri 3 milioni di euro, previsti nell’accordo con la Provincia e 1,5 milioni di euro derivanti dalla convenzione con Terna. Spolaore, purtroppo, si è distinto per non aver avviato, in tre anni, alcuna opera pubblica e, soprattutto, perchè non ha fatto arrivare un solo euro dei 23,5 milioni che i Miranesi aspettavano. Bel risultato per un politico che, a

quanto pare, era stato mandato a Mirano per imparare a fare il prossimo sindaco di Salzano. Al riguardo, penso che se ci fosse ancora un po’ di etica e di dignità nel fare politica e nell’amministrare la cosa pubblica, l’assessore in questione e coloro che ce l’hanno imposto, dovrebbero sentire il dovere morale di chiedere pubblicamente scusa a tutti i Miranesi, per il gravissimo danno provocato. Al suicidio di questa amministrazione, poi, hanno contribuito , in modo determinante, anche il vicesindaco Semenzato e gli altri assessori. In particolare, Semenzato si è distinto per i grandi proclami contro il Sindaco e il Direttore Generale, e per le periodiche minacce di crisi, puntualmente ritirate. Anche lui si è dichiarato onorato di aver fatto parte della giunta Cappelletto; allora, però, ci deve spiegare, se è coerente , perché minacciava la crisi di giunta una settimana sì e una no. Con il suo comportamento ha creato un notevole danno non solo alla amministrazione, ma anche al suo partito, la Lega Nord. Da vero saltimbanco delle promesse e delle minacce, ha continuato ad affermare che Mirano sarebbe divenuta una città sicura e vivibile e che gli extracomunitari sarebbero stati cacciati, magari con l’aiuto delle ronde. Purtroppo l’ex vice sindaco passerà alla storia per le tre telecamere installate in centro, che servono solo a far cassa con le multe e nulla hanno a che fare con la sicurezza dei miranesi. Peccato che nessuno abbia ancora avvertito Semenzato e i suoi colle-

03 ghi della Lega Nord che i comuni di Mira e di Spinea, spendendo meno di Mirano, hanno installato decine di telecamere (non solo tre) nei luoghi meno sicuri, garantendo il controllo del territorio e dando una effettiva maggiore tranquillità ai cittadini. Qualche ben pensante orfano del sindaco Cappelletto ci accusa di aver mandato a casa questa giunta anche per motivi personali. Posso assicurare che l’unico motivo personale è stato quello di salvaguardare e difendere gli interessi dei miranesi e di non diventare complice e corresponsabile di una Giunta colpevolmente inetta, che, ingannando e tradendo tutto l’elettorato di centro destra che le aveva dato fiducia, ha combinato il seguente disastro: - ha privato Mirano di 23,5 milioni di euro di opere pubbliche, già ottenuti con i vari accordi; - ha ignorato il disastro che Veneto City provocherà sulle nostre strade, soprattutto nelle frazioni di Vetrego, Ballò e Scaltenigo; - in tre anni non è riuscita a redigere il nuovo Piano Regolatore (PAT) e il piano di viabilità, - ha sperperato centinaia di migliaia di euro con l’incarico al Direttore Generale (in cinque anni potevano essere più di 600.000 euro); - non ha messo a reddito una gran parte del patrimonio immobiliare del comune facendo perdere alle casse pubbliche circa 200.000 euro (quanti interventi per il sociale, per le famiglie in difficoltà, per i giovani e gli anziani bisognosi, per le scuole e per la manutenzione del territorio potevano essere fatti con questi soldi!); - ha preso in giro i comitati dei cittadini,(anche se alcuni di essi non se ne sono ancora resi conto), assicu-

randoli sulla realizzazione di opere di cui mancano non solo i progetti ma anche i finanziamenti; - ha distrutto l’organizzazione del personale. Mi sembra che di buoni motivi per dare la sfiducia al sindaco Cappelletto, ce ne siano stati in abbondanza. Rimettere in piedi il comune sarà un compito molto difficile e ci sarà bisogno di chiamare a raccolta persone capaci e generose, interessate veramente al bene comune, che si devono impegnare nella prossima amministrazione a - completare il nuovo Piano Regolatore, a vantaggio di tutti i cittadini e non solo di pochi amici, parenti, amici professionisti o speculatori, - ridurre al minimo la spesa della politica, - recuperare i 23,5 milioni di euro finora perduti, - ripristinare un clima collaborativo con il personale, - realizzare le opere di cui Mirano ha bisogno, - recuperare un rapporto di fiducia e di vero servizio con la cittadinanza.

Piazzale Pio XII, 1 - 30035 Mirano (Ve) - Tel. 041.430826

Pietre Certificate

Claudio Trevisan Ex consigliere UDC


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TUTTI INFORMA DOPO L’ESTATE

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estate capita spesso di lasciarsi andare a qualche tentazione: si dimenticano le buone abitudini alimentari e si tende a trascurare la propria forma fisica. Finite le vacanze ci si trova dunque a dover fare i conti con qualche chilo di troppo. In questi casi una valida soluzione per tornare a sentirsi snelli e tonici e quella di chiedere una consulenza specializzata,che sappia fornire risposte efficaci e personalizzate. Il centro INforma di Mirano offre trattamenti mirati per ritrovare e mantenere la linea, oltre che per prendersi cura di sé e del proprio aspetto, conciliando al meglio estetica e benessere fisico. Attrezzature di ultimissima generazione, trattamenti innovativi, prodotti specifici e naturalmente ottime abilità professionali, portano il Centro INforma ad essere all’avanguardia nel mondo dell’estetica e un punto di riferimento per quanti desiderano avere un aspetto migliore in un ambiente rilassante e confortevole.

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L’assessore Baschiera e il governo del “bonus pater familias”

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’esperienza fatta da assessore al Comune di Mirano è stata fondamentale oltre che per una crescita polita anche personale. È stata importante per capire le mille sfaccettature che stanno sotto alle decisioni che vengono e che sono state prese. È importante perché fa capire quanto difficile sia amministrare in un periodo storico in cui soldi non ce ne sono. Nei tre anni da assessore le voci di bilancio dei miei capitoli di spesa sono sempre state uguali a zero, e con quello zero si è governato. L’amministrazione Cappelletto è stata la prima amministrazione a governare senza soldi e anzi, di più, con un debito in bilancio pazzesco lasciato dalle amministrazioni precedenti (di sinistra). È stato appunto questo, secondo me, il vero motivo della crisi che ha percosso Mirano: le scelte scellerate precedenti, scelte perché decise a tavolino, hanno messo in ginocchio il nostro comune. Infatti per colmare il buco nero si è dovuto tagliare in servizi per i cittadini, sociale, scuole, cioè proprio lì dove c’erano soldi (per la verità molto pochi). Ed oggi il bilancio del comune è sano ma gli sforzi sono stati fatti a danno dell’immagine nostra e del fatto che come alcuni affermano “…nulla è stato fatto…”. Ma spesso chi dice così è miope e non conosce la realtà delle cose. Ha fatto forse qualcosa l’amministrazione Fardin? Ah sì, ci ha lasciato il teatro! Proprio lui il teatro: il vero artefice del fatto che i cittadini non hanno più servizi, d’altronde la cultura è fondamentale,

quindi non bisogna lagnarsi. Ha lasciato forse qualcosa l’amministrazione Marchiori? Eh sì il passante: la decisione presa è stata di portare il tracciato nel comune di Mirano e non lasciarlo a Mira. E poi, ciliegina sulla torta, il debito del dirigente ingiustamente licenziato… e comunque non bisogna poi mai dimenticare certe cose tipo lo scempio di Via Gramsci sulla falsariga di quello che era stato nel quartiere Aldo Moro. Ecco allora che bisogna sempre ricordare che il prof. Cappelletto è stato fondamentale per Mirano se non altro per una cosa: ha riportato i conti del comune in pareggio, ha sanato la voragine ed ora chi governerà lo potrà fare assumendosi in pieno le responsabilità delle proprie scelte e non vincolato come lo siamo stati noi ai debiti del passato. L’amministrazione Cappelletto a differenza delle precedenti ha governato come il bonus pater familias governa, senza lasciare, cioè, il peso di scelte vergognose alle generazioni e alle amministrazioni successive. E questo è fondamentale. Per il futuro certo, lo sforzo basilare sarà quello di una pianificazione territoriale più attenta alle esigenze dei cittadini. Un esempio: perché perdere tempo sul proseguimento di Via Cesare Battisti quando i problemi per Mirano sono altri? Giustamente il PdL non si è mai espresso sul progetto per vari motivi: primo fra tutti la priorità, la necessità o meno dell’intervento. Un intervento impattante, necessario (?), ma che non doveva o po-

teva prescindere dalla volontà dei residenti e dei cittadini di Mirano. Prima dei vari progetti da bar o da pianificatori territoriali, era fondamentale ascoltare la gente, capire e intervenire. Cosa che spesso ho ribadito in sede di giunta ma mai ascoltata. Ecco allora quello in cui sempre ho creduto: Mirano deve crescere perché la gente, che conosce le vere esigenze del territorio, porta idee, le condivide e le realizza, grazie a chi elegge. Fondamentale quindi diverrà nella futura campagna elettorale ascoltare, condividere e farsi portavoce in consiglio delle esigenze del territorio e dei cittadini. Quando è stato riqualificato il campetto di Via Gramsci una consigliera comunale aveva affermato che non ha mai fatto parte della sua politica realizzare le necessità delle zone in cui aveva preso più voti ed era più conosciuta… Secondo me cosa sbagliata: intanto realizzo quello per cui sono stato eletto e poi continuo col lavoro. Fondamentale saranno quindi anche le future alleanze politiche e le compagini elettorali. Due elementi spero contraddistinguano le future elezioni e le future liste elettorali di tutti i gruppi politici: gente giovane, nuova, con spirito d’iniziativa, ma soprattutto via coloro che hanno parenti, affini o congiunti legati da attività con il comune e via coloro che abbiano precedenti penali o la fedina penale non linda. Solo così Mirano potrà crescere e si potrà continuare la vera battaglia che Roberto Cappelletto aveva iniziato.

Dalla Costa: Mirano non può delegare ad altri l’amministrazione del proprio comune

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opo sette mesi di impegno come Assessore del Comune di Mirano credo sia opportuno in questo particolare momento tralasciare la nota delle cose fatte pur ringraziando i cittadini della loro partecipazione e soprattutto i dipendenti del Comune che si sono adoperati con tanto impegno e dedizione. Ritengo invece importante riflettere su alcuni interventi concreti la cui realizzazione andrà sicuramente a soddisfare sensibilmente le esigenze di tutti noi cittadini, tenendo presente che molto poco è arrivato al Comune di Mirano dei tanto conclamati 19 milioni di Euro che dovevano giungere dalla Regione e pertanto vanno riconsiderati alcuni mega progetti tanto sbandierati e ormai di difficile realizzazione nel breve periodo come la pista ciclabile di Via Scaltenigo (costo €. 2.400.000), la tanto ventilata

nuova viabilità nord-sud su Via Cesare Battisti ed altre quali €. 1.000.000 su Via A. Fratte che alla fine diventerebbero uno sfogo viario per “Veneto City”. Va invece data una veloce risoluzione ad alcune problematiche urgenti e fattibili che di seguito elenco: - realizzazione di una nuova rotatoria in Via Scaltenigo con all’intersezione con Via Caltressa, già luogo di un incidente mortale per cui un’intera comunità piange la perdita di un giovane e di numerosi altri incidenti: tale realizzazione, se sostenuta da appositi interventi, permetterebbe una soluzione definitiva anche ai problemi idraulici di Via Caltressa affinché anche questi nostri concittadini possano con tranquillità e serenità superare un semplice piovasco; - completamento dei lavori sulla pista ciclabile di Via Caltana all’intersezione con via Vetrego; - realizzazione dei servizi igienici nel Cimitero di Campocroce;

- ridarsi un ruolo da protagonisti sulla vicenda “Veneto City” affinché tutto il traffico non ricada su Mirano e il nostro Comune continui a subire in ambito viario le scelte altrui senza alcun beneficio; - dare priorità alle piccole manutenzioni richieste dal territorio ed in grado di garantire condizioni di fruibilità in sicurezza del grande patrimonio comunale da parte dei cittadini (strade, edifici scolastici, impianti sportivi, parchi e giardini storici, ecc). L’Amministrazione Commissariale del dopo Cappelletto deve evitare di mantenere in carico all’Ente un mega dirigente di nomina politica, in pensione, che grava sulle casse comunali per circa 150.000 € all’anno cumulando nel contempo più incarichi. Con quei soldi si può benissimo intervenire sulle problematiche del territorio come l’illuminazione pubblica, lo sfalcio del verde, la segnaletica oriz-

zontale e verticale, la manutenzione delle strade e dei fossati ed iniziare ad installare un sistema di videosorveglianza per la sicurezza del territorio. Forse piccole cose, ma che certamente per tutta la nostra gente costituiscono “cose importanti”. Dobbiamo indicare come cittadini le priorità della gestione del nostro Comune e non permettere che si deleghi ogni scelta di forma e sostanza come avvenuto sino ad oggi ad un unico Dirigente, selezionato con il sistema dello spoil system, che non conosce la nostra gente, il nostro territorio, le nostre esigenze. Quella parte della politica che ha avvalorato tutto questo e ne è stata connivente deve lasciare e dedicarsi ad altro. Va ritrovato un “nuovo spirito” nella conduzione e gestione della “cosa pubblica”, perché non stiamo gestendo il nostro capitale e le nostre proprietà, ma il patrimonio di tutti, i sacrifici e le necessità di tutti, nessuno escluso.

I partiti tutti facciano un serio esame di coscienza e si impegnino ad inserire nelle loro liste per la prossima tornata amministrativa persone capaci, che abbiano un passato trasparente, con un casellario giudiziario immacolato.

Lucio Dalla Costa ex Assessore ai Servizi ai Cittadini e Manutenzione


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Protezione civile Mirano: dal 2005 una realtà che conta

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a protezione civile a Mirano è una realtà che conta, dalla sua fondazione nel 2005, un considerevole numero di volontari, oggi una cinquantina, pronti a intervenire in situazioni di rischio nel territorio, grazie a corsi di preparazione e specializzazione. La Protezione Civile si occupa della tutela, dell'integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell'ambiente attraverso previsione, prevenzione e interventi che, attenuando i danni derivati da calamità naturali, o causate dall'incuria e incoscienza dell'uomo, possano riportare la situazione alle condizioni di precedente normalità. L'anno scorso anche il territorio veneto è stato teatro di eventi calamitosi, dovuti a precipitazioni di eccezionale portata e intensità. Appunto, a tal riguardo il gruppo comunale di protezione civile è stato immediatamente coinvolto nell'intervento regionale per l'emergenza idrogeologica che ha colpito Vicenza e zone limitrofe della sua provincia, con una squadra di volontari che è stata impiegata tem-

pestivamente per i primi soccorsi presso uno dei centri più colpiti, Cresole, per la liberazione di case e scantinati dai detriti, dovuti allo straripamento dei fiumi e canali. Inoltre, proprio per la forte sensibilità del gruppo nei confronti degli alluvionati e dell'Associazione dei "Mercanti Veneti", si sono raccolti presso la sede - in via Caorliega a Campocroce di Mirano - beni di prima necessità, che sono stati donati al Comune di Cresole poter aiutare le famiglie più bisognose. Le varie amministrazioni comunali che si sono succedute hanno fornito al gruppo in modo continuo e proficuo, mezzi e dotazioni necessari per garantire alla comunità un supporto sempre più efficiente ed efficace: fino ad oggi si tratta di quattro veicoli per il trasporto di persone ed un camion telonato. Collaborando con l'associazione

"Cuore amico" di Mirano e Us1 13, alcuni volontari P. C. hanno partecipato a un corso di rianimazione cardiopolmonare con l'utilizzo di defibrillatore automatico, conseguendo una certificazione e un brevetto utili all'intervento in situazione d'emergenza; va sottolineata inoltre la donazione di un defibrillatore automatico da parte dell'associazione "Cuore amico", esempio positivo di come varie anime del volontariato miranese, con differenti specificità e peculiarità, possano aiutarsi e donare un servizio nuovo, utile e positivo alla collettività. Tracciando un bilancio delle attività dell'anno 2010-2011, si può considerare come i vari impegni del gruppo siano andati a buon fine, in particolare il progetto "A scuola con la protezione civile", che ha visto coinvolti più di una ventina di volontari e più di duecento

cinquanta alunni delle scuole elementari del comune di Mirano. Inoltre il gruppo è stato impegnato in varie manifestazioni, sportive, religiose ecc. in tutto il territorio del miranese: "Festa del volontariato", "Festa dello sport", "Mirano in bici", "Bimbi in bici", gara ciclistica di Zianigo, gara di mountainbike organizzata dalla F.P.T. ecc., con il supporto della polizia municipale, sempre partecipe e solidale con queste iniziative. Il gruppo è sempre aperto a nuove iscrizioni ed è rivolto a tutti i cittadini del comune di Mirano e frazioni, che vogliono donare un po’ del proprio tempo e delle proprie capacità alla comunità e acquisire così nuove competenze grazie ai corsi istituiti dalla provincia. Si possono ottenere informazioni visitando il blog (http://protezionecivilemirano.blogspot.com) e il sito in fase di costruzione (www.protezionecivilemirano.it) o recandosi direttamente presso la sede del gruppo ogni primo e terzo venerdì di ogni mese, dalle ore 21.00. Elena Giubilato

Ballò festeggia il nuovo capitello in onore della Madonna

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stato un ritrovamento casuale quello che Danilo Stocco ha fatto circa 40 anni fa a Ballò di Mirano in una vecchia stalla diroccata: una statua della Madonna dimenticata tra le rovine del rudere abbandonato da tempo e di cui probabilmente nessuno aveva più memoria. Danilo l’ha portata a casa, l’ha ripulita e accudita con devozione fino all’anno scorso, quando, su consiglio dell’amico G. Marco Volpato, ex cassiere della Banca Nazionale del Lavoro e presidente della Società calcistica di

Ballò, ha pensato di donarla ai suoi compaesani esponendola in un capitello costruito gratuitamente dall’impresa edile di Luciano Martignon. L’inaugurazione è avvenuta il 199-2010 con la benedizione di don Sergio Busato e alla presenza del sindaco di Mirano e di altre autorità. La cerimonia verrà ripetuta ogni anno alla stessa data per invocare la protezione della Vergine Maria su quanti offrono gratuitamente il loro contributo a favore dei giovani che praticano lo sport. Paolo Trevisanato

Dedicato al campo sportivo di Ballò Il Sig. Danilo Stocco nato a Ballò il 13/10/1929 ha donato questa pala che rappresenta la Vergine Maria col Bambino perchè, ad essa venga affidato il ricordo di coloro che per amore dello sport hanno donato ore di volontario contributo per il bene della gioventù. Questa opera votiva fatta erigere da Gian Marco Volpato presidente della società calcistica di Ballò dal muratore Martignon Luciano, sia di devoto rifugio per coloro che nello sport e per lo sport vedono lo sfogo libero ed educativo dei ragazzi.


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I 120 anni della società operaia "San Giuseppe" di mutuo soccorso di Zianigo

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ompie 120 anni di vita la Società Operaia "San Giuseppe" di Mutuo Soccorso di Zianigo. Lo storico evento è ricordato nella frazione con delle manifestazioni organizzate dal Direttivo della Società, alcune delle quali già svoltesi nel mese di giugno, altre invece si terranno il prossimo ottobre. Si tratta della più anziana Associazione dopo la Banda Cittadina, essendo stata fondata nel lontano 1891. "Le Società Operaie, spiega il Presidente Mario Boato, hanno incominciato a sorgere nella seconda metà del secolo diciannovesimo subito dopo l'emanazione dello Statuto Albertino e ancor prima della unificazione dell'Italia avvenuta nel 1861. Allora, in particolare nelle classi più povere, operaie e contadine, regnava la miseria. Mancava tutto: il lavoro era precario e mai continuativo, i contadini erano sfruttati dai grandi proprietari terrieri, la pellagra, malattia causata da una alimentazione insufficiente basata soprattutto sul mais, falcidiava la popolazione, non c'era

da parte dello Stato alcuna assistenza previdenziale e men che meno sanitaria, iniziavano le prime migrazioni all'estero in cerca di lavoro. In tali situazioni è emerso tra la popolazione quello spirito di solidarietà, che ancora anima il nostro Sodalizio, per cui iniziavano a sorgere le Casse Rurali e le Società Operaie di Mutuo soccorso. Erano Associazioni che si organizzavano spontaneamente su iniziativa di qualche gruppo a cui venivano iscritte, diventando Soci, solo persone di riconosciuta correttezza e lealtà, spesso anche di assoluta fede cattolica. I soci si impegnavano a versare periodicamente le quote associative stabilite che costituivano il fondo cassa, regolarmente gestito da un Consiglio di Amministrazione, secondo lo Statuto. Il fondo serviva per aiutare i soci o le loro famiglie quando erano in difficoltà per problemi di carattere sanitario e/o per mancanza di lavoro. Vi erano Soci effettivi, quelli regolarmente iscritti nei registri e che versavano una quota regolare, e soci benemeriti che contribuivano alla causa della Società

con offerte sporadiche. Annualmente i soci si riunivano in una assemblea generale, nel corso della quale veniva illustrata l'attività annuale della Società. Gli Amministratori venivano eletti dall’Assemblea, gli eletti poi nominavano il Presidente, il cassiere, ecc. Società operaie sorsero in tutta Italia e particolarmente attiva in tal senso si è dimostrata da sempre la Regione Piemonte, che tutt'ora primeggia con fondazioni a carattere sociale con centinaia di Soci aderenti. Con l'avvento dello "Stato Sociale" molte di queste Organizzazioni hanno cessato la loro attività, ma molte altre hanno continuato il loro impegno integrandolo con l'organizzazione di altre manifestazioni di carattere ricreativo, culturale e sociale, ma sempre nello spirito di solidarietà che le contraddistingue. Quella di Zianigo è una delle 48 che ancora esistono e operano nel Veneto. La Regione Veneto, per salvaguardarne il patrimonio storico e culturale, ha emanato una norma e istituito un Registro regionale delle Società Operaie

nel Veneto nel quale noi siamo iscritti. Qualche anno fa inoltre, per rafforzare l'esistenza nella Regione di queste Società, che contano migliaia di soci, e al fine di aiutarsi reciprocamente, è stato fondato il "Comitato Regionale delle Società Operaie di Mutuo Soccorso del Veneto” che ha sede presso la Società di Vicenza e alla quale aderisce anche quella di Zianigo. Hanno cessato la loro attività, da tanti anni, Società Operaie con un’importante storia alle spalle come quelle di Mirano, di Noale, di Salzano ed altre dei comuni limitrofi. Quella di Zianigo invece, pur con grande difficoltà, continua la sua opera, organizzando varie manifestazioni nella frazione, sempre e comunque, con lo spirito di solidarietà. Ad avvalorare l’interesse su queste Società è il fatto che recentemente una studentessa si è laureata presso l’Università di Ca’ Foscari, discutendo la tesi proprio sulla storia della Società Operaia di Zianigo. Ad ottobre inoltre, per ricordare e festeggiare i 120 anni di vita del nostro Sodalizio, presenteremo

un libro, scritto e curato dalla nostra concittadina Dott.ssa Beatrice Damin, sull’intensa attività di questi ultimi 20 anni e che consideriamo come il prosieguo e l’arricchimento di quello pubblicato 20 anni fa dalla Prof.ssa Gianna Marcato in occasione del centesimo anni della fondazione Malgrado le difficoltà noi continueremo nella nostra attività, sperando che qualche giovane di buona volontà, e ce ne sono, recepisca il messaggio e si convinca ad entrare e a far parte del nostro Sodalizio”.

Il presidente Mario Boato

Una video-intervista per il novantaquattrenne miranese ex internato militare Luigi Baldan

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li studenti del II° anno del Liceo Scientifico “Maria Ausiliatrice” di Catania hanno realizzato, nell’aprile 2011, una video-intervista all’ex Internato Militare, miranese di 94 anni, Luigi Baldan, deportato nei campi di prigionia nazisti dal 1943 al 1945, che può essere vista su Youtube al seguente indirizzo: http://www.youtube.com/watch?v=EKkTCY0-t1Y Di seguito riportiamo la lettera che gli insegnanti del suddetto Liceo hanno scritto a Luigi Baldan: “ Gentilissimi sigg. Luigi e Sandro Baldan, Desideriamo ringraziarvi vivamente, a nome nostro e degli alunni del II Liceo Scientifico “Maria Ausiliatrice” di Catania, per la pazienza e la gentilezza con cui avete accolto la richiesta di far conoscere ai nostri studenti la straordinaria testimonianza di vita del sig. Luigi. Il colloquio telefonico avuto da alcuni di questi studenti con il

sig. Luigi è stato importante e fruttuoso perché ha permesso a tutti noi di conoscere una storia che rimarrà sicuramente a lungo nella memoria dei nostri ragazzi, nella speranza che il ricordo del passato sia per loro esempio luminoso per costruire un futuro in cui non si debbano mai più ripetere le tristi e oscure vicende che hanno segnato la storia del ventesimo secolo. Importantissimo è poi stato, per la buona riuscita del lavoro, l’invio da parte del sig. Sandro del materiale archivistico e bibliografico sia digitale che cartaceo. Per tutto questo vogliamo esprimervi la nostra gratitudine con l’invio di una copia del lavoro realizzato da alcuni ragazzi della classe. Con riconoscenza. La classe II del Liceo Scientifico “Maria Ausiliatrice” di Catania e i professori Lorena Bucolo e Corrado Giarratana.”. Luigi Baldan

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Festeggiamenti all’insegna della solidarietà e del divertimento presso la Carrozzeria Pesce di Mirano

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l 21 e 22 Maggio 2011 si sono svolti i festeggiamenti per il 30° anno di attività della nota carrozzeria Pesce di Mirano che, sotto la guida del titolare Luigi, ha saputo rinnovarsi negli anni ed essere un punto di riferimento per il mondo automobilistico del territorio e del Triveneto. La kermesse, organizzata nei minimi dettagli con il contributo fondamentale di Giorgio Pesce (Vice Presidente dell’Ass. Mirano al Pozzo), ha coinvolto tutti i partecipanti che hanno potuto ammirare una vasta esposizione di auto e moto sia d’epoca che di ultima generazione: facevano bella mostra di sé Ferrari, Lamborghini, Audi e Bentley, tanto per citare alcuni marchi, e poi Ducati, BMW e Honda nel reparto moto. Nelle giornate di sabato 21 e domenica 22 Maggio diversi gruppi musicali e la scuola di tango di Laura Perale hanno allietato la presenza di amici e conoscenti che hanno voluto condividere con il Signor Pesce ed il suo staff questo importante traguardo. Uno stand gastronomico, coordinato da volenterosi amici, ha sfornato ottime pietanze per tutti i due giorni, mentre i più piccini potevano tranquillamente divertirsi nell’area giochi opportunamente allestita. Alla festa ha fattivamente partecipato e contribuito tutta la squadra del Mirano ‘Al Pozzo’, compagine di Calcio a 5 di Mirano, guidata dal suo Presidente Federico Favaretto, che festeggia que-

st’anno i 20 anni di attività. La sensibilità del Sig. Luigi ha fatto in modo che la manifestazione avesse anche un risvolto solidale: chi pranzava

Eletto il nuovo staff direttivo del “Centro Anziani” di Mirano

I

l 24 maggio scorso il “Centro Anziani” di Mirano ha eletto il nuovo gruppo dirigenziale, riconfermando come presidente Giovanni Vanzan e come segretario Lino Bertoldo, mentre vicepresidente è stato nominato Attilio Stevanato. I consiglieri sono Marisa Cappellotto, Attilio Stevanato, Flora De Marchi, Franca Moron, Carla Nardozzi, Carmela Adriani, Giorgio Donà, Dario Boscarato, Bruna Conte, Virginio Sorato, Stefania Bassani. Revisori dei Conti: Maria Marchiori (presidente), Nico Marchiori, Ennio Bonaldi. Il presidente Vanzan, al suo secondo mandato continuativo, fa il punto sulla situazione, lasciando che i numeri parlino da soli: durante la sua gestione e del suo staff infatti i tesserati del Centro Anziani di Mirano sono passati da 194 a 448, grazie alle numerose iniziative organizzate e al clima di amicizia che caratterizza gli incontri degli iscritti. Un programma che, dunque, va continuato con impegno e che prevede gli appuntamenti domenicali dalle ore 14 alle 22, con cena e ballo. Al martedì, mercoledì e giovedì sarà possibile partecipare al gioco a carte e a tombola. Il 15 ottobre 2011 ci sarà la gita a Marostica e Bassano con pranzo al ristorante Antica Postumia. Sempre il prossimo ottobre, il giorno 30, verrà eletta “Miss Simpatia”, con pranzo in sede. Seguiranno, sempre in sede, il Pranzo di Natale, il Veglione di S. Silvestro, il rinfresco del 1° gennaio 2012 e quello del Lunedì di Pasqua. Verranno quindi organizzati i festeggiamenti di Carnevale e la gita primaverile. Continueranno, ogni 2° martedì del mese, in sede, gli incontri con la Croce Rossa.

presso gli stand era invitato a lasciare un’offerta libera destinata alla Fondazione ‘Città della Speranza’, che si occupa della ricerca scientifica sulle

malattie neoplastiche infantili e dell’assistenza ai piccoli pazienti. Sono stati così raccolti ben 5.000 euro che il Sig. Luigi ha inviato alla Fondazione stessa. Altre iniziative si erano svolte a Mirano negli anni precedenti con lo scopo di raccogliere fondi per la ‘Città della Speranza’ e fra tutte va ricordata la festa ‘I Sapori della Solidarietà’, che si svolgeva in Piazza Aldo Moro. Quest’anno, per problemi organizzativi, non è stato possibile effettuarla ma, grazie alla Carrozzeria Pesce, si è potuto tenerne vivo ugualmente l’interesse. Anche l’amministrazione comunale ha voluto partecipare alla festa ed il vice sindaco Alberto Semenzato e l’assessore Franco Venturini hanno premiato il Sig. Pesce ed il Sig. Favaretto per i due prestigiosi traguardi raggiunti. Per l’ottima riuscita di questa giornata il Signor Luigi e la sua famiglia hanno ringraziato i propri collaboratori, gli amici ed i volontari che si sono prodigati in modo che tutto funzionasse alla perfezione.

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La raccolta tappi solidale del Cesvitem a favore del Mutitu Water Project

Stappa in Italia, bevono in Kenya

S

arà capitato a molti di scorgere, in giro per Mirano, degli strani bottiglioni giganti, pieni, a metà o del tutto, di coloratissimi tappi di plastica. Alcuni avranno pensato che si tratta di una di quelle raccolte tappi da leggenda metropolitana, di cui non si capisce bene il funzionamento e lo scopo. Nient’affatto, quei bottiglioni sono il simbolo della raccolta tappi solidale promossa dal Cesvitem, l’associazione miranese impegnata dal 1987 a favore dei popoli del Sud del mondo. L’iniziativa, sotto lo slogan “Stappa in Italia, bevono in Kenya”, era partita a gennaio 2010 dalle scuole primarie del comune di Mirano: un’idea semplice, nata con l’intento di unire l’educazione ambientale con la solidarietà. Oggi, a distanza di un anno e mezzo, la raccolta si è allargata a macchia d’olio, coinvolgendo decine di scuole, esercizi commerciali, associazioni e privati cittadini. Grazie ad un rapido passaparola, dai 3.675 chili raccolti in tutto il 2010 si è passati agli 8.025 del solo primo semestre 2011. Oltre undici tonnellate di plastica che sono state rivendute ad una ditta specializzata nel riciclaggio, con un ricavato finora di 2.106 euro interamente destinato al Mutitu Water Project, il grande progetto di idraulica rurale che da oltre dieci anni la nostra associazione sostiene in Kenya. “Siamo sempre convinti - spiega il presidente del Cesvitem Simone Naletto - che l’utilizzo dell’acqua di rubinetto sia sempre preferibile, anche e soprattutto dal punto di vista ambientale: è questo il mes-

saggio che lanciamo negli incontri sul diritto all’acqua che ogni anno promuoviamo nelle scuole. D’altra parte, però, il nostro paese è ai primi posti nel mondo per consumo di bibite in bottiglia. Un recupero corretto e solidale della plastica ‘pregiata’ dei tappi diviene un modo non solo per limitare la produzione di rifiuti, ma anche, per finanziare iniziative per la promozione del diritto all’acqua”. La scelta della destinazione del ricavato della raccolta non è ovviamente casuale. “Per noi stappare una bottiglia e bere un bicchiere d’acqua sono gesti automatici, semplicissimi. Gesti che però, nel Sud del mondo, sono impossibili per tante, troppe persone, costrette ogni giorno a camminare per ore prima di arrivare alla fonte

più vicina. Per questo abbiamo pensato di finanziare con la raccolta uno dei nostri progetti dedicati all’acqua”. E “acqua”, in casa Cesvitem, fa rima con Mutitu Water Project, un acquedotto con oltre 350 chilometri di linee che ad oggi garantisce un rifornimento costante di acqua potabile a oltre 14 mila persone. “Ci piace pensare sottolinea Naletto - che le persone che partecipano alla raccolta pensino, ogni volta che mettono da parte un tappo, alle famiglie povere in attesa di collegare le loro abitazioni alle linee del Mutitu. Un gesto che a noi non costa nulla può regalare una vita migliore a centinaia di persone. Un ricavato di 2 mila euro può sembrare poca cosa. Ma con questi soldi potremo portare l'acqua a sette famiglie”.

Partecipare alla raccolta tappi, per chi è residente a Mirano o nelle zone limitrofe, è semplicissimo: basta utilizzare gli appositi bottiglioni sparsi in tante scuole, bar e negozi, oppure portare quanto raccolto direttamente alla sede del Cesvitem, in via Mariutto 68 a Mirano, di fronte all’ingresso vecchio dell’ospedale. “Chi volesse fare un passo in più - conclude Naletto - può organizzare una raccolta nel proprio condominio, o sul proprio posto di lavoro, sensibilizzando parenti, amici e colleghi. Basta mettersi in contatto con la nostra segreteria per ricevere uno o più bottiglioni, nonché il materiale informativo sull’iniziativa e sul Mutitu Water Project”. Semplice. Proprio come stappare una bottiglia.

Il “Villaggio Solidale” a Mirano arricchisce l’intera comunità all’insegna della condivisione, della disponibilità e dell’accoglienza

È

stato inaugurato a Mirano venerdì 24 giugno 2011 in via Miranese n. 13 il “Villaggio Solidale”, un nuovo plesso a carattere sociale ricavato dalla ristrutturazione della Barchessa di Villa Boldù-Grimani, alla presenza di un pubblico numeroso e dei diretti collaboratori alla realizzazione della struttura.

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Dopo due anni dall’inizio dei lavori, ora la prima parte del progetto della Fondazione Cav. Guido Gini-Onlus è dunque diventata funzionale, ospitando famiglie in difficoltà economiche, persone con problemi psico-fisici, minori bisognosi di una casa famiglia di accoglienza per superare situazioni di

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momentaneo disagio. Il tutto all’insegna della solidarietà e della condivisione dei momenti di serenità, ma anche dei problemi che inevitabilmente vengono a crearsi vivendo insieme, come ha sottolineato un’inquilina nel suo intervento. C’è sempre più bisogno infatti di persone che sappiano aiutare in modo disinteressato, persone in grado di donare una parola di conforto, un momento del loro tempo, nella consapevolezza che un gesto di concreta compartecipazione è anche un arricchimento personale di grande valore. Con l’inizio del 2012 la struttura potrà mettere a disposizione dell’intera collettività ampi locali per incontri, conferenze, attività culturali, ristorazione, assieme ad altri 14mila metri quadrati di aree scoperte con campi di pallavolo e pallacanestro, calcetto, bocce, percorsi attrezzati per passeggiate. Collaborano al progetto partner specializzati nei vari ambiti del settore, i Servizi Sociali e l’ULSS 13, mentre il bacino di intervento prioritario del “Villaggio Solidale” è costituito dal territorio dei 17 Comuni del Miranese e della Riviera del Brenta. Per quanto riguarda la ristrutturazione dell’edificio, i lavori hanno dovuto tener conto che si tratta di una villa storica, cioè di un complesso monumentale vincolato: sulla Barchessa della villa si è dovuto quindi pro-

cedere con un intervento conservativo-restaurativo che ha obbligato i tecnici a scelte impegnative nel rispetto dei vincoli e delle norme vigenti. Nel suo insieme, il “Villaggio Solidale” si sviluppa su un’area di 19.000 mq. di cui 5.000 costituiti da spazi coperti e 14.000 di verde. Il costo complessivo previsto è di € 5,3 milioni, di cui il 42% disponibile della Fondazione Cav. Guido Gini – Onlus e il 37% costituito da contributi già deliberati dalla Regione Veneto. Il restante 21% sarà ottenuto tramite donazioni e/o altri fondi pubblici. Per ulteriori informazioni è disponibile il sito www.villaggiosolidale.it Paolo Leandri


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16/07/2011 - Giornata Ecologica a Mirano

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opo tanti anni, da quando furono organizzati dei raduni con l’allora Azienda Regionale delle Foreste, per rimuovere i rifiuti solidi urbani a Valleveccha - loc. Brussa, tra Caorle e Bibione, abbandonati sulle pinete e in riva al mare, oggi il Gruppo "Amici Micologi Mirano" lancia un forte appello a tutte le Associazioni e Gruppi Culturali e Sportivi, alle Scuole di ogni ordine e grado e a tutti i cittadini affinché aderiscano e collaborino alla riuscita di questo importante avvenimento, che si ripeterà ogni anno in questo periodo. Il Gruppo "Amici Micologi Mirano" in data 16 luglio u.s., con alcuni Soci, si è dedicato alla raccolta delle bottiglie di plastica, in diverse vie e fossati del territorio miranese. Risultato: 20 sacchi di plastica grandi, con centinaia e centinaia di bottiglie di plastica (anche vetro) raccolte in poche ore, solo in una parte di Mirano. La nostra città si ama curando e proteggendo il suo ambiente dal quale dipende la salute e la qualità della vita di tutti noi. Ecco perché dobbiamo ritrovarci e lavorare qualche ora tutti insieme, fianco a fianco, per il nostro Mirano, dimenticando malumori, rivalità: "per

un giorno facciamo regnare l'amicizia e l'amore per la natura". Il Gruppo "Amici Micologi Mirano" dopo tanti Concorsi Grafico-Pittorici per le Scuole di ogni ordine e grado propone "La giornata Ecologica a Mirano". Ma che cos'è la Giornata Ecologica ? E' un momento di aggregazione collettiva per ripulire quelle zone del territorio che, con il passare degli anni, si sono lentamente riempite di rifiuti di vario genere come lattine, bottiglie di plastica, sacchetti polietilene, avanzi di ogni tipo che la maleducazione e l'incuria di cittadini, dimenticando ogni regola del vivere civile, distribuiscono a piene mani nella più serena delle tranquillità. "Tanto c'è chi pulisce", "tanto cosa vuoi che faccia una lattina in più o in meno": questi, generalmente, sono i pensieri inconsci che passano fugacemente nelle menti delle persone che si comportano in questo modo. Man mano che passano gli anni, la situazione si fa sempre più grave, la popolazione aumenta di numero, le zone verdi, a causa del forte inurbanamento, si riducono sempre più e contemporaneamente sono sempre

più frequentate per cui, se non cambia la mentalità della gente, molto presto ci troveremo a vivere su una grande pattumiera. Eppure la situazione a livello di servizi non è così disperata come potrebbe sembrare, infatti le attrezzatture ci sono, non ultima l'organizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti che debbo dire, è stata realizzata con ottima professionalità. Quello che deve cambiare è la mentalità delle persone, dei "cittadini", a cominciare dalle nuove generazioni. I giovani sono il futuro e, fortu-

natamente, sembra che siano tra i più sensibili alle tematiche ambientali, sembra che il concetto di protezione preventiva dell'ambiente sia una protezione culturale che potrà essere inculcata sempre di più e più facilmente nelle giovani menti dei nostri ragazzi, sia perché stanno lentamente rendendosi conto che quello che gli stiamo lasciando non è un bel mondo, ma anche perché ancora non sono corrotti da quei pensieri di opportunismo e di devianza politica che di solito privilegiano i tornaconti persoli e di parte a

svantaggio dei problemi della collettività. Ambiente per noi del Gruppo "Amici Micologi Mirano" vuol dire qualità della vita e della natura, nonché dei luoghi che ci circondano e nei quali viviamo quatidianamente la vita di tutti i giorni. IL PRESIDENTE Paolo Trevisanato Un ringraziamento all'Ufficio Ambiente del Comune di Mirano e alla V.E.R.I.T.A.S. per la disponibilità e materiale concesso ai componenti la ricerca.

Discariche abusive sul nostro territorio

La squadra. Da sinistra a destra: Palmieri Francesco, Trevisanato Paolo, Celin Bruno, Trevisan Giuseppe

Ben sapendo di violare le regole del vivere civile, si muovono di notte come i ladri per non farsi vedere, lordando il territorio con ogni sorta di rifiuti, senza nessun rispetto per la natura, per la salute pubblica, per l'ambiente e per loro stessi! Sono i cittadini-cialtroni che tutto pretendono dalla Società, ma che nulla fanno per migliorarla; sono cittadini inaffidabili sui quali non si potrà mai contare in caso di bisogno; sono coloro che non conoscono neppure il significato della parola "educazione". Quando ne vedete uno all'opera, denunciatelo: difenderete l'interesse dell'intera popolazione! Cittadini! Inviateci le vostre foto di denuncia: saremo "lieti" di pubblicarle: per far conoscere meglio il nostro ambiente! Paolo Trevisanato


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Veneto City: il sacco di Lanzichenecchi

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ome segretaria UDC di Mirano affermo e riconfermo che Veneto City è un’enorme speculazione edilizia e che nessun beneficio, tantomeno economico, sarà dato ai nostri paesi, ma solo stravolgimento del territorio e torri e capannoni di cemento che a tutt’oggi non è dato sapere come saranno riempiti. Già nel passato, in occasione della costruzione del Passante, avevamo definito Chisso e company “i nuovi barbari”, oggi di fronte alla probabile barbarie di Veneto City e Romea Commerciale con innesto a Roncoduro, possiamo tranquillamente parlare di “sacco dei Lanzichenecchi”. Non è pensabile che un’opera così impattante riceva il via libera della Provincia attraverso il Pdl Mario Dalla Tor, che fa proprio il parere di conformità della commissione urbanistica provinciale, nel silenzio totale della miranese Balleello. Perché Dalla Tor e la prima cittadina di Dolo (che vuole trasparenza) non hanno preteso che, prima dell’approvazione, sia indicato chiaramente come verranno utilizzati le migliaia di metri cubi per le aree espositive, direzionali, commerciali e ricettive? Quali sono le università interessate? Abbiamo saputo che di certo non è Ca’ Foscari di Venezia, non di certo è Padova già pesantemente esposte nei loro piani di aggiornamento e riqualificazione. Vuoi vedere che a Veneto City arriva una nuova università a fare concorrenza alle nostre? Altro possibile utilizzo di questi milioni di metri quadrati è per spazi fieristici e sempre più si parla di sottrarre la Fiera Campionaria di Padova e anche quelle di Verona, ma ci risulta che Tosi a Verona e Zanonato a Padova non siano certamente disponibili a declassare le loro affermate fiere per fare largo a quella ipotetica di Endrizzi e Cucinella. Si è anche detto che a Veneto City saranno trasferiti uffici della Regione, ma abbiamo appurato che anche questo non risponde al vero (a meno che non si tratti di spostare i ministeri al Nord e la loro dislocazione sia prevista proprio a Veneto City. Ma qui il discorso è sicuramente prematuro!). Ci siamo provati ad interrogare su altri possibili utilizzi dei

contenitori di Veneto City, ma abbiamo trovato che la Confesercenti, l’Ascom e tutte le associazioni di commercianti e artigiani sono contrari. Più spremiamo le meningi per trovare un impiego e una soluzione economica convincente, più restiamo allibiti: nessuno è interessato e persino l’ipotesi dell’ospedale, paventata da qualcuno, o il Polo sanitario all’avanguardia nel Veneto, non trovano riscontro visti i chiari di luna e i bilanci in rosso delle Ulss nella sanità veneta. Ma allora come verrà utilizzato Veneto City? Perché ci saranno parcheggi per trentasettemila auto se non si sa perché e da dove queste auto arriveranno? A questo punto ci viene il sospetto che qualche amministratore avesse visto più lontano di altri: siccome è arcinota e cronica la mancanza di parcheggi, vuoi vedere che qualcuno aveva pensato di risolvere questo problema non solo per Mirano, ma anche per Venezia, Mestre, Padova, Dolo e Pianiga, facendo diventare Veneto City il più grande, moderno parcheggio coperto al mondo ed entrare nel Guinnes dei primati! Purtroppo ricordiamo invece che è prevista la soppressione della stazione di Ballò e la costruzione di una nuova stazione ferroviaria nei pressi di Barbariga, a uso e consumo quasi esclusivo di Veneto City. Tra le priorità di ogni amministrazione è fondamentale inserire la tutela del suo territorio, i cittadini che vi abitano, il tessuto economico che lo caratterizza, gli equilibri ambientali e sociali esistenti. Tutte cose che a Mirano, con il complotto di Lega e PDL, sono state ignorate (in particolare per quanto riguarda Veneto City e Romea Commerciale) Contrariamente alle aspettative dei cittadini, dei comitati, delle organizzazioni sociali e commerciali ecc., le Amministrazioni comunali di Dolo e Pianiga, il Presidente della Regione Veneto, la Presidente della Provincia di Venezia, contravvenendo ai loro compiti appunto di tutela e salvaguardia del territorio e dei suoi abitanti, hanno scelto di firmare l’accordo di programma per la realizzazione di Veneto City, incuranti delle conseguenze future che si abbatteranno sulla Riviera e sul Miranese. E di

questo renderanno conto! Oggi, più che mai, noi dell’UDC denunciamo la grave scorrettezza ai danni dei comuni interessati a Veneto City e in particolare di Mirano per gli errori contenuti nell’accordo di programma firmato. Analizzando, infatti, le tavole pubblicate in allegato all’accordo, abbiamo appurato come l’opera di portata sovra-regionale giustifichi la sua fattibilità, con la presenza di una viabilità che in realtà non esiste, commettendo di fatto un’enorme falsità. Preso atto che l’aspetto viabilistico rappresenta un elemento essenziale, ne consegue che tutto l’intervento deve ritenersi viziato da un grave errore. Dalla tavola n. 10 degli elaborati relativi all’accordo risulta come, tra le viabilità esistenti idonee a sopportare l’enorme traffico previsto, vi siano anche stradine prive di riga di mezzeria o addirittura stradine di sassi, indicate come strade regionali/provinciali. I gravissimi errori commessi dai progettisti di sovra-qualificazione di strade esistenti riguardano ad esempio via Ballò che passa davanti alla chiesa della frazione, tutta la via Volpino sempre a Ballò, via Vetrego a nord della ferrovia e via Vetrego che passa per il centro della frazione, via Ballò e via Scaltenigo che, una volta realizzata la nuova viabilità a ridosso di Vetrego doveva essere declassata a comunale; addirittura, via Canonici, la stradina di sassi, appena asfaltata, che passa davanti all’albergo Leon D’Oro, a metà di via Porara e che finisce sull’argine del canale Taglio, è ritenuta strada regionale/provinciale. Ripetiamo che tutte queste strade che transitano proprio per il centro delle frazioni di Ballò, Vetrego e Scaltenigo e sono assolutamente incapaci di sopportare un traffico di passaggio proprio per le loro esigue dimensioni, sono state classificate dai progettisti “strade regionali/provinciali”. Ad aggravare la situazione si aggiunge anche l’assenza dell’indicazione della nuova viabilità di collegamento autostradale tra l’ex casello di Roncoduro e l’attuale casello autostradale di Vetrego. E’ oltremodo evidente che coloro i quali stanno gestendo questo “affare” non hanno as-

solutamente alcuna percezione della realtà in cui stanno operando. Simili “sviste” di qualificazione viaria, inadatte in modo assoluto a sostenere il traffico previsto, qualora l’opera fosse realizzata, non possono essere accettabili se non considerando che probabilmente sono preoccupati e offuscati unicamente da altri fini e obiettivi da raggiungere. Dopo aver segnalato la questione al Commissario prefettizio dott. Capocelli, che governa Mirano, e che ha prontamente presentato le osservazioni del Comune attraverso gli uffici tecnici, noi dell’UDC abbiamo presentato anche le nostre osservazioni e, alla luce di quanto segnalato, chiediamo con urgenza l’interruzione dell’iter del procedimento di approvazione, la riapertura della fase istruttoria e di studio del progetto e il passaggio del progetto per la procedura VAS regionale, attualmente scansato, per appurare, così come dice la normativa, “gli effetti dei piani e programmi sull’ambiente al fine di promuovere uno sviluppo sostenibile e durevole” nonché “ la congruità delle scelte degli strumenti di pianificazione rispetto agli obiettivi di sostenibilità ed i potenziali impatti”. E’ chiaro che tale accordo non può procedere calpestando il territorio di Mirano ed i suoi cittadini, già duramente danneggiati dal tracciato del passante che, piuttosto che lambire altri comuni, ha sventrato il cuore del nostro territorio. È chiaro che la Provincia di Venezia, con la Presidente Zaccariotto e la sua Giunta, non solo non ha vigilato affinché si procedesse nel rispetto e a tutela di Mirano, ma ha rappresentato falsamente la viabilità esistente, spacciando strade locali e addirittura quasi private per strade regionali/provinciali. Questo fatto è gravissimo! È chiaro che le Amministrazioni di Dolo e Pianiga stanno gestendo una partita dove riservano per sé tutti i benefici e scaricano sugli altri pesi ingiusti e insopportabili. È chiaro che il PDL di Mirano è in grave difficoltà nei confronti di Veneto City, oggi messo in discussione da oltre diecimila osservazioni dei cittadini, del Cat e comitati e dalle pesanti e giuste osservazioni del Comune di Mirano. La realtà è

che il PDL di Mirano (Balleello, Baschiera, Zavan) ha sempre tenuto una posizione defilata e non si è mai dichiarato su Veneto City, per favorire i poteri forti che lo vogliono. Vista la reazione negativa della cittadinanza ora si cerca di creare confusione e di ribaltare su di me, che ho sempre avuto ferma contrarietà al progetto, la responsabilità di non aver firmato l’accordo di programma. Se è chiaro che non si può aderire a ciò che non si condivide, è anche chiaro che non firmai in sintonia col Sindaco Cappelletto e con la Giunta; certamente a chi blatera tanto che l’accordo di programma si doveva firmare, ribadisco che il non partecipare ci ha dato l’unica possibilità che altri non mettano le mani sul nostro territorio, altrimenti saremmo qui a discutere di quanto allargare via Accoppè Fratte o via Vetrego! Lascio ai cittadini di Mirano e al loro buon senso capire la coerenza e la chiarezza della mia azione contro Veneto City. Ringraziando i comitati che tengono alto il livello di attenzione su Veneto City, ribadiamo che l’UDC provinciale si è già espresso contro questo progetto e così farà in Regione; da parte nostra invitiamo tutti i partiti ad una seria e ponderata riflessione sull’incessante e sistematico procedere di questo mostro (che avrà le dimensioni di ben ventisette Ikea di Padova), in particolare la Lega, se non vuole perdere ulteriormente la faccia con i suoi elettori (era ed è contraria a Veneto City ed ora attraverso il sindaco di Dolo ne diventa il principale promotore).

Annamaria Tomaello Segretaria comunale UDC


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La “Scala d’oro”

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a “Scala d’oro” era un’importante sala da ballo di Mirano. Inaugurata nel 1954, era un locale molto di moda a cavallo tra gli anni sessanta e settanta, luogo più adatto per offrire l’innocente svago del ballo ai giovani che volevano affrettatamente uscire dalla scomoda definizione di adolescente senza dover passare attraverso il battesimo del fuoco dell’amore mercenario. E per le ragazze, occasione imperdibile di trovare il fidanzato. In quegli anni il livello di scolarità non era elevato. Di conseguenza la ragazza, iniziando presto a lavorare, poteva progettare, altrettanto rapidamente, di mettere su famiglia con il giovane moroso. E se la stessa ragazza a 25 anni non era ancora sposata, aveva di che preoccuparsi per il suo futuro sentimentale e sociale. La Scala d’oro rappresentava questa importante funzione di ballo intesa come conoscenza tra giovani, dividendola con la “Lanterna”, limitrofo locale che si differenziava dal primo solo per la tipologia di utenza. Infatti, quasi esistesse un accordo di marketing mai scritto, la Scala d’Oro era il locale dei giovani, la Lanterna quello di giovanotti più attempati e di navigate signorine. La nostra balera era quindi un ob-

bligato locale di partenza per la successiva rivisitazione dei più rinomati intrattenimenti musicali della riviera del Brenta. Prendeva il nome da un’ampia scalinata, sviluppata sotto un soffitto tutto dipinto di giallo, come l’oro, appunto che, dal piano terra adibito a biglietteria e guardaroba, si collegava con il primo piano diviso tra bar e sala vera e propria, articolata, come nelle chiese medioevali, in una navata centrale e in due più piccole laterali occupate da diversi tavolini e altrettante sedie. I comodi divani di oggi erano un lusso che pochi locali potevano permettersi. La scalinata centrale faceva storia per se stessa. Raccoglieva innocenti effusioni sentimentali nel suo slargo ammezzato, oppure fughe tattiche e veloci inseguimenti, sia in salita come in discesa, da parte di coppiette già formate o da consolidarsi o in sfascio, che affidavano agli ultimi gradini la speranza di recuperare un affetto. Oppure di irrobustirlo per la domenica successiva. Parafrasando il bollettino della vittoria di Armando Diaz, si sarebbe potuto tranquillamente affermare che la stessa scalinata (vallata) registrava in salita il baldanzoso e sicuro incedere di tanti giovanotti che, nella tarda serata, sarebbero poi ridiscesi, con la coda tra le

gambe, delusi e demoralizzati per l’insuccesso domenicale. Anche il capiente bar, posto alla sinistra di chi entrava, merita qualche parola di cronaca. Potevamo definirlo, con licenza poetica, punto di partenza, sosta e arrivo per ogni iniziativa mirata verso le inespugnabili ed altezzose ragazze. Nel senso che al bar ci si faceva coraggio individuale o si tessevano trame operative di gruppo per catturare l’attenzione delle ragazze più belle. O, più semplicemente, i giovanotti sfortunati, esclusi da tutto, dal ballo, divertimento, donne, musica, si incontravano per il bicchiere della staffa o di consolazione. “Posso offrirle qualcosa al bar?”. Con questa frase rituale il giovanotto si giocava, con la ragazza che poteva interessarlo, la sua carta più estrema e rischiosa: il rifiuto era sconfitta all’80%, l’accettazione splendido preludio per un presente o futuro ricco di piacevolissime incognite. Ma la Scala d’oro non era solo dancing per i giovani. Vi si organizzavano meeting sociali molto importanti per la vita culturale veneta di allora. Per vent’anni, dal 1955 al 1975 il locale ospitò l’annuale festa del “Pennino d’argento”, organizzata dal compianto Giovanni Bonsio detto Gipo. Tutti i giornalisti del Triveneto si davano

appuntamento a Mirano e nel corso di una simpatica serata nel locale, una volta tanto senza musica, ricevevano individualmente il pennino d’argento, riconoscimento di merito per l’attività svolta all’interno del Gazzettino, per definizione il giornale del Veneto e della onnipotente DC. Era il Pulitzer della piccola provincia o, meglio, un premio Saint Vincent ante litteram alla bella scrittura. Anche la festa del calcio, organizzata per onorare i successi della miranese, squadra di football locale, trovava nella Scala d’oro ottima ospitalità. La scala d’oro ebbe vita fino al 1990, anno della sua definitiva chiusura. Né migliore sorte toccò alla Lanterna, che chiuse per sempre nel 1985. Oggi un condominio ed una banca hanno preso il posto della Scala d’oro, che rivive con il suo antico nome nell’adiacente bar dello stesso

complesso immobiliare totalmente ristrutturato. Segno che la polvere del tempo non riuscirà mai a cancellare quei mitici anni sessanta con tutto ciò che hanno significato: il desiderio del divertimento, del piacere, del corteggiamento, dei buoni propositi, anche se oggi questi valori sono vissuti con ben altri stili di comportamento. Oscar De Gaspari

Il tango: passione, divertimento e benessere psicofisico

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ià presente dal 2007 nel territorio di Mirano, l'associazione Asì se baila el tango (così si balla il tango) di Laura Perale, quest'anno riapre i suoi incontri dal 1° settembre con una novità: i corsi di tango gratuiti per i '' NUOVI GIOVANI'' (over 60) per poter promuovere il tango come terapia anche, e soprattutto, alle persone non più giovani che potrebbero trarne un beneficio oltre che fisico anche psicologico. E' fuori discussione che l'attività fisica sia salutare a tutte le età, ma non è automatico pensare che il tango argentino per come è strutturato possa interagire anche sulla sfera psicologica. L'8 luglio scorso, all’ospedale Sant'Andrea di Roma, in occasione del master in psicooncologia per medici, psicologi e studenti, si è parlato proprio del ballo argentino come terapia di supporto ai malati di cancro e altre patologie, parkinsoniani e cardiopatici. Un seminario di Federico Trossero, psichiatra docente alla facoltà di Medicina di Rosario, in Argentina. Altri seminari come questo in futuro, verranno proposti nell'ambito ospedaliero. Ma la peculiarità di questa danza è ben conosciuta da tutti i suoi appassionati che, per un motivo o per l'altro, una volta avvicinatisi a questa disciplina non possono più allontanarsene. Il tango è terapia a tutti gli effetti. Prende molto tempo, impegno, dedizione, concentrazione, memoria e fatica, ma restituisce ancora di più: piacere, gioia, benessere fisico, equilibrio, sicurezza e autostima. Ecco perché in momenti un po' difficili della vita, quando

le sicurezze vacillano e la solitudine aleggia, questa attività può rivelarsi davvero terapeutica. L'associazione si impegna, oltre che a diffondere questo PATRIMONIO DELL'UMANITÀ (dichiarato dall'Unesco), ad organizzare gruppi per le uscite serali, saggi e spettacoli che ripropone nelle piazze, creando un forte legame tra i partecipanti che si animano di forte entusiasmo e collaborazione. I corsi gratuiti vogliono dare una spinta a coloro che un

po' impigriti, un po' intimiditi, rischiano di perdere davvero una bella occasione per mettersi in gioco e rivalutarsi. Per ballare il tango non serve essere belli, magri, giovani e atletici. Le uniche doti fondamentali sono un animo sensibile, amore per il prossimo e sicuramente molta volontà e tenacia. Ma anche voglia di metttere in discussione tutto, abitudini, e comportamenti. Abbracciare un estraneo per tutti noi è una cosa strana, quasi contro natura, nella routine quotidiana a volte è faticoso anche dare una stretta di mano, o guardarsi negli occhi. L'ABBRACCIO nel tango è il principio. Un ostacolo non da poco. Ma rimescolando le carte delle convinzioni non ragionate, nasce una consapevolezza nuova, da cui partire per uno studio approfondito, su se stessi, sugli altri e sulla vita. Ecco perché il tango è terapia, ecco perché potrebbe essere di aiuto a molti. I corsi gratuiti avranno luogo il martedì alle ore 17.00 presso la casa della musica a Mirano in via Gramsci 106, mentre il lunedì e il giovedì alle 20.30 si terranno i corsi regolari per principianti e intermedi. Un personaggio molto conosciuto a Mirano si fa portavoce di questa iniziativa, Sandro Zara che, appassionato da anni di questa danza e sostenitore convinto del tango come terapia, si offre come collaboratore, (non vuole definirsi maestro), nell'insegnamento ai suoi amici e compaesani nonché coetanei, assieme al presidente dell'associazione Laura Perale. Info: Laura Perale 3926777159 - www.asisebailaeltango.org mail: lalmadetango@gmail.com (Nelle foto alcuni allievi nelle serate organizzate da ASÌ SE BAILA EL TANGO)

Ristorante al Tiroasegno Al Ristorante Tiroasegno in Via Belvedere 27 a Mirano (Ve), oltre a trovare i piatti tipici della cucina veneta, potete assaggiare la carne cotta sui sassi di fiume. Una volta scottata la carne, viene servita al tavolo su un piatto di sassi ardenti e tagliata davanti al cliente che la può condire e cuocere a piacere. Claudio e Mariaolga consigliano un po’ di sale nero delle Hawaii ed eventualmente un filo d’olio extra vergine d’oliva.

Ottobre: Cena a base di funghi Novembre: Cena a base d’Oca (San Martino) Cene aziendali


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Grande successo di pubblico alla “2a Festa della Musica”

Casa della musica: un centro culturale e musicale di riferimento per la città

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a Casa della Musica, sede della Filarmonica di Mirano-Banda cittadina e della sua scuola di musica “Allegro con Brio”, dopo un periodo autunnale e invernale di studio, si è aperta al pubblico in occasione dei saggi di fine anno. Il frutto di ore di esercizi e studio, di domande e spiegazioni, di note suonate e risuonate all’infinito, si è diffuso nell’intero quartiere Gramsci, che si è trasformato, per un giorno, in un polo di attrazione musicale. Si è rivelato un luogo adatto ad attività di questo tipo: non solo per l'aspetto logistico, ma anche per la naturale predisposizione a divenire un punto di riferimento per quanti vogliano portare avanti nel tempo quel positivo messaggio che è la musica. Se qualcuno dovesse capitare nei pressi della Casa della Musica per caso, o per una passeggiata nel vicino parco, può facilmente ritrovarsi accompagnato dalle più svariate “colonne sonore”: un coro che canta, uno strumento a fiato che emette note lunghe (magari con fatica), esecuzioni d’assieme, un pianoforte solitario, improvvisazioni su basi musicali…. La musica mette in comunicazione persone che in quel momento nemmeno si vedono: chi ascolta non conosce l’aspetto di chi esegue, ma le note che si diffondono creano un

legame, anche se fuggevole, e sicuramente trasmettono pensieri e sensazioni particolari. Alla luce delle attività svolte in questi due anni, la Casa della Musica ha già fatto intravedere forti potenzialità per potersi elevare a centro culturale musicale di riferimento per la città di Mirano e paesi limitrofi. L’ubicazione nel quartiere Gramsci, poi, va a valorizzare una zona molto vicina alla vivacità del centro, prevalentemente residenziale, ma che si candida a pieno titolo a divenire un centro di interesse culturale di grande valore sociale. Chiunque volesse imparare a suonare uno strumento musicale, ed entrare così a far parte attivamente del mondo della musica, sarà sempre il benvenuto nella banda e nella collegata scuola di musica. Si ricorda che i corsi riprenderanno a ottobre (per informazioni rivolgersi alla segreteria - tel. 041432596, per aggiornamenti sulle attività musicali www.filarmonicadimirano.com). Inoltre la Filarmonica-Banda Cittadina vi aspetta alla Fiera di San Matteo di Mirano (dal 16 al 20 settembre) nel proprio stand eno-gastronomico situato in Via Barche, per un gustoso ristoro o per una più semplice pausa in buona compagnia, con vini di qualità e pietanze preparate con cura dalle proprie cucine!

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i sono svolti sabato 4 e domenica 5 giugno 2011 i saggi di fine anno della scuola di musica “Allegro con Brio”, la scuola della Filarmonica di Mirano Banda Cittadina, un’associazione miranese che vanta le proprie origini nel lontano 1855 e che per mantenere costante la propria attività musicale punta molto sui giovani allievi (quest’anno più di 120). Nella serata di sabato, nella grande sala prove interna, si sono svolte le esibizioni delle varie classi di studio (canto, flauto, pianoforte, chitarra, sax, clarinetto, percussioni e ottoni). Domenica pomeriggio, invece, la scena si è spostata sul piazzale antistante la Casa della Musica; i corsi di studio si sono mescolati per dar vita a gruppi d’assieme, ensemble, miniband e big-band, a voler rappresentare il percorso musi-

cale di crescita che la scuola può offrire ai propri allievi: dall’esibizione singola, al piccolo gruppo con strumenti di altri corsi, fino ad arrivare ad una formazione musicale più ampia, con la possibilità di esibirsi in pubblico e di mettersi costantemente alla prova con varie tipologie di musica, vale a dire la Filarmonica. Ed è stata proprio la Filarmonica di Mirano al completo, alle ore 20.45, a concludere la “Festa della Musica” proponendo un concerto dal programma tipicamente estivo. Il primo brano “Heal the world” di Michael Jackson, è stato eseguito assieme agli allievi delle vari classi di studio che si sono inseriti nel rispettivo settore strumentale per suonare fianco a fianco con i componenti della Filarmonica. Si è creata così una super-orchestra, con settori molto numerosi che,

grazie al prezioso lavoro di coordinamento del maestro Stefano Corrò, ha dato vita ad un’esibizione molto suggestiva: quei tre minuti hanno rappresentato la perfetta fusione tra presente e futuro; i musicisti di “lungo corso” avranno forse ripensato al loro esordio, mentre gli allievi saranno stati molto emozionati e concentrati sulle note da suonare e sulle indicazioni del maestro. Nonostante un tempo incerto fino all'ultimo, la manifestazione è stata portata a termine con grande soddisfazione e apprezzamento da parte di un pubblico formato da genitori, amici, simpatizzanti e da tutti coloro che sono stati attratti dalla musica che si è diffusa da quella piazza che idealmente chiude Via Gramsci, rivelatasi un funzionale punto d’incontro e di socializzazione.

Progetto WINNET8 - Round Table Europea, zona Sud SALUTO MARINA BALLEELLO

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uongiorno a tutti voi! In rappresentanza della Provincia di Venezia, sono ben lieta di accogliervi nella nostra città, per un tavolo di lavoro sulle pari dignità fra uomini e donne. Argomento sul quale sempre più spesso sono chiamata ad intervenire per il ruolo istituzionale che ricopro. Volentieri partecipo alle discussioni, cercando di dare il mio apporto; ma sarò ancora più felice il giorno in cui non dovremo più discutere di questo tema, perché vorrà dire che saranno applicati – non solo riconosciuti - uguali diritti fra uomini e donne, senza distinzioni di genere. Nel nostro piccolo, come Provincia di Venezia, un risultato minimo lo abbiamo già raggiunto, dato che le due massime cariche istituzionali sono rappresentate da donne: Francesca Zaccariotto, di cui vi porto i saluti, è la presidente della Provincia; la sottoscritta è invece presidente del Consiglio provinciale. Segno che il nostro essere donne non è stato un limite, bensì una risorsa differente nei processi di rappresentanza. Il progetto Winneat8 di cui oggi discutiamo ha il pregio di cercare di dare concretezza al tema delle pari opportunità, attraverso un duplice approccio:

1. trasversale, in quanto per dare uguale dignità ad uomini e donne occorrono politiche integrate ed un costante lavoro di rete; 2. specifico, perché le pari opportunità richiedono politiche ed azioni ad hoc, ad esempio in campo educativo, sociale, economico e produttivo. Inoltre, è richiesto il coinvolgimento attivo dei diversi stakeholder: • le istituzioni; • la scuola; • le imprese, che dovrebbero essere incentivate ad applicare pari opportunità; • i media e le nuove tecnologie, come veicoli della cultura del rispetto e dell'integrazione. In Italia, nelle ultime settimane, ci sono stati due segnali che reputo particolarmente positivi sulla strada delle pari opportunità: • la Legge sulle quote rosa; • il discorso del governatore uscente della Banca d'Italia, Mario Draghi, il quale ha fatto esplicito riferimento alle donne nelle sue Considerazioni Finali all'assemblea del 31 maggio scorso. La Legge sulle quote rosa Il via libero definitivo all'obbligatorietà della presenza di almeno una componente femminile

nei consigli di amministrazione delle società quotate, le cosiddette quote rosa, è uno strumento concreto per generare pari opportunità fra uomini e donne nel nostro Paese. In questo momento le quote rose, pur con i loro limiti, sono probabilmente l'unico modo davvero efficace per tutelare le donne nell'accesso a ruoli decisionali. Il nostro diretto coinvolgimento è fondamentale, poiché solo noi siamo in grado di capire davvero le difficoltà che una donna incontra nella conciliazione tempi/lavoro/famiglia. Le considerazioni finali di Mario Draghi Al termine dell’assemblea dei soci di Banca d’Italia, Draghi ha dichiarato che il deficit di crescita del nostro Paese si può superare attraverso 8 elementi. Uno degli otto punti, fa esplicito riferimento alle donne e alla partecipazione femminile nel mondo del lavoro. “La scarsa partecipazione femminile al mercato del lavoro è un fattore cruciale di debolezza del sistema” - ha affermato Draghi. Il 60% dei giovani laureati sono oggi donne, che si affermano sempre più anche in materie non solo umanistiche, ottenendo risultati migliori ed in minor tempo rispetto ai colleghi maschi.

Eppure, l’occupazione femminile rimane ferma al 46% della popolazione, venti punti in meno di quella maschile, ed “è più bassa che in quasi tutti i Paesi europei, soprattutto nelle posizioni più elevate e per le donne con figli”. Le retribuzioni poi “sono, a parità di istruzione ed esperienza, inferiori del 10 per cento rispetto a quelle maschili”. Draghi ha toccato anche il problema della conciliazione lavoro-famiglia: “Il tempo di cura della casa e della famiglia a carico delle donne resta in Italia molto maggiore che negli altri Paesi: aiuterebbero maggiori servizi ed una organizzazione del lavoro volti a consentire una migliore conciliazione tra vita e lavoro, una riduzione dei disincentivi impliciti nel regime fiscale”. Il governatore non ha dato soluzioni definitive al problema. Eppure, prendere coscienza di queste tematiche, è già un grande passo in avanti per la risoluzione di tali questioni. Per questo motivo la Provincia di Venezia saluta con particolare favore iniziative come Winnet8, capaci di leggere e di enfatizzare il valore della differenza fra uomo e donna come una risorsa, non come un problema.


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Il coro Croda Rossa

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esaltante cantare in teatri prestigiosi, in palazzi storici come a Budapest o a Firenze. Questo dà ai coristi un senso di gioia, una voglia di lasciare un'impronta valoriale al loro cantare. L'esigenza della perfezione vale sempre ed in ogni sede. Dice spesso il Direttore Gianni che non esistono concerti di serie A ed altri di minor spessore. Il meglio di sé il coro deve sempre darlo. Un cenno all'opera dei presidenti che si sono succeduti in questi 40 anni: dal primo, Gino Sabadin, a Gilberto Peguri, Claudio Saccardo, Giancarlo Pellay, Alberto Tacco ed attualmente Marco Lavazza Seranto. Ognuno ha saputo dare la sua peculiare impronta al lavoro, coinvolgendo i Direttivi nella vita del Coro: chi portando la sua appassionata sensibilità ospitale, chi un forte dinamismo e una continua capacità di trovare collaborazione e amicizia nel mondo dei cori, chi con la squisita profonda competenza e cultura musicale. Si dice spesso che "un Coro è il suo Direttore". Non si può non ricordare l'opera iniziale del M.° Vittorino Lazzari che nei primi 8 anni si è trovato a dover creare una vocalità, uno spirito di corpo, un repertorio.

E, a seguire, Gianni Ancilotto che da 33 anni porta il coro ad essere quello che lui intende per "vera coralità", dai primi esercizi respiratori, alle giuste posture del corpo e degli organi vocali; mai stanco, di rado contento del risultato; sempre sicuro che il coro deve essere coro e non gruppo. Scorrendo il repertorio, ci si accorge di un inizio coi tipici canti di montagna, quelli che il prestigioso coro della SAT di Trento aveva ammantato di perfezione e maestria. Ma subito è stato dato ampio risalto ai canti di maestri veneti come Bepi De Marzi, Paolo Bon e Gianni Malatesta, alle loro melodie carezzevoli e impreziosite da armonie di ampio respiro. A questi va aggiunto e dato merito al lavoro di due personaggi miranesi: il prof. Antonio Silvestri ed il maestro Michele Peguri con la loro inventiva melodica e la maestria armonica. La storia di un coro non può tralasciare il valore reale ed affettivo delle sedi sociali. La nascita avvenne nel 1971 all'interno del Centro Turistico Giovanile del Patronato "San Pio X". Si sentiva però fin da allora l'esigenza di avere una vera sede. La gioia fu

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grande quando questa fu offerta dal Comune di Mirano in Via Bastia Fuori. Qui il Croda Rossa si sentì per un lungo periodo di tempo come a casa propria, arredandola, abbellendola con foto e con quant'altro potesse provvedere ad un suo aspetto dignitoso. Gli anni passarono, tanta acqua passò sotto i ponti del vicino Muson; i concerti su invito aumentarono fino a superare cifre annue da ritenerle motivo d'orgoglio. Ma le esigenze del Comune di Mirano ci destinarono ad un'altra soluzione: una sala nella Villa Belvedere che offre un parco di bellezza raffinata. Verità vuole che qui il Coro si sentisse un po' provvisorio anche per dovere dividere lo spazio con un'altra associazione. Stava però nascendo a Mirano qualcosa di importante: la "Casa della Musica" in via Gramsci 106. Al suo interno potevano essere degnamente ospitate le due principali reltà musicali del capoluogo: la Filarmonica Banda Cittadina ed il Coro Croda Rossa". Da segnalare l'ottima collaborazione con l'Amministrazione Comunale che ci è sempre stata di aiuto prezioso e ha compreso l'importanza che il nome di Mirano venisse portato nei vari luoghi dove il Croda Rossa veniva invitato a cantare i motivi della terra veneta. La concessione del Nuovo Teatro Comunale per il Quarantennale è l'ultimo segno importante della collaborazione offerta al Coro. Nella Casa della Musica ll Croda Rossa continua la sua storia. E il Quarantennale sembra proprio cadere a puntino per la vera inaugurazione della nuova sede. Una nota di ottimismo. Per l'occasione, un folto gruppo di ex coristi ha lavorato seriamente per essere di nuovo Coro Croda Rossa e far sentire agli spettatori il suo sempre giovane cantare popolare. E' un valore aggiunto che la dice lunga sul senso di appartenenza che si mantiene nell'animo di quanti hanno vissuto l'esperienza di cantare nel nostro coro. Noi del Coro

Il coro Croda Rossa e i suoi primi 40 anni di attività Centinaia di concerti, più di cinquemila ore di prove. Centinaia di incontri per definire, pianificare e programmare. Centinaia di viaggi e di ritorni a notte fonda. Migliaia di persone ad ascoltare ed applaudire. Questi in termini pratici significano i quarant'anni di canto corale! Il semplice elenco degli impegni del 2011 testimonia la realtà di questi numeri. Siamo già stati: 6 gennaio - Casa di Riposo Luigi-Mariutto a Mirano: concerto dell'Epifania, 28 febbraio Casa di Riposo di Salzano: concerto di carnevale, marzo e aprile Scuola Dante Alighieri di Mirano: due lezioni-concerto con gli scolari delle classi elementari 4a e 5a 7 maggio - Serata culturale"Quando emigranti" a Martetlago: musica e immagini sull'emigrazione, 14 maggio - Concerto a Favaro Veneto, 30 maggio - Teatro Comunale di Mirano: Concerto del Quarantennale, 3 giugno Concerto per i 120 Anni della Società Operaia di Zianigo; "Emigranti": immagini parole e voci, 18 giugno - Partecipazione alla manifestazione "Salve, o mia montagna" a Bobbio (PC). Andremo: 8 ottobre Concerto a Vetrego, 20 ottobre - Concerto-evento col poeta cantautore Gualtiero Bertelli a Mirano nel Teatro Comunale, 26 novembre - Serata culturale a Campocroce: "Emigranti": immagini, voci e canti, 8 dicembre Concerto di Canti del Natale nella chiesa parrocchiale di Ballò, 17 dicembre - 20ª Rassegna di Canti del Natale di Natale nel Duomo di Mirano, 24 dicembre - Commento corale alla Messa di Mezzanotte presso la Chiesa de Padri Giuseppini a Mirano. Si aggiungono le serate di guida all'ascolto della Musica Lirica, i corsi di vocalità ed altri interventi occasionali. Quarant'anni ininterrotti di attività hanno permesso al Coro di esibirsi in tante regioni italiane ed in alcuni Paesi al di là delle Alpi, portando la sua coralità tipicamente veneta, ma senza trascurare canti di terre e genti diverse. Si sono create amicizie che ancor oggi persistono.

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Il Fungo d'oro a Massimiliano Malaspina e Renato Moro

L'

Assessore alle Attività Produttive e Agricoltura Massimiliano Malaspina della Provincia di Venezia e il Socio Renato Moro nella serata di sabato 12 marzo 2011, durante l'annuale incontro conviviale del Gruppo "Amici Micologi Mirano", che si è tenuto al Ristorante "La Cicala" di Cappelletta di Noale, hanno ricevuto il premio "Fungo d'oro”. Alla cerimonia erano presenti l'Assessore alla P.I. della Provincia di Venezia Claudio Tessari e l'Assessore alla P.I. del comune di Mirano Franco Venturini, in rappresentanza della Civica Amministrazione. A ricevere il Premio dell'Assessore Malaspina, assente per motivi di lavoro è stata Sabina Fabi, consigliera provinciale.

A fare gli onori di casa il Presidente Paolo Trevisanato con i componenti il Consiglio Direttivo. Il Presidente nella sua relazione ha ricordato l'attività e le finalità del Gruppo che da 32 anni svolge all'insegna della ricerca e dello studio sugli aspetti naturalistici e micologici, che ci hanno fatto riscoprire il valore dell'amicizia e il gusto dello stare insieme. Ha quindi, tra l'altro, affermato che tra la Provincia e il Gruppo "A.M.M." c'è sempre un ottimo rapporto. Un ringraziamento alle Autorità presenti, ai Soci, ai simpatizzanti e a tutti coloro che si prodigano per portare avanti le iniziativa e le attività del Gruppo. Il Presidente Paolo Trevisanato

settembre 2011

I miranesi e le cicche La fanno veramente da padrone. Sono presenti ovunque e, grazie al possesso per usucapione del suolo pubblico, neanche le guardie municipali possono permettersi, ancorché ne avessero voglia, di estrometterle. In virtù di tale privilegio, a differenza dei comuni mortali, non sono costrette ad andare in televisione per conquistare spazio e visibilità, anzi, con il contributo dei fumatori incalliti, di quelli di ritorno, degli intermittenti e di coloro “che solo per una volta”, il loro numero è destinato ad aumentare. Sono fondamentalmente antirazziste, straordinariamente socievoli e amanti della compagnia promiscua: infatti non disdegnano affatto di mescolarsi con altro pattume che il personale della nettezza urbana non raccoglie. Sanno bene, le furbastre, che gran parte del genere umano, senza il ciucciotto destinato ad esaurirsi in uno sbruffo di fumo, non potrà mai affrontare con successo gli affanni del vivere quotidiano. Non conoscendo l’ansia di esaurirsi con l’ultima boccata, godono vita lunga e festosamente associativa. Peccato, però, che, a causa dell’introduzione del filtro, siano andate perdute le cicche che, nei bei tempi andati, costituivano una risorsa economica, quando i “raccatta cicche”, dopo averle smembrate, accumulavano sulle bancarelle improvvisate tabacco gagliardo da vendere a prezzi stracciati. Allora sì che le strade erano pulite! Per chi non se ne fosse accorto, anche a Mirano le cicche la fanno da padrone. Qualcuno, interessato alla pulizia della città, avrà notato che sono posizionate ovunque, ma amano affollarsi in siti preferenziali, quali le aree di sosta delle macchine, all’esterno degli uffici, dei negozi, dei bar, nei parchi, vicino alle panchine, fra le commessure dei lastricati, nei portafiori disposti per abbellire Mirano,…..e, soprattutto, in Via Gramsci. Ebbene, sì: amano ardentemente Via Gramsci. Sarà perché ci abito e quindi il mio occhio si fa sospettoso quando vedo qualcuno con la sigaretta fra le dita o colto nell’attimo di aprire la portiera della macchina, ma ho la netta sensazione che qui si trovi il loro quartiere generale. Del resto, ai lati della strada l’accumulo di cicche è aumentato abbondantemente con il contributo di quanti, negozianti, impiegati di uffici, frequentatori di bar, extracomunitari, ecc., si soffermano sotto i portici per gustare il meritato relax, non potendo più affumicare gli ambienti chiusi. Ed è di poco conto la buona volontà di qualche anziano che, ramazza in mano e paletta, si presta

a rimuoverle. Purtroppo il volonteroso non è abbastanza agile da andare a stanarle sotto le macchine, ma, peggio ancora, non fa in tempo a voltare la testa e quelle scostumate riprendono posizione più numerose che mai. Si badi bene, i seminatori di cicche non sono mica tutti individui dissennati, maleducati e privi di coscienza civica. Ci sono anche persone perbene che amano la pulizia (a casa propria) e che provano un sano risentimento se vedono un nullafacente abbandonare nei pressi di una panchina del parco una lattina vuota e qualche sacchetto di plastica. A questo proposito, un conoscente, sapendo della mia passione per l’ambiente, mi ferma per strada e si lagna per la scarsa cura che anche questa nuova amministrazione ha della città. Si accalora ed è a tal segno compreso nella parte di cittadino probo che l’immancabile sigaretta, fra una tirata nevrotica e l’altra, in un attimo diventa una cicca che carambola e atterra sull’aiuola già stracolma. Al conoscente, per un riprovevole eccesso di educazione, non dico niente, tuttavia il lampo ironico del mio sguardo è immediatamente colto e il suo imbarazzo si tramuta nell’ovvia giustificazione: “Ma sì, lo fanno tutti”. E’ pur vero che a Mirano i contenitori pubblici del pattume sono aumentati ed è verosimile e sono costati non poco denaro alle casse comunali. Chiunque può notare che sono ben visibili nei punti della città strategici, però ho la sensazione che l’apposito contenitore delle cicche sia utilizzato solo se il fumatore ci sbatte sopra il naso: pochi metri oltre sono sempre la sede stradale e il marciapiede a fare le spese della mancanza di rispetto per l’ambiente urbano di molti miranesi. Ora, un’amministrazione che si impegni per migliorare il decoro dell’ambiente urbano, ovviamente non solo per quanto riguarda le cicche, deve fare i conti con questa numerosa schiera dei suoi amministrati, irriducibili nemici di alcune regole fondamentali per la convivenza. Non sono sufficienti, quindi, contenitori, cestini ed altri provvedimenti pur necessari e, probabilmente, anche le multe non sortirebbero effetto. L’impegno del Comune dovrebbe essere proteso nel senso di educare coloro che non vogliono essere educati perché ritengono sia loro diritto comportarsi senza rispettare le regole condivise e la sensibilità degli altri. E’ anche su questo terreno che si misura la credibilità dei governanti. Giovanni Talamini

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GRUPPO CONSILIARE DEL PARTITO DEMOCRATICO DI MIRANO

ROBERTO ARTUSO

PIERLUIGI BRILLO

MARIA ROSA PAVANELLO

GABRIELE PETROLITO

GIUSEPPE SALVIATO

ROBERTO SALVIATO

Come la Giunta Cappelletto è giunta al termine

È

necessaria un po’ di chiarezza su come la giunta cappelletto sia arrivata al capolinea . A prima vista è sembrata o almeno così è stata percepita da parte della cittadinanza come una questione molto complicata,in verità le cose viste nella loro essenza sono state molto più semplici: un Sindaco ed una giunta che avevano perso prima la fiducia dei cittadini e poi del consiglio comunale è stato sfiduciato da quest’ultimo, il Sindaco ha sollevato un ricorso su una questione formale, il Tribunale regionale del Veneto ha ribadito la correttezza dell'operato dei consiglieri dimissionari. Lo scioglimento, al di là delle minuzie tecnico-legali, non è stato che l’atto finale di un continuo declino della Giunta iniziato già nel 2009 con l’estromissione dell’UDC dalla maggioranza e l’inglobamento di consiglieri transfughi per consentire al Sindaco di continuare, che è proseguito con una azione amministrativa manchevole, pasticciata e dannosa per cittadini ricca solo di proclami, promesse non mantenute e accuse infondate verso la precedente amministrazione, continui rimpasti determinate dai ricatti tra le diverse anime di un centrodestra miranese diviso praticamente su

tutto, che rischiava di trascinare nella sua china la nostra città. Declino che ha raggiunto un suo primo apice nella quasi crisi di settembre – ottobre 2010,infatti dopo un estate di reiterate richieste rivolte al Sindaco dai consiglieri della sua lista civica e del consigliere di AN verso PDL, situazione che ha rischiato di portare il Comune già allora al commissariamento per la mancata approvazione del riequilibrio di bilancio. Cappelletto per tenersi a galla accettò di sacrificare la testa dell’allora Assessore Corò. Allora a Cappelletto è stata data, immeritatamente, un'altra possibilità di cambiare il suo modo di governare Mirano: non l’ha colta. Dopo solo un mese di bonaccia i suoi assessori sono tornati a litigare sull’ennesima riorganizzazione della macchina comunale e lui si è concentrato sul PAT ( futuro piano regolatore ) e sulla disastrosa ipotesi della bretella di via Battisti, abbandonando a sé stessi il teatro e la società che lo gestisce, i problemi della viabilità e del traffico, la questione Veneto city e i famosi 19 milioni delle opere di compensazione legati al Passante. All’inizio del 2011 si è tornati a parlare di crisi, su un punto fondamentale come il bilancio che con scarsa responsabilità si trascinò

per la sua approvazione fino a maggio, bloccati dalle paralisi della maggioranza e sono ripresi i mercanteggiamenti di poltrone e addirittura la richiesta di allontanamento del neo assessore alla manutenzione e ai servizi ai cittadini. Immaginiamo che a questo punto voi lettori vi stiate chiedendo che senso avesse continuare così. La stessa domanda ce la facevamo anche noi come maggior partito dell’opposizione. E' stato allora che si è fatta strada la convinzione che fosse inutile reiterare la richiesta di dimissioni a Cappelletto, richiesta che non sarebbe mai stata accolta, ma di chiedere a quei consiglieri che avessero ancora a cuore le sorti di Mirano di prendere atto della situazione e di riconoscere che l’unica strada per rimettere in carreggiata questa bella città erano le dimissioni contestuali di 11 consiglieri in modo da determinare lo scioglimento del consiglio e conseguentemente la caduta del Sindaco e della sua giunta. Era una decisione difficile, significava abbandonare visibilità,quel limitato prestigio che la carica di consigliere conferisce e per alcuni rimettersi in gioco in elezioni che si preannunciano difficili, per altri forse abbandonare la scena politica e in cambio nessuna offerta, nessuno scambio,

nessun compromesso, solo la fine di un periodo di malgoverno e il ritorno della parola agli elettori. Ed è per questo che nel consiglio comunale del 30 Maggio 2011 il PD con Rifondazione Comunista, il gruppo dei socialisti - la Città Possibile, il gruppo misto ha presentato un documento appello con cui si cercava l’11 consigliere necessario. Con questa presa di posizione decisa, ferma, trasparente l'opposizione tutta si chiamava fuori dai giochetti, riconfermava la sua indisponibilità a fare da sponda, alle assenze diplomatiche e a tutto l'armamentario della vecchia politica e diceva a maggioranza e giunta “Se siete capaci di trovare un modo di governare, fatelo, ma non contate su di noi per le vostre manovre di piccolo cabotaggio”. Come era facile prevedere un modo di governare non l'hanno trovato mai ed era solo questione di tempo prima che le divisioni della maggioranza si facessero insanabili. E' stato così che un consigliere da sempre critico con la giunta ha aggiunto la sua firma alle dieci già disponibili e si è arrivati allo scioglimento del consiglio, alla caduta di una maggioranza non più tale e al commissariamento del Comune. In primavera andremo quindi

alle urne per scegliere il nuovo governo della città. In attesa di quel giorno, noi come gruppo consiliare del PD collaboreremo lealmente e in modo trasparente col Commissario Capocelli in modo da aiutarlo a fare anche qui a Mirano quel buon lavoro che tutti gli riconoscono nel suo precedente incarico come commissario di Chioggia. Per quanto ci riguarda come partito e più ancora come miranesi vorremmo ora lasciarci alle spalle questa parentesi, vogliamo parlare del futuro e della Mirano che vogliamo rilanciare, di un progetto organico di governo della città che coinvolga tutte le sue energie positive. Siamo aperti al dialogo e alla condivisione di idee, dobbiamo insieme continuare a garantire una buona qualità dei servizi e dell’offerta culturale della nostra Comune nonostante i tagli indiscriminati alle risorse per gli enti locali che stanno operando a livello nazionale , non sarà semplice ma noi vogliamo provarci e soprattutto riuscirci. Il gruppo consiliare del Partito Democratico: Maria Rosa Pavanello, Giuseppe Salviato, Roberto Artuso, Roberto Salviato, Gabriele Petrolito, Pierluigi Brillo

Forse un 2012 senza il Mirano Summer Festival

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irano Summer Festival ha chiuso la sua quinta edizione domenica 24 luglio scorso all’insegna del successo, organizzata in modo brillante presso i campi sportivi comunali in tutti gli aspetti, da quello canoro a quello della ristorazione. Paolo Favaretto, patron dell’Associazione “Volare” che organizza la manifestazione, do-

vrebbe avere quindi tutti i motivi per essere pienamente soddisfatto di questo risultato così lusinghiero. Soddisfatto per le circa 300mila presenze registrate durante le 16 serate della manifestazione; soddisfatto per il successo riscosso dalle cover band e dai giovani artisti emergenti che si sono alternati sul palco; soddisfatto per le ottime prospettive che l’iniziativa potrebbe riservare anche per la prossima estate 2012. Purtroppo, commenta l’organizzatore, tutto resta al condizionale, cioè nel campo delle ipotesi, perché a Mirano c’è chi si è detto contrario alla kermesse firmando una petizione per la sua abolizione: il troppo chiasso, la musica a

pieno volume, anche se nel rispetto di quanto previsto dalla legge, i rumori di auto e di moto che arrivano o che partono metterebbero a dura prova la pazienza di chi il giorno dopo deve recarsi al lavoro. Così il futuro di “Summer Festival” dipende da ciò che i miranesi vorranno decidere, con il rischio di perdere un’occasione che ha già registrato diverse richieste da parte di altre località, con tanto di sponsor pronti a farsi carico di un’opportunità così allettante. Per quest’anno, comunque, miss e mister “Summer Festival” 2011 sono stati eletti rispettivamente Claudia Pinton, 16 anni, e Daniele Didonè, 20 anni, mentre parte del ricavato delle 16 serate sarà donato all’Associazione Lesioni Spinali Onlus “La Colonna” per la ricerca sulle lesioni midollari croniche. La serata finale si è conclusa con il toccante ricordo di un apprezzato

collaboratore dell’Associazione “Volare”, Samuele Spolaore, deceduto il 26 giugno a 26 anni in un incidente stradale. (P. L.)


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L’impegno del “Lorenz” per promuovere un’agricoltura maggiormente rispettosa dell’ambiente

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l 27 luglio 2011 la Sezione Agraria “Konrad Lorenz” dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Ponti – Lorenz” di Mirano ha allestito un campo prova per la coltivazione ecosostenibile del radicchio rosso di Treviso IGP (Indicazione Geografico Protetta). Per l’occasione vengono confrontati due metodi per il trapianto in campo: il metodo tradizionale su terreno pianeggiante ed un metodo alternativo, costituito da una serie di aiuole con sopra tre file di piantine ciascuna. Con questo secondo metodo si prospettano due importanti vantaggi dal punto di vista dell’impatto ambientale: minori ristagni di acqua, che può

agevolmente sgrondare fino ai fossati e alle falde sotterranee e, di conseguenza, minori attacchi parassitari e quindi meno trattamenti antiparassitari sulla coltura. Per questa attività il “Konrad Lorenz” si avvale del coordinamento del Dipartimento Territorio e Sistemi Agroforestali (TESAF) dell’Università degli Studi di Padova. Collaborano anche altri soggetti, fra i quali la Cooperativa “Bronte – Miravivai” di Mira, che mette a disposizione le giovani piantine di radicchio rosso precoce, varietà “Franchetto n° 6” e l’azienda agraria Giampaolo Mion di Mirano, che mette a disposizione il terreno e le attrezzature aziendali per

la coltivazione. L'iniziativa si inserisce nell'ambito di un programma pluriennale didattico – sperimentale – divulgativo del “Konrad Lorenz”, finalizzato a promuovere tecniche agronomiche innovative nella coltivazione del radicchio rosso di Treviso. Dall’anno scolastico 1997/98 e fino ad oggi, si sono infatti succedute quattro tipologie di prove: • un sistema per l’irrigazione a basso volume e bassa pressione; • una macchina trapiantatrice modificata per somministrare una dose di acqua al trapianto; • il sovescio per migliorare le condizioni pedologiche;

• l’aiuolatura durante la lavorazione del terreno. La principale finalità è quella di indirizzare in primo luogo giovani studenti, futuri operatori nel campo dell’agricoltura, ma anche gli agricoltori del territorio verso una riduzione dell’impatto ambientale, ponendo in primo piano la salvaguardia dell’ambiente e della salute sia dei consumatori, che dei produttori. A questo proposito, si invitano agricoltori, tecnici ed operatori del settore agricolo a visitare il campo – prova, presso l’azienda agraria Giampaolo Mion, via dei Vettori 26, Mirano. Massimo Andriolli

Rispettiamo la natura L'ecosistema, l'estetica, il lavoro paziente di centinaia d'anni della natura viene compromesso in un istante

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e zone, e specialmente i boschi, che sono abitualmente produttori di funghi, ormai da diversi anni subiscono il calpestio continuo dell'uomo, ma non solo: sono continuamente sottoposti a rimozione di foglie, asportazione di muschio, terriccio, piantine, fiori, rottura di rami, sollevamento di zolle e prelevamento di tutto quanto sia commestibile: frutti, bacche e i famigerati funghi. Porcini, russule, galletti, more, lamponi, tutto quello che di alimentare ci passa sotto il naso finisce nel cesto e se ci imbattiamo in qualche frutto o fungo dubbio o non commestibile, beh allora li distruggiamo. Senza parlare poi tutti i residui che lasciamo al nostro passaggio: non è assolutamente raro incontrare, durante le nostre passeggiate, i resti di un picnic, lattine,

sportine di plastica, bottiglie, mozziconi di sigarette, cartacce, e quant'altro di non proprio naturale. Certo non tutti si comportano in questo modo, ma certamente tutti noi frequentatori dei boschi, chi più chi meno, chi consapevolmente, chi no, siamo causa del degrado e del danneggiamento di questi ambienti provocando danni a volte irreparabili. Il terreno in cui i funghi prima nascostamente nascono e poi vivacemente sbocciano, è un terreno pieno di vita che ha delle regole ben precise e molto delicate dove operano contemporaneamente molti fattori biologici. Ricordiamoci che i funghi, sia che siano saprofiti o simbionti, sia che siano commestibili o tossici, sono in grado di aggredire i materiali e le sostanze che rimarrebbero incorrotte nel terreno traendone nutri-

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mento e beneficio per loro e per le piante superiori: senza di loro i residui della vegetazione degli alberi, degli arbusti si accumulerebbero a terra in strati sempre più alti e come conseguenza si avrebbe il soffocamento dell'ambiente stesso. Se ogni anno vogliamo ritornare a trovare i funghi, dobbiamo essere più attenti e rispettosi dei luoghi che frequentiamo cercando di non lasciare traccia del nostro passaggio. Entriamo nel bosco anche con l'intento di stupirci per le meraviglie che ogni volta ci aspettano e non solo come razziatori indisciplinati e irresponsabili. Rispettiamo la natura per rispettare anche noi stessi. Paolo Trevisanato


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Il pronto soccorso floreale: un aiuto efficace e naturale dai Fiori di Bach

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rimedi floreali sono ormai diffusi in tutto il mondo, sono alla portata di tutti, di facile uso, non hanno controindicazioni, sono completamente di effetti collaterali dato che 1avorano solo sul piano energetico-vibrazionale e, soprattutto, non sono farmaci, né fitoterapici, né omeopatici. Esistono oltre ai Fiori di Bach anche altre interessanti ed efficaci sistemi floriterapici quali ad esempio gli Australiani e i Californiani solo per citare i più conosciuti. Il bouquet floreale più usato in

assoluto sia per le persone che per gli animali, è il Rimedio di Pronto soccorso, che i vari produttori di Essenze chiamano con nomi diversi. La miscela da noi presa in considerazione si differenzia da tutti gli altri presenti sul mercato per la sua particolare composizione formata da: Fiori di Bach, Australiani e Californiani che vanno ad ampliare la già notevole capacita di intervento del conosciutissimo “Rescue Remedy” messo a pulito da Bach in persona. L’azione di queste Essenze composite in caso di emergenze è

essenziale ed efficace in tutte le situazioni di criticità, di imprevisti, di difficoltà emotive, da quelle più semplici a quelle più traumatizzanti, magari in, attesa del medico per le cure più appropriate. Il Rimedio considerato evita la disintegrazione del sistema energetico sia delle persone che degli animali, consentendo al fisico di mobilitare immediatamente le misure di autoguarigione, altrimenti impossibile. Elencare tutte le emergenze che possono capitare è praticamente impossibile, tuttavia qualche indicazione pratica di intervento potrebbe essere: traumi fisici per incidenti, ferite, spaventi improvvisi, litigi, dolori alle articolazioni, punture di insetti, prima delle visite dal medico o dentista, riunioni condominiali, traumatizzato per sevizie, comportamenti anomali casuali e improvvisi, prima di interventi chirurgici, crisi da mal d’auto o da cambio d’ambiente, stress di varia natura, attacchi di panico, depressione, perdita o separazione, primo giorno di scuola, disagio per male alla schiena. Va usato in ogni evenienza, qualunque sia la sua natura ed entità.

La somministrazione va fatta in vari modi e seconda delle circostanze. Suggerimenti per l’uso: Quantità: una pipetta corrispondente a circa 4-5 gocce Dove: preferibilmente sotto la lingua, aggiunte all’acqua, applicate/spruzzate sulla faccia, bagnare la fronte, i polsi e la base del collo, applicazione sulla parte dolente, bagnare le labbra in caso di perdita di coscienza. Frequenza: ogni 5 minuti finché perdura lo stato di emergenza. Successivamente, in base all’evolversi della situazione, ridurre a 4 gocce 4 volte al giorno, Importante: è consigliabile avere sempre con sé almeno due flaconcini della miscela per le emergenz:e uno da tenere sempre in casa a portata di mano e uno da portare con sé per ogni evenienza Un aiuto eccezionale e meraviglioso negli attacchi di panico: usatelo con fiducia in tutti i casi indipendentemente dalla natura e dalla gravità dcl disagio, del malessere o incidente che vi ha coinvolto, poiché il fattore emotivo è sempre presente e non va assolutamente sottovalutato.

Le Essenze Floreali non sono farmaci, non sostituiscono nel modo più assoluto il trattamento medico e non sono state messe a punto a questo scopo. CORSO BASE SUI FIORI DI BACH A seguito del successo degli incontri sui Fiori di Bach e sui benefici per la nostra salute derivanti dal loro impiega e al fine di rispondere alle numerose richieste di approfondimento pervenuteci, siamo lieti di proporre un corso base della durata di un week end, presso “Barchessa di Villa Errera”- Mirano. In questi due giorni i partecipanti avranno modo di approfondire la figura e le opere di Bach, il suo pensiero e di conoscere ogni singolo Fiore con le sue proprietà. Alla fine del corso i presenti riceveranno una bellissima dispensa con le fato a colori di tutt i 38 Fiori di Bach, con tutte le indicazioni per usare con facilità le Essenze Floreali per se stessi, per í propri famigliari e amici. Indicativamente il periodo previsto per il corso è giugno 2012. Per informazioni a iscrizioni telefonare a: Vestena Lionello 3460971188.

I Funghi in cucina

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e proprietà gastronomiche dei funghi sono note da sempre: cucinati possono trasformarsi in un piacevolissimo piatto o arricchire di aroma minestre e pietanze. Dal punto di vista nutrizionale, i funghi sono un alimento povero: a parte alcuni sali minerali, l’apporto dietetico è da considerarsi modestissimo; inoltre, a causa dell’elevato contenuto di chinina (carboidrato non digeribile), impegnano pesantemente il fegato. Le alte concentrazioni di azoto e potassio sconsigliano di mangiare funghi a chi è affetto da insufficienza renale. Tutti sanno che esistono funghi tossici, velenosi e mangerecci, ma pocchi hanno le conoscenze per distinguerli. Negli ultimi anni parallelamente ad un aumentato consumo di funghi sono più frequentemente segnalati casi di intossicazione acuta. Diverse ricerche hanno dimostrato la capacità dei funghi di concentrare al proprio interno metalli pesanti, ioni radioattivi ed altre

molecole ad elevata tossicità. I funghi possono concentrare sia sostanze prodotte da fonti inquinanti urbane o industriali, sia microelementi presenti normalmente nel terreno. Nei funghi del genere AGARICUS (Rubescentes e Flevescentes),volgarmente chiamati prataioli, le concentrazioni di cadmio, argento, mercurio e piombo possono raggiungere livelli preoccupanti, tanto da consigliarne un utilizzo molto cauto. Per quanto riguarda la presenza di sostanze radioattive, le concentrazioni ritrovate in funghi raccolti nella nostra zona negli ultimi anni non destano preoccupazione. Privarsi di un alimento così prelibato è molto difficile, ma se ne può fare un uso più attento in modo da non esporsi ad inutili rischi. Perciò attenzione: - consumare soltanto funghi la cui commestibilità sia controllata da esperti qualificati di sicura esperienza e conoscenza c.o: Ispettorato Micologico del Servizio Igiene Pubblica di Dolo tel.

041/5133422 e Noale tel. 041/58966751 Gruppo “Amici Micologi Mirano” (Associazione Micologica Bresadola): il lunedì dalle ore 20.30 alle ore 23.00 - C/0 Barchessa di Villa Errera - Mirano (VE) - tel, 041/430036 - Utilizzare soltanto funghi in perfette condizioni di conservazione (un fungo mangereccio invecchiando può trasformarsi in tossico, come tutti gli alimenti che possono “andare a male”) - Non consumare funghi provenienti da zone inquinate (funghi raccolti in area urbana, in vicinanza di insediamenti industriali o vie di intenso traffico, discariche di rifiuti, ecc...) - Non fare uso indiscriminato di funghi in genere - Fare uso moderato di tutti i funghi - Non somministrare mai funghi ai bambini, donne in gravidanza, persone affette da malattie del fegato e del rene Paolo Trevisanato


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18ª Festa dell’Agricoltura a Mirano L’agricoltura è “maestra di vita” se l’uomo saprà rispettare la natura salvaguardando quei valori morali e di quella capacità innovativa che da sempre contraddistinguono il mondo contadino

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l Gruppo Imprenditori del Miranese “La campagna ti è amica” ha organizzato presso gli Impianti Sportivi di Mirano la tradizionale “Festa dell’Agricoltura”: si tratta del 18° appuntamento, che si è tenuto dal 26 Agosto al 5 Settembre 2011 con il patrocinio della Regione Veneto, della Provincia di Venezia e del Comune di Mirano. L’ormai consolidato avvenimento annuale ha offerto ai molti visitatori undici giornate finalizzate alla riscoperta delle tradizioni e dei sapori del mondo agricolo, con iniziative dedicate alla gastronomia, come la cottura di carne alla griglia, alla mungitura, alla trebbiatura, alla conoscenza del patrimonio culturale del mondo contadino. Non sono mancati gli intrattenimenti per i bambini, l’angolo delle “cose strane” riservato alle curiosità del vecchio mondo rurale, la rassegna

delle razze equine e quella dei trattori con le gare di abilità nei vari lavori dei campi. Ha detto il presidente del “Gruppo Imprenditori del Miranese” Andrea Frasson nel presentare la manifestazione: “La festa dell’agricoltura quest’anno diventa maggiorenne. Giunta ormai alla sua 18ª edizione, dimostra di aver acquisito la giusta maturità, sia in termini organizzativi sia in quelli divulgativi, di quella che è la più antica professione esistente al mondo e cioè quella di saper lavorare la terra per trarne frutto e sostentamento” Domenica 28 agosto, durante la messa celebrata tra gli stand, il parroco di Mirano Monsignor Lino Ragazzo ha parlato della festa dell’agricoltura come momento di continuità nel rinnovamento: se l’uomo moderno, senza rinunciare alle nuove tecnologie, saprà rispettare come un tempo i ritmi della natura, ritroverà

l’armonia con se stesso e con il creato, in una simbiosi feconda per entrambi. Quindi, alle 11,30 c’è stato l’incontro con le autorità, dopo la sfilata delle carrozze partita dal centro storico di Piazza Martiri accompagnata dalla Banda musicale. Andrea Frasson ha ringraziato i 150 volontari il cui contributo è essenziale per la buona riuscita della manifestazione, mentre nei vari interventi delle autorità politiche provinciali e regionali e degli imprenditori sono stati evidenziati la vitalità del mondo agricolo e l’esempio di sobrietà e di semplicità di vita che esso ci dà anche in questo periodo di crisi globale. Per questo è stata sottolineata l’importanza del quadrifoglio quale simbolo della festa: il quadrifoglio infatti un tempo indicava la formazione “tecnica” dell’agricoltore, mentre ognuna delle

quattro foglie rappresenta ancor oggi un settore particolare della produzione della nostra terra: l’agricoltura, la viticoltura, l’ortocoltura e la cerealicoltura. Le premiazioni delle manifestazioni sono state consegnate nella serata di domenica 4 settembre, a conclusione delle iniziative che hanno visto la partecipazione di migliaia di persone. Paolo Leandri

TUTTI IN FORMA CON LE PIANTE COSÌDDETTE ‘ADATTOGENE’ Con il termine “Adattogeno” si intende quel rimedio capace di produrre un generale miglioramento delle condizioni psicofisiche incrementando una certa resistenza alla fatica e allo stress dovuti al vivere sempre in fretta, al riposo insufficiente, a cause emozionali che danno luogo a disordini come ansia, insonnia e squilibri alimentari, stanchezza. Andiamo ad esaminare allora quale tra tutte le piante adattogene può essere la più indicata per noi. Rhodiola rosea: pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Crassulaceae, dalla radice rizomatosa molto voluminosa che al taglio emana un odore di rosa, caratteristica da cui prende il nome di “rosea”. Il suo habitat originario nelle montagne siberiane mostra grande resistenza agli agenti climatici dove è in grado di sopravvivere a durissime condizioni climatiche. Tradizionalmente impiegata in Siberia dalla medicina popolare per alleviare la sensazione di stanchezza, è uno scudo naturale nel contrastare le insidie dello stress sia fisico, che psichico. Agisce sugli stati d'ansia e sulla depressione come calmante, provocando una sensazione di benessere generale. La pianta infatti stimola la produzione di seretonina, conosciuta come ormone del benessere . E' consigliata nelle diete come coadiuvante per resistere agli stimoli della fame nervosa. Nel nostro laboratorio la pre-

pariamo sottoforma di integratore alimentare in capsule. Eleuterococco: il suo nome scientifico è “Eleutherococcus senticosus”, è un arbusto appartenente alla famiglia delle Araliacee. Alto circa due metri, è originario delle regioni asiatiche. Conosciuto anche con il nome di ginseng siberiano l’Eleuterococco rientra in quella categoria di piante ad azione antifatica, capace di aumentare il rendimento fisico allo sforzo eccessivo, quindi adatto allo sportivo e allo studente perché migliora le capacità intellettive, indicato alle persone debilitate, o convalescenti, rafforzando le difese immunitarie. I principi attivi responsabili delle proprietà dell'Eleuterococco sono concentrati nella radice e appartiene alla categoria dei glicosidi. Nella nostra erboristeria lo potete trovare sottoforma di integratore alimentare in estratto idroalcolico o compresse. Guaranà: nome scientifico “Guarana paullina sorbilis”, appartenente alla famiglia sapindaceae originaria del sud America, si utilizzano i semi abbondanti a grappolo di colore arancio scuro. Le proprietà sono date dal contenuto di caffeina, quindi una pianta tipicamente tonica, indicata a persone giovani, che cercano un rendimento fisico e intellettuale ad alto livello. Ginseng: e non si poteva concludere con una pianta che ha segnato la storia per noi erboristi, una pianta che ha dato molte sod-

disfazioni a tante persone per il suo grande spettro d'azione. Non c'è persona che non si sia trovata bene. Definita la "radice della vita", in italiano viene definita con la parola "panacea" cioè rimedio a tutti i mali; il termine ginseng viene dal cinese rènshèn , ossia pianta dell'Uomo. Il suo impiego risale a migliaia di anni fa e la sua efficacia è attestata da numerosi studi scientifici. La sua origine si sviluppa in Asia orientale, principalmente Corea, Cina, Siberia orientale; il principio attivo sono i ginsenosidi contenuti nella radice; la sua forma con un po' di immaginazione ricorda quella di una figura umana: la grossa radice centrale con ai lati due piccole radici che ricordano le braccia. E' un antistress, incrementa la resistenza fisica, migliora il rendimento mentale, rafforza le difese immunitarie, è una pianta afrodisiaca nei problemi di tipo sessuale. Insomma, il ginseng è un vero toccasana, però alcune controindicazioni si possono avere, come disturbi d'insonnia, dovuti ad una eccessiva stimolazione del SNC (sistema nervoso centrale), oppure ipertensione. Concludo ricordandovi che le persone con gravi patologie o che assumono farmaci particolari prima di assumere integratori alimentari devono consultare il proprio medico . Erborista: Casagrande Livio

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I PERCORSI DI ROSSANA MELAI

LA VITALITÀ PITTORICA DI GUGLIELMO BARBETTI

Artista per vocazione, come se le mani fossero fonte di ispirazione, così quanto il cuore e il cervello, Rossana Melai è come i suoi quadri, piena di luce, di colori forti, di sensazioni che traspirano dai suoi gesti, dalle parole che usa di getto, inondando l’ambiente di gioia e vita. Eppure la sua esistenza non è stata affatto facile. Ma, come spesso accade, dal dolore, seppure intenso e incancellabile, nasce un amore e per Rossana Melai è quello per la ceramica e la pittura. E’ a scuola che apprende quell’arte che vuole le mani muoversi all’unisono con tutto il corpo, con l’anima. Dalla creta alla pittura il passo è quasi immediato. E’ a quattordici anni che scopre la tela, un modo diverso per dare libero sfogo alla fantasia, a quei pensieri che volano liberi, segnati sempre da una matrice forte, quella del colore. “Difficile definire quello che voglio esprimere attraverso la tela – confessa Rossana. Direi che si tratta di materia elaborata con immagini. Sento di plasmare con il ‘colore-materia’ la Natura. Non intendo imitare la Natura, piuttosto trovare in essa lo stimolo al colore. La mia è una forma forse impressionistica, ma certamente influenzata dalla tavolozza cromatica naturale nella fusione degli ori e degli argenti”.

Guglielmo Barbetti è nato a Firenze nel 1935. Le sue numerose esperienze artistiche, non solo come pittore, ma anche come umorista, scultore e grafico, lo hanno fatto apprezzare sia a livello locale che internazionale. Le sedi del suo studio sono a Noale e a Mirano. Sul suo stile si sono espressi diversi critici, mettendone in risalto la spontaneità e la robustezza del tratto pittorico, come scrivono, ad esempio, Nicola Dessy e Paolo Rizzi. «Guglielmo Barbetti: la sua vitalità si distingue per la carica espressiva, per la necessità che ha di comunicare con placida immediatezza e con sottigliezze stilistiche le premesse di un linguaggio realistico improntato alle fondamentali esigenze morali del suo temperamento. Larghezza di strutture architettoniche, mosse da interne tensioni si risolvono in un colore “liquido” nella umidità trasparente dei suoi rossi accesi o smorzati, di bruni, che pur legandosi a particolari gusti così cari ai paesaggisti veneti, assumono valori autonomi nelle analogie di nuova suggestione “metafisica” o “magica”. Opere pensate e sofferte, partorite da un pittore serio e preparato che vivendo in isolamento assoluto, sta scavando la strada che inconsapevolmente lo sta portando verso prossime affermazioni, verso il successo.» (Nicola Dessy da “Cronache Venete”) «Barbetti ha una pittura corposa, solida, basata su un segno secco e preciso e su un colore parco, ravvivato dai grandi tagli di luce. Si tratta di vedute di case veneziane, più una natura morta: soggetti che 1’artista carica di un’energia non comune, fatta di ritmi precisi, di cadenze cromatiche, di giochi sapienti di chiaroscuro.»

Da: Gianfranco Natoli, Rossana Melai. Percorsi, 2008.

(Paolo Rizzi da “Il Gazzettino”)

GIANNI BOTTIN TRA ARTE E ATTUALITÀ

“L’ATTIMO FUGGENTE” NELLA PITTURA DI GIOVANNA ZABEO

Gianni Bottin contribuisce con la sua opera a tener vivo nell’arte contemporanea un tipo di ricerca estetica che negli ultimi anni si conferma come tendenza privilegiata nel panorama dell'arte moderna. Sempre attento alle più recenti tematiche che si sviluppano in questo ambito, egli porta avanti con serietà e impegno un linguaggio stilistico che, continuamente aggiornato di nuove soluzioni, procede nella direzione delle più attuali tendenze contemporanee. Incentivato anche dalla positività ottenuta nelle sue recenti esposizioni, l’artista procede nel suo lavoro alla ricerca di nuove sperimentazioni, certo di presentare al pubblico uno spaccato attuale e aggiornato sulle ultime tendenze del panorama artistico contemporaneo.

Giovanna Zabeo è nata a Mestre e lavora a Mirano in via Giudecca. Nelle sue molteplici esposizioni, ha ottenuto diversi riconoscimenti. Ha scritto di lei Gabriella Niero: “I temi di Giovanna Zabeo possiedono un’intrinseca purezza, nascono cioè da una visione razionale che respira continuamente suggestioni emotive. Innanzi alla realtà quotidiana degli interni o ai più ampi spazi esterni, l’autrice si comporta con equilibrio compositivo riportando sulla superficie del quadro una perfetta sintesi tra istinto e ragione, tra esperienza e conoscenza. Ogni accostamento tonale interpreta i volumi ed evidenzia sapientemente la profondità della visione. Il tocco preciso dà ritmo alla composizione: così le nature morte si tramutano in uno stimolo suggestivo che va oltre la narrazione del quotidiano, mentre i colori vividi della natura e l’atmosfera evocativa si fondono insieme per offrirci l’essenza di un momento estemporaneo, l’attimo fuggente dell’impressione visiva. E’ una poetica pittorica autentica su cui la pittrice immette un romantico e nel contempo incisivo alito di vita.”

MAURO MASIN Mauro Masin (classe 1989), residente a Vidor (Treviso) si accosta alla pittura a partire dal 2006 con delle sperimentazioni alle tempere su carta. A partire dal 2007 fino ad oggi lavora con olio su tela. I suoi esordi sono all'insegna di un metafisicismo di ispirazione dechirichiana dai toni estremamente brillanti, con paesaggi aperti e indefiniti nei quali trovano posto soggetti altrettanto indefiniti e simbolici. Già in questi primi lavori compare, seppure in maniera prototìpica, il marchio di fabbrica del pittore veneto: la rappresentazione dei movimenti del colore tramite linee curve extrafigurative. Il suo lavoro si sposta successivamente verso una espressività che fonde diverse influenze: il tratto movimentato impressionista incontra una matericità nella quale è difficile non riconoscere la passione dell'autore per Van Gogh, il tutto condito da un gusto cromatico di stampo hopperiano. Queste nuove influenze vanno ad aggiungersi al gusto metafisico, ai suoi tratti geometrici e all'utilizzo del colore oro e argento, mai abbandonati. Con questo bagaglio pittorico Masin approda negli ultimi anni ad una personalissima ritrattistica femminile: i ritratti rappresentano scorci di vita quotidiana dei soggetti (sempre amiche personali del pittore) immersi nelle consuete atmosfere utopiche, geometriche, mentre il colore si fa più artificiale, quasi fosse quello di un Hopper portato alle estreme conseguenze, scaturito da una luce artificiale. Pasa Fabio


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Intervento del presidente del Consiglio Provinciale Marina Balleello

Convegno sul lavoro nel Miranese

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uonasera a tutti! Discuteremo del presente e del futuro della nostra area. L’atteggiamento con cui affrontiamo la questione è quello locale: vale a dire con un’attenzione speciale per il territorio in cui viviamo, ma nella piena consapevolezza di essere connessi con il mondo. Innanzitutto, siamo parte di un’area vasta, metropolitana, inserita nel sistema della Patreve, che a sua volta fa parte del Nordest, dell’Italia, dell’Europa e... del mondo. Il comprensorio del Miranese, costituito dai comuni di Mirano, Noale, Salzano, Santa Maria di Sala e Scorzè, interessa una popolazione di 138mila abitanti (il 16% dell’intera provincia di Venezia). Si tratta di un’area che, insieme al distretto di San Donà di Piave, occupa all’incirca il 70% dei metalmeccanici di tutta la provincia di Venezia; la zona industriale di Santa Maria di Sala, il secondo polo industriale della provincia di Venezia dopo Porto Marghera, da sola occupa oltre 8mila lavoratori. Qui a fianco a me ho il piacere di presentarvi stasera alcuni professionisti, dirigenti ed amministratori di spessore, che ringrazio personalmente. Ci aiuteranno a fare luce in un contesto turbolento come quello che stiamo vivendo. Sono qui con noi il prof. Paolo Feltrin e l’assessore regionale alla Viabilità Renato Chisso Come vi dicevo poc’anzi, questi ospiti illustri ci forniranno alcune chiavi di lettura rispetto al mercato nel quale viviamo. Prima di entrare nel vivo della discussione, permettetemi però alcune riflessioni. Vorrei scattare per voi alcune istantanee, di quello che siamo stati negli anni passati, e di quello che siamo attualmente. A partire dagli anni ’50 fino ai giorni nostri, la crescita demografica del Miranese si è manifestata con un’intensità tale da non trovare paragoni nelle altre aree del Veneziano (nel corso del cinquantennio l’aumento demografico ha segnato addirittura un +94,25%. Solo nell’ultimo anno si sono registrati 2.200 nuovi residenti). Con il risultato che il Miranese si è trasformato dall’area meno popolata della provincia, in quella maggiormente popolata, dopo quella del capoluogo veneziano. Alcune questioni demografiche interessanti registrate dal Coses: • La presenza straniera: al censimento 2001 nel Miranese vivevano 1.970 stranieri, l’1,5%

del totale dei residenti. A fine 2008 risultano iscritti nelle anagrafi dei comuni 8.200 cittadini stranieri; vale a dire che nel Miranese ogni 100 residenti, 6 sono stranieri. • Nel 2008 nel Miranese ogni 100 giovani c’erano 129 anziani (ossia persone over 65), mentre 165 in provincia. In quest’area l’indice di vecchiaia è più vicino all’equilibrio che non in altre zone. • Nel 2001 nel Miranese ogni 100 persone “produttive” ce n’erano 41 “improduttive” che dipendevano dai lavoratori; nel 2008 il valore si è leggermente alzato (ogni 100 lavoratori sostengono 47 “dipendenti”), ma rimane comunque un dato inferiore a quello di Venezia e Veneto (51 improduttivi ogni 100 attivi). Guardando la struttura per età, genere e cittadinanza del Miranese si ha l’idea non tanto di una “piramide” quanto di una “punta di lancia“. La base, costituita dalle generazioni più giovani, che dovrebbe sostenere l’intera piramide, non riesce a eguagliare numericamente le classi centrali (30-44 anni) prospettando quindi una futura diminuzione della popolazione, se non ci sarà l’immissione di “forze nuove” dall’esterno. Dopo i 45 anni si nota un progressivo assottigliamento delle classi, e, nelle età più mature, si evidenzia il maggior peso della componente femminile più longeva. L’ingresso degli stranieri si vede nelle fasce attive più giovani (soprattutto fra i venticinquenni e i quarantenni) e, grazie a una maggiore fecondità, nella popolazione in età scolare. Nel Miranese siamo di fronte ad un territorio ad imprenditorialità diffusa, sia in campo economico che sociale, a testimonianza dei valori forti di solidarietà ed impegno civile vissuti dalla popolazione. Si registra una dominanza di imprese di piccola e piccolissima dimensione (oltre il 70% delle imprese manifatturiere sono micro, vale a dire che impiegano da 1 a 9 addetti). Mentre in passato la piccola dimensione ha rappresentato un punto di forza del nostro sistema economico, soprattutto per gli standard di flessibilità, oggi è un punto di debolezza. Il piccolo non necessariamente è bello, anzi... Dalle dimensioni ridotte spesso derivano i ritardi nelle attività di ricerca e sviluppo e nei processi di internazionalizzazione, solo per fare qualche esempio. Il Miranese è un territorio che ha vissuto un forte processo di terziarizzazione. Già nel

LE PROVINCE E LE DONNE NEL RISORGIMENTO

Gentili Signore e Signore, sono molto lieta ed onorata di rappresentare in questa illustre sede la Provincia di Venezia, di cui porto il saluto della presidente, la dottoressa Francesca Zaccariotto, oggi impegnata in altra sede istituzionale. Permettetemi di salutare: • Lidia Nobili (presidente della Consulta di Pari Opportunità dell'Upi); • tutti i parlamentari presenti e i rappresentanti delle Province; • con un saluto speciale ad Antonio Saitta e alla senatrice Emma Bonino. Come già sottolineato da chi mi ha preceduto, le donne hanno rappresentato “l'altra metà del Risorgimento”, il cosiddetto “Risorgimento invisibile”, di cui troppo spesso ci si dimentica. Eppure, molte di loro hanno contribuito in modo determinante alla storia di Unità del nostro Paese. Senza di loro, senza l'impegno – sovente silenzioso e “dietro le quinte” - profuso dalle tante donne del Risorgimento, oggi probabilmente non saremmo qui a festeggiare il traguardo dell'Unità d'Italia. Pur di diversa estrazione sociale e culturale, esse hanno infatti combattuto con uguale vigore, in nome della democrazia, dell'unità, dell'indipendenza, così come della pari dignità di genere. Il Risorgimento non fu solo cospirazione o azione militare, ma innanzitutto mobilitazione delle coscienze, processo di consapevolezza e di identità nazionale, momento di reazione civile e di rinascita morale. Concetti sorprendentemente attuali, che ben si adattano alla nostra epoca e alle vicende dei nostri giorni. Nel territorio veneto, che dovette attendere il 1866 per l'annessione al già costituito Regno d'Italia, essendo rimasto fino a quella data sotto la dominazione austriaca, i festeggiamenti e le celebrazioni per l'Unità d'Italia continueranno fino a tutto il 2016, ossia quando sarà celebrato il 150° anniversario dell’annessione del Veneto all’Italia. Motivo per cui, nei prossimi cinque anni, nella nostra regione saranno molteplici le occasioni e le iniziative dedicate alla riscoperta del Risorgimento, compreso il Risorgimento al femminile. Gli anni fra la Seconda guerra d'indipendenza e la Terza, mentre il territorio veneto era ancora sotto la dominazione austriaca, furono anni

corso degli anni ‘90, il settore industriale ha perso il ruolo di leader dal punto di vista occupazionale, a tutto vantaggio delle attività commerciali e terziarie. Nel periodo recente, al 31/12/2008 le sedi di impresa attive nel Miranese sono pari a 10.016 unità. Quasi un quarto della attività (24,4%) fa riferimento al commercio. Gli altri comparti più significativi sono l’edilizia (19,1%), l’agricoltura (14,8%), l’industria (14%, soprattutto meccanica con il 4,8%) e le attività immobiliari (12,8%). Dati della Camera di Commercio di Venezia confermano che nel Miranese nel 2010 risultano attive 9 imprese ogni 100 abitanti. Tale area presenta notevoli punti di forza derivanti dalla presenza di infrastrutture per lo sviluppo, legate all’aeroporto e alla portualità veneziani (cfr. anche il nuovo Waterfront di Marghera), agli interporti di Padova e Venezia, alla grande viabilità autostradale e ferroviaria (da febbraio 2009 c’è anche il Passante di Mestre), l’implementazione del Servizio Ferroviario Metropolitano Regionale (SFMR), di poli scientifici e tecnologici come le università di Padova e Venezia, il Vega, e di una diffusa dotazione di servizi alle imprese e alla popolazione, frequentemente caratterizzati da punte di eccellenza. Negli ultimi tre anni, a partire dal 2008, la crisi mondiale ha sferzato impetuosa anche il Miranese. Sono sotto gli occhi di tutti le varie situazioni aziendali di difficoltà, che hanno portato alla perdita di molti posti di lavoro. Rumorosa la crisi quando tocca grosse aziende o marchi celebri (come Aprilia, Speedline, San Benedetto e poi Pometon, Kelemata, Dal Maschio, San Marco Plast, solo per fare alcuni esempi); crisi più impalpabile quando tocca la rete dei piccoli, eppure altrettanto determinante. Anche il nostro territorio non è immune dal fenomeno crescente della disoccupazione giovanile e delle nuove forme di povertà, come i 50enni che faticano a ricollocarsi nel mondo del lavoro. Anche in questo caso sono andata a documentarmi tramite i dati del Coses sul mercato del lavoro locale. Nei primi sei mesi del 2009 le crisi aziendali in provincia hanno coinvolto circa 3.000 lavoratori, per i quali è stata richiesta la cassa integrazione e/o la mobilità. Si tratta di aziende che per lo più rientrano nei settori della can-

frenetici, in cui si posero le fondamenta per una nuova stagione politico-amministrativa. Venezia, seppure dominata dall'Austria, riuscì a dare prova di grande vitalità culturale ed artistica, riconfermando il suo ruolo di capitale internazionale. Negli anni immediatamente successivi al 1860, le patriote assunsero un ruolo centrale dal punto di vista politico, non solo sul versante della mobilitazione, ma anche su quello della cospirazione. Lo attesta Nadia Maria Filippini, storica dell'Università Ca' Foscari di Venezia, la quale ha approfondito quel particolare periodo storico. In Veneto, la fuoriuscita ed incarcerazione di parecchi uomini, portò alcune donne ad assumere per la prima volta un ruolo apicale nella cospirazione. Nella città di Venezia, in particolare, si moltiplicarono le iniziative e le azioni simboliche, la circolazione di materiale clandestino (come il tricolore ed immagini di Vittorio Emanuele II), le suppliche al re o a Garibaldi a sollecitare la ripresa delle ostilità contro il nemico, rappresentato dall'Austria. Si racconta ad esempio di una giovane e bella Marianna Goretti Gargnani che nel 1860, in occasione di un'opera alla Scala di Milano, riuscì a farsi ricevere da Cavour per perorare la causa veneta (“sono una povera veneziana e vengo a ricordarti la mia patria infelice che confida in te”). Oppure, di un gruppo di veneziane repubblicane, che inviarono a Garibaldi una spada simbolica, con l'incisione: “Da terra, da mare o da quale tu venga prodigiosa via, Venezia ti aspetta”. Non fu quindi un caso se la città di Venezia fu teatro di due momenti fondamentali nella storia del Risorgimento italiano, due situazioni che videro le donne protagoniste a tutti gli effetti. Episodio numero uno: nel 1948 a Venezia le repubblicane fondarono il “Circolo delle donne italiane”, uno dei primi giornali patriottici femminili a livello nazionale. Nelle sue pagine si discuteva del ruolo delle donne nella patria, ma anche di diritti individuali, a riprova di come la partecipazione fosse motore di processi di trasformazione e di emancipazione, profondi e radicali. Episodio numero due: la prima manifestazione suffragista della storia d'Italia fu organizzata a Venezia, in piazza San Marco, il 21 ottobre 1866. In quell'occasione, le donne scesero in piazza, protestando contro l'esclusione dal voto, ribadendo il loro pieno diritto nell'essere cittadine a tutti gli effetti. In realtà, dovranno trascorrere molti anni ancora e due Guerre Mondiali, prima che le donne italiane possano conquistare il diritto di voto, nel giugno 1946. Eppure, in quella piazza San Marco del 1866, le donne del Risorgimento italiano lanciarono un seme di modernità per la storia futura della nostra Nazione. Coraggiose ed innovatrici, determinarono una decisa maturazione culturale e spirituale, dimostrando un realismo non puramente pragmatico, ma disposto a cogliere il senso concreto e profondo delle situazioni, per una partecipazione piena alla dimensione civile del vivere. Furono loro, come qualcuno ha affermato, le pioniere dell'emancipazione femminile. Personalmente, ritengo si tratti di avvenimenti che non possiamo dimenticare. Concludendo, vorrei lasciarvi con un'immagine, a mio parere molto bella, di una mostra che si tiene in questi giorni al museo Correr di Venezia, dedicata ai 150 dell'Unità d'Italia. La mostra si intitola “Venezia che spera”: con oltre 200 opere, essa documenta gli avvenimenti più significativi del periodo compreso tra il 1859 e il 1866, ovvero dalla seconda Guerra d'Indipendenza fino all'annessione di Venezia e del

tieristica, della chimica, della meccanica e del tessile-abbigliamento. Anche gli alberghi-ristoranti e i servizi di trasporto, seppure con un impatto minore, si trovano di fronte a situazioni di esubero di personale. La disoccupazione ha riguardato in particolare gli uomini, gli immigrati e le fasce di età centrali (dai 30 ai 49 anni). Circa un quarto delle assunzioni in provincia riguarda lavoratori stranieri; la crisi ha avuto un impatto maggiore tra gli immigrati che non tra gli italiani. La classe di età maggiormente coinvolta dalla disoccupazione è quella compresa tra i 30 e 39 anni (32% sul totale), con notevole differenza tra maschi e femmine: per le donne la concentrazione è nelle classi di età centrali (33,6% per le trentenni e 28,1% per le quarantenni), mentre gli uomini sono maggiormente concentrati nella classe di età degli over 49. Concludendo, per quanto riguarda la Provincia di Venezia, sul finire del 2009 i dati congiunturali di Unioncamere Veneto, pur evidenziando un andamento ancora in calo degli indicatori economici, delineano un’attenuazione delle performance negative rispetto ai trimestri precedenti, a dimostrazione di un ridimensionamento degli effetti della crisi internazionale e di una ripresa degli ordinativi provenienti sia dal mercato interno che estero. Per il IV trimestre 2010 i risultati dell’indagine di Unioncamere, condotta a gennaio scorso, evidenziano per le manifatture e il commercio una ripresa rispetto al “fondo” toccato nel corrispondente periodo del 2009, mentre per i servizi si notano ancora dei cali. Fatturati ed esportazioni tornano a crescere; il dato più preoccupante rimane la mancata ripresa dell’occupazione. Come amministratori penso che oggi siamo chiamati ad un ruolo cruciale, più difficile ancora che in altre epoche storiche. Dobbiamo dare un futuro a questo Paese e alle nuove generazioni, creando condizioni di sviluppo per le imprese, tutela per i lavoratori, ma soprattutto ritrovare quello spirito di fiducia e di intrapresa che ha sempre caratterizzato il nostro territorio. Per finire, vorrei lasciarvi con un’espressione che ho sentito dire recentemente ai soci di una cooperativa sociale: “Saremo quello che sapremo immaginare”. Mi impegno, io per prima, ad immaginare che la nostra area proceda nella direzione di un prospero futuro.

Veneto al Regno d'Italia. Il quadro che dà nome alla mostra, di Appiani, rappresenta una giovane donna con il volto fiero, frenata nell'impulso, ma determinata nell'azione; accanto a lei, un leone alato, simbolo di Venezia, pronto allo scatto. Sono convinta che oggi, come allora, dobbiamo essere massimamente animati dall'impegno per il bene comune, con un atteggiamento di speranza e di positività verso il futuro. Iniziando noi donne, per prime, a dare una testimonianza forte e coraggiosa. Come fecero le nostre antenate, a cominciare dalle donne del Risorgimento italiano, che oggi ricordiamo con speciale riconoscenza ed affetto.

VENETO CITY NON SI PRENDE BALLELLO “Veneto City non si prende Balleello”. Con queste parole la presidente del Consiglio Marina Balleello è intervenuta nel dibattito relativo a Veneto City per sottolineare “la propria estraneità”. Ed ha aggiunto: “Non ho nulla a che fare con Veneto City, né come amministratore locale in quanto dimissionata nel luglio del 2009, tantomeno in qualità di presidente del Consiglio provinciale, dato che il protocollo d’intesa sottoscritto tra i Comuni di Dolo e Pianiga e con gli Enti sovraoridnati è un atto di giunta che non rientra nelle competenze dell’assemblea provinciale”. La presidente del Consiglio provinciale ha inoltre sottolineato: “Risultano facilmente comprensibili le reali motivazioni di quanti, contro ogni evidenza, vorrebbero coinvolgermi nelle loro responsabilità. Nel merito della questione ribadisco che Mirano è stata coinvolta nella programmazione di Veneto City per volontà congiunta delle passate amministrazioni comunale e provinciale entrambe di Centrosinistra”. Ed ha proseguito ricordando che: “L’amministrazione di Centrodestra ha delegato l’allora assessora Udc a rappresentarla nel tavolo d’ambito, che ha di fatto sancito l’uscita del nostro Comune dal progetto. Per il futuro sono certa che Mirano saprà far valere le proprie ragioni nei Tavoli di concertazione previsti dalla legge regionale 32, che è il veicolo normativo dell’intero progetto”. Balleelo ha concluso: ”I cittadini di Mirano hanno la testa per pensare e sono perfettamente in grado di valutare chi sulla delicata questione fa solo demagogia e propaganda elettorale, rispetto a coloro che, al contrario, guardano ai fatti e alla sostanza degli obiettivi da perseguire”.

INAUGURATA LA “CASA DELL’ENERGIA” Il 23 maggio è stata anche inaugurata dall’assessore provinciale Paolo Dalla Vecchia e dalla presidente del Consiglio provinciale Marina Balleello la “Casa dell’Energia” un modello didattico di casa ecologica costruita a scuola che costituisce il laboratorio – museo creato dagli studenti del “Levi”. La “Casa dell’energia” sarà completata con soluzioni ecosostenibili, con edilizia ad alta efficienza energetica, con l’uso intelligente delle fonti rinnovabili e soprattutto aiuterà la preparazione degli studenti ad un futuro lavoro nella “green economy”. Gli studenti hanno presentato anche i laboratori della ”Casa del Sole”: moduli fotovoltaici, ad energia solare termica, moduli di domotica e comfort abitativo. Un esempio per tutti: il tagliaerba-robot ad energia solare.


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Le Terme di Sale I benefici effetti dell’haloterapia, indicata per prevenire e contrastare diversi tipi di patologie

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i chiamano Le Terme di Sale, ma non pensate alle solite terme e al solito sale. I centri Le Terme di Sale by Revimax rappresentano un approccio innovativo nel campo del benessere e della salute. E’ infatti una stanza che ricrea perfettamente il clima della miniera per sviluppare i benefici della terapia del sale, indicata per il rilassamento del corpo e per il trattamento di diverse patologie. La distinzione delle Terme di Sale con tutte le altre grotte saline, che lavorano con il microclima marino, è costituita dall’Haloterapia (dal greco halos e cioè sale) che con la terapia marina non ha alcuna attinenza, spiega la naturopata Diana Favrin. L’Haloterapia all’estero è già diventata materia medica, in quanto tale mutuabile. Il salgemma, che è il sale di miniera usato nei centri Le Terme di Sale, non ha la composizione chimica del sale marino. Non contiene iodio, è cloruro di sodio puro, ed è quindi consigliato a tutti anche a chi, come i pazienti ipertiroidei, non è compatibile con lo iodio. L’Haloterapia dei centri Le Terme di Sale fonda la sua efficacia su due elementi fondamentali: il clima ed il microclima. Il clima, simile a quello delle grotte naturali con una temperatura dai 18° ai 24° e un’umidità inferiore al 55% è ottenuto tramite una particolare lavorazione di resine naturali e sale. Il tutto senza l’utilizzo di impianti di riscaldamento o di condizionamento. Il microclima, ricreato attraverso un micronizzatore salino, dispositivo unico nel suo genere - e riconosciuto a livello sanitario europeo - che consente di micronizzare nell’ambiente il sale medicale, purificato e adatto all’inalazione. Le Terme di Sale sono un’esclusiva della Revimax, l’unica azienda in Italia in grado di realizzare le strutture per l’Haloterapia in cui è possibile eseguire in completo relax, un vero e proprio aerosol salino con tutti i benefici che ne conseguono. Le Terme di Sale sono consigliate a tutti, dal bambino piccolo all’anziano. Sono adatte a chi sta già bene ed entra per innalzare le difese immunitarie, ma sono anche e soprattutto indicate per prevenire e contrastare diversi tipi di patologie. Le sedute nelle Terme di Sale vengono consigliate in primo luogo per malattie a carico dell’apparato respiratorio come asma, catarro, raffreddore, sinusite, bronchiti. Il trattamento haloterapico arriva a coprire anche tutte le patologie legate alle allergie e malattie dermatologiche di varia origine. Le Terme di Sale sono inoltre particolarmente indicate per gli stati di stress e affaticamento emotivo. Il beneficio nei centri Le Terme di Sale è pressoché immediato ed evidente dalla prima alla terza seduta. Ciascuna seduta dura 45 minuti e vi si accede vestiti con un abbigliamento comodo e senza scarpe ma con il monouso fornito dai centri. Un ambiente confortevole per i bambini, per i quali l’ingresso è gratuito fino ai 10 anni, naturalmente accompagnati da un adulto. Le Terme di Sale sono sinonimo di salute e benessere. Anna Trenti


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OLIMPIA 1961 - 2011 50° Anniversario

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ra il giugno del 1961, quando Ernesto Libralesso e la moglie Pierina a Mirano, vicino all'Ospedale civile, aprirono il Bar "Olimpia 2000". Ernesto e Pierina portarono con sé una qualificata esperienza, acquisita nelle gestioni di alcuni ristoranti ed alberghi di prestigiose località, quali Venezia, Jesolo, Borca di Cadore e Longarone. A Borca di Cadore, nell'Albergo "Antelao", avevano ospitato alcuni campioni dello sci durante le Olimpiadi invernali di Cortina del 1956 e le prove del Campionato del Mondo di sci del 1958. Il contatto con i campioni dello sci era stato per loro molto significativo, li aveva entusiasmati e per questo a Mirano hanno intitolato il loro locale "Olimpia Subito "Olimpia", che era anche albergo, ristorante, pizzeria e pasticceria, divenne un ambiente ricercato dalla clientela di Mirano e punto di sosta di medici, infermieri e paramedici dell'Ospedale nelle pause caffé. Oggi "Olimpia" è pasticceria artigianale, caffetteria, e sandwich corner .... è, pure, un frequentato "Games point", dove spesso è di casa la fortuna per far felici chi gioca al Super Enalotto e alla Sisal.

Ernesto e Pierina hanno insegnato l'arte ai figli, soprattutto al figlio Paolo che dal 1987, assieme alla moglie Fulvia, gestisce il locale, apportando continue novità, per rispondere e per anticipare le richieste della clientela. Anche dopo 50 anni il bar “Olimpia” vuole essere elegante nell’arredo, cordiale e cortese nel servizio; un ambiente, dove desideri ritornare, perché ti sei già e più volte sentito a tuo agio. Nel maggio 2007 a 81 anni, dopo breve malattia, è morto papà Ernesto. Il suo ricordo è tutt'ora molto presente nella cittadina e nel territorio del Miranese, dove lo ricordano come una persona sempre positiva, appassionata del gioco delle bocce, amante del ballo e dell'allegra compagnia. I cinque figli e la moglie Pierina ricordano Ernesto come un padre ed un marito che credeva nei “grandi valori della famiglia”, intesa come il dono più prezioso e la forza più grande che si possono ricercare nella vita. Nel ricordo di papà Ernesto, il 22 maggio sono stati ricordati i 50 anni di vita del bar “Olimpia", per prendere slancio nel continuare il cammino per ulteriori e prestigiosi traguardi ed anniversari.

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OLIMPIA dal 1961

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RICORDO DI LINO VENTURINI, PRIMO PRESIDENTE DELLA BOCCIOFILA “TIRO A SEGNO” DI MIRANO Il 21 aprile di quest’anno ci ha lasciato il nostro caro Lino Venturini, alla bella età di 103 anni, quasi 104. Alcune persone mi hanno spinto a parlare un po’ di lui, non come uomo (non ne sono certamente all’altezza) ma come sportivo. Alla fine degli anni ’60 assieme ad altri amici si decise di fondare una società di bocce, ove ora è ubicato il noto ristorante “Tiro a Segno”, in via Belvedere a Mirano. C’era un campo un po’ sgangherato nel quale tanta gente si cimentava nel gioco delle bocce, senza particolari regole. Tra questi c’era anche Giovanni Boato, tecnico dell’allora Italsider di Marghera, che conosceva le regole fondamentali del gioco. Con grande passione e solerzia inculcò in tutti noi tali norme e per questo motivo tutti lo chiamavano “il professore”. Il campo di gioco venne sempre più lavorato e perfezionato dal buon Luciano, titolare dell’allora “Bar Lydia”. Egli ci mise talmente tanta passione ed impegno che le corsie di gioco passarono da una a due, poi a tre ed infine a sei. I campi erano così ben preparati che anche la gente dei paesi limitrofi accorreva per dilettarsi nello sport delle bocce. Questa breve premessa era doverosa per far capire il passaggio dal puro divertimento senza regole alla nascita della società bocciofila. Come si diceva nelle prime righe, alla fine degli anni’60, il buon Lino Venturini decise di fondare la società. Naturalmente egli fu nominato primo Presidente. Accanto a lui come direttore tecnico il professor Boato. Membri e soci fondatori furono anche Romeo Castaldello (allenatore-giocatore), Carlo Minto, Luciano Voltan, Carlo Tobio e segretario-cassiere Silvano Bertoldo. Ma torniamo a Venturini: all’accosto al pallino si difendeva alla meglio, ma dove veramente eccelleva era nel tiro sia di raffa che al volo. Molti sono gli aneddoti rimasti famosi e ancora noi li ricordiamo con grande gioia e un pizzico di rimpianto. A chi gli chiedeva come mai fosse così bravo nel tiro, egli con quella voce un po’ fina ripeteva che durante le ferie, in montagna, lanciava i sassi fra le capre. E questo per lui era un ottimo allenamento. Finite le ferie, ogni anno, ai primi di settembre festeggiavamo il suo compleanno con delle solenni mangiate di speck, che lui stesso si procurava in Alto Adige. Non essendoci alcuna abitazione nei dintorni, soprattutto d’estate le “battaglie” (leggi partite) sulle corsie erano infinite e spesse volte si giocava fino all’alba. Durante una partita, c’era da conquistare un punto sicuro e importante prendendo una boccia, ma lui si era accorto che era visibile mezzo boccino. Nel silenzio generale si alzò la sua dichiarazione all’arbitro “Boccino!”… e il boccino fu preso con relativi tre punti a fine corsia e partita vinta. Allegro, gioviale, rispettoso, Lino Venturini percorreva con le sue bocce marrone chiaro le corsie di gioco incessantemente, dando a noi che eravamo molto più giovani tanto filo da torcere. Riuscì a vincere anche alcune gare sempre in coppia o a terna: gare anche a carattere provinciale e regionale con qualche punta a livello nazionale. Altra cosa da ricordare: nelle serate calde ed afose cosa utlizzare per dissetarsi sotto le “fresche frasche” del Bar Lydia? Lino ci cnsigliava di bere birra e chinotto mescolati assieme, ed ancora oggi il sottoscritto e tanti altri amici lo bevono ancora… Vuoi vedere che il grande vecchio inventò cinquant’anni fa “l’elisir di lunga vita”? Oggi tutti noi sportivi bocciofili ricordiamo il nostro caro Lino che senz’altro da lassù (ne siamo certi) sta dichiarando a Chi di dovere “Boccia di punto al volo”, oppure “Boccino!” Silvano Bertoldo

ADDIO, PINO, “MIRANESE DOC” Con Pino Moggian la nostra città ha perso un protagonista della propria memoria storica Un carissimo amico, Pino Moggian, ci ha lasciati il primo luglio scorso: improvvisamente, in punta di piedi, senza disturbare, come è stata la sua vita nella nostra comunità miranese. Dopo la caduta presso il bar “da Plinio” che frequentava quotidianamente per chiacchierare con i tanti affezionati amici, era stato ricoverato a Padova per essere operato in seguito alla frattura dell’omero sinistro e tutto sembrava procedere nel migliore dei modi, come lo aveva rassicurato il primario Sergio Candiotto dopo le visite di controllo: a 84 anni Pino dimostrava di poter essere operato senza problemi. Invece alle 21 di venerdì l’infermiera nel suo giro di controllo non poteva far altro che constatarne il decesso. Così, nell’incredulità più sconcertante, la notizia si è diffusa nella comunità di Mirano: il cavalier Pino ci aveva lasciato. Innumerevoli i messaggi di cordoglio e le manifestazioni di affetto alla famiglia per la scomparsa di una persona che alla nostra e “sua” città ha dedicato il suo tempo, la sua intelligenza, il suo affetto, tanto da ricevere nel 2009 il riconoscimento di “Miranese dell’anno”: Pino infatti è sempre stato stimato come uomo di rare qualità umane, corretto ed equilibrato. Ha collaborato ininterrottamente dal 1966 con il Gazzettino, che ogni mattina verso le otto andava a ritirare personalmente alle Poste: dopo una scorsa veloce a tutte le pagine, ritornava sui suoi articoli da cui traspariva discrezione ma allo stesso tempo fermezza nelle sue convinzioni, facendo percepire come, prima di affidarle al giornale, le avesse meditate e vagliate nei dettagli. Un merito che gli è stato riconosciuto dalla stessa amministrazione comunale che, annunciandone la scomparsa, ha scritto: “Nei suoi servizi ha raccontato 40anni di storia miranese in tutti i suoi aspetti, dai grandi fatti di cronaca alla politica, dallo sport fino ai piccoli episodi. Scriveva i suoi pezzi sempre con grande attenzione per i fatti e rispetto per i lettori perché sapeva rappresentare ‘in piazza’ il suo amato quotidiano”. Tutti hanno espresso parole di stima per un personaggio che ha rappresentato un pezzo di memoria storica del nostro paese: dalle forze politiche alla Polizia municipale, alla direzione del Gazzettino, ai tanti amici come Plinio Milan, abituato a vederlo discutere anche animatamente soprattutto quando si trattava della sua squadra del cuore, la “Miranese” calcio. Il giorno del suo funerale, il 9 luglio, la chiesa di san Michele Arcangelo era gremita all’inverosimile e il parroco Monsignor Regazzo lo ha salutato con queste parole: “Pino Moggian era uno spirito libero, libero nella sue cronache, libero nel raccontare le notizie in modo mai pungente ma sempre onesto, testimone di quella verità che cercava nella messa a cui partecipava ogni sabato sera”. Paolo Leandri

GIORGIO MEZZALIRA Ciao Giorgio! Il Gruppo "Amici Micologi Mirano" vuole ricordare l'amico Giorgio Mezzalira di recente e inaspettatamente mancato all’affetto dei suoi cari. Socio del nostro Gruppo, componente, in passato, del Consiglio Direttivo, non solo si prodigò alacremente come Consigliere, ma grazie alla sua predisposizione riuscì a far ottenere dei contri buti insperati, come organizzatore di gite e lotterie. Sempre puntuale, ma da qualche anno, causa motivi di salute, partecipava saltuariamente alle riunioni settimanali, ma ha sempre continuato ad interessarsi del Gruppo. Gli amici del Gruppo e i conoscenti tutti lo ricordano con immutata amicizia e affetto unendosi al cordoglio dei familiari. Ciao Giorgio!


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Storia della Oxford School of English Nel 1961, Mr Richard Creese Parsons, che il preside di `Harrow`, il prestigioso collegio inglese, aveva definito “one of the brightest young men of his generation” (uno dei più brillanti uomini della sua generazione), laureato alla Università di Oxford in Gran Bretagna, apre a Venezia una scuola per l’insegnamento della lingua inglese e decide di chiamarla “ The Oxford School of English”. Nel 1963 Mr Richard Creese Parsons chiede e riceve dal Ministero della Pubblica Istruzione di Roma l’autorizzazione all’insegnamento della lingua inglese in Italia: permesso che è a tutt’oggi operante. Il progetto che il giovane Richard Creese Parsons decise di attuare fu l’apertura di un centro di eccellenza che non casualmente

aveva sede a Venezia, la città che più a lungo ed intensamente aveva mantenuto rapporti politici e culturali con la Gran Bretagna, il quale potesse unire due culture cariche di storia, differenti, ma animate dallo stesso spirito di libertà, come ebbe a dire nel 1763 l’ambasciatore veneziano in Inghilterra, Francesco II Morosini, nella sua relazione alla Serenissima: Temperata in quel governo l’autorità monarchica coll’aristocratica e democratica in particolar modo, ancorché sia accaduto non poche volte, che l’una all’altra prevalesse, e prevalga tutt’ora a vicenda, resta però sempre in quella nazione una gran parte di libertà, il senso della quale meravigliosamente la anima in ogni occasione Mr. Creese Parsons aveva inteso le

potenzialità della lingua inglese e negli anni 60 e 70 fonda scuole in quasi tutte le grandi città del Veneto. Il segreto del suo successo si fondava su alcuni rigorosi principi: insegnanti di madrelingua inglese qualificati, buoni libri di testo, esami che facevano riferimento alla programmazione e alla didattica dell’“University of Cambridge Local Examininations Syndicate”, attualmente riconosciuto come Ente certificatore in Italia. Dal 1961 ad oggi “The Oxford School of English” ha introdotto generazioni di italiani all’apprendimento della lingua e della cultura inglesi ma ha anche offerto, a giovani laureati inglesi, un’accoglienza generosa e formativa in Italia. L’impostazione che Mr Creese Parsons aveva dato alle

di Fiorenza Scarponi Panter sue scuole vive ancora oggi grazie ai suoi successori, come l’attuale presidente dell’Oxford School of English, Mr Philip Panter, laureato all’università di Cambridge, Inghilterra, al team dell’ Exam Commission, responsabile per la programmazione didattica, ed ai direttori delle varie sedi della scuola che in questa tradizione si sono formati. A Mirano la scuola è stata aperta nel 1987 e rappresenta, nel campo dell’insegnamento della lingua inglese, una realtà significativa e ormai “storica” dell’entroterra veneziano ed un punto di riferimento per tutti coloro, bambini, ragazzi e adulti, che desiderano prepararsi agli esami internazionalmente riconosciuti del Cambridge ESOL, Ente della prestigiosa Univer-

sità di Cambridge, di cui le Oxford School di Padova e Venezia sono sedi d’esame autorizzate. Fiorenza Scarponi Panter è stata docente di letteratura inglese presso l’Università degli Studi di Verona ed insegnante di lingua inglese in varie scuole del distretto scolastico di Mirano. Dal 1991 dirige la sede dell’Oxford School di Mirano

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Antonio Frasson: un Cuore Amico

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esta in grande stile, e per ben la seconda volta in cinque anni, quella che si è svolta il 12 giugno presso il Ristorante Poppi di Gambarare di Mira. L’organizzatore ed il festeggiato è una unica persona, Frasson Antonio, che nell’occasione del suo 75esimo compleanno ha unito anche la festa di Cuore Amico, associazione di volontariato onlus, nella quale sono presenti sia volontari sia personale sanitario, che senza scopo di lucro assiste persone affette da cardio patie. Antonio Frasson fa parte di questa associazione come socio benemerito, anzi come ha rivelato il presidente di Cuore Amico, Antonio è il socio più importante dell’associazione, contribuendo economicamente attraverso le donazioni nell’occasione delle organizzatissime feste di compleanno nelle quali invita tutti (e sono tanti) i suoi amici, e invitandoli a non fargli regali ma a donare una quota a discrezione dell’invitato, che poi sarà devoluta in beneficienza all’associazione. Con l’occasione l’associazione ha donato al Sig. Frasson una targa con medaglia d’oro. Anche quest’anno la festa è stata

riuscitissima, con 180 invitati, buffet all’aperto e pranzo a base di pesce, musica e canti per tutti i suoi amici. L’impegno di organizzare tale manifestazione e di controllare che tutto fili nel migliore dei modi è veramente gravoso, ma la soddisfazione al termine è grande, questo è quanto ha espresso il Sig. Frasson, che ha inoltre rivelato che forse sarà l’ultima volta che organizzerà eventi come questo. Ma, si sa che Frasson in tutta la sua lunga carriera di autotrasportatore ha sempre organizzato al meglio la propria azienda, e l’energia inesauribile che lo ha sempre contraddistinto non lo abbandonerà mai. Quindi siamo estremamente fiduciosi che tra cinque anni si ritroveranno ancora per rivivere un’altra memorabile festa. Complimenti Antonio.

Impazza la BURRACOmania

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itchel, Pinella, scarto, Danese…. Chi non conosce questi termini non si è ancora cimentato nel gioco più in voga degli ultimi anni: burraco, gioco a carte francesi. Dicono che provenga dall’Uruguay, da dove si gioca dagli anni ’40, ma il nome sembra derivare dalla parola portoghese “setaccio”. Il senso del termine lo si ritrova nel gioco stesso e nella sua logica che vede il giocatore alla continua ricerca del setacciare, raccogliere e selezionare che ne fanno il senso primario di questo gioco. Approdato nelle coste pugliesi, in breve tempo, passando da ombrellone ad ombrellone, ha risalito la costa italiana mescolandosi ai più noti canasta e pinnacolo, creandone un gioco intrigante e di socializzazione che oggi coinvolge giocatori di età, sesso e cultura differente che sul tavolo verde si scontrano, in coppia, per ottenere, dapprima il famigerato pozzetto, per poi cercare il burraco e chiudere sperando di far pagare più punti possibili agli avversari. I più famosi giochi a carte come il bridge dei salotti, o la scopa dei tavoli da bar e la scala quaranta in cucina, sono stati scalzati da questo gioco, apparentemente semplice, ma ricco di strategia, affiatamento di coppia e una buona dose di fortuna. Attualmente la federazione italiana che meglio interpreta e unisce circa 160 associazioni sparse su tutta la penisola e le isole con più di 10.000 iscritti è FITAB di cui io sono la delegata stampa nazionale, oltre che la portavoce. Ogni settimana, in tutti i circoli affiliati, si svolgono tornei di circolo, tornei federali mensili, tornei regionali e tornei nazionali con affluenza di giocatori che arrivano a toccare anche le 600 presenze per due intere giornate di gioco nei più bei contesti italiani. Il giocatore tipo è prevalentemente donna, sposata e con figli già adulti, che sceglie di avvicinarsi a questa passione, inizialmente, come facile momento di aggregazione e confronto per poi diventare, in breve, il motivo primario per incontrare gli amici legati dalla stessa passione. Si può definire un gioco prettamente femminile perché, a differenza del poker o di altri “d’azzardo”, il giocatore di burraco, per un torneo, investe una piccola quantità di

denaro (circa 10 €) che verrà spartita tra il premio ai primi/secondi e terzi classificati, tra i premi tecnici (miglior somma di punteggio in una determinata manche), in parte per il noleggio della sala da gioco, per le pulizie e per la dispensazione di bevande e dolciumi. È facile capire che, a differenza di altri giochi, dove la vincita è più che proporzionale all’investimento, il 90% dei burrachisti avranno speso poco, per stare in compagnia ad applaudire quelle coppie che sono andate in premio pur avendo trascorso una piacevole serata in compagnia, condividendo l’emozione per la laurea della figlia dell’amica. Il Veneto è una delle regioni più ricche e presenti nel territorio nazionale di circoli di burraco e di giocatori che frequentano i tornei e i campionati italiani e molti di questi ai primi posti nelle classifiche nazionali. Sono del circolo Burraco Padova la coppia Antonio Riello e Roberta Pepe che ai campionati italiani, svoltosi nel mese di aprile a San Marino, si è aggiudicata il podio guadagnandosi il primo posto. È con orgoglio che nel mese di maggio a Caselle di Santa Maria di Sala, Fitab ha seguito la nascita di “Dama di cuori” in via Cavin Caselle 80, un circolo prestigioso e di gran classe che è nato in una splendida villa privata trasformandosi in club esclusivo aperto a tutti coloro che desiderino riunirsi per imparare, approfondire e confrontarsi tra amici in tornei di circolo e federali per poi tentare in gruppo, per chi lo desiderasse, i più ambiti tornei regionali e nazionali (si gioca il giovedì sera, il sabato e la domenica pomeriggio). L’interesse dimostrato fin da subito, dalle nuove leve, è stato forte. Un po’ per il contesto in cui nasce, un po’ per il clima di serenità e di amicizia che si assapora varcando il cancello d’ingresso, un po’ per la passione che il gioco trasmette dalla prima partita. In effetti, il gioco in se è molto semplice e dopo una breve lezione chiunque è da subito in grado di cimentarsi nella prima partita con soddisfazione. Altra realtà consolidata, presente nel territorio è il circolo “Le matte casa di Mriam” che proprio nel mese di giugno ha cambiato la sede trasferendosi presso La Casa della musica in via Gramsci a Mirano. Durante l’estate, nelle più belle piazze e contesti italiani, si sono tenuti i tornei di burraco sotto le stelle, nati come promozione del nostro gioco e promozione da parte dei comuni dei propri luoghi oltre che motivo per i giocatori casalinghi, di provare l’ebrezza di un torneo. Con il mese di settembre riprende l’attività della federazione con un gran numero di tornei regionali per andare ad inaugurare il 2012 con il tanto atteso Torneo Nazionale all’hotel Monaco in P.zza San Marco a Venezia che ha visto nelle precedenti edizioni, tra i giocatori, nomi illustri del mondo dell’industria e dello spettacolo tra questi l’immancabile Mara Maionchi affezionata amica Fitab. Non c’è età, difficoltà memoniche o attitudine che impedisca a chiunque di cimentarsi in questa disciplina, basti sapere che al circolo “Burraco Mogliano” si annovera la presenza

di un’accanita giocatrice classe ’19, e che mia figlia, classe ’01 lo ha insegnato alle amiche con le quali trascorre piacevoli momenti di gioco. Tentar non nuoce, ve lo dice chi ha iniziato dicendo “……va bene mamma, vengo con te al torneo…..ma solo per questa volta!!!” Delegata Stampa Nazionale F.IT.A.B Simonetta Niero (per info. 3351027992) COME SI GIOCA: il giocatore di destra del mazziere “smezza” il mazzo e il mazziere lo ricompone posizionando la metà che si trovava sotto sopra quella che si trovava sopra. Poi prepara due pile da 11 carte, prendendole dal fondo alternativamente; i due mazzetti vengono disposti uno sull’altro e le carte rimanenti vanno al centro del tavolo e sono il “mazzo di pesca”. Il mazziere deve anche distribuire a ciascun giocatore in senso orario 11 carte, aggiungendo una carta scoperta al “monte degli scarti” al centro del tavolo. Ogni giocatore a turno può pescare dal mazzo al centro del tavolo o raccogliere dal “monte degli scarti” e dovrà decidere quando e quali combinazioni creare o legare alla giocata del proprio compagno. Alla fine con l’ultimo scarto o con l’ultima carta legata a un gioco si “va a pozzo” (se senza scarto “al volo”) per giocare pure queste 11 carte cercando, se non se lo ha già, almeno un burraco per poter così chiudere. Le combinazioni valide che si possono giocare sono almeno 3 carte dello stesso seme in sequenza a formare una scala o almeno 3 carte dello stesso valore di qualsiasi seme. Alla combinazione si può anche legare, in qualsiasi posizione, un jolly o una “pinella” (le carte con valore 2) per ogni gioco. Escluse le giocate a tre di sole pinelle e jolly. In un gioco la pinella o jolly può salire o scendere ma non si può spostare di gioco. Raccolta una unica carta dal monte degli scarti questa non può essere riscartata subito dopo. Si può vincere anche se non si è chi chiude, ma si contano la somma dei punteggi. Non si può chiudere se prima non si è fatto burraco che equivale a una combinazione di 7 carte compresa pinella o jolly.


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A.S.D. Atletica Libertas Mirano: vivaio di atleti e campioni

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port e Scuola: “ragazzo” e “ragazza” “più veloce” e “resistente” di Mirano. Dopo la “corsa campestre”, tappa finale del campionato provinciale di Atletica Leggera, svoltasi nel dicembre 2010 a Mirano, all’interno del parco nel quartiere A. Moro, l’ASD Atletica Libertas Mirano si è impegnata per l’organizzazione dell’8ª edizione del torneo “Scuola e sport”, quale momento di incontro tra l’attività scolastica e quella sportiva. A tale manifestazione hanno partecipato circa 200 studenti/esse, sia delle scuole elementari e sia delle scuole medie, cimentandosi, con entusiasmo, nelle varie discipline dell’atletica: dalla velocità al salto in alto, dal salto in lungo al lancio del vortex, dalla corsa di resistenza al lancio della pallina da tennis. Sono stati assegnati per l’anno 2011, suddivisi nelle varie classi delle scuole medie, i titoli di “ragazzo” e “ragazza” “più veloce” e “resistente” di Mirano. Le “ragazze più veloci di Mirano” sono risultate: Gloria Marchiori (1ª media – 60 mt.), Laura Marchiante (2ª media – 60 mt., con un ottimo tempo di 8.33 sec.), Anna Montin (3ª media – 60 mt.). I “ragazzi più veloci di Mirano” sono risultati: Manuel Bortoletti (1ª media – 60 mt.), Raffaele Gentile (2ª media – 60 mt.), Marco Nisato (3ª media – 60 mt.). Le “ragazze più resistenti di Mirano”: Laura Baldan (1 ª media – 1000 mt.), Carmen Naletto (2ª media – 1000 mt.), Anna Stangherlin (3 ª media – 1000 mt.). I “ragazzi più resistenti di Mirano” sono risultati: Dorian Molnar (1 ª media – 1000 mt.), Niccolò Fabbian (2 ª media – 1000 mt.), Federico Ferrigato (1 ª media – 1000 mt.). Non sono mancati risultati di un certo rilievo anche nelle altre discipline quali il salto in alto: Azzurra Giuriato 1.56 mt. e Andrea Sauna 1.60 mt. La Scuola Media “L. Da Vinci” di Mirano ha inoltre consegnato ai rappresentanti dell’Associazione miranese “La Colonna” i fondi raccolti dai suoi alunni per sostenere un progetto di ricerca per gli anni 2011-2012.

(Nella foto: da sx il direttore sportivo A.S.D. Atletica Libertas Mirano prof. Luciano Bonaldi, l’ assessore allo Sport del Comune di Mirano Adriano Prete, la vincitrice del trofeo “Ragazza più resistente di Mirano - 1 ª Media – anno 2011” Laura Baldan )

L’ATTIVITÀ AGONISTICA L’attività agonistica dell’ASD Atletica Libertas Mirano, presieduta dal vulcanico Matteo Gallo, nella prima parte del 2011, ha visto la partecipazione dei suoi 140 atleti nelle diverse competizioni a livello provinciale, regionale e nazionale, con ottimi risultati. Le valide e professionali allenatrici delle diverse categorie di atleti, Beatrice Piloti, Arianna Dissegna, Valentina Bonaldi, Marika Bertoldo, si sono prodigate con autentica dedizione e passione per raggiungere gli ottimi risultati nelle gare, sotto la guida decisa e determinata del direttore sportivo prof. Luciano Bonaldi e con l’insostituibile as-

sistenza del generoso Vittorino Vescovo. Meritano una particolare attenzione i risultati ottenuti dal mezzofondista Francesco Pinton, categoria Ragazzi, classe 1998, giunto 2° nel campionato regionale e nella categoria Ragazze la velocista Laura Marchiante, classe 1998, giunta 4ª a livello provinciale. Emanuele Pinton, classe 1996, ha invece siglato in pista nei 600/1000/2000 mt. dei tempi a livello nazionale ed un 2° posto all’incontro nazionale per la categoria Cadetti a Fidenza (figurando 1° degli atleti veneti presenti). Al “Meeting del mezzofondo” di Trento, svoltosi nel mese di luglio 2011, Francesco Pinton si è classificato 1° nei 600 mt e 2° nei 1000 mt. mentre Emanuele Pinton è giunto 2° nei 600 mt. e 1° nei 1000 mt. Per quest’ultimo i prossimi obiettivi sono ora i campionati regionali di settembre e i campionati italiani, a ottobre, nella città di Jesolo (VE). Pinton è stato inoltre convocato ai raduni estivi regionali di atletica leggera di Asiago (VI). L’atleta Claudia Gatto, con un tempo di 15.36 sec. nei 100 mt. ostacoli, è giunta 4 ª a livello regionale, classificandosi, nella sua categoria, tra le migliori a livello nazionale. Con un tempo di 1.59.5 min. negli 800 mt., anche l’atleta miranese Andrea Minatto, si è classificato 4° a livello regionale, tra i migliori a livello nazionale. Entrambi si sono posti l’obiettivo, nelle specifiche discipline, di raggiungere la finale dei campionati italiani, nel mese di ottobre, a Rieti. Altro atleta che si è posto con autorevolezza alla ribalta regionale e nazionale è il simpatico Alex Bertoldo, classe 1996. Nel lancio del disco, ha siglato un’ottima misura di 35.34 mt. , ad 1 mt. dal minimo per i campionati italiani. Bertoldo risulta inoltre al 2° posto assoluto nella graduatoria regionale, categoria cadetti, ed è stato convocato ai raduni estivi regionali di atletica di Schio (VI). Nella categoria Ragazze/i, classe 19981999, meritano di essere citati, per i validi risultati raggiunti e, speriamo, come nuove promesse: Camilla Gasparini (salto in lungo e salto in alto), Giorgia Bigari (velocità 60 mt.), Laura Baldan (1000 mt.), Estifanos Bortolozzo (1000 mt.), Dorian Molnar (1000 mt.). Il velocista, plurimedagliato, Matteo Calce, è ritornato da poco in pista ad allenarsi, dopo una forzata assenza, per recuperare in fretta la sua condizione atletica e, speriamo, per ritornare presto vincente nella sua categoria. Molti altri atleti miranesi stanno rapidamente crescendo sotto il profilo tecnico e, sicuramente, dopo la breve pausa estiva di agosto, riusciranno a portare a Mirano risultati di rilievo nelle varie competizioni provinciali, regionali e nazionali. Sandro Baldan ASD Atletica Libertas Mirano

Alcuni atleti della categoria “Ragazze/i” dell’ASD Atletica Libertas Mirano (classe 1999) da sx: Camilla Gasparini, Laura Baldan, Allegra Bacco, Giorgia Bigari, Estifanos Bortolozzo, Dorian Molnar, Matteo Papini.

settembre 2011

Un bilancio di successi Si apre con questo settembre il quarto anno di attività della sala di scherma e vogliamo tracciare un primo bilancio dei tre anni trascorsi

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Officina della Scherma asd nasce a Mirano nel 2008 grazie al desiderio ed al progetto fortemente voluto dal Maestro Vittorio Carrara, allievo del grande Maestro Livio di Rosa. Il Maestro Carrara vanta 40 anni di scherma colmi di grandi successi: nazionali, internazionali e mondiali con la nazionale giovanile, assoluta e veterana. Diplomato maestro all’Accademia di scherma di Napoli nei primi anni novanta ha, tra l’altro, conquistato negli ultimi dieci anni di frequentazione delle competizioni master 10 titoli italiani, sei titoli europei, due titoli mondiali individuali ed è l’attuale campione mondiale maestri. Ha insegnato, prima di aprire l’Officina, al Circolo Scherma Mestre, al Club scherma Conegliano e presso la Società Scherma Placci di Faenza. La società si propone oggi come allora con uno slogan ben preciso: la scherma per tutti, dai bambini ai ragazzi, dai giovani agli adulti che si vogliono avvicinare a questa disciplina, definita la più antica e cavalleresca arte di combattimento. Importante poi l’apertura ai disabili, che possono trovare nella scherma in carrozzina una nuova opportunità di fare sport. La società è affiliata e riconosciuta dalla Federazione Italiana Scherma, dal CONI e dal Comitato Paralimpico Italiano. La struttura è dotata di quattro pedane regolamentari e di una per la scherma in carrozzina. Fornisce gratuitamente, a tutti i giovani principianti, l’attrezzatura completa e un periodo di prova senza impegno di successiva iscrizione. Anche se la parte agonistica non è al centro delle attività della sala sono sicuramente da sottolineare i lusinghieri risultati ottenuti dai nostri allievi che fin da subito si sono imposti per stile e capacità tecniche ottenendo consensi e ammirazione sulle pedane di tutta l’Italia. Il nostro albo d’oro parla chiaro e tutti lo possono vedere appeso nella nostra sala. Tra quelli ottenuti nel corso della stagione 2010/11 sono sicuramente da segnalare il secondo posto ai campionati italiani giovanissimi della squadra femminile composta da: Carlotta Barugola, Beatrice Dalla Vecchia, Aurora Callegaro e Emma Quercioli, tutte classe 1999, con le prime due campionesse regionali, interregionali e vincitrici delle prove nazionali di categoria. Lusinghiera fin da subito è anche stata la partecipazione alle gare nazionali e internazionali dei nostri ragazzi in carrozzina: infatti al campionato italiano 2009 Lorenzo Major ha conquistato il titolo nella sciabola

cat. B con il terzo posto di Nicola D’Ambra e ancora l’argento nel 2010 dello stesso Major e dal bronzo di Stefano Salmaso. Altre medaglie poi per D’Ambra e Salmaso in numerose competizioni interregionali e regionali che portano entrambi nel corso del 2011 ad essere inseriti nella lista degli atleti di interesse nazionale. Due parole di approfondimento per la scherma in carrozzina L’Officina della Scherma ha avviato fin da subito un'attività di rieducazione attraverso il gesto sportivo come parte integrante del percorso “riabilitativo” e non. Solo un numero modesto di persone ha infatti un recupero pressoché completo delle funzioni compromesse da una lesione o un’amputazione, mentre la maggior parte è costretta a misurarsi con una disabilità anche grave, che resterà per tutta la vita. In particolare, per i pazienti con lesione spinale, si tratta di imparare una dimensione sconosciuta attraverso il recupero delle funzioni motorie residue con ausili come la carrozzina. Per questi pazienti recuperare un'autonomia e ritrovare nel movimento armonia e coordinamento, è particolarmente difficile anche quando la lesione lascia indenni gli arti superiori ed il controllo del tronco, proprio in ragione del radicale cambiamento che la lesione ha prodotto nella percezione del corpo e delle sue funzioni. La riabilitazione attraverso il gesto sportivo aiuta a ritrovare il piacere del movimento ed a rafforzare mente e corpo per un'impresa sicuramente difficile ma possibile come è la vita di una persona con una disabilità acquisita. Per questo l’Officina ha compreso l'importanza di proporre la scherma in carrozzina nella propria sala e di avvicinare ragazzi e adulti, in piedi e non al progetto, coinvolgendoli in un percorso didattico-rieducativo che ha come obiettivo la partecipazione allo sport come momento appassionante di incontro e condivisione. Tutto ciò presuppone competenze e coordinamento che le persone con disabilità acquisita raggiungono col tempo: noi lavoriamo per far ritrovare loro il gusto alla vita: far loro conoscere la competizione sportiva rappresenta una preziosa occasione per far transitare l'idea che ci sono uomini e donne che hanno imparato a vivere una vita possibile anche in carrozzina. Per ulteriori informazioni sulle nostre attività è accessibile il sito www.officinadellascherma.it

Inizio attività A.S.D. Pallacanestro Mirano

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a nuova stagione sportiva vedrà la Pallacanestro Mirano impegnata in tutti i trofei dedicati ai bambini e alle bambine del Minibasket, i campionati giovanili, sia maschili che femminili, i campionati senior con la serie D maschile e la serie C regionale femminile, il gruppo C.S.I. ed il gruppo amatori e amatrici. Punto di forza e fondamenta della società è sicuramente il Centro Minibasket Mirano che, con gli 8 gruppi minibasket, di cui 2 femminili, e oltre 150 iscritti, rappresenta una delle realtà più importanti del veneziano. In tutti questi anni il centro ha visto tantissimi atleti iniziare la propria carriera cestistica a Mirano e per alcuni la possibilità di affermarsi giocando in società di prestigio ad alti livelli. Da lunedì 5 settembre ripartono i corsi di Minibasket per tutti i bambini/e nati negli anni 2000/01/02/03/04/05/06 e i corsi di avviamento al basket per tutte i ragazzi/e

nati/e negli anni 1996/97/98/99. I corsi tenuti da istruttori federali si svolgeranno presso la Palestra “A. Azzolini“ (Via Villafranca, 20) e la Palestra “P. Levi“ (Via Rosselli). Per informazioni e iscrizioni potete contattare la segreteria, presso la Palestra “A. Azzolini“ allo 041.5700673, il Lunedì 19.30 – 21.00 e il Giovedì 18.00 – 19.30, le istruttrici, Stefania S q u i z z a t o 333.3759416, Donata Tosato 339.4740604 e Maria Luisa Vanin 338.8648926 oppure visitare il sito www.pallacanestromirano.it o inviare una mail all’indirizzo pallacanestromirano@alice.it. Naturalmente vi aspettiamo numerosi, quest’anno più che mai, per vivere insieme una nuova, divertente ed entusiasmante stagione con il gioco più bello del mondo. A.S.D. Pallacanestro Mirano A.S.D. Centro Minibasket Mirano


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Successo del torneo Under 21, sfortunate solo le serate finali

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opo le tre precedenti edizioni, i ragazzi del Real Campetto hanno riproposto con gran successo il 4º TORNEO “UNDER 21” CALCIO A 5. Il tutto si è svolto presso il campo di calcetto dell’Hotel Villa Patriarca di Mirano (VE) dove, durante i mesi di giugno e luglio, le squadre si sono sfidate offrendo ai numerosi spettatori uno spettacolo più che piacevole. Il torneo di quest’anno è stato il culmine di un’escalation positiva, a favore di ciò ci sono stati i numeri: 20 squadre, più di 150 partecipanti, per un totale di quasi 50 partite. Oltre alla pluriennale esperienza organizzativa degli amici del Real Campetto, quest’anno si è potuto contare sul sapiente ed utile appoggio della UISP – Lega Calcio Venezia che ha accompagnato passo dopo passo i giovani organizzatori nei momenti cruciali del torneo fornendo tra l’altro degli arbitri estremamente competenti e sempre all’altezza di ogni situazione. Il torneo, cominciato lunedì 13 giugno, si è svolto con l’ormai collaudata formula dei gironi e delle fasi finali. Durante quest’ultime le squadre si sono affrontate con estremo fair-play e grande agonismo, regalando ai tifosi e ai curiosi partite molto equilibrate, piacevoli e di buon livello. Il torneo, svoltosi sempre senza alcun

incidente di percorso, avrebbe dovuto prevedere, nella serata di giovedì 14 luglio, le due finali. Per uno scherzo del destino, in seguito alla finale per il 3º-4º posto vinta dagli Oklahoma contro l’Atletico Beato, un persistente black out di gran parte di via Miranese, costringeva l’arbitro a posticipare la “finale” a martedì 19 luglio. Grande dispiacere per i più di 200 tifosi, parenti ed amici accorsi ad assistere all’atto conclusivo della manifestazione. La sfortuna però ha continuato ad accanirsi anche nella seconda data: un’intensa pioggia estiva ha messo in dubbio di nuovo la disputa della finale, ma i ragazzi del Real Campetto e gli arbitri UISP (dopo aver constatato la praticabilità del campo) hanno deciso di far comunque giocare la finale. Sotto alla battente pioggia quindi, la squadra F.T. Sartori ha piegato per 3 a 2 un’ostica Fenice Caselle in una partita rimasta aperta fino al triplice fischio finale. I coraggiosi tifosi che hanno sfidato il maltempo e le squadre partecipanti del torneo accorse ad assistere la finale sono stati premiati con un ricco buffet che ha seguito le premiazioni. Per le prime tre classificate (in ordine F.T. Sartori, Fenice Caselle e Oklahoma) sono stati dati premi speciali: coppe, medaglie, buoni presso la pizzeria “C’era

Scaltenigo-Pattinaggio e Mirano-Nuoto al top

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oppia soddisfazione per lo sport miranese ai recenti campionati nazionali nel settore del pattinaggio-corsa su strada a San Benedetto del Tronto e in quello del nuoto a Rovereto, confermando ancora una volta le ottime prospettive nel il prosieguo dell’attività agonistica. Nel pattinaggio si è nuovamente fatta onore la Roxa-Scaltenigo, soprattutto con i più giovani, classificandosi all’ottavo posto tra le 150 società sportive iscritte alla competizione. Comprensibile quindi la soddisfazione del presidente Roberto Salviato e dell’allenatore Francesco dal Corso, che ritiene meritate le convocazioni nazionali di alcuni tra i migliori dei suoi ragazzi. Questi i risultati: il terzetto Nicolò Greguoldo, Daniel Niero, Daniele Zambon si è meritato un oro nell’americana con la formazione allievi. Altre due medaglie d’argento le hanno ottenute l’allievo Nicolò Greguoldo nei 1500 linea e Giovanni Conte, senior, nei 10mila a punti. Filippo Bacchin, dei ragazzi del 1° anno, si è classificato al 3° posto nei 1500 in linea. Altri risultati di rilievo sono stati quelli, nel settore allievi, di Daniel Niero, (6° nella 10mila elinaz., 11° nella 5mila punti, in finale nei 1500), di Francesca Scabbio (9ª nei 1500 linea e 12ª nei 5mila punti); nel settore ragazzi 2° anno vanno segnalati Anna Boesso (6ª nei 1500 linea) e Mat-

tia Vesco (12° su 5mila elinaz.); nel settore senior si sono distinti Alberto Cacco (5° nella 5mila punti) e Carlo Polese (10° nei 200 crono). Sono dunque questi risultati ad aver favorito la convocazione azzurra per l’allievo Daniel Niero agli europei giovanili a Pollenza, e per il senior Giovanni Conte agli europei in Olanda e probabilmente anche ai mondiali in Corea del Sud. Ottima anche la prestazione della rappresentativa della Regione Veneto ai 17 Campionati Nazionali Giovanili della fascia A disputati a Rovereto, dove hanno ampiamente meritato i due nuotatori di Mirano Letizia Mamprin e Gabriel Saliu. Letizia Mamprin, selezionata per i 100 e 200 rana e per la 4X100 mista, ha conquistato 2 medaglie d’argento (100 rana e 4X100 mista) ed ha mancato il podio per un soffio con un 4° posto nei 200. A sua volta Gabriel Saliu, convocato per i 100 e i 200 stile e per la staffetta 4X100 stile, si è imposto in tutte e 3 le prove con una medaglia d’oro (4X100), una d’argento (200) ed una di bronzo (100). Complessivamente quindi il Veneto si è classificato al 2° posto superato nelle ultime fasi dalla Lombardia per soli 3 punti (450 contro 453); al 3° posto il Lazio con 346.

Con una tesi dal titolo “Competenze dell’infermiere neolaureato. Una indagine presso gli infermieri”, il 22 luglio 2011 Mirka Griffoni ha brillantemente conseguito la Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche presso l’Università degli Studi di Padova con la votazione 103/110. Si congratulano con lei i genitori Lino e Bruna, i fratelli Mattia, Marta e Elisa, i parenti e gli amici tutti.

Paolo Leandri

una volta” e premi in denaro. Le altre 17 squadre sono state comunque premiate con un piccolo regalo offerto dalla Salumeria Valentino. Vi sono stati anche premi individuali, offerti dal negozio sportivo “Un Sesto Acca” e dal “Calcio A5 Casinò di Venezia”, per alcuni giocatori che si sono distinti: Marco Merlo (miglior portiere), Mattia Barina (capocannoniere), Mattia Zanon, Jacopo Cacco e Fabio Zecchinato (migliori giocatori). A premiare è intervenuto il presidente della Lega Calcio Uisp Flavio Celegato e Alberto del negozio sportivo “Un Sesto Acca” di Cazzago. Nonostante le sfortunate parentesi rappresentate dalle due finali (in quattro anni mai nessuna partita rinviata), il torneo ha riscosso un ottimo successo. Una buona organizzazione, la correttezza e l’onestà delle squadre, un arbitraggio adeguato, una bella struttura ed un pubblico sempre numeroso e presente sono stati gli ottimi ingredienti per la buona riuscita di questa quarta edizione. Per gli interessati, maggiori informazioni sul Real Campetto, sulle foto del torneo e sulle future organizzazioni, si possono trovare nella pagina facebook “Real Campetto” o sul sito della Uisp Provincia di Venezia www.Uisp.it/venezia .

Giorgio Rizzo, campione indiscusso delle “Sagre dei osei”

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iorgio Rizzo non conosce rivali: anche quest’anno a Sacile, il 20 agosto scorso, si è classificato primo al XIV Campionato europeo di “chioccolo” durante la 65ª Festa degli uccelli. Ma questa non è che l’ultima, in ordine di tempo, delle sue performance, che lo hanno visto trionfare, ad esempio, nel 1983 a Maerne, nel 1993 e 1996 sempre a Sacile, nel 1997 a Piove di Sacco, nel 1999 a Tricesimo, nel 2005 in Francia, nel 2009 a Cisano. A Giorgio Rizzo, con tutto il suo team, i migliori auguri per le numerose vittorie che ancora sicuramente lo attendono.


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Assegnati “Città di Mirano” 2010 a Carlo Nordio e “Miranese dell’anno” a Wally Pellegrini per la sua “contagiosa voglia di vivere”

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l magistrato Carlo Nordio e la signora Wally Cera Pellegrini hanno ricevuto rispettivamente il Premio “Città di Mirano” e quello di “Miranese dell’anno” 2010. La cerimonia si è svolta nel novembre dell’anno scorso presso la trattoria “19 al Paradiso” in via Luneo e la premiazione è stata conferita dalla giuria presieduta dal prof. Ulderico Bernardi, profondo conoscitore della cultura e delle tradizioni venete, e dal segretario Annibale Toffolo, alla presenza di numerosi invitati, tra cui le autorità civili e militari. Il riconoscimento a Carlo Nordio è stato motivato in quanto “nella sua altissima funzione civile si è dimostrato degnissimo erede del rigore proprio delle antiche magistrature repubblicane venete, che nella loro azione a tutela dello Stato si conformano allo spirito

dell’umanesimo cristiano”; mentre per la signora Wally si fa riferimento al suo inesauribile impegno nel sociale e alle sue pubblicazioni in lingua veneta come “Omaggio a Mirano”, in cui l’emerita miranese “raccoglie poesie in cui si coglie il grande affetto che la lega al suo paese d’adozione, affetto ampiamente ricambiato dai suoi compaesani, che le riconoscono una contagiosa voglia di vivere”. Eppure la “Miranese dell’anno” non ha avuto una vita semplice: trasferitasi a Mirano nel 1954 dopo il matrimonio, è rimasta vedova a soli 32 anni con due figli, Paolo e Paola, che ha saputo crescere con tutto l’amore materno di cui è stata capace. Eppure, nonostante le difficoltà incontrate, la signora Cera Pellegrini ha sempre guardato in avanti, prodigandosi per gli altri attraverso l’Avis e l’Agorà, rendendosi promotrice di

ISTITUTO PRANIC HEALING ITALIA GRUPPO DI MARTELLAGO

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l Pranic Healing, ideato da Master Choa Kok Sui, nasce dalla fusione di tecniche orientali antichissime e da decenni di studi e ricerche cliniche sulle tecniche che utilizzano il “Prana” e la Meditazione come strumento di “Guarigione”. Vi invitiamo sabato 10 settembre al PRANIC HEALING DAY presso il Centro Civico di Maerne, in via Guardi 2. Dalle ore 9.30 potrete essere accompagnati attraverso un per-

corso di conoscenza del Pranic Healing, di ricevere dei trattamenti gratuiti, visionare video, ricevere informazioni e tanto altro. Per tutti ci sarà una sorpresa. Desideriamo offrirvi il meglio, in una atmosfera di gioia, di condivisione. Vi aspettiamo numerosi. Per informazioni e adesioni potete telefonare a Emma al 345220008. Ci trovate anche in Face book all'evento Pranic Healing Day.

concerti, mostre, manifestazioni culturali. Ciò che le piace di più tuttavia è l’attività di scrittrice in dialetto, lingua in cui ha “tradotto” la Divina Commedia di Dante Alighieri e la Bibbia e in cui ha composto numerose poesie raccolte, oltre che in “Omaggio a Mirano”, in “Emozioni in libertà”. A Carlo Nordio sono stati consegnati una fusione in bronzo raffigurante un tratto del fiume Muson a Mirano, realizzata dal prof. Glauco Tiozzo e un tabarro offerto dalla azienda di Sandro Zara; la signora Wally è stata omaggiata con un piatto in vetro di Murano del Maestro Lucio De Majo. A sua volta la direzione del Gazzettino, tramite il direttore Roberto Papetti e l’amministratore delegato Franco Fontana, ha donato ai due vincitori una targa del giornale. (P. L.)

POESIA

PER ALEX Un ragazzo difficile a trovare non ce ne sono di uguali in un mondo così brutale dove quasi tutto è male dove nei giornali le notizie i capelli fanno raddrizzare …

Lui di tutto questo è l’opposto perciò …. è gentile, premuroso, sensibile intelligente e generoso. Ama grandi, anziani e “piccini” senza limitazioni … è anche un giocherellone gli piace ridere, scherzare e con il suo sorriso la gente nel suo bar sa attirare. A volte con lui non serve parlare basta solo i suoi occhi guardare e quello che vuol dire lo puoi interpretare.

Alex, forse da me questa poesia non te l’aspettavi ma sono certa che la gradirai e fra le tue cose la conserverai. Ora poi che stai per diventare papà grande è la tua felicità; quell’angioletto che presto arriverà allieterà la tua casa con tanti … oah, oah, oah, oah … e … sarà contento di avere proprio te come papà. Che la tua vita sia radiosa e limpida come l’acqua che scorre nel ruscello e come il sole che splende sul mare. Te lo augura la tua amica nonna che quando può al bar ti viene a trovare e con te due chiacchiere fare …! Alba R.


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Dai Laghi Masuri (Polonia)… a Vetrego

La Quarta Grande Festa del Vino

Terza puntata Come facevamo notare nella puntata precedente, forse, e ci piace pensarlo, la nascita della piccola frazione di Vetrego risulterebbe antecedente alla nascita di Cristo. In effetti proprio qui terminava la centuriazione dell’Agro Romano, il famoso graticolato di cui tanti parlano, ma delle cui origini si hanno idee un po’ confuse. Pochi decenni avanti Cristo, l’imperatore Cesare Augusto, dopo numerose battaglie vinte, proclamò la Pace Universale nell’Impero Romano (celebrata anche con la costruzione dell’Ara Pacis). Per ricompensare i soldati, che erano sottopagati, e che certo non andavano a combattere per la gloria ma perché nullatenenti o pieni di debiti, distribuì appezzamenti di terreno, regolarmente bonificati, con i canali di scolo delle acque e le strade perfettamente rettilinee e perpendicolari tra loro. Dove terminava il Graticolato romano (delimitato allora da un ceppo, oggi sostituito da croci o caratteristici capitelli) sorgeva già da tempo (centinaia di anni) un antico agglomerato di case…Vetrego appunto. Nel primo Medioevo queste “borgate” autonome prendevano il nome di “Regole” e coincidevano coi colmelli rurali autogestiti e dotati di una vita caratteristica propria. Il capo del paese (“meriga”) doveva annualmente giurare fedeltà al Comune, o Signoria o Podestà che fosse, e rendere conto dell’intera “vecchia” borgata. Quindi Vetrego era una “Regola” e il fatto che le attribuissero il titolo di “vecchia” voleva dire che esisteva da molto tempo. Per inciso, ricordiamo che tutte queste notizie sono

avallate da reperti e ricerche scrupolose, raccolte con sagace minuziosità dal reverendo don Pietro Mozzato, parroco di Vetrego. L’aggettivo “vecchio”, come notato, ritorna sempre in tutti i reperti e i documenti citati; l’importante è stabilire l’entità di tale vecchiaia! Anche noi amatori del Gornik possiamo dire di avere il nostro grande “vecchio” (leggi…meno giovane): colui che ha fondato questo gruppo, il “guru” o, se vogliamo, lo “zoccolo duro” della nostra compagnia. Di lui però noi sappiamo ogni cosa. Infatti GIANNI TITOLO con costanza e perseveranza ha portato avanti un certo discorso che a lungo andare ha coinvolto tutti noi “minatori polacchi” e vetreghesi d’adozione. Ma dove il suo acume si è espresso maggiormente è il campo artistico; in senso più in generale e ampio nelle attività umane fondate su accorgimenti quotidiani e norme di condotta. Coadiuvato da eccellenti collaboratori, ha dettato regole e comportamenti che hanno dato a tutta la “combriccola” uno spiccato e ben definito DNA “polacco”. Due parole però bisogna spenderle per la sua maestria nel gestire il ramo commediografo-teatrale: enorme successo hanno ot-

tenuto i suoi spettacoli, di cui ovviamente era il solo ed unico regista. Sono doverosamente da citare anche le sceneggiature di Mirco Chinellato, le colonne sonore del duo G.Gambato-C.Tonolo e gli attori, tutti rigorosamente di strada. Si tratta per la maggior parte di scenette brevi (anzi brevissime) che danno impulso ad una grande ilarità tra il sempre più numeroso pubblico partecipante. Ultimamente, il nostro è stato premiato con una targa da una giuria televisiva con la dicitura “A Gianni Titolo, il Fellini dei poveri”. Questo meritato riconoscimento artistico si aggiunge all’ennesimo “Trofeo dell’Amicizia” di calcio svoltosi a Vetrego e che ha visto vincitori i “minatori polacchi” del Gornik Mirano. Arrivederci alla prossima puntata.

Silvano Bertoldo Presidente Gornik F.C.

La compagnia “Squali” festeggia il compleanno dell’amico italo-americano “Nello” Favaro

La nostra storia si perde nella notte dei tempi quando a Mirano, piccola cittadina dell’entroterra veneziano, girava un gruppo di amici, di “veri amici”, chiamati “squali” non per il terrore che potevano suscitare, ma solamente per le piccole “cazzatine” che facevano. Eravamo in tanti, ognuno con una personalità che lo contraddistingueva da quella di tutti gli altri. Col tempo molti di noi si sono sposati, hanno cambiato paese o città, ed è proprio per questo che nella serata del 29

settembre 2011

luglio 2011 abbiamo voluto festeggiare alla nostra maniera il ritorno a casa di Nello, anzi del “mitico” Nello, dagli States. Dopo 14 anni abbiamo dato vita così alla più grande “reunion” del nostro gruppo. Personaggi del calibro di Luca Frasson, Adriano Bertoldo, Massimo Niero, Roberto Niero, Paolo Libralesso, Andrea Gambato, Patrizio Gambaro, Giorgio Pesce, Mauro Boatto, Paolo Marzari, Alberto Callegari, Alberto Marzaro, Pierluigi Bordin, Carlo Bottacin, si sono dati appuntamento a Villa Niero, una meravigliosa cascina nelle campagne del miranese. Molti sono stati gli argomenti di cui si è parlato, ma uno in particolare ha mantenuto viva la serata: siamo ritornati ai nostri mitici 20 anni. Poter partecipare a quella serata, essere lì nel momento in cui si stava svolgendo questa incredibile storia, poter accompagnare questi quasi cinquantenni con le loro storie e avventure è stato un dono e un privilegio impareggiabile e, al tempo stesso, una singolare lezione di dignità e umiltà. Grazie a tutti!

Più di centosessanta vini in degustazione, provenienti da 12 regioni italiane, per un totale di 24 aziende: questi sono i numeri della quarta edizione della “Grande Festa del Vino” organizzata dall’Enoteca Le Cantine Dei Dogi che si terrà Domenica 11 Settembre 2011 in Villa Belvedere a Mirano in provincia di Venezia. I visitatori, pagando all’ingresso soltanto € 5,00 potranno godere dell’omaggio di un calice professionale da degustazione e l’accesso a quanto si desidera assaggiare. La manifestazione, patrocinata dal Comune di Mirano, inizierà alle ore 10:00 e terminerà alle ore 18:00. Presente all’evento il direttore della rivista “OlioVinoPeperoncino” con la sua troupe televisiva. Il servizio dei vini è curato dalla sezione di Venezia dell’Associazione Italiana Sommelier. Sarà un’imperdibile occasione per degustare grandi vini pluridecorati a livello nazionale e internazionale. Presente l’Azienda delle Marche Vallerosa Bonci, il cui Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore San Michele annata 2008 ha ricevuto i “5 grappoli” dalla prestigiosa guida Duemilavini A.I.S e con “la Corona” riconoscimento massimo della prestigiosa guida Vini Buoni d’Italia. Alla portata di tutti anche i vini della casa vinicola D’Angelo della Basilicata, noto produttore del vino Aglianico del Vulture, anch’esso premiato quest’anno con il massimo riconoscimento “la Corona” dalla guida Vini Buoni d’Italia, senza dimenticarsi che nel 2009 e nel 2010 ha conseguito la massima onorificenza della guida Duemilavini A.I.S e nel 2007 i “3 bicchieri”, massimo riconoscimento nella guida del Gambero Rosso. A questo evento speciale presenzieranno altre aziende premiate con i “5 grappoli” dalla guida Duemilavini A.I.S come l’azienda Anna Maria Abbona del Piemonte; l’Azienda Gentile Vini dell’Abruzzo e l’azienda Travaglino dell’Oltrepò Pavese che sottoporrà alla degustazione 6 tipologie di vini: tra tutte spicca il gioiello dell’azienda, lo spumante Metodo Classico Millesimato Brut Classese, considerato dalla prestigiosa guida Duemilavini A.I.S vino dell’eccellenza e uno dei cinque spumanti della sua categoria più importanti in Italia. Con le otto annate presentate al concorso, ha ottenuto 7 volte il massimo punteggio “5 grappoli”. Si potranno degustare anche vini premiati a livello internazionale come il Soave Nicolaio medaglia d’oro al concorso Mondial de Bruxelles nel 2011, l’Amarone Carnera con la medaglia d’oro, e il Soave Classico Monteleon, medaglia di bronzo nel 2010 al concorso Decanter World Wine Awards 2010 della azienda Roncolato Antonio. I vini piemontesi dell’Azienda Veglio Michelino & Figlio, recensito con due dei suoi Barolo, dalla rivista Wine Spectator (88 e 90 punti su 100). Presenti i vini dell’Azienda Puleo di Agrigento che con il suo Nero d’Avola Antiche Vie e Morogò è vincitore della medaglia d’Argento al concorso Berlin Wein Trophy 2011: il suo bianco Grillo trasmetterà la passione e il calore della Sicilia. In Piemonte si avrà l’onore di assaggiare il rinomato Barbaresco dell’Azienda Montaribaldi. Oltre alle magiche bollicine dell’azienda Travaglino in Lombardia, nella nota Franciacorta ci potremo viziare assaggiando grandissimi Franciacorta millesimati e non, oltre ai ben noti Terre di Franciacorta dell’azienda Bosio. Nell’Alto Adige sarà presente l’Azienda Egger Ramer dai bouquet esplosivi dei tipici Gewurztraminer e Muller Thurgau, per non parlare poi dei possenti rossi come il Lagrein sia base che in versione riserva. Nel Veneto abbiamo il piacere di degustare i Prosecchi DOCG dell’azienda Torre Zecchei di Valdobbiadene, i vini giovani di Lison Pramaggiore dell’azienda Ornella Bellia e i vini dei Colli Euganei della Fattoria Eolia. In Friuli si avrà il piacere di degustare i vini

di tre aziende provenienti da zone differenti: l’Azienda Igor Branko famosissimo produttore dei vini del Collio, premiato varie volte sia con “3 bicchieri” che con i “5 grappoli”; l’ emergente Azienda Arzenton Mario dei Colli Orientali del Friuli, della quale spicca il re dei vini friulani, il vino Picolit; l’Azienda Vitas di Aquileia del Friuli prima classificata con il vino Friulano 2009 nel Maggio 2010 alla rassegna del vino di Aquileia. In Toscana si degusteranno i vini Chianti Rufina sia di annata, sia riserva, dell’Azienda Dreolino e i vini della Fattoria Poggetto sui quali spicca il Chianti Classico Gallo Nero. Sempre in Toscana si degusteranno il Brunello di Montalcino e il Supertuscan dell’azienda Oro Club dell’esperto enologo Enrico Rana. Chi passerà per l’Emilia Romagna avrà il piacere di degustare i vini dell’Azienda Villa Papiano, produttrice di ben 5 vini, tra i quali si accenna in particolare al Sangiovese presente alla manifestazione sia in versione annata che in versione riserva. Nel Sud Italia oltre ai vini della casa vinicola D’Angelo, si degusteranno i vini dell’azienda Di Filippo, produttore del miglior Moscato di Trani l’“Estasi” e di due bollicine a metodo classico sempre ottenute con l’uva Moscato Reale. Oltre a questi prestigiosi vini avremo il piacere di deliziare il palato con i formaggi del Caseificio Tomasoni del Trevigiano, con le mostarde della nota Azienda Lazzaris di Conegliano, con snacks salati prodotti artigianalmente dell’azienda Crocca in Bocca di Verona e altro ancora. L’evento organizzato nel Settembre del 2010 ha accolto più di 600 visitatori. La manifestazione di quest’anno prevede un numero maggiore di presenze. Per informazioni contattare Enoteca Le Cantine Dei Dogi al numero 041-5489920 o il Sig. Vanni Berna al numero 366-4599279. Aziende partecipanti: Veneto Ornella Bellia – Portogruaro (VE) Fattoria Eolia – Rovolon (PD) Lazzaris - Conegliano (TV) Torre Zecchei – Valdobbiadene (TV) Caseificio Tomasoni – Breda di Piave (TV) Cantina Roncolato Antonio – Soave (VR) Crocca in Bocca – (VR) Friuli Arzenton Maurizio – Spessa di Cividale (UD) Vitas – Strassoldo (UD) Igor Branko – Cormons (GO) Borgo delle Oche – Pordenone (PN) Lombardia Travaglino – Calvignano (PV) Bosio – Timoline di Corte Franca (BS) Trentino-Alto Adige Egger Ramer- Bolzano (BZ) Emilia Romagna Villa Papiano- Modigliana (FC) Marta Valpiani – Castrocaro Terme (FC) Piemonte Veglio Michelino & Figlio – Diano d’Alba (CN) Montaribadi – Barbaresco (CN) Anna Maria Abbona – Farigliano (CN) Abruzzo Gentile Vini – Ofena (AQ) Marche Vallerosa Bonci – Cupramontana (AN) Toscana Fattoria Poggetto - Castellina in Chianti (SI) Dreolino – Rufina (FI) Oro Club – Montalcino (SI) Capoverso – Montepulciano (SI) Basilicata D’Angelo – Rionero in Vulture (PZ) Puglia Di Filippo - Trani (BA) Sicilia Puleo – Sciacca (AG)


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GRUPPO CONFERMATO AL MIRANO ‘AL POZZO’

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a stagione agonistica 2011/2012 ha preso ufficialmente inizio e la compagine del Mirano ‘Al Pozzo’, si è presentata ai nastri di partenza del Campionato FIGC di serie D, con l’intento di riportare finalmente il Calcio a 5 in Mirano, ai livelli che più gli competono. Dopo molti anni, infatti, la squadra miranese parte con l’ambizione di compiere il salto di categoria che manca oramai da troppo tempo. Il girone di ritorno dello scorso campionato ha evidenziato come il ‘Pozzo’ abbia conseguito un grado di competitività e di affidabilità che fanno ben sperare per il campionato in corso. “Siamo ripartiti da un punto fermo” puntualizza il Presidente Federico Favaretto, “quello di non smembrare la squadra dello scorso anno, anzi di rafforzarla con inserimenti mirati e di qualità. Negli ultimi anni alla partenza di ogni torneo ci trovavamo a dover amalgamare il gruppo per i numerosi nuovi inserimenti, con conseguenti modesti risultati nelle prime partite, mentre quest’anno il nostro punto di forza è quello di essere partiti con un gruppo già ben rodato e di qualità. Abbiamo tra le nostre fila già due ragazzi del ’93 e continueremo a cercare giovani di qualità nell’area miranese, per dare una giusta continuità a questa società e per aumentare la presenza in squadra di giovani del territorio.” “Alla guida della squadra troviamo il confermatissimo mister Renzo Calzavara” ribadisce il direttore sportivo e

Vice-Presidente Pesce Giorgio “stimato e rispettato da tutti i giocatori e dirigenti per la sua professionalità e competenza. Quest’anno, poi, lo staff tecnico si è avvalso

dell’entusiasmo e dell’esperienza di Luciano Ervaz, tornato tra le fila del Mirano ‘Al Pozzo’, dopo numerosi anni di esperienza in C2, come capo allenatore. Altra novità significativa è il ritorno del forte pivot Criscuolo France-

sco, dopo un bienno in C2, tra le fila del Moniego C5.” Al momento della stesura dell’articolo non si hanno ancora notizie certe riguardanti i nuovi spogliatoi della palestra del Liceo Majorana, anche se il finanziamento è già stato stanziato dalla provincia di Venezia. Tale costruzione faciliterà l’utilizzo e la gestione della palestra stessa, evitando sovrapposizioni pericolose ed ingestibili con chi utilizza la vecchia palestra dello stesso istituto. Una doverosa menzione va fatta per quanto concerne la festa dei 20 anni del Mirano ‘Al Pozzo’, tenutasi presso la Carrozzeria Pesce di Mirano, in contemporanea con la trentennale festa della ditta stessa. La raccolta fondi organizzata (che trovate spiegata molto bene in un altro articolo di questo giornale) ribadisce il carattere sociale, oltre a quello sportivo, che contraddistingue da due decenni tale rinomata società sportiva. Le partite casalinghe del Mirano ‘Al Pozzo’ si svolgono presso la nuova palestra del Liceo Scientifico ‘E. Majorana’ al Venerdì sera alle 21.30. Vi aspettiamo numerosi a tifare i nostri beniamini e auguro a tutti gli sportivi un sereno e coinvolgente anno agonistico 2011-2012. Il Presidente Federico Favaretto


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Mirano Magazine Settembre 2011  

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