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MIRANO e n i z a g a M

APRILE 2012

Suppl. a «Guida Casa» - Autorizzazione Tribunale di Venezia N. 1219 del 13/03/1996 - Distribuz. gratuita Direttore responsabile: Laura Colognesi - Coordinatore redazionale: Paolo Leandri - Segretario di redazione: PAOLO TREVISANATO - tel. 041.430036 Associazione ricreativa senza scopo di lucro “Mirano al Pozzo” - Via Giudecca, 26/6 - 30035 Mirano (Ve)

EDITORIALE

Indice La carne…….e non solo

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Ritornano le Notti Bianche

pag. 3

Mostra “Diorama della fauna del Cadore”

pag. 5

Il programma dell’UDC

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ADIMI - Relazione Sociale Anno 2011

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Incontro “Classe 1942”

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Summer Festival

pag. 8

Mirano, tra primarie ed elezioni amministrative

pag. 9

Un primo passo verso la Mirano di domani

pag. 19

TAGLIO ALTO: INSERTO CULTURALE

pag. 21

Come si viveva una volta

pag. 37

La candidatura a Sindaco di Mirano

pag. 38

Vieni a Vigo di Cadore

pag. 45

Volontariato e sicurezza

pag. 47

Attività sportive a Mirano

pag. 48

Filarmonica di Mirano

pag. 49

Cultura & società

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Il coro Croda Rossa dopo il quarantennale

pag. 51

Dai Laghi Masuri (Polonia)… a Vetrego

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ari lettori di “Mirano Magazine”, eccoci a riproporvi un nuovo numero del “vostro” periodico; e dico “vostro” proprio per ringraziarvi ancora una volta dell’affetto e dell’interesse con cui dimostrate di seguirlo in ogni sua uscita. In occasione dell’imminente festa di Pasqua vogliate gradire gli auguri da parte di tutta la Redazione, nella speranza che il 2012 possa proseguire con la prospettiva di una più concreta soluzione dei tanti problemi umani, sociali, economici e politici che continuano a preoccuparci sia a livello mondiale che nazionale. Per quanto riguarda i “nostri” problemi miranesi, tra tutti probabilmente quello a cui guardiamo ora con più attenzione è quello politico, in quanto tra pochi giorni saremo chiamati a votare per eleggere la nuova Amministrazione comunale. Quello del voto non è un obbligo, ma un dovere ed è bene che di questo “dovere” facciamo uso recandoci tutti ai seggi elettorali per esprimere la nostra volontà sul futuro di Mirano. Purtroppo non è che i candidati dei vari partiti politici abbiano fatto molto per chiarire i loro programmi e farsi sentire un po’ più vicino alle persone di cui chiedono il voto. Invece l’impressione che si continua ad avere è quella di schieramenti attenti alle possibili alleanze, a minacciare di “correre” da soli, a far pesare la loro percentuale di preferenze ottenute, incuranti delle reali esi-

genze della comunità. Certo, appendono manifesti propagandistici, programmano dibattiti pubblici, promettono, tranne poi, una volta eletti, lasciarci con le strade sporche, con le buche sull’asfalto, con negozi al dettaglio costretti continuamente a chiudere, con famiglie e anziani che non hanno l’indispensabile per una vita dignitosa. Del resto non è una novità che la maggior parte della gente, soprattutto i giovani, si interessi sempre meno della politica. Allora c’è un invito che “Mirano Magazine” si sente di fare a chi vincerà le prossime elezioni amministrative: quello di sentire l’impegno che si sono assunto come un valore morale a cui dedicarsi dando il meglio di se stessi. C’è anche un’altra considerazione che può far riflettere: il governo “tecnico” nazionale, cioè composto da “non politici” di partito, sembra riuscire nell’attuare quel programma governativo che finora le pastoie dei compromessi e degli accordi di corridoio tra le diverse forze politiche continuavano a rinviare. Allora servono ancora a qualcosa i partiti? Forse no, a meno che non sappiano riappropriarsi del loro ruolo “morale” di guida civile. E se può valere a livello nazionale, questo a maggior ragione ci riguarda a livello locale. Arrivederci al prossimo numero di settembre. Il responsabile di redazione Paolo Leandri

io, leggo.


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La carne…….e non solo

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opo un anno di pausa, ritornerà, domenica 13 maggio 2012, in P.zza Aldo Moro, “I sapori della solidarietà'”, manifestazione volta a far riscoprire i sapori della carne, grazie alle preparazioni

di esperti macellai provenienti da tutto il Nord-Est e, al tempo stesso, aiutare la Fondazione CITTÀ DELLA SPERANZA di Padova, che da anni lavora a favore della ricerca contro il tumore, in particolar modo, dei bambini. Dare speranza ai bimbi ammalati, riscoprire il sapore della carne, è proprio questo lo spirito che ha guidato Moreno Favaretto (macellaio di piazza A. Moro), la Pro Loco Mirano e Confcommercio del Miranese, ideatore il primo, organizzatori gli altri, nel pensare questo evento, giunto ormai alla sua quinta edizione. La manifestazione che, come già detto, si terrà domenica 13 maggio 2012 in piazza Aldo Moro a Mirano gode del patrocinio del Comune di Mirano, della Provincia di Venezia e della Regione Veneto. Si comincerà, al mattino, alle ore 11.00 e si proseguirà sino alle ore 19.00, con spettacoli musicali, balli e divertimenti vari per grandi e bambini. Dalle ore 12.00 alle 15.00, tutti coloro che porteranno al polso un braccialetto, segno del versamento di un contributo alla CITTÀ DELLA SPERANZA, potranno degustare le eccellenti specialità preparate ed of-

ferte dai bravissimi macellai provenienti da diverse località del NordEst. Nelle edizioni precedenti, grazie alla generosità dei nostri ospiti, sono stati raccolti e consegnati, alla CITTÀ DELLA SPERANZA, ben 32.000,00 euro, dando un notevole contributo alla ricerca. Così sarà LA CARNE, in tutte le sue

03 qualità e le sue lavorazioni, a fare da tema conduttore a questa speciale occasione. La CARNE, selezionata e preparata da coloro che, con professionalità e grande passione, da anni se ne occupano. Quella CARNE che da sempre è al centro delle nostre tavole e svolge un ruolo fondamentale per una corretta ed equilibrata alimentazione. Ma sarà la SOLIDA-

RIETÀ il motore che muoverà tutto ciò. Per scaricare il programma e avere maggiori informazioni in merito all'iniziativa consigliamo di visitare il sito www.ascommirano.it oppure consultare la pagina facebook de “I Sapori della solidarietà” e/o www.facebook.com/confcommerciomiranese.

Ritornano le Notti Bianche

Confcommercio del Miranese e commercianti di Mirano organizzano sabato 9 giugno 2012 la 5ª notte bianca a Mirano

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opo il clamoroso successo degli scorsi anni che ha visto la presenza ad ogni notte bianca a Mirano di circa 50.000 persone, riempiendo in ogni angolo il centro storico (e non solo), i commercianti di Mirano, Confcommercio del Miranese, con la collaborazione di Venezi@ Opportunità e il patrocinio del Comune di Mirano, sono pronti ad offrire nuovamente un’atmosfera speciale per un’altra Notte Speciale. Ci sarà la possibilità di fare shopping oltre la mezzanotte, approfittando delle meravigliose offerte dei negozi illuminati come non mai, ascoltare

buona musica; e, ancora, i bambini potranno scatenarsi al ritmo di musica e giocare divertendosi. Tanti saranno i punti di animazione e musica dislocati lungo le vie del centro da Via Barche a Via XX Settembre, da Piazza Martiri a Via Bastia Fuori, da Calle Ghirardi a Via Castellantico a Via Gramsci. Dal rock al blues, dal jazz al soul, al country ... diversi i generi musicali presenti in questa notte speciale in modo da soddisfare i gusti di ciascuno (dai più grandi ai più piccoli) ... e tante altre novità saranno presenti quest'anno per stupire tutti i visitatori. Consigliamo a tutti di visitare il sito

internet “www.nottinelmiranese.it” e la pagina di facebook www.facebook.com/confcommerciomiranese. Sarete costantemente aggiornati e troverete tutte le indicazioni legate a questa manifestazione ed a tutte quelle che Confcommercio del Miranese sta creando per il periodo estivo nei diversi comuni del circondario e potrete scaricare il programma con tutte le novità. A tal proposito vi segnaliamo qui di seguito tutte le notti bianche sulle quali Confcommercio del Miranese sta lavorando: Salzano 19 maggio 2012 Mirano 9 giugno 2012 Scorzè 16 giugno 2012 Maerne 23 giugno 2012 Noale 30 giugno 2012 Notte Gialla di Spinea 7 luglio 2012 Olmo 14 luglio 2012 Martellago 28 luglio 2012

MIRANO Magazine

APRILE 2012 Stampa: Centro Servizi Editoriali srl (Grisignano - VI)

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Mostra “DIORAMA DELLA FAUNA DEL CADORE”

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n’opportunità unica per conoscere in termini scientifici la natura alpina è stata offerta dalla mostra “Diorama della fauna del Cadore”, organizzata lo scorso dicembre dal Comune di Mirano in collaborazione con l’Associazione Micologica Bresadola – Gruppo Amici Micologi Mirano e con il contributo della Provincia di Venezia. Nella barchessa di Villa Giustinian Morosini, in una sugge-

stiva ambientazione, erano esposti cinquanta animali di diverse specie che vivono nel Cadore, affiancati dai dettagliati ritratti dipinti da Piergiorgio Pilloni Mikičić e Gaspare Tomasello. Renzo Pomarè e Gianni Da Rin, due cacciatori di Santo Stefano di Cadore che amano gli animali e l’ambiente, invitati da Paolo Trevisanato, hanno portato degli splendidi esemplari imbalsamati, di proprietà di privati, per far scoprire da vicino colori, po-

sture, dimensioni, caratteristiche della fauna tipica della montagna bellunese. Da sottolineare che tutti gli animali esposti, sia protetti che cacciabili, erano stati trovati già morti per cause naturali, oppure rientravano nei piani di abbattimento programmati con le guardie forestali. Tra gli animali protetti tutti i rapaci diurni e notturni, dalla poiana all’aquila reale al gallo cedrone, dal gufo reale al corvo imperiale. Poi vari tipi di mustelidi: la faina, la donnola e l’ermellino con il tipico manto bianco invernale. Inoltre la marmotta, i piccoli di capriolo e tre tipi gazze (gazza ladra e nocciolaia mentre quella ghiandaia è cacciabile). E ancora l’airone cenerino, il picchio verde, il picchio rosso e lo scoiattolo. Tra gli animali di cui è consentita la caccia regolamentata c’erano gli ungulati (camoscio, cervo, capriolo), le pernici, la volpe, il gallo forcello, il cinghiale, la beccaccia e il beccaccino. La qualità degli esemplari esposti era davvero notevole: se una volta gli animali da collezione venivano impagliati, oggi si usano materiali a base di resine, su cui poi vengono montate le pelli

Amici da imitare o nemici da temere Gli INSETTI svolgono numerosi ruoli nel mantenere l'equilibrio in un ecosistema. Sono tuttavia in competizione con l'uomo per il cibo

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li insetti costituiscono il più grande raggruppamento del Phylum Artropoda: infatti sulla Terra più del 70% di tutte le specie animali sono insetti, ovvero in rapporto al numero di specie e di individui essi sono gli organismi terrestri dominanti. I principali fattori che hanno contribuito al loro successo sono l’esoscheletro, le piccole dimensioni, la specializzazione sia della nutrizione che dell’habitat, la capacità di volare, nonché la metamorfosi; processo che riduce la competitività tra le forme immature e gli adulti. Tra essi gli imenotteri: formiche, api e vespe (e le termiti) sono definiti insetti sociali; evoluti da forme originarie solitarie si sono costituiti in società strutturate, ovvero vivono insieme in modo organizzato. Hanno una grande ricchezza di conoscenze istintive e ogni individuo ne possiede una piccola parte a seconda della classe a cui appartiene. Questa suddivisione delle conoscenze istintive tra diverse classi di individui permette a una comunità di insetti di compiere azioni molto complicate di cui gli insetti solitari non sono capaci. Ad esempio esistono alcune specie di vespe e di api definite solitarie, le femmine costruiscono un piccolo nido, vi depongono le uova, lo riempiono di cibo e poi lo abbandonano per morire dopo poco, mentre altre sono definite presociali e per queste la femmina ritorna per un breve periodo a nutrire le larve. Le vespe comunemente presenti nelle campagne e nelle zone montuose del nostro territorio vivono in società annuali: le vespe operaie, sterili, concludono prima dell’inverno il loro ciclo vitale iniziato in pri-

mavera. Ma una vita effimera è destinata anche ai maschi, i quali compaiono in autunno, periodo dell’accoppiamento e subito dopo muoiono. Un destino più regale è riservato alle femmine fecondate che svernano in luoghi di fortuna e nella primavera successiva saranno le regine di una nuova società. Esse sono: la Vespa crabro, comunemente chiamata calabrone, che nidifica negli incavi degli alberi o nei luoghi abbandonati; la Polistes gallicus, una piccola vespa delle dimensioni di circa 1 cm che costruisce in luogo aperto un unico favo. Non è di indole aggressiva ed il favo è composto da pochi individui, cosicché poche sono le probabilità di punture multiple. La più comune, Vespula germanica, delle dimensioni di un paio di cm, solitamente costruisce nidi sotterranei come pure la Vespula vulgaris, anch’essa delle dimensioni di un paio di cm; quest’ultima è temuta dai frequentatori dei boschi in quanto costruisce il suo nido in montagna nelle zone boscose. I loro nidi si riconoscono perché sembrano “fatti di cartone” (frammenti di legno impastati con saliva). Le vespe adulte si nutrono di sostanze zuccherine e sono le maggiori responsabili della lacerazione della frutta matura, anche se spesso ingiustamente la responsabilità viene attribuita alle api che strutturalmente sono sprovviste di robuste mandibole necessarie per l’aggressione. Le larve vengono nutrite con insetti ben triturati ed impastati con la saliva. Anche le vespe contribuiscono all’impollinazione visitando i fiori per succhiarne il nettare.

La passione della sig.ra Wally Pellegrini stimola un rinnovato interesse per la lirica

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ella molteplicità delle forme associative con cui si manifestano a Mirano sentimenti, esigenze e nuove pratiche civili - promosse da persone attive e disinteressate - non può essere ignorato il contributo della signora Wally Pellegrini. Il suo esemplare impegno fa onore al ruolo di tante iniziative tese a migliorare ed elevare cultura, qualità degli interessi civili, sensibilità dei miranesi. Wally Pellegrini da molti anni svolge una funzione dirigente nell'attuazione dei programmi dell'Associazione "Agorà" che nel corso dell'anno riunisce due volte alla settimana un pubblico di oltre cento soci per incontri su vari temi culturali: cinema, teatro, visite mirate a luoghi di grande valore storico e artistico. Ma il suo impegno si manifesta anche in un’altra singolare iniziativa e cioè la promozione di gruppi di persone desiderose

di partecipare a programmi di opere liriche attuati nei grandi teatri delle città vicine. I primi passi furono compiuti con il Teatro "La Fenice" a Venezia, ma le complicazioni del trasporto costrinsero a scegliere la sede del Teatro della Città di Rovigo per le facilitazioni offerte da quella Amministrazione per far raggiungere rapidamente il centro agli abbonati miranesi. L'idea di far partecipare cittadini di centri lontani a manifestazioni di più alta qualità previste nelle città ha registrato a Mirano un'accoglienza e una partecipazione lusinghiere, dimostrando quanto sia vasto il bisogno di un nuovo rapporto fra centri e periferie nel processo di trasformazione metropolitana in atto. Va quindi riconosciuto il merito alla sig.ra Wally Pellegrini di avere aperto un altro orizzonte alla vitalità urbana e civile di Mirano. Alcuni componenti il Gruppo Associati Wally per la lirica

trattate e gli occhi (realizzati con cristallo). Una sezione della mostra era poi dedicata ai cosiddetti "trofei" e alle mandibole: corna e dentature di caprioli, stambecchi e camosci, che permettono di calcolare l’età degli animali e anche il loro stato di salute. Dagli anelli delle corna di un camoscio è possibile scoprirne l'età; per i caprioli, invece, si guarda l’usura della dentizione della mandibola sinistra, e così anche per il cinghiale e

il cervo. L'età dello stambecco si calcola invece sulle fessure delle corna. In base all'età, al peso ed alle misure del garrese si può capire lo stato di salute della popolazione degli ungulati. Lo scopo di questa ricostruzione dell’habitat di montagna era principalmente didattico per trasmettere il rispetto dell’ambiente ed erano disponibili visite guidate gratuite per le scolaresche.

Ritratti di fauna di montagna di Pilloni Mikičić e Tomasello

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a mostra era arricchita da una sezione di dipinti di animali realizzati da Piergiorgio Pilloni Mikičić e Gaspare Tomasello. I due illustratori veneziani dipingono la fauna selvatica (cervi, daini, caprioli, rapaci, tetraonidi) con un lavoro di lungo cesello e grande cura dei particolari, cogliendo l’“anima” dei soggetti. Pilloni Mikičić riproduce gli animali nel loro ambiente naturale, cogliendoli in pieno movimento, nella loro espressione più vitale ed autentica. I

Le piante medicinali

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a natura, anche se purtroppo gravemente bistrattata dai più "svariati insulti" che la razza umana potesse mai inventare, ci propone ancora cose buone. In primavera i sottoboschi e i prati continuano a fiorire, possiamo raccogliere, sempre scegliendo il più possibile i luoghi meno inquinati, erbe selvatiche commestibili e soprattutto, come facevano le "vecchie nonne" in passato, le buone erbe della salute, le Piante Curative. Andando a camminare nel verde fra una passeggiata e un'escursione le possiamo ancora incontrare, ed è bene imparare a conoscerle perché ci possono essere ancora utili, imparando il loro modo di impiego, nell' ambito del loro uso in famiglia. Soprattutto è bene conoscere qual è il momento migliore per raccoglierle, chiamato in fitoterapia "periodo balsamico", cioè qual è il momento giusto affinché nell'erba che raccogliamo ci siano i principi attivi a noi utili nella loro massima concentrazione. Questo è molto semplice da valutare: se usiamo la parte aerea delle piante, cioè le foglie e i fiori, i principi attivi sono al massimo all'inizio della fioritura. Se invece raccogliamo le radici, che possono essere rizomi, tuberi, ecc. il periodo favorevole è la stagione fredda, quando la parte aerea della pianta non è in vegetazione e i principi attivi sono raccolti al massimo nelle radici. Per quanto concerne i "preparati caserecci" delle "buone erbe curative", bisogna tralasciare le preparazioni professionali, cioè fatte da specialisti con strumenti adatti, sto parlando degli oli essenziali concentrati, delle varie essenze, ecc. A noi basterà imparare bene l'uso domestico delle piante medicinali che prevede cose semplici. Le preparazioni in infuso come il thè, si fanno versando acqua bollente sulla miscela di erba secca preparata per l'uso, di solito un cucchiaino da caffè di erba secca in una tazza da thè, si filtra dopo 5 minuti e si beve caldo senza aggiungere dolcificanti, le dosi possono essere 2-3 tazze al giorno lontano dai pasti. Oppure le prepareremo in decotto, che a differenza dell'infuso, prevede una breve bollitura a fuoco lento

suoi lavori dimostrano chiaramente una preparazione pensata e meditata, non ultima la personale ricerca fotografica di tronchi e ceppi di alberi da accompagnare agli animali. Tomasello si concentra, oltre che sulla fauna selvatica, anche sui cani e li rende protagonisti assoluti di intensi primi piani. Il suo è un bestiario ritratto in punta di pennello che rende evidente la morbidezza del mantello. Le tecniche preferite da entrambi sono l’acquarello, l’acrilico e l’olio.

del preparato per 5-10 minuti che di solito sono le radici seccate e sminuzzate delle piante medicinali. Poi c'è il vino medicato, in questo caso si mette a macerare "l'erba contusa" in buon vino bianco, le dosi possono essere 2 cucchiai da minestra di erbe fresche contuse in un litro di vino bianco, si lascia a macero al fresco e al buio per 15 giorni e poi si beve a bicchierini 3 al giorno prima dei pasti. Poi ci può essere il Cataplasma, in questo caso si frantuma l'erba fresca rendendola in poltiglia e si applica nella zona "cute" da curare, il Cataplasma è una medicazione per uso esterno. Poi ci sarebbero i bagni alle mani e ai piedi, la cosiddetta cura per osmosi, praticata dall'erborista Maurice Messeguè. In questo caso si immergono nell'acqua calda preparata in infuso o decotto con l'erba da usare e i principi curativi vengono assorbiti attraverso la cute (pelle), per osmosi. Ma secondo me il miglior modo per usare le piante medicinali a scopo soprattutto preventivo, ma anche curativo, è quello di raccogliere nel "momento giusto" l'erba da usare, le foglioline, i fiori e consumarla allo stato fresco, per esempio in insalata spezzettando i fiori e le foglioline che possono essere di Malva, Calendula, Pulmonaria, Boraggine, Margheritina, Viola, ecc. Questo è un ottimo modo per assimilare le sostanze curative delle buone erbe. C'è da dire che non tutte le piante medicinali si possono usare così, se volete, provate l'Assenzio e lo capirete da soli. Il modo migliore per preparare le piante medicinali per la conservazione è il seguente. Si tagliano alla base i gambi delle erbe comprendenti di foglie e fiori (all'inizio della fioritura), si attaccano con le mollette ad uno stendibiancheria all'ombra e all'aria, dopo breve tempo la pianta è seccata, allora si frantuma e si conserva in vasi di vetro chiusi ermeticamente e al buio. Di solito il preparato va usato entro l'anno. Per le radici, dopo averle raccolte e lavate, si tagliano a pezzetti sottili e si seccano velocemente all'aria e se è possibile anche al sole, poi si conservano come il preparato precedente. Spero che queste informazioni semplici vi possano essere utili. Vi Auguro Buona Vita Gastone Cusin

La Junglegian all’avanguardia nella cura dei nostri amici animali

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n centro urbano così importante come quello di Mirano, in continua crescita sia in termini demografici che economici, dove la convivenza con l'animale domestico è da considerarsi la fotografia della normalità quotidiana, ha accolto favorevolmente l'arrivo del nuovo negozio di animali della città. Nuova gestione, nuovo centro commerciale, nuovo punto di riferimento nel vasto universo del Pet. Con serietà e professionalità, durante questi due anni di attività la Junglegian ha saputo rispondere con professionalità alle esigenze di una domanda sempre più vasta e, nel contempo, sempre più specifica: spaziando tra uccelli esotici, pesci d'acqua dolce e tropicale, rettili, roditori, cani e gatti di ogni razza. Il titolare del negozio, con laurea in Sicurezza Igienico Sanitaria degli Alimenti, Facoltà di Medicina Veterinaria di Padova, ha dimostrato di saper soddisfare al meglio qualsiasi necessità del cliente, consigliando gli alimenti più indicati al loro animale d’affezione, sia che si tratti di diete o dei manteni-

mento, ma anche l'accessoristica per ogni evenienza (viaggio, alimentazione, toelettatura, cuscineria, etc), soprattutto non lesinando mai cortesia e dimestichezza. Non di rado egli sarà in grado di strapparvi un sorriso, complici anche i cuccioli e i gattini che la fanno da padrone in una realtà ben pensata per tutti gli amanti degli animali. A proposito di cani e gatti, è corretto segnalare le condizioni in cui questi vengono consegnati; forti di una sempre nutrita passione verso il genere animale, alla Junglegian essi presentano sempre almeno due vaccinazioni, due trattamenti antiparassitari del tratto gastroenterico, un primo esame delle feci, il microchip (cani) e vengono venduti sempre con garanzia scritta (tra cui quella di provenienza), regolare libretto veterinario e passaggio di proprietà. “L'amore verso l'animale è la cosa più importante. Ci sono emozioni che non si possono spiegare a parole. Ma di certo siamo in grado di comprenderle appieno. È un sentimento che condividiamo quotidianamente con il cliente”.


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Il programma dell’UDC Poiché molti ci chiedono che cosa faremo alle elezioni del 6 Maggio, come segretaria dell’UDC intendo precisare la nostra posizione e indicare sinteticamente alcuni punti del nostro programma. Dato che amiamo Mirano e le nostre frazioni, che sono gli elementi più importanti e caratteristici della comunità miranese, dobbiamo avere la forza di produrre un contenuto sviluppo della nostra città, in modo da garantire la tranquillità e la sicurezza dei cittadini, ma soprattutto dobbiamo difendere un territorio che, per la sua collocazione geografica e per le sua qualità ambientali e paesaggistiche, è oggi più che mai oggetto di aggressioni sia dall’interno che dall’esterno (vedi Passante, centrale a biogas, probabile innesto a Roncoduro della Romea Commerciale, Veneto City, ecc…).

Noi dell’UDC ci proponiamo come forza moderata, in grado di gestire le trasformazioni che dovranno essere affrontate nei prossimi anni, fermi nella determinazione di difendere la qualità della vita dei Miranesi e la dotazione di servizi del nostro Comune. La qualità della vita dei cittadini si determina attraverso la garanzia della salute, la difesa del lavoro e i diritti della famiglia. Il mantenimento del nostro ospedale, che deve operare in sinergia con Dolo, è basilare; smettiamo di parlare del terzo monoblocco e di cardiochirurgia in questa fase congiunturale ma garantiamo le ottime unità operative presenti e l’importante lavoro di prevenzione e cura che contraddistingue la nostra Ulss (vedi screening mammografici, del colon, della prostata, pap test, ecc…).

Favoriamo l’associazionismo dei medici di base, il cui importante lavoro potrà garantire 12 ore al giorno l’assistenza e la cura evitando di intasare il Pronto Soccorso. Cominciamo a pensare all’”ospedale di comunità”, dove i pazienti che non possono essere seguiti a casa trovino assistenza. In queste strutture di ricovero intermedio anche la nostra casa di riposo potrebbe fare la sua parte. Sarà nostro compito far prosperare il Mariutto che resta il polo fondamentale nell’ambito dell’assistenza agli anziani. Il Mariutto però, oltre che casa di riposo, dovrà essere una struttura aperta al territorio e funzionare come centro diurno e come servizio alla comunità (mensa, lavanderia, palestra, ecc…). Non possiamo trascurare che la qualità della vita di ogni famiglia dipende dalla sicurezza del lavoro, dai ser-

vizi sociali che permettono di mantenere l’attività lavorativa (asili nido, scuole materne, strutture per l’assistenza agli anziani, strutture per assistenza ai disabili). Bisogna promuovere e garantire contributi alle scuole materne parrocchiali che svolgono un ruolo fondamentale, specie nelle frazioni, dove risulta assente il servizio pubblico. Particolare attenzione deve essere posta alle famiglie nel cui nucleo sono presenti situazioni di disabilità. Per garantire la qualità della vita nella nostra città si dovrà pensare anche ad assicurare il buon livello di servizi pubblici (trasporto, uffici postali, ecc…). Tenendo presente che di questi tempi c’è poca credibilità verso la politica (ma noi abbiamo l’ardire di credere ancora in certi valori e in certi ideali!), sapendo che

una famiglia su due è colpita dalla grave crisi economica ed occupazionale, e conoscendo che il comune subisce una restrizione della disponibilità di spesa come non era mai stato in precedenza, noi dell’UDC ribadiamo di non avere alcun preconcetto politico sulle future alleanze ma intendiamo lavorare assieme a chi si troverà in sintonia con le nostre linee programmatiche. Annamaria Tomaello Segretaria UDC Mirano

L'UDC DI MIRANO CONTRO VENETO CITY

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ato che l’UDC di Mirano ha da sempre fortemente avversato il progetto del polo per il terziario avanzato, denominato Veneto City, dopo alcuni incontri con il Commissario prefettizio dott. Gulletta, lo abbiamo invitato a presentare il ricorso presso il TAR del Veneto, contro Veneto City e il Comune di Dolo a cui erano state presentate le osservazioni (dall’allora Commissario prefettizio Capocelli) per l’uso errato della cartografia (stradine bianche e strade comunali erano individuate come strade provinciali e regionali) con conseguente stravolgimento della viabilità, del traffico e della conservazione di beni ambientali quali la centuriazione romana. Nella conferenza di servizi decisoria del 2 Dicembre 2011, si è furbescamente controdedotto che Veneto City sarebbe stato

lasciato fuori dal territorio di Mirano, spostando l’intervento di qualche centinaio di metri. A parte il fatto che, anche se non c’è l’utilizzo di aree nel Comune di Mirano, le cose non cambiano (perché Mirano subisce tutto il traffico da Nord, l’inquinamento e la devastazione della centuriazione romana), comunque non sono state presentate né in Regione né ai Comuni di Dolo e/o Mirano planimetrie diverse da quelle del progetto su cui Mirano aveva predisposto le osservazioni, perciò si ritiene di dover al più presto adire le vie legali. Il termine ultimo per il ricorso sarà il 17 Marzo p.v. vista la pubblicazione sul Bur del 17 Gennaio e i 60 giorni di tempo per ricorrere, quindi o si interviene entro tale data o non si potrà più far sentire la voce di Mirano. Tutto ciò premesso, noi dell’UDC chiediamo con forza al Commissario prefettizio di affidare a un legale il

compito di contrastare Veneto City e permettere poi al prossimo sindaco di proseguire sulla strada che riterrà più idonea per difendere il nostro Comune. Secondo noi non potrà che essere quella di combattere questa cementificazione che causerà la morte dei nostri centri storici, la morte dell’economia delle piccole e medie imprese e di tutte le attività commerciali del nostro territorio. Altro che opportunità, come dice la sindaca di Dolo! Ci viene data l’opportunità di morire col silenziatore se i cittadini non si ribelleranno e uniranno le forze ai tanti comitati che già da tempo combattono questo mostro perché ne hanno capito la gravità. Precisiamo che Veneto City prevede anche una nuova fermata dei treni, 1,5 km ad ovest di Ballò, pertanto anche la nostra stazione di Ballò (indispensabile ai lavoratori e agli studenti nel tragitto

Pd – Ve) è destinata ad essere soppressa! Invitiamo tutti a non accettare passivamente questi soprusi e ricordiamo quale credibilità possano avere i nostri politici che hanno dato il via libera a Veneto city: il presidente del Veneto Zaia qualche giorno prima aveva bocciato la possibilità di costruire centri commerciali, e subito dopo ha firmato l’Accordo di Programma per Veneto City. La presidente della Provincia Zaccariotto aveva impostato la sua campagna elettorale sullo slogan “No scempio del territorio, no Veneto City” ed ha firmato per prima. La sindaca di Dolo, dando la più alta dimostrazione di imbarbarimento e spregio dell’istituzione che rappresenta, si prendeva gioco e ballava al grido di “con-sul-ta-zio-ne” dei comitati presenti in consiglio comunale e firmava l’accordo qualche giorno dopo in un consiglio blindato.


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della zona. Fiore all’occhiello del Punto Medico Mirano è l’erogazione di prestazioni di terapia fisica coordinate da un gruppo di specialisti fisio e massoterapia che intervengono in ogni problematica di patologia muscolare ed osteo-articolare. A questo fine abbiamo messo a punto 20 trattamenti differenziali con i quali trattiamo tutte le patologie dell’apparato muscolo scheletrico ottenendo ottimi risultati.

Nella realtà sanitaria del miranese, il Centro Polispecialistico “Punto Medico Mirano” è diventato un punto di riferimento nella diagnostica plurispecialistica e nel trattamento fisiokinesiterapico. L’equipe medica, costituita da 23 medici specialisti altamente qualificati e fra i quali compaiano anche diversi primari ospedalieri, si occupa della totalità della diagnostica specialistica sia medica che chirurgica e, per quest’ultima, in caso di necessità di intervento chirurgico, la possibilità di ricovero negli ospedali

Un elenco delle prestazioni è il seguente: diadinamica, elettroterapia dei muscoli normo den. , esercizi posturali propriocettivi, ionoforesi, interferenziale, ipertemia, laserterapia, laserterapia a scansione + manipolo, magnetoterapia, massoterapia, massaggio connettivo riflessogeno, drenaggio linfatico, rieducazione motoria , T.E.N.S., training deambulatori del passo, trazioni scheletriche, ultrasuoni e tecar terapia. Tenendo conto del particolare momento sociale, qualora vi fossero pazienti con sopravvenute difficoltà economiche, il centro mette a disposizione la propria equipe gratuitamente: la segreteria contattata fisserà l’appuntamento. Certi di avervi fatto cosa gradita nel darvi queste informazioni, rimaniamo a vostra disposizione anche per effettuare una visita del centro. Cordiali Saluti Il D.S. Specialista Chirurgo Dr. Ivano Dell’Olivo Punto Medico Mirano – Via della Vittoria, 88 int.11 30035 Mirano (VE) - Tel. 041/5701995 - Fax 041/5727651 e-mail:puntomedicosrl@legalmail.it

ADIMI - Relazione Sociale Anno 2011 L’anno finanziario appena trascorso (il diciassettesimo dalla costituzione dell’ADIMI) come sempre è stato un anno d’impegni che si sono concretizzati in una serie di risultati utili per tutti i diabetici. Ancora una volta, infatti, occorre ribadire che la nostra Associazione persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale ed ha come principale obiettivo quello di rappresentare e tutelare i diabetici presso le autorità sanitarie della nostra ASL, mirando al potenziamento delle strutture per l’assistenza al diabetico e alla sensibilizzazione dell’intera popolazione locale sul fenomeno diabete, che per l’alto numero di soggetti direttamente o indirettamente coinvolti (il 5% della popolazione è diabetica e un altro 2,5% non sa di esserlo!) rappresenta ormai un problema sociale di tale portata che, se non affrontato con determinazione, rischia di non potere più essere arginato. Alcune delle attività svolte dall’ADIMI nel 2011 sono elencate in allegato; nella mia relazione: illustrerò quelle più importanti e generali. Convenzione Asl 13-Adimi Nel 2011 all’interno di tale convenzione (di durata triennale ed in scadenza al 31.12.2012), l’ADIMI ha attuato un corposo ed articolato progetto teso all’ ampliamento dei servizi resi all’utente diabetico: - interventi educativi da parte della dott.ssa L.

Asma bronchiale L’asma bronchiale è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree associata ad un aumento della reattività bronchiale che provoca frequenti episodi di respiro sibilante, sensazione soggettiva di difficoltà respiratoria, tosse solitamente secca e costrizione toracica, riconducibili ad ostruzione bronchiale che è solitamente reversibile in parte o totalmente. Costituisce un problema di salute a livello mondiale: si stima che vi siano 300 milioni di persone asmatiche, con una prevalenza nei paesi industrializzati del 37%. Il rischio di sviluppare asma è legato a fattori individuali, principalmente genetici, e fattori ambientali. Fra i fattori ambientali importanti risultano essere gli allergeni, sostanze in grado di provocare, con la mediazione del sistema immunitario, attraverso complesse reazioni, la

Marinello: o di tipo individuale per i pazienti prenotati al CAD e riguardanti la terapia farmacologica, l’autocontrollo domiciliare della glicemia, le tecniche di iniezione dell’insulina, le modifiche alimentari, il sostegno psicologico, ecc.; o di gruppo (in orario pomeridiano) rivolto a diabetici e loro familiari desiderosi di discutere sulle paure, le ansie ed i problemi legati alla malattia, per la cui accettazione risulta importante il confronto fra pazienti con diabete di nuova insorgenza e quelli che hanno raggiunto un buon compenso metabolico; - ulteriori interventi da parte di un secondo educatore professionale nei servizi sanitari (dott.ssa Gloria Benvenuti) che si è svolto fino al mese di maggio, quando per giustificati motivi è venuta a mancare la sua disponibilità. Dal gennaio 2012 è stata comunque sostituita dall’educatore professionale nei servizi sanitari dott.ssa Federica Fardin ora in regime di stage formativo per quattro mesi; - interventi educativi da parte di un operatore di fitness metabolica. Dal settembre 2011 sono stati attivati all’interno del CAD corsi di attività motoria con l’intervento di una figura professionale nota come Operatore di Fitness Metabolica (dott. Aris Betetto), avente il compito di gestire terapie mediche basate sull’esercizio fisico al fine di far comprendere che tale attività conferisce notevoli benefici

psicofisici. L’attività fisica finalmente assurge a un ruolo importante nella terapia; viene prescritta (al pari della dieta o dei farmaci) dal medico del Servizio di Diabetologia e l’operatore di fitness spiega in che maniera può essere praticata. Ciò rappresenta un grosso passo avanti nell’educazione del diabetico, che con tale spinta motivazionale è convinto a proseguire (per proprio conto o in un gruppo) l’attività motoria. Il progetto “Diabetici in palestra” è stato voluto dall’ADIMI ed implementato con la collaborazione dei medici del CAD e della medicina dello sport di Noale. Siamo ampiamente soddisfatti dei risultati ottenuti in questa prima fase sperimentale, nella quale l’ADIMI sopporta notevoli oneri economici, che sono però compensati dalla soddisfazione di essere una delle poche Associazioni che sperimentano tale attività, dando lustro all’ASL di appartenenza. L’ASL 13 permette l’utilizzo di una sala per esercizi fisici attrezzata con materiale fornito dall’ADIMI e personale specializzato convenzionato con l’ADIMI. - Distribuzione dei presidi diagnostici (aghi, penne, pungi dito, strisce per la determinazione della glicemia, etc). Tale servizio comporta per l’ASL 13 un risparmio comprovato di più di centomila euro l’anno, parte del quale dovrebbe servire a finanziare il potenziamento delle strutture medico sanitarie a favore dei diabetici. Tale potenziamento an-

broncostruzione. Gli allergeni possono provenire dall’ambiente domestico (acari, animali a pelo lungo, muffe, lieviti) o dall’ambiente esterno (es. pollini). Molto importati risultano essere gli inquinanti ambientali a cui probabilmente si deve l’aumento dell’incidenza, nelle società industriali, dei pazienti con maggiore “suscettibilità“ all’asma. Il fumo riveste un ruolo non secondario nell’aggravare la presentazione clinica dell’asma rendendola più refrattaria al trattamento; inoltre, sia durante la gravidanza che dopo la nascita, è responsabile di indubbi effetti nocivi: aumento del respiro sibilante nei primi mesi, probabilità maggiore di contrarre infezioni polmonari nei primi anni di vita. La presenza di asma bronchiale è sospettata nei pazienti che hanno sintomatologia tipica, ma necessita di una misurazione strumentale che confermi la presenza di broncostruzione, soprattutto in quelle con-

dizioni in cui la sintomatologia sia meno evidente. Spesso i pazienti asmatici hanno una scarsa percezione delle proprie condizioni respiratorie e sottovalutano la ridotta capacità di ventilazione riducendo l’attività fisica La Spirometria, la misurazione dei volumi e flussi polmonari, permette di valutare la presenza di broncostruzione, la sua gravità e la sua reversibilità. Un esame normale non esclude comunque l’asma in presenza di sintomatologia suggestiva e rende necessari esami strumentali più complessi che valutino la presenza di ipereattività bronchiale, cioè la tendenza alla broncostruzione reversibile indotta da determinate sostanze (es. Metacolina). L’asma è una malattia controllabile e la sua presenza è, nella maggior parte dei casi, compatibile con una vita normale: atleti affetti da asma bronchiale hanno raggiunto risultati di primissimo livello con trattamento farmacologico adeguato. L’aderenza al trat-

cora non lo consideriamo attuato in quanto la presenza dei diabetologi non viene sempre garantita da un punto di vista quantitativo secondo lo standard promesso (sessanta ore settimanali totali di servizio al CAD). - Interventi educativi speciali come campi scuola per diabetici e loro familiari e screening glicemici rivolti alla popolazione non diabetica e successivi interventi educativi. Il test glicemico gratuito serve a livello simbolico, non ha nessuna pretesa diagnostica, ma la presenza in tale contesto di personale medico e paramedico permette di indirizzare per un più accurato controllo al proprio medico di base i soggetti a rischio. E’ nostra cura invitare le persone che volontariamente si sottopongono al test ad un successivo incontro collettivo per approfondire - con l’aiuto di personale qualificato dell’ASL 13-tematiche generali attinenti la dieta alimentare corretta e l’importanza dell’attività fisica. Chi fosse interessato a conoscerne i dettagli di queste e di altre iniziative dell’ADIMI può visitare il sito www.adimi.it o rivolgersi alla segreteria ADIMI. Da gennaio 2012 tutti i giorni della settimana da lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 12 sarà presente un responsabile ADIMI per fornire chiarimenti e materiale informativo in merito alle palestre Il presidente ADIMI Albino dott. Bottazzo tamento è l’elemento fondamentale per il controllo dell’asma che, come tutte le malattie, deve essere accettata e trattata razionalmente. Essendo essenzialmente una malattia infiammatoria, i corticosteroidi, somministrati per via inalatoria, costituiscono il cardine del trattamento, gravati da modesti effetti collaterali. La terapia dell’asma, che si avvale di più sostanze farmacologiche, necessita di essere adattata alla risposta del singolo paziente e deve avere come obiettivo principale il controllo della malattia: questo permetterà un normale svolgimento delle attività quotidiane e ridurrà la frequenza delle riacutizzazioni nel corso dell’anno. Non sono noti risultati apprezzabili con l’utilizzo di rimedi della medicina alternativa, il cui uso potrebbe interferire negativamente nel controllo della malattia. Dott. Enrico Rossi (Pneumologo)

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Buon Appetito! Aperitivo prosecco extra dry ANTIPASTI Carpaccio di branzino con julienne di castraure e Orata marinata agli agrumi Fiore di zucca in pastella al baccale capasanta al prosecco PRIMI Tagliatelle di pasta fresca con code di scampo e asparagi

Riso del Grumolo delle Abbadesse alla marinara SECONDI Dentice al forno ai profumi di primavera Spinaci DESSERT Focaccia fresca con crema alla vaniglia e fragole fresche Vino Incrocio Manzoni bianco doc


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INCONTRO “CLASSE 1942” lungo periodo, in cui le storie zando. con le nostre realizzazioni. Perché non ritrovarci assieme personali si sono intrecciate con Quindi carissimo i tuoi “coetaquelle di tanti altri? L’Italia, in nei” 1942 ti aspettiamo. per raccontarci tutto questo? Rivedremo i nostri volti un po’ quegli anni, ha conosciuto tra- Entro il 20 Aprile mi devi consegnati dagli anni; sorrideremo sformazioni formidabili e noi fermare, anche telefonicaai nostri ricordi e ai nostri pic- settantenni, in questa grande mente, la tua partecipazione coli o grandi errori e così di- storia, sono sempre stati in (assieme alla moglie o al mamenticheremo i primi prima linea e nonostante gli rito) alla mega festa che daacciacchi. Forse riprenderemo il anni si aggiungono agli anni, remo domenica 3 Giugno p.v. coraggio per “pedalare”, forse abbiamo ancora una grande vi- presso il ristorante “La Cicala” ormai non per sognare, come talità, un forte desiderio di fare, a Cappelletta di Noale (VE). quando ci sem- di progettare e, soprattutto, di Nel segnalare la tua presenza, sei pregato di aderire al pranzo brava di avere essere sereni e socievoli. il mondo in Molti di noi hanno raggiunto la contattando Paolo Trevisanato: meritata pensione, altri non Via P.Veronese, 21/1 – 30035 mano. Ed allora, per- hanno più impegni impellenti Mirano (VE) Telefono 041ché non ritro- di famiglia, per cui deside- 430036 – cell. 348-3431191 varci per riamo dar spazio e qualità al Al momento dell’adesione Chi l’avrebbe mai detto che quei deve essere versato un acconto programmare, loro tempo libero. quattro amici così pazzi portutti insieme, Sicuramente, allora, vorranno di € 20,00 tassero una piccola festa questa festa, partecipare alla festa che alcuni Ti saluto caramente dei primi giorni di LuPaolo Trevisanato per rivivere un loro coetanei stanno organizglio a diventare una vera e propria imperdibile Grande Festa, un’ appuntamento rinomato in ogni dove Auguri e felicitazioni vivissime a Lucato Marisa e Vergerio Gino da a cui non possono parte dei figli Marina e Roberto e dai nipoti Cristiano, Alessandro, Matmancare vecchi amici e tia, Luna e Ginevra, per i 60 anni di matrimonio. Auguri anche dalla nuovi curiosi. Di anno Redazione di “Mirano Magazine” in anno è diventato sempre più difficile descrivere il caleidoscopio di divertimenti, sapori e intrattenimenti d’ogni genere che si scatenano nella zona dei campi sportivi di Mirano. Difficile tenere il passo con questo gruppo di pirotecnici organizzatori aiutati da collaboratori altrettanto efficienti, in grado di garantire a chi vuole passare qualche ora diversa, una perfetta e spettacolare serata di inizio estate. Quest’anno l’appuntamento per tutti, bambini, ragazzi, mamme e nonni è per il 07 Luglio 2012, quando sotto l’attenta regia degli organizzatori dell’Associazione Volare, l’estate, per una quindicina di giorni, cambia volto al Comune di Mirano. Paolo Favaretto, a nome dell’Associazione Volare, oltre a ringraziare le migliaia di persone che passeranno a salutare il Summer Festival ringrazia anzitempo tutte quelle persone e quei giovani che sacrificando tempo e fatica lo aiutano a organizzare questa grande Festa regalando così al Summer Festival un’atmosfera gioiosa che lo contraddistingue da tutte le altre feste.

Carissimo amico/a 1942-2012; settant’anni di storia, settant’anni che sono la tua e la nostra storia: e l’avvenimento merita sicuramente d’essere festeggiato nel migliore dei modi. E’ un’occasione per rivederci, forse dopo tanti anni, per ricordare, per progettare e forse … per far rivivere vecchi sogni la-

sciati nel cassetto. Infatti sono stati anni vissuti da tutti noi con impegno, fantasia e creatività, perché sicuramente siamo stati protagonisti nel costruire, ideare e sviluppare tanti progetti. A parte le inevitabili delusioni o i momenti di sofferenza, siamo orgogliosi della storia o delle storie che abbiamo scritto

L’estate è……… SUMMER FESTIVAL

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Mirano, tra primarie ed elezioni amministrative

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e elezioni amministrative della prossima primavera cadono in un momento estremamente delicato per Mirano che, da un lato, si trova ad affrontare i grandi turbamenti provocati dalla gravissima crisi economica generale e, dall’altro lato, sarà coinvolto, a breve, da grandi eventi ambientali e infrastrutturali che sono destinati, nei prossimi anni, a cambiare completamente la vita dei Miranesi. Basti pensare, a questo riguardo, che, quando verrà realizzata la Romea commerciale, le due più importanti direttrici stradali europee, cioè l’asse est-ovest, Barcellona-Kiev, e l’asse nord-sud, Rotterdam-Palermo, si incontreranno alle porte di Venezia e più precisamente nel territorio di Mirano. Questo importantissimo snodo stradale sarà funzionale al già previsto potenziamento del porto di Venezia, che è destinato a diventare l’approdo europeo più importante per il traffico marittimo da e verso l’Oriente e, in particolare, verso i due nuovi colossi dell’economia mondiale: la Cina e l’India. Ciò farà recuperare alla città lagunare e al suo Hinterland lo storico ruolo di cerniera dei traffici e degli scambi commerciali fra l’Europa e l’Oriente. Ruolo che Venezia ha perduto cinque secoli fa, a seguito della scoperta dell’America. Se a tutto questo si aggiungono la trasformazione dell’aeroporto Marco Polo, da semplice scalo aeroportuale a nodo intermodale europeo, con i previsti 14 milioni di passeggeri e milioni di tonnellate di merci, la realizzazione dell’alta velocità Milano-Venezia-Trieste e del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale, l’intera area veneziana, con o senza Veneto City, è destinata a diventare, nell’arco dei prossimi 20 anni, il polo logistico e commerciale più importante d’Europa, con importanti ricadute economiche, sociali, occupazionali e ambientali, anche se ancora non ben quantificabili. Non è difficile immaginare, però, il grandissimo sforzo, in termini di preparazione e adeguamento culturale e manageriale, che dovrà affrontare, da subito, tutta la classe dirigente politica ed economica locale, provinciale

e regionale, per comprendere la nuova situazione e per gestire il cambiamento, nell’interesse dei cittadini e del territorio. Ne consegue che anche i partiti politici miranesi, già nelle prossime settimane, saranno chiamati a proporre adeguati programmi e strategie di sviluppo e a indicare gli uomini e le donne in grado di capire prima e poi gestire queste epocali trasformazioni infrastrutturali ed economiche. Tutto ciò, nella consapevolezza che questa è un’occasione irripetibile, dalla quale dipenderanno il futuro dei nostri figli, la qualità della vita, l’ambiente in cui vivremo, le opportunità di lavoro. La prossima amministrazione si troverà di fronte alla necessità di affrontare e risolvere anche altri grandi e complessi problemi. I futuri amministratori, infatti, dovranno riparare i gravi danni apportati, in questi ultimi anni, alla macchina burocratica comunale, saranno chiamati a formulare una più attenta ed efficace politica sociale a favore delle sempre più numerose famiglie in difficoltà, reperendo le necessarie risorse finanziarie, anche gestendo finalmente al meglio il grande patrimonio immobiliare del comune, dovranno rivedere la bozza del Piano Regolatore per favorire un armonico e compatibile sviluppo urbanistico del paese e proporre un coerente piano della viabilità interna ed esterna al centro storico, dovranno avere la necessaria forza e autorevolezza per recuperare i 22 milioni di euro, relativi all’accordo per il passante, che Regione Veneto e Provincia di Venezia non sembrano più disponibili a concedere. Questo è il momento in cui i partiti dovrebbero formulare i propri programmi, metterli a confronto con gli altri soggetti politici, individuare ipotesi di coalizioni caratterizzate da obiettivi e valori condivisi nell’interesse dei cittadini e individuare le persone più adatte a realizzare i programmi concordati e soprattutto a gestire le sfide che i citati eventi epocali comporteranno per Mirano. È necessario che i partiti o le coalizioni di partiti che si candidano ad amministrare il comune nei prossimi cinque anni, siano in grado e abbiano il senso di responsabilità di mettere in campo una squadra di amministratori

estremamente preparati, esperti professionalmente, autorevoli e che non siano semplicemente dei volonterosi uomini o donne di apparato. Se ciò non avverrà, i Miranesi correranno il rischio che qualcuno, a livello più alto, regionale, nazionale o magari europeo, deciderà il loro futuro e gestirà il loro territorio, in una logica che non terrà certamente conto dei reali interessi locali, ma piuttosto degli interessi di enti sovra comunali, se non addirittura di quelli di qualche grande o piccolo gruppo d’affari. I gravi effetti negativi che Veneto City avrà su Mirano, soprattutto in termini di viabilità, o la minaccia, per fortuna ormai superata, della programmata installazione di una centrale a biogas a poche decine di metri dal Quartiere Aldo Moro e dalla popolosa via Gramsci, sono purtroppo solo due esempi dei guai che può provocare una classe dirigente inadeguata, quale si è rivelata la dimissionata giunta Cappelletto PDL e Lega Nord, che non ha saputo né voluto tutelare, nei confronti dei livelli decisionali sovra comunali, le sacrosante esigenze dei Miranesi. Mirano si trova ad un bivio: diventare, con una modesta, per quanto volonterosa, classe dirigente, l’anonima periferia cementificata di Porto Marghera, di Veneto City e del Quadrante Tessera, con una viabilità ferma a 30 anni fa, oppure, con amministratori veramente preparati ed autorevoli, svilupparsi turisticamente ed economicamente, mantenere e migliorare la sua identità di città vivibile e a dimensione d’uomo, con un centro storico riqualificato e una viabilità adeguata, di città del graticolato romano preservato, dei grandi spazi verdi usufruibili dai cittadini, delle piste ciclabili e dei percorsi pedonali finalmente realizzati. Claudio Trevisan Ex Consigliere Comunale Componente del Direttivo Provinciale UDC

Lista Civica Popolare 585 - Comitati Viabilità e Urbanizzazione

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a Lista Civica Popolare 585 — Comitati Viabilità e Urbanizzazione, nasce a Spinea il 5 Agosto del 2005, come movimento popolare con l’intenzione e l’obiettivo di operare nel settore della viabilità e urbanizzazione, sorvegliando sul territorio nell’interesse della popolazione. Il nostro movimento che conta su un numero importante d’iscritti e davvero molti simpatizzanti, proponendosi come lista civica, ha già avuto importanti successi in elezioni amministrative comunali, piazzando un consigliere comunale nelle Amministrazioni di Venezia e Spinea, grazie al modo semplice ma efficace col quale proponiamo i nostri programmi elettorali. Il nostro Movimento intende

presentare una lista civica anche per le elezioni di Mirano (e non solo), dove proporremo un candidato sindaco, pronti al passo indietro nel caso di apparentamento con altre forze politiche. Il nostro coordinatore per la sezione miranese del Movimento 585 è il Sig. Martino Minto, molto noto nell’hinterland della politica miranese, per le numerose esperienze avute nel corso degli anni che l’hanno sicuramente contraddistinto per l’importante impegno e la sincera passione: a lui il nostro ringraziamento per l’esperienza e la voglia di metterci in discussione che ci ha trasmesso. La grande novità del nostro Movimento è la natura veramente nuova per il mondo politico che noi tutti conosciamo: è l’assoluta voglia di parlare con i cittadini, coinvolgere i citta-

dini e soprattutto ascoltare i cittadini a riguardo delle loro problematiche e con un occhio di riguardo a critiche costruttive che essi vorranno porci. Per farci capire chi siamo e cosa vogliamo proporre, diciamo che le alleanze che noi stipuleremo con chiunque si riconoscerà nel nostro programma, saranno solo ed esclusivamente sul programma e mai politiche. Noi siamo una lista autonoma alla quale puoi partecipare, anche se sei iscritto a un altro partito; il nostro movimento non ha pregiudiziali verso chiunque abbia voglia di fare e ben operare per il bene della popolazione. Nel corso degli anni sia a livello locale ma anche a livello centrale, per troppi anni abbiamo

assistito a dei partiti che hanno allestito delle improbabili alleanze per vincere le elezioni e poi al momento di governare hanno litigato su tutto e gli anni sono trascorsi in un’inerzia talmente debole che poco o nulla si è fatto di quello che era stato promesso alla popolazione.

culturali, nei valori della Patria Unica e Sacra, in uno Stato forte con struttura federale con patto di stabilità tra ex-Regioni che diventano Stato Federato.

La vera novità è questa: noi accogliamo o appoggiamo solo proposte di programma serie e realizzabili e a questo scopo noi siamo trasversali a chiunque, solo così, infatti, si riuscirà a rompere le logiche di partito che poco o niente in questi anni hanno dato ai cittadini che, non dimentichiamoci, li hanno anche votati. Il Movimento 585 — Viabilità e Urbanizzazione politicamente si riconoscono nei valori cristiani delle nostre tradizioni

Il coordinatore Martino Minto

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Pasqua 2012

Auguri di Buona Pasqua!

Dalla cucina

Primi piatti

Dessert

Aperitivo di benvenuto Finger food Pasquale

Risotto di melanzane mantecato al timo e caprino Ravioli ripieni alle “rosoete” padellati all’Asiago mezzano

Mimosa alla frutta

Antipasto Tortino di ricotta, asparagi verdi e uovo di quaglia su fiori di primavera

Secondi piatti Degustazione di agnello: arrosto, brasato ai carciofi, le sue frattaglie

Dalla Cantina Prosecco Barichel Vespaiolo di Breganze Maculan Lagrain Kellerei Kaltern Moscato d’Asti La Caudrina


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Il "Fungo d'oro" alla sensibilità per la salvaguardia dell'Ambiente

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abato 10 marzo è stata una festa per il Gruppo "Amici Micologi Mirano" che si è svolta al ristorante "La Cicala" a Cappelletta di Noale: infatti si è tenuta l'annuale cena sociale con circa 150 presenti, tra Soci, simpatizzanti e autorità, tra i quali il Senatore Marco Stradiotto, la Presidente del Consiglio Provinciale di Venezia Marina Balleello, l'Assessore alla Pubblica Istruzione della Provincia di Venezia Claudio Tessari, l'Assessore alle Attività Produttive della Provincia di Venezia Lucio Gianni, il V. Presidente della Pro Loco di Mirano Silvestro Zecchinato. A fare gli onori di casa il Presidente del Gruppo "Amici Micologi Mirano", che ha illustrato le varie attività che vengono svolte, non solo a livello locale, ma Regionale, divulgando una cultura Micologico-Naturalistica a carattere scientifico e amatoriale in prosecuzione del grande Maestro Bresadola. I prestigiosi riconoscimenti sono stati consegnati a due personalità che si sono distinte per il loro impegno rivolto alla realizzazione del progetto didattico-educativo che il Gruppo "A.M.M." propone ai vari ordini di Scuole: l’Assessore Claudio Tessari, e Francesco Palmieri, che si è distinto per le partecipazioni in tutte le attività Micologico-Naturalistiche organizzate dal Gruppo "Amici Micologi Mirano". Il Presidente Paolo Trevisanato

Nella foto i premiati. Da sx a dx: Assessore Attività Prod. Prov. Ve. Lucio Gianni, Assessore alla P. I. Prov. Ve. Claudio Tessari (premiato), Pres. Consiglio Prov.le di Venezia Marina Balleello, Socio del gruppo “AMM” Francesco Palmieri (premiato), Pres. del gruppo “AMM” Paolo Trevisanato.


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BUONA PASQUA DA

Via Bastia Fuori, 1 - 30035 Mirano (Venezia) Tel. 041.5700390 - www.coccolateria.it

La “coccolateria” che ti coccola

“C

occolateria”è il nome della gelateria e cioccolateria aperto in via Bastia Fuori a Mirano da Giorgio Libralesso, dove si possono degustare prodotti di raffinata qualità rigorosamente preparati all’insegna della freschezza e genuinità. Per Giorgio, infatti, “coccolateria” esprime appieno la sua idea di “coccolare” il cliente, prendendolo delicatamente per la gola attraverso la degustazione di sapori squisitamente avvolgenti. Non è un’impresa da poco, ma Giorgio dimostra di saperlo fare con passione, capacità e spirito d’iniziativa, tutte qualità che ha acquisito sia con anni ricchi di esperienza, sia dalla famiglia che glia ha trasmesso l’amore per una professione che dà tante soddisfazioni, ma che richiede nello stesso tempo abnegazione e costanza nel saper accostare i gusti da proporre ai clienti. Un arredamento elegante e raffinato inserito nel

centro storico di Mirano, un laboratorio con macchinari all’avanguardia per lavorare materie prime scelte rigorosamente in base alla loro genuinità eterritorialità ( prodotti Igp come ad esempio la nocciola del Piemonte, il pistacchio di Sicilia, etc…). Alla “Coccolateria” non manca la varietà di scelta: ben 25 gusti-base da cui Giorgio sa ricavare tantissime altre combinazioni come il “dolce-salatofondente-croccante”, il “cioccolato nero con cuore di panna”, o il “cioccolato nero con rum”. Basta passeggiare in Piazza Martiri e soffermarsi ad ammirare la vetrina di Giorgio che ti prende la voglia di “coccole” e quasi senza accorgertene sei già entrato a fare la felicità dei tuoi sensi, soprattutto quello gustativo. Per informazioni 041.5700390 Paolo Leandri

BUONA PASQUA Aperitivo di benvenuto a buffet con stuzzichini vari

costicina di agnello alla griglia con i contorni di stagione

Petto di faraona marinato con cruditè di asparagi bianchi, pane nero e burro al papavero

Bavarese al cioccolato fondente e gelée di fragole

Lasagnetta alle erbette spontanee di campo Bigoli al ragù di gallaccio padovano Involtino di vitello e asparagi bianchi di Conche,

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La Federazione della Sinistra per Mirano La Federazione della Sinistra si presenterà alle prossime elezioni comunali forte dell’esperienza amministrativa degli ultimi anni di opposizione della precedente Giunta di centrodestra. Dopo gli ultimi anni di malgoverno è necessario voltare pagina e dare a Mirano un’Amministrazione seria e competente che sappia affrontare i problemi dei cittadini nonostante le ristrettezze di bilancio imposte dal Governo nazionale. Ecco perché abbiamo partecipato alle elezioni primarie del 12 febbraio con il nostro candidato e consigliere uscente Luigi Gasparini, ecco perché ora sosterremo la vincitrice delle primarie Maria Rosa Pavanello come candidata sindaco del centrosinistra. Il Comune di Mirano dovrà essere una organizzazione modello, in primo luogo nella partecipazione dei cittadini ai processi decisionali dell’Ente: l’attività amministrativa

dovrà essere caratterizzata dalla massima pubblicità e trasparenza, favorendo al massimo le relazioni sociali, sindacali e le politiche di genere. I cittadini dovranno partecipare attivamente alle decisioni dell’Ente: la partecipazione dovrà essere uno strumento reale per decidere e governare, dal bilancio partecipato alle scelte relative allo sviluppo del territorio: ecco perché saranno indispensabili strumenti diretti di consultazione dei cittadini e delle categorie produttive, anche via internet, come proposte di referendum di indirizzo con raccolta firme e voto on-line, tale da permettere un rapporto costante con i cittadini. A tal fine indispensabile sarà la realizzazione di una rete wifi libera e gratuita in tutto il territorio comunale, perché anche la Rete è un Bene Comune a cui tutti devono avere la possibilità di accedere.

Mirano dovrà avere servizi pubblici efficienti, un polo ospedaliero di eccellenza, una casa di riposo a norma e scuole e sale comunali accessibili a tutti. La casa dovrà essere un diritto e non un lusso e le strutture sportive essere funzionali: altro che la privatizzazione dei servizi pubblici essenziali voluta dal Governo nazionale. Una Città con più verde pubblico, meno inquinamento e migliore qualità della vita è il nostro obiettivo: è impensabile procedere all’ulteriore cementificazione del suolo e pertanto diciamo NO a Veneto City, Romea Commerciale, e ad ogni ipotesi di nuove strade e attività inquinanti nel territorio comunale. La recente battaglia vinta contro la centrale a biogas di via Porara portata avanti in primis dalla nostra forza politica e che è riuscita a coalizzare tutte le forze del centrosinistra, è la dimostrazione tan-

Un primo passo verso la Mirano di domani Volevo cogliere l’occasione per ringraziare gli elettori e le elettrici che hanno partecipato alle elezioni primarie per il candidato sindaco del centrosinistra a Mirano. Non solo i miranesi e le miranesi che mi hanno votato concedendomi la vittoria, ma tutti i 2.077 miei concittadini che hanno dato vita a questa straordinaria prova di partecipazione, la cui affluenza è stata significativamente superiore a quella, già rilevante, registrata in occasione delle primarie per il candidato premier alla vigilia delle elezioni legislative del 2005, le uniche di coalizione. Le primarie del centrosinistra di Mirano e il loro risultato non sono un punto di arrivo ma un punto di partenza. Attraverso il contributo di tutti, in primis dei candidati che hanno partecipato con lealtà, slancio ideale e importante capacità progettuale, oggi le forze democratiche e di progresso di Mirano possono avviare una stagione di costruzione programmatica che certo attingerà dal mio programma specifico come presentato agli elettori, ma che saprà arricchirsi del contributo di tutti e soprattutto dei miranesi. Abbiamo di fronte a noi sfide fondamentali per il destino del nostro territorio dopo una stagione, quella del centrodestra, fallimentare sia sotto il profilo politico che per quanto riguarda le azioni amministrative (poche, a dire il vero) che sono state intraprese. Viviamo una stagione di criticità e complessità sociale che rende urgente il bisogno di adottare, nella consapevolezza delle difficoltà economiche in cui si dibattono gli enti locali, strumenti efficaci di sostegno alle famiglie, alle fasce sociali più in difficoltà, al mondo della non autosufficienza. Strumenti di sostegno e di supporto attivo che spazino da un nuovo e più efficace welfare comunale a una rafforzata protezione sociale pubblica, accompagnata da misure di rilancio dell’economia territoriale senza il cui ap-

porto è impossibile immaginare di uscire dal cul de sac della crisi. Servono nuovi modelli di governance che valorizzino le nostre risorse e si mettano al riparo dai pericoli di una programmazione che non sia attenta alle priorità ambientali e territoriali di Mirano, penso in particolare alla spada di Damocle della grande speculazione di Veneto City, un progetto che rischia di distruggere i nostri centri urbani e i soffocarci nel traffico. Ma soprattutto, dopo una parentesi di governo cittadino autoritario, arroccato nelle beghe di potere e congiure di palazzo, ridare in mano ai miranesi le redini della loro città, inaugurando una stagione di buone pratiche partecipative, che rendano trasparente l’amministrazione e non la isolino dal contesto sociale della città e delle sue frazioni suo territorio, ma che promuovano la condivisione anche con un maggiore utilizzo di vecchi e nuovi strumenti di democrazia diretta a disposizione dei Comuni, penso alle consultazioni referendarie e alle delibere di iniziativa popolare. Le Primarie insomma non sono state un appuntamento meramente elettorale, ma la pietra miliare di un percorso: tornare a fare del Comune la casa di tutti i cittadini.

Maria Rosa Pavanello Candidata Sindaco per il centro sinistra

gibile che i miranesi non vogliono opere calate dall’alto e vogliono esprimersi sulle scelte che riguardano il proprio territorio. La ricchezza ambientale e culturale del nostro Comune dovrà essere valorizzata, ecco perché è necessario puntare sul turismo come volano dell’economia e valorizzare l’aggregazione e la produzione culturale specie delle giovani generazioni. Noi vogliamo che Mirano sia un esempio e voglio che tutte e tutti Voi siate partecipi di questo grande processo di rinnovamento in modo tale che l’Ente sia un esempio di cultura positiva in un clima adatto al cambiamento: pertanto il 6 e 7 maggio chiediamo il Vostro voto per cambiare e dare al nostro Comune un’Amministrazione seria con persone nuove e competenti e che hanno a cuore il futuro di Mirano.

Luigi Gasparini consigliere comunale uscente PRC Federazione della Sinistra Cristian Zara segretario circolo di Mirano PRC Federazione della Sinistra

Esperienze "La mia esperienza come consigliera comunale è stata breve, ma densa di attività , non ultima la spallata finale alla traballante amministrazione Cappelletto. La triste parentesi amministrativa che abbiamo attraversato ha lasciato irrisolti molti nodi cruciali ed ha aggravato situazioni che sarebbe stato opportuno affrontare con spirito di servizio e senso di responsabilità nei confronti della città tutta. Durante il mio mandato mi sono trovata, più volte, a sollecitare Sindaco e Giunta su problematiche tuttora di stringente attualità: le opere di compensazione e di mitigazione al Passante, il cosiddetto “tornello” del casello di Vetrego, i costi del festival For, la sciagurata bretella di via Battisti. L’ultima battaglia, assieme ai partiti che costituivano l’opposizione , l’ho combattuta contro un’altra ipotesi di svendita del territorio cittadino: la centrale a biogas che sarebbe dovuta sorgere in via Porara, a ridosso del centro urbano e di quartieri densamente popolati. Quando si sta all’opposizione si può solo contrastare l’arbitrio , ma ora si apre una nuova stagione : credo che la grande partecipazione alla consultazione delle primarie e il consenso ottenuto da Luisa Conti, che rappresentava il nostro gruppo, abbiano premiato anche un atteggiamento di attenzione e di cura nei confronti della cosa pubblica che ho assunto nel mio mandato di consigliera. Un mandato inteso come impegno civile per amore della città e di chi ci vive, con l’auspicio di poter dare ancora il mio contributo per un diverso stile di governo, che coinvolga la cittadinanza in un processo partecipativo largo e diffuso, dove cittadini e cittadine sono protagonisti. In un periodo di crisi economica pesante , dobbiamo unirci tutti assieme a salvaguardia di valori fondamentali come la tutela dell'ambiente, della salute e delle relazioni umane . Il territorio miranese possiede ancora un grande patrimonio costituito dai servizi alla cittadinanza, dal sistema dei parchi e da un’eredità culturale viva e vivace: la priorità, in questo difficile momento storico, non può che essere la sua conservazione e valorizzazione." M.Elena Tomat


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FIDATI SOLO DEI VERI PROFESSIONISTI!!! Molti anni sono passati da questa celebre scena che a molti farà sorridere, ma dopo tutto questo tempo nulla è cambiato, il truffatore o l’impostore è sempre dietro l’angolo. Siamo in un momento di crisi e quindi attenzione stanno nascendo finte agenzie immobiliari, gestite da personale non in regola, che vogliono approfittare di un periodo in cui le case hanno prezzi più bassi con l’obiettivo di lavorare “in nero”. Infatti stanno operando sul mercato dell’intermediazione immobiliare non solo “mediatori abusivi” individuali, quindi privi di ogni abilitazione e fonte di evasione totale, ma anche agenzie con tanto di negozio, vetrina, e iscrizione alla Camera di Commercio ma fatta attraverso un prestanome. COME SI CONCRETIZZA L’ABUSO? E’ sufficiente procurarsi un soggetto iscritto alla Camera di Commercio, costituire una società e nominarlo legale rappresentante anche se non necessariamente socio. Questa architettura societaria può mandare indenni gli operatori che effettivamente operano e lavorano nell’agenzia, che sono i veri titolari. Non è certo legale la situazione e se il controllo da parte della

Polizia Municipale avviene in maniera precisa e puntuale si possono stanare senza problemi. Anche il Ministero dello Sviluppo Economico ha di recente emanato un regolamento a seguito del quale non è possibile che un amministratore di una società possa essere contemporaneamente legale rappresentante in altre, magari in diverse province. Si capisce bene la ragione di questo editto: un mediatore deve essere in prima persona a trattare gli affari, che siano affitti, compravendite o cessioni d’azienda E NON UN SEMPLICE IMPIEGATO. E per legge non è possibile delegare ad altri non iscritti la trattativa, soprattutto per una questione di responsabilità e di garanzia civile e penale, quindi NON DEVONO ESSERE PAGATI. Non per niente il legislatore con la legge del 3 febbraio1989 ha stabilito che il cliente che tratta un appartamento o una villa con un operatore privo di patentino ha diritto alla restituzione della provvigione pagata anche se l’affare è stato concluso. Basta provare che a seguirlo nelle fasi di visita, trattativa, definizione del prezzo e modalità di pagamento sia stato proprio il soggetto abusivo. A nulla

valgono le argomentazioni di essere socio dell’agenzia: per avere diritto alla provvigione bisogna essere iscritti alla Camera di Commercio come agenti immobiliari. Quindi attenzione: non può un soggetto fare il mediatore, segnalare affari, trattare prezzi e modalità di pagamento se non è regolarmente munito di qualifica professionale. In Polesine vi sono alcune realtà di questo genere che sono già state segnalate. E’ recente, per esempio, la nascita di un agenzia in altopolesine che ha l’obiettivo di vendere e affittare case e che dopo aver allestito il negozio in centro città, arredandolo di tutto punto, affiggendo anche cartelli “vendesi” (come fanno tutte le agenzie in regola) sta operando con due soggetti abusivi con la copertura di un prestanome. Infatti con una semplice visura camerale si è scoperto che l’amministratore è un padovano, titolare di altre due posizioni IVA in provincia di Padova che non si vede mai nell’agenzia incriminata. In questo caso l’unico rimedio immediato che ha il consumatore, per pretendere di avere davanti a sé un soggetto che possa rispondere delle sue azioni per legge, è quello di chiedere sempre la visione del Patentino di Agente d’Affari rilasciato

dalla Camera di Commercio (e non quello di altre persone che non sono presenti in agenzia), con l’avvertenza che i soggetti in questione sono abili a camuffare le situazioni rendendole legali all’occhio del cliente medio. Altro fenomeno è quello di comuni ladri che, spacciandosi per clienti che vogliono acquistare il vostro immobile, entrano in casa vostra, carpendo le informazioni necessarie per mettere in atto l’illecito. Cocludendo a chi: Viene a casa tua! te la stima! Te la propone! Fà una trattativa! Pretende soldi! Vuole vedere l’immobile! Vuole farti firmare un contratto! CHIEDI SEMPRE L’ISCRIZIONE ALLA CAMERA DI COMMERCIO.

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inserto culturale di letteratura, arte, cinema, teatro, fotografia, musica

ECCOCI! Nell’ultimo numero di “Mirano magazine” abbiamo lanciato un’idea, espresso un proposito, formulato una promessa: realizzare una rivista culturale. Un’autentica sfida in un momento in cui la cultura nel nostro paese non gode di buona salute, mortificata dai tagli ai finanziamenti e da dichiarazioni sul fatto che “la gente non mangia cultura”. Ed è proprio per contrastare questo pensiero che abbiamo voluto mantenere la promessa, muovendoci in “direzione ostinata e contraria”. Siamo pronti a misurarci con i lettori, saggiare la loro voglia di discutere e capire, di ricordare e conoscere. Siamo ospiti di “Mirano Magazine” con otto pagine, ma coltiviamo l’ambizione di crescere e magari tra qualche numero tentare l’avventura di uscire come rivista autonoma. Abbiamo scelto Mirano perché siamo convinti che la città meriti una vetrina dove presentare le molteplici attività animate da artisti, associazioni, operatori culturali. Una pubblicazione non nasce mai già grande, fatta e finita. È un processo lento di crescita fatto di slanci e ripensamenti, di intuizioni e dubbi, di buone idee e errori. È anche un fatto di feedback, molto dipenderà dalla risposta che avremo da voi lettori, da come sarà accolta questa iniziativa. Dipenderà da voi se la rivista vivrà, crescerà, saprà diventare indipendente. Vi chiediamo quindi di scriverci per collaborare e dare impulso a questa avventura. Abbiamo bisogno di voi perché senza la vostra partecipazione il progetto non decollerà. In questo numero parleremo di Villa Bianchini con l’affresco del Tiepolo; delle “geografie umane” tra Mozambico e Perù; della stagione teatrale miranese; del progetto Auschwitz del liceo Majorana; della mostra d’arte in villa Morosini; ci saranno una riflessione sull’alpinismo, e una recensione musicale. Pubblichiamo inoltre, in ultima pagina, un racconto di una giovane scrittrice veneziana, con l’obiettivo di dare visibilità ad autori esordienti sempre più in difficoltà in un mercato editoriale chiuso e asfittico, asservito a logiche commerciali e proiettato verso la riduzione della letteratura a mero strumento di intrattenimento. Vogliamo ringraziare tutti i nostri collaboratori che hanno consentito l’uscita di questo primo numero e hanno creduto nel nostro progetto. Un ringraziamento particolare a “Mirano magazine” e al suo animatore Paolo Trevisanato per la fiducia e l’ospitalità. Paolo Gallina Gabriele Pipia

Redazione: Paolo Gallina, Gabriele Pipia Progetto grafico: Giacomo Gallina Hanno collaborato: Giovanna Baghin, Stefano Borgarelli, Giuseppe Borziello, Argentino Cagnin, Caterina Castellani, Marina Franceschi, Alessandro Girtanner, Francesca Giubilei, Davide Maggi, Filippo Rossi, Marianna Sassano. Contatti: marquez55@virgilio.it gabriele.pipia@yahoo.it

Per amare la cultura occorre una forte vitalità. Perché la cultura – in senso specifico o, meglio, classista – è un possesso: e niente necessita di una più accanita e matta energia che il desiderio di possesso. Pier Paolo Pasolini Lettere luterane

N. 1

LETTORI SVEGLIATEVI! di Gutemberg Cari colleghi lettori, proviamo a riflettere. Ogni Natale - il periodo in cui si vendono più libri - da anni a questa parte i best sellers sono sempre scritti dagli stessi autori. Fateci caso. Anche quest’anno i più venduti sono stati: Fabio Volo, Mauro Corona, Bruno Vespa, John Grisham, Paulo Coelho, l’eterno Camilleri, la Littizzetto, Zafon, Kinsella, l’intramontabile Kay Scarpetta della Cornwell. Sono esattamente gli stessi autori di Natale 2010, e pure di quello del 2009. Devo continuare indietro nel tempo o il concetto è chiaro? Per non parlare dei libri di cucina delle “famosissime chef” Parodi (terzo anno di ricette); Clerici (già da un pezzo ai fornelli) e ancora Gelisio (esperta di pesce), Suor Germana e altre note frequentatrici di tv satellitari. Tutto qua, questo è il mercato editoriale italiano di oggi, e da un pezzo. Da almeno due anni inoltre le case editrici cercano un nuovo best seller, un nuovo Paolo Giordano per intenderci (è quello della Solitudine dei numeri primi), o una nuova Eleganza del Riccio, senza trovarlo. Ci ha provato Mondadori a clonare Giordano con Alessandro D’Avenia, biondo, giovane, carino, storielline simili, gran battage pubblicitario, ma i risultati sono stati scarsi. Allora gli editori provano a confezionare prodotti di puro marketing. Per esempio il libro scritto a due mani Littizzetto/Valeri, che vale quel che vale come prodotto in sé, oppure, e qui vi regalo un’anteprima, il nuovo, fantastico, immancabile nelle cucine di tutti noi, libro di cucina scritto a due mani (scritto?) da Antonella Clerici e nientedimeno che Bruno Vespa. Straordinario! Corro in libreria passando col rosso! Questo è quello che passa il convento. Ma adesso, cari colleghi lettori, proviamo a pensare di chi sia la colpa. E’ colpa degli editori? Loro per “mission” devono vendere attraverso il libro, il prodotto cultura. Dunque guardano i numeri. E se i numeri si fanno con la “merce” di cui sopra, loro producono e vendono questa merce. E allora, se la colpa fosse un po’ nostra, cari colleghi? Perché siamo pigri, non abbiamo voglia di scegliere, di perdere un po’ di tempo tra gli scaffali. Eppure è proprio questo il bello delle librerie, che si può perdere tutto il tempo che si vuole senza che nessuno ci dica niente, e possiamo anche uscire senza aver comprato niente. Invece entriamo, vediamo la grande pila rossa del nuovo libro di Volo, prendiamo, paghiamo e usciamo. E non ci siamo accorti che tra le novità c’e’ una piccola piletta con il nuovo libro di Bill Bryson, o di Bennet (quello della sovrana lettrice) o anche l’imperdibile Open di Agassi. Non ci accorgiamo nemmeno che in quasi ogni libreria c’e’ uno scaffale riservato solo alla casa edi-

trice Adelphi, che è una delle poche case editrici italiane che ancora pubblica piccoli e grandi capolavori (vero Einaudi?, che da tempo hai perso l’anima), oppure Iperborea, o Guanda con i suoi libri dalle copertine straordinarie. Guardate cari colleghi che ci sono questi libri nelle librerie, magari un po’ nascosti dal megaposter di Bruno Vespa. Allora lettori svegliatevi! Un po’ di fantasia, un po’ di ricerca e proviamo a dare un segnale agli editori. Vogliamo buoni e ottimi libri, e magari capolavori.

IL LIBRO di Marina Franceschi

A volte può essere un interesse di vecchia data o una recensione particolarmente convincente che ci spinge ad acquistarlo. Altre volte lo riceviamo in regalo, perché qualcuno ha pensato a noi. Siamo lettori per passione, senza grosse pretese. Abbiamo pur tuttavia un certo qual stile, una sorta di dedizione al piacere della lettura. Qualsiasi momento è buono, nel tragitto che ci porta al lavoro, in qualche provvidenziale sala d’attesa, magari a fine giornata. Concludiamo la lettura come l’abbiamo iniziata, in solitudine e spesso, prima che

I libri si dividono in due categorie: i libri per adesso e i libri per sempre. John Ruskin

il libro finisca parcheggiato in qualche angolo di casa, ci saremo limitati a un “mi è piaciuto… non mi è piaciuto” sussurrato in privato, a noi stessi o, nel migliore dei casi, avremo scambiato qualche veloce impressione con un amico paziente. E poi, via, il tempo è poco e già preme qualche altra lettura. Allora, cosa c’è di più bello, in certi periodi della nostra vita di lettori, di condividere questa passione con una cerchia di amici? Si legge in solitudine ma poi si discute in compagnia. Attorno a un tavolo il clima è conviviale e lo scambio di opinioni può riservare molte sorprese. Si può scoprire, ad esempio, che ciò che continua a pag 2

io, leggo.


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Villa Bianchini a Zianigo

dalla prima:

SALVIAMO IL TIEPOLO di Gabriele Pipia “Mirano terra dei Tiepolo”: quante volte abbiamo sentito questa frase negli slogan turistici del Comune, della Pro Loco e della Provincia? Moltissime. Per Mirano, infatti, il Tiepolo rappresenta un pezzo di storia, un simbolo artistico, un elemento di vanto. Giandomenico Tiepolo, figlio del veneziano Gianbattista, è nato e ha vissuto a Zianigo, dove ha realizzato la stragrande maggioranza dei propri capolavori. I quadri del Tiepolo sono stati esposti in una grande mostra realizzata nel 2007 a New York, ma sono conservati anche in una collezione del Louvre di Parigi e in molti altri grandi musei internazionali come quelli di Dresda, Venezia e San Pietroburgo. Eppure, a Mirano, quasi tutti se ne sono dimenticati. L’ultimo affresco rimasto nel nostro territorio è da anni dimenticato in una stanza abbandonata di Villa Bianchini, a Zianigo. “Il merito e la fama” risale al 1790, è relativamente piccolo (160 x 90 cm) ma ha un grosso valore artistico e negli anni ha attirato l’attenzione di molti studiosi provenienti perfino da Canada e Stati Uniti. L’episodio capitato a fine febbraio, quando per l’ennesima volta alcuni extracomunitari sono entrati nella villa forzando due porte con un piede di porco, ha riportato l’attenzione su questa situazione di degrado. Una situazione che caratterizza la storica villa da oltre un decennio, da quando chiuse la vicina Scuola dell’Agricoltura. Le pareti sono pericolanti, i muri rovinati e consumati, l’erba è altissima e spesso e volentieri alcuni extracomunitari vi entrano di notte per trovare un tetto sicuro (e prestigioso, ci viene da dire…) su cui dormire. Escono alle prime luci dell’alba, eludendo la sorveglianza e sicuramente incuranti che la stessa villa rappresenta, o dovrebbe rappresentare, uno dei fiori all’occhiello del patrimonio artistico miranese. E invece nell’area circostante negli ultimi mesi è stato trovato di tutto: bottiglie,

carte, sigarette, siringhe, perfino bamboline wo-doo. Il Tiepolo non rischia ne furti ne danneggiamenti volontari perché si trova sul soffitto di una stanza protetta da inferriate, ma l’umidità sta mettendo in pericolo la sua conservazione. Mario Esposito, a lungo presidente del Centro Studi Tiepolo, ha le idee chiare: “Questo è l’unico pozzo di petrolio che abbiamo a Mirano, potrebbe scaturire un volano di turismo impressionante, invece è totalmente snobbato”. Negli anni sono stati fatti vari tentativi per mettere l’opera in sicurezza, ma tutti sono falliti. A tal proposito Esposito svela un retroscena: “Nel 1998 ricevemmo un contributo dalla Fondazione Cassamarca di oltre 20 milioni di lire per staccarlo, restaurarlo e spostarlo. – racconta – Individuammo come luogo ideale la Barchessa di Villa Morosini, perché dotata di allarme e deumidificatore. La Soprintendenza seguì il progetto e ci indicò di rivolgerci al bolognese Ottorino Nonfarmale, uno dei migliori restauratori di affreschi italiani. Progetto e preventivo sono ancora in qualche cassetto del Centro Studi”. E il Tiepolo è ancora li, umido e impolverato. “Ci furono cavilli e pasticci buro-

cratici e l’amministrazione introitò i soldi senza fare nulla” spiega. Ma Esposito non si rassegna: “Tutti i libri di storia dell’Arte nominano Zianigo. Assieme alla “Quinta del sordo” di Goya a Madrid, la casa del Tiepolo è una delle poche case superstiti che i pittori decorarono per sé stessi e non per committenti. Potrebbe essere un monumento nazionale”. Villa Tiepolo è di proprietà di una famiglia miranese, mentre la vicina Villa Bianchini venne acquistata dal comune due anni fa per un milione e 800mila euro e poi lasciata al degrado. Nel 2008 l’amministrazione vagliò alcune proposte di rilancio: si parlò di creare un centro studi bancario, un ostello della gioventù o una fondazione medica, ma i progetti non sono mai andato in porto. Questa è la situazione attuale, ma quali sono le soluzioni? La sensazione è che per valorizzare la villa e riqualificare il giardino circostante ci vorranno comunque disponibilità economiche e tempi lunghi; al momento dunque la priorità è salvare l’affresco del Tiepolo, staccandolo e portandolo in un luogo più sicuro, come potrebbe essere appunto la barchessa di Villa Morosini.

IL LIBRO noi abbiamo amato di una lettura, ciò che ci ha perfino commosso ha invece indispettito o, peggio ancora, lasciato indifferente il nostro vicino. Un buon esercizio di tolleranza. E ancora, nel costruire una nostra opinione da fornire alla comunità di lettori, ci si sforza di dar consistenza alle impressioni frettolose con le quali spesso archiviamo le nostre letture. Un buon esercizio di riflessione. E che dire degli altrui punti di vista? Li ascoltiamo e scopriamo prospettive di lettura che non avevamo considerato, particolari che ci erano scivolati via e qualcun altro ha saputo cogliere meglio di noi. Un buon esercizio di umiltà. Sarà come rileggere? Concedere una seconda chance al libro? Prolungarne la vita prima dell’oblio? Arriva il momento di scegliere il prossimo libro. Lo si farà insieme e sarà una scelta che inevitabilmente creerà qualche scontento: qualcuno sarà soddisfatto, qualcun altro meno. E magari, proprio per gli scettici potrà esser l’occasione per sperimentare e magari per superare qualche pregiudizio. Forse.

SCRIVETECI Come abbiamo spiegato nell’editoriale, questo progetto ha bisogno della vostra collaborazione. Il prossimo numero è previsto per settembre, ancora come inserto del “Mirano Magazine”, ma se avessimo riscontri positivi potremmo creare le basi per un numero intermedio e indipendente. Ci proponiamo dunque di chiamare a raccolta le molteplici espressioni del panorama culturale miranese, ma anche tutti i cittadini che sentivano il bisogno di questa iniziativa per contribuire con proposte ed idee. Vi invitiamo dunque a contattarci per farci avere interessanti notizie culturali ma anche semplicemente per darci i vostri suggerimenti. Vi aspettiamo! Scriveteci: marquez55@virgilio.it gabriele.pipia@yahoo.it

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IN VETTA. LEGATI PER LA VITA di Giuseppe Borziello Dietro di noi la parete appena percorsa, con le sue placche e fessure; i pochi chiodi trovati, i “passasorze” su cui ho rigirato qualche fettuccia per assicurare la salita. E poi la forcella dove abbiamo sostato brevemente, la lunga cresta così aerea, l’ultima breve placca che ha richiesto un passaggio un po’ ardito. E ora ecco la grande croce di vetta. Mettiamo giù gli zaini e ci stringiamo la mano, come si fa fra compagni di ascensione. Siamo su una delle cime più importanti delle Dolomiti trentine, Cima Catinaccio, che gli alpinisti di lingua tedesca chiamano Rosengarten. E il mio compagno di corda oggi è mio figlio. Ai nostri piedi i monti di Fassa e in fondo, più distanti, quelli dell’Alto Adige. Le agili Torri del Vajolet, che si è soliti ammirare dal basso, con i loro svettanti profili che si stagliano nell’azzurro del cielo o, nelle giornate di tempo cattivo, appaiono e scompaiono fra le nebbie, oggi le guardiamo dall’alto e, schiacciate dalla diversa prospettiva, sembrano nient’altro che povere protusioni rocciose sul fianco della grande montagna. Siamo in alto e questo cambia drasticamente la prospettiva. Muta il nostro punto di vista; mutano le proporzioni delle cose. Quelle create dalla natura nel corso di milioni di anni, come quelle costruite dall’uomo: strade, case, paesi. Muta anche la percezione che abbiamo di noi stessi: siamo in alto, siamo sulla sommità di questo mondo alpino che si stende ai nostri piedi, ma siamo piccoli, insignificanti, fragili. Come è effimera la nostra esistenza, davanti a queste montagne che hanno milioni di anni, a queste valli, scavate da immani ghiacciai e poi da vorticosi torrenti nel corso di tanti millenni. Da quassù muta la percezione che abbiamo del mondo, della nostra stessa vita, dei valori che abitualmente guidano la nostra esistenza. Strana e inaspettata conseguenza del nostro salire. E cosa strana è l’alpinismo. Fra tutte le attività umane è forse quella più difficilmente classificabile. Di sicuro non si può definire soltanto uno sport. La componente del rischio è sempre presente e

può assumere dimensioni sconosciute a qualsiasi altra disciplina. Inoltre l’alpinismo presenta molte facce, e chi raggiunge l’eccellenza in una particolare attività non è affatto detto che se la cavi altrettanto bene nelle altre. Infatti, chi arrampica benissimo su roccia, può non essere altrettanto bravo sulle pareti ghiacciate, o nelle escursioni sci-alpinistiche. Anche gli aspetti culturali dell’andare sui monti sono fondamentali per comprendere l’alpinismo, così come quelli etici. Può accadere che qualcuno si esalti perché è arrivato su una vetta importante o al termine di un’arrampicata particolarmente impegnativa. Qualcun altro è disposto a sacrificare tutto, anche la propria vita e quella dei compagni, pur di raggiungere il risultato agognato. Può esserci chi, di fronte ai monti e alla meravigliosa complessità e ricchezza della loro storia naturale, vi trovi motivo di studio, occasione per approfondire la propria conoscenza. Qualcuno può abbandonarsi a considerazioni di carattere estetico o religioso, cercando nel mondo delle altezze un personale percorso per sentirsi più vicino a Dio, o quanto meno per conoscere meglio se stesso, le proprie pulsioni, le proprie capacità di risposta nelle circostanze più difficili ed estreme, i propri limiti. Penso abbia proprio ragione chi una volta ebbe a dire che ci sono tanti “alpinismi” quanti sono gli alpinisti. E ciò può stare a significare che, più che un’attività intesa in senso pratico, l’alpinismo sia una vera e propria modalità di estrinsecazione dell’animo umano, quasi un modo d’essere dell’uomo-alpinista, un personale e peculiare stile di vita, se non addirittura una modalità di espressione artistica. Oggi mi trovo qui, in cima al Catinaccio, ancora una volta dopo quasi vent’anni. Su questa vetta che da ragazzo mi sembrava irraggiungibile. Ci sono salito per una via non difficile, ma comunque da capocordata, a cinquantacinque anni. E con me c’è mio figlio. Ha l’età che avevo io quando guardavo queste montagne dal basso, con timore e stupore, mai immaginando che un giorno ne avrei raggiunto

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le vette. Ci siamo stretti la mano, guardandoci negli occhi. Ha confidato in me, nella mia capacità e nella mia esperienza, affidando a me la sua vita durante l’arrampicata, e ciò può anche essere naturale, per un figlio nei riguardi del padre. Ma anch’io ho affidato a lui la mia vita, allo stesso modo, in ogni passaggio della salita. Il vincolo della corda che unisce due alpinisti è un vincolo che vale la loro vita, fin quando i nodi non vengono sciolti e non si fa ritorno alla base della parete. Ma il legame fra padre e figlio dura più a lungo, anche oltre il termine stesso della vita. E oggi, proprio in questo si può trovare il senso della nostra piccola avventura alpinistica. Essere qui, con mio figlio, e stringerci la mano su questa vetta, al cospetto di un mondo sconfinato di valli e di monti, che si allarga davanti e sotto di noi. Un mondo dove io posso leggere tante tappe del mio passato, e mio figlio vedere tante pagine bianche, su cui potrà scrivere la sua personale storia di uomo.

CONCORSO CAI La sezione miranese del Cai ha organizzato un interessante concorso letterario intitolato ad Alberto Azzolini, naturalista miranese morto 30 anni fa durante un’escursione sul Gran Paradiso in circostanze mai completamente chiarite. Il concorso si chiama “L’equilibrio della montagna” ed è rivolto agli studenti di tutta Italia delle scuole elementari, medie, superiori e università. Il regolamento prevede diverse sezioni in base all’età dei concorrenti. Gli studenti potranno presentare racconti (saranno molto apprezzati quelli corredati da disegni) oppure progetti multimediali composti da filmati o fotografie. Il concorso è nato con l’obiettivo di far riflettere i giovani su molte tematiche legate al tema della montagna, dalla forza di volontà per arrivare in vetta al rispetto per la natura, e lo spunto per i racconti sarà dato proprio da una frase di Alberto Azzolini: “L’equilibrio della natura è un patrimonio che ci appartiene, difenderlo è una questione di saggezze e civiltà”. Gli studenti potranno lavorare individualmente o in gruppo. Le opere, al massimo di seimila battute, dovranno essere inedite e non aver mai partecipato ad altri concorsi. Saranno valutate da una giuria di esperti letterari ed ambientali e poi i vincitori saranno premiati con dei buoni acquisto da spendere nella Libreria Mondadori di Mirano e nella Libreria Riviera Mira. Le opere potranno essere consegnate alla sezione Cai miranese entro il 15 giugno e nel nostro prossimo numero daremo conto dei vincitori pubblicando i migliori racconti firmati dagli studenti miranesi. Ulteriori informazioni sul sito www.caimirano.it.


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4 Ci sono voluti trenta giorni di scatti, realizzati nel corso di due viaggi in Mozambico e in Perù. Più di sessanta ore di volo per raggiungere Africa e America Latina e documentare volti e storie; sempre scegliendo un punto di vista ravvicinato, cancellando la prospettiva del turista e cercando il contatto diretto con le singole umanità incontrate. È uscito lo scorso dicembre Tra le persone, il libro del fotografo miranese Tommaso Saccarola. Il volume raccoglie 150 immagini realizzate per il Cesvitem (Centro Sviluppo Terzo Mondo), Ong di Mirano che ha incaricato l’autore di documentare i suoi progetti di cooperazione internazionale: Mozambico e Perù sono infatti i paesi in cui il Cesvitem opera. Tra le persone (titolo anche dell’omonima mostra allestita nei locali della Libreria Feltrinelli di Mestre lo scorso febbraio) racconta un territorio umano prima ancora che geografico. A seguito del Cesvitem, lasciapassare fondamentale per la realizzazione di alcuni scatti altrimenti impossibili per il visitatore occidentale, la macchina fotografica è entrata nelle case, nelle scuole, negli ospedali, nelle baracche di periferia, nei mercati. A fianco dell’autore anche Marianna Sassano, giornalista, che ha curato i testi del volume, e Simone Naletto, presidente del Cesvitem, che firma l’introduzione. “Ogni viaggio è stato un’immersione tra le persone, più che in un luogo - commenta Tommaso Saccarola -. Affacciati alle singole storie di bambini, ragazzi, famiglie, uomini e donne, abbiamo vissuto i luoghi attraverso gli incontri. Non abbiamo visitato città o villaggi: abbiamo visitato case e persone. Operatori e assistenti sociali ci hanno accompagnati oltre il centro storico coi negozi, oltre i mercati turistici, avvicinandoci alla vita reale dei due Paesi, attraversando le porte delle case, entrando nelle scuole, sempre privilegiando la dimensione dello stare, immergendoci in quelle storie senza la fretta dell’andare; così, insieme alla drammaticità di molte situazioni, è emersa anche la bellezza, la vita fatta di relazioni e di cose semplici”. Tra le persone è anche un blog, tralepersone.tumblr.com che descrive attraverso video, immagini, diari di viaggio l’esperienza vissuta. Il libro è in vendita alla Libreria Mondadori di Mirano, nelle librerie online, oppure è ordinabile dir e t t a m e n t e all’autore, alla mail info@tommasosaccarola.com. Parte del ricavato è destinato al Cesvitem.

Tommaso Saccarola

LE GEOGRAFIE UMANE DI MOZAMBICO E PERÙ NEGLI SCATTI DI TOMMASO SACCAROLA di Gabriele Pipia

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Nel cuore di Mirano, in via Castellantico 25, quasi all’ombra del campanile, si apre il porticato della storica “Taverna”, edificio che fin dalla facciata evoca l’atmosfera accogliente, l’aria “di casa”, che si respirerà all’interno. In realtà è un edificio la cui storia è segnata da un’ intrigante vicenda (leggenda o verità?), a lungo rievocata da un nome che forse oggi nessuno ricorda. Tavoli di legno robusto, tovaglie immacolate, vitrages alle finestre danno un tocco di intimità al locale, rievocando l’atmosfera rilassante delle antiche trattorie, in cui, attenti ad ogni dettaglio, troneggiavano i gestori, veri e propri “padroni di casa” pronti ad accogliere gli “avventori” (come si diceva con parola antica!), per farli sentire ospiti graditi. E infatti al bancone, adiacente alla cassa, troneggia la presenza signorile e discreta di Franco, sempre affabile e cortese nel suggerire ai clienti l’angolo della sala in cui accomodarsi, in attesa di gustare i molti manicaretti proposti dal menù. Di Graziana, la moglie, appare talvolta, e subito discretamente scompare, l’accattivante sorriso. Così come discreta e riservata è la presenza di Giulia, la giovane figlia. Sembra proprio avere la stoffa del gestore, malgrado la giovanissima età che lo costringe suo malgrado a restare dietro le quinte lottando con i compiti scolastici, l’intraprendente Leonardo, il figlio minore. Dopo avervi fatto accomodare al tavolo, subito appariranno, armati di taccuino elettronico, Claudio o Manuela, a cui affidarsi per la scelta del menù. Se vi toccherà Claudio, apprezzerete la distaccata riservatezza, tipica del maître di qualità, con la quale saprà guidare le vostre scelte, interpretare i vostri desideri culinari, assecondare le vostre golosità. Se vi si accosterà Manuela, gusterete il calore di un entusiasmo che non potrà fare a meno di coinvolgervi, di una affettuosa cordialità che, assieme ai suggerimenti ed alle spiegazioni relative al menù – o alle no-

vità presenti in cucina- , vi regalerà amicizia. E, assieme ad un fresco boccale di birra, sempre ideale per accompagnare la pizza, o ad un buon bicchiere di vino locale, rilassandovi in attesa della vostra portata, gusterete il felice intreccio di elementi veneti ed elementi partenopei che caratterizzano il locale. Non solo nell’elenco dei piatti, nella sfilata dei dolci schierati in bell’ordine nelle apposite vetrinette, nella tavolozza di antipasti e nella multicolori composizioni di frutta che fanno mostra di sé all’inizio della sala, ma anche nei mattoni a vista delle ancora rustiche pareti cui si alternano chiazze di scene agresti di gusto napoletano, nelle suppellettili, nel panorama che, in una delle sale, quasi continuando un colorato affresco di Stefania, l’artista della famiglia, si apre su uno dei parchi delle tante ville venete che rendono così bella Mirano. E, in effetti, chi più di Franco, che a Mirano opera da tempo immemorabile contribuendo al buon nome del paese, può essere considerato cittadino miranese? E in chi più che in Franco, che ha saputo portare nella nostra terra la ricchezza di una cultura solare, si può riconoscere il calore della costiera campana? E intanto, finché vi guardate attorno, saranno arrivati, portati da uno staff di gentili veloci ragazze, i sontuosi antipasti di pesce, o le sobrie ed eleganti insalate… calamarate, sarde in saór, fritture, grigliate, scaloppe… pizze e schiacciate di tutti i tipi, e sarà il tempo di mangiare con gusto. Vi accompagnerà e farà da sottofondo alla vostra conversazione il brusio di altre conversazioni, in un luogo in cui coppie di innamorati, compagnie di giovani, raduni familiari plurigenerazionali, ritrovi di amiche, si intrecciano, trovando un loro spazio ideale. E, se i bimbi vorranno, potranno divertirsi a guardare i pesci di un piccolo acquario far capolino tra le rocce, finché gli adulti assaporeranno il “caffè speciale” proposto dalla casa.

Franco Cavaliere e famiglia Vi augurano Buona Pasqua


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IL PROGETTO “AUSCHWITZ FRA STORIA E MEMORIA” Il progetto “Auschwitz fra storia e memoria”, di cui è referente il prof. Argentino Cagnin, ha come momento fondamentale la visita al campo di Auschwitz-Birkenau accompagnata da attività preparatorie e di rielaborazione dell’esperienza, e si inserisce nel Piano dell’Offerta Formativa del Liceo Majorana Corner sia come prosecuzione ed approfondimento di iniziative già avviate nei precedenti anni scolastici sia come ampliamento dell’offerta formativa, mirando in particolare a soddisfare le seguenti esigenze e bisogni formativi del territorio e degli studenti: -esigenza di acquisire una prospettiva di integrazione culturale sia in termini diacronici (alterità passato–presente), sia in termini sincronici (confronto fra le differenti culture oggi) -esigenza di saper coniugare macrostoria e microstoria, confrontando quanto letto nei libri sia con l’esperienza diretta di ciò che è stata la Shoah in Europa sia con la conoscenza di quanto avvenuto nel proprio territorio, in momenti in cui le varie libertà legate all’individuo subivano fortissime limitazioni o addirittura venivano represse. -esigenza di tramandare e rendere vivo l’esempio di chi ha lottato per mantenere le libertà. Questo progetto è inserito nel Piano dell’offerta Formativa del Liceo MajoranaCorner a partire dall’anno scolastico 2006/2007, e se nel tempo sono rimasti inalterati i suoi elementi costitutivi di fondo, vi è stato un ampliamento per quanto riguarda i destinatari. Infatti, nei primi quattro anni di realizzazione il progetto è stato rivolto agli studenti interni

del triennio del Liceo, ma a partire dall’anno scolastico 2010/2011, nell’ottica dell’istruzione e della formazione permanente e grazie alla collaborazione con l’Associazione “Esodo”, vi è stata l’apertura alla partecipazione degli adulti. Infine, per l’anno scolastico 2011/2012 è stata riproposta la partecipazione degli adulti e ad essa si è aggiunta quelli degli studenti delle classi quarte e quinte dell’ITIS Levi di Mirano (VE), istituto facente parte della stessa cittadella scolastica del Liceo. Anche il numero di soggetti che hanno collaborato e contribuito alla realizzazione del progetto si è ampliato nel tempo fino a comprendere per quest’anno la Provincia di Venezia, l’ANPI Mirano, la Fondazione Riviera Miranese, l’Associazione Esodo, il Gruppo Adulti Progetto Auschwitz, l’ Associazione Echidna e il Progetto “Paesaggio con uomini”. Ciò ha fatto sì che la partecipazione e le attività di preparazione e rielaborazione quest’anno siano state particolarmente ampie ed articolate: infatti, al viaggio hanno preso parte 125 studenti del Liceo Majorana Corner di Mirano (VE), 49 studenti dell’ITIS Levi di Mirano (VE), 22 adulti del territorio (ambito sovra comunale), 6 docenti del Liceo Majorana Corner e 3 docenti dell’istituto Levi per un totale di 205 persone. In occasione del Giorno della memoria 2012 è stata organizzata una “Settimana della memoria” che ha compreso varie iniziative. In primo luogo, dopo il viaggio gli studenti sono stati invitati a creare il loro “Foglio della memoria” in cui riversare le loro riflessioni sull’esperienza

compiuta: tali fogli sono stati esposti nelle due scuole con un apposito allestimento ed i lavori giudicati migliori sono stati premiati dal Concorso “Elaboro&Ricordo”, sostenuto e finanziato dal gruppo adulti partecipanti al progetto. Vi sono anche stati incontri rivolti agli altri studenti e alla popolazione: proprio la mattina del 27 gennaio l’iniziativa della Provincia di Venezia ha permesso agli studenti dei tre istituti della Cittadella scolastica di assistere alla proiezione del documentario “Il Lager della Luna” sulla testimonianza dell’ex deportato Mario D’Angelo, mentre il pomeriggio del 20 gennaio si è tenuto un incontro, aperto alla popolazione, con l’artista ed autore Moni Ovadia, e la sera del 26 l’incontro “Giovani ed adulti insieme”, serata aperta al pubblico con proiezioni di immagini e video, e letture di testi da parte di studenti ed adulti che hanno partecipato al progetto. L’intenzione del gruppo di docenti che hanno contribuito alla realizzazione dell’ iniziativa è quello di poter continuare anche nei prossimi anni a promuovere, grazie a questo progetto, una cultura della pace, dell’interculturalità e del rispetto attraverso il recupero della memoria storica del Novecento, e di offrire in tale cornice a giovani e adulti un’esperienza formativa che permetta un positivo dialogo intergenerazionale. Tutta la documentazione del progetto è reperibile in Internet all’indirizzo http://progettoauschwitz.blogspot.com e nelle relative pagine del sito web del Liceo Majorana Corner http://www.majoranacorner.it/progetti/diritti-umani

La Poesia Freddo, l’animo di colui che ha preso il posto di Dio. Paura, negli occhi dell’ innocente anima. Morte, nascosta nella roccia di quelle mura. Speranza, ormai impotente nel cuore già distrutto. Uguaglianza, spazzata via dal dolore come polvere. Qui in questo luogo, dove l’anima non trova quiete, dove Dio non osa parlare, la vita piange nel vedere un uomo non più uomo. (1939-1945) Edoardo Artusi 4ªA ITIS Primo Levi, vincitore del primo premio concorso “Elaboro e Ricordo”, organizzato all’interno del progetto “Auschwitz tra storia e memoria”

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reale dei materiali, così il Laboratorio di Costruzioni ha iniziato a organizzare al suo interno la sezione “Prove sui materiali”, cui ha fatto seguito la concessione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’iter burocratico, ma soprattutto quello economico, per la sua realizzazione è stato difficile, irto di ostacoli, ma alla fine è risultato vincente. Quali sono le implicazioni didattiche più rilevanti nell’uso del laboratorio di prove dei materiali? L’utilizzo delle attrezzature di un laboratorio prove permette agli studenti di applicare la teoria, appresa sui banchi, alla pratica. Non è poco. Di recente, il neoministro Profumo ha sottolineato la necessità di rafforzare la scuola tecnica italiana. Un duplice ritardo riguarderebbe i numeri da una parte (troppi iscritti ai licei), dall’altra la fragilità del sistema di relazioni tra scuola e realtà socioeconomica. Aziende e sindacati dovrebbero insomma essere coinvolti, secondo il ministro, in un progetto complessivo sulla formazione tecnico-professionale. Se condivide quest’analisi, in che misura risorse come il laboratorio dell’istituto da lei diretto possono irrobustire il tessuto connettivo tra scuola e realtà socio-economica del territorio, in cui l’“8 MARZO” individua il suo bacino d’utenza? Condivido pienamente l’analisi del ministro, che sottolinea la richiesta proveniente dal mondo del lavoro di un numero sempre maggiore di lavoratori con diplomi tecnici più “tecnici” di altri, al passo con l’evoluzione tecnologica. In quest’ottica, il collegamento con il mondo del lavoro è quanto di più necessario perché gli studenti di oggi, futuri lavoratori di domani, possano stare al passo con i tempi. Il professor Barco, direttore del Laboratorio, con una brillante intuizione ha anticipato un elemento dell’attuale riforma, il collegamento appunto tra scuola e mondo del lavoro.


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“Dalla Torre Massimiliana a Villa Morosini. Unità. La parte e il tutto”. di Caterina Castellani In occasione del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia a marzo dello scorso anno si è allestita, in collaborazione con l’Istituzione Parco della Laguna di Venezia, una mostra di arti figurative dal titolo: “Unità. La parte e il tutto”. La mostra allestita nella Torre Massimiliana di Sant’Erasmo a Venezia; è stata visitata da più di 1500 visitatori in poco meno di due mesi. Il Comune di Mirano ha accettato di organ i z z a r e nuovamente la mostra a marzo 2012 negli spazi della Villa Morosini, in occasione della chiusura dei festeggiamenti per il 150esimo anniversario dell ’ U n i t à d’Italia. A partire da tale disponibilità è emersa una nuova proposta: aprire l’esposizione ad una serie di artisti del miranese in collaborazione con lo Spazio Arti Figurative Lorenzo Lotto, gestito dal Maestro Gianfranco Quaresimin. Si è deciso pertanto di realizzare una “nuova” esposizione, con unico titolo e locandina, nella quale ritrovare degli elementi in comune con la mostra già allestita presso la Torre Massimiliana e allo stesso tempo in grado di aprirsi a nuovi stimoli e prospettive. Titolo: “Dalla Torre Massimiliana a Villa Morosini. Unità: la parte e il tutto“. In generale lo spazio dell’ex biblioteca ha ospitato la mostra che inizialmente fu nella Torre Massimiliana, mentre la Barchessa è stata luogo di allestimento per gli altri artisti coinvolti. L’Unità, tema della mostra, è stata liberamente interpretata dagli artisti, che si sono confrontati con la storia dell’Unità d’Italia ma anche con temi più filosofici, affrontando coppie di concetti con-

trapposti, dove l’unità diventa elemento che sintetizza e supera le iniziali dicotomie. Volgere lo sguardo alla storia dell’Unità d’Italia rappresenta infatti una formidabile opportunità di confrontarsi con le tematiche della memoria e dell’oblio. D’altra parte, si è scelto di affrontare il tema dell’unità da molteplici punti di vista, riflettendo lungo le categorie di lettura del reale di cui il mondo occidentale dis p o n e , mostrandone la fondamentale antinomia e quindi limite, e tentando un ideale superamento. L’unità analizzata dagli artisti è stata allora l’unità dell’essere, il confronto e la mediazione tra gli opposti. Dato un concetto e il suo contrario, l’unità rappresenta la sintesi che riassume gli opposti e non contraddice. Ciascun artista a partire da tali sollecitazioni filosofiche si è confrontato con alcune coppie di opposti: memoriaoblio, luogo-ubiquità, follia-normalità, realtà-astrazione, scomparsa-rinascita, modernità- tradizione, affrontate attraverso un linguaggio artistico che tenda al raggiungimento di un’unità, a farsi presenti di volta in volta in forme sempre diverse, ponendosi come potenziali scalini per sintesi successive. Hanno esposto gli artisti: Daniele Boato, Giuliana Bonini, Emanuela Cittadoni, Daniela Corrò, Angelino Cortesia, Elena De Rocco, Loredana De Zorzi, Giuliano Franco, Simone Longo, Giuliana Marton, Barbara Pelizzon, Dina Pianetti, Santina Ricupero, Martino Scavezzon, Maria Angela Tiozzi, Bruno Tonolo, Maria Gabriella Troilo, Paolo Zamengo, Loretta Zuin

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L’ARTE OGGI di Francesca Giubilei Molto spesso a chi lavora nel campo dell’arte contemporanea, o per qualche ragione ci ha a che fare, capita di frequente di sentirsi dire: “ma questo sono capace di farlo anche io!”. Tanto diffuso è questo modo di approcciare l’arte di oggi da parte del vasto pubblico, che un famoso critico d’arte, Francesco Bonami, si è sentito in dovere di intitolare così un suo riuscitissimo libro (Lo potevo fare anch’io. Perché l’arte contemporanea è davvero arte). Bonami cerca di spiegare che questo approccio è sbagliato e che se si ha la sensazione di trovarsi davanti ad una bufala estetica, cosa per altro possibile, la maggior parte delle volte il nostro disprezzo e il nostro scetticismo dipendono dal fatto che non leggiamo e interpretiamo con giusti strumenti ciò che ci sta di fronte. Un fatto è certo: i tempi dei ritratti di Raffaello sono finiti. La fotografia a partire dal 1800 ha sostituito la funzione rappresentativa della pittura e così le arti figurative anziché riprodurre la realtà, hanno iniziato a rappresentare i concetti. Insomma l’arte non è più solo tecnica realistica, ma idea. Questo è il motivo del perché oggi molto raramente troviamo un pittore che sente la necessità di rappresentare una mela, un volto, un animale, mentre più diffusamente incontriamo l’esigenza da parte degli artisti contemporanei di rendere l’invisibile che sta dentro alle cose. Ed ecco perché non ha più alcun senso utilizzare delle categorie come bello e brutto per valutare un’opera d’arte. Un’opera deve sorprendere, emozionare, sconvolgere e stimolare. Insomma il bello universale non esiste più, così come non esiste più una verità assoluta. Tutto è relativo e soggettivo. Quello che l’arte contemporanea cerca di fare è innanzitutto esprimere e suscitare delle emozioni. È dunque una forma espressiva essenzialmente dialogica e non più

solo contemplativa. A partire dalle operazioni artistiche del francese Marcel Duchamp, a buon diritto considerato il padre dell’arte contemporanea, che nel 1917 espose un orinatoio come opera d’arte, quello che si chiede allo spettatore/osservatore di oggi è l’interazione critica con l’opera, non la sua ammirazione. La scelta di posizionare un orinatoio su un piedistallo, così come quella di Joseph Beuys di stare per giorni chiuso in una gabbia a parlare con un coyote o di Lucio Fontana di tagliare e bucare le tele o di Maurizio Cattelan di rappresentare il Papa colpito da un meteorite sono tutte operazioni artistiche dove il ruolo del “comunicare” è diventato predominante. Con il pisciatoio industriale (readymade) che diventa opera d’arte Duchamp ironizza sul sistema dell’arte, mettendone in luce le contraddizioni, poiché ci dice che chiunque può essere una artista e che tutto è arte, basta che il sistema lo riconosca come tale. Con la performance I like America & America likes me Beuys mette in scena un ipotetico e desiderato dialogo tra Europa e America, ma anche tra società primitiva e sviluppata. Infatti, per l’artista, il coyote oltre a rappresentare i nativi americani, simboleggia anche la società primitiva non ancora contaminata dal consumismo. I tagli e i buchi di Fontana aprono una nuova dimensione alla pittura, che si fa tridimensionale. Cattelan, con le sue sculture, irride il potere, anche religioso, e ne mette a nudo il degrado. Insomma è chiaro che l’arte, essendo espressione della società che la produce, se ci pare vuota, noiosa, provocatoria è perché così è la società nella quale viviamo. L’arte parla di noi, di chi siamo e di chi saremo, e se ci sembra talvolta contraddittoria è perché riflette le contraddizioni del mondo.

Il Libro

ALLE RADICI DELLA DISUGUAGLIANZA di Paolo Gallina È uscito da poco il nuovo libro di Tiziana Agostini, filologa e da sempre impegnata nel campo degli studi di genere. Alle radici della disuguaglianza (Marcianum Press, pagine 156, €. 16) è l’ultima fatica. Abbiamo voluto incontrarla proprio l’otto marzo nel suo studio di Assessora del Comune di Venezia alle attività culturali, cittadinanza delle donne, cultura delle differenze.

Sei davvero convinta che oggi nel 2012, nella società occidentale le diseguaglianze tra uomini e donne continuino ad esistere? Angela Merkel e Christine Lagarde, al vertice di importanti istituzioni europee, non stanno a segnalare che ormai le donne hanno ridotto se non annullato il gap con gli uomini? La situazione è dinamica e contraddito-

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IL TEATRO DELLE PASSIONI

ALLE RADICI...

di Gabriele Pipia Il Teatro delle passioni: così il direttore artistico del Teatro di Mirano, Mario Esposito, ha voluto titolare la stagione teatrale in corso, coinvolgendo gli studenti di due licei classici, quello di Mirano “Majorana-Corner” e

quello di Mestre “R. Franchetti” e alcuni gruppi teatrali del territorio miranese, come “Il Portico-Teatro Club” e la Compagnia “Le smirne” e “La Vanguardia non sensista” di Mestre. Una particolare attenzione si è voluta dedicare al drammaturgo inglese William Shakespeare, un autore che, più di altri, è riuscito a scandagliare, in profondità l’animo umano in tutte le sue sfaccettature: gelosia e sospetto, invidia, ira, passione del potere, appetito sessuale, amore assoluto, angoscia e rimorso, integrità e purezza. Il pubblico del teatro di Mirano ha già avuto modo di assistere, in questa stagione, a due lavori teatrali di Shakespeare come Sogno di una notte d’estate con Carlo Cecchi in qualità di regista e attore. Questo lavoro, andato in scena nel dicembre 2011, si inseriva pienamente nello spirito della stagione in quanto preparato come saggio di diploma, dagli allievi attori dell’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma. Alcuni di questi attori erano anche musicisti e affrontavano per la prima volta, l’esperienza di una compagnia di teatro. Il secondo lavoro di Shakespeare in cartellone era Racconto d’inverno andato in scena nel mese di febbraio di quest’anno, presentato dal Teatro dell’Elfo di Milano in una riduzione e adattamento di

Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani, l’indimenticabile protagonista del Caimano di Nanni Moretti. Quest’opera si colloca tra le ultime composte da Shakespeare. Si è trattato di due realizzazioni assai moderne e molto vicine allo spirito dei nostri tempi. Questi due lavori fanno da preludio all’atteso appuntamento di sabato 24 marzo prossimo, quando al grande drammaturgo sarà dedicata un’intera giornata con la proiezione dei principali film ispirati alle sue opere e la presentazione di alcuni brani teatrali, tratti dalle principali opere di Shakespeare, e presentati dagli studenti e dalle compagnie del nostro territorio. La giornata non stop inizierà nella mattinata e prevede la proiezione di film tratti da opere di Shakespeare come Giulio Cesare, 1953, del regista Joseph L. Mankiewicz che vede tra gli interpreti un giovane Marlon Brando. E’ senza dubbio la versione cinematografica più celebre sul dittatore romano. A seguire altri film come L’ “Otello” di Orson Welles, 1952 con tutte le vicissitudini legate alla lavorazione di questo capolavoro; Romeo+Giulietta di Baz Luhrmann del 1996 con protagonisti Leonardo Di Caprio e Claire Danes e poi ancora, tra gli altri To be or not to be di Ernst Lubitsch del 1942, una spietata satira dei metodi e della follia del nazismo. Dalle ore 21, sempre di sabato 24 marzo, nel Teatro di Mirano si esibiranno gli studenti e i gruppi sopra indicati con una sorpresa che il direttore Mario Esposito non vuole per il momento scoprire. Si tratta dell’esibizione in “qualità di attore” di un affermato scrittore.

ria e le criticità vanno rilevate. Da una parte abbiamo donne ai vertici, anche in Italia, penso alle nostre ministre, alla vicedirettora della Banca d’Italia, alla Rai. Non a caso abbiamo deciso di festeggiare l’8 marzo, quest’anno anche con un convegno intitolato Le Donne fanno l’Economia. Dall’altra esiste e lo percepiamo continuamente, un inasprimento della violenza sulle donne, del sessismo ordinario, della disoccupazione, sono tornate preponderanti anche nella nostra provincia le dimissioni in bianco per le mamme, come dimostrano i dati diffusi recentemente dalla Cgil. Non c’è pericolo che questa insistita ricerca di uguaglianza favorisca un processo di omologazione che faccia venire meno il pensiero della differenza? Nel 1992 Luce Irigaray in Amo a te scrive: “Le donne hanno una storia individuale, e in parte collettiva, diversa da quella degli uomini... (Si deve) inaugurare un’altra epoca della nostra cultura, in cui il soggetto sia rispettoso delle differenze, e, in particolare, di quella inscritta nella natura e nella soggettività stesse: la differenza sessuale. Rilevare la differenza di genere, anche biologicamente, non dev’essere un alibi per differenziare opportunità e diritti riconosciuti come universali. Nel tuo libro citi la Marie Cardinal di Le mots pour le dire per indicare quale formidabile strumento siano le parole. Non pensi però che le parole della Cardinal abbiano rappresenta-to uno straordinario mezzo di elaborazione e rappresentazio-ne perché espresse all’interno del metodo psicanalitico. Non parole “pubbliche” ma parole emesse in un setting in una relazione tra due? Credo che tutto possa concorrere ad essere pubblico. Mi spiego meglio: le grandi scoperte, anche quotidiane, se restano tra le pareti di una casa o di uno studio di psicoterapia perdono la loro forza, perché non vanno ad incidere nel linguaggio del mondo ma solo in quello

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di un microcosmo. E quindi spariscono. le parole non dette, non ascoltate, non esistono. Scrivi che la violenza sulle donne deriva da ragioni culturali, da una struttura della società di tipo patriarcale in cui gli uomini hanno il potere e il controllo sulla famiglia e sulla propria donna. Non credi però che alcuni episodi di violenza gratuita nei confronti delle donne siano la risposta di un maschio in crisi che sente messo in discussione il proprio dominio assoluto sulla famiglia e sulla donna? Non solo lo credo, ma sono i fatti di cronaca che ce lo dimostrano. Gli ultimi dati ci dicono che la provincia di Venezia è la prima in Italia per numeri di femminicidi, Le donne vengono ammazzate quando lasciano. All’apice del loro coraggio che si manifesta nella ribellione al compagno-padre-padrone, vengono eliminate. il maschio allora emerge in tutta la sua brutalità, non può più governare la relazione quindi elimina la compagna. Di fronte a tanti casi drammatici di cui sono pieni anche i nostro giornali locali (penso ad Eleonora Noventa di Asseggiano, Mestre e a Roberta Vanin di Spinea, solo per fare due esempi emblematici), ce ne sono molti di più a lieto fine, dove anche grazie al servizio pubblico, penso al Centro Donna, le donne che scelgono di liberarsi sono accompagnate e sostenute in un percorso che dimostra la forza della rete e che alla fine le porta davvero a rifarsi una vita.

LETTERE Vedo la vostra iniziativa per promuovere la cultura a Mirano tramite le pagine della rivista e non posso non applaudire e complimentarmi. Penso che in un momento come questo si sente forte un’esigenza di recupero e di difesa dei fondamenti culturali della nostra comunità. Torquato G. Tasso - Mirano

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cornetta e sulla moquette verde militare del salotto. Tutto tranquillo pensai, mentre la testa distrutta dell’Annalisa si ricomponeva come una mug sbeccata, rimessa in sesto col vinavil. Il cielo era luminoso e se non ci fossero stati tutti quei palazzoni avremmo visto le montagne con le cime innevate da una parte e la laguna dall’altra, ed invece vedevamo solo distese di tapparelle ed una donna che si phonava la testa. “Prima respiriamo ed inspiriamo per caricarci” disse l’Annalisa. “Inspiriamo ed espiriamo” la corressi saccente “Ecco, quella roba là sì, secchiona” mi disse l’Annalisa con disprezzo aggiungendo: “a volte sei proprio una stronza come tutti gli altri”. Stilettata a tradimento, questa frase non la potevo sopportare, perché in fondo temevo fosse vera. “Come tutti gli altri, sì, sì, ok, voglio vedere a casa di quanti compagni sei stata” le dissi e subito me ne pentii. “Puttana” mi gridò l’Annalisa lanciandosi nel vuoto. Nello spazio vuoto contenuto dalla mia terrazza lo sgabello crollò sul vetro senza romperlo, e questo fu quasi mistico. Lei si sbucciò un poco le ginocchia e si mise a ridere distesa, dentro quel non luogo quasi sterile, che all’improvviso mi sembrò la vasca dell’alchimista che trasformava gli sputi sui passanti in lacrime e gli insulti in caramelle. “Non lo pensavo, scusa” “E’ invece è vero ma non me ne frega niente, a me basta che sputiamo sugli stronzi che passano” “Ok” Riprendemmo le nostre posizioni mentre brufalo bill ci lanciò un’occhiata furtiva e minacciosa. “Respiriamo e scatarriamo” “Ok, respiro e scatarro” ed in questa parola era contenuta l’intera produzione mucolitica dei nostri piccoli ma allenati polmoni. E poi entrambe eravamo esperte di fumo passivo familiare. Inspirammo, raschiammo la gola e le pareti dei bronchi, ci riempimmo le guance di muco e quindi inarcando il petto lanci-

ammo nel vuoto i nostri sputi come fossero grida d’indiani pronti alla lotta contro l’uomo bianco invasore. Con la stessa adrenalina. Gli sputi parvero per un attimo cristallizzarsi nel cielo primaverile, quindi crollarono a terra, cinque piani più sotto e colpendo con un impercettibile stock la carrozzina di una giovane donna che iniziò a sbraitare alzando il naso verso l’alto e nonostante la distanza riuscii ad intravederle i peli dentro le narici. Io e l’Annalisa scoppiammo a ridere come pazze ed io, mi sentii libera e forte ed anche bella, anche se non capivo esattamente cosa significava sentirsi belle per aver sputato su una carrozzina. L’Annalisa diventò subito la capobanda, mi strizzò l’occhio ed afferrò un posacenere di cristallo. “Adesso lanciamo questo” sfidò. “Macchè sei pazza? Con questo ammazziamo qualcuno” “Ed allora? Siamo solo due bambine” Mi si gelò il sangue nelle vene e capii: io sputavo per ridere, lei per odio. Mi spaventai a morte, afferrai il posacenere e dissi semplicemente no. “Ma ti pensavi che facevo sul serio? Scherzavo, no” mentì. “Sè-sè, va bene, ma adesso mi sono stufata di questo gioco e poi fra poco tornano i miei”. Il campanello squillò salvandomi dall’impasse. Ma non erano i miei genitori. Era la madre di ormoni impazziti che veniva a riprendersela. “Vieni amore è successa una cosa pazzesca” disse la donna con il volto preoccupato, al che io e l’Annalisa ci guardammo spaventate pensando che il nostro piccolo innocuo sputo avesse potuto perforare il telo della carrozzina e ferire il neonato che ci stava dentro. “Che succede signora” disse sfacciata l’Annalisa. “Una nube, una nube tossica sta per arrivare, è scoppiata una centrale nucleare in Russia, dovete chiudere le finestre e stare chiuse in casa, anzi adesso vi porto da me fino a quando non torneranno i tuoi genitori Marianna”. Entrambe annuimmo senza capire cosa stava realmente accadendo, provai a guardare l’orizzonte ed in effetti per qualche secondo mi sembrò che una nuvola carica di gas stesse arrivando per oscurare definitivamente il nostro cielo d’Occidente.

gramma è fortemente visionario e si traduce in immagini musicali molto teatrali ed emblematiche quasi a descrivere il controverso carattere, appassionato ed allo stesso tempo umorale, dell’autore. Non mancano nella partitura audaci soluzioni compositive, in modo particolare per quanto riguarda lo sfruttamento delle possibilità timbriche dell’orchestra (vedi l’utilizzo nell’organico di un clarinetto piccolo, due cornette a pistoni, due tube, campane tubolari e quattro timpani) e una meticolosa cura dei particolari, ad esempio, nella suddivisione degli archi così come nelle indicazioni dinamiche. La donna amata è descritta come una specie di ossessione e si materializza nella partitura in un tema che Berlioz chiamerà idée fixe. Esso tornerà ciclicamente a fare capolino in ogni movimento della sinfonia. Si alternano momenti di forte passione ad altri di folle ferocia. Famosissimo il secondo movimento (che Berlioz intitolerà “Un bal”), nel quale l’idea fissa si combina in un magnifico e delicato motivo di valzer. Più aggressivo il quarto, la Marcia al supplizio, che descrive la condanna a morte del protagonista reo di aver ucciso

l’amata, composto su un incalzante ritmo di marcia. Travolgente il quinto e conclusivo “Songe d’une nuit du Sabbat”, nel quale la donna ricompare nell’orgia infernale di un Sabba satanico come quelli che si svolgevano nei secoli XVI e XVII. Davvero spettacolare. La ridda degli spiriti, i rintocchi delle campane, l’uso di effetti strumentali come gli archi suonati col legno, si assommano in un travolgente e grottesco finale che rappresenta anche il culmine visionario di tutta la Fantastica. Mi permetto di segnalare l’eccellente direzione di Valery Gergiev, il più visionario dei direttori d’orchestra, che non fatica a calarsi nella parte e con sublime “follia” guida da par suo i Wiener Philharmoniker in una registrazione dal vivo datata 12 e 20 maggio 2003 e pubblicata dalla Philips. Assolutamente spettacolari i due ultimi movimenti, l’orchestra asseconda la volontà del compositore e del direttore e si immedesima nella “vita dell’artista”. Anche l’ascoltatore rimane coinvolto di fronte a tanto impeto e ripensa, con intensità emotiva, alle sue passioni mai sopite. E la vita cosa sarebbe senza passione e un pizzico di follia?

26 APRILE 1986 - IL GIORNO NON LO RICORDO LA PANCIA DI MIA MADRE SÌ di Marianna Bonso Quella mattina mi alzai prima del solito, dovevo esercitarmi con l’Annalisa nello sputo-sulla-testa-dei-passanti-daaltezze-indicibili. Eravamo a casa da scuola per una qualche ragione, tipo che il ministero non aveva neppure i soldi per la carta igienica e le maestre dovevano fare la colletta per comprarla. Mi chiedevo con cosa si sarebbe pulito il culo un intero ministero, ma poi ricordai che tanti ministri giravano con il fazzoletto nel taschino e che forse era per questo che ci governavano: perché avevano sempre la “ruota di scorta”, “la soluzione B” a portata di mano. Comunque, quella mattina mia madre aveva la pancia più grossa del solito e sembrava pulsare. Le rondini erano arrivate in anticipo ed una famiglia aveva nidificato accanto ad una grondaia del palazzone dove vivevamo. L’Annalisa bussò alla mia porta prima del previsto, mentre io ero ancora in pigiama a tirarmi il cavallo dei calzoni perché non avevo voglia di fare la pipì. Mia madre era stufa di essere in due e lo disse senza mezzi termini scaricandomi la sua insofferenza: “lavati e vestiti, ora sei grande e devi smetterla di ciondolarti. Forza devi imparare a prenderti le tue responsabilità”. Ma io mi sentii al riparo, in fondo avevo solo undici anni. L’Annalisa entrando guardò il mio pigiama di Barbie rosa confetto con invidia: lei non aveva un pigiama e dormiva con le mutandine ed una canotta della madre non proprio immacolate. “Allora ti sei allenata in questi giorni?” mi disse eccitata “Mmmh mmh” annuii con svogliatezza, in realtà non stavo più nella pelle. Avevamo calcolato tutto: mia madre andava con mio padre a fare l’ultima visita prima di separarsi da quel mostro che le cresceva dentro e che sarebbe diventata mia sorella. Quindi, con noi sarebbe rimasta la figlia adolescente-brufolosaormoni-impazziti dei vicini che tanto avrebbe scroccato per l’intera mattinata le telefonate ai miei genitori, dicendo cose oscene al suo fidanzato e certo poco

gliene fregava di quello che facevamo noi pustolette. Così ci chiamava quando eravamo sole con lei, le pustolette. Mi cambiai e per essere all’altezza della situazione indossai anche le scarpe modello Louise Veronica Ciccone che avevo comprato con i saldi: nere con le borchie e più grandi di una misura, per non navigarci dentro ci misi le suolette. Ormoni impazziti mi prendeva in giro perché diceva che la mia famiglia mi comprava “le cose in crescita” per non spendere troppi soldi. Il che era vero, ma mi faceva arrabbiare lo stesso. “Chissà quando nascerà la terza pustoletta se anche a lei compreranno i vestitini in crescita per risparmiare” sogghignava e poi prendeva la cornetta del telefono e faceva finta di mettersela nel culo e per un attimo diventavamo tre amiche che scoppiavano a ridere. Quel giorno però c’era qualcosa di strano nell’aria. Una strana elettricità. Eppure il rituale era stato studiato in ogni suo dettaglio e tutto procedeva con metodo, secondo gli schemi prefissati, non capivo. L’Annalisa prese due sgabelli dove sedersi. Li trascinò in terrazza mentre brufalo bill rideva parlando al telefono, con una voce melodiosa che non le apparteneva. Mia madre e mio padre erano usciti da una decina di minuti, rientrando come al solito altre due volte in casa, per aver dimenticato questo e quello. Era seguita litigata e scambio d’accuse. “Sei un imbranato” “E tu un’isterica” “Un padre imbranato” “Una madre nevrotica” “Un uomo senza pantaloni” “Una femmina ingrata” Quindi sospiravano ed alla fine si davano un bacio che suggellava tregue di differente lunghezza. L’Annalisa stava dondolando sullo sgabello e per un attimo il mio cervello creò l’immagine del suo cranio che si fracassava al suolo facendo cric croc, un attimo, una realtà possibile e distante, mi voltai e guardai dentro casa: ormone impazzito si grattava il pube sbavando sulla

BERLIOZ E IL LINGUAGGIO MUSICALE PROVOCATORIO: LA VISIONARIETÀ DELLA SINFONIA FANTASTICA di Filippo Rossi Parlare della personalità complessa di Hector Berlioz e della sua idea di musica è argomento che da sempre ha appassionato e diviso i critici musicali non solo contemporanei ma anche dell’epoca in cui egli visse. Amante, come Richard Wagner, di partiture complesse e ricchissime di effetti timbrici in grado di sfruttare le potenzialità di tutti gli strumenti (soprattutto gli ottoni) in ossequio all’affermazione “romantica” che considerava la musica quale arte sublime in grado di rappresentare meglio di ogni altra stati d’animo, pensieri e sentimenti dell’essere umano, egli, fedele al “credo” romantico, perfezionò con la “fantastica” il cosiddetto genere di musica “a programma”, già iniziato, prima di lui e con altri intenti, da Ludwig van Beethoven con la Sinfonia n. 6 “Pastorale”. Composta nel 1830 sulla scia della conquista, da parte del musicista francese, dell’agognato Prix de Rome dopo tre tentativi falliti, la “Sinfonia Fantastica”

ottenne un grandissimo successo sin dalla sua prima esecuzione avvenuta il 5 dicembre dello stesso anno. Questa straordinaria partitura si potrebbe identificare musicalmente come l’osmosi tra il principio compositivo di Ludwig van Beethoven e quello della musica cosiddetta “a programma”, ereditato da JeanFrançois Le Sueur, insegnante di composizione dello stesso Berlioz presso il Conservatorio di Parigi. Per Berlioz il programma deve essere considerato “come il testo parlato di un’opera e servire ad introdurre i brani di musica, dei quali esso motiva i caratteri e l’espressione”. Il sottotitolo della sinfonia recita “Episodi de la vie d’un artiste” e ci rivela il carattere fortemente autobiografico della partitura: nascosta dietro la storia di un giovane musicista che si droga per amore e cade in uno stato allucinatorio, c’è l’infatuazione di Berlioz per l’attrice Harriet Smithson, sua futura moglie. Il pro-


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Informatica, impresa e società

L’

elaborazione dei dati non è una esigenza recente, se ne parlava già nel XVII secolo, quando le regole seguite erano di tipo elementare e non variabile, basate sulle quattro operazioni matematiche e su operazioni di confronto per mezzo di strumenti classici come bilance, pesi campione, recipienti, campioni di misura, ecc. Prima della rivoluzione industriale, avvenuta alla fine del XVIII secolo, la gestione delle imprese industriali e commerciali era di tipo casalingo. La semplicità di conduzione era legata al fatto che gli articoli prodotti erano in numero ridotto; è evidente che una sola persona poteva benissimo essere in grado di controllare sia gli acquisti, sia la produzione e sia la vendita. Con la rivoluzione industriale si ha l’avvento delle macchine che permettevano una maggiore produttività ed un minore dispendio di energie da

parte dell’uomo. Con questo nuovo tipo di produzione si ebbe la necessità di seguire l’attività, come l’approvvigionamento delle materie prime, dei diversi criteri di produzione e vendita, nonché la necessità di assumere dipendenti. Di conseguenza una sola persona non era in grado di seguire con la dovuta attenzione tutti i problemi dell’azienda, e il “padrone della bottega” doveva interessare altre persone in sua vece di alcuni problemi. La suddivisione delle responsabilità e il frazionamento dei compiti divennero sempre più necessari man mano che le aziende si svilupparono. La raccolta delle informazioni effettuata contattando varie persone comporta dei tempi di ritardo ed è soggetta ai più svariati errori. Attualmente i mezzi di comunicazione permettono scambi sempre più intensi e sempre più a

largo raggio col conseguente naturale aumento della concorrenza: in tutte le attività il fattore “tempo” sta diventando sempre più importante; da ciò si può comprendere come la relazione tra attività e informazione deve necessariamente diventare sempre più veloce, precisa e completa. Bisogna prendere coscienza che l’informazione è un bene importante e quindi la gestione della stessa diventa fattore vitale per l’azienda. Per esperienze professionali, sempre più spesso succede il guasto che blocca le attività fintanto che non si ripara con ansie e malumori generali crescenti. La tecnologia è ormai parte integrante del sistema di gestione e comunicazione odierno, non solo contribuisce a rendere efficienti e flessibili i processi produttivi ed economici, ma cambia l’intera organizzazione interna ed esterna.

Obiettivo primario di ogni impresa è salvaguardare la sicurezza di un patrimonio, costituito nel tempo, composto da informazioni e da dati e il problema della continuità operativa o del ripristino dei dati fa perdere il sonno, quando succede il guasto, ai responsabili aziendali e a tutti coloro che hanno a che fare con i sistemi informatici ed informativi. Le conseguenze sono infatti rilevanti sul piano economico così come organizzativo. Oltre ai danni economici, e al problema “temporale” di riorganizzazione e ripristino delle condizioni ottimali, ed è sempre più frequente l’impossibilità di recuperare informazioni importanti. Possedere informazioni significa avere un potere di contatto, di risposta, di offerta e il loro valore non è più trascurabile e sempre di più si sta verificando il fenomeno commerciale dove l’informazione si acquista e il prezzo è

proporzionale al tempo di soluzione della esigenza o della problematica. Per queste considerazioni noi della Tecnosoft ci siamo organizzati e abbiamo aderito alla associazione di impresa VENETO TECNOLOGIA che si occupa di dare risposte professionali alle imprese con l’attività primaria di fornire consulenze. Dal software gestionale alla sicurezza informatica, all’integrazione web alla gestione dell’immagine pubblicitaria fino alla soluzione finanziaria.

Maurizio Foffano

Come si viveva una volta:

Mestieri scomparsi

Veniva avanti lungo la polverosa stradina bianca pedalando su una bici che, quasi come un centauro, si trasformava sul davanti in un carretto stracolmo dei più svariati oggetti. Era lo straccivendolo. Che al grido di “strasse, ossi, ferri veci” invitava i nostri genitori a liberarsi degli oggetti inutili ed ingombranti, offrendo addirittura la possibilità di guadagnare qualche liretta. Lo straccivendolo era il prototipo del moderno concetto di raccolta rifiuti differenziata. Ma quanta dignità in quell’uomo che lontanamente imparentato con lo spazzino, ci teneva ad esprimere la sua professionalità dando valore qualitativo alla mercanzia che raccoglieva. Piove? In casa l’ombrello non funziona? I coltelli devono essere affilati? Ecco l’arrotino (el moeta) che, fissata la bicicletta sul terreno servendosi di un robusto cavalletto, continuava da fermo la pedalata generando così l’energia meccanica di rotazione che doveva alimentare tutto il suo manuale impianto. E la bicicletta, questa reginetta dei trasporti aveva sì tanti punti di vendita ma anche altrettante officine di riparazione con tanto di padrone e garzone. Oggi l’officinetta è una fastidiosa dipendenza dell’emporio di vendita cicli, ma negli anni 50 e 60 si viveva sulla semplice riparazione del ciclo e l’attività era professione, non hobby o secondo lavoro. Mestiere oggi quasi totalmente scom-

parso, almeno per la moderna mentalità dei giovani, in quanto la logica dell’usa e getta, più conveniente, si applica tanto agli elettrodomestici di casa come per le biciclette. Ma si avvicina l’ora del pranzo e per le vie non asfaltate, segnalato in lontananza da una bella colonna di fumo, arriva il camioncino della frutta e verdura. “Il pomaro! Maria, Giovanna, Teresa, Pasqua, Forza donne, frutta fresca e a buoni prezzi” Così si qualificava e sviluppava il proprio marketing il fruttivendolo, spesso marito e moglie, che alternativamente svolgevano la funzione di richiamo della clientela. Uno alla vendita diretta della merce, l’altro alla cassa e bilancia. E viceversa. E dalle sponde del camion, nell’attesa di essere serviti di buona verdura, nascevano le più spontanee chiacchere di quartiere e della via. Ed ecco i biroccini degli ambulanti. Gelatai d’estate, si riconvertivano in venditori di frutta secca, dolci e affini d’inverno. Orsucci e Cadore detenevano il monopolio del mercato di Marghera, Chirignago, Spinea. Ma qualche volta si spingevano anche nel miranese. Cadore. Il nome e le circostanze meritano una sosta della memoria per rilanciare questa celeberrima figura che abitualmente stazionava davanti i cancelli delle scuole elementari, medie, industriali e commerciali di Mestre. Nessuno sapeva il suo nome di battesimo. Per tutti era Cadore e basta. Soddisfa-

ceva i desideri di gola dei ragazzi che con il venditore avevano un mix di affetto, confidenza, familiarità e rispetto. I prezzi della “gelateria Cadore” erano variegati e andavano dalle 5 alle 50 lire. C’era ressa attorno al triciclo dell’ambulante che vendeva ottimi gelati confezionati da lui stesso. La sola, benevola polemica (ma poi era polemica o benevolo cerimoniale?) era rivolta dai ragazzi a Cadore che contestavano la spatoletta del gelato, il cui uso di rifinitura sul cono era controverso. Per il venditore si aggiungeva gelato. Per il compratore si toglieva. Mi è caro conservare nella memoria questo dubbioso segreto che il tempo non ha svelato. Né io vorrei mai saperlo. D’inverno la coppia Cadore/Orsucci si riconvertiva professionalmente vendendo frutta secca, Kraphen e croissant davanti alle scuole, ma su piazze rigorosamente separate. Ecco un chiaro esempio di commercio bello, leale e svolto in regime di concorrenza perfetta. Completava la triplice del biroccino dolci il Gigio (al secolo Centenaro Luigi). Sempre vestito di giallo (i colori della Mestrina a.c.) la sua piazza di vendita era lo stadio di via Spalti a Mestre dove giocava la sua amata squadra di calcio. Chissà cosa gli dava più soddisfazione, se la vittoria della Mestrina oppure un buon incasso settimanale. Ma non possiamo chiudere questa galleria di commercianti senza ricordare “il Fagiolino”. Era questi un ambulante dello spettacolo. Trasposizione vera e reale del sig. Vitali, l’indimenticabile personaggio di “Senza Famiglia”. Allestiva il Fagiolino, negli anni 1955 – 1960, principalmente a Marghera e Chirignago, un piccolo spettacolo all’aperto. Scenette comiche (celeberrima e d’apertura quella dell’ombrello che non riusciva mai ad appendere), cani ammaestrati e giochi di prestigio costituivano l’ossatura principale del suo mini circo. Sedie e mobili all’interno di un’area transellata alla

buona, ingresso a pagamento con 100 lire. Tutto gratis per chi osservava dall’esterno. E proprio il prezzo faceva differenza e status tra i pochi spendaccioni che si sedevano e i molti poveracci che scroccavano lo spettacolo senza alcun scrupolo etico. Fagiolino e la sua spalla bistecca. Di loro si è persa ogni traccia. Ed io spero davvero che qualche lettore li possa ancora ricordare. Fagiolino, Bistecca, Cadore, Orsucci, Gigio, arrivederci amici di tanti anni fa. Vi congediamo dalla nostra memoria con nostalgia e rammarico. Perché avevate un’umanità sconosciuta al moderno sistema mercantile. Ma i tempi sono cambiati e per voi artigiani, commercianti, artisti di strada non c’è più spazio. Dovrete essere per sempre solo testimoni muti di mestieri scomparsi che nessuno ama più fare e tento meno ricordare. Solo la nostra generazione vi ha conosciuti e amati perpetrando nei figli e nipoti il ricordo del meglio della vostra arte. Che nessun sistema industriale, o strategia di vendita e rete televisiva saprà mai eguagliare.

Oscar de Gaspari (continua: nel prossimo numero: “arriva la Tv”)


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Intervento del presidente del Consiglio Provinciale Marina Balleello

La candidatura a Sindaco di Mirano «Applicazione al minimo dell’Imu e rilancio del ruolo di Mirano come leader nel comprensorio per l’erogazione dei servizi alla persona e per la qualità ambientale che esprime. Siamo nel graticolato romano e questi saranno il cardo massimo e il decumano del mio programma da sindaco per la mia città. La priorità di un amministratore, a qualunque livello, è affrontare la crisi e il primo obiettivo

della mia azione sarà fornire una boccata d’ossigeno ai bilanci familiari e sgravare i costi delle imprese per favorirne la ripresa». Sono state queste, in estrema sintesi, le prime proposte della presidente del Consiglio provinciale Marina Balleello presentando la propria candidatura a sindaco di Mirano. Salutata dalle quasi cento persone che hanno gremito la saletta del Comitato elettorale di via Castellantico, lo scorso 10 marzo, per conferenza ufficiale di presentazione. «Siamo qui per vincere – ha aggiunto la presidente del Consiglio provinciale – Molti cittadini, molti di voi, mi hanno chiesto di candidarmi a sindaco della mia città ed è stato per me un grande onore farlo. Mirano mi ha dato moltissimo in ter-

mini umani e mi è sembrato giusto portare il contributo della mia esperienza per la città. È con gli stessi cittadini che voglio condividere il programma riconoscendo, insieme ad una squadra di persone rappresentative del territorio, le loro richieste a livello amministrativo». A sostenere il candidato sono intervenuti i sindaci di Fiesso d’Artico Andrea Martellato, di Noale Michele Celeghin, di Pianga Massimo Calzavara, di Santa Maria di Sala Paolo Bertoldo, di Scorzè Giovanni Battista Mestriner e, soprattutto, l’assessore regionale Renato Chisso e il vicepresidente provinciale Mario Dalla Tor. «Ringraziamo Marina Balleello che ha messo a disposizione la sua voglia di fare – è

stato il sostegno dell’assessore Chisso – e la sua esperienza al servizio della comunità». «Marina Balleello è una donna dalla grande capacità ed esperienza politica che ha dimostrato sul campo sia come presidente del Consiglio provinciale sia come amministratore comunale – ha aggiunto il vicepresidente provinciale Mario Dalla Tor – e credo sarà un buon sindaco per i cittadini di Mirano».

Sollecitati dalla presidente del Consiglio provinciale per mettere in sicurezza l’opera

Affresco di Villa Bianchini, intervento di Provincia e Regione La Provincia e la Regione si attivano per mettere in sicurezza l’affresco del Tiepolo a Villa Bianchini di Zianigo. Grazie all’impegno della presidente del Consiglio provinciale Marina Balleello che da tempo ha sollecitato le istituzioni territoriali affinché reperiscano i fondi per affrontare l’estremo degrado in cui versa la villa e tutelare l’affresco. Fino ad accompagnare, pochi giorni fa, l’assessore provinciale alla cultura Raffaele Speranzon in visita al capolavoro. «L’accerta-

mento condotto insieme all’assessore provinciale alla cultura è un importante segnale di interesse ad un’opera che per il suo valore non è solo patrimonio della nostra comunità ma di tutto il territorio – aggiunge Balleello – L’obiettivo è trovare, attraverso la Provincia e la Regione, le modalità, anche attraverso sponsor privati per tutelare innanzitutto l’affresco e poi per affrontare le emergenze conservative della villa». L’affresco “Il merito e la fama”,

opera di Giandomenico Tiepolo che proprio a Zianigo è nato, è valutato dagli esperti di arte attorno ai due milioni di euro ma «per la nostra comunità ha un valore ancora maggiore – sottolinea la presidente del Consiglio provinciale – è un simbolo di appartenenza che ci richiama alla nostra storia». La tutela dell’affresco e la valorizzazione di Villa Bianchini si inseriscono nel programma di Marina Balleello come candidato sindaco per Mirano.

«È molto grave che, in quella che è la terra dei Tiepolo, non si riesca a custodire e valorizzare un’opera d’arte di assoluto valore - spiega - Il rilancio della nostra città deve partire proprio dalla valorizzazione, anche dal punto di vista turistico, del nostro patrimonio artistico e architettonico. È questo il nostro petrolio e lasciare la villa e il suo parco nell’attuale degrado è come possedere una miniera e mantenerla chiusa».

Mirano terra dei Tiepolo sui cartelli di accesso alla città

Protocollo con la Provincia di Venezia per avvalersi dell’avvocatura

«Porre la scritta “Mirano terra dei Tiepolo” su tutti i cartelli di accesso alla città e farne lo slogan di Mirano» è la proposta della presidente del Consiglio provinciale e candidato a sindaco di Mirano Marina Balleello. «È una soluzione praticamente a costo zero per identificare Mirano con gli artisti maggiori cui ha dato i natali e farne un richiamo turistico – spiega Balleello – Il binomio Mirano – Tiepolo è infatti un punto di partenza per valorizzare, sotto il punto di vista turistico e quindi economico, il fascino e l’appeal turistico del nostro patrimonio artistico, architettonico e ambientale».

«Stipulare un protocollo con la Provincia di Venezia affinché il Comune di Mirano possa avvalersi della tutela legale dell’Avvocatura provinciale» è la proposta della presidente del Consiglio provinciale Marina Balleello all’indomani della controversa vicenda dei premi produzione erogati dal Comune ai dipendenti dal 2005. Secondo un accertamento del Ministero dell’Economia e delle Finanze, nel periodo tra il 2005 e il 2009, quando Mirano fu amministrata dal centrosinistra, il Comune avrebbe erogato ai propri dipendenti premi produttività non dovuti per un totale di poco inferiore ai 400mila euro. «A fronte dell’evidente buona fede dei dipendenti è importante accertare se ci siano stati errori tecnici – conclude Balleello – ma soprattutto tutelarsi da un punto di vista legale per il futuro per evitare di impegolarsi in queste situazioni».


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ATTENTI A QUEI DUE: CALZAVARA — ERVAZ ALLA GUIDA DEL MIRANO

L

a stagione sportiva 2011/2012 del Mirano ‘Al Pozzo’ sta svolgendo al termine o per meglio dire sta per terminare la fase a gironi del campionato provinciale FIGC di calcio a 5, serie D. La compagine miranese, infatti, è in piena zona play off e si prepara alle ultime partite del campionato, con il dichiarato obiettivo di provare a raggiungere il salto di categoria tanto atteso. Sono ormai troppi anni che la società di Mirano non partecipa a un campionato regionale, degna collocazione di una società che da oltre due decenni partecipa a campionati federali di Calcio a 5. “Sono cambiate molte cose dagli inizi della nostra avventura” parla il Presidente Federico Favaretto “il mondo del Calcio a 5 è molto più ‘professionale’, per così dire, e le squadre sono molte più attrezzate, ma rimane immutata la grinta e la voglia di raggiungere determinati obiettivi. Avevamo perso, come società, l’entusiasmo che ci aveva contraddistinto in tutti gli anni di partecipazione ai campionati regionali di C1 e C2, entusiasmo che quest’anno ho rivisto negli occhi dei ragazzi, con un mix incredibile di età anagrafica (dai 18 del duo Libralesso-Favaretto ai 42 del capitano Peplis) e di attività quotidiana (studenti di scuola superiore, universitari, lavoratori dipendenti e autonomi), grazie soprattutto al gran lavoro effettuato dal mister Renzo Calzavara e dal suo vice Luciano Ervaz. Credo, infatti, che gran parte del merito dei risultati che stiamo ottenendo quest’anno sia dovuto alla passione e alla professionalità che lo staff tecnico sta trasmettendo a

tutti i giocatori dall’inizio del campionato. L’entusiasmo di Calzavara nel portare nuove metodologie di allenamento e nello studiare situazioni di gioco alternative, si è unito all’esperienza e alla grinta di Ervaz,” “Devo dire che tornare a far parte di questo gruppo è stato

un po’ come tornare a casa” ribadisce Ervaz “ho ritrovato molti vecchi amici, ma anche molti giovani promettenti che si sono messi a nostra disposizione, con l’intento di migliorarsi e di ben figurare. Dopo le sconfitte subite

contro Veneta e Vigoreal, sembravamo tagliati fuori dalla corsa ai play off, ma la coralità di gioco che abbiamo cercato di insegnare con Renzo ha dato i frutti sperati.” “Alla ripresa del campionato, dopo la pausa natalizia, il gruppo si è riscoperto molto più unito e convinto delle proprie potenzialità.’ interviene il mister Calzavara ‘Abbiamo ottime individualità, ma, sin dalla preparazione, ho sempre ribadito che i risultati si ottengono solo se tutti i giocatori si mettono a disposizione del tecnico e si aiutano a vicenda per migliorarsi. Certamente l’arrivo di Luciano mi ha permesso di gestire gli allenamenti in maniera diversa, eseguendo esercizi e situazioni di gioco mirate alle specifiche potenzialità dei giocatori e questo ha aumentato, in ognuno di loro, la consapevolezza delle proprie capacità. Devo dire, poi, che abbiamo sempre condiviso le nostre scelte, dimostrando un’unione di intenti ed un rispetto dei ruoli difficile da trovare. Il lavoro del gruppo ha suggellato tale condivisione, ottenendo i risultati che il Presidente ci aveva chiesto ad inizio stagione: play off e bel gioco.” Dopo la pausa pasquale tre match importantissimi attendono il Mirano ‘Al Pozzo’, in trasferta contro Veneta e Vigoreal, per ribaltare il risultato d’andata e l’ultima partita interna del 20 Aprile, contro il Campetra, dove per l’occasione la dirigenza del ‘Pozzo’ invita i propri sostenitori ad un terzo tempo in palestra per congratularsi con i propri beniamini. Il Presidente Federico Favaretto


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VIENI A VIGO DI CADORE! VIGO DI CADORE Collocato ai piedi del monte Tudaio (m. 2114) nell'Oltrepiave cadorino, il Comune di Vigo di Cadute comprende cinque borgate: Vigo, Laggio, Pelos, Pinié e Treponti. Vigo è il luogo perfetto per chi ama il piacevole relax di una passeggiata all'aria aperta immerso nella incantevole bellezza di un incontaminato paesaggio dolomitico ricco di itinerari storici, culturali e naturalistici davvero unico. NOTE STORICHE: Queste valli furono percorse per prime dai cacciatori mesolitici più di 8000 anni fa, seguiti in modo stanziale da tribù celtiche. A questi seguirono gli Euganei ed infine i Galli Insubri Catubrini, dai quali deriva appunto il nome Catubrium, poi Cadore. Con l'arrivo dei Romani (184 a.C.) il territorio diventa parte della regione Venetia.et Histria a cui segue l'aggregazione al municipio di Julium Carnicum (Zuglio), fondato nel 42 a.C. dall'Imperatore Otta-

viano Augusto. In questo periodo fu realizzata la via Claudia Augusta che, passando per il Cadore, univa Altino a S. Candido. Vigo fu sede di un importante presidio fortificato dal quale si distaccava una strada militare che per l'altipiano di Casera Razzo portava a Zuglio. Alla caduta dell'impero romano, dal 476 al 1077, si avvicendarono gli Eruli, gli Ostrogoti, i Bizantini, i Longobardi, i Franchi e i Duchi di Carinzia. Attorno all'XI secolo prese vita la Magnifica Comunità di Cadore. Nel 1077 il Cadore fu retto dal Patriarca d'Aquileia, dal 1135 dai Caminesi, nel 1335 dai Conti del Tirolo per ritornare, nel 1347 di nuovo con il Patriarca d'Aquileia. Nel 1420 i Cadorini si diedero alla Serenissima Repubblica di Venezia che garantì quasi 400 anni di pace e prosperità, rotti solo dalle guerre con Massimiliano d'Austria culminate con la battaglia di Rusecco del 2 marzo 1508. Nel 1797 il Cadore fu occupato dalle truppe napoleoniche

poi, dopo il Congresso diVienna del 1815, sotto l'Austria nel Lombardo Veneto. Con i moti risorgimentali del 1848 i cadorini insorsero al comando di P. F. Calvi e finalmente nel 1866 si unirono all'Italia dopo la battaglia di Treponti. Nella Grande Guerra 1915-18 il comprensorio fu teatro di sanguinose battaglie e nel 1944-1945 molti giovani si sacrificarono nella lotta di liberazione. VIGO E IL SUO ALTIPIANO L’Altipiano di Razzo mt. 1800 s.l.m, ospita nel suo territorio la Casera omonima, la Casera Federata, un tempo pascolo di vitelle o di cavalli, la Casera Sottopiova, pascolo di manze da carne, la Casera Campo (mt. 1441) pascolo del armente, malga di appoggio a quella di Razzo Casera Ampiadè, pascolo di caprini ed ovini. Attigue all'altipiano ci sono le malghe di: Losco Pian de Sire (Lorenzago), Doana (Domegge) Mediana (Sauris), Chiansaviet (Socchieve) Dal 1951 funziona il rifugio Ten Fabbro (privato) e con la costruzione degli impianti sciistici il Ristorante Baita Ciampigotto. LA CASERA DI RAZZO Inserita nella "strada dei formaggi "con il riconoscimento Comunitario dello stabilimento di trasformazione”, rappresenta con i suoi prodotti lattiero-caseari, quel valore aggiunto che fa dell'Altopiano un costante riferimento per turisti e valligianti. In un mondo dove l'industrializzazione ha profondamente inciso anche sulla produzione alimentare, la genuinità e la bontà del burro e soprattutto del formaggio della nostra malga, dai saporiti e morbidi contenuti, rendono il

prodotto fra i più richiesti sul mercato. SUI VASTI CAMPI DI NEVE DI CASERA, RAZZO... Favorite da un clima unico, particolarmente nevoso d'inverno, le attività sportive ed escursionistiche si protraggono ogni anno fino a primavera inoltrata offrendo al turista un anello di fondo, la sciovia Ciampigotto con le sue due piste, "Nevelandia " per i bambini, Snow-park e moltissimi itinerari scialpinistici ed escursionistici (con le "ciaspe"). "UN GIRO" NELLA STORIA RECENTE Il Forte di M. Tudaio (m 2114), realizzato tra il 1910 e il 1914, durante la Grande Guerra, con i suoi 4 cannoni in cupole corazzate, costituiva la punta di diamante del nostro sistema difensivo. E' raggiungibile in 4 ore da Vigo risalendo l'ardita strada militare intagliata pazientemente nella roccia: Km 8,400). L'itinerario militare è scandito da una serie di cartelli esplicativi. Davanti alla meraviglia e al fascino di una natura dolomitica senza pari, i resti deflagrati del forte ed i pazienti cunicoli scavati nella roccia, permettono di cogliere ancora la grandezza dello sforzo difensivo e di quell'attesa antica del nemico lungo le valli del Piave e dell'Ansiei. OPERE MILITARI DELLE DUE GUERRE MONDIALI Un vero e proprio "Parco della Memoria", recentemente restaurato con un progetto europeo, permette di visitare gli apprestamenti difensivi della Grande Guerra a Col Ciampon con una

breve passeggiata da Laggio e Col Pelos a circa un chilometro da Pelos. Un altro itinerario militare è costituito dalla strada Fontanelle-Zergolon-Pramossei (km 4) che consente di accedere alle trincee e alla stazione di partenza della teleferica minore del Tudaio nella località dei "Greppi di Adiès". Meritano di essere visitate anche le opere in caverna del "Vallo Alpino del Littorio" presso Piniè ai piedi del M. Tudaio, fatto realizzare da Mussolini tra il 1939 e il 1942. Oggi sono state messe in sicurezza e dotate di un impianto di illuiminazione. LA BIBLIOTECA STORICA CADORINA Fondata nel 1892 dal prof. Antonio Ronzon (1848-1905), al quale è dedicata, la Biblioteca Storica Cadorina costituisce il più importante centro di raccolta di testimonianze che riguardano direttamente o indirettamente il Cadore. Salvata dalle requisizioni austriache nel 1917-18 da don Pietro Da Ronco, curata amorevolmente nei decenni del secolo scorso da studiosi come il prof. Giovanni Fabbiani, Celso Fabbro, G. E. Ferrari, L. Sriziolo e il prof. G. Zanderigo Rosolo, oggi, la Biblioteca Storica Cadorina, sotto la guida esperta della prof.ssa Noemi Nicolai, sembra pronta a servire la sfida culturale dei prossimi anni anche con l'ausilio di moderni supporti informatici. Gli oltre 8000 volumi, la raccolta di 120 riviste, le 550 pergamene, incunaboli, manoscritti e continue donazioni fanno della biblioteca una vera istituzione specializzata, che richiede un continuo aggiornamento e, oseremmo dire, un amore costante.


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I consigli per la sicurezza Per la tua sicurezza, in procinto delle ferie estive, ecco alcuni consigli dell’esperto per un controllo sui tuoi pneumatici: D: Sostituzione dei pneumatici: di cosa dobbiamo tener conto? R: Ogni vettura ha caratteristiche meccaniche, di carico e velocità ben definite e la scelta dei pneumatici è in stretto rapporto. E’ essenziale rispettare le prescrizioni del Costruttore del veicolo riportate sulla carta di circolazione. I pneumatici montati su un asse devono essere dello stesso tipo. Per mantenere le condizioni ottimali di guida è consigliato montare quattro pneumatici uguali. D: Come leggere il pneumatico? R:Misure e indici di carico e velocità sono stabiliti all’origine dal costruttore del veicolo, e sono riportati sulla carta di circolazione. E’ sempre possibile montare pneumatici con indici di carico e velocità superiori ma mai inferiori a quanto indicato sulla carta di circolazione.

Tutti i pneumatici del veicolo devono avere la stessa struttura. Per i pneumatici invernali (M+S), se non specificato sulla carta di circolazione, è ammessa una categoria di velocità inferiore. In caso di pneumatici nuovi o meno usurati devono essere montati al posteriore del veicolo. D: Quali sono le funzioni del pneumatico? R: Oggi conoscere i pneumatici diventa sempre più importante, perché occorre tenere conto di tutte le possibilità d’impiego, di rendimento e di prestazioni, al fine di mantenere alto il livello di sicurezza in tutte le situazioni di utilizzo. Il pneumatico è l’unico elemento di collegamento tra il veicolo e la strada. D:Quando cambiare i pneumatici? R: I pneumatici devono essere sostituiti non appena abbiamo raggiunto il limite legale di profondità e dopo un danneggiamento irreparabile. Il battistrada di un pneumatico presenta un disegno a rilievo avente lo scopo principale di assicurare la massima tenuta su strada bagnata o scivolosa. Quindi si consiglia di sostituire i pneumatici avente battistrada con spessore inferiore ai 3 mm. Un controllo periodico permette di individuare le eventuali conseguenze di urti, deformazioni, strisciamenti che si possono manifestare a distanza di tempo dall’accaduto. Screpolature nella gomma del battistrada o dei fianchi, a volte accompagnate da deformazioni, manifestano l’invecchiamento del pneumatico.

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Festeggiati a Zianigo i 120 anni della Società Operaia di Mutuo Soccorso “S. Giuseppe” Nella ricorrenza dei 120 anni della Fondazione della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Zianigo è stato presentato alla comunità l’interessante libro della dott.ssa Beatrice Damin dedicato a tale “Aggregazione”. È un lavoro ricco di testimonianze, di un’attenta ricerca delle fonti, di resoconti delle attività sociali svolte dalla Fondazione, che testimonia l’importante presenza cattolica nel settore del mutualismo locale, come indicano alcuni brani tratti dalla “Presentazione” della pubblicazione scritta dal Presidente Mario Boato. «Ero ancora ragazzino quando ho cominciato a sentir parlare, là nel nostro borgo dei “Tacco”, della Società Operaia, da mio padre e da tanti altri operai che abitavano vicino a noi e lungo la Scortegara, strada che porta alla piazzetta della nostra piccola frazione di Zianigo. Erano in buona parte operai pendolari che lavoravano a Venezia, o nelle insane fabbriche di Porto Marghera e che avevano vissuto, e ancora provavano, la vita magra e dura degli operai in quegli anni di povertà e

nei precedenti, caratterizzati tra l’altro da una guerra disastrosa e non voluta. (…) Da allora ho cominciato ad apprendere da mio padre e anche da altri soci più grandi di me, il significato e lo scopo precipuo su cui si fondava la nascita e l’esistenza di questa Aggregazione, ma più correttamente “Società“, che è la Solidarietà. Già da bambino accompagnavo mio padre all’assemblea annuale, che si teneva all’ottava di Pasqua, allora presso la Trattoria da Perale (non avendo la Società una sede sociale stabile). Queste frequentazioni e i discorsi che sovente si tenevano a casa nostra, tra mio padre e altri soci, mi hanno fatto conoscere la vita, le origini, gli scopi ecc. di queste gloriose Associazioni nate sin all’indomani dell’emanazione dello “Statuto Albertino” per merito della volontà e dello spirito di solidarietà e fratellanza del mondo operaio, che sentì il bisogno di sacrificare qualcosa per aiutare chi si trovava in difficoltà e aveva quindi più bisogno.

Questo nobile sentimento, tramandatoci dai nostri genitori, vive ancora in noi ed è appagante per quelli che con gioia sanno donare e aiutare gli altri, soprattutto quando questi hanno, per svariati motivi, più bisogno. (…) Noi continueremo la nostra attività, che non è più fatta solo di “mutuo soccorso”, ma anche di momenti di aggregazione e di educazione alla crescita morale e culturale, per tenere alto e sempre vivo lo spirito di solidarietà, secondo il messaggio tramandatoci 120 anni fa dai nostri avi (…). Un saluto e un augurio particolare vanno a tutti i nostri Soci che credono in quello che facciamo e che ci aiutano e a tutto il Consiglio di Amministrazione che condivide con me tutta l’attività della nostra Società, dedicando molto del proprio tempo libero con spirito di collaborazione e di abnegazione, nel segno della Solidarietà». Il Presidente della Società Operaia di Mutuo Soccorso “S. Giuseppe” di Zianigo Mario Boato

L’Associazione Volontari Ospedalieri (A.V.O.) Mirano presenta le attività del 2011 Accanto alla preziosa assistenza al malato, i Soci “AVO” sanno dimostrare preparazione professionale, aggiornamento culturale, sensibilità e rispetto nei confronti di chi soffre Con la presenza e la relazione di Padre Mariano Steffan, storico fondatore dell’Avo di Mirano, si è concluso il XVII Corso di formazione ed aggiornamento per attuali e futuri avosini. Il corso, articolato in 5 incontri, ha trattato i seguenti argomenti: - L’Avo e il malato: relatore Cinzia Marella, Presidente Avo Mirano - Ruolo del volontario in corsia: relatore Dr. Giuseppe Bon, Direttore delle professioni e assistenza Ulss 13

- Il volontario accanto al paziente anziano: relatore Dr. Alberto Cester, Direttore Dipartimento geriatria e riabilitazione Ulss 13 - Il volontario accanto al paziente oncologico: relatore dott.ssa Lucia Bazzo, Psicologa Avo regionale - La sacralità della vita di fronte alle nuove frontiere della Bioetica e Biogenetica: relatore Dott. Padre Mariano Steffan, Segretario Confraternita Italiana, Ministro Provinciale Padri Cappuccini.

Associazione realtà allo specchio L’Associazione “Realtà allo specchio” organizza incontri di Bioenergetica di Base, proponendo una serie di esercizi e tecniche di lavoro sull'Energia Vitale ispirate ai principi di Wilhelm Reich, che fu il primo ad intuire che, nella società attuale, siamo tutti prigionieri di tensioni e rigidità che si stratificano a tutti i livelli dell'essere. Gli Esercizi Bioenergetici hanno il potere di stimolare le nostre capacità di autoguarigione e di far sentire il nostro corpo rilassato, la nostra mente viva, il nostro essere in espansione. Nel 2° livello del corso di Numerologia si scoprono gli insegnamenti karmici, che rappresentano aspetti sui quali non eravamo in equilibrio nelle vite precedenti e ci descrivono le lezioni da imparare per ripristinare l'equilibrio. I numeri ombra consentono attraverso la loro analisi di acquisire consapevolezza sugli aspetti della personalità che tendono a squilibrarsi e che sono all'origine degli stress psicologici radicati sin dall'infanzia. La Radionica è una straordinaria tecnica di riequilibrio energetico che nasce agli inizi del `900 e conta oggi operatori in tutto il mondo. Una delle sue particolarità è infatti la possibilità

di operare a distanza. Sebbene ciò possa sembrare assurdo, le nuove scoperte della Fisica confermano che a certi livelli non esiste separazione e siamo un'unica cosa, come sostenuto dall'antico Sapere. Per svolgere la sua azione, la radionica si serve di pendoli, grafici, simboli, forme, strumenti di molti tipi. I campi d'azione della radionica sono molteplici. In realtà non esiste settore su cui non si possa intervenire positivamente con questa tecnica davvero speciale, preziosa per la salute e il futuro dell'uomo e di tutto il pianeta. Il Corso dal Vivo è realizzato per permetterti di sfruttare al massimo le facoltà della tua mente, attraverso la conoscenza pratica delle Tecniche di Memoria e delle metodologie di studio! Sono oltre 10 anni che Matteo Salvo si occupa di formare studenti, professionisti e più in generale persone con l'esigenza e il desiderio di migliorare le proprie capacità di apprendimento. Scoprirai chi sono le persone con più memoria in assoluto e apprenderai in soli 3 giorni, con risultati straordinari e tangibili, come utilizzare le loro stesse tecniche per sviluppare la tua "Super-memoria".

L’interessantissimo corso è stato seguito da oltre 70 avosini degli ospedali di Mirano, Noale e Villa Salus di Mestre. Continua inoltre l’attività dei volontari presso i reparti di medicina, neurologia, cardio-chirurgia, chirurgia, punto di accoglienza, lungodegenza a Noale. La “Giornata mondiale del malato” (11 febbraio) viene ricordata con un presente a tutti i degenti; nella domenica delle Palme viene distribuito l’ulivo ai degenti e a tutto il personale ospedaliero .

La visualizzazione è una pratica preziosissima che ci permette di cambiare i sentimenti e le convinzioni che bloccano la nostra vita e ci spingono a vivere in modo spiacevole. Infatti le visualizzazioni sono composte da immagini che permettono delle vere e proprie esperienze come se stessimo sperimentando la realtà. Nel seminario praticheremo una Visualizzazione particolarmente potente in grado di agire sulle nostre convinzioni inconsce limitanti. La visualizzazione farà venire alla luce le nostre particolari gabbie, in modo che ognuno possa diventare consapevole del sentimento da cui è bloccato. L'arte del vedere è un antico metodo orientale - utilizzato nella diagnosi medica - che ci permette di andare oltre le parole e raggiungere i pensieri. Le forme non sono casuali e nascondono l'essenza. Comprendere le forme significa arrivare al centro dove risiedono le doti, le paure, le aspettative e le passioni. Il corpo parla una lingua che spesso esprime pensieri ben lontani da quelli che la voce afferma. Imparare a leggere il linguaggio segreto del corpo, la Fisiognomica, significa conoscersi meglio e controllare meglio le emozioni. Per informazioni: 330477976

Nel mese di dicembre gli avosini hanno organizzato un apprezzatissimo mercatino di Natale. Infine, presso il teatro Comunale, Le canzoni del repertorio del Coro “I Cantori di Corte” del Cral dell’ospedale e la Rappresentazione teatrale “Quelle preziose donne sapienti” di Moliere, messa in scena dalla compagnia delle Smirne, come sempre diretta magistralmente dalla Prof.ssa Renata Cibin, hanno chiuso l’anno sociale augurando il Buon Natale a tutti i Miranesi.

L’Auser presenta il programma 2012 Il Circolo Auser “I Tiepolo” di Mirano ha come scopo il volontariato senza fini di lucro ed ogni anno svolge diverse attività. Quest’anno il programma prevede: - Febbraio Domenica 26 Febbraio: ASOLO e POSSAGNO - Marzo Domenica 18 Marzo: MODENA e NONANTOLA - Aprile dal 5 al 9 Aprile: LONDRA - Aprile/Maggio dal 29 Aprile al 1° Maggio: MAREMMA TOSCANA - Giugno date da definirsi: ROMA con visita ai GIARDINI VATICANI - Visita al Senato della Repubblica dal 15 al 29 Giugno: RIMINI - Soggiorno climatico - Giugno/Luglio dal 23 Giugno al 7 Luglio: PINZOLO - Soggiorno climatico dal 29 Giugno al 13 Luglio: RIMINI - Soggiorno climatico - Settembre dal 2 all’8 Settembre: Tour della SICILIA dal 1° al 15 Settembre: LEVICO

TERME - Soggiorno termale Domenica 23: LE ISOLE DELLA LAGUNA VENEZIANA - Ottobre Sabato 13 Ottobre: APPENNINO EMILIANO - Raccolta castagne Domenica 28 Ottobre: PASSARIANO e VENZONE Festa della Zucca - Novembre Domenica 18: Uscita in giornata Dicembre dal 7 al 9 Dicembre: MERCATINI di NATALE - destinazione da definirsi A margine di queste iniziative nell’anno 2012 si terranno alcuni convegni socio-culturali: · Conoscere il territorio e la storia del Miranese Giovedì 19 Aprile, ore 16.00 - Sala Consiliare Villa Errera – Mirano Relatori: professori di storia · Salute e sanità Giovedì 10 Maggio, ore 16.00- Sala Consiliare Villa Errera - Mirano Relatori: medici cardiologi e di medicina generale Giovedì 7 Giugno, ore 16.00 - Sala Consiliare Villa Errera - Mirano relatori: medici di medicina dello sport


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Polisportiva San Pio X tutto pronto per il “Memorial Gigi Boldrin” di domenica 13 Maggio

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rande successo per la prima edizione del torneo “Città di Mirano” organizzato dalla Polisportiva San Pio X nel periodo natalizio presso il campo di calcio a 5 coperto del Tennis club Mirano. Cinque squadre della categoria esordienti nati nel 2000 e ben otto di pulcini 2002 ogni sabato di dicembre e gennaio si sono sfidate sul rinnovato campetto. Le gare si sono svolte dalle 14.30 alle 18, con un’ottima partecipazione di pubblico composto prevalentemente da genitori dei giovani atleti. Dopo le fasi di qualificazione, alle fasi finali disputate nella seconda parte di gennaio hanno partecipato le formazioni che sul piano sportivo hanno dimostrato maggiore bravura. Nel torneo esordienti l’ha spuntata la Polisportiva Gazzera

battendo in finale la Miranese calcio, mentre nel torneo pulcino 2002 una finale intensa e spettacolare ha premiato il Marco Polo Venezia. Prima di quest’ultimo incontro, grande sorpresa per i presenti che hanno assistito ad una gara di rigori fra gli otto capitani delle squadre partecipanti e Almir Rossa e Cantagallo, giocatori del Franco Gomme Venezia calcio a5, che disputano la serie A. Al termine i due Italo-Brasiliani, oltre a foto ed autografi di routine, hanno omaggiato i giovani calciatori con sciarpe e capellini. La loro presenza è attesa anche per il prossimo importane impegno che la Polisportiva San Pio X va ad affrontare, ovvero per la nona edizione del torneo “Gigi Boldrin”, memorial di uno degli storici fondatori della giovane società di Mirano. Dopo la sfortunata edizione dello scorso anno, interrotta a metà mattinata causa un insistente pioggia che non ha voluto smettere per tutta la giornata, quest’anno sperando nel bel tempo, si punta a rendere il torneo come punto di riferimento per le formazioni primi calci e pulcini delle società limitrofe. Domenica 13 maggio si affronteranno nei due campi del patronato di Mirano dodici formazioni dei pulcini 2001 (7 contro 7) e pulcini 2002 (6 contro 6), mentre nell’adiacente piastra è previsto un torneo a cinque squadre di piccoli amici. Alle fasi di qualificazione mattutine, inizio previsto per le 9, seguiranno nel pomeriggio le fasi finali. La formula per il torneo dei pulcini prevede 2 gironi da 3 squadre per categoria: ogni squadra si incontrerà con tutte le altre dell’altro girone disputando

Un torneo di calcio e solidarietà 4° memorial “Enrico Maso” Si svolgerà sabato 7 Aprile 2012 a partire dalle ore 14,30 il torneo quadrangolare di calcio "4° Memorial Enrico Maso" presso gli impianti sportivi di via Matteotti a Mirano. Hanno dato la loro adesione, dimostrando molta sensibilità all'evento, le società sportive calcio Borbiago, Robegano/Fulgor Salzano, Miranese e S. Pio X Mirano. Il torneo, organizzato dalla società USD Miranese in collaborazione con i genitori di Enrico, ha un duplice scopo: ricordare il giovane atleta scomparso nel 2008 all'età di 12 anni a causa di un linfoma, e raccogliere fondi da destinare alla Fondazione “Città della Speranza” di Padova per sostenere la ricerca e le cure nel campo dell'oncoematologia infantile. Se è vero che le percentuali di guarigione di queste malattie aumentano sempre di più grazie alla ricerca, è altrettanto vero che aumentano purtroppo i casi di ricovero di pazienti in età sempre più precoce. Questa probabilmente è stata la molla che ha spinto la Fondazione “Città della Speranza” ad im-

pegnarsi ancora di più. Grazie a donazioni spontanee e alla raccolta di fondi con varie iniziative come quella di Mirano, è iniziata la costruzione a Padova , dal 2009, di una nuova struttura denominata "Torre della Ricerca". Dopo 3 anni questo edificio è terminato. Sarà già operativo nel 2012 e potrà ospitare 400 ricercatori per lo studio delle cure delle malattie tumorali infantili. Sandro Baldan

3 partite. A seguito della classifica determinata dagli incontri (nel caso di parità si premia l’esito del confronto diretto) verranno disputate le finali. Le gare saranno disputate in due tempi dalla durata di 12 minuti, con assegnazioni di tre punti alla vittoria e uno al pareggio. Rimane l’obbligo imposto, come durante il campionato, di far giocare ogni giocatore presente, almeno un tempo. Le finalissime dei due tornei pulcini sono previste dalle ore 16, e a seguire premiazione di tutte le squadre partecipanti. All’interno del patronato durante l’intera giornata funzionerà un bar per tutti i presenti e dalle 12.30 sarà possibile pranzare sul posto. Prima dell’inizio delle gare pomeridiane, lotteria con ricchi premi aperta a tutti. Nel corso del pomeriggio è in programma sulla piastra interna al patronato, anche una partita dimostrativa della San Pio X Pallacanestro, formazione cestistica composta da ragazzi disabili. Un modo per avvicinare e unire insieme ragazzi meno fortunati con i giovani calciatori. A presenziare l’intera giornata oltre allo staff organizzativo, sarà presente Mons. Lino Ragazzo, patron della Polisportiva San Pio X che ormai da molti anni si impegna a sostenere la sana attività sportiva in molti giovani ragazzi miranesi stando nello spirito del divertimento, del gioco e dell’aggregazione. Appuntamento quindi per tutti gli sportivi e non, Domenica 13 Maggio al patronato di Mirano per applaudire ed incitare centinaia di giovani atleti.

Gran prix Kinder+sport nazionale a squadre Le nostre ragazze sul gradino più alto del podio: campionesse italiane A Pisa, nella prova nazionale, le nostre atlete con una prova di carattere e determinazione regalano alla nostra giovane società una splendida vittoria in una gara tiratissima che vedeva al via le migliori sale italiane specialiste nell’arma bitagliente. Ad Aurora Callegaro, Beatrice Dalla Vecchia, Carlotta Barugola e Giorgia Pavanello la soddisfazione di portare la sciabola Miranese ai vertici in una competizione nazionale a squadre portando in pedana la grinta e la volontà nel voler raggiungere un risultato che premia il lavoro fin qui svolto nelle pedane dell’Officina. La cronaca: girone eliminatorio passato con due vitto-

rie e una sconfitta che portavano la squadra al quinto posto del tabellone della diretta con davanti un percorso difficile. Al primo assalto comincia il crescendo: 45 a 16 sul Fisciano scherma (Napoli), al secondo 45 a 35 sulla squadra ligure del Club Scherma Voltri. Nella semifinale lo scontro con la numero uno del tabellone, il Club Scherma Roma sconfitto 45 a 36, ribaltando un pronostico che vedeva le atlete capitoline vincenti, aprendo le porte della finalissima che opponeva le nostre ragazze alla forte squadra del Fides Livorno. Incontro tiratissimo ed emozionante, condotto sul filo della parità fino all’ul-

Pattinaggio A.S.D. GSS Scaltenigo Roxa Ortoromi Il G.S.S. Scaltenigo sta ritornando vincente come negli anni ’90. A quei tempi arrivavano allori nazionali, europei, mondiali con i mitici Sarto, Sanfratello, Tagliapietra e tanti altri; ora un gruppo di giovani sta crescendo e promette ancora grandi risultati. Il 2011 si è chiuso con risultati molto promettenti in Italia e in Europa: 5 medaglie d’oro, 8 medaglie d’argento, 9 medaglie di

bronzo, un 8° posto a livello nazionale e un 3° posto a livello regionale. I giovani campioni, sull’esempio di Giovanni Conte, si chiamano: Daniel Niero, Nicolò Greguoldo, Daniele Zambon, Filippo Bacchin, Irene Baldan, Anna Boesso, Laura Lorenzato. Sono arrivati, inoltre, a rinforzare le ambizioni dell’Associazione campioni come Catia Pellizzon, Diego

Mancin, Matteo Quintavalle, Michele Sabbadin, Elia Fasolo. Il “buon giorno si vede dal mattino” e ai recenti campionati italiani indoor di Pescara il G.S.S. è ritornato con 3 medaglie d’oro, 1 d’argento, 2 di bronzo, 4 quarti posti e un quinto posto. Le famiglie e i giovani stanno riscoprendo questo meraviglioso sport che porta salute e aiuta a crescere, costantemente seguiti da

timo passaggio di testimone che vedeva in pedana la Barugola avanti 40 a 38: per niente intimorita dall’avversaria di un anno più grande, vinceva l’assalto in un lampo con un parziale di 5 a 0, chiudendo quindi il match 45 a 38 in un abbraccio generale della squadra che liberava finalmente la tensione e faceva esplodere la gioia per il risultato conquistato.

CORSI DI PATTINAGGIO

preparatori e allenatori sotto la direzione del prof. Francesco Dal Corso. Ma non c’è solo la competizione agonistica, in quanto ogni età, dalle elementari in su, può trovare divertimento e recupero fisico attraverso la pratica di questo sport semplice e poco costoso. Il Presidente Roberto Salviato

Si terranno dal 23 marzo 2012 presso il pattinodromo comunale di Scaltenigo i “Corsi di pattinaggio” per principianti e pattinatori esperti. Le lezioni si svolgono ogni martedì e venerdì alle ore 20,30. Per informazioni: Segr. 3331055448 Michele: 041.433882 Simone: 3472283518

L'U.C. Mirano mette su strada la freschezza dei propri atleti Dopo un'altra stagione alla grande, caratterizzata dai prestigiosi successi di tra cui il titolo di Campione Italiano categoria esordienti conquistato da Andrea Zorzetto, la compagine bianconera del presidente Paolo Bustreo e del vice Attilio Benfatto, si presenta per la stagione 2012 con una compagine agguerrita e di grande qualità che sicuramente può ripetere i brillanti successi del 2011. Domenica 11 marzo alle 10,30 in Piazza Martiri l'U.C. Mirano ha presentato le squadre agonistiche e il gruppo dei cicloturisti a tutta la cittadinanza. Prima della presentazione atleti e dirigenti hanno partecipato alla funzione religiosa nel Duomo di Mirano, dove Mon. Lino Regazzo ha benedetto tutta la comitiva e le bici degli atleti. Anche per la stagione 2012 l'U.C. Mirano mette su strada la freschezza dei propri atleti delle categorie allievi, esordienti e giovanissimi, categorie nelle quali sono state indirizzate da tempo tutte le risorse economiche ed umane con la speranza di confer-

marsi ancora una volta uno dei club più in vista del panorama nazionale.. Lasciamo alle spalle stagioni ricche di successi e di grandi soddisfazioni commenta il presidente del sodalizio bianconero Paolo Bustreo, nelle quali abbiamo ottenuto oltre cento vittorie e quindici titoli italiani, risultati che speriamo si possano ripetere. Il nostro obbiettivo è comunque continuare a investire nel settore giovanile con l'impegno di trasmettere i veri valori di uno sport sano e ricco di umanità che oggi sta vivendo momenti difficili e di poca credibilità. La categoria allievi composta da otto atleti sarà affidata anche quest'anno per il settore strada a Nicola Pennazzato tecnico di collaudata competenza, coadiuvato da Otello Pennazzato. La categoria esordienti composta da 12 atleti sarà seguita da Castelli Francesco, tecnico giovane ma di grandi aspettative, supportato dall'aiuto di Rodolfo Boaga e Oscar Giacomello. Il settore giovanissimi composto da una ventina di

atleti sarà affidato a Claudio e Alberto Bertoldo coadiuvati da Emilio Favaretto e Franco Cazzin, i quali certamente sapranno dare quelle soddisfazioni a cui da anni ci hanno abituato. La direzione tecnica di tutte le categorie sarà affidata all'esperienza e competenza dei Fratelli Sandro e Marino Bettuolo tecnici di indiscusse capacità a cui vanno gra parte del merito per tutti i risultati ottenuti in questi anni; direttore di corsa l'infaticabile Giorgio Manera. Prestigiosa come sempre sarà la collaborazione dell'amico e ogni presente Italo Bevilacqua e di persone che dedicano ogni attimo del loro tempo come Gianni Gallo Cazzin Gianfranco, Cassella Luigi, Carraro Ferdinando, Merlo Flavio, Cherubin Antonio, Bincoletto Franco. Un organico senza dubbio di grande esperienza e di notevole capacità tecnica che ci ha tutti i presupposti per continuare a sperare su un futuro sempre più ambizioso. Lee storiche maglie bianconere saranno sponsorizzate dalla Impresa Edile di To-

niolo Marino, Bugno S.R.L., Linova Impianti Dichinellato Sandro, Demiced Srl e Dall'agenzia Adriatica Di Bastianello Bruno , Ristorante Il Burchiello, Italfer, Srl Enn&B Srl, e Alessandro Mazzetto, Biscotti Palmisano, sponsor ai quali va sicuramente il nostro ringraziamento e riconoscenza per la passione con cui contribuiscono a tenere in vita il nostro gruppo. Domenica 25 marzo inizierà la nostra stagione sportiva, non ci rimane che augurarci un in bocca al lupo e tanta fortuna per i nostri atleti, tecnici e dirigenti tutti.


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A.S.D. Atletica Libertas Mirano: atleti nel freddo invernale Le prime due gare regionali di Cross (Corsa Campestre) dell’anno 2012, svoltesi a Vittorio Veneto (TV) e nel Parco San Giuliano a Mestre, hanno visto ben figurare i partecipanti bianconeri dell’A.S.D. Atletica Libertas Mirano. Gli atleti si sono allenati all’aperto, con dedizione, per tutta la stagione invernale, in ogni condizione proibitiva di tempo, sotto la direzione sportiva del prof. Luciano Bonaldi e del

team di tecnici che li assistono (Beatrice Piloti, Arianna Dissegna, Valentina Bonaldi, Marika Bertoldo, Vittorio Vescovo e altri). La 1ª prova del Campionato Regionale Veneto di Cross che si è svolta domenica 15.1.2012 a Vittorio Veneto (TV), e ha visto partecipare un bel gruppetto di giovani atlete/i, tutti nati nel 1999, della categoria "Ragazze Ragazzi", che si sono distinti con coraggio, tra centinaia di concor-

1° Venice Cross Parco San Giuliano Mestre - 29.1.2012 Da sx : Laura Baldan, Alex Molnar, Estifanos Bortolozzo, Dorian Molnar, Andrea Zorzato, Francesco Pinton, Sofia Gazzetta, Sara Campagnaro. In ginocchio: Luciano Bonaldi. A dx: Vittorio Vescovo

renti, tra salite e discese nel freddo scenario montano, figurando in posizioni di prestigio, a pochi secondi dai primi (Baldan Laura 51ª, Giorgia Bigari 95ª, Bortolozzo Estifanos 13°, Dorian Molnar 14°). Nella categoria “Cadette” ha debuttato Sara Campagnaro giunta 56ª, mentre il pluricampione Francesco Pinton, al debutto nella categoria “Cadetti”, è giunto 9°. Anche il super medagliato fratello, Emanuele Pinton, ha debuttato nella nuova categoria da “Allievo”, giungendo al 6° posto. Nella categoria “Junior” buona la prova dell’atleta miranese Alberto Centenaro giunto 21°. Nella categoria “Cross Corto uomini” Alessandro Bonaldi è giunto 31°. Anche se non iscritta con la società miranese di atletica, va citata l’atleta Ilaria Fantoni, allenata nella pista di Mirano dal prof. Luciano Bonaldi, giunta 6ª nella categoria “Cross Lungo 6000 mt donne” . La 2ª prova del Campionato Regionale Veneto di Cross che si è svolta Domenica 29.1.2012 nel Parco San Giuliano – Mestre (VE), e ha visto, nella categoria “Esor-

dienti”, Clotilde Bacco, figlia dell’atleta miranese Luigi Bacco, giungere 8ª. Il “solito” gruppetto di giovanissime/i atlete/i, nati nel 1999, della categoria "Ragazze - Ragazzi", ha lottato nel circuito lagunare con la stessa grinta e determinazione di sempre, tra fossati, piccole salite e vento gelido di bora, migliorando le proprie prestazioni (Baldan Laura 34ª, Bortolozzo Estifanos 8°, Dorian Molnar 9° e i due debuttanti nella categoria “Ragazzi”, Alex Molnar 64° e Zorzato Andrea 53°). La “piccola” ma grintosa Società miranese figura dignitosamente, nella graduatoria regionale delle società sportive nella disciplina del Cross, al 16° posto su 39 squadre partecipanti, mentre si è attestata al 3° posto nella categoria “ Ragazzi”. L’ A.S.D. Atletica Libertas Mirano conta circa 140 soci (dalle categorie Esordienti alle categorie Amatoriali) che si allenano regolarmente nello stadio di Atletica di Mirano. La società, presieduta da Matteo Gallo, negli ultimi anni, si è confermata quale realtà di livello provinciale ed ogni anno porta a casa un buon numero di

Associazione “Bambini di Chernobyl” Onlus Si è conclusa nella prima settimana di febbraio l’accordo tra l’Associazione Bambini di Chernobyl e la Karitas Bukovina di Chernivtsy –Ukraina- per operare anche quest’anno nel periodo di luglio

l’ospitalità in struttura di una quindicina di bambini provenienti dalla Casa per i bambini orfani di Orscivzi. La collaborazione, iniziata l’anno scorso con la Karitas Bukovina attraverso la consegna da parte dell’Associazione di un carico umanitario, è stata completata elaborando un progetto di accoglienza. Sarà un progetto tutto particolare elaborato congiuntamente e sottoposto alle Autorità ucraine per portare il più ampio beneficio sanitario e culturale ai giovani ospiti. Infatti, il programma, distribuito nel mese di luglio 2012, prevede uscite presso i nostri litorali di Cavallino e Chioggia e varie escursioni sulle montagne bellunesi.

La conoscenza del nostro territorio verrà arricchita con uscite mirate alle città storico-artistiche di Venezia – Verona - Padova. La novità di questo progetto presentato alle Autorità dell’Ucraina sta nel mettere assieme giornate di ospitalità in struttura, con giornate ,nel fine settimana ,di ospitalità in famiglie. Infatti sarebbe la prima volta che un gruppo di bambini trascorrerebbe la permanenza in Italia sia presso una struttura attrezzata che presso famiglie di soci volontari. Per la realizzazione di questo progetto l’Associazione da oggi a luglio è impegnata a cercare famiglie giovani e generose ad impegnarsi per alcuni fine

titoli nelle diverse discipline (velocità, staffetta, salto in lungo e alto, corsa ad ostacoli, lancio del peso etc), sia nella stagione estiva su pista che in quella invernale nel Cross. Da pochi anni, infine, svolge una buona attività nelle competizioni atletiche a livello regionale. Alcuni atleti sono stati inoltre selezionati nelle rappresentative regionali per le competizioni nazionali, figurando ai primi posti, come ad esempio Emanuele Pinton. A tutti i ragazzi dell’ASD Atletica Libertas Mirano, delle varie discipline atletiche, va dunque il nostro plauso e la stima per l’impegno profuso. E’ da auspicare quanto prima, dopo tutti questi risultati positivi in crescendo e data la passione e i sacrifici degli atleti, nonché dello staff tecnico, l’interessamento da parte delle istituzioni locali per rendere meno difficoltoso l’allenamento in una pista da più di vent’anni trascurata dalle varie Giunte comunali della “Città di Mirano”. Sandro Baldan socio A.S.D. Atletica Libertas Mirano

settimana di luglio ad accogliere un bambino ucraino tra le loro mura: sarebbe un’esperienza unica per tutti, ma specialmente per il piccolo ospite che andrebbe ad assaporare un clima famigliare a lui del tutto sconosciuto. Il Presidente Roberto Salviato ASSOCIAZIONE “Bambini di Chernobyl” ONLUS Via Caorliega, 57 - 30035 - Mirano - VE Tel./Fax 041.5728926 info@bambinidichernobyl.org www.bambinidichernobyl.org

“Filarmonica di Mirano – banda cittadina dal 1855”: un anno di attivita’ Il 2011 è stato un anno di intensa attività che ha confermato la vivacità e lo stato di salute dell’associazione miranese fondata più di 155 anni fa. Se il 2010 è stato l'anno dell'assestamento, o meglio, dell'ambientamento nella nuova sede, con il 2011 la Filarmonica è partita a tutta forza con una serie di impegni che, a rivederli raggruppati in uno schema riassuntivo, costituiscono motivo di orgoglio e soddisfazione. I numeri riportati in tabella danno l’idea della numerosità e della varietà delle attività musicali e collaterali che hanno impegnato non solo i musicisti e il maestro, ma anche tutto lo staff organizzativo che lavora per la buona riuscita di ogni singolo evento. Il 2011 ha visto inoltre il rinnovo delle cariche, appuntamento molto sentito e partecipato che ha dato nuova spinta al Consiglio Direttivo, all'insegna del rinnovamento ma anche della continuità. Buoni segnali anche sotto il profilo della vitalità con l'insediamento di “nuove leve” che sono andate a rinforzare l'organico: nel concerto di Santa Cecilia, effettuato il 24 novembre scorso presso il teatro di Mirano, si sono contate ben otto nuove presenze, tra le quali quattro esordienti assoluti provenienti dalla scuola di musica della Filarmonica, la scuola “Allegro con Brio” (ragazzi in età scolastica, con un’età media di 15 anni), e due giovani suonatrici, da diversi anni nelle file della Banda di Mirano, che hanno deciso di intraprendere lo studio di un nuovo strumento musicale, contribuendo così al riassestamento di alcune sezioni strumentali. Segnali questi che denotano un certo fermento e un interesse musicale sempre in evoluzione: elementi fondamentali per un’associazione che si è posta l’obiettivo di mantenere un buon livello esecutivo e un impegno costante nel tempo. In un periodo di difficoltà economica generale come quello che stiamo vivendo, le iniziative legate alle varie forme d'arte sono le prime a subirne le conseguenze; la loro sopravvivenza è legata all’impegno di appassionati che, al di là delle sempre presenti difficoltà personali di tutti i giorni, investono il loro tempo in attività che elevano lo spirito. In questo senso non è certo un’esagera-

zione definire, in particolar modo, la musica, una vera e propria "boccata di ossigeno e di vita". Attività 2011: alcuni dati Nel pieno rispetto della funzione storica e statutaria (nel 1855 secondo il documento istitutivo la costituenda banda doveva “decorare le funzioni ecclesiastiche e civili del Comune”) la Filarmonica di Mirano-Banda Cittadina nel corso del 2011 ha presenziato a numerose manifestazioni civili e religiose nel territorio comunale, dimostrando di essere “a fianco” delle varie associazioni di volontariato (14 sfilate). Ha confermato inoltre il compito storicamente riconosciuto alle bande musicali di estendere la fruibilità della musica operistica e classica dal vivo anche a coloro che, non essendo dei veri e propri appassionati, difficilmente ne avrebbero la possibilità o l’occasione, senza peraltro rinunciare all’esecuzione di brani moderni, swing e blues, con l’intento di integrare l’offerta musicale al proprio variegato e affezionato pubblico (9 concerti). Tutto ciò è stato possibile grazie alle numerose e continue prove per lo studio dei brani e l’affinamento della tecnica (87 giorni di prove, oltre 170 ore) sempre molto partecipate dai suonatori, sotto l’attenta e appassionata direzione artistica del M° Stefano Corrò. Non è stato tralasciato, inoltre, il compito di diffondere la cultura musicale presso i giovani delle scuole con lezioni concerto tenutesi presso le scuole e presso la Casa della Musica. La Filarmonica di Mirano incontra i giovani Per far nascere e migliorare il rapporto “giovani-musica” la Filarmonica di Mirano ha promosso, nel corso del 2011, incontri con giovani e giovanissimi delle scuole miranesi. Come ogni anno, infatti, si sono tenute lezioni concerto presso le scuole elementari alle quali hanno assistito e partecipato con entusiasmo oltre 200 alunni con i loro rispettivi insegnanti. Una mini band, formata da allievi e docenti della scuola di musica ha eseguito brani e presentato i vari strumenti mu-

sicali spiegandone il funzionamento. I ragazzi si sono molto divertiti dimostrando vivo interesse su ciò che veniva loro presentato da loro coetanei, mentre gli insegnanti hanno espresso apprezzamento per l’iniziativa, augurandosi che si possa ripetere ancora. La scuola di musica “Allegro con Brio”, inoltre, ha ricevuto la visita nella propria sede (la Casa della Musica di Via Gramsci), in due diversi pomeriggi, degli alunni di alcune scuole materne. Le maestre di ciascun istituto hanno accompagnato circa cinquanta bambini tra i quattro e i cinque anni. I docenti della scuola di musica li hanno intrattenuti facendo loro vedere i diversi strumenti musicali, ne hanno spiegato il funzionamento ed eseguito brani suscitando molta curiosità e interesse. A ricordo del “pomeriggio in musica” i bambini hanno voluto fissare le proprie impressioni su un cartellone: ne sono usciti dei disegni molto belli che sono stati prontamente appesi nella sala prove della Filarmonica. Un apprezzamento doveroso da parte della scuola di musica va rivolto ai genitori degli allievi che molto si adoperano affinché l’attività musicale (che è esercizio della mente e dello spirito) entri nella vita dei loro figli e ne migliori la qualità. Al giorno d’oggi non è cosa da poco.


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Centro Turistico Giovanile Un’associazione a carattere nazionale presente con i suoi Gruppi in tutta Italia fin dal 1949 Il “Centro Turistico Giovanile Gruppo ‘Agner’ Mirano” si interessa di Turismo, cultura e, più in generale, di tempo libero: organizza viaggi ed attività varie nell'intento di far scoprire e salvaguardare il patrimonio artistico, folkloristico e ricreativo del territorio. L'elemento fondante del CTG è il "Gruppo": un insieme di persone unite dai medesimi interessi, ma soprattutto dalla voglia di stare insieme ed insieme operare. È nel gruppo che si realizzano le finalità dell'Associazione: maturazione e crescita umana e sociale nei vari settori sociali degli anziani, adulti, giovani e ragazzi, organizzando serate di intrattenimento, feste, visite guidate, partecipazioni ad eventi, ecc. ecc. Nel territorio è presente con i gruppi di Mirano, Martellago e Spinea. A Mirano il CTG

nasce nel 1968, quando alcuni giovani sentono l'esigenza di movimentare la vita del paese: le generazioni dal 1950 al 1960 ricordano bene il Gruppo che era conosciuto come la miglior "Agenzia Matrimoniale" del momento. Ha portato in giro per l'Italia i giovani a scoprire Città, luoghi e costumi diversi. Ha dato vita al Coro "Croda Rossa", corale oramai famosa nel mondo e che proprio l'anno scorso ha festeggiato i primi 40 anni di attività. Organizza il 13 Maggio 2012 la 24ª edizione "Giò Madonnari" che riempirà come sempre la piazza di Mirano di opere a gessetto ispirate ad un “tema”, ed eseguite dagli allievi delle Scuole. La manifestazione conta oramai da anni cento, centocinquanta partecipanti che provengono anche dai comuni vicini: infatti l'anno scorso sono stati

Maxx Borghi: un musicista che ama sperimentare Si fa chiamare Maxx Borghi, quando canta e suona in giro per i locali del triveneto, ma anche della Lombardia e dell’Emilia Romagna, con i gruppi musicali di cui ora fa parte e con le varie tribute bands con le quali ha collaborato negli anni. Ma Maxx, alias Massimiliano o Max, nato a Mestre nel 1970, è anche e principalmente autore ed esecutore di musica propria; non solo, da sempre si diletta anche nella scrittura di rime, poesie e giochi di parole, sia in italiano che in inglese, ma anche in veneziano, sua “lingua madre”! Opere che però, salvo qualche pubblicazione sporadica, talvolta con pseudonimi, sono rimaste per troppo tempo dentro un cassetto, in attesa del momento propizio per essere riprese e considerate. Così, dopo una militanza di venticinque anni, che continua tutt’oggi, con vari musicisti e complessi conosciuti in ambito locale, sperimentando generi di musica che spaziano dal rock americano al liscio, dal reggae al pop-rock italiano, collaborando anche con alcuni artisti di nicchia partenopei, rendendosi conto di non essere mai riuscito a concentrarsi sulla pubblicazione effettiva di qualcosa di proprio ed inedito, ha deciso di cominciare daccapo. Grazie alla collaborazione con il chi-

tarrista ed arrangiatore Fabiano Mazzoni sta iniziando un lavoro su un nuovo “concept album” dove cercherà di raccogliere alcune tra le sue canzoni che, seguendo un filo logico, verranno poi rielaborate, riprendendone i testi, nella stesura di un romanzo. Progetto ambizioso, complicato, ma prezioso coronamento di una vita artistica passata alla ricerca di uno stile e di una tecnica canora e di scrittura che è migliorata negli anni, tra alti e bassi, momenti di crisi e ripartenze, ma sempre nel rumore silenzioso di quel mondo sconosciuto ai più, ma che pulsa nei sotterranei musicali e artistici del nostro territorio e che oggi vive ed è presente più che mai grazie alle tribute bands dedicate ai vari artisti italiani ed internazionali. L’obiettivo principale è quello di riuscire a farsi notare in un ambiente musicale nazionale in grado di valutare, al di là delle doti esecutive, la sua capacità compositiva, ma anche quello di riuscire a risollevare l’attrattiva per la musica originale e per gli artisti (spesso “dimenticati” dalle importanti locations che presentano musica live) che la propongono, interesse che purtroppo negli ultimi anni a causa dei troppi prodotti spazzatura con poco spessore artistico, sta inesorabilmente svanendo. Se volete ascoltare qualche demo in anteprima di alcuni suoi brani inediti potete farlo al seguente indirizzo: http://soundcloud.com/maxx-borghi Sperando che il 2012 sia l’anno rivelazione di questo artista, e non il colpo di coda della giovinezza come a lui piace asserire scherzando - ma non troppo…! - restiamo in attesa del prossimo nuovo album e delle altre novità.

ospitati anche due fratelli di Vicenza. Inoltre il Gruppo “Agner” organizza da anni soggiorni in "Case per ferie" per gruppi familiari, viaggi, gite, serate di musica, di proiezione e di audiovisivi, e la partecipazione ad eventi come “Lucca Comics”. In questo periodo l'Associazione si sta dedicando alla formazione di un Gruppo A. C. A. (Animatori Culturali Ambientali) anche a Mirano, che di occuperà di conoscere, valorizzare e promuovere Mirano ed il suo territorio nelle sue realtà umane, storiche, artistiche, paesaggistiche e folcloristiche. Ma la "mission" del gruppo A. C. A. è quella di andare al di là dell'attività che sta svolgendo: vuole essere un tramite, uno strumento attraverso il quale stabilire un vero rapporto con l'ambiente, intendendo con questo termine tutte le realtà sociali,

economiche ed etniche del territorio. Gruppi A. C. A. operano già da tempo in altre realtà del territorio nazionale, mentre il Gruppo di Mirano sarà operativo a breve e è composto, per ora, da sei giovani Periti Turistici che hanno seguito un Corso preparatorio della Regione Veneto e del Fondo Sociale Europeo nei mesi scorsi di novembre e dicembre. Ora sono all'opera per preparare un lavoro sulle Ville Venete di Mirano: non è un impegno che facile, ma la loro "grinta" e, soprattutto, la loro preparazione produrranno qualcosa di nuovo. Il CTG come Associazione ha la sua sede storica presso il Patronato San Pio X in Via Cavin di Sala a Mirano e si ritrova per scambiarsi idee, progetti e soprattutto esperienze il giovedì dalle ore 21.

Il prezioso contributo dell’Associazione Culturale Miranese “Agorà” “AGORÀ” Parla che in greco significa “Piazza” là i greci i svolgeva vita politica e anche marcà “AGORÀ” la nostra scuola cussì ze intitolà come ‘na piazza verta a tutti specie a quelli de ‘na certa età ch’e’l sistema i ga trovà per dar vita ai anni che più anni a la Vita È sintetizzato in queste righe iniziali lo “spirito” che anima una delle più prestigiose Associazioni Miranesi in campo culturale, caratterizzata dall’impegno, dalla serietà, dall’importanza delle scelte operate nei vari anni di attività. Ed è con questo rinnovato entusiasmo che il Presidente Giorgio Berton si rivolge agli iscritti e ai simpatizzanti in vista del nuovo Anno Accademico. «Carissime e carissimi, sono passati cinque mesi ormai dalla chiusura dell’ultimo anno accademico ed eccoci ad iniziarne un altro. Sembra ieri, eppure in questi mesi sono successi molti fatti, pubblici o privati, che certamente hanno influito sulla nostra vita, che ne fossimo coscienti o meno. Pensate che a Mirano, per esempio, è caduta l’Amministrazione Comunale e noi, almeno quelli di Mirano, dovremo andare a votare. Chi! Un altro pensiero ancora. Le finanze pubbliche non hanno migliorato il loro stato e, conseguentemente, i cittadini ne risentono, eccome!, a incominciare dalla sanità. La condotta morale pubblica sembra sempre più abbassarsi, tanto da costringere il Presidente della Repubblica e lo stesso Pontefice Romano ad alzare la voce in richiami solenni e pressanti. E noi, anche nel nostro piccolo, ma quando ci capita è sempre grande, chi più chi meno abbiamo i nostri problemi e le nostre difficoltà personali. Eppure vogliamo iniziare un nuovo anno di incontri nei quali affrontare i vari argomenti, con la speranza che ciò possa aiutarci a comprendere sempre meglio, per poterlo migliorare, questo nostro mondo. Ad incominciare proprio dal

nostro “piccolo”. Il nuovo anno accademico sarà interessante quanto più noi ci impegneremo nella frequenza, nell’attenzione, nel dibattito. Anche le cose che a volte sembrano più grandi di noi, diventeranno comprensibili, semplicemente magari chiedendo al docente del momento di precisarci ciò che ci è parso astruso. Dal calendario delle lezioni vedrete che ci sono delle assenze, dovute a motivi vari, ma ci sono anche delle novità che smuoveranno la nostra volontà di conoscere. Quante volte in questi mesi di vacanza, incontrando qualcuno di voi, mi furono ricordati incontri, gite, docenti molto interessanti. Ma ricordiamoci che ciò è avvenuto soprattutto per il vostro impegno e la vostra disponibilità. In questa occasione, oltre a voi, non posso dimenticare di ringraziare ancora una volta i docenti dei nostri incontri e i membri del Direttivo. Questi li voglio ricordare ad uno ad uno: Egidio Novello, vicepresidente, Wally Cera Pellegrini, segretaria, Giorgio Turcato, tesoriere, Caterina Marcuglia, Calzavara, Maria Luisa Marzaro e Casali Giacomo, consiglieri. Un grazie anche ai Probiviri, che per fortuna non abbiamo mai disturbato: Andrea Maddalon, Gianfranca Garbisi e Ernesto Longato. Voi dovete sapere però che il Presidente dei Probiviri, Maddalon, è stato chiamato a far parte del direttivo perché, se abbiamo fatto dei viaggi belli e interessanti, è stato per merito del suo impegno e della sua competenza. Mi permetto anche di ringraziare pubblicamente gli amici Odilla e Giorgio Turcato che mettono sempre a disposizione la loro casa per gli incontri del Direttivo. Per ultimo vi ricordo che alla fine d’anno si dovranno rinnovare le Cariche Sociali: quindi un’altra votazione! Cercate già da ora di parlarne, non solo, ma di scovare fra di voi, e ce ne sono, chi dovrà sostituirci. Un augurio di buon nuovo anno accademico! Giorgio Berton

Il sommergibile: una scuola di valori e di vita Per un sommergibilista costituisce grande onore e punto d'orgoglio avere la possibilità di presentare un libro che, narrando di sommergibili e di comandanti e di equipaggi di sommergibile, contribuisce a diffondere un'epopea e una mentalità speciali. Scorrendo, anzi divorando, queste pagine, due sentimenti mi hanno pervaso. Il ricordo di tanti giorni e notti e mesi e anni passati all'interno di quei sigari di ferro, circondato da quegli uomini speciali che costituiscono l'equipaggio di un sommergibile: oggi, col tempo che inesorabilmente è trascorso per tutti, possiamo solo ritornare con la mente a quei momenti vissuti, alle emozioni, alle tensioni, alle emergenze, alle lunghe navigazioni incontro al "nemico". E questi ricordi portano alla memoria i volti degli Ufficiali e dei Sottufficiali, di quegli uomini che, come me,

lasciavano famiglie e amicizie per un'avventura impagabile e memorabile, sempre al servizio degli interessi della Patria. Il secondo sentimento è la gratitudine, l'ammirazione verso coloro che ci hanno preceduto, tracciando il solco della gloriosa tradizione della componente subacquea italiana: non avremmo potuto svolgere la nostra missione, ai nostri tempi, se qualcuno non ci avesse insegnato cosa vuol dire essere sommergibilista, non solo dal punto di vista tecnico e operativo, ma principalmente spirituale. Tenacia, lealtà, generosità, altruismo, coordinamento, spirito di sacrificio, volontà di ottenere il successo, caparbietà per non demordere mai, sono i risultati di una scuola che non si avvale di libri ma di esempi, senza cattedre ma con tanti maestri. Questo libro mostra con limpidezza cosa

vogliano dire parole oggi forse desuete o dormienti, come servizio alla Patria prima di ogni altro interesse personale, dovere da compiere fino alle estreme conseguenze, se necessario. Credo che il lettore si porrà delle domande, leggendo queste pagine, s'interrogherà sovente sul vero significato di pensieri e azioni: ma alla fine converrà che sono quegli uomini, quelle idee, quei comportamenti ad avere creato, solidificato il terreno su cui è stato possibile costruire poi una società seria, coesa e degna di essere vissuta. Il comandante Primo Longobardo sarà così onorato non più solo da noi sommergibilisti - che ancora a lui ispiriamo la vita professionale e oggi anche quella civile - ma da tutti quelli che, al termine della lettura, avranno compreso il suo "credo", la sua personalità, la sua azione. Non sarà difficile, perché Dalla

Bella scrive in maniera talmente accattivante, da rendere davvero piacevole il tempo della lettura: il suo romanzo scorre via piano e leggero, pur affrontando e comprendendo temi delicati e di grande valore specifico. Mi piace, come detto, che egli abbia chiesto a me di presentare questo lavoro. Tutti noi sommergibilisti ne abbiamo apprezzato l'idea, la volontà, i soggetti. Il risultato è assai convincente e non possiamo che auspicare che abbia quel successo, quella diffusione che contribuirà alla crescita spirituale di questo nostro popolo italiano che vorremmo fosse il migliore per far crescere i nostri figli e i nostri nipoti con quella passione e quel senso di appartenenza al quale abbiamo creduto e tuttora crediamo. Occorrono anche doti e virtù che libri come questo hanno il coraggio di proporre. Paolo Pagnottella


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IL CORO CRODA ROSSA DOPO IL QUARANTENNALE Il giorno dell’Epifania, nel pomeriggio, eravamo come tante altre volte tutti assieme per fare un po’ di compagnia agli ospiti della Casa di Riposo. Come tutti gli anni siamo stati accolti con entusiasmo ed allegria. Un altro anno era cominciato e ci stavamo lasciando alle spalle il 2011, anno del quarantennale del Coro: un anno impegnativo che ci aveva visto ripercorre il nostro passato e tentare qualche nuovo esperimento. Cominciava un nuovo impegno per il coro: un anno di attività per stare insieme e per dare ai coristi e al pubblico altri momenti della nostra espressione artistica. Una cosa avevamo bene già in mente: nel corso dei quarant’anni molti nostri amici avevano lasciato gli affetti dei loro cari e la nostra compagnia. A questi che ci sono mancati, spesso ancora giovani, dedicheremo il 25 marzo, domenica, la Messa delle 11.30 nel Duomo di Mirano. Canteremo con trasporto pensandoli ancora con noi. Questo momento emozio-

nante ed intenso chiuderà ufficialmente l’anno del quarantennale, aprendo contemporaneamente le attività del nuovo anno: • 21 aprile: canteremo a Salzano assieme ad un coro di Sappada • 19 maggio: canteremo a Izola (Slovenia) in occasione del Concerto di Primavera • In maggio replicheremo a Chirignago la serata di letture, canti e diapositive sugli italiani nella “Guerra sull’Altopiano” collaborando col prof. Aldo Celeghin • 1 giugno: ritorna la nostra tradizionale Rassegna “Cori a Mirano” ormai giunta alla 36° edizione con la partecipazione del coro sloveno di Izola e del coero di Lavarone • Per quest’estate è in programma una uscita a Pali’ S. Marco, presso un villaggio estivo per disabili. Sarà una bella occasione per il coro. • 15 dicembre: il Duomo di Mirano ci ospiterà ancora una volta per onorare il Natale

• 24 dicembre: alla Messa di mezzanotte, presso la chiesa dei Padri Giuseppini del Murialdo, canteremo come ogni anno. Un breve cenno alla nostra missione culturale. Già lo studio del canto popolare costituisce di per sé un’attività culturale estremamente importante: rappresenta il cuore della nostra missione e del motivo di esistenza principale del nostro Coro. La continua ricerca di nuovi canti e la rivisitazioni di quelli tradizionali, occupano il tempo e lo studio del nostro maestro e direttore artistico, Gianni Ancilotto e il tempo e lo studio dei coristi durante le prove bisettimanali di ogni martedì e venerdì sera. A questo si aggiungono le serate di “Guida all’ascolto della musica lirica” aperte a tutti. È il terzo anno che il Coro ospita quest’iniziativa come corollario alla sua attività principale e sempre nell’ambito di un “studio” della vocalità antica e moderna.

Decalogo per un papà

ARCAM Associazione Ricreativa Culturale Ambientalista Sportiva Dilettantistica Affiliata ARCI e UISP Presso Centro Civico “Aldo Masenelo” Via Paganini 2/B Mirano

ARCAM, DAL 1987 UN MOSAICO DI INIZIATIVE Da anni l’associazione culturale ARCAM è conosciuta nel miranese per la sua attività di promozione in ambito culturale e ambientalista, ma non solo. Buona parte delle attività dell’associazione iniziano ad ottobre, ma ogni anno in primavera, con fiori e rondini arrivano nuove iniziative. A partire dall’8 Marzo riparte GIRAMONDO la rassegna di serate dedicate ai viaggi per conoscere il mondo attraverso immagini e racconti da vivo. Sempre a Marzo, fino a tutto luglio, riparte il ciclo di VIVERE L’AMBIENTE dal titolo “Le parole dei monti – curiosando nella letteratura di montagna”. Attraverso le parole di grandi scrittori scopriremo storie di donne, di uomini, di animali e piante che popolano valli e montagne vicine e lontane. E per i Bambini? Anche per loro c’è una novità: il simpatico laboratorio di Cucito Creativo. Con fantasia ed entusiasmo Maria Luna e Stefania propongono, il venerdì dalle 16.30 alle 17.30, questa nuova attività per stimolare con strumenti inusuali manualità e creatività dei nostri soci più piccoli che, con ago, filo e tessuti colorati, realizzeranno simpatici animaletti, stelle, fiori, giochi. Per dare spazio al potenziale immaginativo e alla sensibilità artistica dei bambini fino a Maggio sono attivi, il mercoledì, il laboratorio di acquerello Dipingere una fiaba e il venerdì Creare con l’argilla per sperimentare le molteplici possibilità creative dell’antica arte della terracotta. Periodicamente si attiva anche il Laboratorio Creativo di Cristina e Luciana, dove i bambini si cimentano con la preparazione di biscotti, lavori di cartapesta e traforo. I vari laboratori hanno lo scopo di sviluppare, in modo personale e divertente, abilità manuale, inventiva e fantasia. Rappresentano anche un importante momento d’incontro e socializzazione, che aggrega bambini di varie età, competenze e abilità, favorendo un reciproco arricchimento di conoscenze. Per conoscere tutte le altre attività che organizziamo per grandi e piccoli, consultate il nostro sito www.arcammirano.it

Sede ARCAM, Via Paganini 2b - MIRANO, presso il Centro Civico “Aldo Masenello”. Orari segreteria: lunedì 9.00-11.00 e giovedì 17.30-19.00 - tel. 041-5701662 e-mail: info@arcam-mirano.it GIRAMONDO 2012 racconti e immagini di Viaggio ARCAM c/o Centro Civico “A. Masenetlo” Via Paganini 2/b - MIRANO 20.45 - INGRESSO LIBERO 8-3: DONNE DONNE CHE LEGGONO DONNE le parole dei monti con Daniela, Elena, Elisalbetta, Fioralla, Norma, Gabriella, Marie Grazia, Maria Rosa (in collaborazione con LeggiDonna) 15-3: GIAVA E BALI DI ISOIA IN ISOIA di Antonio Bello e Gigi Scapin 29-3: GIAPPONE LUCI E OMBRE DEL SOL LEVANTE di lago Corazza s Greta Ropa 10-5: MAROCCO (con la partecipazione di Bambini nel Deserto) DA FES A ESSAOUIRA, CON UN SALTO A TATA di Maria Grazia Brusegan e Massimo Baldan 17-5: CINA - GUANGXI L’INCANTO DEI LUOGHI di Aldo Gabbana e Lucialba Florese

Il decalogo che un bambino propone al suo papà Non viziarmi: so benissimo che non dovrei avere tutto quello che chiedo. Voglio solo metterti alla prova. Non essere incoerente: questo mi sconcerta e mi costringe a fare ogni sforzo per farla franca ogni volta che posso. Non fare promesse: potresti non essere in grado di mantenerle e questo farebbe diminuire la mia fiducia in te. Non correggermi davanti alla gente: presterò molta più attenzione se parlerai tranquillamente con me a quattr’occhi. Non brontolare continuamente: se lo fai, dovrò difendermi facendo finta di essere sordo. Non badare troppo alle mie piccole indisposizioni: potrei imparare a godere di cattiva salute, se questo attira la tua attenzione. Non preoccuparti se passiamo poco tempo insieme: quello che conta è come lo passiamo. Indicami il coraggio: non permettere che i miei timori suscitino la tua ansia, perché allora diventerei ancora più pauroso. Non dimenticare che non posso crescere bene senza molta comprensione ed incoraggiamento...ma non ho bisogno di dirtelo, vero? Ricordati: io imparo di più da un esempio che da un rimprovero. (Tratto da “Voce Francescana”)

CENTRO DI TERAPIE Mirano (VE) Via Cesare Battisti n.37 Per informazioni e appuntamenti Massofisioterapista Silvia Rehak Cell. 333 8196071 rehakova@tiscali.it

Queste serate hanno lo scopo di illustrare con letture e ascolti un’opera lirica rendendola comprensibile e preparandone i partecipanti all’ascolto. Quest’anno il calendario prevede: 22 febbraio, La Boheme di G. Puccini 7 marzo, Otello di G. Verdi 28 marzo, I Pagliacci di R. Leoncavallo 18 aprile, Adriana Lecouvreur di Cilea 2 maggio, Don Pasquale di Donizetti La vita del coro procede quindi con i suoi impegni e le sue consuetudini, come gli altri anni. La voglia di fare, nonostante i quarant’anni passati, è ancora dentro tutti noi e vorremmo poter dire che questo coro ne avrà altrettanti davanti. La speranza di tutti noi è nel rinnovamento e nella trasmissione delle nostre esperienze e capacità a chi vorrà seguirci e aiutarci. Buon 2012 al coro Croda Rossa e a tutto il suo pubblico! Il Presidente Marco Lavazza

TERAPIA MANUALE RIABILITAZIONE OSTEOPATIA NATUROPATIA STRETCHING GINNASTICA POSTURALE SERVIZIO DI PSICOLOGIA


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Dai Laghi Masuri (Polonia)… a Vetrego

FAVARETTO – PESCE: Binomio inscindibile nella presidenza del Mirano ‘Al Pozzo’

Quinta puntata Nella puntata precedente abbiamo accennato all’eccessivo campanilismo fra Vetrego e le frazioni limitrofe. Si pensi addirittura che dal 1300 circa la chiesa di Vetrego passò sotto Ballò, mentre più tardi, in seguito ad una ribellione, i Vetreghesi passarono sotto Scaltenigo e nel 1406 ci fu il passaggio dal dominio di Padova a quello della Serenissima Repubblica di Venezia. La storia di Vetrego, quindi, è tutto un susseguirsi di episodi e personaggi che diedero una particolare impronta a questo piccolo borgo. Dopo una grande epidemia (anno 1457), gli abitanti si ridussero ad un centinaio circa. Verso la fine del ‘500 a seguito di una visita pastorale, il vescovo ordinò di innalzare all’interno della chiesa delle transenne per separare le donne dagli uomini. Nel 1612 c’è da ricordare la costruzione del Canale Taglio. La punta di Cuccobello viene tagliata da Vetrego. Anche gli eventi atmosferici di allora furono di notevole entità: da ricordare una grande alluvione e successivamente una drammatica siccità a cui seguirono epidemie di scarlattina e di colera. Da registrare poi anche il passaggio delle truppe napoleoniche e il dominio austriaco. E fu proprio l’imperatore austriaco Ferdinando che fece progettare la più lunga ferrovia fra quelle presenti in Europa, la Venezia-Milano di 236 chilometri. La linea ferroviaria sarebbe dovuta passare per il centro di Mirano, ma avrebbe disturbato la quiete delle ville venete di chi comandava in comune. Per cui i potenti di allora tanto fecero e tanto brigarono che il percorso fu spostato 5 chilometri più a Sud, a Vetrego appunto. Il paese dunque fu tagliato in due e staccato dal suo naturale cordone ombelicale che lo congiungeva a Mirano. Tutti i vantaggi per il paese si ridussero all’assunzione di due vetreghesi, in qualità di ferrovieri-manovali, che sul carro del carbon fossile passavano la vita con la pala in mano a buttare tonnellate di combustibile nella bocca del forno della locomotiva. Il canale Taglio e la ferrovia furono le prime due “amputazioni” che il paese subì. Ad essi si aggiungeranno, col passare degli anni, la costruzione dell’Autostrada VeneziaPadova e, recentemente, il “beneamato” Passante. Nel corso dei decenni, a Vetrego si succedettero parecchie visite pastorali: da menzionare i monsignori Soldati, Zinelli, Callegari e Apollonio. Così anche si susseguirono parecchi prelati (citarli tutti è chiaramente un lavoro improbo), finché poco più

di 40 anni fa è giunto don Pietro Mozzato. Allora rimase impressa nella popolazione vetreghese la sua prima predica, pronunciata il giorno dell’ingresso: “Sono stato nel vostro, cioè nel nostro camposanto: non ci ho trovato la tomba di nessun sacerdote. Sono andati tutti via, da vivi o da morti. Io non vi lascerò, resterò con voi da vivo e da morto” Tutti i presenti applaudirono all’udire tali parole mai pronunciate prima in paese… E dal quasi sacro e suggestivo, rivolgiamo le nostre attenzioni a ben altri “individui” rappresentativi e caratteristici. Tra gli innumerevoli personaggi che si sono succeduti nella storia di Vetrego, nel suo piccolo, anche la compagine del Gornik possiede parecchie figure che meritano una pur breve ma intensa presentazione. Citiamo così in ordine sparso il buon Graziano Salviato, vero “deus ex machina” ovvero il perno di tutta la nostra aggregazione; ottimo cuoco che spinge sempre sul lato sinistro del campo da calcio. Che dire poi di Claudio Bindoni? Mister “quota” del Gornik, perfetto cassiere e segretario, ottimo attaccante (una volta!!). Giorgio Pesce lo conosciamo già: è la “Privilegi card” del rettangolo di gioco, grintoso ed altruista, vice presidente della società “Al Pozzo” (calcio a 5). Appartengono a questa squadra tre ex Campioni d’Italia dilettanti, stagione ’73-74 (vittoria a Montecatini Terme): Paolo Marengo, Mario Gasparini e Abramo Mion, veri campioni dei campi verdi. Dell’inesauribile Renzo Groppello e di Gianni Titolo abbiamo già detto in altre puntate. Le corsie di destra e sinistra sono pertinenza del nostro caro dottor Fernando Bozza, altruista e disponibilissimo con tutti noi, soprattutto con l’“Olindo’s Camp” ritiro estivo per tutti i minatori polacchi. Meritano pure una citazione il “lungagnone” Ermanno Righetto, difensore d’altri tempi (Nereo Rocco docet); il cursore e titolare fisso Fabio Gasparini; Michele Borsetto portiere da una vita, il dili-

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gente Sergio Bernardi, l’altro cursore inesauribile Diego De Lorenzi, la luce del centrocampo Maurizio Rossato, il “bomber da calendario” Ennio Carraro. E a proposito di cannonieri non si può non citare Mirco Chinellato, ottimo come il suo vino. Da ricordare l’eleganza e lo stile di Filippo Gasparini e di Maurizio Franzin ed inoltre gli arcigni e “tachenti” Gino Camporese, Michele Martin e “vota” Antonio. Due parole bisogna spenderle per Guido “Roiter” Tomaello, padrone assoluto di foto e filmati della nostra squadra. Quanto prima uscirà la sua “opera omnia” che tratterà di tutte le vittorie, i pranzi e baccanali dei nostri minatori polacchi. Numerosi altri componenti della nostra squadra meriterebbero qualche citazione, ma questo capitolo verrà trattato col tempo. Per concludere un’ulteriore menzione a don Pietro Mozzato che da ben 41 anni instancabilmente regge pastoralmente il piccolo borgo di Vetrego. Come è stato più volte citato, tutte le notizie sulla storia di questo paese provengono da profonde e minuziose ricerche condotte da don Pietro in persona, il quale tiene a sottolineare il grande aiuto spirituale e materiale che i “suoi vetreghesi” gli hanno elargito. A lui, il ringraziamento da parte dei minatori polacchi del Gornik per la cortese ospitalità che egli gentilmente ha concesso in tutti questi anni. Si conclude qui la breve narrazione degli eventi riguardanti Vetrego, ricordando testualmente la citazione di don Pietro: “Perché ci sia la storia ci vuole qualcuno che la racconti”. Arrivederci e grazie.

Nel mese di Giugno 2012 la società di calcio a 5, Mirano ‘Al Pozzo’, festeggerà il 21° anno dalla sua fondazione. Nel 1991, infatti, un gruppo di amici della piazza di Mirano hanno dato vita ad un connubio che da oltre due decenni calca i campi di gioco del Veneto, vincendo un unico trofeo regionale (la Coppa Veneto nel 1994), ma rimanendo fedele ai principi e alle regole che questo gruppo si era imposto inizialmente: cercare sempre la vittoria con la forza del gruppo, autogestione finanziaria e coinvolgimento di tutti gli iscritti alle iniziative della società. Chiaramente nel corso degli anni, tali regole sono state adattate all’evolversi del settore Calcio a 5 e alle esigenze della federazione, ma nel panorama sportivo veneto il Mirano ‘al Pozzo’ si è sempre contraddistinto per serietà e simpatia. Dal gruppo iniziale dei soci fondatori, sono rimasti fedeli, per tutti questi anni, alla bandiera del Mirano: Simonato Cesarino e Pesce Giorgio rispettivamente Segretario e Vice Presidente della società, ed una menzione particolare va a Perissinotto Mauro, unico atleta a risultare tesserato con il ‘Pozzo’ dalla fondazione, ricoprendo per moltissimi anni il ruolo di Capitano, ora nella veste di dirigente, ma sempre pronto a buttarsi nella mischia se il mister lo chiama in campo. Altro elemento che ha contribuito alla stesura del primo statuto e alla nascita dell’associazione è l’attuale Presidente, Favaretto Federico, che ha ricoperto

negli anni i ruoli di giocatore, allenatore, Vice-Presidente, fino ad essere eletto alla guida della società nel lontano 2001. L’amicizia ed il rispetto tra gli attuali dirigenti è la chiave del successo di questa realtà sportiva. Successo in termini di longevità e di prospettive future, con l’inserimento negli ultimi anni di nuovi giovani atleti e con un’oculata gestione del bilancio finanziario, in modo da avere sempre le basi per i campionati successivi. In questi ultimi anni, poi, il binomio Favaretto-Pesce alla guida della dirigenza del Mirano, ha portato in dote l’utilizzo della nuova palestra del Liceo Scientifico ‘Majorana, il progressivo svecchiamento del parco giocatori e il notevole sforzo organizzativo e gestionale della ‘Privilege Card’, vero fiore all’occhiello della società Mirano ‘Al Pozzo’. Nei primi anni 90, con la perfetta organizzazione del torneo di calcio a 7, in memoria di Arnaldo Trevisan, già si intravedeva che l’intesa tra i due massimi dirigenti sarebbe sfociata in un binomio inscindibile nel mondo sportivo miranese e dopo 20 anni, la voglia di rinnovarsi, di lavorare per far crescere la società che rappresentano, la determinazione nel tenere unito e gioioso questo gruppo storico, ancora contraddistingue l’operato del Presidente e del Vice Presidente di questa ‘famiglia’, denominata MIRANO ‘AL POZZO’. Favaretto Federico

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