Mirano magazine settembre 2020

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SETTEMBRE 2020 - COPIA GRATUITA N. 7

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Mirano Magazine Cari Cittadine e cari Cittadini .. “Sindaca Maria Rosa Pavanello” pag. 9

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Completare L’ospedale di Mirano, dopo l’emergenza Covid 19

Nuova modalità di raccolta rifiuti urbani e assimilati: i dubbi continuano

Mulini di Sotto: necessario completare la messa in sicurezza

“Dott. Gabriele Petrolito”

“Dott. Giorgio Babato”

“Marco Lazzarini”

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pag. 19

pag. 20

“Chioggia ti fa stare bene in amicizia, libertà e salute”

COME SARÀ LA VITA DOPO IL CORONAVIRUS ?

“Dott. Paolo Ardizzon” pag. 21

COMUNICARE PER INFORMARE INFORMARE PER FARE COMUNITÀ Il coronavirus iniziato in Cina ha contaminato già ben 160 Stati con oltre 17.000.000 ci contagiati e oltre 750.000 vittime nel mondo, una vera e propria pandemia. In un tentativo disperato di frenare la catastrofe, sempre più Nazioni, inclusa l’Italia, hanno approvato decreti volti a ridurre al più possibile i contatti sociali dei loro cittadini. Il risultato è che oltre mezzo miliardo di persone, nella sola Europa, si sono trovate private delle più basilari libertà individuali, dal lavoro alla scuola, dallo sport alle funzioni religiose, dalle attrazioni alla socializzazione. Se la speranza, per molti, è quella di un rapido ritorno alla normalità, diversi analisti dipingono un quadro molto più complicato. I Ricercatori spiegano, senza mezzi termini, che la guerra al Covid-19 non sarà breve e la sua durata non

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EDITORIALE

è al momento prevedibile. Non si può dare infatti una tempistica per un vaccino efficace ed una sua sperimentazione e produzione tale da dare sufficiente sicurezza. In questo lungo periodo le nostre abitudini saranno modificate con l’applicazione di tutta una serie di regole e comportamenti, tali da tenere sotto controllo il diffondersi del Virus. L’uso della mascherina, dei disinfettanti, dell’igiene personale e il distanziamento sociale dovranno essere una norma comportamentale per tutti. Non sarà una cosa semplice abituarci a queste nuove regole di vita, ma è l’unico modo che abbiamo per continuare la lotta e non arrenderci a questa Pandemia catastrofica. Forse alcune cose non torneranno mai più, come prima dobbiamo riprenderci al più presto. Il lavoro, la scuola, lo sport, la vita sociale, la gestione della nostra salute

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e la cura dei nostri familiari sono esigenze che non possono essere trascurate per lungo tempo. Qualunque programma importante, che abbiamo nel cassetto per il futuro (matrimonio, figli, viaggi, cambio di lavoro, etc.) dovrà tenere conto: pensare a un nuovo stile di vita e nuovi modi di consumo. La necessità di adattare i nostri comportamenti a un “distanziamento Sociale prolungato” ci farà sembrare il mondo sicuramente diverso, da come lo avevamo vissuto prima. Ogni Nazione sta affrontando la ripresa a modo suo e non è possibile fare previsione sicure sull’efficacia delle azioni intraprese. Sta di fatto che i danni che questo tsunami ha causato sono enormi. Una delle priorità per noi è la ripresa economica, già precaria, che da socontinua a pag. 03

“Mirano RIPAR-TI-AMO” “Roberto Rossato” pag. 35

L’importanza del Calcio A5. Vieni a giocare con noi stiamo cercando proprio te! “Giorgio Pesce” pag. 48

"La lotta ai tumori comincia a tavola" “Dott. Fernando Bozza” pag. 51


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In questo numero di SETTEMBRE 2020

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Laura Colognesi Responsabile di redazione Paolo Trevisanato Tel.041/430036 / 348 3431191 Marketing & Comunicazioni Giorgio Pesce miranoalpozzo@gmail.com Progettazione grafica Studio 2 di Massimiliano Dal Corso www.studio2web.it

stegno a una ristrutturazione del servizio sanitario e sociale, per fronteggiare in maniera adeguata un possibile ritorno del virus o il presentarsi in futuro di una nuova pandemia. Una cosa è certa: non è facile fare previsioni sul futuro, visto che il COVID-19 è ancora presente e di esso non sappiamo ancora tutto. Questa è una sfida che il mondo dovrà affrontare, mentre tutti noi dobbiamo provare ad adattarci a questo nuovo stile di vita. pag.

Paolo Trevisanato Direttore responsabile

continua da pag. 01

Editoriale Comune di Mirano

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Sanità in tempo di COVID 19 Il fantasma del tabia

Paolo Trevisanato

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Shopping, esperienza di moda 24 Smart working 34

2020: EVENTI ANNULLATI

PER L’ASSOCIAZIONE MICOLOGICA BRESADOLA GRUPPO “AMICI MICOLOGI MIRANO”

Nuovo parco giochi inclusivo a Mirano 37 Riparti-amo-il pozzo

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La filarmonica di Mirano ri-suona sotto le stelle 47 Dai Laghi Masuri (Polonia)….a Mirano 51

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Dal 1980, anno della sua nascita, ha organizzato iniziative che sono divenute una tradizione non solo del Miranese. In primis la Mostra Micologica, allestita nella Barchessa di Villa Errera, che nel 2019 ha tagliato il traguardo delle 40 edizioni, è da sempre un punto di riferimento per i Miranesi e abitanti del circondario. L’assegnazione del Premio “Il Fungo d’Oro” è invece un momento associativo molto importante che si svolge ogni anno in un ristorante della nostra zona. Premio che viene assegnato a Studiosi di Micologia e chi lavora per la salvaguardia e la valorizzazione dell’Ambiente. È meraviglioso vedere tante persone di ogni età ritrovarsi insieme per festeggiare l’avvenimento. Il Corso di Micologia e il ciclo di lezioni su “Erbe” sono state rinviate al prossimo anno. Tante altre iniziative, come la mostra Micologica ad Auronzo e S.Stefano di Cadore, rinviate pure loro. Nel 2020 purtroppo non potevamo vedere nulla di tutto ciò. Il Consiglio Direttivo si è visto costretto a prendere la decisione di annullare tutti gli eventi per l’emergenza COVID-19 che ha stravolto la vita di tutti noi. A Settembre, qualora le direttive sanitarie venissero modificate, ci impegneremo a valutare un eventuale cambio di programma. Nel frattempo inviamo a tutti i nostri soci e simpatizzanti, i migliori auguri per la loro salute. Paolo Trevisanato


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Speciale comune di Mirano: interventi per superare l’emergenza Covid-19

MISURE DI SOSTEGNO ALLA RIPRESA SOCIALE ED ECONOMICA La quarantena e la chiusura prolungata della maggior parte delle attività lavorative, come è noto, hanno messo in difficoltà molte persone e hanno lasciato pesanti conseguenze sul tessuto sociale del nostro Paese. Anche Mirano, ovviamente, è stata colpita. I vari decreti emanati dal Governo hanno dato l’abbrivio per soccorrere chi ha subito il contraccolpo più intenso e per rimettere in moto l’Italia. Un ruolo importantissimo l’hanno avuto,

ce l’hanno e l’avranno gli enti locali. L’Amministrazione comunale di Mirano ha lavorato intensamente nei giorni dell’emergenza, cercando di aiutare tempestivamente i cittadini maggiormente in sofferenza. E sta lavorando ora per continuare a sostenere le persone e le attività produttive, per portare avanti il processo di ritorno alla normalità e per organizzare la vita quotidiana conformandola alle disposizioni di sicu-

rezza che ci dovranno accompagnare ancora per un po’. Pensiamo, ad esempio, alla gestione in sicurezza di tutta l’attività scolastica. In questo articolo viene fornita una rapida panoramica dei principali interventi del Comune tanto durante l’emergenza, quanto in ottica ripresa. Tra gli uffici comunali più impegnati durante l’emergenza, sicuramente ci sono stati i Servizi sociali.

RESTAURATO IL PENNONE ALZABANDIERA DI PIAZZA MARTIRI

Contributi alle famiglie

Contributi alle attività produttive

Una prima misura disposta dal Comune è stata l’istituzione di un sistema di buoni spesa per accedere al fondo di solidarietà alimentare. Un’iniziativa che ha permesso a 338 nuclei famigliari di essere aiutati nell’acquisto dei generi di prima necessità, da quelli alimentari a quelli per igiene e pulizia. La Giunta comunale, inoltre, ha stabilito tre diverse linee d’intervento per l’utilizzo dei fondi comunali per l’emergenza Covid-19. La prima prevede contributi straordinari per famiglie con minori finalizzati al supporto delle spese per l’alloggio in locazione da erogare ai cittadini che hanno presentato richiesta (e ottenuto) i buoni spesa, che siano titolari di un contratto di locazione per l’abitazione di residenza e, contemporaneamente, vedano al loro interno la presenza di almeno un minore, destinando a tale linea di intervento la somma di 50.000 euro e riconoscendo a ciascun nucleo (100 famiglie) un contributo una tantum di 500 euro. La seconda prevede contributi straordinari a favore di famiglie e singoli colpiti dall’emergenza da erogare ad ulteriori nuclei familiari non rientranti nella categoria descritta precedentemente ma comunque beneficiari delle misure di solidarietà alimentari (10.000 euro). Nel terzo caso, famiglie non beneficiarie di sostegno alimentare, il sostegno è dato utilizzando uno specifico fondo istituito dalla Regione Veneto. La somma destinata al Comune di Mirano è pari a 12.269 euro. Dopo la fine del lockdown i Servizi sociali hanno preso in carico 27 nuove famiglie, che verranno assistite grazie a fondi “ordinari” del Bilancio comunale e ai fondi emergenza Covid-19.

Grande attenzione è stata posta alle attività produttive miranesi, fondamentali per rimettere in moto la Città e ricucirne il tessuto sociale. Il 4 giugno il Consiglio comunale ha approvato delle misure di sostegno alla ripresa economico-sociale post emergenza Covid-19. La Giunta Comunale ha poi definito le modalità operative per l’erogazione di questo contributo economico straordinario. L’importo complessivo, destinato con un’apposita variazione di bilancio, ammontava a 318.000 euro. Destinatari del contributo gli operatori economici con sede operativa a Mirano che durante il periodo di emergenza hanno dovuto sospendere la propria attività per almeno trenta giorni: pubblici esercizi (bar, ristoranti, paninoteche) e negozi di vicinato (abbigliamento, scarpe, oggettistica, fiorerie) e attività di servizi alla persona come parrucchieri, estetisti, barbieri. Escluse le attività che hanno potuto continuare il loro esercizio, come quelle alimentari. A seguito di un avviso pubblico, il contributo è stato erogato a 150 attività, con un importo di 1.100 euro per pubblici esercizi e negozi di vicinato fino a 250 mq e di 600 euro per attività di servizi alla persona come parrucchieri, estetisti e barbieri. Rispetto alla cifra messa a disposizione c’è stato un avanzo, in parte già speso per le scuole e in parte – con modalità che verranno definite a breve - destinato al sostegno delle associazioni sportive e culturali.

Il pennone alzabandiera di piazza Martiri è tornato al suo originario splendore. È stato restaurato il basamento marmoreo, che risale probabilmente a fine ‘800 mentre il palo ligneo è stato sostituito con uno nuovo, in ferro zincato, che ha le medesime dimensioni e finiture del precedente. Il leone alato sulla sommità è stato recuperato, pulito e ricollocato.


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MISURE PER LA RIAPERTURA DELLE SCUOLE Il Comune di Mirano e gli Istituti comprensivi cittadini, Mirano 1 e Mirano 2, durante tutta l’estate hanno lavorato e infine definito un pacchetto di misure per preparare le scuole miranesi alla ripresa delle lezioni, intervenendo per uniformare tanto gli edifici scolastici quanto lo svolgimento dell’attività didattica alle disposizioni ministeriali in materia di prevenzione rispetto al Covid-19. Non sono previste riduzioni nell’orario delle lezioni. L’unica variazione consiste nell’introduzione di ingressi scaglionati, misura stabilita per evitare l’assembramento di studenti al momento dell’ingresso. I diversi gruppi di studenti accederanno al loro istituto a distanza di alcuni minuti uno dall’altro. La mancanza del servizio di trasporto scolastico – almeno nelle settimane iniziali

– accrescerà la necessità del servizio di pre-scuola (disponibile, nelle varie sedi, dalle ore 7.30) e doposcuola. Per l’ingresso verranno utilizzati tutti gli accessi disponibili, in modo da non creare assembramenti e velocizzare le procedure d’ingresso. Per ogni plesso sono stati acquistati i termoscanner. Gli istituti hanno provveduto a organizzare gli spazi delle aule. Diversi gli accorgimenti per renderle idonee alle nuove disposizioni di sicurezza. I banchi sono distanziati come da Manuale operativo dell’Ufficio Scolastico regionale del Veneto; dove la dotazione attuale non lo consente, sono stati acquistati nuovi banchi dalle dimensioni idonee. Per guadagnare spazio all’interno delle aule, gli altri elementi d’arredo (ad esempio gli armadi) sono stati spostati nei corridoi o

in altre posizioni adeguate. Alcune classi presentano comunque un numero di studenti elevato. La scuola ha valutato la scissione delle classi numerose mediante richiesta di ulteriore personale docente all’Ufficio Scolastico regionale di cui si attende riscontro. I plessi scolastici in cui presente una mensa saranno dotati di sanificatori ed è confermato il servizio mensa. Il Comune ha stanziato le risorse necessarie (circa 150.000 euro) per il potenziamento del WiFi nelle scuole e l’acquisto delle LIM, delle webcam e dell’altro materiale informatico richiesto dai due istituti comprensivi. Non solo misure antiCovid-19: le novità per la scuola miranese sono anche altre. Grazie al finanziamento (110.000 euro) ottenuto dal Comune nell’ambito del Programma Operativo Nazionale –

PON FSE per la scuola, per esempio, sarà possibile risistemare il tetto della scuola dell’infanzia “Zanetti-Meneghini” di Zianigo ed acquistare attrezzature varie. Infine, una nota sul servizio di trasporto scolastico: non sarà disponibile (almeno per i primi mesi) a causa di insormontabili ostacoli organizzativi ed economici. Le misure per garantire la sicurezza farebbero più che triplicare il costo annuale per ogni bambino, portandolo da circa 800 euro ad almeno 2.500. Una cifra molto difficile da sostenere tanto per il Comune (che, pur non essendo un obbligo, è riuscito costantemente a fornirlo, e a un costo accessibile) quanto per le famiglie. In alternativa intanto il Comune assicura i servizi di pre-scuola e doposcuola e sostiene l’utilizzo di pedibus, bicibus e car sharing.

INIZIATIVE DELLA BIBLIOTECA La Biblioteca comunale di Mirano è tornata in attività alla fine di maggio con il servizio di prestito e restituzione di libri, dvd, cd e riviste. Si entra uno alla volta indossando la mascherina e si viene accolti al bancone dell’ingresso per ritirare e consegnare i materiali che interessano. Le sale della biblioteca restano chiuse ma gli studenti possono accedere, con prenotazione, per utilizzare le 18 postazioni studio. Gli altri servizi, come l’accesso diretto agli scaffali, la consultazione di giornali e riviste, l’internet point sono ancora sospesi. Nel frattempo la Biblioteca ha aperto una pagina Facebook per informare sempre meglio su iniziative, proposte e novità librarie. In questo nuovo canale di comunicazione si trovano video letture per bambini anche in inglese, le rubriche settimanali “Segnalibro” e “Segnalibro Kids” con consigli di lettura per grandi e piccoli, le diapositive per l’utilizzo del catalogo online

che consente di “visitare” gli scaffali anche da casa e prenotare i libri, le bibliografie tematiche e molto altro. Nel giugno scorso ha attivato “Storie tutte da mangiare”, una linea diretta di racconti telefonici per bambini e bambine della scuola primaria. Bastava prenotare un appuntamento telefonico per ascoltare storie, poesie e indovinelli ad argomento culinario letti da una delle bibliotecarie. È partito poi “Bibliovacanze”, il tradizionale appuntamento estivo per giovanissimi. In corte Errera per i bambini delle scuole primarie ci sono state quattro letture animate con i Contastorie sul tema “Una valigia piena di storie” e per i ragazzi dalle medie un incontro del gruppo di lettura “I libriganti lettori rampanti”. Per settembre in programma altre due attività e il 25 la partecipazione al progetto regionale della Maratona di lettura con una lettura animata e un incontro speciale del gruppo di Lettura adulti EQuiLibri.


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MIRANO CULTURA: 9 SERATE IN PIAZZA E NEI PARCHI

Nel periodo della chiusura per l’emergenza Covid-19, con la sospensione di tutte le attività già programmate, l’Amministrazione comunale aveva voluto far sentire la voce della cultura con le pagine “Mirano Cultura continua” nel sito comunale e nel profilo Facebook, che hanno ospitato interventi delle associazioni, lezioni e conferenze on line. Ma la cultura è il pane dello spirito e la sua assenza è stata comunque pesante quanto la reclusione e l’isolamento. Non appena nuove regole hanno consentito la partecipazione all’aperto, è stato subito proposto alla Città un ricco cartellone musicale, letterario e teatrale. Da metà luglio a metà agosto si sono susseguiti nove appuntamenti in piazza e nei parchi comunali. Le prime tre serate hanno avuto luogo nel parco di Villa Belvedere per l’undicesima edizione della rassegna “Mirano Oltre 2020. Libri e musica”, organizzata dal Comune e dall’associazione Caligola Circolo Culturale in collaborazione con l’associazione Buon Vento e la Libreria Ubik. Il 16 luglio Massimo Carlotto ha presentato la lettura “Pensione Lisbona” insieme ai musicisti Maurizio Camardi e Sergio Marchesini; il 23 Tiziano Scarpa ha raccontato “La penultima magia” accompagnato dal Massimo Donà Trio; il 30 Francesco Vidotto ha raccontato la sua storia e quella del libro “Il cervo e il bambino” con le musiche originale del Roberto De Nittis Dada Trio. Altri tre appuntamenti si sono svolti nel

parco di villa Belvedere per la rassegna “Mirano Estate Teatro in Villa”, programmata in tempi record dal Comune e dall’associazione Il Portico – Teatro Club. Il primo spettacolo il 28 luglio è stata la commedia “Diese franchi de aqua e spasemo” della compagnia Satiro Teatro. Il 5 agosto è stata la volta di “Bricola e Regina” della compagnia Bel Teatro. Infine l’11 agosto la compagnia Il Portico – Teatro Club ha messo in scena “Ruzante amore mio – Bilora e Reduce”. Due serate hanno avuto come protagonista la Filarmonica di Mirano – Banda Cittadina: il 18 luglio si è esibita nel “Concerto per la Festa della Musica”, in piazza Aldo Moro con il sostegno dell’Associazione di quartiere “Piazza Aldo Moro”; il 25 ha suonato per il “Concerto d’estate” in Corte Errera. Si proseguirà il 13 settembre con il concerto “Florilegio” dell’ensemble vocale Chantico presso Villa “XXV Aprile”. La cultura è condivisione, è benessere, è bellezza anche dei luoghi in cui essa si manifesta e, per Mirano, viverla nei nostri parchi storici è stata un’aggiunta di senso. Il pubblico, accorso numeroso, ha mostrato di gradire questo connubio natura/cultura, e il rispetto delle norme (mascherina, distanziamento, igiene mani, garantito dagli organizzatori insieme ai volontari Auser) ha evidenziato che anche la disciplina, in nome del bene comune, è un fatto di cultura. Che cosa avverrà in autunno, in inverno?

Difficile fare previsioni sicure. Sappiamo che cinema e teatro potranno riaprire ma sempre nel rispetto delle regole vigenti e quindi con pubblico ridotto. Se si farà teatro, e si pensa di recuperare i 2 spettacoli sospesi della precedente stagione, si potrà farlo solo duplicando le serate. Mostre e concerti all' interno appaiono molto difficili da normare. Si attendono accordi con gestori e distributori. Tutto questo mondo ha sofferto moltissimo sia economicamente che professionalmente. Certo è che la cultura vive di relazioni, di condivisione, di corporeità e, nonostante le varianti telematiche cui è ricorso l'ingegno durante la chiusura Covid, la nostra essenza umana necessita di partecipazione.

POTENZIAMENTO DEI CENTRI RICREATIVI ESTIVI

Da metà giugno è stato possibile avviare i centri ricreativi estivi per bambini fra zero e 16 anni, indispensabili per aiutare i genitori che tornavano gradualmente a lavoro. Fino a settembre nel complesso sono stati aperti 15 centri da parte di 12 associazioni sportive e sociali, cooperative e aziende agricole. Questi gestori che, prima dell’avvio del centro estivo, hanno inviato al Comune la dichiarazione del possesso dei requisiti e il progetto organizzativo per la prevenzione del rischio Covid-19, possono richiedere i contributi previsti dallo Stato. La domanda dovrà pervenire al Comune entro il 15 settembre 2020.


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IL PUNTO SULLE OPERE PUBBLICHE Durante i mesi di chiusura per l’emergenza sanitaria e a seguire, nel corso dell’estate, gli uffici tecnici comunali hanno portato avanti i procedimenti per la realizzazione di numerose opere pubbliche.

OPERE STRADALI Nell’ambito del “Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro” stanno partendo i cantieri per la realizzazione di un nuovo percorso ciclabile in via Ballò con percorsi pedonali complementari (€ 277.000) e di una rotatoria tra le vie Cavin di Sala e Matteotti, che metterà in insicurezza questo importante nodo stradale. A metà settembre prenderanno avvio anche i lavori per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade comunali (€ 374.431). A breve inizieranno i lavori per il nuovo percorso pedonale di collegamento tra le via Porara e Wolf Ferrari nel capoluogo (€ 29.850). Ad ottobre è previsto l’avvio dei lavori, già in fase di affidamento alla ditta, per realizzare la nuova rotatoria stradale all’incrocio tra le vie Vittoria e Villafranca (€ 99.417). Altri progetti stanno per essere completati: riguardano la messa in sicurezza dell’incro-

cio tra via Cavin di Sala e via Chiesa e l’abbattimento delle barriere architettoniche nel capoluogo.

EDILIZIA PUBBLICA Proseguono lavori per il miglioramento antisismico di Villa Erizzo Belvedere, sede dell’Unione dei Comuni del Miranese, che termineranno entro la fine dell’anno (€ 330.413). Tre interventi riguardano il cimitero di Mirano Capoluogo: il più importante è l’adeguamento del blocco loculi monumentale (€ 350.764), che è in corso e dovrebbe essere completato entro il prossimo aprile. A settembre inizieranno i lavori per costruire un nuovo blocco ossari della capienza di n. 36 nicchie (€ 9.731) e, dopo la commemorazione dei defunti del 2 novembre, sarà avviata la realizzazione del “Giardino della memoria”, che comprende un nuovo blocco cinerario con 324 nicchie e un’area per le dispersioni delle ceneri (€ 150.000). Stanno procedendo i lavori di adeguamento dell'ex macello comunale a sede temporanea della Stazione dei Carabinieri di Mirano (€ 27.568). Sono stati aggiudicati i lavori di restauro e

adeguamento funzionale di Villa Marin Angeloni Bianchini di Zianigo - stralci 0 e 1” (€ 533.606) che partiranno entro l’anno. Sono state effettuate le verifiche sismiche dei plessi scolastici “Carducci” e “da Vinci” di Scaltenigo e “Dante Alighieri” del capoluogo e quindi potrà essere assegnato entro l’anno l’incarico di progettazione dell’adeguamento antisismico e funzionale del primo plesso. Sono state pulite le sculture che abbelliscono il parco di villa XXV Aprile e sulla fontana di marmo rosso, situata tra la villa e la barchessa, è stato ricollocato l’originario putto in marmo. Ad agosto è stata effettuata una manutenzione straordinaria nei parchi giochi di via Mogno - via Pomai a Campocroce e di via Sartori a Vetrego.

IMPIANTI SPORTIVI Per quanto riguarda gli impianti sportivi si sta concludendo la progettazione per l’adeguamento normativo del pattinodromo di Scaltenigo, in modo da procedere entro l’anno con la gara di affidamento dei lavori. Inoltre è stato affidato l’incarico professionale per la progettazione del rifacimento parziale ed efficientamento energetico della centrale termica della piscina comunale.

ELEZIONI DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE E DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO E REFERENDUM COSTITUZIONALE 2020 Si vota domenica 20 settembre dalle ore 7.00 alle 23.00 e lunedì 21 settembre dalle ore 7.00 alle 15.00 LE REGOLE SANITARIE PER VOTARE IN SICUREZZA NON SI PUÒ ENTRARE NEL SEGGIO: • in caso di sintomatologia respiratoria o di temperatura corporea superiore a 37.5°C (misurarla prima di arrivare) • se si è stati in quarantena o isolamento domiciliare negli ultimi 14 giorni • se si è stati a contatto con persone positive negli ultimi 14 giorni

PER ACCEDERE AI SEGGI ELETTORALI: • Utilizzare tutto l’arco orario dell’apertura per andare a votare, in entrambe le giornate • Indossare sempre la mascherina • Seguire i cartelli con il percorso per entrare e uscire • Usare i prodotti per la disinfezione delle mani che si trovano presso i seggi • Evitare di creare assembramenti e mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro • Se c’è tanta gente, aspettare il proprio turno all’esterno e mettersi in coda sulle strisce segnalate a terra • Soffermarsi nei locali che ospitano i seggi (atri e corridoi delle scuole, ad esempio) solo il tempo indispensabile per votare • Valgono sempre le precauzioni sanitarie raccomandate a livello nazionale per la corretta vita di comunità

TESSERA ELETTORALE Consegna e rilascio della tessera elettorale presso gli sportelli dei Servizi al Cittadino e Multisportello, in via Bastia Fuori n. 54/56 senza appuntamento. ORARI: da lunedì a venerdì ore 8.30 - 13.00, martedì e giovedì ore 15.00 - 17.00

APERTURE STRAORDINARIE: • venerdì 18 settembre ore 13.00 - 18.00 • sabato 19 settembre ore 9.00 - 18.00 • domenica 20 settembre 7.00 - 23.00 • lunedì 21 settembre ore 7.00 - 15.00


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CARE CITTADINE E CARI CITTADINI ……… Questi mesi di prudente ritorno verso la normalità dopo l’emergenza Covid-19 sono stati particolarmente ricchi di novità per Mirano. Hanno ripreso il loro corso opere e cantieri interrotti durante la quarantena e ad essi si sono aggiunti nuovi lavori e progetti, compresi gli interventi specificamente orientati a lenire gli effetti negativi post-lockdown, sia per persone e famiglie sia per attività e imprese. Tra le numerose innovazioni che possiamo registrare, e che verranno approfondite negli articoli delle pagine successive, ce ne sono in particolare due su cui vorrei soffermarmi. La prima è un intervento che ci aiuterà a contrastare un fenomeno particolarmente odioso, irrispettoso verso Mirano e il suo bell’ambiente come verso i suoi cittadini: l’abbandono dei rifiuti da parte di persone provenienti da fuori comune. L’altra è un progetto che renderà Mirano una città ancor più inclusiva, sensibile alle necessità di tutti i cittadini e capace di farvi fronte: il parco giochi inclusivo nel giardino dell’ex-scuola Petrarca. Per contrastare l’abbandono di rifiuti, abbiamo predisposto sei telecamere mobili, che verranno periodicamente spostate nelle aree più soggette allo scarico abusivo di materiale vario, sia nel centro sia nelle frazioni. L’utilizzo delle telecamere si è reso necessario in quanto negli ultimi anni è considerevolmente aumentato l’abbandono di rifiuti di vario genere, provenienti in gran parte da fuori comune. Il nuovo sistema permetterà un controllo più capillare di specifiche zone così da contrastare il fenomeno e monitorare il rispetto delle disposizioni concernenti modalità e tipologia di conferimento dei rifiuti. Questo nuovo sistema va ad affiancare il servizio di vigilanza degli ispettori ambientali

di Veritas, che già verificano e sanzionano conferimenti errati e abbandono di rifiuti. Il Comune utilizzerà un contributo di 7.000 mila euro del Consiglio di Bacino Venezia Ambiente per il noleggio e la gestione delle telecamere. Il controllo dei filmati e l’elevazione delle sanzioni sono affidati alla Polizia Locale dell’Unione del Miranese. L’idea aveva cominciato a circolare nel 2018, dopo la Skarrozzata, la ricognizione fatta da amministratori, associazioni e cittadini allo scopo di mappare i punti della città che dovevano essere migliorati dal punto di vista dell’accessibilità e della fruizione per le persone diversamente abili. Poi grazie all’impegno dei rappresentanti del Comune, dell’associazione Volare e soprattutto dell’associazione La Colonna Onlus, che ha donato gran parte della cifra necessaria, e del suo presidente Giancarlo Volpato, che ha seguito l’iter con grande entusiasmo, il progetto ha preso forma ed è arrivato alla sua configurazione definitiva. L’area giochi sorgerà nel cuore di Mirano, presso l’ex-scuola Petrarca e sarà composta da numerose strutture che permetteranno ai bambini con disabilità di divertirsi assieme ai coetanei: ci saranno un’altalena a cesto, un’altalena con tavoletta e seggiolino per disabili a forma di orsetto con cinture di sicurezza, un gioco multifunzione facilmente accessibile, un gioco a molla e un gioco a rotazione. Tutti questi elementi sono pensati per dare la possibilità a tutti i bambini di giocare in un ambiente sicuro favorendo l’inclusione, con attenzione alle disabilità motoria, sensoriale e cognitiva. L’intera area avrà una pavimentazione anti-trauma in gomma colata che riprende il tema della strada con giochi di colore che ricordano le carreggiate. Verranno inoltre mes-

se a dimora numerose piante; parte di queste fungeranno da barriera verde lungo il lato dell’area giochi che dà su via della Vittoria. Siamo felici di poter dare a Mirano quest’area giochi, un tipo di parco che deve essere il modello da seguire per il futuro, affinché le città siano veramente di tutti. Mirano, dunque, dopo la quarantena è ripartita velocemente. Ha ricominciato a lavorare per ciò che serve ai suoi cittadini, a guardare a un futuro innovativo e a costruirlo. Non è ancora la normalità, ma, assieme ai Miranesi, possiamo ricominciare a guardare avanti con speranza e fiducia.

Maria Rosa Pavanello Sindaca di Mirano

ANNULLATA LA FIERA DI SAN MATTEO La Fiera di san Matteo è annullata. Dove era arrivata soltanto la guerra, arriva anche il Covid-19, rendendo impossibile lo svolgimento dell’edizione 2020 della manifestazione nata nel 1477 e cancellata in passato solamente durante i conflitti mondiali. La pronuncia definitiva è stata deliberata dalla Giunta Comunale nella giornata del 27 agosto scorso. Fa seguito ad un incontro tra i capigruppo del Consiglio, che all’unanimità avevano convenuto sulla necessità di annullare l’evento. Alla base della decisione della Nostra Giunta vi sono le condizioni e i costi insostenibili imposti dalle misure sanitarie necessarie per evitare i rischi di contagio e proteggere i partecipanti. Avevamo richiesto un piano anti-Covid su misura allo stesso professionista di cui si avvale per stilare i piani di sicurezza della fiera da quando, nel 2017, le disposizioni di legge li hanno resi obbligatori. Dovendo tener conto della delicatezza della situazione sanitaria attuale (recrudescenza del virus e peggioramento della curva epidemiologica), il piano ha correttamente imposto vincoli particolarmente stringenti, come la presenza contemporanea di massimo 1.000 persone e lo svolgimento della manifestazione unicamente nell’area di piazza Martiri. Richiesta anche la predisposizione di 8 varchi di accesso all’area della fiera, presidiati da due persone ciascuno tra le 9.00 e le 24.00 (con relativa turnazione del personale). Ogni varco, inoltre, avrebbe dovuto essere in costante collegamento con ciascuno degli altri, in modo da aver sempre sotto controllo il numero di presenti;

ciò avrebbe imposto l’acquisto degli adeguati strumenti informatici per la comunicazione. A questi si sarebbero dovuti aggiungere anche i costi relativi a cartellonistica e segnaletica, all’acquisto dei prodotti per l’igienizzazione delle mani, delle mascherine (in caso di mancanza da parte dell’utente), dei bracciali identificativi dei gruppi famigliari, nonché degli strumenti per la verifica della temperatura corporea. La cifra che avremmo dovuto spendere per soddisfare i criteri del piano sarebbe ammontata ad almeno 60.000 euro. Il sistema dei varchi, inoltre, avrebbe rischiato di generare un’altra criticità: come impedire il formarsi di assembramenti dovuti alle persone costrette in coda fuori dagli ingressi perché arrivate dopo il raggiungimento della quota massima di 1.000? Oltre all’aspetto economico ha pesato nella decisione anche il totale snaturamento che la fiera avrebbe subito. 1.000 persone sono un pubblico ridottissimo: negli scorsi anni si arrivava anche a 30.000 presenze giornaliere, 10.000 in contemporanea. Quest’anno, inoltre, non ci sarebbe stata la partecipazione delle associazioni del territorio, che garantivano lo spirito di comunità della manifestazione e la presenza dei tradizionali stand gastronomici e della pesca di beneficienza. Pro Loco, parrocchia e società sportive non sono in grado di sostenere costi e responsabilità derivanti dalle misure di sicurezza necessarie. Ulteriori elementi considerati sono la concomitanza, nello stesso periodo in cui era prevista la Fiera (18-22 settembre), sia con le consultazioni elettorali regio-

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nali e il referendum, che già impegnano le Forze dell’Ordine e il personale degli uffici comunali, sia con l’apertura dell’anno scolastico, che genera un afflusso di genitori e studenti. «La cancellazione della fiera è indubbiamente una decisione dolorosa, sofferta, ma ponderata ed inevitabile. Spiace per tutti, cittadini ed imprenditori, ma alla luce degli ultimi dati e rispettando quindi in primis la salute dei nostri concittadini, che viene prima di tutto, abbiamo deciso di annullare la secolare Fiera di San Matteo».

Cristian Zara Assessore Promozione e valorizzazione attività produttive e attività commerciali, Promozione e valorizzazione attività sportive, Politiche abitative, Politiche per il lavoro

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QUALI SERVIZI SOCIALI DOPO L’EMERGENZA COVID 19. L’insostituibile sostegno della generosità di cittadini e associazioni. L’emergenza legata all’epidemia ha rappresentato e rappresenta uno stress-test per tutti i servizi del comune. I Servizi sociali rappresentano il primo contatto del cittadino in difficoltà con le Istituzioni e hanno dovuto far fronte a situazioni nuove e impreviste a partire dal periodo del lockdown. Nessuno può prevedere se e fra quanto tempo si tornerà come prima. Di certo abbiamo il dovere di progettare una transizione verso un futuro che non conosciamo e che potrebbe non essere facile. È un compito che le Amministrazioni comunali non sono in grado di svolgere se non sono affiancate dalle associazioni e dai cittadini. Già oggi a Mirano sperimentiamo il grande sostegno della città, a cominciare dalle Caritas parrocchiali alle altre Associazioni di volontariato, una rete che può essere migliorata nelle relazioni tra queste realtà tra di loro e con i servizi del Comune. Non ci potremo limitare solo a gestire bene l’esistente. SOSTEGNO ECONOMICO DELLE FAMIGLIE. UTILIZZO FONDI DI EMERGENZA COVID-19 Nella prima fase del lockdown sono state accolte 338 domande di buoni spesa per un importo complessivo di 147.587,78. Linea di intervento n. 1: Contributi straordinari per famiglie con minori (spese per l’alloggio in locazione) con € 50.000,00 del Fondo emergenza Covid-19 dell’Amministrazione Comunale e riconoscendo a 100 famiglie un contributo una tantum di € 500,00. Linea di intervento n. 2: Contributi straordinari per altre

famiglie e singoli che si rivolgeranno al Servizio Interventi Sociali e già conosciute per le misure di solidarietà alimentare con una dotazione di € 10.000,00 del Fondo emergenza Covid-19 dell’Amministrazione Comunale. Linea di intervento n. 3: Contributi straordinari per famiglie e singoli da erogare ad ulteriori nuclei familiari non destinatari dei buoni spesa, utilizzando uno specifico fondo istituito dalla Regione Veneto di € 12.269,19 per il Comune di Mirano. NUOVE PRESE IN CARICO Nell’ultimo periodo di tempo, a partire dalla riapertura degli uffici dopo il lockdown, si sono rivolte al Servizio Interventi Sociali nuove famiglie bisognevoli di sostegno economico perché non in grado di far fronte alla spese quotidiane per perdita del lavoro o per importante diminuzione del reddito. Sono già state prese in carico 27 nuove famiglie per le quali sono stati predisposti progetti di aiuto. Si tratta di n. 17 nuclei con minori e n. 10 nuclei composti di soli adulti; altre famiglie si sono rivolte in questo tempo al servizio ma non è stato necessario arrivare alla presa in carico ma solo a forme di sostegno ex-tempore. ACCESSO ALLE STRUTTURE RESIDENZIALI (CASA DI RIPOSO, RICOVERI TEMPORANEI, CENTRI DIURNI PER NON AUTOSUFFICIENTI) Da poco sono riprese le chiamate dalla graduatoria da parte delle “Case di riposo” per i ricoveri definitivi; i ricoveri

temporanei (di 30 giorni) sono difficilmente praticabili per il periodo di isolamento previsto per l’ingresso e non tutti i centri diurni hanno riaperto. Le famiglie che curano a domicilio persone non autosufficienti al momento stanno ricevendo risposte parziali e con tempi di attesa molto lunghi. “MIRANO COMUNE AMICO DELLA FAMIGLIA” È il primo importante tentativo del Comune di prendersi cura della Famiglia fuori dall’ambito del disagio sociale, per promuoverne il benessere favorendo nella città un clima di simpatia per le giovani famiglie anche in termini di servizi e benefit. Con questo obiettivo il Comune ha iniziato il percorso per la certificazione di “Mirano Comune amico della Famiglia” che si completerà nel corso del 2020. Lo scorso mese di gennaio è stata presentata alla cittadinanza la Guida ai Servizi per la Famiglia che adesso viene distribuita dal Multisportello–Stato Civile alle famiglie che iscrivono all’anagrafe i nuovi nati. Con il contributo della Regione Veneto a fine estate verrà ampliata la sperimentazione del Progetto “Sportello Famiglia” come nuovo servizio, non sostitutivo ma integrativo, per rendere uniforme e fruibile il complesso di informazioni sul sistema dei servizi pubblici e privati in favore delle famiglie e conoscerne più da vicino i bisogni. È indispensabile il coinvolgimento di tutte le componenti sociali, economiche e culturali della città ed in particolare delle associazioni familiari, assieme a tutte le quali verrà predisposto il PIANO COMUNALE DELLE POLITICHE FAMILIARI di durata biennale.

Gabriele Petrolito Assessore alle Politiche sociali, sanità e volontariato di Mirano

COMPLETARE L’OSPEDALE DI MIRANO CON UN FINANZIAMENTO STRAORDINARIO, DOPO L’EMERGENZA COVID 19. Nello scorso mese di gennaio la Regione Veneto, con i fondi del CIPE (Comitato Interministeriale Programmazione Economica), ha finanziato 12 progetti “per opere di edilizia sanitaria di interesse regionale” per 330 milioni di euro. I finanziamenti più importanti hanno riguardato l’ospedale di Belluno (37,6 milioni), Conegliano (59 milioni), il SS Giovanni e Paolo di Venezia (58 milioni), Dolo (40,5 milioni) Rovigo (34,5 milioni), Cittadella (35 milioni), San Bortolo di Vicenza (17,8 milioni), Legnago (28,5 milioni). Per quanto riguarda l’Ospedale di Mirano, sin dal 2016 era stata avviata la procedura per la sua riorganizzazione funzionale e strutturale, con uno studio di fattibilità che era stato poi approvato dalla CRITE (Commissione Regionale Interventi Tecnologici ed Edilizia). Il 5 dicembre 2019 il Direttore Generale Dal Ben ha inviato la relazione tecnica aggiornata alla Regione per il finanziamento. Con la Delibera di Giunta n 85 del 27/01/2020,i lavori per l’adeguamento antisismico e antiincendio di Mirano sono stati inseriti tra quelli di fase 2 (tra 5-10 anni), mentre manca

ancora il finanziamento per il completamento strutturale. Alla luce di quanto emerso con l’epidemia da coronavirus, sono stati preannunciati finanziamenti straordinari per le sistemazioni edilizie e tecnologiche delle strutture sanitarie. Occorre quindi il massimo impegno di tutti perché vi rientri anche l’Ospedale di Mirano in quanto tutti abbiamo compreso che la città metropolitana ha bisogno della massima efficienza e del pieno utilizzo di tutte le strutture ospedaliere esistenti nel territorio aziendale. Dopo avere finanziato la definitiva sistemazione degli Ospedali di Venezia e Dolo, quella di Mirano è altrettanto importante anche per il supporto che può dare all’Ospedale di Mestre e di Dolo quando sono in difficoltà. Per Mirano è stato previsto un edificio dedicato esclusivamente alle attività ambulatoriali, attualmente ospitate all’interno dei reparti, in stanze che erano per la degenza, con una promiscuità che, in corso di epidemie, può rappresentare un problema. C’è poi una nuova struttura materno-infantile accorpata a chirurgie e rianimazione, al posto dell’attuale sede prov-

visoria in un vecchio edificio di proprietà del “Mariutto”. È stata anche prevista una struttura per l’Accoglienza, un nuovo portale d’ingresso e il nuovo obitorio. Tutti gli immobili di proprietà dell’IPAB “Mariutto” andrebbero liberati progressivamente e verrebbero avviati progetti partecipati di riqualificazione edilizia ed urbana di questa pregevole area, come già previsto nel PAT (Piano di Assetto Territoriale) in via di definitiva approvazione. Tra le ipotesi anche gruppi appartamenti in cohousing collegati al Centro Servizi dell’IPAB. Liberare gli spazi attualmente occupati da ambulatori consentirebbe di recuperare posti letto da utilizzare durante i lavori per gli adeguamenti normativi dei diversi moduli del primo monoblocco De Carlo, senza dovere chiudere o trasferire in altri ospedali servizi e reparti. Si potrebbe anche migliorare la dotazione di posti letto per acuti, attualmente molto carente nella ex ULSS 13 con appena 1,8 posti letto per 1000 abitanti. Gabriele Petrolito


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NUOVA MODALITÀ DI RACCOLTA RIFIUTI URBANI E ASSIMILATI: I DUBBI CONTINUANO! Nel Consiglio comunale del 30 luglio, per la prima volta, c’è stata la possibilità di capire qualcosa di più sull’avvio della tariffa a corrispettivo per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani e assimilati. La nuova modalità di raccolta iniziata quest’anno era stata anticipata da una lettera di poche righe inviata ai cittadini in data 4/11/2019. Come rappresentante della lista “Insieme per il bene comune”, nel silenzio delle alte forze politiche, il sottoscritto è stato l’unico a presentare il 16 dicembre 2019 un ordine del giorno in Consiglio comunale chiedendo all’amministrazione, purtroppo inutilmente, di sospendere l’applicazione della nuova modalità di conferimento dei rifiuti in attesa di chiarire modalità, costi e conseguenze per i cittadini. Ciò premesso, alle mie richieste di chiarimenti, la sindaca, nel consiglio di fine luglio, ha abbozzato una risposta leggendo un lungo documento ricco di rinvii normativi e di articoli di legge. Il contenuto, tuttavia, è stato ancora una volta vago per i cittadini dal momento che il risparmio per chi non conferisce il

verde, ragione per la quale è stata attivata la nuova modalità di raccolta, non è possibile quantificarlo. Il costo dei conferimenti 2020 in eccesso, rispetto a quelli previsti, dovrebbe essere specificato in una successiva lettera a settembre. L’informazione ai cittadini non è stata data in quanto l’amministrazione aveva pensato a dei gazebo informativi per le piazze che non sono stati fatti a causa dell’emergenza sanitaria. Per riassumere la situazione confusa riporto testualmente la frase della sindaca durante la risposta agli atti dell’ultimo consiglio comunale: “Io sto leggendo ma non sono un’esperta”. Tra i disagi ed il disorientamento dei cittadini, tra le difficoltà di conferimento del verde e gli abbandoni lungo i fossati, ciò che abbiamo capito per certo, infatti, è che se decideranno degli aumenti, i conguagli saranno ripartiti in tre anni dal 2021. A metà agosto la delibera con i dati di dettaglio ancora non è disponibile e i cittadini attendono ancora fiduciosi i chiarimenti per l’anno in corso confidando che arrivino almeno prima di dicembre.

Giorgio Babato Consigliere Comunale lista “Insieme per il bene comune”

“SANITÀ IN TEMPO DI COVID” La cardiologia dell’ospedale di Mirano aveva visto l’inaugurazione di una nuova sala di Emodinamica e la dotazione di un nuovo angiografo; il Pronto soccorso era stato ingrandito con nuovi ambulatori per le emergenze da codice rosso, la sala d’attesa ampliata con spazi diversi per adulti e bambini, schermati da vetrate per garantire la privacy; anche la radiologia era stata potenziata con la fornitura di una nuova Tac e un telecomandato digitale (come a Dolo), D’improvviso ci siamo trovati ad affrontare il grave e sconosciuto nemico Covid 19, che ha convogliato tutte le forze della sanità e del Direttore Generale in primis, a fronteggiare l’emergenza e il contenimento del contagio del virus, ma soprattutto l’assistenza ai malati di Covid, ricoverati nelle terapie intensive. Cogliamo l’occasione per ringraziare, dalle pagine di questo giornale, tutti i nostri medici, gli infermieri, gli operatori sanitari, addetti al trasporto e addetti alle pulizie che, lavorando con tanta abnegazione, hanno permesso il contenimento del virus; in particolare ringraziamo la medicina di Dolo, divenuta ospedale di riferimento Covid, con l’instancabile primario dott. Scevola e la sua equipe. Solo Noale è stata oggetto di un grosso focolaio, con circa una sessantina di contagiati (tra operatori, degenti e loro familiari) e ciò ha obbligato alla temporanea chiusura e la sanificazione della struttura. Anche se non si deve abbassare la guardia e dobbiamo rispettare le norme (uso di mascherina e distanziamento sociale) perché il Covid non è completamente debellato, tra alti e bassi pian piano stiamo ritornando alla normalità. Ancora una volta si fa un passetto avanti e tre indietro in questa

sanità: proprio a causa della pandemia abbiamo visto la sospensione delle attività sanitarie programmate, la chiusura delle sale operatorie e la chiusura degli sportelli e del Cup, la riorganizzazione di tutte le attività, con diminuzione di visite, esami, ricoveri in meno (si parla del 30-40%) e il raddoppio dei tempi d’attesa per ottenere una prestazione sanitaria, con il conseguente ricorso all’attività privata. Negli ospedali si allunga anche il tempo di degenza (per esami anti Covid), diminuiscono i posti letto per il distanziamento di sicurezza, ed intervengono grossi problemi di budget per i maggiori costi da sostenere (tamponi, spese di sanificazione, dispositivi di protezione, smaltimento rifiuti speciali, ecc.). In tutto questo scenario di emergenza, dove anche entrare in ospedale diventa difficile, bisogna che gli amministratori si esprimano in modo corale ed ogni sindaco dovrebbe prima di tutto chiedere di allungare i tempi delle prestazioni per visite mediche, esami ecc., e cercare di sopperire al già annoso problema delle liste d’attesa, invece di assistere in silenzio alla chiusura degli sportelli al pubblico, dovrebbe chiedere di aumentare il CUP e inserire lo sportello amico per agevolare la popolazione anziana, che in questo periodo è completamente disorientata, perché non sa usare il computer per prenotare visite; dovrebbe chiedere con forza al D.G. di assumere subito personale sanitario straordinario, con una equa remunerazione (si parla da sempre della mancanza di medici ed infermieri, causa pensionamenti e passaggi al privato, figurarsi ora con il Covid, siamo ancor più in difficoltà!). Bisogna chiedere di potenziare le reti di assistenza sul ter-

ritorio, favorire le medicine di gruppo e tutto ciò che può dare risposte all’utente, evitando prestazioni inutili. In sostanza bisogna avere la capacità di unire le forze, al di là degli schieramenti politici, per ottenere il completamento di quanto previsto dalle schede ospedaliere e poi lavorare insieme alla Regione sul Piano Socio Sanitario Regionale. Intanto completiamo quello che manca cari amministratori: manca l’hospice a Noale, mancano i letti di riabilitazione (45 + 45 Mirano e Dolo) nonostante la disattivazione della lungodegenza di Noale (che era una validissima valvola di sfogo nella post-acuzie). Rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo tutti insieme per il bene comune: la salute.

Annamaria Tomaello Coord. Insieme per il Bene Comune


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MULINI DI SOTTO: NECESSARIO COMPLETARE LA MESSA IN SICUREZZA I Molini di Sotto, localizzati all’ingresso della nostra città, sono diventati, nei secoli, una gemma del nostro patrimonio identitario. Un edificio la cui storia è stata scritta dall’intimo legame tra lavoro e natura. Di proprietà delle famiglie Giustinian, Barbarigo, Lippomano ed Errera, l’ex opificio fu utilizzato dal ‘400 fino alla metà del ‘900 per la lavorazione di granaglie. Al valore storico-economico dell’edificio si unisce quello architettonico e paesaggistico: i Molini di Sotto, fanno parte infatti del centro storico del comune di Mirano, area vincolata in base alla dichiarazione di notevole interesse pubblico contenuta nel decreto ministeriale 29 ottobre 1965 in cui si ravvisano “una continuità di caratteristiche architetture venete” e “un insieme panoramico di caratteristico aspetto esteticamente tradizionale”. Ad oggi l’antico mulino, pregevole monumento di archeologia industriale, si presenta senza una copertura e appare sempre più concreta la probabilità che le infiltrazioni nei muri perimetrali causate dagli eventi atmosferici possano accelerare il degrado dell’edificio e causare nel tempo il crollo della struttura. Ciò potrebbe esporre il centro cittadino a rischi di sicurezza idraulica. Come si evince dalla lettera del Genio Civile Litorale Veneto del 28/12/2017 infatti: “qualora l’immobile in oggetto dovesse crollare anche parzialmente costituirebbe un ostacolo al flusso delle acque provenienti da monte con pericolo per la pubblica incolumità”. L’area su cui si erge l’ex opificio è soggetta, inoltre, a un certo grado di incuria - si possono intravedere chiaramente alti arbusti all’interno - e questo potrebbe causare rischi di tipo igienico per la zona demaniale adiacente, nonché per gli edifici confinanti. Per questo ho accolto sempre con convinzione le istanze dei cittadini e delle associazioni che ben conoscono il territorio, portando in Consiglio più volte azioni di salvaguardia a favore del vecchio mulino. Nel 2017 abbiamo presentato, come

gruppo consigliare del Movimento 5 Stelle, una mozione (bocciata dalla maggioranza) per impegnare la Sindaca ad emanare un’ordinanza di messa in sicurezza dell’intera struttura. A partire da maggio 2018, grazie alla mia pressione verso l’amministrazione comunale, è stato avviato un ciclo di controlli tecnici sulla struttura che tuttavia, a mio avviso, non sono stati eseguiti in numero sufficiente da garantire un monitoraggio costante e aggiornato della struttura. Intendo proseguire con una linea d’azione volta a spronare l’amministrazione comunale verso una gestione del patrimonio storico-culturale di Mirano coerente con il vincolo paesaggistico insito nel decreto ministeriale del ‘65 e sensibile alle questioni relative a sicurezza idraulica e igiene della zona. Al fine di eliminare qualsiasi rischio per i cittadini faremo ogni sforzo per ottenere la messa in sicurezza tutte le altre pareti dell’antico mulino in modo da preservare l’integrità dell’edificio che per molti anni è stato il biglietto da visita, il fiore all’occhiello della nostra città e che ora, a nostro avviso, si trova in uno stato di degrado inaccettabile.

Marco Lazzarini Consigliere Capogruppo del Movimento 5 Stelle di Mirano

RIVOLUZIONE “RIFIUTO VERDE”, È LA SCELTA GIUSTA? A giugno abbiamo notato come nel nostro Comune siano stati gradualmente levati i cassonetti del rifiuto verde, ovvero i recipienti dove si buttavano ramagli ecc, per far posto ad una raccolta così chiamata “porta a porta” su appuntamento e in giorni dedicati. Con il nuovo sistema il cittadino piuttosto che recarsi nella prima piazzola ecologica vicino casa, deve richiedere in questi mesi un contenitore in comodato d’uso di 240 litri e una volta riempito bisogna telefonare al numero verde entro le ore 12 del lunedì precedente la data di raccolta riportata nel calendario, seguendo le istruzione e digitando il codice contratto Veritas. Per ogni ritiro verrà applicata la tariffa di 1 euro più Iva. Dal 1 luglio se un cittadino vuole un contenitore deve recarsi addirittura fino a Camponogara per prenderlo. Come Lega siamo sempre stati contrari al nuovo sistema di raccolta del verde, inizialmente prevista l’entrata in vigore per Aprile, in quanto crediamo possa incrementare esponenzialmente gli abbandoni di rifiuti in varie zone del territorio e creare notevoli disagi ai cittadini. Abbiamo cercato di proporre, di scrivere, di fare azioni in Consiglio Comunale ma l’intenzione dell’amministrazione non sembra cambiare. Mirano è uno dei pochi comuni del veneziano che introduce questo sistema “misto”, ovvero “porta a porta” per il verde, mentre il resto rimane con le consuete calotte-cassonetti. Il nostro auspicio e proposta a lungo termine è che si riesca ad ipotizzare delle piccole isole ecologiche (cassoni)

solo per il verde in determinati punti del comune e almeno uno per frazione. Questo può essere d’aiuto nel scoraggiare i già molti abbandoni, dare un servizio più efficiente al cittadino e contestualmente ridurre le spese. Contrariamente, il nuovo sistema, porterà tanti cittadini, sopratutto chi ha piccole porzioni di verde, a lasciare i rifiuti in zone isolate del Comune, nelle campagne o peggio ancora a servirsi dei recipienti per l’umido, come già succede in questi giorni. Una scelta quanto mai azzardata!

Andrea Tomaello – Matteo Cappelletto andrea.tomaello@comune.mirano.ve.it matteo.cappelletto@comune.mirano.ve.it Consiglieri comunali Lega Mirano

Quel bidone della raccolta del verde. È evidente che la mia idea di corretta gestione dei rifiuti sia distante da quella dell’attuale amministrazione. Come consigliere del Movimento 5 Stelle ho spesso sollecitato un percorso diverso, coerente con le aspettative dei cittadini e con l’ambiente fornendo dati e proposte puntuali. Mentre è chiaro che l’unica alternativa di Giunta sia quella più semplice, più comoda per Veritas, la meno lungimirante e compatibile con i principi di sostenibilità. Mi riferisco sia all'inceneritore di Fusina, per il quale la discussione in Consiglio Comunale si è limitata al concetto: “piuttosto di una discarica, meglio l’inceneritore”, e su fumose promesse di “controlli” una volta che l’impianto sarà attivo. Ma anche al fatto che il Comune, ha approvato l'attivazione TARIP, introducendo un servizio on demand a pagamento di raccolta del verde. Come scrivevamo nel programma del 2017, sono convinto della necessità di convergere verso il PaP (porta a porta) spinto per avviarci ai livelli massimi di differenziata. Ho ben visto il balzo in avanti fatto da Mira, grazie alla Giunta di Alvise Maniero. Invece il programma elettorale della sindaca diceva: “siamo convinti che la raccolta porta a porta in un comune come Mirano non può essere applicata: oltre a comportare costi di gestione [..], molti palazzi sono privi di spazi per la concentrazione dei rifiuti; [..] comporterebbe gravi situazioni igienico-sanitarie ed enormi disagi per i cittadini”. Io penso invece che i disagi per i cittadini e i costi aggiuntivi si creino se i cambiamenti vengono imposti, senza percorsi di preparazione ed una logica integrata sottostante che guardi al futuro. Così è successo per la raccolta PaP del verde. L’ho evidenziato al Consiglio a dicembre: è un cambiamento originato dalle esigenze di Veritas più che da una progettazione del nostro Comune. Al di là della capovolta dell’Amministrazione rispetto al proprio programma elettorale, fra tutti i modi per iniziare un cambiamento di questo genere, in un territorio come il nostro, questo parzialissimo PaP è il meno utile a fini ambientali e quello che più crea disagio ai cittadini. Specie se realizzato senza informative puntuali e l'eliminazione dei cassonetti per il verde prima della consegna dei bidoni. Se l'obiettivo era di non avere l'indifferenziata nei cassonetti del verde, ora potremmo trovarla comunque in quelli vlp e carta. Nel mentre si sono scoraggiati i cittadini a prendersi cura del verde di prossimità o dei proprio, con conseguenze sicuramente impattanti. Le persone hanno compreso che il sistema di conteggio delle aperture è inadatto sia a premiare chi produce poco secco, che dal punto di vista del risparmio. Va poi contro la norma che prescrive una misura puntuale. Un investimento partecipato di energie, sia da parte dell'amministrazione che della cittadinanza nell'impegnarsi al PaP spinto, sarebbe stato invece un vero passo verso la sostenibilità che previene inutili nuovi inceneritori. Non basta dichiarare di essere solidali con Friday for future, bisogna avere coraggio di perseguire gli obiettivi.

Antonio Milan Consigliere Comunale Movimento 5 Stelle


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settembre 2020

“CHIOGGIA TI FA STARE BENE IN AMICIZIA, LIBERTÀ E SALUTE” In tempi di coronavirus, può sembrare fuori luogo parlarne, ma è un dato di fatto che gli italiani dalle Alpi a Pantelleria hanno ritrovato un orgoglio nazionale e un sentimento di italica appartenenza molto assopito negli ultimi anni, perchè diluitosi in un “Blob” indistinto di una globalizzazione appiattita su tutto; un hamburgher di cose, idee, tradizioni, sentimenti, gusti, cibi, usi e costumi, resi uguali per tutti. In controtendenza rispetto a questo, ho sempre pensato che le innumerevoli differenze che denotano le nostre esistenze e ne definiscono le peculiarità, siano un enorme ricchezza e che in tal senso non vadano eliminate, ma valorizzate, perchè solo attraverso di esse può cogliersi il valore e l’importanza delle nostre radici. Per questo, a costo di ovvie accuse di partigianeria, ho sempre pensato a Chioggia ed al suo territorio come ad uno scrigno pieno di originalità morfologiche storiche, urbanistiche, biologiche, culturali, di tradizioni e gusti, difficilmente rintracciabili in altri territori, interni ed esterni alla nostra Penisola. Certo sarebbe stato diverso se fossi nato e vivessi in uno dei tanti anonimi paesini o centri urbani delle cinte periferiche di una delle grandi città del nostro Paese, dove la vita è scandita dagli orari del lavoro e dai programmi televisivi, con i rapporti sociali ridotti a zero o quasi e l’evasione dalla realtà di tutti i giorni rappresentata dagli acquisti settimanali nel grande Centro Commerciale, implementata mensilmente dalla gita fuori porta. Chioggia invece misura le proprie esistenze secondo le stagioni e le attività che si amano svolgere all’aperto, con particolare attenzione ai momenti di svago, riposo e di libertà dagli impegni di lavoro. Qui i rapporti sociali sono indispensabili e quasi obbligatori essendo il territorio emerso, coperto da decine e decine di bar frequentati, di giorno e di notte dalla stragrande maggioranza della popolazione di ogni sesso, età e condizione. Una Città dove, da sempre, si ha la sensazione di respirare un’aria festaiola di libertà “anarcoide”, sospesa tra terra, mare, laguna e fiumi, dove il vivere giornaliero per chi vi abita trova il suo apice nell’incontrarsi in Centro Storico. Uno spazio di circa un chilometro delimitato per l’intero perimetro ad est e ad ovest, da palazzi storici, ivi compresi il Municipio e le Chiese, contorniate dai numerosi bar e da altre attività commerciali, dove il tempo scorre nel confronto, spesso urlato, dai tavolini in esposizione al sole per centinaia di metri; dal lento andare su e giù lungo il Corso e dal “magna e bevi” dei più, anche loro seduti sui medesimi tavolini. Certo è che se Arthur Miller fosse immigrato a Chioggia non avrebbe scritto il suo capolavoro, “Morte di un commesso viaggiatore”, stante che per superare la realtà di tutti i giorni, ammesso che lo si deva o voglia fare, qui non servono “buone illusioni”, ma il vivere sereno e godereccio delle varie “compagnie” che popolano questo variegato e confortante mondo, che a differenza di quello che succede nelle realtà urbane industrializzate, agognano alla pensione che finalmente apre ad un tipo di vita diverso, più rilassante e soddisfacente fatto:- d’incontri giornalieri con gli amici per l’eno-gastro-aperitivo, di cicchetti di pesce, di prelibatezze di volta in volta portate a sorpresa da questo o da quello e di

RIVOLUZIONARSI DOPO PIÙ DI 40 ANNI SI PUÒ, PAROLA DI UNIPOLSAI! LO STORICO UFFICIO DI VIA BASTIA FUORI SI RIVOLUZIONA E CAMBIA SEDE.

brindisi anche a chi, perchè no, arrivato il suo momento se ne diparte, ben consapevole, perchè è stata una sua volontà, che in sua assenza questo succederà e che rimarrà vivo finchè il suo ricordo non morirà con lui. Non hanno nomi le varie “compagnie” che popolano i bar, non esistono club ne confraternite, ma ognuna possiede un’identità ed una o più peculiarità legate ai vari personaggi che le compongono, alle loro abilità e talenti, così avviene che a cura di questi si gustino, giorno dopo giorno, cibi di ogni tipo, dalla classica seppiolina ai ferri, alle canocchie sgusciate e condite; dai “risi e uova” di seppia, alle cozze fatte con il sugo segreto; dal carpaccio di tonno rosso, al patè di “baicolo” da gran Gourmet e potrei, se solo ce ne fosse lo spazio, continuare per un intera pagina. Insomma Giorgio, Mirco, Ignazio, Mimì, Giulio, Zerlino, Roberto, Jeff, Gildo, Mario Z. Massimo, Mario V., Renzo e Paolo, sono un gruppo eterogeneo, per età, carattere e addirittura per residenza, perchè non tutti abitano a Chioggia, ma si ritrovano, se possono, ogni giorno al bar per godere in armonia come ho fin qui descritto e vi posso assicurare che, sebbene pensionati, non si annoiano presi come sono dalla “frenesia” del vivere, in un posto come Chioggia che non ti spingerà a diventare un capitano d’industria, ma ti fa stare bene in amicizia, libertà e salute.

“I Bradipi di Chioggia”

Proprio cosi, l’ufficio UNIPOLSAI di Via Bastia Fuori che da più di 40 anni è un punto di riferimento per i clienti cambia sede ma soprattutto cambia look. È partito tanti anni fa questo sogno di rivoluzionare l’ufficio offrendo ai clienti uno spazio innovativo, fresco e molto comodo e finalmente l’idea dei titolari Casaril Dario e Ometto Francesca è realtà. Il nuovo ufficio è ubicato in via Belvedere 1 a Mirano, l’idea principale che ha accompagnato il progetto è stata quella cercare di sradicare dal cliente l’idea dell’ufficio classico offrendo ampi spazi di collaborazione tra l’operatore e il cliente in modo da non vendere un prodotto ma di costruirlo fianco a fianco. Via le scrivanie, via le stampanti, via i fogli di carta e via i computer….tutto diventa più interattivo, collaborativo e trasparente, noi crediamo che il fatto di costruire insieme e non vendere un pacchetto già pronto fa si che ogni cliente si senta seguito, ascoltato e capito, infatti pensiamo che debba essere accompagnato nel percorso che più lo rappresenta per questo l’idea di avere un banco tra noi e lui non faceva più parte di noi. L’assicurazione è un’operazione fondamentale per tutte le famiglie, per questo motivo è stata pensata un’area specifica per ogni tipologia di cliente dal più piccolo al più maturo, nasce così uno spazio riservato ai nostri piccoli e futuri clienti con giochi, colori e divertimento, un’innovazione che ancora nel nostro paese non viene sfruttata, l’idea di uno spazio dove poter lasciare il proprio bambino in sicurezza fa si che il cliente si dedichi interamente all’attività che sta svolgendo; ma non è finita qui, sono molte le novità introdotte: dal pagamento del bollo al nostro servizio di assicurazione con l’auto inclusa CAR SERVER alla consulenza con i Family Walfare Specialist. Quando più di 40 anni fa è stata inaugurata la sede di Via Bastia Fuori con le sue porte strette, gli uffici chiusi e dei vecchi schermi per pc a tubo catodico mai si sarebbe pensato che tutto sarebbe stato così stravolto, avere una piccola area ristoro, sorseggiare un caffè con i nostri clienti, lavorare tutti assieme in un grande ambiente sono tutte piccole cose che Dario, Francesca e il loro staff mai avrebbero immaginato, per questo il momento è pieno di gioia, gratitudine e soddisfazione. Le novità sono molteplici e noi di UNIPOLSAI non vediamo l’ora di mostrarvele tutte ma ora è tempo di lasciarvi così, un po' curiosi e un po' sorpresi nella speranza che il periodo ci conceda di festeggiare assieme ai nostri vecchi clienti ma anche con tutti quelli che vorranno far parte della nostra famiglia UNIPOLSAI!


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IL FANTASMA DEL TABIÀ La storia che sto per raccontare si svolse nell’estate 1975 in Auronzo di Cadore, grosso paesotto montano della val d’Ansiei, sviluppato lungo il corso dell’omonimo torrente. Le ultime propaggini del paese, vale a dire le borgate di Reane, rio Muri, Giralba, Samprede, sono caratterizzate, ieri come oggi, da ampi prati di fondovalle dominati qua e là da fienili o tabià, alcuni in ottimo stato di conservazioni, altri in totale disfacimento, altri ancora riadattati a residenza di vacanze. È appunto in un tabià di rio Muri, lungo la strada statale che porta a Misurina e Cortina che inizia la nostra storia, disarmante, banale o curiosa per come potrebbe essere soggettivamente interpretata. Da qualche tempo, nel fienile di Giovanni Cella in rio Muri, accadeva qualcosa di strano. Per tutta l’estate 1975 si poteva notare in tarde ed alterne serate una fioca luce filtrare attraverso le fessure dei tronchi in rovere stagionato del grazioso, ma ancora efficiente, tabià dell’anziano contadino e montanaro. Non c’erano finestre nel fienile, ma solo una stretta porticina che non lasciava passare alcuna luce. Ma la stessa porticina consentiva invece di percepire deboli rumori o sussurri provenienti dall’interno. La luce era davvero fioca e si spegneva immediatamente quando qualche curioso si avvicinava al fienile. Come le lucciole d’estate che, quando cerchi di catturarle per illuminare la tua egoistica mano chiusa a pugno, si allontanano auto spegnendosi. Piano piano la curiosità dei villeggianti vicini, aumentava con il passare dei giorni. Da dove proveniva quella luce? E quei lamenti? L’alta pietraia di base del tabià non consentiva di spiare da sotto le fondamenta per vedere cosa stesse accadendo in superficie, ammesso e non concesso che la lucciola o altro animale avessero consentito l’illecita ingerenza. Tutto questo fece pensare ad un fatto insolito, curioso, da chiarire. La luce non poteva essere quella di una torcia elettrica. O di una lampada a petrolio, pericolosissima in mezzo a tanta paglia e fieno. E le litanie, a volte allegre, in altri momenti tristi, erano tutte comunque espresse a bassissima voce e di chiara origine umana. Potevano essere parificate al canto dei grilli ben distinguibili in lontananza ma muto nell’avvicinarsi sempre di più a loro. Gli audaci che si erano spinti fin sulla porticina laterale del tabià giuravano che attraverso le fessure non avevano notato nulla, né sentito alcun suono, né intravisto alcuna figura umana, né altro elemento che facesse pensare ad una clamorosa burla. Insomma, un mistero. Ovviamente le ispezioni fatte di giorno non offrivano elementi utili per capire cosa succedesse in quel posto di notte. Un occhio esperto avrebbe colto solo delle impercettibili sacche sulla paglia che potevano avere infinite spiegazioni logiche. Le varie interpretazioni razionali via via fornite non convincevano. C’era chi legittimava le voci come naturale conseguenza dell’ardore di due giovani amanti, magari una coppia clandestina che non voleva farsi registrare in albergo e preferiva la sensuale paglia a una più comoda alcova. Chi addirittura pensava a un’immensa bufala organizzata dai villeggianti per prendere per i fondelli i grulli montanari da sempre sensibili a storie di gnomi, streghe, fate e folletti, specie nel Cadorino. Altri ancora, forse per

alimentare una morbosa voglia di soprannaturale ipotizzavano che nel tabià avvenisse qualche rito satanico. Forse la spartizione di anime tra Dio e il diavolo come narravano le tante storielle popolari. Il proprietario del tabià, Giovanni, avanti con gli anni e un po’ rincitrullito non aveva alcuna spiegazione, ammesso che avesse capito il problema che coinvolgeva la sua proprietà. Insomma, spiegazioni e contro spiegazioni si sprecavano alimentando le chiacchere nei bar del paese. La cosa andò avanti per l’intera estate. Poi come in tutte le favole che non possono eternamente durare, un gruppo di ragazzotti del paese decise di mettere la parola fine al Fantasma del tabià come l’insolito fatto era stato battezzato circolando di bocca in bocca tra Reane e Giralba. Per questo, sul finire di settembre, dopo lunghi e infruttuosi piantonamenti notturni sul posto, due audaci auronzani e un villeggiante ebbero la fortuna di vedere la tremula luce e di sentire la vocina dell’oltretomba. Si avvicinarono cautamente al tabià, in questo facilitati dall’erba appena sfalciata che assorbiva tutti i rumori, e si accostarono alla porta che dalle ispezioni gior-

naliere sapevano essere sempre aperta e priva di chiavistello interno. Interpretare il loro stato d’animo per questo improvvisato cronista, a distanza di tanti anni, non è stato facile. È probabile che a fronte della baldanzosa sicurezza che sempre esibivano questi giovanotti, in fin di conti avessero anche loro un’atavica e inconscia paura. Ma la voglia di chiarire tutto per essere poi protagonisti nelle chiacchere dei bar del paese per chissà quanto tempo, fu più forte e vinse qualsiasi paura. I ragazzi spalancarono la porta del tabià che come sempre si presentava muto e silenzioso. Tre potentissime torce sciabolarono luce a 360 gradi per concentrarsi tutte quasi simultaneamente, sull’angolo sinistro del capanno. Qui, accovacciata sul fienile, una donna molto anziana, probabilmente sugli ottant’anni e completamente vestita di nero, cercava di ripararsi con le braccia, il viso e gli occhi da tanta, improvvisa e violenta luce. Al suo fianco, una lanterna emetteva gli ultimi aneliti di fumo. Era la Irma. La simpatica vecchietta di Reane, da anni vedova e sola, che a detta delle persone che frequentavano la sua povera casa, viveva il tramonto della propria esistenza senza quelle comodità che sono abituali ai nostri giorni. Ma conservando un gran rimpianto per le tradizioni che tanti anni prima rappresentavano quotidiane regole di vita e comporta-

mento per le anziane cadorine. Come si venne successivamente a sapere dalla stessa Irma, una volta superato lo shock per essere stata scoperta in così flagrante crisi di rimpianto del passato, tutto nacque dalla voglia dell’ottuagenaria di ricostruire le tarde serate della sua giovinezza. Voleva rivivere i filò in tabià per ascoltare le storie degli anziani e le ninne nanne per i neonati. E per sperare di rivedere lui, il giovanotto che ospite del tabià avrebbe avuto maggiori possibilità di scambiare qualche parola con lei o altro più audace messaggio. Forse anche un fuggevole e casto bacio. A questo patrimonio di ricordi nonna Irma voleva ridare ideale vita attraverso una concreta rappresentazione scenica. Ecco spiegata la tremula luce della lanterna che la vecchietta si affrettava a spegnere non appena percepiva una presenza esterna. E senza minimamente preoccuparsi del rischio di scatenare un tremendo incendio. Il suo abito nero, poi, la mimetizzava con il buio interno del tabià, che nessuno voleva vedere nei dettagli più di tanto. Così quando nonna Irma decideva la sua serata di ricordi, si incamminava all’imbrunire verso la sua amata capanna e nessuno faceva caso a questa curva ombra nera che, lungo il ciglio della strada per Misurina raggiungeva il luogo dei dolci ricordi e profumi della sua giovinezza. Per poi abbandonarlo solo quando l’orologio della età scandiva il momento di rientrare nei luoghi abituali. Per riappropriarsi del suo doloroso dovere di essere vecchia donna sola, emarginata e superata dal vento della modernità. Dunque, chiarito il mistero del fantasma del tabià. La storia fece il giro del paese e commosse tutti dando alla Irma un’inaspettata quanto poco gradita pubblicità. Ma per lei come poi si seppe per sua stessa ammissione, l’essere stata scoperta nel suo innocente gioco comportò una doppia ferita. Era stata privata della possibilità di ritornare con la sua fantasia bellissima e corteggiata fanciulla. E si era certamente consolidata ancora di più la fama di vecchia decrepita che viveva di stravaganze. Solo il tabià sarebbe rimasto per lei muto testimone della sua intramontabile voglia di giovinezza. La stupenda cattedrale che avrebbe ospitato il matrimonio con il suo grande e immenso amore.

Oscar De Gaspari

Il grappolo d’uva Il contadino Giuseppe viveva in un podere con la moglie e i suoi due figli. In un caldo pomeriggio d’autunno il bravo uomo, stanco per l’aratura non ancora terminata, notò tra i filari delle viti che delimitavano i confini della sua proprietà un bel grappolo di uva bianca miracolosamente sfuggito alla vendemmia di poche settimane prima. Assetato com’era, stava per staccare avidamente i bianchi e succulenti chicchi quando notò in lontananza la moglie che stava facendo il bucato sotto un sole che ancora picchiava. - Povera donna - pensò il contadino -la sua giornata di lavoro non ha mai fine, sarà certamente più stanca e assetata di me - Tergendosi il sudore dalla fronte la donna drizzò la schiena e con uno sguardo di dolce riconoscenza verso il marito, accettò l’inaspettato e gradito dono. Ma prima di addentare l’uva notò in lontananza il figlio maggiore che zappettava la terra dell’orto, dura e sempre avara di generosi raccolti - Povero ragazzo - rimuginò tra sé e sé la donna - Ha solo diciotto anni e fino ad oggi ha conosciuto unicamente la vanga e la dura fatica dei campi. È giusto che sia lui a godere di una meritata pausa - E con animo serena la mamma consegnò il frutto al figliolo. Il ragazzo, felice per la sorpresa, depose la vanga e compiaciuto della sua condizione di uomo che viveva per la natura, donò uno sguardo d’assieme alla sua amata campagna, l’orto, il cortile, gli animali della fattoria, gli alberi immobili sotto il caldo della morente estate. Ma subito la sua attenzione venne catturata dalla sorellina che, seduta dinanzi al portone di casa, stava preparando tutte le verdure che sarebbero state consumate all’ora di cena. - La mia sorellina è ancora una bambina e deve faticare ogni giorno per andare a scuola - pensò subito il fratello - poi a casa aiuta la mamma nei lavori domestici. Non ha amichette con cui giocare. Lei ha più diritto di me a gustare questa fresca delizia - E con grande sorriso diede alla piccina l’invitante grappolo d’uva. Tutta felice per il dono che l’avrebbe dissetata senza dover ricorrere come sempre, all’acqua del pozzo, la bimba ebbe un improvviso soprassalto. Aveva notato in lontananza il padre che stava arando il podere e vedendolo tanto affaticato si precipitò da lui per offrirgli il dono ricevuto poco prima dal fratello. Il babbo fermò il trattore. Riconobbe il grappolo d’uva e tutto il giro che doveva aver fatto e alzando gli occhi al Cielo ringraziò Iddio per avergli donato una famiglia tanto cara, buona e generosa. *** Ecco una bella storia che potrebbe insegnare molto ai nostri giorni in fatto di altruismo, dopo la terribile esperienza – non ancora conclusa -dell’epidemia da Covid 19. Il riconoscimento della solidarietà dovrebbe muovere le nostre azioni quotidiane. Non solo. Dobbiamo anche dimenticare l’arroganza che manifestiamo nella consapevolezza del posto sociale che occupiamo e che ci rende insensibili alle disgrazie degli altri. L’emergenza sanitaria dovrebbe averci insegnato il recupero della solidarietà. Oscar De Gaspari


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CASTELLO DI RONCADE “500 ANNI DI STORIA”

Il Castello di Roncade è uno degli esempi più interessanti, nel Nord Italia, dell’architettura rinascimentale. Inoltre, è l’unica villa pre-palladiana cinta da mura medievali sovrastate da maestosi merli in cui sono custoditi 500 anni di storia vinicola. Il castello sorge al centro di Roncade, cittadina trevigiana a poca distanza da Venezia e immerso nella campagna veneta. Un viaggio che inizia dall’antica nobiltà veneziana, fino alla produzione di vini prestigiosi. Il maniero fu donato nel 900 da Ottone II ai Conti di Collalto. In seguito, venne distrutto per mano di Cangrande della Scala. Fu Girolamo Giustinian, patrizio veneto, ad attuarne nel XVI secolo la ricostruzione, sulla traccia del precedente edificio. Nel 1930 il Barone Tito Ciani Bassetti sceglie il Castello di Roncade come il luogo che avrebbe ospitato la famiglia e il suo sogno. Si tratta dello sviluppo di un’attività vinicola in un’antica terra vocata alla viticoltura, sin dall’epoca romana e della Serenissima. L’azienda vitivinicola, guidata da Vincenzo Ciani Bassetti, oggi circonda il Castello. Dietro la villa c’era il “brolo” di 3 ettari e un grande orto con frutteto di 30 ettari. Oggi, la famiglia Ciani Bassetti sta curando un progetto di recupero del “brolo piccolo” con il reimpianto di viti, alberi da frutta e gelsi, alberi della tradizione agricola del territorio da sempre uti-

lizzati per l’allevamento del baco da seta. I gelsi tratteggiano il viale centrale, ai lati il vigneto con piante di merlot, cabernet sauvignon e cabernet franc suddivisi da una siepe di alberi da frutto di varietà in uso all’epoca quali cachi, nespole, pere e mele. Le viti sono, invece, i cloni delle barbatelle originali che il papà del Barone Vincenzo portò in Italia da Bordeaux per produrre il Villa Giustinian, il taglio bordolese tutt’ora vino di punta dell’azienda. I locali sono ancora quelli originali del 1500. La Bottaia è semi interrata ed è situata sotto le mura dal lato sud est del Castello perché è l’area più asciutta. Sempre su questo lato delle mura infatti, proprio sopra la barchessa, ci sono i granai, un tempo luoghi per essiccare le granaglie, oggi sale espositive. Il vino rosso dopo aver completato la fermentazione in cantina di trasformazione a Mogliano Veneto ritorna al Castello per fare l’affinamento in legno. La bottaia, infatti, è divisa in due parti, la bottaia delle grandi botti (5.000 l) l’una e la barricaia. Centodieci ettari vitati, con un terroir caratterizzato da un microclima con scarse precipitazioni e da uno strato di “caranto” a pochi centimetri di profondità, permettono di produrre vini di qualità. Ogni anno vengono prodotte 350.000 bottiglie di vino. Vini bianchi profumati e vini rossi corposi che hanno saputo distinguersi,

vincendo importanti riconoscimenti nelle guide e nei concorsi enologici. Le due antiche barchesse quella a Nord e quella a Sud hanno visto nascere tutti i vini del castello. In origine non c’era il giardino come lo vediamo oggi, ma una grande corte dove erano svolte le attività agricole della Villa. Villa Giustinian è una delle prime Ville costruite dei veneziani in terra ferma per fare “affari”, ovvero commerciare con Venezia i prodotti dell’agricoltura lungo il fiume Sile e Musestre. Il giardino come lo vediamo oggi è del 1500 circa. Fu voluto dai Giustinian per rendere l’acceso alla villa più elegante e consono all’immagine della famiglia con due Cedri uno del Libano e uno dell’Himalaya e 2 magnolie Grandi Flora che hanno circa 200 anni. Gli alberi più vecchi sono però le Lagestroemie (accanto alla Villa) che di anni ne hanno quasi 300; mentre le figure in pietra d’Istria sono del 1600 è un battaglione di Schiavoni con 3 ufficiali in alta uniforme, 2 tamburelli e un porta bandiera e una serie di fanti con archibugio. Per chi vuole soggiornare in un castello e vivere un’atmosfera d’altri tempi immersi nel verde e nella storia sono stati restaurati degli appartamenti nelle vecchie torri di guardia e delle camere doppie all’interno del corpo centrale della villa. Negli appartamenti ricavati dalle torri e nelle camere all’interno della villa principale, ogni dettaglio è curato nel particolare. Le sale e le barchesse sono una location straordinaria per matrimoni, banchetti, conferenze, feste di laurea. Il legame tra il vino e l’ospitalità è iniziato nel 1988, con l’intenzione di Vincenzo Ciani Bassetti di offrire un soggiorno ameno ai numerosi clienti. Soggiornare al Castello di Roncade significa per l’ospite immergersi nella vita della villa Veneta. Il Castello sorge in una posizione strategica per raggiungere le mete del turismo veneto, Venezia, Treviso, Jesolo, Caorle, Lignano, Cortina d’Ampezzo. Ospita ogni anno molti visitatori, vogliosi di conoscere ed esplorare le sue suntuose sale passeggiando lungo i secoli

di cui è stato testimone. Varie sono anche le manifestazioni che si svolgono all’interno di questo complesso medievale con degustazioni di food e vino, visite guidate, mercato dell’artigianato. Durante la visita guidata della durata di un’ora circa, compresa nel costo del biglietto, una guida accompagnerà il pubblico alla scoperta della storia e della vita che anima Villa Giustinian, residenza della famiglia del barone Vincenzo Ciani Bassetti. Al wine- shop di Villa Giustinian è possibile degustare i vini bianchi profumati e vini rossi corposi che si sono distinti, vincendo importanti riconoscimenti nelle guide e nei concorsi enologici anche internazionali. Una visita al Castello è una piacevole viaggio dall’antica nobiltà Veneziana fino ai giorni nostri con la produzione di vini prestigiosi. INFO: Castello di Roncade - Via Roma 141 - 31056 Roncade Treviso Tel. O422 708736- Email: info@castellodironcade.it - www.castellodironcade.com

Rudy De Pol


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“SHOPPING, ESPERIENZA DI MODA”

Scoprire il perfetto outfit in negozio con i suggerimenti di un Personal Shopper, o durante una Private Session o oppure con il servizio di Home Showroom continuando lo shopping su Whatsapp. Perché la moda si prova sulla propria pelle. La moda è un modo di vivere, di pensare e di essere legati a un’epoca o a una società, ed è per sua stessa essenza effimera, passeggera, fuggevole. È in continua evoluzione, alla costante ricerca di un’identità indefinibile per natura. La moda è proposta, ma è anche gusto, collettivo e individuale, è ricerca e coraggio, ostentazione ed estro. La moda non può essere imbrigliata, va compresa e interpretata. Non si acquista un capo alla moda, ma uno stile. Per questa ragione oggi vi presentiamo il nostro nuovo progetto: un diverso modo di fare shopping. Personal shopping: Da Donna Men & Women Fashion è possibile farsi seguire nella creazione dell’outfit perfetto, abbinamenti studiati e proposti che tengono in forte considerazione gusti personali, tendenze, stagionalità e personalità di chi indossa i capi. Private session: Alla ricerca del giusto abbinamento

in totale privacy? Da oggi è possibile prenotare un appuntamento in negozio per venire a provare capi, scarpe e accessori anche fuori l’orario di apertura, una sessione di shopping privata pensata per chi desidera guardare, toccare, indossare e scegliere con tranquillità. Whatsapp shopping: Acquista direttamente tramite Whatsapp e ricevi a casa tua o dove vuoi. Con il nuovo canale di prenotazione e ordine diretto con Whatsapp potrai avere sempre una linea aperta diretta con Donna Men & Women Fashion. Chiedi informazioni e ordina i nostri prodotti comodamente con il tuo smartphone, alla consegna ci pensiamo noi. Home showroom: Vuoi provare un’esperienza di shopping diversa e dedicata? Prova il nostro home showroom! Verremo a casa tua con prodotti esclusivi e selezionati per te, costruiremo assieme il miglior outfit, proveremo i capi e abbineremo gli accessori, cureremo ogni dettaglio senza fretta. Vestirsi bene e differenziarsi dagli altri è una magia, la magia che vogliamo farti vivere ogni volta che ci verrete a trovare nel nostro showroom. Una volta entrati potre-

te subito apprezzare la qualità dei prodotti e il sapore della ricerca che vi proponiamo con amore e passione, ogni giorno, dal 2007. Vi aspettiamo.

Roberto & Staff donnashoes@libero.it

L’ ATELIER DI CREAZIONI GRAZIA L’atelier di Creazioni Grazia nasce nel 1975 a Mirano in provincia di Venezia, gestito e condotto dalla titolare la signora Conte Grazia in collaborazione con le figlie Lucia e Alessandra, un atelier specializzato nella vendita di abiti da sposa. Possiamo dire che Creazioni Grazia faccia parte della storia di Mirano. La sua prima sfilata risale al 1976 e si è svolta nella discoteca Scala d’oro al centro di Mirano ed é stato un vero e proprio avvenimento che ha dato il via ad una lunga carriera costellata di soddisfazioni. Nel 1988 partecipa con le sue creazioni al Casinò del Lido di Venezia assieme alle Sorelle Fontana, ricevendo il Leon d’oro: premio visione moda costume. Creazioni Grazia festeggia l’inizio del nuovo millennio con una grande novità, dal 16 Aprile 2002 la nuova sede di Via della Vittoria,18 ha dato vita al nuovo Show Room, che occupa ora 2 piani del bellissimo palazzo settecentesco affacciato sulla via principale di Mirano. I nuovi spazi accoglienti e luminosi sono pronti ad offrire a tutti gli sposi una scelta ancora più ampia di stili e proposte moda e uno studio stilistico della cerimonia ancora più accurato, grazie alla presenza di importanti brand. Esclusive sono le creazioni realizzate nel proprio Atelier. Le Spose possono infatti lasciarsi conquistare dalle splendide linee disegnate da Grazia capi modellati sui desideri delle future spose, che renderanno indimenticabile il giorno più bello della loro vita. Conte Grazia nasce a Oria in provincia di Brindisi, la Puglia è da sempre patria indiscussa del miglior Made in Italy nel campo degli abiti da sposa, e Grazia dimostra la sua abilità e creatività già all’età’ di 15 anni quando vince il suo primo concorso. La signora Conte Grazia ha iniziato la sua attività, prima come confezionista per le migliori boutique di Venezia, poi aprendo il suo primo atelier a Mirano. Grazia

ha vestito generazioni di spose che diventate mamme, oggi accompagnano le proprie figlie a scegliere l’abito da sposa. E a proposito di figlie quelle della Signora Grazia hanno contribuito in tutti questi anni alla conduzione dell’atelier apportando nuove idee, collaborazioni e innovazioni. Consigliano gli sposi nella scelta dell’abito, degli accessori, e li accompagnano fino al loro giorno più importante. Ecco alcuni preziosi consigli dell’Atelier di Creazioni Grazia. La ricerca dell’abito da sposa e sposo inizia e finisce presso l’atelier di Creazioni Grazia. Ogni anno una moltitudine di novità e modelli per rendere unico ed indimenticabile il giorno più bello di ogni sposa. Anche quest’anno era particolarmente ricco di proposte ma il lockdown ha impedito a molte coppie di poter celebrare il loro matrimonio e coronare il loro sogno d’amore e sono stati costretti a spostare l’evento al 2021. E seguendo le previsioni, il 2021 sarà l’anno dei matrimoni. Per questo motivo Creazioni Grazia consiglia di fissare appena possibile una data per un appuntamento e visionare le nuove collezioni. Volant, plissé, drappeggi, pizzi e fiori in 3 D, trasparenze, abiti taglio sirena o principessa, fiocchi, maniche a palloncino o a sbuffo, queste sono alcune delle tendenze per il prossimo anno. Oltre alle collezioni firmate Grazia suggerisce, sempre con la sua classe e gentilezza, alle future spose di personalizzare il proprio abito in modo tale da renderlo veramente unico e irripetibile. Inoltre bisogna riconoscere alla Signora Grazia la capacità di adeguarsi ai tempi nel senso che ormai molti matrimoni vengono celebrati in location particolari ed insolite come ville antiche, luxury, agriturismi, località di mare dove viene richiesto un abito più adatto al luogo scelto. Nessun problema ogni richiesta viene soddisfatta e realizzata con la classe e l’operosità che da anni contraddistingue lo stile di Creazioni Grazia.

L’Atelier di Creazioni Grazia è in Via della Vittoria 18 A Mirano. Telefono 041 430137 Ampio parcheggio a disposizione per i suoi clienti. www.creazionigrazia.it


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ISTITUTO MUSICALE

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le iscrizioni sono aperte La scuola di musica per tutti gli strumenti, per tutte le età e per tutte le esigenze. Una Istituzione con oltre sessant’anni di affermazioni nazionali ed internazionali, che ha nella sua storia formato innumerevoli artisti di fama internazionale. Una scuola pedagogicamente all’avanguardia, con programmi allineati a quelli conservatoriali, e in cui viene praticato ogni genere musicale: classico, jazz, rock, pop, con esami annuali per il rilascio di diplomi di autentico valore didattico.

L’Istituto Musicale Fancelli Boschello, fondato a Mirano nel 1951 dal Maestro Elio Boschello, rappresenta una realtà di assoluto rilievo nell’ambito della didattica musicale locale, regionale e senza dubbio nazionale. Migliaia di studenti, dalla sua fondazione ad oggi, si sono avvicinati alla musica suo tramite, e, grazie alla qualità dell’insegnamento in esso praticato, molti di essi sono oggi a loro volta didatti e musicisti di valore. Innumerevoli le manifestazioni, i concorsi e i concerti nazionali ed internazionali in cui, nella sua lunga storia, formazioni e singoli allievi della nostra Scuola hanno primeggiato. L’Istituto, oggi condotto dai figli del fondatore, anch’essi valenti musicisti e didatti, si caratterizza per la preparazione del selezionato corpo docente, costituito da professionisti di pluriennale esperienza, e per l’adozione (di metodologie esclusive continuamente aggiornate), aspetti questi che ci mettono in grado di offrire qualunque grado di studio desiderato: dall’istruzione musicale di base, all’iniziazione amatoriale; dal dilettantismo meno esigente, pur tuttavia sempre supportato da un solido percorso formativo, al professionismo, fino al virtuosismo più evoluto. Viene naturalmente assecondata la scelta dell’allievo, sia per lo strumento, sia per la vocalità, e per il genere di musica, che può essere classica, pop, rock, jazz, latino americana, offrendo professionalità d’insegnamento per ciascun stile e per ogni esigenza.

ALCUNI QUESITI CHE SPESSO CI VENGONO POSTI I corsi della scuola sono accessibili a tutti? Certamente, ai corsi di musica possono iscriversi persone di qualsiasi età e formazione culturale. E’ necessario possedere delle doti particolari per frequentare un corso? Se hai deciso di avvicinarti alla musica in modo amatoriale, è sufficiente che tu abbia solamente passione ed entusiasmo. Quando iniziano i corsi della Scuola? La Scuola inizia l’anno scolastico il 1 settembre e lo termina il 30 giugno; essendo però la maggior parte dei corsi individuali, si può iniziare in qualsiasi momento dell’anno, compatibilmente con i posti rimasti liberi. Cosa devo fare per iniziare a frequentare un corso di musica della Scuola? E’ sufficiente contattare la segreteria allo 041-5701568 o inviare una mail all’indirizzo info@scuoladimusicaboschello.it Come sono impostate le lezioni della Scuola: Possono essere individuali (per i corsi di strumento o di vocalità) o collettive (per la musica d’assieme o la propedeutica musicale).

La loro durata può variare dai 40 ai 60 minuti per le lezioni individuali, da una a due ore per quelle di musica d’assieme. La frequenza è di una lezione settimanale; alcuni corsi di musica d’assieme hanno frequenza quindicinale. I corsi hanno un indirizzo musicale particolare? Sulla base delle tue esigenze avrai la possibilità di scegliere tra corsi ad indirizzo classico e corsi ad indirizzo moderno.

Chi sono i docenti della Scuola? Sono tutti professionisti diplomati in Conservatorio o in una Scuola riconosciuta, con un’esperienza didattica pluriennale. C’è la possibilità di conoscere l’Insegnante prima di iniziare il corso? Certamente. L’Istituto Musicale Fancelli-Boschello ti dà la possibilità di conoscere il Maestro/a prima di decidere di iniziare qualsiasi corso di musica.

C’è un programma del corso? Certamente! Per l’indirizzo classico i programmi vengono continuamente aggiornati in base agli indirizzi ministeriali, i corsi moderni altresì vengono sviluppati seguendo costantemente le tendenze della miglior didattica sia europea che americana. Quanto dura un corso della Scuola? E’ impossibile stabilirlo a priori, senza conoscere le capacità dell’allievo e il tipo di impegno applicato. Tutto dipende dall’obiettivo musicale che ci si prefigge di raggiungere. Quali sono gli orari della Scuola? La Scuola è aperta dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 20; il sabato dalle 8,00 alle 18,00.

ISTITUTO MUSICALE FANCELLI - BOSCHELLO MIRANO - VE - Piazzale Garibaldi, 15 - Tel 0415701568 (dalle 14.00 alle 20.00) info@scuoladimusicaboschello.it - www.scuoladimusicaboschello.it


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ea Caeta è una tipica osteria veneziana con cicchetteria situato nel centro di Mirano, specializzato in cucina veneziana. Al banco dell’osteria offriamo un vasto assortimento di cicchetti veneziani da accompagnare con uno spritz o un calice di vino da scegliere tra decine di cantine. Tra le specialità della nostra osteria ci sono cicchetti fritti al momento (mozzarelle in carrozza, polpette, tagliatelle con ragù al chianti, cinghiale, pasta e fagioli) ma anche pizza da asporto.

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“La nostra cucina non è una lista di ingredienti o una dimostrazione di abilità tecniche: è il racconto del paesaggio Italiano e delle nostre passioni. La cucina è una collisione di idee, tecniche e culture. Non è matematica è emozionante.” Calle Ghirardi, 4 30035 Mirano - VE Tel. 339/1125127 - 041/98726335 Chiuso il martedì

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30 anni e non sentirli …

grazie a chi ci segue e ai volontari della redazione Benvenuti su miranomagazine.it il portale di informazione dei Miranesi “Un portale che ci tiene informati su quali sono le cose da non perdersi a Mirano, e quando le si può vedere. All'interno anche tutte le attività economiche del territorio” Siamo pronti… nuova grafica e nuovo staff Puntiamo alla pubblicazione di tutti gli articoli presenti sul supporto cartaceo anche online grazie al nuovo staff della redazione di www.miranomagazine.it con l’inserimento ciclico. Puntiamo su una comunicazione più moderna e social con contenuti sempre aggiornati. Spazio a tutte le comunicazioni che possono interessare la comunità, notizie ed eventi utili ad ampliare l’informazione e la cultura. Giorgio Pesce


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PERCHÉ PROPRIO MAURO? E PERCHÉ PROPRIO IL GELATO ARTIGIANALE? CHIEDIAMOGLIELO…

Mauro sorride e dice: «Mi sono trovato un po’ per caso in questo mondo! Ogni lavoro che ho fatto mi ha insegnato qualcosa. Ho iniziato facendo il “bocia de bottega” in uno scatolificio del mio paese, io sono di Vallonga vicino a Piove di Sacco, durante le vacanze scolastiche alle medie. Se volevo andare in motorino dovevo preparare scatoloni, anche quando gli adulti andavano tutti in ferie ad agosto. Poi con il tempo mi sono diplomato perito elettronico e ho iniziato a lavorare come addetto alla gestione della produzione in varie aziende. E arrivò il giorno in cui mi ritrovai in questo mondo del gelato artigianale e non sapevo proprio da dove partire. Non ero mai stato molto amante della scuola ma di una cosa

ero certo: mi piaceva la matematica ma ero negato nelle materie letterarie. Può sembrare strano ma alla base del gelato artigianale c`è tanta matematica, tanto lavoro manuale e tanta ricerca e soprattutto tanta passione. Ho iniziato leggendo molti libri tecnici e ricercando e sperimentando in laboratorio per ore e ore. Tuttora lavoro così. Un giorno, inesperto com’ero, mi sono chiesto se da tutto quello studiare e sperimentare stavo imparando qualcosa, se il mio gelato sarebbe piaciuto. Mi sono così iscritto al mio primo concorso della “COPPA D’ORO” a Longarone. Correva l’anno 2006. Il risultato fu del tutto inaspettato: vinsi infatti la mia prima coppa d’oro con il gusto ZABAIONE. Ma con

COME PULIRE LE TENDE DA ESTERNO Le tende da esterno sono elementi molto funzionali ma anche estremamente decorativi. Creano una zona d’ombra su balconi, terrazzi o porzioni di giardino, regalando un pò di frescura nelle calde giornate estive. Ora che arriva la primavera e le tende da esterno erano per la maggior parte del tempo chiuse. Tuttavia non è sempre facile capire come pulire le tende da esterno a fondo senza affaticarsi troppo. Le dimensioni e la posizione elevata rendono tutto più complicato. Anche l’utilizzo di prodotti non idonei potrebbe essere un problema, perché possono danneggiare l’estetica delle tende. Verrebbe voglia di desistere ma è bene non trascurare questo compito se si vuole che le tende da esterno durino a lungo. Puntosette vi aiuterà a scoprire come pulire le tende da esterno nel giusto modo e con i giusti prodotti, per averle sempre belle come nuove per molti anni. Ecco come pulire le tende da sole passo per passo: 1. Iniziate spolverando le tende con una scopa, meglio se di saggina. Questo passaggio servirà a togliere la polvere, le eventuali foglie e i petali dei fiori provenienti dai piani superiori. Se adopererete una scopa non troppo grande ma con manico lungo, magari telescopico, riuscirete a raggiungere facilmente anche i punti più difficili. 2. Riempite una capiente bacinella con acqua ed aggiungete poco sapone di Marsiglia. In alternativa potete utilizzare qualche cuc-

chiaio di bicarbonato. Con questi due ingredienti, naturali, delicati e rispettosi delle fibre, andrete sul sicuro. Se invece volete utilizzare un detergente specifico chiedete prima al vostro rivenditore se il materiale della vostra tenda da esterno è in grado di sopportarlo. 3. Con uno spazzolone a setole rigide passate la soluzione precedentemente preparata su tutta la superficie della tenda. Strofinate con maggior intensità sulle zone più sporche. Con la stessa soluzione pulite anche l’intelaiatura, ma questa volta usate una spazzola a setole morbide per evitare di graffiare la vernice di finitura. 4. Ora dovete risciacquare. Se l’ubicazione della vostra tenda lo consente potete usare il classico tubo dell’acqua da giardino. L’operazione sarà velocissima e piuttosto facile. Se invece non potete versare grosse quantità di acqua utilizzate uno spazzolone pulito immerso in una bacinella contenente solo acqua. In questo caso impiegherete più tempo, ma la tenda risulterà comunque pulita alla perfezione. 5. Per finire lasciate asciugare. Non dovrete far altro che lasciare aperta la tenda da sole per tutta la sua estensione per alcune ore. Assicuratevi sempre che la tenda sia perfettamente asciutta prima di riavvolgerla, per evitare la formazione di muffa. Giorgio Pesce

quella coppa d’oro iniziai a pensare che quello fosse solo un punto di partenza. Io dovevo fare un gelato che piacesse ai miei clienti ma prima di tutto a me stesso. Faccio fatica a fare un gusto che non mi piace poiché tutti i gusti li faccio con il mio gusto. Da quel giorno altri concorsi, altre coppe ma soprattutto sempre tante ore di laboratorio. Da subito sono stato rigido su una cosa: il GELATO ARTIGIANALE è un prodotto ARTIGIANALE e in quanto tale non può piacere a tutti, diversamente dallo scopo di un prodotto industriale. Volevo che il mio gelato fosse FRESCO, prodotto quotidianamente nel mio laboratorio e GENUINO. Non volevo prodotti industriali e da sempre voglio creare il mio GELATO con materie prime naturali, fresche e legate al territorio e alla stagionalità. I gusti alla frutta seguono i ritmi delle stagioni e quello che trovi dal fruttivendolo lo trovi anche nel nostro banco. Le creme sono tutte fatte con latte fresco, panna, mascarpone e ricotta che il nostro fornitore Fabio ci fa trovare ogni mattina in frigorifero. La frutta secca è tutta acquistata dalle terre di provenienza. Qualche gusto particolare lo propongo, anche se il classico non tramonta mai e anzi si può sempre migliorare.» MAURO MA IL TUO GELATO COME PRODOTTO DI MERCATO HA UNA STAGIONALITÀ? «Si ha una stagionalità anche se tanti mi dicono che mangerebbero il gelato tutto l’anno ma ci ho provato e credetemi non è così. Il gelato da noi, nella nostra picco-

la realtà, nel periodo invernale non viene consumato in quantità tale da poter garantire un prodotto fresco e la copertura delle spese che implica l’apertura di una GELATERIA ARTIGIANALE.» MAURO COME CI RACCONTI LA TUA GIORNATA TIPO DA GELATIERE IN STAGIONE? «Mi alzo presto la mattina, vado in gelateria e seguo il tempo del gelato. Dalla preparazione delle materie prime alla produzione e infine la vendita. Colazione, pranzo e cena sempre in gelateria. Il gelato scandisce il tempo della giornata. Arrivano le 2 di notte e per qualche ora si va a dormire. Poi d’inverno c’è più tempo per riposare e molto di questo tempo è dedicato alla ricerca di nuovi prodotti, incontri e confronti con colleghi, fiere di settore e manutenzioni varie e poi è già ora di riaprire.» MA PERCHÉ TI HA PRESO PROPRIO QUESTO PRODOTTO? «È un mondo bellissimo che non cambierei con nient’altro. Il profumo del cioccolato, del latte fresco, delle bacche di vaniglia, la spremuta di arancia, gli estratti di frutta… Tutto questo viene poi ritrovato in ogni singola pallina. A volte penso chissà se la gente sa che cosa c’è dietro questa pallina di gelato, ma a me basta vederli soddisfatti nel mangiarlo. Da bambino associavo il gelato ad un momento di felicità e continuo a tenermi questo ricordo sperando che in tutti i miei gelati qualcuno possa ritrovare quella sensazione.» Giorgio Pesce

IL VOSTRO SORRISO È LA NOSTRA PASSIONE PREVENZIONE: Prevenire significa evitare sofferenze, cure complicate e costi maggiori. Visite di controllo periodiche sono l’unico modo per mantenere sana ed efficiente la propria bocca. IGIENE ORALE: Placca e tartaro non rappresentano solo un problema estetico, ma anche un fattore che favorisce carie e sofferenza di gengiva. Lo spazzolino di casa non è sufficiente. È necessario, periodicamente sottoporsi ad un’ igiene professionale che assicurerà lo stato di salute orale ottimale ed un sorriso sempre piacevole. MALATTIE PARODONTOLI: Se la gengiva è gonfia o sanguina facilmente può essere segno di problemi più complicati. Talvolta possono essere il primo sintomo di una malattia parodontale (a volete indicata come piorrea). Questa può causare retrazione della gengiva e perdita dei denti. Se si affronta in tempo può essere combattuta, prolungando la vita dei propri denti e riacquistando la bellezza e la salute della gengiva (anche grazie all’utilizzo del laser di ultima generazione). IMPLANTOLOGIA E CHIRURGIA: La moderna chirurgia ed implantologia permette, ormai in ogni caso, di ottenere un masticazione valida con denti fissi. È possibile, anche in un solo giorno, passare dalla vecchia dentiera a denti fissi e masticanti. Tutto ciò senza dolore, con il minimo fastidio ed a costi accessibilissimi. PROTESI: Esclusivi materiali di qualità certificata e made in Italy. Qualsiasi protesi è eseguita presso laboratori italiani autorizzati ed all’avanguardia. ESTETICA DEL VOLTO: Inestetismi delle labbra e del volto possono essere facilmente corretti in maniera indolore. Filler e laser, utilizzati da professionisti esperti, consentono di creare una splendida cornice al Vostro sorriso. ACIDO IALURONICO E FILLER: L’acido ialuronico è uno zucchero naturalmente presente in tutti i tessuti biologici. La sua capacità di “adattare” acqua lo rende ideale per ridare idratazione e volume giovanile ai tessuti del volto. Inoltre, svolge una funzione di nutrimento e di riequilibrio della pelle. Permette la correzione di rughe e pieghe e consente l’aumento di volume di labbra e zigomi. Il risultato è immediato e non comporta problemi di vita di relazione. Le tecniche di infiltrazione sono semplici e non necessitano di alcun tipo di anestesia. Studio medico dentistico Calle Ghirardi


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SMART WORKING Nell’ultimo periodo si è sentito sempre più parlare di Smart Working, ma forse pochi sanno di cosa si tratta e come funziona. Il significato dello “Smart Working” non è immediato e nemmeno così intuitivo. In italiano questo termine viene tradotto con “lavoro agile”, questo perché viene inteso come una nuova strategia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione dei risultati. Quindi lo Smart Working è un modello organizzativo che interviene nel rapporto tra individuo e azienda proponendo una maggior autonomia nelle modalità di lavoro, a fronte del raggiungimento dei risultati.

Non si lavora più su base oraria ma per obiettivi. La rivoluzione digitale ha cambiato la filosofia di approccio al lavoro, consentendo una maggiore flessibilità, e nello Smart Working la tecnologia gioca un ruolo chiave. Grazie all’applicazione delle tecnologie avanzate si riesce a connettere persone, spazi e oggetti ai processi di business con l’obiettivo di aumentarae la produttività, innovare e coinvolgere persone e gruppi di lavoro. Bisogna comunque sempre tener presente che adottare lo Smart Working non vuol dire soltanto lavorare da casa e utilizzare le nuove tecnologie ma in questo nuovo modello organizzativo il concetto di ufficio diventa “aperto” e il vero spazio lavorativo è quello che favorisce la creatività delle persone, genera relazioni

che oltrepassano i confini aziendali, stimola nuove idee e quindi nuovo business. Anche le istituzioni sono ormai consapevoli dell’importanza che ha oggi dare la possibilità ai dipendenti di lavorare in modo flessibile rispetto al luogo e all’orario attraverso l’uso delle tecnologie digitali, proprio in virtù degli effetti positivi riscontrati in termine di qualità di lavoro. A questo proposito nel giugno 2017, con il Job Act, è entrata in vigore la legge che disciplina il lavoro agile in Italia, la quale è stata uno stimolo ad adottare questo nuovo metodo di lavoro nelle imprese che ancora non lo conoscevano. Una delle principali caratteristiche dello Smart Working è il forte cambiamento culturale. Al giorno d’oggi le persone sono pronte a questo cambiamento grazie alla diffusione sempre maggiore degli smartphone, i quali consentono di comunicare, lavorare e rimanere connessi in mobilità. Oggi gli italiani comunicano attraverso una pluralità di dispositivi, sia di proprietà che aziendali. Dall’avvento dell’Home Banking e successivamente servizi a mezzo di portali internet e naturalmente la vendita online con l’e-commerce, l’intento è quello di far spostare sempre meno le persone. Di conseguenza, cresce l’esigenza di definire le politiche di gestione rispetto alla pluralità di dispositivi fissi e mobili utilizzati dalle risorse che lavorano o collaborano con le organizzazioni. In termini di dotazione tecnologica, quella standard per consentire il lavorare da remoto, e applicare così lo Smart Working, generalmente si compone di PC portatile, VPN e servizi di social collaboration e solo quando necessari vengono introdotti device mobili come smartphone e tablet. Lo Smart Working, in estrema sintesi, è una nuova dimensione del lavoro che da un lato favorisce la produttività individuale e la continuità operativa dell’utente e, dall’altro, permette una significativa flessibilità rispetto al posto di lavoro, aumentando così la produttività. Maurizio Foffano www.tecnosoft.it

L’IMPORTANZA DELL’ASSISTENZA LEGALE PROATTIVA PER LE PMI. Un rapporto necessario per il cambio di mentalità e metodo di lavoro richiesto dal vasto mercato in cui operiamo. Dum pendet, rendet! Così recita un antico detto latino. “Finché il processo dura, rende all’avvocato”, il quale, secondo tale credenza, trarrebbe i maggiori benefici economici dal fare le cause e dal tirarle in lungo. Non è (più) così, ma non voglio fare il difensore della mia categoria professionale: l’inizio ad effetto di questo intervento vuole significare che – al contrario di quanto ci si possa aspettare da un legale – intendo dare qualche buon consiglio per….evitarli, i processi! In una società sempre più votata all’innovazione e infarcita di norme in continua, vorticosa e schizofrenica evoluzione, assume particolare importanza, per i responsabili delle imprese, acquisire le conoscenze specifiche indispensabili quando devono intraprendere iniziative che portano a scelte di responsabilità e di adesione ad obblighi normativi. Si eviterebbero molti problemi e – appunto – derive giudiziarie sia civili che penali – semplicemente avendo l’accortezza di chiedere consiglio preventivo ad un avvocato, a fronte di un dubbio o di una nuova iniziativa da intraprendere. Invece, e purtroppo, accade che si debbano assumere decisioni veloci, su aspetti che solo apparentemente sembrano poco importanti e quindi di non indispensabile attenzione. È quindi fondamentale, per le piccole e medie imprese, affidarsi alla consulenza legale preventiva, per evitare (meglio) o affrontare (almeno) gli intoppi che possono generare situazioni spiacevoli all’interno dell’organizzazione e magari compromettere l’attività d’impresa. L’imprenditore, di solito, pensa all’attività aziendale soltanto per quel che concerne la produzione e/o la commercializzazione di beni e servizi, confondendo così l’abilità della direzione con l’abilità degli operai. I titolari d’impresa dovrebbero, invece, essere ben consapevoli di dover essere idoneamente preparati, o almeno supportati, in campi diver-

si, proprio per poter garantire un futuro sereno alla propria attività. Questo significa che un’impresa va accompagnata nel suo percorso di crescita da consulenti esperti; anche per gli aspetti legali dell’attività stessa. Oggi è fondamentale, per esempio, conoscere i principi fondamentali del diritto del lavoro, le norme sui contratti e sulle proposte da formulare e da sottoscrivere, la normativa sulla sicurezza, le disposizioni sulla tutela della proprietà intellettuale, le regolamentazioni sui sistemi che raccolgono dati protetti dalla tutela sulla privacy, o sul trattamento dei dati personali, che deve necessariamente rispettare il Regolamento Europeo (GDPR). E, di volta in volta, i nuovi istituti giuridici che quotidianamente possono impattare sull’attività aziendale: affrontarli prima, per evitare violazioni e conseguenze poi! Nel (necessitato e conveniente) cambiamento di mentalità, la figura dell’avvocato dovrà gradualmente, ma inesorabilmente, trasformarsi da professionista che risolve i problemi a cose (mal)fatte, in consulente che, con approccio proattivo, affianca, previene e interviene su aspetti generali di adesione a modelli legali e su singoli e insidiosi casi particolari. L’avvocato per un’azienda è chiamato oggi ad identificare, valutare e gestire eventuali rischi di natura giuridica, derivanti da una possibile errata applicazione o violazione di norme legislative o regolamentari, e ha il compito di indicare le condotte legalmente virtuose dalle quali trarre beneficio. Anche la mia è una professione in rapidissima evoluzione, verso la sempre più necessaria configurazione in assistenza legale continuativa, che costituisca il riferimento fiduciario, efficiente ed efficacie, per l’impresa e la sua struttura organizzativa.

Avv. Giuseppe Favaron www.avvocatofavaron.it

SOGNI DI MUCCA LIBERATA: 14 CANZONI ISPIRATE ALL’IDEA DI LIBERTÀ DELLE EMOZIONI È uscito il 20 aprile 2020, in pieno lockdown, su tutte le piattaforme musicali più conosciute, l’album musicale Sogni di mucca liberata. 14 canzoni scritte e prodotte da Paolo Montagni, cantautore da sempre per passione, ora alla sua prima uscita ufficiale come solista. Un album introspettivo, centrato sulle emozioni, partendo da un’idea, la felicità di una mucca lasciata libera di correre su un prato: una metafora che esprime desiderio di libertà, di vincoli da rompere, di spazi da percorrere; che diventano prati mentali da esplorare, luoghi di gioco e culla di emozioni intime da liberare, con lo sguardo critico verso un mondo colorato di contraddizioni. Le canzoni alternano armonie vintage, in bilico tra nostalgia e desideri di riscossa (“Sogni di mucca liberata”) e testi più intimisti come “L’andare, il cercare e il sentire”, o sospesi tra disillusione e speranza, con lo sguardo perplesso verso una folla sgrammaticata che non sa più riflettere (“Matteo”). “Novecento” abbozza un affresco commuovente di memoria e speranza e “Un ragazzo che cammina” rivive le sensazioni della giovinezza in cerca dei propri sogni. Un album suonato e prodotto nello studio casalingo, mixato durante le lunghe settimane di lockdown, con pochi essenziali strumenti e l’aiuto di amici d’infanzia come Francesco Stevanato, che ha suonato la chitarra in alcuni brani. Per saperne di più e ascoltare le canzoni visita il sito: https://sites.google.com/view/paolomontagni-muccaliberata/home-page Paolo Montagni, classe 1967, come cantautore ha collaborato con diversi gruppi musicali. Nel 1994 ha partecipato alla fondazione di Ciuke e i Aquarasa, gruppo nato dopo lo scioglimento dei Pitura Freska, pubblicando nel 1994 l’album “Cose buone dal mondo” e partecipando nel 1995 alla compilation “Vùdstoc - Venezia per Sarajevo”. Da 35 anni è autore di canzoni, ma questa è la sua prima pubblicazione ufficiale da solista.


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DA “MIRANO RIPAR-TI-AMO” AL NATALE I COMMERCIANTI SI RIPRENDONO LA PIAZZA SECONDA METÀ DEL 2020 ALL’INSEGNA DEGLI EVENTI: IL 27 SETTEMBRE C’È “A PIEDI IN CENTRO”

I commercianti l’hanno voluto battezzare “Mirano ripar-Ti-amo”, a sottolineare la voglia di ricominciare da protagonisti e allo stesso tempo il sentimento che lega il loro lavoro alla città, capaci di resistere anche di fronte a difficoltà come quella, enorme, del lockdown. Il concerto del 10 luglio scorso in piazza a Mirano è stato molto più di un successo: ha voluto essere un segnale, il “la” a un modo diverso di vivere questa emergenza, che anche se continua, può permettere, pur con le dovute precauzioni, di vivere la città, il suo bel centro storico, le sue attività e manifestazioni che negli anni l’hanno resa celebre anche fuori provincia. E, con un pizzico d’orgoglio, dando l’impronta anche allo stile: la serata della ripartenza è stata caratterizzata da un’organizzazione impeccabile e da una risposta della gente perfettamente in linea con le richieste di distanziamento, utilizzo dei dispositivi di protezione, evitando assembramenti e contatti. Con questo stile e con queste motivazioni il gruppo di Confcommercio, che

ogni anno anima la piazza con tante iniziative, è pronto, se l’epidemia lo consentirà, a tornare in campo per le manifestazioni d’autunno, a cominciare da “A piedi in Centro”, fino alle tante idee che bollono in pentola per il prossimo Natale. Domenica 27 settembre l’appuntamento con la giornata della mobilità sostenibile, sarà l’occasione per riportare i negozi a cielo aperto, rimettendo ancora una volta la piazza in primo piano, come luogo da vivere, passeggiando a piedi con lentezza, assaporando le prelibatezze del territorio e delle altre regioni, incontrando la gente a cominciare da chi ci vive e ci lavora, ovvero negozianti, baristi, ristoratori. Da anni la “Settimana europea della mobilità” culmina a Mirano con l’ormai tradizionale appuntamento d’inizio autunno “A piedi in centro”: oltre ai commercianti di Mirano e frazioni che porteranno in piazza i loro prodotti, ci saranno bancarelle selezionate di prodotti tipici e intrattenimento per tutti i gusti e le età. Poi per i commercianti di Mirano sarà già tempo di cata-

pultarsi all’Avvento e guardare al Natale: dopo il successo degli appuntamenti dell’anno scorso, si pensa a un altro dicembre di mercatini, allestimenti da incanto, a cominciare dal bosco sull’ovale, le casette in legno con Babbo Natale e la Befana e le tradizionali luminarie che addobberanno a festa il salotto buono della città e via Gramsci. Per Roberto Rossato, capodelegazione dei commercianti di Mirano: «Con una serata-evento abbiamo voluto dare, lo scorso 10 luglio, un segnale chiaro, tangibile di ripartenza, per Mirano ma in realtà anche per tutti i comuni del Miranese e della Città metropolitana. Abbiamo ricordato tutto quello che è successo, ringraziando persone fantastiche che in questo terribile periodo hanno combattuto in prima linea contro questo invisibile nemico e ritrovandoci insieme per riprendere il cammino. Con l’amministrazione comunale, le attività commerciali, gli artigiani e tutte le aziende del territorio siamo pronti ora a passare ai fatti: davvero Mirano è pronta a ripartire».

CONTRO IL COVID, MEDICI MA ANCHE NEGOZI SOTTO CASA I medici e gli operatori sanitari in ospedale, i piccoli commercianti in paese. Confcommercio del Miranese ne è convinta: è servito un doppio baluardo di difesa per salvarci dal Covid-19. Da un lato l’aspetto sanitario e della ricerca, che ha saputo far fronte all’emergenza dentro e fuori gli ospedali, salvando migliaia di vite umane. Dall’altro, però, l’isolamento, la solitudine soprattutto di alcune fasce di popolazione, a cominciare dagli anziani, è stato fronteggiato grazie soprattutto ai negozi di prossimità, in grado di riconvertirsi a nuove modalità di vendita, più sociali: dalle consegne a domicilio mai sperimentate prima in modo così massiccio, all’asporto, anche laddove non si era mai praticato. Il Miranese, da questo punto di vista, ha fatto scuola e a testimoniarlo c’è l’afflusso senza precedenti, di attività e clienti, sul Portale del Miranese (www.portaledelmiranese. it). Il servizio, nato nel 2018 per avere negozi e locali del territorio sempre a portata di smartphone, ha aperto durante il lockdown una sezione appositamente dedicata a tutte le attività del territorio che offrono un servizio di spesa a domicilio. Oggi vi aderiscono circa 500 attività di tutto il comprensorio, con un sistema di navigazione accessibile a tutti e negozi facilmente individuabili per categoria e paese. Durante la difficile quarantena è diventato il punto di rife-

rimento per molte famiglie, impossibilitate ad approvvigionarsi anche di generi di prima necessità e così, un servizio nato in tempi non sospetti per rilanciare il commercio di prossimità e valorizzare i piccoli negozi sotto casa, è diventato un essenziale sussidio durante l’emergenza. Quella del Portale del Miranese si è rivelata, nell’emergenza, una strategia vincente: Confcommercio continua a ritenere che si tratti di un valido aiuto alle imprese, che possono sfruttare le potenzialità offerte dalla piattaforma per migliorare la propria visibilità, farsi conoscere e aumentare i contatti con i potenziali clienti. Anche perché nel frattempo il progetto cresce e si arricchisce di nuovi strumenti: al suo interno è stato creato, per esempio, un’area che raccoglie le ultime novità e gli eventi salienti del Miranese, così da mettere in risalto non solo l’offerta commerciale, ma anche tutto l’indotto rappresentato da eventi, manifestazioni, cultura, sport. Per questo l’associazione continua a investire sul Portale, integrando l’offerta presentata e sfruttandolo anche per promuovere gli eventi sul territorio con l’obiettivo di attirare ulteriori visitatori. «In questi mesi – spiegano il Presidente di Confcommercio del Miranese Ennio Gallo e la direttrice Tiziana Molinari – i negozi hanno sopperito alle mancanze di molte famiglie, che si sono trovate dall’oggi al

domani senza possibilità di muoversi e con i negozi del paese chiusi. Uno scenario di guerra. Per fortuna i nostri commercianti hanno saputo farsi carico della spesa a domicilio, rimanendo l’unico sostentamento quando non si poteva uscire dal comune». È stata una fase, per fortuna, breve ma fondamentale e adesso i vertici dell’associazione puntano a valorizzare questo passaggio: «È stato rinsaldato un legame – proseguono Gallo e Molinari - già molto forte, tra cittadini e negozi di prossimità, tra paese e comunità, tra consumatori e negozianti di fiducia, a riprova che questo settore è fondamentale per la vita, la socialità e la sicurezza dei nostri centri. Adesso è l’ora di restituire il favore, mettendo queste attività al primo posto della lista nei luoghi dove fare acquisti. Oggi i negozianti sono ancora lì a ricordarci che solo insieme, cittadini, commercianti e istituzioni, potremmo ricominciare e far ripartire l’economia, la socialità e la vita del paese dove abitiamo. In questo chiediamo però anche l’aiuto e il sostegno della politica e delle amministrazioni locali, con il riconoscimento del ruolo vitale dei negozi di vicinato per la nostra società: attraverso sgravi fiscali, azzeramento di alcuni tributi e incentivi al proseguimento e alla crescita di queste attività, cominciando dalla riduzione della burocrazia».


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CORO CRODA ROSSA Il coro Croda Rossa si sta preparando a festeggiare, nel 2021, il 50° anniversario della sua nascita! In realtà ai “ragazzi” del coro preme soprattutto cantare, sfidarsi in brani sempre nuovi per arrivare ad ottenere quegli effetti musicali a cui tenacemente, da buon insegnante del tempo antico, li guida il direttore Gianni Ancilotto. Durante le prove (due sere la settimana!) non sono risparmiate critiche, incoraggiamenti, sollecitazioni ai diversi segmenti del coro, perché, armonizzando con cocciuta tenacia le differenze ognuno potenzi le qualità vocali di tutti li altri, raggiungendo una affascinante unità corale. E questo splendido coro tutto maschile lo scorso anno ha deciso di eleggere come presidente una donna. Lusingata dalla scelta, per ripercorrerne l’itinerario mi sono messa a frugare tra le foto del gruppo, ricostruendo così una storia che è anche in qualche misura una piccola storia di Mirano. In molti dei volti quasi fanciulli di quei primi anni ’70 riconosciamo i lineamenti di molti dei tenori, baritoni e bassi di oggi, perché lunga è la storia di questo coro, fatta soprattutto di impegno e di amicizia. Come mi spiega Giordano, nel gruppo tutti conoscono soddisfazioni e problemi degli altri, e se ne fanno carico. In realtà è proprio questa l’aria che si respira, partecipando alla vita del coro. Molti capelli neri ci sono in queste prime foto! mi fa osservare Giuseppe Ancilotto, che, sulla scia del fratello maggiore, ha seguito il coro fin da giovanissimo, trovandosi poi con naturalezza ad esserne parte. Alcuni volti ci parlano di una interessante continuità nella passione per il canto, come ad esempio quello di Gino Ancilotto, o suscitano più ricordi, come ad esempio quello del giovane Paolo Pellegrini, purtroppo non più tornato da un viaggio in America, di Wally Pellegrini, fervida sostenitrice del coro, o di Piero Bertoldo, che, gestendo un locale in calle Girardi, con tanto entusiasmo sapeva progettare eventi tesi a valorizzare la coralità. Una foto ancora in bianco e nero ci riconsegna il volto del primo presidente del coro, Gino Sabadin. Gilberto Peguri, Claudio Saccardo, ancor oggi in prima fila come corista, Giancarlo Pellay, che per Mirano ha rappresentato una enorme risorsa culturale come maestro e direttore didattico, Alberto Tacco, Marco Lavazza e Aldo Celeghin sono i presidenti che a lui sono succeduti. Molte delle foto riguardano il 1974. Vi ritroviamo i volti di direttori dei cori invitati alle annuali rassegne da sempre organizzate a Mirano dal coro Croda Rossa… Lucio Finco, direttore del Coro Marmolada di Venezia, Serafino Falcon direttore delle Cime di Marghera, o del presidente del coro ANA di Vittorio Veneto. Incuriosisce la presenza di un giovanissimo: si tratta di Michele Peguri, il figlio di Gilberto, ai suoi primi passi lungo un itinerario professionale che lo avrebbe portato a diventare insegnante di musica al conservatorio. In seconda fila in una delle foto si indovina anche il volto di Gianfranco Masiero, oggi attivissimo con una sua band di successo. Al repertorio fotografico è affidato anche lo

storico avvicendarsi dei direttori del coro: da Vittorino Lazzari, attivo nei primi anni, a Giovanni (in realtà per noi tutti Gianni) Ancilotto, immortalato in una foto che lo vede il 26 ottobre del 1979 dirigere per la prima volta il coro a Mirano. Quel coro, fattosi una grande famiglia, che ancora oggi con entusiasmo e dedizione instancabilmente dirige. lo scorrere delle immagini ci fa scoprire anche la storica presenza di componenti del coro costretti poi ad abbandonarlo per il sovraccarico di impegni che il loro itinerario professionale ed artistico comportava, come Giorgio Cavazzano, oggi illustratore di fama internazionale, che ricorda ancora con affetto ed entusiasmo le serate passate al coro e la vera amicizia che ha sempre legato i coristi tra di loro. Ma tutte le storie dei coristi, della loro passione per la musica, per il canto, per la coralità, sarebbero da raccontare. Nel coro confluisce infatti la ricchezza di esperienze musicali, professionali e umane non mai ostentate, pur se di grande interesse: c’è chi custodisce gelosamente il cappello da alpino, chi porta con sé l’ardore e la disciplina del paracadutista, chi non può staccarsi dalla sua mentalità di medico, di tecnico, di professionista, di imprenditore, di artigiano… chi un coro lo ha diretto, chi proviene da altri cori. Tutti diversi, ma tutti accomunati dalla voglia di cantare, che rende liberi, che parla al cuore degli interlocutori. Tra le foto significativa è anche la presenza dei personaggi che, nel corso della sua storia, hanno interagito con la Croda Rossa. Nei momenti di ufficialità, riguardanti rassegne, premi, eventi particolari, riconosciamo i sindaci che si sono alternati nella amministrazione del paese, Renzo Milan, Giancarlo Tonolo, Gianni Fardin, ma anche l’assessore regionale Mirco Marzaro, e persino l’allora Patriarca di Venezia Albino Luciani, poi Papa Giovanni Paolo. Si fa notare anche la foto che mostra l’annullo postale del 1984, in cui a celebrare la Croda Rossa è un francobollo che ne riproduce lo stemma. Il coro con le sue camicie rosse, ma anche in alcuni anni gialle, è ritratto in foto di grande effetto sullo sfondo di Villa XXV aprile, il suo parco e la sua barchessa, di Villa Belvedere col suo suggestivo castelletto, simboli di quella Mirano a cui la Croda Rossa è legata da profonda connessione. Se il legame con la dimensione locale è bello, ancora più importante diventa quando si fa occasione per aprirsi al mondo. E di questa apertura sono testimonianza le foto che ci narrano la presenza del nostro coro a Budapest e a Neuchatel in Svizzera, tanto per citare solo due delle città che hanno fatto da sfondo al suo protagonismo canoro all’estero. Ma ecco anche le belle immagini di un coro dall’aria spensierata sui prati ai piedi della Croda Rossa, davanti al rifugio Monte Elmo, al rifugio Gallo Cedrone, a San Romedio, ecco le rassegne di Lusiana, di Bajo Dora, di Bobbio, le manifestazioni di Vittorio Veneto, la suggestiva sfilata di San Candido. Guardando al passato del coro è inevitabile ricordare le due rassegne annuali, di maggio e di dicembre, costanti nel tempo, i concerti,

gli scambi con altri cori per una reciproca ospitalità, il supporto dato agli spettacoli multimediali sull’emigrazione, sulla montagna, sulla guerra organizzati da Aldo Celeghin, la pubblicazione di una serie di CD. Ma ciò che più interessa oggi un coro quasi cinquantenne, che non dà segni di stanchezza o di cedimento, è progettare il futuro. Nel 2020 il Duomo di Mirano ospiterà a maggio e dicembre le due classiche rassegne annuali. Un invito del Coro Vanoi ci porterà il 19 settembre a Prade, e altri inviti stiamo ancora valutando la possibilità di inserirli in una programmazione già densa di eventi. Evento molto importante sarà quello del 26 marzo, in cui, ospitati negli spazi della Taverna, in via Castellantico 25 a Mirano, presenteremo “C’era una volta Mirano”, la narrazione della storia sociale di un secolo, il ‘900, tanto vicino e tanto lontano da noi, fatta di brevi testi raccolti dalla testimonianza orale dei protagonisti e di canti riproposti dal coro Croda Rossa. Il tentativo di portare la cultura musicale nei luoghi vissuti dalla gente ci pare una scelta importante: per questo, abbiamo progettato l’utilizzo di spazi aperti al pubblico per una serie di incontri sul tema “Dal filò ai canti d’osteria”, incontri che proseguiranno poi nel 2021. Sempre nel 2021, se avremo fortuna e l’indispensabile appoggio economico, porteremo a Mirano il magico coro della SAT, per celebrare alla grande il 50° anniversario del nostro coro. E, ancora nel 2021, per festeggiare il mezzo secolo di attività corale mettendo in risalto la complessità del repertorio della Croda Rossa, abbiamo programmato degli eventi multimediali, in cui verranno criticamente riproposti i nostri spirituals (canti di guerra, di amore, di dolore e di nostalgia degli alpini), la coralità “liturgica”(i canti che accompagnavano tradizionalmente i principali eventi dell’anno liturgico), i canti di lavoro (in ricordo di una realtà sociale rappresentativa della durezza dei secoli passati), il fascino del creato (quando i canti danno voce all’immensità delle vette, del verde, dell’acqua), la poesia d’autore nella coralità (quando l’armonia vocale si innesta in testi di Davide Maria Turoldo, Bepi De Marzi, ecc.). Essendo l’obiettivo del coro quello di coinvolgere il più possibile nei festeggiamenti i suoi sostenitori, a cui tanto deve, e tutta la cittadinanza, per molti degli eventi, riproponibili per chi ce ne farà richiesta, si approfitterà ancora una volta della disponibilità e della buona acustica del nostro Duomo, e degli spazi che ci verranno messi a disposizione da chi ci vorrà sentir cantare! Gianna Marcato

IL CORONA-VIRUS CE LI HA RAPITI: ADDIO FRATELLI SCONOSCIUTI

Erano tanti, sicuramente migliaia, adagiati in quegli stretti lettini delle Case di Riposo! Percepivano di essere circondati e avvolti da tanti tubicini, forse sentivano che stava loro accadendo qualcosa di importante, di speciale…. Forse capivano, o forse no, che quello era il giorno della loro fine e con gli occhi stanchi su cui era già calato il velo della morte, cercavano un volto amico, un volto che avevano amato, che potesse confortarli mormorando loro “stai tranquillo, non sei solo, sono qui

vicino a te”, ma quel volto amico non era accanto a loro. Forse rivedevano i lunghi giorni trascorsi nel duro lavoro quotidiano, oppure i volti con gli occhi sgranati dei loro figli e nipoti e, forse, si sono chiesti dove fossero ora, in quel momento così importante della loro fine……, forse a qualcuno di loro sarà sembrato di sentire un singhiozzo, di sentire mormorare un “addio, ti vogliamo bene…!”, invece no, erano soli! Poi, finalmente, non percepirono nemmeno più l’angoscia: era scomparsa anche quella! Udivano nel buio più assoluto soltanto il rumore di un camion; era uno dei tanti veicoli militari che stavano portando le loro bare al forno crematorio; forse qualcuno si domandò come mai nessun Sacerdote recitasse le preghiere che avrebbero dovuto accompagnarli in quel lungo doloroso viaggio verso il nulla ed allora, forse, si resero conto di essere veramente soli, di avere chiuso la loro esistenza senza il conforto della presenza e dell’amore di nessuna persona cara, di nessun amico! Perché una morte così triste e crudele per questi anziani? Se per tutto questo esiste la responsabilità di qualcuno, noi chiediamo a Dio che renda giustizia a tutte queste povere anime!!! Marino C.

ZAMPIERI GIUSEPPE (Beppi) “Mirano Magazine” intende ricordare questo nostro concittadino, sempre leale ed onesto con tutti, ed esprime agli amici Michele e Martino, profondi sentimenti di cordoglio, per la grave perdita dell’amato padre. Paolo Trevisanato


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IL VOLONTARIATO AL TEMPO DEL CORONAVIRUS I volontari che prestano servizio all’interno dell’ospedale, in prima fila gli associati dell’Avo, con l’arrivo del Coronavirus hanno dovuto sopportare un trauma psicologico e organizzativo, tale da mettere in discussione, addirittura, la natura, lo scopo e la sopravvivenza della propria Associazione. Erano in gioco tre fattori interdipendenti: l’organizzazione ospedaliera, i pazienti del tutto particolari per gravità e scarsità di esperienza terapeutica e il volontariato. Del tutto particolare la figura del volontario, sanitario dimezzato, con oneri, doveri ed esposizione pari al personale sanitario. La sua scelta, la sua personale vocazione nasce dal desiderio di stare accanto al malato, di essere di aiuto nel superamento dell’isolamento e della solitudine, di offrire amicizia e simpatia, di favorire la riscoperta dei valori della vita, di regalare serenità al malato, di umanizzare la degenza ospedaliera, quasi valore aggiunto alla terapia. Il volontario trova apprezzata accoglienza nelle corsie ospedaliere, soprattutto in questi ultimi momenti, quando sembrano prevalere gli interessi personali, la scarsa valutazione del malato e dell’anziano (non più soggetti produttivi), quando le stesse aziende ospedaliere sembrano avere imboccato la logica e le dinamiche della “sana” economia, lasciando, in secondo piano, le esigenze della persona. Il volontariato Avo sta cercando di aggiornare lo stile del suo servizio, in relazione alle mutate dinamiche dell’iter terapeutico, attraverso l’aggiornamento, l’educazione continua, il compattamento del gruppo, l’uniformità della presenza di servizio, la disponibilità dovunque si presentino situazioni di disagio. In questo mo-

mento di crescita, di rinascita del servizio di volontariato, è arrivato il “mostro”, imprevisto, sconosciuto, che ha scompaginato e messo in crisi tutto il mondo sanitario. Vero demone dell’era moderna, che ha infettato il mondo intero e minaccia di rimanere tra noi ancora per molto tempo. Con una doppia aggravante di poter generare, fra breve, altri nefandi fratelli subdoli e imprevedibili, contro una società mondiale impreparata e sicuramente autolesionista. È arrivata la prima conseguenza per i volontari: uno stop obbligato, totale, non alternativo di ogni attività, di ogni servizio, di ogni presenza in ospedale. Un vero dramma psicologico e un conflitto tra la grande disponibilità, che anima ogni volontario, a fronte del bisogno reale di persone in particolare disagio, per malattia e per età, costrette alla forzata solitudine, a convivere e combattere contro il “mostro” sconosciuto che ruba il respiro e l’esistenza, avendo a disposizione un letto, una flebo, un respiratore, ma non il conforto di un familiare o di un amico. Sofferenza fisica, psicologica, esistenziale per il paziente, ma contemporaneo disagio umano per il volontario impotente. Come in ogni guerra, anche l’attuale pandemia sarà superata e allora la sanità pubblica e privata, l’assistenza territoriale, l’attività delle residenze per anziani, come pure la natura delle associazioni di volontariato dovranno raccogliere i cocci e gli insegnamenti di questa terribile esperienza. Lasciando perdere i fa-

NUOVO PARCO GIOCHI INCLUSIVO A MIRANO

cili slogan che ci arrivano dai mezzi di comunicazione, che suggeriscono che niente sarà come prima, sicuramente alcune strategie e scelte operative, in campo socio-sanitario, andranno profondamente riviste: solo un nuova cultura della persona e del prossimo dovrebbe restare come monito e vero messaggio del Coronavirus. Per quanto riguarda l’orticello del volontariato, l’esperienza vissuta ci dovrà aiutare a capire ed apprezzare: • Il valore dell’aiuto e del servizio alla persona e al prossimo in difficoltà, • L’importanza della sintonia, della collaborazione con gli enti sanitari preposti, • Volontariato significa dono di solidarietà umana e sociale. Nella speranza di ricordare almeno un aspetto positivo del Coronavirus! Coraggio, volontari, sta per ritornare, più che mai attuale e importante, il nostro momento! Cinzia Marella Presidente Avo Mirano

Anche il Comune di Mirano avrà il suo primo parco giochi inclusivo, completamente accessibile, dove ogni bimbo potrà vivere appieno la propria infanzia in condivisione con i suoi coetanei! L’iniziativa, proposta dalla Dott.ssa Maria Giovanna Boldrin e dal Sig. Paolo Favaretto, ha trovato sin da subito l’interesse di Giancarlo Volpato Presidente de La Colonna – Associazione Lesioni Spinali Onlus e consiste nella realizzazione di un’area giochi inclusiva, individuata grazie alla piena collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Mirano, nel giardino dell’ex scuola Francesco Petrarca, sita in Piazzale Garibaldi quindi al centro della cittadina Miranese. I giochi del nuovo parco, già visibili in una piantina tridimensionale, sono pensati per dare la possibilità a tutti i bambini di giocare in un ambiente sicuro, favorendo la vera inclusione sociale, poiché saranno fruibili anche da bambini con disabilità motoria, sensoriale o cognitiva. La pavimentazione antitrauma in gomma colata riprenderà il tema della strada con giochi di colore che ricordano le carreggiate. Per dare concretezza e immediatezza alla realizzazione dell’opera, La Colonna on-

INIZIATIVA SOLIDALE A.N.B. MIRANO NELL’EMERGENZA CORONAVIRUS I Bersaglieri e Simpatizzanti iscritti alla Sezione A.N.B. di Mirano hanno risposto con generosità alla solidale iniziativa di contribuzione pro COVID 19 lanciata dalla Regione Veneto. In pochi giorni è stata raccolta la somma di Euro 1.019 interamente versata a mezzo bonifico alla Sanità regionale. Con questo contributo la Sez. A.N.B. di Mirano ha voluto ulteriormente dimostrare la propria vicinanza ed il sostegno alla popolazione veneta che sta vivendo questo particolare momento di difficoltà. La Sez. A.N.B. di Mirano si augura che questa iniziativa solidale su base volontaria sia un incentivo a superare le nostre angosce e le nostre paure ed a farci riscoprire il senso di appartenenza ad una comunità. I Bersaglieri e Simpatizzanti di questa associazione d’arma saranno come sempre in prima linea per aiutare il prossimo, perché come diceva Madre Teresa di Calcutta “la felicità più grande è essere utile agli altri”.

lus investirà nell’opera anche il contributo del 5 per mille. Un importante progetto per il Comune di Mirano reso possibile grazie all’impegno economico dell’Associazione La Colonna Onlus, che ringrazia in modo particolare tutti i suoi sostenitori per il conseguimento di questo ambizioso obiettivo, ripagandoli con la trasparenza e la costanza nelle azioni che da sempre la contraddistinguono. Parole di Giancarlo “Gianca” Volpato: Un passo fondamentale sulla via di una inclusione sociale da promuovere soprattutto fra le giovani generazioni, attraverso un parco giochi che potrà essere implementato nel futuro, ma si spera replicato anche da molte altre Pubbliche Amministrazioni o realtà private profit e no-profit.


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IL DECRETO RILANCIO 2020 HA COME OBIETTIVO PRINCIPALE QUELLO DI AFFRONTARE LA CRISI ECONOMICA ITALIANA DOVUTA ALL’EMERGENZA SANITARIA PER CORONAVIRUS, ATTRAVERSO MISURE DI SOSTEGNO RIVOLTE A TUTTI I SETTORI COINVOLTI, DALLE FAMIGLIE ALLA SCUOLA, DAL LAVORO AL TURISMO. IN QUESTA MANOVRA, TRA I TANTI INCENTIVI PROPOSTI, CE N’È UNO DI SICURA IMPORTANZA PER IL SETTORE EDILIZIO, CHE INCORAGGIA I LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE ED EFFICIENTAMENTO ENERGETICO: SI CHIAMA ECOBONUS 110%. Qualche informazione generale sull’Ecobonus 110% Il Decreto Legge n. 34/2020 ( Decreto Rilancio), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 maggio 2020 e convertito in Legge il 16 luglio 2020, ha istituito un Superbonus del 110% rivolto agli interventi di riqualificazione energetica e adeguamento sismico degli edifici. Il provvedimento riguarda le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, con estensione al 30 giugno 2022 sugli interventi di efficientamento energetico per le case di edilizia popolare. Gli interventi ammessi all’Ecobonus 110% L’Ecobonus 110% viene riconosciuto su tre interventi specifici e detti per la loro importanza interventi trainanti o maxi-interventi: - Interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo. Il tetto di spesa per questa tipologia di intervento è di 50.000 € per gli edifici unifamiliari o per unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari indipendenti o che dispongono di accesso autonomo, 40.000 € per ogni unità immobiliare in edifici da due a otto unità e 30.000 € per ogni unità immobiliare in edifici da otto unità in su. I materiali isolanti utilizzati devono rispettare i criteri ambientali minimi previsti dal DM 11 ottobre 2017. - Interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto, a pompa di calore, inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, ovvero con impianti di microcogenerazione o a collettori solari, nonché, esclusivamente per i comuni montani non interessati dalle procedure europee di infrazione n. 2014/2147 del 10 luglio 2014 o n. 2015/2043 del 28 maggio 2015 per l’inottemperanza dell’Italia agli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE, l’allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficiente, definiti ai sensi dell’articolo 2, comma 2, lettera tt, del decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102. L’ammontare complessivo delle spese per questi interventi non deve superare i 20.000 € per ogni unità immobiliare in edifici da due a otto unità e 15.000 € per ogni unità immobiliare in edifici da otto unità in su e comprende anche le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito. - Interventi sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto, a pompa di calore, inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, o con impianti di microcogenerazione, a collettori solari o, esclusivamente per le aree non metanizzate nei comuni non interessati dalle procedure europee di infrazione n. 2014/2147 del 10 luglio 2014 o n. 2015/2043 del 28 maggio 2015 per l’inottemperanza dell’Italia agli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE, con

caldaie a biomassa aventi prestazioni emissive con i valori previsti almeno per la classe 5 stelle individuata ai sensi del regolamento di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 7novembre 2017, n. 186, nonché, esclusivamente per i comuni montani non interessati dalle procedure europee di infrazione n. 2014/2147 del 10 luglio 2014 o n. 2015/2043 del 28 maggio 2015 per l’inottemperanza dell’Italia agli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE, l’allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficiente, definiti ai sensi dell’articolo 2, comma 2, lettera tt), del decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102. Il tetto di spesa per questi interventi è di 30.000 € e incorpora anche le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito. L’Ecobonus 110% incorpora anche tutti gli interventi previsti dal Sismabonus e gli interventi di efficientamento energetico di cui all’articolo 14 del Decreto Legge n. 63/2013, come ad esempio l’installazione di impianti solari termici, fotovoltaici e sistemi di accumulo; gli interventi per il miglioramento dell’efficienza energetica potranno però accedere all’aliquota del 110% solamente se eseguiti congiuntamente ad almeno uno dei maxi-interventi descritti sopra. Esiste un’unica eccezione che consente l’intervento di efficientamento energetico al 110% anche se eseguito singolarmente: è il caso in cui un edificio sia sottoposto ad almeno uno dei vincoli previsti dal codice dei beni culturali e del paesaggio o dove gli interventi trainanti siano vietati da regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali. I beneficiari dell’Ecobonus 110% Il credito d’imposta al 110% può essere richiesto da: • condomini; • persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, arti e professioni, su unità immobiliari; • istituti autonomi case popolari (IACP); • cooperative di abitazione a proprietà indivisa; • associazioni no profit e organizzazioni di volontariato; • associazioni e società sportive dilettantistiche (per interventi limitati al rifacimento degli spogliatoi). L’agevolazione può essere ottenuta su un massimo di due unità immobiliari per ogni soggetto richiedente; se all’inizio infatti il bonus era limitato alle prime case indipendenti, con l’approvazione del Decreto Rilancio alla Camera dei deputati dell’8 luglio 2020, si è dato accesso anche alle e alle unità immobiliari seconde case situate all’interno di edifici plurifamiliari (se funzionalmente indipendenti e con uno o più accessi autonomi dall’esterno). Rimangono invece escluse dall’incentivo le abitazioni di lusso come abitazioni di tipo signorile (classe A/1), abitazioni in ville (classe A/8) e castelli e palazzi di eminente pregio storico o artistico (classe A/9). Le modalità di accesso all’Ecobonus 110% L’Ecobonus del 110% si configura come una detrazione fiscale fruibile in cinque anni. In alternativa alla normale detrazione fiscale c’è però la possibilità di accedere alla cosiddetta Cessione del credito: il contribuente potrà cedere il suo credito al fornitore, ottenendo così uno sconto immediato del 100% in fattura. A differenza della Cessione del Credito introdotta nel 2019, la Cessione del Credito 2020 prevede la possibilità di cedere il proprio credito anche agli istituti di credito. Per accedere alla Cessione del Credito sarà necessario il “Visto di conformità” da parte di un profes-

sionista, che certifichi la corrispondenza della dichiarazione dei redditi del cliente rispetto alla richiesta di cessione. (Attendiamo il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate per maggiori dettagli sull’operatività della Cessione del Credito). Le condizioni e i vincoli dell’Ecobonus 110% Tutti gli interventi eseguiti, per poter rientrare nell’Ecobonus del 110%, dovranno soddisfare un requisito fondamentale: dovranno infatti apportare un miglioramento alle prestazioni dell’edificio facendolo aumentare di almeno due classi energetiche, oppure, se questo non fosse fattibile, portando l’edificio alla classe più alta possibile. Il miglioramento, per poter essere valido, deve essere quindi certificato da tecnico abi-litato mediante la redazione, prima e dopo l’intervento, dell’APE (Attestato di pre-stazione energetica ). Tutti gli interventi che godranno del Superbonus 110% dovranno poi essere comunicati all’Enea (Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente) per la conferma della congruità delle spese sostenute in merito all’intervento agevolato. I vantaggi dell’Ecobonus 110% L’Ecobonus 110% rappresenta sicuramente una novità nell’ambito degli incentivi statali, proprio per la particolarità della situazione che ha portato alla sua nascita. Le famiglie italiane, già colpite duramente dall’emergenza sanitaria del 2020, potranno da un lato apportare migliorie significative ai propri immobili senza doverne anticipare la spesa, dall’altro dare lavoro a tante imprese e aziende chetorneranno così a fatturare dopo lo stop forzato del lockdown. Il Superbonus 2020 ha quindi un duplice valore perché consentirà un potenziamento degli edifici del nostro paese, strizzando l’occhio al risparmio delle famiglie , sia in fase di acquisto, sia successivamente grazie alla maggior efficienza energetica delle abitazioni. Il primo passo verso l’Ecobonus 110% L’Ecobonus 110% è certamente un ottimo strumento per gli interventi di ristrutturazione a costo zero ma, vista la sua complessità e i suoi vincoli, la prima cosa da fare è cominciare a chiedere informazioni e a valutare insieme ad un esperto se abbiamo tutti i requisiti necessari per accedere al nuovo incentivo, evitando così di farci false illusioni.

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ambiente favorevole alla proliferazione di batteri e muffe, e comunque agenti biologici; quando si puliscono i filtri del condizionatore è buona norma pulire le griglie di ventilazione (ovvero sopra il condizionatore) con panni inumiditi con acqua e con una soluzione di alcool, asciugando successivamente. Eliminando così la polvere e la sporcizia si riduce la possibilità di creare condizioni favorevoli allo sviluppo e alla sopravvivenza di batteri e muffe. Prima di utilizzare qualsiasi prodotto di pulizia o disinfettante è opportuno leggere attentamente le etichette, perché il prodotto errato può portare a risultati finali inattesi. È opportuno per la salute e l’efficace funzionamento dei condizionatori di ogni tipo, la manutenzione ordinaria professionale ogni 3-4 anni o in base alla polverosità dell’ambiente, oltre al mantenimento costante con la pulizia dei filtri e griglie.

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RIPARTI-AMO-IL POZZO Finalmente si riparte. Mai come quest’anno la voglia di iniziare la stagione, e di ricominciare a giocare era attesa da tutti gli sportivi. Anche per i ragazzi del MM AL POZZO l’attesa è ormai agli sgoccioli, il campionato di serie C2 di calcio a 5, a cui parteciperà la squadra miranese, partirà ufficialmente venerdì 16 ottobre. Sarà sicuramente un campionato diverso e allo stesso tempo avvincente. Diverso perché si inizia con un mese di ritardo, rispetto alle scorse annate, ma che ci porterà, pure, a festeggiare il 30° anno di fondazione del Mirano Al Pozzo, società storica nel calcio a 5, da cui è sorta la nostra MM. Avvincente, poi, perché visto l’esiguo numero di squadre per girone (12), ogni partita sarà decisiva e densa di significati. Dopo la brusca interruzione dello scorso campionato, causata dall’emergenza sanitaria che ha colpito ormai tutto il pianeta, anche l’MM AL POZZO si è trovato a ridefinire obiettivi e priorità, cercando di cementare quanto strutturato nei pochi anni di ricostruzione del Pozzo, ma allo stesso tempo di ampliare la base su cui poggiare il futuro di questa società. Struttura societaria e tecnica,

due priorità che sono coincise con l’avvicendamento del tecnico della prima squadra e con l’ingresso in società di un nuovo direttore sportivo e di uno staff dirigenziale di prim’ordine. La guida tecnica per la nuova stagione sarà affidata a Vio Giuliano, allenatore dalla comprovata esperienza e di indubbie capacità gestionali. Sarà coadiuvato da Silvestri Massimiliano, quale preparatore dei portieri e soprattutto da Vio Giuliano Massimiliano Silvestri Turcato Lorenzo, vulcanico direttore sportivo, che il resto dello staff dirigenziale, per dare darà una verve di freschezza e di compealle varie squadre le opportune indicaziotenza, per proiettarci nel nuovo decennio. ni ed aiuti necessari a completare l’annaA dirigere la società il nostro lungimirante ta difficile che ci aspetta. Lo staff, infatti, e inossidabile Presidente Favaretto Federico, vero faro del Pozzo, coadiuvato si compone anche di Coletto Daniele, dai vice Grandi Paolo (con delega di suCrivellaro Raffaele, Pannito Gianni, pervisore del settore giovanile) e Barusco Saccon Federico, Zanchin Andrea. Marco. Il tutto affiancati dagli storici La L’esperienza e la capacità gestionale si mescola con l’entusiasmo e la voglia di stare Rocca Giuseppe e Pesce Giorgio, in assieme, per offrire un ambiente sereno qualità di direttore generale e di segretario factotum, che coopereranno con tutto e coinvolgente. Oltre alla prima squadra,

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l’annata 2020/2021 vedrà ai nastri di partenza una compagine Under21, la novità dell’anno Under17 FIGC e una squadra Under16. Obiettivi di crescita societaria, quindi, non solo a livello dirigenziale, ma anche a livello di atleti e di staff tecnici, il tutto condiviso con l’Assessore allo Sport Zara Cristian, che ha sposato con entusiasmo la strada intrapresa dalla società di Mirano, per dare alla comunità un nuovo punto di riferimento nel apnorama sportivo del comprensorio. L’annata sportiva si presenta ricca di novità, ma in continuità con il percorso intrapreso già 4 anni fa; siamo consapevoli che la strada è ancora molto in salita e le indicazioni per la gestione dei giocatori, degli spazi di gioco e delle partite sono molto rigide, ma ci siamo attrezzati per affrontare le nuove sfide, e siamo fiduciosi che la Ripartenza ci porterà dritti ai nostri primi 30 anni. State sintonizzati sulle nostre pagine Facebook ‘ASD MM AL POZZO C5’ e ‘Mirano Al Pozzo’ per tutti gli aggiornamenti e per proiettarci in questa nuova ennesima avventura. Ufficio stampa MM AL POZZO

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LA FILARMONICA DI MIRANO RI-SUONA SOTTO LE STELLE Gli strumenti musicali e gli spartiti hanno finalmente “visto la luce”, anche se quella della luna, dopo il periodo di chiusura delle attività musicali a causa dell’emergenza covid-19. Un periodo vissuto tra informazioni contrastanti, senso di smarrimento per una situazione mai vissuta prima, preoccupazione per il presente e timori per il futuro. Abbiamo dovuto adeguare il nostro stile di vita a nuove esigenze, capire cosa è indispensabile e cosa no. L’attività della Banda e della Filarmonica si era interrotta già da febbraio; molte manifestazioni legate al Carnevale, già in programma, alla fine sono state annullate. Le ultime esibizioni in concerto risalgono al 19 e 22 dicembre scorsi presso il Teatro di Mirano e la Chiesa di San Leopoldo Mandic. Scorrendo il libro sulla storia della banda si notano diversi periodi di interruzioni dell’attività, ma quella relativa al 2020 rimarrà, purtroppo, tra le storiche interruzioni dovute a cause di forza maggiore. Nonostante chiusure e limitazioni la musica ha comunque sempre cercato di emergere, proprio per la sua natura di “buona compagna” nella vita degli esseri umani: dai balconi, dalle terrazze, via internet attraverso i vari strumenti social. Grazie al miglioramento della situazione, al lavoro della presidenza della Filarmonica e alla disponibilità dell’amministrazione comunale, nel rispetto delle norme e delle precauzioni previste, dall’11 giugno si è potuta utilizzare l’area della Corte di Villa Errera per riprendere le prove serali. Se da una parte si è legati alla clemenza del tempo, dall’altra le prove all’aperto comportano un certo fascino sia per il contorno visivo sia per un senso di condivisione della musica con la città tutta; ogni passante, anche lontano, avrà sicuramente sentito diffondersi le note, qualcuno avrà sentito dal giardino o dal terrazzo di casa, e magari avrà apprezzato la novità. Non è stato facile riprendere dopo molti mesi di interruzione: i suonatori hanno dovuto recuperare confidenza con lo strumento, regolare il proprio suono in funzione degli altri, riabituarsi allo sforzo fisico che comunque suonare implica (anche se non sembra), curando intonazione, fiato, resistenza del labbro e delle braccia; anche il lavoro del maestro Stefano Corrò non è stato certo facile: la gestione dell’organico, del distanziamento e il mantenimento degli equilibri sonori e d’insieme hanno richiesto un cambiamento di direzione durante ogni singolo brano; gesti più ampi, precisi e attacchi sicuri hanno garantito l'esecuzione dei brani con buona qualità. Il gruppo si è riunito inizialmente solo per riprendere a suonare assieme, poi con l’obiettivo di preparare due esibizioni pubbliche visto che, nel frattempo, le condizioni di emergenza lo hanno consentito; ne è uscito un programma musicale vario composto da brani ripescati dall’ampio repertorio ma anche da alcuni brani nuovi. I primi due concerti “post lockdown” hanno rappresentato un vero e proprio ritorno alla musica dal vivo per la città di Mirano: il 18 luglio nella piazza Aldo Moro (Festa della Musica) e il 25 luglio nella Corte di villa

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Errera (Concerto d’Estate). Il giorno del primo concerto un clima di entusiasmo e grande collaborazione si era diffuso già dal pomeriggio, nella gestione di un’inconsueta preparazione (metro per misurare la distanza per pubblico e suonatori, sanificazione delle sedie, mascherine…). La forte presenza di pubblico in entrambe le esibizioni ha dimostrato la grande voglia di musica e, pur nella inconsueta distanza tra l’uno e l’altro, i suonatori si sono sentiti sempre più uniti nell’eseguire i brani che via via si susseguivano. La canzone dei Pooh "Chi fermerà la musica" ha concluso l’ultimo concerto; un concerto importante per tutti perché ha significato la ripresa dell'attività musicale di gruppo dopo mesi di inattività, sotto il segno dell'impegno e della responsabilità. Un inno alla musica che non può essere confinata o trattenuta e arriva sempre nell'animo delle persone senza bisogno di parole. Non si sa cosa ci riservi il prossimo futuro, ma la voglia di suonare è tanta, magari con progetti musicali e modalità diverse dal solito; se c’è qualcosa di buono da tirar fuori da questo brutto periodo è lo stimolo a trovare nuove idee per gestire i vari ambiti della nostra vita. Intanto, però, gli strumenti musicali sono usciti dalle proprie custodie, ed è questo l’importante! (G. Bertoldo)

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UNDER - SOTTO O SOPRA?

Dazzara Andrea

Sisti Enrico

La parola Under, ci richiama a qualcosa che deve stare sotto, quasi nascosto e che si fa fatica a trovare, perchè sembra che ci sia qualcos’altro di più importante....quello che sta sopra. Al contrario, da noi all’MM AL POZZO, siamo consapevoli che i giocatori delle squadre Under sono e saranno la risorsa più importante per il presente e per il futuro. La stagione 2020-2021, pur iniziando sotto un’aurea di incognite e di perplessità, ci vede ai nastri di partenza con 3 squadre di calcio a 5 giovanili. L’obiettivo, mai celato, insito nella fusione di alcuni anni or sono tra Mirano e Martellago, era quello di costruire un settore giovanile di calcio a 5, valorizzando le varie compagini ‘Under’ che la federazione ci permette di poter iscrivere. Siamo pertanto orgogliosi e felici di confermare per il terzo anno una squadra Under 21, che avrà un ruolo sempre più da protagonista all’interno della società. In questi anni abbiamo potuto inserire nella rosa della prima squadra, diversi giovani giocatori, che sono stati valorizzati dai vari staff tecnici succedutosi alla guida di questa compagine, ma è sopratutto, grazie al lavoro svolto nell’ultimo anno, che il rooster della prima squadra, iscritta al campionato di C2, potrà avvalersi del contributo sportivo di 5-6 under. Sono confermatissimi,

Gianni Pannito

Grandi Paolo Massimiliano

quindi, alla guida di questa squadra giovanile, Dazzara Andrea e Sisti Enrico, il primo in qualità di head coach, ma pronto a cogliere tutti i suggerimenti e le ‘visioni’ del futsal di Enrico. Andrea ed Enrico avranno il compito di continuare il percorso collaborativo con il mister della prima squadra e di valorizzare altri giocatori più giovani, sbirciando tra i nuovi fenomeni dell’Under17. La novità di questa stagione prossima stagione, sarà proprio l’iscrizione di una compagine Under17 al prossimo campionato FIGC di categoria. Tale squadra è la naturale prosecuzione del lavoro svolto la scorsa annata nel campionato CSI, Under16, ma si propone di inserirsi nel novero delle squadre giovanili di calcio a 5, come un’assoluta protagonista. Proseguiremo, in ogni caso, la collaborazione con la federazione CSI, iscrivendo una compagine Under16, così da poter continuare a far fare esperienza ai ragazzi che si affaccino per la prima volta, alle competizione agonistiche di questo sport e gestire, eventualmente una turnazione delle due squadre. Alla guida della squadra Under17, un tecnico alla prima esperienza dalla panchina, ma che ha calcato e continua a dare il suo contributo in campo da moltissimi anni nel calcio a 5: Pergola Simone. Si autodefinisce ‘specialonÈ e già da

Pergola Simone

questo si capisce quanta grinta ed abnegazione ci metta in tutte le esperienze che lo coinvolgono. Simone sarà coadiuvato da Zennaro Francesco, altro elemento nuovo a questo tipo di esperienza, ma voglioso di mettere a disposizione dei ragazzi tutto il suo ‘saperÈ. Simone e Francesco avranno a disposizione una gran bella rosa di giocatori del 2004-2005, e dovranno collaborare a stretto contatto con Stefani Alberto, allenatore della squadra Under 16 e allo stesso tempo preparatore atletico dell’Under 17. Alberto ha iniziato lo scorso anno, assieme a tutti noi, quest’avventura di una nuova compagine U16-Csi e, grazie al suo preziosissimo lavoro, abbiamo potuto iscriverci di diritto come una nuova società del Settore -giovanile di calcio a 5 FIGC. Dovremo proseguire su questa strada tutti assieme, cercando di coinvolgere nel progetto U16, giovani fenomeni del futsal dalle annate 2005 al 2008. Carne al fuoco comincia ad essercene in abbondanza e grazie ai ragazzi Under ci sentiamo sempre più protagonisti nel panorama del Calcio a 5 Veneto. Vi aspettiamo numerosi a far provare ai vostri figli, nipoti, amici questa nuova esperienza di sport e di vita, perchè gli UNDER devono essere messi SOPRA. Ufficio stampa MM AL POZZO

ASD MIRANO AL POZZO E ASD MM AL POZZO C5: l’importanza del Calcio A5 “Non si può proporre lo sport a un bambino, come fosse un adulto in miniatura, facendolo giocare molto presto 11 contro 11”. Perché scegliere il Calcio a 5 per tuo figlio: • nel calcio a 5 tutti i gesti, i tocchi e le situazioni si ripetono molto più frequentemente rispetto al calcio a 11 • se un bambino non tocca il pallone, si annoia e smetterà di giocare a calcio • il contatto con il pallone è l’unico modo per apprendere al meglio questo sport • in una squadra composta da cinque elementi, il singolo incide di più, si assume maggiori responsabilità e si sente più importante • si gioca su distanze minime, che obbligano il bambino a pensare e decidere più velocemente per adattarsi più velocemente al gioco • non obbliga a posizioni fisse, che possono essere un limite per il bambino, ognuno può spostarsi di continuo e provare diversi ruoli • in spazi ristretti, si segna molto di più e segnare molte reti procura gioia e soddisfazione, aumenta l’autostima Un atleta di calcio a 5 può giocare a calcio a 11, non sempre è vero il contrario: il calcio a 5 e quello a 11 sono due sport che hanno, da piccoli, molti punti in comune, mentre crescendo percorrono strade diverse. Ecco perché la nostra società punta tutto sul futsal.​

“QUESTI SONO I NOSTRI OBBIETTIVI PER I PROSSIMI 5 ANNI” SCUOLA CALCIO BAMBINI: Pulcini (da 8 anni compiuti) / Esordienti (dai 10 ai 12 anni) LE NOSTRE SQUADRE: Attività giovanile ad indirizzo competitivo: Under 16 (campionato CSI Venezia) ​ I NOSTRI LIVELLI D’ECCELLENZA (CAMPIONATO F.I.G.C.) : Under 17 / Under 21 / Serie C2

VIENI A GIOCARE CON NOI STIAMO CERCANDO PROPRIO TE! Stagione sportiva 2020/2021 SEI UN RAGAZZO NATO TRA IL 2000 E IL 2007 E VUOI PROVARE LA FANTASTICA ESPERIENZA DEL CALCIO A5 PER INFO CONTATTACI: TEL: 348/761580 e-mail: miranoalpozzo@gmail.com; mmalpozzoc5@gmail.com


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FIAB

FEDERAZIONE ITALIANA AMBIENTE E BICICLETTA, GIÀ AMICI DELLA BICICLETTA. La nostra associazione attualmente FIAB Mirano - Riviera del Brenta si è evoluta da quando nel 1991 si è costituita come GIS ciclisti e pedoni e poi unendosi a FIAB Riviera, di Mira. È un percorso di alcuni decenni che ci ha portato a condividere con tanti cittadini e cittadine, bambini, ragazzi, mamme, papà, nonni, nonne, amministratori, tecnici, insegnanti, meccanici di biciclette, vigili urbani, altre associazioni, negozianti, insomma proprio tanti, l’interesse, la gioia e l’impegno di dare spazio alla nostra amica bicicletta. Oggi, mentre scriviamo, siamo più che mai convinti che saremo sempre di più ad amare e usare questo magnifico mezzo nelle nostre cittadine da Mirano e negli altri comuni delle Terre dei Tiepolo e verso Mira e tutta la Riviera del Brenta. Abbiamo conquistato nel 1991 il primo cartello di Pista Ciclabile e poi abbiamo visto realizzare i primi percorsi ciclabili, che si snodano nei nostri territori anche se spesso non ben collegati tra loro. Ora ci prepariamo più decisi che mai a pedalare per conquistare sicurezza, facilitazioni nei percorsi casa scuola, per andare al lavoro, per fare la spesa e per go-

POLISPORTIVA ANTARES LA POLISPORTIVA ANTARES DI CAMPOCROCE si fa promotrice dell'attività motoria e sportiva sul territorio da diversi anni. Le nostre proposte sono indirizzate a diversi targhet d'età grazie all'impegno di numerosi tecnici di federazione e laureati in scienze motorie che si occupano dei molteplici corsi. Partiamo dai bimbi dell'asilo, raggruppati nella GYMDANCE che è un'attività motoria dove si sviluppano le capacità condizionali e coordinative necessarie per gettare le basi di qualsiasi specialità sportiva ( schemi motori, equilibrio, ritmo e coordinazione, ecc.).

dersi dei bei momenti anche di escursioni nei nostri bei territori o in paesi lontani. Noi di Fiab Mirano - Riviera del Brenta aderendo a FIAB, presente su tutto il territorio nazionale e in collegamento con ECF, European Cyclist Federation ci sentiamo, a qualsiasi età apparteniamo, di godere delle grandi opportunità che può offrire la bicicletta per la salute, la qualità della vita, per migliorare le condizioni dell’ambiente. Attualmente contiamo più di ottanta soci aderenti, abbiamo la sede in via Paganini presso il Centro Civico a Mirano, siamo sempre disponibili a condurre nuove iniziative soprattutto condividendole con i nostri soci, con altre associazioni e con le amministrazioni locali. La nostra passione per la mobilità sostenibile e sicura, la promozione del cicloescursionismo ci porta sempre verso nuove mete e per questo dobbiamo ricordare e ringraziare per il suo entusiasmo, il suo impegno sociale e culturale il carissimo amico e presidente Michele Zuin prematuramente scomparso. Pedala, pedala eccoci aderire a OGD Riviera del Brenta e Terre dei Tiepolo che offrirà nuo-

ve opportunità di sviluppo nei nostri territori e incontrare altre persone e associazioni che perseguono obiettivi molto vicini ai nostri. In particolare ci siamo affiancati ai giovani amici di :TrueHardcoreCycle un’associazione sportiva dilettantistica che vede nella bicicletta un potente strumento per risolvere molte delle problematiche odierne. Sono un gruppo di ragazzi divisi tra corrieri e meccanici, tutti under 30, uniti dagli stessi ideali. Così ci raccontano : “abbiamo aiutato diverse piccole attività del territorio nella distribuzione dei loro prodotti e questo ci ha permesso di avvicinarci e coinvolgere più persone. Nel 2019 abbiamo partecipato e vinto un bando di rigenerazione urbana, insieme ad altre tre associazioni del Miranese, tra cui FIAB, ottenendo ottimi risultati, alcuni dei quali vedranno la loro attuazione entro fine anno: sviluppo di una TrueHardcoreCycle, un gruppo di ragazzi divisi tra corrieri e meccanici, tutti under 30, uniti dagli stessi ideali. Dal 2017 impegnati in diverse tipologie di distribuzioni tramite la sezione di Corrieri in

bici nella provincia di Venezia, con l'utilizzo di mezzi specifici come biciclette cargo. applicazione che dia i mezzi necessari per esplorare il territorio tramite percorsi ciclabili suggeriti e di arrivare a centri di interesse limitrofi stando distanti dal traffico, inoltre faremo affiggere nel Comune di Mirano una mappa-metrominuto della nostra zona, abbiamo anche proposto corsi sulla autoriparazione del ciclo e temi a noi cari come la ciclologistica. Vogliamo rendere consapevoli sempre più persone come gli spostamenti in città siano davvero più semplici e veloci se fatti in bicicletta. Oltre a favorire ovviamente uno stile di vita più salutare, in questo modo si vanno ad abbattere le immissioni di CO2 nell’aria e di questo ne beneficiamo tutti. Ecco perché si sta bene insieme e si pedala in compagnia noi di FIAB questi giovani ragazzi e speriamo molte altre persone. Le prossime iniziative di interesse per tutti saranno BIMBIMBICI, da anni sostenuta e voluta dall’amministrazione comunale e a breve “SPESA QUOTIDIANA ? PRIMA LA BICI” Nadia Zanoni www.fiab-onlus.it

Per l'età evolutiva che spazia dai 6/7 ai 13/14 anni proponiamo la scelta delle seguenti attività sportive: JU JUTSU → arte marziale giapponese di difesa personale che basa i suoi principi sulle radici del detto “il morbido vince il duro” ovvero nel ju jutsu la forza della quale si necessita , proviene proprio dall'avversario. Il principio base , quindi, sta nell'applicare una determinata “tecnica” proprio nell'ultimo istante dell'attacco subito, con morbidezza e cedevolezza in modo che l'avversario trovi davanti a sé, il vuoto. DANZA MODERNA → danza libera da regole rigide che si basa molto sulla capacità d'improvvisazione degli insegnanti nel cogliere espressività, accenti e interpre-

tazione della musica attraverso il corpo. Questo permette ai gioveni allievi di cimentarsi con la propria creatività. GINNASTICA ARTISTICA → disciplina olimpica che prevede l'allenamento continuo dei principali elementi che la caratterizzano quali la capovolta, la ruota o la verticale, tipici del cosi detto “corpo libero”: una delle specialità della ginnastica artistica alla quale si affiancano il volteggio (salto oltre un ostacolo) e la trave (attrezzo dove si compiono elementi artistici ed acrobatici). Arriviamo ora all'età adulta in cui, nella nostra associazione, proponiamo: GINNASTICA PER ADULTI lezioni a basso impatto per mantenere la forma fisica; ZUMBA per scatenarsi a ritmo di musica;

GINNASTICA POSTURALE attività in cui ci si prende cura del proprio corpo togliendo le tensioni nei punti maggiormente colpiti dalla nostra stressante vita quali collo e schiena. Presso la Polisportiva, particolare attenzione viene riservata alla “terza età”: ai nostri arzilli allievi presentiamo la GINNASTICA DOLCE, attività caratterizzata da semplici ma efficaci esercizi che permettono un fisiologico invecchiamento in un ambiente sereno che li mantiene socialmente attivi. Istruttori e volontari si adoperano da anni per portare avanti con serietà e dedizione quello che noi consideriamo una missione: la salute ed il benessere attraverso l'attività motoria per tutte le età.

“DOVREMMO CONSIDERARE PERSI I GIORNI IN CUI NON ABBIAMO BALLATO ALMENO UNA VOLTA.” (Friedrich Nietzsche) La citazione di Nietzsche sembra calzare a pennello con la mission della Scuola ASD DANCESTUDIO di Mirano. Entrando nella nuova location si viene accolti da una radicata professionalità da parte della Direttrice Germana e dagli insegnanti; gli allievi, di tutte le età, in divisa catturano l’attenzione riconducendola ad ordine e serietà mai troppo scontati. Il primo pensiero del genitore è il senso di disciplina e spirito di aggregazione che solo la danza può ricreare. Anche l’occhio vuole la sua parte, ed ogni tanto, si vede passare qualche allieva che, tra una lezione l’altra, regala un sorriso agli astanti e non si può fare a meno di ammirare il portamento e lo chignon perfetto! Ogni scuola ha la sua peculiarità certo, e diciamo che quella di ASD DANCESTUDiO è la continua evoluzione in varie discipline. A volte sembra quasi ridicolo che una donna matura dica “vado a danza” , ma credete a chi ha provato che non lo è. Credo che tutti, almeno una volta nella vita, abbiano sognato di volare, di sentirsi trascinati dalle note e appartenere ad un mondo tanto affasci-

nante. Non c’è che dire: la danza in quanto pura arte affascina per il connubio tra la continua ricerca al perfezionamento della tecnica e la soggettività di ogni individuo che si cimenta. ASD DANCESTUDIO non è solo questo, basta cambiare sala e si può assistere alla lezione di BUNGEE FLY o DANZA SUI TACCHI e lo spirito diventa più leggero ed ogni interpretazione aiuta ad alleggerirsi dallo stress quotidiano; oppure lavorando sulla postura con le preziose correzioni di FLOOR-BARRE o YOGA e per le neo mamme ed i loro meravigliosi bebè la mattina possono rilassarsi con il MAMMAGYM. AD OGNI ETÀ SI PUÒ TROVARE LA GIUSTA DIMENSIONE. Dal GIOCO DANZA, frequentato da bambine dai tre anni che col loro tutù sgambettano suscitano una gran tenerezza e chi ha avuto la fortuna di veder crescere il proprio pargolo ne gode dei benefici e della grazia acquisita in anni di studio. Si perché anche a danza si studia, ci si presenta in ordine e chiedendo a volte permesso “in punta di piedi” il tutto con grande attenzione ad ogni individualità, ogni carattere, ogni crescita. L’allievo può, partendo dalla DANZA

CLASSICA, MADRE di tutte le discipline, integrare il percorso spaziando tra quella CONTEMPORANEA e MODERNA e addirittura cimentandosi in acrobazie in totale sicurezza su TESSUTI AEREI E CERCHI o imbragati a suon di musica latino-americana al bungee fly; infine per chi si è più timido ma comunque necessita di un po' di sano movimento Floor-Barre unito a danza su tacchi rende soprattutto le Signore più consapevoli della loro femminilità tra esercizi che scolpiscono il fisico e risate in compagnia. Se decidete di fare un giro in via Galilei 30, Mirano troverete la Scuola e stimolerà sicuramente la curiosità anche dei più scettici e scioglierà la timidezza. La danza non è certamente intesa come una meta difficile da raggiungere ed in quanto espressione e traduzione del linguaggio del corpo Germana crede molto nelle differenze che rendono particolare ogni individuo:. Promuove proprio in

questo periodo incontri di movimento espressivo per bambini con disabilità (dislessia, d.s.s., autismo, a.d.h.d) e chissà magari può capitare passando da quelle parti di sentire i percussionisti improvvisare dal vivo … Novità dell'anno POLE-DANCE! Germana e il suo staff sono a disposizione dal lunedì al venerdì dalle ore 15.30 alle ore 21.00 e ricordate di tirare energicamente la porta!!!! Ballate almeno una volta.


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U.S.D MIRANESE 2020-2021 Prima di parlare della Miranese che inizierà ad agosto, con la preparazione, la propria avventura nel Campionato di Promozione 2020-2021, è doveroso fare un piccolo passo indietro per ricordare come è andato e purtroppo concluso anzitempo il Campionato precedente. Per i bianconeri dell’USD Miranese, il Campionato di Promozione 2019-2020, repentinamente cessato a marzo di quest’anno per il tristemente noto Lockdown, a poco più della metà del suo naturale svolgimento, avrebbe dovuto essere un’edizione da ricordare in quanto ricadente nell’anno del Centenario, purtroppo verrà invece ricordato per tutt’altra cosa, il Coronavirus che ha rappresentato e rappresenta anche in questo momento un serio pericolo per la salute pubblica di noi tutti. Confidiamo tuttavia che si riesca al più presto a porvi rimedio in maniera definitiva trovando il vaccino per renderci immuni. Lo scorso anno il Campionato per la Miranese era iniziato sotto i migliori auspici. Il 13 agosto 2019 presso Villa Giustinian a Mirano, venne presentata ufficialmente alla stampa ed ai tifosi, la prima squadra. La compagine Bianconera, nelle battute iniziali del Campionato aveva lasciato ben sperare, ma con l’avvicinarsi dell’autunno si è reso necessario un avvicendamento in panchina, da Emanuele Tozzato a Omar Lever. La Miranese della scorsa sta-

gione, non avrebbe certamente vinto il Campionato, tuttavia, avrebbe tranquillamente alloggiato sino alla fine nella parte alta della classifica. Nonostante il Lockdown, quanto di buono è stato fatto nella scorsa stagione verrà mantenuto come importante e solida base per costruire la Miranese di quest’anno. Come ricorderete, l’anno scorso, venne eletto Presidente dell’USD Miranese, Paolo Antigo, che seppe ben condurre la Miranese, dapprima nel calcio giocato e successivamente nel periodo particolarmente delicato e difficile, fronteggiando al meglio la situazione creatasi col Covid-19, in particolare durante il Lockdown. Dal mese di maggio, pian piano la Miranese è riuscita a ritrovarsi e ripartire con rinnovato slancio e tanta voglia di far bene già da subito. Anche tutto il settore Giovanile, ha dapprima sospeso gli allenamenti e successivamente anche i vari Campionati. Un vero peccato, in quanto talune squadre del settore Giovanile erano lanciatissime ai vertici nei rispettivi Campionati e certamente avrebbero conseguito ottimi risultati e grandi soddisfazioni per tifosi e Società. Quest’anno, a ricoprire la carica di Presidente, un gradito rientro, quello di Marino Toniolo, noto Imprenditore Miranese che ritorna alla presidenza dopo aver ricoperto lo stesso ruolo, prima di Paolo Antigo, per ben cinque anni e che cercherà in tutti i modi di

COME L’U.C. MIRANO HA AFFRONATO IL COVID-19 Il Coronavirus ha seminato il panico in tutto il mondo creando danni impensabili sia all’economia che allo sport a tutti i livelli da quello professionistico a quello giovanile. Anche la nostra società ha patito e sta tuttora patendo di questa situazione che ha compromesso l’intera stagione agonistica, facendosi sentire un po’ frustati e anche delusi in quanto tutti i nostri programmi e i nostri sogni sono stati irrimediabilmente compromessi. Avevamo la certezza di fare una stagione importante, consapevoli della forza dei nostri ragazzi, però tutto questo è svanito a causa della sospensione di tutte le attività. Sicuramente non è stato facile imporre ai ragazzi il fermo totale, impedendo le uscite tra compagni e indirizzarli ad allenamenti specifici all’interno delle loro abitazioni facendo uso dei rulli accompagnati da esercizi a corpo libero; tutto questo per mantenere una minima forma fisica nell’attesa dell’attività, che tra l’altro ancora ad oggi non ha certezze . Fatte queste premesse, faccio presente che l’Unione Ciclistica. Mirano ha deciso di affrontare questo momento nel totale rispetto delle norme impartite dal governo e dalle poche indicazione fornite dalla federazione ciclistica Italiana, che non ha mai saputo dare delle linee guida chiare e precise che potessero evitare responsabilità in capo alle società. Personalmente parlo da presidente e amante dello sport ho deciso di affrontare questo momento fermando inizialmente ogni attività di gruppo dei nostri ragazzi, pienamente convinto che, in tali circostanze ci sia un obbligo morale ed etico da rispettare e con l’assoluta convinzione che in questo momento la salute delle persone vale più di ogni altro interesse e ancor di più nel nostro caso dove ci sono dei giovanissimi ragazzi che abbiamo il dovere di tutelare. Penso tra l’altro che il vero sportivo sappia affrontare situazioni di sacrificio, impegno

e magari sconfitte, senza abbattersi anzi fortificandosi e trovando “nel down” nuovi stimoli per andare avanti. Ora più che mai bisogna mettere in gioco questi valori, saperli trasferire ai nostri giovani aiutandoli a crescere e fare capire loro che se ognuno di noi contribuisce con i giusti comportamenti, aiuterà tutta la società a superare questo ostacolo che alcuni stanno spesso sottovalutando in maniera a volte anche irresponsabile. Detto questo sono del parere che lo sport può continuare a far parte della nostra quotidianità, basta sapere modificare il modo di allenarsi e imparare a mantenere la forma fisica con una vita corretta con allenamenti anche personalizzati. Non posso negare che questo nostro comportamento ci abbia riservato anche delle critiche in quanto è condivisibile che ci possano essere idee diverse nell’affrontare un problema, ma sono altrettanto convinto che ogni società ha il diritto di decidere nel bene e nel male, sapendo e dovendo di conseguenza affrontare anche le conseguenze, ma ritengo che solo in questo modo avrà una propria identità e immagine sociale. Ora stiamo entrando nella cosi detta fase tre, dove si possono iniziare gli allenamenti gruppo, e c’è la speranza della ripresa dell’attività agonistica. Proprio in questo momento dobbiamo ritrovare l’entusiasmo e riprendere quel che ci resta dei nostri programmi e dei nostri sogni. Sarà anche un momento di riflessione dove sia noi come società, ragazzi, genitori avremmo la possibilità di esaminare i nostri comportamenti e le nostre scelte, avere l’opportunità di correggere eventuali errori, con la convinzione che in ogni caso che anche questi momenti avranno contribuito alla crescita e maturazione di ognuno di noi. Paolo Mario Bustreo Il presidente dell’U.C. Mirano

realizzare nuovi ed ambiziosi progetti. L’Asd Miranese Calcio, nei prossimi mesi, intende trasformarsi in Società Miranese Calcio, per darsi una veste solida, duratura e certamente più in linea con i tempi. Il ruolo di nuovo Direttore generale dei Bianconeri della Miranese, verrà ricoperto dal Dott. Alessandro Tifi, il quale, oltre ai compiti prettamente sportivi previsti per questo importantissimo ruolo, coadiuverà e realizzerà, come si diceva prima, il delicato passaggio societario da ASD Miranese a Società Miranese, contribuendo già da subito ad avviare quel processo di rinnovamento che farà della nostra realtà calcistica Miranese un punto di rifermento per tutta la provincia, con uno sguardo attento al mondo della comunicazione mediatica. Per il Campionato della Miranese 2020-2021, che sta per iniziare, ecco l’organico che al momento è ai nastri di partenza: Portieri: Baldan Leonardo, Agostini Filippo; Difensori: Vendrametto Luca, Zamengo Edoardo, Bellini Alvise, Rizzi Matteo, Fabbri Paolo, Martignon Francesco, Barison Andrea; Centrocampisti: Minio Christian, Canaj Romeo, Da Lio Mattia, Cacco Jari, Sbrogiò Nicolò, Confalone Federico, Pastorin Davide, Salvagnin Simone; Attaccanti: Lebrini Hicham, Veronese Alessandro, Chinellato Lorenzo, Calza Matteo;

Juniores aggregati alla 1° squadra: Marchiori Dario, Begheldo Gianmarco; Staff Tecnico: Allenatore: Vecchiato Mauro – Allenatore in seconda: Perissinotto Marco Allenatore Portieri: Valentini – Fisioterapista: Sartirana Marco Team Menager: Bora Michele Mister Mauro Vecchiato, esperto e profondo conoscitore della Categoria, è il nuovo allenatore di una Miranese rinnovata ed arricchita rispetto all’anno scorso, che si avvale di ben quattro nuovi elementi provenienti da una categoria superiore come l’Eccellenza. La Miranese 2020-2021 lascia intravedere già dalle caratteristiche peculiari dei giocatori che la compongono, la possibilità di disputare un Campionato di buon livello. La preparazione della Prima squadra Bianconera avrà inizio il 18 Agosto con alcune doppie sedute giornaliere che consentiranno di affrontare già il 25 agosto una prima amichevole con la Robeganese. Sono previste almeno altre tre amichevoli, rispettivamente; il 29 agosto con gli Juniores Bianconeri di casa, il primo settembre con l’UnionPro ed il 5 settembre con il Calvi Noale. Il 13 settembre si inizierà a fare sul serio con il Trofeo Veneto ed il 27 dello stesso mese, fischio d’inizio del Campionato di Promozione. Paolo Antigo

“AL VIA LA TREDICESIMA STAGIONE DELL’OFFICINA DELLA SCHERMA”

Il nuovo anno si apre a settembre tra mille incertezze, i motivi sono purtroppo noti a tutti, ma comunque ci proviamo, lo sport tutto e in particolare la nostra disciplina ci insegna a non mollare e quindi ritorniamo in pedana fiduciosi con la passione che ci ha fin qui contraddistinto. All’insegna del nostro motto”la scherma per tutti” si riaprono quindi le iscrizioni ai nuovi corsi di sciabola rivolti a tutte le classi di età e, unica sala nella provincia di Venezia, anche ai ragazzi/e in carrozzina. Anche se la stagione agonistica è stata bruscamente interrotta l’Officina, nella passata stagione, ha comunque ottenuto successi in tutte le categorie, partendo dall’Oro

conquistato da Oliver Emmerich nella gara a squadre del campionato mondiale del Cairo per continuare con numerose vittorie nelle competizioni master italiane e ai podi conquistati dai nostri giovani atleti nelle gare regionali/interregionali. La sala, come sempre guidata dal due volte campione del mondo maestri Vittorio Carrara, propone delle prove totalmente gratuite, per verificare da vicino e toccare con mano la nostra splendida disciplina, basta presentarsi o telefonare per sapere orari e modalità che potrete comunque trovare nel nostro sito web www.officinadellascherma.com o nel gruppo Facebook. Parallelamente ripartono anche i nuovi corsi del nostro gruppo “ Officina della Danza”, con l’ormai decennale scuola diretta da Patrizia Savoldi, danza classica, modern contemporaneo, hiphop a cui si affiancheranno le novità del pilates e dello yoga. Anche per queste attività dal primo settembre oltre alle iscrizioni, offriamo la possibilità di effettuare lezioni di prova gratuite. La sede delle Officine sempre a Scaltenigo, in via Ballò 4 presso la palestra della ex scuola Carducci per la scherma, e nella sala dell’attiguo centro civico, allo stesso indirizzo per la danza.


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LA LOTTA AI TUMORI COMINCIA A TAVOLA Alimentazione e tumori sono due parole che vanno a braccetto, poiché la lotta alla “malattia del secolo” inizia proprio a tavola, e da un regime alimentare corretto che rimane la migliore forma di prevenzione. Circa 3 tumori su 10, così come una parte considerevole di ricadute si possono prevenire attraverso un corretto stile di vita, a partire da una sana alimentazione, dall’abolizione del fumo, dall’estensione dagli alcolici e da un’attività fisica adeguata. Per sensibilizzare l’opinione pubblica è stato coniato uno slogan: “We can, i can “, “noi possiamo, io posso”. Secondo stime recenti, il tumore sta assumendo sempre più la forma di malattia cronica con cui è possibile convivere e dalla quale si può guarire (il tasso di guaribilità è passato dal 40% del 2000 al 60% attuale con punte fino al 90% per certi tipi di tumore come quello della mammella o della prostata). E la buona notizia è che l’Italia si trova ai primi posti in Europa per tasso di sopravvivenza. Nella prevenzione però c’è ancora molto da fare perché i numeri restano importanti. Numeri che potrebbero salire ancora se non si adottano iniziative concrete per combattere le malattie oncologiche, tra cui l’educazione alimentare e un corretto stile di vita come strumento di prevenzione. È noto infatti che l’alimentazione sbagliata interviene come causa principale o concausa di molti tumo-

ri, sia direttamente che indirettamente, ad esempio favorendo l’obesità. La presenza in alcuni cibi di sostanze come i nitrati e nitriti, utilizzati ad esempio per la conservazione dei salumi, facilita la comparsa del tumore allo stomaco, tanto che in Italia questa malattia è molto più diffusa nelle regioni in cui il consumo di questi prodotti è maggiore. Talvolta gli alimenti in se non sarebbero dannosi, ma possono essere contaminati da sostanze come aflatossine, liberate da determinate muffe nel mais o in altre granaglie e legumi mal conservati. In alcuni paesi in via di sviluppo le aflatossine sono responsabili di una quota rilevante di tumore al fegato. È dimostrato che l’etanolo, contenuto nelle bevande alcoliche può favorire lo sviluppo di tumori al fegato, esofago, gola. Ed è altrettanto noto che un eccessivo consumo di formaggi grassi e latticini fin dall’infanzia aumenta il rischio di sviluppare il tumore ala prostata. Più in generale gli studi epidemiologici dimostrano che un’alimentazione ricca di grassi e proteine animali favorisce la comparsa della malattia mentre la preferenza per gli alimenti ricche di fibre, vitamine ed oligoelementi come cereali integrali, legumi e verdure sembra avere un effetto protettivo. Inoltre, un cenno anche alle modalità di cottura dei cibi: ormai è scientificamente provato, ad esempio, che la cottura ad alte

SCUDERIAB19

Vero paradiso equestre al centro di 4 poli nevralgici del Veneto: Venezia-Padova-Treviso-Castelfranco Veneto, si trova Santa Maria di Sala, in Via Aquileia 19.

Nasce dalla volontà e dall’amore per i Cavalli della Famiglia Bozza, più precisamente di Elisa, Amazzone di Rilievo della Federazione Italiana Sport Equestri (2°grado Discipline Olimpiche). Istruttrice di 1°livello e gestrice della scuderia, oltre che dell’omonima Az. Agricola ereditata dal nonno nel 2007. Anno in cui decide di realizzare il suo sogno, rivalutare ed implementarla costruendo ed inaugurando poi nel 2015 un Moderno Centro di Equitazione in continua evoluzione, dotato di attrezzature all’avanguardia sia per la gestione della scuderia, con particolare attenzione alla sicurezza, sia per l’addestramento di cavalli e Cavalieri.Oggi la Scuderiab19 è sia una scuderia d’eccellenza per cavalli di proprietà, che una Scuola di Equitazione di importanza regionale. Il sogno di Elisa si è avverato! Elisa accudisce e allena i suoi cavalli, ed ospita tutti quelli di amazzoni e cavalieri che condividono la sua passione, curandone personalmente alimentazione e training.

La scuola nasce nel 2018, dopo che nel 2017 viene organizzato il primo centro estivo per le piccole leve, da qui nasce la volontà di voler trasferire ai più piccoli il suo concetto di equitazione, che non è semplicemente imparare uno sport, ma è una scelta educativa di corretto approccio alla disciplina: «Voglio insegnare ai bambini il corretto rapporto con il cavallo, soltanto in questo modo potranno apprezzare la bellezza di una disciplina sportiva che non ha eguali». A fronte del progetto Scuola, nel 2018 e successivamente da questo gennaio, sono entrate a far parte dello staff della scuderia, Giulia Borsato (1°grado Discipline Olimpiche) istruttore di Base che segue che fa la “scuola di base Pony” dai 6 ai 14 anni e Annapaola Vesco (Brevetto Discipline Olimpiche) istruttore di Base che invece segue “l’avviamento ai Pony” i bimbi dai 3 ai 5 anni. La squadra è a completo!

temperature o alla griglia produce sostanze cancerogene legate alla combustione della legna o del carbone, quindi meglio non abusare e cucinare i cibi con altre modalità, tipo vapore o cartoccio. Per concludere, ci sono delle regole alimentari da seguire per iniziare la prevenzione delle malattie oncologiche. Prima regola: mangiare almeno 3 volte al giorno frutta e verdura, poi seguire una dieta varia che includa alimenti ricchi di proprietà antiossidanti, ruotando il più possibile i cibi, secondo i principi della dieta mediterranea. Naturalmente un buon regime alimentare deve essere accompagnato da un’adeguata attività fisica giornaliera (almeno 30 minuti di camminata veloce al giorno!!). Buon appettito!!!

Dott. Fernando Bozza

50°Anniversario di matrimonio

Rina Mondi e Silvano Bertoldo di Mirano festeggiano il loro cinquantesimo anniversario di matrimonio circondati dall’affetto dei figli, dei nipoti e di tutti i parenti ed amici. “Cari Silvano e Rina”, arrivare al traguardo dei 50 anni di matrimonio, le “Nozze d’Oro”, non è da tutti. Per festeggiare questa lieta ricorrenza, diventa necessario trovare le parole giuste per congratularsi con la coppia di lungo corso, con auguri spiritosi, romantici, collegati a momenti felici della coppia, che esprimano sia l’ammirazione che si prova nei confronti di chi ha dato alla famiglia un modello di amore da seguire sia la speranza che prosegua per molti anni ancora. Credo che tutti noi del Gornik F.C. Mirano, caro Presidente e Presidentessa, vedervi ancora così uniti ed affiatati, dopo tanti anni di vita coniugale, sia bellissimo: il vostro amore e la vostra passione sono contagiosi! Vi meritate di essere felici nella vita e questo matrimonio vi offre una super opportunità di essere esempio di vita per tutti noi. Vi auguriamo ancora tantissimi anni di felicità insieme. Buon anniversario amici cari. Giorgio Pesce

Dai Laghi Masuri (Polonia) … a Mirano puntata CORONAVIRALE Questa puntata doveva andare in onda nel periodo pasquale, ma col sopraggiungere del “Covid-19”, tutto è stato (giustamente) interrotto. Anche questa uscita di Mirano Magazine non si sa se e quando potrà essere a disposizione dei nostri affezionati lettori, nella speranza che nel frattempo tutta questa “pandemia” sia sparita o perlomeno quasi scomparsa. Ovviamente non si parlerà di calcio amatoriale, ma di cose ben più (purtroppo) serie ed importanti. Alcune avvisaglie di questo “terremoto” si erano manifestate già alla fine di febbraio e allora, quotidianamente, altre news si assommavano le une sulle altre, tanto da rendere sempre più terrificante questo infernale periodo. Notizie che oramai tutti noi conosciamo. Tutte le televisioni ed i giornali ci hanno inondato (e inondano tuttora) di dati: un bailamme di numeri, percentuali, statistiche, regioni o nazioni più o meno colpite, decessi, sopravvissuti e guariti. Per non parlare poi di nuovi vocaboli ed espressioni che sono entrati nel nostro linguaggio corrente come : asintomatico, distanza sociale, lockdown, smart-working, cluster e così via. Purtroppo è stato dimostrato che un piccolo ma assai pernicioso virus abbia abbattuto la muraglia di armamenti super atomici e satellitari, tutto il nostro “star system” è crollato sotto i colpi di questo maligno e perfido agente infettivo. L’economia mondiale è precipitata in tutte le sue diramazioni e risollevarsi sarà molto arduo. Durante questo infernale periodo sono emersi però molti valori civici e comunitari. Innanzitutto l’eroismo dei nostri medici ed infermieri, della protezione civile, degli alpini e di numerosi altri volontari che hanno prestato la loro opera con particolare dedizione e senza riserva. E che dire poi dei nostri ammalati, dei nostri anziani e dei nostri bambini “rintanati” per settimane senza alcun contatto con i parenti, amici e vicini di casa. Forse l’immagine più dolorosa è stata quella che tutte le televisioni hanno mostrato: quelle lunghe fila di veicoli militari che trasportavano centinaia di bare un po’ per tutta l’Italia. Pure la nostra città di Mirano ha voluto onorare il ricordo di decine che ci hanno lasciato a causa del Covid-19 e che in periodo di lockdown non hanno potuto nemmeno avere una cerimonia funebre partecipata, con una Santa Messa celebrata in maniera oltremodo suggestiva nella nostra piazza Martiri. Ma come diceva il grande Eduardo de Filippo “A da passà a nuttata” ovvero per vedere un’alba chiara e beneaugurante bisogna sempre passare per una notte buia e tenebrosa. Alla fine di questo terribile periodo dominato dal Covid-19 arriverà, pur lentamente, una nuova serena ripresa della vita sociale. “Andrà tutto bene” e per far sì che vada davvero tutto bene, aiutiamoci a migliorare anche noi: chi vorrà farlo, lo farà ! Auguri di tanta salute a tutti!

Silvano Bertoldo Presidente GORNIK F.C. Mirano


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COMUNICATO STAMPA:

«L’EDILIZIA ARTIGIANA POST PANDEMIA ALLE PRESE COL SUPERBONUS» Mirano, 24 agosto 2020 – una delle novità più interessanti e di rilievo del panorama variegato di provvedimenti governativi a supporto delle imprese Post-Covid è indubbiamente il superbonus. Di che cosa si tratta? Si tratta di un incremento al 110% dell’aliquota di detrazione per alcune tipologie di spese sostenute fino al 31 dicembre 2021 per riqualificare ed efficientare in chiave green gli edifici nella loro parte strutturale e impiantistica. La logica di fondo è quella di individuare alcuni interventi principali che possono beneficiare dell’agevolazione, e che fungano da traino per altri lavori che consentano di raggiungere lo stesso beneficio; la peculiarità della misura è il fatto che il bonus possa essere fatto valere non solo come tradizionale detrazione d’imposta (per la quale gli anni si

dimezzano essendo previsto un’orizzonte temporale di 5 anni anziché 10) ma anche come credito cedibile direttamente o come sconto anticipato dal fornitore. “Si tratta senza dubbio di una norma importante, potenzialmente in grado di risollevare la filiera dell’edilizia artigiana non solo dagli effetti del lockdown ma anche di attivare parte degli investimenti persi con la crisi del 2008 ancora oggi non recuperati – spiega Andrea Dal Corso, funzionario sindacale dell’Associazione”. “Prendiamo come spunto una recente indagine Edilcassa effettuata sulle imprese edili artigiane del territorio: la quasi totalità ( 91%) è stata interessata in modo rilevante dall’influenza del Coronavirus sulla propria attività, e di queste più della metà (54%) dichiara che il mercato delle

costruzioni non è ancora ripartito come si attendeva; ben vengano pertanto aiuti concreti che possano fungere da volano per un settore cruciale per l’economia del nostro territorio”. “Attenzione però, perché non ci sono solo luci ma anche aspetti in chiaroscuro; la concreta e piena applicazione della norma in tutti i suoi aspetti, cessione del credito compresa, prevede infatti una serie di adempimenti burocratici (asseverazioni, attestati di prestazioni energetica, visti di conformità) che sono senz’altro necessari ma rischiano inevitabilmente di appesantire l’iter e allungare i tempi, e di questo bisogna esserne consci. È auspicabile pertanto, come a noi anticipato da qualche esponente parlamentare in varie occasioni di confronto, che il ter-

mine del 31/12/2021 possa essere prorogato in modo da poter esprimere pienamente il proprio potenziale. A partire dal mese di Settembre l’associazione attiverà degli incontri formativi gratuiti a supporto delle proprie imprese. Informazioni allo 041486477 o info@artigianidelmiranese.it.

Andrea Dal Corso e Guido Codato

CONCESSIONE CREDITO • INTRODUZIONE: realizzazione piani di sviluppo di PMI -> finanziamenti • • SVOLGIMENTO: concessione finanziamento, costi del rischio e problemi circuito liquidità • • CONCLUSIONE: soluzioni livello domestico e mantenere stabilità finanziaria Nel corso dell’ultimo periodo, la concessione del credito alle PMI è calata all’incirca di 45 miliardi di euro, costringendo così molte imprese a dover affrontare una situazione di instabilità finanziaria sempre più marcata. Inoltre, sono state forzate a rinunciare al finanziamento di progetti di sviluppo e innovazione ed alla loro crescita

economica. E l’ulteriore instabilità generata anche dagli eventi negativi del Coronavirus determinerà una seguente difficoltà da parte delle imprese di ottenere nuovo credito dal sistema bancario per ovvi cali di fatturato. La persistente debolezza rispetto alla situazione di liquidità d’impresa, nel ramo delle PMI, si fa sempre più pesante da sostenere in quanto è caratterizzata da una gestione limitata a livello temporale capace di coprire i fabbisogni a breve termine, limitando l’autofinanziamento e costringendo le imprese ad un indebitamento a lungo termine. L’intermediazione del credito offerta dalle banche presuppone che le imprese, di qualsiasi dimensione, debbano rispettare dei requisiti al fine di essere classificate come “imprese non rischiose”. Pare ovvio

comprendere che le PMI rispetto a imprese di grandi dimensioni faticano notevolmente a raggiungere determinati standard perdendo automaticamente la possibilità di accedere al credito e venire ulteriormente penalizzate dal crescente costo delle commissioni e l’insistente vendita di prodotti assicurativi. Negli ultimi anni, le PMI che cercano credito si rivolgono maggiormente a soggetti diversi rispetto alle banche. Questi soggetti, come ad esempio le cooperative, hanno lo scopo di offrire alle imprese di accedere al credito garantendo agevolazioni e convenzioni. Fidart è una cooperativa artigiana di garanzia del credito che concede garanzie sulle operazioni bancarie, fornisce consulenza tecnica e offre procedure di concessione del credito, in particolare a

piccole e medie imprese del territorio locale. Fidart garantisce alle imprese tassi più agevolati rispetto a quelli che le banche potrebbero concedere riguardante sia il credito che allo scoperto di conto corrente. Come Fidart, molte altre cooperative riescono a fornire un servizio che possa stimolare le PMI ad invertire l’andamento e ambire alla crescita economica cosicché possano avere la capacità, in primo luogo, di sostenere il circuito della liquidità ed per di più di riuscire finanziare progetti di innovazione e sviluppo. Necessario però resta l’intervento del Governo del Paese che dovrebbe rafforzare il sistema di garanzie con supporto di fondi pubblici e attivare sistemi di finanziamenti alternativi al credito ordinario. Andrea De Lorenzi

LA CRESCENTE PRESENZA DEL SETTORE AUTOMOTIVEALLA RASSEGNA DI LAS VEGAS INVITA AD UNA RIFLESSIONE PIÙ AMPIA SUL FUTURO DEL SETTORE

Il CES (acronimo di Consumer Electronics Show) è l’evento che, dal 1967, riunisce le maggiori aziende produttrici di elettronica e tecnologie di consumo. Per comprendere la portata dell’evento, basta dare un’occhiata alle cifre dichiarate dagli organizzatori a conclusione dell’edizione 2020 (svoltasi a Las Vegas dal 7 al 10 gennaio): le aziende espositrici sono state più di 4.400, per un totale di circa 270.000 metri quadri di superficie espositiva, mentre i visitatori dichiarati sono stati più di 170.000. Dalla prima edizione andata in scena più di 50 anni fa, sono state presentate qui innovazioni che hanno cambiato (o, quantomeno, segnato in maniera significativa) la vita della maggior parte dei consumatori: il comune videoregistratore, il DVD e, più tardi, il Blu-Ray, oltre alle più

moderne tecnologie per l’intrattenimento domestico (smart e connected TV, schermi con sistemi OLED e così via), solo per prenderne ad esempio alcune. Non (solo) dunque una rassegna di avveniristici prototipi da esposizione, ma un vero e proprio palco sul quale esibire le tecnologie che, presto o tardi, entreranno a far parte del nostro quotidiano: l’elettronica di consumo del CES è da intendersi in maniera trasversale, e deve essere declinata ed adattata a diversi settori. Fra questi, quello dell’automotive. Non si può fare a meno di notare, infatti, come lo spazio riservato alle tecnologie pensate per questo settore si stia ampliando in maniera considerevole: a cominciare dal 2013, quando fra i prodotti in mostra a Las Vegas figuravano anche le automobili a guida autonoma. Anche quest’anno, quello dell’automotive è stato un settore ben rappresentato, e non solo come argomento di discussione all’interno di incontri e convegni. Le case auto presenti hanno presentato i propri modelli più futuristici, sempre più connessi, in grado non solo di garantire la sicurezza del conducente e dei

propri passeggeri, ma capaci di regalare una vera e propria esperienza a bordo a tutto tondo. Via libera dunque a sistemi che sfruttano l’intelligenza artificiale a bordo, ad apparecchi di infotainment all’interno dell’abitacolo, a sensori sempre più sofisticati che avvicinano via via al livello 5 della guida autonoma, quello che permetterebbe di eliminare il controllo umano al volante. Durante l’edizione di quest’anno, inoltre, l’asticella è stata spinta ancora un po’ più in alto: un’azienda tradizionalmente legata al comparto dell’elettronica ha infatti presentato il proprio concetto di vettura, svelando al mondo un prototipo di veicolo elettrico dotato di una serie di sensori che rappresentano la massima espressione della ricerca tecnologica portata avanti dall’azienda negli ultimi anni. Una provocazione? Forse. Di certo, però, questo ribadisce ancora una volta – qualora ce ne fosse stata la necessità – quanto l’automobile stia diventando un mezzo sempre più articolato da un punto di vista tecnologico: i veicoli sono ormai architetture complesse in cui i sistemi meccanici comunicano con componenti sempre più raffinati da un punto di vista tecnologico. Nello scenario della cosiddetta “mobilità del futuro”, l’automobile è un mezzo in grado di dialogare in maniera efficiente con l’ambiente circostante, consentendo a guidatori e passeggeri di godere di una vera e

propria “user experience”. Non deve stupire, dunque, il fatto che all’interno di una rassegna dedicata tradizionalmente ai dispositivi per la comunicazione e l’intrattenimento ci sia – e, probabilmente, ci sarà sempre più – spazio per il settore automotive. L’evoluzione e il progresso si muovono di pari passo con l’apertura a scenari inaspettati.

Marino Zamengo


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Giorgio Pesce, responsabile marketing e comunicazione. “L’obiettivo è dare voce ai cittadini e imprese migliorando lo strumento comunicativo perché sia sempre più apprezzato e presente nel territorio con il piacere della lettura”.

Maurizio Foffano, come responsabile della versione online, coordina e promuove un ulteriore mezzo di informazione locale, un riferimento puntuale. Un’ officina informativa e culturale aperta, permanente, di notizie, di idee, di innovazione, per dare visibilità e stimoli sociali.

Massimiliano Dal Corso titolare dello studio di comunicazione “Studio2” da anni si occupa di immagine, progettazione grafica e stampa, aiutando aziende del territorio a realizzare le proprie idee guidandole passo dopo passo.

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