Le Acrobate | #Ciaociao2020

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#ciaociao2020



I lupi sani e le donne sane hanno in comune talune caratteristiche psichiche: sensibilitĂ acuta, spirito giocoso, e grande devozione. Lupi e donne sono affini per natura, sono curiosi di sapere e possiedono grande forza e resistenza. Sono profondamente intuitivi e si occupano intensamente dei loro piccoli, del compagno, del gruppo. Sono esperti nell'arte di adattarsi a circostanze sempre mutevoli; sono fieramente gagliardi e molto coraggiosi. Eppure le due specie sono state entrambe perseguitate.

Clarissa Pinkola EstĂŠs, Donne che corrono coi lupi



Facciamo finta di esserci viste, incontrate, parlate. In questi mesi di isolamento, più o meno estremo, ci è mancato molto non poter incontrare gli sguardi amici, non condividere quel pensiero che passa in un istante, quella battuta che spezza l'aria con una risata, quel ricordo di una vacanza o di una serata, la spontaneità di una conversazione che difficilmente si riproduce nel tempo e nello spazio limitato di una videochiamata.

Avevamo voglia di raccontarci come abbiamo passato questi mesi e abbiamo immaginato che anche altre persone e donne della nostra rete avessero voglia di farlo.

Ci avete risposto in 60 e più e a noi è sembrato un segnale bellissimo, una storia bellissima! Scorrendo le risposte abbiamo scoperto tanta creatività ed energia, tanti modi e idee diverse per riorganizzare le giornate, il lavoro, i propri angoli di svago, la vita della famiglia, e dei figli.


In tutte si coglie un atteggiamento – comunque e nonostante tutto – positivo, costruttivo, che riesce a trovare soluzioni, inventarne di nuove, ricavare sollievo e serenità in una piccola cosa o in un rituale (che sia un bicchiere di vino, una tisana, una sigaretta, la rivista preferita, un libro, uno scorcio dalla finestra). Sapendo tirare fuori ironia e la forza per sdrammatizzare.

Ci siamo ritrovate in tutte! Se volete leggervi, qui sotto trovate le istantanee di vita che ci avete regalato. Grazie.

Le Acrobate #ciaociao2020


il segreto inconfessabile del tuo "smart" working Che cosa fai per rendere le tue giornate a casa sufficientemente accettabili? Nuove abitudini, piccoli rifugi, oggetti, feticci...



Non potendo lavorare coi turisti, ho deciso di buttarmi nell'approfondimento di un'altra città . Mi sta dando linfa vitale, mi aggrappo allo studio e al desiderio di conoscenza. Quindi, direi che il rifugio è sempre lo stesso: la mia amatissima arte.

Meravigliosi tramonti, ogni giorno :)

Ho cercato di studiare piĂš che ho potuto. Poi sono stata male per aver contratto il virus, mio marito in ospedale e sono rimandata sola a casa con due gemelli piccoli. Ho cercato di non abbattermi, cucinando per i piccoli e ordinando libri nuovi per

per riuscire a oltrepassare le giornate con immagini belle. loro


Integratori appena alzata, colazione varia e gustosa arricchita di vitamina D, lavarmi e vestirmi/truccarmi anche se resto a casa, mettere ordine in camera, accensione PC di lavoro alle 8.30, pranzo fisso alle 13 con telefilm di Jessica

Cambiare postazione ogni 2 ore

Fletcher, fine lavoro puntuale e gioco con mio figlio.

Rifugio caldo e profumato

Le mie giornate a casa sono piene di attenzione ai dettagli. Il segreto è che non c'è segreto, far fluire il tempo dentro tutte le attività da fare in allegria, nonostante fuori sia una trincea, nonostante siano difficili le scelte che devo fare.


Mi lavo, mi vesto. Meno pigiamata sono, più nel mondo mi sento. Ossigeno la testa e gli occhi dandomi sempre almeno un'avventura al giorno da svolgere fuori. Cerco per quanto possibile di incontrare persone e scambiare parole, da qui proviene la mia ispirazione per scrivere e fotografare, anche negli incontri casuali (e con gli occhi se ne possono fare tantissimi) perché tutto ciò che creo parte da qui. L'aria, che di questi tempi scarseggia, è ciò che sento mi mantiene vitale, le finestra quindi sempre aperte. Mangio tardi e spilluzzico in continuazione, tratto mio peculiare che cerco di mantenere, dato che nelle ore serali scatta l'ordine alimentare autoimposto dalla presenza del piccolo Giovannino. Perdo il tempo per ritrovarlo nelle mie creazioni, le quali sono radicate nel tempo presente ma proprio per questo necessitano di una dimensione altra per svilupparsi. Bevo caffè a ripetizione facendo mia la moka, gioendo del fatto di non doverla condividere con nessuno (cosa che mi dimentico puntualmente di fare la domenica).

Colazione lenta ogni mattina, allenamento fisico la sera, corso di comunicazione e fotografia, reflex spesso in mano, la fotografia come rifugio per eccellenza.


Mi alleno

In realtà è uno smart working a metà perché vado in ufficio. Mi rilasso con un buon bicchiere di vino dopo l'ultima call.

Medito e mi prendo cura di me. Accolgo ciò che sento così com'è La prima risposta, di pancia, potrebbe essere: "parlo con la pasta madre"... La verità è che riscoprire il valore del tempo passato con la propria famiglia e comprendere quanto ci mancano a tutti (figli,

Ascoltare la musica a letto, un the davanti al computer

genitori, compagni, ecc.) gli affetti quotidiani, ti fa guardare il mondo che viviamo con altri occhi.


Durante il lockdown mi sono imposta di prendere delle abitudini che mi aiutassero a vivere la situazione e che ho portato avanti per tutto il periodo di reclusione. Io lavoro in una pelletteria quindi non avevo del lavoro da fare a casa e abituata ad avere le giornate scandite con orari ben precisi, è un attimo cadere nella pigrizia e nello sconforto se non si ha niente da fare. La professoressa di mia figlia aveva dato ai ragazzi una scheda per poter fare stretching, quindi la mattina avevo impostato la sveglia presto per potermi dedicare al risveglio muscolare poi mi mettevo le cuffie e scendevo per la mia camminata di un'ora intorno al palazzo. Nel pomeriggio mi guardavo dei video su YouTube di step che facevo su uno sgabello di legno... Ăˆ stato divertente fino a che non ho messo male il piede prendendomi una bella storta e battendo anca e spalla sul pavimento... Successivamente ho guardato solo video di yoga!

Inserire delle regole come se dovessi andare in ufficio, yoga tre volte alla settimana, zoom con le amiche, passeggiata quotidiana.


Avendo a che fare tutti i giorni con farine, lieviti, dolci e dolcetti, di impastare non avevo proprio voglia! Mi sono buttata sulle piante, ho cercato di capirle, di guardarle e alla fine ci siamo trovate proprio bene insieme!

Piccoli rifugi sono stati per me cucinare e pulire casa...

đ&#x;˜?

Ho ricominciato a fare yoga !!! E costruisco bambole eteree e senza tempo di filo e carta.

Mi impongo di fare attivitĂ fisica, mi ritaglio del tempo prima di iniziare a lavorare: era quello che dedicavo agli spostamenti lavorando a Firenze e vivendo nel Chianti.


Uhm... il mio smart working è il segreto stesso della mia conservata sanità mentale. Non potrei farcela diversamente. Sono una persona cerebralmente iperattiva: se non avessi niente su cui concentrarmi, diventerei instabile. Soffro di dca quindi restare a casa per me, è una sfida continua. Il piccolo rifugio, per l'appunto, è pensare a cosa preparare di buono per la mia famiglia. Di grande aiuto sono le chat con le mie amiche e la mia famiglia d'origine, che ahimè sta in Lombardia, a dicembre sarà un anno che non li vedo e mi mancano moltissimo. Vivendo in campagna ho la possibilità di fare qualche passeggiata in mezzo alla natura. Ho un bambino di quasi 8 anni che si è dimostrato molto resiliente e non ha mai perso l'entusiasmo e anzi è stato felice di restare a casa tutti insieme, dato che prima capitava solo nel weekend. Far combaciare le esigenze di tutti non è facile, soprattutto perché anche il mio compagno è in smart working. Abbiamo imparato a disinnescare discussioni inutili rispettando i (micro) spazi di entrambi.

Una sigaretta in terrazza in silenzio, un libro, messaggi e sfoghi con le amiche, una serie al mio ipad con le cuffie.


Una bella doccia prima di dormire

Chi si sarebbe aspettato di ritrovarsi di fronte a una pandemia mondiale? Con un clima di profonda incertezza e precarietĂ , soprattutto emotiva. Il mio lockdown ha visto tante piccole nuove abitudini e tante novitĂ , soprattutto piccole, ma che mi hanno aiutata nella sopravvivenza quotidiana in solitudine. Ho iniziato a farmi la spremuta d'arancia al mattino, ho imparato a prepararmi il dolce per la colazione, a impastare la focaccia e la pizza (probabilmente come il 90% degli italiani) e ho iniziato ad allenarmi almeno 1h al giorno ogni sera, subito dopo l'off del pc di lavoro. Ho cercato di curare sia la mente, che il corpo.

Mi vesto come se dovessi uscire. Alla fine del lavoro trovo una buona scusa per uscire di casa. Mi alleno con costanza.


Uno specchio con sopra attaccati dei piccoli post-it gialli, questo il mio rifugio dal lockdown e dalla solitudine obbligata che ha portato. Ciascun post-it riporta una parola in cui credo, che mi dà forza, che mi dà significato. Davanti a quello specchio, ogni mattina, faccio qualche esercizio per cominciare bene la giornata, a volte qualche posizione di yoga, più spesso qualche minuto di meditazione. E poi, la cosa più importante, a quello specchio regalo il primo sorriso della giornata, un sorriso di gratitudine che mi accompagna per il resto della solitaria vita da smart worker.

Il 2020 ha sconvolto soprattutto i miei orari lavorativi. In alcuni momenti di questo anno mantenere una routine è stato molto difficile e spesso mi sono trovata a lavorare fino a tardi. La mia valvola di sfogo è stato lo sport, fare anche solo mezz'ora di attività fisica dopo aver finito di lavorare mi aiuta a rilassarmi, staccare mentalmente e scandire meglio la giornata :)


Continuare a meditare

Caffè molto lunghi e super macchiati e letture quasi clandestine di una giovanissima autrice irlandese.

Tisane, calzettoni, il

Ogni mattina a colazione,

portatile che mi

leggo pagine di una rivista

segue in tutti gli

che mi piace molto,

angoli della casa e

colorata, con approccio

tanto tempo con le

positivo e contenuti

mie bambine.

interessanti. Poi scelgo alcune immagini, parti di fotografie o parti di articoli, anche solo qualche parola, e le ritaglio. DopodichĂŠ,

Ricamo

decido dove appenderle in giro per casa: agli scuri della finestra, agli armadietti in cucina, sul frigo, sulle ante dell'armadio. Cerco il luogo adatto per quelle immagini,

Ho iniziato a suonare l'ukulele

quelle parole, che sappia circondarmi di colori e positivitĂ .


Musica rilassante di sottofondo, candele aromatizzate, e piĂš isolamento possibile da tutto il resto della famiglia...

La cyclette la mattina per scaricare un po’ di energia negativa

Colazione piĂš lunga e piĂš piena. Bicchiere di vino la sera come brindisi ad aver resistito. Parlo alle piante come saluto e antidoto alla solitudine.

Io ho fatto solo 2 mesi di smart working, poi per fortuna sono potuta tornare nel mio co-working e vedere qualcuno!

Mi dedico alla lettura, era da tempo che non riuscivo a farlo. Ho scoperto il pilates e la cucina

đ&#x;˜Š


Ho preso dei gatti e ho cominciato a fare ginnastica La mia acrobazia è stata quella di riuscire a non spegnere la mia voglia di lavorare, di essere creativa, di realizzare qualcosa che facesse sognare, ancora e ancora.

Lavorare seduta sul divano invece che alla scrivania Ciò che rende fattibile lavorare da casa con i figli presenti è la possibilità di organizzarmi con il marito. Per cercare di mantenere un equilbrio organizzo la giornata in momenti predefiniti (da quello dell'inizio giornata a quello delle attività lavorative etc etc). Intoccabile lo spazio solo per me, dopo che i bimbi dormono.

Luce, aria e qualche spuntino in più! Il pigiama è sottovalutato, sto rivalutando il suo utilizzo h24


Un pranzo sul terrazzo :)

La nuova condizione ha richiesto la necessità di creare nuove routine. Spazi individuali dentro lo spazio casa, meditare la mattina, fare yoga, accendere dell’incenso e apparecchiare per fare colazione. Creare uno spazio di lavoro che non si sovrapponga al resto.

Mi sono presa uno spazio di tempo e di luogo in questa casa che difficilmente mi incoraggia alla concentrazione. Per ritornare alla ritualitĂ che mi aveva aiutato ai tempi della scuola (e per assecondare anche

đ&#x;˜‰) contemplo, prima di

una mia passione segreta

iniziare a lavorare, tutti i piccoli oggetti di cancelleria con colori accattivanti sapientemente scelti e ordinati sulla scrivania. Matite ben appuntate, evidenziatori dai toni pastello e molte altre "leccornie" che danno piĂš gusto al lavoro.


Mi vesto e mi preparo come se dovessi uscire (non sto in tuta), a volte mi trucco anche! A volte esco a prendere un caffè o un cornetto fuori e poi rientro a casa e comincio a lavorare.

Taglio le verdure, ascolto musica e parlo con i miei vicini

L'accettazione deve essere alla base di queste giornate

La verità è che lo smart working per i freelance è più stressante dello stare in ufficio, tra chiamate continue e mail bombing. Il problema è lo stress che ci trasmettono, e trasmettiamo noi stessi a colleghi, superiori e account tutti convinti che ogni pausa sia immeritata! In ogni momento bisogna dimostrare la massima reperibilità: non esistono pause pranzo, sigarette, caffè, bagno o altro. Il "segreto" è limitare le telefonate, e provare a non caricare gli altri dello stress che subiamo :)


Ho tempo per fare almeno un quarto d’ora di yoga la mattina, compro più spesso fiori freschi da mettere sul tavolone di cucina da cui

Mezz'ora di respirazione (yoga) in pausa pranzo

mi trovo ormai spesso a lavorare.

Ho comprato due tele e ho intenzione di fare due quadri

Mi prendo cura della mia creatività e del mio benessere spirituale

Per mantenere un equilibro mentale bisogna comportarsi come se si dovesse andare in ufficio. Una bella colazione, beauty routine e poi vestirsi! È il primo passo per non alienarsi dal mondo esterno!


Non avevo mai visto serie televisive in vita mia, ho cominciato durante il primo lockdown e ho scoperto le narrazioni di Netflix. Infilarmi in una serie è diventata un'evasione fissa e quotidiana, necessaria per viaggiare con la mente, ora che non si può più farlo fisicamente.

Nessun segreto. Un delirio totale. La casa è uno schifo, i compiti della bambina anche, quando non è in quarantena dalla scuola e dobbiamo fare la DAD. Faccio riunioni mentre cucino, mentre l'aspetto al pulmino. La sera sono distrutta.

Mi sono creata una routine anti-ansia che comprende 3 pensieri di gratitudine, 3 minuti di mindfulness, 15 minuti di ginnastica a corpo libero e una breve lezione di inglese. Poi inizio a lavorare / scrivere. Inoltre ogni settimana mi faccio recapitare qualcosa di bello: un libro, un mazzo di fiori, un cosmetico.


Lavoro in ospedale. Niente smartworking

Faccio un pasto decente seduta al tavolo

Le mie giornate, da brava social media manager freelance infrattata in un borgo medievale di 3.000 anime, non hanno subĂŹto grandi trasformazioni. Ma ho cercato di arricchirle con una nuova e sana abitudine che mai avrei pensato di poter aggiungere alla mia to do list: camminare. E camminare all'aria aperta, alla scoperta dei luoghi meravigliosi che questo piccolo paese, incastonato tra mare e collina, ha da offrirmi. Abituata da sempre all'ambiente casalingo, tutto mi sorprende e tutto mi meraviglia, come una bambina che vede Babbo Natale per la prima volta. Sento il corpo vivo, la mente fresca, e le idee circolano meglio. Qualche giorno fa, camminando nel bosco, ho trovato uno strano "osso di mandibola". Per un attimo ho creduto di essere finita dentro Jurassic Park :-D Poi, ho scoperto essere la mandibola di un capriolo! L'ho presa, lo spennellata, pulita e ora vive nel mio salotto come prova del fatto che anche i miei occhi sono in grado, adesso, di osservare e io, di riscoprirmi e riscoprire <3



Quella volta in cui hai raggiunto vette inarrivabili di multitasking Raccontaci come fai a organizzare le giornate tue e della famiglia (con o senza quarantena)



In questo momento cerco di tenermi più impegnata possibile. Cerco di non perdere le vecchie abitudini di alzarmi presto e seguire degli orari. Quando, invece, le figlie del mio compagno sono con noi, la giornata si arricchisce di impegni e diventa super densa!

Responsabilizzare e dividere i compiti, secondo gusti e capacità

Con mio marito a casa era fattibile, riuscivamo ad organizzarci, ma da sola e con la preoccupazione di lui in ospedale, ho abbandonato completamente i miei studi e i progetti lavorativi che stavo seguendo perché non è possibile avere per me un tempo sufficiente per dedicarmi alla mie attività. E questo durerà per un paio di mesi.


Io stando da sola devo stare attenta a non lavorare 12 ore al giorno al

Ogni giorno qualcosa di nuovo...

computer e gestire il mio tempo privato in modo intelligente.

Condivido la casa come ambiente di lavoro anche con mio marito, ogni tanto chiacchieriamo insieme

Liste e planner

durante la giornata, ci alterniamo nel portare o prendere il bimbo da scuola, ceniamo presto, ogni tanto in salotto guardando un film rilassante tutti insieme.

3 call conference in contemporanea, impastatrice in azione, sugo per la pasta sui fornelli e... "certo amore, babbo adesso ti disegna un lego ninjago :/ "


Se dovessi organizzare io le giornate di tre individui mi perderei subito. Questo lavoro per fortuna vede tutti i componenti della famiglia impegnati sul fronte, condividendo passo passo. Posso contare sull'appoggio di nonni che supportano le uscite da scuola, su un marito flessibile e quando qualcuno di noi ha impegni importanti alza la mano e cerchiamo di incastrarci tutti al meglio. Molta flessibilità , e ne sto imparando tanta, e soprattutto voglia di passare il tempo con i miei ometti, per cui qualsiasi gimcana giornaliera vede poi la bellezza di rincontrarli. Per me è l'amore quel motore che mi permette di non sentire fatica e che mi fa andare. Oltre al cercare di semplificare le cose, che aiuta!

Mentre partecipavo alla festa a tema dei 40 anni della mia migliore amica: in collegamento con circa 30 persone su zoom, a mio figlio gli viene un attacco di mammite, fame e voglia di esplorare il computer. Essendo vestita a tema solo per metĂ , come da copione della migliore videoconference, ho dovuto fare delle divertenti acrobazie per non diventare la clown della festa!


Superato il panico iniziale che ho avuto quando ci hanno confermato la chiusura dell'azienda, e dopo aver realizzato che saremmo rimasti chiusi tra le quattro mura di casa, mi sono detta che per vivere al meglio questa situazione dovevo pensarla come un'opportunità di cambiamento e crescita. Ho cominciato a organizzare la mia giornata e di conseguenza quella dei miei figli, i quali stavano per affrontare una situazione complessa e nuova! Per non cadere nell'apatia o nella frustrazione di non dover far niente, la mattina mi alzavo presto per andare 1 ora a camminare nel nostro cortile condominiale, poi salivo e iniziavano le videolezioni dei ragazzi che avevo sistemato in due stanze diverse della casa. Chiaramente non è stato facile per loro adattarsi e questa fredda modalità di studio, stare davanti ad uno schermo in casa propria dove le distrazioni sono a portata di mano, seguire l'insegnante che spesso parlava a scatti per i vari problemi di connessione, la poca comprensione di quando i ragazzi rispondevano a una domanda dell'insegnante rivolta a tutti, la rabbia di non poter vedere nessuno, di non poter socializzare guardando negli occhi la/il migliore amica/o... dovevo essere io a distrarli da tutta questa negazione di libertà , ho pensato.


A fine mattinata pranzavamo e nel pomeriggio ci divertivamo con i lavoretti in casa.... Abbiamo rimbiancato 4 stanze, abbiamo scartato e riverniciato 2 mobili, ci siamo divertiti a cercare quei calzini spaiati e abbandonati che stavano in un cassetto da mesi, abbiamo giocato a carte, letto libri e articoli mai letti prima e abbiamo scoperto la passione per cose mai prese in considerazione, abbiamo costruito le tessere del Memory per passare il tempo, abbiamo cambiato le foto in casa, abbiamo dipinto 2 cornici che alla fine sono risultate orrende, abbiamo fatto esperimenti in cucina riempiendoci di farine di ogni tipo... Insomma ne abbiamo fatte veramente tante! Questo triste evento ci ha permesso di fermarci da una vita troppo spesso frenetica, dove ci sembra di non avere mai tempo per niente, dove la parola "pazienza" sembra non far parte del nostro vocabolario... Ci siamo guardati dentro e abbiamo scoperto un mondo quasi nuovo... Abbiamo alzato la testa e dato sfogo alla nostra creativitĂ , spesso sostituita dal telefono e dalla televisione, ma soprattutto ci siamo divertiti e siamo stati veramente insieme!


La salvezza è il “disattiva webcam e microfonoâ€? nelle riunioni dove devi solo ascoltare, in modo da poter preparare il pranzo, se capita!

A me pare che tutte le giornate, con o senza quarantena, siano vette inarrivabili di multitasking, forse bisognerebbe ridurre un po', piuttosto. O forse no, non ne sarei capace. Lo faccio sul momento Metto tutto in mezzo e poi faccio un poco qui un poco lĂŹ: metto a fare una torta e mentre cuoce suono il sax, stendo i panni e nel frattempo chiamo un'amica.


Paradossalmente per me ci sono stati anni ancora più “acrobatici” del 2020, per esempio il 2007 quando il mio babbo si è ammalato di tumore al pancreas e io ho dovuto affrontare la malattia psichiatrica della mamma, con tutte le implicazioni di dolore personale... e tutto questo avendo figli piccoli e lavoro... Altro anno acrobatico per me è stato il 2014: i miei 50 anni, quando mio marito è partito per lavorare stabilmente in Africa e successivamente in Asia, lasciandomi con 2 figli maschi adolescenti, il babbo anziano e malato, la mamma in RSA... Il 2020 ha riunito la nostra famiglia. Mio marito è rientrato a casa e lavora in smart working, Gabriele ha terminato il Master e lavora da casa insieme al padre nell'ufficio creato in mansarda. Giacomo segue le lezioni della Facoltà di Medicina, online. Io mi divido tra il babbo, ormai bisognoso di assistenza continua, la spesa, la cucina e varie scartoffie di vicende burocratiche che devono essere risolte... La mia strategia di sopravvivenza al superlavoro (4 uomini affamati a pranzo e cena) è la zumba: la mia insegnante di fitness e zumba, ormai senza lavoro a causa dei lockdown, dà lezioni a domicilio e viene nel mio giardino... Musica a palla e vai con la zumba Un anno particolare il 2020!!!


Mentre lavoravo rispondendo a mail complicate, seguivo mio figlio in videolezione e nel frattempo facevo la spesa sul sito Esselunga, scoprendo che non avevano slot liberi

Il multitasking dicono sia una prerogativa delle donne, quindi partiamo avvantaggiate. In questo sono molto vintage, nessuna app o supporto digital, foglio di carta e penna, lista di cose da fare da depennare via via che le faccio. Essendo da sola e non dovendo coordinare figli o altro, forse sono più facilitata rispetto ad altre donne. Anche se a volte, anche da single, coordinare il meeting a ridosso del pranzo, il pranzo da preparare, la presentazione da inviare ecc... richiede uno sforzo multitasking non indifferente!.

Il picco l’ho raggiunto quando, tra un meeting per un progetto e una riunione di team, ho deciso che era il momento di accendere contemporaneamente il forno per fare un dolce per la colazione, un altro fornetto per cuocere le verdure per la cena, attaccare l’aspirapolvere per portarmi avanti con le pulizie e scaldare il bagno con una stufetta in previsione della doccia... L’impianto elettrico non ha sopportato il mio essere troppo multitasking ed è saltato tutto in aria!


Sabato spesa, domenica meal prep, venerdì/sabato pulizie, stiro abolito! (Solo le camicie del marito)

Compiti pulizie ordine pranzi e cene!!! Calcio sport e serenità in questo momento folle La vita familiare quotidiana è basata su una precisa organizzazione dove tutti gli elementi si incastrano. Anche qui

Utilizzando 4 agende diverse

essenziale la disponibilità del babbo.

Cerco di pormi dei compiti e degli obiettivi che so di poter raggiungere. Meglio avere in programma poche cose ma che sai di poter portare a termine che sentirmi sopraffatta perché non sono riuscita a far tutto.


Semplicemente evitando il lavoro nelle ore extra. Non

Non organizzo, mi adeguo ai ritmi della mia bambina

rispondo all’ora dei pasti e dopo cena non guardo le mail che arrivano.

Quasi ogni giorno direi... Non mi fermo

Correndo senza mai fermarmi... anche in quarantena

mai, sia mentalmente che fisicamente. Moti perpetui tra faccende, intelletto e affetti.

Riesco ancora a fare piĂš cose insieme anche se ultimamente le gaffe si moltiplicano! Pianifico le cose da fare mettendo degli alert (sveglia!) per non scordarmi di niente. Ho iniziato a chiedere ai figli di svolgere una serie di mansioni in casa! Del marito non mi lamento.


Durante il primo lockdown ci siamo trasferiti nella casa di montagna con i miei suoceri, cosÏ durante il giorno potevo lavorare mentre loro si occupavano del bambino e della casa... Adesso la mattina porto il bimbo a scuola e lavoro fino alle 16 evitando la pausa pranzo, poi lo riprendo e giochiamo insieme fino alle 18 poi se il padre è in comodo mi dà il cambio, altrimenti metto il pupo davanti alla tv e preparo la cena, sistemo casa e concentro tutto quello che non sono riuscita a fare durante il giorno in un'ora.

Con una routine che inizia per ascoltare me stessa

Letture, film, lavoretti, cene insieme, cucina

Sono solo io in casa, ma sono "tanta": ci sono tante cose che faccio e amo fare. Pur avendo sempre con me un'agenda di carta, mi perdo nella miriade dei miei impegni. Ho bisogno di scrivere ogni mattina, dopo colazione, su un post-it rigorosamente giallo, a matita, un elenco puntato delle cose da fare da mattina a sera. Anche cose tipo: doccia!! depilazione!! in ordine cronologico. Questo mi aiuta, ogni mattina, a sapere esattamente cosa fare.


Sveglia alle 7, preparo me,

Non ho figli

colazione per tutti, sveglia bambine 7.20, colazione scuola e asilo e io lavoro in smart fino alle 13. Poi riprendo le bimbe, pranzo, sistemo, metto a letto la piccola. Lavoro ancora una o due ore mentre la grande fa i compiti. Poi docce, giochi, preparazione cena. Alle 7 rientra mio marito, cena, si sta un po’ insieme alla tv e metto le bambine a letto. Un'ora per me e mio marito e poi crollo!!!

Accompagnare i figli a scuola, riordinare casa, iniziare a lavorare, mentre fai la lavatrice, poi asciugatrice, mentre rispondi ai clienti al telefono e le chiamate su Skype dei colleghi. Controllare i compiti ripassare con il figlio per l'interrogazione e poi preparare da cena, accendere il camino e fare le castagne, poi tutti a letto, piĂš o meno lo standard giornaliero.


Risposte a due cellulari, un

Male

computer, acqua della pasta a bollire, campanello che suona, suonerie, ecco un insieme di rumori, tutto insieme, da accordare.

Ho una to do list non troppo impegnativa che mi impongo di rispettare.

Prima cosa, colazione alla gatta. Poi penso a me. Poi un’oretta di baby sitter alla nipotina. E poi inizio a lavorare.

Dopo il lavoro ho sempre preparato dolci per poter confortare i miei amori.

Non lo so ma in qualche modo ci riesco


Variare

Post-it, email autoinviate a promemoria, mi autoinvio anche dei messaggi whatsapp. La svolta è stata fare aggiungere il mio compagno al gruppo whatsapp delle mamme del nido. In generale ho affrontato molte volte l'argomento del carico emotivo cercando di far capire al mio compagno che "stavo perdendo colpi" e ci siamo ridistribuiti i compiti organizzativi equamente.

Ascoltare un webinar o partecipare a una call mentre prepari il pranzo, con la piccola che gioca ai tuoi piedi.

L’organizzazione non è esattamente il mio forte, improvviso per la maggior parte, come un giocoliere con tante palle colorate in aria...


Le vette del multitasking sono infinite, non si raggiungono mai! Penso sempre di arrivare a livelli da campionessa ma c'è sempre uno step successivo. Per natura sono organizzatrice e lo schema mentale per ordinare in maniera sensata gli impegni quotidiani si materializza senza volerlo anche durante la notte. La sfida è riuscire a rispettare il tuo schema ma poche volte è possibile. Ora che sono cresciuta, nonostante gli impegni crescano in maniera esponenziale, non mi sento frustrata se dalle intenzioni alla realtà c'è una grande differenza! E poi non voglio essere eccessivamente noiosa per

đ&#x;˜…

me e per chi mi sta accanto

Una misteriosa caccia al tesoro inizia alle 7 del mattino. Calzini? Trovati! Zaino del cambio? C'è!


Call con i colleghi giocando a lego con le mie bambine

Mi svito

Pianifico orari. Mattina lavoro ufficiale, mentre avvio 23 lavatrici e se ricordo metto qualcosa in forno (che mi avvisa a fine cottura, che se vi faccio la lista di roba bruciata e dimenticata sul fuoco, è un miracolo se son viva!), primo pomeriggio lavorini lavoretti che hanno una priorità in base al mero e vil denaro che mi giunge e non per contenuti o importanza. Nel mentre mi iscrivo a corsi di cose che ho lasciato nel tempo, o riprendo in mano libri abbandonati.

Pur vivendo sola, ma avendo tante anime, me ne devo prendere cura: me casalinga e massaia, me lavoratrice, amica con gli amici lontani, con una relazione in corso, me dj, senza serate... ecc...


Eh... a volte non lo so nemmeno io :) Comunque finché i figli vanno a scuola va tutto più o meno bene, quando invece ci si trova a condividere spazi e tempo... si fanno le acrobazie! Accordi semistabili tra marito e moglie, videochiamate con suoni vari in sottofondo, porte chiuse facendo barricate a prova di bimbi.

Inizio la giornata sempre con caffè e biscotti e lunghe chiacchiere con la mamma e poi si vedrà.

A una domanda simpatica,

Caricato la

rispondo con una

lavatrice, stirato

semicitazione che spero

camicie mentre

strappi un sorriso...

ero in riunione...

Il multitasking si fa, ma non

senza video

si dice!

ovviamente!


Grazie al mio elevato (anche troppo!) senso di responsabilità per quanto riguarda il lavoro. Mentre per gli affetti... in quel caso sono capace di smuovere le montagne!

Ogni tanto mi fermo e metto lo smalto

Non avendo figli, io e mio marito abbiamo gestito solo le rispettive madri, aiutandole con la spesa che portavamo ogni settimana per evitare che uscissero. Due donne del sud sono però come quindici ragazzini viziati: ognuna aveva il fruttivendolo preferito, la pescheria di fiducia, il macellaio amico, il supermercato migliore, le mozzarelle si comprano solo là, il pane solo di là, e così via. Secondo loro, la spesa si deve fare in quindici posti diversi. Il massimo è stata mia madre quando ha chiesto che l'olio Cuore fosse comprato al Conad e non al Sidis perché è comunque migliore! A mia suocera siamo riusciti a insegnare l'ordinazione telefonica per la consegna a domicilio. Mia madre alla fine si è arresa, si è bardata come un'operaia di Chernobyl, ed è uscita da sola a caccia delle mozzarelle giuste... Oooommm ooooommmmmm...


Facevo una riunione con mic spento, piegavo i panni

Vivo sola con gatta

e davo indicazioni alla bambina sui compiti. Mi sono vista dall'esterno e mi veniva da piangere.

La mia vita è una to-do-list! Adesso che ho anche molti clienti da seguire, ne ho una per ognuno di loro. Ogni mattina stilo le priorità , inserisco un tempo ipotetico per ogni attività , controllo con il timer e sono felice ogni volta che porto a termine ciò che mi sono prefissata!

Con quarantena le cose da organizzare sono essenzialmente lezioni e compiti di Francesco e un po' di svago insieme (film da concordare, giochi di societĂ , ecc). Poi bisogna organizzare i pasti stando attenti a evitare le schifezze.



BodyPositive: le acrobazie "estetiche" che ti fanno sentire bene



Camminare tanto, tanto! Curare il mio corpo per me stessa.

Un bagno caldo, avere il colore dei capelli a posto, mani minimamente curate, gambe decentemente depilate.

Truccarmi tutte le mattine e vestirmi come se dovessi andare a lavoro, il weekend qualche maschera per il viso.

Mi curo al meglio la pelle del viso, le unghie di mani e piedi, nonchĂŠ sto dietro alla depilazione.

L'olio post doccia. Ballare!


Mmm... poche! Ma tutto ciò che riesco a mettermi in faccia, da un asciugamano caldo a uno scrub, oltre a intrugli oleosi fatti da me con materie buone (e non preconfezionate) da mettere sui capelli, mi fa sentire che mi sto prendendo cura di me.

Quando me ne ricordo!

Vitamina C a gogò

Maschera viso quasi ogni sabato mattina, filo di trucco anche in casa per sentirsi meglio davanti allo specchio, a volte basta poco!

Il colore ai capelli perché la ricrescita non si può guardare

Cura dei capelli


Subito dopo il lockdown sono rientrata al lavoro, e poi ci sono state le ferie ma al rientro della vita quotidiana volevo dedicarmi un po' di piĂš alla fotografia. Catturare un momento, una situazione, un'emozione mi appassiona! Mi volevo iscrivere a un corso di fotografia che giĂ avevo in mente di fare prima del Covid, purtroppo ho trovato solo corsi online e per me il contatto (visivo) e la presenza fisica in un'aula sono importanti. La modalitĂ online mi dĂ la sensazione di freddo, di distaccato e mi coinvolge poco, quindi mi sono iscritta ad un corso di yoga che mi ha incuriosito durante il lockdown. Purtroppo l'ho portato avanti per poco, ma spero di poterlo riprendere presto!

Avere assoldato la mia istruttrice di palestra per farmi da istruttrice anche online, continuare ad avere cura di me come se niente fosse.

Pulizia serale viso e centrifuga al mattino


Manicure pedicure parrucchiere, terme o centri benessere (quando sono aperti). Di recente un servizio fotografico... coccole coccole coccole! Mi sono comprato la macchinetta per i capelli e mi sono scoperto un barbiere mancato!

Ogni tanto mentre sono al telefono faccio stretching con le gambe, altrimenti tiro su le gambe sulla scrivania o su una sedia.

Quando la casa dorme, maschera purificante sul viso, passito, quadretto di cioccolato e Netflix.

Maschere viso a gogò e pediluvio con oli essenziali đ&#x;˜?


Come rinunciare alla skincare routine?! Premetto che ormai sono appassionata (al limite del patologico) a tutte le creme e cremine antiage, rimpolpanti, antiossidanti, illuminanti... e potrei continuare! Mi fa stare molto bene prendermi cura con piccoli gesti, purificare il viso al mattino e alla sera, iniziare a lavorare (seppur spesso ancora in pigiama), con viso deterso, crema antietà e contorno occhi! :) E poi un filo di trucco pur sapendo che non incontrerò nessuno, neppure in video... ma lo faccio per me. Per vedermi piÚ carina quando mi specchio, aiuta l'umore!

Farmi lunghe docce, sfoderando il kit assai nutrito di prodotti di bellezza

Crema al corpo. Docce rinvigorenti. Mate da sorseggiare. Spostamenti di quadri e tenere ordinato il tavolo. Sgomberare dalle cose, come sgomberare pensieri.

Manicure


Ho deciso di dedicare

n/a

questi lunghi periodi di Smart Working alla lotta contro... le tanto odiate “culotte de cheval”. Ho iniziato con semplici esercizi mirati, per passare alle creme termogeniche per finire, ebbene sì, alle coppette anti cellulite! Ho limato solo qualche centimetro ma vuoi mettere la soddisfazione?! Stare immersa per un'ora dentro la vasca da bagno, può considerarsi una acrobazia estetica?? Io ho moltissimo bisogno, in realtà, di camminare. Fare una camminata al giorno, senza vera meta, senza

Yoga, truccarmi e mettermi le scarpe di vernice blu

pesi addosso, lasciandomi guidare dalle strade, dalle sensazioni, dalle intuizioni, dai colori dei muri, da quel che spio dentro le finestre.


Un filo di trucco per le call importanti e una piega (casalinga) tra un cambio panno, merenda e mail da inviare mi hanno ridato il sorriso.

Prendersi cura è diventato essenziale, la cura della pelle ad esempio, il riscaldamento della casa e lo schermo la fanno soffrire, spesso urge una maschera ristrutturante.

Qualche tutorial di trucco, oggi naturale domani luminoso, che in abbinamento alla tuta da casa risulta un po' improbabile ma che mi fa sentire leggera! E come, di questi tempi duri e strani, spesso in casa, non approfittare finalmente di consumare litri di tisana!

Il ritorno a metter creme e anche solo a guardare e a riconoscere il proprio corpo e il dirsi: "bada che topa!" allo specchio, come se fosse tornato ad essere oggetto presente e vivo e non solo il passaggio volante mattutino per vedere l'indecenza quotidiana.


Esercizi mattutini, vestirsi quasi come se si dovesse andare a un meeting professionale di persona e non dimenticarsi del parrucchiere ogni tanto.

Sforzarmi e riuscire a trovare tempo per prendermi cura di me... dalla ginnastica, alla crema o una qualsiasi altra coccola espressamente per me e solo per me.

Ancora troppo poco tempo per queste acrobazie con una bimba piccola.

Bagni in vasca crema corpo crema viso profumo


Sono nata su un pianoforte: l'attivitĂ fisica, non so cosa sia :-D :-D :-D Motivo per cui mi sono imposta una nuova parola d'ordine: benessere all'aria

HennĂŠ in testa e maschere idratanti e profumate per il viso

aperta!

Il mio segno distintivo sono i

Le bende della cinica đ&#x;˜‚

capelli fucsia, mi fanno stare bene, ho sempre pensato che sarebbe bello discendere dalle farfalle

Una doccia

invece che dalle scimmie, tutti colorati e svolazzanti... perciò durante il lockdown ho dovuto comprare una fornitura di shampo coloranti che facevo a casa. Duravano poco ma almeno per le dirette Facebook ero sempre riconoscibile. =D

Un po' di ginnastica e qualche crema giusta


In questo periodo molto poche... una pulizia del viso fai da te e un colore ai

La sauna! Una crema all'assenzio!

capelli...

Slanci con le gambe e lotta libera con mio figlio. Baci a cani e gatti.

Nessuna, mi sento bene se leggo, lavoro e cucino

Cerco di ritagliarmi una sera a settimana per fare

Fare pilates

un bagno caldo o un trattamento estetico casalingo.

Seguo programmi online,

La k-Beauty routine coreana

ho del tempo a disposizione per mangiare meglio, esco fuori a correre.

Una bella nuotata. Ma non si può... allora? Correre ascoltando Mika

Amo andare dalla estetista. Fare yoga. Camminare



Le Acrobate

è un progetto di mira! che punta all’empowerment femminile e alla libertà di espressione. Nato per piacere, portato avanti con un pizzico di orgoglio (anche in questi tempi un po’ particolari!) PROPONE EVENTI, immagini, idee e oggetti per chi pensa fuori dagli schemi

www.mirastudio.eu