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Sei un Typo Originale? Cinque storie di carattere


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Più Libri Junior Più libri junior nasce nel 2009 come gioco letterario di Più libri più liberi dedicato ai più giovani. L’obiettivo del progetto è stato sin dalla sua ideazione quello di proporre alle scuole un’attività che potesse coinvolgere i ragazzi al di fuori del contesto fieristico, attraverso un’iniziativa di promozione della scrittura. Ai partecipanti si chiede di mettersi in gioco con creatività e immaginazione per dare vita a dei racconti brevi, che sviluppino ogni anno una tematica differente. Alle «Storie per attraversare i muri» della prima edizione, incentrate sul tema del ‘muro’ inteso nella sua accezione più semplice o come metafora, sono seguiti nel 2010 le «Storie che fanno eco», ovvero racconti dedicati al tema del rispetto dell’ambiente, nel 2011 le «Cinque storie da mangiare con gli occhi», in collaborazione con cinque illustratori che hanno stuzzicato l’inventiva dei più giovani, fino alla passata edizione con «Qui comincia l’avventura» per far raccontare ai ragazzi un’infinità di mondi possibili, fantastici e avventurosi. Quest’anno abbiamo intitolato il gioco «Che typo sei?» invitando gli studenti a scrivere i loro racconti incentrandoli sul ‘carattere’. Il carattere tipografico con cui si stampano i libri, ma anche il carattere personale che descrive ognuno come un tipo diverso dagli altri. Il carattere che dà specificità agli individui, ma anche il carattere che dà identità ai libri scegliendo come presentarli ai lettori. In tanti hanno risposto e il risultato è ancora una volta un libro sorprendente che racconta i punti di vista dei nostri ragazzi su loro stessi e sul mondo. La giuria che ha selezionato i racconti di quest’anno è composta da Giovanna Zoboli (editrice per ragazzi), Anna Castagoli (autrice e illustratrice), Paola Cantarelli e Giulia Caminito (Minimondi). Tutti i racconti arrivati sin dalla prima edizione sono pubblicati sul sito www.plpl.it. 3


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Introduzione Quanti tipi esistono nel mondo? Simpatici, vivaci, malinconici, intraprendenti, impazienti, amichevoli, cupi, silenziosi, impiccioni, creativi. Si potrebbe continuare all’infinito! Anche le lettere possono avere una personalità? Giambattista Bodoni pensava di sì. Giovane stampatore, abile tipografo, divenne famoso in tutto il mondo per la creazione di un carattere che nel corso dei secoli avrebbe dato vita a una vera e propria famiglia di «tipi»: i moderni bodoniani. A duecento anni dalla sua morte torna più che mai la sfida, di fronte all’ingresso in campo dell’e-book, di dare spazio ancora a chi, grazie al lavoro manuale e fisico del tipografo, ha dato un’impronta connotata da eleganza, sperimentazione e modernità alla stampa su carta. A chi ha dato ‘carattere’ ai libri. Così abbiamo chiesto ai ragazzi di raccontarsi, descriversi, immaginarsi come se fossero una lettera stampata, ognuno con il proprio carattere. Ognuno un tipo diverso dagli altri e per questo speciale. C’è chi ama fare domande e scoprire risposte. Chi gioca spesso al computer e controlla sempre il cellulare. Chi vorrebbe vivere in un barile come Hucklberry Finn. Chi veste alla moda e ammira il design. Chi beve tè alle cinque e indossa camicette di seta. Chi ha maniere rudi e vorrebbe conquistare il mondo. Chi passeggia nel parco ogni mattina e siede spesso in veranda a guardare l’orizzonte. Chi con una penna in mano fa viaggiare l’immaginazione… Moderno, barbarico, selvaggio, curioso, raffinato, semplice, tecnologico, fantasioso. E tu che typo sei?

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Che Typo Sei?

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Due tipi semplici Lorenzo Bianchi, 1a F — IC Largo Oriani

Salve, sono il commentatore Lorenzo «il semplice». Il mio lavoro è quello di cercare tipi semplici, come il Signor Mattacchiotti e la Signora Svampitella, e raccontare la loro vita. Questi signori sono due coniugi che spesso litigano tra loro. Si odiano a vicenda ma nessuno vuole abbandonare la casa per mancanza di soldi. Sono molto molto semplici in tutte le cose: nel vestire, nel mangiare, nel ‘dormire’ e nel ‘russare’, ecc. La loro semplicità è caratterizzata anche dal modo di passare la giornata: il Signor Mattacchiotti la mattina si alza, va al bagno a fare… Poi si siede a tavola davanti ad una ricca colazione: pane, marmellata, caffè e biscotti. Appena mangiato va al lavoro; dopo cinque minuti di sonno sulla poltrona dell’ufficio, arriva il capo incavolato che gli dice di mettersi subito al lavoro. Dopo due orette di duro lavoro, il Signor Mattacchiotti prende mezz’ora di tempo per la pausa-pranzo. Mangia la solita insalatina e torna a guadagnare il pane. Verso le otto di sera arriva a casa stanco morto e con una fame da lupi. Per fortuna quando torna a casa la moglie gli prepara la deliziosa insalata di vermi, ali di pipistrello e cotoletta di fegato di ornitorinco. (Forse la cena è l’unica cosa non semplice di questa famiglia). Invece la signora Svampitella passa la maggior parte della giornata in casa a far faccende o ad accarezzare 9


la sua gatta Briciola. Verso le dieci di mattina va con le sue amiche a prendere il caffè al bar Fiorucci, va a fare la spesa al supermercato Doc e torna a casa a mangiare. Di pomeriggio cuce, guarda la Tv, legge, ecc. Insomma, è veramente una tipa semplice come suo marito, anche se non si somigliano per niente. In un solo giorno i due hanno dimostrato la loro semplicità in modo evidente: il Signor Mattacchiotti la mattina si è svegliato, ha fatto colazione ed è uscito subito. Per strada tutti stavano col cellulare in mano tranne lui che stava tranquillamente passeggiando attento alla strada e con la testa alta.Quando giunse l’ora del pranzo, scelse il solito mini-ristorantino, ormai coperto dal nuovo, gigante, affollatissimo fast food dei Barbarocchi, i suoi vicini di casa. Tornando a casa scelse il solito autobus numero 44, al posto di usare la macchina che inquina molto. Ma anche la Signora Svampitelli quel giorno non fu da meno: appena svegliata andò al solito bar con le solite amiche a bere solo un caffettino macchiato al posto dei pasticcini o dei cornetti. Alla Doc comprò solo un po’ di mortadella invece dell’ipercalorica torta con wurstel, salame, mortadella, prosciutto e salsicce o invece della torta «Kinder». Tornando a casa, a piedi, trovò la sua amica Geppi (Giuseppina) che stava innaffiando delle piante sul suo terrazzo che confina con la strada. Geppi la invitò ad entrare. Siccome 10


quest’ultima è un po’ anziana, la Signora Svampitelli l’aiutò ad innaffiare e a fare delle faccende domestiche. Un’oretta dopo se ne andò a casa a mangiare pane e stracchino (che bontà!!!). Quando il marito tornò dal lavoro i due si raccontarono le giornate e ognuno si volle complimentare con l’altro per l’ottima giornata passata. Dopo cena si misero a guardare «Ballarò», il loro programma preferito, con Maurizio Crozza e Giovanni Floris. Quella sera si divertirono veramente tanto e verso le undici si addormentarono tutti e due sul divano matrimoniale. La mattina dopo, invece furono abbastanza tecnologici (si fa per dire!), ma non molto semplici. Infatti quella mattina Roberto Mattacchiotti andò a comprare un computer. Portato a casa, Roberto iniziò subito ad usarlo e in qualche modo (ma per puro caso), riuscí ad accenderlo e ad andare su internet. E lí si sbizzarrí; cercò informazioni di ogni tipo: come si sbuccia la pera, come si gioca a calcio, come si fa a diventare Antonio Banderas, ecc. Naturalmente fece tutto con la massima calma e semplicità, anche se era molto emozionato. La moglie invece mantenne il solito e monotono atteggiamento di sempre, quello che per lei non cambiava mai. Spero che questo racconto sulla vita dei nostri giorni e sulla semplicità vi sia piaciuto e che possiate prendere esempio da questi due pazzerelli ma simpatici coniugi: Roberto Mattacchiotti e Francesca Svampitella.

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Elzidin, il selvaggio Zemir Reka, 2a C — IC Nando Martellini

Il giorno 28 maggio 2013 ho conosciuto un ragazzo di nome Elzidin. L’ho conosciuto via Facebook, un programma molto bello dove puoi fare nuove amicizie. Elzidin ha 14 anni, vive a Parigi in Francia ma d’estate viene in Kosovo a trovare i nonni e gli amici. Quest’anno ci siamo conosciuti meglio: infatti ho capito che è un tipo selvaggio e fantasioso. Elzidin non è un tipo brutto né bello non segue molto la moda ma se qualcuno gli dà fastidio lui gli molla un sacco di cazzotti. Io grazie a lui non sono mai stato menato. Tutti lo prendono in giro perché è un po’ cicciotto,e lui gli molla un sacco di cazzotti; è anche un tipo fantasioso, pensa sempre a vincere, a diventare ricco, a diventare il calciatore piú forte del mondo e di giocare nel Real Madrid, Marsiglia o Barcellona, cose che non succederanno mai. Lui anche se è cicciotto corre come una gazzella. I momenti piú belli che abbiamo passato insieme sono quando abbiamo vinto il torneo di calcio e poi ad un’altro torneo siamo arrivati in finale. Stavamo perdendo 6 a 3, stava per finire la partita allora Elzidin si è messo a correre verso la coppa nessuno se ne è accorto, la voleva prendere, quando la prese è uscito dal campetto e loro lo rincorrevano, lui scappava ma alla fine l’hanno preso. 13


Con lui ho anche passato momenti brutti quando un suo amico gli aveva detto che io mi volevo fidanzare con la sua ragazza, infatti era arrivato a casa mia e mi diceva andiamo ad allenarci che aspetti sbrigati, siamo andati al campetto e mi ha mollato un cazzotto. E poi mi ha detto il perché e io gli ho detto che non era vero che mi volevo fidanzare con la sua ragazza e poi abbiamo fatto pace. Un’altra cosa brutta che abbiamo passato io, Elzidin e suo cugino è quando ci siamo persi, non riuscivamo a trovare la strada perche al mio paese piove spesso. Quando piove c’è un sacco nebbia e non si vede nulla ma poi alla fine siamo tornati sani e salvi a casa. E adesso è uno dei miei migliori amici.

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Sono un tipo tecnologico Luca Sorace, 3a B — IC Aristide Leonori

Ciao, sono Luca, ho 13 anni e vivo a Roma. Sono un tipo tecnologico non perché ho gli ultimi cellulari costosissimi con le meraviglie di ‘sto mondo e quell’altro sviluppati dalla NASA, o computer super tecnologici con un processore intel i7 dualcore… anzi, l’esatto contrario! Io piú di avere, in vari campi, preferisco conoscere, infatti, sono bravissimo a ‘smanettare’ oggetti elettronici, nel senso che li so smontare, rimontare e, se sono rotti, ne so trovare il problema. Sono anche ‘bravino’ a programmare codici semplici, come quelli di C++, ma le basi le conosco. Sono anche un tipo curioso: voglio sapere sempre un po’ tutto di quasi tutti; anche se non è che seguo cose tipo TG mattina, pomeriggio, sera, 12:00, 12:01 ecc… oppure i giornali. I TG li odio proprio ma i giornali, be’…, si, quando me ne capita uno in mano, lo sfoglio e se trovo qualcosa di interessante lo inizio a leggere e guai se qualcuno mi interrompe voi, da quello che avete letto mi immaginate laborioso, espansivo, allegro, calmo, riflessivo… Sí, lo sono, quasi sempre, ma appena è sera e non ho niente da fare mi rende un senso di tristezza, malinconia, solitudine, insicurezza e divento pessimista e con poco voglia di fare. Ed è a questo punto che mi rifugio nella cosiddetta ‘vita asociale’: play, computer, TV sono tipo una droga, piú continui ad usarli e piú ti viene voglia di continuare a farlo. Poi, almeno 17


per me, non è che se li uso le mie sensazioni passano, mi distraggo solo, non pensandoci quindi quasi sempre appena devo fare qualche altra cosa mi rivengono subito in mente. Cosí facendo mi si crea una dipendenza con queste ‘diavolerie elettroniche’ e anche se capisco cosa mi fanno dentro io, non so perché, continuo ad usarle, all’infinito. È proprio per queste ‘cose’ (non trovo altro modo per definirle) che quasi sempre non rispetto gli impegni o gli orari. Quindi tra gli aggettivi che mi caratterizzano aggiungiamo anche disattento. Un’altra cosa che faccio quando mi annoio è usare le mie luci da discoteca. Sí avete letto bene: ho una mini-discoteca in casa. Qualche problema? No, bene. Voi ora vi starete chiedendo: «Ma Luca, allora perché non lo hai detto prima?» e io vi rispondo: perché questo, invece di una semplice distrazione, è piú che altro per il mio lavoro. Sí, lavoro, sono un tecnico delle luci: le persone mi contattano per organizzare feste spettacolari, io vado lí metto qualche musica e ‘muovo’ le mie luci e poi, a fine festa, la cosa piú importante, mi pagano. In genere mi danno 20 euro a serata. Per me, visto la mia età, sono relativamente tanti. L’anno prossimo il mio lavoro diventerà ‘ufficiale’ perché, molto probabilmente, mi assumerà una ditta 18


di audio e luci per lo spettacolo: la MadMan Production; che non a caso, è la ditta da cui ho acquistato tutte le mie luci da discoteca. Ma ritorniamo a prima, questo senso di solitudine viene anche dal fatto che molte persone, non so perché, mi scansano, quindi finiti quei tre amici che stanno con me, non ho altra scelta e quindi cerco, mentre chatto con qualcuno, di giocare a qualcosa. È per questo che vengo considerato asociale e le persone mi scansano… È un ciclo infinito! Un’altra cosa per questo senso di solitudine è che non sono fidanzato, o meglio, la mia fidanzata è in Polonia e quindi oltre a chattare e a video chiamarci con Skype non è che posso fare tante cose… Quindi ricapitolando la mia giornata tipo: la mattina vado a scuola, esco, pranzo, faccio i compiti, uso le luci e dopo un po’ vado a fare attività extra scolastiche o sport. Se non esco tardi vedo se almeno uno dei miei amici è libero. Se sí, vado con lui in giro per Acilia. Se nessuno è libero vado ‘modalità vita asociale’ e mi drogo di questi monitor… La mia vita, quindi, quasi sempre è uno strazio!

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Selvaggia Monia Terlizzo, 1a B — IC Via Anagni 48

Io sono selvaggia, proprio cosí, sono fatta cosí, mi piace arrampicarmi ovunque, guardare film d’avventura e… menare mio fratello. Indosso sempre, sempre ma sempre una tuta per muovermi, i miei colori preferiti sono il rosso, il colore piú ribelle, quello che, se ti ci sporchi, la macchia non si leva piú, il celeste, come il cielo che ogni giorno penso di poter toccare, e per ultimo il verde come la natura che mi diverte piú di tutto e mi piace osservare. Ogni selvaggio però ha le sue debolezze e io ho le mie: ho le vertigini e ne soffro tremendamente, non so nuotare e l’acqua mi terrorizza, sono claustrofobica, e ogni qualvolta mi trovo chiusa in un piccolo posto, mi manca il respiro e comincio a urlare. Ora vi lascio perché è finito il tempo della scrittura libera e la mia mano comincia a reclamare e penso che si vendicherà presto.

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Questa sono io Chiara Fiammetta De Santis, 1a F — IC Largo Oriani

Ciao a tutti, io sono Puffy, uno dei personaggi dei disegni di Fiammetta. Sono uno dei primi scarabocchi che ha fatto Fiammetta con i suoi genitori, quindi vi racconterò chi e com’è lei. Fiammetta, fin da quando è nata, è stata una bambina curiosa e fantasiosa. Lei ha sempre chiesto domande di ogni tipo. Ogni cosa che sentiva in tv o dalle conversazioni, chiedeva ai genitori: «Che significa? Che cos’è? Come si usa?»… Per esempio, quando aveva quattro anni, ha chiesto al papà: «Papà, come mai quando io e Ciccio (nomignolo di suo fratello) mettiamo l’acqua nelle formine e poi in freezer diventa ghiaccio?» Mi ero scordato di dirvi che Fiammetta ha tre fratelli: Alessandra detta Sandra, Adriano che è il piú grande e il terzo, Francesco detto Ciccio. Da poco Fiammetta è anche zia: il 16 luglio del 2011 nasce Altea, la primogenita di Adriano e prima nipote di Fiammetta. Inoltre Fiammetta ha anche un cane (in realtà è di suo fratello Francesco) di nome Trippa ed è sempre stata la sua passione. Lei si interessava ad ogni genere di argomento, soprattutto nel campo scientifico. Per esempio chiedeva al padre: «Papà, che cosa sono le comete? Come mai i vulcani eruttano? Come mai ci sono i terremoti? E l’arcobaleno che cos’è? Perché ha proprio 23


sette colori e non otto?» o la sua preferita «Esistono gli alieni?». Con il papà ha fatto lunghe passeggiate in montagna e lí ha sviluppato tre sue passioni: la montagna, con i fossili la paleontologia e la fotografia. In montagna si è sviluppata altra curiosità, la geologia, infatti al padre chiedeva: «Come si formano le montagne? Come mai qui in cima si trovano fossili marini e non vicino al mare?» Il padre le ha trasmesso un’altra passione: le stelle. Fin da piccola, grazie alle spiegazioni del padre, in questo argomento è stata preparatissima. Presa dalla curiosità, trovò un documentario di astronomia e lí scoprí cos’erano le «pulsar», i «raggi gamma»… Un giorno il padre le propose di vedere un film di fantascienza, sapendo il suo interesse e la sua curiosità per questo genere di film e di argomento: 2001: Odissea nello spazio e un altro pomeriggio la sua continuazione, 2010: L’anno del contatto. Le piacquero un sacco tanto che il padre gliene fece vedere un altro, che poi divenne il suo preferito: Contact. Dopo averlo visto si iscrissero anche al SETI (Searcing Extra Terrestrial Intelligencies), un programma di ricerca di altre forme di vita intelligenti, dell’università di Berkley (California, Usa). Questo programma usa i computer degli iscritti per analizzare onde radio che catturano i radio-telescopi. Da quel momento in poi decise che cosa voleva fare da grande: l’astronoma. Cambiò mestiere molte volte: in quarta elementare, studiando gli animali, decise di fare la zoologa, trovando 24


i fossili in montagna la paleontologa, interessandosi ai terremoti e ai vulcani la geologa, infine decise l’astronoma e adesso opta per la fisica. Sa che per diventare astronoma deve laurearsi in fisica e poi prendere la specializzazione, quindi se cambiasse idea… Vorrebbe lavorare per il SETI. Adesso che studia un po’ di fisica si sta davvero appassionando. Insomma, la sua curiosità non ha limite, in ogni campo. Le piace anche a geografia. Infatti, i suoi genitori, facendole fare molti viaggi le hanno sviluppato curiosità anche in questo. A lei le piace molto viaggiare e questo lo vorrebbe trasmettere anche ai suoi figli. Vorrebbe visitare tanti posti: l’Australia, il Sud Africa, la California, la Cina, l’Alaska… vorrebbe anche scrivere a bambini o suoi coetanei di altra nazioni o magari continenti. Ma lei si interessa anche delle sue origini, infatti sa i suoi antenati fino al suo quintisavolo da parte di padre. Facendo uno di questi viaggi, andò ad Amsterdam, la sua città del cuore, e visitò la casa di Anna Frank. Finita la visita chiese al padre della guerra, delle deportazioni, di come vivevano i suoi nonni in quegli anni di conflitti. Si interessa anche ai minerali, infatti, ne ha una collezione di circa 60. Tutto si può dire di Fiammetta tranne che non sia curiosa.

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Credits

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Un progetto di Delle circa 50 mila novità editoriali prodotte ogni anno in Italia solo 3 mila sono facilmente reperibili nelle librerie. Per lo più si tratta di best seller editi da Case editrici che possono giovarsi di politiche commerciali aggressive e di campagne di promozione molto incisive. È da questa considerazione che nasce l’idea di Più libri più liberi, La Fiera Nazionale della piccola e media editoria che grazie all’intuizione dell’Associazione Italiana Editori, al sostegno delle Istituzioni locali e nazionali, da 12 anni, si svolge a Roma presso il Palazzo dei Congressi dell’EUR, coinvolgendo marchi di aziende editoriali provenienti da tutta Italia. Lo stesso nome Più libri più liberi riflette i principi ispiratori e gli obiettivi della manifestazione: dare visibilità ad un tesoro solitamente nascosto agli occhi dei più, fornendo contemporaneamente agli operatori del settore italiani e stranieri occasioni di dibattito per discutere le problematiche del settore e per individuare le opportune strategie. www.plpl.it

Curato da Minimondi  è una delle più importanti realtà culturali nel settore della promozione alla lettura, dell’editoria e dell’illustrazione. Nasce nel 2001 come Festival Internazionale di Letteratura e illustrazione per ragazzi avendo come obiettivo iniziale quello di avvicinare i più piccoli, i loro genitori e gli adulti in genere al mondo dei libri, dell’editoria di qualità, dell’arte e dell’illustrazione attraverso strumenti nuovi e creativi: mostre, laboratori, incontri con gli autori e spettacoli. Oggi l’Associazione Minimondi è un vero e proprio marchio di qualità per tutto ciò che ruota attorno al mondo dei libri. www.minimondi.com 28


Si ringraziano Anna Castagnoli  è nata a Versailles (Francia) nel 1971. Laureata in Filosofia Estetica, è autrice e illustratrice di numerosi album illustrati; da cinque anni cura lefiguredeilibri.com, blog di critica e approfondimento della letteratura illustrata. Come critica, inoltre, collabora con diverse riviste internazionali: Hamelin (Italia), Hors Cadre[s] (Francia), Fuera [de] Margen (Spagna). Insegna illustrazione all’Università di Zaragoza e tiene dei corsi in diverse scuole italiane. I suoi libri, in Italia, sono pubblicati da Topipittori e Logos edizioni. Attualmente vive a Barcellona. Bibliografia: Quello che ho da dirvi, Einuadi Ragazzi 1997, Italia; Nadeem andata e ritorno, Sinnos 2005, Italia; El caballero Pepino, OQO 2007, Spagna; Caminos sin nombre, OQO 2007, Spagna; La increible historia de la niñapajaro y el niño Terribile, illustrazioni di Susanne Janssen, OQO 2008, Spagna; Hippocrate. Le médecin de l’île aux jasmins, Seuil Jeunesse 2008, Francia; Il grande viaggio, illustrazioni di Gabriel Pacheco, Logos 2009, Spagna; Calendario, Città del Sole 2009, Italia; Magliette del compleanno, Città del Sole 2011, Italia. In prossima uscita. La famiglia Knitter, testo di Guia Risari, A Buen Paso, Spagna; La poesia dei mesi di Giuse Quarenghi, Topipittori, Italia. www.annacastagnoli.it / www.lefiguredeilibri.com

Giovanna Zoboli  è scrittrice ed editrice. Insieme a Paolo Canton, ha creato, nel 2004, il marchio editoriale Topipittori, di cui è editor e art director, specializzato in volumi, illustrati e non, per bambini e ragazzi. I suoi libri, oltre una trentina di titoli, sono pubblicati in Italia e all’estero. Svolge attività di studio e formazione sui temi della cultura rivolta a infanzia e adolescenza, con interventi editi da blog, cataloghi, riviste, e attraverso incontri, lezioni, corsi. Dal 2010, cura giornalmente il blog di Topipittori: topipittori.blogspot.it. Vive e lavora a Milano.

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