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sabato 19 febbraio 2011

Veleni È il primo effetto del “Reach”, il nuovo regolamento dei prodotti chimici. Molti i settori

interessati dai divieti: cosmetica, edilizia, auto e tessile. In esame altri 40 elementi «preoccupanti»

Alessandro De Pascale

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© CASTELLANI/ansa

Stop dell’Europa a sei sostanze cancerogene

Salute Federico Tulli

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alle dinamiche di formazione delle malattie genetiche rare allo sviluppo del cervello. Oggi se ne sa molto di più grazie a uno studio del tutto “made in Italy” che fa luce sui meccanismi con cui si formano particolari cellule nervose alterate in diverse patologie genetiche, come la corea di Huntington. A descriverlo sulle pagine della rivista Journal of Neuroscience è il gruppo di ricerca Telethon coordinato dal biotecnologo molecolare Giorgio Merlo (Università di Torino), con la collaborazione di Enzo Calautti (Istituto Telethon Dulbecco) e di Elena Cattaneo (direttrice del Centro di ricerca sulle cellule staminali all’Università di Milano). Da alcuni anni Merlo e il suo team studiano, grazie a fondi Telethon, un gruppo di geni (Dlx) che, se alterati, sono responsabili di malattie genetiche rare caratterizzate da difetti dello sviluppo dello scheletro già durante la vita embrio-fetale, ad esempio la mancata saldatura del palato e le malformazioni di mani e piedi. Analizzandone il funzionamento, i ricercatori hanno constatato che questi geni giocano un ruolo molto importante anche nello sviluppo del nostro cervello, in particolare nella formazione

ei sostanze chimiche dannose per la salute e l’ambiente, attualmente presenti in vestiti, giocattoli, vernici, detersivi, cosmetici e libri, saranno messe al bando in tutta l’Unione europea. La decisione è uno dei primi effetti dell’entrata in vigore del regolamento comunitario “Reach” (Registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche), in costante revisione. Entro aprile si arriverà infatti alla versione 2.1 del regolamento. Tutte le aziende che producono, importano o adoperano oltre mille tonnellate di sostanze chimiche (quelle in uso sono I componenti messi 30mila tra acidi, me- al bando sono acidi talli, solventi, tensio- plastificanti. Due di attivi, colle), si sono loro (Dehp e Dbp) infatti dovute registrare presso l’Agen- sono molto usati zia europea per le come additivi nei sostanze chimiche giocattoli in Pvc (Echa) entro la fine del 2010. Nelle mani dell’Echa so- sostanze messe al bando sono il cante per vinile spuma, adopera- morbidenti, agenti smacchianno così arrivati ben 24mila dos- Dehp (plastificante base del Pvc to come mattonelle da pavimen- ti, deodoranti e altri prodotti dosier, di altrettante aziende. Siste- dalla grande flessibilità, usato an- to e per coni di traffico, nastri tra- mestici), l’Mda (indurente usamaticamente valutati dalla Com- che per pavimenti, coperture, fi- sportatori, cuoio sintetico); il Dbp to nelle resine per rivestimenti, missione europea sulla base dei ri- li, cavi, tubi, profili, adesivi, sigil- (componente del Pvc e dei plasti- in alcune tubazioni o negli adesischi per la salute e l’ambiente Bru- lanti, gomma, vernici, inchiostri ficanti acetati polivinilici, resina vi) e l’Hbcdd (ritardante di fiamxelles ha deciso la messa al ban- da stampa e tessuti resinati come di alchide, cellulosa etilica e gom- ma adoperato nei pannelli isolando delle prime sei sostanze chimi- la pelle artificiale, i sacchetti o le ma del cloroprene), il Musk xyle- ti, veicoli, tessili, mobili imbottiti che ritenute pericolose in quanto copertine di libri); il Bbp (plastifi- ne (ingrediente di detergenti, am- o rivestimenti interni). oltre ad essere cancerogene, sono «tossiche per la riproduzione, persistono nell’ambiente e si accumulano negli organismi vivenCresce il numero di piccoli colpiti da tumore. Un dramma che si consuma ogni ti». E due di loro (il Dehp e il Dbp) giorno, ma di cui si parla molto poco. La toccante lettera di un’associazione di genitori sono largamente usate come additivi nei giocattoli in Pvc. Sulla “black list” stilata dalla Commissione quelle «estremamente preoccupanti» e tuttora in fase di valutazione sono circa 40. Nuovi stop potrebbero quindi arrivare già entro aprile, quando uscirà la versione 2.1 del “Reach”. Al momento il divieto riguarda sei ftalati, acidi plastificanti usati per la produzione di materiali molto diversi tra loro: tessili, vernici, gomi sono morti di bambini ne alla radice del problema. Ci gli incidenti di percorso della vi- va ad indagare e ricercare se non ma, colle, pavimenti, materiali innocenti che fanno agi- sono poi le morti di Flavia, Nico- ta e quindi “normali”, e spesso i in occasioni del tutto eccezioisolanti per l’edilizia, cuoio, borse, tare l’opinione pubblica, lò, Sara, Francesco, David, Emi- dati sono minimizzati dagli stes- nali e che raggiungono un risalscarpe, libri, detersivi, detergenti, come quelle di Alessia e liano, Maria Jose e altri cinque- si addetti ai lavori, “per non crea- to mediatico adeguato (vedi i 7 cosmetici e addirittura giocattoli. Livia, le gemelline svizzere pro- cento bambini ogni anno che, re allarme sociale” continuando casi di Leucemia a Milano in un L’impatto sulle imprese sarà signibabilmente uccise dal padre. Ci sia pur altrettanto innocenti, ri- a rassicurare tutti che la sconfit- mese all’inizio del 2010 o il caso ficativo perché nel giro di 3-5 ansono morti di bambini innocen- mangono “invisibili”. Non se ne ta del male incurabile è ormai vi- di Radio Vaticana). Non si vuole ni queste sostanze non potranno ti che fanno mobilitare sindaci, vuole parlare forse perché met- cina. Ma la morte di un bambi- ancora gettare un raggio di luce più usarle. Se non con una specifiministri, cardinali, come quelle te troppa paura e il solo pensiero no non è mai normale e il can- nel buio mondo dei bambini ed ca autorizzazione, concessa dalla di Sebastian, Fernando, Patrizia fa inorridire. Queste morti, pur cro che li colpisce non può esse- adolescenti italiani che ogni anCommissione europea solo in cae Raul, i fratellini rom morti nel sconquassando le famiglie di ap- re considerato come una puni- no si ammalano di cancro, oltre si eccezionali e previa valutaziorogo della loro baracca a Roma partenenza e tutti gli affetti, in zione caduta dal cielo. Ci sono 2500 - con una incidenza molto ne degli esperti dell’Echa. Il Requalche giorno fa, e che fanno ri- maniera permanente, non fan- molteplici cause che interagi- maggiore che nel resto d’Europa. ach, secondo il commissario euchiedere con forza interventi ur- no notizia e non sembrano inte- scono tra loro per far esplodere In tema di diagnosi e cura, molropeo all’Industria Antonio Tajagenti e stanziamenti importanti ressare né i media, né i deciso- la malattia, e molte di loro sono to si è fatto e si sta facendo, anni, «spingerà l’industria a svilupdi fondi finalizzati alla risoluzio- ri politici. Vengono relegate tra note da decenni, ma nessuno le che con buoni risultati. Ma in tepare prodotti di sostituzione stimolando l’innovazione». Le sei

Prevenzione

Quei duemila bambini che restano “invisibili”

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e Neuroni e malattie rare Una scoperta italiana Salute Finanziato da Telethon e pubblicato sul Journal of Neuroscience, uno studio

dell’Università di Torino rivela i meccanismi di formazione di particolari cellule nervose

sempre in affanno. Tutta la ricerca in Italia lo è, alla mercé di strategie irresponsabili e prive di visione. Per non parlare delle procedure adottate dal governo per selezionare i progetti su cui investire, spesso inaffidabili o semplicemente volte a erogare quei pochi fondi pubblici agli amici degli

ma di prevenzione primaria c’è praticamente il nulla. La tragedia insita in ciò è ancora più beffarda ed ingiusta perché, con nostra grande sorpresa, la letteratura scientifica è ricca di studi che indicano quali siano le cause probabili e quelle certe di queste malattie. Come le origini spesso siano già nel grembo materno, è confermato dall’evidente incremento di queste patologie nel primo anno di vita che implica per forza di cose un’insorgenza a fronte di un danno già in età embrio-fetale.

si. Si pensi ad esempio come oggi, in una città come Roma, non ci sia un sistema o un organismo che rilevi tempestivamente come in una certa zona ci siano fino al triplo dei casi di leucemie infantili rispetto ai valori di incidenza standard. Solo la sensibilità di noi genitori ha fatto allertare in questa zona i vari soggetti interessati a vario titolo alla materia (Asl, pediatri, Arpa, ecc.) per approfondire la questione. Al momento e fino a ragionevole certezza dei dati in nostro possesso, non riveleremo la zona in questione, proprio per non essere tacciati di creare l’allarmismo tanto temuto; anche se è da considerare come gli effetti di un falso allarme siano per lo più transitori e limitati, mentre gli effetti negativi che si producono a seguito di false rassicurazioni sono durevoli, certi ed estesi, nonché capaci di diffondersi in forma incontrollata, producendo così danni irreparabili non solo alla salute, ma anche alla tanto cara economia, alla credibilità delle istituzioni e quella dei loro rappresentanti. Cosa fare allo-

ra? La IX Giornata Mondiale con- ta che facciamo, è quella di attro il cancro infantile promossa tivare da subito una rete di pein Italia da Fiagop e Aieop ci in- diatri “sentinella” che dovranno vita ad una nuova Alleanza Glo- avvistare e segnalare ,ad un apbale per rinnovaposito Centro Nare, tra le altre co- Auspichiamo zionale, tutti i casi se, il programma che dopo i primi di patologie tumodi prevenzione importanti passi rali pediatriche con e cura dei tumol’intento di avere già fatti vengano ri dell’età pediauna mappatura detrica. Noi auspi- attuati presto Piani gli stessi in un temchiamo che do- di prevenzione po pressoché coinpo i primi impor- primaria cidente con quello tanti passi fatti della loro diagnosi. tra le maggiori associazioni ope- I dati di questo Centro sarebberanti nel settore (Aieop, Airtum; ro quindi messi a disposizione di Fiagop; Isde e altre) per fronteg- una apposita task force, anch’esgiare quella che a pieno titolo de- sa da costituire contestualmenve essere considerata una vera te, di cui facciano parte epideemergenza, vengano ora struttu- miologi, tossicologi, pediatri, onrati e attuati concretamente, con cologi, genetisti e rappresentanil supporto dello Stato, adegua- ti delle associazioni di genitori, ti piani di Prevenzione Primaria per le valutazioni e gli intervenche vadano ad eliminare alla fon- ti del caso. te quanti più possibili fattori di rischio noti. Minerva Pelti In attesa della costituzione Associazione di Genitori dell’indispensabile Registro Nadi Bambini Oncoematologici zionale dei Tumori Pediatrici, per la Prevenzione una ulteriore proposta concree la Lotta ai Tumori Infantili

flickr/GE Healthcare

di un tipo specializzato di cellule nervose, i neuroni GABAergici. «Si tratta di un lavoro di ricerca di base, come ne avremmo bisogno tanti per capire di più su come si forma il cervello e come si sviluppano le malattie», spiega Elena Cattaneo a Terra. «Purtroppo invece - aggiunge - siamo

la Corea di Huntington, una gravissima patologia genetica degenerativa, a Milano lavoriamo con fondi europei del Sesto programma quadro Ue e con i finanziamenti di una fondazione americana». E questo accade perché, nonostante «l’uso di embrionali riguardi solo una parte dei nostri studi» non un centesimo arriva dallo Stato italiano. Perché? «Perché il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha negato ai progetti di studio sulle embrionali l’accesso all’ultimo bando pubblico emesso nel 2009. Che è quindi stato aperto solo a chi lavora sulle staminali adulte». Molto diffuse nel sistema nervoso, i neuroni “GABAElena Cattaneo: ergici” hanno normalmente un ruo«Progetti del genere dimostrano lo inibitorio, sono cioè a “speche ci sono agenzie addetti gnere” attività tropper la ricerca che po intense o prolunfunzionano. è lo gate di altri neuroni Stato che latita» o gruppi di neuroni. Non solo: alteraamici. Eppure abbiamo esempi di zioni nella quantità e qualità dei agenzie o fondazioni per la ricer- neuroni GABAergici, oppure nel ca che funzionano, come il Tele- processo con cui vengono prothon». La denuncia della Catta- dotti a partire dalle cellule staneo, che dirige un centro di ricer- minali neurali (differenziamenca sulle cellule staminali embrio- to) sono state associate a svariate nali all’avanguardia nel mondo, malattie, tra cui la corea di Hunha un destinatario preciso. «Per tington, la sindrome di Rett, e la comprendere i meccanismi del- sindrome fetale alcolica.

Cellule staminali neuronali umane

Ma il sistema e le leggi che vigono oggi in Italia, non consentono di individuare con ragionevole certezza il nesso causale tra i fattori di rischio “noti e presenti” e l’insorgenza della malattia. Per prima cosa manca un Registro Nazionale dei Tumori Pediatrici (solo Piemonte e Marche ne hanno uno) che consenta di individuare in maniera rapida e precisa le aree a maggior insorgenza, i trend specifici e magari catalogare elementi comuni ai singoli ca-

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Intervista

«Diminuire subito le fonti inquinanti» Valerio Ceva Grimaldi

Ieri a Roma si è svolto un importante workshop in occasione della nona Giornata mondiale contro il cancro infantile, promosso dalla Federazione Italiana Associazioni dei Genitori Oncoematologia Pediatrica e dall’Associazione Italiana Ematologia Oncologia. Ne abbiamo parlato con Ernesto Burgio, presidente del comitato scientifico dell’associazione Medici per l’ambiente (Isde). Quali sono gli ultimi dati? Da circa vent’anni registriamo un incremento dei tumori infantili in Europa, in particolare nel primo anno d’età. E in Italia la percentuale è più alta. Cosa significa questa tendenza? Che il problema non è il bambino, ma l’esposizione dei genitori ad agenti esterni, che spesso comporta il danneggiamento dei gameti. Il problema è che finora si è ragionato solo in termini di terapia e non di prevenzione. Bisogna cambiare paradigma. Tra gli agenti esterni c’è anche l’esposizione ambientale: quali sono i fattori di rischio? Le fonti inquinanti principali sono le catene alimentari, che però sono difficili da controllare. Poi, bisogna ridurre il benzene e il particolato ultrafine prodotti dal traffico veicolare. Inoltre bisogna localizzare i grandi impianti industriali, come centrali e inceneritori, fuori dalle città. Quanto a questi ultimi sarebbe meglio che non si facessero proprio... In casa quali sono i pericoli? Nelle abitazioni gli inquinanti tendono a concentrarsi: in particolare bisogna fare attenzione a sostanze come la formaldeide e i detersivi. Ma bisogna assolutamente insistere sui medici che finora si sono occupati di terapia , e poi bisogna informare le famiglie, che di questo tema sanno poco. Come lo spiega? Gli interessi in campo sono molto forti. Con la prevenzione non ci guadagna nessuno. L’iniziativa di ieri è, in questo senso, molto importante perché ha messo a confronto famiglie, associazioni, esperti, ambientalisti ed enti, tra i quali Isde, Istituto Superiore di Sanità, Legambiente, Airtum e la società italiana di Pediatria con il suo presidente Alberto G. Ugazio.

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