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L’ OPINIONE STUDENTESCA

A.A. 2009/2010 N°II OTTOBRE/DICEMBRE 2009

L’Opinione Studentesca COMUNICATO A.S.U.

In pratica gli studenti dovrebbero avere la possibilità di ripetere l’esame periodicamente fino a quando questo non verrà superato. A tal punto verrebbe da domandarsi quale sia l’efficacia ed il senso di questa tipologia di test. A questo problema si aggiunge quello che riguarda la stragrande maggioranza degli studenti della nostra facoltà e delle restanti facoltà dell’ateneo, che a causa della disattivazione dei vecchi corsi di laurea non avranno più garantiti i corsi riguardanti numerose discipline che erano previste nel proprio piano di studi, sottoscritto al momento dell’iscrizione all’università. Siamo del parere che la facoltà di Scienze Politiche, così come le altre, debba garantire in caso di disattivazione di un corso di studio, la possibilità agli studenti già iscritti, di concludere gli studi per poter conseguire il relativo titolo; per far ciò noi studenti dobbiamo avere la possibilità di seguire i corsi adibiti per le materie previste nel piano di studi. Tutto ciò è già previsto nell’art.10 del regolamento didattico d’ateneo e per questo motivo non crediamo di avanzare idee assurde o impraticabili, piuttosto ci sembra poco chiaro il fatto che le materie dei “vecchi” piani di studi siano cambiate in favore delle cosiddette materie “equipollenti” che lasciano spazio alla libera interpretazione e alla discrezionalità dei docenti, da quest’ultimi molto spesso abusata.

Questo nuovo anno accademico ha visto l’introduzione di molte novità riguardanti indistintamente sia le matricole che gli studenti degli anni successivi al primo. A tali novità sono seguiti, come spesso accade nell’università, problemi di organizzazione ed incertezze, amplificati irrimediabilmente dai tagli sui fondi pubblici imposti dall’attuale governo. Tali disagi hanno riguardato in particolar modo le matricole; come se fossero regali di benvenuto, infatti, quest’anno oltre alla consueta iscrizione, i poveri malcapitati sono stati chiamati a partecipare ad un test per verificare le loro conoscenze generali sulle materie attinenti ai percorsi di studio delle varie facoltà universitarie. Chi ha presentato lacune in una o più materie ha dovuto seguire un corso di recupero con annesso esame finale. Le incertezze però sono rappresentate dalla posizione in cui si troveranno gli studenti che non riusciranno a colmare questo debito formativo. Infatti, in base al secondo comma dell’articolo 6 del regolamento didattico,“ Gli studenti che non frequentano il corso o che non ottemperano all’obbligo di frequenza previsto per il superamento dell’OFA dovranno, in ogni caso, superare il test finale predisposto per gli studenti che hanno seguito il corso di recupero”. Associazione degli Studenti Universitari Paradossalmente quindi, si viene a creare una situazione tale per cui le facoltà dovranno ga- VISTO L’ULTIMA SESSIONE DI rantire agli studenti il “diritto” di superare LAUREA?! l’esame.

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...MA L’ OPINIONE STUDENTESCA CHI L’ ASCOLTA?! Ci siamo fatti attendere, ma anche quest’anno il nostro giornale è pronto a portare alla luce fatti e misfatti dell’Università palermitana. E, contestualmente all’inizio del nuovo anno accademico , non possiamo astenerci dall’accennare ai cambiamenti introdotti all’interno dell’organizzazione didattica dei corsi di laurea nella Facoltà di Scienze politiche. Immagino che in molti abbiano accolto con sorpresa, proprio come me, lo sconvolgimento apportato durante l’estate ai piani di studio. Già, perché da quest'anno anche l'ateneo di Palermo ha deciso di adeguarsi al decreto ministeriale 270/07 (noto anche come “Moratti-Mussi”). La nostra facoltà ha così dovuto ridisegnare i piani di studio di tutti i corsi di laurea, disattivando quelli vecchi. In questo modo, coloro che si erano immatricolati nel 2008, si sono visti costretti ad operare il passaggio al nuovo piano di studio; coloro che invece si erano immatricolati nel 2007 (o anni precedenti), hanno potuto scegliere se continuare col vecchio piano o utilizzare il nuovo. Fin qui nulla si sconvolgente, se non fosse che la notizia, come da copione, non è stata comunicata con la sollecitudine che un argomento del genere merite

rebbe. Al contrario, la riforma non ha goduto della benché minima visibilità. Esattamente come me, molti di voi l’avranno appresa dal passaparola (reso possibile soprattutto attraverso i tanto vituperati social network), dal momento che la maggior parte degli studenti non erano ancora ritornati alle proprie occupazioni universitarie. Con una tempestività quasi imbarazzante, è apparso solamente un sibillino accenno a riguardo sul sito della facoltà. Inutile dire che la notizia appresa in questo modo, ha generato panico in tutti coloro che si sono trovati nella condizione di dover prendere una decisione in un clima di confusione generale. Ciò che trovo determinante, e per cui la nostra associazione è prontamente scesa in campo presentando al Consiglio di Facoltà del 14\10\2009 un “Documento A.S.U. sulla didattica d’Ateneo”, è che delle materie disattivate, non vengono in alcun modo garantite le lezioni. Ma, come è possibile leggere nel già citato documento “gli studenti hanno diritto di poter seguire i corsi adibiti per le materie previste dal loro piano di studi e non i corsi di materie equipollenti, che lasciano spazio alla libera interpretazione e alla discrezionalità dei docenti”.

Tutto ciò, lo ribadisco, è esplicitamente previsto dall’art. 10 del regolamento didattico di ateneo e dall’art 9 della legge 270/2004. Le dinamiche di questa vicenda, spingono l’A.S.U. a sottolineare la necessità di un organismo consultivo previsto dal già citato regolamento didattico: i Consigli di Corsi di Laurea. Solo la presenza di una rappresentanza studentesca in quest’ambito infatti, può agevolare un processo di “razionalizzazione” all’interno dei percorsi di studio, nonché portare in evidenza le carenze organizzative e didattiche degli stessi. Sono ad esempio molteplici le materie che presentano un totale squilibrio tra crediti formativi (spesso assegnati come punti della spesa, piuttosto che con i seppur dubbi criteri logico-matematici che li avrebbero ispirati) e “mole” di testi effettivamente necessari per il superamento dell’esame. In ogni corso di laurea è poi riscontrabile la presenza di materie suddivise in maniera poco funzionale all’apprendimento, i cui moduli presentano due esami ciascuno, allungando così inevitabilmente il nostro già tortuoso percorso accademico. continua...

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L’ OPINIONE STUDENTESCA Sono ad esempio molteplici le materie che presentano un totale squilibrio tra crediti formativi (spesso assegnati come punti della spesa, piuttosto che con i seppur dubbi criteri logico-matematici che li avrebbero ispirati) e “mole” di testi effettivamente necessari per i l s u p e r amento dell’esame. In ogni corso di laurea è poi riscontrabile la presenza di materie suddivise in maniera p o c o f u nzionale all’apprendimento, i cui moduli presentano due esami ciascuno, allungando così inevitabilmente il nostro già tortuoso percorso accademico. Alla luce di tutto questo, quale altro organismo meglio di un osservatorio sulla didattica, potrebbe raccogliere le istanze degli studenti che ogni giorno devono confrontarsi con ordinarie assurdità universitarie, mancanza di trasparenza, comportamenti del tutto arbitrari di alcuni docenti?

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Orari delle lezioni inappropriati alle esigenze di studenti pendolari, mancanza di coordinamento tra i professori del medesimo corso di studi, docenti che in sede d’esame sconfinano da quanto pubblicato ufficialmente nei loro programmi, per non parlare di disservizi amministra-

bollare come routine universitaria. L’appello che l’A.S.U. rivolge alla Facoltà di Scienze Politiche, e in generale all’Ateneo Palermitano, è di accogliere l’apporto logistico che le componenti studentesche possono apportare al fine di cooperare

tivi, attrezzature scadenti (chi frequenta le lezioni di economia politica ricorderà gli innumerevoli incidenti tecnici che sottraggono interminabili minuti alle lezioni): sono queste le lamentele che associazioni vicine agli studenti come l’A.S.U., raccolgono quotidianamente da rassegnati studenti, che vivono la vita universitaria come un ostacolo da superare al più presto possibile. Ma non si tratta di sterili lagnanze da ignorare o

insieme per un’università che, di fatto, dovrebbe appartenere a chi ne usufruisce per crescere umanamente e culturalmente. Tiziana Custro

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UNA “MAGNIFICA” INTERVISTA: L’ A.S.U. IN UDIENZA DAL RETTORE LA GALLA Il 30 novembre scorso una delegazione dell’A.S.U. è andata presso la sede del rettorato a rivolgere alcune domande al Magnifico Rettore Roberto La galla. Di seguito vi riportiamo il contenuto delle sue risposte.

NOME: Roberto COGNOME: La Galla LAUREA: Medicina e chirurgia IN CARICA DAL: 1-11-2008 PRECEDENTE INCARICO O PROFESSIONE: Sono stato Professore ordinario di Diagnostica per immagini (radiologia), ho diretto il dipartimento del policlinico universitario di radiologia e inoltre sono stato per due anni assessore regionale alla sanità. CHE COS’E’ IL BARONATO UNIVERSITARIO? E’ un modo di essere del sistema universitario, che quando fu coniato faceva riferimento ad una realtà vera; cioè, un maestro attorno al quale cresceva e si affermava una scuola; quel “maestro” aveva ed esercitava un potere discrezionale così ampio che proprio per questo veniva chiamato “barone”. Quello che più preoccupa oggi è la deriva personalistica del concetto di barone. ALL’INTERNO DELL’UNIVERSITA’ ITALIANA ESISTE ANCORA OGGI IL BARONATO? Diciamo che oggi vi è un sottoprodotto del baronato, in quanto la limitatezza delle risorse che i docenti gestiscono li costringe ad operare una fortissima selezione, per cui, adoperare ancora oggi il termine barone risulta antistorico. IL BARONATO L’HA FAVORITA O L’HA SFAVORITA NELLA SUA CARRIERA UNIVERSITARIA? Il baronato come concetto accademico faceva riferimento ad un

concetto di scuola elitaria, nel senso che solo una minima parte dei diplomati entrava all’università. Il processo di democratizzazione del sistema universitario e la pluralità dell’offerta formativa ha imposto una flessibilità del modello d’istruzione e dell’organizzazione che ci sta dietro che fa a pugni con il vecchio baronato universitario. COSA NE PENSA DELLA LEGGE-RIFORMA N°133/ 2008? La legge di riforma appena presentata dal Ministro Gelmini che riprende le cose già anticipate nel 2008, è uno sforzo importante di riordino del sistema universitario che tende a correggere le devianze di un’autonomia interpretata talvolta come anarchia del sistema accademico, per questo motivo è da valutare con favore. Mi auguro che nel percorso parlamentare che dovrà seguire vi siano delle revisioni, specialmente in ordine alla governance, nel senso che un’apertura ai privati senza condizionamenti da parte dei consigli di amministrazione degli atenei, non è una misura sufficiente a garantire la qualità dell’azione formativa. Ma la critica maggiore che rivolgo consiste nel fatto che nessuna riforma e nessuna politica di rilancio può funzionare senza un’adeguata previsione di risorse che la sostengano. Occorre sicuramente fare “pulizia” al nostro interno, e per quanto ci riguarda la stiamo già facendo, ma mi auguro che il governo della nazione si renda conto che sottofinanziare il sistema universitario è ben più che un peccato: è un’idiozia!

PARLIAMO DEI PROBLEMI DI CASA NOSTRA E DELL’ORMAI FAMOSO “BUCO DI BILANCIO” DEL NOSTRO ATENEO. A QUANTO AMMONTA E COSA SI STA FACENDO PER PORVI RIMEDIO? Per quanto mi riguarda credo di essermi mosso sin da subito con estrema chiarezza, comunicando sia ai docenti che al personale amministrativo e alle rappresentanze degli studenti, che questo ateneo dal 2003 registra un deficit di bilancio di 30 milioni di euro annui. Fin tanto che c’era una riserva, il c.d. avanzo di amministrazione, questo deficit strutturale è stato coperto, dal 2007 in poi questo avanzo non è riuscito a coprire l’ammanco che ad oggi ammonta a 30 milioni di euro per l’anno 2008 e sarebbe stato altrettanto ampio nel 2009, Se io, unitamente al consiglio d’amministrazione, non avessi attuato una politica di contenimento, di rigore e di controllo delle spese. L’abbiamo fatto, riuscendo a ridurre il disavanzo di circa 12 milioni di euro; adesso il deficit strutturale si può quantizzare in circa 19 milioni di euro che si vanno a sommare ai 30 milioni di deficit riferiti al periodo precedente. Quindi, ad oggi abbiamo la necessità di azzerare il deficit strutturale su base annua, altrimenti si perpetuerebbe il debito, e in più assorbire mediante un programma di rientro il debito pregresso. Contiamo di riuscirci nel giro di tre anni. continua...

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L’ OPINIONE STUDENTESCA AD INIZIO ANNO ACCADEMICO TANTO HA FAT T O D I S C U T E R E L A PROPOSTA DI ISTITUIRE UNA TASSA DI PARCHEGGIO PER LE AUTO CHE VOGLIONO ACCEDERE A L L A C I T TA D E L L A UNIVERSITARIA DI VIALE DELLE SCIENZE. COME SONO ANDATI DAVVERO I FATTI? E SOPRATTUTTO Q U A L’ E ’ L A D E C I S I O N E FINALE CHE SI E’ MATURATA? Chiediamo come ateneo un piccolo sacrificio “universale”, ovviamente a fronte di una serie di servizi offerti. Ci stiamo allo stesso tempo attivando con il comune affinché il posteggio pubblico che è su viale delle scienze possa essere utilizzato gratuitamente e quindi lasciare libero il parco d’Orléans che oggettivamente soffre d’inquinamento, di caos e di forte presenza anche di vetture e mezzi non riconducibile a personale universitario né a studenti. QUANDO V E R R A’ I M P L E M E N TATO I L PROGETTO? Il progetto verrà ridiscusso, le rappresentanze studentesche e dei lavoratori stanno producendo alcune proposte, noi le stiamo vagliando e al contempo ne stiamo discutendo con il comune. Appena tutte queste proposte saranno rivisitate, soprattutto tenendo conto degli interessi degli studenti, noi pensiamo di riproporlo e di attuarlo.

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QUANDO VENNE IN VISITA PRESSO LA NOSTRA FACOLTA’ LE CHIEDEMMO DI ADOPERARSI PER REALIZZARE UN SERVIZIO MENSA CHE RIUSCISSE A COPRIRE IL FABBISOGNO DEGLI STUDENTI DELLE FA C O LTA’ D I S C I E N Z E P O L I T I C H E , GIURISPRUDENZA ED ARCHITETTURA, SITUATE NEL CENTRO STORICO D E L L A C I T TA’ E M A L

COLLEGATE ALLE MENSE U N I V E R S I TA R I E G I A’ ESISTENTI. SI E’ MOSSO QUALCOSA IN TAL SENSO? Stiamo facendo insieme all’ERSU una cosa che reputo importante, mi riferisco all’apertura della residenza universitaria limitrofa a Casa Professa, che apriremo prima dell’estate 2010. Li è prevista una sala studio per gli studenti dell’area di via Maqueda, inoltre stiamo verificando insieme all’ERSU la possibilità di inserire anche li una mensa. L’alternativa potrebbe essere quella di effettuare un servizio navetta (gratuito ovviamente) per gli studenti di quest’area durante le ore dei pasti.

PER QUANTO RIGUARDA IL PROBLEMA ORAMAI STORICO DEL RANDAGISMO PRESSO LE STRUTTURE DI VIALE DELLE SCIENZE, C O S A S TA FA C E N D O L’ATENEO? Stiamo lavorando su due fronti; uno è quello della pulizia del parco d’Orléans, infatti stiamo cercando unitamente all’AMIA di mettere degli auto-compattatori lungo il viale delle scienze in modo da togliere tutti i raccoglitori e q u i n d i moltiplicare il numero dei cestini dei rifiuti, preferibilmente quelli che consentirebbero la raccolta differenziata. Mentre per quanto riguarda il problema dei cani randagi, stiamo pensando ad un punto d ’ a c c o g l i en za , che dovrebbe essere quello del parco Orléans, ovviamente previa sterilizzazione degli animali e dell’inserimento degli appositi micro-cip. Il tutto verrà fatto d’intesa con l‘ufficio veterinario del comune. A quel punto, i cani troverebbero accoglienza e sostentamento li, grazie anche all’aiuto degli amanti degli animali. continua... IN CONCLUSIONE: CHE BILANCIO FA DEL SUO PRIMO ANNO DI GESTIONE? Mi aspettavo un lavoro complicato ma certamente non così difficile (sorride). Credo che abbiamo

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IN CONCLUSIONE: CHE BI- dando obiettivi più concreti nel LANCIO FA DEL SUO PRIMO segno di una gestione positiva. ANNO DI GESTIONE? Abbiamo introdotto il concetto della valutazione preliminare delle Mi aspettavo un lavoro complicato conoscenze per l’ammissione a ma certamente non così difficile tutti i corsi di laurea, anche quelli (sorride). Credo che abbiamo ot- non a numero chiuso. tenuto in un anno dei risultati im- Per tanto mi sento di dire che queportanti, spiego anche il perché: In primo luogo perché abbiamo fatto fin da subito totale chiarezza sulla situazione amministrativa e gestionale, e questa chiarezza l’abbiamo subito trasferita a tutti gli attori del sistema compresi gli studenti. Abbiamo recuperato e stiamo recuperando il senso della centralità dello studente attraverso la rimodulazione dei corsi di studio; non ci dimentichiamo che in quest’anno abbiamo tagliato il 22,5% dei corsi di laurea- quelli più inutili- e nonostante questo il numero delle immatricolazioni è aumentato. sti appena elencati sono dei segni Abbiamo aperto le biblioteche fino molto importanti che vanno nella alle ore serali anche in un momendirezione della bonifica gestionale to di crisi, risparmiando rispetto al e amministrativa e della attenzione precedente progetto di apertura agli studenti. Certamente rappredelle biblioteche, tra l’altro impusentano soltanto un “pezzo di stragnato dai revisori dei conti. da”. Dobbiamo continuare con Abbiamo fatto la delibera affinché questa stessa lena. dal 2010 si proceda con il dimezzamento dei dipartimenti, e quindi

QUESTI SONO GLI OBIETTIVI GIA’ RAGGIUNTI, MENTRE PER IL FUTURO PROSSIMO COSA HA INTENZIONE DI REALIZZARE? Gli obiettivi che vorrei raggiungere nel 2010 sono: l’automazione completa delle segreterie studenti e l’allargamento degli spazi delle stesse, l’avvio di un progetto di tutorato per il recupero dei fuori corso, il miglioramento delle condizioni di agibilità e di vivibilità ma anche l’introduzione del concetto di “DOCENTE AT T I V O ” . I l concetto di docente attivo sarà quello per il quale il docente raggiungerà un punteggio che gli consentirà alcune funzioni premiali solo se sarà positivamente valutato dagli studenti, se svolgerà tutta una serie di attività didattiche; insomma stiamo introducendo il controllo delle funzioni istituzionali dell’università….IN QUESTA DIREZIONE DOBBIAMO PROSEGUIRE!!! Rosario Genchi Pietro Riccobono

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AGRARIA: UNA STORIA COME TANTE!!!

nonché dell'orto botanico e del Parco d’Orléans (tutti di proprietà dell'ateneo), in cui, tra le altre cose, svolgono anche un’attenta attività di sorveglianza. Con il tempo però molte cose sono cambiate (come le giornate lavorative che dalle 179 originarie sono passate a 128) e l’unica cosa rimasta invariata è stata la situazione di forte precariato in cui versano detti operai. La situazione attuale è dunque critica, ma le prospettive sono ancora peggiori: a causa dei forti tagli a cui è stata soggetta l’università, per l'anno prossimo è prevista un'ulteriore diminuzione delle giornate lavorative, rendendo praticamente inconsistente il loro lavoro. Oggi questi operai sono scesi in piazza a protestare, lo fanno per la loro dignità di uomini e per le loro famiglie, e indirettamente lo fanno anche per noi. Senza di loro infatti, le attività di ricerca e didattica verrebbero fortemente compromessi, e gli spazi verdi di certo avrebbero tutt’altro aspetto. In bocca al lupo!

Salve ragazzi, quella che stiamo per raccontarvi è solo….Una storia come tante! Una storia fatta di scioperi e proteste, ingiustizie e delusioni…. Una storia talmente comune ormai, da rendere silenziose persino le tante grida, inviate da altrettante famiglie che non sanno come sarà il loro domani. La storia che sto per raccontarvi è la storia dei 166 operai agricoli della Facoltà di Agraria di Palermo, che da oltre due mesi protestano per rivendicare un d i r i t t o fondamentale:IL DIRITTO AL LAVORO!

Tutto ha inizio circa 25 anni fa, quando in una situazione di forte fermento la facoltà di Agraria di Palermo decise di assumere, nei vari campi sperimentali, diversi operai agricoli che fungessero da supporto nelle varie attività di campo e di laboratorio. Nel corso degli anni questi operai si sono sempre più perfezionati fornendo, alla Facoltà di Agraria e all’intero Ateneo, una task force di personale specializzato senza il quale oggi non sarebbe possibile effettuare gran parte delle attività di ricerca e di didattica. Oltre alla gestione dei campi sperimentali dislocati nelle varie province della Sicilia Occidentale, agli operai agricoli è affidata anche la gestione degli spazi verdi della cittadella universitaria,

Alfonso Tirone Antonio Ferreri

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LETTERE E CARESTIA!!!

gradini c'è da tenersi pronti a schivare gli studenti dell'ora successiva, anti scivolo di ferro staccatisi dai gradini e chiodi sporgenti dalle pareti; un'avventura insomma! Altro sito di interesse storico della facoltà è l'Aula Seminari, risalente allo stesso periodo della Cocchiara; questa, provvista di lavagna mascherata con sole a tutte le ore ad abbagliarla e poltrone mobili, se pur incastrate un tempo in un unico asse, è l'apoteosi della scomodità nel prendere appunti: -" accavallo la gamba e vi poggio il quaderno, mi stanco, faccio lo stesso con l'altra e finisco la lezione coi crampi sia agli arti inferiori che alla schiena". Per chi dopo una lezione alla Seminari dovesse raggiungere il secondo piano si consiglia, soprattutto a chi è affetto da una forma d'asma o di allergia alla polvere, di fare la strada più lunga, raggiungere le scale principali e salire da lì, si perché nel sottoscala dell' "ala est" tra decine di sedie accatastate e inutilizzate sorge una piccola discarica, la vista dal passamano è un'esperienza più unica che rara, occhio però anche qui a schivare batuffoli di polvere provenienti dal basso. "Gli studenti hanno il dovere di rispettare gli spazi messi a loro disposizione dall'università e di mantenerne la funzionalità e il decoro" ( Statuto di Diritti e Doveri degli Studenti Universitari Titolo I comma 7) ma è assolutamente un loro diritto avere dei servizi puliti e ben funzionanti e luoghi di apprendimento funzionali secondo le normali esigenze. Ambra Marchese Ragona

La vita universitaria di uno studente inizia spesso e faticosamente già alle otto di mattina; ora dopo ora, lezione dopo lezione è naturale che uno o due bisogni fisiologici ci scappino; i malcapitati della situazione sono gli studenti delle facoltà di lettere e filosofia, qui le condizioni dei servizi igienicosanitarie sono pessime. Di igienico, infatti, c'è solo il nome: quattro bagni di cui uno da più di un anno fuori servizio, cassette che non scaricano acqua, lavelli otturati con sopra adagiati rotolini multicolore con scritte del tipo: "Lo sapevi che il dolore al seno in fase premestruale è dovuto all'ormone prolattina?", lettura interessante ma in un contesto diverso; e ancora porte che non si chiudono e un pavimento appiccicoso con macchie sulle quali è meglio sorvolare... Da lezione in lezione, da aula in aula, la Cocchiara in particolare risale quasi certamente alla fondazione della facoltà; qui la distanza tra ogni sedia e il rispettivo piano d'appoggio è di circa 30 cm, schienale e sedile delle sedia distano l'uno dall'altro circa 120 gradi; scivolando, scivolando lo studente finisce con lo scrivere quasi completamente sdraiato sul banco il cui ridotto spazio deve dividere coi colleghi ai lati e così tra una gomitata e l'altra si coglie l'occasione per fare nuove conoscenze. Per uscire e entrare dall'aula inoltre bisogna aver prima frequentato almeno un corso di contorsionismo e percorso a ostacoli, perché oltre al ridotto spazio tra banco e sedia, raggiunti i

DIRETTORE: Guido Sammartano CAPO REDATTORE: Roberto Cusumano VICE CAPO REDATTORE: Tiziana Custro HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO: Pietro Riccobono, Giuseppe Pizzillo, Rosario Genchi, Alfonso Tirone, Antonio Ferreri, Ambra Marchese Ragona, Nascwa Mohamed.

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