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€ 5.00

MILANO FILM FESTIVAL 17TH CATALOGO / CATALOGUE

Nato nel 1996 in una ex-chiesa sconsacrata come festival di corti milanesi, il Milano Film Festival è diventato uno dei più importanti luoghi di ricerca, scoperta e sperimentazione per il cinema internazionale. In questo catalogo, i film, le persone, le scoperte, i maestri, gli inediti, le discussioni, le domande e le storie della diciassettesiama edizione.

OPEN PLATFORM FOR INTERNATIONAL CINEMA

ecco il catalogo 2012 GUIDA COMPLETA DELLE OPERE E DELLE PERSONE


Catalogo a cura di Claudia Barucca con Alice Arecco Testi di Alice Arecco, Alessandro Beretta, Cristina Caon, Lara Casirati, Elisabetta Fanti, Davide Giannella, Tommaso Isabella, Paola Piacenza, Vincenzo Rossini, Carla Vulpiani, Alessandro Uccelli Traduzioni di Joan Rundo con la collaborazione di Giorgia Frizzi e Guendalina Gianfranchi Progetto grafico Zetalab — Stefano Joker Lionetti con Simone Giorgio


indice List of Contents

004 — Editoriale / Editorial 016 — Giuria Lunghi / Feature Film Jury 018 — Giuria Corti / Short Film Jury 020 — Premi / Awards CONCORSI / COMPETITIONS

023 — Concorso Lungometraggi / Feature Film Competition 050 — Concorso Cortometraggi / Short Film Competition RETROSPETTIVE E OMAGGI / RETROSPECTIVES AND TRIBUTES

098 — Italia 80 135 — Mr Poster Presents Play It Again Woody! 145 — Omaggio A Ben Rivers / Tribute To Ben Rivers 159 — The Outsiders 177 — Colpe Di Stato / State (T)Error 190 — Incontri Italiani / Italian Get-Togethers 199 — Cinema In Un Ambiente Diverso / Cinema In A Different Environment 206 — Focus Animazione / Focus On Animation 217 — Vernixage EVENTI SPECIALI

225 — Cap Holding Presents 226 — 55Dsl Presents 227 — Chili Presents 229 — La Lettura In Corto 230 — Ffc Presents 231 — milano film festivalino 233 — Indici Film, Registi, Paesi / Lists Of Films, Directors, Countries


utopia / differenza utopia / difference

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gni Festival trova delle immagini che gli raccontano la propria storia. Sono nel proprio passato e nei film che mostra al pubblico. Quest’anno, per la prima volta, il Milano Film Festival dedica una retrospettiva corale a un decennio poco noto del cinema italiano: gli anni Ottanta. Il titolo “Italia 80 – quando la televisione provò a mangiarsi il cinema” oltre che dire un fatto storico, spiega un taglio generazionale necessario per capire da chi è fatto questo Festival (un team di nati post 1975). L’obiettivo di un Festival di cinema è creare memoria cinematografica e dare luce (e intendiamo proprio la luce della proiezione) a nuovi talenti, temi pregnanti nella fiction e nel documentario e ad autori da riscoprire. È così che con il gruppo di lavoro della retrospettiva ci siamo resi conto di quanto certa indipendenza produttiva necessaria in quegli anni in cui il cinema veniva “mangiato” dalla televisione possa essere ancora oggi molto utile e necessaria, per inventare nuove forme di produzione, alleanze, alternative. Nell’indipendenza di un cineasta utopico come Silvano Agosti o nell’esperienza distributiva di Indigena che raccolse poetiche diverse per riuscire a dialogare come gruppo col sistema ufficiale, incontriamo alcune immagini vicine alle idee che fanno l’anima del Milano Film Festival. Tra queste, senza dubbio, ci sono: la necessità di promuovere nuovo cinema e di renderlo accessibile al più vasto pubblico, la voglia di mostrare nuovamente classici sul grande schermo e la necessità di mostrare le nuove modalità di raccontare il reale, come nella

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very Festival finds images that tells its own story. They are in its own past and in the films it shows to the public. This year, for the first time, Milano Film Festival dedicates a choral retrospective to a decade of Italian cinema which unjustly is little known: the 1980s. The title “Italy 80 – when television tried to devour cinema”, as well as relating a historical fact, also explains a generational approach which is necessary to understand the people behind this festival (a team born after 1975). The objective of a film festival is to create cinematographic memory and throw light (and we mean the very light of the screening) on new talents, experimentations with language, pregnant themes both in fiction and in documentaries and authors to be rediscovered. With the retrospective work group, we realized how much a certain productive independence necessary in that decade when the cinema was “devoured” by television can still be very useful and necessary today, to invent new and alternative forms of production and alliances. In the independence of a utopian filmmaker like Silvano Agosti or in the distribution experience of Indigena which grouped together the different poetics of a number of authors to be able to dialogue as a group with the official system, we come across images close to the ideas that are the soul of Milano Film Festival. Unquestionably these include: the need to promote new cinema and make it accessible to the widest possible audience, the wish to show classics on the big screen once again and the need to show new ways to describe reality, as in the selection of


selezione dei Concorsi, sempre più caratterizzate dall’ibridazione tra i generi, e nelle rassegne parallele ormai storiche del Festival, da Colpe di Stato, a Incontri italiani, a Vernixage fino alla nuova Cinema in un ambiente diverso. È un discorso culturale, anche dedicato alla città: ne è una prova la rassegna che organizziamo insieme al Festival Filmmaker dedicata all’inglese Ben Rivers, un’alleanza insolita e bella tra due manifestazioni milanesi (senza dimenticare le collaborazioni con con il Festival Mix, il Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina e il Festival del Teatro in Piazza Santarcangelo 12). Tutti questi obiettivi hanno dovuto fare i conti con la situazione evidente del paese: la crisi. Riuscire a creare un budget per il Festival, per l’associazione culturale esterni che lo produce, tra finanziamento pubblico e privato, è stata un’impresa e tutti, a bordo del Festival, hanno lavorato con diversi sacrifici. Questo, senza rinunciare alla qualità né alle sale coinvolte nella programmazione, seguendo l’idea che il Milano Film Festival sia “diffuso” geograficamente nella città. Essere una “piattaforma aperta per il cinema differente” significa rischiare: provando logiche diverse da altre manifestazioni, cercando di costruire un Festival di piazza e non di red carpet, aggiungendo due giorni di programmazione. Chiunque potrebbe dire: “Ma chi ve lo fa fare?”. La risposta è nel pubblico, nei film che mostriamo e nell’indipendenza. Infine, “ce lo fa fare” il desiderio di rendere speciale un gesto che in epoca di download e streaming rischia di scomparire: sedersi al buio e seguire insieme una proiezione. Un gesto non da semplici consumatori, ma sociale e pubblico. Anche perché speriamo sempre che la domanda dopo il buio sia: “Allora, ti è piaciuto?” Alessandro Beretta e Vincenzo Rossini

the Competitions, increasingly characterized by a hybridization of genres, and in the parallel sections which are now historic to the Festival, from Colpe di Stato, Incontri Italiani and Vernixage, to new Cinema in a different environment. It is a cultural discourse which is also dedicated to the city: proof of this is the section which we are organizing together with the Filmmaker Festival dedicated to Britain’s Ben Rivers, an unusual and exciting alliance between two Milanese events (without forgetting the collaborations with the Mix Festival, the African, Asian and Latin American Film Festival and the International Theatre Festival in Piazza Santarcangelo 12). This whole front of desires and objectives had to reckon during the year with the obvious situation of the country: the crisis. Being able to create a budget for the festival, for the esterni cultural association that produces it, between public and private funding, was a feat and all of us, on board the Festival, worked making sacrifices. This, without waiving the quality of the cinema which we are offering nor the panorama of cinemas that we have involved in the schedule, continuing in the idea that the Milano Film Festival is a festival that is spread geographically throughout the city and temporally, as the events organized during the year have shown. Being an “open platform for different cinema” also means taking risks, both by trying out different logics from other events, and trying to build up a popular festival and not a red carpet one and daring to add days of screenings. Somebody could ask: “But who makes you do it?” The answer is in the audience, in the films we show and in our desire for independence. Lastly, “what makes us do it” is the desire to make special a gesture that in the age of downloads and streaming risks disappearing; sitting in a cinema (or in the Parco Sempione) in the dark and watching a film together. It is not a gesture of simple consumers but a social and public one. Also because we keep hoping that the question after the dark is: “Well, did you like it?”


Milano Film Festival e’ una produzione ESTERNI

Dal 1995, impresa culturale progetta spazi pubblici, disegna servizi per piccole e grandi comunitĂ , promuove e realizza eventi di aggregazione, sviluppa campagne di comunicazione necessaria e partecipata.

Per contattarci www.esterni.org info@esterni.org (t) 02 713 613


L'Europa ama i Festival europei Europe loves European Festivals

A L

uogo privilegiato d’incontro, scambio e scoperta, i Festival offrono un ambiente stimolante e accessibile a quell’insieme variegato di talenti, storie ed emozioni che è la cinematografia europea. Il Programma MEDIA dell’Unione Europea si impegna a promuovere il patrimonio audiovisivo europeo, incoraggiare la circolazione internazionale dei film e di favorire la competitività dell’industria degli audiovisivi. Il Programma MEDIA riconosce la rilevanza culturale, educativa, economica e sociale dei festival. Questi festival si contraddistinguono per la varietà e ricchezza dei programmi artistici, delle collaborazioni e opportunità di incontro tra cineasti e pubblico, per le attività di formazione verso i giovani autori, e ancora per l’importanza nel rafforzare il dialogo interculturale. MEDIA è felice di sostenere la diciassettesima edizione del Milano Film Festival ed estende anche agli spettatori del festival l’augurio di partecipare ad un evento gradevole e stimolante. Unione Europea

privileged place for meetings, exchanges and discovery, Festivals provide a vibrant and accessible environment for the widest variety of talent, stories and emotions that constitute Europe’s cinematography. The MEDIA Programme of the European Union aims to promote European audiovisual heritage, to encourage the transnational circulation of films and to foster audiovisual industry competitiveness. The MEDIA Programme acknowledged the cultural, educational, social and economic role of festivals. These festivals stand out with their rich and diverse European programming, networking and meeting opportunities for professionals and the public alike, their activities in support of young professionals, their educational initiatives and the importance they give to strengthening inter-cultural dialogue. MEDIA is pleased to support the 17th edition of Milano Film Festival and we extend our best wishes to all of the festival goers for an enjoyable and stimulating event. European Union


crediti credits

presidenti / CHAIRMEN

relazioni esterne/external relations

Lorenzo Castellini, Beniamino Saibene

Anna Spreafico

direzione artistica / artistic direction

programmazione musicale / music programming

Alessandro Beretta, Vincenzo Rossini

Simone Crepaldi

coordinamento generale / general coordination

capo produzione / head of production

Elisabetta Fanti, Nicolò Bini

Caterina Lana

coordinamento programma / head of programme

produzione / production

Alice Arecco Lara Casirati con Carla Vulpiani

Francesca Acquati con Monica Beneduce, Gilda Ciccone, Luca Menegaldo, Giulia Nocerito, Manolo Salazar, Lorenzo Sanna, Francesca Vicari

Ufficio Film / Film Office

logistica / logistics

Michela D’Onofrio, Martina Grassi, Chiara Guerritore, Alessio Zaffaroni

Giacomo Faina con Vincenzo Monte

Programma / Programme

progettazione e costruzione / venue design and building marketing

Giada Evandri, Fabio Merafino e Valentina Tognoni con Natalia Larovere, Federico Candidi, Niccolò Garrone, Ilaria Storelli e Silvia Tricarico

Alexander Römer furniture design

Patrick Hubmann e Roberto Leva

comunicazione / communication

amministrazione e controllo / resources management

Stefania Redaelli con Veronica Boggian, Marica Fumanti e Susanna Yu Bai

Eleonora Pedrotti

ufficio stampa / press office

Francesca Gerosa con Agata De Laurentiis comunicazione web / web communication

Azzurra Utta con Lucrezia Foscari

coordinamento proiezioni e impianti tecnici / screening and technical equipment coordination

Marco Fraschini e Pietro Baj con Hakim Boulkaibet, Franco Calvano, Vincenzo Grimaldi, Marco Maginzali traduzioni e sottotitoli / TRASLATIONS AND SUBTITLES

ospitalità / guest office

Harry Miris con Andrei Agudaru, Miruna Potop, Laura Trocan

Barbara Viola con Jacopo Oldani e con Francesca Carnini, Deborah Simone e Valentina Sironi


con l’aiuto di / with the help of:

Foto / Photos

Francesca Alfieri, Serena Badaracco, Daniela Baranello, Beatrice Brivio, Gaja Calabrò, Andrea Campanella, Silvia Cassina, Claudio Catano, Nadia Cazzaniga, Silvia Corradi, Tiziana Dardano, Martina Del Negro, Sabrina Fiesoli, Ester Fornari, Nadia Giannini, Martina Grimoldi, Elisabetta Hernandez, Matteo Iachetti, Tiziana Iskander, Francesca Loche, Clara Longhi, Laura Luccarelli, Sara Martello, Anna Marziliano, Federica Mauri, Carmela Mincone, Valeria Miola, Claudia Mirruzzo, Elena Montesi, Lara Moro, Marta Parducci, Livio Piantelli, Cristina Previti, Harald Quercia, Haley Ross, Giulia Sica, Martina Spada, Maria Spagnuolo, Mara Telandro, Giovanni Terzi, Elettra Zanzi.

Delfino Sisto Legnani campagna fotografica 2012 / PHOTOGPHIC CAMPEIGN 2012

Guido De Bortoli hanno inoltre collaborato / ALSO COLLABORAED

Alessandro Abronzino, Luca Barbagallo, Alberto Bonanni, Luca Colombo, Matteo Maggi, Lucia Marelli, Viviana Monticelli, Igor Murano, Simon Pernettaz, Lucia Rossi, Marta Savoldelli, Diego Tosi

redazione catalogo e programma / catalogue and programme

Claudia Barucca TRADUZIONI catalogo / catalogue TRASLATIONS

Joan Rundo con Giorgia Frizzi e Guendalina Gianfranchi interprete / INTERPRETER

Giulia Tremolada movimento copie / print traffic

Nina Teso webmaster

Federico De Ambrosis it consultant

Dante Plicato progetto grafico e impaginazione / graphic design

Zetalab — Stefano Joker Lionetti con Stefano Annibale e Simone Giorgio Sviluppo applicazione / APP Development

Cristian Stanescu

pag. 11 / CATEGORIA


PROGRAMMA: CURATORI E COLLABORATORI PROGRAMME: CURATORS AND COLLABORATORS

commissione selezionatrice / selection committee

Alice Arecco, Alessandro Beretta, Nicolò Bini, Lara Casirati, Lorenzo Castellini, Elisabetta Fanti, Carlo Giuseppe Gabardini, Tomaso Mannoni, Vincenzo Rossini, Beniamino Saibene, Birgit Clari Schüler, Anna Spreafico, Alessandro Uccelli, Barbara Viola e Carla Vulpiani con la preziosa collaborazione di / with the precious collaboration of

Claudia Barucca e Diego Borgazzi collaboratori e consulenti per il programma / programme curators and consultants

Matteo Boscarol, Cristina Caon, Martina Caruso, Davide Giannella, Paola Piacenza, Sara Radaelli Italia 80

è a cura di Alessandro Beretta e Vincenzo Rossini in collaborazione con Alice Arecco, Lara Casirati, Elisabetta Fanti, Alessandro Uccelli, Carla Vulpiani omaggio Ben Rivers

è a cura di Alice Arecco Mr. Poster Presents: Play it Again, Woody

è a cura di Randall Poster Colpe di Stato

è a cura di Paola Piacenza

Incontri Italiani

è a cura di Lara Casirati, Tomaso Mannoni, Alessandro Uccelli, Carla Vulpiani VerniXage

è a cura di Davide Giannella, in collaborazione con Alessandra Sturiano Focus Animazione e milano film festivalino

sono a cura di Sara Radaelli


Una produzione di:

Con il contributo di:

Sponsor ufficiali:

pag. 13 / PARTNER


Partner:

Grazie a:


Media partner:

Location partner:

Accommodation partner:

pag. 15 / PARTNER


giuria lungometraggi feature film jury

Mimi Chakarova

Andrea Fornasiero

Mimi Chakarova, fotografa e regista, è stata premiata nel 2011 per il documentario The Price of Sex. Nel 2007 è diventata la curatrice delle serie Flash Point di Frontline/World, insieme al lavoro dei fotogiornalisti in giro per il mondo. Attualmente è corrispondente al Center for Investigative Reporting. Chakarova ha insegnato narrazione visiva al UC Berkeley’s Graduate School of Journalism per 14 anni.

Andrea Fornasiero è dottorato in Culture della Comunicazione presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e autore televisivo per due trasmissione di Rai4, Wonderland e Mainstream. Collabora come critico cinematografico, televisivo e di fumetti con il settimanale «Film Tv» dal 2006. Ha pubblicato Terrence Malick. Cinema della classicità e della modernità (Le Mani, 2008).

In 2011, Mimi Chakarova, photographer and filmmaker, won awards for her documentary The Price of Sex. In 2007, Chakarova became the series curator of Frontline/World’s FlashPoint, featuring the work of photojournalists from around the world. She is currently a correspondent at the Center for Investigative Reporting. Chakarova taught visual storytelling at UC Berkeley’s Graduate School of Journalism for 14 years.

Andrea Fornasiero holds a PhD in Communication Cultures from Milan’s Università Cattolica del Sacro Cuore and writes for two Rai4 television programmes, Wonderland and Mainstream. He has contributed film, TV and cartoon reviews to the weekly “Film TV” since 2006. He has also written Terrence Malick. Cinema della classicità e della modernità (Le Mani, 2008).


Gustav Hofer

adrian sitaru

Gustav Hofer lavora per la televisione franco-tedesca “Arte” dal 2001. Ha girato nel 2007 il suo primo documentario insieme a Luca Ragazzi Improvvisamente l’inverno scorso (58.Berlinale menzione speciale Panorama, Nastro d’Argento 2009, 20 premi internazionali, 200 festival). Nel 2011 il suo secondo film Italy Love It or Leave It è stato premiato dal pubblico e della giuria al Milano FIlm Festival 2011.

Adrian Sitaru è uno dei registi vincitori di BAFTA (LA) e nominato all’Orso d’Oro. Il suo primo lungometraggio Hooked ha vinto 8 premi internazionali. Il suo secondo film Best Intentions, è stato premiato nel 2011 per il miglior regista al Festival di Locarno. È stato membro della giuria al Locarno Film Festival del 2009, all’Astrafilm nel 2009, Filimini Sofia nel 2010, Zagreb 2010 e Kerala Film Festival 2011.

Gustav Hofer has worked for the French-German television “Arte” since 2001. He made his first documentary in 2007 with Lica Ragazzi Improvvisamente l’inverno scoorso (58th Berlinale special mention Panorama, Nastro d’Argento 2009, 29 international prizes, 200 festivals). In 2011 his second film, Italy Love it or Leave it met with the success of the public and jury of the 2011 Milano Film Festival.

Adrian Sitaru is a BAFTA (LA) winning director and Golden Bear nominee. His debut feature film Hooked has won 8 international awards. His second feature Best Intentions, premiered in summer 2011 for the best director at Locarno International Film Festival. He has been a jury member at Locarno Film Festival 2009, Astrafilm 2009, Filimini Sofia 2010, Zagreb 2010 and Kerala Film Festival 2011.

pag. 17 / GIURIE


giuria cortometraggi short film jury

La ZeLIG Scuola di documentario, televisione e nuovi media, fondata nel 1988 a Bolzano, è un’istituzione di formazione professionale senza scopo di lucro, specializzata nel settore del cinema documentario. ZeLIG è inoltre una casa di produzione di documentari e prodotti crossmediali. Promuove varie attività in collaborazione con le associazioni europee ed internazionali delle scuole di cinema e televisione (GEECT e CILECT), le associazioni dei documentaristi di Germania e Italia (a.g.dok e doc/it) e l’European Documentary Network (EDN).

ZeLIG School for documentary, television and new media, founded in Bolzano in 1988 is a non-profit making vocational institution specialized in the sector of documentary cinema. ZeLIG also produces documentaries and cross-media products. It promotes various activities in collaboration with European and international associations of film and television schools (GEECT e CILECT), the German and Italian associations of documentary filmmakers (a.g.dok and doc/it) and the European Documentary Network (EDN).

Nasce a Milano da genitori salentini, ma cresce e vive a Torino. Frequenta la ZeLIG di Bolzano, dove si specializza nel corso di Regia e Sviluppo del Progetto, diplomandosi nel 2010 con un mediometraggio documentario sul Centro Sociale Forte Prenestino di Roma.

Giulia Attanasio

She was born in Milan to parents from the Salento region in southern Italy, but she grew up and still lives in Turin. She attended the ZeLIG in Bolzano, where she specialized in Directing and Project Development, graduating in 2010 with a medium-length documentary on the Centro Sociale Forte Prenestino, Rome.


Benoit Felici

Benoit Felici è un giovane documentarista italo-francese nato a Bordeaux nel 1984. Ha studiato alla ZeLIG di Bolzano dove si è laureato con il film Unfinished Italy che fu selezionato e premiato in vari festival in Europa e nel mondo.

Benoit Felici is a young Italian-French documentary filmmaker born in Bordeaux in 1984. He studied at the ZeLIG in Bolzano, graduating with the film Unfinished Italy which has been selected and won awards at various festivals in Europe and the world.

Mark Olexa nasce in Svizzera nel 1984. Nel 2007 frequenta la ZeLIG specializzandosi in regia documentaristica e conseguendo il diploma con il film Heart-Quake. Nel 2011 insieme ad altri due colleghi crea la società di produzione DOK MOBILE a Friburgo.

Mark Olexa was born in Switzerland in 1984. In 2007 he attended the ZeLIG, specializing in documentaries and graduating with the film Heart-Quake. In 2011 with two colleagues he founded the production company DOK MOBILE in Freiburg.

Francesca Scalisi è nata a Bergamo nel 1982. Dal 2007 al 2010 ha frequentato la scuola ZeLIG, specializzandosi in montaggio e post produzione audio. Di recente con degli ex-colleghi ZeLIG ha avviato una società di produzione DOK MOBILE.

Francesca Scalisi was born in Bergamo in 1982. She attended the ZeLIG, specializing in editing and sound post production, She recently founded a production company, DOK MOBILE with some former ZeLIG colleagues.

Georg Zeller si è laureato al Hochschule der Künste di Berlino e presso la ZeLIG. Ha lavorato nel cinema e nella televisione e dal 2002 è stato un membro del corpo insegnanti per il corso triennale di formazione.

Georg Zeller graduated from the Hochschule der Künste in Berlin and from ZeLIG. He has worked in cinema and television, and since 2002 has been a member of the teaching staff for ZeLIG’s threeyear training course.

Mark Olexa

Francesca Scalisi

Georg Zeller

pag. 19 / GIURIE


i premi della 17a edizione awards of 17th edition Miglior Lungometraggio

Best Feature Film

La giuria assegnerà un premio di 5000 euro al Miglior Lungometraggio del Concorso. È facoltà della giuria assegnare alcune menzioni speciali ad altri film che intende segnalare.

The jury will confer the award of the 5.000 euro to the Best Feature Film. The jury will also have the possibility to give special mentions to other films that have distinguished themselves.

Miglior Cortometraggio Il premio è del valore di 2.500 euro e viene assegnato al regista del Miglior Cortometraggio del Concorso. Anche in questo caso, la giuria si riserva una serie di menzioni speciali.

Premio Aprile Ogni anno il Premio Aprile viene assegnato dai membri del comitato di selezione dei due Concorsi al film che meglio rappresenta lo spirito del Festival.

Premio del pubblico Una moneta un voto. Con queste parole da ormai molti anni il pubblico del festival viene accolto all’uscita delle proiezioni e invitato a esprimere il proprio voto per il film favorito inserendo una moneta di qualunque valore nell’urna corrispondente. L’intero ammontare viene consegnato al regista del film che ha ricevuto il maggior numero di monete.

Premio Air Dolomiti Aeroporto di Monaco Il premio è del valore di 1500 euro ed è assegnato al miglior film della sezione speciale Cinema in un ambiente diverso, composta da film che trattano in vari modi tematiche di sostenibilità ambientale.

Premio dello Staff É il premio assegnato da tutto lo staff del Milano Film Festival

Best Short film The prize is worth 2.500 euro and it will go to the director of the Best Short Film. Also in this case, the jury will have the possibility to give special mention.

Aprile Award Every Year, the Aprile Award will be assigned by the members of the selection committee of competitons to the film best representing the Festival’s spirit.

Audience Award A vote for each coin. These words have been welcoming festival goers for years as they exit the cinema. They have the chance to vote for their favourite film by inserting a coin regardless of its value - in the corresponding ballot box. The total amount of money collected is given to the director of the film that has got most coins.

Award Air Dolomiti Munich Airport The prize is worth 1.500 euro and it will go to the Best Film of the special section Cinema in a different environment, composed by films facing in various ways issues of environmental sustainability.

Staff Award It’s the prize assigned by all the staff of Milan Film Festival

Premio della Giuria degli studenti Composta da studenti dell’Università degli Studi di Milano

Student’s Jury Award Composed by students of Università degli Studi di Milano


In co-organIzzazIone con

LA SECONDA EDIZIONE Ăˆ A VERONA

ANIMATION FILM FE STIVAL

12-14 OTTOBRE 2012 Per partecipare info@trickfestival.it Programma in aggiornamento su www.trIckfestIval.It

con Il patrocInIo dI

partner

Verona - Via Oberdan 4


concorso lungometraggi Feature Film Competition L’âge atomique (Atomic Age) Héléna Klotz / France / 2011 / HD / 67’ China Heavyweight Yung Chang / Canada, China / 2012 / HD / 89’ Chocó Jhonny Hendrix Hinestroza / Colombia / 2011 / Red One 4K / 80’ Francine Brian M. Cassidy, Melanie Shatzky / USA, Canada / 2012 / HD / 74’ Un gând, un vis, Doyle... şi-un pix (A Dream’s Merchant) Bogdan Ilie-Micu / Romania / 2012 / HD / 172’

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Il n’y a pas de rapport sexuel (There is no Sexual Rapport) Raphaël Siboni / France / 2011 / HDV / 79’ La Playa D.C. Juan Andrés Arango / Colombia, Brazil, France / 2012 / 35mm / 90’ Le sommeil d’or (Golden Slumbers) Davy Chou / France, Cambodia / 2011 / HD / 96’ This Time Tomorrow Shane Bissett / USA / 2012 / HD / 83’ Tiens moi droite (Keep Me Upright) Zoé Chantre / France / 2011 / Digibeta / 64’

omporre un concorso internazionale di lungometraggi dedicato a opere prime e seconde, è come preparare un tavolo da gioco. Il mazzo è composto dalle occasioni di visione, dai film che letteralmente si scoprono davanti allo spettatore. Sono i punti che abbiamo raccolto e con cui apriamo la partita con il pubblico. Quest’anno, dagli oltre 900, abbiamo scelto 12 film per proporvi una domanda: esiste un cinema diverso? La nostra risposta è nei titoli del concorso ed è chiaramente positiva. Per diverso intendiamo differente: che provi, fondamentalmente, un altro modo di raccontare. È anche per questo che un film francese come L’âge atomique di Héléna Klotz ci ha conquistati: la notte degli adolescenti Victor e Rainer, attraverso una Parigi che si fa teatro generazionale, sceglie un ritmo sfaldato e musicale per abbracciarli. Non è più la solita notte di due ragazzi vista in tanti film, ma una notte al-

Toată Lumea din Familia Noastră (Everybody in Our Family) Radu Jude / Romania / 2012 / 35mm / 108’ Xing Ge Zuo Yue (Song and Moon) Wu Na / China / 2011 / HD / 90’

C

omposing an International Feature Film Competition for first and second films is like preparing a table for cards. The pack is made up of seeing the films, which are literally revealed to the audience. They are the points we have collected and with which we open the game with the public. This year, we have chosen 12 films from out of the over 900 to ask you a question: does a different cinema exist? Our answer is in the titles of the competition and of course is in the affirmative. By different we basically mean different ways of telling a story. This is also why a French film like L’âge atomique by Héléna Klotz won us over: the night of the teenagers Victor and Rainer, through a Paris which becomes a generational theatre, chooses a rhythm in layers and music to embrace them. It is not the usual night of two youngsters seen in so many films, but a differ-

pag. 23 / CONCORSO LUNGHI


tra, che trova nel ritmo insolito il modo migliore per svolgersi. Un’altra via narrativa inattesa è quella percorsa dal rumeno Bogdan Ilie-Micu nell’opera prima Un gând, un vis, Doyle... şi-un pix (A Dream’s Merchant) che ricostruisce il viaggio del ventiseienne Mihai dalla Romania a Ulan Bator a bordo di Doyle, la sua motocicletta. Ventiseimila chilometri in 4 mesi, raccontati non con un classico documentario, ma attraverso le foto scattate da Mihai: 800 immagini che raccontano l’ebbrezza della libertà e della sfida. Un’esperienza di tre ore dove, accettato il racconto per immagini fisse, ci si lascia conquistare. Allo stesso modo, un altro percorso di libertà è raccontato con taglio personale in Tiens moi droite (Keep Me Upright) della francese Zoé Chantre: il diario di una malattia come la scoliosi è l’occasione per un film che ha il ritmo delle illustrazioni e delle installazioni che la stessa Zoé crea per raccontarsi. In entrambi questi film, la storia personale trova nel modo del racconto la via per diventare universale e inaspettata. Altre vicende, invece, sono collettive, come per i pugili non professionisti che caricano di sogni e desideri la boxe nella provincia del Sichuan in China Heavyweight di Yung Chang. Un “documentario d’azione”, come l’ha definito il regista, che ha i ritmi della fiction, che racconta i sogni di chi crede nella boxe, uno sport che per decenni è stato bandito dalla Cina. Sempre di sogni, e sempre di Cina, si tratta anche in Xing Ge Zuo Yue (Song and Moon), opera prima di Wu Na, che segue l’incontro tra una ragazza e i suoi amici di ritorno dalla città nel villaggio nella provincia di Guizhou per le vacanze estive. I suoi sogni si scontrano con le tradizioni e l’attrito personale diventa culturale. Un altro scontro, tra il cinema e un regime, è al centro di Le sommeil d’or (Golden Slumbers) di Davy Chou, che ricostruisce gli anni in cui in Cambogia il regime di Pol Pot distrusse un intero sistema cinematografico senza poterne cancellare fortunatamente l’immaginario. Tra le fiction, due opere colombiane mostrano il fermento dell’area: se Chocó di Jhonny Hendrix

ent night which unfolds through its unusual rhythm. Another unexpected narrative path is taken by the Romanian Bogdan Ilie-Micu in his first film Un gând, un vis, Doyle... şi-un pix (A Dream’s Merchant) which reconstructs the journey of twenty-six year-old Mihai from Romania to Ulan Bator on Doyle, his motorcycle. Twenty-six thousand kilometres in 4 months, recounted not as a classic documentary, but through the photos he took: 800 images relating the inebriation of freedom and of the challenge. An experience of three hours which, after you accept the story in still images, wins you over. In the same way another path to freedom is told with a personal approach in Tiens moi droite (Keep Me Upright) by the French Zoé Chantre: the diary of an illness like scoliosis is the opportunity for a film that has the rhythm of the illustrations and installations that Zoé herself creates to tell her story. In both these films, a personal story finds a way to become universal and unexpected in how it is told. Other events, on the other hand, are collective, like the amateurs who put all their dreams and desires into boxing in the province of Sichuan in China Heavyweight by Yung Chang. An “action documentary”, as the director has defined it, which has the pace of fiction, relating the dreams of those who believe in boxing, banned for decades in China. Xing Ge Zuo Yue (Song and Moon), the first film of Wu Na, is also about China and dreams: it follows the meeting between a girl and her friends who return for the summer from the city to their home village in the province of Guizhou. Her dreams clash with the traditions and personal friction becomes cultural. Another clash, between the cinema and a regime, is at the centre of Le sommeil d’or (Golden Slumbers) by Davy Chou, which reconstructs the years when Pol Pot’s regime destroyed a whole cinematographic system in Cambodia, but luckily without being able to cancel the collective imagination. In fiction, two films from Colombia show how


Hinestroza racconta con la sua protagonista il tentativo di rompere il cerchio di una società arcaica e maschilista, La Playa D.C. di Juan Andrés Arango, nelle vicende del giovane Tomas fuggito a Bogotà, mostra la durezza della modernità per chi cerchi una vita onesta. Dal Nord America, invece, arrivano Francine, opera coprodotta con il Canada del duo Brian M. Cassidy e Melanie Shatzky alle prese con un potente ritratto femminile di una donna appena uscita dal carcere, interpretata dal premio Oscar Melissa Leo, e This Time Tomorrow, esordio di Shane Bissett, in anteprima mondiale, che indaga la fine di un amore giocando con timori apocalittici (il mondo finirà il 21 dicembre 2012). Un’apocalisse vera è poi al centro del rumeno Toată Lumea din Familia Noastră (Everybody in Our Family) di Radu Jude, dove un padre separato piomba in casa della ex-moglie creando un caos grottesco. Ogni film, a suo modo, gioca contro il linguaggio dominante, nello smontare le attese o nel disattendere il codice dei generi. Crediamo che tutto questo sia, dopotutto, un ricco ripensamento del dispositivo cinema, la prova che è ancora flessibile e ben lontano dall’essere definito (e definitivo). Lungo questa traccia, allora, ecco l’inclusione del documentario di Raphaël Siboni creato dai video di backstage del francese HPG, attore e produttore di film porno (ma non solo): Il n’y a pas de rapport sexuel (There is no Sexual Rapport), un film diretto che mostra l’altro lato di un linguaggio commerciale per eccellenza, quello dell’immagine pornografica. Un modo per dire, con ironia: il cinema è nudo. Speriamo lo rimanga. Alessandro Beretta e Vincenzo Rossini

lively the area is: if Chocó by Jhonny Hendrix Hinestroza relates with its main character the attempt to break the circle of an archais and macho society, La Playa D.C. by Juan Andrés Arango, in the story of the young Tomas who has fled to Bogota, shows how hard modernity is for those looking for an honest life. From North America, we have Francine, a coproduction with Canada by Brian M. Cassidy and Melanie Shatzky at grips with a powerful feminine portrait of a woman who has just been released from prison, played by Oscar winning Melissa Leo, and the world premiere of This Time Tomorrow, Shane Bissett’s debut film, which investigates the end of a love, playing with apocalyptic fears (the world will end on 21st December 2012). A real apocalypse is at the heart of the Romanian Toată Lumea din Familia Noastră (Everybody in Our Family) by Radu Jude, where a separated father bursts into his ex-wife’s home creating grotesque chaos. Each film, in its own way, plays against the dominant language, in dismantling the classic expectations or in disregarding the codes of the genres. We believe that all this is, after all, a rich reconsideration of the cinema, proof that it is still flexible and far from being defined (and definitive). We have thus included the documentary by Raphaël Siboni created from the backstage videos of the French HPG, actor and producer of porn films (and more): Il n’y a pas de rapport sexuel (There is no Sexual Rapport), a direct film that shows the other side of a commercial language par excellence, the pornographic image. A way to say, with irony: the cinema is naked. We hope it stays that way.

pag. 25 / CONCORSO LUNGHI


L’age atomique Atomic Age

Helena Klotz / France / 2011 / HD / 67’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Kidam PRODUTTORE / PRODUCER: Alexandre Perrier SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Héléna Klotz, Elisabeth Perceval MONTAGGIO / EDITING: Cristóbal Fernández, Marion Monnier FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Hélène Louvart SOUND EDITOR: Emmanuel Soland MUSICA / MUSIC: Ulysse Klotz CAST: Dominick Wojcik, Eliott Paquet, Niels Schneider, Mathilde Bisson DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Rendez-vous Pictures, p.tasca@rendezvouspictures.com

france

D

ue ragazzi adolescenti a Parigi, Victor e Rainer, seguiti in una notte di confronti umani e sentimentali dal ritmo affascinante e decadente. In un club lungo la Senna, Victor prova ad avvicinare una ragazza, mentre l’androgino Rainer incontra un ragazzo. All’uscita, una rissa chiarisce due modi di intendere il mondo, e la notte prosegue chiarendo il rapporto affettivo tra i due. Tra brani di poesia recitati a memoria e silenzi che danno corpo a tensioni, un’indagine romantica e nera sul confine sottile tra amore e amicizia mentre si cammina insieme fino all’alba. Accompagnati dalla musica elettronica originale di Ulysse Klotz, i due ragazzi attraversano il loro personale “Fuori orario” come comete dell’esistenzialismo di oggi, con un fare d’altri tempi. Il primo film di Héléna Klotz, regista e redattrice dei Cahiers du cinéma online, stupisce per il ritmo drammatico, volutamente musicale, quasi fatto di motivi più che di percorsi classici. A tenere la struttura drammatica così inusuale di L’âge atomique, che potrebbe apparire incompiuta, ci sono il lavoro sulla fotografia e sul suono, usati con coscienza per creare rallentamenti narrativi alienanti che aprono il cuore dei due personaggi. Girato in digitale, il film è stato presentato all’ultima Berlinale. Alessandro Beretta


NOTE DI REGIA / DIRECTOR’S STATEMENT “Spero che le emozioni suscitate dal film siano difficili da negare: un profondo senso di tristezza che svanisce con l’entusiasmo di un crescente desiderio. In Victor e Rainer avvertiamo un’euforia macchiata di malinconia, una sorta di disperazione, tratto caratterizzante della mia generazione. Per i due personaggi parlare significa agire, un modo per passare il tempo, creare nuovi spazi e momenti di libertà dove sentirsi protetti da tutto. Il viaggio nella foresta non è soltanto il percorso effettivo dal paesaggio parigino urbano all’atmosfera misteriosa della foresta, ma soprattutto un viaggio interiore. Questo è un film realizzato nel pieno dell’adolescenza dei protagonisti che unisce elementi contemporanei, sentimentali e duraturi”. “I hope the emotions the film stirs will be difficult to deny: a deep sense of sadness that evaporates with the carefree enthusiasm of mounting desire. We sense from Victor and Rainer a melancholy-tainted euphoria, a kind of despair: something that characterizes my generation and its losses therein. To them, speaking is action, a way of passing time, of creating new spaces and fleeting moments of freedom, where they are protected from everything. Victor and Rainer’s trip to the forest is not only a literal journey from the urban Parisian landscape into the mysterious atmosphere of the forest; it is an inner journey. It is a film made during its protagonists’ adolescence that combines its contemporary, sentimental, and lasting elements.”

T

wo teenage boys, Victor and Rainer, are recorded on their trip through a night of human and emotional encounters in Paris, with a fascinating and decadent rhythm in the background. They are clubbing along the Seine when Victor tries to approach a girl, and the androgynous Rainer meets a boy. After leaving the club, they get into a street fight that shows the audience two different ways of understanding the world. As the night goes on, the emotional tie between the two protagonists is revealed. Their way home, at dawn, is marked by a romantic but dark analysis of the fine line between love and friendship, among verses of poetry and strained moments of silence. Accompanied by the original electronic music by Ulysse Klotz, the two boys go through their own “After Hours” as comets of today’s existentialism, with the spirit of other times.The first film by Héléna Klotz, director and editor of Cahiers du cinéma online, is astonishing for its dramatic theme, cadenced by a rhythm that is made of motifs rather than typical tracks. Behind the unusual dramatic structure of L’âge atomique there is an impressive work of photography and sound, used consciously to create alienating narrative slowdowns that help opening the hearts of the two characters. The film was shot in digital, and it was presented at the last Berlinale.

Helena Klotz 1979 Héléna Klotz nasce il 6 dicembre 1979 e cresce nei sobborghi parigini. Nel 2003 dirige il cortometraggio Le léopard ne se déplace jamais sans ses tâches, che ha vinto premi nei festival di Aix-en-Provence, Pantin e Créteil. Nel 2011 dirige il suo primo lungometraggio L’âge atomique, primo di una trilogia sui giovani. Attualmente sta lavorando alla seconda opera della trilogia Héléna Klotz was born on December 6, 1979 and grew up in the Paris suburbs. In 2003, she directed a short feature film, Le léopard ne se déplace jamais sans ses tâches, which won awards in festivals in Aix-en-Provence, Pantin and Créteil. In 2011, she directed her first feature film, L’âge atomique, the first one of a trilogy on youth. She is currently working on the second film of this trilogy.

FIlmografia / filmography: 2011 L’âge atomique (Atomic Age), 2007 Gennevilliers, 2006 Les amants cinéma, 2003 Le léopard ne se déplace jamais sans ses taches

pag. 27 / CONCORSO LUNGHI


China Heavyweight Yung Chang / Canada, China / 2012 / HD / 89’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Eye Steel Film, Yuan Fang Media, CNEX Foundation PRODUTTORE / PRODUCER: Bob Moore, Peter Wintonick, Han Yi, Zhao Qi SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Yung Chang MONTAGGIO / EDITING: Hannele Halm, Feng Xi FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Sun Shaoguang SOUND EDITOR: Kyle Stanfield MUSICA / MUSIC: Olivier Alary CAST: Qi Moxiang, He Zongli, Miao Yunfei, Zhao Zhong, Ye Xinchun DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Cat&Docs - maelle@catndocs.com

canada

china

P

uò una disciplina occidentale, bandita in Cina per quasi trent’anni, raccontare ansie e desideri delle nuove generazioni della provincia del Sichuan? Nel cruciale passaggio che delimita la passione amatoriale dalla scelta di una carriera agonistica, tra la quotidianità degli allentamenti e i reclutamenti nelle scuole, due giovani boxeur sono accompagnati da un maestro che non ha perso la voglia di rimettersi in gioco. Un Bildungsroman che, prendendo in prestito le vibrazioni degli sport da combattimento e la fluidità nel coglierne i gesti e le gesta, diventa un ritratto di intensità superiore al reale. Il documentarista Canadese intesse le storie dei singoli lasciando emergere un’epopea universale: la pulsione verso la conquista e la ribellione, ma anche l’accettazione dei propri limiti e delle imposizioni sociali e, ancor più, il riscatto sportivo in un Paese che torna a raccontarsi nel suo incessante cambiamento. Dopo Up The Yangtze (2007), l’opera seconda di Yung Chang, definita dallo stesso autore un documentario d’azione, torna ad indagare la Cina contemporanea, facendo luce sulle contraddizioni e le pulsioni di una regione solo parzialmente ancorata alla sua anima rurale. Lara Casirati


NOTE DI REGIA / DIRECTOR’S STATEMENT “La decisione di realizzare China Heavyweight è nata con l’idea di unire il kung-fu e la boxe in un ‘documentario d’azione’. Ho condotto China Heavyweight verso un dramma più umano. Attraverso la boxe posso raccontare una storia più ampia. In Cina si combatte per il proprio Paese; ma con la boxe, in verità, combatti unicamente per te stesso. Questa storia diventa una metafora del contrasto tra nazionalismo e individualismo. Ma, al centro del film, c’è la relazione tra il coach Qi e i suoi studenti. È un racconto sul senso dell’onore e del rispetto, sul ruolo di mentori e maestri e sulla perseveranza – virtù che sono messe duramente alla prova in una Cina che sta cambiando. Credo che questa sia una storia universale”. “My decision to make China Heavyweight began with the idea of melding two genres of kung-fu and boxing into an ‘action documentary’. I’ve created China Heavyweight into a more a human drama. We use the genre of boxing to tell a bigger story. In China, you fight for your country; but with boxing, the bottom line is that you’re fighting for yourself. This story becomes a metaphor for nationalism. vs. individualism. But at the heart of the film, it’s really about the relationship between Coach Qi and his students. It’s enough to walk-away with a greater sense of honor and respect, about the role of mentors and teachers, and about perseverance - virtues at their greatest test in a changing China. I do believe it’s a universal story.”

C

an a Western sport that has been banned in China for almost thirty years, reveal worries and desires of the new generations of the Sichuan province? In the crucial moment of transition between the passion for a sport and the choice of a profession, between the everyday workout and the schools’ recruiting, this story tells about two young boxers supported by a coach who hasn’t yet lost the desire to get back in the game. Bildungsroman, borrows the thrill of combat sports and captures events and deeds, realizing a portrait of intensity that goes beyond reality. This Canadian documentarist interweaves the individual stories, developing a universal epic: the thirst for success and rebellion, as well as the acceptance of limits and social impositions and above all the redemption of a country that once again is the protagonist of an incessant change. Following Up The Yangtze (2007), the second film by Yung Chang, defined by the same author as an action documentary, explores contemporary China, shedding light on the contradictions and impulses of a region only partially anchored to its rural soul.

Yung Chang 1977 Regista riconosciuto e premiato a livello internazionale, Yung Chang realizza il suo primo documentario Up The Yangtze nel 2007. China Heavyweight è stato presentato all’ultima edizione del Sundance Film Festival. Attualmente sta producendo The Fruit Hunters, il suo nuovo documentario e sta scrivendo la sceneggiatura di Eggplant. Internationally award-winning filmmaker, Yung Chang, made his first feature documentary Up The Yangtze in 2007. “China Heavyweight” has been presented at Sundance 2012. He is currently in production on The Fruit Hunters, his next documentary and he’s also writing Eggplant.

FIlmografia / filmography: 2012 China Heavyweight, 2007 Up The Yangtze

pag. 29 / CONCORSO LUNGHI


Chocó Jhonny Hendrix Hinestroza / Colombia / 2011 / red one 4k / 80’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Antorcha Films, HD Cinema Colombia PRODUTTORE / PRODUCER: Maritza Rincón, Jhonny Hendrix Hinestroza SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Alfonso Acosta, Jhonny Hendrix Hinestroza MONTAGGIO / EDITING: Mauricio Vergara FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Paulo Pérez CAST: Karent Hinestroza, Esteban Copete, Fabio Ivàn Restrepo, Daniela Mosquera DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Memento Films marion@memento-films.com

colombia

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hocó è una giovane donna colombiana, nera, bellissima. La sua casa è una capanna nel cuore della foresta, un rifugio circondato da una natura rigogliosa, incontaminata, che abbaglia della sua bellezza assoluta. La capanna è piccola, ed è difficile delimitarne gli spazi interni: Chocó ha due bambini e un marito, musicista mancato e nullafacente, che quando torna a casa ubriaco la sera la prende con violenza. La giovane donna lavora in miniera, e quando perde anche quel lavoro sottopagato ogni cosa si complica. Chocó non si dà mai per vinta: trova un altro lavoro, ed è disposta a qualunque sacrificio pur di regalare alla figlia la torta di compleanno che sogna più di ogni altra cosa. Per questo Chocó attraversa la foresta e le vie del villaggio a testa alta, continua a lottare, e con la sua forza naturale rompe il cerchio di violenza. Hinestroza, al debutto alla regia, in occasione della presentazione alla Berlinale 2012, è scoppiato in lacrime: il suo film rappresenta la prima volta che a un pubblico internazionale si racconta la storia degli afro-colombiani, dalla loro parte. E grazie al cinema, la loro rappresentazione passa dalla disperazione alla speranza, con la luce purificatrice di un fuoco che, dall’inizio alla fine, segna la strada verso l’uscita dalla foresta. Alice Arecco


NOTE DI REGIA / DIRECTOR’S STATEMENT “Chocó cerca di restare a galla. La sua vita quotidiana è rappresentabile tramite una serie di riprese panoramiche spente e dipinte in tonalità grigie e marroni. L’unica cosa che la fa andare avanti sono i suoi bambini, ma la depressione dovuta alla sua relazione e la violenza a cui è sottoposta le faranno cambiare idea sulla sua vita e la sua cultura. Quando prende la decisione di lasciare Everlides, suo marito, realizza che deve farlo affrontando la realtà. Chocó non è un film d’azione ma un ritratto profondo su coloro che vivono in una terra dimenticata; è una metafora sulla ricchezza di questa terra e sull’abuso che ne deriva. È una storia che mescola dramma, amore e toni comici, come accade nella vita reale”. “Chocó manages to survive. Her day-to-day life is a series of lifeless panoramic shots painted in brown and gray tones. Nothing but her children keep her going, but the melancholy and depression caused by her relationship and all the violence she undergoes will make her change her mind about her life and her culture. When she makes up her mind and decides to leave Everlides, her husband, she realizes she has to do it by facing reality. Chocó is not an action movie but a deep portrait of the life of those who live in a forgotten land; it is a metaphor of the wealth of this land and also of the abused that it has suffered due to its richness. It is a story with a little bit of drama, comedy and love, the way life really is.”

C

hocó is a young, black, beautiful Colombian woman. Her home is a hut in the heart of the forest, a shelter surrounded by a luscious, uncontaminated nature whose utter beauty dazzles all who see it. The hut is small, and it is difficult to define its interior space: Chocó has two children and a husband, who is a failed layabout musician, who, when he comes home drunk at night, becomes violent. The young woman works in a mine, and when she loses that underpaid job as well, everything becomes more complicated. Chocó never gives up: she finds another job, and she is willing to sacrifice everything to be able to give her daughter the birthday present that she wishes for more than anything else in the world. For this reason, Chocó crosses the forest and the roads of the village with her head held high, she continues to fight, and with her natural strength she breaks the cycle of violence. Hinestroza, debuting as director, at the première for the Berlinale 2012, burst into tears: his film represents the first time that an international public is told the story of Afro-Colombians, from their perspective. Thanks to cinema, their representation goes from desperation to hope, with the purifying light of a fire that, from beginning to end, indicates the road towards the way out of the forest.

Jhonny Hendrix Hinestroza 1975 Nato nell’ottobre del 1975, in Quibdó, Chocó, Jhonny Hendrix Hinestroza, con più di 15 anni di esperienza nella produzione filmica e televisiva, ha fondato l’Antorcha Films nel 2003. Ha diretto il cortometraggio Cuando llegan los muchachos nel 2010, premiato ai Rencontres Cinemas d’Amerique Latine a Tolosa, Francia. Ha inoltre diretto il cortometraggio Tricolor fútbol club nel 2005. Born on October 12th 1975, in Quibdó, Chocó. With more than 15 years of experience in filming production and television, he founded Antorcha Films in 2003. He directed the short film Cuando llegan los muchachos, 2010 premiered at the Rencontres Cinemas d’Amerique Latine in Toulouse, France. He produced the short film Tricolor fútbol club, in 2005.

FIlmografia / filmography: 2011 Chocó, 2010 Cuando llegan los muchachos, 2005 Tricolor fútbol club

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Francine Brian M. Cassidy, Melanie Shatzky / USA, Canada / 2012 / HD / 74’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Pigeon Projects, Washington Square Films PRODUTTORE / PRODUCER: Joshua Blum, Katie Stern SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Brian M. Cassidy, Melanie Shatzky MONTAGGIO / EDITING: Brian M. Cassidy, Benjamin Grey, Melanie Shatzky FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Brian M. Cassidy SOUND EDITOR: Nicholas Sjostrom CAST: Melissa Leo, Victoria Charkut, Keith Leonard DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Film Sales Corporation, jason.ishikawa@filmsalescorp.com

canada

usa

F

rancine, una donna oltre i quarant’anni, è appena uscita di prigione. Ad accoglierla, una casa spoglia e una vita da costruire. Non sarà facile per una persona introversa e provata, ma cercherà una strada: lavorando in un negozio per animali prima e da un veterinario poi, cercando di instaurare nuove relazioni, che rischiano di travolgerla, con Linda, esponente della chiesa locale, e con l’ex-alcolista Ned. Francine ha una sensibilità difficile da esprimere e i suoi legami più intensi sono nel rapporto con gli animali, raccontati in scene che costellano il film come un coro. Il loro canto muto, così vicino alla protagonista, non potrà difenderla dal giudizio della società. Opera prima della coppia di documentaristi Brian M. Cassidy e Melanie Shatzky, il film tocca temi già a loro cari come l’attenzione al rapporto tra uomini e animali. A interpretare Francine, il premio Oscar Melissa Leo che sa rendere nel personaggio, attraverso il silenzio e l’uso del corpo, il peso di un passato che non viene mai rivelato allo spettatore. Un ritratto psicologico che i registi sanno raccontare mantenendo una giusta distanza che finisce per essere ben più diretta del classico dramma femminile. Il film, girato nelle campagne vicino a New York, è stato presentato all’ultima Berlinale. Alessandro Beretta


NOTE DI REGIA / DIRECTORS’ STATEMENT “I nostri film nascono dall’osservazione frammentata di ciò che ci circonda. Cominciamo raccogliendo le immagini nell’occhio della nostra mente e cerchiamo un modo per dar loro una forma. Eravamo commossi dal paesaggio e, allo stesso tempo, eravamo interessati nel raccontare la storia di qualcuno che avesse una relazione complicata con gli animali, una storia che descrivesse come l’intimità di questo rapporto potesse sfociare in altri territori psicologici ed emotivi. Il nostro lavoro sul documentario in alcuni punti assomiglia piuttosto ad una fiction stilizzata. Perciò il nostro istinto narrativo è capovolto: i documentari non sono del tutto documentari e le nostre fiction non sono del tutto tali.” “Our films come together from seeing the things around us and observing them in a fragmentary way. We start collecting these images in our mind’s eye, and figure out how to give them a shape. We were just moved by the landscape and we were also interested in telling a story of someone with a complicated relationship to animals, about when that kind of intimacy and comfort one feels in the presence of animals can cross over into other psychological and emotional territories. Our documentary work sometimes feels a bit more like fiction, more stylized in some ways. So our instinct for narrative is really the reverse: our documentaries don’t really feel like documentaries, and our fiction films don’t really feel like fiction.”

F

rancine is a woman of 40 who has just left prison. She is now faced with an empty home and a life to rebuild. It will not be easy for an introverted and fragile person, but she will find a way: she works in a pet store first and then for a vet, while trying to create rapports, that may end up hurting, her with Linda, a representative of the local church, and with Ned, an ex-alcoholic. Francine has difficulty expressing her sensitivity; her closest ties are with the animals, who fill the film like a chorus. Their mute song, however close to the main character, will still not be able to defend her from society’s judgment. Brian M. Cassidy and Melanie Shatzky’s first feature, the film touches themes which are dear to them, such as the rapport between man and animals. Oscar-winning actress Melissa Leo takes on the role, portraying the character through silence and her body language, the weight of a past that never gets revealed to the viewer. This is a psychological portrait that the directors know how to tell while maintaining an appropriate distance, which ends up being much more direct than the classic drama about women. The film, which was shot in the country close to New York, premièred at the last Berlinale.

Brian M. Cassidy 1977, Melanie Shatzky 1976 Brian M. Cassidy e Melanie Shatzky hanno fondato la Pigeon Projects nel 2005. Hanno presentato i loro film in festival internazionali (Sundance, Berlino, Toronto e Rotterdam) ma anche nei musei e nelle gallerie, come la National Gallery of Art e L’Institute of Contemporary Art. Oltre a Francine, Cassidy e Shatzky sono attualmente presenti ai Festival con il documentario The Patron Saints. Brian M. Cassidy and Melanie Shatzky founded Pigeon Projects in 2005. They have shown their films at the Sundance, Berlin, Toronto, and Rotterdam film festivals and also shown in museums and galleries, like the National Gallery of Art and the Institute of Contemporary Art. In addition to Francine, Cassidy and Shatzky are currently on the festival circuit with their documentary The Patron Saints.

FIlmografia / filmography: 2012 Francine, 2011 The Patron Saints

pag. 33 / CONCORSO LUNGHI


Un gând, un vis, Doyle... şi-un pix A Dream’s Merchant

Bogdan Ilie-Micu / Romania / 2012 / HD / 172’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Mototol Film PRODUTTORE / PRODUCER: Bogdan Ilie-Micu SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Mihai Barbu, Bogdan Ilie-Micu MONTAGGIO / EDITING: Bogdan Ilie-Micu FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Adrian Grigorescu SOUND EDITOR: Marian Iacoban MUSICA / MUSIC: Bogdan Diaconeasa CAST: Mihai Barbu DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Bogdan Ilie-Micu bogdan.iliemicu@gmail.com

romania

A

26 anni Mihai decide di compiere quello che, forse, sarà il viaggio della sua vita: dalla Romania a Ulan Bator in moto, andata e ritorno. 13 nazioni, 26mila chilometri in quattro mesi, solo in compagnia del suo bolide Doyle, unico compagno, amico, interlocutore. Si spingerà alla radice della civiltà, dove l’ospitalità tra gli uomini è ancora un valore di sacra bellezza da piangere per l’emozione, e il paesaggio sconfinato rivela l’essenza dell’infinito. Ma come “vedere” ciò che gli occhi di Mihai vedono durante il viaggio? L’esordiente Ilie-Micu ha avuto un’idea coraggiosa: ricostruire il movimento senza movimento, affidandosi alle 800 fotografie scattate dal biker nel tragitto. Insieme alle molte lettere scritte a degli ignoti “amici”, espressione di dubbi, paure ed emozioni, le foto hanno il potere di sospendere lo scorrere del tempo e farlo coincidere con lo spostamento, al punto che le 3 ore del film, pur richiedendo impegno, sembrano tutte necessarie. Nonostante sia costato soli 2.500 dollari, il film evoca l’ebbrezza di grandi epopee della strada come On the Road e Easy Rider, con lo spirito di Into the Wild. Abbandonata la sala, lo spiazzamento è forte, come tornare alla base dopo una scalata in solitario sulla cima del mondo. Vincenzo Rossini


NOTE DI REGIA / DIRECTOR’S STATEMENT “Non sono un buon oratore ma vi dirò che questo è stato un progetto appassionante, cominciato nell’ottobre del 2009, dopo il ritorno di Mihai dal suo viaggio, e conclusosi nel 2011. Quando ho letto la sua storia mi sono semplicemente detto: ‘Voglio farne un film’. Non sapevo come fare, ma sentivo che dovevo provarci”. “I’m not a sweet talker but I will tell you this, it is a passion project, which started in October 2009, after Mihai’s return, and finished in 2011. When I read the story I simply said ‘I want to make a movie out of it’. I didn’t know how, but I felt I got to try.”

Bogdan Ilie-Micu 1983 Bogdan Ilie-Micu è nato nel 1983 in Romania. Dopo aver frequentato i corsi di regia presso la Media University di Bucarest, ha scritto e diretto cortometraggi a partire dal 2006. Nel 2009 ha partecipato al Project market GoEast con Darkness. Nel 2012 ha diretto e prodotto il documentario A Dream’s Merchant.

A

t 26 Mihai decided to embark himself on a trip which would end up turning into the journey of his life: a roadtrip in the saddle of his motorbike, from Romania to Ulan Bator and back. 13 countries and 26 thousand kilometers in four months, in the sole company of his rocket: Doyle, his trusted companion and friend. Mihai will explore the roots of civilization, where hospitality among humans is still a sacred value, so beautiful it’ll get you emotional; here the boundless landscape reveals the essence of infinity. How to see what Mihai’s eyes got to see during his trip? Ilie-Micu, director at his debut, had the bold idea of giving motion to the 800 photographs taken by the biker during his trip. Along with the numerous letters he wrote to his unknown ‘friends’, which express his fears, doubts and emotions, these pictures have the power of stopping time and making it ‘move’ at the same time, to the point that 3 hours seemed absolutely necessary for the film. Although it only costed $ 2,500, this film evokes the thrill of the great epics of the road such as On the Road and Easy Rider, with the spirit of Into the Wild. After leaving the theatre, you will feel extremely overwhelmed, like returning to base after a solo climb to the top of the world.

Bogdan Ilie-Micu was born in 1983, in Romania. After attending the Media University of Bucharest of Film and TV Directing, he directed and wrote short films from 2006. In 2009 he participated in GoEast Project market with the project Darkness. In 2012 he directed and produced the feature documentary A Dream’s Merchant.

FIlmografia / filmography: 2012 Un gând, un vis, Doyle... şi-un pix (A Dream’s Merchant), 2008 5 seconds, 2007 Mutiny, 2006 “el” Bus

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Il n´y a pas de rapport sexuel There is no Sexual Rapport

Raphaël Siboni / France / 2011 / HDv / 79’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Capricci Films, HPG Production PRODUTTORE / PRODUCER: Thierry Lounas SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Raphaël Siboni MONTAGGIO / EDITING: Pierre Bompy SOUND EDITOR: Pierre Bompy CAST: HPG, Cindy Dollar, Michael Cerrito, Stacy Stone, Dolce Elektra, Phil Hollyday DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Capricci Film, julien.rejl@capricci.fr

france

H

ervé-Pierre Gustave (in arte HPG) è il re del porno francese. Produttore, sperimentatore iconoclasta, ha documentato il suo lavoro come attore e regista per più di 15 anni lasciando accesa sui set una videocamera che riprendesse i backstage. Quando il produttore Thierry Lounas ha saputo dell’impressionante archivio di circa 2000 ore di girato ha coinvolto il giovane artista del video Raphaël Siboni per farne un film. Il risultato è un documentario inclassificabile, che sfugge ai canoni del classico “film-sul-porno”. Siboni ha scelto sequenze concluse in sé e le ha accostate riuscendo a costruire un’opera che, oltre ad indagare e smontare dall’interno il linguaggio del porno, accompagna lo spettatore in un climax emozionale sorprendente. L’occhio asettico che filma i tempi morti del set e i trucchi per fingere il gesto atletico e gli orgasmi, si riempie dell’umanità dei protagonisti, aspiranti o professionisti, che ci passano davanti: c’è chi gode, chi si annoia, chi piange, chi è solo curioso e chi aspira a una carriera. È la vita dei“sexworkers”, svelata in un film che racconta l’altro lato del porno, non quello delle riprese patinate, utili per il business dell’immagine del desiderio della pornografia dei nostri giorni, ma quello fatto di sudore, imprevisti, corpi al lavoro. Talvolta sopraffatti da improvvisi abbandoni al godimento. Alessandro Beretta, Vincenzo Rossini


NOTE DI REGIA / DIRECTOR’S STATEMENT “HPG ha selezionato delle scene da mostrarmi. Sono stato colpito dall’unicità di tali immagini. Ho iniziato a guardarle senza prendere nessuna decisione. Quello che volevo fare era parlare della pornografia di oggi, quella delle mini sequenze scaricate dai siti Internet. Ogni parte del film corrisponde a una sequenza di quelle proposte da HPG. La pornografia non è più concepita come genere filmico ma consumata come un’infinita lista di scene indicizzate da parole chiave. Ho scelto di mostrare il “dietro le quinte” come sintomo del nostro tempo. Ecco cosa connette indubbiamente questi due generi: ognuno rivela ciò che non dovrebbe essere visto“. “HPG first selected some scenes to show me. I was immediately struck by the images’ singularity. I started by watching them straight through withoutmaking any decisions. I wanted to speak about the pornography of today – that of short sequences mass-downloaded from Internet sites. Each block of my film corresponds to one of HPG shoots. Today, pornography is not consumed in the film format, but as an infinite list of scenes indexed by keywords. I decided to show the ‘behind the scenes’ is a symptom of our time. That is undoubtedly what connects these two genres: each shows what shouldn’t be seen.”

H

ervé-Pierre Gustave (alias HGP) is the king of French porn. As producer and iconoclastic experimenter, he documented his work as actor and director for over fifteen years by leaving a camera always on, on set to record back stage happenings. When producer Thierry Lounas heard about the impressive collection of 2000 hours of film, he brought in young video expert Raphaël Siboni to create a movie out of it. The result is an unclassifiable documentary, which evades the norms of the classic ‘film on porn’. Siboni chose self-contained episodes, creating a work that strips down the language of porn from the inside and guides the viewer through an astonishing emotional climax. The sterile eye that films the down times on set, the tricks to fake athleticism and orgasms is filled with the humaneness of those, aspiring or professional, that go past it; there are those who are coming, bored, and crying, those who are curious and those who aspire to a career. This is the life of ‘sex workers’, unveiled in a film that shows the other side of porn, without the glossy shots useful for today’s desire for pornography business. Instead, it shows the side with sweat, setbacks, and working bodies, at times taken over by sudden surrenders to enjoyment.

Raphaël Siboni 1981 Nato nel 1981, Raphaël Siboni è un regista e artista francese. I suoi lavori sono stati esibiti in numerosi musei internazionali, quali Palais de Tokyo e Grand Palais a Parigi, e la Biennale Internazionale di Santa Fe negli Stati Uniti. Il n’y a pas de rapport sexuel è il suo primo documentario. Born in 1981, Raphaël Siboni is a French filmmaker and artist. Many international institutions and artistic meetings exhibited his works already such as the Palais de Tokyo à Paris, the Grand Palais à Paris and the International Biennale of Santa Fe, USA. Il n’y a pas de rapport sexuel is his first feature documentary.

FIlmografia / filmography: 2011 Il n’y a pas de rapport sexuel (There is No Sexual Rapport), 2011 La Mesure Aglaé (The Aglaé measurement), 2009 La Vallée Von Uexküll, 2009 Calculating Infinity, 2007 Friendly Fire, 2007 Kant Tuning Club

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La Playa D.C. Juan Andrés Arango / Colombia, brazil, france / 2012 / 35mm / 90’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Septima Films, Burning Blue, CinéSud Promotion, Bananeira Films, Hangar Films PRODUTTORE / PRODUCER: Diana Bustamante Escobar, Jorge Andrés Botero, Thierry Lenouvel, Vania Catani, Angelisa Stein, Mauricio Aristizabal SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Juan Andrés Arango MONTAGGIO / EDITING: Felipe Guerrero FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Nicolas Canniccioni MUSICA / MUSIC: Erick Bongcam, Jacobo Vélez CAST: Luis Carlo Guevara, Andrés Murillo, Jamés Solís DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Doc & Film, hs.choi@docandfilm.com

colombia

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france

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omas è fuggito dalla miseria e dalla violenza del villaggio natale, sulla costa del Pacifico, per immaginare una vita migliore per sé e la sua famiglia a Bogotà. Con lui, i suoi due fratelli: Jaire, il minore, il più debole, schiavo del crack e indebitato con le peggiori bande di spacciatori della capitale, e Chaco, il maggiore, che vuole convincere Tomas che è meglio tornare a casa. Le strade della grande città sono ostili, percorse da un senso di esclusione verso gli afro-colombiani. L’unico posto che per loro è comunità, e attorno al quale si crea una reale solidarietà, è il Galaxcentro 18, il centro commerciale dove Tomas impara un mestiere, e un’arte: tagliare i capelli. Ma un giorno Jaire scompare, e Chaco insiste perché Tomas parta con lui. Racconto di iniziazione, mirabile esordio alla regia di un regista afro-colombiano, il film nasce dall’interesse per le conseguenze sociali dei flussi migratori per diventare molto di più. Il Galaxcentro 18 – rappresentato con la sapienza di un regista che si è formato come direttore della fotografia di documentari - è il luogo dove la comunità afro (raccolta attorno ai saloni dei parrucchieri), anche se sradicata, rifiuta di abbandonare i suoi riti. E da essi trova la forza di mantenere la sua identità e lottare per la sua libertà. Alice Arecco


NOTE DI REGIA / DIRECTOR’S STATEMENT “La Playa D.C. è un film urbano che ritrae il modo in cui una grande città può divorare in fretta coloro che non sanno come affrontarla. La telecamera si muove seguendo i ritmi di Tomas e delle strade percorse, alla stessa velocità del suo passo sui marciapiedi, seguendolo dietro i luoghi in cui si nasconde. A Bogotá, le comunità nere dalla costa Pacifica della Colombia sono arrivate a La Playa, cercando di sopravvivere grazie al loro ingegno, guadagnandosi da vivere truccando le auto e facendo lavori manuali. Ma La Playa è anche una metafora, un’allegoria per la nostalgia che questi immigrati sentono per la regione che hanno lasciato“. “La Playa D.C. is an urban film depicting the way in which a big city can quickly consume those who don’t know how to deal with it. The camera moves to the rhythm of both Tomas and the streets, at the same speed he walks down the sidewalk, past concrete posts behind which malice lurks. In Bogotá, black communities from Colombia’s Pacific coast have gravitated to La Playa, where they survive off their wits, earning a living by “pimping rides” and doing physical jobs. But La Playa is also a metaphor, an allegory for the nostalgia these immigrants feel for the region they left behind.”

T

omas escaped from the misery and violence of his hometown, on the Pacific coast, to imagine a better life for him and his family in Bogotà. With him, his two brothers: Jaire, the youngest and weakest, a crack addict with debts to the worst dealer gangs in the capital, and Chaco, the oldest, who wants to convince Tomas that it is best to go back home. The streets of the big city are hostile, inhabited by a sense of hostility towards Afro-Colombians. The only place which is a community for them, and around which true solidarity is formed, is Galaxcentro 18, the shopping centre where Tomas learns a job, an art: cutting hair. But one day Jaire disappears and Chaco insists for Tomas to leave with him. This tale of initiation is the admirable debut of an Afro-Colombian director. The film was created out of an interest for the social consequences of migratory fluxes to become something more. Galaxcentro 18 - illustrated by the knowledge of a director who started as a director of photography for documentaries - is the place where the Afro community (gathered around hair salons), although rootless, refuses to abandon its rituals. From these, it finds the strength to keep its identity and fight for its freedom.

Juan Andrés Arango 1976 Juan Andrés Arango ha studiato cinema presso la Universidad Nacional de Colombia e si è specializzato in fotografia all’ESCAC di Barcellona. Ha diretto il documentario Los Vega y Dos fandangos. Il suo cortometraggio Comment apprendre à dire bonjour en 10 étapes ha vinto il premio del pubblico al Festival di Losanna. La Playa D.C. è il suo primo lungometraggio Juan Andrés Arango studied film at the Universidad Nacional de Colombia and specialized in photography at the ESCAC in Barcelona. He directed the documentary Los Vega y Dos fandangos. His short film Comment apprendre à dire bonjour en 10 étapes won the Audience Award at the Lausanne Short Film Festival. La Playa D.C. is his first feature film.

FIlmografia / filmography: 2012 La Playa D.C., 2007 Comment apprendre à dire bonjour en 10 étapes, 2004 Los Vega y Dos fandangos

pag. 39 / CONCORSO LUNGHI


Le sommeil d’or Golden Slumbers

Davy Chou / France, Cambodia / 2011 / HD / 96’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Vycky Films, Bophana Productions, Araucania Films, Studio 37 PRODUTTORE / PRODUCER: Jacky Goldberg, Denis Cougnaud, Guillaume Orignac, Rithy Panh SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Davy Chou MONTAGGIO / EDITING: Laurent Leveneur FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Thomas Favel SOUND EDITOR: Vincent Villa, Jerôme Harré MUSICA / MUSIC: Jerôme Harré DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Doc & Film, hs.choi@docandfilm.com

france

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a vita sognata del cinema Cambogiano. Le sommeil d’or è un viaggio sospeso, tra ricordi realistici e evocazioni mitiche, alla scoperta del quindicennio che ha visto l’ascesa e la distruzione del cinema Khmer, tra il 1960 e la definitiva affermazione, nel 1975, degli Khmer Rossi. Solo una manciata delle 400 pellicole prodotte in quegli anni è sopravvissuta alla “rieducazione” di Pol Pot; produttori e registi furono perseguitati come nemici del popolo; quasi tutti gli attori furono uccisi; le tante sale di Phnom Penh, quelle di “prima”, sono diventate karaoke intasati di giovani, sale da biliardo, ristoranti. Quindici anni di avventure di celluloide, costellate di mostri marini, di amori irrisolvibili, di orfanelle e principi, rivivono nelle voci di chi le ha prodotte, nella memoria di chi c’era, dei pochi attori sopravvissuti, nelle canzoni, nei luoghi ormai mutati in cui sono state create, e, per qualche istante sui muri senza più schermo di un vecchio cinema. Opera prima di Davy Chou, che è nipote di Van Chann, uno dei pionieri dell’età dell’oro del cinema cambogiano, co-prodotta dalla Bophana prod. di Rithy Panh Le sommeil d’or restituisce vita e magia a un pezzo di immaginario, di rimosso collettivo, ritraendolo “in assenza”. Alessandro Uccelli


NOTE DI REGIA / DIRECTOR’S STATEMENT “Da bambino sapevo soltanto che mio nonno aveva prodotto alcuni film in Cambogia, niente di più. Quando ho cominciato a girare film, ho scoperto che era il produttore di almeno 40 dei 400 film girati in Cambogia dal 1960 al 1975. Mi è sembrato di scoprire un mondo misterioso, senza capire come potesse essere stato nascosto fino a quel momento. Era chiaro che avrei dovuto farne un film a riguardo. E, oltretutto, c’era anche un’urgenza specifica, data dal fatto che i protagonisti di queste storie sono ormai vicini ai 70 anni. Era essenziale lavorare a questa storia, mai raccontata prima, prima che la memoria collettiva svanisse”. “When I was a kid I was told that my grandfather had made movies in Cambodia, without being given any further details. When I began making movies I learned that he had produced at least 40 films out of the 400 made in Cambodia between 1960 and 1975. I felt like I had just discovered a mysterious world, not understanding how it could have been hidden from me for such a long time. It was clear that I had to make a film about this. There was also a kind of urgency: this story is 40 years old and those who can tell us about it are now nearly seventy. As nothing had been made about the subject, it was essential to make the film before it was too late, before memories faded and people died.”

T

he dream of life within Cambodian film. Le sommeil d’or is a suspended trip, among realistic memories and mythical recollections, in search of the fifteen years that saw the rise and fall of Khmer cinema, between 1960 and the final assertion, in 1975, of Khmer Rouge. Only a few of the 400 films produced then have survived the ‘re-education’ of Pol Pot. Producers and directors were persecuted as enemies, almost every actor was killed, the many ‘original’rooms of Phnom Penh, have become karaoke bars for young partiers, billiard rooms, restaurants. Fifteen years of celluloid adventures, filled with sea monsters, unsolvable love stories, orphan girls and princes, all live within the voices of those that created them. They live in the memories of the few survivors who lived them, in the songs, in the transformed places in which they were created, and for a few minutes, on the walls of an old cinema that no longer has screens. This is the first work of Davy Chou, nephew of Van Chann, one of the pioneers of the golden era of Cambodian cinema, and it is co-produced by Rithy Panh and his Bophana prod. Le sommeil d’or gives life and magic back to a piece of the imaginary that has been collectively removed, portraying it as ‘absent’.

Davy Chou 1983 Regista franco-cambogiano, Davy Chou è nipote di Van Chann, uno dei più celebri produttori cinematografici cambogiani negli anni ’60. Dirige il suo primo cortometraggio nel 2007 ed è fondatore di Kon Khmer Koun Khmer, gruppo di giovani artisti cambogiani. Le sommeil d’or è il suo primo lungometraggio. Attualmente lavora alla sua prima fiction, incentrata sui giovani nella Cambogia contemporanea. French Cambodian filmmaker, Davy Chou is the grandson of Van Chann, one of the greatest producers in Cambodia in the 1960s. He has been directing short films since 2007 and he is the founder of Kon Khmer Koun Khmer, a group of young Cambodians students and artists. Le sommeil d’or is his first feature length film. He is currently writing a fictional feature about the Cambodian youth of today.

FIlmografia / filmography: 2011 Le sommeil d’or (Golden Slumbers), 2008 Expired, 2006 Davy Chou’s First Film

pag. 41 / CONCORSO LUNGHI


This Time Tomorrow Shane Bissett / USA / 2012 / HD / 83’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Shane Bissett, Brendan McHugh PRODUTTORE / PRODUCER: Shane Bissett, Brendan McHugh SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Shane Bissett, Brendan McHugh MONTAGGIO / EDITING: Courtney Eady FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Jason Rihaly MUSICA / MUSIC: Dominic Mekky CAST: Dave Coleman, Jade Elysan, Chris Galanti, Timothy McDermott, Mary Sharples, Brendan McHugh DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Shane Bissett, smbissett@gmail.com

USA

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la vigilia del 21 dicembre 2012, il giorno che secondo la profezia Maya segna la fine del mondo. Stacey O’Brien decide che vuole rivedere la sua ex-fidanzata, Parker, e passare un po’ di tempo con lei. Anzi, decide che proprio con lei vuole passare l’ultimo giorno prima che finisca il mondo. Lei non crede alla profezia e all’inizio non pensa che sia una buona idea. Ma vivere l’ultimo giorno dell’umanità diventa un’occasione per rivivere il loro ultimo giorno insieme. Un esperimento, un desiderio, una speranza. O una pessima idea, un’impossibile aspirazione, un tentativo di cambiare il corso della storia, degli eventi, destinato inesorabilmente al fallimento. Chissà. Realizzato nei cinque giorni che separano Natale e Capodanno, con un bassissimo budget e a partire da un canovaccio su cui ragionare continuamente con gli attori e affidandosi spesso a performance improvvisate. É questo l’esordio alla regia di un giovanissimo produttore che è andato a scuola da Jonathan Demme. Una storia che a tratti sembra una pièce teatrale e si addentra in quel territorio misterioso che è la fine di un amore, con sensibilità e leggerezza. In anteprima mondiale. Alice Arecco


NOTE DI REGIA / DIRECTOR’S STATEMENT “Ho pensato per anni a questo film. Sin dal 2009, sentivo il 21 Dicembre 2012 avvicinarsi sempre di più. Consumato dalla paura del rimpianto, sono riuscito a convincere il mio co-produttore nell’aiutarmi a realizzare il progetto prima della presunta apocalisse Maya. Il film è totalmente improvvisato, non esiste una sceneggiatura ma siamo partiti unicamente da uno schema di 15 pagine. Credo che questo metodo, unito ad uno stile registico vicino al documentario, abbia contributo a rendere il film molto sincero. Penso che ci sia molta onestà in una storia che cerca di allontanarsi da un amore perduto e dai propri rimpianti e sono fiero di questa sincerità”. “I had been thinking about making this film for years. Since 2009, I knew December 21st, 2012 was quickly approaching. If I didn’t commit the idea to film by then, I thought it would be too late. Consumed by the fear of regret, I was able to convince my producing partner to help me complete the project before the alleged Mayan apocalypse. The film is entirely improvised, with no script but the 15 page outline from which we all worked from. I believe that this method, combined with the documentary style of shooting, made for a movie that is quite honest. I think there is honesty in a story about attempting to move on from lost love and trying to find a way past our regrets, and I’m proud of that honesty.”

I

t is the day before the 21 December 2012, the day in which, according to the Mayan profecy, the world is going to end. Stacey O’Brien decides he wants to see his ex-girlfriend, Parker, again and spend some time with her. Rather, he decides that it is with her that he wants to spend the last day before the world ends. Parker does not believe in the profecy and does not believe it is a good idea at first. But living the last day of humanity becomes an occasion to relive their last day together. An experiment, a desire, a spark of hope. Or a terrible idea, an impossible aspiration, an attempt to change history and its events, inequivocably destined to fail. Who knows. This Time Tomorrow was filmed in the five days that separate Christmas and New Year’s Eve with a very low budget, starting from a draft which was continuously talked about with the actors, leading to performances often being improvised. This is the debut as a director for a very young producer who went to Jonathan Demme’s school. This is a tale that at times seems like a theatre production and that enters that mysterious territory of the end of a love story with sensibility and lightness. In world première.

Shane Bissett 1986 Dopo essersi laureato in Film e Media Arts presso la Temple University, Shane Bissett ha cominciato a lavorare nel campo della produzione cinematografica. Dal 2010, collabora con il premio Oscar Jonathan Demme. Negli ultimi cinque anni ha diretto diversi cortometraggi e prodotto molti lungometraggi. This Time Tomorrow è il suo primo lungometraggio di fiction. After graduating from the Film & Media Arts program at Temple University, Shane Bissett began working in production on major motion pictures. In 2010, he took a job with Jonathan Demme, where he has been working ever since. Though he has directed many short films and produced a variety of features, This Time Tomorrow marks his feature directorial debut. FIlmografia / filmography: 2012 This Time Tomorrow, 2009 The Channel X News Team & The Battle for the Future

pag. 43 / CONCORSO LUNGHI


Tiens moi droite Keep Me Upright

Zoe Chantre / France / 2011 / Digibeta / 64’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Les films de l'Astrophore PRODUTTORE / PRODUCER: Françoise Widhoff SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Zoé Chantre MONTAGGIO / EDITING: Zoé Chantre FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Zoé Chantre SOUND EDITOR: Zoé Chantre CAST: Zoé Chantre DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Pascale Ramonda, pascale@pascaleramonda.com

france

Z

oé e la scoliosi. La malattia, la scoperta e la coscienza di sé, attraverso gli occhi di una giovane capace di prendere la vita per il verso giusto. Oltre il documentario, Tiens moi droite è un vero e proprio diario personale offerto al mondo: attraverso un gioco di rimandi e di riflessi, un’opera che rielabora la realtà – illustrandola, animandola e riprendendola – cogliendone segni che possano ricordare, ed esorcizzare, la propria forma “atipica”. Il mondo, e le sue distorsioni, diventano specchio della propria immagine, mentre la consapevolezza del proprio corpo si nutre dell’osservazione di ciò che è esterno. Un documentario-collage che, richiamandosi senza intellettualismi a Godard, diventa riflessione sulle immagini e sul cinema. Straordinario esempio di opera del tutto indipendente che celebra le immagini, l’anarchia della forma e della memoria, la sete di vivere. Zoé Chantre si nutre di molteplici forme espressive: è una giovane artista dell’eclettismo che, senza smettere di lavorare ad installazioni, animazioni, illustrazioni e progetti situati sul vero confine tra l’arte e la vita – come quello di Mémoire Collective - realizza nel 2011 il suo primo lungometraggio, presentato in anteprima a Berlino. Una visione sola, probabilmente, non vi basterà. Lara Casirati


NOTE DI REGIA / DIRECTOR’S STATEMENT “Ho una scoliosi alla spina dorsale e un angioma cerebrale nell’emisfero sinistro, una condizione che mi provoca un’emicrania oftalmica. Spesso, quando ho un attacco, disegno. Un giorno ho deciso di filmare i miei disegni e realizzare un film senza una troupe, utilizzando un’attrezzatura essenziale per non sovraccaricare la mia schiena: una piccola telecamera con microfono interno e un computer per il montaggio. Ho passato cinque anni raccogliendo immagini, selezionandole, eliminandole e assemblandole. La storia si è costruita nel tempo con il progredire della scoliosi e dell’angioma. Tutto questo è una forma di resistenza, un modo per scappare da me stessa, facendo luce sulle mie avventure mentre le condivido”. “I have a giant S-shaped scoliosis of the spine and a cerebral angioma in my leftbrain, a condition that provokes intense ophthalmic migraine. I often draw when I am having an attack. One day I decided to film these drawings and make a one-man movie, with no crew, using as little equipment as possible, in order not to overburden my back: just one small camera with an inbuilt microphone and a computer for editing. I spent five years harvesting images, sorting them, rubbing them out, assembling. The story builds naturally over time, as the angioma and scoliosis progress. It acts as form of resistance against these spokes in my wheel; as a way of breaking out of myself, making light of my adventures whilst sharing them.”

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oe and her scoliosis. Disease, discovery and self-consciousness, through the eyes of a young woman who has the extraordinary ability to handle life the right way. More than just a documentary, Tiens moi droite is a real personal diary offered to the world as a work that illustrates, animates, records and reinterprets reality, capturing those features that will evoke and exorcise its ‘atypical’ form. The world and its distortions, become the mirror of one’s own image, while the awareness of the body is nourished by the observation of what’s external. A documentary that refers to Godard without any intellectual knowledge, turns into a reflection on pictures and cinema. An extraordinary example of an independent work that celebrates images, forms, memories and the thirst for life. Zoé Chantre nourishes her soul with multiple forms of expression: she is a young eclectic artist who, without giving up on her works of installation, illustration and her projects on the real limit between art and life - like Mémoire Collective - realized her first feature film, which premiered in Berlin in 2011. One single viewing of this film, perhaps, will not be enough.

Zoe Chantre 1981 Nel 2002 Zoé è stata ammessa alla Scuola di Arti Applicate a Strasburgo. In quegli anni ha imparato che un unico mezzo di espressione non può mai essere abbastanza. Era ancora una studentessa quando ha incontrato il regista Alain Cavalier nel 2005. Lui ha rafforzato in lei la convinzione che realizzare film è una parte essenziale della propria vita. Zoé Chantre è ora artista e regista. In 2002, she won entrance to E.S.A.D., the School of Applied Arts in Strasbourg. During those five years, she learnt that one means of expression – one tool – would never be enough. She was still a student when she met filmmaker Alain Cavalier in 2005. This was a crucial encounter. It confirmed her in the belief that filmmaking is an essential part of her life. She became an artist and a filmmaker.

FIlmografia / filmography: 2011 Tiens moi droite (Keep Me Upright), 2011 Le mur de chercheurs, 2009 Le carnaval de Torres vedras, 2009 Merline, Jean-Louis. Portrait d’un collectionneur (Jean-Louis. Portrait of a collector), 2000 Pipi

pag. 45 / CONCORSO LUNGHI


Toată Lumea din Familia Noastră Everybody in Our Family

Radu Jude / Romania / 2012 / 35mm / 108’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Hifilm Productions, Circe Films, Abis Studio PRODUTTORE / PRODUCER: Ada Solomon, Stienette Bosklopper, Gabriel Antal SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Corina Sabău, Radu Jude MONTAGGIO / EDITING: Cătălin F. Cristuţiu FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Andrei Butică SOUND EDITOR: Dana Bunescu CAST: Gabriel Spahiu, Mihaela Sirbu, Serban Pavlu, Sofia Nicolaescu, Tamara Buciuceanu-Botez DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Films Boutique, valeska@filmsboutique.cm

romania

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a sveglia suona per Mariusz. Il piano è recarsi dai suoi genitori, farsi prestare l’auto, recuperare la figlioletta Sofia e portarla al mare per un pacifico weekend insieme. Giunto nella casa di sua proprietà, dove vivono l’ex moglie con il suo nuovo compagno, la nonna e la piccola, la situazione sfugge di mano. Un innocuo passaggio di consegne tra genitori separati si trasforma in un rabbioso sfogo delle collere reciproche, tra rimpianti e recriminazioni. Esplosa l’ordinaria follia, tutto diventa pericolosamente imprevedibile. Da oltre un decennio il vivace cinema rumeno ha definito con successo uno stile fondato sul narrare realisticamente, spesso in tempo reale, le contraddizioni sociali e private di un sofferto “adattamento” al capitalismo. L’opera seconda di Jude, prodotta da Ada Solomon, la “signora” della nouvelle vague di Bucarest, trasferisce brillantemente la contraddizione sul piano del linguaggio. La tensione rimbalza vertiginosamente tra la sfiorata tragedia e una spietata comicità; la camera vaga tremolante alla ricerca di un’impossibile via di fuga, e l’adesione straordinaria di tutti gli attori – la famiglia – è disarmante al punto che ci si chiede quanto sia stato scritto e quanto improvvisato. Per poi rispondersi: è solo cinema. Vincenzo Rossini


NOTE DI REGIA / DIRECTOR’S STATEMENT “Potremmo dire che la citazione sartriana “L’inferno sono gli altri” è alla base del pensiero dei personaggi di questo film. L’incapacità di prendere in mano la loro vita, la mancanza di responsabilità delle proprie azioni, la cecità di fronte alle ingiustizie, sono tutti comportamenti che i personaggi di questo film sembrano avere. Ecco perché penso che il film sia una metafora di ogni tipo di conflitto. Il modo in cui i due ex-coniugi litigano per la loro bambina è l’espressione dello stesso meccanismo che giace alla base di ogni conflitto: personale, professionale, sociale, politico e anche militare. In un certo senso, questo è un film di guerra: l’appartamento diventa un vero e proprio campo di battaglia e tutti i rapporti degenerano.” “Very simply put, we could say that Sartre’s famous quote “Hell is other people” lies at the basis of our characters’ thinking. The inability to assume their life, the lack of responsibility of their own actions, the blindness in front of life’s basic injustice, all these are attitudes that the characters in the film seem to have. That’s why I think that, first of all, this film offers a metaphor for any conflict. The way the ex-husband and wife are fighting over their child is the expression of the same mechanism which lies at the foundation of all the conflicts: personal, professional, social, political and even military ones. In a way, our film is a war movie: the apartment becomes a real battlefield where all domestic hell breaks loose.”

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he alarm goes off for Mariusz. His plan is to stop by at his parents’, borrow their car and go pick up Sofia, his daughter, to take her to the beach to spend a peaceful weekend together. When he arrives to the house on his property where his ex-wife lives with her new boyfriend, the little girl and her grandmother, the situation gets out of hand. What should have been a harmless handover between separated parents, suddenly turns into a furious outburst of anger between the two, who begin throwing faults and mistakes in each other’s faces. In this situation of ordinary madness, everything becomes unpredictably dangerous. For over a decade the lively Romanian cinema has successfully established a style based on a realistic narrative that tells in real time, about the social and private contradictions of a tough adaptation to capitalism. Jude’s second work, produced by Ada Solomon, the ‘first lady’’ of Bucarest’s nouvelle vague, brightly moves such contradiction on a linguistic level. The tension bounces sharply between tragedy and comedy, the shaky room wanders in search of an impossible way out. The contribution of all extraordinary actors - the family - is disarming to the point that one asks himself what was actually scripted and what was improvised to then realize it is only cinema.

Radu Jude 1977 Nato nel 1977 a Bucarest, in Romania, Radu Jude nel 2006 e 2007 scrive e dirige i cortometraggi The Tube with a Hat e Alexandra. Nel 2009 dirige il suo primo lungometraggio The Happiest Girl in the World. Nel 2012 ha presentato il lungometraggio Toată Lumea din Familia Noastră al Festival del Cinema di Berlino, in anteprima mondiale. He was born in 1977 in Bucharest, Romania. In 2006 he wrote and directed the short film The Tube with a Hat. In 2007 he wrote and directed the short film Alexandra. In 2009 he wrote and directed his first feature film The Happiest Girl in the World. In 2012 he presented the feature film Toată Lumea din Familia Noastră at the Berlinale Forum World Première.

FIlmografia / filmography: 2012 Toată Lumea din Familia Noastră (Everybody in Our Family), 2011 Film pentru prieteni (Film for Friends), 2009 Cea mai fericita fata din lume (The Happiest Girl in the World), 2007 Alexandra, 2007 Dimineaţa (In the Morning), 2006 Lampa cu caciula (The Tube with a Hat)

pag. 47 / CONCORSO LUNGHI


Xing Ge Zuo Yue Song and Moon

Wu Na / China / 2011 / HD / 90’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Guangzhou Share Cultural Media PRODUTTORE / PRODUCER: Liu Hancheng SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Wu Na MONTAGGIO / EDITING: Ju Xiaotong, Meng Ji FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Liu Hancheng SOUND: Chen Ting MUSICA / MUSIC: Qu Xiaosong CAST: Yang Shengyan, Wu Liping DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: The Indie Film Workshop, gencarmel@gmail.com

china

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’estate della giovane Xing, che si è appena diplomata, in famiglia e con gli amici, in un villaggio sperduto tra le montagne della provincia di Guizhou, nel sud-ovest della Cina. Song and Moon segue i sogni di Xing, i suoi turbamenti, condivisi con i coetanei, l’affacciarsi dell’esistenza di un altrove, della modernità verso cui si può fuggire, forse senza troppa convinzione; ma anche la scoperta dell’amore e delle sue complicazioni. Lo sfondo, o meglio il coro, di questa vicenda è una comunità dove le tradizioni sono radicatissime, e l’emigrazione dei maschi adulti verso zone più modernizzate per ragioni di lavoro è ordinaria amministrazione, mentre funzionari del governo centrale badano a mantenere, per ragioni turistiche, uno status quo da cartolina, con malcelate speculazioni di facciata, senza preoccuparsi della disgregazione della comunità . Condotto con tocco sicuro e allo stesso tempo leggero Song and Moon è l’opera prima di Wu Na, saggio di diploma all’università di Guandong. Echi del linguaggio dei grandi classici del cinema orientale, su tutti Mizoguchi, non gravano sull’immediatezza dello sguardo etnografico: il film è infatti realizzato tra la minoranza Dong, e recitato in lingua Kam. Premiato allo Student Film Festival di Londra 2012. Alessandro Uccelli


NOTE DI REGIA / DIRECTOR’S STATEMENT “La maggior parte delle scene del film sono ispirate al paese di mia nonna. Ho tantissimi ricordi di quel luogo. All’epoca, molto meglio di come è adesso. Questo è il motivo per cui il mio film indugia così tanto sui ricordi. Il villaggio di mia nonna ha subito l’influenza del mondo esterno. I cambiamenti si sono susseguiti rapidamente e mi sono sempre preoccupata per lei, solitamente molto lenta. Lei, invece, come uno dei protagonisti del film, si preoccupava dei nipoti, che vivevano e lavoravano nelle grandi città. Forse il protagonista ha capito che, se Xing lasci o meno il villaggio, il dolore sarà comunque il prezzo da pagare per raggiungere la maturità. Xing, invece, si rende conto che è necessario tornare indietro, per poter andare via di nuovo”. “Most of the scenes in this film were inspired by my grandma’s home. I have so many memories of this place. Back then, it was much better than it is now. This is the reason why my film cherishes memories. Like other Dong villages, my grandma’s hometown has been influenced by the outside world. The changes and developments were happening so quickly, and I worried about my grandma because she is very slow. She always worries about her grandchildren working in big cities, just like the grandfather in this film worries about his. Maybe he understood that whether or not Xing leaves the village, pain will be the cost for her maturity. However, Xing understood that she must come back to get the power to leave again.”

T

his is the story of young Xing’s summer; she just graduated, she spends her time with her family and friends in a forgotten mountain village in the province of Guizhou, in the South-West of China. Song and Moon follows Xing’s dreams, worries, which she shares with her peers, the idea of a somewhere else, of a modernity it is possible to escape to, perhaps with too little conviction, but also the discovery of love and its complications. The background, or basis, of this tale is a community where tradition is deeply rooted and the emigration of adult males towards more modern areas for work is normal. Central government officials try to keep, for tourstic reasons, a picturesque status quo, with ill-concealed facade speculations, and not a worry about the community falling apart. Directed with a sure but light hand, this is Wu Na’s first work and diploma thesis for the University of Guandong. Among the language of the great classics in Oriental cinema, above all Mizoguchi, who would not bear heavily on the directness of the ethnographic eye: the film was created in the Dong minority, and acted out in the Kam language. Awarded at the Student film Festival London 2012.

Wu Na 1987 Nata in Cina nel 1987, Wu Na appartiene al gruppo etnico di minoranza Dong. Si diploma presso la Guangdong University of Foreign Studies nel 2009. Song and Moon è il suo primo lungometraggio. Wu Na was born in 1987. She is a part of the Dong ethnic minority in China. She graduated from Guangdong University of Foreign Studies in 2009. “Song and Moon is her first film.

FIlmografia / filmography: 2011 Xing Ge Zuo Yue (Song and Moon)

pag. 49 / CONCORSO LUNGHI


concorso cortometraggi SHORT FILM COMPETITION 38-39 Degrees Celsius Kangmin Kim / USA, South Korea / 2011 / 8’ A to A Johann Lurf / Austria / 2011 / 5’ Bake a Cake Aliocha / France / 2012 / 14' Il Battimanista (The Handclapper) Roberto Cicogna / Italy / 2012 / 13' Belly Julia Pott / UK / 2011 / 8’ Bite of the Tail Song E Kim / USA, South Korea / 2012 / 9' Cargols! (Snails!) Geoffrey Cowper / Spain / 2011 / 17’ Ciao Bambino (Bye Boy) Thibaut Wohlfarhrt / Belgium / 2011/ 20’ Dicen (They Say) Alauda Ruiz de Azùa / Spain / 2011 / 18' Les dimanches (Sundays) Jean-Guillaume Bastien / Canada / 2011 / 14’ Dvojičky (tWINs), Peter Budinský / Czech Republic / 2011 / 6’ L’esecuzione Enrico Iannaccone / Italy / 2011 / 15’ Everything Will Be OK Jonas Matzow Gulbrandsen / Norway / 2011 / 24' Fais croquer Yassine Qnia / France / 2012 / 22’ Father Ivan Bogdanov, Moritz Mayerhofer, Asparuh Petrov, Veljko Popović, Rositsa Raleva, Dim Yagodin / Bulgaria, Croatia, Germany / 2012 / 16' FELIX Anselm Belser / Germany / 2011 / 1'

A film by Thomas De Brabanter Thomas De Brabanter / France / 2011 / 11' Fireworks Giacomo Abbruzzese / France / 2011 / 21' Gerayîs (The Search) Çetin Baskın / Turkey / 2011 / 16' Glucose Mihai Grecu, Thibault Gleize / France / 2012 / 7' Hermeneutics Alexei Dmitriev / Russia / 2012 / 3' I’m Your Man Keren Ben Rafaël / France / 2012 / 15’ Kendo Monogatari Fábian Suárez / Cuba, Guatemala / 2012 / 15' Kthimi (The Return) Blerta Zeqiri / Kosovo / 2011 / 20' Life and Freaky Times of Uncle Luke Jillian Mayer, Lucas Leyva / USA / 2011 / 12' Lintu toiselta taivaalta (Migratory Bird) Katja Lautamatti / Finland / 2012 / 24’ The Man That Got Away Trevor Anderson / Canada / 2012 / 25’ Manque des preuves (Lack Of Evidence) Hayoun Kwon / France / 2011 / 10' Mo-Edon Pae-Mil-Li (Modern Family) Kwang-bin KIM / South Korea / 2011 / 18' Mousse Hellberg John / Sweden / 2012 / 45' Moxie Stephen Irwin / UK / 2011 / 6' Nos jours, absolument, doivent être illuminés (Our Days, Absolutely, Have to be Enlightened) Jean-Gabriel Périot / France / 2012 / 22’

Notre corps est une arme: prisons Clarisse Hahn / France / 2012 / 12' Nuit de poussière (Dusty Night) Alì Hazara / France / 2011 / 20 Oh Willy... Emma De Swaef, Marc James Roels / Belgium / 2011 / 17’ Orizont (Horizon) Paul Negoescu / Romania / 2012 / 11' The Pea Master Alexander Taylor / UK / 2011 / 5' Première neige (First Snow) Michael Lalanchette / Canada / 2012 / 13’ Silent Pig Chen Peng / Singapore / 2011 / 9' Sterben nicht vorgesehen (Dying Not Planned For) Matthias Stoll / Germany / 2012 / 25’ Surveillant Yan Giroux / Canada / 2011 / 17’ Topo Glassato al Cioccolato (Frosted Chocolate Mouse) Donato Sansone / Italy / 2011 / 3’ Vilaine fille, mauvais garçon (Two Ships) Justine Triet / France / 2011 / 30’ Voice Over Martin Rosete / Spain / HD / 11’ Von Hunden Pferden (Of Dog and Horses) Thomas Stuber / Germany / 30’ Vivre ensemble en harmonie (Living Together in Harmony) Lucie Thocaven / Belgium / 2011 / 6'


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na lumaca gigantesca e mostruosa, una casa che non si sa mai se finirà di essere costruita, degli spazzini nella notte afghana, il racconto dell’ira che tutti proviamo, l’amore tra un uomo e un grizzly, entrambi di feltro. Sono solo alcune delle immagini toccate nella selezione del Concorso Cortometraggi di questa edizione. Sono un elenco di dettagli, da trasformare in una lista di film: Cargols!, Dying not planned for, Dusty Nights, Vivre ensemble en harmonie, Oh Willy.... E ogni anno, ne esce una nuova collezione: arriva dalle menti e dalla pratica degli oltre 1800 registi che ci hanno inviato le loro opere da valutare. Riservato ad autori under 40, il concorso cerca di privilegiare i registi agli inizi da affiancare ad altri che sono cresciuti nel tempo con noi (tra questi, alcuni più noti come Jean-Gabriel Périot con Nos jours, absolument, doivent être illuminés e Johann Lurf con A to A). Il concorso, composto da 46 opere, vuole essere una panoramica e mostra la ricchezza del cortometraggio, un cinema che ha poco mercato ma molta creatività da spendere, soprattutto giocando sulla trasgressione e la rilettura dei generi. Accade nell’italiano L’esecuzione dove gli stilemi di certo cinema anni Ottanta trova nuova forza per dire una tragedia familiare o nel coreano Modern Family dove l’horror, in un incidente tra bambini, è dietro l’angolo. Non mancano le risate, come nel canadese Première neige, memore del cinema da cui proviene, né la durezza di documentari politici e frontali come Notre corps est une arme: prisons o di fiction visionarie sullo stato attuale, come Fireworks, girato all’ombra dell’Ilva di Taranto. Difficile raccontarli in poco spazio, mentre è facile rinnovare l’invito ad affrontarli in modo sistematico o casuale: ognuno degli 11 gruppi in cui è diviso il concorso (che trovate in programma) ha in sé, speriamo, l’anima dell’intera selezione.

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monstrous giant snail, an unfinished house, road sweepers in the Afghan night, the story of our anger, the love between a man and a grizzly bear, both made of felt. These are only some of the images from the selection of this year’s Short Film Competition. The details can be transformed into a list of films: Cargols!, Dying not planned for, Dusty Nights, Vivre ensemble en harmonie, Oh Willy.... Every year, a new collection emerges: it comes from the minds and work of the over 1800 filmmakers who enter their creations. Restricted to authors under 40, the competition tries to privilege debut directors alongside others who have matured in time with us (these include some better known such as Jean-Gabriel Périot with Nos jours, absolument, doivent être illuminés and Johann Lurf with A to A). The competition, with 46 films, is a panorama and shows the richness of the short, which has little market but great creativity, especially playing on transgression and the reinterpretation of genres. This can be seen in the Italian L’esecuzione where the motifs of a certain cinema of the 1980s find new strength to talk about a family tragedy or in the Korean Modern Family where horror, in an accident involving children, is just round the corner. There is laughter as well, as in the Canadian Première neige, reminiscent of the cinema it comes from, and the harshness of political and direct documentaries like Notre corps est une arme: prisons or visionary fiction films on the current situation, like Fireworks, made in the shadow of the Ilva steelworks in Taranto. Summarizing them is difficult but inviting you to go and see them systematically or at random is easy: each of the 11 groups of the competition (see the programme) contains, we hope, the soul of the whole selection.

Alessandro Beretta e Vincenzo Rossini

pag. 51 / CONCORSO CORTI


38- 39 degrees celsius USA, South Korea / 2011 / hdv / 8' PRODUZIONE / PRODUCTION: Kangmin Kim PRODUTTORE / PRODUCER: Kangmin Kim SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Kangmin Kim MONTAGGIO / EDITING: Kangmin Kim FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Kangmin Kim SOUND EDITOR: Daniel Eaton MUSICA / MUSIC: Daniel Eaton ANIMAZIONE / ANIMATION: Kangmin Kim DESIGN: Ashish Dha, Kangmin Kim DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Kangmin Kim, 30gibson@naver.com

Kangmin Kim 1979 FIlmografia / filmography: 2012 38-39° C, 2009 Visit, 2008 Deux Regards, 2008 The Night Wood, 2005 El Nino Prodigo (Windy City)

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n incontro tra un padre e un figlio solo immaginato, rivisitato in chiave onirica, in un turbine di ossessioni, frustrazioni, ricordi di intimità ormai perdute che si consumano, confondendo e confondendosi, tra i vapori di una sauna. Cortometraggio di diploma presso il California College of the Arts per il giovane talento dell’animazione coreana Kangmin Kim, che sceglie di raccontare un conflitto tra genitore e figlio attraverso una splendida animazione in stop-motion, con l’utilizzo di tecniche differenti su cui dominano le figure in cartoncino. L.C.

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n imagined meeting between a father and a son, looked at with a dream-like view, in a spiral of obsessions, frustrations, memories of lost and consumed familiarities, confusing and confused, in the steam of a sauna. This is the thesis short for the California College of the Arts for the young and talented Korean animation student Kangmin Kim, who chooses to tell the conflicts between parent and son through a splendid stop-motion animation, with the use of different techniques in which cardboard figures have the main role.


A to A Austria / 2011 / super 16mm / 5' PRODUZIONE / PRODUCTION: Johann Lurf PRODUTTORE / PRODUCER: Johann Lurf SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Johann Lurf MONTAGGIO / EDITING: Johann Lurf FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Mark Gerstorfer MUSICA / MUSIC: Nils Kirchhoff DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Sixpackfilm, dietmar@sixpackfilm.com

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FIlmografia/filmography: Johann Lurf 1982 2011 A to A, 2010 Endeavour, 2010 RaumZeitHund, Zwölf BoxkämFIlmografia / 2009 filmography: pfer jagen Viktor quer Über de, 2008 2011 A to A, 2010 Endeavour, 2010 12 Explosionen, 2007 Vertigo Rush, RaumZeitHund, 2005 pan, 2003 2009 (ohneZwölf Titel) Boxkämpfer jagen Viktor quer Über de, 2008 12 Explosionen, 2007 Vertigo Rush, 2005 pan, 2003 (ohne Titel)

i sono rotonde e rotonde. Da semplici aiuole decorative ad installazioni scultoree monumentali. La macchina da presa sfiora le illogicità dell’architettura urbana da riempimento. Oltre 100 le rotonde osservate, ispezionate e filmate, fino alla compilazione di un assurdo catalogo che racconta la grottesca parabola dell’horror vacui stradale in salsa Austriaca. Johann Lurf, artista e filmmaker già vincitore del Premio Aprile con Vertigo Rush, ritorna in concorso con una nuova opera tra l’eccentrico e lo sperimentale, concepita e ripresa in sella ad una Vespa per i paesini della Bassa Austria. L.C.

T

here are all sorts of roundabouts. From simple decorative lawns to monumental sculptures. The camera looks on the ill-logic of urban filler architecture. Over 100 roundabouts are observed, inspected, and filmed, to compile an absurd catalogue that shows the grotesque existence of the horror of Austrian street bareness. Johann Lurf, artist and filmmaker who won the Premio Aprile with Vertigo Rush, is back in competition with a new eccentric and experimental work, conceived and filmed on a Vespa through little towns in the South of Austria.

pag. 53 / CONCORSO CORTI


Bake a Cake France / 2012 / HD / 14' PRODUZIONE / PRODUCTION: Aliocha PRODUTTORE / PRODUCER: Aliocha SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Aliocha MONTAGGIO / EDITING: Aliocha FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Olivier Strauss CAST: Jean-Louis Coulloc'h, Jean-Pierre Dalaise, Pablo Saavedra, Frode Bjornstad, Sid Amiri, Benjamin Fanni DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: L’Agence du Court Métrage, aliocha@gmail.com

Aliocha Allard 1984 FIlmografia / filmography: 2012 Bake a Cake, 2010 La conduite de la raison, 2009 Catedral, 2007 Elevator

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ei amici di mezza età si ritrovano per una cena in casa. Innocui scherzi, battute tra i denti, simboliche prove di forza e riflessioni al confine tra filosofia e gastronomia. Poi, una confessione scioccante, semina il silenzio. Dopo l’estatico “La conduite de la raison” (Concorso MFF 2011), il franco-polinesiano Allard aggiunge un nuovo tassello alla complessa commedia umana che è la sua filmografia: il passaggio all’età matura. Se fare un bilancio è una tentazione di cui si vorrebbe fare a meno, il valore dell’amicizia resta un perno, irrinunciabile quanto crudele. Sempre in bilico tra finzione e documentario, Allard ha il passo sensibile di chi sa entrare nel privato senza farci sentire invadenti. V.R.

S

ix middle-aged friends meet for a dinner at home, Harmless banter, jokes between clenched teeth, symbolic tests of strength and reflections bordering on philosophy and gastronomy. Then a shocking confession breeds silence. After the ecstatic “La conduite de la raison” (MFF 2011 competition),the FrenchPolynesian Allard adds a new piece to the complex human comedy that is his filmography: the passage to the age of maturity. If taking stock is a temptation that they would like to do without, the value of friendship continues to be an pivot that cannot be given up and equally as cruel. Always hovering between fiction and documentary, Allard has the sensitive touch of those who can enter the private sphere without making us feel nosy.


Il Battimanista the handclapper Italy / 2012 / hd / 13' PRODUZIONE / PRODUCTION: Roberto Cicogna e Cortisonici Lab PRODUTTORE / PRODUCER: Roberto Cicogna SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Roberto Cicogna, Luca Giulianelli, Jacopo Conti MONTAGGIO / EDITING: Roberto Cicogna, Alice Gatti FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Paolo Caponetto SOUND EDITOR: Cristiano Cesario MUSICA / MUSIC: Cristiano Cesario, Andrea Centonze, Roberto Cicogna CAST: Daniele Turconi DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Roberto Cicogna, robertocicogna.it@gmail.com

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aniele suona in una band, ma suona se stesso: batte le mani sul palco per coinvolgere il pubblico. È lui Il battimanista, protagonista di un mockumentary dedicato alla sua curiosa e assurda carriera musicale. Un’assurdità che va di pari passo con le sue condizioni di lavoro: Daniele non ci vive con la musica ed è “addetto ai servizi generali” un’azienda con un contratto che sta per scadere. In una società che chiede sempre di più di avere un ruolo, senza mai concederlo, lui riesce a inventarsi il suo, liberatorio e portatore di risate. Il regista Roberto Cicogna, per la scena finale, ha organizzato una vera festa al Live Forum di Assago: il primo concerto del battimanista, anzi, l’unico. A.B.

D Roberto Cicogna 1984 FIlmografia / filmography: 2012 Il Battimanista (The Handclapper)

aniele plays in a band, but he plays himself: he claps his hands on stage to involve the public. He is the handclapper, the protagonist of a mockumentary dedicated to his interesting and absurd musical career. This absurdity is on the same level as his job’s conditions: Daniele does not live off of music and is a ‘general service worker’ in a company with a contract that is about to finish. In a society that constantly requires more than just having a role, but does not let him, he manages to invent his own, a liberatory and laughter’inducing one. Director Roberto Cicogna, for the final scene, organised a party at the Live Forum in Assago: the handclapper’s first, and only, concert.

pag. 55 / CONCORSO CORTI


Belly UK / 2011 / digital / 7' PRODUZIONE / PRODUCTION: Royal College of Arts SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Julia Pott MONTAGGIO / EDITING: Julia Pott FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Julia Pott SOUND EDITOR: Joseph Tate MUSICA / MUSIC: Joseph Tate ANIMAZIONE / ANIMATION: Julia Pott, Robin Bushell, Eamonn O’Neill, Ben Cady CAST: Olivia Gurney Randall, Robert Blythe, Cornelius Clarke, Joseph Tate, Laurence Weedy DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: FutureShorts, ghalama@hornetinc.com

Julia Pott 1985 FIlmografia / filmography: 2013 The Event, 2012 Valentine’s Day Viral - MTV’s Liquid Television, 2011 Belly, 2010 Toyota Auto Biography Viral, Saatchi and Saatchi LA, 2010 20 Minute Visuals - Bat for Lashes, 2010 Howard, 2010 We Still Know Him, 2010 Here Comes the Waves- 20 minute visuals, The Decemberists, 2009 Nice Time, 2008 Good King Wenceslas, 2008 White Corolla- Music video for Casiotone for the Painfully Alone, 2007 My First Crush

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scar è sulla spiaggia con Alex, suo fratello maggiore, in groppa al suo amato e fedele mostro. Alex, giovane razionale, gli impone di restare dov'è. Quando però si trova in pericolo, Oscar si lancia prontamente al salvataggio, con un’azione che lo costringe ad abbandonare il suo mondo infante. Julia Pott, giovane ma già affermata nel mondo dell’animazione, indaga il tema della crescita attraverso un’illustrazione 2D raffinata, mettendo in campo un’immaginario metaforico che riflette sulla facilità dei processi umani di crescita, senza dimenticare che con sofferenza, anche quando si è pronti a nuotare, quello che è stato lasciato rimane - comunque e da qualche parte - in fondo alla pancia. C.V.

O

scar is at the beach with Alex, his older brother, on his loved and loyal monster’s back. Alex, the young rational one, forces him to stay on the sand. But when he finds himself in danger, Oscar promptly goesto the rescue, with an action that forces him to abandon his child-like world. Julia Pott, young but known in the world of animation, looks into the theme of growing through elaborate 2D illustration, creating a metaphorical immagination that reflectson the ease of the human process of growing, not forgetting that through suffering, even when one is ready to swim, that which was left remains - always somewhere - at the bottom of our bellies.


Bite of the Tail USA, South Korea / 2012 / computer animation / 9' PRODUZIONE / PRODUCTION: Song E Kim PRODUTTORE / PRODUCER: Song E Kim SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Song E Kim MONTAGGIO / EDITING: Song E Kim FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Song E Kim SOUND EDITOR: Nathan Ruyle MUSICA / MUSIC: Dominic Bisignano ANIMAZIONE / ANIMATION: Song E Kim CAST: Gudrun Cram-Drach, Rob Wolpert, Benny Zelkowicz DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Song E Kim, songekim@gmail.com

Song E Kim 1982 FIlmografia / filmography: 2012 Bite of the Tail, 2009 Playground, 2008 Secret Lover, 2006 Dinner Table

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na moglie che ha sempre mal di stomaco, ed è convinta che la soluzione al suo fastidio sia puramente medica e un marito che dedica i suoi momenti liberi ad un hobby piuttosto strano: collezionare serpi. L’animale si fa portatore del simbolismo sotteso a questo ménage familiare, incarnazione del dubbio strisciante che interviene ad incrinare i rapporti (una sorella che ‘suggerisce’ delle soluzioni) e costringe alla lotta per la ricerca delle giuste risposte. È il richiamo alla natura ciclica delle cose, l’Uroboro che si morde la coda. Attraverso un tratto leggero, pulito e definito, Song E Kim rende in maniera originale una storia all’apparenza classica, in realtà oscura, con estrema delicatezza. C.V.

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wife who always has a stomach ache and is convinced that the solution to this pain is purely medical, has a husband who dedicates his free time to a fairly strange hobby: collecting snakes. The animal becomes the carrier of implicit symbolism in this family ménage, the slithering incarnation of the doubt that interferes to crack rapports (a sister who ‘suggests’ solutions) and brings to a fight for the search for the right answers. It is the cyclical natural call of things, the Ouroboros that bites its own tail. Through a light, clean, and defined piece, Song E Kim renders in an original manner a story that has a classic appearance, in reality obscure, with extreme delicacy.

pag. 57 / CONCORSO CORTI


Cargols! snails!

Spain / 2011 / Red One / 17' PRODUZIONE / PRODUCTION: Escándalo Films PRODUTTORE / PRODUCER: Sergi Casamitjana SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Geoffrey Cowper MONTAGGIO / EDITING: Santi Molina FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Ruy Rodríguez SOUND EDITOR: Xavi Ruiz MUSICA / MUSIC: Dani Trujillo ANIMAZIONE / ANIMATION: Bcn 3D School CAST: Marc Ayala, Mireia Figueras DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Escándalo Films, gisela.casas@escandalofilms.com

Geoffrey Cowper 1986 FIlmografia / filmography: 2012 Cargols!, 2009 Terrassa V.O. (segment “Percepcions”), 2008 A Fully Loaded

I

l giovane Joey è con gli amici a una festa al parco, quando vede la sua ex-ragazza e decide di dirle la verità: la ama ancora. Peccato che a interrompere la confessione arrivi una gigantesca lumaca pronta a travolgere tutto. É un mostro, ma un camion di birra può tornare utile come arma. In Cargols!, il regista Geoffrey Cowper gioca con ironia il genere del teen-ager movie all’americana, tra un’estetica ispirata al cinema degli anni 80, la voglia di dire i propri sentimenti e un mostro goffo e ingombrante, ma pericoloso. Un omaggio divertente e ben girato dove, come da tradizione, si diventa eroi per caso. A suon di birra, lottando per un bacio e per poter dire: «Ti ho salvato la vita». A.B.

J

oey is with his friends at a party in the park, when he sees his ex-girlfriend and decides to tell her the truth: he still loves her. Too bad that to interrupt the confession comes a gigantic snail ready to destroy everything. It is a monster, but a truck full of beer might be a useful weapon. In Cargols!, director Geoffrey Cowper plays with irony on the teenager American movie genre, with an appearance inspired by 80s cinema, the will to express ones emotions, and a clumsy and bulky but dangerous monster. A fun and well-shot homage where, as tradition states, people become heroes by chance. With beer, fighting for a kiss and to be able to say ‘I saved your life’


Ciao Bambino Bye Boy

Belgium / 2011 / red 4k / 20' PRODUZIONE / PRODUCTION: Médiadiffusion IAD PRODUTTORE / PRODUCER: Bénédicte Lescalier SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Thibaut Wohlfahrt MONTAGGIO / EDITING: Ayrton Heymans FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Thomas Wilski SOUND EDITOR: Lionel Vinck, Cyril Hermant MUSICA / MUSIC: Bao Anh Dinh, Alexis Flamant CAST: Tom Boccara, Sophie Museur DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Mediadiffusion, diffusion@iad-arts.be

Thibaut Wohlfahrt 1986 FIlmografia / filmography: 2011 Ciao Bambino

B

aptiste ha 17 anni e un rapporto piuttosto conflittuale con la madre, Nadine, come è normale alla sua età. Affida a un video diario le sue emozioni, pensieri, riflessioni sulla vita. Per il giorno del suo compleanno, la madre organizza una gita la mare. Tra confidenze, tentativi di avvicinamento, resistenze e rifiuti, il finale ci accompagna verso un annuncio inatteso. Il rapporto tra Baptiste e Nadine è davvero ormai irrecuperabile? Il regista Thibaut Wohlfahrt è nato nel 1986, frequenta l’Institut des Arts de Diffusion in Belgio e con questo film ci offre un racconto inusuale del classico rapporto madre/figlio. E.F.

B

aptiste is 17 and has a fairly conflicting relationship with his mother, Nadine, as is common for his age. He confides his emotions, thoughts, and reflections on life in a video diary. For his birthday, his mother organises a trip to the beach. Between secrets, attempts at getting closer, resistance and rejections, the end takes us towards an unexpected statement. Is the relationship between Baptiste and Nadine really irrecoverable? Director Thibault Wohlfahrt was born in 1986 and goes to the l’Institut des Arts de Diffusion in Belgium. With this film he offers us an unsual version of the classic mother/son relationship.

pag. 59 / CONCORSO CORTI


Dicen They Say

Spain / 2011 / 35 mm / 18' PRODUZIONE / PRODUCTION: Encanta Films PRODUTTORE / PRODUCER: Manuel Calvo SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Alauda Ruíz de Azúa MONTAGGIO / EDITING: Andrés Gil FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: César Pérez SOUND EDITOR: Diana Sagrista, Diego Ramirez MUSICA / MUSIC: Fernando Velázquez CAST: Brandon Carlino, Kayla Brown, Kensey Olsen, Carlton Burns DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Madrid en Corto, ismael@madridencorto.es

Alauda Ruíz de Azúa 1978 FIlmografia / filmography: 2011 Dicen (They Say), 2006 Lo importante, 2005 Clases particulares

D

icono che la ragazza più “maschiaccio” della classe se la faccia con il più sfigato. Dicono che lui sia strano. Dicono che lei non abbia mai dato un bacio. Dicono molte cose, e alcune fanno più male di quanto credano. Dicen racconta come due emarginati si ritrovano e diventano amici, confidandosi e svelando i propri segreti. Lo spettatore, tuttavia, è sempre dalla parte sbagliata: quella di chi suppone, confabula, giudica e colpisce, talvolta con violenza. Lasciando cicatrici dure a rimarginarsi. La voce fuori campo come scelta narrativa è l’arma vincente di questo teen-movie di una giovane regista iberica: un inno alla libertà e all’essere se stessi, sempre. V.R.

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hey say that the most “tomboy” of the girls in the class does it with the uncoolest guy. They say that he is strange. They say that she has never given a kiss. They say a lot of things and some hurt more than they think. Dicen tells the story of how two outsiders meet and become friends, confiding in one another and revealing their secrets. The audience, however, is always on the wrong side: the side that supposes, confabulates, judges and strikes, at times violently. Leaving scars that are heard to heal. The off voice as a narrative choice is the winning arm of this teen-movie by a young Spanish filmmaker: a hymn to freedom and being yourself, always.


Les dimanches sundays

Canada / 2011 / hd /14' PRODUZIONE / PRODUCTION: 4C Productions PRODUTTORE / PRODUCER: Carolyne Goyette SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Jean-Guillaume Bastien MONTAGGIO / EDITING: Jean-Guillaume Bastien FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Jean-Guillaume Bastien SOUND EDITOR: Jean Paul Vialard MUSICA / MUSIC: Ludwig van Beethoven, Johann Sebastian Bach, Jean-Marie Vincent, Jean Morissette CAST: Pierre-Vincent, Jean-Sénéchal, Loralie Beaupré-Brien, Mélodie Michaud, Mathieu Castonguay DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Vidéographe, cmorissette@videographe.qc.ca

Jean-Guillaume Bastien 1984 FIlmografia / filmography: 2012 Les dimanches (Sundays), 2009 Les pissenlits (Dandelions), 2007 Les acteurs amoureux (Actors in love), 2006 Le photomaton, 2005 La flame, 2005 L’ homme sans nombril, 2004 L’amour f(l)ou, 2004 Projections métaphoriques, 2003 Le sens de la vie se trouve dans une noix

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omenica mattina in una cittadina del Quebec. I signori vanno alla messa, i bambini giocano, i ragazzi ingannano il tempo. Eppure, nell’ordinario quotidiano, emerge qualcosa di inspiegabile e fantastico. Les dimanches intreccia microstorie in cui succede poco e niente. Tuttavia ogni personaggio vive, in una piccola porzione di tempo, il suo momento di estasi con l’assoluto, che sia il Dio che si prega, l’innamorato ritrovato o lo show preferito in tv. Racchiuso tra la prima immagine della storia del cinema di un’opera lirica ambientata in una lavastoviglie, e il viaggio simbolico di una macchinina verso l’Universo, è un corto dal fascino impenetrabile, sospeso, evocativo. Come una domenica mattina. V.R.

S

unday morning in a town in Quebec. The bourgeoisie go to Mass, children play, youngsters kill time. Yet, in the everyday ordinariness, something inexplicable and fantastic emerges. Les dimanches intertwines microstories where little or nothing happens. However, every character experiences, in a small portion of time, his moment of ecstasy with the absolute, whether it is the God he is praying to, the new-found lover or a favourite TV show. Enclosed between the first image of the story of the cinema of an opera set in a dishwasher and the symbolic journey of a toy car towards the Universe, it is a short film with an impenetrable, suspended and evocative charm. Like a Sunday morning.

pag. 61 / CONCORSO CORTI


Dvojičky Twins

Czech Republic / 2011 / 35mm / 6’’ PRODUZIONE / PRODUCTION: FTF VŠMU Bratislava PRODUTTORE / PRODUCER: Andrea Biskupičová SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Patrik Pašš MONTAGGIO / EDITING: Peter Budinský SOUND EDITOR: Tobiáš, Baláž MUSICA / MUSIC: Peter Kudlička DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: FTF VŠMU Bratislava, festivals@ vsmu.sk

D Peter Budinský 1988 FIlmografia / filmography: 2012 tWINs, 2009 Bird of Prey, 2008 Alfonzova Mucha

ue gemelli siamesi che combattono l’uno contro l’altro. Sono due boxeur, e la loro vita sportiva e privata è indissolubilmente legata. Uno è grande, forte e vincente; l’altro, il più piccolo, sembra segnato alla sconfitta senza mai speranza di rivincita. Un giorno, durante un incontro importante, il gemello siamese più debole decide di non accontentarsi di essere ancora sparring partner e di combattere anche lui fino all’ultimo colpo. Opera di diploma di un giovane animatore slovacco – che è anche direttore del giovane e vitalissimo Fest Anča di Bratislava - il cortometraggio è una storia di amore fraterno e della difficoltà dei suoi confini. Con un punto di vista tanto umoristico quanto nero. A.A.

T

wo Siamese twins fight each other. They are boxers, and their athletic lives and personal lives are firmly tied to each other. One is big, strong, and a winner; the other, who is smaller, seems to be marked by loss and by no hope of winning. One day, during an important fight, the weakest Siamese twin decides not to settle for being a sparring partner and instead also fights to the last hit. This diploma thesis work by a young Slovak animator, who is also head of the fresh and lively Fest Anča di Bratislava, is a short about fraternal love and the difficulties of its borders, portrayed through a perspective that is as humorous as it is dark.


L'Esecuzione Italy / 2011 / 16 mm / 15' PRODUZIONE / PRODUCTION: Zazen film PRODUTTORE / PRODUCER: Enrico Iannaccone SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Enrico Iannaccone MONTAGGIO / EDITING: Enrico Iannaccone FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Umberto Manente SOUND EDITOR: Emanuele Cecere CAST: Pasquale Fernandez, Giorgia Palombi, Umberto Longobardi DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Enrico Iannaccone, giannibanni@libero.it

Enrico Iannaccone 1989 FIlmografia / filmography: 2011 L’Esecuzione

U

n giovanissimo malavitoso si divide tra il suo lavoro di sicario su commissione e la casa dove la madre è bloccata a letto e gravemente malata. La durezza della vita lo ha portato ad essere duro e freddo a suo volta, anche nel rapporto con la madre. Ma questo suo comportamento non è ben visto dalle persone che lo circondano. La situazione disperata e la pressione dell’ambiente circostante lo porteranno a prendere una tragica decisione. Il regista Enrico Iannaccone è il più giovane del concorso cortometraggi e ha autoprodotto il film - di cui è anche sceneggiatore - fondando l’Associazione Culturale Zazen Film. E.F.

A

very young delinquent splits his life between his work as a hit-man and his home where his mother is bed-ridden and gravely ill. Life’s toughness has brought him to be tough and cold in turn, even with his mother. His behaviour, however, is not well liked by those around him. His desperate situation and the pressure he feels from his surroundings will lead him to make a tragic decision. Director Enrico Iannaccone is the youngest participant of the short film competition. He was also producer and production designer for the film, and founder of the Associazione Culturale Zazen Film.

pag. 63 / CONCORSO CORTI


Everything Will Be Ok Norway / 2011 / red / 24' PRODUZIONE / PRODUCTION: Film Farms PRODUTTORE / PRODUCER: Alan R. Milligan SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Jonas Matzow Gulbrandsen MONTAGGIO / EDITING: Mariusz Kuś FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Marius Matzow Gulbrandsen SOUND EDITOR: Krzysztof Stasiak MUSICA / MUSIC: Krzysztof Stasiak CAST: Jedrzej Przysiecki, Bartosz Someart Cichorack, Jeanette Alexandra Sundt, Sondre Sløgedal, Åge Henriksen DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Norwegian Film Institute, Toril.Simonsen@nfi.no

Jonas Matzow Gulbrandsen 1982 FIlmografia / filmography: 2011 Everything Will Be OK, 2009 Odmęt (Scream), 2008 Darek

D

ue giovani amici polacchi lavorano illegalmente in una segheria in Norvegia. La fabbrica è isolata rispetto al centro abitato, e così la loro vita. Una sera decidono di uscire e esplorare quello che c’è intorno; finiscono così a una festa dove tra ubriacature e chiacchiere restano tutta la notte. Ma il giorno dopo qualcosa cambierà per sempre le loro vite. La storia potente e toccante di un’amicizia giocata costantemente sul filo della tensione, la scoperta di un mondo nuovo e le sue conseguenze. Il regista Jonas Matzow Gulbrandsen ha studiato alla Polish National Film School e ha già vinto numerosi premi con i suoi film precedenti. Everything will be ok è stato presentato nella sezione Spectrum Short all’International Film Festival Rotterdam 2012. E.F.

T

wo young Polish friends work illegally in a sawmill in Norway. The factory is isolated from the city centre, as are their lives. They go out one evening to explore their surroundings and end up at a party where they stay all night drinking and chatting. The next day, however, something changes their lives forever. This is the powerful and touching story of a friendship that is constantly in a state of tension, of the discovery of a new world and its consequences. Director Jonas Matzow Gulbrandsen attended the Polish National Film School and has won awards for previous films. Everything Will Be OK premièred in the Spectrum Short section of the International Film Festival Rotterdam 2012.


Fais croquer France / 2011 / digital beta cam / 22' PRODUZIONE / PRODUCTION: Nouvelle Toile PRODUTTORE / PRODUCER: Hakim Zouhani, Rachid Khaldi SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Mourad Boudaoud, Carine May, Yassine Qnia, Hakim Zouhani MONTAGGIO / EDITING: Linda Attab FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Marianne Tardieu SOUND EDITOR: Clément Maleo CAST: M’Barek Belkouk, Smail Chaalane, Rudolph Mendy, Mounir Idris, Mohamed Farhoud DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Hakim Zouhani, mikado@fame.it

Y

assine, giovane cinefilo della banlieue alle prese con il suo primo film: tra attori che lo abbandonano e riserve improbabili, la decisione di affidarsi al supporto degli amici di sempre. Sarà davvero la scelta giusta? Il sogno di un ragazzo che si incontra e si scontra con l’invadenza e l’inerzia dei compagni di una vita. Debutto del giovane Qnia, qui al suo primo Festival internazionale, che esordisce con una commedia dai risvolti amari, sull’amicizia e sul fare cinema, l’entusiasmo e il disimpegno, con un occhio a Jim Jarmusch e uno a Kevin Smith, senza dimenticare il mondo dei quartieri popolari francesi e senza prendersi troppo sul serio. L.C.

Y Yassine Qnia 1987 FIlmografia / filmography: 2012 Fais Croquer

assine, young film buff from the banlieue is faced with his first film: with actors that ditch him and improbable standbys, and the decision to count on the support of old friends. Will this really be the best choice? The dream fo a boy who meets and clashes with the obtrusiveness and apathy of his life-long friends. This is Qnia’s debut, a young director who is at his first international Festival; a comedy with bitter outcomes, about friends and making films, enthusiasm and disinterest, with an eye on Jim Jarmusch and one on Kevin Smith, that does not forget the world of the French suburban areas and never takes itself too seriously.

pag. 65 / CONCORSO CORTI


Father Bulgaria, Croatia, Germany / 2012 / digital / 16' PRODUZIONE / PRODUCTION: Compote Collective, Bonobostudio, Eyecatch Production PRODUTTORE / PRODUCER: Maria Stanisheva, Vanja Andrijević, Christian Müller SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Ivan Bogdanov, Phil Mulloy MONTAGGIO / EDITING: Ivan Bogdanov SOUND EDITOR: Emil Iliev MUSICA / MUSIC: Peter Dundakov ANIMAZIONE / ANIMATION: Vassela Dantcheva, Kristijan Dulić, Moritz Mayerhofer, Asparuht Petrov, Dim Yagodin CAST: Harry Anichkin, Ivana Gavrailova, Eltimir Aleksandrov, Deliana Hristova, Boris Deliradev, Katrin Toneva DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Bonobostudio - Vanja Andrijević, vanja@bonobostudio.hr

I

potetici dialoghi immaginati tra un bambino e suo padre, tanto forti quanto più impossibili e irreali, seppur tratti da storie vere; il breve documentario muove dalla domanda: “Quando è stata l’ultima conversazione con tuo padre?” e le cinque voci di commento monologano sulle immagini di desolanti solitudini interiori. Cinque stili d’animazione, seppur diversi, s’incrociano e riescono a compenetrarsi in maniera esemplare: Moritz Mayerhofer, Veljko Popović, Asparuh Petrov, Rositsa Raleva e Dmitry Yagodin, coordinati da Ivan Bogdanov e dalla cupa sceneggiatura co-firmata Phil Malloy, consegnano un lavoro collettivo assolutamente innovativo, pronto ad emozionare e far riflettere. C.V.

H

Ivan Bogdanov 1973, Moritz Mayerhofer 1981, Asparuh Petrov 1981, Veljko Popović 1979, Rositsa Raleva 1979, Dim Yagodin 1979

ypothetical imaginary dialogues between a child and his father, as strong as they are impossible and unreal, although inspired by true stories; the brief documentary stems from the question: ‘When was your last conversation with your father?’ and the five commenting voices have monologues on the images of desolate interior solitudes. Five styles of animation, all different, intertwine and manage to permeate each other in exemplary manners: Moritz Mayerhofer, Veljko Popović, Asparuh Petrov, Rositsa Raleva and Dmitry Yagodin, coordinated by Ivan Bogdanov and by the dark imagery given by Phil Malloy, all delivered a completely innovative collective work that makes one emotional and reflective.


Felix Germany / 2011 / HD / 1' PRODUZIONE / PRODUCTION: PaulOhmertFilms PRODUTTORE / PRODUCER: Paul Ohmert SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Anselm Belser MONTAGGIO / EDITING: Anselm Belser FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Anselm Belser SOUND EDITOR: Misha Bour, Markus Bauer MUSICA / MUSIC: Sven Jensen Brakelmann CAST: Felix Müller, Daniela Blaschke, Paul Omert DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Aug&Ohr Medien - Markus Kaatsch, markus@augohr.de

I

n coda al supermercato, un bambino chiede l’attenzione degli adulti, ma la loro reazione è un po’ imprevista: il bimbo viene innaffiato di latte. Un dispetto inatteso diventa il soggetto di un cortometraggio da una sola inquadratura filmato in bianco e nero: un’unica rapida gag, come ai tempi dell’Arroseur arrosè dei Lumière, ma dopo cinquant’anni di code ai supermercati con bambini che strillano. Lo scherzo del regista Ansem Belser diventa una piccola pietra contro lo schermo di tante infanzie raccontate in maniera fin troppo conciliante. «Ogni azione ha una reazione» commenta il regista tedesco, e quella dello spettatore è una risata liberatoria davanti a un’insolita scena, da candid camera. A.B.

I

Anselm Belser 1979 FIlmografia / filmography: 2011 Felix, 2005 Nicht du sondern ich, 2004 Sapusentu

n the queue at the supermarket, a little boy asks for adults’ attention, but their reaction is a bit unexpected: the boy gets sprayed with milk. An unpredicted prank turns into the object of a short with only one shot frame filmed in black and white. One fast joke, like in the times of the Lumière brothers’ Arroseur Arrosè,but after 50 years of supermarket queues with crying children. Director Ansem Belser’s prank becomes a small stone thrown at the screen of many childhoods told in a far too appeasing manner. ‘Every action has a reaction’ states the German director, and that of the viewer is a liberatory laugh at an unusal scene, like a Candid Camera

pag. 67 / CONCORSO CORTI


A Film by Thomas De Brabanter France / 2011 / SUPER 16MM / 11' PRODUZIONE / PRODUCTION: Le Fresnoy, studio national des arts contemporains PRODUTTORE / PRODUCER: Estelle Benazet SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Thomas De Brabanter MONTAGGIO / EDITING: Thomas De Brabanter FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Patrick Dehalu SOUND EDITOR: Aurélie Valentin MUSICA / MUSIC: Thomas Smetryns CAST: Mathieu Amalric, Marieke Dilles DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Le Fresnoy - Studio national des arts contemporains, ntrebik@lefresnoy.net

P

rima un appartamento vuoto, poi una strada apparentemente desolata, fino a che un uomo e una donna ne prendono il tracciato e camminano. Parlano tra loro, lui è uno scrittore e racconta di un viaggio impossibile da fare, perché si perde, anche solo a pensarci. È così che Mathieu Amalric e Marieke Dilles interpretano A film by Thomas De Brabanter, un film uscito dalla scuola d’arte Le Fresnoy, firmato come se fosse un saggio o uno schizzo ad acquerello, dal regista Thomas De Brabanter. Un cortometraggio poeticamente sfacciato nel disorientare lo spettatore, perché la strada senza meta è la stessa del racconto che mostra. Una sperimentazione narrativa inquieta dal grande fascino visivo. A.B.

F

Thomas De Brabanter 1985 FIlmografia / filmography: 2011 A Film By Thomas De Brabanter

irst, an empty flat, then an apparently desolate street, until a man and a woman start walking down it. They talk, he is a writer and tells of an impossible trip to go one, because he gets lost just thinking about it. This is how Mathieu Amalric and Marieke Dilles act in A film by Thomas De Brabanter, a film that comes from the Le Fresnoy art school, signed as if it were a thesis or a watercolour sketch, by director Thomas De Brabanter. A short that is poetically ademant in disorienting the viewer, because the road that has no destination is the same showed by the tale. A disturbing narrative experimentation with great visual charm.


Fireworks France, italy / 2011 / HD 4k / 21' PRODUZIONE / PRODUCTION: Le Fresnoy - Studio National des Arts Contemporains PRODUTTORE / PRODUCER: Eric Prigent SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Giacomo Abbruzzese MONTAGGIO / EDITING: Marco Rizzo, Giacomo Abbruzzese FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Guillaume Brault SOUND EDITOR: Nicolas Verhaeghe, Alessandro Altavilla MUSICA / MUSIC: M83, Enrico Caruso, Celer CAST: Saleh Bakri, Katia Goulioni, Angelo Losasso, Julien Anselmino, Angelo Cannata DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Le Fresnoy - Studio National des Arts Contemporains, La Luna productions, ntrebik@lefresnoy.net

U

n gruppo internazionale di ecologisti pianifica di far esplodere, durante la notte di Capodanno, il complesso industriale dell’Ilva, che da mezzo secolo occlude la vista – reale e mefatorica – della città di Taranto. Dopo una lunga serie di riconoscimenti internazionali, Abbruzzese punta la camera sulla propria pelle: da tarantino, evoca il “sogno” di far saltare in aria il mostro, ambito e pericoloso. Un’utopia impossibile che ben traduce l’inconciliabile e paradossale dipendenza della città dall’impianto. Un tristissimo valzer pirotecnico in cui fantascienza e documentario non sono mai stati così intercambiabili. V.R.

A Giacomo Abbruzzese 1983 FIlmografia / filmography:

n international group of ecologists plans to blow up, on New Year’s Eve, the industrial complex of Ilva, which for half a century has blocked the sight - real and metaphorical – of the city of Taranto. After a long series of international acknowledgements, Abbruzzese points the camera on himself: as a native of Taranto, he evokes the ambitious and dangerous “dream” of blowing up the monster. An impossible utopia that well translates the irreconcilable and paradoxical dependence of the city on the steelworks. Very sad waltz of fireworks where science fiction and documentary have never been so interchangeable.

2011 Fireworks, 2010 Archipel, 2007 Passing, 2006 Droga Party

pag. 69 / CONCORSO CORTI


Gerayîs The Search

Turkey / 2011 / HD / 16' PRODUZIONE / PRODUCTION: Arketip PRODUTTORE / PRODUCER: Çetin Baskin, Rhami Oruç SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Çetin Baskin MONTAGGIO / EDITING: Abdurrahman Öner FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Abdurrahman Öner SOUND EDITOR: Mehmet çelik MUSICA / MUSIC: Ciwan Haco CAST: Halil Baskin, Çetin Baskin, Remzi Baskin DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Çetin Baskin, cetinbaskin@yahoo.com

U

n paesaggio montano dove il tempo si è fermato, solcato dalle ombre di un pastore e del suo cavallo. Quando l’animale scappa via, l’uomo è combattuto se ricercarlo o lasciarlo andare. La soluzione al dilemma apparirà in sogno. La meraviglia dell’ambientazione trasferisce le emozioni interiori del protagonista: lo smarrimento dopo la perdita, l’enigma e l’impossibilità di comprendere fino in fondo la “scelta” dell’animale, in un rapporto di parità totale con l’umano. L’esordio del curdo iraniano Baskin è un brillante esempio di slow cinema con echi western, dove il realismo della natura si apre a un inaspettato sprofondamento dell’onirico, e gli occhi parlano al cuore senza bisogno di parole. V.R.

A Çetin Baskin 1983 FIlmografia / filmography: 2011 Gerayîs (The Search)

mountain landscape where time has stood still, marked by the shadows of a shepherd and his horse. When the animal runs away, the man hesitates about whether to look for it or let it go. The solution to the dilemma will appear to him in a dream. The marvellous setting transfers the interior emotions of the main character: bewilderment after loss, the enigma and the impossibility of understanding the animal’s “choice” completely, in a relationship of total equality with man. The debut by the Iranian Kurd Baskin is a brilliant example of slow cinema with echoes of a Western, where the realism of nature opens up to unexpectedly yield to a dream-like nature, and the eyes speak to the heart without the need for words.


Glucose France / 2012 / HD / 7' PRODUZIONE / PRODUCTION: Mihai Grecu, Thibault Gleize PRODUTTORE / PRODUCER: Mihai Grecu, Thibault Gleize SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Mihai Grecu, Thibault Gleize MONTAGGIO / EDITING: Mihai Grecu, Thibault Gleize FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Mihai Grecu, Thibault Gleize SOUND EDITOR: Mihai Grecu, Thibault Gleize MUSICA / MUSIC: Thibault Gleize DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Mihai Grecu, Thibault Gleize, m_f_grecu@yahoo.fr, thibault.gleize@hotmail.fr

Mihai Grecu 1981, Thibault Gleize 1987 FIlmografia / filmography: 2012 Glucose, 2006 Orcaille, 2004 Freon

P

rendendo spunto da teorie scientifiche ormai consolidate ed attraverso immagini familiarmente riconoscibili, Mihai Grecu e Thibault Gleize provano a mostrarci il comportamento particellare della materia, trascinandoci in un’interpretazione onirica dove i pesci rossi diventano atomi e possono attraversare con nonchalance il limite della boccia di vetro. Con il live shooting di una camera che funge da microscopio e un uso consolidato della tecnologia 3D, facendo leva su giochi di prospettiva e proporzione, i registi presentano agli spettatori un lavoro fenomenale, oltre che fenomenico, che riporta la memoria alle lezioni di fisica che al liceo non abbiamo mai bene ascoltato. C.V.

B

y finding inspiration from now affirmed scientific theories and through familiarly recognisable images, Mihai Grecu and Thibault Gleize try to show us the particle-like behaviour of matter, dragging us in an dream-like interpretation where gold fish become atoms and can easily cross the limits of the glass bowl. With the live shooting of a camera that works as a microscope and a reinforced use of 3D technology, counting on plays on perspective and proportion, the directors present a phenomenal work that brings the mind back to those physics classes in college that we never listened to properly.

pag. 71 / CONCORSO CORTI


Hermeneutics Russia / 2012 / digital / 3' PRODUZIONE / PRODUCTION: Alexei Dmitriev PRODUTTORE / PRODUCER: Alexei Dmitriev SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Alexei Dmitriev MONTAGGIO / EDITING: Alexei Dmitriev FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Alexei Dmitriev SOUND EDITOR: Alexei Dmitriev MUSICA / MUSIC: Alexei Dmitriev DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Alexei Dmitriev, alexei.v.dmitriev@gmail.com

L

e truppe tedesche attaccano. Una serie di esplosioni nelle notti della seconda guerra mondiale. Siamo di fronte ad un semplice film di guerra? Utilizzando filmati d’archivio, il giovane regista Alexei Dmitriev traccia una linea narrativa indipendente dalla storia e dalla pura documentazione, fuori dal tempo, figlia di un linguaggio del tutto nuovo e differente. L’autore la definisce illustrazione visiva dell’ermeneutica, un’opera sperimentale che ci insegna che non sempre ciò che abbiamo di fronte è quello che crediamo di vedere. La tradizione del montaggio sovietico, con le sue teorie e sperimentazioni sulla percezione e l’interpretazione, sembra non essersi mai interrotta. L.C.

Alexei Dmitriev 1986 FIlmografia / filmography: 2012 Hermeneutics, 2009 Abstract?, 2005 Dubus,

G

erman troupes attack. A series of explosions in the nights of the Second World War. Are we faced with a simple war movie? Using archive videos, the young director Alexei Dmitriev traces a narrative line that is not dependant on history or on pure documentation, and is a timeless daughter of a completely new and different language. The author defines the visual illustration of Hermeneutics, an experimental work that teaches us that what we have in front of us is not always what we think we are seeing. The tradition of Soviet filming, with its theories and experimentations on perception and interpretation, seems to have never gotten disrupted.


I'm Your Man France / 2012 / HD / 14' PRODUZIONE / PRODUCTION: Les films du Worso PRODUTTORE / PRODUCER: Christophe Barral SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Julien Guetta, Keren Ben Rafaël MONTAGGIO / EDITING: Noël Fuzelier FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Damien Dufresne SOUND EDITOR: Luc Meilland MUSICA / MUSIC: Thomas Krameyer CAST: Vincent Macaigne, Maelys Ricordeau, Cécile Fisera DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Les films du Worso, cbarral@lesfilmsduworso.com

B

runo ha appena traslocato e alla sua porta bussa la exfidanzata Mia. Come da copione il maschio ci ricasca e i due finiscono a letto. Questa volta però staccarsi sarà davvero difficile... Tra vicini di casa impiccioni, visite inopportune e ritorni improvvisi, una vicenda rocambolesca e divertente con i toni della commedia. Selezionato al Festival International du Court Métrage di Clermont Ferrand 2012. E.F.

B Keren Ben Rafaël 1978 FIlmografia / filmography: 2012 I’m your man, 2009 Presque normal

runo has just moved homes when his ex-girlfriend Mia knocks at his door. As any script would go, the male falls for it and they end up in bed. This time though, it will be really difficult to leave each other... With nosy neighbours, awkward visits and sudden returns, this is an eccentric and fun adventure with comedic notes. Selected at the Festival International du Court Métrage in Clermont Ferrand 2012.

pag. 73 / CONCORSO CORTI


Kendo Monogatari Cuba, guatemala / 2012 / HD / 15' PRODUZIONE / PRODUCTION: La Danta Films PRODUTTORE / PRODUCER: Mauricio Escobar SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Fábian Suárez MONTAGGIO / EDITING: Juan Manuel Gamazo FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Javier Labrador Deulofeu SOUND EDITOR: Elvira Peña MUSICA / MUSIC: Mónica Betancourt CAST: Verónica Díaz, Juan Miguel Más, Edith Massola DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: La Danta Films, excoma@gmail.com

Fábian Suárez 1981 FIlmografia / filmography: 2012 Kendo Monogatari

D

opo una delusione d’amore, Mandy comunica alla parrucchiera Lesbia di voler lasciare Cuba. Per la donna sarà il momento di prendere una decisione, sofferta ma necessaria, nel nome del legame che li unisce. Tra le mura dei quartieri popolari di L’Avana, chiacchiere e pettegolezzi servono a vincere, con il sorriso, i colpi bassi della vita. Per resistere al dolore di una lontananza, serve la fermezza, la lucidità e il fegato di un samurai. Con la certezza e l’illusione che, anche chi parte, lasciandosi alle spalle tutto per ricominciare da zero, ci sarà sempre. Racconto “piccolo” di sentimenti “grandi”, graziato da una delicatezza e un’ironia che hanno l’eco di un misurato Almodóvar. V.R.

A

fter a disappointment in love, Mandy tells the hairdresser Lesbia that she wants to leave Cuba. For the woman, it will be the time to take a decision, difficult but necessary, in the name of the bond that unites them. Between the walls of the popular neighbourhoods of Havana, gossip helps to overcome, with a smile, the nasty blows of life. To resist the grief of being far apart, firmness, lucidity and the courage of a samurai are needed. With the certainty and the illusion that, even those who depart, leaving everything behind them to start again from scratch, will always be there. A “small” story” of “great” feelings, blessed with a delicacy and irony that have the echo of a moderate Almodóvar. 


Kthimi

The Return Kosovo / 2011 / HDCam / 20' PRODUZIONE / PRODUCTION: The Group Ks PRODUTTORE / PRODUCER: Blerim Gjoci OPERATORE / FILMMAKER: Blerim Gjoci SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Shefqet Gjocaj MONTAGGIO / EDITING: Keka B FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Sevdije Kastrati SOUND EDITOR: Pellumb Ballata MUSICA / MUSIC: Pellumb Ballata CAST: Adriana Matoshi, Lulzim Bucollo DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: AJ Rei-Perrine, aj@thegroup-ks.com

U

n uomo, fuggito dopo quattro anni di prigionia in Serbia, torna a casa in Kosovo dalla moglie e dal figlio. Sin dal viaggio in auto verso casa l’atmosfera è di comprensibile freddezza, alimentata da frasi di circostanziale imbarazzo e al contempo tradita dagli sguardi. I due protagonisti sono fuori-sincrono, il ricordo degli eventi diventa vivido solo quando si toccano e ha bisogno di essere vissuto attraverso un confronto, che gioca sullo scarto tra la materia del racconto e la reazione di chi racconta. La regista Blerta Zeqiri indovina un momento intenso, dimostrando esperta conduzione degli attori e occhio attento per una storia, contestualizzata sì, ma che assume respiro universale. C.V.

A Blerta Zeqiri 1979 FIlmografia / filmography: 2012 Kthimi, 2011 Children, 2011 Kosova 2011, 2009 The Dinner, 2008 Ok, 2006 Exit

man who has run away after four years in prison in Serbia goes back home to Kosovo to his wife and son. Starting from the car ride towards home the atmosphere is understandably cold, fed by sentences of general awkwardness and contemplation, betrayed by looks. The two main characters are out of synch, the memory of events becomes vivid only when they touch; it needs to be lived through a confrontation, which plays on the swerving between the story and the reaction of he who tells it. The director Blerta Zeqiri finds an intense moment, showing expert guiding of the actors and a careful eye for a story that is indeed contextualised but that assumes a universal breath.

pag. 75 / CONCORSO CORTI


Life and Freaky Times of Uncle Luke USA / 2011 / HD / 12' PRODUZIONE / PRODUCTION: Borscht Corp. PRODUTTORE / PRODUCER: Jillian Mayer, Lucas Leyva, Evan Rosenfeld, Dennis Scholl SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Lucas Leyva MONTAGGIO / EDITING: Lucas Leyva FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Jonathan David Kane SOUND EDITOR: Diego Meza Valdes, Cory Cjakowski MUSICA / MUSIC: Michael-John Hancock, Brian Robertson CAST: Luther Campbell, Elizabeth Sky, Nick Ducassi, Jennifer Lopez DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Jillian Mayer, mayerleyva@gmail.com

Jillian Mayer 1984 lucas leyva 1986 FIlmografia / filmography: 2012 Life and Freaky Times of Uncle Luke, 2011 Reinaldo Arenas, 2011 I Am Your Grandma, 2010 Scenic Jogging

C

ome il freestyler Luke salva Miami per puro caso, ne diventa sindaco in gloria e fama, fino a un’esplosione nucleare che trasforma la metropoli del Florida in un disastro radiattivo. Eccentrico fin dalla gestazione, nasce dall’incontro tra la leggendaria figura dell’old school Luther Campbell (Uncle Luke nei 2 Live Crew), candidatosi realmente alle elezioni del 2011, e l’artista Mayer, che ne ha raccontato la vicenda come fosse un remake hip hop di La Jetée di Chris Marker. Mondi distanti anni luce che trasfigurano Life and Freaky Times in un’inclassificabile semi-biografia: idee scenografiche ispirate a Brecht e al fumetto incontrano uno humour da sit-com anni 80. V.R.

H

ow Luke the freestyler saves Miami by pure chance, becomes its mayor with glory and fame, up to a nuclear explosion that transforms the Florida metropolis into a radioactive catastrophe. Eccentric from its very gestation, it is the result of the encounter between the legendary figure of the old school Luther Campbell (Uncle Luke in the 2 Live Crews), who really stood for election in 2011, and the artist Mayer, who told the story as though it were a hip hop remake of La Jetée by Chris Marker. Worlds light years away that transfigure Life and Freaky Times into an unclassifiable semi-biography: spectacular sets inspired by Brecht and comic strips meet the humour of 1980s’ sitcoms.


Lintu toiselta taivaalta Migratory Bird

Finland, lebanon / 2012 / super 16mm / 24' PRODUZIONE / PRODUCTION: Aalto University, ELO Film School Helsinki PRODUTTORE / PRODUCER: Sari Lempiäinen SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Katja Lautamatti MONTAGGIO / EDITING: Hanna Kuirinlahti FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Jarkko Virtanen SOUND EDITOR: Kirsi Korhonen DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Aalto University - Saara Toivanen, saara.toivanen@aalto.fi

E

sther è una bambina di origini nigeriane che ha seguito i suoi genitori in Libano. Attorno a sé vede molti adulti che hanno lasciato il paese natale pensando di realizzare i loro sogni, e ora fanno lavori mal pagati. Esther ci guida alla scoperta di un mondo di bambini per cui la domanda “cosa vuoi fare da grande?” assume tutto un altro significato, e la cosa più importante è ottenere un passaporto. Opera di diploma di una documentarista finlandese, il film esalta lo sguardo di Esther, che ha un’energia non comune, disegnando con lei un paesaggio fatto di ingiustizie e contraddizioni. Il punto di vista è sempre quello della bambina, che è pronta a lottare. Proprio come un uccello migratore. A.A.

Katja Lautamatti 1976 FIlmografia / filmography: 2012 Lintu toiselta taivaalta (Migratory Bird), 2007 Tuholaiset (The Pests), 2005 Tytöt

E

sther is a little girl of Nigerian origin that moved to Lebanon with her parents. She sees adults around her who have left their countries hoping to fulfill their dreams, and instead are working underpaid jobs. Eshter takes us through her discovery of a world of children where the question “what do you want to be when you grow up?” takes on a completely different meaning, and where obtaining a passport is the top priority. This diploma thesis work by a Finnish documentary director, portrays through Esther’s gaze,with her great energy, a portrait of injustice and contradiction. The perspective is always that of the little girl, who is always ready to fight. Just like a migratory bird.

pag. 77 / CONCORSO CORTI


The Man That Got Away Canada / 2012 / Red One hdv / 25' PRODUZIONE / PRODUCTION: Dirt City Films PRODUTTORE / PRODUCER: Katie Weekley, Trevor Anderson SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Trevor Anderson MONTAGGIO / EDITING: Justin Lachance FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Mike McLaughlin SOUND EDITOR: John Blerot, Wolf Willow Sound MUSICA / MUSIC: Bryce Kulak CAST: Aryn McConnell, Bryce Kulak, Noam Gagnon, Connie Champagne DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Dirt City Films, trevor@dirtcityfilms.com

Trevor Anderson 1972 FIlmografia / filmography: 2012 The Man That Got Away, 2010 The High Level Bridge, 2010 Figs in Motion, 2009 Punchlines, 2009 The Island, 2008 Carpet Diem, 2008 Get Your Own Apartment, 2008 DINX, 2007 Rock Pockets, 2005 Rugbur

L

a “vera” storia di Jimmy, prozio del regista, che nel Canada conservatore della Grande Depressione, divenne una stella del tiptap. Rinchiuso in una clinica per essere “normalizzato”, incontrerà una donna che gli cambierà la vita. Benedetto dallo spirito di Judy Garland, Anderson costruisce un musical decisamente atipico, pur nel rispetto di tutte le regole del genere. La rampa di un parcheggio diventa, in 25 minuti, un lussuoso teatro, un ospedale, una caserma. Le canzoni, originali, descrivono con garbo e irriverenza una parabola umana esemplare: può dire di aver vissuto veramente solo chi, sempre e comunque, rimane fieramente se stesso. Un film “out”, nel senso più affettuoso del termine. V.R.

T

he “true” story of Jimmy, the director’s great uncle who, in the conservative Canada of the Great Depression, became a star of tip-tap dancing. Locked up in a clinic to be “normalized”, he will meet a women who will change his life. Blessed by the spirit of Judy Garland, Anderson constructs a definitely atypical musical, whilst respecting all the rules of the genre. The ramp of the car park becomes, in 25 minutes, a luxurious theatre, a hospital, a barracks. The original songs describe elegantly and irreverently an exemplary human trajectory: only those who, always and in all circumstances, remain proudly themselves can say they have lived. An “out” film is the most affectionate sense of the term.


Manque des preuves Lack of Evidence France / 2011 / HD /10' PRODUZIONE / PRODUCTION: Le Fresnoy - Studio National des Arts Contemporains PRODUTTORE / PRODUCER: Eric Prigent SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Hayoun Kwon MONTAGGIO / EDITING: Hayoun Kwon FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Oh Eun Lee, Guillaume Brault SOUND EDITOR: Simon Apostolou, Rémi Mencucci MUSICA / MUSIC: Scanner - Robin Rimbaud CAST: Christiane Cavallin Carlut, Bakry Diallo DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Le Fresnoy - Studio national des arts contemporains, ntrebik@lefresnoy.net

L

a storia di Oscar e del suo gemello, vittime di una feroce persecuzione e di assurde superstizioni della tradizione nigeriana. Un documentario animato narrato dalla viva voce della responsabile del Comitato di Vigilanza per i diritti dei rifugiati politici e raccontato tramite immagini animate in un 3D geometrico ed essenziale, che lentamente emergono dall’oscurità. Un percorso inquietante che si conclude tra carte processuali e ha termine là dove il fatto non sussiste, chiamando in causa il concetto di verità e simulazione, evidenze di reato e ricostruzione. La giovane Hayoun Kwon è stata selezionata in concorso all’ultima edizione del Festival di Rotterdam. L.C.

T Hayoun Kwon 1981 FIlmografia / filmography: 2011 Manque de preuves (Lack of Evidence), 2010 Walls

his is the story of Oscar and his twin, both victims of a vicious persecution and absurd superstitions in Nigerian tradition. This is an animated documentary narrated by the voice of the director of the Surveillance Commity for the rights of political refugees. It is told through animated images in a geometrical and essential 3D work, which slowly emerge from the dark. A disturbing piece that finishes between court papers and ends where the fact is without foundation, bringing in the concept of truth and faking, evidence of an offence and its reconstruction. Hayoun Kwon was selected in the contest for the Rotterdam Festival.

pag. 79 / CONCORSO CORTI


Mo-Edon Pae-Mil-Li Modern Family

South Korea /2011 / hd / 18' PRODUZIONE / PRODUCTION: Chung Ang University PRODUTTORE / PRODUCER: Kwang-bin Kim SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Kwang-bin Kim MONTAGGIO / EDITING: Kwang-bin Kim FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Hyung-rae Cho MUSICA / MUSIC: Hae-won Kim CAST: Sung-il Park, Na-mi Yoo, Dong-wu Yoo DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Indiestory, indiestory@indiestory.com

Kwang-bin KIM 1981 FIlmografia / filmography: 2011 Modern Family, 2007 Mom, Friend, Son, 2003 Dream, 2002, Strange... not Strange

I

l capofamiglia Hyun-Soo lascia seccamente una riunione di lavoro dopo una telefonata “d’emergenza” del suo figlioletto. La situazione che trova a casa è decisamente grave. La risoluzione del problema è atroce. Il cinema sudcoreano di oggi scandaglia senza pietà gli infimi compromessi che l’uomo è in grado di compiere nell’era del boom economico. Secondo il film di diploma di Kwang-bin, è la “famiglia moderna” la massima responsabile di tale resa. Cinismo e violenza prendono il sopravvento su pentimento e lucidità; i padri insegnano ai figli a “cavarsela”, qualsiasi sia il prezzo da pagare. Una situazione insostenibile, a cui si partecipa straniti grazie ai toni grotteschi e a uno humour molto nero. V.R.

T

he head of the family Hyun-Soo abruptly leaves a meeting at work after an “emergency” phone call from his small son. The situation he finds at home is definitely serious. The solution of the problem is atrocious. South Korean cinema today ruthlessly probes the lowest compromises that man can make in the era of the economic boom. According to the end of course film by Kwang-bin, the “modern family” has the greatest responsibility for this result. Cynicism and violence take the upper hand over repentance and lucidity: parents teach their children to “get by”, whatever the price to pay. An intolerable situation, in which we take part stunned thanks to the grotesque tones and a very black sense of humour.


Mousse sweden / 2012 / full hd / 45' PRODUZIONE / PRODUCTION: Autoboys AB PRODUTTORE / PRODUCER: Kjell Åhlund, Fredrik Bjelke SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: John Hellberg MONTAGGIO / EDITING: John Hellberg, Peter Wendin FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Johan Helmer SOUND EDITOR: Jon Persson, Mattias Eklund MUSICA / MUSIC: Adam Hagstrand CAST: Stéphane Bertola, Gunnar Ernblad, Marinette Dahlin, Roberto Gonzalez DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Autoboys AB, info@autoboys.se

John Hellberg 1976 FIlmografia / filmography: 2008 Galetten, 2007 Driftstörningar, 2007 Bakomsjukan, 2003 Mwelekeo Mzuri, 2003 Göran & Bertil, 2000 Hajk, 1999 Iron Pyrate

L

a metropoli futuristica sembra Rio ma è Svezia. I cavalli corrono e i disperati appendono i sogni alle scommesse. Il francese Mousse (che in svedese suona come topo) arriva in città, prende due ostaggi e ingaggia una surreale sfida con un attempato gruppo di gendarmi.  Premiato al MFF 2009, Hellberg sa scardinare il materialismo umano con sarcasmo e gusto dell’assurdo. Con questo medio punta in alto: la sempreverde parabola dei “perdenti predestinati” serve a sparare colpi pesanti contro il cinismo, l’attaccamento al denaro, e persino contro certe insopportabili burocrazie del potere che non riguardano solo la Svezia. Nonostante una rapina, due omicidi e un funerale, si ride tanto e di gusto. V.R.

T

he futuristic metropolis seems Rio but it is Sweden. There are horse races and the wretched hang their dreams on the bets. The Frenchman Mousse (which in Swedish sounds like the word for “mouse”) arrives in the city, takes two hostages and engaged a surreal challenge with a veteran group of gendarmes. Awarded a prize at MFF 2009, Hellberg is capable of dissecting human materialism with sarcasm and a taste for the absurd. With this medium-length film, he aims high: the timeless parable of the “predestined losers” is a heavy attack on cynicism, attachment to money and even certain intolerable bureaucracy of power that does not only concern Sweden. Despite a robbery, two murders and a funeral, there is a lot to laugh about and heartily as well. 

pag. 81 / CONCORSO CORTI


Moxie UK / 2011 / DIGITAl /6' PRODUZIONE / PRODUCTION: Small Time Inc. PRODUTTORE / PRODUCER: Stephen Irwin SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Stephen Irwin MONTAGGIO / EDITING: Stephen Irwin SOUND EDITOR: Zhe Wu MUSICA / MUSIC: Various ANIMAZIONE / ANIMATION: Stephen Irwin CAST: Ragga Gudrun DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Stephen Irwin, Stephen@smalltimeinc.com

M

oxie giace morto su un pavimento. La voce di commento, elettronica, distaccata, con un accento marcatamente inglese e lievemente inquietante, descrive ed interviene ad indagarne la dipartita, ripercorrendo la settimana dell’orsetto: lo scopriamo un po’ misantropo, ma tenero e col cuore spezzato perché gli manca la mamma che ha perso. Vediamo sfogare la sua rabbia in momenti inattesi e poi giocare, soprattutto - e drammaticamente - con il fuoco. Stephen Irwin ci consegna un thriller d’animazione malato e un po’ contorto, come è nelle sue corde, attraverso un bianco e nero graffiante e un tratto volutamente indefinito, che non può non conquistare al primo sguardo. C.V

M Stephen Irwin 1980 FIlmografia / filmography: 2012 Hidden Place - Random Acts, 2011 Moxie, 2010 Horse Glue, 2009 Atomic Hubbub, 2008 The Black Dog’s Progress, 2007 Dry Lips, Lightspeed Champion, 2006 Bows and Arrows, 2005 Dr Umz, Pest, 2005 Dialog

oxie lies dead on the ground. The narrator’s electronic, detached voice, with a markedly English and slightly eery accent, describes and gets involved to investigate the death by going through the teddy bear’s week: we find that he is a bit of a misanthropist, but is sweet and broken hearted because he misses his gone mother. We see him let out his anger at unexpected times, and then play, mainly and dramatically, with fire. Stephen Irwin delivers an animated sick and slightly convaluted thriller, as is known from him, through a scathing black and white film and a willingly undefined piece, that cannot not involve you at first glance.


Nos jours, absolument, doivent être illuminés Our Days, Absolutely, Have to Be Enlightened France / 2011 / DVCAM / 22' PRODUZIONE / PRODUCTION: Alter Ego Production PRODUTTORE / PRODUCER: Cécile Lestrade, Paul Laurent SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Jean-Gabriel Périot MONTAGGIO / EDITING: Jean-Gabriel Périot FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Vianney Lambert, Denis Gravouil SOUND EDITOR: Xavier Thibault MUSICA / MUSIC: Gérald Kurdian DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Alter Ego Production, marion.lacote@alterego-prod.com

jean-Gabriel Périot 1974 FIlmografia / filmography: 2012 The Devil, 2012 Nos jours, absolument, doivent être illuminés, 2011 Looking at the Dead, 2010 Les Barbares, 2009 L’art délicat de la matraque, 2008 Entre chiens et loups, 2007 Nijuman no borei - 200000 phantoms, 2006 Eût-elle été criminelle… 2006 Under Twilight, 2005 Dies Irae, 2005 Undo, 2005 Medicalement, 2004 We are winning don’t forget, 2004 Devil Inside, 2004 Rain, 2004 Lovers, 2002 et pourquoi pas: “bodymakers, falbala, bazaar” etc… etc…, 2002 Avant j’étais triste, 2002 21.04.02, 2001 Journal intime, 2000 Gay ?, 1999 Parades amoureuses

D

ue amplificatori sostano oltre il muro di recinzione di un carcere. Un pubblico molto speciale attende. La musica, suonata dal vivo, rompe il silenzio e la mente dei presenti, canzone dopo canzone, viaggia al di là del muro. Pur non avendo mai firmato un lungometraggio, Periot (4 volte in concorso al MFF) è una delle più originali voci della sua generazione. La sua è una traiettoria irrequieta e mai uguale a se stessa, in cerca del potere infinito dell’immagine di smuovere le coscienze e indurre alla riflessione. Basta una manciata di canzoni, e nessun dialogo, per evocare storie, pensieri ed emozioni di chi un giorno ha gustato la libertà e oggi la rimpiange, da un lato e dall’altro del muro. V.R.

T

wo loudspeakers stand on the other side of a prison wall. A very special audience is waiting, The music, played live, breaks the silence and the minds of those persent, song after song and travels beyond the wall. Although never having made a feature film, Periot (4 times in competition at MFF) is one of the most original voices of his generation. His is a restless trajectory which is never the same, in search of the infinite power of the image of moving consciences and inducing reflection.It just takes a bunch of songs and no dialogue, to evoke the stories, thoughts and emotions of those who one day tasted freedom and today misses it, on both sides of the wall.

pag. 83 / CONCORSO CORTI


Notre corps est une arme - prisons Our Body is Weapon – Prisons France / 2012 / DVCAM / 12' PRODUZIONE / PRODUCTION: Clarisse Hahn PRODUTTORE / PRODUCER: Clarisse Hahn MONTAGGIO / EDITING: Clarisse Hahn FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Clarisse Hahn SOUND EDITOR: Mikaël Barre DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Clarisse Hahn, clarissehahn@yahoo.fr

B

Clarisse Hahn 1973 FIlmografia / filmography: 2012 Notre corps est une arme: Prisons (Our body is a weapon), 2012 Notre corps est une arme: Guérrilla (Our body is a weapon), 2012 Notre corps est une arme: Los Desnudos (Our body is a weapon), 2010 Kurdish Lover, 2005 Les protestants, 2003 Karima, 2000 Ovidie, 1999 Hôpital

édia e Ayfer, due donne militanti del partito comunista curdo, raccontano anni dopo il loro sciopero della fame nelle prigioni turche. Sono menomate, ma la frontalità delle loro parole segue le inquadrature e mostra una coerenza che stupisce. La testimonianza è seguita da immagini d’archivio dell’attacco dell’esercito alle proprie carceri contro i militanti curdi nel 2000: una di loro grida all’operatore perché testimoni. Prisons è parte della trilogia Notre corps est une arme che l’artista Clarisse Hahn ha dedicato alle resistenze. La politica dei corpi e il confronto con la storia si illuminano in una frase: «Il nostro corpo è un’arma, un fucile carico con cui sparare per la vittoria». A.B.

B

édia and Ayfer, two militant women in the Kurdish Communist party, years later, tell of their hunger strike in Turkish prisons. They are maimed, but the frontality of their words follows the shots and shows a shocking coherence. The testimony is followed by archive images of the attack of the army to their own prisons against Kurdish militants in 2000: one of them yells at the operator. Prisons is part of the trilogy Notre corps est une arme that artist Clarisse Hahn dedicated to the resistance. The politics of the bodies and the confrontation with history light up in one phrase: ‘Our body is a weapon, a loaded gun with which to shoot for victory’.


nuit de poussiere dusty night

France / 2011 / DVCam / 20' PRODUZIONE / PRODUCTION: Ateliers Varan SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Ali Hazara MONTAGGIO / EDITING: Reza Serkanian FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Mohammad Ali Hazara SOUND EDITOR: Nooroallah Hussaini, Hadi Hazara DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Ateliers Varan, communication@ateliersvaran.com

S

Ali Hazara 1977 FIlmografia / filmography: 2011 Nuit de poussière (Dusty Night), 2007 Il était une fois Noor Jehan

olo i fari delle macchine e le luci delle stazioni di benzina illuminano la notte di Kabul. E proprio di notte c’è una comunità di spazzini che lavora senza sosta per ripulire dalla sabbia del deserto l’asfalto di un’autostrada, costruita con denari giapponesi destinati alla ricostruzione dell’Afghanistan. Un lavoro che ricorda il mito di Sisifo, e si fa segno dell’attuale condizione di profondo disagio del popolo afghano. Presentato nel 2012 ai più importanti festival di documentari e vincitore del Cinéma du Réel di Parigi, il film è realizzato dall’afghano Ali Hazara in seno agli Atelier Varan Kabul, ed è dedicato a uno dei fondatori, Séverin Blanchet, ucciso in un attentato nel febbraio del 2010. A.A.

T

he night in Kabul is illuminated solely by the lights of cars and petrol stations. At night there is a community of bin men who work incessantly to clean the sand of the desert off of the surface of a motorway, built with money that Japan donated for the reconstruction of Afghanistan. This work recalls the myth of Sisyphus, and shows today’s modest condition of the Afghani people “This film, which premièred in 2012 in the most prestigious documentary festivals and won the Cinéma du Réel Paris, was created by Ali Hareza within the Ateliers Varan Kabul and is dedicated to one its founders, Séverin Blanchet, who was killed in a terrorist attack in February 2010.quianis totaese mi, sit es rati aut laborpo reius, od quidebi pag. 85 / CONCORSO CORTI


Oh Willy... Belgium, france, netherlands / 2012 / hd / 16' PRODUZIONE / PRODUCTION: Beast Animation PRODUTTORE / PRODUCER: Ben Tesseur SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Emma de Swaef, Marc James Roels MONTAGGIO / EDITING: Dieter Diependaele FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Marc James Roels SOUND EDITOR: Bram Meindersma MUSICA / MUSIC: Wagner, Li'l Wally ANIMAZIONE / ANIMATION: Andreas De Ridder, Alice Tambellini, Steven De Veul DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Ikkifilms, Beast Animation, dorien@beastanimation.be

Emma De Swaef 1985

W

illy torna nella comunità naturista dove ha vissuto l’infanzia assieme alla madre, oggi malata. Alla morte della donna, tormentato dai ricordi, fugge nella foresta. Perdendo se stesso, troverà l’amore assoluto. La storia di Willy è la storia di tutti. L’addio alla madre, il passaggio alla maturità, i rimpianti, le cose mai dette e mai fatte: tutto riaffiora in un vortice insostenibile, in cui l’unica soluzione è spiccare in volo nel vuoto dell’Universo. Delicato e tattile come i panni di feltro di cui sono fatti i personaggi, la natura, il cosmo, Oh, Willy è un’ulteriore dimostrazione della straordinaria capacità dell’animazione di trasformare l’inanimato in sentimento. V.R.

W Marc James Roels 1978 FIlmografia / filmography: Emma De Swaef: 2012 Oh..Willy, 2008 Zachte Planten Marc James Roels: 2012 Oh..Willy, 2009 A Gentle Creature, 2007 Mompelaar (Mumbler)

illy goes back to the nudist community where he spent his childhood with his mother, who today is ill. On the woman’s death, tormented by his memories, he flees into the forest. Getting lost, he will find absolute love. The story of Willy is the story of all of us. The farewell to his mother, the passage to maturity, the regrets, the things never said and never done: everything resurfaces in an intolerable vortex where the only solution is to talke flight into the void of the Universe. Delicate and tactile like the pieces of felt the characters, nature and the cosmos are made of. Oh, Willy is further evidence of the extraordinary capacity of animation to transform the inanimate into feeling.


Orizont Horizon

Romania / 2012 / 35mm / 11' PRODUZIONE / PRODUCTION: deFilm PRODUTTORE / PRODUCER: Radu Stancu SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Paul Negoescu MONTAGGIO / EDITING: Dragos Apetri FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Andrei Butica SOUND EDITOR: Tudor D.Popescu, Radu Stancu , Dan-Stefan Rucareanu MUSICA / MUSIC: Dragos Apetri ANIMAZIONE / ANIMATION: Calin Huianu, Octavian Rachita, Razvan Chis CAST: Mihai Cismaru DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Premium Film, deFilm - Raluca Croitoru, raluca@defilm.ro

U

n pescatore solitario si dedica ogni giorno al suo lavoro, passando con la sua piccola barca vicino alle grandi navi che solcano il Mar Nero. Nella sua vita scandita da un ritmo lento e ripetitivo, arriva qualcuno (o qualcosa). Il regista Paul Negoescu dimostra ancora una volta il suo grande talento con un film certamente sui generis rispetto alla sua filmografia, selezionato anche alla Settimana della critica a Cannes 2012. Già in concorso al Milano Film Festival con uno dei suoi primissimi cortometraggi - Acasa - il suo primo lungometraggio - O luna in Thailandia - è in programma alla Settimana Internazionale della Critica di Venezia 2012. E.F.

A Paul Negoescu 1984 FIlmografia / filmography: 2012 O luna in Thailanda, 2012 Orizont, 2010 Derby, 2009 Renovare, 2008 Scurta plimbare cu masina, 2007 Tarziu, 2007 Acasa, 2006 Examen

lone fisherman dedicates each day to his job, going past the big ships that sail the Black Sea with his little boat. Someone (or something) enters the slow and repetitive rhythm of his life. Director Paul Negoescu once more showcases his amazing talent with a film that certainly fits the lines of his filmography, and that was also selected during Critics’ Week Cannes 2012. While one of his very first short films, Acasa, is already in the competition for the Milano Film Festival, his first feature film, O Luna in Thailandia, is listed in the International Critics’ Week Venice 2012.

pag. 87 / CONCORSO CORTI


The Pea Master UK / 2012 / digital / 7' PRODUTTORE / PRODUCER: Andrew Milner, Pete Williams, Alexander Taylor SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Robert Auton, Peter Williams, Alexander Taylor MONTAGGIO / EDITING: Alexander Taylor FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Roger Bool SOUND EDITOR: Catrin Nye, Richard Kenney MUSICA / MUSIC: Pete Taylor ANIMAZIONE / ANIMATION: Peter Williams CAST: Robert Auton

L

a cerbottana è un’arte e ai tempi del 2.0 può diventare anche una mania. Un video su Yotube, dove un ragazzo centra da decine di metri l’obiettivo della telecamera con un pisello verde, può fare il giro del mondo e far nascere un culto.È così che il regista Alexander Taylor dedica un cortometraggio al confine con il mockumentary a Robert Auton, campione di cerbottana ossessionato dai verdi legumi e blogger. Un divertissement, realizzato come un’intervista, che riflette sulle manie e che, oltre a divertire lo spettatore, mostra come ogni stranezza e bizzarria siano ormai un ottimo mezzo per raggiungere la visibilità. È la società dello spettacolo: ormai è alla frutta, anzi alla verdura. A.B.

Alexander Taylor 1984 FIlmografia / filmography: 2012 The Pea Master, 2011 The Worst Case Scenario, 2010 White Man Can’t Jump, 2005 Relativity Maybe

T

he pea shooter is an art and at the times of 2.0 can even become a fad. A Youtube video where a boy hits the centre of the lens of a camera with a green pea can go around the world and start a cult. This is how director Alexander Taylor dedicates a borderline mockumentary short to Robert Auton, blogger and pea shooter champion obsessed with the green legumes. A funny tale, created as an interview, that reflects on the fads that, aside from entertaining the viewer, also show how each strange and bizarre thing can now be a great way of becoming visible. It is the society of shows: it’s crunch (-y pea) time.


Première neige First Snow

Canada / 2012 / hd / 14' PRODUZIONE / PRODUCTION: Kramptemps Productions PRODUTTORE / PRODUCER: Michaël Lalancette SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Yan Binsse, Guillaume Girard MONTAGGIO / EDITING: Élisabeth Olga Tremblay FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Ronald Plante SOUND EDITOR: Pierre Bertrand, Christian Rivest, Gavin Fernandes MUSICA / MUSIC: The Barr Brothers CAST: Benoit Gouin, David Boutin, MarieLaurence Moreau, François Bernier, Noémie Yelle, Louise Latraverse, Larine Gonthier-Hyndman DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Travelling - Les films qui voyagent, coordo@travellingdistribution.com

U

na famiglia si ritrova in ospedale dove il padre è in fin di vita e ha urgente bisogno di un trapianto. Tutti i figli e la (ex) moglie sono donatori compatibili. Chi accetterà di sottoporsi all’operazione? Una piccola e breve scena dai toni leggeri che sa raccontare molto di una famiglia e dei rapporti tra fratelli e genitori - con le forse inevitabili invidie, le competizioni, i conflitti. Con un elemento originale: la domanda a cui dare una risposta è importante (questione di vita o di morte) ma la risposta non è scontata. Il finale forse un po’ buonista serve ad alleggerire il peso di ciò che è appena successo. Un film che ci mette davanti a un interrogativo fondamentale, girato con un budget ridottissimo. E.F.

A Michael Lalanchette 1983 FIlmografia / filmography: 2012 Première neige (First Snow), 2009 Ha! Noël (Ha! Christmas!), 2008 Le film dont vous êtes le héros (The Film You Are The Hero), 2006 Quatuor en DO majeur (Quartet in C major)

family is in a hospital where the father of the family is on his deathbed in urgent need of a transplant. All his children and his (ex) wife are compatible donors. Who will agree to undergo the operation? This brief clip with light tones tells much about a family and the relationship between siblings and parents, including those inevitable jealousies, rivalries, and conflicts. All this with an original element: the question to which the answer is important (a question of life and death), but not a given. The perhaps light-hearted ending is necessary to lift the weight off of what happens. This film, shot on a very low budget, faces the audience with one essential question.

pag. 89 / CONCORSO CORTI


Silent Pig Singapore / 2011 / hd / 9' PRODUZIONE / PRODUCTION: NYU Student Film PRODUTTORE / PRODUCER: Steven Sun, Paloma Nafarrate SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Chen Peng MONTAGGIO / EDITING: Chen Peng FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Yanqiu Fei SOUND EDITOR: Chen Peng

L

Chen Peng 1989 FIlmografia / filmography: 22011 Silent Pig, 2010 West Meet East Program, 2009 Kind Girl, 2009 Regression, 2008 Hopeless Hope, 2007 Love Story at School, 2007 We Used To Be, 2006 OnceUpon A Time in Somewhere

a troupe di un telegiornale accorre sul luogo devastato da un terremoto mentre, grazie all’intervento delle forze governative, un contadino viene tratto in salvo. Ma forse, sotto le macerie, si nascondono altre verità. Fiction amarissima, in puro stile asiatico, che combina commedia nera e feroce satira politica attraverso momenti surreali ed episodi ispirati alla cronaca recente. Quale il rapporto dei media con la verità, la resistenza alla speculazione e l’etica del giornalismo? A volte, bastano pochi minuti per raccontare la ferocia della contemporaneità, ai tempi della globalizzazione e di uno sviluppo senza regole. L.C.

A

television news crew reaches an area that was destroyed by an earthquake, while, thanks to the involvement of the government, a farmer is rescued. But maybe, under the ruins, is where other truths are hidden. This very bitter, Asian style fiction, cmobines dark comedy with fierce political satire through surreal moments and episodes that are based on recent events. What is the relation between the truth and the media, the resistence to speculation and journalism ethics? Sometimes, only a few minutes are enough to recount the fiereness of the contemporary, during globalisation and unruly developments.


Sterben nicht vorgesehen Dying Not Planned For

Germany / 2012 / different formats processed to hd / 25’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Academy of Media Arts Cologne PRODUTTORE / PRODUCER: Ute Dilger, Thomas Schmitt, Sabine Rollberg SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Matthias Stoll MONTAGGIO / EDITING: Ivan Morales Jr. FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Matthias Stoll SOUND EDITOR: Andreas Hildebrandt, Judith Nordbrock MUSICA / MUSIC: Matthias Schriefl ANIMAZIONE / ANIMATION: Matthias Stoll, Theo Huber, Arne Münch DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Academy of Media Arts Cologne, dilger@khm.de

I

l padre di Mattias Soll, il regista del documentario, non era tipo da morire, e comunque non così all’improvviso. Era un uomo d’azione, un vero pragmatico, che si prendeva in carico le cose – sia che si trattasse di una gita in bicicletta che di una decisione da prendere sul lavoro. Una casa mai finita è segno che forse non tutto si può portare a termine e che – questo il vero insegnamento lasciato al figlio – la strada per la felicità è in sé stessa la felicità. Un corto che è sì un melanconico addio al padre, ma anche una storia piena di humour, un documentario saggio in cui i tanti episodi della vita di padre e figlio prendono vita in sketches animati e montaggi di found-footage familiari. A.A.

T Matthias Stoll 1983 FIlmografia / filmography: 2012 Sterben nicht vorgesehen (Dying not planned for), 2009 A Part Away, 2008 Ankerstraße 62 (Ankerstrasse 62), 2005 Gegenuber

he father of Mattias Soll, the director of this documentary, was not the type to die, or at least not this suddenly. He was a man of action, a real pragmatic man who took charge of things, whether it was a bike ride or a work decision. The road to happiness is happiness in itself. A short that is both a melancholy goodbye to the director’s father and a tale filled with humour; it is a documentary thesis in which the many episodes of the life of father and son come alive as animated sketches and shots of familiar found-footage.

pag. 91 / CONCORSO CORTI


Surveillant Canada / 2011 / 35 mm / 17' PRODUZIONE / PRODUCTION: Alt Collection PRODUTTORE / PRODUCER: Annick Blanc SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Yan Giroux MONTAGGIO / EDITING: Yan Giroux FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Ian Lagarde SOUND EDITOR: Marie-Pierre Grenier MUSICA / MUSIC: Marie-Hélène L. Delorme CAST: Olivier Leduc, Manuel Aubé-Perron, Claudia Laureau, Martin Dubreuil DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Annick Blanc, catsougs@gmail.com

Yan Giroux 1980 FIlmografia / filmography: 2011 Surveillant, 2011 Français - Un 14 juillet à Marseille, 2009 Synchro, 2009 Élégant, 2007 Il faut que je parle à mon père, 2007 Cubanos - Vie et mort d’une revolution, 2003 Autoportrait à la dente, 2001 Réminiscent, 2000 Ubiquité

I

pomeriggi d’estate al parco Dufresne e l’arrivo di un nuovo custode, poco più giovane dei ragazzi abituati a perdere tempo tra le stradine del parco. Lui chi è? Non lo so. Si scatena una lotta per il controllo del territorio, un conflitto prima incerto e via via più risoluto tra la figura dell’estraneo e gli indiscussi padroni di casa. Yan Giroux, pluripremiato talento del nuovo cinema del Québec con una serie di documentari e cortometraggi all’attivo, ritrae i ritmi lenti e il languore di un’estate con uno sguardo quasi coreografico, attraverso la ripetizione di gesti volti a riempire e consumare il tempo. L.C.

S

ummer afternoons in Dufresne park and the arrival of a new keeper, slightly younger than the guys who usually spend their time in the little paths of the park. Who is he? I don’t know. A fight for the control over the territory breaks out, a conflict that is uncertain at first and then becomes more and more resolute between the figure of the stranger and the unspoken home owners. Yan Giroux, mulit-award holding new cinema talent from Quebec, portrays the slow rhythm and the languor of a summer with a series of documentaries and active shorts, through an almost choreographic view, through the repetition of gestures meant to fill and pass time.


Topo glassato al cioccolato frosted chocolate mouse Italy / 2011 / hd / 3' PRODUZIONE / PRODUCTION: Milkyeyes PRODUTTORE / PRODUCER: Donato Milkyeyes Sansone SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Donato Milkyeyes Sansone MONTAGGIO / EDITING: Donato Milkyeyes Sansone FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Donato Milkyeyes Sansone SOUND EDITOR: Enrico Ascoli MUSICA / MUSIC: Enrico Ascoli ANIMAZIONE / ANIMATION: Donato Milkyeyes Sansone DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Autour de minuit, marianne@autourdeminuit.com

Donato Sansone 1974 FIlmografia / filmography: 2012 Topo Glassato al Cioccolato, 2009 Videogioco - Loop Experiment, 2003 Milkynatale, 2002 Lovecube, 2001 Milkyeyescazzone

U

n essere androgino, pesci che bruciano e uccelli che si liberano nell’aria. Un coniglio dapprima osserva, poi non sfugge al flusso di mutazioni che prende ogni elemento della storia. Disegno a matita su foglio bianco, il film mette in scena una serie incessante di trasformazioni morfologiche biologiche, che giocano con il nostro immaginario, dall’uomo di Leonardo al cubo di Rubik, passando per il mito dell’eterno ritorno e il feto di 2001 Odissea nello spazio. Ma la cosa più mirabile è che ognuno può vedervi ciò che vuole. E’ l’opera più matura di Donato Sansone, meglio noto nel mondo dell’animazione come Milkyeyes, presentata in concorso al prestigioso Festival di Annecy 2012. A.A.

A

n androgynous being, burning fish, and birds being freed in the air. A rabbit observes at first, then does not run away at the flux of change that takes over every element of the story. This film, like a pencil drawing on a white page, shows a neverending series of morphological and biological changes which play with our imagination; from Leonardo’s Man to the Rubik’s cube, through the myth of eternal return and the foetus of 2001: A Space Odyssey. The greatest thing is that everyone sees what they choose. This is the latest work by Donato Sansone, who is commonly known in the animation world as Milkeyeys. It premièred in the competition for the prestigious Annecy Festival 2012.

pag. 93 / CONCORSO CORTI


Vilaine fille, mauvais garçon TWO SHIPS

FRANCE / 2011 / super 16mm / 30’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Ecce Films PRODUTTORE / PRODUCER: Emmanuel Chaumet SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Justine Triet MONTAGGIO / EDITING: Damien Maestraggi FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Tom Harari SOUND EDITOR: Jocelyn Robert CAST: Laetitia Dosch, Thomas Lévy-Lasne, Serge Riaboukine DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Ecce Films, delaunay.mathilde@hotmail.fr

Justine Triet 1978 FIlmografia / filmography: 2012 Vilaine fille, mauvais garçon (Two Ships) , 2009 Des ombres dans la maison, 2008 Solferino, 2007 Sur place

T

homas è un giovane artista un po’ trasandato, Laetitia è bella, giovane e sui tacchi. I due si incontrano a una festa, chiacchierano divertiti a lungo e se ne vanno insieme. È solo l’inizio di una notte che prende una strada da “Fuori orario”, più che da abbordaggio. Dall’affollata casa del padre di lui, a un passaggio in ospedale, all’alba: la regista Justine Triet nel suo primo corto di fiction Vilaine fille mauvais garçon, titolo ispirato da un brano di Serge Gainsbourg, trova una messinscena che ci fa toccare l’umanità di personaggi bizzarri. Il risultato è una commedia dal ritmo insolito, capace in certi toni vintage e distratti di raccontarci un altro incantevole romanticismo. A.B.

T

homas is a young, slightly dishevelled artist, Laetitia is a young, beautiful woman in heels. The two meet at a party, they happily chat and leave together. It is only the beginning of a night that takes an ‘After Hours’ theme, rather than one of seduction. From his father’s crowded house, to a stop at the hospital, to dawn. Director Justine Triet, in her first fiction short Vilaine fille mauvais garçon, whose title was inspired by a song by Serge Gainsbourg, finds a scene that allows us to touch the humanity of strange characters. The result is a comedy with an unusual rhythm, capable of telling us another lovely romanticism through distracted vintage tones.


Vivre ensemble en harmonie Living Together in Harmony Belgium / 2011 / Beta SP / 6' PRODUZIONE / PRODUCTION: Atelier de production de La Cambre PRODUTTORE / PRODUCER: Vincent Gilot SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Lucie Thocaven MONTAGGIO / EDITING: Lucie Thocaven FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Lucie Thocaven SOUND EDITOR: Déborh Dourneau MUSICA / MUSIC: Artemisia Absinthium ANIMAZIONE / ANIMATION: Lucie Thocaven CAST: Albert Jeunehomme DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: ADIFAC, luciethoc@yahoo.fr

Lucie Thocaven 1984 FIlmografia / filmography: 2011 Vivre ensemble en harmonie (Living Togheder in Harmony), 2010 Entaché, 2009 Grand-Mère, veux-tu?

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arebbe bello abituarsi senza farsi sfiorare ai piccoli fastidi quotidiani; per qualcuno è facile e scontato, per altri purtroppo non sempre è possibile. Per questo motivo, Lucie Thocaven ha ideato un prontuario animato su come affrontare le situazioni che provocano rabbia, con un chiaro monito ad evitare questo sentimento oscuro che di solito si annida nel nostro stomaco e non vede l’ora di crescere per poter uscire a brutalizzare il mondo. Utilizzando una tecnica sperimentale che va dal collage animato di fotografie al grafismo di illustrazioni infantili e mostruose (la rabbia, per l’appunto), il cortometraggio ci regala un dessert di puro divertimento, oltre che una piccola lezione di vita. C.V.

I

t would be nice to get used to things and not let small daily problems touch us; for some it is an easy given, for others, sadly, it is not always possible. For this reason, Lucie Thocaven came up with an animated handbook on how to face situations that cause anger, with a clear warning to avoid thos obscure feeling that usually hides in our stomach and cannot wait to grow to be able to get out and brutalise the world. Using an experimental technique that goes from animated collage of photos to graphic childish and monstruous (anger, precisely) illustration, the short gives us a pudding of pure fun, as well as a small life lesson. pag. 95 / CONCORSO CORTI


Voice Over Spain / 2012 / HD / 10’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Kamel Films, Kowalski Films, Volcano Films, Encanta Films PRODUTTORE / PRODUCER: Koldo Zuazua, Sebastian Alvarez, Manuel Calvo, The Rosete Brothers SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Luiso Berdejo MONTAGGIO / EDITING: Fernando Franco FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: José Martín Rosete SOUND EDITOR: Diana Sagrista, Alvaro Lopez, Peter Memmer MUSICA / MUSIC: José Villalobos CAST: Jonathan D. Mellor, Javier Cidoncha, Luna Montignier, Féodor Atkine DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Marvin & Wayne, fest@marvinwayne.com

Martin Rosete 1980 FIlmografia / filmography: 2012 Voice Over, 2010 I Wish, 2009 Basket Bronx, 2009 El hombre orquesta, 2008 Paper or Plastic, 2005 A Falta de pan, 2002 Revolución

P

overo e solo, Rolf non ha il denaro per curare Piet, vecchio cane malato che rappresenta l’unica gioia della sua vita. Disperato, tornerà a un vecchio vizio sopito: le scommesse sui cavalli. Venuto fuori dalla Film Academy Baden-Wuerttemberg, tra le scuole tedesche più attente ai talenti, Stuber ha avuto il merito non comune di trasformare una storia disperata in una felice commedia. Il pungente ritratto della dipendenza dal gioco non cancella il rispetto per i personaggi, e una volta tanto il caso (o il fato) è un alleato, e non un nemico. Con un’occhio al Kaurismaki più gioviale, Von hunden pferden si chiude con una serie di colpi di scena che non lasciano indifferenti. V.R.

P

oor and alone, Rolf does not have the money for the vet for Piet, his old ill dog and only joy in life. Desperate, he will go back to an old and slumbering vice: betting on horses. A graduate of the Film Academy Baden-Wuerttemberg, one of the German schools most attentive to talent, Stuber has had the uncommon merit of transforming a story of despair into a successful comedy. The pungent portrait of dependence on betting does not cancel the respect for the characters, and for once, chance (or fate) is an ally and not an enemy. With a nod at the most jovial Kaurismaki,Von hunden pferden ends with a series of twists that do not leave the audience indifferent.


Von Hunden Pferden of Dog and Horses

Germany / 2011 / HD / 30’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Filmakademie Baden-Württemberg & Departures Film PRODUTTORE / PRODUCER: Udine Filter, Pascal Nothdurft, Thomas Kral SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Thomas Stuber MONTAGGIO / EDITING: Phillipp Thomas FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Peter Matjasko SOUND EDITOR: Kai Tebbel, Johannes Dobrenz MUSICA / MUSIC: Timo Kloeckner, Robert Seidel CAST: Matthias Brenner, Bernd Stempel, Sven Lehmann, Manfred Möck, Axel Werner, Hagen Oechel, Andreas Keller DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Filmakademie Baden-Württemberg, festivals@filmakademie.de

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enuto fuori dalla Film Academy Baden-Wuerttemberg, tra le scuole tedesche più attente ai talenti, Stuber ha avuto il merito non comune di trasformare una storia disperata in una felice commedia. Il pungente ritratto della dipendenza dal gioco non cancella il rispetto per i personaggi, e una volta tanto il caso (o il fato) è un alleato, e non un nemico. Con un’occhio al Kaurismaki più gioviale, Von hunden pferden si chiude con una serie di colpi di scena che non lasciano indifferenti. V.R.

P Thomas Stuber 1981 FIlmografia / filmography: 2011 Von Hunden Pferden (Of Dogs and Horses), 2010 Raus aus dem Garten der Liebe (Out of the Garden of Love), 2008 Teenage Angst (Teenage Fear), 2006 Es Geht Uns Gut (We’ re Fine), 2004 Picknick, 2003 Die Form des Wassers (The Form of Water)

oor and alone, Rolf does not have the money for the vet for Piet, his old ill dog and only joy in life. Desperate, he will go back to an old and slumbering vice: betting on horses. A graduate of the Film Academy Baden-Wuerttemberg, one of the German schools most attentive to talent, Stuber has had the uncommon merit of transforming a story of despair into a successful comedy. The pungent portrait of dependence on betting does not cancel the respect for the characters, and for once, chance (or fate) is an ally and not an enemy. With a nod at the most jovial Kaurismaki,Von hunden pferden ends with a series of twists that do not leave the audience indifferent.

pag. 97 / CONCORSO CORTI


italia 80

quando la televisione provò a mangiarsi il cinema In collaborazione con:

La macchina cinema pag.104 Silvano Agosti, Marco Bellocchio, Sandro Petraglia, Stefano Rulli / Italy / 1979 / 16mm / 225’ Facce di festa pag.103 Studio Azzurro / Italy / 1980 / 16mm / 60’ No Future pag.131 Giancarlo Soldi / Italy / 1980 / 16mm / 15’ Le occasioni di Rosa pag.105 Salvatore Piscicelli / Italy / 1981 / 35mm / 86’ Ricomincio da tre pag.106 Massimo Troisi / Italy / 1981 / 35mm / 110’ La tragedia di un uomo ridicolo pag.107 Bernardo Bertolucci / Italy / 1981 / 35mm / 116’ Drimage pag.131 Silvio Soldini / Italy / 1982 / 16mm / 20’ Il pianeta azzurro pag.109 Franco Piavoli / Italy / 1982 / 35mm / 88’ Colpire al cuore pag.109 Gianni Amelio / Italy / 1983 / 35mm / 108’ Come dire... pag.111 Gianluca Fumagalli / Italy / 1983 / 16mm / 85’ Lato D pag.102 Studio Azzurro / Italy / 1983 / 16mm / 22’ La veritàaaa pag.110 Cesare Zavattini / Italy / 1983 / 35mm

/ 65’ L'addio a Enrico Berlinguer pag.112 VV.AA. / Italy / 1984 / 35mm / 96’ Giulia in ottobre pag.113 Silvio Soldini / Italy / 1984 / 16mm / 58’ Ginger e Fred pag.114 Federico Fellini / Italy, France, Germany / 1985 / 35mm / 125’ Inganni pag.115 Luigi Faccini / Italy / 1985 / 35mm / 96’ Juke Box pag.116 VV.AA. / Italy / 1985 / Various Formats / 91’ Rosso di sera pag.132 Kiko Stella / Italy / 1985 / 16mm / 19’ Segreti segreti pag.117 Giuseppe Bertolucci / Italy / 1985 / 35mm / 93’ A futura memoria: Pier Paolo Pasolini pag.118 Ivo Barnabò Micheli / Italy / 1986 / 35mm / 115’ Il sapore del grano pag.119 Gianni Da Campo / Italy / 1986 / 16mm / 93’ Sembra morto…ma è solo svenuto pag.120 Felice Farina / Italy / 1986 / 35mm / 91’ La gentilezza del tocco pag.121 Francesco Calogero / Italy / 1987 / 16mm / 90’ L'imperatore di Roma pag.122 Nico D’Alessandria / Italy / 1987 / 35mm / 90’ Kamikazen. Ultima notte a Milano pag.123 Gabriele Salvatores / Italy / 1987 / 35mm / 98’ Lunga vita alla signora! pag.124 Ermanno Olmi / Italy / 1987 / 35mm / 115' Nome di battaglia: Bruno pag.133 Bruno Bigoni / Italy / 1987 / Super8, BVU / 19’ Quartiere pag.125 Silvano Agosti / Italy / 1987 / 35mm / 95’ Ship’s Lover pag.132 Giuseppe Baresi / Italy / 1987 / Super8

/10’ Maicol pag.126 Mario Brenta / Italy / 1988 / 35mm / 85’ Provvisorio quasi d’amore pag.127 VV.AA. / Italy / 1988 / 16mm, Beta / 110’ Un giorno dopo l'altro pag.133 Marina Spada / Italy / 1989 / 16mm / 10’ Ladri di saponette pag.128 Maurizio Nichetti / Italy / 1989 / 35mm / 90’ La stazione pag.129 Sergio Rubini / Italy / 1990 / 35mm / 92’ Di paesi, di città pag.130 VV.AA. / Italy / 1985 - 1990 / Various Formats / 727’

A cura di Alessandro Beretta e Vincenzo Rossini con la collaborazione di Alice Arecco, Alessandro Uccelli, Lara Casirati e Carla Vulpiani. Per la retrospettiva si ringraziamo per l’aiuto e i preziosi consigli Minnie Ferrara, Enrico Nosei, Steve della Casa, Luca Mosso, Gianfilippo Pedote ed Ernesto di Sarro; per la collaborazione, Luigi Boledi (Cineteca Italiana), Andreina Sarale e Anna Sperone (Museo del Cinema di Torino), Carmen Accaputo (Cineteca di Bologna), Laura Argento e Juan del Valle (Cineteca Nazionale), Viviana Nardomarino e Annalisa Ciampi (RAI Direzione Teche). Un ringraziamento speciale va a tutti i registi ospiti della retrospettiva. Nelle pagine che seguono, i film sono in ordine cronologico, ad eccezione dell'Omaggio a Studio Azzurro e del gruppo Corti a Milano 1980-89


Perché questa rassegna

The reason for this section

N

I

egli anni Ottanta, chi firma il Milano Film Festival era un bambino e non un bambino spettatore, ma telespettatore. Crescevamo in mezzo agli Ottanta, ma non li vedevamo al cinema. Già nel decennio successivo, da quella rumorosa scatola colorata che è la televisione sarebbe uscita la politica del paese, e ancora ci cova e sgomita. Bene, la nostra idea è stata di andare a vedere quando tutto ha iniziato a incrinarsi, nel campo che ci interessa: il cinema. Ovvero quando la televisione ha provato a mangiarsi il cinema, sia educando lo spettatore a diventare consumatore, sia costringendo il cinema a pensarsi per il piccolo schermo. Per due anni lavoreremo sugli anni Ottanta: un Atto primo e Atto secondo con cui riscoprire storie, poetiche, registi e sfide produttive del decennio “opaco”, “stupido”, “desolato” del cinema italiano: tutti aggettivi usati da molta critica sul periodo. Ci mettiamo le mani da curiosi dell’immaginario e con la voglia di creare memoria. Facevano poi così schifo al cinema gli anni Ottanta? O erano, al contrario, per dirla con gerghi del tempo, più “tosti” del previsto? La risposta è la seconda, per ricchezze tematiche e idee produttive, ma prima vediamo il perché di tanto grigio.

n the 1980s, the names behind the Milano Film Festival were children and not children who watched films, but who watched TV. We were growing up in the 1980s but we did not see them at the cinema. The country’s politics were to emerge in the next decade from that noisy and colourful box and they are still harboured there, pushing their way around. Our idea was to go and see when everything started to crumble in the field that interests us: the cinema: when TV tried to devour cinema, both by educating the audience to become consumers and forcing the cinema to conceive itself for the small screen. For two years we will work on the 1980s: an Act One and an Act Two with which to rediscover stories, poetics, directors and productive challenges of the “opaque”, “stupid” “desolate” decade of Italian cinema: these are the adjectives used by many critics about the period. We set to work, inquisitive about the collective imagination and wanting to create memory. Were the 80s really that bad for the cinema? Or, on the contrary, to use the slang of the time, were they “tougher cookies” than expected? The answer is the second, due to the wealth of themes and production ideas but first of all let’s look at the reasons for such drabness.

Cinema versus Televisione Cinema vs. Television Sono tanti i dati che raccontano come il pubblico del cinema sia scomparso dalle sale nel decennio e come quello che ci rimase abbia seguito, fondamentalmente, i blockbuster americani. Il declino in sala era già iniziato a metà degli anni Settanta, mentre sul piccolo schermo la liberalizzazione delle emittenti avrebbe portato al duopolio RaiFininvest. Di fianco a quello che Lino Micicchè ha chiamato “cinecidio”, frutto di un decennio dove la classe politica italiana ha accettato “una totale, e pluriennale, deregulation nel settore audiovisivo facendo esplodere una [in]civiltà televisiva” (cfr. “Il lungo decennio grigio”, in AA.VV.

Lots of figures tell us how film audiences disappeared from the cinemas in the decade and how the ones that remained were basically for American blockbusters. The decline in cinema-going had already started in the mid-1970s, whilst on the small screen the deregulation of broadcasters had led to the Rai-Fininvest duopoly. Alongside what Lino Micicchè has called the “cinecide”, the result of a decade where the Italian political class accepted “a total deregulation over many years in the audiovisual sector, with the explosion of a television [un]civilization” (cf. “Il lungo pag. 99 / ITALIA 80


Schermi opachi, Marsilio 1998), si è assistito a un aumento notevole degli esordi italiani, film spesso nati dall’indipendenza dei registi o con il finanziamento previsto dall’articolo 28 della legge 1213 sul cinema. Film spesso invisibili, ma come ha scritto Franco Montini: “un dato emerge con chiarezza: il giovane cinema italiano degli anni ’80 nel suo complesso è nato e si è sviluppato completamente separato dall’industria” (cfr. I Novissimi, Nuova Eri 1988). Scaricati dal sistema, gli autori si sono dovuti reinventare, dialogando chi più e chi meno con la televisione, cercando una propria identità.

decennio grigio”, in Various authors, Schermi opachi, Marsilio 1998), there was a considerable rise in Italian debut films, often the result of the independence of directors or with funding under article 28 of Law 1213 on the cinema. These films were often invisible, but as Franco Montini has written: “one thing clearly emerges: the young cinema of the 1980s as a whole was born and developed completely separately from the industry” (cf. I Novissimi, Nuova Eri 1988). Dropped by the system, authors had to reinvent themselves, dialoguing to varying extents with television, seeking an identity of their own.

Prendere l’onda

Riding the wave

Più che con un criterio filologico, abbiamo mappato spinte e tensioni, cercando di prendere l’onda del decennio: uno sguardo “flessibile” per integrare e far interagire diversi punti di vista. È così che, tra i tanti registi già affermati al tempo, abbiamo scelto solo tre titoli: La tragedia di un uomo ridicolo di Bernardo Bertolucci, Lunga vita alla signora! di Ermanno Olmi e Ginger e Fred di Federico Fellini, cronaca del fallito matrimonio tra televisione e cinema. Sono tre segnali che danno un largo tracciato alla via. Qui, abbiamo incluso un’esperienza indipendente allora già avviata come quella di Silvano Agosti, regista presente con Quartiere e con il documentario La macchina cinema, e scopritore di Franco Piavoli con Il pianeta azzurro. Tra gli autori che erano raccolti sotto l’insegna del “nuovo cinema italiano”, incontreremo Maurizio Nichetti con la versione restaurata di Ladri di saponette, uno dei pochi film che gioca criticamente tra la cornice filmica e quella televisiva, Salvatore Piscicelli con Le occasioni di Rosa, Gianni Amelio con Colpire al cuore. In ricordo di uno dei registi più attivi del decennio, Giuseppe Bertolucci, proietteremo Segreti, segreti. Non mancano culti noti (Ricomincio da tre di Massimo Troisi) e meno noti (la tossicodipendenza ne L’imperatore di Roma di Nico D’Alessadria) e diversi recuperi necessari: dalla biografia di Dino Campana raccontata in

More than a philological criterion we mapped out drives and tensions, trying to ride the wave of the decade: a “flexible” gaze to integrate and make the different points of view interact. From the many authors who were already established at the time, we have chosen only three titles: La tragedia di un uomo ridicolo by Bernardo Bertolucci, Lunga vita alla signora! by Ermanno Olmi and Ginger e Fred by Federico Fellini, the chronicle of the failed marriage between TV and the cinema. They are three beacons that mark out the path. We have included an independent experience that had already got under way, that of Silvano Agosti, present with Quartiere and with the documentary La macchina cinema, and Franco Piavoli with Il pianeta azzurro. Of the authors coming under “new Italian cinema”, we will meet Maurizio Nichetti with the restored version of Ladri di saponette, one of the few films that critically plays between the frame of film and that of TV, Salvatore Piscicelli with Le occasioni di Rosa and Gianni Amelio with Colpire al cuore. Remembering one of the most active directors of the decade, Giuseppe Bertolucci, we will screen Segreti, segreti. There will also be well-known (Ricomincio da tre by Massimo Troisi) and lesser known (drug addiction in L’imperatore di Roma by Nico D’Alessadria) cult films and others well worth retrieving: from the biography of Dino


Inganni di Luigi Faccini, al tardo esordio iconoclasta di Cesare Zavattini con La veritàaaa, prodotto da Marina Piperno, a Maicol di Mario Brenta e Il sapore del grano di Gianni Da Campo. Infine, tra i film che meglio mostrano l’ansia di televisione, vedremo la storia di un gruppo di attori pronti a pagare per un provino a Drive-in, caposaldo del comico televisivo anni Ottanta: è Kamikazen – ultima notte a Milano di Gabriele Salvatores.

Campana told in Inganni by Luigi Faccini, to the late debut of Cesare Zavattini with La veritàaaa, produced by Marina Piperno, and Maicol by Mario Brenta and Il sapore del grano by Gianni Da Campo. Lastly, of the films that best shows the anxiety of television, we will see the story of a group of actors ready to pay for a screen test in Drive-in, the cornerstone of TV comedy in the 1980s: Kamikazen – ultima notte a Milano by Gabriele Salvatores.

Nuovi indipendenti

New independent filmmakers

La disgregazione del sistema cinema che aveva centro a Roma, ha in realtà permesso l’emergere, anche con l’uso del video, di autori e realtà indipendenti che discuteremo in una tavola rotonda con Steve Della Casa. A Milano la nascita di Filmmaker (1982) ha tenuto a battesimo un altro modo di intendere produttivamente il cinema, e lo vedremo con Giulia in Ottobre di Silvio Soldini e con Facce di festa, omaggio ai 30 anni dello Studio Azzurro. In seguito, l’esperimento distributivo di “Indigena”, animata da Minnie Ferrara, raccolse autori dalle poetiche differenti (No Future di Giancarlo Soldi, Rosso di sera di Kiko Stella, Nome di battaglia Bruno di Bruno Bigoni), e sfociò nell’esperienza del film a episodi Provvisorio quasi d’amore. Nei cortometraggi, guarderemo anche i primi lavori di Giuseppe Baresi, con Ship’s Lover, e Marina Spada con Un giorno dopo l’altro. Toccheremo Bellaria Anteprima del cinema italiano, altro festival fondamentale nato nel 1982, proiettando il vincitore della prima edizione, Come dire…di Gianluca Fumagalli, due esordi indipendenti come Sembra morto ma è solo svenuto di Felice Farina e La gentilezza del tocco di Francesco Calogero e l’esperienza della scuola Gaumont, animata a Roma da Renzo Rossellini, che diede vita al film a episodi Jukebox.

The break-up of the film system which had its centre in Rome, allowed independent authors and situations to emerge which will be discussed at a round table with Steve Della Casa. Filmaker (1982) was founded in Milan, inaugurating a new way of understanding cinema from the production point of view and we will see it with Giulia in Ottobre by Silvio Soldini and with Facce di festa, a tribute to the 30 years of Studio Azzurro. The distribution experiment of “Indigena” by Minnie Ferrara brought together authors of different poetics (No Future by Giancarlo Soldi, Rosso di sera by Kiko Stella, Nome di battaglia Bruno by Bruno Bigoni), and blossomed in the experience of the film in episodes Provvisorio quasi d’amore. In shorts, we will also see the first films by Giuseppe Baresi, with Ship’s Lover, and Marina Spada with Un giorno dopo l’altro. We will touch on Bellaria Anteprima del cinema italiano, another fundamental festival which began in 1982, screening the winner of the first edition, Come dire... by Gianluca Fumagalli, the two independent debuts Sembra morto ma è solo svenuto by Felice Farina and La gentilezza del tocco by Francesco Calogero and the experience of the Gaumont school in Rome led by Renzo Rossellini, who made the film in episodes Jukebox.

Ci aspettiamo domande scomode: “Ma perché manca Moretti?”. Perché... finito il Primo Atto, come un tempo al cinema, appare: INTERVALLO.

We are expecting awkward questions: “Why is Moretti absent?”. Because... end of Act One: INTERVAL as there used to be in the cinema. pag. 101 / ITALIA 80


STUDIO AZZURRO omaggio a studio azzurro / tribute to studio azzurro

N

el 1982 Fabio Cirifino, Paolo Rosa e Leonardo Sangiorgi danno vita ad un’esperienza che nel corso degli anni esplora le possibilità poetiche ed espressive delle nuove culture tecnologiche; a loro si aggiunge, nel 1995, Stefano Roveda. Attraverso la realizzazione di video-ambienti, sensibili e interattivi, percorsi museali, performance teatrali e film, disegnano un percorso artistico trasversale alle tradizionali discipline e formano un gruppo di lavoro aperto a importanti collaborazioni.

I

n 1982 Fabio Cirifino, Paolo Rosa and Leonardo Sangiorgi gave rise to an experiment which over the years has explored the poetic and expressive possibilities of the new technological cultures; they were joined by Stefano Roveda in 1995. Through the production of video-environments, sensitive and interactive environments, museum routes, theatrical performances and films, they design an artistic itinerary which is transversal to traditional disciplines and form a work group open to important collaborations.

lato d Italy / 1983 / 16mm / 22’

B PRODUZIONE / PRODUCTION: Studio Azzurro PRODUTTORE / PRODUCER: Studio Azzurro SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Paolo Rosa, Leonardo Sangiorgi MONTAGGIO / EDITING: Anna Missoni FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Fabio Cirifino DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Studio Azzurro, studioazzurro@studioazzurro.com

revi spezzoni di pellicola, la musica di Lou Reed, testi che compaiono per poi sparire. È il mondo di Daniele B., 17 anni, che si è filmato in Super8 tra il 1977 e il 1978. I materiali, recuperati per caso, sono stati arricchiti da colloqui (trascritti in parte sullo schermo): ne esce un ritratto sperimentale di certa condizione giovanile. Premiato alla seconda edizione di Filmmaker (1983), Paolo Rosa e Studio Azzurro mescolano video e analogico per iniziare una nuova poetica. A.B.

S

hort clips of film, Lou Reed’s music, texts that appear and then disappear. It is the world of Daniel B., 17 years of age, which is filmed in Super8 between 1977 and 1978. The materials found by chance, have been enriched with interviews (transcribed in part on the screen): the result is an experimental portrait of a certain youth condition. Awarded at the second edition of Filmmaker (1983), Paolo Rosa and Studio Azzurro mixed analog video to start their new poetic style.


facce di festa Italy / 1980 / 16mm / 60' PRODUZIONE / PRODUCTION: Studio Azzurro PRODUTTORE / PRODUCER: Studio Azzurro SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Armando Bertacchi, Fabio Cirifino, Gianni Rocco, Paolo Rosa, Leonardo Sangiorgi MONTAGGIO / EDITING: Anna Missoni FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Armando Bertacchi, Fabio Cirifino MUSICA / MUSIC: Demetrio Stratos, Brian Eno, Iggy Pop, The Police DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Studio Azzurro, studioazzurro@studioazzurro.com

Studio Azzurro:

Armando Bertacchi, Fabio Cirifino, Gianni Rocco, Paolo Rosa, Leonardo Sangiorgi

U

n’esperienza cinematografica progressiva: con questa dichiarazione-manifesto si apre il film, che indaga la notte milanese e i suoi protagonisti, i ragazzi. Di fronte alla camera si alterna chi ha voglia di parlare, di esibirsi, di mettersi in scena, e chi ne approfitta per confessare difficoltà e mancanze. Le domande cercano di indagare l’uso del corpo che i ragazzi fanno, o pensano o cercano di fare, in un’occasione di socialità e riflettono sui linguaggi e i codici di recitazione. “Il finale è importante” recita alla fine la voce di Studio Azzurro. “Dobbiamo capire cosa vogliamo dire. Ma chi è qui il regista?”. Con il commento sonoro di Demetrio Stratos, venne presentato a Venezia. A.A.

A

progressive cinematographic experience: the film, which investigates the night in Milan and its main characters, youngsters, opens with this declaration-manifesto. Those who want to speak, to show off, to put themselves in the limelight and those who take advantage of this to confess difficulties and shortcomings alternate in front of the camera. The questions try to investigate the use the youngsters make of their body, or think or try to, on an occasion of sociality and reflect on languages and codes of acting. “The ending is important,” says the voice of Studio Azzurro at the end. “We have to understand what we want to say. But who’s the director here?” With the sound commentary by Demetrio Stratos, it had its premiere in Venice.

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LA MACCHINA CINEMA Italy / 1979 / 16MM / 225’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Cooperativa Centofiori, RAIRadiotelevisione Italiana PRODUTTORE / PRODUCER: Luciana Catalani, Alberto Catalani SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Silvano Agosti, Marco Bellocchio, Sandro Petraglia, Stefano Rulli MONTAGGIO / EDITING: Silvano Agosti FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Tonino Nardi CAST: Silvano Agosti, Marco Bellocchio, Sandro Petraglia e Stefano Rulli, Pietro Bartoli, Tony De Bonis, Sandra Petraglia, Claudio Besestri, Franco Piavoli, Francesca Bertini, Marco Ferreri, Paolo Gioli, Ciccio Ingrassia, Daniela Rocca. DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Edizione l'Immagine s.r.l., silvanoagosti@tiscali.it

registi / directors Silvano Agosti 1938, Marco Bellocchio 1939, Sandro Petraglia 1947, Stefano Rulli 1949

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n documentario in cinque puntate per raccontare il crollo del sistema cinema italiano sul finire degli anni Settanta: un viaggio tra chi dal sogno di Cinecittà è finito in lavori molto comuni, tra chi sogna provini e tra chi è passato dalla fama per poi sparire nella solitudine, come l’attrice Daniela Rocca. Coprodotto dalla Rai con la Cooperativa Centofiori, il film realizzato da Silvano Agosti, Marco Bellocchio, Sandro Petraglia, Stefano Rulli riunisce il collettivo che aveva dato vita a Matti da slegare (1975), inchiesta fondamentale sulla malattia mentale. L’opera, che attraversa il sogno della Settima Arte in un momento difficile, viene presentata in una versione restaurata. A.B.

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documentary in five episodes, to tell about the decline of the Italian cinema in the late seventies. A journey among who from dreaming Cinecittà, ended up having common jobs; among people who daydream of their auditions, and those who went from fame to solitude, such as the actress Daniela Rocca. Coproduced by Rai with the Cooperative Centofiori, the film made by ​​ Silvano Agosti, Marco Bellocchio, Sandro Petraglia, Stefano Rulli brings together the collective that gave birth to Matti da slegare (1975), fundamental investigation on mental illness.The work is here presented in a restored version.


le occasioni di rosa Italy / 1981 / 35mm / 90’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Falcon Film PRODUTTORE / PRODUCER: Salvatore Piscicelli SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Carla Apuzzo, Salvatore Piscicelli MONTAGGIO / EDITING: Franco Letti FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Renato Tafuri MUSICA / MUSIC: Hubrecht Nijhuis CAST: Marina Suma, Angelo Cannavacciuolo, Sergio Boccalatte, Gianni Prestieri, Martin Sorrentino, Antonella Patti, Enzo Salomone, Vittorio Baratti, Pina Ferrara DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Ripley's Film, e.camillo@ripleysfilm.it

L

a giovane Rosa lascia il lavoro in fabbrica e inizia a prostituirsi, con il consenso del suo fidanzato Tonino. Che, a sua volta, diventa oggetto delle attenzioni di un commerciante gay, che gli offre il ricatto del benessere. Al secondo film Piscicelli raffigura una fase cruciale di trasformazione degli italiani: il passaggio dalla povertà proletaria all’ambizione di una vita piccolo borghese, che è anche mutazione del paesaggio urbano, dai “bassi” dei quartieri popolari ai palazzoni “moderni” e anonimi della periferia di Napoli. Il gesto di ribellione di Rosa, diventa un gesto di speranza: a questa crudeltà meschina del maschio ci si può e deve, a fatica, sottrarre. David di Donatello a Marina Suma. V.R.

Y Salvatore Piscicelli 1948 FIlmografia / filmography: 2003 Alla fine della notte, 2001 Quartetto, 1999 Il corpo dell’anima, 1992 Baby gang, 1987 Regina, 1985 Blues metropolitano, 1981 Le occasioni di Rosa, 1980 Immacolata e Concetta, l’altra gelosia

oung Rosa leaves her factory job and becomes a prostitute, with her boyfriend Tonino’s agreement. In turn, he becomes the love interest of a gay shopkeeper who offers him a comfort bribe. In his second film, Piscicelli portrays a crucial phase in the transformation of Italians: the passage from working class poverty to the ambition of a petit bourgeois life, which also involves the changing of the urban scenery, from the dinginess of the lowincome housing areas to the huge, modern, and dull buildings in the suburbs of Naples. Rosa’s rebellion becomes an act of hope: one has to, with difficulty, take herself away from man’s petty cruelty. David of Donatello to Marina Suma.

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Ricominicio da tre Italy / 1981 / 35mm / 110’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Factory Cinema PRODUTTORE / PRODUCER: Mauro BerardI SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Anna Pavignano MONTAGGIO / EDITING: Antonio Siciliano FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Sergio D'Offizi SOUND EDITOR: Fernando Caso MUSICA / MUSIC: Pino Daniele CAST: Massimo Troisi, Lello Arena, Michele Mirabella, Marco Messeri, Fiorenza Marchegiani DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Italian International Film, iif@iif-online.it

Massimo Troisi 1953 - 1994 FIlmografia / filmography: 1991 Pensavo fosse amore... invece era un calesse, 1987 Le vie del Signore sono finite, 1984 Non ci resta che piangere, 1983 Scusate il ritardo, 1982 Morto Troisi, viva Troisi!, 1981 Ricomincio da tre

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tanco della routine, il giovane Gaetano parte per Firenze. Vari incontri gli riveleranno qualcosa di più di sé, aiutandosi a vincere la sua forte timidezza. Fino a conoscere Marta, di cui si innamora, e per la quale compierà una scelta radicale. Ribaltamento “positivo” di Ecce bombo di Moretti, fu il primo grande successo del decennio, forse perché inquadrò una generazione stanca del “pensare all’italiana”, smarrita nei complessi personali ma disposta a rimettersi in gioco totalmente, come il titolo affermava fieramente. Inaugurò la felice formula del comico-autore, premiata dal pubblico e ancora in voga, nonostante l’intelligenza malin-comica di una figura come Troisi sia rimasta ineguagliata. V.R.

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ired of routine, young Gaetano ups and leaves for Florence. Various encounters will reveal things about himself, while helping him overcome his deep shyness. Then, he meets and falls in love with Marta, for whom he will make a radical choice. This ‘positive’ turn over of Moretti’s Ecce bombo was the first great success of the decade, possibly because it focuses on a generation that is tired of ‘thinking the Italian way’, and that is lost in personal complexes but willing to completely start over, as the title proudly confirms. This film launches the happy comic-actor formula, awarded by the public and still in fashion, despite an individual like Troisi’s ‘malin-comic’ wit still being unmatched.


La tragedia di un uomo ridicolo Italy / 1981 / 35 mm / 116’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Fiction Cinematografica S.p.a. PRODUTTORE / PRODUCER: Bernardo Bertolucci SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Bernardo Bertolucci MONTAGGIO / EDITING: Gabriella Cristiani FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Carlo Di Palma SOUND EDITOR: Mario Dallimonti, Fausto Ancillai MUSICA / MUSIC: Ennio Morricone CAST: Ugo Tognazzi, Laura Morante, Anouk Aimée, Victor Cavallo, Ricky Tognazzi, Vittorio Caprioli, Renato Salvatori, Olimpia Carlisi, Cosimo Cimieri DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Warner Bros. Pictures Italia, Tommaso.Verna@warnerbros.com

Bernado Bertolucci 1941 Selected filmography: 2012 Io e te, 2003 The Dreamers - I sognatori, 1999 L’assedio, 1996 Io ballo da sola, 1993 Piccolo Buddha, 1990 Il tè nel deserto, 1989 12 registi per 12 città, 1987 L’ultimo imperatore, 1984 L’addio a Enrico Berlinguer, 1981 La tragedia di un uomo ridicolo, 1979 La luna, 1976 Novecento, 1972 Ultimo tango a Parigi, 1970 Il conformista, 1968 Partner

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rimo Spaggiari, industriale caseario parmense, uomo che si è fatto da sé, assiste impotente al rapimento del figlio Giovanni da parte di un gruppo di terroristi: gli chiederanno un miliardo per il riscatto. Queste richieste si scontrano col dissesto del caseificio, colpito da una grave crisi economica. Quando, attraverso notizie apprese da Laura, la fidanzata di Giovanni, e dal prete Adelfo, Primo crede di avere la certezza che il figlio sia morto, non interrompe la raccolta di soldi: aiutato dalla moglie Barbara spera di poter salvare almeno la sua altra creatura, il caseificio. Col senno di poi è quasi un Novecento parte terza; Tognazzi, impagabile, fu premiato a Cannes. A.U.

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rimo Spaggiari, a dairy farmer from Parma and self-made man, powerlessly assists his son Giovanni’s kidnapping by a group of terrorists who will ask him for a billion Euros for ransom. These requests clash against the collapse of the dairy farm after being hit by a severe economic crisis. When, through the news that Laura, Giovanni’s girlfriend, and Friar Adelfo receive, Primo is certain that his son is dead, he does not stop saving money. With the help of his wife Barbara he hopes to at least save his other creature, the dairy farm. With the benefit of hindsight, and as almost a 1900 Part Three, the priceless Tognazzi was awarded at Cannes.

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il pianeta azzurro Italy / 1982 / 35mm / 83’ PRODUZIONE / PRODUCTION: 11 Marzo Cinematografica PRODUTTORE / PRODUCER: Silvano Agosti SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Franco Piavoli MONTAGGIO / EDITING: Franco Piavoli FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Franco Piavoli MUSICA / MUSIC: Ennio Morricone DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Edizioni l'Immagine s.r.l., silvanoagosti@tiscali.it

P Franco Piavoli 1933 FIlmografia / filmography: 2004 Affettuosa presenza, 2002 Al primo soffio di vento, 1996 Voci nel tempo, 1989 Nostos - Il Ritorno, 1987 Il parco del Mincio, 1986 Lucidi inganni, 1982 Il pianeta azzurro, 1964 Evasi, 1963 Emigranti, 1962 Domenica sera, 1961 Le stagioni, 1955 Incidente, 1954 Ambulatorio, 1953 Uccellanda

iavoli, che ha al suo attivo alcuni cortometraggi documentari, esordisce al lungometraggio con un film che è una scommessa unica e atipica nel panorama, non solo italiano, degli anni 80; lo appoggia nell’impresa Silvano Agosti che gli procura una Arriflex: con questa il cineasta di Pozzolengo si dedica per due anni alle riprese, nella zona del Garda. Ne nasce uno straordinario poema visivo: la luce, l’acqua, le piante e gli animali: tra Lucrezio e la Genesi, la macchina da presa si appropria del creato, cattura frammenti di realtà, e da essi parte per raccontare lo scorrere delle stagioni e gli equilibri arcaici tra Uomo e Natura. Il film esce nel 1982, è Nastro d’argento nel 1983. A.U.

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iavoli, who has worked on a few documentary shorts, launches his first feature film, which is a unique and atypical gamble, not only for Italy, of the 80s. Silvano Agosti sides with him by providing an Arriflex: with this, the film-maker from Pozzolengo dedicates two years to shooting, in the Garda area. From this, extraordinary visual poetry is born: the light, the water, the plants the animals. Between Lucrezio and the Genesis, the camera makes the created its own, captures fragments of reality; from these it starts to tell the passing by of the seasons, and the archaic balance between man and nature. The film came out in 1982, and by 1983 it won Silver Ribbon.


colpire al cuore Italy / 1983 / 35mm / 105’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Antea Cinematografica, Rai Uno PRODUTTORE / PRODUCER: Enzo Porcelli, Renzo Rossellini SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Vincenzo Cerami MONTAGGIO / EDITING: Anna Rosa Napoli FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Tonino Nardi MUSICA / MUSIC: Franco Piersanti CAST: Jean-Louis Trintignant, Laura Morante, Fausto Rossi DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Ripley's Film, e.camillo@ripleysfilm.it

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Gianni Amelio 1945 FIlmografia / filmography: 2011 Il primo uomo, 2006 La stella che non c’è, 2004 Le chiavi di casa, 2002 La terra è fatta così, 1998 Così ridevano, 1994 Lamerica, 1992 Il ladro di bambini, 1989 Porte aperte, 1989 I ragazzi di via Panisperna, 1985 Camera oscura, 1982 Colpire al cuore, 1979 Il piccolo Archimede, 1978 La morte al lavoro, 1973 La città del sole, 1967 Il campione

Milano nei primi anni Ottanta, il giovane e introverso Emilio segue di nascosto i rapporti del padre Dario, un professore, con alcuni ex-studenti vicini all’estrema sinistra. Il loro legame si incrina dopo la morte di uno di loro, Sandro, ucciso in un posto di blocco, che provoca una resa dei conti tra i due. Primo film per il cinema di Gianni Amelio, Colpire al cuore, racconta in scorci milanesi ormai invisibili un rapporto tra padre e figlio che diventa specchio del confronto tra generazioni rispetto agli anni di piombo ancora caldi. Coprodotto dalla Rai, che ne ritarderà la diffusione, la sceneggiatura è stata scritta insieme a Vincenzo Cerami. Nastro d’argento a Fausto Rossi e al miglior soggetto originale. A.B..

I

n Milan in the early 80’s, the young and introverted Emilio secretly follows his father Dario, a professor, and his relationship with some ex-students affiliated with the far left wing. Their bond cracks after the death of one of them, Sandro, who was killed in a roadblock, which results in a showdown between the two. First feature film by Gianni Amelio, Blow To The Heart, narrates the now invisible corners of Milan; an ordinary relationship between father and son turns into a reflection of the generation during the years of hot lead. Co-produced by RAI, which will delay its spread, the script was written with Vincenzo Cerami. Silver Ribbon to Fausto Rossi and for Best Original Story. pag. 109 / ITALIA 80


La veritàaaa Italy / 1983 / 35mm / 100’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Reiac Film PRODUTTORE / PRODUCER: Marina Piperno SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Cesare Zavattini MONTAGGIO / EDITING: Gino Bartolini FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Arturo Zavattini MUSICA / MUSIC: Remigio Ducros CAST: Pietro Barreca, Vittorio Amendola, Pietro Cardini, Piergiovanni Anchisi DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Marina Piperno, Luigi Faccini, marinapiperno@virgilio.it

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Cesare Zavattini 1902 - 1989 FIlmografia / filmography: 1983 La veritàaaa, 1953 L’amore in città (ep. Storia di Caterina)

l pazzo Antonio fugge dal manicomio e inizia a vagare per la città. Arriva in Tv dove inaugura il “Canale della Verità”, viene menato, incontra Garibaldi, il Papa e, infine, la Morte. A 80 anni Zavattini esordisce da regista con un’opera folle e inclassificabile. Un progetto covato e rimaneggiato per 20 anni in cui riversò la sua ossessiva ricerca della “verità”, come valore perduto di un’umanità sempre più indifferente. Come l’urlo di Antonio, il film destò sconcerto e cadde nel vuoto. Rivisto oggi, pare una profezia: del progressivo assoggettamento alla televisione e all’ebetismo culturale, e di un occulto potere, anche mediatico, in cui la libertà individuale sarà annullata. V.R.

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ntonio runs away from the mental hospital and begins to roam the city. He gets into TV, where he launches the ‘Canale della Verità’ channel, gets beaten up, meets Garibaldi, the Pope, and then Death. At 80, Zavattini debuts as director with this unclassifiable work. This project was conceived and rehandled for 20 years; here he invested his obsessive search for ‘the truth’ as a value that has been lost from an evermore indifferent humanity. Just like Antonio’s cry, the film received baffled responses and was left to fall flat. Today, it is like a prophecy of the progressive enslavement to TV, cultural ignorance, and a hidden, media-driven strength, where the individual’s freedom is dissolved.


come dire... italy / 1983 / 16 mm / 82' PRODUZIONE / PRODUCTION: A&B PRODUTTORE / PRODUCER: Andrea De Micheli SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Fabio Carlini, Gianluca Fumagalli MONTAGGIO / EDITING: Osvaldo Bargero FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Fabio Cianchetti SOUND: Domenico Pasquadibisceglie MUSICA / MUSIC: Gaetano Lignon CAST: Alessandra Comerio, Francesco Guzzetti, Mariella Valentini, Silvano Cavatorta, Claudio Bisio, Tatti Sanguineti, Gianfilippo Pedote

Gianluca Fumagalli 1955 FIlmografia / filmography: 2008 Petrektek & Cripztak, 2005 L’ultima sigaretta, 2002 Quasi quasi,1999 Ciak si raglia, 1991 La confessione di un maniaco, 1991 Café la Mama, 1987 A fior di pelle, 1983 Come dire...

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el prologo in metropolitana, una giovane donna confessa a Tatti Sanguineti la difficoltà di scrivere una poesia da mettere in musica. “Ci vuole uno sponsor!”, è il consiglio che riceve. Carlina torna a Milano dopo alcuni anni negli Stati Uniti, e va a ritrovare il suo amico Silvano che lavora nel cinema underground. In metro, a Moscova, incrocia Nanni, che lavora alla radio, e si sente attratta da lui. Per tutto il giorno, tra bar di “punteur” e ritardi reciproci, i due si perdono e si ritrovano vagando senza meta. Nella chiusura a cerchio, lo spettatore è spinto a credere che sia solo un’altra storia... Con Cavatorta, Bisio, Pedote e Brioschi. Un altro modo di dire ciao a Silvano. Premiato a Bellaria. A.A.

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n the prologue in the underground a young woman confesses to Tatti Sanguineti the difficulty of writing a poem to set to music. “You need a sponsor!” is the advice she receives. Carlina returns to Milan after a few years in the USA and goes to see her friend Silvano who works in the underground cinema. In the Moscova underground station, she bumps into Nanni who works for the radio and is attracted to him. All day, between bars of “punteur” and reciprocal lateness, the two miss each other and meet again when wandering aimlessly. In the circular ending, the audience is led to believe that it is only another story... With Cavatorta, Bisio, Pedote and Brioschi. Another way of saying goodbye to Silvano. Awarded at Bellaria. pag. 111 / ITALIA 80


L'addio a Enrico Berlinguer Italy / 1984 / 35mm / 96’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Unitelefilm MONTAGGIO / EDITING: Ugo Gregoretti, Carla Simoncelli FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Aldo Antonelli, Mario Barsotti, Angelo Bevilacqua, Massimo Cecchini, Antonio Climati, Dario Di Palma, Paolo D'Ottavi, Ernesto Lanzi, Angelo Lotti, Alessandro Ojetti, Claudio Ragona, Francesco Rossetti, Hermann Schatt, Franco Solito MUSICA / MUSIC: Luigi Pestalozza DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, a.palandrani@aamod.it

REGISTI / DIRECTORS Ugo Adilardi, Silvano Agosti, Gianni Amico, Alfredo Angeli, Giorgio Arlorio, Gioia Benelli, Roberto Benigni, Bernardo Bertolucci, Giuseppe Bertolucci, Paolo Bianchini,Libero Bizzarri, Carlo Di Palma, Luigi Faccini, Giorgio Ferrara, Nicolò Ferrari, Andrea Frezza,Ansano Giannarelli, Franco Giraldi, Francesco Laudadio, Carlo Lizzani, Luigi Magni, Massimo Manuelli, Francesco Maselli, Giuliano Montaldo, Riccardo Napolitano, Piero Nelli, Renato Parascandolo, Luigi Perelli, Paolo Pietrangeli, Gillo Pontecorvo, Faliero Rosati, Roberto Russo, Massimo Sani, Ettore Scola, Raffaele Siniscalchi, Sergio Spina, Gabriele Tanferna,Anna Maria Tatò, Gianni Toti, Piero Vivarelli

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al malore al comizio di Padova allo storico corteo funebre a Roma, un documentario collettivo che racconta gli ultimi momenti del grande statista basandosi principalmente su immagini pubbliche. La morte di Enrico Berlinguer, nel 1984, ebbe una portata simbolica incalcolabile, come fosse lo spartiacque tra due Italie. Fu anche un evento pubblico tra i più importanti del decennio, che coinvolse un milione di persone. 80 autori, inclusi nomi noti come Bertolucci e Scola, si recarono sul posto per filmare la gente, le reazioni, i pugni alzati, le lacrime e il silenzio. Il risultato è un’opera “a più mani” e “senza mani”, uno spettrale document(ari)o dell’assenza unico nel suo genere. V.R.

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rom the ailment to the conference in Padua, to the memorable funeral procession in Rome, this collective documentary tells about the great statesman’s last moments, based mainly on public image. Enrico Berlinguer’s death, in 1984, had an untold symbolic significance, as if it were a divide between two ‘Italies’. It was also one of the most important events of the decade, involving one million people. 80 authors, among which famous names such as Bertolucci and Scola, went to the location to film the people, the reactions, the raised fists, the tears, and the silence. The result is a ‘many-handed’ and ‘no-handed’ work, a spectral, unique in its genre, document(ary) on absence.


Giulia in ottobre Italy / 1984 / 16mm / 60’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Bilico Film PRODUTTORE / PRODUCER: Daniele Maggioni SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Lara Fremder, Silvio Soldini MONTAGGIO / EDITING: Claudio Cormio FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Luca Bigazzi MUSICA / MUSIC: Matteo di Guida CAST: Carla Chiarelli, Giuseppe Cederna, Daniela Morelli, Andrea Novicov, Moni Ovadia Print Source: Fondazione Cineteca Italiana, info@cinetecamilano.it

Silvio Soldini 1958 FIlmografia / filmography: 2010 Cosa voglio di più, 2007 Giorni e nuvole, 2004 Agata e la tempesta, 2002 Brucio nel vento, 2000 Pane e tulipani, 1999 Rom Tour, 1998 Il futuro alle spalle - Voci da un’età inquieta, 1997 Le acrobate, 1997 Dimenticare Biasca, 1996 Made in Lombardia, 1995 Frammenti di una storia tra cinema e periferia, 1994 Miracoli, storie per corti, 1993 Un’anima divisa in due, 1992 Femmine, folle e polvere d’archivio, 1991 Musiche bruciano, 1990 L’aria serena dell’ovest, 1987 La fabbrica sospesa, 1986 Voci celate, 1984 Giulia in ottobre, 1983 Paesaggio con figure, 1982 Drimage

U

na giovane donna affronta la fine di un amore. La separazione è vissuta come la partenza per un viaggio, anche se è lo svuotamento silenzioso di una casa. Ora è una ragazza sola che vaga per una Milano ad ottobre più grigia che mai. La vediamo ritrovarsi brevemente con gli uomini del suo passato, e conoscerne uno nuovo. Ma la svolta della sua storia è l’incontro con un’altra donna sola con cui condivide la notte milanese. Forse dalla solidarietà femminile è possibile il ritorno alla vita, e alla luce del giorno. Soldini con la sua musa Carla Chiarelli, Cederna e Moni Ovadia. Prodotto dalla Bilico Film, creata da Soldini con Daniele Maggioni, selezionato alla Berlinale, premiato a Bellaria e Annecy. A.A.

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young woman faces up to the end of a love story. The separation is like the departure for a journey, although it is the silent emptying of a house. Now she is a girl wandering around on her own in Milan in October which is greyer than ever. We see her briefly meet again the men of her past and meet a new one. The turning point of her story is her meeting another woman on her own with whom she shares the Milan night. Perhaps a return to life is possible from female solidarity, and in the light of day. Soldini with his muse Carla Chiarelli, Cederna and Moni Ovadia. Produced by Bilico Film, created by Soldini with Daniele Maggioni, selected at Berlinale, aworded at Bellaria and Annecy.

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GINGER E FRED ITALY, france, germany / 1985 / 35MM / 125’ PRODUZIONE / PRODUCTION: PEA, Revcom Films, Anthea, Rai Uno PRODUTTORE / PRODUCER: Alberto Grimaldi SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Tonino Guerra, Federico Fellini MONTAGGIO / EDITING: Nino Baragli FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Tonino Delli Colli, Ennio Guarnieri SOUND EDITOR: Tommaso Quattrini MUSICA / MUSIC: Nicola Piovani CAST: Giulietta Masina, Marcello Mastroianni, Franco Fabrizi, Ezio Marano, Totò Mignone DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Cinecittà Luce, f.dibiagio@cinecittaluce.it

Federico Fellini 1920 - 1993 SELECTED FILMOGRAPHY: 1990 La voce della luna, 1987 Intervista, 1986 Ginger e Fred, 1983 E la nave va, 1980 La città delle donne, 1978 Prova d’orchestra, 1976 Il Casanova di Federico Fellini, 1973 Amarcord, 1972 Roma, 1969 Fellini - Satyricon, 1965 Giulietta degli spiriti, 1963 8½, 1960 La dolce vita, 1957 Le notti di Cabiria, 1955 Il bidone, 1954 La strada

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ecchie glorie del tip tap, Amelia e Pippo si rincontrano dopo quarant’anni per esibirsi in uno show televisivo. Tra nani, ballerine e fenomeni da baraccone, l’uomo teme di scivolare nel ridicolo, e vorrebbe mollare. Il più caustico e impietoso ritratto della tv mai realizzato al cinema è, allo stesso tempo, un’elegia triste sul varietà che non c’è più, “mangiato” dai tempi fulminanti del piccolo schermo. Un capolavoro di pessimismo del maturo Fellini, che negli anni 80 pagò con l’esclusione dal sistema la sua strenua battaglia contro gli spot trasmessi durante i film. Tra le tante profezie apparse nel suo cinema, questa è la più crudele, perché si è trasformata in realtà. V.R.

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melia and Pippo, old tap dancing stars, meet again after 40 years to perform on a television programme. With dwarves, dancers, and freak shows, the man fears falling into ridiculousness, and wants to give up. The most abrasive and merciless portrait of TV ever to be shown in cinemas is, also, a sad elegy of variety shows that do not exist anymore, ‘eaten away’ by the screen’s fast times. This is the pessimistic masterpiece of the mature Fellini, who in the 80s paid his strenuous battle against advertisement within films with his exclusion from the system. Among the prophecies that appear in his films, this is the most cruel, because it became reality.


Inganni Italy / 1985 / 35MM / 96’ PRODUZIONE / PRODUCTION: MP srl PRODUTTORE / PRODUCER: Marina Piperno SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Sergio Vecchio MONTAGGIO / EDITING: Gino Bartolini FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Marcello Gatti MUSICA / MUSIC: Luis Bacalov CAST: Bruno Zanin, Olga Karlatos, Mattia Sbragia, Daniela Morelli, Barbara Valmorin, Remo Remotti, Piergiovanni Anchisi, Ugo Fangareggi, Otto Richter, Bernd Witthüser, Kenneth Belton, Pasquale Zito DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Marina Piperno e Luigi Faccini, marinapiperno@virgilio.it

Luigi Faccini 1939 FIlmografia / filmography: 2007 Il pane della memoria, 2006 Le mani raccontano, 2003 Andrea, dicci chi sei, 2000 Sguardi, 1998 Giamaica, 1997 Canto per il sangue dimenticato, 1991 Notte di Stelle, 1988 Donna d’ombra, 1985 Inganni, 1984 L’addio a Enrico Berlinguer, 1980 Banco Live, 1979 Nella città perduta di Sarzana, 1975 Garofano Rosso, 1970 Niente meno di più

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spirato alla vita e alle opere di Dino Campana, un ritratto, sospeso tra il realismo e l’onirico, che si insinua all’interno dell’uomo. Gli anni di reclusione nel manicomio di Castelpulci, alla presenza di un giovane psichiatra che tenta, forse invano, di decifrare l’uomo oltreché le opere. Un Campana che indugia tra rievocazioni di rapporti perduti – con Sibilla Aleramo, con i genitori – e invettive nei confronti di un mondo letterario che l’ha laureato solo tardivamente. Non mancano accenni critici verso un regime di detenzione dimentico del valore delle persone che vi erano recluse. Prodotto da Marina Piperno, Menzione Speciale della Giuria al Festival di Locarno nel 1985. Nastro d’argento per la regia e la fotografia. L.C.

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nspired by the life and works of Dino Campana, a portrait that is hidden inside a man, suspended between reality and dream. The years of imprisonment in a mental hospital at Castelpulci, with the attempts of a young psychiatrist who tries to understand the man and his works, perhaps in vain. A bell that lingers between the memories of lost relationships - with Sibilla Alderamo, and with his parents - and the anger towards a literary world that has not let him graduate on time. The work does not lack of critics against a detention regime that has not given value to people. Produced by Marina Piperno, Special Mention of the Jury at the Locarno Film Festival in 1985. Silver Ribbon for best direction and cinematography.

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Juke Box Italy / 1983 / various formats / 91' PRODUZIONE / PRODUCTION: 2 Erre, Rai, Gaumont PRODUTTORE / PRODUCER: Renzo Rossellini SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Carlo Carlei, Enzo Civitareale, Sandro De Santis, Antonello Grimaldi, Valerio Jalongo, Daniele Luchetti, Miclele Scura MONTAGGIO / EDITING: Angelo Nicolini, Alessandro Lucidi FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Fulvio Grubissich, Alessandro Pesci, Enrico Sieni MUSICA / MUSIC: Dario Lucantoni CAST: Philippe Leroy, Marcello Mastroianni , Barbara de Rossi, Maddalena Crippa, Franco Silva, Franco Interlenghi, Ugo gregoretti Print Source: Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale, diffusioneculturale@ fondazionecsc.it

REGISTI / DIRECTORS Carlo Carlei Attraverso la luce, Enzo Civitareale La ricerca, Sandro De Santis La cifra, Antonello Grimald La ricerca, Valerio Jalongo Il volo, Daniele Luchetti Nei dintorni di mezzanotte, Michele Scura La ricerca

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ilm collettivo prodotto dalla Scuola Gaumont, composto da quattro episodi e introdotto da un prologo, che si dipana nei giorni di passione di un produttore e del suo avvocato alla ricerca del nuovo autore del cinema contemporaneo. Ne Il volo, un uomo in attesa del brevetto di volo non sa di avere poche ore di vita; in La cifra, seguiamo due truffatori tra mille disavventure; in Nei dintorni di mezzanotte ci sono un tranviere che legge la rivista “Cinema” e un inquietante guardiano di Cinecittà; in Attraverso la luce, una serie di casi di infarto è avvolta nel mistero. E il mistero che racchiude tutti gli episodi è la scomparsa di alcune “pizze”, che contengono cortometraggi andati perduti...A.A.

A

collective film produced by the Gaumomnt School, made up fo four episodes and introduced by a prologue, which unfolds in the days of passion of a producer and his lawyer in search of the new author of contemporary cinema. In Il volo, a man waiting for his pilot’s licence does not know he has only a few hours to live; in La cifra, we follow two swindlers through a thousand misadventures, in Nei dintorni di mezzanotte there is a tram driver who reads the magazine “Cinema” and a disturbing guard at Cinecittà; in Attraverso la luce, a series of cases of heart attacks is enveloped in mystery. And the mystery that encloses all the episodes in the disappearances of some “cans” of fil, that contain short films that have disappeared...


Segreti Segreti ITALY / 1985 / 35MM / 82’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Istituto Luce PRODUTTORE / PRODUCER: Gianni Minervini SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Giuseppe Bertolucci, Vincenzo Cerami MONTAGGIO / EDITING: Nino Baragli FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Renato Tafuri SOUND EDITOR: Hubrecht Nijhuis MUSICA / MUSIC: Nicola Piovani CAST: Lina Sastri, Lea Massari, Giulia Boschi, Rossana Podestà, Alida Valli, Stefania Sandrelli, Mariangela Melato, Nicoletta Braschi, Massimo Ghini, Francesca Archibugi, Sandra Ceccarelli DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Cinecittà Luce, f.dibiagio@cinecittaluce.it

Giuseppe Bertolucci 1947 - 2012 selected filmography: 2008 La rabbia di Pasolini, 2006 Pasolini prossimo nostro, 2001 L’amore probabilmente, 1999 Il dolce rumore della vita, 1991 La domenica specialmente, 1989 Amori in corso, 1988 I cammelli, 1987 Strana la vita, 1984 L’addio a Enrico Berlinguer, 1984 Segreti segreti, 1983 Effetti personali, 1983 Tuttobenigni, 1980 Oggetti smarriti, 1980 Panni sporchi, 1977 Berlinguer ti voglio bene

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na giovane donna ritorna nella grande casa di famiglia dove è rimasta solo la tata che l’ha cresciuta; sua sorella è in clinica per avere appena tentato il suicidio. Una bella ragazza ritorna al paese natale per la morte del fratello, e ritrova sua madre che vive ancora, come molti dei suoi compaesani, nelle case-roulotte allestite dopo il terremoto dell’Irpinia. Le due donne incrociano su un treno i propri destini, ora che per la prima è il momento della scoperta del dolore. Giuseppe Bertolucci si affida a un coro di attrici straordinarie e a una storia che mostra la forza, narrativa ed emotiva, per affrontare il tema del terrorismo nell’Italia degli anni Ottanta. David di Donatello a Lina Sastri. A.A.

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young woman returns to the large family home where there is only the nanny who brought her up; her sister is in a clinic after a suicide attempt. A beautiful girl returns to her home village on the death of her brother and finds her mother who is still living, like many of the other villagers, in the caravan-homes set up after the earthquake in the Irpinia region. The two women meet their fates on a train, a time which for the first one is the moment of discovering grief. Giuseppe Bertolucci, with an extraordinary cast of actresses, offers a story that shows its narrative and emotional strength, to deal with the theme of terrorism in Italy in the 1980s. David of Donatello to Lina Sastri.

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A futura memoria: Pier Paolo Pasolini Italy / 1986 / 35 MM / 115’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Antea, 23 Giugno SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Ivo Barnabò Micheli MONTAGGIO / EDITING: Valeria Altobelli, Eva Piccoli FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Luigi Verga MUSICA / MUSIC: Alvin Curran CAST: Pier Paolo Pasolini DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Ripley's Film, e.camillo@ripleysfilm.it

Ivo Barnabò Micheli 1944 FIlmografia / filmography: 2001 Mein Kampf, 2000 Ich, Giordano Bruno - 17. Februar 1600, 2000 Grenzen, 1999 Voci del sottosuolo, 1997 Mila 23 - c’era una volta il Danubio, 1995 Timbouctou 52 Jours, 1995 Pier Paolo Pasolini, 1993 8x9 reflex: Giuseppe Primoli, 1991 Gli ultimi giorni dell’umanità, 1989 Eppur si muove!, 1989 Roberto Rossellini: i giorni dell’avventura, 1988 Franz von Assisi, 1986 A futura memoria: Pier Paolo Pasolini, 1984 Il lungo inverno, 1983 Roma Antica, 1982 Incastrato: Norbert C. Kaser, 1982 Vento rosso, 1979 Bruno Ganz: Viaggio di servizio, 1979 Il re divino, 1977 Heinrich Boell

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’inizio del documentario è la voce di Orson Welles che legge Mamma Roma. Poco dopo, in uno dei momenti più toccanti del film, è la voce di Pasolini che legge Supplica a mia madre a segnare uno dei momenti più forti del film. Che non vuole essere solo un ricordo, ma anche un atto d’accusa contro tutti coloro che in vita lo osteggiarono e da morto, dopo il 1975, “lo condannarono per il suo stesso omicidio”. Queste le parole di Laura Betti, presente nel film come altri suoi attori, e insieme a Sergio Citti, Moravia, Dacia Maraini. A costruire l’omaggio, spezzoni di film, immagini di repertorio, foto di famiglia (e i ricordi del cugino Nico Naldini), frammenti di interviste d’epoca. Due ore con Pier Paolo Pasolini. A.A.

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he start of the documentary is the voice of Orson Welles reading Mamma Roma. Shortly afterwards, in one of the most touching moments of the film, it is the voice of Pasolini reading Supplica a mia madre that marks one of the strongest moments of the film, which is not only a memory but also an act of accusation against all those who in his lifetime hindered him and, when he was dead, after 1975, “condemned him for his very own murder.” These are the words of Laura Betti, present in the film like other actors who worked for him and with Sergio Citti, Moravia, Dacia Maraini. The homage is built up with film clips, archive footage, family photos (and the memories of his cousin Nico Naldini), fragments of interviews. Two hours with Pier Paolo Pasolini.


Il sapore del grano Italy / 1986 / 16mm / 83’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Award Films International PRODUTTORE / PRODUCER: Chantal Lenoble-Bergamo, Enzo Porcelli SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Riccardo Cannone MONTAGGIO / EDITING: Gianni Da Campo FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Emilio Bestetti MUSICA / MUSIC: Franco Piersanti CAST: Lorenzo Lena, Marco Mestriner, Marina Vlady DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Ripley's Film, e.camillo@ripleysfilm.it

Gianni Da Campo 1943 FIlmografia / filmography: 1986 Il sapore del grano, 1970 La ragazza di passaggio, 1969 Pagine chiuse

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a delicata amicizia tra Lorenzo, giovane maestro al primo incarico, e l’adolescente Duilio, in bilico tra la ricerca dell’identità sessuale e la sfida ai tabù del mondo contadino. “Gioiello nascosto” del cinema italiano degli anni 80, è una delle rare opere dell’anomalo Da Campo, raffinato narratore della diversità in un contesto – il cinema italiano – ancora oggi viziato da stereotipi e grevità. Pur molto casto nelle immagini e misurato nella regia, il film urtò per la tematica “bollente”. Vietato ai minori di 14 anni, non fu distribuito ed è rimasto, ancora oggi, quasi invisibile. V.R.

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his is the delicate friendship between Lorenzo, young teacher on his first job, and adolescent Duilio: a balance between the search for sexual identity and challenging of the taboos of the farm world. This ‘hidden jewel’ of Italian film from the 80s is one of the rare works of the bizarre Da Campo, a refined narrator of diversity in a context - Italian film- to this day spoiled by stereotypes and crudeness. While being very pure in its images and very moderate in its staging, the film shocked all with its ‘heated’ theme. Rated 14+, this film was not distributed and still remains almost invisible.

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Sembra morto... ma è solo svenuto Italy / 1986 / 35 MM / 91’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Tecno Image Production PRODUTTORE / PRODUCER: Alessandro Verdecchi SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Sergio Castellitto MONTAGGIO / EDITING: Roberto Schiavone FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Renato Tafuri MUSICA / MUSIC: Lamberto Macchi CAST: Sergio Castellitto, Marina Confalone, Mario Prosperi , Claudio Spadaro Print Source: Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale, diffusioneculturale@ fondazionecsc.it

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a quotidianità, tra gesti intimi e piccole liti, di due fratelli - lui disoccupato e rapitore di cani di razza a tempo perso, lei dattilografa - fino all’arrivo di un vicino di casa che rimescolerà le carte. Prima ritratto leggero e grottesco del rapporto tra due fratelli, l’opera cambia drasticamente nella seconda parte per toni e registro, lasciando emergere la riflessione sulle relazioni interrotte, il confronto con il ricordo e le speranze disattese. L’originale esordio di Felice Farina fu selezionato a Venezia nel 1986 ed ebbe un meritato successo in Francia. Sergio Castellitto è autore del soggetto e della sceneggiatura, scritta con la collaborazione di Farina e Gianni Di Gregorio. L.C.

T Felice Farina 1954 FIlmografia / filmography: 2009 La fisica dell’acqua, 2003 Senza freni, 1995 Bidoni, 1992 Ultimo respiro, 1991 Condominio, 1989 Affetti speciali, 1988 Sposi, 1986 Sembra morto... ma è solo svenuto

he everyday life of two brothers, between gestures of affection and minor arguments. He is unemployed and kidnaps bred dogs in his spare time, she is a typist… Until their neighbor makes his entrance in the plot and ‘reshuffles the cards’. At the beginning this film presents a nice and grotesque portrait of the relationship between the two siblings to then change drastically its tone and its register in the second half, giving space to a reflection on broken relationships, on memories and lost hopes. The original debut of Felice Farina, which was selected in Venice in 1986 and had a well deserved success in France. Sergio Castellitto is the author of the story and the screenplay, written with the collaboration of Farina and Gianni Di Gregorio.L


La gentilezza del tocco Italy / 1987 / 16 mm / 90’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Arte & Spettacoli PRODUTTORE / PRODUCER: Gianni Raimondo SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Antonino Bruschetta, Francesco Calogero MONTAGGIO / EDITING: Roberto Schiavone FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Franco Lecca SOUND: Alessandro Zanon MUSICA / MUSIC: Fabio Blandini CAST: Maurizio Puglisi, Antonio Alveario, Ninni Bruschetta, Rosalba Scimone, Antonio Caldarella, Daniela Pacetto DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Gianni Raimondo, raimondoepartners@libero.it

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essina: uno zelante correttore di bozze crede di scoprire un segreto, forse una liaison, dietro la recensione un po’ troppo entusiastica che il critico musicale del suo giornale, di solito piuttosto esigente, ha dedicato a una pianista debuttante. Comincia a indagare, supportato dal bizzarro amico edicolante: prima si introduce nello studio del critico alla ricerca di indizi, poi si finge giornalista per infilarsi a casa della giovane musicista e intervistarla. Ma la verità non è dietro l’angolo, e forse non è nemmeno così importante conoscerla. Calogero, al lungometraggio d’esordio, sceglie di ispirarsi a Il libro dell’inquietudine di Fernando Pessoa. Premiato a Bellaria nel 1988. A.U.

M Francesco Calogero 1957 FIlmografia / filmography: 2000 Metronotte, 1997 Cinque giorni di tempesta, 1992 Nessuno, 1989 Visioni private, 1987 La gentilezza del tocco

essina: a zealous proofreader thinks he discovered a secret, maybe a liaison, tied to the slightly over-enthusiastic review of a new pianist that the music critic from his newspaper, who is usually quite demanding, has written. He begins to investigate, with his strange newsagent friend’s support: first, he shows up at the critic’s studio in the search for clues, then he pretends to be a journalist to get into the young musician’s house and interview her. But the truth is not just around the corner, and finding it might not even be that important. Calogero, in this debut feature film, is inspired by Fernando Passoa’s Book of Disquiet. Awarded at the Bellaria in 1988. pag. 121 / ITALIA 80


L’imperatore di Roma Italy / 1987 / 35MM / 90’ PRODUZIONE / PRODUCTION: D'Alessandria PRODUTTORE / PRODUCER: Nico D'Alessandria SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Nico D'Alessandria MONTAGGIO / EDITING: Nico D'Alessandria FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Roberto Romei SOUND EDITOR: Adriano Taloni MUSICA / MUSIC: Carlo Giugni - Al Lunati CAST: Gerardo Sperandini, Nadia Haggi, Giuseppe Amodio, Agnese De Donato, Fulvio Meloni Print Source: Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale, diffusioneculturale@ fondazionecsc.it

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a vita di Gerry, tossico romano, prosegue giorno per giorno senza nessun orizzonte: il suo impero è la marginalità. La famiglia non sa come gestirlo e lo Stato tanto meno, la sua vita non è prevista dalla società. Il film di Nico D’Alessandria, girato in bianco e nero, è una cronaca tra il visionario e il realistico della tossicodipendenza. Pedinare Gerry per 30 giorni, interpretato da Gerardo Sperandini, un vero tossico, non impedisce al regista di dare un forte imprinting autoriale. Completamente autoprodotto dal regista, formatosi al CSC, è la prova di un’indipendenza poetica e produttiva completa. Un film cult che vinse il Premio della Confederazione Italiana del Cinema d’Arte e d’Essai. A.B.

T Nico D’Alessandria 1941 - 2003 FIlmografia / filmography: 1999 Regina Coeli, 1994 L’amico immaginario, 1987 L’imperatore di Roma

he everyday life of Gerry, a drug addict from Rome, has no ambitions: his empire is marginalization. His family doesn’t know how to handle him and neither does the government, society does not take his condition into account. This film by Nico D’Alessandria, shot in black and white, is a description of the visionary and realistic world of addiction. The role of Gerry is played by Gerardo Sperandini, a real addict, who is followed for 30 days. Completely self-produced by the director, who studied at CSC, this film is evidence of a complete poetic and productive independence. It won an award by the Italian confederation of Art and Essai.


Kamikazen - Ultima notte a Milano Italy / 1987 / 35MM / 98’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Colorado Film Production PRODUTTORE / PRODUCER: Monica Ferroni SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Enzo Monteleone MONTAGGIO / EDITING: Sergio Montanari FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Fernando Ciangola SOUND EDITOR: Tiziano Crotti MUSICA / MUSIC: Fred Bongusto CAST: Claudio Bisio, Antonio Catania, Silvio Orlando, Paolo Rossi, Diego Abatantuono, Mara Venier, Aldo Baglio, Giovanni Storti, Raul Cremona DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Colorado Film Production, info@coloradofilm.it

Gabriele Salvatores 1950 FIlmografia / filmography: 2010 Happy Family, 2008 Come Dio comanda, 2005 Quo vadis, baby?, 2003 Io non ho paura, 2001 Amnèsia, 2000 Denti, 1997 Nirvana, 1993 Sud, 1992 Puerto Escondido, 1991 Mediterraneo, 1990 Turné, 1989 Marrakech Express, 1987 Kamikazen ultima notte a Milano, 1983 Sogno di una notte d’estate

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n una Milano notturna, sei comici in cerca di lavoro decidono di pagare il loro agente per partecipare a una serata in un night club in cui un incaricato di Drive in li valuterà per partecipare alla trasmissione. Arrivare in televisione, infatti, vuol dire cambiare vita. Il secondo film di Gabriele Salvatores si apre con un riferimento ai precari dello spettacolo e ne racconta uno spaccato comico e grottesco. I suoi sei attori, pronti a farsi truffare per inseguire la televisione, sono l’immagine del sistema ormai definitivamente cambiato. Sullo schermo, un’intera generazione di attori entrata poi nell’immaginario: da Paolo Rossi a Claudio Bisio, con i dialoghi di Gino e Michele. A.B.

I

n a Milan night, six comedians in search of work decide to pay their agent to attend an evening at a nightclub at which an appointee of Drive in considers them to participate in the broadcast. Getting on television, in fact, means changing their lives. The second film by Gabriele Salvatores opens with a reference to the precariousness of the show and tells about it in a comic and grotesque way. His six actors, ready to be cheating to pursue television, are the image of the system that is now permanently changed. On the screen, a whole generation of actors who later entered into the imaginary: from Paolo Rossi to Claudio Bisio, with dialogues between Gino and Michele.

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Lunga vita alla signora! Italy / 1987 / 35 MM / 115’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Rai Uno, Istituto Luce PRODUTTORE / PRODUCER: Giampietro Bonamigo, Giuseppe Cereda, Marcello Siene SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Ermanno Olmi MONTAGGIO / EDITING: Giulia Ciniselli FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Maurizio Zaccaro SOUND EDITOR: Fabio Olmi MUSICA / MUSIC: Georg Philipp Telemann CAST: Marco Esposito, Simona Brandalise, Stefania Busarello, Simone Della Rosa, Tarcisio Tosi, Marisa Abbate DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Cinecittà Luce, f.dibiagio@cinecittaluce.it

Ermanno Olmi 1931 FIlmografia / filmography: 2011 Il villaggio di cartone, 2007 Centochiodi, 2005 Tickets, 2003 Cantando dietro i paraventi, 2001 Il mestiere delle armi, 1993 Il segreto del bosco vecchio, 1988 La leggenda del santo bevitore, 1987 Lunga vita alla signora!, 1982 Camminacammina, 1978 L’albero degli zoccoli, 1974 La circostanza, 1971 Durante l’estate, 1969 Un certo giorno, 1965 E venne un uomo, 1963 I fidanzati, 1961 Il posto, 1959 Il tempo si è fermato.

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n giovane allievo della scuola alberghiera presterà servizio a una cena di prestigio, in casa della “Signora”. Dietro il lusso e la ricchezza il potere rivelerà, ai suoi occhi genuini, la sua “orrorifica” natura. Dopo una malattia che lo costrinse a un prolungato silenzio, Olmi tornò alla finzione con un allegro e funereo film da camera (o da castello). Scagliandosi con leggerezza contro le gerarchie sociali: da un lato lo spregio per la nobiltà decaduta, che prende forma nella mostruosità del menu servito, dall’altro le ridicole di camerieri, servitori e lacchè. Opera dallo spirito anarchico di un coerente umanista, finisce in chiave di speranza con una fuga metaforica nella natura. V.R.

A

young student at a hotel-management school will be working at a prestigious dinner party, in the ‘Lady’s’ home. Behind luxury and richness, power will reveal, to his genuine eyes, its ‘horrific’ nature. After an illness that forced him into a long silence, Olmi made a comeback to fiction with a happy and gloomy ‘instinct film’. He lightly lashes out against social hierarchies: on one hand we have contempt for decayed nobility, which is showcased in the atrocity of the menu, while on the other hand we have the waiters and servants’mockery. This work, characterised by the anarchic spirit of a coherent humanist, ends with a tone of hope with a metaphorical escape in nature.


Quartiere Italy / 1987 / 35 MM / 124’ PRODUZIONE / PRODUCTION: 11 Marzo Cinematografica PRODUTTORE / PRODUCER: Silvano Agosti SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Silvano Agosti MONTAGGIO / EDITING: Silvano Agosti FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Silvano Agosti MUSICA / MUSIC: Ennio Morricone CAST: Vittoria Zinny, Paola Agosti, Lorenzo Negri, Sergio Bini DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Edizioni l'Immagine s.r.l., silvanoagosti@tiscali.it

Silvano Agosti 1938 FIlmografia / filmography: 2011 Altri Seguiranno, Panagulis, 2010 Guccini e Nomadi: “Un Incontro”, 2006 Le quattro stagioni, 2002 Dario Fo - Un ritratto, 2001 La ragion pura, 2000 La seconda ombra, 1998 C’ero anch’io Frammenti di lotte di strada, 1998 La seconda infanzia, 1998 Trent’anni di oblio, 1995 L’uomo proiettile, 1993 Il leone d’argilla, 1992 Uova di garofano, 1991 Frammenti di vite clandestine, 1989 Prima del silenzio, 1987 Quartiere, 1984 L’addio a Enrico Berlinguer, 1982 Runaway America, 1979 La macchina cinema, 1978 Prendiamoci la vita, 1977 Nel più alto dei cieli

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ue sorelle accettano un passaggio: una viene violentata; mesi dopo uno degli aggressori la chiede in sposa. Due giovani si ritrovano dopo molti anni: tra loro c’è molto più che una semplice amicizia, ma uno dei due sta per sposarsi. Lasciato dalla moglie, un uomo sembra consolarsi nella contemplazione di una tigre e di immagini che la riproducono. Un anziano barbone perde la verginità in un’insperata notte d’amore con una donna. Prendendo spunto da quattro eccentriche storie veramente accadute al quartiere Prati di Roma, Agosti tesse un film che nella struttura ripropone lo schema della commedia all’italiana a episodi, ma lo capovolge, ottenendo effetti poetici rari nel cinema italiano. A.U.

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wo sisters accept a lift in a car: one gets raped and months later one of the aggressors asks her to marry him. Two friends meet again after many years; there is much more than just friendship between them, but one of them is about to get married. A man whose wife has just left him finds comfort in reflecting over a tiger and the images that portray it. An old homeless man loses his virginity in an unexpected night of passion with a woman. Taking inspiration from four stories that really did happen in the Prati area of Rome, Agosti directed a film which structurally presents the scheme of Italian episode comedy, but that overturns it, creating poetic effects that are rare within Italian cinema. pag. 125 / ITALIA 80


Maicol Italy / 1988 / 35MM / 85’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Ipotesi Cinema, Rai Uno PRODUTTORE / PRODUCER: Cecilia Valmarana, Toni de Gregorio SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Angela Cervi MONTAGGIO / EDITING: Maurizio Zaccaro FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Fabrizio Borelli SOUND: Franco Borni CAST: Sabina Regazzi, Simone Tessarolo, Giovanni Crespi DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Ipotesi Cinema, mario.brenta@ipotesicinema.it

Mario Brenta 1942 FIlmografia / filmography: 2010 Calle de la Pietà, 1994 Barnabo delle montagne, 1988 Maicol, 1985 Robinson in laguna, 1983 Jamais de la vie!, 1982 Effetto Olmi, 1975 Vermisat

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nita e Maicol. Lei, madre single operaia, si prende più cura del rapporto con il fidanzato, di cui segue le tracce fuggendo dalla metropolitana, dimenticandosi il figlio su un sedile qualsiasi. Comincia, per Maicol, un viaggio nelle viscere di Milano, all’interno dei vagoni di una metropolitana sempre più deserta. Un altro scorcio di Milano, la città dei grandi condomini e dei paesaggi urbani in notturna, è quello vissuto dalla madre rimasta sola. Il secondo lungometraggio di Mario Brenta, fondatore con Olmi di Ipotesi Cinema, affronta, con coraggioso realismo, l’anaffettività di una madre nei confronti di un figlio. Presentato in concorso a Berlino e premiato al Festival di Cannes. L.C.

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nita and Maicol. She is a single mother and she works in a factory, she cares more about her relationship with her boyfriend, so much that to follow his steps, she forgets her son on the seat of a train, while running from the subway. That is when Micol’s , journey into the bowels of Milan begins, on the coaches of a subway that becomes increasingly deserted. Another view of Milan, the city of tall blocks of flats and urban landscapes at night, is experienced by the mother, who was left alone. The second feature film by Mario Brenta, who founded with Olmi Ipotesi Cinema. He tells with gritty realism, the story of a mother who neglects her son. Presented in Berlin and premiered at the Cannes Film Festival.


Provvisorio quasi d’amore Italy / 1988 / 16MM, BETA / 93’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Indigena, Rai Tre Radiotelevisione Italiana PRODUTTORE / PRODUCER: Daniele Maggioni, Donatello Alunni Pierucci SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Francesca Marciano, Silvio Soldini, Kiko Stella, Bruno Bigoni, Roberto Duiz, Enrico Ghezzi, Roberta Mazzoni, Sergio Vecchio MONTAGGIO / EDITING: Carlo Bartolucci , Claudio Cormio, Massimo Fiocchi, Jacopo Quadri FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Vittorio Bagnasco, Luca Bigazzi, Italo Petriccione MUSICA / MUSIC: Philip Glass, Zachir Hussain, Paolo Ciarchi CAST: Paolo Bassegato, Simona Bonaiuto, Giuseppe Cederna, Carla Chiarelli, Victo Cavallo, Nicola Donalisio, Laura Ferrari, Enrico Ghezzi, Irene Grazioli, Andrea Novicov, Alfredo Pea, Renato Sarti, Monica Scattini, Barbara Valmorin Print Source: Rai Teche, v.nardomarino@rai.it

REGISTI / DIRECTORS Bruno Bigoni Occasioni di shopping, Enrico Ghezzi Gelosi e tranquilli, Francesca Marciano Sirena, Roberta Mazzoni Blue Valentine, Daniele Segre Sarabanda finale, Silvio Soldini Antonio e Cleo, Kiko Stella Imperfetto orario

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ilm collettivo firmato da sette protagonisti dell’esperienza produttiva e distributiva di Indigena, che ne segna la fine. Marciano racconta la solitudine di una giovane donna (Sirena); Soldini un amore sul nascere, nei giorni dello storico accordo ReganGorbaciov sul disarmo dei missili (Antonio e Cleo); Stella l’attesa di un professore, una domenica a Venezia (Imperfetto orario); Bigoni segue una donna in un grande magazzino in chiusura (Occasioni di shopping); Ghezzi riflette sul suo atteggiamento quasi ideologico sull’amore (Gelosi e tranquilli); Mazzoni ritrae due innamorati abbandonati (Blue Valentine); Segre lo strano incontro di una signora e di un giovane in Sarabanda finale. A.A.

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collective film by seven figures of the production and distribution experience of Indigena, which marked its end. Marciano relates the loneliness of a young woman (Sirena); Soldini a budding love, in the days of the historic Reagan-Gorbachev agreement on the disarmament of missiles (Antonio e Cleo); Stella, a professor’s wait on a Sunday in Venice Imperfetto orario; Bigoni follows a women in a department store at closing time (Occasioni di shopping); Ghezzi reflects on his almost ideological attitude to love (Gelosi e tranquilli); Mazzoni portrays two abandoned lovers (Blue Valentine); Segre the strange encounter between a lady and a youngster in Sarabanda finale. pag. 127 / ITALIA 80


Ladri di Saponette Italy / 1989 / 35 mm / 90’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Bambu, Cinema e TV PRODUTTORE / PRODUCER: Ernesto Di Sarro SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Maurizio Nichetti,Mauro Monti MONTAGGIO / EDITING: Rita Rossi, Anna Missoni FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Mario Battistoni SOUND EDITOR: Fernando Caso MUSICA / MUSIC: Manuel De Sica CAST: Maurizio Nichetti, Caterina Sylos Labini, Federico Rizzo, Matteo Auguardi, Renato Scarpa DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Medusa Film, info@medusa.it

Maurizio Nichetti 1948 FIlmografia / filmography: 2001 Honolulu Baby, 1996 Luna e l’altra, 1995 Palla di neve, 1993 Stefano Quantestorie, 1991 Volere volare, 1989 Ladri di saponette, 1986 Il Bi e il Ba, 1983 Domani si balla!, 1980 Ho fatto splash, 1979 Ratataplan

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ichetti è in uno studio tv per presentare il suo nuovo Ladri di saponette. La trasmissione del film è interrotta dalla pubblicità. Fino a quando un improvviso corto-circuito mescola caoticamente la realtà con la finzione. In chiusura del decennio, Ladri diventa un film-manifesto della cannibalizzazione già avvenuta: gli italiani sono ormai “animali da divano”, e il telecomando è l’unico potere. La pubblicità si è fatta carico dell’espressione della fantasia, volgarizzata, e persino i critici di cinema si sono “integrati”. Per il visionario Nichetti non rimane che salutare il grande cinema che non ci sarà più, omaggiando il neorealismo, in un film arguto e intelligente, ma dal retrogusto acido. V.R.

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ichetti is in studio presenting his new film, Ladri di saponette. The showing of the film is interrupted by advertisement. All is well until a sudden short circuit chaotically mixes reality with fiction. By the end of the decade, Thief had become the film-manifesto of the cannibalisation that occurred; Italians have become ‘sofa creatures’, and the remote control holds the power. Advertising has taken over the expression of the immagination and made it vulgar, to the point where even film critics have ‘adapted’. For Nichetti the visionary, the only thing left to do is say goodbye to long lost cinema, making a tribute to neorealism with a witty and sharp, but also bittersweet, film.


La stazione Italy / 1990 / 35 mm / 92’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Fandango PRODUTTORE / PRODUCER: Domenico Procacci SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Umberto Marino (play), Gianfilippo Ascione, Sergio Rubini MONTAGGIO / EDITING: Angelo Nicolini FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Alessio Gelsini Torresi SOUND EDITOR: Giancarlo Carotenuto MUSICA / MUSIC: Antonio Di Pofi CAST: Sergio Rubini, Margherita Buy, Ennio Fantastichini, Michel Rocher, Beppe Tosco, Popeck, Pietro Genuardi, Mariella Capotorto, Mariangélica Ayala, Nico Salatino, Gabriella Lunghi, Pierluigi Morizio Print source: Centro Sperimentale Cinematografia – Cineteca Nazionale, diffusioneculturale@ fondazionecsc.it

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n una piccola stazione della provincia pugliese, lavora come capostazione Domenico. Un notte arriva Flavia, in fuga da Danilo, fidanzato “interessato”. Il tempo di attesa è tempo d’incontro tra due mondi diversi: dinamica viaggiatrice lei e rappresentante dell’apparente libertà culturale cittadina, mentre lui, contro la costrizione della provincia, ha fatto del tempo che passa un hobby. Doppio fortunato esordio: per la neonata Fandango di Procacci e per la regia del ventinovenne Rubini, che ben rende cinematograficamente il testo d’origine teatrale (Umberto Marino), inaugurando una via di “resistenza” autoriale all’affacciarsi degli anni ‘90. C.V.

D Sergio Rubini 1959 FIlmografia / filmography: 2009 L’uomo nero, 2008 Colpo d’occhio, 2006 La terra, 2004 L’amore ritorna, 2004 L’anima gemella, 2000 Tutto l’amore che c’è, 1997 Il viaggio della sposa, 1994 Prestazione straordinaria, 1992 La bionda, 1990 La stazione

omenico works as stationmaster in a small station in the province of Puglia in Italy. One night, Flavia gets in, running away from Danilo, ‘hopeful’ boyfriend. The waiting time is meeting time between two different world: she is a traveller representing the apparent freedom of city culture, while he, contrary to the suburbs’ constriction, made a hobby out of time passing by. This is a doubly lucky debut, for Procacci’s new Fandango, and for the 29-year-old director Rubini, who cinematically renders very well the original theatre piece text (Umberto Marino), launching a way of authorial ‘resistence’ around the beginning of the 90s.

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Di paesi, di città Italy / 1985-1990 / Various Formats / 727’ REGISTI / DIRECTORS: Francesco Alberti Telecomando, Isabella Andri La vestaglia rosa, Francesca Archibugi Un sogno truffato, Alessandro Bencivenni La finestra, Rodolfo Bisatti La Ricostruzione di Venzone, Mario Brenta Robinson in Laguna, Giacomo Campiotti Tre donne, La bomba, Ritorno dal Cinema, Luigi Cancellare Film fetore, Giorgia Cecere Mareterra, Giulio Ciarambino Tre con le mani in tasca, Luca Ferro Pecore nere, Piermaria Formento La fine del sentiero di guerra, La morose, Il volo del falco, Massimo Gasparini Convergenze, Piergiorgio Gay La faccia nascosta della luna, Markus Imhoof Via Scarlatti 20, Paola Marchesin Il dono, Maurizio Ricci La nave non va più, Contadini e poeti, Roberto San Pietro Induzione e speranza, Fabrizio Sorelli Famiglie inconsuete, Augusto Tretti Mediatori e carrozze, Nicola Vegro Il marziano, La finestra, Luciano Zaccaria Non fare il cretino amami!, Eroi, Maurizio Zaccaro Augusto Tretti, La faccia nascosta della luna, In coda alla coda, Lucia Zei Attaccamento e perdita

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rasmesso sulla Rai nel 1985, è una serie in 12 puntate da un’ora, che racchiude i cortometraggi dei giovani talenti che ruotavano attorno al laboratorio Ipotesi Cinema di Bassano. Concepita non come una scuola ma come uno spazio creativo collettivo, Ipotesi Cinema è un’esperienza ineguagliata nel sistema cinema italiano. Fondato nel 1982 da Ermanno Olmi e dall’illuminato Paolo Valmarana, scomparso troppo presto, permise gli esordi di “autori del domani” come Archibugi, Zaccaro, Campiotti, Brenta. Di paesi, di città è anche una delle ultime forme di attenzione per il nuovo cinema da parte della tv di Stato, che presto riverserà le sue energie nella sfida al monopolio commerciale. V.R.

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roadcast on the Rai channel in 1985, this series with 12 episodes of an hour each, encloses the shorts made by the talented youth that worked in the Ipotesi Cinema di Bassano laboratory. The Ipotesi Cinema, seen more as a collective creative space than as a school, is an invaluable experience in the Italian cinema system. Founded in 1982 by Ermanno Olmi and the enlightened Paolo Valmarana, who passed away too early, the society presented the debuts of ‘tomorrow’s authors’ like Archibugi, Zaccaro, Campiotti, and Brenta. Di paesi di città is also one of the last forms of attention paid to new cinema by State television, which soon after put its energy into the race for commercial monopoly.


corti a milano 1980-89

No Future - amore vuol dir gelosia, rapina vuol dir giovinezza Giancarlo Soldi / Italy / 1980 / 16MM /15’

U PRODUZIONE / PRODUCTION: Giancarlo Soldi PRODUTTORE / PRODUCER: Giancarlo Soldi SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Giancarlo Soldi MONTAGGIO / EDITING: Giancarlo Soldi FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Charles Rose MUSICA / MUSIC: Lizzie Mercier Descloux, Digo e Goghi, Danile e le Dieci in Condota CAST: Alvin Pavan, Roberta Faita, Raffaello Costanzo, Maurizio Polver, Danilo Marabotto, Lalla Soldi DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Giancarlo Soldi

na punk band per finanziarsi i concerti si affida a una rapina in un supermercato, ma per il cantante scatta l’amore e il colpo diventerà cronico, per incontrare la stessa cliente. Girato come un musicarello, il primo cortometraggio di Giancarlo Soldi usa gli anni di piombo come sfondo. Un taglio che oggi diremmo postmoderno, per un film girato in tre weekend tra Desenzano del Garda e Milano. Per Freccero, “un film ballabile come un 45 giri”, ancora oggi. A.B.

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o finance its concerts, a punk band relies on robbing a supermarket, but for the singer it is love and the job will become chronic, to meet the same customer. Filmed like a “musicarello”, the Italian cinematic sub-genre promoting a singer, Giancarlo Soldi’s first short film, uses the years of terrorism as a background. An approach that today we would call post-modern in a film made in three weekends in Desenzano del Garda and Milan. For Freccero, “a film as danceable as a 45 rpm ”, even today.

Drimage Silvio Soldini / Italy / 1982 / 16mm / 20’

I PRODUZIONE / PRODUCTION: Silvio Soldini PRODUTTORE / PRODUCER: Silvio Soldini SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Silvio Soldini MONTAGGIO / EDITING: Silvio Soldini FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: William Moore MUSICA / MUSIC: Lori Peters CAST: Michael Sanville, Frances Ketcham, David Wolpe, Barbara Wilder PRINT SOURCE: Fondazione Cineteca Italiana, Diffusioneculturale@cinetecamilano.it

l primo cortometraggio di Silvio Soldini nasce dagli studi di cinema intrapresi a New York, dopo aver abbandonato l’Università a Milano. Drimage, in bianco e nero, raccoglie fin dal titolo, la triade dream-image-age, una vena sperimentale di indagine. Lo fa seguendo il girovagare attraverso New York di Mark, in ansia per il futuro, che discute con gli amici, e rapito da un sogno: andare in Grecia. Un paese filtrato dall’immagine dei media, più che dal mito. A.B.

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his first short film by Silvio Soldini is the result of his film studies in a school he attended in New York, after leaving the University in Milan. Drimage, shot in black and white, has an experimental path of investigation, which one can trace immediately when looking at the title, the triad dream-image-age. The author follows Mark around New York. He is anxious about his future, he talks about it with his friends, and he has a dream: going to Greece. A country filtered from the media, rather than the myth.

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Ship’s Lover Giuseppe Baresi / Italy / 1987 / super8 /10’

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n venditore di cartoline di navi, deserti e cieli in colori sgranati, sono i frammenti di un viaggio da Marsiglia ad Algeri, dove forse si nasconde una storia. Il cortometraggio di Giuseppe Baresi, dopo il video Brown Boveri (1983), entra in una poesia della composizione visiva pittorica, ma in movimento. Forse perché la tela, in quegli anni dove le tecniche video cominciavano a diffondersi, era poi il supporto su cui si girava: l’analogico Super8. La musica, infine, lega la poesia. A.B. PRODUZIONE / PRODUCTION: Giuseppe Baresi PRODUTTORE / PRODUCER: Giuseppe Baresi SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Matilde Ippolito MONTAGGIO / EDITING: Matilde Ippolito MUSICA / MUSIC: Houari Benchenet DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Giuseppe Baresi, giusbaresi@gmail.com

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seller of postcards of ships, deserts and skies in blurred colours are the fragments of a journey between Marseilles and Algiers, which perhaps hides a story. Giuseppe Baresi’s short film after the video Brown Boveri (1983),enters into a poetry of visual pictorial compositions, but in movement. Perhaps because canvas, in those years when video techniques began to be widespread, was the support on which films were shot: analogical super 8. Lastly, the music forms a bond with the poetry.

Rosso di sera Kiko Stella / Italy / 1985 / 16mm / 20’

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PRODUZIONE / PRODUCTION: Electric Film PRODUTTORE / PRODUCER: Kiko Stella SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Kiko Stella, Roberto Duiz MONTAGGIO / EDITING: Massimo Fiocchi FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Renato Tafuri MUSICA / MUSIC: Daniel Bacalov CAST: Monica Scattini, Flavio Bonacci

na donna (Scattini) sembra si prepari per partire; la ritroviamo invece in un locale lavanderia dove, mentre termina con calma la sua toilette, si scatena in una danza seduttiva verso l’altro “avventore” del luogo. La radio cronaca, fedele narratrice fin dalla prima inquadratura, interviene a rovesciare la situazione, determinando sempre più il tono grottesco e allusivo del corto. Il cortometraggio di Kiko Stella è quasi un inno alla liberalizzazione dei costumi, spigliato e divertente. Premiato a Bellaria. C.V.

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woman (Scattini) seems to be getting ready to leave on a trip; instead, we find her in a local laundromat where, while she calmly finishes her wash, she breaks into a seductive dance towards the other ‘regular’. The radio commentator, who was been our loyal narrator since the first shot, interrupts to overturn the situation, portraying more and more the grotesque and evocative tone of the short. Kiko Stella’s relaxed and fun short film is almost an hymn to liberation from social norm. Awarded at Bellaria.


Nome di battaglia Bruno Bruno Bigoni / Italy / 1987 / super8, bvu /10’

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n figlio che ti dà tanto dolore lo ami anche di più”. Mamma Vittorina racconta l’esperienza di suo figlio Bruno, che negli anni Ottanta era con le Brigate Rosse, e in attesa di una rivoluzione che non veniva, ha rinunciato alla vita. In questo breve documentario sperimentale una madre e un figlio sono un ritratto di famiglia struggente e lacerante, come le ferite della Storia che non possono rimarginarsi senza riconciliazione. Immagini video di Luga Bigazzi; a Milano, aprile 1987. A.A.

Y PRODUZIONE / PRODUCTION: Electric Film MONTAGGIO / EDITING: Massimo Fiocchi Immagine video / video image: Luca Bigazzi

ou love a son who gives you a lot of pain even more”. Vittorina relates the experience of her son Bruno, who in the 1980s was with the “Brigate Rosse”, and awaiting a revolution that never came, gave up life. In this short experimental documentary, a mother and a son form a heart-breaking and lacerating portrait, like the wounds of a History that cannot heal without reconciliation. Video images by Luga Bigazzi; in Milan, April 1987.

Un giorno dopo l’altro Marina Spada / Italy / 1989 / 16mm / 10’

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na voce fuori campo femminile, dall’accento francese, accompagna una relazione. È la voce di lei (Valerie Lefevre) che legge il dialogo “Di che cosa parliamo quando parliamo d’amore”, accompagnando il rapporto con lui (Bruno Pagni). Il primo cortometraggio di Marina Spada, una storia d’amore girata a Milano, rappresentò l’Italia al Women Film Festival di Los Angeles nel 1990. Produrre il film da indipendenti fu un’avventura: 10 milioni di lire, inizialmente coperti da assegni a vuoto. A.B. produttore esecutivo / executive productor: Carlo Piazza SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Marina Spada MONTAGGIO / EDITING: Anna Gorlo FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Giovanni Cavallini MUSICA / MUSIC: Alexis Cahill

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woman voice-over with a French accent follows a relationship. It’s her voice (Valerie Lefevre) reading the dialogue What We Talk About When We Talk About Love, and following the relationship with him (Bruno Pagni). The first short film by Marina Spada, a love story shot in Milan, represented Italy at the Los Angeles Women Film Festival in 1990. Production as independent was a real adventure: the cost of 10 millions lire (5000 euros) was initially covered by bad cheques.

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Mr. Poster Presents: Play it Again, Woody! omaggio a woody allen curato da randall poster In collaborazione con:

Bananas (Il dittatore dello Stato libero di Bananas) Woody Allen / USA / 1971 / 35mm / 82’

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Everything You Always Wanted to Know About Sex* (*But Were Afraid to Ask) Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere) Woody Allen / USA / 1972 / 35mm / 88’ Sleeper (Il dormiglione) Woody Allen / USA / 1973 / 35mm / 89’ Annie Hall (Io e Annie) Woody Allen / USA / 1977 / 35mm / 93’ Manhattan

el 2011 il Milano Film Festival ha scoperto, insieme alla personalità genialmente posata di Randall Poster cui dedicò una rassegna, il ruolo del music supervisor, il consulente musicale che, scegliendo le canzoni, conferisce un tocco speciale a un intero film. Uno sdoganamento di cui siamo fieri e che ha avuto un curioso seguito. Finita le sedicesima edizione, Mr. Poster ci ha scritto: “Che ne direste se facessi un omaggio a Woody Allen raccontando i suoi film dal punto di vista musicale?”. La risposta è stata: “Certo”. Così, quest’anno, Randall Poster torna come curatore ospite di una rassegna. Non possiamo che esserne onorati. Woody Allen e la musica sono un connubio tan-

Woody Allen / USA / 1979 / 35mm / 96’ Broadway Danny Rose Woody Allen / USA / 1984 / 35mm / 84’ Hannah and Her Sisters (Hannah e le sue sorelle) Woody Allen / USA / 1986 / 35mm / 103’ Proiezione speciale The Hangover Todd Phillips / USA, Germany / 2009 / 35mm / 100'

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n 2011, Milano Film Festival discovered, together with the brilliantly calm personality of Randall Poster to whom it devoted a section, the role of music supervisor, who, in choosing its songs, gives a special touch to a whole film. We are very proud of this legitimization and it had a curious follow-up. When the sixteenth edition was over, Mr. Poster wrote to us: “What do you think of me paying a tribute to Woody Allen presenting his films from the musical point of view?” The answer was “Of course.” So, this year, Randall Poster is back as guest curator of a section. We can only be honoured by this.

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to stretto quanto spesso trascurato nel cinema alleniano, concentrati come si è a capirne l’umorismo. Eppure, si sa, Allen è un clarinettista e un fanatico dello swing, del jazz di New Orleans, di gente come Benny Goodman e Django Reinhardt, al quale è ispirato il personaggio di Emmet Ray in Accordi e disaccordi. Basti un esempio, le canzoni scelte da Allen per i titoli di testa spesso commentano la storia che si sta per vedere, come la maccheronica ‘Agita’, unico successo di Nick Apollo Forte, che interpreta un suo alter ego nel graffiante Broadway Danny Rose. Nasce così Mr. Poster Presents: Play It Again Woody!, un percorso in sette classici di Allen che Poster presenterà dal vivo. Un’occasione unica, sia perché la guida è un newyorkese puro, sia perché dell’amore tra musica e immagini in movimento è un amante fedele che, solo in questa stagione, ha curato tra gli altri una nuova serie di Boardwalk Empire, Hugo di Martin Scorsese e Moonrise Kingdom di Wes Anderson. Non mancano puntate negli inizi del cinema di Allen, con Bananas e Sleeper, né il film che apre con la sequenza perfetta per descrivere emotivamente cosa significhi vivere nella Grande Mela: Manhattan, sulle note di ‘Rapshody in blue’ di George Gershwin, sintesi pura e assoluta tra musica e immagini, bianco e nero, pubblico e privato. Alessandro Beretta e Vincenzo Rossini

The association between Woody Allen and music is very close but also very neglected in his cinema, with all our concentration going on understanding his humour. Allen is well known as a clarinet player and a great fan of swing, New Orleans jazz, people like Benny Goodman and Django Reinhardt, the inspiration for Emmet Ray in Sweet and Lowdown. For example, the songs chosen by Allen for the opening credits are often a comment on the story we are about to see, like the macaronic ‘Agita’, Nick Apollo Forte’s only hit, sung by one of his alter egos in the scathing Broadway Danny Rose. This is the genesis of Mr. Poster Presents: Play It Again Woody!, a journey through seven Allen classics which Poster will be presenting live. A unique opportunity, both because the guide is a pure New Yorker himself and because he is a faithful lover of the bond between music and moving pictures, having supervised among the others a new series of Boardwalk Empire, Hugo by Martin Scorsese and Wes Anderson’s Moonrise Kingdom this year.There are films from Allen’s early cinema, with Bananas and Sleeper and the film that opens with the perfect sequence to emotionally describe what living in the Big Apple means: Manhattan, to the notes of ‘Rhapsody in blue’ by George Gershwin, a pure and absolute synthesis between music and images, black and white, public and private.


bananas

Il dittatore dello Stato libero di Bananas Woody Allen / USA / 1971 / 35mm / 82’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Jack Rollins & Charles H. Joffe Productions PRODUTTORE / PRODUCER: Jack Grossberg SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Woody Allen, Mickey Rose MONTAGGIO / EDITING: Ron Kalish, Ralph Rosenblum FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Andrew M. Costikyan SOUND EDITOR: John Strauss MUSICA / MUSIC: Marvin Hamlisch CAST: Woody Allen, Louise Lasser, Carlos Montalbán, Natividad Abascal, Jacobo Morales DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Park Circus, nick@parkcircus.com

“If you’re dead, it’s a tremendous drawback to your sex life.”

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astano un migliaio di sandwich al formaggio ordinati con nonchalance in un bar per diventare un ottimo amico dei rivoluzionari del piccolo Stato sudamericano di San Marcos (Bananas, nella versione italiana). Il collaudatore Fielding Mellish, finito nella “repubblica delle banane” per fare colpo sull’attivista politica newyorkese Nancy, può diventare un dittatore e torna in USA per cercare fondi. Qui lo arrestano e processano, ma riuscirà a coronare il suo sogno d’amore. Il terzo film di Allen è un campo minato di gag e satira. La colonna sonora di Marvin Hamlisch, già autore delle musiche di Prendi i soldi e scappa, è eclettica come l’umorismo alleniano.

I

t takes a thousand cheese sandwiches casually ordered in a cafe to become close friends with the revolutionaries of the small South American country of San Marcos (Bananas in the Italian version). The blue-collar Fielding Mellish, who ended up in the “banana republic” to impress social activist Nancy, realizes he could become a dictator and he goes back to the U.S. in search of financial aid. Here he gets arrested and processed, but he will manage to fulfill his dreams. Allen’s third film is a minefield of gags and satire. The soundtrack by Marvin Hamlisch, author of the music of Take the Money and Run, is as eclectic as the typical Woody Allen humor.

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Everything You Always Wanted to Know About Sex* (*But Were Afraid to Ask) Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere) Woody Allen / USA / 1972 / 35mm / 88’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Jack Rollins & Charles H. Joffe Productions PRODUTTORE / PRODUCER: Charles H. Joffe, Jack Rollins SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Woody Allen, David Reuben MONTAGGIO / EDITING: Eric Albertson FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: David M. Walsh SOUND EDITOR: John Strauss MUSICA / MUSIC: Mundell Lowe CAST: Woody Allen, John Carradine, Lou Jacobi, Louise Lasser, Anthony Quayle, Gene Wilder DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Park Circus, nick@parkcircus.com

“I don’t know if you’ve read my book, Advanced Sexual Positions: How to Achieve Them Without Laughing.”

S

ette episodi per scoprire il mondo del sesso, partendo dal bestseller dell’epoca di David Reuben usato come pretesto: dal memorabile Che cos’è la sodomia?, dove Gene Wilder è un pastore che lotta per l’amore di una pecorella, a Cosa succede durante l’eiaculazione?, fantascientifico ed esilarante viaggio tra gli spermatozoi. Nella versione originale, l’episodio Perché alcune donne faticano a raggiungere l’orgasmo?, omaggio ad Antonioni e Fellini, è recitato in italiano. Le musiche del film sono del chitarrista jazz Mundell Lowe e si intonano agli stili dei diversi episodi. È l’ultima colonna sonora originale composta per un film di Allen fino a Sogni e delitti (Cassandra’s Dream, 2007).

S

even episodes to discover the world of sex, age, inspired by the bestseller by David Reuben of the same name: from the memorable What is sodomy?, where Gene Wilder is a pastor who fights for the love of a sheep, to What happens during ejaculation?, space age and hilarious journey of the sperm. In the original version, the episode Why do some women have difficulty reaching orgasm?, a tribute to Antonioni and Fellini, is entirely in Italian. The music of the film was composed by the jazz guitarist Mundell Lowe and they perfectly go with the different styles of the episodes. It is the last original soundtrack composed for a Woody Allen film, until the one realized in 2007 for Cassandra’s Dream.


Sleeper

il dormiglione Woody Allen / USA / 1973 / 35mm / 89’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Jack Rollins & Charles H. Joffe Productions PRODUTTORE / PRODUCER: Jack Grossberg SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Woody Allen, Marshall Brickman MONTAGGIO / EDITING: Ralph Rosenblum FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: David M. Walsh SOUND EDITOR: Jack Solomon MUSICA / MUSIC: Woody Allen CAST: Woody Allen, Diane Keaton, John Beck, Mary Gregory, Don Keefer DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Park Circus, nick@parkcircus.com

“Why? Do you believe in God? Well, I believe that there’s somebody out there who watches over us. Unfortunately, it’s the government.”

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iles Monroe, clarinettista e ristoratore vegetariano, dopo essere stato ibernato nel 1973 viene svegliato dai medici nel 2173: il mondo è cambiato e gli Stati Uniti, trasferitisi su una costellazione, vivono sotto una dittatura. Il rischio è venire schedato come ribelle. Per scampare, Miles entra travestito da robot al servizio della poetessa Luna. Sfuggire allo stato di polizia sarà un’impresa irresistibile. Ad accompagnare le gag di questa commedia che gioca con la fantascienza, il ragtime e i brani che Allen stesso, al clarinetto, registra con la Preservation Hall Jazz Band di New Orleans, come la canzone di culto ’Tain’t Nobody’s Bizness If I Do’.

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iles Monroe, a jazz musician and owner of a vegetarian restaurant, after being hibernated in 1973 he was revived by scientists in 2173: the world has changed and the United States, which moved on a constellation, are ruled by a dictator. The risk is to be filed as a rebel. To escape, disguised as a robot, Miles start working as a butler for the poet Luna. Escape to the state police will be an irresistible. The scenes of this comedy that plays with science fiction are accompanied by a ragtime and some tracks that Allen recorded himself, playing the clarinet with the Preservation Hall Jazz Band as the cult song ’Tain’t Nobody’s Bizness If I Do’

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Annie Hall io e annie

Woody Allen / USA / 1977 / 35mm / 93’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Jack Rollins & Charles H. Joffe Productions PRODUTTORE / PRODUCER: Charles H. Joffe, Jack Rollins SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Woody Allen, Marshall Brickman MONTAGGIO / EDITING: Ralph Rosenblum FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Gordon Willis SOUND EDITOR: Dan Sable, William S. Scharf MUSICA / MUSIC: Mozart, Tommy Dorse CAST: Woody Allen, Diane Keaton, Tony Roberts, Carol Kane, Paul Simon, Christopher Walken DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Park Circus, nick@parkcircus.com

“I would have killed myself; but I was in analysis with a strict Freudian, and if you kill yourself, they make you pay for the sessions you miss.”

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ome nacque, esplose e finì la storia tra il comico Alvy Singer e Annie Hall, nevrotici con amore. Sedute di psicanalisi, litigi, scappatelle e rimpianti, in un flusso frammentato, fatto di ricordi, flashback, ipotesi, dialoghi in camera, barzellette. Ancora oggi esempio insuperato di originalità narrativa, trasformò Bergman in un soggetto perfetto da commedia Usa, diventò un manuale della melan-comicità alleniana, tra Freud e Godard, e diede all’attore l’unico Oscar da regista. Poca musica, ma fondamentale: Mozart e il classico da big band Tommy Dorsey, e Diane Keaton che intona ‘Seems Like Old Times’ e ‘It Had To Be You’, apoteosi del “come stavamo bene insieme” al tempo dolente del jazz notturno.

J

ust as it begins, the neurotic love story between the comedian Alvy Singer and Annie Hall explodes and ends. Sessions of psychoanalysis, arguments, regrets and mistakes, all in a fragmented flow of memories, flashbacks, hypothesis, in-room dialogues and jokes. Still unsurpassed example of narrative originality, which turned Bergman into a perfect American comedy’s subject, this masterpiece became the manifesto of the melancholic typical of Allen’s comedy and gave the actor the only Oscar he won as a director. Little music, but fundamental: Mozart and the classic Tommy Dorsey, and Diane Keaton who sings ‘Seems Like Old Time’s and ‘It Had To Be You’ are the melancholic frame of this story to the rhythm of jazz.


Manhattan Woody Allen / USA / 1979 / 35mm / 96’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Jack Rollins & Charles H. Joffe Productions PRODUTTORE / PRODUCER: Charles H. Joffe, Jack Rollins SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Woody Allen, Marshall Brickman MONTAGGIO / EDITING: Susan E. Morse FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Gordon Willis SOUND EDITOR: Dan Sable MUSICA / MUSIC: George Gershwin CAST: Woody Allen, Diane Keaton, Michael Murphy, Mariel Hemingway, Meryl Streep DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Park Circus, nick@parkcircus.com

“Chapter One. He was as tough and romantic as the city he loved. Behind his black-rimmed glasses was the coiled sexual power of a jungle cat. Oh, I love this. New York was his town, and it always would be.”

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una voce in mezzo a Gershwin con ‘Rhapsody in Blue’ quella che apre Manhattan, la voce di Isaac Davis, un autore televisivo che cerca l’attacco giusto per dire la sua città. È l’incipit per un poema d’amore dedicato a New York, pedinando le relazioni di Isaac, diviso tra la giovane Wendy e l’incontro con la giornalista Mary Wilke. Fotografato in un memorabile bianco e nero da Gordon Willis, è uno dei rari film in cui Allen ha scelto le musiche prima di girare, usando l’universo musicale di George Gershwin come fonte di ispirazione e come unico accompagnamento per la pellicola. Esecuzione della New York Philharmonic, diretta da Zubin Mehta.

W

ith ‘Rhapsody in Blue’ by George Gershwin in the background Manhattan, opens with the voice of Isaac Davis, a TV writer who is looking for the right input to talk about his city. It’s the opening of a love poem dedicated to New York, following Isaac’s relationships, from Wendy and his meeting with the journalist Mary Wilke. Captured in a memorable black and white by Gordon Willis, this is one of the few films in which Allen has chosen the soundtrack before filming, using the musical universe of George Gershwin as a source of inspiration and as the only accompaniment to the film. Played the New York Philharmonic conducted by Zubin Mehta.

pag. 141 / MR. POSTER PRESENTS


Broadway Danny Rose Woody Allen / USA / 1984 / 35mm / 84’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Orion Pictures PRODUTTORE / PRODUCER: Robert Greenhut, Jack Rollins SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Woody Allen MONTAGGIO / EDITING: Susan E. Morse FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Gordon Willis SOUND EDITOR: Dan Sable MUSICA / MUSIC: Dick Hyman CAST: Woody Allen, Mia Farrow, Nick Apollo Forte, Sandy Baron, Corbett Monica DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Park Circus, nick@parkcircus.com

“How are you, darling? How old are you? Twelve. Twelve! Are you married?”

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l tavolo di un bistrot, un gruppo di comici rievoca “le gesta” di Danny Rose, talent scout bizzarro e generoso, perdente per natura, che rimase invischiato in una storia di gangster per colpa della conturbante Tina. Per il ritorno al film comico (dopo Zelig), Allen rispolvera la vecchia gloria anni ‘50 Nick Apollo Forte, e gli cuce addosso l’alter ego Lou Canova, esilarante variante dell’italoamericano marpione. Tutta la colonna sonora è una rielaborazione del suo unico cavallo di battaglia ‘Agita’, straordinario pastiche di italiano maccheronico, che farebbe gola ai Goodfellas di Scorsese, che ben rende il sarcasmo feroce con cui Allen racconta i nostri “cugini” d’oltreoceano.

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ver lunch at a restaurant, a group of comedians recalls the anecdote of Danny Rose, a bizarre and generous talent manager, loser by nature, who was dragged into a tale of gangsters because of charming Tina. To go back to to comedy (after Zelig), Allen brushes up Nick Apollo Forte from the 50s, sewing Lou Canova’s alter ego on him, hilarious variant of the Italian American slime ball. The entire soundtrack is a reworking of his flagship ‘Agita’, an extraordinary pastiche of ‘Itanglish’, which is every bit as good as Scorsese’s Goodfellas, perfect representation of the sarcasm that Allen uses to describe our “cousins” on the other side of the ocean.


Hannah and Her Sisters Hannah e le sue sorelle

Woody Allen / USA / 1986 / 35mm / 103’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Orion Pictures, Jack Rollins & Charles H. Joffe Productions PRODUTTORE / PRODUCER: Robert Greenhut SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Woody Allen MONTAGGIO / EDITING: Susan E. Morse FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Carlo Di Palma SOUND EDITOR: Jack Fitzstephens CAST: Woody Allen, Michael Caine, Barbara Hershey, Carrie Fisher, Mia Farrow, Dianne Wiest DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Park Circus, nick@parkcircus.com

“Could you have ruined yourself somehow? How could I ruin myself? I don’t know. Excessive masturbation? You gonna start knockin’ my hobbies?”

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eripezie esistenziali e sentimentali di tre donne: quelle dell’attrice di fama Hannah, un matrimonio alle spalle con l’ipocondriaco Mickey e uno in crisi con Elliot, e delle sorelle Lee e Holly, inevitabilmente influenzate dal successo della prima. Un mix perfetto di commedia e dramma per un’opera che segna l’inizio della fase più nevrotica e turbolenta dell’esistenzialismo sentimentale di Allen. Con sette nomination all’Oscar (vinti però solo da Caine e Wiest, come non protagonisti), Hannah fu un successo clamoroso, merito della ricchezza dei molti personaggi, ognuno contrappuntato da un particolare stile musicale, quasi tutti mutuati dal jazz classico e dagli standard che non possono mancare nell’opera di Allen.

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xistential and romantic adventures of three women: those of the famous actress Hannah, going through a marital crisis with Elliot, after her first marriage with the hypochondriac Mickey, and her sisters Lee and Holly, inevitably influenced by the success of the first. A perfect mix of comedy and drama for a movie that marks the beginning of the most neurotic and turbulent phase of Allen’s sentimental existentialism. With seven Academy Award nominations (won only by Caine and Wiest, as the protagonists), Hannah has been a resounding success, thanks to the characters, each accompanied by a particular style of music, almost all borrowed from Jazz and from those classical tracks that are never missing in Allen’s works. pag. 143 / MR. POSTER PRESENTS


proiezione speciale

The Hangover USA, Germany / 2009 / 35mm / 100’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Warner Bros. Pictures, Legendary Pictures, Green Hat Films PRODUTTORE / PRODUCER: Dan Goldberg, Todd Phillips, David A. Siegel, Jeffrey Wetzel SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Jon Lucas, Scott Moore MONTAGGIO / EDITING: Debra Neil-Fisher FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Lawrence Sher MUSIC SUPERVISOR: George Drakoulias, Randall Poster MUSICA / MUSIC: Christophe Beck CAST: Bradley Cooper, Zach Galifianakis, Ed Helms, Justin Bartha, Heather Graham DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Warner Bros, tommaso.verna@warnerbros.com

Q

uando ti svegli in una suite devastata e Doug, il promesso sposo, non c’è, devi ricostruire. È l’hangover, la botta del giorno dopo la baldoria, e per Phil, Stu e Alan sarà un’impresa, divertentissima, capire. Una commedia premiata ai Golden Globe, amata da critica e pubblico. Infine, una cosa è certa: per fare bene casino, ci vuole buona musica, e per l’occasione l’ha curata George Drakoulias, dai Cramps alle canzoni dei protagonisti, alla versione di ‘Candy Shop’ di 50 Cent, eseguita da The Dan Band . A.B.

W Todd Phillips 1970 FIlmografia/filmography: 2012 The Hangover Part II, 2010 Due Date, 2009 The Hangover, 2006 School for Scoundrels, 2004 Starsky & Hutch, 2003 Old School, 2000 Bittersweet Motel, 2000 Road Trip, 1998 Frat House, 1994 Hated

hen you wake up in a devastated suite and Doug, the groom, is not there, it’s hard to try and put the pieces together. It’s hangover, the ‘shock’ after a late night binge and for Phil, Stu and Alan will be a funny challenge, understanding what has happened. An award-winning comedy at the Golden Globes, loved by critics and the public. In the end, one thing is fundamental: to make a racket the night before the hangover, you need the right music, and George Drakoulias managed to give this film the perfect soundtrack, from the Cramps and the protagonists’ songs, to the version of ‘Candy Shop’ by 50 Cent, performed by The Dan Band.


omaggio a ben rivers tribute to ben rivers In collaborazione con:

grazie a:

The Big Sink Ben Rivers / UK / 1993 / Super8 / 15' Old Dark House Ben Rivers / UK / 2003 / 16mm / 4' We The People Ben Rivers / UK / 2004 / 16mm / 1' The Bomb with a Man in his Shoe Ben Rivers / UK / 2005 / 16mm / 15'

C

The Hyrcynium Wood Ben Rivers / UK / 2005 / 16mm / 3' Astika Ben Rivers / UK, Denmark / 2006 / 16mm / 8' The Coming Race Ben Rivers / UK, Ireland / 2006 / 16mm / 5' This Is My Land Ben Rivers / UK / 2006 / 16mm / 14' Terror! Ben Rivers / UK / 2006 / 35mm / 24' Dove Coup Ben Rivers / UK / 2007 / 16mm / 2' House Ben Rivers / UK / 2007 / 16mm / 5' Ah, Liberty! Ben Rivers / UK / 2008 / 16mm / 20' Origin Of The Species Ben Rivers / UK / 2008 / 16mm / 16'

i sono cose che si possono fare da soli e cose che è bene fare insieme. La retrospettiva dedicata a Ben Rivers, un filmmaker inglese quarantenne che usa il 16mm ed è conosciuto in Italia quasi unicamente nel mondo delle arti visive, appartiene sicuramente alla seconda categoria: i problemi teorici sollevati dal suo lavoro, l’interesse trasversale che suscita presso i critici e gli studiosi più aggiornati, la paradossale dedizione a tecniche obsolete negli anni della definitiva supremazia digitale rappresentano una serie di questioni che è bene affrontare in (buona) compagnia, grazie anche al contributo del British Council. Nelle differenze di progetto e di pratiche, Milano Film Festival e Filmma-

A World Rattled Of Habit Ben Rivers / UK / 2008 / 16mm / 10' May Tomorrow Shine The Brightest Of All Your Many Days As It Will Be Your Last Ben Rivers, Paul Harnden / UK / 2009 / 16mm / 13' I Know Where I'm Going Ben Rivers / UK / 2009 / 16mm / 29' Alice Ben Rivers / UK / 2010 / 16mm / 7’ Sack Barrow Ben Rivers / UK / 2011 / 16mm / 21' Slow Action Ben Rivers / UK / 2011 / 16mm / 40' Two Years At Sea Ben Rivers / UK / 2011 / 16mm / 86' Phantoms of a Libertine Ben Rivers / UK / 2012 / 16mm / 10' The Creation As We Saw It Ben Rivers / UK / 2012 / 16mm / 14'

T

here are things that can be done alone and other that are better done together. The retrospective devoted to Ben Rivers, a 40-year-old English filmmaker who uses 16mm and is known in Italy almost only in the world of visual arts, definitely belongs to the second category: the theoretical problems raised by his world, the transversal interest which he arouses in the most updated critics and scholars, the paradoxical dedication to obsolete techniques in the years of digital supremacy represent a series of questions that it is good to tackle in (good) company, thanks also to the contribution of the British Council. In the differences of project and practices, Milano Film Festival and pag. 145 / OMAGGIO A BEN RIVERS


ker condividono la passione della scoperta e l’insofferenza per le codificazioni: proporre l’analisi in profondità di un autore, unendo, oltre alla retrospettiva completa e a una pubblicazione, il lavoro seminariale per Filmmaker e la masterclass per il pubblico del Milano Film Festival, ha il gusto di una sfida che ci auguriamo venga raccolta da una città che sta finalmente mettendo in discussione il complesso rapporto tra consumo e produzione culturale. La pubblicazione curata da Alice Arecco (anche responsabile della retrospettiva) e da Tommaso Isabella, edita congiuntamente da Milano Film Festival e Filmmaker con la collaborazione di Filmidee, approfondisce il percorso dell’autore con un’intervista e dei saggi originali che ne valorizzano l’importanza culturale e la portata programmatica. Ma non è solo questo: siamo orgogliosi di scrivere che questa è la prima retrospettiva completa di Ben Rivers in Italia (e non solo) e che il pacchetto di film è a disposizione degli organizzatori interessati a riprenderla nella loro città. Ai festival tocca sempre più spesso il compito di scoprire nuovi talenti e inaugurare rivisitazioni storiche fondamentali, stimolando la critica e l’accademia. Noi stessi, prima di invitarlo e premiarlo a Filmmaker 2011, abbiamo incontrato il cinema di Ben Rivers nella Locarno di Olivier Père e nella Venezia di Marco Müller, ma quello che abbiamo messo in piedi insieme va decisamente oltre. Allearsi per proporre ed esportare un progetto di valore internazionale significa proporre un modello nuovo che potrebbe in futuro migliorare significativamente la posizione di Milano nel sistema dei festival di cinema italiani e internazionali. Le buone compagnie servono (anche) per fare una buona politica culturale. Alessandro Beretta, Vincenzo Rossini, direttori artistici Milano Film Festival Luca Mosso, direttore Filmmaker

Filmmaker share the passion for discovery and impatience with codifications: proposing an indepth analysis of an author, uniting, as well as the complete retrospective and a publication, the seminar work for Filmaker and the master class for the public of Milano Film Festival, has the flavour of a challenge that we hope will be accepted by a city which at long last in questioning the complex question between cultural consumption and production. The publication edited by Alice Arecco (who is also responsible for the retrospective) and by Tommaso Isabella, published jointly by Milano Film Festival and Filmmaker with the collaboration of Filmidee, takes an in-depth look at the author’s career with an interview and unpublished essays which show his cultural importance and programmatic scope. There is also more: we are proud to write that this is the first complete retrospective of Ben Rivers in Italy (and elsewhere) and that the packet of films is available for organizers who are interested in showing it in other cities. Festivals increasingly have the task of discovering new talents and inaugurating fundamental historical reviews, stimulating critics and academics. Before inviting him to Filmaker 2011 and awarding him a price, we had encountered Ben Rivers’ cinema at Olivier Père’s Locarno and Marco Müller’s Venice, but what we have set up definitely goes further. Joining forces to offer and export a project of international value means proposing a new model which in the future could significantly improve the position of Milan in the system of Italian and international film festivals. Good company (also) helps make a good cultural policy.


B

en Rivers è uno dei più importanti registi e artisti inglesi contemporanei. In occasione della retrospettiva completa che gli dedichiamo, ci ha proposto un’organizzazione – che è anche una rivisitazione – della sua filmografia che ci aiuta qui a illustrare per sommi capi il suo percorso artistico: una poetica fatta di alcuni temi e ispirazioni centrali, comuni a opere in alcuni casi realizzate anche a distanza di tempo e di cui il lungometraggio Two Years at Sea costituisce, per ora, il punto di arrivo. Il primo gruppo di corti si raccoglie attorno al tema “A love of Horror” e comprende alcune delle opere della prima parte della sua carriera, ma anche un paio di film di montaggio realizzati a partire da alcuni classici dell’orrore. L’orrore, in parte come la fantascienza, consente a Rivers di immaginare di collocarsi in qualche modo “leggermente al di fuori di quella che normalmente consideriamo la realtà”, in uno spazio-tempo che non appartiene a questo mondo. Il secondo gruppo è creato a partire dal tema ”Friends and work”, amicizia che qui Rivers intende come sentimento di familiarità e di prossimità umana che gli permette la creazione artistica; mentre le opere attinenti al lavoro lo pensano come modo di concepire la propria esistenza e il proprio agire nel mondo, ed esplicitano che spesso è un senso di appartenenza (o di estraneità, a seconda dei punti di vista) a determinare quell’agire. Nel gruppo “Portraits” sono raccolti ritratti di persone speciali, che spingono Rivers a lavorare su nuovi linguaggi di espressione. Il gruppo “Sci-fi New Worlds” comprende solo due opere, entrambe centrali nella sua filmografia per densità e profondità di contenuti anche letterari, mentre l’ultimo, “Inhabited Spaces and A Bit Odd Man Out”, delinea il tema di luoghi isolati e mitici, fuori da tempi e spazi consueti, e dell’essere straordinari, in qualche modo intrusi, sia in quanto gruppi/comunità sia in quanto persone singole, capaci di cogliere e interpretare l’essere umani in senso più significante. L’amore per paesaggi naturali incontaminati e pieni di suggestioni, unito alla capacità di rap-

B

en Rivers is one of the most important contemporary English filmmakers and artists. For the complete retrospective that we are dedicating to him, he suggested an organization – which is also a review – of his films which helps us illustrate his artistic career: the poetics of some central themes and inspirations, common to works which in some cases were made a long time apart with the feature film Two Years at Sea representing, for the time being, the point of arrival. The first group of short films revolves around the theme “A Love of Horror” and includes some works from the first part of his career, but also a couple of collage films made from some horror classics. Horror, partly like sciencefiction, allows Rivers to imagine placing himself somehow “slightly outside what we normally consider reality”, in a space-time which does not belong to this world. The second group is created from the theme of “Friends and Work”: friendship for Rivers means the feeling of human familiarity and proximity which allows him to create artistically, while films relating to work see it as a way of conceiving one’s existence and way of acting in the world, and the awareness that often it is a sense of belonging (or extraneousness), depending on the points of view that determines that way of acting. The group “Portraits” includes films on special people, wit which Rivers experiments new ways of working. The “Sci-fi New World” group only has two films, both of which are central in his career by their density and depth of contents, including literary, whilst the last one, “Inhabited Spaces and A Bit Odd Man Out” outlines the theme of isolated and mythical places, outside usual times and spaces, and of being extraordinary, odd men out in someways, both as groups/communities and as individuals, capable of understanding and interpreting being human in a more significant sense. A love for uncontaminated natural and picturesque landscapes, together with the ability to represent them mythically and at times pag. 147 / OMAGGIO A BEN RIVERS


presentarli in modo mitico e a tratti fantastico; la capacità di osservare - a partire da un’ispirazione che ha a che fare con un approccio etnografico rivisitato - persone e spazi questa volta del tutto umani (fatti di ammassi di oggetti, documenti, fotografie, ricordi, resti di passaggi umani di ogni genere) con partecipazione e affetto; il senso di una visione post-apocalittica in cui luoghi e uomini acquisiscono un altro senso di appartenenza; la passione per il cinema come “catalizzatore per il pensiero e l’immaginazione” e la sua calcolata forma di resistenza nell’utilizzare la pellicola (16mm soprattutto, di cui si sta accaparrando grandi quantità) nonostante il crescente strapotere del video. Questi alcuni temi centrali di un’opus che - lo speriamo davvero – questo omaggio di Milano Film Festival e Filmmaker vogliono contribuire a far conoscere ad un pubblico più vasto.

fantastically; the capacity to observe – from inspiration that is connected with a reinterpreted ethnographic approach – people and spaces which this time are totally human (made of piles of objects, documents, photos, souvenirs, remains of human landscapes of all kinds) with participation and affection; the sense of a post-apocalyptic vision where places and men take on another sense of belonging; the passion for the cinema as a “catalyst for thought and imagination” and his calculated form of resistance in using film (16mm in particular, of which he is accumulating large quantities) despite the growing importance of video. These are some of the central themes of an opus which – we sincerely hope – will become known to a wider audience thanks to this homage by Milano Film Festival and Filmmaker. biography:

Alice Arecco biografia: Nato nel 1972 nel Somerset, Rivers oggi vive e lavora a Londra. Dopo la laurea in Belle Arti alla Falmouth School of Art nel 1993, dal 1996 al 2006 è prima curatore poi direttore della Brighton Cinemateque. Dal 2003 realizza cortometraggi e installazioni e nel 2005 proprio a Brighton espone alla Permanent Gallery i suoi lavori. In quegli anni, molti festival e gallerie internazionali cominciano a presentare i suoi film e a rendere noto il suo nome sia in ambito artistico che cinematografico. La sua affermazione a livello mondiale è un crescendo continuo dal 2010 in poi ed è segnata da alcuni importanti omaggi e riconoscimenti: tra gli altri, a Courtisane, Punto de vista, Indielisboa, BFI London Film Festival, Hamburg Film Festival, Vida do Conde, Rotterdam Film Festival. Alla Mostra del Cinema di Venezia ottiene nel 2011 il premio Fipresci, assegnato della critica internazionale al suo primo lungometraggio, Two Years at Sea.

Born in Somerset in 1972, Rivers now lives and works in London. After a degree in Fine Arts from the Falmouth School of Art in 1993, from 1996 to 2006 he was curator then director of the Brighton Cinematheque. Since 2003, he has made short films and installations and in 2005 he showed his works at the permanent Gallery in Brighton. At that time, many international festivals and galleries began to present his films and make his name known in both the artistic and film field. Since 2010 his name at worldwide level has been a continuous crescendo with some important tributes and recognitions, including at Courtisane, Punto de vista, Indielisboa, BFI London Film Festival, Hamburg Film Festival, Vida do Conde and Rotterdam Film Festival. In 2011 at the Venice Film Festival he won the ipresci prize, awarded by international critics to his first feature film,


Two Years at Sea UK / 2011 / 16mm / 86' PRODUZIONE / PRODUCTION: Ben Rivers PRODUTTORE / PRODUCER: Ben Rivers SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Ben Rivers MONTAGGIO / EDITING: Ben Rivers FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Banny Jenny MUSICA / MUSIC: Jake Williams CAST: Jake Williams DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Lux, gil@lux.org.uk

“You can look at what Jake has accumulated and see it as a language built up to portray the person he is”.

L

ungo d’esordio di Rivers, è un documentario con una costruzione finzionale che racconta la vita di Jake WIlliams, a cui il regista dedica uno studio affettuoso almeno dal 2006, in un quadro poetico mirabilmente realizzato. La vita di Jake è fatta del mondo di oggetti e resti umani, di un altro tempo e di tutta una vita, che lo rendono indaffaratissimo (c’è sempre qualcosa da spostare, aggiustare, cercare). Ma anche di uno straordinario rapporto con la natura, che è guardata sempre con partecipazione, sia che dorma in una roulotte in cima ad un albero o peschi in una zattera improvvisata in mezzo al lago. La sera, legge e riflette finché la luce del camino, secondo natura, si estingue piano piano. A.A.

R

ivers’ debut feature film is a documentary with a fictional construction, which tells the life of Jake Williams, to whom the director dedicates affectionate observation since at least 2006, in a poetic and admirably created portrayal. Jake’s life is based on a world of objects and human relics, of other times and of his entire life, which makes him very busy (there is always something to move, fix, look for). His life is also made of an extraordinary rapport with nature, always observed with participation, whether he is sleeping on a caravan on a tree, or fishing on a make-shift raft in a lake. At night, he reads and thinks, until the light from his fireplace slowly dies down, naturally.

pag. 149 / OMAGGIO A BEN RIVERS


a love of horror

The Big Sink U.k. / 1993 / super 8 / 15’

“Il mio primo film è una messa in scena della storia di Jeckyll e Hyde realizzata con un gruppo di amici, che hanno dovuto sottoporsi a una serie infinita di morti e sessioni di trucco. Ero molto influenzato dal cinema di George Kuchar”. B.R

“My first film, a take on Jeckyll and Hyde enacted by friends, who had to suffer multiple deaths and special effect makeup. Made under the influence of George Kuchar.”

Esplorazione di una casa abbandonata: una torcia percorre tentennante i locali oscuri, ritagliando frammenti di rovine domestiche, mentre i rumorismi della colonna sonora aggiungono un accento inquietante. La prima pellicola sviluppata personalmente dall’autore. T.I.

Exploring an abandoned house: an unsteady flashlight goes through the dark spaces, carving out fragments of domestic ruins, while the noise-like soundtrack adds an ominous feel. This is the author’s first self-developed work.

Old Dark House u.k. / 2003 / 16 mm / 4’

The Hyrcynium Wood u.k. / 2005 / 16 mm / 3’

Una nuvola si addensa nel cielo, dopo pochi istanti il rumore del temporale scuote il paesaggio. Un pianto, poi un urlo, e una donna che sale la collina, alla ricerca di qualcosa. L’atmosfera da storia di fantasmi si dissolve un morbido surrealismo sognante. A.A.

A cloud forms in the sky, and moments later the sound of a thunderstorm disturbs the landscape. There is crying, then screaming, and a woman going up a hill, looking for something. The atmosphere of a ghost story dissolves into a soft dreaming surrealism.


House u.k. / 2005 / 16 mm / 5’

Dopo Old Dark House, un’altra casa abbandonata: muffe e detriti, tappezzerie accasciate e soffitti cadenti. Anche qui una torcia apre spiragli di luce, scorci su tracce flebili, presenze dimenticate. Un’intrusione discreta, come per non disturbare questa lenta disgregazione. T.I.

After Old Dark House comes another abandoned house: mould, debris, crumpled wallpaper, falling ceilings. A flashlight also gives cracks of light, glimpses of feeble traces and forgotten existences. This intrusion is discrete, as if trying not to disturb this slow disintegration.

Un cortometraggio di montaggio, costruito attorno al film cult del cinema dell’orrore degli anni Ottanta, Friday 13th di Sean S. Cunningham. Alice Hardy è sola al Camp Crystal Lake, in un crescendo di terrore che rende lunghissimi i sette minuti del film. A.A.

An short created through editing, built around a cult horror film from the 80s: Sean S. Cunningham’s Friday 13th. Alice Hardy is alone at Camp Crystal Lake; a crescendo of terror makes the seven minutes of this film seem extremely long.

Il fascino per l’horror sotteso ai primi corti viene calato in un lavoro di found footage, con frammenti di genere montati in una curva di tensione crescente: case infestate, telefoni squillanti, fughe nei boschi, fino al climax dove il gore esplode e si riversa senza risparmio. T.I.

The fascination with the horror implied in the first shorts comes out in a work of found footage, with bits of the genre being edited in an increasing line of tension: haunted homes, ringing telephones, escapes through the woods, up to a climax where gore explodes unsparingly.

alice u.k. / 2010 / 16 mm / 7’

terror! u.k. / 2010 / 16 mm / 7’

pag. 151 / OMAGGIO A BEN RIVERS


friends and work

The Bomb With a Man in his Shoe u.k. / 2005 / 16 mm / 15’

Omaggio al cinema muto, è la storia di un calzolaio che vive dentro un albero, fabbrica un paio di scarpe bianche in meno di un giorno e si avventura nella foresta con una valigia di giornali. Anzi, è la storia di una bomba, con un uomo nelle scarpe, che vive dentro un albero... A.A.

This tribute to Silent Film is the story of a shoemaker who lives in a tree. He makes a pair of white shoes in less than a day and ventures into the forest with a suitcase full of newspapers. Actually, this is the story of a bomb, with a man in the shoes, who lives in a tree...

“Fatto mentre tenevo un seminario al WORM a Rotterdam. Stavo in un B&B con un giardino sul retro, dove il padrone allevava colombe. Le ho riprese in un negativo 16mm  e in seguito ho realizzato la pellicola in modo molto artigianale con l’aiuto di una torcia”. B.R.

“Made while I was teaching a workshop at the filmwerkplaats, at WORM in Rotterdam. I was staying in a B&B where the owner kept doves in the back garden. I filmed them in 16mm negative and then created the print very roughly using a torch.”

dove cOup u.k. / 2007 / 16 mm / 2’

A World Rattled of Habit u.k. / 2008 / 16 mm / 10’

Viaggio nel Suffolk, in visita all’amico Ben e a suo padre Oleg. L’inizio è in bianco e nero, poi la voce off di Oleg, fra scampoli di racconti e risate, colora le immagini della casa caotica e del giardino. Un pezzo country e una vecchia foto di donna ci conducono verso l’uscita. A.A.

A trip to Suffolk to visit his friend Ben and his father Oleg. The beginning is in black and white, then Oleg’s off-screen voice, among pieces of tales and laughter, colors the images of the chaotic house and garden. Country music and an old picture of a woman take us to the exit.


May Tomorrow Shine The Brightest Of All Your Many Days As It Will Be Your Last u.k. / 2009 / 16 mm / 13’

F PRODUZIONE / PRODUCTION: Ben Rivers PRODUTTORE / PRODUCER: Ben Rivers CO-DIREZIONE / CO-DIRECTION: Paul Harnden SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Ben Rivers MONTAGGIO / EDITING: Ben Rivers FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Ben Rivers SOUND EDITOR: Ben Rivers DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Lux, gil@lux.org.uk

uochi illuminano la notte: una strana processione nel bosco, una compagnia sbandata di soldatesse giapponesi e vecchi girovaghi; un uomo con la falce li precede. Chi armeggia su una radio e chi fa suonare vinili gracchianti, mentre echeggiano poesie futuriste, si scavano buchi nel terreno. Reduci di non si sa che battaglia, non sembrano avere più luogo o tempo a cui far ritorno: forse si sentono a casa solo in questo anacronismo.A.A.

F

ires shine in the night: a strange procession in the woods, a disbanded company of Japan women soldiers and old wanderer; a man with a scythe leads them. Someone bustle with a radio and someone else play crackling vinyls, while Futuristic poetry is heard, and some holes in the ground are digged. Survivors from who knows which battle, they seems not to have any place or time to which come back: maybe they feel like home in this anachronism.

Sack Barrow u.k. / 2011 / 16 mm / 21’

U

PRODUZIONE / PRODUCTION: Ben Rivers PRODUTTORE / PRODUCER: Ben Rivers SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Ben Rivers MONTAGGIO / EDITING: Maria Rossi FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Ben Rivers SOUND EDITOR: Ben Rivers DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Lux, gil@lux.org.uk

n piccolo impianto di galvanoplastica prossimo alla chiusura, nella periferia londinese. Nata negli anni Trenta per impiegare disabili e mutilati, la Servex sembra un fossile della Storia. Le incrostazioni di sostanze chimiche, le vecchie canzoni, i poster di pin-up calcificati, i toni bruni e verdastri della fotografia: tutto rende l’atmosfera sospesa di una grotta, un tempo cristallizzato da cui emergono i gesti degli operai, la presenza di un luogo. Baloise Art Prize ad Art Basel 2011. T.I.

A

small galvanoplasty establishment in the suburbs of London is going to be closing soon. Servex, which was created in the 30s to hire disabled and maimed people, now looks like a historical fossil. The chemical deposit, the old songs, the calcified posters of pin-up girls, the brownish greenish tones of the imagery: all of this gives the feel of being mid-air in a once crystallised cave where workers’ movements emerge, where a place existed. Baloise Art Prize at Art Basel 2011. pag. 153 / OMAGGIO A BEN RIVERS


PORTRAITS

This is My Land uk / 2006 / 16 mm / 14’

I

PRODUZIONE / PRODUCTION: Ben Rivers PRODUTTORE / PRODUCER: Ben Rivers SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Ben Rivers MONTAGGIO / EDITING: Ben Rivers FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Ben Rivers SOUND EDITOR: Bogancloch MUSICA / MUSIC: Bogancloch CAST: Jake Williams DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Lux, gil@lux.org.uk

l cortometraggio è la prima opera dedicata a Jake Brown, che sarà più tardi il protagonista di Two Years at Sea, con molti elementi che saranno poi nel lungometraggio centrali temi di osservazione: la grande casa piena di oggetti, il gatto, i calzini e le bottiglie di latte appese, il passaggio delle stagioni e il rapporto costante e umano con la natura, la sua musica e le mille piccole attività - tra cui la costruzione di cassette per dar da mangiare agli uccelli. A.A.

T

his short is the first work to be dedicated to Jake Williams, who will later be the main character in Two Years at Sea. Many elements that will be central themes of observation in the feature film are presented: the big house filled with things, the cat, the socks and hanging milk bottles, the seasonal landscape and the constant rapport between humans and nature, with its music and the many little activities, among which building crates to feed birds.

astika U.K., Denmark / 2006 / 16 mm / 8’

P PRODUZIONE / PRODUCTION: Ben Rivers PRODUTTORE / PRODUCER: Ben Rivers SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Kenya Hirata MONTAGGIO / EDITING: Kunio Kato FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Kunio Kato SOUND EDITOR: Ben Rivers MUSICA / MUSIC: Kenji Kondo CAST: Astika DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Lux, gil@lux.org.uk

assi rumorosi sulla terra ci avvicinano a una casa immersa nella natura, che osserviamo in dettaglio. Una telefonata interrompe la quiete e facciamo la conoscenza del signore barbuto che la abita, come un eremita. Ha un gatto, una rimessa dove tiene il trattore e una moto. Uno studio che va nella stessa direzione di This is My Land, un altro modo di avvicinarsi ed entrare in silenzio in un mondo a parte, con sguardo attento e partecipato, pieno di bellezza e acume visivo. A.A.

W

e are brought near a house in the middle of nature, which we observe in detail, by noisy footsteps. A phone call breaks the silence and we meet the bearded man who lives in the house, like a hermit. He has a cat, a shed where he keeps a tractor and a motorbike. This work, that is along the same lines of This is My Land, offers another way of entering a separate world in silence, with a focused and active eye, full of beauty and visual sharpness.


Origin of the Species u.k. / 2008 / 16 mm / 16’

L

PRODUZIONE / PRODUCTION: Ben Rivers PRODUTTORE / PRODUCER: Ben Rivers, Pinky Ghundale, Maggie Ellis SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Ben Rivers MONTAGGIO / EDITING: Ben Rivers FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Ben Rivers SOUND EDITOR: Ben Rivers DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Lux, gil@lux.org.uk

e origini dell’universo osservate dalla capanna sgangherata dello “straordinario S.”, che da vent’anni vive in mezzo a un bosco, leggendo le opere di Darwin e costruendo strani marchingegni per sopravvivere nella natura selvaggia. Questo bizzarro autodidatta racconta la sua visione cosmica, mentre la cinepresa s’immerge nei colori dell’ambiente, ne magnifica i particolari: anche l’evoluzione della vita, dice S., è fatta di piccoli dettagli, che portano a conseguenze imprevedibili. T.I.

E

xtraordinary S.’ observes the origins of the universe from his run-down hut; for 20 years, he has been living in the woods, reading Darwin’s works and building strange contraptions to survive in the wilderness, This bizarre self-teacher tells about his cosmic vision, while the camera goes deep into the colours of the surroundings, glorifying its details; even the evolution of life, says S., is made up of the little details, which cause unpredictable consequences.

Ah, Liberty! u.k. / 2008 / 16 mm / 20’

C

PRODUZIONE / PRODUCTION: Ben Rivers PRODUTTORE / PRODUCER: Ben Rivers, Pinky Ghundale, Maggie Ellis SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Ben Rivers MONTAGGIO / EDITING: Ben Rivers FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Ben Rivers SOUND EDITOR: Ben Rivers DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Lux, gil@lux.org.uk

ome in un documentario etnografico, una voce ci introduce a un mondo “giovane e ostile”: immersa in uno scenario sublime e selvaggio, una fattoria sembra un avamposto umano su una frontiera fuori dal tempo. Cataste di rifiuti in fiamme, un’automobile che romba imbizzarita, animali che scorrazzano e bambini che si aggirano in un rottamaio, indossando maschere: i loro giochi diventano uno strano rituale. Un’ode alla libertà primigenia. Tiger Award al Festival di Rotterdam. T.I.

L

ike in an ethnographic documentary, a voice introduces us to a ‘young and hostile’ world: submerged in a wild and sublime landscape, a factory looks like a human outpost on a timeless border. Piles of burning rubbish, a crazied roaring car, roaming animals and children who walk around a junkyard wearing masks; their games become a strange ritual. This is an ode to primitive freedom. Tiger Award at the Rotterdam Festival.

pag. 155 / OMAGGIO A BEN RIVERS


sci-fi new worlds

The Coming Race u.k., ireland / 2006 / 16 mm / 5’

A

vvolta dalla nebbia, una moltitudine scala la costa rocciosa di una montagna, in una lenta processione la cui meta resta ignota. Il titolo evoca la mitica razza sotterranea di un romanzo di Bulwer-Lytton (1870), a lungo ritenuto un documento autentico da vari circoli esoterici. T.I.

PRODUZIONE / PRODUCTION: Ben Rivers PRODUTTORE / PRODUCER: Ben Rivers SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Ben Rivers MONTAGGIO / EDITING: Ben Rivers FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Ben Rivers CAST: Jake Williams DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Lux, gil@lux.org.uk

E

nveloped by fog, a large group scales a rocky side of a mountain, in a slow procession whose destination remains unknown. The title reminds us of the mythical subterranean race in Bulwer-Lytton’s 1870 novel, which has long been considered a genuine document by many esoteric societies.

Slow Action u.k. / 2011 / 16 mm / 40’

S PRODUZIONE / PRODUCTION: Ben Rivers PRODUTTORE / PRODUCER: Bacci Michele SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Ben Rivers MONTAGGIO / EDITING: Ben Rivers FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Ben Rivers SOUND EDITOR: Ben Rivers DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Lux, gil@lux.org.uk

low Action è un’autentica “finzione scientifica” in bilico tra Borges e Darwin. Mentre la Terra è ormai sommersa dagli oceani, tante micro-società si sviluppano sulle isole affioranti. Nelle parole dello scrittore Mark Von Schlegell, quattro frammenti di un’enciclopedia apocrifa ne descrivono in dettaglio geografia e costumi, mentre la cinepresa di Rivers mostra il futuro come un campo di rovine permanente, ma anche come inesauribile riserva di possibilità. T.I.

S

low Action is an authentic ‘fiction of science’ balanced between Borges and Darwin. While the earth has now been covered by the oceans, many micro-societies form on the emerging islands. In the words of writer Mark Von Schlegell, four fragments of a dubious encyclopaedia describe its geography and culture in detail, while Rivers’ camera shows the future as a field of permanent devastation, but also as an endless reserve of possibility.


inhabited spaces and a bit odd man out

We The People u.k. / 2004 / 16 mm / 1’

U

n uomo rincorso da una folla infuriata: i suoni sembrano quelli della famosa scena di M di Lang, ma le strade che vediamo sono spettralmente deserte. Un incubo in miniatura che, come altri lavori successivi, trova una forza perturbante negli scarti tra immagine e suono. T.I.

PRODUZIONE / PRODUCTION: Ben Rivers Ben Rivers SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Ben Rivers MONTAGGIO / EDITING: Ben Rivers FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Ben Rivers SOUND EDITOR: Ben Rivers DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Lux, gil@lux.org.uk

A

man is being chased by a furious crowd: the sounds resemble those from the famous scene in Lang’s M, but these streets are like ghostly deserts. This miniature nightmare, like other later works, finds a disturbing strength in the swerves of images and sounds.

I Know Where I'm Going u.k. / 2009 / 16 mm / 29’

S PRODUZIONE / PRODUCTION: Ben Rivers PRODUTTORE / PRODUCER: Ben Rivers SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Ben Rivers MONTAGGIO / EDITING: Ben Rivers FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Ben Rivers SOUND EDITOR: George Clark CAST: Zalasiewisz DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Lux, gil@lux.org.uk

iamo nella campagna inglese, in viaggio con Rivers alla scoperta delle tracce dell’agire umano. Un tagliaboschi ha un modo speciale di comunicare con il suo cavallo; un apicultore gesticola guardando dritto in camera; un guardiano della chiusa ha il cottage più pazzo del mondo; un giardiniere si avventura nella neve verso casa. Un road movie anomalo, che parla di mestieri che fanno vivere in comunione con la natura. Una natura che resterà anche dopo la fine del genere umano. A.A.

W

e are in the English countryside, on a trip with Rivers to uncover the traces of man’s actions. There is a lumberjack with a special way of speaking with his horse, a beekeeper who makes hand gestures while looking at the camera, the guard of a dam with the craziest cottage in the world, and a gardener who ventures home in the snow. This is an atypical road movie illustrating jobs that make one live in unity with nature, which will exist even after the end of the human race.

pag. 157 / OMAGGIO A BEN RIVERS


The Creation As We Saw It u.k., france / 2012 / 16 mm / 14’

D PRODUZIONE / PRODUCTION: Ben Rivers PRODUTTORE / PRODUCER: Ben Rivers SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Ben Rivers MONTAGGIO / EDITING: Ben Rivers FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Ben Rivers SOUND EDITOR: Ben Rivers DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Lux, gil@lux.org.uk

opo Slow Action, Rivers ritorna su un’isola: la piccola Vanuatu, nel cuore dell’Oceano Pacifico, questa volta alla ricerca di immagini originarie: il consueto gioco tra documentario e finzione si apre al fascino del mito. Nei racconti, che costituiscono la cosmogonia di questo popolo, si confondono e si separano umani e animali, donne e uomini, le acque del diluvio che disperdono e il vulcano, che conserva il fuoco di una cultura: la possibilità di creare sempre e di nuovo, di raccontare. T.I.

A

fter Slow Action, Rivers goes back to an island, little Vanuatu, in the heart of the Pacific Ocean, this time on the hunt for native imagery. The play between documentary and fiction opens up to the allure of the myth. In the tales, which make up the cosmogony of the people, humans and animals get mixed up and separated, as do men and women, the flowing water from the flood and the volcano, which reserves the a culture’s fire: the possibility of always and again creating, story telling.

Phantoms of a Libertine uk / 2012 / 16 mm / 10’

F

ilm di montaggio, ricostruisce la la storia di un fantomatico viaggiatore del XX secolo, attraverso testimonianze fotografiche dei suoi momenti salienti. Sono ricordi e tentativi di rappresentazione di atti di libertà e liberazione: mentre una musica sperimentale resta sospesa sulle sequenze a nero, sullo schermo si alternano riprese di mucchi di documenti e soprattutto foto e didascalie. Delle dida non vediamo in realtà mai le foto: ecco i veri fantasmi, quello che non ci è dato vedere? A.A.

PRODUZIONE / PRODUCTION: Ben Rivers PRODUTTORE / PRODUCER: Ben Rivers SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Ben Rivers MONTAGGIO / EDITING: Ben Rivers FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Ben Rivers DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Lux, gil@lux.org.uk

T

his film made through editing reconstructs the tale of an elusive traveller from the 20th Century, through photographic accounts of his leading moments. These are memories and attempts at representing acts of freedom and liberation: while experimental music is pending on black sequences, piles of documents and especially of photos and captions are shown on rotation on screen. We never see the pictures corresponding to the captions: are these the real ghosts, the things we are not shown?


the outsiders Ai Weiwei: Never Sorry Alison Klayman / USA / 2012 / HDCam / 91' Bones Brigade: An Autobiography Stacy Peralta / USA / 2012 / HD / 101’ Elles Małgorzata Szumowska / France, Poland, Germany / 2011 / 35mm / 99' Glastopia Julien Temple / UK / 2012 / HDCam / 75' Jaurès Vincent Dieutre / France / 2012 / HDCam / 83’ Je suis venu vous dire... Gainsbourg by Ginzburg (Gainsbourg by Gainsbourg An Intimate Self-Portrait) Pierre-Henry Salfati / France / 2012 / HD / 94’

T

The Life and Times of Paul the Psychic Octopus Alexandre O. Philippe / USA / 2012 / HD / 72' La mer à l’aube (Calm at Sea) Volker Schlöndorff / France, Germany / 2011 / HD / 90’ Mezzo Morra Vincent Moon / Italy / 2012 / HD / 34' Room 237 Rodney Ascher / USA / 2012 / HD / 102’ Shut Up and Play the Hits Will Lovelace, Dylan Southern / UK / 2012 / HD / 108' Side by Side Chris Kenneally / USA / 2012 / HD / 99’

he Outsiders cambia pelle ogni anno. La sua pelle è quella dei fuoriclasse presenti nella selezione e che quest’anno ha un nuovo colore. Per la prima volta presenta infatti due film che hanno una distribuzione commerciale, e mostra tre film che partecipano a un altro percorso di visione, potenzialmente ancora più aperto, quello dello streaming online. Il cinema si trasforma, anch’esso cambia pelle, e vale la pena cominciare a raccontare The Outsiders proprio da Side by Side, che ripercorre l’evoluzione del cinema recente, dalla pellicola al digitale. La voce di Keanu Reeves, anche produttore, raccoglie opinioni autorevoli, che osservano la questione da entrambe le prospettive. Punti di vista, appunto. Vincent Dieutre racconta la storia di un gruppo di profughi afghani guardandola dal suo punto di osservazione privilegiato: piccolo capolavoro di intimismo, Jaurès gli vale il Premio della Giuria del Forum di Berlino. Un altro grande regista trova posto in The Outsiders per la prima volta: si tratta di Volker Schlöndorff, che in La mer à l’aube mette in scena un episodio della II Guerra Mondiale, bruciante in tutta la sua umanità. Due

Stoichkov Borislav Kolev / Bulgaria / 2012 / HD / 90’ Tropicália Marcelo Machado / Brazil, UK, USA / 2012 / HD / 87' Turning Charles Atlas, Antony / Denmark, USA / 2011 / Digibeta, HDV / 78’ Violeta se fue a los cielos (Violeta) Andrés Wood / Chile, Argentina, Brazil / 2011 / 35mm / 110'

T

he Outsiders section changes skin every year. Its skin is that of the outsiders in the selection and this year it is a new colour. For the first time it presents two films which are commercially distributed, and three films which have another, potentially even more open, itinerary of circulation: online streaming. The cinema changes, it also changes skin and this is a story worth telling, with The Outsiders starting from Side by Side, which traces the evolution of recent cinema, from celluloid to digital. Keanu Reeves, also the producer, collects authoritative opinions, observing the question from both perspectives. Vincent Dieutre tells the story of a group of Afghan refugees, from his privileged point of view: a small masterpiece of intimism, Jaurès won the Jury’s Prize at the Berlin Forum. Another great director is included in The Outsiders for the first time: Volker Schlöndorff, who in La mer à l’aube shows an episode from World War II, in all its humanity. Two great women are the protagonists of the last two fiction films of the selection (and of the two films on general release in the aupag. 159 / THE OUTSIDERS


grandi donne sono protagoniste delle ultime due fiction della selezione (e dei due film che saranno distribuiti in sala in autunno): la prima è Juliette Binoche, che in Elles (film di apertura di Panorama a Berlino) dà forma in modo mirabile alla figura di una giornalista alle prese con un’inchiesta difficile, e la seconda è Violeta Parra, la cantante simbolo della musica cilena e non solo, che in Violeta prende vita in un ritratto umano e artistico straordinario, vincitore del Premio del pubblico al Sundance. Emozioni ben diverse sono quelle capaci di suscitare i fuoriclasse protagonisti di una cinquina di documentari da non perdere: gli skateboarders di Bones Brigade: An Autobiography; Hristo Stoichkov, la cui vicenda sportiva e umana è ricostruita nel film omonimo; Ai Weiwei, il più famoso artista cinese vivente, ritratto nel pieno del suo percorso di artista e attivista politico dissidente in Ai Weiwei: Never Sorry; il polpo vaticinante Paul, in The Life and Times of Paul The Psychic Octopus; e il fuoriclasse più cinematografico è The Shining, protagonista del documentario che ne racconta l’ossessiva costruzione, Room 237. E le emozioni musicali prendono infine un posto importante grazie a sei film che rappresentano un viaggio nei miti della musica contemporanea: da Gilberto Gil e Caetano Veloso in Tropicália, agli LCD Soundsystem in scena per l’ultima volta in Shut Up and Play the Hits, passando per il festival di Gastonbury raccontato da Julien Temple in Glastopia, e gli Antony and the Johnsons ritratti in Turning, per arrivare a Serge Gainsbourg, colto in un appassionante montaggio di materiali d’archivio che ne restituiscono la vita e la carriera in Je suis venu vous dire, film che presentiamo in collaborazione con il Festival In-Edit di Barcellona. Miti per tanti, fuoriclasse per tutti. Ci permettiamo di chiudere con un fuoriclasse tutto nostro, Vincent Moon, che da un viaggio compiuto per il Festival nel 2011 ha realizzato con Mezzo Morra un autentico gioiello sulla musica tradizionale sarda. Che regaliamo al nostro pubblico. Alice Arecco

tumn): the first is Juliette Binoche, who in Elles (the film that opened the Panorama in Berlin) admirably portrays the figure of a journalist at grips with a difficult investigation, and the second is Violeta Parra, the singer who symbolizes the music of Chile (and elsewhere), who in Violeta comes to life in an extraordinary human and artistic portrait, winning the Public’s Prize at Sundance. Very different emotions are those aroused by the outsiders of five documentaries not to be missed: the skateboarders of Bones Brigade: An Autobiography; Hristo Stoichkov, whose sporting and human story is reconstructed in the film of the same name; Ai Weiwei, the most famous living Chinese artist, portrayed in his life as an artist and political dissident in Ai Weiwei: Never Sorry; the famus octopus Paul in The Life and Times of Paul The Psychic Octopus; and the outsider more cinematographic is The Shining, protagonist of the documentary related with its obsessive construction, Room 237. In the last place, musical emotions take an important place thanks to six films which represent a journey through the myths of contemporary music: from Gilberto Gil and Caetano Veloso in Tropicalia, to the LCD Soundsystem performing for the last time in Shut Up and Play the Hits, via the Glastonbury Festival told by Julien Temple in Glastopia or Burst?, and Anthony and the Johnsons portrayed in Turning, to arrive at Serge Gainsbourg, captured in a passionate collage of archive footage recounting his life and career in Je suis venu vous dire, which we are presenting in collaboration with the In-Edit Festival of Barcelona. Myths for many, outsiders for all. We will close with an outsider of our own, Vincent Moon, who from a journey made for the festival in 2011, has made Mezzo Morra a real gem on traditional Sardinian music. A gift for our public.


Ai Weiwei: Never Sorry USA / 2012 / HDCam / 91’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Never Sorry LLC, United Expression Media, Muse Film and TV PRODUTTORE / PRODUCER: Alison Klayman, Colin Jones, Adam Schlesinger SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Alison Klayman MONTAGGIO / EDITING: Jennifer Fineran FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Alison Klayman MUSICA / MUSIC: Ilan Isakov CAST: Ai Weiwei, Danqing Chen, Ying Gao DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Biografilm Collection, info@biografilm.it

Alison Klayman 1984 FIlmografia / filmography: 2012 Ai Weiwei: Never Sorry

L

iberato recentemente, ma ancora accusato, Ai Weiwei è il più celebre artista cinese del nostro tempo. Non più solo per la sua arte, ma per l’uso dei new media a difesa di se stesso e di denuncia del proprio paese. Dalla tragedia del terremoto in Sichuan, e dall’indagine che ne è seguita per un’istallazione, la vita dell’artista è sotto il controllo (e a volte l’arresto) del governo. Alison Klayman, che incontrò Weiwei quasi per caso, è diventata l’unico occhio autorizzato dall’artista a seguirlo: un private eye che mostra testimoni, racconta gli anni a New York e non dimentica gli ultimi lavori. Un’occasione per scoprire la quotidianità di un’artista scomodo che non esita a ribellarsi. A.B.

A

i Weiwei, the most famous Chinese artist of our times, was recently freed, but still accused. Not only for his art now, but for the use of new media to defend himself and to criticise his own country. From the tragedy of the earthquake of Sichuan, to the inquiry that followed it for an installation, the artist’s life is under the control (and sometimes arrest) of the government. Alison Klayman, who met Weiwei almost by chance, became the only eye authorised by the artist to follow him: a private eye that shows evidence, tells about the years in New York, and does not forget his last works. An occasion to discover the ordinariness of an unconfortable artist who does not fear rebellion.

pag. 161 / THE OUTSIDERS


Bones Brigade: An Autobiography USA / 2012 / HD / 101’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Nonfiction Unlimited PRODUTTORE / PRODUCER: Stacy Peralta, John Oliver, Nadine Brown SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Stacy Peralta MONTAGGIO / EDITING: Josh Altman FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Patrick Darrin SOUND EDITOR: Dan Snow MUSICA / MUSIC: Ric Markmann CAST: Rodney Mullen, Mike McGill, Lance Mountain, Tony Hawk, Steve Caballero, Tommy Guerrero DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: The Film Sales Company, jason.ishikawa@filmsalescorp.com

Stacy Peralta 1957 FIlmografia/filmography: 2012 Bones Brigade: An Autobiography, 2008 Crips and Bloods: Made in America, 2004 Riding Giants, 2001 Dogtown and Z-Boys, 1987 The Search for Animal Chin

L

a storia e le imprese della Bones Brigade raccontate da chi per primo ha messo in piedi il team, entrando nella storia. Ben più di un documentario sportivo, un’autobiografia di raro impatto emotivo che, attraverso i racconti e le memorie dei suoi protagonisti – da Rodney Mullen a Tony Hawk - celebra quei ragazzi che, negli anni ottanta, hanno cambiato per sempre le regole e il modo di vivere lo skate. Ad undici anni di distanza dal precedente documentario Dogtown and Z-Boys, Stacy Peralta, skater e filmmaker, firma un’autobiografia prossima a diventare culto, per conoscere e ricordare le imprese di coloro che hanno riscritto il destino dello skate mondiale. L.C.

T

he tale and feats of the Bones Brigade told by those who first created the team, becoming a part of history. Much more than a sports documentary, this autobiography with a rare emotional impact, through the tales and memories of its protagonists -from Rodney Mullen to Tony Hawk- celebrates those guys who, in the 80s, forever changed the rules and ways of living skating. 11 years after the previous documentary, Dogtown and Z-Boys, Stacy Peralta, skater and filmmaker, creates an autobiography destined to become a cult, to learn and reminisce on the feats of those that rewrote the fate of skating in the world.


Elles France, Germany, Poland / 2012 / 35 Mm / 99’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Slot Machine, Zentropa International Poland, Zentropa International Köln, Canal+ Poland, ZDF PRODUTTORE / PRODUCER: Marianne Slot, Daniel Blum, Bettina Brokemper, Reinhold Elschot, Peter Garde, Peter Aalbæk Jensen, Agnieszka Kurzydlo, Beata Ryczkowska SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Tine Byrckel, Małgorzata Szumowska MONTAGGIO / EDITING: Françoise Tourmen, Jacek Drosio FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Michal Englert MUSICA / MUSIC: Pawel Mykietyn CAST: Juliette Binoche, Anaїs Demoustier, Joanna Kulig DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Officine UBU, distribuzione@officineUBU.com

A

nne (Juliette Binoche), giornalista parigina per la rivista Elle, lavora a un articolo sulla vita di tante giovani ragazze che si prostituiscono per pagare gli studi. Le interviste finiscono per turbare le sue certezze borghesi e per metterla a confronto con la propria femminilità, i suoi fantasmi e la famiglia. Il quarto film della regista polacca Małgorzata Szumowska indaga il legame tra sesso, soldi, amore attraverso gli occhi della protagonista, una Binoche in piena forma, testimone, insieme allo spettatore, della banalità ambigua e quotidiana di chi vive nel mercato del sesso. Il climax della perversione cresce, ma la resa dei conti, con un gesto inaspettato di regia, è dietro l’angolo. A.B.

A Małgorzata Szumowska 1973 FIlmografia/filmography: 2011 Elles, 2008 33 sceny z zycia (33 Scenes From Life), 2007 A czego tu sie bac? (Nothing to Be Scared of), 2005 Solidarnosc, Solidarnosc..., 2005 Mójtata Maciek, 2004 Ono (Stranger), 2004 Visions of Europe (ep. Crossroad), 2001 Dokument...?, 2000 Szczesliwy czlowiek (Happy Man), 1999 Siedem lekcji milosci, 1998 Cisza

nne (Juliette Binoche), a Parisian journalist for Elle magazine, works on an article on the life of many young girls who sell their bodies to pay for their studies. The interviews end up disturbing her bourgeois certainties and facing her with her own femininity, ghosts, and family. Polish director Małgorzata Szumowska’s fourth film looks into the tie between sex, money, and love through the eyes of the protagonist. Binoche is in perfect shape, as a witness, with the viewer, of the ambiguous and ordinary banality of those who live in the sex market. The climax of perversion grows, but the verdict, shown unexpectedly by the director, is just around the corner.

pag. 163 / THE OUTSIDERS


Glastopia UK / 2012 / HDCam / 75’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Nitrate London Ltd. PRODUTTORE / PRODUCER: Stephen Malit, Julien Temple SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Julien Temple MONTAGGIO / EDITING: Jonny Halifax FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Stephen Organ MUSICA / MUSIC: U2, Coldplay, Neil Young, Pulp, Neneh Cherry DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: The Festival Agency, lv@thefestivalagency.com

J

Julien Temple 1953 FIlmografia / filmography: 2012 Glastopia, 2011 Dave Davies - Kinkdom Come, 2010 Ray Davies Imaginary man, 2009 ¿Requiem For Detroit?, 2009 Oil City Confidential, 2008 The Sex Pistols: There’ll Be An England, 2008 The Eternity Man, 2007 Joe Strummer: The Future Is Unwritten, 2006 Glastonbury, 2000 Pandaemonium, 2000 The Filth and the Fury, 1998 Vigo: A Passion for Life, 1996 Bullet, 1991 Stones at the Max, 1988 Earth Girls Are Easy, 1987 Running Out of Luck, 1986 Absolute Beginners, 1982 The Secret Policeman’s Other Ball, 1980 Samson: Biceps Of Steel, 1979 UK Subs: Punk Can Take It, 1979 The Great Rock ‘n’ Roll Swindle

ulien Temple, il più prolifico rockumentarista britannico, torna a Glastonbury dopo lo spettacolare film del 2006, incentrato sulle esibizioni degli artisti. In Glastopia mostra l’altro lato del megaevento, quello della socializzazione e del sogno visto dalla gente comune. Freak, figli dei fiori, circensi, travestiti, biker, sadomasochisti ma anche famiglie con bambini e nostalgici degli anni 70. Tutti insieme, in un vortice contagioso e orgogliosamente “utopico”. V.R.

J

ulien Temple, the most successful British rockumentarist, goes back to Glastonbury after his amazing 2006 film, which focused on artists’ performances. In Glastopia he shows the other side of the event, with socialisation and regular people’s dreams. Freaks, flower children, circus actors, transvestites, bikers, and sadomasochists, but also families with children and those nostalgic of the 70s. All of this together in a contageous and proudly ‘Utopian’ whirlpool.


Jaures France / 2012 / HDCam / 83’ PRODUZIONE / PRODUCTION: La Huit Production PRODUTTORE / PRODUCER: Stéphane Jourdain SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Vincent Dieutre MONTAGGIO / EDITING: Mathias Bouffier FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Vincent Dieutre SOUND EDITOR: Didier Cattin MUSICA / MUSIC: Reynaldo Hahn CAST: Éva Truffaut, Vincent Dieutre DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: La Huit Distribution, stephane.jourdain@lahuit.fr

Vincent Dieutre 1960 FIlmografia/filmography: 2011 Jaurès, 2008 Después de la revolución, 2006 Fragments sur la grâce (Fragments on Grace), 2006 Ea2, 2003 Mon voyage d’hiver (My Winter Journey), 2003 Bologna Centrale, 2001 Bonne nouvelle (Good News), 2000 Entering Indifference, 2000 Leçons de ténèbres (Tenebrae Lessons), 1995 Rome désolée (Desolate Rome)

I

l racconto di una relazione in un dialogo tra il regista Vincent Dieutre e Éva Truffaut: i due commentano i filmati girati dalla finestra dell’appartamento in cui il regista incontrava l’amante Simon, ormai sfuggito. Non c’è nessuna immagine per ricordarlo, ma solo quei souvenir di un altro campo, oltre la strada. Il film di Vincent Dieutre è la cronaca di un amore dal ritmo poetico inedito: le parole che evocano la relazione si scontrano con quanto avveniva fuori, tra i rifugiati politici che dormivano sotto un ponte di Parigi, vicino alla metro Jaurès. Gli stessi che Simon, l’amante del regista, aiutava dopo i loro incontri segreti. A.B.

T

he tale of a relationship between director Vincent Dieutre and Éva Truffaut: they comment on films shot through the window of the flat where the director used to meet his lover, Simon, who has now run away. There are no pictures to remember him by, only the souvenir of another camp, past the street. Vincent Dieutre’s film is a love story by poetic and original rhythms: the words that evoke the relationship clash with what happened outside, among the political refugees that slept under a bridge in Paris, close to the Jaurès metro station. The same that Simon, the director’s lover, would help after their secret meetings.

pag. 165 / THE OUTSIDERS


in colaborazione con: beefeater in-edit

Je suis venu vous dire.. Gainsbourg by ginzburg

Gainsbourg by Gainsbourg: An Intimate Self-Portrait France / 2012 / HD / 94’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Zeta Production, ARTE France, Institut National de l'Audiovisuel (INA) PRODUTTORE / PRODUCER: Miriana Bojic Walter SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Marianne Anska, Pierre-Henry Salfati MONTAGGIO / EDITING: Bénédicte Brunet, Pascale Hannoyer FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Andrei Lebedyansky, Lionel Perrin SOUND EDITOR: Arnaud Rolland, Francis Wargnier MUSICA / MUSIC: Mathieu Dugelay CAST: Jane Birkin, Emilie de Preissac, Serge Gainsbourg, Clément van den Bergh DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: The Festival Agency lv@thefestivalagency.com

Pierre-Henry Salfati 1953 FIlmografia / filmography: 2012 Je suis venu vous dire... Gainsbourg by Ginzburg (Gainsbourg by Gainsbourg: An Intimate Self-Portrait), 1999 The Jazzman from the Gulag, 1995 Zadoc et le bonheur, 1989 Tolérance, 1989 Maman, je n’ai rien aux dents, 1985 Kubyre, 1982 La fonte de Barlaeus

U

n biopic, anzi, una autobiografia reinventata che dà la parola a Serge Gainsbourg stesso. Il documentario è narrato in prima persona dal cantautore francese, costruito utilizzando semplicemente tutto ciò che ha detto e raccontato nella sua lunga carriera, in un montaggio di materiali noti e meno noti, spesso assolutamente inediti. In questo modo, Gainsbourg comunica se stesso in un modo del tutto inatteso, anche e soprattutto attraverso sottintesi e segreti. Un film in forma di schizzo, proprio come se lui stesso avesse voluto cominciare un ritratto e lasciarlo come eredità di sé, della costruzione del suo mito. Per un personaggio di cui tanto è stato detto, scritto e mostrato, un documento unico. A.A.

A

biopic, rather, a reinvented autobiography that gives Serge Gainsbourg himself a voice. The documentary, narrated in the first person by the French singer-songwriter, is built simply using everything he said and told in his long career, in a montage of famous and less famous material, often completely unedited. This way, Gainsbourg tells about himself, in a fully unexpected way, also and mainly through implications and secrets. A film in the form of a sketch, just as if he had wanted to start a portrait and leave it as his heritage, ofthe creation of a legend. A unique document for someone on whom much has been said, written, and shown.


The Life and Times of Paul the Psychic Octopus USA / 2012 / hd / 72’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Exhibit A Pictures PRODUTTORE / PRODUCER: Robert Muratore, Alexandre O. Philippe SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Alexandre O. Philippe MONTAGGIO / EDITING: Dave Krahling FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Robert Muratore Musica / Music: Shawn King, Parry Gripp DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Autlook Filmsales, youn@autlookfilms.com

I

Alexandre O. Philippe 1972 FIlmografia / filmography: 2012 The Life and Times of Paul the Psychic Octopus, 2011 The Right to Breathe, 2010 The People vs. George Lucas, 2009 Inside, 2008 The Spot, 2006 Left, 2004 Earthlings: Ugly Bags of Mostly Water, 2003 Chick Flick: The Miracle Mike Story

l film racconta la storia ufficiale del cefalopode marino più amato e disprezzato del mondo. Le previsione azzeccate - una serie incredibile di otto - durante la Coppa del Mondo di Calcio 2010 lo resero ai tempi una superstar. Se Paul sia stato un vero e autentico oracolo del 21° secolo, o un impostore con i tentacoli, questo rimane oggetto di dibattito ancora oggi. Quel che è certo è che ha colpito tutti, ci ha fatto sognare, e ha lasciato un segno nella cultura popolare. The Life and Times of Paul the Psychic Octopus è un biopic di proporzioni tentacolari, che esplora i temi della dipendenza dalla fama, della scienza delle probabilità, e della possibile esistenza di poteri superiori. A.A.

T

he film tells the official story of the world’s most beloved and scorned cephalopod, whose remarkable string of eight correct ‘predictions’ during the 2010 Soccer World Cup made him a uperstar. Whether Paul is an honest-to-goodness 21st century oracle, or a tentacled sham, remains a hotly debated topic. What is certain, though, is that he has affected us, made us dream, and impacted popular culture. The Life and Times of Paul the Psychic Octopus is a biopic of tentacular proportions that explores celebrity mania, the science of probabilities, and the possibility of higher powers. pag. 167 / THE OUTSIDERS


in collaborazione con: goethe-institut mailand

La mer a l'aube Calm at Sea

France, Germany / 2011 / HD / 90’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Les Canards Sauvages, Provobis Film, 7e Apache Film, ARTE France PRODUTTORE / PRODUCER: Bruno Petit, Oliver Poubelle, Thomas Teubner, Martin Choroba SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Volker Schlöndorff MONTAGGIO / EDITING: Susanne Hartmann FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Lubomir Bakchev SOUND EDITOR: Damien Aubry MUSICA / MUSIC: Bruno Coulais CAST: Léo Paul Salmain, Ulrich Matthes, Martin Loizillon, Jacob Matschenz, André Jung DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Wide Management, ig@widemanagement.com

Volker Schlöndorff 1939 selected filmography: 2011 La mer à l’aube, 2007 Ulzhan, 2006 Strajk - Die Heldin von Danzig, 2004 Der neunte Tag, 2000 Die Stille nach dem Schuβ, 1998 Palmetto, 1996 Der Unhold, 1992 The Michael Nyman Songbook, 1991 Homo Faber, 1990 The Handmaid’s Tale, 1984 Un amour de Swann, 1982 Krieg und Frieden, 1981 Die Fälschung, 1980 Der Kandidat, 1979 Die Blechtrommel, 1976 Der Fangschuss, 1972 Strohfeuer

I

I Guerra Mondiale, fronte francese. Il governo collaborazionista, in risposta all’omicidio di un generale nazista, cede alle logiche di rappresaglia e condanna all’esecuzione un gruppo di prigionieri politici, rinchiusi in un campo di lavoro. É la scelta: nomi, provenienze, età, studi e professioni, orientamenti politici o religiosi, tutto può essere determinante per farla cadere su un nome o un altro. L’elenco ora è pronto per giungere al campo, dove nonostante tutto restano vivi fierezza e coraggio. Anche quando chi è nell’elenco ha solo 17 anni, l’ultimo desiderio è affermare l’ingiustizia della guerra, e scrivere una lettera di addio che sia una testimonianza di un’umanità che non si arrende. A.A.

W

orld War II, French front. The collaborationist government, as a response to the murder of a Nazi general, gives in to the logics of retaliation and sentences to execution a group of political prisoners, locked up in a work camp. The choice: names, origins, age, studies and professions, political or religious beliefs, all of this can be a determining cause for it to fall on one name or another. The list is not ready to reach the camp, where, despite all of this, pride and courage stay alive. Even when those in the list are 17, the last wish is to state the injustice of the war, and write a goodbye letter that may be testimony to a humanity that does not give up.


Mezzo Morra Italy / 2012 / HD / 34’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Milano Film Festival, Cristina Caon PRODUTTORE / PRODUCER: Cristina Caon, Vincent Moon SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Vincent Moon MONTAGGIO / EDITING: Christian Giuffrida, Vincent Moon FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Vincent Moon SOUND EDITOR: Vincent Moon, Sylvain Prevost MUSICA / MUSIC: Paolo Angeli, Andrea Pisu, Antonio Putzu DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Vincent Moon, vincentmoon@gmail.com

Vincent Moon 1979 FIlmografia / filmography: 2012 Mezzo Morra, 2011 An Island, 2010 Mogwai: Burning, 2010 A Temporary Area in Athens, 2009 This is not a Show: Live at the Olympia in Dublin, 2009 Cheap Magic Inside, 2009 All Tomorrow’s Parties, 2009 La Faute des Fleurs - A portrait of Kazuki Tomokawa, 2009 REM - Six Days, 2008 Little Blue Nothing - A portrait of Vojtech and Irena Havlovi, 2008 Miroir noir, 2008 A Skin, a Night, 2008 Adelia, I Want to Love, 2007 Histoire de feu

F

iliazione del progetto produttivo Soundoc 2011 su Paolo Angeli, Mezzo morra è una composizione impressionista sulla musica e le tradizioni sarde. In costante dialettica tra l’astrazione delle immagini e la sua materia viva e temporale, il film apre una breccia nella cultura compatta dell’isola che ricambia lo sguardo con la curiosità vorace e distante dei bambini. I suoni ancestrali dei tenores, le launeddas, il cantu a ghiterra sono l’eco delle comunità che hanno domato un territorio selvaggio, spezzato dall’incedere ossessivo del gioco della morra. Un nuovo estatico episodio del peregrinaggio di Vincent Moon montato a quattro mani con l’italiano Christian Giuffrida. C.C.

D

erivation of the productive project Soundoc 2011 on Paolo Angeli, ‘Mezzo Morra’ is an impressionistic composition on Sardinian music and tradition. In constant dialectic between image abstraction and its live and timely material, the film shows the compact culture of the island that exchanges looks with the lively and distant curiosity of children. The ancestral sounds of tenores, launeddas, cantu a ghiterra, are the echo of the communities that tames a wild territory, broken up by games of morra. A new ecstatic episode of Vincent Moon’s wandering edited together with the Italian editor Christian Giuffrida.

pag. 169 / THE OUTSIDERS


Room 237 USA / 2012 / HD / 102’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Highland Park Classics PRODUTTORE / PRODUCER: Tim Kirk SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Rodney Ascher MONTAGGIO / EDITING: Rodney Ascher FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Rodney Ascher SOUND EDITOR: Joseph Tsai MUSICA / MUSIC: William Hutson, Jonathan Snipes CAST: Bill Blakemore, Buffy Visick, Geoffrey Cocks DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: The Film Sales Company, jason.ishikawa@filmsalescorp.com

Rodney Ascher FIlmografia / filmography: 2012 Room 237, 2010 The S from Hell, 2010 The Lonely Death of the Giggler, 2009 Dog Days, 2008 Visions of Terror, 2006 Hot Chicks (ep. Somebody Goofed), 2001 Triumph of Victory, 1997 Alfred

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ocumentario su un’ossessione, su una passione cinematografica, su un film che, nell’immaginario collettivo, è esso stesso un’ossessione e un’opera che lascia sgomenti di terrore a ogni visione. Quando realizzò The Shining, Stanley Kubrick certo non sapeva che nel 2012 un regista innamorato del suo film avrebbe scandagliato ogni scena, ricostruito ogni collegamento ipertestuale, seguito i fili di teorie psicoanalitiche, matematiche, architettoniche, filosofiche... per giungere a una vera storia della storia, che accompagna lo spettatore in un incredibile e appassionante viaggio di analisi e riscoperta. Da vedere, rigorosamente, dopo aver “ripassato” il capolavoro di Kubrick. A.A.

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ocumentary about an obsession, a passion for cinema, a film, that, in the collective immagination, is itself an obsession and a work that leaves viewers in terrified dismay. When Stanley Kubrick made The Shining, he did not know that in 2012 a director in love with his film would have examined each scene, rebuilt every hyper-textual tie, followed psychoanalytical, mathematical, architectural, philosophical theories... to reach a real story of the story, which taked the viewer through an incredible and passionate trip of analysis and re-discovery. To be seen, absolutely, after having ‘reviewed’ Kubrick’s masterpiece


Shut Up and Play the Hits UK / 2012 / HD / 108’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Pulse Films, Killer Films PRODUTTORE / PRODUCER: Lucas Ochoa, James Murphy, Thomas Benski SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Will Lovelace, Dylan Southern MONTAGGIO / EDITING: Mark Burnett FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Reed Morano MUSICA / MUSIC: LCD Soundsystem CAST: Gunnar Bjerk, Al Doyle, James Murphy, Chuck Klosterman, Pat Mahoney DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Movies Inspired, stefano.jacono@moviesinspired.com

Will Lovelace, Dylan Southern FIlmografia / filmography: 2012 Shut Up and Play the Hits, 2010 No Distance Left to Run

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opo tre album e un clamoroso successo, Murphy ha deciso di congedare gli LCD Soundsystem con un concerto che è già storia. Atto finale di una delle più importanti esperienze musicali del decennio, tra punk, new wave e disco, il live respira di quella energia rara che hanno gli addii consapevoli. Come dice la frase di lancio del film (“If it’s a funeral... let’s have the best funeral ever”), è un funeral party chiassoso e sudato, racchiuso in documentario che gioca in scioltezza con i tempi narrativi. V.R.

A

fter three albums and a huge success, Murphy decides to say goodbye to LCD Soundsystem with an epic concert. Final act of one of the most important musical experiences of the decade, with punk, new wave, and disco, the live show breathes that rare energy present at conscious goodbyes. As the opening line of the film says, ‘ If it’s a funeral... let’s have the best funeral ever ‘, this is a loud and sweaty funeral party, told in a documentary that lightly plays with the narrative times.

pag. 171 / THE OUTSIDERS


Side by Side USA / 2012 / HD / 99’ PRODUZIONE / PRODUCTION: A Company Films, LLC Production PRODUTTORE / PRODUCER: Keanu Reeves, Justin Szlasa SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Chris Kenneally MONTAGGIO / EDITING: Mike Long, Malcolm Hearn FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Chris Cassidy SOUND EDITOR: Erik Bailey, Max Greene, Tom Ryan MUSICA / MUSIC: Brendan Ryan, Billy Ryan CAST: David Fincher, Keanu Reeves, Martin Scorsese, Steven Soderbergh, James Cameron, Robert Rodriguez, Danny Boyle DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: CAT&Docs, maelle@catndocs.com

Chris Kenneally 1970 FIlmografia / filmography: 2012 Side by Side, 2009 Looking Out for Number One, 2004 Crazy Legs Conti: Zen and the Art of Competitive Eating

L

a rivoluzione digitale raccontata dai suoi protagonisti. Dalla fotografia al montaggio, dalle proiezioni in DCP fino all’intero archivio della storia del cinema potenzialmente disponibile, nell’immediato, ad ogni spettatore. Se il digitale ha moltiplicato il numero di film prodotti, è anche vero che “Tutti hanno un pezzo di carta e una matita, ma quante storie davvero grandi sono state scritte su quel pezzo di carta?”. Cosa rappresenta la progressiva digitalizzazione del cinema? Il suo declino o una necessaria evoluzione? Documentario corale prodotto da Keanu Reeves che racconta le trasformazioni e le potenzialità del nuovo cinema. E fa scoprire che 28 giorni dopo è un po’ figlio di Festen. L.C.

T

he digital revolution told by its main characters; from photography to editing, from the projections in DCP to the entire archive of the history of cinema, potentially available in the immediate future, for every viewer. If digital technology has multiplied the number of films created, it is also true that ‘Everyone has a pencil and paper, but how many actually great stories have been written on that paper? What does the progressive digitisation of cinema represent? Its decline of a necessary evolution? A harmonic documentary produced by Keanu Reeves that tells of the transformations and potential of this new film type. Here we find out that 28 Days Later is sort of Festen’s child.


Stoichkov bulgaria / 2012 / HD / 90’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Camera Ltd., Bulgarian National Television PRODUTTORE / PRODUCER: Dimitar Gotchev, Vladimir Nikolay Stoyanov SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Borislav Kolev MONTAGGIO / EDITING: Maria Handjieva FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Grigor Kumitski MUSICA / MUSIC: Mariana Valkanova CAST: Hristo Stoichkov, Johan Cruyff, José Carreras, Aitor Beguiristain, Eusebio Sacristán DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Autlook Filmsales GmbH, youn@autlookfilms.com

A

lla soglia dei cinquant’anni, Stoichkov è ormai un posato, che alla tentazione della carriera da coach ha preferito una scuola di calcio per ragazzini. Un tempo, tuttavia, è stato uno dei grandi leoni del football, ultima icona passionale di uno sport ormai in carenza di sentimenti. Prodotto dalla Federazione del Calcio Bulgaro, il film di Kolev alterna ricchi materiali d’archivio agli incontri con gli ex compagni di squadra, che rievocano episodi come ad una cena tra amici. V.R.

A Borislav Kolev 1965 FIlmografia / filmography: 2012 Stoichkov

t almost 50 years of age, Stoichkov is now a calm man, who instead of giving into the temptation of becoming a coach, chose working in a football school for children. In his time though, he was one of the best footballers, the last passionate icon of a now emotionless sport. Kolev’s film, produced by the Bulgarian Football Federation, alternates rich archives to meetings with old teammates, which remind us of dinners with friends.

pag. 173 / THE OUTSIDERS


in collaborazione con: consolato generale del brasile a milano

Tropicália Brazil, UK, USA / 2012 / HD / 87’ PRODUZIONE / PRODUCTION: BossaNova Films, Mojo Pictures, Revolution Films, Record Entretenimento, VH1 PRODUTTORE / PRODUCER: Denise Gomes, Paula Cosenza SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Marcelo Machado, Vaughn Glover, Di Moretti MONTAGGIO / EDITING: Oswaldo Santana FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Eduardo Piagge SOUND EDITOR: François Wolf MUSICA / MUSIC: Alexandre Kassin CAST: Gilberto Gil, Caetano Veloso DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Bossanova Films, camilanicodemos@bossanovafilms. com.br

Marcelo Machado 1958 FIlmografia / filmography: 2012 Tropicália, 2011 Verse, 2011 O sarau uma usina de sonhos em Dois Córregos (The Soirée - A Dream Factory in Dois Córregos), 2009 O apito do trem (The Train Whistle), 2008 O apito do trem (The Train Whistle), 2007 Oscar Niemeyer, o arquiteto da invenção (Oscar Niemeyer, the Architect of Invention), 2006 Pure Spirit of Brasil, 2005 Ginga: a alma do futebol brasileiro (Ginga: The Soul of Brasilian Football), 1986 Olhar eletrônico

L

a fine degli anni ’60 si ricorda come un periodo d’oro per la cultura brasiliana e nero per la sua politica. Ma in un’epoca in cui il suono rivoluzionario riusciva ancora ad arrivare alle masse per canali comuni come la televisione, l’avant-garde tropicalista esplode come una sfida aperta alla dittatura militare a ritmo di samba, bossa nova, e rock and roll progressivo. Tropicália è un ritratto gioioso e dettagliato dei musicisti che hanno incarnato il movimento tropicalista e del rapporto con il loro paese e l’impegno politico. Un’analisi delle strette connessioni tra rinnovamento artistico e socio-politico che ha per protagonisti Os Mutantes, Tom Zé, Gal Costa, Gilberto Gil e Caetano Veloso. C.C.

T

he end of the 60s is seen as a golden phase for Brasilian culture, and a black one for its politics. In an era where the sound of revolution could still reach the masses through common channels like television, Tropicalist avant-guard explodes like an open challenge to military dictatorship to the beat of samba, bossa nova, and progressive rock. Tropicália is a joyful and detailed portrait of the musicians that have embodied the tropicalist movement, and of the rapport with their country and political devotion. This is an analysis of the close connections between artistic and socio-political renovation with Os Mutantes, Tom Zé, Gal Costa, Gilberto Gil, and Caetano Veloso as protagonists.


Turning Denmark, USA / 2011 / digibeta, hdv / 78’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Turning Film LLC, Bullitt Film PRODUTTORE / PRODUCER: Vibeke Vogel, Lucy Sexton SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Charles Atlas MONTAGGIO / EDITING: Åsa Mossberg FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Gavin Elder SOUND EDITOR: Jacques Pedersen MUSICA / MUSIC: Antony and the Johnsons CAST: Antony, Thomas Bartlett, Johanna Constantine, Catrina Delapena, Honey Dijon, Eliza Douglas DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: CAT&Docs, maelle@catndocs.com

Charles Atlas 1958

I

n Turning a girare sono le tredici beauties che accompagnano Antony & the Johnsons nella tournée-performance organizzata nel 2006 insieme al video artista danese Charles Atlas. Tredici performer, donne, transgender che si alternano sul palco, immobili ed esposte. I dettagli dei loro corpi sono isolati dalle riprese live di Atlas, trasformati da luci e colori in icone della vulnerabilità umana e allo stesso tempo di una dignità rivendicata con forza. Il film estende la performance e completa questi ritratti accompagnati dalla voce del cantautore androgino per eccellenza. Una celebrazione della libertà, dell’indipendenza dal condizionamento sociale e dalle codificazioni del gender. C.C.

I

antony 1971 FIlmografia / filmography: 2011 Turning

n Turning, those who do so are the 13 beauties that go with Antony & the Johnsons in the tour-performance organised in 2006 with Danish video artist Charles Atlas. 13 female transgender performers on stage, still and exposed. The details of their bodies are isolated by Atlas’ live shots, transformed by light and colour into icons of human vulnerability and at the same time of a dignity that was forcefully requested. The film extends the performance and completes these portraits with the voice of the most famously androgynous singer. A celebration of liberty, independence from social conditioning and gender coding.

pag. 175 / THE OUTSIDERS


Violeta se fue a los cielos Violeta

Chile, Argentina, Brazil / 2011 / 35 Mm / 110’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Wood Producciones, Maiz Producciones, BossaNova Films, BG TV PRODUTTORE / PRODUCER: Patricio Pereira SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Eliseo Altunaga MONTAGGIO / EDITING: Andrea Chignoli FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Miguel Ioann Littin SOUND EDITOR: Sebastian Marin MUSICA / MUSIC: Violeta Parra CAST: Francisca Gavilán, Thomas Durand, Luis Machín, Gabriela Aguilera, Roberto Farías DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Monkey Creative Studios Ltd. / IP RIGHTS MARKETING: Morris Casini & Partners, marafioti@morriscasini.com

V

ioleta Parra è molto più di una cantante. É un simbolo, un’icona, che ha lottato perché le tradizioni culturali del suo Paese non andassero perdute, facendo della sua carriera musicale un gesto politico. Ma Violeta Parra è anche una donna, una madre e una donna innamorata, incapace di sentimenti che non fossero all’altezza della sua forza umana e poetica. La solitudine della sua casa, una capanna da circo innalzata a monumento di sé, resta il simbolo di una vicenda che il film racconta fedelmente, e che forse, vista la straordinaria levatura della persona Violeta, non era di questo mondo, e in questo mondo non poteva trovare la felicità tanto sperata quando cantava Gracias a la vida. A.A.

V Andrés Wood 1965 FIlmografia / filmography: 2011 Violeta se fue a los cielos (Violeta), 2008 La buena vida (The Good Life), 2004 Machuca, 2001 La fiebre del loco (Loco Fever), 1999 El desquite, 1997 Historias de fútbol (Soccer Stories), 1994 Reunión de familia

ioleta Parra is much more than a singer. She is a symbol, and icon, that has fought for the cultural traditions of her country to not be lost, making her musical career a poliitcal gesture. But Violeta Parra is also a woman, a mother, and a woman in love, incapable of feelings that are not as strong as her human and poetic strentgh. The solitude of her house, a circus hut raised as a monument of her, is the symbol of a tale that the film tells loyally, and that, perhaps, with the extraordinary stature of Violeta as a person, was not part of this world, and in this world could not find the happiness she hoped for when singing Gracias a la vida.


colpe di stato state (T)error con il sostegno di:

grazie a:

L’accordo (The Agreement) Jacopo Chessa / Italy / 2011 / HD / 52’ Belorusskaia Mechta (Belarusian Dream) Ekaterina Kibalchich / Russia / 2011 / Digibeta / 55’

U

Delta Boys Andrew Berends / USA / 2012 / HD / 56’ Il Giudice e Il segreto di Stato (Battlefields - The Prosecutor and the State Secret) Bruno Oliviero / Italy, France / 2012 / HD / 52’ Ici on noie les Algériens – 17 octobre 1961 (Here We Drown Algerians October 17th, 1961) Yasmina Adi / France / 2011 / 35mm / 90’ Matador Ha'mil'hama (War Matador) Avner Faingulernt, Macabit Abramson / Israel / 2011 / HDV / 70’ The Price of Sex Mimi Chakarova / USA / 2011 / HD / 73’

ndici film, altrettanti sguardi sulla contemporaneità. Questa l’ambizione dell’edizione 2012 di Colpe di Stato, la sezione del Milano Film Festival destinata dalla sua nascita, sette anni fa, a raccontare il nostro presente puntando il dito su responsabilità che spesso sfuggono alla cronaca e all’informazione ufficiale. A chiamare in causa protagonisti di crimini i cui contorni sono spesso troppo sfumati per convertirsi in capi di imputazione formali. Esporre contraddizioni, questa una delle vocazioni più significative di Colpe di Stato. Ma attraverso il cinema, perché se la complessità del presente rende inadeguati molti degli strumenti di analisi della realtà cui siamo abituati, il cinema dimostra (e la selezione di quest’anno lo dimostra una volta di più) di saper perfezionare il proprio linguaggio, scendere in profondità, cogliere connessioni non evidenti. Ecco allora reporter che si convertono in filmmaker (Mimi Chakarova, Mika Koskinen, Ekateri-

Punaisen Metsän Hotelli (Red Forest Hotel) Mika Koskinen / Finland / 2011 / HD / 84’ Shilton Ha Chok (The Law in These Parts) Ra’anan Alexandrowicz / Israel, USA, Germany / 2011 / Digibeta / 101’ Vik Utopia. L’omicidio di Vittorio Arrigoni Anna Maria Selini / Italy / 2012 / DvCam / 52’ WE ARE LEGION: The Story of the Hacktivists Brian Knappenberger / USA / 2012 / HD / 90’

E

leven films and as many ways of looking at contemporary nature. This is the ambition of State (T)error 2012, the section of the Milano Film Festival which has aimed, since its creation, seven years ago, to relate our present, pointing a finger at responsibilities which often elude the news and official information, and to take to task the perpetrators of crimes which are often too blurred in their outlines to be converted into formal charges. Exposing contradictions is one of the most significant vocations of State (T)error – but through the cinema because if the complexity of the present makes many of the instruments of analysis of reality which we are used to inadequate, the cinema proves (and this year’s selection proves it once again) that it can perfect its own language, penetrate in depth and find connections that are not that obvious. So we have reporters who are converted into filmmakers (Mimi Chakarova, Mika Koskinen, pag. 177 / COLPE DI STATO


na Kibalchich), inchieste che si trasformano in film, storie personali che assumono valore universale: questo l’identikit delle pellicole che quest’anno ci hanno colpito al cuore nei lunghi mesi che abbiamo dedicato alla selezione. Scelte che ci hanno convinto al punto da ampliare il numero di appuntamenti che avevamo in origine preventivato, film che ci hanno stimolato a offrire al pubblico di Colpe - fedele, attento, preparato - qualcosa di più. Ad accompagnare i film saranno allora gli autori, spesso narratori in prima persona delle vicende raccontate, ma anche esperti, analisti, protagonisti del complesso scenario su cui quelle storie si innestano. Saranno confronti con le colpe del passato che illuminano il presente, come in Ici on noie les Algériens, fortunato risultato dell’ossessione della sua autrice che, setacciando archivi, ritracciando testimoni, mette in luce responsabilità negate su una strage di Stato, uno dei capitoli più vergognosi del post-colonialismo francese. Ma anche riflessioni sui fondamenti (storici, giuridici, morali) della propria nazione come The Law in These Parts e War Matador. Inchieste di rango che illuminano fasi oscure della nostra storia recente come Il Giudice e il segreto di Stato o Vik Utopia. O ancora viaggi ai quattro angoli del mondo per mano a esploratori dei recessi più bui della globalizzazione come The Price of Sex, Delta Boys, Red Forest Hotel. Il nostro universo si trasforma e L’accordo ci parla di quella parte di mondo più vicina a noi, del nostro quotidiano, del lavoro che non c’è, e quando c’è è irriconoscibile, di un cruciale momento di passaggio, di un nuovo “sistema” che forse si sta preparando. Mentre We are Legion ci introduce a chi oggi ha scelto la disobbedienza e, a volto scoperto, ce ne spiega le ragioni. Scaldiamo i muscoli. Paola Piacenza

Ekaterina Kibalchich), investigations that are transformed into films, personal stories that take on a universal value: this is the identikit of the films that this year left their mark on us in the long months that we dedicated to the selection. The choices convinced us to the point of extending the number of appointments that we had originally planned, as these are films that have stimulated us to offer the public of State (T)error – loyal, attentive and competent – something more. Accompanying the films there will be their authors, often narrators in the first person of the events related, but also experts, analysts and central figures of the complex scenario on which these stories are grafted. They will be confronted by the faults of the past that enlighten the present, as in Ici on noie les Algériens, the successful result of the obsession of its director who, by sifting through archives and finding witnesses, highlights denied responsibilities for a massacre perpetrated by the state, one of the most shameful chapters of French post-colonialism. There are also reflections on the foundations (historical, legal and moral) of the directors’ own countries like The Law in These Parts and War Matador. High level investigations which throw light on to shadowy periods of our recent history like Il Giudice e il segreto di Stato or Vik Utopia. Or journeys to the four corners of the globe with explorers of the darkest recesses of globalizations like The Price of Sex, Delta Boys and Red Forest Hotel. Our universe is being transformed and The Agreement speaks about that part of the world closest to us, our everyday lives, work that does not exist and when it does, it is unrecognizable, of a crucial moment of passage, of a new “system” that is perhaps being prepared. We are Legion, on the other hand, introduces us to those who today have chosen disobedience and, open-faced, explain their reasons for this.


L’Accordo The Agreement

Italy / 2011 / HD / 52’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Prime Bande PRODUTTORE / PRODUCER: Andrea Spinelli SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Jacopo Chessa MONTAGGIO / EDITING: Jacopo Chessa FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Andrea Spinelli, Ernaldo Data, Flavia Pasquini, Corrado Borsa, Lorenzo Bona, Emanuele Segre CAST: Giorgio Airaudo, Cesare Annibaldi, Fausto Bertinotti, Sergio Chiamparino, Sergio Cofferati, Angelo d’Orsi, Aldo Enrietti, Giuseppe Farina, Maurizio Landini, Maurizio Peverati, Bruno Vitali, Gustavo Zagrebelsky DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Prime Bande, jachessa@gmail.com

Jacopo Chessa 1973 FIlmografia / filmography:: 2011 L’accordo (The Agreement), 2010 Alice e Zhuang Zi, 2008 12 frammenti, 2007 Il concerto

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he cosa significa per l’Italia l’accordo che la Fiat chiede ai lavoratori di Mirafiori di ratificare il 13 e 14 gennaio 2011 con un referendum storico? Replica di quello di Pomigliano siglato qualche mese prima, l’accordo impone ai lavoratori rinunce dolorose in cambio di un investimento destinato a scongiurare dismissioni e delocalizzazioni. E’ un momento cruciale nella storia delle relazioni industriali italiane che mutila il ruolo del sindacato? O nasconde un progetto più ampio, se è vero che “le questioni sindacali riguardano immediatamente le parti, ma avendo ripercussioni sulla vita della collettività in generale, assumono un valore politico” come sostiene Vittorio Zagrebelski?

W

hat does the agreement that Fiat asked Mirafiori’s employees to ratify on the 13 and 14 January 2011 mean for Italy? A repeat of the one signed in Pomigliano a few months earlier, the agreement forces painful sacrifices on workers, as an investment to avoid resignations and relocations. Is this really a crucial time that damages the role of the union for the history of Italian industrial relations ? Or does this story hide a larger project, following Vittorio Zagrebelski’s statement that “The labor union’s matters concern the immediate parts but since it has an impact on the community’s ordinary life, it acquires a political value?” pag. 179 / COLPE DI STATO


Belorusskaia Mechta Belarusian Dream

Russia / 2011 / Digibeta / 55’ PRODUZIONE / PRODUCTION: LasTV PRODUTTORE / PRODUCER: Aleksander Lyakin SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Ekaterina Kibalchich MONTAGGIO / EDITING: Andrei Stvolinski FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Aleksandr Borozenko MUSICA / MUSIC: Vincent DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Solidarity with Belarus Information Office, a.kirby-lepesh@solidarityby.eu

U

Ekaterina Kibalchich 1982 FIlmografia / filmography: 2011 Belorusskaia Mechta (Belarusian Dream), 2010 Osoboje Poruchenie (Extraordinary Rendition), 2010 Katynski Syndron (Katyn Syndrome)

n “everyman”, “qualcuno come voi, o forse sono proprio voi”, che partendo dai filmati della propria infanzia ci introduce agli ultimi decenni della storia del paese definito dai nostri media (ma non altrettanto regolarmente dalle nostre istituzioni) “l’ultima dittatura d’Europa”. Belarusian Dream mette a fuoco la “primavera bielorussa” che precedette le elezioni del 2010, una campagna elettorale, durante la quale il dittatore Aleksandr Lukašenko fece arrestare sette candidati. Una riflessione di rara intelligenza su un trauma politico collettivo prossimo a noi, da cui esce l’idea di una società non piegata, refrattaria all’autocommiserazione e, nonostante tutto, ottimista sul proprio futuro.

A

n “everyman”, “someone like you, or perhaps I am you”), starting with videos of his childahood, will introduce to us the last decades of the history of that country that our media (not as regularly by our institutions) “the last dictatorship in Europe”. Belarusian Dream focuses on “Belarusian Spring” which preceded the 2010 elections. During the election campaign, seven candidates were arrested under the dictator Alexandr Lukašenko. A clever reflection on a collective political trauma, that leads to an idea of a non-subordinate society, resistant to self-pity and nevertheless, optimistic about a better future.


delta boys USA / 2012 / HD / 56’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Storyteller Productions PRODUTTORE / PRODUCER: Andrew Berends, Aaron Soffin SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Andrew Berends MONTAGGIO / EDITING: Aaron Soffin, Aaron Soffin FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Andrew Berends SOUND EDITOR: Eric Gitelson MUSICA / MUSIC: Eric Gitelson DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Storyteller Productions, andrewberends@gmail.com

L

Andrew Berends 1972 FIlmografia / filmography: 2012 Delta Boys, 2006 When Adnan Comes Home, 2005 The Blood of my Brother

a Nigeria è uno degli stati tra i più ricchi del continente africano, eppure la gente del delta del Niger vive in condizioni miserabili. “Racconta quello che vedi, non aggiungere niente, non togliere niente”. Questo il contratto stretto tra il filmmaker americano Andrew Berends e i ribelli del delta con cui sceglie di condividere per alcuni mesi, vita, esperienze e latitanza. Un patto indissolubile per il regista, anche al momento del suo arresto. Un film schierato e fedele all’assunto di partenza, coraggioso fino a porre l’incolumità del proprio autore in secondo piano, che ci porta dentro una realtà estrema mai raccontata da distanza tanto ravvicinata.

N

igeria is one of the states among the richest on the African continent, and yet the people of the Niger Delta live in miserable conditions. “Tell us what you see, do not add anything, do not omit anything.” This was the agreement between the rebels of the delta and the American filmmaker Andrew Berends, who chose to share with them, for a few months, life, experience and absconding. An indissoluble bond for the director, even when he got arrested. A lined-up film, faithful to the agreement, courageous to the point where the safety of the author became secondary. It leads us into an extreme reality that has never been shown from so close. pag. 181 / COLPE DI STATO


il giudice e il segreto di stato

Battlefields - The Prosecutor and the State Secret Italy, France / 2012 / HD / 52’ PRODUZIONE / PRODUCTION: MIR Cinematografica, Point du Jour PRODUTTORE / PRODUCER: Gianfilippo Pedote, Francesco Virga, Luc Martin-Gousset SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Bruno Oliviero MONTAGGIO / EDITING: Bruno Oliviero, Valentina Cicogna FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Bruno Oliviero DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: MIR Cinematografica, f.virga@mircinema.com

C

Bruno Oliviero 1972 FIlmografia / filmography: 2012 Il Giudice e Il segreto di Stato (Battlefields - The Prosecutor and the State Secret), 2011 Milano 55,1 Cronaca di una Settimana di Passioni, 2011 MM Milano Mafia, 2009 Quartieri Cinesi, 2009 Così eravamo (As we Were), 2008 Napoli Piazza Municipio (Napoli Municipal Square), 2006 Odessa, 2004 Un amore, Milano, 2002 La guerra di Antonietta, 2001 Anna, 1998 Isaac a Ponticelli

on l’11 settembre il mondo intero diventa campo di battaglia. “Come nei film di Hollywood” uno dei tanti sospettati di affiliazione con Al-Qaeda, l’egiziano Abu Omar, Imam radicale residente a Milano, sorvegliato dalla Digos e dalla Cia, sparisce nel 2003. Il tribunale di Milano mette sotto accusa 26 agenti americani e i vertici dei servizi segreti italiani. Ma, nonostante le intercettazioni telefoniche dimostrino l’attiva collaborazione del Sismi, nessuno degli imputati è giudicabile: il governo oppone all’opera dei magistrati il segreto di Stato. Il resoconto puntiglioso di un clamoroso scontro tra potere giudiziario ed esecutivo che dice molto dei precari equilibri tra le forze in gioco nel nostro Paese.

O

n 9/11 the whole world becomes a battlefield. “Like in the Hollywood movies” one of the many men suspected of affiliation with al-Qaida, the Egyptian cleric Abu Omar Imam, radical living in Milan, supervised by the Digos and the CIA, disappeared in 2003. The court of Milan accuses 26 U.S. agents and the heads of the Italian secret services. But even though the wiretaps show the active collaboration of SISMI, none of the defendants can be judged: the government opposes State Secret to the work of judges. A punctilious report of a resounding clash between the judiciary and the executive that says much about the precarious balance between the forces of our country.


Ici on noie les Algériens – 17 octobre 1961

Here We Drown Algerians - October 17th, 1961 France / 2011 / 35mm / 90’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Agat Films, Ina PRODUTTORE / PRODUCER: Blanche Gichou, Gérald Collas SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Yasmina Adi MONTAGGIO / EDITING: Audrey Maurion FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Laurent Didier MUSICA / MUSIC: Carrasco Pierre DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Agat Films. julie@agatfilms.com

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Yasmina Adi 1975 FIlmografia / filmography: 2011 Ici on noie les Algériens – 17 octobre 1961 (Here We Drown Algerians - October 17th, 1961), 2008 L’autre 8 mai 1945 - Aux origines de la guerre d’Algérie (The Other May 8, 1945 - The Origins of the Algerian War)

l 17 ottobre 1961 una manifestazione pacifica di immigrati algerini organizzata dall’FLN viene selvaggiamente repressa dalla polizia francese per ordine del prefetto Maurice Papon. Una storia poco gloriosa per la Francia con cui il paese è costretto a confrontarsi anche grazie all’apertura degli archivi che ha permesso a Yasmina Adi di sfidare i tentativi negazionisti che negli anni si sono succeduti. Mettendo sul banco degli imputati, insieme a Papon, “buon soldato dalle mani sporche”, anche il presidente, il generale de Gaulle, il primo ministro Michel Debré, il ministro degli Interni Roger Frey. Un film dietro cui si cela un lavoro certosino di ricerca di materiali e di ricerca di senso.

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n 17 October 1961 a peaceful demonstration of Algerian immigrants organized by FLN is savagely repressed by the French police as ordered by the prefect Maurice Papon. A not so glorious story for France that has A little history glorious for France as the country is forced to confront thanks to the opening of the archives has allowed Yasmina Adi attempts to challenge the deniers who over the years have followed. Along with Papon, the president, General de Gaulle, Prime Minister Michel Debré and the Interior Minister Roger Frey have been put on trial. A film that has required a painstaking research of materials and meanings. pag. 183 / COLPE DI STATO


Matador Ha'mil'hama War Matador

Israel / 2011 / HDV / 70’ PRODUZIONE / PRODUCTION: J.M.T. Films, IBA-Channel One PRODUTTORE / PRODUCER: Avner Faingulernt SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Macabit Abramson MONTAGGIO / EDITING: Lev Goltser FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Avner Faingulernt Cast: Yoav Peled, Jane Simone, Shemerling, Shalom Shadadi DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: J.M.T. Films Distribution, michael@jmtfilms.com

S Avner Faingulernt 1961

i può adottare il punto di vista del turista di fronte a una guerra il cui bilancio è di oltre 1400 morti? I registi di War Matador si confrontano con l’assurdo e filmano le colonne di fumo che si levano da Gaza durante Piombo Fuso, i vapori del fosforo bianco dallo stesso punto di osservazione dei media internazionali, la loro camera è incerta, spesso fuori fuoco, oscillante, alterna campi larghi a rapide zoomate nel tentativo di cogliere l’attimo fatale. Un film che è quasi un incubo, girato come in sogno, dove morte e potere si fondono nel rituale della corrida, con il matador che si lancia - certo della propria onnipotenza - verso la propria e l’altrui fine.

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Macabit Abramson 1959 FIlmografia / filmography: 2011 Matador Ha’mil’hama (War Matador), 2006 Matador of Love, 2005 Men on the Edge – Fishermen’s Diary, 2002 Eva

an you imagine yourself being a tourist in front of a war that made 1400 victims? The directors of War Matador face the absurdity and film the pillars of smoke in Gaza during Cast Lead, and the vapors of white phosphorus from the same point of observation of the international media. Their camera is uncertain, often out of focus, oscillating, alternating wide rapid zooms in an attempt to seize the moment fatal. A film that is almost a nightmare, shot like a dream, where death and power come together in the ritual of the bullfight, like the matador who jumps - sure of his omnipotence - to his own and everyone else’s end.


the price of sex USA / 2011 / HD / 73' PRODUZIONE / PRODUCTION: Violeu Productions PRODUTTORE / PRODUCER: Mimi Chakarova SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Mimi Chakarova MONTAGGIO / EDITING: Stephanie Challberg FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Adam Keker MUSICA / MUSIC: Christopher Hedge DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Cat&Docs, maelle@catndocs.com

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mimi chakarova 1976 FIlmografia / filmography: 2011 The Price of Sex

arne” è la prima cosa che vede il dottore incaricato di distribuire condoms nei bordelli di Aksaray, il quartiere a luci rosse di Istanbul. “Dolore” la seconda. Davanti alla camera di Mimi Chakarova, fotogiornalista di origine bulgara, residente negli Stati Uniti dal 1990, passano le dolenti protagoniste del traffico, i clienti, i protettori, gli intermediari, i complici. Un’inchiesta durata 7 anni: dall’est Europa verso Grecia, Turchia, Dubai, l’autrice indaga un destino a cui sente di essere sfuggita per un soffio. Quello delle donne della sua generazione, stritolate dal caos generato con l’implosione dell’Urss. Un film personale, teso come un thriller, denso come un’inchiesta giornalistica.

F

lesh” is the first thing the doctor notices, when he gives away condoms in the brothels of Aksaray, red lights area of Istanbul; “Pain,” is the second. Mimi Chakarova’s camera, photojournalist of Bulgarian origins resident in the United States since 1990, captures the humiliating life of the protagonists of the streets, their clients, pimps, middlemen and advisers. An investigation that lasted ears 7 years, from Eastern Europe to Greece, from Turkey to Dubai, the author describes the sad destiny of these women, which she had the luck to escape. That of women of her generation, tortured by the chause caused by the implosion of the URSS. A personal film, tense as a thriller, as thick as a journalistic investigation.

pag. 185 / COLPE DI STATO


Punaisen Metsän Hotelli Red Forest Hotel

Finland / 2011 / HD / 84’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Luxian Productions Oy PRODUTTORE / PRODUCER: Mika Koskinen, Risto Rumpunen SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Mika Koskinen MONTAGGIO / EDITING: Kauko Lindfors FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Mika Mattila, Mika Koskinen SOUND EDITOR: Janne Laine, Olli Pärnänen MUSICA / MUSIC: Audio Networks, Pumi & Hami Tribal Music DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Autlook Filmsales, youn@autlookfilms.com

Mika Koskinen 1970 FIlmografia / filmography: 2011 Punaisen Metsän Hotelli (Red Forest Hotel), 2004 Ravintola Pekingissä (Zhang’s Diner), 1999 Valkoinen panda (White Panda), 1995 Ratkesitko? (You Just Didn’t Say No), 1993 Piimäkauha (Butter Milk Scoop), 1992 Dinodeododent

E

’ con le migliori intenzioni che Mika Koskinen, giornalista e operatore finlandese residente a Pechino, decide di documentare le nuove politiche “verdi” del colosso cinese, il primo inquinatore del pianeta. Ma è quando si reca nella provincia di Guangxi, che il soggetto e il passo del suo film cambiano radicalmente. Indagando su una compagnia finlandese-svedese, la Stora Enso, che intende convertire l’intera regione alla monocultura, l’autore finisce in un incubo. Un film sulla truffa legalizzata delle politiche verdi al tempo della globalizzazione, ma anche un film personale sulla libertà d’azione di un reporter a confronto con regole inaccettabili per gli standard del giornalismo moderno.

I

t is with the best intentions that Mika Koskinen, Finnish operator and journalist who lives in Beijing, decided to record the new “green” policies of the Chinese juggernaut, the greatest polluter of the planet. It is when he explores the province of Guangxi that the subject of his film changes drastically. While investigating on a Finnish-Swedish company called Stora Enso, which plans on turning the entire region monocultural, he ends up in a nightmare. A film about the legalized scam of green policies in the era of globalization but also a personal work about the freedom of a reporter confronted with unacceptable rules for the standards of modern journalism.


Shilton Ha Chok The Law in these Parts

Israel, USA, Germany / 2011 / Digibeta / 101’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Liran Atzmor, Belfilms, Zero Film, Noga Communications PRODUTTORE / PRODUCER: Liran Atzmor, B.Z. Goldberg, Laura Poitras, Martin Hagemann SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Ra'anan Alexandrowicz MONTAGGIO / EDITING: Neta Dvorkis FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Shark De Mayo SOUND DESIGN: Ronen Nagel, Sound Around MUSICA / MUSIC: Karni Postel CAST: Justice Meir Shamgar, Dov Shefi, Abraham Pachter, Alexander Ramati, Jair Rabinovich DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Liran Atzmor, liranatzmor@hotmail.com

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ccupazione e democrazia: due realtà conciliabili? Dal 1967, da quando lo Stato di Israele ha occupato i Territori Palestinesi, migliaia di leggi e ordinanze sono state emesse e decine di migliaia di palestinesi sottoposti a giudizio. Chi sono i responsabili di una normalizzazione giuridica che lavora da allora per definire e ridefinire i fondamenti dello stato di diritto? Chi ha forgiato il linguaggio che permette di trasformare i “territori occupati” in “territori amministrati” e i prigionieri di guerra in “soggetti a detenzione amministrativa”, quindi non protetti dalla convenzione di Ginevra? Gli architetti del sistema rispondono a domande cruciali mai poste prima.

E Ra’anan Alexandrowicz 1969 FIlmografia / filmography: 2011 Shilton Ha Chok (The Law in These Parts), 2003 Massa’ot James Be’eretz Hakodesh (James’ Journey to Jerusalem), 2001 The Inner Tour, 1999 Martin

mployment and democracy: two irreconcilable realities? Since 1967, when the State of Israel occupied Palestinian territories, thousands of laws and regulations have been issued and thousands of Palestinians have been taken to court. Who has been responsible for regulating justice ever since, to define and redesign the foundations of a legally constituted state? Who formulated the language that has turned the “occupied territories” into “administered territories” and war prisoners into “administrative detention individuals” hence not protected by the Geneva Convention? The creators of such system respond to crucial questions that have never been asked before. pag. 187 / COLPE DI STATO


Vik Utopia. L’omicidio di Vittorio Arrigoni Italy / 2012 / DvCam / 52’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Anna Maria Selini PRODUTTORE / PRODUCER: Anna Maria Selini SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Anna Maria Selini MONTAGGIO / EDITING: Marco Careri, Milvio Micheloni FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Anna Maria Selini, Fadi Hanona MUSICA / MUSIC: Juzhin, Shirley Said, Marco Arturo Messina, Francesco Taskayali DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Anna Maria Selini, anna.selini@libero.it

V Anna Maria Selini 1976 FIlmografia / filmography: 2012 Vik Utopia. L’omicidio di Vittorio Arrigoni, 2011 Il buffone di Jenin, 2011 L’ultimo approdo. Storie di marittimi abbandonati, 2010 Gaza guerra all’informazione (Gaza Information War), 2010 Gli aquiloni di Gaza

ittorio Arrigoni, attivista, scudo umano per scelta, giornalista suo malgrado, viene ucciso a Gaza il 15 aprile 2011. Perché proprio lui, si chiede il film? Lui, che a Gaza era arrivato nel 2008 al termine di “un cammino esistenziale” che l’aveva portato a condividere il destino della gente di Gaza anche durante Piombo Fuso. L’autrice ne traccia un ritratto vivido e ripercorre le drammatiche ore del sequestro, l’agghiacciante rivelazione della morte, il blitz compiuto di lì a poco dalle forze di sicurezza, fino al processo incapace finora di restituire alcuna verità. Mentre le istituzioni italiane si tenevano a distanza di sicurezza.

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he journalist Vittorio Arrigoni, an activist, a human shield by choice, was killed in Gaza April 15, 2011. Why him? He, who after an “existential journey” that led him to Gaza in 2008, shared his fate with the peoples of Gaza even during the Operation Cast lead. The author develops a vividly sketched profile of him and his tragic story, from the kidnapping and the shocking announcement of his death, to the blitz of the security forces to the trial - which has not yet helped discovering the truth. Meanwhile Italian institutions chose to keep themselves at a safe distance.


WE ARE LEGION: The Story of the Hacktivists USA / 2012 / HD / 90’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Luminant Media PRODUTTORE / PRODUCER: Brian Knappenberger, Ruth O’Neill SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Brian Knappenberger MONTAGGIO / EDITING: Andrew Robertson FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Dan Krauss, Lincoln Else, Scott Sinkler SOUND EDITOR: Nathan Smith MUSICA / MUSIC: John Dragonnetti CAST: Mercedes Haefer, Mike Vitale, Gabriella Coleman, Joshua Corman, Peter Fein DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Luminant Media, info@luminantmedia.com

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ollettivo anarchico o miliziani della libertà d’espressione? Autentici rivoluzionari o asociali fautori del caos? Ognuno, dopo aver visto il film di Brian Knappenberger, potrà farsi un’idea di Anonymous. Dalla genesi, nel 2003, tra i post di 4chan, fino al supporto agli attivisti tunisini ed egiziani durante la primavera araba, passando per le azioni ai danni di Scientology e Paypal, e al fiancheggiamento di Wikileaks, We Are Legion, attraverso la voce degli stessi hacktivisti (molti dei quali non protetti dall’anonimato), fornisce una lettura di alcuni degli eventi chiave della nostra storia recente che nessun organo di informazione ufficiale approverebbe. Un inno alla disobbedienza civile.

A Brian Knappenberger 1970 FIlmografia / filmography: 2012 WE ARE LEGION: The Story of the Hacktivists, 2003 Life After War, 2001 Into the Body

narchist collective or militia to defend freedom of expression? Genuine revolutionaries or antisocial advocates of chaos? Everyone, after seeing the film by Brian Knappenberger, can get an idea of Anonymous. From the genesis in 2003, through the posts of 4chan, to the support given to the Tunisian and Egyptian activists during the Arab spring, passing by the actions against Scientology and PayPal, and the flanking of WikiLeaks ,We are legion, through the voice of activists themselves (many of which are not protected by anonymity), provides an overview of on of the key events in our recent history that no organ of official information would approve. An ode to civil disobedience.

pag. 189 / COLPE DI STATO


incontri italiani italian get - togethers A casa non si torna - Storie di donne che svolgono lavori maschili Lara Rongoni, Giangiacomo de Stefano / Italy / 2012 / HD / 60’ Aiuto! Orde barbare al Pratello Cosimo Terlizzi / Italy / 2011 / VHS, VHSc, 8mm /47’ Bagni 66 Diego Governatori, Luca Governatori / Francia / 2011 / HD / 54’

Come prima più di prima MI amerò (As Before, More Than Before, I’ll Love ME) Alessandro Capitani / Italy / 2011 / HD / 50’ Come Tex nessuno mai Giancarlo Soldi / Italy / 2012 / Full HD / 62’ La fine che non ho fatto Ruben Monterosso, Federico Savonitto / Italy / 2011 / HD / 66’

Freakbeat Luca Pastore / Italy / 2011 / Full HD / 77’ La leggenda di Kaspar Hauser (The Legend of Kaspar Hauser) Davide Manuli / Italy / 2012 / 35 mm / 95’ Pasta nera (Black Pasta) Alessandro Piva / Italy / 2011 / SD / 54’ Speciale Scuola di cinema e televisione - Milano

UTOPISTI E ESAGERATI

UTOPIANS AND EXAGGERATION

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osa racconteremo, ai figli che non avremo di questi cazzo di anni zero» recita una canzone, profetica, di ormai qualche anno fa, soundtrack ossessiva nella fase finale della nostra selezione. Il decennio zero è ovviamente finito, siamo ben avviati negli anni ’10, ma l’impressione che si fatichi a raccontare il presente o il passato prossimo, sotto i nostri cieli, permane. Il panorama che proponiamo al nostro pubblico, che, al solito, attinge più alla sfera del documentario che non a quella del cinema narrativo, quest’anno raccoglie storie di utopie, passate più che presenti, di esagerazioni e di innocenti evasioni. Se da un lato Ruben Monterosso e Federico Savonitto con La fine che non ho fatto e Cosimo Terlizzi con Aiuto! Orde barbare al pratello, in due città molto diverse, rievocano, inseguendola a Palermo e Bologna, l’utopia etica e politica della rifondazione del vivere comune e della libera creazione artistica, tra postmodernità e

hat will we tell the children we won’t have about these fucking noughties?” went a prophetic song from a few years ago, the obsessive soundtrack in the final phase of our selection. The first decade has obviously finished and we are now in the “teens” of the century, but the impression that it is difficult to recount the present or the recent past in Italy remains. The panorama we are offering our public which, as usual, draws more from the sphere of the documentary than narrative cinema, brings together this year stories of utopias, which are more past than present, exaggerations and innocent evasions. If, on the one hand, Ruben Monterosso and Federico Savonitto with La fine che non ho fatto and Cosimo Terlizzi with Aiuto! Orde barbare al pratello, in two different cities, evoke, following it, the ethical and political utopia of the re-establishment of common existence and free artistic creation, between post-modernity and


cyberpunk, Luca Pastore , con Freakbeat, va a caccia di chimere punk-pop mettendo Freak Antoni sulle tracce di un “graal” musicale a bordo di un furgone Volkswagen. Col mito, infantile ma non solo, di un Nord della penisola immaginato come un Bengodi e con l’utopia di una integrazione tra Nord e Sud negli anni della ricostruzione postbellica fa i conti Alessandro Piva in Pasta Nera. Tra utopia e esagerazione si collocano anche i due documentari al femminile: A casa non si torna di Lara Rongoni, Giangiacomo De Stefano e Come prima, più di prima, Mi amerò di Alessandro Capitani, raccontano donne in apparenza lontane anni luce, in entrambi i casi alle prese coi limiti, quelli imposti dalla tradizione sociale e quelli di un corpo che va troppo stretto. Una donna, Silvia Calderoni, nei panni di un uomo, Kaspar Hauser, è al centro della rivisitazione del mito messianico del buon selvaggio, Kaspar Hauser appunto, che Davide Manuli ambienta in una Sardegna bianca e nera, un postwestern “esagerato” nel suo piglio surreale e nelle scelte prepotentemente simboliche e per certi versi antinarrative. Diverso è il West di Come Tex nessuno mai, di Giancarlo Soldi, che poi è il West di carta e inchiostro di Sergio Bonelli, creatore di Tex e del suo immaginario, per noi innocente, guardato all’epoca della sua invenzione, era il fatidico 1948, con ammirazione ma anche con diffidenza. A raccontarci l’Italia di “questi cazzo di anni zero”, o meglio i cascami e le conseguenze della crisi e dell’abbandono in mano ai venditori di sogni fasulli sono due fratelli franco-italiani, Diego e Luca Governatori, con il loro dolcemente abulico Bagni 66, l’Italia vista dalla Francia, la Terra vista dalla Luna.

cyberpunk, Luca Pastore, with Freakbeat goes in search of punk-pop dreams putting Freak Antoni in the footsteps of a musical “Graal” in a Volkswagen van. Alessandro Piva in Black Pasta comes to terms with the infantile, but adult as well, myth of a northern Italy imagined as a Land of Plenty and with the utopia of an integration between the north and the south of the country in the years of post-war reconstruction. The two feminine documentaries are also placed between utopia and exaggeration: A casa non si torna by Lara Rongoni, Giangiacomo De Stefano and As Before, More Than Before, I’ll Love ME by Alessandro Capitani, talk about women who apparently are light years apart, in both cases at grips with the limits, those imposed by social tradition and those of a body that is too small for them. One woman, Silvia Calderoni, in the shoes of a man, Kaspar Hauser, is at the centre of the reinterpretation of the Messianic myth of the good savage, Kaspar Hauser, which Davide Manuli sets in a black and white Sardinia, an “exaggerated” post-western in its surreal approach and in the blatantly symbolic and, in certain aspects, anti-narrative choices. The West of Come Tex nessuno mai, by Giancarlo Soldi, is different: it is the West of paper and ink invented by Sergio Bonelli, creator of Tex and his collective imagination, which for us was innocent, viewed at the time of his invention - it was 1948 - with admiration but also mistrust. Two French-Italian brothers, Diego and Luca Governatori, tell us about the Italy of “these fucking noughties” or better the effects and the consequences of the crisis and abandoning the country to sellers of false dreams, with the gently listless documentary Bagni 66, Italy seen from France, the Earth seen from the Moon.

Alessandro Uccelli

pag. 191 / INCONTRI ITALIANI


A casa non si torna Lara Rongoni, Giangiacomo de Stefano / Italy / 2012 / HD / 60’

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PRODUZIONE / PRODUCTION: Sonne Film PRODUTTORE / PRODUCER: Lara Rongon SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Lara Rongoni, Giangiacomo De Stefano MONTAGGIO / EDITING: Giangiacomo De Stefano FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Marcello Dapporto SOUND EDITOR: Roberto Wud Serra MUSICA / MUSIC: Stefano Casanova CAST: Franca Rame, Maria Tarozzi, Simonetta Succi, Latifa Rhanami, Michela Marella, Licia Diamanti, Reina Saracino DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Sonne Film, rongoni@sonnefilm.com

n viaggio nell’Italia in rosa che lavora al maschile. Lara Rongoni e Giangiacomo De Stefano accompagnano le protagoniste di questo documentario sui rispettivi luoghi di lavoro, raccontandone le scelte e le imprese, il piacere nell’affrontare il quotidiano e la fatica di un costante confronto con il pregiudizio. Opera che, in collaborazione con Il Fatto Quotidiano, è presente online in forma di web-documentario: esperienza innovativa e democratica nel panorama produttivo italiano. L.C.

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trip through Italy and women who works in a manly way. Lara Rongoni and Giangiacomo De Stefano follow the protagonists of this documentary to their respective work places, the pleasure in facing the ordinary, and the effort of a constant confrontation with prejudice. A work that, in collaboration with daily newspaper Il Fatto Quotidiano, is online as a web-documentary: an innovative and democratic experience in the Italian production landscape.

Aiuto! Orde barbare al Pratello Cosimo Terlizzi / Italy / 2011 / VHS, VHSc, 8mm / 47’

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’utopia delle case occupate al Pratello, Bologna, metà anni ’90: gli alti e bassi quotidiani, gli esperimenti punk e i cantautori in transito, il teatro dei grandi e i giochi dei bambini, la spontanea accettazione da parte di alcuni vicini e le paure ingiustificate di altri, fino allo sgombero, non senza una strenua resistenza. Girato in low-fi quando certo non era un vezzo, rieditato nel 2011, per rivivere in presa diretta un’esperienza così vicina. A.U.

PRODUZIONE / PRODUCTION: Pronipoti United, Case Occupate Pratello 78/76 MONTAGGIO / EDITING: Cosimo Terlizzi FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Cosimo Terlizzi MUSICA / MUSIC: Massimo Volume, Sushi, Amarcord, Starfuckers DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Cosimo Terlizzi

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topia of the occupied houses in Pratello, Bologna in the mid90s: the daily ups and downs, the Punk experiments and the transitional singer-songwriters; the lives of the grownups and the games of the little ones; the genuine acceptance of some neighbors and unjustified fears of others. Until the day of the eviction, despite a strong resistance. Shot in low-fi when it wasn’t yet well known, re-edited in 2011, to live once again a direct and close experience.


Bagni 66 Diego Governatori, Luca Governatori / Francia / 2011 / hd / 54’

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PRODUZIONE / PRODUCTION: Les Films Hatari PRODUTTORE / PRODUCER: Michel Klein SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Diego Governatori, Luca Governatori MONTAGGIO / EDITING: Diego Governatori, Luca Governatori FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Diego Governatori, Luca Governatori SOUND EDITOR: Pierre Bariaud MUSICA / MUSIC: Bob Dannis CAST: Marc Vittecoq, Salomé Stévenin, Aroldo Governatori DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Les Films Hatari, info@lesfilmshatari.com

utte le estati Elio scende in Italia dalla Francia, dove è cresciuto, per dare una mano al padre nella conduzione di uno stabilimento balneare ereditato dai nonni, i Bagni 66 appunto, sulla spiaggia di Senigallia: un lavoro fatto di gesti reiterati e tempi morti, rapporti umani e confidenze effimere, che non rende più come una volta. La crisi economica generale e la propria crisi esistenziale inducono ben presto il padre ad esprimere a Elio il desiderio di mollare tutto… A.U.

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very summer, Elio goes to Italy from France, where he grew up, to help his father manage a beach establishment on the coast of Senigallia, Bagni 66, that was inherited from his grandparents. A work made up of repeated gestures and down times, human relations and ephemeral secrets, that does not work as well as it used to. The general economic crisis and personal existential crises quickly bring Elio’s father to express him his desire to drop everything...

Come prima più di prima MI amerò Alessandro Capitani / Italy / 2011 / HD / 50’

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PRODUZIONE / PRODUCTION: R&C Produzioni PRODUTTORE / PRODUCER: Tilde Corsi, Gianni Romoli SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Stefano Grasso MONTAGGIO / EDITING: Ian Degrassi FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Davide Manca MUSICA / MUSIC: Riccardo Ceres CAST: Patrizia Bruschi, Marcella Moreno, Emanuela Del Zompo, Antonella Bulgari, Anna Salierno, Mirella Mazzotti DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: R&C Produzioni, germana@rcproduzioni.it

mmagine pubblica e virtù private di alcune candidate al concorso di Miss Chirurgia Estetica 2010, ideato dal patron romagnolo Elio Pari, demiurgo cafonal della riviera. La loro eccezionalità è non avere nulla di straordinario. Sogni, illusioni, delusioni, di sciure, ragazze di provincia mai cresciute, madri, che hanno modificato in parte o in toto il proprio aspetto esteriore, nella speranza di amarsi di più, e che, lontano dai riflettori, conducono quotidianità (quasi) normali. A.U.

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he public image and private value of some contestants for Miss Cosmetic Surgery 2010, created by patron Elio Pari, the idiotic demiurge of the coast. Their exceptionality lies in not having anything special. Dreams, illusions, delusions, of old women, young girls from the suburbs who never grew up, mothers, that have changed, partially or completely, their physical aspect, in the hopes of loving themselves more, and that, far from the spotlights, live (almost) ordinary lives.

pag. 193 / INCONTRI ITALIANI


Come Tex nessuno mai Giancarlo Soldi / Italy / 2012 / Full HD / 62’

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PRODUZIONE / PRODUCTION: Bizef Produzione, Sergio Bonelli Editore PRODUTTORE / PRODUCER: Giancarlo Soldi SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Giancarlo Soldi MONTAGGIO / EDITING: Giulia Amati FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Giuseppe Baresi, Luca Bgazzi MUSICA / MUSIC: Franco Piersanti DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Bizef Produzione, bizefproduzione@mac.com

ui è Tex. Imprescindibile, di fianco a lui, Sergio Bonelli che si racconta in Come Tex nessuno mai, attraverso interviste raccolte negli anni all’animatore di una delle più belle imprese editoriali d’Italia scomparso nel 2011. Il documentario di Giancarlo Soldi racconta l’avventura di un uomo, Bonelli, e di un mito, Tex, con tante testimonianze, da Bernardo Bertolucci a Milo Manara, da Gabriele Salvatores a Tiziano Sclavi, riuscendo a mostrare la storia della cultura del fumetto. A.B.

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his is Tex. Unavoidable, next to him, is Sergio Bonelli, who tells of himself in Come Tex nessuno mai, through interviews collected over the years to the animator of one of the best editorial feats in Italy, who died in 2011. Giancarlo Soldi tells of the adventure of a man, Bonelli, and of a legend, Tex, with many statements from Bernardo Bertolucci to Milo Manara, and from Gabriele Salvatores to Tiziano Sclavi, showing the story of the culture of the comic.

La fine che non ho fatto Ruben Monterosso, Federico Savonitto / Italy / 2011 / HD / 66’

A PRODUZIONE / PRODUCTION: Centro Sperimentale di Cinematografia – sede Sicilia SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Ruben Monterosso, Federico Savonitto MONTAGGIO / EDITING: Ruben Monterosso, Federico Savonitto FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Ruben Monterosso, Federico Savonitto SOUND EDITOR: Francesco De Marco MUSICA / MUSIC: Mario Bajardi CAST: Massimo Verdastro, Maria Di Carlo, Giusi Gennaro, Angelo Gennaro, Massimo Dilani, Gino Campanella, Nando Bagnasco, Marc Palancher DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Centro Sperimentale di Cinematografia, palermo@fondazionecsc.it

uguriamoci di non ridurci mai per sempre ad una vita privata, siamo del mondo, diamoci al mondo». Così scriveva nel 1990 Nino Gennaro. L’esperienza teatrale, letteraria, di vita individuale e comunitaria, il darsi al mondo di questo piccolo grande intellettuale corleonese, palermitano d’adozione, morto nel 1995 è ripercorsa nei luoghi della sua città, ormai modificata, negli sguardi, nei racconti dei suoi amici e collaboratori di sempre, nell’energia di cui si sono fatti testimoni. A.U.

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et’s hope we never end up living a private life, we are in the world, let’s dedicate ourselves to the world.» This wrote Nino Gennaro in 1990. Theatrical, literary, individual and community life experiences, and the giving to the world of this intellectual from Corleone, who lived in Palermo and died in 1995, are all retraced in the areas of his city, now changed, in the looks, in the tales of his friends and long-term collaborators, in the energy where witnesses were created.


Freakbeat Luca Pastore / Italy / 2011 / Full HD / 77’

S PRODUZIONE / PRODUCTION: Pulsemedia PRODUTTORE / PRODUCER: Roberto Ruini, Silvia Sassi SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Claudio Piersanti, Caterina Carone MONTAGGIO / EDITING: Cristina Sardo, Simone Icerti Sardelli, FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Luciano Federici CAST: Roberto Freak Antoni, Sofia Fesani, Maurizio Vandelli, Marco Moser, Max Marmiroli DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Pulsemedia, info@pulsemedia.it

i vocifera della mitica registrazione di una leggendaria Jam Session tra gli Equipe84 e Jimi Hendrix: Roberto “Freak” Antoni ne è ossessionato e parte alla ricerca con figlia e Volkswagen. Mockumentary on-the-road, in piena tradizione Beat, è pretesto per creare un ponte temporale, riscoprire spirito e senso motore di una generazione, sullo sfondo della campagna emiliana. Luca Pastore realizza un’opera psichedelica contrappuntata dal meglio del Beat italiano, e promette culto. C.V.

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here are rumors of the legendary filming of a famous Jam Session between Equipe84 and Jimi Hendrix: Roberto ‘Freak’ Antoni is obsessed with it and goes on a hunt for it with his daughter and his Volkswagen. This on-the-road mockumentary, in full Beat tradition, is the pretext to create a temporal link, rediscover the spirit and driving force of a generation, set on the countryside in Emilia Romagna. Luca Pastore creates a psychedelic work enhanced by the best of Italian Beat, and it is a promised cult.

La leggenda di Kaspar Hauser Davide Manuli / Italy / 2012 / 35 mm / 95’

S PRODUZIONE / PRODUCTION: Blue Film srl PRODUTTORE / PRODUCER: Alessandro Bonifazi, Davide Manuli, Bruno Tribbioli SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Davide Manuli MONTAGGIO / EDITING: Rossella Mocci FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Tarek Ben Abdallah SOUND EDITOR: Francesco Liotard MUSICA / MUSIC: Vitalic CAST: Vincent Gallo, Claudia Gerini, Elisa Sednaoui, Fabrizio Gifuni, Silvia Calderoni, Marco Lampis DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Iris Film, distribuzione@irisfilm.it

u un’isola semi deserta, l’arrivo di Kaspar Hauser (Silvia Calderoni) porta scompiglio nel teatro naturale. Lo sceriffo e il pusher, entrambi interpretati da Vincent Gallo, si contendono il “buon selvaggio” che reagisce solo al ritmo della musica elettronica.L’ultimo film di Davide Manuli usa un cast icastico per percorrere strade simboliche, in bianco e nero, lontane dalla classiche narrative. Nel cast, Fabrizio Gifuni interprete dei monologhi scritti da Giuseppe Genna. A.B.

O

n a semi-deserted island, the arrival of Kaspar Hauser (Silvia Calderoni) causes confusion in this natural theatre. The sheriff and the pusher, both interpreted by Vincent Gallo, fight over the ‘good savage’ that reacts only to the beat of electronic music. The last film by Davide Manuli uses a representative cast to go down symbolic roads, in black and white, far from classic narratives. Among the actors is Fabrizio Gifuni, the actor for the monologues written by Giuseppe Genna.

pag. 195 / INCONTRI ITALIANI


Pasta nera Alessandro Piva / Italy / 2011 / SD / 54’

L

PRODUZIONE / PRODUCTION: Seminal Film, Cinecittà Luce PRODUTTORE / PRODUCER: Alessandro Piva SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Alessandro Piva MONTAGGIO / EDITING: Andrea Nobile, Marco Rizzo MUSICA / MUSIC: Riccardo Giagni DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Cinecittà Luce

a storia ha inizio su un treno, lasciandosi indietro le macerie, in una nottata che “a descriverla ci vorrebbe un grande romanziere”. Il viaggio, nel dopoguerra, dei bambini del sud verso il nord, aspettando quelle terre partigiane in cui pare si mangiassero ancora mortadella e salame. Immagini d’archivio e testimonianze di ospiti ed ospitanti raccontano dell’epoca in cui due mondi differenti si conobbero e si amalgamarono per la prima volta. Primo documentario per l’autore di Henry. L.C.

T

he tale begins on a train, leaving ruins behind, in a night that ‘would need a great novelist to describe it’. The trip, after the war, of children going from the South towards the North, waiting for those partisan lands in which apparently people still eat cured meats. Archival photos and guest and host witnesses retell the era in which two different worlds met and melded for the first time, Henry’s author’s first documentary.


speciale scuola di cinema e televisione in collaborazione con Milano Scuola di Cinema e Televisione in collaborazione con

M

Altro cibo Federico Rodelli / Italy / 2012 / 18’ La cura Claudia Carrara / Italy / 2011 / 11’ Depravazione da sonno Gabriele Toresani / Italy / 2012 / 13’ Fuerit Davide Anardu, Keyvan Arabi, Luca Barbagallo, Raffaele Lasciarrea / Italy / 2011 / 28’

ilano Scuola di cinema e televisione realizza ogni anno circa 60 produzioni audiovisive tra documentari, short fiction, inchieste, format tv: sono i lavori di fine corso dei nostri studenti, che con la massima indipendenza artistica ne curano ideazione, sviluppo, shooting e post produzione, supportati da tutor e docenti della scuola e da professionisti esterni. Nel programma speciale di questa serata, la Scuola presenta ufficialmente ai suoi membri e alla città alcune delle realizzazioni dell’anno scolastico 2011/2012. I saggi in pellicola dell’ultimo anno di regia, un suggestivo documentario impreziosito dalla colonna sonora di Paolo Fresu, un’inchiesta del nostro agguerrito gruppo di Videoreporter, un piccolo corto in digitale del corso serale di Cortometraggio.

La gabbia Federica Sala / Italy / 2011 / 16’ Macao Riccardo Contrino / Italy / 2012 / 8’ Uomo Libero Riccardo Vincentini / Italy / 2011 / 12’

E

ach year Milano Scuola di cinema e televisione produces about 60 audiovisuals, comprising documentaries, short fiction films, investigative pieces and TV formats: they are the final works of our students who, with maximum artistic independence, conceive, develop and shoot them and do the post-production, with the support of the school’s tutors and lecturers and external professionals. The School officially presents to its members and the city some of the productions of the 2011/2012 academic year in the special programme of this evening: the films by final year students of directing, a moving documentary with the soundtrack by Paolo Fresu, an investigative piece by our group of tough video reporters and a small short film in digital by the evening Short Films course.

Germana Bianco

pag. 197 / INCONTRI ITALIANI


cinema in un ambiente diverso cinema in a different environment con il sostegno di:

Lungometraggi Bestiaire Denis Côté / Canada, France / 2012 / HD / 72’ Chasing Ice Jeff Orlowski / USA / 2012 / HD / 75’ Lupe el de la Vaca (Lupe of the Cow) Blanca X. Aguerre / Mexico / 2011/ HDCam / 80’ Peak - Un mondo al limite (Peak) Hannes Lang / Germany, Italy / 2012 / red cam (HD) / 91’

C

inema in una ambiente diverso nasce dall’incontro tra Milano Film Festival, Air Dolomiti e Aeroporto di Monaco, insieme ancora una volta per promuovere il tema della sostenibilità ambientale attraverso il cinema. Cinque lungometraggi selezionati da festival internazionali, e i 3 cortometraggi vincitori del concorso Ecocorti, che da maggio a luglio ha presentato sul sito tracieloeterra.aeroportodimonaco.it una selezione di 15 cortometraggi a tema, votati poi dagli utenti. Dalla storia del leggendario Lupe el de la vaca alla straordinaria avventura tra i ghiacci del Polo Nord di Chasing Ice, dal bestiario cinematografico di Denis Coté (in Bestiaire appunto) alla storia d’amore nel Kashmir minacciato dall’inquinamento di The Valley of Saints, fino al viaggio tra le Alpi per testimoniarne i cambiamenti in Peak - un mondo al limite. Elisabetta Fanti

Valley of Saints Musa Syeed / India, USA / 2012 / HD / 82’ Cortometraggi Domenica 6 aprile, ore 11:42 Flatform / Italy / 2008 / 35mm / 6’ Earlth & Moonch Dei Gaztelumendi / Spain / 2010 / 720p / 1’ Eng (Tight) Eckhard Kruse / Germany / 2007 / DVCam / 10’

T

he Cinema in a different environment section is the result of the encounter between Milano Film Festival , Air Dolomiti and Munich Airport, together once again to promote the theme of environmental sustainability through the cinema. It includes five feature films selected from international festivals, and the three winning shorts of the Ecocorti competition, which from May to July presented on the site tracieloeterra.aeroportodimonaco.it from a selection of 15 shorts on the subject, for which the public then voted. From the story of the legendary Lupe el de la vaca to the extraordinary adventure amidst the icy wastes of the North Pole in Chasing Ice, from the film bestiary of Denis Coté (in the aptly named Bestiaire) to the love story in Kasmir threatened by pollution in The Valley of Saints, to the journey through the Alps to show how they are changing in Peak – a world at the limit. pag. 199 / CATEGORIA


Bestiaire Canada, France / 2012 / HD / 72’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Metafilms, Le Fresnoy Studio National des arts contemporains PRODUTTORE / PRODUCER: Sylvain Corbeil, Denis Côté SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Denis Côté MONTAGGIO / EDITING: Nicolas Roy FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Vincent Biron SOUND EDITOR: Frédéric Cloutier DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: FiGa Films, alex@figafilms.com

U

Denis Cote 1973 FIlmografia / filmography: 2012 Bestiaire, 2011 Sans titre, 2010 Curling, 2010 Les lignes ennemies, 2009 Carcasses, 2008 Elle veut le chaos (All That She Wants), 2007 Nos vies privées (Our Private Lives), 2005 Les états nordiques (Drifting States)

n corso di pittura, un safari park e la bottega di un imbalsamatore: tre set dove gli uomini e gli animali si incontrano. Il punto di vista è sulle relazioni che si instaurano attraverso vista e percezione e che riflettono i diversi livelli di potere. Il regista sceglie di riprendere gli animali senza alcun commento, con la camera, sobria ed essenziale, che spesso osserva da una posizione fissa, ma attenta alle forme e ai loro movimenti. Simili riprese mettono lo spettatore nelle condizioni di riflettere sulla bellezza del diverso. Così emerge una mirabile coreografia, un bestiario cinematografico in cui l’uomo ha il suo posto tra gli animali, stoici e ribelli, imperturbabili e impazienti. A.A.

A

n art class, a safari park, and a taxidermist’s studio: these are three sets on which men and animals meet. The point of view is created through the relationships that are formed with sight and perception and that reflect the different levels of power. The director filmed the animals providing no comments, only following them with the sober and lucid camera, often from a fixed position, carefully taking in the animals’ shapes and movements. Many similar shots allow for the viewer to dwell on the beauty of the different. This way, an admirable choreography is born, a cinematic piece on animal habits in which man has a place between the stoic and rebellious, sedated and impatient animals.


Chasing Ice USA / 2012 / HD / 75’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Submarine Entertainment PRODUTTORE / PRODUCER: Jerry Aronson, Paula Dupré Pesmen, Stacy Sherman, Bill Ray SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Mark Monroe MONTAGGIO / EDITING: Davis Coombe FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Jeff Orlowski, James Balog SOUND EDITOR: David Levine, Dave Ruddick MUSICA / MUSIC: J. Rarlph CAST: James Balog, Svavar Jónatansson, Louie Psihoyos, Kitty Boone DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Submarine Entertainment. jeff@jefforlowski.com

Jeff Orlowski 1984 FIlmografia / filmography: 2012 Chasing Ice, 2007 The Strange Case of Salman abd al Haqq, 2006 Geocaching: From the Web to the Woods

E

’ la primavera del 2007 quando James Balog, importante fotografo di “National Geographic”, decide di mettersi in viaggio verso il Polo Nord con lo scopo di effettuare una documentazione fotografica senza precedenti: un archivio di immagini che mostri in modo evidente i danni provocati dal riscaldamento globale. Il risultato è un’avventura straordinaria, e uno dei reportage più letti nella storia della rivista. La ricerca è stata inoltre il punto di partenza dell’Extreme Ice Survey, il più importante progetto fotografico sui ghiacciai mai concepito, per registrare i mutamenti in tutto il pianeta anno dopo anno. La canzone “Before My Time” è cantata da Scarlett Johansson. A.A.

I

n the Spring of 2007, James Balog, important National Geographic photographer, embarked on a trip to the North Pole in order to develop an extraordinary photographic documentation: a collection of images that evidently illustrates the damage caused by global warming. The result is an amazing adventure, and one of the most read stories in the history of the magazine. This research was also the starting point of the Extreme Ice Survey, the most significant photography project ever designed, which had as its objective to record changes all over the planet, year after year. The song “Before My Time” is sung by Scarlett Johansson.

pag. 201 / CIAUD


Lupe el de la vaca Lupe of the Cow

Mexico / 2011/ HDCam / 79’ PRODUZIONE / PRODUCTION: The Jalisco State Cultural Secretariat, The Guadalajara Academy of Film, Filmoteca de la UNAM, IMCINE, Alexandra Aguilar for Mixtin A.C., Javier Garcia de Leon for La Gente Extraña PRODUTTORE / PRODUCER: Alejandra Guevara C., Blanca X. Aguerre SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Blanca X. Aguerre, Nicolenka Beltrán MONTAGGIO / EDITING: Nicolenka Beltran FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Carlos Davis Colín C. SOUND EDITOR: Miguel Bonilla, Talía Ruiz MUSICA / MUSIC: Santiago Maisterra, Emiliano Huerta CAST: María Sánchez Madrigal , Lucia Rivera Sánchez , Fernanda Sánchez Rivera, Natalia Sánchez Rivera, José Rivera Sánchez, José María Sánchez Madrigal , Roberto Rivera García , José Armando Sánchez Gutiérrez & Pichón, La Pinta, La Cerveza, La Galleta, La Tobillera, Niebla, Pichona, Calcetas, Pipin. DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: IMCINE, difuinte@imcine.gob.mx

Blanca X. Aguerre 1980 FIlmografia / filmography: 2011 Lupe el de la vaca (Lupe of the Cow), 2003 La Historia de Todos (Our Story)

N

onostante la povertà, molte delle persone che restano a El Corralito, in Messico, pensano che si possa vivere dignitosamente nella loro terra: è dove si sono stabilite le loro famiglie, un paesaggio difficile, duro ma bellissimo. I contadini, con i volti bruciati dal sole, si sentono fieri di quello che hanno e vivono con una buona dose di humour e immaginazione. Lupe el de la vaca è il nomignolo di un bizzarro contadino locale che nessuno ha mai visto, ma di cui si raccontano aneddoti fantastici. Anche se non fosse reale, è importante che esista per una comunità che della propria identità fa la propria ragione di essere, di resistenza e di sopravvivenza nonostante la durezza della natura. A.A.

D

espite poverty, many of the people who stay in El Corralito, Mexico, believe that it is possible to live well on their land: it was here that their families settled, in a difficult and hard but beautiful land. The farmers, with sun-burnt faces, are proud of what they have and live with a good dose of humour and immagination. Lupe el de la vaca is the nickname given to an eccentric local farmer whom no one has ever seen, but on whom fantastic anecdotes are told. Even if he weren’t real, it is important for him to exist for this community that makes its identity its reason to exist, to resist, and to survive, despite the toughness of nature.


Peak - un mondo al limite peak

germany, italy / 2012 / red cam (HD) / 91’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Unafilm, Movimento Film PRODUTTORE / PRODUCER: Titus Kreyenberg, Mario Mazzarotto SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Hannes Lang, Mareike Wagener MONTAGGIO / EDITING: Stefan Stabenow FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Thilo Schmidt, Hajo Schomerus SoundDesign: Peter Rösner Sound Mix: Peter Rösner MUSICA / MUSIC: Benedikt Schiefer DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Movimento Film, mario. mazzarotto@movimentofilm.it

hannes lang 1981 FIlmografia / filmography: 2011 Peak – un mondo al limite (Peak), 2008 Leavenworth, WA

L

e Alpi, i suoi ghiacciai millenari, la natura incontaminata e luminosa. Le comunità che le abitano ci guardano senza parole, forse vorrebbero chiedere a chi le visita, e anche a chi viene per portare lavoro, un maggiore rispetto per un paesaggio in evoluzione. Le tracce del turismo di massa, degli interventi umani e tecnologici messi in opera per sostenerlo, i cambiamenti climatici e le loro conseguenze devastanti, tutto questo lascia sulle Alpi segni indelebili. Il tentativo di creare un paesaggio ideale è una dimostrazione di come l’uomo non si dia mai per vinto. E mentre si moltiplicano gli impianti di risalita e crollano i muretti di pietra, i vecchi contadini e allevatori assistono impotenti al cambiamento della loro terra. A.A.

T

he Alps, their ancient glaciers, their uncontaminated and luminous nature. The communities that inhabit it speechlessly observe us; perhaps they would like to ask those who visit the areas, and even those who bring work, for a greater respect for this evolving landscape. The traces of mass tourism, of human and technological actions implemented to sustain it, and climate change and its devastating consequences all leave permanent marks on the Alps. The attempt at creating an ideal landscape is an example of how mankind never gives up. While ski lifts are increasing and stone walls are collapsing, old farmers and breeders powerlessly assist the changes that are happening to their land.

pag. 203 / CIAUD


Valley of Saints India, USA / 2012 / HD / 82’ PRODUZIONE / PRODUCTION: Associated Media Kashmir, RS Productions PRODUTTORE / PRODUCER: Nicholas Bruckman SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Musa Syeed MONTAGGIO / EDITING: Musa Syeed, Mary Manhardt, Ray Hubley FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Yoni Brook MUSICA / MUSIC: Mubashir Mohi-ud-Din CAST: Gulzar Ahmad Bhat, Mohammed Afzal Sofi, Neelofar Hamid DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: The Film Collaborative, jeffrey@thefilmcollaborative.org

C

onsiderato il gioiello del Kashmir, Dal Lake è un villaggio affacciato su una riserva acquatica di grande bellezza, minacciato dalla violenza della politica. Gulzar è un barcaiolo che sogna di andarsene. Quando la chiusura delle frontiere impedisce la sua fuga, il giovane trova lavoro come guida di Asifa, giovane scienziata venuta a Dal Lake per une ricerca ambientalistica, che rivela la presenza di sostanze inquinanti molto pericolose per la comunità. Premio del Pubblico al Sundance 2012, realizzato durante il coprifuoco militare in Kashmir nell’autunno 2010, il film racconta con lirismo l’attualità di un tema importante senza perdere di vista il legame profondo con la cultura tradizionale del Kashmir. A.A.

D Musa Syeed 1984 FIlmografia / filmography: 2012 Valley of Saints, 2010 The Calling, 2008 Bronx Princess

al Lake, considered the jewel of Kashmir, is a village that overlooks a beautiful water nature reserve and is threatened by political violence. Gulzar is a boatman who dreams of leaving. When the closing of borders deters his escape, the young man finds a job as a guide for Asifa, a young female scientist who has come to Dal Lake for an environmental-based research on the presence of pollutant substances that are dangerous for the community. This film, awarded the Sundance 2012 Audience Award, was shot during the military curfew in Kashmir in Autumn 2010. It tells the reality of an important subject with lyricism, without losing sight of its strong tie with Kashmir’s culture and tradition.


Domenica 6 aprile, ore 11:42 Flatform / Italy / 2008 / 35mm / 7’

È domenica e splende il sole su una bella vallata, in Italia. La voce narrante segue alcuni personaggi che si muovono in lontananza, iniziando a disegnare una storia. O forse ne è solo la testimone inconsapevole, ma privilegiata. C.V.

It’s Sunday and the sun is shining on a nice valley in Italy. The narrator follows a few characters who are moving in the distance, starting to tell a story. Or perhaps it is only its unknowing, but privileged witness.

Earlth & Moonch Dei Gaztelumendi / Spain / 2010 / 720p / 1’

Eartlh & Moonch cerca di dare un’idea degli effetti dell’inquinamento ritraendo la terra come un membro della società planetaria. Un essere malato, e probabilmente stizzito, che dialoga, lamentandosi, con la sua amica Luna. C.V.

Eartlh & Moonch attempts to portray the effects of gobal warming by showing the land as a member of the planetary society. A sick being, who is also most likely angry, speaks and complains to his friend Luna.

Eng (Tight) Eckhard Kruse / Germany / 2007 / DVCam / 10’

La superficie terrestre misura 140 milioni di kmq – quasi come tre campi da calcio per ogni persona. Il confronto tra enormi spazi e affollate città apre la riflessione sul mal sfruttamento e sulle possibili ripercussioni. C.V.

The Earth’s surface measures 140 million km2, meaning almost three football pitches per person. The contrast between open spaces and crowded cities opens a reflection on the poor use of our land and on its possible repercussions.

pag. 205 / CIAUD


focus animazione focus on animation LUNGOMETRAGGI IN ANTEPRIMA

MARATONA ANIMAZIONE

Consuming Spirits Chris Sullivan / USA / 2012 / 16mm / 130’ Crulic – drumul spre dincolo (Crulic – The Path to Beyond) Anca Damian / Romania, Poland / 2011 / HD / 73’

Bendito Machine IV Jossie Malis / Spain / 2012 / HD / 10’ Dead Bird Trevor Hardy / UK / 2011 / Digital Animation / 1’ Dell’ammazzare il maiale (About Killing the Pig) Simone Massi / Italy / 2011 / Digibeta / 6’ Elaimia Elaimile (Animal for Animals) Tatu Pohjavirta, Mark Ståhle / Finland / 2011 / Digibeta / 10’ Fiesta Brava Steven Woloshen / Canada / 2011 / 35mm / 4’ Le fobie del Guard Rail (Phobias of Guardrail) Marco Capellacci / Italy / 2012 / HD / 5’ From Dad to Son Nils Knoblich / Germany / 2012 / Digital Animation / 3’ Hisab Ezra Wube / Ethiopia / 2011 / HD / 8’ Howard Julia Pott / UK / 2010 / Digital Animation / 4’ Kapitan Hu (Captain Hu) Basil Vogt / Switzerland / 2011 / 35mm / 9’ Lazarov Nieto / France / 2010 / Digibeta / 3’ Merci mon chien (It’s a Dog’s Life) Julie Rembauville, Nicolas BiancoLevrin / France, Canada / 2012 / Digital Animation / 8’ La nuit de l'ours (The Night of the Bear) Alexis Fradier, Julien Regnard, Pascal Giraud / Belgium / 2011 / Digital Animation / 8’ Olgastrasse 18 Joerg Rambaum, Liv Scharbatke / Germany / 2011 / Digital SLR Camera / 5’

in collaborazione con:

QUADRO SVEDESE Flickan & Sirenen (The Girl & the Siren) Jacob Petersson, Cristoffer Ålund / Sweden / 2012 / Digital Animation / 17’ Jag är rund (I am Round) Mario Adamson / Sweden / 2011 / Digital Animation / 15’ Las Palmas Johannes Nyholm / Sweden / HD / 2011 / 14' Next Door Letters Sascha Fülscher/ Sweden / 2012 / Digital Animation / 15’ Sju Dagar I Skogen (Seven Days in the Woods) Peter Larsson / Sweden / 2011 / Digital Animation / 6’ Tantlängtan (Lady Crush) Hanna Sköld / Sweden / 2011 / HD /11’ Tord och Tord (Tord and Tord) Niki Lindroth Von Bahr / Sweden / Digital Animation / 2010 / 11’

Orfeus Thomas Simonsen Balmbra / Norway / 2012 / 20’ O tondovi, ktery svitil (Shining Tony) Filip Pošivač / Czech Republic / 2011 / Digital Animation / 3’ Pishto uyeszhayet (Pishto Goes Away) Sonya Kendel / Russia / 2011 / HD / 8’ The Pub Joseph Pierce / UK / 2012 / HD / 7’ The Renter Jason Carpenter / USA / 2011 / Digital Animation / 10’ It's such a Beautiful Day Don Hertzfeldt / USA / 2012 / 35mm / 23’ Suur maja (Big House) Kristjan Holm / Estonia / 2011 / Digital Animation / 10’ Via Curiel 8 Mara Cerri, Magda Guidi / France / 2011 / Digital Animation / 10’ Villa Antropoff Kaspar Jancis, Vladimir Leschiov / Estonia / 2012 / Digital Animation / 13’ Yi Chang Ge Ming Zhong Hai Wei Lai De Ji Ding Yi De Xing Wei (Some Actions Which Haven't Been Defined Yet in The Revolution) Sun Xun / China / 2011 / HD / 13’

Selezione a cura di / selection by: Sara Radaelli


S

e lo scorso anno il Focus Animazione ha guardato al confine tra cinema e nuovi media, la selezione di quest’anno sembra esprimere un chiaro ritorno all’autorialità, esplorando le potenzialità del cinema, da un punto di vista narrativo e sperimentale. Per la prima volta nella storia del Festival, due i lungometraggi presentati: due opere complesse e inconsuete, da studiare e da godere. Le trame oscure di Consuming Spirits, girato in 16mm, si aprono al mondo dopo 15 anni di lavoro. Un mélange di tecniche differenti che si incrociano al ritmo dei tanti frammenti di storia raccontati. E Crulic, documentario animato recentemente premiato ad Annecy. Da una storia di (in)giustizia nell’Europa dell’est, un diario animato di raro sentimento, narrato attraverso un linguaggio originale, mai scontato. Appuntamento storico con la notte della Maratona, caleidoscopio di tecniche e sperimentazioni. Oltre tre ore di cortometraggi da tutto il mondo, senza dimenticare i giovani talenti italiani. Accanto all’animazione digitale, forte il ritorno del cinema su pellicola: antichi banchi verticali, xilografie ed elementi iconografici della tradizione, animazioni incise e dipinte sulla celluloide. La proposta di Milano Film Festival esprime il bisogno di molti artisti di un ritorno alle origini, di uno sguardo al passato per poterlo rileggere e rielaborare. In collaborazione con Visit Sweden, una panoramica dell’animazione svedese contemporanea. Sette opere scelte per mostrare il fermento in questo settore, mettendo in luce la predominanza di animazioni in stop-motion, tecnica tradizionale che qui si piega alla volontà di stupire, sperimentare, rielaborare. Molte le linee narrative tracciate dai giovani autori, spesso alla loro prima o seconda opera. Ricco il materiale di partenza: materie prime non comuni e attori atipici da mettere in scena.

I

f last year the Focus on Animation looked where cinema and new media meet, this year’s selection seems to express a clear return to the importance of the author, exploring the potential of the cinema from a narrative and experimental point of view. For the first time in the Festival’s history, two feature films are presented: two complex and unusual works to be studied and enjoyed. The dark plots of Consuming Spirits, made in 16mm, open up to the world after 15 years of work: different techniques criss-cross at the rhythm of the many fragments of the story. The animated documentary Crulic, recently awarded a prize in Annecy and based on a story of (in) justice in Eastern Europe, is an animated diary of rare feeling, narrated in an original and never predictable language. There is the long-standing rendezvous of the night of the Marathon, a kaleidoscope of techniques and experimentation. Over three hours of shorts from all over the world, without forgetting young Italian talents. Alongside digital animation, there is a great return of celluloid cinema: old vertical animation benches, woodcuts and traditional iconographic elements, animations engraved and painted on celluloid. The Milano Film Festival proposal expresses the need of many artists for a return to the origins, looking back to the past to be able to reinterpret and re-elaborate it. A panorama of contemporary Swedish animation is presented in collaboration with Visit Sweden: seven films chosen to show the ferment in this sector, highlighting the predominance of stop-motion animations, a traditional technique which obeys the wish to amaze, experiment and re-elaborate. The young authors, often at their first or second work, have taken many narrative lines. There is a wealth of starting material: unusual raw material and atypical actors taking centre stage.

Lara Casirati

pag. 207 / FOCUS ANIMAZIONE


Consuming Spirits Chris Sullivan / USA / 2012 / 16mm / 130’

T PRODUZIONE / PRODUCTION: Chris Sullivan PRODUTTORE / PRODUCER: Chris Sullivan SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Chris Sullivan MONTAGGIO / EDITING: Chris Sullivan FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Chris Sullivan ANIMATORI / ANIMATION:: Chris Sullivan, Corinne Faiella, Shelley Dodson MUSICA / MUSIC: Chris Sullivan DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Chris Sullivan, csullivan@saic.edu

re personaggi in una cittadina americana e il loro bagaglio di ricordi mai del tutto sepolti. Una storia oscura e complessa i cui frammenti finiscono per intrecciarsi, raccontati incrociando stili e tecniche di volta in volta differenti. Il secondo lungometraggio di Chris Sullivan è un capolavoro dell’animazione d’autore: girato in 16mm, è frutto di 15 anni di lavoro e di un’originale volontà di sperimentare con le trame narrative, i personaggi, le tecniche. L.C.

T

hree characters in a small American town and their memories that have never been completely lost. An obscure and complex story, divided into fragments that end up interweaving, narrated in this film with a mix of different styles and techniques. The second feature film by Chris Sullivan is a masterpiece of animation. It was shot in 16mm and it is the result of 15 years of work, with a unique desire of experimenting different narrative plots, characters and techniques.

Crulic – drumul spre dincolo Anca Damian / Romania, Poland / 2011 / HD / 73’

B PRODUZIONE / PRODUCTION: Aparte Film PRODUTTORE / PRODUCER: Anca Damian, Arkadiusz Wojnarowsky SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Anca Damian MONTAGGIO / EDITING: Catalin Cristutiu FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Piotr Dziubek ANIMAZIONE / ANIMATION: Dan Panaitescu, Raluca Popa, Dragos Stefan, Roxana Bentu, Tuliu Oltean DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: MYMovies, nicoletta.dose@mymovies.it

asato su un caso di gran rilevanza in patria, Crulic è narrato dal protagonista già morto, in un flusso privato che lo rende più vicino a un “diario” che a un comune documentario animato. Un metodo originale anche per le tecniche impiegate: disegni, sagome e ritagli si alternano a fotografie originali dell’archivio di famiglia e a telegiornali. Poetico e struggente, ma anche amaramente ironico, ha vinto un’infinità di premi internazionali, compreso il “Miglior Film” al prestigioso Festival di Annecy. V.R.

B

ased on a case of great importance in Romania, Crulic is narrated by the dead protagonist, in such a private manner that makes it closer to a “diary” to a common animated documentary. Very original in the techniques used: designs, shapes and cuttings are interspersed with original photographs from the family archive and bits taken from the TV news. Poetic and poignant, but also bitterly ironic, the winner of numerous international awards, including an award as “Best Film” at the prestigious Festival of Annecy.


quadro svedese / swedish wall painting

Flickan & Sirenen Jacob Petersson, Cristoffer Ålund / Sweden/ 2012 / Digital Animation / 17’

Il sogno di una ragazzina solitaria è quello di far parte di una ciurma di pirati. Ma come conquistarsi la fiducia degli altri briganti? Avventura marinaresca ricca di spunti gotici, magistralmente animata in stop-motion. L.C.

The dream of a lonely little girl is to be part of a crew of pirates. But how to gain the confidence of the other robbers? Seafaring adventure full of gothic cues, brilliantly animated in stopmotion.

Jag är rund Mario Adamson / Sweden / 2011 / digital animation / 15’

Tenera storia di scoperta della propria natura, in un mondo in cui tutti hanno una forma ben definita. E Mathilda, al contrario, un aspetto del tutto differente. Imparare ad accettarsi, o cedere al rispetto delle norme? L.C.

Tender story of the discovery of one’s own nature, in a world where everyone has a well-defined shape. Mathilda instead, has a completely different appearance. Learn how to accept herself or give in and obey the rules? And Mathilda, on the contrary, a completely different appearance.  

Las Palmas Johannes Nyholm / Sweden / HD / 2011 / 14'

Le vacanze di una signora di mezza età in un mondo di pupazzi possono essere irresistibili. Soprattutto se l’attrice protagonista ha un anno, gira vestita da donna e va in uno sgangherato piano bar per poi fuggire in stile Easy Rider. A.B.

The holidays of a middle-aged woman in a world of marionettes make for compulsive viewing, especially when the woman is played by a one year-old who gets her kicks in a ramshackle piano bar, only to flee in Easy Rider style.

pag. 209 / FOCUS ANIMAZIONE


Next Door Letters Sascha Fülscher/ Sweden / 2012 / Digital Animation / 15’

Due ragazzine ed una finta lettera d’amore, inviata per scherzo ad una compagna di scuola. La scoperta del primo amore, vissuto in silenzio, al riparo dietro un’identità fasulla. Bildungsroman animato, ispirato ad una storia vera. L.C.

Two girls and a fake love letter, sent as a joke to a classmate. The discovery of a first love, experienced in silence, behind a fake identity. Animated Bildungrosman, inspired by a true story.

Sju Dagar I Skogen Peter Larsson / Sweden / 2011 / Digital Animation / 6’

Rappresentazione di un bosco con tutti i suoi rumori. Vita che brulica, figure inquiete che nascono, si nascondono e serpeggiano nell’oscurità della foresta. Larsson, animatore e illustratore, lavora utilizzando anche legno ed altri materiali organici. L.C.

Representation of the woods with all its sounds. Teeming life, restless figures that are born, they hide and wander in the darkness of the forest. Larsson, animator and illustrator, also works using wood and other organic materials.

Tantlängtan Hanna Sköld / Sweden / 2011 / HD / 11’

 re personaggi e tre differenti solitudiT ni in un gioco delle parti (e dei generi) che mescola scene in live-action e stop-motion. Opera sperimentale democraticamente aperta, online, a possibili remix sotto licenza Creative Commons. L.C.

Three characters and three different solitudes in a role (and gender) that mixes live-action and stopmotion scenes. Experimental work, democratically open online to possible remixes licensed under Creative Commons.

Tord och Tord Niki Lindroth Von Bahr / Sweden / 2010 / Digital Animation / 11’

Trovare la casa completamente stravolta al proprio ritorno, per scoprire di essere capitati per errore nell’appartamento del vicino. Storia di uno strano incontro tra una volpe ed una lepre, di un’omonimia e di una relazione difficile. L.C.

Finding your house completely changed when you return, to then realize that you ended up in your neighbor’s apartment by mistake. Story of the odd encounter between a fox and a hare, of their homonymy and their difficult relationship.


maratona animazione / animation marathon

Bendito Machine IV Jossie Malis / Spain / 2012 / HD / 10’ Nel quarto episodio della serie Bendito Machine, Jossie Malis utilizza la caratteristica animazione in silhouette per riflettere sull’impatto ambientale dei combustibili utilizzati per i trasporti. Altri episodi sono in lavorazione. L.C.

In the fourth episode of Bendito Machine, Jossie Malis uses the feature animation in silhouette to explore the environmental impact of fuels used for transportation.Other episodes are in progress.

Dead Bird Trevor Hardy / UK / 2011 / Digital Animation / 1’ Quando ci si sente soli, la soluzione migliore potrebbe anche (non) essere quella di confidarsi con chi è molto più grande di noi. Pillola di animazione in plastilina, celebrazione dello humour inglese. L.C.

When you feel lonely, the best solution may (not) be to confide in those who are much bigger than us. Plasticine animation to celebrate British humor.

Dell’ammazzare il maiale Simone Massi / Italy / 2011 / Digibeta / 6’ La campagna e il ricordo, il rapporto dell’uomo con la sua terra e gli animali che la abitano. Vincitore del David per il Miglior Cortometraggio, l’ultima parte di una serie di opere dedicate alle Marche, terra d’origine di Massi L.C.

Countryside and memories, the relationship between men and their land and the animals that live there. Winner of the David award for Best Short Film, the last bit of a series of works dedicated to the region of Marche, Massi’s homeland.

Elaimia Elaimile Tatu Pohjavirta, Mark Ståhle / Finland / 2011 / Digibeta / 10’ Storia d’amore, solo in apparenza impossibile, tra una fragile commessa e il suo forzutissimo principe azzurro. Tra incidenti di percorso e sentimenti irrefrenabili, la storia romantica più folle della selezione. L.C.

Love story, which may seem impossible, between a fragile shop assistant and her strong prince charming. Among the mishaps and uncontrollable feelings, the craziest romance of this selection.

Fiesta Brava Steven Woloshen / Canada / 2011 / 35 mm / 4’ Ritorno all’animazione delle origini per Woloshen: sperimentazioni visive e sonore in un amalgama di lettere ed illustrazioni, attraverso graffi e pittura su pellicola. Sinfonia di musica e colori che prende il via da una corrida. L.C.

Back to the animation of the origins for Woloshen: visual and sound experiments in a mix of letters and drawings, through painting and scratching on film. Symphony of music and color that starts with a bullfight.

pag. 211 / FOCUS ANIMAZIONE


le Fobie del Guard Rail Marco Capellacci / Italy / 2012 / HD / 5’ Rappresentazione inquietante del mondo e onirica rielaborazione degli affetti attraverso l’inconscio di un bambino. Oltre il guard-rail, si apre un universo enigmatico. Opera prima di un giovane talento dell’animazione italiana. L.C.

Disturbing representation of the world and dreamy rethinking of natural affections through the unconscious of a child. Over the guard-rail, an enigmatic universe opens up. Debut of a young talent of Italian animation.

From Dad to Son Nils Knoblich / Germany / 2012 / Digital Animation / 3’ La corrispondenza tra un figlio in carcere e il padre, contadino, senza più aiuto per continuare ad arare il campo. Fino ad una svolta inaspettata. Brillante animazione dall’autore di The Burning Haus, in Maratona nel 2010. L.C.

The correspondence between a son in jail and his father, a farmer, who is left without anyone to help him plow the field ...Until an unexpected change occurs. Brilliant animation by the author of The Burning Haus in 2010.

Hisab Ezra Wube / Ethiopia / 2011 / HD / 8’ Una capra, un cane ed un asino e le loro disavventure sui taxi e sulle strade etiopi. Opera che dipinge, con tono ironico, la natura dei tre animali, realizzata animando acrilici su tela e tratta da un racconto popolare etiope. L.C.

A goat, a dog and a donkey and their misadventures on the cabs, around Ethiopian streets. A work that ironically depicts the nature of the three animals, realized by animating acrylic on canvas. Inspired by an Ethiopian folk tale.

Howard Julia Pott / UK / 2010 / Digital Animation / 4’ Ci si incontra, ci si osserva e ci si innamora. Ma il tempo passa, le abitudini prendono il sopravvento e le incolmabili differenze diventano sin troppo evidenti. Storia d’amore che giunge al termine, tra lui…e lei. L.C.

We meet, we observe each other and fall in love. But time goes by, habits take over and unbridgeable differences come up and become too evident. Love story that comes to an end between him ... and her.

Kapitän Hu Basil Vogt / Switzerland / 2011 / 35mm / 9’ La barca del Capitano Hu resta incagliata su un monte delle Alpi. L’aiuto di un contadino della zona potrà bastare per tornare a casa? Una serie di peripezie incise su pellicola nell’ultimo lavoro dell’animatore svizzero Basil Vogt. L.C.

The boat of Captain Hu is stranded on a mountain in the Alps. Will the help of a local farmer be enough to reach home? A series of accidents recorded on film in the last work of the Swiss animator Basil Vogt.


Lazarov Nieto / France / 2010 / Digibeta / 3’ Esperimenti scientifici in un laboratorio russo, condotti dal professor Nieto(v). Estremi tentativi di riportare in vita – attraverso le ricerche su un pollo morto – i fasti dell’ex Unione Sovietica. Effetti speciali e fantapolitica. L.C.

Scientific experiments in a Russian lab, carried out by Professor Nieto(v). Extreme attempts to bring to life the splendor of the former Soviet Union, through the experiments on a dead chicken. Special effects and political fiction.

Merci mon chien Julie Rembauville, Nicolas Bianco-Levrin / France, Canada / 2012 / Digital Animation / 8’ Infastidito dalle grida dei bambini, disturbato dalle disattenzioni degli adulti, le disavventure di Fifi, che chiede soltanto di leggersi il giornale in pace. Dalla coppia Rembauville/BiancoLevrin, in concorso nel 2011 con [R]. L.C.

Annoyed by the crying of children, disturbed by the carelessness of adults, the adventures of Fifi, who asks nothing but to read his newspaper in peace. By the couple Rembauville / Bianco-Levrin in competition in 2011 with [R].

La nuit de l'ours Alexis Fradier, Julien Regnard, Pascal Giraud / Belgium / 2011 / digital animation / 8’ Una cacciatrice solitaria in una foresta: il rapporto con la natura, i nuovi incontri e le paure, in un cortometraggio delicato di tre giovani registi. Realizzato durante il corso di studi presso La Cambre di Bruxelles. L.C.

A solitary hunter in a forest: her relationship with nature, the encounters with new people and her fears, in a delicate short film by three young directors. Realized during their studies at La Cambre in Brussels.

Olgastrasse 18 Joerg Rambaum, Liv Scharbatke / Germany / 2011 / Digital SLR Camera / 5’ Dall’infanzia alla vecchiaia, passando per l’amore e il divorzio, lo stress da lavoro e l’abbandono. Storia di un’esistenza in assenza di figure umane, facendo scorrere, in stop-motion, le metamorfosi di una casa e di una vita. L.C.

From childhood to old age, through love and divorce, the stress of work and the abandoning. Story of a life in the absence of human figures, unfolding, in stop-motion, the images of the metamorphosis of a house and a life.

Orfeus Thomas Simonsen Balmbra / Norway / 2012 / 20’ Il mito di Orfeo ed Euridice, rivisitato in una stop-motion che ne accentua le tonalità cupe e gli elementi orrorifici. Immersione nella tragicità del mito, girato in 16mm e ispirato all’animazione ceca e al body horror. L.C.

The myth of Orpheus and Eurydice, revisited in a stop-motion style that enhances dark tones and the horrific elements. Full immersion in the tragic myth, shot in 16mm, inspired by Czech animation and body horror.

pag. 213 / FOCUS ANIMAZIONE


O tondovi, ktery svitil Filip PoŠivač / Czech Republic / 2011 / Digital Animation / 3’ l piccolo Tony splende – letteralmente – nel buio. Nonostante le prese in giro dei compagni, scoprirà gli affetti e il fascino dell’essere differenti. Delicato racconto di formazione di un giovane animatore e illustratore Ceco. L.C.

Little Tony shines - literally - in the dark. Despite the teasing of his companions, he discovers the emotions and the allure of being different. Delicate story of formation by a young Czech animator and illustrator.

Pishto uyeszhayet Sonya Kendel / Russia / 2011 / HD / 8’ È un mattino d’autunno quando Pishto decide di andarsene, stanco di tutto. Lungo il cammino, incontrerà un cagnolino. Opera di diploma della giovane animatrice russa Sonya Kendel. L.C.

It is a morning in autumn, when Pishto decides to leave, tired of everything. On his way, he meets a dog. Work of Diploma of young Russian animator Sonya Kendel.

The Pub Joseph Pierce / UK / 2012 / HD / 7’ Un pub inglese, la sua barista e la collezione di clienti dall’alto tasso alcoolico. La gradazione aumenta e le deformazioni visive - alcooliche e surreali - prendono piede. Terza e ultima parte di una trilogia animata in rotoscope. L.C.

An English pub, the bartender and his collection of clients with a high blood alcohol content. The alcohol content increases and the visual deformations take cover. Third and final part of a trilogy animated in rotoscope.

The Renter Jason Carpenter / USA / 2011 / Digital Animation / 10’ L’estate di un ragazzino in campagna, in compagnia della nonna e di un inquilino solitario. I rozzi elementi della vita agreste incupiscono i toni, lasciando libero sfogo agli incubi del bambino. Basato sui ricordi dell’autore. L.C.

The summer of a young boy in the countryside, in the company of her grandmother and a lonely tenant. The coarse elements of rural life darken the tones, giving free rein to the nightmares of the child. Based on the memories of the author.

It's Such a Beautiful Day Don Hertzfeldt / USA / 2012 / 35mm / 23’ Bill si risveglia in ospedale e la sua memoria non è più la stessa. Terza parte di una trilogia, riflessione sul ricordo e la percezione. Elaborato mix di sperimentazioni, fotografie e animazione ripresa su un antico banco verticale. L.C.

Bill wakes up in the hospital and his memory is no longer the same. Third part of a trilogy, exploring memory and perception. Elaborate mix of experiments, photographs and animation shot on an ancient vertical bench.


Suur maja Kristjan Holm / Estonia / 2011 / Digital Animation / 10’ In una notte in cui nessuno sembra poter dormire, un ladro trova via libera tra gli appartamenti di un palazzo. Sinfonia di suoni e gesti, illustrata a mano, che si gioca sui rumori di un condominio e dei suoi stravaganti inquilini. L.C.

During a night when no one seems to be able to sleep, a thief finds easy access between the apartments of a building. Symphony of sounds and gestures, that focuses on the sounds of a building and its quirky residents.

Via Curiel 8 Mara Cerri, Magda Guidi / France / 2011 / DCP / 10’ Incontrarsi sulle scale ed osservarsi senza una parola, per poi immergersi, in solitudine, nel sogno e nel ricordo. Magda Guidi e Mara Cerri affrescano una storia densa di malinconia. Tratto dall’omonimo racconto di una delle autrici. L.C.

Meeting on the stairs and stare at each other without saying a word, and then dive in solitude, in dreams and memory. Magda Guidi and Mara Cerri depict a story full of melancholy. Based on the novel of one of the authors.

Villa Antropoff Kaspar Jancis, Vladimir Leschiov / Estonia / 2012 / Digital Animation/ 13’ Scene da un matrimonio in stile cafone si alternano alle vogate di un uomo che, partito dalle coste africane, si imbarca in una traversata della speranza per inseguire una vita migliore. Prodotto dal celebre studio Eesti Joonisfilm. L.C.

From the scenes of a rude marriage, to the rowing of a man who, starting from the African coast, embarks himself on a journey with the hope of finding a better life. Produced by the famous studio Eesti Joonisfilm.

Yi Chang Ge Ming Zhong Hai Wei Lai De Ji Ding Yi De Xing Wei Sun Xun / China / 2011 / HD / 13’ In concorso all’ultima edizione del Festival di Berlino, l’opera dell’artista cinese Sun Xun mescola elementi politici e surreali attraverso il richiamo all’iconografia tradizionale e illustrazioni realizzate tramite xilografia. L.C.

Film that competed in the last edition of the Berlin Film Festival, the work of the Chinese artist Sun Xun mixes surreal and political elements by calling back to mind the traditional iconography and the woodcut illustrations.

pag. 215 / FOCUS ANIMAZIONE


vernixage Duncan Campbell Arbeit / UK / HDStereoscopic film / 2011 / 39' Carlos Casas Avalanche / Tajikistan / HDV / 2010 / 97'

I

Anna Franceschini FOR IN AND OUT, ABOVE, ABOUT, BELOW, 'T IS NOTHING BUT A MAGIC SHADOW-SHOW / Italy / Hd, 16mm, Super8, MiniDV / 90’ Invernomuto Video and film works 2007-2011 / Various format processed to HD / 58'

n ambito contemporaneo è sempre più viva la necessità di commistione tra campi del sapere differenti e apparentemente distanti tra loro. In questa ottica, sempre più autori e artisti basano la loro ricerca sulla possibilità di creare dei ponti tra realtà adiacenti, ma ancora disconnesse tra loro. VerniXage prova ad avviare un’indagine sugli spazi interstiziali tra estetiche, linguaggi, tecnologie e circuiti distributivi differenti che dovrebbero rappresentare il futuro del nostro orizzonte culturale. Al centro della rassegna, il dialogo tra cinema e arte contemporanea è raccontato da opere che combinano i principi e i presupposti di questa e la narratività cinematografica, che abbandonano l’astrazione e la grammatica della video arte mantenendo la loro solidità all’interno di spazi espositivi museali e di tradizionali sale di proiezione e da produzioni fino a pochi anni fa di esclusivo appannaggio dell’industria cinematografica main stream, oggi declinate in vari ambiti e capaci di raggiungere differenti tipologie di spettatori. Un’esperienza di fruizione e distribuzione dalla crescente eco internazionale che con VerniXage intendiamo contribuire a sviluppare in maniera sempre maggiore.

Roee Rosen Hilarious / Israel / HDV / 2010 / 21' Tse (Out) / Israel / HDV / 2012 / 35' ZAPRUDERfilmmakersgroup All Inclusive / Italy / HDStereoscopic film / 2010 / 68' Spell / Italy / HDStereoscopic film / 2011 / 21'

I

n the contemporary context, there is an increasingly strong need for different and apparently distant fields of knowledge to mingle with one another. From this perspective, more and more authors and artists are basing their research on creating bridges between realities which are adjacent but still disconnected. VerniXage attempts to look into the interstitial spaces between different aesthetics, languages, technologies and distribution circuits that are to represent the future of our cultural horizon. At the centre of the section, the dialogue between cinema and contemporary art is related by works that combine the latter’s principles and presuppositions with cinematographic narration, which abandon the abstraction and grammar of video art, keeping their solidity within museum display areas and traditional cinemas and by productions which until a few years ago were the exclusive privilege of mainstream cinema, today offered in various contexts and capable of reaching different types of audiences. With VerniXage we intend to contribute to the increasing development of this experience of sharing and distribution with an increasing international echo.

Davide Giannella

pag. 217 / VERNIXAGE


Duncan Campell Arbeit

uk / 2011 / HDStereoscopic / 39' PRODUTTORE / PRODUCER: Duncan Campbell SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Duncan Campbell MONTAGGIO / EDITING: Duncan Campbell FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Duncan Campbell DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Lux, gil@lux.org.uk

FIlmografia/filmography: 2011 Arbeit, 2009 Make It New John, 2008 Bernadette

L

’opera di Duncan Campbell giustappone realtà e finzione, indagando i meccanismi di rappresentazione mediatica degli eventi: tra docufiction e filmcollage si dipanano ricostruzioni storiche che sfidano la presunta oggettività del documentario con un’accurata selezione di materiali d’archivio miscelati al repertorio personale dell’artista. Certosino del found footage, nel suo Arbeit, Campbell intreccia, attraverso il supporto di una voce fuori campo, frammenti di pellicola, foto storiche, stills di cinegiornali e sequenze appositamente girate, per ritrarre Hans Tietmeyer, protagonista, tra gli anni ’80 e ’90, del panorama economico europeo e della fase gestazionale della moneta unica. D.G.

T

he works of Duncan Campbell combine reality and fiction, investigating the mechanisms of the representation of events on the media: historical reconstructions unravel between docudrama and film collage, challenging the presumed objectivity of the documentary with a careful selection of archive material mixed with the artist’s personal repertoire. Carthusian of found footage, in his Arbeit, Campbell mixes through the support of a voiceover, film fragments, historical photographs, newsreels and stills of specially filmed sequences to portray Hans Tietmeyer, the protagonist, in the ‘80s and ‘ 90 of the European economic landscape and the gestational stage of the single currency.


carlos casas Avalanche

tajikistan / HDV / 2012 / 97' PRODUZIONE / PRODUCTION: Supported by Open Society Institute PRODUTTORE / PRODUCER: Saodat Ismailova, Map Productions MONTAGGIO / EDITING: Carlos Casas FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Carlos Casas SOUND EDITOR: Carlos Casas MUSICA / MUSIC: Phill Niblock DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Carlos Casas, carlosmcasas@yahoo.com

FIlmografia/filmography: 2010 Avalanche, 2007 Hunters since the Beginning of Time, 2005 Solitude at the End of the World, 2004 Aral: Fishing in an Invisible Sea, 2003 Rocinha Daylight of a Favela, 2002 Patagonia, 2000 Afterwords

L

a ricerca di Carlos Casas è sempre puntata verso un orizzonte di suggestioni audiovisive dominato dalla sospensione lirica dei suoi paesaggi. Scenari liminali che, dalle soglie del mondo, impastati di suoni ambientali e di un tappeto sonoro pensato come baricentro delle immagini, finiscono nei documentari dell’artista catalano al ritmo delle frequenze captate dalle radio che Carlos porta sempre con sé. Avalanche è una cronaca raccolta tra le montagne del Pamir e sempre riscritta attraverso una revisione della dimensione acustico-spaziale: per VerniXage, un’inedita sonorizzazione live sublima l’attitudine performativa di un lavoro il cui codice genetico dipende dal contesto di fruizione. D.G.

C

arlos Casas’s research is always projected towards a horizon of visual impressions dominated by the suspension of his lyrical landscapes. Liminal scenarios that, along with natural sounds and with a musical carpet imagined as the images’ center of gravity, will accompany the Catalan artist’s documentaries to the rhythm of the frequencies taken from the radio that Carlos always has with him. Avalanche is a chronicle set among the mountains of Pamir and it was rewritten through a revision of an acoustic dimension: for VerniXage, an original live sound sublimates the artistic attitude of a work which genetic code depends on the context of use. pag. 219 / VERNIXAGE


anna franceschini

FOR IN AND OUT, ABOVE, ABOUT, BELOW, ‘T IS NOTHING BUT A MAGIC SHADOW-SHOW Italy / HD, 16 mm, super 8, minidv / 2012 / 90' CO DIREZIONE / CO DIRECTION: Diego Marcon, Federico Chiari for Pattini d'argento PRODUZIONE / PRODUCTION: Anna Franceschini PRODUTTORE / PRODUCER: Anna Franceschini MONTAGGIO / EDITING: Anna Franceschini, Massimo Mosca FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Anna Franceschini, Pierluigi Laffi SOUND EDITOR: Federico Chiari, Kwinter Van Laethem, Simone Paolo Oliviero MUSICA / MUSIC: Federico Chiari

FIlmografia / filmography: 2012 For In and Out, Above, About, Below, ‘t is Nothing but a Magic Shadow-Show, 2012 The Siberian Girl, 2011 It’s All About Light (to Joseph Plateau), 2011 It’s About Light and Death (to Joseph Plateau), 2011 Let’s Fuuuuck! I’ll Fuck Anything that Moooves!, 2011 To Know a Thing You Must Call it by its Name, 2010 Nothing is more Mysterious. A Fact that is Well Explained, 2010 Untitled (Almost Lost), 2009 The Player May not Change his Position, 2008 Casa Verdi, 2007 Pattini d’argento, 2007 Polistirene

F

ormalmente, il lavoro di Anna Franceschini comprende numerose formule tecniche ed espressive del cinema, contesto di studio e di ricerca dal quale proviene. Elementi strutturali che l’artista pavese è riuscita a plasmare attraverso una serie di giochi semantici e sovrapposizioni di piani, sviluppando un immaginario ultra personale e, allo stesso tempo, assoluto, mediante la descrizione di figure, luoghi e pratiche minime capaci, però, di raccontarci la complessità del reale. In occasione di verniXage Anna Franceschini presenterà una ricomposizione di precedenti progetti che, rimettendone in discussione valenze e significati, li consegna al piano monocanale del grande schermo. D.G.

F

ormally, Anna Franceschini’s work includes various formulas and expressive techniques of cinema, which is the study and research context she is coming from. She managed to shape these structural elements through semantic games and through the overlapping of different levels; she developed her own personal yet social imaginary through the description of figures and places and with simple practices that are enough, though, to talk about complex realities. At verniXage Anna Franceschini will present a composition of previous projects, rediscussing their values and ​​ meanings to deliver them to the big screen.


invernomuto

Video and film works 2007-2011 itAly / different format processed to hd / 2012 / 58' Boomeria Invernomuto / USA / 2011 / 16mm to HD transfer / 10' Culiarsi – microvideo Invernomuto / Italy / 2011 / Hi-8 / 40'' Culiarsi – trailer Invernomuto / Italy / 2011 / DV / 2' Perspectives on Archive: Pirelli (excerpt) Invernomuto / Italy / 2011 / DVD / 8' B.O.B. - Trailers Chapters One, Two and Three Invernomuto / Italy / 2010 / VHS / 3' Dungeons and Dregs Invernomuto / Germany / 2010 / Hi-8 / 5' Boomeria Invernomuto / Italy / 2009 / Super8 – Hi8 / 9' Perspectives on Archive: Catch Me When I Fall – Parade (excerpt) Invernomuto / Italy / 2009 / DV / 7' Village Oblivia – trailer 1 Invernomuto / Italy / 2009 / DV / 3' Perspectives on Archive: Check- in Architecture (excerpt, 4:3 version) Invernomuto / Italy / 2008 / DV / 3' Teastas Mor Invernomuto / France / 2008 / DV / 6' Teastas Mor – trailer Invernomuto / Italy / 2008 / DV / 2' Black Cross Bowl Invernomuto / Italy / 2007 / DV / 4'

I

nvernomuto e’ il sodalizio artistico tra Simone Bertuzzi e Simone Trabucchi. Dal loro confronto nascono molteplici progetti capaci di combinare i diversi linguaggi del contemporaneo, dalla musica al cinema, dalle installazioni alla performance. A questa complessità linguistica corrisponde una produzione che indaga la realtà attraverso una costante commistione e cortocircuitazione di immaginari e culture, tra tradizioni locali e tendenze sottoculturali. Al Milano Film Festival, gli Invernomuto presenteranno una selezione di lavori assemblata e pensata per la sala cinematografica, un flusso tra inediti e classici che accorpa e offre nuove chiavi di lettura della loro ormai decennale attività. D.G.

I

nvernomuto is the artistic collaboration between Simone Bertuzzi and Simone Trabucchi. They realized many projects, combining the different contemporary languages, from music to movies, from installations to performance. Such linguistic complexity is accompanied by a production that explores reality through a constant mixing and short-circuiting of imaginary cultures, traditions and subcultural trends. At the Milano Film Festival, Invernomuto will present a selection of works assembled and designed for the big screen, a stream of new and classic works that brings together and provides new interpretations of their decade-long activities.

pag. 221 / VERNIXAGE


ROEE ROSEN

Hilarious - Tse / Out Israel / HDV / 2010 / 21' - Israel / HDV / 2010 / 35' PRODUTTORE / PRODUCER: Roee Rosen SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Roee Rosen MONTAGGIO / EDITING: Asaf Saban FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Avner Shahaf SOUND EDITOR: Binya Reches MUSICA / MUSIC: Victor Jara, The Hilarious Band CAST: Hani Furstenberg, others DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Rosenfeld gallery Tel Aviv, gallery@rg.co.il

PRODUZIONE / PRODUCTION: Roee Rosen, Sharon Benraf PRODUTTORE / PRODUCER: Roee Rosen, Sharon Benraf SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Roee Rosen MONTAGGIO / EDITING: Max Lomberg FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Avner Shahaf SOUND EDITOR: Binya Reches MUSICA / MUSIC: Igor Krutogolov, Boris Martzinovsky CAST: Yoana Gonen, Ela Shapira DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: NIMK - Netherlands Media Arts Institute, theus@nimk.nl

L

’israeliano Roee Rosen conduce un’indagine che dai territori delle arti visive approda alla letteratura, passando per il cinema. Le opere, attraverso rari simbolismi, accolgono sapienti sovrapposizioni di finzione e realtà, fede e mito, entro architetture di sarcasmi corrosivi e disarmanti riflessioni sulla società contemporanea. Nel caso di Tse, tra documentario, fiction e toni da cinema horror, dal rituale di un pestaggio sadomasochista si passa a quello di un “esorcismo politico”. In Hilarious cronaca politica, morte e violenza sono maneggiate grottescamente all’interno di una triviale stand-up comedy, senza suscitare alcuna ilarità, ma solo un assordante stridore. D.G.

T

he Israeli Roee Rosen carries out an investigation that goes from the world of visual arts to literature, passing through the cinema. His works, through an unusual symbolism, embrace clever overlaps between reality and fiction, faith and myth, accompanied by a corrosive sarcasm and disarming reflections on contemporary society. In Tse, between documentary, fiction and horror, from a sadomasochistic ritual to a “political exorcism. With Hilarious instead, political news, death and violence are handled grotesquely within a trivial stand-up comedy show, without causing any hilarity, but only a deafening screech.


IN COLLABORAZIONE CON SANTARCANGELO 12

ZAPRUDERfilmmakersgroup All Inclusive - Spell

Italy / HDstereoscopic / 201o / 67' - Italy / HDstereoscopic / 2011 / 21' PRODUZIONE / PRODUCTION: Zapruder, Steirischer Herbst Festival, Leonardo Monti, Cineservice SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Nadia Ranocchi, David Zamagni MONTAGGIO / EDITING: David Zamagni, Nadia Ranocchi, Monaldo Moretti FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Monaldo Moretti SOUND EDITOR: Zapruder, Francesco “Fuzz” Brasini, Mattia Dallara MUSICA / MUSIC: Zapruder, Francesco “Fuzz” Brasini CAST: Ambra Senatore, Luca Camilletti, Sara Masotti, Monaldo Moretti DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Zapruder, azapruder@gmail.com

PRODUZIONE / PRODUCTION: Zapruder, Leonardo Monti, Cristina Zamagni SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Nadia Ranocchi, David Zamagni MONTAGGIO / EDITING: David Zamagni, Nadia Ranocchi, Monaldo Moretti FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Monaldo Moretti SOUND EDITOR: Zapruder, Francesco “Fuzz” Brasini, Mattia Dallara MUSICA / MUSIC: Zapruder CAST: Werner Hirsch, Chimera, Monaldo Moretti, Li Weilong, Paolo Bisi DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Zapruder, azapruder@gmail.com

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avid Zamagni, Nadia Ranocchi e Monaldo Moretti, compongono dal 2000 il collettivo Zapruder. Capaci di sviluppare progetti in differenti ambiti dell’arte, dal teatro all’arte visiva, a quella performativa e cinematografica. Dal 2005 la loro ricerca nel campo del cinema è incentrata sull’utilizzo della stereoscopia, smarcandola dalla sua accezione maggiormente commerciale e riportandola sul piano del significato e dell’autorialità. VerniXage accoglierà il cinema espanso del gruppo romagnolo con la proiezione anaglifica di Spell, opera intrinsecamente duale, articolata in due film stereoscopici e con All Inclusive, estrema rappresentazione del dramma dei “work addicted.” D.G.

D

avid Zamagni, Nadia Frogs and Monaldo Moretti, in 2000 establish Zapruder, a group that develops artistic projects of all kinds, from theatre and visual arts to performance art and film. Since 2005 their research in the field of cinema is centered on the use of stereoscopy. VerniXage welcome the expanded cinema of the Romagna group with the screening of Spell, a dual work, divided into two stereoscopic films and All Inclusive, extreme performance of the play called “work addicted.”

pag. 223 / VERNIXAGE


EVE B I S K A I C

Dal 12 al 23 settembre 2012 la vera protagonista al Milano Film Festival è l’acqua di rete: buona, sicura e amica dell’ambiente. Cerca la Casa dell’acqua e gli erogatori predisposti da CAP Holding. CAP Holding sostiene il Milano Film Festival e una buona cultura dell’acqua, attenta agli sprechi.

www.capholding.it


cap holding presenta con il sostegno di:

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’accesso all’acqua è un diritto che dovrebbe essere garantito a tutti. Con le Case dell’Acqua nelle location del Festival, CAP Holding si impegna a diffondere una cultura dell’acqua attenta agli sprechi e all’uso sostenibile della risorsa idrica. Al festival, presenta al pubblico La soif du monde, di Y. Arthus-Bertrand. C.V.

A

ccess to water is a right that should be granted to everyone. Thanks to the Water Kiosks placed in the Festival areas, CAP Holding wants to prevent water waste and promote its sustainable use. In collaboration with the Milano Film Festival Yann Arthus - Bertrand presents La soif du monde.

La Soif Du Monde Yann Arthus-Bertrand, Thierry Piantanida, Baptiste Rouget-Luchaire / France / 2012 / HD / 90’

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n viaggio alla ricerca delle riserve d’acqua del nostro pianeta in oltre 20 paesi del mondo. Per svelare al pubblico una serie di paesaggi acquatici di straordinaria bellezza. Ma anche per sottolineare, attraverso testimonianze e interviste, la drammatica situazione di chi oggi non ha la possibilità di accedere all’acqua o di purificarla, e muore di sete ogni giorno in molti angoli della terra. Perché l’acqua è il bene più prezioso, e non è illimitata. A.A.

PRODUZIONE / PRODUCTION: Hope Production PRODUTTORE / PRODUCER: Marc Stanimiorovic, Yann Arthus-Bertrand, Jean-Yves Robin, Nicolas Coppermann SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Thierry Piantanida, Baptiste Rouget-Luchaire MONTAGGIO / EDITING: Laurence Buchmann, Marie-Pièrre Camus MUSICA / MUSIC: Armand Amar DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Fondation GoodPlanet, anne.lelay@goodplanet.org

A

trip on the hunt for water reserves in our planet, seen from the sky, in over 20 countries of the world. To show the public a series of water landscapes of extraordinary beauty. But also to highlight, through testimonies and interviews, the dramatic situation of those who do not have the possibility to access water or purify it, and dies of thirst in many corners of the Earth. Because water is the most precious benefit, and it is not unlimited.

pag. 225 / EVENTI SPECIALI


55dsl presenta con il sostegno di:

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5DSL continua la sua ricerca di collaborazioni con registi di fama internazionale e affida al trio spagnolo CANADA la realizzazione di “Beyond Mountains More Mountains”, la loro prima pellicola cinematografica come collettivo. Caratterizzato da un forte mix di realtà e finzione, il corto girato on the road racconta la storia di una giovane coppia che, per ritrovare uno stivale smarrito, viaggia alla scoperta dei paesaggi e dell’anima più vera del Bel Paese.

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5DSL continues its search for collaborations with internationally renowned directors and asked the Spanish trio of CANADA to make “Beyond Mountains More Mountains”, their first film as a collective.Characterized by a strong mix of reality and fiction, the short film shot on the road tells the story of a young couple who, to find a lost boot, go on a journey of discovery of the landscapes and truest soul of Italy.

Beyond Mountains, More Mountains CANADA / Italy /2012 / 16MM / 12'

i

l nuovo film dei CANADA è una storia d’amore post-moderna, che accompagna il viaggio di una giovane coppia in giro per l’Italia in auto, moto, autobus e a piedi. La pellicola mescola stilisticamente arte e simulazione, finzione e improvvisazione, esperienze reali e dialoghi scritti, rischio e sospensione. Il viaggio della coppia diventa un’esplorazione attraverso l’Italia più vera, sotto la lente d’ingrandimento dei paesaggi del Bel Paese.

PRODUZIONE / PRODUCTION: A Partizan Darkroom, Vice & Canada Production PRODUTTORE / PRODUCER: Oscar Romagosa, Julie Crosbie SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Canada CAST: Simone Riccioni, Viktorija Pacenko DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION:

55DLS & VICE - Ian Richardson, ian.richardson@vice.com

C

ANADA’s new film is a post-modern love story, that follows a young couple on a trip around Italy by car, motorbike, bus, and on foot. The film stylistically mixes art and simulation, fiction and improvisation, real experiences and written dialogues, risk and suspension. The couple’s trip becomes an exploration through the most real Italy, under the magnifying glass of the landscapes of the Bel Paese.


chili presenta con il sostegno di:

C

hili e Moviemax sono lieti di invitarvi all’anteprima italiana di I bambini di Cold Rock, thriller di Pascal Laugier, prodotto e interpretato da Jessica Biel, nelle sale dal 21 settembre. La storica casa di distribuzione e la nuova videoteca online presenteranno un servizio che permette al pubblico di essere protagonista di vere e proprie preview. Per maggiori informazioni si può visitare il sito www.chili-tv.it

C

hili and Moviemax are pleased to invite you to the Italian premiere of I bambini di Cold Rock (The Tall Man), a Pascal Laugier’s thriller, produced and played by Jessica Biel, that will be released in Italy from 21st September. The historical distributor and the new online video store will introduce a service that will allow you to be the protagonist of important previews. For further information visit the web site www.chili-tv.it

i bambini di cold rock Pascal Laugier / Canada, France / 2012 / 35 mm / 98’

J

ulia Denning (Jessica Biel) è un’infermiera che vive nella cittadina di Cold Rock, dove si nascondono segreti inquietanti. Nel corso degli anni sono scomparsi 13 bambini senza lasciare né un indizio né un testimone. Gli abitanti del luogo ritengono che il responsabile sia “The Tall Man” un oscuro personaggio misterioso e leggendario che rapisce i bambini svanendo nel nulla. Quando una notte Julia trova il letto di suo figlio vuoto la caccia è aperta. PRODUZIONE / PRODUCTION: Radar Films, Minds Eye Entertainment,Forecast Pictures, Highwire Pictures PRODUTTORE / PRODUCER: Clément Miserez, Kevin DeWalt, Jean-Charles Lévy, Scott Kennedy SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Pascal Laugier CAST: Jessica Biel, Jodelle Ferland, Stephen McHattie, William B. Davis DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Moviemax, info@moviemax.it

J

ulia Denning (Jessica Biel) is a nurse who lives in the small city of Cold Rock, where disturbing secrets are hidden. Over the years 13 children have disappeared with no trace or witnesses. The residents sustain that it is ‘The Tall Man’, a legendary mysterious and obscure individual that kidnaps children who then vanish. When, one night, Julia finds her son’s bed empty, the chase is on.

pag. 227 / EVENTI SPECIALI


È DOMENICA, LIBERA LA MENtE.

La Lettura. Ogni domenica in regalo con Corriere della Sera. Letteratura, arte, fotografia, graphic novel, design, eventi, mostre e approfondimenti. Le più diverse voci a confronto. Perché la cultura è passione, condivisione, emozione.

Perché leggere è vivere. Meglio. www.corriere.it/lalettura

La libertà delle idee.


la lettura in corto con il sostegno di:

R

accontare la lettura attraverso le immagini: documentario, animazione e fiction tra 10 cortometraggi finalisti del progetto La Lettura in corto, in collaborazione con Corriere della Sera. Il Milano Film Festival presenta Il Capofamiglia di Francesco Rita (menzione speciale) e il film vincitore, In fondo a destra, di Valerio Groppa. C.V.

T

he theme of reading narrated through images: documentary, animation and fiction in the 10 finalist short films of La Lettura in corto, in collaboration with Corriere della Sera. The Milano Film Festival presents Il Capofamiglia by Francesco Rita (special mention) and the winner, In fondo a destra by Valerio Groppa.

In fondo a destra Valerio Groppa / Italy / 2011 / full hd / 14'

U

n venditore porta a porta arriva a casa di un anziano signore, per una dimostrazione e piazzare il suo prodotto, irritato per il tempo che ci vorrà finché, In fondo a destra, una verità appare. Premiato dalla giuria de La Lettura in corto, composta da Vincenzo Rossini, Alessandro Beretta, Paolo Beltramin, Paolo Mereghetti e Iacopo Gori «per essere riuscito a raccontare in maniera semplice e leggera un tema difficile del presente come la solitudine – e a risolverlo con un sorriso». C.V. PRODUZIONE / PRODUCTION: Blumalab srl PRODUTTORE / PRODUCER: Riccardo Gatto SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Valerio Groppa MONTAGGIO / EDITING: Alessandro Tresa FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY: Stefano Palombi MUSICA / MUSIC: Vanni Crociani, Francesco Gazzè

A

door-to-door salesman arrives at an old man’s house, to make a demostration and sell his product, annoyed by the time it will take as long as, Straight on the right, a truth is revealed. Awarded by the jury of the on line project La Lettura in corto, composed by Alessandro Beretta, Paolo Beltramin, Iacopo Gori, Paolo Mereghetti e Vincenzo Rossini «for having been able to tell in a simple and gentle way a difficult subject of present times such as solitude - and solving it with a smile.»

pag. 229 / EVENTI SPECIALI


ffc presenta con il sostegno di:

L

a Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica - Onlus presenta un road movie diretto da un giovane regista canadese affetto da fibrosi cistica con un messaggio universale di vita e di speranza. Fotogrammi intensi che avvicinano a una realtà poco conosciuta, intima, di persone coraggiose.

T

he Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica - Onlus presents a road movie directed by a young Canadian director who suffers from cystic fibrosis with a universal message of life and hope. Intense images that unites a little-known reality that is intimate and made up of brave people.

FOREVERLAND maxwell mcguire / canada / 2011 / hd / 93'

W

ill Rankin è un ragazzo affetto da fibrosi cistica a cui un amico, morto della stessa malattia, affida il compito di spargere le proprie ceneri in un leggendario santuario in Messico. Insieme alla sorella dell’amico Will intraprende un memorabile viaggio lungo la Pacific Coast Highway attraverso il deserto di Baja, dove incontra una serie improbabile di personaggi. Un film che parla di sogni e della forza di perseguirli, che fa sorridere, sperare e amare lo straordinario della vita.

PRODUZIONE / PRODUCTION: Screen Siren Pictures and Bron Studios PRODUTTORE / PRODUCER: Trish Dolman, Christine Haebler, Aaron L. Gilbert SCENEGGIATURA / SCREENPLAY: Shawn Riopelle CAST: Max Thierot, Laurence Leboeuf, Demian Bichir, Sarah Wayne Callies, Thomas Dekker, Juliette Lewis DISTRIBUZIONE / DISTRIBUTION: Entertainment One, info@entonegroup.com

W

ill Rankin, a young man stricken with Cystic Fibrosis, is tasked with delivering his friends ashes to a legendary healing shrine in Mexico. Joined by the sister of his fallen friend, Will embarks on an epic journey down the Pacific Coast Highway to the desert heart of Baja, encountering a memorable cast of characters along the way. It’s about dreams and the courage to pursue them. Hope, laughter, and life’s small miracles.


MILANO FILM FESTIVALINO Chinti Natalia Mirzoyan / Russia / 2012 / Digibeta / 8’ Duo de volailles, sauce chasseur (Chicken Chasseur) Pascale Hecquet / Belgium, France / 2011 / Animation 2D / 6’ Fiesta Brava Steven Woloshen / Canada / 2011 / 35mm / 4’ Fiumana Julia Gromskaya / Italy / 2011 / Digibeta / 5’ Grand Prix Marc Riba, Anna Solanas / Spain / 2011 / Digibeta / 8’ Hazenpad (The Path of a Hare) Lotte van Elsacker / Netherlands / 2011 / Digibeta / 6’

A

Jag är rund (I am Round) Mario Adamson / Sweden / 2011 / Digital Animation / 15’ Kapitän Hu (Captain Hu) Basil Vogt / Switzerland / 2011 / 35mm / 9’ Kliceni (Sprite) Martina Vybiralova / Czech Republic / 2012 / Digital Animation / 5’ Linnuvaatlemine (Birdwatching) Chintis Lundgren / Estonia / 2011 / Digital Animation / 1’ Love Earth Chien-chun Tseng / Taiwan / 2012 / DV / 3’ Merci mon chien (It’s a Dog’s Life) Julie Rembauville, Nicolas BiancoLevrin / France, Canada / 2012 / Digital Animation / 8’

ppuntamento dedicato al pubblico più giovane. Milano film festivalino: immerso per la prima volta nel verde della Cascina Cuccagna, un momento speciale che il Festival da anni dedica alla formazione del pubblico più giovane. Conoscere e riconoscere il mondo dell’animazione attraverso due cicli di proiezioni: cortometraggi animati d’autore, proiettati nei Festival internazionali ma dimenticati dal panorama distributivo e televisivo italiano. Le proiezioni saranno accompagnate dai laboratori creativi a cura dell’associazione milanese Anfiteatro Lab: dalla realizzazione di un cortometraggio in stopmotion alla sonorizzazione delle immagini per creare la colonna sonora di un’opera animata.

O tondovi, ktery svitil (Shining Tony) Filip Pošivač / Czech Republic / 2011 / Digital Animation / 3’ Paper Touch Hui-ching Tseng / Taiwan / 2011 / DV / 4’ Piirongin Piiloissa (Chest of Drawers) Sanni Lahtinen / Finland / 2011 / HD / 7’ Roots of the Hidden Elizabeth Sevenoaks / UK / 2011 / HD / 5’

A

rendezvous dedicated to a very young audience. Milano film festivalino: for the first time surrounded by the greenery of Cascina Cuccagna, a special moment that the Festival dedicates to educating a very young public. Getting to know and recognizing the world of animation through two cycles of screenings: animated quality short films, screened at international festivals but forgotten by Italian distribution or television. The screenings will be accompanied by creative workshops organized by the Milanese association Anfiteatro Lab: from making a short film in stop-motion to adding sound to images to create the soundtrack of an animated film.

Lara Casirati

pag. 231 / EVENTI SPECIALI


grazie a thanks to Enzo Abbate, Giulia Amato - Comune Milano, Lucio Argano, Paola Andreoni, Franco Ascani - FICTS, Davide Azzolini, Sergio Bagalà - Biblioteca Sormani, Luca Banfi - Cinema Ariosto, Bar Yellow, Andrea Barbato - Piccolo Teatro, Daniele Basilio, Barbara Bastianelli - Premio Ilaria Alpi, Alberto Benedetto - Piccolo Teatro, Andrew Berends, Claudio Beretta, Valerio Bernardi, Germana Bianco - Scuola di cinema, televisione e nuovi media, Shane Bissett, Stefano Boeri - Comune di Milano, Silvia Bottiroli - Festival di Sant’Arcangelo, Ben Braun - Submarine Entertainment, Marco Carraro - Università degli Studi di Milano, Casa 25, Giorgio Casellato - Piccolo Teatro, Tiziana Casirati, Anna Catasta, Nicola Cavallaro, Lionello Cerri, Danilo Chiesa, Hwa-Seon Choi - Doc & Film Itl., Annamaria Cocchioni - Sacher Film, Elena Conenna - Comune di Milano, Emanuele Coronini, Andrea Cortiana - Piccolo Teatro, Margo Curto - Consolato generale dei Paesi Bassi, Lory Dall’Ombra - Comune di Milano, Anna De Benedetto - Comune di Milano, Inge De Leeuw, Giovanni De Mauro - Internazionale, Filippo Del Corno - Fondazione Milano, Steve Della Casa, Ernesto Di Sarro, George Drakoulias, Alison Driver - British Council, Sergio Escobar - Piccolo Teatro, Sergio Fant, Romano Fattorossi - Invideo, Minnie Ferrara, Fra Marco Finco, Sandro Fiorin - Figa Film, Ottavia Fragnito, Laura Galimberti Comune di Milano, Alessandra Gariboldi, Giacomo Gatti, Gaia Giani, Christian Giuffrida, Ilaria Gomarasca - Wide Management, Melissa Greenwood, Claudio Grillone - Comune di Milano, Fabrizio Grosoli - Officine UBU, Maelle Guenegues - CAT&Docs, Iván Gutiérrez Araico - IMCINE, Tommaso Isabella, Stefano Jacono Movies Inspired, Youn Ji - Autlook Filmsales, Stéphane Jourdain - La Huit Distribution, Johannes Klein In-Edit, Marion Klotz - Memento Films, Federico Lastaria, Andrea Lavagnini, Catherine LeClef - CAT&Docs, Anne Lelay - Fondation Goodplanet, Gil Leung - LUX, Massimo Locatelli, Lara Lucchetta - Indigo Film, Marcella Macchi, Stephen Malit, Rafael Maniglia, Giorgia Marafioti - Morris e Casini, Matteo Marelli, Chiara Martucci - Università degli Studi di Milano, Giampaolo Marzi, Will Massa - British Council, Donatella Miceli, Valerie Moskovskaya, Luca Mosso - Filmmaker, Cinzia Nachira, Valeska Neu - Films Boutique, Maurizio Nichetti, Andrea Nobile - Cinema Palestrina, Enrico Nosei - Cineteca Italiana, Sergio Oliva, Patrizia Olivieri, Jessica Padogano - Hotel Poliziano Fiera, Davide Pecis - Yoar, Thomas Petit - Les Films du Losange, Anastasia Plazzotta, Alessandro Raja - Festival Scope, Alessandro Ramazzotti, Pascale Ramonda, Patrizia Rappazzo - Sguardi Altrove, Andrea Rebaglio - Fondazione Cariplo, Julien Rejl - Capricci Film, Federico Riboldazzi, Alberto Romeo - Fanatic About Festivals, Stefania Susy Rossi - Comune di Milano, Tommaso Sacchi - Comune di Milano, Alberto Saibene, Bartolomeo Saibene, Giuseppe Sarcina, Anna Maria Scarparo - Consolato Generale del Brasile, Michela Sechi, Lo Sgurz, Mara Signor - Torino Film Festival, Ada Solomon, Barbara Sorrentini, Alessandra Speciale - Festival del cinema Africano, d’Asia e America Latina, Giorgio Tacchia, Philippe Tasca - Rendez-Vous Pictures, Julien Temple, Gianmarco Torri - Università degli studi di Milano, Nicoletta Vallorani - Università degli Studi di Milano, Nick Varley Park Circus, Francesco Virga, Leslie Vuchot - the Festival Agency, Robert Weide, Wendy The Pin-Up, Jeffrey Winter - The Film Collaborative, Laura Zagordi - Scuola di Cinema, Televisione e Nuovi Media, Marta Zagorowska - Consolato Generale della Repubblica di Polonia in Milano, Chiara Zappalà, Dario Zonta. Un pensiero speciale a Paolo Becchetti.


INDICE DEI FILM / index of films

38° - 39° C - 52 A casa non si torna - Storie di donne che svolgono lavori maschili - 192 A futura memoria: Pier Paolo Pasolini - 118 A to A - 53 L’accordo (The Agreement) - 179 L’addio a Enrico Berlinguer - 112 L’âge atomique (Atomic Age) - 26 Ah, Liberty! - 155 Ai Weiwei: Never Sorry - 161 Aiuto! Orde barbare al Pratello - 192 Alice - 151 All Inclusive - 223 L’altro Cibo - 197 Annie Hall (Io e Annie) - 140 Arbeit - 218 Astika - 154 AVALANCHE - 219 Bagni 66 - 193 Bake a Cake - 54 Bananas (Il dittatore dello Stato libero di Bananas) - 137 Il Battimanista (The Handclapper) - 55 Belly - 56 Belorusskaia Mechta (Belarusian Dream) - 180 Bendito Machine IV - 211 Bestiaire - 200 Beyond Mountains, More Mountains - 226 The Big Sink - 150 Bite of the Tail - 57 The Bomb with a Man in his Shoe - 152 Bones Brigade: An Autobiography - 162 Broadway Danny Rose - 142 Cargols! (Snails!) - 58 Chasing Ice - 201 China Heavyweight - 28 Chinti - 231 Chocó - 30 Ciao Bambino (Bye Boy) - 59 Colpire al cuore (Blow to the Heart) – 109 Come dire… - 111 Come prima, più di prima, MI amerò (As before, more than before, I’ll love ME) - 193 Come Tex...nessuno mai - 194 The Coming Race - 156 Consuming Spirits - 208 The Creation as we Saw it - 158 Crulic - drumul spre dincolo (Crulic - The Path to Beyond) - 208 La cura - 197 Dead Bird - 211 Dell’ammazzare il maiale (About Killing the Pig) - 211 Delta Boys - 181 Depravazione da sonno - 197 Di paesi, di città - 130 Dicen (They say) - 60

Les dimanches (Sundays) - 61 Domenica 6 aprile, ore 11:42 (Sunday 6th April, 11:42 a.m.) - 205 Dove Coup - 152 Drimage - 131 Duo de volailles, sauce chasseur (Chicken Chasseur) - 231 Dvojičky (tWINs) - 62 Earlth & Moonch - 205 Eläimiä eläimille (Animals for Animals) - 211 Elles - 163 Eng (Tight) - 205 L’esecuzione - 63 Everything will be OK - 64 Everything You Always Wanted to Know About Sex, But Were Afraid to Ask (Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso, ma non avete mai osato chiedere) - 138 Facce di festa - 103 Fais Croquer - 65 Father - 66 Felix - 67 Fiesta Brava - 211, 231 A film by Thomas De Brabanter - 68 La fine che non ho fatto - 194 Fireworks - 69 Fiumana - 231 Flickan & Sirenen (The Girl & The Siren) - 209 Le fobie del Guard Rail (Phobias of Guardrail) - 212 FOR IN AND OUT, ABOVE, ABOUT, BELOW, ‘T NOTHING BUT A MAGIC SHADOW-SHOW - 220 Foreverland - 230 Francine - 32 Freakbeat - 195 From Dad to Son - 212 Fuerit - 197 La gabbia - 197 Un gând, un vis, Doyle... şi-un pix (A Dream’s Merchant) - 34 La gentilezza del tocco - 121 Gerayîs (The search) - 70 Ginger e Fred (Ginger & Fred) - 114 Un giorno dopo l’altro - 133 Il Giudice e il segreto di Stato (Battlefields, the Prosecutor and the State Secret) - 182 Giulia in ottobre - 113 Glastopia - 164 Glucose - 71 Grand Prix - 231 The Hangover (Notte da leoni) - 144 Hannah and Her Sisters (Hannah e le sue sorelle) - 143 Hazenpad (The Path of a Hare) - 231 Hermeneutics - 72 Hilarious - 222 Hisab - 212 House - 151 Howard - 212 The Hyrcynium Wood - 150

I Know Where I’m Going - 157 I’m your man - 73 Ici on noie les Algériens - 17 octobre 1961 (Here We Drown Algerians - October 17th, 1961) - 183 L’imperatore di Roma - 122 In fondo a destra - 229 Inganni - 115 It’s Such a Beautiful Day - 214 Jag är rund (I Am Round) - 209, 231 Jaurès - 165 Je suis venu vous dire...Gainsbourg par Gainsbourg (Gainsbourg by Ginzburg. An Intimate Self-Portrait) - 166 Juke Box - 116 Kamikazen - Ultima notte a Milano - 123 Kapitän Hu (Captain Hu) - 212, 231 Kendo Monogatari - 74 Kliceni (Sprite) - 231 Kthimi (The Return) - 75 Ladri di Saponette (The Icicle Thief) - 128 Lato D - 102 Lazarov - 213 La leggenda di Kaspar Hauser (The Legend of Kaspar Hauser) - 195 Life and Freaky Times of Uncle Luke - 76 The Life and Times of Paul the Psychic Octopus - 167 Linnuvaatlemine (Birdwatching) - 231 Lintu toiselta taivaalta (Migratory Bird) - 77 Love Earth - 231 Lunga vita alla signora! (Long Live the Lady!) - 124 Lupe el de la Vaca (Lupe of the Cow) - 202 Macao - 197 La macchina cinema - 104 Maicol - 126 The Man That Got Away - 78 Manhattan - 141 Manque de preuves (Lack of Evidence) - 79 Matador Ha’mil’hama (War Matador) - 184 May Tomorrow Shine The Brightest Of All Your Many Days As It Will Be Your Last - 153 La mer à l’aube (Calm at Sea) - 168 Merci mon chien (It’s a Dog’s Life) - 213, 231 Mezzo Morra - 169 Mo-Edon Pae-Mil-Li (Modern Family) - 80 Mousse - 81 Moxie - 82 Il n’y a pas de rapport sexuel (There is No Sexual Rapport) - 36 Next Door Letters - 210 No Future - 131 Nome di battaglia: Bruno - 133 Nos jours, absolument, doivent être illuminés (Our Days, Absolutely, have to be Enlightened) - 83 Notre corps est une arme: prisons (Our body is a weapon) - 84 La nuit de l’ours (The Night of the Bear) - 213

pag. pag.233 233/ /CATEGORIA INDICI A-Z


Nuit de poussière (Dusty Night) - 85 O tondovi, ktery svitil (Shining Tony) - 214, 231 Le occasioni di Rosa - 105 Oh Willy… - 86 Old Dark House - 150 Olgastrasse 18 - 213 Orfeus - 213 Origin of the Species - 155 ORIZONT (Horizon) - 87 Las Palmas - 209 Paper Touch - 231 Pasta Nera (Black Pasta) - 196 The Pea Master - 88 Peak – Un mondo al limite (Peak) - 203 Phantoms of a Libertine - 158 Il Pianeta Azzurro (Blue Planet) - 108 Piirongin Piiloissa (Chest of Drawers) - 231 Pishto uyeszhayet (Pishto Goes Away) - 214 La Playa D.C. - 38 Première neige (First snow) - 89 The Price of Sex - 185 Provvisorio quasi d’amore - 127 The Pub - 214 Punaisen Metsän Hotelli (Red Forest Hotel) - 186 Quartiere - 125 The Renter - 214 Ricomincio da tre (I’m Starting from Three) - 106 Room 237 - 170 Roots of the Hidden - 231 Rosso di sera - 132 Sack Barrow - 153 Il sapore del grano - 119 Segreti Segreti (Secrets Secrets) - 117 Sembra morto.... ma è solo svenuto - 120 Shilton Ha Chok (The Law in These Parts) - 187 Ship’s Lover - 132 Shut Up and Play the Hits - 171 Side by Side - 172 Silent Pig - 90 Sju Dagar i skogen (Seven Days in the Woods) - 210 Sleeper (Il dormiglione) - 139 Slow Action - 156 La soif du monde (A Thirsty Word) - 225 Le sommeil d’or (Golden Slumbers) - 40 Spell - 223 La stazione (The Station) - 129 Sterben nicht vorgesehen (Dying Not Planned For) - 91 Stoichkov - 173 Surveillant - 92 Suur maja (Big House) - 215 The Tall Man (I bambini di Cold Rock) - 227 Tantlängtan (Lady Crush) - 210 Terror! - 151 This is My Land - 154 This Time Tomorrow - 42 Tiens moi droite (Keep Me Upright) - 44 Toată Lumea din Familia Noastră (Everybody

in Our Family) - 46 Topo Glassato al Cioccolato (Frosted Chocolate Mouse) - 93 Tord och Tord (Tord and Tord) - 210 La tragedia di un uomo ridicolo (Tragedy of a Ridiculous Man) - 107 Tropicália - 174 Tse (Out) - 222 Turning - 175 Two Years at Sea - 149 Uomo libero - 197 Valley of Saints - 204 La veritààà - 110 Via Curiel 8 - 215 Video and Film Works 2007/2011 - 221 Vik Utopia. L’omicidio di Vittorio Arrigoni - 188 Vilaine fille, mauvais garçon (Two Ships) - 94 Villa Antropoff - 215 Violeta se fue a los cielos (Violeta) - 176 Vivre ensemble en harmonie (Living Together in Harmony) - 95 Voice Over - 96 Von Hunden Pferden (Of Dogs and Horses) - 97 WE ARE LEGION: The Story of the Hacktivists - 189 We The People - 157 A World Rattled of Habit - 152 Xing Ge Zuo Yue (Song and Moon) - 48 Yi Chang Ge Ming Zhong Hai Wei Lai De Ji Ding Yi De Xing Wei (Some Actions which haven’t been Defined yet in the Revolution) - 215

INDICE DEI REGISTI / Index of directors

Abbruzzese Giacomo - 70 Abramson Macabit - 184 Adamson Mario - 209, 231 Adi Yasmina - 183 Adilardi Ugo - 112 Agosti Silvano - 104, 112, 125 Aguerre Blanca X. - 202 Alberti Francesco – 130 Alexandrowicz Ra’anan - 187 Aliocha - 55 Allen Woody - 137, 138, 139, 140, 141, 142, 143 Phillips Todd - 144 Amelio Gianni - 109 Amico Gianni - 112 Anardu Davide – 197 Anderson Trevor - 79 Andri Isabella - 130 Angeli Alfredo - 112 Arango Jupon Andrés - 38 Archibugi Francesca - 130 Arlorio Giorgio - 112 Arthus-Bertrand Yann - 225 Antony - 175 Ascher Rodney - 170 Atlas Charles - 175 Baresi Giuseppe - 132 Barnabò Micheli Ivo - 118 Baskin Cetin - 71 Bastien Jean-Guillaume - 61 Bellocchio Marco - 104 Belser Anselm - 68 Bencivenni Alessandro - 130 Benelli Gioia - 112 Benigni Roberto - 112 Berends Andrew - 181 Bertacchi Amando – 102, 103 Bertolucci Bernardo - 107, 112 Bertolucci Giuseppe - 112, 117 Bianchini Paolo - 112 Bianco-Levrin Nicolas - 213, 231 Bigoni Bruno - 127, 133 Bisatti Rodolfo - 130 Bissett Shane - 42 Bizzarri Libero - 112 Bogdanov Ivan - 67 Brenta Mario - 126, 130 BudinskýPeter - 63 Calogero Francesco - 121 Campbell Duncan - 218 Campiotti Giacomo - 130 CANADA - 226 Cancellare Luigi - 130 Capellacci Marco - 212 Capitani Alessandro -193 Carlei Carlo - 117


Carpenter Jason - 214 Carrara Claudia - 197 Casas Carlos - 219 Cassidy Brian M. - 33 Cecere Giorgia - 130 Cerri Mara - 215 Chakarova Mimi - 185 Cassidy Brian M. - 32 Chang Yung - 28 Chantre Zoé - 44 Chessa Jacopo - 179 Chou Davy - 40 Ciarambino Giulio - 130 Cicogna Roberto - 55 Cirifino Fabio – 102, 103 Civitareale Enzo - 116 Contrino Riccardo - 197 Côté Denis - 200 Cowper Geoffre - 58 D’Alessandria Nico - 122 Damian Anca - 208 De Brabanter Thomas - 68 De Santis Sandro - 116 De Stefano Giangiacomo – 192 De Swaef Emma - 86 Da Campo Gianni - 119 Di Palma Carlo - 112 Dieutre Vincent - 165 Dmitriev Alexei - 72 Faccini Luigi - 112, 115 Faingulernt Avner - 184 Farina Felice - 120 Fellini Federico - 114 Ferrara Giorgio - 112 Ferrari Nicolò - 112 Ferro Luca - 130 Flatform Video - 205 Formento Piermaria - 130 Fradier Alexis - 213 Franceschini Anna - 220 Frezza Andrea - 112 Fülscher Sascha - 210 Fumagalli Gianluca - 111 Gasparini Massimo - 130 Gay Piergiorgio - 130 Gaztelumendi Dei - 205 Ghezzi Enrico - 127 Giannarelli Ansano - 112 Giraldi Franco - 112 Giraud Pascal - 213 Giroux Yan - 92 Gleize Thibault - 71 Governatori Diego - 193 Governatori Luca – 193 Grecu Mihai - 71 Grimaldi Antonello – 116 Gromskaya Julia - 231 Groppa Valerio - 229 Guidi Magda - 215

Gulbrandsen Jonas Matzow - 64 Hahn Clarisse - 84 Hardy Trevor - 211 Hazara Ali - 85 Hecquet Pascale - 231 Hellberg John - 81 Hinestroza Jhonny Hendrix - 30 Hertzfeldt Don - 214 Holm Kristjan - 215 Iannaccone Enrico - 63 Ilie-Micu Bogdan - 34 Imhoof Markus - 130 Invernomuto - 221 Irwin Stephen - 82 Jalongo Valerio - 116 Jancis Kaspar - 215 Jude Radu - 46 Kendel Sonya - 214 Kenneally Chris - 172 Kibalchich Ekaterina - 181 Kim Kwang-bin - 80 Kim Song E - 57 Kim Kangmin - 52 Klayman Alison - 161 Klotz Héléna - 26 Knappenberger Brian - 189 Knoblich Nils - 212 Kolev Borislav - 173 Koskinen Mika - 186 Kruse Eckhard - 205 Kwon Hayoun - 79 Lahtinen Sanni - 231 Lalancette Michaël - 89 Lang Hannes - 203 Larsson Peter - 210 Laudadio Francesco - 112 Laugier Pascal - 227 Lautamatti Katja - 77 Leschiov Vladimir - 215 Leyva Lucas - 76 Lindroth Von Bahr Niki - 210 Lizzani Carlo - 112 Lovelace Will - 171 Luchetti Daniele - 116 Lundgren Chintis - 231 Lurf Johann - 53 Machado Marcelo - 174 Magni Luigi - 112 Malis Jossie - 211 Manuelli Massimo - 112 Manuli Davide - 195 Marciano Francesca - 127 Marchesin Paola - 130 Maselli Francesco - 112 Massi Simone - 211 Mayer Jillian - 76 Mayerhofer Moritz – 66 Mazzoni Roberta - 127 McGuire Maxwell - 230

Mirzoyan Natalia - 231 Montaldo Giuliano - 112 Monterosso Ruben - 194 Moon Vincent - 169 Napolitano Riccardo - 112 Negoescu Paul - 87 Nelli Piero - 112 Nichetti Maurizio - 128 Nieto - 213 Nyholm Johannes - 209 Oliviero Bruno - 182 Olmi Ermanno - 124 Orlowski Jeff - 201 Parascandolo Renato - 112 Pastore Luca - 195 Peng Chen - 90 Peralta Stacy - 162 Perelli Luigi - 112 Périot Jean-Gabriel - 83 Petersson Jacob - 209 Petraglia Sandro - 104 Petrov Asparuh – 66 Philippe Alexandre O. - 167 Piantanida Thierry - 225 Piavoli Franco - 108 Pierce Joseph - 214 Pietrangeli Paolo - 112 Piscicelli Salvatore - 105 Piva Alessandro - 196 Pohjavirta Tatu - 211 Pontecorvo Gillo - 112 Popovic Veljko - 66 Pošivač Filip - 214, 231 Pott Julia - 56, 212 Pott Julia - 56, 212 Puleo Mattia - 112 Qnia Yassine - 65 Rafaël Keren Ben - 73 Raleva Rositsa - 66 Rambaum Joerg - 213 Regnard Julien - 213 Rembauville Julie - 213, 231 Riba Marc - 231 Ricci Maurizio - 130 Rivers Ben - 149, 150, 151, 152, 153, 154, 155, 156, 157, 158 Rocco Gianni – 102, 103 Rodelli Federico - 197 Roels Marc James - 87 Rongoni Lara - 192 Rosa Paolo - 102, 103 Rosati Faliero - 112 Rosen Roee - 222 Rosete Martin - 95 Rouget-Luchaire Baptiste - 225 Rubini Sergio - 129 Ruiz de Azúa Alauda - 61 Rulli Stefano - 104 Russo Roberto - 112

pag. 235 / INDICI A-Z


Sala Federica - 197 Salfati Pierre-Henry - 166 Salvatores Gabriele - 123 San Pietro Roberto - 130 Sangiorgi Leonardo – 102, 103 Sani Massimo - 112 Sansone Donato - 93 Savonitto Federico – 194 Scharbatke Liv - 213 Schlöndorff Volker - 168 Scola Ettore - 112 Scura Michele - 116 Segre Daniele - 127 Selini Anna Maria - 188 Sevenoaks Elizabeth - 231 Shatzky Melanie - 32 Siboni Raphaël - 36 Simonsen Balmbra Thomas - 213 Siniscalchi Raffaele - 112 Skӧld Hanna - 210 Solanas Anna - 231 Soldi Giancarlo - 131, 194 Soldini Silvio – 113, 127, 131 Sorelli Fabrizio - 130 Southern Dylan - 171 Spada Marina - 133 Spina Sergio - 112 Ståhle Mark - 211 Stella Kiko - 127, 132 Stoll Matthias - 91 Stuber Thomas - 96 Suárez Fábian - 74 Sullivan Chris - 208 Syeed Musa - 204 Szumowska Małgorzata - 163 Tanferna Gabriele - 112 Tatò Anna Maria - 112 Taylor Alexander - 88 Temple Julien - 164 Thocaven Lucie - 97 Toresani Gabriele - 197 Toti Gianni - 112 Tretti Augusto - 130 Triet Justine - 94 Troisi Massimo - 106 Tseng Chien-chun - 231 Tseng Hui-ching - 231 Van Elsacker Lotte - 231 Vegro Nicola - 130 Vicentini Riccardo - 197 Vivarelli Piero - 112 Vogt Basil - 212, 231 Vybiralova Martina - 231 Wohlfahrt Thibaut - 59 Woloshen Stevan - 211, 231 Wood Andrés - 176 Wu Na - 48 Wube Ezra - 212 Xun Sun - 215

Yagodin Dmitry - 66 Zaccaria Luciano - 130 Zaccaro Maurizio - 130 ZAPRUDER - 223 Zavattini Cesare - 110 Zei Lucia - 130 Zeqiri Blerta - 75

INDICE DEI PAESI / iNdex of countries

Argentina - 176 Austria - 53, Belgium - 59, 86, 97, 213, 231 Brasil - 174, 176 Bulgaria - 66, 173 Cambodia - 40 Canada - 28, 32, 61, 78, 89, 92, 200, 211, 213, 227, 231 Chile - 176 China - 28, 48, 215 Colombia - 30, 38 Croatia - 66 Cuba - 74 Czech Republic - 62, 214, 231 Denmark - 154, 175 Estonia - 215, 231 Ethiopia - 212 Finland - 77, 186, 211, 231 France - 26, 36, 38, 40, 44, 54, 65, 68, 69, 71, 73, 79, 83, 84, 85, 86, 94, 114, 158, 163, 165, 166, 168, 182, 183, 193, 200, 213, 215, 225, 227, 231 Germany - 66, 67, 91, 96, 114, 144, 163, 168, 187, 203, 205, 212, 213, Guatemala - 74 India - 204 Ireland - 156 Israel - 184, 187, 222 Italy - 55, 63, 69, 93, 102, 103, 104, 105, 106, 107, 108, 109, 110, 111, 112, 113, 114, 115, 116, 117, 118, 119, 120, 121, 122, 123, 124, 125, 126, 127, 128, 129, 130, 131, 132, 133, 169, 179, 182, 188, 192, 193, 194, 195, 196, 203, 205, 211, 213, 220, 221, 223, 226, 229, 231 Kosovo - 74 Lebanon - 77 Mexico - 202 Netherlands - 86, 231 Norway - 64, 213 Poland - 163, 208 Portugal - 219 Romania - 34, 46, 87, 208 Russia - 72, 180, 214, 231 Singapore - 90

South Korea - 52, 57, 80 Spain - 58, 60, 95, 205, 211, 231 Sweden - 81, 209, 210, 231 Switzerland - 167, 212, 231 Taiwan - 231 Turkey - 70 Uk - 56, 82, 88, 150, 151, 152, 153, 154, 155, 156, 157, 158, 164, 171, 174, 211, 212, 215, 218, 231 USA - 32, 42, 52, 57, 76, 137, 138, 139, 140, 141, 142, 143, 161, 162, 167, 170, 172, 174, 175, 181, 185, 187, 189, 201, 204, 208, 214


pag. 237 / CATEGORIA


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Nato nel 1996 in una ex-chiesa sconsacrata come festival di corti milanesi, il Milano Film Festival è diventato uno dei più importanti luoghi di ricerca, scoperta e sperimentazione per il cinema internazionale. In questo catalogo, i film, le persone, le scoperte, i maestri, gli inediti, le discussioni, le domande e le storie della diciassettesiama edizione.

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