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THE URBAN CEREMONY

O R E I OLIV NI A C S O T

STA I V R E INT

Y A D L A I C E P S AVVIVERE COME SOPR MONIE ALLE CERI

DESIGN

FOR FA MILY

BIMBI

IN MOTO?

MAMME

EXPAT


LUXURY REAL ESTATE & Family Holidays

Le più esclusive meraviglie d’Italia viste attraverso i nostri Luxury Sales e Luxury Rentals, in grado di aprirvi per la prima volta le dimore più

prestigiose

della

penisola

nell’esclusività di una residenza unica al mondo. Vivere momenti magici nelle location più suggestive d’Italia, anche per brevi periodi di vacanza con la famiglia, in ambienti sicuri protetti, immersi nella natura, attraverso

la

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Oppure, semplicemente vivere un momento indimenticabile in una delle nostre tenute disponibili anche per eventi speciali. WHI grazie al suo staff specializzato può realizzare ogni vostro desiderio ovunque voi vogliate, dalle Alpi alle più piccole isole dei nostri mari.

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EDITORIALE A VOLTE BISOGNA SAPERSI LANCIARE. ANDARE DRITTI AL SODO, SENZA ESITARE, SPORCANDOSI LE MANI E SBUCCIANDOSI LE GINOCCHIA. NO, NON IMPORTA COME, QUA NON STIAMO TROPPO A GUARDARE LA FORMA. INSOMMA, NIENTE CERIMONIE, DOPOTUTTO IL PAPILLON STA BENE ANCHE STORTO. LA COSA PIÙ IMPORTANTE È TRASMETTERE SE STESSI, COMUNICARE QUALCOSA DI VERO. NON PERDIAMO TEMPO A INFIOCCHETTARE TUTTO, MA BUTTIAMOCI E APRIAMO LE DANZE. INAUGURIAMO LA NOSTRA URBAN -KIDS- CEREMONY, CON UNO SPECIALE MODA DEDICATO ALLA STAGIONE PIÙ BELLA DELL’ANNO, QUELLA DELLA CERIMONIA, MA RIVISTA IN CHIAVE COOL ROCK, SEMPRE IN TEMA CERIMONIA. I NOSTRI CONSIGLI SPASSIONATI PER TENERE (QUASI) BUONI I BAMBINI DURANTE GLI INTERMINABILI PRANZI DI NOZZE NOCHÉ ALCUNE IDEE PER ACCONCIATURE KIDS APPROVED. UNO SPECIALE DESIGN POST FUORISALONE CON IDEE DA RUBARE PER LA PROPRIA CASA. UN’INTERVISTA AD OLIVIERO TOSCANI CHE CI RACCONTA FUORI DAI DENTI LA SUA VISIONE DELLE MAMME ITALIANE. MAMME A CUI A VOLTE L’ITALIA STA PURE STRETTA E MIGRANO PER FARE IL NIDO ALL’ESTERO! TUTTO QUESTO E MOLTO DI PIÙ NEL PRIMO NUMERO DI URBAN KIDS. DAL PEZZO SUI BIMBI IN MOTO FINO AL NOSTRO CDQC CON TANTE IDEE PER WEEK END CULTURALI, FUORI PORTA, AL CINEMA OPPURE SDRAIATI AL SOLE A LEGGERE UN BUON LIBRO!

. Y T R A P O T E ! M I Y T L S I ’ T M I , A A F R O E È H T K C O R ’S T E L

Elise Lefort


A I IV

URBAN DAD

N A B SCR

R U

D A D

E R U IS M E EZZ .0 M A 2 Z À N P E S PA , L O I D , O UI L M E O D C S N , O TO : RISP T E R DI RO E C E SIN

MIO FIGLIO NON MANGIA! O MEGLIO… MANGIA QUELLO CHE VUOLE LUI… COSA DEVO FARE? ASSECONDARLO O ESSERE IRREMOVIBILE? HAI UN TRUCCO INFALLIBILE DA PAPÀ? Papà moderni, a me le orecchie, perché far mangiare gli spinaci ai bambini, da oggi, non è una missione impossibile, parola di Urban Dad! Assecondate i bambini, tanto avranno tutta la vita per mangiare frutta e verdura, soprattutto quando saranno vecchi e costretti dalle diete del medico di base, quindi niente ossessioni, se proprio volete far provare nuovi sapori ai vostri figli, buttatela sul gioco, coinvolgendo anche la mamma, che userete come cavia. I bambini si fidano della mamma, se lei mangia, loro non si tireranno indietro. Quando ho fatto mangiare la prima volta gli spinaci a mia figlia l’ho convinta che si trattava di spaghetti alternativi, e con la speranza che non vada a dirlo alla maestra dell’asilo, ora li adora e io sono costretto a rigirarli sulla forchetta come se fosse una bella spaghettata. Per la frutta, puntate sulle faccine, alimentando il senso di cannibalismo dei vostri figli. Non è scientificamente provato, ma adorano mangiare occhi di fragola, labbra di mandarini e dentini fatti di uva. *In ogni caso, nessun bambino è stato maltrattato per la stesura di questo articolo.

FIGLI PICCOLI PROBLEMI PICCOLI, FIGLI GRANDI PROBLEMI GRANDI? DIMENTICATEVI DEI LUOGHI COMUNI E ABBANDONATE OGNI SPERANZA VOI CHE SFOGLIATE. LA VERITÀ, ESCE DALLA BOCCA DEI PAPÀ!

A CURA DI ANDREA ELLE VORREI CHE IL MIO COMPAGNO FOSSE PIÙ IMPLICATO NELLA GESTIONE DI CASA E FIGLI, COSA MI CONSIGLI URBAN DAD? Mi costringi a tirarmi la zappa sui piedi da solo, perché poi questa risposta la leggerà anche mia moglie, ma devo essere sincero e confidarti che se il tuo compagno non ti aiuta avete un problema... o meglio, lui ha un problema. Ti spiego, posso capire le faccende di casa, ma non posso capire che possano anche solo minimamente pesare i momenti da trascorrere con i propri figli. Torno dal lavoro stanchissimo e personalmente non vedo l’ora di dedicarmi completamente a loro. Se arrivo nel momento del bagnetto, mi trasformo nel miglior bagnino del mondo, e se invece torno a casa mentre fa la pappa, non ci sarà un cameriere più simpatico di me! Mia figlia è la luce dei miei occhi e il tempo con lei è la cosa più preziosa della mia vita. Per le faccende domestiche il discorso è più complicato, male che vada posso consigliarti una brava colf, ma in linea di massima anche questo è un discorso che parte dall’amore, perché amare vuol dire condividere non solo le cose belle. I mestieri di casa o le commissioni come fare la spesa, etc, sono secondo me un chiaro esempio di: ci tengo, non ci tengo. Purtroppo a volte meglio prenderne atto che vivere nell’illusione.


“MATRIMONI E TABLET”

MAMME IN CHAT

TRA CONFRONTI, LITIGI E CONFESSIONI, È TEMUTA DA TUTTI EPPURE ANCORA NON SE NE PUÒ FARE A MENO. STIAMO PARLANDO DELLA CHAT DELLE MAMME, LUOGO DI PERDIZIONE SOCIAL(E) Eliliz Ciao ragazze, il matrimonio di Marco e Paola si avvicina e mi chiedevo...

Gildatacco12 Io l’ho già preso il vestito... e sto giro ho pure osato. Pare che il testimone di lui sia ancora single

Eliliz Gilda ma quale vestito... oddio, no, anche quello! Va beh... No, pensavo, ma voi i bambini alla fine li portate?

Montessoretta Sei pazza?

Ale&Linda Noi si! Lo abbiamo detto sin dall’inizio. Ma sinceramente li portiamo ovunque. Poi Ale comunque mi aiuta, ci diamo il cambio! Alla fine dai... è solo un matrimonio. E poi io dubito di fare l’alba... è già tanto se tiro avanti fino alle 22 ultimamente.

Montessoretta Si vabbè... io non ci penso neanche. Per una volta che posso farmi tre fin tonic di fila senza intoppi... E poi dai, queste non sono feste adatte ai bambini. In ogni caso si annoierebbero. E io con loro a dovere starli dietro.

Mammalove75 Mah, io sono combattuta... un po’ mi spiace. Alla fine, mi farebbe piacere condividere un bel momento anche con loro... La Clara poi non vede l’ora di vedere la sposa e il suo vestito :)

Eliliz Boh non so cosa fare. All’ultimo matrimonio al quale abbiamo partecipato Sofia non ha mangiato un tubo, si è ammalata e dopo ha vomitato per tre giorni. Giulio invece non mi ha mollato un attimo. Il tipico esemplare di maschio attaccato alle gonne della mamma (mi stava persino tirando giù il vestito...volevo sprofondare)

Ale&Linda Va beh ma tuo marito in tutto ciò? Noi di solito ci diamo il cambio continuamente. Praticamente facciamo i turni :D

Gildatacco12 Te l’ho detto di comprarti il reggiseno in silicone, è una bomba! E non ti va giù nulla

Eliliz Si... comunque al peggio c’è sempre il tablet con YouTube... quando ci vuole, ci vuole!

Mammalove75

Ale&Linda oddio non voglio leggere...

Gildatacco12 TOP! Eddai, un tablet per un’oretta non ha mai ucciso nessuno. E occupa persino meno spazio dell’album da colorare con pennarelli annessi. Anzì, sta pure perfettamente in una clutch! Comunque ragazze, scherzi a parte io ho risolto con la baby sitter. Anche per il giorno dopo. Perché dopo i 35 l’hangover non lo reggi più come prima, e chissà perché i bambini non hanno nessuna pietà: più sei stanca, più sono svegli, attivi e pronti a spaccare il mondo!

...


LE DUE RUOTE FORMATO FAMIGLIA! Bimbi a bordo in totale sicurezza: i consigli per i viaggi in moto

CONDIVIDERE LE PROPRIE PASSIONI IN FAMIGLIA, ANCHE CON I BAMBINI È UNA DELLE REGOLE DELLE FAMIGLIE FELICI! NO, NON È CHE NON SI POTRÀ PIÙ GODERSI UN’ORA DI SANO RELAX A YOGA DA SOLI, MA SE SI TRATTA DI CALCETTO, TREKKING O ANCORA DI SPOSTARSI SU DUE RUOTE, PERCHÉ IMPEDIRCI A PRESCINDERE DI INCLUDERE ANCHE I BAMBINI? Se si parla di moto l’opinione spesso si divide in due. Eppure, osservando le giuste regole di sicurezza e rispettando le normative in vigore perché privarci di una gita in moto con tutta la famiglia? Dal sidecar ai veri e propri corsi per imparare a portare correttamente i bambini in moto, ormai tutto è possibile. E se le nonne dovessero cercare di impedirvelo pregando tutti i santi in ginocchio, basterà far leggere loro il manuale realizzato dalla giornalista Giovanna Guiso “La Famiglia in Moto – Come trasportare i bambini in moto in sicurezza”. Manuale inizialmente distribuito nelle scuole, prima di scatenare la paura di alcuni presidi che lo avevano “bocciato”. Il manuale è invece un aiuto prezioso per aiutare i bambini a capire l’importanza della sicurezza (in moto come in macchina d’altronde) ma anche i loro genitori, dando informazioni chiare e precise per l’utilizzo responsabile e consapevole delle due ruote. Lo stesso manuale, è oltretutto disponibile gratuitamente presso il Comitato Regionale

FMI Lombardia richiedendolo direttamente sul sito. Quindi, macchina fotografica in tasca, pronta a scattare alla prima pausa, casco in testa, sale in zucca e tutti in sella! Intanto per far chiarezza su alcune regole, abbiamo data la parola all’esperto: Alessandro Rudello dell’Autoscuola Volta Monti di Milano. Esistono dei corsi per portare i bambini in moto? Sì, esistono alcuni corsi specifici per portare i bambini in moto. Questo soprattutto perché un bambino non si muove come un adulto. Sarà chiaramente più legato ai movimenti del conducente che deve essere quindi molto prudente e anticipare molto di più. La Federazione Motociclistica Italiana fa corsi specializzati. “bimbi a bordo” destinati ai papà o alle mamme. Cosa dicono invece le normative? Stranamente fino al 2010 non esisteva nessuna regola per i bambini in moto. Una cosa totalmente assurda perché paradossalmente, per legge, uno avrebbe anche potuto portarsi un neonato dato che la legge non lo vietava! Oggi invece il bambino deve avere compiuto cinque anni e poterlo dimostrare con un documento. Quali sono le attrezzature necessarie per portare un bambino in moto? A livello di sicurezza esistono dei caschi omologati per bambini. Nella misura XXXS o addirittura anche su misura. Alcuni modelli

molto alla moda costano tantissimo e non sono neanche così adatti. Quando si sceglie un casco per il proprio bambino bisogna assicurarsi che la testa del bambino sia perfettamente protetta e che non “balli” all’interno del casco. Dove va posizionato il bambino? Il bambino dovrà sempre sedere dietro il guidatore, perché davanti rischierebbe di Progetto finale 2017_ BOZZA:Layout 1 18/09/17 17:12 Pagina 1

GIOVANNA GUISO

LA FAMIGLIA IN MOTO Come trasportare i bambini in moto in sicurezza

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FAMILY RIDE A CURA DI FULVIO ANIELLO

toccare e dovrà poter poggiare i piedi sulle pedivelle. Condizione sine qua non per poter viaggiare sulla moto. Questo perché se i piedi non toccano, l’equilibrio viene perso. E alla prima curva volerà giù. In qualche negozio però si possono trovare delle prolunghe da agganciare alle pedivelle. Non ci sono altri strumenti per garantire che il bambino non cada dalla moto? In realtà esistono anche delle cinture da bloccare alla moto. Una pessima idea: non bisogna mai attaccarsi o legarsi alla moto perché in caso di incidente la moto ti cade giù. Ecco perché sono anche sconsigliati i seggiolini, simili a quelli usati per andare in bici. E per quanto riguarda l’abbigliamento? Altra cosa assurda… La legge non prevede normative particolari per l’abbigliamento. In sostanza, per fare l’esame devi presentarti con l’abbigliamento adeguato. Dopo di che, volendo, potresti andare in giro nudo e in infradito! Cosa non deve mancare secondo voi esperti? Da consigliare sono sicuramente i pantaloni lunghi, delle scarpe chiuse e i guanti da moto. Delle protezioni adeguate sulla schiena, i gomiti, le spalle e ovviamente il casco. Ci sono altri modi per portare i bambini in moto e garantire loro massima sicurezza? Un’alternativa valida per portare i bambini in moto? Il sidecar!

E COSA NE PENSANO I PAPÀ? L’abbiamo chiesto a un padre motociclista, Alessandro Vismara, papà del piccolo Pietro. Comprerai mai una moto a tuo figlio se te lo chiedesse una volta diventato grande? Sì, perché no. Anche perché mi piacerebbe condividere questa passione con lui. Certo, il pericolo c’è, si sa. Ma è pericolosa la moto come sono pericolose tante altre cose! Il segreto è usare la testa. Quindi sei favorevole a trasmettere questa passione a tuo figlio? Sì, se mio figlio mi dicesse di voler andare in moto gli risponderei di sì, ma alle mie condizioni! Con un abbigliamento adatto, un casco, e rispettando ogni norma di sicurezza possibile. Perché non si scherza. Troppo spesso si vedono alcuni incoscienti che pensano di poter fare ciò che vogliono con la loro pelle. E se invece ti chiedesse lo scooter? No, in quel caso invece non sarei d’accordo. Preferirei per lui una moto perché quella invece insegna ad essere in strada in maniera diversa. Con lo scooter è un’altra cosa. E tua moglie cosa ne pensa? Mia moglie in quanto mamma ha più paura

all’idea, ma in quanto moglie di un motociclista avrebbe difficolta a dirgli di no! In ogni caso anch’io ci penso molto. Purtroppo, abbiamo avuto brutte esperienze legate alla moto in famiglia. Questi episodi, ma anche il fatto di essere diventato padre mi fa vivere la moto diversamente oggi. Ne parlavamo con un altro papà poco fa dopo una gita in moto. Il nostro modo di vivere la moto è un po’ cambiato. Ovviamente si ha più paura, si va più piano e si è più prudenti di prima. Viaggi pensando che hai una famiglia. Spesso riduci anche l’uso della moto pensando che così riduci anche i rischi. Cosa pensi del libro di Giovanna Guiso sulla sicurezza in moto bocciato da alcune scuole elementari e medie? Bocciato? Lo trovo scandaloso! Ma d’altronde questa cosa rientra tra le tante cose che la scuola italiana non fa più… Eppure, a mio parere poteva essere una lettura davvero utile per i nostri figli. Poteva trasmettere loro un senso di rispetto e sicuramente aiutare la trasmissione di regole importante sulla sicurezza stradale…. Perché poi in giro si vedono ragazzini che prendono uno scooter come se nulla fosse, senza rendersi conto che può essere anche peggio di una moto! Ma d’altronde i motociclisti sono visti così… come dei banditi. Se vai in moto rischi una multa per qualsiasi cosa. Nella categoria invece ci sono i buoni e i cattivi… come dappertutto del resto. Il tutto sta nella propria coscienza, e nel sapere usare il cervello.


DESIGN

Design for family:

le più belle novità kids friendly! A cura di Elise Lefort Riciclare, reinventare: ecco le parole d’ordine del nuovo design family friendly di oggi. Un occhio ad un arredamento green, complementi di arredo 2, o ancora 3 in 1, e molte novità per le nuove famiglie “nomadi” che amano vivere a contatto con la natura. Ecco tutte le idee da rubare viste al fuorisalone 2018.

Qualche settimana fa a Milano si è svolta la Milano Design Week, appuntamento internazionale dedicato al design, una kermesse sempre più family friendly con un occhio attentissimo alle nuove generazioni: i bambini e le nuove necessità di tutte le famiglie. Non a caso, edizione dopo edizione, anno dopo anno, gli eventi e le iniziative legate al mondo kids si fanno sempre più numerose ed interessanti. In linea generale, è forte e chiaro il ritorno al passato. Il ritorno ad un gusto vintage, retrò, nostalgico e quasi “boho” o hippie chic. Con la variante però dell’abbinamento con nuove tecnologie e con complementi di arredo e/o mobili concepiti tenendo a mente funzionalità e praticità. Un design estetico e revival, ma intelligente e adatto alle esigenze delle famiglie di oggi, alla mancanza di spazio, alle camerette piccole in cui convivono più bambini spesso e volentieri anche di entrambi i sessi. La camera da principessa pseudo ballerina e aspirante fatina? Superata, per fortuna! La plastica colorata? Riciclata! Nei top trend il legno, e i colori soft e naturali, oppure quelli dell’arcobaleno. Il gusto nordeuropeo, che con l’andare degli anni si

fonde sempre più con quello mediterraneo, senza mai perdere di vista un leit-motiv che si ritrova da tutti: l’ottimizzazione degli spazi! Quali sono le migliore idee da riproporre poi nelle nostre case? Davvero è così difficile ricreare un ambiente design, di tendenza, senza rivoluzionare tutto? Design è sempre sinonimo di complicato e scomodo? E infine… il design più in voga può essere alla portata di tutti? Abbiamo detto ottimizzazione degli spazi… e così sia! Se le stanze si fanno sempre più piccole, devono essere sempre più funzionali. Così il comodino diventa 2, anzi 3 in 1! Uno sgabellino/tavolino di legno utilizzabile anche come sedia, sul quale viene adagiato un cubo di legno colorato che non è altro che un contenitore per i giochi da trasportare poi in cameretta. Tendenza lavagna! Che ci sia un ritorno al disegno? Cavalletti e lavagne sono sempre più richiesti. Così, nell’ottica di risparmiare spazio e di offrire un complemento di arredo che possa essere funzionale sì, ma anche gradevole per gli occhi, arrivano le scrivanie con lavagna incorporate, o ancora gli scrittoi pieghevoli e/o richiudibili. Magari da portare in giro per improvvisare qualche schizzo in giardino, perché no! “Nulla si distrugge, tutto si trasforma” diceva Lavoisier, e mai affermazione fu più azzeccata. Quando nasce una famiglia, con lei arrivano i tantissimi regali non sempre richiesti, ma anche i rimasugli di amiche, sorelle, cognate, cugine, vicine di casa… Ricordi sentimentali, ma piuttosto ingombranti, custoditi nelle umide cantine del nostro entourage. Nulla contro il riciclo, anzi! Ma perché non decidere di riciclare ciò che ci piace davvero? Ormai la tendenza va sempre più nella direzione della metamorfosi. Titubanti sull’investire o no in un bel mobiletto fasciatoio? Scegliete quello che diventerà libreria! Il lettino? Si trasformerà in divanetto. Il cavalcabile? Diventa sedia, o meglio, rockin’ chair, come quelli che usavano le nostre nonne, per lavorare all’uncinetto davanti a qualche telenovela d’epoca. Un design furbo quindi, avanti, ma nostalgico. Questo uno dei trend che si vede particolarmente anche nei giochi e negli accessori decorativi. Dalle bamboline vintage di Lapin & Me, gli oggetti luminosi di A Little Lovely Company fino all’aereo di legno di Kids Garrett chiamato Amelia, in omaggio alla grande viaggiatrice e aviatrice Amelia Earhart. Il legno si impone di nuovo come materiale preferito dai genitori, ma anche dagli stessi bambini. E di tutta quella plastica accumulata cosa si fa? Anche quella si ricicla! Proprio da lì, e dalla volontà di dare una nuova vita ai vecchi giocattoli abbandonati di plastica, nasce Ecobirdy! Il marchio che utilizza la plastica dei vecchi giocattoli per creare nuovi complementi di arredo, dalle sedie alle lampade.

KIDS’GARRET

ABOUT STEK


Il design del futuro appartiene alle famiglie nomadi! Ieri catalogati come “Hippie” oggi sono invece i veri trendsetter. Dal campeggio alla vita prettamente outdoor, perché doversi rinchiudere in spazi piuttosto stretti quando si può avere la possibilità di vivere all’aria aperta? Loft con cortili e giardini sono in netto aumento e c’è chi preferisce persino rinunciare al comfort di un 5 stelle, preferendo dormire sotto le stelle. Così anche il design ha deciso di assecondare le richieste ed esigenze di queste nuove famiglie con tutta una serie di proposte da vivere in-door e out-door. Dal bagnetto trasportabile ovunque alla culla/box da installare in pochi secondi e racchiudere in meno di un minuto (Aeromov). Perfetti per gli aspiranti globe trotter, la sacca porta giochi di Play & Go disponibile in due comodissime taglie. La più bella scoperta però è senz’altro il Tipi di Tiipii Bed. Tipi e amache da usare in casa o fuori sul terrazzo, e da riempire di cuscini pastello prima di accoccolarsi per godersi la vita! Imponenti e bellissimi, sono prima di tutto funzionali. I designer hanno infatti fortemente voluto creare prodotti facilmente smontabili e trasportabili. Piccole oasi di relax da poter portar e trasportare ovunque con sé. Insomma, in linea generale se la tendenza sembra guardare indietro con fare nostalgico, la filosofia green, responsabile e pratica che si cela dietro a questo nuovo modo di fare design, piace per la sua immediatezza e la sua modernità.

STUDIO DELLE ALPI

CASIELIVING DONE BY DEER

ECOBIRDY

STOKKE® E IL DESIGN FATTO PER DIMINUIRE LE DISTANZE

TIIPII BED

Designed to be close. Questo il claim del marchio che da sempre si impegna a preservare ed incentivare la relazione madre/figlio o ancora padre/figlio. Vicinanza, complicità e praticità sono gli ingredienti vincenti della ricetta che fa di Stokke uno dei marchi prediletti delle nuove famiglie che cercano il connubio perfetto tra confort, versatilità e design all’avanguardia. In occasione della settimana internazionale del design, il brand ha presentato la nuovissima versione dell’iconico passeggino Xplory®. Ridisegnato da Céline Crevisier, Global PM di Stokke, si distingue per le sue performance potenziate tra cui sicurezza, la chiusura semplificata, la seduta ancora più confortevole, la manovrabilità, i materiali di ottima qualità e infine le infinite possibilità di personalizzazione per sentire il proprio passeggino ancora un po’ più suo. Il nuovo Xplory® è stato svelato al pubblico, nonché alle neo e future mamme presso Casa Stokke®, esclusiva location del brand durante il Fuorisalone. La stessa casa che ha ospitato la mostra fotografica “L’Energia di una Mamma” con gli scatti realizzati da Oliviero Toscani.


INTERVISTA #1

A M M A M A L ITALIANA O L O C I R E P N È MUA ANCHE UNA SICUREZZA! DURANTE LA SETTIMANA DEDICATA AL DESIGN ABBIAMO INCONTRATO OLIVIERO TOSCANI IN CASA STOKKE. IL FOTOGRAFO ITALIANO, IRRIVERENTE E SENZA PELI SULLA LINGUA - TRA UNO SCATTO E L’ALTRO PER LA MOSTRA “ENERGIA DI UNA MAMMA” IN CUI HA IMMORTALATO 40 MAMME CON I LORO BAMBINI – CI HA CONFIDATO IL SUO PERSONALE PENSIERO SULLE MAMME ITALIANE.

A cura di Fulvio Aniello

Parliamo di mamme e figli: Cosa ne pensa dell'allattamento in pubblico e delle polemiche nate in merito? Trovo che non sia una cosa grave, anzi. È molto civile e non c'è niente di male. Dare ad un bambino da mangiare è qualcosa di molto naturale. Ci sono delle mamme paranoiche che allatterebbero tutta la vita, però il fatto che venga dato da mangiare ai bambini è quanto di più naturale possa esistere. Parliamo sempre di donne, ma da un punto di vista professionale. Quanto faticano le donne, soprattutto nel mondo della fotografia, se sono mamme, ad arrivare allo stesso punto degli uomini? Cosa pensa che si potrebbe fare per aiutarle? Io penso che una donna che ha scelto di fare la mamma debba fare prima di tutto la mamma, che è il mestiere più difficile al mondo. Cosa che le italiane fanno con troppo zelo. Avere una mamma italiana è

Ritratto Oliviero Toscani autore del live shooting il giorno dell’opening Casa Stokke, e autore della mostra “Energia di una Mamma” esposta nello stesso spazio

un grande rischio per un uomo, perché le mamme italiane sono tutte eccitate e hanno tutte bambini eccitati. Le mamme urlano e i bambini non ascoltano. Io fotografo bambini a migliaia in tutto il mondo e le mamme italiane sono le peggiori. Non tutte, ma mediamente la mamma italiana è “pericolosa”. C'è qualcosa in queste mamme italiane fotografate per questa mostra che emerge particolarmente? La mamma italiana è un pericolo, ma è anche una sicurezza, soprattutto per i figli maschi. Con le femmine è diverso, ma il figlio maschio è a rischio con la mamma italiana. Si vede subito che il bambino è già viziato, sa di essere il più bello e il più bravo di tutti già quando ha un anno; la mamma italiana insegna questo e toglie al figlio ogni tipo di responsabilità. Rimanendo in tema mamma/figli, cosa


ne pensa delle fotografie pubblicate sui social network dei figli da parte delle mamme? Io non frequento i social network e trovo che sia una gran cavolata. Chi fa queste cose ha dei complessi di inferiorità, perché ha dei problemi e dovrebbe andare dallo psicanalista. È chiaro che i social network hanno portato via tanto lavoro agli psicanalisti. La gente oggi si sfoga scrivendo sui social. Parliamo ora del rapporto che i bambini hanno con la tecnologia: è favorevole a lasciare lo smartphone ai bambini? Io trovo che la tecnologia non faccia danni. Il problema è l'uso che se ne fa e la dipendenza che produce. Ogni generazione deve vivere

con le sue tecnologie. Non sono le tecnologie a fare danno, ma l'uso che si decide di farne. Quanto sono circoscritte le mamme dal politically correct? La mamma italiana è conosciuta nel mondo per essere una rompiscatole, per essere la più grande castratrice dei suoi figli… non sto scherzando. Io credo che queste mamme siano il grosso problema dell'Italia, queste mamme così protettrici. Io non ho mai voluto una moglie italiana per questa ragione, perché si innamora del figlio e ha il tipico complesso edipico. Per gli italiani la mamma è la donna della loro vita. Non voglio generalizzare, perché ci sono donne italiane fantastiche che hanno allevato i figli in modo egregio e non c'è differenza geografica:

non è che al nord sia meglio del sud o viceversa. L'insicurezza che ognuno di noi ha, la mamma la sfoga sul figlio, volendo dargli sicurezza. In Italia le mamme urlano ai figli e i figli non ascoltano. Urlano sempre più e i figli sentono sempre meno. Voglio iniziare il mio film sull'Italia con una mamma al mare con la sottana e incinta già dell'altro figlio, con il fazzoletto attorno ai capelli. Una donna che ha 35 anni e inizia già ad essere sfatta. Entra in acqua e urla: "Mario, vieni fuori dall'acqua, hai appena mangiato" e Mario è là, a 3 metri di distanza, e non ascolta, non gli interessa e continua a giocare. E a quel punto la mamma urla sempre di più e Mario la ascolta sempre meno. Questa è l'immagine dell'Italia. Abbiamo parlato tanto di madri, ma i padri? I padri sono dei cretini perché sono stati allevati da queste mamme. È chiaro che la mamma è felice se il figlio fa il cascamorto e mette in crisi tutte le bambine della zona. "Tutte si innamorano di lui, nessuna gli resiste". Poi si lamentano se c'è violenza sulle donne. Il figlio ha il diritto di fare lo sciupafemmine, la figlia invece deve tornane a casa alle 23.00 se no, non è una brava ragazza. Incredibile…. E i padri sono fatti così: sono felici se i figli fanno conquiste, ma la figlia deve essere vergine, o quasi. Ipocrisia totale. E lei come padre come è stato? Io come padre non ho battezzato... mi sono reso conto di tutto questo in tempo. Io ho sei figli con 3 donne diverse, ho 15 nipoti. Ho tutte le generazioni in casa, ma non mi faccio chiamare nonno, mi faccio chiamare per nome. Mi devono chiamare Oliviero, perché non ho ancora imparato a fare il figlio, poi a fare il padre... figuriamoci il nonno. Imparerò.


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INTERVISTA #2

MAMME ITALIANE ALL’ESTERO A CURA DI ELISE LEFORT

Oggi per molte famiglie prendere un aereo è all’ordine del giorno. Vacanze, weekend fuori porta… le famiglie italiane hanno sempre più voglia di puntare il naso al di là delle Alpi, del mare Mediterraneo e talvolta attraversando pure oceani. Oggi vestiamo marchi nordici, mangiamo sushi o fast food americano e sperimentiamo nuove discipline dai nomi esotici nel nostro tempo libero.

Viaggiare attraverso il mondo è una cosa, trasferircisi, un’altra. Abbiamo voluto conoscere il parere di alcune mamme sparse per il mondo. Come si vive da loro? Ma ancora: rinpiangeranno mai la loro bella Italia?


RAFFAELLA NAPPO: LA MAMMA ITALIANA IN GERMANIA

GERMANIA

“HO CAPITO CHE I BAMBINI SONO MOLTO PIÙ LEGGERI E APERTI ALLE NOVITÀ” “BISOGNA ESSERE FLESSIBILI E CERCARE LA POSITIVITÀ SEMPRE E IN OGNI LUOGO”

QUAL È STATA LA TUA PIÙ GRANDE PAURA IN QUANTO MAMMA QUANDO HAI SCELTO DI TRASFERIRTI CON I TUOI FIGLI? La mia più grande paura era che i miei figli, non parlando e quindi non capendo il tedesco, non riuscissero a integrarsi e che potessero così sentirsi soli e avere qualche squilibrio psicologico. Fortunatamente non è stato così; ho capito che i bambini, essendo senza sovrastrutture sono molto più leggeri e pronti alle novità. COSA TI HA SPINTO NELLA TUA DECISIONE? La mia decisione è stata un po’ “forzata”, in quanto mio marito lavora per una grande società di progettazione aeronautica qui in Germania da quasi dieci anni! Era logico che mi trasferissi anche io, lo sapevo già. Abbiamo aspettato solo perché io volevo partorire in Italia. Tieni presente che ci siamo sposati quasi cinque anni fa; sono rimasta incinta del primo bimbo subito; il primo anno ho vissuto da sola con il bambino poiché è nato prematuro e doveva fare tutta una serie di controlli. Quando mi dovevo trasferire ho scoperto di essere incinta del secondo perciò abbiamo aspettato che partorissi; il bimbo è nato ad aprile e a Settembre 2016 sono arrivata in Germania. I bimbi avevano rispettivamente due anni e mezzo il primo e cinque mesi il secondo.

TRE COSE DA RUBARE ALLE MAMME TEDESCHE. Sicuramente la scioltezza con cui mandano i bambini da soli alle scuole elementari. Quando accompagno i miei figli la mattina all’asilo, vedo questi bimbetti con le loro biciclettine o a piedi che camminano in gruppo ma senza adulti che li accompagnino! Ci sono gli ausiliari del traffico, vicini alle strisce pedonali o alle fermate dei bus, che li aiutano ad attraversare, ma sono gli unici adulti che vedo!!! UNA COSA INVECE CHE LE ITALIANE AVREBBERO DA INSEGNARE. Un po’ di senso dell’umorismo!!! Ma credo che i tedeschi non ne siano proprio dotati :). Comunque, scherzi a parte, credo che dovrebbero essere un po’ più affettuose, almeno nelle esternazioni, con i propri figli; e te lo dice una persona che tanto mielosa non è e non gli piace neanche; ma un minimo credo tutte le mamme lo debbano essere. Quando vado a prendere i bimbi a scuola e loro mi corrono incontro e mi saltano al collo mi guardano tutti un po’ strano. All’inizio era peggio, ora forse si sono abituati :). Anche gli altri bimbi che sono all’asilo, ora mi corrono incontro quando mi vedono anche se li incontro per strada e questa cosa mi diverte :) LA PIÙ GRANDE DIFFICOLTÀ NEL VIVERE E CRESCERE DEI FIGLI IN UN PAESE CHE NON È IL TUO? Sicuramente il gap linguistico! Credo sia la cosa più difficile, perché quando non capisci cosa ti dicono o viceversa è frustrante! Fortunatamente parlo inglese e va bene, poi ho dovuto fare un corso intensivo di tedesco. Ora le

cose dopo circa un anno e mezzo vanno un po’ meglio perché almeno comunico abbastanza bene; ma la strada è ancora lunga!!! Questa credo sia per me, l’unica difficoltà; anche perché lasciare lavoro, famiglia, amici, abitudini e non avere più vent’anni ma quarantaquattro è un salto nel vuoto! Fortunatamente sono una persona abbastanza flessibile, aperta alle novità, altrimenti non avrei potuto fare un passo così grande. UNA COSA CHE NON È SCRITTA IN NESSUNA GUIDA TURISTICA? Che ogni mondo è paese!! Che le persone sono tutte uguali in ogni parte della terra e che ognuno, a proprio modo, si preoccupa per i propri figli e la propria famiglia; che “strutturalmente” siamo diversi ma in fondo, quando si parla di sentimenti siamo tutti uguali. UN CONSIGLIO PER CHI VOLESSE TRASFERIRSI ALL’ESTERO. Bisogna essere flessibili e cercare di vedere la positività sempre e in ogni luogo; avere una forte consapevolezza di sé; sapere che i tuoi cari, anche se lontani, ti saranno sempre vicini e almeno una volta nella vita lasciare che la corrente ti trasporti!!! :)


USA

GIORGIA BALESTRI: LA MAMMA ITALIANA IN TENNESSEE “DALLA MAMMA AMERICANA HO IMPARATO CHE VESTE POCHISSIMO I FIGLI! LA CANOTTIERA? COS’È?” QUAL È STATA LA TUA PIÙ GRANDE PAURA IN QUANTO MAMMA QUANDO HAI SCELTO DI TRASFERIRTI CON I TUOI FIGLI? La mia più grande paura era che le bambine non si ambientassero e che avessero problemi con la nuova lingua. Per fortuna mi sbagliavo di grosso!!! Adelaide, la mia primogenita, a solo 3 anni e mezzo parlava perfettamente inglese e sosteneva delle vere e proprio conversazioni. Anche Ginevra parla perfettamente in inglese. Attualmente quella messa peggio in famiglia sono io: però da qualche settimana mi sono iscritta alla scuola per adulti, per perfezionare il mio inglese scolastico. COSA TI HA SPINTO NELLA TUA DECISIONE? I fattori che mi hanno spinto in questa decisione sono stati due in particolare: ho deciso di lasciare l'Italia per seguire mio marito. Lui viaggiava spesso per lavoro, stava via anche 6 mesi all'anno e ultimamente i luoghi che frequentava non erano il massimo della vita. Io ero in ansia tutte le volte che partiva. Quando ricevette una proposta di lavoro per gli Usa, non ci pensammo due volte ad accettare. Inoltre, ho deciso di lasciare l’Italia per dare un futuro diverso alle mie bambine, farle crescere bilingue non ha prezzo. E poi chissà, se un giorno decideremo di rimanere in Tennessee più a lungo, le ragazze valuteranno la possibilità di frequentare college prestigiosi. In Usa la stragrande maggioranza delle persone è laureata e non ha difficoltà a trovare lavoro finiti gli studi. Direi che anche questo aspetto non è da poco, viste le prospettive di lavoro in Italia.

TRE COSE DA RUBARE ALLE MAMME AMERICANE. Dalla mamma americana ho imparato che veste pochissimo i figli, anche quando ci sono 0°C e non si ammalano mai. Cos’è la canottiera? La mamma americana al parco non alza mai la voce con i pargoli, ma spiega con garbo e pazienza. Incoraggia i figli con espressioni dolci tipo “Good Job” “Good girl o Good boy”. TRE COSE INVECE CHE LE ITALIANE AVREBBERO DA INSEGNARE. Vanno bene lo stesso due? ;-) Le cose che non condivido sono: spesso e volentieri la mamma americana non allatta al seno e se lo fa non in pubblico, per colpa del pudore o semplicemente perché non viene incoraggiata a farlo. Puoi immaginare come mi sentissi io, che ho allattato al seno per ben 23 mesi e in qualsiasi posto… Inoltre, il Tennessee fa parte della Bible Belt, un'area culturale degli Stati Uniti, in cui vive una grande percentuale di persone di religione strettamente Cristiana Protestante, per lo più Evangeliche. Per certi aspetti la mentalità è molto ristretta rispetto alla nostra europea, anche per quanto riguarda l’educazione dei figli. Io invece voglio che le mie bambine crescano con una mentalità di larghe vedute! LA PIÙ GRANDE DIFFICOLTÀ NEL VIVERE E CRESCERE DEI FIGLI IN UN PAESE CHE NON È IL TUO? Sicuramente la più grande difficoltà che ho riscontrato finora è non avere i familiari vicini, perché un aiutino ogni tanto servirebbe per staccare la spina. Non fraintendermi: amo prendermi cura delle bambine e dalla casa. Però è capito di andare dal ginecologo con le pargole al seguito, perché non trovai nessuno a

cui lasciarle. Diciamo anche, che io in primis non amo lasciarle in compagnia di baby-sitter o persone che non conosco benissimo! IL RICORDO PIÙ BELLO E QUELLO PIÙ BRUTTO. Il ricordo più bello è legato alla prima recita di Adelaide a Natale dell’anno scorso. Ero talmente emozionata che dimenticai di fare un video per immortalare il momento! Il ricordo più brutto ahimè è legato ai primi mesi dopo il trasferimento, quando decidemmo di iscrivere Adelaide al daycare vicino a casa e scoprimmo che le insegnanti seguivano metodi poco ortodossi con i bambini. Ne ho parlato sul mio blog “Once Upon A Dream.it” UNA COSA CHE NON È SCRITTA IN NESSUNA GUIDA TURISTICA? Devo ammettere che all’inizio è stata davvero dura, perché è un attimo che la solitudine venga a bussare alla tua porta. Quando ci si trasferisce per seguire il lavoro del proprio marito, si lascia tutto, la famiglia, l’occupazione e gli amici compresi. E poi non so perché, ma all’estero si fa una gran fatica ad instaurare amicizie durature. Vabbè tempo al tempo. Si dice così? COSA CONSIGLIERESTI A CHI STA PER SBARCARE IN USA. Armatevi di PAZIENZA, perché non sempre le cose andranno per il verso giusto, anzi… Siate POSITIVI, perché questo è il giusto spirito per affrontare qualsiasi cosa, compreso un trasloco internazionale ;-)"


SVIZZERA

FRANCESCA SANFILIPPO: LA MAMMA ITALIANA IN SVIZZERA “VIVERE IN UN PAESE DOVE SI POSSONO PARLARE TRE LINGUE È DAVVERO UNA FONTE DI ARRICCHIMENTO!” QUAL È STATA LA TUA PIÙ GRANDE PAURA IN QUANTO MAMMA QUANDO HAI SCELTO DI TRASFERIRTI CON I TUOI FIGLI? Quando ho lasciato l'Italia vivevo a Milano. Ho passato la mia infanzia e adolescenza fra Veneto e Friuli. I miei genitori, venivano dalla Sicilia, anche loro trasferiti prima della mia nascita a causa del lavoro di mio padre. Avevo vissuto sulla mia pelle la vita da “straniera” nel mio stesso paese. In un piccolo paese del Friuli, con la carnagione scura ed i capelli ricci, non era stato semplice. Il mio più grosso timore era che capitasse a loro esattamente quello che avevo vissuto io. Tutto il razzismo e l'intolleranza immotivata. La Svizzera è un paese molto particolare, ha il 40% di stranieri residenti (questo a Zurigo) e 4 lingue ufficiali. Ci si aspetta che sia un paese aperto e tollerante. All'apparenza sembra così, ma non lo è. Integrarsi nella Svizzera tedesca è complesso, non è sufficiente aver un buon livello di tedesco, è necessario conoscere lo svizzero tedesco. Se si ha intenzione di rimanere a vivere qui, per i bambini è fondamentale integrarsi. Il sistema scolastico è molto differente. I bambini vengono suddivisi all'interno delle classi a seconda del rendimento e della nazionalità, inoltre a 11/12 anni è previsto un esame di 3 giorni che preclude alla possibilità di accesso all'università. COSA TI HA SPINTO NELLA TUA DECISIONE? Ci siamo trasferiti a Zurigo a giugno del 2016. Un'importante multinazionale fece un'offerta a mio marito. Non era l'unica, avremmo dovuto scegliere fra Londra e Zurigo. Io avevo appena partorito, il mio contratto di lavoro si era concluso con la fine della gravidanza. Vinse Zurigo, quello che noi pensammo fu “è un posto per famiglie, la sanità e la scuola funzionano bene, avranno un futuro migliore”. Ma non è esattamente così.

TRE COSE DA RUBARE ALLE MAMME SVIZZERE A bruciapelo risponderei: la spensieratezza, il senso pratico, l'incoscienza. Noi mamme italiane siamo spesso un po' troppo preoccupate per i nostri figli, qui vince l'incoscienza in senso buono di lasciarli sperimentare, la spensieratezza della libertà. Ed il portarseli ovunque grazie ad un buon senso pratico. TRE COSE INVECE CHE LE ITALIANE AVREBBERO DA INSEGNARE. L'arte del cucinare, l'educazione un po' ferrea, il “multitasking”. Sul cibo credo di non dover spiegare molto, qui non esiste una cucina tipica, pochi piatti, nessuna fantasia. Non c'è amore per la cucina, non come lo intendiamo noi. La mia sensazione è che abbiano interpretato il sistema montessoriano trasformandolo nel “nessuna regola”, mi piacerebbe quindi che imparassero un po' più di rigidità nell'educazione. LA PIÙ GRANDE DIFFICOLTÀ NEL VIVERE E CRESCERE DEI FIGLI IN UN PAESE CHE NON È IL TUO? La più grande difficoltà per me è ancora la ricerca di un lavoro all'interno del sistema svizzero. Far riconoscere il proprio titolo di studi è molto costoso e non sempre viene accettato, inoltre sono richieste delle referenze da parte di società svizzere. Questo vuol dire che se una persona non ha mai lavorato in svizzera è estremamente difficile che trovi lavoro, specialmente ad alti livelli. L'unica possibilità è lavorare all'interno di multinazionali, ma anche qui ci si scontrerà con un altro problema: l'essere madri e straniere. Il Consulente del Rav (ufficio di collocamento) mi suggerì apertamente di rimanere a casa a crescere i figli o di aggiungere nel curriculum che c'è qualcuno che si occupa di loro mentre io lavoro. In Svizzera il nido costa circa 3000 Franchi al mese, all'asilo statale ci

si accede soltanto fra i 4 e 5 anni (a seconda dell'anno di nascita), pertanto è difficilmente senza due stipendi si riesce ad usufruirne ed i finanziamenti da parte della città ci sono solo se la famiglia è davvero povera. Diventa quindi difficile crescere i propri figli cercando di dargli le stesse opportunità sociali che avrebbero avuto in Italia. IL RICORDO PIÙ BELLO E QUELLO PIÙ BRUTTO Per me il fatto di vivere in un paese dove si possono parlare 3 lingue, è fonte di arricchimento, non avendo un ricordo speciale qui considero questo il lato più positivo. Il ricordo peggio è stato quando in tram un bambino svizzero continuava a parlare male degli italiani davanti a me pensando che non lo capissi. UNA COSA CHE NON È SCRITTA IN NESSUNA GUIDA TURISTICA? Si pensa che la sanità pubblica in Italia fa acqua da tutti i lati, ecco qui quella privata ha tante pecche. Il minimo da pagare è 300 franchi al mese per un medico generico che spesso non è competente e difficilmente ti manda da uno specialista. Essendo tutto in mano alle assicurazioni, non hai più un rapporto personale medico paziente, ma è più un rapporto cliente consumatore. Il problema diventa grosso se il pediatra dello studio che ti segue non è mai lo stesso, se non parla inglese ma solo svizzero e se risponde per qualsiasi cosa “è un virus”. Altre cose non dette? Che il costo della vita è molto alto ed è spesso inferiore agli stipendi, specialmente quelli femminili. Che non basta l'inglese. Che è meglio andare con un lavoro già pronto. UN CONSIGLIO PER CHI VOLESSE TRASFERIRSI ALL’ESTERO Nessuno ti aiuterà e ti regalerà niente, scegli bene il paese in cui andrai.


FRANCIA

ALESSANDRA FERRARIO LA MAMMA ITALIANA A PARIGI “ALLE MAMME FRANCESI RUBEREI LA GELOSA CUSTODIA DEI PROPRI INTERESSI E DEI PROPRI SPAZI, DA SOLE O IN COPPIA MA SENZA I BAMBINI” QUAL È STATA LA TUA PIÙ GRANDE PAURA IN QUANTO MAMMA QUANDO HAI SCELTO DI TRASFERIRTI CON I TUOI FIGLI? La paura più grande di una mamma in ogni trasferimento è quella di poter in qualche modo creare un trauma ai propri figli. Si troveranno bene con i nuovi compagni? Troveranno una maestra accogliente? Riusciranno a continuare le attività che adoravano fare prima? Non sentiranno troppa nostalgia della vita precedente? E via dicendo...La cosa si complica se nella città in cui vai c'è una barriera linguistica! Quello che non dobbiamo mai dimenticare è quanto questi nanerottoli siano pieni di risorse e di come riescano in pochissimo tempo ad adattarsi a tutto con gran serenità e naturalezza.

all'autonomia e il rigore con cui educano i numerosi figli (d'altronde solo con questi ingredienti puoi spingerti a fare 3 o 4 figli!)

COSA TI HA SPINTO NELLA TUA DECISIONE? Ho banalmente deciso di seguire mio marito e un'ottima opportunità lavorativa che gli si era profilata in quel momento. Mettere in stand by il mio lavoro di avvocato per dedicarmi ai miei bambini e a questa nuova avventura mi è subito parsa la scelta più naturale. E ne sono stata felice.

IL RICORDO PIÙ BELLO E QUELLO PIÙ BRUTTO. Il più bello sono i pomeriggi trascorsi dopo la scuola sulla pelouse dell'Avenue de Breteuil, le copertine sul prato, noi mamme a ciacolare al sole (si, il sole a Parigi c'è, e anche tanto!) i bambini a giocare e rincorrersi a piedi nudi, e decidere di andare a comprare patatine e birrette per improvvisare lunghi aperitivi. Nel cuore della città sentirsi in campagna. Il più brutto, il giorno della partenza. La casa che si svuotava portandosi via i ricordi del periodo più bello della mia vita. Tutti custoditi gelosamente nei nostri cuori.

TRE COSE DA RUBARE ALLE MAMME FRANCESI. L'assenza di iper-protezione verso i figli. La gelosa custodia dei propri interessi e dei propri spazi, da sole o in coppia ma senza i bambini e infine la spinta

UNA COSA INVECE CHE LE ITALIANE AVREBBERO DA INSEGNARE. Un pelino di affettività in più non guasterebbe. LA PIÙ GRANDE DIFFICOLTÀ NEL VIVERE E CRESCERE DEI FIGLI IN UN PAESE CHE NON È IL TUO? Forse il senso di precarietà. Il doversi sempre dividere tra la vita di adesso e quella di prima. Sentirsi a casa ma sapere che non sarà per sempre. Dover tornare anche quando si avrebbe voglia di restare e restare anche quando si ha la nostalgia e si vorrebbe tornare.

UN ULTIMO CONSIGLIO? Aver fiducia perché tutto é più semplice di quanto ci si immagini.

UNA COSA CHE NON È SCRITTA IN NESSUNA GUIDA TURISTICA? Per l'appunto, che sull'Avenue de Breteuil (nel settimo arrondissement) si improvvisano apertivi sul prato che nemmeno in campagna d'estate! ...Anzi, questo nella nostra guida c'é scritto! Alessandra è titolare del blog “Andiamo Mamma” assieme all’amica Federica. Insieme, hanno realizzato una guida: un e-book disponibile su Amazon. LE GUIDE DI ANDIAMO MAMMA!


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COME TI “CONCIO” IL BAMBINO: I “SÌ & NO”DELLE ACCONCIATURE PER CERIMONIA A cura di Valentina Carrano

ROCK IT! ANCHE CON I CAPELLI. LA DOMANDA DI RITO PRIMA DI UNA CERIMONIA È: COME MI VESTO? O MEGLIO: “COME LI VESTO?” SE PARLIAMO DI BAMBINI. MA SOPRATTUTTO: COSA FACCIAMO CON I CAPELLI? NIENTE PANICO, PER VOI ABBIAMO PENSATO A UNA LISTA DI “SÌ” E “NO” PER UNA GIORNATA A PROVA DI STILE.

SÌ:

ALLE TRECCE La treccia non passa mai di moda, anzi, ogni anno nuovi stili diventano di tendenza per la gioia di tutti coloro che amano sperimentare! Perché non provare con una treccia laterale? O delle doppie treccine incrociate? O ancora, con una treccia a spina di pesce? La fantasia non conosce limiti con questa acconciatura. Consigliate soprattutto per le bambine coi capelli lunghi! Ma anche per chi ce li ha più corti: una piccola treccia laterale, una forcina per fissarla, ed il gioco è fatto!

NO:

A TROPPE FORCINE ED ELASTICI Spesso, senza rendercene conto, la situazione forcine ed elastici ci sfugge di mano, facendo sì che i capelli si ritrovino intrappolati in acconciature troppo severe. Lasciamoli invece liberi di respirare, utilizzandoli solo nei punti dove è veramente necessario, senza fissare ogni singolo capello! Le piccole ciocche ribelli non ci devono spaventare.

SÌ:

NO:

Un must-have quando si parla di acconciature da cerimonia. Siano essi veri o finti, non mancano mai tra i capelli delle bambine. Meglio puntare su pochi, ma ben visibili, decori floreali capaci di fare la differenza. Basterà metterne uno (o fissarli tra le trecce) per avere un hairstyle che vi impiegherà non più di due minuti e che cambierà il look a primo impatto.

Sono i dettagli che fanno la differenza, ma non devono per forza urlare la loro presenza! Quindi bando a fasce vistose, bandane, mollette appariscenti o decorazioni troppo grandi, perché rischiano di rovinare l’effetto cool-rock dell’intero look. Questo non vi deve impedire comunque di scegliere un accessorio glamour tra i capelli, anzi, ma senza scendere nel trash

AI FIORI

SÌ:

A GEL E LACCHE LEGGERE Evitare sempre le lacche o i gel pesanti e preferire quelli a base d’acqua o molto leggeri che fisseranno sicuramente l’acconciatura ma non creeranno la tipica impalcatura anni 80. Tra i prodotti da utilizzare per rendere più belli e sani i capelli in vista di una cerimonia, consigliamo l’olio di cocco, che li rende lucenti e li protegge dallo “stress” di acconciature e prodotti vari.

SÌ:

SPETTINATO E NATURALE Veniamo ai look da cerimonia al maschile: i ragazzi sono meno disponibili quando si parla di acconciature, quindi perché strafare quando la semplicità è l’alleata migliore? Che siano ricci o lisci, i capelli dei vostri figli possono essere lasciati al naturale (pettinati al meglio certo, ma pur sempre al naturale) anche in vista di un’occasione importante. Concentratevi piuttosto sugli accessori e sull’abbigliamento per ottenere il risultato da cerimonia!

AD ACCESSORI VISTOSI

NO:

A PIASTRE O ASCIUGACAPELLI AD ALTE TEMPERATURE Non succede niente se volete piastrare i capelli delle vostre figlie una volta ogni tanto, specie in vista di una cerimonia. Tuttavia, per preservarne la buona salute, evitate di utilizzare prodotti aggressivi come liscianti che, oltre ad appesantirli, rischieranno di rovinarli.

NO:

GEL E HAIRSPRAY Tutti i ragazzi prima o poi attraversano la fase “gel”. Tuttavia, in vista di una cerimonia, è consigliato evitare fissanti o prodotti aggressivi: puntate piuttosto su gel a base d’acqua o sull’effetto bagnato se il vostro bambino proprio non vuole rinunciarvi!


TIPS

MAGGIO, tempo d i cerimonie: consig li e trucchi per intrattenere i bambini

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Così, di primo acchito, se siete genitori in cerca di consigli su come intrattenere i vostri figli durante una lunga cerimonia, mi verrebbe da suggerirvi di pregare e sperare.

E tutto sommato non è che la cosa sia tanto surreale, a ben pensarci, perché se vi soffermate un secondo a riflettere concorderete con me che una delle frasi che si dice più spesso nei giorni precedenti una cerimonia è “Speriamo che...”. Speriamo che non piova, speriamo che ci sia il sole, speriamo che non faccia caldo, speriamo che ci sia un animatore per bambini, speriamo che la location abbia uno spazio esterno per i bambini, speriamo che non ci abbiano messi vicino allo zio che quando parla sputacchia. Diciamo che l’organizzazione della cerimonia, che esula dalla nostra influenza e che dipende soltanto dai festeggiati o da chi per essi, incide per gran parte sulla nostra sopravvivenza in quanto invitati con prole al seguito. A qualcuno potrà suonare politically uncorrect, ma io e mio marito abbiamo partecipato ad un matrimonio con un’organizzazione talmente ineccepibile da averci quasi fatto dimenticare di avere nostro figlio (3 anni, ndr) al seguito. Il che ha giovato non soltanto a noi, che ci siamo goduti una giornata tra amici, ma anche e soprattutto a lui, che si è divertito da matti ed ha trascorso una giornata divertente e priva della noia che generalmente pervade i bambini durante le infinite cerimonie.

Animazione dedicata, attività organizzate, area riservata ed un menu ad hoc sono ormai dei plus da non sottovalutare e che chiunque organizzi una cerimonia dovrebbe prendere in considerazione quando sa di avere dei piccoli ospiti tra gli invitati. Diciamo che la considero una situazione quasi necessaria e ad ogni modo dettata dal buonsenso.

Purtroppo sappiamo però bene che non sempre le preghiere sono sufficienti e talvolta può dunque ancora capitare (anche se raramente, per fortuna!) che, in assenza di un’organizzazione dedicata, i nostri bimbi si ritrovino accasciati sulle sedie imbottite accanto a noi, con il faccino imbronciato e l’impazienza di chi è sul punto di esibirsi in una scenata magistrale al cospetto di decine o addirittura centinaia di invitati sbigottiti. Nel dubbio, dunque, meglio partire da casa con un kit di sopravvivenza da sfoderare nel caso in cui le cose dovessero prendere una brutta piega. Dentro suggerisco di infilarci con un certo buon gusto, tenendo bene a mente che siamo seduti a tavola durante una cerimonia e che non possiamo certo creare della sabbia cinetica o agghindare la tavola con un variopinto arsenale di giochi: un piccolo astuccio con pastelli e pennarelli; dei libricini da colorare, di quelli sottili che si trovano anche in edicola; un libro da leggere; dei piccoli snack con i quali poter

intrattenere vostro figlio ad esempio con il “gioco della conta” e un piccolo regalo, qualcosa per premiarlo, motivarlo ed incuriosirlo (io, ad esempio, vado a colpo sicuro con i dinosauri). Ok, dai, piantiamola di prenderci in giro. Con il kit di sopravvivenza, in assenza di altri aiuti o distrazioni, potete sopravvivere non più di un’ora. In pratica fino a metà dell’antipasto. Quindi, scherzi a parte, il consiglio che mi sento di darvi dal profondo del cuore è di informarvi per tempo, chiedendo direttamente ai festeggiati se è previsto un intrattenimento dedicato ai bambini. In caso contrario, bando ai bacchettoni e ai sensi di colpa, portatevi una powerbank e compratevi dei giga extra, perché la vostra sopravvivenza passerà dalla connessione internet. Credetemi se vi dico che ho mai dato il cellulare a mio figlio, eccezione fatta per alcune sporadiche ricorrenze accompagnate da pranzi infiniti, quindi vi confesso un segreto: qualche ora di giochi sul cellulare e di cartoni animati su YouTube non crea dipendenza e non ha mai ucciso nessuno. Ma ha salvato tante cerimonie disorganizzate, ve lo assicuro!

A CURA DI SILVIA CATTANEO


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GIOCHI DA COSTRUIRE: LE ULTIME NOVITÀ SMART E PERSINO ECO-FRIENDLY! ARRIVA IL PRIMO MATTONCINO LEGO GREEN! Il marchio che ha segnato l’infanzia di ieri e di oggi si adegua alla tendenza ecosostenibile: una piccola grande rivoluzione, mattoncino dopo mattoncino! E se il trend va verso i giochi in legno e sempre più ecosostenibili, i buoni vecchi giochi della nostra infanzia cosa fanno? Si adeguano! Il gioco di plastica più usato al mondo abbraccia la tendenza e adotta una svolta green! E che sollievo! Ebbene sì, è tutto vero! Già nel 2018 verranno lanciati sul mercato i primi pezzi ed elementi di plastica green firmati LEGO. Questo grazie all’utilizzo di una nuova plastica di origine vegetale a base di canna da zucchero con la quale verranno prodotti gli elementi botanici del mondo LEGO quali alberi foglie e cespugli. Per arrivare a questo risultato LEGO ha collaborato con WWF per sostenere e creare finalmente la forte domanda di mercato per una plastica proveniente da fonti sostenibili. Questo aderendo alla Bioplastic Feedstock Alliance (BFA), iniziativa WWF che mira a garantire l’approvvigionamento sostenibile della materia prima per l’industria delle bioplastiche. Ma non è tutto: la canna da zucchero usata proviene rigorosamente da fonti sostenibili ed è certificata dalla normativa della Catena di Custodia dell’associazione Bonsucro per un uso responsabile della canna da zucchero. Tutti i fornitori infine dovranno rispettare il codice di condotta del Gruppo LEGO che specifica i rigidi requisiti per gli standard etici, amientali e legati alla salute. I puristi del mattoncino potranno dormire sonni tranquilli: i bambini e i genitori non noteranno nessuna differenza nella qualità o l’aspetto dei nuovi elementi poiché il polietilene vegetale ha le stesse proprietà di quello convenzionale. Le mamme si mettano quindi l’anima in pace… di notte, camminare inavvertitamente scalzi su qualche mattoncino dimenticato in corridoio avrà sempre lo stesso effetto “rivitalizzante” all’istante! Altre novità per quanto riguardano i “giochi ad incastro” dedicati ai bimbi più piccoli così come a quelli più grandi. Tra le scoperte più belle si distingue Moluk, pluripremiato marchio svizzero che sviluppa giocattoli astratti da incastrare, abbinare, comporre tra loro per stimolare la fantasia dei bambini e risvegliare, “solleticare” i sensi. Perché quella è la vera filosofia che si cela dietro ad un apparente semplice giocattolo ad incastro. Le mille costruzioni che si riuscirà a creare, senza alcun limite. Moluk in quello si è fatto notare per i colori vivaci ma mai troppo sgargianti, le linee sinuose e spesso tondeggianti, per i suoi oggetti curiosi e infine i suoi giocattoli da usare ovunque, anche in vasca, così attraenti da cattivare anche l’attenzione dei più grandi. Ultimo ma non ultimo, per andare sul sicuro, le più note costruzioni K’nex (Grandi Giochi). Tra le ultime novità, i vari set di veicoli come la Rocket Car (dedicata alla fascia 5 – 10 anni). Ben 74 pezzi coloratissimi da abbinare tra loro per creare e ricreare numerose costruzioni ed immaginare la propria “auto a razzo” dei sogni. Il brand immagina giochi da costruire per una fascia di età più elevata rispetto ai competitors. Alcuni set infatti vengono indirizzati a bambini e ragazzi fino a 12 anni circa (anche se sembra quasi obsoleto limitarne l’utilizzo… non si contano più in effetti i tanti genitori che non vedono l’ora di mettersi in gioco assieme ai loro figli!)

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LE MIGLIORI APP PER BAMBINI DAI 6 AI 10 ANNI L’utilizzo degli smartphone e dei tablet da parte dei più piccoli è da sempre oggetto di grandi discussioni. Al di là di qualsiasi parere in merito, probabilmente la verità sta nel mezzo, come sempre: sì all’uso intelligente ed equilibrato di smartphone e applicazioni per bambini. Per uso intelligente intendiamo un utilizzo che possa essere educativo; per equilibrato, un utilizzo affiancato da genitori che possano vigilare e insegnare al bambino come servirsi in modo sano della tecnologia, senza abusarne negativamente. Perché sì, il progresso mette a disposizione nuovi strumenti che possono essere utili anche da un punto di vista educativo e didattico, ed è giusto servirsene in modo corretto. Ricordiamo infatti che non è il mezzo che deve essere demonizzato ma l’uso – scorretto - che se ne fa. A tal proposito vorremmo segnalare una serie di applicazioni per bambini dai 6 ai 10 anni che hanno proprio il pregio di favorire l’apprendimento e la crescita intellettiva dei più piccoli. Scopriamole tutte!

LEARN AND PLAY ENGLISH

GIOCHI DI MEMORIA PER BAMBINI!

DISEGNI DA COLORARE

Iniziare ad apprendere una lingua straniera sin da piccoli è estremamente importante per impararla al meglio. E tra i pregi di moltissime app c’è senz’altro quello di aiutare i bambini ad imparare l’inglese divertendosi. Tra tutte, noi segnaliamo Learn and play English. Si tratta di un’applicazione gratuita, disponibile sia per iPhone sia per smartphone Android (la si può scaricare dai rispettivi store), che presenta un’interfaccia semplice e si rivela molto valida. Learn and play English permette al bambino di imparare l’alfabeto, le parole, gli aggettivi, i verbi… e di farlo attraverso l’utilizzo di immagini e suoni che accompagnano l’apprendimento. Ciò che viene imparato è poi testato attraverso una serie di quiz, che in realtà sono semplici giochi, assai divertenti.

Un altro ottimo modo per sfruttare le app per bambini è quello di scaricare giochi di memoria. Noi segnaliamo l’applicazione per smartphone Android Giochi di memoria per bambini!, molto semplice da utilizzare. Una volta scelto il livello di difficoltà – facile, medio, difficile -, il bambino tocca lo schermo per abbinare le coppie di giocattoli nascosti sotto le proprie confezioni regalo. Quando tutte le coppie di giocattoli sono state abbinate, il bambino può passare al livello successivo di gioco e continuare ad allenare la propria memoria, sempre divertendosi. Su AppStore Apple è possibile scaricare un’applicazione molto simile nel funzionamento, Memo 2 Original.

Le app per bambini da scaricare su smartphone e tablet possono essere d’aiuto anche quando si tratta di favorire lo sviluppo del senso artistico dei più piccoli. Disegni da colorare, disponibile sia su iOS sia su Android, è la versione 2.0 del libro con i disegni da colorare che tutti noi adulti sicuramente conosciamo. L’app mette a disposizione dei bambini tantissimi soggetti in bianco e nero da colorare con i pennarelli virtuali (ci sono oltre sessanta tinte diverse tra cui scegliere). Ma non è tutto perché nella versione Android di Disegni da colorare, è possibile anche disegnare il proprio soggetto con matita e gomma, sempre virtuali.

ANIMALS 360

RE DELLA MATEMATICA JR

Per aiutare i bambini a conoscere e ad amare gli animali, l’applicazione per iPhone Animal 360 appare come una delle più belle e complete in assoluto. Oltre settanta le specie presenti e per ciascuna di esse cinque immagini in alta definizione; possibilità di ingrandire le foto presenti, per guardare ogni dettaglio degli animali; quiz e puzzle per testare la propria conoscenza sulle specie, con possibilità di cambiare il livello di difficoltà; tour in cui è possibile passeggiare virtualmente tra gli animali e all’interno dei loro habitat naturali.

Per i bambini dai 6 anni in su, l’applicazione iOS e Android Re della Matematica Jr è ideale per imparare o ripassare i primi rudimenti di questa materia. I concetti base del calcolo sono illustrati in modo semplice, intuitivo e divertente servendosi di un’ambientazione medievale. La versione gratuita di Re della Matematica Jr include calcolo, addizione e sottrazione. La versione a pagamento dell’app include anche divisione, moltiplicazione, misurazione, geometria, frazioni, problemi e confronto. L’aspetto ludico di questa applicazione sulla matematica si basa soprattutto sulla possibilità di ottenere stelle e medaglie e di gareggiare contro altre persone.

SUONA E CANTA – PIANOFORTE PER BAMBINI L’ultima app per bambini tra i 6 e i 10 anni che segnaliamo è Suona e canta – Pianoforte per bambini. Si tratta di un’applicazione che permette ai più piccoli di imparare a suonare e cantare alcune delle più note canzoni per l’infanzia (Fra Martino, Stella stellina, Nella vecchia fattoria…). Per facilitare l’apprendimento e consentire a tutti di imparare a suonare e cantare i dodici brani presenti, l’app utilizza tasti e pallini colorati al posto delle note musicali. Quest’ultimo è un metodo che permette anche a chi non ha mai imparato a leggere le note di potersi esercitare nell’esecuzione dei brani musicali.


GRANDI AVVENTURE E DIVERTIMENTO ASSICURATO TI ASPETTANO CON FERDINAND UN’ADORABILE COMMEDIA PER TUTTA LA FAMIGLIA!

IN DVD, BLU-RAY E SU

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CDQC I CINEMA I A CURA DI LUCA FONTÒ

ARRIVANO I PROF DI IVAN SILVESTRIN

Ai peggiori studenti i peggiori professori: è questa la proposta del provveditore che il preside del liceo Manzoni subito accoglie: affidarsi all’algoritmo ministeriale e reclutare i più scarsi insegnanti in circolazione con la speranza che risollevino la statistica. Solo il 12% degli alunni della scuola, infatti, in media, consegue il diploma: e bisogna arrivare almeno al 50% perché il liceo non chiuda. La mossa del preside pare priva di fondamento scientifico, ma ormai non resta che provarle tutte. Fanno così ingresso nel cortile dell’edificio sette individui da cartoon che si chiamano, ad esempio, Davide Golia; insegnano Matematica coi videogiochi, Lettere col décolleté, Inglese con una mitraglia spara-gessetti. In principio era “Les profs”, commedia francese del 2013 mai giunta ai nostri confini e che in patria aveva incassato oltre 30 milioni. Ivan Silvestrini, il regista del delicato “Come non detto”, a pochi mesi dall’uscita di “2night” e “Monolith” imballa (non si sa come) il terzo lungometraggio in tre anni, dimostrando la non appartenenza a un solo genere: siamo a metà tra la farsa psichedelica e la slapstick di Benny Hill. Impossibile non pensare a “Classe Z”, e non pensare soprattutto a come lo stesso assunto possa portare a due derive tanto diverse: una peggio dell’altra. AL CINEMA PER 01 DISTRIBUTION

CDQC I ON DEMAND I A CURA DI LUCA FONTÒ

MIGHTY MAGISWORDS DI KYLE CARROZZA

PENNY ON M.A.R.S. DI CLAUDIO NORZA

AGGRETSUKO DI RARECHO

Era il 2015 quando le menti futuristiche di Cartoon Network ebbero l’intuizione di lanciare on-line una serie pensata apposta per il Web, meno futuristicamente realizzata in Flash. Oltre a dieci corti animati interattivi, furono pubblicati giochi digitali, multipiattaforma, addirittura un vlog tenuto dai protagonisti, per un totale di oltre 400 contenuti originali. L’anno successivo “Mighty Magiswords” è approdata sul piccolo schermo in forma di serie – e dal 15 maggio, in prima TV assoluta, anche gli spettatori italiani potranno conoscere Vambre e Prohyas, guerrieri “in affitto” alla ricerca delle Magiswords. Tutti i giorni alle 19:30 i fratelli combattenti se ne andranno a destra e a manca per Riboflavina – una bizzarra città che trae guadagno dal commercio di broccoli – per collezionare le spade del titolo, che hanno abilità diverse in base all’aspetto: alcune sono vive e possono addirittura parlare. Una volta trovate, le spade possono essere usate per ogni evenienza – ce n’è una che spara pomodori, una a forma di calamita che attrae il metallo, una a fisarmonica che emette musica; non a caso il creatore ha esordito con gli “Animaniacs”. I corti da 5 minuti introdurranno la serie che sarà lanciata a giugno, sempre su Cartoon Network, canale 607 di Sky e 350 di Mediaset Premium.

La sedicenne Penny, figlia segreta della popstar Bakìa, si iscrive sotto falso nome alla M.A.R.S., la più rinomata accademia di canto e recitazione d’Europa. Alle audizioni seguono gli intrecci narrativi della scuola dell’obbligo: la cotta per Sebastian, tenebroso adolescente col cappello a cilindro; la scoperta che la cotta è pure della migliore amica Camilla; le crisi di nervi della bulletta, rigorosamente bionda e invidiosa; e poi un’indagine, tante canzoni e il segreto di aver trascorso l’infanzia in un collegio in Svizzera… Più che a “Violetta” – di cui, su carta, pare la copia fotostatica – la nuova serie di Disney Channel (scritta, prodotta e diretta in italiano ma recitata in lingua inglese) è lo spin-off della sit-com “Alex & Co.”, sempre diretta da Claudio Norza. Il successo internazionale di quella serie, in cui Penny compariva per gli episodi speciali, ha messo insieme Disney e Rai Ragazzi per 16 episodi poliglotti che debutteranno il 7 maggio alle 20:10 su Disney Channel, canale 613 di Sky. Poi, da giugno, anche nel Regno Unito e in Irlanda. I più impazienti possono ingannare l’attesa guardando i gelati e gli unicorni nel video di “Rain and shine”, singolo di lancio della soundtrack. Curiosità: il liceo M.A.R.S. è in realtà il campus di Bovisa del Politecnico di Milano.

Se il nome “Sanrio” non vi dice niente, sicuramente risveglierà molti pensieri quello di “Hello Kitty”. La gattina bianca col fiocco rosso, 8 anni, Scorpione, nacque nel ’74 dall’azienda giapponese specializzata nel kawaii, la carineria dei personaggi soffici, morbidosi e pucci pucci. Mentre però per Hello Kitty l’apparenza restava tutta lì, nel caso di “Aggretsuko” l’aspetto inganna: la femmina di panda rosso protagonista della nuova serie di Yeti è una venticinquenne che lavora come contabile, sforzandosi di apparire impiegata modello. I colleghi, intanto, la schiacciano: sia i maschi che le femmine; e costretta a grandi quantità di lavoro extra, orari impensabili e insulti sessisti, per sfogare rabbia e frustrazione si mette a vocalizzare pesantissimi brani hard-metal. Porta sempre con sé un microfono gelato: lo usa nello stanzino di un locale di karaoke oppure nel bagno degli uffici. Le amiche servono a poco, anzi: le ripetono che è matura e affidabile come se fossero difetti. Prodotta da Fanworks e distribuita in contemporanea mondiale da Netflix, la serie di Rarecho (titolo completo: “Aggressive Retsuko”) è da guardare a volume basso, perché il metal, quando parte, può resuscitare i morti. Basti osservare il merchandising: pure i peluches e le borsette paiono posseduti dal demonio.

SU CARTOON NETWORK

SU DISNEY CHANNEL

SU NETFLIX


CDQC I LIBRI I A CURA DI VALENTINA CARRARO

“MAMMA, COSA LEGGO?”: 4 CONSIGLI DI LETTURA PER PICCOLI, GRANDI LETTORI “I libri sono semi” Diceva Gianni Rodari, “Alimentano la mente, accrescono l’intelligenza, la creatività, come il cibo irrobustisce le ossa e i muscoli”. La lettura è un passatempo, è una navicella capace di portarci nel mondo della fantasia, è uno strumento d’apprendimento, è un canale di emozioni, ma soprattutto, è un piacere! Questi sono solo alcuni dei motivi per i quali

dovremmo accrescere l’interesse per i libri sempre, sin da piccoli. Quando però si avvicinano i 9 e 10 anni e le medie incombono “spaventosamente”, spesso i nostri figli sentono la necessità di fare loro il primo passo e di anticipare le nostre mosse chiedendoci: “Cosa posso leggere?”. Niente panico. Per avere la risposta pronta, ecco alcuni spunti per una lettura ad hoc.

ULISSE RACCONTA MINO MILANI

LA RAGAZZA DEI LUPI KATHERINE RUNDELL

Immaginate un eroe dei tempi antichi, costretto ad affrontare 10 anni di mitiche avventure per tornare a casa dalla sua famiglia… Parliamo proprio di lui, il grande Ulisse, che in questo libro narra in prima persona il suo lungo viaggio verso l’isola di Itaca. Personaggi fantastici, eventi sorprendenti e illustrazioni suggestive (curate da Amalia Mora)ww, costituiscono un piccolo preannuncio a quello che sarà un libro (o meglio, un librone) “L’Odissea”, che presto o tardi tutti i ragazzi incontreranno sul loro cammino.

Un inno alla libertà, un romanzo sul significato del resistere e sul potere del coraggio e della speranza. Protagonista è Feo, una ragazzina definita “selvatica” perché una soffialupo, come la madre, impegnate a rieducare i lupi addomesticati e abbandonati prima di rimetterli in libertà. Nelle lande Russe, Feo insegna ai lupi a tornare coraggiosi mentre impara ad ascoltare la natura circostante. Fino a quando i soldati dello zar non catturarono la madre, costringendo Feo a intraprendere un lungo viaggio verso San Pietroburgo per liberarla... Il libro ha vinto il premio Andersen nel 2017 come “Miglior libro 9/12 anni”.

Einaudi Ragazzi € 18

Rizzoli € 15

STORIE DELLA BUONANOTTE PER BAMBINE RIBELLI 2 ELENA FAVILLI, FRANCESCA CAVALLO

NELLE PIEGHE DEL TEMPO MADELEINE L’ENGLE

“C’erano una volta cento ragazze che hanno cambiato il mondo. Ora ce ne sono molte, molte di più!”. Con oltre un milione di copie vendute, il primo volume è stato un fenomeno globale ed un simbolo di libertà. Adesso, la storia continua con altri nomi di donne che con le loro idee e azioni hanno dato un senso al loro presente e anche, di conseguenza, al futuro di tutti noi: come ad esempio Audrey Hepburn, che dopo un’infanzia segnata dalla guerra è diventata un’icona di stile e filantropia; oppure J.K. Rowling, che ha segnato la storia della letteratura e della magia. E ancora, poetesse, chirurghe, astronaute, acrobate… Adatto a bambine e bambini, piccoli o grandi che siano, merita di essere letto anche durante il giorno, e non solo come favola per la buonanotte.

Meg Murry vive un momento difficile. Nella sua strampalata famiglia il suo fratellino, Charles Wallace, è dotato di un’intelligenza straordinaria, ma è considerato ottuso, Meg invece non va d’accordo con nessuno, nemmeno con sé stessa, ma quel che è peggio è che suo padre, il fisico Dr. Jack Murry, è misteriosamente scomparso mentre svolgeva ricerche segretissime sulla quinta dimensione. Toccherà dunque a lei, Charles e al loro amico Calvino O’Keefe salvarlo, intraprendendo un’incredibile avventura ai confini del tempo. Da questo romanzo è stato tratto il film Disney “Nelle pieghe del tempo”, uscito nei cinema a Marzo 2018.

Mondadori € 19.90

Giunti €8


CDQC I LOCALI I A CURA DI ELISE LEFORT

LOCALI DAVVERO FAMILY FRIENDLY IN TUTTA ITALIA Fare contenti piccoli e grandi in contemporaneo è veramente possibile? Passare dal clubbing alla ludoteca può far male. Molto male. Da una parte quando si decide di diventare genitori si accetta anche di cambiare vita. Dall’altra, non sempre si è disposti a doversi sacrificare del tutto per far sì che i bambini possano divertirsi senza limiti. Quindi la soluzione qual è?

I locali family friendly! Perché mentre alcuni ristoratori azzardano il cartello “kids free”, i locali dedicati a grandi e piccoli stanno spuntando come funghi. Il segreto? Riuscire a cattivare i bimbi con giochi adeguati, spazi verdi, iniziative, animatori ma anche i loro genitori con un ambiente adatto ai più grandi. Insomma, niente urla disperate, pallonate dritte nello spritz e ballo del qua qua. Pare impossibile vero? Eppure noi ne abbiamo trovati ben quattro.

ARTEBIMBA Brescia

SETTEMBRINI LIBRI & CUCINA Roma

Il segreto per poter offrire ai genitori una vera pausa di sano relax, fosse anche solo per un caffè con gli amici? Un ambiente realmente a misura di bimbo. Così a Brescia è nato un locale che prendendo spunto dai paesi del nord Europa, ha scelto di far convivere piccoli e grandi in uno spazio adatto a tutti. Per i bambini in particolare, non solo giocattoli e giochi in scatola ma tavolini pastello in formato mignon per far merenda in autonomia con le torte della nonna e i succhi di frutta bio, e una parete lavagna per disegnare, colorare esprimersi senza limiti! Tra le specialità del locale (che offre anche la possibilità di organizzare party di compleanno) la piadina IGP classica o priva di grassi animali.

Pranzo e favole? La location di per sé è un vero incanto! In questa sala dai muri “tappezzati” di libri, nel week end, ci si nutre di fiabe e cultura. Il sabato infatti, il pranzo dei bambini si chiama “Favoliamo” e viene accompagnato dalle favole di Rodari nonché da vari laboratori creativi organizzati in loco. Poesia, storie, favole. Questo mentre nella sala adiacente mamma e papà possono chiacchierare dalle solite e noiosissime “cose da grandi”. Un servizio gratuito e offerto ai bambini dei genitori che pranzano invece al Settembrini Ristorante. Il tocco in più? L’aspetto della location e particolarmente quello della sala dedicata ai bambini che quasi ci proietta dritto nella biblioteca della Bella e la Bestia.

VIA MONTE ORTIGARA 81 – 25128 BRESCIA 030 5032016

PIAZZA DEI MARTIRI DI BELFIORE 12 – 00195 ROMA 06 97277242

LUNGARNO 23 Firenze

HIP-NIC - IL GIARDINO DELLE MERAVIGLIE Milano

Hamburger e cultura fino all’indigestione! Qui si mormora si mangino i migliori hamburger di chianina di Firenze. Anche in versione baby! Per i bambini invece la “libreria dei ragazzi” ospita libri, colori, giochi, album ma ancora tovagliette da colorare. Infine il locale ha anche attuato un servizio di prestito gratuito di libri. Lasciando un recapito si potrà puoi portare a casa un libro per un mese intero. Un’idea stupenda per incentivare sempre più la lettura nei bambini. Il tocco in più? La location, semplicemente meravigliosa!

Nel quartiere di San Siro, di fianco all’ippodromo ecco un locale immerso nel verde. Piatti leggeri e ricercati, aperitivi sfiziosi o pic-nic nell’erba mentre per i bambini non manca il giardino con giochi da esterni, porge per la partita di calcetto nonché una saletta giochi per accontentare tutti. Il tocco in più è senz’altro il bagno spazioso, non solo con fasciatoio ma persino dotato di salviettine e qualche pannolino per le emergenze.

LUNGARNO TORRIGIANI 23 – 50125 FIRENZE 055 2345957

PIAZZALE DELLO SPORT 6 – 20151 MILANO 02 4007 6433


CDQC I SHOPPING I A CURA DI SERENA DAL SOGLIO DI ILOVESNEAKERS

SNEAKERS FOR KIDS: I MODELLI MUST-HAVE Le sneakers sono ormai un vero e proprio must have, i piccoli non potevano di certo essere esclusi da questo trend ed anche per loro si possono trovare degli style veramente fantastici. Le tendenze primavera estate 2018 per i bambini premiano come prima cosa la praticità, le scarpe devono essere soprattutto comode e di buona qualità per permettere movimenti in totale libertà. Le grandi marche sportive, i brand solo bimbi fino ad arrivare a marchi di alta moda anche per questa stagione calda, hanno fatto delle proposte decisamente cool in campo kids, con style perfetto per soddisfare ogni gusto, trovando anche la propria fascia di prezzo. Le tendenze sono fra le più variegate, troviamo sneakers dal sapore retrò, dal gusto romantico e per chi ama osare un po’ di più non manca quel tocco rock che non guasta mai nemmeno ai piedi dei più piccoli. Abbiamo fatto ricerche, scandagliato tutte le nuove proposte e abbiamo cercato i modelli più cool. Iniziamo da una proposta che è un perfetto mix fra romanticismo ma con una punta di rock, stiamo parlando dello style di MOA – Master of Arts: MJ89. Una scarpa slip on in pelle bianca, con un graziosissimo fiocco a pois neri sul davanti, rifinita con un dettaglio sul retro in glitter nero. Passiamo ora ad una delle scarpe più in voga del momento che oltre ad essere bellissime soddisfano pienamente il fattore comodità: adidas Originals DEERUPT: design minimal ma allo stesso tempo decisamente accattivante, con tomaia creata in filato ultra-flessibile e rivestimento in tessuto elasticizzato. Troviamo inoltre patch sul tallone in suede premium con logo del Trifoglio e marchio adidas incisi, plantare e tallone interno in schiuma per il massimo comfort e immancabile intersuola in EVA ultramorbida con rivestimento a rete. I colori sono molti ma secondo noi per il più azzeccato per i bimbi è il Semi Solar Slime/Core Black/Ftwr White. Andiamo ora su una scarpa prettamente estiva, in cotone, leggera e confortevole: Superga 2750: con tomaia in tessuto made in Italy, gros grain stampa pois con fiocco sul tallone. Fodera in cotone e suola in gomma naturale vulcanizzata. Il colore scelto è il Cream-Green Dots, con lacci in tinta, una vera delizia. Fra le tantissime proposte di Gallucci, abbiamo scelto una scarpa sportiva ma con un tocco bon ton, una sneakers bianca in pelle, impreziosita da bellissime nappine in vitello bianche che rendono la scarpa decisamente chic. Risultano infatti facilmente abbinabili anche ad un abitino estivo da cerimonia. Passiamo ad un modello high top: Crime London FAITH HI: Tomaia in pelle pieno fiore premium bianca, punta e linguetta in pelle scamosciata italiana premium, dettagli glitterati in argento e rifinitura in pelle scintillante verde. Le proposte Crime hanno sempre un sapore alternativo, un ricordo che le lega all’indie dell’East London, che da quel gusto retrò che è tanto di tendenza negli ultimi anni. Create con materiali di altissima qualità e caratterizzate da texture particolari dove il mix di materiali la fa da padrona. Un brand che non sbaglia mai un colpo nemmeno in campo bimbi è di certo Vans. Qui abbiamo scelto una delle ultime collaborazioni (in attesa

dell’uscita della capsule collection creata con Marvel): Vans e A Tribe Called propongono una collezione di calzature che rendono omaggio al gruppo iconico alternativo di hip hop. Ispirato al loro impatto sulla cultura, l’ATCQ Old Skool combina la classica scarpa da skate sidestripe con tomaia in tela e suede stampata, puntali rinforzati, colletti imbottiti per sostegno e flessibilità, esclusive suole in gomma waffle e dettagli personalizzati ATCQ in una vera celebrazione di stil e arte. Per veri bimbi alternativi. Per i più modaioli non potevamo farci scappare le Gucci Ace: modello basso in pelle bianca con Ace Patch farfalla, dettaglio in pelle metallizzata rossa sul retro di una scarpa e dettaglio metallizzato verde sul retro dell’altra. Un must have fra gli

adulti che non abbiamo dubbi, conquisterà anche i piedi dei piccoli. Concludiamo le nostre proposte con una simpaticissima proposta D.A.T.E. Hill Low 1 Pop Paint Zig Zag: sneaker bassa JR1 in pelle colore bianco. Sulla linguetta, è cucito il label D.A.T.E. KIDS in gomma trasparente. La banda laterale è in gomma trasparente grigia. Troviamo la comodissima cerniera laterale interna per agevolare la calzata. Il talloncino posteriore è in gomma trasparente blu. Il logo D.A.T.E. è ricamato lateralmente. Fodera in pelle e spugna di cotone. Inserto laterale interno in pelle con scritta “Premium Sneakers” impressa. Suola rivestita in pelle bianca con pennellate in contrasto in gomma a creare un bellissimo motivo a zig zag.

SUPERGA

GALLUCCI

CRIME LONDON

D.A.T.E.

MOA

GUCCI

ADIDAS DEERUPT

VANS


CDQC I SHOPPING I A CURA DI ELISE LEFORT

CAPPELLINO TIMBERLAND €25

GILET IN DENIM GUESS KIDS €59

CERCHIETTO CON PIUME BILLIEBLUSH €19

FESTIVAL TIME! UNO SHOPPING A PROVA DI CONCERTI, PIC-NIC E GIOCO ALL’ARIA APERTA! SHORTS CON CINTURA STAMPATA MANGO KIDS €22,99

GONNA CON TULLE DIMENSIONE DANZA SISTERS €42,75

Altro che Coachella! Non bisogna per forza prendere un biglietto last minute per Los Angeles per sperimentare un vero look da festival! Anche da noi la stagione dei concerti “en plein air” si sta per inaugurare e quale occasione migliore per sfoggiare un mini look dagli accenti folk? Frange, fiori, denim délavé, ricamato, e tante frange sono tra i leit-motiv dei look più trendy per la primavera-estate! Look stilosissimi eppure confortevoli e passe-partout, da indossare al parco, per cantare a squarciagola, per un pic-nic in famiglia, o semplicemente per giocare con gli amici. Tra i pezzi immancabili del guardaroba, una camicia stampata con le maniche corte da lasciare aperta per lui, con un paio di bermuda, mentre per lei vince la giacca smanicata in denim, l’abito fiorito da indossare sopra alla t-shirt bianca e rigorosamente con un cerchietto o una fascia in testa. Che sia bon ton con i quadretti vichy o più estrosa con piume coloratissime! Tra gli accessori da non farsi scappare, le slip-on sia per lui che per lei, da alternare ai sandali di gomma quando la temperatura si alza un po’ troppo. Pompons a go-go su cappellini e borse in paglia, piume come fil rouge che siano applicate, stampate o disegnate, e ovviamente un bel paio di occhiali da sole con lenti protettive.

ABITO VIVETTA - PREZZO SU RICHIESTA

BORSA SECCHIELLO IN RAFIA CON POMPON TUC TUC €27

OCCHIALI BONPOINT X IZIPIZI €35

T-SHIRT LITTLE MARC JACOBS €39

BERMUDA IN DENIM LAVAGGIO CHIARO MANGO KIDS €22,99

T-SHIRT MOLLY BRACKEN €22,95

SANDALI IN SCUBA BLU BIRKENSTOCK €30


CDQC I MOSTRE I A CURA DI VALENTINA CARRARO

ALLA SCOPERTA DELL’ARTE: 4 MOSTRE DA VISITARE PER TUTTI Weekend: Dove andare? Cosa fare? Se siete a caccia di ispirazioni, sappiate che diversi musei in Italia hanno pensato a mostre e percorsi interattivi dedicati anche ai più piccoli! Quale modo migliore di sfogare la creatività e per passare dei bei momenti tutti insieme?

PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI. “LA MELA DI MAGRITTE” ROMA La mostra dedicata all’artista Magritte presenta un allestimento ironico e divertente di schizzi e tavole originali per coinvolgere attivamente il pubblico in un gioco di accostamenti inconsueti in cui realtà e rappresentazione convivono. Ogni domenica fino al 10 giugno è disponibile un laboratorio per

famiglie con bambini da 3 a 6 anni. Sapete cos’è una farfoglia? Vorreste indossare un melacappello o fumare un piperamo? Nel mondo di Magritte tutto è possibile!

FINO AL 10 GIUGNO

VILLA BARDINI “DA PINOCCHIO A HARRY POTTER.155 ANNI D’ILLUSTRAZIONE ITALIANA DALL’ARCHIVIO SALANI DAL 1862” FIRENZE

MUSEO CIVICO DI SCIENZE NATURALI ENRICO CAFFI “NOI ABBIAMO 100 ANNI LORO MOLTI DI PIÙ. DINOSAURI AL MUSEO” BERGAMO

MUDEC – MUSEO DELLE CULTURE. “FRIDA KAHLO. OLTRE IL MITO” MILANO

La mostra raccoglie 300 documenti, che vanno dal 1964 al 2012, della casa editrice Salani. Rappresenta un viaggio che parte dai disegni dedicati al burattino più famoso del mondo, attraversa i grandi classici di ieri e di oggi - da Cappuccetto Rosso a Heidi, dal Gatto con gli Stivali a Topolino - e approda al successo planetario di Harry Potter. Cuore della mostra i disegni e le tavole originali realizzati per le storiche collane Salani dai più noti illustratori del tempo.

Questa mostra unisce il rigore scientifico alla spettacolarità dell’allestimento che propone un viaggio nel tempo attraverso il patrimonio raccolto in 100 anni a Bergamo. Tra gli approfondimenti ce n’è uno dedicato ai dinosauri italiani!! Dalle visite guidate ai laboratori interattivi e virtuali, ce n’è per tutti i gusti e per tutte le sere.

#GirlPower. Una grande e nuova retrospettiva dedicata al Messico di Frida Kahlo. Inoltre, i bambini dai 6 agli 11 anni e le loro famiglie potranno partecipare ogni sabato e domenica alla visita animata con laboratorio “Fiesta con Frida”, prendendo parte all’allestimento di un’autentica ed esuberante festa ricreando le vivaci e allegre atmosfere del Messico.

FINO AL 30 SETTEMBRE

FINO AL 3 GIUGNO

FINO AL 3 GIUGNO


SOMMARIO

URBAN KIDS 1 BIMESTRALE ANNO I / NUMERO 1

EDITORIALE 5

MAMME IN CHAT 7

DESIGN FOR FAMILY 10

MAMME EXPAT 15

URBAN DAD 6

FAMILY RIDE 8

OLIVIERO TOSCANI 12

MODA / THE URBAN CEREMONY 21 TIPS 33

STAFF

TEXT

Urban Kids è realizzato dallo staff di Urban

FULVIO ANIELLO VALENTINA CARRARO SILVIA CATTANEO SERENA DAL SOGLIO LUCA FONTÒ BARBARA VELLUCCI

Editor in Chief MARCO CRESCI mcresci@urbanmagazine.it Coordinatore mag ELISE LEFORT elefort@urbankidsmagazine.it Art Direction ARCHIMEDE6.COM ELEONORA PASSONI

PHOTO JOHNNY CARRANO DI THE ITALIAN RÊVE

segretaria LAURA MANDELLI

Dancing mum

BEAUTY 32

Urban è edito da MILANO FASHION LIBRARY SRL Corso Colombo 9 20144 Milano T. 02 581532011

Stampa LITOSUD Via Aldo Moro 2 20060 Pessano con Bonago, MI T. 02 95742234

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Responsabile di Testata MARTINA SBORDONE msbordone@milanofashionlibrary.it

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Urban_Kids #1  
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