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www.gazzetta.it domenica 3 febbraio 2013 1,20 €

REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 ­ TEL. 0262821 ­ REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 ­ TEL. 06688281 POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. ­ D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO

ITALIA

anno LXIX ­ Numero numero 5 Anno

LA NOVITÀ/1 CONTRO LA LANCIATISSIMA UDINESE L’ATTESO DEBUTTO DELL’ATTACCANTE

LA NOVITÀ/2 NERAZZURRI A SIENA

Risposta Inter Strama pensa a Kovacic e Schelotto

Milan in corsia di sorpasso E da oggi c’è turbo­Mario Nelle ultime 14 gare nessuno ha fatto più punti della squadra rossonera Ora con Balotelli per continuare a salire. A San Siro dopo 1001 giorni 3 Balotelli, 22 anni e El Shaarawy, 20 BUZZI

MESSAGGIO ALLA JUVE VITTORIA PER 2­0 SUL CATANIA E PRIMO POSTO IN CLASSIFICA

SÌ! NAPUL’ È... DA SCUDETTO Hamsik e Cannavaro: San Paolo in delirio. Mazzarri affianca i bianconeri, sperando in un loro passo falso Proteste dei siciliani

Marek Hamsik, 25 anni. Finora 9 gol in campionato

ZEMAN È FINITA La Roma ha deciso Per il futuro Blanc o magari Allegri «Ma non era tutta colpa sua». Il presente affidato ad Andreazzoli, ex vice di Spalletti

Serie A / 23ª GIORNATA

ilCommento

Torino­Samp, zero in tutto

NOTTE INSIEME

PARTITE Venerdì ROMA­CAGLIARI 2­4 Ieri TORINO­SAMPDORIA 0­0 NAPOLI­CATANIA 2­0 Oggi (ore 15) CHIEVO­JUVENTUS (12.30) FIORENTINA­PARMA GENOA­LAZIO PALERMO­ATALANTA PESCARA­BOLOGNA SIENA­INTER MILAN­UDINESE (20.45)

di LUIGI GARLANDO L’ARTICOLO A PAGINA 17

L’ANTICIPO ALL’ORA DI PRANZO COL CHIEVO

Conte a Verona sotto pressione «Dura rivincere» Niente Nazionale: Bonucci paga i veleni col Genoa VERNAZZA A PAGINA 7 3 Antonio Conte, 43 anni ANSA

RUGBY PRIMO IMPEGNO AL SEI NAZIONI

TENNIS DAVIS: OGGI I DUE SINGOLARI

Dai Italia, arriva la Francia Bolelli­Fognini da applausi A Roma la carica dei 60 mila Azzurri avanti 2­1 sui croati BUONGIOVANNI, PASTONESI ALLE PAGINE 28­29

9 771120 506000

LA SVOLTA GIALLOROSSI IN DIFFICOLTÀ

ALLE PAGINE 12­13, PALOMBO A PAGINA 17 3 Zdenek Zeman 65 anni

BOZZA, CALAMAI, D’URSO, MALFITANO, SCHIANCHI DA PAGINA 2 A PAGINA 5

30 2 0 3>

ELEFANTE ALLE PAGINE 14­15 3 Mateo Kovacic, 18 anni

BOLDRINI, BOVOLENTA, DELLA VALLE, PASOTTO, VELLUZZI PAG. 8­11 E 17

MARTUCCI A PAGINA 33

CLASSIFICA JUVENTUS NAPOLI* LAZIO INTER MILAN FIORENTINA CATANIA* ROMA* UDINESE PARMA

CHIEVO 28 TORINO* (­1) 28 SAMP* (­1) 25 CAGLIARI* 24 ATALANTA (­2) 23 BOLOGNA 22 PESCARA 20 GENOA 18 PALERMO 17 SIENA (­6) 14

* Una partita in più. Tra parentesi i punti di penalizzazione.

IL ROMPI PALLONE DI GENE GNOCCHI

49 49 43 40 37 36 35 34 33 31

w

Brutto infortunio per Stekelenburg e De Rossi: gli è caduta sui piedi una magnum di champagne che stavano stappando chissà perché


LA GAZZETTA SPORTIVA

2

DOMENICA 3 FEBBRAIO 2013

SERIE A

ANTICIPO 23a GIORNATA

le Pagelle

h

NAPOLI CAVANI AIUTA IN DIFESA DZEMAILI OK Il primato in classifica è un’emozione nuova per la squadra azzurra in attesa del risultato odierno della Juventus.

8 8 l’allentore Mazzarri Il voto gli spetta di diritto nel giorno in cui conquista la vetta della classifica. Il suo Napoli non conosce soste ed ha imparato che al di là della prestazione, conta la concretezza.

7,5

6

5

7

6,5

6,5

il migliore Hamsik

De Sanctis

Grava

Cannavaro

Gamberini

Mesto

6 Behrami

Ecco, quando gira lui non ce n’è per nessuno. L’intuito lo porta a chiudere in gol l’azione che lui stesso aveva avviato aprendo sulla sinistra per Zuniga.

Serata senza patemi. Vola per deviare in angolo una punizione di Barrientos: tutta qui la sua prestazione valorizzata, poi, da quel colpo di testa fuori area regalato alla platea.

Rischia tantissimo quando colpisce Gomez con una manata. L’arbitro gli ha risparmiato il rosso diretto e Mazzarri ha tirato un sospiro di sollievo: la ripresa era appena iniziata.

Cosa c’è di più bello, per un napoletano, segnare il gol che chiude la partita e che ti regala il primo posto in classifica? Il capitano s’è dimostrato più forte degli ultimi eventi che l’hanno riguardato.

Gli tocca Barrientos che agisce dalle sue parti. Lui, non si fa per niente intimorire dal talento dell’argentino che contrasta e tiene lontano dall’area di rigore.

L’assenza di Maggio gli permette quella continuità che gli serve per dimostrare che il suo contributo non è da meno. Mette i brividi a Capuano ogni qualvolta s’invola sulla fascia.

Rischia di rovinarsi la serata facendosi ammonire in avvio di partita. Il giallo, tuttavia, non lo condiziona. Ma nella ripesa viene graziato dall’arbitro per un fallo di mano.

TIRI 1 DRIBBLING 0 SPONDE 3

PARATE 2 RINVII 18 USCITE 2

CONTRASTI VINTI 4/10 LANCI 0 PASSAGGI OK 17/17

CONTRASTI VINTI 2/4 LANCI 6 PASSAGGI OK 17/18

CONTRASTI VINTI 3/6 LANCI 2 PASSAGGI OK 27/29

CONTRASTI VINTI 4/10 LANCI 0 PASSAGGI OK 17/21

TIRI 0 PASSAGGI OK 31/31 RECUPERI 1

s.v.

6,5

6

6

6

6

6

Dzemaili

Zuniga

Pandev

Cavani

Inler

L. Insigne

Armero

Gioca con autorità e prova anche qualche taglio per Cavani. Il fondo scivoloso non gli permette di essere preciso. Pregevole anche l’apporto dinanzi alla difesa.

Ha il merito di aver ispirato il primo gol, quello di Hamsik. Ma subito dopo commette un fallo di mano in area che sfugge alla vista dell’arbitro e del suo assistente.

Parte sparato e dopo trenta secondi ha già sul piede una buona opportunità che conclude fuori. Prova ad aprire qualche varco per gli inserimenti dei centrocampisti.

Incredibile, non ha segnato! Non è andato in gol, ma ha lavorato parecchio dando una mano ai difensori. Alcuni recuperi sugli avversari sono stati applauditi dal pubblico.

Mazzarri lo tiene in panchina, inizialmente, perché lo ritiene affaticato. Lo inserisce per forza di cose quando Behrami rischia la seconda ammonizione.

Gli viene concesso di partecipare alla festa per il primato raggiunto. È troppo poco il tempo a sua disposizione per rendersi utile.

Entra nel finale al posto dell’infortunato Zuniga.

TIRI 0 PASSAGGI OK 56/62 RECUPERI 9

TIRI 0 PASSAGGI OK 33/39 RECUPERI 7

TIRI 2 DRIBBLING 4 SPONDE 8

TIRI 3 DRIBBLING 1 SPONDE 10

TIRI 1 PASSAGGI OK 11/15 RECUPERI 1

TIRI 0 DRIBBLING 1 SPONDE 1

TIRI 0 PASSAGGI OK 1/1 RECUPERI 0

GLI ARBITRI: CALVARESE 4,5 Grave l’errore sul fallo di mano di Zuniga: il rigore è evidente. Condivisibile il cartellino giallo mostrato a Grava. Nicoletti 6 - Padovan 5; Banti 6 - Irrati 5.

la Moviola DI ANDREA SCHIANCHI

Zuniga stoppa col braccio: al Catania manca un rigore Manata di Grava, ci sta il giallo L’episodio più controverso al 37’ del primo tempo con il Napoli in vantaggio 1-0. Azione nell’area partenopea, pallone alto e Zuniga, per «addomesticarlo», si aiuta con il braccio sinistro. E’ vero che, da dietro, è disturbato da Bergessio, ma l’intervento del colombiano è da calcio di rigore. Al 38’ del primo tempo, mini-rissa con Grava al centro del ring. Il gioco è fermo (punizione fischiata per fallo di Rolin su Pandev), Grava spinge Biagianti per accelerare la ripresa dell’azione. Quando il centrocampista del Catania si sposta, ecco la manata di Grava colpire Gomez che si trova proprio dietro al compagno. Si accende un parapiglia, l’arbitro si consulta con gli assistenti e ammonisce Grava. Decisione corretta, il «rosso» sarebbe eccessivo: non c’è violenza nel gesto di Grava. Calvarese annulla correttamente un gol a Bergessio, in avvio di ripresa, per la trattenuta dello stesso argentino ai danni di Zuniga su azione da calcio d’angolo. Le quattro ammonizioni (Behrami, Dzemaili, Grava, Spolli) sono giuste. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il tocco di mano di Zuniga SKY

Grava colpisce Gomez SKY

Bergessio stende Zuniga e segna

Marek Hamsik, 25 anni, centrocampista slovacco al Napoli dal 2007: al Catania ha segnato il 9o gol in questo campionato ANSA

Napoli, cresta e testa Hamsik show, notte ad altezza Juve

Gol e assist dello slovacco, poi Cannavaro: aggancio in vetta. Errori dell’arbitro. Catania k.o. DAL NOSTRO INVIATO

LUCA CALAMAI NAPOLI

Nessuno vuol lasciare il San Paolo. Una notte così va fatta scivolare lentamente sulla pelle. La squadra di Mazzarri batte il Catania e aggancia la Juve in testa alla classifica a quota 49. E pazienza se oggi, all’ora di pranzo, Pirlo e compagni allungheranno di nuovo. Per ora va bene così. La corsa scudetto sarà un lungo testa a testa e il Napoli ha qualcosa in più rispetto alla formazione che in passato ha solo «sfiorato» questo traguardo storico. Cosa in più? A esempio la maturità di un Hamsik, presente e decisivo quando «il gioco si fa duro». Con un gol e un assist ha messo in ginocchio gli avversari. E come non sottolineare un Cavani che si moltiplica per tre cercando la rete, inseguendo gli avversari come un «norma-

le» gregario di centrocampo, lottando su ogni pallone. Un campione da 63 milioni — questa è la sua clausola rescissoria — che è sempre al servizio della squadra. Normale che sia adorato dentro lo spogliatoio. E si potrebbe andare avanti raccontando la rivincita di Paolo Cannavaro, in versione goleador, dopo i tormenti della vicenda scommesse. Strada facendo Mazzarri potrà mettere sulla bilancia il valore aggiunto che garantiranno gli acquisti invernali Rolando, Armero e Calaiò. Tre «quasi» titolari. Spinta Nella storia di questo derby del Sud ci sono anche un paio di errori arbitrali che hanno dato una spinta ai padroni di casa. Un rigore non concesso al Catania per fallo di mano di Zuniga (sull’1-0) e un fallo di mano di Behrami che poteva valere il secondo giallo (sul 2-0). Così va il vento in questo febbra-

io. Tutto spinge per El Matador e compagni. Il Napoli non era al comando della classifica alla 23a giornata dal 2 febbraio 1990. Quel giorno i partenopei batterono per 3-0 la Cremonese con una doppietta di Maradona e alla fine vinsero lo scudetto. Ma stavolta questo primato può essere solo per una notte. Acuto Il Napoli impiega mezzo-

ra per cominciare a macinare il suo calcio. Normale. La squadra di Mazzarri non ha una testa pensante in mezzo al campo e quindi ha bisogno delle invenzioni dei suoi «tenori» per alzare la qualità del gioco negli ultimi trenta metri. Non a caso basta il primo acuto di Hamsik per sbloccare la partita. Lo slovacco al 31’ disorienta la linea difensiva del Catania con un’apertura improvvisa per Zuniga e va a chiudere l’azione con un tocco ravvicinato che fulmina Andujar. Un triangolo micidiale.

Per Hamsik è il nono centro stagionale. Rotto il ghiaccio, la squadra partenopea prova a fare possesso palla. Mazzarri invita la squadra a ragionare ma il Napoli è l’antitesi del titic-titoc di scuola Barcellona. Va a strappi. E, in questo momento del campionato, ha anche un pizzico di buona sorte. In che senso? Al 38’ Zuniga commette un clamoroso fallo di mano in area. Rigore netto. Ma l’arbitro Calvarese fa segno di continuare fischiando, invece, un calcio di punizione dalla parte opposta del campo. L’esecuzione di Cavani è perfetta ma la palla centra in pieno la traversa. Il direttore di gara e il suo collaboratore Nicoletti giudicano con clemenza anche una manata di Grava a Gomez. Solo giallo. Due regali che anticipano il 2-0. Hamsik, ancora lui, confeziona un assist al bacio per Cannavaro che da due passi corregge in rete. Un napoletano protagoni-

sta nel giorno dell’aggancio in vetta alla Juve: ci può essere niente di più emozionante? Paolo va a festeggiare sotto la Sud. Il San Paolo è tutto per lui, il capitano che ha saputo prendersi la sospirata rivincita dopo la paura legata ai sei mesi di squalifica, poi cancellati. Sforzo Il Catania prova a riaprire la partita in avvio di ripresa. La squadra di Maran merita il posto che ha in classifica, ai margini della zona Europa. Bergessio, Gomez e Barrientos formano un interessante tridente offensivo. Stavolta stecca, invece, Lodi, meno lucido del solito in cabina di regia. Al 2’ Bergessio va a segno ma l’arbitro Calvisano annulla per un evidente fallo su Zuniga. E il direttore di gara grazia Behrami, già ammonito, per un fallo di mano volontario che avrebbe potuto far scattare il rosso. Come successe qualche settimana fa a Firen-

ze (anche in quella circostanza lo svizzero aveva rischiato il doppio giallo) Mazzarri lo sostituisce subito con Inler. Stavolta il Napoli non ha neppure bisogno delle magie di Cavani. El Matador sbaglia una preziosa palla gol alzando di testa sopra la traversa una pennellata di Mesto. Mazzarri, sotto la pioggia, tiene «sveglia» la sua squadra. Il tecnico non vuole cali di tensione e inserisce Insigne, carta preziosa nei minuti finali. Il Napoli gestisce senza rischiare, segno di una nuova maturità. Quella che serve per corteggiare lo scudetto. Cavani cerca di mettere anche la sua firma nel tabellino dei marcatori ma non è la notte giusta per l’uruguaiano. Pazienza. Al fischio finale ci sono applausi anche per lui. E per una squadra che fa cantare di gioia i cinquantamila del San Paolo. Tutti in piedi. Con i brividi sulla pelle. © RIPRODUZIONE RISERVATA


DOMENICA 3 FEBBRAIO 2013

LA GAZZETTA SPORTIVA

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di MIMMO MALFITANO

CATANIA BARRIENTOS IL PIÙ ATTIVO LODI SOFFRE La fase offensiva è stata mediocre, le conclusioni sono state poche e sballate.

5 5,5 l’allenatore Maran E’ durata appena una ventina di minuti la spinta dei suoi. Gli è venuto meno l’attacco che non ha mai impensierito il portiere napoletano. Al San Paolo, comunque, è difficile per tutti.

h

6,5

5,5

5

6

5,5

5,5

il migliore Barrientos

Andujar

Bellusci

Spolli

Rolin

Capuano

Izco

Prende due gol sotto misura, su quello di Cannavaro se n’è stato fermo sulla linea di porta. Poi, non fa fatica a gestire la normale amministrazione.

Dalle sue parti ci và spesso Hamsik e lui se lo fa scappare con estrema facilità. Ed alla fine, proprio lo slovacco risulta il migliore del Napoli.

Vince il confronto con Cavani che sa essere pericoloso soltanto su palle inattive. Sulle palle alte non concede nulla, e spesso interviene d’anticipo.

La maggiore agilità di Pandev lo manda in confusione, spesso sbaglia il tempo dell’intervento. L’attaccante lo supera con dribbling stretti, ma conclude poco, per sua fortuna.

La spinta di Mesto è insistente, soprattutto nel primo tempo. Cerca di opporsi puntando sull’anticipo, ma l’azione dell’esterno avversario è travolgente.

Gli tocca chiudere le iniziative di Behrami, mediano dal piede gessato. Ne viene fuori un confronto fisico, apprezzabile solo per la grinta e il carattere dimostrato.

PARATE 1 RINVII 14 USCITE 1

CONTRASTI VINTI 0/3 LANCI 1 PASSAGGI OK 21/28

CONTRASTI VINTI 4/5 LANCI 1 PASSAGGI OK 21/28

CONTRASTI VINTI 6/8 LANCI 0 PASSAGGI OK 18/20

CONTRASTI VINTI 3/5 LANCI 1 PASSAGGI OK 22/24

TIRI 0 PASSAGGI OK 13/17 RECUPERI 3

34

Non vuole mollare ed allora ci prova con due conclusioni a sorprendere De Sanctis. Tra i suoi è sicuramente il più attivo. TIRI 3 DRIBBLING 1 SPONDE 2

5,5

5,5

5

5

5,5

s.v.

Lodi

Biagianti

Bergessio

Gomez

Almiron

Doukara

Spesso si ritrova di fronte Hamsik in una disputa fatta di tecnica e talento. Soffre la pressione del centrocampo napoletano che gli concede pochi spazi per manovrare.

Macina diversi chilometri, ma sul piano pratico garantisce poco o nulla al reparto centrale. La progressione di Dzemaili lo sorprende a ogni ripartenza.

Un solo tiro per giunta fuori: è tutto quello che gli lascia Cannavaro nei 90 minuti. Non gli basta nemmeno il fisico per liberarsi della marcatura: il napoletano è implacabile.

Si defila sulla fascia, seguito a uomo da Grava, ma non converge mai verso il centro per tentare la conclusione. Il terreno pesante di certo non ne favorisce le giocate.

Il risultato è già del tutto compromesso quando Maran lo inserisce. Gli riesce difficile far girare il pallone, perché la squadra è disordinata e poco concreta.

Maran gli concede gli ultimi scampoli di una partita che non ha avuto storia. A lui resta quel breve minutaggio che gli vale la presenza.

TIRI 2 PASSAGGI OK 32/36 RECUPERI 6

TIRI 0 PASSAGGI OK 16/19 RECUPERI 5

TIRI 2 DRIBBLING 0 SPONDE 2

TIRI 1 DRIBBLING 3 SPONDE 5

TIRI 0 PASSAGGI OK 10/11 RECUPERI 3

TIRI 0 DRIBBLING 0 SPONDE 0

NAPOLI

CATANIA

2

0

(3-4-1-2)

(4-3-3)

1 De Sanctis; 2 Grava, 28 Cannavaro, 55 Gamberini; 16 Mesto, 85 Behrami (dal 18’ s.t. 88 Inler), 20 Dzemaili, 18 Zuniga (dal 39’ s.t. 27 Armero); 19 Pandev, 17 Hamsik (dal 31’ s.t. Insigne); 7 Cavani. PANCHINA Rosati, Colombo, Rolando, Donadel, El Kaddouri, Calaiò. ALLENATORE Mazzarri. CAMBI DI SISTEMA nessuno ESPULSI nessuno. AMMONITI Behrami, Grava e Dzemaili per gioco scorretto.

21 Andujar; 14 Bellusci, 3 Spolli, 5 Rolin, 33 Capuano; 13 Izco, 10 Lodi (dal 42’ s.t. 35 Doukarà), 27 Biagianti (dal 26’ s.t. 4 Almiron); 28 Barrientos, 9 Bergessio, 17 Gomez. PANCHINA Frison, Potenza, Augustyn, Ricchiuti, Keko, Terracciano, Salifù. ALLENATORE Maran. CAMBI DI SISTEMA nessuno. ESPULSI nessuno. AMMONITI Spolli per proteste.

MARCATORI Hamsik al 31’, Cannavaro al 44’ p.t. ARBITRO Calvarese di Teramo. NOTE paganti 46.055, incasso di 716.997 euro; abbonati e quota non comunicati. In fuorigioco 2-2. Angoli 4-10. Recuperi: p.t. 1’; s.t. 4’.

POSSESSO PALLA NAPOLI 55%

CATANIA 45%

CATANIA 60

TIRI FUORI

III NAPOLI 3

NAPOLI 51

II IIIII CATANIA 2

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO 2-0 GOL! 31’ Apertura di Hamsik per Zuniga: cross in area e deviazione vincente proprio di Hamsik. 37’ Rigore non fischiato per fallo di mano di Zuniga. 38’ Traversa di Cavani su calcio di punizione. 42’ Barrientos solo davanti a De Sanctis conclude a lato. GOL! 44’ Assist di Hamsik e deviazione ravvicinata di Cannavaro.

NAPOLI 5

Palle giocate Il Catania gioca meno palloni del Napoli (650)

IlPersonaggio PAOLO CANNAVARO

Pasta di capitano Dall’incubo stop al gol da scudetto

CATANIA 7

SECONDO TEMPO 2’ Gol di Bergessio annullato per fallo dello stesso su Zuniga. 18’ Cross di Mesto e deviazione di testa di Cavani di poco alta.

27

BARICENTRO MEDIO 51,4 metri

550

IIIIIII

Gli anni passati dall’ultima volta del Napoli in testa a questo punto del campionato.

I gol segnati da Cavani e Hamsik: 18 dall’uruguaiano e 9 dallo slovacco.

Contrasti vinti Il Catania vince più contrasti del Napoli (28)

Dalla squalifica per omessa denuncia, poi annullata dal Tnas, alla rete contro il Catania. E Paolo raggiunge il mito Maradona a quota 259 presenze in azzurro

PALLONI RECUPERATI

TIRI IN PORTA

23

5,5

BARICENTRO ALTO 54,8 metri

COSÌ LA RIMONTA NELLE ULTIME 6 GIORNATE

GDS

DAL NOSTRO INVIATO

GENNARO BOZZA NAPOLI

Deve festeggiare l’aggancio a un mito, Diego Maradona: 259 partite con la maglia del Napoli, 12O posto fra gli azzurri di sempre a una lunghezza da Zurlini, due da Bugatti e tre da Panzanato. Potrebbe farlo da comprimario, giusto la presenza che lo porta a uguagliare il numero, non il significato tecnico, ma apparirebbe come un «usurpatore». Sa che deve farlo da «capitano coraggioso». E Paolo Cannavaro entra sul palcoscenico da protagonista: il gol del 2-0, una nottata da capolista insieme alla Juventus. Già, una nottata che, al contrario del finale della commedia «Napoli milionaria», di Eduardo De Filippo, «nun adda passà», ma deve restare lì, fissata nel tempo, per cristallizzare un primo posto e uno scudetto che Paolo sogna da sempre. La sofferenza Nell’attesa, Paolo potrà ripercorrere la strada che l’ha portato fin qui e che sembrava interrotta. Il 18 dicembre, la mazzata della squalifica di sei mesi. Un mese di sofferenza, la paura di non far parte della squadra che dà l’assalto al titolo, fra manifestazioni di solidarietà e la speranza di tornare in campo. Un sorriso, in questo mese, glielo strappa Alessandro Siani, ospite dell’ultima puntata della trasmissione di Raidue, «Made in Sud». Paolo ci va da spettatore, una serata per distrarsi, ma con tutti gli onori: seduto in prima fila e ogni comico gli dedica una bat-

Il gol di Paolo Cannavaro, 31 anni, che chiude la sfida del San Paolo AFP

tuta. Finché arriva Siani, che però non si mette a scherzare, scende dal palcoscenico, si mette davanti a Cannavaro e dice: «Scusate, ma voglio fare un saluto a Paolo Cannavaro, che ha subito la più grande ingiustizia che si possa immaginare». È quasi una profezia, a metà gennaio, un mese dopo la squalifica, arriva l’assoluzione. La rinascita In questo mese, ha

continuato ad allenarsi, perché «non si sa mai», perché in fondo al cuore c’è una speranza che alla fine viene esaudita. A Firenze, prima partita dopo la riabilitazione, Mazzarri lo porta in panchina e spiega che non vuole cambiare una difesa che ha trovato compattezza ed equilibrio dopo lo choc per l’assenza del capitano. Ma è chiaro che Paolo il posto lo riavrà subito. Ed eccolo, infatti, la settimana successiva, a Parma. Una gara difficile per la difesa,

sotto la pressione degli avversari, con tanti salvataggi, finché Hamsik e Cavani risolvono. Arriva quindi il Catania, ancora Hamsik che colpisce, ma stavolta Paolo decide di lasciare il segno e prende il posto di Cavani per mettere al sicuro la vittoria. Una «vittima» designata, Paolo, due anni fa, segnò il gol decisivo nell’1-0 contro il Catania. Il vizio di andare avanti l’ha sempre avuto e ora col Napoli è a quota 9 in totale. E adesso, non gli resta che raggiungere suo fratello Fabio, che uno scudetto l’ha vinto, anche se poi è stato revocato. Proprio Fabio, qualche giorno fa, ha detto che spera nello scudetto di Paolo, e ieri ha twittato: «Bravo Paolino...». Per i tifosi, lui dovrebbe già averlo cucito sul petto. Per lui, citando Walt Whitman, il San Paolo sembra dedicargli l’urlo più bello: «O capitano! Mio capitano!». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SERIE A LE STATISTICHE DEL BIG MATCH CIFRE E CURIOSITA’

Hamsik, non solo gol: 1 assist, 2 cross, 3 sponde Il centrocampista dà velocità a tutte le azioni del Napoli e manda in tilt gli avversari: solo 4 palloni persi su 54 toccati ANDREA SCHIANCHI

Quando c’è bisogno di dare gas all’acceleratore e sgommare via, bisogna sempre chiamare in causa quel ragazzo dalla cresta alta che fa un po’ Teddy Boy. E’ Marek Hamsik, detto Marekiaro, il valore aggiunto del Napoli. Più di Cavani, perlomeno contro il Catania. E tornando indietro con la memoria viene in mente anche il gol che, domenica scorsa al Tardini, ha aperto la sfida contro il Parma. Hamsik, come pochi altri in circolazione, ha il potere di dare vivacità all’azione. Un dribbling, uno scatto improvviso, una sterzata, un cross, un tiro: tutte cose che fanno parte del «guardaroba» dello slovacco. Tempi d’inserimento Prendia-

mo la sfida contro il Catania: difficile, ostica, complicata per il Napoli. La squadra di Mazzarri non riesce ad «aprirla» come vorrebbe, lancia Mesto e Zuniga sulle fasce, però non colpisce. Allora sale in cattedra Hamsik il Teddy Boy: mentre il suo compagno Zuniga prova una percussione con tiro nella zona sinistra dell’area, lui zitto zitto, eludendo la sorveglianza degli avversari, si posizione sulla destra e, al momento giusto, entra in gioco. Perfetta la sua deviazione in rete, con i difensori del Catania che si chiedono, stupiti, da dove sia spuntata la cresta di Marekiaro. E’ bravissimo, lo slovacco, a capire i tempi d’inserimento e a farsi trovare pronto ai suggerimenti. Il Napoli è una squadra che ama chiudersi e ripartire all’improvviso, secondo il classico movimento del venta-

diamo i numeri... POSSESSO PALLA

NAPOLI

55% PASSAGGI POSITIVI

NAPOLI

81,7%

la Sfida MAREK HAMSIK 25 ANNI NAPOLI

FRANCESCO LODI 28 ANNI CATANIA

Il Napoli tiene il controllo della partita sia nel primo tempo sia nella ripresa, anche se non sempre accelera. Non sempre i giocatori del Napoli sono precisi nei passaggi: è bassa la percentuale dell’81,7. Peggio il Catania: 77,3%.

PALLONI TOCCATI

DZEMAILI

99

PALLONI TOCCATI

54

63

Al centro di tutte le azioni del Napoli, Dzemaili si occupa di distribuire i palloni ai compagni del reparto offensivo. Spesso agisce come supporto della difesa.

TIRI EFFETTUATI

1

2

GOL REALIZZATI

1

0

SPONDE EFFETTUATE PALLONI PERSI

4

PALLONI RECUPERATI

4

CAVANI

8 6

Per fermare Pandev, piuttosto ispirato, i difensori del Catania non sono andati per il sottile. Ecco un intervento di Rolin sul macedone

glio. Bene, in questo tipo d’azione Hamsik è fondamentale perché è il giocatore che va ad occupare lo spazio tra le linee avversarie: detta il passaggio e «scarica» agli attaccanti. Duttilità I numeri raccontano di un’ottima prestazione Hamsik tocca 54 palloni, ne perde soltanto 4 (davvero una miseria) e ne recupera 4. Ma ciò che impressiona è quello che fa dalla metà campo in su: a parte il gol, ci sono l’assist per il raddoppio di Cannavaro, e poi 3 sponde, 2 cross, 1 lancio filtrante. Giocate pesanti che spiegano l’importanza di Hamsik nella macchina del Napoli. Può agire da classica mezzala sinistra, può fare il trequartista e anche, com’è accaduto contro il Catania, fare il centrocampista esterno nel 4-4-2. Duttile e moderno, il Teddy

Hamsik si dimostra molto duttile: fa anche il centrocampista esterno

10 Sempre utile anche quando non segna. Cavani si adopera per i compagni, fornendo ben 10 sponde e aiutandoli così negli inserimenti offensivi.

PALLONI PERSI

PANDEV Boy. Quando parte dalla trequarti con il pallone incollato al piede i difensori avversari si mettono le mani nei capelli: fermarlo è davvero un’impresa difficile. E ora, a differenza del passato, si nota pure la personalità di Marekiaro: prima andava a strappi, mostrava le sue qualità come fossero lampi e poi si addormentava. Adesso, invece, è un punto di riferimento, come testimoniano i 54 palloni toccati. Sempre nel vivo del gioco, per la gioia del Napoli. © RIPRODUZIONE RISERVATA

15 Lui cerca sempre la giocata difficile in mezzo a mille avversari ed è logico che spesso perda il pallone: 15 volte glielo rubano.

CROSS EFFETTUATI

MESTO

7

Sempre propositivo sulla fascia destra, Mesto sforna 7 cross. Il suo omologo Zuniga si limita a 2 cross.


DOMENICA 3 FEBBRAIO 2013

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SERIE A ANTICIPO 23a GIORNATA

Mazzarri va oltre: «Penso alla Lazio» Cavani: «Sogniamo» Il tecnico: «Non guardo la classifica e non seguirò la gara della Juventus». Hamsik: «Posso migliorare» DAL NOSTRO INVIATO

GENNARO BOZZA NAPOLI

Quella che ha in testa Marek Hamsik non è l’ennesima versione di capigliatura da «ultimo dei Mohicani», sottile o spessa, alta o bassa. È la pinna di uno squalo, che sorge minacciosa da una distesa d’acqua, non azzurra, ma verde, quasi un «erbal mare silente», per dirla alla D’Annunzio. E azzanna la vittima, con tutta la voracità che, come ha ricordato Cavani prima della partita col Catania, spinge tutto il Napoli. E Hamsik lo conferma: «Abbiamo vinto con la fame di cui parlava Cavani. Sapevamo che non sarebbe stata una partita facile e infatti nella prima mezzora non siamo riusciti a esprimere il nostro gioco. Poi, siamo riusciti a sbloccare la gara e tutto è andato liscio. Sicuramente ci ha aiutato il gol alla fine del primo tempo». Decisivo E a sbloccarla è stato

proprio lui, esattamente come una settimana prima, a Par-

Gazzetta.it Gazza

Tvf

ma. Allora, un lancio di Dzemaili in profondità e lui che sfugge al controllo dei difensori e colpisce a volo. Stavolta, su un traversone rasoterra di Zuniga dalla sinistra, con palla che perfora la difesa e arriva ad Hamsik, sbucato alle spalle di tutti. Infine, l’assist per il raddoppio di Cannavaro. Insomma, un Hamsik gigante che si gode il primato, ma senza enfasi: «Certo, un po’ di pressione alla Juventus la mettiamo, ma pensiamo a noi stessi e siamo felici di stare là davanti. L’importante è non mollare e continuare su questa strada». E il suo futuro? Chi è e chi può diventare? «So soltanto che ho tanti anni davanti a me, ne ho 25 e c’è ancora pa-

«

Questa è la mentalità giusta È il lavoro che stiamo facendo da 3 anni e mezzo WALTER MAZZARRI ALLENATORE NAPOLI

laFotonotizia

Ignazio La Russa «ultrà» Al San Paolo con sciarpa che offende la Juventus In tribuna al San Paolo con una sciarpa offensiva nei confronti della Juventus. Secondo il «Corriere del Mezzogiorno» che l’ha pubblicata, ecco come si è presentato ieri sera, all’ingresso della tribuna d’onore del San Paolo, l’ex ministro Ignazio La Russa, ora leader di «Fratelli d’Italia». La Russa è tifoso interista: con lui Marcello Taglialatela, suo rappresentante a Napoli e grande fan della squadra di Mazzarri.

recchio da migliorare». Senza vertigini Se Hamsik rie-

sce a mantenere l’equilibrio, altrettanto fa Walter Mazzarri, che non si esalta quando gli si ricorda che il Napoli è in testa come accadde l’ultima volta 23 anni fa, l’anno del secondo scudetto, dopo esserlo stato comunque nel girone di andata alla vigilia della gara con la Juventus. Ma è chiaro che adesso questa posizione assume tutt’altro significato. «Credetemi — dice il tecnico del Napoli —, non riesco a guardare la classifica. E giuro che non guarderò la Juve in tv, devo preparare la prossima gara con la Lazio, mi vanno via i nazionali. A me interessa inculcare nei giocatori la mentalità di pensare a gare come questa col Catania, che sono sempre combattute, così come lo è stata quella di Parma, e non distrarci mai. È il lavoro che stiamo facendo da tre anni e mezzo e non dobbiamo dimenticarlo. Fra l’altro, nel girone di ritorno tutto diventa più difficile, troveremo avversari agguerriti e non dobbiamo abbassare la guardia». Miglioramenti Una vittoria netta, ma il tecnico dà ancora la sensazione di voler di più. «Avremmo dovuto segnare il 3-0 — fa notare Mazzarri —, il Catania era sbilanciato e bisognava approfittarne. Ci sono state due-tre situazioni in cui abbiamo perso palle ingenuamente, certe volte "ci specchiamo" da soli e questo è pericoloso. Siamo giovani e inesperti e ci complichiamo la vita da soli». Infine, arriva Cavani e regala una battuta che è più di una speranza quando gli dicono che i tifosi sognano: «Bello, godiamoci questo momento. Anche noi sogniamo». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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I NUMERI

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I giorni trascorsi dall’ultima volta che il Napoli non ha segnato al San Paolo: era il 1˚ febbraio 2012 quando contro il Cesena in campionato finì 0-0.

CATANIA

Maran accusa «Per il 4o uomo Grava era da "rosso"»

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Le vittorie consecutive in campionato del Catania prima dello stop di ieri sera. La squadra di Maran non perdeva dal 30 novembre (1-3) in casa contro il Milan.

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Le partite utili consecutive in campionato del Napoli: 6 vittorie e un pareggio. L’ultima sconfitta risale al 16 dicembre in casa contro il Bologna 2-3.

Rolando Maran, 49 anni ANSA DAL NOSTRO INVIATO

ALESSIO D’URSO NAPOLI

Una partita da Catania. Vissuta con lucidità e coraggio. I rossazzurri hanno tenuto con autorevolezza il campo per oltre mezz’ora, fino al gol di Hamsik. Poi è cominciata un’altra sfida. Ma i siciliani hanno lasciato alla fine il San Paolo a testa alta. E la corsa verso l’Europa League può continuare senza paura, perché la squadra di Maran ha ancora una volta dimostrato compattezza tra i reparti e un tasso di qualità generale al di sopra della media. E peccato per quell’errore di Barrientos a tu per tu con De Sanctis sull’1-0… Stop La poderosa scalata in classifica dell’«EuroCatania» si è interrotta dopo tre vittorie di fila (impresa già riuscita nei campionati 1960-61 e 2010-11). Niente primato assoluto di vittorie in Serie A (4), ma Maran se ne è fatto una ragione: «Il Catania ha fatto la partita che doveva fare e il Napoli ha approfittato delle uniche occasioni che abbiamo concesso. Abbiamo avuto la grossa occasione di pareggiare, nella ripresa siamo partiti bene, ma abbiamo trovato un grande Napoli. Il fallo di mano di Zuniga? Le immagini si commentano da sole. Se è vero che il quarto uomo ha detto che Grava era da espulsione? Sì, è vero». Duro Proprio sugli episodi con-

Lodi, 28 anni, e Pandev, 29 ANSA

GLI HIGHLIGHTS DI A E LE INTERVISTE AI NUOVI PROTAGONISTI Su GazzettaTV le azioni più importanti dei due anticipi del sabato in A, Toro-Samp e Napoli-Catania. Guardate anche le interviste a nuovi protagonisti come Zdravko Kuzmanovic e a chi, come Ezequiel Schelotto, ha cambiato maglia, dall’Atalanta all’Inter.

IL GOL DI DEL PIERO, HIGHLIGHTS DEL REAL E DI COPPA D’AFRICA Ricchissima la sezione di Gazzetta TV dedicata al calcio estero: potete spaziare dal 10˚ gol australiano di Del Piero, agli highlights di Granada-Real e della Bundesliga, senza dimenticare le azioni più significative dei match di ieri in Coppa d’Africa.

testati, il mani di Zuniga in area (giudicato involontario) e la manata di Grava a Gomez (sanzionata con un cartellino giallo) sull’1-0, è intervenuto l’a.d. Sergio Gasparin: «Si tratta di un risultato condizionato da due errori di Calvarese: in una situazione analoga, a Lodi tre giornate, a Grava solo un cartellino giallo. Non sapevo che lo stop in area di braccio da parte di un difensore non comportasse sanzioni. Abbiamo subito errori allo stesso modo sia contro la Juve che contro il Napoli. Tra gli azzurri e il Catania la partita è stata equilibrata. È chiaro che anche noi abbiamo commesso degli errori, non solo l’arbitro. Senza gli errori arbitrali e quelli nostri, oggi parleremmo di un altro risultato». Dedica E ieri, nel 6˚ anniversario della morte dell’ispettore di polizia Filippo Raciti, ucciso al culmine degli scontri nel derby Catania-Palermo del 2 febbraio 2007, la società rossazzurra ha ricordato il poliziotto con un comunicato: «Nel sesto anniversario della tragica scomparsa, il Calcio Catania rende omaggio alla memoria dell’Ispettore Capo della Polizia di Stato Filippo Raciti e rivolge un affettuoso pensiero alla famiglia del valoroso tutore dell’ordine». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 3 FEBBRAIO 2013

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SERIE A

Conte sotto pressione Dal Napoli ad Anelka i tormenti della Juve «Sarà dura rivincere» Il tecnico: «Macché favoriti, gli azzurri si sono rinforzati» E frena sul francese: «Sono sicuro solo del mio lavoro» Perché vedere

CHIEVO-JUVENTUS Fuori dalla Coppa Italia, agganciata dal Napoli in vetta, la Juve deve reagire, ma il Chievo ha battuto la Lazio. E Conte è squalificato Bentegodi, ore 12.30

DAL NOSTRO INVIATO

G.B. OLIVERO VINOVO (Torino)

Ci sono conferenze che non vanno ascoltate, ma interpretate. Ci sono frasi il cui significato è ben più profondo di quello apparente. Ci sono momenti in cui un tecnico preparato e un uomo orgoglioso come Antonio Conte deve fare uno sforzo notevole per reggere il peso di una situazione molto delicata. E paradossale: la società ha deciso di non rinforzare la squadra perché è convinta che il vero top player sia l’allenatore e che basti lui per rivincere lo scudetto. E allo stesso tempo i tifosi sono delusi per le scelte della Juve, ma si consolano pensando che il fuoriclasse sia in panchina. Partendo da due posizioni diametralmente opposte, i dirigenti e il popolo juventino sono concordi sul ruolo fondamentale di Conte, che prima di buttarsi in apnea negli ultimi quattro mesi della stagione allunga volutamente la conferenza stampa prima di Chievo-Juve — alla quale assisterà dalla tribuna perché squalificato — per lanciare qualche messaggio. Argomento per argomento, ecco la versione ufficiale e la «traduzione». Momento difficile «Solo contro la Sampdoria la squadra non

mi è piaciuta: quei tre punti sono l’unico rimpianto. Naturalmente abbiamo commesso degli errori, che ho analizzato con la squadra: non ho concesso alibi, non è vero che abbiamo fatto carichi di lavoro pesanti. Sto insistendo con il 3-5-2 che naturalmente è diverso da quello di Napoli e Inter: ogni allenatore dà la sua interpretazione. Ho letto critiche a questo modulo, ma l’altro giorno il Celtic ha giocato con il 3-4-1-2: dall’estero ci stanno guardando. Il mio 3-5-2 spesso è un 3-3-4 proprio per l’interpretazione dei giocatori. Ogni tecnico deve dare un’impronta: penso a Sacchi che mi ha "aperto la testa" e ha segnato un’epoca. Per quanto riguarda i risultati non ci gira benissimo, anche in Coppa Italia avremmo meritato di passare il turno. Vi invito a non giudicare

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I NUMERI

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partite nel 2013 della Juve (4 in A e 3 di Coppa Italia): 2 vittorie, 3 pari e 2 k.o.

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pareggi della Juve in 8 gare tra febbraio e marzo 2012 (con 2 vittorie)

in base al risultato». Traduzione: se certi episodi fossero andati diversamente staremmo parlando di Juve dominatrice del campionato. La crisi non c’è e siamo pronti a dimostrarlo. Mercato «Abbiamo fatto quello che potevamo, non c’erano risorse economiche. Il Milan ha speso dopo aver incassato e poi ha trovato la formula del pagamento a rate. Noi evidentemente non avevamo individuato l’obiettivo giusto per un investimento importante. E a gennaio mica si spostano campioni come Aguero, Tevez, Suarez, Cavani, Jovetic: faccio nomi a caso per farvi capire. Drogba costava troppo. Comunque resta la fiducia nel mio gruppo. In ogni caso sul mercato si poteva fare meglio e si poteva fare peggio». Traduzione: è chiaro che sarebbe servito qualche altro innesto di qualità, ma la situazione è questa. Sia chiaro che i nostri rivali si sono rinforzati, noi no. Anelka «Si è presentato in condizioni fisiche discrete, considerando che non gioca da ottobre. Deve entrare nei meccanismi. Escludo che a Verona sia titolare. Se proprio dovessimo essere in difficoltà, potrebbe entrare dopo. Nicolas ha qualità calcistiche e morali. Se mi chiedete se sono sicuro del suo rendimento, vi rispondo che sono sicuro solo del mio lavoro. Quanto Anelka potrà incidere, proprio non lo so». Traduzione: il francese è arrivato perché era gratis, non mi aspetto nulla.

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GLI ASSENTI

S Claudio Marchisio, out 7 giorni per un infortunio all’anca

S Giorgio Chiellini si è infortunato prima di Natale: stiramento al polpaccio destro

S Leonardo Bonucci, due giornate di stop per le proteste dopo Juve-Genoa

Campionato «Non mi considera-

loscherzo

Antonio sorride con le iene Almeno le iene sono riuscite a strappare un sorriso (non i capelli) ad Antonio Conte. L’inviato Frank Matano ha scherzato con l’allenatore bianconero cercando di strappargli la fluente chioma. Il servizio andrà in onda a «Le Iene show», stasera alle 21.20 su Italia 1.

vo favorito prima e nemmeno adesso. Il Napoli è il primo rivale, è cresciuto sul mercato come il Milan. Ma bisogna essere chiari: la Juve è in costruzione, perché io lavoro con questo gruppo solo da un anno e mezzo. I tifosi non devono dimenticare che siamo all’inizio del percorso. Avevo sentito parlare di triplete: non scherziamo. È già molto difficile rivincere in Italia. L’anno scorso ci siamo inventati uno scudetto, ma non può accadere sempre. E ricordo che non solo la Juve ha l’obiettivo di vincere: anche Milan, Inter e Napoli nascono con lo stesso scopo». Traduzione: sia chiaro alla società e ai tifosi che rivincere lo scudetto sarebbe un miracolo. E dopo il successo di ieri sera il Napoli ha raggiunto la Juve. Oggi sapremo se solo per qualche ora.

S Mirko Vucinic, diffidato, è stato ammonito per proteste in Juve-Genoa

S Kwadwo Asamoah è impegnato in Coppa d’Africa con il Ghana

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I VENETI

In 19 gare una vittoria: la sfida tabù del Chievo GIANCARLO TAVAN VERONA

«Niente è impossibile». È un vecchio slogan coniato dal Chievo nei momenti di maggior difficoltà per cercare di darsi una carica speciale e per sovvertire il pronostico che lo dava nettamente battuto. Sarà questo lo spirito con cui la squadra di Corini oggi affronterà la Juventus, la vera bestia nera dei gialloblù. Il Chievo, infatti, ha ottenuto contro i bianconeri una sola vittoria in 19 partite di Serie A con la Signora. Accadde tre anni fa. Era il 17 gennaio 2010 e il Chievo si impose per 1-0 al Bentegodi grazie alla rete di Sardo al 33’. Oggi Corini non potrà contare sull’ammazza-Juve, visto che il difensore è stato messo fuori gioco dalla lesione al collaterale del ginocchio destro. Statisticamente, dunque, nella massima categoria è proprio la Juve la squadra meno battuta dai gialloblù, anche se non è la squadra che più ha sconfitto il Chievo. Questo primato spetta al Milan con 16 successi, 13 per l’Inter e 12 per la stessa Juventus. Contro le altre grandi, in 21 sfide la formazione scaligera ha vinto 2 volte con Milan e Roma e 3 con l’Inter. Moltiplicare gli sforzi Il Chievo in Serie A ha affrontato 37 avversarie. Le sue vittime preferite sono Atalanta, Lecce e Livorno, battute 7 volte. «Se abbiamo vinto una volta sola contro la Juventus un motivo ci sarà — commenta il presidente Luca Campedelli —. Anche stavolta i favori del pronostico vanno a loro ma certo noi in campo moltiplicheremo gli sforzi per cercare di fare lo sgambetto alla capolista». In passato in più di un’occasione ci furono polemiche roventi dopo le partite. Ora è la Juve che arriva da una settimana di veleni, ma il massimo dirigente gialloblù getta acqua sul fuoco: «Mi auguro solo che sia una bella partita, senza tensioni». © RIPRODUZIONE RISERVATA

EMERGENZA MARRONE E CACERES CON BARZAGLI IN DIFESA, A SINISTRA POSSIBILE NUOVA CHANCE PER DE CEGLIE

Altra occasione per Giovinco. Con Matri? DAL NOSTRO INVIATO

VINOVO

Mezza Juve non c’è ed è la prima volta che succede. Ad Antonio Conte mancano cinque pilastri: Bonucci, Chiellini, Marchisio, Asamoah e Vucinic. Non è una scelta dell’allenatore, ma il frutto di infortuni (Chiellini e Marchisio), proteste (Bonucci e Vucinic, squalificati dopo la partita con il Genoa), varie ed eventuali (la Coppa d’Africa che ha portato via Asamoah: peraltro era un appuntamento noto da tempo). Emergenza assoluta, quindi, in un momento delicato (una vittoria al 90’ nelle ulti-

me sette partite) e su un campo che una volta era terra di conquista (quattro successi nei primi quattro incontri di Serie A) e poi è diventato quasi inviolabile. La Juve non vince in casa del Chievo dal 9 novembre 2008, unica gioia al Bentegodi dal 2006 in poi. Ed è improbabile che la squadra di Corini voglia essere generosa con gli ospiti proprio oggi. Difesa e centrocampo Ieri Conte ha detto che la difesa è pronta per gestire l’emergenza. Giocheranno Barzagli, Marrone e Caceres, si era ipotizzata anche una linea a quattro ma sembra che il tecnico voglia confermare il 3-5-2. In mezzo

spazio a Lichtsteiner, Vidal, Pirlo e Pogba. Un dubbio a sinistra, dove era previsto il ballottaggio tra Giaccherini e Peluso e invece a sorpresa potrebbe giocare De Ceglie, rimproverato in settimana dall’allenatore per le troppe disattenzioni di questo periodo. Attacco In avanti Matri ha sor-

passato Quagliarella e dovrebbe essere la spalla di Giovinco, unico sicuro del posto. E proprio Giovinco ha l’ennesima occasione per provare a essere decisivo in campionato. Oggi, a causa dell’emergenza, non si può pretendere una Juve scintillante, ma i tre punti sono obbligatori per spezzare la serie

negativa e ritrovare fiducia. Per una volta anche a Conte, che pur non l’ammetterebbe mai, potrebbe andar bene un successo strappato con una giocata individuale, una prodezza, un dribbling isolato, una punizione. Nei prossimi mesi i tre attaccanti italiani della Juve si giocano anche il futuro perché è impensabile che nella prossima stagione il reparto offensivo sia lo stesso con la sola aggiunta di Fernando Llorente. Una cessione è sicura, un’altra è probabile, quindi Matri, Quagliarella e lo stesso Giovinco (apparentemente intoccabile) devono lanciare lo sprint per lo scudetto e per restare nella Juve. Una motivazione in più che alla fine potrebbe risultare preziosa anche per Conte. gb.o.

Sebastian Giovinco, 26 anni FORTE

Alessandro Matri, 28 anni LAPRESSE

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DOMENICA 3 FEBBRAIO 2013

lafrase DEL GIORNO

d Niente Nazionale

«Questo è un periodo di partite molto importanti e ai protagonisti che le vivono con grande carica agonistica non si può chiedere di comportarsi come dei lord inglesi». ANDREA AGNELLI PRESIDENTE JUVE

Bonucci «paga» la sfuriata col Genoa

Prandelli applica il codice etico: il difensore della Juve salta l’amichevole con l’Olanda. Torna Marchetti

vacchia, la sua ultima apparizione in azzurro. Il portiere della Lazio ha riconquistato la Nazionale grazie a una serie di notevoli prestazioni e adesso punta al ruolo di vice-Buffon. A centrocampo indisponibile Marchisio (problemi a un’anca). A tinte rossonere Attacco a pre-

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AUSTRALIA

Del Piero a quota dieci Ma il Sydney pareggia

valenza Milan. Sicuri di esserci Balotelli ed El Shaarawy. Discrete possibilità ha Pazzini, forse in ballottaggio con Gilardino. Infortunato Destro, a Coverciano si presenterà Osvaldo, altro attaccante romanista, anche se l’italo-argentino non attraversa un gran periodo. Prandelli dovrebbe schierare l’Italia col 4-3-1-2. Alessandro Del Piero, 38 anni EPA Gli azzurrabili Ecco il listone de-

SEBASTIANO VERNAZZA

Niente Nazionale per Leo Bonucci. Il difensore della Juve cade nella tagliola del codice etico introdotto in Nazionale da Cesare Prandelli. Bonucci «paga» la sceneggiata al termine di Juve-Genoa di otto giorni fa, le furiose proteste per il rigore negato all’ultimo secondo (mani di Granqvist). Il giudice sportivo l’ha squalificato per due giornate in campionato, con queste motivazioni: «Espressione ingiuriosa al quarto uomo» e «per aver poco dopo, negli spogliatoi, assunto un atteggiamento intimidatorio nei confronti di un arbitro addizionale». Il c.t. azzurro gli negherà la vetrina dell’amichevole di lusso mercoledì 6 ad Amsterdam contro l’Olanda (20.30, diretta su Raiuno). Giorgio Chiellini, anche lui coinvolto nel fattaccio post Genoa, rimane a casa perché infortunato, ma è chiaro che se fosse guarito, non sarebbe stato comunque chiamato per motivi comportamentali. Il codice etico è uguale per tutti.

gli azzurrabili per il test con l’Olanda. Portieri: Buffon (Juve), De Sanctis (Napoli), Sirigu (Psg), Marchetti (Lazio). Difensori: Barzagli (Juve), Astori (Cagliari), Ranocchia (Inter), Abate (Milan), Santon (Newcastle), Gastaldello (Sampdoria), Criscito (Zenit) o Peluso (Juve). Centrocampisti: Pirlo e Giaccherini (Juve), Montolivo (Milan), De Rossi e Florenzi (Roma), Verratti (Psg), Candreva (Lazio), Diamanti (Bologna). Attaccanti: Balotelli, El Shaarawy e Pazzini (Milan), Osvaldo (Roma), Giovinco (Juve).

Il gran ritorno Per il resto non so-

no annunciate grosse novità. Si era sparsa la voce che Prandelli stesse per convocare Marco Sau, attaccante rivelazione del Cagliari, ma l’indiscrezione ha trovato più smentite che conferme. La vera novità è il ritorno di Federico Marchetti. Al Mondiale 2010 in Sudafrica, contro la Slo-

clic GIA’ PUNITI DE ROSSI, BALOTELLI, OSVALDO E ANCHE CASSANO

Il programma Gli azzurri si ritro-

In Nazionale il codice etico di Cesare Prandelli chi si rende protagonista di atti aggressivi e antisportivi non può essere convocato ha già sanzionato Balotelli, De Rossi e Osvaldo (tutti e tre puniti per colpi proibiti ad avversari) e Cassano (insulti a Riccardo Garrone, scomparso di recente). Adesso è la volta di Bonucci.

veranno domani entro le 12 al Centro tecnico di Coverciano. Martedì alle 16 partenza per Amsterdam con volo charter dall’aeroporto di Firenze. Mercoledì rientro in Italia nella notte (scali a Malpensa e a Roma). La Nazionale giocherà un’altra amichevole il 21 marzo a Ginevra, in Svizzera, contro il Brasile, mentre il 26 marzo sarà impegnata a Malta in una partita valida per le qualificazioni al Mondiale 2014. Bonucci protesta con l’arbitro Guida in Juve-Genoa

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

I dieci del Dieci. Alessandro Del Piero ha raggiunto la doppia cifra, segnando il suo decimo gol in Australia, ma non è bastato al Sydney per vincere. Gli Sky Blues sono stati fermati sul 2-2 sul campo dei Newcastle Jets, nonostante siano andati due volte in vantaggio: la prima proprio con Del Piero dopo appena dodici minuti. Ingresso in area, dribbling e diagonale di sinistro: ecco come è arrivato il gol numero 10 dell’ex capitano della Juventus. Poco dopo però ha pareggiato su rigore Griffiths, poi Sydney di nuovo in vantaggio con Powell. Ma a un minuto dalla fine altro rigore per i Jets (salvataggio sulla linea con il braccio da parte di McFlynn, espulso) e 2-2 firmato ancora da Griffiths. Il Sydney sale a 21 punti, a +2 sul Perth ultimo in classifica e alla pari con Melbourne Hart e Brisbane Roar, prossimo avversario degli Sky Blues di Alex Del Piero. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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DOMENICA 3 FEBBRAIO 2013

SERIE A

4 il Film

I NUMERI

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le partite giocate da Balotelli contro l’Udinese. Ed è percorso netto: quattro vittorie e una rete segnata nell’ultimo precedente (Udinese-Inter 2-3 del 28-2-2010)

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le partite in cui ha segnato con l’Inter per un totale di 28 reti. Quando ha segnato i nerazzurri non hanno mai perso (16 vittorie e 8 pari)

Nel 2007 l’esordio a San Siro A maggio 2010 l’ultima gara 16 dicembre 2007 La prima con l’Inter Cagliari-Inter 0-2, 16a di campionato: Mario debutta al 92’ entrando al posto di Suazo OMEGA

9 maggio 2010 L’ultima a San Siro Inter-Chievo 4-3, 37a di campionato: Balotelli segna il quarto gol e gioca l’ultima partita a San Siro REUTERS

Diavolo di un Mario

Balo torna a San Siro 6,19 dopo 1000 (e 1) giorni Allegri: «Si consacrerà»

la media voto in Serie A nelle 55 partite in cui è stato valutato

«Al Milan farà il primattore, sa di avere un’occasione importante». Entrerà nella ripresa, Pazzini titolare Perché vedere

MILAN-UDINESE Rossoneri con l’entusiasmo Balotelli e una marcia scudetto da tre mesi. I friulani hanno perso solo una volta nelle ultime 8 gare San Siro, ore 20.45

DAL NOSTRO INVIATO

MARCO PASOTTO MILANELLO (Varese)

Vedi sette e paghi cinque. Il Milan appende il cartello dei saldi a San Siro e confida nell’effetto Balotelli per dare una sterzata al botteghino nell’ultima parte di campionato. Si tratta di un mini-abbonamento, che scatterà a partire dalla sfida col Parma di venerdì 15 febbraio e terminerà con Milan-Roma, ultima apparizione casalinga stagionale. L’intento di sfruttare il «traino» di SuperMario (assieme alla rincorsa alla zona

Champions) è evidente, nell’ambito di un campionato in cui l’affluenza casalinga è scarsa. In realtà per adesso il Balo non ha prodotto miracoli. «Contro l’Udinese ci sarà un po’ di gente in più ma non tanta, la partita della domenica sera scoraggia molti», scuoteva ieri la testa Galliani. In forse anche la presenza di Berlusconi. In buone mani Il Meazza semivuoto è l’unico malessere in casa Milan. Perché il mercato ha fatto felici tutti: dirigenza, allenatore e tifosi, e ora la caccia al terzo posto (sempre che non intervenga la divina provvidenza evocata da Galliani) prosegue nel segno di Balotelli. La domanda più ricorrente riguarda ovviamente il suo impiego di stasera. Quanto? E soprattutto quando? Per lui il prato del Meazza, da cui manca da 1.001 giorni, si spalancherà nel secondo tempo, anche se Allegri ieri si è riservato il colpo di scena dal primo minuto. «Devo anco-

Massimiliano Allegri, 45 anni, terza stagione al Milan. Ha vinto scudetto e Supercoppa italiana FORTE

ra decidere, e non sarà una scelta tecnica, ma situazionale». Un termine che abbraccia diverse interpretazioni, fra cui è presumibile un certo piacere di vedere subito Mario all’opera da parte di Berlusconi. Di certo c’è che Allegri è un allenatore finalmente rilassato. Gennaio ha prodotto ciò che si augurava: un cospicuo sfoltimento della rosa e acquisti graditi. «Sapevo di essere in buone mani sul mercato — sorride Max —. La società ha lavorato ottimamente, e lo aveva fatto anche in estate. Galliani in questo mercato è stato il più bravo. Ha ricostruito una squadra giovane e di qualità. E’ un Milan molto competitivo. E il merito è tutto della dirigenza, non mio». Stima Allegri semmai avrà gran-

di meriti se dimostrerà di saper gestire bene SuperMario. Il tecnico ci scherza su: «Io qualche cazzata da giovane l’ho fatta e quindi un paio di consigli glieli posso dare... Il primo impatto è

stato positivo, non dimentichiamo che ha solo 22 anni e occorre pazienza. Ci ho parlato, l’ho trovato sereno e tranquillo, sa che per lui è un’occasione importante». Questo per quanto riguarda l’aspetto caratteriale. In ambito di campo, invece, è tutto più delineato: «E’ un talento straordinario, al Milan ha la possibilità di consacrarsi definitivamente perché avrà un ruolo da primattore. Nelle altre squadre giocava meno rispetto a quanto potrebbe fare da noi». Tatticamente, sarà molto difficile vederlo esterno nel tridente. Ma Mario non esclude a priori Pazzini. «Possono giocare insieme, però in un sistema con due punte. Giampaolo ha fatto grandi cose, per lui ho una stima incondizionata. Ma sa anche che in una grande squadra servono due bravi giocatori per ruolo. E comunque per fare bene da qui alla fine avrò bisogno di tutti, non possiamo permetterci cali di tensione». © RIPRODUZIONE RISERVATA

SU GAZZASTORE

«Balo is back»: ecco la T-shirt Costa 16,50 euro

La prima pagina della Gazzetta dello Sport di mercoledì 30 gennaio, che racconta il ritorno di Balotelli in Italia con la maglia rossonera, è diventata una T-shirt: è in vendita in promozione a 16,50 euro su Gazzettastore.it.


DOMENICA 3 FEBBRAIO 2013

Mario Balotelli (qui sotto), 22 anni, in allenamento assieme a Boateng, Flamini e Nocerino BUZZI

TESTE CALDE

TESTE CALDE

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Renato Cesarini (1906-1969) calciatore e allenatore di origine argentina. Bizarro ed estroso, è stato l’inventore della «zona Cesarini»

Paolo Di Canio 44 anni Ex attaccante, ora allenatore dello Swindon Town. Ai tempi della Lazio si fece notare per i saluti romani e i momenti di isterismo

Balotelli fa parte dei campioni fuori dalle norme: geniali, ma anche litigiosi e ubriaconi. Monti col suo violino, l’ex acrobata Cesarini, Gazza e le sbornie, Edmundo l’Animale: che galleria 1

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Altri casi Boateng: uno sponsor va via, un tecnico è cacciato Il razzismo sui campi di calcio continua a imperversare. Non c’è limite alla stupidità e agli orrendi buu. E l’Olanda sembra stia facendo peggio dell’Italia. Insomma il caso Milan a Busto Arsizio non è stato un episodio isolato. Di questo passo, Kevin Prince Boateng ha un futuro assicurato da ambasciatore contro il razzismo negli stadi. Den Bosch In Olanda i guai di martedì sera nella sfida tra Den Bosch e Az Alkmaar con i cori ad Altidore, attaccante americano dell’Az hanno prodotto effetti dannosi: venerdì lo sponsor del Den Bosch, la Toshiba, in occasione del match col Go Ahead Eagles, ha deciso di togliere il suo marchio dalle maglie della squadra olandese. Una presa di posizione durissima che priva il club dello sponsor di maglia dal quale si ottiene sempre un consistente contributo. Martedì l’incontro di coppa d’Olanda era stato sospeso dall’arbitro per dieci minuti. Era stato proprio l’intervento del calciatore offeso, poi grande protagonista, a far riprendere la gara, vinta dall’Az per 5-0. Casale Torniamo in Italia: a Casale, dove il club proprio non ha pace, è stato cacciato il tecnico della Berretti Francesco La Tartara, uomo al quale i ragazzi erano legatissimi proprio per le sue qualità morali. «Per eccesso di protagonismo». I vertici societari non

hanno gradito la decisione dell’allenatore di non presentare più la squadra in campo. «Noi dovevamo essere avvisati, è una cosa immotivata», ha detto il ds Giorgio Danna. Il 19 gennaio il calciatore Fabiano Ribeiro aveva denunciato di essere stato insultato da un avversario poi colpito. Di quale squadra? La Pro Patria. La stessa che aveva provocato la clamorosa reazione del Milan nell’amichevole di Busto Arsizio del 3 gennaio. Ieri i ragazzi del

La Toshiba ha tolto il marchio dalle maglie degli olandesi del Den Bosch A Casale via La Tartara. E la Berretti in campo con la maglia antirazzismo Casale hanno giocato e perso contro il Cuneo sul campo di Trino dove disputano le gare interne: non erano intenzionato a giocare, alla fine si sono presentati in campo con una sopramaglia antirazzismo. Fabiano, espulso nel match, era in tribuna squalificato. La gente tutta con lui e la squadra. E contro la società. fr.vell. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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A gli eccentrici d’Italia A Da Sivori a Savicevic Mario lo stravagante è in buona compagnia

Raimondo Orsi (1901-1986) attaccante argentino naturalizzato italiano. In Argentina suonava il violino al night, molto vivace di notte

razzismo

LA GAZZETTA SPORTIVA

Giorgio Chinaglia (1947-2012) è stato attaccante della Lazio, con cui ha vinto anche uno scudetto. Al Mondiale ’74 insultò il c.t. Valcareggi che lo sostituì

Permalosi di classe Torniamo a

1 Omar Sivori con la maglia della Juventus nella stagione 1963-64 2 Paul Gascoigne in sella a una motocicletta RICHIARDI 3 Dejan Savicevic festeggia la Coppa Campioni ’94 con Massaro AP GERMANO BOVOLENTA

S Christian Panucci 39 anni Ex difensore, in carriera ha litigato con parecchi tecnici: Sacchi al Milan, Lippi all’Inter, Capello al Milan

S Christian Vieri 39 anni Ex attaccante, anche lui ha avuto rapporti burrascosi con gli allenatori: celebre un litigio con Lippi ai tempi della Juve

severo arbitro Concetto Lo Bello e si becca «esemplari» squalifiche. Solo John Charles, il suo amico gigante buono, riesce a calmarlo. A sberle. La lista dei ribelli è lunga. Quelli che lo sono per natura, Vendrame e Zigoni. Stravaganti, beat e hippy. Quelli che lo sono politicamente: Paolo Sollier, comunistone. Quelli che mandano a quel paese (una volta si diceva così) l’allenatore. O semplicemente baruffano. Giorgio Chinaglia al Mondiale di Germania ’74 insulta il c.t. Ferruccio Valcareggi che lo sostituisce con Anastasi contro Haiti. Un altro peperino è Christian Panucci, oggi forbito commentatore tv. Nella sua bella vita di calciatore si prende male col suo protettore Fabio Capello. Si rifiuta di entrare nel secondo tempo di un Reggina-Roma. Ha problemi anche con altri tecnici: Sacchi al Milan, Lippi all’Inter.

Mario Balotelli è l’ultimo dei «bad boy». Tradotto: cattivo ragazzo. Un po’ disordinato, un po’ misterioso, molto imprevedibile e gossipato. Ma affascina, perché è un campione musone e non segue le regole. O segue le sue. Litiga e fa litigare, esalta e accende entusiasmi. Balotelli è, come dice chi ama i bad boy, «tanta roba». Acrobati e violini Le stagioni del

calcio sono state attraversate da Balotelli di tutti i tipi e di tutti i gusti. Belli e bravi, strani e carognoni, perfidi e soavi. Abbiamo visto ribelli e contestatori, eccentrici e ubriaconi. Uomini spesso contro. Contro il sistema (non inteso come gioco) e l’allenatore. Contro la società, i tifosi e i compagni. Contro i nemici e pure contro gli amici. Negli anni 30, alla Juve, c’è Renato Cesarini. Incanta tutti. I tifosi allo stadio e le tifose nei locali notturni. Ha fatto molti mestieri, anche l’acrobata e il contorsionista in un circo. Si presenta agli allenamenti con un cappotto di cammello sopra il pigiama. È molto bizzarro e molto famoso, raggiunge il top quando segna negli ultimi minuti e inventa quella ricordata come la «zona Cesarini». Quella Juve è soprattutto Raimundo Orsi detto Mumo. Arriva da Buenos Aires con la riga in mezzo, i capelli impomatati e l’astuccio del violino sotto braccio. Dice: lo suonavo al night. E’ giocoliere e straordinario solista, maestro della fin-

ta e di molte altre arti pedatorie. Guadagna 8 mila lire al mese in anni in cui mille lire erano un lusso quasi sfrenato. Uomini estrosi, un po’ meno pazzi di altri, sudamericani ed europei, che seguiranno. Il danese matto Uno fuori di testa, ma veramente, è il danese Helg Bronèe. Negli anni 50 gioca nel Palermo del barone Lanza di Trabia. Bronèe parla francese, è un artista del pallone, autore di imprese folli. Una volta, a Roma, traveste da Hitler il compagno Renosto e lo fa sfilare con una bionda sotto braccio. La vamp, ovviamente finta, è il terzino Eliani. «Sono contro la monotonia dei ritiri», dirà. E’ pure contro il calcio-catenaccio. A Palermo, l’allenatore Gipo Viani lo mette in difesa e lui fa un autogol per protesta. Viani, un omone, negli spogliatoi lo picchia. Odia i terreni fangosi. In una domenica di pioggia rincorre l'arbitro e gliene dice di tutti i colori: sono un uomo spettacolo e su questa merda di campo non posso far vedere ciò che valgo. Quando c’è il sole, si mette nella parte in ombra e lì gioca e fa impazzire tutti. Il pallino di Agnelli Anche Omar Sivori detto El Cabezon fa diventare matti stadi e uomini. E’ unico, meraviglioso e capriccioso. Per l’Avvocato Agnelli è un vizio. Apostolo del tunnel, feroce, magico, re del gol e delle sceneggiate. Si scontra con Heriberto Herrera, allenatore paraguaiano detto HH2, e arriva quasi alle mani. Si scontra con il

Fabio Capello. E’ contestato da Batistuta a Roma e, qualche anno prima, da Savicevic al Milan. Una volta Capello dice al Genio: «Dejan, mercoledì in coppa vai in panchina». E Savicevic indolente: «No, mister, in panchina ci vai tu che sei abituato». Altro bel tipo, il Genio. Bravo, ma permaloso. Fra i permalosi ci mettiamo un altro grande: Roby Baggio. Non è un bad boy, lui. E’ semplicemente delizioso, con un codino e una classe immensa. Ma dà del matto a Sacchi, chiude con Lippi e altri tecnici assortiti. Nel girone dei permalosi entra di diritto Bobo Vieri: si offende per niente. E per niente offende. Birra e follie Stranieri degli anni

90, o giù di lì. L’inglese Paul Gazza Gascoigne. Che dire di quest’uomo? Di tutto e di più. Classe, follia, birra. Beve, fa gol e incendia Roma e poi si ubriaca con l’amico Cinquepance. Sempre alla Lazio si ricordano i numeri, i saluti romani di Paolo Di Canio. Impulsivo e generoso, isterico e cuore di panna. Alla Fiorentina hanno dimenticato in fretta il brasiliano Edmundo, detto Animal. Azzanna in campo e al check-in degli aeroporti, picchia giornalisti, a Napoli offende Mondonico che lo cambia. Balordo e strambo: a Firenze, dove litiga persino con Trapattoni (ma come si fa?), gli assegnano una bellissima casa d’epoca. Lui scruta con aria schifata scalinate, arazzi e dipinti: «Puah! E’ vecchia, non la voglio». Un po’ di tempo fa vagavano brasiliani grandi intimi della notte, tipo Adriano e Ronaldinho. Se ne sono andati grassi, tristi e solitari. Giorni nostri Ecco i guasconi

Ibrahimovic e Cassano. Il feroce Ibra con la sua faccia da uccello cattivo è, purtroppo, volato a Parigi. Cassano è rimasto e si è ridotto le cassanate. Ma adesso dall’altra parte c’è il bad boy Balotelli. © RIPRODUZIONE RISERVATA

S Edmundo 41 anni Ex calciatore, brasiliano, è famoso per le sue stramberie in campo e fuori: dai litigi con gli allenatori alle scorribande notturne

S Adriano 30 anni Attaccante brasiliano attualmente svincolato, ha sempre avuto una vita notturna molto movimentata, tra alcol e festini

S Zlatan Ibrahimovic 31 anni Attaccante del Psg con un passato in Italia, non è mai stato un agnellino: celebre la lite con Onyewu ai tempi del Milan

S Antonio Cassano 30 anni Attaccante dell’Inter, ha sdoganato il termine «cassanate». La più famosa è la lite con Garrone alla Samp


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DOMENICA 3 FEBBRAIO 2013

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SERIE A

Milan, dica... 33 Un altro esame al ritmo scudetto Media da retrocessione nelle prime 8 gare, 30 punti nelle altre 14. Meglio di chi è in testa FABIANA DELLA VALLE MILANO

Se Adriano Galliani avesse un genio della lampada con un solo desiderio da esaudire, probabilmente gli chiederebbe di poter cancellare le prime 8 giornate e far iniziare il campionato da Milan-Genoa. Perché senza quei punti sperperati a inizio stagione, il Milan adesso sarebbe davanti alla Juventus, solo soletto al comando della classifica. E invece che inseguire un posto in Champions League potrebbe sognare ancora lo scudetto. Più di due punti a partita La rimonta della squadra di Allegri ha numeri impressionanti: 30 punti nelle ultime 14 giornate, nessuno è riuscito a fare meglio. La Juve, seconda in questa speciale classifica, è a 27 insieme al Napoli. Questo significa che il Milan ha avuto una media punti a partita di 2,14, con 9 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte. Cifre che fanno ancora più impressione se vengono messe

Allegri aveva chiesto tempo. Aveva ragione. Ora la Champions non è un’utopia

La classifica dalla 9a in poi SQUADRA MILAN JUVENTUS NAPOLI LAZIO CATANIA FIORENTINA UDINESE INTER PARMA CHIEVO ROMA TORINO ATALANTA BOLOGNA SAMPDORIA CAGLIARI PESCARA SIENA PALERMO GENOA

PUNTI 30 (9v 3n 2p) 27 (8v 3n 3p) 27 (8v 3n 3p) 25 (7v 4n 3p) 24 (7v 3n 4p) 24 (7v 3n 4p) 24 (6v 6n 2p) 22 (6v 4n 4p) 22 (6v 4n 4p) 21 (6v 3n 5p) 20 (6v 2n 6p) 18 (4v 6n 4p) 15 (4v 3n 7p) 15 (4v 3n 7p) 14 (4v 2n 8p) 13 (3v 4n 7p) 13 (4v 1n 9p) 12 (3v 3n 8p) 11 (2v 5n 7p) 9 (2v 3n 9p)

a confronto con quelle delle prime 8 giornate: 7 punti (con una media di 0,88 a partita), 5 sconfitte, 2 vittorie e un pareggio. Squadra double face Un ritmo da retrocessione all’inizio e da scudetto negli ultimi tre mesi. Allegri l’aveva sempre detto: «Abbiamo cambiato tanto, ci vuole tempo per trovare la quadratura giusta». Il rendimento del Milan gli sta dando ragione. Così i rossoneri si sono portati dalla quindicesima alla quinta posizione, e soprattutto adesso sono solo a 6 punti dal terzo posto, che significa Champions League. Proviamo a fare un giochino: se il Milan riuscirà a mantenere una media anche un po’ più bassa di quella avuta nelle ultime 14 giornate, per esempio 2 punti a partita, da qui alla fine del campionato potrà accumulare ancora 32 punti, che sommati ai 37 attuali fanno 69. Considerando che l’anno scorso la terza (l’Udinese) ha chiuso la stagione a 64, così i preliminari per raggiungere l’Europa che conta sareb-

I giocatori rossoneri festeggiano dopo l’ultima vittoria sull’Atalanta: adesso il Milan è -6 dal terzo posto ANSA

bero assicurati. Con un Balotelli in più Dietro alla

rimonta si nascondono tanti segreti: sicuramente El Shaarawy, che con i suoi gol ha dato una bella mano ai suoi compagni, ma non solo. Allegri dopo i tanti cambi di modulo e giocatori dell’inizio ha trovato la formuletta magica: il 4-3-3 è diventato il sistema di gioco prevalentemente utilizzato. Inoltre il tecnico ha dato fiducia a Pazzini, che l’ha ripagato con tanti gol, ha beneficiato della crescita di Montolivo e ha trovato forze fresche nei giovani come De Sciglio e Niang. Adesso che è arrivato anche Balotelli, il sogno Champions può diventare realtà. © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL TECNICO DEL BARÇA LE CURE DOPO L’INTERVENTO

Vilanova a New York per altri due mesi Salterà la doppia sfida col Milan Niente Milan per Tito Vilanova. Il tecnico del Barcellona rimarrà infatti a New York fino alla fine di marzo per continuare le cure specifiche di radioterapia e chemioterapia dopo la rimozione di un tumore alla ghiandola parotide effettuata lo scorso dicembre. L’allenatore blaugrana, che è a New York dal 21 gennaio, continuerà le cure presso l’ospedale Memorial Sloan Kettering di Manhattan per altri due mesi, secondo quanto rivelano fonti vicine

al Barcellona all’agenzia tedesca Dpa. Vilanova non sarà quindi in panchina in occasione del Clasico contro il Real Madrid, in occasione della semifinale di ritorno della Coppa del Re in programma il 27 marzo, e il doppio impegno contro il Milan negli ottavi di Champions League del 20 febbraio (a Milano) e 12 marzo (in Catalogna). La squadra nel frattempo continuerà ad essere guidata da Jordi Roura, vice di Vilanova. © RIPRODUZIONE RISERVATA


DOMENICA 3 FEBBRAIO 2013

Di Natale per la storia Guidolin teme il Pazzo Totò insegue sempre il gol 150 con l’Udinese. Il tecnico avverte: «I rossoneri sono i più in forma del campionato» di Balotelli, non è certo quello battuto all’andata. E Francesco Guidolin lo sa bene: «E’ la squadra più in forma del campionato. E Allegri è bravissimo perché ha fatto un gran lavoro lanciando gente come De Sciglio, El Shaarawy e Niang. Noi, però, dovremo stare attenti soprattutto a Pazzini». Trucchi del mestiere che il Guido conosce come pochi. Il Pazzo, in questo momento, è il milanista che più deve dimostrare. Vuole vincere una sfida che lo vede battuto in partenza contro il Faraone e Super Mario. «L’Udinese deve fare una partita perfetta, non si deve sbagliare niente. Lo sappiamo e cercheremo di essere sul pezzo.

DAL NOSTRO INVIATO

FRANCESCO VELLUZZI UDINE

In una serata importantissima per lui e per le ambizioni dell’Udinese Totò Di Natale ha il sostegno delle persone più care: la moglie Ilenia e l’inseparabile amico Simone saranno oggi a San Siro per assistere alla sfida col Milan, una delle vittime preferite dell’attaccante bianconero che nelle ultime quattro stagioni ha segnato 94 gol. Questo campionato ha ancora 16 giornate da vivere, quindi il numero 10 dell’Udinese ha tutte le possibilità per centrare un traguardo storico: 150 reti con la maglia della squadra friulana. E 10 di queste le ha segnate proprio ai rossoneri (una la fece anche con la maglia dell’Empoli, club col quale ha segnato 18 gol in serie A e 31 in B). Solo alla Roma Totò ha fatto più gol: 13. Ma stasera si può materializzare un incubo: la porta del Milan sarà difesa quasi certamente da Marco Amelia che nel maggio 2011, unica partita tra le ultime 7 in cui Di Natale non ha colpito, lo ipnotizzò dal dischetto compiendo una parata straordinaria sul calcio di rigore. Al Friuli finì 0-0 col Milan campione e l’Udinese ai preli-

Totò Di Natale, 35 anni, è all’Udinese dall’estate del 2004 ANSA

«Per fare un buon risultato a San Siro non dobbiamo proprio sbagliare niente»

minari di Champions League. Di Natale, molto sportivamente fece i complimenti al portiere romano che stasera proverà a fare altri miracoli. Guidolin Anche l’Udinese dovrà fare i miracoli per compiere un’impresa a San Siro. Il Milan di oggi, peraltro con l’innesto

Novità Il tecnico di Castelfranco Veneto potrebbe partire con uno schieramento più attento dietro: «In settimana abbiamo lavorato sulla difesa a 4. Può essere una soluzione. L’altra novità è rappresentata dal rientro di Medhi Benatia in difesa: «Si è allenato tutta la settimana con noi. Rispetto allo scorso anno, dalla coppa d’Africa è tornato a posto fisicamente. L’altra volta non fu così». Solo Badu, col Ghana, resta in coppa. E’ protagonista e vuole la finale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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FUORI DAL RISTORANTE

I NUMERI

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gol quelli segnati dall’Udinese nel match vinto all’andata col Milan. Ma ai friulani non è mai riuscita l’impresa di vincere andata e ritorno.

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le sfide tra Guidolin e Allegri. Il tecnico dell’Udinese lo ha battuto solo il 23 settembre 2012, poi 3 pari e 3 sconfitte.

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i gol subiti dal portiere Padelli in 5 partite: 8 li ha presi dalla Juve, 4 per gara, 2 dal Siena all’andata. Nessuna rete contro Fiorentina e Siena al ritorno

Un momento degli scontri di mercoledì sera NEWPRESS

Milano, tafferugli per Balotelli: sei ultrà indagati MILANO

Sono sei i tifosi indagati dalla Digos per i tafferugli avvenuti mercoledì sera davanti al ristorante «Giannino», il giorno dell’arrivo di Mario Balotelli, Lo ha comunicato la Questura di Milano. I fatti sono noti: l’acquisto di Mario Balotelli ha scatenato l’entusiasmo tra i sostenitori milanisti e molti di loro, dopo averlo seguito fino a Busto Arsizio per le visite mediche, hanno deciso di fare festa anche a pochi passi dalla stazione Centrale, dove l’attaccante era atteso per cenare con Adriano Galliani e il quartier generale rossonero. Lanci di bottiglie Fuori dal ristorante c’erano circa 300 persone. Subito dopo l’arrivo di Balotelli (intorno alle 22.15), il giocatore è uscito insieme a Galliani per salutare i tifosi. Un incontro durato circa cinque minuti. I tafferugli sono scoppiati quando Mario era già rientrato: secondo la ricostruzione della Digos, durante gli scontri tra gli ultrà e le forze dell’ordine c’è stato un fitto lancio di bottiglie e un funzionario è rimasto ferito da un oggetto, che gli ha procurato una ferita alla testa e l’ha costretto a recarsi in ospedale (se l’è cavata con due punti di sutura). © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SERIE A

Roma: addio a Zeman C’è il traghettatore CHI HA DECISO IL CAMBIO

James Pallotta Dal 27 agosto 2012 è il presidente della Roma

Italo Zanzi americano di origini italiane, Ceo della società

Franco Baldini direttore generale della società dall’ottobre 2011

Walter Sabatini direttore sportivo della Roma dal giugno 2011

Claudio Fenucci amministratore delegato della società giallorossa

Mauro Baldissoni membro del consiglio di amministrazione del club

Baldini: «Ma non è solo colpa sua» Ora Andreazzoli poi Blanc o Allegri Contestati i dirigenti, che però incassano la fiducia dagli Usa. Sabatini: «La squadra è forte» MASSIMO CECCHINI ROMA

Una vicenda paradossale come quella della ricca Roma americana, in fondo, ci fa pensare che il regista inglese Alfred Hitchcock avesse ragione. «Le storie più grandi di tutte, infallibilmente, sono sempre storie di inseguimenti». In effetti, in questo caso ne abbiamo di diversi tipi, quelli metaforici (alla Diversità calcistica) e quelli concreti: all’introvabile Zeman (per comunicargli l’esonero) e soprattutto ai dirigenti, al centro della prima vera contestazione dell’era Usa. Un gruppetto di tifosi infatti, all’uscita dello studio legale Tonucci dove si è tenuto il vertice che ha giubilato il boemo col placet bostoniano del presidente Pallotta, hanno gridato frasi dure all’indirizzo di Baldini, Baldissoni, Fenucci e Sabatini, ac-

il retroscena-2

ALESSANDRO CATAPANO

Nel 1999 lo seppe dai giornalisti, e se ne fece gran cruccio con Franco Sensi. Ieri, pare che lo abbiano saputo prima cane, gatto e canarino. Ma, almeno in questa circostanza, la dirigenza della Roma non ha colpe: Zeman non si trovava. A casa non c’era e al telefono non rispondeva. Lo hanno cercato per mari e monti, tutta la mattina, ma del boemo non c’era traccia. Irreperibile. Possibile che a nessuno sia venuto in mente di rintracciarlo nel suo posto preferito, le 18 buche del Parco di Roma Sporting Club? Zeman non si era dato alla macchia, ma più banal-

cusati quest’ultimi di storiche simpatie laziali. Attimi di concitazione, l’invito da parte di qualche dirigente a «spegnere le radio e accendere il cervello», la chiamata alla polizia (peraltro arrivata a vicenda terminata) e soprattutto la rivendicazione orgogliosa del futuro. «Io sto soffrendo quanto la Roma — ha detto quasi gridando Sabatini —. Sto malissimo. Zeman è stato sfortunato, ma questa stagione non finirà cosi, abbiamo una squadra fortissima». Baldini e le colpe Dopo il colloqui

con gli Usa, agli annunci veri però pensa Baldini: «Qualsiasi cosa, anche quelle sbagliate, sono state fatte solo nell’interesse della Roma. Abbiamo deciso di sollevare Zeman dal suo incarico perché in questo momento ci pare sia l’unica decisione da prendere, anche se non è l’unico responsabile della situazione. Occorreva una svol-

clic ANDREAZZOLI SARA’ IL 14˚ TECNICO DI TOTTI IN GIALLOROSSO Aurelio Andreazzoli sarà il 14˚ allenatore diTotti in giallorosso: 1992-93 Boskov; 1993-96 Mazzone; 1996-97 Bianchi e Liedholm; 1997-99 Zeman; 1999-04 Capello; 2004-05 Voeller, Delneri e Conti; 2005-09 Spalletti; 2009-11 Ranieri; 2010-11 Montella; 2011-12 Luis Enrique; 2012-13 Zeman e Andreazzoli. Curiosità: Tottiha registrato un servizio per «Le Iene» sui diritti dei diversamente abili.

ta, perciò la squadra è stata affidata ad Andreazzoli che riscuote tutta la nostra fiducia. È da tanti anni dentro e questo ci consente di non perdere ulteriore tempo con un altro allenatore che deve conoscere le qualità che hanno i giocatori. Abbiamo parlato con i vertici e tutto il management, valutando qualsiasi situazione. È un atto di responsabilità da parte mia restare a prendere decisioni». Zanzi: «Fiducia nei manager» E

mentre la città ribolle di accuse alla dirigenza — si va dalla scelta di Zeman al suo mancato supporto — la proprietà Usa fa diramare un comunicato da parte del nuovo Ceo, Italo Zanzi. «La proprietà ha piena fiducia nei giocatori, nel management e nella strategia. Abbiamo affrontato una situazione difficile, ma l’abbiamo superata in maniera responsabile e strategica». Inutile dire che anche UniCredit, potente socio di minoranza, è stato avvisato, ma la banca si mantiene alla finestra, preoccupata per la piega che ha preso la vicenda. Una domanda aleggia: e se, per ipotesi, la dirigenza a giugno si dimettesse, chi sceglierebbe i nuovi manager? Di sicuro non il neofita Pallotta, bensì, si sussurra, i suoi consiglieri italiani. Ma possono rappresentare una garanzia sufficiente? Falcao & Rijkaard Tornando alla

panchina, in realtà la pista Blanc è solo congelata, perché l’ex c.t. francese vuole un contratto fino al 2015, un ingaggio pesante e voce in capitolo su un prossimo mercato importante. Possibile che gli possa venire dato tutto, ma in estate, vagliando anche la soluzione Allegri, qualora si liberasse dal Milan. Un piano B sarebbe rappresentato da Rijkaard e Falcao, anche se i profili non convincono fino in fondo. Resta da dire come tra i dirigenti, il più deluso viene descritto Baldini, ma l’intenzione di tutti è quella di andare avanti, tant’è che persino il contratto in scadenza di Sabatini potrebbe essere presto rinnovato. Non a caso, finito il parapiglia, lo stesso d.s. ha detto a Fenucci in partenza per Doha per la riunione dell’Eca (European Club Association): «Torna presto che dobbiamo comperare un terzino». Perciò, chi credesse in una epurazione dei vertici a fine stagione non si faccia illusioni. Le cartoline di saluti le firmerà solo Zeman.

IL RETROSCENA-1

De Rossi nello spogliatoio «Ma perché sempre a noi?» L’immagine finale è forse il vero emblema del disastro giallorosso, con Goicoechea che piange come un bambino e De Rossi sconsolato, appoggiato alla porta dello spogliatoio, quasi incredulo per l’ennesimo scempio che si è appena consumato sul prato dell’Olimpico. Roma-Cagliari è finita da pochissimo e con lei si è conclusa anche la seconda storia giallorossa di Zdenek Zeman. Da una parte c’è il portiere uruguaiano (a cui alcuni compagni mentre piangeva hanno rivolto parole d’incoraggiamento) che del boemo era — insieme con Tachtsidis — una delle trasposizioni in campo, dall’altra Capitan Futuro, che da domani tornerà a «respirare» ed a risentirsi finalmente importante come mai ci si era sentito in questi ultimi sei mesi zemaniani. Eppure Daniele il disastro dell’Olimpico l’ha vissuto male, come è anche giusto che fosse. «Basta, ogni anno così, ma che abbiamo fatto di male per vivere tutto questo?» è stato il suo sfogo. Parole gettate lì, d’istinto, dovute ad un malessere interno che nasce dalla pelle del tifoso e trasuda nella maglia del giocatore. In uno spogliatoio dove nessuno proferiva parola, in un’atmosfera surreale, sono parole che avranno rimbombato a fondo. Andrea Pugliese

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«Mister, sei fuori». Ma lui è a giocare a golf... Se lo sentiva. «Avrei continuato. Ho dato tutto» mente al golf, passatempo che scoprì da disoccupato e in cui, da oggi, potrà migliorare il suo handicap (si chiama così) senza preoccuparsi di difendere il green (la zona in cui si va in buca) dalle palline degli avversari. Mazze e mazzata Ecco, perfino il momento dei saluti tra la Roma e Zeman è stato un paradosso: mentre lui si esibiva in uno swing, i dirigenti giallorossi erano rinchiusi nell’ennesimo concilio per partorire l’ultimo (?) comunicato di questa strana (anzi, paradossale) gestione americana: fuori dal campo un modello di efficienza, dentro una collezione di errori, tali e tante da costringere qualcuno a ri-

vedere le figure di Daniele Pradè, Bruno Conti e, perfino, Rosella Sensi! Ma insomma, mentre Zeman andava in buca, la Roma (che ora vorrebbe dargli una buonuscita per non pagarlo fino al 2014) lo mandava in malora. E Franco Baldini provava a evitargli il dispiacere di saperlo dagli altri, spedendogli sms e contattando il suo cerchio magico: la moglie Chiara, il figlio Karel, l’assistente Ferola, il procuratore Faccini. Poi, alle tre del pomeriggio, riposta la sacca con le mazze, è arrivata la mazzata: sei esonerato. Anzi, «sollevato», che è più delicato. Senza ragione E lui, il boemo,

come si sente? Di sicuro, se lo

Quando Zeman una volta era amato

sentiva. Venerdì sera aveva capito di non avere più la squadra dalla sua parte (ma l’ha mai avuta?) e per questo ai più intimi aveva confidato di sentirsi tradito. Difficilmente, considerato l’alto livello di autostima che lo guida, Zeman se ne farà una ragione. Ieri, solo un paio di frasi hanno oltrepassato la cortina di fumo intorno al boemo, ma significative: «Io avrei continuato. Mi dispiace per i tifosi della Roma, ma ho dato tutto». Nel ’99, si spiegò la scelta di Sensi di affidare la sua panchina a Capello con una esigenza politica: Don Fabio era meno sgradito al Palazzo. Ma stavolta? Lungi dal boe-

mo trovare una spiegazione nei numeri negativi della sua Roma: 9 sconfitte in 23 partite, 42 reti subite, ottavo posto in classifica. Né la lettura del curriculum lo convincerà che il suo calcio, forse, è un tantinello superato: con quello di ieri fanno 9 esoneri, 1 retrocessione, tre promozioni (due in A), zero titoli. Zeman, in cuor suo, sa di aver vinto anche stavolta, lasciando la Roma al primo posto nella classifica dei gol fatti: 49, tre in più della Juventus. Capito? Perciò, da oggi si (ri) dia serenamente al golf. Tanti romanisti apprezzeranno molto di più. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Per il futuro LAURENT BLANC

«Le President» chiede un ingaggio da salvatore Svanito il rinnovo con la Nazionale francese, l’ex centrale di Napoli e Inter è il candidato numero uno per la panchina

In Francia sfoggia un soprannome eloquente: «Le President». Alias Laurent Blanc, ex centrale di Napoli e Inter, ma anche Barcellona e Manchester United. Ex Zdenek Zeman, 65 anni, era già stato alla Roma nelle stagioni 1997-98 e 1998-99 BARTOLETTI

leader della nazionale campione di tutto tra 1998 e 2000. Quella stessa Francia che da c.t. ha rimesso in piedi dopo la devastante gestione Domenech. Il tutto con la postura di vincente e un curriculum breve ma intenso, cominciato nel 2007 a Bordeaux, portato allo scudetto prima di approdare ai quarti di finale di Cham-

pions League, abbandonato per salire di grado, predicando stile offensivo alla catalana, rigore difensivo italiano e management all’inglese.

Il francese Laurent Blanc, 47 ANSA

Devastazione Dalla Francia Blanc se n’è andato a fine Europeo sbattendo la porta dopo l’eliminazione ai quarti per mano proprio della Spagna

4 Il presente

LA CIFRA

to la prima fase ascendente della sua Francia costruita in attacco su Benzema, affidata in difesa all’ex giallorosso Mexes. Scelta ripagata con i prestigiosi 2-1 sull’Inghilterra di Capello, a Wembley nel novembre 2010, e 1-0 sul Brasile a febbraio 2011, ma sempre in amichevole. Poi il declino, innescato dallo scandalo sulle

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le, incrinando i rapporti con i media.

(2-0). In realtà centrando l’obiettivo minimo di una missione che nel 2010 sembrava disperata per una nazionale ridicolizzata dalla rivolta dello spogliatoio in difesa del neo juventino Anelka al Mondiale. Blanc liberatosi dal Bordeaux in declino, si ritrovò in terra devastata. Ma in posizione di forza, ottenendo pieni poteri: stipendio da più di 100mila euro lordi al mese, 50mila in meno che in Gironda ma il doppio del predecessore, e staff di ben 21 persone, Barthez incluso come consulente d’oro. Strategia che l’ex centrale, portato a Napoli nel ’91 dall’allora d.s. Giorgio Perinetti, ripete oggi con la Roma a cui chiede un ingaggio da salvatore, a scadenza 2015 con annessa campagna acquisti ambiziosa. Discriminazione Almeno quan-

ALESSANDRO GRANDESSO Twitter @calciofrancese PARIGI

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quote etniche dove Blanc fu accusato, a torto, di promuovere una formazione discriminante nei confronti dei ragazzini di colore. Prima spallata seguita dal degrado stilistico di una squadra che si qualificò per l’Europeo solo in extremis, facendo dimenticare la bella vittoria in Germania, 1-2, un anno fa ma ancora in amichevo-

Diffidenza Così Blanc prima dell’Europeo si è ritrovato indebolito nella trattativa del rinnovo con il presidente federale che preferendogli Deschamps gli rinfacciava ingaggio, staff e anche conflitto d’interessi del procuratore che gestisce molti nazionali francesi. Lo stesso Jean-Pierre Bernès che guida la manovra di aggancio alla Roma. Con cui Blanc, ex pupillo di Lippi, corteggiato in primavera da Moratti, tratta forse con la diffidenza degli esordi: «In Italia non ci si fida dei tecnici stranieri, in questo l’Inghilterra è più avanti». Guarda caso dove tratterebbe in contemporanea con altri club, valorizzato dal ricordo di difensore benedetto dall’altro suo maestro Ferguson. A cui però non vuole somigliare almeno per la longevità, reputando che il mestiere logori. A 47 anni, Blanc, che da mesi studia assiduamente inglese, vive il calcio come passione e non come necessità. © RIPRODUZIONE RISERVATA

AURELIO ANDREAZZOLI

42 Tutto tattica e motivazioni

le reti subite dalla Roma di Zeman in 23 giornate di campionato. Solo il Pescara (45) ha fatto peggio

E Taddei gli dedicò pure l’Aurelio... L’ex vice di Spalletti e il 4-2-3-1 che fece sognare la Capitale: De Rossi in mediana, Totti punta

Chi è Toscano, 59 anni, Andreaz-

Da lì l’esperienza di maggior livello fu una stagione nella vecchia C-1 con la squadra della sua città, la Massese, quando nel 1995-96 fu esonerato in corsa (la Massese alla fine retrocesse ai playout). Poi l’incontro che gli cambiò la vita, quando a Coverciano conobbe Luciano Spalletti, di cui fu il vice sia ad Udine, sia a Roma. I due erano praticamente inseparabili, Aurelio si dedicava soprattutto agli aspetti tattici. Quando Spalletti lasciò però Roma, Andreazzoli decise di restare nella Capitale. Nel tempo, qui ha lavorato con Ranieri, Montella e Luis Enrique, occupandosi di avversari, rapporti con i giocatori e tattica. Con Zeman, invece, era finito un po’ ai margini, nonostante un contratto fino al 2017 a circa 200mila euro.

zoli cominciò ad allenare nel 1987 i dilettanti dell’Ortonovo.

Come giocherà Andreazzoli è

ANDREA PUGLIESE ROMA

Finora Aurelio Andreazzoli lontano da Trigoria era più conosciuto per la magia che Taddei gli dedicò in Champions ad Atene nel 2006 (elastico inverso, la ribattezzò «Aurelio» proprio per il mister che lo incitava sempre a farla in gara e non solo in allenamento) che non come allenatore. Dentro Trigoria, però, le cose sono diverse, perché lì Andreazzoli ci è arrivato nel 2005 con Spalletti ed in questi otto anni si è fatto apprezzare da società e, quel che più conta, dai giocatori. È anche per questo che la Roma l’ha scelto, per il suo ottimo rapporto con il gruppo.

LE REAZIONI DOPO IL CAMBIO DA FIRENZE A PESCARA

Montella: «Lavorare a Roma non è difficile Guardate la Lazio...» MARCO CALABRESI ORLANDO D’ANGELO

Vincenzo Montella, 38 anni AP

Più di una volta, Vincenzo Montella era riuscito a eludere i tranelli. Ieri no. E la stoccatina dell’ex Aeroplanino, in corsa per la panchina della Roma prima dell’arrivo del boemo, è partita. «Non è difficile lavorare a Roma, lo è farlo in una grande piazza — spiega —. In ogni caso pure la Lazio si allena e gioca a Roma e quest’anno sta facendo un campionato straordinario».

l’uomo che con Spalletti inventò il 4-2-3-1 che fece sognare Roma. Ripartirà proprio da lì, dal modulo che lo portò ad un passo dal paradiso. La difesa dovrebbe restare la stessa di oggi (con Torosidis al posto di Piris), mentre De Rossi tornerà ad essere il centro del progetto in mediana, con al fianco Bradley (anche se lì può giocare pure Pjanic, l’ha

COME CAMBIA LA ROMA

già fatto con la Bosnia). I trequartisti dovrebbero essere Lamela, lo stesso Pjanic e Florenzi, con Totti nel ruolo di punta unica, proprio dove ha fatto le cose più belle della sua carriera (vincendo anche la Scarpa d’oro). Nel caso invece in cui Pjanic scivoli in mediana, Totti può andare a giocare dietro la punta, che in questo caso sarà Osvaldo o Destro (che ieri ha fatto dei controlli al suo ginocchio operato). Staff tecnico Andreazzo-

li si avvarrà di un gruppo di professionisti già presenti a Trigoria. Franco Chinnici dovrebbe essere il preparatore atletico, Guido Nanni resterà ai portieri, Luca Franceschi, Zago e Simone Beccaccioli saranno gli altri collaboratori. A loro, ora, il compito di risollevare la Roma. GDS

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CAGLIARI L’EX ALLIEVO DOPO L’EXPLOIT Qui Pescara Il presidente abruzzese Daniele Sebastiani non si aspettava l’esonero: «Credevo che la Roma, una volta scelto lui e dopo averlo convinto a firmare un biennale, avesse sposato il suo progetto tecnico. Se la società ha deciso di cambiare, forse il progetto non ha mai avuto davvero basi solide. I giocatori che sono arrivati non si sono dimostrati funzionali al suo gioco, con lui serve gente predisposta al sacrificio e ai suoi allenamenti sempre durissimi. Un suo ritorno a Pescara? Mai dire mai, ora ci teniamo stretto Bergodi». Tra i tifosi vip, significativo il pensiero di Carlo Verdone: «Il problema è che manca una figura che dopo le partite entra nello spogliatoio, ti fa un complimento o sbatte la porta se perdi. Dov’è il presidente?» Già, dov’è? © RIPRODUZIONE RISERVATA

La gioia amara di Sau «Mi dispiace, so quanto ama il grande calcio» MARIO FRONGIA ASSEMINI (Ca)

L’attaccante Marco Sau, 25 anni AP

In casa Cagliari, euforia alle stelle. Il gruppo si gode la terza vittoria in trasferta e il quarto risultato utile di fila. Con un plauso speciale da capitan Conti. Per i compagni e per Marco Sau: «Ho visto i loro occhi brillare per la felicità. La vittoria ce la siamo meritata». Il regista rossoblu – 5 gol alla squadra in cui è nato e ha esordito in A – incensa il bomber: «Marco è un bravissimo ragazzo, un pro-

fessionista serio e un grande giocatore. Si meritava questa gioia, sono contento per lui». L’allievo Sau, originario di Tonara - nel cuore delle Barbagie di Nuoro - si gode l’attimo. Un gol, l’ottavo in 19 gare nel suo primo anno in A, un assist, trasformato da Nainggolan, e la magia di sinistro a giro: traversa e tap in di Pisano. «Mi dispiace aver contribuito all’esonero di Zeman. So quanto fosse importante per lui fare calcio in una piazza come Roma». E il Cagliari può permettersi di aspettare Pinilla e Nenè. Il brasiliano, con Ariaudo, oggi prosegue il lavoro col gruppo. Il Milan si avvicina. Martedì, sull’apertura globale per il match con i rossoneri dell’impianto di Quartu, si esprime la Commissione di vigilanza. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 3 FEBBRAIO 2013

SERIE A

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I NUMERI

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Le sconfitte del Siena in campionato nelle ultime 9 uscite. I toscani hanno fatto punti solo con il Chievo (0-0) e con la Samp (vittoria per 1-0).

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I pareggi consecutivi dell’Inter in A: 1-1 con la Roma in trasferta e 2-2 in casa contro il Torino.

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Le gare consecutive in trasferta dell’Inter senza successi: prima del pareggio contro la Roma aveva perso contro Udinese, Lazio, Parma e Atalanta. L’ultima vittoria lontana da San Siro risale al 3 novembre 2012, 3-1 allo Juventus Stadium

Perché vedere

SIENA-INTER Il Siena ha vinto solo una volta nelle ultime 9 e ha una squadra rifatta. L’Inter invece arriva da 2 pareggi di fila: Strama non ha più margini. Franchi, ore 15

DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA ELEFANTE APPIANO GENTILE (Como)

Il crocevia è Siena, città e avversaria di scudetti vinti e visti sfumare per una domenica, rivale di momenti non qualunque di questa stagione: dopo la sconfitta dell’andata nacque la seconda Inter di Stramaccioni (quella che virò sulla difesa a tre e in campionato vinse sette partite di seguito) e oggi è l’alba della terza, quella partorita da un mercato che l’ha segnata profondamente, soprattutto a centrocampo; quella che cercherà un ritorno a un blitz in trasferta che manca da quasi tre mesi (13 novembre, Juventus Stadium). Niente rischi per il Guaro E la ter-

za Inter di Strama potrebbe essere la prima Inter di Mateo Kovacic. Subito. Non per scelta, o meglio per scelta conseguente: alla constatazione di un Guarin che non è al cento per cento e per questo il tecnico deciderà se rischiarlo o meno dall’inizio solo stamattina. Il colombiano, dopo un fastidio muscolare avvertito nel corso di Roma-Inter di Coppa Italia, che non a caso lo aveva condizionato quattro giorni dopo contro il Torino, in settimana ha fatto quasi sempre lavoro differenziato, a parte venerdì e ieri (allenamento leggero). Difficile essere al massimo e c’è di più: domani Guarin dovrà pure ri-

Qui l’Inter ci... Kova Il croato è pronto Schelotto anche Via alla nuova era A Siena nasce lo Strama atto 3˚: Guarin non è al top, forse subito il gioiellino... alla Sneijder spondere alla convocazione della Colombia, che affronterà il Guatemala a Miami: ecco perché il tecnico potrebbe scegliere di non azzardarne l’impiego, perlomeno dal 1’. Scelta tecnica e tattica E a quel punto — ma prima ci penserà bene — potrebbe decidere anche di far debuttare Kovacic direttamente da titolare, riproponendo la suggestione dell’agosto 2009, quando Mourinho diede la maglia numero 10 a Wesley Sneijder, che aveva fatto appena un allenamento con la sua nuova squadra. Al netto di qualunque parallelo su qualità già manifestate e carriera, che sarebbe ingeneroso anzitutto per

il ragazzino croato, da non caricare con troppa fretta di responsabilità troppo pesanti, la scelta sarebbe più che altro tecnica e tattica: per non stravolgere l’assetto e avere comunque, al posto di Guarin, un uomo in grado di giocare più vicino alle due punte e aggredire alto Vergassola. Dunque, per iniziare, un Kovacic nel suo ruolo «istintivo», più che da regista. Subito tre su tre L’alternativa a

Kovacic, una volta assodato il forfeit di Guarin, potrebbe essere Alvarez (che però rispetto al croato ha caratteristiche più da esterno) più che Kuzmanovic. Ma il serbo ha ottime possibilità di essere impiegato a partita in

corso: così ci sarebbe subito spazio per tre nuovi acquisti su tre; anzi per i tre nuovi centrocampisti proprio nel giorno — benedetto il mercato — in cui Stramaccioni ne ha persi due (Cambiasso e Obi) e ne ha un terzo (Guarin) non al top. Schelo e Kuz sognano Dei tre Schelotto è quello che da subito è sembrato più candidato a partire dall’inizio, e non vede l’ora: «Vengo da un mese difficile, ma adesso grazie ai miei procuratori Boaglio e Bozzo mi godo il momento e questa maglia con il 7, il numero che ho da quando sono in Italia, e mi ha aiutato tanto. L’Inter è la squadra che mi ha cercato di più, ho sempre de-

I BIANCOCELESTI IL PRESIDENTE HA BLOCCATO PER LUGLIO IL GIOVANE PEREA, ATTACCANTE COLOMBIANO

Petkovic: «Lazio, devi ripartire» E Lotito annuncia futuri acquisti La Lazio ha già raggiunto l’accordo col suo club, il Deportivo Cali: nei prossimi giorni sarà ufficializzato.

Perché vedere

GENOA-LAZIO Un punto in casa della Juve: Ballardini si è presentato così, ma la strada è lunga. La Lazio dopo il k.o. col Chievo deve riprendere la marcia. Ferraris, ore 15

DAL NOSTRO INVIATO

STEFANO CIERI FORMELLO (Roma)

Voglia di ripartire. Perché in campionato la Lazio ha frenato (un punto nelle ultime due partite) e per spegnere sul nascere le polemiche scaturite da un mercato povero di novità. Gli annunci di Lotito Già. L’arrivo

del solo Pereirinha («ho scelto la Lazio per la sua grande tradizione, le prime parole da biancoceleste del laterale portoghese) ha creato parecchio malumore nell’ambiente laziale. Reazioni comprensibili, ma che hanno finito col creare una situazione paradossale, visto il comportamento tenuto fin qui dalla Lazio. Così il presidente Lotito scende in campo in prima persona per provare a rimettere le cose a posto. «Abbiamo comprato poco? Evidentemente non ne avevamo bisogno. Quello di gennaio è il mercato di riparazione, la Lazio non aveva nulla da riparare». E’ un dato di fatto, però, che il club aveva individuato degli obiettivi

Vladimir Petkovic, 49 anni, è arrivato l’estate scorsa alla Lazio dopo essersi liberato dagli svizzeri del Sion EIDON

(Laxalt e Anderson) sfumati sul filo di lana. «Laxalt — si difende Lotito — ha preferito un altro club (l’Inter, ndr) dove peraltro non avrà la possibilità di giocare fino a luglio. Fatti suoi, il mondo è pieno di giocatori del suo livello. In quanto a Anderson è un obiettivo per la prossima estate. Abbiamo provato ad anticipare il suo acquisto, non è stato possibile per problemi tecnici, ci riproveremo nei prossimi mesi. E comunque un giocatore per luglio lo abbiamo già comprato». E’ Brayan Perea, diciannovenne attaccante colombiano, in questi giorni impegnato con la Colombia al Sudamericano under 20.

I silenzi di Petkovic Se Lotito parla solo di mercato, Petkovic invece non ne vuole proprio parlare: «Sono contento sia finito. E’ un argomento che catalizza troppe attenzioni, non va bene. Mi aspettavo qualcosa si più? No, ho sempre detto che la rosa che ho a disposizione è più che competitiva». Una scelta di campo, quella di glissare sulle polemiche di mercato, che il tecnico di Sarajevo applica pure a se stesso. «Le voci di un interesse del Dortmund su di me? Non m’interessano: alla Lazio sto bene». Gli interessa, invece, che dopo la trionfale parentesi di Coppa Italia la Lazio torni a vincere pure in campionato. «Troveremo un Genoa che ha fame di punti, ma pure noi dobbiamo ripartire. Alla mia squadra non posso rimproverare nulla sotto il profilo della concentrazione, ma dobbiamo essere bravi a ritrovare quella brillantezza che avevano qualche tempo fa e che abbiamo un po’ smarrito nelle ultime uscite». Il tutto la Lazio dovrà però farlo in formazione rimaneggiata. Alle assenze degli squalificati Biava e Dias e degli infortunati Hernanes ed Ederson si è aggiunta in extremis quella di Candreva, bloccato dall’influenza. Spazio così al 3-5-2 con la coppia Floccari-Klose in avanti. E’ la prima volta che i due giocano assieme dall’inizio. © RIPRODUZIONE RISERVATA

QUI GENOA

Ballardini: «Mercato ottimo, ora tocca a noi» GENOVA Serve una sterzata (in campo). Intanto è arrivata una rivoluzione (sul mercato). L’ennesima. Ballardini riparte da qui, da un mercato di gennaio «al quale mi sento di dare otto come voto, perché è indubbio che tutti i giocatori appena trasferiti qui potranno darci una mano. Si tratta, infatti, di elementi con grandi qualità, dai quali mi aspetto un aiuto importante per tutta la nostra squadra». Un cauto ottimismo, insomma, anche se la classifica rimane molto precaria. Toccherà ai rossoblù, con Portanova e Cassani subito disponibili, al pari di Rigoni, fare la loro parte: «Dovremo essere noi a dare un segnale importante alla piazza, dimostrando con i fatti tutto il nostro massimo impegno. Di sicuro i nostri avversari, impegnati martedì con la Juventus, hanno avuto il tempo per recuperare». Il resto, al di là dell’appello affinché l’ambiente si ricompatti intorno al Grifone, verrà probabilmente da sé, in una sfida che il presidente Preziosi (esaurito il lungo periodo di interdizione dagli stadi) potrebbe tornare a respirare al Ferraris. Filippo Grimaldi © RIPRODUZIONE RISERVATA

La stretta di mano ad Appiano Gentile tra Massimo Moratti, 67 anni, e Mateo Kovacic, 18, sotto gli occhi di Andrea Stramaccioni, 37 INTER.IT

siderato essere qui e sentivo che sarebbe finita bene: non potevo non prendere questo treno». Ci è salito in corsa anche Kuzmanovic, appena convocato in nazionale da Mihajlovic, «perché volevo di nuovo il campionato italiano e non mi interessavano altre scelte al di là dell’Inter, che mi ha cambiato la carriera in due giorni: potrò giocare con Stankovic, il capitano della Serbia, un sogno che ho da sempre. Dalla Bundesliga torno più forte fisicamente, nello Stoccarda ho giocato anche davanti alla difesa, dunque conosco più ruoli. E non ho paura di San Siro: i tifosi di Fiorentina e Stoccarda non sono così teneri...». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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OGGI E DOMANI

S Lotito su Laxalt: «Ha preferito un altro club (l’Inter, ndr) dove non avrà la possibilità di giocare fino a luglio. Fatti suoi, il mondo è pieno di giocatori del suo livello»

S Lotito su Perea, attaccante colombiano del ’93 che gioca con il Deportivo Cali: «Abbiamo già comprato un giocatore per luglio».

PRIMAVERA

Pari Atalanta, i nerazzurri ora più vicini Il Catania sale in testa al girone C, in attesa del Napoli, impegnato oggi. Nel B, Atalanta bloccata a Modena, dove subisce gol dal figlio di Ferron, ex bandiera della Dea. L’Inter vince e accorcia. I risultati della 17a giornata. GIRONE A Fiorentina-Cagliari 1-1, Novara-Empoli 1-2, Sampdoria-Genoa 4-0, Parma-Pro Vercelli 0-2, Livorno-Siena 2-2, SpeziaTorino 0-2, JuventusGrosseto 3-1. Classifica: Juventus 41 punti, Fiorentina 35, Torino 34, Empoli 32. Genoa 28, Spezia 25, Novara e Pro Vercelli 23, Sampdoria 20, Parma e Siena 17, Cagliari 16, Livorno 13, Grosseto 9. GIRONE B Varese-Milan 1-3, Modena-Atalanta 2-2, Bologna-Chievo 1-1, Inter-Sassuolo 4-3, VeronaUdinese 2-2; rinviate Padova -Brescia e Cittadella-Cesena. Classifica: Atalanta 42 p., Chievo 36, Inter 35, Milan 31, Bologna 28, Varese 26, Cesena 24, Cittadella e Udinese 18, Brescia e Sassuolo 17, Modena 14, Padova 13, Verona 7. GIRONE C Crotone-Ascoli 2-1, Lanciano-Bari 0-2, LazioJuve Stabia 5-1, RegginaPalermo 2-4, Vicenza-Roma 1-0, Catania-Ternana 3-0. Oggi: Napoli-Pescara (ore 11, su Sportitalia 1). Classifica: Catania 38 p., Napoli 36, Lazio 34, Palermo 32, Roma 30, Ascoli 27, Reggina 25, Juve Stabia 21, Vicenza 19, Bari 18, Crotone 17, Pescara 13, Lanciano 6, Ternana 5.


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La resa di Cambiasso Tra i convocati solo due reduci del Triplete Il Cuchu, in odore di panchina, si ferma: caviglia in disordine Milito e Stankovic, convocazione rinviata. Altro stop per Obi DAL NOSTRO INVIATO

APPIANO GENTILE (Como)

laPresentazione

Il destino a volte fa brutti scherzi. Proprio nel giorno-uno del nuovo centrocampo dell’Inter, più giovane, più da corsa, più futuribile; proprio quando doveva iniziare l’ennesima sfida della sua carriera, a difesa del territorio e del suo posto in un reparto ora con molta più concorrenza; proprio quando ci si chiedeva, visto l’improvviso imbarazzo della scelta per Stramaccioni, se stava effettivamente rischiando la terza panchina consecutiva in campionato (quarta nelle ultime cinque partite, compresa la Coppa Italia) dopo essere stato titolare in 27 gare su 31, ecco che Cambiasso (nella foto ANDREOLI) si è arreso ad una caviglia, dolorante dopo una distorsione. Proprio nell’ultimo allenamento, quello di rifinitura in vista di Siena. Umore perturbato Versione uffi-

Schelotto sceglie il 7, Kuzmanovic il 17 Ieri ad Appiano Gentile sono stati presentati Ezequiel Schelotto e Zdravko Kuzmanovic sotto la regia di Marco Branca: i due nuovi acquisti hanno scelto i numeri 7 e 17 ANSA

ciale nuda e cruda: così recitavano ieri i bollettini, anche se non è stata meglio specificata l’entità dell’infortunio, comunque sufficiente per far depennare il suo nome dall’elenco dei convocati e rovinargli l’umore. Che già nel recente passato — così pare — non era stato granché: in

società raccontano di prospettive future, più che di proposte di spalmatura del contratto, inattese per l’argentino e dunque digerite così così. L’infortunio alla caviglia di ieri ha aggiunto un’ulteriore sfaccettatura al momento già di per sé insolito per Cambiasso. Deki e il Principe Ma anche per

l’Inter, che forse mai negli ultimi due anni e mezzo aveva avuto nella sua lista dei convocati appena due reduci del Triplete, ovvero Chivu e Zanetti, che oggi raggiunge Pagliuca a quota 592 presenze in A e sorride («Speriamo...) al pensiero di raggiungere Maldini. Già, perché oltre a Cambiasso e a Samuel, il cui rientro era da tempo programmato più avanti nonostante il lento ma costante miglioramento del fastidio al tendine d’Achille, oggi a Siena non ci saranno nè Stankovic né Milito, per i quali era stato perlomeno ipotizzato il rientro fra i convocati. Scelta puramente cautelativa: i due anche ieri hanno svolto con il gruppo tutto

l’allenamento, seguito a bordo campo dal presidente Moratti, ma è stato deciso di lavorare specificamente ancora una settimana, con la prospettiva di rimetterli a disposizione di Stramaccioni per Inter-Chievo. Il calvario di Obi Sicuramente più inatteso è il forfeit di Joel Obi, il cui calvario (non solo di questa stagione) ha conosciuto nei giorni scorsi un’ennesima tappa, a conferma di una fragilità muscolare che purtroppo sta condizionando la sua carriera, oltre che le possibilità per l’Inter di avere un’alternativa in più per il centrocampo. Il nigeriano ha riportato una lesione allo psoas, ovvero all’interno anca, e dunque si dovrà fermare di nuovo, ora che Stramaccioni stava calibrando il suo rientro e l’aveva impiegato per due volte consecutive, nel doppio impegno dell’Olimpico contro la Roma, facendolo poi riposare contro il Torino proprio per non «caricare» troppo. Non è bastato. a.e. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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DOPO IL MERCATO

Siena nuovo ma gioca solo Della Rocca SIENA Dieci volti nuovi, è il Siena che esce rivoluzionato dal mercato di gennaio per tentare quella che sarebbe un’impresa e assomiglierebbe molto a un miracolo. Dopo aver fatto più che l’allenatore quasi più il portiere, fra entrate e uscite, adesso Iachini ha il difficile compito di assemblare in poco tempo la nuova squadra. «Ma abbiamo sempre lavorato nel migliore dei modi — ha ammesso alla vigilia — anche in questo periodo complicato del mercato di gennaio, ora si riparte con un gruppo definito e cerchiamo di far inserire il prima possibile i nuovi arrivati. Valuterò in queste ore le loro possibilità di impiego già nella partita con l’Inter». Per la verità, dal primo minuto ci dovrebbe essere il solo Della Rocca, peraltro già utilizzato due volte da titolare, a rappresentare il gruppone dei nuovi. Pozzi è ancora out, qualche chance la potrebbe avere Terlizzi in difesa, gli altri (Agra, Emeghara, Calello, Matheu, Grillo, Teixeira e Uvini) per il momento andranno in tribuna o al massimo in panchina. Iachini, in ogni caso, crede nella salvezza: «Da qui alla fine del campionato mi aspetto il 120 per cento da tutti. Abbiamo cambiato abbastanza, soprattutto dietro: dovremo essere subito organizzati. Dobbiamo migliorare la concretezza sotto porta e il livello di attenzione in difesa». Alessandro Lorenzini © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SERIE A L’ALTRO ANTICIPO DELLA 23a GIORNATA le Pagelle

IL FILM DELLA PARTITA POCHE EMOZIONI 1

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di F. BRAM.

GAZZI CALAMITA D’AMBROSIO E DE SILVESTRI TRASCINANTI TORINO 6

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Torino-Samp ha riservato poche emozioni. (1) Un acrobatico tentativo di Glik del Torino, sotto gli occhi di Gastaldello ed Estigarribia. (2) Il debutto di Jonathas, ex del Pescara, in maglia granata. (3) Delio Rossi e Gian Piero Ventura se la ridono, il punto va bene a tutti e due, anche se nel dopo partita gli allenatori si sono un po’ punzecchiati ANSA e LAPRESSE

Icardi e il Toro scelgono di non farsi del male Né gol né spettacolo. Granata in serie positiva: 13 punti nelle ultime 7 gare. L’argentino riposa, la Samp non tira mai in porta TORINO SAMPDORIA

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TORINO (4-2-4) Gillet; D’Ambrosio, Glik, Rodriguez, Masiello; Brighi, Gazzi; Cerci, Meggiorini (dal 19’ s.t. Bianchi), Barreto (dal 43’ s.t. Jonathas), Santana (dal 40’ s.t. Birsa). PANCHINA Coppola, Basha, Di Cesare, Caceres, Bakic, Stevanovic, Vives, Darmian. ALLENATORE Ventura. CAMBI DI SISTEMA nessuno. BARICENTRO medio 54,5 metri. ESPULSI nessuno. AMMONITI Gazzi per gioco scorretto. SAMPDORIA (3-5-2) Romero; Gastaldello, Palombo, Costa; De Silvestri, Munari, Krsticic, Poli, Estigarribia (dal 36’ s.t. Poulsen); Icardi, Eder (dal 26’ s.t. Soriano). PANCHINA Da Costa, Berni, Renan, Maresca, Castellini, Mustafi, Maxi Lopez, Sansone, Berardi, Rossini. ALLENATORE Rossi. CAMBI DI SISTEMA nessuno. BARICENTRO basso 50,6 metri. ESPULSI nessuno. AMMONITI De Silvestri per proteste. ARBITRO Rizzoli di Bologna. NOTE Paganti 5.881, incasso di 130.860 euro; abbonati 8.539, quota di 114.515 euro. Tiri in porta 3-0. Tiri fuori 3-3. In fuorigioco 0-0. Angoli 5-3. Recuperi: p.t. 0’, s.t. 4’.

DAL NOSTRO INVIATO

FILIPPO GRIMALDI TORINO

Bisogna andare oltre le apparenze. Timidezza, quella no. E neppure paura. Pragmatismo, probabilmente. Da qualunque angolazione si analizzi questo zero a zero che ha lasciato un po’ di amaro in bocca sugli spalti (perché lo spettacolo è un’altra cosa), non si trova traccia dell’euforia tanto temuta da Ventura alla vigilia (possibile eredità del pari strameritato contro l’Inter) né dell’effetto-Icardi, che era lecito aspettarsi dalla Samp dopo la goleada al Pescara e la beatificazione del suo baby-fenomeno argentino. Questa è un’altra storia: un pari concettualmente giusto, che in fondo fa ricchi tutti. I granata mettono in cassaforte il tredicesimo punto nelle ultime sette partite (niente male, anche perché una striscia positiva così lunga da queste parti mancava ormai da quattro anni), mentre i blucer-

chiati, negli ultimi tempi troppo spesso in altalena a livello di risultati, fanno un altro passo avanti sulla via della salvezza. Assalto al fortino L’illusione pro-

vocata proprio da Icardi, che dopo cento secondi dal via è planato in area del Torino costringendo Gillet a un’affannosa uscita, ha fatto pensare a un’altra giornata da gol con il pallottoliere. Nulla di più sbagliato: la squadra di Rossi ha tenuto un baricentro bassissimo, trasformando spesso e volentieri il suo 3-5-2 in 5-3-2, non solo in fase di non possesso, e chiudendo di fatto – soprattutto nel primo tempo – ogni varco sulle corsie esterne ai padroni di casa, in difficoltà per creare la superiorità numerica. Insomma, primo non prenderle, con una difesa ormai ben registrata intorno a Palombo, perfettamente a suo agio in questa seconda vita calcistica da difensore, e Toro costretto ad agire spesso per linee orizzontali, vanificando il grande volume di gioco di

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i tocchi di D’Ambrosio. Il difensore granata è giocatore che ieri ha toccato più volte il pallone.

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gare di fila senza k.o. per il Toro. La serie positiva continua: 3 vittorie e 4 pari. Col Milan il 9 dicembre l’ultimo k.o.

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i mesi dall’ultima volta per la Samp senza subire gol fuori casa (vittoria per 1-0 sul Milan a San Siro il 26 agosto)

Gazzi in mezzo al campo e le idee di un volenteroso Cerci. E’ sua l’unica, vera occasione del primo tempo (26’, gran botta – deviata - dalla distanza), sventata da Romero in angolo. Sprecone, invece, Barreto e sfortunato Glik, murato da Gastaldello al momento di battere a rete. Avanti con giudizio Non è molto, ma bisogna accontentarsi. E il canovaccio è rimasto invariato pure nella ripresa, nonostante Ventura abbia provato in tutti i modi, giocandosi anche la carta-Bianchi, a far saltare il banco. Certi numeri parlano chiaro, e raccontano che in 94 minuti la Samp (orfana ieri, oltre che di Maxi Lopez, anche del faro Obiang a centrocampo) non ha fatto un tiro in porta: prova evidente, questa, di quanto per gli uomini di Rossi, diligenti e attenti in fase difensiva, ieri fosse importante soprattutto fare un altro passo avanti in classifica, complici pure un Eder senza guizzi e Icardi stranamente senza il fuoco addosso. Granata senza patemi Il Toro avrà pure collezionato qualche zero a zero di troppo, ma può guardare avanti con serenità. Ventura, non da ieri, sta dando una precisa identità a un gruppo ogni giorno sempre più solido. Il cammino è stato lungo, e non è ancora finito. Ma la Torino granata ha vissuto giorni amari in tempi non lontani e già l’idea di non doversi guardare sempre alle spalle rappresenta un grande, grandissimo risultato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

SCHERMAGLIE NEL DOPOPARTITA BOTTA E RISPOSTA TRA I DUE ALLENATORI

Ventura punge: «Loro difendevano in otto» La replica di Delio Rossi: «La mia squadra difende e attacca in undici». Cairo: «Bene così» FRANCESCO BRAMARDO TORINO

Un solo punto per una gara interpretata al meglio da entrambe le squadre. Chi avrebbe commesso un errore avrebbe pagato, e così non è successo. Il Toro ha provato a pungere senza prestare il fianco al contropiede della Samp, i liguri si sono coperti con ordine, se

mai sono mancati in fase propositiva. La sostanza è quella che conta, di fatto i granata allungano la serie positiva a sette partite. Delio Rossi può tirare un sospiro di sollievo, otto punti in sei partite, un buon viatico per entrambe verso la salvezza. Una volta tanto inoperosa anche la moviola, nessun episodio dubbio, nulla da recriminare né in campo, né fuori, nel dopopartita. Punzecchiature «Pareggio giusto anche se ci abbiamo provato fino alla fine��, il commento di Giampiero Ventura. «La Samp difendeva con otto giocatori al limite dell’area, era dura trovare degli spazi. Hanno fatto una gara prettamente difen-

siva, non abbiamo neppure subito un tiro nello specchio della porta», aggiunge l’allenatore del Torino. Delio Rossi storce il naso e risponde con ironia: «Ci siamo difesi in otto? Male, vorrei una squadra che difendesse in undici ed attaccasse in undici. Se è come dice Ventura ci mancavano tre giocatori in fase difensiva. Risultato giusto, abbiamo interpretato bene la fase difensiva, neutralizzando il gioco di un avversario che è in un buon momento di forma: siamo mancati nell’impostazione di gioco. Dove non siamo arrivati con la tecnica ci abbiamo messo il cuore». Uniti verso la salvezza Ancora Ventura: «La Samp ha messo in

Urbano Cairo, 55 anni, dal 2005 è presidente del Torino ANSA

difficoltà il Milan, vinto a Torino con la Juve, ha fatto sei gol al Pescara. A Icardi abbiamo concesso forse mezzo tiro, sono contento per come abbiamo tenuto il campo e cercato il colpo decisivo. Fallito per un soffio. Abbiamo giocato con raziocinio, siamo mancati sulla velocità. E’ importante la personalità con cui abbiamo giocato. Un punto che mi soddisfa in pieno sulla strada verso la salvezza». Soddisfatto il presidente granata Urbano Cairo: «Una prova di maturità, potevamo anche vincere». Un punto importante per la Samp: «Passo dopo passo cerchiamo di raggiungere la parte sinistra della classifica», le parole di Delio Rossi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

GILLET 6 Sbroglia un paio di mischie aeree, serata tranquilla, senza troppi brividi. D’AMBROSIO 6,5 Impeccabile anche quando sale a centrocampo e prova a proporre gioco. Tocca molti palloni. GLIK 6,5 Si prende la briga di cercare anche il gol, ma la palla sorvola la traversa. RODRIGUEZ 6,5 Sarà dura per Ogbonna riconquistare il posto, Rodriguez non ha ancora sbagliato una partita. MASIELLO 6 Primo a rientrare, tira la coperta quando la squadra si sbilancia in attacco BRIGHI 6 Finisce imbrigliato nella rete da pesca stesa da Delio Rossi in mezzo al campo. Fatica a uscirne.

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IL MIGLIORE

7 GAZZI

Calamita decine di palloni, è ovunque, lucido e con la bombola d’ossigeno di riserva. CERCI 6,5 Fiammate di classe, fa il vuoto quando accelera, non sempre preciso nel tocco finale. BARRETO 5,5 Sfiora il gol di testa e di piede nel finale pasticcia davanti a Romero (Jonathas s.v.) MEGGIORINI 5,5 Lotta e sgomita, primo a difendere ma da punta non fa male. BIANCHI 5,5 Entra dalla panchina, la curva lo applaude ma non ricambia l’affetto sul campo: non tocca palla. SANTANA 5,5 Si avvita in dribbling a volte improbabili per trovare un varco, invano (Birsa s.v.). All. VENTURA 6,5 Costringe la Samp a snaturare il proprio gioco e centra il settimo risultato utile consecutivo.

SAMPDORIA 6 ROMERO 6 Una parata decisiva su Cerci, chiude lo specchio a Barreto nel finale. GASTALDELLO 6 Incoccia spesso l’attaccante brasiliano del Toro, ha quasi sempre la meglio. PALOMBO 6,5 Rinato a nuova vita. Pulito, senza sbavature, padrone di un ruolo ormai sempre più suo. COSTA 6 Attento in marcatura, raddoppia su Cerci e salva spesso la baracca in extremis.

h

IL MIGLIORE

7 DE SILVESTRI

Frena le scorribande di Santana e si permette di pungere nella metà campo avversaria. MUNARI 6 Si sfianca nel tentativo di togliere fiato a Gazzi, si limita al compitino. KRSTICIC 6 Gioca da mediano davanti alla difesa, è il muro tattico l’arma di Delio Rossi. POLI 6 Un tiro nella ripresa, sprecato nel ruolo di badante alle costole di Brighi. ESTIGARRIBIA 5 A proprio agio in fase offensiva fatica a contenere Cerci (Poulsen s.v.). EDER 5,5 Arretra per creare spazi, svaria molto alle spalle di Icardi, non trova mai il varco e conclude poco. SORIANO 5 Come il compagno che sostituisce, stesso ruolo, identico risultato. ICARDI 5,5 Immobile nei primi 45 minuti, pochi segnali di risveglio anche nella ripresa, un solo timido tentativo All. D. ROSSI 6,5 Mette le briglie alla squadra, in particolare il morso a Brighi, e riesce nell’intento di non far giocare il Torino. RIZZOLI 6,5 Gara facile da amministrare, nessun episodio da moviola, ma Rizzoli è stato bravo a gestire l’incontro. Corrette le due ammonizioni Iori 6-Rubino 6 Peruzzo 6-Nasca 6


DOMENICA 3 FEBBRAIO 2013

l’Avventuroso di REINHOLD MESSNER

ng Nima era uno sherpa. È morto pochi giorni fa A nella sua casa di Pangboche, villaggio ai piedi del bellissimo Ama Dablam. Aveva 59 anni. Non l'ho conosciuto bene. Ma l'ho incontrato già più di 30 anni fa quando era ancora «kitchen boy», ragazzo di cucina. In seguito è diventato famoso. Non per le scalate. Ha infatti scelto un altro genere di lavoro: era un «Ice Fall Doctor». Ang Nima era il più accreditato fra questi sherpa, il cui compito è curare la grande Cascata di ghiaccio che sovrasta il campo

ilCaso

di RUGGIERO PALOMBO

oloroso e inevitabile. Zeman che viene accompagnato alla porta del grande calcio è D qualcosa di definitivo che non può non dispiacere. Molto amato e anche molto odiato, ha di sicuro rappresentato un pezzo di storia dei nostri campionati. Il gioco, tanti anni fa così avveniristico e fuori dai canoni tradizionali da far nascere la favola di Zemanlandia, e le parole, così rare, mai banali e spesso coraggiose al punto da catapultarlo al centro di storie forse addirittura più grandi di lui. Tutto questo è stato Zeman, capace anche a 65 anni di rinfrescare il suo mito, col piccolo miracolo della promozione in Serie A del Pescara. Lì si deve essere determinato il Grande Equivoco. Il Pescara, in una serie B assai modesta, aveva certo divertito, complice Zeman col suo calcio sempre uguale a se stesso, ma nel frattempo lo stesso calcio si era evoluto, aveva attraversato confini e barriere, e all’ombra di quell’essere così iperoffensivi si erano andate creando scuole di perfezionamento, laboratori e tanti giovani allenatori avevano prima intrapreso e poi trovato la loro strada. E insieme a quella nuovi equilibri tattici. Mostrando, in diversi casi, di essere più «avanti» degli antichi maestri. Anche le parole, nel frattempo, avevano fatto i conti col passare del tempo, e quel che una volta era buono per creare stupore e scompiglio costruttivi oggi, molto semplicemente, non lo era più. A un certo punto, difficile dire esattamente quando, Zeman è diventato prigioniero del proprio stesso personaggio. Chi in questi ultimi mesi lo ha seguito nella pratica quotidiana del campo e in quella settimanale delle parole sa cosa intendiamo dire. Alla Roma se ne sono accorti quasi subi-

to, che quel signore diventato improvvisamente troppo «antico» non avrebbe potuto funzionare, ma il mito di Zeman in una Roma più propensa a vivere di ricordi che non a scommettere sul proprio futuro (e su Montella) era ancora intatto, tredici anni dopo la sua ultima volta, e nessuno come lui poteva determinare una corsa all’abbonamento così capace di ingrassare le casse societarie. Matrimonio d’interesse ma non d’amore che prima o poi avrebbe portato a questo epilogo. Inevitabile, per l’appunto. Nove sconfitte in 22 partite disputate, la ventitreesima è stata vinta a tavolino, 42 reti subite da una squadra che, rispetto a tutte le altre grandi, aveva lo straordinario vantaggio di non disputare le coppe europee. E poi, una stagione dove l’intramontabile Totti, una sola partita saltata, sta dando il meglio di se stesso. E ancora, una rosa di giocatori dove il cocktail tra giovani talenti e mezze (o intere) bufale è comunque intrigante, e 70 milioni di euro spesi in due anni vorranno pure dire qualcosa, e non solo che Baldini e Sabatini hanno gestito come peggio non si poteva il travaglio di una squadra incapace di trovare una propria identità. Zeman il diverso finisce certo col pagare anche colpe non sue, ma basta un solo nome, Goicoechea, per inchiodarlo alle proprie responsabilità. Ora per il boemo si schiudono mattinate e pomeriggi all’insegna del golf, lo sport più individuale che c’è, da tempo, e non è un caso, divenuto la disciplina più amata e praticata.

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ilCommento

GLI INGLESI NON L’AMMETTERANNO MAI MA SENZA BALO PREMIER PIÙ POVERA di STEFANO BOLDRINI

I

l tempo dirà se la Premier ha salutato un campione con l’addio di Mario Balotelli, di sicuro ha perso un personaggio. Mario ha camminato sul solco tracciato a Manchester da figure come George Best ed Eric Cantona. E’ stato il bad boy del City, dove fino all’arrivo dell’attaccante italiano si ricordavano le stravaganze di Stan Bowles, contemporaneo di Best ed oggi commentatore tv. Balo ha sfasciato macchine, ha collezionato multe ed espulsioni, ha avuto un vagone di ragazze, ha lanciato il tormentone «Why always me?», ha segnato di petto, ha cercato improbabili colpi di tacco, non ha fallito un rigore. L’assist per il gol di Aguero e conseguente 3-2 sul QPR è il «pezzo» tecnico da tramandare ai pronipoti: da quel tocco in scivolata è nato il 13 maggio 2012 il titolo del City, dopo un’attesa lunga 44 anni. Nella conferenza stampa di venerdì, Mario ha detto: «Dell’Inghilterra rimpiangerò la Premier, gli stadi belli e pieni di gente, i tifosi del City, i compagni di squadra, Mancini. Non rimpiangerò la stampa, il cibo, il tempo e la guida a destra». Oltremanica le reazioni sono state naturalmente piccate. A cominciare dal Sun, vero incubo inglese di Mario: «Colpa della stampa le

base nepalese dell’Everest, passaggio obbligato per salire la montagna più alta della Terra, Lhotse e Nuptse. La Cascata è un immenso ammasso di enormi blocchi di ghiaccio: una grande seraccata verticale, alta alcune centinaia di metri. Ed è in continuo movimento. Che può essere lento, ma può anche causare improvvisi crolli. Lavorare sull’Ice Fall è quindi molto pericoloso. I «dottori» individuano e attrezzano a ogni stagione la via per superare la Cascata, piazzando corde fisse, scalette e quanto serve per rendere sicuro il passaggio delle spedizioni. E poi controllano giornalmente che tutto sia in sicurezza, risistemando passaggi divenuti im-

di VALERIO MARINI

multe, le espulsioni, le risse con i compagni di squadra e con Mancini?», il sarcasmo del tabloid, con chiusura ironica sulla temperatura milanese «Mario parla e fuori fa meno due». La verità è che Balotelli, inafferrabile per i cronisti italiani, è stato un fenomeno incomprensibile per quelli inglesi. L’unico riuscito nell’impresa di intervistarlo è stato Noel Gallagher, cofondatore con il fratello Liam dell’ex band Oasis. Ha descritto così Balotelli: «Mario è una rockstar dei tempi moderni. Ho trascorso un’ora con lui e mi è sembrato timido. Come tutta la gente dotata di talento naturale, non ha idea di quello che fa. Io ad esempio sono nato con il talento della musica e non ho preso un’ora di lezione in tutta la mia vita. Mario è la stessa cosa». Gli inglesi sono troppo orgogliosi e nazionalisti per ammetterlo, ma l’addio di Balotelli impoverisce tutti. I giornalisti, soprattutto quelli assatanati dei tabloid, perdono una miniera d’oro. La Premier perde un personaggio che, nel bene e nel male, fa sempre discutere. Il City perde un attaccante. I tifosi del City perdono il più stravagante dei loro giocatori: vuoi mettere Mario con la timidezza di Silva e il carattere introverso di Yaya Touré? Solo un quesito resta irrisolto: perdono anche un campione? Il tempo, Mario e il Milan daranno la risposta. © RIPRODUZIONE RISERVATA

praticabili. Senza il lavoro di quegli sherpa, oggi quasi nessuno saprebbe andare in cima all'Everest. Altro che le incredibili code mostrate da Simone Moro nel suo ultimo film «Exposed to dreams». Nel 1973 fu Mario Curnis, altro protagonista del film, a trovare la via sull’Ice Fall nella prima spedizione italiana. E anche nel ’78, quando salii io, erano gli alpinisti ad attrezzare il percorso. Gli sherpa portavano solo i carichi. Non avevano il know how. Poi se lo sono fatti. E la cosa ingiusta è che i «dottori» come Ang Nima sono pagati meno degli sherpa che accompagnano i clienti fino alla cima. © RIPRODUZIONE RISERVATA

dallaPrima

Napoli e Signora Notte insieme che lascia il segno Ora Mazzarri sa di essere all’altezza dei primi e Conte di non poter sbagliare

TwitTwit

IL CINGUETTIO DEL GIORNO

GIANCARLO FISICHELLA Pilota di auto

Zeman avrà colpe ma sono stati spesi 70 milioni in 2 anni per comprare dei giocatori mai sentiti prima

La gioia di Behrami, Cavani e Mesto dopo il gol dell’1-0 LAPRESSE

@OfficialFisico

di LUIGI GARLANDO

ENRICO MENTANA Giornalista de LA7

Ogni leader in campagna elettorale sogna la vittoria. Ma l'incubo di tutti dopo lanci trionfali e tanti bagni di folla è la parabola di Zeman @ementana

Per la Roma, per tutte le Roma, quella degli americani, dei dirigenti italiani, della banca e della gente, è il momento del silenzio. E, se è possibile, dopo tanto stupire, della normalità. Il quasi sconosciuto signor Aurelio Andreazzoli, in questo senso, è un buon punto di partenza. Basta che non se lo mangino a colazione.

17

RICORDO DELLO SHERPA ANG NIMA DOTTORE DELLA CASCATA DI GHIACCIO

laVignetta

ZEMAN PRIGIONIERO DEL PERSONAGGIO ORA LA ROMA TORNI ALLA NORMALITÀ

LA GAZZETTA SPORTIVA

OLIVIERO BEHA Giornalista

Cacciano Zeman e tengono Berlusconi, Monti,Bersani ecc.?Ma come è possibile? @olivierobeha

LIA CAPIZZI Giornalista di Sky

Zeman ha fatto i suoi sbagli (da gestione DeRossi a portiere etcc). Non venite a dirmi che e' solo colpa sua. Umanamente mi dispiace. #Roma @LiaCapizzi

VALERIO CLERI Nuotatore di fondo

Grazie maestro torna presto a trigoria! @ValerioCleri

EDOARDO MOLINARI Giocatore di golf

Nooo...Zeman esonerato! Peccato, il 29-set mi ero divertito come non mai e speravo di rivivere certe emozioni! #fino alla fine #zemanlandia @DodoMolinari

IVAN ZAZZARONI Commentatore Rai

In onore di Zeman Toro e Samp hanno fatto 0 a 0. @Zazzaroni

GIANLUCA BASILE Cestista dell’Olimpia Milano

Servizio al tg5 su Zdenek Zeman che sembra uno di quei servizi che fanno per ricordare una persona scomparsa. Non è mica morto @GianlucaBas

l Napoli si è addormentato accanto alla Signora. MagaIri oggi, nella città di Giulietta, la Signora se ne va, ma la notte insieme ha lasciato il segno. Ora il Napoli sa, con maggiore convinzione, di poter essere all’altezza dei campioni d’Italia e la Juve sa, con maggiore pressione, di non poter sbagliare perché la squadra di Cavani ormai è una presenza incombente. Poche settimane fa il Napoli aveva uno svantaggio in doppia cifra, il capitano fermo per squalifica e 2 punti in meno di penalizzazione. Ora, recuperati i 2 punti, ha raggiunto la vetta mandando in gol anche capitan Cannavaro. La rimonta e i 15 punti in più rispetto al campionato scorso danno il senso dell’onda azzurra che monta, pronta a rovesciarsi sulla Juve il primo marzo nello scontro diretto del San Paolo. Era dal ’90 che il Napoli non stava lassù dopo 23 turni. Insigne non era ancora nato. Il mancato rigore fischiato a Zuniga e l’espulsione di Grava pretesa invano dal Catania sono ulteriori tossine nella testa della Juve, convinta da tempo che tiri brutta aria. Per la Signora è un momento delicato. Anche se ieri Conte lo ha negato orgogliosamente alla luce di posizioni, prestazioni e cifre. Poi però ha rifiutato il ruolo di favorito e sottolineato i rinforzi degli altri. Quest’oscillazione tra orgoglio e preoccupazione, così come la vistosa escursione umorale del tecnico tra la rabbia post-Genoa e l’ironia post-Lazio, entrambe plateali, tradiscono una contingenza emotiva non facile. Delle ultime 6 partite, coppa Italia compresa, la Juve ne ha vinta una sola e perse 2: non si può ridurre tutto a episodi spiacevoli. La frenata è anche colpa della macchina, non solo degli ostacoli esterni. Successe pure un anno fa: 6 pareg-

gi dalla 2ª all’8ª di ritorno, poi dal 5-0 di Firenze la Juve piazzò la sgasata (8 vittorie di fila) che la portò al titolo. Conte ci riprova: tra una settimana ospita proprio i viola. Ma quest’anno c’è una Champions in più e un avversario come il Napoli affamato, maturato e ulteriormente rinforzato dal mercato di gennaio, con un attaccante da 18 gol (Cavani) e un incursore da 9 (Hamsik) che Conte non può permettersi. La sensazione è che alla Juve sia richiesta una tenuta nervosa superiore alla stagione scorsa, anche perché il popolo bianconero, indispettivo dal mancato arrivo della stella offensiva («solo» Anelka) e dai Balotelli degli altri, non pare disposto alla luna di miele incondizionata di un anno fa, quando la pancia era vuota e il nuovo Juventus Stadium stimolava l’idillio. Il quadro insomma si è complicato. Servirebbe alla causa un prestazione da vera Juve, tecnicamente e atleticamente. Motivazioni feroci prima di tutto, contro un Chievo abituato a «mangiare l’erba», come dice Conte. Oggi è giornata d’esordio per tanti protagonisti freschi di mercato. A cominciare dallo strabordante Balotelli che ha vitaminizzato l’entusiasmo e le ambizioni Champions del Milan. Stramaccioni a Siena potrebbe già consegnare le chiavi dell’Inter a Kovacic, genietto di 18 anni. Balotelli, in fondo, raccoglie il testimone di Zeman, appena fatto fuori. Imparagonabili per età, ruolo e costituzione mediatica, Zeman e Balotelli sono due poderose promesse di bellezza, due potenzialità inespresse, due spettacoli incompiuti. Fallito il ritorno romano, il vecchio boemo ha ormai esaurito il tempo e le occasioni per completarsi, da oggi il giovane Mario ci riprova con una maglia nuova. Ha ancora un sacco di futuro tra le mani, ma deve capire che scivola in fretta tra le dita. Come sabbia. © RIPRODUZIONE RISERVATA


LA GAZZETTA SPORTIVA

18

DOMENICA 3 FEBBRAIO 2013

SERIE A GIOCHIAMO A TAVOLINO LA

23

a

CHIEVO (5-3-2)- JUVENTUS (3-5-2) ore 12.30 13

SQUADRE

PT

PARTITE G

V

N

1

RETI P

COFIE

CESAR

F

PUGGIONI

S

JUVENTUS 49 22 15 4 3 46 15 NAPOLI 49 23 15 4 4 45 20 LAZIO 43 22 13 4 5 32 22 INTER 40 22 12 4 6 35 25 MILAN 37 22 11 4 7 39 28 FIORENTINA 36 22 10 6 6 39 27 CATANIA 35 23 10 5 8 31 30 ROMA 34 23 10 4 9 49 42 UDINESE 33 22 8 9 5 33 31 PARMA 31 22 8 7 7 30 29 CHIEVO 28 22 8 4 10 23 34 TORINO (-1) 28 23 6 11 6 27 26 SAMPDORIA (-1) 25 23 7 5 11 28 29 CAGLIARI 24 23 6 6 11 25 40 ATALANTA (-2) 23 22 7 4 11 19 32 BOLOGNA 22 22 6 4 12 29 31 PESCARA 20 22 6 2 14 17 45 GENOA 18 22 4 6 12 22 35 PALERMO 17 22 3 8 11 19 35 SIENA (-6) 14 22 5 5 12 20 32 ■ CHAMPIONS ■ PRELIMINARI CHAMPIONS ■ EUROPA LEAGUE ■ RETROCESSIONE

3

16

ANDREOLLI

L. RIGONI

2

5

DAINELLI

77

32

THÉREAU

MATRI

43

12

PALOSCHI

GIOVINCO

1

MARRONE BUFFON

6

4

1 VIVIANO

20

7

32

BORJA VALERO

BIABIANY

MARCHIONNI

CACERES

30 TONI

2

7

RODRIGUEZ

PIZARRO

4

21

RONCAGLIA

8 JOVETIC

MIGLIACCIO

9

10

BELFODIL

VALDES

21

16

SANSONE

PAROLO

6

83 MIRANTE

LUCARELLI

18

ARBITRO RUSSO Assistenti Viazzi-Liberti IV Musolino. Add Giacomelli (1) Cervellera (2) PREZZI da 14 a 125 euro TV Sky Calcio 3; Mediaset Premium Calcio 3

JUVENTUS p. 49

FIORENTINA p. 36

PARMA p. 31

PANCHINA 18 Squizzi, 88 Ujkani, 21 Frey, 33 Papp, 17 Sampirisi, 26 Farkas, 51 Acerbi, 4 Spyropoulos, 27 Seymour, 56 Hetemaj, 39 Stoian, 31 Pellissier. ALLENATORE Corini. BALLOTTAGGI Vacek-Frey 55-45%, Cesar-Acerbi 70-30%. SQUAL. nessuno. DIFF. Guana, Dramé, L. Rigoni, Jokic. INDISP. Dramè (7 giorni), Samassa (C. d’Africa), Luciano (5 giorni), Sardo (da valutare). ALTRI Cruzado e Hauce.

PANCHINA 30 Storari, 34 Rubinho, 13 Peluso, 33 Isla, 27 Quagliarella. 20 Padoin, 24 Giaccherini, 18 Anelka, ALL. Alessio. BALL. Matri-Quagliarella 55-45%, Ceglie-Giaccherini 55-45%, De Ceglie-Peluso 55-45%. SQUAL. Conte (2), Bonucci (2), Chiellini (1), Vucinic (1). DIFF. Peluso, Chiellini, Vidal, Barzagli, Marchisio. INDISP. Asamoah (C.d’Africa), Marchisio (7 giorni), Chiellini (25 giorni), Pepe (60 giorni), Bendtner (da valutare). ALTRI nessuno.

PANCHINA 89 Neto, 12 Lupatelli, 40 Tomovic, 5 Compper, 92 Romulo, 28 Capezzi, 19 Llama, 27 Wolski, 22 Ljajic, 9 El Hamdaoui, 18 Larrondo. ALL. Montella. BALL. Toni–El Hamdaoui 70%-30%, Roncaglia–Tomovic 70%-30%. DIFF. Jovetic, Tomovic, Migliaccio, Borja Valero. SQUAL. Aquilani (2). INDISP. M. Fernandez (5 giorni), Hegazi (90 giorni), Rossi (60 giorni), Camporese (da valutare), Sissoko (C. d’Africa). ALTRI nessuno.

PANCHINA 1 Pavarini, 91 Bajza, 31 Coda, 28 Benalouane, 5 Mesbah, 4 Morrone, 14 Strasser, 15 Mariga, 77 Ninis, 17 Palladino, 11 Amauri. ALLENATORE Donadoni. BALLOTTAGGI Belfodil-Amauri 55-45%, Rosi-Benalouane 55-45%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Galloppa, Rosi, Marchionni, Coda. INDISP. Galloppa (90 giorni), Santacroce (21 giorni). ALTRI Ferrari, Arteaga, Maceachen, Ampuero.

1

PALETTA

GOBBI

CHIEVO p.28

2 1.60

29

CUADRADO

DE CEGLIE

X 3.75

ROSI

11

ARBITRO BERGONZI Assistenti Niccolai-Grilli IV De Luca. Add Rocchi (1) Tommasi (2) PREZZI da 22 a 86 euro TV Sky Calcio 1 e SuperCalcio; Mediaset Premium Calcio

QUOTE

rete incassata da Puggioni nelle due partite finora giocate con la maglia del Chievo

14

11

BALZANO

le reti realizzate nelle ultime 8 partite giocate dal Parma (13 segnate e 11 subite), in cui entrambe le squadre sono sempre andate in gol

39

87

1 1.75

X 3.50

2 4.75

81

le presenze e 2 le reti in maglia viola di Gobbi, uno dei 5 ex tra i convocati del Parma

PESCARA (4-3-1-2)- BOLOGNA (3-4-2-1) ore 15

I NUMERI

24

21

SAVIC

11

QUOTE

le partite interne utili consecutive per il Chievo superato per l’ultima volta al Bentegodi dall’Inter il 26 settembre scorso, 2-0 con reti di Pereira e Cassano

BARZAGLI

POGBA

GUANA

15

15

VIDAL

PIRLO

VACEK

1 5.50

8

23

25

La classifica tiene conto di quest’ordine preferenziale: 1) punti; 2) a parità di partite giocate, differenza reti; 3) gol segnati

4

PASQUAL

LICHTSTEINER

14

12

Classifica

23

26

JOKIC

GIORNATA

FIORENTINA (3-5-2)- PARMA (4-3-3) ore 15

5 CAPUANO

77 PERIN

22

CASCIONE

VUKUSIC

33

91

BIANCHI ARCE

GILARDINO

SFORZINI

RIZZO

PEREZ

5

33

21 CHERUBIN

MORLEO

ZANON

CURCI

TAIDER

3

2

1

ANTONSSON

6

KONE

È A PORTA

SØRENSEN

15

23

10 DIAMANTI

17

70

D’AGOSTINO WEISS

28

MOTTA

4

LA GIOCA

43

4

ARBITRO DE MARCO Assistenti Faverani-Altomare IV Meli. Add Mazzoleni (1) Roca (2) PREZZI da 20 a 180 euro TV Sky Calcio 5

PESCARA p. 20

BOLOGNA p. 22

PANCHINA 32 Pelizzoli, 6 Zauri, 23 Cosic, 15 Bocchetti, 21 Togni, 8 Bjarnason, 99 Caprari, 9 Abbruscato, 10 Celik, 7 Sculli, 60 Caraglio. ALLENATORE Bergodi. BALLOTTAGGI Vukusic 60-Celik 40%, Sforzini 60-Abbruscato 40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Quintero. INDISPONIBILI Blasi (7 giorni). ALTRI Quintero, Chiaretti.

PANCHINA 25 Agliardi, 32 Stojanovic, 45 Carvalho, 8 Garics, 20 Abero, 4 Krhin, 17 Guarente, 30 Pazienza, 77 Pasquato, 19 Christodoulopoulos, 9 Moscardelli. ALL. PiolI. BALL. Curci-Agliardi 60-40%,Motta-Garics 60-40%, Kone-Pasquato 60-40%. SQUAL. nessuno. DIFF. Antonsson, Garics, Kone, Motta, Taider. INDISP. Natali (40 giorni), Gabbiadini (5 giorni). ALTRI Lombardi, Paponi, Pulzetti, Radakovic, Riverola, Naldo.

QUOTE 1 2.80

MARCATORI 18 RETI Cavani (3) (Napoli) 15 RETI El Shaarawy (Milan) 14 RETI Di Natale (4) (Udinese) 11 RETI Osvaldo (2) (Roma) 10 RETI Klose (Lazio); Pazzini (3) (Milan); Lamela (Roma) 9 RETI Gilardino (Bologna); Hamsik (Napoli); 8 RETI Sau (Cagliari); Jovetic (1) (Fiorentina); Milito (3) (Inter); Hernanes (1) (Lazio); Totti (1) (Roma) 7 RETI Denis (2) (Atalanta); Bergessio (Catania); Paloschi (2) (Chievo); Palacio (Inter); Quagliarella (Juventus); Belfodil (Parma); Icardi (Sampdoria); Bianchi (2) (Torino) 6 RETI Toni (Fiorentina); Borriello (1) (Genoa); Giovinco (1) (Juventus) 5 RETI Diamanti (2) e Gabbiadini (1) (Bologna); Gomez (Catania); Rodriguez (2) (Fiorentina); Immobile (Genoa); Cassano (Inter); Pirlo, Vidal (2) e Vucinic (1) (Juventus); Ilicic e Miccoli (1) (Palermo); Amauri (1) (Parma) 4 RETI Bonaventura (Atalanta); Barrientos, Castro e Lodi (1) (Catania); Pellissier (1) (Chievo); Aquilani (Fiorentina); Guarin (Inter); Marchisio, Matri e Pogba (Juventus); Candreva (1) (Lazio); Inler, Insigne e Maggio (Napoli); N. Sansone (Parma); Destro (Roma); Calaiò (Siena); Muriel (Udinese)

Prossimo turno 24a GIORNATA Sabato 9 febbraio JUVENTUS-FIORENTINA ore 18 LAZIO-NAPOLI ore 20.45 Domenica 10 febbraio, ore 15 PARMA-GENOA ore 12.30 ATALANTA-CATANIA BOLOGNA-SIENA CAGLIARI-MILAN PALERMO-PESCARA SAMPDORIA-ROMA UDINESE-TORINO INTER-CHIEVO ore 20.45

(0-0) (0-3) (1-1) (1-2) (0-1) (0-2) (0-1) (1-1) (0-0) (2-0)

X 3.25

4

2 2.45

I NUMERI

8

le sconfitte del Bologna nelle ultime 9 trasferte, fa eccezione il 3-2 conquistato a Napoli il 16 dicembre scorso

gli assist magic forniti ai compagni del Bologna da Diamanti in questo campionato

MILAN (4-3-3)- UDINESE (4-4-1-1) ore 20.45 21 CONSTANT

17 32

ZAPATA

10

92

BOATENG EL SHAARAWY

18

ABBIATI

25

MONTOLIVO

BONERA

20

11 PAZZINI

16

19

FLAMINI

NIANG

10

DI NATALE

24 MURIEL

8

17

BASTA

BENATIA

66

5

PINZI

DANILO

3

11

ALLAN

DOMIZZI

21

26

25

ARBITRO VALERI Assistenti Maggiani-Iannello IV Barbirati Add Orsato (1) Ciampi (2) PREZZI da 20 a 340 euro TV Sky Sport 1, Calcio 1 e Super Calcio; Mediaset Premium Calcio

MILAN p. 37

UDINESE p. 33

PANCHINA 1 Amelia, 59 Gabriel, 81 Zaccardo, 76 Yepes, 77 Antonini, 12 Traoré, 23 Ambrosini, 4 Muntari, 8 Nocerino, 22 Bojan, 7 Robinho, 45 Balotelli. ALLENATORE Allegri. BALLOTTAGGI Abbiati-Amelia 60-40%, Pazzini-Balotelli 80-20%. SQUAL. nessuno. DIFFID. Ambrosini, De Jong, El Shaarawy, Montolivo, Zaccardo. INDISP. De Jong (stagione finita), Didac Vilà (da valutare), Mexes e De Sciglio (5 giorni). ALTRI Salamon.

PANCHINA 40 Favaro, 51 Scuffet, 4 Angella, 75 Heurteaux, 6 Faraoni, 34 Gabriel Silva, 52 Merkel, 37 Pereyra, 22 Campos Toro, 94 Zielinski, 77 Maicosuel, 13 Ranégie. ALLENATORE Guidolin. BALLOTTAGGI Benatia-Heurteaux 60-40%, Lazzari-Pereyra 70-30%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Angella, Di Natale, Lazzari, Maicosuel. INDISP. Badu, Brkic, Pawlowski. ALTRI nessuno.

QUOTE 1 1.55

X 4.00

2 5.75

2

gli anni trascorsi dall’ultima rete di Zapata in A, il 30 gennaio 2011 alla Juventus

2013 tabù Montella rispolvera Viviano Fiorentina senza vittorie Il tecnico: «Non può sempre girare male». Oggi il Parma

PADELLI

LAZZARI PASQUALE

ABATE

Informati sulle probabilità di vin www.aams.gov.it e www.lottom

LOTTOMATICA SCOMMESSE S.R.L. CONC. AAMS N. 4032 del 28/03/2007

SANDRO PIOVANI GIOVANNI SARDELLI

Fiorentina splatter. Perché il pari dell’andata è una ferita che sanguina ancora. E l’emorragia del recente mese di gennaio, in termini di punti, pesa in classifica. Molto. Ecco perché oggi il Parma vale il Real Madrid in termini di appeal. Partita fondamentale, tappa da non sbagliare e necessità assoluta di togliere lo zero nella casella delle vittorie annuali. Poi ci sarà spazio per le gare che elettrizzano maggiormente il tifo viola. Juventus (sabato prossimo) ed Inter la settimana seguente.

gioco, interpretazione e spirito di gruppo. Rifarei le stesse scelte dell’ultimo periodo, sono mancati soltanto i risultati. Ma non potrà girarci sempre male». Il pensiero di Montella, qui espresso, ricalca quello della tifoseria. Il Parma è squadra rispettata e complessa da affrontare. Perché tremendamente simile alla sua Viola. «Hanno la nostra stessa filosofia di gioco». Oltre che guidata da un tecnico stimato come pochi: «Donadoni è molto preparato. Ed estremamente equilibrato anche nelle dichiarazioni dopo gara. Parla poco di arbitri smorzando tensioni e polemiche. Dovremmo essere tutti così».

Gemelle «La Fiorentina è la

stessa del girone d’andata. Per

Mercato condiviso Nessun nuo-


LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 3 FEBBRAIO 2013

GENOA (3-5-1-1)- LAZIO (3-5-2) ore 15 24

29

MORETTI

21 MANFREDINI

1 FREY

KONKO

33 22

KUCKA

7

5

11

10 OLIVERA

ROSSI

15 GONZALEZ

24

PORTANOVA MATUZALEM

GRANQVIST

99

BORRIELLO FLOCCARI

27

90

PALERMO (3-4-2-1)- ATALANTA (4-3-2-1) ore 15

KLOSE

LEDESMA

6 MAURI

26

29

2

GARCIA

CIANI

27

SORRENTINO

22

CANA MARCHETTI

26 RADU

54

BALOTELLI IN GOL GIÀ ALL’ESORDIO?

19

GIORGI

BOSELLI DENIS

5

27

6

BARRETO

ILICIC

MUNOZ

22

SCALONI

CARMONA

18

16

18

DONATI

21 CIGARINI

10

BONAVENTURA

2,40

2

STENDARDO 47 CONSIGLI

13

88

CANINI

BIONDINI

NELSON

19

CASSANI

17

DOSSENA

FAURLIN FABBRINI 17

23

Le quote 5

8

83 DEL GROSSO

LULIC

ARBITRO TAGLIAVENTO Assistenti Di Fiore–Giordano IV Tonolini. Add Manganiello (1) Velotto (2) PREZZI da 25 a 150 euro TV Sky Sport 1 e Calcio 2; Mediaset Premium Calcio 1

ARBITRO DAMATO Assistenti Petrella-Marzaloni IV Di Liberatore. Add Guida (1) Di Paolo (2) PREZZI da 5 a 170 euro TV Sky Calcio 4; Mediaset Premium Calcio 4

GENOA p. 18

LAZIO p. 43

PALERMO p. 17

ATALANTA p. 23

PANCHINA 30 Tzorvas, 32 Donnarumma, 4 Ferronetti, 87 E. Pisano, 28 Tozser, 91 Bertolacci, 14 Rigoni, 29 Nadarevic, 17 Immobile, 19 Jorquera. ALLENATORE Ballardini. BALLOTTAGGI Olivera-Immobile 60-40%. SQUALIFICATI Antonelli (1). DIFFIDATI Granqvist, Jankovic. INDISPONIBILI Bovo (5 giorni), Floro Flores (25 giorni), Jankovic (30 giorni), Vargas (7 giorni). ALTRI Velazquez, Said.

PANCHINA 1 Bizzarri, 95 Strakosha, 33 Stankevicius, 39 Cavanda, 32 Brocchi, 17 Pereirinha, 18 Kozak, 25 Rozzi. ALLENATORE Petkovic. BALLOTTAGGI Floccari-Kozak 80-20 %. SQUALIFICATI Biava (1), Dias (1). DIFFIDATI Konko, Ledesma. INDISPONIBILI Candreva (3 giorni), Ederson (15 giorni), Hernanes (30 giorni). ALTRI Diakite e Onazi.

PANCHINA 99 Benussi, 30 Brichetto, 55 Goldaniga, 89 Morganella, 20 Rios, 14 Anselmo, 28 Kurtic, 50 Sanseverino, 33 Formica, 9 Dybala. ALL. Gasperini. BALLOTTAGGI Boselli-Dybala 60-40%, Faurlin-Kurtic 60-40%, Fabbrini-Formica 60-40%. SQUALIFICATI Miccoli (2), Von Bergen (1), Aronica (1). DIFF. nessuno. INDISPONIBILI Hernandez (60 giorni), Mantovani (60 giorni). ALTRI Viola e Sperduti.

PANCHINA 16 Polito, 78 Frezzolini, 22 Contini, 77 Raimondi, 44 Cazzola, 8 Radovanovic, 11 Moralez, 91 De Luca, 7 Livaja, 99 Parra,20 Budan. ALL. Colantuono. BALL. Giorgi-Moralez 60-40%. SQUAL. Brivio (1). DIFF. Biondini, Bonaventura, Cigarini, Consigli, De Luca, Moralez. INDISP. Capelli (45 giorni), Marilungo (stagione finita), Lucchini (10 giorni), Bellini (10 giorni), Ferri (40 giorni), Troisi (3 giorni). ALTRI Brienza, Gagliardini, Milesi, Palma.

QUOTE 1 2.75

X 3.25

2 2.50

3

i precedenti del difensore rossoblù Granqvist contro la Lazio, tutti e tre vittoriosi

QUOTE 1 2.15

X 3.25

6

2 2.45

SuperMario Balotelli vuole tutto e subito, si sa, e bagnare l’esordio in rossonero di stasera con una rete è anche una buona scommessa: il gol del nuovo attaccante del Milan vale 2,40.

L’ETERNO DI NATALE SFIDA I RAGAZZINI

3.00 Di fronte ai ragazzini terribili del Milan, Totò Di Natale fa un po’ fatica, almeno nelle quote che riguardano i marcatori. Una rete contro il Milan si gioca a tre volte la posta.

le squadre con cui Donati ha affrontato l’Atalanta in serie A, per un totale di 9 incontri complessivi

4

SIENA (3-4-2-1)- INTER (3-5-2) ore 15

ATA

7

33 18

ATA DI MANO.

25

PEGOLO PACI

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4

14

91

DELLA ROCCA REGINALDO

24

8 VERGASSOLA

17 BELMONTE

ncita e sul regolamento di gioco sui siti matica.it e presso i punti vendita

I NUMERI

SCHELOTTO

RUBIN

FELIPE

81

8

ZANETTI

PALACIO

10

27 BOGDANI 99 ROSINA

CASSANO

4

RANOCCHIA

26

1

CHIVU HANDANOVIC

21 55

ANGELO

23

KOVACIC

GARGANO

6

40 JUAN JESUS

NAGATOMO

Emiliano Viviano, 27 anni, alla prima stagione con la maglia viola. Prima Brescia, Cesena, Bologna, Inter, Genoa e Palermo

vo volto in campo dall’inizio. La panchina si arricchisce però di Wolski e Compper, alla prima convocazione. «Per fortuna gennaio è finito. Tutte le scelte di mercato sono state condivise e sono contento: la Società ha pensato molto al futuro. Visto che tre acquisti li avrò al 100% solo la prossima stagione». Riferimento logico a Giuseppe Rossi, Vecino (verrà tesserato in estate n.d.r.) ed il giovane Wolski. Che avrà bisogno di tempo per ambientarsi. Il presente porta invece a Compper «Ha personalità e carisma» e Momo Sissoko «Può giocare in tante posizioni, ha grande fisicità e conosce bene il nostro campionato». La concentrazione è comunque volta alla sfida di oggi. Accanto a Jovetic, ancora a secco nel 2013, spazio a Toni. Anche lui senza centri nel nuovo anno. Out Aquilani, squalificato, torna Pizarro in regia. Dopo quasi due mesi in porta si rivede Viviano, che proprio a Parma all’andata disputò la miglior partita in maglia viola. Qui Parma Firenze, tappa delicata per il Parma. Che domenica scorsa ha conosciuto il primo stop interno della stagione, per mano del Napoli. Una sconfitta arrivata dopo cinque gare utili consecutive. “La Fiorentina è affamata, desiderosa cioè di lasciarsi alle spalle un momento negativo sotto il profilo dei risultati, non certo del gioco. Ma ad avere tanta voglia di riscatto è anche il Parma”: Roberto Donadoni ha riassunto così la vigilia della sfida tra viola e crociati. Che oggi avranno, probabilmente in panchina, tutti i rinforzi di gennaio a disposizione. Anche se il tecnico degli emiliani dovrebbe confermare il solito Parma, col 4-3-3 e con Biabiany, Belfodil e Sansone in avanti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

PESCARA-BOLOGNA

Bergodi lancia subito Sforzini Pioli cambia: riecco Curci Tre motivi per rialzare la testa. Luciano Zauri, Giuseppe Sculli e Fernando Sforzini sono le novità del Pescara di Bergodi che oggi si gioca una fetta di salvezza contro il Bologna. Sforzini sarà subito in campo: «Bergodi è un uomo eccezionale, spero di ripagare la sua fiducia. Gol non ne prometto, vado in campo e cerco di dimostrare». I due ex laziali partiranno dalla panchina. Sculli: «Rabbia? Quello che mi è successo è acqua passata, ora riparto, fino al 30 gennaio pensavo di essere rimasto fuori da tutti i giochi. In questi mesi ho capito chi mi vuole bene davvero». Infine l’abruzzese Zauri: «Pescara da ragazzino significava grande calcio per me». Qui Bologna Archiviato il mercato il

Bologna torna al passato. A Pescara Pioli rispolvera la difesa a 3 e pesca dalla panchina il portiere che non è arrivato a gennaio. «Ora Curci sta bene e ho fiducia sia in lui che in Agliardi. La società ha fatto quel che ha potuto e mi ha accontentato in attacco, dove c’è più varietà» ha detto Pioli che al posto di Gabbiadini inserirà Kone o Pasquato. Sempre fiducioso nella salvezza Pioli aspetta gli uomini di Bergodi: «Sono rimasti blindati per una settimana e saranno agguerriti dopo i 6 gol dalla Samp. Noi vogliamo dimostrare che in trasferta non sappiamo solo perdere». Orlando D’Angelo Nicola Zanarini

4

I NUMERI

2

i punti raccolti dall’Atalanta nelle ultime 6 partite, due 1-1 casalinghi contro Udinese e Cagliari, nelle altre quattro partite mai in gol

ARBITRO DOVERI Assistenti Marrazzo-De Pinto IV Rosi. Add Castrignanò. (1) Celi (2) PREZZI da 25 a 45 euro TV Sky Calcio 1; Mediaset Premium Calcio 2

SIENA p. 14

INTER p. 40

PANCHINA 12 Farelli, 88 Marini, 88 Terlizzi, 3 Uvini, 36 Bolzoni, 7 Valiani, 77 Sestu, 16 Verre, 23 Agra, 70 Mannini, 9 Paolucci, 10 Emeghara. ALLENATORE Iachini. BALLOTTAGGI Reginaldo-Bolzoni 60-40%; Bogdani–Paolucci 60-40%. SQUALIFICATI Vitiello (9/09/2016), Terzi (9/02/2016) DIFFIDATI Rosina, Paci, Pegolo, Sestu, Rubin. INDISPONIBILI Pozzi (7 giorni) ALTRI Rosseti, Zè Eduardo, Calello, Grillo, Teixeira, Matheu

PANCHINA 27 Belec, 77 Di Gennaro, 6 Silvestre, 31 Pereira, 42 Jonathan, 17 Kuzmanovic, 24 Benassi, 14 Guarin, 11 Alvarez, 18 Rocchi. ALLENATORE Stramaccioni. BALLOTTAGGI Kovacic-Guarin 55-45% SQUAL. nessuno. DIFFIDATI Cambiasso, Guarin, Handanovic, Palacio, Pereira. INDISP. Castellazzi (40 giorni), Samuel (da valutare), Cambiasso, Stankovic e Milito (7 giorni), Obi (20 giorni), Mudingayi (stagione finita). ALTRI Mbaye.

QUOTE 1 3.85

X 3.35

2 1.95

3

i calci di rigore causati da Felipe su un totale di 7 fischiati contro il Siena in questa stagione

PALERMO-ATALANTA IL TREQUARTISTA ASSENTE PER CONTRATTO

Gasperini e la carica dei nuovi Colantuono senza Brienza Il mercato ha ridisegnato un Palermo più forte. Gasperini ne è convinto e per la delicatissima sfida con l’Atalanta attingerà subito ai nuovi arrivati: il tecnico dovrebbe lanciare dall’inizio Nelson, Faurlin, Fabbrini e Boselli. Innesti in un impianto già collaudato nel quale si aggiunge anche il ritorno di Donati al centro della difesa. Il Palermo cerca una vittoria che manca dal derby con il Catania del 28 novembre e che ha sfiorato una settimana fa a Cagliari. In una situazione diversa gli inserimenti sarebbero stati più graduali. «Ma noi questo tempo non lo abbiamo — spiega il tecnico — qualcuno dei nuovi lo dobbiamo far giocare per forza. Adesso abbiamo molte più soluzioni rispetto a prima e dovremo sfruttarle». Boselli avrà il compito di portare gol finora arrivati col contagocce, Faurlin di dettare i

Gian Piero Gasperini, 55 anni, da settembre al Palermo FORTE

19

tempi di gioco, Fabbrini di inventare in tandem con Ilicic. Qui Atalanta Anche l’Atalanta si presenta a Palermo con idee nuove e forze fresche. Nel 2013 i nerazzurri non hanno ancora vinto, ma oggi conta non perdere. «Sarà una delle partite più difficili della stagione» ha avvertito Colantuono. Il tecnico vuole assolutamente evitare di ritrovarsi i siciliani a soli 3 punti. Gli ultimi arrivati verranno impiegati subito: è il caso di Scaloni e Del Grosso che andranno a tappare i buchi di una difesa costantemente falcidiata da infortuni e squalifiche, con Contini, Livaja e Budan in panchina. Brienza, invece, sarà in tribuna: il Palermo al momento della cessione ha avuto la promessa dall’Atalanta di non impiegarlo. Guido Maconi Fabrizio Vitale

le vittorie consecutive da cui è reduce il Milan in campionato a San Siro, dove i rossoneri quest’anno non hanno ancora pareggiato

1

solo punto raccolto dalla Fiorentina nelle ultime 4 giornate, l’1-1 casalingo con il Napoli del 20 gennaio scorso; stessa situazione in casa viola per l’ultima volta tra l’11 marzo ed il 1˚ aprile 2012

Taccuino DONNE

Tris della Torres Tavagnacco ok (f.sal.) I risultati della 19a giornata: Brescia-Como 3-1, Chiasiellis-Lazio 3-0, Fiammamonza-Riviera di Romagna 2-4, Firenze-Perugia 2-0, Pordenone-Napoli 1-2, Torino-Tavagnacco 1-5, Torres-Mozzanica 3-0. Mozzecane-Verona rinviata. La classifica: Torres 53, Tavagnacco 49, Brescia 45, Verona* 40, Napoli e Riviera 31, Firenze 28, Como 27, Mozzanica 25, Chiasiellis 23, Pordenone 22, Fiammamonza 14, Perugia 12, Mozzecane* 10, Lazio 7, Torino 3. (* 1 gara in meno).

CALCIO A 5

La Lazio si rialza Bene la Luparense La 17a giornata formato spezzatino. Colpo esterno venerdì del Venezia contro l’Acqua&Sapone (0-1), mentre il Kaos Bologna si è imposto 7-5 a Pescara. Successo agevole ieri per la Lazio sul campo del Putignano per 11-3 e vittoria interna della Luparense (5-3 al Montesilvano). Oggi: Verona-Napoli, Genzano-Marca e Rieti-Asti.


20

LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 3 FEBBRAIO 2013

MONDO COPPA D’AFRICA

4

Capo Verde dà spettacolo Ma il Ghana ha Wakaso

VERSO LA FINALE

S QUARTI DI FINALE GHANACapo Verde 2-0

L’attaccante entrato nella ripresa firma il 2-0: un rigore discutibile e un gol a porta vuota (con il portiere nell’altra area a cercare il pari) DAL NOSTRO INVIATO

PAOLO CONDÒ PORT ELIZABETH (Sudafrica)

SudafricaMALI 1-1 (2-4 ai rigori) Tifosi di casa ancora delusi REUTERS

IL PROTAGONISTA RINGRAZIA 3

1

La scena finale è una comica ai danni di Capo Verde, perché al minuto 94 pure il portiere Vozinha è trasvolato nell’altra area per tentare la fortuna sull’ultimo corner, e dunque la fuga di Wakaso verso la porta vuota dall’altra parte del campo è una condanna lunga e grottesca. Prima della sentenza capitale, però, Capo Verde aveva giocato una grande partita. Nel primo tempo chiudendo ogni spazio al Ghana e sfiorando il vantaggio; nella ripresa, dopo il rigorino (molto ino) concesso a Gyan e trasformato da Wakaso, assediando senza requie la porta di Dauda, autore di almeno tre parate da superpoteri.

Oggi Burkina FasoTogo (a Mbombela) Costa d’AvorioNigeria (a Rustenburg)

S SEMIFINALI Malivincente C.Avorio/Nigeria (6/2 a Durban); vincente Burkina/TogoGhana (6/2 a Mbombela)

S

2

FINALE 3O POSTO 9/2 (Mandela Bay)

Qualificato Il Ghana passa così

in semifinale seminando dubbi perché, malgrado i suoi nomi siano più pesanti, si è fatto mettere a lungo sotto da Capo Verde, squadra ricca di giocatori interessanti (dovendo citarne uno scegliamo Heldon, mezza punta del Maritimo) ma che ha chiaramente nell’assemblaggio il suo valore aggiunto. Quando diceva che Antunes ha tutto per essere un ottimo allenatore, José Mourinho decisamente non esagerava. Poca fantasia Secondo favorito del torneo dopo la Costa d’Avorio, il Ghana affronta il match con assoluta serietà (fedele al cognome, Rabiu mena rabbiosamente chiunque gli gironzoli attorno) ma scarsa fantasia: gioca un 4-2-3-1 imperniato sugli scambi fra il saggio Asamoah — in partenza centrale — e il veloce Atsu, che renderà soprattutto nella ripresa quando l'innesto di Wakaso al posto dell'impalpabile Adomah bilancia l'attacco. Gyan, però, è un centravanti distante dalla pericolosità necessaria, e Capo Verde recupera una quantità di palloni ponendosi sulle linee di passaggio per lui. Colpisce, in questa fase di gioco, la rapidità degli Squali Blu nel rovesciare la

S FINALE 10/2 (Johannesburg)

Ecco il gol del vantaggio del Ghana. 1) Carlitos atterra Gyan; 2) Wakaso batte dal dischetto Vozinha; 3) a fine partita Wakaso s’inginocchia e festeggia AFP, EPA, AP

frittata, arrivando in un amen nell’altra area, che per forza di cose è meno difesa (nel primo tempo è comunque il Ghana a farsi avanti): Mendes e Heldon sono svelti e tecnicamente capaci, Tavares un'anima lunga che sa tenere il pallone e giocare di sponda, in pratica fino all'intervallo soltanto Capo Verde cerca il bersaglio. E infatti, al fischio del riposo, chiamati dai due Asamoah i giocatori del Ghana si riuniscono in circolo per un paio di minuti a discutere cosa non va. «Succede spesso» ci spiega un giornalista di Accra. Al posto del c.t. Appiah non ne saremmo contentissimi. La ripresa Autogestione o meno, il Ghana dopo un po' passa grazie a una macedonia di eventi. Una sciocchezza del leader della difesa capoverdina, Neves, che finge di aver su-

bito un colpo terribile mentre invece non s’è fatto nulla: la difesa si sbilancia, Asamoah è lesto nel premiare lo scatto nello spazio di Gyan, che va a terra dopo un robusto contatto di spalla di Carlitos. Il rigore non è uno scandalo, ma noi non l'avremmo fischiato. Dopo la trasformazione di Wakaso, Antunes lancia Capo Verde all’assalto. Il tifo neutrale passa tutto dalla sua parte perché l'azione degli Squali Blu è ardente e ordinata, entusiasmante e intelligente: i nuovi entrati Platini e Djaniny costringono Dauda a due grandi deviazioni, che diventano tre con un prodigio al 49' su punizione di Heldon. La palla finisce in corner, il resto lo sapete.

GHANA CAPO VERDE

GHANA (4-2-3-1) Dauda; Pantsil, Boye, Vorsah, Afful; Badu, Rabiu (dal 39' s.t. D.Boateng); Adomah (dal 2' s.t. Wakaso), Asamoah, Atsu (dal 33' s.t. Asante); Gyan. ALLENATORE J.Appiah. AMMONITI Rabiu, Pantsil, Afful per gioco scorretto

CAPO VERDE (4-3-2-1) Vozinha; Carlitos, F.Varela, Neves, Nivaldo; Soares, T.Varela (dal 22’ s.t. Djaniny), Babanco; Heldon, Mendes (dal 6' s.t. Platini); Tavares (dal 35' s.t. Rambè). ALLENATORE Antunes. AMMONITI Babanco, Carlitos, Rambè per gioco scorretto. ARBITRO Rajinjapasad (Mauritius) NOTE spettatori 22.880.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

COPPA D’AFRICA notizie in tempo reale su

www.gazzetta.it

a

confini nazionali. Mentre i «Guaranies» inseguono il bis a distanza di 42 anni dall’unico trionfo, i «Cafeteros» colombiani sognano di ripetere i successi del 1987 e del 2005. Ma per entrambi si tratterebbe del primo Sudamericano under 20 conquistato in terra straniera.

ADRIANO SEU

Colombia obbligata a vincere Il

successo di misura contro l’Uruguay nella penultima giornata dell’esagonale, che terminerà questa notte a Mendoza, in Argentina, consente al Paraguay di partire favorito grazie al punto in più sulla Colombia. Ma per i «Cafeteros», che hanno

È dramma Sudafrica Fuori ai rigori contro il Mali DURBAN

(p.c.) Il dramma di un’eliminazione ai rigori brucia il doppio quando ti colpisce in casa, come noi ben sappiamo. Inadeguato ad arrivare nelle ultime quattro, il Sudafrica ci prova con tutte le sue forze, e in capo a un primo tempo tutto cuore mette la testa avanti: il gol del torello Rantie battezza in porta il bel contropiede di Mahlangu (il migliore dei Bafana) e rifinito da Phala. Purtroppo Rantie prima dell’intervallo si fa male, togliendo al Sudafrica la profondità, che in una situazione di vantaggio — Mali costretto a fare la partita — sarebbe stata preziosa. Il pareggio arriva molto in fretta. È un’altra buona iniziativa di Samassa a liberare sua maestà Keita per il colpo di testa nell’area piccola. Il Mali prende il centro del ring e non lo molla più, controllando il match grazie al palleggio. Non basta a evitare gli insulsi supplementari e i conseguenti rigori. L'illusione del Sudafrica dura poco, i maliani sono perfetti a partire dal portiere. Passa la squadra più forte, ma non è una consolazione per milioni di sudafricani in lacrime. Sudafrica-Mali 2-4 d.c.r. (1-1 al 90’) MARCATORI Rantie (S) 30' pt; Keita (M) 13' st RIGORI Tshabalala (S) gol, Diabate (M) gol, Furman (S) parato, Tamboura (M) gol, Mahlangu (S) parato, M.Traore (M) gol, Majoro (S) fuori. SUDAFRICA (4-3-3) Khune; Gaxa, Sangweni, Khumalo, Masilela; Mahlangu, Furman, Letsholonyane; Phala (43' st Serero), Rantie (41' pt Majoro), Parker (15' pts Tshabalala). All: Igesund. MALI (4-1-4-1) So.Diakite; Diawara, Wague, A.Coulibaly, Tamboura; Sissoko (10' st M.Traore); Sa.Diakite (24' pt Diarra), Keita, Sow, Maiga; Samassa (42' st Diabate). All: Carteron. ARBITRO Neant (Camerun) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Taccuino

Finale Paraguay-Colombia Quintero sogna l’ultima magia Al colombiano del Pescara servono i tre punti per aggiudicarsi il torneo

2 0

PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORE Wakaso su rigore al 9’ e al 49’ s.t.

SUDAMERICA SI CHIUDE IL SUB 20

Tutto in una notte, in un faccia a faccia che vale un traguardo dal sapore d’impresa storica. Paraguay e Colombia si sfideranno per conquistare un titolo inedito fuori dai rispettivi

NELL’ALTRO QUARTO

già superato i rivali nella partita inaugurale per 1-0, l’impresa è a portata di mano. Gli assi nella manica del Paraguay, trascinato dalla vena realizzativa del bomber Derlis Gonzalez (4 reti), saranno l’organizzazione difensiva e l’efficacia sui calci piazzati, grazie a cui sono arrivati 8 dei 15 gol messi a segno. In casa colombiana, invece, si punta tutto sull’estro di Juan Fernando Quintero del Pescara, tra i migliori del torneo, sulle geometrie di Juan Pablo Nieto, e sui gol di John Cordoba (4 finora). Nelle altre due sfide (Uruguay-Ecuador e Cile-Perù), in palio gli ultimi due posti utili per i Mondiali Under 20 che disputeranno a giugno in Turchia, con Cile e Uruguay promossi anche in caso di pari. CLASSIFICA Paraguay 10, Colombia 9, Cile e Uruguay 6, Perù 4, Ecuador 0

Juan Fernando Quintero, 19 AP

© RIPRODUZIONE RISERVATA

INGHILTERRA 1

Gascoigne ubriaco a serata beneficenza LONDRA «È stato come vederlo morire davanti ai nostri occhi». Questo il racconto di una delle persone che giovedì sera, durante una serata di beneficenza a Northampton, ha visto Paul Gascoigne dare il peggio di sé. Il 45enne ex centrocampista della Lazio, racconta il «Sun», si sarebbe presentato ubriaco e tremante. «È stato terribile vederlo in quel modo», «C’era l’atmosfera di un funerale», «È stato tragico», queste alcune delle testimonianze di coloro che hanno visto Gazza scolarsi diverse pinte di birra prima di presentarsi alla cena. Davanti a circa 500 ospiti, che avevano pagato 100 sterline a testa per presenziare alla serata, l’ex giocatore ha cominciato a straparlare per una decina di minuti, tra paro-

lacce e pianti improvvisi. «Scusate, da tre giorni bevo whisky, mi dispiace», ha detto a un certo punto Gascoigne, che negli ultimi anni sembrava essere riuscito ad uscire dal tunnel dell’alcolismo. A un certo punto il suo agente ha deciso di interromperlo e portarlo via.

INGHILTERRA 2

Il Watford di Zola torna al successo LONDRA Torna a volare il Watford di Gianfranco Zola, che si lascia alle spalle il k.o. con il Bristol City e infila la sesta vittoria in 8 partite. Il 2-1 definitivo, siglato dall’ex udinese Abdi, consente alla squadra di Zola di rimanere nella zona alta della classifica di Championship (seconda divisione) con 52 punti. Pari in trasferta per lo Swindon di Di Canio: 1-1 in casa del Crawley, quarto posto in terza divisione.


DOMENICA 3 FEBBRAIO 2013

LA GAZZETTA SPORTIVA

21

MONDO FULHAM MANCHESTER UTD

GRANADA REAL MADRID

0 1

PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORE Rooney (MU) al 33’ s.t.

1 0

De Gea 7; Rafael 7, Evans 6, Ferdinand 6, Evra 6,5; Carrick 6,5, Cleverley 5,5 (dal 30’ s.t. Giggs sv); Valencia (dal 20’ s.t. Hernandez 5,5), Rooney 7, Nani (dal 38’ s.t. Welbeck sv); Van Persie 6. PANCHINA Amos, Smalling, Anderson, Kagawa. ALLENATORE Ferguson. AMMONITO Rooney per proteste.

PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORI Cristiano Ronaldo (R) autogol al 22’ p.t. GRANADA (4-2-3-1) Toño 7.5; Nyom 7, Mainz 6, Íñigo Lopez 6.5, Siqueira 7; Mikel Rico 7, Recio 6.5; Torje 7 (dal 43’ st Juanma Ortiz sv), Ighalo 7, Nolito 6.5 (dal 46’ st Iriney st); Aranda 6.5 (dal 30’ st Buonanotte 6). PANCHINA Roberto, Borja Gomez, Angulo, Iriney, Brahimi. ALLENATORE Alcaraz 7 ESPULSI nessuno AMMONITI Íñigo Lopez per gioco scorretto, Ighalo per c.n.r., Nolito per proteste. REAL MADRID (4-2-3-1) Diego Lopez 6; Arbeloa 5.5, Varane 6.5, Sergio Ramos 6, Coentrao 5 (dal 20’ st Marcelo 5.5); Xabi Alonso 6, Khedira 6 (dal 1’ st Callejon 6.5); Di Maria 6, Modric 5, Cristiano Ronaldo 6; Higuain 5 (dal 1’ st Benzema 5). PANCHINA Adan, Carvalho, Albiol, Essien. ALLENATORE Mourinho 6 ESPULSI nessuno AMMONITI Xabi Alonso per c.n.r., Modric e Marcelo per gioco scorretto

ARBITRO Friend 6,5.

ARBITRO Mateu Lahoz

NOTE spettatori 25.670. Tiri in porta: 6 (1 palo)-11 (2 pali, 1 traversa). Tiri fuori: 4-6. Angoli 5-8. In fuorigioco: 2-4. Recuperi: 4’ p.t.; 5’ s.t.

NOTE Spettatori 14.000 circa Tiri in porta 0-5, tiri fuori 3-4, angoli 3-8, fuorigioco 0-4 Recuperi 0‘ pt e 3‘ st

FULHAM (4-4-2) Schwarzer 6,5; Riether 6, Senderos 5, Hangeland 6 (dal 1’ s.t. Hughes 6), Riise 6; Dejagah 6 (dal 37’ s.t. Petric sv), Karagounis 5,5 (dal 23’ s.t. Emanuelson 6), Baird 5,5, Duff 5,5; Baird 6,5, Rodallega 6. PANCHINA Etheridge, Frimpong, Davies, Karaniklic. ALLENATORE Jol 5,5. AMMONITO Baird per gioco scorretto.

MANCHESTER UNITED (4-2-3-1)

Wayne Rooney, 27 anni, segna l’unico gol della gara per lo United REUTERS

Ancora Rooney United a +10 Oggi Liverpool per il ManCity Il Manchester senza paura contro il Fulham che non s’arrende: Ferguson vince nel finale schierando cinque punte PREMIER

Il Chelsea va k.o. Benitez vacilla sempre più 25ª GIORNATA Qpr-Norwich 0-0; Arsenal-Stoke 1-0; Everton-Aston Villa 3-3; Newcastle-Chelsea 3-2; Reading-Sunderland 2-1; West Ham- Swansea 1-0; Wigan-Southampton 2-2; Fulham-Manchester Utd 0-1. Oggi: West Bromwich-Tottenham; Manchester City-Liverpool. CLASSIFICA Manchester United 62; Manchester City 52; Chelsea 46; Tottenham, Everton 42; Arsenal 41; Liverpool 35; West Bromwich, Swansea 34; Stoke, West Ham 30; Sunderland 29; Fulham, Norwich City 28; Newcastle 27; Southampton 24; Reading 23; Aston Villa, Wigan 21; Qpr 17.

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

STEFANO BOLDRINI LONDRA

Prendere nota: lo United chiude la gara che dal 33’ della ripresa, sta vincendo 1-0 in casa del Fulham con la linea di trequarti composta da Welbeck, Van Persie, Rooney. Hernandez è il centravanti. Giggs è uno dei due centrali della mediana. Sembra quasi uno schiaffo in faccia al Manchester City, che in settimana ha ceduto Balotelli e ha ridotto a tre unità la batteria degli attaccanti. L’1-0 firmato da Rooney con un colpo da biliardo è la logica conseguenza di tutto questo ben di Dio. Il risultato sta stretto allo United perché nel primo tempo Evra colpisce la traversa, Rooney centra il palo e Handeland piazza un’«autotraversa». Il Fulham esce però dal Craven Cottage a testa alta: per 45 minuti ha risposto colpo su colpo allo United. I due pali colpiti da Bryan Ruiz dimostrano che la squadra lon-

dinese ha lottato con orgoglio e dignità. Caterpillar Lo United è un caterpillar. L’ennesimo successo porta i Red Devils a più 10 sul City, in scena oggi contro il Liverpool: un divario che dal punto di vista psicologico non aiuterà sicuramente la banda di Roberto Mancini. Il primo tempo offerto da Fulham e United è uno spettacolo, con la coda pirotecnica del black out dei riflettori al 42’ e i tifosi del Fulham che cantano «paga la bolletta». Si riparte dopo undici minuti. Il popolo del Craven Cottage ha ingannato l’attesa divertendosi a fotografare con i cellulari lo stadio quasi al buio. Il film Nei 45 minuti iniziali, otto occasioni da gol: quattro a testa. La cosa più bella è il dialogo Van Persie-Rooney: i due si cercano, si scambiano il pallone, si divertono. Parlano lo stesso linguaggio: quello, elitario, dei fuoriclasse. L’umiltà di Rooney è una lezione al mondo del calcio: il miglior giocatore inglese accetta il ruolo di spalla di Van Persie, cedendogli persino il compito di rigorista numero 1. E’ su queste basi che si costruiscono le grandi squadre. Il gol-partita è il giusto premio per Rooney. Un rilancio della difesa viene appena sfiorato di testa da Senderos. Rooney parte alla carica. Hughes commette l’errore di non contrastarlo. Il destro di Rooney è una carezza al pallone. A dodici minuti dalla fine, nove allenatori su dieci rinforzerebbero la difesa. Ferguson inserisce invece anche Welbeck. Nel recupero, il Fulham sfiora il pareggio, ma lo United divora il raddoppio: match godibile fino all’ultimo respiro.

Ronaldo incredulo per il suo autogol che condanna il Real AFP

Ronaldo fa autogol E’ il primo della carriera Il Granada festeggia l’esordio in panchina del tecnico Alcaraz battendo il Real L’autorete di testa su angolo di Nolito LIGA

Oggi il Barcellona a Valencia Atletico col Betis 22a GIORNATA. Valladolid-Athletic Bilbao 2-2. Osasuna-Celta 1-0, Getafe-Deportivo 3-1, Espanyol-Levante 3-2, Granada-Real Madrid 1-0. Oggi: Malaga-Saragozza, Siviglia-Rayo Vallecano, Valencia-Barcellona, Atletico Madrid-Betis, Real Sociedad-Maiorca. CLASSIFICA: Barcellona 58, Atletico Madrid 47, Real Madrid 43, Malaga, Betis 35, Rayo Vallecano 34, Valencia, Levante 33, Real Sociedad 30, Valladolid e Getafe 29, Siviglia e Athletic Bilbao 26, Espanyol 25, Saragozza e Granada 23, Osasuna 21, Celta 20, Maiorca 17, Deportivo 16.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

FILIPPO MARIA RICCI Twitter @filippomricci MADRID

Fatal Andalusia. Dopo le sconfitte con Betis, Malaga e Siviglia il Madrid cade anche a Granada, quinta sconfitta in Liga, ottava stagionale. Il Barcellona, impegnato oggi a Valencia, resta a +15 con possibilità di ulteriore allungo. Real che a Granada aveva vinto le sue ultime 6 partite e che ieri ha perso 1-0 per un evento assolutamente straordinario, un autogol di Ronaldo. Cambi nel Granada Era la prima

partita di Alcaraz sulla panchina del Granada, chiamato a sostituire Anquela licenziato nonostante la squadra gestita dalla famiglia Pozzo non fosse in zona retrocessione. Granada attivo nel mercato d’inverno e in campo con 3 rinforzi: Recio, Aranda e l’ex Barça Nolito, prestato dal Benfica. Rispetto al Clasico di Copa del Rey Mou

fa 5 cambi, recuperando Ramos ma perdendo lo squalificato Ozil, sostituito da Modric con Kakà nemmeno convocato, decisione che supera i limiti del comprensibile. In porta confermato Diego Lopez, con buona pace di Adan, solo qualche settimana fa addirittura preferito a Casillas per scelta tecnica. O almeno così ci vendeva la cosa Jose. Autogol storico Ci vuole poco a capire che il Madrid di Liga offre un quarto, o meno, dell’intensità mostrata in coppa: la squadra sembra disinteressata e in tutto il primo tempo fa 3 tiri, nessuno nello specchio. Il Granada non è che combini molto di più però ha la storia dalla sua parte: al 22’ su un angolo di Nolito Ronaldo appostato in zona primo palo batte di testa Diego Lopez segnando il primo autogol della sua carriera, alla partita numero 302. Il Real non reagisce: Arbeloa e Coentrao col freno a mano tirato, Modric confuso, Di Maria assente, Ronaldo grippato, Higuain poco servito, Ozil rimpianto. Nell’intervallo Mou toglie il Pipita e Khedira per provare con Benzema e Callejon ma impiega comunque quasi un quarto d’ora per centrare la porta avversaria con due tiri in rapida successione di Ronaldo. Il portoghese partecipa di più, il Madrid stringe gli avversari che si chiudono e provano fortuna in contropiede con grande cautela ma limitano i rischi difensivi al minimo sindacale, con il portiere decisivo solo una volta, su Callejon. L’arbitro sbaglia a non espellere Modric, il Madrid non ha ritmo e sembra avere poca voglia. La Liga è andata da tempo, le energie sono tutte per le coppe. © RIPRODUZIONE RISERVATA

GERMANIA TRE RETI IN CASA DEL MAINZ

FRANCIA

Bayern e Mandzukic irresistibili a quota 14

Avanza il Nizza Oggi il Lione può prendere il Psg

La capolista aumenta il vantaggio (+14) con doppietta del capocannoniere

23a GIORNATA. Venerdì: Tolosa-Paris Sg 0-4. Ieri: Lorient-Rennes 2-2; Bastia-Evian 0-0; Bordeaux-Valenciennes 2-0; Brest-Nizza 0-2; Lilla-Troyes 1-1: Sochaux-St.Etienne 1-2. Oggi: Ajaccio-Lione; Montpellier-Reims; Marsiglia-Nancy CLASSIFICA: Paris Sg 48; Lione 45; Marsiglia 42; Nizza e Bordeaux 38; Rennes e St.Etienne 37; Lorient 35; Montpellier 32; Tolosa e Lilla 31; Valenciennes 30; Bastia 26; Brest 24; Sochaux, Ajaccio, Evian 22; Reims 20; Troyes 17; Nancy 15.

PIERFRANCESCO ARCHETTI

I 14 punti di vantaggio del Bayern dureranno una sola notte, però oggi potrebbero calare di poco: +13 se le inseguitrici Leverkusen e Borussia Dortmund pareggeranno nello scontro diretto. Nel successo (16˚ in 20 giornate) della capo-

lista in casa del Mainz va segnalata la scalata di Mario Mandzukic: il capocannoniere del campionato, solitario a quota 14, sembra aver definitivamente superato nelle gerarchie Mario Gomez, in panchina pure ieri accanto a Arjen Robben. Il croato è andato a segno 5 volte nelle 3 gare del ritorno, con due doppiette. Ieri ha dovuto spingere in rete due cross perfetti di Alaba e Lahm, ma Pep Guardiola, che vede tutte le partite della sua prossima squadra, si sarà già fatto un’idea della concorrenza in avanti. Anche Müller, preferito a Robben, è andato a bersaglio per l’11ª volta: suo il vantaggio nella 9ª vittoria in trasferta senza pigliare

reti (record) con una fuga in contropiede. Attenti agli amici Si abbracciano

Mandzukic abbracciato da Lahm

prima della partita, si fanno i complimenti dopo, ma durante la gara Diego e Manninger, amici fraterni dai tempi della Juve, mettono in scena un duello incessante: vince il portiere nell’1-1 tra Wolfsburg e Augsburg. Commento del brasiliano: «Sapevo che era bravo, ma se non lo avesse dimostrato oggi sarei stato contento». Altri amici da tenere lontano: Mike Büskens, allenatore del Greuther Furth ultimo, rischiava l’esonero se avesse perso con lo Schalke 04. Ma la squadra con cui aveva vinto la Coppa Uefa (contro l’In-

ter) in 16 anni da terzino sinistro gli regala i 3 punti (dopo 17 turni di attesa) al 92’ con una rete in fuorigioco di Djurdjic. Inutile il primo gol tedesco di Bastos, arrivato allo Schalke dal Lione. 20ª GIORNATA. Venerdì: Werder-Hannover 2-0. Sabato: Fortuna-Stoccarda 3-1; Hoffenheim-Friburgo 2-1; Mainz-Bayern 0-3; Schalke 04-Greuther Furth 1-2; Wolfsburg-Augsburg 1-1; Amburgo-Eintracht 0-2. Oggi: Norimberga-Borussia Moenc.; Leverkusen-Borussia Do. CLASSIFICA Bayern 51; Leverkusen 37; Borussia Dortmund e Eintracht 36; Mainz 30; Borussia Moenc., Schalke 04 29; Friburgo, Amburgo 28; Hannover 26; Stoccarda, Werder 25; Fortuna 24; Wolfsburg 23; Norimberga 21; Hoffenheim 16; Augsburg 14; Greuther Fürth 12. © RIPRODUZIONE RISERVATA


22

LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 3 FEBBRAIO 2013

SERIE B 24a GIORNATA

d

l’Analisi

HANNO DETTO

di NICOLA BINDA twitter@NickBinda

2 0

FINALE LANNI PARA TUTTO, NON IL RIGORE

Padova gol al 95’ Il Grosseto risale ma viene beffato

PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORI Paulinho al 26’, Siligardi al 38’ s.t.

LIVORNO (3-4-3) Fiorillo 6,5; Bernardi-

E’ allarme: dove sono finiti i gol?

S

La squadra che ha dominato la prima parte della stagione s’è smarrita. Nel 2013 due partite e un punto per il Sassuolo. La sosta ha fatto male? Diciamo che prima sarebbe meglio rivedere la squadra di Di Francesco su un campo di calcio vero, non in due acquitrini come quello di Crotone e di ieri a Modena. Poi giudicheremo. Vorremmo però capire se la lunga sosta — con annessi e connessi — ha cambiato il campionato. La prima giornata del 2013 era parsa in linea con le precedenti: Cacia che segna, quarto posto difficile da mantenere e playoff a rischio. La seconda pare confermarlo, almeno per la vena del capocannoniere del Verona e per come ha vinto il Livorno: segnano Paulinho e Siligardi ed è fatta. Ma ci sono anche segnali che vanno in segno opposto. I fuochi d’artificio sembrano spenti. Dopo le 21 reti della giornata precedente, per ora ce ne sono state solo 18 (minimo stagionale): la somma non arriva al record di 41 dell’ultima giornata del 2012. Aumentano i pareggi e la quantità di emozioni sembra diminuita. Speriamo sia un caso. Il segnale più importante però è in chiave playoff. Il Varese è risalito a -8, ma è solo, troppo solo: avrebbe bisogno di compagni di cordata più consistenti per avvicinare il terzo posto, tuttavia il rendimento di Brescia, Padova e Spezia continua a non essere all’altezza. Oggi nei playoff ci sono Empoli e Juve Stabia, due ottime formazioni che tra l’altro al mercato di gennaio hanno badato più a vendere che a rinforzarsi. A proposito di mercato: le squadre che si sono mosse in maniera più consistente sono state le ultime tre, ma dopo questa giornata la classifica è peggiorata. Di Grosseto, Pro Vercelli e Vicenza vanno apprezzati gli sforzi: fino all’ultimo non si arrederanno di sicuro.

Nicola (allenatore del Livorno) Brindiamo. Con 51 punti siamo salvi. Ora puntiamo ai playoff. Nel secondo tempo, giocato in velocità, mi sono proprio divertito

S Braghin (allenatore della Pro Vercelli) Siamo stati bravi, abbiamo pagato gli episodi. Il guardalinee mi ha fatto perdere la pazienza su un fuorigioco incredibile

RISULTATI

ni 6,5, Emerson 6,5, Lambrughi 6; Schiattarella 6 (dal 38’ s.t. Ceccherini s.v.), Luci 6,5, Duncan 6,5, Gemiti 5,5; Siligardi 6, Paulinho 6 (dal 34’ s.t. Belingheri s.v.), Dionisi 5 (dal 27’ s.t. Dell’Agnello 6). PANCHINA Mazzoni, Salviato, Gentsoglou, Bigazzi. ALLENATORE Nicola 7.

ARBITRO Gavillucci di Latina 6,5. GUARDALINEE Chiocchi 6 - Marinelli 6. AMMONITI Dionisi (L), Lambrughi (L), Gemiti (L) e Vinci (PV) per gioco scorretto; Abbate (PV) per comportamento non regolamentare. NOTE paganti 1.352, incasso di 9.624 euro; abbonati 2.779, quota di 17.291,82 euro. Tiri in porta 8-4. Tiri fuori 6-9. In fuorigioco 3-7. Angoli 4-4. Recuperi: p.t. 0, s.t. 4’.

Duncan (centrocampista del Livorno) Che bello esordire così. Grazie alla squadra che mi ha guidato. Da Thiago Motta ho imparato che quelle importanti sono le cose semplici

GROSSETO (5-3-2) Lanni 7,5; Donati 6, Padella 5, Iorio 6, Feltscher 6, Calderoni 6; Crimi 6,5, Obodo 6,5, Jadid 5,5 (dal 12’ s.t. Mandorlini 5,5); Piovaccari 6,5, Lupoli 6 (dal 17’ s.t. Soddimo 5,5). PANCHINA Belardi, Mancino, Gimenez, Barba, Falzerano. ALL. Menichini 6.

PADOVA (4-3-1-2) Silvestri 6; Dellafiore 6, Legati 5,5, Trevisan 5,5, Piccinni 5,5; Ze Eduardo 5,5 (10’ s.t. De Feudis 6), Iori 6,5, Renzetti 5,5 (34’ s.t. Raimondi 5,5); Jelenic 5 (4’ s.t. Babacar 6); Farias 6, Cutolo 6,5. PANCHINA Maniero, Viviani, De Vitis, Cionek. ALL. Colomba 6.

Luca Siligardi (a sinistra) festeggiato da Dell’Agnello e Belingheri LAPRESSE

Livorno, i soliti 2 Una vittoria da A Paulinho e Siligardi stendono la Pro Vercelli Nicola cambia modulo e allontana il Verona

Firme antiche per una vittoria nuova. Il Livorno batte la Pro Vercelli, stacca il Verona e avvicina il Sassuolo con le reti di Paulinho e Siligardi, ma non solo per merito dei due attaccanti, bensì grazie soprattutto ad una solida prova di squadra, a meccanismi oliati anche in una modulo inconsueto, il 3-4-3, e alla fiducia nella filosofia del tecnico Nicola. Sicurezza In effetti la prova dei

toscani non è brillantissima, i tre attaccanti, quasi sempre decisivi, non sono in giornata e sbagliano molto, sprecando anche alcune situazioni favorevolissime, ma il Livorno resta sempre uguale a se stesso, indipendentemente dal modulo che usa, da chi ha in campo e da come va la partita. La sicurezza, che infonde calma, che fa sì che nessuno giochi con frenesia, può diventare un’arma letale.

fensiva del difensore, quando ormai è passata la metà del secondo tempo e quando gli avversari cedono un po’ fisicamente. Luci è il primo a capirlo, ben spalleggiato dal giovane Duncan, e a rendere caldissimo il pressing, la squadra lo segue dopo un primo tempo nel quale la Pro Vercelli ha chiuso i varchi e Dionisi ha sprecato una grande occasione offertagli da Siligardi, controllando male il pallone e consentendo a Valentini l’uscita. Nella seconda parte della gara aumenta il ritmo, Dionisi e Paulinho provano da fuori, senza fortuna, i due appaiono un po’ lenti e impacciati, mentre Siligardi si perde in una marea di dribbling sbagliati o inutili. Nicola ha il merito di non toglierli e la squadra riceve il segnale giusto: pazienza. Il gol apre la falla, Siligardi la allarga con una strepitosa azione individuale nella quale salta

h 6,5 il migliore LUCI (Livorno) Guida Duncan e lancia la carica rubando i palloni che portano al vantaggio

Pazienza Paulinho mette al tappeto la Pro Vercelli con una gran testata, su cross di Bernardini, alla prima proiezione of-

PUNTI V

IN CASA N P

V

FUORI N P

G

TOTALE V N

P

IN CASA F S

FUORI F S

TOTALI F S

Diff. Reti

SASSUOLO

52

10

2

0

6

2

4

24 16

4

4

25

LIVORNO

51

9

2

2

6

4

1

24 15

6

3

28 19

19

10 47 29 18

VERONA

47

8

3

0

5

5

3

24 13

8

3

18

5

19

14 37 19

18

VARESE (-1)

39

7

4

2

4

3

4

24

11

7

6

23 12

10

15 33 27

6

JUVE STABIA

34

5

4

3

4

3

5

24

9

7

8

16

14 20 19 36 33

3

EMPOLI (-1)

34

4

4

4

5

4

3

24

9

8

7

16 20 23 18 39 38

1

BRESCIA

33

6

6

0

1

6

5

24

7

12

5

18

MODENA (-2)

32

6

4

2

3

3

6

24

9

7

8

PADOVA (-2)

32

4

7

1

4

3

5

24

8

10

6

ASCOLI (-1)

31

6

2

3

3

3

6

23

9

5

9

CITTADELLA

31

5

5

2

3

2

7

24

8

7

9

15

12

14 22 29 34 -5

SPEZIA

29

5

1

5

2

7

4

24

7

8

9

16

18

14

14 30 32

-2

TERNANA

29

4

4

4

3

4

5

24

7

8

9

15

15

10

12 25 27

-2

CESENA

27

4

4

4

2

5

5

24

6

9

9

15

19

12 22 27 41 -14

(2-2) (0-1) (1-1) (0-1) (2-2) (0-0) (1-2) (0-2) (3-2)

CROTONE (-2)

26

6

3

2

1

4

8

24

7

7

10 16

11

8

LANCIANO

25

2

7

3

3

3

5

23

5

10

8

13

18

8

13

BARI (-7)

25

6

2

4

2

6

4

24

8

8

8

17

14

15

14 32 28

4

NOVARA (-4)

25

5

3

4

3

2

7

24

8

5

11

17

12

13

15 30 27

3

REGGINA (-2)

25

4

5

4

2

4

5

24

6

9

9

12

14

9

14

-7

VICENZA

19

3

4

5

0

6

6

24

3

10

11

20 22

7

15 27 37 -10

PRO VERCELLI

16

4

2

6

0

2

10 24

4

4

16

12

17

7

25 19 42 -23

GROSSETO (-6)

15

4

6

2

0

3

9

4

9

11

18

13

8

25 26 38 -12

(2-4)

U PROMOSSE U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSE

PROSSIMO TURNO (0-0)

Coraggio A Braghin non basta il

coraggio: schiera 5 giocatori all’esordio con la maglia della Pro, due arrivati appena in tempo per la rifinitura, altri due entrano nel finale, in tre sono solo alla seconda partita con lui. Insomma, una Pro Vercelli tutta nuova, ma in grado di tener testa al Livorno con un 4-4-2 ordinato, non fa barricate crea pure due buone opportunità da rete, con Grossi e Cristiano, trovando però la risposta pronta di Fiorillo, sempre sicurissimo. Il gol di Paulinho è una mazzata alla quale non arriva replica, anche perché molti dei nuovi non hanno più energia nelle gambe. La sesta sconfitta consecutiva in trasferta però ha un sapore meno amaro delle altre. Ci sono segnali positivi per un Braghin determinatissimo che a metà primo tempo rischia di perdere la pazienza su un fuorigioco di Luci non segnalato dal guardalinee Chiocchi: non esagera però, si limita a porgergli i suoi occhiali.

MARCATORI RETI

PARTITE SQUADRE

due avversari e fa secco Valentini. Il meglio il Livorno lo dà in controllo, giocando da grande una volta in vantaggio, senza concedere nulla.

24

ARBITRO Di Bello di Brindisi 6. GUARDALINEE Vicinanza 6 - Tegoni 6. AMMONITI Trevisan (P) e Soddimo (G) per proteste; Legati (P) per gs. NOTE paganti 466, inc. 4.561 euro; abb. 1.103, quota 12.179 euro. Tiri in porta 5-6. Fuori 4-1. Fuorigioco 4-4. Angoli 5-3. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 5’.

DAL NOSTRO INVIATO

NICOLA BERARDINO GROSSETO

Il Padova acciuffa il pari all’ultima azione, al 50’ della ripresa. Mani di Padella, rigore realizzato da Cutolo e Grosseto che impreca per una vittoria sfumata quando sembrava in tasca. Il vantaggio dei toscani (autorete di Piccinni) nel tratto iniziale della sfida è stato un trampolino per una gara governata con la sicurezza di arrivare in porto con i tre punti. La reazione dei veneti della ripresa ha esaltato Lanni tra i pali, ma appariva un’incompiuta prima del soffio finale. Il punto serve a far galleggiare i progetti playoff dei veneti (4 gare senza vittorie) in attesa di tempi miil migliore gliori.

h 7,5

LANNI (Grosseto) Una serie di prodezze: arriva ovunque, si arrende solo sul rigore di Cutolo

La chiave Nel Grosseto prima da titolare per Feltscher, fresco ex. Nel Padova debutta Dellafiore che in difesa rileva l’infortunato Rispoli. Veneti pericolosi già alla prima azione: Lanni si oppone a Cutolo. La replica toscana in due tentativi di Lupoli neutralizzati da Silvestri. Su un terreno appesantito dalla pioggia caduta prima della pioggia, il Grosseto carbura subito a gran ritmo. La squadra di Menichini aggredisce e sfodera un pressing alto che soffoca la mediana avversaria. Al 16’, toscani in vantaggio: sugli sviluppi di un corner di Jadid, il tocco maldestro di Piccinni va nella propria porta. Padova ingabbiato, incapace di srotolare la manovra offensiva. Reazione Dopo l’intervallo la scossa dei veneti. Colomba toglie Jelenic e inserisce Babacar come fulcro del tridente d’attacco. Si ferma Ze Eduardo e l’innesto di De Feudis dà benzina a metà campo. Spazio ai rinforzi anche nel Grosseto con Mandorlini e Soddimo. Padova all’assalto anche senza linearità. Farias, Cutolo (due volte), Legati e Babacar insidiano un Lanni da applausi. Il Grosseto manca il colpo del k.o. con Piovaccari (anche un rigore reclamato) e Obodo. Ma il pallone decisivo è quello di Cutolo dal dischetto e arriva sui titoli di coda.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CLASSIFICA

ASCOLI-LANCIANO domani, ore 20.45 BRESCIA-SPEZIA 0-0 CITTADELLA-CROTONE 2-2 GROSSETO-PADOVA 1-1 LIVORNO-PRO VERCELLI 2-0 NOVARA-CESENA 0-1 REGGINA-VERONA 1-1 SASSUOLO-EMPOLI 1-1 TERNANA-BARI 0-0 VARESE-MODENA 2-0 VICENZA-JUVE STABIA 1-2

1-1

PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORI aut. Piccinni (P) al 16’ p.t.; Cutolo (P) su rigore al 50’ s.t.

Vinci 5,5, Ranellucci 6,5, Abbate 6, Sini 5,5; Erpen 6 (dal 19’ s.t. Germano 5,5), Filkor 6, Genevier 6, Cristiano 5,5 (dal 29’ s.t. Greco 6); Eusepi 6,5, Grossi 5,5 (dal 17’ s.t. Ragatzu 5,5). PANCHINA Miranda, Scaglia, Rosso, Iemmello. ALLENATORE Braghin 6,5.

ALESSIO DA RONCH LIVORNO

S

GROSSETO-PADOVA

PRO VERCELLI (4-4-2) Valentini 6;

DAL NOSTRO INVIATO

© RIPRODUZIONE RISERVATA

25ª giornata Venerdì 8 febbraio, ore 20.45 CESENA-TERNANA Sabato 9 febbraio, ore 15 BARI-VARESE CROTONE-GROSSETO JUVE STABIA-NOVARA LANCIANO-CITTADELLA MODENA-REGGINA PADOVA-BRESCIA PRO VERCELLI-SASSUOLO SPEZIA-ASCOLI VERONA-VICENZA Lunedì 11 febbraio, ore 20.45 EMPOLI-LIVORNO

LIVORNO PRO VERCELLI

4

23 14 48 18 30

5

15

21 33 26

7

15

6

16 22 31 28

3

16

12

13

16 29 28

1

18

13

12

17 30 30

0

22 24 33 -9 21

31 -10

21 28

15 RETI Cacia (3, Verona). 14 RETI Siligardi (1, Livorno); Sansovini (Spezia). 13 RETI Ardemagni (3, Modena). 12 RETI Zaza (Ascoli). 10 RETI Succi (2, Cesena); Tavano (3, Empoli); Sforzini (2, Grosseto; ora è nel Pescara); Gonzalez (2, Novara); Ebagua (2, Varese). 9 RETI Caputo (3, Bari); Paulinho (2, Livorno); Boakye (Sassuolo). 8 RETI Gabionetta (2, Crotone); Saponara (Empoli); Farias (Padova); Comi (2, Reggina). 7 RETI Corvia (1, Brescia); Di Roberto (3, Cittadella); Danilevicius (Juve Stabia; ora è nel Latina); Pavoletti e Terranova (5, Sassuolo); Malonga (1, Vicenza). 6 RETI Bellomo (Bari); And. Caracciolo (2, Brescia); Maccarone (Empoli); Dionisi (2, Livorno); Mehmeti (Novara); Cutolo (1, Padova); Di Gennaro (4, Spezia); Litteri (1) e Vitale (2, Ternana); Gomez (3, Verona).

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3

domande a... GIUSEPPE SANNINO ALLENATORE

«Sassuolo, che campo... Ma alla fine andrà in A» Giuseppe Sannino, ex allenatore del Palermo, commenta con noi la giornata di B. Sannino, cosa segue in questa Serie B? «Tutto, è sempre avvincente, peccato vedere campi impraticabili come quello del Sassuolo». La capolista è ripartita adagio: problemi? «E’ come la Juve, ha dominato la prima parte e ha rallentato, ma deve succedere un cataclisma perchè non vada in A con Verona e Livorno». Altre cose che l’hanno colpita? «La Pro Vercelli è stata in partita e si è arresa per le giocate dei singoli del Livorno; il Varese se non avesse perso col Lanciano ora sarebbe addosso al Verona; la Juve Stabia ha identità e propone calcio anche fuori casa; l’Empoli a lungo andare può arrivare ai playoff. Poi dico l’errore di Bouy del Brescia e le parate di Lanni del Grosseto e un incredibile Cittadella-Crotone».


DOMENICA 3 FEBBRAIO 2013

LA GAZZETTA SPORTIVA

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SERIE B 24a GIORNATA

Un altro diluvio rallenta il Sassuolo Campo al limite come a Crotone: stavolta è pari con l’Empoli, che protesta per l’arbitraggio SASSUOLO EMPOLI

1 1

PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORI Terranova (S) su rigore al 22’, Regini (E) al 33’ s.t.

SASSUOLO (4-3-3) Pomini 6,5; Gazzola 6, Bianco 6, Terranova 6, Longhi 6; Bianchi 6,5, Magnanelli 6, Missiroli 6; Troianiello 5,5 (dal 19’ s.t. Chibsah 5,5), Masucci 6 (dal 3’ s.t. Berardi 6), Catellani 5,5 (dal 39’ s.t. Troiano s.v.). PANCHINA Pigliacelli, Frascatore, Marzorati, Laribi. ALLENATORE Di Francesco 6.

EMPOLI (4-3-1-2) Bassi 6; Laurini 6 (dal 40’ s.t. Tonelli s.v.), Pratali 6, Regini 6,5, Hisaj 6; Moro 6, Valdifiori 6 (dal 25’ s.t. Signorelli s.v.), Croce 6 (dal 25’ s.t. Mchedlidze s.v.); Saponara 5,5; Maccarone 6, Tavano 6. PANCHINA Pelagotti, Accardi, Casoli, Pucciarelli. ALLENATORE Sarri 6. ARBITRO Mariani di Aprilia 5. GUARDALINEE Ranghetti 5 - Bolano 6. ESPULSI il tecnico Sarri (E) al 28’ p.t. per proteste. AMMONITI Laurini (E), Moro (E), Valdifiori (E) e Magnanelli (S) per gioco scorretto. NOTE paganti 1.106, incasso di 4.002 euro; abbonati 1.528, quota di 4.118 euro. Tiri in porta 5-3. Tiri fuori 4-2. In fuorigioco 3-8. Angoli 3-9. Recuperi: p.t. 0, s.t. 4’.

DAL NOSTRO INVIATO

h 6,5

GUGLIELMO LONGHI MODENA

il migliore

La pañolada di inizio partita, triste e semiclandestina, ha avuto effetti immediati. Una trentina di fazzoletti bianchi sventolati nel deserto del Braglia per protestare contro gli arbitri (a Crotone fischiata la fine pochi secondi prima del pari) e poi ecco il gol di Tavano annullato per un fuorigioco inesistente e a seguire un rigore molto generoso (eufemismo). Così la capolista, rischiando il peggio, strappa il pari con l’Empoli, penalizzato dagli episodi. Ancora una volta su un campo impossibile. «Certe partite non si devono giocare», ha detto Di Francesco. Sarri ha allargato, non a torto, la protesta: «Strano che questi errori arrivino proprio dopo che in settimana il Sassuolo si è lamentato...». La verità è che l’acqua alta ha tolto lucidità, oltre che a due squadre molto tecniche, anche al-

REGINI (Empoli) Il gol e la convocazione con l’Under 21: conferma del buon momento

Un duello nel pantano del Braglia tra Maccarone (a sin.) e Gazzola LAPRESSE

l’arbitro Mariani e al guardalinee Ranghetti. Errori nel diluvio L’Empoli ha co-

munque dato l’impressione di governare meglio la partita. La ricerca del gioco palla a ter-

ra e non del lancio a scavalcare le pozzanghere è stata lodevole anche se ha portato a una lunga serie di errori e scivolate. Saponara ha galleggiato tra mediana e le due punte: Maccarone ha dimostrato di

trovarsi meglio grazie a chili e centimetri, ma è Tavano al 16’ p.t. a segnare un gol regolare (lo tengono in gioco Missiroli e Magnanelli) che avrebbe dato alla partita una direzione ben diversa. Nella ripresa, incassato il rigore per un tocco di mano di Laurini sulla spalla di Magnanelli, l’Empoli ha avuto il merito di non deprimersi, di non pensare che su un terreno del genere il primo che segna vince. Sarri ha tolto Croce e messo una punta in più (Mchedlidze), passando all’iperoffensivo 4-2-1-3. La scelta che è stata premiata dal pari: poderoso stacco di testa di Regini che ruba il tempo a Chibsah e Terranova. A quel punto Sarri ha spostato Saponara

a sinistra sulla linea di centrocampo per un 4-3-3 più cauto. Viva il sintetico Senza Pavoletti, sospeso, e Boakye, che ieri ha fatto l’ennesima panchina in coppa d’Africa, Di Francesco ha puntato ancora su un centravanti adattato, ritoccando il tridente quando a inizio ripresa è uscito Masucci: Berardi centravanti con Missiroli ala sinistra. Poco gioco e una conferma, quella di Terranova rigorista: 7 gol. Incassato il pari, due discreti colpi di testa di Bianchi. Ma al netto degli sfondoni arbitrali mai come stavolta il Sassuolo ha sofferto l’assenza di un attaccante di peso. Di Francesco ha insistito sul complotto meteo: «Non sono un allenatore per questi campi!». Si può consolare: sabato va sul sintetico di Vercelli. © RIPRODUZIONE RISERVATA

GOL E HIGHLIGHTS il meglio della giornata su

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LA VITTORIA ESTERNA / 1 IL NOVARA PROTESTA PER UN RIGORE NEGATO A LUDI

LA VITTORIA ESTERNA / 2 BRAGLIA DA PLAYOFF: DAL CANTO DEBUTTA MALE

Tacco di Tonucci Cesena da Piola

Volo Juve Stabia Vicenza nei guai

NOVARA CESENA

0 1

PRIMO TEMPO 0-1 MARCATORE Tonucci al 28’ p.t.

NOVARA (4-3-3) Bardi 6; Colombo 6, Perticone 6, Ludi 6, Crescenzi 6,5; Marianini 6, Parravicini 4,5 (dal 9’ s.t. Buzzegoli 6,5), Fernandes 6; Seferovic 4,5, Mehmeti 4,5 (dal 23’ s.t. Rubino 5,5), Lepiller 6 (dal 28’ s.t. Lazzari 6). PANCHINA Kosicky, Alhassan, Lisuzzo, Faragò. ALLENATORE Aglietti 5.

CESENA (4-2-3-1) Campagnolo 6,5; Ceccarelli 5,5, Volta 6, Tonucci 6,5 (dal 1’ s.t. Brandao 6), Consolini 6; Coppola 6, Parfait 6,5; D’Alessandro 6,5, Succi 5,5 (dal 14’ s.t. Giandonato 6), Tabanelli 6,5 (dal 28’ s.t. Defrel 6); Granoche 5,5. PANCHINA Ravaglia, Morero, Djokovic, Rodriguez. ALLENATORE Bisoli 6,5. ARBITRO Baracani di Firenze 5. GUARDALINEE Gava 6 - Segna 6. ESPULSI il tecnico Bisoli (C) al 37’ s.t. per proteste. AMMONITI Marianini (N), Ludi (N), Seferovic (N) e Consolini (C) per gioco scorretto; Tabanelli (C) e Campagnolo (C) per comportamento non regolamentare; D’Alessandro (C) per proteste. NOTE paganti 606, incasso di 8.967 euro; abbonati 3.422, quota di 24.080 euro. Tiri in porta 6 (con un palo)-5 (con una traversa). Tiri fuori 8-2. In fuorigioco 1-2. Angoli 13-8. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 4’.

GIUSEPPE MADDALUNO NOVARA

Porta bene il Piemonte al Cesena, che dopo il Piola di Vercelli espugna anche l’omonimo stadio di Novara, centrando la seconda vittoria esterna stagionale. Basta un colpo di tacco di Tonucci su azione d’angolo per infrangere la striscia positiva degli azzurri di Aglietti, alle prese con le pesanti assenze di Gonzalez (infortunato) e Pesce (squalificato). In campo il leit motive è chiaro fin dalle prime battute: il Novara, che schiera gli ultimi arrivati Crescenzi e Seferovic (svogliato e fuori dal gioco), prova a fare gioco mentre il Cesena, malgrado i tre trequartisti dietro all’unica punta Granoche, si limita ad agire in contropiede. Proprio da una ripartenza nasce il gol partita: Perticone stende Granoche in corsa, Succi costringe al miracolo Bardi su punizione e dall’angolo seguente arriva il tacco da 3 punti di Tonucci.

A AL SC 3

1:4

Un’altra partita Così il Novara al-

za il baricentro e il Cesena difende il risultato spesso con tutti e undici gli effettivi dietro la linea del pallone. Solo nel finale di frazione, però, arrivano le occasioni da gol: prima Marianini sciupa di testa su corner, poi Crescenzi salva sulla linea su incornata di Tabanelli in contropiede. Nella ripresa, nonostante le sei sostituzioni, la partita non cambia e il Novara non trova, comunque, l’affondo vincente. Recriminano gli azzurri per un errore di Rubino (subentrato al fantasma di Mehmeti) a tu per tu con Campagnolo e due salvataggi del portiere ospite su Lazzari e Colombo (allo scadere), nonché per una svista di Baracani che nega a Ludi un rigore sacrosanto per fallo di Volta su azione d’angolo. Espulso Bisoli per proteste: chiedeva che il Novara buttasse fuori la palla dopo uno scontro in corsa tra Ludi e Granoche. © RIPRODUZIONE RISERVATA

h 6,5 il migliore PARFAIT (Cesena) È l’uomo in più del Cesena: Raddoppia costantemente e recupera palloni pesanti

VICENZA JUVE STABIA

1 2

PRIMO TEMPO 0-1 MARCATORI Cellini (JS) al 28’ p.t.; Bojinov (V) su rigore al 12’, Improta (JS) al 31’ s.t.

VICENZA (4-4-2) Bremec 6; Brighenti 5,5, Camisa 5,5, Milanovic 6, Di Matteo 5,5; Bellazzini 5,5, Ciaramitaro 5,5 (dal 43’ s.t. Mustacchio s.v.), Castiglia 6, Padalino 6; Bojinov 6,5, Giacomelli 6 (dal 1’ s.t. Tiribocchi 6). PANCHINA Pinsoglio, D. Martinelli, Pisano, Cinelli, Malonga. ALLENATORE Dal Canto 6.

JUVE STABIA (4-4-2) Nocchi 6,5; Baldanzeddu 6, Figliomeni 6, Murolo 5,5, Di Cuonzo 6; Verdi 7, Mezavilla 6, Suciu 6, Zito 5,5 (dal 31’ s.t. Improta 6,5); Cellini 6,5 (dal 24’ s.t. Bruno 6), Acosty 6 (dal 12’ s.t. L. Martinelli 6). PANCHINA Seculin, Agyei, Jidayi, Gorzegno. ALLENATORE Braglia 7. ARBITRO Borriello di Mantova 5. GUARDALINEE Melloni 6 – De Meo 6. ESPULSI Brighenti (V) al 14’ s.t. per doppia ammonizione (gioco scorretto e comportamento non regolamentare). AMMONITI Zito (JS) e Di Cuonzo (JS) per gioco scorretto; Padalino (V) e Bruno (JS) per comportamento non regolamentare. NOTE paganti 670, incasso di 4.288 euro; abbonati 5.319, quota di 22.163 euro. Tiri in porta 3-7. Tiri fuori 3-5. In fuorigioco 1-2. Angoli 7-6. Recuperi: p.t. 2’, s.t. 4’.

ALBERTA MANTOVANI VICENZA

Non basta al Vicenza il cambio di allenatore. Alessandro Dal Canto, subentrato a Breda, debutta con una sconfitta e neppure gli acquisti di gennaio riescono a fermare l’emorragia, con la zona playout ora distante 6 punti. La Juve Stabia invece festeggia l’ingresso in zona playoff con un successo costruito sul gol di vantaggio di Cellini nel primo tempo e sulla bravura nello sfruttare la superiorità numerica per colpire di nuovo con Improta, dopo che il Vicenza aveva pareggiato su rigore con il primo gol del neo arrivato Bojinov, ma era poi rimasto in dieci per l’espulsione di Brighenti. La gara La formazione di Braglia appare più squadra per tutto l’arco della gara rispetto ad un Vicenza che manda in campo sei nuovi acquisti, con il prevedibile difetto di intesa tra i

g

giocatori. E su un campo intriso di pioggia, soprattutto nel primo tempo, la Juve Stabia fa valere la maggior prestanza fisica, oltre che il lavoro sulle fasce, in particolare di Verdi, che con il loro movimento trasformano il 4-4-2 di base in un 4-2-4. I campani potrebbero segnare dopo pochi secondi con Verdi, il cui colpo di testa è fermato da Bremec, e passano al 28’ con un tiro all’incrocio di Cellini, ben smarcato dal cross di Verdi. Nella ripresa l’ingresso di Tiribocchi rivitalizza il Vicenza e giova a Bojinov che diventa più incisivo e al 12’ pareggia su rigore, concesso per un mani di Murolo su tiro dello stesso bulgaro. Sembra la svolta attesa dai biancorossi, ma l’espulsione al 14’ di Brighenti sposta di nuovo l’equilibrio a favore dei campani, che raddoppiano con Improta di nuovo servito da Verdi, col Vicenza che non riesce più a reagire. © RIPRODUZIONE RISERVATA

h 7 il migliore VERDI (Juve Stabia) Ispira i gol con dribbling e cross, affonda e copre con continuità e lucidità


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SERIE B 24a GIORNATA

Rinforzi azzeccati Varese via col vento Debuttano tre nuovi e Franco sblocca anche la gara Filipe raddoppia, il Modena cade e il Verona è a -8 VARESE MODENA

2 0

PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORI Franco all’11’, Filipe al 32’ s.t. Bastianoni 6); Pucino 6, Rea 6 (dal 29’ p.t. Franco 6,5), Troest 6, Lazaar 6,5; Ferreira Pinto 6, Damonte 6, Filipe 7,5, Oduamadi 7; Ebagua 6,5, Neto Pereira 6,5 (42’ s.t. Juan Antonio s.v.). PANCHINA Fiamozzi, Corti, Martinetti, Scapuzzi. ALLENATORE Castori 7. Zoboli 6, Perna 5,5, Gulan 5; Moretti 5,5 (dal 30’ s.t. Stanco s.v.), Osuji 6, Signori 5 (dal 20’ s.t. Mazzarani 6); Lazarevic 5,5, Ardemagni 5, Piscitella 6 (dal 39’ s.t. Maiorino s.v.). PANCHINA Manfredini, Nardini, Minarini, Sturaro. ALLENATORE Marcolin 5.

I giocatori del Varese festeggiano con sotto la propria curva il successo sul Modena LAPRESSE

Castori e il Varese 2.0. Prende una squadra che già giocava bene, ci spalma un po’ di mercato e un bon bon dall’infermeria, agita e serve freddo, freddissimo al Modena. Altrimenti non poteva essere, visto che un vento fortissimo e gelido s’è preso buona parte del palcoscenico all’Ossola. Ma il risultato è uno show alla Ventura dei giorni migliori, 4-4-2 o 4-2-4, con tre pantere nere sempre a marce alte. Di Ebagua si sa, poi l’esordiente Ferreira Pinto, impreciso ma con tocco di velluto, e soprattutto Oduamadi, recuperato dopo l’infortunio e con lo scatto assassino. Il quarto, Neto Pereira, è meno moro, fa da sponda e la passa come un play: sono loro, sorretti dalla regia di Filipe, che fanno dello scontro uno one team

h

MIGLIORE

7,5

FILIPE (Varese) Sgrezza palloni su palloni, fa girare il quartetto lì davanti e segna anche un gran bel gol che chiude la partita

show del Varese. Che ci mette un po’ a trasformare l’esuberanza in tiri, ma quando entra in trance non si ferma più. Il Modena, ordinato e con un Osuji a pressare come un unno, ha potuto poco. In attacco non è pervenuto, nel primo tempo il vento rendeva ogni passaggio un’avventura, la mediana ha mostrato la creatività di un tostapane e il primo tiro, defilatissimo, l’ha firmato Lazarevic al 43’...

vento no, il Varese ha sprintato: la partita già la faceva, e per di più ogni tiro si fa missile. Castori ha benedetto pure gli infortuni: nell’intervallo aveva ceduto Bressan (dentro Bastianoni), nel primo tempo Rea è caduto male con la caviglia sinistra lasciando a Franco. Proprio quello che ha sbloccato la gara: cross di Filipe, mischia e il difensore ex Padova sbatte dentro. Il Modena cede, e il Varese la chiude con Filipe da 25 metri e poi diverte. Visto Oduamadi a 2’ dalla fine fare 10 finte in 10’’ a Zoboli e darla via. Poi a Castori (a -8 dal Verona può salvare i playoff), dicono che Marcolin ha lodato la cattiveria agonistica dei suoi. Non è la prima volta e non gli va giù: «Il calcio mica è uno sport per fighette. Pare che li meniamo, ma noi vinciamo col gioco». Torto proprio non gli si può dare.

Stop and go La chiave il Varese l’ha infilata a sinistra, dove Oduamadi saltava sempre Gozzi rendendo necessario il raddoppio. Poteva sbloccarla prima con Ferreira Pinto, che non segna da 2 anni e si conferma mangiandosi 2 gol, poi ha provato una stecca alla Ronaldo centrando un palo che ancora fa sdeng. Ma nella ripresa, quando i campi si invertono ma il

La salvezza Coly Crotone ripreso 2 2

PRIMO TEMPO 0-2 MARCATORI Eramo (Cr) al 13’, Crisetig (Cr) al 25’ p.t.; Schiavon (Ci) al 15’, Coly (Ci) al 50’ s.t.

CITTADELLA (4-3-3) Cordaz 7,5; Sosa 5,5 (dal 36’ s.t. Minesso s.v.), Coly 6,5, Pellizzer 5, Biraghi 5 (dal 1’ s.t. Vitofrancesco s.v.); Ciancio 6, Baselli 6,5, Schiavon 7; Di Roberto 6,5, Di Carmine 6, Giannetti 5 (dal 10’ s.t. Di Nardo 6,5). PANCHINA Pierobon, De Vito, Gorini, Paolucci. ALLENATORE Foscarini 6,5.

CROTONE (4-3-3) Caglioni 8; Del Prete 6, Vinetot 5,5, Ligi 5,5, Migliore 6 (dal 34’ s.t. Abruzzese s.v.); Maiello 5,5, Crisetig 6,5, Eramo 6,5; Gabionetta 6,5, Ciano 6 (dal 20’ s.t. Mazzotta s.v.), De Giorgio 6 (dal 25’ s.t. Torromino s.v.). PANCHINA De Luca, Pettinari, Checcucci, Caetano. ALLENATORE Drago 6,5. ARBITRO Fabbri di Ravenna 5. GUARDALINEE Del Giovane 5,5 - Alassio 6. ESPULSI nessuno. AMMONITI Coly (Ci), Gabionetta (Cr), Vinetot (Cr) e Ligi (Cr) per gioco scorretto; Caglioni (Cr) per comportamento non regolamentare. NOTE paganti 255, incasso di 867 euro; abbonati 1.516, quota di 6.077 euro. Tiri in porta 12-6. Tiri fuori 4-0. In fuorigioco 5-5. Angoli 11-3. Recuperi: p.t. 0, s.t. 6'.

SIMONE PRAI CITTADELLA (Pd)

Spettacolare 2-2 al Tombolato tra Cittadella e Crotone, con la squadra di casa che agguanta il pareggio all'ultimo minuto di recupero. Partita dai due volti, con il primo tempo che è tutto di marca ospite: la pioggia insistente e il campo pesante non frenano i calabresi che hanno un passo diverso dai granata di Foscarini. Sbloccano il risultato al 13' con Eramo che approfitta del regalo di Pellizzer che gli calcia addosso il pallone, e raddoppiano al 25’ con il sinistro di Crisetig dal limite, dopo che Cordaz aveva compiuto un mezzo miracolo, respingendo la conclusione ravvicinata di Ciano. Il Cittadella sembra non avere la forza di reagire, tant’è che Caglioni non è mai stato impegnato nei primi 45 minuti. Ribaltone La ripresa invece ha un tema completamente diver-

le reti nei primi tempi: alle giornate 6, 10 e 11 ce ne sono state 7

6

i pareggi, si tratta del massimo stagionale, come alla giornata 17

2

le vittorie casalinghe: in attesa del posticipo, eguagliato il minimo stagionale della giornata 10

© RIPRODUZIONE RISERVATA

PARI SPETTACOLO UN TEMPO PER PARTE: IL 2-2 DEL CITTADELLA ARRIVA AL 95’

CITTADELLA CROTONE

gli 0-0, per la seconda giornata di fila sono più di uno (3 la giornata precedente): in questo torneo non era mai successo

6

ARBITRO Candussio di Cervignano 7. GUARDALINEE Colella 6 - Stallone 6. AMMONITI Damonte (V), Gulan (M) e Troest (V) per gioco scorretto. NOTE paganti 731, incasso di 4.636,50 euro; abbonati 2.640, quota di 16.537,32 euro. Tiri in porta 7 (un palo)-2. Tiri fuori 8-2. In fuorigioco 1-4. Angoli 5-2. Recuperi: p.t. 2’, s.t. 1’.

GIULIO DI FEO VARESE

Bouy, che errore 2 Il Brescia spreca e salva lo Spezia

le reti totali, minimo stagionale con un incontro ancora da giocare: finora le giornate con meno gol sono state la 13 e la 23 con 21

MODENA (4-3-3) Colombi 6,5; Gozzi 5,

so: il Crotone paga gli sforzi profusi, il Cittadella passa al 3-4-3 e si gioca ad una sola porta. Il gol di Schiavon al 15' su punizione ha l'effetto di dare nuova forza ai granata di Foscarini, che mettono alle strette gli avversari. Le occasioni fioccano, è sfortunato al 35' Coly rimpallato da un difensore, quindi Di Nardo a botta sicura si vede respingere il pallone dal portiere. Al 39' diagonale di Minesso, Di Nardo in scivolata non arriva sul pallone per un soffio. In pieno recupero Gabionetta ha il pallone del k.o.: si fa metà campo tutto solo in contropiede ma davanti a Cordaz gli calcia addosso, immediatamente però si riscatta respingendo ben due volte il pallone sulla linea della propria porta. Caglioni ci mette la manona per respingere anche il colpo di testa di Di Nardo, prima del disperato forcing finale del Cittadella: Pellizzer colpisce il palo, quindi Coly in mischia sigla l'incredibile 2-2. © RIPRODUZIONE RISERVATA

h 8 il migliore CAGLIONI (Crotone) Respinge tutto quello che gli passa vicino, qualche dubbio solo sul 2-2

POCHE EMOZIONI I TIFOSI DI CASA CONTESTANO CORIONI

I NUMERI DELLA B

18

VARESE (4-4-2) Bressan 6 (dal 1’ s.t.

DAL NOSTRO INVIATO

4

BRESCIA SPEZIA

0 0

BRESCIA (4-3-1-2) Arcari 6; Lasik 5,5, De Maio 5,5, Caldirola 6, Scaglia 6; Finazzi 6, Budel 6, Bouy 5 (dal 46’ s.t. Felipe s.v.); Saba 6 (dal 33’ s.t. Rossi s.v.); And. Caracciolo 5,5 (dal 22’ s.t. Mitrovic 5,5), Corvia 5,5. PANCHINA Cragno, Rosso, Ant. Caracciolo, Picci. ALLENATORE Calori 6.

SPEZIA (3-5-2) Guarna 6; Romagnoli 6, Goian 6,5, Schiavi 5; Piccinni 6, Bovo 6 (dal 32’ s.t. Musacci s.v.), Porcari 6, Sammarco 5,5 (dal 42’ s.t. Lollo s.v.), Mario Rui 6; Sansovini 5 (dal 22’ s.t. Antenucci 5,5), Okaka 6. PANCHINA Iacobucci, Pasini, Di Gennaro, Garofalo. ALLENATORE Atzori 6. ARBITRO Palazzino di Ciampino 6. GUARDALINEE Bianchi 5,5 - Peretti 6. AMMONITI Piccinni (S), De Maio (B) e Finazzi (B) per gioco scorretto; Porcari (S) e Goian (S) per comportamento non regolamentare. NOTE spettatori 3.000 circa; paganti e incasso non comunicati; abbonati 3.800, quota non comunicata. Tiri in porta 5 (con una traversa)-1. Tiri fuori 8-6. In fuorigioco 2-5. Angoli 4-5. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 3’.

le segnare ad occhi chiusi) tra l’incredulità generale, lo Spezia può tirare un sospirone mentre il Brescia si dispera. Brescia allungato Calori rispolvera Andrea Caracciolo titolare al centro dell’attacco dopo le panchine con Varese e Juve Stabia, ma la condizione dell’Airone non è ancora ottimale così come è faticosa l’intesa con Corvia. Entrambi sciupano buone opportunità, Corvia nel primo tempo e il capitano nel secondo — complici due lisci di Schiavi — sparando sul fondo perché nessuno degli attaccanti vede bene la porta. La spinta del centrocampo è relativa, dagli esterni non arrivano rifornimenti e stavolta Saba non inventa soluzioni decisive. Il Brescia accentua il forcing negli ultimi 20’ della gara, ma il gol non arriva mentre la traversa di Bouy evoca solo cattivi pensieri.

DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA TOSI BRESCIA

Cala la nebbia sul Rigamonti mentre lo Spezia intasca il punto che voleva e i tifosi del Brescia tornano a casa con la bocca amara dopo avere lungamente contestato con cori non piacevoli il presidente Corioni, colpevole agli occhi della curva, con la cessione di Salamon, di avere indebolito la squadra in funzione dei playoff. Il motivo di tanta delusione è l’errore madornale che Ouasim Bouy compie a metà della ripresa, calciando contro la traversa un pallone che chiedeva di essere comodamente accompagnato in fondo alla rete, ma il giovane olandese di scuola juventina spreca la più clamorosa delle palle-gol innescata da un tiro di Corvia respinto da Guarna sui piedi dell’accorrente centrocampista. Il tap-in è un rigore a porta vuota che Bouy spreca centrando il legno (era più faci-

Spezia quadrato Dall’altra parte

Atzori quadra la squadra con un centrocampo folto e robusto che cerca sbocchi sulle fasce dove Piccinni e Mario Rui fanno molto movimento. In apertura, Okaka di testa chiama Arcari all’unica parata importante del match poi gli ospiti filano un lungo possesso palla che toglie ritmo agli avversari. Non incide Sansovini e nemmeno Antenucci che gli subentra nel finale. Bravo Goian a togliere la luce a Caracciolo mentre Guarna salva bene su Corvia e viene graziato. Per lo Spezia tutto bene quel che finisce bene, il pareggio non è demeritato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

h 6,5 il migliore GOIAN (Spezia) Sempre puntuale nelle sue diagonali, non concede spazi a Caracciolo

L’ALTRO 0-0 IL PORTIERE DEL BARI SI SUPERA IN ALMENO TRE OCCASIONI

Lamanna super Alt alla Ternana TERNANA BARI

0 0

TERNANA (3-5-2) Brignoli 6; Fazio 6, Brosco 6,5, Ferraro 6; Ragusa 6,5, Carcuro 6, Botta 6,5, Scozzarella 6 (dal 32' s.t. Bencivenga s.v.), Vitale 6; Ceravolo 6 (dal 20' s.t. Litteri 6), Alfageme 5,5 (dal 38' s.t. Maniero s.v.). PANCHINA Ambrosi, Masi, Bernardi, Sinigaglia. ALLENATORE Toscano 6.

BARI (3-4-3) Lamanna 7; Altobello 6 (dal 41' s.t. Ristowski s.v.), Dos Santos 6, Ceppitelli 5,5; Defendi 5,5, De Falco 5, Bellomo 6, Rossi 5,5; Galano 5,5 (dal 17' s.t. Sciaudone 5,5), Caputo 5, Tallo 6 (dal 17' s.t. Iunco 5,5). PANCHINA Pena, Sabelli, Fedato, Ghezzal. ALLENATORE Torrente 6. ARBITRO Pairetto di Nichelino 6. GUARDALINEE Tasso 6 - Lo Cicero 6. ESPULSI nessuno. AMMONITI De Falco (B), Ragusa (T) e Brosco (T) per gioco scorretto. NOTE paganti 5.359, incasso di 39.620,13 euro; abbonati 2.521, quota di 14.857,13 euro. Tiri in porta 7-1. Tiri fuori 1-2. In fuorigioco 7-2. Angoli 3-2. Recuperi: p.t. 2’, s.t. 3’.

MASSIMO LAURETI TERNI

La Ternana manca la terza vittoria consecutiva e la responsabilità va divisa a metà tra il portiere del Bari, Lamanna, e gli attaccanti rossoverdi che almeno in un paio di circostanze hanno mancato opportunità davvero ghiotte. Il Bari ha cercato di pungere in avvio di partita e dopo aver sofferto per un bel po’ la supremazia dei padroni di casa, ha rimesso fuori la testa solo nel finale. Nessuna occasione clamorosa, però, nonostante i tre attaccanti schierati da Torrente all���inizio della partita.

importanti per Carcuro, murato al 20’ e per Botta la cui conclusione è stata deviata sul palo da Lamanna al 24’. Prima della fine del primo tempo, ancora chance per Carcuro e Ragusa con Lamanna attento. Secondo tempo Il portiere si è

superato al 3’ della ripresa. Ceravolo è partito sul filo del fuorigioco ma Lamanna in uscita ha parato la conclusione e un minuto dopo si è ripetuto ancora su Ceravolo e poi su una conclusione a giro di Alfageme indirizzata all'incrocio. Le prodezze del portiere hanno spento gli ardori della Ternana. Torrente ha inserito un centrocampista in più togliendo una punta e la partita è piombata in una fase di stanca spezzata nel finale da un colpo di testa a lato di Brosco, da una conclusione di Vitale parata in due tempi e da un affondo di Iunco che ha tagliato l'area avversaria con un pericoloso tiro cross. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Avvio veemente La Ternana ha

contenuto bene l’avvio deciso del Bari andato alla conclusione con Defendi al 18’, parata da Brignoli. Poi col passare dei minuti la squadra di Toscano ha cominciato a macinare gioco, sfondando spesso sugli esterni e creando opportunità

h 7 il migliore LAMANNA (Bari) Salva la baracca con tre parate decisive. Grande sia tra i pali che in uscita


DOMENICA 3 FEBBRAIO 2013

LA GAZZETTA SPORTIVA

25

PRIMA DIVISIONE L’ANTICIPO DEL GIRONE B E LE PARTITE DI OGGI (ore 14.30)

Un derby spettacolo Il Viareggio va sotto e ribalta la Carrarese

girone A

(21a) girone B (0-0)

ALBINOLEFFE-CUNEO

ALBINOLEFFE (4-3-1-2) Offredi; Salvi, M. Belotti, Allievi, Regonesi; Previtali, Girasole, Maietti; Taugourdeau; Pesenti, A. Belotti. (Amadori, Ondei, Pirovano, Gazo, Martinovic, Corradi, Diakite). All. Pala. CUNEO (4-3-1-2) F. Rossi; Di Lorenzo, Carretto, Scaglia, Donida; Cristini, Danucci, Palazzolo; Garavelli; Torri, Ferrario. (Negretti, Ferri, Serino, Lodi, Longhi, Di Quinzio, Martini). All. E. Rossi. ARBITRO Baroni di Firenze (Lotierzo-Annunziata).

(1-1)

CREMONESE-CARPI

Lippi l’aveva previsto e anche Collina in tribuna ha applaudito Espulso il... viareggino Benassi: la squadra di Cuoghi vola VIAREGGIO-CARRARESE

3-2

MARCATORI Corrent (C) al 24’, Martella (V) al 39’ p.t.; Sandrini (V) al 6’, Magnaghi (V) al 15’, Belcastro (C) al 45’ s.t. VIAREGGIO (3-5-2) Gazzoli 7; Fiale 6,5, Conson 6, Carnesalini 7; Pellegrini 6,5, Sandrini 7, Maltese 7, Calamai 6 (dal 37’ s.t. Crescenzi s.v.), Martella 7 (dal 31’ s.t. Peverelli s.t.); Giovinco 6 (dal 30’ s.t. Benedetti s.v.), Magnaghi 6,5. (Furlan, Gemignani, Gerevini, De Vena). All. Cuoghi 6,5. CARRARESE (4-2-3-1) Piscitelli 6; Lanzoni 6, Benassi 5, Anzalone 6, Vannucci 5,5 (dal 26’ s.t. Bregliano s.v.); Pestrin 7, Corrent 6,5 (dal 35’ p.t. Melucci 5); Venitucci 6 (dal 36’ s.t. Malatesta s.v.), Belcastro 7, Mancuso 6; Makinwa 7. (Cicioni, Ciciretti, Orlandi, Margiotta). All. Di Costanzo 6. ARBITRO Tardino di Milano 7. NOTE paganti 372, abbonati 405, incasso di 5.213 euro. Espulso Benassi al 21’ p.t.; ammoniti Conson, Pellegrini, Fiale, Piscitelli, Pestrin e Melucci. Angoli 6-5. GIOVANNI LORENZINI VIAREGGIO (Lu)

«Sarà un derby spettacolare» aveva previsto Marcello Lippi, viareggino ed ex tecnico della Carrarese. E spettacolo è stato di fronte anche a Pierluigi Collina. Una partita che si è

CREMONESE (4-3-1-2) Viotti; Sales, Moi, Tedeschi, Visconti; Baiocco, Pinardi, Buchel; Caridi; Djuric, Le Noci. (Grillo, Cremonesi, Avogardi, Degeri, Martina Rini, Carlini, Momentè). All. Casati-Finardi (Scienza squalificato). CARPI (4-4-2) Sportiello; Pasciuti, Poli, Terigi, Sperotto; Melara, Concas, Perini, Di Gaudio; Viola, Arma. (Trini, Negri, Gagliolo, Papini, Crafa, Kabine, Della Rocca). All. Tacchini-Cioffi. ARBITRO Dei Giudici di Latina (Tolfo-De Franco).

(3-1)

LECCE-TREVISO

(19a) (2-1)

AVELLINO-BENEVENTO AVELLINO (4-3-1-2) Fumagalli; Zappacosta, Giosa, Izzo,

Pezzella; D’Angelo, Massimo, Arini; De Angelis; Zigoni, Biancolino. (Orlandi, Bittante, Zullo, Bianco, Millesi, Catania, Bariti). All. Rastelli. BENEVENTO (4-3-1-2) Gori; Siniscalchi, Rinaldi, Mengoni, Anaclerio; Carotti, Espinal, Davì; Mancosu; Cipriani, Marotta. (Baican, D’Anna, Signorini, Rajcic, Montiel, Germinale, Marchi). All. Carboni. ARBITRO Chiffi di Padova (Grillo-Calò).

(0-0)

CATANZARO-PAGANESE

CATANZARO (3-5-2) Pisseri; Conti, Sirignano, Bacchetti; Fiore, Castiglia, Ronaldo, Benedetti, Sabatino; Masini, Fioretti. (Faraon, Catacchini, De Risio, Squillace, Quadri, Carboni, Bugatti). All. D’Urso (Cozza squalificato). PAGANESE (3-5-2) Robertiello; Perrotta, Fusco, Pepe; Ciarcià, Soligo, Romondini, Scarpa, Nunzella; Caturano, Girardi. (Marruocco, Puglisi, Pastore, Babù, Franco, Calvarese, Tortori). All. Grassadonia. ARBITRO Bindoni di Venezia (Vigo-Rizzo).

LECCE (4-2-4) Benassi; D’Ambrosio, Esposito, Di Maio, Tomi; Giacomazzi, Memushaj; Falco, Chevanton, Bogliacino, Drame. (Petrachi, Martinez, Vanin, De Rose, Chiricò, Jeda, Pià). All. Toma. TREVISO (4-3-3) Merlano; Semenzato, Stendardo, Zammuto, Cernuto; Spinosa, Esposito, Komac; N. Tarantino, Strizzolo, Fortunato. (Tonozzi, Videtta, Rosaia, Brunetti, Piccioni, Picone, Madiotto). All. Ruotolo. ARBITRO Verdenelli di Foligno (Fraschetti-Margani).

(1-0)

PAVIA-SAN MARINO PAVIA (4-4-2) Kovacsik; Capogrosso, D’Orsi, Fasano,

Bruno Martella, 20 anni: il Viareggio l’ha appena ripreso dal Perugia UMICINI

conclusa con il successo sofferto del Viareggio che ha giocato in superiorità numerica per oltre 70 minuti su una tenace Carrarese, tradita dall’ex di turno (oltre che viareggino doc) Maikol Benassi, che nella prima parte della gara ha rimediato due gialli evitabili. La partita Ma nonostante l’uomo in meno la Carrarese è passata per prima in vantaggio al 24’ con Corrent che di sinistro (nell’occasione si è pure infortunato) ha ribadito in rete un tiro di Makinwa respinto dal palo. Il Viareggio ha fatto fatica a riorganizzarsi ma al 39’ su

pennellata di Calamai per Martella è arrivato il pari di testa. In avvio di ripresa Cuoghi ha avanzato Maltese e nell’arco di un quarto d’ora il Viareggio ha ipotecato il successo: al 6’ Sandrini ha risolto una mischia, al 15’ sulla combinazione Maltese-Pellegrini e velo di Giovinco è arrivato il 3-1 di Magnaghi. La Carrarese non si è mai arresa e l’ex Gazzoli è stato provvidenziale su Mancuso, Belcastro e Makinwa. Poi al 45’ su punizione Belcastro ha ridato speranze alla Carrarese, ma ormai era troppo tardi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

seconda divisione

REGIONAL COMPETITION

22a giornata: gli anticipi e le gare di oggi (ore 14.30)

L’Under 20 in Croazia Martedì l’allenamento è in casa dell’Udinese

Girone A: cade il Castiglione La Pro Patria balza in testa 0-2

CASTIGLIONE-PRO PATRIA

MARCATORI Calzi al 45’ p.t.; Polverini al 15’ s.t. CASTIGLIONE (4-3-2-1) Iali 6; Ruffini 6, Notari 5,5, Solini 5, Pini 6; Marongiu 5,5 (dal 10’ s.t. Fabbro 5,5), Sandrini 6, Chiazzolino 6 (dal 27’ s.t. Varone 6); Faroni 5,5, Talato 5,5 (dal 10’ s.t. Mangili 6); Ferrari 5,5. (Bason, Borghetti, Radrezza, Mor). All. Ciulli 6. PRO PATRIA (4-3-1-2) Sala 6; Bonfanti 6 (dal 10’ s.t. Vignali 6), Nossa 6, Polverini 6,5, Pantano 5,5; Bruccini 6,5, Calzi 7, Viviani 6; Giannone 6 (dal 32’ s.t. Greco 6); Serafini 6,5, Cozzolino 6,5 (dal 41’ s.t. Falomi s.v.). (Carezza, Botturi, Andreoni, Artaria). All. Firicano 6,5. ARBITRO Ripa di Nocera Inferiore 6. NOTE spettatori 650 circa, incasso di 3.100 euro. Ammoniti Ferrari, Bruccini, Calzi, Polverini, Ruffini, Pini, Cozzolino e Solini. Angoli 5-1. (d.c.)

Girone B: colpo del Martina Altro esonero di Romaniello 0-1

NORMANNA-MARTINA

MARCATORE Gambino al 23’ s.t. NORMANNA (4-3-3) Gragnaniello 6; Fricano 5, Bova 5, Castaldo 5,5, Avagliano 5; Marano 6 (dal 1’ s.t. Manco 6), Wagner 6, Ricci 5,5 (dal 16’ s.t. Gesuele 5); Pizzi 5,5 (1’ s.t. Giglio 5,5), Ercolano 5,5, Peluso 6. (Esposito, Giordani, Visone, Gagliardi). All. Romaniello 5,5. MARTINA (4-4-2) Perina 6; De Lucia 6,5, Gambuzza 6,5, Filosa 6,5, Tundo 6,5; Mangiacasale 7,5 (43’ s.t. Memolla s.v.), Scarsella 6,5, Fiorentino 5, Petrilli 6,5; Anaclerio 6,5 (32’ st. Provenzano s.v.), Gambino 7. (Lapadula, Bagaglini, Rana, Ancora, Di Dio). All. Bitetto 6,5. ARBITRO Brasi di Seregno 6. NOTE spettatori 200 circa, incasso non comunicato. Espulso Fiorentino al 23’ p.t.; Ammoniti Gambino, Castaldo, Wagner, Fricano, Anaclerio, Mangiacasale e Provenzano. Angoli 4-5. (g.ar.) IL CAMBIO La Normanna dopo la partita ha esonerato per la seconda volta il tecnico Romaniello: non torna Sergio, tecnico che l’ha sostituito la prima volta, si attende per oggi il sostituto.

L’Under 20 di Lega Pro gioca giovedì in Croazia (Umag, ore 14) per la Regional Competition 2012-13: all’andata, a Portogruaro, gli azzurri hanno vinto 4-2. Per preparare al meglio la partita, il c.t. Valerio Bertotto ha chiesto ospitalità all’Udinese, squadra nella quale ha giocato per 13 anni: martedì pomeriggio l’Under 20 si allenerà infatti al centro sportivo Dino Bruseschi, a fianco dello stadio Friuli, dove si allena anche l’Udinese. A salutare Bertotto ci sarà anche l’ex compagno Totò Di Natale.

serie D 22a giornata (ore 14.30)

Il clou è nel D e a Messina Negli anticipi del girone H l’Ischia vince e rimane a +8 sul Gladiator, unica squadra imbattuta d’Italia e stasera presentata alla Domenica Sportiva. Il big match è Tuttocuoio-Pro Piacenza (D): da vedere anche V. Vecomp-Porto Tolle (C) e il derby di Messina (I) al Celeste.

Meregalli; Statella, La Camera, Di Chiara, Lussardi; Beretta, Cesca. (Teodorani, Monticone, Losi, Redaelli, Ferrini, Meza Colli, Romero). All. Cerri (Roselli squalificato). SAN MARINO (4-3-3) Vivan; Pelagatti, Ferrero, Fogacci, Mannini; Pacciardi, Lunardini, Doumbia; Casolla, Coda, Poletti. (Migani, Galuppo, Crivello, Ferrari, Capellini, Calvano, Chiaretti). All. Acori. ARBITRO Bietolini di Firenze (Pollaci-Argentieri).

(1-1)

PORTOGRUARO-COMO

PORTOGRUARO (4-3-1-2) Tozzo; Chesi, Patacchiola, Moracci, Pondaco; Herzan, Sampietro, Coppola; Cunico; De Sena, Corazza. (Festa, Blondett, Zampano, Pignat, Salzano, Orlando, Magrassi). All. Madonna. COMO (4-2-3-1) Perucchini; Luoni, Migliorini, Marchi, D. Donnarumma; Giampà, Verachi; Lisi, Tremolada, A. Donnarumma; Mendicino. (Frattini, Ambrosini, Schiavino, Ardito, Scialpi, Gammone, Schenetti). All. Paolucci. ARBITRO Ceccarelli di Rimini (Garavaglia-Zinzi).

(1-2)

REGGIANA-FERALPI SALÒ REGGIANA (4-3-3) Tomasig; Bani, Aya, Cossentino,

Magliocchetti; Antonelli, Arati, Ardizzone; Sprocati, Bonvissuto, Matteini. (Bellucci, Zini, Scappi, Bovi, Panizzi, Gilioli, Cavalieri). All. Apolloni. FERALPI SALÒ (4-3-3) Branduani; Tantardini, Malgrati, Leonarduzzi, Savoia; Berardocco, Castagnetti, Cortellini; Bracaletti, Montini, Tarana. (Gallinetta, Caputo, Magli, Falasco, Fabris, Montella, Miracoli). All. Remondina. ARBITRO Maresca di Napoli (Sbrescia-Monetta).

(2-3)

TRAPANI-ENTELLA

TRAPANI (4-4-2) Nordi; Lo Bue, Pagliarulo, D’Aiello, Rizzi; Basso, Pirrone, Spinelli, Madonia; Abate, Gambino. (Morello, Priola, Filippi, Caccetta, Tedesco, Pacilli, Mancosu). All. Boscaglia. ENTELLA (4-3-1-2) Paroni; De Col, Bianchi, Cesar, Zampano; Staiti, Raggio Garibaldi, Volpe; Vannucchi; Cori, Rosso. (Otranto, Falcier, Ballardini, Hamlili, Di Tacchio, Argeri, Guerra). All. Prina. ARBITRO Aureliano di Bologna (Mondin-Dal Cin).

IL POSTICIPO E IL RIPOSO Alto Adige-Lumezzane La giornata sarà completata domani sera alle 20.45 (diretta su Rai Sport 1) con il posticipo Alto Adige-Lumezzane (andata 0-1), che sarà diretta da Giovani di Grosseto. Questa settimana la squadra che riposa è la Tritium.

(1-0)

FROSINONE-PRATO FROSINONE (4-3-3) Zappino; Guidi, Del Duca, Biasi,

Blanchard; Carrus, Gori, Frara; Aurelio, Santoruvo, Ganci. (Vaccarecci, Amelio, Gucher, Marchi, Cesaretti, Lapadula, Curiale). All. Stellone. PRATO (4-3-1-2) Layeni; Beduschi, Malomo, Ghinassi, De Agostini; Corvesi, Cavagna, Casini; Disabato; Napoli, Tiboni. (Brunelli, Bisoli, Bagnai, Carminati, Palavisini, Cesarini, Di Dio). All. Esposito. ARBITRO D’Angelo di Ascoli Piceno (Ficarra-Saia).

(0-0)

NOCERINA-BARLETTA

NOCERINA (4-3-3) G. Russo; Garufo, Baldan, Andelkovic, Giuliatto; Corapi, Bruno, De Liguori; Negro, Evacuo, Mazzeo. (De Lucia, Chiosa, Daffara, Gorobsov, Rizza, Pepe, N. Russo). All. Auteri. BARLETTA (4-2-3-1) Liverani; Calapai, De Leidi, Burzigotti, Pippa; Piccinni, Meduri; Carretta, Allegretti, Molina: La Mantia. (Pane, Di Bella, Dall’Oglio, Dezi, Camilleri, Prutsch, Barbuti). All. Novelli. ARBITRO Abisso di Palermo (Toffanin-Berasi).

(1-1)

PERUGIA-ANDRIA

PERUGIA (4-3-3) Koprivec; Cangi, Cacioli, Russo, Liviero; Nicco, Esposito, Moscati; Politano, Ciofani, Fabinho. (Pinti, Zanchi, Massoni, Giani, Dettori, Moneti, Rantier). All. Camplone. ANDRIA (4-4-2) Rossi; Cutrupi, Migliaccio, Zaffagnini, Malerba; D’Errico, Giorgino, Larosa, Taormina; Maccan, Innocenti. (Sansonna, Scrugli, Contessa, Liccardo, Branzani, Guariniello, Loiodice). All. Cosco. ARBITRO Saia di Palermo (Atta Alla-Squarcia).

(1-2)

PISA-GUBBIO

PISA (3-5-2) Sepe; Sbraga, Carini, Sabato; Rizzo, Barberis, Mingazzini, Benedetti, Pedrelli; Perez, Tulli. (Pugliesi, Rozzio, Colombini, Lucarelli, Fondi, Favasuli, Scappini). All. Pane. GUBBIO (5-3-2) Venturi; Cancellotti, Briganti, Bartolucci, Galimberti, Belfasti; Sandreani, Boisfer, Guerri; Di Piazza, Galabinov. (Farabbi, Regno, Carroccio, Malaccari, Baccolo, Caccavallo, Bazzoffia). All. Sottil. ARBITRO Pezzuto di Lecce (Boz-Abruzzese).

(0-1)

SORRENTO-LATINA

SORRENTO (4-2-3-1) Rossi; Balzano, Nocentini, Di Nunzio, Bonomi; A. Esposito, Salvi; Corsetti, Bernardo, Tortolano; Musetti. (Polizzi, Ciampi, Kostadinovic, Fusar Bassini, Guitto, Iuliano, R. Esposito). All. Papagni. LATINA (4-3-3) Bindi; Milani, Cottafava, De Giosa, Bruscagin; Burrai, Cejas, Sacilotto; Barraco, Danilevicius, Schetter. (Ioime, Cafiero, Agius, Jefferson, Kolawole, Angelilli, Ricciardi). All. Pecchia. ARBITRO Ghersini di Genova (Di Salvo-Favia).

LA SITUAZIONE CLASSIFICA Questa la situazione nel girone B dopo 18

LA SITUAZIONE CLASSIFICA La situazione dopo 20 giornate: Trapani p. 35; Lecce 34; Carpi 31; Entella e Alto Adige* 30; Lumezzane e Pavia 29; San Marino 28; Cuneo e F. Salò 24; Cremonese (-1) 22; AlbinoLeffe (-6), Como* (-1) e Portogruaro* (-1) 20; Reggiana 19; Tritium 9; Treviso (-1) 8. (*ha già riposato). PROSSIMO TURNO Così domenica 10 (ore 14.30): Carpi-Alto Adige (1-2); Como-Reggiana (1-0); Cuneo-Trapani (0-3); Entella-Pavia (1-1); Lumezzane-Cremonese (0-0); San MarinoPortogruaro (1-2); Treviso-AlbinoLeffe (0-0); Tritium-Lecce (0-2); riposa la Feralpi Salò.

GIRONE A

GIRONE B

ASTI-CHIERI Fracassi di Campobasso BORGOSESIA-SANTHIA' Amabile di Vicenza CHIAVARI-NOVESE Meraviglia di Pistoia DERTHONA-FOLGORE CARATESE Bruni di Fermo GOZZANO-LAVAGNESE D'Annibale di Marsala (ore 15) IMPERIA-TREZZANO Saccenti di Modena SESTRI LEVANTE-BOGLIASCO Sassoli di Arezzo VERBANIA-TORTONA Marchi di Bologna VERBANO-BRA De Luca di Ercolano (ore 15) CLASSIFICA Bra p. 45; Lavagnese 44; Chieri 43; Santhià 41; Borgosesia 36; Verbania e F. Caratese 33; Chiavari 31; Gozzano 28; Bogliasco 25; Sestri Lev. 24; Derthona* 23; Asti 21; Trezzano* e Tortona 20; Verbano 17; Novese 14; Imperia 13. (* una gara in meno).

CASTELLANA-PRO SESTO Marini di Trieste DARFO-PERGOLETTESE Marcolin di Schio FERSINA PERGINESE-SAN GIORGIO Sartori di Este LECCO-ALZANO CENE 3-3 Giocata ieri MEZZOCORONA-TRENTO De Angeli di Abbiategrasso PONTISOLA-MONTICHIARI Calogiuri di Lecce SANT'ANGELO-CARAVAGGIO Parrella di Battipaglia SEREGNO-MAPELLOBONATE Bortoluzzi di San Donà di Piave SERIATE-OLGINATESE 0-4 Giocata ieri VOGHERA-CARONNESE Robilotta di Sala Consilina CLASS. Pontisola p. 50; Pergolettese 49; Caronn. 45; Voghera* 44; Olginatese** 42; Lecco** (-3) 40; Castellana 38; Alzano Cene** e Montichiari 34; Mapellobonate 33; Seriate** 32; Caravaggio 31; Darfo (-1) e Seregno 30; F. Perginese 26; Pro Sesto e San Giorgio 24; Mezzocorona 14; Sant'Angelo* e Trento (-1) 13. (**una gara in più, * una in meno)

(25a)

giornate: Latina (-1) p. 37; Avellino 35; Frosinone (-1) e Nocerina 30; Perugia (-1) e Pisa 27; Viareggio* 26; Prato e Paganese 25; Benevento 23; Gubbio 22; Catanzaro 21; Andria (-2) 20; Barletta 14; Carrarese* 13; Sorrento 12. (* una partita in più). PROSSIMO TURNO Così domenica 10 (ore 14.30): Andria-Catanzaro (0-0); Barletta-Avellino (0-1); Benevento-Carrarese (3-0); Gubbio-Paganese (0-1); Latina-Viareggio (1-1); Nocerina-Frosinone (2-2); Pisa-Perugia (lunedì 11, ore 20.45; 2-1); Prato-Sorrento (2-0).

GIRONE C

(25a)

BELLUNO-KRAS REPEN Pasciuta di Agrigento CEREA-SACILESE Torsello di Nichelino GIORGIONE-PORDENONE Scarica di Castellammare di Stabia REAL VICENZA-ESTE Affatato di Domodossola SAMBONIFACESE-TRISSINO VALDAGNO Massimi di Termoli SANDONA' JESOLO-SAN PAOLO Capasso di Firenze SANVITESE-CLODIENSE Pietropaolo di Modena TAMAI-LEGNAGO Suaria di Milano UNION QUINTO-MONTEBELLUNA Iorio di Torre Annunziata VIRTUS VECOMP-PORTO TOLLE Fiorini di Frosinone CLASSIFICA Sambonifacese p. 48; Porto Tolle e V. Vecomp 45; Pordenone 42; Real Vicenza 41; Sandonà Jesolo 39; Sacilese e Clodiense 38; Tamai 36; Trissino Valdagno 35; Este* 34; Legnago e Montebelluna 33; Belluno* 31; San Paolo 29; Giorgione 28; Cerea 21; Sanvitese 16; Kras Repen 11; Union Quinto 10. (* una gara in meno)

GIRONE D BAGNOLESE-FORTIS JUVENTUS Mansi di Nocera Inferiore CASTENASO-FIDENZA Cenami di Rieti LUCCHESE-FORCOLI Agostini di Bologna MASSESE-CASTELFRANCO Accomando di Olbia PAVULLESE-FORMIGINE Chindemi di Viterbo (Savignano, 16.30) PISTOIESE-CAMAIORE Minafra di Roma RICCIONE-MEZZOLARA Volpi di Arezzo SPAL-ROSIGNANO Magrini di Città di Castello TUTTOCUOIO-PRO PIACENZA Fourneau di Roma CLASSIFICA Pro Piacenza p. 47; Tuttocuoio 43; Massese 40; Lucchese 39; Spal 38; Pistoiese 36; Mezzolara e Fidenza 33; F. Juve 29; Formigine 28; Castelfranco 27; Castenaso 25; Pavullese 20; Camaiore e Forcoli 19; Riccione (-1) 15; Rosignano 14; Bagnolese 13.

GIRONE A

GIRONE B

GIRONE E

GIRONE F

GIRONE G

GIRONE H

GIRONE I

BASSANO-MANTOVA Rizzo di Siena BELLARIA-MONZA Rossi di Rovigo CASALE-VALLE D’AOSTA Gentile di Lodi CASTIGLIONE-PRO PATRIA 0-2 Giocata ieri FORLI'-RIMINI Lacagnina di Caltanissetta GIACOMENSE-FANO Colarossi di Roma MILAZZO-ALESSANDRIA Fanton di Lodi SAVONA-SANTARCANGELO Rasia di Bassano VENEZIA-RENATE Formato di Benevento CL. Pro Patria p. 44; Castiglione** 43; Savona 40; Renate* 35; Bassano 34; Alessandria* 32; Forlì* (-1), Venezia e Mantova 31; Monza* (-6) 29; Bellaria e V. d'Aosta (-1) 21; Santarc.* 20; Rimini 19; Giacomense 18; Fano (-1) 17; Casale (-5) 15; Milazzo 8. (**una in più, * una in meno)

APRILIA-BORGO A BUGGIANO Greco di Lecce ARZANESE-L'AQUILA Morreale di Roma CHIETI-MELFI Spinelli di Terni FOLIGNO-SALERNITANA Lanza di Nichelino HINTERREGGIO-GAVORRANO Ferrari di Mestre NORMANNA-MARTINA 0-1 Giocata ieri PONTEDERA-CAMPOBASSO Di Ruberto di Nocera Inferiore TERAMO-FONDI Bellotti di Verona VIGOR LAMEZIA-POGGIBONSI Baldicchi di Città di Castello CL. Salernitana p. 47; Pontedera 39; Poggibonsi 35; L'Aquila* e Aprilia 34; Teramo* 32; Chieti (-1) e Martina** 31; Gavorrano 29; Arzanese 28; V. Lamezia 27; Foligno 26; Borgo a B. 25; Hinterr. 23; Melfi 21; Campobasso (-2) 19; Normanna** 15; Fondi 12. (**una in più, * una in meno)

AREZZO-SPOLETO Capone di Palermo BASTIA-TRESTINA Bertolino di Trapani CASTEL RIGONE-SPORTING TERNI Mei di Pesaro FIESOLECALDINE-SCANDICCI Fabbro di Roma FLAMINIA-SANSEPOLCRO Schirru di Nichelino LANCIOTTO-PIERANTONIO Marotta di Sapri PIANESE-DERUTA Sozza di Seregno PONTEVECCHIO-CASACASTALDA Guidi di Imola TODI-VITERBESE Strippoli di Bari CLASSIFICA Castel Rigone p. 40; Sansepolcro 38; Casacastalda 36; Deruta 34; Viterbese 33; Pontevecchio, Sp. Terni e Fiesolecaldine 32; Pianese e Spoleto 30; Trestina 28; Bastia e Scandicci 26; Arezzo 24; Lanciotto 23; Pierantonio 22; Todi 17; Flaminia 14.

AMITERNINA-RENATO CURI Capezzi di S. Giovanni V. (porte chiuse) CIVITANOVESE-CELANO Gironda Veraldi di Bari FIDENE-JESINA Scatigna di Taranto ISERNIA-SAN CESAREO Andreini di Forlì MARINO-MACERATESE Luciano di Lamezia Terme RECANATESE-ASTREA Ragonesi di Perugia SAMBENEDETTESE-OLYMPIA AGNONESE Pasqua di L'Aquila TERMOLI-ANCONA Boggi di Salerno VIS PESARO-SAN NICOLO' Pedretti di Brescia CLASSIFICA Samb e San Cesareo p. 44; Maceratese 40; Termoli e Ancona 38; Ol. Agnonese 36; Vis Pesaro 33; Astrea* e Jesina 29; Fidene e Isernia 25; Renato Curi e Civitanovese 24; Amiternina 22; Celano 19; San Nicolò e Marino* 15; Recanatese 14. (* una gara in meno)

ARZACHENA-TORRE NEAPOLIS Rognoni di Arco CYNTHIA-SANT'ELIA Marchese di Cosenza (a Pomezia) HYRIA NOLA-CIVITAVECCHIA Paterna di Teramo LUPA FRASCATI-SAN BASILIO Di Stefano di Brindisi OSTIAMARE-TORRES Tesi di Pistoia PORTO TORRES-ISOLA LIRI Gualtieri di Asti SARNESE-BUDONI Gozzi di Siena SELARGIUS-CASERTANA Curti di Milano SORA-ANZIOLAVINIO Mazzei di Brindisi CLASSIFICA Torres p. 45; Sarnese 39; Palestrina 38; Torre Neapolis 37; Lupa Frascati e Casertana 36; Sora 33; Ostia Mare 31; Arzachena e Cynthia 27; Budoni 26; Isola L. 25; Porto Torres 24; Anziolavinio 23; Selargius 22; Hyria Nola e Civitavecchia (-1) 16; Sant'Elia 14.

BATTIPAGLIESE-FOGGIA Vitulano di Livorno BISCEGLIE-NARDO' Sprezzola di Mestre BRINDISI-POMIGLIANO Oggioni di Monza CTL CAMPANIA-ISCHIA 0-1 Giocata ieri GROTTAGLIE-MONOSPOLIS Michieli di Padova INTERNAPOLI-GLADIATOR 2-3 Giocata ieri MATERA-FRANCAVILLA Ranaldi di Tivoli POTENZA-FORTIS TRANI Nicoletti di Catanzaro SANT'ANTONIO ABATE-TARANTO Lombardi di Brescia CLASSIFICA Ischia* p. 58; Gladiator* 50; Bisceglie 44; Matera (-2) 41; Monospolis 40; Battipagliese 31; Foggia e Nardò 29; Brindisi 28; Taranto 27; Ctl Campania*, Sant'Antonio Abate (-1) e Pomigliano 25; Francavilla 24; Internapoli* 23; Grottaglie 13; F. Trani 9; Potenza 6. (* una in più)

ACIREALE-SAVOIA 2-3 Giocata ieri AGROPOLI-RAGUSA De Tullio di Bari CITTÀ DI MESSINA-MESSINA Giua di Pisa COMPRENSORIO MONTALTO-LICATA Miele di Torino COMPR. NORMANNO-PRO CAVESE Cipriani di Empoli NOTO-NISSA Buonocore di Marsala PALAZZOLO-SAMBIASE Fabbri di Valdarno RIBERA-COSENZA Zuliani di Vicenza VIBONESE-GELBISON Liguori di Bergamo CLASSIFICA Messina p. 50; Cosenza 44; Savoia* 39; Gelbison 38; Città Messina 34; Licata 33; Com. Montalto e Ribera 31; Com. Normanno e Ragusa 29; Vibonese 27; Sambiase 26; Pro Cavese 24; Palazzolo e Agropoli 23; Acireale* 15; Noto (-3) 14; Nissa (-1) 7. (* una in più)


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FORMULA 1

4

OGGI RED BULL Queste le prossime tappe della F.1 in vista del Mondiale che scatterà il 17 marzo a Melbourne (Australia)

S Oggi Presentazione Red Bull (Milton Keynes Gran Bretagna)

S Domani Presentazione Toro Rosso e Mercedes (Jerez Spagna)

S Martedì Presentazione Marussia e Caterham (Jerez Spagna)

S 19 febbraio Presentazione Williams (Montmelò Spagna) Queste le date dei test invernali

S 5-8 febbraio Jerez (Spagna)

S 19-22 febbraio Montmelò (Spagna)

S 28 febbraio3 marzo Montmelò (Spagna)

ANDREA CREMONESI

Una buona notizia accompagna la F138, partita ieri pomeriggio per l’Andalusia: le previsioni del tempo dicono che la prossima settimana a Jerez, dove si terrà la prima sessione di test collettivi, splenderà il sole e la temperatura sarà primaverile. Condizioni ideali per il primo vero confronto tra la rossa e le principali rivali per il titolo 2013: Red Bull, che viene svelata proprio oggi a Milton Keynes, McLaren (ieri ha mosso i primi passi a Idiada con Oliver Turvey), Lotus e Mercedes, che si mostrerà domani sulla pista andalusa. Speranze La Ferrari, come era

stato annunciato sin da Campiglio, è dunque partita alla volta della Spagna senza aver percorso neppure un metro: i tempi ristretti e il lungo trasferimento (oltre alle condizioni invernali) hanno impedito uno shakedown a Fiorano. Il vero collaudo andrà dunque in scena martedì e a Maranello tengono le dita incrociate. Perché sarà anche vero che la macchina che poi correrà a Melbourne cambierà aspetto e crescerà (si spera) nelle prestazioni ma le prime sensazioni fornite dai piloti sono quelle che poi indicano se si può procedere con tranquillità allo svezzamento o bisogna dar vita a una affannosa corsa ai ripari. L’anno scorso, purtroppo, anche se il ritornello dei test di Jerez era che la Ferrari stava «semplicemente raccogliendo dati» il campanello d’allarme era risuonato subito con la drammatica telefonata di Massa a Montezemolo: «Presidente, è un disastro». Ciò che rende ottimisti ora è il fatto che un anno fa quel 1"6 secondi di divario non ha poi impedito alla Ferrari di lottare per il campionato e che le regole nel frattempo non sono cambiate per cui è difficile aver sbagliato completamente strada: «Non ci sono le condizioni», ha garantito Stefano Domenicali alla presentazione.

Massa girerà i primi tre giorni, lasciando all’ultimo il volante a Pedro De la Rosa che per poter lavorare in maniera ottimale al simulatore, deve prima capire come si comporta la macchina in pista.

Il primo esame

Obiettivi «Non si tratta di test

Massa a Jerez capirà subito se la F138 è forte Previsto bel tempo in Andalusia sarà confronto vero coi rivali Alonso seguirà il test via e-mail Dalle Canarie Fernando si terrà in contatto con i tecnici e Felipe in pista da martedì

Telematico E Alonso? A Jerez

Il d.t. Fry: «Felice soltanto se a Melbourne saremo davanti»

Felipe Massa, 31 anni, nel 2012 ha conquistato 2 podi

ci sarà anche se... solo virtualmente: «Mi terrò in costante contatto con i tecnici, con Massa e De la Rosa, userò le e-mail. State tranquilli non perdo nulla, saltando questo test. IO invece me ne andrò un po’ al caldo per allenarmi al meglio ed essere pronto al 100% quando conterà. D’altronde se non mi riposo un po’, non posso reggere una stagione che terminerà a fine novembre».

LAPRESSE

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Programma Come un anno fa

toccherà a Massa sgrezzare la F138 che sarà in configurazione base, ovvero quella vista venerdì a Maranello: «Dal punto di vista aerodinamico — ha dichiarato il direttore tecnico Pat Fry al sito del Cavallino — la versione di lancio è lontana da dove siamo in galleria del vento. Avremo una migliore idea del nostro reale valore in termini di prestazioni con la terza sessione di test (quella di Montmelò che inizierà il 28; n.d.r.)».

prestazionali», hanno sottolineato Montezemolo e Domenicali venerdì, quasi a voler esorcizzare un negativo impatto con la concorrenza e il cronometro. Confortati in questo dal parere di Alonso: «Nel primo test non ci sono aspettative, si tratta di vedere se la macchina frena e accelera in maniera normale». In realtà non è proprio così: nel senso che se una macchina nasce bene, è «naturalmente» veloce e i tempi arrivano senza forzare. Poi magari si rompe, è fragile ma non lenta. Per cui già martedì sera si avrà un primo, importante verdetto. Domenicali alla presentazione sosteneva che gli sarebbe sufficiente avere una macchina che possa lottare alla pari con gli altri. Fry è andato un po’ oltre. «Non sarò contento fin quando arriveremo a Melbourne e dimostreremo di avere la monoposto più veloce».

4

I NUMERI

8

Stagioni a Maranello Massa sta per iniziare l’ottava stagione alla Ferrari. Ha infatti esordito a Maranello nel 2006. In questi 8 anni ha avuto tre compagni: Michael Schumacher (2006) Kimi Raikkonen (2007-2009) e Fernando Alonso (dal 2010)

11

Vittorie Con la rossa Massa ha conquistato 11 gare. Il record di successi è datato 2008: 6. In quell’anno arrivò secondo nel Mondiale dietro Hamilton

67

Gare senza successi Felipe non vince dal GP Brasile del 2 novembre 2008

SVELATA LA C32 LA LIVREA DA BIANCA A GRIGIO GRAFITE

Una Sauber dai fianchi stretti Hülkenberg: «Punto al podio» MARCO DEGL’INNOCENTI HINWIL (Svizzera)

Addio al tranquillo bianco. Sulla nuova Sauber C32, motore Ferrari, spicca un’inedita livrea grigio grafite, interrotta da una sottile banda biancorossa, i colori nazionali svizzeri. La promessa è sfidare le grandi: «Su questa vettura abbiamo lavorato in modo aggressivo e ciò dovrà pagare anche in pista», si è augurato il progettista, l’inglese Matt Morris, succeduto a James Key, approdato alla Toro Rosso. Rinnovo A togliere il velo, ieri

nella sede del team a pochi chilometri di Zurigo, i due nuovi piloti: Nico Hülkenberg (25 anni), tedesco, terza stagione

in F.1, la prima alla Sauber che porterà in pista a Jerez martedì, e il debuttante Esteban Gutierrez (21), messicano, terzo nella GP2 l’anno scorso, promosso da collaudatore a titolare. Il suo ruolo è stato preso dall’olandese Robin Frijns (21 anni). Punta Rispetto alla C31, la Sau-

ber C32 è caratterizzata da un muso con un vanity panel «mascherato» e da fiancate molto filanti, di ingombro limitatissimo. Nuovi anche la sospensione posteriore e gli scarichi. «Vedremo se sarà così veloce come promette», si è augurato Hülkenberg. Il tedesco ha risposto indirettamente ad Alonso, che vede tre sole vetture in grado di vincere (Ferrari, McLaren e Red Bull): «Anch’io voglio salire sul podio e maga-

Cambia il disegno di scarichi e sospensioni posteriori E si affida a 2 nuovi piloti LE CURIOSITÀ

Ha lo scalino «mascherato» e i radiatori meno verticali (g.p.) La novità più appariscente della nuova Sauber è che ha un «vanity panel» che si vede e non si vede nel senso che maschera l’antiestetico gradino solo nella vista laterale. La C32 ha di sicuro una «personalità» aerodinamica spiccata come d’altronde l’aveva la monoposto 2012. Gli altri connotati della ultima nata di Hinwill sono: sospensione anteriore a puntone; fiancate più strette e scavatissime; radiatori non più verticali; cambio scomposto in due sezioni (fornito dalla Ferrari); sospensione posteriore carenata tipo RB8 e scarichi di scuola McLaren.

ri anche di più!». Mentre il compagno Gutierrez si accontenterebbe, per quest’anno «di poter mostrare prestazioni costanti ad alto livello». Controllo Fiducia anche ai ver-

tici del team. Monisha Kaltenborn sarà al comando sin dalla gara d’apertura: «Ma Peter Sauber (presente, in disparte, alla cerimonia, n.d.r.) sarà sempre alle mie spalle a dare un’occhiata», ha detto l’austriaca di origine indiane. Lo scorso anno la Sauber è arrivata sesta tra i Costruttori con 4 podi: «Posso dire — assicura la Kaltenborn — che siamo messi bene. Abbiamo terminato la macchina in tempo e raggiunto gli obiettivi interni di performance che ci eravamo prefissi. Questo ci rende fiduciosi, ma solo a Melbourne si vedrà il potenziale della vettura: il traguardo è migliorare ulteriormente». Ma si pensa già anche al 2014, ai motori turbo. Dice la Kaltenborn: «Non abbiamo un contratto, ma parliamo soltanto con la Ferrari». © RIPRODUZIONE RISERVATA

1 1. La C32 ha lo scalino sul muso; 2. Le fiancate sono strette e sottili. Gli scarichi svasati; 3. Nico Hülkenberg, Monisha Kaltenborn (responsabile del team) ed Esteban Gutierrez ANSA-EPA-AP


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FOOTBALL IL XLVII SUPER BOWL La tecnica

CROSS OGGI IN GARA

Cairoli, prove di Mondiale in Sardegna

Tre pinne in zona cambio per pulire il flusso d’aria GIORGIO PIOLA

Non si può certo dire che la F138 sia una monoposto banale senza soluzioni all’avanguardia. Anzi, alla presentazione ha pure sorpreso perché ha mostrato addirittura alcune soluzioni inedite come alettone e presa dei freni posteriori. Ma anche sotto la pelle ci sono novità interessanti: razionalizzazione dello schema della sospensione anteriore a tirante, barre di torsione che consentono interventi più rapidi e realizzazione della sospensione posteriore. Per poter introdurre il largo profilo alare che carena al suo interno il semiasse (soluzione in genere proibita dal regolamento) si è dovuto intervenire sugli attacchi della sospensione posteriore. Il regolamento permette di carenare i bracci con un rapporto di 3,5 fra

corda e spessore del profilo, inoltre questo profilo deve essere neutro. Se ne deduce che quindi gli attacchi degli elementi interessati (il tirante della convergenza e il braccio posteriore del triangolo inferiore) devono essere alla stessa altezza del semiasse. Per alloggiare il cambio (scomposto in due elementi) si è dovuto alzare leggermente l’attacco del triangolo inferiore senza compromettere la geometria della sospensione. Al di sotto di questo largo profilo (in giallo) la Ferrari ha poi piazzato tre pinne verticali come sulla Red Bull per meglio convogliare il flusso d’aria verso il diffusore. «La priorità è stata la riduzione del peso e la miniaturizzazione di alcuni particolari soprattutto nel posteriore che ci consente di guadagnare punti in termini di efficienza aerodinamica», ha detto Corrado Lanzone sul sito della Ferrari. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Taccuino 2

MOTOGP AL VIA

Crt in pista a Sepang

3

A Sepang (Malesia) da oggi antipasto per i test MotoGP che iniziano domani, con due giorni di messa a punto per le Crt che hanno scelto la nuova centralina Magneti Marelli: sono Ioda Suter-Bmw (Petrucci-Pesek), Forward Ftr-Kawasaki (Corti-Edwards) Avintia Ftr-Kawasaki (Barbera-Aoyama). È il primo passo verso la centralina unica dal 2014.

COMMENTA LA SUPERBIKE

Ufficiale: Biaggi in tv Ora è ufficiale: Mediaset ha confermato l’ingaggio di Max Biaggi nel ruolo di commentatore del campionato Superbike, che ha vinto l’anno scorso.

KART IN SALENTO

Vince Verstappen jr (p.m.) Max Verstappen, 15 anni, figlio dell’ex F.1 Jos, ha vinto ieri a Muro Leccese (Lecce) la prima finale del Wsk Master Series 2013 (categoria KZ2). In KF Junior, 14˚ il figlio di Schumacher e 59˚ il figlio di Alesi.

TV: IN DIRETTA DALLE 24 Il Super Bowl n. 47 si gioca al SuperDome di New Orleans (che lo ospita per la 7ª volta): è in diretta su Espn America e Sportitalia 2 a partire da mezzanotte, con il kick off previsto alle 0.20 Tony Cairoli, 27 anni ZANZANI RIOLA SARDO (Or) — La prima tappa degli Internazionali d’Italia, oggi in Sardegna, segna il debutto 2013 del sei volte campione del mondo Tony Cairoli. «Ho passato un buon inverno — racconta il fuoriclasse messinese —. A metà dicembre ho ripreso gli allenamenti, mentre le feste natalizie le ho passate in famiglia a Patti. Ho anche seguito i lavori della mia nuova casa romana, che ormai è quasi finita». Per la preparazione Cairoli in questi mesi ha evitato le piste fiamminghe. «Ora lì c’è un mare di neve, e quindi ci andrò solo in marzo o aprile. Avere una base da quelle parti è molto comodo, ci sono tante piste vicine su cui girare». Per un pilota da record come lui, il secondo più titolato della storia al pari di Joel Robert e dietro solo a Stefan Everts, la preparazione atletica non ha segreti e viene ripetuta uguale di anno in anno: «Non ha senso cambiare quando le cose funzionano, per cui mantengo gli schemi delle stagioni precedenti che mi hanno dato i migliori risultati». Alla fine del 2012, Cairoli con il team manager Claudio De Carli è stato sul punto di lasciare la Ktm SX-F 350 con la quale ha dominato le ultime due stagioni, per passare alla 450: «Alla fine però abbiamo scelto di andare avanti con la 350, perché mi ci sono sempre trovato bene, l’ho sviluppata io, ha quasi raggiunto la perfezione e ci sono affezionato». Tony ha quindi «fatto le carte» al Mondiale Mx1 2013, che non vedrà al via Christophe Pourcel ma in cui invece sbarcheranno giovani talenti come Van Horebeek, Searle, Roelants: «I piloti che lottano per il titolo alla fin fine sono sempre gli stessi, ma è possibile che gli outsider possano inserirsi in qualche frangente. Il mio obiettivo è il settimo titolo. Ogni anno la concorrenza è più agguerrita, è sempre più difficile ma noi faremo del nostro meglio per spuntarla ancora». Oggi le prove Mx1 sono dalle 10.55, mentre la gara dalle 14.35. Biglietti a 20 euro; ingresso gratis per gli under 12. Le altre due tappe degli Internazionali d’Italia si disputeranno il 10 settembre a Malagrotta (Roma) e il 17 settembre ad Arco di Trento (Trento). Il Mondiale invece scatterà il 2 marzo a Losail (Qatar), su una pista costruita all’interno del circuito che già ospita la MotoGP. Due le tappe in Italia: il 14 aprile ad Arco di Trento e il 16 giugno a Maggiora (Mantova). Massimo Zanzani © RIPRODUZIONE RISERVATA

San Francisco o Baltimore Chi fa la storia? Il sorprendente quarterback Kaepernick contro Lewis e la difesa dei Ravens: i 49ers favoriti DAL NOSTRO INVIATO

MASSIMO LOPES PEGNA Twitter @Pegnarol NEW ORLEANS

A ogni angolo del Quartiere Francese incontri strani personaggi con in mano la croce e un megafono. Invocano il pentimento di noi peccatori e minacciano l’intervento del Diavolo. Del resto, il Super Bowl è una cassa di risonanza pazzesca: se hai un messaggio da recapitare all’umanità, le strade nei dintorni dell’enorme Superdome, dove oggi si disputerà la partitissima, sono quelle da battere. Lo sanno bene anche i giocatori dei San Francisco 49ers e dei Baltimore Ravens, che nella lunga settimana di avvicinamento alla gara della vita sono stati costretti dalla Nfl a parlare quasi ogni giorno. Anche se a volte sarebbe stato auspicabile il silenzio stampa. Come nel caso di Chris Culliver, cornerback dei 49ers: «A me non piacerebbe che ci fossero gay nello spogliatoio. Non credo che ci siano, ma se ci fossero vorrei che se ne andassero». Immediata marcia indietro (pentimento?) con tanto di scuse a tutti. Santone Poi c’è l’esaltato linebacker di Baltimore, Ray Lewis, una delle icone di questo sport, perfettamente calato nella parte del predicatore. Ha un passato ingombrante che continua a tormentarlo (un’incriminazione per duplice omicidio nel 2000 risoltasi con una condanna per un reato minore, senza fare un solo giorno di carcere) e

Ray Lewis 35 anni, linebacker dei Ravens, è stato Mvp del Super Bowl vinto da Baltimore nel 2001

In panchina due fratelli contro, Jim e John Harbaugh In tv oltre 150 milioni di spettatori un presente in cui deve difendersi da un articolo di Sport Illustrated che lo accusa di doping. In mezzo, una carriera straordinaria. Un Super Bowl già vinto (nel 2001) e un addio all’attività programmato da metà stagione, che spera di festeggiare con un altro trionfo. Poi c’è questo ruolo da santone che lo ha fatto diventare un leader e lo porta spesso a dialogare regolarmente con Dio: «Quando ci parlo mi commuovo», quasi sussurra. Se lo vedi quando gioca e mentre fa la danza dello scoiattolo sembra Satana in persona. Fuori, invece, dice cose da religioso invasato: «Ciò che mi rende fiero è di cambiare con le mie azioni la vita delle persone. Molti vengono da me e mi ringraziano per aver mostrato loro la via giusta». Ma oggi ciò che gli chiede

il tecnico John Harbaugh è provare a essere il Salvatore dei Ravens. E’ lui, insieme ai discepoli della sua difesa, a poter dare una svolta alla partita fermando l’attacco di San Francisco pilotato da Colin Kaepernick, quarterback con poca esperienza (9 gare da titolare, 2 sconfitte) ma di enorme talento. Pronostico Sarà la sfida tanto

strombazzata fra i due fratelli allenatori, Jim e John (prima volta nella storia), che hanno avuto lo stesso maestro, papà Jack. Gioco simile, ottime difese, nessuna superstar e, dunque, pronostico difficile da azzardare: si prevede un punteggio basso e il risultato in bilico, ma con i 49ers un pelo favoriti che se vincono conquistano il sesto titolo (in sei finali). Tutto curato nel minimo dettaglio. Nell’ultimo allenamento, Jim ha fatto giocare i suoi azionando il «12 man crowd simulator», un nastro che riproduce il fracasso dello stadio. John ha invece provato a ispirare la sua squadra, invitando qualche mese fa a Baltimore l’idolo di gioventù Muhammad Ali. Tutti sanno che qualunque piccolo gesto sarà monitorato da una immensa platea. Perché il prato sintetico del Superdome sarà per un giorno il palcoscenico più vasto d'America. L’anno scorso fu visto (almeno per qualche minuto) da 159.2 milioni: più di metà Paese, più di chi ha votato per le recenti presidenziali. Una meta oggi e si va dritti nella storia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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I SB di San Francisco (su 5 finali), miglior percentuale della storia. Se vincono raggiungono i Pittsburgh Steelers (6 su 8)


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RUGBY SEI NAZIONI IlPunto di A.B.

E’ dura, ma roviniamogli le vacanze romane Il dolce ricordo del trionfo di due anni fa al Flaminio, la fresca memoria dei tre test match di novembre (Tonga battuta, All Blacks tenuti in scacco per un tempo, contro l’Australia un’impresa sfiorata), l’entusiasmo dei 60.000 e più dell’Olimpico, le previsioni meteo che dicono che oggi su Roma ci saranno le nuvole e forse pioverà (a tutto vantaggio degli azzurri). Poi la consapevolezza di una squadra che, con Jacques Brunel, ha trovato una nuova identità. E, soprattutto, la spinta emotiva dei quasi 400 ex nazionali che, dopo aver ricevuto il cap, canteranno l’inno di Mameli a bordo campo insieme agli azzurri di

oggi (con tanti complimenti a chi ha partorito l’idea). Il test contro i vice campioni del mondo sarà severissimo, inutile cullare illusioni. Serve ricordare che i Coqs hanno vinto il Torneo diciassette volte? E che a novembre, con l’inserimento di giovani petardi, hanno fatto fuoco e fiamme? Insomma: potrà anche finire con un k.o. Ma nell’aria c’è un certo (giustificato) ottimismo, che non è spavalderia. Se l’Italia riuscirà davvero a imporre il proprio ritmo, a usare le stesse armi che fanno grande la Francia, a dimostrare una certa propensione al gioco offensivo e a sfruttare le assenze nel triangolo

allargato transalpino degli infortunati Brice Dulin e Vincent Clerc, creando così agli avversari eventuali problemi di occupazione del territorio, il match potrebbe prendere una piega imprevista. Servirà ritrovare le mete del Sei Nazioni 2012 di Venditti e il Minto-rivelazione d’autunno. E poi c’è da onorare Lo Cicero che oggi celebra il 99˚ caps e a breve potrebbe superare le 101 presenze del recordman Troncon. Una prestazione concreta darebbe ossigeno alle speranze tricolori in un Torneo che, come sempre, si preannuncia tutto in salita. Intanto è un dato di fatto: questa è una Nazionale sempre più a trazione Treviso: tra titolari e panchinari sono addirittura quattordici i giocatori Benetton coinvolti (e, in generale, solo sette quelli nel XV di partenza che si ripropongono rispetto al successo di due anni fa). Ma, vada come vada, nemmeno stavolta per i Galletti saranno «vacanze romane».

Gonzalo Canale, Martin Castrogiovanni e Sergio Parisse cantano l’Inno di Mameli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Via: Italia-Francia Brunel: «Li conosco bene Hanno voglia di rivincita» Il c.t. azzurro è nato sui Pirenei ed ha lavorato con i transalpini: «Non devo dimostrare niente ai miei connazionali. La sconfitta di due anni fa gli brucia ancora» ANDREA BUONGIOVANNI ROMA

Sul prato dell’Olimpico, durante il captain’s run, i suoi giocatori alzano i toni e tirano urlacci. Si caricano così. Lui, invece, non si scompone. Jacques Brunel è un pragmatico. Anche nelle ore di vigilia di un’Italia-Francia che non può non emozionarlo, da transalpino del sud-ovest, da uomo dei Pirenei, pare lasciarsi andare solo quando la conversazione — fuori dall’ufficialità — scivola sulle corride e sui vini che produce per hobby. Anche il rugby per lui è passione: da vivere dentro, senza eccessi. Quanto la renderebbe orgoglioso un successo sulla sua ex Nazionale?

«Siamo latini, proveniamo dalla stessa cultura: è un match un po’ particolare, anche per me. Ma ai miei connazionali ho nulla da dimostrare». Quale sarà la chiave del match?

«Quella di sempre: la capacità di imporre il nostro gioco e di non subire quello degli avversari». Ci sono sorprese nel XV francese?

«Direi di no, se non quelle legate ai cambi obbligati a estremo e all’ala. E’ la squadra che in novembre ha travolto Australia e Argentina. C’è continuità».

gi per loro è uno stimolo».

A ROMA ORE 16

Diretta Sky Sport 2 e su La7 alle ore 18 ITALIA FRANCIA MASI 15 HUGET VENDITTI 14 FOFANA BENVENUTI 13 FRITZ SGARBI 12 MERMOZ MCLEAN 11 FALL ORQUERA 10 MICHALAK BOTES 9 MACHENAUD PARISSE (cap) 8 PICAMOLES FAVARO 7 DUSAUTOIR ZANNI 6 OUEDRAOGO MINTO 5 MAESTRI GELDENHUYS 4 PAPÉ (cap) CASTROGIOVANNI 3 MAS GHIRALDINI 2 SZARZEWSKI LO CICERO 1 FORESTIER A disposizione GIAZZON 16 KAYSER DE MARCHI 17 DEBATY CITTADINI 18 DUCALCON PAVANELLO 19 TAOFIFENUA DERBYSHIRE 20 CHOULY GORI 21 PARRA BURTON 22 TRINH-DUC CANALE 23 BASTAREAUD BRUNEL All. ST. ANDRE’ ARBITRO: Owens (Gal)

Quanto conta la vittoria azzurra nell’ultimo scontro diretto disputato in Italia?

«Nulla: coi ragazzi non ne abbiamo mai parlato. Sono cambiati i giocatori, gli staff, le ambizioni. Resta un prezioso ricordo. Ma il risultato appartiene a un’altra epoca».

E nel suo?

«Vale lo stesso discorso: viste le precarie condizioni fisiche di Gori e Barbieri, ho puntato su Botes e Favaro. Ugo ha ri-

«Pure in questo senso siamo ormai a livello delle grandi. Abbiamo cambiato status».

I francesi, però, continuano a menzionarlo...

«Immagino abbiamo una gran voglia di rivincita. Quel k.o. og-

Ormai siamo al livello delle grandi. Dobbiamo imporre il nostro gioco

Perché però, nei confronti della Francia, se in mischia non temiamo il confronto, tra i trequarti c’è ancora un potenziale ben inferiore?

«E’ una questione fisica, tecnica, di maturità e di tradizione. I giocatori francesi di 18-19 anni, grazie all’attività di club, sfruttano opportunità che quelli italiani non hanno».

Jacques Brunel, 59 anni, è c.t. dell’Italia dall’autunno del 2011

Dopo un anno e mezzo in sella alla Nazionale, che bilancio si sente di fare?

«E’ un’esperienza impagabile. E la prospettiva di un nuovo Sei Nazioni mi esalta. Partecipano sempre le stesse squadre, ma ogni volta prevedere che vincerà è un mistero. Nessuno sa chi conquisterà questa edizione, nessuno sa cosa farà l’Italia». Quel è il suo pronostico?

preso ad allenarsi martedì: sta meglio, ma non è al 100%».

«

Dovranno fare anche i conti coi 60.000 dell’Olimpico.

SEI NAZIONI

«Stiamo lavorando con grande intensità e vogliamo continuare sulla strada intrapresa in novembre. Come si tradurrà tutto questo? Nel maggior numero di vittorie possibile».

La situazione PRIMA GIORNATA GALLES-IRLANDA INGHILTERRA-SCOZIA ITALIA-FRANCIA

E qual è la sua favorita?

V INGHILTERRA 1 IRLANDA 1 FRANCIA 0 ITALIA 0 GALLES 0 SCOZIA 0

«Non ce l’ho: della Francia ho detto, l’Inghilterra ha appena battuto gli All Blacks, il Galles è reduce dal Grande Slam, dell’Irlanda da dieci anni si dice che è vecchia ed è sempre ai vertici e la Scozia in giugno ha vinto in Australia e nelle Isole del Pacifico. E’ il fascino del Torneo». © RIPRODUZIONE RISERVATA

CLASSIFICA P PP PF 0 0 38 0 0 30 0 0 0 0 0 0 1 0 22 1 0 18

22-30 38-18 Oggi ore 16

PS 18 22 0 0 30 38

PUNTI 2 2 0 0 0 0

PROSSIMO TURNO SCOZIA-ITALIA Sabato 9 ore 15.30 FRANCIA-GALLES Sabato 9 ore 18 IRLANDA-INGHILTERRA Domenica 10 ore 16

Chiavi del match BISOGNA TENERE IN MISCHIA E IN TOUCHE A FAVORE L’Italia potrà sfruttare l’entusiasmo di un Olimpico incandescente e non potrà prescindere dal lavoro della mischia: Geldenhuys e Minto saranno l’ago della bilancia. A SFAVORE Il gap di tradizione e di cultura rugbistica tra Italia e Francia resta molto ampio e la mediana francese (Michalak, Machenaud) appare molto più concreta e affidabile di quella italiana (Orquera-Botes). PRECEDENTI La Francia ha vinto 32 di 34 scontri diretti, perdendo solo a Grenoble 1997 e a Roma 2011.


DOMENICA 3 FEBBRAIO 2013

LA GAZZETTA SPORTIVA

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D Cap, poi l’inno CERIMONIA SONO 400 GIOCATORI

NAZIONALE IN PILLOLE

Donne: a Rovato

E’ il giorno degli ex azzurri Da Caligiuri a Scanavacca, la Fir celebra 84 anni di storia Tutti in campo prima del via

Un trionfo nel fango Francesi k.o. al fotofinish Impresa dell’Italia davanti a 2000 spettatori: a Rovato (Bs) batte la Francia 13-12 (10-7) con un calcio di Veronica Schiavon nel recupero. È la 2ª vittoria con le francesi (1 pari, 12 sconfitte), 1ª nel Sei Nazioni. Marcatrici: p.t. 11’ c.p. Schiavon, 20’ m. Le Pesc tr. Tremouliere, 40’ m. Severin tr. Schiavon; s.t. 5’ m. Mignon, 43’ c.p. Schiavon.

Alcuni ex azzurri in «raduno» ieri sera ad Artena

La favola di Bastà il fenomeno finito in un tunnel In Nuova Zelanda inventò un’aggressione e costrinse alle scuse il primo ministro francese: torna in Nazionale MARCO PASTONESI ROMA

Questa è una favola da raccontare anche ai bambini. Questa è una vita vera a lieto fine. Questa è la storia di Mathieu Bastareaud. Origini caraibiche (Guadalupa, cugino di William Gallas, difensore dell’Arsenal e della Francia, calcio), infanzia metropolitana (a Créteil, sobborghi di Parigi), adolescenza rugbistica (a 18 anni nel Massy, vicino all’aeroporto di Orly). Nero, grande e grosso, di suo. Uno di quelli che, in una squadra (meglio se non in quella avversaria), potrebbe giocare dovunque: da pilone (dinamico) a estremo (potente). Invece: trequarti centro, primo, preferibilmente secondo. Tecnica e velocità, impatto devastante, un videogioco se quelli non fossero ossa e muscoli. Stella Impossibile non notarlo,

«Basta» (accento sulla seconda a). La Francia lo seleziona nell’Under 19, partecipa ai Mondiali, brilla come una stella. E da stella entra non solo nel firmamento dello Stade Français, il club di Parigi, quello di Parisse, ma anche nella galassia dei Bleus, prima nel Sei Nazioni (debutto contro il Galles e subito migliore uomo in campo), poi in tour in Nuova Zelanda. Ma qui, una notte, la stella cade. A Christchurch, «Basta» fa tardi, così tardi la notte che è quasi presto la mattina. A colazione si presenta ferito e tumefatto. Dice: «Sono stato aggredito». Racconta: «Erano in quattro o cinque, mi hanno assalito e picchiato». La notizia divampa, il caso esplode. Il primo ministro neozelandese Key presenta le scuse ufficiali. La polizia indaga. E da una telecamera del-

Mathieu Bastareaud, 24 anni, centro: è alto 1.83 per 115 chili, 9 caps

Servizi sociali, psicologo e tentato suicidio: Bastareaud parte dalla panchina l’albergo estrae le immagini — ore 5.22 — di «Basta» che rientra, intatto, con altri quattro. «Basta» confessa: ubriaco, è caduto su un tavolo, si è fatto prendere dal panico e ha inventato l’assalto perché aveva paura che i tecnici lo punissero. Il primo ministro francese Fillon porge le scuse ufficiali. Ma il peggio deve venire: è quando «Basta» tenta il suicidio. Uomo Ripartire non è come pedalare in discesa. Il pentimento, l’assistenza psichiatrica, i servizi in una comunità: per guarire. Il rugby: per ricominciare. Non più nello Stade François, ma nel Tolone, accan-

to agli All Blacks Hayman e Masoe, al Wallaby Giteau, agli inglesi Wilkinson e Sheridan, al Puma Fernandez Lobbe, al compatriota Michalak. «Sono pronto a diventare un uomo — giura «Basta», 24 anni —. Ho commesso errori, ma il passato è passato». Rinuncia ai «dread locks» rasta, adotta braghe al ginocchio da ciclista, si mette a dieta, ritrova la forma (1,83 per 115 kg), recupera la fiducia. E la meta. E, adesso, anche la Francia. «E’ un po’ come tornare a scuola — confida —. Sono felice e orgoglioso. Mi sembra tutto nuovo: l’allenatore, i compagni, lo staff. Sono un agonista, volevo disperatamente ritornare in Nazionale. E mi dedico al rugby con tutto me stesso, c’è un sacco di gente che vorrebbe essere al mio posto». Intanto il suo posto è in panchina. E gli azzurri devono solo sperare che, almeno oggi, «Basta» rimanga seduto lì. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE ALTRE PARTITE

ROMA

Super O’Driscoll e l’Irlanda passa in Galles

Quattrocento rugbisti azzurri. In campo, prima del calcio d’inizio. A sfilare, a cantare, anche a commuoversi e a piangere. Ciascuno con il suo «cap».

CARDIFF (Gal) — Grazie soprattutto a un devastante primo tempo, l’Irlanda passa al Millennium, infliggendo al Galles la quinta sconfitta interna consecutiva. Tardiva la reazione dei Dragoni. Per i Verdi in meta anche Simon Zebo (papà della Martinica) e Brian O’Driscoll, a segno in Nazionale per la 46ª volta in 121 partite, la 26ª nel Sei Nazioni, record ulteriormente ritoccato. «Siamo frustrati e delusi» ha detto Rob Howley, c.t. ad interim del Galles, mentre Warren Gatland è a guida dei Lions britannici. Galles-Irlanda 22-30 (3-23). Marcatori: p.t. 11’ m. Zebo tr. Sexton (I), 21’ c.p. Sexton (I), 24’ m. Healy tr. Sexton (I), 29’ c.p. Sexton (I), 34’ c.p. Halfpenny (G), 40’ c.p. Sexton (I); s.t. 3’ m. O’Driscoll tr. Sexton (I), 8’ m. Cuthbert tr. Halfpenny (G), 19’ m. Halfpenny (G), 35’ m. Mitchell tr. Halfpenny (G).

la visiera, di velluto, tipo concorso ippico. Nacque a Rugby. Si racconta di una visita della regina Adelaide, nel 1839: i ragazzi del college sfilarono in divisa, esibendo un cappellino di velluto rosso cremisi con tasselli dorati. Quel cappellino piacque. E rimase anche gli anni successivi per distinguere i più bravi da quelli meno, per riconoscere la disputa di certe partite, per ufficializzare l’esordio in prima squadra, poi internazionale, infine in nazionale, e consegnato prima di entrare in campo. Fu allora che «cap» divenne sinonimo di «presenza», anche se il primo «cap» era vero e lo si poteva portare in testa, gli altri finivano nel cuore e li si contavano solo sugli annuari.

Inghilterra: quattro mete alla Scozia LONDRA — Esplosivo avvio di Torneo per l’Inghilterra che, di fronte agli 81.347 di Twickenham, regola senza affanni la Scozia e rivince la Calcutta Cup, Spiccano la meta (la seconda delle quattro della squadra) del debuttante centro Billy Twelvetrees, giocatore particolarmente a suo agio palla in mano e i 18 punti al piede dell’apertura Owen Farrell (7 su 8 dalla piazzola) che, anche grazie a una grande visione di gioco, si conferma l’erede naturale di Jonny Wilkinson. La Scozia, avanti fino al 13’, s’è poi persa per strada. Inghilterra-Scozia 38-18 (19-11). Marcatori: p.t. 2’ c.p. Farrell (I), 10’ m. Maitland (S), 13’ e 18’ c.p. Farrell (I), 19’ c.p. Laidlaw (S), 30’ m. Ashton tr. Farrell (I), 37’ c.p. Farrell (I), 39’ c.p. Laidlaw (S); s.t. 2’ m. Twelvetrees tr. Farrell (I), 13’ m. Parling (I), 30’ m. Hogg tr. Laidlaw (S), 40’ m. Care tr. Farrell (I).

A Rugby «Cap». Un cappellino a calotta con picco-

Al Coni La Fir ha deciso di assegnare un «cap» ai

suoi azzurri, come le altre nazionali fanno dall’Ottocento o dal Novecento. Stamattina alle 10, nel Salone d’onore del Coni, con il presidente Alfredo Gavazzi, quello onorario Giancarlo Dondi e il vice vicario Nino Saccà, la consegna del «cap» ai 400 (su 627, dal 1929 a oggi). «Un segno di appartenenza — dice Gavazzi — alla ristretta élite di chi ha giocato al più alto livello». Alle 14.15, i 400 saliranno sul palco del Terzo Tempo per una birra, e prima delle 16 entreranno sul prato dell’Olimpico per l’inno. In trincea Dall’aquilano Autore al genovese Bolle-

san, dall’avanti Innocenti al trequarti Osti, dal mitico Caligiuri all’erculeo Camiscioni, dal padre e figlio Checchinato al padre e figlio Mazzantini, dallo zio Appiani al nipote Ravazzolo, dai fratelli Francescato ai fratelli Cuttitta e Dallan, dai neozelandesi Griffen, Persico e Wakarua ai sudafricani De Marigny e Van Zyl, dall’argentino Dominguez al francese Montauriol, da «Campanella» (Pacifici) a «Pepe» (Scanavacca). Generazioni di tallonatori e mediani, piloni e ali, imparentati da nasi da boxeur e orecchie a cavolfiore, legati da ricordi e cicatrici, vincolati da una maglia azzurra, blindati da un codice di regole non scritte, più di soldati reduci dalle stesse trincee. Fratelli d’Ovalia. past. © RIPRODUZIONE RISERVATA

DAL CALCIO AL RUGBY

L’Olimpico rifatto in due ore Venduti 60.000 biglietti L’Olimpico, ieri mattina, s’è rifatto il trucco in due ore e mezza. Tanto c’è voluto per trasformare lo stadio dalla versione calcistica (venerdì sera ha ospitato Roma-Cagliari) a quella rugbistica. A ieri venduti circa 60.000 biglietti: oggi i botteghini apriranno alle 9.30. Dalle 10.30, allo stadio dei Marmi, «rugby per tutti»: sarà possibile provare placcaggi e piazzati. La vigilia è stata cadenzata anche dal giusto risentimento dal fischietto del match, il gallese Nigel Owens (che nel 2007 ha dichiarato la propria omosessualità): ieri certi media italiani lo hanno etichettato senza mezzi termini «arbitro gay». Una buona occasione persa per tacere.


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CICLISMO LA PRIMA VOLTA NEGLI STATI UNITI

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GRANDE SPETTACOLO A LOUISVILLE, IN KENTUCKY

FRANZOI E’ 14˚

Sven Nys, 36 anni, ha vinto 11 Superprestige e 7 Coppe. A destra, Marianne Vos, 25 anni: 11 Mondiali tra strada, pista, cross BETTINI

Nys e la Vos giganti Fontana, cambio rotto Mondiali cross La neve esalta i grandissimi: vincono il belga e l’olandese (5˚ titolo). Lechner, 6a, salva l’Italia CLAUDIO GHISALBERTI

Imbattili, inarrivabili. I Mondiali di cross in Kentucky, i primi della storia fuori dall’Europa, vanno in archivio con i trionfi di due fuoriclasse, quello del belga Sven Nys tra gli uomini e quello dell’olandese Marianne Vos tra le donne. Mondiali che sono stati anche la prima grande corsa americana dopo lo scandalo Armstrong e che hanno riservato al presidente Uci Pat McQuaid una bordata di fischi al momento della premiazione. Insuperabile Il Merckx del fan-

go, l’uomo che ha trasformato il ciclocross in un business tanto da guadagnare poco meno di 1,5 milioni di euro all’anno, a quasi 37 anni va a indossare quella maglia iridata, la quarta in carriera, che gli mancava dal 2005 (2 da under 23 nel 1997 e ’98). Non male per uno che un anno fa, dopo il Mondiale in casa di Koksijde chiusi al 7˚ posto, aveva annunciato il ritiro. «Ora la mia carriera è completa», ha dichiarato Nys. Beh, con 11 vittorie nel Superprestige (oltre a 58 prove) e 7 Coppe del mondo (con 46 prove) non è che anche prima di

questo trionfo fosse poi tanto male. Dopo il traguardo, Fontana invece è paralizzato da freddo e delusione. «Ero partito bene — spiega —. Franzoi mi aveva lasciato un bello spazio e al termine del 1˚ giro ero 3˚. Soprattutto avevo ottime sensazioni. Poi ho avuto un problema meccanico, la leva del cambio non ha più funzionato. Colpa delle condizioni estreme, fango e

A

AI GIOCHI SENZA SELLA

S Leva del cambio k.o. al 2˚ giro: l’azzurro era con i primi. McQuaid fischiato sul podio ghiaccio l’hanno bloccata». Ma i guai del bronzo olimpico della mtb non erano finiti. «Appena tornato in sella ho attaccato per rientrare e sulla sabbia sono volato. Ho finito la gara perché era giusto così, ma ormai il risultato era compromesso». Il miglior italiano è stato così il trevigiano Enrico Franzoi: 14˚ a 2’38". «Sono partito male e ho recuperato bene. Per me è stato un Mondiale soddisfacente».

Marco Aurelio Fontana, brianzolo di 28 anni, è arrivato 3˚ all’Olimpiade di Londra 2012 nella mountain bike. Era in lotta per l’oro, ma all’ultimo chilometro una buca gli ha fatto saltare il supporto della sella, e Fontana ha finito in lacrime BETTINI

Brava Eva Marianne Vos, la più grande ciclista di tutti i tempi, si è confermata sul gradino più alto del podio per il quinto anno consecutivo (sei in totale). Ieri sulle rive del fiume Ohio (che non ha esondato) le rivali dell’olandese sembravano delle juniores. Per la 26enne della Rabobank, team che ha lasciato il ciclismo maschile ma non quello femminile, è il 12˚ oro di una carriera impressionante. Oltre a quelle nel fuoristrada ci sono due maglie iridate su strada, così come due sono quelle su pista. Due anche gli ori olimpici: Pechino su pista, Londra su strada. E solo perché ai Giochi il cross non c’è. A corollario, 5 argenti su strada e uno di bronzo nel cross, più una manciata assortita a livello europeo. Eva Lechner, fino a poco più di due giri dal termine, ci aveva fatto sognare. La prima medaglia della storia femminile azzurra sembrava concretizzarsi. Alle spalle della Vos, infatti, c’era lei. Poi, oplà, scivolata e addio sogni di gloria: 6˚ posto finale. «Sono molto dispiaciuta — ammette la bolzanina — perché per oltre metà gara ci ho creduto davvero. La scivolata è stata un errore mio».

Elite Uomini 1. Sven NYS (Bel) 1.05’35"; 2. Vantornout (Bel) a 2"; 3. Van der Haar (Ola) a 25"; 4. Wellens (Bel) a 41"; 5. Walsleben (Ger) a 44"; 6. Taramarcaz (Svi); 7. Simunek (Rep. Ceca) a 1’15"; 8. Albert (Bel) a 1’19"; 9. Van Amerongen (Ola) a 1’31"; 10. Bina (Rep. Ceca) a 1’41"; 14. Franzoi a 2’38"; 26. Fontana a 4’27"

S Elite donne 1. Marianne VOS (Ola) 43’; 2. Compton (Usa) a 1’34"; 3. Chainel-Lefevre (Fra) a 2’10"; 4. Nash (Rep. Ceca) a 2’12"; 5. Van Paassen (Ola) a 2’15"; 6. Lechner a 2’17"; 14. Arzuffi a 4’09"; 23. Cauz a 5’07".

S Under 23 1. Mike TEUNISSEN (Ola) 48’40"; 2. Bosmans (Bel) a 14"; 3. Van Aert (Bel) a 22". Ritirato Daniele Braidot

il retroscena

Mistero Scarponi Salta le foto ufficiali, non corre a Maiorca CIRO SCOGNAMIGLIO

twitter@cirogazzetta

Ma che fine ha fatto Michele Scarponi? Lo avevamo sentito telefonicamente una decina di giorni fa e ci aveva detto: «Debutto alla Challenge Maiorca», che scatta oggi. «E penso di andare alla Parigi-Nizza invece che alla Tirreno-Adriatico». Ma il suo nome, tra i convocati della Lampre-Merida per i 4 giorni di gara spagnoli, non c’è. Tra l’altro, di recente il team di Giuseppe Saronni ha scattato le foto per la stagione 2013 e, a quanto risulta alla Gazzetta dello Sport, il marchigiano non c’era. L’ultimo piazzamento registrato è il 45˚ posto finale al Giro di Padania: parliamo di inizio settembre 2012. Dunque? Stand-by Dunque la sensazio-

ne è che la squadra abbia, se non proprio «scaricato», quantomeno messo in stand-by il vincitore (a tavolino, dopo la squalifica di Alberto Contador) del Giro d’Italia 2011 per motivi, diciamo così, di opportunità. Scarponi è atteso il 12 febbraio come testimone nel processo di Madrid che riguarda l’Operacion Puerto (anche se il 25 gennaio ci aveva detto di non avere ancora avuto comunicazioni in merito). Quell’Opera-

Michele Scarponi, 33 anni BETTINI

cion Puerto che gli era costata una squalifica di 18 mesi, dopo l’ammissione del coinvolgimento nel 2007. Inoltre il marchigiano ha finito di scontare di recente (per la precisione, il 31 dicembre 2012), uno stop di tre mesi per la frequentazione con il dottor Michele Ferrari riferita alla fine del 2010 (Scarponi corre con la Lampre dalla stagione 2011). Insomma, un passato «ingombrante» che non sarebbe gradito tra l’altro al nuovo sponsor, Merida. Così Michele Scarponi, che era già stato sospeso dalla squadra nell’attesa della definizione della vicenda della frequentazione del «Dottor Mito», continua a restare ai box. E il team manager Giuseppe Saronni che dice? «Ci incontreremo nei prossimi giorni per parlare dei programmi e valutare la sua situazione». Non una parola di più, per ora. © RIPRODUZIONE RISERVATA

S Juniores 1. Mathieu VAN DER POEL (Ola) 40’47"; 2. Budding (Ola) a 57"; 3. Toupalik (Rep. Ceca) a 1’19"; 16. Todaro a 3’31"; 20. Colledani a 4’03"; 22. Bertolini a 4’21"

ALL’ESTERO SPAGNA, DEBUTTANO WIGGINS E CUNEGO

Cavendish contro Viviani in Qatar Op. Puerto: Luis Sanchez sospeso Gruppo diviso su tre fronti. Oggi in Francia finisce l’Etoile de Besseges (ieri bis di Bryan Coquard, è leader Jerome Cousin, suo compagno all’Europcar) e in Qatar comincia a Doha la corsa dell’emirato. Assente Boonen, occhi puntati sul compagno Mark Cavendish, già a segno nella prima tappa del Tour San Luis in Argentina. Tra gli italiani, Sacha Modolo (che in Sudamerica ha battuto «Cav»), Andrea Guardini ed Elia Viviani, che debutta nel 2013 come Bennati e Marcato. Curiosità: i

diritti tv della gara sono di Al Jazeera, la rete di casa. In Spagna, intanto, la Challenge Maiorca: 4 giorni di gara (oggi Trofeo Palma) senza classifica finale a tempi, e inizio di stagione per Bradley Wiggins (vincitore del Tour), Damiano Cunego, Alejandro Valverde e Robert Gesink (più Joaquin Rodriguez). Intanto la Blanco (ex Rabobank) ha sospeso lo spagnolo Luis Leon Sanchez (vincitore di 4 tappe del Tour e 2 Clasica San Sebastian) per il coinvolgimento nell’Operacion Puerto.

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BOXE WORLD SERIES A CASERTA: I THUNDER BATTONO GLI INGLESI E SONO SICURAMENTE AI QUARTI Fa, anche se all’angolo Damiani deve provvedere spesso a spronarlo. Per l’argento olimpico alla fine ci sono tutti round vinti e l’applauso delle grandi occasioni. Appuntamento venerdì prossimo in Ucraina.

Mangiacapre show, l’Italia domina 4-1 Il deb D’Andrea paga l’emozione Russo e Valentino le altre sicurezze di Marcianise LUCIO BERNARDO CASERTA

Il team del Dolce & Gabbana Italia Thunder si conferma al secondo posto delle World Series. Al Palamaggiò di Caserta ci sono 3000 spettatori e il bordo ring pieno per applaudire il ritorno a casa dei tre moschettieri di Marcianise e sono

proprio loro (Valentino, Mangiacapre e Russo) a trascinare l’Italia a una vittoria che diventa più concreta match dopo match e che vale i quarti. Non basta ai British Lionhearts, che ci avevano battuto all’andata, il «cuor di leone»contro i ragazzi di Damiani e Bergamasco, che mostrano una determinazione straordinaria e non lasciano alla fine ai rivali neanche un punto. Inizia però male il confronto per l’Italia. D’Andrea, nonostante il sostegno dei compaesani di Fuscaldo, paga l’emozione e la maggiore esperienza dell’inglese Mc Goldric, dal buon gancio destro. Per D’Andrea due riprese decisamente negative, buona la terza e il finale delle altre

due, ma non sono bastati per il primo punto della serata. Vai Mirko Che arriva così da Mirko Valentino: il marcianisano batte ancora lo scozzese Josh Taylor, già superato all’Olimpiade. Sicuro e determinato, Valentino piazza subito il destro e non lascia spazio al montante sinistro di Taylor che quando va a segno fa male e si sente. Solo nella quarta ripresa lo scozzese recupera un punto aiutandosi con il corpo, ma Valentino fa suo il quinto round e incamera la vittoria. Nei mediomassimi l’algerino Benchabla batte il diciannovenne irlandese Ward. I due partono veloci e picchiano senza risparmiarsi, l’al-

gerino è subito avanti poi accusa una flessione al terzo round. L’avversario recupera un punto e lo tiene anche al quarto, ma avverte anche lui la fatica e nel quinto round Benchabla riesce a recuperare ed a vincere il match. Vincenzo Mangiacapre anche nei pesi medi con la sua boxe tutta finte, schivate e colpi sicuri, vince e convince sull’estone Arro, non soffrendo l’altezza e l’allungo dell’avversario. «Murzett» chiude sicuro, fresco come al primo round. A suggellare la giornata di gloria ci pensa come sempre Clemente Russo che mantiene l’imbattibilità in 17 incontri dominando dall’inizio alla fine il tongano Uaine

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Vincenzo Mangiacapre BOZZANI

Italia Thunder–British Lionhearts 4-1. Gallo (54 kg): McGoldrick (53,6) b. D’ANDREA (54) 2-1 (47-48, 48-47, 46-49); leggeri (61): VALENTINO (60.9) b. Taylor (Sco, 60.8) 3-0 (49-46, 49-46, 48-47); mediomassimi (85): BENCHABLA (Alg, 83.6) b. Ward (Irl, 84.2) 3-0 (48-47, 48-47, 48-47); medi (73): MANGIACAPRE (70.5) b. Arro (Est, 72.4) 3-0 (50-45, 50-45, 45-45); massimi (+91): RUSSO (94,1) b. Fa (Tonga, 110) 3-0 (50-45, 50-45, 50-45) Situazione. Gruppo A. Azerbaijan-Algeria 5-0; Messico-Argentiona 5-0. Russia-Polonia (8 marzo). Class: Azerbaijan 21; Messico 16; Polonia 9; Argentina 7; Russia 4; Algeria 2. Gruppo B: Ucraina-German 5-0. Class.: Kazakistan 21; Italia 16; British 12; Ucraina 11; German 7; Usa -3.


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LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 3 FEBBRAIO 2013

BASKET SERIE A: LA 3a GIORNATA DI RITORNO

La nuova Milano di Green «Fiducia e disponibilità» Il play ritrova Avellino dove è stato per tre stagioni: «Importante è giocare come so, migliorare gli altri e mettere pressione sulla palla» PIETRO SCIBETTA MILANO

Uno scontro col recente passato, dov’è stato amato e dove ancora lo si ricorda per quella Coppa Italia vinta cinque anni fa. Avellino, però, stando a Marques Green, «oggi rappresenta una partita da vincere. Ci ho giocato e sono stato benissimo, ma quello che ho in mente adesso è Milano, come migliorare e come vincere ancora. Finché non avremo affrontato la Sidigas non dobbiamo pensare ad altro, nemmeno alla Coppa Italia». Fulcro Parole risolute, quelle che ci si aspetta da un uomo (basta chiamarlo «piccolo», dai) arrivato all’EA7 Emporio Armani per esserne il nuovo fulcro. «Per la prima volta sono arrivato in una squadra a stagione in corso, un’esperienza nuova», spiega l'ex irpino. «La cosa più difficile? La fiducia. Nel mio ruolo è fondamentale, e bisogna sapersela conquistare subito. Sei il playmaker, tutti devono fidarsi di te: non è facile riuscirci arrivando a metà dell’opera, ma finora è andato tutto molto bene». Serie Dopo diverse settimane con la squadra, ciò che si nota è soprattutto il bilancio, prima ancora delle sue cifre: Milano ha vinto tre partite consecutive, dopo l’esordio di Green nel derby perso contro Cantù. «Ed è per questo che dobbiamo pensare prima di tutto ad Avellino — insiste — Abbiamo avu-

to buoni risultati, finalmente abbiamo vinto in casa, stiamo costruendo un capitale di fiducia su questo, e dobbiamo proseguire su questo percorso vincente. Le sconfitte interne? Era un brutto momento, ma è passato. Dobbiamo lavorare perché non accada di nuovo».

4

I NUMERI Che sfide in tv

20

Record di assist Marques Green detiene il record di assist in Italia in una partita ufficiale, il quarto di finale di Coppa Italia 2011 quando con Avellino battè proprio Milano.

16

Record in serie A Green ha firmato anche il record di assist in serie A, 16 nel 2008 con Avellino contro Treviso, a pari con Toni Kukoc (Treviso) e Dee Brown, altro ex avellinese.

Atteggiamento Green, anche

per questa sua marcata personalità, è stato subito adottato dal suo nuovo pubblico. Il posto in quintetto gli appartiene già, e la sua capacità a velocizzare il gioco ha trovato la sponda giusta nell’atteggiamento dei compagni. «La cosa più importante è stata sentirsi subito accettato, parte della squadra. Sono, però, ancora nella fase dell’apprendimento, nel senso che sto ancora studiando i miei compagni per capire bene come gli piace giocare e come farli rendere al meglio. In questa squadra sto già molto bene, ma c’è molto margine per crescere ancora, tutti insieme».

35

Record di punti Green ha un record di 35 punti in serie A segnati nella vittoria di Avellino a Roma nel dicembre 2011 dopo un supplementare.

Puzzle Questo «insieme» è proprio ciò che l’Olimpia sta diventando, dopo una prima metà di stagione estremamente difficile tra pezzi scollegati dello stesso puzzle. Per aiutare in questo processo, Green ha la sua ricetta: la disponibilità. «La cosa più importante è giocare come so, migliorare gli altri, mettere pressione sulla palla. Quando sono arrivato qui, ciò che ho fatto è stato semplicemente parlare con l’allenatore e i compagni, per mettermi a disposizione, non cercare di imporre qualcosa».

Q L’abbraccio A Milano dal 4 gennaio, Avellino nel 2007-08 (sotto con l’ex presidente Ercolino) e dal 2010-12 CIAMILLO

Avversari La Sidigas si presen-

« «

Per la prima volta sono arrivato in una squadra a stagione in corso Il punto chiave è stato sentirsi subito accettato, parte della squadra

terà con Jimmy Hunter, appena arrivato da Veroli, e con la nuova attrazione Jaka Lakovic. Giocatore di grande pedigree, campione d’Europa con il Barcellona, sarà senza dubbio un avversario stimolante per Green e la sua Milano. «Ma non penso a lui, o al resto della squadra. Se sono sorpreso di vederlo ad Avellino? Scelta sua, non è una cosa che tocca a me commentare. A me interessa solo uscire dal campo con la vittoria».

la scheda MARQUES GREEN 30 ANNI PLAYMAKER DI MILANO, 1.65

Marques Green è nato a Philadelphia il 18 marzo 1982. Sposato, ha tre figli Lyrique, Lynyah e Lymir Robert. Ha il passaporto della Macedonia con cui ha giocato in Nazionale nel 2010.

IN EUROPA Dopo il college a

AVELLINO Nel 2007 arriva ad Avellino: con Matteo Boniciolli vince la Coppa Italia e arriva in semifinale. Passa al Fenerbahce, poi torna in Italia, a Pesaro. AVELLINO 2 Nel 2010 torna ad Avellino, nel 2012 va al Cedevita Zagabria e da gennaio è a Milano.

MARIO CANFORA ROMA

Tranquilli, il malato non è poi così grave. «Il basket è in controtendenza rispetto a tutti gli altri sport — osserva il neo presidente Fip, Gianni Petrucci — guadagna pubblico e in questo momento non è cosa da poco». Va al sodo, l’ex numero uno del Coni. Sarà pure au-

Rinnovo L’investimento massiccio di Sky sulla Formula 1 ha lasciato poco spazio ad altre acquisizioni, per cui è probabile che si cerchi di stringere i tempi per un rinnovo con la Rai su basi migliori delle attuali. Ieri, Petrucci ha incontrato tan-

ti presidenti dei club di A maschile e A-1 femminile («Un incontro proficuo»). Curiosità: a pranzo, allo stesso tavolo si sono rivisti il d.g. di Siena Minucci e il presidente di Roma, Toti, pur senza mai rivolgersi la parola. «Ribadisco che la Lega dovrà essere propositiva, ci saranno momenti di frizione ma il dialogo non dovrà mai mancare», il pensiero di Petrucci che sui nostri (vecchi) arbitri ha detto di aver visto «dei progressi». Dino Meneghin, l’ex presidente, seguirà tutta l'attività internazionale in una sorta di uomo immagine. Confermato l'imminente buon esito della proce-

MILANO-AVELLINO (l.z.) EA7 senza Basile e con Gentile tra i 12. Nella Sidigas, debilitata per l’influenza che ha colpito Dragovic, Spinelli, Johnson e Ivanov, debutta Hunter. Arbitri: Sabetta, Lanzarini, Borgioni. Tv: Telenostra. BOLOGNA-MONTEGRANARO (n.z.-a.p.) La Saie3 rischia di dover fare a meno di Rocca che ieri non si è allenato a causa della febbre, Dopo che Hasbrouck ha risposto «no comment» a una domanda sulla regolarità dei pagamenti, l’a.d. Sabatini si è infuriato assicurando che non c’è alcun problema. Sutor: unico assente è Slay che andrà in panchina senza giocare. Arbitri: Cerebuch, Sahin, Caiazza. Tv: E’ Tv Marche. VENEZIA-PESARO (m.c.-cam.ca.) Squadre al completo, nell’Umana Zoroski pronto all’impiego. Arbitri: Mattioli, Filippini, Terreni. Tv: Tvrs. CREMONA-BRINDISI (a.r.-f.d.s.) Vanoli: dopo 4 settimane di stop per una microfrattura a un dito, torna Vitali. Nel turnover degli stranieri, Gresta esclude ancora Huff. L’Enel recupera Viggiano, non Ndoja e Formenti. Arbitri: Cicoria, Vicino, Calbucci. Tv: Studio 100. CASERTA-BIELLA (l.b.-ga.p.) Nella Juve fuori Cefarelli (fascite plantare). Angelico al completo. Arbitri: Lamonica, Sardella, Baldini. Tv: Rete 7. REGGIO EMILIA-ROMA (d.b.-a.pit.) Squadre al completo. Arbitri: Chiari, Lo Guzzo, Duranti. Tv: RomaUno. SIENA-VARESE (ore 20) (g.n.-a.f.) Dopo quasi un mese di stop per un infortunio al polpaccio, Ortner verso il recupero in casa Montepaschi che, oltre a Ress, dovrà fare a meno anche di Carraretto per 20 giorni per una lesione al bicipite femorale destro riportata. Cimberio al completo. Arbitri: Seghetti, Giansanti, Di Francesco. Tv: Rai Sport 1. CLASSIFICA Varese 30; Sassari 28; Siena, Roma 24; Cantù 22; Milano 20; Venezia, Brindisi 18; Reggio, Caserta 16; Bologna, Cremona 12; Montegranaro 10; Pesaro, Avellino 8; Biella 6.

EUROLEGA Per la 6a giornata di Top 16: Panathinaikos-Bamberg 76-73 (Lasme 15; Nachbar 16).

stars& stripes

Petrucci incontra tutti i club: «Proficuo» Gianni Petrucci, 67 anni

CANTÙ-SASSARI (ore 12) (p.t.-g.d.) Esordio di Mancinelli nella Chebolletta. Nel Banco di Sardegna fuori Vanuzzo (stiramento al polpaccio). Arbitri: Paternicò, Weidmann, Biggi. Tv: LA7d e Sportitalia 2.

DONNE Oggi 5a giornata di ritorno (ore 18): Schio-Taranto (diretta streaming Legabasket femminile e atleticom.tv); Lucca-Chieti; Cagliari-Pozzuoli. Classifica: Schio 22; Lucca, Taranto, Parma 18; Umbertide 16; Chieti, Priolo 8; Pozzuoli, Orvieto 6; Cagliari 2.

CONSIGLIO FEDERALE L’EX NUMERO 1 CONI RILANCIA SU CONTRATTO TV E INCENTIVI ALL’UTILIZZO DEGLI ITALIANI

mentato il pubblico, ma su molte cose non ci siamo. Vedi il contratto televisivo. «Mi batterò per averne uno dignitoso e serio per i campionati maschili e femminili. Tratterò con tutti, vedremo, quest’anno ci sono pure gli Europei. Non voglio invadere il campo della Lega: vanno rispettati i contratti in essere, ma occorrono network importanti», dice Petrucci.

Cantù-Sassari (12) Siena-Varese (20)

LEGADUE Alle 16.45, diretta Rai Sport 2, All Star Game a Vigevano con gara delle schiacciate e basket integrato con Special Olympics Polisportiva Sole e Cat Special Team Vigevano.

St. Bonaventure, nel 2004 arriva in Francia, al Roanne. Poi gioca al Nancy e all’Ankara, in Turchia.

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Il presidente Fip: «Travis Diener sarà italiano. A marzo andrò dagli azzurri in Nba»

alle 18.15

dura di nazionalizzazione di Travis Diener, mentre lo stesso Petrucci ha annunciato che il 18 marzo andrà negli States per Chicago-Denver e incontrerà quindi Belinelli e Gallinari. Poi, sarà il turno di Bargnani. Durante il Consiglio Federale, è stata ribadita la volontà di creare centri tecnici federali regionali per incrementare il reclutamento giovanile. Altra notizia: per incentivare l’utilizzo degli italiani c’è una somma di 700mila euro da dividere tra i club virtuosi, mentre il pallino principale per un futuro migliore resta «la modifica della legge 91». E, per finire, c’è anche un pronostico sulle prossime elezioni del Coni. «Vincerà Pagnozzi». © RIPRODUZIONE RISERVATA

GALLO E BELI 18 GASOL 22 PUNTI DA TITOLARE

ITALIANI Gallinari segna 18 punti con 5 assist nella 6a vittoria consecutiva di Denver. Anche Marco Belinelli ne fa 18 punti in 31’ nella sconfitta dei Bulls. Non è rientrato Bargnani a Toronto.

RISULTATI Minnesota-LA Lakers 100-111 (Gasol 22; Shved 18); Boston-Orlando 97-84 (Green 17; Redick 15); Detroit-Cleveland 117-99 (Knight 20; Thompson 19); Brooklyn-Chicago 93-89 (Lopez 20, Belinelli e Deng 18); New York-Milwaukee 96-86 (Anthony 25; Ilyasova 19); Philadelphia-Sacramento 89-80 (T. Young 23; Evans 29); Denver-New Orleans 113-98 (Iguodala 24; Anderson 21); Phoenix-Dallas 99-109 (Brown 20; Mayo 20); Utah-Portland 86-77 (Jefferson 21; Lillard 26); Memphis-Washington 85-76 (Conley 18; Nenè 14); Indiana-Miami 102-89 (West 30; James 28); Toronto-LA Clippers 98-73 (Gay 20; Griffin 17).


DOMENICA 3 FEBBRAIO 2013

TENNIS COPPA DAVIS A TORINO

DAL NOSTRO INVIATO

VINCENZO MARTUCCI twitter@vincemartucci TORINO

Ci ricorderemo di questo Italia-Croazia e dei 19 minuti che hanno sconvolto Torino e il tennis italiano, con quel tie-break della passione chiuso al quinto match point per 13-11 da un ace centrale di Fabio Fognini, dopo aver cancellato due set point alla Croazia evitando il terrificante quinto set e firmando quindi il sorpasso contro Cilic e compagni, da 0-1 a 2-1, prima dei singolari decisivi di oggi 3 febbraio, verso un possibile secondo turno. Che manchiamo addirittura dal 1998, data dell’ultima gara casalinga nell’eccellenza di questo sport dove siamo stati in Paradiso e all’Inferno. Abbiamo rivisto scene di altre ere, emozioni che soltanto la coppa Davis sa tirar fuori dall’animo umano, gioia e dolore, rabbia ed estasi. Abbiamo visto il mitico Nicola Pietrangeli scuotersi in tribuna e riprendere vero interesse per uno sport che sta diventando troppo fisico e ripetitivo — e quindi noioso, diciamolo — abbiamo visto il presidente Fit, Angelo Binaghi salutare l’ultimo punto con le mani in testa, sconvolto e incredulo per il primo ace di «Fogna» come uno qualunque dei 6000 testimoni oculari del Palavela, e abbiamo visto papà Fognini, l’appassionato Flavio, che mormorava felicemente affranto: «Perché bisogna soffrire così nella vita? Quando Fabio ha sbagliato la volée, sul secondo match point, ho perso tre anni». Abbiamo visto bambini che hanno staccato le manine frenetiche dall’I-Phone per martoriarsele dalla tensione, e gridare «Forza Italia». Con il più forte dei protagonisti di Torino, il numero 13 del mondo, Marin Cilic, che ha steccato, che ha affossato il già tremebondo compagno Ivan Dodig, che ha buttato a rete le volée più importanti. Altalena Abbiamo visto, soprat-

tutto un vero doppio azzurro, il primo davvero forte e coeso, da Camporese e Nargiso anni 90. «Un doppio ben amalgamato, con Fognini veloce, bravo alla risposta e creativo, e Bolelli solido al servizio e da fondocampo», sottolinea capitan Barazzutti. «Una bella coppia che può giocar bene, come ha dimostrato con le semifinali agli Australian Open», specifica il bau-bau ospite, Cilic. «Due ragazzi che stanno bene insieme,

OGGI IN CAMPO ALLE 14

Biglietteria aperta due ore prima A Torino (Palavela, terra indoor). ITALIA-CROAZIA 2-1. Venerdì: Cilic (Cro) b. LORENZI

6-1 6-7 (6) 4-6 6-3 6-2 in 3 ore 43 minuti; SEPPI b. Dodig (Cro) 6-2 6-7 (2) 6-4 6-4 in 3 ore. Ieri: BOLELLI-FOGNINI b. Cilic-Dodig (Cro) 3-6 6-1 6-3 7-6 (11). Oggi, ore 14 (Supertennis): SEPPI c. Cilic; a seguire FOGNINI c. Dodig. Biglietteria aperta dalle 12, restano circa 200 tagliandi.

SU GAZZETTA.IT

Risultati, cronache e tutti gli highlights In occasione della tre giorni di coppa Davis, Italia-Croazia, su Gazzetta.it verranno rilanciate in tempo reale dal Palavela di Torino

La gioia di Simone Bolelli, 27 anni, di fronte e Fabio Fognini, 25, con capitan Barazzutti ANSA

tutte le notizie circa gli incontri e i retroscena. Sul nostro sito trovate le cronache, i risultati, le videointerviste e gli highlights delle partite. Intanto potete gustarvi la fotogallery delle prime due giornate e un magnifico riepilogo della storia azzurra in Coppa Davis.

Il c.t. Barazzutti è raggiante «Che coppia» Fognini: «Adesso il 3-1 può darcelo Seppi». E Bolelli: «Abbiamo regalato emozioni» TORINO

«Il peggio è passato». Fabio Fognini ha il sorriso più grande e anche l’unico cappellino da neve, a preservarlo da altri sbalzi di temperatura. «Chi giocherà, chi non giocherà sull’eventuale 2-2? Deciderà il capitano. L’importante è che abbiamo fatto un piccolo, importante, passo avanti. In una squadra non contano leader e protagonisti, contano i punti da portare per vincere e la fiducia nei compagni. E io sono convinto che Andreas, dopo la bella partita che abbiamo giocato in doppio, può portare il 3-1 contro Cilic». E il gemello Simone Bolelli gli fa eco: «Non ero e non sono arrabbiato per non aver giocato venerdì in singolare, Lorenzi ha tenuto più di 4 ore in campo Cilic, vuol dire che la scelta del capitano non era sbagliata. Parliamo delle emozioni di questo doppio, della nostra reazione dopo il primo set, di come abbiamo recuperato al quarto, dopo che ho perso per la prima volta il servizio e poi siamo stati 0-30 sul servizio di Fabio. Parliamo di quel tie-break, delle emozioni che abbiamo vissuto».

Brividi e passione Il doppio ci esalta L’Italia avanti 2-1 Bolelli e Fognini battono i croati in quattro set dopo un tie-break palpitante: secondo turno a un passo dentro e fuori del campo, che finalmente possono giocare insieme perché hanno la classifica per fare gli stessi tornei e guadagnarsi anche un po’ di soldi che non fanno schifo. L’amicizia ha aiutato Errani e Vinci a salire al numero 1 del mondo, e può fare una coppia sempre più grande anche di noi». Una coppia affiatata, che si alterna nei momenti sì e in quelli no, e supera quelli difficili senza litigare. Che in questo venerdì sono tanti: dal primo set perso mala-

mente con lo sciagurato game di servizio di Fognini sul 3-4, al match ormai in mano (6-1 6-3 4-2 40-30 servizio Bolelli), che si riapre col primo servizio perso dal bolognese e il calo del ligure, messo in piedi miracolosamente dal solito professor Pierfrancesco Parra, al famoso tie-break da brividi. Pronostico Dopo la spinta emo-

tiva e il punto del 2-1, il pronostico si sposta di molto a favore dell’Italia, anche se Seppi e Ci-

lic, i numeri 1 di fronte oggi nel primo dei singolari conclusivi, stanno 5-5 nei testa a testa. Ma Andreas ha vinto l’ultimo, due settimane fa, a Melbourne, e il croato ha giocato 3 ore e 43 minuti venerdì e 3 ore ieri, ed è sempre più aggrappato alla sua arma paralizzante, il servizio. E, se mai arrivassimo 2-2, Barazzutti per una volta può scegliere fra tre singolaristi. Anche se la scelta cadrebbe sull’eclettico Fognini. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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I NUMERI

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I precedenti tra Italia e Croazia, sempre vinti dai croati: 3-2 a Roma nel 2001 e a Dubrovnik nel 2008

Complimenti Eduardo Infantino, coach argentino oggi al centro tecnico di Tirrenia e già guida di tanti azzurri, è raggiante: «Che bella coppia, farà grandi cose, e vedrete Bolelli». «Il Bole» che l’anno scorso s’è operato agli occhi col laser e ora vede molto meglio, e sta mostrando qualche miglioramento importante di attitudine e reattività col nuovo coach Umberto Rianna. Per la soddisfazione di capitan Barazzutti, distrutto, ma beato: «Grande doppio, anche se anomalo, ma ormai giocano tutti così. Adesso Seppi parte favorito contro Cilic che ha servito ancora bene, ma non con la continuità che ha avuto contro Lorenzi, un po’ stanco dovrà pur esserlo. Se Fognini non stava male avrebbe giocato il primo giorno, poiché ha recuperato; perché non dovrebbe giocare lui sull’eventuale 2-2?». Il c.t. croato, Krajan, vorrebbe ruggire ma ha le orecchie troppo basse: «Il doppio non cambia tanto, invece di un singolare dobbiamo vincerne due». Con Cilic che sembra essere passato sotto un treno, anche se deve recitare fino in fondo il ruolo di numero 1: «Sono stati bravi gli italiani. Ma non mi sento così stanco».

la guida

Errani, Parigi è sempre magica Oggi sarà in campo in due finali

In Svizzera il match più lungo di sempre: 7 ore e 2’

L’undicesima finale in carriera di Sara Errani, la prima indoor e soprattutto la prima a livello Premier, arriva dopo soli 25 minuti. Nella semifinale di Parigi (509.000 euro), città che evidentemente le porta bene dopo la finale Slam al Roland Garros, Cichi approfitta sul 5-0 per lei nel primo set del ritiro

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LE DICHIARAZIONI

IL TORNEO FRANCESE IN SEMIFINALE SARA APPROFITTA DEL RITIRO DELLA BERTENS

Prima volta all’ultimo round in un Premier: ora c’è la Barthel. E subito dopo il doppio

LA GAZZETTA SPORTIVA

della lucky loser Kiki Bertens, classe 1991 e numero 65 del mondo, fermata da uno strappo alla schiena. Già al debutto nel torneo l’azzurra aveva beneficiato del ritiro della Rybarikova: «E’ stata una settimana un po’ strana - ammette Sarita —: sapevo che lei non era in perfetta forma e così sono partita forte. Però non dite che non mi sono stancata: nei quarti contro la Suarez sono rimasta in campo più di tre ore». Oggi Sara andrà a caccia del settimo titolo in carriera. Nelle altre due occasioni in cui era accreditata della prima testa di serie, ha vinto il torneo: è successo a Palermo e Budapest l’anno

scorso. Avversaria in finale la tedesca Mona Barthel, numero 45 del mondo, finalista a gennaio ad Hobart, che negli ottavi ha battuto Roberta Vinci. Non ci sono precedenti. Nel torneo di doppio, Errani e Vinci sono in finale (che si giocherà dopo il singolare, previsto per le 14), dove affronteranno la ceca Hlavackova e la statunitense Huber, nostra avversaria in Fed. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Semifinali a Parigi: ERRANI b. Bertens (Ola) 5-0 ritiro; Barthel (Ger) b. Mladenovic (Fra) 6-1 6-4. IN THAILANDIA Così a Pattaya (Thai, 235.000 $, cemento), semifinali: Lisicki (Ger) b. Bratchikova (Rus) 7-5, 6-3; Kirilenko (Rus) b. Cirstea (Rom) 6-0, 6-2

Sara Errani, 25 anni, numero 7 AFP

v.m. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tre squadre sono già qualificate al secondo turno. La Serbia risparmia il numero uno Djokovic ma vince facilmente il doppio in Belgio, avanti anche l’Argentina e la Francia. A Ginevra match record tra i padroni di casa e i cechi: Berdych e Rosol si impongono dopo sette ore e due minuti, il match più lungo della storia della Coppa Davis. Clamoroso, ma non imprevisto, il risultato che sta maturando a Vancouver, dove il Canada è avanti 2-0 contro la Spagna, vincitrice nel 2011 e finalista l’anno scorso, ma priva dei suoi tre giocatori più forti. Chi vince trova la vincente di Italia-Croazia BELGIO-SERBIA 0-3 (Charleroi, terra indoor): Troicki (Ser) b. Goffin (Bel) 1-6 3-6 7-6 (5) 6-4 6-4; Djokovic (Ser) b. Rochus (Bel) 6-3 6-2 6-2; Troicki/Zimonjic b. Bemelmans/Darcis 6-4 6-4 5-7 6-4. KAZAKISTAN-AUSTRIA 2-1 (Asta-

na, terra indoor): Golubev (Kaz) b. Haider-Maurer (Aut) 7-6 (2) 6-3 7-6 (5) ; Korolev (Kaz) b. Melzer (Aut) 7-6 (4) 6-3 6-2; Knowle/Peya b. Golubev/Schukin 7-6 (5) 6-3 7-6 (3). FRANCIA-ISRAELE 3-0 (Rouen, cemento indoor): Tsonga (Fra) b. Weintraub (Isr) 6-3 6-3 4-6 7-5; Gasquet (Fra) b. Sela (Isr) 6-3 6-2 6-2; Benneteau/Llodra b. Erlich/Sela 7-6 (3) 6-1 6-0. ARGENTINA-GERMANIA 3-0 (Buenos Aires, terra): Berlocq (Arg) b. Kohlschreiber (Ger) 3-6 7-5 2-6 6-4 4-5 rit.; Monaco (Arg) b. Mayer 6-7 (4) 6-3 6-3 6-4; Nalbandian/Zeballos (Arg) b. Kas/Kamke (Ger) 6-1 6-4 5-7 6-2. SVIZZERA-REP. CECA 1-2 (Ginevra, cemento indoor): Wawrinka (Svi) b. Rosol (Cec) 6-4 6-3 6-4; Berdych (Cec) b. Laaksonen (Svi) 6-3 6-2 6-7 (5) 6-1; Berdych/Rosol b. Chiudinelli/Wawrinka 6-4 5-7 6-4 6-7 (3) 24-22. USA-BRASILE 2-0 (Jacksonville, cemento): Querrey (Usa) b. Bellucci 6-3 6-4 6-4; Isner (Usa) b. Alves (Bra) 6-3 7-6 (4) 6-3. CANADA-SPAGNA 2-0 (Vancouver, cemento indoor): Raonic (Can) b. Ramos (Spa) 6-7 (5) 6-4 6-4 6-4; Dancevic (Can) b. Granollers (Esp) 6-1 6-2 6-2.


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LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 3 FEBBRAIO 2013

ATLETICA LA STAGIONE INDOOR

Tumi e Bruni record È la scossa giovane

OGGI CROSS A SAN VITTORE

Cinque Mulini per africani Gli italiani fanno numero

Il 22enne al primato italiano dei 60 in 6"53: «Pareva di volare». La 18enne a 4.51 nell’asta: balzo di 16 cm SIMONE BATTAGGIA

60: MIGLIORA DI 2/100

Altre due scosse giovani, dopo il volo a due metri della 19enne Alessia Trost. La più fragorosa è del 22enne vicentino Michael Tumi: 6"53 nei 60 a Magglingen (Svi), record italiano migliorato di due centesimi e seconda prestazione mondiale stagionale dopo il 6"51 ottenuto ieri sera a Mondeville dal cubano Yunier Perez. La seconda forse ha una portata storica minore ma impressiona di più: a 18 anni, la romana Roberta Bruni si migliora di 16 cm e porta il limite italiano dell’asta indoor a 4.51. Sorpresa Tumi ha frantumato

un primato che resisteva da 23 anni, il 6"55 che Pier Francesco Pavoni siglò nel 1990 ad Atene e che Simone Collio (Valencia 2008) e Fabio Cerutti (Torino 2009) sono riusciti solo a eguagliare. «Ancora non me ne rendo conto — racconta l’atleta delle Fiamme Oro —. In batteria avevo corso in 6"59 ed ero contento. La pista mi aveva dato sensazioni particolari, dovevo ancora capirla. Ero partito male, avevo preso lo svizzero Fongué solo dopo 15 metri: un 6"59 mi sembrava comunque un tempo ottimo. Ero motivato, sentivo che in finale avrei potuto essere più veloce». Infatti. «Sono partito meglio, anche se in allenamento faccio di più. La parte più bella è stata tra i 30 e i 60: lì mi sembrava di volare». Poi il 6"54 sul tabellone, presto corretto in 6"53. «Ne avevo ancora, non sono arrivato impiccato. Spero bene per i 100».

TEMPOATLETA 6"53 M. Tumi

SEDE DATA Magglingen 2/2/2013

6"55

P.F. Pavoni

Atene

7/3/90

6"55

S. Collio

Valencia

9/2/08

6"55

F. Cerutti

Torino

22/2/09

6"56

E. Di Gregorio Torino

8/3/09

ASTA: SALE DI UN CM MIS. 4.51 4.50 4.40 4.36

Roberta Bruni, 18 anni, bronzo ai Mondiali jr COLOMBO

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LA DATA

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Marzo L’otto marzo, data della festa della donna, Roberta Bruni compirà 19 anni. Lo stesso giorno Alessia Trost diventerà ventenne. Insieme hanno portato all’Italia le sole medaglie ai Mondiali jr di Barcellona 2012: oro per Trost, bronzo per Bruni

Sprint spacchettato Sui 60 Michael Tumi vantava già i titoli italiani 2011 e 2012 e sui 100 era stato argento agli Europei under 23 di Ostrava 2011. Aveva saltato buona parte della scorsa stagione all’aperto per infortunio, ma ora è in gran forma. «Da un anno, col mio allenatore Umberto Pegoraro, mi alleno in maniera analitica: uscita dai blocchi, accelerazione, tratto finale. Abbiamo scomposto e messo insieme le parti. Il bello è che dove mi alleno non posso correre per più di 45 metri». Dal calcio Tumi giocava a calcio

fino al 2006. Si porta dietro un fisico piuttosto sviluppato nella parte alta. «Lo curo, ma non così tanto. Per fortuna prendo massa velocemente. La tonicità nella parte alta è un aspetto che molti sottovalutano, ma ti dà stabilità nel lanciato. Se i mi-

ATLETA R. Bruni A. Giordano Bruno E. Scarpellini G. Benecchi

SEDE DATA Fermo 2/2/2013 Udine 6/2/10 Ancona 6/2/10 Ancona 14/2/10

gliori velocisti sono grossi un motivo ci sarà». Per gli Europei di Goteborg (1-3 marzo) le ambizioni di Tumi sono cambiate: «Mi sarei accontentato di una finale, ma ora punto al podio. L’ultimo oro europeo è stato vinto proprio in 6"53 (Obikwelu a Parigi 2011, ndr)». Sedici centimetri A Fermo, Ro-

berta Bruni è volata un centimetro oltre il 4.50 di Anna Giordano Bruno (Udine, 6/2/2010). Ci è riuscita al secondo tentativo, dopo aver compiuto un solo errore a 4.40. La junior ha poi provato a 4.60, con un buon secondo tentativo. Roberta si è migliorata di 16 cm rispetto al record italiano jr all’aperto che aveva siglato a Misano il 16 giugno 2012. Il 4.51 le dà il pass per gli Europei indoor. «Ho superato 4.51 con un bel salto — ha raccontato —, ma potevo salire anche a 4,60. Alla seconda prova ho inarcato male, ma ci è mancato pochissimo». Il tempo non manca.

Michael Tumi, 22 anni: sui 100 vanta un 10"35 COLOMBO

CARAVELLI A 8"03 NEI 60 HS

Greco, buon esordio: 17.07 Oggi c’è Howe nel lungo (l.e.) Ad Ancona, nell’esordio stagionale, Daniele Greco a 17.07 nel triplo, dove oggi debutta Andrew Howe nel lungo. A Magglingen (Svi), personale per Marzia Caravelli nei 60 hs: 8"03; Rosa a 17.85 nel peso a Schio. Ad Ancona. Uomini. Triplo: Greco 17.07. Donne. Peso: Nicoletti 17.17. A Schio. Donne. Peso: 1. Rosa 17.85. A Magglingen (Svi). Uomini. 60: 1. Tumi 6"53. Donne. 60 hs: Caravelli 8"03. A Mondeville (Fra). Uomini. 60: 1. Perez (Cuba) 6"51; 2. Vicaut (Fra) 6"53; Collio rit. (b. 6"74); Cerutti 6"75. Donne. 60 hs: Borsi 8"06. A Arnstadt (Ger). Alto. Uomini: 1. Dmitrik (Rus) 2.36; 6. Tamberi 2.24. A Karlsruhe (Ger). Uomini. 800: 3. Benedetti 1’48"01. 3000: Haidane 7’55"86; Obrubansky 7’58"21. 60 hs: Dal Molin 7"64. 1500: 4. Magnani 4’13"17. 60 hs: 3. Cattaneo 8"09. A Gent (Bel). Uomini. 1500: Salami rit. Donne. 60: 1. Alloh 7"37. 800: 1. Cusma 2’04"38; 5. Milani 2’06"49.

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(pe.m.) Mancano gli italiani di punta ma la Cinque Mulini, che oggi a San Vittore Olona (Milano) festeggia l’81ª edizione con la nona tappa del circuito Iaaf, farà sfilare oltre 2500 corridori nelle varie categorie. Il favorito resta l’etiope Muktar Edris, campione mondiale juniores dei 5000 che potrebbe concludere qui la campagna italiana di gennaio che l’ha già visto vincere al Campaccio e alla Vallagarina. Dovrà vedersela soprattutto con Thomas Ayeko, argento mondiale juniores due anni fa a Punta Umbria, che potrebbe portare anche l’Uganda nell’albo d’oro della corsa. Ma attenti anche ai keniani Bernard Rotich, secondo qui lo scorso anno dietro a Longosiwa, e Albert Rop, vincitore il 27 gennaio a Diekirch (Lus). Tra le donne la favorita keniana Eunice Kales dovrà temere l’etiope Berha Afera Godfay , seconda al Campaccio il 6 gennaio, che ha sostituito l’infortunata connazionale Amzera Gebru, più quotata. E gli italiani? A parte Meucci (non accordatosi con San Vittore) i migliori sono stamattina a Castellón (Spa) per la 34ª Coppa Campioni: Lalli, De Nard, Gualdi, Nasti, Floriani e El Mazoury per le Fiamme Gialle; Ejjafini, Romagnolo, Maraoui, Francario, Rinicella e Soufyane per l’Esercito. Favoriti il club maschile spagnolo Bikila (10 km), guidato da Lamdasem, e quello femminile di Mosca (6 km). Programma. Ore 9.30 cadetti; 9.55 Ragazzi; 10.20 Esordienti; 11: camp. italiano Vigili del Fuoco; 11.40: Master; 13.10 Allievi (km 4); 13.40: Juniores U (8); 14.20: Jun/Sen D (6): 2 Godfay (Eti), 3 SAMIRI, 4 RUNGGER, 6 ROFFINO, 7 BONESSI, 8. Kales (Ken). 15 Seniores U (10): Rop (Ken), 2 Rotich (Ken), 3 Ayeko (Uga), 4 Zalewski (Pol), 5 BUTTAZZO, 6 Edris (Eti), 8 LICCIARDI, 9 B. DEMATTEIS, 10 M. DEMATTEIS. In tv: diretta Rai Sport 2 dalle 14 alle 15.45.

PALLAVOLO DUE ANTICIPI DELLA 17a GIORNATA TRENTINI IN VETTA IN ATTESA DI PERUGIA-MACERATA

Juantorena recuperato Djuric è un portento Trento abbatte Latina NICOLA BALDO TRENTO

L’Itas Diatec volta pagina, dimentica i due ko esterni di Modena e Cuneo e nel proprio fortino del PalaTrento supera di slancio l'Andreoli Latina. Una squadra pontina forse con la testa già in Turchia per la prossima, delicata, semifinale di Coppa Cev, visti i tanti, troppi, errori anche banali commessi. «Non abbiamo certo avuto il giusto approccio ad una partita difficile come questa», ha commentato a fine partita il regista Daniele Sottile. Trento può sorridere, per i tre punti e per la riconquistata vetta, almeno in attesa del match di oggi di Macerata a Perugia. Ultimo antipasto prima dello scontro diretto fra Lube e Itas di domenica prossima. Ma l'Itas può sorridere anche per la crescita, esponenziale, di Mitar Djuric che si porta a casa il titolo di Mvp con il 62% in

attacco e 3 muri. Ma sorride anche per l’ormai pieno recupero di Juantorena, che ha smaltito il problema alla spalla. «Latina ha sofferto in ricezione – afferma Rado Stoytchev - non solo sulla battuta forte ma anche sulla flot, questo ci ha permesso di giocare più sciolti e tranquilli».

TRENTO – LATINA

| 3-0

(25-20, 25-15, 25-19) ITAS DIATEC TRENTINO: Djuric 11, Raphael 2, Juantorena 14, Birarelli 7, Stokr 11, Kaziyski 11; Bari (L), Colaci (L), Lanza 3, Uchikov 1, Chrtiansky, Sintini. N.e. Burgsthaler. All. Stoytchev. ANDREOLI LATINA: Rauwerdink 3, Gitto 5, Jarosz 10, Fragkos 5, Verhees 4, Sottile 1; Rossini (L), Troy 2, Guemart, Patriarca 3, Noda Blanco 4, Prandi (L). N.e. Cisolla. All. Prandi. ARBITRI: Frapiccini e Satanassi NOTE - Spettatori 2975, incasso 24.907. Durata set: 25', 24', 27'; totale: 76'. Itas: b.s. 12, v. 4, m. 7, s.l. 11, e. 22; Andreoli: bs. 7, v. 4, m. 3, s.l. 7, errori 25. Trofeo Gazzetta: 6 Djuric, 5 Juantorena, 4 Kaziyski, 3 Stokr, 2 Sottile, 1 Gitto.

VERONA SAN GIUSTINO

0 3

(23-25, 17-25, 32-34) MARMI LANZA VERONA: De Marchi 4, Viafara 2, Gavotto 10, Ter Horst 17, Gotsev 12, Peacock 3; Pesaresi (L), Kosmina, Meoni, Fedrizzi 10. N.e. Centomo. All. B. Bagnoli. ALTOTEVERE S. GIUSTINO: Mattioli 2, Bohme 5, McKibbin 1, Cebulj 10, De Togni 16, Maric 16; Cesarini (L), Fiore 7, Coali. N.e. Van Den Dries, Gradi, Torre, Lo Bianco. All. Fenoglio. ARBITRI: La Micela, Prandi. NOTE - Spettatori 2238. Durata set: 27’, 26’, 39’; tot. 92’. Marmi Lanza: b.s. 22, v. 5, m. 10, s.l. 12, e. 30. Altotevere: b.s. 9, v. 4, m. 7, s.l. 17, e. 19. Trofeo Gazzetta: 6 Maric, 5 De Togni, 4 McKibbin, 3 Fedrizzi, 2 Ter Horst, 1 Gotsev. VERONA La Marmi Lanza infila la 12ª sconfitta consecutiva, quarto 0-3 di fila (Bagnoli a rischio?) e consegna all’Altotevere il posto ai play off, «un traguardo dice Fenoglio - che per noi, per come eravamo partiti, equivale a uno scudetto». La Marmi Lanza, che non ha saputo concretizzare sei set point nel terzo, paga i troppi errori (30, dei quali 22 al servizio) e difficoltà in attacco dove Gavotto è ben lontano dai suoi limiti (32%). Bravi, invece, Ter Horst (52%), Fedrizzi (55%) e Gotsev (54 con 5 muri), ma nell’Altotevere, ispirato da McKibbin, Maric mette giù i palloni che pesano (mvp col 52% su 31 palloni) e De Togni è bravo in attacco (77%), a muro (4) e al servizio, da dove manda in tilt la ricezione gialloblù e mette giù la palla del 32-34 nel 3˚ set. Nel primo set, pesano gli errori di Verona al servizio (10), nel 2˚ l’Altotevere difende, tiene Verona al 29% in attacco, e attacca al 55% (Maric al 60) e nell’equilibratissimo 3˚ (Fedrizzi tiene in corsa la Marmi Lanza), Maric e De Togni fanno la differenza. Renzo Puliero

dalle sedi

A-1 DONNE ANTICIPI 14a GIORNATA

Macerata: Savani dopo 3 mesi torna in panchina

Piacenza ferma Bergamo e vola al secondo posto Conegliano ok con Bologna

In campo alle 18 PIACENZA-CUNEO (m.mar.-g.sca.) Hristo Zlatanov ci sarà: dopo due giorni di stop per un problema a un ginocchio si è allenato. Niente da fare per Ogurcak (addominali), al suo posto in panchina Tavana. Cuneo al completo e galvanizzato dalla vittoria con Trento di sette giorni fa. Arbitri: Bartolini e Padoan In Tv: ore 17.30 diretta Rai Sport 1 PERUGIA-MACERATA (m.s.-m.g) Tutti a disposizione per Perugia: disponibile Semenzato, opposto gioca Tamburo. Per la Lube il ritorno di Savani in panchina dopo 90 giorni dall’infortunio. Ballottaggio Kooy-Starovic Arbitri: Braico e Cipolla. RAVENNA-MODENA (s.cam.-p.r.) La Cmc ospita Casa Modena a Forlì (abbonati al primo anello) a causa dell'indisponibilità del Pala De Andrè. Fresa recupera Pelekoudas ma deciderà all’ultimo se schierarlo dall'inizio al pari di Zanuto, acciaccato. Ancora assente Kovacevic per una tendinite a un ginocchio, Lorenzetti può contare sui recuperati Celitans e Sala. Arbitri: Zucca e Castagna VIBO-CASTELLANA (mi.fa.-am.gal.) Per il derby del sud torna in Calabria da ex coach Flavio Gulinelli. Vibo al completo per vendicare lo 0-3 del’andata. Così come al completo è Castellana. Arbitri: Boris e Balboni CLASSIFICA: Trento 40; Macerata 38; Piacenza 34; Cuneo 32; Modena, Perugia 27; Latina 25; Vibo 23; Castellana 17; San Giustino 16; Verona 8; Ravenna 7.

Ieri due anticipi della 14ª giornata. BERGAMO-PIACENZA 1-3 (21-25, 25-22, 24-26, 22-25) FOPPAPEDRETTI BERGAMO: Weiss 2, Klisura 13, Crimes 10, Diouf 30, Blagojevic 10, Zambelli 9; Merlo (L) Brown, Balboni, Bruno. N.e. Devetag. All. Lavarini. REBECCHI PIACENZA: Bosetti 12, Leggeri 12, Turlea 18, Meijners 16, Guiggi 13, Ferretti 2; Sansonna (L), Valeriano, Zilio, Secolo. N.e. Nicolini, Radenkovic. All. Mazzanti. ARBITRI: Zanussi e Cardaci NOTE - Spett. 1654, incasso 13.857. Durata set: 27’, 29’, 31’, 27’; tot. 114’. Foppapedretti: b.s. 12, v. 2, m. 9, s.l. 9, e. 18. Rebecchi: b.s. 6, v. 0, m. 13, s.l. 4, e.25. T.G.: 6 Guiggi, 5 Diouf, 4 Leggeri, 3 Turlea, 2 Bosetti, 1 Klisura BERGAMO (f.e.) Piacenza sbanca Bergamo e aggancia la Foppapedretti al 2o posto. Alle rossoblu non basta super Diouf.

CONEGLIANO–BOLOGNA 3-1 (25–20, 22–25, 25–23, 26–24) IMOCO CONEGLIANO: Camera 2, Barcellini 14, Barazza 13, Nikolova 18, Fiorin 18, Calloni 10; Rossetto (L). Agostinetto, Maruotti, Crozzolin. N.e. Zanotto. All. M. Gaspari. 2020 BOLOGNA: Petrucci, 6 Lipicer 6, Milos 14, Korukovets 18, Arimattei 12, Stufi 12; Coriani (L). Minervini (L), Ventura, Ginanneschi, Carraro. N.e. Lapi, Lavorenti. All. A. Beltrami. ARBITRI: Prati e Pozzato NOTE – Spett. 2435. Durata set: 26’, 29’, 31’, 29’: tot.115’. Imoco: b.s. 4, v. 4, m. 10, s.l. 7, e. 16. 2002: b.s. 11, v. 3, m. 12, s.l. 6, e. 24. T. Gazzetta: 6 Korukovets, 5 Nikolova, 4 Barazza, 3 Fiorin, 2 Milos, 1 Calloni. (a.r.) OGGI (ore 18): Giaveno- Urbino; Pesaro-Chieri Torino. Riposano: Villa Cortese, Busto Arsizio. CLASSIFICA: Busto Arsizio 28; Bergamo, Piacenza 22; Villa Cortese 19; Conegliano 17; Chieri Torino 16; Urbino 15; Pesaro 13; Giaveno 10; Bologna 3.


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LA GAZZETTA SPORTIVA

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TUTTENOTIZIE & RISULTATI Arco

Scherma FIORETTO A DANZICA

La Errigo travolgente in Coppa Sul podio Di Francisca e Salvatori Il fioretto femminile è una garanzia. La tappa di Coppa del Mondo di Danzica (Pol), la prima della stagione, è di Arianna Errigo. Argento sei mesi fa nella finale olimpica persa dalla Di Francisca, brava a rompere un digiuno che durava dal 22 giugno 2009, quando si impose a Dallas (Usa). Sul podio accanto a lei c’è posto anche per Elisa Di Francisca e Ilaria Salvatori, terze alla fine. La prima dopo una sconfitta (15-13) contro la francese Astrid Guyard, la seconda dopo il 15-6 rimediato contro la Errigo.

oggi sto bene così, ho perso la fiducia in tante persone e ripartire da zero non è semplice». Dopo il trionfo di Andrea Baldini nella tappa di Parigi della scorsa settimana, il neo c.t. Andrea Cipressa festeggia il secondo successo di fila. «Sono soddisfatto per come le olimpioniche hanno confermato il loro valore. La Di Francisca è ancora in ritardo di condizione ma c’è, la Salvatori ha fatto una grande gara, Arianna non ha lasciato arrivare a 10 nemmeno un’avversaria e ha chiu-

so tutti gli incontri in meno di tre minuti. Uno tsunami». A Sanremo (fr.vell.) Il 13 feb-

braio Elisa Di Francisca, Arianna Errigo e Ilaria Salvatori saranno ospiti di Fabio Fazio al Festival di Sanremo. Sciabola Fuori agli ottavi le az-

zurre della sciabola nel Grand Prix Fie di Orleans (Fra). Irene Vecchi è stata sconfitta dalla polacca Wieckowska (15-12), Gioia Marzocca è stata fermata dalla Gavrilova (15-14).

Rossella Gregorio ha ceduto 15-10 alla n. 1 del tabellone Mariel Zagunis (Usa). Oggi a Budapest tocca alle spadiste. Successo della Kharlan (Ucr): 15-3 sulla russa Galiakbarova. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Risultati Fioretto donne a Danzica (Pol). Finale: Errigo b. Guyart (Fra) 15-9. Semifinali: Guyart (Fra) b. Di Francisca 15-13; Errigo b. Salvatori 15-6. Quarti: Di Francisca b. Waechter (Ger) 15-11; Guyart (Fra) b. Jelinska (Pol) 14-8; Salvatori b. Rybicka (Pol) 15-8; Errigo b. Deriglazova (Rus) 15-7. Ottavi: Errigo b. Volpi 15-9.

Tris Per Arianna, rimasta sen-

za maestro dopo Londra (il suo, Giovanni Bortolaso, è andato in Russia con il c.t. Stefano Cerioni) è il terzo successo in Coppa del Mondo. «Sono davvero contenta — è il commento della vicecampionessa olimpica da Danzica — L’Olimpiade mi ha dato tanta fiducia, ma quel secondo posto ancora brucia. Ho dimostrato che pur essendo in questa situazione, senza maestro, posso farcela. Sono arrivata qui preparata, questo successo vale di più, arriva dopo un periodo non facile per me. Sono felice perché sto anche riuscendo a conciliare gli studi all’università con la scherma. Per il maestro dovrò trovare una soluzione, ma ad

Ippica IL RIVALE DI VARENNE

AZZURRI A RIMINI (gu.l.g.) Ai Tricolori indoor di Rimini (ingresso libero) oggi i titoli assoluti dell’olimpico con Marco Galiazzo e le azzurre di Londra Valeeva, Lionetti e Tomasi. Diretta web su fitarco-italia.org.

Boxe NICCHI PER L’EUROPEO Il superwelter Adriano Nicchi (20-3-2) combatterà per l’Europeo il 30 marzo a Montecarlo contro il detentore bielorusso Sergey Rabchenko (22-0, 16 ko), n.3 Wbc e n.6 Wba, che metterà in palio per la 2a volta il titolo conquistato a giugno battendo contro Rhodes. Il vincitore dovrà affrontare Emanuele Della Rosa, sfidante ufficiale. Match clou della riunione sarà l’incontro valido per il Mondiale medi Wba tra il kazako Gennady Golovkin (25-0, 22 ko) e il giapponese Nobuhiro Ishida (24-8).

Ghiaccio Coppa short track Fontana 2a nei 500 Exploit di Arianna Fontana che a Sochi, nella 2a giornata della 5a tappa della Coppa del Mondo di short track, sul ghiaccio che tra un anno ospiterà l’Olimpiade, in finale contro tre cinesi, è 2a nei 500 (miglior risultato azzurro stagionale), battuta solo dal mostro sacro Wang Mang. Oggi, sulla stessa distanza, possibile replica. La valtellinese, insieme a Martina Valcepina, Cecilia Maffei ed Elena Viviani, porta poi la staffetta in finale (contro Sud Corea, Cina e Canada). Tra gli uomini 7˚ posto di Yuri Confortola nei 1500. Uomini. 500 (I): 1. C. Hamelin (Can); 2. Wu Dajing (Cina); 3. Grigorev (Rus); 18. Lobello; 22. Viscardi. 1500: 1. Noh Jinkyu (S.Cor); 2. Kim Yun-Jae (S.Cor); 3. Kwak Yoon-Gy (S.Cor); 7. Confortola; 14. Cassinelli; 44. Dotti. Donne. 500 (I): 1. Wang Meng (Cina); 2. Fontana; 3. Liu Qiuhong (Cina); 11. M. Valcepina; 19. Viviani. 1500: 1. Shim Suk Hee (S.Cor); 2. Li Jianrou (Cina); 3. Christie (Gb); 23. Maffei; 26. Tota.

Golf MANASSERO Matteo Manassero scende da 20˚ a 25˚ con 207 (66 71 70, -9), risale al 31˚ Lorenzo Gagli con 208 (68 71 69, -8) nel Dubai Classic (Eur. Tour). In testa lo scozzese Stephen Gallacher 195 (63 70 62, -21), sorpassato il sudafricano Sterne (198, -18). Tadini è 59˚ con 212.

Hockey in line COPPA ITALIA (m.l.) Il Milano24 ha vinto ieri la 2a Coppa Italia della storia battendo in finale (in casa) il Cittadella 8-6 (3-3).

Hockey pista Arianna Errigo, 24 anni. A sinistra (dall’alto) Elisa Di Francisca, 30 anni, e Ilaria Salvatori, 34 BIZZI

Pallanuoto LA 4

a

GIORNATA DI WORLD LEAGUE

Fondo COPPA DEL MONDO A SOCHI

RECUPERI (m.nan) Due recuperi in A-1. Follonica-Giovinazzo 4-3, Matera-Bassano 2-2. Classifica: Viareggio, Valdagno 36, Lodi 31, Bassano 29, Forte 25, Breganze 21, Novara 20, Sarzana e Matera 14, Trissino e Prato 12, Follonica 7, Giovinazzo 6, Thiene 1.

Ippica

Morto Lepennetier Il Settebello scivola in Russia driver di General Ora le finali sono più lontane

Cologna super Clara c’è: 8˚

Ieri all’ospedale di Rennes, dopo una lunga malattia, si è spento a soli 51 anni Jules Lepennetier, il trainer-driver francese che fu il creatore di General du Pommeau, il grande rivale di Varenne all’inizio del 2000. General, alto solo 1 metro e 58, vinse l’Amérique 2000 (con Varenne terzo), mentre il nostro campione si prese le due edizioni successive con General rispettivamente terzo e secondo. Assieme al «Generale dai piedi nudi» (chiamato così perché dava il meglio di sé quando correva senza ferri) Lepennetier vinse anche il Criterium des Jeunes (1997), il Criterium dei 4 anni (’98) il Critérium Continental (’98) e il Critérium dei 5 anni (’99).

A Roland Clara è mancato solo l’ultimo chilometro, quando lo svizzero Dario Cologna ha cambiato marcia e l’ha superato in testa insieme alla pattuglia russa che ha sbancato la combinata di Coppa del Mondo, sulla pista olimpica di Sochi. Dopo 30 km, però, l’azzurro s’è confermato competitivo; a punti anche Checchi (20˚) e Moriggl. Tra le donne, si ritira Kowalczyk, terza vittoria in carriera per la norvegese Steira.

SI CORRE ANCHE Galoppo: Pisa (14.20). Trotto: Firenze (14.10), Montegiorgio (15.15).

Uomini, 15 km tc + 15 km tl in linea: 1. Cologna (Svi) 1h21’0; 2. Chernousov (Rus) a 1"6; 3. Legkov (Rus) a 1"8; 4. Vylegzhanin (Rus) a 2"2; 8. CLARA a 12"; 12. Northug (Nor) a 22"9; 20. CHECCHI a 39"3; 29. MORIGGL a 1’00"6; 47. NOECKLER a 3’12"8; 48. HOFER a 3’13"6. CdM: 1. Cologna (Svi) 1013; 2. Legkov (Rus) 974; 3. Northug (Nor) 929; 10. DI CENTA 379; 23. CLARA 248. Donne, 7.5 km tc + 7.5 km tl in linea: 1. Steira (Nor) 46’17"7; 2. Chekaleva (Rus) a 19"2; 3. Fessel (Ger) a 19"9; 4. Jacobsen (Nor) a 20"3; 5. Zeller (Ger) a 29"8. CdM: 1. Kowalczyk (Pol) 1372; 2. Johaug (Nor) 947; 38. DE MARTIN 128. Oggi (11.45 Raisport 2/Eurosport): sprint tc coppie U (Noeckler-Pellegrino, F.Pasini-Scola) e D (Laurent-Vuerich). DOBBIACO-CORTINA (g.v.) Nella 30 km tl Dobbiaco-Cortin, vince Hannes Dotzler (Ger) su Tscharnke (Ger) e Roberto De Zolt la cui moglie, Simonetta Carbogno, s’impone tra le donne. Oggi 42 km tc.

TRICOLORI SINCRO (al.f.) Ai tricolori di Verona, titolo ex aequo nel duo. Duo: 1. Cerruti-Ferro e Schiesaro-Flamini 85.875; 3. Sgarzi-Lapi 84.250.

OGGI GP A TORINO A Vinovo (inizio convegno alle 14.30) altro GP «emigrato» da San Siro. Si tratta dell’ex Inverno, ora ribattezzato Premio Ettore e Mario Barbetta. Favorito Geox. ore 17.05 - Pr. Ettore e Mario Barbetta - m 2620: 1 Isaak Bi (P. Borin); 2 Lady Diana Rosso (Santo Mollo); 3 Oxa Wind (A. Guzzinati); 4 Oltre Code (T. Di Lorenzo); 5 Osio (A. Gocciadoro); 6 Maier (R. Andreghetti); 7 Nadir Jet (Fr. Facci); 8 Old Girl Par (Pat. Baldi); 9 Martina Grif (D. Nuti); 10 Indy Kronos (Fed. Esposito): A m 2640: 11 Libeccio Grif (M. Smorgon); 12 Lotar Bi (A. Raspante); 13 Geox (P. Gubellini).

General (a destra) e Varenne FORNI

Stefano Tempesti, 33 anni, portiere e capitano dei campioni del mondo EPA RUSSIA-ITALIA 12-10 rig. (1-1, 2-2, 3-3, 2-2) Russia: Ivanovic, Lazarev 1, Odintsov, Ryzhov-Alenichev 1, Zinnatullin, Ashaev, Timakov 1, Kholod 1, Latypov 2, Shepelev, Lisunov 1, Andryukov 1, Rastorguev. All. Karabutov. Italia: Tempesti, S.Luongo, Vergano 1, Figlioli 1, F.Di Fulvio 1, Felugo 2, Figari, Gallo 1, N.Presciutti, D.Fiorentini, Aicardi 2, Sadovyy, Coppoli. All. Campagna. Arbitri: Rak (Cro) e Stravropoulos (Gre). Note: sup. num. Russia 8 (5 gol), Italia 13 (6). Usc. 3 f. Odintsov 3˚ t., Zinnatullin e Kholod 4˚ t. Spett. 1.000. Tempi regolamentari 8-8. Sequenza rigori: Lisunov gol, Felugo gol, Andryukov gol, Gallo parato, Ryzhov-Alenichev gol, F.Di Fulvio gol, Ashaev gol, Figlioli parato.

Uno stop inatteso. Nella 4a giornata di World League, il Settebello perde ai rigori contro la Russia e compromette la qualificazioni alle finali di giugno. Non basteranno due vittorie negli ultimi due match, contro Ungheria e Romania, se gli ungheresi supereranno i russi nella sfida conclusiva (passa solo la prima del girone). Caricata dal clima di festa che si respira in città, per il 70˚ anniversario della fine della battaglia di Stalingrado, la squadra di Kara-

butov si fa apprezzare sul piano del nuoto e della grinta. Nel terzo tempo, fa un mini break sul 6-4 con i gol di Timakov e Andryukov. Il c.t. Campagna chiama time out e sveglia gli azzurri che sorpassano sul 6-7 a inizio della quarta frazione (splendida rete di Aicardi), ma si chiude con l’8-8 realizzato da Latypov a 22" dalla sirena. Si va dunque all’epilogo dai cinque metri, che premia i padroni di casa. «Mi aspettavo una Russia in crescita — commenta Sandro Campagna — che può contare su un ottimo portiere come Ivanovic e buoni centroboa. Noi siamo mancati soprattutto in attacco. Quando si è all’inizio di un nuovo ciclo, certi errori sono lo scotto da pagare». Gir. C (4a g.): Ungheria 12; Italia 7; Russia 3; Romania 2. Pr. turno: 27/3 Italia-Ungheria, Romania-Russia. DONNE La 9a giornata, ultima d’andata: Ortigia-Firenze 9-13, Rapallo-Padova 14-13, Bogliasco-Orizzonte 8-12, Roma-Imperia 5-10, Messina-Bologna 8-7. Classifica: Rapallo, Orizzonte 24; Firenze 19; Imperia 17; Messina 15; Padova, Bologna 10; Roma, Bogliasco 6; Ortigia 0.

NIENTE QUINTÉ Ieri ad Aversa il convegno imperniato sul quinté è saltato a causa dello sciopero delle categorie che protestano contro la crisi.

LOVER POWER AL MONTATO Oggi a Vinennes l’italiana Lover Power (J. Raffestin) al via nel Prix de l’Ile-de France (m 2175) al montato, specialità in cui ha già vinto 15 giorni fa. Nel convegno al via altri 4 italiani: Nesta Effe, Oimambam Effe, Nobile di Poggio e Laval.

Nuoto FEDE IN TV Rientrata ieri dal collegiale di Pukhet con Filippo Magnini (festeggiato per i 31 anni), oggi Federica Pellegrini sarà ospite di Massimo Giletti, che la intervisterà a Domenica In. L’olimpionica è tornata battagliera dalla Thailandia: «Ho ancora molte cose da fare nel nuoto».

Pallamano COPPA ITALIA (an.gal.) E’ Bolzano-Fasano la finale di Coppa Italia ggi alle 11 (diff. Rai Sport 2 alle 20.30) al Pala Gasteiner di Bolzano. Semifinali: Bolzano-Ambra 35-33 (21-13), Fasano-Conversano 34-29 (15-15).

Pallavolo SERIE A-2 (f.c.) La 6ª di ritorno (ore 18): Padova-Reggio E.; Corigliano-Potenza Picena; Monza-Città di Castello; Brolo-Molfetta; Loreto-Atripalda; Ortona-Matera. Riposa: Sora. Classifica: Città d.C. 44; Molfetta, Sora 36; Atripalda 32; Monza 29; Corigliano 26; Padova 25; Ortona 24; Reggio E. 23; Brolo, Potenza Picena 14; Matera 12; Loreto 9. A-2 DONNE Oggi 16a giornata (ore 18): Marsala-Pavia; Sala C.-Casalmaggiore; Terre Verdiane-Soverato; San Casciano-Novara; Ornavasso-San Vito; Mazzano-Crovegli; Frosinone-Montichiari. Class.: Novara 39; Casalmaggiore 37; Ornavasso 36; Frosinone 27; Pavia 24; Mazzano, Soverato 22; Montichiari 21; Sala C. 20; San Casciano 19; Crovegli 18; Fontanellato 15; San Vito 8; Marsala 7.

Sport invernali COPPA EUROPA (s.f.) Ieri gigante maschile sul Monte Pora (Bg) a metà: per forte vento la 2a manche rinviata a stamane (8.30), a seguire lo slalom. Dopo la 1a a in testa Jitloff (Usa) con Eisath 7o a 1"30, Nani 14o a 1"87, Simoncelli 20˚ a 2"53; out Blardone.

Salto: Elena quinta Cologna (pettorale giallo) tra i russi

Segnali di rilancio per l’argento mondiale Ele-

Sci AZZURRI A TARVISIO

Innerhofer stop per influenza Christof Innerhofer è ancora a casa influenzato, solo stamane, se in condizione, raggiungerà la squadra di velocità a Tarvisio (Ud). Ieri nella località carnica Paris, Marsaglia, Heel, Klotz e Fill, dopo il buon allenamento di superG di venerdì a Sella Nevea, non hanno potuto lavorare per la fitta nevicata. Oggi il loro programma prevede il gigante. Pure le velociste sono a Tarvisio e stamane si alleneranno in superG sulla pista Di Prampero.

na Runggaldier, 5a a Sapporo per la Coppa del Mondo di salto. Ad Harrachov (R.Cec), uomini bloccati dalle condizioni meteo. Risultati: 1. Mattel (Fra) 120.2 p. (93); 2. Seifriedsberger (Aut) 111.9 (94.5); 3. Sagen (Nor) 111.4 (87.5); 5. E. RUNGGALDIER 108 (97.5); 17. INSAM 95.4; 29. D’AGOSTINA 86.5; 39. Malsiner 70.6. CdM: 1. Takanashi (Gia) 692; 2. Mattel (Fra) 548; 3. Hendrickson (Usa) 537; 7. INSAM 310.

Mondiali slittino Dominio tedesco Dominio tedesco ai Mondiali di Whistler (Can): tripletta nel singolo uomini, col 23enne Felix Loch già al 4o titolo in carriera; Dominik Fischnaller paga un errore nella prima discesa ed è 16˚. Nel doppio Oberstolz-Gruber settimi, con Rieder-Rastner noni dopo essere stati quarti nella 1a manche; titolo a Wendl-Arlt (Ger) sui connazionali Eggert-Benecken. Nella notte hanno gareggiato le donne (in pista anche l’azzurra Gasparini) e le staffette. Uomini. Singolo: 1. Loch (Ger) 1’36"375 (48"133/1˚+48"242/1˚); 2. Langenhan (Ger) a 0"375 (2˚+4˚); 3. Ludwig (Ger) a 0"400 (3˚+5˚); 16. D. FISCHNALLER a 1"119 (48"918/23˚+48"576/9˚); 18. MAIR a 1"189 (48"793/17˚+ 48"771/19˚). Doppio: 1. Wendl-Arlt (Ger) 1’12"842 (36"347/1˚+36"495/1˚); 2. Eggert-Benecken (Ger) a 0"200 (2˚+2˚); 3. A.Linger-W.Linger (Aut) a 0"426 (3˚+4˚); 7. OBERSTOLZ-GRUBER a 0"662 (36"694/8˚+36"810/9˚); 9. L.RIEDER-RASTNER a 0"726 (36"672/4˚+36"896/14˚) ; 13. H.P.FISCHNALLER-SCHWIENBACHER a 0"834 (36"821/11˚+36"855/12˚).

Cross, Matteotti 5˚ Coppa del Mondo di snowboardcross a Blue Mountain (Can), Luca Matteotti vince la small final ed è 5o. Uomini: 1. Robanske (Can); 2. Pullin (Aus); 3. Baumgartner (Usa); 5. MATTEOTTI; 13. VISINTIN; 21. LEONI; 31. Schiavon. Donne: 1. Samkova (R.Cec); 2. Maltais (Can); 3. Moenne Loccoz (Fra); 9. MOIOLI; 13. BRUTTO. PER TRE CENTESIMI Ai Mondiali di St Moritz (Svi), il russo Tretiakov strappa il titolo dello skeleton a Dukurs (Let) per 3 centesimi; 29˚ Mulassano, 32˚ Zoccolan; nel bob a 4, Bertazzo è 17˚ dopo 2 discese. Oggi dalle 10.05 le ultime due (diff. RaiSport2 dalle 22.25). Uomini. Skeleton (4/4): 1. Tretiakov (Rus) 4’32"35 (1˚+ 1˚ +1˚+2˚); 2. M. Dukurs a 0"03 (2˚ + 2˚+3˚+1˚); 3. Chudinov (Rus) a 2"27 (3˚ +3˚ +15˚+4˚); 29. MULASSANO; 32. Zoccolan. Bob a 4 (2/4): 1. Zubkov (Rus) 2’10"84 (2˚+3˚); 2. Arndt (Ger) a 0"05 (1˚+9˚); 3. Holcomb (Usa) a 0"30 (4˚+4˚); 17. ITALIA 1 (Bertazzo-Fontana-Ughi-Costa) a 1"11 (18˚+15˚); 28. ITALIA 2 (Gschnitzer-Zanarotto-Pagin-Frullani) a 2"70 (30˚+27˚). COMBINATA NORDICA Solo un 35˚ posto per Giuseppe Michielli nella preolimpica di Sochi, Coppa del Mondo di combinata nordica. Hs-10 km: 1. Gruber (Aut) 28’19"7 (2); 2. Frenzel (Ger) a 14" (5); 3. Denifl (Aut) a 15"5 (4); 7. Lamy Chappuis (Fra) a 25"1 (3); 35. Michielli a 4’11"1 (42). CdM: 1. Frenzel (Ger) 754; 2. Lamy Chappuis (Fra) 653; 37. L.Runggaldier 40.

Varie Pancalli confermato Luca Pancalli è stato confermato alla Presidenza del Comitato Italiano Paralimpico, nel corso del Consiglio nazionale elettivo ieri nella sede del Cip. Pancalli, candidato unico, ha ottenuto 30 preferenze sui 30 presenti, su 35 aventi diritto al voto. Sulle elezioni alla presidenza Coni ha detto: «Ho dichiarato, sin dalla prima ora, il mio sostegno a Pagnozzi».


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LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 3 FEBBRAIO 2013

ALTRI MONDI

Il fatto del giorno

_la rivoluzione digitale

DI GIORGIO DELL'ARTI gda@gazzetta.it

Il gigante del web sborserà 60 milioni alla stampa francese: il sospetto è che l’intesa voglia evitare guai con il Fisco L’idea piace anche agli editori italiani

Mettere all’angolo per modo di dire. Dopo tre mesi di trattativa, Google s’è impegnata a versare 60 milioni a un fondo co-

2 Perché? Per loro il vero problema è aggirare l’ira europea sulla faccenda delle tasse. Google – come

Apple, Facebook e Amazon (per questi quattro in Francia hanno coniato l’acronimo GAFA), ma anche come General Electric, Microsoft, Emerson Electric, Illinois Tool Works, Hewlett Packard, Johnson & Johnson, Whirlpool – opera in Europa con una società piazzata in Irlanda e un’altra che sta in Olanda. Olandesi e irlandesi non tassano i profitti che le società producono all’estero, dun-

PIRATI INFORMATICI

E negli Stati Uniti Twitter attaccato da hacker cinesi Anche Twitter è entrato nel mirino degli hacker. La rete di microblogging ha denunciato che fino a 250 mila suoi utilizzatori potrebbero essere stati vittime di incursioni di pirati che hanno avuto accesso ad alcuni loro dati. «Non è un attacco di dilettanti», dice il direttore della sicurezza di Twitter di base in California, Bob Lord. L’attacco segue quelli al «New York Times» e poi al «Washington Post» per cui la Cina è fortemente indiziata.

que su questo lato zero problemi. Per il resto: le Google che operano nei vari paesi sono considerate dei semplici broker, società che si limitano a raccogliere pubblicità e incassare una provvigione. Così l’Italia, la Francia, la Germania, la Spagna possono tassare solo i profitti di queste pretese provvigioni. Una miseria. Cifre ufficiali non ce ne sono, ma si parla di 600 miliardi di elusione. Google pagherebbe in pratica un’aliquota del 3,2% in un’area in cui le altre aziende devono sottostare ad aliquote del 26-34%.

operano con prodotti elettronici: in pratica la legge le avrebbe costrette a dichiarare i loro profitti e sarebbero state tassate di conseguenza. In Francia, relativamente a Google, si parla di fatturati da un miliardo e due (e mi pare poco: ma sono numeri che non conosce nessuno). Hollande deve aver pensato che un affare simile non potesse essere lasciato in mano all’opposizione e ha dato a quelli di Mountain View un aut aut relativo alla faccenda degli editori: pagarli oppure subire una legge.

IN EGITTO VIDEO-SHOCK

Agenti picchiano un manifestante: è bufera su Morsi

Il ragazzo pestato al Cairo AP

3 5 Di questo non si vergognano? Gli editori hanno ragione, ma in Il loro capo, Eric Schmidt, lo dice esplicitamente: «Sono orgoglioso del sistema di elusione delle tasse applicato da Google. A chi mi dice che si tratta di un sistema immorale rispondo che si chiama "capitalismo". E noi siamo orgogliosamente capitalisti. Non ho dubbi di sorta su questo».

4 Quindi l’accordo francese sarebbe, per loro, un tentativo di chiudere la faccenda con questi 60 milioni.

La scorsa estate un senatore che era stato consulente di Sarkozy, Philippe Marini, aveva presentato una proposta di tassazione per le società che

fondo anche Google gli fa un servizio: in ogni caso mi spediscono sul sito del giornale.

È la loro risposta: «Vi indirizziamo ogni mese quattro miliardi di contatti». Ciononostante, hanno dovuto cedere perché l’Europa è per loro troppo importante (in Brasile, di fronte a richieste analoghe, hanno fatto i duri e tolto dalla piattaforma le testate di carta). Così, l’altro giorno, Hollande e Eric Schmidt hanno firmato. Qualcosa del genere dovrebbe succedere anche in Germania e anche da noi, col nuovo governo. La nostra Federazione degli Editori, per bocca del suo presidente Giulio Anselmi, ha accolto la notizia con un eloquente «Vive la France!».

Un caso politico in Egitto, ma non solo lì. Tutto per un video girato durante gli scontri davanti al palazzo presidenziale del Cairo venerdì: si mostra un manifestante denudato e picchiato dagli agenti della sicurezza centrale e poi trascinato via sopra una camionetta militare. Il Fronte di salvezza nazionale ha chiesto che Mohamed Morsi sia processato per i crimini degli agenti. Il presidente ha però fatto sapere di essere «scioccato e addolorato per il trattamento inumano ai manifestanti». Il premier Hisham Qandil ha ammesso che «il governo non è stato capace di contenere i giovani»: in visita ieri a piazza Tahrir, è stato accolto con lancio di sassi.

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per via dei francesi, che sono riusciti a mettere all’angolo Google.

www.epi.mc 12091

1Sta facendo questo discorso

mune col quale lo stato francese aiuterà la stampa quotidiana a svilupparsi su Internet. È un bel risultato soprattutto perché si mette un paletto in un territorio totalmente abbandonato alle razzie del motore di ricerca. Per il resto, i problemi mi paiono ancora parecchi: 60 milioni sono veramente una cifra irrisoria (il nostro Stato versa una somma doppia ai nostri giornali); il governo francese si propone di distinguere tra giornali seri e giornali meno seri, secondo criteri che non sono stati resi noti. I 60 milioni finanzierebbero solo i progetti dei giornali seri, qualunque cosa significhi questa parola. I soldi andranno solo agli editori di carta che pubblicano anche in internet. E tutti quelli che fanno informazione in rete senza avere un quotidiano? La sensazione è che si sia voluto concludere in fretta un accordo. Google, che non paga le tasse, per non essere chiamata alla sbarra ed essere costretta a riconoscere al Fisco quel che sarebbe giusto. Hollande perché la sua popolarità è in calo, e un qualche risultato ci voleva. Ho comunque l’impressione che a Mountain View stiano brindando.

Storico a Parigi: c’è il primo sì ai matrimoni gay Un giorno storico e non solo per la Francia: ieri i deputati dell’Assemblea nazionale hanno approvato il primo articolo della legge che regolarizza i matrimoni gay con 249 voti favorevoli e 97 contrari. La votazione al termine di un lunghissimo dibattito: nell’articolo si prevede per la prima volta che «il matrimonio è contratto tra due persone di sesso differente o del medesimo sesso» e ora ai deputati toccherà continuare per due settimane almeno la discussione sui numerosi emendamenti presentati. I sì sono piovuti da deputati socialisti, verdi e sinistra, mentre hanno votato contro i gaullisti dell’Ump (con una sola eccezione) e i centristi. Solo il 13 gennaio erano scese in piazza a Parigi centinaia di migliaia di persone per manifestare contro le legge e in risposta, il 27 gennaio, altre centinaia di migliaia avevano manifestato a sostegno del provvedimento.

Ma è giusto che Google debba pagare per le notizie che pubblica? Ieri, andando su Google News verso le cinque del pomeriggio, si poteva leggere che Monti vuole aumentare l’età pensionabile, che il Tar non ha sospeso i Monti-bond con cui lo Stato intende salvare il Monte dei Paschi, che Bersani parte al contrattacco e Zeman viene fatto fuori dalla Roma. E poi, il flop della cedolare secca, il sì francese alle nozze gay, eccetera eccetera. Ogni titolo rinviava a un articolo che si trovava nel nostro sito oppure in quello del Corriere, di Repubblica, del Messaggero, e così via. Google, cioè, fa in questo caso il vigile urbano o il taxi: i clienti arrivano sulla sua piazza e, a seconda di quello che gli interessa, vengono smistati di qua o di là. Il vero lavoro lo fanno i giornali, mentre il motore di ricerca si limita a distribuire. Ma, per il fatto che distribuisce, attira clienti e, per il fatto che attira clienti, vende, su questa pagina delle news, molta pubblicità. Di questa pubblicità, agli editori dei giornali, che sono anche editori dei rispettivi siti, non arriva un centesimo.

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DOMENICA 3 FEBBRAIO 2013

ALTRI MONDI

CGIA: EVASI 5 MILIARDI

Allarme sugli affitti: un milione «in nero» In Italia sono 1 milione gli affitti in nero. Lo ha calcolato la Confartigianato di Mestre (Venezia), in un’indagine che rivela

Mps, 10 indagati E il Tar non ferma il «salva-banca»

il flop della cedolare secca. Il sistema, introdotto nel 2011, avrebbe dovuto ridurre gli affitti in nero attraverso «agevolazioni» sul piano fiscale che andavano a vantaggio sia del locatario che del locatore. E invece, in due anni, le situazioni di irregolarità hanno causato 5 miliardi di euro di danno

Vota Antonio -22 IL NOSTRO DIARIO ELETTORALE

Monti deciso: «Meno tasse» Grillo-shock su Al Qaeda

Svolta nell’inchiesta, nessun politico coinvolto Bocciato il ricorso: «Avanti con i Monti bond» DANIELE VAIRA

Il premier Mario Monti, 69 ANSA

Proseguono le inchieste sul Monte dei Paschi e, allo stesso tempo, non si arrestano le reazioni politiche. Ieri è stato Roberto Maroni ad attaccare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che aveva chiesto di tutelare l’interesse nazionale, evitando il «cortocircuito tra stampa e giustizia con la pubblicazione di notizie infondate». Il leader della Lega ha risposto: «La brutta impressione è che sia sceso in campo per coprire lo scandalo Mps e attenuare i riflessi negativi che sta avendo sulle sorti elettorali del Pd». Critici con il Colle Beppe Grillo e anche Antonio Di Pietro dell’Idv, che ha parlato «di censura». I magistrati, intanto, vanno avanti. Sarebbero infatti una decina in tutto gli indagati da parte della Procura di Siena e tra loro non ci sarebbero politici. Sotto la lente di ingrandimento degli investigatori ci sono alcune operazioni compiute dall’ex management dell’istituto. In particolare, i pm vogliono capire le modalità dell’operazione di acquisizione di Antonveneta, rilevata dall’istituto di Piazza Salimbeni per circa 10 miliardi di euro dalla Banca Santander che invece l’aveva acquistata a 6,6 miliardi di euro. In Procura si precisa che si tratta di ordinaria attività istruttoria, come in tutte le inchieste. Già domani dovrebbero svolgersi i primi interrogatori degli indagati. Tra le ipotesi di reato, quella di associazione a delinquere, false comunicazioni, ostacolo alla vigilanza, aggiotaggio, turbativa e truffa. Intanto, il Tar del Lazio ha respinto l’istanza del Codacons di sospensione dei Monti bond, titoli di debito che do-

Alessandro Profumo, presidente del Monte dei Paschi da aprile 2012 ANSA

La Lega critica Napolitano: «Vuole coprire lo scandalo e così aiutare il Pd» vrebbero essere sottoscritti dallo Stato a sostegno della capitalizzazione di Mps. Lo ha annunciato in una nota la Banca d’Italia, spiegando che «il procedimento per la sottoscrizione dei nuovi strumenti finanziari può proseguire il suo corso». Situazioni «poco chiare» erano state evidenziate nel bilancio 2011 da 321 piccoli azionisti di Mps, riuniti nell’associazione Buongoverno. In particolare, parevano eccessivi i 58,069 milioni usati per pubblicità e sponsorizzazioni. E proprio su quella situazione era stato presentato un esposto a Bankitalia e Con-

sob. Intanto ieri Mps ha dato il via alla «campagna verità» su Facebook: un modo per informare, soprattutto, i correntisti. Altro filone e polemiche Ma le inchieste non riguardano solo Mps. E non si indaga solo a Siena. Nelle indagini della procura di Trani sui derivati sottoscritti con forti perdite da imprenditori del nord barese, ci sono altre quattro banche: Bnl, Unicredit, Intesa San Paolo e Credem. Usura e truffa aggravata i reati ipotizzati nei confronti di diverse decine di indagati, quasi tutti funzionari e dirigenti dei cinque istituti di credito. Un’indagine che ha fatto intervenire anche il Procuratore di Milano, Edmondo Bruti Liberati, che ha denunciato come per qualcuno, «la regola della competenza territoriale sia un optional».

Avranno pure «salvato l’Italia dal fallimento», ma adesso «le tasse vanno abbassate». Sull’argomento ieri si è impegnato solennemente Mario Monti presentando il suo programma sul lavoro: «Siamo pronti a ridurre gradualmente la pressione fiscale. Bisogna sperimentare una rimodulazione del contratto a tempo indeterminato tesa a renderlo più flessibile e meno costoso». Il premier ha poi sintetizzato così la proposta di modifica del welfare: «L’Italia non è un paese per donne, ma è prioritario che lo diventi». Trascinato nella polemica dei caccia militari, ha pure aggiunto: «L’Italia ha aderito al programma F35 nel 1999 con il governo D’Alema, l’ha confermato con Berlusconi e Prodi. Siamo stati noi gli unici a ridurre gli F35 da 131 a 90». Sulla campagna elettorale oggi pioverà, comunque, il tanto atteso annuncio-shock di Berlusconi: a Milano il Cav dovrebbe giocare il tutto per tutto con una proposta da varare nel primo Cdm. Il centrosinistra, invece, ha assorbito l’accusa di Ingroia: «Il Pd mi offrì 2 senatori per desistere: dovevano essere messi in lista, ma non riconoscibili per dimostrare a Monti di non aver fatto accordi con noi». Parole che hanno infiammato la campagna elettorale, ma non quanto il missile sganciato da Beppe Grillo a Bologna: «Se Al Qaeda vuole bombardare, diamo noi le coordinate: Roma». Si riferiva ai palazzi del potere.

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NELL’AEROPORTO ROMANO INDAGA LA PROCURA DI CIVITAVECCHIA: I PM DISPORRANNO IL SEQUESTRO DEL MEZZO

Fiumicino, aereo fuori pista Sedici i feriti, due sono gravi Paura per il volo della Carpatair in arrivo da Pisa con 50 passeggeri La causa è il vento Sedici feriti, due dei quali in gravi condizioni: è il bilancio dell’incidente avvenuto ieri alle 20.40, all’aeroporto di Fiumicino dove un Atr 72 della compagnia romena Carpatair (partner di Alitalia), proveniente da Pisa, con 46 persone a bordo e 4 membri dell’equipaggio, è finito fuori pista, a causa del

L'ATR 72 andato fuoripista in atterraggio all'aeroporto di Fiumicino ANSA

forte vento. Due dei passeggeri sono stati ricoverati in codice rosso, ma non sono in pericolo di vita. Il caso più serio è quello di una hostess, che probabilmente era in piedi al momento

dell’incidente, ed è caduta procurandosi traumi alla colonna vertebrale. Uno dei passeggeri ha, invece, riportato la frattura del femore. Si sono vissuti momenti di tensione, come rac-

conta uno dei feriti: «Tanta paura, qualcuno di noi ha creduto di poter morire e tutti urlavano. Durante l’atterraggio l’aereo ha toccato due volte bruscamente a terra. Ci è stato spiegato che la seconda volta si è piegato il carrello e l’aereo è finito fuori pista». Molte le persone sotto shock, che sono state tranquillizzate e rifocillate. Lo scalo è stato chiuso per mezz’ora. Non è la prima volta che la compagnia romena finisce al centro delle polemiche: è il quarto incidente da maggio. L’ultimo si è verificato il 7 gennaio quando a causa di un guasto, il volo Pisa-Fiumicino era tornato a terra dopo il decollo. Ieri l’Alitalia ha sospeso i voli su Pisa e Bologna operati per conto della compagnia da Carpatair. Ed è stata aperta un’inchiesta dalla magistratura. I pm disporranno il sequestro del mezzo.

per le casse del Fisco. La ricerca è partita dal numero delle famiglie italiane che vivono stabilmente in affitto: circa 4.800.000, secondo l’Istat. Ipotizzando che ognuna di queste famiglie risieda in una singola abitazione, è stato sottratto il numero delle case che i locatori dichiarano di affittare

LA GAZZETTA SPORTIVA

37

(2.700.000), le unità abitative dell’edilizia pubblica (800.000) e quelle date in affitto dalle società (350.000). Il risultato è 950.000, ma è un calcolo per difetto: non tiene conto, infatti, del milione e mezzo di universitari che vivono fuori sede e, quasi sempre, non in case di proprietà.

A notizie

IL BIMBO RAPITO

Tascabili Ricercati in tutta Italia

S Usa, l’orco non esce dal bunker Quinto giorno di trattative ieri a Midland City, in Alabama, dove, da ormai oltre 120 ore, un ex veterano del Vietnam, Jeff Dykes, tiene in ostaggio un bimbo di 5 anni in un bunker. Gli investigatori hanno deciso un «blackout dell’informazione», non facendo trapelare nulla. L’uomo ha una tv e l’Fbi teme che voci o immagini possano innervosire il sequestratore e far precipitare la situazione. «Il bimbo sta bene», ha detto lo sceriffo locale

In fuga con un lenzuolo: 2 albanesi evasi a Parma Hanno segato le sbarre della cella e si sono calati con le lenzuola. Due detenuti albanesi, Valentin Frokkaj e Taulant Toma, di 35 e 29 anni, sono evasi ieri all’alba dal carcere di Parma: avrebbero raggiunto l’esterno della struttura e si sarebbero poi dileguati attraverso la cinta perimetrale. Le ricerche adesso sono state estese in tutta Italia e il ministro della Giustizia, Paola Severino, ha disposto verifiche interne sulle modalità di evasione. Lungo il curriculum dei due: Toma, in galera per rapina e spaccio, risulta evaso già dal supercarcere di Terni il 9 ottobre 2009; Frokkaj è coinvolto nell’omicidio nel 2007.

Diffusa dalla Casa Bianca

Obama e il tiro a volo La foto del presidente per combattere le armi

L’immagine di Barack Obama che, il 4 agosto scorso, pratica il tiro a volo nel ranch di Camp David ANSA Il presidente Usa Barack Obama che, nel suo ranch di Camp David, si allena nel tiro a volo: la foto, diffusa ieri dalla Casa Bianca, risale al 4 agosto. Lo scopo è accattivarsi la simpatia dei cultori delle armi, per poi convincerli a ridurne l’uso. «Per tutti gli skeeters: ecco il presidente che spara», dice il portavoce Dan Pfeiffer, coniando il neologismo «skeeters», da «skeet», piattello, e «birthers», il movimento di chi crede che Obama non sia un vero americano.

Procura di Torino: «Pericolo di fuga»

Musy, rimane in cella il presunto aggressore Resta in carcere Francesco Furchì, l’uomo sospettato dell’agguato al consigliere comunale dell’Udc, Alberto Musy, avvenuto a Torino il 21 marzo. Secondo il pm, c’è il pericolo di fuga e di reiterazione del reato. Furchì, definito dal magistrato «violento e vendicativo», si difende per voce del suo avvocato: «Non avevo motivi per sparare a Musy». Per l’accusa, sette indizi lo incastrano: tra gli altri, il fatto che quel mattino si trovasse nella zona del delitto, oltre al modo di camminare, simile a quello dell’attentatore ripreso da alcune videocamere. Intanto, però, i test scientifici dovranno essere ripetuti. Musy è in coma da 10 mesi.

Un colpo alla ’ndrangheta

Accusato di tre omicidi In manette il boss Leotta Quando i poliziotti sono piombati in casa per arrestarlo, venerdì notte, era a letto a guardare la tv in un lussuoso appartamento di Catanzaro: è finita così la latitanza di Domenico Leotta, 53 anni, boss del clan Pesce di Rosarno (Rc). Era ricercato da aprile del 2010 con l’accusa di associazione mafiosa. Non solo si occupava delle grandi partite di droga, ma è pure accusato della strage di Pegli (Genova) da Giuseppina Pesce, nipote del boss Giuseppe. La donna, che si è pentita dopo l’arresto, lo ritiene responsabile di aver partecipato all’omicidio di tre donne, ammazzate il 18 marzo del 1994.


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DOMENICA 3 FEBBRAIO 2013

ALTRI MONDI

IL PRODUTTORE DEL FILM

Cirque du Soleil 3D Cameron: «Un sogno»

ELEPHANT MAN

Il Cirque du Soleil, uno dei più spettacolari circhi del mondo, mostra in 3D i trucchi che permettono le evolu-

zioni dei suoi acrobati. «Cirque du Soleil 3D: Mondi Lontani», arriva al cinema da giovedì. Produce James Cameron, regista di «Avatar», il regista è Andrew Adamson («Shrek»). «Un sogno che si avvera. Offriremo al pubblico il punto di vista degli acrobati», spiega Cameron.

L’ATTRICE SPAGNOLA

Cruz diventa mamma per la seconda volta Secondo figlio per la coppia da Oscar Penelope Cruz-Javier Bardem. Lo rivela il «New York Post», spiegando che il bimbo

A

«Giù la maschera Come tutti voi, sono un mostro»

CROZZA, 3 MILIONI DI RISATE

S

RICCARDO GHILARDI

Liotti, dalla tv al teatro nel dramma tratto dal film di Lynch «Dietro al mito della bellezza nascondiamo il nostro disordine» Il cinema e soprattutto la tv lo hanno «spolpato», sfruttandone il volto da sciupafemmine e lo sguardo profondo. È vero, ha indossato anche panni scomodi, come quelli del Bell’Antonio o di Don Gnocchi, ma serviva una svolta. Così Daniele Liotti, 41 anni, ha deciso di nascondersi dietro una maschera orrenda e tragica, quella di Elephant man. L’inglese deforme, realmente esistito, reso immortale dal film di David Lynch del 1980, è diventato uno spettacolo teatrale. Giovedì c’è stata la prima a Grosseto, dal 7 al 17 febbraio sarà al Teatro Ghione di Roma, a maggio chiuderà la tournée a Messina. Un "bello bello" che diventa "brutto brutto". Perché?

«Avevo voglia di dedicarmi al teatro: mi avevano proposto il ruolo del chirurgo, ma continuavo a commuovermi per John Merrick, l’Uomo Elefante, e sono diventato il mostro. Abbiamo tanto in comune: lui ha pau-

ra di vivere, di farsi guardare, io ho le stesse insicurezze, come attore e non solo. Tendiamo tutti a nascondere le nostre bruttezze, così indossiamo delle maschere per compiacere gli altri». Che cosa le ha insegnato il mostro?

«

Sono meno pesante dei ruoli che mi fanno fare Ne vorrei uno più divertente... DANIELE LIOTTI SULLA SUA CARRIERA

«Che nascondersi non serve e che se urlassimo al mondo quello che siamo davvero troveremmo un po’ di pace. A un certo punto Merrick grida: "Sono un uomo!". In realtà, è diverso: è un mostro, ma anche un supereroe, se si pensa alle qualità interiori. E questo è uno spettacolo su rivelazione e amore».

«E infatti ho scelto questo personaggio anche per rompere gli schemi. Questa società vive di stereotipi, uomini e donne cercano la perfezione estetica anche per nascondere il disordine che hanno dentro. Basta, rilassiamoci, apriamoci...». Uno dei suoi primi successi è stato il film «Cresceranno i car-

ciofi a Mimongo», con Mastandrea. Le vostre carriere però sono state molto diverse.

«Con Valerio siamo amici, ma se abbiamo preso strade così distanti è colpa del mercato italiano che "incasella" gli attori. Io ero il belloccio, lui l’uomo di tutti i giorni: non c’è stato verso di cambiare rotta». Chi vorrebbe interpretare?

«Un personaggio leggero in una commedia divertente: il ruolo più simile a ciò che sono davvero. Ho fatto cose pesantissime, ma non sono così!». Una commedia all’italiana o un cinepanettone, quindi...

La bellezza, però, oggi è sempre più importante.

Da Oscar La locandina di «Elephant man»: il film di David Lynch ha ricevuto 8 nomination agli Oscar nel 1981

Le notizie che non lo erano DI LUCA SOFRI

Daniele Liotti, 41 anni, con la maschera che indossa per recitare a teatro nel dramma «Elephant man»

ELISABETTA ESPOSITO

nascerà entro l’anno. Secondo altri media americani l’attrice spagnola sarebbe al terzo mese di gravidanza, ma non ci sono conferme. La Cruz, 38 anni e Bardem, 43 anni il primo marzo, si sono sposati nel luglio del 2010 e hanno già un figlio, Leo, nato nel gennaio del 2011.

«Secondo lei sono così diversi? Vedo una comicità fatta di battute o di situazioni. Vorrei qualcosa alla Quasi Amici, che racconti la verità in modo divertente. Ma in Italia sarebbe venuto fuori un drammone. Stessa cosa in tv: basta fiction melense, serve più coraggio. Raccontiamo storie che ci rappresentino davvero». Insomma, giù la maschera. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Record di ascolti per lo show su La7 Con 2 milioni 979 mila spettatori e il 10,27% di share, la puntata di venerdì sera di «Crozza nel Paese delle meraviglie» segna il record di ascolti per lo show di Maurizio Crozza (nella foto) su La7. Rispetto alla prima puntata, in onda il 19 ottobre, l’incremento è di oltre 800 mila spettatori. Il programma più visto di venerdì è stato la fiction di Canale 5 «Il clan dei camorristi», con 4,5 milioni e il 17,1% di share. Max Giusti, su Rai 1 con «Riusciranno i nostri eroi», si è fermato a 3,5 milioni

Il dietrofront di Beyoncé: «In playback per Obama» Giovedì scorso, l'avvocato Pisani, difensore di Diego Armando Maradona in un’annosa controversia con l'Agenzia delle Entrate, ha annunciato che la suddetta controversia era stata risolta e che Maradona avrebbe così estinto ogni pendenza italiana su quel fronte. La notizia è stata diffusa dalle agenzie e ripresa da molti siti di giornali e news. Ma l'Agenzia delle Entrate l'ha smentita: «La Commissione tributaria centrale non ha annullato, né dichiarato estinto, né modificato, il debito che Diego Armando Maradona ha con l'erario italiano. Al contrario, la Commissione ha rigettato la richiesta di intervento adesivo dipendente avanzata dal calciatore Maradona nel giudizio in questione, rispetto al quale lo stesso Maradona era estraneo». La storia dell’inno nazionale americano cantato da Beyoncé alla cerimonia di insediamento del presidente Barack Obama ha avuto un nuovo sviluppo, che corregge anche quanto avevo scritto qui la settimana scorsa: Beyoncé ha ammesso di aver cantato in playback, dopo che l'ipotesi era stata prima ripresa da molti media in tutto il mondo, e poi contraddetta con analoga diffusione. Infine, ci rallegriamo che il tema delle non-notizie abbia raggiunto persino la Presidenza della Repubblica, con un intervento di Giorgio Napolitano sui modi in cui i media hanno diffuso informazioni non attendibili intorno allo scandalo Monte dei Paschi di Siena. Nella sintesi della Stampa: «Monito di Napolitano: attenti alle notizie false».


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ALTRI MONDI Oroscopo

21/3 - 20/4

23/10 - 22/11

21/4 - 20/5

21/5 - 21/6

22/6 - 22/7

23/7 - 23/8

LE PAGELLE

Ariete 6 -

Scorpione 8

Toro 6 -

Gemelli 6 -

Cancro 7,5

Leone 5,5

DI ANTONIO CAPITANI

Ci sono più ombre che luci, in questa domenica di inutili paranoie, stress, caos di spese. E pure il sudombelico annaspa. Ussignùr.

IL MIGLIORE. Ogni successo può essere vostro! Perché siete organizzati, intuitivi, facce di glutei. E con gli ormoni come cocomeri. Fortunine, poi, aleggiano… Buona domenica!

Tumulti dell’anima e nei rapporti, pregiudicano lavoro e quotidiano in toto. Così, vi portate sfiga da soli. Ma non sul piano suino. Anzi.

Marò, quanti impegni. E le energie calano pure. Sport e viaggi però filano, purché non riduciate in cenere e molliche gli zebedei altrui.

La giornata si prefigura creativa, ispirata, fortunata. Buona la risposta muscolare, eccelsa quella sudombelicale. E il prestigio cresce!

Il vostro umore è grigio. E le ragioni vi sono forse oscure. Non arrovellatevi. Rendimento fisico scarso, sudombelico poco concreto.

23/11 - 21/12

22/12 - 20/1

21/1 - 19/2

20/2 - 20/3

Sagittario 6,5

Capricorno 7 +

Acquario 6

Pesci 7,5

Soli contro tutti, vi muovete con fatica, ma conseguite ogni scopo. Il vostro sguardo terrorizza meno, il sudombelico «batts the fiacc».

L’umore migliora. E vi fa gustare appieno la domenica, al lavoro e a casa. Avete pure il gluteo lievitato, nel senso di ciccia e di buona fortuna.

Domenica non facile. Scongiurate lo sfigoabbattimento, non reagite come i rottweiler. La fornicazione, poi, manco consola.

La Luna è sponsor di relax, di trasferte godibili e aumento della vostra buona fama. Pure suina, il che non guasta. Se lavorate, trionfate!

24/8 - 22/9

23/9 - 22/10

Vergine 7 +

Bilancia 6,5

Domenica ideale per gite e trasferte. Voi siete di compagnia, la vostra simpatia cresce, ma l’ormone perde un po’ del proprio brio suino.

La voglia di oziare, visto che è domenica, l’avreste. Ma dovrete sfacchinare. Producendo però alla grande. C’è scarsità fornicatoria.

STEVAN JOVETIC

L’attaccante serbo della Fiorentina è nato il 2 novembre 1989. I viola lo hanno acquistato nel 2008 per 8 milioni di euro.

Gazzetta.it

Televisioni in chiaro RAIUNO

RAIDUE

RAITRE

CANALE 5

ITALIA 1

RETE 4

LA 7

IL SONDAGGIO

9.00 10.05 10.30 10.55 12.20 13.30 14.00 16.30 18.50 20.00 20.40

.00 10.10 10.50 11.30 13.00 13.45 17.05 17.10 19.35

CARTONI RAGAZZI C'È VOYAGER A COME AVVENTURA MEZZOGIORNO IN... TG2 QUELLI CHE... TG2 L.I.S. 90° MINUTO COPS SQUADRA SPECIALE 20.30 TG2 -20.30

8.10 9.50 10.45 12.25 13.25 14.00 14.30 15.05 18.00 19.00 20.10

8.00 8.50

7.00 10.35 12.25 13.00 14.00

10.00 11.00 11.30 12.00 12.45 14.00 14.40 15.50 18.55 19.35

9.55 11.05 11.25 12.30 13.30 14.05 17.00 18.00

Zeman e Balotelli I lettori del sito si sono scatenati

21.30 TUTTA LA MUSICA DEL CUORE

21.00 N.C.I.S. Telefilm

21.30 PRESA DIRETTA Attualità

21.30 TITANIC Film

21.25 LE IENE SHOW Varietà

21.30 IL MIGLIO VERDE Film

21.35 LA VENDETTA DELL'UOMO...

23.25 0.20 0.45 2.00

22.35 LA DOMENICA SPORTIVA 1.00 TG 2 1.20 PROTESTANTESIMO 1.50 METEO 2

23.30 23.40 23.45 0.55 1.05

1.10 2.00 2.35

0.25 1.30 1.55

22.15 1.10 1.15 1.45 1.55

0.10 0.25

TG1 MIXITALIA A SUA IMMAGINE SANTA MESSA LINEA VERDE TG1 DOMENICA IN TG1 L'EREDITÀ TG1 AFFARI TUOI

SPECIALE TG1 TG1 - NOTTE APPLAUSI SETTE NOTE MUSICA E MUSICHE

DOTTORE A SPASSO L'ISPETTORE... TGR - TG3 TELECAMERE PASSEPARTOUT TGR - TG3 MINI RITRATTI ALLE FALDE DEL... PER UN PUGNO DI... TG3 - TGR - BLOB CHE TEMPO CHE FA

10.00 11.55 13.00 13.40 14.00 18.50 20.00 20.40

TG3 TG REGIONE SOSTIENE BOLLANI TG3 TELECAMERE

TG5 - MATTINA LE FRONTIERE DELLO SPIRITO A RUOTA LIBERA MELAVERDE TG5 L'ARCA DI NOE' DOMENICA LIVE AVANTI UN ALTRO! TG5 STRISCIA LA...

15.45 17.50 18.30 19.00 19.25

TG5 - NOTTE METEO.IT IL CORAGGIO DI CAMBIARE METEO.IT

3.13

CARTONI FLIPPER STUDIO APERTO SPORT MEDIASET LA VERA STORIA DI BIANCANEVE SYDNEY WHITE LA VITA SECONDO JIM STUDIO APERTO COSÌ FAN TUTTE TOMB RAIDER

CALIFORNICATION SPORT MEDIASET STUDIO APERTO LA GIORNATA LA PARTITA

2.25

S. MESSA LE STORIE DI... TG4 RICETTE DI FAMIGLIA PIANETA MARE TG4 DONNAVVENTURA IL PAPA BUONO TG4 IL COMANDANTE FLORENT

METEO.IT I BELLISSIMI DI R4 PLEASANTVILLE TG4 NIGHT NEWS METEO.IT

Film sul Digitale Terrestre

Lo Sport in chiaro, sul satellite e sul digitale terrestre

PREMIUM

IN DIRETTA

15.00 LIGABUE CAMPOVOLO IL FILM PREMIUM CINEMA 17.00 BANGKOK DANGEROUS IL CODICE DELL'ASSASSINO PREMIUM CINEMA 18.46 SHERLOCK HOLMES GIOCO DI OMBRE PREMIUM CINEMA 21.15 BENVENUTI AL NORD PREMIUM CINEMA 23.13 LA CURA DEL GORILLA PREMIUM CINEMA

CALCIO

15.00 PESCARA - BOLOGNA

Campionato primavera SportItalia

12.30 CHIEVO - JUVENTUS Serie A MP Calcio, MP Calcio HD, Sky SuperCalcio, Sky Calcio 1 Ligue 1. SportItalia

14.00 WEST BROMWICH TOTTENHAM Premier League. Sky Calcio 8

15.00 FIORENTINA - PARMA

15.00 PALERMO - ATALANTA

Ieri ALGHERO

10

13

ANCONA

10

15

min max

BARI BOLOGNA

2

4

-3 5

Torino

CAGLIARI

11

15

CAMPOBASSO

8

11

7

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Trento -4 4

Aosta

-1 8

Milano 1

Venezia

8

2

4

6

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FIRENZE

11

12

GENOVA

6

11

Coperto

Molto forti

L'AQUILA

6

11

MILANO

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ROMA

NAPOLI

13

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6 10

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PALERMO

16

Neve

Mossi

PERUGIA

12

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POTENZA

6

12

REGGIO CALABRIA

10

19

ROMA

11

17

TORINO

2

9

Agitati

Nebbia

Il sole oggi MILANO

ROMA

2

TRENTO

Tramonta

Sorge

Tramonta

TRIESTE

7:43

17:30

7:22

17:25

9

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VENEZIA

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CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DIRETTORE RESPONSABILE ANDREA MONTI andrea.monti@gazzetta.it VICEDIRETTORE VICARIO Gianni Valenti gvalenti@gazzetta.it VICEDIRETTORI Franco Arturi farturi@gazzetta.it Stefano Cazzetta scazzetta@gazzetta.it Ruggiero Palombo rpalombo@gazzetta.it Umberto Zapelloni uzapelloni@gazzetta.it

PRESIDENTE Angelo Provasoli VICE PRESIDENTI Roland Berger Giuseppe Rotelli AMMINISTRATORE DELEGATO Pietro Scott Jovane CONSIGLIERI Andrea Bonomi C., Fulvio Conti, Luca Garavoglia, Piergaetano Marchetti, Paolo Merloni, Carlo Pesenti, Giuseppe Vita DIRETTORE GENERALE Riccardo Stilli

Testata di proprietà de "La Gazzetta dello Sport s.r.l." - A. Bonacossa © 2013

Firenze 4 10

Perugia 1

DIRETTORE GENERALE DIVISIONE QUOTIDIANI Alessandro Bompieri

12.30 SVIZZERA REPUBBLICA CECA Coppa Davis

Nel blog di Stefano Arcobelli riviviamo la carriera del nuotatore pesarese, con gli auguri dei suoi compagni di Nazionale. Luca Dotto: «Vecchiaccio… Ma dà ancora filo da torcere».

14.00 ITALIA - CROAZIA

VOLLEY

Sei Nazioni. Sky Sport 2

SALTO CON GLI SCI 14.00 COPPA DEL MONDO

17.30 COPRA ELIOR PIACENZA BRE BANCA LANNUTTI CUNEO

HS 205. Da Harrachov, Repubblica Ceca. Eurosport

Serie A1 maschile Rai Sport 1

www.gazzetta.it

Domani

Dopodomani

Residue nubi con locali rovesci tra Calabria e Nordest Sicilia. Qualche debole pioggia sulla Sardegna e addensamenti sulle Alpi con fiocchi a 4/600 m. Bel tempo sul resto del Sud e al Centronord ma freddo al mattino con gelate

Più nubi in giornata sul medio Tirreno e al Nordest, specie Friuli, con qualche debole pioggia. Addensamenti con deboli piovaschi anche su Ovest Sicilia e nevicate fino a bassa quota la sera su Ovest Alpi; più asciutto e soleggiato altrove.

8

6

8

4

L’Aquila 1

3

Campobasso 1

Napoli 8

Bari

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Potenza

11

2

Cagliari 7

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Catanzaro

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Reggio Calabria 10 16

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Sorge

Festa per Magnini Questione di Stile e i 31 anni di Filippo

TENNIS

Ancona

Forti

Calmi

IL BLOG

8

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Rovesci

Temporali

Sprint a squadre. Da Sochi, Russia Eurosport, Rai Sport 1

Bologna Genova

Moderati

MARI

SCI DI FONDO 11.45 COPPA DEL MONDO

9

Nuvolo

Pioggia

RUGBY

Vortice instabile verso il Centrosud con piogge e rovesci diffusi e anche locali nevicate fino a bassa quota al Centro, specie medio Adriatico, a 5/900 m al Sud. Qualche pioggia anche in Sisilia, più asciutto altrove ma più freddo ovunque. Trieste

Ha fatto bene la Roma a esonerare il boemo? Per il 65% dei votanti la risposta è no. E il popolo di Gazzetta.it dice la sua anche su SuperMario (nella foto): per il 57%, segna contro l’Udinese

19.00 WTA PREMIER PARIGI

Da Verona. Rai Sport 1

Oggi

7

Deboli

Super Bowl SportItalia 2, ESPN America

Da Berlino, Germania. Eurosport

18

VENTI

BALTIMORE RAVENS SAN FRANCISCO 49ERS

15.00 SNOOKER: GERMAN MASTER

2

Sole

CATANIA

0.00

BILIARDO

TG LA7 SPORT MOVIE FLASH DUE NOTTI CON CLEOPATRA

Coppa Davis

ITALIANI ASSOLUTI

16.00 ITALIA - FRANCIA

FOOTBALL

Serie A. Rai Sport 1

10

CIELO

Gundersen. Da Sochi, Russia Eurosport, Rai Sport 2

20.00 MONTEPASCHI SIENA CIMBERIO VARESE

Ligue 1. SportItalia

9.00

13.00 COPPA DEL MONDO

DNA. SportItalia 2

21.00 MARSIGLIA - NANCY LORRAINE

NUOTO SINCRONIZZATO

HS 100. Da Sochi, Russia Eurosport, Rai Sport 1

14.00 LATINA - CASTELLETTO

Serie A MP Calcio, MP Calcio HD, Sky Sport 1, Sky SuperCalcio, Sky Calcio 1

PGA European Tour. Dagli Emirati Arabi. Sky Sport 3

09.45 COPPA DEL MONDO

Serie A. SportItalia 2, La7d

20.45 MILAN - UDINESE

A CURA DI

10.00 OMEGA DUBAI DESERT CLASSIC

COMBINATA NORDICA

12.00 CHEBOLLETTA CANTÙ BANCO DI SARDEGNA SASSARI

Coppa d'Africa. Quarti di finale Eurosport

GazzaMeteo

AOSTA

BASKET

0.30

GOLF

Eurosport 2

19.30 BURKINA FASO - TOGO

Serie A. MP Calcio 4, Sky Calcio 4

Sx. Da Grasgehren, Germania Rai Sport 1

13.00 TOUR DEL QATAR

Da San Vittore Olona (MI). Rai Sport 2

Premier League Sky Sport 3, Sky SuperCalcio, Sky Calcio 8

15.00 GENOA - LAZIO

13.30 COPPA DEL MONDO

CICLISMO

14.15 CINQUE MULINI

17.00 MANCHESTER CITY LIVERPOOL

Serie A. MP Calcio 3, Sky Calcio 3 Serie A. MP Calcio 1, MP Calcio HD, Sky Sport 1, Sky Calcio 2

ATLETICA LEGGERA

Coppa d'Africa. Quarti di finale Eurosport

FREESTYLE

Da Berlino, Germania Eurosport

Campionato Italiano. Rai Sport 2

16.00 COSTA D'AVORIO NIGERIA

14.00 AJACCIO - LIONE

Legenda

19.00 RIETI - ASTI

Serie A. MP Calcio 2, Sky Calcio 1

11.00 NAPOLI - PESCARA

21.30 SNOOKER: GERMAN MASTER

CALCIO A 5

Serie A. Sky Calcio 5

15.00 SIENA - INTER

COFFEE BREAK IL TEMPO DELLA... TI CI PORTO IO I MENÙ DI BENEDETTA TG LA7 QUESTO PAZZO... THE DISTRICT RUGBY: ITALIA - FRANCIA 20.00 TG LA7 20.30 IN ONDA

Catania 10 14

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La tiratura di sabato 2 febbraio è stata di 357.101 copie

Nuova Primo quarto Piena Ultimo quarto

11 gen.

19 gen. 27 gen.

3 feb.

COLLATERALI *con The Coldplay Collection N. 2 e 11,19 - con Carosello N. 5 e 6,19 - Wrestling Heroes N. 6 e 12,19 - con i mitici Bud Spencer & Terence Hill N. 6 e 11,19 - con Michel Vaillant N. 9 e 4,19 - con Leggende del Motociclismo N. 11 e 12,19 - con Cavalieri dello Zodiaco N. 14 e 11,19 - con I Love Travel N. 19 e 5,19 - con La Cucina Italiana N. 23 e 11,19 con Orologi Forze Armate N. 24 e 16,19 - con l’Uomo Tigre N. 24 e 11,19 - con Calciatori Panini La Raccolta Completa N. 39 e 6,19 - con Aerei da Combattimento N. 43 e 14,19 - con Le Stelle della NBA N. 33 e 6,19 - con Adesso Fai da te e 6,19 con Ferrari Racing N. 45 e 14,19 - con Max e 3,50 - con SportWeek e 2,70 PROMOZIONI ARRETRATI Richiedeteli al vostro edicolante oppure ad A.S.E. Agenzia Servizi Editoriali - Tel. 02.99049970 - c/c p. n. 36248201. Il costo di un arretrato è pari al doppio del prezzo di copertina per l’Italia; il triplo per l’estero.

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