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www.gazzetta.it giovedì 7 marzo 2013 1,20 €

REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 TEL. 0262821 REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 TEL. 06688281 POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO

ITALIA

anno 117 ­ Numero n 56 Anno

VERSO IL BIG MATCH L’ATTACCANTE DEL BARÇA PARLA APERTAMENTE DI RIMONTA

L’ANTICIPO DOMANI SERA A MARASSI

Messi: «Milan, ti sfido»

Balotelli migliora Contro il Genoa sarà l’arma in più

La Pulce si veste da Leone: «Pensiamo di vincere e passare il turno Le squadre italiane si chiudono bene, ma spero di fare un gol su azione» POZZONI A PAG. 21 E RICCI A PAG. 25

3 Lionel Messi, 26 anni il 24 giugno, campione di Barcellona e Argentina. Quarto Pallone d’Oro consecutivo EPA

EUROPA LEAGUE ANDATA OTTAVI

Strama a Londra ricarica Cassano lancia Kovacic e vota il 3° posto «Col Tottenham, Antonio gioca. Dal 1’ o a gara in corso. Teniamo di più al campionato, ma faremo una grande prestazione». In campo alle 21.05

BOCCI, DA RONC, DELLA VALLE ALLE PAGINE 18­19

CHAMPIONS CELTIC BATTUTO ANCHE A TORINO: 2­0

SPECIAL ONE NUOVA CONTA: CHI LO AMA E CHI NO

JUVE SEI NEL G8

Super Mourinho Dopo Old Trafford alza l’asticella ma divide sempre

3 Mateo Kovacic, 18 anni, croato

Bianconeri ai quarti dopo sette anni. In gol Matri e Quagliarella. Conte esalta Pirlo: «Gioca con gioia». Buffon: «Eviterei il Real»

BOLDRINI, DALLA VITE, ELEFANTE, LAUDISA ALLE PAGINE 14­15

BRAMARDO, FROSIO, GRAZIANO, OLIVERO, VERNAZZA DA PAG. 2 A PAG. 9, COMMENTO DI DE CALO’ A PAG. 25

di LUIGI GARLANDO

Corteo coi giocatori in centro a Cagliari «Aprite Is Arenas» FRONGIA A PAGINA 22

Forse solamente ades­ so che si accomoda al tavolo delle otto regi­ ne d’Europa, la Juve ha la sensazione di es­ sere veramente uscita dall’inferno. Non rag­ giungeva i quarti di Champions League dalla stagione 2005­06, quella che portò all’estate trau­ matica di Calciopoli. La pe­ rentoria qualificazione (2­0 al Celtic, dopo il 3­0 dell’andata) salda il presente della Juve al suo passato vincente. L’ARTICOLO A PAGINA 2

Ancelotti e Psg avanti coi brividi Segna il Valencia risolve Lavezzi CECERE, GRANDESSO PAG. 10­11

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IL ROMPI PALLONE DI GENE GNOCCHI

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Sono arrivate le scuse di Cassano. Purtroppo sono scritte e secondo gli esperti ci vorranno un paio di settimane per decifrarle.

Cavendish subito padrone E oggi può regalare il bis

La Lazio si affida a Marchetti: «Basta sbagliare» IL CASO CON LA SAMP PORTE CHIUSE: ULTIMA VOLTA?

CENITI, CONDO’ A PAGINA 12

CICLO TIRRENO­ADRIATICO

L’ALTRO DUELLO A STOCCARDA (ORE 19)

CIERI A PAGINA 17

L’Uefa non boccia l’arbitro Çakir, che ha condizionato Manchester­ Real con il discusso rosso a Nani

3 Alessandro Matri, 28 anni, festeggia dopo aver segnato la prima rete della Juve al Celtic. Poi raddoppierà Quagliarella BOZZANI

Nella cronosquadre d’apertura bene Moser a 19” e Nibali a 20” GHISALBERTI, GIALANELLA PAG. 26­27 3 Mark Cavendish, 27 anni BETTINI

RUGBY DOMENICA NEL SEI NAZIONI

Parisse, niente squalifica Affronterà l’Inghilterra MELILLO A PAGINA 28


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 7 MARZO 2013

CHAMPIONS RITORNO OTTAVI

numeri& STATISTICHE

D

E’ tornata la Signor JUVENTUS

CELTIC

2

0

(3-5-2)

(4-3-1-2)

1 Buffon; 19 Bonucci, 39 Marrone, 15 Barzagli; 20 Padoin, 23 Vidal (dal 22’ s.t. 33 Isla), 21 Pirlo (dal 24’ s.t. 24 Giaccherini), 6 Pogba, 13 Peluso (dal 13’ s.t. 22 Asamoah); 27 Quagliarella, 32 Matri. PANCHINA 30 Storari, 3 Chiellini, 12 Giovinco, 9 Vucinic. ALLENATORE Conte. CAMBI DI SISTEMA nessuno ESPULSI nessuno. AMMONITO Peluso per gioco scorretto.

1 Forster; 2 Matthews (dall’8’ s.t. 49 Forrest), 67 Wanyama (dal 1’ s.t. 4 Ambrose), 6 Wilson, 3 Izaguirre; 33 Kayal, 21 Mulgrew, 16 Ledley; 15 Commons (dal 28’ s.t. 11 Nouioui); 88 Hooper, 9 Samaras. PANCHINA 24 Zaluska, 7 Miku, 10 Stokes, 46 McGeouch. ALLENATORE Lennon. CAMBI DI SISTEMA nessuno. ESPULSI nessuno. AMMONITO Izaguirre per gioco scorretto.

Filotto europeo L’abbraccio tra i giocatori della Juve al termine della sfida contro il Celtic, in cui ha conquistato il 18esimo risultato utile di fila in Europa, tra Champions ed Europa League LAPRESSE

MARCATORI Matri al 24’ p.t.; Quagliarella al 21’ s.t ARBITRO Aydinus (Tur). NOTE paganti 33.419, incasso di 1.885.630 euro; abbonati 3.496, quota di 309.757 euro. In fuorigioco 2-1. Angoli 1-2. Recuperi: p.t. 1’; s.t. 3’.

POSSESSO PALLA JUVENTUS 43,9%

PASSAGGI UTILI CELTIC 56,1%

TIRI IN PORTA

IIIII JUVENTUS 5

JUVENTUS 79,5%

CELTIC 84,5%

TIRI FUORI

III III CELTIC 3

IIII

JUVENTUS 3

CELTIC 4

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO 1-0 22’ Gran tiro di Ledley da fuori che sfiora l’incrocio. GOL! 24’ Grande anticipo di Barzagli e verticale a Quagliarella che tira: Matri imbuca il tap in. 28’ Tiro di Commons, Hooper devia la traiettoria: miracoloso salvataggio di Buffon. 35’ Gran lavoro di Samaras, Hooper spreca sul cross.

SECONDO TEMPO 4’ Quagliarella la piazza di piatto: Forster vola. 13’ Ambrose alza sulla traversa da angolo GOL! 21’ Lancio di Pirlo per Vidal che assiste Quagliarella. 38’ Samaras dal limite: alto sulla traversa.

BARICENTRO MOLTO BASSO 48,2 metri

BARICENTRO ALTO 56,4 metri

I sigilli di Matri e Quagliarella Juve nei quarti dopo 7 anni Altri due gol al Celtic, Buffon allunga l’imbattibilità, Pogba illumina una squadra con 9 titolari italiani. È tra le migliori otto: imitato Capello DAL NOSTRO INVIATO

LUIGI GARLANDO TORINO

Forse solamente adesso che si accomoda al tavolo delle otto regine d’Europa, la Juve ha la sensazione di essere veramente uscita dall’inferno. Non raggiungeva i quarti di Champions League dalla stagione 2005-06, quella che portò all’estate traumatica di Calciopoli. La perentoria qualificazione (2-0 al Celtic, dopo il 3-0 dell’andata) salda il presente della Juve al suo passato vincente, gettando un ponte sulla B e sulle amarezze trascorse. Merito primo di Conte, che non può contare sui fuoriclasse di Capello sconfitto nel quarti 2005-06 dall’Arsenal, ma ha sostituito il valore dei singoli con un gioco e una mentalità che rende tutti più forti. Che Buffon Servirà anche fortu-

na per andare avanti. Esistono avversari più attrezzati, ma considerate un paio di cose. Buffon non prende gol in

Gigi Buffon, 35 anni, gioca nella Juventus dal 2001 INFOPHOTO

Champions da 490’ (era il lontano 23 ottobre in Danimarca). Riguardatevi la parata di ieri su Hooper. Chi ce l’ha un portiere (e una difesa) così? Seconda cosa: Matri, come a Glasgow, ha segnato al primo tiro in porta. In gol anche Quagliarella. L’attacco che, come a Napoli, sperpera spesso in campionato, in coppa trova una curiosa micidialità. Se la tendenza continua, visto che il gioco non manca mani, Conte può sognare alto. Anche perché giocatori come Pogba danno l’impressione di rendere anche di più sul palco internazionale. E se il campionato si mette bene, il tecnico potrà recuperare parecchie energie dal turnover: ieri 6 cambi rispetto Napoli. ItalJuve Una rinfrescatina

alle fasce (Padoin, Peluso). C’è il diffidato Vidal, non Marchisio. Matri e Quagliarella, che da titolari non si accoppiavano dal 28 gennaio 2012, vanno all’attacco. Juve con 9 italiani su 11: bello. Lennon,

che con buona dose di mitomania è convinto di essere stato scippato al Celtic Park, ha preparato la partita dell’orgoglio arretrando Wanyama in difesa al posto del disastroso Ambrose. Non una grande idea, perché il fratellone di Mariga all’andata era stato il migliore. Così il Celtic perde spinta, una regia ordinata e un incursore di fiuto: un gol anche al Barcellona. Due le vie disegnate da Lennon per arrivare a Buffon. La prima: Commons, che già Glasgow aveva creato problemi tra le linee, in percussione centrale. La seconda: Samaras libero di muoversi in orizzontale nel 4-3-1-2 e di affondare sulle due fasce. Entrambe le strade portano a una palla gol. Matri-bis Miracoloso Buffon sul tiro di Commons sporcato da Hooper (28’); in ritardo Hooper, caricatura di Rooney, sull’ottimo cross basso di Samaras (35’). Ma prima che Buffon si spaventasse, la Juve si era già portata in vantaggio con Matri, lesto a imbucare il tap in su conclusione di Quagliarel-

la, azionato da un impressionante Barzagli (24’). Una doccia (scozzese, of course) sui bollenti ardori del Celtic che cova la speranziella dell’impresona. Con Padoin e Peluso prudentemente abbassati ai lati dei tre difensori, la Juve ha at-

la Moviola

Gialli a Peluso e Izaguirre: entrambi giusti Festa bianconera senza palpitazioni e serata tranquillissima per l’arbitro turco Aydinus. Che è dovuto intervenire due volte in 90 minuti per sanzionare interventi un po’ sopra le righe: giusti i cartellini gialli a Peluso (trattenuto Matthews per la maglia) e Izaguirre (in ritardo su Padoin). Flebili proteste degli scozzesi sul 2 0 di Quagliarella: gol regolare, niente fuorigioco.

tutito il voglioso inizio del Celtic e alla prima occasione ha colpito. Poi ha gestito senza dannarsi, solida in difesa dove il giovane Marrone conferma la maturità nel ruolo e vitaminica in Pogba, il migliore della linea, che recupera mille palloni e nutre mille ripartenze. Vidal sfiora il raddoppio alla mezz’ora, ma la Juve, ragionevolmente, più che allungare pensa ad economizzare energie, anche se il primo cambio di Conte nella ripresa (Asamoah per Peluso) la rende più offensiva. Sembra un segnale. Turnover Infatti la Signora passa ancora. Pirlo disegna un lato del triangolo con un lancio che pesca Vidal in area, il cileno ne disegna un secondo rasoterra e Quagliarella chiude in rete: 21’. Pitagora avrebbe apprezzato. A questo punto perfino Lennon, con un parziale di 0-5, si sarà convinto che a metterlo sotto è stato il baratro di valori e non il destino cinico e baro. Conte può togliere il diffidato Vidal e l’ingegner Pirlo. Così, con Marchisio in tribuna, al 24’ della ripresa tutto il centro di potere della Juve (la mediana) è a riposo. Non hanno affaticato i muscoli Vucinic, Giovinco, Lichtsteiner e Chiellini. Tutto come nel più roseo piano di volo tracciato alla vigilia. Una sedia al tavolo delle otto regine d’Europa, 7 punti virtuali di vantaggio sul Napoli in campionato. La stagione è ancora lunga, ma era difficile prevedere che la Juve potesse arrivare a marzo con prospettive migliori. © RIPRODUZIONE RISERVATA


GIOVEDÌ 7 MARZO 2013

IL FILM DELLA PARTITA

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D iPersonaggi numeri& STATISTICHE

a Europa

LA GAZZETTA DELLO SPORT

MATRI&QUAGLIARELLA

La strana coppia sembrava di scorta ma ora è decisiva Fabio miglior marcatore di coppa con 4 reti, raggiunto anche Giovinco come miglior cannoniere stagionale a 11 Alessandro sogna: «L’obiettivo è lo scudetto, ma qui...»

DAL NOSTRO INVIATO

24’ primo tempo Matri sblocca il risultato Alessandro Matri spiana la strada alla qualificazione della Juventus finalizzando un’azione avviata da Barzagli PLP

21’ secondo tempo Il raddoppio di Quagliarella Allo Juventus Stadium è una serata di gloria per Fabio Quagliarella: da Pirlo a Vidal, poi il gol della punta ANSA

MIRKO GRAZIANO TORINO

Matri che ci prende gusto, Quagliarella capocannoniere solitario di Coppa e da ieri pure leader stagionale con 11 centri, ma in questo caso insieme a Giovinco. Ale è al secondo gol nelle ultime due gare internazionali, Fabio da Castellammare di Stabia ha firmato la sua quarta rete europea. La «coppia di scorta», si ritrova insieme dal primo minuto dopo oltre un anno e mette in ghiacciaia il ritorno bianconero nel «G8» d’Europa. Non succedeva dal 2006, sotto la guida di Capello. E quella era un’armata mostruosa, che poi non andò oltre i quarti, facendo appunto infuriare i tifosi. La banda Conte è invece un progetto non ancora completo, che basa i suoi successi soprattutto sul collettivo, sull’organizzazione e sul carisma di un tecnico moderno, quasi rivoluzionario, sicuramente affamato. «Il sogno continua...» «L’obietti-

IL TABELLONE

GDS

vo principale resta lo scudetto — dice Matri —, ma contemporaneamente coltiviamo un sogno...». Già, la Champions, «competizione difficilissima e credo che la stampa esageri quando parla di possibile "doppietta", però...». Però cominciano davvero a crederci nella Torino bianconera, «ma non dobbiamo perdere umiltà a cattiveria». Come ieri, «gara facile solo all’apparenza. Siamo stati bravi noi a mettere subito in discesa e a gestire una partita che poteva nascondere più di un’insidia. In campo europeo non si scherza. Il mio gol? Ogni volta che vengo

Alessandro Matri, 28 anni, e Fabio Quagliarella, 30, in festa CANONIERO

chiamato in causa, cerco di dare tutto, è l’unico modo per garantirsi un futuro qui alla Juve, a meno che non si faccia a botte... Scherzi a parte, nessuno è certo del posto con Conte. E infatti più che l’avversara di turno, noi punte temiamo le reazioni del mister (sorride, ndr)». Un gol da rapinatore d’area, alla Pablito Rossi fanno notare da Sky, «e io spero di farne ancora molti altri così. La verità è che mi trovo molto bene con Quagliarella. Lui tira forte, io vado sul portiere e la butto dentro: era successo così anche un anno fa, contro l’Udinese. Abbiamo fatto davvero una buona gara. Ora segno e la gente si accorge di me, ma anche nei due mesi di digiuno le mie prestazioni erano state buone, sempre al servizio della squadra». Quaglia in cifre Sorride Matri,

rivede la luce Quagliarella. L’ultima da titolare il napoleta-

no l’aveva giocata il 26 gennaio scorso, in gol nell’1-1 interno contro il Genoa. Di fatto, non vedeva il campo dal 3 febbraio, Chievo-Juve 1-2, poco più di mezz’ora per lui. È la prima volta che gioca tutti e 90’: nelle 21 precedenti presenze era stato titolare solo undici volte, sempre sostituito. In Champions ha bucato due volte il Chelsea, una il Nordsjaelland e ieri il Celtic: sette i gol in campionato. Un centro ogni 94’, cifre importanti, con le quali Fabio insegue un finale di stagione da protagonista: «Sono felice, per me era importante, ci ho provato in tutti i modi a rendermi utile. E ho giocato pure con la febbre. Ma certe occasioni vanno colte al volo. La Champions l’ho vista solo in televisione e ora voglio arrivare fino in fondo. Il gol di Matri? Solo io potevo tirare così storto, lui lo sa ed è stato bravo a crederci». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 7 MARZO 2013


GIOVEDÌ 7 MARZO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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CHAMPIONS RITORNO OTTAVI

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Da settima in Italia al G8 Conte ci crede: «Stiamo costruendo un sogno»

I NUMERI

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Ha preso la Juve 20 mesi fa e l’ha portata tra i top d’Europa: «Ora restiamo coi piedi per terra. Sorteggio? Sono fatalista» DAL NOSTRO INVIATO

G.B. OLIVERO TORINO

Settima in Italia: quello era la Juve quando la prese Antonio Conte. Settima e non per sbaglio, visto che si era piazzata così nel 2010 e nel 2011. Una posizione di consolidata mediocrità. Poi, all’improvviso, qualcosa è cambiato: in dieci mesi Conte le ha regalato lo scudetto e in venti l’ha piazzata tra le prime otto d’Europa. A volte ricordare il passato serve a dare il giusto valore al presente: da settima in Italia all’élite europea, la corsa della Juve è stata entusiasmante. Ma non è finita, anzi il bello viene adesso. Non succederà, ma se qualcuno nello spogliatoio bianconero dovesse sentirsi appagato ci penserà Conte a dare la sveglia. Lui sa cosa vuol dire alzare la Coppa Campioni, sa cosa vuol dire essere primi in Europa. Riuscirci partendo da laggiù, dove nemmeno arriva l’eco della musichetta della Champions, avrebbe un valore immenso. Sembra impossibile e magari lo è, ma sono passate otto partite da quando è iniziata la corsa e la Juve non ha mai perso. Adesso ne mancano cinque: provarci sarà divertente.

SCATTI DALLO STADIUM I TIFOSI DEL CELTIC SCONFITTI MA IN FESTA 1

3

1 Antonio Conte saluta all’ingresso in campo; 2 I tifosi del Celtic, anche sul 2-0, incitano la loro squadra; 3 L’esultanza dei bianconeri REUTERS/ACTION IMAGES/AFP

IL TECNICO SCOZZESE

Lennon realista: «Troppo difficile dopo l’andata»

Bella serata Conte, in effetti,

ha l’aria di chi si è divertito anche ieri: «È stata una prova di maturità e una serata piena di cose positive: la vittoria, la prestazione di chi era stato meno impiegato, la porta inviolata, i tifosi fantastici. Stiamo vivendo un bellissimo cammino in Champions. È la prima esperienza in coppa per me in panchina e per quasi tutti i giocatori, ed è un sogno che ci siamo meritati sul campo. Ma adesso rimaniamo con i piedi per terra: sarà già difficile ripetersi in Italia, abbiamo rivali forti come Napoli, Milan, Lazio e Inter». Nel primo tempo contro il Cel-

2

TORINO — Neil Lennon ha smesso di sognare al gol di Matri. «Troppo forte la Juve e complicata la gara dopo il risultato scoraggiante dell’andata». Il tecnico del Celtic si accontenta: «La stagione in Europa è stata soddisfacente. Il miracolo non si è avverato, ci abbiamo provato ma abbiamo trovato un avversario concentrato in uno stadio spettacolare. Peccato soltanto non avere trovato un gol, nei 180 minuti lo meritavamo, però siamo stati troppo imprecisi davanti alla porta di Buffon».

tic la Juve era stata un po’ troppo «bassa»: «Abbiamo cercato di non subire un gol nei primi minuti per non complicarci la vita. Nell’intervallo ho corretto la posizione degli esterni che a volte si abbassavano troppo senza motivo. Comunque non è facile affrontare queste partite anche se all’andata hai vinto 3-0. Nella ripresa abbiamo dato più pressione provando a sfruttare gli spazi». E Conte si è concesso il lusso di far rifiatare il diffidato Vidal e perfino Pirlo: «Andrea vuole giocare sempre, ho quasi litigato per farlo uscire - scherza Conte -. Ha la gioia nel cuore quando gioca. È un punto di riferimento e rende la squadra più serena». Venerdì 15 ci sarà il sorteggio dei quarti: «Io sono molto fatalista - chiude Conte -, vediamo cosa accadrà. Di sicuro vogliamo continuare a vivere

questo sogno». Juve, Italia Un sogno a forti tinte azzurre: ieri sera nella formazione titolare della Juve c’erano nove italiani e appena due stranieri (Pogba e Vidal). L’ultima volta che era accaduta una cosa simile in Champions a una squadra italiana era il 12 marzo 2002: nella quinta giornata della seconda fase a gironi la Juve fu sconfitta 3-1 dal Bayer Leverkusen. Gli unici stranieri titolari erano Nedved e Trezeguet e in campo c’erano anche Conte e Buffon. In precedenza, nella stessa stagione, la Juve aveva giocato con nove italiani proprio contro il Celtic il 31 ottobre 2001: sconfitta ininfluente a Glasgow per 4-3. Questa volta è andata diversamente e la corsa continua. Come il sogno. © RIPRODUZIONE RISERVATA

I successi consecutivi in coppa per la Juventus (e senza subire gol); la striscia record di sei vittorie di fila è arrivata nella Champions League 2004-05 (una vittoria nel preliminare, 5 nel girone)

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I gol in questa edizione di Champions per Quagliarella, 2 quelli segnati da Matri. Quagliarella è il capocannoniere bianconero in questa competizione, e con 11 reti complessive aggancia Giovinco come miglior goleador stagionale

POGBA: «VOGLIAMO LA CHAMPIONS»

L’urna di Buffon: «Temo il Real Ma possiamo battere chiunque» FRANCESCO BRAMARDO TORINO

Un mese per capire se l’accoppiata Champions-scudetto si può fare. Dipenderà dal sorteggio, dalla caratura dei prossimi avversari in Europa, e da come la squadra di Conte riuscirà ad incrementare il vantaggio sul Napoli nelle tre gare a disposizione (Catania, Bologna e Inter) prima dei quarti di Champions. Per ora il primo step è superato, ai quarti dopo calciopoli. «Speriamo di arrivare in finale e vincere la Champions» commenta candidamente Paul Pogba. «Dobbiamo giocare con cattiveria e determinati, così possiamo andare avanti a lungo. Il Manchester? L’ho visto in tv. Dispiaciuto per l’eliminazione? No» sorride. No Real Una sola parata, alla Buffon, e ancora una

volta porta chiusa. «Devo tenere alta la considerazione nei miei confronti» scherza SuperGigi. Questa Juve è in grado di arrivare in fondo? «Siamo già nel gruppo delle prime otto in Europa ed è già un bel traguardo, per arrivare in fondo ci vuole molta fortuna. Ho visto Manchester-Real, meritavano gli inglesi ma basta un errore, una fatalità e cambia la partita. Chi preferisco? Il Real l’ho incontrato tre volte e tre volte l’ho eliminato, per la legge dei numeri meglio incontrarlo più avanti. Il segreto di questa squadra? Non siamo tra le più forti, ci sono tre corazzate in Europa ma la Juve ha delle conoscenze di gioco, non si regge sui colpi, sulle qualità di singoli campioni come in passato, con il gioco di squadra possiamo mettere in difficoltà chiunque. Quindici mesi fa eravamo settimi in Italia, non pensavamo di percorrere un cammino così felice, ma quando lavori la vita e lo sport ti premiano». Lapo sogna Soddisfatto l’ad Beppe Marotta. Raggiunto l’obiettivo minimo? «È nel dna della Juventus partecipare a tutte le competizioni e ottenere sempre il massimo vorremmo arrivare più in alto possibile». Lapo Elkann, tifoso speciale, si proietta verso il sorteggio. «Mi fa paura il Real Madrid. Per noi ci sono tutti i presupposti per fare la Champions e il campionato a livelli fantastici». © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA SFIDA DI CAMPIONATO

Domenica c’è il Catania Bergessio k.o. non ci sarà CATANIA (g.f.) Gonzalo Bergessio salterà il match di Torino con la Juventus. Il centravanti del Catania accusa un infortunio muscolare che gli impedirà di recuperare in tempo per il match di domenica. Maran dovrà anche fare i conti con le indisponibilità di Legrottaglie (squalificato), Barrientos e Capuano (infortunati). In compenso rientra tra i disponibili Bellusci che ha scontato un turno di squalifica e potrebbe portare Maran a pensare una difesa a tre (Bellusci, Spolli, Rolin). Con questo modulo, Gomez e Castro agirebbero da punte, forti del sostegno del centrocampo che potrebbe schierarsi con un vertice alto di qualità (Lodi) e con due mediani come Izco e Almiron. © RIPRODUZIONE RISERVATA


LA GAZZETTA DELLO SPORT

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GIOVEDÌ 7 MARZO 2013

CHAMPIONS RITORNO OTTAVI le Pagelle

JUVENTUS

6,5

BABY POGBA SA INCANTARE BUFFON BENE Venti minuti di riscaldamento e 70 di dominio: ottima gestione del capitale accumulato a Glasgow

DI SEBASTIANO VERNAZZA

7 h il migliore Barzagli Promotore dell’1-0, ruba palla e innesca Quagliarella. Non c’è situazione che lo impensierisca. Trave portante davanti a Buffon.

CONTRASTI VINTI 3/5 LANCI 4 PASSAGGI OK 28/29

6 h Samaras

CELTIC

6,5

6,5

Hooper gli fa il test del riflesso — tocco ravvicinato su tiro di Commons — e lui vola a deviare. Portiere a garanzia illimitata.

Bene assistito da Barzagli e Bonucci, non fa sconti o concessioni e accumula euro-esperienza. Marrone acceso, metallizzato.

PARATE 5 RINVII 24 USCITE 5

CONTRASTI VINTI 3/4 LANCI 4 PASSAGGI OK 42/42

Buffon

Marrone

5

WANYAMA OK HOOPER SPRECONE Strisciante rassegnazione. Peccato, il grande entusiasmo dei suoi tifosi al seguito meritava di più

L’unico giocatore del Celtic che potrebbe aspirare a un contratto nella Juve. Per dire, se ci fosse lui al posto di Bendtner, in avanti Conte avrebbe migliori opzioni.

TIRI 1 DRIBBLING OK 3/5 SPONDE 2

5

5,5

Respinta difettosa sul tiro di Quagliarella, peccato non veniale che permette a Matri di segnare l’1-0. Indifeso sul raddoppio.

Tipico terzino britannico, tutto corsa e cross. La precisione però non è il suo forte e in più gli servono ripetizioni di fase difensiva.

PARATE 3 RINVII 13 USCITE 1

CONTRASTI VINTI 1/3 LANCI 1 PASSAGGI OK 29/36

Forster

Matthews

6

6,5

Padoin

Vidal

Pirlo

6,5

7

Pogba

Peluso

6

5,5

Wilson

Wanyama

6

5,5

5

5

Kayal

Ledley

Lascia il volante della difesa a Marrone e scala a destra. Samaras (35’ p.t.) gli ruba spazio e tempo: è il suo unico momento flop.

Avanti e indietro in corsia, vedere alla voce chilometri percorsi (tanti). Ultima mezz’ora in mediana. Padoin universale, multiuso.

Svagato nei minuti iniziali, ritorna se stesso in fretta. Imbocca Quagliarella per il 2-0 e vince il premio Altruismo di giornata.

Il lancio-laser per Vidal, da cui il 2-0 di «Quaglia», assomiglia a uno dei suoi pregiati vini: soddisfa i sensi, concilia con il calcio.

Quando accenna una «ruleta», colpo tipico di Zidane, lo Stadium fa «ooohh» come i bambini della canzone di Povia. Enorme potenziale.

Qualche «pelusata» in fase difensiva, però si fa sentire in spinta. Ha invertito la tendenza negativa dei suoi primi giorni alla Juve.

Dall’alto sembra il gemello di Chiellini. Di fatto è il tipico centralone «british» in difficoltà sui palloni bassi e vaganti.

All’andata faceva da diga davanti alla difesa, a Torino agisce da libero e più o meno tiene botta. All’intervallo però viene sostituito.

Dirimpettaio di Padoin, lo abbatte con un fallo che gli costa l’ammonizione, scorrettezza che assomiglia a una resa.

Teorico regista. All’atto pratico non trova sbocchi né illuminazioni e con l’uscita di Wanyama viene retrocesso in difesa.

Straperde la personale micro-partita con Pogba. Sovrastato dal francesino, che lo aspetta e riparte (o fa ripartire i compagni).

Sullo 0-0 va a un passo dal gol con un tiro da fuori che accarezza l’incrocio dei pali: sarebbe stata una rete bellissima.

CONTRASTI VINTI 1/5 LANCI 3 PASSAGGI OK 28/34

CROSS 4 PASSAGGI OK 26/28 RECUPERI 2

TIRI 2 PASSAGGI OK 28/31 RECUPERI 10

TIRI 0 PASSAGGI OK 35/39 RECUPERI 7

TIRI 0 PASSAGGI OK 31/38 RECUPERI 9

CROSS 2 PASSAGGI OK 12/15 RECUPERI 4

CONTRASTI VINTI 2/2 LANCI 1 PASSAGGI OK 32/33

CONTRASTI VINTI 4/5 LANCI 1 PASSAGGI OK 19/20

CONTRASTI VINTI 2/3 LANCI 3 PASSAGGI OK 63/67

TIRI 0 PASSAGGI OK 47/53 RECUPERI 10

TIRI 2 PASSAGGI OK 51/53 RECUPERI 6

TIRI 1 PASSAGGI OK 58/63 RECUPERI 9

Bonucci

6,5

6,5

6,5

6

6

Isla

Giaccherini

Ha addosso la ruggine del panchinaro, ma è principio attivo dei due gol: il primo nasce da un suo tiro, il secondo lo segna di persona.

Bissa il gol dell’andata. Due reti contro il Celtic: merita una maglia dei Rangers, arci-rivali dei biancoverdi di Glasgow.

Mezz’ora al posto di Peluso, per tenere calda la gamba. Ottimo scampolo di allenamento in vista del campionato.

Venti minuti abbondanti, alla ricerca dell’Isla che fu. Sulla fascia destra, a giochi fatti. Discreta applicazione.

La solita buona volontà, però non è che lasci grandi segni. Quando entra, già da tempo la partita è stata degradata ad amichevole.

TIRI 4 DRIBBLING OK 2/3 SPONDE 3

TIRI 1 DRIBBLING OK 0/2 SPONDE 5

TIRI 0 PASSAGGI OK 18/21 RECUPERI 1

TIRI 0 PASSAGGI OK 8/12 RECUPERI 0

TIRI 0 PASSAGGI OK 8/12 RECUPERI 0

Quagliarella

Matri

Asamoah

6

Izaguirre

Mulgrew

6

6,5

5

l’allenatore Conte

l’allenatore Lennon

Non è facile maneggiare una vittoria per 3-0 in trasferta, ma nella Juve di Conte cali di tensione e rilassamenti sono rari quanto le dimissioni di un Papa, tanto più in Champions.

6

5

5,5

Ambrose

Forrest

Nouioui

Trequartista movimentista, portatore di pressing su Pirlo e fornitore di spunti per Samaras, ma fatti i conti non gli resta in mano granché.

Scialacquatore di occasioni. La prima se la fuma a due passi da Buffon, la seconda la «cicca» in scivolata su assist di Samaras.

All’andata era stato il gran benefattore della Juve. Qui gioca da terzino destro: trasmette incertezza e di testa si mangia un gol.

Più che Forrest ci vorrebbe il Mago Forrest. Entra a latte versato e non estrae alcun coniglio dal cilindro.

Impossibile resistere alla tentazione della battuta: ha più vocali nel cognome che qualità nei piedi.

TIRI 2 PASSAGGI OK 24/30 RECUPERI 0

TIRI 2 DRIBBLING OK 0 SPONDE 2

CONTRASTI VINTI 2/4 LANCI 2 PASSAGGI OK 26/30

TIRI 1 DRIBBLING OK 2/3 SPONDE 0

TIRI 1 PASSAGGI OK 6/7 RECUPERI 1

Commons

Hooper

5,5

5,5

GLI ARBITRI AYDINUS 6,5 Partita facile, senza episodi controversi. Ingiustificate proteste per il 2-0: non c’era fuorigioco, guardalinee Ok di nome e di fatto Ok 6,5-Tascioglu 6,5; Simsek 6,5-Ozkalfa 6,5

Perplessità sulla collocazione di Wanyama: Lennon lo piazza al centro della difesa — ma forse sarebbe servito di più a centrocampo — e lo toglie all’intervallo.


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CHAMPIONS RITORNO OTTAVI FOCUS TECNICO

La Juve blindata mette p il Film

Quagliarella e Vidal Abbracciati fino ai quarti Quagliarella festeggia il 2-0 con Vidal, autore dell’assist con Pirlo ispiratore di tutto ANDREOLI

Solo Gigi nella rete Buffon ancora imbattuto La Juve non prende più gol: 5 partite e 490’ di imbattibilità per Buffon. Ieri impegnato solo da una deviazione di Hooper AFP

Pogba fair play Kayal, qua la mano Un’altra prestazione superba per il francese. Che giganteggia in mezzo e non risparmia le buone maniere LAPRESSE

Il Celtic tiene la palla ma in area non si passa Il 56% di possesso scozzese produce soltanto una pioggia di cross: i bianconeri non incassano gol per la 5a partita di fila ALEX FROSIO

E con questa sono cinque. Vittorie certo, ma anche partite senza prendere gol. Buffon arriva a 490 minuti di imbattibilità in Champions, a po-

co più di un’ora dal suo record personale in Europa con la maglia bianconera (551’ nel 2004-05). Al di là dei «tempi» del numero uno bianconero, che anche ieri ha provveduto a tenere sigillata la porta con un prodigio di riflessi su un tiro di

diamo i numeri... PALLONI TOCCATI

POGBA

75 RECUPERI

VIDAL

10 CROSS

CELTIC

34 PALLONI PERSI

MATRI

12 PASSAGGI POSITIVI

MARRONE

42

Il francesino prende per mano la Juve soprattutto dopo l’uscita di Pirlo: 75 palloni toccati, con 9 palle recuperate e 4 intercette. Da perfezionare il «cucito»: 31 passaggi positivi, 7 negativi. Il «tuttocampista» Vidal è una piovra: 10 palloni recuperati, come Barzagli, più 6 contrasti vinti e soprattutto l’assist per Quagliarella, ammirevole per visione di gioco e altruismo. Gli scozzesi applicano la lezione anglosassone: cross dai lati per il colpo di testa in area. I cross ci sono, le conclusioni no: 34 le palle messe in mezzo, ben 15 quelle di Izaguirre. Tanto lavoro sporco per Matri e tanti palloni persi, 12, più di tutti. Soprattutto a causa della velocità cercata dagli attaccanti bianconeri. E comunque non ha perso quello giusto, buono per l’1-0. Cento per cento di precisione per Marrone, ieri all’esordio in Champions e nel ruolo in cui si sta adattando, quello di regista difensivo. Missione compiuta, ovvero 42 passaggi positivi su 42.

Commons deviato da Hooper, la Juventus si conferma solidissima tatticamente e psicologicamente, perché non era facile tenere la concentrazione dopo il 3-0 di Glasgow. Abituata a «fare» la partita nel campionato italiano, la Juve in Europa

cambia pelle, lasciando l’iniziativa all’avversario per poi aggredire quando ce n’è la possibilità (vedi il pressing alto di Barzagli da cui nasce il primo gol) e soprattutto combinando in velocità. Per certi versi ha ricordato il miglior Napoli della


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paura all’Europa

Di corsa verso Wembley Matri mette il primo e la partita è in discesa Alessandro Matri corregge in rete portando in vantaggio la Juve, con Arturo Vidal appena dietro: i bianconeri corrono. La finale di Wembley, suggerita dai pannelli pubblicitari, è ancora lontana, ma con questo passo le distanze si accorciano ANSA

scorsa stagione europea, nella quale la squadra di Mazzarri andò vicinissima all’eliminazione del Chelsea futuro campione d’Europa. E qui arrivano le cifre di Matri e Quagliarella, bomber di scorta ma mica tanto: l’autore del primo gol (già a segno all’andata) ha segnato sull’unico tiro in porta effettuato, quello del raddoppio, e ha raggiunto quota 15 in 21 partite nelle coppe europee. Palla a voi Il possesso palla è ri-

masto nei piedi del Celtic: 58% nel primo tempo, 56% a fine partita. Ma la Juve ha saputo raccogliersi e chiudersi soprattutto nella zona centrale, lasciando sfogo agli scozzesi sugli esterni: addirittura 34 i cross sfornati dalle fasce, ma in mezzo la contraerea bianconera ha disinnescato i pericoli. Il pericolo maggiore era il rien-

trante Samaras, assente all’andata e chiaramente di livello tecnico superiore rispetto ai compagni: il greco, che ha ondeggiato da ala sinistra a centravanti aggiunto, è l’uomo che ha cercato più contrasti (bilancio negativo: 6 vinti e 7 persi) e più dribbling (3 vinti e 2 persi). Il merito della tenuta stagna dei bianconeri non è soltanto dei difensori, perché i 10 recuperi di Barzagli sono pareggiati dagli altrettanti palloni sradicati agli avversari da Vidal, cui vanno ad aggiungersi i 9 di Pogba e i 7 dell’«insospettabile» Pirlo. Pogba al centro Il regista bianconero è stato ancora una volta strepitoso, con quel lancio da quarterback di football per la corsa di Vidal — su un movimento che di solito coinvolge Lichtsteiner —, e il cileno poi

ha avuto la visione e l’altruismo per servire a Quagliarella il 2-0 a porta vuota. Per una sera, però, Pirlo non è stato l’epicentro del gioco bianconero: la sostituzione a metà ripresa ha dato a Pogba il maggior numero di palloni toccati, mentre il più preciso è stato Marrone (42 passaggi positivi su 42). Non è un caso: il giovane centrocampista è stato schierato nel ruolo di play difensivo che di solito tocca a Bonucci. L’ha svolto bene, a ulteriore dimostrazione che l’aiuto reciproco è la filosofia che muove la Juventus di Antonio Conte. Poi ci sta un po’ di imprecisione: nel primo tempo, la Juventus ha avuto una percentuale del 76,8 di passaggi riusciti, il peggior dato dei bianconeri quest’anno in Champions. Difficile che si ripeta.

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la galleria RONALDO SEGNA E NON ESULTA E PURE A PARIGI È TEMPO DI FESTA

L’onore e il rispetto Ronaldo qualifica il Real Madrid ma non esulta Cristiano Ronaldo è stato accolto a Old Trafford da ex molto amato: per questo non ha esultato dopo aver segnato il gol qualificazione contro il Manchester United AFP

Muro giallonero Lo Shakhtar si schianta contro il Borussia Dortmund Il Westfalenstadion di Dortmund è il muro contro cui si schianta lo Shakhtar di Lucescu; 65 mila persone spingono il Borussia al 3-0 e ai quarti di Champions REUTERS

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Di nuovo tra le migliori otto Altre due pere al Celtic: Juve tra le prime otto Tre reti all’andata più due al ritorno, in scioltezza: così la Juventus sbatte fuori il Celtic e torna nel G8 d’Europa. Non vedeva i quarti dal 2005-06 AP

Lavezzi scaccia la paura Il Psg avanti con il brivido Undici minuti di paura, dopo il gol del Valencia con Jonas, poi Lavezzi sistema le cose: dopo il successo in Spagna, l’1-1 qualifica ai quarti il Psg di Carlo Ancelotti REUTERS


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CHAMPIONS RITORNO OTTAVI Migliori

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Lavezzi (Psg) Questa qualificazione «storica» porta il suo autografo. Un gol e un assist a Valencia, la rete «stronca avversari» ieri sera. Bravo Pocho!

h 6,5

Gameiro (Psg) È suo il guizzo che allontana gli spettri dal Parco gremito di francesi fibrillanti. Il modo migliore di alzarsi dalla panchina.

h7

Jonas (Valencia) Gran gol con una botta dal limite che fa secco Sirigu, uno di solito reattivo. È il punto della speranza al quale non seguono, però, altri tiri.

Peggiori

i 5 Lucas (Psg) Ancelotti non si fida a iniziare con Gameiro e lo schiera di punta. Ma il brasiliano soffocando negli spazi stretti resta ai margini della contesa.

i 5,5

Pastore (Psg) All’andata fu protagonista. Una sorpresa, sulla fascia mancina, per continuità. Non ha concesso il bis.

i 5 Soldado (Valencia) La sfida è stata avara di tiri, il centravanti spagnolo si è segnalato solo per proteste e vane rincorse. Nemmeno Valdez lo ha aiutato.

Lavezzi fa l’Ibra e porta il Psg nell’élite europea ll gol di Jonas spaventa Ancelotti, poi la rete dell’argentino. E il pari non serve al Valencia DAL NOSTRO INVIATO

NICOLA CECERE PARIGI

Le roi Charles lascerà pure a fine stagione per Roma o Madrid, ma intanto porta Parigi dove non era mai arrivata in questa Champions allargata: quarti di finale. Per riuscirci Ancelotti rinvia il debutto di sir Beckham e si affida ai rientranti Thiago: Silva a comandare di nuovo la difesa, Motta nel mezzo del campo (visto che Verratti è assente per squalifica). Dopo di che avanza Lucas di punta per sopperire all’altra assenza illustre, quella di Ibra: l’esito però è negativo. Meno male che c’è il Pocho Lavezzi, allora, lesto a infilarsi in mezzo all’area per sfruttare una iniziativa del neo entrato Gameiro, cui l’allenatore italiano aveva fatto ricorso dopo aver incassato la legnata di Jonas che riapriva una sfida di certo non esaltante. Controllo o attacco? Molto più

PSG VALENCIA

1 1

PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORI Jonas (V) al 10’, Lavezzi (P) al 21’ s.t.

PSG (4-4-2) Sirigu 6; Jallet 6 (dal 27’ p.t. Van der Wiel 6), Alex 6, Thiago Silva 6, Maxwell 6; Chantome 6, Thiago Motta 6 (dal 13’ s.t. Gameiro 6,5), Matuidi 6, Pastore 5,5; Lavezzi 7, Lucas 5 (dal 37’ s.t. Sakho s.v.). PANCHINA Douchez, Camara, Armand, Beckham. ALLENATORE Ancelotti 6. CAMBI DI SISTEMA nessuno. BARICENTRO MOLTO BASSO 45,9 metri. ESPULSI nessuno. AMMONITI Lavezzi per comportamento non regolamentare.

VALENCIA (4-1-4-1) Guaita 6; Barragan 6, Victor Ruiz 5,5, Mathieu 6, Cissokho 6; Albelda 6 (dal 1’ s.t. Banega 6); Feghouli 5 (dal 19’ s.t. Piatti 5,5), Parejo 6, Tino Costa 6, Jonas 7 (dal 31’ s.t. Valdez s.v.); Soldado 5. PANCHINA Diego Alves, Joao, Guardado, Canales. ALLENATORE Valverde 6. CAMBI DI SISTEMA 4-2-3-1 dal 1’ s.t. BARICENTRO ALTO 54,6 metri. ESPULSI nessuno. AMMONITI Albelda, Victor Ruiz, Parejo, Banega per gioco scorretto; Soldado per proteste ARBITRO Mazic 6,5 (Serbia). NOTE 45.000 spettatori. Tiri in porta 3-3. Tiri fuori 2-4. Angoli 4-10. In fuorigioco 3-1. Recuperi: p.t. 2’, s.t. 3’.

avvincente l’andata. Qui, dovendo semplicemente gestire il 2-1, i francesi sono rimasti a metà fra un atteggiamento prudente (venite avanti voi che dovete rimontare) e il desiderio di onorare al meglio la grande partecipazione popolare. Ne è uscito un primo tempo di assoluta mediocrità: nemmeno un tiro in porta. Dall’altra parte il Valencia, conscio dei suoi limiti strutturali, sembrava già contentissimo di tenere lo 0-0. Un paio di messaggi da lontano verso la porta di un Sirigu portato a respingere anziché a bloccare (indice di tensione), per il resto tutti protesi in uno sterile controllo di palla a centrocampo dove Valverde ha piazzato cinque uomini, con Albelda a costante protezione della linea difensiva. Dice: ma non dovevano cercare due gol? Oh, contenti loro... Lo scugnizzo È stata una iniziativa isolata di Jonas a conferire alla partita una indispensabile carica di adrenalina. Rice-

Ezequiel Lavezzi, 27 anni, firma il gol del pareggio del Psg col Valencia EPA

Rientrano Thiago Silva e Thiago Motta Beckham resta in panchina vuta palla sulla sinistra lo spagnolo si è accentrato e ha bruciato sul tempo sia Alex che Sirigu sparando un gran destro a girare, giusto a fil di palo. Bel numero, accolto dai fischi dei sempre più impazienti tifosi locali: ma il Psg si decide a giocare? Qui roi Charles ha abbandonato l’italica prudenza per ricorrere a Gameiro. Che non è Messi, intendiamoci, però si è inserito nella vicenda con ve-

locità e spirito di iniziativa. Così su una sua percussione contrastata blandamente da Victor Ruiz (meteora napoletana: nessun rimpianto), Lavezzi ha fatto lo scugnizzo nel senso che ha tolto al compagno la possibilità di tirare, si è presentato davanti al portiere, gli ha calciato addosso il primo tentativo e poi agguantata la respinta ha depositato facilmente dentro. Esibendosi poi in un applaudito spogliarello (sanzionato con il giallo). L’1-1 basta e avanza: il Parco dei Principi lo saluta con l’entusiasmo di un trionfo. Qui tanti sono sicuri che a fine stagione arriverà Mourinho: ma la squadra già è arrivata nei quarti di questa Champions. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Porto a dicembre, garantendo al Psg il primo posto (2-1). Un primato frutto anche della doppietta al debutto da titolare dell’argentino in Europa, che il 21 novembre aveva abbattuto la Dinamo Kiev (2-0).

il personaggio EZEQUIEL LAVEZZI

Ezequiel Lavezzi, 27 anni

Rimpianti Reti che lo hanno lanciato nella nuova vita parigina, cominciata sotto tono ad agosto, con una prima scialba e poi con l’espulsione alla seconda giornata ad Ajaccio, in contemporanea a un infortunio che lo ha tenuto ai margini per quasi tre mesi. Uno stop accompagnato da un paio di presunte uscite notturne che hanno subito sollevato dubbi tra i media francesi, pronti a puntare il dito contro i 30 milioni spesi per strapparlo al Napoli. Soldi che ormai nessuno rimpiange (in Ligue 1, 3 gol e 2 assist) a Parigi. A Napoli, invece, lo rimpiangono, ma lui fa il modesto: «L’importante è aver passato il turno, ora pensiamo al campionato, spero che il Napoli possa lottare come noi fino alla fine».

AFP

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il Pocho torna micidiale cinque gol consecutivi Parte centravanti, poi torna esterno e va a segno. Chissà che rimpianti a Napoli... ALESSANDRO GRANDESSO Twitter @calciofrancese PARIGI

Hanno ragione a rimpiangerlo i tifosi del Napoli. Magari con lui ancora al San Paolo, la squadra di Mazzarri reciterebbe davvero a pieno quel ruolo di anti Juve che ancora gli sfugge. Ma a godersi Ezequiel Lavezzi ormai sono i tifosi del Psg e soprattutto Carlo Ancelotti, che sbarca nel G8 europeo grazie anche alla quarta gara consecutiva di Champions in cui il Pocho va a segno (5 gol negli ultimi 4 match). Determinante in assenza di Zlatan Ibrahimovic, squalificato.

re un attacco sulla velocità di Lavezzi. L’argentino nel primo tempo non concede acuti, salvo un colpo di tacco a smarcare Pastore. Studia il ruolo di prima punta, cercando però un’intesa che non arriva con Lucas, fuori ruolo nello stesso reparto, perso in dribbling effimeri.

Mossa Il Psg così chiude il pri-

mo tempo senza un tiro in porta. Ancelotti rimedia nella ripresa, inserendo proprio Gameiro che porta un po’ più di freschezza e permette a Lavezzi di riposizionarsi in appoggio, come di solito fa accanto a Ibra. Così se Gameiro si apre il varco giusto, entra in area senza però la grin-

ta necessaria. Quella invece ce la mette Lavezzi che gli strappa la scena e mette al sicuro la qualificazione. Un gol che valorizza l’ascesa irresistibile dell’argentino che aveva aperto le marcature all’andata, offrendo pure l’assist a Pastore, e chiuso i conti del girone di qualificazione nello scontro diretto con il

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Leader Un gol da vero leader

quello di Lavezzi, che al 20’ s.t. raddrizza una partita che cominciava a prendere una brutta piega. Una rete che in realtà cuce inizialmente il subalterno Gameiro, bocciato da Ancelotti nonostante l’assenza ingombrante dello svedese, squalificato due turni dopo il rosso dell’andata, proprio per impronta-

Taccuino LIBERTADORES/1

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UNDER 18

Italia sconfitta De Girolamo gol e k.o. Sconfitta in amichevole per la Nazionale Under 18 di Alberico Evani, battuta 2 1 dall'Austria a Sa lò davanti a circa 600 spettatori. Agli azzurrini non è bastato il gol re alizzato da De Girolamo che nel fina le ha riportato una sospetta lesione del crociato anteriore.

BRASILE

Maracanà allagato, slitta sopralluogo Fifa RIO DE JANEIRO Un nubifra gio si abbatte su Rio de Janeiro e Jerome Valcke, segretario genera le della Fifa, deve interrompere l’ispezione allo stadio Maracanà, uno degli impianti che verranno uti lizzati nei Mondiali 2014. La tv brasi liana ha documentato l’allagamento dei cantieri, trasformati in una sor ta di piscina. Alcuni dei macchinari utilizzati per i lavori sono stati com pletamente sommersi dall’acqua.

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CHAMPIONS DOPO L’OLD TRAFFORD IL CASO L’ESPULSIONE DI NANI CHE HA RILANCIATO IL REAL CONTINUA A FAR DISCUTERE: L’ARBITRO TURCO NON SARA’ NE’ LODATO NE’ PUNITO

RISCHIA FERDINAND

Scandalo o no? Sul rosso l’Uefa non boccia Çakir

L’Uefa apre un’inchiesta su Ferguson

FRANCESCO CENITI

«Il rosso a Nani? Nessun problema con la decisione presa dall'arbitro Cuneyt Çakir». Così l'Uefa, tramite un portavoce interpellato dal Guardian, ha rispedito al mittente qualunque polemica legata all'espulsione. Una semplice difesa corporativa o un giudizio basato sulle direttive? Molto più la seconda opzione. Ieri la Gazzetta scriveva che l'intervento era «più da giallo che da rosso». Dunque c'era un margine nel quale far oscillare il cartellino. C'è chi ha evocato il buon senso, chi ha usato come attenuante l’evidente involontarietà di Nani per bocciare

il rosso. Queste cose non sono state prese in considerazione da Çakir per il fatto che non rientrano nei ragionamenti di un arbitro. La bussola seguita è il regolamento e le direttive. Cosa dicono? L'Uefa ha come priorità la salvaguardia dei giocatori. Vuol dire punire col rosso qualunque intervento potenzialmente pericoloso. Non importa se volontario o meno. Alzare la gamba ad altezza petto va punito anche se si colpisce solo il pallone, ma nei pressi c’è un avversario (ricordate i gol annullati a Platini e a Rumenigge...). Se poi non si prende il pallone allora oltre al fallo scatta il provvedimento. Martedì Çakir e i collaboratori hanno in pochi secondi preso

una decisione senza ausilio del replay e da una posizione diversa da quella tv. Una prospettiva simile a quella della foto che pubblichiamo. Avevano due strade: giudicare il fallo non rischioso per Arbeloa (e quindi da giallo) oppure come un'entrata scomposta e pericolosa. Hanno scelto la seconda via, ma avrebbero. Dal campo la loro sensazione è stata diversa da quella avuta dagli spettatori neutrali. In ogni caso, il rosso per l'Uefa (Collina era allo stadio) non esce dalle direttive. Insomma, Çakir non sarà lodato, ma neppure punito. Probabilmente sarebbe accaduto lo stesso in caso di ammonizione. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il fallo di Nani ad Arbeloa che gli costa l’espulsione con rosso diretto EPA

L’Uefa ha aperto ieri un procedimento disciplinare nei confronti del Manchester United. Nel mirino, il comportamento di Alex Ferguson dopo la gara. Ferguson ha infatti disertato la sala stampa, inviando al suo posto il vice Mike Phelan. In questo modo, lo scozzese ha violato la regola che impone agli allenatori di parlare con i media prima e dopo le partite. L’indagine dell’Uefa potrebbe allargarsi al comportamento dei giocatori. Rio Ferdinand ha applaudito polemicamente il fischietto turco e da altri calciatori sarebbe arrivato qualche insulto.

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TRIPLETE IN 8 GIORNI

José Mourinho ha realizzato un piccolo Triplete negli ultimi 8 giorni. Tre partite vinte contro avversari storici. Martedì 26 febbraio Semifinale Coppa del Re Barcellona 1 Real Madrid 3 Sabato 2 marzo Campionato Real Madrid 2 Barcellona 1 Martedì 5 marzo Ottavi Champions Man. United 1 Real Madrid 2

Ha vinto di tutto facendosi amare dai suoi eserciti E col Real dimostra che anche da odiato trionfa E’ super pure fuori: nessuno comunica come lui PAOLO CONDO’

Non ci sono più dubbi sul fatto che José Mourinho sia il più grande condottiero della storia del calcio. Dal Porto all’Inter passando per il Chelsea, sin qui le imprese del Napoleone portoghese sembravano dovute all’obbedienza militare tributatagli dai suoi uomini. Abbiamo visto Materazzi piangere con lui e Sneijder per lui commuoversi; abbiamo ascoltato le professioni di fede dei Drogba e dei Lampard. Mourinho ha vinto di tutto plasmando eserciti pronti a gettarsi nel fuoco per lui, e se all’ovvia ammirazione per un carisma così sviluppato sino a ieri si poteva opporre un timido dubbio - cosa succederebbe se il plagio non gli riuscisse? - questa grande settimana del Real Madrid ha fatto definitivamente giustizia: Mou ha messo in ginocchio il Barcellona battendolo due volte fra martedì e sabato, e all’ottavo giorno (anziché riposare in lieve ritardo rispetto al suo modello) ha vinto a Old Trafford. E stavolta l’ha fatto guidando in battaglia un plotone di uomini che in buona parte lo odiano, e in generale faticano a sopportarlo, compresi i cavalli della sua stessa scuderia come il grande Ronaldo. Questo significa che Mourinho non conquista soltanto i cuori ma anche le teste, e se non può vincere compattando dietro di sé lo spogliatoio è capace di farlo sviluppando la strategia al negativo, tutti contro di lui. Duro studio Il quoziente intellettivo di José non è noto, ma viene il sospetto che la Cia lo custodisca nell’Area 51 tanto è elevato. L’idea di presentarsi alla stampa italiana con «non sono un pirla» fu un manifesto programmatico

S Mourinho in carriera prima del Real ha già vinto tutto, Tra l’altro 2 Champions League (Porto e Inter) e 6 scudetti (2 col Porto, 2 con il Chelsea e 2 con l’Inter)

mai tradito, se non con i silenzi punitivi dei giorni madrileni: in un ambiente che affoga nella banalità verbale, Mourinho comunica come nessun altro perché dà sempre l’impressione di dire ciò che pensa, anche a costo di sincerità feroci. Naturalmente non è così, ogni sillaba è concepita come un missile a testata multipla (martedì l’esaltazione di Diego Lopez era un messaggio al giocatore ma anche al «nemico» Casillas, alla stampa spagnola che adora Iker, a Florentino che trasecolò quando Mou la scorsa estate gli chiese un portiere), ma non si può non ammirare il talento e soprattutto il lavoro che sottendono a ogni esternazione. Mou è adorato dai tifosi perché per loro litiga, combatte, attacca, polemizza: non dà mai la sensazione di tenersi buono un possibile approdo futuro, come capita ai suoi colleghi. Forse l’ha fatto a Old Trafford, per la prima volta, ma trovando il modo di avvolgere il suo disegno in un involucro di assoluta sportività: «Non è passata la squadra migliore» E’ stato lui, in tempi non sospetti, a definire la Champions il torneo dei dettagli, e dunque non ha senso chiedersi quanto la fortuna conti nei suoi trionfi. Ne ha certamente avuta, anche martedì, ma non la pensavamo così i giorni dei sorteggi, prima quando venne estratto nel gruppo di Dortmund e City, poi quando sulla sua strada si stagliò lo United. E’ comunque arrivato ai quarti, e senza mosse sparagnine come l’esclusione di un Rooney che se a Ferguson procurano lodi tattiche, a Mou causerebbero processi per leso futbol. E’ il destino dei grandi: lui per primo non ne vorrebbe uno diverso. © RIPRODUZIONE RISERVATA

PERCHÉ NO

PERCHÉ SÌ

Divisi dal grande Mouro

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LA FATICA CATALANA Mourinho ha vinto ovunque e ha cominciato pure in Spagna. Ma il Barcellona è stato quasi sempre un ostacolo insormontabile, soprattutto con Guardiola

Sfide con Guardiola Undici partite contro l’arcirivale: 5 sconfitte, quattro pareggi e due vittorie. L’unica dentro i 90 minuti proprio all’ultima chance Sfide senza Guardiola Sei incontri, tre vittorie, 2 pareggi e una sola sconfitta

Condottiero sì ma innovatore no E il tabù Guardiola Ha iniziato a battere davvero il Barça senza Pep Persino all’Old Trafford è «uscito» il complesso Le doti di leadership di Mourinho sono indiscutibili, ma fra vent’anni cosa resterà del suo contributo propriamente tecnico? Nulla di realmente nuovo, né tanto meno di rivoluzionario: un efficace sviluppo del pressing a centrocampo, la preparazione di tanti piani individuali per la partita con una mostruosa quantità di informazioni sui singoli rivali (l’incidenza del caso viene ridotta al minimo), e per il resto difesa munita e contropiede vertiginoso, fidando nella straordinaria qualità degli uomini a sua disposizione. Mourinho porta la Champions all’Inter perché, fra le altre cose, convince Eto’o a giocare terzino: un capolavoro e insieme un delitto. Martedì a Old Trafford ha bisogno di un’espulsione, oltre tutto fasulla, per uscire dal loop nel quale l’ha cacciato Ferguson chiudendogli ogni via d’accesso a De Gea. E se è vero che dopo il famoso 5-0 del Camp Nou, che avrebbe ucciso qualsiasi altro allenatore, comincia una lunga e paziente marcia verso il riscatto, per vincere un clasico nei 90 minuti Mourinho deve attendere l’undicesimo tentativo: prima ci sono cinque successi blaugrana e cinque pareggi (uno trasformato in vittoria Real ai supplementari), e meno male che all’ultimissima chance gli riesce di battere Guardiola portandosi a casa la Liga, altrimenti la rabbia che già nutre avrebbe finito col divorarlo. Da quando il catalano se n’è andato, Mou col Barça ha fatto 3 vittorie, 2 pari e una sola sconfitta; gran bel bilancio, ma senza l’arcirivale non è la stessa cosa.

S Mourinho con il Real in tre stagioni ha conquistato una Liga (2011-12) e una coppa di Spagna (2010-11). Ora punta al bersaglio grosso

quello di Salieri verso Mozart, perché dal punto di vista prettamente calcistico Guardiola sì verrà ricordato anche fra cent’anni, e la cosa rode il portoghese, troppo intelligente per non esserne consapevole. Nell’inesausto tentativo di sminuirne il valore Mourinho applica la strategia, in sé diabolica, di mescolare verità e menzogne. La simulazione di Busquets che fece espellere Thiago Motta fu vergognosa, e dunque nel discorso dei «por qué?» il nome dell’arbitro DeBleeckere ci stava; un anno dopo, invece, l’entrata assassina di Pepe su Dani Alves meritò ampiamente il cartellino rosso di Stark anche se il brasiliano riuscì almeno in parte a schivare il colpo. Quella sera mancò forse un giallo per simulazione ad Alves, ma il rosso a Pepe - lo ribadiamo - era sacrosanto. Nel ventre di Old Trafford, Mou ha atteso la domanda sulle presunte scuse a Ferguson per caricare a testa bassa Guardiola ancora su quell’episodio («lui non chiese scusa a me»). Cosa si deve pensare di un uomo che persino in un momento altissimo della sua vita professionale come quello di martedì sera, cerca di macchiare l’immagine di un collega lontano un oceano nel vero senso della parola? Mourinho è un uomo di eccezionali qualità che però non riesce ad accettare la concorrenza, prova ne siano i litigi con tutti gli allenatori del suo livello, per tacere di quelli qualche piano più sotto, tipo Beretta/Barnetta. Ma che bisogno c’è di umiliare gli altri?

Por què? Il complesso di José

p.c.

verso Pep ricorda da vicino

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EUROPA LEAGUE ANDATA OTTAVI

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Inter tra verità e Bale 5

I NUMERI

Le reti subite dall’Inter nelle sei trasferte in questa Europa League. Porta inviolata contro Hajduk e Vaslui (nei preliminari) più Cluj, mentre nel girone ha incassato un gol da Neftçi Baku e Partizan Belgrado e tre dal Rubin Kazan

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I gol di Palacio (preliminari compresi), il capocannoniere nerazzurro nella competizione. Insieme a Kozak, Bobadilla, Cavani, Dockal e Matavz, l’argentino è al secondo posto, a due lunghezze dall’ex nerazzurro Eto’o. A quota 4 ci sono invece Guarin e Livaja, ora passato all’Atalanta

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Le sconfitte dei nerazzurri in Coppa: in casa nel preliminare contro l’Hajduk Spalato (0-2) e nella trasferta di Kazan (3-0)

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Le gare di Guarin in Coppa. Con Jonathan, il colombiano è il nerazzurro con più presenze, ma stasera è a rischio per un problema alla caviglia

Strama a Londra «Cassano giocherà ma io preferisco il terzo posto»

Andrea Stramaccioni, 37 anni, abbraccia Antonio Cassano, 30. Sembra tornata la pace dopo la tempesta PHOTOVIEWS

Il tecnico mette il campionato davanti all’Europa e rilancia Antonio: «Vediamo se dall’inizio o dopo» DAL NOSTRO INVIATO

MATTEO DALLA VITE LONDRA

Piove. E non è una novità. C’è Cassano, e in un certo senso nemmeno questa è una novità. Il bello è che nel momento in cui un cronista inglese chiede come procede il rapporto fra Strama e FantAntonio parte una musichetta dolce dolce, roba da ballo lento e da Tempo delle Mele. Una coincidenza pazzesca. E Paradossale. E che fa cadere a pioggia risate da parte di tutti perché anche qui tutti hanno saputo cos’è successo fra l’uno e l’altro. Si sorride anche, prima di una gara che si annuncia scorticante. Ma c’è pure qualcosa che viene prima, ed è il titolo di giornata. «Pur onorando al massimo la gara contro il Tottenham - dice Strama - il nostro obiettivo primario è arrivare al terzo posto. Quindi, anche per questo, non rischieremo di perdere altri giocatori». Insomma: ciò che veniva pensato adesso si è appalesato: la futura Champions conta più di tutto. Anche se questo non vuole dire che le bandiere saranno ammainate. Anzi. Quel «vincente» 7-1 L’ultima

volta che Andrea Stramaccioni venne da queste parti con la tuta dell’Inter, correva il 31 agosto 2011 e lui vestiva i panni dell’allenatore della Primavera nerazzurra alla prima gara ufficiale. Al Matchroom Stadium di Londra, andò in scena la prima gara di NextGen, la Champions Primavera che poi l’Inter vin-

se. Fu una mareggiata: Tottenham-Inter 7-1. Un conto aperto, vero Strama? «Quello è un brutto ma anche un bel ricordo, perché noi perdemmo molto male con la Primavera ma al ritorno ribaltammo il risultato negativo e vincemmo la competizione europea proprio sullo stesso campo in cui avevamo perso quella gara. Per fare risultato in Europa League, invece, dovremo fare una grande prestazione: il Tottenham è forse la squadra più in condizione della Premier; non è un alibi, ma l’emergenza che stiamo vivendo ci renderà ancora più forti». AVB e Bale Andrea contro André: baby talenti da panchina. «Villas Boas ha dimostrato grandi qualità tecniche, è stato un esempio per tutti i giovani allenatori europei dimostrando che l’età non conta. Io lo ammiro molto. Bale? Sta diventando uno dei più

clic QUEL 7-1 DI LONDRA DAVA IL VIA ALLA NEXTGEN DI STRAMA Cominciò proprio con il Tottenham la NextGen per Stramaccioni all’Inter Primavera: k.o. 7-1 a Londra il 31 agosto 2011. Dopo 7 mesi, però, sempre a Londra, vinse la coppa.

completi giocatori d’Europa, anche perché è decisivo: ed essere decisivi fa la differenza fra il grande giocatore e il campione. C’è rispetto per lui come per Lennon, Defoe e gli altri, ma anche l’Inter ha i suoi campioni e sono certo che gli Spurs ci rispettino. Da noi, zero paura: comunque la sfida è Tottenham-Inter e non Bale-Inter. Una gabbia per lui? L’importante è che l’Inter stia molto attenta». Moratti e Cassano Ah: in tutto

questo c’è che è atteso qui il presidente Massimo Moratti (che magari farà un’altra chiacchierata chiarificatrice con FantAntonio), che Cassano «giocherà, non so se dal 1’ oppure a gara in corso: in questo momento non c’è alcun problema», che Juan Jesus dice di Bale «gran giocatore, ma l’Inter non ha paura di nessuno» e che dopo un applauso alla squadra Primavera («E’ uscita dalla NextGen contro l’Arsenal anche perché le mancavano sei giocatori che sono venuti da noi») ecco che Strama apparecchia l’Inter. «Valuteremo Ranocchia e Guarin» dice. Il primo ce la farà, il secondo forse no. Così, il 4-2-3-1 vedrebbe Kovacic dal 1’ e nei tre dietro a Palacio (che «staffetterà» con Cassano); in mezzo giocheranno Gargano e Cambiasso o Benassi perché l’argentino ha preso una botta al ginocchio. La buona notizia? E’ che Walter Samuel è tornato ad allenarsi in gruppo. Quella brutta? E’ che è a Milano e non al White Hart Lane.

la foto Nel 2011 Bale ne fece tre in Champions Gareth Bale il 20 ottobre 2011 in Champions League sigla la sua prima tripletta tra i pro in Inter-Tottenham 4-3: 4-0 dopo i primi 45’, la sua tripletta nella ripresa EPA

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QUI TOTTENHAM ILPORTOGHESE ERA UNO DEI VICE DI MOURINHO: «A MILANO SONO STATO BENISSIMO, MA IO VOLEVO ALLENARE». E INTANTO BALE E’ ANDATO A VEDERE IL REAL

Villas Boas, l’era Mou e un tormento «Sfidiamo gli avversari peggiori» DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

STEFANO BOLDRINI LONDRA

Tra i ricordi dell’esperienza da osservatore dell’Inter ai tempi di Mourinho, l’emozione del derby vinto con l’Arsenal, gli obiettivi stagionali di un Tottenham lanciato verso il secondo posto in Premier e l’aspirazione ad arrivare lontano in Europa, Andre Villas Boas piazza una frase da titolo: «Tottenham-Inter è una gara da Champions». In un colpo solo, dà un’altra scossa benefica al morale del popolo degli Spurs

ed è politicamente corretto con il club nel quale, assicura il tecnico portoghese, ha vissuto un periodo indimenticabile: «L’Inter mi ha trattato benissimo. Ho splendidi ricordi e con alcune persone il contatto è rimasto frequente, ci sentiamo anche tre volte la settimana. Andai via perché, come avevo confessato a Mourinho più volte, volevo allenare. Quando maturò l’occasione giusta, feci le valigie». Poco turnover Oggi però i senti-

menti saranno messi da parte. Il Tottenham, imbattuto in Eu-

Ieri e oggi Andrè Villas Boas, 35 anni, a sinistra quando era il tattico di Josè Mourinho all’Inter, dal 2008 al 2009. A destra, oggi con la divisa del Tottenham, dove è arrivato nel 2012 INTER.IT/ACTION IMAGES

ropa League – tre vittorie e cinque pareggi – ha preso sul serio il torneo. Villas Boas schiererà la miglior squadra possibile, con pochissime concessioni al turnover. In porta, si rivede lo statunitense Friedel, che nonostante i 42 anni in arrivo a maggio, continua ad essere affidabile. In difesa, riposo per Dawson e ballottaggio tra Caulker – favorito – e il francese Gallas. In attacco, il ritorno di Defoe rassicura AVB, rendendo meno pesante l’assenza per infortunio di Adebayor, sicuramente il più deludente dopo l’avvento di AVB: «La stanchezza si fa sentire di più al sabato perché hai appena due giorni per recuperare. Il giovedì non c’è problema. L’Inter è l’avversario più difficile dell’Europa League. Merita il massimo rispetto visto che lotta su tre fronti e il successo di Catania le ha dato morale. Stra-

maccioni? E’ giovane, ma rispetto al sottoscritto è stato giocatore. Per lui, come per tutti gli altri allenatori, non è facile lavorare all’Inter dopo Mourinho». Bale L’uomo del giorno è sem-

pre Gareth Bale, avvistato in tribuna all’Old Trafford per Manchester United-Real Madrid: un’occasione per stringere i contatti con due club da tempo sulle sue tracce? «Sapevo che Gareth sarebbe andato a Manchester – racconta AVB -. Non c’è alcun problema. Io posso solo dire che lui è straordinario e che restare al Tottenham farà bene alla sua carriera». Defoe è di poche parole: “Sono pronto per una gara come questa. Con Villas Boas si è creato un gruppo splendido. Mi ha dato fiducia e ha portato una mentalità vincente». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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COSÌ IN CAMPO A LONDRA, ORE 21.05

identiKit & CARRIERA

OGGI GLI OTTAVI Il programma dell’andata degli ottavi di Europa League. Ritorno giovedì 14 marzo. Il 15 marzo sorteggio dei quarti di finale.

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NEXTGEN ARSENAL AI QUARTI

I nerazzurri campioni già eliminati Oggi la Juve

ORE 18 Anzhi (Rus)Newcastle (Ing) ORE 19 Stoccarda (Ger)LAZIO Arbitro: Dan Tudor (Rom) Tv: diretta Sky Sport 1 Sky Calcio 1 Mediaset Premium Calcio Viktoria Plzen (R.Cec)Fenerbahce (Tur) Arbitro: Rocchi Steaua (Rom)Chelsea (Ing) ORE 21.05 Benfica (Por)Bordeaux (Fra) Tottenham (Ing)INTER Arbitro: Antonio Mateu Lahoz (Spa) Tv: Sky Sport 1 Sky Calcio 1 Mediaset Premium Calcio Rete 4 Levante (Spa)Rubin Kazan (Rus) Basilia (Svi)Zenit (Rus) Arbitro: Orsato

Daniele Bernazzani, 50 anni IPP VINCENZO D’ANGELO MILANO

GDS

Il personaggio DICIOTTENNE E PREDESTINATO

A White Hart Lane guida Kovacic Un po’ come Modric Il pupillo di Mourinho, anche lui croato, è esploso nello stadio dove oggi l’interista proverà ad inventare magie DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA ELEFANTE LONDRA

Luka sì che potrebbe dirgli l’effetto che fa. Anzi magari gliel’ha detto, e Mateo stasera entrerà a White Hart Lane con il cuore un po’ meno in subbuglio ma una storia simile alla sua, da raccontare con la lingua che sa parlare il calcio croato. Luka Modric non era giovane come Mateo Kovacic quando lo stadio del Tottenham diventò il suo stadio, ma altre similitudini avvicinano le loro esperienze: anche per lui l’unica vera culla, fino

ad allora, era stata la Dinamo Zagabria; anche lui fu strappato ad una folta concorrenza gli Spurs alzarono la posta fino a quasi 17 milioni di sterline - e fu così che il ragazzo iniziò il suo vero volo, che oggi lo ha portato ad essere coccolato da Mourinho. Patrimonio futuro Kovacic stasera entrerà a White Hart Lane a 18 anni e non 22 come fece Modric e dall’Inter è stato pagato poco più della metà, che comunque poco non è: abbastanza per essere coccolato pure lui, come un patrimonio e un punto fisso dell’Inter che sa-

rà. Come un talento da non sprecare, non bruciare, quasi centellinare, insomma da proteggere, anche se doveva ancora indossare quella maglia e aveva già ricevuto le stimmate del campione e il compito di alleviare le fatiche del gioco nerazzurro a colpi di geometrie, accelerazioni, verticalizzazioni, ispirazioni. C’è profumo di destino se la sua prima, vera vetrina sarà qui dove Modric è diventato Modric, dopo aver respirato l’Inter appena quattro volte: due per intossicarsi in campionato e due per annusare aria buona in Europa League, ma contro il Cluj,

avversaria molto meno tosta di questo Tottenham. Spalle e gambe giovani Perché solo quattro?, ci si è chiesto in questi 40 giorni, che Kovacic ha attraversato con la circospezione di chi deve capire in che pianeta è atterrato, e non per colpa sua è un pianeta dove tutto è brivido, elettricità, aspettative. Perché Stramaccioni non ha voluto far portare subito a spalle così giovani il peso di responsabilità senza ritorno. Perché giovani sono ancora le sue gambe, che a Firenze, tre giorni dopo Inter-Cluj, denunciarono la disabitudine a giocare partite molto ravvicinate: altri erano i ritmi in Croazia, dove in campionato Mateo poteva preservare le energie migliori per le gare di Champions League. Perché, ancora, è giovane il suo fisico, da rafforzare come quasi sempre accade ai diciottenni che sono nati più tecnici che polmonari e pesano più sulla bilancia del talento che su quella dei chili: lo abbiamo visto patire sportellate di avversari più grossi di lui e perdere palloni, che un giorno proteggerà meglio, non solo per assecondare l’istinto alla giocata ma per inferiorità fisica. Ma tenere in frigo non significa congelare e stasera, due settimane e due panchine dopo l’ultima apparizione, sarà (pure) la partita di Kovacic. Un po’ anche nel nome di Modric, sperando che le similitudini non si fermino qui.

Mateo Kovacic, 18 anni FORNASARI

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Quando si parla di episodi, si rischia sempre di cadere nella retorica. Eppure ieri è stato proprio un episodio a mettere fine al cammino europeo della Primavera di Bernazzani, sconfitta in casa 1-0 dall’Arsenal negli ottavi di NextGen, grazie a una prodezza del capitano dei Gunners Yennaris. Un missile dalla distanza che ha preso maggior velocità dopo essere rimbalzato non distante dalla porta, e che si è infilato a fil di palo dove Di Gennaro non poteva arrivare. Nel primo tempo forse si è vista l’Inter migliore della stagione. Su un campo reso pesantissimo dalla pioggia, la squadra di Bernazzani è sembrata la vera inglese. Lotta, corsa, convinzione nei propri mezzi e voglia di vincere. Bernazzani ha perso Mbaye praticamente negli spogliatoi, quando è stato avvisato che il jolly di difesa avrebbe dovuto aggregarsi alla prima squadra a Londra. Un’altra defezione, dopo quella di Pasa. Ma la squadra non ne ha risentito: nel 4-2-3-1, si sono esaltati i due centrali di centrocampo Olsen e Tassi. Encomiabile Colombi: 90’ di lotta contro i giganti inglesi, ottima la gara di Spendlhofer. Bernazzani, paradossalmente, può essere felice. Anche la sua Inter ha dimostrato di essere viva. Oggi intanto tocca alla Juventus: al Moccagatta di Alessandria, ore 20.30, sfida il Rosenborg per un posto nei quarti, dove la vincente sfiderà, in trasferta, il Chelsea. © RIPRODUZIONE RISERVATA

MERCATO A STRAMACCIONI PIACE L’ESTERNO INGLESE: DOPO IL NO ALLO SCAMBIO CON JULIO CESAR CI SARA’ UN NUOVO TENTATIVO?

Occhio a Lennon, il flirt estivo e quell’idea di riprovarci Ma il club va al risparmio dopo il rosso da 50 milioni dell’ultima semestrale CARLO LAUDISA twitter@carlolaudisa MILANO

L’Inter sbarca a Londra con due nomi ben in testa: Gareth Bale e Aaron Lennon, le due punte di diamante di Villas Boas. I dirigenti nerazzurri s’innamorarono del gallese proprio nell’ultimo scontro diret-

to. Ma il tempo ha detto che Bale costa troppo per le ambizioni interiste. Ora si parla di un forte interesse del Real Madrid, quotazione oltre i 40 milioni, Amen. Il tentativo Più recente l’inna-

moramento dell’Inter per Lennon. Basta tornare all’estate e alla trattativa per Julio Cesar al Tottenham. Un flirt di qualche settimana, con il tentativo nerazzurro d’imbastire uno scambio proprio con Lennon. Ma è un tentativo vano, il centrocampista non è sul mercato. E Julio Cesar finisce al Queen’s Park Ranger. Velocista Il suo punto di forza è

la rapidità, sulla fascia destra è spesso imprendibile. Aaron Lennon ha 25 anni e veste la maglia del Tottenham dal 2005. Ma aveva mosso i primi passi nel Leeds, costretto a venderlo a soli 18 anni per sanare il bilancio. La sua carriera è stata precoce, riuscendo a conquistare in breve anche la Nazionale di cui è ancora un punto fermo, anche nella gestione Hodgson. Strategia E’ chiaro che a Stramaccioni piacerebbe molto averlo in rosa nella prossima stagione, ma è ardua l’idea di acquistarlo solo per soldi. La quotazione è vicina ai 20 milioni di lire. Un lusso per le casse nerazzurre che proprio in que-

sti giorni hanno portato ad una semestrale da profondo rosso. Il disavanzo è superiore ai 50 milioni di euro. Nonostante i risparmi sul monte-ingaggi incide il calo degli introiti a causa della mancata qualificazione in Champions League. E in ogni caso le ultime due sessioni di mercato hanno comportato ulteriori investimenti. I risparmi E la politica di raffor-

Aaron Lennon, 25 anni AP

zamento per l’estate non potrà non tenerne conto. Non a caso gli ultimi affari sono tutti a parametro zero. Sia Campagnaro che Andreolli sono stati bloccati con il contratto in scadenza. E anche l’argentino Ruben Botta è destinato ad arrivare a co-

sto zero. Il suo attuale club, il Tigre, tiene duro per ora, ma l’entourage del giocatore è deciso a scegliere l’opzione nerazzurra. L’unica eccezione è rappresentata dall’attaccante Mauro Icardi. Per lui c’è un accordo di massima con la Sampdoria che comporta un investimento di 10 milioni di euro più le contropartite tecniche ancora da individuare. Nel complesso l’operazione verrà chiusa con una valutazione da 15 milioni di euro. Del resto l’italo-argentino è il miglior goleador del 2013 e rappresenta il futuro nel ruolo. Non a caso il suo ingaggio è stato prima del grave infortunio a Diego Milito. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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EUROPA LEAGUE ANDATA OTTAVI DAL NOSTRO INVIATO

STEFANO CIERI STOCCARDA (Ger)

COSÌ IN CAMPO A STOCCARDA ORE 19

IL TECNICO TEDESCO

Labbadia è sicuro «Andremo avanti vincendo a Roma»

Dura la vita del portiere. Passi mesi e mesi a volare da un palo all’altro per fermare tutto quello che passa dalle tue parti. Ci riesci e diventi un fenomeno. Poi gira il vento, non per colpa tua (o non solo per colpa tua) e arrivano gol a grappoli. È quanto sta succedendo a Federico Marchetti. Fino a gennaio il laziale è stato uno dei portieri meno battuti d’Italia e il meno traforato d’Europa. Poi, la ruota è girata e raccogliere palloni in fondo al sacco è diventata per lui una (brutta) abitudine.

STOCCARDA — Non c’è Klose e il ritorno sarà a porte chiuse: qui in Germania hanno presentato l’ottavo con la Lazio come la sfida delle occasioni perse. Peraltro l’Uefa ha risposto no allo Stoccarda sulla richiesta di far entrare i tifosi tedeschi all’Olimpico. E il club risarcirà i propri fan: la trasferta di campionato a Gelsenkirchen sarà gratis per chi aveva già il biglietto per Roma. Un gara sulla quale il tecnico Labbadia punta molto: «Anche se non vinceremo in casa, ci qualificheremo all’Olimpico». In attacco giocherà il «laziale» Macheda: «Allo stadio ci sarà mio padre — ha detto —. Verrà anche mio fratello, ma tiferà per la Lazio...».

Per la svolta I numeri sono im-

pietosi soprattutto in trasferta. Nelle ultime 4 partite giocate fuori casa dalla Lazio (tre di campionato e una di Europa League) Marchetti ha incassato 12 gol, equamente distribuiti (3 in ogni gara). In campionato, da terza miglior difesa, quella biancoceleste è ora la settima per gol subiti. Ancora peggio in Europa. Fino alla sfida di andata dei sedicesimi col Borussia Moenchengladbach la Lazio era, con 2 soli gol al passivo, la squadra che aveva preso meno gol tra Champions ed Europa League (insieme col Tottenham). Adesso non più. «Dobbiamo tornare a essere quelli che siamo stati fino a poco tempo fa. E subito — l’appello accorato di Marchetti —. D’ora in avanti tanto in campionato quanto in Europa le partite diventano tutte decisive. Non possiamo più sbagliare». Quella di stasera a Stoccarda decisiva lo è sicuramente. «Nonostante quei tre gol presi a Moenchengladbach finora in Coppa ci siamo sempre comportati bene (la Lazio è ancora imbat-

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La grinta di Federico Marchetti, 30, portiere della Lazio e della Nazionale AP

Lazio da blindare Ci pensa Marchetti «Non sbaglieremo» I biancocelesti a Stoccarda: «Ultimamente abbiamo preso tanti gol, ma non siamo in crisi»

tuta quest’anno, ndr). Siamo arrivati agli ottavi di finale, un traguardo che il club non raggiungeva da tanto tempo. Ma non ci fermeremo qua». Problema di testa Per andare avanti è necessario che la Lazio torni a essere la squadra solida che è stata fino a poco tempo fa e che Marchetti torni a fare il «Superman» (così lo avevano ribattezzato i compagni di squadra). «Quando si subiscono tanti gol la colpa è di tutti, anche mia — ammette il portiere —. Ne abbiamo parlato in questi giorni, ci siamo guardati negli occhi per capire e correggere gli errori che hanno determinato questa situazione. Io credo che sia un problema soprattut-

to di concentrazione. Mi viene da ridere quando sento parlare di una Lazio in crisi per problemi fisici. E sono sicuro che lo dimostreremo già qui a Stoccarda. Siamo una delle poche squadre ancora in corsa su tre fronti. E vogliamo continuare ad esserlo». Petkovic la pensa allo stesso modo e intanto accarezza l’idea di apportare qualche cambio in formazione. Sulla fascia destra della difesa dovrebbe arretrare Gonzalez (giocherebbe al posto di Pereirinha). Davanti turno di riposo per Floccari e spazio al bomber di Coppa Kozak (7 gol finora per lui in Europa League). Alle sue spalle dovrebbe esserci Ederson. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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TRA SERIE A E CHAMPIONS DOMANI ANTICIPO DELLA 28a GIORNATA

Toh, riecco Balo Mario migliora: è quasi sì Allegri ha una carta in più Contro il Genoa il Milan punta sul rientro dell’attaccante infortunato nel derby: così il tecnico potrebbe far risparmiare energie a Pazzini Mario Balotelli, 22 anni, in partitella con Bojan (a sin.) e Constant BUZZI

perché in questo modo Mario rischierebbe di rimanere senza giocare per tre settimane. Allegri avrebbe anche un’altra chance: quella di farli giocare in contemporanea, insieme con El Shaarawy. Ma è un progetto che va messo a punto con calma, non certo alla vigilia di una partita che può voler dire moltissimo per la classifica e anche per l’approccio psicologico alla gara con il Barça. Dubbi Oggi, nell’ultimo allena-

ALESSANDRA BOCCI MILANO

Mentre Allegri continua a mugugnare che bisogna pensare a fare tre punti a Genova prima di concentrarsi sul tentativo di rimonta del Barcellona, Mario Balotelli torna nel gruppo e questo offre una chance in più all’allenatore del Milan. L’attaccante si era infortunato nel derby, ma la gravità delle conseguenze di una botta presa quella sera si è mostrata pienamente con un paio di giorni di ritardo. E Mario ha saltato una partita, la prima in campionato da quando è tornato a Milano, che il Milan ha comunque vinto, grazie al rilancio di Pazzini. L’ex interista si è ripreso lo spazio che proprio l’arrivo di Mario, oltre a un suo infortunio, gli aveva tolto. Ora

Pazzini, rilanciato dalla doppietta alla Lazio, potrebbe ritrovarsi di nuovo in panchina. Ma sarebbe un sistema per conservare le sue energie: martedì il Milan va in Catalogna, a cercare di arginare una squadra arrabbiata. Balotelli non può essere utilizzato in Champions League, e l’idea di una staffetta in cinque giorni che possono decidere molte cose si affaccia alla mente di Allegri. Tentazioni Una partita per volta: è il motto del tecnico, che però non può fare a meno di programmare un minimo turnover per dosare le forze degli acciaccati. In attacco, invece, il problema è mantenere al top le motivazioni di tutti. Pazzini ora è rinfrancato, ma tenerlo in campo e lasciar fuori Balotelli potrebbe essere negativo,

la curiosità

QUI GENOA SENZA KUCKA

Rossi ancora fuori Ma è pronto Rigoni (a.d.r.) La speranza di vedere in campo Marco Rossi si fa più flebile. Anche ieri pomeriggio il capitano del Genoa, acciaccato ad un polpaccio, ha lavorato a parte. Un problema in più per Ballardini, che su Rossi ha puntato per sostituire lo squalificato Kucka. Oltre alla squalifica dello slovacco c'è l'assenza per infortunio dell’uruguaiano Olivera, che sarebbe stato uno dei suoi possibili sostituti. Se non recupererà Rossi, il tecnico sceglierà fra Rigoni o l’adattamento a centrocampo di Cassani, con il primo favorito. La situazione del centrocampo è resa più complicata dall’assenza per infortunio muscolare di Matuzalem, che sarà sostituito anche stavolta da Tozser. La buona notizia arriva dalla difesa, dove è sicuro il rientro di Granqvist, dopo la giornata di squalifica. Lo svedese dovrebbe posizionarsi alla destra di Portanova, con Moretti a sinistra.

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IL VERTICE IN PREFETTURA DA MILANO ARRIVERANNO CIRCA 600 TIFOSI ROSSONERI

Ordine pubblico okay Niente misure speciali per la sfida di Marassi ALESSIO DA RONCH GENOVA

Il numero 1 del Kilmarnock visita il museo genoano Ieri Michael Johnston, presidente del Kilmarnock, la squadra professionistica più antica di Scozia, ha visitato il Museo della Storia del Genoa in occasione delle celebrazioni per i 120 anni del club rossoblù. Johnston domani farà passerella al Ferraris, in occasione di Genoa-Milan

mento prima della partenza per Genova, Allegri valuterà le condizioni di Balotelli e deciderà se rilanciarlo subito titolare. La contusione muscolare e ossea alla gamba destra ha tenuto in apprensione lo staff medico del Milan, ma ieri la situazione è migliorata, tanto che Mario è potuto tornare a lavorare con i compagni e assorbire anche una botta ricevuta casualmente dall’amico Niang, proprio nella stessa zona nel quale sentiva dolore: Balotelli è guarito e Allegri deve scegliere. Al momento, l’unico inamovibile dell’attacco del Milan sembra El Shaarawy, che si troverà di fronte alla squadra che lo ha cresciuto e per la quale fa il tifo. Per il resto è ballottaggio totale, ma le quotazioni di Niang, che aveva giocato la sua prima da titolare proprio a Marassi contro la Samp, sono un po’ in ribasso dopo gli exploit iniziali, e Bojan, anche se ha superato i problemi legati a un’infiammazione al ginocchio, difficilmente sarà titolare. Stesso discorso per Robinho. La soluzione più probabile è che Allegri vada sul sicuro, schierando ancora Boateng nel trio, almeno all’inizio. Gli attaccanti ora sono tanti e tutti tornati più o meno in palla. Il modo migliore per farli coabitare, forse, sarebbe qualificarsi ai quarti di Champions League.

«Sarà una giornata di festa per lo sport». La riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza tenuta nella Prefettura di Genova ha partorito uno slogan e tanta fiducia. In tutti, a partire dal prefetto Giovanni Balsamo e dal questore Massimo Maria Mazza per arrivare ai rappresentanti delle società, passando per il sindaco Marco Doria (i partecipanti erano 17) è risultata evidente l’intenzio-

ne di normalizzare l’evento. Precedenti I segnali sono di

massima distensione. Nessun provvedimento speciale, niente rinforzi all’ordine pubblico. Gli anni blindati seguiti all’omicidio di Vincenzo Spagnolo, nel gennaio 1995, e arrivati a limitare l’accesso dei tifosi allo stadio Ferraris fino a due anni fa, sono solo un ricordo, anche se proprio nella sfida della scorsa stagione, nel dicembre 2011, si verificarono dei disordini, con il ferimento di un agente e l’intervento della poli-

zia con lancio di lacrimogeni fuori dello stadio. Evento che portò pure all’interruzione del match per sette minuti. Appelli Stavolta i segnali raccolti sul territorio sono in controtendenza. Ieri i sindaci di Genova e Milano hanno scritto una lettera aperta invitando tutti alla collaborazione, oggi la Lega inoltrerà un comunicato congiunto con le firme di Preziosi e Galliani per invitare tutti alla massima sportività, sperando che basti davvero. I tifosi previsti in arrivo da Milano sono circa 600. I tagliandi già venduti a Genova sono più di duemila e si aggiungono ai quasi 17 mila abbonati rossoblù. Il campo è stato risistemato e non dovrebbe piovere. Tutto pare poter contribuire a una serata di spettacolo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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IL K.O. NEL DERBY

S CON L’INTER Scontro con Handanovic Balotelli si è fatto male il 24 febbraio nel derby, in un scontro con Handanovic, procurandosi una contusione osseo muscolare nella zona del perone della gamba destra.

Classifica SQUADRE

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PARTITE V N P

RETI F S

JUVENTUS 59 27 18 5 4 54 18 NAPOLI 53 27 15 8 4 47 22 MILAN 48 27 14 6 7 48 32 INTER 47 27 14 5 8 44 36 LAZIO 47 27 14 5 8 37 32 FIORENTINA 45 27 13 6 8 48 33 ROMA 43 27 13 4 10 57 48 CATANIA 42 27 12 6 9 36 34 UDINESE 40 27 10 10 7 36 34 SAMPDORIA (-1) 35 27 10 6 11 34 30 BOLOGNA 32 27 9 5 13 38 36 TORINO (-1) 32 27 7 12 8 32 32 PARMA 32 27 8 8 11 32 36 CAGLIARI 31 27 8 7 12 32 47 ATALANTA (-2) 30 27 9 5 13 26 38 CHIEVO 29 27 8 5 14 27 44 GENOA 26 27 6 8 13 27 40 SIENA (-6) 21 27 7 6 14 27 39 PALERMO 21 27 3 12 12 22 39 PESCARA 21 27 6 3 18 20 54 ■ CHAMPIONS ■ PRELIMINARI CHAMPIONS

■ EUROPA LEAGUE ■ RETROCESSIONE

La classifica tiene conto di quest’ordine preferenziale: 1) punti; 2) a parità di partite g ocate, differenza reti; 3) gol segnati

S NO LAZIO Solo cure a Milanello L’attaccante ha saltato la gara con la Lazio di sabato scorso ed è rimasto a Milanello a curarsi.

S IL RIENTRO Da ieri in gruppo Dopo 10 giorni di lavoro personalizzato, ieri Balotelli è tornato ad allenarsi con la squadra.

PROSSIMO TURNO 28ª GIORNATA domani 8 marzo, ore 20.45 GENOA-MILAN sabato 9 marzo UDINESE-ROMA domenica 10 marzo ATALANTA-PESCARA ore 12.30 CAGLIARI-SAMPDORIA CHIEVO-NAPOLI JUVENTUS-CATANIA PALERMO-SIENA PARMA-TORINO INTER-BOLOGNA ore 20.45 LAZIO-FIORENTINA ore 20.45

(0-1) (3-2) (0-0) (1-0) (0-1) (1-0) (0-0) (3-1) (3-1) (0-2)

MARCATORI 18 RETI Cavani (3) (Napoli) 16 RETI El Shaarawy (Milan) 14 RETI Di Natale (4) (Udinese) 11 RETI Sau (Cagliari); Jovetic (1) (Fiorentina); Lamela e Osvaldo (2) (Roma) 10 RETI Gilardino (Bologna); Klose (Lazio); Pazzini (3) (Milan) 9 RETI Denis (3) (Atalanta); Milito (3) (Inter); Hamsik (Napoli); Totti (1) (Roma) 8 RETI Cassano (Inter); Hernanes (1) (Lazio); Icardi (Sampdoria); Bianchi (3) (Torino) 7 RETI Bergessio (Catania); Paloschi (2) (Chievo); Toni (Fiorentina); Borriello (1) (Genoa); Palacio (Inter); Giovinco (1) e Quagliarella (Juventus); Belfodil (Parma) 6 RETI: Bonaventura (Atalanta); Matri e Vucinic (1) (Juventus); Amauri (1) (Parma) 5 RETI: Gabbiadini (1) e Kone (Bologna); Gomez e Lodi (1) (Catania); Thereau (Chievo); Rodriguez (2) (Fiorentina); Immobile (Genoa); Pirlo, Pogba e Vidal (2) (Juventus); Inler (Napoli); Ilicic e Miccoli (1) (Palermo); N. Sansone (Parma); Cerci (Torino)

È MORTO IL PADRE

Gravissimo lutto per il collega Andrea Masala Il nostro collega Andrea Masala è stato colpito da un gravissimo lutto. Ieri è deceduto a Sassari il padre Bruno. Aveva 82 anni. I funerali si svolgeranno domani alle 15.30 nella chiesa di San Vincenzo, in via Turati a Sassari. In questo difficile momento, la famiglia della Gazzetta dello Sport è affettuosamente vicina ad Andrea e ai suoi cari.

Tutta la famiglia de La Gazzetta dello Sport partecipa con grande affetto al dolore di Andrea e dei suoi cari per la scomparsa del padre

Bruno Masala - Milano, 6 marzo 2013. Alessandra e Carlo sono vicini ad Andrea e alla sua famiglia in questo momento di dolore per la perdita del padre

Bruno Masala - Milano, 6 marzo 2013. Il Presidente Onorario Silvio Berlusconi, i Vice Presidenti Adriano Galliani e Paolo Berlusconi, il Consiglio di Amministrazione, i tecnici, i calciatori e il personale tutto di A.C. Milan sono affettuosamente vicini alla famiglia e piangono la scomparsa di

Bruno Masala - Milano, 6 marzo 2013.

Bruno Masala Partecipano al lutto: – Edgardo Signati. – Alberto Cerruti. – Germano Bovolenta. – Sergio Gavardi. La Direzione, le Redazioni e le Segreterie de La Gazzetta dello Sport, di Sportweek e di Gazzetta.it partecipano con grande affetto al dolore dei familiari e dei colleghi per la scomparsa di

Marco Fontana indimenticabile compagno di lavoro. - Milano, 6 marzo 2013.


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TRA SERIE A E CHAMPIONS DOMANI ANTICIPO DELLA 28a GIORNATA

Milan a dieta per la crema catalana Aria di turnover in vista Barça: riposano Zapata e Ambrosini, in difesa Zaccardo o Yepes con Mexes FABIANA DELLA VALLE MILANO

Ragionare a lungo raggio, tenendo conto del Genoa ma anche della sfida di martedì prossimo con il Barcellona. La parola turnover non è mai piaciuta tanto a Massimiliano Allegri. L’allenatore rossonero preferisce utilizzare i giocatori più in forma, senza preoccuparsi delle partite che verranno. Stavolta però la posta in palio è troppo alta per non fare anche questo tipo di calcoli. Così il tecnico deciderà chi mandare in campo in campionato anche in base a quello che farà a Barcellona. Zapata a riposo La cosa positiva

CALCIOSCOMMESSE

Bellomo scagionato anche a Roma ROMA

Due sole audizioni ieri in Procura federale per il filone Bari bis. Pochi minuti è durata l’audizione di Nicola Bellomo, arrivato senza avvocato. La sua posizione, archiviata a Bari grazie alle testimonianze di Andrea Masiello, Marco Esposito e Cristian Stellini, è stata chiarita anche a Roma: lui si cambiava in un altro spogliatoio ed era «troppo giovane» per essere informato delle decisioni dei senatori. Più lunga l’audizione di Stefano Guberti che, già squalificato tre anni per Bari-Sampdoria, ieri doveva rispondere della combine di Salernitana-Bari (sempre chiamato in ballo da Andrea Masiello), ma questa volta è anche Marco Esposito a dire che fu Guberti con Masiello a invitarlo all’incontro con i giocatori della Salernitana. Oggi saranno sentiti Salvatore Masiello (calciatore Torino), Luca Fusco (calciatore Paganese), Antonio Lombardi (ex presidente Salernitana), Francesco Caputo (calciatore Bari), Antonio Infimo (calciatore Isola Liri) e Paulo Da Souza Barreto (calciatore Torino). Aggiornato anche il calendario: Andrea Masiello e Giovanni Marchese l’11 marzo, Fabio Brini il 12. ma.gal. © RIPRODUZIONE RISERVATA

CON MALAGÒ

Consiglio Figc: si discute anche di lotta al doping Oggi è in programma il Consiglio federale al quale interverranno in apertura anche il presidente del Coni Giovanni Malagò e il segretario generale Roberto Fabbricini. In attesa della Giunta del 15 che dovrà pronunciarsi sui criteri di voto per scegliere i vicepresidenti, oggi si parlerà di lotta al doping (le proposte sul passaporto biologico), di giustizia sportiva e di budget 2013, e probabilmente su questo a Malagò i consiglieri chiederanno assicurazioni.

è che in questo momento Allegri ha tutti a disposizione: a parte i lungodegenti Didac Vilà e De Jong, gli altri ieri si sono allenati con il gruppo. Oltre a Balotelli, sono rientrati anche Bojan, Antonini, Constant e Zapata, mentre Bonera era tornato con gli altri a inizio settimana. Il colombiano era stato sostituito nel primo tempo per un fastidio muscolare all’adduttore. Niente di grave, però Allegri lo vuole al top contro il Barcellona e per questo ha già deciso che lo terrà a riposo domani. Contro Messi e compagnia il tecnico ha intenzione di confermare la coppia titolare dell’andata, quindi accanto al colombiano ci sarà Mexes. Philippe ha saltato per squalifica la gara con la Lazio,

care tutte e due le partite pare Montolivo. Ambrosini salterà Genova e comincerà già a prepararsi per la trasferta catalana, gli altri sono in lizza maglia da titolare: Nocerino, Flamini e Muntari, di questi tre ne giocheranno due. Al di là dell’inevitabile turnover, l’obiettivo di Allegri è quello di non far calare troppo la tensione e di mantenere i ragazzi concentrati sul campionato: il Milan non può permettersi di perdere punti per raggiungere l’obiettivo Champions League. Marassi non è uno campo facile per i rossoneri: contro la Samp a gennaio è finita 0-0, andò meglio nella scorsa stagione contro il Genoa con il 2-0 firmato da Ibra e Nocerino.

martedì non si è allenato ma ieri era regolarmente in campo. Probabile che contro il Genoa ci sia e che con lui giochi uno tra Zaccardo e Yepes, a meno che l’allenatore non decida di risparmiare anche Mexes e di affidarsi ai due centrali dalla chioma fluente (che hanno giocato insieme il secondo tempo di Milan-Lazio). In teoria ci sarebbe anche Bonera, che però è fermo da quasi un mese e ha bisogno di mettere minuti nelle gambe. Altro rebus sulle fasce: Constant è pronto ma De Sciglio ha fatto molto bene a sinistra, così il ragazzino potrebbe essere risparmiato per la Champions. Montolivo stakanovista A centrocampo l’unico sicuro di gio-

Cristian Zaccardo, 31 anni, ha debuttato col Milan contro la Lazio LAPRESSE

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TRA SERIE A E CHAMPIONS IL RIVALE DI MARTEDI’

Messi: «Segno al Milan Sarà una gran rimonta» Il campione del Barcellona prepara la sfida del Camp Nou: «Può succedere di tutto. Il Real? Può vincere la Champions» DAL NOSTRO INVIATO

inGiappone

EMILIANO POZZONI BARCELLONA

La conferenza dura 40 minuti e lo vedi bene: timido, impacciato, che scandisce appena le parole senza allontanarsi mai dal politically correct. Ma la Pulce è carica: sbuffa, si muove a scatti e suda sotto i riflettori di un palco allestito nel museo che gli hanno dedicato nel cuore di Barcellona, ai piedi del quale brillano i quattro Palloni d’Oro conquistati in pochi anni di fantastica carriera. Il solito Leo Messi. La domanda che lo colpisce nell’orgoglio arriva alla fine: in nove partite di Champions contro squadre italiane non hai mai segnato su azione, solo rigori. C’è qualcosa che ti infastidisce nel modo di giocare delle nostre squadre? E, potendo, quale giocatore toglieresti al Milan? La cosa non gli piace. Per uno abituato a infrangere record a ogni partita è normale che i numeri negativi pesino doppio. La Pulce sbotta Gli occhi gli si

accendono e (quasi) sbotta: «Le squadre italiane sono brave a rinchiudersi dietro: due linee compatte di quattro giocatori, e via». Come dire: fate ca-

In vendita scultura del sinistro di Leo Leo Messi, 25 anni, 4 volte Pallone d’oro ANSA

«Non toglierei nessun giocatore ai rossoneri: vengano pure tutti al completo»

tenaccio. «E no, non toglierei nessuno al Milan: hanno buoni giocatori, certo, ma vengano pure tutti al completo». Mancava solo un: «Vi sto aspettando». E chiude: «Spero comunque di infrangere questo tabù martedì prossimo». Come una minaccia. Del resto Leo ci crede, eccome, alla Remontada. «Col Milan possiamo farcela: non abbiamo segnato in Italia, lo faremo al Camp Nou. Sarà difficile ma pensiamo di far-

«Ginza Tanaka», una nota gioielleria giapponese ha riprodotto a grandezza naturale il piede sinistro del calciatore argentino Lionel Messi in oro puro. Alla presenza del fratello maggiore di Messi, Rodrigo, è stata svelata l'opera d'arte a Tokyo. Il piede riprodotto in oro del calciatore del Barcellona, vincitore degli ultimi quattro Palloni d'Oro, del peso di 25 kg dovrebbe valere approssimativamente 5,25 milioni di dollari, circa 4 milioni di euro. L'opera d'arte sarà messa in vendita oggi.

cela, possiamo segnare due gol e poi giocarcela». Per il Barcellona è la partita della stagione. L’argentino, impegnato nel lancio delle nuove scarpe Adizero f50 studiate su misura per lui, risponde alle domande e spiega che lo spogliatoio catalano «ha individuato i problemi, ma sono cose interne: non sarebbe corretto parlarne in pubblico». Situazione critica Il quotidiano Sport ha svelato che ci sono state delle riunioni tra i senatori: Xavi, Puyol, Busquets e la stessa Pulce, naturalmente. La situazione è critica e i capitani avrebbero deciso di riprendere in mano le redini di una squadra orfana del suo allenatore. La Champions rischia di scappare. Verso Madrid? Leo ammette: «Il Manchester United avrebbe potuto vincere il trofeo e adesso può invece vincerlo il Real Madrid. Il calcio tedesco è molto cresciuto, altrimenti Bayern Monaco, Schalke 04 e Borussia Dortmund non sarebbero lì». Dopo avere rinviato al mittente l’ipotesi di un Rooney barcellonista e di un Maradona tecnico al Camp Nou, la Pulce punta il dito sul Mondiale e viaggia con la fantasia, fino a raggiungere i campi del Brasile, che l’anno prossimo lo organizzerà. «Intanto pensiamo a qualificarci e a giocare bene con l’Argentina — taglia corto —. Certo, il Brasile è favorito, ma noi stiamo crescendo e presto diventeremo un gruppo, perché per vincere un Mondiale occorre partire da un buon gruppo». Vuole seguire le orme di Maradona, che nell’86 in Messico trascinò l’albiceleste a un trionfo tutt’altro che annunciato (il secondo della propria storia, dopo quello del 1978), ma «bisognerà lavorare e migliorare come squadra». © RIPRODUZIONE RISERVATA

DOPO IL CLASICO

Valdes, stop di 4 turni Piquè rischia

Le proteste di Victor Valdes BARCELLONA Victor Valdes, portiere del Barcellona, è stato squalificato per quattro giornate per le veementi proteste contro la terna arbitrale del Clasico di Liga perso dai blaugrana contro il Real Madrid sabato scorso al Bernabeu. «Siete senza vergogna», avrebbe gridato più volte Valdes, prima in campo e poi dopo l'espulsione nel tunnel che porta agli spogliatoi, alla terna arbitrale diretta da Perez Lasa. Valdes salterà quindi le sfide di Liga contro Deportivo, Maiorca, Rayo Vallecano al Camp Nou e in trasferta sul campo del Celta Vigo. Il Barcellona ha annunciato ricorso. Il comitato tecnico degli arbitri spagnoli ha chiesto che vengano presi provvedimenti disciplinari nei confronti del difensore del Barcellona, Piquè, reo di aver fatto il gesto delle manette e di aver rilasciato dichiarazioni lesive per la reputazione del direttore di gara che ha arbitrato il match contro il Real Madrid.


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SERIE A IN DIFFICOLTÀ GLI AZZURRI NON VINCONO DAL 2 FEBBRAIO: GLI ULTIMI TRE PAREGGI HANNO RALLENTATO LA CORSA VERSO LO SCUDETTO

Il Napoli va piano, la colpa è dei primi tempi Gli inizi di partita sono il problema di Mazzarri, che ora sta lavorando sul piano mentale MIMMO MALFITANO NAPOLI

Non si può considerarlo più un falso problema, soprattutto quando la questione si ripropone, sistematicamente, in ogni partita. Il riferimento è al carattere, all’atteggiamento sbagliato col quale il Napoli approccia alle partite. Una condizione che ne sta limitando il cammino in campionato, tant’è che l’ultima vittoria risale al 2 febbraio, contro il Catania. Da alcuni mesi, Walter Mazzarri sta lavorando al pro-

blema per eliminare definitivamente questo handicap che gli sta costando diversi punti. In genere, le difficoltà maggiori emergono nel primo tempo, a prescindere dalla caratura dell’avversario. È accaduto contro la Sampdoria, per esempio, o contro l’Udinese, e la stessa roba s’è verificata venerdì scorso, nello sfida diretta con la Juve. I dati più immediati, in ogni modo, si riferiscono alle ultime 6 partite (4 di campionato e 2 di Europa League) che hanno prodotto soltanto 4 pareggi e 2 sconfitte. Risultati che hanno rallentato l’inseguimento alla Juventus, che guida la classifica con 6 punti di vantaggio (7 se si considerano gli scontri diretti che sono a favore dei bianconeri). Calendario ok Mazzarri, diceva-

mo, ci sta lavorando, perché sa bene che il prossimo ciclo di ga-

re potrà essere determinante per le ambizioni di scudetto del suo Napoli. Nell’ordine, dovrà affrontare Chievo, Atalanta, Torino e Genoa. «Potremmo fare un filotto di quattro vittorie», ha detto l’allenatore napoletano. Qualcosa, però, dovrà cambiare. La squadra ha la necessità di ritrovare le energie dei suoi talenti migliori (Hamsik e Insigne) oltre ai gol di Edinson Cavani, che non segna dal 27 gennaio, da Parma. Al di là della condizione fisica, probabilmente, bisognerà insistere sull’aspetto caratteriale, far sì che i giocatori non si facciano condizionare dalle tensioni. Basti rivedere il primo tempo disputato contro la Juve per avere un quadro più chiaro dei timori evidenziati dalla squadra al cospetto della capolista. Paure ricacciate indietro nel secondo tempo, quando il rendimento è salito di parecchio e quando la ten-

Cagliari in corteo «Aprite Is Arenas ai nostri tifosi» I giocatori sfilano in città: con la Samp, però, ancora porte chiuse. E il cda del club si dimette

sta al Cagliari la messa in sicurezza dell’impianto di Quartu, con la risoluzione rapida delle criticità. Quindi, è stata confermata la decisione del comune di Quartu: domenica Cagliari-Sampdoria si gioca a Is Arenas a porte chiuse. Poi, è stato aperto uno spiraglio sull’ingresso di almeno 5.000 spettatori. Un gol per i 4.800 abbonati. Ma l’idea andrà a regime per la Fiorentina (30 marzo). Anche se non si dispera di poterla concretizzare anche per la gara di domenica con i doriani. In serata è arrivato da Roma un altro parere positivo: il Coni nazionale ha decretato l’uniformità dello stadio di Quartu. Un tassello importante, perché era tra i nei evidenziati dalla Commissione di vigilanza per sostenere il no all’agibilità. Su questo fronte, i tecnici del Cagliari non demordono: è pronto un progetto alternativo per via Olimpia e il prefiltraggio, rimarcato dalla polizia. Il club, a proprie spese, accantonata per problemi urbanistici la posa dei cancelli, curerebbe l’ingresso da via Beethoven. L’ex prefetto Achille Serra, designato dalla Lega per la questione Is Arenas e molto importante nel lavoro di mediazione,

Con Cellino ai domiciliari, spunta l’ipotesi di un presidente facente funzioni I giocatori del Cagliari guidano il corteo per Is Arenas aperto nel centro del capoluogo sardo ROSASPRESS

Spiragli di buon senso e dialogo in una giostra infernale: tra l’ok alle porte chiuse per la Samp, le dimissioni del Cda del Cagliari, le «aperture» del prefetto e un corteo in cui sfilano con i tifosi Nainggolan e compagni. Forse, ieri, è stata proprio la manifestazione dei supporter rossoblù, con al fianco dirigenti, giocatori e staff tecnico, oltre alle squadre giovanili, a caratterizzare la giornata. Per «Is Arenas is now» Conti e Agazzi si sono stretti allo striscione degli Special Olympics, Pinilla e Cossu hanno cantato, Astori e Dessena impugnato il

tra martedì e mercoledì prossimi sarà in città: «Sono ottimista, troveremo una soluzione», ha detto.

megafono per cadenzare i coretti, Lopez e Pulga hanno abbracciato sostenitori provenienti da mezza isola. Il corteo, con un migliaio di partecipanti, ha attraversato la città e fino al cuore del capoluogo, nel largo Carlo Felice. Composti e ordinati, i tifosi hanno contestato il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, e chiesto l’apertura dello stadio. Con un solo desiderio: poter assistere alle partite della propria squadra. Lo stadio Is Arenas Il prefetto

Alessio Giuffrida, il questore Massimo Bontempi e il presidente della Commissione vigilanza, Carolina Bellantoni, hanno ricevuto una delegazione di tifosi. In Prefettura è stata chie-

Un momento della pacifica manifestazione di protesta di ieri a Cagliari ROSASPRESS

Maturità La questione mentale è da considerare più di ogni altra cosa, tenendo conto anche del valore tecnico del Napoli. La maggior parte dei giocatori non ha mai vissuto esperienze importanti a livello di club, fatta eccezione per Pandev, che con l’Inter di Mourinho ha conquistato il triplete. Manca la mentalità della grande squadra, dunque, di un collettivo che sappia imporsi all’avversario per carattere e per forza. D’atra parte, ogni qualvolta il Napoli ha avuto la possibilità di fare il salto di qualità, è sempre venuto meno, lasciando deluso l’ambiente. Lo stesso Mazzarri è alla sua prima esperienza in un ambiente importante dopo aver fatto tanta provincia. Ma la realtà del campionato vede il suo collettivo al secondo posto come unico e vero antagonista della Juventus. E allora, perché non provarci?

Walter Mazzarri, 51 anni, col Napoli sempre qualificato in Europa LAPRESSE

La prefettura potrebbe dare il via libera agli abbonati dal 30 marzo

MARIO FRONGIA CAGLIARI

sione della gara ha preso il soppravvento sull’emotività.

Dimissioni del Cda A tarda sera il colpo di scena viene dalla sede del club: il consiglio d’amministrazione del Cagliari si è dimesso dopo una riunione straordinaria. Il sito societario spiega: «La decisione è stata presa per aderire alla manifestazione dei tifosi: se ne condividono scopi, protesta e cause che l’hanno provocata». Si vocifera di una promozione: con il patron Massimo Cellino ai domiciliari, potrebbe diventare Giovanni Pinna il nuovo presidente facente funzioni. © RIPRODUZIONE RISERVATA

A

TRE NOMI DI VALORE

S Pedro Obiang Centrocampista spagnolo, 20 anni, alla terza stagione nella Sampdoria. In questo torneo ha giocato 23 partite segnando un gol

S Eder Attaccante brasiliano, 26 anni, al secondo campionato nella Sampdoria. In questa stagione, 22 presenze e 4 reti

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STRATEGIE BLUCERCHIATE

La Sampdoria blinda l’oro di famiglia Per Obiang, Eder e Krsticic, lunghi rinnovi. Poli e Icardi in cambio solo di baby talenti ALESSIO DA RONCH GENOVA

Ci sono e ci saranno un serbo, uno spagnolo e un brasiliano. Sembra una barzelletta ma la storia fa comunque sorridere i tifosi della Sampdoria, perché il rinnovo dei contratti di Nenad Krsticic, Pedro Obiang ed Eder Martins va al di là del prolungamento del rapporto con tre giovani promesse. Pilastri La Sampdoria di Edoardo Garrone guar-

da lontano e vuole fissare pilastri di sostegno importanti. Krsticic, 22 anni, e Obiang, 20, sono cresciuti professionalmente a Bogliasco, hanno firmato fino al 2017, convinti che non si ci sia soluzione migliore per la loro carriera. Tutto è venuto naturale, senza una vera e propria trattativa. Sono arrivati a Genova giovanissimi, hanno condiviso esperienze felici e pure drammatiche, sentendosi qualcosa più di semplici giocatori di passaggio in maglia blucerchiata. «Io - ha ammesso Krsticic - avevo un obiettivo preciso: restare alla Samp e giocare ancora tantissime partite con questa maglia». Messaggio Per Eder è stato diverso. Lui è un po’

S Nenad Krsticic Centrocampista serbo, 22 anni, alla Samp dal 2008, ha debuttato in B l’anno scorso. In questo campionato 22 partite e un gol

meno giovane, visto che ha 26 anni, ma in casa Samp sono convinti che non abbia ancora dato il meglio di sé. Lo considerano un altro talento in evoluzione, uno capace di stupire. In più attraverso lui la società ha potuto mandare un ulteriore messaggio. Eder, infatti, ha prolungato fino al 2017, spalmando il suo ingaggio, e ha accettato un compenso minore di quasi 200 mila euro netti all’anno. Sull’altro piatto però si è visto piazzare premi a traguardo, sia per quanto riguarda il suo score personale di gol, sia per le mete collettive, quelle con obiettivi europei per la Samp. Icardi e Poli Chi crede, come Garrone, nel futuro blucerchiato potrà guadagnare di più ed essere coinvolto nel programma babySamp, in attesa di vedere cosa succederà con Icardi e Poli, inseguiti da Inter, Napoli e Juventus. Per lasciarli partire, però, l’a.d. Sagramola e il d.s. Osti hanno un’idea precisa: un giusto conguaglio economico e giovani elementi promettenti da trasferire a Bogliasco. Nuove piante da inserire nella serra blucerchiata, gestita da un giardiniere speciale come Delio Rossi, perché crescano insieme a quei tre, il serbo Krsticic, il brasiliano Eder e lo spagnolo Obiang, il più emozionato al momento della firma: «Sono contento di poter far parte di questa famiglia ancora per tanto tempo». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SERIE A

City, pressing via sms «Lamela vieni da noi» Gli argentini di Mancini chiamano il loro connazionale Ma lui frena: «A Roma sto bene e ora siamo in risalita» ti a livello mondiale. Mi manca tantissimo per raggiungerli, però so che posso dare di più. Se si lavora e ci si impegna, si può migliorare». Sulla collocazione in campo dice: «Mi trovavo bene come attaccante destro. Ora sto cambiando la posizione e faccio ciò che mi chiede Andreazzoli. Posso fare più ruoli, anche quasi il terzino». Basta che in campo ci sia Totti. «All’inizio era strano giocarci insieme, ma posso dire che è molto bello: fa tutto con facilità». Osvaldo & la Russia Impressioni «lameliane»? La Roma sarebbe disposta a venderlo solo dinanzi ad un’offerta «monstre» che

L’attaccante: «Udinese decisiva spero di far gol» Osvaldo: si sonda il mercato russo MASSIMO CECCHINI ROMA

A volte nella vita il problema è la voglia di emulazione. Pensate a Erik Lamela: 21 anni compiuti tre giorni fa, costo storico a bilancio 20.260.000 euro e un ingaggio lordo di 2.150.000 (più premi). Ecco, è stato bello vederlo sul canale tematico sventolare la maglia del suo idolo Rajon Rondo (grazioso dono del presidente Pallotta), play dei Boston Celtics, ma chissà che non gli sia venuto un retropensiero da professionista, tipo: accidenti, lui però guadagna 14 milioni di dollari! Alla Roma, d’altronde, qualche brivido c’è, visto che la corte del Manchester City si fa sempre più serrata. Roberto Mancini è andato a vederlo a Genova contro la Samp, Vieira domenica era all’Olimpico per la partita col Genoa e nel frattempo l’amicone Aguero — che pochi mesi fa è stato ospite del giallo-

rosso a Roma — lo bombarda di sms invitandolo nella colonia argentina in cui spiccano Zabaleta e Tevez. Buon per il club che Lamela a Roma si trova benissimo, potendo anche sventolare numeri brillanti (11 gol), anche se in questo 2013 ha fatto gol solo nella partita persa contro la Samp. «L’importante è che stiamo prendendo quota — dice l’argentino —. Ora ci aspetta la gara con l’Udinese, che è importante per la continuità e per scalare la classifica. Servirebbe un mio gol. Anche se abbiamo perso molte partite il terzo posto è ancora vicino. Dipenderà da noi. Grazie alla mia famiglia sono tranquillo e credo di stare facendo abbastanza bene ma posso fare meglio, con l’aiuto dei compagni». A chi lo paragona a Pastore, replica sereno: «Non sapevo di aver segnato di più, ma lui è fortissimo. Messi o Maradona? Messi è unico, non è normale. Se somiglio a Kakà o Cristiano Ronaldo? Loro sono troppo for-

Eric Lamela, 20 anni, attaccante argentino, al secondo campionato con la Roma, ha segnato già 11 gol in questo torneo: sei di sinistro, due di destro, tre di testa

per ora sembra prematura, ma poiché tutti sono convinti che il futuro sia suo, al momento non pare sulla lista dei partenti. Tutto il contrario di Osvaldo, per cui il d.s. Sabatini ha dato mandato a dei suoi uomini di fiducia di sondare il mercato russo per avere un’offerta. Da notare che in estate l’attaccante era stato cercato da Anzhi e Rubin, ma Zeman aveva posto il veto sulla sua cessione.

FOTOPRESS

Portafortuna E a proposito di denaro, continua il conto alla rovescia (data limite 14 marzo) riguardo al possibile versamento dei soldi da parte dello sceicco Adnan Adel Aref Al Qaddumi al Shtewi. Fonti vicine a quest’ultimo rivelano come questi — accompagnato al solito da Michele Padovano — anche domenica era all’Olimpico, pur se non in tribuna d’onore. Dicono: «Vedete? Porta fortuna alla Roma». Chissà se anche denaro fresco...

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IL PROBLEMA VIVIANO E NETO VIA A FINE STAGIONE

I NUMERI

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Le presenze in campionato di Viviano con la Fiorentina. Ha preso 24 gol. Lo scorso anno a Palermo ne subì 36 in 20 gare

6

Le presenze in campionato del portiere brasiliano Neto con la Fiorentina. Ha subito 9 gol. Lo scorso anno, sempre in viola, giocò due volte, subendo 2 reti

5

Le squadre in cui ha giocato Viviano: Brescia, Cesena, Bologna, Palermo e Fiorentina. All’Inter non è mai stato utilizzato

Stephan Ruffier, classe 1986, del Saint EtienneAFP

Emiliano Viviano, 27 anni LAPRESSE

Norberto Neto, 23 anni ANSA

Fiorentina decisa: in porta si cambia L’obiettivo è Ruffier LUCA CALAMAI

Prima Viviano poi Neto e ora ancora Viviano. Un girotondo che non ha risolto il problema. La questione-portieri è costata almeno 4-5 punti alla Fiorentina. Un handicap che potrebbe costare caro nello sprint Champions. I dirigenti e Montella hanno congelato tutto sino a fine campionato. Ormai bisogna andare avanti così cercando di non rendere ancora più fragile la delicata condizione psicologica di Emiliano Viviano. E dire che sembrava una storia d’altri tempi. Il ragazzo della curva Fiesole che pur di indossare la maglia del cuore si riduce l’ingaggio. «Il Palermo mi ha pagato tanto e il riscatto doveva essere alto ma a giugno tutto può succedere. Spero di restare a lungo, mi dispiacerebbe andar via». E invece a giugno si cambia. Via Viviano: tornerà per fine prestito a Palermo per essere messo sul mercato; via Neto: tornerà in Brasile dopo avere buttato via due anni. Ora Ruffier I dirigenti

viola da mesi stanno monitorando le alternative. La prima idea? Puntare sul mercato italiano. Opzione ora in secondo piano. Il talento Perin non convince e anche Consigli, che l’estate scorsa piaceva molto, non offre quelle garanzie richieste da una società che nella prossima sta-

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gione è convinta di tornare in Europa. L’oggetto del desiderio è stato individuato in Francia. Gli osservatori viola, dopo aver spiato il promettente attaccante Aubameyang, hanno cominciato a inoltrare a Pradè e Macia relazioni sempre più interessanti su Stephan Ruffier, classe 1986, uno dei pilastri del Sant’Etienne. Un portiere tutto talento e fisico salito alla ribalta anche per uno scontro di gioco con Ibra. Costato caro, dal punto di vista disciplinare, allo svedese. Il problema è che intorno a Ruffier potrebbe scatenarsi un’asta milionaria. Il portiere è nel mirino del Milan e del ricchissimo Monaco. Se l’asticella dovesse alzarsi a cifre impossibili, la famiglia Della Valle sarebbe costretta a tirarsi indietro. E a rivalutare le posizioni di Consigli e del cagliaritano Agazzi e a chiedere alla Lazio la valutazione di Marchetti. Ma la Fiorentina sta lavorando su Ruffier e, vista l’abilità con la quale ha bruciato tutti su Borja Valero e Gonzalo Rodriguez e poi su Rossi, c’è da attendere un guizzo vincente. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA SENTENZA

Cittadella Viola: Castello ora c’è Tutti assolti dall’accusa di corruzione e dissequestro dell’area di Castello, nel 2008 indicata dai Della Valle come quella dove poter costruire la Cittadella Viola, a Firenze. Il progetto, ora, tornerà attuale?

IL FENOMENO SEI GIOCATORI ELLENICI NEL NOSTRO CAMPIONATO, DUE A BOLOGNA E DUE ALLA ROMA, UNO A PARMA E AL GENOA

La Grecia conquista l’Italia, brilla la stella di Kone Il centrocampista rossoblu: «Per rendere dobbiamo cambiare la nostra mentalità» FRANCESCO VELLUZZI

«Almeno sui greci non ci siamo sbagliati». La frase è di Albano Guaraldi, presidente del Bologna, che l’ha pronunciata dopo la vittoria dei rossoblù con la Fiorentina. Un successo arrivato nel finale grazie al gol di Lazaros Christodoulopoulos, ultimo arrivato a Casteldebole che si è aggiunto a un altro greco che in Italia sta diventando un gran giocatore: Panagiotis Kone, una scoperta di Gianluca Nani a Brescia che ora piace anche alle big.

Greci italiani Sono sei i greci in

Italia: due del Bologna, due alla Roma, il centrocampista Tachtsidis e il difensore Torosidis, uno a Parma, il centrocampista Ninis, uno al Genoa, il portiere Tzorvas che non gioca. Ha davanti Frey. Finora il rendimento più elevato lo ha la mezzala bolognese Panagiotis Kone: 1439 minuti giocati in 22 gare, 5 gol realizzati (già eguagliato il record dell’Iraklis del torneo 2009-2010). Piace il difensore romanista Vassilios Torosidis, pochi gettoni (4 e 287’), ma di qualità. E’ stato accantonato da Andreazzoli, dopo l’avvio con Zeman, il giovane (’91) centrocampista centrale Panagiotis Tachtsidis, brillante al Verona. Il rientro di De Rossi gli chiude le porte. «Affermarsi in Italia è difficile - spiega Kone -. Il campionato è duro, tattico, molto più intenso del nostro. Noi, per rendere al

saremmo primi nel girone. Vorremmo arrivare al Mondiale in Brasile. In difesa siamo tosti, non prendiamo gol. Purtroppo non abbiamo un gran peso offensivo».

Lazaros Christodoulopoulos 26 anni centrocampista del Bologna IPP

Panagiotis Kone. 25 anni, centrocampista offensivo del Bologna

Sotiris Ninis 22 anni, centrocampista offensivo del Parma

Panagiotis Tachtsidis 22 anni, centrocampista della Roma

Vassilios Torosidis, 27 anni, esterno difensivo della Roma

Alexandros Tzorvas, 30 anni, secondo portiere del Genoa

LAPRESSE

DAPRESS

LRPHOTO

EIDON

ANSA

meglio, dobbiamo fare un cambio di mentalità. Facciamo fatica a lasciare il nostro paese». L’esplosione di Kone, nato a Tirana, ma di passaporto greco («i miei genitori vivono lì, papà fa il biologo») è arrivata al terzo anno, dopo Brescia e un primo anno di apprendistato a Bologna: «Ho lavorato molto sul-

la tattica e continuo a farlo». Pensa a una big? «Se fai i sogni Dio ride. Meglio pensare al Bologna». Nazionale La Grecia ha avuto il suo momento di gloria nel 2004 quando, a sorpresa, vinse il titolo europeo. Da lì cominciò il saccheggio di calciatori.

«La cosa continua: i migliori giocano all’estero. La crisi nel nostro paese è di proporzioni drammatiche. Peggio che in Italia? Decisamente. Io spero di restare qui a lungo. Col Bologna ho un contratto fino al 2015. Kone è in Nazionale: «Dobbiamo giocare contro la Bosnia: siamo a pari punti. Battendola,

Mercato In Italia c’è attenzione per il campionato greco: Bologna è la città in cui ne sono approdati di più. «Il vivaio migliore lo ha il Panathinaikos», dice Kone. Qualche anno fa Sokratis, dopo un grande campionato al Genoa, si guadagnò il Milan. Dove non esplose. Ora al Werder Brema è una colonna: «i greci sono professionisti seri, gran lavoratori - dice il procuratore Claudio Vigorelli che ha fatto alcune mediazioni con loro -. Non si più pescare solo in Sudamerica. Poi la situazione economica spinge a fare buoni affari. E Sokratis è andato via troppo in fretta». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

SERIE B

GIOVEDÌ 7 MARZO 2013

I RECUPERI DELLA 27a GIORNATA

Torna l’Airone Il Brescia vola con Caracciolo Modena steso

L’ALTRA PARTITA CESENA SCONFITTO IN CASA

Il solito super Zaza L’Ascoli si rilancia CESENA ASCOLI

PRIMO TEMPO 1-1 MARCATORI Ceccarelli (C) al 3’, Zaza (A) al 5’ p.t.; Zaza (A) al 23’ s.t.

Gol di Budel e Stanco, poi lombardi in 10 L’attaccante entra e fa 2-1: playoff a -2 Secondo successo in 5 giorni per Calori DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA TOSI MODENA

Con la seconda vittoria esterna in cinque giorni, il Brescia conferma la sua rinascita lasciando la crisi al Modena, ancora battuto in casa nel finale con l’aggravante della superiorità numerica gestita malamente. Il brutto e il bello del successo degli ospiti porta il cognome dei due Caracciolo: in avvio di ripresa il difensore Antonio si fa espellere per doppia ammonizione, nella coda della partita il capitano Andrea, subentrato da pochi minuti, torna a vestire i panni del bomber di razza infilando di testa il gol che avvicina la squadra lombarda a -2 dal sesto posto. Così il match-winner Caracciolo spezza un digiuno che durava dal 24 novembre dell’anno passato (rigore contro il Grosseto) mentre l’ultimo centro su azione risaliva ad ottobre sul campo di Novara. L’urlo dell’attaccante, che scalciando con rabbia un cartellone pubblicitario si fa pure ammonire, è il segnale che il Brescia riparte nella corsa ai playoff. Invece il Modena deve accusare il terzo k.o. interno in extremis sempre con lo stesso punteggio, ma quello che preoccupa è il ruolino da caduta libera nel girone di ritorno con appena 5 punti raccolti in otto giornate.

ranzie tecniche migliori sulla tenuta del campo che, rappezzato in tre parti, mostra un drenaggio carente e disomogeneo sotto la pioggia caduta in giornata. Sulle fasce il pallone non corre frenato dal pantano, mentre solo sull’asse centrale è possibile giocare in velocità con rimbalzi più regolari. I padroni di casa faticano ad adeguarsi e nel primo tempo non arrivano mai dalle parti di Arcari. In avvio di ripresa, per reagire al primo svantaggio, Marcolin opera due cambi per svoltare l’inerzia negativa. Il pareggio di Stanco, che in tuffo di testa insacca un cross di Nardini, sembra dare ragione alle correzioni in corsa dell’allenatore gialloblù ma poi il Modena non riesce a sfruttare l’uomo in più e Stanco scheggia la traversa nell’ultimo assalto. Una sconfitta così fa molto male.

Modena impantanato La partita

Brescia solido Sulle ali di Zambelli, che nel finale dei due tempi manda in rete Budel e il redivivo Caracciolo, arrivano tre punti che replicano quelli raccolti a Lanciano. Con le spalle al muro, il Brescia con grande solidità trova una reazione importante che dà fiducia per il futuro. Budel gioca alla Pirlo e va in gol con un perfetto inserimento da dietro. Nella ripresa l’inferiorità numerica non allarma Calori che invece di coprirsi fa entrare Caracciolo ricavando un gol pesantissimo per il morale e la classifica.

rinviata per neve non offre ga-

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CESENA (4-2-3-1) Campagnolo 6; Comotto 5,5, Volta 6, Tonucci 5 (dal 13’ s.t. Gessa 6), Brandao 6; Parfait 5, Meza Colli 6; Ceccarelli 6, Succi 5, Defrel 6 (dal 1’ s.t. Djokovic 5); Granoche 6,5 (dal 24’ s.t. Rodriguez 5). PANCHINA Ravaglia, Morero, Consolini, Graffiedi. ALLENATORE Bisoli 5,5.

Il grande stacco di testa di Andrea Caracciolo, 31 anni, per il 2-1 IPP

MODENA BRESCIA

1 2

PRIMO TEMPO 0-1 MARCATORI Budel (B) al 39’ p.t.; Stanco (M) all’11’, And. Caracciolo (B) al 43’ s.t.

MODENA (4-3-3) Colombi 5,5; Gozzi 5,5, Andelkovic 5,5, Perna 6, Minarini 4,5; Osuji 5, Moretti 6,5, Mazzarani 5 (dal 1’ s.t. Nardini 5,5); Lazarevic 6, Ardemagni 5,5, Piscitella 5 (dal 1’ s.t. Stanco 6,5). PANCHINA Manfredini, Aldrovandi, Gulan, Pagano, Maiorino. ALLENATORE Marcolin 5. BRESCIA (4-3-2-1) Arcari 6; Zambelli 7,5, Ant.Caracciolo 5, De Maio 6,5, Daprelà 6,5; Finazzi 6, Budel 7, Rossi 6; Felipe 6 (dal 26’ s.t. Mitrovic 6), Scaglia 5,5; Corvia 5 (dal 35’ s.t. And.Caracciolo 7). PANCHINA Cragno, Rosso, Picci, Arias, Benali. ALLENATORE Calori 7. ARBITRO Manganiello di Pinerolo, 6. GUARDALINEE Ciancaleoni 6 - Di Vuolo 6,5. ESPULSI Ant. Caracciolo (B) al 17’ s.t. per doppia ammonizione (entrambe gioco scorretto). AMMONITI Minarini (M) per gioco scorretto; And. Caracciolo (B) per c.n.r. NOTE paganti 1.213, incasso di 25.890 euro; abbonati 2.531, quota di 22.742 euro. Tiri in porta 2 (con una traversa)-3. Tiri fuori 3-3. In fuorigioco 3-9. Angoli 1-6. Recuperi: p.t. 1’; s.t. 3’.

h 7,5 il migliore ZAMBELLI (Brescia) Più che un terzino è un trattore, sfonda sulla sua fascia e confeziona assist

CLASSIFICA SQUADRE

PT

SASSUOLO LIVORNO VERONA EMPOLI VARESE (-1) PADOVA BRESCIA JUVE STABIA MODENA (-2) ASCOLI (-1) CITTADELLA NOVARA (-5) TERNANA LANCIANO CESENA CROTONE (-2) SPEZIA REGGINA (-2) BARI (-7) VICENZA PRO VERCELLI GROSSETO (-6)

64 57 53 46 46 42 40 39 37 36 36 35 34 34 34 33 33 31 29 28 22 19

PARTITE G V N P 29 20 4 5 29 17 6 6 29 15 8 6 29 12 10 7 29 13 8 8 29 10 12 7 29 9 13 7 29 10 9 10 29 10 9 10 28 10 7 11 29 9 9 11 29 11 7 11 29 8 10 11 29 7 13 9 29 8 10 11 28 9 8 11 29 8 9 12 29 7 12 10 29 9 9 11 29 6 10 13 29 5 7 17 29 5 10 14

RETI F S 59 25 54 36 41 23 48 41 39 35 34 31 37 31 42 41 37 35 38 40 33 40 43 31 27 30 32 41 33 47 27 35 38 47 27 35 34 33 31 40 23 47 32 45

U PROMOSSE U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSI

PROSSIMO TURNO Sabato, ore 15 ASCOLI EMPOLI (3 0), BARI JUVE STABIA (1 2), BRESCIA NOVARA (2 4), GROSSETO VERONA (0 2), MODENA CITTADELLA (3 0), PADOVA VICENZA (2 0), PRO VERCELLI LANCIANO (1 1), TERNANA SPEZIA (1 1), VARESE SASSUOLO (0 4). Ore 18 LIVORNO REGGINA (3 1). Lunedì, ore 20.45 CROTONE CESENA (0 0)

ASCOLI (3-5-2) Gomis 6; Ricci 5,5, Peccarisi 5,5, Faisca 6; Scalise 6,5, Capece 6, Di Donato 6,5 (dal 39’ s.t. Legittimo s.v.), Fossati 6,5 (dal 31’ s.t. Loviso 6), Pasqualini 6,5; Zaza 8, Feczesin 6,5 (dal 43’ s.t. Soncin s.v.). PANCHINA Maurantonio, Prestia, Conocchioli, Graham. ALLENATORE Silva 6,5. ARBITRO Castrignanò di Brindisi 6. GUARDALINEE Vicinanza 6-Carbone 6. AMMONITI Volta (C), Capece (A), Fossati (A) e Zaza (A) per gioco scorretto; Meza Colli (C) per c.n.r. NOTE paganti 2.400, incasso di 11.297 euro; abbonati 7.580, quota di 35.054 euro. Tiri in porta 5-5. Tiri fuori 5-2. In fuorigioco 5-3. Angoli 4-3. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 4’.

ALESSANDRO BURIOLI CESENA (FC)

La storia dei rinvii per neve, al Manuzzi nell’era Bisoli, va sempre così. Partite sospese (3 anni fa con il Sassuolo) o rimandate (quest’anno con l’Empoli prima e con l’Ascoli poi) che si chiudono con la sconfitta del Cesena. Questa volta per i romagnoli è ancora più amara: il 23 febbraio, infatti, nell’Ascoli non ci sarebbe stato Zaza perché squalificato. Scontato lo stop con il Sassuolo, ieri il 21enne attaccante di proprietà della Sampdoria è tornato in prima linea e ha fatto la differenza, dimostrando di essere già pronto per la A. Una punta completa, che sa cucire il gioco, andare in profondità, lottare, picchiare, ma soprattutto segnare, sia di testa sia di piede. Il successo dell’Ascoli, che gioca un calcio antico fatto di difesa e lanci lunghi, è tutto qui. Mentre il Cese-

LEGA PRO ATTACCANTI DA COPERTINA

Virdis e Grassi a venti gol Vanno più forte di Cavani

di Castelnuovo Garfagnana. Si è fatto sette anni di C2 con la squadra della sua città, poi tre a San Marino. E quando ha scalato un gradino, arrivando alla Lucchese, ha capito quant’è spietato, e non sempre meritocratico, il calcio: nonostante la buona stagione, nessuno l’ha cercato. Così è sceso di nuovo di categoria (Borgo a Buggiano). Ma il passato è servito a qualcosa: il d.g. Paolo Giovannini, che stravede per lui dai tempi di Castelnuovo, e il tecnico Paolo Indiani, che lo ha apprezzato a Lucca, non si sono scordati di lui. ro.pe.

4

I BOMBER TRA I PRO’

S

Grazie Indiani e Giovannini Grassi ha 29 anni ed è

Dall’alto Francesco Virdis, 28 anni, e Luigi Grassi, 29 anni VIGO-GERMOGLI

na perde perché, a differenza di quanto successo con il Modena, non è assistito dalla fortuna, paga la maggiore stanchezza (sabato l’Ascoli ha giocato un tempo solo) e gli infortuni di Coppola, D’Alessandro e, a gara in corso, di Defrel. Botta e risposta Partenza sprint

del Cesena: Granoche va in gol al 2’, ma la sua prodezza in tuffo di testa viene annullata per evidente fuorigioco. Passano pochi secondi e l’uruguagio di tacco arma Succi: destro che Faisca smorza nei pressi di Pasqualini e Ceccarelli, protesi in scivolata. L’ascolano tocca per liberare, ma la palla colpisce la punta del piede di Ceccarelli ed entra. Pasqualini si riscatta subito, disegnando al 5’ un cross perfetto per la testa di Zaza, dimenticato da Tonucci all’altezza del dischetto. E’ già 1-1. Il Cesena preme, ma Meza Colli da fuori, Defrel e Succi da centro area non inquadrano i pali. Colpo da tre punti Ripresa più equilibrata e caotica. Il Cesena ha la palla della vittoria al 16’, ma Di Donato respinge sulla linea il colpo di testa di Granoche su corner del rientrante Gessa. L’Ascoli dopo sette minuti sfrutta la sua chance. L’arbitro Castrignanò «intercetta» un passaggio per Parfait e scatena involontariamente il contropiede dell’Ascoli chiuso da un destro di Feczesin che Campagnolo mette in corner. Fossati scambia con Di Donato e crossa: Comotto prolunga e finisce per liberare Zaza sul secondo palo per il definitivo 1-2. © RIPRODUZIONE RISERVATA

h 8 il migliore ZAZA (Ascoli) Attaccante completissimo (segna di testa e di sinistro), di altra categoria

SERIE D

Ecco i capocannonieri dei vari tornei professionistici.

Non Cavani in Serie A, non Sansovini in B. Bisogna scendere fino all’ultimo gradino dei professionisti per trovare i primi bomber capaci di raggiungere quota 20 nella classifica cannonieri. Sono Francesco Virdis del Savona e Luigi Grassi del Pontedera, squadre seconde nei rispettivi gironi. I due attaccanti hanno storie simili, per farsi apprezzare hanno dovuto sgomitare. Il primo è sardo di Ozieri, ha 28 anni ed esulta come Drogba. Prometteva bene, da ragazzo. E’ stato a Cesena, Modena e Ravenna in B, con poca fortuna, e anche le avventure in Lega Pro sono state avare di soddisfazioni. Così Virdis - soltanto omonimo di Pietro Paolo campione d’Italia con Juventus e Milan negli anni 70 e 80 - ha preso la spinta verso l’alto ripartendo dalla Serie D, nel Sant’Elia. Virdis, adesso, dovrà mettere la propria maglia all’asta per beneficenza: l’aveva annunciato alla Gazzetta in caso di raggiungimento dei 20 gol.

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1 2

SERIE A Cavani (Napoli) 18 gol SERIE B Sansovini (Spezia) 18 gol PRIMA DIVISIONE - A Della Rocca (Carpi) 12 gol PRIMA DIVISIONE - B Evacuo (Nocerina) 13 gol SECONDA DIVISIONE - A Virdis (Savona) 20 gol SECONDA DIVISIONE - B Grassi (Pontedera) 20 gol

LA SITUAZIONE IN PRIMA DIVISIONE

Trapani riparte da capolista: domenica c’è il Portogruaro Latina in casa contro l’Andria La situazione del girone A di Prima divisione dopo 25 giornate: Trapani* p. 45; Lecce 44; Alto Adige*˚ 40; Entella 36; San Marino*˚ e Carpi 35; Lumezzane e Feralpi Salò* 34; Pavia 33; Cremonese (-1) 30; AlbinoLeffe˚ (-6) 29; Portogruaro*˚ (-1) 27; Como* (-1) e Cuneo˚ 24; Reggiana* 22; Treviso (-1) 12; Tritium˚ 10. Domenica, ore 14.30: Carpi-San Marino (lunedì, ore 20.45; 3-0); Como-Alto Adige (0-0); Cuneo-Tritium (0-0); Entella-Feralpi Salò (1-1); Lecce-Lumezzane (1-2); Reggiana-Cremonese (0-0); Trapani-Portogruaro (1-1); Treviso-Pavia (0-2). Riposa AlbinoLeffe. (* ha riposato, ˚ una da recuperare). La situazione del girone B dopo 22 giornate: Latina* (-1) p. 43; Avellino 42; Nocerina e Perugia (-1) 37; Frosinone (-1) e Pisa 34; Benevento 33; Prato 30; Viareggio e Catanzaro 29; Gubbio 28; Paganese* 27; Andria (-2) 23; Sorrento 16; Barletta 14; Carrarese 13. (*una partita in meno). Domenica, ore 14.30: Avellino-Viareggio (1-1); Barletta-Frosinone (1-3); Benevento-Sorrento (1-1); Carrarese-Perugia (0-3); Catanzaro-Pisa (1-4); Gubbio-Prato (1-0); Latina-Andria (1-0); PaganeseNocerina (4-1, a Pisa e a porte chiuse). NO DI ROMANIELLO (g.ar.) Nicola Romaniello rifiuta la panchina della Normanna («Non torno dove sono stato esonerato due volte») e oggi il patron Spezzaferri spera di convincere Sergio, anche lui cacciato due mesi fa. UNDER 20 OK A Trieste l’Under 20 di Lega Pro ha battuto 4-1 la Slovenia in una partita valida per la Regional Competition: doppiette di De Vita (Monza) e Montini (Feralpi Salò, uno su rigore). STADI SENZA BARRIERE Oggi alla Scuola superiore di Polizia a Roma si terrà un incontro per verificare l’avanzamento dei progetti per gli stadi di Catanzaro, Cremonese, L’Aquila, Martina e Perugia. Interverrà anche Francesco Ghirelli, d.g. della Lega Pro.

I recuperi Il Bra vince a Gozzano e va a +4 Castelfranco a valanga (5 gol) Diluvio a Tortona: altro rinvio Si sono giocati ieri 17 dei 18 recuperi in programma: Derthona-Santhià, infatti, è stata di nuovo rinviata, stavolta per la troppa pioggia. Intanto il Bra vince a Gozzano e si porta a +4 sulle inseguitrici. GIRONE A Asti-Bogliasco 0-0; Borgosesia-Lavagnese 1-0; Derthona-Santhià rinviata; Gozzano-Bra 0-1; Sestri Levante-Novese 0-1; Trezzano-Folgore Caratese 0-1; Verbania-Verbano 1-2. Classifica: Bra p. 55; Lavagnese e Chieri 51; Santhià* 47; Borgosesia e Chiavari 40; Folgore Caratese 37; Verbania 34; Derthona* 33; Gozzano 30; Bogliasco 29; Sestri Levante 28; Asti 26; Tortona 25; Verbano 24; Trezzano 23; Novese 21; Imperia 16. (* una gara in meno). GIRONE B Lecco-Olginatese 1-1; San Giorgio-Caronnese 0-1; Seregno-Mezzocorona 1-0; Seriate-Mapellobonate 1-0; Voghera-Caravaggio 1-0. Classifica: Pergolettese p. 59; Pontisola 57; Voghera 54; Olginatese 50; Caronnese 49; Lecco (-3) e Castellana 44; Atletico Montichiari 40; Alzano Cene e Seriate 38; Caravaggio 37; Mapellobonate 36; Seregno 35; Darfo (-3) e Pro Sesto 33; Fersina Perginese 32; San Giorgio 24; Mezzocorona 20; Trento (-1) 17; Sant'Angelo 13. GIRONE D Bagnolese-Forcoli 1-2; Castelfranco-Camaiore 5-0; Castenaso-Rosignano 1-3; Pavullese-Fortis Juventus 0-2; Pistoiese-Formigine 2-1; Riccione-Fidenza 2-1. Classifica: Tuttocuoio p. 53; Pro Piacenza 50; Lucchese 47; Massese e Spal 45; Pistoiese 40; Mezzolara 39; Castelfranco 37; Fidenza 36; Formigine e Fortis Juventus 35; Castenaso 30; Forcoli 26; Camaiore e Riccione (-1) 23; Pavullese 20; Rosignano 18; Bagnolese 17. GIUDICE Il giudice sportivo ha respinto il reclamo della Virtus Vecomp nei confronti del Giorgione convalidando così l’1-1 maturato sul campo. Allenatori: 3 gare a Orsini (Mezzocorona), 2 a Daidola (Bra) e Zattarin (Este). Calciatori: 3 gare a D’Avino (Deruta), Chemi (Fortis Trani) e Masala (Torres).


GIOVEDÌ 7 MARZO 2013

laRiflessione di SIMONE MORO

offro anch'io, tanto, come tutti gli alpinisti che hanS no a cuore le vite dei due alpinisti polacchi, dispersi in queste ore a 7900 metri sul Broad Peak, in Pakistan. Ciò che stavano facendo ed avevano realizzato era stata una scalata storica, la prima salita invernale di questa montagna del Karakorum di 8047 metri dopo oltre 25 anni di tentativi. Il vento ed il gelo che si provano alla quota di volo di un jumbo, quando a piedi si tenta di raggiungerla, è difficilmente descrivibile e percepibile da chi sta a casa e non ha mai provato. Quello invernale sulle più alte montagne della terra è forse il modo più duro, esplorativo, cristallino e solitario di fare alpinismo. Fino a ieri restavano tre cime tra i 14 ottomila della terra a non essere ancora state

ilCommento

di ALESSANDRO DE CALÒ

otto una pioggia scozzese la Juve resta imS permeabile, confermandosi tra le big di questa Europa, capace di amministrare la sua forza tranquilla e di spalmare i gol dove servono, con Matri e Quagliarella, contro il modesto e scorbutico Celtic. Lo sprint verso lo scudetto può essere una pedalata in pianura per la squadra di Conte, mentre la Champions sarà una dura corsa in montagna: eppure i bianconeri restano in sella, sono tonici, la rincorsa del double non è un’utopia. Il popolo bianconero apprezza molto e continua a riempire lo Juve Stadium. Anche il Psg è un outsider, anche Ancelotti può inseguire il doppio traguardo, ma ieri a Parigi ha fatto molta più fatica ad amministrare il vantaggio sul Valencia. Sono dettagli di qualche importanza. Se il Milan, la prossima settimana, completerà l’opera iniziata nel match d’andata col Barcellona, il nostro calcio si presenterà ai quarti di Champions con due squadre capaci di arrivare fino a Wembley per giocarsi la coppa. Da outsider, okay, ma in grado di competere. Sarebbe il segno di una svolta. Non succede da tanto tempo. La Juve è più solida del Milan, come racconta la classifica della Serie A, eppure sappiamo che

Gioia Juve: dopo 7 anni è nei quarti di Champions

negli ultimi mesi sono i rossoneri a viaggiare con un ritmo più veloce. Ed è chiaro: se dovessero riuscire a completare l’impresa al Camp Nou contro Messi, entrerebbero nell’elite delle otto top d’Europa, conquistando ulteriore autostima e lo slancio per tentare di arrivare in fondo. Comunque vada sarà un successo perché si capisce che nelle squadre di Conte e Allegri c’è qualcosa di sostanzioso che sta coagulando. Sono squadre piene di giovani e degni progetti di gioco: hanno sicuramente un buon futuro. Il decollo europeo dei nostri club, coincide con la caduta verticale dei colossi inglesi. Tottenham e Inter, nel primo round di stasera in Euroleague, possono confermare la linea di tendenza generale, un po’ come la lucertola riassume il coccodrillo. Ma rimanendo nell’orto della Champions è facile constatare che la decadenza inglese è una deriva che dura da anni. Dopo la finale di Mosca, United-Chelsea del 2008, e le tre semifinaliste (Red Devils, Blues e Arsenal) dell’edizione successiva, gli squadroni della Premier sono scesi d’abito, perdendo competitività rispetto alle altre big d’Europa. Il punto più basso sembrava quello toccato l’anno scorso, con i due Manchester fatti fuori nella fase a gironi, l’Arsenal schiantato dal Milan negli ottavi, il Chelsea graziato dal Napoli e infine campione, abbastanza per caso. Invece il bilancio peggiora: complice l’arbitro turco Çakir, lo United è già a casa, mentre il destino del fragile Arsenal è nelle mani del poderoso Bayern. Proprio i bavaresi sono la squadra che — a tratti — ha esibito il miglior calcio in questa Champions. Assieme al Real di Mou restano i favoriti per il successo finale. E certamente guidano una solida rappresentanza della Bundesliga. Anche il formidabile Borussia Dortmund di Klopp può ambire al successo finale, mentre lo Schalke continua a sorprendere e ha un piede nel quarti. I tedeschi possono riempire il vuoto degli inglesi, ereditarne l’egemonia, imporre il loro spread anche nel calcio. Vedremo se Mou, Ancelotti, Conte e Allegri li staranno semplicemente a guardare. © RIPRODUZIONE RISERVATA

laNovità

di FILIPPO MARIA RICCI

olo qualche mese fa Leo Messi si sarebbe S scrollato di dosso un evento pubblicitario come quello organizzato ieri con una finta di corpo, un dribbling e una fuga dalla notizia e dal titolo portata a termine con occhi, parole e toni bassi. Una serie di banalità e via di corsa dai riflettori. Ieri no. Messi ha guardato la platea negli occhi, ha sorriso e, soprattutto, ha parlato. Per i suoi standard, siamo a livelli record nella categoria «Forte e chiaro». Da quando è diventato l’anima del Barça questo per Leo è il momento peggiore da gestire. Non tanto sul piano personale – sarà pure mezzo appannato ma in Liga segna da 16 giornate di fila e sabato è arrivato a 50 gol stagionali – quanto a livello di squadra. Guardiola se n’è andato, Vilanova si è ammalato, il povero Roura non riesce a sopportare pesi cui non è abituato. E allora tocca ai giocatori. Lunedì Messi ha cenato con Xavi e Busquets: gabinetto di crisi che ha spinto il quotidiano sportivo catalano Sport ad aprire il giornale titolando: «Congiura con Messi». Martedì riunione Xavi-Puyol, capitani di lungo corso, ieri la squadra è andata a pranzo insieme: incontro di solidarietà. Il momento è delicatissimo, la partita col Milan chiave per non uscire agli ottavi dopo 4 stagioni con due semifinali e

salite d'inverno. Dopo la splendida salita di ieri dei quattro polacchi Berbeka, Kowalski, Malek, Bielecki, gli ottomila vergini rimasti si sono ridotti due, ma due sono anche rimasti gli alpinisti che stanno rientrando salvi da quella grande salita. Conosco bene sia il Broad Peak che l'alpinismo invernale sugli 8000. Le tre salite in completa stagione invernale che ho avuto la fortuna e la capacità di salire in prima assoluta su tre diversi ottomila sono state di gran lunga le più impegnative ed impressionanti delle 47 spedizioni che ho fatto. I polacchi sono gli inventori, i dominatori e gli ispiratori di questo tipo di avventura verticale, visto che sulle dodici prime salite invernali, nove le hanno realizzate loro e in una delle mie salite avevo un compa-

due vittorie. Leo ha capito, e ha preso la parola. Lui, così schivo. Accusato di essere un fenomeno sul prato ma di apparire meno che ordinario quando c’è da metterla dentro con la dialettica. L’avevamo già visto più sciolto un paio di mesi fa, ad un altro atto pubblicitario (uniche occasioni per potersi avvicinare al ragazzo che ha in casa 4 Palloni d’Oro). Ieri un altro, decisivo, passo avanti. Leo è parso differente: lo sguardo diretto, i piccoli occhi vivi, le spalle che sembravano più larghe, le parole che invece di fare tiqui-taka in orizzontale filavano via dritte verso l’obiettivo. E quindi anche il messaggio: Leo trascinatore, che incita alla «remontada», che sorride sicuro sfidando se stesso a fare il primo gol su azione a una squadra italiana, dopo 10 tentativi segnati solo da reti su rigore. Che sorride ironicamente quando parla delle squadre italiane che «si difendono con due linee di 4 e lavorano bene tatticamente». Che si fa serio pronunciando la parola «nessuno» usata per replicare alla domanda su quale giocatore toglierebbe al Milan. Che si rabbuia e si arriccia solo quando gli chiedono se è triste. Perché la tristezza è il nemico di questo Barça improvvisamente depresso. Un Barça che Leo vuole traghettare oltre la crisi non solo con i gol. Twitter @filippomricci © RIPRODUZIONE RISERVATA

gno polacco, Piotr Morawski. Kukuczka, Wielicki e Berbeka sono i nomi dei fuoriclasse polacchi delle invernali e due di essi non ci sono più (Berbeka è attualmente disperso). Per questo oltre all’ammirazione ho però sempre rivendicato anche il valore e la virtù della rinuncia e della vittoria vera, rappresentata dalla vita. Le volte che sono tornato a casa senza vetta, anche quando tentai il Broad Peak proprio d'inverno e mi fermai a 200 metri dalla vetta perché era tardi, scrissero che avevo fallito. Ora mi piacerebbe augurare ai 4 amici polacchi un titolo di giornale analogo al mio. Sarei sicuro di avere quattro compagni, felici e perdenti, per la mia prossima spedizione invernale, questa volta vincente… © RIPRODUZIONE RISERVATA

laRovesciata

di ROBERTO PELUCCHI

f Mourinho sta perdendo colpi: oggi ha dato una carezza.

laVignetta di VALERIO MARINI

di ROBERTO BECCANTINI http://www.beckisback.it/

Da Cavani a Nani agli arbitri ormai piace l’assemblea Con i giudici di porta si pensava di snellire il traffico: è accaduto l’opposto

TwitTwit

IL CINGUETTIO DEL GIORNO La svolta di Manchester Utd-Real: l’arbitro Cakir espelle Nani AFP

USAIN BOLT L’uomo più veloce del mondo

Grande tifoso del Manchester United ha twittato: «Fa male perdere così...Ho dovuto allenarmi e mi sono perso la fine del match» @usainbolt

MAX BIAGGI Campione e commentatore Sbk

Oggi mi hanno multato in auto perché ero al tel con @guidomeda, Che dite gli chiedo il rimborso??? @maxbiaggi

MESSI HA CAPITO CHE DEVE GUIDARE IL BARÇA ANCHE FUORI DAL CAMPO

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SOFFRO PER GLI ALPINISTI POLACCHI RIVENDICO LA VIRTÙ DELLA RINUNCIA

laPuntura

QUESTA JUVE PUÒ ARRIVARE A WEMBLEY SE IL MILAN COMPLETA L’OPERA SI SVOLTA

LA GAZZETTA DELLO SPORT

FERNANDO ALONSO Pilota della Ferrari

Compagna di allenamento @alo oficial

GONZALO CANALE Azzurro di rugby

Troppo felice per questa notizia!! @sergioparisse Giustizia è stata fatta!! #6nations @GonzaCanale

MARGHERITA GRANBASSI Campionessa di scherma

Sfinita e sudatissima, Ho pure perso il primo tempo della #juve, ma contenta! Sto lottando con tutte le mie forze... ghiacciooo @marghegranbassi

al giallo Cavani al rosso D Nani gli arbitri ne hanno combinate di tutti i colori. Va di moda l’assemblea di condominio, via auricolare o faccia a faccia. Con i giudici di porta si pensava, e si sperava, che più occhi avrebbero snellito il traffico e migliorato la viabilità. Campa episodio. Seguitemi. Catania-Juventus: dopo modico «sopralluogo», Rizzoli e l’assistente Maggiani convincono Gervasoni ad annullare il gol di Bergessio, gol che, viceversa, lo sceriffo di Mantova aveva correttamente convalidato. Nessun fuorigioco. Napoli-Juventus: il vivace conciliabolo tra Orsato e De Marco, che pure mima il gesto della gomitata di Cavani a Chiellini, produce la sintesi più vigliacca: semplice ammonizione. Milan-Lazio: più di tre minuti intercorrono fra il contatto Candreva-El Shaarawy e la duplice decisione di Rizzoli, se dentro o fuori area (più fuori che dentro: dunque, punizione plausibile), se chiara o non chiara occasione da gol (al limite del limite: dunque, espulsione esagerata). Giannoccaro, da fondo campo, non finisce mai di parlare, segno che Rizzoli gli ha chiesto lumi ben oltre le stime di una normale controversia tra vicini di piano. Manchester United-Real Madrid: pedata di Nani al costato di Arbeloa. Cakir è lontano, corre sul luogo del sinistro. I due sono finiti a terra, e vi resteranno per quasi un minuto. Nel frattempo, pissi pissi a distanza tra l’arbitro turco e il quarto uomo; dopodiché, a Nani e Arbeloa in piedi, il colpo di scena: rosso, non giallo. Eppure era stata imprudenza, non delinquenza. Ecco qua i confini dentro i quali

si muove un arbitraggio probabilmente in linea con in tempi, ma di sicuro troppo aleatorio e vago nel governare i sudditi e applicare il codice che ne dovrebbe tutelare gli atti. Collina e Braschi ci spieghino cosa sta succedendo. Cacciare Nani e non cacciare Cavani è stato come scrivere cuore con la q. Inoltre, al liturgico assembramento dei protestanti (i giocatori) si affianca sempre più il meno ortodosso ingorgo degli officianti (gli arbitri). Dei casi citati, la moviola in campo avrebbe potuto tagliare i nodi di Catania e Napoli, non quelli di San Siro e Old Trafford, più aggrovigliati. Da consulti che sforano il minuto è lecito pretendere scelte coraggiose, nette. Non vorrei che la sospensione del giudizio, dovuta alla volontà di fare luce, portasse all’epilogo più contorto e sciagurato. Gli indizi cominciano a essere significativi. Ci si fatica a orientare fra metri e pesi, polso fermo e fermo immagine, e se la bilancia internazionale oscilla verso gli estremi, quella nazionale spinge democristianamente verso l’inciucio, tanto per non falsare la partita (sentita anche questa, dopo il match Chiellini-Cavani). Per carità: Orsato e Cakir sono pretesti, non bersagli. Gli arbitri addizionali hanno raddoppiato i radar dimezzando gli alibi. Non so in che misura certe opinioni possano fare opinione — sulle terne, sugli esperti, sui tifosi — ma ho l’impressione che qualcosa, alla lunga, rimanga. Si sta allargando il concetto di delega: più ci si consulta, più si rischia di trasformare il fischio in un voto, e lo scrutinio in una scheda grigia. A meno che non si aspetti, clandestinamente, l’imbeccata tv. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 7 MARZO 2013

CICLISMO VIA ALLA 48a TIRRENO-ADRIATICO

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PROMOSSI

S Capecchi Vincere un Gp Lugano in un anno non gli può bastare. Eros si sente capitano e ha scelto di andare alla Movistar. Questa cronosquadre può essere il primo passo verso la svolta

S Moser La sua faccia al traguardo parlava più di mille articoli. Vorrebbe fare classifica e di certo la prova di ieri è un ulteriore segnale che ha mandato al mondo. Il primo big in generale è lui

S D. Caruso Ecco un altro giovane sottovalutato, rimasto sempre al coperto al servizio dei suoi capitani, da Basso a Nibali. A 25 anni è pronto al grande salto

È già il tempo di Cavendish E oggi in volata si può scatenare Cronosquadre L’Omega-Quick Step, iridata della specialità, domina sotto la pioggia a 52 di media e lancia subito l’inglese in testa

FULMINI NEL DILU DIL DAL NOSTRO INVIATO

LUCA GIALANELLA DONORATICO (Livorno)

Una volata, e stavolta per vincere la cronosquadre. Lo sprint dell’uomo più veloce al mondo, sotto la pioggia. La maglia azzurra di leader, la legge del più forte. Mark Cavendish è un celtico venuto dall’isola di Man (tra Gran Bretagna e Irlanda) a conquistare la Costa degli Etruschi, un popolo misterioso come il suo. Ama la Toscana, è cresciuto a Quarrata, su queste spiagge ha passato le ultime due estati. E in Italia aveva già esultato contro il tempo in due prove inaugurali del Giro: Lido di Venezia 2009, quando prese la maglia rosa, e Torino 2011. Arcobaleno La Tirreno-Adriatico si è aperta con il sigillo di Cannonball, tre volte Mondiale tra pista e strada, trascinato al trionfo dal due volte iridato della crono Tony Martin, nell’Omega-Quick Step che ha vinto nel 2012 il Mondiale della specialità. L’arcobaleno è rimasto soltanto sulle maniche delle maglie, visto il tempo pessimo, ma dà l’idea del valore della prestazione della squadra belga. Tra le prime a partire, ha corso sotto la pioggia ma con vento decisamente meno sensibile di quello che hanno affrontato formazioni come la Bmc di

Ottima prova della Movistar di Capecchi e Visconti: seconda a 11" Impressiona ancora Moser: trascina i suoi al 4˚ posto, è il migliore dei big

Phinney e l’Astana di Nibali. A poco più di 52 di media (contro i 54,5 della GreenEdge vincitrice nel 2012 con il bel tempo), il team di Cavendish ha preceduto la sorpresa spagnola Movistar, a 11", molto italiana con Eros Capecchi e Giovanni Visconti: non dimentichiamo che i ragazzi di Unzue avevano vinto la cronosquadre dell’ultima Vuelta. E poi, terza, la Bmc, migliore di tutte le formazioni partite nella seconda parte, quando il vento è soffiato contrario nel tratto finale, da Castagneto Carducci verso Donoratico, subito dopo la zona più difficile in leggera salita. Che Italia Ma ieri ha vinto an-

che la giovane Italia. Capecchi, aretino di 26 anni, è il meglio piazzato dei corridori da classifica; sente questa corsa come poche altre e dopo essere cresciuto con il gruppo di Basso ha iniziato una nuova fase della carriera in Spagna, da capitano. Soprattutto, ha impressionato ancora una volta Moreno Moser, 22 anni, che ha guidato, tirato e spinto la sua Cannondale a un ottimo quarto posto, a 19" da Cavendish. Per dirigere le «operazioni» è arrivato Paolo Slongo, allenatore del team, che ha sempre creduto in questa prova. Moreno e Sagan hanno già dato la prima zampata: «E’

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I NUMERI

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le vittorie di Cavendish da quando è professionista (2006), tra cui spiccano il Mondiale 2011 e la Sanremo 2009

l’inizio che volevo, un gran bel segnale. Continuiamo così», ha detto il trentino. In squadra c’è pure Damiano Caruso, 25 anni, il ragusano che correrà il Tour da leader per scoprire le sue potenzialità (che non sono poche). E se pensiamo che la Cannondale si è tolta il lusso di dare 1" all’Astana dell’ex Nibali, capiamo il valore della prestazione di Moreno & Co.

A sinistra Mark Cavendish

Tappa lunga Sottotono Sky, che non ha preparato come altre volte questa prova, e RadioShack, con Cancellara troppo solo nel finale e Andy Schleck ancora staccato; in crescita la Lampre di Pozzato e Cunego, decisamente negativa la prova della russa Katusha. «Purito» Rodriguez, che qui punta alla classifica, è stato il peggiore dei big, a ben 25" da Moser. Così come ci aspettavamo molto di più dalla Saxo di Contador: fortissima nel primo tratto di 7,9 km (4ª a 7" da Cavendish), ha perso 22" nei 9 km conclusivi. Oggi subito un bel test, ancora sotto il maltempo: di scena i velocisti, da Cavendish a Greipel, Degenkolb, Demare, Sagan, Bennati. La distanza è impegnativa: 232 km, la tappa più lunga tra le corse che si sono disputate quest’anno. A Indicatore, nel 2012, vinse Cannonball in maglia iridata: oggi può farlo da leader, e arrivare a 98 successi. Il 100˚ potrebbe essere la Milano-Sanremo.

BETTINI

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le tappe al Tour a cui vanno aggiunte le 10 al Giro e le 3 alla Vuelta

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i giorni in rosa al Giro 2 nell’edizione 2009 e 1 nel 2011

IL SICILIANO A 20"

Paura Nibali «Per un pelo non cadevo» DONORATICO (Livorno) — Più spaventato che affaticato. Vincenzo Nibali, 5˚ al traguardo con la sua Astana (a 20"), se l’è vista brutta. «Ho avuto attimi di paura — conferma il siciliano, 28 anni, re della Tirreno Adriatico 2012 —. C’era vento forte. Gruzdev si è toccato con Agnoli ed è finito a terra. Ero alla sua ruota e me lo sono trovato sull’asfalto. L’ho schivato per un pelo». Alberto Contador, con la sua Saxo Bank, ha chiuso in 8ª posizione a 29" dai vincitori, ma il risultato non lo preoccupa. «Mi sono trovato abbastanza bene afferma il madrileno, 30 anni , ed è stata una buona prestazione nonostante altri siano stati migliori di noi. Anche se siamo rimasti in sei abbastanza presto, la squadra ha fatto un gran lavoro. Ho perso secondi da Evans, Nibali e Froome, i miei rivali diretti, però non sarà il risultato definitivo. Il percorso, con pioggia e vento, era realmente pericoloso e non volevamo prendere nessun rischio. La corsa è appena iniziata». c. ghis.


GIOVEDÌ 7 MARZO 2013

la guida: RaiSport 2 dalle 14.30 Terza a 16" la Bmc di Evans e Phinney Contador 8˚ a 29" con la Saxo Male la Katusha di Rodriguez: perde 44" CLASSIFICA CRONOSQUADRE: 1. Omega-Quick Step 16,9 km in 19’24", media 52,268; 2. Movistar a 11"; 3. Bmc a 16"; 4. Cannondale a 19"; 5. Astana a 20"; 6. Orica a 24"; 7. Sky a 25"; 8. Saxo-Tinkoff a 29"; 9. Lampre-Merida a 35"; 10. RadioShack a 36"; 11. Blanco a 37"; 12. Netapp a 39"; 13. Katusha a 44"; 14. Argos-Shimano a 51"; 15. Lotto-Belisol a 54"; 16. Garmin-Sharp a 57"; 17. Mtn-Qhubeka a 1’; 18. Fdj a 1’02"; 19. Vacansoleil a 1’04"; 20. Ag2r a 1’05"; 21. Vini Fantini a 1’06"; 22. Euskaltel a 1’06".

UVIO

L’Omega in azione con l’iridato Martin al centro e Cavendish in coda BETTINI

CLASSIFICA GENERALE: 1. Mark CAVENDISH (Gb, Omega-Quick Step); 2. Martin (Ger); 3. Kwiatkowski (Pol); 4. Stybar (R. Cec.); 5. Terpstra (Ola); 6. Visconti a 11"; 10. Capecchi; 12. Cobo (Spa); 13. Phinney (Usa) a 16"; 14. Evans (Aus); 18. Moser a 19"; 22. Sagan (Slk); 24. Nibali a 20"; 39. Cataldo a 25"; 40. Froome (Gb); 43. Contador (Spa) a 29"; 44. Bennati; 52. Cunego a 35"; 54. Pozzato; 55. Cancellara (Svi) a 36"; 77. Rodriguez (Spa) a 44"; 111. Marcato a 1’04"; 114. Nocentini a 1’05"; 121. Gar-

zelli a 1’06"; 132. Gatto a 1’17"; 137. A. Schleck (Lus) a 1’27"; 175. Paulinho (Por) a 3’48". Partiti 176, classificati 175. Il francese Sylvain Georges (Ag2r) è finito fuori tempo massimo. Ha chiuso la cronosquadre in 25'01", a 5'37" da Cavendish. Il tempo limite era 4'51": l’ha superato di 46". OGGI: 2ª tappa, San Vincenzo-Indicatore (Arezzo), 232 km. Ritrovo di partenza in via Alliata alle 9, la partenza alle 10.30 da Via Aurelia Nord. Due Gpm non impegnativi nella prima parte, ma si tratta di una frazione per velocisti. Nel finale, circuito pianeggiante di 12,4 km da ripetere 5 volte. Tv: RaiSport 2 dalle 14.30, Raitre dalle 15.05, Eurosport 2 dalle 16.15. METEO: Alte le possibilità di pioggia lungo tutto il percorso e anche all’arrivo. Temperature 9˚-17˚.

Moreno Moser, 22 anni, in azione nella crono BETTINI

«Mi diverto come un matto Il merito è dei nuovi compagni» CLAUDIO GHISALBERTI DONORATICO (Livorno)

I suoi compagni, che sono campioni del mondo della specialità, dopo la vittoria allungano per quasi un chilometro. Hanno bisogno di scaricare fatica e adrenalina. Lui, Mark Cavendish, il primo a tagliare il traguardo ma tutt’altro che un cronoman, imbocca uno sterrato sulla destra. Il tempo di una frenata e di scendere, con molta fatica, di sella. La bici abbandonata, lasciata cadere sulla ghiaia. Lo sguardo spento, e la bava che gli scende dalla bocca. Resta qualche secondo piegato, con le mani sulle ginocchia per tenersi in piedi, gira la testa per vedere se qualcuno arriva in aiuto. Poi, con passo barcollante, entra in un ristorante alla ricerca di un po’ di caldo. Suonato dal terribile sforzo, stravolto come forse mai s’era visto. «E’ stato difficile, molto difficile

superare Martin allo sprint — conferma il britannico, 27 anni —. Una volata dopo 17 km tremendi, "a blocco". Fare una crono con Tony già è durissima. Figurarsi qui con pioggia, vento e salita dove quasi mi stacco. Sono molto felice, questa è una squadra fortissima e condividere sul palco la vittoria coi miei compagni è più bello che essere soli».

Lo scorso anno a Sky avevo troppo pressioni: la maglia iridata, l’Inghilterra, l’Olimpiade... E aggiungo una cosa. A ’sto punto della stagione non avevo mai corso così tanto (già 21 giorni, ndr) e a casa ho fidanzata e figlia. Ma in questo ambiente sto così bene che non mi pesa stare lontano da loro. E voi sapete bene quanto io sia legato a Peta e Delilah».

Era programmato che fosse lei a tagliare per primo il traguardo?

E adesso?

«Sì, avevamo deciso così al mattino anche se forse, a posteriori, era più giusto lasciare passare Martin. Da solo ha fatto almeno la metà del lavoro».

che rischi di spendere troppo. Noi lunedì e martedì, quando c’era una pioggia da schifo, questo percorso lo abbiamo imparato davvero a memoria. I miei compagni non erano mai soddisfatti».

Come è nato il successo?

«In una cronosquadre, a maggior ragione in questa così tecnica, è fondamentale conoscere ogni minimo dettaglio, le curve, le linee da tenere. I primi 2 chilometri, soprattutto, sono fondamentali perché è lì

Mark Cavendish, 27 anni, 2 tappe alla TirrenoAdriatico e 6 centri nel 2013 BETTINI

Ha sempre il sorriso sulle labbra. Merito anche dell’Omega?

«Sì. Quando salgo in sella mi diverto come un matto e questo mi dà moltissima energia. In più ho nuove motivazioni.

RESPINTI

S Froome Sottotono, perché la sua Sky è arrivata solo alla vigilia e non ha provato a fondo, sul percorso, automatismi e dettagli che fanno la differenza. E in una giornata dura ha pagato

ABBUONI: 3", 2" e 1" ai traguardi volanti; 10", 6" e 4" all’arrivo.

il primo leader

DAL NOSTRO INVIATO

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«Ci aspetta una tappa pianeggiante, ma lunghissima: 232 km a questo punto della stagione sono molti. Voglio vincere ancora. Spero però che ci siano almeno un paio di altre squadre interessate ad arrivare allo sprint. Non sono l’unico velocista che c’è qui. E poi ho un desiderio. Chissà che a fine stagione Davide Bramati vinca il premio come miglior direttore sportivo dell’anno. E’ bravissimo». Lo dice col sorriso, ma lo pensa sul serio.

S Contador Feroce nel primo tratto, e troppo forte. Contador ha tirato il collo ai suoi, che nel finale non gli hanno dato il cambio di velocità. E’ stato sui tempi Lampre (che ha fatto una bella prova)

S Rodriguez Dov’è finito lo spagnolo che con la Katusha brillava anche nelle cronosquadre (vedi Giro)? Curve fatte male, la squadra che si spezza. Gli africani della Mtn ci hanno messo solo 16" di più!

LA GAZZETTA DELLO SPORT

PARIGI-NIZZA LA 3a TAPPA

Malacarne ci prova: è secondo Viviani si stacca, tappa e maglia a Talansky (ci. sco.) E fanno tre. Tre secondi posti di fila per gli italiani alla Parigi-Nizza. Dopo Petacchi (lunedì) e Viviani (martedì), la posizione più scomoda ieri è toccata a Davide Malacarne. Il 25enne bellunese dell’Europcar, iridato juniores 2005 nel cross, avrebbe meritato qualcosa di più, visto che è stato in grande evidenza nel finale. L’ultimo strappo, ai - 15, aveva infatti rotto il gruppo, e spento le speranze di Elia Viviani, in maglia di leader, di tenere botta (il compagno Ivan Basso aveva forato poco prima). Nell’avanguardia di 7 che si è giocata il successo Malacarne ha tentato il colpaccio, ma ha avuto la meglio Andrew Talansky: e l’americano della Garmin, 24 anni, ha fatto il colpo doppio visto che è anche il nuovo leader. Con Van Garderen e Phinney, è uno dei nuovi volti del ciclismo-americano del dopo Armstrong. Da segnalare anche le belle prove di Gasparotto, Ulissi e Scarponi. ARRIVO: 1. Andrew TALANSKY (Usa, Garmin) 170,5 km in 4.06’15", media 41,543; 2. Malacarne; 3. G. Izagirre (Spa); 4. D. Lopez (Spa); 5. Porte (Aus); 9. Gasparotto a 7"; 12. Ulissi; 28. Scarponi; 31. Gilbert (Bel); 65. Viviani a 2’58"; 66. Basso. CLASSIFICA: 1. TALANSKY (Usa); 2. Grivko (Ucr) a 3"; 3. Malacarne; 11. Gilbert a 13"; 14. Gasparotto a 15"; 24. Scarponi a 18"; 78. Basso a 3’10". OGGI: 4ª tappa, Brioude-St.Vallier, 199,5 km. Tv: RaiSport 2 dalle 15. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gazzetta.it I VIDEO ESCLUSIVI E OGNI GIORNO DIRETTA SU TWITTER Segui la corsa dei due mari sul nostro sito con i video speciali: Nibali parla dello spavento per il compagno che gli è caduto davanti, Cavendish racconta la gioia del trionfo, più le videointerviste degli altri big (da Contador a Froome). In più, ogni giorno diretta twitter delle fasi finali.

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LA CONFESSIONE L’OLANDESE DAL 1997 AL 2007 ERA NELLA RABOBANK GIÀ TRAVOLTA DAGLI SCANDALI

IL 14 MARZO PER BENEFICENZA

Boogerd: «Io, dopato per 10 anni»

«La Primavera-Gran Galà»: 30 posti per i nostri lettori

Intanto al processo per l’Operacion Puerto coinvolto il c.t. spagnolo della pista Escuredo DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

FILIPPO MARIA RICCI MADRID (Spa)

Un’altra confessione-doping. L’ennesima. Questa volta tocca a Michael Boogerd: l’olandese, oggi 40 anni, ha ammesso l’utilizzo di sostanze proibite dal 1997 al 2007: Epo, trasfusioni di sangue, cortisone. Boogerd in quegli anni aveva sem-

pre corso per la Rabobank ed è l’ottavo corridore di quel gruppo a confessare (tra gli altri, Thomas Dekker e Michael Rasmussen). «Mi pento di aver fatto parte di questa cultura del ciclismo, e mi pento di non aver detto tutto prima», ha detto Boogerd, vincitore dell’Amstel Gold Race ’99 (quando battè Lance Armstrong: ma finì anche quattro volte 2˚ e due 3˚) e di due tappe al Tour de France. Spagna Intanto, al processo ma-

drileno sull’Operacion Puerto si ascoltano le intercettazioni della Guardia Civil agli imputati registrate nel maggio 2006. Ieri la Spagna si è trovata di fronte a un problema etico in più: Jose

Antonio Escuredo, plurimedagliato in pista a Mondiali e Olimpiadi tra il 2004 e il 2006 e oggi c.t. della nazionale spagnola su pista, era un cliente di Eufemiano Fuentes. «Mi è arrivato ciò che mi avevi chiesto», dice il medico al ciclista, che si lamenta per il 2˚ posto nel keirin ai Mondiali 2006. In un’altra conversazione Fuentes parla col colombiano Santiago Botero, che sta disputando la Vuelta, e gli consiglia di ritardare di 24 ore il trattamento che sta seguendo. Quando emerse il collegamento tra l’ex Phonak e Fuentes, nel 2006 la federazione colombiana decise di non punire l’atleta perché le prove non erano state autenticate. Si è parlato anche

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Michael Boogerd, vinse l’Amstel nel ’99 REUTERS

di Luis Leon Sanchez: dello spagnolo della Rabobank non ci sono intercettazioni dirette, ma in una conversazione Fuentes e Ignacio Labarta si riferiscono a lui come «all’Ortolano», nome che appare in diversi atti del processo. Il collegamento dello pseudonimo con Sanchez è ora possibile perché nelle intercettazioni si fa riferimento a un «incidente» che vide «Luisle» come protagonista: in una tappa del Giro di Catalogna 2006 si presentò con 25" di ritardo. Ormai non ci sono dubbi sul fatto che anche lui (ancora sospeso dal team, ora ribattezzato Blanco) fosse cliente di Fuentes. © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’appuntamento con la solidarietà si rinnova. L’evento «La Primavera Gran Galà del Ciclismo», dopo il successo del 2012, si ripeterà giovedì 14 marzo (a partire dalle 19): cioè 3 giorni prima della Milano Sanremo, la prima classica monumento della stagione. Il ricavato della cena andrà devoluto alla Fondazione Candido Cannavò, che finanzierà il progetto della Mtn Qhubeka, il team professional sudafricano che dona biciclette ai bambini poveri dell’Africa in cambio di alberi piantati o rifiuti riciclati. Alla serata parteciperanno molti esponenti del mondo del ciclismo, tra cui Felice Gimondi (che riceverà il Trofeo Senza Fine Hall of Fame del Giro). Senza dimenticare il divertimento, con Ale&Franz, il duo comico reso celebre da Zelig. Sede dell’evento la splendida Villa Necchi Campiglio, nel pieno centro di Milano. La Gazzetta dello Sport mette a disposizione 30 posti: per info e prenotazioni, telefonare oggi dalle 10 alle 17 allo 02.92871588, oppure scrivere all’indirizzo di posta elettronica laprimavera@firstclasspr.it.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 7 MARZO 2013

RUGBY DOMENICA NEL SEI NAZIONI

Gioia Parisse: a Twickenham ci sarà Restituito l’onore al capitano: non c’è stato l’insulto all’arbitro, stop ridotto e già scontato NICOLA MELILLO ROMA

«Sono contento». «Siamo contenti!». Le prime reazioni di Sergio Parisse da Parigi e degli azzurri di Brunel all’Acqua Acetosa hanno messo il timbro alla giornata perfetta per ricaricare le pile del rugby azzurro verso la sfida di domenica con l’Inghilterra. Capitan Parisse ci sarà. Niente squalifica. Può giocare a partire da sabato, giorno del captain’s run. Il suo giorno. Il rosso che l’arbitro Cardona gli aveva affibbiato il 16 febbraio durante Stade Français-Bordeaux non aveva motivo: il «fuck» all’arbitro non l’aveva detto Sergio. La prova audio portata alla commissione d’Appello della FFR ha chiarito. E così i 40 giorni (10 con la condizionale) che avevano messo fuori dai giochi per il Sei Nazioni il capitano, sono diventati 20. Sì, perché Parisse è stato punito «per aver mancato ai suoi doveri di capitano dopo il rosso». Beh, provate voi a rimanere impassibili per un rosso così.

Fondamentale in touche, mediano aggiunto e leader: con l’Inghilterra torna un uomo chiave il capitano era partito per Parigi. Ieri alle 9 si è presentato di fronte alla Commissione d’appello presieduta da Gilbert Chevier. Con l’azzurro gli avvocati dello Stade. Alle 13.50 la sentenza. Subito dopo in aeroporto: cena con la squadra e da oggi al lavoro. Non più da ospite. Per l'onore Parisse ha sofferto, ma non ha potuto dire nulla per opportunità, allenandosi coi compagni e assistendo dalla tribuna al k.o. col Galles.

S

McLean: «È stata dura vederlo accanto a noi a sudare senza avere chance di giocare». La vera grande amarezza di Parisse era vedere intaccata la sua onorabilità. Mai avrebbe accettato di passare per maleducato e non credibile. Il team manager della Nazionale, Luigi Troiani: «Sergio è importante e non possiamo che essere felici pensando ai match con Inghilterra ed Irlanda».

Sergio Parisse, 29 anni, capitano dal gennaio 2008. Per lui 93 caps e 10 mete in Nazionale IPP

Perché è importante Parisse in

campo vale tantissimo. Benvenuti e Geldenhuys: «È il nostro leader, la sua fiducia, la sua determinazione nel portare la palla oltre la linea, nel caricare i compagni con i gesti sul campo fatti ferocemente, valgono tanto. Col Galles è mancato». Parisse capitano ha anche l’effetto di liberare da un peso psi-

Regalo Barbarians Il giorno perfetto di Parisse si è chiuso con la notizia della convocazione per il match dei Barbarians con i British&Irish Lions il 26 maggio ad Hong Kong. E con lui c’è Castrogiovanni. Meglio di così… © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL TECNICO A PARMA

RugbyeSci Castrogiovanni tifoso delle azzurre

Sotto la pioggia All’Acqua Acetosa la mattinata di lavoro è passata sotto una pioggerellina fitta e fastidiosa. Il clima era bello carico e Castrogiovanni, che riconsegna i gradi all’amico Sergio, scherzava con Canale e Carlo Molfetta, olimpionico del taekwondo. Parisse ci credeva: al lavoro coi compagni lunedì e martedì, la sera

cologico Castrogiovanni, che dirà di non aver avvertito la pressione, però col Galles non era lui. Ora testa libera. E Parisse in campo vale tanto anche tecnicamente: non è solo l’uomo che chiama le touche e porta la palla. Di fatto Parisse è una sorta di mediano aggiunto in più di un’occasione di gioco: vedi i calci alti dei rivali, con Sergio sulla linea di estremo e apertura, posizione da cui imposta l’azione e organizza il gioco. È un super numero 8 spesso in cabina di regia.

Gajan: «Cavinato andrà alle Zebre» (ma.pi.) Sarà Andrea Cavinato l’allenatore delle Zebre nella prossima stagione. La notizia era nell’aria da tempo, ma a darne conferma è stato l’attuale tecnico della franchigia federale Christian Gajan in una intervista rilasciata al sito Onrugby. Cavinato, Tricolore in carica con Calvisano, tornerà a Parma dove ha vinto due volte la Coppa Italia e una Supercoppa Italiana

Martin Castrogiovanni in trasferta a Garmisch (Ger) la scorsa settimana per la Coppa del Mondo di sci. In posa (da sinistra) con le azzurre Elena Fanchini, Johanna Schnarf e Giulia Candiago, sua fidanzata ed ex azzurra, che ora segue il Circo Bianco femminile come giornalista PENTAPHOTO

BASEBALL IN ARIZONA VIA AL WORLD CLASSIC

L’Italia vuole sognare nel Mondiale degli alieni «E’ la nostra vetrina» Il c.t. Mazzieri punta su Liddi e Maestri nelle sfide impossibili a Usa Canada e Messico DAL NOSTRO INVIATO

STEFANO ARCOBELLI PHOENIX (Arizona, Usa)

colare, nel mezzo degli spring training, che un tantino annoiano come tutte le amichevoli di questo mondo. Una sorta di All Star per Nazioni al termine della quale uscirà la squadra iridata. Davvero la più forte. Un World Classic indimenticabile sarebbe il traino ad effetto per riportare a settembre il baseball ai Giochi olimpici. Orgoglio azzurro Marco Mazzie-

La navicella Italia atterra sul pianeta dei diamanti, attesa subito al varco dal Messico. Si fa prestare alcuni formidabili alieni che in altri tempi avremmo chiamato paisà, Nick Punto o Anthony Rizzo, Drew Butera o Jason Grilli, orgogliosi di indossare la casacca azzurra per questioni di cuore e di bandiera. Non lo fanno per denaro, ché quello è garantito dai proprietari delle franchigie. L’agile Italia campione d’Europa è puntellata da questi assi per affrontare il terzo World Classic valido, stavolta, per un titolo vero, effettivo: quello mondiale. Tra le Major League che volevano assecondare i desideri dei tanti campioni a rappresentare i loro Paesi, e la federazione internazionale che non riusciva a rendere più spendibile la sua tradizionale Coppa del Mondo, la sintesi emersa da una fusione che pareva improbabile, è questo campionato rapido e spetta-

ri pilota questa navicella speranzoso che «quest’Italia si possa fare apprezzare ed amare, dopo il trionfo europeo in casa dell’Olanda che è già approdata alla seconda fase segno che a livello mondiale resta una potenza (anzi la detentrice uscen-

te di Panama 2011, ndr), non ho visto quel seguito e quell’entusiasmo che ci aspettavamo. Noi siamo qui per cercare di riportare l’interesse: questi ragazzi se lo meritano. Sono molto carichi, sono fortemente motivati. Sì, è una vetrina per il nostro baseball». Come succede, ormai, da tre stagioni ad Alex Liddi, il nostro asso entrato via Seattle nel mondo degli alieni con la sfrontatezza di chi sa di avere i numeri e la potenza e la serietà a cui ti costringono gli americani per avere successo. Effetto Liddi «Effetto Liddi. Direi anche effetto Maestri: sono nelle mani dei due Alex, e qui c’entra il mio cuore: li ho visti

laCuriosità Venditte lanciatore ambidestro E’ un caso unico al mondo Pat Venditte ha 27 anni, viene dal Nebraska (Omaha) e gioca nel Triplo A, la seconda serie, dei NY Yankees (con Scranton). I suoi nonni sono di Vinchiaturo (Campobasso). Ed è l’unico lanciatore al mondo capace di lanciare con entrambe le braccia. Sarebbe quindi in grado di affrontare i battitori destri lanciando con la destra e i mancini con la

sinistra, in modo da metterli più in difficoltà. Ma passarsi il guanto da una mano all’altra ora non è più possibile: il regolamento costringe Pat prima di ogni partita a dichiarare con quale braccio lancerà... Lui ha scelto la sinistra. Qui in foto col suo speciale guantone a sei dita che si può indossare indifferentemente in una o nell’altra mano.

la guida Quattro gironi di quattro squadre In tv: Espn Usa

crescere sin dai Cadetti. E’ una fortuna riavere Liddi tra noi: non vedeva l’ora di tornare in azzurro dal Classic del 2009, ha così tanta voglia di far bene per quest’Italia che potrebbe portare a strafare. L’importante è che riesca a controllare le emozioni, e faccia parlare il suo talento. La storia di Maestri mi riempie l’anima, è passato attraverso l’inferno del taglio ameri-

cano, è finito nelle leghe indipendenti, in Australia sino a diventare il primo italiano nella Major giapponese. Sarà la sua nuova grande occasione». Il manager infatti lo farà lanciare da partente contro il Canada, compito oggi affidato a John Mariotti contro i messicani del pericoloso slugger Adrian Gonzalez. E gli Usa allenati da Joe Torre a chi li affiderà? «Deciderò dopo queste 2 partite», vincendo le quali l’Italia approderebbe al 2˚ turno di Miami. Dove intende assolutamente arrivare Anthony Rizzo, nonni siciliani, prima base dei Chicago Cubs: «Voglio divertirmi, ma sopratutto vincere». L’interno, martedì, ha sparato un fuoricampo nel test perso 4-3 contro Oakland, affidato sul monte anche a Jason Grilli. Il rilievo di Pittsburgh la mette sul sangue italiano nelle vene, e profetizza per Liddi «un futuro alla Di Maggio». C’è lo spirito giusto, per Mazzieri: «Fiducia, armonia, determinazione, me lo dicono anche i big». Fatti onore, Italia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il terzo World Classic, valido come nuovo Mondiale Ibaf, è a 16 squadre. In caso di arrivo pari al termine della prima fase, contano gli scontri diretti e il quoziente punti fatti e segnati. Tutte le partite su Espn Usa, canale 214 di Sky. Ieri Cuba ha battuto i bi-detentori del Giappone 6-3 (hr3 Despaigne). Gli Usa di Joe Torre perdono il prima base dei NY Yankees, Mark Teixeira sostituito da Eric Hosmer (Kansas City). Il Venezuela di Luis Sojo s’è radunato a Jupiter, in lutto ha ricordato il presidente Chavez: «Era un uomo di baseball». PROGRAMMA (1ª fase). Girone A (a Fukuoka, Gia): Giappone-Cuba 6-3. Classifica: Cuba 1000 (3-0); Giappone 667 (2-1); Cina 333 (1-2); Brasile 0 (0-3). Girone B (a Taichung, Taiwan), Classifica: Taiwan, Olanda. S.Corea 667 (2-1); Australia 0 (0-3). Girone C (a San Juan, Portorico). Domani: Venezuela-R.Dominicana (19.30). Venerdì: Spagna-Portorico (18.30). Sabato: R.Dominicana-Spagna (12); Portorico-Venezuela (18.30). Domenica: Spagna-Venezuela (12.30), R.Dominicana-Portorico (19.30). Girone D. Oggi: ITALIA-Messico (ore 13, le 21 italiane, dir. Espn America, can. 214 Sky). Domani: Canada-ITALIA (20.30 italiane); Messico-Usa (ore 3 ital.). Sabato: Canada-Messico (ore 12.30); Usa-ITALIA (3 italiane). SECONDA FASE. A Tokyo. Domani: Olanda-Cuba (ore 3); Giapppne-Taiwan (ore 11). Sabato: sfida tra le due perdenti (ore 11). Domenica: sfida tra le due vincenti (ore 12). A Miami: da martedì 12 marzo a sabato 16 le prime 2 dei gironi C e D ad incrocio (martedì: 1aD-2aC, 1aC-2aD). Semifinali , a San Francisco: 17-18 marzo. Finale, a San Francisco: 19 marzo (ore 8 locali). PRECEDENTI World Classic. 2006: 1. Giappone; 2. Cuba (in semifinale S. Corea e R.Dominicana); 9. Italia. 2009: 1. Giappone, 2. S.Corea (in semif, Venezuala e Usa); 9. Italia.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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FORMULA 1 VERSO MELBOURNE

Ferrari vuol dire fiducia «Podio in Australia per cominciare» A Maranello tutto è pronto: dai test invernali la conferma che la F138 può essere ambiziosa il team principal

il progettista

Domenicali convinto: «Ora siamo completi, apriremo un altro ciclo»

Tombazis rinfrancato: «Piacevoli sorprese dalla galleria del vento»

DAL NOSTRO INVIATO

DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA CREMONESI FIORANO (Modena)

FIORANO

Una macchina nata bene e cresciuta meglio. É la convinzione con la quale la truppa di Maranello parte per l’Australia: domani la macchina e l’avanguardia dei meccanici, poi il gruppo. Lunedì sera Alonso e Massa, che domenica sarà a Rio per un’esibizione. «Punto di forza della F138 — elenca Nikolas Tombazis — è che gli sviluppi per le ali, davanti e dietro, il fondo e soprattutto di scarichi hanno rispettato il delta», cioè hanno centrato l’obiettivo. «E dalla galleria del vento sono venute piacevoli sorprese».

Un anno fa di questi tempi aveva paragonato la sua Ferrari alla criticata Italia di Enzo Bearzot al Mondiale di Spagna ’82, poi capace di centrare il bersaglio. Sembrava averla sparata grossa allora Stefano Domenicali e invece i fatti gli hanno dato ragione, visto che Fernando Alonso ha perso il titolo per soli 3 punti. Quindi, se in questa piovosa giornata il capo della Gestione Sportiva dice che «il podio in Australia è obiettivo realistico, buona base di partenza per poi poter vincere nel corso dell’anno», beh, allora vuol proprio dire che ci siamo.

Cambio Altra musica rispetto a un anno fa, ma

questo per il progettista greco non è una sorpresa: «A inizio 2012 eravamo messi male... Scontato che ora vada meglio!». L’aspetto positivo è aver recuperato, come già detto da Alonso a Montmelò, rispetto al Brasile. «Dopo l’estate il ritardo è salito da 2 a 7-8 decimi. Ci siamo accorti tardi di cose che non funzionavano. Ora, pur avendo iniziato tardi lo sviluppo, perché lottavamo per il titolo, siamo soddisfatti. E partiamo... senza incubi».

Stimoli Con in sottofondo il rumore dell’8 cilindri

di una 458 Italia che gira. Domenicali parla di «target confermati nei test invernali», di «un campionato che sarà equilibrato nella prima fase e poi vedrà molti spostarsi sul 2014» e di una motivazione particolare: «Chi perde all’ultimo minuto tende ad abbattersi, da noi invece c’è la voglia di dimostrare che non siamo..."cocomeri", come spesso ci fanno passare». E parla di «cultura della sconfitta» come fase necessaria di crescita. «Sarei stato uno stolto se, sostituendo Jean Todt, non avessi saputo che andavo incontro ad anni difficili. Perché i cicli (vincenti; n.d.r.) non sono infiniti. Ma questo passaggio è stato necessario per cementare il gruppo: e oggi abbiamo tutto per aprire un altro ciclo». Perchè vincere per la Ferrari è «una piacevole condanna». Ma senza essere inchiodato alla poltrona: «Sarei io a togliere il disturbo se non sentissi la fiducia di chi mi ha dato l’incarico e del team». Esperienza C’è un controllato ottimismo perché la F138, ad esempio «ha percorso, dopo Sauber e Mercedes, più km di tutti», con due piloti su di giri. Anche se sono ultra 30enni. «Non c’è alcun rischio che Alonso sia in parabola discendente — dice Domenicali —: con la macchina giusta anche Schumi avrebbe vinto dei GP l’anno scorso. Se hai talento la carta d’identità non conta. Dobbiamo fare noi in modo che Alonso possa vincere con l’80 per cento del proprio talento, mentre nel 2012 ha dovuto dare il 110». Vantaggi In attesa di vedere la competitività della F138 nel week end di gara, la Ferrari incassa 2 importanti risultati: «Le prestazioni sono coerenti con i risultati prefissati e questo dà morale agli aerodinamici»; «La produzione di nuovi pezzi ha subìto un’accelerazione». E neppure la preparazione psicofisica dei meccanici è stata tralasciata, perchè con l’aumento dei pit stop «vincere o perdere non passerà solo dai piloti».

Lavoro Ma questa è solo la base di partenza. «Già in Australia avremo piccole novità. Inoltre stiamo cercando le risposte a un elenco di problemi riscontrati a Montmelò. Niente che ci costringerebbe a ritirarci nel GP, ma potrebbero essere comunque un rischio».

Fernando Alonso, 31 anni, si cala nell’abitacolo della sua Ferrari F138 durante gli ultimi test tenutisi in Spagna sul circuito del Montmelò. Per l’asturiano quella che sta per iniziare è la 4a stagione in rosso EIDON

Traguardi Dove arriverà la F138? Tombazis lo serba nel cuore: «Ci sono 4 team forti, McLaren, Red Bull, Lotus e Mercedes, non in quest’ordine, e noi veniamo da 4 brutti anni. Puntiamo a una bella stagione. Con la stabilità delle regole non aspetto soluzioni come il doppio diffusore. E le trovate illegali sono state già corrette». Nemici Per il mago Newey c’è ammirazione.

«Perdere dalla Red Bull provoca lo stesso dispiacere di un altro team». Vincere da greco con team italiano e pilota spagnolo? «Non c’entra la situazione economica: mi piaceva anche con un tedesco (Schumi; n.d.r.)!». Molti rivali hanno lavorato sul doppio Drs, che Tombazis liquida come secondario: «Decisivi gomme e scarichi. Il buco sotto il muso? Può avere più funzioni. Ma c’è troppa attenzione su questo particolare». Infine, un aneddoto sull’origine della passione per la F.1: «La scintilla è scoccata verso i 10 anni, quando in Grecia guardavo i disegni di Giorgio Piola (storico collaboratore Gazzetta, n.d.r.) e li copiavo».

clic LA ROSSA DOVEVA CHIAMARSI F8 MA IL NOME ERA GIÀ REGISTRATO La F138 non si doveva chiamare così: il nome era F8 (8 come i cilindri del motore che verrà sostituto dal turbo nel 2014). Ma, memori di quanto capitato 2 anni fa con la F150 - il nome fu cambiato perché Ford ne aveva rivendicato la proprietà -, a Maranello hanno indagato, scoprendo che F8 è già registrato da più Case motoristiche! COLOMBO

a.cr.

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Taccuino HAMILTON

«Pressione? Non la sento»

Lewis Hamilton, 28 anni REUTERS

«La Mercedes non ha bisogno di miracoli». Parola di Lewis Hamilton che, a una decina di giorni dal via del Mondiale di Formula 1 in Australia (sul circuito di Melbourne), assicura di non sentire particolari pressioni addosso in questo momento. Questo, a dispetto dei rivali che vedono e pronosticano il pilota inglese ex McLaren già in piena lotta per il titolo iridato dopo i soddisfacenti risultati dei test invernali. «Non penso ci siano particolari aspettative su di me — assicura Lewis — no, non credo proprio».

MONDIALE RALLY

DONNE IN PISTA

Via in Messico Assente Loeb

Cerruti sbarca nell’Euro F.3

Dopo tanta neve e ghiaccio, da oggi ecco gli sterrati e il caldo del Rally del Messico. Sebastien Loeb, dominatore delle ultime 6 edizioni, non ci sarà. A darsi battaglia Ogier e Latvala, Hirvonen, Sordo, Ostberg, Novikov. Il grande quesito è: come si comporterà la Polo su terra? Firmerà la doppietta dopo il successo in Svezia?

Michela Cerruti, 26 anni

Ci sarà anche l’italiana Michela Cerruti, 26 anni, tra i 30 piloti di 15 nazioni iscritti all’Europeo F.3, che scatterà il 22 marzo da Monza. La romana, ex Bmw nel Tricolore Gt, correrà con la scuderia Romeo Ferraris. La nuova serie, promossa per conto della Fia da Gerhard Berger, punta a diventare trampolino dal kart alla F.1. Hanno aderito 12 team: al via Raffaele Marciello (Prema), Pascal Wehrlein, Felix Rosenqvist, Lucas Auer, Felix Serralles, protagonisti nel 2012 dei rispettivi campionati. Premio finale un test sulla Ferrari F.1.

A ROMA

Apre Motodays Ospite Biaggi Apre oggi alla Fiera di Roma Motodays, il Salone Moto e Scooter del Centro-Sud Italia. Negli stand, novità, moto e scooter da provare, custom da ammirare. Il tutto fino a domenica. Giunto alla sua quinta edizione. Motodays vedrà oggi come ospite d’onore Max Biaggi, campione del mondo in carica Superbike.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 7 MARZO 2013

BASKET LE CAPOLISTE IN FUGA PUNTI PRODOTTI DA PROPRI ASSIST

I RICEVITORI (PUNTI DA ASSIST)

PUNTI: DA CHI A CHI VANNO GLI ASSIST

PIU’ PUNTI SU ASSIST (SQUADRE)

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TRAVIS DIENER di Sassari, su 159 assist fatti finora. Sono 18 punti a gara nati da lui

MIKE GREEN di Varese, su 117 assist: i compagni segnano 12.5 punti di media

S. REYNOLDS di Brindisi: ognuno dei sui 99 assist ha prodotto 2.35 punti.

B. DUNSTON di Varese segna il 48% dei suoi 314 punti totali su assist ricevuti

T.EASLEY e M. IGNERSKI Bello giocare a Sassari, vero? La palla arriva...

GANI LAWAL di Roma, ha segnato la metà dei punti su passaggio

DA T. DIENER A THORNTON di Sassari: ogni assist a Bootsy dà 2,58 punti

DA M.GREEN A DUNSTON di Varese: al pivot più assist di tutti, 40,ma tira da due

DA T. DIENER a EASLEY di Sassari: non basta, TravisIgnerski sono 4i

SASSARI con i cugini Diener, nella foto Drake, non c’è corsa: 554 punti

SIENA Anche il solista Bobby Brown, foto, non è male: 178 sui 72 assist

CANTU’ Solo 2 punti in più rispetto a Milano: Varese è quarta a 623 (foto: Tabu)

Varese-Sassari ecco il segreto Prime divertendo: i passaggi di Green e Travis Diener sono la chiave del successo LUCA CHIABOTTI

Stavolta il dato statistico non è arido: Travis Diener, primo negli assist, sesto realizzatore del campionato, ha prodotto finora 35 punti a partita, 17 in proprio, 18 con i suoi passaggi ai compagni. A scelta, il play di Sassari fa contenti tutti: tra le coppie più produttive del nostro campionato, compare 4 volte nelle prime 8 posizioni: con Easley, Thornton, Ignerski e il cugino Drake. Che, a sua volta, è nella top ten dei produttori di punti coi suoi passaggi.

Mike Green, 27 anni, di Varese: terzo anno in Italia CIAM

Unico E’ quello che rende unico il Banco di Sardegna e che spiega come mai la squadra di Meo Sacchetti non solo è quella che segna più punti, 89.2, ma la più precisa da due e tre punti in serie A. Pur non essendo più negli anni eroici nei quali veniva considerato assist solo il «passaggio smarcante» che permetteva al compagno un tiro senza difensore, una assistenza produce una conclusione sicuramente più agevole, anche oltre la linea da tre punti. Concetto che viene esaltato nel gioco di Sacchetti che, con i due cugini Diener, non solo ha la coppia che segna di più in serie A, 34 punti di media, ma anche quella che produce più

punti dai passaggi: 26. Due terzi dei punti della capolista passano dalle mani di Travis e Drake che, però, non accentrando i palloni solo su di loro. L’effetto collaterale più importante sono tante facce felici in squadra. E’ il segreto del successo di Sassari? Probabilmente uno dei più importanti. Altruismo Come dice Drake: «Al Banco siamo tutti giocatori altruisti, io e Travis ci capiamo al volo, intendiamo il basket allo stesso modo. Ma anche gli

Il play del Banco produce 35 punti a partita: 17 li fa lui, 18 i compagni coi suoi passaggi altri sono come noi, un gruppo che non ha un grammo di egoismo in sé». Vero che è anche in lusso, in situazioni come quella di domenica a Brindisi, avere due giocatori che in assenza di ricevitori (Thornton e Easley erano infortunati) sono stati al minimo di assist stagionali ma hanno segnato 53 punti in due. Travis, a fine mese, dovrebbe avere il passaporto italiano. Mettiamolo in una Nazionale dove c’é già Andrea Cinciarini, quarto in campionato negli assist e nei punti pro-

dotti dai suoi passaggi (195) e vediamo cosa accadrà. Molto interessante... Contendente Non è un caso che l’uomo che contende a Travis Diener il primato di punti prodotti da assist sia il play di Varese, Mike Green. Al regista che l’anno passato era finito in Legadue dimenticato un po’ da tutti dopo Cantù, sono imputabili 557 punti, 27 a partita. E’ «penalizzato» dal fatto che i suoi scarichi vadano principalmente a tiratori da due, soprattutto Dunston ma anche Polonara. Ma, soprattutto, di non avere al fianco un cugino alla Drake: Ere e Banks sono finalizzatori (poco più di un assist a testa di media a partita). Il gioco di Green è diversissimo da quello dell’ex play degli Indiana Pacers, tira un terzo delle volte da tre rispetto al rivale, va in area, gioca anche spalle a canestro. Ma alla fine, il passaggio per i compagni, arriva. L’eccellenza di Varese, seconda per punti segnati, 83 di media, dietro a Sassari con la quale divide il primato in classifica con 6 punti di vantaggio sulle avversarie, è più difensiva rispetto a quella del Banco: palle rubate, stoppate sono la fonte dell’attacco di Frank Vitucci. In alto, trovate le statistiche elaborate dalla Lega sui passaggi: Travis e Mike mvp della stagione? Ci sono dei dubbi? © RIPRODUZIONE RISERVATA

Travis Diener, 31 anni, terza stagione a Sassari CIAM

Taccuino

L’EMIGRANTE DA UN MESE IL TECNICO ALLENA L’AMCHIT, AMBIZIOSA NEOPROMOSSA: «IL LIVELLO? L’AMMETTO, PENSAVO PEGGIO»

Lardo: «Qui in Libano i ragazzi girano con il pallone da basket» PAOLO BARTEZZAGHI

Cosa ci fa Lino Lardo in Libano?

«Avevo voglia di un’esperienza all’estero, pensavo in Europa. Mai mi sarei aspettato il Libano. All’inizio pensavo di non accettare. Una zona particolare, i problemi con la Siria. Poi mi sono documentato, ho parlato con il club». Com’è l’Amchit?

«È orgoglioso che io abbia accettato. Vogliono che li aiuti nell’organizzazione, a diventare più professionali. Il club è nato nel 1955, oltre al basket ha la scuola calcio, tennistavolo e altre attività sociali e culturali come le scuole di lingua. Uno dei membri è il figlio del presidente del Libano».

«È neopromossa per la prima volta nella massima serie. Sono qui dall’11 febbraio, ne abbiamo vinte 3 e perse 2. Sognano la semifinale il prossimo anno. Rispondo: "Poi vediamo"». Impatto?

«Uno si aspetta i militari in strada, invece si vive bene. Amchit è sulla costa, 40 chilometri a Nord di Beirut, vicina alla città fenicia di Byblos, distretto di Jbail. Ci sono più cristiani che musulmani, la gente è cordiale. Sembra il nostro Sud». Clima?

«In questi giorni 12-14 gradi. Settimana scorsa sembrava estate. Per le palme, sembra la mia riviera ligure. Anche qui alle spalle del mare, ci sono le montagne. A 40 minuti si scia». «Verdure, carne, pesce. Quan-

Giocatori?

«Il nostro Andre Emmett è il migliore della lega, segna 36 punti a partita. Prima che arrivassi, davano la palla a lui e fine dello schema. C’è Bagaric, ex Fortitudo, ma ha la tallonite e sarà tagliato». Palazzetto?

«Carino, 1200 posti, un bell’ambiente. In città sembra Rieti: i ragazzi per strada hanno il pallone da basket, non da calcio. Vivono la partita come una festa. Al palazzetto suona la banda, con i tamburi. In campo si danno botte pazzesche ma si rispettano».

Lingua?

Cibo? La squadra?

do esco a cena con il club, mi offrono: "Ristorante italiano?". Io dico: "No, libanese». Al supermercato ho trovato il pesto».

mi. Tatticamente sono un po’ indietro. Il gioco è fisico, intenso».

«Tutti parlano arabo e francese, quasi tutti anche l’inglese. Sto imparando qualche parola in arabo. Con la signora delle pulizie mi sono arrangiato». Livello del basket?

«Pensavo peggio, devo dire. Ci sono 10 squadre, 6 di buon livello, 2-3 al di sopra di tutte. Noi siamo un po’ sotto le prime, ma con il Sagesse, la numero 1, domenica abbiamo perso di 4».

Nostalgia?

Problemi?

«Siamo riusciti a fare solo un 5 contro 5 in allenamento perché ho giocato io. Siamo sempre 7-8 per infortuni o proble-

Lino Lardo, 53 anni, ha allenato tra le altre Milano, Roma e Bologna IPP

«In Italia ero rimasto fuori, sentivo un po’ di delusione. Ora sono immerso in una nuova esperienza di vita e di lavoro che mi piace. Certo, mi mancano gli affetti. A fine mese verrà mia figlia a trovarmi. Sto bene, anche se qualche volta mi sento un po’ solicchio». © RIPRODUZIONE RISERVATA

SERIE A

La Virtus su Pullen La Virtus Bologna ha formu lato un’offerta a Jacob Pullen, 23enne play statunitense con pas saporto georgiano, a Biella nel 2011/12. Pullen ha lasciato l’Hapoel Gerusalemme che ieri ha raggiunto un accordo con Ron Steele, l’ex Montegranaro. LegaDue: Melvin Sanders ha lasciato Barcellona per il Pinar Karsikaya (Tur). TEST (cam.ca.) Pesaro Biancoblù Bologna 80 82 (Cavaliero 21, bar bour e Kinsey 13)

EUROLEGA

Top 16: domani Siena La 10a giornata. Girone E: ie ri Berlino Anadolu Efes 86 91 (Wo od 24; Farmar 23); Bamberg Cska Mosca 58 78 (Ford 16; Micov 17). Oggi: Zalgiris Real Madrid; Mala ga Panathinaikos. Class.: Real Ma drid 8 vinte 1 persa; Anadolu 8 2; Cska 7 3; Panathinaikos 6 3; Zalgi ris e Malaga 4 5; Berlino 1 9; Bam berg 0 10. Girone F: oggi Olympia cos Barcellona; Fenerbahce Mac cabi. Domani: Khimki Mps Siena; Besiktas Vitoria. Class: Barcello na 8 1; Siena 7 2; Olympiacos 6 3; Khimki, Maccabi e Vitoria 4 5; Fe nerbahce 2 7; Besiktas 0 9.


GIOVEDÌ 7 MARZO 2013

BASKET NBA

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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VELA AMERICA’S CUP WORLD SERIES

Gallinari-Cousins Parole di fuoco «Ci vuole rispetto» Insulti tra il Gallo e il centro di Sacramento Poi segna 23 punti e l’avversario fa 1/12 al tiro (p.b.) Danilo Gallinari ha la faccia pulita e modi da bravo ragazzo. Poi sul campo, può succedere che la faccia pulita diventi più sporca e soprattutto le parole diventino parolacce. Lo chiamano trash talking. Provocazioni che i giocatori si dicono in campo. «Mi piace il trash talking — ha detto il Gallo dopo la vittoria di Denver a Sacramento — ma fino al momento in cui non si viene a mancare di rispetto. DeMarcus Cousins lo ha fatto. Ecco perché glielo ho fatto notare. Se si esce dalla sfera del rispetto, allora non mi sta più bene. Per questo ho provato a parlare con gli arbitri». «Mi ha detto cose irrispettose — ha detto Cousins che aveva spinto il Gallo per terra — Gli ho risposto». Poi Gallinari ha chiuso con 23 punti e 5 su 6 da tre punti. Cousins con 1 su 12 al tiro. Denver ha vinto la 6a partita consecutiva. Sacramento ha perso l’ottava partita delle ultime 10.

Coppa a Napoli Croce: «Ma ne valeva la pena?» L’organizzatore Hubler replica al presidente federale: «Perché invece non ci aiuta?» GIAN LUCA PASINI ROSSELLA RAGANATI

Con Melo Non è la prima volta

che Gallinari si esibisce in scambi verbali di questo tipo. Era successo a marzo di tre anni fa quando era ai Knicks proprio contro Denver e contro Melo Anthony, l’uomo su cui New York ha puntato «sacrificando» il Gallo nello scambio del 2011. Allora il trash talking non trascese. E, anche allora, fu Danilo a vincere la partita. «Sì, ci siamo scambiati qualche frasetta pepata — spiegò — In italiano? Macché, in slang. Se ho capito che cosa diceva? Oh yeah». Allora il Gallo era un ragazzino alla seconda stagione Nba, Melo una stella. Ma era una sfida. E in questo Gallinari, faccia pulita e modi da bravo ragazzo, non si tira indietro. Neanche davanti ai 211 centimetri e 122 chili di Cousins. Un personaggino che, all’inizio del 2012, fu spedito a casa dall’allora tecnico dei Kings, Paul Westphal, perché «non vuole o non è in grado di andare nella stessa direzione della squadra». Pochi giorni dopo Westphal fu licenziato da Sacramento. Nel dicembre scorso, sempre Sacramento sospese Cousins per «comportamento non professionale e in contrasto con gli

Danilo Gallinari, 24 anni, 2.08, fa saltare Tyreke Evans, 23, 1.98 REUTERS

Play Beli Mentre Andrea Bar-

gnani ha dato segnali di ripresa, Marco Belinelli è stato elogiato da coach Tom Thibodeau per la capacità di giocare anche come playmaker. «Ha questa dote — ha detto il tecnico di Chicago — Mi piace come fa girare la palla e ribalta il lato del campo. Contro Indiana, ci ha messo in ritmo. Non è solo un tiratore». Anche in Nazionale, Belinelli ha avuto modo di giocare da play. La sua versatilità potrà aiutarlo quando nei Bulls tornerà Derrick Rose dopo il grave infortunio di un anno fa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Est: Indiana dietro Miami

Ovest: San Antonio n.1

% 63.2

WESTERN CONFERENCE NORTHWEST DIVISION V-P OKLAHOMA CITY THUNDER 44-16

% 73.3

34-26

56.7

DENVER NUGGETS

40-22

64.5

BOSTON CELTICS

32-27

54.2

UTAH JAZZ

32-28

53.3

PHILADELPHIA 76ERS

23-36

39.0

PORTLAND T.BLAZERS

28-31

47.5

TORONTO RAPTORS

23-38

37.7

MINNESOTA T.WOLVES

20-37

35.1

CENTRAL DIVISION

V-P

PACIFIC DIVISION

V-P

INDIANA PACERS

38-22

63.3

LOS ANGELES CLIPPERS

43-19

CHICAGO BULLS

34-26

56.7

GOLDEN STATE WARRIORS

34-27

55.7

MILWAUKEE BUCKS

30-28

51.7

LOS ANGELES LAKERS

30-31

49.2

DETROIT PISTONS

23-39

37.1

PHOENIX SUNS

21-39

35.0

CLEVELAND CAVS

20-40

33.3

SACRAMENTO KINGS

21-41

33.9

SOUTHEAST DIVISION

V-P

SOUTHWEST DIVISION

V-P

%

stars& stripes WESTBROOK 37 LAKERS K.O. CON I THUNDER

Doveva essere una prova di maturità per i Lakers arrivati al 50% di successi e a sole 2 vittorie dai Jazz, ottavi a Ovest e in zona playoff. Ma Oklahoma City ha vinto con 37 punti e 10 rimbalzi di Westbrook e 30 di Durant. Kobe si è infortunato al gomito destro nel primo quarto ma poi è rientrato e ha finito con 30 punti. Intanto Howard ha rivelato di aver ricevuto sms di supporto da Phil Jakcson che non fa mai niente per niente...

BOSTON: BRADLEY!

BROOKLYN NETS

%

A poco più di un mese dall’inizio delle regate dell’America’s Cup World Series (che con la Coppa America non hanno nulla a che fare, sono una sorta di circo promozionale) di Napoli, continuano le polemiche sull’opportunità di sborsare 4 milioni e 200 mila euro (1 milione e 400 mila a testa tra Regione, Comune e Camera di Commercio) per ospitare una tappa del circuito riservato ai catamarani Ac45 (per aggiudicarsi le stesse regate lo scorso anno il capoluogo campano aveva speso 5 milioni, spendendo così in totale

interessi della squadra».

EASTERN DIVISION ATLANTIC DIVISION NEW YORK KNICKS

V-P 36-21

Lo scorso anno le World Series si sono svolte a Napoli dall’11 al 15 aprile: sopra le imbarcazioni e Castel dell’Ovo

% 69.4

%

MIAMI HEAT

44-14

75.9

SAN ANTONIO SPURS

47-14

77.0

ATLANTA HAWKS

33-26

55.9

MEMPHIS GRIZZLIES

39-19

67.2

WASHINGTON WIZARS

19-39

32.8

HOUSTON ROCKETS

33-28

54.1

ORLANDO MAGIC CHARLOTTE BOBCATS

17-44 13-47

27.9 21.7

DALLAS MAVERICKS NEW ORLEANS HORNETS

26-33 21-40

44.1 34.4

I Celtics hanno battuto Philadelphia con 22 punti, 7 rimbalzi e 5 assist di Avery Bradley. Hanno un bilancio di 12 4 da quando si è fatto male Rondo. Bradley, guardia, noto soprattutto come difensore, è rientrato da 28 gare da un infortunio alla spalla.

RISULTATI Philadelphia Boston 101 109 (T.Young 19; Bradley 22), Oklahoma City LA Lakers 122 105 (Westbrook 37; Braynt 30), Sacramento Denver 113 120 (Thornton 32; Lawson 24).

Il costo totale è 10 milioni. «Un anno fa ne entrarono 36 di indotto» dice il responsabile più di quanto abbiamo sborsato tutte insieme Cascais, Plymouth, San Diego, Venezia, Newport e San Francisco per gli altri appuntamenti). Questa volta è stato Carlo Croce, presidente della Federazione italiana e della federazione mondiale vela, che chiamato in causa, ha detto la sua sulla scelta fatta da Napoli. «La Coppa America è una grande manifestazione — ha detto ieri a Milano a domanda precisa — una vetrina importante, ma in una situazione economica come quella che stiamo vivendo in Italia, un investimento così importante merita un ritorno considerevole, per questo ritengo che prima di fare una scelta del genere bisognava pensarci bene». Anche perché non è la prima volta che le regate di queste World Series sono state giudicate tecnicamente poco valide. «Senza considerare che non sono state trovate molte città, in tutto il mondo disposte a sborsare tanto», chiude Croce. Risponde Hubler «Prima di parlare sarebbe sempre meglio informarsi — ha detto Mario Hubler, presidente dell’Acn la so-

cietà responsabile delle regate napoletane — lo scorso anno l’evento costato 12 milioni di euro ha portato un indotto di 36 milioni. E forse il presidente Croce potrebbe darci una mano nell’organizzazione del più importante evento velico di quest’anno in Italia, proprio come stanno facendo tutti i circoli napoletani». Sia il sindaco di Napoli Luigi de Magistris che il governatore della Campania Stefano Caldoro hanno sempre creduto sul ritorno di questa manifestazione. «La Coppa America ha un rientro economico certo (ma come detto, questa non ha nulla a che fare con la Coppa, ndr) come minimo spendi uno e recuperi tre — ha detto recentemente Caldoro — non a caso Venezia voleva chiedere 40 milioni di risarcimento per essere stata esclusa. Attraverso un grande evento si rilancia il territorio serviva rappresentare Napoli in un modo nuovo e diverso e lo abbiamo fatto attraverso un grande evento sportivo come la Coppa America». 10 milioni Ma alle polemiche sul costo della manifestazione (per Napoli 10 milioni perché alla tassa da versare agli americani detentori del trofeo e organizzatori delle regate, bisognerà aggiungere i 6 milioni per l’organizzazione dell’evento partenopeo, la realizzazione del villaggio, la comunicazione e gli eventi collaterali) si aggiungono le incertezze dovute alla riapertura al traffico di via Caracciolo (scelta quest’anno come unica sede sia del villaggio aperto al pubblico e dell’area tecnica riservata ai team) dopo il crollo dell’ala di un palazzo sito alla Riviera di Chiaia, dove era stato dirottato il traffico cittadino dopo la pedonalizzazione del lungomare. E allora i napoletani che stanno fronteggiando un’altra emergenza traffico, quelli che sono stati sfollati dopo il crollo del palazzo, continuano a chiedersi ma sono davvero così importanti queste World Series? E soprattutto sarà valsa la pena spendere tutti questi soldi? La risposta fra qualche settimana. Ma ad oggi, senza sapere chi sarà in gara, i dubbi di Croce sembrano quantomeno legittimi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL PROGRAMMA

Regate dal 16 al 21 aprile con due Lune (r.ra.) Le regate delle World Series sono in programma a Napoli dal 16 al 21 aprile. Ancora incerto il numero dei team partecipanti. Luna Rossa sarà presente con 2 equipaggi uno guidato da Chris Draper (timoniere ufficiale dell’Ac72) e l’altro da Francesco Bruni. Confermata la partecipazione del 4 volte oro olimpico Ben Ainslie con un suo team, di Emirates Team New Zealand timonato dallo skipper Dean Barker, di Oracle (detentori della Coppa) che schiererà Tom Slingby (oro olimpico a Londra nel Laser) in sostituzione dello skipper James Spithill, e di Artemis (ancora non si sa quale sarà il timoniere che Cayard sceglierà). In forse la presenza di China Team, dei francesi di Energy e di un team Red Bull. Domenica 15 aprile si disputerà il Trofeo Grande Vela, regata costiera riservata ai catamarani AC45 (Mergellina–Pozzuoli e ritorno) di 23 miglia, in palio 30.000 euro per il primo classificato, 15.000 per il secondo e 5000 per il terzo. La Vuitton Cup incomincia a San Francisco il 4 luglio. D’ALÌ (r.ra) Nuova avventura per Pietro D’Alì che con il suo Figaro parte oggi per la ICOM Cup una regata in solitario dove i migliori velisti del Mediterraneo si sfideranno in prove costiere nel tratto di mare da la Grande Motte–Marsiglia e su regate a bastone. AZZURRA (r.ra.) Ottimo inizio per Azzurra (tattico Vasco Vascotto), il TP52 portacolori dello Yacht Club Costa Smeralda, nel campionato del mondo di classe a Miami (Usa). Dopo la prima giornata (due regate) è al comando della classifica (1o e 2o i risultati parziali) con 4 punti di vantaggio su Quantum (Usa) e uno su Ran (Sve). Oggi altre due prove, il campionato termina sabato.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 7 MARZO 2013

TENNIS IL MEGA TORNEO

Tutti sognano California le Williams la boicottano PREMIA I CAMPIONI, VINCI E PEDALA CON I FROLLINI BALOCCO Balocco, storica azienda dolciaria oggi tra i principali player nazionali del settore, è il nuovo sponsor ufficiale della Maglia rosa del Giro d’Italia 2013 e 2014. Per celebrare al meglio l’iniziativa sono stati messi a punto due imperdibili concorsi dedicati ai consumatori. Con il primo, “Vuoi diventare Miss Maglia Rosa?”, valido fino al prossimo 12 aprile, verranno selezionate le ragazze che, sotto i riflettori di televisioni e stampa italiana e straniera, per tutta la durata del Gi r o d ’ I t a l i a premieranno a og n i t a p p a i l vincitore della maglia rosa. Questa grande opportunità, che fa leva sull’attenzione mediatica dedicata al mondo delle miss, è riservata alle giovani consumatrici dei frollini Vita Mia Balocco. È sufficiente inserire sul sito http://concorsi.balocco.it una propria foto con una confezione di Vita Mia Balocco e farsi votare dagli amici su Facebook. Le dieci ragazze più votate parteciperanno alla serata di gala che si terrà il 20 aprile a Napoli, splendida cornice della partenza del Giro prevista per il 4 maggio. Nell’ambito del Giro d’Italia verrà così premiata anche la bellezza italiana, portavoce della sana vita sportiva e dell’equilibrio a colazione, principi cui Balocco s’ispira ogni giorno. Il secondo concorso, “Vinci & Pedala!”, è valido invece fino al prossimo 31 maggio. Acquistando due confezioni a scelta di Frollini Balocco si può vincere una ricca gamma di premi ispirati al mondo del ciclismo. È infatti sufficiente conservare lo scontrino, andare sul sito http://concorsi.balocco.it e completare il form con i dati richiesti. In pochi click si scopre subito se è stato vinto uno dei meravigliosi premi in palio: duecento biciclette Atala, cento maglie rosa e cento bandane Sms Santini, 160 orologi Calypso by Festina, duecento caschetti e duecento occhialini Limar, cento completi di allenamento Sms Santini e trecento borracce Andriolo. Balocco, da piccola pasticceria nata a Fossano, in provincia di Cuneo, nel 1927, è diventata una grande azienda del made in Italy che esporta oggi in 63 Paesi. Chiave importante per questo sviluppo è stata la diversificazione: alla produzione dei lievitati da ricorrenza si è aggiunta negli ultimi anni la produzione di prodotti continuativi, principalmente frollini per la prima colazione e wafer. Un cambio di strategia che ha determinato una straordinaria crescita, che continua in controtendenza rispetto al mercato.

La qualità è uno dei punti di eccellenza della Balocco e si esprime in tutti gli aspetti dell’attività aziendale. Di pari passo con lo sviluppo delle tecnologie negli ultimi anni è stato notevolmente potenziato il dipartimento di Controllo qualità, strutturato su un organico di biologi, chimici, tecnologi alimentari e analisti. Il laboratorio interno dispone di modernissime attrezzature per analisi chimico-fisiche, strumentali, di biologia molecolare e microbiologiche e per garantire costantemente la qualità vengono effettuate oltre trentamila analisi all’anno su materie prime, semilavorati, prodotti finiti e imballaggi. Lo studio e lo sviluppo di nuove metodologie analitiche sono effettuati anche in collaborazione con il dipartimento di Chimica analitica e con il laboratorio di Genetica molecolare dell’Università di Torino. Il dipartimento di Ricerca e sviluppo è preposto allo studio dei nuovi prodotti e al miglioramento qualitativo continuo di quelli esistenti, alla ricerca di materie prime e di materiali di confezionamento innovativi. Con questo impegno Balocco – oltre a essere sponsor della Maglia rosa – punta così a diventare anche “sponsor della prima colazione” degli italiani. a cura di RCS MediaGroup Pubblicità

Ieri notte è scattato Indian Wells coi migliori e 5 milioni di premi-record. Ma le sorellone non dimenticano il 2001... VINCENZO MARTUCCI twitter@vincemartucci

«Mi si nota di più se vengo o se non vengo per niente? Vengo. No, non vengo». Le sorelle Williams non conosco Nanni Moretti ed Ecce bombo. Tanto loro a Indian Wells non ci vanno più, e basta, da quell’atroce marzo 2001, quando furono «buhuuuàte» — negli States i fischi sono positivi — dalla gente di California: proprio loro, cresciute nel ghetto nero di Compton, Los Angeles. E, 12 anni dopo, proseguono il boicottaggio più lungo del tennis nel mega-torneo che è cominciato ieri notte sul cemento del deserto con i primi 96 e le prime 96 del mondo.

Serena Williams, a 19 anni, nel 2001, quando vinse per la seconda volta Indian Wells, contestata dal pubblico AFP

Stizza Le sorelle più famose

dello sport furono sonoramente e violentemente contestate. Quando Venus scoprì una tendinite 4 minuti esatti prima della semifinale, promessa in diretta tv, contro la sorella (lasciandole via libera per la finale). E molto di più alla finale di due giorni dopo, quando papà Richard e Venus raggiunsero con difficoltà — sotto scorta — la tribuna e pretesero una solida scorta, e quando Serena superò la Clijsters con le orecchie e il cuore sconquassati dalla colonna sonora più odiosa di 16mila spettatori inferociti. La folla, amica, era stizzita perché si sentiva beffata dal terribile papà che, all’epoca, frenava la figlia più grande

la guida Ieri al via le donne oggi gli uomini Tre italiani in gara A Indian Wells, nella notte italiana, parte anche il torneo maschile con 3 azzurri direttamente in tabellone: Fabio Fognini, dopo il 1˚ turno contro Bedene, ha il n. 1 del mondo e favorito per il titolo, Novak Djokovic; Paolo Lorenzi fa l’esordio contro il battitore Muller; Andreas Seppi, testa di serie n. 20, esentato dal 1˚ turno, affronterà chi vince fra Baghdatis e un qualificato. Intanto , nel 1˚ turno delle qualificazioni, VIOLA b. Devvarman (Ind) 6-2 6-2; Reynolds (Usa) b. CIPOLLA 6-1 6-4.

per accrescere le motivazioni della più piccola. E, quindi, secondo i più, aveva deciso a tavolino l’attesissimo derby. La famiglia Williams accusò pubblicamente la propria gente di un abuso razziale, scomodando addirittura Martin Luther King e i demoni di un’altra era, e promettendo: «Qui non i vedrete più». Perdita Nel tempo, il torneo è traslocato, è decollato, ha portato il montepremi a 5.030.402 dollari (860.000 più dell’anno scorso) — sconfinando oltre le barriere delle categorie Atp e Wta —, e le sorellone hanno perso circa i 4 mi-

lioni di dollari l’anno fra mancati sponsor ed esposizione mediatica, perdita di bonus di fine stagione, e penalità nella classifica Wta (il torneo è obbligatorio per il più forti). Ma Serena, che nel 2001 aveva appena 19 anni e rimase sconvolta dall’esperienza, è irremovibile: «Non mi importa se mi multano anche di un milione di dollari, io lì non ci gioco». Infatti, domenica ha battuto Victoria Azarenka 6-4 6-3 nell’esibizione di New York. Sta benone, eppure rinuncia a Indian Wells. Unica, inimitabile, Serena: si nota ancor di più quando non c’è. © RIPRODUZIONE RISERVATA

PALLAVOLO

Macerata riempi-tribune è la squadra più amata «La più amata dagli italiani», una volta per la Lube era uno slogan rivale, diciamo così. Non c’è bisogno di far nomi per ricordare che era il cavallo di battaglia di una marca di cucine concorrente. Oggi invece quella definizione si attaglia benissimo proprio alla squadra di Macerata. Con gran soddisfazione dello sponsor-padrone, si immagina. Perché non c’è dubbio che la Lube sia la squadra riempi-palazzetti. E’ una sensazione evidente ovunque. Persino a casa delle rivali Trento, Cuneo e Piacenza durante il riscaldamento decine, a volte centinaia, di ragazzine si pigiano nella metà campo della Lube a fotografare Savani & C. E poi, appena la partita finisce, è di nuovo assedio. A Latina Zaytsev ha dovuto essere scortato in spogliatoio dalla sicurezza. In una specie di remake di quel che succedeva vent’anni fa attorno al Milan o al Maxicono «Somebody to love» di Giani e Bracci. Come evidenziato dalla tabella, ovunque vada la Lube richiama molti spettatori più della locale media partita. In un paio di casi (Verona e Perugia) l’ha all’incirca raddoppiata. Più di quanto non accada per Trento capolista o Cuneo finalista di

IN TUTTI I PALAZZETTI HA FATTO IL PIENO A VERONA QUASI IL DOPPIO DELLA MEDIA STAGIONALE Squadra Media-Spettatori Contro Macerata Contro Trento CASTELLANA 1447 1955 1926 CUNEO 3102 4552 4637 LATINA 1509 2544 1964 MODENA 3149 5014 3811 PERUGIA 1193 2589 1224 PIACENZA 3532 4193 4132 RAVENNA 1890 2319 il 10/3 SAN GIUSTINO 1398 1864 1834 TRENTO 3476 4658 -VERONA 2675 4974 4368 Note: Vibo Valentia-Macerata si gioca domenica 10 marzo

Contro Cuneo 1638 -2018 2764 1114 3770 1889 1166 4226 2391

Champions. Segno che in ogni piazza arrivano tifosi simpatizzanti da tutto il circondario. E pare evidente che la presenza di 5 azzurri nella Lube aiuti il fenomeno. Come testimonia anche il neonato merchandising del club che in tre mesi o poco più ha venduto oltre 1000 magliette-replica, spedite in tutt’Italia (la più gettonata quella di Zaytsev, seguono Savani, Travica e Parodi). Così come da quasi tutte le regioni sono arrivate prenotazioni al Fontescodella (quest’anno esaurito 8 volte su 11 in campionato) per l’ultima sfida con Cuneo. m.sal.

Ivan Zaytsev circondato TARANTINI

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A-1 DONNE RECUPERO

Caprara imbattuto Piacenza terza Bologna è stesa BOLOGNA-PIACENZA 1-3 (22 25, 25 21, 17 25, 21 25) 2002 BOLOGNA: LipicerSamec 15, Miloš 14, Brussa 16, Arimattei 10, Stufi 13, Petrucci 2; Minervini (L), Carraro, Korukovets. N.E.: Lapi, Lavorenti, Severi, Ventura.All. Beltrami. REBECCHI PIACENZA: Leggeri 11, Turlea 16, Meijners 18, Guiggi 7, Ferretti 1, L. Bosetti 24; Sansonna (L), Radenkovic, Valeriano, Nicolini 4, Secolo. N.E.: Zilio. All. Caprara. ARBITRI: Montanari, Gnani. NOTE Spett. 1600. Durata Set: 25', 25', 23', 28', tot. 101’'. Volley 2002: battute sbagliate 11, vincenti 3, muri 8, 2ª linea 7, errori 4; Rebecchi; b.s. 6, v. 3, m. 15, s.l. 7, e. 8. Trofeo Gazzetta: 6 Bosetti, 5 Meijners, 4 Brussa, 3 Ferretti, 2 Turlea, 1 Miloš. PIACENZA (n.z.) Piacenza risale dal 5˚ al 3˚ posto. Bologna si fa valere, ma cede. Caprara resta imbattuto nelle 4 gare alla guida della Rebecchi, Classifica: Busto Arsizio 37; Bergamo 30; Piacenza 27; Villa Cortese 26; Conegliano 25; Chieri 22; Urbino 18; Pesaro 16; Giaveno 11; Bologna 7.


GIOVEDÌ 7 MARZO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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TUTTENOTIZIE & RISULTATI Doping DAVANTI AL TNA

Nuoto HA DOVUTO ABORTIRE

Deferimento Schwazer Manaudou perde il figlio si discute il 23 aprile «Ragioni mediche» Il 23 aprile il Tribunale nazionale antidoping (Tna) presieduto da Francesco Plotino esaminerà il deferimento dell’ex campione olimpico di marcia Alex Schwazer. Ieri il Tna, esaminata l’istanza del 4 marzo, con la quale i difensori del marciatore hanno chiesto una proroga del termine di dieci giorni (già concesso alle parti per deduzioni di carattere tecnico-scientifico in relazione alla consulenza tecnica d'ufficio depositata dal professor Giancarlo Isacchi), ha concesso alle parti (la Procura antidoping del Coni e la difesa) termine fino al 28 marzo per la presentazione delle deduzioni. Il 4 marzo il professor Isacchi aveva consegnato la relazione tecnica chiesta dal Tna a seguito del deferimento con il quale la Procura antidoping chiedeva quattro anni di squalifica per Schwazer, positivo all’Epo in un controllo fuori competizione prima dell’Olimpiade di Londra, ma anche per le anomalie nel passaporto biologico. E proprio sulle anomalie del passaporto biologico (anche se la Fidal voleva approfondirle prima di dare lo stop all’atleta) doveva fare chiarezza Isacchi dopo le proteste e le memorie presentate dalla difesa. ma.gal.

Alex Schwazer, 28 anni ANSA

EX PRIMATISTA DEI 100

Papageorgopoulos all’ergastolo per corruzione (si.g.) Il 66enne greco Vasilis Papageorgopoulos, sprinter degli anni Settanta (3 medaglie europee tra indoor e outdoor, record europeo egua gliato di 10”0 sui 100 nel ’72), è stato punito con l’ergastolo da un tribunale greco per corruzio ne e appropriazione indebita continuata. Quand’era sindaco a Salonicco, dal 1999 al 2010, sono spariti dalle casse comu nali quasi 18 milioni di euro.

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A fine gennaio Laure Manaudou aveva detto addio al nuoto, uscendo di scena con eleganza, dopo aver vinto tutto e col sorriso di una donna appagata che si preparava a diventare di nuovo mamma. Ma ieri, Laure Manaudou ha spiegato di aver abortito. Una decisione difficile, dopo aver superato il quarto mese di gravidanza, ma imposta da ragioni mediche. La prima nuotatrice francese a vincere una medaglia d’oro olimpica nel 2004 è già mamma della piccola Manon, nata nel 2010 sempre dalla relazione con l’attuale compagno e campione francese Frederick Bousquet. Un lieto evento che aveva obbligato la Manaudou a una prima interruzione nel 2009 della lunga e ricca carriera che le ha permesso di collezionare 96 medaglie, battere sette record del mondo, 15 d’Europa e 78 di Francia. Poi però ci fu il clamoroso ritorno per tentare un ultimo exploit a Londra, dove riuscì a qualificarsi senza rispondere alle attese. Nel frattempo l’eredità di famiglia è passata al fratello minore Florent, oro sui 50 sl. Il 30 gennaio, così, la Manaudou si era presentata sorridente, con i capelli sciolti e lo sguardo appagato in tv per dire definitivamente addio al nuoto che ha lei stessa trasformato diven-

Boxe TRICOLORE MEDI JR (r.g.) Il 15 marzo a Castiglion Fiorentino (Fi) si assegna il Tricolore vacante superwelter tra Orlando Fiordigiglio (14) e Domenico Salvemini (8-1) sui 10 round.

Laure Manaudou, 26 anni, con la figlia Manon LAPRESSE

tandone un’icona internazionale. Vita Un annuncio arricchito proprio dalla bella notizia, presentata come uno scherzo: «Non ho mangiato troppo, sono di nuovo incinta». Ieri invece la brutta notizia: «Il nuoto mi ha insegnato che non esistono risultati senza incidenti di percorso e vale anche sul piano personale. So di non essere l’unica a vivere una prova simile e ho la fortuna di essere già mamma. Affronterò quest’esperienza di vita insieme a Frederick e con il sostegno dei miei cari». La vita continua: «Mi focalizzerò sui molti progetti che mi attendono». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Atletica /2 CORSA AL POMERIGGIO?

Ciao Hellebaut oro a Pechino

Maratona Roma Ready paperone: 770.000 euro rinuncia di Lalli Oropuro Bar ne ha vinti 164.000

Tia Hellebaut, 35 anni LAPRESSE

NOCI PENALIZZATA (an.gal.) Il giudice sportivo ha inflitto 3 punti di penalizzazione e 2500 euro di multa al Noci (serie A) per non aver pagato il contributo gara di Noci-Palermo del 2/3 (finita 21-27). La nuova classifica del girone C: Fasano 51, Conversano 42, Fondi 32, Teramo 31, Città Sant’Angelo 27, Chieti 21, Noci 19*, Gaeta 17, Palermo 15, Lazio 9, Putignano 3. (*3 punti penalizzazione).

CADETTI RECORD (si.g.) Due migliori prestazioni italiane indoor under 16 ad Ancona: 1’26"88 di Simone Battistini (Asal Foligno) nei 600 e 1’47”43 della rappresentativa del Lazio nella 4x200.

Atletica /1 LA BELGA SI RITIRA

(si.g.) Tia Hellebaut, olimpionica 2008 dell’alto a Pechino, a tre giorni dal deludente Europeo di Goteborg (ottava con 1.87) ha annunciato il ritiro. In conferenza stampa ha confessato di non avere più le forze per fare atletica ad alto livello. Nata ad Anversa il 16 febbraio 1978, è cresciuta come specialista di prove multiple con un titolo mondiale indoor nel pentathlon (2008), ma è nell’alto che ha trovato le maggiori soddisfazioni, vincendo oltre al titolo olimpico anche un Europeo outdoor (2006) e uno indoor (2007). Aveva annunciato un primo addio alle competizioni a fine 2008, quando era incinta della primogenita Lotte, a cui si è aggiunta la piccola Saartje nel febbraio 2011. Portabandiera olimpica a Londra, chiude con due personali di 2.05 outdoor e indoor. E’ entrata soprattutto nella storia dello sport belga per essere stata la prima atleta donna a fregiarsi di un oro olimpico estivo.

Pallamano

KORIR ELETTO Wesley Korir, 30 anni, vincitore dell’edizione 2012 della maratona di Boston, è stato eletto all’Assemblea nazionale di Nairobi, il parlamento del Kenya. Si era presentato come indipendente nella provincia della Rift Valley, storica culla del podismo kenyano. Malgrado l’elezione, Korir ha confermato che il 17 aprile sarà a Boston a difendere il successo dell’anno scorso. RISCHIO KIPROTICH (si.g.) Incidente stradale per il campione olimpico di maratona Stephen Kiprotich, la cui auto si è cappottata nei pressi di Kapchorwa (Uga). Feriti piuttosto seriamente due atleti compagni di viaggio, Kiprotich se l’è cavata senza grossi danni e sarà al via a Londra il prossimo 21 aprile.

ALESSANDRO GRANDESSO PARIGI

ROMA

Atletica

Ippica I PIU’ RICCHI DEL MEETING PARIGINO APPENA CONCLUSO

DI MICCO (r.g.) Definita per il 19 aprile al Palasport di Grosseto (Conti Cavini) la sfida per il vacante titolo Ue supergallo tra l’italiano Giuseppe Di Micco (11) e il francese Amor Belahdi Ali (12-1-1). KING RUSSO (r.g.) Don King (81 anni) approda a Mosca (Rus) allestendo il 17 maggio il Mondiale massimi leggeri Wbc tra il locale Denis Lebedev (25-1), titolare ufficiale, e lo stagionato Guillermo Jones (Pan, 38-3-2), 41 anni a maggio, campione «in recesso». DEGALE (r.g.) L’inglese James DeGale (14-1), oro di Pechino 2008, che aveva lasciato l’Europeo supermedi contro Mouhamed Ali Ndiaye (21-1) sfidante, torna a combattere il 23 marzo a Glow (Ing) contro Alex Brand (Col, 19-1), 36 anni, difendendo la cintura Silver Wbc. Vincendo, punta a sfidare il connazionale Carl Froch (30-2) per il Mondiale.

Golf VIA AI TORNEI Francesco Molinari e Matteo Manassero sono impegnati nel Cadillac Championship, la seconda della quattro gare stagionali del World golf championship al Doral Resort di Miami in Florida. Sono ammessi 65 giocatori tra cui Rory McIlroy e Tiger Woods. Diana Luna e Veronica Zorzi difendono invece i colori azzurri nel Mission Hills World Ladies Championship, seconda edizione di un torneo che intende riproporre la Coppa del Mondo femminile. Si gioca per la gara a squadre, con 19 compagini in rappresentanza di 18 nazioni avendo la Cina due team, e per la classifica individuale dove competono anche Stefania Croce e Margherita Rigon.

Hockey ghiaccio Da stasera le semifinali (m.l.) Comincia la caccia alla finale scudetto del 79˚ campionato di serie A. Dopo i quarti sono rimaste in lizza due squadre venete, l’Asiago e il Cortina capaci di eliminare il Bolzano tricolore e il Renon (non era mai successo che l’8ª eliminasse la vincitrice del Master Round); con loro l’unica altoatesina, il Val Pusteria (vittorioso contro il Milano) e il Valpellice che ha estromesso l’Alleghe di coach Tom Pokel (allenatore della Nazionale senior). Oggi si gioca gara-1 (al meglio di 7). Ore 20.30: Val Pusteria-Asiago; Valpellice-Cortina (diretta RaiSport 1).

Hockey in line Andrea Lalli, 25 anni COLOMBO

La vittoria di Oropuro Bar (M. Smorgon) nel Prix de Mirande FORNI

(g.l.g.) Brutta tegola per la maratona di Roma del 17 marzo. Non ci sarà, infatti, l’atteso Andrea Lalli, campione europeo di cross che dovrà rimandare l’esordio sulla distanza per un dolore al polpaccio sinistro rimediato venerdì in allenamento che, nonostante l’esito negativo delle ecografie, gli impediscono da 5 giorni di allenarsi. Ieri intanto il Sindaco Alemanno e il presidente del Marathon Club, Castrucci hanno confermato che la gara si farà nonostante il Concilio e la possibile nomina del papa che incombono. «Rispettiamo i partecipanti che arrivano da ogni parte d’Italia e del mondo – ha detto Alemanno –: nel caso ci fosse la nomina del nuovo pontefice la maratona slitterà al pomeriggio inoltrato. Sotto questo aspetto abbiamo messo a punto tutti gli aspetti organizzativi e siamo preparati a far fronte all’eventuale emergenza». Prevista la diretta di La7 in una ricca giornata sportiva che comprende anche Italia-Irlanda di rugby.

Sabato scorso, dopo quattro mesi intensissimi, è finito il meeting d’hiver 2012-2013. Come sempre, sulla carbonella parigina si sono sfidati i migliori cavalli del mondo, che si sono contesi la bellezza di 43.121.000 euro (57.881 la media per corsa!). Nutritissima la pattuglia italiana, quest’anno a maggior ragione data la crisi sempre più acuta nel nostro Paese. Buoni i risultati degli azzurri, che in totale hanno conquistato ben 20 vittorie (sulle 37 non francesi). Il migliore è stato Oropuro Bar che ha conquistato tre prove (Prix de Mirande, Prix le Gonidec e Prix de la Mayenne) portando a casa 164.100 euro: l’allievo di Marco Smorgon è stato il secondo 4 anni (con il nuovo anno è entrato nei 5 anni) più ricco del meeting dopo il fuoriclasse francese Un Mec d’Heripre (289.550 euro), a segno nel Criterium Continental in 1.10.3, ma battuto proprio da Oropuro nel Prix Le Gonidec. Il cavallo in assoluto che ha guadagnato più soldi in questi

4 mesi è stato Ready Cash con 770.000 euro grazie ai successi nel France e nel Paris e al secondo posto nell’Amérique vinto da Royal Dream (718.700 euro per lui). Buon bottino anche per l’altro italiano (di nascita) Main Wise As con 132.400 euro grazie soprattutto al terzo nell’Amérique. Fra i driver dominio incontrastato per Jean-Michel Bazire (67 successi) davanti a Franck Nivard (36). Poi Mathieu Abrivard ed Eric Raffin con 28. Quest’ultimo ha conquistato la classifica del trotto con montato con 36 successi davanti a Yoann Lebourgeois (22). IERI 16-11-5-15-4 Ad Aversa (m 2060): 1 Nellison (C. De Cristofaro) 1.17.4; 2 Nishan Gal; 3 My Little Boss; 4 Nievoz; 5 Magic Rivarco; Tot.: 4,48; 2,34, 3,39, 3,54 (42,97). Quinté: e 3.179,81. Quarté: e 1.044,02. Tris: e 257,57. OGGI QUINTÉ A BOLOGNA All’Arcoveggio (inizio convegno alle 14.55) scegliamo Patria (15), Para No Verte Mas (14), Pisa Spin (10), Poliedrica (11), Paris Roc (5) e Pervinca Rl (9). SI CORRE ANCHE Trotto: Pontecagnano (14.25) e Taranto (15.10). Galoppo: Pisa (15).

SERIE A-1 (m.l.) Così la 16ª giornata. Risultati: Milano24-Asiago 6-3; Padova-Roma 14-3; Empoli-Cittadella 2-6; Molinese Pisa-Monleale 2-5. Rip. Vicenza. Classifica: Milano, Monleale** 36; Vicenza 32; Padova 31; Cittadella** 18; Molinese*, Asiago* 10; Roma 9; Empoli 3. (*una gara in meno; **una gara in più).

Hockey pista Ritiro azzurro (m.nan) Inizia oggi a Novara il raduno della nazionale, primo appuntamento della preparazione verso i campionati del mondo di Luanda in Angola (20-28 settembre). Il c.t. Massimo Mariotti ha convocato 15 giocatori: Barozzi, Davide Motaran, Gnata, Nicoletti, Illuzzi, Festa, Ambrosio, De Oro, Nicolas, Losi, Marco Pagnini, Banini, Malagoli, Ghirardello e Verona. Domani venerdì amichevole con l’All Star composta dagli ex azzurri Cunegatti, Tosi, Bresciani, Amato, Crudeli, Enrico Mariotti, Orlandi, Mirko e Alessandro Bertolucci, Rigo. ANTICIPO (m.nan.) Si gioca stasera l’anticipo della 18ª giornata della serie A1 Forte dei Marmi-Sarzana.

Nuoto TORNA RANOMI (al.f.) Oggi agli Open britannici di Leeds (50 m), torna sui blocchi l’olandese Ranomi Kromowidjojo dopo la lunga pausa in seguito al doppio successo ai Giochi di Londra. Al via la 15enne campionessa olimpica dei 100 rana Ruta Meilutyte, gli americani Ervin e Coughlin, le padrone di casa Halsall e Miley. CAMBIO CIELO (al.f.) Cesar Cielo non ha rinnovato con Arena. Appena siglato il contratto quadriennale con l'azienda di Tolentino da parte di Gregorio Paltrinieri.

Pallanuoto DONNE Sorteggiate le semifinali di Coppa Italia, in programma venerdì 29 a Roma (Ostia): Padova-Rapallo e Firenze-Orizzonte. Le finali il giorno dopo.

Scherma Indagini su Usmanov e gli aerei Vip a Olbia Spunta anche il nome del magnate russo del metano Alisher Usmanov, presidente della Federazione mondiale della scherma nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip di Tempio Pausania sull'inchiesta degli omessi controlli doganali all’aeroporto di Olbia. In particolare, per quanto riguarda Usmanov si legge nell'ordinanza che Siniscalchi, «sfruttando la propria posizione di responsabile» avrebbe omesso di fare i controlli sul magnate e sul suo entourage, con il concorso di Francesco Cossu, manager dello scalo gallurese, che faceva da interprete. I collaboratori di Usmanov «sono stati indotti dal Cossu e dal Siniscalchi alla promessa del conferimento (a Siniscalchi) di una somma di denaro pari a 30.000 euro assolutamente non dovutagli, per il timore non specificato ma palese di perdere il favore dei due». Secondo l'accusa, Siniscalchi e Cossu sarebbero stati in grado «di creare fastidi, in caso di inottemperanza alle loro richieste di aiuti». EUROPEI CADETTI E GIOVANI Doppio oro per l’Italia gli Europei Cadetti e Giovani di Budapest (Ung). Nella spada maschile under 20 Andrea Santarelli, Marco Fichera, Simone Esposito e Gabriele Cimini si sono imposto con un 45-36 in finale sulla Russia. Sfida Italia-Russia anche nel fioretto maschile Giovani: Lorenzo Nista, Edoardo Luperi, Francesco Ingargiola e Piero Franco hanno vinto 45-38.

Sci alpino SCHILD STOP Marlies Schild chiude in anticipo la stagione. L'austriaca tornata in gara ai Mondiali dopo un recupero lampo dalla lesione al legamento collaterale del ginocchio destro, ha spiegato ieri che «è arrivato il momento di chiudere questa stagione infelice a causa dei miei ricorrenti problemi al ginocchio. Ora penserò a recuperare e continuerò i trattamenti al ginocchio per arrivare in forma alla prossima stagione». COPPA EUROPA (s.f.) Oggi e domani a Lenggries (Ger) gli ultimi due slalom femminili della stagione di coppa Europa con Michela Azzola leader della graduatoria di specialità. Domani a Sella Nevea (Ud) superG maschile con Silvano Varettoni (5˚ sabato nella discesa di coppa del Mondo a Kvitfjell) alla caccia del podio nella coppetta di specialità (ora è 5˚); sabato superK.

Sport invernali SNOWBOARD, OCHNER 3ª Ai Mondiali juniores di Erzurum (Tur), bronzo per l’azzurra Nadya Ochner nel gigante parallelo vinto dalle ceca Ester Ledecka. Tra gli uomini quarto Luca Tresoldi. Oggi slalom parallelo. MONDIALI FREESTYLE Deborah Scanzio è 15ª nelle gobbe ai Mondiali di freestyle a Voss-Myrkdalen (Nor). Uomini: 1. Kingsbury (Can); 2. Bilodeau (Can); 3. Deneen (Usa); 47. MATIZ. Donne: 1. Kearney (Usa); 2. Ito (Giap); 3. J. Dufour-Lapointe (Can); 15. SCANZIO.

Varie PREMIO DAN Per combattere il «drop out», l’abbandono dello sport da parte dei ragazzi, l’Università di Padova lancia il premio intitolato a Giovanni Dan, indimenticabile dirigente sportivo patavino, con lo scopo di incoraggiare i giovani a continuare nella pratica dello sport agonistico senza trascurare gli studi. Il bando e il regolamento per concorrere alla borsa di studio di 2500 euro è disponibile sul sito dell’università (www.unipd.it) sino al 15 aprile.

LATINA AMBIENTE S.p.A. Avviso di Aggiudicazione definitiva Gara a procedura aperta per l’affidamento dei servizi assicurativi aziendali La gara di cui all’oggetto divisa in sei lotti è stata aggiudicata il 22/11/2012 e ha avuto il seguente esito: LOTTO 1 - Polizza All Risks CIG (4568906C7E) Deserta; LOTTO 2 - Polizza RCT/RCO (45689218E0) aggiudicata per l’importo totale € 72.000,00; LOTTO 3 - Polizza RC Patrimoniale (45689554F0) aggiudicata per l’importo totale € 28.881,57; LOTTO 4 - Polizza resp. ambientale (45689912A6) aggiudicata per l’importo totale € 11.288,00; LOTTO 5 - Polizza tutela legale (45690145A0) Deserta; LOTTO 6 - Polizza libro matricola (4569042CB9) aggiudicata per l’importo totale € 1.085.000,00. Il secondo lotto è stato aggiudicato alla Milano Assicurazioni S.p.A. Via Mattia Battistini 480 Roma; Il terzo lotto è stato aggiudicato alla Lloyd’s di Londra Sindacato leader AAB Via XX Settembre 98/g Roma; Il quarto lotto è stato aggiudicato a Generali Assicurazioni S.p.A. Via E. Amari 32 Palermo; Il sesto lotto è stato aggiudicato a Reale Mutua Via Umberto 44 Sassari. Latina 04/03/2013 IL RUP - Paola Del Mastro


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GIOVEDÌ 7 MARZO 2013

TERZO TEMPO GazzaFocus

Karakorum: si teme un dramma per il dodicesimo 8000 salito d’inverno

A CURA DI ANTONIO DI ROSA Fax: 0262827917. Email: gol@rcs.it

Mi chiedo se sono l'unico che non ha visto tutto questo dominio partenopeo contro la Juve che, secondo Mazzarri, c'è stato dall'inizio alla fine. Presunti rigori, addirittura due, mah! Forse il mister doveva ricordarsi che Cavani andava espulso alla fine del primo tempo indipendentemente dalle presunte o reali provocazioni di Chiellini. Poi bisognerebbe ricordare le due occasioni avute da Vucinic nella prima parte della partita. Mazzarri pretende rispetto, giustamente, ma deve rispettare gli altri. Poi se la Juve perderà saprà rendere merito agli eventuali vincitori.

NOTTE ALL’ADDIACCIO A 79OO METRI

Fabio Quirino

Berbeka e Kowalski costretti a bivaccare senza tenda

Broad Peak di ghiaccio Dispersi due polacchi Quattro alpinisti in vetta alle 18, solo due tornano al campo 4 Ultimo contatto due notti fa. Erano «estremamente esausti» LE PRIME INVERNALI

Il dramma Malek e Bielecki, 33 e 29 anni, sono riusciti a tornare al campo 4, mentre Berbeka e Kowalski, 58 e 27, sono rimasti indietro. Alle due di notte i responsabili li davano «in bivacco sul passo, a 7.900 metri», senza tenda, aggiungendo che Karim Hayyat dal campo 2 e Shaheen e Amin Ullah Baig dal campo base stavano salendo per aiutarli. Alle 7 ora polacca, Hajzek ha riferito che Berbeka stava scendendo, ma che non sapeva in che situazione si trovava Kowalski. Aveva inteso che Berbeka aveva bivaccato solo, ma di ciò non era certo. Entrambi erano comunque «estremamente esausti». Nel pomeriggio di ieri Hayyat è arrivato fino a 7.700 metri, a -35˚, senza trovare tracce. Ha passato la notte appena trascorsa al campo 4 con Adam Malek, nella speranza di poter soccorrere i due dispersi, mentre Adam Bielecki è stato fatto scendere. Il tempo a disposizione sembra già scaduto: le condizioni meteo stanno peggiorando a tal punto che tutti devono essere sotto i 7.000 entro le 10 di questa mattina.

La partita ha avuto due volti distinti. Il primo tempo di marca Juve, il secondo segnato dagli attacchi del Napoli. Il calcio non si fa con i se e con i ma. Perché se Vucinic avesse realizzato l'occasione clamorosa che gli è capitata tra i piedi avremmo scritto che il campionato era già finito. Se Dzemaili avesse ribattuto in rete la corta respinta di Buffon il Napoli avrebbe vinto e si sarebbe ritrovato a tre punti dalla capolista. Così non è stato. Il match non è stato palpitante come ci aspettavamo ma, alla fine, Antonio Conte ha portato a casa un pari che tiene il Napoli a 6 punti e per vincere lo scudetto ne deve conquistare uno in più (i bianconeri sono in vantaggio negli scontri diretti). Trovo intelligente che la Juve non abbia fatto polemiche sulla mancata espulsione di Cavani. Bisogna smetterla di lamentarsi. E allora cosa deve dire il povero Ferguson defraudato della vittoria da un errore gravissimo del modesto arbitro turco in Champions League? Il Real è passato senza meritarlo e lì non c'erano in ballo solo i quarti ma svariati milioncini. E il Manchester United piange.

Il gioco della Fiorentina Ho letto la lettera del signor Molinari sulla Fiorentina e la vostra risposta. Ho assistito allo stadio (tifo rossoblù) a Bologna-Fiorentina. I viola, nel primo tempo, hanno giocato molto bene ma il difetto sta nel fatto che la squadra pur ben assemblata, non ha campioni né punte efficaci e paga un tributo all'emulazione del gioco del Barcellona. Questo integralismo calcistico non appartiene solo a Montella ma ha illustri predecessori (Sacchi, Zeman…). Le teorie sono belle ma non tengono conto di alcuni elementi pratici (giornata storta di qualche giocatore, terreno pesante, l'arbitro che sbaglia). Novello Baldoni

Polacchi di ferro Cinque anni fa

Simone Moro, in solitaria invernale sul Broad Peak, si fermò a quota 7.800 prima di rinunciare. «Lasciai perché erano le 14 e mi mancavano due ore di cammino: sarei arrivato su troppo tardi. Loro si sono trovati in vetta alle 18. Comunque ora è facile fare i moralisti. Di certo, il Karakorum d’inverno si conferma una grande esplorazio-

Bianco e Nero

La sfida Juve-Napoli e gli errori degli arbitri

L’ascesa Martedì alle 5.15, Berbeka e Kowalski erano partiti con Artur Malek e Adam Bielecki dal campo 4 (7.400 metri) verso la vetta del Broad Peak (8.047 m), la 12ª montagna più alta al mondo, nel Karakorum. Partiti dall’Europa il 21 dicembre, avevano avuto poche chance. Il 17 febbraio Malek e Bielecki arrivarono a 7.820, ma si fermarono davanti ai crepacci; Ma-

ciej Berbeka e Tomasz Kowalski dormirono al campo 4 per provarci il giorno successivo, ma abbandonarono. L’ultimo attacco è partito sabato dal campo base, dopo giorni di indecisione. Martedì, con 12 ore di ascesa, i quattro sono giunti in vetta tra le 17.30 e le 18, per poi iniziare la discesa con l’oscurità.

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LETTERE

SIMONE BATTAGGIA

«Due dei quattro polacchi che hanno conquistato il Broad Peak devono essere considerati dispersi». Le parole sono di Artur Hajzek, leader del progetto «Inverno himalayano 2010-2015», che vuole portare la Polonia in vetta ai 14 Ottomila nella stagione più fredda. La terz’ultima cima è stata spuntata martedì, ma a che prezzo. Di Maciej Berbeka e Tomas Kowalski non ci sono più notizie dalle 3 della notte tra martedì e mercoledì, ora locale.

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Maciej Berbeka e Tomas Kowalski

Restano due Ottomila inviolati nella stagione fredda: il K2 e il Nanga Parbat

ne verticale. In Polonia l’alpinismo invernale è uno sport nazionale. All’epoca della corsa agli Ottomila, tra il 1950 e il 1964, erano tagliati fuori per motivi economici e politici, ma quando hanno iniziato a respirare un po’ di libertà si sono inventati le invernali. Dal 1980 al 1988 ne hanno fatte sette. Nel 1988 lo stesso Berbeka, da solo, arrivò sull’anticima del Broad Peak a 8.032. Tornò indietro convinto di essere arrivato in vetta. La loro generazione è simile alla nostra del Dopoguerra: for-

giati dalla vita, grande voglia di rivalsa. Ora mancano solo due invernali: il Nanga Parbat è duro perché presenta 4500 meri di dislivello tra campo base e vetta (Moro lo tenterà nel prossimo inverno con Urubko, ndr); il K2 sarà l’ultimo a cadere: è difficile di per sé e ti costringe a un bivacco a quota 8.000». © RIPRODUZIONE RISERVATA

UN COMMENTO di Simone Moro

a pagina 25

&

L'integralismo non c'entra. Certo, i campioni fanno la differenza ma l'applicazione costante negli allenamenti produce buoni risultati. La Fiorentina ha giocatori con piedi buoni, Jovetic a fasi alterne e il «vecchio» Toni (lo dico con ironia perché stimo tantissimo il bravo Luca) che si batte ancora bene. I risultati danno ragione a Montella e la viola si trova nelle prime posizioni di classifica. Può succedere che giochi male e non vinci ma questo è normale. Non dipende dal tipo di gioco ma dalla forma o dagli elementi contrari che lei citava. I vecchi schemi sono logori e un po' desueti. E' giusto che un allenatore trovi nuove soluzione e dia una impronta personale al gioco della squadra.

Gli 0-0 del Palermo Al Palermo lo scudetto delle partite con meno gol. Occorrono i consigli vulcanici di Zamparini. Dopo la partita col Torino bisogna fare alcune considerazioni. Il Palermo continua a giocare per lo

zero a zero. Ilicic e qualche altro giocatore provano a tirare ma sono passaggi. Quando la squadra attacca lo fa in minoranza numerica e con molta lentezza. Col ritorno di Gasperini non è cambiato nulla. Gaspare Barraco

Altro che consigli vulcanici di Zamparini! A Palermo c'è solo confusione e paura di retrocedere in serie B. Cambiare un allenatore ogni due mesi o poco meno non è una soluzione anzi aggrava i problemi. La realtà è che non c'è più il Palermo che eravamo abituati ad ammirare, soprattutto in casa dove intimidiva anche le grandi squadre. Difficile dare consigli in una situazione del genere. Lo svantaggio è ancora recuperabile ma serve un filotto di successi. E' in grado questo Palermo con o senza Gasperini di ottenere questi risultati? Spero di sbagliarmi ma credo di no.

Le italiane in Euroleague Da quanti anni non si vedevano squadre italiane seriamente intenzionate a vincere l'Europa League? Anche se non sono un loro tifoso voglio fare un grande applauso a Inter e Lazio impegnate nel prossimo turno. Credo che snobbare le coppe per il campionato sia un errore. Vincere aiuta a vincere. Flavio Banfi

Ha ragione. Risparmiarsi in Europa per fare meglio in campionato non ha senso perché rischi di perdere su tutti e due i fronti. Quest'anno Lazio e Inter stanno onorando l'Europa League e anche se devono incontrare due squadre temibili come Stoccarda e Tottenham io credo che ce la possano fare. I nerazzurri hanno l'ostacolo più difficile perché il Tottenham di Bale sta attraversando uno splendido periodo di forma. L'Inter deve provare a fare risultato domani a Londra. E ce la può fare.


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ALTRI MONDI

Il fatto del giorno

_la partita decisiva

DI GIORGIO DELL'ARTI gda@gazzetta.it

Ieri Bersani ha convinto il Pd ma convincerà anche i grillini? Passa la linea del leader, eppure mai come adesso il suo ruolo è stato in discussione. Presente pure Renzi, che resta alla porta

L’INCONTRO A ROMA IL SEGRETARIO INTERVIENE, LO SFIDANTE VA VIA 1

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4 Come mai Renzi non ha parla-

Se si guarda ai numeri, Bersani ha trionfato nella direzione del partito di ieri: relazione approvata quasi all’unanimità, con un solo astenuto. Il leader dell’opposizione al segretario, cioè il sindaco di Firenze Matteo Renzi, non ha neanche preso la parola. Cioè, successo pieno, si direbbe. Se non fosse che in politica le cose vanno troppe volte giudicate a rovescio e quella che sembra una vittoria deve spesso essere interpretata, se non come una sconfitta sostanziale, come un preannuncio di sconfitta, e anzi, nel nostro caso, quasi come un preannuncio di catastrofe.

1Come sarebbe? In realtà ieri è successo questo: che gli avversari di Bersani, sentendosi ripetere, ovviamente, le cose che il segretario sta dicendo in pratica dal primo giorno, gli hanno risposto: vai vai caro, sbatti pure il muso sulla parete d’acciaio che il Movimento 5 Stelle e il presidente Napolitano ti stanno tirando su, ci vediamo al ritorno e allora, puoi star tranquillo, non ci sarà nessuna unanimità. E non ha mai parlato di elezioni anticipate, come aveva fatto nelle prime ore dopo il voto. Cioè, quando era stata chiara la dimensione della non-vittoria democratica, Bersani e i suoi avevano dichiarato a gran voce che esistevano due sole possibilità: o il governo Bersani non sfiduciato in qualche modo dai grillini; oppure, in caso di caduta del governo al primo passaggio al Senato, elezioni imme-

per lo smantellamento dell' art.18, 8) entrambi per la perdita della sovranità monetaria, 9) entrambi per il finanziamento della scuola privata, 10) entrambi per i rimborsi elettorali». Il Pd ha risposto sul web assai vivacemente, invitando a linkare le sue otto proposte e sfidando i grillini a dire cosa ne pensano. Ma è una replica inutile, ufficialmente da quel lato non è mai arrivata nessuna risposta affidabile.

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1 Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, parla alla direzione del partito 2 L’arrivo alla riunione del sindaco di Firenze, Matteo Renzi 3 L’ingresso nella sede Pd di Sant’Andrea delle Fratte a Roma ANSA

diate. Già a giugno. Questo punto, nel discorso di un’ora di Bersani, è stato trasformato così: il nostro piano «è un sentiero molto stretto. O lo si supera, e quindi si comincia con un governo che cambi le cose. O il sentiero lo si sgombrerà dalla nebbia. Ci sarà il Capo dello Stato e nel governo del presidente, per definizione, non dobbiamo interferire».

2 Cioè Bersani ha presentato alla direzione del partito, che gliel’ha approvato, il suo piano di fare un governo che al momento della fiducia abbia l’appoggio, comunque dato, del M5S? E che poi si vada a cercare di volta in volta la sua maggioranza sui singoli provvedimenti, giusto?

Sì. Il segretario ha ribadito anche gli otto punti su cui «sfida»

il Movimento 5 Stelle. Il punto di partenza è sempre lo stesso: certe cose devono venirmele a dire in Parlamento, tutto quello che è stato dichiarato fuori del Parlamento non conta. Gli otto punti lei li conosce già, ma per comodità del lettore ripetiamone il succo: sedersi al tavolo con l’Europa e costringerla ad abbandonare le politiche di austerità; lo Stato saldi i 70-90 miliardi che deve alle imprese, si dia il via libera ai comuni per spendere i soldi che hanno e che sono congelati dal patto di stabilità, ridurre il costo del lavoro a tempo indeterminato e aumentare quello del lavoro a tempo determinato, salario minimo per i disoccupati, spending review, esodati, redistribuzione dell’Imu, carte di credito invece dei contanti, Sud e ridimensionamento di Equitalia; meno soldi ai partiti e loro riforma, riforma dell’ammini-

strazione; leggi su corruzione, falso in bilancio e frodi fiscali; legge sui conflitti d’interesse; economia verde e sviluppo sostenibile; cittadinanza ai figli di immigrati che nascono da noi e norme sulle unioni omosessuali; istruzione e ricerca.

3 I grillini potrebbero starci? Ieri Grillo ha lasciato che sul suo blog il militante Ernesto spiegasse che il Pd è più vicino al Pdl di quanto sia vicino al M5S. Ernesto ha elencato dieci punti che affratellano i due partiti vecchia maniera: «1) entrambi vogliono la Tav, 2) entrambi sono per il Meccanismo europeo di stabilità, 3) entrambi per il Fiscal Compact, 4) entrambi per il pareggio di bilancio, 5) entrambi per le 'missioni di pace', 6) entrambi per l'acquisto degli F-35, 7) entrambi

to?

È già eccezionale il fatto che sia apparso. Di solito, le direzioni lui le diserta. Renzi ha spiegato bene, nei giorni scorsi, che vuole restare fedele al segretario finché il suo tentativo non sia eventualmente fallito. Però vuole giocare la sua partita dopo aver conquistato il Pd e non prima. Il tempo dei discorsi ai compagni verrà, e forse anche preso. Monti, nel colloquio di due ore dell’altro giorno, gli avrebbe fatto sapere che “Scelta civica”, alle prossime elezioni, è pronta a indicare lui come candidato premier.

5 Possibilità

di un governo

Pd-Pdl?

Dal discorso di Bersani è assolutamente escluso. D’Alema però, nel suo intervento, ha detto: «Non possiamo rinunciare a fare un discorso sulla destra e alla destra. La destra esiste. Io mi rammarico del fatto che in un momento così drammatico non sia possibile in questo paese una risposta in termini di unità nazionale. E l’impedimento si chiama Silvio Berlusconi». Cioè: se Berlusconi si toglie di mezzo, possiamo sederci al tavolo con loro. D’Alema ha detto un’altra cosa che mi ha colpito: «Noi facciamo tante cose nuove, ma un signore di 65 anni che fa le riunioni a porte chiuse e prende a calci i giornalisti appare più nuovo di noi». Ha ragione, ma dovrebbe almeno chiedersi: perché?

CAPO COMUNICAZIONE

Vola giù dall’ufficio: si suicida Rossi di Mps Si è ucciso ieri sera, gettandosi dalla finestra di un ufficio della sede del Monte dei Paschi a Siena. E nel cestino del suo ufficio gli investigatori avrebbero trovato un biglietto con la frase: «Ho fatto una cavolata». David Rossi, 51 anni, era il responsabile dell’area comunicazione della banca toscana, finita nel mirino della magistratura (per le operazioni di finanziamento destinate all’acquisto di Antonveneta) e degli organi di vigilanza (per le mancate comunicazioni sui derivati sottoscritti dal 2006 al 2009), con gravi ripercussioni in Borsa. Rossi, senese della Lupa, sposato con due figli, ex portavoce del sindaco senese Pier Luigi Piccini, era entrato in Mps nel 2006 e si occupava anche delle sponsorizzazioni sportive. Noto in città per il suo impegno nell’ambito culturale, era un fedelissimo del dimissionario presidente della banca Giuseppe Mussari: non era indagato ma, il 19 febbraio, aveva subito una perquisizione in casa e in ufficio. Nello stesso giorno erano state perquisite le abitazioni di Mussari e dell’ex direttore generale, Antonio Vigni, accusati fra l’altro di truffa e appropriazione indebita. Nei giorni scorsi il Monte dei Paschi aveva presentato un esposto, contro ignoti, per insider trading, in relazione alla fuga di notizie su decisioni prese dal Cda giovedì scorso. Mentre martedì la Guardia di Finanza aveva sequestrato altri 6 milioni di euro all’ex responsabile dell’Area finanza del Monte, Gianluca Baldassarri, e ad alcuni personaggi a lui vicini, nell’ambito delle indagini sulla cosiddetta «banda del 5%». Ovvero manager che, su ogni operazione, pretendevano questa tangente.

David Rossi di Mps, 51 anni, suicidatosi ieri a Siena ANSA

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notizie Tascabili

La frode si estende

Ostaggio 20 filippini

Carne di cavallo nel ragù Star: sequestro dei Nas

Siria, caschi blu rapiti dai ribelli L’Onu: liberateli

Tutto vero: sciolti gli ultimi dubbi

Il piatto degli italiani è sempre più a rischio, ma il pericolo non arriva solo dalle sofisticazioni nocive per la salute: si allunga, infatti, anche la lista di cibi che non sono quello che le etichette dichiarano essere. Così — dopo i tortellini, la pasta fresca ripiena e le lasagne, oltre che le polpette dei ristoranti Ikea — i carabinieri dei Nas hanno scoperto che pure i sughi prodotti dalla Star e presentati come ragù di manzo contengono in realtà carne equina non dichiarata. E così, sono state sottoposte a sequestro oltre 300 mila confezioni. Per ora si procede per frode internazionale.

I caschi blu vengono coinvolti, per la prima volta, nel conflitto siriano. Una ventina di osservatori dell’Onu sono stati bloccati ieri sulle Alture del Golan dai ribelli dell’Esercito libero siriano (Els), che accusano il presidente Bashar al Assad di essere un «collaborazionista di Israele e dell’America» e chiedono in cambio della loro liberazione che i soldati del regime di Damasco si ritirino dalla zona. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha «condannato con forza il gesto». Sono in corso negoziati per ottenere il rilascio dei caschi blu, in gran parte filippini.

Il Cern, la particella scoperta nel 2012 è il bosone di Higgs Il bosone di Higgs, la «particella di Dio» che spiega come mai tutto ciò che c’è nell’universo abbia una massa, è davvero quella scoperta nel luglio 2012 al Cern di Ginevra (Svizzera), con il contributo di molti ricercatori italiani. Gli ultimi dubbi sono stati sciolti, come annunciato ieri a La Thuile, in Valle d’Aosta, dove si svolge una conferenza internazionale. I dati presentati «confermano che le caratteristiche del bosone si avvicinano a quelle del bosone previsto dal Modello Standard (la teoria dei campi che descrive tre delle quattro forze responsabili della struttura dell’universo, ndr)», osserva il vicepresidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Antonio

L’acceleratore di particelle del Cern di Ginevra ANSA Masiero. «Ma — prosegue lo scienziato — siamo sicuri che questa particella non sia accompagnata da alcuni fratelli non ancora apparsi?». Dati più precisi potranno arrivare nel 2015, quando l’acceleratore allestito al Cern di Ginevra tornerà a lavorare con il doppio dell’energia: e a capo proprio di uno dei due esperimenti condotti in Svizzera, l’inglese Dave Charlton sostituisce intanto italiana Fabiola Gianotti.

Silvio Berlusconi, 76 anni AP

Respinto il ricorso

Sì della Consulta Il Cav prosciolto per Mediatrade Il procuratore generale della Cassazione ha chiesto il rigetto del ricorso della Procura di Roma, ritenuto infondato, contro il proscioglimento di Silvio Berlusconi, nel processo Mediatrade. In giugno l’ex premier era stato prosciolto dall’accusa di frode fiscale per 10 milioni di euro, compiuta nel 2003 2004.


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ALTRI MONDI A PERUGIA UN PICCOLO IMPRENDITORE ESPLODE UNA DECINA DI COLPI. A DICEMBRE AVEVA DETTO: «SONO FINITO»

Contributi negati: uccide due impiegate poi si toglie la vita La sparatoria negli uffici della Regione Umbria FRANCESCO RIZZO

Lo avevano intervistato in dicembre e aveva raccontato la sua storia di piccolo imprenditore. Sostenendo di essersi visto bloccare 160 mila euro di contributi per inadem-

pienze che riteneva «cavolate». «Una bella botta», commentava l’intervistatore. «No, io sono finito», ribatteva l’uomo. Ovvero Andrea Zampi, umbro di 43 anni e titolare, con i genitori, di un centro di formazione nel settore della moda diffuso dall’Emilia alla Sicilia. Ieri mattina è salito al quarto piano della Regione a Perugia, sede dell’assessorato alle Politiche sociali e alla formazione, con la volontà di vendicarsi: urlando «mi avete rovinato, è colpa dei co-

Una donna sconvolta osserva la situazione da una finestra del palazzo Broletto, sede della Regione Umbria, nel centro di Perugia ANSA

munisti, della mafia e dei massoni», ha fatto fuoco con una Beretta regolarmente denunciata e ha ucciso due impiegate che si trovavano in una sala riunioni, Daniela Crispolti, 47 anni, precaria e Margherita Pecca-

ti, 61, a un passo dalla pensione. Infine, si è chiuso in un’altra stanza e si è suicidato. Psichici «Sparava a ripetizione

lungo i corridoi — racconta un testimone — e, prima di ucci-

dersi, ha detto "Dio dammi la forza". Abbiamo sentito altri colpi, poi più nulla». Zampi ha esploso una decina di pallottole, mentre visitatori e impiegati cercavano rifugio anche sotto le scrivanie. L’uomo, che ha lasciato un foglio con alcune preghiere e un dossier contro «il sistema», in passato aveva avuto problemi psichici. Ed era tanto preoccupato per le sorti dell’azienda da vivere in uno stato di angoscia, mescolato a un profondo risentimento nei confronti degli enti pubblici. La Regione ha in realtà precisato che non c’era nessun finanziamento pendente verso Zampi e che le impiegate uccise non avevano competenza in materia. Sembra fossero in corso accertamenti per il mantenimento dei contributi già erogati.

Conclave, verso lo sprint Oggi a Roma i 115 elettori In serata è atteso dal Vietnam l’ultimo cardinale: la data di lunedì 11 prende quota. Per quel giorno già fissata la messa «pro eligendo» DANIELE VAIRA

Uno dopo l’altro, un po’ alla spicciolata sono arrivati quasi tutti a Roma per il Conclave: 114 cardinali su 115. Aria serena, sorrisi, saluti, ma bocche cucite e passi svelti nei pochi momenti all’esterno. E soprattutto nessuna intervista con i giornalisti. L’unico assente è il cardinale vietnamita Pham Minh-Man, che dovrebbe arrivare nella Capitale entro stasera. La quarta congregazione generale dei cardinali, riunitasi ieri mattina nell’Aula del Sinodo, si è conclusa senza aver preso una decisione sull’inizio del Conclave, che comunque sembra ancora abbastanza lontana. «Esiste una ragionevolezza delle decisioni, ritengo più logico che i cardinali decidano con un certo numero di giorni davanti, anche perché debbono ancora effettuare il sorteggio e poi trasferirsi a Santa Marta», ha spiegato padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede. Il toto data continua a suggerire l’11 marzo. Se non c’è ancora alcun annuncio ufficiale, emerge tuttavia che la basilica di San Pietro è stata "prenotata" per il pomeriggio di lunedì 11 marzo per celebrare

LO SCOOP DI «CHI»

Prima passeggiata di Benedetto XVI a Castel Gandolfo Cardinali a Roma: da sinistra Vlk dalla Repubblica Ceca, Kasper dalla Germania, Betori dall’Italia e Duka dalla Repubblica Ceca AP

una messa «pro-eligendo Romano Pontefice». Vatileaks Sull’idea di un accele-

razione del Conclave, i cardinali stranieri (soprattutto quelli americani) non sono d’accordo, perché vorrebbero discutere della situazione della Chiesa e segnatamente della Curia Romana (e delle carte di Vatileaks). Il loro discorso è chiaro: se non c’è tempo sufficiente per le congregazioni, se non si trovano i momenti per la discussio-

ne, ad allungarsi sarà, inevitabilmente, il Conclave. Intanto, ieri è stato cancellato il briefing con la stampa che dall’inizio delle congregazioni generali tiene la delegazione dei cardinali statunitensi. Non è stupito della decisione padre Lombardi, rilevando che «la tradizione del Conclave e del cammino che porta verso lo stesso è una tradizione di riservatezza per tutelare l’avvicinamento a questo momento così importante». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Un uomo anziano che passeggia, con berretto, giacca bianca e bastone. Non è un pensionato qualunque, ma il Papa emerito Joseph Ratzinger, colto dall’obiettivo del settimanale «Chi» mentre si rilassa nei giardini di Castel Gandolfo. Accanto a lui, il suo segretario personale, monsignor Georg Gaenswein. I due resteranno nella tenuta papale vicino a Roma fino a maggio. Ieri, intanto, tramite rigatura, è stato annullato l’anello di Benedetto XVI.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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HOLLANDE HA DECISO

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domande a... LUCIANO AGUZZI STORICO

«Il populismo di Chavez ha bloccato il Venezuela» Il leader venezuelano Hugo Chavez è morto lunedì sera a Caracas: è stato una delle figure politiche più controverse. Critico degli Usa, in Patria è stato amato e odiato. Ce ne parla lo storico Luciano Aguzzi, esperto di Venezuela e Cile e docente di storia delle dottrine politiche all’Università di Milano.

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S Mali, ritiro dei francesi da aprile Il presidente francese François Hollande, ha annunciato, ieri, una «diminuzione del numero di soldati» francesi dispiegati in Mali «a partire da aprile». Intanto, ieri, le truppe hanno ucciso diversi leader dei terroristi, nel massiccio delle Ifoghas, nella parte settentrionale del Paese

Chi era realmente Chavez? Un dittatore o un politico con dei meriti? È stata una persona autoritario, un populista che ha modificato a suo piacimento la Costituzione, creando una dittatura e servendosi delle forze armate. Una figura che ha usato le risorse derivate dal petrolio per rendere concrete le sue uscite demagogiche, invece di fare investimenti per il futuro del Venezuela. Il popolo venezuelano pagherà questi errori. Nella politica estera ha spesso attaccato gli Usa, ritenendoli colpevoli di qualsiasi cosa. L’aggressività verbale nascondeva debolezza di contenuti.

2 Eppure è stata una figura amata dal suo popolo... L’amore, per definizione, non è mai razionale. E quindi magari si amano dei simboli e si bada poco alla sostanza. E poi, in realtà, lo ha votato poco più della metà della popolazione. E bisogna anche dire che il clima politico dell’America Latina è più abituato alla dittatura. In molti Paesi Sudamericani c’è una formazione giacobina. 3 Quali possono essere ora gli scenari futuri? Il passaggio di consegne a Maduro rappresenta la continuità con il suo predecessore. Anche se si tratta di una figura più debole e meno carismatica. Potrebbe trarne giovamento l’opposizione. Ma, per ora, non ci saranno grossi cambiamenti. dan. va. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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ALTRI MONDI

SECONDO «DAGOSPIA»

La Hunziker incinta del «suo» Trussardi L’indiscrezione arriva dall’informatissimo sito Dagospia, che scrive: «Un levriero al guinzaglio! A luglio-agosto

Michelle Hunziker partorirà un trussardino, figlio di Tomaso Trussardi». E così, la showgirl svizzera (a sinistra) diventerà mamma per la seconda volta dopo Aurora, nata nel 1996 dal suo matrimonio con Eros Ramazzotti. Michelle è legata a Trussardi dal dicembre del 2011.

I FOLLOWER SONO 1,5 MILIONI

Jovanotti festeggia con il Twitter party Un party (virtuale) per festeggiare il milione e mezzo di follower su Twitter. Lo organizza oggi Jovanotti, che alle 15.30

aspetta tutti i suoi fan proprio sul social network per «cinguettare» insieme. Il cantante, che in questi giorni suona in Texas e Messico, sarà in tour negli stadi italiani dal 7 giugno: dopo il debutto ad Ancona, si esibirà anche a Milano (il 19 e 20), Firenze (23), Roma (28), Torino (16 luglio).

laFoto

Eros Ramazzotti, 49 anni, martedì al Palabam di Mantova per la data 0 del suo tour LIONETTI

Un Eros a 5 stelle Dalla musica a Grillo «È la mia rinascita» È partito da Mantova il tour mondiale di Ramazzotti: «Ora sul palco mescolo tanti generi e comunico di più»

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I NUMERI

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I milioni di dischi In oltre 30 anni di carriera Eros Ramazzotti ha venduto 55 milioni di dischi nel mondo. Per l’ultimo album «Noi» uscito a novembre già 600 mila copie

DAL NOSTRO INVIATO

FILIPPO CONTICELLO MANTOVA

Sul palco s’è fatto «comunicativo» senza essere mai «sbruffone» e per dimostrarlo servono due ore filate di musica ed entusiasmo, prima dell’ammissione a stomaco pieno. Tortelli di zucca e gnocco fritto sciolgono l’adrenalina di Eros Ramazzotti, divo mondiale «un tempo molto più distaccato con il pubblico»: martedì sera nella data zero del suo «Noi World Tour 2013» s’è divertito parecchio assieme ai 5mila che hanno riempito il catino del Palabam di Mantova. Sulla scena 7 musicisti e 10 megaschermi, ma pure genuina voglia di scherzare: «Ahò, che panza che me sò fatto», dice il 49enne cantante romano, mentre va su e giù appesantito per il palco. Porterà il concerto per l’Europa e la data nella Capitale del 21

giugno promette scintille: lo accoglierà l’Olimpico e lo show verrà riadattato nelle dimensioni. Del resto, nel complesso, lo spettacolo non è ingessato e scorre via agile. Alle canzoni del nuovo album Noi, inno alla comunità in tempi di crisi e 600 mila copie vendute, si legano vecchi classici con un vestito originale. Spiazzano Terra Promessa in versione funky e Fuoco nel Fuoco che ammicca al merengue, ma non dispiacciono gli azzardi di sax della sempreverde Se Bastasse una canzone: «Ho cambiato certi suoni preservando le armonie: non amo chi stravolge, così ho conservato la mia integrità», racconta nel dopo-concerto. L’aurora e Più bella cosa, come simulacri, non hanno ricevuto acconciature, mentre la freschissima e «ramazzottesca» Un angelo disteso al sole raccoglie applausi dal pubblico che ha mandato a memoria il nuovo disco.

«

La Juve è tornata grande, ma serve più simpatia e la classe che aveva una volta EROS RAMAZZOTTI CANTANTE

Le rinascite Un rapido «dedica-

to a tutti quelli che...», un «siamo ragazzi di oggi, pensiamo sempre all’America» scandito e ritmato oppure il più innocuo e corale «grazie d’esistere». Le urla di Mantova sottolineano parole finite nella grammatica della musica nostrana, e pazienza per qualche calo di tensione nello show perché 55 milioni di dischi venduti restano una medaglia al petto. Tra una schitarrata e l’altra, Eros trova pure il tempo di omaggiare Dalla e dedicare note alle tre donne della sua vita: vicine a lui a tavola ci

sono la prima figlia Aurora, la compagna Marica Pellegrinelli e l’ultima arrivata, Raffaela, piccola e dolce nei suoi 19 mesi. «Ho tanti stimoli e una situazione familiare tranquilla: per amore ho pure smesso di fumare e per questo sono ingrassato», ammette il cantante. Ottimismo sparso, da estendere anche alla musica: «Mi sento rinato, anzi dico che è la mia quarta rinascita — racconta —: gli esordi, la svolta nel 1993, il cambio dopo gli anni difficili a inizio Duemila, così adesso eccomi qui, contento di aver mescolato tanti generi sul palco». E anche quando l’attualità irrompe nella chiacchierata, Ramazzotti a sorpresa non tira indietro la voce: «Non mi ero mai schierato, ma adesso parlo: ho scelto Grillo. Ero scettico, ma poi l’ho seguito sul web mentre riempiva le piazze: mi convince e fa bene a tirare dritto». Dalla politica al calcio, conserva un certo gusto per le vittorie: «La Juve è tornata grande, anche se la vorrei più simpatica, con la classe di un tempo che non ho visto nel caso Del Piero». Sogni di Champions, ma pure speranza di un nuovo duetto: all’Olimpico proverà a invitare Anastacia, star americana colpita da tumore. «Bisogna sempre reagire, mostrare carattere», ripete Eros e le due ore di grinta a Mantova sono la conferma più autentica.

SU DEASAPERE DA LUNEDÌ TORNA «ATTENTI AL CIBO», PROGRAMMA MIX DI COMICITÀ ED EDUCAZIONE ALIMENTARE

C’è anche la sit-com sul mangiare MILANO

Sono decine i programmi tv su come cucinare, ma pochi quelli dedicati a cosa mangiare. Il più divertente di essi torna da lunedì, l’11 marzo, sul canale satellitare DeASapere e si chiama Attenti al cibo. È una «situation comedy scientifica», la definiscono i responsabili del canale, che affronta con ironia «le questioni legate alla corretta alimentazione». Un programma

destinato alla famiglia, fedele alla "linea filosofica" della contaminazione tra generi, presente un po’ in tutte le produzioni De Agostini. Protagonista è la coppia Katia Follesa e Angelo Pisani (dei Pali e Dispari): comici noti al pubblico di Colorado Cafè e Zelig, marito e moglie nella vita. A loro, in questa seconda edizione di Attenti al cibo, si affianca Filippo Ongaro, nutrizionista e guru nazionale della medicina anti-aging. Il programma si divide in tre parti: la sitcom, con sipa-

rietti sul cibo (il riso, il gelato...) al centro della puntata; la parte più scientifica, basata su un documentario (ben fatto) acquistato dalla tv neozelandese e l’approfondimento medico, con attenzione alla realtà italiana. «Ci occupiamo dell’essenza del cibo, di come viene prodotto e cucinato, proviamo a sfatare i luoghi comuni» dice con bel piglio Ongaro. Si accettano scommesse sul suo futuro televisivo. m.arc. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Angelo Pisani e Katia Follesa, protagonisti insieme a Filippo Ongaro di «Attenti al cibo»

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Che spettacolo sull’Etna È la 7a eruzione nel 2013 Fontane di fuoco alte centinaia di metri, uno spettacolo emozionante che nella notte tra martedì e mercoledì ha illuminato il cielo sopra l’Etna (nella foto LaPresse). Da mezzanotte alle due il vulcano ha eruttato per la settima volta dall’inizio dell’anno, producendo una piccola colata da due crateri, il vecchio e il nuovo di Sud-Est, ed emettendo una nube di cenere e polvere lavica che è piovuta sul versante meridionale, raggiungendo anche Taormina. L’attività dell’Etna, che è costantemente monitorata dall’Invg di Catania, non ha influito sull’operatività dell’aeroporto Fontanarossa, visto che il vento di scirocco soffiava nella direzione opposta.

IL REGISTA DI «SKYFALL»

Mendes, A Sam no al nuovo

LA FERILLI A CANNES

S Protagonista del film di Sorrentino Sarà quasi certamente «La grande bellezza» il pezzo forte del cinema italiano al Festival di Cannes: il nuovo film di Paolo Sorrentino, già premiato in Francia per «Il divo», vede nel cast Sabrina Ferilli (nella foto) e Toni Servillo. A Cannes sono attesi anche Micaela Ramazzotti per «Storia mitologica della mia famiglia» di Daniele Luchetti e i Coen con «Inside Llewyn Davis». Presidente della giuria sarà Steven Spielberg

episodio di 007 Appagato dal successo o timoroso di fallire? Difficile saperlo, resta il fatto però che Sam Mendes, il regista del plurimilionario «Skyfall», non dirigerà il prossimo film di James Bond. L’offerta dei produttori era stata importante, ma è arrivato un clamoroso e inaspettato no. «È stata una decisione molto difficile, ho pensato a lungo se accettare o meno la proposta molto generosa di Michael G. Wilson e Barbara Broccoli», ha detto alla rivista «Empire» Mendes, che ha diretto anche successi come «American Beauty» e «Revolutionary Road». «Dirigere "Skyfall" — continua — è stata una delle esperienze migliori di tutta la mia vita professionale, ma ho del teatro da fare e anche altri impegni, tra i quali le produzioni di "Charlie And The Chocolate Factory" e di "Re Lear"; l’anno prossimo, e anche oltre, sarò impegnato con queste cose». La rinuncia arriva a pochi giorni dall’ultimo record stabilito da «Skyfall»: il film, con oltre 1 miliardo di dollari, è quello dai maggiori incassi di tutti i tempi al botteghino britannico. Forse per questo ha lasciato comunque uno spiraglio per il futuro: «Mi sento molto onorato d’aver fatto parte della famiglia di Bond e spero molto di tornare a lavorare con loro un domani».


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ALTRI MONDI Oroscopo

21/3 - 20/4

21/4 - 20/5

21/5 - 21/6

22/12 - 20/1

22/6 - 22/7

23/7 - 23/8

LE PAGELLE

Ariete 5,5

Toro 7,5

Gemelli 6

Capricorno 8

Cancro 6-

Leone 6-

DI ANTONIO CAPITANI

La Luna inquina la giornata, come fosse una torta al cioccolato. Il lavoro arranca, la vostra autonomia è limitata. Fornicazione in tracce.

Ogni successo può arridervi. Anche perché la fortuna ci mette lo zampino. Siete pure forti e producete, festeggiate, fornicate muy bene.

I soldi, oggi, potrebbero uscire con facilità sconcertante. Amministratevi con cura. Forma fisica ok, pressing sudombelicali maldestri.

Giornata simpatica come una lettera di Equitalia, quella di oggi. Tutto stressa, ma fate la tara ai problemi lavorativi, amorosi e suini.

Le fatiche perdurano. Ma, presto, i premi al vostro impegno saranno consistenti. Anche parlando economicamente. Sudombelico spaesato.

24/8 - 22/9

23/9 - 22/10

23/10 - 22/11

23/11 - 21/12

IL MIGLIORE Primissimi nel lavoro e in amore: questo decretano le stelle. Che vi sollevano il morale e portano chance fortunate. Anche suine, muy ben accette.

21/1 - 19/2

20/2 - 20/3

Vergine 7,5

Bilancia 6-

Scorpione 7+

Sagittario 6-

Acquario 6-

Pesci 7+

Serenità e fortuna ritornano, perché sapete muovervi con abilità marpionesca in ogni circostanza, anche suina. E pure più beddi, siete!

La Luna rompe e ritarda. Ma non combina guai. Sempre che non diate la stura allo sfigopessimismo. Micragnosità suine non aiutano.

Giornata briosa e ricca di input, idee, confronti, news rincuoranti. La leggerezza d’animo mette ko Saturno, il sudombelico coopera.

Le stelle sono una ciofeca. Oltre che causa di impicci e malcontenti. Ma oggi notizie economiche allietano. Mortorio suino, però, aleggia.

Un cambiamento di programma vi spiazza, gli zebedei toccano terra, per fatiche e solitudo. Ma sorprese fornicatorie vi (e li) sollevano.

Il lavoro paga, i successi economici e amorosi cancellano le ansie. E consolano il morale. A molti di voi pure il sudombelico. Uau. Amici utili.

RICCARDO MONTOLIVO

Il centrocampista del Milan e della Nazionale è nato a Milano il 18 gennaio 1985. Ha giocato anche con Fiorentina e Atalanta

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ALGHERO

15

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ANCONA

8

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3

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BOLOGNA

6

8

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6

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12

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8

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8 10

8

Perugia

10 15

9 12

8

MILANO

6

9

ROMA

NAPOLI

11

18

12 16

PERUGIA

7

11

Nebbia

Agitati

5

10

REGGIO CALABRIA

14

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ROMA

10

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4

7

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Il sole oggi MILANO

ROMA

5

TRENTO

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Sorge

Tramonta

TRIESTE

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18:18

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10

12

VENEZIA

7

10

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Le ultime novità dei motori dal Salone di Ginevra. Dalla nuovissima e costosissima LaFerrari (da un milione di euro) all’Alfa Romeo 4C. Potete osservarle da vicino grazie ai nostri video, che vi presentano anche le bellezze su due gambe, accanto a quelle su 4 ruote.

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Domani

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Arriva un' altra perturbazione da Ovest con piogge dapprima al Nordovest, medio e alto Tirreno, Emilia Romagna, localmente sulle isole, poi piogge diffuse anche su tutto il Centrosud e localmente al Nord. Migliora sulla Sardegna.

Peggiora in giornata al Nord con piogge e rovesci via via più estesi anche forti tra Liguria, Est Piemonte, Lombardia e verso il Nordest. Locali piogge al Centro ma anche con ampi spazi soleggiati, più sole al Sud e sulle isole maggiori.

10 14

L’Aquila 9 12

Campobasso

Bari

8 11

Napoli

11 16

Potenza

13 15

7

Cagliari

11

Catanzaro

13 18

11 13

Reggio Calabria

Palermo

14 16

13 18

11

Sorge

SKY SPORT 3

Giornata di Europa League, siamo all’andata degli ottavi di finale, e le due squadre italiane rimaste sono impegnate in trasferta. A Londra contro il Tottenham di Bale, l’Inter che ritrova Cassano. A Stoccarda la Lazio, con i tedeschi che non hanno mai vinto in casa in questo torneo. Come finirà? Vota.

Ancona

Firenze

11

Mossi

NBA

Occhio a Ginevra: tutto sul Salone delle meraviglie

9 14

10

6

Neve

BASKET: INDIANA PACERS - BOSTON CELTICS

Cosa faranno Inter e Lazio in Europa League?

Bologna Genova

6

23

0.00

I VIDEO

11 13

L'AQUILA

15

Sei Nazioni

IL SONDAGGIO

10 13

GENOVA

PALERMO

NBA

16.30 RUGBY: ITALIA FRANCIA

Prosegue l'instabilità diffusa su tutto il territorio con piogge un po' ovunque ancora forti sulle aree tirreniche centrali, più localizzate al Nord, dapprima al Nordovest al mattino poi verso il Nordest. Meglio sulla Sardegna. Trieste

Molto forti

Calmi

14.00 BASKET: INDIANA PACERS - BOSTON CELTICS

Oggi

Coperto

Temporali

Sei Nazioni

Champions League

Forti

MARI

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Champions League. Highlights

Rovesci

Pioggia

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Champions League. Highlights

World Golf Championship. Da Miami, Stati Uniti Sky Sport 2

18.45 ZALGIRIS KAUNAS REAL MADRID

Legenda

11.00 CALCIO: PARIS SAINT GERMAIN - VALENCIA

15.00 PARIGI - NIZZA

REPUBBLICA DOMINICANA VENEZUELA

CALCIO: JUVENTUS CELTIC Champions League

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BASKET

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9.00

15.00 TIRRENO - ADRIATICO

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CICLISMO

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19.00 VICTORIA PLZEN FENERBAHÇE

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BIATHLON

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19.00 STEAUA BUCAREST CHELSEA

15.00 CALCIO: FAN CLUB MILAN 15.30 CALCIO: FAN CLUB ROMA 16.00 CALCIO: FAN CLUB INTER 16.30 CALCIO: FAN CLUB LAZIO 17.00 CALCIO: FAN CLUB NAPOLI 17.30 CALCIO: FAN CLUB JUVENTUS 00.00 CALCIO: STOCCARDA LAZIO

20.30 VALPUSTERIA ASIAGO

Eurolega SportItalia 2

21.05 TOTTENHAM - INTER

CALCIO

HOCKEY GHIACCIO

20.45 OLYMPIACOS PIREO BARCELLONA

Catania 14 17

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Il sole domani MILANO

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La tiratura di mercoledì 6 marzo è stata di 314.515 copie

Nuova Primo quarto Piena Ultimo quarto

12 mar.

19 mar. 27 mar.

3 apr.

COLLATERALI *con Sub: la Magia del Mondo Sommerso N. 1 e 12,19 con Le Grandi Battaglie N. 3 e 11,19 - con Passione Rally N. 3 e 5,19 - con libro Ronaldo il Fenomeno e 14,19 - con Carosello N. 9 e 6,19 - con Wrestling Heroes N. 10 e 12,19 - con i mitici Bud Spencer & Terence Hill N. 11 e 11,19 - con Michel Vaillant N. 14 e 4,19 - con Leggende del Motociclismo N. 16 e 12,19 - con Cavalieri dello Zodiaco N. 19 e 11,19 - con I Love Travel N. 24 e 5,19 - con La Cucina Italiana N. 28 e 11,19 - con Orologi Forze Armate N. 29 e 16,19 - con l’Uomo Tigre N. 28 e 11,19 - con Calciatori Panini La Raccolta Completa N. 44 e 6,19 con Aerei da Combattimento N. 47 e 14,19 - con Le Stelle della NBA N. 38 e 6,19 - con Ferrari Racing N. 47 e 14,19 - con Max e 3,50 - con SportWeek e 2,70 PROMOZIONI ARRETRATI Richiedeteli al vostro edicolante oppure ad A.S.E. Agenzia Servizi Editoriali - Tel. 02.99049970 - c/c p. n. 36248201. Il costo di un arretrato è pari al doppio del prezzo di copertina per l’Italia; il triplo per l’estero.

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 7 MARZO 2013

GDS 07-03-2013  

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