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www.gazzetta.it venerdì 22 febbraio 2013 1,20 €

REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 TEL. 0262821 REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 TEL. 06688281 POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO

ITALIA

anno 117 ­ Numero n 45 Anno

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* Rendimento lordo 4% meno la quota fissa trattenuta pari all’1%. Al lordo della tassazione sulle plusvalenze. Prima della sottoscrizione leggere il Fascicolo Informativo. UNIQA Previdenza SpA - Milano - Aut. D.M. 17656 del 23/04/1988 (G.U. 117 del 20/05/1988)

IL TECNICO MILANISTA DALL’OMBRA DI PEP GUARDIOLA AL BEL SUCCESSO IN CHAMPIONS

JUVENTUS HA SALTATO DODICI GARE

LA RIVINCITA DI ALLEGRI Così ha conquistato tutti

Chiellini pronto Conte lo schiererà solo al San Paolo E’ diffidato: difficile che giochi col Siena

Paolo Maldini lo applaude: «Ha gestito un cambio epocale. Montolivo super» E la vittoria contro il Barça entra tra le dieci perle dell’euro­storia rossonera BOCCI, BOVOLENTA, CONDÒ, DELLA VALLE, GOZZINI, LAUDISA, LICARI, RICCI, ZAPELLONI ALLE PAGG. 2­7­19

GRAZIANO, OLIVERO A PAGINA 12 3 Giorgio Chiellini, 28 anni

3 Max Allegri, 45 anni

EUROPA LEAGUE 1 NERAZZURRI SENZA PROBLEMI A CLUJ (3­0): PASSANO AGLI OTTAVI

OCCHIO MILAN L’INTER E’ VIVA Doppietta di Guarin poi il sigillo di Benassi Molto bene Alvarez Ranocchia si fa male, il derby è a rischio Adesso il Tottenham

DALLA VITE, ELEFANTE, SCHIANCHI, TAIDELLI PAGG. 8­9, 19

EUROPA LEAGUE 2 LE ALTRE ITALIANE

Avanti Lazio c’è lo Stoccarda Il Napoli fuori

3 Antonio Candreva festeggiato da Cristian Ledesma AFP

A Roma accoltellati tre tifosi del Borussia: scatta la squalifica? CIERI, D’URSO, MALFITANO, STOPPINI PAGG.10­11

L’INTERVISTA IL PRESIDENTE GRANATA

Cairo: «Il Toro e La7 Con Bianchi+Crozza gol e tanti sorrisi» «Ogbonna resta fino al 2016. Ventura un maestro» BRAMARDO A PAGINA 15 3 Urbano Cairo, 55 anni LAPRESSE

3 Fredy Guarin festeggiato da Alvarez dopo aver segnato il 2­0 EPA

LA SVOLTA E’ IL PRINCIPE QADDUMI

Roma, dopo gli americani arriva anche uno sceicco CECCHINI A PAGINA 13

IL ROMPI PALLONE DI GENE GNOCCHI

Conflitto di interessi per Cellino: il giudice che lo ha interrogato è anche il batterista del suo gruppo.

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1 World Championship 4 Medals 1 Gold 3 Silver www.socrep.it

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CICLISMO ALL’ESTERO LE PRIME TAPPE

F.1 I TEST INVERNALI A MONTMELO’

SU SPORTWEEK

Giro 2014: via dall’Irlanda Belfast e Dublino in rosa

Ferrari, l’acuto di Alonso Tutti i segreti del «buco»

Magico McNamara il domatore di onde

BERGONZI A PAGINA 25

ALLIEVI, PIOLA ALLE PAGINE 22­23

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 22 FEBBRAIO 2013

PRIMO PIANO

di UMBERTO ZAPELLONI

L’uomo giusto per crescere con pazienza La rivincita di Allegri non è soltanto una straordinaria storia di calcio. E’ una storia che deve servire da esempio per tutto lo sport e non soltanto per quello. Una storia che si basa tutta sulla fiducia. Quella che Galliani non ha mai fatto mancare al suo allenatore. A fine ottobre, esattamente 119 giorni prima della notte magica di San Siro contro il Barça, Allegri era un allenatore morto e un uomo in crisi. A Malaga aveva collezionato la terza sconfitta di fila dopo quelle con l’Inter e la Lazio, le avversarie che adesso si ritroverà di fronte in un’altra settimana decisiva per la classifica del Milan. In quei momenti non lo avrebbe volentieri messo alla porta soltanto Silvio Berlusconi. In rete, sui blog dei tifosi, la marea contraria all’allenatore stava assumendo proporzioni allarmanti. Marea che aumentò dopo la sconfitta con la Fiorentina del 10 novembre che lo riportò ad avere più di un piede fuori dalla porta di Milanello. La Gazzetta non si unì al coro, in quei giorni titolò «Esonerarlo ora è inutile». Galliani, soprattutto Galliani, fece il resto trasformandosi in salva Allegri e quindi in salva Milan. Gli scivoloni d’assestamento non sono mancati (la sconfitta di Roma, l’eliminazione dalla coppa Italia), ma Allegri è riuscito a costruire e a dare futuro ad una squadra che sembrava ormai al capolinea dopo le svendite estive. Ha sopportato i soliti stonati attacchi presidenziali e alla fine ha completato un’incredibile rimonta in campionato e lo scacco (non ancora matto) al Barcellona. Facile, è esploso El Shaarawy e gli hanno comprato Balotelli, diranno i suoi detrattori. Ma il Faraone andava accompagnato nella sua crescita con intelligenza e Allegri non ha sbagliato quasi nulla; Balotelli andava e va maneggiato con cura per salvarlo soprattutto da se stesso e anche qui Allegri ha finora fatto meglio di tanti altri. Capolavori che andranno puntellati nel prossimo mese perché ci vuole un niente a restare con un pugno di mosche (o di pulci...) in mano quando hai all’orizzonte il derby, la partita con la Lazio e il ritorno al Camp Nou. Ma di una cosa ormai anche Berlusconi dovrebbe essersi convinto: Max Allegri è un allenatore di sostanza e l’uomo giusto con cui ricostruire il Milan attorno ai suoi giovani di grandi speranze. Quando capirà che in mezzo al campo oltre ai muscolari ci vogliono anche dei piedi buoni (e Galliani glieli fornirà), sarà addirittura perfetto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

twitter@uzapelloni

D La rivincita numeri& STATISTICHE

l’Analisi

del signor Allegri

Fiducia ai giovani dialogo coi vecchi Ed è nato un gruppo La rinascita del Milan: dalle spine di avvio stagione ai risultati delle ultime settimane ALESSANDRA BOCCI MILANO

L’unico arrabbiato è il vecchio maestro, Giovanni Galeone, che aveva pronosticato un 3-0 con reti di Boateng, Muntari e Bojan, e ha visto crollare la sua scommessa sotto il peso di una sostituzione mancante. «Potevi fare entrare anche Bojan... Negli ultimi minuti, con Piquè centravanti e Mascherano da solo, sai che male gli facevi». L’unico rimprovero, comunque giocoso. Per il resto, Massimiliano Allegri ha incassato baci, abbracci, complimenti e pacche sulle spalle. Pare un viaggio nella macchina del tempo. Rughe Quando era allenatore del Cagliari, giovane e promettente, era così: complimenti, baci e abbracci, anche da Cellino che lo esonerava. Poi sono arrivati il Milan (tre anni fa), lo scudetto vinto soltanto perché c’era Ibrahimovic (due anni fa), le critiche per la partenza di Pirlo (idem), i rimbrotti degli ex senatori (con frequenza regolare, a partire dall’estate scorsa), le prediche per i troppi cambi di modulo e l’evocazione di Guardiola(sei mesi fa). Allegri è diventato l’allenatore senza idee, usurpatore di una panchina troppo pregiata per le sue capacità. Gli spigoli

Il retroscena

PAOLO CONDO’

L’altra sera, uscendo da San Siro poco dopo mezzanotte, siamo rimasti a lungo imbottigliati nel traffico attorno allo stadio. Effetto collaterale del primo esaurito della stagione, abbiamo pensato; ma per quanto il deflusso dalla zona sia storicamente complicato, un’ora e mezza dopo il fischio finale sarebbe stato logico attendersi strade molto più libere. No, l’ingorgo aveva una spiegazione tenera, a suo modo romantica, come abbiamo verificato ieri interrogando alcuni amici milanisti. Sedotta dalla magia della serata — stadio pieno, vittoria strepitosa — la gente rossonera ha

In questi giorni i giocatori hanno apprezzato la serenità che ha trasmesso loro

I senatori hanno avuto un ruolo chiave, ma tutto sta nella sua caparbietà e le naturali asperità del suo carattere da livornese anomalo sono diventate cime tempestose. Allegri ha passato mesi in burrasca, ma è stato zitto. Ha ingoiato le critiche e le battute del presidente (chiamiamole così) con sorrisetti che stiracchiavano ancora di più le rughe nuove. Si è risollevato in campionato, ma prima di Natale sono arrivate la sconfitta con la Roma e altre critiche. Lui se n’è andato a casa, in famiglia, e ha covato la risalita con determinazione feroce. Ai giocatori ha trasmesso le sensazioni giuste e qualcosa è cambiato. Considerando che il risultato più eclatante è arrivato senza Balotelli, il nuovo Ibra, si può dire che Allegri sia tornato alle origini, a quando aveva il physique du role per

qualcuno e comunque piaceva molto anche ad altri. Recupero Zen Nei giorni scorsi, i vecchi amici che andavano a trovarlo dicevano: «L’ho visto ringiovanito». Come se avesse trovato nuove soluzioni, come se avesse recuperato se stesso e il suo modo di essere zen in fondo a mesi di rancore più o meno nascosto. L’altra notte, dopo Milan-Barça, Allegri è andato a dormire a Milanello, ma non ha chiuso occhio. Non ha parlato con Berlusconi, però ha ricevuto tanti messaggi di congratulazioni di colleghi, anche dall’estero. La mattina ha accolto i giocatori con complimenti e raccomandazioni, perché nulla è stato raggiunto. La sera era già davanti alla tv a seguire la partita dell’Inter. Il successo sul Barça rappresenta una rivincita nei confronti di chi lo criticava, ma la cosa che gli interessa adesso è arrivare al terzo posto. Niente sogni Non autorizza so-

gni, Allegri, né per se stesso, né per i giocatori. In questa operazione realismo viene aiutato dai più vecchi, Abbiati, Ambrosini, Bonera. Il capitano ha giocato una partita perfetta, e pensare che c’era chi lo dava per finito, l’ultimo dei mohicani sopravvissuto alla diaspora dei compagni. Ambrosini è rimasto e ha aiutato

Massimiliano Allegri, 45 anni, per la prima volta ha battuto il Barcellona, dopo due pareggi e due sconfitte. A destra, Leo Messi, 25 anni SYNC/IPP

Allegri a ricostruire. Perché nelle settimane della rinascita, la forza di questo tecnico spesso discusso per una presunta incapacità di relazione è stata tutta nelle dinamiche di un gruppo nuovo, nella saggezza con la quale ha guidato i giovani e ha continuato a motivare i vecchi. Raccontano i giocatori di non averlo mai visto teso prima della partita col Barça. Mai sotto pressione, nonostante i simpatici consigli di Berlusconi e le previsioni di sconfitta infernale: non male per uno che non dovrebbe guidare una grande. Allegri sa dove vuole arrivare, ma non lo dice. Però è facile da capire. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Una notte romantica, bloccati nel traffico I tifosi non volevano andare via da San Siro ritrovato la gioia di stare insieme, di lasciare lo stadio chiacchierando col proprio vicino, di attardarsi per un panino o, nelle zone vip, qualcosa di più gustoso. Non c’è stata la fuga a gambe levate classica delle serate fredde, e ai molti bambini imbacuccati nelle loro sciarpe rossonere è stato concesso un supplemento di festa anche se ieri mattina le scuole li aspettavano regolarmente alle 8.30. Liberate gli stadi Gli stadi sono fatti per essere riempiti, e non c’è niente di casuale nel fatto che il Milan abbia giocato una partita da sogno la sera in cui San Siro ha finalmente recuperato il suo status di immenso tempio laico, quattro pareti di

folla che dal campo sembrano quasi verticali, e una capacità di infondere stimoli e coraggio come pochi altri luoghi al mondo. Ma perché uno stadio da 80 mila posti sia un prezioso alleato della squadra che ci gioca, dev’essere zeppo di gente: le malinconiche immagini del campionato, dove solo lo Juventus Stadium presenta buone percentuali di riempimento, descrivono meglio di ogni analisi il momento del nostro calcio. Ed è per questo che il mercoledì magico di San Siro, oltre a essere un punto di ripartenza per il Milan, indica la strada all’intero movimento. Se il prossimo governo si occupasse della legge su-

Tifosi a San Siro con uno striscione pro Milan IPP

gli stadi; se il tifo più aggressivo restasse nei limiti della correttezza come l’altra sera; se andare allo stadio tornasse a essere un’azione semplice, libera dalla burocrazia, agevole anche in caso di decisione all’ultimo momento; se le società si rendessero conto che in giro non ci sono soldi, e un bimbo in più gratuitamente allo stadio oggi sarà un cliente domani; se una sola di queste condizioni si realizzasse, dando il via alle altre in un domino virtuoso, promettiamo di non sacramentare in caso di traffico dopo mezzanotte. Perché se nelle macchine che incroci vedi volti sorridenti, quello non è un ingorgo. E’ una festa. © RIPRODUZIONE RISERVATA


VENERDÌ 22 FEBBRAIO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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y Maldini sceglie Max

IL CAMPIONE IN GABBIA

REGOLA DEL 3

GDS

LA MOSSA TATTICA

Ambro-Muntari «nascondono» la palla a Messi Leo Messi non è stato marcato a uomo, come aveva suggerito il presidente Berlusconi. Dunque Allegri non ha ascoltato il diktat, però ha predisposto una perfetta gabbia attorno al fuoriclasse argentino e la Pulce non è riuscito a liberarsi. Sono i numeri a dire che quello visto a San Siro non è stato il solito Leo: soltanto 82 palloni toccati, meglio di lui hanno fatto Xavi (151), Busquets (145), Iniesta (116), Jordi Alba (109), Dani Alves (102), Piqué (92). Se Messi risulta il settimo giocatore del Barcellona nella classifica degli interventi si capisce bene che i blaugrana non possono aver disputato una grande partita. Merito del Milan, ovviamente, e di Allegri in particolare. L’allenatore si è preoccupato di disegnare due mosse: 1) raddoppiare sempre sul fuoriclasse quando gironzolava davanti all’area; 2) tagliare le cosiddette «linee di passaggio» in modo che i compagni non potessero trovare Messi con passaggi facili. Determinanti, in questo scenario, i movimenti di Mexes, deputato al sistematico raddoppio di marcatura, e poi di Ambrosini e Muntari che avevano il compito di frapporsi tra Messi e il distributore di gioco avversario. Ambrosini si è dedicato alla zona centrale, andando a impedire che Xavi o Busquets pescassero immediatamente Messi, mentre Muntari si è sistemato in modo tale che fosse difficile per Dani Alves raggiungere la Pulce. Così la ragnatela di Allegri ha imprigionato il campione, grazie anche a una condizione atletica, quella del Milan, decisamente superiore a quella del Barça. Andrea Schianchi

La regola del 3 crea curiosità. In tutti gli anni col 3 Juventus o Milan, in lizza nell’attuale edizione, sono arrivate in finale in Coppa dei Campioni-Champions League anche se non sempre è andata bene alle nostre squadre. E un anno si sono anche affrontate 1963 Milan 2 Benfica 1 1973 Ajax 1 Juve 0 1983 Amburgo 1 Juve 0 1993 Marsiglia 1 Milan 0 2003 Milan 3 Juve 2 dopo i calci di rigore

«Un grande lavoro E Montolivo è il top» L’ex capitano: «Era un tecnico in bilico, ora coglie i frutti. L’entusiasmo non farà sentire la stanchezza nel derby» ALESSANDRA GOZZINI MILANO

Un derby si prepara anche con una chat Gazzetta tv-Google e funziona se on line compaiono i suggerimenti di Paolo Maldini e Beppe Bergomi, nomi che significano Milan e Inter. Dalla videocamera del suo pc di casa, Paolo, argomenta: «Partite come Milan-Barça sono la consacrazione di un lavoro, il rischio stanchezza è schiacciato dall’entusiasmo». L’analisi via web prosegue e Maldini distribuisce altre interessanti virgolette. Da Allegri a Montolivo: «Una rivincita per Max? Vero, all’inizio pareva in bilico, ora i risultati stanno arrivando, anche in campionato, da mesi, il Milan si è messo sulla strada giusta. In estate c’è stato un cambiamento epocale: sono andati via giocatori chiave non solo a livello tecnico, ma sul piano della personalità. Sono arrivati giocatori giovani, con il tempo l’acquisteranno anche loro. E Montolivo mi ha davvero sorpreso, per continuità, qualità e perché ha saputo adat-

tarsi a più ruoli. È un giocatore determinante, che potrebbe sostituire il buco lasciato da Pirlo: ha fisicità, recupera palloni, ha visione di gioco, ha tutto. La seconda sorpresa di questo Milan per me è Constant, è veloce, e ha tecnica e personalità». Baloderby Quarantotto ore e arriverà la grande notte del derby, incrocio frequentatissimo da Maldini e Bergomi, simboli fedeli alle casacche. Domenica notte sarà invece la notte di Balotelli, ex interista ora a caccia di altri gol rossoneri. Paolo:

Paolo Maldini, 44 anni, ex capitano del Milan, ieri in chat su Gazzetta.tv, con l’ex capitano interista Beppe Bergomi

«Penso a Ronaldo, a Seedorf, altri giocatori passati da una maglia all’altra e che poi giocavano il derby, e segnavano, senza spirito di rivalsa, solo con grande professionalità e impegno». Bergomi: «Mario finora ha gestito bene le emozioni e io spero che faccia bene al Milan perché è un talento del calcio italiano, ma aspetterei a dire che è maturato. Come ha detto Moratti verso di lui niente fischi, meglio l’indifferenza. Visto che credo che le motivazioni in un derby facciano la differenza, ecco che l’Inter ne ha una in più: vincere contro il Milan di Balotelli». Ultimi suggerimenti Altri consigli utili per la grande notte. Maldini: «Occhio a Guarin, Palacio e all’orgoglio di Cassano, che in queste partite trova stimoli speciali, a maggior ragione visto che sarà fischiato. E attenzione a gestire la tensione, specie nei più giovani». Bergomi: «Strama deve toccare l’orgoglio dei suoi, e poi ritrovare quella compattezza in campo che non ha più avuto». © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL PRESIDENTE ANCORA LODI SULL’ATTACCANTE

Silvio ora è pazzo di Balo «Un genio, futuro con lui» In questo momento la politica è più importante del pallone. Ma Silvio Berlusconi, negli ultimi sussulti di campagna elettorale, che chiude oggi, ha sempre occhi per il Milan. Una battuta al giorno la dedica con astuzia alla squadra del cuore. E quelle dichiarazioni su Mario Balotelli «mela marcia» sono ormai un ricordo.

meni del Barcellona, ha nuovamente elogiato Super Mario, l’acquistone di gennaio: «Balotelli è un genio. Se saprà continuare a dimostrare di essere, in campo e fuori dal campo, il fuoriclasse che è, ha tutte le qualità per essere uno dei giovani campioni, con El Sharaawy, De Sciglio e altri, sui quali costruire il Milan dei prossimi dieci anni».

Balo per sempre Ieri il presiden-

te rossonero, ovviamente al settimo cielo per l’impresa di mercoledì a San Siro contro i feno-

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Futuro Insomma il primo tifoso

del Milan pensa anche al domani e sposa i nuovi giovani acqui-

sti che stanno riportando in alto la squadra di Massimiliano Allegri lanciata verso il terzo posto e pronta per il derby di domenica sera in casa Inter. Fico contro Su Balotelli ieri è tor-

nata a esprimersi anche la mamma di sua figlia Pia, la showgirl Raffaella Fico. Che è intervenuta al programma di Radio 2 «Un giorno da pecora». «Balotelli? Un giocatore come gli altri e nulla più. È un giocatore come gli altri. Se devo tifare alla fine penso alla squadra». I conduttori le hanno anche chiesto se fosse felice del ritorno in Italia di Super Mario e lei ha risposto: «Dovreste chiederlo a lui. Se lui è felice, io sono felice per lui». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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PRIMO PIANO

Milan, la decima perla Da un Barcellona all’altro Notti europee da Diavolo Capello che umilia Cruijff, Allegri che riesce a ingabbiare Messi, e poi i Maldini, Super Inzaghi: la storia del mito rossonero è qui Numero 3: ciao Steaua In Spa-

GERMANO BOVOLENTA

L’ultimo Milan, con il suo cuore e la sua tattica, centra un’impresa che entra di diritto fra le prime dieci della sua euro-storia. La nostra classifica è ovviamente provvisoria: new entry, decima posizione. Decima partita più bella. O più grande. Comunque indimenticabile. Targata Barcellona, come la prima, quella del 1994. Numero 1: Atene e Cruijff La più bella è piena di ansie e paure. Milan supersfavorito (come l’altra sera) e spernacchiato da Johan Cruijff. Dice in quei giorni il tecnico olandese del Dream Team catalano: «Dio è mio amico, i ragazzi devono solo divertirsi. Se il Barça vince è un bene per il mondo: è simbolo dello spettacolo, il Milan è l’anti-calcio». Il Milan è l’anti-Barcellona. Senza Baresi e Costacurta, travolge spocchia e storia: 4-0. Due gol di Massaro, pallonetto di Savicevic, chiusura di Desailly. Barça cancellato, mosse perfette, capolavoro tattico. Cruijff è costretto ad abbassare la cresta: «Ci siamo resi ridicoli agli occhi del mondo. Il Milan ha giocato al duecento per cento, i nostri attaccanti al di sotto delle loro possibilità».

gna, a Barcellona, un po’ di giorni dopo, ecco la consacrazione. Finale coppa Campioni: Milan-Steaua. Ottantacinquemila tifosi rossoneri al Camp Nou. È il più grande esodo della storia del calcio: 5.000 auto, 100 aerei, 700 pullman. E una nave, la Regina Corsica, salpata da Genova. Le Ramblas sono un unico colore: rossonero. Da rilevare un pronostico di Cruijff, allenatore del Barcellona: «La Steaua ricorda un po’ il mio Ajax, il suo ritmo è elevato, asfissiante. Non so cosa possa fare il Milan...». Cosa fa il Milan? Mercoledì 24 maggio 1989 frantuma la Steaua: 4-0. Due gol di Gullit, due di Van Basten, Sacchi in trionfo. Poi entra nella storia e l’Equipe scrive: «Dopo aver visto questo Milan il calcio non potrà più essere lo stesso».

Manchester contro Cristiano Ronaldo e Rooney. Buona partita ma perde 3-2. Il ritorno è altra musica. Tutto perfetto, la gara, il campo, la giusta pioggia, Kakà, Seedorf, Gilardino. Tre a zero, il maestro Ferguson torna a casa con un paio di bottiglie di Amarone, omaggio di Carletto Ancelotti detto Faccione.

fica e superano nel tempio inglese i portoghesi. Vantaggio di Eusebio detto la Pantera, poi due gol del grandissimo Josè Altafini. Wembley rimane negli occhi e nella mente per sempre. Rivera abbracciato da Rocco che dice: «El Giani xe i miei oci», Cesare Maldini che alza la coppa. Una libidine. Numero 7: derby italiano Una fi-

Numero 5: Pierino sulla Luna

L’anno dello sbarco sulla Luna. Ancora Spagna, stavolta Madrid. Johan Cruijff non parla. Gioca. Sono le sue prime partite con l’Ajax che poi diventerà regina d’Europa. Nel 1969 però comanda il Milan di Rocco e di Rivera. Al Bernabeu gli olandesini sono spazzati via da tre gol di Pierino Prati e uno di Sormani, serviti da Gianni Rivera Pallone d’oro. È la conferma, il bis del calcio del Paron.

Numero 4: amarone Ferguson

Numero 6: trionfo nel tempio Al

Un salto avanti. Milan-Manchester 3-0. Stagione 2006-07, u n a cosa terribile, calciopoli, penalizzazioni. Il Milan non è disperato, ma quasi. Semifinale a

sesto posto, il primo Rivera, il primo Rocco, il primo Milan d’Europa. A Wembley, nel 1963, quasi 50 anni fa, i rossoneri vincono la prima Coppa dei Campioni. S’inseriscono nel duopolio Real Madrid-Ben-

Numero 2: Il Real cancellato Restiamo in tema spagnolo. La seconda più bella è una semifinale (di ritorno) con il Real Madrid. Andata 1-1 con golazo di Van Basten. Milan-Real con Arrigo Sacchi in panchina e Juan Alberto Schiaffino in tribuna è, sulla carta, il super-show del calcio. Sul campo si trasforma in una fredda, spietata, impeccabile «esecuzione». Il Real in ginocchio: gol di Ancelotti, Rijkaard, Gullit, Van Basten, Donadoni. Il Milan Imperial cancella il mito Real. In Spagna scrivono: «Il Real ha visto El Diablo, sublime e mostruoso».

nale, derby d’Italia all’Old Trafford, lo stadio dei sogni. Milan-Juventus, 28 maggio 2003. Non bellissima, freni a mano tirati, tensione e buco nero allo stomaco per tutti. Le grandi emozioni arrivano dai rigori. Vince il Milan, Dida e Shevchenko nella storia con parate e gol. Il popolo rossonero, soprattutto quello televisivo, non dimenticherà più gli occhi di Sheva prima dell’ultimo rigore. E Paolo Maldini, figlio di Cesare, che alza la coppa di famiglia. Ancelotti, che in precedenza aveva allenato (senza vincere) la Juve, si toglie un sassolino: «Tanti saluti dal perdente di successo». Numero 8: stress Ajax Aveva rischiato grosso due mesi prima Carletto. Nei quarti con l’Ajax (non sono reperibili dichiarazioni di Cruijff), colpi bassi e colpi di scena. Gli olandesi di Koeman, dopo lo 0-0 dell’andata, all’89’ sono qualificati: 2-2. Poi arriva il gol di Tomasson. Che stress. San Siro esplode e Ancelotti perde almeno tre chili.

TROFEI E PRODEZZE LA TOP 10 DI COPPA

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MILAN-BARCELLONA 4-0 Finale 1994: Massaro, a destra, alza la Coppa. A sinistra, invece, Savicevic

MILAN-REAL MADRID 5-0 Semifinale 1989: una sorta di invasione a San Siro. Donadoni fugge

3

4

MILAN-STEAUA 4-0 Finale 1989: Marco Van Basten festeggia il suo 2-0. Dietro Gullit

5

MILAN-MANCHESTER U. 3-0 Semifinale 2007: il terzo gol del ritorno segnato da Clarence Seedorf

6

MILAN-AJAX 4-1 Finale 1969: dopo il trionfo sugli olandesi, Angelo Sormani alza il trofeo

MILAN-BENFICA 2-1 Finale 1963: Cesare Maldini con la coppa, a fianco l’allenatore Nereo Rocco

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MILAN-JUVE 3-2 ai rigori Finale 2003: Shevchenko infila il rigore decisivo contro la Juventus

MILAN-AJAX 3-2 Quarti 2003: come ti fermo Ibra, rincorso da Maldini e dietro Pirlo

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Numero 9: la vendetta

Sempre Ancelotti, sempre finale. L’ultima, quella della grande rivincita sul Liverpool, dopo la rimonta inglese (dal 3-0 al 3-3) e la sconfitta ai rigori di Istanbul. Atene 2007 è una finale molto tattica e poco spettacolare. Ma ci sono Kakà e Inzaghi. Pippo fa due gol e il Milan chiude molto bene una stagione cominciata malissimo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

MILAN-LIVERPOOL 2-1 Finale 2007: doppietta di Pippo Inzaghi per la vendetta sul Liverpool

MILAN-BARCELLONA 2-0 Ottavi 2013: una gabbia ha fermato Messi, qui contro Ambrosini e Muntari

CAMPIONATO ITALIANO | A1PALLANUOTO 4ª GIORNATA DI RITORNO

MASCHILE

VENERDI’ 22 FEBBRAIO 2013

OGGI

Piscina Scandone

19:00

CARPISA YAMAMAY ACQUACHIARA

FERLA PRO RECCO CN POSILLIPO

SABATO 23 FEBBRAIO 2013 Bogliasco

Piscina Comunale

15:00

RN BOGLIASCO

Sori

Piscina Comunale

15:00

ELLEVI NERVI

SS LAZIO RN CAMOGLI

Brescia

Piscina La Marmora

15:00

AN BRESCIA

Quartu Sant’Elena

Piscina Centro Nuoto

15:00

PROMOGEST

IGM ORTIGIA

Savona

Piscina Olimpica

15:00

BLU SHELF CARISA SAVONA

RN FLORENTIA**

3ª GIORNATA DI RITORNO

Ferla Pro Recco

** differita domenica alle 22.30 su Rai Sport 1

FEMMINILE

SABATO 23 FEBBRAIO 2013

ore 23 DIFFERITA Carpisa Yamamay Acquachiara

Napoli

CLASSIFICA

Imperia

Piscina Cascione

15:00

MEDITERRANEA IMPERIA

NGM FIRENZE

Messina

Centro Sportivo Cappuccini

15:00

DESPAR MESSINA

RAPALLO

Ostia

Polo Natatorio

15:00

ROMA PALLANUOTO

IGM ORTIGIA

Bogliasco

Piscina Comunale

16:30

RN BOGLIASCO

RN BOLOGNA

Catania

Piscina Zurria

27 Feb.

GEYMONAT ORIZZONTE CATANIA

PLEBISCITO PADOVA

AN Brescia Ferla Pro Recco RN Florentia Blu Shelf Carisa Savona Carpisa Yamamay Acquachiara CN Posillipo RN Bogliasco Promogest SS Lazio Nuoto IGM Ortigia Ellevi Nervi RN Camogli

42 36 30 28 23 21 19 15 13 11 9 1

Rapallo Nuoto Geymonat Orizzonte CT NGM Firenze Waterpolo Mediterranea Imperia Plebiscito Padova Despar Messina RN Bogliasco RN Bologna Roma Pallanuoto IGM Ortigia

30 27 25 20 16 15 12 10 6 0


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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PRIMO PIANO lariflessione

Se la moviola non risolve su Zapata...

Un frame tv: mano o testa?

(f.li.) Allucinazione collettiva? Sfogliando tutti i giornali di ieri, e rivedendo le trasmissioni tv di mercoledì, non c’erano dubbi: mano di Zapata (volontaria o meno) sull’1 0 del Milan. Le immagini di Sky inglese, però, offrono prospettive incredibilmente diverse. A seconda dell’angolazione sembra che Zapata colpisca di mano destra, di mano sinistra o addirittura di testa (così giura il milanista). Guardate e riguardate cento volte, senza che sia possibile una risposta sicura. Il gol di Boateng è bello, il gesto di Zapata istintivo, i due gol di differenza esatti. Bene così. Ma provate a pensare alla tanto agognata moviola in campo: Milan Barça, in attesa di una decisione, non sarebbe ancora ricominciata. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Attacco e difesa Ecco Boateng in versione derby

concentriamo sul derby di domenica!», ha cinguettato il principe felice ieri mattina. Già, il derby, un’altra gara importantissima, fondamentale per la lotta per il terzo posto, obiettivo dichiarato dei rossoneri. Allegri ha tenuto a riposo Niang anche per averlo fresco domenica, però non è facile rinunciare a un Boateng in queste condizioni. Così l’allenatore rossonero sta pensando di riportare Prince in mediana per sfruttare tutte le potenzialità offensive della squadra.

L’eroe di Champions pronto a tornare in mediana contro l’Inter. E con Balo si sente come con Ibra

I benefici di Balo Boateng contro il Barça ha fatto anche il lavoro sporco, sacrificandosi molto in copertura. Anche con il Parma però era apparso in crescita. Il Boa è uno di quelli che può beneficiare di più dell’arrivo di Balotelli, perché Mario in area fa movimenti simili a quelli di Ibrahimovic e apre spazi per gli inserimenti. Così Prince potrà tornare a fare quello che gli piace di più, ovvero proporsi in avanti per dare sfogo alla sua creatività in zona gol. Senza dimenticare i compiti difensivi, per dare una mano al baby trio formato da El Shaarawy, Balo e Niang.

FABIANA DELLA VALLE MILANO

La notte del principe ritrovato è stata breve ma intensa. Kevin Prince Boateng ha festeggiato il gol al Barcellona con un gruppo di amici e la sua Melissa Satta in un ristorante in zona San Siro e nonostante l’ora e la stanchezza si è messo volentieri a firmare autografi. A volte il passaggio da oggetto misterioso a uomo decisivo può essere breve. Boateng ha scelto la partita più prestigiosa dell’anno per riprendersi la scena, per dimostrare che il Prince del primo anno milanista non è sparito come lo scudetto dalle maglie rossonere. Lui è uno che non ha mai mezze misure, o delude o stupisce. Quest’anno non era mai andato sopra il 6 in pagella, ci volevano i marziani del Barça per stimolarlo e spingerlo a una prestazione da migliore in campo. In forma per l’Inter «Ce l’abbiamo fatta! Orgoglioso della performance della squadra! Ora ci

Robinho ok, Flamini forse A centrocampo ci sarà qualche novità: oltre a Boateng, probabile il ritorno di Montolivo nella posizione di regista. Da valutare le condizioni di Flamini: oggi si capirà se potrà esserci nel derby. Ancora out invece Nocerino. Un po’ di turnover anche in difesa: a destra De Sciglio potrebbe sostituire Abate, al centro Yepes potrebbe prendere il posto di Zapata. Buone notizie per Robinho: ieri lui e Antonini sono rientrati in gruppo. Dopo aver fatto lo spettatore col Barça, nel derby il brasiliano tornerà a sedersi in panchina.

Kevin Prince Boateng, 25 anni, due gol al Barcellona in carriera ANSA

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LA DESIGNAZIONE

Domenica sera arbitra Mazzoleni Un lombardo per il derby di Milano. Sarà infatti il bergamasco Paolo Mazzoleni, 38 anni, a dirigere Inter Milan: per lui sarà l’esordio nella stracittadina. Alla dodicesima direzione stagionale in Serie A (ma ha arbitrato anche la finale di Supercoppa italiana), con Mazzoleni il Milan quest’anno ha vinto 1 0 contro il Genoa (ma perso in Coppa Italia con la Juve), mentre l’Inter ha perso 1 0 all’Olimpico contro la Lazio. Questo il suo score complessivo con le milanesi: 5 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte con il Milan; 4 vittorie, un pareggio e una sconfitta con l’Inter.

RAZZISMO PROCESSO

Lega Pro e Busto saranno parti civili Il Comune di Busto Arsizio e la Lega Pro saranno parti civili nel processo per direttissima per i cori razzisti del 3 gennaio che portarono allo stop dell’amichevole Pro Patria Milan, dopo che Boateng aveva scagliato il pallone in tribuna e lasciato il campo con tutta la squadra. È stata la prima decisione dei giudici del Tribunale di Busto Arsizio (Va) nel processo che è cominciato ieri a carico di sei tifosi della Pro Patria, accusati di ingiuria aggravata dalle motivazioni razziste. Il 20 marzo saranno ascoltati Boateng, El Shaarawy, Ambrosini, Allegri e altri calciatori del Milan.


VENERDÌ 22 FEBBRAIO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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PRIMO PIANO

Il Barça invoca la «remuntada» E ritrova Abidal Xavi: «Ci manca la rimonta storica, è il momento di farla». Ok dei medici al francese trapiantato DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

FILIPPO MARIA RICCI Twitter @filippomricci MADRID

Ci risiamo. Quasi 3 anni dopo, riecco la «remontada» in salsa blaugrana. Con la «o» in castigliano, o la «u» in catalano. Non è che allora, dopo il 3-1 sempre a San Siro ma con l’Inter di Mourinho, sia andata granché bene, e la rimonta non è riuscita nemmeno lo scorso anno dopo l’1-0 di Stamford Bridge col Chelsea. Però è proprio per questo che al Barça hanno riciclato la parola, apparsa sulla prima pagina di Sport ma soprattutto pronunciata a più riprese da Xavi Hernandez, mandato in conferenza stampa a rialzare il morale di truppa, cronisti e tifosi. Vogliono far girare il vento. Manca la rimonta «Il viaggio di

ritorno è stato reso piuttosto lungo dal risultato. Il primo gol è stato una disgrazia, fallo di mano, poi un rimpallo, però non siamo andati bene, non abbiamo creato i pericoli che

ilprecedente nel 2010

Contro l’Inter ai blaugrana andò male «Remuntada» fu il mantra recitato per giorni dal Barcellona e dai suoi tifosi nel 2010, nella semifinale contro l’Inter, dopo il 3-1 per i nerazzurri all’andata. Al Camp Nou José Mourinho (nella foto) e i suoi furono accolti da un clima rovente, ma la Remuntada non ci fu. Vinse il Barcellona 1-0, gol di Piqué, ma ai blaugrana non bastò: leggendaria la corsa di Mou sotto il settore del Camp Nou che ospitava i tifosi dell’Inter per festeggiare la finale conquistata e poi vinta a Madrid contro il Bayern Monaco.

A sinistra, la delusione di Xavi Hernandez, 33 anni, a San Siro. Sopra, Eric Abidal, 33, tornato ad allenarsi col Barcellona ANSA/AFP

di norma creiamo. Però io ci credo, perché a questa generazione che ha vinto così tanto manca ancora una rimonta storica. È giunto il momento di farla. Abbiamo ancora il ricordo dell’Inter, ma speriamo di far meglio». È la prima risposta di Xavi, e dà il tono alla conferenza che correrà via con stucchevoli ripetizioni sul pessimo stato dell’erba di San Siro e speranzose variazioni sul tema della «remuntada». Erba cattiva «Ci volevano due-tre tocchi per controllare la palla, non filava via rapida, liscia come fa e farà al Camp Nou che sarà ben irrigato e piatto. La palla rimbalzava male e la cosa ha rallentato il nostro gioco e ci ha tolto fluidità, non ci ha aiutato. Al Camp Nou sarà diverso. Dovremo salire in tromba (detto due volte, ndr) e regalarci questa storica rimonta che ci manca. Il 2-0 è il risultato peggiore che potevamo portare a casa ma non ci abbattiamo, attaccheremo anche se dovremo far attenzione al loro contropiede: ripartono

come proiettili». Xavi ha allontanato con fastidio la parola disfatta che sarebbe avvicinata a un’eventuale eliminazione, ha ammesso che a San Siro «non sapevamo come attaccare», ha escluso che quella col Milan sia stata una delle peggiori partite del Barça. Gli hanno ricordato il classico pessimismo blaugrana, gli hanno chiesto se questa è una sconfitta che innaffia insicurezze, lo hanno punzecchiato sulla scarsa tenuta fisica. Ha risposto calciando il pallone in tribuna e ripe-

LIGA L’ANTICIPO

Stasera si gioca il derby basco La 25a giornata della Liga si apre stasera col derby basco Athletic Bilbao Real Sociedad. Il Barcellona, che comanda il campionato con 12 punti di vantaggio sull’Atletico Madrid, va in campo domani in casa con il Siviglia. Il Real di Mourinho gioca a La Coruña.

tendo il tormentone della rimonta. In generale l’aria nella sala era mesta, come quella registrata da telecamere e fotografi nel viaggio di ritorno. Abidal risolleva il morale Forse

proprio per questo ieri il Barça ha calato un grandissimo asso: Eric Abidal ha ricevuto l’ok dei medici, si può davvero cominciare a pensare a un suo ritorno in tempi brevi. «Non è la notizia migliore di oggi ma di tutto l’anno — ha detto Xavi —. Non era certo un bel giorno per andare ad allenarsi dopo il risultato di San Siro, però poi pensi a come si allena Abi, a quello che ha passato e a come l’ha affrontato e ti senti più forte». Abidal è stato operato il 10 aprile 2012 per un trapianto di fegato, secondo intervento causato dalla scoperta di un tumore nell’organo vitale. Si temeva per la sua vita, il francese può addirittura tornare a giocare. Lui ha fatto una rimonta assurda, incredibile. Quella del Barça è più terrena, ma fa una gran paura. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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EUROPA LEAGUE RITORNO SEDICESIMI IL TABELLONE

GLI ALTRI RISULTATI FUORI L’ATLETICO MADRID

Spalletti elimina il Liverpool Tifosi inglesi aggrediti a Lione Nuova aggressione, a sospetto sfondo antisemita, contro un gruppo di tifosi del Tottenham. È avvenuta a Lione ieri sera prima della sfida di ritorno dei sedicesimi. Secondo la ricostruzione della polizia, un gruppo di 30 ultrà lionesi armati di bottiglie e mazze ha dato l’assalto a un pub dove erano radunati alcuni supporter inglesi. Tre gli aggressori fermati, uno è aderente a un gruppo di stampo neonazista. Lo scorso novembre i tifosi del Tottenham avevano subito analoga aggressione a Roma. La partita poi è finita 1 1 con il gol nel finale di Dembelè che ha permesso agli Spurs di passare: ora c’è l’Inter. Esce di scena l’Atletico Madrid campione in carica: il successo a Kazan per 1 0 (firmato Falcao)

non basta per ribaltare lo 0 2 subito al Calderon. Brividi ad Anfield: il Liverpool va sotto per colpa di una leggerezza di Carragher (ne approfitta Hulk), poi Suarez e Allen trascinano i Reds fino al 3 1, ma quel gol in trasferta è decisivo. Spalletti si salva. Sfiora i supplementari il Chelsea contro lo Sparta Praga. Hazard al secondo minuto di recupero evita un’altra mezzora a Benitez e con l’1 1 passa il turno. La Lazio attende un’altra tedesca, lo Stoccarda che ha eliminato il Genk. RUBIN K.-ATLETICO M. Falcao al 39’ s.t. DNIPRO-BASILEA Seleznyov (D, rig) al 31’ s.t., Schar (B, rig) al 36’ s.t. METALIST-NEWCASTLE Ameobi (rig) al 19’ s.t.

0-1 1-1

0-1

GENK-STOCCARDA 0-2 Boka al 45’ p.t.; Gentner al 13’ s.t. LIONE-TOTTENHAM 1-1 Gonalons (L)al 17’ p.t., Dembelé (T) al 45’ s.t. OLYMPIACOS-LEVANTE 0-1 Martins (L) al 9’ p.t. LIVERPOOL-ZENIT 3-1 Hulk (Z) al 19’ p.t., Suarez (L) al 28’ p.t., Allen (L) al 43’ p.t.; Suarez (L) al 14’ s.t. BORDEAUX-DINAMO KIEV 1-0 Diabate al 41’ p.t. BENFICA-BAYER L. 2-1 John (B) al 15’ s.t., Schurrle (BL) al 30’ s.t., Matic (B) al 32’ s.t. FENERBAHÇE-BATE 1-0 Cristian (rig) al 46’ p.t. HANNOVER-ANZHI 1-1 Sergio Pinto (H) al 25’ s.t., Traorè (A) al 53’ s.t. CHELSEA-SPARTA PRAGA 1-1 Lafata (S) al 18’ p.t.; Hazard (C) al 47’ s.t. STEAUA B.-AJAX 4-2 ai rigori (2-0 al 120’) Latovlevici al 38’ p.t.; Chiriches al 31’ s.t.

GDS

DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA ELEFANTE CLUJ (Romania)

Anche una volta prese tre belle aspirine per ritirarsi su e pensare al derby con un po’ di fiducia in più, l’Inter continua a essere tormentata da un pensiero-malore sottile: ma ci sarà una volta in cui andrà tutto liscio dall’inizio alla fine? A partita stravinta, dunque a ottavi di finale contro il Tottenham di Villas-Boas già in tasca, cosa poteva succedere a tre giorni dal derby, quando alla fine mancava appena una decina di minuti? Un infortunio, ovviamente. Distorsione al ginocchio destro per Ranocchia, ora in forte dubbio per domenica sera, come se la situazione sotto questo punto di vista non fosse già abbastanza complicata: senza Samuel e Silvestre, con il recupero di Chivu tutto da verificare, la difesa che si prepara ad affrontare Balotelli & c. è in totale emergenza.

Derby, 3 squilli Inter pronta per il Milan ma Ranocchia è a rischio Doppietta di Guarin, a segno anche Benassi: Cluj k.o. e negli ottavi sarà sfida con il Tottenham dell’ex Villas-Boas. Preoccupa l’infortunio del difensore La gioia finale dell’Inter: tutti intorno al giovane Marco Benassi, 18 anni AP

Il doppio piano Peccato, per-

ché il doppio piano di Stramaccioni aveva funzionato bene: chiudere al più presto il discorso qualificazione e poi

Distorsione al ginocchio destro: adesso la sfida di domenica è in forte dubbio E pensare che era andato tutto bene: qualificazione presto in tasca, ritmi accettabili massima gestione delle forze con il pensiero già al Milan. Quello che il tecnico non aveva potuto fare in partenza, costretto ad una formazione ancor più offensiva di quanto richiesto dalla missione «un gol subito» — quasi che all’andata avesse perso, e non vinto 2-0 — e con almeno sei-sette elementi che presumibilmente saranno titolari anche domenica sera. Neanche in panchina Jonathan affaticato (troppo alto il rischio di perdere un cambio subito), Strama oltre a Chivu ha risparmiato anche l’acciaccato Nagatomo (preservato per il possibile duello di domenica con El Shaarawy) e il recuperando Gargano, i cui polmoni si prevedono indispensabili.

la Moviola DI FABIO LICARI

È regolare l’1-0 di Guarin Il 2-0 sembra in fuorigioco Tante situazioni in Cluj-Inter. Gol nerazzurri Nel primo di Guarin, Palacio parte in posizione regolare di pochi centimetri. Più dubbi sul secondo centro del portoghese: il portiere è avanti, c’e solo un difensore sulla linea di porta e Piccolo sembra dietro Guarin al momento del passaggio di Alvarez. Sembra offside ma le immagini non sono chiarissime. Ammonizioni Giusto il «giallo»a Kovacic (palla colpita con la mano). Stesso discorso per Kapetanos che, appena sente Juan Jesus

vicino, cade a terra folgorato: simulazione. E ammonizione anche per Cadu: proteste sullo 0-3, si poteva soprassedere. Espulsioni Inevitabile il «rosso» a Camora che atterra da dietro Benassi lanciato verso la rete: è chiara occasione da gol. Fuorigioco «Beccati» Pereira, Benassi, Kapetanos e Cassano. Dubbi Nel finale Pasa colpisce da dietro Kapetanos in area: sarebbe rigore ma la palla finisce a un altro del Cluj e l’azione continua.

Il riposo del Trenza Per come l’Inter è riuscita a mettersi in discesa la partita, via via Stramaccioni ha potuto poi far riposare pure anche Guarin, Alvarez che ha lanciato segnali anche in chiave derby e soprattutto Palacio, lasciando in campo Cassano, che ha giocato la terza gara da titolare in otto giorni (seconda consecutiva da 90’), ma pur dispensando chicche qua e là si è potuto permettere di non uscire dal campo con la lingua di fuori. Tutto perché in pratica si è giocato solo un tempo, aggredito dall’Inter con un atipico 4-2-3-1: Cassano finto centravanti e Palacio galleggiante alle sue spalle, con Guarin e Alvarez larghi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Premiata ditta Proprio Cassa-

no avrebbe potuto mandare in apnea il Cluj già dopo 10’, ma con il paradosso solo apparente di un gol in contropiede ci hanno pensato 12’ dopo Alvarez (mezzo gol è suo) e Guarin. Obbligato a fare quattro gol, Paulo Sergio — che aveva già dovuto inserire Hora per Muresan — ha ulteriormente rafforzato la trazione anteriore della sua squadra con Kapetanos e una sorta di 4-2-4 offensivo solo in teoria, perché in realtà ha confermato i limiti di incisività della sua squadra e allo stesso tempo evidenziato i suoi affanni difensivi. Smascherati — ma il gioco dell’Inter era già stato fatto — al tramonto del primo tempo, quando ancora la premiata ditta Alvarez & Guarin ha archiviato la pratica.

I quattro ’94 Messa nel casset-

to esattamente un tempo dopo da Benassi, uno dei quattro ’94 con cui Stramaccioni ha chiuso la partita: lui, Pasa, Mbaye e Kovacic, che ha finito quasi da trequartista, disegnando prima un 4-3-2-1 e poi un 3-5-1-1 con Cambiasso al centro di una rediviva linea a tre. Una vittoria in trasferta all’Inter mancava dall’8 novembre (3-1 a Belgrado, erano seguiti un pari e otto sconfitte), una trasferta senza neanche un gol subìto mancava da 12 partite (proprio dal derby di andata): quello che non mancava era un colpo di sfortuna e almeno ieri non se ne sentiva proprio la mancanza. © RIPRODUZIONE RISERVATA


VENERDÌ 22 FEBBRAIO 2013

CLUJ

INTER

0

3

(3-4-1-2)

(4-2-3-1)

1 Felgueiras; 20 Cadu, 13 Piccolo, 24 Rada (dal 36’ p.t. 9 Kapetanos); 3 Ivo Pinto, 23 Godemeche, 8 Sepsi, 45 Camora; 6 Muresan (dal 9’ p.t. 22 Hora); 14 Maah, 30 Rui Pedro (dal 26’ s.t. 10 Valente). PANCHINA 44 Stancioiu, 12 Maftei, 19 Bjelanovic, 26 Celestino. ALLENATORE Paulo Sergio CAMBI DI SISTEMA dal 9’ p.t. 3-4-3, dal 36’ p.t. 4-2-4 ESPULSI Camora al 35’ s.t. per fallo da ultimo uomo su chiara occasione da gol AMMONITI Kapetanos e Cadu per c.n.r.

1 Handanovic; 4 Zanetti, 23 Ranocchia, 40 Juan Jesus, 31 Pereira; 29 Kovacic, 19 Cambiasso; 14 Guarin (dal 21’ s.t. Mbaye), 8 Palacio (dal 1’ s.t. Benassi), 11 Alvarez (dal 9’ s.t. 28 Pasa); 99 Cassano. PANCHINA 27 Belec, 26 Chivu, 21 Gargano, 49 Terrani. ALLENATORE Stramaccioni CAMBI DI SISTEMA dal 1’ s.t. 4-3-2-1, dal 9’ s.t. 3-5-1-1 ESPULSI nessuno AMMONITI Kovacic per c.n.r.

PRIMO TEMPO 0-2 MARCATORI Guarin al 22’ e al 47’ p.t., Benassi al 43’ s.t. ARBITRO Pawel (Polonia)

PASSAGGI UTILI

CLUJ 52%

INTER 48%

TIRI IN PORTA

CLUJ 84%

Fa tutto il GuaRicky Strama si rialza con la strana coppia Ora Alvarez si candida a una maglia da titolare anche nel derby. E Fredy tocca già quota dieci gol stagionali

NOTE Spettatori 10.000 circa. In fuorigioco 1-3. Angoli 2-1. Recuperi: 3’ e 3’

POSSESSO PALLA

Uominipartita GUARIN E ALVAREZ

INTER 84%

TIRI FUORI

IIII

IIII IIIIIIIII

CLUJ 4

INTER 4

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO 10’ Cambiasso lancia Cassano: tiro alto GOL! 22’ Numero sulla destra di Alvarez che lancia Palacio in profondità: assist a centro area per Guarin che deve solo appoggiare in rete 35’ Da Cassano a Palacio, diagonale parato 35’ Cross dalla destra di Ivo Pinto, colpo di testa di Maah fuori di poco GOL! 47’ Guarin si allunga il pallone in area, il pallone sfugge a Felgueiras, lo recupera Alvarez che con una veronica serve Guarin: raddoppio

I

CLUJ 9

INTER 1

SECONDO TEMPO 23’ Dopo un rimpallo, Hora si trova solo davanti a Handanovic ma gli spara addosso il tiro 32’ Errore in disimpegno di Cambiasso, sinistro di Camora bloccato a terra da Handanovic 35’ Benassi lanciato verso la porta viene atterrato da Camora, ultimo uomo: espulso GOL! 43’ Lancio in profondità di Cassano per Benassi che evita l’opposizione di Piccolo, gli sbuca alle spalle e infila 48’ Tiro da venti metri di Hora: traversa

DAL NOSTRO INVIATO

LUCA TAIDELLI CLUJ (Romania)

La «rispostina» al Milan porta la firma del GuaRicky, strano animale schierato largo alle spalle di Cassano nel sorprendente 4-2-3-1 con cui Stramaccioni decide di disporre un’Inter che più di dover difendere il 2-0 dell’andata sembra dover tentare la «remuntada». Ricky si candida Il GuaRicky

BARICENTRO BASSO 50,5 metri

BARICENTRO MOLTO BASSO 47 metri

però ci mette del suo, perché l’eterno incompiuto Ricky Alvarez regala due magie che aprono la (fragile) scatola romena e Fredy Guarin con altrettanti piattoni

di destro chiude la pratica già nel primo tempo. L’argentino questa volta sfrutta bene la fiducia di Strama, non si limita a cercare ricami fini a se stessi ma fa correre il pallone. Come quando a metà tempo prende in giro un avversario con una giocata di suola e spalanca il fianco destro a Palacio. Guarin accompagna l’azione e segna a porta vuota. Il bis in pieno recupero, sempre grazie a Ricky, che sfrutta una mezza papera del portiere e libera il compagno di tacco dopo una piroetta alla Carolina Kostner. Il 24enne ex Velez insomma batte un colpo al momento giusto e si candida anche per una maglia

le Pagelle

di MATTEO DALLA VITE

7 h Il migliore Alvarez

INTER

7

LUCE ALVAREZ KOVACIC EVITI I GIOCHETTI La faccia cattiva dal 1’: primo tempo che archivia la situazione, ripresa di cambi, gestione e corse defaticanti. Ma con Ranocchia k.o. è emergenza-derby.

La sveglia di Rick and Roll suona alle 20 ora locale. Si piazza largo a sinistra ma è da destra che confeziona il «numerillo» che avvia l’1-0: giochetto palla-c’è-non-c’è su Rada, in un attimo gli esplodono addosso carattere e talento, palla profonda per Palacio, Guarin-gol. Nel 2-0 è lui a prendere il pallone che scivola a Felgueiras: assist lieve, raddoppio. Insomma: il bell’addormentato s’è destato.

CLUJ 5

6,5

6

6,5

Due proiettili vaganti nel p.t.: la cosa migliore la fa assalendo la palla su incursione di Hora. Che, nel 2˚ tempo, prende la traversa e gli fa fare una paratissima.

Largo a destra poi in mezzo: e lì ne succedono poche anche perché lui è tappo di marmo, nel senso che andarci contro è dura. L’unico è Maah: contro lui, va e non va.

La distorsione del ginocchio destro rovina tutto. Nel Lato A fa il grandissimo: in anticipo o in volo aereo tutti i palloni sono suoi. Poi la «torsione»: derby a rischio.

PARATE 4 RINVII 27 USCITE 3

CONTRASTI OK 3/5 LANCI 0 PASSAGGI OK 33/35

CONTRASTI OK 3/6 LANCI 0 PASSAGGI OK 15/18

Handanovic

Zanetti

Ranocchia

6,5

6

Pereira

Kovacic

Cambiasso

6,5

7

Siccome Ivo Pinto frega un po’ Pereira, sta anche a lui chiudere a sinistra. Quando entra Kapetanos, gli s’infila nel mirino due o tre volte. Solo solletico.

Inizio con slancio, questo era il suo stadio: si raccorda con Alvarez, cerca la profondità ma gli vien la febbre quando Ivo Pinto sale. Però, gara confortante.

Se fa i giochetti da fenomeno in disimpegno davanti alla difesa non va bene. Sa giocare di prima, lo faccia. Lato A sconnesso. Lato B migliore perché fa cose semplici.

Rispetto a Firenze, un altro: innesca subito Cassano ed è vispo, reattivo, cattivo il giusto. Nel 4-2-3-1 sta al fianco di Kovacic, finisce da centrale difensivo.

Due gol sono sempre due gol, che poi sappiano farli tutti questo conta e no. Gli appoggi di Palacio e Alvarez dicono 2-0, la sua gara è tempismo e sana corposità.

CONTRASTI OK 1/3 LANCI 0 PASSAGGI OK 34/37

CONTRASTI OK 4/5 LANCI 2 PASSAGGI OK 28/36

TIRI 0 PASSAGGI OK 52/57 RECUPERI 7

TIRI 0 PASSAGGI OK 29/30 RECUPERI 2

TIRI 2 PASSAGGI OK 15/19 RECUPERI 3

Juan Jesus

6

TIRI 0 DRIBBLING OK 2/5 SPONDE 1

Guarin

7 l’allenatore Stramaccioni

6,5

6

6

6,5

Cassano

Benassi

Pasa

Mbaye

Assist altruista per il vantaggio di Guarin. Ha un’altra palla chic ma non gira subito: gioca due passi dietro a Cassano, fa una gara decisa e non dispendiosa.

Palla sublime da Cambiasso al 9’: spara in curva. Gol fallito. Pallissima per Palacio. In campo per tutta la gara: allenamento pre-derby? Assist per Benassi.

Si mette da perno centrale di centrocampo: ha ai fianchi Cambiasso e Kovacic, e mostra subito intraprendenza. Fa «cacciare» Camora, infila di forza e astuzia il 3-0.

Entra lui e la difesa va a 3 con Cambiasso. Subito una botta da fuori e un’incursione, tanto per far capire che anche da giovani bisogna bruciare immediatamente l’erba.

Terzino o centrale difensivo? Certo, ma a ’sto giro fa l’interno di sinistra: con quella maglia dedicata a Facchetti (33, doppio 3) lavora con attenzione e voglia.

TIRI 1 DRIBBLING OK 1/3 SPONDE 5

TIRI 1 DRIBBLING OK 2/4 SPONDE 9

TIRI 1 PASSAGGI OK 16/18 RECUPERI 1

TIRI 0 PASSAGGI OK 10/12 RECUPERI 1

CONTRASTI OK 1/1 LANCI 0 PASSAGGI OK 10/12

Palacio

Rodrigo Palacio, 31 anni, e Fredy Guarin, 26 AP

6

Subito le prime firme: matto o agguerrito? Diciamo così: sicuro che la qualificazione si possa mettere in saccoccia nel p.t.: il tutto succede con modulo nuovo (4-2-3-1) e variazioni in corsa. Chiude col centrocampo-baby e coi brutti pensieri su Ranocchia

FELGUEIRAS 4 Serata infernale: sul terzo gol esce male, sul secondo perde palla, sul primo è in differita. CADU’ 5 Da capitano cerca di sostenere la baracca: crollo totale. PICCOLO 5 Ha presenza ma quando infuria la tempesta va fuori giri. Nei gol sempre disconnesso. RADA 5 Ridicolizzato dal giochetto di Alvarez, esce per Kapetanos. KAPETANOS 5 Subito una simulazione, poi tanta «fuffa» offensiva. Potrebbe meritare un rigore, l’arbitro dà il vantaggio. IVO PINTO 6 Principe nei cross, tutti quasi perfetti. Sempre sul pezzo, sempre vigile. GODEMECHE 5,5 Il Mendieta di qua fa cose troppo banali per eccellere. Insomma, dirige senza mai una scintilla. SEPSI 6 Intraprendente, bella rasoiata al 43’ pt. Vede verticale. CAMORA 4,5 Largo a sinistra, piallato da Guarin, il suo uomo: poi, espulso per fallo su Benassi. MURESAN s.v. Il migliore all’andata, fuori uso subito. MIGLIORE h 6,5 ILHORA

Punta esterna, entra e crea tutti i grattacapi all’Inter. Tre tiri: una paratona, una traversa.

RUI PEDRO 5 Uno spillo infilato sempre nella guancia: però è uno spillo che fa male giusto all’inizio. DIOGO VALENTE s.v. MAAH 6 Indiavolato ma innocuo. Fiammate a fondo perduto ma tiene viva la fase offensiva. All. PAULO SERGIO 5 Troppa poca gente di qualità per ribaltare l’andata. Rispetto al Cluj che giocò in Champions la squadra è nettamente impoverita. GLI ARBITRI GIL 6,5 Dubbio Guarin nel 2-0. Pasa su Kapetanos in area: sarebbe rigore. Sadczuk 6 - Wierzbowski 6,5; Malek 6 -Sjeiewicz 6

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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da titolare contro il Milan. Un’indizio in più arriva dalla sostituzione con Pasa a inizio ripresa. Ricky del resto aveva già fatto bene nel derby d’andata dello scorso campionato, vinto con Ranieri grazie a una zampata di Milito. In doppia cifra Dura poco an-

che il secondo tempo del Guaro, rilevato da Mbaye, il quarto 18enne in campo. Un baby festival suggellato dal 3-0 di Benassi. Guarin sale così a quota dieci gol stagionali, con quattro centri in una Coppa che sembra sempre più il giardino di casa, avendo farcito il tutto con sei assist. Lui tra l’altro sa come si fa ad arrivare fino in fondo, visto che nel 2011 ha conquistato l’Europa League nel Porto di Villas Boas. E anche il Guaro sarà fondamentale contro il Milan, una sfida che finora gli ha sempre detto bene. Ha giocato infatti da titolare quello vinto 4-2 nel maggio scorso e da panchinaro di lusso nell’1-0 di ottobre. Inserito nella ripresa per riequilibrare la squadra che non sosteneva Coutinho trequartista, si mise a fare il portatore d’acqua dopo l’espulsione di Nagatomo. Guaro.. . tuttofaro. Come al Porto «Non segnavo una doppietta dai tempi del Porto, contro il Maritimo racconta il ditretto interessato -. Gol importantissimi per gestire la gara senza soffrire. Ora possiamo concentrarci per fare una grande partita domenica sera contro il Milan». © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL DOPOGARA «IL MILAN? NON VEDO L’ORA»

Il tecnico avverte «Domenica sera fino alla morte» DAL NOSTRO INVIATO

CLUJ (Romania)

Obbligato da un’infermeria già piena, Strama si lancia in un 4-2-3-1 stile Brasile anni Settanta, con due soli difensori e nessun incontrista. Un avanti tutta che ricorda anche, fatte le debite proporzioni, la svolta «mourinhana» in casa del Chelsea nell’anno di grazia 2010. Eppure il tecnico non può godersi questo 3-0 per l’ennesimo k.o. di un big. Pure Ranocchia infatti è quasi out per il derby a causa di una distorsione al ginocchio destro. Alla morte «Ho avuto le risposte che mi aspettavo — spiega Strama a fine gara —. Ho visto un’Inter anche migliore rispetto all’andata. Ora ben venga il Tottenham, in un duello da Europa che conta. Kovacic all’inizio ha sofferto Rui Pedro, ma quando s’è abbassato Cambiasso lui è tornato a servire i soliti assist. Cassano prima punta? L’aveva già fatto anni fa ai tempi della Roma e ogni volta che ha toccato il pallone si è reso pericoloso. Una soluzione per il derby? Là davanti non ho molte alternative. Aver perso altri 4 uomini dopo Firenze (Silvestre, Jonathan, Chivu e Nagatomo acciaccati, ndr.) mi ha impedito di fare riposare qualcuno. Ora ci attende la squadra più in forma del campionato. Contro il Barcellona il Milan ha fatto un’ottima gara. Hanno il vento in poppa e scrivete pure che sono favoriti, ma ce la giocheremo alla morte davanti al nostro pubblico e questa vittoria ci serve a livello di testa per preparare un derby che non vedo l’ora di giocare». Allarme Ranocchia Sperando che Ranocchia fac-

cia il miracolo. Dopo aver anticipato un difensore e rinviato, il difensore si è accasciato, per poi lasciare il campo portato a braccia dai medici. «È un trauma distorsivo al ginocchio destro — spiega Strama —. Una perdita gravissima non solo per lo spessore di Andrea ma anche perché in difesa già mi mancano Samuel e Silvestre, con Chivu che a oggi non è in grado di giocare». In giornata gli esami per capire se il suo derby è già finito prima di cominciare. l.tai. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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VENERDÌ 22 FEBBRAIO 2013

EUROPA LEAGUE RITORNO SEDICESIMI le Pagelle

IL CASO UN’AGGRESSIONE E’ AVVENUTA NEI PRESSI DELL’OLIMPICO

Tre tedeschi accoltellati: rischio squalifica Incombe la pena di una giornata a porte chiuse Lotito: «Evitiamo falsi allarmismi» DAVIDE STOPPINI ROMA

Nell’ultima uscita europea della Lazio all’Olimpico le prime pagine erano state riempite dall’assalto al pub di Campo de’ Fiori. Tre mesi dopo, ancora cronaca nera: tre tifosi del Borussia Moenchengladbach sono stati accoltellati prima della partita. Un medico 50enne è stato ferito a

Ponte Milvio, un altro all’uscita dal suo albergo (l’Hilton, zona Monte Mario), l’ultimo nei pressi dello stadio (quest’ultimo è stato medicato e poi ha assistito alla partita). Le condizioni degli altri due non sono gravi ma sono stati trattenuti in ospedale per accertamenti. La Lazio si rovina così la qualificazione. E rischia di complicarsi anche l’ottavo con lo Stoccarda: sul club di Lotito pende la pena di una giornata da disputare a porte chiuse dopo i fatti di Lazio-Tottenham. Lotito e Alemanno Quella pena fu sospesa con la condizionale, ora l’Uefa dovrà stabilire — e c’è il forte rischio che lo faccia — se rendere esecutiva la squalifica. Non è automatico: per fatti avve-

di DAVIDE STOPPINI

ma, Alemanno —. E’ inammissibile che tre tifosi del Borussia siano stati accoltellati dagli ultrà della squadra avversaria». Poi se l’è presa anche con i tedeschi, rei di aver trasformato il centro storico in un enorme bivacco: «Non è accettabile neppure questo — ancora il sindaco —: i più bei siti della città sono stati coperti di immondizia». La scalinata di Trinità dei Monti, in piazza di Spagna, invasa dai tifosi del Borussia Moenchengladbach prima della partita ANSA

nuti al di fuori dello stadio sarà decisiva la valutazione dell’Uefa. «Ma non creerei falsi allarmismi — dice il presidente Lotito — Ho parlato con la polizia, in due casi non si tratta neppure di accoltellamenti, mentre un terzo ha subito "solamente" una

puncicata al gluteo. Ora si tratta di capire chi sono gli autori, se sono riconducibili alla tifoseria organizzata». Di sicuro, pare andato a vuoto l’appello lanciato dal presidente nel post sentenza dell’Uefa. «I violenti vanno isolati — interviene il sindaco di Ro-

Petko esulta Coperti dalla Lazio, invece, i 3 gol subiti a Siena: «Cos’è cambiato? Lì abbiamo fatto 17 tiri in porta, stavolta abbiamo segnato con le prime due conclusioni — ha spiegato Vladimir Petkovic —. Sono orgoglioso di una Lazio ancora in corsa su tre fronti». © RIPRODUZIONE RISERVATA

CANA SICURO FLOCCARI SGOBBA LEDESMA LUCIDO MALE DE JONG LAZIO 7 MARCHETTI 6 Unica parata vera su De Jong. Ma deve una cena a Cana, che gli evita una figuraccia. KONKO 6 Primo tempo in relax, secondo in apnea contro Younes. BIAVA 6,5 Sbaglia solo un anticipo, il resto è una serata comoda. CANA 6,5 Centrale anche nella difesa a quattro, guida il reparto con sicurezza. Un paio di chiusure importanti, l’ultima su Hanke in pieno recupero. RADU 6,5 Rischia sul pressing di Nordtveit, ma tiene a bada Hermann. Con un sinistro da fuori innesca la rete di Gonzalez.

h IL FILM DELLA PARTITA LA FESTA CONTINUA: LA SQUADRA DI LOTITO ANCORA IMBATTUTA IN COPPA 1

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Lazio, due gol e gli ottavi L’Europa dà fiato a Petko Candreva e Gonzalez chiudono in 33 minuti la pratica Borussia Moenchengladbach. Adesso c’è un’altra tedesca: Stoccarda 2 0

PRIMO TEMPO 2-0 MARCATORI Candreva al 10’, Gonzalez al 33’ p.t.

LAZIO (4-5-1) Marchetti; Konko, Biava, Cana, Radu; Candreva (dal 37’ s.t. Pereirinha), Gonzalez (dal 24’ s.t. Onazi), Ledesma, Hernanes, Lulic; Floccari (dal 33’ s.t. Kozak). PANCHINA Bizzarri, Ciani, Ederson, Lombardi. ALLENATORE Petkovic. CAMBI DI SISTEMA nessuno. BARICENTRO MEDIO 53,5 metri ESPULSI nessuno. AMMONITI nessuno. BORUSSIA MOENCHENGLADBACH (4-3-3) Ter Stegen; Jantschke, Stranzl, Dominguez, Wendt; Nordtveit, Marx (dal 33’ s.t. Xhaka), Cigerci (dal 24’ s.t. Hanke); Herrmann, De Jong, Arango (dal 6’ s.t. Younes). PANCHINA Heimeroth, Daems, Brouwers, Rupp. ALLENATORE Favre. CAMBI DI SISTEMA nessuno. BARICENTRO MEDIO 52,8 metri ESPULSI nessuno. AMMONITI Younes per c.n.r. ARBITRO Gocek (Turchia). NOTE spettatori 25 mila circa, incasso non comunicato. Tiri in porta: 5-2. Tiri fuori: 3-4. In fuorigioco: 2-2. Angoli: 5-5. Recuperi: primo tempo 1’; secondo tempo 3’.

STEFANO CIERI ROMA

Missione compiuta e Lazio ritrovata. Ancora una volta l’aria di Coppa fa bene ai biancocelesti, che tornano a vincere (l’ultimo successo era stato quello sulla Juve del 29 gennaio, in Coppa Italia) si qualificano agli ottavi di una competizione europea (evento atteso da 10 anni) e soprattutto escono da quel tunnel psicologico in cui si erano cacciati dopo gli ultimi risultati negativi in campionato. Tutto facile Petkovic temeva la

proverbiale tempra dei tedeschi, mai domi anche quando il pronostico è contro di loro. Alla prova dei fatti, però, i timori si rivelano eccessivi. La qualificazione della Lazio, già ipotecata dopo il 3-3 dell’andata, non è mai in discussione. Perché mai, a parte il quarto d’ora finale, il Borussia riesce ad arrivare dalle parti di Marchetti. Mentre i biancocelesti dopo appena dieci minuti sono già in vantaggio. Mar-

chiano errore in fase di disimpegno di Dominguez e Candreva non deve far altro che rubare palla, puntare Ter Stegen ed infilarlo. Il 4-5-1 riproposto per l’occasione da Petkovic dopo le nefaste variazioni sul tema (leggi utilizzo della difesa a tre) consente alla Lazio di coprire bene tutte le zone del campo senza concedere nulla agli avversari. E consente pure di affondare in maniera incisiva grazie alle volate dei due esterni Candreva e Lulic e al grande lavoro di raccordo dell’unica punta Floccari. Che non segna (e a dire il vero neppure tira in porta) ma è fondamentale nel far salire la squadra e favorire gli inserimenti dei centrocampisti. E’ proprio uno di questi, Gonzalez, a siglare il raddoppio poco dopo la mezzora. Tap-in vincente dell’uruguaiano dopo il tiro di Radu che Ter Stegen non trattiene. Difesa ritrovata La partita finisce qui. Perché il 2-0 spegne ogni velleità dei tedeschi, nonostante il loro desiderio di ripagare in qualche modo i quasi otto

Mister pressing: terrorizza ogni avversario in possesso di palla. Su tutti Rodriguez, che costringe all’errore: primo gol europeo in carriera (Pereirinha s.v.)

GONZALEZ 7 Un altro gol di Coppa, dopo quello alla Juventus, con il fiuto di un attaccante. Il resto è la solita infaticabile corsa. ONAZI 6 Buon impatto, ottimo rientro per Petkovic. LEDESMA 6,5 Lucido nelle scelte, decisivo nell’alzare il pressing. HERNANES 6 Serata in ciabatte: trotterella, fa l’utile e per una sera si tiene in tasca il dilettevole. LULIC 6,5 Il salvataggio su Hanke nel finale è la foto di una partita tutto sacrificio, in mezzo a qualche limite tecnico. FLOCCARI 6 Per la seconda partita di fila resta a secco. Ma come sgobba. (Kozak s.v.) ALL. PETKOVIC 6,5 In sala stampa dice che l’unica differenza tra questa Lazio e quella di Siena è nelle occasioni stavolta concretizzate. Mente e sa di farlo: questa qui, che non subisce mai, è la sua squadra.

BORUSSIA M. 5

1 I giocatori della Lazio festeggiano il passaggio agli ottavi: i biancocelesti non andavano così avanti in un torneo europeo da 10 anni; 2 Il centrocampista Antonio Candreva, 25 anni, realizza il primo gol per i biancocelesti ANSA 3 L’uruguaiano con passaporto italiano Alvaro Gonzalez, 28 anni, sigla il raddoppio con grande freddezza EIDON

LAZIO BORUSSIA M.

IL MIGLIORE

7 CANDREVA

la Moviola DI A.FR.

Younes simula sull’uscita di Marchetti La partita offre un solo vero spunto da moviola, peraltro ben interpretato dall’arbitro turco Gocek. Al 32’ del secondo tempo Younes si presenta solo davanti a Marchetti, lo salta e va giù, ma il portiere della Lazio non lo sfiora nemmeno. Gocek, molto vicino all’azione fischia ma soltanto per ammonire, giustamente, l’esterno tedesco per simulazione. È l’unico «giallo» della partita. Quattro minuti più tardi, dopo un diagonale di De Jong respinto da Marchetti, Lulic salva su Hermann pronto alla ribattuta davanti alla porta: non c’è contatto falloso. © RIPRODUZIONE RISERVATA

mila tifosi biancoverdi arrivati fino a Roma (trasferta amarcord per i più anziani tra loro: perché in questo stesso stadio, nel 1977, il Borussia giocò la finale di Coppa dei Campioni, perdendola col Liverpool per 3-1). Favre prova a ridestare la squadra nella ripresa con il giovane Younes (interessante il ragazzo), ma anche lui va a sbattere contro la difesa della Lazio, che per una sera torna quella ermetica dello scorso autunno. Lo zero alla voce gol subiti è in effetti l’altra grande notizia della serata per la squadra di casa. I biancocelesti ne avevano incassati sei nelle ultime due partite (a Moenchengladbach e Siena) e ne avevano presi 15 nelle ultime 8 gare. Stavolta le cose vanno diversamente grazie ad un Ledesma che si ripropone come filtro efficacissimo davanti alla difesa e grazie ad un quartetto difensivo concentrato. La Lazio concede giusto un paio di opportunità ai tedeschi nei minuti finali, quando però la gara è già in archivio. Ancora tedeschi Lazio avanti in Coppa, quindi. Ed ancora imbattuta in Europa quest’anno. Col 2-0 sul Borussia sale a 10 gare senza k.o. la striscia positiva dei biancocelesti. E’ la seconda migliore di sempre per la Lazio nelle coppe europee (la migliore in assoluto è di 18 risultati utili di fila). E può ora proseguire contro un’altra squadra tedesca, lo Stoccarda. Se sarà ancora la Lazio vista contro il Borussia il sogno europeo di Petkovic ha buone probabilità di continuare. © RIPRODUZIONE RISERVATA

TER STEGEN 4,5 Un mezzo disastro: perde un pallone tra i piedi su Lulic (all’andata lo fece con Ledesma). E non blocca un pallone: prima una respinta difettosa porta al gol di Gonzalez, poi «tenta» il bis su tiro di Hernanes. JANTSCHKE 5,5 Non soffre, ma non si vede neppure. STRANZL 6 L’unica nota positiva nella fase difensiva sul Borussia. RODRIGUEZ 4 Le speranze del Borussia durano 9 minuti, il tempo per lui di perdere un pallone sulla trequarti e lanciare Candreva. WENDT 5 Che dormita sul tap in di Gonzalez. NORDTVEIT 5 Una serie infinita di passaggi orizzontali, ma una verticalizzazione che è una. MARX 5,5 Mediano più che costruttore: scelte timide. (Xhaka s.v.) CIGERCI 5 Un po’ mezzala, un po’ regista, un po’ trequartista: tre ruoli, nessuno fatto bene, tutto con eccessiva lentezza. HANKE 5,5 Fa più lui che De Jong in tutta la gara. Però si addormenta su un possibile tap in. HERMANN 5,5 Aletta vecchio stile: Radu l’aveva studiato all’andata, all’Olimpico è stata un’altra storia. DE JONG 4,5 Primo (e unico) tiro in porta al minuto 80: centravanti o cosa? ARANGO 6 Meno ispirato rispetto all’andata. Ma piedi comunque dolcissimi: esce per infortunio.

h 6,5 IL MIGLIORE

Mezzo voto in meno per una simulazione da circo Togni. Progetto di grande giocatore. ALL. FAVRE 5 Tradito dagli errori dei suoi. Ma la voglia di passare il turno in campo non s’è vista. GLI ARBITRI GOCEK 6,5 Tiene in pugno la partita. E punisce giustamente (e senza esitazioni) con il giallo la simulazione di Younes. Eyisoy 6 - Aktas 6; Simsek 6 - Kalkavan 6


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EUROPA LEAGUE RITORNO SEDICESIMI VIKTORIA PLZEN NAPOLI

il Film

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PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORI Kovarik al 6’, Tecl al 29’ s.t.

Nella ripresa l’uno-due che piega gli azzurri

VIKTORIA PLZEN (4-2-3-1) Kozacik; Reznik, Cisovsky, Prochazka, Limbersky; Darida, Horvath; Rajtoral (dal 38’ s.t. Fillo), Kolar (dal 44’ s.t. Stipek), Kovarik; Bakos (dal 12’ s.t. Tecl). PANCHINA Pavlik, Hejda, Zeman, Duris. ALLENATORE Vrba. BARICENTRO MEDIO 53,7 metri. ESPULSI nessuno. AMMONITI Limbersky, Bakos e Darida per gioco scorretto.

NAPOLI (4-3-3) De Sanctis; Maggio, Gamberini (dal 20’ s.t. Cannavaro), Rolando, Zuniga; Dzemaili, Donadel (dal 1’ s.t. Inler), Behrami (dal 1’ s.t. Cavani); Pandev, Calaiò, L. Insigne. PANCHINA Rosati, Campagnaro, Mesto, El Kaddouri. ALLENATORE Mazzarri. BARICENTRO MEDIO 53,6 metri. ESPULSI nessuno. AMMONITI Behrami, Donadel, Gamberini, Cavani e Maggio per gioco scorretto. ARBITRO Kassai (Ungheria). NOTE spettatori 20.000 circa. Tiri in porta 5-5. Tiri fuori 4-7. In fuorigioco 2-1. Angoli 5-3. Recuperi: p.t. 0, s.t. 2’.

24’ secondo tempo L’uruguaiano nervoso Mazzarri manda in campo Cavani all’inizio della ripresa: sarà ammonito per un fallo di reazione su Darida

Il Napoli rimedia solo figuracce Fuori dalla coppa DAL NOSTRO INVIATO

MIMMO MALFITANO PLZEN (Repubblica Ceca)

Fuori dall’Europa. Tristemente. La determinazione della vigilia è rimasta tale fino al fischio d’inizio. Poi, del Napoli e delle sue voglie di rimontare i tre gol subiti al San Paolo, non c’è stata traccia. Ancora una volta gli è fatale il primo turno dopo la fase a gironi. Dopo Villarreal e Chelsea, è toccato al Viktoria Plzen ridimensionare gli obbiettivi europei del club napoletano. Difesa a quattro e tridente offensivo: è questa la novità tattica che Walter Mazzarri presenta per questa sfida quasi impossibile. Non c’è Edinson Cavani, che l’allenatore preferisce far riposare

Dopo la clamorosa sconfitta al San Paolo, anche in trasferta va k.o. contro il Viktoria la Moviola DI M.IAR.

Giallo a Cavani: sarà squalificato Partita con qualche scintilla. L’arbitro tiene a freno gli eccessi di agonismo e un po’ di nervosismo. Si spiegano anche così gli 8 gialli, come quello a Cavani, che verrà squalificato per una gara nella prossima stagione europea (come Donadel). Ammonizione risparmiata a Calaiò, che tocca con la mano in attacco: Pawel si limita a fischiare. Rolando sbilancia Bakos in area al momento del tiro: è regolare.

e, dunque, se lo tiene accanto a se, in panchina. E non c’è nemmeno Marek Hamsik, colpito da un attacco febbrile: lui è rimasto a Napoli. Il freddo è pungente e si gioca sotto una leggera nevicata. Il Viktoria Plzen è nella sua formazione migliore per difendere il 3-0 conquistato al San Paolo. E nei primi minuti di gioco sono i cechi a tentare di sbloccare subito il risultato. Rajtoral, ancora lui, vola via sulla destra (2’) ed il suo tiro cross viene allontanato da Maggio, sulla linea di porta. Poca determinazione Non ha

certo l’aggressività di chi deve rimontare uno svantaggio pesante, il Napoli. C’è poca penetrazione sugli esterni, dove Maggio non ha ancora ritrova-

to la migliore forma: riesce a sbagliare anche il più elementare dei cross. Dall’altra parte, Zuniga non si propone con insistenza, perché Rajtoral lo tiene impegnato sulla difensiva, così come avvenne nell’incontro d’andata. La vivacità di Lorenzo Insigne è confortante: il ragazzo sembra più deciso nel cercare la conclusione. Ci prova da lontano (6’) ed il destro viene respinto coi pungi da Kozacik. La manovra, in ogni modo, è troppo laboriosa, Dze-

Cavani impiegato solo nella ripresa: gli azzurri non hanno spinto abbastanza

maili è lento nel cercare il suggerimento, mentre Donadel e Behrami fanno valere la fisicità rispetto alla tecnica. Così, entrambi vengono ammoniti nei primi 45 minuti che evidenziano l’impegno di Gamberini e la poca consistenza di Calaiò e Pandev. Dentro Cavani Mazzarri lascia negli spogliatoio i due mediani, Donadel e Berhami per fare posto a Cavani ed Inler. Insomma, l’allenatore napoletano vuole tentare il tutto per tutto per compiere l’impresa. Ma il gioco è confuso, c’è tanta approssimazione: l’assenza di Hamsik toglie qualità alla manovra. Ci si aspetta il Napoli, dunque, ma il Viktoria parte con un’accelerazione vertiginosa che manda in tilt la difesa. Bakos (2’) alza di testa sulla traversa e Darida (5’) scalda le mani di De Sanctis con un diagonale prima del gol di Kovaric, che Maggio e Gamberini si perdono: la botta di sinistro è potente e rende vano il tentativo dell’estremo napoletano. Con quattro gol da recuperare, la partita non ha più storia anche perché arriva la seconda rete del Viktoria. Il settore riservato ai tifosi napoletani è in fermento: lo spettacolo offerto non è sicuramente dei migliori. Ed il sipario sull’Europa cala in un crescendo di delusione. Non resta, a questo punto, che il campionato e la sfida scudetto con la Juventus dell’1 marzo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA DELUSIONE DEL TECNICO

NUOVO ANNUNCIO

Mazzarri: «Pensavo di far meglio»

Il legale di Diego: «Maradona sarà a Napoli martedì»

«Qualificazione già compromessa all’andata». Le scuse dei giocatori ai tifosi DAL NOSTRO INVIATO

ALESSIO D’URSO PLZEN

Arrivederci Europa. Il Napoli si arrende al Viktoria anche nel ritorno dei sedicesimi, ma almeno d’ora in poi potrà dedicarsi con più intensità al campionato e alla lotta scudetto. Senza Hamsik (influenzato e ancora sotto choc per la rapi-

di MI.MAL.

ZUNIGA NON C’È CALAIÒ SPENTO DARIDA DOMINA RAJTORAL SUPER VIKTORIA PLZEN 7 KOZACIK 6 Viene impegnato con tiri deboli. REZNIK 6,5 Tiene Insigne lontano dall’area di rigore. CISOVSKY 6,5 Calaiò gli ha fatto trascorrere una serata tranquilla. PROCHAZKA 6,5 Esce su Pandev e lo contiene. LIMBERSKY 6 Spinge dalle parti di Dzemaili e lo supera facilmente. DARIDA 7 E’ il dominatore del centrocampo. HORVATH 6,5 E’ su di qualche chilo, ma ha qualità. MIGLIORE h 7,5 ILRAJTORAL

Anche nel ritorno è stato micidiale.

A fine gara Cannavaro, Rolando, Insigne, Inler e Calaiò sono andati a scusarsi con i tifosi azzurri FOTOAGENZIA

29’ secondo tempo I cechi fanno festa Dopo l’1-0 firmato da Kovarik arriva il raddoppio di Tecl, che sfrutta un contropiede. Il Napoli affonda

le Pagelle

na subita domenica) e con Cavani impiegato solo nella ripresa, la missione degli azzurri si rivela subito complicata anche per le condizioni meteo: neve e gelo a Plzen, -10 gradi al fischio d’inizio. Deluso Un finale amaro come all’andata: 5 gol al passivo in tutto, zero all’attivo. E dopo il triplice fischio gli azzurri sentono la necessità di chiedere scusa ai 400 tifosi del Napoli giunti a Plzen con ogni mezzo. Il tecnico Walter Mazzarri spiega: «In questi 3 anni e mezzo abbiamo fatto qualcosa in più del nostro reale valore. Ho dovuto cambiare attraverso situazioni momentanee. Queste gare ci devono

far riflettere e dare più forza per il futuro. Se la squadra usa dei meccanismi di gioco giusti, arriva a far gol. Se si pensa di segnare attraverso iniziative personali, si fa fatica. Avevamo compromesso la qualificazione nell’altra gara. Ora abbiamo la conferma che non bisognerà avere più atteggiamenti tattici diversi dal solito per ottenere risultati importanti. Il discorso è che quest’anno ci sono 14 punti in più rispetto all’anno scorso in campionato, abbiamo fatto scelte diverse. Più rabbia o delusione? Rabbia no, pensavo di far meglio, però le probabilità di passare il turno erano poche. Ci abbiamo provato». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Walter Mazzarri, 51 anni, è alla quarta stagione al Napoli LAPRESSE

Nuovo annuncio del legale di Diego Armando Maradona, Angelo Pisani, che torna a parlare di un possibile ritorno dell’argentino nel nostro Paese, dove resta in piedi un contenzioso con il Fisco: «Oggi (ieri, ndr) Diego voleva venire in Italia da Dubai ma gli ho consigliato di posticipare l’arrivo perché viste le imminenti elezioni avevo paura che il suo ritorno fosse strumentalizzato. Lui ha ascoltato il mio consiglio e martedì, o al massimo mercoledì, sarà a Napoli insieme alla figlia Dalma. Vuole restare fino alla partita con la Juventus del primo marzo».

FILLO 6 Partecipa alla vittoria. KOLAF 6,5 Per redimerlo, Donadel deve fare fallo. (Stipek s.v.) KOVARIK 6,5 Mette in difficoltà Maggio con i suoi affondi e apre le marcature. BAKOS 6,5 E’ l’unica punta e da solo tiene in apprensione la difesa. TECL 6,5 Ancora in gol con un destro a giro. All. VRBA 7,5 Il suo è stato un piccolo capolavoro.

NAPOLI 4,5 DE SANCTIS 5,5 Prima di capitolare respinge un paio di bordate di Bakos. Qualche macchia sul primo gol. MAGGIO 5 S’impegna tanto, ma sbaglia troppe volte il cross. Non ha ancora recuperato lo stato di forma migliore dopo l’infortunio. GAMBERINI 6 Tra i difensori è sembrato il più determinato, molto bene nel gioco aereo. CANNAVARO 5,5 Il capitano non fa a tempo a subentrare che Tecl segna la rete del raddoppio. ROLANDO 5 Non è ancora inserito negli schemi di Mazzarri e le difficoltà le evidenzia tutte. ZUNIGA 4,5 Rajtoral si dimostra la sua bestia nera. Dopo averlo frastornato nella gara d’andata, si ripete pure nel confronto di ritorno. E per il colombiano è notte fonda. DZEMAILI 5 La sua involuzione è sorprendente, non sa rendersi utile né come interditore né come metodista. Il piede non è male, ma negli ultimi tempi non è per niente preciso. DONADEL 4,5 Come sempre, la mette sul piano fisico: finisce per essere ammonito e Mazzarri lo sostituisce. Salterà la prossima gara europea. INLER 5 S’impegna a rincorrere Kolar che quando scatta in contropiede è pericolosissimo. Gioca soltanto un tempo e ci mette tanta buona volontà. BEHRAMI 5 Nelle ultime gare era stato tra i migliori se non il migliore. La notte europea ne ridimensiona il rendimento. Anche lui si merita un cartellino giallo per troppa fisicità.

h

IL MIGLIORE

6 CAVANI

Quanto meno ci ha provato. Gioca soltanto nella ripresa e diventa il più pericoloso con un paio di conclusioni dalla distanza. PANDEV 5,5 Se non ha una spalla adeguata il lavoro che produce serve a poco. Un solo tiro in porta, per giunta nel finale. CALAIÒ 5 Si vede pochissimo, finisce stretto tra i due centrali cechi e non la prende mai. L. INSIGNE 5,5 Nemmeno stavolta riesce ad incidere più di tanto. Qualche conclusione dalla distanza e nulla più. All. MAZZARRI 5 Ci si aspettava una squadra più agguerrita, ma s’è avuta l’ennesima bocciatura del Napoli 2. Altro che impresa, s’è rimediata un’altra brutta figura. GLI ARBITRI KASSAI 7 Distribuisce un po’ di gialli in una partita, tutto sommato, tranquilla. Eros 6 - Ring 6 Bognar 6 - Fabian 6


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SERIE A

Il gran ritorno Chiellini pronto: è tempo di blindare la cassaforte Juve Con lui in campo bianconeri battuti soltanto dall’Inter: «Che gioia: a Napoli sarò al 100%» MIRKO GRAZIANO MILANO

A disposizione. Ma diffidato. E allora non è sicurissimo che Chiellini scenda in campo già con il Siena, visto che cinque giorni dopo, venerdì 1 marzo, è in programma Napoli-Juve, gara che potrebbe scrivere un capitolo anche definitivo del romanzo di questo campionato. Ma subito o alla prossima giornata, l’aver ritrovato Giorgione rasserena non poco Antonio Conte. Fondamentale Assenza pesante quella del 28enne colosso toscano, sia dal punto di vista tattico sia dal punto di vista della personalità. Tatticamente è l’uomo più importante della difesa a tre concepita da Conte: pressa alto, altissimo, riparte, sa lavorare di fisico, dunque sa picchiare all’occorrenza, senza trascurare l’ottima capacita nel gioco aereo, qualità preziosissima soprattutto nelle potenziali tonnare di fine gara. Non ha piedi raffinati il Chiello, spesso i suoi appoggi assomigliano a delle vere e proprie sassate, ma il carico di personalità che getta nella mischia fa la differenza nei momenti cruciali delle gare. A volte servono un paio di spallate ben assestate per placare foga ed entusiasmo degli avversari, e in questo Chiellini è un professore. Anzi, un vero e proprio Tir quando punta l’obiettivo. Numeri alla mano Ma sono so-

prattutto i numeri a elevare Chiellini al rango di insostituibile. A livello di peso specifico, è di fatto il Pirlo della difesa. Con lui in campo, per esem-

pio, la Juventus ha perso solo contro l’Inter. Assente, invece, negli altri quattro stop stagionali della banda Conte: a San Siro contro il Milan, in casa con la Samp e le due volte all’Olimpico, contro Lazio in Coppa Italia e Roma in campionato. Un inizio in salita per colpa del grave infortunio muscolare rimediato nella finale dell’Europeo, poi l’ultimo brutto stop di metà dicembre, in mezzo 19 presenze complessive (13 in campionato e 6 in Champions, sempre titolare, sedici volte in campo dal primo all’ultimo minuto), 13 vittorie, 5 pareggi e una sconfitta: 2,32 punti a partita di media. L’ultima gara del Chiello risale al 16 dicembre scorso: 90’ in Juventus-Atalanta 3-0. Poi, il problema al polpaccio e ben dodici gare saltate. Non certo le più brillanti dei campioni d’Italia: sei vittorie, tre pareggi, tre sconfitte; 1,75 punti a partita di media. La differenza fra le due strisce non può essere casuale in un periodo tanto lungo. A caccia di Cavani e Neymar In

ogni modo, Giorgione rientra giusto in tempo per godersi la fase calda e decisiva della stagione. E anche per affrontare di persona due dei più grandi attaccanti del mondo. Cavani appunto fra otto giorni, e poi il baby prodigio Neymar nell’amichevole che l’Italia di

Conte è in dubbio: dargli minuti già contro il Siena oppure tenerlo per la supersfida Giorgio Chiellini, 28 anni, non gioca una partita dal 16 dicembre FORTE

QUI SIENA I RIVALI DI DOMENICA

Pegolo conosce bene il Conte furioso: «Li avrà caricati, ma noi ci proviamo» SIENA Siena conosce benissimo il Conte «avvelenato», visto che è ancora impresso nella memoria dei tifosi il monologo dopo la sconfitta casalinga con il Piacenza in B del febbraio 2011, oppure il ritiro natalizio due mesi prima a Messina, successivo allo 0 1 con il Varese. Se lo ricordano bene anche i giocatori che poi conquistarono con lui la promozione, come Gianluca Pegolo. «Sappiamo — ha detto il portiere bianconero — che in

questa settimana caricherà tantissimo i suoi giocatori, conosciamo come prepara le partite, soprattutto dopo una sconfitta. Saranno concentratissimi dal primo minuto, ma noi dovremo fare altrettanto. Anzi di più. Noi non abbiamo mai mollato — ha aggiunto Pegolo — e proveremo a strappare punti anche alla Juve. Emeghara? Corre tanto e fa gol, meglio di così...». Alessandro Lorenzini

Prandelli giocherà il 21 marzo in Svizzera (Ginevra) contro il Brasile. «A Napoli sarò al cento per cento — ha detto mercoledì, in un incontro con giovani studenti —. O meglio, spero di esserlo. Tornare in gruppo è stata una gioia immensa, dopo il lungo periodo in cui ho dovuto allenarmi a parte, da solo». Non è da escludere, comunque, che uno spezzone di gara, in un certo senso di rodaggio, gli venga comunque concesso domenica pomeriggio, magari coi tre punti già in cassaforte, la situazione migliore per evitare interventi al limite e quindi a rischio ammonizione.

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I NUMERI

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Le reti segnate in campionato da Mirko Vucinic da quando è alla Juventus, cioè dall’agosto 2011 (8 lo scorso campionato, 6 quest’anno). E’ il capocannoniere dell’era Conte considerando tutte le manifestazioni

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I gol totali di Vucinic alla Juve. Ai 14 del campionato e «mezzo» vanno aggiunti uno di coppa Italia nella stagione 2011-2012 e i 4 della stagione 2012-2013 in coppa Italia, Champions League 2) e Supercoppa di lega (decisivo a Pechino col Napoli)

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Le stagioni calcistiche di Vucinic in Italia: 6 nel Lecce, 5 nella Roma e 2 nella Juve.

6

I titoli conquistati da Vucinic in Italia: 1 coppa Italia Primavera (Lecce 2001-02),2 coppe Italia (Roma 2006-07 e 2007-08), due Supercoppe italiane (Roma 2007, Juve 2012) e uno scudetto (Juve 2012)

PUNTE MIRKO RE DEL GOL NELL’ERA CONTE

Dubbio Vucinic E Giovinco torna titolare MILANO

E’ il giochino di quasi tutte le settimane: a chi tocca davanti? Mancano ancora due giorni a Juve-Siena e la situazione a Vinovo non è chiara. Durante l’allenamento di ieri Conte ha provato a lungo la coppia Quagliarella-Giovinco, ma solo il piccolo Sebastian sembra quasi sicuro di giocare. E’ lui, infatti, il favorito per una maglia da titolare, mentre gli altri tre attaccanti sono in lizza per l’altro posto. Mirko Vucinic è il capocannoniere dell’era Conte con 19 gol davanti a Matri (17), Vidal (17), Marchisio (16), Quagliarella (14). Però, dopo tante partite disputate consecutivamente, potrebbe rifiatare in vista di Napoli-Juve. Matri concentrato Anche Alessandro Matri ha

giocato molto di recente, rispondendo bene alle sollecitazioni di Conte, ma domenica potrebbe iniziare la gara in panchina anche perché è diffidato. Ieri Matri ha sottolineato a Sky la voglia di vincere della Juve: «Abbiamo analizzato la partita di Roma e da due giorni pensiamo alla gara con il Siena che adesso è la più importante per noi. Solo dopo aver fatto il nostro dovere vedremo cosa sarà successo sugli altri campi. E intanto faccio i complimenti al Milan perché ha preparato veramente bene la partita con il Barcellona e ha meritato di vincere». Quaglia-occasione? Anche Quagliarella spera di avere un’occasione domenica. Per Fabio non è un momento facile, tanto per cambiare: gioca pochissimo (nel 2013 cinque presenze part-time, due sole gare da titolare e un gol), sabato scorso all’Olimpico Conte gli ha preferito anche Anelka nel finale. Insomma la situazione dell’attacco bianconero è fluida e oggi l’unica certezza sembra essere Giovinco, che ha già realizzato 10 gol stagionali, ma non segna in Serie A dal 6 gennaio (Juve-Samp 1-2), in assoluto dal 9 gennaio (Coppa Italia: Juve-Milan 2-1) ed è ancora alla ricerca della prima rete decisiva in campionato. gb.o. © RIPRODUZIONE RISERVATA

OSPITE DI PORTA A PORTA

Buffon: «Napoli che rivale ma noi abbiamo certezze» Calcio e politica. Gigi Buffon, ospite di «Porta a Porta» come «testimonial» di Mario Monti, parla della prossima supersfida con il Napoli e del premier. Prima il calcio. Alla domanda di Vespa su chi vincerà il titolo, ha detto: «Abbiamo grande rispetto del Napoli. È la nostra antagonista numero uno, ma noi abbiamo le nostre certezze». Poi la politica: «Credo che il presidente Monti abbia fatto delle cose importanti per l’Italia e per la nostra dignità. Ci sono stati momenti in cui gli Stati esteri erano pronti a sbranarci e a farci fare la fine della Grecia. Monti ci ha ridato credibilità e questo non ha prezzo».

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IL MITO BIANCONERO PINTURICCHIO FIRMA PER UN’ALTRA STAGIONE CON IL CLUB AUSTRALIANO: «HO TANTA STRADA DA FARE E NON VOGLIO FERMARMI»

Del Piero-Sydney ancora un anno: «Mi sento a casa» Ieri il sì ufficiale: «Posso dare molto a questa squadra» G.B. OLIVERO

Il Gateway Building è un grattacielo dal quale si vede tutta la splendida zona di Sydney Harbour: l’Opera House, il Circular Quay, l’Harbour Bridge, The Rocks. Al 22˚ piano di quest’edificio Alessandro Del Piero e il Sydney hanno annunciato il rinnovo del contratto. L’ex capitano della Juve giocherà nella A-League anche nel 2013-14:

«Era quello che volevamo io e il club — racconta Ale sorridendo —. Ringrazio chi mi ha onorato del suo interesse, ma a Sydney ho ancora tanta strada da fare e non voglio fermarmi adesso. Grazie anche e soprattutto a chi mi ha voluto e ri-voluto: la proprietà, la presidenza, i dirigenti del Sydney e i nostri tifosi. Non vedo l’ora di festeggiare il rinnovo con una linguaccia sotto la Cove con la 10 degli Sky Blues addosso...». Del Piero ha deciso di restare a Sydney per due motivi: l’ambizione calcistica («Penso di poter dare ancora molto alla squadra ed è per questo che continuo a giocare. Voglio fare il massimo per affrontare le sfide e per vin-

ne è la vittoria del prossimo campionato, ma Del Piero non ha nessuna intenzione di proiettarsi sul futuro: «Sono già concentrato sulla prossima partita, non penso al 2013-14». Il Sydney è quinto, le prime sei squadre vanno ai playoff. Mancano sei partite alla fine della regular season, poi inizieranno le sfide che decideranno la stagione. Il Sydney non vuole fallire la qualificazione ai playoff per poi vedere cosa succede quando la tensione sale e la classe di Del Piero può essere un valore aggiunto. Perché il sogno è quello di trasformare la A-League in Ale-ague. E per certi versi è già così.

cere») e la vita familiare («Mi piace stare in Australia, ci sentiamo tutti a casa in questo straordinario Paese»). Il club Naturalmente molto soddisfatto il presidente del Sydney, Scott Barlow: «L’arrivo di Alessandro è stato una grande successo per il club e per tutta la A-League. Le sue performance in campo sono state ottime mentre fuori si è creato un interesse mai visto verso il club. È incredibile pensare che in Italia ci sono tifosi che tutte le settimane guardano in diretta le nostre partite e questo è solo un esempio del suo impatto». Playoff Adesso l’obiettivo comu-

Ale Del Piero stringe la mano al presidente del Sydney, Scott Barlow REUTERS

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SERIE A

Roma, uno sceicco per volare Siglato l’accordo preliminare tra il club e il principe Qaddumi: «Faremo grandi cose» (una delle quali in Canada) e un appassionato di fotografia, tanto da aver pubblicato nel 2010 un libro d’immagini dal titolo «Focus Orient».

MASSIMO CECCHINI ROMA

Più veloce di una corsa di cammelli, il gioco delle dietrologie è già cominciato. La prima domanda è d’obbligo: con l’ufficializzazione dell’ingresso dello sceicco Adnan Adel Aref Qaddumi Al Shtewi nel pacchetto di maggioranza la Roma è davvero più solida oppure siamo assistendo all’inizio di un nuovo smottamento con successivi riassestamenti? E poi, una proprietà Usa finanziata da una banca d’ispirazione europea (UniCredit) ha già mostrato a volte di far fatica a comunicare con una dirigenza italiana, come s’interfaccerà con una nuova vena padronale di origine giordana? Si scoprirà presto, soprattutto se — come giurano a Trigoria — il presidente Pallotta non vuole disimpegnarsi. Petrolio & Foto Di sicuro da ora si

dovrà fare i conti con questo principe nato nel 1959 a Nablis (ma con radici nel Qatar) e residente in Italia da un quarto di secolo con domicilio perugino. La sua biografia ha caratteri un po’ misteriosi, ma sembra sia proprietario di due aziende petrolifere

CAGLIARI

Cellino, oggi il gip decide Is Arenas: ancora dubbi FRANCESCO VELLUZZI

Il Gip Giampaolo Casula deciderà nella tarda mattinata di oggi se scarcerare il presidente del Cagliari, Cellino, detenuto da giovedì 14 a Buoncammino. Dove ieri è arrivato dall’ospedale il sindaco di Quartu Mauro Contini. E dove c’è sempre l’assessore ai Lavori Pubblici Stefano Lilliu per il quale è stata respinta la richiesta di scarcerazione. L’assessore si era avvalso della facoltà di non rispondere. Può aver pesato. E’ pure atteso un nuovo incontro con l’ingegnere del comune di Quartu Pierpaolo Gessa accusato da Cellino e Contini. Intanto la Procura cagliaritana indaga sulle visite ricevute in carcere dal presidente rossoblù da parte di Gigi Riva (i due non si parlavano da anni e Rombo di Tuono ha rivelato «ho pianto») e, soprattutto, dell’editore dell’Unione Sarda Sergio Zuncheddu in compagnia del deputato Mauro Pili. Per quale motivo è entrato a Buoncammino? Anche la Prefettura ieri ha voluto fare dei chiarimenti su Is Arenas. Il comunicato parla di «problematiche di rilievo che continuano a persistere. Finora l’autorizzazione è stata data dal sindaco. Il campo del Cagliari è Trieste». Nella nota, emessa dopo 21 riunioni, si evince che Is Arenas non è a posto. E che il Cagliari non ha prodotto la documentazione necessaria. Ma ai tifosi non va giù. Ieri il Cagliari si è scusato con gli abbonati, unici incolpevoli. E tre consiglieri comunali chiedono se si può riaprire il S.Elia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il Presidente Maurizio Beretta, anche a nome del Vice Presidente, del Consiglio di Lega, del Direttore Generale, delle Società di Serie A e di tutta la Lega Serie A, partecipa con intensa commozione al dolore di Stefano e della famiglia per la scomparsa del papà

sig. Cesare Orlandi - Milano, 21 febbraio 2013.

James Pallotta, 54 anni EIDON

Ex concorrenti In serata già filtrava la soddisfazione dell’entourage di Qaddumi: «Faremo grandi cose». Buone notizie, anche se alcune agenzie relative al principe riportano le storie di un paio di affari romani (Acqua Marcia e Hotel Eden) mai andate a buon fine. Le voci però non si sono limitate a questo. Qaddumi è stato associato anche a una cordata guidata dall’americano Sean Deson e che due anni fa fu bocciata da UniCredit a beneficio di DiBenedetto & Pallotta. Perché? C’è chi ha sussurrato di una scarsa tracciabilità del denaro, mentre espo-

nenti della cordata perdente (che fanno sapere come la loro offerta fosse la migliore) adesso sottolineano come Qaddum sia stato riavvicinato dalla proprietà della Roma, poco intenzionata a una ricapitalizzazione pesante dopo che i proventi della futura Champions League si stanno allontanando all’orizzonte. Stadio & (50) milioni Come si vede, i gossip non mancano, ma a unire i cuori l’aspirazione forte è una: la costruzione del nuovo stadio di proprietà. Con questa molla Qaddumi potrebbe sciogliere presto la sua riserva e decidere di puntare 50 milioni per il risanamento dei conti e il rilancio della Roma, attraverso una ricapitalizzazione più robusta di quella da 30 milioni finora in cantiere.

CAGLIARI-ROMA 0-3

Il ricorso al CdS può far slittare l’Alta Corte Coni Il 18 marzo l’Alta Corte del Coni potrebbe esaminare il ricorso del Cagliari contro la sentenza della Corte di Giustizia Federale che aveva deciso lo 0 3 a tavolino per la partita non giocata contro la Roma il 23 settembre. Il dubbio sulla data è nato quando ieri la Prefettura di Cagliari ha impugnato al Consiglio di Stato la sentenza del Tar della Sardegna che ha bocciato il rinvio dell’incontro.

Tempi da stabilire E così intorno

alle 21.43 è uscito il comunicato in cui si ufficializzava l’accordo preliminare per l’ingresso dello sceicco, «diretto o indiretto, nella compagine societaria.. . L’efficacia di tale accordo è subordinata all’avveramento di determinate condizioni, secondo una tempistica ad oggi non prevedibile. Tale potenziale ingresso risponde alla già annunciata strategia di espansione delle attività commerciali in nuovi mercati e con nuovi investitori, e potrebbe portare ad un aumento del capitale sociale di Neep Roma in misura maggiore a quanto già determinato, con conseguente possibile rideterminazione delle partecipazioni tra gli attuali soci». Ovvero, la ricapitalizzazione che consentirà l’ingresso dello sceicco vedrà UniCredit diminuire le proprie quote dal 40% ad un presumibile 20%. Occhio però, se davvero lo stadio non risulterà un via crucis, non è detto che altri partner stranieri non siano all’orizzonte. Sperando ovviamente che anche la classifica decolli. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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A Cremona sotto tiro dirigenti e tecnici di A

I NUMERI

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Indagini prorogate e nuove rivelazioni: anche tesserati davano informazioni sicure agli scommettitori della malavita Così come è stato rintracciato il secondo Mister X suo complice. Personaggi svelati da Erodiani e Gegic (in una intervista alla Gazzetta) che avevano contatti con giocatori, dirigenti e presidenti (una novità importante) di mezza Serie A. Erano loro, secondo gli investigatori, a dare «informazioni sicure» sugli Over che Mister X rivendeva per 600 mila euro. In cambio del favore l’uomo (gli uomini) che «sussurrava tarocchi» in un hotel di Milano piazzava le scommesse (proibite ai tesserati). Ecco perché i contatti sarebbero stati frenetici, specie a ridosso delle partite, e avrebbero lasciato tracce nei tabulati telefonici. L’elenco dei sospettati è già in mano alla Procura: per il «botto» finale non bisognerà attendere a lungo.

DAL NOSTRO INVIATO

FRANCESCO CENITI CREMONA

Nuovi indagati, una rogatoria in via di traduzione, un maxi incidente probatorio su oltre 200 telefoni e computer, i contatti tra dirigenti e tecnici di A col Mister X (sono due in realtà) riconosciuto da Gegic, l’esame approfondito dei tabulati per inchiodare chi è già indagato. E’ questo l’atto finale dell’inchiesta di Cremona, iniziata nel giugno 2011. L’offensiva è «svelata» dal pm Roberto di Martino nella richiesta di proroga delle indagini inviata nei giorni scorsi a 44 indagati (tra cui Signori, Doni, Bellavista, Bettarini). Sono però le motivazioni a far notizia. La partita ungherese Punto pri-

mo: «Si indaga - si legge nel documento - sulla manipolazione di almeno 40 partite. Gli indagati sono oltre 150. Le indagini sono in corso: si sta svolgendo la traduzione di una rogatoria ungherese che dovrà essere integrata con la richiesta di nuove attività. Ed è in corso anche una rogatoria in Svizzera». Questi atti serviranno a spiegare cosa è accaduto in Lazio-Genoa 4-2 e Lecce-Lazio 2-4: i magistrati sono sicuri che zingari e ungheresi (per la

In Italia l’altro «zingaro» Lo «zingaro» Admir Suljic ieri all’arrivo all’aeroporto di Malpensa, dove si è costituito ANSA seconda partita) alterarono i risultati grazie ad alcuni giocatori corrotti, compreso Stefano Mauri (capitano della Lazio) e Omar Milanetto (Genoa). Punto secondo: gli inquirenti analizzeranno «circa 200 apparecchiature informatiche nella disponibilità degli indagati» ed effettueranno «accertamenti fondamentali sui tabulati» per avere ulteriori prove e chiudere il cerchio sulle accuse di frode sportiva e associazione per delinquere.

IN PROCURA FEDERALE PRESUNTA COMBINE DI DUE GARE

Interrogato Gillet L’avvocato sereno: «Andata benissimo»

Davanti ai magistrati François

Gillet è indagato (e la Procura della Repubblica dovrebbe chiederne il rinvio a giudizio) per concorso in frode sportiva relativamente alle partite Bari-Treviso e Salernitana-Bari. Il principale accusatore del portiere è stato Andrea Masiello, ma anche l’audizione di mercoledì di Marco Esposito (e prima ancora quella di ottobre davanti ai magistrati baresi) aveva dato un colpo alla credibilità di Gillet che, comunque, ha sempre negato con vigore di aver saputo di combine e dice alla Procura di Bari: «Nego di aver ricevuto danaro al fine di compromettere il corretto svolgimento delle due

Sulic Intanto da ieri è nel carcere di Cremona anche lo sloveno Admir Sulic. Lo «zingaro» si è consegnato allo Sco proveniente da Singapore. Sarà interrogato lunedì dal gip Guido Salvini. Potrebbe dare indicazioni utili sulle combine, ma soprattutto spiegare le mosse del «boss dei boss»: Tan Seet Eng detto Dan, ancora latitante e ritenuto il capo dei finanziatori dell’intero sistema scommesse.

partite oggetto della contestazione». La sua posizione Ieri Gillet pro-

babilmente ha dovuto ammettere che l’aria che si respirava nello spogliatoio del Bari, prima delle due partite nel mirino, era quella «di fine stagione». Bari-Treviso si giocava con i pugliesi salvi e il Treviso in cerca di punti salvezza ma aveva ammesso ai magistrati baresi: «Ricordo che il Treviso era una squadra un po’ discussa». In merito a Salernitana-Bari l’atmosfera era diversa: Bari promosso e Salernitana «gemellata». «Prima della partita Salernitana-Bari c’era un clima particolare in quanto noi eravamo già promossi e le tifoserie gemellate. Ci dicemmo, noi calciatori, di giocarci la partita senza esagerare». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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I punti in meno rispetto alla 25ª giornata della scorsa stagione. Ne aveva 34 ed era ottavo in classifica, oggi 19 ed è ultimo

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Le stagioni consecutive del Palermo in A. La promozione è datata 2004, dopo 31 anni di attesa. Tre volte la squadra ha chiuso al quinto posto: nel 2005-06, nel 2006-07 e nel 2009-10. Nel 2011 è arrivata in finale nella Coppa Italia

Fabrizio Miccoli, 33 anni, al Palermo dal 2007 AFP

Orgoglio Miccoli «Palermo, tocca a noi giocatori» La punta: «Fatti tanti errori Il rinnovo? Non manca tanto» FABRIZIO VITALE PALERMO

Una scadenza sta per essere risolta, l’altra più impellente è una pratica che va chiusa a tutti i costi. Dal rinnovo del contratto ai tre punti da centrare per forza col Genoa, Fabrizio Miccoli vuole fare bottino pieno. «Stiamo discutendo con la società del rinnovo — ammette l’attaccante —, abbiamo fatto passi in avanti, non dovrebbe mancare tanto. Zamparini voleva motivarmi? Gli stimoli non mi sono mai mancati, certo non nascondo che avevo avuto contatti con altri club perché mi vedevo un po’ fuori dal progetto, però se si parla del Palermo tutto si azzera, perché viene prima di tutto. Sono molto contento, anche se avrei preferito parlare del mio contratto con una situazione di classifica diversa». Responsabilità L’ultimo posto in classifica è un

PARTITA

ARBITRO

MILAN-PARMA

MASSA

2

-

2

CHIEVO-PALERMO

TAGLIAVENTO

2

-

2

ROMA-JUVENTUS

ROCCHI

3

-

3

CATANIA-BOLOGNA

RUSSO

1

-

1

GENOA-UDINESE

CALVARESE

1

-

1

NAPOLI-SAMPDORIA

DOVERI

2

-2

0

PESCARA-CAGLIARI

GERVASONI

2

-

2

© RIPRODUZIONE RISERVATA

TORINO-ATALANTA

BERGONZI

1

-

1

FIORENTINA-INTER

RIZZOLI

2

-

2

SIENA-LAZIO

GIANNOCCARO

2

-

2

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giudizio del Tombo DI DANIELE TOMBOLINI

Doveri: quel rigore c’era Per gli altri soltanto elogi

25ª

Jean François Gillet, 33 LAPRESSE

Le giornate dall’ultima vittoria del Palermo. La colse alla 14ª giornata, nel derby col Catania (3-1) il 24 novembre dell’anno scorso

macigno, ma non fa paura. Miccoli però una tiratina d’orecchie alla società la dà. «Tutto quello che è successo quest’anno non è stato un bene per la squadra. Se non vai avanti con un allenatore per 2-3 anni, se non fissi obbiettivi e non hai progetti prima o poi lo paghi e noi stiamo pagando. La società si è presa le proprie responsabilità e adesso lo dobbiamo fare anche noi giocatori. A volte abbiamo fatto bene, a volte meno. Ma adesso è ridicolo dire di chi è la colpa, dobbiamo solo cercare di dare tutto fino a quando la matematica non ci condannerà». L’attaccante salentino rivede il film della stagione del Palermo fino ad ora e qualcosa non gli torna. «Ho dovuto saltare due partite importanti con Atalanta e Pescara in casa per qualcosa che non ho fatto. Io mi prendo le mie responsabilità come ho sempre fatto. A Cagliari non ho offeso nessuno e ho preso due giornate di squalifica, e la mia assenza credo si sia sentita in gare decisive come quelle, a prescindere se avessi giocato o meno». Adesso però nel mirino c’è il Genoa. L’ultima vittoria del Palermo è coincisa con l’ultimo gol del «Romario del Salento», nel derby col Catania a novembre. «È arrivato il momento di vincere — conclude — per un motivo e o per un altro manco da un mese, non vedo l’ora di tornare in campo dall’inizio e soprattutto di segnare, perché nella salvezza ci crediamo».

Da punire il fallo di Zuniga su Poli in Napoli-Samp Rocchi ancora inappuntabile in Roma-Juventus

MAURIZIO GALDI ROMA

«È andata benissimo», solo questo dice l’avvocato di François Gillet, Marco d’Alesio, dopo le circa due ore di audizione del portiere del Torino davanti alla Procura federale. Gillet è arrivato presto in via Campania, la nuova sede degli uffici federali, ma ha dovuto attendere una decina di minuti per l’arrivo del viceprocuratore Marco Squicquero prima di cominciare. Al termine il portiere, che era sentito nell’inchiesta scaturita dopo la chiusura del secondo filone barese sulle combine di partite del Bari, appariva provato.

Caccia grossa Ma il brutto deve ancora venire. Punto terzo: «Sono avvenute di recente scrive Di Martino - nuove iscrizioni. E’ ancora in corso di identificazione un personaggio che teneva i contatti tra il sodalizio e dirigenti e tecnici delle squadre di A e che pretendeva per le sue prestazioni somme dell’ordine delle centinaia di migliaia di euro a partita». Il personaggio è Mister X ormai individuato dal servizio centrale operativo (Sco) della Polizia.

ULTIMA SPIAGGIA I SICILIANI SONO ULTIMI

GIORNATA

BONUS ERRORI

PUNTI

LEGENDA Bonus gara facile 0; gara insidiosa 1; gara difficile 2; gara difficilissima 3. Errori su un gol -3; su un rigore -2; su un’espulsione -1

Un buon turno per gli arbitri e finalmente anche per gli assistenti e i giudici di porta, che offrono una collaborazione perfetta nelle valutazioni più difficili su fuorigioco e rigori. Benissimo il giovane Massa a San Siro, non tradiscono i soliti Giannoccaro, Tagliavento e Rizzoli, ma l’uomo copertina è sempre il fiorentino Rocchi, superlativo in Roma-Juventus. Insomma una giornata scintillante che sfiora la perfezione e che mette in luce la buona condizione generale; viene così mitigato l’errore di Doveri che al San Paolo non fischia un rigore (-2) per la Samp quando Zuniga va a vuoto sul pallone e colpisce Poli in area.

CLASSIFICA GENERALE ARBITRO

ROCCHI ORSATO RIZZOLI GIANNOCCARO TAGLIAVENTO DAMATO MAZZOLENI VALERI DE MARCO BERGONZI MASSA BANTI CALVARESE GERVASONI RUSSO PERUZZO CELI ROMEO GIACOMELLI DI BELLO IRRATI DOVERI MARIANI TOMMASI OSTINELLI PINZANI GUIDA

GARE

PUNTI

12 12 12 13 11 11 11 11 11 12 11 12 11 12 11 10 11 11 10 3 3 12 1 3 2 1 11

22 21 20 20 18 14 14 13 12 12 12 11 10 10 9 7 6 6 6 3 3 2 2 1 1 1 1

LEGA PARERE CHIESTO DALLA FIGC

Corte di giustizia: Preziosi non può fare il consigliere Oggi l’assemblea dei club (ma.gal.) Enrico Preziosi non può essere consigliere di Lega: il presidente federale Abete ha inviato a Maurizio Beretta il parere fornito ieri dalla sezione «consultiva» della Corte di giustizia federale sui requisiti dei consiglieri di Lega. La Cgf ha scritto: visto che «possono essere eletti o nominati alle cariche previste dal presente Statuto e dalle norme da questo richiamate i cittadini italiani che non siano stati colpiti negli ultimi 10 anni, salva riabilitazione, da provvedimenti disciplinari sportivi definitivi per inibizione o squalifica complessivamente superiore ad un anno», e visto che le Noif «equiparano ad ogni effetto i dirigenti delle Leghe (tra cui vanno ricompresi i consiglieri di Lega) ai dirigenti federali», Preziosi non può fare il consigliere. Ora la Lega deciderà cosa fare: oggi è in programma consiglio (ore 10.30) e assemblea (13).


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SERIE A L’INTERVISTA

d

HA DETTO

S Su Berlusconi «Non ho connotazioni politiche e non sono vicino a Berlusconi, Nel ’95, dopo anni di lavoro, mi ha licenziato dalla Mondadori...»

S Su Cerci «E’ a metà con la Fiorentina ma non credo che ci saranno problemi: con i fratelli Della Valle siamo in buoni rapporti»

S Su Ventura «È un maestro e uno psicologo. Ogni tanto gli fanno notare che vuole i giocatori che ha allenato: vista la classifica, è un pregio»

Cairo alza l’audience «La7 come il Toro: Crozza + Bianchi divertimento e gol per i tele-tifosi» Il presidente granata tra affari e nuove idee: una tv di qualità e il rinnovo con il capitano

« FRANCESCO BRAMARDO TORINO

Manca solo un’emittente radiofonica ed Urbano Cairo potrà dirsi un editore a tutto tondo: carta stampata, concessionaria di pubblicità, ora ad un passo da La7. E poi il calcio, da oltre sette anni alla guida del Torino. A questo punto il pallone è un’eccezione. «E’ una mia passione. Fin da bambino giocavo a calcio, con il numero 7 sulle spalle nella Pro Sesto, un filino meno bene di Cerci, io destro e lui mancino, ma se avessi avuto un allenatore come Ventura avrei combinato qualcosa di più come calciatore. Il Toro è anche la squadra dei miei genitori che mi hanno trasmesso la loro passione. Il calcio è il gioco più bello del mondo che regala grandi emozioni ed entusiasmo, caratteristiche che debbono essere presenti anche nell’editoria». La decisione del Cda di Telecom di trattare con lei per la cessione de La7 ha scatenato un polverone. Prima il tentativo di extremis di Della Valle di entrare in lizza, poi lo scontro Bersani-Berlusconi. Che idea si è fatto?

P Urbano Cairo, 55 anni, nel 1995 comincia a lavorare nella pubblicità e nell’editoria. E’ presidente del Torino dal 2005 LAPRESSE NEW PRESS

IL BILANCIO MAI COSÌ IN ALTO COME IN QUESTO CAMPIONATO

«Capisco perfettamente che siamo in un momento delicato a poche ore dalla chiusura della campagna elettorale, e c’è particolare attenzione a i temi legati all’informazione, ma non è stato un blitz. Le procedure le ha iniziate Telecom a maggio 2012 quando ha deciso di voler uscire da un settore che perde 100 milioni l’anno, mantenendo i multiplex, la parte attiva e sana che di milioni ne rende 50 l’anno. E vorrei aggiungere che non sono connotato politicamente, non sono una persona vicina a Berlusconi, che non vedo da molto tempo, e anzi nel ’95, dopo an-

GDS

COSI’ TRA A E B

ni di lavoro, fui licenziato dalla sua Mondadori e mi ritrovai in mezzo a una strada con il solo cellulare in mano. Sono forse il più grande concorrente di Berlusconi nei periodici, dopo l’acquisto della Giorgio Mondadori ed il lancio di 6 settimanali, e nella pubblicità con la Cairo Communication. Ho risanato la Giorgio Mondadori che all’epoca perdeva 10 miliardi ma aveva buone testate, analogia che mi ha spinto all’avventura con La7, una tv di grande qualità, con giornalisti di altissimo livello gravata da costi eccessivi». In attesa dell’acquisizione definitiva un piede dentro l’aveva già con la concessionaria di pubblicità.

«Abbiamo dato ossigeno all’azienda negli anni: La7 fatturava 40 milioni nel 2002, oggi gli introiti pubblicitari sono arrivati a 162». C’è chi è pronto a scommettere che con tanti impegni stia pensando di vendere il Torino. Berlusconi ha Galliani per il Milan e Confalonieri per l’editoria come uomini di fiducia. Lei dovrà farsi in quattro tra giornali, pubblicità, Torino e tv.

«Non vendo e non mollo. Presidente però non ci si improvvisa. Dopo la promozione in A e qualche semina sbagliata, dallo scorso anno è iniziato un nuovo

ciclo con Ventura, Petrachi e Comi, persone fidate al posto giusto. I risultati stanno arrivando, il gruppo è unito, al massimo delegherò di più». Sarà più difficile riequilibrare i conti della tv o portare il Toro in Europa?

«Due compiti non facili. La7 non è ancora acquisita, un passo alla volta. Il Toro punta alla salvezza, poi qualcosa in più di 40 punti. E’ giusto pensare in grande, sbagliato dirlo. Stessa cosa per La7: l’ obiettivo è fare audience con programmi di qualità. Il massimo sarebbe far sorridere i tifosi con Rolando Bianchi ed i telespettatori con Crozza». Bianchi non ha chiuso le porte al Toro. Se come Del Piero le dicesse di essere pronto a firmare in bianco per il suo Toro?

«La settimana scorsa ci siamo incontrati con Riccardo, il fratello-procuratore, stiamo parlando di futuro, ci rivedremo a breve». Ogbonna sembra avere un destino segnato, troppi i club dall’estero sulle tracce del difensore della nazionale.

«Non è detto, i patti sono chiari. Fino al 2016 Angelo è del Toro ma gli ho anche detto che non sarò certo io a frenare la carriera di fronte all’offerta della vita. La Juve? Il problema non si pone, ha offerte dall’este-

ro di tale livello…». Gli occhi sono tutti su Cerci. C’è il rischio di perderlo?

«E’ un nostro giocatore, a metà con Fiorentina ma non credo ci saranno problemi, abbiamo anche Bakic a metà e con i fratelli Della Valle siamo in buoni rapporti». Ventura è l’acquisto più azzeccato delle ultime due stagioni?

«E’ un grande conoscitore di calcio, un maestro e psicologo anche con i giocatori. Ogni tanto gli fanno notare che vuole in squadra i giocatori che ha allenato. Vista la classifica direi che è un pregio. Si è cementato un buon rapporto anche con Petrachi, con noi da dicembre 2009. Il d.s. ha avuto ottime intuizioni come per D’Ambrosio, Basha, Rodriguez, e lo stesso Cerci, che tutti noi volevamo. Il futuro? Abbiamo una squadra intera, riserve comprese, di giovani under 22, le fondamenta sono state gettate». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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SERIE A LA GUIDA

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26 GIORNATA Classifica SQUADRE

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PARTITE G

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RETI P

F

S

JUVENTUS 55 25 17 4 4 50 17 NAPOLI 51 25 15 6 4 46 21 MILAN 44 25 13 5 7 44 31 LAZIO 44 25 13 5 7 35 29 INTER 43 25 13 4 8 40 33 FIORENTINA 42 25 12 6 7 45 30 CATANIA 39 25 11 6 8 32 30 ROMA 37 25 11 4 10 51 45 UDINESE 36 25 9 9 7 35 34 PARMA 32 25 8 8 9 31 33 TORINO (-1) 31 25 7 11 7 29 28 SAMPDORIA (-1) 29 25 8 6 11 31 30 CHIEVO 29 25 8 5 12 26 40 CAGLIARI 28 25 7 7 11 28 41 ATALANTA (-2) 27 25 8 5 12 22 35 BOLOGNA 26 25 7 5 13 33 35 GENOA 25 25 6 7 12 26 37 SIENA (-6) 21 25 7 6 12 27 34 PESCARA 21 25 6 3 16 20 51 PALERMO 19 25 3 10 12 22 39 ■ CHAMPIONS ■ PRELIMINARI CHAMPIONS ■ EUROPA LEAGUE ■ RETROCESSIONE La classifica tiene conto di quest’ordine preferenziale: 1) punti; 2) a parità di partite giocate, differenza reti; 3) gol segnati

MARCATORI 18 RETI Cavani (3) (Napoli) 15 RETI El Shaarawy (Milan) 14 RETI Di Natale (4) (Udinese) 11 RETI Jovetic (1) (Fiorentina); Lamela e Osvaldo (2) (Roma) 10 RETI Gilardino (Bologna); Sau (Cagliari); Klose (Lazio); Pazzini (3) (Milan) 9 RETI Denis (3) (Atalanta); Milito (3) (Inter); Hamsik (Napoli); Totti (1) (Roma) 8 RETI Cassano (Inter); Hernanes (1) (Lazio); Icardi (Sampdoria) 7 RETI Bergessio (Catania); Paloschi (2) (Chievo); Toni (Fiorentina); Borriello (1) (Genoa); Palacio (Inter); Quagliarella (Juventus); Belfodil (Parma); Bianchi (2) (Torino)

PALERMO (4-3-2-1) GENOA (3-5-1-1)

SAMPDORIA (3-5-2) CHIEVO (5-3-2)

ATALANTA (4-3-1-2) ROMA (3-4-2-1)

BOLOGNA (4-2-3-1) FIORENTINA (4-3-3)

CAGLIARI (4-3-1-2) TORINO (4-2-4)

DOMANI 20.45 ARBITRO Orsato (1-1)

DOMENICA 12.30 ARB. Abbattista (1-2)

DOMENICA ore 15 ARB. De Marco (0-2)

DOMENICA 15 ARBITRO Guida (0-1)

DOMENICA 15 ARBITRO Peruzzo (1-0)

54 SORRENTINO VON BERGEN ARONICA 89 25 3 8 DOSSENA MORGANELLA 5 20 28 RIOS KURTIC BARRETO 16 27 FABBRINI ILICIC 10 MICCOLI 22 91 BORRIELLO BERTOLACCI TOZSER ANTONELLI ROSSI 28 13 8 33 7 VARGAS KUCKA 21 90 5 MANFREDINI PORTANOVA GRANQVIST

22 ROMERO ROSSINI GASTALDELLO 35 28

DE SILVESTRI

JOKIC 13

PROSSIMO TURNO 27ª giornata Venerdì 1 marzo, ore 20.45 NAPOLI-JUVENTUS (0-2) Sabato 2 marzo, ore 20.45 MILAN-LAZIO (2-3) Domenica 3 marzo, ore 15 TORINO-PALERMO (ore 12.30) (0-0) BOLOGNA-CAGLIARI (0-1) CATANIA-INTER (0-2) FIORENTINA-CHIEVO (1-1) PESCARA-UDINESE (0-1) SAMPDORIA-PARMA (1-2) SIENA-ATALANTA (1-2) ROMA-GENOA (ore 20.45) (4-2)

COSTA 3

POLI 16 2 KRSTICIC ESTIGARRIBIA 25

SANSONE 12

ICARDI 98

77 THÈRÈAU

43 PALOSCHI

14 COFIE

16 L. RIGONI

51 ACERBI

FREY 1

5 GUANA

DAINELLI 2

FREY 3 21 ANDREOLLI

PUGGIONI 1

5 2 13 28 BRIVIO SCALONI STENDARDO CANINI 18 17 88 GIORGI BIONDINI CARMONA 10 BONAVENTURA 7 19 DENIS LIVAJA 9 48 OSVALDO 8 FLORENZI LAMELA BALZARETTI TOROSIDIS 42 15 4 35 PJANIC BRADLEY 3 29 MARQUINHOS BURDISSO

23 PIRIS

1 CURCI 11 5 MOTTA ANTONSSON 4 KRHIN

23

22 LJAJIC

8 JOVETIC

20 6 BORJA VALERO SISSOKO 23 15 PASQUAL SAVIC

33 KONE

14

14 15 8 ROSSETTINI ASTORI AVELAR 21 5 4 DESSENA NAINGGOLAN CONTI 7

PISANO

27 SAU 11 CUADRADO 10 AQUILANI

2 40 RODRIGUEZ TOMOVIC

COSSU

BIRSA 86

10 BARRETO 14 GAZZI MASIELLO 17 6 OGBONNA

VIVIANO 1

23 IBARBO

CERCI 9 11 BIANCHI 33 BRIGHI DARMIAN 25 36 GLIK

GILLET 1

PANCHINA 32 Berni, 1 Da Costa, 8 Mustafi, 13 Berardi, 4 Rodriguez, 7 Castellini, 15 Poulsen, 11 Munari, 5 Renan, 21 Soriano, 10 Maxi Lopez, 23 Eder. ALL. Limone (Rossi squalificato). BALLOT. Sansone-Eder 60-40%, Krsticic-Munari 70-30%, Estigarribia-Poulsen 70-30%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Romero, Poli, De Silvestri, Eder. IND. Palombo, Maresca, Gavazzi.

PANCHINA 16 Polito, 22 Contini, 3 Lucchini, 77 Raimondi, 8 Radovanovic, 44 Cazzola, 9 Troisi, 23 Brienza, 11 Moralez, 91 De Luca, 20 Budan, 99 Parra. ALL. Colantuono. BALLOTTAGGI Livaja-Moralez 60-40%, Carmona-Cazzola 55-45%. SQUALIFICATI Del Grosso (1). DIFFIDATI Cazzola, Cigarini, Consigli, De Luca, Moralez. INDISPONIBILI Capelli, Marilungo, Ferri, Cigarini, Bellini.

PANCHINA 25 Agliardi, 32 Stojanovic, 44 Naldo, 45 Carvalho, 8 Garics, 20 Abero, 17 Guarente, 30 Pazienza, 77 Pasquato, 19 Christodoulopoulos, 18 Gabbiadini, 9 Moscardelli. ALLENATORE Pioli. BALLOTTAGGI Motta-Garics 60-40%, Kone-Gabbiadini 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Antonsson, Garics, Kone, Motta, Taider. IND. Natali, Paponi, Sørensen.

PANCHINA 25 Avramov, 24 Perico, 29 Murru, 3 Ariaudo, 32 Casarini, 20 Ekdal, 22 Cabrera, 19 Thiago Ribeiro, 18 Nenè, 51 Pinilla. ALLENATORE Pulga-Lopez. BALLOTTAGGI Rossettini–Ariaudo 60-40%; Dessena–Ekdal 60-40%; Ibarbo–Pinilla 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Cossu, Nenè, Murru. INDISPONIBILI nessuno.

PANCHINA 33 Tzorvas, 32 Donnarumma, 3 Bovo, 4 Ferronetti, 87 Pisano, 24 Moretti, 27 Matuzalem, 17 Immobile, 19 Jorquera, 23 Said. ALL. Ballardini. BALLOTTAGGI Tozser-Matuzalem 70-30%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Granqvist, Jankovic, Matuzalem, Manfredini. INDISPONIBILI Cassani, Floro Flores, Jankovic, Olivera, Nadarevic.

PANCHINA 88 Ujkani, Provedel, 33 Papp, 17 Sampirisi, 26 Farkas, 12 Cesar, 7 Seymour, 56 Hetemaj, 25 Vacek, 10 Luciano, 31 Pellissier, 11 Samassa. ALLENATORE Corini. BALLOTTAGGI Guana-Hetemaj 55-45%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Guana, Dramé, Jokic, Cofie, Hetemaj. INDISPONIBILI Sardo, Stoian, Squizzi, Spyropoulos.

PANCHINA 24 Goicoechea, 1 Lobont, 27 Dodò, 46 Romagnoli, 47 Lucca, 7 Marquinho, 20 Perrotta, 77 Tachtsidis, 11 Taddei, 17 Lopez. ALLENATORE Andreazzoli. BALLOTTAGGI Balzaretti-Marquinho 60-40%. SQUALIFICATI Totti (1) e De Rossi (1). DIFFIDATI Bradley, Destro, Balzaretti, Osvaldo e Piris. INDISPONIBILI Destro e Castan.

PANCHINA 89 Neto, 12 Lupatelli, 4 Roncaglia, 5 Compper, 21 Migliaccio, 19 Llama, 92 Romulo, 27 Wolski, 30 Toni, 9 El Hamdaoui, 18 Larrondo. ALL. Montella. BALLOTTAGGI Sissoko–Migliaccio 60-40%. SQUALIFICATI Pizarro (1). DIFFIDATI Jovetic, Tomovic, Borja Valero, Savic, Cuadrado, Pasqual. INDISPONIBILI Mati Fernandez, Hegazi, Rossi, Camporese.

PANCHINA 35 Coppola, 3 D’Ambrosio, 5 Di Cesare, 2 Rodriguez, 15 Caceres, 4 Basha, 20 Vives, 18 Bakic, 29 Menga, 19 Stevanovic, 69 Meggiorini, 93 Diop. ALLENATORE Ventura. BALLOTTAGGI nessuno. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Cerci, Jonathas, Meggiorini e Rodriguez. INDISPONIBILI Jonathas, Santana.

JUVENTUS (3-5-2) SIENA (3-4-2-1)

PARMA (3-5-2) CATANIA (4-3-3)

INTER (4-3-1-2) MILAN (4-3-3)

UDINESE (3-5-1-1) NAPOLI (3-4-1-2)

LAZIO (4-5-1) PESCARA (4-2-3-1)

DOMENICA ore 15 ARBITRO Celi (2-1)

DOMENICA 15 ARB. Giacomelli (0-2)

DOMENICA 20.45 ARB. Mazzoleni (1-0)

LUNEDÌ ore 19 ARBITRO Damato (1-2)

LUNEDÌ 20.45 ARBITRO Romeo (3-0)

1 BUFFON 19

39

BONUCCI

MARRONE

1 PAVARINI

MARCHISIO POGBA 26 6 8 21 22 LICHTSTEINER PIRLO ASAMOAH 9 VUCINIC

31 CODA

4 CACERES

6 LUCARELLI

PAROLO MARCHIONNI 32 16 18 10 GOBBI BIABIANY VALDES 9 BELFODIL

12 GIOVINCO

10 77 EMEGHARA 27 ROSINA SESTU RUBIN BELMONTE 33 14 8 17 DELLA ROCCA VERGASSOLA 18 88 86 TERLIZZI FELIPE TEIXEIRA

29 PALETTA

7

11 AMAURI

19 9 CASTRO BERGESSIO 24 RICCHIUTI

10 LODI

12 3 MARCHESE SPOLLI

17 GOMEZ 13 IZCO

14 22 BELLUSCI ALVAREZ

ANDUJAR 21

1 HANDANOVIC 4

CHIVU 26

JUAN JESUS 40

ZANETTI

55 NAGATOMO

21 17 19 GARGANO KUZMANOVIC CAMBIASSO 14 GUARIN 8 99 PALACIO CASSANO 92 45 EL SHAARAWY BALOTELLI 10 18 BOATENG MONTOLIVO 21 76 CONSTANT YEPES

25 PADELLI 17 BENATIA

PEREYRA 37 3

8 BASTA

5 2 MEXES DE SCIGLIO

ABBIATI 32

24 MURIEL

ALLAN

11 DOMIZZI BADU 7 26 PASQUALE

18 ZUNIGA

22 MARCHETTI 29 KONKO

24 INSIGNE 17 HAMSIK 88 85 11 INLER BEHRAMI MAGGIO

5 28 14 BRITOS CANNAVARO CAMPAGNARO DE SANCTIS 1

20 BIAVA

3 DIAS

26 RADU

HERNANES GONZALEZ 24 15 8 19 LEDESMA LULIC CANDREVA 87

10 DI NATALE

7 CAVANI

19 NIANG 4 MUNTARI

5 DANILO

99 CAPRARI

99 FLOCCARI 60 CARAGLIO 8 BJARNASON

10 CELIK

4 18 CASCIONE RIZZO 6 23 28 14 ZAURI COSIC BIANCHI ARCE BALZANO PERIN 77

PANCHINA 30 Storari, 34 Rubinho, 15 Barzagli, 3 Chiellini, 13 Peluso, 20 Padoin, 24 Giaccherini, 23 Vidal, 32 Matri, 33 Isla, 27 Quagliarella, 18 Anelka. ALL. Conte. BALLOT. Giovinco-Quagliarella 80-20%, Vucinic-Quagliarella 55-45%. DIFFIDATI Chiellini, Barzagli, De Ceglie, Vidal, Pirlo e Matri. SQUALIFICATI nessuno. IND. De Ceglie, Pepe, Bendtner.

PANCHINA 91 Bajza, 44 De Angelis, 2 Ampuero, 28 Benalouane, 5 Mesbah, 4 Morrone, 77 Ninis, 14 Strasser, 87 Rosi, 17 Palladino, 21 Sansone. ALL. Donadoni. BALLOTTAGGI Amauri-Rosi 55-45%, Gobbi-Mesbah 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Galloppa, Coda, Sansone. INDISPONIBILI Galloppa, Mariga, Santacroce.

PANCHINA 27 Belec, 30 Carrizo, 6 Silvestre, 33 Mbaye, 42 Jonathan, 5 Stankovic, 10 Kovacic, 24 Benassi, 11 Alvarez, 18 Rocchi. ALLENATORE Stramaccioni. SQUALIFICATI Pereira (1). DIFFIDATI Cambiasso, Handanovic, Palacio e Ranocchia. INDISPONIBILI Milito, Mudingayi, Samuel, Obi, Castellazzi, Ranocchia (da valutare).

PANCHINA 93 Pawlowski, 51 Scuffet, 75 Heurtaux, 6 Faraoni, 34 Gabriel Silva, 15 Rodriguez, 22 Campos Toro, 52 Merkel, 94 Zielinski, 77 Maicosuel, 13 Ranègie. ALL. Guidolin. BALLOTTAGGI Badu-Merkel 60-40%, Pasquale-Gabriel Silva 60-40%, Muriel-Maicosuel 60-40%. SQUALIFICATI Angella (1). DIFFIDATI Domizzi, Pinzi, Allan, Maicosuel, Di Natale. INDISPONIBILI Brkic, Pinzi), Lazzari.

PANCHINA 1 Bizzarri, 95 Strakosha, 27 Cana, 17 Pereirinha, 38 Cataldi, 23 Onazi, 7 Ederson, 18 Kozak, 28 Saha, 50 Lombardi. ALLENATORE Petkovic. BALLOTTAGGI Floccari-Kozak 70-30 %. SQUALIFICATI Ciani (1). DIFFIDATI Hernanes, Konko, Lulic INDISPONIBILI Brocchi, Klose, Mauri, Stankevicius.

PANCHINA 12 Farelli, 87 Grillo, 3 Uvini, 24 Paci, 36 Bolzoni, 7 Valiani, 16 Verre, 70 Mannini, 23 Agra, 9 Paolucci, 81 Bogdani. ALLENATORE Iachini. BALLOTTAGGI Belmonte-Valiani 60-40%. SQUALIFICATI Vitiello (10/05/2013), Terzi (10/03/2013). DIFFIDATI Rosina, Pegolo, Sestu, Rubin, Bogdani. INDISPONIBILI Angelo.

PANCHINA 1 Frison, 31 Terracciano, 2 Potenza, 6 Legrottaglie, 5 Rolin, 18 Augustyn, 30 Salifu, 26 Keko, 35 Doukara. ALLENATORE Maran. BALLOTTAGGI Bellusci-Legrottaglie 60-40%, Ricchiuti-Salifu 60-40%. SQUALIFICATI Biagianti (1). DIFFIDATI Bellusci, Barrientos. INDISPONIBILI Barrientos e Almiron, Capuano, Cani, Sciacca.

PANCHINA 1 Amelia, 59 Gabriel, 17 Zapata, 20 Abate, 77 Antonini, 81 Zaccardo, 23 Ambrosini, 12 Traoré, 7 Robinho, 22 Bojan, 11 Pazzini. ALLENATORE Allegri. BALLOTTAGGI Yepes-Zapata 70-30%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Mexes, Zaccardo, De Jong, El Shaarawy. INDISPONIBILI Bonera, Nocerino, De Jong, Flamini.

PANCHINA 22 Rosati, 6 Rolando, 55 Gamberini, 16 Mesto, 4 Donadel, 20 Dzemaili, 27 Armero, 13 El Kaddouri, 29 Pandev, 9 Calaiò. ALLENATORE Mazzarri BALLOTTAGGI Britos-Gamberini 55-45%, Insigne-Pandev 55-45%. SQUALIFICATI Colombo (1). DIFFIDATI Pandev, De Sanctis, Calaiò, Gamberini. INDISPONIBILI nessuno.

PANCHINA 32 Pelizzoli, 5 Capuano, Bocchetti, 11 Modesto, 7 Sculli, 9 Abbruscato, 22 Vukusic. ALLENATORE Bergodi. BALLOTTAGGI Cosic-Bocchetti 60-40%, Caraglio-Abbruscato 60-40%. SQUALIFICATI Blasi, Weiss, Zanon. DIFFIDATI Quintero e Celik. INDISPONIBILI D’Agostino, Sforzini, Togni, Quintero.

Sembra Vieri, ama Ibra Petagna lancia il Milan I RISULTATI DEI QUARTI GRUPPO 1 MILAN-SPEZIA 3-0 Petagna al 12’, Ganz al 13’, Petagna al 45’ p.t. PARMA-JUVE STABIA 3-1 Arteaga (P) su rigore al 35’, Sall (P) al 45’ p.t.; Sorriso (JS) al 15’, Lauricella (P) al 27’ s.t. GRUPPO 2 TORINO-ANDERLECHT 3-4 (dopo i rigori, 0-0 al 120’) GENOA-SIENA 1-3 Jara Martinez (G) al 18’ p.t.; Canotto (S) al 33’ e al 42’, Rosseti (S) al 49’ s.t. DOMANI LE SEMIFINALI Entrambe in diretta su RaiSport 2 Ore 16, a Viareggio MILAN-PARMA Ore 18, a San Giuliano Terme SIENA-ANDERLECHT

PEREZ

6

IL TABELLONE

TORNEO DI VIAREGGIO IL SIENA ELIMINATO DALL’ANDERLECHT

la guida

21 3 CHERUBIN MORLEO 15

TAIDER 10 GILARDINO

DIAMANTI

STEKELENBURG 24

1 AGAZZI

PANCHINA 99 Benussi, 30 Brichetto, 6 Munoz, 29 Garcia, 22 Nelson, 18 Faurlin, 14 Anselmo, 23 Donati, 33 Formica, 19 Sperduti, 9 Dybala 17 Boselli. ALL. Malesani. BALLOTTAGGI Morganella-Nelson 60-40%, Kurtic-Faurlin 60-40%, Ilicic-Formica 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Hernandez, Mantovani.

PEGOLO 25

Edinson Cavani, 26 anni LAPRESSE

OBIANG 14

19

47 CONSIGLI

DAL NOSTRO INVIATO

VINCENZO D’ANGELO VIAREGGIO (Lucca)

Il Milan c’è. E lo ricorda a tutti con un rotondo 3-0 allo Spezia, giustiziere dell’Inter negli ottavi. Dopo l’ecatombe delle grandi favorite di martedì, la squadra di Aldo Dolcetti s’è presa sulle spalle il ruolo di favorita senza batter ciglio e senza farsi venire il «braccino». Tre gol nel primo tempo per archiviare subito la pratica e far rifiatare qualche stella in vista della semifinale di domani, quando a Viareggio affronterà

il Parma, che ha steso 3-1 la Juve Stabia, col Milan che riavrà a disposizione bomber Cerri dopo gli impegni con l’Under 17. Super Petagna Milan-Spezia è

durata appena 13’, il tempo di Andrea Petagna vedere un’occasione, l’unica, dei liguri in apertura di gara e di assistere al micidiale uno-due rossonero, con i gol di Petagna e Ganz al 12’ e 13’. E questa è l’altra grande notizia per il Milan: s’è sbloccato Andrea Petagna (autore anche del 3-0 finale), centravanti classe ’95, potente e mancino, che ricorda un po’ un giovanissimo Bobo Vieri. Adriano Galliani ha già dato la sua investitura: lui e Cristante saranno in ritiro con la prima squadra il prossimo anno. «Le parole di Galliani mi riempiono di orgoglio — dice Petagna — e ora voglio ripagare la fiducia della società por-

tando a casa un trofeo. Non ci spaventa il ruolo di favorita, vogliamo vincere». Sfrontato e senza paura, proprio come il suo mito Ibrahimovic: «Non ho mai avuto la fortuna di allenarmi con lui, ma lo guardavo attentamente, cercando di rubargli qualcosa. Ibra è il mio idolo, il numero uno in questo ruolo». Nonostante la stazza, Petagna ama dialogare palla a terra: «Mi piace entrare nel vivo del gioco, propormi e dialogare con i compagni. Oggi abbiamo dimostrato di essere competitivi, anche per lo scudetto». Intanto dall’altra parte del tabellone Canotto e Rosseti hanno trascinato il Siena alla semifinale con l’Anderlecht: dopo la Lazio, la squadra belga ha superato anche il Torino ai rigori. Ma non è solo questione di fortuna, l’Anderlecht è squadra vera. © RIPRODUZIONE RISERVATA

GDS


VENERDÌ 22 FEBBRAIO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

17

MAGIC +3 CHAMPIONS

Müller, la qualità ora si paga... Dopo lo show con l’Arsenal il talento tedesco è diventato il più caro del Bayern dopo Gomez Centrocampo di fenomeni Con il

MARCO GUIDI

Non ha i piedi raffinati di Leo Messi o i muscoli scolpiti di Cristiano Ronaldo. E nemmeno la grinta di Rooney o i tatuaggi di Ibrahimovic. Thomas Müller è l'antieroe per eccellenza, con il suo fisichino alla Olivia di Braccio di Ferro. Ma quando il gioco si fa duro, ecco che lui spunta fuori puntualmente (ricordate chi segnò nella scorsa finale di Monaco di Baviera?). Gol e assist contro l'Arsenal, nell’andata degli ottavi di finale di Champions League. E, tanto per non farsi mancar niente, pure un’ammonizione. Giusto per confermare il dato del Bayern Monaco: è la squadra più cattiva tra quelle rimaste in corsa (meno 10 Magic punti per colpa dei cartellini in 7 gare).

PORTIERI Gr. Squ. A (POR) A (POR) A (PSG) A (PSG) B (ARS) B (ARS) B (ARS) B (SCH) B (SCH) C (MAL) C (MAL) C (MIL) C (MIL) D (BORD) D (BORD) D (REA) D (REA) D (REA) E (JUV) E (JUV) E (SHAD) E (SHAD) F (BAY) F (BAY) F (VAL) F (VAL) G (BAR) G (BAR) G (CEL) G (CEL) H (GAL) H (GAL) H (MUTD) H (MUTD)

Cod. 123 155 114 140 116 143 149 124 145 107 126 101 103 148 157 102 109 152 106 142 137 154 133 141 113 120 135 147 118 156 132 153 112 130

Nome Costo Punti HELTON 15 6 FABIANO 1 DOUCHEZ 2 SIRIGU 19 5,5 FABIANSKI 2 SZCZESNY 10 2 MANNONE 4 HILDEBRAND 7 5 UNNERSTALL 7 CABALLERO WILLY 11 5,5 KAMENI 4 ABBIATI 15 6 AMELIA 3 WEIDENFELLER 14 3 LANGERAK 1 ADAN 1 CASILLAS 12 DIEGO LOPEZ 6 5,5 BUFFON 19 6,5 STORARI 1 PYATOV 8 4 KANIBOLOTSKIY 1 NEUER 18 5 STARKE 1 DIEGO ALVES 10 GUAITA 7 3 PINTO J. 1 VICTOR VALDES 16 3,5 FORSTER 10 2,5 ZALUSKA 1 MUSLERA 15 4,5 ERCETIN 1 DE GEA 17 6 LINDEGAARD 3 -

DIFENSORI Gr. Squ. A (POR) A (POR) A (POR) A (POR) A (POR) A (POR) A (PSG) A (PSG) A (PSG) A (PSG) A (PSG) A (PSG) A (PSG) A (PSG) A (PSG) B (ARS) B (ARS) B (ARS) B (ARS) B (ARS) B (ARS) B (ARS) B (ARS) B (SCH) B (SCH) B (SCH) B (SCH) B (SCH) B (SCH) B (SCH) C (MAL) C (MAL) C (MAL) C (MAL) C (MAL) C (MAL) C (MAL) C (MIL) C (MIL) C (MIL) C (MIL) C (MIL) C (MIL) C (MIL) D (BORD) D (BORD) D (BORD) D (BORD) D (BORD) D (BORD) D (BORD)

Cod. 206 213 250 311 313 341 205 211 235 282 321 368 384 389 406 207 270 284 296 323 367 377 392 268 274 318 325 343 387 415 257 285 340 399 408 409 410 201 208 227 255 326 402 404 276 292 342 351 369 370 380

Nome ALEX SANDRO BA ABDOULAYE DANILO MAICON P. MANGALA OTAMENDI ALEX ARMAND CAMARA Z. JALLET MAXWELL SAKHO THIAGO SILVA VAN DER WIEL TIENE ANDRE SANTOS GIBBS JENKINSON KOSCIELNY MERTESACKER SAGNA SQUILLACI VERMAELEN FUCHS HOWEDES MATIP METZELDER PAPADOPOULOS UCHIDA KOLASINAC DEMICHELIS JESUS GAMEZ ONYEWU WELIGTON ANTUNES LUGANO SERGIO SANCHEZ ABATE ANTONINI BONERA DE SCIGLIO MEXES YEPES ZAPATA HUMMELS KIRCH OWOMOYELA PISZCZEK SANTANA SCHMELZER SUBOTIC

Costo Punti 9 8 1 10 6,5 4 4 6,5 10 6,5 11 6,5 3 2 6 6,5 9 6 4 6,5 18 7 3 4 5 5 4 5 6 5,5 7 5 2 12 4,5 9 11 6 6 5,5 5 8 6 2 5,5 6 6,5 6 3 5 6,5 5 7 7 6 6,5 7 7 3 6 5 7 6,5 5 6 7 11 9,5 3 2 9 6 5 5 11 6,5 8 -

10,5 dell’Emirates Stadium, Müller ha alzato la sua Magic media a 8,07 punti a partita, frutto soprattutto delle 4 segnature messe a referto sinora (in mediana solo Oscar del Chelsea e Alan del Braga lo superano con 5). Tra i centrocampisti ancora presenti nella lista, solo Eliseu del Malaga ha fatto meglio (8,08, ma con una gara in meno). In compenso ha scavalcato nel prezzo sia Robben che Ribery, divenendo il giocatore più caro del Bayern (23 milioni) dopo l’attaccante Gomez. Ma è un po' tutta la mediana bavarese a

Con i 10,5 punti dell’Emirates ha alzato la sua Magic media a 8,07 per partita

stupire: Kroos viaggia a 7,86 di media, Schweinsteiger a 7,21, Ribery a 6,79. Numeri da urlo, per la squadra che forse più di tutti ha impressionato nell’andata degli ottavi.

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210 236 242 315 347 360 371 391 405 217 229 232 238 254 301 411 239 298 357 359 372 378 413 414 214 224 245 252 299 356 388 216 240 286 317 358 361 393 203 249 288 316 333 350 353 416 417 281 308 319 334 400 418 419 262 271 290 336 366 412 264 265 266 287 355 376 395 407

ARBELOA CARVALHO COENTRAO MARCELO PEPE RAUL ALBIOL SERGIO RAMOS VARANE NACHO BARZAGLI BONUCCI CACERES CHIELLINI DE CEGLIE LICHTSTEINER PELUSO CHYGRYNSKIY KUCHER RAKITSKIY RAT SHEVCHUK SRNA ISHCHENKO KRYVTSOV BADSTUBER BOATENG J. CONTENTO DANTE LAHM RAFINHA VAN BUYTEN BARRAGAN CISSOKHO JOAO PEREIRA MATHIEU RAMI RICARDO COSTA VICTOR RUIZ ADRIANO DANI ALVES JORDI ALBA MASCHERANO MONTOYA PIQUE PUYOL BARTRA ABIDAL IZAGUIRRE LUSTIG MATTHEWS MULGREW WILSON AMBROSE ROGNE EBOUE HAKAN BALTA SEMIH KAYA DANY NOUNKEU SABRI SARIOGLU ZAN EVANS EVRA FERDINAND JONES P. RAFAEL SMALLING VIDIC BUTTNER

5 5 11 11 13 4 10 5 2 12 12 5 12 3 12 7 3 4 7 8 2 15 3 2 7 9 4 5 15 4 4 1 10 7 3 12 6 5 6 13 11 9 3 13 10 2 4 7 7 6 6 6 4 1 7 3 3 1 4 2 7 10 9 6 7 5 8 3

6 6,5 6 6,5 7 6,5 7 6 8,5 5 6 6 10 5,5 7,5 6,5 6,5 10,5 5,5 5 4,5 5 6 5 6 6 5 6 5 6 5,5 5,5 6 7 6 6,5 7 5,5 -

CENTROCAMPISTI Gr. Squ. A (POR) A (POR) A (POR) A (POR) A (POR) A (POR) A (PSG) A (PSG) A (PSG) A (PSG) A (PSG) A (PSG) A (PSG) A (PSG) B (ARS) B (ARS) B (ARS) B (ARS) B (ARS) B (ARS) B (ARS)

Cod. 538 552 571 603 630 741 540 638 642 662 702 707 732 733 514 539 555 658 677 685 711

Nome Costo Punti CASTRO 2 DEFOUR 8 FERNANDO 8 7 JOAO MOUTINHO 18 10,5 LUCHO GONZALEZ 15 7 IZMAILOV 9 7 CHANTOME 6 6,5 MATUIDI 10 6,5 MENEZ 15 PASTORE 19 10,5 THIAGO MOTTA 5 VERRATTI 9 6 BECKHAM 10 LUCAS MOURA 19 8 ARTETA 8 5 CAZORLA 12 5,5 DIABY 8 OXLADE-CHAMBERLAIN 9 RAMSEY 11 5,5 ROSICKY 8 5,5 WALCOTT 12 5

Aggiornamenti e iscrizioni su Gazzetta.it

Che capitano Se davanti si alternano con buon tempismo Mandzukic, Gomez e Pizarro e in porta Neuer non sta brillando ma resta una sicurezza, in difesa il vero affare si conferma il capitano Philipp Lahm. Costa 15 Magic milioni, ma nessun difensore è in grado di confezionare assist come il terzino tedesco. L'ultimo ha mandato in gol Mandzukic proprio contro l'Arsenal. Con una Magic media di 7,08, Lahm è secondo nel suo ruolo dietro a Thiago Silva (7,25). Nella classifica degli assist-man, invece, è primo con Ibrahimovic ed Eriksen a quota 4. Niente male per un difensore... © RIPRODUZIONE RISERVATA

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IL TORNEO

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728 504 519 559 591 606 647 653 740 535 561 599 604 672 704 725 735 511 526 544 549 573 646 654 745 746 522 525 583 584 587 615 626 678 743 744 554 565 611 616 645 659 715 731 515 579 600 632 634 660 665 668 671 708 502 558 570 593 596 699 739 506 602 621 631 649 679 681 691 693 705 508 518 568 585 661 703 709 730 532 566 598 605 698 701 716 742 530 543 614 625 712 510 563

WILSHERE AFELLAY BARNETTA DRAXLER HOGER JONES J. MORITZ NEUSTADTER BASTOS CAMACHO ELISEU ISCO JOAQUIN PORTILLO TOULALAN ITURRA DUDA AMBROSINI BOATENG K. CONSTANT DE JONG N. FLAMINI MONTOLIVO NOCERINO MUNTARI TRAORE BENDER BLASZCZYKOWSKI GOTZE GROSSKREUTZ GUNDOGAN KEHL LEITNER REUS SAHIN BITTENCOURT DI MARIA ESSIEN KAKA' KHEDIRA MODRIC OZIL XABI ALONSO CASEMIRO ASAMOAH GIACCHERINI ISLA MARCHISIO MARRONE PADOIN PEPE S. PIRLO POGBA VIDAL ALEX TEIXEIRA DOUGLAS COSTA FERNANDINHO HUBSCHMAN ILSINHO STEPANENKO TAISON ALABA JAVI MARTINEZ KROOS LUIZ GUSTAVO MULLER RIBERY ROBBEN SCHWEINSTEIGER SHAQIRI TYMOSHCHUK ALBELDA BANEGA FEGHOULI GUARDADO PAREJO TINO COSTA VIERA CANALES BUSQUETS FABREGAS INIESTA JONATHAN SONG THIAGO ALCANTARA XAVI DEULOFEU BROWN S. COMMONS KAYAL LEDLEY WANYAMA ALTINTOP EMRE COLAK

10 10 7 13 2 9 2 8 16 9 16 15 10 3 6 4 5 7 15 4 6 3 10 8 7 3 5 11 17 11 7 7 3 22 12 2 17 6 11 11 15 19 12 3 11 3 8 17 2 2 4 18 3 19 12 15 13 4 6 5 15 13 9 18 6 23 22 21 19 12 4 4 8 18 12 4 14 3 10 9 17 20 2 7 5 17 3 7 11 4 8 10 10 9

7 6 5,5 9 6,5 6,5 5,5 5 4,5 5 6 4,5 7,5 10,5 7 7,5 10,5 6 6 6 6,5 5,5 8 6,5 6,5 7 7 11 5,5 6 6 6 6 10 5,5 6 6 6 6,5 9,5 6 10,5 5,5 6 6 6 6 5 6 7 6,5 5 4,5 6 5,5 6 6,5 5,5 7 6 -

Mercoledì sera è terminata l’andata degli ottavi di finale di Champions League, la massima rassegna continentale per i club. Un appuntamento imperdibile anche per i fantallenatori della Magic Champions. Se avete già una squadra che partecipa, potrete aggiornarla con le ultime novità del mercato. Se invece dovete iscrivervi, andate su gazzetta.it/magicpiu3champions oppure chiamate da un telefono fisso l’89.40.20. Le regole sono consultabili nell’Area Magic del nostro sito www.gazzetta.it.

Thomas Müller, 23 anni, centrocampista offensivo del Bayern AFP

GLI ALTRI TOP DEGLI OTTAVI 1

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569 597 680 724 736 737 738 513 537 542 580 610 651 689 706 718 734

FELIPE MELO INAN RIERA AMRABAT SNEIJDER KURTULUS YLMAZ A. ANDERSON CARRICK CLEVERLEY GIGGS KAGAWA NANI SCHOLES VALENCIA YOUNG POWELL

6 5 7 7 16 2 4 7 9 9 10 12 10 6 9 9 5

6 5 5 5,5 5 6,5 6,5 6,5 4,5 -

ATTACCANTI

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1 Il gol di Burak Yilmaz in Galatasaray-Schalke 1-1 REUTERS 2 La rete di Moutinho dopo il gol decisivo in Porto-Malaga 1-0 AFP 3 Javier Pastore, a segno in Valencia-Psg 1-2 AFP 4 Alessandro Matri protagonista in Celtic-Juve 0-3 LAPRESSE 5 Il gol di Ronaldo in Real Madrid-Manchester United 1-1 AP

Gr. Squ. A (POR) A (POR) A (POR) A (POR) A (POR) A (POR) A (PSG) A (PSG) A (PSG) B (ARS) B (ARS) B (ARS) B (ARS) B (ARS) B (SCH) B (SCH) B (SCH) B (SCH) B (SCH) B (SCH) C (MAL) C (MAL) C (MAL) C (MAL) C (MAL) C (MAL) C (MIL) C (MIL) C (MIL) C (MIL) C (MIL) D (BORD) D (BORD) D (REA) D (REA) D (REA) D (REA) D (REA) E (JUV) E (JUV) E (JUV) E (JUV) E (JUV) E (SHAD) E (SHAD) E (SHAD) E (SHAD) F (BAY) F (BAY) F (BAY) F (BAY) F (VAL) F (VAL) F (VAL) F (VAL) G (BAR) G (BAR) G (BAR) G (BAR) G (BAR) G (CEL) G (CEL) G (CEL) G (CEL) G (CEL) G (CEL) H (GAL) H (GAL) H (GAL) H (GAL) H (MUTD) H (MUTD) H (MUTD) H (MUTD)

Cod. 805 853 893 920 937 938 837 851 861 804 838 840 887 940 834 850 867 877 888 936 835 856 879 903 904 933 813 831 883 890 941 862 905 811 818 846 894 932 839 869 889 923 934 825 830 865 874 836 841 866 886 855 885 908 918 871 884 902 913 922 848 900 910 924 929 939 817 832 928 935 844 895 919 925

Nome Costo Punti ATSU 14 6,5 JACKSON MARTINEZ 21 7 RODRIGUEZ 17 6,5 VARELA 16 6,5 SEBA' 3 LIEDSON 11 GAMEIRO 7 IBRAHIMOVIC 33 4 LAVEZZI 25 10 ARSHAVIN 12 GERVINHO 20 GIROUD 21 5 PODOLSKI 25 8,5 AFOBE 2 FARFAN 16 7 HUNTELAAR 27 5 MARICA 10 OBASI 11 PUKKI 11 6 EDU 6 SEBA FERNANDEZ 11 JULIO BAPTISTA 6 5 OLINGA 7 SANTA CRUZ 14 5 SAVIOLA 12 PIAZON 6 5 BOJAN 14 EL SHAARAWY 19 8,5 PAZZINI 20 7,5 ROBINHO 16 NIANG 16 7 LEWANDOWSKI 33 10 SCHIEBER 14 BENZEMA 28 5 CALLEJON 17 HIGUAIN 19 5,5 RONALDO 42 10 MORATA 3 GIOVINCO 21 MATRI 18 10 QUAGLIARELLA 17 VUCINIC 23 9,5 ANELKA 17 DEVIC 11 EDUARDO 12 LUIZ ADRIANO 20 6 MKHITARYAN 21 6 FRIESENBICHLER 1 GOMEZ 28 MANDZUKIC 15 9 PIZARRO 11 JONAS 22 5 PIATTI 12 SOLDADO 26 5,5 VALDEZ 16 5,5 MESSI 43 5 PEDRO 15 5 SANCHEZ 18 5 TELLO 12 VILLA 17 HOOPER 15 5 SAMARAS 20 STOKES 6 WATT 13 5,5 MIKU FEDOR 10 FORREST 7 5,5 BULUT 14 ELMANDER 14 YILMAZ B. 24 9,5 DROGBA 25 6 HERNANDEZ 22 ROONEY 28 7,5 VAN PERSIE 31 6 WELBECK 20 10,5


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 22 FEBBRAIO 2013


VENERDÌ 22 FEBBRAIO 2013

di FRANCO ARTURI

andido Day. Ci è venuto spontaneo chiamarlo C così quando lo abbiamo varato. La prima edizione, il 22 febbraio del 2010, ha avuto il senso di una celebrazione del grande giornalista che ha diretto per 19 anni la Gazzetta dello Sport nel primo anniversario della scomparsa. Del professionista di straordinario livello, ma anche dell’uomo buono e generoso, impegnato in mille cause di solidarietà e sostegno all’umanità che vive purtroppo ai margini di una società ingiusta. E fu un’incredibile adunata di campioni dello sport, dirigenti, imprenditori, uomini politici.

EuroLeague

na fa, hanno flagellato una parte della Russia. Dopo la stratosferica vittoria del Milan sul Barcellona e, soprattutto, dopo la sconfortante sconfitta dell’Inter domenica scorsa a Firenze, la gente era abbastanza convinta che il risultato della prossima stracittadina fosse scritto. Nella testa dei tifosi, dell’una e dell’altra sponda, il successo del Milan non veniva nemmeno quotato, tanto era sicuro. Poi è arrivato Guarin, appunto, che con la medesima forza di cui solo la natura è capace ha ristabilito la verità: il derby non è per nulla deciso, l’Inter è viva come dice la vittoriosa campagna di Romania contro il Cluj, e non è detto che con un Balotelli in più il valore di squadra (e di gioco) del Milan sia destinato ad aumentare rispetto alla notte di Champions. Il successo in Europa consegna un’Inter un po’

Il saluto tra Fredy Guarin e Andrea Stramaccioni

Dagli anni successivi la manifestazione ha assunto anche un altro significato: quello di raccontare ciò che la Fondazione intitolata a Candido Cannavò e sostenuta da RcsMediagroup, dai giornalisti della Rosea e dalla famiglia del nostro ex direttore, ha realizzato nell’anno precedente e che cosa si propone di fare in quello che viviamo. Nei nostri limiti e in nome del campione di giornalismo e umanità che ricordiamo, riepilogheremo questa mattina (l’appuntamento è nella Sala Buzzati della nostra sede di via Solferino 28) che abbiamo portato a ter-

laPuntura

SUPER GUARIN HA RIACCESO L’INTER SORRISO LAZIO, NAPOLI MESTO ADDIO redy Guarin, dalla Colombia con furore, F piomba sul derby di San Siro con la stessa imprevedibilità dei meteoriti che, una settima-

più tonica e fresca rispetto alla brutta figura di Firenze. Direte: ci voleva poco... E, difatti, accettando la prevedibile osservazione, mettiamola così: aspettiamo la prestazione nel derby e analizziamola, e poi emetteremo il giudizio definitivo sulla squadra di Stramaccioni. Contro il Cluj, dopo il 2-0 dell’andata, il più era fatto. Inoltre i romeni, anche se provenienti dai gironi di Champions League, non sono nell’élite del calcio europeo. Dunque, archiviato con soddisfazione il passaggio del turno e in attesa del suggestivo doppio confronto con il Tottenham di Villas-Boas negli ottavi, all’Inter resta una sola possibilità: utilizzare il derby per convincere tutti di poter fare ancora la voce grossa in campionato. Il terzo posto, su cui adesso sono seduti il Milan e la Lazio, non è un miraggio: è soltanto a un punto di distanza, mica un’enormità. Tutto sta a vedere se i limiti di tenuta atletica, denunciati a Firenze e figli dei troppi impegni ravvicinati, possono essere superati oppure rimarranno una zavorra fino al termine della stagione. L’altalena sulla quale si trova l’Inter è la stessa della Lazio: reduce dalle frustate di Siena, lunedì, ecco la riscossa contro il Borussia Moenchengladbach. Candreva e Gonzalez regalano la qualificazione (prossimo avversario lo Stoccarda) e qualche sorriso a Petkovic. Va detto che, finora, il cammino della Lazio è sicuramente più positivo di quello dell’Inter nonostante, in campionato, ci sia un solo punto di distacco tra le due: dalle Aquile non ci si aspettava che potessero volare tanto in alto e tanto a lungo; dai nerazzurri, invece, si pretendeva (e si pretende) ben altro spettacolo, data la rosa e dati gli investimenti. Così come si chiedeva di più al Napoli, eliminato dal Viktoria Plzen dopo la sciagurata sconfitta in casa all’andata e la papera di De Sanctis al ritorno. E alla fine il Napoli che abbandona mestamente il palcoscenico d’Europa è davvero un pezzo di meteorite che tramortisce l’Italia del pallone. Tanto inatteso quanto doloroso. © RIPRODUZIONE RISERVATA

di ROBERO PELUCCHI

f Berlusconi ha detto che Balotelli è un genio. Deve aver fatto anche lui un master a Chicago.

laVignetta di VALERIO MARINI

TwitTwit

IL CINGUETTIO DEL GIORNO

SERGIO PARISSE Capitano della nazionale di rugby

Non ho parole per ringraziare tutti voi, che credete in me, e che sapete che non mi permetterei mai di insultare un arbitro! @sergioparisse

MAX BIAGGI Campione del mondo Superbike

laChiave

ALLEGRI E LA BANDA VERDE DEL MILAN LA REGIA DI GALLIANI DIETRO L’ASCESA di CARLO LAUDISA

applauso di Adriano Galliani a Max Allegri L’ ha un sapore forte, carico di sincerità. E ha come retrogusto il loro feeling, l’architrave dell’ascesa milanista. La grande notte con il Barcellona ha restituito al Milan un’immagine europea degna degli anni più belli. E il manager rossonero in 27 anni (tra 4 giorni) ha vissuto il calcio sempre sulla cresta dell’onda: con al fianco i giocatori e i tecnici migliori. Ma la scorsa estate le maree della crisi economica hanno gettato giù il Milan, obbligandolo ad un gelido bagno d’umiltà. Via Thiago Silva e Ibra, via i senatori con l’anonima campagna acquisti d’agosto a immalinconire la tifoseria. La partenza frenata pone sul banco degli imputati l’allenatore livornese. E il fuoco amico di Silvio Berlusconi propone lo spauracchio Guardiola, demiurgo del bel calcio catalano. Ma gli scossoni non fermano il progetto appena nato. Anzi, in via Turati si rafforza un’alleanza. Giorno dopo giorno Adriano Galliani accompagna l’allenatore quasi per mano. Il confronto dialettico è intenso, sempre costruttivo. E i messaggi all’esterno sono sempre rasserenanti. Una simbiosi salutare anche per i giocatori, messi al riparo dagli alti e bassi dell’ambiente. Si coglie così il ruolo centrale dell’a.d. milanista. Nell’ora più delicata della sua esperienza milanista non ha mai perso la tranquillità, rimboccando-

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IN RICORDO DEL NOSTRO CANNAVÒ APPUNTAMENTO CON CANDIDO-DAY

l’Evento

di ANDREA SCHIANCHI

LA GAZZETTA DELLO SPORT

si le maniche senza paura. E con perspicacia. Già due estati fa lanciò l’allarme: «Basta coi ristoranti di lusso, il calcio italiano ora è come una trattoria». Con il senno di poi, quella tempestiva presa di coscienza ha aiutato il Milan a voltare pagina con coraggio e coerenza. Certo, la giovane banda del conte Max ancora non ha raggiunto alcun traguardo, ma di sicuro è in crescita sul piano tecnico-tattico. E con una consapevolezza sinonimo di personalità. L’affermazione di El Shaarawy, Niang e De Sciglio, la valorizzazione di Constant e Zapata vanno di pari passo con la conferma al top di Montolivo. E nel mazzo c’è anche la ripresa di Muntari, arrivato a parametro zero un anno fa dall’Inter. Tante perle, nel mezzo la gemma-Balotelli. L’investimento invernale per SuperMario è il colpo per eccellenza, il puntello tecnico saliente del nuovo corso. Segno che la linea verde è solo all’inizio: con Saponara e Salamon in rampa di lancio. Così le fortune di Allegri sono strettamente legate all’eterna giovinezza del suo compagno di viaggio. Cambiano gli interpreti, ma il dirigente brianzolo conserva entusiasmo e lucidità per indicare al meglio la rotta. La famiglia Berlusconi immagina nuovi traguardi e non può che affidarli a questo dirigente a 360˚: abilissimo sul mercato, sempre attento ai conti e alle potenzialità del business. Non l’ha spaventato la dieta estiva, ora lo stuzzica l’idea di completare il mosaico. Sempre con Allegri al fianco. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Domani 1 giorno di "scuola" Sono motivato. Imperativo partire con il piede giusto. Buone impressioni @maxbiaggi

DANILO GALLINARI Cestista Nba con i Denver

Che spettacolo...che curva..che tifosi.. grande milan @gallinari8888

mine 27 progetti, erogando, direttamente o indirettamente, quasi 400 mila euro. Per i carcerati, i disabili, per la migliore cultura dello Sport, per tante associazioni impegnate a loro volta su questo fronte. Siamo piccoli come Fondazione, ma molto decisi e determinati. E abbiamo trovato spesso importanti compagni di strada che hanno creduto nelle nostre buone intenzioni. Andremo avanti per moltiplicare questi numeri. Ma gli invitati d’onore a questa giornata siete proprio voi, cari lettori. Perché siete stati i migliori amici durante i 78 anni di vita di Candido. E allora seguiteci in streaming su Gazzetta.it a partire dalle 11. Il Candido Day è anche la vostra festa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marca la differenza di SANTIAGO SEGUROLA Adjunto al director di «Marca», quotidiano sportivo spagnolo

Questo Barça forse è arrivato a un capolinea ra dalla primavera del E 2008 che non si vedeva un Barça in stato di shock, ridotto ai minimi termini, debole ed estremamente umano. Cinque anni fa, prima dell'arrivo di Guardiola, aveva concluso il campionato a 18 punti dal Real Madrid, una buona squadra ma non certo irresistibile. Il Barcellona dell'epoca sembrava invece una squadra imperiale, infarcita di giocatori di livello mondiale: Ronaldinho, Messi, Henry, Eto’o, Xavi, Iniesta, Deco, Yayá Touré, Puyol, Zambrotta, Víctor Valdés e Abidal, tra gli altri. Tuttavia nel corso di quella stagione colui che maggiormente impressionò fu un ragazzo di 18 anni: Bojan Krkic. Questo dato la dice lunga sul rovinoso stato fisico, mentale e calcistico di quella squadra. Da allora il Barcellona ha vinto molto e perso poco. Pep Guardiola l'ha trasformato in una macchina calcistica ed emozionale perfetta. Quel Barça veniva acclamato per la bellezza e l'unicità del gioco espresso, ma si distingueva anche per la solidità difensiva e per il coraggio sempre mostrato nell'affrontare, come un titano, le giornate storte e i peggiori scenari possibili. Raramente ha perso con più di un gol di scarto. E solo una volta in Champions: nella celebre sconfitta contro l'Inter di Mourinho. In quell'occasione il Barcellona giocò male, però non gli mancarono né le opportunità né il coraggio per spaventare i nerazzurri. La sconfitta di mercoledì è un' altra cosa, ha proporzioni bibliche, non è paragonabile a nessuna di quelle patite negli ultimi anni. Al Milan si debbono riconoscere tutti i meriti possibili: la perfezione difensiva, la grande intensità, l'impressionante attenzione per i dettagli, la pazienza con cui ha atteso le proprie opportunità, la facilità con cui ha disinnescato Messi senza ricorrere alla violenza, insomma, tutti quegli accorgimenti che hanno consentito di annientare, polverizzandola, la squadra più prestigiosa del mondo. Nessuno era riuscito a trasformare il Barça in una squadra anonima, qualsiasi, senza risorse, senza identità e senza emozioni. Quanto accaduto sul pessimo campo di San Siro — le squadre che vogliono disporre di un buon terreno di gioco riescono ad

averlo — è una novità in piena regola, con tutto quello che può significare. La stampa di Barcellona ha reagito con stupore. La stampa catalana chiede alla propria squadra una notte magica nella partita di ritorno contro il Milan: una richiesta che contraddice e deforma le peculiarità del Barça, i cui successi dipendono dal metodo, dalla tecnica e dalla pazienza. Il caos creativo e la febbre emozionale sono stati sempre detestati: il Barcellona teme, come nessun'altra cosa la mondo, la mancanza di controllo. Pertanto l'appello ad una reazione viscerale non ha senso. Sarà interessante vedere come reagiranno i giocatori dinnanzi ad una situazione assolutamente inedita. Le conseguenze di questo tipo di sconfitte risultano di solito estremamente dannose, e a volte comportano un cambio di epoca. Lo sapremo nelle prossime settimane. Fino ad oggi si è visto un Barcellona superlativo, vincitore di 14 titoli negli ultimi quattro anni, di 2 Champions League, sempre semifinalista dal 2007 e, in qualche modo, essenziale per i trionfi della nazionale spagnola a partire dagli Europei del 2008. È inutile ricorrere a considerazioni di natura tattica per giustificare la sconfitta. Il Barça è sceso in campo con la migliore formazione possibile. Ad eccezione dell'eroico Puyol, gli altri giocatori sono stati l'ombra di sé stessi. La squadra ha dimostrato di essere spremuta ed esausta. Ora si trova in uno stato di shock e in una situazione pericolosa: alla ricerca di una leadership calcistica e mentale proprio quando Tito Vilanova, il suo allenatore, si trova a New York per combattere la sua personale battaglia contro il cancro. Da fuori, il peso che dovrà sopportare Rouras, che solo un anno fa era il terzo allenatore della squadra, sembra eccessivo. Ai giocatori spetta l'arduo compito di capovolgere una situazione estremamente complicata. Gli stessi giocatori che sono sembrati assenti e disorientati mercoledì a San Siro, in quella che forse è stata la Trafalgar del Barça in Europa. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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VENERDÌ 22 FEBBRAIO 2013

SERIE B

GLI ANTICIPI DELLA 27a GIORNATA

E’ la serata trampolino per i playoff L’attesissimo Spezia, il rilanciato Novara e la sorpresa Juve Stabia: è una volata per tutti

4

I NUMERI

6

I punti di distacco dai playoff (36, Modena) alla zona salvezza (30, Ternana, Crotone e Lanciano)

12

Le squadre comprese in questa fascia al centro della classifica

ROBERTO PELUCCHI

partite) già stasera a La Spezia. Atzori ha una squadra potenzialmente devastante, almeno da metà campo in su, ma subisce sempre gol (è rimasta con la porta sgombra soltanto una volta nelle ultime 16 partite e ha pareggiato). Atzori l’ha ribadito: «Prima smettiamo di prendere gol, poi potremo ragionare sugli obiettivi».

TRE TECNICI SPECIALISTI

Tra il sesto posto e il sest’ultimo ci sono 12 squadre in appena 6 punti. Questo vuol dire che la lotta per i playoff è più aperta che mai, teoricamente accessibile anche a chi adesso è vicino al playout. E i due anticipi di stasera sono destinati ad accenderla. Novara in ascesa Tra coloro che

possono rientrare in modo prepotente c’è anche il Novara, che dopo il doppio cambio di tecnico (da Tesser alla coppia Perrone-Gattuso e poi ad Aglietti) era scivolato fino in 19ª posizione (6 k.o. di fila). Con Aglietti non ci sono mezze misure: o si vince (7 volte) o si perde (4 volte). Ma meglio questa alternanza che una serie di insulsi pareggi che non regalano speranze, ma generano ansia. Il Novara, poi, sta giocando su due tavoli: il campo e i tribuna-

Da sinistra Piero Braglia, 58 anni (Juve Stabia) Gianluca Atzori, 41 anni (Spezia) Alfredo Aglietti, 42 anni (Novara) LAPRESSE-IPPPEGASO

li. L’1 marzo potrebbe arrivare un’altra penalizzazione per il mancato pagamento dell’Irpef, ma il 10 aprile il Tnas potrebbe restituire alcuni punti tolti per il calcioscommesse (Fontana è stato prosciolto e Ventola potrebbe seguire la stessa strada). Nel frattempo i piemontesi devono cercare di sfruttare l’onda lunga (4 vittorie nelle ultime 5

Braglia per la continuità Anche la Juve Stabia vuole stabilizzarsi in zona playoff e stasera ha un’occasione da non fallire, in casa contro il Grosseto (5 punti nelle ultime 8 partite). Braglia, che è di origini maremmane, ha una squadra all’altezza degli obiettivi, ma è poco continua. La Juve Stabia deve stare attenta all’approccio alla partita: se i match durassero un tempo, infatti, soltanto Sassuolo e Verona avrebbero fatto più punti del Grosseto. Peccato invece che si debba giocare per 90’... © RIPRODUZIONE RISERVATA

ORE 19

(andata 2-2)

JUVE STABIA GROSSETO

SQUADRE

PT

SASSUOLO LIVORNO VERONA VARESE (-1) EMPOLI MODENA (-2) JUVE STABIA PADOVA BRESCIA ASCOLI (-1) SPEZIA CITTADELLA NOVARA (-4) CESENA TERNANA CROTONE (-2) LANCIANO REGGINA (-2) BARI (-7) VICENZA PRO VERCELLI GROSSETO (-6)

58 51 47 43 39 36 35 35 34 33 32 32 31 31 30 30 30 29 26 25 17 16

PARTITE G V N P 26 18 4 4 26 15 6 5 26 13 8 5 26 12 8 6 26 10 9 7 26 10 8 8 26 9 8 9 26 8 11 7 26 7 13 6 26 9 7 10 26 8 8 10 26 8 8 10 26 10 5 11 26 7 10 9 26 7 9 10 26 8 8 10 26 6 12 8 26 7 10 9 26 8 9 9 26 5 10 11 26 4 5 17 26 4 10 12

RETI F S 54 21 49 33 37 21 35 28 41 39 34 30 39 38 30 30 33 27 34 35 36 38 32 38 35 29 29 42 25 28 25 33 27 36 24 30 32 29 29 37 20 45 28 41

U PROMOSSE U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSE

PROSSIMO TURNO Martedì 26, ore 20.45 ASCOLI-SASSUOLO (0-1); BRESCIA-EMPOLI (1-1); GROSSETO-VICENZA (1-2); LIVORNO-CROTONE (2-1); MODENA-LANCIANO (1-1); PADOVA-JUVE STABIA (0-1); PRO VERCELLI-CITTADELLA (0-3); REGGINA-SPEZIA (0-1); TERNANA-NOVARA (2-1); VARESE-CESENA (0-2). Mercoledì 27, ore 20.45 BARI-VERONA (0-1).

JUVE STABIA (3-5-2) 1 NOCCHI 2 MARTINELLI 6 SCOGNAMIGLIO 28 MUROLO 25 BALDANZEDDU 17 SUCIU 5 DONINELLI 10 CASERTA 3 ZITO 7 VERDI 9 BRUNO All. BRAGLIA

GROSSETO (4-4-2) 12 LANNI 30 DONATI 4 FELTSCHER 14 IORIO 8 SOM 24 SODDIMO 6 CRIMI 13 OBODO 7 MANCINO 17 GIMENEZ 11 PIOVACCARI All. MORIERO

SPEZIA (3-5-2) 34 GUARNA 13 BENEDETTI 14 SCHIAVI 35 ROMAGNOLI 18 PICCINI 17 PORCARI 7 MUSACCI 8 BOVO 19 GAROFALO 9 SANSOVINI 11 PICHLMANN All. ATZORI

NOVARA (4-3-3) 22 BARDI 21 COLOMBO 4 LISUZZO 5 LUDI 7 CRESCENZI 32 FERNANDES 6 BUZZEGOLI 23 PESCE 19 GONZALEZ 11 SEFEROVIC 30 LEPILLER All. AGLIETTI

PANCHINA 22 Seculin, 4 Agyei, 21 Jidayi, 15 Pompilio, 16 Improta, 27 Acosty 20 Cellini.

PANCHINA 22 Franza, 29 Padella, 19 Barba, 20 Mandorlini, 28 Brugman, 34 Foglio, 36 Coulibaly.

PANCHINA 22 Iacobucci, 2 Madonna, 3 Mario Rui, 4 Lollo, 5 Pasini, 10 Di Gennaro, 21 Okaka.

PANCHINA 1 Kosicky, 2 Perticone, 15 Ghiringhelli, 13 Parravicini, 18 Marianini, 9 Rubino, 25 Mehmeti.

ARBITRO Cervellera di Taranto GUARDALINEE Stallone-Marinelli PREZZI da 12 a 100 euro TV Sky Calcio 2 e B Tv

ARBITRO Mariani di Aprilia GUARDALINEE Iori-Valeriani PREZZI da 15 a 45 euro TV Sky Calcio 1 HD e Premium Calcio

LANCIANO REGGINA

VARESE L’ATTACCANTE

CESENA ASCOLI

CITTADELLA LIVORNO

CROTONE TERNANA

Djokovic è fuori causa Giandonato e Defrel dal 1’

Perna e Giannetti a parte Gasparetto in gruppo

Ciano si prenota in avanti Vinetot non ce la fa

Tavano non preoccupa Croce andrà a sinistra

CESENA Su Cesena incombe il pericolo-neve: tra oggi e domani sono infatti previsti oltre 20 centimetri e la gara è a rischio. Nessun dubbio per la formazione: squalificato Coppola e k.o. Djokovic, giocheranno titolari Giandonato a centrocampo e Defrel sulla fascia destra. SQUALIFICATI Coppola. DIFFIDATI Brandao, Comotto, Gessa, Giandonato, Granoche, Meza Colli, Parfait e Succi. PROBABILE FORMAZIONE (4-2-3-1) Campagnolo; Ceccarelli, Volta, Comotto, Consolini; Parfait, Giandonato; Defrel, Succi, D'Alessandro; Granoche. All. Bisoli.

CITTADELLA Il Cittadella ieri pomeriggio è riuscito ad allenarsi regolarmente nonostante la fitta nevicata. Oggi probabilmente la squadra farà la rifinitura al coperto, ma domani pomeriggio il terreno del Tombolato sarà idoneo per la disputa della gara con il Livorno. A parte soltanto Perna e Giannetti, in gruppo anche Gasparetto. SQUALIFICATI Di Carmine e Paolucci. DIFFIDATI Biraghi, Coly, Di Roberto e Pellizzer. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3) Cordaz; Sosa, Coly, Pellizzer, Biraghi; Vitofrancesco, Baselli, Schiavon; Di Roberto, Dumitru, Di Nardo. All. Foscarini.

CROTONE Recuperano De Giorgio e Maiello e rientra anche lo squalificato Pettinari. L’allenatore Drago però deve ancora fare a meno di Vinetot e conferma Ligi nel pacchetto difensivo a fianco di Abruzzese. Ciano si prenota per una maglia da titolare in attacco. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Abruzzese, Addae, Caglioni, Correia, Del Prete, Matute, Migliore e Torromino. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3) Caglioni; Del Prete, Ligi, Abruzzese, Migliore; Eramo, Crisetig, Galardo; Gabionetta, Ciano, De Giorgio. All. Drago.

EMPOLI Tavano è disponibile: l’attaccante ieri ha sostenuto tutto l’allenamento con i compagni mostrando un buono stato fisico e senza lamentare alcun dolore. Accanto a lui gioca Maccarone con alle spalle Saponara. Per sostituire lo squalificato Moro, Croce andrà a sinistra e Signorelli è in vantaggio su Casoli a destra. Oggi pomeriggio la rifinitura. SQUALIFICATI Moro. DIFFIDATI Hysaj, Regini e Tonelli. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-1-2) Bassi; Laurini, Pratali, Regini, Hysaj; Signorelli, Valdifiori, Croce; Saponara; Tavano, Maccarone. All. Sarri.

Quanti dubbi per Silva Peccarisi e Scalise ci sono

Schiattarella verso il sì Siligardi forse non ce la fa

Uno tra Fazio e Ferraro Ceravolo è un’incognita

Bonazzoli va in panchina Cionek e Gallozzi stop

ASCOLI Molti dubbi per Silva. Il tecnico non è ancora sicuro di recuperare Soncin e Fossati. Deve poi decidere se giocare con una sola punta e Capece alle spalle o con due, schierando sia Soncin che Feczesin. Oltre a Zaza, assente l’infortunato Morosini. Al rientro Peccarisi e Scalise. SQUALIFICATI Zaza. DIFFIDATI Feczesin, Fossati, Morosini, Pasqualini, Peccarisi, Russo e Soncin. PROBABILE FORMAZIONE (3-5-1-1) Maurantonio; Prestia, Peccarisi, Faisca; Scalise, Di Donato, Loviso, Fossati, Pasqualini; Capece; Feczesin. All. Silva.

LIVORNO Nicola spera di recuperare sia Schiattarella (più facile) che Siligardi che ieri si sono allenati con la squadra mentre non sono disponibili Luci, Belingheri e Fiorillo. A Cittadella dovrebbe essere confermata la difesa a tre con Ceccherini al posto dello squalificato Bernardini. SQUALIFICATI Bernardini. DIFFIDATI Salviato, Belingheri, Gemiti e Dionisi. PROBABILE FORMAZIONE (3-4-3) Mazzoni; Ceccherini, Emerson, Lambrughi; Schiattarella, Duncan, Gentsoglou, Gemiti; Bigazzi, Paulinho, Dionisi. All. Nicola.

TERNANA Dubbi in difesa per Toscano con Fazio e Ferraro che si contendono un maglia. A centrocampo tutto come sabato con Dianda in panchina. In attacco da sciogliere il nodo Ceravolo. Non ha recuperato a pieno dalla distorsione alla caviglia. Potrebbe non essere convocato. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Botta, Litteri, Ciofani, Brosco, Ragusa e Vitale. PROBABILE FORMAZIONE (3-5-2) Brignoli; Fazio, Brosco, Lauro; Ragusa, Carcuro, Miglietta, Scozzarella, Vitale; Litteri, Alfageme. All. Toscano.

PADOVA Seduta a porte chiuse e sotto la neve per la squadra di Colomba che tornerà al tridente in attacco, o in alternativa Farias trequartista dietro alle due punte. Bonazzoli è recuperato e potrebbe andare in panchina. Rientra Trevisan, si ferma Cionek. Si è rotto una mano Gallozzi. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Zè Eduardo, De Vitis, Iori e Viviani. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3) Silvestri; Rispoli, Legati, Trevisan, Piccinni; De Feudis, Iori, Renzetti; Cutolo, Babacar, Farias. All. Colomba.

ARBITRO Castrignanò di Brindisi

ARBITRO Velotto di Grosseto

ARBITRO Merchiori di Ferrara

ARBITRO Pasqua di Tivoli

(0-1)

PRO VERCELLI BARI

(2-2)

VERONA VARESE

EMPOLI PADOVA

(0-1)

VICENZA SASSUOLO

MODENA BRESCIA

(0-2)

(ore 18)

Spinazzola è l’unico out Plasmati più di Falcinelli

Porte chiuse? Oggi si sa In difesa c’è l’ex Borghese

Mandorlini farà il 4-3-1-2? Martinho per Agostini

Solo Martinelli preoccupa Di Matteo sulla sinistra?

Lazarevic è in dubbio Pagano si prepara

LANCIANO Vastola squalificato, Spinazzola unico infortunato del gruppo. Rientrano dalla squalifica Amenta e Falcinelli, con il primo sicuro in campo come centrale di sinistra. Gautieri dovrà scegliere tra Plasmati e Falcinelli al centro dell’attacco. Per la sostituzione di Vastola in corsa D’Aversa, Paghera e Di Cecco. SQUALIFICATI Vastola. DIFFIDATI Almici, Casadei, Turchi, Vastola e Volpe. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3) Leali; Almici, Aquilanti, Amenta, Mammarella; Di Cecco, Minotti, Volpe; Piccolo, Plasmati, Turchi. All. Gautieri.

PRO VERCELLI Rientra l’atteso ex Borghese in difesa: per la seconda maglia da centrale ballottaggio tra Modolo e Ranellucci. Non al top Filkor e Grossi che in settimana si sono allenati a singhiozzo. Attesa per oggi la decisione della Corte di Giustizia in merito al ricorso contro l’obbligo di giocare questa partita a porte chiuse. SQUALIFICATI Abbate. DIFFIDATI Abbate, Erpen, Fabiano, Filkor e De Silvestro. PROBABILE FORMAZIONE (4-4-2) Valentini; Vinci, Borghese, Modolo, Scaglia; Erpen, Genevier, Scavone, Cristiano; Ragatzu, Greco. All. Braghin.

VERONA Dubbi di modulo per Mandorlini, riconfermato sulla panchina dell'Hellas dopo le due sconfitte consecutive. Il tecnico sta pensando ad un 4-3-1-2, con Sgrigna trequartista e la coppia d'attacco Cacia-Ferrari. Contro il Varese non ci sarà lo squalificato Bacinovic. Rientrerà Laner, mentre Martinho partirà dal primo minuto al posto dell'infortunato Agostini. SQUALIFICATI Bacinovic. DIFFIDATI Moras. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-1-2) Rafael; Cacciatore, Moras, Maietta, Martinho; Laner, Jorginho, Hallfredsson; Sgrigna; Cacia, Ferrari. All. Mandorlini.

VICENZA La forte nevicata non ha fatto saltare l’allenamento. Dal Canto ha tutti a disposizione, assenti solo Martinelli e Laczko per un attacco febbrile e sono proprio le condizioni di Martinelli a lasciare qualche dubbio sulla difesa: se il capitano non dovesse farcela, terzino sinistro tornerebbe Di Matteo con Brighenti a destra. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Pinsoglio, Martinelli, Pisano e Ciaramitaro. PROBABILE FORMAZIONE (4-4-2) Bremec; Brighenti, Camisa, Milanovic, Di Matteo; Bellazzini, Cinelli, Ciaramitaro, Semioli; Bojinov, Malonga. All. Dal Canto.

MODENA Lazarevic è ancora in dubbio, in alternativa è pronto Pagano. Confermati gli altri titolari dopo l'exploit di sabato scorso a Livorno. Il campo del Braglia, appena rizollato con una spesa di 40 mila euro, è stato coperto con i teloni ma la neve caduta ieri in città non mette a rischio la partita, anche se sono previste altre perturbazioni. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Dalla Bona, Gulan e Signori. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3) Colombi; Gozzi, Andelkovic, Zoboli, Perna; Sturaro, Moretti, Signori; Lazarevic, Ardemagni, Piscitella. All. Marcolin.

Dionigi non vuol cambiare Fischnaller è fuori causa

Romizi deve dare forfait Sciaudone verso il rientro

Juan Antonio parte titolare Riecco Bressan e Rea

Neve: partenza anticipata Il tridente è confermato

Calori ritorna al 3-5-2 Lasik è diventato papà

REGGINA Dionigi ritrova Armellino, ma in infermeria entra Fischnaller. Il tecnico dovrebbe confermare la squadra vittoriosa contro il Padova, con Hetemaj al posto di Bombagi a irrobustire il centrocampo. Il ballottaggio in difesa vede Ely favorito su Freddi. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Adejo, Armellino, Lucioni ed Ely. PROBABILE FORMAZIONE (3-5-2) Baiocco; Adejo, Ely, Di Bari; Antonazzo, Colucci, Hetemaj, Barillà, Rizzato; Di Michele, Comi. All. Dionigi.

BARI Allenamento a porte chiuse per gli uomini di Torrente. Non sarà disponibile Romizi, nuovamente alle prese con i problemi ai flessori. A centrocampo appare scontato il rilancio di Sciaudone, ma potrebbe trovare posto anche Defendi, mentre Bellomo agirà a sostegno del tandem composto da Caputo e Ghezzal. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Caputo, Sciaudone e Sabelli. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3) Lamanna; Ristovski, Ceppitelli, Polenta, Rossi; Defendi, De Falco, Sciaudone; Bellomo, Caputo, Ghezzal. All. Torrente.

VARESE Castori recupera Bressan e Rea. A centrocampo Damonte al posto di Filipe, che è squalificato ed è stato operato per la riduzione delle fratture all’anulare e al mignolo della mano destra. In attacco debutto da titolare per Juan Antonio che non vuol far rimpiangere Neto Pereira (un mese fuori per uno stiramento). SQUALIFICATI Filipe. DIFFIDATI Corti, Pucino e Zecchin. PROBABILE FORMAZIONE (4-4-2) Bressan; Pucino, Troest, Rea, Franco; Ferreira Pinto, Corti, Damonte, Zecchin; Juan Antonio, Ebagua. All. Castori.

SASSUOLO La neve spinge il Sassuolo ad anticipare al mattino la partenza per Vicenza, dove nel pomeriggio effettuerà la rifinitura. Fuori dai giochi Valeri, Laverone, Masucci e Boakye, rientra Bianco in difesa. Conferma per il tridente composto da Troianiello, Berardi e Catellani. SQUALIFICATI Pavoletti. DIFFIDATI Bianchi, Terranova, Troianiello e Troiano. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3) Pomini; Gazzola, Bianco, Terranova, Longhi; Bianchi, Magnanelli, Missiroli; Troianiello, Catellani, Berardi. All. Di Francesco.

BRESCIA Allenamento di rifinitura oggi al San Filippo: Calori torna al 3-5-2, con Rossi in regia al posto dello squalificato Budel. In attacco Caracciolo e Corvia favoriti su Mitrovic. Per le maglie da interni Finazzi e Scaglia se la giocano con Lasik, fresco papà: a Kosice è nato Leonardo. SQUALIFICATI Budel. DIFFIDATI And. Caracciolo, Lasik, Mitrovic, Picci e Saba. PROBABILE FORMAZIONE (3-5-2) Arcari; Ant. Caracciolo, De Maio, Caldirola; Zambelli, Finazzi, Rossi, Scaglia, Daprelà; Corvia, And. Caracciolo. All. Calori.

ARBITRO Tommasi di Bassano

ARBITRO Irrati di Pistoia

ARBITRO Di Bello di Brindisi

ARBITRO Candussio di Cervignano (1-2)

ARBITRO Manganiello di Pinerolo (1-2)

(1-0)

(1-2)

(3-0)

(andata 0-1)

SPEZIA NOVARA

Così domani (ore 15) PERICOLO NEVE: E’ A FORTE RISCHIO LA PARTITA DI CESENA CLASSIFICA

ORE 21

Ecco Ebagua «Il Verona mi corteggia ma lo batto»

Giulio Ebagua, 26 anni LAPRESSE FILIPPO BRUSA VARESE

L'operazione aggancio è impossibile per il Varese che sognava di andare al Bentegodi senza la penalizzazione, a tre punti dal Verona. L'udienza per la revisione del patteggiamento per il caso Pesoli è stata rinviata al 14 marzo: il -1 rimane e, solo dopo aver letto gli atti del Tnas, che ha fatto cadere l'accusa d'illecito sportivo per il giocatore attenuandola in condotta sleale, la Corte di Giustizia deciderà. La sfida Al Bentegodi c'è co-

munque uno spartiacque per la squadra di Castori, anche se Giulio Ebagua va controcorrente: «Vincere significherebbe dare una gioia ai tifosi ma non fare un passo decisivo perché il campionato è lungo». L'attaccante ieri era in centro con il figlio Sean: «L'ho chiamato come Sogliano per amicizia: il nostro ex d.s. ha fatto la storia del Varese e continua a chiedermi di raggiungerlo al Verona. Se sono rimasto il merito principale è di Castori, un allenatore più genuino di molti altri». Il Varese l'anno scorso ha eliminato il Verona ai playoff e non ha mai vinto al Bentegodi: «Avrò di fianco Juan Antonio: gli ho chiesto di non essere timido per fare la differenza». E poi c'è l'andata da vendicare: «Dopo la 0-3 avevo offerto le paste ai compagni, per dimenticare. Vorrei rifarlo, ma con altro spirito». © RIPRODUZIONE RISERVATA


VENERDÌ 22 FEBBRAIO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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PRIMA DIVISIONE LA SQUADRA DEL MOMENTO L’ANDAMENTO LA GRANDE PARTENZA, LA CRISI E LA NUOVA SCALATA

GDS

Perugia, vai Camplone «Più Zeman di Galeone» Il nuovo tecnico, due maestri, un rilancio: «Grazie al 4-3-3» NICOLA BERARDINO

«Inesauribile» così Andrea Camplone etichetta il suo Perugia, che dopo la vittoria contro la Nocerina è salito al terzo posto del girone B di Prima divisione, agganciando in classifica proprio i campani. Vola la formazione umbra: 4 vittorie consecutive, 6 successi nelle ultime 7 giornate. Il sogno del ritorno in B dopo 8 anni e il tunnel del fallimento e della Serie D. Camplone è arrivato dall’11ª giornata al posto dell’esonerato Battistini. La partenza sprint era stata annullata da una frenata che non si conciliava con le ambizioni societarie: «Mi hanno chiesto di arrivare

ai playoff — dice Camplone — adesso ci siamo e vogliamo restarci fino in fondo». Salto in alto Eppure solo 2 mesi fa, dopo il k.o. di Prato, il Perugia era appena una posizione sopra i playout. Tre partite della gestione-Camplone avevano portato soltanto 2 punti. Poi il decollo. «Abbiamo cambiato modulo passando dal 4-2-3-1 al 4-3-3 — spiega il tecnico che dopo l’espulsione di domenica è stato squalificato per 3 giornate — la squadra è strutturata per questo nuovo assetto, ma c’era anche bisogno di tempo». A gennaio il mercato ha portato Cangi, Giani, Massoni, Dettori e Nicco. «Abbiamo cercato gente con esperienza di

Andrea Camplone, 46 PIERANUNZI

B per darci anche quella maturità in più». E ieri ha firmato anche il centrocampista Vincenzo Italiano, ex Padova. Potrà giocare dopo il 18 marzo, quando finirà la sua squalifica di 9 mesi per il calcioscommesse. I maestri Camplone, pescarese 46 anni, ha centrato in biancorosso (era un difensore) il doppio salto dalla C1 in A (metà anni Novanta): «Una promozione col Perugia anche da tecnico? Sarebbe il massimo. Questa è la chance che aspettavo». É stato allenato da Galeone (a Perugia e Pescara), lo scorso anno era senza squadra e seguiva gli allenamenti del Pescara di Zeman. «Il loro 4-3-3 non è uguale. Per Galeone i centrocampisti vanno sui binari della mediana, per Zeman devono fare anche le ali. Io, su questo aspetto, seguo il boemo». Il Perugia ha fretta di sfrecciare. «Dopo la sosta ci aspetta un altro scontro diretto. A Perugia arriva l’Avellino. Allo stadio verranno almeno in diecimila e noi vogliamo continuare a salire in classifica». © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA SITUAZIONE

PREMI Gazzetta-Lega Pro

Al Portogruaro c’è un rinforzo dall’Inghilterra

Belotti, Thiam e Politano: doppia volata

Il Portogruaro ha ingaggiato il terzino sinistro Fabio Possagno (1987), proveniente dal campionato inglese dove ha militato con il Sutton United. Questa la situazione in Prima divisione: domenica c’è il girone A, mentre il B riposa. GIRONE A La classifica dopo 23 giornate: Lecce p. 43; Trapani* 39; Alto Adige* 37; San Marino 35; Entella 34; Lumezzane 33; Carpi 31; Pavia 30; Cremonese (-1) e Feralpi Salò* 28; AlbinoLeffe (-6) 26; Como* (-1), Cuneo e Portogruaro* (-1) 24; Reggiana 22; Treviso (-1) 11; Tritium 10*. (* ha già riposato). Così domenica (14.30): CarpiPavia (0-0; lun., 20.45); ComoFeralpi Salò (3-1); Cuneo-Alto Adige (1-2); Entella-Lecce (2-4); San Marino-AlbinoLeffe (1-1); Trapani-Lumezzane (1-1); Treviso-Cremonese (0-2); Tritium-Portogruaro (1-1). GIRONE B La classifica dopo 21 giornate: Latina* (-1) p. 43; Avellino 41; Nocerina e Perugia (-1) 36; Pisa 33; Benevento 32; Frosinone (-1) 31; Catanzaro 28; Prato 27; Paganese* e Viareggio 26; Gubbio 25; Andria (-2) 22; Sorrento 16; Barletta 14; Carrarese 13. (* una partita in meno). Domenica c’è la sosta, si riparte così il 3 marzo (ore 14.30): Andria-Benevento (1-0); BarlettaGubbio (0-0); Frosinone-Latina (0-0); Nocerina-Catanzaro (3-2); Perugia-Avellino (1-1); Pisa-Paganese (0-0); PratoCarrarese (0-1); ViareggioSorrento (sabato 2, 1-1). SECONDA Dopo il recupero, una giornata a M. Brighi e due all'allenatore D'Angelo del Rimini. SERIE D La Corte di Giustizia ha accolto il ricorso dell’Agropoli: annullato lo 0-3 a tavolino con il Comprensorio Normanno (2-2). Respinto il ricorso del Matera.

Premio Cestani Premio Laudano Lega Pro e La Gazzetta dello Sport hanno istituito due premi al miglior giovane (premio Cestani) e al miglior marcatore giovane (premio Laudano): sono ammessi i calciatori nati dal 1992 in poi, compresi quelli in prestito da A e B e gli stranieri. CESTANI Valgono le medie voto della Gazzetta: se c’è parità vince chi ha giocato di più minuti e poi il più giovane. Classifica: Dario Maltese (1992, Viareggio, 1.577’) media voto 6,53; Belotti (1993, AlbinoLeffe, 1.859’) 6,50; Politano (1993, Perugia, 1.690’) 6,48; Iali (1992, Castiglione, 1.890’) 6,43; Mungo (1993, Chieti, 1.428’) 6,37; Vassallo (1993, Foligno, 1.693’) 6,34; Venturi (1992, Gubbio, 1.797’) e Thiam (1992, Alto Adige, 1.573’) 6,33; Piacenti (1992, Foligno, 1.440’) 6,31. LAUDANO Vince chi segna più gol: se c’è parità vince chi ha giocato meno e poi quello più giovane. Classifica: Giacomo Beretta (1992, Pavia, 1.605’) e Belotti (1993, AlbinoLeffe, 1.859’) 8 reti; Rossi (1992, Alessandria, 992’), Magnaghi (1993, Viareggio, 1.427’), Mancuso (1992, Carrarese, 1.549’), Finotto (1992, Monza, 1.604’) e Politano (1993, Perugia, 1.690’) 7; D’Appolonia (1993, Venezia, 654’), Talato (1992, Castiglione, 1.327’), Thiam (1992, Alto Adige, 1.573’) e Vita (1993, Monza, 1.823’) 5.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 22 FEBBRAIO 2013

FORMULA 1 TEST A BARCELLONA GIORGIO PIOLA MONTMELÒ

mistero F138

Senza doppio Drs il buco ha funzione aerodinamica?

In attesa delle mille novità che verranno provate nell’ultima sessione di test invernali, sempre qui dal 28 febbraio al 3 marzo, la Ferrari ha catalizzato l’attenzione degli addetti ai lavori per il misterioso buco nel muso. Confronto Un buco di dimen-

sioni molto simili a quello della F2008, ovvero la monoposto che introdusse questa soluzione cinque anni fa. Rispetto ad allora, è spostato molto più indietro per rientrare nel regolamento (entro 150 mm dall’asse anteriore). L’altra differenza sostanziale è que-

sta: mentre allora il buco serviva per creare un passaggio d’aria fra la parte inferiore e quella superiore con tanto di vistose aperture, sulla F138 il foro sfocia in un’analoga apertura nella parte bassa del telaio. Questo aspetto farebbe accreditare la versione del raffreddamento dell’abitacolo e delle centraline elettroniche, se non fosse per le dimensioni di questa apertura (oltre i 20 cm di larghezza e i 3 cm di altezza). La feritoia introdotta dalla Red Bull per lo stesso motivo nella parte bassa del telaio due anni fa aveva infatti poco più di 1 cm di spessore. L’ipotesi quindi di un più sofisticato utilizzo per scopi aerodinamici non è quindi da escludere a priori.

Nelle prove di inizio marzo saranno portate le soluzioni per l’Australia Sviluppo Buco a parte, sulla F138 sono stati modificati leggermente i terminali degli scarichi senza evidenti differenze all’esterno, mentre sono stati fatti esperimenti con diverse soluzioni di canalizzazioni del diffusore. Forse già a fine mese si potrà avere una visione più precisa, quando arriverà l’aerodinamica prevista per la prima gara in Australia (17 marzo). Della partita un nuovo alettone anteriore,

una nuova soluzione di scarichi e parte terminale delle fiancate e un nuovo diffusore. Curiosamente la Ferrari non ha sperimentato nessuna forma visibile di doppio Drs, cosa che accrediterebbe maggiormente la tesi che questo famigerato buco possa essere parte di un dispositivo più sofisticato e complesso per migliorare la velocità in rettilineo. Simulazioni Prove di doppio

Drs sono state fatte da Lotus, Mercedes e Sauber, anche se in previsione della pioggia attesa per la giornata di oggi tutti si sono concentrati sulle simulazioni di GP. © RIPRODUZIONE RISERVATA

S Dove va l’aria? Nei disegni si vede come al buco nel muso corrisponda un foro nel telaio che convoglia aria nella F138. Dubbi su dove questo flusso vada a finire PIOLA

L’acuto di Fernando Alonso spinge, la Ferrari risponde Lo spagnolo precede Hülkenberg e si ferma a tre centesimi dal record di Perez. Oggi Massa PINO ALLIEVI MONTMELO’ (Spagna)

Non appena ha deciso di spingere a fondo, Fernando Alonso ha fatto il tempo. Un buon tempo, il migliore in assoluto di ieri, a 3 soli centesimi dal record di mercoledì di Sergio Perez con la McLaren. È questa la notizia più importante, sia pure con le riserve e i distinguo del caso, perché i test invernali sono sempre al-

l’insegna dei misteri. Ma era importante che Alonso lasciasse Barcellona con la certezza che la F138 è sensibile alle variazioni di assetto e migliora non appena s’inseriscono delle piccole variazioni. Scarichi Quelle della terza gior-

nata hanno riguardato gli scarichi e le canalizzazioni dello scivolo posteriore, che influiscono direttamente sulla tenuta di strada. E in un baleno, non appena Fernando ha montato le gomme morbide, è arri-

vata la prestazione. Poi ha riprovato più tardi con ostinazione ancora maggiore, senza un risultato tangibile, perché la Ferrari non è male, ma ha anche lacune che andranno colmate nella sessione della prossima settimana. In particolare c’è da intervenire sull’aderenza da metà curva in poi. Che non è solo un fatto aerodinamico, ma è legato alla deportanza che arriva dagli scarichi, area nella quale Red Bull e Lotus sono superiori a tutti.

Soddisfazione Alonso conten-

I tifosi di Alonso prendono in giro la Red Bull COLOMBO

to? Chissà. È in una fase silenziosa, non ride, scappa ai tifosi che lo vorrebbero per loro, si isola. Non c’è gioia né incoraggiamento nelle parole che ha relegato al comunicato Ferrari: «La pista fredda al mattino ha complicato il lavoro per mancanza di grip. Per la prima volta abbiamo fatto modifiche all’assetto onde capire meglio il degrado delle gomme che sarà l’aspetto cruciale della stagione. Più le coperture sono morbide più sono veloci, più si

Roberto Nosetto è morto ieri alle 9 a Villa Serena, a Forlì. Aveva 71 anni. Da sei mesi lottava contro un male incurabile. I funerali non sono ancora stati fissati FILIPPO FALSAPERLA

Era un ingegnere, nel senso più puro della parola. Ma anche uomo brillante, spiritoso. Roberto Nosetto ha attraversa-

to una cinquantina d’anni di corse a 2 e 4 ruote, mettendo sempre davanti la competenza assoluta sui regolamenti e l’inflessibilità. Insieme alla moglie Renata, con cui negli ultimi anni aveva impostato una nuova vita, inseguendo il sole. Loro, torinesi, avevano una casa a Gallipoli e un’altra in Thailandia, a Koh Samui. Fattaccio Non faceva sconti, Ro-

berto, e questo gli è costato l’addio alle corse, anche se dopo è seguita qualche stagione come direttore di gara della Superbike. Nel GP della 500 di Barcel-

Roberto Nosetto MILAGRO

lona ’98, Biaggi e Barros si scambiano il comando alla prima curva con le bandiere gialle. Nosetto, direttore di gara, dà una penalizzazione: Alex fa il ride trough, Max (in testa al Mondiale) resta in pista, ignora anche la bandiera nera e viene squalificato. Biaggi lo accusa di avergli fatto perdere il campionato e a fine anno Nosetto viene allontanato. Ma lui era così. Si prendeva le responsabilità delle decisioni. Nel 1994 era stato il perito del Tribunale di Imola per l’incidente di Senna. Le 4 ruote erano state a lungo il suo mondo. Laureato al Politec-

Maratoneti Nei tre giorni Alonso ha completato 283 giri ma con sequenze limitate a 11-12 passaggi, mentre altri si sono già portati avanti simulando un intero gran premio. È il caso della Lotus-Renault, che

Taccuino

IL LUTTO ERA STATO DIRETTORE DELL’AUTODROMO DI IMOLA E D.S. DEL CAVALLINO. DOMENICALI: «MI HA INSEGNATO TANTO»

Addio a Nosetto, 50 anni di corse Con Lauda fece trionfare la rossa

degradano perdendo costanza». Tutto qui. Poi è partito per Oviedo e si rivedrà il 1˚ marzo. Oggi tocca a Massa, che ieri era in pista a vedere il comportamento della macchina guidata dal compagno: speriamo che oggi non piova.

nico di Torino nel 1968, era entrato alla Csai per occuparsi di sicurezza e circuiti (per quasi 10 anni è stato anche direttore di Imola). E nel ’77 Enzo Ferrari lo chiama a dirigere la squadra che spopola: Mondiale costruttori e titolo piloti con Lauda. Colori Niki lo ricordava così:

«Era così superstizioso che si vestiva sempre di verde. Prima del GP di Svezia, si chinò su di me per mettermi nell’abitacolo un pezzetto di stoffa verde: "Con questo potrai vincere". Gli urlai: "Se non avessi già le cinture allacciate ti ammazzerei!"». E Stefano Domenicali, capo della Scuderia Ferrari: «È stato importante nella mia vita, a Imola ho imparato tanto da lui». (ha collaborato Maurizio Bruscolini) ©RIPRODUZIONE RISERVATA

MODELLINO GAZZETTA

Fiesta RS in miniatura È in edicola, a 7,99 euro più il prezzo del giornale, il secondo mo dellino della collezione Gazzetta «Passione Rally». Si tratta della Ford Fiesta RS (foto) che ha vinto il Rally di Svezia 2011 con Hirvonen.

TEST MOTO2 E MOTO3

Finale con la pioggia Ancora pioggia su Moto2 e Moto3, che hanno chiuso 3 giorni di test a Jerez (Spagna). Pochi i pilo ti in pista. In Moto2 primo Terol (Su ter), in Moto3 Miller (Ftr Honda) con Fenati (Ftr Honda) 3o.


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SUPERBIKE GP AUSTRALIA I «LATI B» DELLE TRE BIG 1

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4 La parola a Biaggi

WEBBER SOLO 9˚ Così ieri a Montmelò (4.655 m)

3 Retrotreni osservati speciali a Montmelò: ecco quelli di McLaren (1), Ferrari (2) e Red Bull (3) COLOMBO

con Romain Grosjean ha completato senza inconvenienti la distanza, effettuando 4 pit stop. Sempre su distanze lunghe si sono esibiti Nico Rosberg con una Mercedes parsa ottima, poi Jenson Button e Mark Webber, subentrati a Perez e a Sebastian Vettel. Altini i tempi dell’incostante McLaren e della solida Red Bull, che hanno girato sempre con tanto carburante. Bene la Williams che ha alternato Pastor Maldonado e l’ottimo Valtteri Bottas. Confronto Sulla Force India è dignitosamente tornato, dopo oltre un anno, il tedesco Adrian Sutil, che si contende il sedile da gara con Jules Bianchi, convocato per oggi. Sutil era stato condannato a 18 mesi con la condizionale per una rissa in Cina, nel 2011, nella quale era stato gravemente ferito Eric Lux, patron della Lotus. Nel 2012 era rimasto fermo, ma adesso vuole riprendere: «Spetta alla Force India decidere, io sono prontissimo.

Non credo vogliano confrontarmi con Bianchi, dopo che ho corso con loro per sei anni…». Quanto a Paul Di Resta, punto fermo della Force India, la sua dichiarazione è molto in stile F.1: «Non decido io e chiunque mi mettano accanto mi va bene». Conferma Intanto Nico Hülkenberg, che ha lasciato la Force India per passare alla Sauber, ieri ha realizzato un ottimo 2˚ tempo a 3 decimi da Alonso, a pari Pirelli morbide. Come già nel 2012, la monoposto elvetica è una vettura nata bene che ricoprirà un ruolo da outsider in parecchie corse. In mezzo a tanto ordine e rigore, c’è stata anche la scenetta comica quando Gido Van Der Garde (Caterham) è rientrato ai box e si è infilato nella corsia McLaren, dove i meccanici attendevano Button per il pit stop. A gestacci è stato mandato a quel paese: nessuno è perfetto, neppure nel regno tecnologico dei gran premi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

1. Alonso (Spa-Ferrari) 1’21"875 (97 giri) 2. Hülkenberg (Ger-Sauber) 1’22"160 (91) 3. Grosjean (Fra-Lotus) 1’22"188 (119) 4. Rosberg (Ger-Mercedes) 1’22"611 (108) 5. Maldonado (Ven-Williams) 1’22"675 (79) 6. Bottas (Fin-Williams) 1’22"826 (68) 7. Button (GB-McLaren) 1’22"840 (71) 8. Sutil (Ger-F.India) 1’22"877 (78) 9. Webber (Aus-Red Bull) 1’23"024 (108) 10. Vergne (Fra-T.Rosso) 1’23"366 (106) 11. Chilton (GB-Marussia) 1’25"690 (57) 12. Van der Garde (Ola-Caterham) 1’26"177 (93)

«Più dura che in moto» Max: «Studio i tempi della tv, non voglio essere banale I miei eredi sono almeno tre: Checa, Melandri e Sykes» PAOLO GOZZI PHILLIP ISLAND (Australia)

Come se la caverà Max Biaggi ai microfoni di Italia1? «Non vedo ora di sentire cosa dirà quando vinco io», ha graffiato Marco Melandri, l’ultimo rivale. Basterà alzarsi domani alle 5 per togliersi la curiosità: dall’Australia Max debutta in diretta commentando la qualifica per il via della Superbike, di cui è campione uscente. Ha volato in prima classe («Non mi faccio mancare niente»), entrando giovedì nel paddock da ex. «Cercare il meglio per la gara è stata un’ossessione per gran parte della mia vita. Ora sono più rilassato. È un debutto diverso, non sento il brivido di inizio stagione. Voglio fare un buon lavoro». Come si è preparato?

S Nuova vita Max Biaggi nel paddock di Phillip Island. Qualche giorno fa è stato ospite a Sanremo ALEX PHOTO

«

erano state rose e fiori.

Ho l’occhio lungo, gli ex rivali non mi diranno bugie. Ma ho trovato collaborazione

«Con lui mai avuto problemi. Ha esperienza, sarà fondamentale per il lancio Superbike».

MAX BIAGGI TELECRONISTA ITALIA1

«Avevo 39,5 di febbre e la testa scoppiava. Uscendo ho incrociato lo sguardo con Carla Bruni: pensavo fissasse me, invece era rimasta colpita da Eleonora (Pedron, n.d.r.). Ci sono rimasto un po’ male».

«La diretta non è uno scherzo, ho studiato i tempi giusti e come non essere banale». In 500 e Superbike ha vinto al debutto: si ripeterà?

«Sarà più difficile di quando correvo. Farò un altro sport». Ha litigato spesso coi giornalisti, qui le hanno riservato un posto in sala stampa.

«É come entrare nella gabbia dei leoni. Ma non starò seduto, girerò nel paddock in cerca di notizie e curiosità». Per molti è ancora un avversario, non sarà facile farsi raccontare segreti...

«Ho l’occhio lungo, non mi racconteranno bugie. Ma ho trovato molta collaborazione». Commenterà le gare con Guido Meda. In MotoGP tra voi non

Biaggi ospite a Sanremo. Ci racconta un retroscena?

Chi sarà l’erede di Biaggi?

«Sono almeno in tre: Checa, Melandri e Sykes. Poi ci sarà l’Aprilia: è campione, il minimo è che Laverty e Guintoli corrano per vincere». Ha seguito il precampionato?

«Con l’asfalto nuovo non sono andati forte come pensavo». Chi non ha scoperto le carte?

«Melandri e una delle due Aprilia. Tireranno fuori il meglio quando conterà». I piloti Sbk sognano la MotoGP: anche i telecronisti?

«Non ho sogni nel cassetto. Voglio lasciarmi andare, entrare in curva mollando i freni, andare a ruota libera su ciò che conosco e studiare quello che non so. Senza preconcetti». © RIPRODUZIONE RISERVATA

la scheda MAX BIAGGI 41 ANNI IRIDATO IN CARICA SBK

Max Biaggi è nato a Roma il 26 giugno 1971. Ha debuttato nel Motomondiale nel 1991 con l’Aprilia 250. In totale ha corso 215 GP con Aprilia, Honda e Yamaha, con 42 vittorie e 111 podi. In Superbike ha debuttato nel 2007 con la Suzuki. Ha corso 155 GP con Suzuki, Ducati e Aprilia, vincendo 21 gare.

6 Mondiali vinti: nel 1994, 1995, 1996 (Aprilia) e 1997 (Honda) in 250; nel 2010 e nel 2012 (Aprilia) in Superbike

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GARE ALLE 2 E 5.30 Domenica il Mondiale 2013 della Superbike debutta con il GP d’Australia a Phillip Island (4.445 m). In Australia il fuso orario è +10 ore rispetto all’Italia

S Oggi Ore 23.45 libere 2 Supersport (Italia 2)

S Domani Ore 0.45 qualifica 2 Superbike (Italia 2); ore 2.30 prove libere Superbike (Italia 2); ore 5 Superpole Superbike (Italia 1 e 2); ore 6.05 qualifica 2 Supersport (Italia 2); ore 23.20 warm up Superbike (Italia 2)

S Domenica Ore 2 gara-1 Superbike (Italia 1 e 2); ore 3.30 gara Supersport (Italia 2); ore 5.30 gara-2 Superbike (Italia 1-2); ore 14 replica gara-1 (Italia 1); ore 15 replica gara-2 (Italia 1)


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LA TRAGEDIA IN SUDAFRICA

CICLISMO

Storia da Oscar

Pistorius Oscar Pistorius, 26 anni. Dopo giorni di lacrime, ieri è

Botha Hilton Botha, il detective della polizia arrivato per primo sulla

sembrato più fiducioso. L’avvocato Barry Roux sta facendo leva su alcune lacune dell’accusa per migliorare la sua posizione REUTERS

scena del delitto. Deve rispondere di sette capi d’imputazione per tentato omicidio: nel 2011 sparò contro un taxi mentre era in stato d’ebbrezza AP

La vicenda Pistorius è più intricata di un film Inquisito il detective Botha indagato per tentato omicidio: nel 2011 sparò a un minibus per fermarlo. L’atleta spera nella libertà su cauzione Il super poliziotto sollevato dal caso L’accusa passa a Moonoo, uno dei migliori detective LORENZO SIMONCELLI PRETORIA

Dovrebbe essere il giorno del giudizio. Questa sera dovremmo sapere se Oscar Pistorius sarà un uomo libero oppure dovrà aspettare fino all'inizio del processo nel carcere di Pretoria. C'e' ottimismo tra i legali dell'atleta sudafricano, e lo stesso Pistorius, dopo giorni di lacrime quasi ininterrotte, avrebbe detto di esser sicuro di poter tornare presto ad allenarsi. Se sarà così lo dovrà fare senza il supporto del suo main sponsor, la Nike, che ha deciso di sospendergli il contratto perché meritevole «di un processo equo». A dare una grossa mano alla difesa e alla possibilità di una scarcerazione su cauzione di Pistorius, ci ha pensato il detective Hilton Botha. Chiamato dall' accusa a testimoniare contro il campione paralimpico, in realtà l'agente di polizia ha favorito Pistorius, con una serie di dichiarazioni lacunose che hanno lasciato più di qualche dubbio al giudice Desmon Nair. Il colpo si scena L’assenza del

quarto bossolo sul luogo del delitto, il non aver usato i copri scarpe sulla scena del crimine e gli errori sull'esatta distanza della casa dei vicini-testimoni avevano fatto capitolare la credibilità del poliziotto, tanto da

Timori che l’atleta possa fuggire in Italia e un altro giallo: ha o no una casa a Gemona? accusarlo di aver inquinato le prove. Inoltre, nelle prime ore della mattina di ieri, e' emerso che Botha risulta essere indagato per tentato omicidio: nel 2011, ubriaco, sparò contro un minibus per tentare di fermarlo. Un'ulteriore fendente alla credibilità del detective di polizia. Per questo motivo, con grande sorpresa, nell’udienza di ieri è stato richiamato in aula per una seconda testimonianza. Entrato in aula, Botha è stato subbissato dai flash dei fotografici togliendo quasi la scena a Pistorius. Contraddizioni Incalzato dal giu-

dice, non ha potuto che confermare le testimonianze del giorno precedente, sostenendo però di avere le prove sul fatto che in passato Pistorius avesse sbattuto una porta in faccia alla sua ex-fidanzata Samantha Taylor, e che avrebbe esploso un colpo di pistola volontariamente in un noto ristorante di Johannesburg. Poi, un altro scivolone — come se non bastasse — alla richiesta del giudice Nair di argomentare le registrazioni telefoniche effettuate sul cellulare della vittima, ha risposto: «non ne sono in possesso», nello sconforto generale dell'accusa. Così, nel tardo pomeriggio, i vertici della polizia sudafricana hanno deciso di togliergli le indagini per affidarle al detective Vinesh Moo-

Quanti errori Dai bossoli alle urla Le gaffe dell’accusa Nell’udienza di convalida del fermo di Oscar Pistorius, la difesa dell’avvocato Barry Roux ha messo a segno diversi punti, grazie alle deboli testimonianze del detective Hilton Botha, giunto per primo sul luogo del delitto. Le sostanze trovate nella camera non sarebbero steroidi, ma integratori alimentari naturali. Trovati solo 3 bossoli e non 4. Rimangono incertezze sulla vicinanza di chi ha sentito le urla provenire dalla casa. La polizia in un primo momento ha parlato di 600 metri, poi 300. Secondo la difesa gli schiamazzi sarebbero potuti provenire da altre abitazioni. Il cadavere di Reeva Steenkamp (nella foto LAPRESSE) «non presentava segni di aggressione né di autodifesa», come ha sostenuto Botha, per cui l’ipotesi della mazza da cricket come arma del delitto, oltre alla 9 mm, andrebbe rivista.

noo, considerato uno dei migliori investigatori del Paese. Potrebbe fuggire? Una svolta de-

cisiva nella vicenda Pistorius, anche perché il nuovo team di inquirenti, a udienza di convalida chiusa, dovrà iniziare nuovamente le indagini. In un dibattimento che ormai è quasi più un processo che un’udienza di convalida del fermo, si è tornati sulla possibilità di fuga del campione sudafricano. Dopo le affermazioni di Botha, che aveva sostenuto come ci fosse un rilevante pericolo che il campione potesse lasciare il Paese, soprattutto per riparare in Italia, dove Pistorius possiede una casa. Il Pm ieri si e' presentato in aula con il magazine sudafricano «Sarie» in cui Pistorius, in un'intervista rilasciata nel 2010, aveva detto di avere una casa a Gemona. Tesi smentita dalla difesa e a quanto pare anche dal sindaco della cittadina friulana. L'udienza si è chiusa con l'ultima argomentazione dell'accusa, che ha definito «improbabile» il fatto che, una volta svegliato dai presunti rumori, Pistorius non avrebbe avvisato la fidanzata e sarebbe andato direttamente in bagno. All'inizio dell’udienza di convalida del fermo non ci si aspettava un rinvio di tre giorni, ma soprattutto non ci si aspettava che Pistorius, a poche ore dal verdetto, avesse ancora qualche possibilità di ottenere una scarcerazione su cauzione. Un risultato inaspettato, dovuto al grande lavoro del suo team difensivo, coordinato dall’avvocato Barry Roux, ma anche ad un tragicomico autogol di accusa e polizia insieme. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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MONDIALI PISTA IN BIELORUSSIA

C’E’ PURE SIMION

Maga Giorgia, pensaci tu «Sono pronta»

Giorgia Bronzini, 29 anni BETTINI

Bronzini oggi nello scratch

UOMINI Inseg. ind. 1. Michael Hepburn (Aus) 4'16"733; 2. Irvine (Irl) 4'24"528 (batteria 4'20"260); 3. Kueng (Svi) 4'22"841; 16. Coledan 4'32"148. Scratch 1. Irvine (Irl); 2. Mueller (Aut); 3. Ho Ting (Hkg); rit. Viganò. Velocità a squadre 1. GERMANIA (Enders, Botticher, Levy) 43"495; 2. Nuova Zelanda 43"544; 3. Francia 43"792.

S DONNE 500 m 1. Lee Wai Sze (Hkg) 33"973; 2. Welte (Ger) 33"996; 3. James (Gb) 34"133. Inseg. a squadre: 1. GB ( Trott, King, Barker) 3'18"140; 2. Australia 3'19"913; 3. Canada 3'20"794; 8. Italia (Simona Frapporti, Beatrice Bartelloni, Giulia Donato) 3'30"042.

S OGGI Keirin U (F. Ceci); Omnium U 1ª giornata (Simion); scratch D (Bronzini); corsa a punti U (Ciccone)

POZZATO IN BELGIO Domani si apre la stagione in Belgio con il classico Het Nieuwsblad, con finale sui Muri del Fiandre. Ci saranno Tom Boonen e Filippo Pozzato, in grande spolvero dopo la vittoria al Trofeo Laigueglia FOTO BETTINI

e domani nella corsa a punti DAL NOSTRO INVIATO

PAOLO MARABINI MINSK (Bielorussia)

Non si sente quella che deve salvare la patria. Ma certo è che, tra oggi e domani, Giorgia Bronzini un po’ sulle spalle se la deve pur caricare questa Italia della pista, orfana dell’altro ragazzo da podio Elia Viviani e infarcita di giovani. Perché anche ieri ai Mondiali non c’è stata gloria, con le ragazze ottave nell’inseguimento a squadre (non senza rimpianti: il 4˚ posto era a 2", su tempi per loro abituali), Coledan imballato e 16˚ nell’inseguimento, infine il debuttante Viganò senza energie e ritirato intorno a metà gara nello scratch. «Perché senza tv?» Tocca alla 29enne piacentina,

quindi, cercare di ridare un po' di morale al gruppo azzurro. In canna ha due cartucce da sparare. Comincia oggi dallo scratch, a lei meno congeniale, anche se in quel terno al lotto - 10 km in apnea, traguardo unico, 18 atlete al via - Giorgia ha tutto per piazzare il guizzo che è solita far valere su strada. «Mi serve soprattutto per trovare la gamba» dice. Ma sapendo che se la può giocare con tutte, anche con le favorite Pawlowska e Wild. Poi domani ritroverà la corsa a punti a lei cara, quella che nel 2009 la vide d’oro a Pruszkow, di bronzo due anni dopo e un anno fa quarta a una lunghezza dal podio. «E' la mia gara — spiega — e non vedo l’ora di giocarmela. Il livello si è alzato tantissimo negli ultimi anni. Le favorite? Non sono poche. Ma adesso sono io che devo essere brava a fare la corsa su di loro. Devo farmi trovare al posto giusto al momento giusto, non fare affidamento solo sulle volate di gruppo. Sennò va a finire come un anno fa a Melbourne, dove corsi forse la mia miglior gara di sempre ma rimasi con nulla in mano». Ha un buon morale, Giorgia. E intanto pensa a settembre, quando saprà se la corsa a punti tornerà nel programma olimpico. «Sarebbe l’unico buon motivo per farmi prolungare la carriera, altrimenti tiro al massimo due stagioni». Intanto, però, c'è un altro Mondiale da centrare. E lei ne approfitta per mandare il suo messaggio polemico: «E' una vergogna che la televisione lo snobbi. Come possiamo poi sperare nel rilancio della pista?». © RIPRODUZIONE RISERVATA

OPERACION PUERTO A MADRID

I guai di Vicioso e Edo, il manager di Rodriguez MADRID

Più che l’Operacion Puerto, sembra l’Operacion Mentira, o bugia. Oggi nell’aula 21 del tribunale appaiono, in video, due spagnoli: Angel Vicioso e Marcos Serrano (rischiò di morire al Giro 2006, per una trasfusione andata male: fu ricoverato a Tortona). Vicioso ha quasi 36 anni e corre ancora, con la russa Katusha. Che però l’ha sospeso 2 giorni fa proprio per le bugie dette: aveva dichiarato di aver chiuso i conti con l’Operacion Puerto, e non è così. Vicioso era stato chiamato a testimoniare il 12 febbraio, ma aveva risposto con un certificato medico, improvvisa lombalgia. Poi è diventato irreperibile, tanto che martedì la giudice Santamaria ha comunicato la sua ufficiale sparizione: se non si fosse presentato, la Guardia Civil l’avrebbe portato in tribunale. A quel punto Vicioso si è rifatto vivo, e ha detto di non saper nulla della chiamata del tribunale. Bugie, appunto. E vediamo se anche lui, come gli ex compagni della Liberty (Nozal, Beloki, Etxeberria e Unai Osa), negherà qualsiasi legame con Fuentes. Anche per Vicioso, numero 16 per i codici di «Asterix», le carte del processo sono compromettenti con documenti che testimoniano trasfusioni e prodotti dopanti. Mai squalificato, Vicioso. Così come Angel Edo, ex Kelme e Milaneza, la cui tabella con i trattamenti dopanti di Fuentes è chiara. Attualmente fa il procuratore sportivo, tra i suoi atleti c’è Joaquin Rodriguez, lo spagnolo della Katusha n. 1 al mondo e suo compagno alla Saunier nel 2005. Imbarazzante.


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CICLISMO L’ANNUNCIO

Il cielo d’Irlanda è rosa Giro 2014, Belfast e Dublino per il via Storica prima volta della corsa Gazzetta: «Sarà la partenza dall’estero più bella di sempre» DAL NOSTRO INVIATO

11ª VOLTA FUORI DALL’ITALIA LA 97ª EDIZIONE DA SABATO 10 MAGGIO A DOMENICA 1˚ GIUGNO

PIER BERGONZI twitter@pierbergonzi BELFAST (Irlanda del Nord)

Nella sala delle conferenze, al quinto piano del Museo Titanic, c’è una ragazza con la maglietta verde su cui campeggia la scritta: «Da qui partì intero...». E proprio da qui, alla periferia di Belfast, partirà il Giro d’Italia 2014. L’annuncio ufficiale lo hanno dato ieri Arlene Foster, ministro del turismo dell’Irlanda del Nord, e Michele Acquarone, direttore generale di Rcs Sport. Ancora una volta, la corsa della Gazzetta scatterà dall’estero, e non è un caso che sarà un Paese di lingua inglese ad ospitare la «Grande Partenza». Non è un caso perché il mondo del ciclismo si è allargato, e negli ultimi anni sono cresciuti soprattutto i Paesi che parlano la lingua della Regina (Stati Uniti, Australia, Gran Bretagna, Irlanda...). Amore Le corse più amate e

quindi più ambite sono il Tour e il Giro. Avere anche una sola tappa, o addirittura la prima tappa, fa decollare l’interesse e l’entusiasmo. E' successo così anche lo scorso anno per il via da Herning, in Danimarca. L’Irlanda poi ricorda la partenza del Tour 1998, e la ricordiamo benissimo anche noi. In gara c’era Marco Pantani che arrivò 181˚ nel prologo di Dublino (su 189), per poi scalare le montagne e la classifica fino a conquistare la maglia gialla di Parigi 33 anni dopo l’ultimo successo italiano (Gimondi 1965). Il Giro invece non era mai approdato da queste parti, e la candidatura di Belfast sembrava un sogno lontano. Darach McQuaid, figlio di un campione irlandese che correva ai tempi di Coppi e fratello del presidente dell’Uci Pat McQuaid, ci ha creduto fino in fondo e il suo caparbio entusiasmo ha convinto sia le amministrazioni locali (che investiranno circa 5 milioni di euro) sia Rcs Sport. Roberto Salvador, responsabile della logistica del Giro d’Italia, è andato avanti e indietro

l’incontro

DAL NOSTRO INVIATO

BELFAST

Sembra incredibile, ma nel cuore storico di Belfast c’è un nuovo ristorante che si chiama «Coppi». È nato nell’autunno scorso, ed è effettivamente dedicato al Campionissimo. Un po’ di marketing per dare l’idea della buona tradizione italiana, e un po’ di passione per la grande tradizione italiana del ciclismo. E’ qui, sotto a una gigantografia di Fausto in maglia Bianchi e accanto agli appendiabiti a forma di manubrio da corsa, che incontriamo Stephen Roche, icona del ciclismo irlandese. Roche è nato a Dundrum, periferia sud di Dublino, ma è cre-

GAZZETTA DELLO SPORT

Con Roche A Belfast, davanti al museo del Titanic, si festeggia il Giro 2014: da sin. Alan Clarke, n. 1. del turismo nord-irlandese, Stephen Roche, il ministro del turismo nord-irlandese Arlene Foster, e Michele Acquarone. Sotto, Roche in maglia rosa al Giro 1987 BETTINI

da Dublino e Belfast per sciogliere ogni dubbio su quella che sarà la più complicata e al tempo stesso suggestiva partenza di un Grande Giro. Per il momento, si sa che le prime due tappe, sabato 10 e domenica 11 maggio 2014, saranno a Belfast, la città simbolo del Nord Irlanda, che fa parte della Gran Bretagna, mentre lunedì 12 maggio la corsa rosa partirà da Armagh per arrivare a Dublino, la capitale della Repubblica d’Irlanda. Fino a 15 anni fa, sarebbe stato impossibile unire le due facce (leggi cultura, politica, religione...) dell’Irlanda ma il Paese di James Joyce, degli U2 e della Guinness ha fatto clamorosi passi avanti sulla via dell’armonia e il Giro del 2014 sarà l’occasione per ribadirlo.

Sfida «Per noi è una grande sfida — dice Arlene Foster, Ministro del Turismo nordirlandese —. Il nostro Paese viene da una lunga fase di recessione e ha bisogno di rilanciare il turismo, per questo crediamo molto nel Giro d’Italia come veicolo di interesse per raccontare al mondo quanto è bella l’Irlanda». Più o meno lo stesso concetto ribadito da Michael Ring, Ministro del Turismo della Repubblica d’Irlanda, nel corso della presentazione che ieri sera si è tenuta a Dublino. «Abbiamo già ospitato la partenza del Tour de France nel 1998, ma questa volta il messaggio è ancora più forte perché si uniranno Belfast e Dublino nel segno di un amore enorme che il nostro Paese e

S Sean Kelly, 56 anni, l’altro mito dell’Irlanda in bici: vinse 1 Vuelta, 3 Lombardia, 2 Roubaix, 2 Sanremo, 2 Liegi BETTINI

la nostra gente hanno per il ciclismo. Sono sicuro che sarà un grande momento. Uno dei quei momenti che fanno la storia dello sport». Passione Michele Acquarone,

a nome di Rcs Sport, ha sottolineato che il «Giro d’Italia ha un patrimonio immenso di passione. I fan di tutto il mondo amano la corsa rosa e noi facciamo di tutto per rendere indimenticabile il passaggio del Giro sulle strade d’Italia e non solo. In Irlanda abbiamo trovato calore e grande intraprendenza. Adesso abbiamo 15 mesi di tempo per fare in modo che il via da Belfast-Dublino sia la più bella e coinvolgente partenza dall’estero di sempre».

clic GLI U2, LA DOMENICA DI SANGUE E QUELLA CANZONE MITICA Nati a Dublino nel 1976, gli U2 sono uno dei gruppi più famosi del panorama musicale. E tra i successi c’è «Sunday Bloody Sunday», dedicata alla «Domenica di sangue» del 30 gennaio 1972: a Derry, l’esercito del Regno Unito sparò sui partecipanti cattolici durante una manifestazione. Ci furono 14 morti, e l’episodio scatenò la rivolta nazionalista contro il governo di Londra.

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Metti una cena con Roche, nel ristorante Coppi sciuto ciclisticamente in Francia per decollare in Italia. L’irlandese è famoso per aver vinto tutto, con la maglia della Carrera di Davide Boifava, nella stagione 1987. Quell’anno, Stephen conquistò il Giro d’Italia facendo un sgambetto al suo compagno di squadra Roberto Visentini, poi firmò anche il Tour e il Mondiale di Villach davanti a Moreno Argentin... Giro, Tour e Mondiale nello stesso anno, un primato che divide soltanto con un certo Eddy Merckx! In quegli anni c’era anche Sean Kelly, un altro irlandese, che dominava nelle Classiche. Ma Roche e Kelly non hanno fatto i proseliti attesi. A 20 anni dal loro addio alle corse, i migliori irlandesi sono Nicolas Roche e Da-

niel Martin, figlio e nipote di Stephen Roche, che è naturalmente il testimonial della «Grande Partenza» Belfast-Dublino del Giro 2014. Notizia «Questa è davvero una

Stephen Roche, 53 anni, con il Trofeo del Giro al ristorante Coppi

grande notizia, per il ciclismo e non solo — dice Roche, che oggi ha 53 anni —. L’Irlanda viene da anni di crisi economica pesantissima. Per rialzarsi, ha bisogno del turismo, e il Giro d’Italia può dare una grande spinta. Lo stesso discorso vale per il nostro sport. Quando correvamo io e Kelly, gli irlandesi si erano davvero innamorati del ciclismo, ma è mancata una politica lungimirante della federazione e sono mancati gli investimenti di grandi sponsor, come in Inghilterra

grazie alla Lotteria Nazionale e a Sky. Da noi non si organizza più nemmeno il Giro d’Irlanda...». Roche vive tra Antibes, dove aveva un albergo, e Palma di Maiorca. Ma ha mantenuto un forte legame con l’Italia. «Sento spesso Boifava e mio figlio Alexi, 14 anni, ha appena incominciato a correre con un club di Nizza. Naturalmente in bici Carrera! A proposito: Nicolas è forte e quest’anno con la Saxo Bank di Contador si prenderà grandi soddisfazioni, ma Alexi è un fenomeno. Ha il colpo di pedale degli atleti di talento. Sono sicuro che vincerà il Giro d’Italia e il Tour de France del 2024. Volete scommettere?».

Pugno Il ciclismo attraversa un periodo difficilissimo. Il caso Armstrong e dintorni ha dato un pugno secco sul volto della credibilità del mondo a due ruote. «Le brutte notizie sono tante, ma credo che abbiano poco a che fare con il ciclismo attuale — continua Roche —. Quello di Lance Armstrong a me sembra un mondo lontanissimo. Il passaporto biologico ha fatto fare un salto di qualità decisivo nella lotta al doping e il 99 per cento dei tifosi crede nella vittoria di Wiggins dell’ultimo Tour. Io ho due figli che corrono in bicicletta, e sono sicuro che possano fare il loro sport senza alcun pericolo e in un ambiente eticamente sano». p. ber.


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BASKET EUROLEGA

h Solo un quarto di Siena

MIGLIORI

i

PEGGIORI Disastroso -39

in casa per il Fener di Pianigiani

Tutto il resto è Maccabi S Ohayon 8 Un furetto inarrestabile. Segna i primi 5 punti in avvio di ripresa e finisce con 19, 3 assist e 2 recuperi.

S Smith 7.5 Realizza 7 punti in 77 secondi a fine 1˚ tempo: miglior marcatore, assistman e rimbalzista del Maccabi.

È la seconda sconfitta della Mens Sana nelle Top 16 Banchi: «Dopo 10’ non abbiamo pareggiato la loro energia» MACCABI SIENA

con Eze e qualche pasticcio di troppo del Maccabi (69-57 in avvio di 4o quarto). Erano ancora Smith e Ohayon a tranquillizzare lo Yad Eliyahu.

92 61

(22-22, 46-34; 69-53) MACCABI TEL AVIV: Hickman 6 (1/7, 1/1), Ohayon 19 (5/7, 2/2), Smith 19 (0/2, 5/6), Caner Medley 1 (0/1, 0/1), James 14 (7/7, 0/1); Logan 14 (4/5, 2/5), Pnini 15 (2/4, 2/3), Planinic, Landsberger 4 (2/2, 0/1). N.e.: Eliyahu, Segev, Roth. All.: Blatt.

Goleada Gli ultimi due k.o. senesi qui erano stati entrambi di 2 punti, stavolta finisce in goleada. «Sapevamo che sarebbe stata durissima pareggiare la loro intensità, motivazione e voglia di vincere — dice Banchi — Oltretutto la percezione di Siena da parte degli avversari è cambiata rispetto a inizio stagione. Il Maccabi ha disputato una grande partita, la situazione in cui si trova lo costringe ad affrontare le gare del girone di ritorno come fossero 7 finali. La nostra partita è finita nel 2o quarto quando non siamo stati in grado di rispondere alla loro energia, ci hanno dominato in ogni aspetto del gioco, facendo ottime scelte offensive». Si torna a parlare della fatica, e non

MONTEPASCHI SIENA: Brown 13 (6/10, 0/7), Janning 7 (2/5, 1/3), Moss 6 (0/4, 2/4), Kangur 13 (2/2, 3/5), Eze 9 (4/7); Carraretto (0/1 da 3), Sanikidze 6 (2/4, 0/2), Ortner, Hackett 7 (2/6, 1/1). N.e.: Rasic, Ress, Lechtaler. All.: Banchi. ARBITRI: Belosevic (Ser), Lopes (Por), Javor (Slo). NOTE - T.l.: Mac 14/20, Sie 4/8. Rimb.: Mac 34 (Smith 8), Sie 29 (Eze e Janning 5). Ass.: Mac 15 (Smith 4), Sie 15 (Janning 4). Progr.: 5’ 8-6, 15’ 25-26, 25’ 60-42, 35’ 74-57. Nessun uscito per 5 falli Spett. 11.060.

DAL NOSTRO INVIATO

Questione di gambe, di fiato e di motivazioni, quelle altrui. Impensabile per Siena sbancare per la prima volta lo Yad Eliyahu (0-8 il bilancio in Eurolega) con i minuti che si sommano, le trasferte che si moltiplicano e una classifica che la premia, anche dopo la batosta di ieri. Così, finché ci sono energie, l’Mps prova a restare in partita, riuscendo anche a far sorgere qualche piccolo dubbio a inizio del 4o periodo, quando Brown fallisce la tripla del possibile -9. Poi l’inevitabile crollo, sino all’ingeneroso -31 finale. Una gara che gli israeliani (ora 3 vinte e 5 perse) dovevano far loro a tutti i costi per mantenere una minima speranza di qualificarsi ai playoff. E infatti i ragazzi di coach Blatt

S Hackett 5 Finisce presto la benzina, con lui in quintetto Siena perde di 31 punti, giusto lo scarto finale della partita.

S Moss 5 Qualcosa di buono in difesa, ma poco o niente in attacco: solo due triple in 31’ e 4 errori da due punti.

Blatt (Maccabi) «Hanno perso di 31 punti, ma farei cambio con la loro classifica»

MASSIMO ORIANI TEL AVIV (Israele)

Benjamin Eze, 32 anni, 2.08, contro Shawn James, 29, 2.08 AFP

hanno giocato con gli occhi iniettati di sangue. Certo, quando fai 12/20 da 3 (7/23 per l’Mps), tutto diventa molto più facile. Equilibrio Eppure l’avvio era sta-

to equilibrato, un 1o quarto da 22 pari, con un ottimo Kangur (10 punti senza errori al tiro) e Brown che segnava 8 dei suoi 13 punti complessivi nei primi 10’. Ma bastava una spallata per mandare all’aria il castello di carte toscano. Ci pensava Devin Smith a darla. Chirurgico nello scegliere i momenti in cui far male, l’ex Avellino e Treviso

segnava 7 punti negli ultimi 77" del 1o tempo, dilatando il vantaggio (+8) che il Maccabi aveva costruito con un altro ex italiano (Pesaro), Hickman, nel suo unico sprazzo della serata, approfittando dell’avvio disastroso di Siena (4 perse e soli 6 punti nei primi 7’ del 2˚ periodo). Le triple di Moss e Hackett lasciavano un filo di suspense (46-34 alla pausa). Ma l’avvio di ripresa, con la sfuriata di Ohayon e il dominio in area di Shawn James, facevano capire che non era serata. Il +20 pareva chiudere il match, prima dell’ultimo fuoco senese

SERIE A BRANDON TORNA ALLA SCANDONE DOPO GIOCÒ NEL 2005/06

è una scusa: «I ragazzi sono spremuti — prosegue il coach dei tricolori — L’avvio del ritorno coincide con il post Coppa Italia, e oltretutto abbiamo infortuni da gestire. Una brutta sconfitta, ma che serva da lezione, perché da qui alla fine tutti ci affronteranno con questa intensità». I complimenti di Blatt servono da magra consolazione: «L’avevo detto a ottobre, sono una grande squadra e lo hanno dimostrato sin qui. Hanno perso di 30, ma farei cambio volentieri con la loro posizione in classifica...».

Atlanta tiene Smith Redick va ai Bucks E Harden ne fa 46

Per sostituire Minard, passato al Besiktas, i nomi di Gomes e Williams

Mercato Sabatini, che fino a mercoledì sera giurava sulla permanenza di Minard a Bologna, continua a negare ritardi nei bonifici in favore dei giocatori. Tra i possibili sostituti, Ryan Gomes, ex Boston che ultimamente ha giocato negli Artland in Germania, e Marcus Eliot Williams, ex San Antonio e Clippers squalificato fino a giugno in Cina per uso di cannabis. In LegaDue sondaggi con Brescia per JR Giddens e con Trento per BJ Elder. Intanto nella sfida di domenica con Avellino entrerà in roster Danilo Andjusic, 21enne guardia che ieri si è allenato per la prima volta agli ordini di Finelli. Avellino, invece, si presenterà con Brandon Brown che si è accordato per il ritorno dopo il debutto nel 2005/06. L’ex Teramo aveva iniziato la stagione a Trieste, in LegaDue.

Houston rimonta i Thunder. I Lakers ricordano Buss e battono Boston

Steven Smith e Ricky Minard CIAM

GIRONE E Bamberg-Unicaja Malaga 65-68 (Nachbar 17; Zoric 26); Zalgiris Kaunas-Panathinaikos Atene 73-78 (Lafayette 15; Ukic 21). Oggi: Efes Istanbul-Cska Mosca, Real Madrid-Alba Berlino. Classifica: Real Madrid, Efes 6 vinte-1 persa; Cska 5-2; Panathinaikos 5-3; Malaga 4-4; Zalgiris 3-5; Alba 1-6; Bamberg 0-8. GIRONE F Fenerbahce Istanbul-Barcellona 60-99 (Bogdanovic 18; Mickeal 17); Maccabi Tel Aviv-Montepaschi Siena 92-61. Oggi: Khimki-Besiktas Istanbul, Olympiacos Pireo-Caja Laboral Vitoria. Classifica: Barcellona 7-1; Siena 6-2; Khimki, Vitoria Olympiacos 4-3; Maccabi 3-5; Fenerbahce 2-6; Besiktas 0-7. Le prime 4 ai quarti. SUTOR CALDA (a.p.) Dopo la contestazione contro Caserta, in cui i tifosi di Montegranaro hanno preso di mira in particolare il capitano Fabio Di Bella, ieri si è tenuto un incontro chiarificatore a cui hanno partecipato il d.g. Santoro, lo stesso Di Bella e un portavoce. In seguito Di Bella ha restituito la qualifica di capitano ringraziando i compagni di squadra «che non hanno mai fatto mancare il proprio appoggio». DONNE Oggi alle 20 gara-2 dei playoff di Eurolega Rivas Ecopolis-Famila Schio. Le venete hanno vinto la prima partita in casa 69-63. Eventuale bella mercoledì 27 a Schio. LEGADUE Oggi alle 21, diretta Rai Sport 2, anticipo della 5a di ritorno Scafati-Forlì.

Gazzetta.it LE IMMAGINI DELLE SFIDE EUROPEE E TUTTA LA NBA Sul sito della Gazzetta, le immagini delle partite della giornata di Eurolega. Per la Nba, le partite ogni notte in tempo reale e la mattina il riassunto, con commento in italiano, delle due principali sfide e il meglio della notte.

NBA IERI È SCADUTO, SENZA IL BOTTO, IL TERMINE PER I TRASFERIMENTI

Virtus sul mercato Ma Smith resta Brown ad Avellino Il brusco addio di Ricky Minard resta l’unico in casa Virtus Bologna. Non si muove, infatti, Steven Smith che aveva pensato di esercitare la clausola di svincolo unilaterale per uscire dal contratto. Non sembrava fortuito che ieri l’ex Panathinaikos fosse stato sostituito all’ultimo momento da Gigli a un’iniziativa promozionale. Ma in serata il caso è rientrato. Già a fine gennaio era esplosa la polemica sul presunto mancato pagamento degli stipendi dopo un «no comment» di Kenny Hasbrouck sull’argomento. Il sito della Virtus ha annunciato la risoluzione con Minard in due righe in stridente contrasto con la nota del giorno prima in cui si negava ogni contatto con i turchi del Besiktas. «È stato un fulmi-

Disastrosa sconfitta casalinga del Fenerbahce di Simone Pianigiani contro il Barcellona. Partita finita nel secondo quarto finito 19-50 con un parziale di 27-6 per i catalani. Il Fener va bene in campionato, ha vinto la Coppa di Turchia, ma nelle Top 16 è penultimo: con il Barcellona aveva già perso di 22 punti fuori casa e a Istanbul aveva perso di 22 con Vitoria.

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ne a ciel sereno — sbotta l’a.d. Claudio Sabatini — Lui mi ha chiesto di essere rilasciato, potevo tenerlo qui scontento o transarlo. Ho accettato l’offerta nell’interesse dei soci, ma se il club fosse stato ancora mio avrei trascinato Ricky davanti al tribunale Fiba come Kemp».

ZANARINI-ZAPPELLA

la 8a giornata

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Kobe Bryant, 34 anni AP

L’unico movimento di rilievo, nell’ultimo giorno per i trasferimenti, è stato il passaggio di JJ Redick da Orlando a Milwaukee. Quindi scambi di minor impatto come Dexter Pittman da Miami a Memphis e Jordan Crawford da Washington a Boston per Leandro Barbosa (fuori per infortunio). Josh Smith non si è mosso. Atlanta ne ha parlato con Brooklyn, Milwaukee, Phoenix e Boston. E anche con Houston dove il protagonista in campo è stato James Harden che ha segnato 46 punti, record nella Nba, a Oklahoma City, la sua ex squadra, con 14 su 19 al tiro di cui 7 su 8 da 3 oltre a 11 su 12 ai liberi, 8 rimbalzi e 6 assist. I Rockets erano sotto di 14 punti a 7’ dalla fine. Record di punti anche per l’ex biellese Thabo Sefolosha, 28, alla pari con Russell Westbrook. Tripla doppia per Kevin Durant che, ai 12

rimbalzi e 11 assist, ha aggiunto 16 punti con 4 su 13 al tiro. I Rockets hanno preso Thomas Robinson, numero 5 dell’ultimo draft, mandando a Sacramento Patterson, Aldrich e Toney Douglas, e acquisendo anche Garcia e Honeycutt. Zero punti per Andrea Bargnani nella sconfitta di Toronto in casa con Memphis che per la prima volta ha ritrovato Rudy Gay da avversario (13 punti). Il Mago ha giocato 22 minuti sbagliando i 4 tiri tentati. Prima della vittoria contro Boston, Kobe Bryant ha ricordato il proprietario dei Lakers, Jerry Buss morto lunedì scorso: «Abbiamo perso il più grande proprietario sportivo della storia». RISULTATI: Atlanta-Miami 90-103 (Horford 27; James 24); Cleveland-New Orleans 105-100 (Irving 35; Roberts 17); LA Lakers-Boston 113-99 (Howard 24; Pierce 26); Golden State-Phoenix 108-98 (Thompson 28; Dragic 20); Dallas-Orlando 111-96 (Brand e Marion 17; Afflalo 21); Milwaukee-Brooklyn 94-97 (Jennings 31; Williams 23); Minnesota-Philadelphia 94-87 (Pekovic 27 e 18 rimbalzi; Turner 17); Houston-Oklahoma City 122-119 (Harden 46; Westbrook e Sefolosha 28); Indiana-New York 125-91 (George 27; Chandler 19); Charlotte-Detroit 99-105 (Walker 24; Knight 21); Toronto-Memphis 82-88 (Andersen 19; Conley e Randolph 17). © RIPRODUZIONE RISERVATA


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RUGBY SEI NAZIONI: DOMANI IL GALLES

Sarà Vosawai il vice Parisse «Non ho paura»

Mediana Gori-Burton Capitano è Castrogiovanni C’è da dimenticare Edimburgo. E allora ecco la piccola-grande rivoluzione di Jacques Brunel. Rispetto al XV che due settimane fa è stato travolto dalla Scozia, sono quattro le novità nel XV che domani all’Olimpico affronterà il Galles. In più, assente Parisse, c’è la scelta di Martin Castrogiovanni capitano. Alla staffetta tra Sergio e Manoa Vosawai, si aggiunge quella in seconda linea tra Quintin Geldenhuys e Antonio Pavanello. Mentre a pagare il conto del k.o. di Murrayfield è soprattutto la mediana: fuori Luciano Orquera e Tobias Botes, dentro Kris Burton e Ugo Gori. «Geldenhuys va in panchina perché a Edimburgo non mi ha entusiasmato — spiega il c.t. — perché stamattina è nata Mia, sua terzogenita e per 24 ore sarà a Parma con la moglie e perché, senza Sergio, dobbiamo anche pensare alla touche». Quella di Orquera e Botes, che pure contro la Francia tanto bene avevano fatto, pare più una bocciatura. «Gori s’è presentato a inizio Sei Nazioni reduce da un infortunio — ricorda in realtà Brunel — ma è recuperato e quindi tocca a lui. Tra n. 10 e n. 9 non ho coppie inscindibili, ma cerco una cerniera più efficace di quella vista in Scozia». Una spiegazione merita anche la scelta di Castrogiovanni capitano: «Con lui nel ruolo — ricorda il c.t. — in giugno abbiamo vinto due partite su due. Perché cambiare?». Ghiraldini, storico vice, avrà gradito?

Squalificato il capitano, ecco il figiano d’Italia «Aspettavo questa occasione: la sfrutterò» ANDREA BUONGIOVANNI ROMA

Tocca a lui, tocca a Manoa Vosawai. Sarà il figiano d’Italia — un treno in corsa di 115 kg alto 188 cm — a vestire la maglia di Sergio Parisse, domani contro il Galles. «E’ la scelta più logica» taglia corto il c.t. Jacques Brunel nella solita aula-conferenze all’Acquacetosa. «E’ un’enorme responsabilità» sottolinea il giocatore poco dopo, senza mostrare però il minimo timore per quel che l’aspetta. Nel clan azzurro la squalifica del capitano non va proprio giù: «E’ un’ingiustizia» riassume Brunel. Si coltivano speranze per una sua presenza negli ultimi due match del Torneo: probabilmente all’inizio della prossima settimana, lunedì o martedì, il numero 8 tricolore sarà ascoltato a Parigi dalla Commissione d’appello della Lega francese. E a quel punto si saprà se i 30 giorni di stop imposti rimarranno tali o se la pena verrà ridotta.

«Gioco da sempre: alle Figi chi non è bravo a rugby, si dà al calcio» Infortuni Intanto, come terza

centro, in una linea tutta made in Benetton Treviso (al fianco Simone Favaro e Alessandro Zanni) c’è lui, c’è Ratu Manoa Seru Vosawai, 29enne nato e cresciuto a Suva. «Sergio — sorride con la sua faccia facciosa — nel ruolo è il miglior al mondo. Non ha alcun difetto. Spero solo di sfruttare al meglio l’occasione. Molti sono n. 8 adattati, io nasco così». In una carriera azzurra cominciata nel 2007 (Pierre Berbizier lo portò anche in Coppa del Mondo), per lui le opportunità non sono state tante. Vanta dieci caps, solo due dei quali da titolari (contro il Portogallo nel 2007, contro il Sudafrica nel 2010). «Colpa sopratutto degli infortuni — sostiene con un italiano pressoché perfetto — l’ultimo dei

clic

Per maschietti Palla in mano è

un ariete. Gran placcatore, ha grandi ripartenze da mischia chiusa, sa come scavare break profondi e conquistare metri. Anche in difesa è migliorato. In Italia dal 2004 dopo aver vestito la maglia delle Figi under 21, ha disputato cinque stagioni con la Rugby Parma e ora è alla terza a Treviso, svolta Celtic League compresa. «Sono nel rugby da sempre — racconta — alle Figi se sei maschio e non giochi sei considerato un gay... E quelli scarsi si danno al calcio. Non è stato facile venir via: sono anche figlio unico. Ma papà Epi (trequarti con alcune presenze in Nazionale A negli Anni Settanta, ndr) mi ha spronato. Sosteneva sarebbe stata una preziosa esperienza di vita». Pilota Aveva ragione: una volta

MANOA GIOCA IN NAZIONALE DA EQUIPARATO DOMANI SFIDA FALETAU, GALLESE NATO A TONGA

Vosawai gioca per l’Italia da equiparato, status che si raggiunge dopo tre stagioni di militanza in club nazionali e che Manoa ha raggiunto l’8 agosto 2007 (l’esordio in azzurro risale a dieci giorni dopo contro il Giappone a Saint Vincent). I

quali, il più grave di tutti. Dopo averli rotti in una partita contro il Glasgow, a inizio maggio, il dottor Porcellini di Forlì, lo stesso che ha operato Valentino Rossi, con tre viti mi ha ricostruito i legamenti della spalla destra. Sono stato fermo sette mesi, ma adesso finalmente sto alla grandissima».

Dragoni, nel suo ruolo, domani schiereranno un «tongano», il 22enne Toby Faletau (nella foto) che vive in Galles da quando aveva 7 anni. «La rivalità tra isolani è sempre sentita — dice Vosawai — la nostra sarà una sfida nella sfida. E quando prenderà palla, lo placcherò, certo non mi tirerò indietro». Nell’ambito c’è attesa anche per il confronto nel confronto tra il «samoano» Manu Tuilagi e Mathieu Bastareaud (originario delle Guadalupe) domani, in Inghilterra-Francia.

arrivato in Italia, clima a parte, per Manoa è stato subito grande amore. «Anche perché Suva non è solo mare e spiagge — ammette — è anche traffico, rumori e gente che corre e lavora. Insieme a Chiara, la mia fidanzata da tre anni, un giorno metterò su famiglia a Treviso. Studia da pasticcera: apriremo un bar, un locale e in inverno andremo alle Figi». Ex studente in matematica e fisica alla University of South Pacific, coltiva da sempre un grande sogno: diventare pilota d’aereo. «E’ così dalla prima volta che, con mamma, scomparsa nel 2009, andai da Viti Levu a Vanua Levu, le isole maggiori del nostro Paese» specifica. Domani potrà fare le prove: contro il Galles ci sarà da volare altissimo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Manoa Vosawai, 29 anni, 3ª linea, in azzurro 10 caps, solo 2 dal XV FAMA

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LE ALTRE PARTITE DOMENICA SCOZIA-IRLANDA

DOMANI ORE 15.30: SKY 2

Otto novità per la Francia in Inghilterra Ore 19: Italia-Galles under 20 a Viterbo

ITALIA N. GALLES MASI 15 HALFPENNY VENDITTI 14 CUTHBERT T. BENVENUTI 13 DAVIES CANALE 12 ROBERTS MCLEAN 11 NORTH BURTON 10 BIGGAR GORI 9 PHILLIPS VOSAWAI 8 FALETAU FAVARO 7 TIPURIC ZANNI 6 R. JONES MINTO 5 EVANS PAVANELLO 4 COOMBS CASTROGIOVANNI 3 A. JONES GHIRALDINI 2 HIBBARD LO CICERO 1 JENKINS a disposizione GIAZZON 16 OWENS Alb. DE MARCHI 17 JAMES CITTADINI 18 MITCHELL GELDENHUYS 19 A.W. JONES DERBYSHIRE 20 WARBURTON BOTES 21 L. WILLIAMS ORQUERA 22 HOOK GARCIA 23 S. WILLIAMS

Per Inghilterra Francia di domani alle 18 (dir. Sky 2), la Rosa effettua tre cambi: Tuilagi per Twelvetrees come secondo centro, Hartley per Youngs come tallonatore, Lawes flanker per Haskell. Sette novità e un cambio di posizione tra i Bleus: mediana Trinh Duc/Parra per Michalak/Machenaud, Clerc ala per Fofana che va a centro, Domingo per Forestier e Kayser per Szarzewki in prima, Samson (2˚ cap) per Suta in seconda e Nyanga per Ouedraogo in terza. Classifica: Inghilterra 4; Scozia, Galles, Irlanda, Italia 2; Francia 0. UNDER 20 Oggi alle 19 a Viterbo (dir. RaiSport 2), Italia Galles per il 6 Nazioni under 20. Azzurrini

senza David Odiete, influenzato. Il XV: Esposito; Albano, Campagnaro, G. Benvenuti, Guarducci; Padovani, Violi; Mbandà, Salvetti, Marazzi; Andreotti, Trotta; Pasquali, Moriconi, Panico. CELTIC Da oggi il 16˚ turno di Celtic. Oggi: Cardiff Connacht; Glasgow Ulster; Ospreys Edimburgo. Domani: Leinster Scarlets. Domenica: Treviso Munster (ore 15); Zebre Dragons (ore 15.05). Classifica: Ulster 58; Glasgow 51; Leinster 49; Scarlets 46; Ospreys 43; Munster 41; Cardiff 32; Treviso 27; Connacht 24; Edimburgo 23; Dragons 18; Zebre 6.


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SCI NORDICO MONDIALI IN VAL DI FIEMME DAL NOSTRO INVIATO

STEFANO ARCOBELLI PREDAZZO (Tn)

Facce italiane da medaglia: Alessandro Pittin, il combinatista, ed Elena Runggaldier o Evelyn Insam, le saltatrici. Tre facce di ghiaccio, espressione di passione, per rendere oggi l’Italia protagonista ai Mondiali nordici, già difficili (e si sapeva) ed impronosticabili (perché ci sono di mezzo parecchi giovani). E’ un venerdì di responsi mondiali, per le altre due discipline nordiche. Tra il trampolino di Predazzo e la pista di fondo di Tesero, l’attenzione è quasi tutta rivolta verso questo trio che ha già fatto vivere brividi azzurri e raccolto pesanti metalli all’Olimpiade 2010 con Pittin, e ai Mondiali 2011, con la Runggaldier. Due prime volte assolute per due sport di nicchia che adesso cercano conferme. Condizione A Predazzo, Pittin

s’è rovinato la stagione del rientro in Coppa del Mondo, con una caduta in allenamento che gli ha procurato la frattura di un pollice e a causa della quale non ha più gareggiato. Mesi di sofferenza, di attesa, di allenamenti solitari. Mesi frustranti. Ora dallo stesso trampolino cerca di cancellare ogni sfortuna e disagio con una prestazione a sorpresa: «Ho bisogno di fare un vero e proprio numero, soprattutto nel salto: perché non essendo in gran forma nel fondo non posso pensa-

Ora tocca a voi!

MEDAGLIERE PAESE Norvegia Russia Svezia Canada

Ritrovarsi Pittin spera molto di difendersi nel salto, spera nel-

B 1 1

TOT 3 1 1 1

Maturazione Elena Runggal-

dier rappresenta l’altra metà del cielo nordico: incalzata dalla Insam dice che «non cambia niente, siamo sempre un gruppo unito che ama stare insieme e lavorare insieme. I risultati di Evelyn hanno dato fiducia a tutte noi. Io ho preparato i Mondiali in Francia con l’ex tecnico di Lamy Chappuis e mi sento più esplosiva, ho superato la mia crisi, ho cambiato alcune cose: una cosa, ad esempio, è che adesso non mi arrivano più lettere solo dall’Austria o dalla Germania e Polonia, ma anche dall’Italia! Nel salto, quando non va, non va. Adesso per fortuna, va. E continuo a divertirmi». La Insam, fresca diciottenne, si sente cresciuta sul volo e l’atterraggio, è un talento che dispone di una formidabi-

Nella combinata il bronzo olimpico vuole ritrovarsi, nel salto le ragazze sono ambiziose

Nella foto grande Alessandro Pittin, 22 anni, tre vittorie in Coppa del Mondo. Sopra, Evelyn Insam, 18 anni, un podio in Coppa

A 1 1 -

di fronte ad una concorrenza sempre più agguerrita. Il favorito è il francese Lamy Chappuis? Vorrei battere l’olimpionico a casa mia dopo averlo fatto a casa sua...ma io dico il tedesco Frenzel. Ho una determinazione pazzesca!».

Pittin e la Insam Speranze giovani

re di fare un recupero da 3 minuti come quando vinsi le tre prove consecutive di Coppa del Mondo». Pittin cerca il vero Pittin senza l’ossessione della perfezione da ritrovare: «Una medaglia qui spazzerebbe queste due stagioni di sfortune, mi darebbe quella fiducia necessaria anche per pensare ai Giochi di Sochi 2014. Ora ho solo bisogno di ritrovare sicurezze in me».

O 1 1 -

la pista durissima di fondo per colmare il gap che lo ha tenuto al buio dagli avversari: «Sono stati giorni tremendi, alla ricerca del Pittin che conoscete, purtroppo non mi sento ancora io, mentalmente non mi sento tranquillo, ma non posso neanche forzare e rischiare». Perciò chiede ancora più il sostegno dei fans club: «Una cinquantina saranno in pista a trascinarmi: credetemi ce l’ho messa tutta per esserci in questa gara, più di così non potevo. Sto gareggiando al buio e

Pittin: «Dopo l’infortunio non sono tranquillo, dovrò fare un numero nel salto» Insam e Runggaldier: «Finalmente l’Italia si sta accorgendo di noi»

le spinta. Pure lei è una faccia da spot: «Gli italiani cominciano ad occuparsi di noi, fino a qualche anno fa non sapevano che esistesse la nostra squadra. Fino a qualche giorno fa mi sentivo insicura, tesa, in questi ultimi giorni le sensazioni si sono ribaltate: sono in forma e fiduciosa, mi è tornato il sorriso. La medaglia? Partiamo dalla seconda fila, ma è tutta la stagione che siamo vicine alle migliori. Sì, ci saremo pure noi». Diteci la verità. © RIPRODUZIONE RISERVATA

SCI DI FONDO LA SPRINT IN TECNICA CLASSICA HA APERTO IL PROGRAMMA

LA GUIDA

Bjoergen imbattibile, Pellegrino lontano

Fauner: incidente «Spero porti bene come a Ravetto...»

La norvegese super dopo i problemi al cuore, il russo Kriukov oro negli uomini mentre l’azzurro si ferma in semifinale LAGO DI TESERO (Tn)

Ritorno alle origini, dove si rivelò fondista d’oro. Avvenne proprio su questa pista nel 2003 e in questa specialità, la sprint a tecnica classica, la prima incoronazione di Marit Bjoergen, norvegese superdotata anche a 32 anni, che a dicembre si prese una super paura per questioni cardiache e ora si prende di forza il primo titolo iridato in alternato, l’ultimo di una rara, preziosissima collezione. Un tesoro composto da 15 medaglie mondiali (9 d’oro), 7 olimpiche (3 d’oro), 58 vittorie di Coppa del Mondo. Record La sconfitta a Davos le

aveva provocato qualche incertezza alla vigilia, ed invece il trionfo netto, sulla svedese Ida Ingemarsdotter e sulla connazionale Maiken Falla, consente alla fuoriclasse norge di ripensare e ritentare quel record che due anni fa le sfuggì sul più bello: 5 titoli consecutivi in un Mondiale, impresa riuscita

solo alla russa Elena Vjalbe nel 1997 a Trondheim. «Non me l’aspettavo davvero, vincere qui è bello come a casa». Le nostre, Gaia Vuerich (43ª), Francesca Baudin (47ª), Ilaria Debertolis (55ª) si perdono nelle qualificazioni a 30, e solo Greta Laurent s’aggrappa a un forte rimpianto: è infatti la prima delle eliminate, 31ª per 12 centesimi, sorpresa da una neve lenta che ha rallentato i binari e fatto ammattire gli skimen azzurri, e Didi Noeckler, indeciso sino all’ultimo sulla sciolina utilizzare, uno dei due eliminati con Fulvio Scola (35˚ e 36˚). Ai quarti erano, invece, approdati l’atteso Federico Pellegrino e Fabio Pasini: entrambi hanno poi agguantato le semifinali (6˚ e 5˚). Il valdostano sarà 12˚ come 2 anni fa a skating, il bergamasco fratello d’arte 10˚ in classifica. In finale sono stati promossi tre norvegesi, Petter Northug, Paal Golberg (stessa età di Pellegrino, 22) ed Erik Brandsdal, il quotato svedese Emil Joensson, il canadese Alex Harvey e il russo Nikita Kriukov: nean-

PETTORALE ANTICIPATO A sinistra, l’arrivo trionfale di Marit Bjoergen, 32 anni, che per errore ha indossato il pettorale di campionessa iridata 2013, anticipando il risultato. A destra, Federico Pellegrino, 22 anni, in azione AFP

che il gioco di squadra dei norge ha preoccupato Kriukov, esattamente come successe per l’oro ai Giochi di Vancouver 2010. Il ventisettenne poliziotto moscovita di mamma tedesca, costretto ad inseguire, saluterà la concorrenza e s’esalterà nel rettilineo finale contro un Northug capace sempre di accelerazioni formidabili. Ma Kriukov, che vanta il bronzo

mondiale anche a coppie nel 2011, ha ribadito, irresistibile, che questa sprint classica è affare suo. Soddisfatti Pasini ha ottenuto il miglior risultato dopo 3 Mondiali: «Sono riuscito a dare il massimo, andavo bene in salita, forse avrei dovuto crederci di più, ma abbiamo fatto vedere che l’Italia esiste anche in

classico». Pellegrino ha solo il rimpianto di aver disputato la semifinale dopo l’ultimo quarto: «Avevo il fiatone ma sono contento e resto tranquillo in vista della gara a coppie di domenica, è un’altra esperienza. Northug mi ha provocato nel finale? Lo aspetto tra qualche anno...». s.a. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Dopo le gare il d.t. Silvio Fauner era alle prese con l’auto da riparare a causa di un tamponamento con un camion mentre stava recandosi alle piste. «Anche il d.t. dello sci alpino Ravetto prima dei Mondiali ha avuto un incidente, spero mi porti bene...», ha sorriso Sissio. RISULTATI. Sprint tc. Uomini: 1. Nikita Kriukov (Rus); 2. Petter Northug (Nor); 3. Harvey (Can); 4. Joensson (Sve); 5. Golberg (Nor); 6. Brandsdal (Nor); 10. Fabio PASINI; 11. Poltoranin (Kaz); 12. PELLEGRINO; 35. NOECKLER; 36. SCOLA. Donne: 1. Marit Bjoergen (Nor); 2. Ida Ingemarsdotter (Sve); 3. Maiken Falla (Nor); 4. Vismar (Slo); 5. Nilsson (Sve), 6. Kowalczyk (Pol); 31. LAURENT; 43. G. VUERICH; 47. BAUDIN; 55. DEBERTOLIS. OGGI Combinata nordica Ore 10 (hs 106) e 15 (10 km ins.): Pittin, L.Runggaldier, Bauer, Michielli. Salto Donne. Ore 16: ind. hs106 (Insam, E.Runggaldier, D’Agostina, Malsiner). Uomini. Ore 18.30: qualificazione ind. hs106 (Colloredo, Morassi, Bresadola, R.Dellasega). IN TV Dirette Rai Sport 1 ed Eurosport.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 22 FEBBRAIO 2013


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VENERDÌ 22 FEBBRAIO 2013

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PALLAVOLO UN CASO SENZA SOLUZIONE

TENNIS SUL CEMENTO

«Sì, mi manca tanto il volley» Mastrangelo, bronzo olimpico di Cuneo, confinato in B-2: la situazione è paradossale Sara Errani (a sinistra) e Roberta Vinci, numeri 1 del mondo di doppio e, soprattutto, di amicizia EPA

Errani-Vinci Un giorno da nemiche Sara doma Petrova, Roberta liquida Stosur: oggi a Dubai semifinale delle Cichi n. 1 di doppio

Gigi Mastrangelo (a sinistra) con Andrea Giani (in borghese) e con l’ex capitano della Juniores, Edoardo Picco Mastrangelo, è fuori rosa da settimane a Cuneo, dopo un diverbio in palestra con Roberto Piazza, l’allenatore dopo quel pomeriggio mise la società davanti a un bivio: o lui o io. Il club ha deciso per il tecnico e così Mastrangelo si trova confinato lontano dalla squadra titola-

DAL NOSTRO INVIATO

GIAN LUCA PASINI VENARIA REALE (To) twitter@GianLucaPasini

Gigi Mastrangelo sembra abbastanza in forma?

«Sì, in effetti sto molto bene fisicamente». A Torino si parla di azzurro e di giovani speranze italiane, nel progetto voluto da Berruto: le vengono in mente bei ricordi?

re, benché la società abbia dichiarato che era infortunato... Alla presentazione del 3x3 federale di Berruto fra aspiranti talenti, ha parlato con il ct italiano del suo futuro: l’Italia è l’unica possibilità immediata di tornare a giocare?

«No. Non ne ho ancora parlato, lo farò a breve. Ma anche lui farà convocazioni in base a chi gioca in A-1 e al momento io non gioco... Anzi mi alleno solo in B. Anche se penso di poter dare ancora molto a questo sport. Fino a quando sono stato in campo, mi pare di essermela cavata... Comunque Mauro mi conosce e penso che sappia cosa posso dare a questa causa. A breve spero di riuscuire a parlargli».

IL PROGETTO

Berruto lancia 3x3 per i giovani

«Penso a Londra, a una grande esperienza. Una squadra con tanti giovani e qualche senatore. E’ stato molto bello. Sì, è vero mi manca la Nazionale, ma ancora di più mi manca il volley giocato».

Nella suggestiva cornice della Reggia di Venaria Reale è stato presentato il 3vs3 maschile U13, il progetto ideato dal ct Mauro Berruto e che attualizza un’idea del Super Minivolley (che la Fipav aveva già fatto sua fin dai tempi di Gianfranco Briani), in collaborazione con Kinder+Sport. Il progetto, nato dopo una ricerca statistica e qualitativa effettuata sui tesserati nelle ultime 7 stagioni che ha evidenziato un abbandono dopo il primo campionato federale. I punti del progetto di Berruto si basano sul 3 contro 3, un campo più piccolo, una palla più leggera, e una rete a 205 cm. Sul blog della Gazzetta delo Sport (http://dal15al25.gazzetta.it/) commenti, video e grafici.

La "tartaruga" di Mastro come sta (è famoso nella pallavolo per i suoi addominali)?

«Quelli bene, per la tecnica faccio quello che posso. Mi alleno con una serie B-2 (di Cuneo) e meno male che c’è una B-2... Anzi ringrazio Monica Cresta, l’allenatrice della squadra, che sta facendo il massimo per aiutarmi a mantenere la condizione». Una medaglia olimpica di Londra che si allena (e non gioca) in B-2 che effetto le fa?

«A me interessava solo lavorare in prospettiva futura. Per quello che ribadisco meno male che c’è la B-2».

A proposito quanti anni di contratto ha con Cuneo?

«(il suo volto si contrare in una smorfia) Ho firmato l’estate scorsa un contratto triennale. Questo era il primo, me ne rimangono altre due...». Ed è per questo che Mastrangelo dice meno di quello che vorrebbe. Prigioniero del suo contratto e di una situazione paradossale. Qualcuno dice che abbia scritto anche lettere in società. Che sull’argomento tiene un assoluto riserbo... Ma sarà questo il vero interesse del club?

PIEMONTE ALAGNA VALSESIA M.SKI BARDONECCHIA BIELMONTE LIMONE LURISIA MONDOLÈ SKI PONTECHIANALE SAN DOMENICO DI VARZO

10/50 35/85 45/205 30/110 10/90 60/80 75/185 40/120 40/100 50/260 50/100 50/80

4/4 4/4 20/20 10/10 5/5 4/4 20/20 11/11 4/4 38/38 15/15 6/6

20 17 140 48 20 9 39 59 12 160 67 25

S. GIACOMO DI ROBURENT

LOMBARDIA APRICA BOBBIO VALTORTA BORMIO CHIESA-VALMALENCO COLERE FOPPOLO - CARONA LIVIGNO MADESIMO MONTECAMPIONE PONTE DI LEGNO ADAMELLO SKI PRESOLANA - MONTE PORA 10/100 4/4 12 SAN SIMONE 50/150 23/23 100 SANTA CATERINA 40/60 7/8 8 TEMU' ADAMELLO SKI

100/185 15/15 80 60/140 5/5 20 TRENTINO 80/120 29/29 80 ALBA - CIAMPAC 15/25 3/5 20 ALPE CERMIS 30/260 7/7 29 ANDALO - F. PAGANELLA

Pronostico Sulla carta, dopo le

470

i punti Wta per trionfo a Dubai (320 finale, 200 semi). Sara è n˚ 7 a 580 punti da Kerber (6), Roberta 17 a 1035 da top ten.

VINCENZO MARTUCCI twitter@vincemartucci

PUGNO DI FERRO WTA

Serena-Azarenka multa per il ritiro!

vittorie senza cedere set contro Kuznetsova (ex n. 2 del mondo nel 2007), Kerber (n. 6 ora) e Stosur (9), la favorita sembra essere Roberta. Che, contro Sam l’australiana — potente regina degli Us Open 2011, ma quest’anno con le gomme sgonfie — gioca un match tatticamente impeccabile, con l’83% di punti con la prima di servizio, tanta concretezza da fondo e volée puntuali, fino ad imporsi 6-2 6-4. Personalità Contro il gioco spu-

Tardiva rinuncia a Dubai: la Wta multa di 50mila dollari e uno 0 in classifica (che verrà conteggiato) alla n. 1 del mondo, Serena Williams (saltata mercoledì per problemi alla schiena), e di 100mila alla 2, Azarenka (forfeit lunedì per tallone d’Achille, recidiva). PENNETTA E FOGNINI A Bogotà (Col, 235.000 $, terra), nel 2˚ turno Pennetta, al rientro dopo l’operazione al polso, cede 6-4 4-6 6-0 ad Arruabarrena-Vecino (Spa) e Schiavone s’arrende 2-6 6-3 7-6 (3) a Ormaechea (Arg). Passa la Knapp 6-3 4-6 6-4 alla Dominguez-Lino. Nel 2˚ turno a Baires (Arg, 493.670 $, terra), Fognini elimina Trungelliti 7-5 6-2: quarti col vincente Ferrer-Nalbandian.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Bollettino della neve VALLE D’AOSTA ANTAGNOD MONTEROSA SKI BRUSSON MONTEROSA SKI CERVINIA CHAMPOLUC MONTEROSA SKI CHAMPOCHER COGNE COURMAYEUR GRESSONEY LA TRINITÈ M.SKI GRESSONEY ST.JEAN M.SKI LA THUILE PILA TORGNON

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i precedenti Errani-Vinci: 4-2 per Sara che ha vinto ultimi 4: Pattaya, Roma 2011, Acapulco e US Open 2012 (lu.mar.).

Roland Garros 2012. E con le due fantastiche ragazze italiane che, da giocatrici mini nella taglia e nelle ambizioni, straripano clamorosamente. Anche come coppia, fino a diventare le famose Cichi, firmando 16 titoli di doppio, l’ultimo la settimana scorsa a Doha, il terzo stagionale, dopo Melbourne e Parigi indoor. Amiche fino a ieri, e poi dopo, ma oggi Saretta vuole andare comunque avanti e dimenticherà il 30 anni di Roberta festeggiati insieme lunedì, e Roberta vuole sicuramente riscattare gli ultimi quattro k.o. su quattro duelli con la «sorellina» (minore di 6 anni), dopo aver vinto i primi due.

L’amicizia ha portato Sara Errani e Roberta Vinci dove sono: al numero 1 del mondo di doppio (con 3 trionfi Slam), al numero 7 e 17 in singolare. L’amicizia le stimola e le sorregge, le rafforza e le aiuta. Ma, ieri, un attimo dopo la promozione alla semifinale che le mette oggi una contro l’altra a Dubai, l’amicizia le lacera, le angustia, le blocca. Al punto da staccare i contatti con l’esterno: dagli sms alle mail a twitter al telefono. Esplosione «Le donne sono

strane», commenta comprensivo Davide Errani, il fratello di Saretta, che aiuta anche Robertina. E che ha vissuto da molto vicino questa bellissima storia nella sua esplosione degli ultimi tre anni. Con Roberta che, con i tre titoli in singolare del 2011, ha trainato Sara coi quattro titoli e la finale del

meggiante dell’amica, Sara metterà ancora una volta in gioco carattere ed abnegazione, le armi con cui doma Nadia Petrova (oggi 12 del mondo, 3 nel maggio 2006). Come si evince dall’illuminante statistica generale — 49 vincenti e 59 errori gratuiti della russa — e dall’andamento del match: con la tenace Errani che, nel primo set, vola 5-1, si fa riprendere fino al 5-4, ma chiude comunque 6-4, crolla nel secondo parziale (0-6), e nel terzo, pieno di break e contro-break, recupera da 4-3 0-4, evita l’aggancio, e poi la spunta per 6-3. Come resisterle? © RIPRODUZIONE RISERVATA

A Dubai (Eau, 2 milioni di dollari, cemento), quarti: ERRANI b. Petrova (Rus) 6-4 0-6 6-3; VINCI b. Stosur (Aus) 6-2 6-4; Wozniacki (Dan) b. Bartoli (Fra) 4-6 6-1 6-4; Kvitova (Cec) b. A. Radwanska (Pol) 6-2 6-4. In tv Dalle 14, diretta SuperTennis.

Dati neve di

www.skiinfo.it

Sponsored by 75/130

65/170 110/150 45/120 125/240 50/200 90/120 63/201 55/250 50/90 110/310 50/100 90/120 68/142 100/120

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15/16 6/8 14/15 9/9 6/6 8/10 30/30 12/12 11/11 30/30 15/15 5/6 10/10 4/4

35 CAMPITELLO/MAZZIN

47 35 49 36 27 24 115 60 30 40 35 20 35 10

CANAZEI - BELVEDERE FOLGARIA FOLGARIDA - MARILLEVA GHIACCIAIO PRESENA LAVARONE-RIVETTA MADONNA DI CAMPIGLIO MOENA - ALPE LUSIA MONTE BONDONE PAMPEAGO-PREDAZZO-OB. PANAROTTA 2002 TONALE ADAMELLO SKI PASSO ROLLE S. PELLEGRINO-FALCADE PEJO PINZOLO POZZA-ALOCH-BUFFAURE S. MARTINO DI CASTROZZA VIGO-PERA-CIAMPEDIE

55/105 6/6 15 5/110 8/8 26 ALTO ADIGE 75/115 18/19 35 ALPE DI SIUSI 50/140 9/10 17 ALTA BADIA

ALTA PUSTERIA BELPIANO CAREZZA CORNO DEL RENON FUNIVIE SPEIKBODEN GITSCHBERG - MARANZA KLAUSBERG LADURNS MERANO 2000 OBEREGGEN PLAN - VAL PASSIRIA PLAN DE CORONES PLOSE - BRESSANONE RACINES SAN VIGILIO SOLDA TRAFOI VAL D'ULTIMO VAL GARDENA VAL SENALES 10/100 20/23 60 VALLELUNGA 80/180 53/53 130 WATLES

50/160 160/160 70/130 260/310 70/100 60/150 45/120 60/80 5/110 70/110 110/310 70/100 70/200 70/150 40/100 45/105 50/70 50/95

13/22 22/22 26/26 3/3 15/15 19/20 8/8 6/6 20/20 4/4 30/30 6/6 19/19 5/7 13/13 7/7 19/23 7/7

17 74 60 3 25 58 27 20 44 8 40 14 50 15 32 16 46 15

40/125 31/31 85

50/130 50/120 10/60 45/145 40/120 60/200 40/130 40/100 100/120 70/150 60/110 0/120 65/130 60/150 60/130 40/90 20/100 60/160 30/190 80/170 60/80

14/14 15/15 3/3 7/7 10/16 7/7 3/3 7/7 18/18 2/4 32/32 9/9 8/8 32/32 11/11 3/3 5/6 58/78 12/17 3/3 2/3

30 40 np 20 22 20 16 40 44 np 116 40 np 116 40 10 np 115 35 15 np

28/28 14/14 7/7 22/23 37/37 19/19 3/4 6/6 5/7 3/4 10/10

VENETO ARABBA MARMOLADA ALTOPIANO DI ASIAGO AURONZO MISURINA COMPRENSORIO CIVETTA CORTINA D'AMPEZZO FALCADE LESSINIA MONTE BALDO NEVEGAL SAN VITO DI CADORE SAPPADA

64/189 70/140 25/120 35/210 50/170 70/200 5/150 40/60 100/110 50/70 80/200

FRIULI VENEZIA G. RAVASCLETTO/ZONCOLAN SELLA NEVEA TARVISIO

90/150 7/7 120/310 5/11 90/150 11/11

APPENNINO ABETONE C. FELICE-ROCCA DI CAMBIO CIMONE

200/300 140/220 120/180 200/240

62 50 24 77 105 50 9 8 17 14 16

CORNO ALLE SCALE MONTE AMIATA OVINDOLI PASSO LANCIANO ROCCARASO TERMINILLO

140/240 140/250 50/120 60/200 200/300

FRANCIA CHAMONIX MONT-BLANC MONTGENÈVRE

70/350 63/65 98 90/140 31/32 np

SVIZZERA ST. MORITZ - CORVIGLIA WENGEN

30/163 23/23 144 65/165 19/34 110

28 12 AUSTRIA 33 KITZBÜHEL

17/17 43 12/15 26 19/21 35 4/7 11

SÖLDEN ST. ANTON AM ARLBERG

6/8 11/14 6/10 22/23 5/5

10 30 14 70 35

75/170 54/54 170 25/260 29/33 148 85/250 79/79 265


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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TUTTENOTIZIE & RISULTATI Atletica Aregawi a 12/100 dal record dei 1500

Pallanuoto FRANCO ALLENA I NAPOLETANI, PINO RESTA ALLA FINESTRA

C’è Acquachiara-Pro Recco È la sfida mancata tra i Porzio FRANCO CARRELLA

È la storia di una sfida mancata: «Sarebbe stato bello e mi sarei pure emozionato» ammette Pino Porzio, il grande assente. Se fosse rimasto sulla panchina della Pro Recco, oggi avrebbe fatto i conti con un collega speciale: il fratello Franco, da un mese, oltre ai panni del patron indossa quelli dell’allenatore, nell’Acquachiara. L’evento più sorprendente di questo campionato. «Non me lo aspettavo, ma lo capisco: Franco è legato visceralmente alla sua creatura, è la squadra che ha fondato. Dopo le dimissioni di Mirarchi, aveva pensato anche a me. L’ho ringraziato, ma tengo fede all’impegno dell’anno sabbatico» racconta Pino, che in realtà nelle scorse settimane ha trattato a lungo con la Nazionale australiana, poi andata al croato Fatovic, uno degli allievi prediletti di Rudic. Visto da fuori Da tecnico pluri-

decorato (7 scudetti, 4 Coppe Campioni e 6 Coppe Italia in Liguria, dopo lo scudetto e la Coppa Campioni col Posillipo), guarda con curiosità alla nuova avventura del fratello maggiore, con cui ha condiviso tutti i successi da giocatore (oro olimpico, europeo e mon-

Ippica IL CAVALLO DA 56 A SEGUIRE

diale, oltre a 8 scudetti e 2 Coppe Campioni a Napoli). «Nelle prime uscite, l’ho visto molto composto. Col passare del tempo, forse, verrà fuori il suo carattere sanguigno. Ha detto comunque che la sua parentesi da allenatore si chiuderà a fine stagione, e gli credo. Per chi tiferò alla Scandone? Recco resta nel mio cuore, ma questa nuova veste di Franco mi confonde i sentimenti...». Anche perché alla presidenza del club campano c’è la nipotina Chiara. Franco, intanto, combatte con l’influen-

za, ma farà di tutto per essere a bordovasca. Giudizi Dopo 14 giornate, in vet-

ta all’A-1 c’è il Brescia, a punteggio pieno e a +6 sui recchesi. È l’ultima rivale tricolore affrontata da Pino. «Merita il primato perché ha avuto una regolarità evidente. Ma la storia dice che la Pro Recco è un animale da playoff e per me resta la favorita: ha i mezzi per sovvertire l’eventuale svantaggio del fattore campo in finale». Dall’Acquachiara, evidentemente, ci si at-

tendeva di più. «Forse c’erano troppe aspettative, dopo lo straordinario campionato in cui sfiorò l’Europa. Ma non possiamo dimenticare quanto di buono ha fatto Mirarchi». Mentre la rivelazione, è opinione comune, si chiama Florentia: «Concordo. Sottani ha dimostrato di essere un ottimo tecnico, Molina ed Espanol si stanno confermando sui loro grandi livelli. Mi fa piacere che un club così glorioso sia tornato al vertice». © RIPRODUZIONE RISERVATA

È la 4a di ritorno Alle 19 a Napoli e alle 23 in tv

LANCI EUROPA (si.g.) Ad Adler (Rus), 72.41 nel martello per l’olimpionica e iridata Tatyana Lysenko. Uomini. Giavellotto: Tovarnov 80.68. Donne. Martello: 2. Bulgakova 70.61. Giavellotto: Abakumova 62.69. A Yalta (Ucr). Donne. Giavellotto: Rebryk 63.36.

Carpisa Yamamay Acquachiara Ferla Pro Recco (ore 19, diff. RaiSport 2 alle 23) è l’anticipo della 4a giornata di ritorno. Class.: Brescia 42; Pro Recco 36; Florentia 30; Savona 28; Acquachiara 23; Posillipo 21; Bogliasco 19; Quartu 15; Lazio 13; Ortigia 11; Nervi 9; Camogli 1. DONNE Salta un’altra panchina in A 1 femminile: a Roma si dimette Alessandro Usai. Subentra l’ex azzurra Monica Vaillant, assistente del c.t. del Setterosa, Fabio Conti.

Boxe MONDIALE (r.g.) A Washington (Usa) prima difesa del locale Lamont Peterson (30-1-1) a distanza di 14 mesi della conquista della cintura superleggeri Ibf a spese dell’inglese Amir Khan. Avversario, Kendal Holt (Usa 28-5), 31 anni, già iridato 2008-2009.

Pino Porzio, 46 anni, stringe la mano al fratello Franco, 47 FOTOAGENZIA

Sci PROVE DISCESA A GARMISCH

Boxe GIANLUCA DIFENDE IL TITOLO

Morto a 91 anni Corto a L’Aia fantino di Camarero Super Kostner

Heel è secondo Paris sesto

Torna Branco per i welter Ue

Le 19 di Zenyatta, le 22 di Rapid Redux poi superato da Black Caviar la scorsa settimana in Australia. Sono le strisce di vittorie consecutive, che regalano sempre la notorietà ai loro autori, tanto che il primatista mondiale di questo club, il purosangue portoricano Camarero, è diventato un immortale nella storia mondiale dell’ippica con ben 56 centri consecutivi dall’aprile del 1953 all’agosto del 1955 mentre in totale disputò 76 corse con solo 3 sconfitte, morendo nel 1956 a soli 5 anni per un’occlusione intestinale. E con il cavallo, nella leggenda era entrato anche il suo fantino Mateo Matos, che è morto due giorni fa in Portorico a 91 anni, dove era diventato un autentico idolo nazionale, lo storico paladino dello sport dello Stato centroamericano. Matos era nato nel 1922, aveva debuttato nell’ottobre del 1943 e si è ritirato nel 1961 con un bottino di 1.374 vittorie. Verrà sepolto accanto alle tomba della moglie e di due dei loro figli.

Werner Heel ha chiuso al secondo posto la prova accorciata della discesa di Garmisch (Ger) in programma domani (domenica gigante). A causa delle abbondanti nevicate, la partenza è stata abbassata e il migliore è lo svizzero Kueng (1’11"47), 17/100 più veloce di Heel e 25/100 di Kroell (Aut). Bene l’argento mondiale di Schladming, Paris, 6˚ a 58/100 e Innerhofer, 11˚ a 82/100. Nei 30 anche Pangrazzi (19˚) e Klotz (22˚). Nella tappa femminile a Meribel (Fra), dove lo sci torna dopo l’ultima tappa del 1994 (allora si disputò uno slalom), Maze si è imposta nella prima prova cronometrata della discesa (domani, domenica supercombinata) in 1’43"43 . Quarta Merighetti (a 70/100), nona Borsotti (a 1"49), nelle 15 anche Stuffer (14a) e Elena Fanchini (15ª), 21ª la vicecampionessa del mondo Nadia Fanchini. A Meribel non ci saranno Zettel (sinusite, tornerà a Ofterschwang) e Gisin (frattura mano sinistra, riprende a Garmisch).

Mateo Matos in sella a Camarero

Carolina Kostner, 26 anni AP

Grande Carolina Kostner nel corto della Challenge Cup de L’Aia, in Olanda, gara che si disputa sotto l’egida Isu. La gardenese ha totalizzato 72.81 punti (38.21 per il merito tecnico, 34.60 per quello artistico), suo personale, superiore il 70.13 ottenuto ai campionati italiani della vigilia di Natale a Milano. L’azzurra, sulle note della colonna sonora di Young Frankenstein e del Trillo del Diavolo, è stata pressoché perfetta, centrando senza sbavature un triplo loop, una grande combinazione triplo toeloop-triplo toeloop e uno splendido doppio axel. In questa stagione, in prove internazionali, solo la giapponese Mao Asada, col 74.49 del Quattro Continenti di Osaka, ha fatto meglio (per Yu-Na Kim 72.27 all’Nrw Trophy di dicembre a Dortmund). Staccate le altre 25 partecipanti (buona 4ª Francesca Rio). Oggi (intorno alle 18.30) il libero, poi il corto maschile con Parkinson e Zandron. Donne. Corto: 1. Kostner 72.81; 2. Meité (Fra) 57.12; 3. Frank (Aut) 53.25; 4. Rio 52.89; 20. Olivotto 35.25.

Bolt il 31 marzo corre a Copacabana Usain Bolt, il 31 marzo, si esibirà a Rio de Janeiro in un 150 su una pista montata sulla spiaggia di Copacabana, per tentare di migliorare il proprio primato mondiale di 14"35 (Manchester, 2009). Nell’esibizione il giamaicano correrà contro tre avversari.

L’ANTICIPO

Ghiaccio FIGURA

(si.g.) Sei migliori prestazioni mondiali stagionali nel meeting di Stoccolma (Sve), dove per 12/100 resiste il record del mondo dei 1500 donne della Soboleva dall’attacco dell’etiope naturalizzata svedese Abeba Aregawi, che fa 3’58”40. Altri etiopi in evidenza: lo jr Mohammed Aman, classe '94, batte il record nazionale degli 800 con 1’45"05 e Genzebe Dibaba corre i 3000 in 8’26"57 (4˚ tempo di sempre al mondo). Uomini. 400: Maslak (R.Ceca) 46"34. 800: Aman (Eti) 1’45"04 (mpm ’13); Kszczot (Pol) 1’46"62. 1000: Souleiman (Gib) 2’17”05 (mpm ’13). 3000: Rupp 7’30”16 (mpm ’13); Ndiku (Ken) 7’31”66; Iguider (Mar) 7’34”92; P. Koech (Ken) 7’38”35; Ibrahimov (Aze) 7’39”59. 60 hs: Ortega (Cuba) 7"62. Lungo: Torneus 8.20 (rn); Mokoena (S.Ag.) 8.15; Li Jinzhe (Cina) 8.11. Donne. 60: Fraser (Giam) 7”04; Ryemyen (Ucr) 7”17; Soumaré (Fra) 7”22. 1500: Aregawi 3’58”40 (mpm ’13); Embaye (Eti) 4’09”11. 3000: G. Dibaba (Eti) 8'26"57 (mpm ’13); McColgan (Gb) 8'49"31. Alto: Hellebaut (Bel) 1.95. Asta: Silva (Cuba) 4.78 (mpm ’13); Savchenko (Rus) 4.71; Ptacnikova (R.Ceca) 4.64.

Dominik Paris, 23 anni REUTERS

AZZURRI (i.m.) Luca Capuano è in semifinale al 64˚ torneo «Strandja» di Sofia (Bul), il più vecchio d’Europa. Eliminati gli altri due azzurri, Soggia (91) non ha combattuto perché influenzato. Risultati: 75 Capuano b. Poptolev (Bul) 13-7, b. Gardzielik (Pol) 13-6, oggi c. Gazizov (Rus); 81 Pantalev (Bul) b. Manfredonia 18-8; +91 Kossobutskiy (Kaz) b. Vianello 24-11.

Ghiaccio Collalbo Mondiale Da oggi a domenica, a Collalbo (Bz), i Mondiali junior in pista lunga (con 128 atleti di 20 Paesi). Speranze italiane riposte nel 19enne trentino Andrea Giovannini, lo scorso weekend, sullo stesso anello, vincitore della Coppa del Mondo di categoria sui 3000. Oggi (ore 11): 500, 1500 D, 3000 U. Domani (ore 11) 500 U, 1000 D, 1500 U, 3000 D, 5000 U. Domenica (ore 11): 500 D, 1000 U, inseguimento a squadre. SHORT TRACK Da oggi a domenica a Varsavia (Pol) i Mondiali junior di short track. Per l’Italia Andrea Cassinelli, Tommaso Dotti, Pietro De Lorenzis, Nicole Martinelli, Ylenia Tota, Arianna Valcepina (più Mattia Antonioli e Federica Tombolato per le staffette).

Golf Secondo giro Manassero fuori Gianluca Branco, 42 anni LIVERANI

(g.l.g.) Stasera torna Gianluca Branco a Montalto di Castro (Vt) per difendere la corona Ue dei welter, conquistata contro Bienias, contro un altro polacco, Lukasz Maciec. Il pugile della Opi 2000 può salire sul quadrato grazie alla riduzione della squalifica che gli era stata inflitta per i noti episodi della serata del 15 dicembre a Riva del Garda, nel combattimento tra il fratello Silvio e Giacobbe Fragomeni: «Cose che capitano, il pugilato va avanti e non capisco come un episodio, sia pure sbagliato, possa avere il triplo delle risonanza di un combattimento importante. Nella stessa serata ritorna pure la Galassi contro l’ungherese Vicze e sarà impegnato pure Carel Sandon, nipote di Kalambay, fermo da un anno e mezzo. Diretta su Sport Italia 2 dalle 23, Welter, campionato Unione Europea, 12 t.: G. Branco (det, 46-3-1) c. Maciec (Pol, 17-1-1). Medi, 6 t: Blandamura (18) c. Surman (Ung, 13-9-1) . Superwelter 6 t: Pesce (1-2) c. Moncelli (3-2-1). Mediomassimi: Sinacore (2) c. Palik (Slk, 2-1). Mosca donne, 6x2: Galassi (17-2-1) c. Vicze (Ung, 3-19).

Dopo l’abbondante nevicata che ha bloccato la partenza del Wgc Accenture Match play al Dove Mountain di Marana, nel deserto dell’Arizona, si è partiti in ritardo anche nella seconda giornata. Matteo Manassero era in svantaggio di 4 buche alla ripresa del gioco ed è stato sconfitto dal campione uscente Hunter Mahan 5&4. Francesco Molinari giocava invece contro lo spagnolo Fernandez Castaño.

Hockey Ghiaccio QUARTI PLAYOFF (m.l.) L'Asiago con i gol di Zanette, Ulmer, Di Domenico e Borrelli si porta 2-0 nella serie contro i tricolori del Bolzano (a segno solo Delmore). Il Renon passa all'Olimpico e scava il break col Cortina. Il Val Pusteria (shutout per Aubin) corsaro all'Agorà sul Milano (davanti a oltre 2.000 spettatori) e il Valpellice vittorioso contro l'Alleghe di coach Tom Pokel pareggiano i conti. Così ieri gara-2 (al meglio di 7) dei quarti playoff. Risultati: Cortina-Renon 1-2 (1-1, 0-0, 0-1) serie 0-2; Valpellice-Alleghe 3-2 (1-1, 1-0, 1-1) serie 1-1; Milano-Val Pusteria 0-1 (0-1, 0-0, 0-0) serie 1-1; Asiago-Bolzano 4-1 (2-0, 0-0, 2-1) serie 2-0. Playout. Gara-2 (al meglio di 7): Pontebba-Val di Fassa 0-2 (0-1, 0-0, 0-1) serie: 0-2.

Ippica Torino: 11-4-12-2-9 8ª corsa - m 1600: 1 Playboy Wind (P. Gubellini) 1.13.4; 2 Puissant Joyeuse; 3 Parisienne Bar; 4 Power Roc; 5 Penelope Ek; Tot.: 3,36; 2,08, 1,96, 2,79 (27,54). Quinté: e 3.039,62. Quarté: e 396,07. Tris: e 60,14. OGGI QUINTÉ A FOLLONICA Al Dei Pini

In battuta Nuoto e baseball

Phelps visita i suoi Orioles Michael Phelps ieri ha fatto visita allo spring traiong della sua squadra del cuore: i Baltimore Orioles, a Sarasota, Florida. Indossando la casacca n.18 (come i suoi ori), Phelps ha fatto 5 turni di batting practice.

(inizio convegno alle 14.55) scegliamo Mimulus di Casei (15), Millionaire Dany (16), Mastro Lollo (10), Odeon degli Dei (8), Ophi Egral (12) e Open del Rio (13). ANCHE Trotto: Treviso (14.35) e Foggia (14.45). Galoppo: Varese (14.10).

Pallavolo COPPA ITALIA (m.l.) Doppia rimonta per Casalmaggiore di Cuello e Frosinone (vincente al golden set) che conquistano la finale della Coppa Italia A-2 il 17 marzo. Così mercoledì i ritorni delle semifinali. Risultati: Igor Gorgonzola Novara-IHF Frosinone 1-3 e 0-1; Pomì Casalmaggiore-Siamo Energia Ornavasso 3-0. BARBIERI (s.ago.) L’ex coach della Icos Crema, Leonardo Barbieri, 45 anni, è il nuovo tecnico della Sanitars Mazzano (A-2 donne). Barbieri, che subentra a Zanoni, ha già ieri (giovedì) diretto il primo allenamento.

Tuffi AZZURRI AL GRAND PRIX (al.f.) Da oggi a domenica, gli azzurri saranno in gara al Grand Prix Fina di Rostock (Ger). Convocati Benedetti, A. Chiarabini, Rinaldi, Verzotto, Bertocchi, Barp e M. Marconi. Non ci sarà Francesco Dell'Uomo, operato lunedì al pollice destro. Lieve infortunio anche per Andreas Billi: contusione alla mano destra.

Scacchi CARUANA A ZURIGO Da domani al 1˚ marzo Zurigo ospita un doppio quadrangolare: al via, tra gli altri, Fabiano Caruana, l’iridato indiano Viswanathan Anand, l’ultimo suo sfidante Boris Gelfand (Isr) e il n.2 al mondo Vladimir Kramnik (Rus).

Scherma COPPA DEL MONDO I fiorettisti azzurri tornano in gara da oggi a domenica a La Coruna (Spa), seconda tappa di Coppa del Mondo. Impegnati nella fase a gironi (oggi) Biondo, Foconi, Lari, Luperi, Nista, Garozzo, Barrera e Minuto. Nel tabellone principale, domani, già qualificati Andrea Cassarà, Andrea Baldini, Valerio Aspromonte e Giorgio Avola, che domenica saranno in gara nella prova a squadre. A La Coruna fa l’esordio sulla panchina della Russia l’ex c.t. azzurro Stefano Cerioni. A Gand (Bel) saranno di scena le sciabolatrici. Irene Vecchi, Gioia Marzocca e Ilaria Bianco giù nel tabellone principale (finali domani), oggi nella fase a gironi saranno impegnate Gregorio, Navarria, Sinigaglia, Stagni, Gulotta, Guarneri, Fondi e Di Transo. Assenti le infortunate Alessandra Lucchino e Martina Petraglia. Domenica la prova a squadre.

Sci MONDIALI JR (s.f.) Ai Mondiali Junior in Quebec (Can) prime medaglie ieri nello slalom donne. Oro alla Fjaellstroem (Swe) davanti a Gisin (Svi) e Baud (Fra); 16ª Alessia Medetti, fuori Pichler e Agnelli, non partita Sofia Goggia a causa di una botta rimediata in allenamento. Per l'azzurra, impegnata oggi in gigante, sfuma così la possibilità di un podio in combinata. Sempre oggi in gara anche i maschi nella discesa.

Vela Vendee Globe Ecco di Benedetto (r.ra.) Alessandro di Benedetto è atteso nella mattinata di oggi a Les Sables d’Olonne. Con l’arrivo dello skipper di Team Plastique che chiuderà all’undicesimo posto ( su 20 partenti 9 sono stati i ritirati), si concluderà ufficialmente la 7˚ edizione del Vendee Globe.


VENERDÌ 22 FEBBRAIO 2013

LETTERE DITE LA VOSTRA INDIRIZZO Via Solferino, 28 20121 Milano Fax 02.62.82.79.17 Email: gol@rcs.it

A CURA DI FRANCO ARTURI Twitter: @arturifra

L’orgoglio rossonero e un grande mistero Caro Franco, due anni fa, da vecchio interista orgoglioso, le scrissi per sostenere che, in tempi recenti, la sola squadra a mettere sotto il Barca era stata la mia Inter nella semifinale di Champions 2010. Oggi, all'indomani di Milan-Barcellona e alla vigilia di un derby che si presenta a dir poco ostico per i nostri colori, devo ammettere che mai ho visto i blaugrana così impotenti e inefficaci, e tutto ciò per merito esclusivo dei rossoneri che hanno giocato una gran partita. Complimenti ai cugini. E viva Inter!

Mercoledì sera a San Siro ho rivisto l’anima del mio «vecchio» Milan, considerando che ho avuto la fortuna di veder giocare gente come Schiaffino, Grillo, Liedholm, ecc. Ermanno Montermini (Milano) Non sarò io a gettare nemmeno un bicchierino di acqua gelata sull’incendio di entusiasmo del popolo rossonero do-

po una delle loro più belle serate di sempre. Oltretutto non riuscirei a raffreddarlo nemmeno di un millesimo di grado. E non avrebbe senso: tutti hanno dato tutto, stupendo in primo luogo se stessi. Lo sport è questo: vincere soprattutto sui propri limiti. Nessuno più del Milan di mercoledì sera c’è riuscito. Non parlo di tattiche perché sarebbe del tutto improprio: la maggior parte delle avversarie contro il Barcellona giocano o sono costrette a giocare come ha richiesto Allegri. Era stata la stessa cosa nelle 4 sfide del-

l’anno passato, ma era andata alla fine molto diversamente. Invenzioni non ne ho viste e non credo fosse possibile ipotizzarne, a parte i surreali consigli di Berlusconi. Di più e di meglio in questa occasione c’è stata la capacità di sacrificio degli attaccanti: in una partita quasi completamente difensiva, certamente Pazzini ha corso di più di Ibrahimovic e El Shaarawy macina il triplo dei chilometri di Robinho. Pochino per spiegare tutto. E allora, ragazzi miei, diamo una ripassata al centrocampo

dei catalani a San Siro, tanto per fare un piccolo esempio: Fabregas-Busquets-Xavi. Hanno straperso contro Muntari-Ambrosini-Montolivo. Come vi suona? Personalmente, prima di ogni cosa lo considero come una prova dell’onnipotenza del calcio. Capite: non hanno perduto, cosa che capita ogni tanto anche alle squadre mostruose. Si sono buttati in un mare di impotenza con una pietra legata al collo. Arrivo a dire che non mi pare che il dispendio energetico dei rossoneri sia stata eccessivo in questa partita: impiombati erano i loro avversari, sulle rispettive posizioni gli uomini di Allegri. Così per 80 minuti su 90. Questa partita passerà certamente alla storia come uno dei più grandi misteri del calcio europeo. Mi rimangono due sassolini nelle scarpe da togliere. Primo: do del ridicolo a Piqué che chiama catenaccio la tattica del Milan, termine che usa solo per le squadre italiane mentre tutti nel mondo affrontano così la sua squadra. Secondo: gli spagnoli si sono lamentati chiamando campo di patate il fondo di San Siro. Hanno ragione.

Noi tostissimi, noi tristissimi

I miei sospetti su Siena e Lazio

Malagò, Sordi e i presidenti

Pistorius ti voglio bene

La Juve perde di nuovo e riapre il campionato, il Napoli fallisce per l'ennesima volta e non ne approfitta, Lazio Inter Milan Roma troppo lontane, il Catania (seppur piacevolissimo) già a 39 punti, Pescara e Palermo imbarazzanti. Solo per citarne alcune. La Serie A, al momento, è di una tristezza e pochezza rare. In altri campionati saremmo comparse.

Non vorrei risultare antipatico, ma sono 2 campionati che quando la Lazio gioca a Siena puntualmente perde con almeno 3 gol di scarto, ieri sera 3-0, a gennaio 2012 4-0. In periodo storico dove gli scandali calcistici stanno rovinando il nostro campionato, partite come questa passeranno inosservate ancora per molto tempo? Secondo me il motivo principale per cui gli stadi son sempre più vuoti è anche che molta gente prevede i risultati prima che le partite si giochino. Calciopoli e calcioscommesse mi hanno rovinato la passione per questo sport. Vado allo stadio tutte le domeniche e ho sviluppato una malizia che prima non avevo, guardare le partite non è più come un tempo.

Una piccola riflessione in margine alle elezioni per la presidenza Coni. Sulla Rosea di martedì scorso ad Angelo Binaghi, sostenitore di Pagnozzi, è stato chiesto se ritenesse che alcune dichiarazioni di voto dei giorni e delle settimane precedenti potessero essere ingannevoli. Risposta del presidente della Federtennis: «Assolutamente no. I presidenti federali sono persone serie e se hanno detto una cosa, mantengono l’impegno». Poi la votazione è finita con la vittoria di Malagò. Dobbiamo ridere per la barzelletta che ne è derivata oppure dobbiamo preoccuparci, in prospettiva futura, per quell’impegno non mantenuto da presidenti federali ritenuti persone serie?

Eroe coraggioso, esempio per il mondo intero, portatore di speranza a chi speranza non ha più. Questo era, è e sarà sempre per me Oscar Pistorius, sommo «interprete dell' essere umani», vittima dell'incapacità di distinguere l'amore dal possesso, creatore e distruttore della sua leggenda. Umano, assassino, non mostro. Ti voglio bene Oscar

Fabrizio Naldoni

La sconfitta del Barcellona rafforza in me il convincimento sul livello del campionato italiano: quanto vale? Secondo me tanto, è il più difficile al mondo. Le prime possono andare a perdere sul campo dell’ultima in classifica (Lazio docet) ed è sempre stato così. Il Barcellona vincerebbe a mani basse il nostro scudetto? Nemmeno per sogno... Gabriele Pecchi (Siena)

Vi voglio bene: se mi mandate un consenso esplicito e una liberatoria per la privacy mando a ciascuno l’indirizzo dell’altro in modo che possiate arrivare ad un punto di sintesi. Perché non dubito che ci riusciate. P.s.: escludo di dirvi da che parte sto, sbrigatevela da soli.

Si è svolto ieri mattina al Circolo della stampa di Milano un incontro fra la segreteria della Federazione Nazionale della Stampa e i comitati di redazione e i fiduciari delle testate del gruppo Rcs. Lo scopo era delineare le strategie sindacali dopo la presentazione, l’11 febbraio, del piano di ristrutturazione del gruppo, che prevede l’esubero di 640 dipendenti in Italia (di cui, secondo notizie ufficiose, circa 200 giornalisti), la vendita o chiusura di dieci testate periodiche, l’alienazione del palazzo di via Solferino, storica se-

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TERZO TEMPO

Porto Franco

Marco Ferrari (Bologna)

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Davide Golinelli (Bologna)

Sergio Cignoli (San Daniele del Friuli)

Se sulla base di due risultati lei arriva a costruire un teorema del genere, può dubitare di tutto, anche del suo nome e cognome. Tuttavia mi rendo conto che le molte patologie del calcio italiano hanno contribuito in modo determinante a rinchiuderla nella prigione della dietrologia. E allora in tanti le devono delle scuse.

La prima tentazione è buttarla sul ridere: un modo come un altro per ricordare il decennale della morte di Alberto Sordi e le sue penetranti maschere italiane, fino a scendere alla meschineria e alla cialtronerie pura. Però, mi creda: questo teatrino non ha dato una grande immagine del nostro sport. Resta un retrogusto un po’ nauseabondo.

Tommaso Buldini

Non avrei pubblicato la sua lettera che assomiglia (le chiedo scusa, niente di personale) a un piccolo delirio. Senonché la sua reazione di fronte a un grande colpevole (vedremo fino a che punto) dello sport è purtroppo abbastanza diffusa. Piuttosto che disinvestire affettivamente su un personaggio che non meritava (a posteriori ora lo sappiamo) tutta quella ammirazione che gli avevamo riservato o che comunque ha dei limiti paurosi, inventiamo una realtà parallela. Non esiste un «per me resterai» eccetera eccetera, esiste solo un giudizio umano ragionevolmente certo al quale conviene adeguarsi per non deragliare dai binari della ragionevolezza e non rinchiudersi in uno psico-relativismo che fa spavento.

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BIGLIETTI A 13 EURO L’83a edizione del Salone internazionale dell’automobile di Ginevra sarà aperta al pubblico da giovedì 7 a domenica 17 marzo. Sono annunciate ben 133 anteprime

SALONE DI GINEVRA DAL 7 AL 17 MARZO

Novità rosse con Alfa 4C e Ferrari Enzo

S Orari Tutti i giorni dalle 10 alle 20, tranne nel fine settimana quando l’orario è dalle 9 alle 19

S

Una delle prime immagini dell’erede della Ferrari Enzo CORRADO CANALI

Biglietti Gli interi costano 16 franchi (13 euro). Il prezzo dei ridotti, invece, per i ragazzi dai 6 ai 16 anni e per i pensionati, è fissato in 9 franchi (circa 7 euro). Infine i gruppi di oltre 20 persone pagano 11 franchi (circa 9 euro). I tagliandi si comprano anche online su http/billeterie.salon-auto.ch

Tra tutti i saloni dell’auto nel mondo, quello di Ginevra è forse il più importante. Non c’è Detroit o Los Angeles, ma neppure Francoforte o Parigi in grado di eguagliare l’audience della rassegna che ogni anno in primavera, si svolge al Palexpo di Ginevra: l’edizione 2013, la numero 83, aprirà i battenti giovedì 7 marzo e li chiuderà dieci giorni dopo, domenica 17. Nessuno vuole proprio mancare. Gli organizzatori lo sanno: quest’anno, ad esempio, hanno ampliato il padiglione numero 6, dei 7 complessivamente disponibili, con oltre 5000 metri quadrati in più, bruciati, naturalmente, in poche ore. Sia pure in tempi di crisi il Salone di Ginevra registra ogni anno il tutto esaurito, tanto che l’edizione 2013 può contare su 260 espositori provenienti da 30 Paesi in rappresentanza di oltre 700 marchi con 900 vetture esposte. Per non parlare dell’affluenza di pubblico, oltre 700000 i visitatori l’anno scorso, molti dei quali svizzeri ma anche 30000 italiani, di sicuro un po’ di più quelli attesi quest’anno.

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Supervetrina Il programma 2013 offerto ai visi-

Anteprima L’apertura al pubblico è preceduta, martedì 5 e mercoledì 6 marzo, dai giorni riservati alla stampa

tatori quanto a novità è intrigante, visto che prevede 133 anteprime, 101 delle quali mondiali, le restanti 32 europee, insomma il meglio di oggi, ma in prospettiva anche domani. Stella designata la nuova Ferrari Enzo, ma anche l’Alfa Romeo 4C. Tra i nuovi espositori, oltre alla cinese Qoros, anche McLaren, che presenta la sua gamma di auto sportive ispirate a quelle da corsa, Exagon Motors e Noble Automotive. Tra le numerose anteprime la coupé Aston Martin Rapide S, la berlina Bmw 328i Gran Turismo, la nuova Volkswagen Golf Gtd, il Suv Audi RS Q3, la cabriolet Opel Cascada, il Suv Renault Capture, la Skoda Octavia Limousine, il Suv Suzuki SX4 S-Cross, la coupé Mercedes Benz Cla e la berlina Maserati Quattroporte V8. Magli organizzatori di Ginevra non perdono occasione per guardare avanti e, in particolare, si preoccupano di quella che sarà la mobilità del futuro. Da quest’anno, ad esempio, il padiglione delle vetture «verdi» sparisce perché i veicoli a basse emissioni saranno ospitati negli stand dei loro costruttori. Finalmente l’auto ecologica sta diventando grande, niente più vetture per pochi, anche se ci vorrà ancora tempo, a spiegarlo sono gli stessi organizzatori svizzeri, prima che le batterie che alimentano le auto elettriche, ma anche quelle ibride plug-in, scendano a dei prezzi più accettabili e di conseguenza le vetture elettriche costino meno: non prima del 2020. E il 4 marzo, alla vigilia delle due giornate di pre-apertura dedicate alla stampa, verrà assegnato il titolo di Auto dell’Anno 2013. Finaliste: Ford B-Max, Hyundai i30, Mercedes Classe A, Peugeot 208, Renault Clio, Subaru BRZ/Toyota GT86, Volkswagen Golf e Volvo V40. © RIPRODUZIONE RISERVATA

COMUNICATO SINDACALE de del Corriere della Sera, e una serie di altri risparmi con decurtazioni pesanti dei costi del lavoro. Il segretario Fnsi Franco Siddi e gli altri membri della segreteria e i rappresentanti sindacali dei quotidiani e dei periodici Rcs hanno convenuto sui seguenti punti: 1) la difficile situazione economica dell’azienda Rcs è dovuta alla crisi mondiale del settore, ma in primo luogo a scelte

sbagliate del management, come l’acquisto a prezzi fuori mercato dell’azienda spagnola Recoletos, nell’anno 2007, causa principale dell’attuale elevato indebitamento. 2) il piano di tagli radicali è tutto concentrato sugli aspetti finanziari del problema e appare rivolto a trovare consenso presso banche e mercati piuttosto che allo sviluppo dell’azienda. 3) in questi anni l’azienda non

ha investito sul futuro, non si è preoccupata di trasformare la più grande azienda editoriale del Paese alla luce delle possibilità offerte dai nuovi mezzi digitali. Emblematiche le storie di quattro iniziative di prodotti informativi per iPad avviate al Corriere della Sera, a Max, a Bravacasa e ad A che sono state chiuse dopo poco tempo, l’una per scadenti risultati, le altre inopinatamente. I Cdr, in rappresentanza dell’intero corpo giornalistico

condizioni di rinegoziazione del debito. Rcs, sono disponibili a trattare con l’azienda un piano di rilancio, che preveda risparmi, tagli agli sprechi e soprattutto l’inserimento pieno nell’informazione digitale, che dovrà affiancare e integrare quella su carta. Chiedono dunque, prima di avviare trattative con l’azienda, la presentazione di un piano industriale ed editoriale, con l'indicazione preliminare e chiara della ricapitalizzazione a carico degli azionisti, che negli anni si sono distribuiti lauti dividendi, e delle

Chiedono di non proseguire sul fronte delle dismissioni e ritengono non discutibile un progetto che voglia soltanto stravolgere l’assetto delle testate e distruggere patrimoni accumulati negli anni. I Cdr Rcs avvieranno iniziative comuni con il sostegno della Fnsi. Federazione nazionale della stampa italiana Cdr Corriere della Sera Cdr Gazzetta dello sport Cdr dei periodici Rcs


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 22 FEBBRAIO 2013

ALTRI MONDI

Il fatto del giorno

_rischio grosso

DI GIORGIO DELL'ARTI gda@gazzetta.it

Perché Europa e mercati temono il voto italiano? L’effetto elezioni ha affondato la Borsa e fatto risalire lo spread. Così gli investitori stranieri sono molto interessati alla governabilità A tre giorni dall’apertura delle urne, una buona domanda potrebbe essere questa: come vedono all’estero le nostre faccende? Ci sono tre modi per farsene un’idea: partire dalla strana dichiarazione di Monti dell’altro giorno, secondo cui alla Merkel non piacerebbe un governo Bersani; soppesare un allarme lanciato da Standard and Poor’s; valutare con attenzione il crollo di Borsa di ieri.

1Il crollo di Borsa di ieri non è stato solo nostro, è stato generale.

Il giudizio generale dei mercati riguarda certi dati macroeconomici americani ed europei che non sono buoni. Poi c’è la divisione interna alla Fed, la Federal Reserve, cioè la Banca centrale americana, in cui s’è formato un partito contrario all’acquisto massiccio di titoli pubblici, cioè alla fabbricazione illimitata di liquidità con cui quel Paese ha creduto finora di cavarsela (resta sempre aperta la questione dell’indebitamento, cioè del famoso fiscal cliff). All’interno del crollo europeo, provocato dall’indice che segnala la redditività delle piccole e medie imprese (in sigla: Pmi) rimasto ampiamente sotto quota 50, c’è da registrare il fatto significativo che Milano ha perso un punto più delle altre capitali, segnando un deprimente -3,13%. Il significato di questo punto negativo in più è abbastanza chiaro: con le nostre elezioni non si sa come si andrà a finire e anzi, stando a una dichiarazione di un pezzo grosso di Standard & Poor’s, c’è da essere preoccupati.

ilrisparmiatore

DI FRANCESCO CARLÀ*

Imprudente investire sul nuovo Parlamento Domenica e lunedì gli italiani vanno a votare per le elezioni politiche, un passaggio che vuol dire parecchie cose anche per i risparmiatori e gli investitori.

Pierlugi Bersani, Mario Monti e Silvio Berlusconi (separatamente) nello studio di «Porta a Porta» ANSA

Controprova: lo spread è salito oltre i 290 punti base.

3 Della strana dichiarazione di

2 Che cosa ha detto questo pezzo

Monti che mi dice?

Si tratta di Moritz Kraemer, managing director di quella dubbia istituzione. Dieci giorni fa gli abbiamo sentito dire che Italia e Spagna rischiano un ulteriore declassamento del debito. L’altro ieri ha rilasciato alle agenzie la seguente dichiarazione: «Riteniamo che esista il rischio che dopo le elezioni del 25 febbraio possa esserci una perdita di slancio sulle importanti riforme strutturali per migliorare le prospettive di crescita italiane». Seguiva la solita analisi: pareggio al Senato, necessità di un accordo con Monti o forse addirittura con Berlusconi. Mentre ci domandiamo perché l’esponente di un agenzia di rating – dunque in qualche modo un arbitro – decida di scendere in campo come giocatore e tentare di influenzare il voto con i suoi pronostici, avvertiamo però che nelle istituzioni finanziarie estere c’è effettivamente una notevole preoccupazione. Si sa di fondi stranieri che hanno commissionato sondaggi per decidere come posizionarsi sull’Italia. Di questi sondaggi abbiamo qualche sentore anche noi, ma, come sa, non possiamo dir niente pena il taglio delle mani da parte dell’Agcom.

S’è beccato una brutta smentita. Aveva detto: «La Merkel teme l’affermarsi di partiti di sinistra. Credo che non abbia nessuna voglia di vedere arrivare al governo il Pd, che è un partito della sinistra europea». La Merkel ha fatto rispondere al suo portavoce: «La Kanzlerin non si è espressa sulle elezioni italiane e non lo ha fatto neanche in passato». Bersani è stato a suo tempo in Germania e ha incontrato Wolfgang Schäuble, il ministro delle Finanze. Avrebbe avuto ampie assicurazioni sul «nulla osta» di Berlino a un governo del Pd. Certo, come già Obama, anche i tedeschi hanno fatto capire molte volte che una presenza di Monti nell’esecutivo sarebbe molto rassicurante. Grillo dice che questo affannarsi generale intorno a Monti dipende dal fatto che Monti garantisce agli stranieri la restituzione dei molti soldi che hanno investito sull’Italia. Nell’opuscolo scritto con Fo e Casaleggio, leggiamo a un certo punto queste parole: «La sola cosa importante per la Francia e la Germania è non perdere quanto investito, gli italiani in pratica si stanno dissanguando per ricomprare il loro debito. Quando Francia e Germania avranno ripreso la maggior parte del credito matura-

Che succede dopo il voto? Quali scenari possono emergere dalle urne? In Italia ce ne sono, come al solito, anche troppi, ma almeno un paio sono quelli più probabili e prevedibili dai mercati. Il primo è grigio: dal voto non scaturisce un governo forte in grado di affrontare le molte sfide che attendono il Paese. Per alcuni «esperti», questo vuol dire scommettere contro il debito pubblico italiano, quindi acquistare titoli Etf al ribasso sui Btp e al rialzo sul Bund della Germania. Un’idea da trader che mi sento di sconsigliare caldamente a qualsiasi investitore intelligente. Molto meglio invece, in questo caso, investire su titoli azionari di aziende che esportano e che potrebbero vedere il loro prezzo depresso ingiustamente, per via del

calo a breve della Borsa italiana dopo il voto. In ogni caso, se la strategia d’investimento che state seguendo è razionalmente motivata, non c’è alcuna ragione per cambiarla. Il secondo è rosa: il Parlamento è chiaramente orientato e la coalizione vincente ha la maggioranza sia alla Camera che al Senato. In questo caso, c’è chi sostiene un’opzione opposta: comprare Etf al rialzo sui Btp e al ribasso sui titoli di Stato tedeschi. Un’operazione del genere, che venga fatta prima o dopo le elezioni, ad ogni modo è ancora una volta, decisamente, una scommessa. Non a caso Blackrock, un gigante del trading finanziario globale, si è preso la briga di commissionare sondaggi specifici sulle coalizioni in

grosso di Standard eccetera?

to (in poco più di un anno hanno già recuperato il 35% del totale), si disinteresseranno di noi e non ci sarà più la minaccia dello spread».

4 Non sarà che quella dichiarazione di Monti è la reazione a sondaggi funesti? Gira con insistenza la voce che Grillo arriverà primo e che Monti non prenderà il 10% e non entrerà in Parlamento.

Sono voci su cui al momento non ci sono riscontri pubblicabili. Certo oggi pomeriggio a Roma, per la chiusura di Grillo dovrebbe esserci tanta gente.

5 Ma è vero che potrebbero es-

A notizie

MONTI: «SERVIVA IL DUELLO»

Tascabili Il via libera dei vescovi tedeschi

Pillola del giorno dopo «Sì, in caso di stupro» S E il confronto è nel presepe e... digitale È tempo di bilanci per Mario Monti che s’è detto dispiaciuto perché «non si sono fatti confronti diretti tra i candidati in tv». Ma il face to face si è materializzato nelle botteghe del presepe di San Gregorio Armeno, a Napoli. Monti, Bersani, Berlusconi, Ingroia, Grillo, Giannino, tutti in versione terracotta, da ieri sono in mostra nella bottega del maestro Genny Di Virgilio. Sky, invece, proporrà un dibattito virtuale: alle 23 in uno studio animato graficamente da 160 schermi si proietteranno i momenti salienti della campagna

In caso di stupro, gli ospedali cattolici in Germania potranno somministrare la pillola del giorno dopo (che si prende entro 72 ore dal rapporto a rischio ed evita la fecondazione). Lo ha deciso la Conferenza episcopale tedesca, chiarendo però che le cliniche non potranno somministrare farmaci che provocano la morte dell’embrione. La Chiesa aveva subìto pressioni dopo che due ospedali cattolici di Colonia avevano rifiutato di assistere una vittima di stupro. Intanto prosegue l’attesa per il Conclave: «Non si può dire in anticipo la data prima che lo decidano i cardinali», dice padre Federico Lombardi.

Sulla «Strip», la strada principale

Usa: nuova sparatoria fra auto a Las Vegas Tre vittime e sei feriti

La polizia compie i rilievi sulla scena della sparatoria AFP A pochi giorni dalla strage di Los Angeles (3 morti e il killer suicida), un’altra sparatoria in strada insanguina gli Usa. Sulla celebre «Strip», la via principale di Las Vegas, ieri mattina alle 4.30 tre persone sono morte e altre sei sono rimaste ferite: tutto è cominciato quando, da una Range Rover, sono partiti colpi di arma da fuoco contro una Maserati. Che, subito dopo, ha travolto un taxi, incendiandolo. Le vittime sono il pilota della Maserati, l’autista e un cliente del taxi, mentre la Range Rover si è allontanata e viene ora ricercata anche fuori dal Nevada.

serci problemi per andare ai seggi causa maltempo?

Si vota in pieno inverno, per la prima volta nella storia repubblicana e le previsioni per domenica e lunedì sono in linea con la stagione: ci sarà maltempo quasi ovunque. Per questo il Viminale ha mobilitato i prefetti per invitarli ad assicurare il regolare afflusso ai seggi. Dovrebbe, quindi, esserci «massima attenzione» alle condizioni delle strade ed al rischio di isolamento per frazioni o case. Del resto, sono tanti gli elettori anziani e che potrebbero incontrare difficoltà negli spostamenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

lizza, proprio per capire meglio come posizionarsi. Ma stiamo parlando, appunto, di fondi internazionali che sanno (o dovrebbero sapere) quello che fanno. Un risparmiatore piccolo o medio non dovrebbe mai farsi attrarre dalle scommesse finanziarie. Per questo, sia che venga immaginato (e poi si realizzi) uno scenario post-elettorale tranquillo e politicamente solido, sia che invece si concretizzi una condizione di instabilità, la cosa giusta da fare è continuare a perseguire la propria strategia d’investimento a medio e lungo termine. Le scommesse, moderate, vanno fatte solo per gioco. Il risparmio e l’investimento sono cose molto serie. *Presidente di www.finanzaworld.it

I dirigenti Gabetti e Grande Stevens

Condanne eccellenti per il caso Ifil-Exor Un anno e quattro mesi con sospensione condizionale e una multa da 600 mila euro ciascuno: è la condanna inflitta dalla Corte d’Appello di Torino a Franzo Grande Stevens e Gianluigi Gabetti, che erano imputati per aggiotaggio informativo. Per i giudici, il presidente d’onore di Exor e l’ex presidente di Ifil, entrambe holding della stessa famiglia, hanno ingannato il mercato con un falso comunicato in occasione dell’«equity swap» di Ifil Exor che, nel 2005, consentì alle finanziarie degli Agnelli di mantenere il controllo della Fiat. «Una sentenza inimmaginabile», ha commentato Grande Stevens.

IL PROCURATORE REGIONALE

Corruzione in Lombardia: «Situazione allarmante È peggio di Tangentopoli» Il fenomeno della corruzione in Lombardia oggi è più grave, persino rispetto ai tempi di Tangentopoli. È questa l’opinione del procuratore regionale lombardo, Antonio Caruso, espressa ieri, durante la relazione all’inaugura zione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti a Milano. Secondo Caruso, infatti, «la piaga della corruzione, ben più grave rispetto a 20 anni fa, si è ormai annidata nel profondo del tessuto sociale e costituisce un’intollerabile distorsione del sistema». Gli episodi corruttivi e gli illeciti contro la pubblica amministrazione, spiega ancora il procuratore, «sono divenuti ormai quasi una costante di ogni tipo di illegalità, alcuni anche collegati alla criminalità organizzata». Nel 2012 — secondo i numeri resi noti da Caruso — le amministrazioni lombarde che hanno subito un danno hanno recuperato 2,5 milioni di euro contro i 3,1 milioni di euro recuperati nel 2011.


VENERDÌ 22 FEBBRAIO 2013

ALTRI MONDI

IL MINISTRO PROFUMO

«Iscrizioni a scuola, nessuna proroga» Non sarà necessaria nessuna proroga del termine per le iscrizioni al prossimo anno scolastico. Lo ha assicurato il

Bomba d’acqua: paura a Catania La gente sui tetti

ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo (nella foto LaPresse). Precisando: «L’Italia deve imparare che le regole vanno osservate». Per i maturandi che vogliono iscriversi alle facoltà a numero chiuso, previsti un pre test non vincolante in primavera e un simulatore per esercitarsi.

IL SALVA-BANCA

Mps, Corte dei Conti: «Ok ai Monti-bond» Nuovi sviluppi sulla vicenda Mps. La Corte dei Conti ha dato infatti l’ok ai Monti-Bond che daranno 3,9 miliardi all’istituto

IN LOMBARDIA UNO GIÀ RITROVATO

Hanno segato le sbarre della loro cella, hanno raggiunto il tetto calandosi con delle lenzuola e poi sono riusciti ad evadere: i protagonisti sono tre detenuti romeni, che sono scappati ieri dal carcere di Varese. Uno è stato poi ritrovato in Svizzera. I tre hanno poi attraversato il cortile, hanno scavalcato la cancellata e sono atterrati su un cassonetto dei rifiuti che ha fatto da materasso. Quindi si sono dileguati. Appena scoperta la fuga, in tutta la Lombardia è scattata una imponente caccia all’uomo. I fuggitivi sono Mikea Victor Sorin, detenuto per sfruttamento della prostituzione, Marius Georgie Bunoro (trovato poi a Lugano e arrestato) e Parpalia Daniel, imputati per furto aggravato. Immediate le polemiche per la carenza del personale penitenziario. «La colpa è dei tagli, ci sono 70 guardie a fronte di 120 detenuti, una sproporzione», denunciano i sindacati.

FILIPPO CONTICELLO

Non è Venezia, anche se l’acqua è alta e ingoia ogni cosa. Sembra Venezia, ma quel muro d’acqua imperversa mille chilometri più a sud: Catania ieri è stata sommersa da un nubifragio che ha travolto oggetti e persone. Fulmini dalle 16 e poi pioggia a fiumi che ha messo k.o. la città: scene apocalittiche più o meno ad ogni angolo, anche nell’hinterland, centinaia di telefonate alla sala operativa dei vigili del fuoco. E poi ancora alberi sradicati, cornicioni caduti, centro storico in ginocchio a causa dei tombini occlusi — vecchio problema catanese — che non hanno fatto defluire l’acqua. Più di tutti ha sofferto la centralissima via Etnea che come un dardo taglia in due la Catania barocca: la pioggia ha travolto il salotto cittadino e trascinato tutto ciò che trovava per strada, auto, tavolini dei bar e persino auto e moto. Di fronte all’emergenza, la gente ha tentato avventurose fughe sui tetti e, durante i soccorsi, la paura si è sparsa veloce quanto la pioggia: per ore è stato cercato affannosamente un uomo di 34 anni dato per disperso dopo che i vigili del fuoco avevano ritrovato il suo codice fiscale in un borsello vicino alla fontana di piazza Duomo. Il documento era di un pastore che ne aveva denunciato la scomparsa lo scorso anno: l’hanno trovato sereno a casa, nella vicina Castel di Judica, mentre Catania era sommersa e i sommozzatori ispezionavano il fiume che passa nei condotti sotterranei. Nella zona industriale un operaio è precipitato in una buca di 8 metri per mettere in salvo il materiale in

BLITZ IL MINISTRO: «NESSUN RISCHIO»

Nestlè, sequestrate 26 tonnellate di carne

In alto il Palazzo dei Chierici e il municipio allagati a Catania. Sotto due auto travolte da un torrente d’acqua, risultato del nubifragio abbattutosi ieri ANSA

un magazzino inondato: adesso è all’ospedale con un politrauma per la caduta. Servono spiegazioni Una «bom-

ba d’acqua» nella definizione degli esperti e, del resto, lo scontro tra due correnti ha portato fino a 50 litri per metro quadro. E così, oltre alle persone, hanno sofferto le bellezze, tante, della città: un colpo al cuore per molti vedere una ventina fra macchine e moto spazzate come in un autoscon-

tro sulla facciata dello storico palazzo dei Chierici, inondato come il municipio e il monastero dei Benedettini. E, mentre la bufera imperversava per un’ora, piovevano pure le polemiche. Ad accenderle il Comune perché alla protezione civile cittadina non era giunta alcuna allerta dagli organi nazionali e regionali. Il sindaco, Raffaele Stancanelli, ha annunciato che adesso qualcuno «dovrà dare spiegazioni». © RIPRODUZIONE RISERVATA

I controlli sulla carne della Nestlè proseguono. Ieri, anzi, c’è stato un passo avanti e i Nas, su disposizione del Ministero della Salute, ne hanno sequestrato 26 tonnellate in Piemonte. Si tratta di carne bovina cotta e surgelata che verrà sottoposta a ulteriori analisi per la ricerca del Dna di cavallo e di eventuali tracce di farmaci non ammessi. Le operazioni hanno avuto luogo presso la Safim di None, in provincia di Torino e alla sede della Nestlè a Moretta, nel Cuneese. Fino ad oggi i carabinieri dei Nas hanno raccolto oltre 100 campioni di prodotti a base di carne bovina macinata di 60 marche diverse. Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha ribadito che «non vi sono pericoli per la salute dei cittadini e che tutti i controlli sono stati attivati». Nei prossimi giorni firmerà inoltre un’ordinanza per l’istituzione della nuova anagrafe sanitaria, che prevede la notifica di tutti gli esami effettuati sui cavalli, «a tutela della tracciabilità degli animali e della salute pubblica». Intanto Legambiente lancia l’allarme: «Il fenomeno della macellazione clandestina di cavalli da corsa, nella maggior parte dei casi dopati, è una realtà concreta in Italia, bisogna vigilare». I controlli, però, proseguono in tutta Europa. Scoperta carne etichettata in modo non corretto in Romania, Repubblica Ceca e Bulgaria.

senese. Sul fronte giudiziario, invece, c’è stato l’interrogatorio di Gianluca Baldassarri, l’ex capo dell’area finanza, in carcere per associazione a delinquere e truffa: «Tutti sapevano dell’operazione Alexandria», ha detto, riferendosi al risanamento dei conti del gruppo senese.

IN SIRIA MOLTI I CIVILI

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Un nubifragio ha messo k.o. la città siciliana: Varese, sbarre segate: un ferito, auto e moto trascinate per le strade evadono tre detenuti

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A Carneficina

MESSICO: STUPRATA ITALIANA

ll carcere di Varese, teatro dell’evasione ANSA

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Arrestati due agenti: un terzo ricercato Una donna italiana, residente nella località turistica messicana di Playa del Carmen, in Messico, è stata violentata da due poliziotti, che sono stati arrestati. I fatti risalgono al 12 febbraio: i due agenti sono intervenuti alle 4 del mattino nei pressi di una discoteca e, dopo aver sorpreso il compagno della donna, anch’egli italiano, a urinare per strada, hanno chiesto alla coppia 3 mila pesos (circa 178 euro) per chiudere un occhio. Davanti al rifiuto opposto dai due, gli agenti hanno immobilizzato l’uomo e violentato la donna. Viene ricercato anche un terzo poliziotto

a Damasco: autobomba fa 53 vittime I boati che ieri hanno sventrato Damasco ricordano al mondo che la Siria è una ferita aperta. Due autobombe nel cuore moderno della capitale, una delle quali imbottita di circa 300 chili di esplosivo e pilotata da un kamikaze, hanno causato 53 vittime e 237 feriti secondo le fonti ufficiali, 42 morti secondo l’Osservatorio per i diritti umani. A terra, intorno a un cratere di un metro e mezzo, molti civili, anche bambini, perché nella zona c’è una scuola, oltre alla sede del Baath, il partito al potere da mezzo secolo, base politica del dittatore Assad. Danneggiata l’ambasciata russa. Il regime accusa al Qaida, i ribelli smentiscono il loro coinvolgimento. Ma Damasco ieri è stata devastata da altre deflagrazioni, nei quartieri di Baramkeh, al- Adawi e di Barzeh, dove un ordigno ha provocato 8 morti, mentre colpi di mortaio sono stati esplosi contro la sede dello Stato maggiore dell’esercito e un edificio governativo in un quartiere cittadini dove vivono ufficiali e diplomatici. Azioni, queste ultime, rivendicate dai ribelli dell’Esercito libero. Intanto la Coalizione nazionale siriana, che riunisce le forze dell’opposizione, si dice pronta a negoziare la fine alla guerra civile, a patto che, prima, Assad si dimetta. I tentativi di far cessare i combattimenti sarebbero condotti con il supporto di Usa e Russia.

Tre uomini trascinano un ferito dopo l’esplosione di ieri a Damasco EPA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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ALTRI MONDI IL TALENT DEI RECORD NELLA FINALE L’AVVOCATO BATTE MAURIZIO E SI AGGIUDICA 100 MILA EURO IN GETTONI D’ORO: «L’AMORE PER LA CUCINA TRASMESSO DA MIA NONNA»

MasterChef, vince «la dura» Tiziana Sfida ricca di colpi di scena: risotto, ricci di mare... E la tenacia si impone sull’estro DANIELE VAIRA

Il suo motto è «chi vede l’invisibile può fare l’impossibile». E di certo la tenacia l’ha aiutata, prima a raggiungere, e poi a vincere la finale: è Tiziana Stefanelli, avvocato in carriera ma con una grande passione per la cucina, la vincitrice della seconda edizio-

ne di MasterChef. La sua sicurezza, a volte al limite dell’arroganza, forse non l’ha aiutata a farsi voler bene dagli altri concorrenti, ma gli ha permesso di trionfare, battendo in semifinale Andrea e poi Maurizio, l’artista, nell’ultima sfida. Un percorso accidentato tra foie gras, agnello, verdure e mascarpone da trasformare in un dolce. A decretare la vittoria un ambi-

La vincitrice di MasterChef, Tiziana Stefanelli. In finale ha battuto Maurizio

Una truffa da commedia Volevano i soldi di Sordi L’autista avrebbe tentato di intestarsi il «tesoro» di Albertone Raggirata la sorella. Domenica i 10 anni dalla morte dell’attore ma di morire. Ma, a metà febbraio, Artadi si presenta nelle due banche in cui sono divisi i dieci conti di Sordi e deposita una procura in cui Aurelia si estromette dalla gestione dell’intera eredità. Il documento è sottoscritto dal notaio di famiglia. I dirigenti delle filiali, tuttavia, sospettano si tratti di un raggiro: scatta un esposto che porta al sequestro dei conti di Sordi e all’apertura di un fascicolo, per ora contro ignoti. «Dimostrerò che ho fatto ciò che

FRANCESCO RIZZO

Non si capisce in quale dei circa 150 film interpretati da Alberto Sordi potrebbe trovar spazio questa storia. Forse nelle avventure dei truffatori di Ladro lui, ladra lei, ma lo scenario fa pensare più a I nuovi mostri. Proprio a due giorni dal decennale della morte del grande attore, la Procura di Roma indaga su un presunto raggiro ai danni di Aurelia Sordi, 95 anni, sorella di Albertone. L’ipotesi di reato è circonvenzione di incapace, tanto che i magistrati disporranno un accertamento per verificare le condizioni psicofisiche della donna.

I conti correnti valgono da soli 30 mila euro di interessi al mese E poi c’è la villa...

Conti Aurelia è la sola erede del patrimonio del fratello, con il quale è sempre vissuta: titoli bancari, azioni, proprietà immobiliari, tra cui una villa vicino alle Terme di Caracalla, con piscina e teatro. E poi, solo di interessi, circa 30 mila euro al mese, versati su un conto aperto dalla donna. Proprio qui entra in scena Arturo Artadi, l’autista di Sordi che, come il maggiordomo, può prelevare da quel conto per gestire le spese quotidiane. «Pensa tu a mia sorella», gli disse Albertone pri-

Tutti dentro Sopra, una foto di scena di Alberto Sordi dal film «Una vita difficile», esposta nella mostra in corso al Vittoriano di Roma. A sinistra, Aurelia, sorella di Alberto, 95 anni ANSA

mi è stato chiesto», dice Artadi. Una macchia, comunque, nei giorni delle celebrazioni per un principe del cinema. In ballo, c’è la ricchezza accumulata da Sordi, che era arrivato a girare 13 film in un anno. «Amavo il mio lavoro — diceva —. In compenso, mi risparmiavo: niente night club. Quando c’era la dolce vita, i paparazzi non mi vedevano mai: annavo a dormì». © RIPRODUZIONE RISERVATA

SFILATE A MILANO L’INVERNO 2013 È SEXY: GONNE ADERENTI E ABITI SCOLLATI

Prada veste la donna pantera Look maschile da DSquared 2 FABRIZIO SCLAVI MILANO

Una modella durante la sfilata di Prada. A destra, la borsa artigianale di Tod’s: le linee ricordano quelle di una sella AFP

In passerella da Prada per il prossimo inverno c’è una donna imponente, regina di un mondo parallelo, nascosto e misterioso. L’atmosfera è da film condotto con maestria onirica. Una donna «modern punk» che indossa abiti armoniosamente asimmetrici, le gonne a ruota fatte con pezzi di tessuti diversi, top aderentissimi, sovrapposti due alla volta e quasi stracciati per dare vita a scollature sensualissime. Donne che sem-

brano non curanti della perfezione, ma maestre nel mescolare gli errori. I tessuti sembrano stuoie di lana dura e spessa, intrecci fatti a mano tinti in colori scuri spezzati da colpi di oro luccicante e poetici quadrettini pastello, alternati a capi in pelle grassa e sontuose pellicce. Scarpe importanti, sculture da calzare dal mattino alla sera, le borse, enormi, capaci di contenere il mondo intero delle donne, sono di lana ma anche di coccodrillo, sempre di coccodrillo cappotti a vita stretta, giacche aderenti, gonne sempre a vita stretta e orlo a ruota. È questa la

zioso viaggio tra i sapori, dalla crema di riso ai ricci di mare fino alle castagne, condotto con grande naturalezza. D’altronde lei lo aveva detto dall’inizio: «Se non avessi pensato di poter vincere MasterChef non avrei mai partecipato». Al legale, incoronato fuoriclasse dei fornelli, andranno 100 mila euro in gettoni d’oro oltre alla possibilità di pubblicare un libro di ricette originali. E adesso? «Il futuro se lo deve creare con le sue mani, scegliendo la sua strada e creandosi le sue

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opportunità. Non deve credersi già arrivata», il consiglio di uno dei suoi maestri, lo chef Carlo Cracco, con cui non sono mancati i contrasti durante le puntate. «È anche vero che vincere MasterChef è qualcosa di importante che dà una visibilità particolare», aggiunge il ristoratore americano Joe Bastianich. L’amore di Tiziana per la cucina è legato all’infanzia: «È nato da bambina, guardando cucinare nonna Nella. Da adolescente ero la cuoca ufficiale delle feste in famiglia. E poi ho studiato i testi degli chef, cercando di sperimentare e di trovare un mio stile». © RIPRODUZIONE RISERVATA

CONTROMOSSA IL NUOVO SMARTPHONE

E RITORNA IN RADIO

S Scaricabile uno show del 1948 Era un giovedì di novembre del 1948 quando, attraverso la radio, entrò nelle case degli italiani un 28enne dalla voce un po’ nasale. La sigla annunciava un nome ancora poco familiare a quei tempi: «Vi parla Alberto Sordi». È il titolo di una delle prime, leggendarie, trasmissioni radiofoniche dell’attore romano scomparso 10 anni fa: da domenica, sul sito radio2.rai.it saranno scaricabili le 14 puntate che Sordi ha ideato, scritto e interpretato su Radio Rai fino al 1950 e che segnano il suo primo clamoroso successo

Alex Zanardi (a sin.) "ospite" al lancio di Blackberry 10

Ecco Blackberry 10 Due telefoni in uno «Le rivoluzioni non chiedono il permesso...» esordisce lo speaker alla presentazione monstré del Blackberry Z10, il primo smartphone basato su un nuovo sistema operativo con cui l’azienda canadese vuole arrestare la caduta. Lo Z10 ha un design davvero accattivante e segna l’abbandono definitivo dei tasti per il touch. Anzi, è proprio la tastiera virtuale e predittiva l’innovazione più riuscita: basta digitare una lettera e appaiono dei suggerimenti (anche in tre lingue diverse): parole che "sfiorate" col pollice compongono la frase. E il bello che lo Z10 impara, migliorando i suggerimenti. L’altro punto forte è la doppia partizione, il Blackberry Balance, come avere due telefoni in uno, in maniera da distinguere il lavoro dai contatti personali. Una soluzione di compromesso che è anche una filosofia di sopravvivenza: mantenere la caratteristica vincente, sicurezza dei dati e affidabilità della messaggistica, aprendosi al mondo delle app e dei social network. E tutto con un vero multitasking (più applicazioni gestite in contemporanea). Dubbi tra chi lo ha provato destano la batteria e la fragilità dello schermo. Lo Z10 è già disponibile, costa 699 euro. Testimonial d’eccezione Alex Zanardi: uno che di sfide se ne intende. m.arc. © RIPRODUZIONE RISERVATA

A NATALE SARÀ POTENTE COME UN PC

La PS4 si presenta: sempre più «social» GIULIO DI FEO

donna «animale» creata da Miuccia Prada, veloce ed elegante come una pantera nera che corre nel suo mondo incurante degli uomini, anzi incurante di tutti perché bella e ricca. Ispirazione Anni 40 per la collezione di DSquared 2, una donna mascolina che indossa giacche e pantaloni dal taglio rigorosamente sartoriale, che si contrappone a gonne aderenti e seducenti. Tutti gli accessori prendono ispirazione da quelli maschili: gemelli, cravatte, papillon, ingigantiti per diventare sensuali elementi decorativi. Per la sera corpetti ricamati indossati su gonne di piume o su gonne realizzate con intrecci di visone e luccichii di cristallo.

Il futuro si è svelato, ma solo per un pezzo. Perché mercoledì alla presentazione di Playstation 4, tutto si è visto tranne che la PS4. Ma si è sentita: vuoi perché l’evento ha di fatto annunciato l’ingresso in una nuova generazione di console (PS4 esce a Natale), vuoi perché si è saputo parecchio. Innanzitutto le specifiche tecniche, simile a quelle di un pc di fascia alta: nuovo processore, hard disk e wireless integrati. Poi si sono visti il controller, il sensore di movimento. E un tasto nuovo, forse decisivo. Si chiama Share: condividi. Sony pensa a un mondo in cui tutto è sempre connesso e giocando non si è mai soli. Share serve a condividere e accedere agli altri servizi social offerti dalla piattaforma. A patto di avere una connessione bella veloce, poi, i giochi si utilizzeranno anche in streaming tramite PS Vita e la stessa tecnologia permetterà di provare un gioco prima di acquistarlo o di cominciarlo a download in corso. Visti pure i primi titoli: da Killzone all’innovativo Destiny. Un bel manifesto d’intenti.

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SOLAIA 2009, IN PRIMA FILA TRA I GRANDI DI TOSCANA Un vigneto di circa 20 ettari nel cuore del Chianti Classico e la tradizione di una famiglia di antica nobiltà danno vita a uno dei vini più potenti e raffinati dell’enologia italiana. Stiamo parlando del Solaia dei Marchesi Antinori, un classico, un’icona dei Supertoscani. Quello del 2009 è il frutto di un’annata di grande forza e morbidezza avvolgente. Sin dal naso rimane compatto e denso con le sue sfumature di mirtillo, oliva taggiasca e una chiusura mandorlata e balsamica. Al palato è rotondo con richiami di sottobosco e una trama tannica densa e piena.

IL BURRO SPECIALE DI OCCELLI

SOLAIA, Marchesi Antinori: Piazza Antinori, 3 Firenze. UVE: Caberbet S. 75%, Sangiovese 20% e Cabernet F. 5%. PREZZO: 163 euro su xtrawine.com

Voto 95/100

Il burro di Beppino Occelli è considerato tra i più buoni del mondo. Lo ha creato 40 anni fa nel cuore delle Langhe e nel tempo ha curato la ricerca degli alpeggi e la genetica dei bovini, ma è sempre prodotto in modo artigianale. Ha un colore bianco tendente al paglierino, profumo delicato e gusto minerale con richiami ai fiori secchi e al fieno. Il panetto da 125 g costa circa 2 euro.

Rapporto qualità- prezzo ***** discreto

Si abbina alla grande con: Maialino da latte e cicoria saltata Degustare ascoltando: James Brown «People get up and drive your funky soul»

Massimo Di Cintio

Occelli Agrinatura - Farigliano (Cn)

ilTema

PANETTIERE O MASTRO BIRRAIO IL CIBO CHE OFFRE UN LAVORO L’Università di Scienze Gastronomiche lancia corsi aperti a studenti di ogni età A Bologna e Padova ragazzi da tutto il mondo per diventare gelatai e pizzaioli 1

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FRANCESCO VELLUZZI

In cucina sì, ma con un ruolo alternativo. Il successo di Master Chef, unito alla spettacolarizzazione del tema gastronomia, ha generato una passione esagerata. Ma così come è impensabile che chi ama il calcio diventi di sicuro un calciatore o chi segue X Factor un cantante è altrettanto difficile che tutti quelli bravi a cucinare diventino come Carlo Cracco.

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Università In cucina ci si può re-

stare e con la cucina si può vivere dignitosamente. Innanzitutto studiando. Da Pollenzo (Bra) dove è nata l’Università di Scienze Gastronomiche su iniziativa di Carlo Petrini, partiranno a maggio (le iscrizioni scadono a fine marzo) i corsi di «Alto Apprendistato» per panettiere, pizzaiolo, mastro birraio, norcino, assaggiatore di formaggi e per chi governa la sala di un ristorante, volgarmente il cameriere. Ma ne vedete tanti di italiani nei ristoranti? Così come vedete tanti pizzaioli? Gli egiziani ci hanno soffiato arte e mestiere su uno dei simboli dell’Italia. I corsi offrono opportunità a giovani diplomati e neolaureati, ma anche a chi è più avanti con l’età. Durata: 2 mesi e mezzo in aula e 8 in bottega, apprendistato nei laboratori selezionati da Slow Food. Ogni studente avrà la possibilità di imparare il mestiere da due realtà artigianali diverse. Il costo è di 4 mila euro a corso. Gelato Toglieteci tutto ma non

il gelato, sembra essere lo spot degli italiani. Perché, numeri alla mano, nessuno lo ama come noi. Sono 37 mila i punti vendita con gelato, 12 mila le gelaterie italiane. Insomma,

Gazzetta.it BENVENUTO BRUNELLO SUL NOSTRO BLOG Seguiteci sul blog www.gazzetta.it/Gazza-golosa/. In primo piano «Benvenuto Brunello» che si apre oggi a Montalcino per il lancio dell’annata 2008 e del Brunello di Montalcino Riserva 2007

l’attività rende. Ogni anno 2.500 persone, provenienti da tutto il mondo si iscrivono alla «Gelato University», ideata dalla Carpigiani ad Anzola (Bologna). I corsi, da 1 a 5 settimane, costano 900 euro a settimana (chi ne fa 5 partecipa al progetto Gelato Pioneer e può concorrere a una borsa di studio da 20 mila euro). Con la possibilità di recuperare qualcosa se, aprendo un’attività, si acquista la macchina per il gelato. La coordinatrice della scuola è giapponese: Kaori Ito. Gli studenti imparano tecniche di laboratorio ma anche marketing e pr. La tendenza è aprire un locale in proprio (e i costi vanno dai 100 ai 120 mila euro), ma molti operano da assistenti. L’esplosione di catene come Grom ha creato

pagina a cura di PIER BERGONZI e DANIELE MICCIONE

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unLatticino

di LUCA GARDINI (campione del mondo dei sommelier 2010)

tante opportunità di lavoro. Pizza Siamo maestri nel gelato, ma quando andiamo all’estero le prime parole che ci pronunciano, scoprendo che siamo italiani, sono pasta e pizza. Molino Quaglia è un’azienda leader per la produzione di farine di grano tenero. Nella struttura di famiglia di Vighizzolo D’Este (Padova), nata nel 1856, Chiara, Andrea e Lucio Quaglia hanno creato un’università della pizza. Il livello base costa mille euro. Per la specializzazione ce ne vogliono 3 mila. I corsi, sono tenuti da esperti pizzaioli che insegnano la tecnica dell’impasto e della lievitazione. In 21 giorni di lezione si impara il mestiere, fondamentale è puntare su ingredienti di qualità, di casa nostra. Si lavora con forni a legna, elettrico e a gas. © RIPRODUZIONE RISERVATA

1. Un artigiano prepara la Susianella di Viterbo, un presidio Slow Food. Tra i corsi di alto apprendistato a Pollenzo c’è anche il norcino (foto Montanaro) 2. L’Università della pizza aperta dal Molino Quaglia 3. Il laboratorio con gli studenti alla Gelato University

sostiene loChef di CESARE BATTISTI

AMO IL RISO CARNAROLI PER ME È UN SIMBOLO DELLA CUCINA ITALIANA Cesare Battisti, 42 anni, chef del Ratanà di Milano, non si prende troppo sul serio. «Sono solo un cuoco», dice. Però è un cuoco che lavora bene: fa risotti di riferimento, ha lanciato i rubitt (assaggi di alta cucina) e garantisce un buon rapporto qualità prezzo. ————————————— Il riso che utilizzo in cucina è l’autentico Carnaroli, una qualità legata al territorio lombardo (è raccolto a Groppello Cairoli, nel pavese). Il riso è uno degli alimenti più versatili in cucina: dall’antipasto ai dolci può essere utilizzato in tutte le preparazioni. Inoltre è alimento principe della cucina lombarda, e più in generale italiana: il classico risotto identifica l’italian cooking nel mondo. Il Carnaroli si differenzia dalle altre tipologie, e per questo mi piace usarlo, per l’alta percentuale di amido contenuta al suo interno che permette di assaporarne meglio il sapore e di mantenere bene la cottura. Deve essere coltivato in modo artigianale e crescere in un ambiente sano e incontaminato che gli permetta di mantenere integro sapore, fragranza e qualità organolettiche. Il rispetto dell’alimento impone inoltre una essiccazione effettuata solo a basse temperature per non rompere i chicchi.

Il consiglio

unVino

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Per la perfetta cottura del risotto non esistono trucchi particolari, se non la dedizione e l’attenzione. La sua sensibilità richiede, dopo averlo tostato, delicatezza. Io lo cucino a fuoco lento e lo accarezzo con un cucchiaio — rigorosamente di legno per renderlo cremoso eliminando l’amido in eccesso. Il riso è perfetto anche nell’economia famigliare perché facilmente riutilizzabile anche da cotto. Le «preparazioni del giorno dopo» sono infatti molte e gustose: dal classico riso al salto proprio della cucina milanese, ai supplì di riso caratteristici della tradizione romana, fino al sartù, gioia dei buongustai partenopei, per non dimenticare gli arancini, delizia della cucina siciliana, che potrete preparare assieme ai vostri bambini.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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VENERDÌ 22 FEBBRAIO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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ALTRI MONDI Oroscopo

22/6 - 22/7

23/7 - 23/8

20/2 - 20/3

Gemelli 7-

Cancro 7,5

Leone 6

Pesci 8

Luna OK per colloqui, viaggi e studi. Le prospettive che vi si aprono vi esaltano, il sudombelico ha lo stesso (buon)umore di un milanista.

I sollievi economici e lavorativi di oggi v’infondono nuova fiducia. Le vostre energie sono però mosce, il suino inside you è sgasatino.

Luna nel segno: potete seminare bene nel lavoro e nel privato, guadagnando punti. Slanci fornicatori gagliarderrimi, ma con dolcezza.

Un cambiamento di programma, forse, vi torna utile. Ergo: prima di ringhiare e azzannare pensateci. Sudombelico disponibile a tutto/i/e

23/9 - 22/10

23/10 - 22/11

23/11 - 21/12

22/12 - 20/1

21/1 - 19/2

IL MIGLIORE Giornata di successi e di consensi, nella quale potete ottenere anche ciò in cui non speravate. Pure finanziariamente. Slanci suini già primaverili.

Bilancia 5,5

Scorpione 8-

Sagittario 6-

Capricorno 6+

Acquario 6,5

Lavoro, famiglia, rapporti vi liofilizzano gli zebedei. Ma vi rifarete presto. La troppa precisione, poi, rovina la fornicazione, remember.

Tanta gente crede in voi. Così il lavoro appaga, voi siete sereni, lo spessore dei vostri successi si amplia. Sudombelico resistente!

La motivazione cala, forse perché non vedete esiti veloci ai vostri sforzi. Manco a quelli fornicatori, poco apprezzati. Rogne in casa.

Tolleranza, indifferenza auspicansi. Specie nei rapporti con chi ha granelli di forfora al posto dei neuroni. Lavoro OK, slancio suino uau.

Giornata operosa. Forse fin troppo piena di cose da fare, ma proficua. OK burocrazia, cura del corpo, lavoro di fino. Ormone very ingrifed.

21/3 - 20/4

21/4 - 20/5

LE PAGELLE

Ariete 5,5

Toro 7

DI ANTONIO CAPITANI

L’umore è grigio. E voi quagliate poco. Reagite alla malinconia, producete e curate l’aspetto, perché la Luna vi fa sembrare un po’ sfigati.

24/8 - 22/9

Vergine 7,5 Amici e clienti possono lanciarvi assist superbi nel lavoro (e non solo). Però impicci e tensioni fan ruotar gli zebedei. E c’è tedio suino.

21/5 - 21/6

Lo Sport in tv: in chiaro, sul satellite e sul digitale terrestre 19.00 ISTANBUL CSKA MOSCA

IN DIRETTA

GOLF

CALCIO

Da Dove Mountain, Stati Uniti Sky Sport 3

20.45 REAL MADRID ALBA BERLINO

19.00 JUVE STABIA GROSSETO 20.30 NIZZA - STADE REIMS Ligue 1 SportItalia

7.35

20.45 SCAFATI - FORLÌ

Serie B Sky Calcio 1, MP Calcio

2.00

20.30 ASTI - ACQUA E SAPONE Serie A Rai Sport 1

9.45

Quarti di finale SuperTennis

22.45 CALCIO: FLUMINENSE - GREMIO

MONDIALI

SKY SPORT 1

Gundersen. Da Val di Fiemme (Tn) Eurosport, Rai Sport 1

9.00

GazzaMeteo

Ieri

A CURA DI

ALGHERO

2

15

ANCONA

5

10

AOSTA

0

1

BARI

3

8

BOLOGNA

0

4

8

16

min max

CIELO

VENTI

CAGLIARI

Sole

Deboli

CAMPOBASSO

-2

9

Nuvolo

Moderati

CATANIA

10

13

FIRENZE

5

7

SKY SPORT 2

Europa League

Oggi

3

0 4 0

Torino 0

3

Trieste

Milano

1

Venezia

3

1

1

1

0

2

Perugia 2

5

8 8

MILANO

0

4

ROMA

NAPOLI

4

11

6

PALERMO

11

14

PERUGIA

3

12

POTENZA

0

8

REGGIO CALABRIA

11

16

ROMA

1

13

TORINO

1

3

Il sole oggi MILANO

ROMA

2

TRENTO

Tramonta

Sorge

Tramonta

TRIESTE

7:16

17:57

6:58

17:49

1

3

VENEZIA

1

4

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DIRETTORE RESPONSABILE ANDREA MONTI andrea.monti@gazzetta.it VICEDIRETTORE VICARIO Gianni Valenti gvalenti@gazzetta.it VICEDIRETTORI Franco Arturi farturi@gazzetta.it Stefano Cazzetta scazzetta@gazzetta.it Ruggiero Palombo rpalombo@gazzetta.it Umberto Zapelloni uzapelloni@gazzetta.it

PRESIDENTE Angelo Provasoli VICE PRESIDENTI Roland Berger Giuseppe Rotelli AMMINISTRATORE DELEGATO Pietro Scott Jovane CONSIGLIERI Andrea Bonomi C., Fulvio Conti, Luca Garavoglia, Piergaetano Marchetti, Laura Mengoni, Paolo Merloni, Carlo Pesenti, Giuseppe Vita DIRETTORE GENERALE Riccardo Stilli

Testata di proprietà de "La Gazzetta dello Sport s.r.l." - A. Bonacossa © 2013

DIRETTORE GENERALE DIVISIONE QUOTIDIANI Alessandro Bompieri

I talent scout dei Portland Trail Blazers sono già sulle tracce di Eddie, che all’Oregon Zoo schiaccia a canestro dalla sua piscina. Stile buono. La lontra ha 15 anni e soffre di artrite: per curarla gli addetti dello zoo hanno iniziato a farle fare esercizio. Eddie si diverte col canestro. Guardate il video.

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Domani

Dopodomani

Altra perturbazione da Ovest con maltempo diffuso, forte al Centro, Campania ed Emilia Romagna poi maltempo anche verso buna parte del Nord dalla sera con nevicate diffuse in pianura. Più sole tra Sicilia e Calabria.

Altro fronte freddo da Ovest verso il Nord e l'alto Tirreno con piogge diffuse e nevicate fino a bassa quota o anche pianura al Nord, in collina tra Toscana e Lazio, Umbria. Fenomeni più irregolari sul resto del Paese e con più sole.

2

4

5

L’Aquila 2

5

Campobasso

11

0

Napoli 5

Bari

8

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Potenza

12

0

Cagliari

14

9

Catanzaro

10 14

8

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Reggio Calabria

Palermo

9 17

8 15

7

Sorge

Dopo la favolosa notte di Champions League a San Siro, col Milan che vince 2 0 l’andata degli ottavi, chi supererà il turno dopo il ritorno in programma al Camp Nou di Barcellona il prossimo 12 marzo? La maggioranza punta ancora su Messi e compagni, ma il dibattito rimane aperto. Votate.

4

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Agitati

Eddie la lontra che gioca a basket e schiaccia!

Ancona

Firenze

-2

Nebbia

Passerà il Milan in Champions o il Barça rimonta?

2

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L'AQUILA

Mossi

IL VIDEO

Bologna Genova

GENOVA

Neve

IL SONDAGGIO

3

Molto forti

Calmi

Maltempo al Centro, regioni tirreniche e sulla Sardegna con nevicate a bassa quota sul Nord Appennino, a 700/1200 m al Centro e sulla Sardegna. Nubi e deboli nevicata sparse al Nord fino in pianura, meglio altrove.

Trento Aosta

Coperto

Temporali

CALCIO: LAZIO BORUSSIA MÖNCHENGLADBACH

Europa League

Sei Nazioni

Forti

MARI

SKY SPORT 3

Europa League

Rovesci

Pioggia

NBA

11.00 CALCIO: VIKTORIA PLZEN - NAPOLI

11.30 RUGBY: SCOZIA - ITALIA

11.00 CALCIO: CLUJ - INTER

HS 106 femminile. Da Val di Fiemme (Tn) Eurosport, Rai Sport 1

Super 15

22.45 BASKET: LOS ANGELES LAKERS BOSTON CELTICS

9.00

Europa League

16.00 MONDIALI

NCAA

15.45 RUGBY: HIGHLANDERS CHIEFS

Coppa Libertadores

CALCIO: VIKTORIA PLZEN - NAPOLI

Il terzino destro della Juventus è nato a Adligenswil, in Svizzera, il 16 gennaio 1984. Ha giocato anche nella Lazio

Gazzetta.it

14.00 BASKET: SAINT MARY'S BRIGHAM YOUNG

Champions League. Highlights

14.45 MONDIALI

Massimi WBO Eurosport

Legenda

21.00 ATP MEMPHIS

HS 106. Da Val di Fiemme (Tn) Eurosport, Rai Sport 1

21.00 HAMMER - MAZIKIN

Eurolega SportItalia 2

Quarti di finale SuperTennis

SCI NORDICO

OKLAHOMA CITY THUNDER MINNESOTA TIMBERWOLVES

BOXE

16.30 KHIMKI - BESIKTAS

18.30 ATP MARSIGLIA

Sei Nazioni Under 20 Rai Sport 2

NBA Sky Sport 2

BASKET

Semifinale SuperTennis

19.00 ITALIA - GALLES

AKRON NORTH DAKOTA NCAA ESPN America

CALCIO A 5

14.00 WTA PREMIER DUBAI

HIGHLANDERS CHIEFS Super 15 Sky Sport 2

LegaDue Rai Sport 2

1.00

21.00 SPEZIA - NOVARA

TENNIS

RUGBY

Eurolega SportItalia 2

Serie B Sky Calcio 2

HS 106 maschile. Da Val di Fiemme (Tn) Eurosport, Rai Sport 1

20.00 ACCENTURE MATCH PLAY

Eurolega SportItalia 2

15.00 CALCIO: FAN CLUB MILAN 15.30 CALCIO: FAN CLUB ROMA 16.00 CALCIO: FAN CLUB INTER 16.30 CALCIO: FAN CLUB LAZIO 17.00 CALCIO: FAN CLUB NAPOLI 17.30 CALCIO: FAN CLUB JUVENTUS 22.15 CALCIO: MILAN - BARCELLONA

18.00 MONDIALI

STEPHAN LICHTSTEINER

Catania 10 17

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La tiratura di giovedì 21 febbraio è stata di 469.032 copie

Nuova Primo quarto Piena Ultimo quarto

10 feb.

18 feb.

25 feb.

4 mar.

COLLATERALI *con le Grandi Battaglie N. 2 e 11,19 - con Passione Rally N. 2 e 5,19 - con libro Ronaldo il Fenomeno e 14,19 - con The Coldplay Collection N. 5 e 11,19 - con Carosello N. 8 e 6,19 - Wrestling Heroes N. 9 e 12,19 con i mitici Bud Spencer & Terence Hill N. 9 e 11,19 con Michel Vaillant N. 12 e 4,19 - con Leggende del Motociclismo N. 14 e 12,19 - con Cavalieri dello Zodiaco N. 17 e 11,19 - con I Love Travel N. 22 e 5,19 - con La Cucina Italiana N. 25 e 11,19 - con Orologi Forze Armate N. 27 e 16,19 - con l’Uomo Tigre N. 27 e 11,19 - con Calciatori Panini La Raccolta Completa N. 42 e 6,19 con Aerei da Combattimento N. 45 e 14,19 - con Le Stelle della NBA N. 36 e 6,19 - con Ferrari Racing N. 46 e 14,19 - con Max e 3,50 - con SportWeek e 2,70 PROMOZIONI ARRETRATI Richiedeteli al vostro edicolante oppure ad A.S.E. Agenzia Servizi Editoriali - Tel. 02.99049970 - c/c p. n. 36248201. Il costo di un arretrato è pari al doppio del prezzo di copertina per l’Italia; il triplo per l’estero.

PREZZI ALL’ESTERO: Albania e 2,00; Argentina $ 10,20; Austria e 2,00; Belgio e 2,00; Brasile R$ 7,00; Canada CAD 3,50; Cz Czk. 64; Cipro e 2,00; Croazia Hrk 15; Danimarca Kr. 20; Egitto e 2,00; Finlandia e 2,70; Francia e 2,00; Germania e 2,00; Grecia e 2,00; Irlanda e 2,00; Lux e 2,00; Malta e 1,85; Marocco g 2,20; Monaco P. e 2,00; Norvegia Kr. 22; Olanda e 2,00; Polonia Pln. 9,10; Portogallo/Isole e 2,00; Romania e 2,00; SK Slov. e 2,20; Slovenia e 2,00; Spagna/Isole e 2,00; Svezia Sek 28; Svizzera Fr. 3,00; Svizzera Tic. Fr. 3,00; Tunisia TD 3,50; Turchia e 2,00; Ungheria Huf. 600; UK Lg. 1,80; U.S.A. USD 4,00.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 22 FEBBRAIO 2013

GDS 22-02-2013  

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