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www.gazzetta.it martedì 22 gennaio 2013 1,20 €

REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 ­ TEL. 0262821 ­ REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 ­ TEL. 06688281 POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. ­ D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO

ITALIA

anno 117 ­ Numero numero 18 Anno

NERAZZURRI DOMANI IN COPPA CON LA ROMA: ZEMAN S’AFFIDA A DESTRO. DE ROSSI K.O.

INTER, 15 MILIONI PER PAULINHO SUBITO

Fernando Llorente, 27 anni, spagnolo, attaccante dell’Athletic Bilbao ANSA

C’è l’offerta al Corinthians, al giocatore 2,5 a stagione. Schelotto scalpita Sneijder accolto come un sultano a Istanbul: «Mourinho mi ha spinto qui» 3 Paulinho, 24 anni, centrocampista del Corinthians e del Brasile AFP

CALAMAI, CECCHINI, DALLA VITE, TAIDELLI PAGG. 6­8­9­10

MERCATO MILAN PAREVA FATTA POI L’INTOPPO

JUVE

KAKA’ STOP

Assalto decisivo a Llorente e Drogba E stasera Petkovic Marotta vuole lo spagnolo adesso. A Bilbao resistono. Con la Lazio è sfida totale: Coppa Italia, scudetto e in Lega CIERI, OLIVERO, PAOLETTI ALLE PAGINE 12­13

LUTTO AVEVA 76 ANNI. CASSANO: «ADDOLORATO»

Addio Garrone il padre patron della Sampdoria

...AND GO

BOVOLENTA, DA RONCH, GRIMALDI PAG. 15

IN B PRESIDENTE ACCUSATO DI CORRUZIONE

«Combine e aggressioni» La Juve Stabia è nel caos

Il Real dice no al prestito per motivi fiscali: vuole 12 milioni. Il brasiliano è pronto a ridursi lo stipendio a 6 milioni. Oggi altro contatto. Raiola su Balo: «Ora è del City, il 31 chissà»

CENITI E GALDI A PAGINA 22

EXTRATIME

DEMBA BA UN NUOVO RE NEL CHELSEA

DELLA VALLE, LAUDISA, RUSSO ALLE PAGINE 2­3

L’INTERVISTA

ALL’INTERNO 12 PAGINE

MA EL SHAARAWY LO ASPETTA: «E’ IL MIO IDOLO E ANCHE MARIO...»

PROVE DI RITORNO Kakà, 30 anni, campione brasiliano del Real Madrid. Ha giocato col Milan dal 2003 al 2009 INSIDEFOTO

BOCCI, PASOTTO ALLE PAGINE 4­5

ALTRI MONDI PESCANTE ESCLUSO

IL ROMPI PALLONE

Presentate le liste elettorali Carraro in corsa per il Senato

di GENE GNOCCHI

9 771120 506000

30 1 2 2>

CONTICELLO, PICCIONI A PAG. 34

Ultima offerta di Galliani al Real per Kakà: Abate, Flamini, Cosentino e la metà di Scajola

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CD IN EDICOLA

Il rock dei Coldplay I «figli» dei Beatles NARDUCCI A PAG. 37

CICLISMO DOPO IL TOUR E LA CRONO AI GIOCHI

Il sogno rosa di king Wiggins «Voglio il Giro» «E’ il fuoco che mi sento dentro: sarà più dura che vincere in Francia» 3 Bradley Wiggins, 32 anni BETTINI SCOGNAMIGLIO ALLE PAGINE 24­25


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MARTEDÌ 22 GENNAIO 2013

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PRIMO PIANO MERCATO

Kakà fa lo sconto, Ricky scende a 6 milioni Ma il Madrid ne vuole 12 E Galliani frena. Per ora Il brasiliano si taglia l’ingaggio, il presidente Perez gela il Milan: no al prestito. Oggi però nuovo contatto CARLO LAUDISA twitter@carlolaudisa MILANO

Ricky fa lo sconto, ma non basta. Il sì di Kakà allo stipendio da 6 milioni illumina il Milan per un mattino. Poi, intorno alle 17, arriva lo stop al prestito del Real Madrid e l’a.d. rossonero Adriano Galliani è costretto ad interrompere la trattativa. Troppe emozioni in vista del traguardo per considerare definitivamente chiusa questa partita. Ieri Florentino Perez ha fatto sapere che a giudizio del collegio dei revisori del suo club il brasiliano non può esser ceduto per meno di 12 milioni di euro, visto che la restante quota di ammortamento tocca ancora i 25 milioni di euro. Una montagna per il budget rossonero, se si considera che la proposta milanista sin dal primo momento verteva su un prestito gratuito. Dura, insomma, che ora le parti possano dialogare senza una reciproca prova di buona volontà, cioè un avvicinamento dal punto di vista economico.

la telenovela

FABIANA DELLA VALLE MILANO

Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Adriano Galliani ha scelto Antonello Venditti come colonna sonora della storia infinita tra il Milan e Kakà. Un amore nato quando Ricky era un ragazzino e che è rimasto acceso sotto le ceneri anche quando le loro strade si sono separate. Tre anni e mezzo fa Kakà se ne andò via per assecondare la volontà economica di Silvio Berlusconi, che qualche mese prima aveva accontentato il giocatore dicendo no ai 105 milioni di euro del Manchester City. «Per me è stata una scelta di cuore», disse il brasiliano per spiegare

Nuova puntata La notte di riflessione evidentemente potrà essere utile a tutti. Va ricordato che Florentino Perez deve dar conto al suo consiglio d’amministrazione e soprattutto ai suoi soci. Quei 67 milioni spesi nel 2009 per strappare Ricardo ai rossoneri pesano eccome in un ambiente già scosso dalle polemiche sul mancato rinnovo di Cristiano Ronaldo e dalla crisi con Mourinho. Ma a Galliani queste vicende non possono far cambiare programma. Lo sa bene Ernesto Bronzetti, l’uomo di fiducia che in queste ore sta cucendo i rapporti tra le parti. E oggi va messo nel conto un nuovo approccio, nonostante la faccia scura con cui ieri sera abbia annunciato la resa: «Ricky ha fatto un grande gesto, ha accettato una decurtazione del 40% dello stipendio da 10 milioni a 6, ma non è stato sufficiente. Purtroppo anche in questa vicenda pesa l’aspetto fi-

scale. Il Real ha i suoi problemi oggettivi, ma anche il Milan ha fatto il massimo. Purtroppo la trattativa finisce qui». Parole chiare, ultimative. Ma il mercato non ama le sentenze in giudicato. E il manager rossonero è il primo a saperlo. Del resto, questa lunga giornata ha già regalato importanti colpi di scena. Riviviamoli. La visita In via Turati il via vai comincia già alle 10.

La storia infinita tra finti addii e ritorni mancati il dietrofront. E il suo cuore in fondo è sempre rimasto a Milano anche dopo l’addio, così come Galliani non ha mai tolto la foto del brasiliano dal portafoglio, come si fa con una ex che non si riesce a dimenticare.

in Spagna Kakà non è mai stato felice. Mourinho, l’allenatore che al Chelsea aveva fatto a pezzi un altro mito milanista, Shevchenko, l’ha relegato ai margini del progetto. E più Kakà s’intristiva più Galliani coltivava il sogno di riportarlo a Milano.

Addio rimandato La storia infini-

ta tra il Milan e Kakà è fatta di lacrime, sorrisi, finti addii e finti ritorni. Ricky aveva salutato tutti nel 2009 quando il suo sacrificio economico sembrava inevitabile. Una notte s’affacciò alla finestra con la mano sul cuore, come a voler spiegare ai tifosi che lo imploravano di restare che non dipendeva solo da lui. Quella volta rimase, sei mesi dopo no, quando si fece avanti il Real Madrid e l’offerta fu di nuovo irrinunciabile. Però

Tira e molla Prima in silenzio,

Gennaio 2009, Milano: Kakà si affaccia da casa e mostra ai tifosi la maglia rossonera. Quella volta rimase, ma sei mesi dopo andò al Real Madrid AP

poi con mezzi sorrisi fino ad arrivare ai passi concreti. Se ne parlò già nell’estate 2011, sull’onda emotiva dello scudetto. Un corteggiamento discreto, ma senza appuntamenti ufficiali. L’estate scorsa c’è stato il ritorno di fiamma: quando Mou ha consigliato a Kakà di trovarsi un’altra squadra per non rischiare di perdere il Mondiale brasiliano (un modo carino per dirgli «Non mi servi più»), Gal-

liani ha deciso di fare outing. Ci ha provato in tutti i modi a trovare un accordo con gli amici del Real (che dovevano abbassare le pretese economiche) e con Ricky (che doveva ridursi l’ingaggio. Niente da fare: tutti i suoi sforzi si sono infranti contro lo scoglio della fiscalità spagnola, la torre dorata che imprigiona Kakà. Sei mesi dopo stessa colonna sonora, stessi problemi di contanti e di fiscalità. A Sheva fu concesso un bis grazie alle insistenze di Berlusconi, chissà se anche Kakà ci riuscirà. Adesso che Pato è andato via, la vecchia casa rossonera è tornata libera. Però non basta. Sarebbe bello se stavolta le ragioni del cuore prevalessero su quelle economiche. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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La pattugli dei cronisti è nutrita più che mai, ma quando Gaetano Paolillo entra dal retro nessuno lo nota. L’agente italiano di Kakà ha appena fatto il punto con l’ingegner Bosco che tira le fila da San Paolo. Il pollice è all’insù: il consulto familiare notturno ha prodotto un sì. E quando Galliani lo apprende fa un balzo di gioia. Nei giorni precedenti da Madrid sono arrivati chiari segnali d’apertura, ma lo scoglio maggiore è rappresentato proprio dal giocatore. Se lui non fa il primo passo, nulla può nascere. Perciò questo passaggio può essere decisivo.

La delusione Così il manager LA TOP FIVE DEGLI STIPENDI ROSSONERI

Mexes

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Robinho

4

Montolivo

3,5

De Jong

3

Pazzini

2,7

rossonero chiama subito a Madrid per dare la buona novella. Peccato che quasi in contemporanea si stia svolgendo il summit tra i fiscalisti del Real. Sul tavolo ci sono le varie opzioni prospettate dal Milan, cioè il prestito per 18 mesi, come quello per 30 mesi. Soprattutto il secondo tutela il brasiliano, che conta sul ritorno in rossonero per tornare protagonista in vista del Mondiale 2014. E secondo gli auspici milanisti il prestito permette al Barcellona di eludere il problema dell’ammortamento. Ad esempio nel 2010 Ibra fu acquistato in

Al mattino l’agente illude i rossoneri, poi lo stop dei fiscalisti del club spagnolo Il Real vuole limitare le perdite dopo che nel 2009 aveva investito 67 milioni prestito per la prima stagione proprio per addolcire la minusvalenza per il Barcellona. Però s’impegnò a riscattarlo l’anno successivo per 24 milioni con pagamento triennale. Allo stato attuale, invece, per Kakà questa ipotesi non è stata ancora presa in esame. Ma è l’unica chiave per andare avanti in questa storia. Certo, il Milan non è ancora entrato nell’ordine di idee di alzare la posta. Ma un cip va messo nel conto. Magari già oggi. Prima Galliani deve fare un po’ di conti. E’ vero, infatti, che Kakà s’è ridotto lo stipendio in maniera ingente, ma alla stessa maniera i costi restano ingenti. Nell’arco dei 30 mesi la società di Silvio Berlusconi mette in preventivo un costo di 30 milioni al lordo per l’ingaggio. Se ci aggiungiamo la spesa per il cartellino i conti s’appesantiscono non poco. Anche per questa ragione il Milan nelle prossime ore conta anche sul pressing del giocatore, stretto nella morsa dell’indifferenza di Mou. Lui sta dimostrando coi fatti che al Milan ci tiene tantissimo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

identiKit & CARRIERA

il Real no

v Balotelli il 31?

Raiola: «Chissà» E il Milan spera L’agente: «Nessuna trattativa col City», poi tiene aperta una porta. Galliani si nasconde ALESSANDRO RUSSO

Balotelli al Milan, trama intricata che resta in scena nel finale di mercato del Milan. E’ Mino Raiola, procuratore dell’attaccante del Manchester City a tenere ancora viva la possibilità che Supermario arrivi a Milanello, magari all’ultimo round del 31 gennaio. Ieri, durante la trasmissione radiofonica «La politica nel pallone», Raiola infatti ha lasciato aperto un pertugio ai sogni rossoneri. «Non c’è nessuna trattativa per Mario — ha esordito — con nessuna squadra. Nè in settimana ci sarà alcun incontro». Subito dopo però, il colpo di scena: «Al momento ci sono zero possibilità che si muova, il 31 gennaio chissà...» Il barricadero Raiola, col suo stile spiazzante, lascia dunque aperto uno spiraglio, sottolineando però che il 31 gennaio «io sarà impegnato». Infatti, in quella data, Raiola dovrà presentarsi davanti la Commissione disciplinare della Fifa, in Svizzera, per rispondere di alcune dichiarazioni nella quali avrebbe fatto intendere che Fifa e Uefa, avrebbero in essere una attività monopolista, assimilabile a metodi di tipo mafioso. Un appuntamento che terrà Raiola distante proprio nella data «x». L’attesa del Milan Su Balotelli oc-

corre precisare però che una trattativa vera, fatta di contatti tra Milan e City, ancora non è iniziata. L’ipotesi dell’acquisto a 28 milioni in sei anni e in sei rate, resta ancora sullo sfondo, come bozza di lavoro, ed è comunque legata alle cessioni di Robinho e a quella di Abate allo Zenit. Uno scenario tutto da costruire nei fatti. Sul fronte degli interessi del Milan per la trequarti, Adriano Galliani ha fatto trapelare un certo pessimismo. «Tra Kakà, Balotelli e Beckham chi arriva? Mi sa che non arriva nessuno dei tre — ha detto l’ad rossonero nel corso della presentazione delle fi-

Mario Balotelli, 22 anni, attaccante del Manchester City dal 2010 ANSA

gurine Panini ieri sera a Milano — Sono giù di morale. Balotelli quanto è quotato alla borsa di Manchester? Sempre troppo». Galliani ha poi confermato pubblicamente quanto emerso nel dopo gara col Bologna. «Ho promesso a Pazzini che lui resta e non prenderò altri centravanti» Non solo Balo Sempre Raiola, ie-

ri, ha parlato di Bartosz Salamon, il difensore polacco del Brescia che interessa al Milan. «Anche se non dovesse partire subito, per lui a giugno ci saran-

PARLA MATERAZZI

«Mario rossonero mi farebbe male» «Da nerazzurro, vedere Balotelli al Milan mi farebbe male, ma il calcio italiano ne guadagnerebbe. In questo momento è più povero di talenti rispetto ad altri Paesi, e Mario è fortissimo». Lo dice Marco Materazzi, già compagno di Balo all’Inter.

no grandi opportunità — ha rivelato l’agente». Il Brescia, comunque, aspetta una mossa del Milan che potrebbe farsi avanti per portare il gigante under 21 polacco in rossonero. E se Strasser ha rifiutato il trasferimento in Turchia al Kasimpasa, si fa avanti la certezza che Niang rimarrà ancora al Milan, dopo aver guadagnato nuova stima tecnica da Allegri e dalla società. Altre trame Le varianti del finale di mercato, lasciano in campo il gradimento rossonero per il talentuoso trequartista del QPR, il ventitreenne Adel Taarabt, col doppio passaporto francese, ma con le difficoltà legate al costo molto elevato del cartellino. Come l’idea della scambio con la Roma tra Amelia e Stekelenburg, qualora i giallorossi vogliano ancora cedere il portiere. Chiusura per il «sogno» Astori del Cagliari, che proprio sul fotofinish potrebbe avere una chance rossonera. Cellino, comunque, lo considera sempre incedibile. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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PRIMO PIANO L’INTERVISTA

identiKit & CARRIERA

v Gallery Staffilate e assist Così Stephan ha conquistato il palcoscenico Che botta a Udine Però il Milan perde la partita Il 23 settembre 2012, a Udine. El Shaarawy firma il temporaneo 1-1 con un bellissimo tiro. Il Milan però perde la partita per 2-1 ANSA

A San Pietroburgo contro Criscito In rete anche contro lo Zenit Il 3 ottobre il Milan vince per 3-2 a casa dello Zenit san Pietroburgo. Il Faraone, nella foto a duello con Criscito, segna una rete AP

Il Faraone sogna «Kakà? Magari! E’ il mio idolo E con Mario mi trovo bene» El Shaarawy «Sono cresciuto grazie ad Allegri, società e compagni»

ALESSANDRA BOCCI MILANO

Il ritmo dei gol è calato, ma la cresta è sempre più alta. Merito degli estri del parrucchiere Sebastiano e soprattutto del temperamento di Stephan El Shaarawy, uno che non si abbatte facilmente. «Non è una vita che non segno. Sono due partite, quattro in campionato, ma in mezzo c’è stato il gol in coppa Italia alla Juve. Quindi sono due». Così, deciso. Coi capelli dritti. «Con la cresta arrivo a un metro e ottanta». E senza?

«Non lo so». Il problema è che fa proseliti al Milan. Le piace la pettinatura di Niang?

«Ah, io non c’entro nulla. Si è presentato con quella stella

sotto la cresta...Boh». Come giocatore Niang le piace?

«E’ bravissimo, si sta integrando in fretta e in allenamento fa vedere grandi cose. Mi ricorda un po’ Balotelli, per la forza che ha. Niang ha solo diciotto anni, ma ha una forza fisica impressionante». Balotelli è un suo pallino: vorrebbe riportare un po’ di follia a Milanello?

«E’ la società che decide quali sono i calciatori che possono arrivare. Posso solo dire che Mario è un giocatore di altissimo livello, che in nazionale con lui mi sono trovato molto bene, e che non penso proprio che sia folle». Di Kakà che cosa pensa?

«E cosa devo pensare? Era il mio idolo, lo è sempre stato. Da ragazzino sognavo sempli-

IL FRANCESE PRONTO PER PARTIRE TITOLARE

Niang, il ribelle ora è un angioletto «Rossonero a vita» MARCO PASOTTO MILANO

A vederlo davanti alle telecamere tutto sembra tranne un bad boy in erba. Non sembra uno capace di guidare senza patente, e nemmeno di farsi cacciare per un anno dall’Under 21 francese dopo una notte in discoteca senza permesso. D’accordo, sulla testa ha la cresta e una stella disegnata dall’hair stylist sul lato destro. In collegio si pettinano diversamente. Ma lo sguardo è timido. E le parole, piene di buon senso. Sarà perché negli ultimi tempi a M’Baye Niang hanno più o meno fatto il lavaggio del cervello. Gli hanno spiegato che il Milan è molto attento alla buona creanza dei suoi tesserati, e che un contratto appena firmato sino al 2017 è un grandissimo atto di fiducia per un fresco maggiorenne. Sgarrare, quindi, non è contemplato. Attenzioni Questo per M’Baye è un ottimo momento. Allegri sta iniziando a ritenerlo pronto per buttarlo nella mischia dal primo minuto e lui lo sta ripagando con prestazioni all’altezza. Niang, se si manterrà sul binario giusto, è il futuro del Milan. «Voglio continuare così — ha detto a Sky in occasione dell’evento Panini —, sono sorpreso di giocare così tanto. Io però sono un ragazzo

M’Baye Niang, 18 anni BOZZANI

sicuro, non ho paura delle pressioni e mi alleno sempre al massimo». Ovviamente sotto l’occhio vigile di Allegri, che per il momento sta usando più bastone che carota. Lungo la settimana lo cura parecchio, e pubblicamente gli riserva frasi come quella dell’altro ieri: «Non bastano due buone partite per essere un giocatore da Milan». Niang comunque apprezza le attenzioni, e del suo allenatore dice: «Mi dedica molto tempo. Se mi ha fatto giocare è perché crede che io possa portare qualità. Spero sia soddisfatto. Il mio obiettivo è migliorare tutti i giorni, devo lavorare più degli altri perché sono molto giovane. Voglio restare a Milano tutta la vita». Esagerato. Per cominciare basterebbe lasciare il segno almeno fino al 2017. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Senza pietà per il «suo» Genoa Una conclusione che vale tre punti Il 27 ottobre a San Siro arriva il Genoa, club in cui El Shaarawy è cresciuto. Stephan realizza il gol decisivo: 1-0 ANDREOLI

cemente di incontrarlo. Mi interessava come giocatore ma anche come uomo, perché mi sembrava una persona buona, proprio come me. Mi identificavo in lui». E quando lo ha incontrato a New York?

«Quando l’ho incontrato in quella amichevole gli ho chiesto la maglia, e quando se l’è sfilata e me l’ha data per me è stata un’emozione fortissima. Kakà era esattamente come me lo ero immaginato: una persona positiva oltre che un campione».

«Mi dispiace che se ne sia andato. Poteva fare ancora tanto per il Milan».

Quindi inutile prenderlo, sarebbe un doppione.

Per un certo periodo è andato di moda il paragone Sheva-El Shaarawy. Lei che ne dice?

«Forse era una questione di numero di gol, perché nella pri-

Taccuino

Gazza

Tvf

UDINESE

Oggi test coi dilettanti Questo pomeriggio, alla ripresa della preparazione, l’Udinese di Francesco Guidolin sarà impegnata in una gara amichevole, con fischio d’inizio fissato alle ore 15.45, sui campi del Centro Sportivo «Dino Bruseschi» contro l’ASD San Luigi Calcio, una formazione triestina che attualmente milita nel campionato regionale di Eccellenza.

IRREGOLARITÀ FINANZIARIE

Deferito il Cesena

Marcelo Larrondo, 24 ANSA

ECCO LARRONDO PRIMA INTERVISTA IN VIOLA «Voglio diventare il giocatore che non sono diventato a Siena». Così l’attaccante argentino si è presentato ai suoi nuovi tifosi della Fiorentina. Guardate il video e seguiteci sul mercato, con tutte le nostre rubriche in tempo reale sulle trattative.

TUTTI I GOL DELLA COPPA D’AFRICA Sul nostro sito potrete trovare uno speciale sulla manifestazione in corso in Sudafrica, dove tre anni fa sono stati ospitati i Mondiali. Le cronache delle partite, i servizi dei nostri inviati e le sintesi con i gol di tutte le gare in programma.

I gol a Udinese, Anderlecht, Zenit, e quello al Genoa sono i più belli

Arrivi, probabili arrivi e partenze. Le manca Pato?

«Speriamo. Per ora non ho certo fatto più di lui al Milan».

Gazzetta.it

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suno si è mai lamentato».

Il Barcellona? Si parte da zero a zero e siamo 11 contro 11 Non si sa mai

ma parte della stagione ne ho fatti tanti. Ma come caratteristiche tecniche mi rivedo di più in Kakà».

Una volta Pato ha detto: "El Shaarawy farà meglio di me. E’ stato buon profeta?

L’esplosione stagionale di Stephan El Shaarawy è iniziata con il gol all’Udinese del 23 settembre FORTE

«

Ancora a bersaglio in Champions Da Bruxelles con precisione Il 21 novembre Anderlecht-Milan di Champions: 1-3. El Shaarawy firma il primo gol e l’assist per la terza rete, di Pato LIVERANI

Il Procuratore Federale, a seguito della segnalazione della Covisoc, ha deferito il presidente e l’ex vicepresidente del Cesena, Igor Campedelli e Graziano Pransani, «per avere posto in essere condotte con le quali sono state destinate risorse finanziarie della società A.C. Cesena. A vantaggio della società controllante Cesena 1940, In violazione del principio di corretta gestione, nonché in violazione dell’obbligo di redigere i bilanci secondo i principi dettati dalla normativa federale». Deferita anche la società a titolo di responsabilità diretta. Ammenda con diffida e sei mesi ai dirigenti.

SERIE A CALCIO A 5

Oggi tutte in campo (g.l.g.) Si gioca oggi la 15a giornata di campionato (ore 20): Acqua&Sapone-Lazio, Verona-Montesilvano, Luparense-Asti (diretta RaiSport 2), Genzano-Napoli, Kaos Bologna-Marca, Pescara-Venezia, Putignano-Rieti. Classifica: Asti 36; Lazio 32; Acqua&Sapone 26; Luparense 25; Marca 24; Montesilvano, Genzano 23; Pescara 21; Napoli, Kaos Bologna 19; Rieti 17; Verona 7; Venezia 6; Putignano 0.

Adesso si parla già di flessione di El Shaarawy, ma il girone d’andata è stato sorprendente: quali fattori hanno favorito la sua crescita immediata?

«Primo, la fiducia dell’allenatore. Anche ora mi dà sicurezza, mi dice: "pensa a come giochi, il gol arriverà". E ho sempre avuto anche la fiducia dei compagni e della società. Secondo fattore, l’esperienza dell’anno scorso. Non tanto la partita, ma i ritmi dell’allenamento e la convivenza con tanti campioni, che mi hanno fatto maturare mentalmente».

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La grande illusione di Torino Il Faraone fa centro, ma il Milan è eliminato A Torino, in Coppa Italia il 10 gennaio, El Shaarawy sigla lo 0-1, però la Juve rimonta e ai supplementari vince 2-1 NEWPRESS

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PIEDI D’ORO El Shaarawy è in buona compagnia: la sua scarpa Nike Mercurial Vapor IX ha debuttato nel weekend scorso anche ai piedi di Ibra, Ronaldo, Neymar

no. E soprattutto il gol allo Zenit. Bello e importante, perché era un momento complicato per la squadra». I momenti peggiori forse sono passati, ma il terzo posto è ancora lontano.

«Io ci credo. Ci credevo quando eravamo undicesimi, figuriamoci ora...». Visto che è un collezionista, ha già pensato a chiedere la maglia a Messi?

«Prima fatemi giocare contro il Barça...».

Terzo fattore?

Beh, a detta di quasi tutti è più o meno un’amichevole: risultato scontato

«La presenza costante dei miei genitori, di mio fratello, del mio procuratore. Mio padre ha cambiato lavoro per seguirmi. Sono sempre con me, e per un giovane è fondamentale».

«Io e i miei compagni non la vediamo così. Si parte da zero a zero e siamo 11 contro 11. Non sarebbe la prima volta che il Barça parte strafavorito e viene battuto dal Milan».

A proposito di giovani e vecchi, è vero che Gattuso la rimproverava perché stava troppo in palestra?

Visto che si è messo in pausa, prema il rewind e ci elenchi i gol preferiti della stagione.

Allude alla finale del 1994? Ma lei era praticamente appena nato...

«Io ci andavo solo per lavorare sul quadricipite dopo l’infortunio. Certo, ogni tanto lavoravo anche per rinforzare la parte superiore del corpo, ma nes-

«Il gol all’Udinese, quello segnato a Bruxelles all’Anderlecht e quello segnato al Genoa. Speciale, perché era il giorno del mio ventesimo complean-

«Sono giovane, ma so abbastanza di calcio per dire che le partite vanno giocate. Noi non molliamo niente».

«Ah no, Kakà potrebbe dare tanto al Milan».

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MERCATO

l’Inter aspetta il sì Moratti: via libera L’offerta è pronta Al Corinthians 15 milioni, alla stella brasiliana 2,5 a salire per 3 anni. E Schelotto scalpita

identiKit & CARRIERA

Paulinho

v

GIOCHEREBBE COSÌ

GDS

le. Il piano c’è, è già disegnato: l’offensiva è roba di ore. Il giocatore aveva chiesto di restare fino al Mondiale per club (vinto) e nonostante il suo presidente abbia detto che nessuno si muoverà fino alla prossima Libertadores ecco che per Paulinho l’idea fissa è una: quella di non perdere il treno-Inter. battimento dei costi (i 6 milioni più bonus di Sneijder ne sono l’ultimo esempio) con Paulinho sarebbe perfetto, giocatore di prospettiva che ti permette di tenere bassi gli emolumenti sotto i 3 milioni di euro, tetto morattiano dalla prossima stagione in poi. Paulinho sta studiando l’italiano, e l’Inter anche per questo ci crede sempre di più. E se Paulinho non dovesse arrivare? Le alternative sono state studiate: dal regista variando idea (per Lodi è quasi impossibile, Valdes non convince del tutto) fino a colui che magari in Italia assomiglia al brasiliano, Nainggolan, per il quale il Cagliari ha chiesto troppo. «In Italia vedo che ogni cosa costa molto — dice Moratti — quindi non credo che verrà fatto qualcosa».

Josè Paulo Bezerra, detto Paulinho, 24 anni LUCA CALAMAI

Non è nato campione. Basta ripercorrere la sua carriera per capirlo. Paulinho nel 2006 si trasferisce in Europa. Prima il Vilnius poi, il Lodz. Pochi soldi, poche soddisfazioni, tanta saudade. E la voglia di mandare tutti al diavolo e di tornare nella sua San Paolo per cercare un posto da impiegato. Una vita in salita. Di cui c’è ancora traccia nel volto spesso triste del fuoriclasse del Corinthians. Paulinho, però, non si è arreso. E ora è, insieme al «divo» Neymar, il più amato e corteggiato del calcio brasiliano. Un simbolo per tanti ragazzi che hanno ancora voglia di credere che la vita non sia solo una storia già scritta. «Tuttocampista» Il centrocampista che l’Inter spera

di regalare a Stramaccioni è quello che in Sudamerica chiamano un «tuttocampista». Partito con l’etichetta di grande corridore è cresciuto, strada facendo, in maniera impressionante. Il primo salto di qualità è figlio del suo passato da attaccante di calcetto. Paulinho il gol lo ha nel sangue fin da ragazzino. E le sfide a cinque, magari sulla spiaggia, lo hanno abituato ad avere la freddezza giusta davanti al portiere. Oggi la stella del Corinthians è uno dei centrocampisti-goleador del campionato brasiliano. Capace di andare a segno con violente conclusioni dalla distanza (è successo con la Selecao) ma anche di entrare in area e colpire con tocchi geniali. Nell’ultima stagione Paulinho poi si è spogliato dei panni del gregario di lusso per diventare un riferimento. Leader di poche parole ma amato e rispettato nello spogliatoio.

torna sempre lì: Paulinho. L’Inter preferirebbe cedere anche Alvarez, per il quale l’Atletico Madrid ha chiesto il prestito con diritto di riscatto a 6. Poco. A 8 potrebbe chiudersi. E a quel punto (sommando i soldi di Sneijder) il cellulare dell’Inter si connetterebbe subito con Paulinho. In seconda battuta, ecco Coutinho: qualcuno ipotizza anche uno scambio Cou-Paulinho col Corinthians, ipotesi per ora da rivedere. Il Liverpool potrebbe alzare l’offerta a oltre 10 milioni. «Ma io voglio restare, sento la fiducia del club» spiega l’interessato.

Crescita tattica Negli ultimi tempi, è cresciuto anche

to? L’Atalanta lo valuta 8 milioni considerando bassa (1,5 milioni) la metà di Livaja, che verrebbe girato al Pescara: Atalanta e Inter torneranno a incontrarsi. Schelotto, ieri all’apertura del negozio di Marco Materazzi, è inutilizzato da due gare. Dice: «È una settimana molto delicata, il mio futuro è in mano alle due società. Ora non sto giocando, spero che i club si mettano d’accordo in fretta. Sono molto lusingato dall’interesse». Si sente già nerazzurro.

dal punto di vista tattico. Non a caso può recitare, da protagonista, in due ruoli diversi. La versione classica lo vede come incursore di centrocampo. Per capirci, un Marchisio con un pizzico di potenza in più ma con la stessa facilità nel garantire copertura e nel tagliare il campo palla al piede. Tutto questo, come nel caso del campione della Juve, con uno spiccato senso del gol. L’altra versione, adottata anche dall’ex c.t. della Selecao, Menezes, lo ha proposto come mediano incontrista in un 4-2-3-1. Paulinho ha dimostrato di saper garantire adeguata copertura e di avere anche buone idee nella costruzione del gioco. Un De Rossi un po’ più dinamico, per intenderci. Paulinho è anche un ragazzo d’oro. Religione e famiglia sono, da sempre, i suoi compagni di viaggio. Scelte di vita che non hanno vacillato neppure davanti all’improvvisa popolarità e alla pioggia di soldi che gli sono piovuti addosso. Il campione dal volto triste non ha mai dimenticato da dove è partito. Da Vilnius e Lodt alla magia di San Siro: nel calcio le favole esistono ancora.

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Schelotto, quasi sì E su SchelotMATTEO DALLA VITE ROMA

L’ottimismo vien vendendo. Wesley Sneijder va, e l’Inter sta aspettando solo il sì di Paulinho. Non si tratta di un assenso scontato, ma nel caso in cui il giocatore si convincesse a traslocare subito in Italia ecco che Massimo Moratti avrebbe già apparecchiato tutto. «Un giocatore del genere è sempre utile — dice il numero uno nerazzurro — Ma c’è anche un fatto di costo». Un’apertu-

L’apertura del presidente: «Il brasiliano è utile» Se salta c’è l’idea Nainggolan Dice l’esterno dell’Atalanta: «Sono stralusingato dell’interesse»

Sa fare tutto È un leader che si è formato dal basso

Pensiero (caro) Nainggolan L’ab-

Alvarez e Coutinho Insomma, si

ra vera, con legittima attenzione alla spesa: l’assalto sta per partire, e il piatto sarebbe già stabilito. Vero è che dopo l’uscita dell’olandese serve un’altra pedina per fare cassa (Alvarez o Coutinho, si sa), ma è anche vero che per il nazionale brasiliano tanto, tantissimo è avviato anche per i rapporti nati nel luglio scorso quando il diesse Piero Ausilio andò in Brasile cercando di chiudere la trattativa sugli 8 milioni. Oggi il giocatore costa 15 milioni di euro e a lui andrebbero 2,5 milioni a salire per almeno un trienna-

il brasiliano

LE STRATEGIE PER LUGLIO STRAMA NON HA RINUNCIATO A LODI

Sfida alla Roma per Bellomo, il sogno è Dzeko Ma il bosniaco può arrivare solo con la Champions Esterni: piace ancora Van der Wiel

ROMA

Una mano su gennaio, l’altra sul mercato di luglio. Per l’anno che verrà c’è Edin Dzeko in cima alle preferenze, ma per averlo è fondamentale arrivare in Champions League. Perché è lui, col quale vari contatti sono già stati avviati, il grande progetto offensivo per luglio. Ma se l’Inter non agguanterà il secondo o il terzo posto, il bosniaco del ManCity difficilmente potrà scegliere il nerazzur-

ro. Anche per questo c’è l’alternativa legata all’argentino Mauro Icardi, per il quale balla il rinnovo fino al 2015. Tutto in divenire e allo studio. «Se è vero che si pensa più a un’Inter futura che alla rincorsa Champions attuale? — risponde Moratti —. No: un’eventuale rincorsa la facciamo e mi fido dei miei giocatori». Da Lodi a VdW Dal 1o luglio ver-

ranno considerati molti ruoli da ritoccare. Dopo il centravantone, ecco il regista e un latera-

le di destra nonostante in questa sessione possa arrivare Schelotto. Capitolo-regista: Moratti riparlerà con Pulvirenti per Lodi che a Stramaccioni piace assai. Da non escludere la pista legata a Cigarini dell’Atalanta. Laterale destro: occhio a Gregory Van der Wiel, che il Psg ha proposto all’Inter in questa sessione di mercato senza considerare che il terzo trasferimento non si può fare. Così l’Inter l’avrebbe «fermato» per luglio: costo, 5 milioni. Poi c’è anche Jung dell’Eintracht, ma il

suo valore è in doppia cifra. Bellomo e Campagnaro Per Nicola Bellomo la Roma tenta il blitz per subito (come fece per Cassano stesso ai suoi tempi) ma deve sempre fare i conti con l’interesse dell’Inter che sul ragazzo c’è in maniera attivissima. Sul fronte difensivo forse sarà valutata nuovamente la posizione di Silvestre (ora fuori dal mercato): se dovesse uscire avrebbe un senso l’arrivo di Campagnaro (preso a scadenza di contratto) senza dimenticare l’idea Andreolli, ex interista. m.d.v.

Nicola Bellomo, 21 anni LAPRESSE

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MERCATO

Il sultano Wes In trionfo a Istanbul «Mou mi ha spinto qui Faremo grandi cose» Oggi visite e presentazione allo stadio del Galatasaray Domenica il derby col Besiktas. Avrà il numero 14 LUCA TAIDELLI MILANO

laVignetta di MARINI

Dopo le ultime fumose settimane milanesi, la nuova vita di Wesley Sneijder è iniziata tra i fumogeni dei tifosi del Galatasaray accorsi in massa all’aeroporto per accogliere il «colpo dell’anno». Oggi nuovo bagno di folla allo stadio, dopo aver firmato un contratto da nababbo e sostenuto le visite mediche. Ciao Milano Giornata lunga e intensa per Wes, che a metà mattinata è stato prelevato dai dirigenti turchi per raggiungere l’aereo privato del presidente del Gala Aysal Unal. Arrivato in zona Linate accompagnato dalla moglie Yolanthe e da alcuni

la storia

amici, Wes ha dettato le ultime frasi italiane: «Vado in una piazza importante, dove c’è grande entusiasmo. E’ finito tutto bene per me e anche per l’Inter, che ha avuto ciò che voleva». Un’ora dopo Massimo Moratti ha confermato il concetto: «Decisivo il mio intervento per sbloccare la trattativa? Faccio parte della società, quindi può capitare di fare degli interventi. Sono soddisfatto di come si è conclusa la vicenda, grazie alla grande correttezza del Galatasaray. Credo che sia contento anche il giocatore, se no non sarebbe andato. Per lui provo non solo affetto ma anche riconoscenza, rimane tra le immagini più importanti della storia dell’Inter e siamo stati fieri di averlo con noi. Come lo sarà il Galata-

Wesley Sneijder, 28 anni. portato in trionfo all’arrivo all’aeroporto Ataturk di Istanbul AFP

saray». Caos a Istanbul Nel frattempo

Wes e la moglie twittavano gli ultimi zuccherini nerazzurri e venivano investiti dall’entusiasmo di migliaia di tifosi del Galatasaray che avevano raggiunto il terminal dell’Aviazione Generale dell’aeroporto Ataturk di Istanbul. Cori, fumogeni e isteria collettiva, tanto che per Wes e compagnia non è stato

Fenomeni interisti sotto la mezza luna Quando Meazza sbarcò sul Bosforo te, ho una cosa che mi prende qui, un buco allo stomaco. «Ho il mal di Patria"» dice il Pepp.

GERMANO BOVOLENTA

Giuseppe Meazza, detto Peppìn, è stato il primo in molte storie e in molte cose. Il più bello, il più bravo, il più forte. Cioè il più grande giocatore italiano di tutti i tempi. Due volte campione del Mondo con la Nazionale e altro ancora. El Peppìn, ha scritto il leggendario Gianni Brera, è il football, anzi "el folber". Perché "vede" il gioco del calcio. Vede tutto, capisce tutto, fa gol quando vuole e come vuole. Possiede scatto, velocità, tocco raffinato, gioco aereo notevolissimo, tiro non potente ma preciso, opportunismo. I milanesi, dell'Inter e non solo, dicono: «El Peppìn l’è vun ch’el gha la bala legada ai pé cun la curdeta». Ha la palla legata ai piedi con lo spago.

Voglia di Milano Nostalgia, sau-

Anche viveur El Peppìn, negli

anni Trenta, è anche un ricco e sofisticato viveur, giocatore d’azzardo, ballerino di tango, gardenia bianca all’occhiello di impeccabili completi blu gessati. E’ il primo giocatore ad avere lo sponsor. Il primo a fare pubblicità. Gioca anche se, dicono, fuma due pacchetti di sigarette (marca Giubek e Macedonia) al giorno, ma «i suoi denti sono sempre bianchi perché usa il dentifricio Diadermina». Uomo e bandiera dell’Inter, diventa (1947) allenatore-giocatore, in coppia con il giornalista Nino Nutrizio. Poi solo al comando. Ma, sottolineano, «è stato troppo grande, da giocatore, per calarsi con disinvoltura nei panni

facile raggiungere i mezzi del club che hanno portato la comitiva all’hotel Four Seasons. Il 28enne di Utrecht, che a Istanbul ritrova l’amico Dirk Kuyt, ora al Fenerbahçe, indosserà la maglia numero 14 (alla Cruijff) e guadagnerà 5 milioni netti sino al 2016. L’Inter, che oltre ai 10 milioni circa - bonus compresi - che incasserà dalla sua cessione, ne risparmierà 30 di ingaggio ma gli ha corri-

L’arrivo a gennaio 1949 a Istanbul

Lo chiamò il Besiktas a fine ’48 per allenare, firmò un contratto stagionale Giocò anche una partita ma tornò presto: «Qui sto benissimo, ma ho nostalgia di casa»

Meazza in posa sulla rivista ufficiale del Besiktas

dell’allenatore». Gli affiancano un "tutore", Carlo Carcano, lui lascia l’Inter e va all’estero. Primo italiano anche qui. Lo chiamano dalla Turchia, quelli del Besiktas, alla fine del 1948. Nella bella biografia «Il mio nome è Giuseppe Meazza», a cura di Marco Pedrazzini e Federico Jaselli Meazza, il mito Peppìn racconta: «Non me la sentivo di lasciare la mia famiglia, la mia città e i miei amici. Non ero tagliato per la vita nomade, per le trasferte a lunga scadenza. Il mio mondo era Milano, dove poi sarei tornato grazie all’amicizia di Angelo Moratti. Ma quando si

La famiglia accoglie Meazza al rientro a Milano

hanno due bambine da crescere bisogna guardare in faccia alla realtà e sapersi adattare». A Istanbul Giuseppe Meazza fir-

ma un contratto stagionale e parte per Istanbul il 18 gennaio 1949. Fa molto freddo, lo accompagnano alla stazione Centrale la moglie Rita e le figlie Liliana e Gabriella. Il treno parte per Roma, il saluto è struggente con molte lacrime. Ci sono anche i suoi amici. Peppìn è commosso fa ciao con la mano dal finestrino. Un suo giovane allievo centravanti, Benito Lorenzi detto Veleno, gli urla: «Mi racco-

mando Pepp, torna presto!». Il giorno dopo Meazza prende "l’apparecchio" da Fiumicino e vola a Istanbul. La Turchia di Peppino è calda e accogliente. Lavora, si fa benvolere, i dirigenti lo stimano, i giocatori sembrano seguirlo. E lui con la lingua? «Capis nagot». Capisce niente o poco. Però è il grande Meazza, molto più di un "forestiero". In allenamento la squadra al completo s'incanta a guardare i suoi stop a rientrare e i suoi tiri di mezzo collo. Gli offrono il rinnovo del contratto, ma lui dice no. Qui, dice, mi trovo bene, anzi benissimo. Ma, sape-

dade meneghina. Racconterà: «Ho sofferto. La stessa nostalgia che sente un giovane di 20 anni quando viene chiamato alle armi e deve lasciare la sua casa e la fidanzata». Parla bene del calcio turco, della gente, dei tifosi: «Ho trovato un affetto commovente. Ricordo con piacere tutti i ragazzi della squadra e le sfide contro il Galatasaray. Mi vengono in mente alcuni calciatori: Sukru, Bulent, il simpatico Alì, il biondo Kaleci… E poi Sol Bek, il cui nome assomigliava a quello di un altro calciatore, Sag Bek. Vista l’assonanza avevo deciso di chiamare con un fischio l’uno, con due fischi l’altro». Il 23 giugno 1949, dopo cinque mesi, rientra all'aeroporto Forlanini, Cinque mesi lontano dalla famiglia. Senza le sue bambine, la miè, la moglie, gli amici. Senza il suo calcio, il derby (si perde un 4-4),le campane milanesi e il bitter al selz. Racconterà: «Prima di lasciarmi partire i dirigenti e i giocatori mi caricarono di regali e io, per dimostrare che non li avrei mai dimenticati, accettai di scendere in campo». Gioca un tempo nel Besiktas contro l’Austria Vienna. Ricorderà spesso: «Una gran partita, avevo trentanove anni. I giornali hanno scritto che sono stato il migliore in campo. E’ stato bello, ma sono tornato nella mia Milano. Perché, fioeu, Milàn l’è on gran Milàn». Tè capì, Sneijder? © RIPRODUZIONE RISERVATA


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TwitTwit

I CINGUETTII DEL GIORNO

Ho perso un compagno di squadra, ma ho trovato un amico, per sempre. Grazie @sneijder101010

Accolto come un re Nelle foto, l’accoglienza che i tifosi del Galatasaray hanno riservato a Wesley Sneijder, atterrato a Istanbul intorno alle 15.30 locali. Un tifoso con sciarpa dedicata all’olandese, la sua nuova maglia 14, i fumogeni accesi dalla folla e Wes sommerso dall’affetto dei suoi nuovi fan IPP/AFP/EPA

CHRISTIAN CHIVU Difensore Inter @Chivu_Official

I tifosi turchi twittati da Yolanthe Woow! Non posso credere a quello che è appena successo. Migliaia di fan ci stanno dando il benvenuto. Quanto amore... È davvero incredibile!! Grazie

YOLANTHE CABAU Moglie di Sneijder @YolantheCabau

sposto la mensilità di gennaio, non ha pagato alcuna buonuscita. Subito derby Il giocatore e il suo

agente, Soren Lerby, si sono detti molto impressionati dall’addio elegante dell’Inter. «Moratti è un grande uomo, e i nostri problemi sono stati soltanto di tipo economico. Auguro tutto il bene all’Inter. Prima di decidere ho sentito Mou-

rinho e Van Gaal, che sono figure fondamentali nella mia carriera. Loro mi hanno detto: "Vai". Mi hanno dato l’ultima spinta per scegliere il Galatasaray e una nuova sfida sportiva», ha detto Wes al Telegraaf. Prima di raggiungere l’hotel, Sneijder ha fatto un blitz in sede per la prima intervista, alla tv del suo nuovo club. Ad accoglierlo, il tecnico Fatih Terim. «Parlo in inglese perché non so

«

È contento anche Wes, se no non sarebbe andato. Per lui ho affetto e riconoscenza MASSIMO MORATTI PRESIDENTE INTER

il turco - ha esordito ridendo -. Ho già cominciato a parlare italiano con Terim. Insieme faremo un grande lavoro. Sono orgoglioso di giocare in un club come il Galatasaray. Amo i big match, voglio giocare contro il Besiktas». E forse non è un caso che Wes, che non gioca una gara dal 26 settembre, abbia detto sì prima della sfida al vertice contro i rivali del Gala, capolista braccata dai cugini, lontani

appena due punti. Come con l’Inter, ripartirà da un derby. Nel weekend il clima alla Turk Telekom Arena sarà davvero rovente. A Milano invece fa un po’ più freddo, ma gli amici non si dimenticano di lui. Nel pomeriggio Cristian Chivu via twitter da Roma saluta così Wes: «Abbiamo perso un compagno, ma vinto un amico. Per sempre». Pronta la replica: «Grazie amico, buona fortuna a te!». © RIPRODUZIONE RISERVATA

In bocca al lupo di Cuore a mio Bro @sneijder101010, UNO dei più forti con cui Ho giocato! Grande acquisto per il @GalatasaraySK

MARCO MATERAZZI Ex difensore Inter iomatrix23


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COPPA ITALIA DOMANI SEMIFINALE D’ANDATA

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I NUMERI

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I gol di Destro con la Roma segnati dopo 17 partite: 4 in campionato (15 gare) e 2 in Coppa Italia (2 gare)

I gol di Livaja nell’Inter da gennaio 2012 a oggi: tutti in Europa League (7 partite). Ancora zero in campionato (6 partite)

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Mattia Destro, 22 anni, ha regalato la qualificazione alla Roma con il gol di Firenze EPA

Un Destro al passato per far volare la Roma in Coppa L’attaccante, ex interista, domani tornerà titolare De Rossi: l’infortunio lo terrà fuori fino a febbraio MASSIMO CECCHINI ROMA

Mattia e Daniele masticano insieme un futuro agrodolce. Un De-De, però, che si sfarina, dandosi appuntamento per giorni migliori, Destro ritorna da titolare per traghettare la Roma verso l’obiettivo più ragionevole (ragionevole, non semplice) a portata di mano, De Rossi invece saluta i compagni, sperando di ritrovarli i primi di febbraio (magari con una classifica migliore). Lesione al flessore Cominciamo da qui,

cioè dal centrocampista azzurro che oggi si sottoporrà a esami strumentali che verifichino con certezza l’entità del suo infortunio al flessore della coscia destra. Si teme una lesione di primo grado, ma in ogni caso De Rossi salterà di sicuro il match di domani contro l’Inter, quello di domenica a Bologna e probabilmente anche la partita di venerdì col Cagliari. Una tegola in più per Zeman che in Coppa Italia avrà squalificati Osvaldo, Pjanic, Taddei e Dodò, oltre a un Tachtsidis da ricostruire psicologicamente dopo che ormai viene sistematicamente fischiato dai tifosi. Non a caso la dirigenza e i compagni stanno cercando d’incoraggiare il giovane greco, piombato probabilmente in una situazione troppo complessa da gestire e che rischia di trasformarsi in un tunnel senza uscita.

I gol di Destro con il Siena segnati l’anno scorso in 32 partite: 12 in campionato (30 gare) e 1 in Coppa Italia (2 gare)

Ricky Alvarez, 24 anni, torna disponbile per la semifinale di Coppa Italia a Roma EIDON

Riecco Alvarez 3 Prima in campo poi farà le valigie

I gol di Destro con il Genoa nella stagione 2010-11: 2 in campionato (16 partite) e 1 in Coppa Italia (2 partite)

Zeman: critiche all’attacco Chi invece

sembra esserne uscito è Destro, che domani tornerà al centro dell’attacco giallorosso, sperando di essere decisivo così come lo è stato contro la Fiorentina. Ce n’è bisogno perché Zeman, nel breve colloquio avuto ieri con la squadra, ha sottolineato come non è stato contento del rendimento dell’attacco. Troppi sprechi, troppa superficialità sottoporta. La crisi della Roma — ancora più lontana dall’Europa — è colpa dei gol non segnati, tant’è che adesso i giallorossi hanno perso anche il primato preferito dall’allenatore, cioè quello del migliore attacco del campionato.

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Strama potrebbe schierare l’argentino, prossimo a lasciare l’Inter. In avanti tocca ancora a Livaja MATTEO DALLA VITE ROMA

Daniele De Rossi, 29 anni. In A con la Roma dal 2001

Ricky Alvarez è arrivato e si è allenato al Flaminio. Arruolabile per domani. Domanda: sarà la sua ultima gara da interista? Ultima magari no, forse penultima: perché il mercato preme e l’Atletico Madrid pure. Poi, chissà. Ma intanto un rinforzo per la semifinale di andata di Coppa Italia è arrivato: Stramaccioni proverà a fare dell’argentino un’arma decisiva per contrastare la Roma, magari piazzandolo da trequartista dietro a Marko Livaja.

Voglia di rivincita Per questo domani c’è

Ancora Livaja Perché per il ragazzo

bisogno di Destro che, da ex nerazzurro scaricato per via di strategie di mercato contingenti (arrivare subito a Ranocchia), ha voglia di farsi rimpiangere. In casa Inter lo sanno, non a caso l’ex direttore generale Ernesto Paolillo tre giorni fa diceva: «Mi piange il cuore vedere Mattia alla Roma». Queste lacrime potrebbero aumentare già domani sera, se l’attaccante marchigiano ripeterà la grande prova offerta a Firenze martedì scorso. Una cosa è certa: a Trigoria la Coppa Italia è vista sempre più come una scorciatoia per approdare (quasi) sicuramente in Europa e dare un senso ad una stagione che lo sta perdendo. Per questo, in attesa di De Rossi, tocca a Destro farsi da fare.

croato che domenica sera ha colpito il palo con gesto tecnico da attaccante affidabile («Se Livaja avesse fatto gol parleremmo di un eurogol», ha detto Strama) dovrebbe partire nuovamente titolare in questo secondo atto settimanale contro Zeman. Dopo la seduta di ieri pomeriggio, l’Inter si allenerà questa mattina provando l’assetto da Tim Cup: probabile rientro di Cambiasso, Rocchi ancora non-titolare, Mudingayi dall’inizio.

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Mudi porta bene E proprio il belga è un autentico portafortuna: fino a oggi ha giocato 13 partite (più spezzoni che intere) fra campionato, Coppa Italia ed Europa League. Presenze pesanti, perché in 12 casi l’Inter ha sempre vinto e

solo domenica ha pareggiato. Insomma, uno che porta muscoli e... bene. «Dopo l’infortunio — dice a Mudi a Sky Sport — ho ripreso e ora sono molto felice. La squadra sta facendo bene sia con me sia senza di me, io cerco di essere pronto ogni volta. Quanto aiuta avere un Guarin così? È un giocatore molto importante, aiuta. Se arrivasse un altro centrocampista dal mercato? Per il nostro gruppo se arriva uno con caratteristiche diverse non può che darci una mano. I buoni giocatori servono sempre». Applausi da Moratti In tutto questo, ec-

co la riflessione sulla gara di domenica sera del presidente Massimo Moratti. Applausi, e se ci fossero stati Cassano e Milito chissà come sarebbe finita... «L’Inter mi è sembrata buona, la squadra c’era — dice il numero uno —. Col tridente poteva forse capitare anche di far meglio, però hanno fatto bene. Sono molto contento di Livaja, ma molto davvero. Guarin ha dimostrato buone cose come sempre. Il resto della squadra si è mosso con intelligenza. La parola scudetto? La lascio pronunciare a voi e poi vediamo. Partita per partita facciamo quello che pensiamo di riuscire a fare». Intanto c’è da pensare alla Coppa Italia. Strama vuole ipotecare già domani sera un altro viaggio all’Olimpico. Quello per la finalissima del 26 maggio. © RIPRODUZIONE RISERVATA

I gol di Livaja nelle nazionali giovanili croate (4 Under 15, 6 Under 16, 7 Under 17, 1 Under 18, 7 Under 19)

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I gol di Livaja con Cesena e Hajduk Spalato (Croazia)

Gaby Mudingayi, 31 anni. All’Inter dal luglio 2012


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COPPA ITALIA ANDATA SEMIFINALI

numeri& STATISTICHE

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I BIANCONERI

Conte a muso duro: «Ma quali problemi, noi primi ovunque Le difficoltà caricano»

VINOVO (gb.o.) «Primi in classifica, miglior attacco, migliore difesa, primi nel girone di Champions, semifinalisti in Coppa Italia: di cosa stiamo parlando?». Antonio Conte risponde così alle critiche di chi sottolinea le recenti difficoltà della Juve. «Nell’emergenza contro l’Udinese

abbiamo dimostrato di essere una squadra vera e organizzata. Ai giocatori dopo la sconfitta con la Samp e il pari con il Parma avevo detto di stare tranquilli perché i punti persi derivavano da errori nostri, ma nessun avversario ci era stato superiore e questo per me era importante».

Oggi ci proverà la Lazio a essere superiore alla Juve: «Non conoscevo Petkovic — prosegue Conte — ha dimostrato di essere molto bravo. Gli invidio le numerose esperienze all’estero. La Lazio è forte, compatta, ordinata, in fase difensiva piazza 10 uomini dietro la linea della

palla. Dovremo stare attenti ricordando anche che la qualificazione si deciderà a Roma: l’inversione di campo è un piccolo vantaggio per la Lazio, ma noi non discutiamo i regolamenti. E ci preoccupiamo solo di raggiungere l’obiettivo della finale».

Juve-Lazio, la sfi Matri cerca gol e fiducia Ha segnato a tutte le big gli manca l’ultima vittima E’ l’unica punta sana, ma sarebbe stato titolare ugualmente Il tecnico: «Ha la stessa voglia di migliorare che avevo io» DAL NOSTRO INVIATO

IL TABELLONE FINALE ALL’OLIMPICO DI ROMA

G.B. OLIVERO VINOVO (Torino)

Non è una scelta tecnica, ma lo sarebbe stata se solo Antonio Conte si fosse potuto concedere il lusso di compierne una. Stasera, nell’andata della semifinale di Coppa Italia contro la Lazio, Alessandro Matri sarà titolare per meriti, dopo l’ottimo secondo tempo contro l’Udinese, e soprattutto per necessità, perché è l’unico attaccante bianconero disponibile. Vucinic va gestito dopo i novanta minuti giocati contro l’Udinese, Giovinco ha un affaticamento, Quagliarella è squalificato oltre che infortunato, Bendtner si sta curando. Così Matri farà il centravanti e alle sue spalle potrebbe muoversi Claudio Marchisio, trequartista nell’inedito 3-5-1-1 che Conte ha provato ieri. Il provino Stamattina ci sarà il test decisivo, che servirà a verificare soprattutto le condizioni del ginocchio destro del Principino. Se Marchisio non dovesse ancora essere pronto per giocare dall’inizio, Conte avrebbe due opzioni: chiedere un sacrificio a Vucinic oppure spostare più avanti Giaccherini inserendo Lichtsteiner a destra e accentrando Isla. Il tecnico ha escluso l’avanzamento di Pogba (che tra l’altro dovrà sostituire ancora Pirlo) e non sembra intenzionato a punta-

GDS

re sul giovane Beltrame, l’attaccante della Primavera di cui si parla molto bene. L’emergenza riguarda anche gli altri reparti, perché a centrocampo oltre a Pirlo e al solito Asamoah dovrebbe mancare anche Vidal (non in perfette condizioni, è uscito zoppicando contro l’Udinese), mentre in difesa continua l’assenza di Chiellini: questa volta tocca a Marrone, schierato in posizione centrale con Bonucci favorito su Caceres per il ruolo di marcatore di sinistra. L’ultimo scalpo Conte ha piena

fiducia nelle riserve che già hanno eliminato il Milan e sa anche che un pareggio stasera potrebbe essere un buon risultato in attesa del ritorno dell’Olimpico. Il tecnico si affida naturalmente a Matri: «Vedo in lui la stessa voglia di migliorare che avevo io. Alessandro sa di dover crescere ancora tanto, però io sono molto contento di lui. E’ diventato più bravo nel fraseggio, anche se predili-

LA POLEMICA

Marotta: «Il livello di Pulvirenti si qualifica da sé» (gb.o) Nessuna replica, ma una sola frase sufficiente a far trasparire lo sdegno della Juve dopo le dichiarazioni di Pulvirenti. E’ stato Beppe Marotta, a Radio 24, a sbrigare la questione: «Il livello dialettico del presidente Pulvirenti si qualifica da sé e non c’è altro da dire». Il numero uno del Catania aveva definito Andrea Agnelli «una zitella isterica e in crisi d’astinenza» in seguito alle frasi del presidente della Juve a proposito della Lega Calcio e del suo nuovo-vecchio Consiglio. Ieri Pulvirenti ha aggiunto: «Avevo solo replicato a uno sfottò provocatorio di Agnelli. A Marotta neanche rispondo».

ge gli spazi larghi. E sa rendersi utile alla squadra». Con la maglia bianconera Matri ha segnato a quasi tutte le grandi squadre: ha battuto l’Inter, il Milan, il Napoli, la Roma e la Fiorentina. Manca solo la Lazio e questa potrebbe essere la serata giusta per conquistare l’ultimo scalpo. Dopo un lunghissimo digiuno Alessandro ha segnato una doppietta contro il Cagliari a Parma il 21 dicembre e poi ha chiuso la goleada sull’Udinese con la rete del 4-0. Proprio contro i friulani è sembrato decisamente più brillante dal punto di vista fisico e stasera contro la Lazio avrebbe giocato anche se non ci fosse stata emergenza in attacco. Adesso deve dimostrare di meritare un utilizzo più continuo e il modo migliore per farlo è segnare un gol pesante in Coppa Italia. Il fantasma Postilla finale: nella rosa della Juve teoricamente ci sarebbe ancora Vincenzo Iaquinta, attaccante da 3 milioni netti a stagione. In una situazione di tale emergenza torna alla memoria pure lui, un fantasma privo anche di numero di maglia. La società ha cercato di venderlo in tutti i modi, Iaquinta ha rifiutato finora ogni destinazione. Una delle storie che dimostrano meglio di tante parole come mai il nostro calcio non funziona più. © RIPRODUZIONE RISERVATA

S Alessandro Matri 28 anni, alla Juve dal 2011. Stasera partirà titolare nella semifinale di coppa LAPRESSE

Cavani per arabi o russi Intanto

cante del Napoli è un top player, ma non può essere acquistato da nessun club italiano: è un affare limitato ad arabi e russi. Su Llorente sono ottimista, la trattativa è a buon punto, ma arriverà in estate. Stiamo valutando le possibilità per migliorare un gruppo che ha vinto lo scudetto, è molto competitivo e all’inizio del 2013 ha avuto solo un calo fisiologico». Infine elogi per Pogba: «È un talento che dovrà confermarsi. Ha fatto vedere le sue qualità, nel suo processo di crescita sarà fondamentale la testa. Io garantisco per lui: è un ragazzo perbene, con una grande cultura sportiva». Mentre l’agente del francese, Raiola, ironicamente ha detto: «Quanto può valere? Ciò che non è in vendita non ha valore. Marotta può stare tranquillo, resta a Torino sicuramente fino a luglio...».

Marotta, a Radio 24, ha spento anche il sogno Cavani: «L’attac-

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Ultima chiamata per Llorente e Drogba Raiola ironico: «Pogba resta. Fino a luglio...» Pronti 3 milioni per lo spagnolo subito, ma il Bilbao resiste Nuovo tentativo con l’ivoriano DAL NOSTRO INVIATO

TORINO

Giornata interlocutoria, di riflessioni e di attesa. La Juve sta per annunciare l’acquisto di Fernando Llorente, che però arriverà a luglio a meno che all’improvviso l’Athletic Bilbao non decida di abbassare le pre-

tese e di venderlo subito ai bianconeri in cambio di 3 milioni per non regalarlo in estate a parametro zero. In realtà Beppe Marotta e Fabio Paratici aspettano sempre un segnale da Drogba: la trattativa si è arenata sul cartellino. La Juve non vuole versare nemmeno un euro allo Shanghai Shenhua, e quindi dovrà essere il giocatore a liberarsi dai cinesi. Se riuscisse a farlo, la Juve sembra in vantaggio sugli altri club interessati a Drogba, ma adesso non ci sono segnali confortanti. Marotta, quindi, resta in attesa di buone notizie dal centravanti ivoriano ma sta cercando di capire come colmare il buco nell’attacco.

Conte vorrebbe due punte, gliene arriverà una. Se prevarrà la logica del basso profilo e si dovrà rinunciare a Drogba e Llorente subito, restano caldi i nomi già fatti nelle ultime settimane: Borriello, Immobile (ma per entrambi c’è anche l’incognita del nuovo allenatore del Genoa: che cosa vorrà fare Ballardini?), Gabbiadini, Boakye. Borriello può rappresentare una buona soluzione perché conosce l’ambiente, è serio, forte fisicamente e tecnicamente e adatto al gioco di Conte.

Fernando Llorente, 27, spagnolo AP

Didier Drogba, 34 anni, ivoriano AFP

gb.o.


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I BIANCOCELESTI

Klose non recupera Radu verso il sì Petkovic: «La finale vale per l’Europa»

ROMA Ancora senza Klose, ancora aggrappati a Floccari. A Torino come a Palermo: Petkovic non ha recuperato l’attaccante tedesco, che pure ieri era tornato ad allenarsi a Formello. Proprio il tecnico l’aveva fatto intendere in conferenza stampa: «Schiererò

ida totale

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LEGA Club divisi su Beretta Lotito è stato il grande elettore di Beretta in Lega. La Juve era dalla parte di Abodi

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difesa, provando a sfruttare tutte le occasioni». Così da allungare la serie di 15 match da imbattuti: «Applausi per quanto fatto, ma vogliamo di più. Anche perché andare in finale di Coppa ci garantirebbe quasi certamente la qualificazione all’Europa».

l’inserimento di Cana tra Biava e Ciani, oltre a Lulic esterno. In attacco, ovviamente, tutto sulle spalle di Floccari: «È un altro giocatore rispetto a qualche mese fa, è rinato — ha spiegato Petkovic — La Juventus? Per batterla servirà una partita intelligente, giocata non troppo in

solo chi sarà al 100%, non posso rischiare visto il clima rigido e il terreno pesante». Per lo stesso ragionamento è rimasto a Roma anche Konko. Radu invece farà un provino oggi, ma le sensazioni sono positive. Con lui in campo Petkovic confermerà il 4-5-1, altrimenti sarà difesa a tre con

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Davide Stoppini

SCUDETTO In 5 punti Juve 1a, Lazio 2a Dopo lo 0-0 dell’andata a Torino, il 14 aprile alla 32a Lazio e Juve di scena all’Olimpico

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C.ITALIA Semifinali in 8 giorni Stasera il primo round di Coppa Italia tra Juve e Lazio. Il ritorno si giocherà il 29 gennaio

se, costretto a dare forfait per noie muscolari, toccherà a lui prendere per mano la squadra e spingerla oltre l’ostacolo. Ha dimostrato di saperlo fare in molte situazioni analoghe, il Profeta. Ha segnato nei derby con la Roma, ha castigato l’Inter, punito il Milan. Ha fatto insomma male a tutte le grandi. A tutte tranne una, la Juve appunto. Il momento giusto per colmare questa lacuna è arrivato. Hernanes non lo dice, ma lo pensa da parecchio tempo. Ed è pronto a dirlo con i fatti stasera allo Juventus stadium, anche per smentire quanti (e non sono pochi) sostengono che tenda a nascondersi un po’ nei big match che si giocano lontano dall’Olimpico.

COSÌ IN CAMPO A TORINO ORE 20.45

Nel mirino della Juve Ma se è ve-

D’ARCO

Il sogno di Hernanes mai stato così vicino «Voglio vincere qualcosa con la Lazio» sentenzia il Profeta Ma c’è da superare quella Juve che comincia a corteggiarlo DAL NOSTRO INVIATO

S Hernanes, 27 anni, centrocampista brasiliano della Lazio, ha segnato anche sabato in campionato a Palermo ANSA

la storia FRANCESCA PAOLETTI ROMA

Nel «day after» a casa Santopadre-Boniek è tornata la voglia di sorridere. Luciano Zauri ora è 700 km più a nord, Torino, convocato per Juventus-Lazio. Domenica invece era nel loro stesso ristorante e ha salvato la piccola Giulia, 7 anni, figlia della coppia e nipote dell’ex calciatore Zbigniew, caduta in un pozzo. «Ho perso almeno 50 anni di vita — racconta papà Santopadre —. Per un attimo ho rivisto la tragedia di Vermicino». Della disavventura rimane solo qualche graffio e un grosso spavento: «Stanotte l’abbiamo fatta dormire con noi — ancora l’ex tennista —. Lo shock c’è stato, per qualche minuto ha temu-

STEFANO CIERI FORMELLO (Roma)

si potesse credere appena qualche mese fa. Juve nel mirino Sarà forse solo

Il Profeta ha sempre le parole giuste al momento giusto. «Con la Lazio voglio giocare le coppe europee e vincere qualche trofeo», disse Hernanes al suo arrivo a Roma due anni e mezzo fa. Il primo obiettivo è stato centrato, il secondo pare un po’ più complicato. Ma meno utopistico di quanto

un’illusione, un sogno destinato a restare tale (specie dopo l’ultima giornata di campionato), ma di fatto la Lazio può quest’anno legittimamente ambire allo scudetto. E se il tricolore è obiettivo troppo grande da centrare c’è sempre la Coppa Italia che non avrà lo stesso fascino, ma è pur sem-

pre un trofeo prestigioso da mettere in bacheca. Il problema, per Hernanes e per la Lazio, è che tra loro e il sogno di vincere qualcosa c’è di mezzo la Juve pure nella coppa nazionale: «la squadra più forte che ci sia in Italia», ha giustamente sentenziato ieri Petkovic. Ma se in un torneo lungo come il campionato la differenza di valori è destinata ad emergere (ed è già emersa in quei cinque punti di vantaggio che i

bianconeri hanno in classifica), in uno scontro diretto tutto è possibile. E così Hernanes, come del resto i suoi compagni, già da qualche giorno è con la testa al doppio match con i bianconeri. Sa, il Profeta, che questa è una sorta di finale anticipata. Eliminare la Juve significherebbe mettere le mani sulla Coppa Italia. E, chissà, magari anche spaventare la formazione di Conte in chiave campionato. In assenza di Klo-

ro che lui ha la Juve nel mirino, è vero pure il contrario. Non è un mistero infatti che la società bianconera abbia un debole per il Profeta biancoceleste. Un «innamoramento» che potrebbe sfociare in qualcosa di più concreto fra un paio d’anni quando scadrà il contratto che lega Hernanes alla Lazio. Per il momento sono solo rumors, quindi discorsi platonici. Anche perché Lotito è convinto di strappargli presto il rinnovo contrattuale, nonostante la relativa trattativa sia partita in salita (con l’agente del giocatore, Joseph Lee, che ha preso tempo). E poi, anche nel caso Hernanes decida di non proseguire la sua avventura laziale oltre il 2015, l’ipotesi più probabile è che la sua carriera continui in Europa, ma non in Italia. E, sotto questo punto di vista, il fatto che da un po’ di tempo stia prendendo lezioni d’inglese è un indizio molto interessante. Ma questo sarà - semmai - il futuro. «Alla Lazio sono felice e sto benissimo, anche perché con Petkovic mi trovo perfettamente a mio agio», ha ribadito in un’intervista al periodico brasiliano Placar. A cui ha anche svelato i suoi sogni ricorrenti: «Giocare il Mondiale col Brasile e vincere qualcosa con la Lazio». Juve permettendo, è ovvio. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Zauri l’eroe: «Così ho salvato la nipote di Boniek» to di morire. Tra 10 giorni dovrà fare un controllo in ospedale ma non c’è nulla di rotto, solo un graffio sulla schiena. È stato un miracolo». La storia Domenica pomeriggio, intorno alle ore 15.45, Giulia si stava specchiando nel bagno del ristorante «Met» di Ponte Milvio, Roma nord, quando la copertura provvisoria di un tombino sotto i suoi piedi ha ceduto facendola volare nel vuoto per oltre 4 metri: «Un po’ come tutte le bambine ha paura del buio, piangeva e chiedeva aiuto — racconta Santopadre —. In fondo al pozzo c’era acqua ed è stata una fortuna: ne ha attutito la caduta altrimenti si sarebbe fratturata tutto, come minimo. Aveva l’acqua fino al collo, era aggrappata ad alcu-

ne sporgenze ma ogni tanto scivolava e andava con la testa sott’acqua». È in questo momento che è intervenuto Zauri, che stava festeggiando il 35˚ compleanno: «Appena arrivato nel bagno ho visto una scena surreale: sotto al lavandino si era creata una voragine del diametro di un metro e mezzo. Dall’interno arrivavano le grida di una bambina. Così sono sceso, ma non riuscivo a vedere la bambina. Mi sono fatto passare un telefono con la torcia e l’ho vista con l’acqua alla gola, rischiava di affogare. Sono sceso poggiandomi sugli appigli del muro. L’ho fatta calmare, le ho fatto mettere i piedi sulle mie spalle poi da sopra l’abbiamo tirata fuori». Sollievo generale: «Giulia ci ha chiesto subito dei trucchi in regalo», ricorda Santopa-

FIGLIA DELL’EX TENNISTA SANTOPADRE 1

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1 Luciano Zauri, 35 anni 2 Vincenzo Santopadre, 41; 3 Zibì Boniek e la figlia Karolina, moglie di Santopadre FORTE/D’ANNIBALE/PLP

dre. Prima di sorridere: «Sì, sono romanista ma a questo punto... Scherzi a parte, ho sentito Luciano più volte in questi due giorni, impossibile smettere di ringraziarlo. Ha fatto una cosa eroica». Il locale Ora ci saranno da valutare le conseguenze legali: per ora nessuna denuncia verso il locale romano, abitualmente frequentato da calciatori. I proprietari con un comunicato hanno espresso gratitudine a Zauri e si sono scusati con la famiglia di Giulia: «Stiamo facendo di tutto per mettere in sicurezza l’area nella quale non sapevamo ci fosse un pozzo. Confermiamo la completa disponibilità per qualunque cosa si ritenga necessaria». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 22 GENNAIO 2013

SERIE A IL BOTTINO DELL’ATTACCO AZZURRO DA GORAN A EDINSON: ECCO I LORO NUMERI IN QUESTO CAMPIONATO

Goran Pandev 16 presenze, 2 gol Il macedone, 29 anni, alla seconda stagione nel Napoli, ha segnato 2 gol in questa Serie A e uno in Coppa Italia AFP

Lorenzo Insigne 21 presenze, 4 gol Cresciuto nel Napoli, 21 anni, dopo l’exploit in Serie B col Pescara, in questa stagione ha segnato 4 gol in A LAPRESSE

Marek Hamsik 21 presenze, 7 gol Lo slovacco, 25 anni, è alla sesta stagione in maglia azzurra. In questo campionato ha segnato 7 gol AFP GDS

Il 41% dei gol è di Cavani E Napoli se lo tiene stretto La dipendenza dall’uruguaiano è nelle cifre: 17 gol, 4 in più di Pandev, Hamsik e Insigne messi assieme. E lui regala una maglia a Imbriani MIMMO MALFITANO NAPOLI

Non si arrabbierà, Walter Mazzarri, se rafforziamo un concetto che a lui non piace: il suo Napoli è Cavani-dipendente. Una definizione che l’allenatore non condivide, ma che i numeri stanno dimostrando più azzeccata che mai. Certo, c’è tutto un apparato che gira intorno all’attaccante uruguaiano, che gli consente di andare in rete con una continuità impressionante. Come non è da trascurare il gran lavoro dello stesso Mazzarri che l’ha saputo trasformare da esterno d’attacco (ruolo che ricopriva a Palermo) in una vera e propria macchina da gol, dandogli la possibilità di giocare in una posizione più centrale e, dunque, più vicino alla porta avversaria. Ma le qualità di Cavani sono davvero incredibili. Chissà quanti avrebbero scommesso sulla riuscita di questo giocatore che a Palermo aveva appena convinto. Prima che Mazzarri imponesse a De Laurentiis di acquistarlo, con Zamparini s’era fatto sentire pure Moratti, che l’avrebbe voluto per dare più consistenza all’attacco interista. Ma davanti alle pretese palermitane (18 milioni di euro), il presidente interista arretrò decisamente dando via libera al trasferimento a Napoli. Irraggiungibile In tre anni, Edy

Cavani ha stravolto la storia

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I NUMERI

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Le reti in Serie A segnate in carriera da Edinson Cavani, che ha tagliato lo storico traguardo domenica contro la Fiorentina

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I milioni di euro della clausola rescissoria del contratto di Cavani. Il manger dell’Arsenal Wenger ha dichiarato di essere pronto a pagarla per averlo

del calcio napoletano, per troppe stagioni mortificato da eventi assurdi (retrocessioni e fallimento) per un club che appena un decennio prima aveva il più grande giocatore in circolazione, quel Diego Maradona simbolo ed emblema del rilancio del calcio meridionale e non solo napoletano. Da tre stagioni, Napoli s’è posta nuovamente all’attenzione del grande calcio internazionale, forte del talento di questo giovane sudamericano che segna gol a grappoli (100 in Serie A dopo la rete alla Fiorentina di domenica, con la moglie Soledad Cabris che ha pubblicato su Facebook e Twitter la foto del marito con tre ciambelloni: il primo a forma di uno e gli altri due a forma di zero) e che sta insidiando la nascita della nuova era juventina. Le sue prodezze si sommano senza interruzione, ne ha già messe a segno 17 in questa prima parte di campionato, staccandosi in testa alla classifica dei cannonieri: alle sue spalle ci sono El Shaarawy e Di Natale fermi a quota 14. Dipendenza Edy è il numero uno sotto rete anche tra i compagni d’attacco. La concorrenza nemmeno si pone tanto è il divario esistente tra lui e i vari Pandev (2 gol), Hamsik (7) e Insigne (4). In 3 hanno segnato 13 reti, 4 in meno rispetto a quelle realizzate dall’uruguaiano. Cifre che messe insieme fanno sì che il Napoli abbia il terzo migliore attacco della Se-

VERSO IL PARMA

Oggi al lavoro C’è Gamberini da valutare NAPOLI Da oggi a Castelvolturno si penserà esclusivamente al Parma, anche se come di consueto Walter Mazzarri tornerà prima sugli errori di Firenze. Perfezionista com’è, infatti, difficilmente si soffermerà su quanto di buono hanno fatto i suoi nella ripresa, sfiorando anche il successo. Il medico sociale, Alfonso De Nicola, dovrà verificare le condizioni di Gamberini, uscito malconcio al Franchi per una distorsione alla caviglia sinistra la cui entità sarà, appunto, valutata nelle prossime ore. Mazzarri è comunque tranquillo per quanto riguarda la difesa, visto che Paolo Cannavaro è tornato a disposizione. Al Tardini l’altro ex in campo dovrebbe essere Blerim Dzemaili, chiamato a sostituire lo squalificato Behrami. Sul tema mercato, a centrocampo il Napoli segue sempre i giovani Radosevic e Bruno Zuculini mentre in uscita Fernandez potrebbe essere girato in prestito perché Mazzarri considera il reparto al completo con Uvini e Grava. Gianluca Monti © RIPRODUZIONE RISERVATA

rie A con 41 gol all’attivo: meglio hanno fatto soltanto la Juve (45) e la Roma (44). Ecco, sono proprio questi dati che raccontano tutta la verità sulla Cavani-dipendenza. Senza i suoi gol (il 41 per cento del totale), probabilmente, il Napoli si ritroverebbe una classifica meno esaltante, magari con una manciata di punti in meno. Lui è sempre presente, chiede e pretende di giocare in ogni gara, forte di un fisico integro, curato nei minimi particolari dal medico sociale, Alfonso De Nicola, e dal fisiatra, Enrico D’Andrea. Solidarietà Non solo in campo

è un campione. È molto attento, Cavani, anche alle iniziative sociali e di beneficenza. Dopo il gol numero 100 realizzato alla Fiorentina, ha consegnato la maglietta a Paolo Cannavaro, perché la portasse a Carmelo Imbriani, l’ex attaccante del Napoli, che sta lottando contro un brutto male. «Dai Carmelo, non mollare», gli ha scritto di proprio pugno. Qualità che vanno al di là dell’aspetto meramente tecnico. Quello è conosciuto al punto tale che Arsene Wenger, il manager dell’Arsenal, ha dichiarato di essere pronto a pagare i 63 milioni di euro della clausola rescissoria pur di ingaggiarlo. Una notizia che ha creato agitazione in un’intera città, preoccupata di poter perdere l’icona della propria rinascita calcistica. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Edinson Cavani 18 presenze, 17 gol L’uruguaiano, 25 anni, ha una media di 0,94 reti a gara in campionato. E 9 gol nelle altre competizioni LAPRESSE

PRESENTATO IL NUOVO ACQUISTO L’ATTACCANTE EX SIENA PRONTO A GIOCARE NELLA FIORENTINA DOPO AVERE SCONTATO LA SQUALIFICA PER LE SCOMMESSE

Larrondo: «Svolta Firenze, imparo da Toni» Oggi arriva in città l’uruguaiano Vecino ma il tesseramento slitta forse a giugno Wolski, pista calda GIOVANNI SARDELLI FIRENZE

Opportunità e ringraziamenti sono i concetti che si accavallano nel primo giorno mediatico di Marcelo Larrondo. «Spero di sfruttare l’occasione, Firenze è un sogno: un bel salto in avanti per la mia carriera», il succo del pensiero espresso dal

nuovo numero 18 viola. Maglia fino alla scorsa estate indossata da Montolivo. Il calcio di Larrondo è ovviamente tutto diverso. Lo spiega direttamente il 24enne argentino. «Come tutti gli attaccanti vivo per il gol, mi piace stare vicino alla porta e sfruttare i palloni che arrivano in area». Nemmeno quotato l’idolo d’infanzia, un mito da queste parti. «Gabriel Batistuta». Anche se negli ultimi giorni, i primi in viola, ha studiato un altro bomber. «Sto guardano i movimenti di Luca (Toni, ndr). È bello imparare da un grande giocatore». Pronto subito La Viola ieri non si è allenata, lui sì. Deve accelera-

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IL NUMERO

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I gol segnati in carriera in Serie A da Larrondo, entrambi con il Siena (nel 2009-10 e 2011-12). L’argentino è arrivato in Italia nell’estate 2008 dal River Plate

re e recuperare la giusta condizione. Domani si unirà al gruppo, contro il Catania verrà convocato. «Voglio diventare il calciatore che non sono stato a Siena. Con un po’ di continuità e fiducia, farò bene». Tifoso del River Plate, squadra nella quale ha giocato prima di arrivare in Italia, ha trovato un folto gruppo di sudamericani. «Tutti bravi ragazzi, sono contento». Quello che adesso è gioia, poche settimane fa era incubo. Visto che ha scontato 3 mesi e 20 giorni di squalifica (patteggiando l’omessa denuncia) per il calcioscommesse. «È stato un periodo difficilissimo, nel quale sono maturato. Ringrazio tutte le persone che mi sono state ac-

Marcelo Larrondo, 24 anni, proviene dal Siena ANSA

canto, compresi i miei ex compagni a Siena: anche perché non avevo fatto niente di male. Perché ho patteggiato? Per tornare prima a giocare». Per un uruguaiano appena partito, Olivera andato al Genoa, un altro che arriva. In giornata sbarcherà a Firenze il centrocampista offensivo Matías Vecino (classe 1991) dal Nacional Montevideo. Il passaporto comunitario tarda ad arrivare, probabile che il tesseramento slitti a giugno. Nel frattempo Vecino prenderà contatto con l’ambiente. Dirigenza viola attivissima anche su Rafal Wolski: si farà di tutto per tesserarlo già in questa sessione. Sugli esterni possibile staffetta: su Llama c’è il pressing Parma, la Fiorentina è così tornata su Insua dello Sporting Lisbona, per cui c’è la concorrenza del Gremio. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SERIE A IL LUTTO

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il Film Dall’acquisto al ritorno in A fino alla festa Champions

HANNO DETTO

Al timone della società 20 febbraio 2002 Riccardo Garrone (a sinistra) al termine di uno degli incontri per il passaggio di proprietà del club blucerchiato PEGASO

È subito Serie A: promozione al primo colpo 17 maggio 2003 Nel suo primo anno di presidenza, Garrone ottiene la promozione in Serie A: qui è portato in trionfo da giocatori e tifosi INFOPHOTO

La Champions è realtà 16 maggio 2010 La Samp conquista la qualificazione al playoff di Champions: Garrone e Cassano fanno festa ballando negli spogliatoi PEGASO

Addio Garrone ALESSIO DA RONCH FILIPPO GRIMALDI GENOVA

Si è spento ieri sera dopo una lunga malattia Riccardo Garrone, presidente della Sampdoria e presidente onorario della Erg. Avrebbe compiuto 77 anni domani. Laureato in chimica industriale, era sposato con Anna Maria e aveva sei figli: Edoardo (il primogenito, attuale vicepresidente vicario della società blucerchiata), Alessandro, Filippo, Vittorio, Laura e Costanza. Suo padre, Edoardo, aveva fondato la Erg, acronimo di «Edoardo Raffineria Garrone», il maggiore gruppo petrolifero privato italiano: nel lontano 1963, su richiesta del sindaco di allora, si era impegnato a diventare presidente del Genoa, ma poi morì improvvisamente durante un soggiorno in Norvegia prima di entrare in carica. In quell’anno il ventisettenne Riccardo, Duccio per gli amici, prese il timone dell’azienda di famiglia. Fantantonio distrutto Unanime il cordoglio del mondo del calcio: «Un dolore straziante, è uno dei giorni più brutti e tristi della mia vita. Rimarrai per sempre nel mio cuore e ti vorrò bene per sempre», il messaggio di Cassano a Garrone apparso sul sito dell’Inter, dopo che in precedenza da Milano lo stesso giocatore era stato fra i primi a chiamare la sua vecchia società, lasciata in maniera traumatica ad inizio 2011, dopo una violenta lite avvenuta il 26 ottobre dell’anno precedente proprio con il presidente. Episodio, poi, superato e chiarito fra i due, che si erano riappacificati. Oltre a Fantantonio, telefonate di cordoglio anche da parte di tanti ex come Pazzini, Marotta, Mazzarri, Gasparin, Flachi e Bazzani.

ilricordo

S Beppe Marotta: «Fu indispensabile nella gestione di Cassano. Era per me un punto di riferimento, lo ricorderò sempre. Se sono alla Juventus lo devo anche a lui»

La Samp e il fair play Se ne va il presidente che salvò il club Il dolore di Cassano

S Enrico Preziosi «Mi dispiace molto. Provo dolore e commozione. E’ stato un grande imprenditore che si è impegnato tanto per Genova»

Era malato e domani avrebbe compiuto 77 anni. L’ex doriano: «Un giorno triste» Riccardo Garrone Imprenditore, aveva rilevato la Sampdoria nel 2002 LAPRESSE

Sponsor e presidente Un gran-

de imprenditore, ma un uomo capace — prima di accettare la presidenza della Samp, per un patto d’onore con la città — anche di dare molto a Genova. Un mecenate vero: nel 1991 grazie al suo intervento (senza precedenti all’epoca in Italia), con una donazione di 11,4 miliardi di lire, il Teatro Carlo Felice, chiuso per 40 anni, fu ricostruito e tornò a vivere. Prima di entrarvi da presidente, sotto la presidenza di Paolo Mantovani, la sua Erg sponsorizzò la società blucerchiata dal 1988 sino al 1994. Poi, nel 2002, il decisivo intervento che evitò al club, in caduta libera, lo spettro della retrocessine in C. Un intervento «per spirito di servizio». Garrone aveva accettato solo il ruolo di garante fra la proprietà uscente di Enrico Mantovani e una presunta cordata saudita. Di fronte al fallimento della trattativa, decise d’impegnarsi in prima persona, anche se mai ac-

cettò in silenzio certi malcostumi del calcio. Il fair play Fu il primo e l’unico

a invitare un presidente al Ferraris dopo la proposta fatta dalla Gazzetta. Era l’inizio della stagione 2005-2006, e l’a.d. rossonero Galliani sedette al

la scheda ERA ALLA GUIDA DELLA ERG ACQUISTÒ LA SAMP NEL 2002 RIPORTANDOLA SUBITO IN A

Riccardo Garrone era nato a Genova il 23 gennaio 1936. Laureato in chimica industriale, era presidente onorario e nel Cda della Erg, azienda fondata dal padre Edoardo nel 1938. Sponsor della Samp dagli anni Ottanta, la rilevò nel 2002. Era in B, la portò subito in A e fino alla Champions. Finalista in Coppa Italia 2009

suo fianco per Samp-Milan. Un rarissimo esempio di autentico fair play. Al primo tentativo Riccardo Garrone riuscì a conquistare la promozione in Serie A, che la mezza città blucerchiata attendeva da quattro anni, dopo la retrocessone in B al termine della stagione 1998-99, portandola poi quattro volte in Europa con il preliminare di Champions come traguardo più alto. La cultura Le sue passioni vere erano altrove: la caccia, innanzitutto e, in tempi più lontani, il tennis, la pesca, il golf e lo sci. Subito dopo avere compiuto il miracolo della ricostruzione del teatro, invitò cento bambini russi della «World Children Orchestra» ad esibirsi in una serata di gala il cui ricavato fu destinato ai bambini della Bosnia. Negli anni realizzò un altro progetto di cui era orgoglioso, l’associazione MUS-E Italia Onlus: l’arte come messaggio di dialogo universale per i bambini.

I sogni nel cassetto Garrone ha

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investito moltissimo in questi anni nella Samp: un centinaio di milioni, anche se non ha fatto in tempo a vedere realizzato il suo grande sogno, un nuovo stadio di proprietà il cui primo progetto fu presentato a Milano nel maggio 2007. Il 1˚ marzo, invece, verrà inaugurato al Porto Antico WOW, il Museo della Scienza da lui fortissimamente voluto con un investimento milionario che porterà Genova fra i grandi poli europei del settore.

Vincenzo Montella «Lo ricordo con grande affetto e simpatia e mi associo alle condoglianze e spero di potere essere presente per l’ultimo saluto»

L’amico Riccardo Quello che rimarrà nel ricordo degli amici è il Garrone compagno o avversario in interminabili partite di scopone il lunedì sera al ristorante Europa, fra battute e confidenze. Per i tifosi, invece, indimenticabili le feste di fine stagione a Fontanile d’Asti, quando il presidente si sedeva in mezzo alla gente a raccontare ed ascoltare, di calcio e di vita. Come uno di loro. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Si rifugiò in collina per sfuggire alle Br

S Marco Doria, sindaco di Genova «Un uomo che ha sempre lavorato al bene della nostra città. La sua azienda è la storia di Genova»

La direzione e le redazioni della Gazzetta dello Sport partecipano con profonda commozione al dolore di Edoardo Garrone, della famiglia e di tutti gli appassionati sampdoriani per la scomparsa di

Riccardo Garrone grande uomo di industria e di sport. - Milano, 21 gennaio 2013

GERMANO BOVOLENTA

Quella volta a Grondona, nella sua grande casa in collina sull’alessandrino. Lui era vestito di bianco. Un sorriso delicato, cantilena amabile ma un po’ fredda. Seduto su una sedia di vimini si guardava le scarpe e poi ti squadrava. «Vede, ho i piedi piccoli, da grande calciatore». Era luglio ma non faceva molto caldo. Ascolti, diceva, il canto delle cicale. La lezione di suo padre Riccardo Garrone sorseggiava un leggero vino bianco. Sorrideva. Lo avevano descritto come un uomo freddo e severo, esigente e calcolatore. Qualcuno disse: spietato, nella sua carriera di petroliere ha licenziato cinque

amministratori delegati. Perché? «Perché ritenuti inadeguati all’azienda». Vero, presidente? E lui, con un sorrisino distaccato: «Era lavoro». Sulla collina raccontava la storia del gruppo fondato da suo padre Edoardo, che parte da lontano e costruisce la Erg, Edoardo Raffineria Garrone. Gli piaceva parlare di suo padre. E diceva: «Ci ha insegnato il rigore e la severità. Soprattutto con noi stessi». Quel pomeriggio di luglio 2005, nella sua casa sulla collina, ci raccontò una piccola storia di Natale: «Ero bambino, papà mi regalò un arco e le frecce. Mi disse: "Vai a giocare fuori". Io dissi: "Sì, papà, subito". Ma fuori faceva molto freddo e io volevo tirare lo stesso. Allora andai in cucina e di nascosto disegnai un cerchio sullo scuro

della finestra. Papà se ne accorse, prese arco e frecce e li fece a pezzi davanti a me. Non dico quanto mi fece piangere. Ma lui disse: "Avevi dato la tua parola e non l’hai rispettata". Ho raccontato spesso questo episodio: la lezione mi è servita. Le etichette non contano. Contano la serietà e la parola data. I miei figli, i miei amici, i miei collaboratori e i miei giocatori lo sanno. Conta l’impegno, il dovere». Le brigate rosse Parlava a voce

sempre più bassa. C’era Beppe Marotta che lo guardava e ascoltava quasi in estasi. Il vecchio Riccardo ricordava episodi, momenti, lavoro, piani di sviluppo, la politica e le polemiche. Il calcio e la sua Samp. Poi si fermava e guardava verso il

bosco. «Vede quello spiazzo? E’ il campo dei daini. Il campo dell’amore». E diceva: «E io adesso sono qui in questa casa, molto bella, dentro una riserva. Ma un po’ solo». L’aveva costruita, quella casa, negli anni Settanta. Una smorfia triste: «Mi sono rifugiato qui, nascosto, blindato. Le Brigate Rosse... no, non volevano gambizzarmi. Volevano uccidermi». Poi si tornò a parlare della riserva, dell’azienda faunistica: «Dentro ci sono più di mille daini e cinghiali e cervi. Questa era la valle delle pernici rosse». Parlava di progetti, rilancio economico e ambientale delle Valli. Ma tornava ai daini. «Lo spettacolo dei daini in amore è bellissimo. E’ lo spettacolo della natura. Che va rispettata». Era quasi sera e Beppe Marotta

quasi urlò al telefono. Robe di mercato, parlava di Bobo Vieri. Sarebbe stato bello portarlo alla Samp. «Non è per noi, presidente», disse il giovane amministratore Marotta. E Riccardo Garrone, scrutando la punta delle sue piccolissime scarpe: «Ma sì, noi stiamo bene così. Siamo un buon gruppo, diventeremo ancora più bravi. Abbiamo fatto tante cose e tante ancora ne faremo». Gli piaceva parlare della Samp, di Mantovani, della sua Erg su quella maglia piena di poesia. Quando la squadra andava male diceva: «E’ come una figlia, non sta bene: l’aiuteremo a guarire. La Samp è stata ballerina, tornerà sui palcoscenici. Perché la Samp è bella e sarà sempre bella. E’ nata per danzare». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il Presidente Onorario Silvio Berlusconi, i Vice Presidenti Adriano Galliani e Paolo Berlusconi, il Consiglio di Amministrazione, i dirigenti, i tecnici, i calciatori e il personale tutto dell'A.C. Milan partecipano, profondamente commossi, e si uniscono al dolore della famiglia per la scomparsa di

Riccardo Garrone Presidente dell'U.C. Sampdoria dal 2002, fine intenditore e grande appassionato di calcio. - Milano, 21 gennaio 2013 Il Presidente Massimo Mezzaroma, la Vice Presidente Valentina Mezzaroma, il Responsabile dell'area tecnica Stefano Antonelli, lo staff tecnico, i giocatori e tutta l'Ac Siena manifestano profondo dolore per la scomparsa del Presidente

Riccardo Garrone ed esprimono il proprio cordoglio alla famiglia Garrone e all'Uc Sampdoria, ricordandone le doti di grande condottiero innamorato della propria squadra e del bel calcio. - Siena, 21 gennaio 2013 Giuseppe Iachini e famiglia commossi piangono

Riccardo Garrone nel ricordo di una persona speciale e di un'avventura straordinaria vissuta insieme. Alla famiglia Garrone e all'Uc Sampodoria le più sentite condoglianze. - Siena, 21 gennaio 2013 Il Presidente Maurizio Beretta, anche a nome del Vice Presidente, del Consiglio di Lega, del Direttore Generale, delle Società di Serie A e dell'intera famiglia della Lega Serie A, partecipa con intensa commozione al dolore della famiglia e della Società Delfino Pescara per la scomparsa di

Pietro Scibilia dirigente storico del calcio italiano e apprezzato uomo di sport. - Milano, 21 gennaio 2013.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SERIE A L’INTERVISTA

v clic identiKit & CARRIERA

Ventura «Il Toro è eccitante Mi ha ringiovanito» «I risultati con i granata e un nuovo amore sono un elisir di lunga vita. Alleno altri 10 anni» FRANCESCO VELLUZZI

Gente di mare. Che se ne va. Giampiero Ventura ha un po’ di nostalgia a star lontano dal mare. Ma Torino è la svolta. «Lo scorso anno mi sono separato da mia moglie. Ora sto con un’altra persona, più giovane di me, mi ha ridato la vita». Con questo entusiasmo, a 65 anni, Ventura sta cambiando il Torino. Che non è più la squadra che soffre ed è sfottuta dai cugini della Juve. Ora mette paura proprio grazie a quel navigatore esperto di città. «Tra noi e la Juve ancora non c’è contrapposizione, è la squadra più forte. La Juve è il potere economico, noi la storia. Certo, a Torino ci sono più tifosi granata. Noi abbiamo cominciato un percorso di crescita che, quando sarà completato, ci porterà a contrapporci a loro. Chiaro, se mi si parla del derby dell’andata un po’ mi girano perché dopo 35’ hanno cacciato Glik». Ha detto Glik. Con Darmian, Basha, D’Ambrosio è una delle rivelazioni della squadra che ha sbancato Pescara.

«Esatto. Questa è la chiave. Sono esordienti o quasi. Pensi che D’Ambrosio un anno fa lo fischiavano, non poteva stoppare un pallone e dicevano che non era da Toro. Darmian oggi è una realtà, uno da big.

« «

La mia forza sono gli esordienti. Lo scorso anno D’Ambrosio lo fischiavano tutti

Le scommesse? Ho querelato. Chi si vende le partite deve essere radiato GIAMPIERO VENTURA ALLENATORE TORINO

Ma quando domenica l’ho tenuto fuori, proprio per far giocare D’Ambrosio, mi ha detto "Mister fa bene". I miei ragazzi hanno anteposto il noi all’io». Eh no, questa l’ha rubata a Conte. E’ il suo dogma...

«O, magari, Conte l’ha presa da Ventura». Lei ci va al ristorante del fratello di Conte?

«Qualche volta a far colazione. Abito in centro. Ma lavoro tanto per il Torino. Esco dalla sede dopo le 8 di sera. Sa che c’è? Che mi diverto. Se poi la palla frulla, mi eccito anche un po’. Ci sono cinquantenni che sembrano vecchissimi e sessantenni che sono giovanissimi. La carta d’identità non

IL DOGMA DEL RIVALE: PURE CONTE VIETA L’«IO» ED ESALTA IL GRUPPO Da quando è alla guida della Juventus, Antonio Conte ha più volte spiegato che i suoi giocatori «devono anteporre il noi all’io». Un concetto base tirato fuori spesso per esaltare i valori del gruppo e lo spirito di sacrificio. Per Conte l’individualità non deve prevalere e tutti devono sacrificarsi alla causa.

prare a certe cifre».

conta. Vince l’idea, l’adrenalina, l’umiltà di mettersi in discussione».

Lei ha la 5ª difesa della A: 24 reti subite. Come si fa?

«Grazie agli attaccanti che si sacrificano tantissimo».

Come ha fatto a trasferire questi concetti a giocatori che hanno 40-45 anni meno?

Dal mercato si aspetta altro?

«Se qualcuno esce, qualcuno entra».

«E’ difficile. Oggi c’è Facebook, Twitter, l’iPad. Sono immersi nelle loro cuffiette e se li lasci fuori due partite chiedono di cambiare aria. Ma la loro cultura è migliorata e capiscono se uno è vero o finto. Il giocatore ha bisogno di parlare, di rapportarsi. La gestione è difficile, bisogna trovare le chiavi di accesso. Loro mi hanno dato disponibilità e questa è la cosa fondamentale».

Domenica va a San Siro. Pensa di giocarsela?

«Abbiamo la consapevolezza che se vogliamo possiamo ritagliarci degli spazi. Siamo ancora in due mondi diversi, ma con l’umiltà si può arrivare». Torniamo a lei: si è arrabbiato di brutto quando è stato tirato in ballo sulle scommesse...

«Ho querelato. Sono troppo serio. Non permetto queste intrusioni. Poi qualcosa va cambiata. Chi viene scoperto a vendersi le partite va radiato. Ma se all’ultima giornata a entrambi serve un punto bisogna capire che la trance agonistica è diversa».

Grazie. Ha i suoi fedelissimi: Gillet, Cerci e ora Barreto...

«Questa è una vecchia storia che voglio smentire. Ho più di 1000 panchine, sa quanti calciatori ho allenato?» Come ha convinto Ogbonna a fare un altro anno in granata?

«Sì. Gli ho spiegato che è meglio se in una big ci arriva dalla porta principale. E lui, un ragazzo intelligente, sarà il centrale della Nazionale. Stessa cosa penso di Verdi. Ora deve andare a giocare, tra sei mesi sarà il nostro esterno offensivo. Sui giovani stiamo facendo bene. Credo in Stevanovic e Suciu. Non possiamo com-

Se le nominiamo il signor Iacovelli indagato a Bari, factotum dei giocatori, che l’ha accusata di fronte ai pm, che dice?

«Che è entrato in una cosa più grande di lui». Ventura, chiudiamo: per quanto allena ancora?

Giampiero Ventura, 65 anni, al Torino dal 2011 LIVERANI

«10 anni. Va bene?». © RIPRODUZIONE RISERVATA

RISSA CON LA SAMP: L’OSSERVATORIO CHIEDE SEVERITÀ

RAZZISMO DOPO CASALE

MA IL 6 FEBBRAIO ARRIVERÀ LA SENTENZA DEL TAR

IL GIUDICE SPORTIVO

Mezzaroma vuole denunciare i tifosi

La Pro Patria «Se colpevole cacceremo il ragazzo»

Cellino deferito per Cagliari-Roma

Un turno a Lamela e altri nove

ALESSANDRO LORENZINI SIENA

Non bastavano l’ultima posizione e una situazione societaria incerta: a turbare il Siena c’è stata anche quella che il presidente Massimo Mezzaroma ha definito «un’aggressione» nei suoi confronti, da parte di un gruppetto di tifosi domenica sera. Nonostante la vittoria serenità non ce n’è, anche perché l’Osservatorio del Viminale ha chiesto misure severe alla giustizia sportiva per la rissa di fine gara tra bianconeri e doriani. Ieri non sono arrivati provvedimenti, ma potrebbero essere presi nelle prossime ore. Se ne va? Mezzaroma ha preferito non tornare sull’aggressione, ma fonti a lui vicinissime lo hanno descritto come molto scosso, tanto da riflettere anche sull’opportunità di proseguire la sua avventura alla guida della società. Fin dall’estate scorsa la contestazione di una frangia più estrema dei tifosi ha colpito lui e la sorella Valentina, vicepresidente, rei di non investire. Ma la cosa era limitata a striscioni fuori dallo stadio e

Massimo Mezzaroma, 40 ANSA

cori, che proprio durante la gara con la Sampdoria sono diventati costanti. Dopo la partita si è passati ai fatti, con una ventina di tifosi che hanno atteso l’auto del presidente, l'hanno bloccata e colpita con calci e pugni. Mezzaroma ha promesso denunce. Sponsor Il clima a Siena non è dei migliori, con un contratto di sponsorizzazione da 8 milioni annui col Monte dei Paschi in scadenza a giugno e che lo stesso Mezzaroma ha annunciato che non sarà rinnovato. «Se qualcuno vuole la società, sono pronto a trattare» ha detto più volte Mezzaroma. Difficile, però, trovare compratori adesso. © RIPRODUZIONE RISERVATA

BUSTO ARSIZIO (f.b.) Domenica i «buu» sono piovuti sulla Pro Patria, contestata a Rimini. Un segnale preoccupante per il presidente Pietro Vavassori che sta preparando il codice etico contro il razzismo e ha annunciato che presenterà i tanti ragazzi di colore del vivaio. Il d.g. Raffaele Ferrara promette la linea dura dopo l’episodio di sabato col Casale: «Se l’indagine dirà che il nostro ragazzo ha detto una frase razzista a Ribeiro, sarà escluso dalla squadra: lui però mi ha giurato di essere innocente. Aspettiamo l’inchiesta». Intanto, Marco De Giorgi, direttore dell’Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio) ha avviato col presidente Figc, Abete, un tavolo di lavoro su calcio e razzismo per un protocollo d’intesa. Lunedì s’inaugura invece il laboratorio antirazzismo del comune di Busto Arsizio dopo i cori contro Boateng: «Le iniziative saranno rivolte soprattutto ai più giovani – ha spiegato il Comune – perché un gesto così esecrabile porti al cambiamento».

MARIO FRONGIA CAGLIARI

Il braccio di ferro tra il Cagliari e le istituzioni sportive non ha fine. La procura federale ha deferito Massimo Cellino alla Disciplinare. Il motivo? Aver venduto i biglietti di Cagliari-Roma del 23 settembre scorso «nonostante lo stadio Is Arenas avesse il nulla osta solo per lo svolgimento delle gare a porte chiuse, nonché per aver fatto pubblicare sul sito della società l’invito ai suoi tifosi di recarsi allo stadio per la partita». Sulla questione inoltre, pesa anche la sentenza del Tar — attesa per il 6 febbraio — al quale Cellino si era rivolto contro la decisione del Prefetto di vietare lo svolgimento della gara. Tra l’altro, la decisione del procuratore federale arriva dopo la decisione della Lega di confermare per venerdì 1 febbraio l’anticipo del ritorno con i giallorossi. Una scelta che ha premiato le richieste rossoblù. Mazzata Ieri, la nuova mazzata.

Ma non è tutto. Il patron è stato deferito anche per aver tentato di dedicare la Curva Nord del-

Massimo Cellino, 56 anni ANSA

l’impianto a un gruppo ultrà. In questo caso, il deferimento è scattato per responsabilità diretta della società. Di fatto, un’altra tegola. In un passaggio delicato anche per i risultati. La squadra ha interrotto la serie negativa di sei sconfitte di fila. Dopo la vittoria interna con il Genoa e l’1-1 di domenica con l’Atalanta, il gruppo ha ripreso fiato. Domenica lo scontro interno col Palermo. Intanto, oggi si riunisce la Commissione provinciale di vigilanza. Presieduta dal vice prefetto Carolina Bellantoni, dopo la consegna da parte del Cagliari delle modifiche progettuali dello stadio, si pronuncia sulla concessione della licenza d’uso annuale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Zeman perderà Erik Lamela per un turno, l’argentino era diffidato ed è stato ammonito. Salterà quindi la trasferta di Bologna. Ecco le altre sanzioni del Giudice Sportivo per l’ultima giornata di campionato. Sono stati squalificati per un turno: Vladimir Weiss e Francesco Modesto (Pescara), Valon Behrami (Napoli), Gonzalo Bergessio (Catania), Lorik Cana (Lazio), Nicolò Cherubin e Michele Pazienza (Bologna), Santiagio Garcia (Palermo). Il Giudice ha inoltre multato di 1500 euro il capitano del Palermo, Fabrizio Miccoli, per le proteste nei confronti dell’arbitro Rocchi in Palermo-Lazio di sabato. Altre sanzioni sono state prese nei confronti delle seguenti società: 12mila euro alla Roma perché i propri tifosi hanno bersagliato più volte l’arbitro Orsato con un fascio di luce laser durante Roma-Inter di domenica sera. Diecimila euro alla Juventus per cori discriminatori dei propri tifosi sabato sera. Novemila euro al Pescara per le intemperanze dei propri sostenitori e, per la stessa ragione, 5mila euro al Torino.


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SERIE A

Ballardini scuote il Genoa 4 «Più forti di chi ci precede» 10 I NUMERI

È ritornato per salvare la squadra: «Qui ci sono i valori per rimontare ma se abbiamo così pochi punti vuole dire che ce li siamo meritati» ALESSIO DA RONCH GENOVA

la scheda

Enrico Preziosi è nato ad Avellino e, probabilmente, è scaramantico. Chissà se questo ha pesato nella dolorosa scelta che ha portato all’esonero di Gigi Delneri e alla chiamata di Davide Ballardini, o se tutto è stato frutto del caso. Sul tavolo, in effetti, c’è un fatto curioso: l’ultimo k.o. casalingo della Juventus è venuto contro un allenatore romagnolo, appena subentrato su una panchina genovese ad un ex tecnico dei bianconeri, e che, come prima trasferta, si è trovato di fronte gli uomini di Conte allo Juventus stadium. E’ questo il sogno rossoblù in vista della trasferta di sabato, ma è stata pure la realtà blucerchiata. Delio Rossi, da Rimini, ha fatto proprio così e il suo programma d’esordio prevedeva: Lazio in casa e Juve fuori. Ora tocca a Davide Ballardini da Ravenna: Juve fuori, Lazio in casa. Chissà se firmerebbe su un bottino di tre punti come quello del collega?

DAVIDE BALLARDINI 49 ANNI ALLENATORE

Filosofia A Torino toccheranno ferro. A Genova, invece, il neo allenatore del Grifone fa finta di non badarci. «Io - confida ho una filosofia ben precisa, che ho cercato di rispettare in tutte le occasioni in cui sono subentrato ad un collega: puntare tutto sul gioco, perché solo attraverso quello possono arrivare i risultati. Voglio che tutti giochino per la squadra, che si cerchi di tenere la palla a terra, che gli attaccanti diano profondità e centrocampisti e difenso-

Nato a Ravenna, ha cominciato in C1 nel 2004 con la Sambenedettese. In A dal 2005 con il Cagliari, lo ha allenato anche nel 2007-08 e nella scorsa stagione subentrando alla 12ª a Ficcadenti, che lo ha a sua volta sostituito alla 28ª

3 gli altri club che ha guidato in Serie A: il Palermo, la Lazio e lo stesso Genoa di Preziosi 10 i mesi di assenza dal campionato di A. La sua ultima partita è stata Napoli-Cagliari 6-3 del 9 marzo 2012 Il primo allenamento di Davide Ballardini, 49 anni, con il Genoa. Il suo nuovo debutto in rossoblù sarà duro: c’è subito la Juve TANOPRESS

ri li accompagnino in avanti. Infine pretendo che tutti difendano, a partire dal settore più avanzato. Affrontare subito la Juventus non è un problema, avremo 17 sfide, poco importa chi troviamo prima e chi dopo». Valutazioni Ballardini ha la bar-

ba incolta e pesanti segni di stanchezza sul volto. Ha dormito poco, visto che ha incontrato Preziosi fino a tarda notte, prima di raggiungere Genova con un contratto di sei mesi, senza opzione sulla stagione successiva (con lui ci saranno i collaboratori di sempre Ragno e Melandri, che si libereranno da Cagliari). Alla squadra, nella quale ritrova Rossi, Moretti,

«

Chi c’è, va bene per il mio gioco. Ma se serve, la società pronta a darmi rinforzi DAVIDE BALLARDINI ALLENATORE GENOA

Kucka, Floro Flores, Antonelli e Jankovic (tutti presenti nella sua prima avventura rossoblù nel 2010-’11), più Matuzalem, suo ex giocatore alla Lazio, ha fatto un discorso brevissimo, cercando di scaricare dalle spalle di tutti le responsabilità. Pochi minuti e tutti in campo. «Ora devo valutare tutto, per-

ché questa squadra ha dei valori, ma il campo non mente mai: se hai diciassette punti in classifica vuol dire che ti sei meritato solo quelli. Il mio compito è ascoltare e osservare, poi cercherò di intervenire partendo da chi ho già avuto qui a Genova e da chi può essere leader, come ad esempio Frey. In lotta per la salvezza ci saranno 7 o 8 squadre, noi abbiamo i valori per superarle. Qui ho trovato gli elementi con le caratteristiche per adattarsi alle mie idee di gioco (il 4-4-2 di base con possibilità di 4-3-1-2), poi se valuterò necessario un intervento la società è pronta ad accontentarmi».

Il Palermo attende Sorrentino, intanto incassa il «no» per Amauri. Roma, cresce l’idea Koch

A Pescara è ufficiale D’Agostino in prestito (a giugno dovrebbe essere preso a titolo definitivo con Nielsen a Siena), ed è stato effettuato un sondaggio per Scaglia (Brescia). Definito anche lo scambio di prestiti con diritto di riscatto con la Reggina Rizzo-Colucci. Aperti i fronti Farnerud (Young Boys) e Schmidtgal (Greuther Furth). Punto Roma Si registra una fre-

nata per la cessione di Stekelenburg. In entrata non convincono Beck (Hoffenheim) e Cassani (Fiorentina), mentre cresce Koch (Zurigo). Tanti vogliono Nico Lopez: Catania, Torino, Udinese e Cska Mosca. Torino e Udinese hanno chiesto anche Dodò.

Da sinistra: Felipe Seymour, 25 anni, appena passato al Chievo, e Gaetano D’Agostino, 30 anni, neo acquisto del Pescara ANSA/ FORTE

Punto Lazio La Lazio ci ha prova-

Punto Chievo Ieri Sartori ha otte-

to con Jorginho: l’offerta da 4 milioni è stata ritenuta però insufficiente visto che è valutato 7 milioni dal Verona. Intanto Hamad (Malmoe) ammette di essere vicino alla Lazio: «Dovrei trasferirmi a Roma a giugno». Restano poi caldi Abrashi (Grasshoppers) e Xhaka (Borussia M.). Per l’attacco torna d’attualità il nome di Abdellaoue (Hannover), ma solo se Zarate partirà: per l’argentino si è fatto insistente il Sunderland.

nuto Seymour dal Genoa in prestito gratuito con diritto di riscatto. Per la difesa invece arriva dall’Istra Pola Milic. Il Chievo si è messo in coda per Renzetti, in uscita da Padova: su di lui c’è anche il Parma. Punto Palermo Il Palermo ha

due pensieri grossi così: Sorrentino e l’attaccante. Per il portiere ogni momento è quello buono, ma il Chievo deve accettare l’ultima offerta. I 4 milioni — senza contropartite — non sono più trattabili e il por-

Gli allenatori del Genoa in questa stagione: aveva cominciato De Canio (9 punti in 8 partite), poi gli è subentrato Delneri (8 nelle successive 13). Ora tocca a Ballardini

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Le partite perse in casa dal Genoa. Solo il Pescara in A ne ha perse altrettante

PT

PARTITE G

V

N

RETI P

F

S

JUVENTUS 48 21 15 3 3 45 14 NAPOLI 43 21 13 4 4 41 19 LAZIO 43 21 13 4 4 32 21 INTER 39 21 12 3 6 33 23 FIORENTINA 36 21 10 6 5 38 25 MILAN 34 21 10 4 7 38 28 ROMA 33 21 10 3 8 43 34 CATANIA 32 21 9 5 7 29 27 PARMA 31 21 8 7 6 29 27 UDINESE 30 21 7 9 5 32 31 TORINO (-1) 26 21 6 9 6 25 24 CHIEVO 25 21 7 4 10 22 34 ATALANTA (-2) 23 21 7 4 10 19 31 BOLOGNA 21 21 6 3 12 26 28 SAMPDORIA (-1) 21 21 6 4 11 22 29 CAGLIARI 20 21 5 5 11 20 37 PESCARA 20 21 6 2 13 17 39 GENOA 17 21 4 5 12 21 34 PALERMO 16 21 3 7 11 18 34 SIENA (-6) 14 21 5 5 11 20 31 ■ CHAMPIONS ■ PRELIMINARI CHAMPIONS ■ EUROPA LEAGUE ■ RETROCESSIONE La classifica tiene conto di quest’ordine preferenziale: 1) punti; 2) a parità di partite giocate, differenza reti; 3) gol segnati

PROSSIMO TURNO sabato 26 gennaio LAZIO-CHIEVO ore 18 JUVENTUS-GENOA ore 20.45 domenica 27 gennaio, ore 15 BOLOGNA-ROMA ore 12.30 ATALANTA-MILAN CAGLIARI-PALERMO CATANIA-FIORENTINA PARMA-NAPOLI SAMPDORIA-PESCARA UDINESE-SIENA INTER-TORINO ore 20.45

(3-1) (3-1) (3-2) (1-0) (1-1) (0-2) (1-3) (3-2) (2-2) (2-0)

MARCATORI 17 RETI Cavani (3) (Napoli) 14 RETI El Shaarawy (Milan); Di Natale (4) (Udinese) 10 RETI Klose (Lazio); Pazzini (3) (Milan); Lamela e Osvaldo (2) (Roma) 8 RETI Gilardino (Bologna); Jovetic (1) (Fiorentina); Milito (3) (Inter); Hernanes (1) (Lazio) 7 RETI Denis (2) (Atalanta); Sau (Cagliari); Bergessio (Catania); Palacio (Inter); Hamsik (Napoli); Belfodil (Parma); Totti (1) (Roma); Bianchi (2) (Torino) 6 RETI Paloschi (2) (Chievo); Toni (Fiorentina); Giovinco (1) e Quagliarella (Juventus)

B E LEGA PRO SPEZIA: ROMAGNOLI tiere, alla quinta stagione in maglia gialloblù, sente la necessità di cambiare aria. Se non arriva lui si aspetta Bizzarri (Lazio) dopo che Carrizo avrà rinnovato con i biancocelesti. Sul fronte attaccante non si è ancora trovato il nome giusto. L’ultima idea Amauri (Parma) è stata stoppata da Zamparini: «L’ho chiesto a Ghirardi e mi ha detto no». Per lui ci sono offerte da Cina, Emirati Arabi e Brasile. Lascia Palermo Zahavi per il Maccabi Tel Aviv. Altre trattative Il Parma vicino

BREGA-CIERI-GOZZINI

3

SQUADRE

© RIPRODUZIONE RISERVATA

MERCATO DI A PESCARA: UFFICIALI GLI ARRIVI DI RIZZO E D’AGOSTINO. SAMP VICINA A SANSONE

Portanova: Preziosi insiste Chievo, ecco Seymour e Milic

I punti in meno del Genoa rispetto alla 21ª giornata dello scorso torneo, quando ne aveva 27 ed era nono in classifica

Classifica

a Llama (Fiorentina); intanto tesserato Vanzo, preso in estate. Il Torino punta su Grossi (Verona). Il Genoa pronto a fiondarsi su Portanova: «Se il Bologna ha un problema con lui, glielo risolviamo noi» — ha commentato Preziosi; il Genoa per luglio segue Adriano Santos del Santos che va a scadenza. Ufficiale Budan all’Atalanta, mentre per Contini (Siena) i bergamaschi devono guardarsi dalla Samp (che è vicina a Sansone del Toro). L’Udinese spinge per arrivare ad Alan Ruiz (San Lorenzo): occhio a Chievo e Catania; i friulani pensano a Marcos Junior del Fluminense. Siena: in arrivo Emeghara (Lorient). Il Catania punta al prestito con diritto di riscatto di Sforzini, ma il Grosseto vuole 1,5 milioni. Centurion (Racing), dopo essere stato accostato a diversi club in Italia, è vicino all’Anzhi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Piovaccari dice sì E ora il Grosseto libera Sforzini Giornata di ufficialità ieri in B: lo Spezia ha annunciato Romagnoli (Pescara) e presentato Guarna e Musacci, il Modena Piscitella (Genoa), la Reggina Colucci (Pescara) e il Cesena Volta (Levante). Importanti novità a Grosseto: oggi a Roma l’incontro per la firma di Piovaccari (Novara), così si libera Sforzini per il quale Camilli ha fatto il prezzo (1,5 milioni) che Spezia e Verona stanno valutando; a Grosseto è in arrivo anche Checcucci dal Crotone in cambio di Donati. Lo stesso Crotone attende Momenté (Varese) e Crisetig (Spezia), ha l’accordo per Del Prete dal Novara, che può sostituirlo con Crescenzi (c’è anche il Cesena) del Pescara. Frenata tra Giacomazzi e Cesena: dopo l’addio di Lerda il Lecce punta a ricucire, così i romagnoli sperano in Cruzado (Chievo) o Renan (Samp). Il Livorno si avvicina a Duncan (Inter). Pro Vercelli: continua il pressing del Vicenza per Tiribocchi in cambio di Plasmati (però vicinissimo al Lanciano) e Camisa; se parte il Tir, da Verona può arrivare uno tra Cocco o Ferrari (se sospesa la squalifica); a Vicenza può anche arrivare Bellazzini dal Cittadella in cambio di Minesso. Il Brescia, se va via Salamon, chiederà Camporese (Fiorentina). Reggina: Camilleri, in uscita da Cagliari, si allena con gli amaranto. LEGA PRO Zanetti (Sorrento) è andato alla Reggiana. Domani l’Avellino ufficializza Zigoni dalla Pro Vercelli, che ieri ha girato Marconi al Venezia. Sempre in Seconda, scatenato il Santarcangelo che oggi annuncia T. Arrigoni (Tritium, via Cesena), Piccoli (Fano) e Montresor (Chievo) e ora vuole Bernacci del Bellaria, da dove va via il capitano Fantini, passato al Fano. Binda-D’Angelo


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POGBA, EL SHAARAWY, GUARIN SE IL TOP PLAYER TE LO TROVI IN CASA

loSpunto di NICOLA CECERE

ira da centrocampo a cento all’ora e vale venti milioni ad appena diciannove anni. Numeri T da top, quelli riferiti a Paul Pogba (foto LaPresse) il nuovo polmone Juve. Un top player fatto in casa, però, sbucato a sorpresa nel mazzo di assi del tandem Marotta-Paratici. Lo hanno preso a parametro zero, salvo poi versare, elegantemente, un milioncino nelle casse del Manchester United: questione di buoni rapporti. Beh oggi questo colosso francese è già una risorsa enorme per il centrocampo di Antonio Conte, che lo sta amministrando seguendo il saggio insegnamento delle nonne del Sud: mazze e panelle fann’ e figlie belle. E quindi esclusioni punitive quando fa il matto ma poi presenze in campo quando si allena e si comporta da professionista. Siamo a quota tredici appa-

ilSondaggione di LUDOVICO MANNHEIMER

rizioni in prima squadra onorate da buone prestazioni e condite da quattro reti. Mentre si inseguono i vari Drogba, Llorente, insomma i nomi che accendono la piazza, è giusto sottolineare che quando si opera bene sul mercato le soddisfazioni possono arrivare anche dai giovani. Stesso discorso per il Milan di El Shaarawy. L’anno scorso c’era Ibrahimovic, e poi il tandem brasiliano Pato-Robinho aveva i suoi diritti, e Maxi Lopez era arrivato con intenzioni bellicose... Il Faraone ha lavorato con l’entusiasmo dei vent’anni e quest’anno si è fatto trovare prontissimo dinanzi ai continui malanni di Pato e alle esigenze di Allegri, che ama sistemare sulle fasce gente rapida in grado di arrivare al tiro accentrando-

si. Galliani, così, si è ritrovato in casa un talento in più. Si continua a corteggiare Balotelli, si sogna il ritorno di Kakà: intanto però El Shaarawy è diventato una garanzia anche in prospettiva azzurra. E pure in questo caso il club non si è dovuto svenare. Altro colpaccio a sorpresa, sebbene si parli qui di un ventiseienne, lo ha fatto l’Inter con Fredy Guarin. Colombiano del Porto, pagato il giusto, sembrava destinato a fungere unicamente da cursore. Invece abbiamo scoperto i suoi colpi di classe, il carattere impavido. Paulinho? Se arriva, bene. Intanto, però, il nuovo leader è stato trovato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ogni settimana l’opinione dei lettori Gazzetta sui grandi temi e i protagonisti dello sport

Milan: è meglio Kakà di Balotelli Il brasiliano batte Mario 25 a 22 ma per il 32% nessuno dei due serve al salto di qualità ome sempre in questa stagione, dopo una frenata la Juve accelera e riporta le rivali C a distanza di sicurezza. C’è qualcuno che davve-

I RISULTATI CICLISMO: IMPOSSIBILE VINCERE SENZA DOPING PER PIÙ DI METÀ

ro può impensierire i bianconeri? Per poco meno di metà dei lettori della Gazzetta no. Un altro 45% indica invece il Napoli come unica rivale degli uomini di Conte. In pochissimi credono nella Lazio. Nonostante il dominio in campionato e i 45 gol segnati finora, però, gli intervistati ritengono che alla Juve manchi ancora un top player in attacco, soprattutto se i bianconeri vogliono fare strada in Champions. Se il Napoli continua a sperare nello scudetto gran parte del merito va a Cavani, arrivato a 100 gol in Serie A e lanciatissimo verso la vitto-

Juve: Napoli unico avversario credibile, poche chance alla Lazio. Cannonieri: Cavani super favorito per l’87%

Pazzini-Cassano: un ottimo affare sia per il Milan sia per l’Inter. Guardiola ha fatto bene a firmare per il Bayern

Kakà, 30 anni, del Real ANSA

Mario Balotelli, 22 anni LAPRESSE

desliga però continua ad avere poco appeal tra gli appassionati italiani. Dovendo eleggere il miglior campionato d’Europa, infatti, i lettori della Gazzetta hanno pochi dubbi: il primo posto spetta alla Premier League. Regge bene anche la nostra serie A, che si aggiudica la seconda piazza, terza è la Liga, resa un po’ noiosa dal dominio di Real e Barcellona. Concludiamo con un dato amaro, più di metà degli intervistati si dice d’accordo con Armstrong: nel ciclismo è impossibile vincere senza doping. Ci auguriamo che abbia invece ragione il restante 45% che crede nella possibilità di un campione di ciclismo vincente e pulito.

ria nella classifica dei cannonieri. Più di 8 lettori della rosea su 10 indicano infatti l’uruguaiano come prossimo re dei bomber. Molta più indecisione, invece, riguardo al mercato del Milan. Gli intervistati si dividono tra chi ritiene che ai rossoneri servirebbe uno come Kakà e chi invece pensa che sarebbe più utile l’arrivo di Balotelli. Un terzo crede che nessuno dei due farebbe fare al Diavolo il salto di qualità. In attesa dei nuovi acquisti, il Milan si gode Pazzini, arrivato a 10 gol in campionato. Considerato quanto fatto fino a qui da lui e da Cassano, aumenta il numero di chi è convinto che lo scambio tra i due sia stato un ottimo affare sia per il Milan sia per l’Inter. I nerazzurri,

su Gazzetta.it

x «Abbiamo svenduto Sneijder! Ora compriamo Paulinho e Thomas Müller» di JACOPO GERNA

invece, hanno fatto male a vendere Sneijder al Galatasaray. L’olandese sarebbe stato molto utile a Stramaccioni, che può contare su pochi giocatori con i piedi buoni a centrocampo. Passata la domenica di campionato è già tempo di coppa Italia, con l’andata delle semifinali. Secondo i lettori della Gazzetta la sfida tra Juve e Lazio vedrà prevalere facilmente i bianconeri, mentre sarà più combattuta quella tra Roma e Inter, ciascuna con un 50% di possibilità. La notizia della settimana è stata la decisione di Guardiola di allenare il Bayern Monaco. Tre quarti degli intervistati si dicono d’accordo con la decisione del tecnico spagnolo: il Bayern è il club adatto a lui. Nonostante Guardiola, la Bun-

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l mercato è come una soap opera. Fa sognare la gente, anche se di cento trattative di cui Isi parla ne va in porto forse una. Su Gazzetta.it i tifosi sognano il grande colpo, o più prosaicamente dei ritocchi in grado di migliorare la propria squadra del cuore. E qualcuno rimpiange chi è appena partito.

Rammarico Wes Mattiak «Che senso ha svendere un giocatore di questo calibro per noccioline? Sono sconcertato, gestione pessima». Biscione63 «Ora che Wes non c’è più, purtroppo, bisogna vendere anche Mariga, Jonathan, Coutinho e Alvarez e prendere 2 centrocampisti (Paulinho e Thomas Mueller)». Member_117458 «Ho sempre ammirato Sneijder (foto Ansa), dopo il triplete però non ha più lavorato come doveva. Speravo restasse dimezzandosi l’ingaggio, facendoci capire che veramente aveva voglia di Inter, ma addirittura ha preferito la Turchia».

Kakà, sì o no? ForzaLegnano «Tra ingaggi e cartellini saremo sui 40 milioni di euro ad andare bene. Mi viene da piangere se penso a che gran Milan giovane si potrebbe costruire con questo gruzzolo. Giusto lasciar perdere la trattativa Kakà». Pietro_67 «Kakà può andare bene per il Milan, in fin dei conti non gioca da tempo e al Real si è riposato, Potrà rendere ai massimi livelli almeno fino al Mondiale, perché è un professionista come lo fu Cafù. Farebbe comodo anche Balotelli...». Anre2310 «Sono juventino, ma sarei molto contento se un campione come Kaka tornasse nel nostro calcio». Member_290512 «Per il Milan va bene la politica dei giovani che corrono, ma secondo me servono due o tre vecchi marpioni a dirigere l’orchestra».

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Juve, serve Llorente? Paolo.Ma86 «Sono juventino e spero sempre nel top player. Mi auguro che Llorente sia tale, ma questo ragazzo è solo forte di testa. Per il resto è un paracarro lento, che secondo me ha poco a che fare con il gioco della Juve. Anche se è impossibile il suo arrivo, l’unico giocatore che farebbe al caso nostro è Cavani». Samu86Barletta «Io lo vorrei subito Llorente. La Juve ha deciso di puntare forte su di lui e averlo da subito sarebbe un vantaggio enorme per tappare la falla lasciata da Bendter e far ambientare il ragazzo». Csi «Se la Juve veramente ha bisogno di questo giocatore, meglio che lo prenda adesso con un paio di millioni. Non serve aspettare fino a giugno per risparmiare, in Champions potrebbe essere molto utile». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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MAGIC +3 CAMPIONATO COSI’ DOPO 21 TURNI I MIGLIORI DI GIORNATA IL DIFENSORE DELL’ATALANTA PROTAGONISTA DEL PAREGGIO COL CAGLIARI

E’ l’ora di Stendardo, l’avvocato goleador MARCO GUIDI

Guglielmo Stendardo, 31 anni, seconda stagione con l’Atalanta

Ve li immaginate quattro juventini a spasso con due granata e due viola? Chi gioca alla Magic risponderà di sì. La Top 11 della settimana è infatti un inno al volemose bene. Così nella formazione ideale convivono Neto e Roncaglia della Fiorentina, Cerci e Santana del Torino e Bonucci, Lichtsteiner, Pogba e Vucinic della Juventus. Pazzo fantacalcio. Con la P maiuscola, perché in attacco il bomber di giornata è proprio Gianluca Pazzini del Milan, vero incubo di Agliardi,

portiere del Bologna, al quale in questa stagione ha rifilato la bellezza di cinque gol in due partite Gli outsider Le sorprese del

weekend arrivano da Stendardo, difensore goleador dell' Atalanta, autore della prodezza di testa che ha dato il pareggio ai nerazzurri e da Floccari, molto più che un semplice vice-Klose alla Lazio. In difesa ecco il solito bonus da 6 punti, grazie al sette in pagella ottenuto dal portiere Neto e da Lichtsteiner, Bonucci e appunto Stendardo. Mentre Roncaglia si limita al 6, ma ci aggiunge

un bel +3 per la rete fortunosa contro il Napoli. A centrocampo emerge alla grande il giovane Pogba (14 punti), alla prima doppietta in Italia, sabato scorso contro l’Udinese. Al suo fianco, ci sono i torinisti Cerci (autore anche di un assist) e Santana, ali spietate in quel di Pescara. Davanti nella squadra dei top 11 troviamo un bel tridente composto da Vucinic (gol e assist contro l'Udinese), da Pazzini (doppietta al Bologna) e da Floccari (7,5 con gol realizzato al Palermo). Il nostro 4-3-3 totalizza così 115 punti.

Il centrocampista spagnolo ha esordito da titolare col Milan Dopo Bojan e Icardi, tocca a un altro gioiello della cantera

Segnale di cambiamento L’acquisto di Riverola, per il quale il Bologna ha pagato un parametro molto basso (75mila euro) dopo un corteggiamento durato sei mesi da parte del digì Zanzi, rientra nel piano di rinnovamento del Bologna che guarda anche al prodotto straniero. Il francese Taider e il danese Sorensen fanno già parte di questo programma anche se i progressi non sono costanti e il club dovendo scegliere in prospettiva tra una salvezza rimediata col mestiere dei veterani e uno sviluppo puntato su prospetti futuribili, rimane sempre orientato sulla prima soluzione. Eppure il presidente Guaraldi ha definito l’operazione Riverola come il segnale di un cambiamento radicale: «Non è da tutti portare via una

Opportunità Il brutto inizio di

campionato del Bologna e un

Questi gli uomini assist della 21ª giornata di campionato

di LUCA BIANCHIN

Autoironia Farelli «Mai comprarmi!»

S Cattiveria: il secondo portiere è favorito al 1 assist Ledesma (Lazio) Izco e Gomez (Catania) Hamsik (Napoli) Guarin (Inter) Cigarini (Atalanta) Dossena e Miccoli (Palermo) Cerci e Meggiorini (Torino) Vidal e Vucinic (Juventus) Sestu (Siena) Thereau (Chievo) N. Sansone (Parma)

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errata corrige

IL CAMPIONE DI GIORNATA

La rivincita di Enrica: trionfa al posto del marito (ma.gu.) Donne, volete fare uno smacco indimenticabile a vostro marito? Battetelo al fantacalcio. Lo slogan ci arriva dalla classifica di giornata, che vede trionfare Enrica De Cesare di Torino, in collaborazione con l’amica Marianna Spanò. Due mamme Magic, che con la loro Le Piumate hanno messo in riga decine di migliaia di maschietti. «Che soddisfazione, è il primo anno che ho una squadra mia, anche se l’iscrizione l’ha fatta mio marito Vincenzo. Prima ero il presidente del suo team, ma non mi ascoltava mai e perdeva sempre, così mi sono messa in proprio con un’amica», dice

GLI ASSIST

l’interrogatorio

na. «Ho dovuto essere realista, avevo davanti campioni europei e mondiali come Xavi, Iniesta, Busquets, per me era durissima entrare in quel centrocampo. Il Bologna mi ha dato un’opportunità che ho voluto cogliere al volo», spiegava Riverola alla presentazione. Ora, dopo il debutto a San Siro, può sperare di giocare ovunque.

Martì Riverola, 22 anni sabato prossimo (a destra) in azione con il milanista Riccardo Montolivo, 28 REUTERS

infortunio muscolare hanno costretto Riverola ad un ruolo molto defilato nell’organico molto ingombrante di Pioli. Per lui già si prefigurava un prestito in B per farsi le ossa, ma in silenzio il ragazzo che studia economia online e sembra uno studente stile Erasmus si è rimesso in pari con gli altri e adesso cerca il suo spazio, quello che non vedeva nel Barcello-

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fantacalcio, ha più tempo per pensare. Farelli, vice di Pegolo a Siena, conferma: sembra competente (e autoironico, vedere risposta 4). 1. Fantacalcio: quando e con chi? «Ho giocato per molti anni, anche durante l’ultimo campionato». 2. Racconto: qual è il campionato da ricordare per sempre? «L’ultimo è stato quasi storico: sono partito in zona retrocessione, ho fatto una grande rimonta arrivando terzo. Vittoria sfiorata». 3. Autostima: Farelli si è mai comprato? «Mai. La mia priorità è vincere, quindi ho puntato su portieri più affidabili...». 4. Passato: chi sono il giocatore-bandiera e la fregatura storica? «Sono legato al Gilardino del Parma, quello che nel 2003-04 esplose dopo la cessione di Adriano e mi permise di vincere un campionato. La fregatura... non aver schierato Dossena quando al mio esordio in A mi ha battezzato con una doppietta». 5. Presente: qual è il top 11 per il 2012-13? «Rigorosamente 3-4-3: Buffon; Portanova, Barzagli, Gonzalo; Boateng, Vidal, Pirlo, Guarin; El Shaarawy, Di Natale, Cavani». 6. Futuro: quale giocatore non entrerà mai nella squadra di Farelli? «Morleo, perché è un grande amico ma non segna nemmeno a pagarlo oro». 7. Dinamiche di asta: se tra i rivali c'è un amico, ci si allea o no? «No». 8. Scelte di vita: attacco con un fenomeno (Cavani-Sau-Eder), equilibrato (Robinho-Miccoli-Bianchi) o rischiatutto (Pabon-Muriel-Gilardino)? «Il primo. Cavani è una garanzia assoluta, in più anche Eder e Sau fanno i loro gol». 9. Vendetta: che voto meritano i giornalisti? «Sufficienza per le settimane in cui mi hanno fatto vincere, insufficienza quando hanno causato sconfitte dolorose».

ANDREA TOSI BOLOGNA

giovane promessa dalla cantera del Barcellona», diceva il patron rossoblù in estate lamentando la scarsa attenzione che critica e tifosi riponevano in questo giocatore già reduce da una breve esperienza fuori dalla Spagna nelle fila del Vitesse, in Olanda.

GDS

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Dal Barça al Bologna la nuova vita di Riverola Da Barcellona alla serie A. Ormai la famosa cantera del club catalano sta mettendo radici in Italia. Il precursore è stato il milanista Bojan, poi sono venuti gli altri. Mauro Icardi, attaccante della Sampdoria, protagonista di una mirabile doppietta a spese della Juventus tre settimane fa. Sempre nel Milan c’è Carmona, alla Lazio troviamo Keita mentre nella Primavera della Juve spunta Pol Garcia. Intanto, un altro prodotto del vivaio blaugrana ha esordito nel campionato italiano. Martì Riverola, che compirà 22 anni sabato, ha fatto il debutto come titolare nel Bologna sul campo di San Siro, trovando a sorpresa un posto nella trequarti di Stefano Pioli che ha deciso di dare fiducia al giovane spagnolo in una partita difficile. Il risultato e i voti non hanno premiato la prima uscita di Riverola che è stato sostituito in avvio di ripresa, ma per il ragazzo cresciuto nelle giovanili del Barca, dove è rimasto 15 anni giocando in tutte le categorie, era importante rompere il ghiaccio. Ci sono voluti sei mesi per convincere Pioli che fosse maturo il momento di schierarlo accanto a Diamanti, Perez e Gilardino.

LA TOP 11 DA 115 PUNTI (+6 DI MODIFICATORE DIFESA)

Le «socie» Enrica e Marianna Enrica con orgoglio. La vendetta è stata servita anche in Coppa Gazzetta, dove Le Piumate hanno superato il turno, mentre il maritino ha salutato la competizione, dopo aver perso pure lo scontro diretto. Il calcio è una passione da sempre

per Enrica, tifosa bianconera sino al midollo. «Ho fatto l’abbonamento anche in Serie B. E nella mia squadra ho sempre tanti juventini». Intenditrice, perché ha puntato pure sul giovane Pogba. Tra i «nemici» Enrica ha pescato bene, comprando Cavani ed El Shaarawy. «Quanto invidio il Matador al Napoli, farebbe comodo alla mia Juventus. La mossa vincente è stata però Stendardo, che ha segnato — continua lei —. E qui devo dare merito al marito: stavamo facendo la formazione e lui mi ha dato l’idea». Che cavalleria. Te ne stai già pentendo Vincenzo?

TABELLINO ROMA-INTER Il gol del pareggio nerazzurro è di Palacio al 46’ p.t. così come correttamente indicato in diversi punti del quotidiano di lunedì 21 e nei momenti chiave del tabellino. Per un errore, nel tabellino stesso abbiamo segnato il nome di Guarin, autore, invece dell’assist. Ai fini delle classifiche e del conteggio dei bonus per gol e assist vale quindi la versione corretta. Ci scusiamo con i lettori per il refuso. Di seguito il tabellino corretto. ROMA-INTER 1-1 MARCATORI Totti (R) su rig. al 22’, Palacio (I) al 46’ p.t. ROMA (4-3-3) Goicoechea 5,5; Piris 5, Marquinhos 6,5, Castan 5,5, Balzaretti 5,5; Bradley 6,5, De Rossi 5,5 (1’ s.t. Tachtsidis 5), Florenzi 5,5 (23’ s.t. Perrotta 5,5); Lamela 6, Totti 6 (36’ s.t. Destro s.v.), Osvaldo 5. All. Zeman 6. INTER (3-4-1-2) Handanovic 7; Ranocchia 5,5, Chivu 6, Juan Jesus 6,5; Nagatomo 5 (12’ s.t. Obi 6), Zanetti 5,5, Gargano 5 (39’ s.t. Mudingayi s.v.), Pereira 5,5; Guarin 7; Livaja 6,5 (29’ s.t. Rocchi 5,5), Palacio6,5. All. Stramaccioni 6. ARBITRO Orsato di Schio 6 AMMONITI Lamela, Osvaldo, De Rossi, Ranocchia, Pereira, Chivu, Jesus, Rocchi, Handanovic


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 22 GENNAIO 2013

MAGIC +3 CAMPIONATO TUTTI I NUMERI: punti conquistati, media e quotazione aggiornata, poi partite giocate, voto in pagella, gol segnati, rigori parati, media voto, assist e cartellini

Portieri CODICE MAGIC GIOCATORE PUNTI 101 ABBIATI (MIL) 5 102 AGAZZI (CAG) 5.5 103 AGLIARDI (BOL) 5 104 AMELIA (MIL) 0 106 ANDUJAR (CAT) 6.5 164 ANEDDA (CAG) 0 107 AVRAMOV (CAG) 0 108 BAJZA (PAR) 0 109 BELEC (INT) 0 110 BENUSSI (PAL) 0 167 BERNI (SAM) 0 112 BIZZARRI (LAZ) 0 165 BRICHETTO (PAL) 0 113 BRKIC (UDI) 0 114 BUFFON (JUV) 6 116 CARRIZO (LAZ) 0 117 CASTELLAZZI (INT) 0 119 COLOMBO (NAP) 0 120 CONSIGLI (ATA) 5 121 CURCI (BOL) 0 122 DA COSTA (SAM) 0 123 DE SANCTIS (NAP) 3 172 DONNARUMMA (GEN) 0 124 FARELLI (SIE) 0 126 FREY S. (GEN) 4 127 FREZZOLINI (ATA) 0 128 FRISON (CAT) 0 129 GABRIEL (MIL) 0 130 GILLET (TOR) 6.5 171 GOICOECHEA (ROM) 4.5 131 GOMIS A. (TOR) 0 132 GOMIS L. (TOR) 0 133 HANDANOVIC (INT) 5.5 135 LOBONT (ROM) 0 136 LUPATELLI (FIO) 0 137 MARCHETTI (LAZ) 4.5 138 MIRANTE (PAR) 5 139 NETO (FIO) 6 168 PADELLI (UDI) 2 140 PAVARINI (PAR) 0 141 PAWLOWSKI (UDI) 0 142 PEGOLO (SIE) 6.5 170 PELIZZOLI (PES) 0 143 PERIN (PES) 4 144 POLITO (ATA) 0 145 PUGGIONI (CHI) 5 147 ROMERO (SAM) 4.5 149 ROSATI (NAP) 0 169 RUBINHO (JUV) 0 163 SAVELLONI (PES) 0 150 SORRENTINO (CHI) 0 151 SQUIZZI (CHI) 0 152 STEKELENBURG (ROM) 0 166 STILLO (GEN) 0 153 STOJANOVIC (BOL) 0 154 STORARI (JUV) 0 155 SVEDKAUSKAS (ROM) 0 156 TERRACCIANO (CAT) 0 157 TZORVAS (GEN) 0 158 UJKANI (PAL) 4 160 VIVIANO (FIO) 0

MEDIA QUOT. 4.62 13 4.71 13 4.64 13 4.06 2 4.83 13 6 1 4.5 1 0 1 0 1 4.5 1 4.5 1 4.5 3 0 1 5.05 17 5.26 20 0 1 4.75 1 0 1 4.9 14 5.75 5 4 1 4.95 17 0 1 0 1 4.52 13 0 1 0 4 0 1 5.07 17 4.69 5 0 1 0 1 5.21 19 6 1 0 1 5.72 19 5.36 17 4.4 3 3.5 2 5.12 5 0 1 5.02 16 8.75 1 4.35 9 5.25 1 5 3 4.64 14 0 1 0 1 0 1 4.48 14 0 1 3.9 4 0 1 0 1 6.25 1 6 1 0 1 0 1 4.26 11 5.12 13

CAMPIONATO MEDIA P. V. G. VOTO 13 6 -15 5.81 18 6,5 -28 6.15 21 7 -28 6 8 -13 5.75 21 6,5 -27 6.12 0 0 0 3 -6 6 0 0 0 0 0 0 3 -4 5.83 3 -5 6.17 5 -10 5.9 0 0 0 19 -21 6 19 6 -14 6 0 0 0 2 -3 6.25 0 0 0 20 6 -29 6.1 2 0 5.75 1 -2 6 21 4 -19 5.93 0 0 0 0 0 0 21 6 -34 6.14 0 0 0 0 0 0 0 0 0 21 6,5 -24 6.26 12 5,5 -17 6.04 0 0 0 0 0 0 19 7 -20 6.34 0 0 0 0 0 0 16 6,5 -11 6.44 18 6 -24 6.33 5 7 -7 5.9 4 6 -10 6 4 -3 6 0 0 0 21 6,5 -31 6.3 2 0 7.25 20 6 -39 6.2 2 -2 6.25 1 6 -1 6 18 5,5 -22 5.97 0 0 0 0 0 0 0 0 0 20 -33 6.18 0 0 0 9 -18 5.72 0 0 0 0 0 0 2 0 6.25 0 0 0 0 0 0 0 0 0 19 6 -30 5.89 16 -18 6.07

R. 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 2 0 0 0 0 2 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 3 0 0 0 0 2 1 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1

ESPAMM 0/1 1/2 0/1 0/1 0/0 0/0 0/0 0/0 0/0 0/0 0/0 0/0 0/0 1/0 0/0 0/0 0/0 0/0 0/2 0/0 0/0 0/3 0/0 0/0 0/0 0/0 0/0 0/0 0/1 0/1 0/0 0/0 0/3 0/0 0/0 0/1 0/5 0/1 0/0 0/1 0/0 0/3 0/0 1/0 0/0 0/0 1/2 0/0 0/0 0/0 0/2 0/0 0/1 0/0 0/0 0/0 0/0 0/0 0/0 1/0 0/0

CAMPIONATO P. V. G. 12 6,5 0 6 0 0 6 0 0 16 6 0 13 6 2 8 0 3 18 6 0 6 0 0 18 5,5 0 10 0 0 8 6 0 0 0 0 17 6,5 0 0 0 0 13 5,5 0 17 5 0 18 5,5 0 20 6,5 0 13 6 1 8 0 0 13 6 0 2 0 0 9 0 0 7 0 0 15 0 0 0 0 0 1 5 0

A. 2 1 0 0 0 0 3 0 0 0 0 0 0 0 1 0 1 1 2 0 0 0 0 1 0 0 0

ESPAMM 0/2 0/1 0/0 1/3 1/1 0/3 0/3 0/1 0/3 0/1 0/3 0/0 1/5 0/0 0/3 0/4 0/3 0/3 0/1 0/0 0/6 0/0 1/4 0/1 1/1 0/0 0/0

Difensori CODICE MAGIC GIOCATORE PUNTI MEDIA QUOT. 201 ABATE (MIL) 6 5.96 9 202 ABERO (BOL) 0 6 4 203 ACERBI (MIL) 0 5.58 4 207 ALVAREZ P.S. (CAT) 6 5.66 6 208 ANDREOLLI (CHI) 6 6.19 8 404 ANGELLA (UDI) 0 7 7 209 ANTONELLI (GEN) 6 5.89 8 210 ANTONINI (MIL) 0 5.33 4 211 ANTONSSON (BOL) 5.5 5.61 6 212 ARIAUDO (CAG) 0 5.36 4 213 ARONICA (PAL) 6 5.57 4 214 ASHONG (FIO) 0 0 1 215 ASTORI (CAG) 6.5 5.33 7 216 AUGUSTYN (CAT) 0 0 1 217 AVELAR (CAG) 5 5.86 7 219 BALZANO (PES) 5 5.59 5 220 BALZARETTI (ROM) 5.5 5.68 10 221 BARZAGLI (JUV) 6.5 6.15 15 222 BASTA (UDI) 6 6.62 16 223 BELLINI (ATA) 0 5.75 4 224 BELLUSCI (CAT) 6 5.81 6 225 BELMONTE (SIE) 0 5.5 1 394 BENALOUANE (PAR) 0 5.44 3 226 BENATIA (UDI) 0 6.07 4 227 BERARDI G. (SAM) 0 5.6 4 390 BIANCHETTI (INT) 0 0 1 407 BIANCHI ARCE (PES) 5 5 3

MEDIA VOTO 5.88 5.83 5.58 5.81 5.85 6.06 5.81 5.42 5.69 5.35 5.79 0 5.62 0 5.88 5.69 5.69 6.18 6.27 5.75 6.04 5.5 5.78 6 5.7 0 5

CODICE MAGIC GIOCATORE PUNTI 228 BIAVA (LAZ) 5.5 229 BOCCHETTI (PES) 0 230 BONERA (MIL) 0 231 BONUCCI (JUV) 7 232 BOVO (GEN) 0 233 BRITOS (NAP) 6.5 234 BRIVIO (ATA) 5.5 236 BURDISSO (ROM) 0 383 CACERES (TOR) 0 237 CACERES M. (JUV) 6.5 387 CAMILLERI (CAG) 0 238 CAMPAGNARO (NAP) 6 239 CAMPORESE (FIO) 0 240 CANINI (ATA) 3 241 CANNAVARO (NAP) 0 242 CAPELLI (ATA) 0 243 CAPUANO C. (CAT) 5 244 CAPUANO M. (PES) 5 245 CARVALHO (BOL) 0 246 CASSANI (FIO) 0 247 CASTAN (ROM) 5.5 248 CASTELLINI (SAM) 0 249 CAVANDA (LAZ) 5 250 CESAR (CHI) 0 251 CETTO (PAL) 0 252 CHERUBIN (BOL) 5 253 CHIELLINI (JUV) 0 254 CHIVU (INT) 5.5 401 CIANI (LAZ) 6 255 CODA (UDI) 0 256 CONTINI (SIE) 6.5 257 COSIC (PES) 0 258 COSTA (SAM) 5.5 381 CRESCENZI (PES) 0 260 DAINELLI (CHI) 6 259 D'AMBROSIO (TOR) 6 261 DANILO (UDI) 5.5 262 DARMIAN (TOR) 0 263 DE CEGLIE (JUV) 6 264 DE SCIGLIO (MIL) 0 265 DE SILVESTRI (SAM) 5.5 406 DEL FABRO (CAG) 0 266 DEL GROSSO (SIE) 0 267 DELLAFIORE (SIE) 0 268 DI CESARE (TOR) 0 269 DIAKITE' (LAZ) 0 270 DIAS (LAZ) 0 271 DIDAC VILA (MIL) 0 272 DODO' (ROM) 0 273 DOMIZZI (UDI) 5.5 274 DRAME' (CHI) 0 277 FARAONI (UDI) 0 278 FARKAS (CHI) 5 279 FELIPE (SIE) 6 280 FERNANDEZ F. (NAP) 0 281 FERRI (ATA) 5.5 282 FERRONETTI (GEN) 0 283 FIDELEFF (PAR) 0 284 FREY N. (CHI) 0 285 GABRIEL DA SILVA (UDI) 0 286 GAMBERINI (NAP) 5.5 393 GARCIA (PAL) 6 287 GARICS (BOL) 5 289 GASTALDELLO (SAM) 5.5 290 GLIK (TOR) 6 291 GRANQVIST (GEN) 5.5 292 GRAVA (NAP) 0 293 HEGAZY (FIO) 0 295 HERTAUX (UDI) 5 296 JOKIC (CHI) 5.5 297 JONATHAN (INT) 0 299 JUAN (INT) 6 300 KONKO (LAZ) 0 405 KRAJNC (GEN) 0 303 LEGROTTAGLIE (CAT) 0 304 LICHTSTEINER (JUV) 7 305 LUCARELLI (PAR) 4.5 306 LUCCHINI (ATA) 0 379 MACEACHEN (PAR) 0 309 MANFREDINI (GEN) 5 310 MANTOVANI (PAL) 0 311 MARCHESE (CAT) 0 396 MARQUINHOS (ROM) 6.5 313 MASIELLO A. (ATA) 0 314 MASIELLO S. (TOR) 5 315 MATHEU (ATA) 0 316 MBAYE (INT) 0 317 MESBAH (MIL) 0 318 MESTO (NAP) 0 319 MEXES (MIL) 3 323 MORETTI E. (GEN) 6 324 MORGANELLA (PAL) 5.5 325 MORLEO (BOL) 0 326 MOTTA (BOL) 0 327 MUNOZ (PAL) 5.5 397 MURRU (CAG) 0 328 MUSTAFI (SAM) 0

MEDIA QUOT. 6.2 12 5.46 4 5.56 4 5.95 11 5.06 2 6.05 6 5.27 4 6 8 6 4 5.89 8 6 1 6.17 10 0 2 5.41 5 6.06 9 0 2 5.17 4 5.2 5 5.75 3 5.5 5 5.86 9 5.75 3 5.5 2 5.5 4 5.17 2 5.97 8 5.92 12 5.5 4 5.8 7 5.6 4 5.78 5 5.38 3 5.69 6 0 4 5.65 6 6.46 10 5.89 11 5.44 4 5.38 5 6.29 8 5.5 5 5 1 5.57 5 5.5 3 5.4 3 0 4 5.71 8 0 4 5.25 4 5.86 9 5.75 6 5.71 4 5.5 2 5.42 4 5.5 4 5.6 3 5.5 2 0 2 5.5 4 6 2 6.06 10 5.5 4 5.68 6 5.86 10 5.83 7 6.12 12 0 1 6 3 5.78 5 5.45 4 5.5 4 5.78 7 6.19 11 5.25 1 6.08 14 6.3 14 5.82 8 5.6 5 0 1 5.79 7 5.7 4 6.33 13 6 8 0 1 5.55 4 4.75 3 0 2 4.5 3 6.44 7 5.23 5 5.6 5 5.69 7 5.5 5 5.55 4 5.56 6 5.12 2 5.4 2

CAMPIONATO P. V. G. 20 5,5 1 14 0 0 9 0 0 19 7 0 8 0 0 10 6,5 0 12 5,5 0 10 0 1 1 0 0 10 6,5 1 0 0 0 18 6 0 0 0 0 16 5 0 16 0 0 0 0 0 7 5 0 15 5 0 4 0 0 8 0 0 17 5,5 1 4 0 0 14 5,5 0 11 0 0 3 0 0 19 5 1 13 0 0 3 6 0 11 6 0 11 0 0 9 6,5 0 8 0 0 18 5,5 1 0 0 0 20 6 0 15 6,5 2 18 5,5 2 18 0 0 9 6 0 15 0 0 9 5,5 0 2 0 0 16 0 0 2 0 0 5 0 0 0 0 0 15 0 0 0 0 0 3 0 0 15 5,5 1 12 0 0 10 0 0 3 5 0 19 6 0 2 0 0 6 5,5 0 2 0 0 1 0 0 9 0 0 4 0 0 18 6 1 19 6,5 0 14 5 0 18 5,5 1 18 6 1 21 5,5 1 0 0 0 1 0 0 10 5 0 12 6 0 3 0 0 16 6,5 0 16 0 1 3 0 0 19 0 1 15 7 2 17 5 1 10 0 0 0 0 0 17 5 0 5 0 0 18 0 1 16 6,5 0 0 0 0 11 5,5 0 3 0 0 0 0 0 1 0 0 10 0 1 13 5 0 17 6 0 18 5,5 0 16 0 0 11 0 0 18 5,5 0 3 0 0 6 0 0

MEDIA VOTO 6.08 5.58 5.83 6.16 5.56 6.1 5.55 5.95 6 5.61 0 6.19 0 5.69 6.16 0 5.5 5.3 5.75 5.67 5.82 5.75 5.73 5.68 5.33 5.84 6.04 5.83 5.36 5.75 5.89 5.44 5.69 0 5.75 6.04 5.83 5.67 5.5 6.25 5.56 5 5.63 5.75 5.6 0 5.82 0 5 5.79 5.88 5.71 5.5 5.63 5.5 5.6 5.5 0 5.61 6 5.97 5.71 5.64 5.97 5.83 6.02 0 6 5.94 5.59 5.5 6 6.09 5.25 6.13 6 5.88 5.75 0 5.94 5.9 6.17 6.06 0 5.7 4.75 0 4.5 5.94 5.58 5.8 5.75 5.7 5.64 5.67 5.17 5.6

A. 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 2 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 2 0 0 1 0 0 0 1 0 0 1 0 0 0 0 0

ESPAMM 0/3 1/1 0/5 0/8 0/4 0/1 0/2 0/5 0/0 0/1 0/0 0/3 0/0 0/5 0/5 0/0 1/0 1/1 0/0 0/2 0/5 0/0 0/5 0/4 0/1 0/3 0/3 0/2 0/2 0/3 0/2 0/1 1/4 0/0 0/4 0/3 2/6 0/8 0/2 0/1 0/1 0/0 0/2 0/1 0/2 0/0 0/3 0/0 0/0 0/6 0/3 0/1 0/0 1/6 0/0 0/0 0/0 0/0 0/2 0/0 0/3 0/4 0/3 1/8 1/4 0/2 0/0 0/0 1/1 0/3 0/0 1/5 0/3 0/0 0/8 0/3 0/8 0/3 0/0 1/3 0/2 1/2 1/0 0/0 0/5 0/0 0/0 0/0 0/0 0/5 1/4 1/2 1/4 0/2 0/4 0/2 1/0

CODICE MAGIC GIOCATORE PUNTI 329 NAGATOMO (INT) 5 331 NATALI (BOL) 0 386 NETO L. (SIE) 6 333 OGBONNA (TOR) 0 334 PACI (SIE) 0 335 PALETTA (PAR) 6 336 PAPP (CHI) 0 337 PASQUAL (FIO) 5.5 338 PASQUALE (UDI) 5.5 339 PELUSO (JUV) 0 399 PEREIRA (INT) 5 340 PERICO (CAG) 0 382 PIRIS (ROM) 5 343 PISANO E. (GEN) 0 342 PISANO F. (CAG) 6 345 PORTANOVA (BOL) 6 346 POTENZA (CAT) 0 400 POULSEN (SAM) 0 347 RADU (LAZ) 6 348 RAIMONDI (ATA) 0 349 RANOCCHIA (INT) 5 385 RINAUDO (NAP) 0 380 RODRIGUEZ GON. (FIO) 5.5 384 RODRIGUEZ GUI. (TOR) 6 398 ROLIN (CAT) 0 351 ROMAGNOLI A. (ROM) 0 350 ROMAGNOLI S. (PES) 0 352 ROMULO (FIO) 5.5 353 RONCAGLIA (FIO) 9 354 ROSI (PAR) 6 355 ROSSETTINI (CAG) 6 356 ROSSINI (SAM) 0 357 RUBIN (SIE) 5.5 358 SAMUEL (INT) 0 359 SANTACROCE (PAR) 0 360 SARDO (CHI) 6.5 402 SAVIC (FIO) 6 361 SCALONI (LAZ) 0 362 SILVESTRE (INT) 0 363 SORENSEN (BOL) 0 364 SPOLLI (CAT) 6.5 365 STANKEVICIUS (LAZ) 0 366 STENDARDO (ATA) 10 388 TERLIZZI (PES) 0 368 TERZI (SIE) 0 369 TOMOVIC (FIO) 0 403 UVINI (NAP) 0 371 VITIELLO (SIE) 0 373 VON BERGEN (PAL) 5.5 374 YEPES (MIL) 0 375 ZACCARDO (PAR) 5.5 376 ZANON (PES) 0 389 ZAPATA (MIL) 6.5 377 ZAURI (LAZ) 0

MEDIA QUOT. 5.82 10 5.38 4 5.84 7 6.09 8 6.04 6 6.05 13 5 4 6.37 13 6.31 9 5.46 7 5.86 11 5.94 4 5.74 7 5.86 7 5.68 7 6.7 7 0 3 5 4 6.15 7 6.1 8 6.47 13 0 2 6.71 15 5.86 6 5.88 4 6 1 5.21 4 6.3 5 6.29 13 6.35 8 5.64 6 5.61 6 5.75 5 6.35 12 6 4 5.28 4 6.58 10 6.5 3 5.62 7 6.1 7 6.27 10 0 3 6.06 8 6 7 0 4 5.77 6 0 4 0 4 5.61 6 5.8 5 5.93 11 5.35 4 5.81 7 0 1

CAMPIONATO P. V. G. 17 5 0 4 0 0 19 6 1 11 0 0 14 0 2 20 6 0 4 0 0 19 5,5 1 13 5,5 1 14 0 1 15 5,5 1 7 0 0 18 5 0 13 0 1 19 6 0 5 6 1 0 0 0 3 0 0 10 6 0 16 0 1 18 5,5 1 0 0 0 19 6 5 11 6 0 4 0 0 1 0 0 7 0 0 11 5,5 1 17 6 3 13 6 2 13 6 0 18 0 0 9 6 0 13 0 1 4 0 0 16 6,5 0 13 6,5 2 4 0 0 6 0 0 11 0 1 15 6,5 1 0 0 0 16 7 1 10 0 2 0 0 0 14 0 0 0 0 0 0 0 0 19 6 0 10 0 0 15 5,5 1 13 0 0 8 6,5 0 0 0 0

MEDIA VOTO 5.85 5.62 5.89 6.18 5.77 6.12 5.17 6.11 6 5.57 5.75 5.93 5.64 5.77 5.79 6.2 0 3.33 6.2 5.97 6.39 0 6.13 5.95 6.12 0 5.43 5.9 6 6.04 5.73 5.64 5.88 6.31 5.88 5.53 6.15 6.5 5.62 6 6.2 0 6.03 5.6 0 5.88 0 0 5.74 6.1 5.77 5.58 5.94 0

A. 1 0 0 0 0 1 0 3 1 1 0 0 2 0 0 0 0 0 0 1 1 0 2 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 1 0 0

ESPAMM 1/1 0/2 1/6 0/2 1/3 0/5 0/1 0/2 0/0 2/7 0/3 0/0 0/1 0/4 0/5 0/1 0/0 0/0 0/1 0/4 0/5 0/0 1/6 0/2 0/2 0/0 1/1 0/0 0/8 1/2 1/1 0/1 0/2 0/5 0/1 0/4 0/1 0/0 0/0 0/4 0/4 0/0 0/5 1/2 0/0 0/3 0/0 0/0 1/3 0/6 0/3 1/6 1/0 0/0

A. 0 2 0 1 1 3 0 2 0 2 0 0 0 1 0 0 0 0 3 1 0 0 3 0 0 1 0 0 7 0 2 0 0 0 3 0

ESPAMM 0/3 0/5 0/4 0/0 0/7 0/4 0/2 0/2 0/2 0/1 0/1 0/0 1/4 1/3 0/2 0/7 0/1 0/0 0/4 0/5 0/2 0/2 0/2 0/1 0/5 2/2 0/2 0/3 0/3 0/3 1/0 0/1 0/0 0/0 0/2 0/4

Centrocampisti CODICE MAGIC GIOCATORE PUNTI MEDIA QUOT. 502 ACQUAH (PAR) 0 5.62 4 503 ALLAN (UDI) 5 6 10 504 ALMIRON (CAT) 0 6.36 13 505 ALVAREZ R. (INT) 0 5.5 7 506 AMBROSINI (MIL) 0 5.83 8 507 ANGELO (SIE) 6 5.77 6 508 ANSELMO (PAL) 6 5.43 3 717 AQUILANI (FIO) 6 6.88 13 509 ARMERO (NAP) 0 5.3 7 510 ASAMOAH (JUV) 0 6.58 14 511 BADU (UDI) 0 5.79 6 738 BAKIC (TOR) 0 0 1 512 BARRETO E. (PAL) 0 5.92 10 513 BARRIENTOS (CAT) 9.5 6.42 17 514 BASHA (TOR) 0 6.14 7 516 BEHRAMI (NAP) 5.5 5.92 11 723 BENASSI (INT) 0 6.5 1 517 BENTIVOGLIO (CHI) 0 0 2 518 BERTOLACCI (GEN) 0 6.29 10 520 BIABIANY (PAR) 0 6.24 14 521 BIAGIANTI (CAT) 6 5.88 5 522 BIONDINI (ATA) 6 5.75 6 523 BIRSA (TOR) 0 7.08 9 524 BJARNASON (PES) 5.5 6.18 8 719 BLASI (PES) 0 5.08 3 525 BOATENG (MIL) 6 5.44 11 526 BOLZONI (SIE) 0 5.68 6 527 BONAVENTURA (ATA) 7 6.7 18 708 BORJA VALERO (FIO) 6.5 6.9 19 528 BRADLEY (ROM) 6.5 6.07 10 529 BRIENZA (PAL) 0 5.97 11 530 BRIGHI (TOR) 6.5 6.58 10 531 BROCCHI (LAZ) 0 5.75 4 720 BRUGMAN (PES) 0 0 3 533 CAMBIASSO (INT) 0 6.52 15 534 CANA (LAZ) 6 5.64 5

CAMPIONATO P. V. G. 13 0 0 19 5 0 19 0 2 9 0 0 13 0 0 15 6 0 8 6 0 14 6 4 10 0 0 18 0 2 12 0 0 0 0 0 18 0 0 19 6,5 4 13 0 1 19 6 0 1 0 0 0 0 0 14 0 2 17 0 1 12 6 0 9 6 0 9 0 1 12 5,5 1 6 0 0 17 6 1 15 0 0 20 7 4 21 6,5 1 15 6,5 1 16 0 1 13 6,5 2 6 0 0 0 0 0 20 0 2 11 6,5 0

MEDIA VOTO 5.75 6.03 6.11 5.38 6.04 5.7 5.57 6.12 5.4 6.17 5.83 0 6.08 5.87 5.95 6.11 7 0 5.79 6.15 5.96 5.88 6.17 5.91 5.5 5.38 5.75 6.18 6.5 5.96 5.7 6.12 5.75 0 6.12 5.86

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gli assist di Borja Valero in questo campionato. Il centrocampista della Fiorentina è il primo della lista, seguito da Cassano (Inter), Totti (Roma) e Hamsik (Napoli) a quota 6.

CODICE MAGIC GIOCATORE PUNTI 535 CANDREVA (LAZ) 6 536 CARMONA (ATA) 0 537 CASARINI (CAG) 0 538 CASCIONE (PES) 6 539 CASTRO (CAT) 6 540 CAZZOLA (ATA) 5.5 541 CEPPELINI (CAG) 0 542 CERCI (TOR) 11 543 CHIARETTI (PES) 0 545 CIGARINI (ATA) 7.5 546 COFIE (CHI) 6 547 COLUCCI (PES) 0 548 CONSTANT (MIL) 7 549 CONTI (CAG) 6.5 550 COPPOLA (SIE) 0 551 COSSU (CAG) 0 552 COUTINHO (INT) 0 553 CRUZADO (CHI) 0 554 CUADRADO (FIO) 6 555 D'AGOSTINO (SIE) 0 729 DE JONG (MIL) 0 557 DE ROSSI (ROM) 5 558 DELLA ROCCA (SIE) 6 559 DESSENA (CAG) 6 736 DETTORI (CHI) 0 561 DIAMANTI (BOL) 5.5 562 DONADEL (NAP) 0 563 DONATI (PAL) 0 564 DOSSENA (PAL) 8 728 DUNCAN (INT) 0 565 DZEMAILI (NAP) 5.5 566 EDERSON (LAZ) 0 567 EKDAL (CAG) 5.5 727 EL KADDOURI (NAP) 0 568 EMANUELSON (MIL) 0 569 ERIKSSON (CAG) 0 718 ESTIGARRIBIA (SAM) 5 707 FERNANDEZ M. (FIO) 0 570 FERREIRA PINTO (ATA) 0 571 FLAMINI (MIL) 5.5 572 FLORENZI (ROM) 5.5 715 FOGGIA (LAZ) 0 573 GALLOPPA (PAR) 0 574 GARGANO (INT) 5 743 GAVAZZI (SAM) 0 575 GAZZI (TOR) 6.5 577 GIACCHERINI (JUV) 6.5 732 GIORGI (ATA) 3.5 578 GOBBI (PAR) 5 579 GOMEZ (CAT) 7.5 580 GONZALEZ (LAZ) 6 583 GUANA (CHI) 6 584 GUARENTE (BOL) 0 585 GUARIN (INT) 8 586 HAMSIK (NAP) 7 587 HERNANES (LAZ) 9 588 HETEMAJ (CHI) 0 589 ILICIC (PAL) 5.5 590 INLER (NAP) 6 591 ISLA (JUV) 0 592 IZCO (CAT) 8 593 JANKOVIC (GEN) 0 594 JORQUERA (GEN) 0 595 JUAN ANTONIO (SAM) 0 731 KONE P. (BOL) 5.5 596 KRHIN (BOL) 0 598 KRSTICIC (SAM) 5 599 KUCKA (GEN) 5 600 KURTIC (PAL) 6.5 601 LAMELA (ROM) 5.5 604 LAZZARI (UDI) 5 605 LEDESMA (LAZ) 7.5 606 LJAJIC (FIO) 0 607 LLAMA (FIO) 0 608 LODI (CAT) 0 725 LUCCA (ROM) 0 610 LUCIANO (CHI) 0 611 LULIC (LAZ) 6 612 LUND NIELSEN (PES) 5 613 MAGGIO (NAP) 6 614 MAICOSUEL (UDI) 5.5 615 MANNINI (SIE) 0 739 MARCHIONNI (PAR) 5.5 617 MARCHISIO (JUV) 0 733 MARESCA (SAM) 0 722 MARIGA (INT) 0 618 MARQUINHO (ROM) 0 619 MARRONE (JUV) 0 620 MATUZALEM (GEN) 5.5 621 MAURI (LAZ) 6.5 737 MAZZARANI (UDI) 0 622 MERKEL (UDI) 0 623 MIGLIACCIO (FIO) 6 625 MODESTO (PES) 4 626 MONTOLIVO (MIL) 7 627 MORALEZ (ATA) 6 629 MORRONE (PAR) 0 630 MUDINGAYI (INT) 0 631 MUNARI (SAM) 0 632 MUNTARI (MIL) 0 742 NADAREVIC (GEN) 5 634 NAINGGOLAN (CAG) 6 635 NINIS (PAR) 0 636 NOCERINO (MIL) 5.5 637 OBI (INT) 6 638 OBIANG (SAM) 6 639 OLIVERA (GEN) 6 640 ONAZI (LAZ) 0 641 PADOIN (JUV) 0 740 PAGLIALUNGA (CAT) 6.5 643 PALLADINO (PAR) 0 714 PALOMBO (SAM) 6.5 644 PAROLO (PAR) 5.5 646 PASQUATO (BOL) 6 713 PAZIENZA (BOL) 5 647 PEPE (JUV) 0 648 PEREYRA (UDI) 5 649 PEREZ (BOL) 5 650 PERROTTA S. (ROM) 5.5 651 PINZI (UDI) 5 652 PIRLO (JUV) 0 653 PIZARRO (FIO) 0 654 PJANIC (ROM) 0 655 POGBA (JUV) 14 656 POLI (SAM) 6 657 PULZETTI (BOL) 0 658 QUINTERO (PES) 0 659 RADOVANOVIC (ATA) 0 661 RENAN (SAM) 0 662 RICCHIUTI (CAT) 0 664 RIGONI L. (CHI) 5.5 663 RIGONI M. (CHI) 5.5 665 RIOS (PAL) 9 666 RIVEROLA (BOL) 5.5 730 ROSINA (SIE) 6 667 ROSSI (GEN) 6 669 SALIFU (CAT) 0 670 SAMPIRISI (GEN) 4 671 SANTANA (TOR) 10 672 SCHELOTTO (ATA) 0 673 SCIACCA (CAT) 0 674 SCOZZARELLA (ATA) 0

MEDIA QUOT. 6.82 16 5.75 5 6.38 4 5.84 9 6.63 14 5.65 6 6 1 6.79 19 0 2 6.29 13 6.06 6 5.55 4 5.96 8 5.76 9 5.5 2 6 12 6.06 8 6.5 4 6.53 15 5.94 7 6.12 9 5.64 10 6 4 5.92 9 0 1 6.87 22 6 1 5.73 8 6 7 0 1 5.82 10 6.25 6 6 9 6 4 6.25 8 5.5 1 5.76 8 5.68 8 0 2 5.3 3 6.5 11 0 4 6.43 4 5.81 8 0 1 6.2 12 6.67 10 5.96 6 5.9 9 7.32 21 6.28 11 6.03 8 5.96 6 7.09 21 7.69 29 7.35 23 5.79 8 6.44 15 6.8 19 5.8 7 6.32 12 6.5 12 5.33 4 0 4 6.57 12 5.9 6 5.94 7 6.35 12 5.73 6 7.75 25 6.16 11 6.28 14 6.04 7 5.5 2 6.92 21 6 1 6.17 7 5.75 11 5.71 6 6.62 17 6.15 9 5.2 4 6.42 10 7.06 21 6.62 12 0 2 5.92 9 6 4 6 5 6.52 13 0 2 5.92 6 5.85 7 5.2 3 6.18 14 5.98 14 5.5 4 5.75 4 6.15 9 0 3 5 4 6.15 13 5.83 4 5.8 13 6 4 5.97 8 5.5 4 6 1 5.86 6 7 5 7.33 4 6.67 6 6.15 12 5.33 4 5.45 4 6 4 6.3 11 5.83 7 6.42 6 5.95 7 6.92 21 6.53 12 6.58 13 7.46 13 6.37 11 5.5 3 6.25 7 5.4 3 5 4 5.5 3 5.75 9 6.12 11 5.89 9 5.5 3 5.87 9 5.83 6 6.17 5 5.22 3 6.5 14 5.81 9 0 2 5.33 1

CAMPIONATO P. V. G. 20 6 4 8 0 1 6 0 1 16 6 1 21 6 3 15 5,5 0 1 0 0 19 7 3 0 0 0 19 6,5 2 11 6 1 11 0 0 15 7 0 16 6,5 1 2 0 0 12 0 0 10 0 1 5 0 1 20 6 1 8 0 0 12 0 1 13 5,5 0 2 6 0 18 6 2 0 0 0 19 6 5 3 0 0 16 0 0 9 7 0 3 0 0 18 5,5 1 5 0 1 17 6 1 2 0 0 12 0 1 3 0 0 18 5 1 15 0 0 0 0 0 6 5,5 0 20 5,5 2 0 0 0 7 0 1 19 5 0 0 0 0 20 6,5 2 9 6,5 1 12 4,5 2 20 5 0 19 6,5 5 18 6 1 15 6 0 13 0 1 18 7 4 21 6 7 20 6 8 17 0 0 18 5,5 4 20 6,5 4 6 0 0 18 7 0 13 0 3 8 0 0 2 0 0 16 5,5 3 10 0 0 16 5 1 20 5 2 16 6,5 0 17 6 10 16 5 1 20 6,5 1 14 0 1 2 0 0 19 0 4 0 0 0 12 0 1 19 6,5 0 18 5 0 20 6 4 13 5,5 2 6 0 0 14 5,5 1 17 0 4 13 0 3 1 0 0 13 0 1 5 0 0 3 6 0 20 6,5 2 0 0 0 6 0 1 14 6 0 15 4,5 0 19 7 2 20 6 1 2 0 0 8 0 0 16 0 2 2 0 0 1 5 0 19 6 1 7 0 0 17 5,5 2 2 6 0 18 6 0 5 6 0 4 0 0 10 0 0 5 6,5 1 4 0 1 3 6,5 0 20 5,5 2 7 6 0 13 5,5 0 1 0 0 20 5 2 12 5 0 7 5,5 1 12 5,5 1 18 0 5 15 0 1 13 0 2 13 8 4 15 6 2 6 0 0 14 0 1 7 0 0 2 0 0 5 0 0 18 6 0 10 5,5 1 14 6 2 1 5,5 0 15 6 1 10 6 0 6 0 0 16 4 0 15 7 2 16 0 0 2 0 0 3 0 0

MEDIA VOTO 6.15 5.75 5.67 5.78 6.13 5.8 0 6.13 0 6.05 5.83 5.68 5.93 6.06 5.75 5.96 5.69 5.8 6.34 5.88 6.04 5.62 6 5.76 0 6.21 6 5.9 5.92 0 5.71 5.5 5.97 6 5.88 5 5.62 5.93 0 5.4 6.16 0 6.07 5.86 0 6 6.11 5.58 5.9 6.37 6.06 6.07 5.75 6.32 6.43 6.18 5.91 5.83 6.28 5.7 6.21 5.96 5.75 0 6.1 5.95 5.78 6.15 5.77 6.15 5.91 6.35 5.88 5.5 6.13 0 6 5.86 5.68 5.92 5.55 5.4 6.19 6.41 6.04 0 5.77 6 6.17 6.12 0 5.5 6 5.33 5.87 5.85 5.5 6 5.88 0 5 6.13 5.67 5.47 6 5.94 5.9 6 5.93 6.25 6.33 6.67 5.9 5.33 5.64 6 6.02 6 5.9 5.91 6.31 6.6 6.05 6.5 6.07 5.75 6.07 5.5 5 5.5 5.89 5.57 5.5 5.5 5.9 5.83 6.17 5.34 6 5.75 0 5.33

A. 4 0 0 0 2 1 0 5 0 3 0 0 1 1 0 3 0 1 3 1 0 2 0 0 0 3 0 0 1 0 0 0 0 0 2 0 0 0 0 0 2 0 1 2 0 0 2 0 1 5 2 1 1 2 6 1 1 1 1 1 3 0 1 0 1 0 2 0 0 1 3 1 0 0 4 0 3 1 1 3 1 0 1 0 0 0 0 0 0 4 0 0 0 0 1 1 0 0 0 0 0 1 1 0 0 2 0 0 0 0 0 0 2 0 0 0 0 1 0 0 2 1 3 0 0 0 1 0 0 0 1 1 0 0 1 0 0 0 1 1 0 0

ESPAMM 0/5 1/4 0/1 0/4 0/3 0/5 0/0 0/3 0/0 1/7 0/2 0/3 0/1 1/10 0/1 1/3 0/0 0/1 0/5 0/1 0/4 1/2 0/0 0/7 0/0 0/5 0/0 0/5 0/1 0/1 0/3 0/0 0/5 0/0 0/1 0/0 0/1 0/1 0/0 0/1 0/2 0/0 0/3 0/6 0/0 0/4 0/0 1/1 0/2 0/4 0/2 0/3 1/1 0/3 0/1 1/1 0/6 0/4 0/5 0/1 0/2 0/4 0/1 0/0 0/6 0/1 0/5 0/4 0/1 0/4 1/2 1/3 0/2 0/0 1/0 0/0 0/2 0/6 0/1 0/2 0/3 0/2 0/2 0/3 1/1 0/0 0/3 0/0 0/1 1/2 0/0 0/1 0/3 0/4 0/2 0/3 0/0 0/2 0/5 0/0 0/0 0/7 0/0 0/2 0/0 0/3 0/4 0/0 0/2 0/0 0/0 0/0 0/6 0/0 0/4 0/0 0/1 1/4 0/0 0/5 0/6 0/10 1/3 0/1 0/3 0/2 0/3 0/1 0/0 0/0 0/7 0/0 0/1 0/0 0/3 0/0 0/1 0/4 0/0 0/0 0/0 0/0


LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 22 GENNAIO 2013

CODICE GIOCATORE 675 SESTU (SIE) 676 SEYMOUR (GEN) 678 SODDIMO (PES) 679 SORIANO (SAM) 680 STANKOVIC (INT) 681 STEVANOVIC (TOR) 682 STOIAN (CHI) 683 STRASSER (MIL) 684 SUCIU (TOR) 685 TACHTSIDIS (ROM) 686 TADDEI (ROM) 687 TAIDER (BOL) 688 TISSONE (SAM) 689 TOGNI (PES) 690 TOZSER (GEN) 691 TRAORE (MIL) 726 TROISI (ATA) 692 VACEK (CHI) 693 VALDES (PAR) 694 VALIANI (SIE) 721 VALOTI (MIL) 695 VARGAS J. (GEN) 697 VERDI (TOR) 698 VERGASSOLA (SIE) 699 VERRE (SIE) 700 VIDAL (JUV) 701 VIOLA (PAL) 702 VIVES (TOR) 716 WEISS (PES) 704 ZAHAVI (PAL) 705 ZANETTI (INT) 741 ZIELINSKI (UDI) 706 ZUNIGA (NAP)

MAGIC PUNTI 7.5 0 0 5.5 0 0 0 0 0 5 0 4.5 0 5 0 0 0 0 6 0 0 0 0 6.5 0 7.5 0 0 4 0 5.5 0 6

MEDIA QUOT. 6.09 8 5.43 4 4.5 2 5.57 4 0 4 5.95 6 6.56 6 0 1 0 1 5.6 6 5.25 4 5.64 6 6.06 7 6.36 6 5.64 6 5 4 5.67 3 5.25 3 6.33 13 6.59 12 0 1 6.22 9 6 3 6.18 11 5.33 1 6.68 17 5.5 3 5.55 4 6.39 14 6 4 5.92 10 0 1 5.71 9

CAMPIONATO P. V. G. 17 7 0 15 0 0 1 0 0 18 5,5 0 0 0 0 12 0 1 10 0 2 0 0 0 1 0 0 15 5 0 3 0 0 18 5 1 12 0 0 7 5,5 1 14 0 0 2 0 0 5 0 0 7 0 0 15 6 3 16 0 2 0 0 0 9 0 0 4 0 0 20 6,5 2 5 0 0 17 7 5 3 0 0 12 0 0 18 5 3 3 0 0 20 5,5 0 1 0 0 17 6 0

MEDIA VOTO 6 5.64 5 5.64 0 5.59 5.81 0 0 5.68 5.33 5.64 6 6.07 5.64 5 5.67 5.5 6.13 5.97 0 6.28 6 5.95 5.33 6.18 5.5 5.73 5.89 6 5.95 0 5.71

A. 3 0 0 1 0 1 0 0 0 2 0 0 2 1 0 0 0 0 1 4 0 0 0 1 0 3 0 0 4 0 0 0 1

ESPAMM 0/3 1/4 0/1 0/4 0/0 0/0 0/0 0/0 0/0 1/5 0/2 1/4 0/4 0/4 0/0 0/0 0/1 1/1 0/8 0/0 0/0 0/1 0/0 0/5 0/0 0/7 0/0 0/4 1/6 0/0 0/1 0/0 0/2

MEDIA VOTO 5.67 5.1 5.93 5.7 6.06 5.75 6.19 5.89 5.5 6.14 6 5.83 5.81 0 5.83 0 6.22 6.58 5.83 5.67 5.81 5.68 6.33 0 6.12 5.77 6.21 6 6.45 5.6 6.07 5 6 5.98 5.25 6 4 5.25 0 6 5.88 5.63 6.03 5.23 6.25 0 6.29 5 5 5.5 5.25 0 5.83 5.81 5.69 5 6.19 5.89 5.25 6.14 5.81 6.25 6 6.3 5.39 6.16 6 5.75 5.62 5.5 5.25 6.11 5.63 5.95 0 4.3 5.92 5.62 5.18 5.88 5.5 0 0 5.5 5.38 6.5 6 5.95 6.25 5.83 0 5.98 5.68 6.16 6.74 6.17 5.39 5 5.44

A. 0 0 0 0 3 0 4 1 0 1 1 0 2 0 0 0 6 1 0 0 3 1 2 0 0 0 2 0 2 1 0 0 1 0 0 4 0 0 0 0 0 2 2 0 2 0 0 0 0 0 0 0 0 1 1 0 2 3 0 1 3 0 0 2 0 3 0 3 0 0 0 1 0 0 0 0 1 0 1 1 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 2 1 1 6 5 0 0 0

ESPAMM 0/1 0/0 0/0 0/0 1/0 0/0 0/4 0/4 0/2 0/1 0/5 0/1 1/3 0/0 0/1 0/0 0/0 0/3 0/3 0/3 0/2 1/3 0/2 0/0 0/1 0/1 0/3 0/0 0/3 0/0 0/0 0/0 0/4 0/0 0/0 0/3 0/0 0/0 0/0 0/0 0/2 0/4 0/1 0/3 0/3 0/0 0/5 1/0 0/0 0/0 0/0 0/0 0/2 0/1 0/3 0/0 0/5 0/0 0/2 0/2 0/3 0/1 0/0 1/3 0/0 0/3 0/1 0/3 0/1 0/0 1/0 0/4 0/1 0/4 0/0 0/1 0/0 0/1 0/1 0/0 0/1 0/0 0/0 0/0 1/0 0/0 1/1 0/2 0/2 0/0 0/0 0/2 0/2 0/2 0/3 0/3 0/1 0/0 0/4

Attaccanti CODICE MAGIC GIOCATORE PUNTI 801 ABBRUSCATO (PES) 6 803 ACQUAFRESCA (BOL) 0 805 AMAURI (PAR) 6 807 BARRETO D.S. (TOR) 6.5 808 BELFODIL (PAR) 10 917 BENDTNER (JUV) 0 809 BERGESSIO (CAT) 9 810 BIANCHI (TOR) 0 812 BOGDANI (SIE) 9.5 813 BOJAN (MIL) 0 903 BORRIELLO (GEN) 5 814 BUDAN (PAL) 0 815 CALAIO' (NAP) 0 916 CAMPOS TORO (UDI) 0 816 CAPRARI (PES) 0 930 CARAGLIO (PES) 0 817 CASSANO (INT) 0 819 CAVANI (NAP) 10 820 CELIK (PES) 5 914 DE LUCA (ATA) 0 824 DENIS (ATA) 4.5 825 DESTRO (ROM) 0 827 DI NATALE (UDI) 5.5 828 DIOP (TOR) 0 829 DOUKARA (CAT) 0 830 DYBALA (PAL) 10 831 EDER (SAM) 5 832 EL HAMDAOUI (FIO) 0 833 EL SHAARAWY (MIL) 7 834 FABBRINI (UDI) 0 835 FLOCCARI (LAZ) 10.5 928 FLORO FLORES (GEN) 5 836 GABBIADINI (BOL) 6 837 GILARDINO (BOL) 5 838 GIMENEZ (BOL) 0 839 GIOVINCO (JUV) 5 926 HALLENIUS (GEN) 0 840 HERNANDEZ (PAL) 0 904 IAQUINTA (JUV) 0 841 IBARBO (CAG) 6 842 ICARDI (SAM) 5 843 IMMOBILE (GEN) 5.5 844 INSIGNE (NAP) 5.5 902 JONATHAS (PES) 5 845 JOVETIC (FIO) 5.5 846 KEKO (CAT) 0 847 KLOSE (LAZ) 0 848 KOZAK (LAZ) 0 850 LARRONDO (FIO) 0 906 LIVAJA (INT) 6.5 853 MARILUNGO (ATA) 0 908 MARTINEZ JARA (GEN) 0 854 MATRI (JUV) 9.5 855 MAXI LOPEZ (SAM) 0 856 MEGGIORINI (TOR) 8 922 MELAZZI (GEN) 0 858 MICCOLI (PAL) 6.5 859 MILITO (INT) 0 861 MOSCARDELLI (CHI) 0 862 MURIEL (UDI) 4.5 863 NENE' (CAG) 0 912 NIANG (MIL) 6.5 905 NICO LOPEZ (ROM) 0 865 OSVALDO (ROM) 4.5 866 PABON (PAR) 0 867 PALACIO (INT) 9.5 868 PALOSCHI (CHI) 9.5 869 PANDEV (NAP) 6 870 PAOLUCCI (SIE) 5 871 PAPONI (BOL) 0 872 PARRA (ATA) 6 874 PAZZINI (MIL) 13.5 876 PELLISSIER (CHI) 5.5 877 PINILLA (CAG) 6 878 POLO (GEN) 0 879 POZZI (SIE) 0 880 QUAGLIARELLA (JUV) 0 921 RANEGIE (UDI) 0 925 REGINALDO (SIE) 6 882 ROBINHO (MIL) 0 883 ROCCHI (INT) 5 929 ROSSI G. (FIO) 0 885 ROZZI (LAZ) 0 927 SAID (GEN) 0 920 SAMASSA (CHI) 0 918 SANSEVERINO (PAL) 0 887 SANSONE G. (TOR) 0 886 SANSONE N. (PAR) 6 888 SAU (CAG) 6.5 889 SEFEROVIC (FIO) 0 915 SOSA (PAL) 0 891 THEREAU (CHI) 8 892 THIAGO (CAG) 0 919 TONI (FIO) 5 894 TOTTI (ROM) 9 896 VUCINIC (JUV) 11 913 VUKUSIC (PES) 5 898 ZARATE (LAZ) 0 899 ZE EDUARDO (SIE) 0

MEDIA QUOT. 5.9 12 5.1 5 6.93 20 5.7 5 7.17 21 5.75 11 7.31 23 6.79 20 6.5 8 7 18 6.75 15 6.67 9 6.11 14 0 4 6.04 12 0 13 7.39 22 9.22 44 6.67 8 5.79 10 6.9 25 6.4 20 8.72 42 0 2 6 4 6.42 15 6.59 17 6.75 15 8.48 32 5.8 6 6.93 13 5 12 6.73 18 7.18 23 5.25 4 7.08 23 4 2 5.25 3 0 3 6 14 6.5 9 6.42 18 6.74 20 5.18 9 7.59 24 0 2 7.74 30 4.75 4 5 4 5.5 2 5.25 4 0 1 7.06 18 6.89 9 5.66 10 5 4 7.09 24 7.39 30 5 4 7.43 10 6.57 14 6 5 7 2 8.12 29 5.39 9 7.56 26 8.19 15 6.22 15 7.12 7 5.5 4 5 5 7.72 26 6.4 15 6.04 16 0 4 5.25 5 7.5 20 5.94 8 6.65 11 6.46 16 5.4 4 0 14 0 1 7 4 5.12 4 6.5 4 6.17 15 7.05 8 7.41 23 5.83 4 0 3 6.48 18 5.9 12 7.28 17 7.82 33 7.19 25 5.36 9 5 4 5.56 4

CAMPIONATO P. V. G. 18 6 2 6 0 0 16 6 5 5 6,5 0 19 7 7 8 0 0 18 6,5 7 19 0 7 7 7 2 14 0 3 14 5 5 6 0 1 18 0 4 1 0 0 14 0 1 0 0 0 18 0 5 18 7 17 10 5 3 14 0 1 21 5 7 16 0 4 18 5,5 14 1 0 0 8 0 0 15 7 3 17 5 2 12 0 3 21 7 14 7 0 0 9 7,5 2 3 5 0 17 6 4 20 5 8 2 0 0 19 5 6 1 0 0 7 0 0 0 0 0 17 6 0 15 5 3 20 5,5 5 21 5,5 4 12 5 1 16 5,5 8 0 0 0 19 0 10 8 0 0 3 0 0 6 6,5 0 2 0 0 0 0 0 11 6,5 4 9 0 3 17 7 0 2 0 0 17 6 5 19 0 8 7 0 0 7 5 3 15 0 3 5 6,5 0 2 0 1 15 5 10 12 0 0 16 6,5 7 9 6,5 6 16 6 2 6 5 2 3 0 0 7 6 0 19 7,5 10 15 5,5 4 11 6 2 0 0 0 6 0 1 14 0 6 12 0 1 12 6 3 12 0 2 6 5,5 0 0 0 0 0 0 0 3 0 1 6 0 0 1 0 0 14 0 1 14 5,5 4 17 6,5 7 7 0 0 0 0 0 20 7 3 17 0 1 17 5,5 6 19 6 7 18 7 5 14 5 1 1 0 0 8 0 1

4

I NUMERI

7,7

la Magic media della Juventus, la squadra che ha portato più punti nella 21ª giornata davanti a Torino (7,09) e Catania (6,87).

36,5

i punti persi dal Cagliari in questa stagione a causa dei cartellini. Quella sarda, è la squadra più «cattiva» del campionato seguita da dal Pescara (-35,5) e dal Parma (-33).

8

il voto preso da Pogba, autore della splendida doppietta contro l’Udinese sabato sera. Il giovane juventino ha preceduto Floccari e Pazzini che hanno preso 7,5.

CLASSIFICA GENERALE

21

CLASSIFICA DI GIORNATA

Pos. 1

Magic Manager Andrea Bartolucci

Città Team Monte S.Maria Tiberina (PG) 3S

Punti 1563,5

2

Ermete Labbadia

Lenola (LT)

L'Uomo Dei Sogni 1554

3

Ettore Toscano

Rho (MI)

Dancinel Iv

1548,5

4

Giuseppe Sgroi

Locri (RC)

-

5

Emiliano Parisato

Alessandria

6 7

Andrea Balduini Antonino Sampugnaro

Pietrasanta (LU) Lentini (SR)

8

Marco Serena

9 10

Giancarlo Coppa Davide Collareta

Magic Manager Vincenzo Montanaro

Città Torino

Team Le Piumate

Punti 95,5

2

Andrea Travaglini

Casalecchio Di Reno (BO)

Pippi 6

95

3

Antonio Mazzei

Cosenza

Monasteri

94,5

1546

4

Marco Robello

Arenzano (GE)

Rensen20

94,5

Big-63-6

1545

5

Massimo Ferretti

Roseto Degli Abruzzi (TE)

Bibagio7

94

Balduino415 Tony E Seby 49

1544,5 1544

6 7

Walter Svanosio Paolo Acquaroli Sondrio Francesco Venturuzzo Macherio (MI)

Mare E Monti (40) 93,5 F.C. Sbagliatone 93,5

Piacenza

Sereal Campeon 6 1543,5

8

Attilio Falco

Bagnolo Piemonte (CN)

Attifal 13

93,5

Ardenno (SO) Genova

Cielo Stellato 58 Spocia18

9 10

Antonio Gallucci Gianluca Zagari

Paderno Dugnano (MI) Gambettola (FC)

Serpitagoras Catania94

93,5 93

11 12

Mauro Zarrelli Marco Lo Medico

Ruviano (CE) Bagheria (PA)

Andtea Team 9 1543 Les Merengues 74 1542

11 12

Salvatore Pasqua Francesco Eupizi

Augusta (SR) Arquata Del Tronto (AP)

Augusta1986 Jammin’

93 93

13

Alessandro De Rensis

14 15 16

Ermete Labbadia Luca Piemontese Davide Collareta

Campobasso

GeneraleStewieA13 1541

13

Paolo Rinaldo Fanetti

Ponticino (AR)

Il Pulcino Pio..Pio 93

Lenola (LT) Bitritto (BA) Genova

Dejà Vu 1540,5 Sparta Artemidoro 1539,5 Pec1 1538

14 15 16

Moreno Giardini Domenico Palazzo Stefano Longo

Treore (TN) Capua (CE) Menfi (AG)

Mister Giardini 93 L’Inter Ritorna 020 92,5 Foxtrot 92,5

17

Davide Collareta

18

Gianluca Marchese

Genova

Arbeloa21

1538

17

Fabio Frare

Vimercate (MI)

Virtus Petosino

92,5

Costanzana (VC)

Nonno Arialdo 23 1538

18

Adriano Sciolti

Strudà (LE)

Fuoriclasse '82

19 20

Federico Gianni Antonino Sampugnaro

92,5

Viareggio (LU) Lentini (SR)

4-3-3 Tony E Seby 48

19 20

Andrea Pinna Nicola Bastianelli

Ozieri (SS) Montemaggiore Al M. (PU)

San Nicola Team 92,5 Alexander IlGrande 92,5

1543,5 1543,5

1537 1536

Pos. 1

Paloschi è diventato un affare Ora costa solo 15 fantamilioni Dimenticati gli infortuni: l’attaccante del Chievo ha superato il momento di crisi Domenica ha realizzato il sesto gol in questo torneo: già battuto il record personale MARCO GUIDI

All'inferno e ritorno. Quando ad agosto Alberto Paloschi si procurò una forte distorsione a una caviglia con lesione del legamento, molti fantallenatori accantonarono il suo nome dal Magic listone. L'attaccante, cresciuto nel Milan, già ai tempi del Parma era stato perseguitato dagli infortuni. Troppo scalognato, il giudizio comune. Ma il ragazzino classe '90 ha tempra da campione. Così a novembre è tornato in campo e partita dopo partita si è conquistato la maglia da titolare nel Chievo, sopravanzando una vecchia volpe dell'area di rigore come Pellissier. Domenica la giusta ricompensa per i sacrifici fatti: è arrivata infatti la sesta rete in questo campionato, suo record personale in A. E ora Paloschi non ha nessuna intenzione di fermarsi. Cuore di pietra Che Paloschi ab-

bia il gol nel sangue non lo scopriamo di certo adesso. Come dimenticare il suo esordio a San Siro con la maglia del Milan? Pochi secondi e al primo

pallone toccato fu subito gloria. Da quel ricordo sono passati quasi cinque anni, in cui l'enfant prodige ne ha passate di cotte e di crude, tra frequenti viaggi in infermeria e repentini cambi di maglia. Al Chievo sembra però aver trovato l'ambiente ideale e un allenatore, Eugenio Corini, pronto a dargli fiducia senza troppe riserve. Paloschi l'ha ringraziato, non guardan-

A segno contro le sue ex squadre: Genoa e Parma. E il 30 marzo c’è la sfida col Milan... do in faccia nemmeno alle sue ex squadre. Tripletta al Genoa, gol al Parma. Gli manca solo il Milan, che affronterà il 30 marzo. Chissà se sarà più tenero, visto che metà del cartellino è ancora di proprietà dei rossoneri. Alla Magic invece potete averlo tutto per voi investendo appena 15 fantamilioni. Per uno che viaggia alla media di due gol ogni tre partite vale la pena. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alberto Paloschi, 23 anni, seconda stagione al Chievo, 6 gol finora ANSA

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 22 GENNAIO 2013

SERIE BWIN IL CASO

Minacce e combine Juve Stabia nel caos La Dda accusa di corruzione il presidente Manniello «Derby comprato e giocatori picchiati dalla camorra» FRANCESCO CENITI MAURIZIO GALDI

Camorra, scommesse, combine. C’è di tutto nei 20 avvisi di chiusura indagine firmati da Pierpaolo Filippelli, pm della Dda di Napoli. L’inchiesta era partita nel 2009 e aveva portato all’arresto di diverse persone, compreso il calciatore Cristian Biancone del Sorrento accusato di aver assecondato le richieste del clan D’Alessandro di Castellammare e favorito la vittoria nel derby della Juve Stabia (1-0, aprile 2009). Ora dagli atti emergono ricostruzioni incredibili: giocatori minacciati e costretti a restare in mutande e il coinvolgimento del presidente gialloblù Franco Manniello. Per i magistrati sarebbe stato lui a mettere i 50 mila euro per la combine. La situazione sarà vagliata dalla Procura federale che aveva già deferito Manniello per le presunte aggressioni ai suoi calciatori dopo il k.o. di Pistoia del marzo 2009. La squadra rischia un deferimento per responsabilità diretta (e quindi la retrocessione). Indagini Il lavoro dei magistrati è stato meticoloso e la Gazzetta ne aveva parlato nella prima puntata della Gomorra del cal-

Francesco Manniello, 57 anni, imprenditore, politico e presidente della Juve Stabia DAPRESS

cio. Il clan D’Alessandro, per l’accusa, aveva messo le mani su alcune ricevitorie della zona, utilizzate per ripulire il denaro e far cassa con le scommesse. Ecco il perché della combine grazie al coinvolgimento di Biancone che aveva poi «arruolato» il portiere Spadavecchia (indagato a Napoli e Bari per il calcioscommesse). Il derby fu deciso da un gol rocambolesco, dopo una papera proprio di Spadavecchia. Sulla gara la camorra lucrò grazie a numerose scommesse illegali. Per la Dda era l’inizio di un percorso poi interrotto dalle indagini. Nel mirino era già finito anche il d.g. della Juve Stabia (Roberto Amodio, accusato di essere colluso col clan). A livello sportivo la squadra era stata punita

con un -3. Negli atti, però, ci sono nuovi episodi. Come l’aggressione subita dai giocatori dopo Pistoia con «schiaffi, sputi, insulti e colpi di cinghia». Per la Dda la criminalità, grazie agli affiliati e capi ultrà Francesco Avallone e Vincenzo Mirante, avrebbe costretto i giocatori «contro volontà a togliersi maglia e tute, rimanendo in mutande, con il doppio scopo di infliggere loro una pesante umiliazione e minacciandoli di più gravi rappresaglie in caso di nuove sconfitte». Contestata ad Amodio e Avallone anche minacce di morte «mediante lumini cimiteriali collocati sulla panchina e attraverso manifesti mortuari riportanti i nomi dei tesserati». I calciatori furono inoltre costretti «a fare l’allenamento senza indossare maglie e tute». Reazioni I tifosi della Juve Stabia si stringono intorno a squadra e presidente: organizzata una «panolada» per la gara di lunedì col Brescia. Così Manniello: «Chiederò di essere sentito al più presto dai magistrati per chiarire la mia posizione». Il dirigente è dimissionario da dicembre per protesta dopo il deferimento deciso da Palazzi per il dopo Pistoia. (ha collaborato G. Esposito) © RIPRODUZIONE RISERVATA

4

LA B DOPO 22 TURNI

CLASSIFICA Sassuolo p. 51; Livorno 47; Verona 43; Varese* (-1) ed Empoli (-1) 33; Modena (-2) 32; Brescia* 31; Padova (-2), Cittadella e Juve Stabia 30; Spezia e Ascoli (-1) 28; Ternana 25; Bari (-7) 24; Reggina (-2) 23; Novara (-2), Crotone (-2) e Lanciano 22; Cesena 21; Vicenza 19; Pro Vercelli 15; Grosseto (-6) 11 (*una in meno) SI RIPARTE Venerdì 25 (ore 20.45) CrotoneSassuolo (1-2) Sabato 26 (ore 15) Bari-Ascoli (3-1), Cesena-Vicenza (1-3), EmpoliNovara (2-2), GrossetoCittadella (1-2), ModenaTernana (1-0), Padova-Livorno (2-3), Pro Vercelli-Reggina (0-1), SpeziaVerona (1-1), VareseLanciano (2-1) Lunedì 28 (ore 20.45) Juve StabiaBrescia (0-2)

IL RECUPERO DELLA 21a OGGI, ORE 18.30

C’è Varese-Brescia Il derby da 4˚ posto BRUSA-LAFFRANCHI

Si recupera oggi alle 18.30 il derby lombardo Varese-Brescia, rinviato per nebbia il 26 dicembre. Qui Varese La squadra di Casto-

ri, quarta, è decisa a ridurre i dieci punti di distacco dal Verona. Oltre allo squalificato Carrozzieri e agli infortunati Damonte e Tripoli, rischiano di non esserci i due attaccanti in partenza, Eusepi e Momenté: il primo ha la febbre e il secondo ha abbandonato la rifinitura di ieri per un fastidio al ginocchio. Il vero dubbio riguarda la fascia sinistra di centrocampo: il favorito è Kink, ma potrebbe partire Oduamadi. Prima della partita, manifestazione contro il razzismo: i dirigenti del Varese sfileranno in campo con 50 bambini della scuola calcio che sventoleranno bandiere di tutti i colori mentre lo speaker leggerà questo messaggio: «Il Varese ama i colori, i colori del calcio, i colori di ogni pelle». Nei primi 45 minuti sciopero del tifo per protestare contro la sentenza di assoluzione dei poliziotti che picchiarono il tifoso bresciano Paolo Scaroni. Squalificati Carrozzieri. Diffidati Filipe, Grillo, Momenté, Troest e Zecchin. Qui Brescia Cogliere il primo

successo nel 2013, il secondo esterno stagionale, è l’obiettivo della squadra di Calori, che in

VARESE BRESCIA VARESE (4-4-2) 1 BRESSAN 2 PUCINO 25 TROEST 19 REA 16 GRILLO 24 ZECCHIN 8 CORTI 29 KONE 15 KINK 21 EBAGUA 10 NETO PEREIRA All. CASTORI

BRESCIA (4-3-1-2) 1 ARCARI 15 ZAMBELLI 14 SALAMON 21 DE MAIO 3 DAPRELA' 18 LASIK 5 BUDEL 23 BOUY 4 SABA 32 CORVIA 11 MITROVIC All. CALORI

PANCHINA 22 Bastianoni, 13 Fiamozzi, 26 Lazaar, 14 Filipe, 7 Oduamadi, 9 Martinetti, 11 Scapuzzi.

PANCHINA 12 Cragno, 25 Caldirola, 20 Rossi, 19 Finazzi, 24 Felipe, 7 Picci, 9 And. Caracciolo.

ARBITRO Irrati di Pistoia GUARDALINEE Chiocchi-Di Iorio PREZZI da 1 a 45 euro TV Sky Sport 1 HD, Calcio 1 HD, e B Tv

quel caso sorpasserebbe proprio il Varese. Confermato il 4-3-1-2. Andrea Caracciolo è convocato. In panchina Caldirola, appena ripreso dal Cesena. Sirene di mercato per Salamon, nel mirino soprattutto del Milan. «Normale: è un ragazzo di grandi prospettive, oltre che di notevoli valori umani — assicura Calori — se arriva l’offerta giusta e deve partire, non posso trattenerlo. L’importante è che rimanga sempre umile com’è ora: così sono i veri campioni». Squalificati Scaglia. Diffidati And. Caracciolo e Zambelli. © RIPRODUZIONE RISERVATA


MARTEDÌ 22 GENNAIO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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PRIMA DIVISIONE LA GRANDE IN CRISI

4 Il ribaltone del Lecce

I NUMERI

Via Lerda, c’è Toma 10 «Era in confusione»

le squadre di Prima che hanno cambiato allenatore: per Barletta e Benevento due cambi

19

le giornate del Lecce in vetta: da domenica al comando c’è il Trapani

5

le sconfitte del Lecce in 19 partite: fatale a Lerda quella di San Marino

L’esonerato Franco Lerda, 45 anni LEZZI

Perso il primo posto, la panchina va al tecnico della Berretti Tesoro attacca Ferrario e Legittimo: «Rubano lo stipendio» Un Tesoro scatenato «Ancora

GIUSEPPE CALVI LECCE

Appena è stato sbalzato dal comando in classifica, ha perso il posto in panchina. Da ieri mattina Franco Lerda non è più l’allenatore del Lecce. Esonerato con una telefonata dal presidente Savino Tesoro, il tecnico di Fossano paga non solo per l’ultima sconfitta, a San Marino. Oggi la società presenterà il nuovo allenatore, Antonio Toma, 48 anni, salentino di Maglie, sin qui alla guida della squadra Berretti, con 15 vittorie su altrettanti incontri, 74 reti segnate e 10 incassate. Da calciatore era un fantasista, da tecnico ha sposato il 4-2-4, pure nella salvezza col Pisa in C1 ai playout (2006), tanto da intrigare Conte, che lo volle come «vice» al Bari e all’Atalanta. Lecce double face Lerda

decide di restare in silenzio, soffocando la sua delusione. E’ finito fuori pista ieri, dopo aver rischiato a dicembre. Allo straordinario avvio - 8 successi e 2 pareggi in 10 gior-

Antonio Toma, 48 anni LEZZI

nate - è seguita un’involuzione, con 8 punti conquistati nelle ultime 9 gare (5 sconfitte). Domenica il Lecce ha subìto il sorpasso del Trapani. Lerda le ha provate tutte, anche con Giacomazzi, relegato in panchina e poi a casa (trasferta a Cremona), complice la decisione dell’uruguaiano di scavalcare il tecnico per ottenere da Tesoro jr il permesso per una vacanza più lunga in Uruguay.

IL CASO IL CAPITANO DELLA SALERNITANA NEI GUAI

Ad Aversa ha causato la rissa Montervino rischia un Daspo GIOVANNI VITALE SALERNO

Bufera su Francesco Montervino. Rischia il Daspo, oltre a una sanzione della Salernitana e alla squalifica per l’espulsione, per la smodata reazione a un gol che ha provocato incidenti tra tifosi. E’ accaduto domenica ad Aversa, nel derby con la Normanna. Dopo il gol, Montervino è corso verso il settore occupato dai tifosi di casa, dove ha avuto uno scambio di epiteti con un gruppetto. A fine tempo Romaniello, allenatore

della Normanna, lo ha redarguito a metà campo e poco dopo c’è stato uno scontro tra gruppi di ultrà: 6 salernitani e 4 aversani sono stati denunciati per rissa aggravata, resistenza a pubblico ufficiale e violenza negli stadi. Altri Daspo in arrivo. I motivi Nel prepartita Montervino avrebbe ricevuto delle offese. «Ho letto ricostruzioni fantasiose sui fatti — ha detto attraverso il sito del club — ma non ho insultato nessuno nè mai assunto atteggiamenti contro la tifoseria locale. La mia era solo un’esultanza per un gol molto

non mi spiego il crollo del Lecce, ma resta immutata la mia stima per Lerda: mi è dispiaciuto tantissimo comunicargli l’esonero — dice il presidente — magari ultimamente era andato un po’ in confusione, eppure io e mio figlio l’abbiamo difeso strenuamente, finché è stato possibile. Ora ci affidiamo a Toma e aspettiamo ancora il contributo di quei giocatori che, reduci da A e B, paghiamo come grandi protagonisti». Savino Tesoro non teme per la reazione di Ferrario e Legittimo, nel suo mirino («Abbiamo trovato le squadre per loro, ma non se ne vogliono andare» e «non è giusto che ci sia gente che ruba lo stipendio») e pronti a tutelare la loro immagine in ogni sede. «Facciano pure, mi querelino: non credo di diffamare Ferrario se evidenzio che in 6 mesi ha disputato solo una partita», sottolinea il presidente. E suo figlio Antonio, amministratore delegato, lancia frecciate: «Abbiamo costruito una squadra per vincere il campionato. Ma abbiamo diversi giocatori che puntano ad aggiudicarsi il torneo su Twitter. Ora basta!».

SQUADRE

PT

LATINA (-1) AVELLINO FROSINONE (-1) PERUGIA (-1) PISA NOCERINA PRATO PAGANESE BENEVENTO VIAREGGIO GUBBIO CATANZARO ANDRIA (-2) BARLETTA CARRARESE SORRENTO

37 35 30 27 27 27 25 25 23 23 22 21 20 14 13 12

GIRONE B IL POSTICIPO PARTITE G V N P 18 11 5 2 18 10 5 3 18 8 7 3 18 8 4 6 18 7 6 5 17 7 6 4 17 7 4 6 18 6 7 5 18 6 5 7 18 5 8 5 18 6 4 8 18 6 3 9 18 5 7 6 18 3 5 10 18 3 4 11 18 2 6 10

RETI F S 26 15 28 14 25 16 27 22 26 21 24 21 20 15 22 20 25 21 25 26 17 25 25 33 16 17 15 26 19 31 10 27

U PROMOSSA U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSA

PROSSIMO TURNO DOMENICA 3 FEBBRAIO ore 14.30 AVELLINO-BENEVENTO (2-1) CATANZARO-PAGANESE (0-0) FROSINONE-PRATO (1-0) NOCERINA-BARLETTA (0-0) PERUGIA-ANDRIA (1-1) PISA-GUBBIO (1-2) SORRENTO-LATINA (0-1) VIAREGGIO-CARRARESE (3-1)

importante per la Salernitana. Mi dispiace per quanto accaduto e chiedo scusa alla società dell’Aversa Normanna, ma il mio comportamento non voleva essere offensivo». Bastava andare a esultare dall’altra parte dello stadio, dove c’erano centinaia di tifosi ospiti.

Francesco Montervino 34 anni centrocampista e capitano della Salernitana. Su gazzettaTv il video di quanto successo ad Aversa

Arcidiacono del Cosenza aveva preso un Daspo di tre anni per avere mostrato, dopo un gol, una maglietta di solidarietà ad Antonino Speziale, tifoso condannato per l’omicidio dell’ispettore Filippo Raciti. Divieto di assistere alle partite, ma non di giocarle, perché il calcio era l’attività lavorativa dalla quale traeva mezzi di sussistenza. Il primo professionista a prendere questo Daspo è stato Giuseppe Giglio dell’Olbia.

TANOPRESS

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Una Paganese devastante Crollo Avellino Una ripresa perfetta con 4 gol Al primo posto resta il Latina PAGANESE-AVELLINO

4-1

MARCATORI Angiulli (A) al 44’ p.t.; Caturano (P) al 13’, Scarpa (P) al 24’, Caturano (P) al 31’, Scarpa (P) al 46’ s.t. PAGANESE (4-4-2) Robertiello 5,5; Pepe 6, Fernandez 5,5, Fusco 6,5, Nunzella 7; Soligo 6, Franco 6 (29’ s.t. Puglisi 6), Romondini 7, Tortori 6,5 (dal 1’ s.t. Scarpa 7); Girardi 5,5 (21’ s.t. Fava 6), Caturano 6,5. (Pergamena, Perrotta, Lulli, Babù). All. Malafronte 6,5 (Grassadonia squalificato). AVELLINO (4-3-1-2) Fumagalli 5; Bittante 5,5, Fabbro 5, Giosa 5, Pezzella 5; D’Angelo 5,5 (dal 32’ s.t. Herrera s.v.), Massimo 5 (dal 36’ s.t. Arini s.v.), Angiulli 6,5; Bariti 6 (dal 37’ s.t. Millesi s.v.); Biancolino 5,5, Castaldo 6. (Orlandi, Zappacosta, Panatti, Izzo). All. Rastelli 5. ARBITRO Ros di Pordenone 7,5. NOTE paganti 1.180, abbonati 355, inc. 13.744 euro. Amm. Fabbro, Pepe, Castaldo, Fernandez e Bittante. Angoli 4-3. DAL NOSTRO INVIATO

GENNARO BOZZA PAGANI (Salerno)

GIRONE A

Domenica riposo Sabato 4 recuperi Domenica la Prima divisione riposa: riprende il 3 febbraio. Sabato 25 ci sono però i quattro recuperi (14.30): oltre a LumezzaneTritium e San Marino-Feralpi Salò (e a Nocerina-Prato del girone B), si gioca anche Cuneo-Reggiana, rinviata domenica per neve. La classifica del girone A dopo 20 giornate: Trapani p. 35; Lecce 34; Carpi 31; Entella e Alto Adige** 30; Pavia 29; San Marino* 28; Lumezzane* 26; Cuneo* 23; Cremonese (-1) 22; Feralpi Salò* 21; Como** (-1) e Portogruaro** (-1) 20; Reggiana* 18; AlbinoLeffe (-10) 16; Tritium* 9; Treviso (-1) 8. (**ha già riposato; *una gara in meno).

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I precedenti In novembre Pietro

S

CLASSIFICA

QUADRANGOLARE

Oggi si comincia In campo a Carpi Scatta stamane il Quadrangolare di Lega Pro, giunto alla 33sima edizione, riservato ai migliori under 20 delle due categorie. Ogni rappresentativa è composta di 18 giocatori. Questo il programma di oggi a Carpi: Prima Girone A-Seconda Girone A (ore 10.30); Prima Girone B-Seconda Girone B (ore 14.30). Le finali sono giovedì a Reggio Emilia: per il terzo posto alle 10.30, per il primo alle 14.30. Tra le iniziative collaterali legate al sociale, ci sarà anche la seconda edizione del Premio Stracca, in collaborazione con il Corsera, assegnato a Lucia Maffei di Pisa che ha fatto un elaborato sui progetti della Lega Pro come Supporter's Trust e gli stadi senza barriere per riportare famiglie e bambini allo stadio.

Altro che sorpasso, l’Avellino si affloscia come un sufflè, pappato da una scatenata Paganese, che disintegra la difesa più forte della Prima: 4 gol in 45’ a fronte dei 10 subiti in 17 giornate. Ma è soprattutto sul piano del gioco che l’Avellino crolla senza scusanti. Si fa chiudere nella metà campo, trova il gol del vantaggio, a sorpresa, ma non riesce a reggere l’urto degli avversari. Dopo 7 partite positive, con un pari e 6 vittorie, di cui le ultime 5 consecutive, la squadra di Rastelli è in calo. La serata sembra la stessa di quella con il Latina, un diluvio, ma il campo tiene, il buco maledetto che aveva provocato lo 0-3 a tavolino è una minacciosa macchia marrone, che però stavolta regge. La partita Chi non regge è l’Avellino, costretto

in difesa all’inizio. La Paganese domina a centrocampo: al 7’ tiro di Tortori di poco a lato, al 21’ una punizione di Romondini deviata da Fumagalli in angolo, al 33’ con cross basso di Nunzella e tiro a volo di Tortori annullato da una bellissima parata di Fumagalli. L’Avellino contrappone solo lanci lunghi per Biancolino e Castaldo, che si ritrova un buon pallone a destra al 16’, ma il suo tiro è respinto da Robertiello. Bariti, che sostituisce lo squalificato De Angelis alle spalle delle punte, ha difficoltà a trovare la giusta posizione, ma al 44’ imposta per Angiulli che avanza senza opposizione di Fernandez e tira un diagonale, non fortissimo, che batte Robertiello. La Paganese rispolvera Scarpa, inspiegabilmente in panchina nel primo tempo, che entra altrettanto inspiegabilmente al posto di Tortori fino a quel punto il migliore dei suoi. Il gioco comunque cambia, l’Avellino arretra sotto la spinta poderosa della Paganese, i difensori si impappinano, Rastelli fa i cambi solo sull’1-3 e arriva la disfatta. Al 13’ cross di Nunzella e gol di testa di Caturano. Al 24’ angolo di Nunzella, testa di Scarpa e Fumagalli non trattiene. Al 31’ angolo di Romondini, testa di Fava, traversa e Caturano ribatte in rete. Al 46’ Fumagalli respinge su Puglisi, poi impazzisce e arriva a centrocampo col pallone fra i piedi, lo perde e Scarpa da 40 metri conclude lo spettacolo. E’ un segnale inquietante per l’Avellino, forse l’inizio di un nuovo campionato per la Paganese. Mentre in vetta rimane felice il Latina. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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MARTEDÌ 22 GENNAIO 2013

CICLISMO INTERVISTA ESCLUSIVA ALL’INGLESE

identiKit & CARRIERA

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DAL NOSTRO INVIATO

CIRO SCOGNAMIGLIO twitter@cirogazzetta PORT D’ALCUDIA (Spagna)

Il cielo sopra le Baleari ha il broncio. E il glamour estivo è difficile da immaginare, vista la serie quasi ininterrotta di saracinesche abbassate. Però i 15 gradi di temperatura fanno comunque di Maiorca un’isola felice — specie se il paragone è il freddo dell’inverno continentale —, nonché la base che Bradley Wiggins e il team Sky hanno scelto per il lavoro che anticipa la discesa nell’arena delle corse. «Wiggo» l’affronterà con la corona in testa, eredità del fantastico 2012 in cui ha vinto il Tour de France (primo britannico della storia) e, dieci giorni dopo, l’oro olimpico a cronometro nel tripudio della sua Londra. Senza considerare la «mancia» di Parigi-Nizza, Giro di Romandia e Giro del Delfinato: sempre di collezione di maglie gialle si parla, curiosamente. Ma l’orizzonte di «Sir» Bradley adesso ha il colore rosa del Giro d’Italia, eletto a punto cruciale del suo 2013. Di questo, della nuova dimensione di numero uno (lo era stato già in pista, certo, ma il ritorno d’immagine era stato decisamente inferiore) e di molto altro ha parlato nell’intervista esclusiva che ha rilasciato alla Gazzetta dello Sport.

Wiggins d’Italia «La maglia rosa è un’ispirazione: il nuovo fuoco che ho dentro»

Il re giallo si confessa tra chitarre e Liverpool «Vincere al Giro sarà più difficile che al Tour»

Wiggins, cominciamo da una curiosità che nasce dal suo amore per la musica: a dicembre ha avuto la possibilità di suonare a Londra «That’s Entertainment» assieme al suo idolo Paul Weller. La domanda è: più emozionante questo oppure salire in maglia gialla sul podio del Tour a Parigi?

Sorride. «Beh, That’s Entertainment. Cento per cento. Anche perché poi non ho dovuto fare una conferenza stampa! Sa, è davvero bello ogni tanto far vedere un aspetto di te diverso da quello che mostri di solito». Sempre a fine dello scorso anno, ha vinto il premio della Bbc come personalità sportiva del 2012. Perché l’ha definito come la «più grande conquista della carriera»?

«Pensate a chi è finito dietro: Jessica Ennis, che ha vinto l’oro olimpico dell’eptathlon. Oppure Andy Mur-

ray, oro nel Wimbledon olimpico. O ancora Mo Farah, che di titoli a Londra (nell’atletica: 5000 e 10.000; ndr) ne ha vinti addirittura due. Insomma, è una dimensione che va oltre quella del ciclismo». Eppure non sembra gradire molto la popolarità. Ed è molto geloso della sua privacy. Dopo la caduta a novembre in allenamento, uscendo dall’ospedale aveva anche fatto il dito medio ai fotografi. Non è che qualche volta ha pensato: «Sarebbe stato meglio non vincere Tour e oro olimpico?»...

«No, questo no. Mai. Ma le spiego: la Gran Bretagna è una nazione "divertente", ossessionata dalla cultura delle celebrità. Io sono diverso: mi fa piacere essere ricordato come un buon sportivo, ma non voglio essere una celebrità e non ho mai fatto niente per sfruttare, o monetizzare, la fama che deriva dalle vittorie, al contrario di quello che fanno molti altri atleti. Non li critico, ma io non ho mai partecipato a

giochi televisivi o talk-show. Semplicemente, non fa per me». Lei era stato già chiaro alla presentazione del Tour 2013: «Il mio nuovo obiettivo è vincere il Giro d’Italia». Come e perché l’ha deciso?

2010: sua la crono ad Amsterdam Bradley Wiggins è stato maglia rosa per 1 giorno nel Giro d’Italia 2010: l’inglese di Sky vinse la crono inaugurale di Amsterdam (FOTO DE WAELE). A sinistra, «Wiggo» sulla sedia del trionfatore della crono olimpica e in giallo sui Campi Elisi, 1˚ britannico a vincere il Tour ROBERTO BETTINI

«Non è stata una scelta improvvisa. Ma dopo aver conquistato il Tour, che avevo inseguito per diversi anni, mi sono chiesto: "E ora che faccio?", cominciando a pensare al Giro. Dopo aver visto il percorso, molto duro, ma non esageratamente duro come era stato a volte nel recente passato, ho scelto. Il Giro d’Italia è la mia nuova sfida. La mia ispirazione. Il nuovo fuoco che arde dentro di me. Credo che vincerlo, per certi aspetti, sarà più difficile che vincere il Tour». In che senso?

«La durezza delle salite italiane. E ci saranno dei corridori, penso a Nibali, più preparati rispetto al Tour 2012. E che sanno già come si corre un Giro d’Italia per vincerlo».

Ci parli del suo rapporto con la corsa Gazzetta. La maglia rosa del 2010 ad Amsterdam la ricordiamo bene, ma lei al Giro ha già partecipato 5 volte. La prima nel 2003, sono già passati 10 anni...

Sorride. «Oh, quel Giro del 2003 è stata la cosa peggiore che ho fatto nella mia vita! (prima sua grande corsa a tappe in assoluto; ndr). Prima di finire fuori tempo massimo, ero stato quasi sempre negli ultimi posti della generale. C’era Pantani e c’era Cipollini, in maglia iridata. Mario al momento giusto parlava e aveva il carisma per far "rallentare" la corsa. Poi cadde, si ritirò e il ritmo aumentò di molto...». Altri ricordi?

TOUR SAN LUIS IN ARGENTINA L’INGLESE DELL’OMEGA-QUICK STEP BATTE MODOLO E PETACCHI. IN AUSTRALIA SCATTA IL «DOWN UNDER»

E l’ex compagno Cavendish cambia colori e brinda DAL NOSTRO INVIATO

CLAUDIO GHISALBERTI VILLA MERCEDES (Argentina)

Impressionante! Un Cavendish così non si era mai visto. Per la prima volta in carriera Cannonball vince al primo giorno di corsa. E il suo trionfo nella tappa d’apertura del Tour de San Luis è netto, mai in discussione: quando Mark parte, si capisce subito che i suoi av-

versari lotteranno solo per resistere e conquistare le altre due piazze sul podio. Il secondo posto è di un ottimo Sacha Modolo, mentre il terzo è dell’eterno Alessandro Petacchi. Peter Sagan, l’altro atteso protagonista, chiude in 5ª posizione. Felice Cavendish ce lo aveva

confessato alla vigilia: «Sono un uomo felice, sto vivendo la perfezione. La mia compagna,

la bambina, la squadra nuova, tutto funziona a meraviglia». Parole accompagnate da uno sguardo timido e dolcissimo. «All’ultima curva avevo quattro compagni davanti e dovevo controllare la situazione — spiega il vincitore —. C’erano tanti rivali che avevano una buona gamba e l’arrivo poteva diventare pericoloso, ma ai 250 metri la situazione era chiara. Ho capito che nessuno mi

avrebbe battuto». Alla base del successo, anche un inverno differente. Mark ha sempre fatto fatica a inizio stagione anche per la sua tendenza ad andare sovrappeso. «Vero, ma il cambio di squadra mi ha dato motivazioni ed entusiasmo enormi. Volevo vincere subito con questa maglia perché Bakala e Lefevere hanno fatto molto per portarmi in Omega Pharma. Era superimportante per me vincere

subito. E poi era il compleanno di Rob Hayles, con il quale ho vinto il Mondiale Madison nel 2005. Rob è uno dei miei migliori amici e la vittoria è per lui». Italia ok Chi ha fatto una gran

volata è stato anche Modolo, spalleggiato alla grande da Fortin. «Ai 500 metri ero 25˚ e avevo solo un compagno. Ho dovuto fare uno sprint di un centina-

io di metri per prendere la ruota di Cav, poi quando lui è partito io ero al gancio. Peccato, se fossi stato alla sua ruota... Però la tappa di domani (oggi, ndr) ha un finale che più mi si addice (è sempre una frazione per velocisti, ma gli ultimi 400 metri salgono al 4-5 per cento; ndr)». Petacchi, invece, non è contento: «Ho sbagliato a non partire deciso. Ho tentennato, invece dovevo rischiare e Modolo mi ha rimontato. La gamba non mi sembra male, ma per capire bene devo aspettare tappe più tirate» © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Quel basettone anticonformista La prima foto che, a sinistra, apre la sequenza è Bradley Wiggins 10 anni fa, nel 2003, ai Mondiali pista. Volti ed espressioni del londinese, con quei basettoni diventati un’icona per i tifosi. A destra, si allena a Maiorca FOTO BETTINI/DE WAELE

d’Italia sia il Tour de France?

«Guardi, adesso ho il Giro in mente. Chi può dire in che forma sarò, dopo? Se le cose andranno secondo i piani, il mio compagno Chris Froome avrà la priorità per il Tour. Probabilmente, sarà il leader. Ma io comunque spero di fare un altro Tour ad alto livello dopo il Giro: questa è un’altra sfida. Un altro podio, magari. E poi per la squadra avere due carte da giocare è meglio che averne una. Tra me e Chris non ci sarà nessun problema. Nessun dubbio sulla lealtà reciproca. Lui era pronto a vincere nel 2012 se fosse successo qualcosa a me, e una cosa del genere, a parti invertite, potrebbe succedere nel 2013. Ma non ci saremo solo noi al via. Né al Giro, né al Tour».

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HA DETTO

S su «Cav» «Mi dispiace molto che abbia lasciato Sky, ma lo capisco. E’ estremamente competitivo, ed è giusto che insegua la maglia verde al Tour»

sul caso Armstrong

«Non mi interessa il futuro di Lance ma del mio sport»

Che cosa risponde a chi dice che la sua vittoria del Tour 2012 sia stata noiosa?

«L’arrivo all’Alpe di Siusi al Giro 2009. Quel giorno arrivai al traguardo prima di Armstrong (21˚ e 34˚, ndr) e capii per la prima volta di poter essere competitivo anche in salita. Lo stesso anno, arrivai quarto al Tour. Ma anche la pazzesca tappa dell’Aquila nel 2010. Lunghissima, fredda, la classifica sconvolta dalla fuga dei 58. Non so quanti se lo ricordino, io ero dentro! Arrivai quarto. I big della generale erano così nervosi al traguardo. E anche nei giorni successivi».

icomplimenti

Al Giro d’Italia il grande pubblico aveva scoperto le sue passioni: amante del vino, collezionista di chitarre e lambrette. Ci aggiorna?

«Oh, non sono molto cambiato in questo senso. Però le chitarre sono aumentate, erano una ventina e credo adesso siano quaranta, quarantacinque. D’altro canto (ride, ndr) ora guadagno molto di più!».

Ha stabilito il programma di avvicinamento al Giro?

«A inizio febbraio potrei correre qualche giorno alla Challenge Maiorca. Poi Tour of Oman, lavoro in altura, Giro di Catalogna, Giro del Trentino, Liegi-Bastogne-Liegi. Certamente, qualche sopralluogo delle tappe-chiave. Sapete, io amo la maglia rosa. Lo dissi già nel 2010: per me è un’icona. E il Giro per la storia del ciclismo ha lo stesso valore del Tour, ma è a dimensione più "umana". Il Tour forse è diventato troppo "grande"». Ma è vero che la reale ambizione del 2013 è vincere sia il Giro

«Io sono stato l’uomo più consistente, considerando salita e crono, e non ho mai avuto una giornata davvero negativa. Nell’albo d’oro del Tour poi c’è il mio nome, e non un asterisco con scritto: "Non ha attaccato in salita", o cose del genere. Il mio modo di correre è quello. Non mi vedrete mai fare un attacco in salita a 80 chilometri dalla fine. Non ho il fisico. Se lo fa Contador, mi riferisco a quell’azione da lontano che gli ha fatto vincere la Vuelta, ci può stare. Lui è il miglior scalatore di questa generazione».

«Nibali? È uno dei leader del ciclismo di oggi» (ci. sco.) All’ultimo Tour c’era anche stata un’incomprensione: a Vincenzo Nibali non era piaciuto uno sguardo al traguardo della maglia gialla Bradley Wiggins («Deve avere più rispetto»), ma il chiarimento era arrivato già il giorno dopo. L’inglese tiene in grande considerazione il siciliano: lo chiama sempre per nome e lo considera uno degli attuali leader del gruppo. «Io, Vincenzo, Contador, Cancellara, Boonen», ha detto Wiggins sull’argomento. Il primo scontro è atteso al Tour of Oman (11-16 febbraio), dove c’è un arrivo in salita che Nibali l’anno scorso conquistò FOTO BETTINI

senza catenanegli ultimi metri

Mark Cavendish, 27 anni, iridato nel 2011: negli ultimi metri gli è caduta la catena BETTINI

E il tifo calcistico? Tiene sempre al Liverpool, che però non sta vivendo la sua migliore stagione?

S su Froome «Molti pensano che ci sia una grande rivalità tra di noi, ma non è così. L’anno scorso al Tour abbiamo fatto primo e secondo: meglio di così...»

S su Cataldo «Si rivelerà un corridore importante per la nostra squadra. Abbiamo parlato del Giro 2010: c’era anche lui nella fuga de L’Aquila...»

«Ma certo. Anche se non sono ancora andato ad Anfield in questa stagione. Quello che mi fa i plantari per le scarpe di ciclismo lavora al Manchester United e quando passo a trovarlo, al campo di allenamento, capita che ci vada con la maglietta del Liverpool». Caspita. Ma non è rischioso?

Ride. «Macché. Io sono Cavaliere. Posso fare quello che voglio. Quando sei Cavaliere, funziona così: puoi fare quello che vuoi». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tour 2010: Bradley Wiggins (sin.) parla con Lance Armstrong BETTINI DAL NOSTRO INVIATO

PORT D’ALCUDIA

Bradley Wiggins, Lance Armstrong, il doping. La maglia gialla in carica non ama nascondersi dietro il no comment e già all’indomani della clamorosa confessione del texano la Gazzetta aveva pubblicato la sua opinione. «Il caso Armstrong? Il problema ora è nostro, di noi che pedaliamo oggi, anche se la storia che racconta Lance non ci riguarda perché è del ciclismo di tanto tempo fa». E poi: «Non mi interessa ciò che accadrà a Lance. La mia paura è in quale stato questo scandalo lascia adesso il ciclismo, che è molto cambiato. Pat Mc Quaid e tutti gli altri, dove hanno portato questo sport? Non certo in una bella posizione, soprattutto per i corridori che adesso gareggiano. Ciò che mi interessa è dove va questo sport, dove va in futuro. Che impatto ha questo scandalo su di noi? Visto che poi coinvolge anche le persone che questo sport lo governano, magari tra una settimana siamo senza presidente... C’è in ballo la nostra credibilità». Dichiarazioni Anche all’ultimo

Tour de France, dell’argomento-doping si era parlato eccome. Wiggins, il primo corridore della storia ad arrivare sul tetto della Boucle dopo essere stato pluriolimpico (e pluri-iridato) in pista, è stato sollecitato parecchie volte sull’argomento prima di far pubblicare sul Guardian una lettera aperta in cui respingeva fermamen-

te ogni sospetto e spiegava i motivi per i quali non avrebbe mai neppure pensato di truccare il suo motore. «Se mi dopassi, potrei potenzialmente perdere tutto quello che ho. La mia reputazione, la mia tranquillità, il mio matrimonio, la mia famiglia, la mia casa», aveva scritto l’inglese, che alla Cofidis nel 2007 era compagno di squadra di Cristian Moreni. Il mantovano fu trovato positivo e la squadra — «Wiggo» compreso —, andò a casa. Vergogna Ancora: «La faccen-

da non riguarda solo me. Ho sempre vissuto in Gran Bretagna. Tutti i miei amici sono nel ciclismo, e così la mia famiglia allargata. Il ciclismo per me non è solo il Tour de France. Mia moglie organizza gare in Lancashire. Ho il mio centro dove la gente viene e paga 40 sterline per andare in bici. Se tutto questo fosse costruito sulla sabbia, se stessi imbrogliando tutte quelle persone, dovrei vivere con la consapevolezza che tutto potrebbe scomparire da un momento all'altro. Mio suocero lavora nel ciclismo e non sarebbe più capace di farsi vedere ancora in giro. La sua famiglia è nel ciclismo da 50 anni, e io li farei sprofondare nell’imbarazzo e nella vergogna. La faccenda non riguarda solo me: se io mi dopassi la mia squadra rischierebbe di finire in rovina. Semplicemente non voglio vivere in una situazione così. Doparsi, non varrebbe la pena». Firmato: Bradley Wiggins. ci. sco. © RIPRODUZIONE RISERVATA

CORSA GAZZETTA DAL 6 AL 12 MARZO

DOPO LA CONFESSIONE «LE MONDE» ACCUSA

Tirreno, via da San Vincenzo Boonen operato al gomito

«Accettando il certificato postdatato l’Uci coprì Armstrong al Tour 1999»

Appuntamento lunedì a San Vincenzo (Livorno) per la presentazione della Tirreno-Adriatico. La Corsa dei due Mari, che Rcs Sport organizza per conto della Gazzetta, scatterà il 6 marzo da San Vincenzo con una cronosquadre e si concluderà il 12 a San Benedetto del Tronto con una cronometro individuale. Tra i più attesi al via, Vincenzo Nibali (re 2012), Alberto Contador e Cadel Evans. Intanto, domenica Tom Boonen è stato operato al gomito sinistro: il 32enne belga dell’Omega Quick Step aveva un’infezione causata da un taglio in seguito a una caduta in allenamento.

Resta alta l’attenzione sulla confessione-doping di Lance Armstrong. Martina Navratilova, per molti la migliore tennista di tutti i tempi, ha detto: «Non c’è giustificazione per quello che ha fatto. Mentire con una tale convinzione per così tanti anni, querelare la gente, vincere e negare, bisogna avere un ego enorme per fare questo. Non deve più gareggiare in nessuno

sport». E mentre una biblioteca di Sydney ha spostato i libri sul Cowboy dalla sezione «sport» a quella «fiction», il quotidiano francese Le Monde ribadisce le accuse sulla complicità dell’Unione Ciclistica Internazionale per la vicenda del certificato medico post-datato che ha coperto la positività (ai corticosteroidi) del texano al Tour 1999, il primo dei 7 di fila vinti (ma ora revocati).


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FORMULA 1

Rivoluzione Mercedes 4

SQUADRE NEI GUAI

LA GRIGLIA DEL 2013 Così ad oggi la griglia della F.1 2013

S Red Bull Vettel Webber

S Ferrari Alonso Massa

S McLaren Button Perez

S Lotus Raikkonen Grosjean

Lewis Hamilton, 28 anni, al Museo Mercedes di Stoccarda. L’inglese in carriera ha vinto un Mondiale (nel 2008) e 21 gran premi, tutti con la McLaren EPA

Socio di Williams a capo del team Wolff compra il 30% e affianca Lauda (10%) Arriva anche Lowe? Hamilton a Stoccarda MARCO DEGL’INNOCENTI MONACO DI BAVIERA (Germania)

L’ultima volta che Lewis Hamilton aveva visitato la sede Mercedes di Stoccarda e il suo museo era stata nel 2009, quando la Casa della stella a tre punte era «motorista» e azionista della McLaren, il team con il quale l’anno prima aveva vinto il Mondiale. Ieri Hamilton, che in precedenza aveva visitato anche le sedi inglesi del team di Brackley e Brixworth, è tornato con la tuta argentata.

l’ufficializzazione di quella che si può definire una rivoluzione epocale per le frecce d’argento: l’austriaco Torger Christian Wolff, per tutti Toto, 41 anni, è stato nominato direttore esecutivo di tutto il Motorsport Mercedes, succedendo a Norbert Haug, che il 13 dicembre, dopo 22 anni, aveva lasciato l’incarico. Wolff, gentleman driver con le gran turismo negli Anni 90, è un brillante finanziere che ha investito molto nello sport dei motori. Già azionista del team

Mercedes Hwa nel Dtm (il turismo tedesco), nel 2009 è entrato al 15 per cento nel capitale azionario del Team Williams, del quale nello scorso luglio era diventato responsabile. Sua moglie, la scozzese Susie Stoddart, ha corso con la Mercedes nel Dtm ed è (e resta) collaudatore a Grove. Ieri, ovviamente, la Williams ha annunciato l’addio di Wolff, che però mantiene la partecipazione nella scuderia. Regia Un altro austriaco è die-

Tempo Cauto ottimismo nelle sue parole: «Diventare vincenti non sarà impossibile, ma non ci si riuscirà certo dall’inizio. Bisogna andare passo dopo passo: prima i punti, poi il podio, poi forse correre per vincere». Lewis ha però rassicurato: «Io voglio vincere e per questo sono qui al 100 per cento. È un nuovo capitolo e non mi sento il leader del team, perché sono un novizio».

Passaggio di consegne

Ricambio La visita di Hamilton

Norbert Haug, 62 anni, ex capo del Motorsport Mercedes, e Toto Wolff, 41, che lascia la Williams per sostituire proprio Haug a Stoccarda EPA

tro la clamorosa operazione: Niki Lauda. Il 3 volte iridato è da settembre 2012 presidente del consiglio di sorveglianza del Team Mercedes GP. Lui aveva convinto Hamilton a lasciare la McLaren per raccogliere l’eredità di Michael Schumacher e adesso ha favorito l’entrata di Wolff come responsabile della scuderia, ma anche come azionista di minoranza, al 30 per cento, mentre il 10 per cento è stato rilevato dallo stesso Niki. Si tratta dunque di quel pacchetto del capitale che il fondo statale di Abu Dhabi, Aabar, aveva dismesso alla fine dello scorso anno. Aabar che, per inciso, è lo sponsor del mitico cappellino rosso di Lauda.

Mercedes Hamilton Rosberg

Williams Maldonado Bottas

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Fusione Di conseguenza, per sopravvivere, la

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S Force India Di Resta Da definire

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Toro Rosso Ricciardo Vergne

S Caterham Pic Da definire

S Marussia Chilton Da definire

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Felice La giornata si è conclusa

con la videochat con i tifosi sul

sito www.ferrari.com: quaranta minuti di domande e risposte. Inevitabilmente Massa è tornato a parlare della mediocre prima metà del 2012, «un periodo che sono riuscito a lasciarmi alle spalle grazie al sostegno di tutta la squadra, che ha sempre creduto in me, e della famiglia che mi ha aiutato a pensare che i momenti difficili esistono per tutti ma che non devono far smettere di credere in se stessi». Della sua carriera Massa non cambierebbe nulla, perché anche se «non sono ancora riuscito a conquistare il

Felipe Massa, 31 anni, alla Ferrari dal 2006 COLOMBO

scuderia diretta da John Booth ha bisogno di piloti con la valigia. È stato lo stesso team manager a confermarlo nel comunicato di commiato a Glock: «La nostra linea era quella di affiancare un pilota di esperienza a un giovane. Ma abbiamo dovuto attuare misure che ci garantiscano un futuro a lungo termine. La crisi economica prevale, è un momento difficile per tutti». La Marussia avrebbe pure tentato la via della fusione con la Caterham, ma il matrimonio non è andato in porto. Anche la squadra di Tony Fernandes, che svelerà la nuova macchina il 5 febbraio a Jerez, deve scegliere chi affiancare a Charles Pic (ex Marussia), considerato che Heikki Kovalainen e Vitaly Petrov (in pole proprio per la Marussia) sono fuori. Malgrado ci siano sedili liberi è difficile che uno finisca nelle mani del nostro Davide Valsecchi, che spera almeno di essere scelto come riserva alla Lotus. Force India L’uscita di scena della Hrt e la crisi della Marussia segnano il fallimento della politica di Max Mosley, che nel 2009 promosse l’ingresso di nuovi team in F.1, senza basi solide. Però è vero che la crisi sta mettendo in ginocchio anche la Force India: un gruppo avrebbe messo sul piatto oltre 100 milioni di dollari per acquistarla e VJ Mallya ci starebbe pensando. © RIPRODUZIONE RISERVATA

A MARANELLO IL BRASILIANO SI FA AGGIORNARE SULLO SVILUPPO DELLA VETTURA 2013 E PARLA IN CHAT CON I TIFOSI

Dopo la settimana a Madonna di Campiglio e la parentesi calcistica di domenica a San Siro per seguire il suo Milan, Felipe Massa ieri è tornato a Maranello, dove mancava da più di un mese. Il brasiliano ha colto l’occasione per farsi aggiornare sullo sviluppo della nuova monoposto e ha potuto anche effettuare la prova di sedile sul primo telaio attualmente in assemblaggio al reparto Montaggio Vetture.

ANDREA CREMONESI

Il contratto di assistenza tecnica siglato con la McLaren: ecco, quella che doveva essere una grossa opportunità di crescita per la Marussia si è rivelata il classico «passo più lungo della gamba». E in un periodo particolarmente difficile, dove gli sponsor latitano, al team di Bambury ieri non è rimasto altro che mandare a casa «di comune accordo» Timo Glock, che verrà sostituito con un pilota pagante. Un divorzio pesante perché il trentenne pilota tedesco, ingaggiato sin dalla nascita della squadra (come Virgin) nel 2010, garantiva esperienza e professionalità. Il guaio appunto è che i soldi scarseggiano e qui entra in scena l’accordo con la McLaren che — si dice (perché le cifre restano confidenziali) — costi una ventina di milioni di sterline all’anno (23,76 milioni di euro): troppi in una situazione di crisi.

Sauber Hülkenberg Gutierrez

Wolff e Lauda gli uomini forti del team, insieme con Ross Brawn, che mantiene la responsabilità tecnica della scuderia. Ma circola la voce che presto possa arrivare a Brackley anche Paddy Lowe, progettista McLaren, molto vicino ad Hamilton. «Con Wolff e Lauda svilupperemo ulteriormente le nostre attività sportive per portare le frecce d’argento nella prossima era», ha detto Dieter Zetsche, numero 1 del gruppo Daimler-Mercedes. Replica di Wolff: «Mi rallegro della sfida e vorrei, accanto alla preparazione di una stagione di successi, affrontare specialmente un’opera mirata di crescita di giovani piloti». Intanto, il suo primo difficile compito sarà permettere a Hamilton di lottare per il titolo: «Non conosco Wolff, ma ho sentito parlare molto bene di lui», si è limitato a dire ieri Lewis.

Massa prova il sedile della Ferrari

Marussia in crisi «Servono soldi Addio a Glock»

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Comando D’ora in poi saranno

a Stoccarda ha coinciso con

Timo Glock, 30 anni, tedesco, tre podi in Formula 1 AFP

Mondiale, ho vinto molte gare e ho vissuto esperienze che nel bene o nel male mi hanno reso un uomo felice di tutto quel che ha fatto finora». Massa si è soffermato anche sul compagno Alonso («Siamo sullo stesso livello»), sui test di febbraio («Sono importanti per arrivare preparati alla prima gara) e sui social network, giudicati «con entusiasmo». Felipe non pensa ancora a cosa farà una volta terminata l’esperienza in F.1: «Ci penserò dopo aver smesso, perché finché si ha voglia di correre e si prova emozione nel farlo bisogna rimanere concentrati al 100%. Poi si vedrà, certamente qualcosa legato ai motori». © RIPRODUZIONE RISERVATA

A JEREZ POCHI GIRI PER LA MOTOGP

Ducati, test bruciati In Malesia si va al buio JEREZ (Spagna) — (p.g.) Le squadre della Superbike vogliono costituire un’associazione che le rappresenti sul modello dell’Irta, operante in MotoGP dagli anni ’90. È quanto trapela da Jerez, dove la Ducati ha trovato finalmente mezza giornata di pista asciutta. Carlos Checa ha fatto 1’41"826 al termine di appena 42 passaggi. A sorpresa la novità Panigale è andata più forte della Bmw di Melandri, 1’42"065, che ha chiesto ospitalità alla Ducati per anticipare la pioggia prevista oggi. Melandri temeva di avere problemi alla spalla destra più volte infortunata, «invece non mi dà alcun fastidio». La Ducati invece torna a casa con poche certezze sul fronte MotoGP: il test team aveva in programma una maratona, invece ha girato pochissimo con Pirro e Battaini.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 22 GENNAIO 2013

SCI IL VINCITORE DI WENGEN

Picchiata a 160 all’ora PIERANGELO MOLINARO

Sulla strada di Kitzbuehel, dove oggi è stata anticipata la prima prova della discesa di sabato, Christof Innerhofer ha allungato sino alla Baviera per l’ennesimo tagliando alla schiena dolorante. «E’ una precauzione — spiega — perché la situazione è migliorata. Non va ancora bene come vorrei, ma sono fortunato perché, pur con dolore, riesco a sciare e anche a vincere. Altri invece nelle mie condizioni non ce la fanno». Dolorante e vincente. Anche a Wengen dove c’è chi è andato più veloce di lei, il francese Clarey che ha toccato quasi 162 km/h, 161,9.

«Non fa paura Ma infiamma le tonsille» Innerhofer «Oltre i 130 mi irrigidivo, ora mi diverto. Però scio a bocca aperta e...» «Emozione, un’emozione che però deve essere intelligente».

«Mi spiace non averlo fatto anch’io. Mi sono fermato a 159 (158,81), quinto in classifica».

Qual è il suo rapporto con la velocità?

Ma cosa si prova a quelle velocità?

«Ti rendi conto che sei più veloce del solito, che basta un dossetto che non vedi neppure in ricognizione per decollare». Fa paura?

«A me no. Il metro di giudizio è se ti diverti o meno. Io ancora mi diverto. Ma non è sempre stato così. Solo pochi anni fa quando superavo i 130 km/h mi sentivo insicuro, inconsciamente mi mettevo in difesa.

Christof Innerhofer, 28 anni, sabato dopo il successo in discesa ha sorvolato in elicottero il Lauberhorn: è concesso solo al vincitore di Wengen RINALDI

Ma ancora ho un problema...» Quale?

«Scio con la bocca aperta e a quella velocità con l’aria fredda mi si infiammano le tonsille». Meno male che in inverno non ci sono i moscerini...

«Mi ingozzerei».

«E’ cambiato con gli anni. Prima in bici ed in auto ero un po’ pazzo, ora ho più rispetto e paura. Anni fa in bici frenavo all’ultimo, in auto ho toccato anche i guardrail, andavo a cercare le strade sui passi per fare curve in sequenza. Ora il pericolo lo vedo e mi sembra stupido rischiare se non è necessario». Come fa allora a rischiare sugli sci?

«Lì è calcolato, lo accetti solo quando è necessario. Comunque se vedo il rischio non significa che non mi piaccia andare veloce. La scorsa estate ho provato una Maserati e mi sono divertito un mondo. Ma ero in pista, con gli spazi di fuga, tutto nella massima sicurezza».

Quale pensa sia il limite che potete raggiungere?

158,81 chilometri orari

Sulla neve la velocità pare la più pericolosa, senza nessuna struttura attorno proteggerti.

6

«E’ vero, non hai un telaio e una cintura di sicurezza che ti salva la vita. Abbiamo solo un paraschiena ed il casco. Ma sugli sci la velocità la devi calcolare ed impari a viverla per gradi. Andare oltre i propri limiti ci si fa male».

1 Quali sono le qualità di Innerhofer?

In discesa, oltre alla velocità ci sono pure i salti.

«Christof è uno sciatore evoluto, come Miller, Maier. Arriva dalle discipline tecniche, quindi ha un’ottima base che sa utilizzare anche nella velocità».

«Sono il mio punto debole anche se con il tempo sono cresciuto in sicurezza. Sino a 30 metri mi diverto un mondo, quando arrivi a 70/80 metri, come il Golden Eagle a Beaver Creek, devi fare molta attenzione per non rischiare di ribaltarti, come è successo ad Albrecht in prova a Kitzbuehel o a Svindal proprio su quel salto. In discesa per essere veloce devi cercare di rimanere in aria il meno possibile. Se fate attenzione, su molti salti volo più lungo dei altri. Prendo lo spazio necessario per prepararli».

2 Che cosa ha più degli altri? «Una grande sensibilità nei piedi e l’ingresso di curva da gigantista, gestito perfettamente anche nella velocità estrema. Una dote che ha sempre avuto ma che prima funzionava solo sulle nevi ghiacciate. Le nevi molli in passato erano il suo tallone d’Achille, ora sa andare forte anche su quelle. Un esempio: nel 2008 ha vinto a Bormio sul ghiaccio, ma la settimana prima in Val Gardena con la neve più molle era finito sessantesimo».

3 E come c’è riuscito? «Prima sciava su un piede solo, in pratica si appoggiava sempre e solo sullo sci esterno. In questi anni si è lavorato perché gli appoggi fossero più equilibrati e distribuiti. L’altro obiettivo era di cambiare il suo modo di utilizzare gli sci: fino a 3 anni fa aspettava la reazione dello sci a un asperità del terreno, un modo di sciare che pagava solo sul ghiaccio. Ora è diventato parte attiva».

C’è qualche punto di qualche pista che le mette paura?

«Una pista non è mai uguale a se stessa, la velocità dipende da quanto la neve è più o meno ghiacciata. Un passaggio insignificante in certe situazioni può mettere paura. A me la paura la mettono gli incidenti degli altri».

4

Normalmente gli sciatori esorcizzano gli incidenti, non ne vogliono sentire parlare.

Avete cambiato qualcosa negli allenamenti, perché Inner è così veloce? «No, nessuna novità. Inner sta raccogliendo i frutti di anni di lavoro. Non è cambiato nulla, abbiamo ripreso gli allenamenti il 20 agosto e il primo giorno a Cervinia era bloccatissimo. Dopo i problemi alla schiena in estate abbiamo dovuto diversificare il lavoro, perché lui non ce la fa a seguire i ritmi né i carichi degli altri. Bisogna alternare i tipi di neve, perché quando è troppo ghiacciata i dolori alla schiena escono prima».

«Io invece voglio sapere, anche se poi le mie possibilità calano del 95%». «Quando a Kitzbuehel si schiantò sul salto dell’arrivo lo statunitense McCartney. Era forse la mia prima volta sulla Streif e quel salto mi terrorizzava. Oppure a Beaver Creek dopo l’infortunio di Svindal».

5 Innerhofer è il numero 1 al mondo della

Ci dica la verità, qual è il suo record assoluto di velocità?

velocità? «Sono quattro o cinque i più forti del mondo e tra questi c’è anche lui. Di certo lui è molto consapevole dei suoi mezzi. Dopo le medaglie ai Mondiali di Garmisch è come scattato un interruttore. Non si è visto molto nella stagione scorsa perché dopo il trauma cranico è stato tutto un inseguimento, la considero una stagione persa».

«In auto su un’Audi R8: 316 all’ora. Ma ero su una pista». © RIPRODUZIONE RISERVATA

La velocità massima raggiunta da Christof Innerhofer sul finale dell’Hanneggschuss nella discesa di Wengen vinta sabato

di MARISA POLI

«L’ingresso di curva è il punto forte Ora scia su due piedi»

Ad esempio?

«Mah, con i materiali che utilizziamo forse 170 km/h. Ma non ci sono sulle piste di Coppa del Mondo punti in cui possiamo arrivare a queste velocità, forse sempre in quel punto a Wengen se troviamo la neve ghiacciata. Ormai le discese sono soprattutto curve».

domande a... MAX CARCA tecnico

Per i fisici la velocità è spazio diviso per il tempo. E per lei?

6 Tornerà al gigante? «Dipende da come riuscirà a risolvere i problemi alla schiena. Di certo non ha disimparato, Sono bastati un paio di giri per vederlo di nuovo andare forte anche in gigante».

4º vi)

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Missili a Wengen I 5 più veloci

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Taccuino PROGRAMMA

Oggi prove a Kitzbuehel Gli azzurri della velocità sono già da ieri a Kitzbuehel (Aut) dove da venerdì a domenica si disputeranno supergigante, discesa e slalom. Anticipato di un giorno il programma, vi-

sto che le previsioni meteo non sono buone per i prossimi giorni. E le temperature precipitate dai 10 gradi di domenica ai -3 di ieri dovrebbero garantire per la tenuta della pista. Oggi alle 11.30 è in programma la prima prova cronometrata della discesa, Innerhofer partirà con il pettorale numero 12. Per le gare ve-

loci il dt Claudio Ravetto ha convocato Klotz, Paris, Heel, Innerhofer, Fill e Marsaglia. Per lo slalom Razzoli, Gross, Nani, Moelgg, Deville e Thaler. Per il gigante e lo slalom femminile di Maribor (Slo), il dt delle donne Raimund Plancker ha invece convocato Marsaglia, Agerer, Karbon, N. Fanchini, Moelgg, Costazza, I. Curto-

ni, E. Curtoni, Azzola e Pardeller.

spettatori, share del 3,17 per cento.

IN TV

SCI DI FONDO

Digitale: slalom record Mondiali juniores In testa agli ascolti per i canali digita- Tocca a Pellegrino li nella giornata di domenica scorsa c’è la 2a manche dello slalom maschile da Wengen (Svi) con 702.000

(g.v.) Assegnate le prime medaglie a Liberec (R.Cec) ai Mondiali juniores e Under 23. Nella sprint/tc donne af-

fermazione di Stina Nilsson (Sve), per le azzurrine Baudin e Sturz stop nei turni di finale (40. Antoniol). Gara uomini a Korolev (Rus)i. Oggi Italia a caccia delle prime medaglie nella sprint/tc U23 con Federico Pellegrino (in gara anche Nizzi e Rastelli), Greta Laurent e Gaia Vuerich (in gara anche Lucia Scardoni).


MARTEDÌ 22 GENNAIO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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TENNIS AUSTRALIAN OPEN

Seppi si arrende, stremato 4 sopra L Bolelli-Fognini: colpo Davis Sotto

DOPPIO NADAL

Negli ottavi, Andreas regge un set con Chardy, poi paga i 5 giocati con Istomin e Cilic. Il doppio azzurro batte Bhupathi-Nestor e va ai quarti volée di rovescio

4

I NUMERI

di PAOLO BERTOLUCCI

Per Andreas è un successo La sconfitta di Andreas Seppi negli ottavi di finale degli Australian Open contro Jeremy Chardy darà adito a molti di rimproverarlo per aver fallito la «prova del nove». Io la penso diversamente. E’ vero, l’occasione era ghiotta, e il francese era un giocatore sicuramente ostico, ma battibile. Purtroppo Andreas si è presentato in campo con poca benzina nel serbatoio e dopo aver vinto il primo set, è rimasto a piedi. Capita, ma il suo torneo resta comunque un successo, illuminato dalle vittorie ottenute contro tennisti di livello (da Istomin a Cilic, due avversari che soffre e contro i quali aveva appena perso) e impreziosito dalla nuova classifica mondiale raggiunta. Aveva iniziato l'anno con buoni propositi ed era giunto a Melbourne contento e fiero per aver raggiunto la ventitreesima posizione nel ranking Atp, ma tornerà a casa ancor più felice, orgoglioso per essere entrato a far parte della ristretta famiglia dei «top 20». Un grande risultato per un giocatore non particolarmente dotato di talento, ma che, attraverso il duro lavoro e dopo lenta e sofferta maturazione, è diventato un tennista di tutto rispetto. Aveva difficoltà nel gestire la pressione della partita e il suo gioco pulito, privo di effetti e senza il pugno del ko, lo vedeva svolazzare ma non pungere. Adesso, con il notevole miglioramento fisico, ha più forza nella parte superiore, il servizio è diventato incisivo, consistente e vario, ed il rovescio apre angoli interessanti. Con le vittorie, oltre all’indispensabile fiducia, Seppi mette oggi in mostra un tennis completo, in grado di garantirgli un rendimento costante su tutte le superfici.

18

la classifica di Seppi di lunedì, n˚ 19 se Chardy va in semifinale battendo Murray.

1

la posizione di Federer come campione di tornei Slam (17), finali (24) e semifinali disputate (32). Come quarti di finale, il record è ancora di Jimmy Connors con 41, Federer è a 39.

4

le giocatrici che ancora non hanno perduto un set: Maria Sharapova (5 game), Serena Williams (8), Agnieszka Radwasnka (21) e Na Li (23).

3

i quarti raggiunti agli Australian Open da Svetlana Kuznetsova: 2005, 2009 e 2013 (lu.mar.).

DAL NOSTRO INVIATO

RICCARDO CRIVELLI twitter@RiccardoCrivel2 MELBOURNE (Aus)

Il baratro appare d’improvviso, dietro la curva di un match che sta filando nel senso appropriato. E’ un buco nero che inghiotte le energie di Seppi, presentandogli il conto di una settimana da dio ma dispendiosissima, fisicamente e mentalmente. E lui ci affonda a mani alzate, senza provare a conservare il respiro fino all’ultimo. I quarti sono di Chardy, il francese che picchia come un fabbro e palleggia con Serena Williams all’accademia di Mouratoglou: l’avventura di Andreas finisce, ma gli lascia in eredità una storica top 20 (Furlan nel 1996 l’ultimo italiano) e una vittoria su Cilic che gonfia l’orgoglio azzurro per la Davis. Sensazioni Sono quattro errori

gratuiti nel sesto game del secondo set, repentini come un temporale estivo, a marcare il confine tra il sogno e l’amara realtà: da quel break, Seppi non si riprenderà più. Fin lì, è stato perfetto, aiutato dalla povera percentuale di prime del francese, che gli consente di prendere il controllo dello scambio e di far muovere l’avversario senza dargli munizioni per le sue bordate. Un passante di rovescio per il break del 6-5 e l’ace di seconda sul set point sembrano l’illuminazione. E invece cala il buio: «Non ho più avuto buone sensazioni — dice Andreas — e il mio livello di gioco non era più quello dei match precedenti. Lui ha cominciato a mettere le prime, mi ha aggredito su ogni palla e io non ho trovato le contromisure».

Andreas Seppi (a sin.) e Chardy; sotto, Simone Bolelli (a sin.) abbraccia Fabio Fognini: nei quarti coi colombiani Cabal-Farah AP/AFP

primo set, a quello a due mani: «Dovevo cambiare qualcosa — dirà Jeremy — giocargli più alto per costringerlo a un ritmo diverso». E’ una discesa lenta verso gli inferi, scandita dal dritto del numero 36 del mondo e dai suoi assalti non appena Seppi è costretto a giocare la seconda. Arriva un altro break nel primo gioco del terzo set, un’altra mazzata: «E’ stato decisivo — ammette Andreas — perché gli ha permes-

Rivoluzione tecnica L’allievo di Max Sartori è svuotato, spento, sbaglia tantissimo (27 errori di dritto alla fine) e crolla spaventosamente alla battuta, mentre Chardy dà anche una dimensione tecnica alla rivoluzione, alternando il rovescio slice, che lo aveva accompagnato per tutto il

so di sciogliersi definitivamente, di giocare più tranquillo e in una partita centrata molto sulle emozioni è stato fondamentale, ho provato a rimanere attaccato al match, ma lui ormai spingeva troppo». Delusione Ci vuole un sussulto, un lampo, una speranza: Seppi se la procura con la palla break (la prima dopo tre set) sul 2-1 del quarto, ma la risposta di dritto non si arrampica oltre il net, e nel game successivo Chardy sfonda e fa il break. E’ la fine: «Ovviamente mi dispiace — confesserà l’azzurro — non tanto per il risultato ma per il gioco, per non aver dato continuità alle due partite precedenti. Il mio allenatore mi ha dato nove e mezzo, ma credo di meritare di meno, anche se sono stati dieci giorni eccezionali. Adesso devo imparare a gestire le due settimane». L’Italia agli Australian Open resta così il doppio delle Cichi Errani-Vinci e, a sorpresa, Bolelli-Fognini, che approda ai quarti battendo Nestor e Bhupathi, teste di serie numero 5 che portano in campo 12 Slam nella specialità. Una disciplina negletta ci riporta il sorriso, anche nella prospettiva della Coppa. Simo e Fogna non si vogliono fermare: «Pensiamo in grande». Che bel suono.

(pe. m.) Gli organizzatori de Viña del Mar (Cile) hanno confermato che Rafa Nadal farà ufficialmente ritorno sul circuito Atp il 5 febbraio, in doppio, insieme all’amico argentino, Juan Monaco. Il giorno dopo tornerà in campo anche in singolare, interrompendo un break che dura addirittura dal 28 giugno, nel primo turno di Wimbledon, a causa di una rottura parziale del menisco sinistro. Il mancino spagnolo non giocava in Sud America dal 2005, a 18 anni. Povera Spagna Senza Nadal e Ferrer, la Spagna giocherà l’1-3 febbraio a Vancouver sul veloce indoor il 1˚ turno di gruppo mondiale contro il Canada di Raonic e compagni schierando Nicolas Almagro, Albert Ramos, Marcel Granollers e Marc Lopez. E rischierà. New York a rischio Scontenti per le decisioni della Federtennis Usa (Usta) che aumenterà il montepremi degli Us Open di «solo» 4 milioni di dollari, spostando al lunedì la finale di singolare maschile, senza interpellarli, i tennisti professionisti daranno l’ultimatum a Indian Wells, e minacciano un clamoroso boicottaggio. Tipo quello di Wimbledon 1973.

REGINA AZARENKA UN SOLO PROBLEMA LA TRECCIA!

Viktoria Azarenka si sbarazza in 57 minuti della Vesnina ma deve rivincere il torneo se vuole conservare il n. 1. Il suo problema più impellente però è la lunga treccia bionda che nelle fasi concitate della partita la colpisce al volto, impedendole di vedere la pallina. Vika ha confessato di aver pensato di tagliarla negli spogliatoi, ma per adesso resta al suo posto. POLACCO CATTIVO

Per ora è il polacco Jerzy Janowicz il leader dei cattivi: è stato multato di 2500 dollari per intemperanze verbali contro l’arbitro dopo una chiamata sbagliata sul set point contro Devverman al secondo turno. Nella lista anche Fognini, 800 dollari per abuso di racchetta durante il match perso di primo turno.

DAVIS 1-3 FEBBRAIO

Palavela Torino Ecco i biglietti per Italia-Croazia Dal 1˚ al 3 febbraio al Palavela di Torino (terra) si disputa Italia-Croazia, primo turno del gruppo mondiale di coppa Davis, che si preannuncia molto equilibrato. Venerdì 1˚ febbraio primi due singolari, sabato doppio e domenica ultimi due singolari. Biglietti online a prezzi promozionali da 10 euro, su ticketone.it e al GazzaStore di Milano in galleria S. Carlo.

Gazzetta.it GLI HIGHLIGHTS DI UOMINI E DONNE E I MATCH IN DIRETTA L’eliminazione di Andreas Seppi agli ottavi, i ruggiti di Roger Federer e Andy Murray, le impressionanti vittorie di Serena Williams e Victoria Azarenka e l’eliminazione di Caroline Wozniacki: rivivi sul nostro sito tutte le emozioni del lunedì di Melbourne, anche attraverso le foto più belle di giornata. Ma potrete seguire anche, in tempo reale, tutte le partite del martedì.

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IL RECORD SUPER ROGER NELLO SLAM. SERENA AFFRONTA LA SUA EREDE STEPHENS

la guida

Federer boccia Raonic: 35˚ quarto di fila!

Brava Kuznetsova elimina Wozniacki

MELBOURNE

Verrà il giorno in cui una nuova generazione prenderà il potere, ma per adesso comandano ancora i vecchi leoni. Perché non basta servire a 233 all’ora per incrinare il talento e l’esperienza di Federer. Lo impara a proprie spese il canadese Raonic, ormai da tempo indicato come il più probabile successore dei Fab Four ma ancora troppo tenero e falloso nei momenti delicati del match,

quando non conta solo la forza bruta. Così, sul 4-5 e servizio, il montenegrino del Canada (con l’attenuante di aver giocato con una infiltrazione per infiammazione al tendinea del piede sinistro) spara fuori un paio di dritti e misura la rete con una volée facile facile, consegnando il primo set allo svizzero. Che poi pennella il tie-break del secondo set e vola via facile nel terzo, senza concedere alcuna palla break. Per la 35ª volta consecutiva (record), Roger è nei quarti di uno Slam

(contro Tsonga): «Milos è molto forte e picchia duro con il servizio, ma i miei riflessi funzionano ancora bene». Quasi in famiglia Si avvicina così

a grandi passi la semifinale crac con Murray che, come Federer non ha ancora perso un set, e si è sbarazzato facilmente di Simon: «E’ stata una partita strana, lui non stava sicuramente bene fisicamente e questo mi ha un po’ condizionato». Andy affronterà Chardy, che lo ha battuto l’anno scorso a Cincinnati. Ora sfida

quasi in famiglia, invece, per Serena Williams, mostruosa al servizio (19/20 con la 1ª nel set iniziale) contro la Kirilenko, triturata in 57 minuti: nei quarti l’aspetta Sloane Stephens. La 25 del mondo, classe 1993, si porta dietro fin da bambina la pesante eredità della successione delle Sorellone, per le comuni origini afroamericane e la residenza in Florida. Serena l’ha accompagnata fin dai primi passi nel circuito e si allena spesso con lei. ri.cr. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Roger Federer e i suoi tanti tifosi

Singolare, ottavi, maschile (parte bassa tabellone): Chardy (Fra) b. SEPPI 5-7 6-3 6-2 6-2; Murray (Gbr) b. Simon (Fra) 6-3 6-1 6-3; Tsonga (Fra) b. Gasquet (Fra) 6-4 3-6 6-3 6-2; Federer (Svi) b. Raonic (Can) 6-4 7-6 (4) 6-2. Singolare, ottavi, femminile (parte alta): Azarenka (Bie) b. Vesnina (Rus) 6-1 6-1; Kuznetsova (Rus) b. Wozniacki (Dan) 6-2 2-6 7-5; S. Williams (Usa) b. Kirilenko (Rus) 6-2 6-0; Stephens (Usa) b. Jovanovski (Ser) 6-1 3-6 7-5. Doppio, 3˚ turno, maschile: BRACCIALI-Dlouhy (Ita-Cec) b. Stakhovsky-Youzhny (Ucr-Rus) 7-6 (3) 1-6 7-6 (4); BOLELLI-FOGNINI b. Bhupathi-Nestor (Cec) 6-3 4-6 6-3.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 22 GENNAIO 2013

BASKET LA REYER E’ TORNATA TRA LE MIGLIORI

«Ora Venezia può competere con tutti» Mazzon: «Merito di una società seria: altrove dopo le sconfitte avrebbero intrapreso strade più radicali»

Poi la delusione di Williams.

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«Ha delle responsabilità anche se, ovviamente, non è stata tutta colpa sua. La lezione? Che la chimica di una squadra è la cosa fondamentale per il successo. E’ il motivo per il quale Varese, Sassari e Roma sono ai vertici meritatamente: l’uomo viene prima del giocatore».

HA DETTO

Voi l’avete sistemata ricorrendo a risorse interne come Magro e Rosselli.

«Magro si merita il posto in campo anche se gli dico che dovrebbe stendere un tappeto rosso quando passa lo staff tecnico: pochi giocatori emersi a 25 anni avrebbero avuto la stessa opportunità. Rosselli sta limitando i suoi alti e bassi non solo tecnici ma anche umorali. E’ un toscano, scontroso: ogni tanto mi sembra di avere in squadra Bartali. Sente che la fiducia attorno a lui è cresciuta».

S Quando sento Stern (nella foto), che dice che la Nba non verrà mai nel nostro Paese perché non abbiamo degli impianti adeguati, da italiano mi sento un cretino

L’emergenza è finita.

«Sapendo che basta un calo mentale, come contro Avellino, per perdere. E in casa, tiriamo peggio che fuori, che è una cosa inspiegabile se non con l’ansia. Quello che mi piace è che questa squadra è sempre stata umile: con questo atteggiamento possiamo competere contro tutti, anche se le squadre di Eurolega sono più forti per definizione. Abbiamo commesso degli errori, ne faremo altri, l’importante è che non siano gli stessi».

LUCA CHIABOTTI

La vita è strana: Venezia, rivelazione della scorsa stagione e regina del mercato, non si è sbloccata fino a quando non ha ceduto l’acquisto più pregiato, il pivot Eric Williams. In più: ha combattuto per porre fine all’esilio dorato a Treviso e, finalmente tornata a casa, ha perso tre partite di fila. Da quel momento, l’Umana ha vinto 5 gare su 6, battuto Siena, Varese e Cantù. «Come dicono gli arabi — sostiene Andrea Mazzon — sono i miraggi che fanno muovere le carovane. E noi siamo ancora in cammino». Il miraggio è fare meglio dell’anno scorso, quando la Reyer neopromossa stupì il basket italiano.

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Rosselli è un toscano un po’ scontroso: mi sembra di avere in squadra Bartali

«Molto complicato. E il fatto di avere una società molto solida e seria alla spalle è stata la chiave delle ultime vittorie. In altri posti, dopo le sconfitte, si sarebbero intraprese strade più radicali». Vi avevamo caricato di aspettative.

ANDREA MAZZON TECNICO UMANA VENEZIA

Mazzon, il cammino è stato tortuoso.

«In buona fede, ma erano iperpositive e dopo un’estate in cui hanno parlato molto di noi ci sono rimaste addosso. Siamo partiti pensando a Bowers in quintetto con Young, che ha 37 anni, di rottura dalla panchina, e Szewczyk capace di un impatto superiore all’anno scorso. Si sono fatti male subito e abbiamo perso l’uomo che bilancia la squadra e quello cardine per l’attacco. Senza di loro, sono uscite alcune lacune di altri giocatori».

Guido Rosselli, 29 anni, 1.98, è alla terza stagione in serie A, seconda a Venezia. Gioca 20.1 minuti a partita con 5.7 punti e 4.3 rimbalzi di media CIAMILLO

Siete difficili da definire ma avete una identità.

S Il presidente Brugnaro (foto) è di Venezia, io anche, il g.m. Casarin è di Mestre: segui la squadra come se fosse un figlio. E ogni tanto gli vuoi un po’ troppo bene

«Non siamo atletici a parte Diawara, non siamo particolarmente giovani. Cerchiamo di avere un attacco con pochi giochi semplici e di lettura, mentre in difesa proviamo a essere scaltri, con degli obbiettivi. Per il momento, i giocatori stanno leggendo meglio le situazioni difensive che offensive». Mazzon in che momento della carriera si sente?

«Bello, se alleni nella tua città senti una maggiore responsabilità e inconsciamente ci tieni di più a far bene. E’ un coinvolgimento totale, 7 giorni su 7. Sono felice perché in questo club mi sento voluto mentre quasi sempre i coach sono accettati e c’è un progetto coinvolgente, con 4000 tesserati dai quali devono uscire dei giocatori perché la Reyer resti al vertice». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Bravi&cattivi di PAOLO BARTEZZAGHI

Datome, un esempio anche dalla lunetta

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Derrick Taylor ha giocato due stagioni in Italia. A Pistoia, nel 1996/97, ha stabilito un record: ha chiuso con un solo errore ai tiri liberi e, grazie al 44 su 45, è colui che ha la miglior percentuale documentata dalle statistiche in Italia (dal 1976): 97.8%. Gigi Datome lo sta insidiando. Il capitano di Roma ha già tirato quasi il doppio dei liberi di Taylor (86) e ne ha sbagliati solo 3, di cui l’ultimo a Sassari appositamente per tentare di prendere il rimbalzo e pareggiare nel finale. La percentuale è del 96.5%. Una conferma della sua crescita a livello mentale. I tiri liberi, infatti, non sono solo tecnica. Se così fosse, sarebbero inspiegabili percentuali relativamente basse per giocatori con buone se non ottime performance dal campo.

Se si escludono i tiri da due punti, dove emergono grandi schiacciatori più che precisi tiratori (i primi tre in serie A sono Tyus di Cantù, Easley di Sassari e Crosariol di Pesaro), già tra i migliori alle triple c’è Ebi Ere (4o con il 46.4%) che ha sbagliato 10 tiri liberi su 45 tentati. È una media del 77.8%, non da disprezzare, anzi. Ma non è più difficile una tripla presa in movimento, con un difensore addosso, di un tiro libero? La lunetta è un’altra storia. Dovrebbe raccontarla Ezio Cardaioli, tecnico di Siena degli anni 70. Negli anni 90, Maurizio Gherardini lo chiamò a Treviso per lavorare con Stefano Rusconi che con i liberi andava poco d’accordo. Come il compagno di Datome a Roma Gani Lawal: ne ha segnati 32 su 65.

IERI L’INCONTRO

Petrucci al Viminale Tifoserie senza limiti Le Final Eight di coppa Italia non avranno limitazioni per quanto riguarda le tifoserie delle squadre. E’ il primo tangibile risultato dell’incontro di ieri al Viminale tra il presidente dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive Pasquale Ciullo e i presidenti di Fip e Legabasket, Gianni Petrucci e Valentino Renzi. Dove è stato deciso che le future istruttorie dell'Osservatorio che dovessero riguardare il basket saranno effettuate coinvolgendo le istituzioni cestistiche. La prima decisone presa, col parere positivo della Questura di Milano e dello stesso Osservatorio, e che le Final Eight non avranno limitazioni. Un successo per il neo presidente Petrucci ma, anche, una grande responsabilità per la pallacanestro visto che il problema delle tifoserie recidivamente calde esiste e che i club colpiti da divieto di vendita di biglietti in trasferta, come è accaduto per 4 trasferte consecutive a Cantù, devono garantire in prima persona per i loro tifosi.

COPPA ITALIA

Final 8: nuovi orari Confermato il calendario delle Final Eight di Milano (Forum, 7-10 febbraio) con leggere variazioni all’orario previsto delle gare che si giocheranno da giovedì a sabato alle 17.45 e alle 20.30 (finale domenica alle 18). Giovedì: Cantù-Roma, Varese-Milano. Varese: Sassari-Brindisi, Siena-Reggio Emilia. I biglietti sono in vendita online su Ticketone.it.

MERCATO

Lakovic a Avellino (l.z.) Grande colpo della Sidigas Avellino che ha concluso l’ingaggio di Jaka Lakovic, 34enne play sloveno, che ha rescisso con il Galatasary. Lakovic vanta esperienze importanti con il Panathinaikos e con il Barcellona con cui ha vinto l'Eurolega nel 2009/10. Al suo posto sarà rescisso il contratto con Mustafa Shakur.

DUE GIORNATE

Barcellona punita Il campo della Sigma Barcellona di Legadue, è stato squalificato per due giornate (più 2000 euro di multa) perché a fine gara una ventina di persone ha offeso e mincacciato gli arbitri. La Giudicante ha dichiarato inamissibile il ricorso di Montegranaro sulla squalifica di una giornata data a Recalcati.

LEGADUE

Trieste risparmia

8

7.5

Jackson

Guarino

Ultime 2 partite: 18/20 da 2, 10/10 ai liberi, 21 rimbalzi. Un neo: tra nome e cognome ha solo due vocali. Sì, è un alibi per l’errore nel titolo della Gazzetta.

Segna 22 punti, sbaglia solo due tiri, eguaglia il proprio record in A e Cremona vince contro Bologna. Il nuovo passaporto italiano fa benone.

Il 33enne play di Ferentino segna 32 punti nella vittoria su Pistoia. Peccato i due errori ai liberi. Ne aveva segnati 41 di fila. Ha il 93.9%.

Szewczyk

Tre errori su 86 tentativi

Taccuino

7.5

(l.g.) La crisi economica colpisce anche la Pallacanestro Trieste 2004 che rinuncia a Brandon Brown, col quale si dovrà trovare una transazione. l’a.d. Degrassi dovrà verificare con l'agente di Jobey Thomas la presenza di eventuali offerte di altre società da valutare. «Operazioni effettuate - dice il comunicato — per il raggiungimento dell’obiettivo economico, che non potrà comunque prescindere dal reperimento di nuove risorse».

Gazzetta.it GALLINARI ESCLUSIVO LEGGETE IL SUO BLOG SUL NOSTRO SITO

7.5

9

4.5

Oltre Roma (Datome), solo un’altra squadra in A ha il miglior marcatore italiano: Montegranaro. Recalcati ha sempre l’Italia nel cuore.

Gli chiedono di un time out: «Sai quanti ne ho ascoltati in carriera? Uno di Bianchini. Ma perché c’era una gnocca lì vicino».

Dal 5 su 31 da 3 punti al Fenerbahce, al 4 su 23 a Milano. Da due va meglio: da 5/26 a 2 su 6. Farà anche spogliatoio, ma non canestro.

D. Cinciarini

Pozzecco

Bremer

Si chiama «Gallo Corner», è l’appuntamento quotidiano con Danilo Gallinari, che da domenica ha iniziato a scrivere il suo blog per Gazzetta.it. Sul sito anche le immagini più belle della notte Nba, oltre ad interviste ed articoli.


MARTEDÌ 22 GENNAIO 2013

BASKET POSTICIPO DI SERIE A

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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PALLAVOLO IL CASO DEL MOMENTO

Non basta la storia Il tempio Modena rischia la chiusura Daniel Hackett, 25 anni, guardia di 1.99. E’ alla prima stagione a Siena, dopo aver giocato a Treviso e Pesaro CIAM

mo anche dal punto di vista tecnico e mentale con un solo allenamento di preparazione — aggiunge Banchi —. Abbiamo fatto un importante sforzo difensivo per frenare il loro talento con una staffetta su Taylor e la partita di alto profilo di Eze sui giochi a due e a rimbalzo».

Siena blinda la difesa Reggio Emilia perde la mira

Tra un’impresa europea e l’altra, dopo i fatali 63 punti a Venezia e 66 a Sassari, Siena è frenata dalla solidità difensiva di Reggio Emilia a 64 punti. Ma cambia il risultato perché dall’altra parte la Montepaschi, nell’antipasto del quarto di finale di Coppa Italia, tiene la Trenkwalder a 5/23 nella ripresa e 49 punti in tutto, col 29%, che sono record stagionale per entrambe. Siena festeggia il giusto perché Ress ha preso una botta al polpaccio («I medici non hanno ritenuto opportuno impiegarlo nella ripresa» dice Banchi), oltre a Rasic e Janning su una gamba sola, più Brown stremato che chiude con 7 perse. «Abbiamo avuto qualità così così per difficoltà palesi di natura fisica a sostenere l’impegno ravvicinato e difficoltà a imporre il nostro rit-

SIENA REGGIO EMILIA

64 49

(19-11, 36-28; 50-41) MONTEPASCHI SIENA: Brown 8 (2/4, 0/3), Carraretto 3 (0/4, 1/4), Moss 11 (1/4, 3/4), Sanikidze 6 (2/5), Eze 6 (3/5); Hackett 10 (3/3, 0/2), Ress 9 (1/1, 2/2), Rasic 2 (1/1, 0/4), Kangur 9 (1/3, 2/3), Janning, Lechthaler. All.: Banchi. TRENKWALDER REGGIO EMILIA: Cinciarini 8 (2/8, 0/2), Taylor 14 (3/7, 2/9), Jeremic 1 (0/2, 0/2), Brunner 6 (3/5), Silins 10 (1/2, 1/2); James 4 (1/5, 0/1), Cervi 2 (1/4), Filloy 3 (0/1, 1/1), Slanina 1 (0/1). N.e.: Antonucci, Veccia, Deguara. All. Menetti ARBITRI: Chiari, Quacci, Borgioni. NOTE – T.l.: Sie 12/19, Reg 15/25. Rimb.: Sie 38 (Sanikidze 10), Reg 35 (Brunner 9). Ass.: Sie 15 (Sanikidze 6), Reg 8 (Taylor 4). F.ant.: Silins (7'52'', 13-9). F.tecn.: panchina Siena (28'03'', 48-39). Progr.: 5' 11-2, 15' 27-17, 25' 46-30, 35' 60-45. Spett. 4472 per 20250 euro di incasso.

CLASSIFICA Varese 28; Sassari 26, Siena 24; Cantù 22, Roma 22; Milano 18; Reggio, Venezia, Brindisi 16; Caserta 14; Bologna, Cremona 12; Montegranaro 10; Avellino 8; Pesaro, Biella 6.

NBA I KINGS DIVENTERANNO SONICS

Addio Sacramento Trasloco a Seattle attle, capitanato da Chris Hansen, manager di un hedge fund e da Steve Ballmer, amministratore delegato di Microsoft, per 525 milioni di dollari. Per le prossime due stagioni, i rinati Sonics (che torneranno a chiamarsi così visto che la città aveva mantenuto logo e nome al momento del trasloco in Oklahoma), giocheranno nella vecchia Key Arena, in attesa che venga costruito il nuovo palazzo da 500 milioni di dollari approvato dalla municipalità di Seattle lo scorso ottobre. Lo spostamento dovrà essere ratificaWebber I fratelli Maloof, to dalla lega, ma si tratta che possiedono il 65% delsolo di una formalità. Picle quote della squadra che cato tweet di LeBron sulla fu di Mitch Richmond e vicenda: «I Kings venduti Chris Webber (a sua volper 525 milioni di dollata arrivata in California ri! Mai i proprietari non da Kansas City nel avevano detto che non 1985), hanno infatti K. Durant guadagnavano nulla?». ceduto la loro quota in maglia a un gruppo di SeSonics AP © RIPRODUZIONE RISERVATA I nostalgici che ricordano con piacere le gesta di Gus Williams, Jack Sikma, Fred Downtown Brown e Shawn Kemp, saranno felici. Dalla prossima stagione tornano infatti i Seattle Supersonics, scomparsi nel 2008 quando il proprietario Clay Bennett decise di trasferire armi e bagagli ad Oklahoma City. Ma non saranno i Thunder a fare marcia indietro. La nuova franchigia che vedrà la luce nel Northwest fra una decina di mesi sarà la reincarnazione dei Sacramento Kings.

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scudetti di Modena 22 maschili: 8 Panini, 5 Avia Pervia, 3 Daytona, Minelli, Villa d’Oro, 12 donne: 5 Audax, 4 Fini, 2 Minelli, 1 Volley Modena

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anni di massima serie Tanti ne somma Modena nei vari campionati con le differenti squadre: 96 annate nel maschile, 75 nel femminile

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i titoli vinti in città Fra le squadre maschili e quelle femminili modenesi, fra cui vanno conteggiate quattro Coppe dei Campioni (a.a.)

500 Di là Reggio non ha potuto

La Mens Sana resta sola al terzo posto Ress si ferma per un colpo al polpaccio Banchi: «Siamo in difficoltà fisiche» GIUSEPPE NIGRO SIENA

La città che ha vinto di più in Italia potrebbe perdere i club di A-1. A iniziare dal femminile...

festeggiare la gara numero 500 in A perché, già priva di un titolare da 59% da tre e quasi doppia cifra di media come Antonutti, ha avuto 2/10 da Cinciarini, e Brunner tenuto a metà del suo fatturato, oltre a sbagliare 10 liberi. «Siamo rimasti attaccati alla partita giocando una difesa straordinaria che purtroppo per la bravura di Siena non siamo mai riusciti a tramutare in contropiede, e a metà campo abbiamo fatto fatica con questa intensità e fisicità». Avanti 27-17 a metà secondo quarto sotto i colpi di un Sanikidze in gran forma (10 rimbalzi, 7 falli subìti, 6 assist) Siena piazza il break sui vuoti di Reggio: un canestro in quasi 6' a inizio ripresa per il 46-30 al 35' poi, dopo il rientro reggiano a -7, un digiuno di 6' a cavallo degli ultimi due quarti su cui con due triple di Kangur la Mps piazza il 12-1 per il 60-42 al 35'. Ricorso Siena intanto attende l’esito del ricorso dell’Olympiacos sul finale di venerdì. La documentazione dei club è arrivata a Barcellona. I tre precedenti per casi simili non sono favorevoli alla Mps, ma rispetto a quelli l’errore al cronometro non è arrivato sull’ultima azione. «La scelta del club è non commentare», taglia corto Banchi.

GIAN LUCA PASINI PAOLO REGGIANINI

Lacrime. Giornate al telefono senza allenarsi, Modena femminile è nella crisi più profonda nonostante la vittoria su Conegliano che l’ha portata al terzo posto in classifica. Che accadrà ora? Qualcuno è certo che senza soldi la società si ritiri dal campionato domani o al massimo giovedì. Qualcuno, invece, sostiene che l’attuale dirigenza potrebbe decidere di continuare fino al termine della stagione, cercando di raccogliere nuovi sponsor per ripianare i debiti. Debito La manovra appare rischiosa visto che da inizio stagione a oggi la società ha accumulato un debito che supera il milione di euro (qualcuno dice 1.3). «Dobbiamo rispettare le regole - spiega Mauro Fabris, presidente di Lega - abbiamo fatto una serie di interventi su Modena. Non siamo degli

sprovveduti che credono a qualsiasi panzana. Sapevamo che la soluzione era difficile, ma potevamo rinunciare a percorrerla? Secondo noi no. Ed è per questo che siamo ancora qui. Aspettando». A termini di regolamento se dal 31 gennaio non verranno rispettate le scadenze previste dalla camera di conciliazione di Lega, scatteranno i primi punti di penalizzazione in classifica. Resta a vedere chi ci sarà a sopportarli: almeno 4 giocatrici hanno possibilità di trasferirsi. Nel fine settimana la Federazione, come conferma il presidente Carlo Magri, potrebbe anche decidere un provvedimento ad hoc per tutelare quelle atlete che senza aver percepito quanto promesso - potrebbero accasarsi altrove. Fuga Adesso si pensa a scappa-

re da Modena: mentre fino a qualche mese fa questa era la piazza più ambita d’Italia. In campo maschile, quanto nel femminile. Non è un caso se il

PalaPanini, in mezza Europa, viene definito il tempio del volley. La casa della pallavolo. Lo pensavano anche Aguero e compagne quando è nato questo progetto, ma poi hanno capito che alla storia e al blasone non faceva seguito la concretezza. Il terremoto, la crisi, sono giustificazioni sollevate per spiegare il tracollo, ma da sole possono bastare a spiegare il disastro economico creato. Pietro Peia No. Anche nel maschile sono spariti - più o meno da un giorno all’altro - i soci. Ma la società si è mossa diversamente. E per l’impegno di alcuni (Pietro Peia che ha garantito personalmente... quanti lo avrebbero fatto?) la società arriverà a fine anno, con gli stipendi pagati. Garantendo - oltre al futuro - per chi vorrà entrare, un passato economico spendibile. Qui il rischio è che alle giocatrici non vada nulla e che il campionato italiano si trovi con una squadra in meno... © RIPRODUZIONE RISERVATA

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stars& stripes CRISI CELTICS RIVERS PERDE LA PAZIENZA

VI CACCIO! Doc Rivers, stanco delle controprestazioni dei suoi Celtics, non ha preso bene il k.o. di Detroit, 3o in fila. «Non abbiamo voglia di faticare per diventare una buona squadra ha dichiarato il tecnico - Se non troviamo la giusta combinazione qualcuno cambierà aria».

Improvvidamente la squadra di Modena ha coperto gli sponsor nella gara interna contro Conegliano

BRAVO GALLO

CHAMPIONS LEAGUE

Denver ha superato Oklahoma City dopo un supplementare. Per Gallinari 18 punti, 6 rimbalzi e 3 assist. Pessime percentuali per Durant (7/20) e Westbrook (10/26), autori però di 37 e 36 punti grazie al 35/38 ai liberi.

Stasera c’è Cuneo

RISULTATI Detroit-Boston 103-88 (Drummond 16; Garnett, Lee 16); Denver-Oklahoma City 121-118 dts (Brewer 26; Durant 37); Orlando-Dallas 105-111 (Davis 24; Marion 20).

Coppe Europee

(g.sca.) La Bre banca Lannutti cerca la 4ª vittoria consecutiva (3 per 3-0) nel ritorno dei playoff di Champions stasera a Cuneo (20.30, Sportitalia 2). L’avversaria è l’Ach Ljubljana, battuta in Slovenia 3-0. La squadra di Piazza, per raggiungere con tranquillità la qualificazione, deve evitare la roulette del golden set che scatta in caso di una vittoria a testa. In campo Grbic, Wijsmans, Ngapeth, Kohut, con Sokolov e Antonov che nel turno davanti possono essere utilizzati anche co-

me centrali, libero De Pandis. Mastrangelo, separato in casa, potrebbe andare al Belgorod? Continua lo sciopero del tifo. PROGRAMMA (a.a.) Champions maschile (rit. ottavi) Kazan (Rus)-Berlino (and. 3-2), domani (20.30) Itas Diatec Trento-Mosca (2-3); Maaseik (Bel)-Kedzierzyn (Pol) (0-3), domani Belchatow (Pol)-Smirne (Tur) (3-1); domani Lube Macerata-Resovia (Pol) (3-0), oggi (Sportitalia2, 20.30) Bre Lannutti-Lubiana (Slo) (3-0). Champions femminile (ritorno ottavi). Giovedì Rabita Baku (Aze)-Cannes (3-1), domani Kazan

(Rus)-Mosca (3-1); giovedì Eczacibasi Istanbul-Asystel Carnaghi Villa Cortese (3-1), giovedì Gunes Istanbul-Sopot (Pol) (3-1); giovedì Unendo Busto-Schweriner (Ger) (2-3), domani Lokomotiv Baku (Aze)-Azerrail Baku (Aze) (0-3). Coppa Cev maschile (ritorno quarti) Giovedì 20.30 Andreoli Latina-Unterhaching (Ger) (3-0) Challenger Cup maschile (ritorno ottavi). Domani Copra Elior Piacenza-Gabrovo (Bul) (3-0) Challenger Cup femminile (ritorno ottavi). Domani Limassol (Cip)-Rebecchi Piacenza (0-3), giovedì Modena-Isc Ankara (Tur) (1-3)


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 22 GENNAIO 2013

FOOTBALL NFL: DECISE LE FINALISTE

Super Bowl in famiglia y

IN CAMPO IL 3/2

Il Super Bowl si giocherà il 3 febbraio (ore 0.30 italiane, diretta su Espn America, canale 214 di Sky) a New Orleans

S 49ERS San Francisco ci arriva avendo battuto nei playoff Green Bay 45-31 e domenica, nel Championsip della Nfc, Atlanta (in trasferta) 28-24

S RAVENS Baltimore ha disputato un turno in più rispetto ai 49ers (esentati dal 1o inquanto testa di serie n. 2), eliminando in sequenza Indianapolis (24-9) e Denver (38-35) prima di sbancare domenica il campo dei New England Patriots 28-13

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

MASSIMO LOPES PEGNA Twitter @Pegnarol NEW YORK

Jim Harbaugh, il più esuberante dei due, non ha potuto trattenersi e ha chiuso la sua conferenza stampa, solitamente ermetica, con un grido: «Go Ravens!». Perché mica si può pretendere di essere politically correct, quando ti sei già conquistato il diritto a partecipare alla partita della vita, la finalissima del football, e l’allenatore di una delle tue potenziali avversarie (che andavano in campo pochi minuti dopo) è tuo fratello maggiore John. No, non si può. Così, la favola che sembrava improbabile, perché sia i 49ers (la sua squadra) che i Ravens (quella di John) erano sfavoriti dal pronostico, si è materializzata sotto gli occhi di milioni di americani incollati agli schermi per tutto il lungo pomeriggio di domenica. Rimonta Gli Atlanta Falcons

contro San Francisco dissipavano un vantaggio di 17-0 accumulato nel primo tempo e trionfavano grazie anche alla perfezione del giovane quarterback, Colin Kaepernick, appena alla sua nona performance da titolare. Mentre i New England Patriots del luminare Tom Brady non riuscivano a ottenere una vittoria che, secondo le statistiche, avevano già in tasca: nelle 68 partite precedenti in cui conducevano all’intervallo non avevano mai perso. Ma il destino che aveva fermato i fratelli Harbaugh l’anno scorso, sconfitti proprio all’ultima partita (le finali Afc e Nfc), ora li consegnava alla storia. Così, il Super Bowl del 3 febbraio a New Orleans è già diventato l’«Har-Bowl», un affare di famiglia: brother vs. brother, mai accaduto prima. E secondo l’autorità nel campo delle statistiche Usa, la società Elias, un fatto del genere non si sarebbe mai verificato neppure nei playoff della Nba (basket), Nhl (hockey) e Mlb (baseball). Per le prossime due settimane dunque, John e Jim saranno i

I fratelli Harbaugh fanno la storia dello sport Usa Jim, allenatore di San Francisco, sfida John coach di Baltimore: non era mai successo Jim Harbaugh 49 anni, head coach dei San Francisco 49ers dal 2011, col quarterback Colin Kaepernick. In precedenza aveva guidato per 4 stagioni l’Università di Stanford. Da giocatore, 14 anni in Nfl come quarterback in 6 squadre REUTERS

fratelli d’America. Il primo (50 anni, più anziano di 15 mesi) non ha mai giocato ad alto livello ed è considerato il più cerebrale. Sensazionale nei suoi sermoni ai giocatori prima e dopo le partite. Domenica diceva: «Le nostre squadre praticano un football molto simile e quando ci affronteremo sarà come guardarci allo specchio». In fondo, i banchi di scuola sono stati i divani del salotto di casa in Michigan con un insegnante in comune: il padre Jack, allenatore al college. In verità, i fratelli Harbaugh si

John Harbaugh 50 anni, capo allenatore dei Baltimore Ravens dal 2008, con il ricevitore Anquan Boldin. Dal ’98 al 2007 è stato assistente ai Philadelphia Eagles. Non ha mai giocato a football nei professionisti, solamente al college con i Miami Hurricanes AP

erano già scontrati nella regular season del 2011: i Ravens batterono i 49ers 16-6.

A

Schivo Jim è più schivo in pub-

blico, ma con un temperamento bollente. Quello che per 14 stagioni ha fatto il quarterback nella Nfl e una volta prese a pugni un campione come Jim Kelly colpevole di averlo criticato. E’ lui che l’anno scorso, euforico per una vittoria, invece di stringere la mano all’allenatore di Detroit, gliela stritolò. E’ sempre Jim che domenica, con il risultato in bilico, saltava e bestemmiava come un matto per un’ingiustizia arbitrale. Ma non si arriva al Super Bowl per raccomandazione. Prima di prendere in mano i 49ers (5-0 nel SB, secondi solo a Pittsburgh), che non conquistavano una finale dal 1995, ha riportato in quattro anni Stanford University ai vertici del football universitario. A un certo punto aveva chiesto a John di diventare suo esperto della difesa. Offerta rispedita al mittente. «Incontravo tanti ragazzi che mi raccontavano di aver giocato per mio fratello ed esaltavano le sue doti. E lì ho capito che era davvero bravo», spiegava Jim. Forse un giudizio tardivo e poco lusinghiero. Rivali Da bambini erano antagonisti su tutto. «Io ero l’unico a tirare la palla al di là dell’albero in giardino. John impazziva di rabbia perché lui non ci riusciva», provoca. «Jim è il più tosto con cui abbia mai avuto a che fare», risponde con affetto John. «E’ incredibile che siano fratelli, ma si vogliono un bene dell’anima», dice Ingrid, la moglie di John. Aggiunge: «Ogni passeggiata in bici diventa una corsa, persino mangiare un hamburger è una gara per accaparrarsi l’ultimo dal piatto. Potrebbero dividerselo, invece è una lotta». Polpetta di carne o Super Bowl, nella loro filosofia non ci sono vie di mezzo: o tutto o niente. Con tanto amore. © RIPRODUZIONE RISERVATA

FRATELLI CONTRO

S Franco (in alto) e Beppe Baresi, calcio. Il primo bandiera del Milan dal 77 al 97, l’altro difensore dell’Inter dal 77 al 92

S Serena (in alto) e Venus Williams, tennis. Si sono sfidate in 8 finali di Slam (6-2 per Serena)

S Mauro (in alto) e Mirco Bergamasco, rugby: contro in Stade (Mauro)-Racing (Mirco) 16-29, maggio 2011

SHORT TRACK LA VALTELLINESE PRONTA ALLA COPPA DEL MONDO DI SOCHI

«Le medaglie agli Europei? E’solo l’inizio» La Fontana dopo il quinto titolo continentale guarda avanti: «Voglio i Mondiali»

merita di godersi la fresca impresa. Il quinto titolo continentale, vinto in condizioni non certo ottimali e contro una concorrenza sempre più allargata (l’Olanda è diventata una potenza anche del pattino corto), vale quasi quanto gli altri messi insieme.

ANDREA BUONGIOVANNI

Guarda avanti o indietro?

La centrifuga dello short track non si ferma mai. E gira sempre a folle velocità. Archiviati gli Europei di Malmö, alle porte c’è la prima tappa europea stagionale di Coppa del Mondo. Non in una località qualsiasi, ma a Sochi, tra un anno sede olimpica. Per la Nazionale azzurra, in mezzo, un raduno a Courmayeur. Poi, tra meno di una settimana, lame in valigia e via. Arianna Fontana però, almeno per un giorno,

«All’una e all’altra cosa. Perché confermarmi sul tetto d’Europa è stato tutt’altro che facile. Sono stata anche fortunata, ma ho sfruttato al meglio la mia lunga esperienza. Quella che ancora non ha la britannica Christie, che avrebbe meritato più di me ma che, a due curve dal titolo, s’è fatta schiacciare dalla pressione». All’orizzonte, invece, cosa c’è?

«Una forma che non può non crescere. Lo stop forzato di due

ri il meglio da me». Il suo mirino è già puntato sui Giochi?

«Un passo alla volta: a novembre avremo anche le due prove di qualificazione. La prima sarà a Torino: dovremo sfruttare il vantaggio del fattore-campo».

settimane intorno a Natale per il piccolo intervento che ho dovuto subire, s’è ovviamente fatto sentire. A Malmö solo nei 500 mi sono espressa come so. Per il resto ho dato il massimo che avevo. E non era tanto. Adesso mi aspettano due prove di Coppa del Mondo, dove devo riscattare l’opaco inizio di stagione e poi, soprattutto, i Mondiali di Debrecen dell’8-10 marzo».

Nessun sogno ad occhi aperti?

«A Torino 2006 ho vinto il bronzo con la staffetta, a Vancouver 2010 quello individuale nei 500. Dico solo che a Sochi, se capiterà l’occasione, non giocherò al risparmio».

Dove, proprio nei 500, difenderà i suoi due bronzi consecutivi...

Poi, con i Mondiali 2015 in casa, ancora a Torino, non potrà certo pensare di smettere.

«E non solo: quei risultati sono un punto di partenza».

«Calma, calma. L’ho detto: un passo alla volta».

A cosa deve tanta convinzione?

Popolarità però, sempre poca a prescindere...

«Credo nel lavoro e nei programmi dei nostri tecnici canadesi, Eric Bedard e Kenan Gouadec. Sanno come tirar fuo-

«Sì, ma ormai ci sono abituata. Non mi dà più fastidio. Me ne son fatta una ragione».

In alto Arianna Fontana, 22 anni, sul gradino più alto del podio europeo tra la Christie (sin) e la Ter. Sotto Arianna in azione nella finale dei 500 AP

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MARTEDÌ 22 GENNAIO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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TUTTENOTIZIE & RISULTATI Vela VERSO SAN FRANCISCO

Ippica MANIFESTAZIONE A ROMA

Soldini a Capo Horn «Come fila Maserati»

I monopoli si impegnano per la riforma scommesse

Maserati passa Capo Horn per la seconda volta, stavolta da Est a Ovest

(r.ra.) Giovanni Soldini e il suo equipaggio a bordo di Maserati impegnati nel record della traversata New York- San Francisco doppieranno oggi Capo Horn dopo 22 giorni dalla partenza (lo scafo italiano ha percorso 6700 miglia delle 13.225 dell’intera traversata). Il passaggio si prevede difficile per l’arrivo di una perturbazione con venti sui 30 nodi e la presenza di iceberg. «A bordo tutto bene, siamo pronti ad affrontare il passaggio di Capo Horn controvento - ha dichiarato Giovanni Soldini al telefono satellitare – sappiamo anche che ci sono sette, otto iceberg tra Le Maire e Capo Horn, e cercheremo di passare molto vicini a terra, col radar sempre acceso in modo da evitarli. La nostra strategia sarà quella di sfruttare ogni minima variazione della direzione del vento in mo-

do da portarci velocemente a Ovest per poi fare rotta verso Nord e salire paralleli alla costa del Cile, ma non troppo vicini perché le Ande sono così alte da formare un muro che comprime le isobare e il vento potrebbe aumentare sotto costa anche di 15 nodi. Noi ce la stiamo mettendo tutta, sarà l'Oceano a decidere quando lasciarci passare». Il record nel mirino di Maserati è quello dei monoscafi, che appartiene a Aquitaine Innovations dal 1998 con 57 giorni, 3 ore, 2 minuti (ora distante 2000 miglia). Nella categoria dei multiscafi il primato è stato stabilito nel 2008 dal maxi-catamarano di 110 piedi Gitana 13 (43 giorni, 3 minuti, 38 secondi, media di 13,5 nodi). Gitana 13 ha passato Capo Horn dopo 22 giorni, 7 ore e 25 minuti di navigazione... In linea con Maserati.

(e.lan.) Tutte le sigle del comparto, tranne Federippodromi, hanno aderito alla manifestazione organizzata da Assogaloppo, che si è svolta ieri a Roma, di fronte alla sede di AAMS. Armati di megafono e striscioni, circa 200 operatori hanno voluto gridare la loro indignazione nei confronti dei Monopoli, responsabili in gran parte, a loro avviso, della crisi del settore. In cima alle richieste sono tornati a porre l’immediata attuazione della riforma delle scommesse, che, già confezionata da mesi, attenderebbe soltanto il visto dei Ministri competenti, Grilli e Catania. A confermarlo è il documento redatto e firmato dal responsabile dell’Ufficio Scommesse Sportive ed Ippiche dell’Agenzia, Luca Turchi, e dal funzionario Renato Carlucci, dopo aver incontrato una delegazione di operatori, cui è stato assicurato, come recita il testo «l'impegno formale e sostanziale affinché in brevissimo tempo venga sottoscritto il decreto interministeriale del nuovo regolamento per le scommesse ippiche da parte del Ministro dell'Economia e delle Finanze e del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali». Alle parole dovranno ora seguire i fatti, per i quali le categorie hanno già

SANCHEZ A PARMA (m.c.-s.cam.) A Parma arriva il 28enne Freddy Parejo (Ven), esterno degli Aguilas de Zulia, ex Triplo a Milwaukee. A Godo i lanciatori Gleb Volodin, ex Fortitudo, e Alessandro Casalini, dall’Arezzo. MERCURI PRO’ (m.c.) L’interno nettunese Mattia Mercuri (’94) ha firmato ieri un contratto pro’ per le Minors degli Atlanta Braves.

Manifestazioni, ormai una regola

fatto sapere di poter attendere al massimo dieci giorni, prima di nuove eventuali manifestazioni. INVASIONE ITALIANA A PARIGI Comincia la settimana internazionale di Vincennes, che culminerà con il Prix d’Amérique di domenica, e come prevedibile ci sarà un’invasione di cavalli italiani. Oggi sono in 15 i nostri portacolori: Mineiro As (C. Levesque) nel Prix de Dieppe (m 2700); Osasco di Ruggi (R. Vecchione), Oropuro Bar (M. Smorgon) e Oibambam Effe (A. Guzzinati) nel Prix de Miarnde (m 2700); Powell Bi (A. Abrivard), Pontiac Turbo (L. Besana), Pace del Rio (Santo Mollo), Pacific Model (G. Trinchillo), Painkiller Va (T. Di Lorenzo), Paolo Om (D. Loqueneux), Picone (J. Verbeeck), Positano d’Ete (M. Minopoli jr), Priest Va (N. Roussel), Palomar Lb (P. Gubellini) e Pick and Go (R. Vecchione) nel Prix de Pont Audemer (m 2100).

Olimpiadi VENDITA DA FEBBRAIO

Volo AZZURRI A SYDNEY

Atletica CAMPIONE NEL CROSS

Italia al lavoro Castro ritarda

Sochi: biglietti fino a 990 euro

I deltaplanisti con Del Piero

Europa: Lalli atleta del mese

Paolo Buso, 26 anni, trequarti FAMA

I lavori all’Iceberg di Sochi AFP

Il quotidiano russo «Izvestia» ha anticipato oggi i costi dei biglietti per le diverse gare dei Giochi invernali di Sochi 2014. La gara più cara sarebbe la finale per l’oro dell’hockey ghiaccio maschile, che partirà da un minimo di 170 a un massimo di 990 euro. I più economici, invece, riguarderanno lo slittino femminile: 25. Le gare di pattinaggio di figura prevedono tagliandi da 49 a 490 euro, mentre per assistere a biathlon, salto con gli sci, pattinaggio di velocità e curling si spenderà dai 37,5 ai 160 euro. Con quattro euro e mezzo, invece, si potrà visitare il parco olimpico senza però accedere alle gare. «Tempi e condizioni della acquisizione dei biglietti saranno annunciati a febbraio, contemporaneamente all’inizio della vendita» si è limitato a commentare il comitato organizzatore. A inizio mese, il presidente Vladimir Putin ha firmato un decreto che sancisce multe fino a quasi 25.000 euro per chiunque sia sorpreso a commerciare biglietti al di fuori dei canali ufficiali.

Anche gli azzurri del deltaplano, reduci dal Mondiale a Forbes (400 km da Sydney) dove hanno conquistato l’oro a squadre, un argento con Alessandro Ploner e un bronzo con Filippo Oppici nella gara individuale, hanno fatto visita ad Alessandro Del Piero prima di ripartire dall’Australia. L’ex numero 10 della Juventus era reduce dai quattro gol segnati per il Sydney Fc contro il Wellington. Gli azzurri si sono presentati al campo di allenamento del club. «Bella sorpresa» ha postato Del Piero sul proprio profilo Facebook. «Una piacevole chiacchierata con un grande campione – ha commentato Flavio Tebaldi, c.t. del deltaplano – che si è mostrato incuriosito dal volo libero e dalle emozioni che può regalare». Dieci giorni fa, anche le tenniste Sara Errani e Roberta Vinci avevano voluto salutare Del Piero; qualche giorno prima l’ex juventino aveva salutato il pallanuotista Maurizio Felugo e la canoista Josefa Idem.

Alex Del Piero con gli azzurri

BARSHIM 2.33 (si.g.) Mutaz Essa Barshim (Qat), dopo il 2.30 d’esordio nell’alto una settimana fa, si è portato a 2.33 a Vaxjo (Sve). A San Pietroburgo (Rus). Uomini. Alto: Dmitrik 2.31. A Kuldiga (Let). Uomini. Lungo: Vitonis (Lit) 8.03. A Saarbrucken (Ger). Uomini. Lungo: Reif 8.00. A Jablonec (R.Ceca). Uomini. Peso: Prasil 20.35. A Mosca (Rus). Donne. 60: Zadorina 7”30 (b. 7”0 m.). Asta: Sidorova 4.55. Lungo: Klishina 6.69; Denyayeva 6.64. A Vienna (Aut). Uomini. 800: Rapatz 1’47”87. A Minsk (Bie). Uomini. 60 hs: Lynsha 7”50. A Volgograd (Rus). Donne. 200: Katsura 23”21.

Baseball

Rugby VERSO IL SEI NAZIONI

ROMA (ro.pa.) Con l’obiettivo di «dare alla squadra maggiore equilibrio nel primo lancio di gioco dopo la conquista, perché oggi ancora poggia all’80% sugli avanti», l’Italia ha cominciato da ieri mattina a preparare il Sei Nazioni 2013. Il coach dei trequarti Philippe Berot ha così spiegato i temi che gli azzurri tratteranno in questi giorni, fra campo e videoanalisi. C’è stato qualche problema a causa del maltempo per chi arrivava dall’estero, con Lo Cicero giunto da Parigi solo nella mattinata di ieri. È andata peggio a Castrogiovanni, fermato a Birmingham dalla nebbia: è atteso entro le 16 di oggi. Nel primo allenamento in campo, riposo per alcuni reduci del successo di Treviso sugli Ospreys, come Barbieri; a seduta inoltrata si sono aggiunti anche il mediano di mischia Gori, oltre a Furno, seconda del Narbonne. Venerdì dopo pranzo gli azzurri faranno ritorno ai club. Da lunedì si preparerà l’esordio con la Francia del 3 febbraio all’Olimpico.

Atletica

ADDII È morto a 82 anni l’ex manager Earl Weaver. Lo chiamavano il piccolo genio. Espulso 97 volte, per 17 anni ha guidato Baltimore con 4 Pennant vinti, le World Series vinte nel 1970 e un record in panchina di 1480-1060. A 92 anni è morto Stan «The Man» Musial, uno dei più grandi di tutti i tempi: 22 stagioni tutte ai St. Louis Cardinals, con 3 World Series vinte (1942, 1944, 1946), 3 volte Mvp e 7 volte miglior battitore della National.

Boxe WSB (r.g.) Così il primo turno di ritorno del girone A: Polonia-Messico 3-2; Argentina-Azerbajan 2-3. Algeria-Russia (15-2-12). Classifica. Azerbajan 15 (-1); Messico 13; Polonia 9; Argentina 7 (-1); Russia 4 (-2); Algeria 3 (-1).

Ghiaccio COPPA PISTA LUNGA Così a Calgary (Can) nella 2ª giornata della tappa della Coppa del Mondo in pista lunga dove la sudcoreana Sang-Hwa Lee ha portato il record del mondo dei 500 a 36"80. Uomini. 500. I: 1. Smeekens (Ola) 34"39; 2. Kato (Giap) 34"44; 3. Mulder (Ola) 34"55. II: 6. Nenzi 35"11 (pb); 17. Bosa 35"64 (pb); 24. Ioriatti 37"13. Coppa: 1. Smeekens (Ola) 630. 1000. I: 1. Otterspeer (Ola) 1’07"76; 2. Davis (Usa) 1’07"83; 3. Schwarz (Ger) 1’07"85. II: 4. Nenzi 1’08"71 (pb); 21. Bosa 1’10"81 (pb). Coppa: 1. Otterspeer (Ola) 455. Donne. 500. I: 1. Sang-Hwa Lee (S.Cor) 36"80 (r.m.); 2. Richardson (Usa) 37"42; 3. Boer (Ola) 37"54. II: 12. Y. Daldossi 38"71 (pb); 16. P. Simionato 39"01 (pb). Coppa: 1. Sang-Hwa Lee (S.Cor) 800. 1000. I: 1. Richardson (Usa) 1’13"30; 2. Wüst (Ola) 1’13"89; 3. Bowe (Usa) 1’13"96. II: 14. Y. Daldossi 1’17"95 (pb). Coppa: 1. Richardson (Usa) 480.

Hockey ghiaccio Italia preolimpica Il gruppo di Pokel (m.l.) Questi gli azzurri per il torneo di qualificazione a Sochi 2014. In Germania l’Italia (7-10/2) affronterà Austria, Germania e Olanda. Portieri: Bellissimo, Tragust, Dennis. Difensori: Egger, Borgatello, A. Helfer, Johnson, Plastino, De Marchi, Hofer, Willeit. Attaccanti: Scandella, Di Casmirro, Sirianni, L. Aquino, Tudin, D. Kostner, Iannone, Rocco, N. Fontanive, Gander, Anton Bernard, M. Insam, Daccordo, Scelfo.

Andrea Lalli, 25 anni COLOMBO

Andrea Lalli, vincitore degli Europei 2012 di cross a Budapest, è stato nominato «campione del mese» dalla federazione europea. Lalli, votato da una giuria composta da internauti, media e un gruppo di esperti della federazione (il loro voto conta al 33 per cento), a Budapest è diventato il primo atleta ad aver vinto gli Europei di cross ad ogni livello, i due giovanili e ora anche quello assoluto. VICENZINO 6.30 (si.g.) A Tenero (Svi), 6.30 in lungo per Tania Vicenzino. Uomini. Lungo: Kaboré 7.37. Donne. Lungo: 5. Derkach (Ita/Ucr) 6.06. Ad Aosta. Donne. 60: Amidei 7”48. A Bergamo. Uomini. 60 hs: C. Redaelli 7”93. Jr: Perini 7”92. Donne. Alto: Lambrughi 1.75. Triplo: C. Pacchetti 12.84. A Modena. Uomini. Asta: Rubbiani 5.33. Donne. Lungo: Palezza 5,96. A Ponticelli (Na). Donne. 50: De Fazio 6”71. A Lione (Fra). Donne. 400: Marone 55”85. MONDIALINO INDOOR (si.g.) A New York (Usa), nell’impianto indoor di Armory, nuova miglior prestazione mondiale under 20 dei 600 metri, 1’27”30 della 18enne Ajee Wilson: il precedente limite, 1’27”4 della britannica Linsey McDonald, risaliva al dicembre 1981.

SERIE A (m.l.) Oggi (ore 20.30) il 3˚ turno della 2ª fase. Master Round: Renon-Bolzano; Valpellice-Val Pusteria. Rip. Alleghe. Classifica: Bolzano 44; Renon 41; Val Pusteria* 39; Alleghe 33; Valpellice* 31 (*una in meno). Relegation Round: Cortina-Milano; Pontebba-Asiago. Rip. Val di Fassa. Classifica: Asiago* 31; Milano 29; Cortina 23; Val di Fassa 14; Pontebba* 6 (*: una in meno).

Hockey in line SERIE A-1 (m.l.) L’11˚ turno: Cittadella-Padova 4-5; Empoli-Asiago 3-4; Vicenza-Milano24 5-3; Roma-Monleale 1-5. Rip. Molinese. Classifica: Monleale 26; Milano24 24; Padova, Vicenza 22; Cittadella 12; Molinese*, Asiago* 7; Roma 6; Empoli 3 (*: una in meno).

Hockey pista POSTICIPI (m.nan.) Stasera 4 posticipi della 12ª di A-1: Breganze-Forte dei Marmi, Viareggio-Giovinazzo, Valdagno-Follonica, Bassano-Lodi (ore 21, dir. RaiSport 2). Classifica: Valdagno, Viareggio 30; Lodi 27; Bassano 24; Novara 20; Forte dei Marmi 19; Breganze 18; Matera 13; Trissino, Prato 12; Sarzana 11; Giovinazzo 6; Follonica 4, Thiene 1.

Ippica Taranto 5-11-14-16-6 8ª corsa - m 2020: 1 Pilgrim del Ronco (A. Di Nardo) 1.17.2; 2 Primomatch; 3 Pietrasanta; 4 Perfect Leader Lf; 5 Pepita Bip; Tot.: 2,96; 1,96, 3,11, 3,56 (62,45). Quinté: n.v. Quarté: e 485,29. Tris: e 243,66. OGGI QUINTÉ A TRIESTE Al Montebello (inizio convegno alle 15.30) scegliamo Obelix Np (18), Oregon Bi (15), Nigeria Jet (14), Iari (13), Nippon Grif (2) e Magico Capar (1). SI CORRE ANCHE Trotto: Torino (14.30). Galoppo: Roma (14.40).

Nuoto FRANKLIN E LOCHTE (al.f.) Ad Austin (Usa, 50 m), Ryan Lochte vince i 200 misti

A ROVERETO IL 21-9

Otto mesi al via ma la Strongman ha già 2000 iscritti (m.gas.) Otto mesi alla partenza della seconda edizione italiana della Fisherman’s Friend Strongman Run, e già la quota partecipanti supera i duemila. Sino a ieri erano 1.735 gli appassionati iscritti alla gara a ostacoli, ma poco dopo l’apertura del sito dedicato in 300 hanno ottenuto il pettorale per l’appuntamento del 21 settembre, che ancora una volta andrà in scena a Rovereto (esauriti invece i pettorali per il 4 maggio al Nurburgring, dove andrà anche un team di lettori Gazzetta). Organizzata da Rcs Sport (che firma anche la maratona di Milano, il prossimo 7 aprile) la corsa svelerà nelle prossime settimane gli ostacoli disseminati lungo i 18-19 chilometri del percorso.

ed è solo 6˚ nei 100 rana. Missy Franklin, a segno nei 100 dorso, è beffata nei 200 misti da Karlee Bispo. Uomini: 100 do Grevers 53"75; 100 ra Alexandrov 1’01"76, 6. Lochte 1’04"83; 200 fa Bollier 1’58"18; 200 mx Lochte 2’00"98. Donne: 800 sl Sutton 8’33"34; 100 do Franklin 1’00"00; 200 fa Lacroix (Can) 2’09"55; 200 mx Bispo 2’12"49, Franklin 2’12"57.

Pallamano MONDIALI (pe.m.) Così negli ottavi dei Mondiali in Spagna: Slovenia-Egitto 31-26; Serbia-Spagna 20-31.

Pallanuoto MIRARCHI SI DIMETTE Si dimette Maurizio Mirarchi, tecnico dell’Acquachiara. La squadra napoletana, che nella scorsa stagione aveva sfiorato la qualificazione in Euro Cup, è quinta. A NERVI (i.v.) A Nervi arriva il difensore Jeff Tyrrell (Usa), due stagioni fa al Camogli.

Pallavolo TROFEO GAZZETTA (c.g.) 15a giornata: 63: Zaytsev, 62: Celitans, 51: Stokr, 47: Juantorena, Sokolov, 46: Petric, 43: Kaziyski, 41: Raphael, 39: Fei, Grbic. Donne 13a giornata: 51: Bauer, 46: Aguero, 45: Van Hecke, 43: Di Iulio, 41: Petrauskaite.

Scacchi CARUANA VINCE Dopo due pari contro Karjakin (Ucr) e la cinese Hou Yifan, nel gruppo A del torneo di Wijk aan Zee (Ola) Fabiano Caruana ha battuto L’Ami (Ola).

Scherma Spadiste quarte Azzurre quarte nella prova di Coppa del Mondo di spada a squadre a Doha (Qat). Bianca Del Carretto, Rossella Fiamingo, Francesca Quondamcarlo e Francesca Boscarelli sono state sconfitte in semifinale dall’Estonia (45-40) e poi 45-44 dall’Ucraina per il 3˚ posto. Finale: Cina b. Estonia; 3˚ posto: Ucraina b. Italia 45-44. Semifinali: Cina b. Ucraina; Estonia b. Italia 45-40.

Sport invernali SNOWBOARD L’halfpipe ha chiuso il primo weekend dei Mondiali di Stoneham (Can). Uomini: 1. Podladtchikov (Svi) 94.25; 2. Hiraoka (Giap) 93.75; 3. Malin (Fin) 86.75; 41. PIETROPOLI. Donne: 1. Gold (Usa) 79.00; 2. Crawford (Aus) 77.25; 3. Rodriguez (Fra) 72.50. BONALDI BATTE NORTHUG (g.v.) Successo di Sergio Bonaldi nella 39ª Dolomitenlauf a Lienz (Aut), 60 km tl, battendo Bajcicak (Slk), Northug (Nor), Zorzi, Piller Cottrer, Martinelli e Kostner. Gara donne a Mikhailova (Rus) su Mannina (Est) e Confortola.

Triathlon TRAGEDIA IRONMAN (al.f.) Due atleti di 29 e 37 anni sono morti per arresto cardiorespiratorio durante la frazione di nuoto dell’Ironman 70.3 di Buffalo City (Saf).

Vela VENDEE GLOBE (r.ra.) Ore difficili per Alessandro di Benedetto nel Vendee Globe. Lo skipper di Team Plastique che ha da poco passato Capo Horn ha riportato la frattura di una costola nel corso di una manovra. Seppur molto dolorante sta proseguendo. Al comando Gabart su Macif, a 1800 miglia da Les Sables d’Olonne. Arrivo previsto tra il 26 e il 27 gennaio. COPPA AMERICA (r.ra.) Il fuoriclasse spagnolo Iker Martinez (oro e argento olimpico col 49er) ha lasciato Luna Rossa. «Abbiamo deciso di comune accordo» ha detto lo skipper Max Sirena. Martinez era uno dei possibili timonieri nelle regate di Coppa, con la sua partenza diventano sempre più probabili Bruni come timoniere di partenza e Draper per il resto della regata.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 22 GENNAIO 2013

ALTRI MONDI

Il fatto del giorno

A notizie Tascabili

_i tormenti di Berlusconi

MONTI ATTACCA

DI GIORGIO DELL'ARTI gda@gazzetta.it

I giudici: «No allo stop»

Perché è stato così difficile escludere Cosentino dalle liste Pdl? Fino all’ultimo momento il potente politico campano era candidato, ma dopo le liti ha prevalso la linea Alfano. L’operazione «pulizia» però è costata molto ai partiti I politici godono di una reputazione talmente cattiva che l’altro giorno, per reclamizzare la sua lista, Mario Monti ha garantito di non avere con sé nessun ex parlamentare. Reputazione meritata, a quanto pare, se si guarda specialmente al Pdl e alle sue convulsioni delle ultime ore. Scilipoti ha suscitato le ire dei calabresi, in mezzo ai quali Berlusconi lo aveva precipitato. Stessi problemi con i liguri, avversi alla candidatura dell’ex direttore del Tg1 Minzolini. Soprattutto alle cinque del pomeriggio, scadendo i termini alle otto, non era ancora sicurissima la sorte di Nicola Cosentino, candidato campano, di cui la magistratura aveva già chiesto invano al Parlamento, e per due volte, l’autorizzazione all’arresto. Tenuto in lista a mezzogiorno era poi stato ributtato fuori dallo stesso segretario del partito, Alfano, a cui in mattinata aveva quasi messo le mani addosso. Escluso nel tardo pomeriggio, ha ordinato ai suoi di uscire dalle liste, mossa che ha obbligato a trovare i sostituti in pochi minuti e a raccogliere una nuova documentazione e le relative firme in cento minuti. La lista pidiellina, dalla quale alla fine si sono rassegnati a uscire Dell’Utri, Milanese, Scajola, Papa, è certamente più pulita, ma lo spettacolo dell’ultimo giorno non è stato troppo confortante.

1Perché Berlusconi voleva met-

tere Cosentino, ed è stato Alfano a battere i pugni sul tavolo?

C’era stata una scena selvaggia in mattinata. Avendo saputo di essere stato escluso, Cosentino s’è precipitato a palazzo Grazioli e ha quasi fatto a pugni con Alfano, gridando: «Lo capite che escludendomi mi mandate in galera?».

2 Beh, non è bello che per un candidato l’alternativa sia tra Montecitorio e Poggioreale.

Ha ragione, ma c’è questo giudizio di Berlusconi su parte della magistratura, che a suo dire agisce non in base a dati di fatto, ma per ragioni politiche. Berlusconi, rientrato verso mezzogiorno, ha promesso a Cosentino che la sua corsa elettorale non sarebbe stata interrotta. Aveva già detto che la sua commissione elettorale aveva esaminato il dossier del parlamentare e aveva trovato poco fondate le accuse. Tuttavia, più tardi Alfano ha imposto la sua volontà. Con le conseguenze e le complicazioni che abbiamo detto.

3 Ma che ha fatto, costui? Intanto ha il torto di essere nato a Casal di Principe, regno di camorra e di aver fatto carriera partendo proprio da quel collegio elettorale tanto malfamato. Era socialdemocratico e quando è stato il momento è diventa-

Processo Ruby La sentenza sarà dopo le elezioni S

L’ex premier, Silvio Berlusconi, 76 anni, e Nicola Cosentino, 54, ex sottosegretario Pdl ANSA

A

VENDOLA ACCUSA

S Il leader Sel: «C’è profumo di camorra» Sul caso dei cosidetti «impresentabili» nelle liste elettorali del centrodestra, Nichi Vendola ha pronunciato parole durissime: «Mentre Sinistra e Libertà si sforza di far sentire profumo di sinistra, lo sforzo di questa destra berlusconiana è far sentire un antico profumo di camorra»

to forzista. È imparentato con parecchi camorristi e in particolare con Giuseppe Russo detto Peppe ’o Padrino, boss dei casalesi una cui sorella ha sposato suo fratello. Peppe sta all’ergastolo per omicidio e associazione mafiosa, circostanza che non fa di Cosentino un colpevole, ma che alimenta chiacchiere. In concreto, tuttavia, i magistrati lo sospettano colluso con la camorra non tanto per le parentele, quanto, una prima volta, per le accuse del pentito Carmine Schiavone («io intervenni per far votare Cosentino», frase a cui il pm Raffaele Cantone non diede però importanza) e dell’imprenditore Gaetano Vassallo, che lo tirò dentro nella storia del riciclo dei rifiuti tossici. Anche la fantomatica P3, che secondo i magistrati trescava per lucrare sull’eolico sardo, si sarebbe data da fare per far eleggere Cosentino governatore della Campania. Queste accuse hanno fondamento? Non lo so e mi guardo bene dall’azzardare insinuazioni. Sta di fatto però che Cosentino, alla fine, risulta secondo il segretario del suo partito “impresentabile”.

4 Perché ci diamo tanto da fare sui tormenti del Pdl e non dedichiamo una parola alle liste – che so – di Monti o Bersani?

Monti ha presentato i suoi quattrocento candidati e li ha definiti così: «imprenditori, insegnan-

ti, medici, mamme, giovani, nonni, impiegati, funzionari della pubblica amministrazione». Che cosa che vuole che scriviamo a margine di un elenco simile? Non sa che i giornalisti cercano solo zuppe avvelenate in cui intingere il pane?

5 E Bersani? Ci ha tolto di bocca il companatico facendo fuori preventivamente Mirello Crisafulli e gli altri capataz democratici in odore di pastette. Ne abbiamo già parlato. Ieri i democratici gongolavano alle notizie che giungevano dal Pdl. E del resto, il 90% dei candidati democratici sono stati decisi dalle primarie e solo il 10% dal segretario in persona, che ha salvato così una parte dei notabili. Tra questi Anna Finocchiaro, candidata al Quirinale per qualcuno e ieri severa con i suoi colleghi degli altri partiti: «Abbiamo scelto le nostre candidature con il metodo delle primarie, un processo molto diverso da chi compone le liste in mezzo ai litigi. Nel Pdl, Berlusconi e Verdini sono i grandi sacerdoti della confezione delle loro liste che fanno fatica ad essere pulite e, dall’altra parte, mi pare che anche il Terzo Polo stia celebrando questo rito nel chiuso delle stanze. Sono due modi diversi di stare al mondo della politica».

La replica al Financial Times L’ex sobrio Mario Monti contrattacca. Il candidato premier ha infatti così replicato al «Financial Times» che in un editoriale lo aveva definito «poco adatto» a governare l’Italia: «Senza il nostro risanamento in tempi così brevi e la nostra azione di spinta per lo scudo anti-spread, anche la Bce non avrebbe potuto fare molto. Non me l’aspettavo dal Financial Times, ma da Wolfgang Munchau (l’autore, ndr) sì, uno specifico editorialista che ha una vecchia polemica con la Merkel e l’eurozona. Domani sullo stesso giornale ci sarà una lettera che gli farà capire perché le sue frustrazioni verso la Germania non sono da scaricare su chi ha governato l’Italia»

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SPORT E POLITICA DALLA IDEM CAPOLISTA DEL PD FINO ALLE «MONTIANE» VEZZALI E MINETTI: TANTI ATLETI PUNTANO A UN SEGGIO IN PARLAMENTO

E Carraro è in corsa per il Senato Il Cavaliere lancia l’ex presidente Figc Escluso Pescante: «Ma non ho voluto nessuna deroga» FILIPPO CONTICELLO VALERIO PICCIONI

«Forza Roma» e «Forza Lazio», numero 90 e 164 dei simboli elettorali accolti giorni fa dal Viminale, lo lasciavano vagamente presumere: alle politiche del 24-25 febbraio lo sport gioca fin dentro alle urne. Intuizione confermata ieri, dopo che il parto delle liste è stato completato

tra gli affanni. Ma pesa di più un’esclusione: non c’è traccia di Mario Pescante, gli ultimi 11 anni in Parlamento. «Sono stato io a non chiedere la deroga», ha detto. Nello stesso Pdl, per un ex presidente del Coni che lascia, eccone uno che entra: il numero 4 in lista per il Senato in Emilia Romagna si chiama Franco Carraro. Sicuro anche l’ex sottosegretario allo sport, Rocco Crimi: capolista Pdl nel Lazio 2. Meno certezze per Paolo Barelli, senatore, presidente della Federnuoto e ottavo per il Senato nel Lazio. Il numero 2 alla Camera al Friuli basterà invece per Manuela Di Centa, olimpionica Pdl. A cui il Pd risponde con Josefa Idem, capolista al Senato del Pd in Emilia-Romagna. Do-

vrebbe essere suo collega il presidente dell’Assoallenatori, Renzo Ulivieri: ha tribolato un po’, ma ora si gode il secondo posto al Senato con Sel in Toscana. In mezzo, due «montiane»: c’è Valentina Vezzali, cannibale di trionfi e capolista nelle Marche per la Camera; sarà più dura per Annalisa Minetti, bronzo nei 1500 alla Paralimpiade di Londra e casella 5 nel Lazio 1. Pierangelo Vignati, oro alla Paraolimpiade di ciclismo del 2000, corre invece per Fli: punta alla Camera, quarto in Emilia. Un’altra atleta disabile, Laura Coccia, entrerà in Parlamento con il Pd, in Campania 2. Si dividono gli Enti: Filippo Fossati dell’Uisp col Pd, Bruno Molea dell’Aics con Monti.

Franco Carraro, 73 anni ANSA

Grandi manovre Dall’elenco si

sono sfilati in due: Luciano Moggi si dedicherà ai processi e non ai Riformisti Italiani di Stefania Craxi; Beppe Savoldi, ex mister miliardo della serie A Anni ’70, ha abbandonato Sel non avendo «garanzie» di elezione. Le stesse che mancano a Gianni Rivera, con il Centro Democratico di Tabacci in Friuli. E i presidenti federali? Dopo 4 legislature, escluso Sabatino Aracu, Pdl e presidente Hockey e Pattinaggio. Altra sorte per Luciano Rossi, capo del Tiro a Volo (e per Enrico Costa, Pdl, della Pallapugno, che corre in Piemonte): in Umbria per il Senato è dietro a Berlusconi. Claudio Barbaro, relatore della legge sugli stadi, potrebbe non continuare alla Camera: serve un’impresa da terzo per Fli nel Lazio 1. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Arriverà dopo il voto la sentenza del processo Ruby in cui Silvio Berlusconi è imputato per concussione e prostituzione minorile. Il tribunale di Milano ha respinto la richiesta dei difensori del Cavaliere di sospendere il processo per la campagna elettorale. Nell’ordinanza, i giudici hanno chiarito che questo impedimento «non ha carattere di assolutezza». Il nuovo calendario, ha spiegato il presidente del collegio Giulia Turri, è stato imposto da esigenze organizzative.

Dopo un inseguimento

In manette il figlio di «Sandokan», boss dei Casalesi I carabinieri di Casal di Principe hanno arrestato Carmine Schiavone, ritenuto il reggente del clan dei Casalesi. Figlio di Francesco Schiavone, soprannominato «Sandokan», arrestato nel 1998, è accusato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. «Non ce l’ho con polizia e carabinieri ma voi siete stati bravi», ha detto mentre lo ammanettavano dopo un inseguimento di circa mezz’ora per le vie del centro di Aversa (Ce). Aveva in tasca 8 mila euro.

Carmine Schiavone, 30 anni ANSA

Ma lamentele dei genitori

Scuola, è boom di iscrizioni online nel primo giorno Mezzanotte attesa come a San Silvestro, ieri. Almeno per quegli ansiosi genitori che appena scattato il via alle iscrizioni online per il prossimo anno scolastico erano già pronti, per collegarsi con il sito del ministero dell’Istruzione. A mezz’ora dall’ora X erano già 1.500 le iscrizioni, alle 10 avevano superato quota 5 mila. Alle 19 si viaggiava oltre le 23 mila. Non sono mancate, però, le lamentele degli internauti per le difficoltà di accedere al sito. La procedura resterà aperta fino al 28 febbraio.

Ex governatore e ministro

Tangenti in Puglia: chiesti per Fitto sei anni e mezzo Una presunta tangente di 500.000 euro ricevuta dall’imprenditore Giampaolo Angelucci per un appalto da 198 milioni: è una delle 2 accuse di corruzione alla base della richiesta di condanna a 6 anni e 6 mesi per l’ex ministro, Raffaele Fitto. L’ex presidente della regione Puglia, oggi capolista alla Camera in Puglia per il Pdl, è anche accusato di peculato, illecito finanziamento ai partiti e abuso d’ufficio. «Sono scioccato», la sua reazione. Fitto è uno dei 30 imputati, tra cui Angelucci.


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ALTRI MONDI

GIUSTIFICÒ I FEMMINICIDI

Il ritorno di don Corsi «Mi scuso con tutti» È tornato a dire messa don Piero Corsi (nella foto Ansa), il parroco di San Terenzo di Lerici (La Spezia) che affisse, pochi

giorni prima di Natale, un volantino che «giustificava» in alcuni casi il femminicidio e la violenza sessuale sulle donne. Dopo un lungo periodo di riflessione, ieri s’è detto pentito: «Sono dispiaciuto, se mi fossi immaginato quello che quel volantino avrebbe provocato avrei evitato qualunque cosa».

Obama all’America «Adesso si riparte» Il primo discorso del secondo mandato presidenziale «Si chiude un decennio di guerra, ora via alla ripresa» ELISABETTA ESPOSITO

Obama il viaggiatore. In marcia tra idee, popoli, speranze e sogni. Obama che ha sempre vissuto seguendo un percorso di uguaglianza, tolleranza e democrazia, un percorso che da quattro anni e per quattro anni ancora è quello degli Stati Uniti d’America. Ieri a Washington il presidente ha giurato davanti a 800mila persone e pronunciato poi il primo discorso del nuovo mandato. Che ha pochissimi «io» e un’infinità di «noi», che è pieno di passione e di fiducia, con due parole che si ripetono: popolo e viaggio. «Continuiamo un viaggio che non ha fine. Questa ge-

«

Non ci fermeremo finché i fratelli gay non avranno gli stessi diritti di tutti gli altri BARACK OBAMA 44˚ PRESIDENTE DEGLI USA

Festa per 800 mila nel National Mall. Sotto Beyoncé canta l’inno davanti a Obama ANSA/AP

nerazione di americani è stata messa a dura prova da una crisi che ha rafforzato la nostra resistenza. Un decennio di guerra sta finendo, la ripresa economica è cominciata, le possibilità degli Stati Uniti sono senza limiti. Possiamo farcela, se saremo uniti», dice in un appello che richiama le parole di Lincoln e Martin Luther King. Il presidente parla poi di sacrifici e sicurezza, ripetendo «we, the people»: «Noi, il popolo, dobbiamo fare scelte difficili per ridurre i costi della sanità e il nostro deficit». E ancora: «Noi, il popolo, risponderemo alla minaccia del cambiamento climatico, non farlo significherebbe tradire i nostri figli», «Noi, il popolo, crediamo ancora che pace e sicurezza non richiedano una guerra perpetua» e che «l’America resterà l’ancora delle alleanze e della democrazia

nel mondo». Con i deboli È il momento di

guardare al futuro e torna il viaggio: «Il nostro viaggio non finirà finché i risultati ottenuti dalle nostre mogli, madri e figlie non saranno commisurati ai loro sforzi. Il nostro viaggio non finirà finché i nostri fratelli gay non saranno trattati come gli altri davanti alla legge, finché non troveremo un modo giusto di accogliere gli immigrati, finché ogni bambino non si sentirà al sicuro. È tempo di prendere decisioni, non possiamo tardare. Dobbiamo agire». La folla è commossa, lui pure. Sale sul palco Richard Blanco, primo ispanico e primo gay a leggere la poesia dell’Inauguration Day. Beyoncé canta l’inno. Applausi e festa grande, prima dei balli presidenziali. Buon viaggio.

DI FIAMMA SATTA

Il pilota Harry ammette: «Ho ucciso dei talebani»

L’ITALIA AL GELO

S Con Calipso ecco la neve da domani Dopo una tregua, da oggi torna il maltempo: le temperature si abbasseranno, piogge e temporali ci accompagneranno per tutta la settimana. La colpa è del ciclone Calipso, che ha il nome esotico, ma porterà aria fredda. E così da domani sono previste nevicate sulle Alpi orientali, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Bellunese fino a 300 metri di quota. A Trieste soffierà la Bora. Il ciclone si sposterà poi al Sud e sulle regioni adriatiche, portando temporali e vento freddo

Il principe Harry ieri ha lasciato l’Afghanistan dopo i cinque mesi trascorsi al fronte. Il secondogenito di Carlo d’Inghilterra ha detto di aver sparato contro gli insorti talebani mentre svolgeva il suo servizio di copilota di elicotteri Apache. «Tutti lo hanno fatto, ognuno sparava una certa quantità di proiettili se c’era qualcuno che cercava di fare del male ai nostri, allora noi li mettevamo fuori gioco». La notizia che avesse polverizzato alcuni leader talebani l’avevano anticipata i giornali popolari londinesi: l’attacco è avvenuto a fine ottobre, pochi giorni dopo che arrivasse a Camp Bastion, la più grande base dell’Afghanistan nella roccaforte dei talebani.

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umoristico» di Titina, Peppino e Eduardo. E ho fatto bene, perché per me respirare l’«aria De Filippo» è sempre salutare, al di là della lite umana e artistica che nel 1944 divise Peppino e Eduardo.

Diversamente affabile DIARIO DI UN’INVALIDA LEGGERMENTE ARRABBIATA

FINITA LA MISSIONE IN AFGHANISTAN

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)

Il peso della cultura e di un montascale al teatro De Filippo In un periodo sufficientemente buio della mia vita, vedere e rivedere i Dvd delle commedie di Eduardo De Filippo è stata una terapia rasserenante, un farmaco efficacissimo contro ansia e sconforto senza effetti collaterali nocivi se non l’immersione nella Cultura. La scorsa settimana sono volata a vedere l’82enne Luigi De Filippo nella riproposta di due atti unici scritti dal padre Peppino negli anni ’30 e che contribuirono al successo del «Teatro

LA 23ENNE UCCISA

Violenze in India: parte il processo È iniziato ieri a New Delhi il processo ai cinque adulti accusati per lo stupro e l’uccisione di una 23enne indiana,

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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lo scorso dicembre. Un caso che ha profondamente scosso le coscienze in tutto il mondo. Assicurato al processo il rito accelerato per aggirare la lentezza del sistema giudiziario indiano. Il padre della vittima ha chiesto che i 5 uomini «vengano impiccati».

LATITANTE MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE

Corona in fuga, i pm: «È ancora in Europa» Continua la fuga di Fabrizio Corona: il fotografo dei vip avrebbe lasciato l’Italia ma si troverebbe ancora all’interno dei confini dell’Europa. Lo dice la Procura generale di Torino che nei confronti di Corona ha spiccato il mandato di cattura internazionale. Condannato a 5 anni di carcere in Cassazione, per estorsione aggravata e trattamento illecito di dati personali ai danni del calciatore David Trezeguet, il 38enne avrebbe lasciato Milano già venerdì, giorno in cui è uscita la sentenza: le sue tracce si sono perse intorno alle 11.30. I poliziotti che lo stavano sorvegliando lo avrebbero perso di vista dopo l’ingresso in una palestra: probabilmente sarebbe scappato da un’uscita secondaria. Per i magistrati, inoltre, Corona non si sarebbe allontanato dall’Italia con aerei privati o di linea ma con altri mezzi. Potrebbe essere già arrivato magari in Portogallo, come sostiene qualcuno del suo entoura-

Fabrizio Corona, 38 anni: l’agente fotografico è in fuga da venerdì ANSA

ge, e punterebbe ad andare oltre Oceano, forse in Brasile. E mentre sui social network fioccano gli elogi al «fuggitivo», negli ambienti giudiziari si fanno i conti e si calcola che l’agente fotografico, dopo la mossa della latitanza, ha perso al momento ogni beneficio e deve scontare 7 anni, 10 mesi e 17 giorni di carcere, con altre condanne che nei prossimi mesi potrebbero diventare definitive.

DOPO 18 ANNI L’ISTANZA AL TRIBUNALE DI BRINDISI

Al Bano e la figlia Ylenia «Dichiarate che è morta» Albano Carrisi, per tutti Al Bano, ha detto basta. Al Tribunale di Brindisi è stata presentata la sua istanza per la dichiarazione di morte presunta della figlia Ylenia, scomparsa a New Orleans, il 31 dicembre del 1994. È una resa all’evidenza: dopo 18 anni senza più notizie, false piste, clamorosi annunci e smentite conseguenti, non c’è quasi più spazio per la speranza. Per questo sarà una sentenza a scrivere la parola fine. «Non avrei mai voluto farlo — ha detto Al Bano —, e difatti ho aspettato dieci anni in più del previsto. Mi hanno convinto, per ragioni tecniche, a presentare istanza». È un atto dovuto, ha spiegato ancora il cantante, «necessario per una serie di questioni pratiche». Ylenia scomparve in circostanze mai chiarite, oggi avrebbe 43 anni. Questa vicenda finì per lacerare in modo irrepara-

Al Bano Carrisi insieme alla figlia Ylenia in una foto del 1991 ANSA

bile il matrimonio con Romina Power, che anche adesso sembra non arrendersi: «Il Tribunale può dichiarare ciò che vuole ma non fermerà mai la speranza di una madre». Romina, fa sapere il suo entourage, è addolorata e amareggiata per la richiesta presentata dall’ex marito.

a Vienna

Alla fine dello spettacolo, Luigi ha parlato al pubblico, lo ha ringraziato e lo ha invitato a considerare che «noi italiani viviamo su un giacimento petrolifero, rappresentato dal valore incommensurabile della Cultura e della Tradizione». Un patrimonio di cui godere e vantarsi tutti e che, invece, è bistrattato, umiliato e relegato a questione senza valore. E per chiudere il suo discorso ha generosamente citato la celebre battuta finale di «Napoli milionaria» di suo zio Eduardo: «Ha da passà ’a nuttata». Nell’attesa che passi ho gioito del civilissimo montascale di cui il nuovo teatro Parioli-Peppino De Filippo, di proprietà di Luigi e sua moglie Laura, è servito. Usandolo, mi è venuta anche una rima: «Senza montascale la cultura non vale». Seguite Fiamma Satta su diversamenteaffabile.it

Scontro tra treni all’ora di punta: 41 i feriti, 5 gravi

Uno scontro tremendo tra due treni di pendolari (foto Ap): è successo ieri mattina all’ora di punta alle porte di Vienna. Nell’impatto 41 feriti, 5 gravi tra cui il

conducente di uno dei due convogli. L’incidente, su un tratto a un solo binario tra le stazioni di Penzing e di Huetteldorf, è stato causato da uno scambio difettoso.


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ALTRI MONDI

IL WEEKEND AL CINEMA

Tarantino subito primo Django è da record Tutti pazzi per Tarantino. Dopo solo 4 giorni dall’uscita, il suo «Django Unchained» (nella foto, Jamie Foxx) si piazza

al primo posto del box office. Con quasi 3 milioni e mezzo di incassi il film con Leonardo Di Caprio, che ha detto di volersi prendere una pausa dal cinema, è stato il miglior weekend di sempre in Italia. Segue «Quello che so sull’amore» di Muccino.

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Un singolo più un tour È rinato Re Vasco

EINAUDI SUL WEB

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Dopo la malattia e il lungo stop ecco «L’uomo più semplice» Boom online. A giugno 4 date DANIELE VAIRA

Vasco Rossi è tornato. Un nuovo singolo e quattro concerti per spazzare i suoi problemi di salute e le apprensioni dei fan degli ultimi mesi. E per riprendere da dove aveva interrotto. La foto scattata nello studio di registrazione lo ritrae accanto al microfono, lo sguardo fisso, un’espressione interdetta, di leggera follia, come prima di una creazione. Qualche fan lo ha paragonato bonariamente a Jack Nicholson in Shining, ma la carica del rocker è, invece, esplosa in maniera «costruttiva», come ha dimostrato il brano L’uomo più semplice. Parole facili ma incisive, come piace a chi lo segue. «Sono un uomo buono/ Sono un uomo sincero/ Sono un uomo vero/

Sono un uomo solo», canta il Blasco. Nelle sue parole c’è voglia di ripartire e di lasciarsi il recente passato alle spalle: «Facciamo bene a stare insieme stasera/ Facciamo bene perché è sabato sera/ Facciamo bene, facciamo perché c’è l’occasione e l’atmosfera/ Si facciamo bene perché siamo vivi/ Domani chi lo sa?». Una cosa è certa: l’energia impressa nel brano dal cantante di Zocca è la stessa con cui è stato accolto dai fan. Il post con il nuovo singolo pubblicato su Facebook ha superato i 20 mila «mi piace» in poche ore, mentre il suo video ha collezionato 30 mila visualizzazioni in 120 minuti, primo nella classifica di iTunes. Quattro concerti Il Blasco ha comunicato, ieri, anche le

DA GIOVEDÌ ESCE «PAZZE DI ME», IL SUO NUOVO FILM

Vasco Rossi, 60 anni, in sala di registrazione per il nuovo singolo ANSA

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Così riprendo gli show che ho fermato nel 2011 per motivi di forza maggiore S Il lancio La copertina del singolo «L’uomo più semplice»: il brano è stato lanciato in radio e in versione digitale

quattro date del suo mini tour: terrà due concerti il 9 e il 10 giugno allo stadio Olimpico di Torino, e altri due il 22 e il 23 giugno allo stadio Dall’Ara di Bologna. D’altronde il rocker lo aveva promesso lo scorso 14 gennaio su Facebook: «Ho intenzione di riprendere il tour che avevo interrotto». I live in programma per l’estate vanno, infatti, a colmare il vuoto lasciato dal rocker nel 2011, quando era stato costretto a fermarsi «per cause di forze maggiore». Allora le tappe previste e annullate erano state Torino, Udine, Bologna e Avellino. © RIPRODUZIONE RISERVATA

DA STASERA SI COMINCIA CON L’ ALPINISTA BARMASSE

Brizzi sta con le donne Torna l’estremo di Wild E l’«idiota» Mandelli Ogni puntata spazio diventa una superstar a un «coraggioso» doc

I protagonisti del film «Pazze di me»: da sinistra, Loretta Goggi, Francesco Mandelli, Micaela Ramazzotti e Claudia Zanella ANSA EMANUELE BIGI ROMA

«Un atto d’amore verso le donne, che nella vita non sempre capiamo e che guardiamo come delle extraterrestri...»: Fausto Brizzi (Notte prima degli esami) parla del nuovo film, Pazze di me, da giovedì nelle sale. «Avevo promesso che prima o poi avrei dato dei ruoli comici all’altro sesso e così è stato». Le protagoniste sono Vittoria (Loretta Goggi), detta sergente Hartman, le sue tre figlie, Beatrice (Chiara Francini) la perfettina di famiglia, Veronica (Claudia Zanella) quella che odia gli uomini e Federica (Marina Zocco) la svampita di turno; poi ci sono nonna Matilde (Lucia Poli) e la badante rumena Bogda-

na, interpretata da una divertentissima Paola Minaccioni. A subire le loro nevrosi è il povero Andrea, l’unico uomo rimasto in casa Morelli che ha il volto di Francesco Mandelli dei Soliti idioti, che si toglie finalmente la maschera di Ruggero De Ceglie per mostrare la sua e mettersi al servizio di un personaggio «non caricaturale», spiega il regista. «Più normale ed educato — aggiunge Mandelli — anche se è molto più difficile vestire i panni di De Ceglie perché è diverso da me». Questa avventura ha quindi portato alla nascita di un nuovo sodalizio cinematografico. «È il miglior comico della sua generazione: con lui faremo il prossimo film di Natale e ci sarà un supercast...», rivela ancora Brizzi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

«Ci sono esperienze che non hanno un termine di paragone, in cui non ci sono precedenti da battere, ma in cui l’unico confronto che si ha è quello con i propri limiti, forse è questa per me la definizione di andare oltrenatura». A parlare è Hervé Barmasse, alpinista italiano e scalatore estremo. Sarà lui il primo protagonista di Wild, programma guidato ancora da Fiammetta Cicogna (conduttrice dal 2009), e che

L’alpinista Hervé Barmasse, uno dei protagonisti di «Wild»

riparte da stasera (Italia 1, alle 21). Si tratterà di un viaggio lungo dieci puntate, attraverso le bellezze più inviolate e impervie del nostro Paese: si parte dal Parco della Val Grande in Piemonte, per arrivare fino in Sicilia, alla Riserva dello Zingaro. Una trasmissione che alternerà adrenalina, natura selvaggia e imprese spettacolari, al limite della sopravvivenza raccontate da alcuni dilettanti coraggiosi, il primo dei quali sarà Barmasse. «Più volte ho rischiato di morire — ci racconta l’alpinista — nel 2001 quando ho aperto una nuova via sul Cervino o in una delle mie scalate in Pakistan, ma il confronto con la natura è un richiamo a cui non so resistere, a patto che si abbia rispetto della montagna, e la paura ci faccia capire quando stiamo rischiando troppo». A proposito di timori e di rischi Wild, giunto alla sesta edizione, presenterà anche dei documentari «estremi». In uno, per esempio, si andrà alla ricerca dei 60 animali più letali del mondo: dal pericoloso centopiedi venezuelano al serpente ghiotto di pipistrelli in Messico. In un altro, ci sarà una squadra di «caccia alligatori» pronta ad ogni evenienza. dan. va. © RIPRODUZIONE RISERVATA

In 30 mila per il live su YouTube Numeri da stadio per Ludovico Einaudi che sabato sera, in diretta sul suo canale YouTube, ha dedicato ai fan un’esecuzione speciale in piano solo di alcuni brani dal suo ultimo album «In a time lapse», in uscita oggi. Trentamila i computer collegati durante l’anteprima proposta dall’artista in diretta dal suo studio milanese, e già oltre 40 mila le visualizzazioni per il video disponibile sul suo canale Youtube, per un totale di oltre 70mila visualizzazioni

LE LETTERE TempiSupplementari A CURA DI ALBERTO CERRUTI Fax: 0262827917. Email: acerruti@rcs.it

Calciatori e club amori d’interesse Caro Cerruti, capisco la necessità di rabbonire i futuri tifosi, ma come fa un giocatore come Sneijder, che fino all'ultimo momento ha procrastinato il proprio trasferimento al Galatasaray, confidando in una soluzione diversa, a commentare la propria cessione dicendo: «Sto sognando»? Qui siamo ai livelli del miglior Ibrahimovic... Massimo Masotti (Udine)

Ormai non ci si può meravigliare di nulla. Dopo i tanti baci alle varie maglie di Ibrahimovic, la serie continua. I giocatori, specialmente gli stranieri, sono attaccati soltanto ai propri esagerati stipendi, ma la colpa non è soltanto loro. Molti procuratori li spingono a trasferirsi per guadagnare e fargli guadagnare di più, con la indispensabile e opportunistica complicità dei presidenti che prima strapagano i giocatori e poi, come nel caso di Sneijder, si pentono, inventando le nuove «spalmature» dei contratti. Detto questo, ci chiediamo dov'è l'errore se il semisconosciuto Alvarez viene acquistato per 9 milioni, con o senza bonus, mentre Sneijder che ha vinto tutto con l'Inter ed è vicecampione del mondo con l'Olanda viene (s)venduto per 7,5...

Soffre per la Beneamata Mi perdoni se mi permetto di criticare, ma sono più di 2 anni che non trovo nessuno che prenda a cuore il mio grido di dolore. Vivo per la mia BENEAMATA Inter e spero sempre di poter accogliere in prima squadra un nuovo campione che possa diventare la nostra nuova bandiera, ma ad ogni accenno di luce arriva la delusione! Daniele Massei (Terni)

L'unica bandiera rimane Zanetti, ormai vicino ai 40 anni che festeggerà il prossimo 10 agosto. Moratti non è più disposto a spendere, come dimostra la cessione di Sneijder. E quindi conviene puntare sul settore giovanile, seguendo l'esempio del Barcellona, nella speranza di trovare un nuovo Bergomi anche perché oggi i bravi difensori scarseggiano e quindi valgono doppio.

Troppo duro con il Balo Sono bresciano di nascita, vita, lavoro e famiglia da 55 anni. Vedendo i comportamenti del «Signor» Balotelli mi vergogno di essere bresciano. Da interista, poi, qualora tornasse, mi vedrei costretto ad accantonare – insieme con mio figlio di 13 anni – la fede nerazzurra. Gianmario Quarantini Cazzago San Martino (Brescia)

Ognuno risponde per ciò che fa, in campo e fuori, ma è sempre sbagliato generalizzare, assumendo posizioni così rigide come fa lei. Se Balotelli non è amato dai tifosi interisti e non entusiasma tutti i milanisti, la colpa è soltanto sua. Come ricordavo la settimana scorsa a un altro lettore, il tempo per gli alibi è finito e quindi spetta a Balotelli far ricredere tutti, a cominciare dai bresciani tra i quali è cresciuto.

Novellino sottovalutato In attesa di trovare un vincitore del premio Zamparini da lei proposto lo scorso settembre (Gasperini ne ha ancora di strada da fare...), le chiedo di assegnare un altro riconoscimento: il nome di un allenatore sottovalutato che avrebbe meritato maggiori opportunità in carriera. Roberto Arvedi Pontedellolio (Piacenza)

Il primo che mi viene in mente è Walter Novellino, che ha promosso ben 6 squadre: Gualdo (dalla C2 alla C1), Perugia (dalla C alla B), Napoli, Piacenza, Sampdoria e Venezia (dalla B alla A), ottenendo un ottavo posto in A con il Venezia di Recoba e sfiorando la Champions con la Sampdoria. Malgrado una serie lunghissima di ottimi risultati, è a spasso da un anno, soltanto perché è più bravo a lavorare con i fatti sul campo che con le parole fuori.


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INIZIATIVE DA OGGI IN EDICOLA CON LA GAZZETTA la collana La discografia completa in 6 uscite da non perdere

Coldplay 29 gennaio VIVA LA VIDA È il quarto album studio del gruppo pubblicato nel 2008, in edicola con la Gazzetta nella versione doppio CD a e12,99: oltre all’album ci sarà infatti l’appendice, il CD Prospekt’s March con brani inediti e nuove versioni di brani di Viva la Vida, come Lost+ che segue Lost!.

Primo cd in vendita MYLO XYLOTO Disco di platino in Italia per le oltre 180 mila copie vendute, più di 8 milioni in tutto il mondo: parte forte la ColdPlay collection, in edicola con la Gazzetta a soli e9,99 più il cofanetto. Il «track by track» spiegato da Chris Martin (con Stephen Jones/Music Week) Mylo Xyloto. Significa qualsiasi cosa, la libertà di espressione. Digitate Mylo Xyloto su google e non verrà fuori altro che il nostro album. Hurts Like Heaven. E’ il pezzo d’apertura, un esercizio a corpo libero per riscaldarsi. Paradise. Se avessimo vinto X-Factor, ma non ci andremo mai, l’avremmo fatto con questa canzone. Charlie Brown. E’ l’unica canzone che ho mai scritto in una casa di bambole, dopo un concerto di Springsteen. L’avevo attrezzata per mia figlia ma lei l’ha rifiutata e così l’ho trasformata in uno studio di registrazione. Us Against The World. La ripresa dei due brani precedenti. Il potere dell’amore quando i due protagonisti si incontrano. M.M.I.X. Non significa 2009 in numeri romani, ma è solo un gioco di parole sul nostro tecnico delle chitarre: «Mat MacGinn is awesome». Every Teardrop Is A Waterfall. E’ il tema centrale dell’album, trasformare le cose brutte in belle. Anche contro chi ci aggredisce. Major Minus. È come la canzone del cattivo di James Bond. Il cugino cattivo dell’album. U.F.O. Preghiera acustica, la prima canzone scritta per l’album. Solo a tratti affiora la sequenza di accordi. Princess Of China (ft. Rihanna). L’avevo scritta per Rihanna, ma mi piaceva troppo. E’ venuta fuori come un tira e molla in una coppia. C’è voluto un anno per radunare la forza ma Rihanna ha detto sì e gliel’ho suonata al piano a Los Angeles. Up In Flames. È l’ultima che abbiamo scritto, in 5 Nazioni in 7 giorni, è stato divertente. A Hopeful Transmission /Don’t Let It Break... Lieto fine. Up With The Birds. Quando pensi alla storia che sta finendo.

I divi del rock intimista «Noi come i calciatori»

5 febbraio X&Y What If, Fix You, A Message, Low... È il terzo album in studio dei ColdPlay pubblicato nel 2005, in quell’anno è stato primo in classifica in 32 Paesi diversi e il disco più venduto al mondo con 10 milioni di copie. Sarà in edicola a soli e9.99 più il quotidiano.

Champion: «Mai fuori forma». Martin: «Sono cool ma educato» I Beatles di oggi non fanno ferie: tutti gli album in un cofanetto FAUSTO NARDUCCI

Visto che sono in quattro c’è chi li ha definiti i nuovi Fab Four, ma in realtà più che ai Beatles si ispirano ai Radiohead e agli U2. Di fatto il loro sound ha spaziato dall’intimismo melodico al soft rock senza mai perdere la capacità di cospargere di malinconia i momenti che ognuno di noi vuole evocare. Da oggi i lettori della Gazzetta avranno la possibilità di ripercorrere l’intera produzione dei Coldplay, la più popolare band britannica dei nostri giorni che, sostenuta da una incessante attività concertistica e da video sempre indovinati, ha superato il traguardo dei 50 milioni di dischi venduti. Indubbiamente merito del carisma del trentacinquenne leader Chris Martin, timido cantante-pianista del Devon che a metà degli Anni 90, pescando nell’ambiente «colto» dei college londinesi, creò subito la formazione vincente insieme a Jon Buckland (chitarra), Guy Berryman (basso) e Will Champion (batteria). Quattro ragazzi, ognuno nato in una diversa città inglese e iscritto a un corso di studio differente, che scipparono il nome Coldplay a un amico che stava mettendo su una band, per creare la più riuscita alchimia dell’alternative rock britannico del nuovo millennio. «Ci siamo evoluti in maniera opposta alle altre band — confessa il bassista Berryman —. Normalmente gli altri partono in armonia e poi si sciolgono, noi siamo partiti litigando e poi abbiamo trovato l’armonia». Alchimia Un reportage realizza-

to un anno fa da Matt Munday per il Sunday Times ha indagato su questa riuscita alchimia, cominciando a smontare la leggenda di un leader ieratico ed egocentrico. Per iniziare, anche se è il frontman e l’autore di quasi tutte le liriche, Martin in

12 febbraio PARACHUTES É l’album del debutto: pubblicato nel 2000, grazie a questo disco i ColdPlay si fanno conoscere al pubblico mondiale. Dont’Panic, Shiver, Yellow, Trouble e le altre restano nella Top 10 inglese per 13 settimane. Il cd sarà in vendita con la Gazza a e9,99.

Da sinistra Jon Buckland (chitarra), Will Champion (batteria), Guy Berryman (basso) e Chris Martin

concerto è pronto a sacrificarsi per gli altri e a dividere quasi in parti uguali le royalties. Tutti ricordano quando durante le registrazioni del primo album, Parachutes, Chris Martin insultò il batterista Champion che suonava fuori tempo cacciandolo dalla band, ma dopo essersi ubriacato di vodka decise che quella sarebbe stata la sua ultima sbornia e lo riprese nei Coldplay. La coppia Chris Martin-Gwyneth Paltrow, famosa per lo «yoga lifestyle» a base di palestre e dieta allo yogurt è da sempre croce e delizia dei paparazzi britannici. «Non credo che ci siano delle regole per essere considerati "cool" dalla gente — racconta Martin, che dalla moglie-attrice ha avuto le figlie Apple e Moses —. Il rock è libertà. Nel mio caso non posso nascondere la "sfortuna" di essere un educato ex studente del Devon». Poco conta l’estrazione dalla middle-class inglese, per i fan del

rock che oggi comprano la musica dei Coldplay più di quella dei Muse, dei Radiohead e dei Take That. Ma dopo 13 anni trascorsi fra gli studi di registrazione e le ripetute tournée lo stress si fa indubbiamente sentire. «Le nuove canzoni nascono durante i concerti — ammette Champion — e il massimo periodo di riposo che ci siamo concessi finora è stato di un mese. Però noi siamo come i calciatori: la vita ci offre una finestra sul successo finché siamo al massimo della forma, non possiamo perdere questa opportunità». A salvaguardarli dagli eccessi tipici delle band ci pensano poi le famiglie: tutti e quattro i componenti hanno mogli e figli e il solo Berryman è separato. Gwyneth Paltrow, da parte sua, provvede periodicamente a smentire le voci di una rottura con Martin. «È come se fossi sposata con Picasso — ha raccontato a Elle —, un genio della

musica. I fan non vogliono intrusi nel loro rapporto con lui, così anche se i litigi non mancano ho imparato a stare al mio posto».

19 febbraio A RUSH OF BLOOD TO THE HEAD Secondo album in studio del gruppo musicale britannico, pubblicato nel 2002. La rivista Rolling Stone l’ha inserito al 473o posto della sua lista dei 500 migliori album. Ora in edicola a e9,99 più il prezzo del quotidiano.

La svolta E’ a partire dal clamo-

roso successo di «Viva la Vida» del 2008 che accanto ai Coldplay si è insediato definitivamente Brian Eno, ex membro dei Roxy Music e mentore degli U2, che ha distribuito i suoi originalissimi Dieci Comandamenti su come fare bene un album, compreso la «cucina all’italiana», cioè con ingredienti (musicali) semplici. Ma il problema dei Coldplay rimane l’eccedenza: «Per ogni canzone che finisce nell’album ce ne sono dodici che rimangono fuori». Per l’ultima fatica, Mylo Xyloto, ci sono voluti tre anni di elaborazioni e continui scarti. Ascoltatelo e vedrete che ne è valsa la pena. © RIPRODUZIONE RISERVATA

26 febbraio LIVE 2003 È il primo album dal vivo che include brani tratti dagli album precedenti Parachutes e A Rush of Blood to the Head, più altri vecchi (come See You Soon o One I Love) e l’inedita Moses. Sarà in edicola in versione cd+dvd a e12.99.


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MARTEDÌ 22 GENNAIO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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ALTRI MONDI Oroscopo

21/3 - 20/4

21/4 - 20/5

21/5 - 21/6

22/6 - 22/7

23/7 - 23/8

24/8 - 22/9

LE PAGELLE

Ariete 7+

Toro 7-

Gemelli 8

Cancro 5,5

Leone 7+

Vergine 6-

DI ANTONIO CAPITANI

Tanti piccoli successi faranno un successone grande, oggi. Ma certa gente è lieve come uno gnu appeso agli zebedei. Dribblatela.

Il lavoro procede su ritmi paciosi. E vi fa guadagnare. Se non soldi, punti immagine. Un po’ di rimbambimento c'è, pure suino, ma passa.

Non sentitevi soli. Né sfigati. E non decapitate capi e colleghi. Ripresina da giovedì, ripresotta da febbraio, risveglio suino in atto.

Fate faville, oggi, con creatività, tenacia e diplomazia. Le amicizie si rivelano utili, convocazioni fornicatorie giungono gradite.

Gli zebedei vi girano come le eliche dell’aliscafo per Ponza: non disperdete le energie. Confusioni suine, ma dall’happy end sicuro.

23/9 - 22/10

23/10 - 22/11

23/11 - 21/12

IL MIGLIORE La fortuna vi avviluppa: sfruttate con maxima faccia di glutei questa giornata mirabile per viaggi, lavoro, denaro, svaghi. Sudombelico pirico!

22/12 - 20/1

21/1 - 19/2

20/2 - 20/3

Bilancia 7+

Scorpione 6

Sagittario 6

Capricorno 7-

Acquario 7,5

Pesci 6

Avete mille coltelli dalla parte del manico: sfruttateli per ottenere, non per affettare chi stressa. Sudombelico festoso, quasi nuovo.

State su, vigilate e, al contempo, ritraete gli artigli. Pure nella fornicazione. Vi converrà. Il lavoro attende febbraio, mese di ripresa.

Il vittimismo s’insinua e voi diventate portatori insani di sfiga. Evitate: Urano v’assicura chance ok! Fornicazione golosa, letterally.

Siete strafighi. E col neurone brillante. Così, affascinate e spiccate nel lavoro. Ma siete pure aciduli. Edulcoratevi. Suinally too.

Quello che fate entusiasma, fa allargare i vostri domini, frutta successissimi. Sudombelico multidirezionale, muy compiaciuto.

Gli zebedei un po’ fumano. Ma, nella sostanza, tutto fila. Non perdete però tempo con le quisquilie e fate i suini, ché vi passa l’ansia.

VINCENZO MONTELLA

Il tecnico della Fiorentina è nato a Castello di Cisterna (Napoli) il 18 giugno 1974. Ha allenato anche Roma e Catania

Televisioni in chiaro RAIUNO 8.00 10.00 12.00 13.30 14.00 14.10 15.15 17.00 17.10 18.50 20.00

6.40 10.00 11.00 13.00 14.45 15.30 16.15 17.00 18.45 19.35 20.30

CARTONI TG2 INSIEME I FATTI VOSTRI TG2 SENZA TRACCIA COLD CASE NUMB3RS LAS VEGAS SQUADRA SPECIALE IL COMMISSARIO REX TG2

21.05 N.C.I.S. LOS ANGELES Telefilm

20.30 JUVENTUS - LAZIO Coppa Italia 23.20 0.55 1.25 1.30 2.00

RAITRE

RAIDUE

TG1 UNOMATTINA LA PROVA DEL CUOCO TG1 TG1 ECONOMIA VERDETTO FINALE LA VITA IN DIRETTA TG1 CHE TEMPO FA L'EREDITÀ TG1

PORTA A PORTA TG1 - NOTTE CHE TEMPO FA SOTTOVOCE RAI EDUCATIONAL

23.25 23.40 1.35 2.25 2.30

Gazzetta.it

TG2 ROB-B-HOOD ANNA WINTER METEO 2 APPUNTAMENTO...

8.00 10.00 11.30 12.00 12.45 13.10 14.00 15.10 16.00 19.00 20.35

CANALE 5

AGORÀ LA STORIA SIAMO NOI BUONGIORNO ELISIR TG3 DIARIO ITALIANO LENA, AMORE... TGR - TG3 LA CASA NELLA... GEO & GEO TG3 - TGR - BLOB UN POSTO AL SOLE

8.50 10.00 11.00 13.00 13.40 14.45 16.15 16.55 18.50 20.00 20.40

21.05 BALLARÒ Attualità 23.20 0.00 0.10 1.00 1.05

23.40 1.15 1.45 2.38 3.46

CARTONI ER STUDIO APERTO SPORT MEDIASET CARTONI LE AVVENTURE DI LUPIN III TELEFILM LIFE BITES STUDIO APERTO C.S.I.

6.40 10.35 12.25 13.00 13.40 15.00

MATTINO CINQUE TG5 - ORE 10 FORUM TG5 SOAP UOMINI E DONNE AMICI POMERIGGIO CINQUE AVANTI UN ALTRO! TG5 STRISCIA LA NOTIZIA

15.50 18.20 18.30 19.20

21.10 LA BELLA SOCIETÀ Film

VOLO IN DIRETTA TG3 LINEA NOTTE TG REGIONE METEO 3 RAI EDUCATIONAL

RETE 4

ITALIA 1

9.50 10.50 11.30 12.00 12.55 14.00 14.45 15.30 16.35 18.55 19.35

21.10 WILD Documenti

ITALIA DOMANDA TG5 - NOTTE METEO.IT UOMINI E DONNE AMICI

1.30 2.25 2.50

CARABINIERI RICETTE DI FAMIGLIA TG4 DETECTIVE IN CORSIA LA SIGNORA IN... TG4 FORUM RESCUE SPECIAL 7 SPOSE PER... TG4 TEMPESTA D'AMORE

21.10 PARI E DISPARI Film

SWARM - MINACCIA DALLA GIUNGLA METEO.IT SPORT MEDIASET THE SHIELD

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ANCONA

6

12

min max

AOSTA BARI BOLOGNA

5 15

2

7

-3 6

Torino

VENTI

CAGLIARI

9

15

Deboli

CAMPOBASSO

7

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16

Nuvolo

Moderati

FIRENZE Rovesci

Forti

7

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GENOVA

5

8

Coperto

Molto forti

L'AQUILA

5

8

MILANO

2

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NAPOLI

11

12 15

Pioggia

MARI

Temporali

Calmi

PALERMO

11

Neve

Mossi

PERUGIA

6

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POTENZA

5

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ROMA

8

13

TORINO

1

6

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TRENTO

Premier League

1

-1 8

4

Milano 1

Venezia

7

4

8

Tramonta

Sorge

Tramonta

TRIESTE

7:55

17:13

7:32

17:10

8

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VENEZIA

5

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CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE PRESIDENTE Angelo Provasoli VICE PRESIDENTI Roland Berger Giuseppe Rotelli AMMINISTRATORE DELEGATO Pietro Scott Jovane CONSIGLIERI Andrea Bonomi C., Fulvio Conti, Luca Garavoglia, Piergaetano Marchetti, Paolo Merloni, Carlo Pesenti, Giuseppe Vita DIRETTORE GENERALE Riccardo Stilli DIRETTORE GENERALE DIVISIONE QUOTIDIANI Alessandro Bompieri

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È capitato all’Amsterdam Arena per la sfida di campionato fra Ajax e Feyenoord: ha ceduto la copertura e i due tecnici Koeman e de Boer (nella foto) hanno fatto una doccia... olandese

IL SONDAGGIO Acquisti del Milan: c’è un tris di nomi Balotelli il colpo?

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Mercato Milan, gli affari si complicano. Secondo voi quale sarà il colpo di gennaio? Votate se siete convinti che possa arrivare uno fra Balotelli, Beckham e Kakà o nessuno dei tre

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Serie B

Domani

Dopodomani

Dai quadranti occidentali in arrivo nuove nuvole e precipitazioni. Le prime regioni ad essere interessate saranno la Val d'Aosta, il Piemonte, la Liguria e la Sardegna; a seguire le altre. Neve sui monti e al Nordovest anche sui colli.

Al Nord varie precipitazioni, nevose dalle quote collinari in su ma localmente anche in pianura. Al Centro nevicate sui monti, neve mista a pioggia sui colli e piogge su pianure e coste. Altrove piogge, nevicate in montagna e schiarite.

9

7

Bologna Genova 4

3

7

Ancona

10

Firenze 7

Perugia 2

9

6 10

6

L’Aquila 3

ROMA 6

11

3

Campobasso 2

Napoli

Bari

6

7

Potenza

10 11

3

Cagliari 8

14

5

Catanzaro

14

9

Palermo

11

Reggio Calabria 11 16

11 14

5

Sorge

GOLF: ABU DHABI GOLF CHAMPIONSHIP

In Sicilia, in Sardegna e sul Nordovest prevalenza del sole. Su Emilia e Lombardia crescenti schiarite. Al Sud, al Centro e in Romagna alternanza di piogge, neve sui monti e sole. Sul Triveneto precipitazioni, nevose sulle Dolomiti. Trieste

Trento Aosta

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NBA

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Oggi

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10

CIELO

CATANIA

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Il sole domani MILANO

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La tiratura di lunedì 21 gennaio è stata di 370.393 copie

Nuova Primo quarto Piena Ultimo quarto

12 gen.

19 gen. 26 gen.

3 feb.

COLLATERALI *con The Coldplay Collection N. 1 e 11,19 - con Carosello N. 3 e 6,19 - Wrestling Heroes N. 4 e 12,19 - con i mitici Bud Spencer & Terence Hill N. 4 e 11,19 - con Michel Vaillant N. 7 e 4,19 - con Leggende del Motociclismo N. 9 e 12,19 - con Cavalieri dello Zodiaco N. 13 e 11,19 - con I Love Travel N. 17 e 5,19 - con Cucina Italiana N. 22 e 11,19 - con Orologi Forze Armate N. 23 e 16,19 - con l’Uomo Tigre N. 22 e 11,19 - con Ultimate Spiderman Collection N. 29 e 11,19 - con Calciatori Panini La Raccolta Completa N. 38 e 6,19 - con Aerei da Combattimento N. 41 e 14,19 - con Libro Roger Federer e 14,19 - con Le Stelle della NBA N. 31 e 6,19 - con Adesso Fai da te e 6,19 - con Ferrari Racing N. 44 e 14,19 - con Max e 3,50 - con SportWeek e 2,70 PROMOZIONI ARRETRATI Richiedeteli al vostro edicolante oppure ad A.S.E. Agenzia Servizi Editoriali - Tel. 02.99049970 - c/c p. n. 36248201. Il costo di un arretrato è pari al doppio del prezzo di copertina per l’Italia; il triplo per l’estero.

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 22 GENNAIO 2013


COSÌ GUARDIOLA CAMBIA IL BAYERN VAN GAAL HA PORTATO A MONACO LA FILOSOFIA CATALANO-OLANDESE: ADESSO IL NUOVO TECNICO VUOLE DARE AI BAVARESI UN’IMPRONTA STORICA

EXTRATIME@GAZZETTA.IT - @ETGAZZETTA SETTIMANALE DI CALCIO INTERNAZIONALE 22 GENNAIO 2013 - N. 86

MA BIERHOFF LO AVVERTE «NON COPI IL BARCELLONA»

ALL’INTERNO PRIMO PIANO Deca Trends

POCHI COLPI BUONI AL MARKET DI GENNAIO ALESSANDRO DE CALÒ a pag. 2

EUROPA Inghilterra

LAMPARD AMMAINATO MA SVENTOLA ANCORA STEFANO BOLDRINI a pag. 6

Inghilterra

L’ANGEL DEI SENZATETTO SERGIO STANCO a pag. 7

Spagna

UN ANNO VISSUTO ATLETICAMENTE FILIPPO MARIA RICCI a pag. 7

Francia

ZLATAN INCORONA CARLO PRIMO ALESSANDRO GRANDESSO a pag. 8

Portogallo

IL BENFICA FA LA OLA... JOHN ALEC CORDOLCINI a pag. 8

Grecia

ADDIO JARDIM SALUTATE IL CAPOLISTA ALESSANDRO MERCHIORI a pag. 9

Polonia

BONIEK, GLI ULTRÀ E LA MADONNA NERA STEFAN BIELANSKI a pag. 9

MONDO Coppa d’Africa

LE ROY DEL CONTINENTE STREGATO DAL CONGO IACOPO IANDIORIO a pag. 10

Vietnam

IL CLUB AMATORIALE CHE SPAVENTA LA CINA

DEMBA BA

PIERFRANCESCO ARCHETTI e PAOLO CONDÒ a pagina 4

DALLA PERIFERIA DI PARIGI AL CENTRO CHIC DI LONDRA PARLA IL FRANCO-SENEGALESE, FINORA IL MIGLIOR ACQUISTO DEL MERCATO INVERNALE: CON I BLUES IN CRISI HA GIÀ SEGNATO 3 GOL IN 5 PARTITE

TRE RETI SOPRA IL CHELSEA Intervista di ARTHUR RENARD alle pagine 2 e 3

«Letti divisi in 5, fame, provini, bocciature, infortuni: è stata dura arrivare qui. Ci sono riuscito grazie alla fede»

ANDREA LUCHETTA a pag. 10

Sudamericano Under 20

VOLA COLOMBIA VOLA CON LA BENZINA VERDE CARLO PIZZIGONI a pag. 11

Messico

LA VOLPE HA FATTO IL SUO TEMPO MASSIMO CALLEGARI a pag. 11

«Ora che ce l’ho fatta non mi sento migliore. La religione mi fa sfuggire all’idolatria del calcio: nella vita c’è tanto altro»


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mentare, per irrobustirmi. Faccio un provino al Lione. Arrivo lì e vedo tutti i ragazzi con le stesse divise… "Che bello!", penso. Ma non mi prendono. Poi Gontran mi porta all’Auxerre, allo Swansea e al Gillingham in Inghilterra. La risposta è sempre no. Tutti mi dicono che ho qualità ma che hanno già giocatori simili».

LONDRA

ARTHUR RENARD 5RIPRODUZIONE RISERVATA

stato il colpo di mercato del Chelsea, e della Premier finora: dal Newcastle per 9 milioni di euro. Ma il franco-senegalese Demba Ba, 16 gol l’anno scorso con i Magpies e già 16 in questa prima parte di stagione (3 col Chelsea), ne vale almeno il doppio. A lui si affida Benitez per far strada nelle coppe ed entrare in Champions. Ma per Demba Ba, come dice lui, «la vita non è stata facile». Sin da piccolo ha imparato a lottare. E a credere in se stesso. Di Sèvres, periferia ovest di Parigi, è cresciuto a Le Havre.

È 5 RIPRODUZIONE RISERVATA

LA GIOSTRA DI GENNAIO E I POCHI AFFARI BUONI Chi ha sbagliato molto in estate si scatena in inverno. Non è mai un buon segno, però... RR Quasi ogni anno il Chelsea cerca di rinascere o almeno di cambiare coda, come fanno le lucertole, nel mercato di gennaio. Sono rimaste memorabili le operazioni del 2011, quando il club di Roman Abramovich fu capace di battere un doppio colpo da 90 milioni di euro, alla faccia della crisi economica e finanziaria. El Niño Torres e David Luiz, arrivati dal Liverpool e dal Benfica, si sono rivelati due affari buoni a metà: lo spagnolo nei Blues ha smarrito per molto tempo la via del gol e neppure l’arrivo di Rafa Benitez — il tecnico che l’aveva guidato nel Liverpool — ha restituito Torres al livello top in assoluto. Questo spiega la determinazione impiegata dal Chelsea per battere la concorrenza di altri club, nella corsa a Demba Ba, che piaceva anche alla Fiorentina. Pur non avendo la classe dell’ivoriano, il colosso franco-senegalese può riempire, in parte, il vuoto lasciato a Londra da Drogba.

Anche se è dilatato nel tempo e — dunque — nel giro d’affari, quello di gennaio resta un mercato di riparazione. La prevalenza è questa, l’urgenza di chi si muove nasce dalla necessità di trovare rimedio a scelte sbagliate o a cambi di rotta, o di panchine, o a qualche grave infortunio. Nei momenti di navigazione regolare, quando viaggiano col vento in poppa, i grandi club tendono a cambiare poco o nulla a metà stagione. Molti anni fa, nel Milan degli invincibili, Fabio Capello riuscì a inserire Marcel Desailly in un centrocampo poco granitico, trovando in ottobre la soluzione giusta per continuare a navigare ai vertici. Molto più vicino è il caso del Real Madrid di Mourinho che due anni fa era ricorso al prestito (dal City) di Adebayor per supplire alla lunga assenza di Gonzalo Higuain. Si tratta di piccoli aggiustamenti, soluzioni in corso d’opera. Lo sappiamo: per un club non è mai un buon segno doversi agitare troppo nel market invernale. È una giostra senza grande qualità. Ma ogni tanto, tra molti affari sghembi, ne rimane uno buono. Forse Demba Ba è uno di questi.

Ci racconti i primi passi. «A 12 anni sono entrato al liceo sportivo di St. Valery en Caux, 80 km da casa. Il lunedì mi alzavo alle 5, un fratello mi accompagnava col motorino alla stazione alle 6. Poi dovevo prendere un bus e alle 8 ero a scuola. Gli altri si svegliavano alle 7, coi genitori che li accompagnavano... E tornavo a casa il venerdì sera. Fino ai 15 anni è andata avanti così». Poi di nuovo a Parigi. «I miei divorziarono. Io, 6 fratelli e mia madre siamo tornati a Parigi. Eravamo a corto di soldi. Ma mamma ha lottato per non farci mancare niente, non

È IL PRIMO GOL DI DEMBA BA, 27 ANNI, COL CHELSEA IN PREMIER: LO SCORSO 16 GENNAIO AL SOUTHAMPTON (AFP)

so come facesse ma ci ha nutrito e ci ha reso felici». E col calcio nella capitale come è andata? «Lasciata Le Havre, dove non passai il provino al club, mi iscrivo al Montrouge, noto per un buon settore giovanile. Un compagno mi presenta Alexandre Gontran, che lì allenava un’altra squadra. Mi viene a vedere. Mi dice di aver intuito qualità in me, che posso provare a diventare pro. Fino ad allora avevo giocato centrocampista arretrato, ma Gontran mi spinse a fare l’attaccante».

A 15 anni io, mia madre e 6 fratelli siamo tornati a Parigi: eravamo a corto di soldi

Come andarono i provini? «Feci un lavoro fisico supple-

l

DI ALESSANDRO DE CALÒ

Ma non si perde d’animo. «Anzi, i no hanno aumentato la mia fiducia. Tanto che un giorno dico a mia madre che voglio lasciare la scuola. Lei, furiosa: "O ti trovi un club o torni subito a scuola!". Sapevo che la scuola è importante, ma volevo provare a essere pro».

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Decatrends

È stato Gontran al Montrouge che mi ha trasformato in attaccante

«CONQUISTO LONDRA RIVOLTO ALLA MECCA» Il franco-senegalese del Chelsea è il gran colpo del mercato di Premier. Dopo aver girato fra Belgio, Germania, West Ham e Newcastle, a 27 anni è in un top club: «La fede mi ha spinto ad andare avanti»

Al rifiuto dei club si aggiunsero dei problemi fisici. «Sì, un dolore alla schiena. Torno a Le Havre dove mio fratello Cire gioca a basket in A. Mi presenta un fisioterapista, Dominique Hennegrave, che mi raccomanda certi esercizi da fare. In due mesi sono a posto, torno a Parigi». Per fare che? «Cambio piani. Punto sull’Inghilterra. Ho sempre amato la Premier. Un amico di Montrouge, Gauthier Diafutua, allora al Watford, in B (oggi è al Quevilly, C francese), mi dice di andarlo a trovare. Io con due amici, grazie a Gontran, ormai il mio manager, vado per un provino prima al Watford e poi al Barnsley, terza serie». E come va stavolta? «Partiamo con Gontran in auto da Parigi. A Londra andiamo a dormire a casa di un amico. Ma lui ha solo una stanza: finiamo in 5 in un letto… Le sere dopo, sempre in 4, affittiamo una doppia in un alberghetto. Dopo 3 giorni andiamo in bus a Barnsley, 300 km a nord, mentre Gontran torna in Francia. Stavolta per fortuna il club ha provveduto a un albergo, già pagato. Restiamo una settimana,

Appunti di viaggio «A vent’anni a Londra con due amici restiamo senza soldi per 3 giorni, a patatine e acqua» Sulla ricchezza «Provo distacco per il denaro. Lo affido ai miei in Senegal, sanno a chi donarlo»

DEMBA BA

PRIMO PIANO

EXTRATIME - 22 GENNAIO 2013


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PRIMO PIANO ma il provino non funziona, poi il club cambia pure il tecnico…». Un altro viaggio a vuoto? «E non è tutto. Al momento di andar via in hotel ci dicono che c’è da pagare il conto per i pasti: 600 euro! Non avevamo soldi, così chiamo Gontran. Lui parla con un agente suo amico che paga per noi. E torniamo in bus a Londra, quasi senza soldi. Per 3 giorni dormiamo in postacci e mangiamo solo patatine e acqua…». Quindi si rientra a Parigi. «No, perché mi telefona ancora Gontran e mi dice di riandare a Watford, mi vogliono rivedere. E lì mi fanno un contratto, un mese: per la prima volta sento di essere un professionista. Dopo 5 mesi a Watford il boss Ray Lewington però mi chiama e mi spiega che non mi possono offrire un contratto. Dice che non sono ancora al livello richiesto, ma che per lui è solo questione di tempo. Io insisto per restare, pure nel team riserve. Non cambia idea. Invece, dopo questa esperienza, mia madre si convince che ce la posso fare e non mi tormenta più con la scuola». Beh, almeno l’incoraggiamento familiare… «Sì, dopo un altro rifiuto ad Amiens, il Rouen (quarta serie francese) mi propone un anno di contratto. All’inizio mi prendono per il team riserve ma subito finisco in prima squadra. Anche se semipro, a 20 anni sono finalmente in un club». E dopo soli 7 gol arriva già un’offerta pro. «Dal Mouscron, in serie A belga. Contratto per 3 anni. Ma dopo 3 gare mi fratturo tibia e perone: 8 mesi fuori! Ritorno in campo per gli ultimi 7 match della stagione e faccio 7 gol». Così in Belgio c’è la fila per prelevarla. «Psg, St. Etienne, Lille, Lens, Charlton, Valladolid, Deportivo La Coruña e Hoffenheim. Ma solo gli ultimi 3 club fanno proposte concrete. E io scelgo la B tedesca, l’Hoffenheim, perché voglio fare un passo alla vol-

ta, non avevo ancora molta esperienza per la Liga». E lì spicca il volo. Porta il club in Bundesliga. Poi nel gennaio 2011 va in Inghilterra al West Ham. In queste peripezie per emergere che cosa l’ha aiutata di più? «Una volta, quand’ero a Gillingham per un provino, sono andato a trovare il fratello di un amico di Montrouge, Mamady Sidibe, (oggi allo Sheffield Wednesday in B, ndr). A casa Sidibe ho riscoperto la religione. Io sono musulmano di famiglia, ma fino ad allora non mi ero mai occupato della fede. Quando sei giovane ti comporti come i tuoi coetanei, finché non trovi la tua strada. Ma da Sidibe ho iniziato a pregare con la sua famiglia, 5 volte al giorno. E ho continuato a farlo finora. La fede mi ha permesso di andare avanti. Pur se ricevevo tanti no, pensavo "ma cammino, respiro, mangio, vedo, ho una famiglia, dei cari amici… Sii grato per questo". Ci sono posti dove la gente non ha cibo, casa. Da allora provo un senso di gratitudine». Quindi è praticante? «Sì, mi alzo tutti i giorni alle 5, per la prima preghiera. Poi torno a dormire. Poi osservo anche le altre 4 preghiere del giorno. Cerco di andare in moschea, è meglio dividere in comunità lo stesso feeling. Al Newcastle mi accompagnava Ben Arfa (centrocampista francese di origini tunisine, ndr). Talvolta abbiamo pregato nel centro di allenamento». Che le pare dei rapporti fra Islam e Occidente? «Che a volte si ha una cattiva immagine dell’Islam. Ma è l’immagine che scaturisce da cosa certa gente fa in nome dell’Islam. Se si conoscesse il vero Islam non ci sarebbero dubbi o ombre.

EXTRATIME - 22 GENNAIO 2013

Il Corano mi attrae molto, mi dà tutte le risposte. Sto prendendo lezioni di arabo per capirlo nella versione originale. Ho due figli, una bimba di 8 mesi e un maschio di 5 anni. A loro insegnerò l’arabo, cresceranno da musulmani». Ha fatto già pellegrinaggio in Arabia? «Nel 2011, con dei compagni senegalesi. Mi è piaciuto tanto, la gente, l’atmosfera, i luoghi storici. Abbiamo visitato anche Medina. Mi manca solo Gerusalemme. Poi sono tornato l’estate scorsa. Quando poggio la testa in terra per pregare o vado in moschea, tutti fanno le stesse cose. Sento che per Dio siamo tutti uguali». Ne parlate di queste cose in spogliatoio? «Al Newcastle ne parlavo coi francesi Cabaye e Obertan. Sono cristiani ma abbiamo sempre condiviso le nostre idee ed esperienze. Io penso più alle somiglianze che alla differenze, abbiamo la stessa religione dei cristiani e degli ebrei, l’origine delle tre religioni è la stessa. Il termine musulmano significa "devoto a Dio", cristiano è il "discepolo di Cristo", quindi devoto al figlio di Dio e a Dio». E la fama e il denaro cosa sono per lei? «Provo distacco per i soldi. Ovvio, bado alla mia famiglia e ai miei cari, ma non dimentico chi lotta per vivere, chi ha fame, chi non ha acqua. Il denaro che guadagno non è solo per me, ma per donarlo. I miei genitori mi aiutano in questo. Mio padre vive in Senegal e anche mia madre ci va 4-5 volte all’anno. Loro provengono da villaggi piccoli e poveri e sanno a chi donare, chi ne ha più bisogno. Penso che i calciatori siano troppo idolatrati. Io non mi sento migliore di tanti altri solo per essere Demba Ba il calciatore. La religione mi aiuta a tenere i piedi per terra»

SCENE DI UNA CARRIERA

LE SUE MAGLIE

Sulla religione «A volte si ha una cattiva immagine dell’Islam. Se lo si conoscesse davvero nonci sarebberoombre»

«UN ESEMPIO DI TENACIA NON SI È MAI ARRESO» Dalle banlieue di Le Havre e Parigi, dove Ba è cresciuto: «Rabbia e sete di vittoria, è così che ce l’ha fatta»

2008: LA GIOIA PER LA PROMOZIONE IN BUNDESLIGA CON L’HOFFENHEIM (AP)

WEST HAM, GENNAIO 2011: 12 GARE E 7 GOL. IL CLUB RETROCEDE (AFP)

DEMBA BA CON LA MAGLIA DEL MOUSCRON, A 20 ANNI IACOPO IANDIORIO 5RIPRODUZIONE RISERVATA

ei dipartimenti Hauts-de-Seine e Normandia Demba Ba ormai è per i ragazzi un simbolo. Di ostinazione e successo. Salif Diao, difensore dello Stoke, dice di Ba: «È un ragazzo molto educato, un modello di perseveranza, tenacia, non è ancora stato riconosciuto il suo giusto valore sportivo». Diao lo può testimoniare in prima persona: era allo Stoke quando nel 2010 Demba Ba non passò le visite mediche, a seguito, pare, dei postumi dell’operazione al ginocchio subita in Belgio nel 2006. A Le Havre, in Normandia, l’hanno visto crescere. In vari club dell’hinterland, come Port Autonome e Frileuse, nei quartieri popolari di Caucriauville e Mare-Rouge. Qui sono venuti su anche altri calciatori: il francese Charles N’Zogbia oggi all’Aston Villa; Vikash Dhorasoo (ex Lione e Milan); i senegalesi Mamadou Niang (ex Marsiglia e Fenerbahçe) e Souleymane Diawara, difensore dell’OM. Suo fratello Salif, educatore a Notre-Dame-de-Gravenchon, club della zona ricorda: «Demba ha sempre creduto in sé, si è costruito passo dopo passo. Oggi parlo di lui ai miei ragazzini per invitarli a non arrendersi mai». A Le Havre, il padre di Demba Ba lavorava come operaio alla Renault. E Demba andava al collegio Saint Valery en Caux, 80 km a nord- est di Le Havre. Ma se lo ricordano meglio nella Hauts-de-Seine, banlieue parigina, dove Ba ha vissuto dopo i 15 anni. Al Montrouge, club frequentato da Ba fra il 2001 e il 2004. Qui sono cresciuti anche Ben Arfa, poi compagno di Demba al Newcastle, e Marvin Martin, oggi al Lille. Elyamine Hassani, amico di Ba, racconta: «Il suo lavoro è stato finalmente ricompensato. Il suo idolo era Drogba, la stella dei Blues, dove gioca ora. Ma Demba non cambierà, ha sempre avuto gli stessi amici». E Michel Laporte, ex dirigente del Montrouge, 700 tesserati e mezzo milione di euro di budget, dove Ba si è trasformato da centrocampista in attaccante, aggiunge: «Il suo esempio dà voglia ai giovani di investire su se stessi. E valorizza i nostri sforzi. Lo ricordo come un ragazzo simpatico, umile, rispettoso, mai un problema di comportamento».

N NEWCASTLE, 2011-12, 16 RETI. QUI CON PAPISS CISSÉ, 16 GOL ACCANTO A BA (AP)

Il versetto preferito del Corano? «Sura 55, verso 60: "Qual altro compenso del bene se non il bene?"». AL CHELSEA DA GENNAIO 2012: QUI RINGRAZIA DOPO UN GOL (REUTERS)

Sul pellegrinaggio «Nel 2011 sono andato in Arabia: quando prego in moschea sento che per Dio siamo tutti uguali»

LA PAROLA A CHI LO CONOSCE BENE

BA CON LA MAGLIA DEL SENEGAL, QUI IN COPPA D’AFRICA 2012. IN NAZIONALE VANTA 16 PRESENZE E 4 GOL, VI HA DEBUTTATO IL 2 GIUGNO 2007 CONTRO LA TANZANIA, 1-1 CON UN SUO GOL (AFP)

«Ma ora viene il difficile» Il primo club semipro a credere in lui è stato il Rouen, 4ª serie nel 2005, che gli diede il primo stipendio, 1.500 euro al mese. Alain Michel, che l’aveva preso per il team riserve, lo lanciò subito in prima squadra: «I provini fatto in Inghilterra gli erano serviti: aveva capito l’importanza del pressing e del movimento. Qui è cresciuto in altezza, si è fortificato. E sentivo la sua ambizione». Era un ragazzo generoso. Troppo, per Jean-Pierre Dufermont, ex dirigente del Mouscron, A belga, dove Ba debutta nel 2006: «La frattura a tibia e perone sinistro (dopo 3 gare da pro, ndr) se la fece per cercare di recuperare una palla persa. Meno male che avevamo un medico bravo che gli ridusse subito la frattura, se no chissà quanto altro tempo avrebbe perso». Comunque Ba si fa 8 mesi fuori. Poi torna e va in Germania. Peter Zeidler, ex vice all’Hoffenheim: «La sua rabbia, la sua sete di vittoria ne hanno fatto un leader. È stato il primo a credere nella promozione in Bundesliga». Ora il fratello Cire, ex pro di basket, lo avverte: «Ha fatto un lungo cammino. Ma ora che è in cima deve ripartire da zero: il difficile è restarvi».


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PRIMO PIANO

EXTRATIME - 22 GENNAIO 2013

SPONSOR

GERMANIA

IN ARRIVO ANCHE GAZPROM (a.l.) L’ingaggio di Josep Guardiola da parte del Bayern di Monaco, con tutto quel che rappresenta e promette sul piano del gioco e dei successi, sta già attirando nuovi capitali in Baviera. Uno sponsor di peso dovrebbe a breve annunciare una nuova partnership: si tratta di Gazprom, colosso energetico russo, che in Europa abbina già il proprio marchio a un’altra squadra tedesca, lo Schalke 04, allo Zenit San Pietroburgo (di cui è anche proprietario) e alla Stella Rossa Belgrado, oltre alla Champions League. La Gazprom, partner pure del Chelsea, è inoltre in trattativa per sponsorizzare l’Antalyaspor, attualmente terzo nella Super Lig turca.

PAOLO CONDÒ 5RIPRODUZIONE RISERVATA

a logica della scelta bavarese di Pep Guardiola era leggibile in filigrana nei dati Opta di cui abbiamo parlato su ET la scorsa settimana. La squadra europea che tiene più palla eseguendo il maggior numero di passaggi è notoriamente il Barcellona. Alle sue spalle c’è il Bayern, che nella percezione degli esperti ha ormai tolto all’Arsenal l’etichetta di Barça light. In molti sostengono che l’errore più grande che Guardiola potrebbe commettere sarebbe il tentativo di riproporre meccanicamente a Monaco la sua vecchia squadra; noi siamo certi che l’idea non lo sfiori minimamente, anche perché le voci che filtrano dal suo entourage lo raccontano entusiasta innanzitutto dell’opportunità di lavorare con i giocatori già tesserati per il Bayern. Premesso questo, è evidente che Pep non giocherà con il libero e in fase di possesso non terrà la difesa a protezione di Neuer: il calcio in cui crede è quello offensivo, ai lanci lunghi preferirà sempre il fraseggio e una percentuale di pressing sarà comunque nelle sue corde. Le caratteristiche degli uomini a disposizione cambieranno modi e gerarchie del suo gioco, non la filosofia di fondo.

L

Un uomo per 4 posizioni La più ovvia differenza d’organico tra Barça e Bayern si chiama Leo Messi, che in Catalogna ispirò al tecnico la rivoluzione del falso 9, ovvero la posizione di centravanti come uno spazio da raggiungere e non un uomo - sempre quello da servire. Dire che al mondo un altro Messi non esiste è una banalità, ma forse c’è un giocatore per cui, pur accettando di ricavare minori benefici, valga la pena di replicare la rivoluzione catalana. Il nome che ci viene in mente è quello di Neymar, destinato a restare in Brasile ancora una stagione per poi sbarcare in Europa dopo il Mondiale: si dice che il Barcellona abbia già messo le mani sul suo cartellino, ma il senso di un tandem Messi-Neymar francamente ci sfugge. I gran-

UN GIORNALISTA SPAGNOLO LASCIA L’ALLIANZ ARENA DI MONACO CON UN CARTONATO DI GUARDIOLA VESTITO CON SCIARPA E MAGLIA DEL BAYERN (AP)

COSÌ PEP FA IL MAKE UP AL BAYERN Sulla scorta della rivoluzione operata da Louis Van Gaal nel 2009-11, Guardiola vuole riprogrammare la squadra secondo la propria filosofia con l’organico esistente, quindi Muller, Robben e Ribery. Ma pensa pure a Sergi Roberto, a Rafinha e forse a Neymar dissimi giocatori, specie se dello stesso ruolo, non convivono nello stesso club; quando Messi era cresciuto abbastanza il Barça ha liquidato Ronaldinho, perché è così che funziona. In alternativa al talento del Santos, nella rosa del Bayern c’è un campione eclettico, Thomas Muller, che dopo un portentoso decollo ha un po’ segnato il passo. Sarà un caso, ma è successo da quando Heynckes ha preso il posto di Van Gaal; possiamo sbagliare, ma se dovessimo indicare un uomo favorito dall’arrivo di Guardiola diremmo lui, anche perché può davvero giocare in quattro posizioni.

La chiave Javi Martinez Van Gaal, già. Il tecnico olandese (che ai tempi della sua prima esperienza al Barcellona diede a Guardiola la fascia di capitano) sarà un prezioso riferimento per Pep. La nuova qualità del gioco bavarese, che ha portato due finali di Champions nelle ultime tre stagioni, è figlia delle sue mosse, dall’istituzione di un 4-2-3-1 molto offensivo alla scelta di piazzare Robben e Ribery sulle fasce opposte al loro piede migliore, in modo da averli in posizione di sparo nel momento in cui stringono al centro. O, per parlare in guardiolese, passano dal gioco esterno a quello interno. Rispetto a Van Gaal, il più pragmatico Heynckes ha arretrato il baricentro difensivo per guadagnare copertura; Pep percorrerà la strada inversa avanzando al massimo la linea per restringere il campo in stile Barça, e Javi Martinez - in posizione Busquets - sarà l’uomo chiave. Non a caso, nell’estate del 2011 Pep l’aveva chiesto a Zubizarreta. Ne esce un ibrido fra 4-3-3 e 4-2-3-1 nel quale le potenzialità di regia di Kroos potrebbero superare quelle di Schweinsteiger, con spazi sicuri per Shaqiri. Infine, non aspettatevi che Guardiola sottragga qualche asso al Barça, non è nel suo stile: ma due ragazzi di qualità come Sergi Roberto e l’altro Rafinha - chiusi in un reparto creativi ingolfato da Xavi, Iniesta, Fabregas e Thiago - potrebbero seguirlo con il consenso della casa madre.

LE REAZIONI

BIERHOFF: «MA PER VINCERE NON COPI IL BARCELLONA» Il manager nazionale: «Deve andare oltre». E Klopp punge già: «Spero venga qui a spiegarci qualcosa...» PIERFRANCESCO ARCHETTI 5RIPRODUZIONE RISERVATA

normale che da una settimana non si parli altro che di Pep Guardiola&Bayern, nel calcio tedesco. Ieri, nella riunione annuale degli allenatori, sono piovute anche le battute: «Spero che l’anno prossimo abbia l’obbligo di frequenza, così verrà qui a spiegarci qualcosa» ha detto Jürgen Klopp, tecnico campione in carica con il Borus-

È

sia Dortmund. Meno sarcastico e più tecnico Oliver Bierhoff, manager della nazionale, anche perché non avrà problemi di concorrenza: «Sarà un successo, però il Bayern non deve copiare il Barcellona ma andare oltre. Solo chi riuscirà a guardare più avanti partirà in vantaggio per il futuro. Anche le squadre più rivoluzionarie e vincenti sono tramontate, altrimenti il Milan di Sacchi sarebbe ancora in cima al mondo. Chi sa capire per primo cosa viene dopo diventa il nuovo vincente, l’ho detto ai nostri allenatori». Ma chi dovrà cambiare: Guardiola oppure il Bayern? «Dovranno venirsi incontro con saggezza anche perché ne possono guadagnare entrambi: l’allenatore deve saper di-

mostrare di vincere anche senza il Barcellona e i suoi fantastici giocatori. I dirigenti dovranno però saper assecondare anche alcune eventuali richieste non nelle abitudini della casa. Sono sicuro che si troveranno d’accordo, è stato un gran colpo». Potenza del club oppure credibilità della Bundesliga? «Il Bayern è stabilmente fra le prime quattro di Champions, adesso può stabilirsi tra le prime due. Però è il campionato che piace, se un personaggio come Guardiola accetta di entrarci. Perché non è un torneo a due, con le altre distantissime. E nemmeno un campionato per anziani, per stelle straniere decadenti. Poi c’è un altro motivo per questo affare».

Quale? «Da due stagioni vince il Borussia, io sono convinto che ci sia gran merito del Dortmund nell’ingaggio di un allenatore così vincente e prestigioso. A Monaco sono dovuti andare alla ricerca del massimo per non rischiare altre stagioni a vuoto. La nostra Bundesliga a questo punto sarà più divertente e attraente». Il Bayern due volte secondo nelle ultime tre Champions, la nazionale sempre in semifinale ma mai con un titolo: è con questo colpo che voi tedeschi state cercando di imparare la mentalità vincente dagli spagnoli? «Non proprio, ma siamo convinti che ogni allenatore stra-

niero, già dai tempi di Ernst Happel, porti nuove idee e faccia progredire i nostri giocatori. Chi verrà in nazionale dal Bayern avrà scoperto e approfittato del modo di lavorare di un tecnico tanto preparato». Quanto potrà trasformare la nazionale il nuovo Bayern alla catalana? «Sarà un grande vantaggio anche per la nazionale, noi siamo felici di averlo qui e di scambiare idee con lui o con i suoi giocatori». Non è che Joachim Löw si arrabbia perché non è più l’allenatore più famoso del panorama tedesco? «Il tecnico della Germania sarà contento di non avere tutta la pressione addosso, anche lui ha benedetto questo arrivo».


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EUROPA

EXTRATIME - 22 GENNAIO 2013

l’eurogol DELLA SETTIMANA

CARO FUGGITIVO, DIOUF HA QUALCOSA PER TE RR Una delle usanze italiote più tristi: al 43’ della ripresa circa di una qualsiasi gara a babbo morto, sugli spalti mandrie di ometti si abbottonano il cappotto e se ne vanno. Così evito il traffico, dicono, così non devo pigiarmi in metro. Così però ti perdi pure cioccolatini come quelli di Diouf, che al 91’ e con l’Hannover sotto per 5-3 arpiona in rovesciata una spizzata da centrocampo e segna uno dei gol più belli dell’anno. Tié, fuggitivi!

TOP 11 CASTRO STRAPPA DUE PALLE AL BARÇA

6 Cavani Napoli (Ita, 17x2)

34

7 Suarez Liverpool (Ing, 16x2)

32

Idea Doppietta di carattere, che impone la vittoria sul Nancy. Talento e cojones a sinistra, qualche italiana potrebbe pensarci

Big show Ciclopico centrale (1.97) che prima ha convinto Cvitanich a raggiungerlo e poi ne fa pure le veci: gol a Lilla, e Nizza vede l’Europa

7 DEMPSEY (c, Tottenham)

Principe Insieme a Schürrle ne fa più di Carlo in Francia. Stavolta ha abbattuto l’Eintracht e si conferma al primo posto tra i cannonieri

7 CIVELLI (d, Nizza)

Killer Occhio a prenderlo sottogamba, lo yankee è un ercolino che in area sa far male. Chiedere al Vitesse: tre fichi. Altro rivitalizzato d’Olanda

7 TABANOU (c, Tolosa)

Eroe El Chori è particolare: vede il Barça e si accende. Tre gol ai blaugrana, con gli ultimi due ha pure vinto. Chapeau

KIESSLING (a, Bayer Lev.)

Stellone Sei gol nelle ultime 5, ma non sono tanto i numeri quanto il potenziale. Azzardiamo: dategli una big vera, ed è da Pallone d’oro

7,5

8 ALTIDORE (a, AZ)

Freccia Con Kuba e Lewandowski è il terzo polo della cricca polacca che fa grande il Borussia. A Brema moto perpetuo e assist per gli altri due

8 CASTRO (c, Real Sociedad)

5 Rimkevicius Siauliai (Lit, 35x1) 35

Felino Pure col Beira Mar un rigore sventato. E il dato fa spavento: questo para quasi un penalty su due. A oggi è mezzo Sporting

8 SUAREZ (a, Liverpool)

58

2 Falcao Atletico Madrid (Spa, 18x2), Ronaldo Real Madrid (Spa, 18x2), Van Persie Manchester United (Ing, 18x2) 36

Garanzia Ok, col Fulham è Silva show. Ma lui ci mette un mare di sostanza a sinistra, in entrambe le fasi. Tra i più affidabili d’Europa

7,5 7,5 PISZCZEK (d, Borussia D.)

1 Messi Barcellona (Spa, 29x2)

Rinato Un tornado di fascia destra che quando vuole, come contro l’Hannover, travolge tutti. E sta trovando una bella continuità

7

RUI PATRICIO (p, Sporting)

I CANNONIERI D’EUROPA IN BASE AL COEFFICIENTE DI DIFFICOLTÀ DEI VARI CAMPIONATI (TRA PARENTESI)

7 CLICHY (d, Man. City)

SALE RONALDO IBRA NEI TOP 10 CAVANI FA BELLA L’ITALIA

FARFAN (c, Schalke 04)

Scarpad’oro

Valanga Altro Usa, una colt texana che non fa prigionieri. E sotto la neve di White Hart Lane ricaccia in gola la vittoria allo United al 93’

8 Hosiner Austria (Aut, 21x1,5) 31,5 9 Ibrahimovic Psg (Fra, 19x1,5) 28,5 10 El Shaarawy Milan e Di Natale Udinese (Ita, 14x2), Demba Ba Newcastle-Chelsea (Ing, 14x2) 28 13 Mkhitaryan Shakhtar Donetsk (Ucr 18x 1,5) 27 14 Michu Swansea (Ing, 13x2), Meyong Vitoria S. (Por, 13x2), Kiessling Bayer L. (Ger, 13x2)

26

16 Bacca Bruges (Bel, 17x1,5), Rusescu Steaua (Rom, 17x1,5) 25,5 18 Bony Vitesse (Ola, 16x1,5), Cardozo Benfica (Por, 12x2), Sawaneh Leuven (Bel, 16x1,5), Martinez Porto (Por, 12x2), Atar Maccabi Tel Aviv (Isr, 16x 1,5), Meier Eintracht (Ger, 12x2), McKay Inverness (Sco, 16x1,5), R. Castro Betis, Aduriz Athletic (Spa, 12x2)24 27 Ivanov Trans N. (Est, 23x1), Waris BK Hacken (Sve, 23x1) 23 29 Mbokani Anderlecht (Bel,15x1,5), Griffiths Hibernian e Higdon Motherwell (Sco, 15x1,5), Djebbour Olympiacos (Gre, 15x1,5) 22,5

Wunder21

LE PAGELLE DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO

Sirigu a uno sputo da Lama AUSTRALIA 9 Del Piero (Sydney) Il suo primo poker in carriera; d’accordo, sono 4 gol all’ultima in classifica (Phoenix), ma in totale fanno già 9. EMIRATI ARABI 8 Zenga (all. Al Nasr) Il campionato riprende oggi. Nella Emirates Cup travolge 6-1 l’Al Shaab. 7 Mascara (Al Nasr) Dopo i 10 in campionato firma il primo gol in coppa. In rete pure Morimoto. FRANCIA 7 Ancelotti (all. Psg) Vince anche contro il dolore. Sabato è deceduto uno dei suoi vice. Il Psg a Bordeaux non voleva giocare, ma alla fine ottiene 3 punti e la vetta. 7 Sirigu (Psg) Attento come sempre, neutralizza un paio di tiri insidiosi nel primo tempo, alza in angolo una scoccata velenosa di Saivet nella ripresa ed è a un passo dal record di imbattibilità di Lama. 6,5 Verratti (Psg) Titolare per necessità, vista la squalifica di Motta, l’azzurro risponde con una prestazione generosa, macchiata da un giallo che poi contesta inutilmente.

7 Ranieri (all Monaco) Di nuovo al comando dopo la vittoria ad Istres, con una prestazione matura che mette in orbita anche il talentino Ocampos autore del 2-0. 7 Raggi (Monaco) Impeccabile in difesa e solita grinta quando serve in area, come quando facilita il primo gol che spiana la strada. GERMANIA 6,5 Molinaro (Stoccarda) Nonostante la sconfitta in casa del Wolfsburg, a sinistra è bello propositivo. Il migliore della retroguardia. GRECIA 6,5 Greco (Olympiacos) Titolare per 65’ alla prima di Nikopolidis sulla panchina dell’Olympiacos, ci mette gambe e geometrie. Poi entra Ibagaza, e fa l’assist vincente. INGHILTERRA 7 Mancini (All. Man. City) Il City vince la quinta gara di fila e lo svantaggio sullo United scende a -5. 6 Borini (Liverpool) Entra al 69’, sfiora il gol e si guadagna i primi applausi dell’Anfield. 5,5 Santon (Newcastle) Da solo non può salvare un team in picchiata.

7 Zola (all. Watford) La squadra è un caterpillar (4-0) e Magic Box è in corsa per la panca del Chelsea. 6,5 Cassetti (Watford) Ormai è una delle colonne: piazza il solito cross-assist. 7 Di Canio (all. Swindon) Spala la neve con i tifosi, offre la pizza a tutti e supera 2-0 lo Shrewsbury: lo Swindon ora è terzo. OLANDA 5,5 Pellé (Feyenoord) In casa dell’Ajax si mette subito in salita e di palle buone in area gliene arrivano poche. All’andata fu decisivo con un gol al 90’, stavolta gli è andata male. SCOZIA 7,5 Pascali (Kilmarnock) Doppietta, prima in Scozia e quarta in carriera, ci mette l’anima ma i Killies ne beccano tre dal Dundee United. Che ci può fare lui? SPAGNA 7 Longo (Espanyol) Entra nel secondo tempo coi suoi sotto 1-2 e aiuta a ribaltare il risultato procurandosi il rigore del 2-2: determinante per la rimonta.

FISCHER GOL, IL SEGRETO STA NEL COGNOME LARGO AI GIOVANI: CLASSIFICA MARCATORI DEGLI UNDER 21 NEI MIGLIORI CAMPIONATI D’EUROPA

14 El Shaarawy (Milan) 10 Lamela (Roma) 9 Lukaku (West Bromwich) 8 Castaignos (Twente), Kokorin (Dinamo), Musa (Cska) 7 Belfodil (Parma), Götze (Borussia D.), J. Rodriguez (Porto) 6 J. Ayew (Marsiglia), Baptistao (Rayo Vallecano), Son (Amburgo) 5 Eriksen e Fischer (Ajax), Jozefzoon (Waalwijk), Rodrigo (Benfica)

RR (gdf) È un cognome speciale, Fischer: grande scacchista, grande scrittore, grande chimico. E gran giocatore, di Viktor si capisce subito: alto, passo da ballerino, istinto del gol e l’impressione che per lui sia tutto facile. Ha massacrato il Feyenoord da solo. Due anni e lo prende una big, a non meno di 20 milioni.

I NUMERI DI MASSIMO PERRONE

Tra Schalke e Hannover mai uno 0-0 in 70 partite

150

I gol in Premier di Owen con 4 maglie diverse: la prima rete con lo Stoke City è arrivata dopo 118 con il Liverpool, 26 col Newcastle e 5 col Manchester United.

3

I giocatori capaci di segnare in Premier nelle prime 2 partite giocate con la maglia del Liverpool: Clough nel 1993, Baros nel 2002 e adesso Sturridge.

7

I gol segnati da Suarez in appena 4 partite giocate contro il Norwich: è rimasto a secco solo nel primo confronto diretto.

43

Le partite consecutive in casa in cui il Manchester City ha segnato in campionato dopo uno 0-0 col Birmingham del 13-11-2010: è un record nella storia del club.

10

Gli anni dopo cui Joe Cole è tornato a

segnare con la maglia del West Ham: non lo faceva dall’11 gennaio 2003 (2-2 contro il Newcastle).

26

Gli anni da cui il Werder non perdeva in casa con almeno 5 gol di scarto: prima dello 0-5 col Borussia Dortmund bisognava risalire al suo peggior k.o. interno, un 1-7 del 21 marzo 1987 con l’altro Borussia, quello di M’Gladbach.

226

I gol segnati nei 70 confronti diretti (campionato più coppe) fra Schalke e Hannover: 3,22 a incontro. Non c'è mai stato uno 0-0. Il 5-4 di sabato batte, per somma gol, un 6-2 del 1935 nella prima edizione della coppa di Germania.

5

Gli anni dopo cui il Barcellona ha perso nei minuti di recupero: non capitava da un 3-2 per il Maiorca dell’11 maggio 2008 firmato da Guiza al 94’.


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EUROPA

EXTRATIME - 22 GENNAIO 2013

INGHILTERRA

CHELSEA, L’AMMAINABANDIERA Abramovich molla Lampard, icona del popolo Blues. Educato, colto, tanti gol ma poco carisma, per lui in pole ci sono i Galaxy

IN SEMIFINALE RISCHIANO VILLA E CHELSEA RR Oggi e domani si disputano le semifinali di ritorno della Coppa di Lega. Stasera è in programma Aston Villa-Bradford City, con gli ospiti (quarta serie) che partono con il vantaggio del 3-1 dell’andata. Domani invece va in scena Swansea-Chelsea, con i londinesi di Benitez che devono recuperare il 2-0 patito due settimane fa a Stamford Bridge dalla squadra di Laudrup.

MARCATORI

VAN PERSIE ALLUNGA SUAREZ INSISTE 18 Van Persie (Manchester Un.) 16 Suarez (Liverpool) 14 Demba Ba (Newc./Chelsea) 13 Michu (Swansea) 10 Defoe (Tottenham), Dzeko (Manchester City), Fletcher (Sunderland), Lambert (Southampton) 9 Bale (Tottenham), Lukaku (Wba), Walcott (Arsenal) 8 Aguero (Manchester City), Fellaini (Everton), Hernandez (Manchester United), Lampard e Mata (Chelsea), Le Fondre (Reading)

laggiù sarà un’impresa conservare il posto in Nazionale. Frank ha collezionato 93 presenze con l’Inghilterra, e vuole superare le 100.

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A LONDRA

COPPA DI LEGA

STEFANO BOLDRINI 5RIPRODUZIONE RISERVATA

i sono bandiere e ci sono banderuole. Frank Lampard appartiene alla prima categoria, anche se sventolare negli ultimi tempi non è facile. La sua storia al Chelsea, cominciata nel 2001, sta volgendo al termine: il contratto è in scadenza a giugno e Abramovich non pare intenzionato a rinnovarlo. Una decisione avversata dai tifosi, che considerano Lampard un’icona, ma l’oligarca russo è abituato a sfidare il suo popolo, altrimenti non avrebbe mai assunto Benitez. Frank, figlio dell’omonimo giocatore che indossò la maglia del West Ham, non batte ciglio: va in campo e gioca. Segna, soprattutto: già 8 gol nell’attuale Premier. Il totale coi Blues è di 195: altre 7 reti e affiancherà il primatista assoluto, Bobby Tambling, a 202.

C

Destinazioni Lampard ha ricevuto diverse offerte. Piace al Monaco di Ranieri. I Los Angeles Galaxy sono pronti a offrirgli un contratto milionario. È stato un pensiero della Lazio, dove il presidente Lotito lo ha definito, col suo noto umorismo, «lampadario». Si è parlato di Milan e Inter. L’Italia potrebbe in effetti

avere una corsia preferenziale: la sua compagna, la presentatrice nordirlandese Christine Bleakley, volto di ITV, adora fare shopping a Milano. Lampard ama invece il mare della Sardegna, scoperto ai tempi della relazione con la modella spagnola Elen Rivas, dalla quale ha avuto due figlie, Luna e Isla. Alla fine della giostra, Lampard potrebbe preferire il sole della California e trasferirsi ai Galaxy, anche se da

FRANK LAMPARD, 34 ANNI: QUESTA È LA SUA DODICESIMA STAGIONE AL CHELSEA (REUTERS)

Sterline che sventolano Lampard è una bandiera ricca: guadagna 7,5 milioni l’anno. Il suo patrimonio, dopo una lunga e onorata carriera al Chelsea, è valutato attorno ai 40 milioni. Si è guadagnato la sua fortuna in modo serio e onesto: mai una polemica, mai un comportamento fuori posto. Lampard, elettore dichiarato del partito conservatore, vanta un ottimo curriculum di studi. Si è diplomato con una menzione speciale in latino e la padronanza dell’inglese gli assicurerà, nel post carriera, un ruolo di commentatore. Scriverà sicuramente meglio dello zio, l’allenatore Harry Redknapp, editorialista del Sun. Il suo limite è che non ha mai avuto lo spirito del leader e questo spiega perché in Nazionale gli siano stati preferiti, nel ruolo di capitano, Terry e Gerrard. Lampard non ha l’animo del bandito e neppure dell’arringapopolo. Quando morì la madre, non si vergognò di piangere in pubblico, sebbene in un Paese rude come la vecchia Gran Bretagna le lacrime siano considerate una debolezza. Ma la sua bandiera sventola pulita, e questo, in fondo, non è da tutti. Anzi, spesso è da pochi.

CLASSIFICA SQUADRA

MANCHESTER UNITED MANCHESTER CITY CHELSEA TOTTENHAM EVERTON ARSENAL LIVERPOOL WBA SWANSEA STOKE CITY SUNDERLAND WEST HAM NORWICH FULHAM SOUTHAMPTON NEWCASTLE ASTON VILLA READING WIGAN QPR

PT

G

56 51 45 41 38 34 34 34 33 29 28 27 26 25 23 21 20 19 19 15

23 23 23 23 23 22 23 23 23 23 23 22 23 23 23 23 23 23 23 23

V

N

P

F

S

18 2 3 57 30 15 6 2 45 19 13 6 4 47 22 12 5 6 40 28 9 11 3 35 26 9 7 6 41 26 9 7 7 40 28 10 4 9 33 32 8 9 6 34 27 6 11 6 22 27 7 7 9 27 31 7 6 9 25 28 6 8 9 24 39 6 7 10 33 40 5 8 10 30 40 5 6 12 28 41 4 8 11 19 44 4 7 12 28 43 5 4 14 25 43 2 9 12 18 37

23a giornata LIVERPOOL

5-0

NORWICH

MANCHESTER CITY

2-0

FULHAM

NEWCASTLE

1-2

SWANSEA

3-1

WEST HAM

1-1

WIGAN

2-3

WBA

2-2

CHELSEA

2-1

TOTTENHAM

1-1

MANCHESTER UNITED

SOUTHAMPTON

0-0

EVERTON

HENDERSON 26’ pt SUAREZ 36’ pt STURRIDGE 14’ st GERRARD 21’ st BENNETT aut.29’ st

SILVA 2’pt; 24’ st

CABAYE 35’ pt

DAVIES 4’ st DE GUZMAN 12’,35’ st

J. COLE 23’ st

VAUGHAN aut.4’ pt HENRIQUEZ 34’ st

BRUNT 4’ st ODEMWINGIE 38’ st

MATA 6’ pt LAMPARD rig.16’ pt

DEMPSEY 48’ st

READING

LE FONDRE 26’,32’ st

STOKE CITY

OWEN 46’ st

QPR

REMY 14’ pt

SUNDERLAND

GARDNER rig.17’ pt FLETCHER 20’,42’ pt

ASTON VILLA

BENTEKE 12’ pt AGBONLAHOR 31’ pt

ARSENAL

WALCOTT 13’ st

VAN PERSIE 25’ pt

Prossimo turno 29 gennaio: Sunderland-Swansea, Stoke City-Wigan, Aston Villa-Newcastle, Qpr-Manchester City. 30 gennaio: Everton-Wba, Norwich-Tottenham, Arsenal-Liverpool, Reading-Chelsea, Manchester United-Southampton, Fulham-West Ham CHAMPIONS LEAGUE

PRELIMINARI DI CHAMPIONS

SPAREGGI PER LE COPPE

EUROPA LEAGUE

SPAREGGI RETROCESSIONE

RETROCESSIONE


7

EUROPA

EXTRATIME - 22 GENNAIO 2013

SPAGNA

REAL MADRID

MOURINHO LASCIA I SUOI PER IL FIGLIO

SAN SIMEONE LO STILISTA Il Cholo ha preso l’Atletico sull’orlo del crac e ne ha fatto il vero rivale del Barça col gioco brillante. Falcao out 2-3 settimane DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A MADRID

FILIPPO MARIA RICCI 5RIPRODUZIONE RISERVATA

Q

uando poco più di un anno fa l’Atletico decise di giocare la carta del cuore e della passione mettendosi in mano a Diego Simeone non era un’eresia pensare che la schizofrenia colchonera potesse avere la meglio anche sulle larghe spalle del Cholo. È andata diversamente. Simeone ha trasmesso alla fedele ma abbacchiata parrocchia biancorossa il suo carattere, la sua fede: ha guidato una squadra tendente alla depressione ai successi in Europa League e Supercoppa europea e ora sta continuando il suo viaggio fantastico. L’Atletico è 2˚ in Liga, capace di separare per la prima volta da anni Barcellona (avanti, a +8) e Real (dietro, a -7). Ha più debiti che soldi, non ha quasi fatto mercato ma ha un campione formidabile, Falcao (il suo infortunio muscolare è meno grave del previsto, niente rottura e stop di 2-3 settimane), un’efficiente classe media, una buona cantera, lo spirito del Cholo. Alcuni numeri Solo due anni fa al Calderon l’Atletico aveva vinto 10 partite, con 3 pari e 6 k.o. In questa Liga in casa l’Atletico ha vinto

CLASSIFICA SQUADRA

BARCELLONA ATL. MADRID REAL MADRID BETIS MALAGA RAYO VALENCIA LEVANTE REAL SOCIEDAD VALLADOLID GETAFE SIVIGLIA SARAGOZZA ATH. BILBAO ESPANYOL GRANADA CELTA VIGO OSASUNA MAIORCA DEPORTIVO

PT

G

V

55 47 40 35 32 31 30 30 29 28 26 23 22 22 21 20 19 18 17 16

20 20 20 20 20 20 20 20 20 20 20 20 20 20 20 20 20 20 20 20

18 15 12 11 9 10 9 9 8 8 7 6 7 6 5 5 5 4 4 3

N

1 2 4 2 5 1 3 3 5 4 5 5 1 4 6 5 4 6 5 7

P

F

S

1 3 4 7 6 9 8 8 7 8 8 9 12 10 9 10 11 10 11 10

66 42 50 31 30 27 27 24 31 29 25 24 21 24 23 18 20 16 20 24

23 18 20 30 17 36 32 29 27 25 31 29 30 40 32 29 25 21 36 42

20a giornata ESPANYOL

3-2

GRANADA

2-0

RAYO

REAL SOCIEDAD

3-2

BARCELLONA

GETAFE

1-1

MALAGA

1-1

OSASUNA

2-1

DEPORTIVO

VALLADOLID

2-0

SARAGOZZA

ATL. MADRID

2-0

LEVANTE

VALENCIA

0-5

REAL MADRID

BETIS

1-1

ATH. BILBAO

SIMAO 16’ pt VERDU’ rig.23’ st BAENA 38’ st AMAT aut.25’ pt RECIO 35’ st

sempre, 11 su 11, 32 gol a 6. E le cose non cambiano in Europa o Copa del Rey: l’Atletico è arrivato a 17 vittorie consecutive, 19 con le ultime 2 gare della scorsa stagione. E nelle ultime 10 uscite non ha preso nemmeno un gol. Dalla rete dell’Osasuna in ottobre sono passati 947 minuti. Dall’ultimo k.o. oltre 9 mesi fa: 11 aprile nel derby col Madrid (1-4). Questione di famiglia Il Calderon è un fortino, l’Atletico una forza. Capace di accogliere ragazzi senza esperienza proteggendoli con lo sforzo comune. Domenica è toccato a Javier Manquillo, 18enne terzino destro al debutto in Liga da titolare. Se l’è cavata bene. La

RADAMEL FALCAO, 26 ANNI, PUNTA COLOMBIANA, E DIEGO SIMEONE, 42 ANNI, ATLETICO MADRID (AFP)

sua è una storia curiosa: col gemello Victor giocava nel Real e quando nel 2007 a Valdebebas dissero che Javi poteva restare ma che il fratello se ne doveva andare, i Manquillo non ebbero dubbi: via entrambi, e in due giorni la firma con l’Atletico, squadra del cuore in famiglia. Una storia che è molto «Atletica». Squadra costruita e nutrita a passione, sfiga e rassegnazione. Simeone ha coltivato il primo fattore e annullato quasi del tutto (mancano ancora gli scalpi di Barça e Real) gli altri due. E il mondo biancorosso mostra riconoscenza: è stata sfondata la storica barriera dei 60.000 soci, con oltre 42.000 abbonati. Gente che in casa sa di potersi divertire.

GONZALO CASTRO 41’pt; 18’ st AGIRRETXE 46’ st COLUNGA 44’ pt DEMICHELIS 37’ pt KIKE SOLA 26’ pt NINO 16’ st JAVI GUERRA 12’ pt OSCAR GONZALEZ 29’ st ADRIAN 32’ pt KOKE 15’ st

MAIORCA

G. DOS SANTOS 35’ pt JAVI MARQUEZ 42’ pt

MESSI 7’ pt PEDRO 25’ pt

SIVIGLIA

REYES 40’ pt

CELTA VIGO

FERNANDEZ 31’ st CAMUNAS 47’ st

BARCELLONA

RUBEN CASTRO rig.2’ pt

HIGUAIN 9’ pt DI MARIA 34’,45’ pt RONALDO 36’,41’ pt ADURIZ 41’ pt

Prossimo turno 26 gennaio: Celta Vigo-Real Sociedad, Levante-Valladolid, Saragozza-Espanyol, Deportivo-Valencia. 27 gennaio: Real Madrid-Getafe, Rayo-Betis, BarcellonaOsasuna, Maiorca-Malaga, Ath. Bilbao-Atl. Madrid. 28 gennaio: Siviglia-Granada CHAMPIONS LEAGUE

PRELIMINARI DI CHAMPIONS

SPAREGGI PER LE COPPE

EUROPA LEAGUE

SPAREGGI RETROCESSIONE

RETROCESSIONE

LA STORIA

L’ANGEL DEGLI HOMELESS VIVE A SWANSEA Il difensore spagnolo Rangel ha speso la sera della vigilia della partita contro lo Stoke City distribuendo cibo con la moglie ai senzatetto della città gallese SERGIO STANCO 5RIPRODUZIONE RISERVATA

ino a venerdì Angel Rangel era semplicemente un F onesto difensore dello Swan-

LOTTOMATICA SCOMMESSE S.R.L. Conc. AAMS N. 15078 del 16 aprile 2012

sea, quasi sconosciuto ai più: una carriera spesa nelle serie minori spagnole, mai oltre la terza, la nostra Lega Pro. Poi nel 2007 un’offerta irrinunciabile lo convince a trasferirsi in Galles. Forse non sarà mai un campione, e ormai ha 30 anni. Ma col suo carattere tranquillo e con la dedizione fino all’ultima goccia di sudore in campo il catalano si fa amare dai tifosi dello Swansea. Dallo scorso weekend, però, Rangel è un

ANGEL RANGEL, 30 ANNI, DIFENSORE CATALANO DELLO SWANSEA DI LAUDRUP

idolo, quasi un eroe nazionale. A caccia con Twitter È venerdì sera, appunto, e Angel sta mangiando un panino in un fast food di Swansea con la moglie Nikki. E già questo dà il senso della sua semplicità: lo Swansea, club rivelazione in Premier, squadra del fenomeno Michu (osservato dal c.t. del Bosque di recente, come lo stesso Rangel) e allenata da Miki Laudrup, l’indomani gioca in casa con lo Stoke City (3-1 per i gallesi, con Rangel titolare). Niente ritiro, niente stress, una serata familiare come tante, al fast food. Angel parla col proprietario del locale che, approssimandosi l’orario di chiusura, si prepara a buttare l’invenduto. Uno spreco inaudito, tanto da sfamare tutti i senzatetto della città: è proprio questo che pensano i Rangel, che caricano il cibo nel ba-

Informati sulle probabilità di vincita e sul regolamento di gioco sui siti www.aams.gov.it e www.lottomatica.it e presso i punti vendita

RR (s.s.) Non solo Valencia-Real (finita 0-5) di domenica sera nel weekend calcistico di José Mourinho. Il tecnico portoghese, infatti, ha abbandonato anticipatamente l’allenamento mattutino di sabato per andare al campo del Canillas per la sfida dei padroni di casa contro il Chamartín Vergara. Nel Canillas gioca il figlio di Mourinho, José Junior, che insieme ai compagni ha schiantato gli avversari con un netto 6 a 0. Terminato il match, il tecnico de Real ha fatto rientro al centro di Valdebebas. La sua fuga, però, non è sfuggita ai giornalisti.

gagliaio dell’auto e cominciano a girare in cerca di qualche homeless. Ma fa molto freddo e Swansea sembra una città fantasma. Angel, però, non si perde d’animo e twitta: «Qualcuno sa dov’è il centro di accoglienza dei senzatetto? Ho del cibo che vorrei recapitare». Il profilo del giocatore viene immediatamente preso d’assalto: piovono indicazioni, ma anche complimenti. Angel racconterà: «Non ci immaginavamo certo tutto questo. Nikki è buona d’animo e ha avuto quest’idea, io l’ho trovata fantastica e l’abbiamo fatto. Tutto qui. Anzi, la cosa ci ha fatto sentire così bene che d’ora in poi lo faremo regolarmente. Non so se sarò altrettanto fortunato e troverò altri panini gratis, ma in caso contrario cucinerò qualche specialità spagnola per loro». Angel Rangel, l’angelo dei senzatetto di Swansea.

È UOMO-PEPSI MA BEVE COLA LEO «TRADISCE» RR (n.s.) Sta viaggiando in rete un video... compromettente per Leo Messi. No, non è uno scandalo sessuale. Ma solo «pubblicitario». Nel senso che in questo filmato amatoriale Messi, testimonial della Pepsi Cola, e la fidanzata Antonella Roccuzzo appaiono invece sorseggiare una Coca Cola... Per un «disguido» del genere, al contrario, anni fa Ronaldinho (uomo-immagine della Coca Cola) ci rimise quasi 600 mila euro. Intanto Leo ha donato quasi 170 mila euro per il centro sportivo Deliot per bambini disagiati di Rosario, la sua città natale.

MARCATORI

RONALDO RAGGIUNGE EL TIGRE 29 Messi (Barcellona) 18 Falcao (Atletico Madrid), Ronaldo (Real Madrid) 12 Ruben Castro (Betis), Aduriz (Athletic Bilbao) 11 Soldado (Valencia) 9 Piti (Rayo Vallecano), Oscar Gonzalez (Valladolid) 8 Negredo (Siviglia), Iago Aspas (Celta), Postiga (Saragozza), Vela (Real Sociedad), Higuain (Real Madrid) 7 Hemed (Maiorca)


8

EUROPA

EXTRATIME - 22 GENNAIO 2013

FRANCIA

PORTOGALLO

È SEMPRE PSGIBRA A LISBONA ADESSO TORNA CARLO 1o FANNO LA OLA Zlatanancoradecisivo:batteilBordeauxconilsuo19o golinLigue1 È l’originale nome di John, l’ala liberiana di nascita del Benfica Grazie a lui, Ancelotti è di nuovo in testa alla classifica col Lione Scappato dalla guerra civile, cresciuto in Olanda e al Twente, e ritrova Verratti, uomo assist dopo quasi due mesi di panchina ora ha convinto Jesus che lo ha lanciato tra i titolari. Ben ripagato FRANCIA

OGGI LA COPPA IL MARSIGLIA VA A ROUEN RR Tra oggi e giovedì sono in programma i sedicesimi di Coppa di Francia (gara secca), che il Psg affronta senza Ibra e Motta squalificati e Silva infortunato. OGGI: ÉpinalNantes, Lòzere-Le Havre, Fontenay- Troyes, SedanLorient, Vertou-Evian, Rouen-OM. DOMANI: NizzaNancy, Montpellier- Sochaux, Raon-Istres, Meaux-St Étienne, Vénissieux-Le Poiré s/V, Bastia-Brest, MoulinsBordeaux, S. Bordelais-Lens, PSG-Tolosa. GIOVEDÌ: Plabennec-Lilla.

OLANDA

FALLITO CLUB CHE LANCIÒ HUNTELAAR RR (a.c.) La Serie B olandese inizia il 2013 con un club in meno: lo scorso 8 gennaio è infatti stato dichiarato fallito l’AGOVV Apeldoorn, le cui casse desolatamente vuote hanno impedito alla dirigenza persino di presentare ricorso. Scompare così il club che aveva lanciato Klaas-Jan Huntelaar, capocannoniere di B nel 2003-04 con 26 reti e al quale era stata dedicata una tribuna dello Sportpark Berg & Bos Stadion. Un impianto parzialmente chiuso già il mese scorso perché infestato dal tarlo asiatico.

BELGIO

BEERSCHOT 38 ACQUISTI DAL 2011 RR (a.c.) Trentotto arrivi in un anno e mezzo. Il mercato di gennaio ha portato al Beerschot altri 7 nuovi giocatori, per cercare di scuotere una squadra in piena zona retrocessione. Da tempo il club di Anversa è un porto di mare: ha effettuato 18 acquisti nell’estate 2011, 13 in quella del 2012, mentre lo scorso inverno uno stop allo shopping compulsivo arrivò dalla Federcalcio belga, che bloccò il mercato del club a causa dei problemi economici.

INGHILTERRA

VIRUS BATTUTO DOPO 9 MESI TORNA GUIDETTI RR (a.c.) A 9 mesi dalla sua ultima partita, John Guidetti è tornato in campo il 14 gennaio nel match tra le squadre Primavera di Manchester City e Reading. L’attaccante italo-svedese (ultima partita ufficiale disputata, il derby di Rotterdam tra Feyenoord e Excelsior del 14 aprile 2012), era stato colpito da un misterioso virus al sistema nervoso che gli aveva provocato la paralisi della gamba destra. Lo scorso ottobre il City gli aveva comunque prolungato il contratto nonostante la carriera fosse rischio.

PARIGI

ALESSANDRO GRANDESSO 5RIPRODUZIONE RISERVATA

a promenade notturna è durata 43’, con il Psg costretto a brancolare nel buio fino all’abbaglio che ha illuminato la gara, chiudendola nello stesso istante. È la storia di Bordeaux-Psg, partita scialba, segnata a lutto, decisa con il ritornello rassicurante di Zlatan Ibrahimovic, al 19o gol in Ligue 1. Ma in fondo, dalla vittoria in Gironda, Carlo Ancelotti può trarre altri motivi di soddisfazione, nonostante il dolore per il vice Nick Broad, 38 anni, morto in un incidente stradale nel weekend. Il Psg, primo a pari punti con il Lione, ma davanti per la migliore differenza reti, sta davvero maturando. Anche grazie a chi, come Marco Verratti, è destinato a fare gavetta a bordo campo. Lo si è capito pure in difesa. La più martoriata dagli infortuni. Thiago Silva non rientra prima di febbraio, Alex è ancora indisponibile: dentro Sakho e Camara, coppia inedita dal 1primo minuto. Se il primo vanta comunque 15 presenze, di cui 13 da titolare, Zoumana Camara in Ligue 1 aveva messo insieme poco più di un’ora di gioco. Ma la risposta è stata all’altezza degli assenti che hanno costruito la miglior retroguardia del campionato con appena 12 reti incassate: serenità e rigore, premiati con l’otto in pagella per entrambi dall’Equipe.

L

Lucas disorientato A centrocampo sono arrivati segnali rassicuranti anche per Cesare Prandelli, perché Ancelotti si è affidato di nuovo a Verratti. L’azzurro non partiva titolare in campionato dal 24 novembre, pagando il gran ritorno di Thiago Motta, stabilizzatore di un reparto chiave per Ancelotti. Il prodigio ex Pescara ha ripreso il filo con la solita maturità, cedendo soltanto all’irruenza da collazionatore di gialli: già sette in quattordici presenze. Nessuno fa peggio in Francia. Verratti ha aspirato palloni, disegnando nuove geometrie anche per il disorientato neo acquisto brasiliano Lucas che negli ultimi 30 metri ha

CLASSIFICA SQUADRA

PARIS SG LIONE MARSIGLIA NIZZA RENNES LORIENT BORDEAUX ST. ETIENNE TOLOSA LILLA VALENCIENNES MONTPELLIER BASTIA BREST SOCHAUX AJACCIO* EVIAN REIMS TROYES NANCY

ALEC CORDOLCINI PT

G

42 42 41 35 35 34 32 31 30 30 30 29 25 24 22 21 20 19 13 12

21 21 21 21 21 21 21 21 21 21 21 21 21 21 21 21 21 21 21 21

V

N

P

F

12 6 3 37 12 12 6 3 35 18 13 2 6 28 25 9 8 4 33 26 11 2 8 31 26 9 7 5 35 33 7 11 3 23 15 8 7 6 27 16 8 6 7 29 23 7 9 5 26 22 8 6 7 32 30 8 5 8 33 27 7 4 10 28 44 7 3 11 22 29 6 4 11 21 30 5 8 8 22 30 5 5 11 22 34 4 7 10 17 23 2 7 12 23 42 1 9 11 18 37

* Ajaccio 2 punti di penalizzazione

21a giornata LIONE

0-0

EVIAN

SOCHAUX

1-0

REIMS

POUJOL 15’ pt

3-2

MARSIGLIA A. AYEW 14’ pt J. AYEW 34’ st GIGNAC 46’ st

MONTPELLIER

HERRERA 17’ pt UTAKA 11’ st

AJACCIO

1-1

VALENCIENNES

BREST

0-1

ST. ETIENNE

LORIENT

3-2

TOLOSA

2-1

BASTIA

0-2

LILLA

0-2

BORDEAUX

0-1

MUTU 30’ pt

MONNET PAQUET 20’ pt REALE 27’ pt BOURILLON 38’ st

TABANOU 12’,33’ st

NGUETTE 24’ st

BRANDAO 5’ st

TROYES

BRECHET 21’ st CAMUS 43’ st

NANCY

KARABOUE’ 44’ st

RENNES

ALESSANDRINI 33’ pt ERDING 15’ st

NIZZA

CIVELLI 32’ st MAUPAY 40’ st

PARIS SG

IBRAHIMOVIC 43’ pt

Prossimo turno 25 gennaio: Valenciennes-Lione. 26 gennaio: Rennes-Marsiglia, Evian-Ajaccio, Nancy-Lorient, ReimsTolosa, Troyes-Brest, Montpellier-Sochaux. 27 gennaio: St. Etienne-Bastia, Nizza-Bordeaux, Paris Sg-Lilla

concretizzato soltanto quattro passaggi. Uno di questi però ha richiamato l’attenzione di Ibra, passeggiatore, indolente, approssimativo quanto vuoi, ma comunque fuoriclasse al quale basta un’idea, un lampo per accendere una gara. Nel caso in questione, un diagonale di interno destro per segnare una serata di lutto, illuminandola con il tredicesimo gol in trasferta, il 47o nelle ultime 50 gare di campionato, Serie A inclusa, che restituisce il primo posto al Psg e certezze ad Ancelotti che deve fare a meno dello svedese domani in coppa di Francia.

5RIPRODUZIONE RISERVATA

S

IBRAHIMOVIC, 31 ANNI

CLASSIFICA SQUADRA

ono bastati 15 minuti a Rui Costa. «Il ragazzo fa per noi». Ola John e il suo Twente erano appena stati eliminati dal Benfica dai preliminari di Champions nell’agosto 2011. Ma quel 19enne capace di far impazzire in fascia Maxi Pereira era finito sul radar del club lusitano, che una manciata di mesi dopo avrebbe sganciato 9 milioni di euro per portarselo a casa. La precocità è sempre stata la prerogativa della famiglia John. Ola a 2 anni fuggì dalla Liberia dilaniata dalla guerra civile per rifugiarsi in Olanda. Il padre, soldato dell’esercito, fu ucciso durante gli scontri nel 1994, mentre il fratello maggiore Collins si beccò un proiettile alla spalla mentre era in fuga. La famiglia John, mamma Esther Minister e i tre figli, si stabilisce in un centro di rifugiati a Goes, sud dei Paesi Bassi. Ola è troppo piccolo per ricordare i primi tribolati anni, quando la madre non può cercare lavoro perché priva del permesso di soggiorno e in certi periodi un centinaio di euro devono bastare per arrivare a fine mese. Uno dopo l’altro, tutti e tre i fratelli entrano nel vivaio Twente. Il primo è Collins, e ogni volta che sale un gradino significa «un paio di scarpe nuove per Ola, pagare la retta scolastica di Paddy».

S

Exploit in Champions A 18 anni Collins vola in Premier, al Fulham, ma quando gli parlano di talento il pensiero corre a Ola. Ogni campioncino dice di avere un fratello più bravo. Stavolta è vero. Nel ’09 Ola è capocannoniere del Twente under 16 e lotta col futuro interista Castaignos per il titolo di re dei goleador. John è velocissimo ma piccolo e di testa non ne prende mezza, perciò lo spostano all’ala. Preud’Homme lo chiama in prima squadra nell’autunno 2010, Adriaanse lo fa titolare, ripagato da 9 reti e 22 assist stagionali. Lo scorso febbraio arriva la prima convocazione con l’Olanda. Poi il Benfica. Lì

BENFICA PORTO BRAGA PACOS FERREIRA RIO AVE VITORIA G. ESTORIL SP. LISBONA MARITIMO ACAD. COIMBRA GIL VICENTE NAC. MADEIRA VITORIA SETUBAL BEIRA MAR OLHANENSE MOREIRENSE

PT

G

V

39 36 29 25 21 20 18 18 18 16 15 15 14 14 14 8

15 14 15 15 15 15 15 15 15 15 15 15 14 15 15 15

12 11 9 6 6 5 5 4 4 3 3 4 3 3 3 1

N

P

F

S

3 3 2 7 3 5 3 6 6 7 6 3 5 5 5 5

0 0 4 2 6 5 7 5 5 5 6 8 6 7 7 9

39 32 34 17 18 17 21 14 13 21 14 20 19 19 16 14

11 8 19 12 20 22 22 16 22 24 20 28 28 26 23 27

15a giornata SP. LISBONA

1-0

BEIRA MAR

PORTO

2-0

PACOS FERREIRA

ESTORIL

1-2

MARITIMO

1-0

OLHANENSE

BRAGA

4-1

VITORIA SETUBAL

RIO AVE

1-3

ACAD. COIMBRA

2-1

MOREIRENSE

0-2

CARRILLO 18’ st

ALEX SANDRO 2’ st IZMAILOV 33’ st

LEAL 16’ pt

ADILSON 8’ pt

MARCIO MOSSORO 2’ pt CUSTODIO 47’ pt RUBEN AMORIM 13’ st RUBEN MICAEL 44’ st

MAHGOUB 21’ st

MAKELELE 1’ st EDINHO 36’ st

GIL VICENTE

CLAUDIO rig.27’ pt LUIS CARLOS 38’ st

JORGINHO SOUZA 42’ st

VITORIA G.

BALDE’ 14’,45’ st TIAGO RODRIGUES rig.29’ st

NAC. MADEIRA

MARIO RONDON 21’ pt

BENFICA

SALVIO 3’ st LIMA 26’ st

Prossimo turno 25 gennaio: Acad. CoimbraBeira Mar. 26 gennaio: Braga-Benfica. 27 gennaio: Maritimo-Rio Ave, Vitoria Setubal-Nac. Madeira, Moreirense-Pacos Ferreira, Sp. Lisbona-Vitoria G., Estoril-Olhanense. 28 gennaio: Porto-Gil Vicente

John non vede il campo fino a questo ottobre, ma una volta entrato fra i titolari iniziano i fuochi d’artificio. Specie in Champions: assist con lo Spartak, rete al Celtic, brillante prestazione col Barça. Jesus lo fa ruotare: attaccante esterno a destra o sinistra, trequartista centrale. Ola non ha fretta. «Di Maria nel Benfica ha giocato 12 gare da titolare la prima stagione, ma poi è andato al Real per 33 milioni di euro». Cifra che a breve potrebbe essere ritoccata da Ola, che di Collins continua a seguire i consigli ma non la carriera. Oggi questi, dopo esperienze in Usa, Iran e Azerbaigian, è al Barnet (4ª serie inglese). Pure Ola un domani potrebbe sbarcare a Londra. Magari qualche divisione più su.

OLA JOHN, 20 ANNI, ALA DEL BENFICA

IN BELGIO IL BIG MATCH È STATO RIMANDATO PER NEVE Schalke-Hannover Leverkusen-Eintracht Bayern-Greuther Furth Hoffenheim-Borussia M. Mainz-Friburgo Wolfsburg-Stoccarda Werder-Borussia D. Norimberga-Amburgo Fortuna Dusseldorf-Augsburg

23a giornata

CLASSIFICA BAYERN LEVERKUSEN BORUSSIA D. EINTRACHT SCHALKE FRIBURGO MAINZ BORUSSIA M. AMBURGO STOCCARDA HANNOVER WERDER WOLFSBURG FORTUNA DUSSELDORF NORIMBERGA HOFFENHEIM AUGSBURG GREUTHER FURTH CHAMPIONS LEAGUE

5-4 3-1 2-0 0-0 0-0 2-0 0-5 1-1 2-3

45 36 33 30 28 27 27 26 25 25 23 22 22 21 21 13 12 9

Gent-Standard Genk-Charleroi Courtrai-G. Beerschot Leuven-Lokeren Lierse-Waasland Beveren Mons-Malines Cercle B.-Bruges Anderlecht-Zulte W.

0-0 3-1 4-0 2-6 0-0 2-3 Rinv. Rinv.

CLASSIFICA ANDERLECHT (-1) ZULTE W. (-1) LOKEREN BRUGES (-1) STANDARD GENK COURTRAI MALINES MONS LEUVEN CHARLEROI GENT WAASLAND BEVEREN LIERSE G. BEERSCHOT CERCLE B. (-1)

52 44 43 39 39 39 32 32 31 28 24 23 23 19 18 14

Al termine playoff fra le prime 6: 1ª in Champions League, 2ª ai preliminari, 3ª ai preliminari di Europa League e 4ª allo spareggio per i preliminari di Europa L. con la 1ª del playoff fra le successive 8.

PRELIMINARI DI CHAMPIONS

EUROPA LEAGUE

SCOZIA

ISRAELE

BELGIO

GERMANIA

18a giornata

SPAREGGI PER LE COPPE

MALTA

TURCHIA

19a giornata

23a giornata

19a giornata

Bnei Yehuda-Bnei Sakhnin Hap. Acre-Mac. Netanya Hap. Haifa-Ramat Ha’Sharon Hap. B. Sheva-K. Shmona Ashdod-Mac. T. Aviv Hap. R. Gan-Mac. Haifa Hap. T. Aviv-Beitar

0-0 4-4 3-0 1-0 1-0 0-3 0-2

Saint Mirren-Ross County Celtic-Hearts Hibernian-Dundee Fc Inverness-Aberdeen Kilmarnock-Dundee Utd Motherwell-Saint Johnstone

1-4 4-1 1-1 3-0 2-3 3-2

Tarxien Rainbows-Qormi Hamrun Spartans-Hibernians P. Sliema Wanderers-Valletta Birkirkara-Mosta Balzan Youths-Rabat Ajax Floriana-Melita

1-2 1-6 0-2 7-1 1-1 0-0

CLASSIFICA MAC. T. AVIV HAP. T. AVIV MAC. HAIFA BEITAR ASHDOD K. SHMONA RAMAT HA’SHARON BNEI YEHUDA HAP. B. SHEVA BNEI SAKHNIN MAC. NETANYA HAP. R. GAN HAP. HAIFA HAP. ACRE

38 36 33 31 29 28 27 26 23 21 20 18 17 15

CLASSIFICA CELTIC (-1) INVERNESS (-1) MOTHERWELL HIBERNIAN ABERDEEN SAINT JOHNSTONE DUNDEE UTD (-1) KILMARNOCK (-1) HEARTS (-1) SAINT MIRREN ROSS COUNTY (-2) DUNDEE FC (-1)

46 37 37 33 31 30 29 28 26 25 24 13

CLASSIFICA VALLETTA HIBERNIANS P. BIRKIRKARA MOSTA TARXIEN RAINBOWS SLIEMA WANDERERS BALZAN YOUTHS QORMI FLORIANA HAMRUN SPARTANS MELITA RABAT AJAX

39 38 36 31 31 30 26 24 23 16 14 7

La 1a dei playoff va ai preliminari di Champions, la 2a e la 3a vanno ai preliminari di Europa League; le ultime 2 dei playout retrocedono

SPAREGGI RETROCESSIONE

RETROCESSIONE

La 1a dei playoff per le coppe va ai preliminari di Champions, la 2a e la 3a vanno ai preliminari di Europa League; l’ultima dei playoff retrocessione retrocede

18a giornata

Kasimpasa-Galatasaray Sivasspor-Gaziantepspor Besiktas-Istanbul Bb Bursaspor-Kayserispor Antalyaspor-Genclerbirligi Trabzonspor-Karabukspor Fenerbahçe-Elazigspor Belediyespor-Eskisehirspor Orduspor-Mersin Idman Y.

CLASSIFICA GALATASARAY BESIKTAS ANTALYASPOR FENERBAHÇE BURSASPOR KARABUKSPOR KASIMPASA ESKISEHIRSPOR TRABZONSPOR GENCLERBIRLIGI SIVASSPOR ISTANBUL BB ORDUSPOR GAZIANTEPSPOR KAYSERISPOR ELAZIGSPOR MERSIN IDMAN Y. BELEDIYESPOR

2-1 0-0 2-2 2-1 3-5 1-3 2-2 1-1 1-1

33 31 30 28 27 27 26 25 24 24 23 22 21 21 19 17 16 16


9

EUROPA

EXTRATIME - 22 GENNAIO 2013

OLANDA

GRECIA

EUROPA

MAI TANTI STRANIERI: SONO IL 36,1%

L’AZ USA JOZY ECCO IL BOMBER

BYE BYE JARDIM ADDIO DA LEADER

Dopo 3 stagioni da riserva in Europa, l’americano Altidore è finalmente esploso ad Alkmaar. Dove ha siglato 18 gol (di cui 14 in Eredivisie, sabato una tripletta), dopo i 19 dell’anno scorso

Primo a +10, imbattuto, miglior attacco e difesa. All’Olympiacos non basta: esonerato il tecnico portoghese, che portò il Braga in Champions e ha lasciato il presidente fuori dallo spogliatoio

io, Marbella, Bangkok: i top club olandesi hanno salutato il nuovo anno al caldo. Ajax a parte, gli altri sono ancora in vacanza, visto che tra le prime 5 della Eredivisie solo gli ajacidi sono ripartiti con la vittoria. 3-0 al Feyenoord grazie alla doppietta di Fischer (assist di Eriksen e svarione dell’ormai bollito Mathijsen) e alla punizione di Eriksen - terzo gol consecutivo per lui nel Klassieker, l’ultimo ajacide a riuscirci fu Kluivert tra il ’96 e il ’97. Gli uomini di De Boer sono un’orchestra: non hanno un bomber (il migliore è Siem de Jong con 7 reti) ma sono andati in gol con 15 uomini.

R

One man show Se ad Amsterdam si può fare a meno degli one-man-band, altrove questi rimangono indispensabili. Per esempio ad Alkmaar, dove l’americano Jozy Altidore si è diviso con Fischer la copertina del 19˚ turno schiantando il Vitesse con una tripletta. Una boccata di puro ossigeno per un Az alle prese con una stagione «un po’ così» (parole del tecnico Verbeek), di quelle che se non stai attento finisci con il trovarti impantanato tra le sabbie mobili della zona retrocessione e, non avendo dimestichezza con l’ambiente, vai a fondo. Perché l’Az, che un anno fa a gennaio veleggiava ai vertici della Eredivisie, non è certo squadra da play-out. Ci ha pensato Altidore a ribadirlo con la sua seconda tripletta stagionale, che ha interrotto un digiuno casalingo di gol della squadra di oltre 5 ore di gioco. Da flop di mercato a salvatore della patria: in un anno è cambiato tutto per questo ragazzone di origini haitiane. Alkmaar per lui rappresentava l’ultima chance dopo tre fallimenti (Spagna col Villarreal di Rossi di cui è molto amico, Inghilterra con l’Hull, Turchia col Bursaspor) in serie, eppure nonostante i 15 gol della passata stagione le critiche avevano superato gli elogi. Avulso dalla manovra, tecnicamente modesto, scarso agonismo; Jozy ha incassato senza perdere l’ottimismo. «Negli Usa ero un pesce grande in una vasca piccola, in Europa sono un pesce piccolo nell’oceano: per imparare si deve sbagliare,

CLASSIFICA

ATENE

SQUADRA

TWENTE PSV AJAX FEYENOORD VITESSE UTRECHT DEN HAAG NEC RKC WAALWIJK HERACLES AZ ALKMAAR GRONINGEN ZWOLLE HEERENVEEN RODA NAC BREDA VVV VENLO WILLEM II

PT

G

V

41 40 40 37 35 33 24 24 23 23 21 20 18 18 18 17 15 13

19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19

12 13 11 11 10 9 5 6 5 5 5 5 4 4 4 4 3 2

N

P

F

S

5 1 7 4 5 6 9 6 8 8 6 5 6 6 6 5 6 7

2 5 1 4 4 4 5 7 6 6 8 9 9 9 9 10 10 10

35 61 45 37 35 26 31 24 24 36 27 18 20 27 24 16 22 17

14 21 20 26 22 19 30 32 22 35 33 30 30 39 37 37 39 39

Da 5 ª a 8ª spareggi per il 30 posto in Europa L.

19a giornata PSV

1-3

HEERENVEEN

0-1

HERACLES

NAC BREDA

1-0

VVV VENLO

TWENTE

0-0

RKC WAALWIJK

AZ ALKMAAR

4-1

MATAVZ 42’ pt

BOTTEGHIN 46’ st

ALTIDORE 10’,19’,32’ st BEERENS 17’ st

GRONINGEN

0-2

ZWOLLE

BENSON 25’pt; 9’ st PLUIM 18’ st

EVERTON 1’ pt

VITESSE

KAKUTA 38’ st

UTRECHT

GERNDT rig.10’ st VAN DER HOORN 20’ st

AJAX

3-0

FEYENOORD

WILLEM II

1-1

DEN HAAG

RODA

2-0

NEC

FISCHER 7’,40’ pt ERIKSEN 17’ st

MULDER 34’ st

MALKI 1’ pt LEBEDYNSKI 23’ st

JANSEN 20’ pt

Prossimo turno 25 gennaio: Vvv Venlo-Az Alkmaar. 26 gennaio: Zwolle-Heerenveen, Den Haag-Roda, Rkc Waalwijk-Nac Breda, Heracles-Psv. 27 gennaio: Vitesse-Ajax, Feyenoord-Twente, Utrecht-Willem II, NecGroningen

per crescere si deve cadere». E Altidore è cresciuto: movenze, intelligenza tattica, personalità. Doppietta in casa dell’Ajax al prima turno, 3 gol al Roda nonostante gambe e testa fossero appesantite dal jet-lag (Alkmaar-Ohio e ritorno in 5 giorni, per la nazionale), a segno in tutti i turni di coppa d’Olanda (martedì prossimo l’Az disputerà i quarti col Den Bosch). Oggi dei 27 gol realizzati dall’Az, 14 portano la firma di Altidore. Peccato abbia scelto la stagione sbagliata per esplodere, con la squadra indebolita da mercato (4 i titolari partiti tra gennaio e luglio 2012) e infortuni. Ma ad un Az che in 3 anni ha trasformato un «rosso» di 15 milioni in un attivo di 1,5, una stagione un po’ così la si può pure concedere. A.C.

JOZY ALTIDORE, 23 ANNI, PUNTA DELL’AZ (AFP)

ALESSANDRO MERCHIORI 5RIPRODUZIONE RISERVATA

a un certo punto di vista potrebbe sembrare un paradosso esonerare un allenatore imbattuto dopo 17 giornate, con 14 vittorie e 3 pareggi, il miglior attacco (39 gol) e la miglior difesa (10) di Grecia, a +10 dalla seconda (Paok Salonicco), addirittura a +24 dagli eterni rivali del Panathinaikos. Senza contare i 3 successi in Champions che sono valsi comunque il passaggio almeno in Europa League (a febbraio contro il Levante). Evidentemente però all’Olympiacos la vedono diversamente e dopo soli sette mesi hanno dato il benservito al loro allenatore, Leonardo Jardim, 28 anni, portoghese di Madeira ma nato in Venezuela, in una città dal nome, nel calcio, vincente: Barcellona. E dire che il tecnico del miracolo Braga - l’anno scorso 13 vittorie consecutive in campionato, con qualificazione ai preliminari di Champions League - era stato paragonato agli illustri colleghi e connazionali Mourinho e Villas Boas. Jardim peraltro non è l’unico allenatore cacciato da imbattuto dall’Olympiacos: sotto la presidenza di Kokkalis avevano avuto negli anni 2000 lo stesso destino Mantzourakis, Alefantos e Ketsbaia, anche loro tecnici per brevi periodi.

D

Tifosi annoiati Dietro l’esonero però questa volta si nascondono ragioni diplomatiche, che riguardano la gestione dello spogliatoio, i rapporti con i giocatori (soprattutto quelli come l’ex romanista Leandro Greco, mandato a volte in panchina o in tribuna) e con la dirigenza, in primis col presidente Marinakis. Un presidente che, secondo alcune testate, sarebbe stato chiuso fuori dallo spogliatoio per non permettergli di influenzare le scelte di formazione. Infine, ha pesato un certo scontento dei tifosi per il suo gioco all’inglese, fatto di cross e palloni in mischia più che di

CLASSIFICA SQUADRA

OLYMPIACOS P. PAOK ASTERAS T. ATROMITOS LEVADIAKOS PAS IOANNINA OFI CRETA PANATHINAIKOS* PANTHRAKIKOS PANIONIOS XANTHI PLATANIAS ARIS AEK ATENE VERIA KERKYRA

PT

G

V

48 35 34 32 27 23 23 22 22 22 19 18 17 16 16 13

18 18 18 18 18 18 18 18 18 18 18 18 18 18 18 18

15 10 10 8 8 6 6 5 6 7 4 4 3 4 3 2

N

3 5 4 8 3 5 5 9 4 1 7 6 8 4 7 7

P

F

S

0 3 4 2 7 7 7 4 8 10 7 8 7 10 8 9

41 25 24 18 15 16 20 18 19 20 14 15 15 14 12 7

10 11 11 12 15 17 22 18 22 25 17 21 26 21 23 22

Dalla 2 ª alla 5ª spareggiano per i preliminari di Champions (1 posto) e l’Europa League (2 posti). * Panathinaikos 2 punti di penalizzazione.

OFI CRETA

2-1

PANIONIOS

PANATHINAIKOS

1-1

PANTHRAKIKOS

ASTERAS T.

1-0

PAOK

ATROMITOS

1-0

PLATANIAS

OLYMPIACOS P.

2-0

PAS IOANNINA

XANTHI

0-0

KERKYRA

ARIS

1-1

VERIA

1-2

LAMBROPOULOS 43’ pt PEROGAMVRAKIS 2’ st

A

questo, la Madonna Nera per i polacchi è una sorta di regina spirituale del Paese. Meta di ricorrenti pellegrinaggi per l’Assunzione, recentemente il santuario ha ospitato un altro genere di pellegrini: gli ultrà che da oltre un anno hanno ingaggiato un duello col primo ministro Donald Tusk - peraltro gran tifoso e lui stesso praticante - che sta provando a dare un giro di vite per sconfiggere la violenza nel calcio. Questo ha avvicinato gli hooligan polacchi ai partiti di opposizione e alle organizzazioni della destra nazionali-

LA MADONNA NERA DI CZESTOCHOWA (AP)

CENSURA UEFA AJAX MULTATA PER... DISSENSO

TOCHE’ 29’ st

XIMO NAVARRO 24’ pt

BRITO 38’ pt

DJEBBOUR 47’ pt ABDOUN 23’ st

AGANZO 39’ st

MACHAIRAS aut.41’ st

ARAVIDIS 43’ st

PAPADOPOULOS 40’ st

AEK ATENE

PETROPOULOS 51’ st

LEVADIAKOS

LISGARAS 18’ pt VASILIOU 46’ st

Prossimo turno 26 gennaio: Panionios-Levadiakos, Panthrakikos-Olympiacos P., Aek Atene-Ofi Creta. 27 gennaio: Pas Ioannina-Veria, Platanias-Asteras T., Paok-Xanthi, AtromitosPanathinaikos. 28 gennaio: Kerkyra-Aris

estetica. Per il dopo Jardim, l’Olympiacos potrebbe tornare a pescare in Spagna, come ha fatto nel 2010 quando al Pireo sbarcò di nuovo Valverde, oggi al Valencia: il successore dovrebbe essere uno tra Michel (appena esonerato dal Siviglia), José Luis Oltra (cacciato meno di un mese fa dal Depor) e Gregorio Manzano (ex Atletico Madrid), che non sarebbero scelte economiche. Per ora, però, nessuna fretta: contro il Pas Ioannina ha allenato Nikopolidis, ex portiere della nazionale greca, e l’Olympiacos ha vinto con un netto 2-0. Per la felicità dei tifosi (ri)accorsi sugli spalti del Karaiskakis, negli ultimi tempi semideserto.

LEONARDO JARDIM, 38 ANNI (AFP)

ZIBÌ E LA MADONNA NERA CON GLI ULTRÀ Czestochowa sorge uno dei più importanti santuari non solo della Polonia ma, dai tempi di Giovanni Paolo II, anche di tutto il mondo cattolico. Qui viene conservata, dalla metà del Quattrocento, l’icona della Madonna Nera, che ha acquisito particolare significato nelle lotte contro gli invasori: nel Seicento il santuario resistette all’assedio dei protestanti svedesi, nell’Ottocento all’occupazione russa, durante la II Guerra Mondiale a quella nazista come ai sovietici nel corso della guerra fredda. Per tutto

OLANDA

18a giornata

POLONIA

Migliaia di hooligan al santuario di Czestochowa inneggiano contro il governo per le misure anti violenza. E il federpresidente Boniek propone una sanatoria

RR (s.m.) Secondo l'European Football Observatory, la percentuale di stranieri nelle 31 leghe europee non è mai stata così alta: 36,1% (44,3% relativamente ai soli attaccanti). La Premier League è il campionato più cosmopolita (55,1%), solo quello cipriota lo supera. Sopra il 50% anche Portogallo, Belgio, Italia e Turchia. Il Brasile rimane il primo Paese esportatore (515), crescono Spagna (da 34 a 148), Portogallo (da 41 a 171) e Francia (da 245 a 269).

sta. A Czestochowa fra tifosi normali e ultrà erano migliaia, nonostante più della pace che ispira il luogo qualcuno ha preferito evocare lo scontro violento, e in effetti era stridente il contrasto fra l’intento della manifestazione religiosa e gli slogan contro il governo che ha adottato la linea dura. La scommessa proibita A complicare la situazione ci si è messo il nuovo presidente della Federcalcio Zibi Boniek, che con un pizzico di propagandismo ha fatto proposte non troppo gradite al governo. Tra queste, l'idea di cancellare il divieto alle trasferte organizzate e le penalizzazioni inflitte a molti

club per l’indisciplina dei loro sostenitori. Un’idea che è sicuramente piaciuta a tifosi e società, ma non tanto al ministro dello sport, la signora Joanna Mucha. Sullo sfondo c’è una polemica fra il governo e Boniek, accusato di fare pubblicità a un bookmaker mentre in Polonia le scommesse sono vietate in base a una legge voluta proprio da Tusk. E anche se Boniek ha correttamente fatto notare che è tutto legale, perché fa da testimonial in Italia da cittadino italiano che paga lì le tasse, la stampa polacca ha messo in rilievo questo fatto, ritenendolo quantomeno inopportuno da parte del presidente federale. STEFAN BIELANSKI

LO STRISCIONE ESPOSTO COL CITY

RR (s.s.) L'Uefa ha inflitto 10mila di euro di multa all'Ajax per il comportamento dei propri tifosi che, in occasione della gara col Manchester City in Champions del 24 ottobre, avevano esposto una coreografia considerata «offensiva e inappropriata» (tra i vari striscioni, anche un «fuck you» all’indirizzo dei club di proprietà araba). I tifosi avevano disegnato uno sceicco con in mano una borsa piena di soldi e la scritta: «Contro il calcio moderno».

TURCHIA

VLEMINCKX NE FA QUATTRO ALL’ESORDIO RR Il trasferimento top del mercato invernale? Facile, è Bjorn Vleminckx, 27 anni, biondone belga mandato in prestito dal Bruges al Genclerbirligi, Serie A turca. All’esordio, in casa dell’Antalyaspor, Vleminckx ha segnato 4 gol, decisivi per il 3-5 finale. Particolari: Vleminckx da agosto a gennaio aveva fatto solo 3 gol col Bruges ma col Nec, in Olanda, nel 2010-11 aveva chiuso a 23 (capocannoniere). E domenica ha influito sul 5˚ gol, autorete di un difensore che voleva anticiparlo.

FRANCIA

IL TAS CONTRO LA FIFA: 16ENNE PUÒ GIOCARE RR (a.g.) Era diventato un caso al limite della discriminazione, calcistica. Ormai però Valentin Vada, 16 anni, può essere tesserato dal Bordeaux. Il giovane prodigio argentino con passaporto italiano era stato prelevato due anni e mezzo fa dal Proyecto Crecer, club satellite del Bordeaux, ma per la Fifa era troppo giovane e gli vietava pure di giocare con le giovanili. Il secondo ricorso al Tas ha dato ragione al Bordeaux e ora Vada, seguito pure dal Real, può esprimersi non solo in amichevole.


10

MONDO

EXTRATIME - 22 GENNAIO 2013

c’erano telefoni né elettricità, si viaggiava su auto scassate, non avevamo i bus per la nazionale né delle attrezzature decenti, si dormiva nelle scuole, senza confort, senza acqua, si mangiava nei mercati dei villaggi». Così nel 2006 Le Roy se ne va in Ghana e due anni dopo in casa conquista un prestigioso 3˚ posto. «Sono tornato a Kinshasa perché dopo 3 coppe d’Africa senza la Repubblica Democratica del Congo il presidente della Repubblica Joseph Kabila mi ha chiesto di dargli una mano per qualificarci», ha spiegato lo Stregone bianco. E ovviamente c’è riuscito.

LA SITUAZIONE

IERI PAREGGI PER NIGERIA E ZAMBIA Girone A

Sudafrica-Capo Verde Angola-Marocco Sudafrica-Angola Marocco-Capo Verde Capo Verde-Angola Marocco-Sudafrica PT G 1 1 1 1 1 1 1 1

V N P 0 1 0 0 1 0 0 1 0 0 1 0

F 0 0 0 0

«Algeria mia favorita» In carriera Le Roy ha disputato anche due coppe con il Senegal nel 1990 (4˚) e nel 1992 (k.o. ai quarti). «Quella col Se-

S 0 0 0 0

l

CAPO VERDE ANGOLA MAROCCO SUDAFRICA

0-0 0-0 23/1 23/1 27/1 27/1

Girone B

Ghana-Rd Congo Mali-Niger Ghana-Mali Niger-Rd Congo Niger-Ghana Rd Congo-Mali MALI GHANA RD CONGO NIGER

2-2 1-0 24/1 24/1 28/1 28/1 PT G 3 1 1 1 1 1 0 1

V N P 1 0 0 0 1 0 0 1 0 0 0 1

F 1 2 2 0

S 0 2 2 1

DA SIN., I CONGOLESI DIEUMERCI MBOKANI, YOUSSOUF MULUMBU, DEO KANDA MUKOK E KASUSULA KIRISHO. NEL RIQUADRO, IL C.T. CLAUDE LE ROY, 64 ANNI (AP)

Girone C

Zambia-Etiopia Nigeria-B. Faso Zambia-Nigeria B. Faso-Etiopia B. Faso-Zambia Etiopia-Nigeria ETIOPIA NIGERIA B. FASO ZAMBIA

1-1 1-1 25/1 25/1 29/1 29/1 PT G 1 1 1 1 1 1 1 1

V N P 0 1 0 0 1 0 0 1 0 0 1 0

F 1 1 1 1

S 1 1 1 1

Girone D

C. D’Avorio-Togo Tunisia-Algeria C. D’Avorio-Tunisia Algeria-Togo Algeria-C. D’Avorio Togo-Tunisia ALGERIA C. D’AVORIO TOGO TUNISIA

oggi oggi 26/1 26/1 30/1 30/1 PT G 0 0 0 0 0 0 0 0

V N P 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0

F 0 0 0 0

S 0 0 0 0

RR Classico format per la Coppa d’Africa. Ai quarti di finale si qualificano le prime due di ogni girone: in caso di arrivo a pari punti, contano gli scontri diretti. La prima del gruppo A incontra la seconda del gruppo B, la seconda del gruppo A incontra la prima del gruppo B. Stessi incroci per i gruppi C e D. La vincente della sfida 1A-2B incontrerà in semifinale la vincente della sfida 1D-2C. La finale sarà a Johannesburg domenica 10 febbraio.

COPPA DEL GOLFO

GLI EMIRATI IN FINALE BATTONO L’IRAQ RR Gli Emiratio Arabi hanno vinto la Coppa del Golfo battendo nella finale in Bahrain l’Iraq 2-1: all’1-0 di Abdulrahman ha replicato l’iracheno Younis Mahmoud, con il gol decisivo di Ismaeel Al Hammadi al 2’ del secondo tempo supplementare. Terzo si è classificato il Kuwait che nella finale di consolazione ha superato 6-1 il Bahrain.

COPPA D’AFRICA 2013

LO STREGONE BIANCO CHE AMA L’AFRICA Le Roy, c.t. del Congo RD, è alla 7ª coppa con 4 nazionali. Il padre sostenne l’indipendenza «e mia figlia ha sposato un oppositore» IACOPO IANDIORIO 5RIPRODUZIONE RISERVATA

o chiamano lo Stregone bianco. E lui ama giocarci su questo soprannome. Claude Le Roy, 65 anni il prossimo 6 febbraio, c.t. del Congo RD (l’ex Zaire), in questa 29ª coppa d’Africa è il tecnico più anziano, quello che vanta anche più partecipazioni (ben 7 con questa edizione) e

L

soprattutto è l’unico, fra i presenti, ad averne vinta una, col Camerun nel 1988 (oltre a una finale nell’86 sempre con i Leoni Indomabili, persa ai rigori coi padroni di casa dell’Egitto). Una manifestazione, questa, che fra l’altro deciderà anche se sono più vincenti i tecnici autoctoni o gli stranieri: finora il risultato è 14 pari. L’appello di Kabila La storia dello Stregone bianco risale proprio alla sua prima esperienza africana, in Ca-

merun nel 1985, alla conferenza stampa di presentazione: «Mi chiesero che ne pensassi dei vari santoni e fattucchiere locali. Risposi che provengo da una zona vicino alla Bretagna e il primo stregone dell’umanità è stato Mago Merlino, un bretone appunto». È dal dicembre 1971 che Le Roy ama l’Africa, da quando vi andò per un’amichevole fra l’Ajaccio, dove allora giocava da centrocampista, e il Congo francese (quello con Brazzaville capitale). Un amore però na-

RR (a.l.) Sabato è atteso il verdetto per il massacro di Port Said, dove lo scorso 1 febbraio vennero uccisi 72 tifosi dell’Al Ahly: 75 gli imputati, fra cui diversi funzionari pubblici. I muri del Cairo sono ricoperti dalla scritta «giustizia o caos». Se la sentenza non li soddisferà, gli ultrà dell’Al Ahly vogliono impedire la ripresa del campionato, il 2 febbraio.

negal è stata un’avventura indimenticabile. Feci degli stage con Henry Michel e Ivica Osim, andavamo in giro per il Paese in bus con la nazionale a sfidare selezioni locali per scoprire nuovi talenti. I miei figli hanno fatto le scuole in Camerun e Senegal e sono venuti su benissimo. E mia figlia ha sposato Fedel Barro, giornalista, fra i leader dell’opposizione al regime e del movimento Y en a marre e stanno per avere un figlio. Quando si viene a lavorare in Africa è importante conoscere la cultura del posto: le lotte d’indipendenza, la cultura bantu, l’ovest anglofono, il napalm che i francesi usarono in Camerun, ben prima degli americani». Oggi Le Roy non punta al titolo: «Sono tre le favorite: a sorpresa dico l’Algeria di Halilhodzic, ottimi giocatori e organizzazione, la Costa d’Avorio ovviamente e il Ghana». Che il suo Congo ha appena affrontato. Lo Stregone bianco si dice soddisfatto del pareggio in rimonta (2-2 domenica). E in cuor suo di certo aspira ad essere il primo non africano a vincer la coppa due volte.

VIETNAM

NO U FC: 4 SCARPONI SPAVENTANO IL DRAGONE Un club di amatori nazionalisti (FC sta per Fuck China) imbarazza Hanoi col potente vicino per un confine conteso ANDREA LUCHETTA 5RIPRODUZIONE RISERVATA

EGITTO

SABATO IL VERDETTO PER PORT SAID

to in famiglia. Il papà di Le Roy, partigiano antinazista, era sostenitore dell’indipendenza dell’Algeria dalla Francia, membro del Partito Comunista (fino all’invasione di Praga nel 1968) e sostenitore di Patrice Lumumba, il padre dell’indipendenza del Congo belga. Proprio lo Stato la cui nazionale oggi si trova a guidare. E non è la prima volta. In Congo Le Roy c’è stato da c.t. già nel 2004-06, portando i Leopardi ai quarti di finale nel 2006. «In ufficio allora non

Per lavorare qui devi conoscere cultura e storia locali: i bantu, le lotte, il napalm francese...

a missione della «No U FC» di Hanoi, capitale del VietL nam, ruota tutta intorno al nome. «FC» sta per Football Club, ma secondo i più maliziosi si sposa alla perfezione con «Fuck China». Vasto programma per una squadretta amatoriale. Malgrado l’affinità politica, i rapporti fra Cina e Vietnam sono all’insegna di un pessimo sangue ben radicato nella storia. L’ascesa della «No U FC» s’inquadra nel contesto dell’ultimo contenzioso. Il Mar Cinese Meridionale celerebbe giaci-

menti di petrolio secondi solo all’Arabia e riserve di gas pari a quelle del Qatar. Fossero anche esagerazioni, la presenza di idrocarburi è accertata, mentre un terzo delle rotte commerciali di tutto il globo incrocia per

quelle acque. Vietnam, Filippine, Brunei e Malesia hanno avanzato rivendicazioni a vario titolo, contando sul tacito supporto degli Stati Uniti. Pechino, più semplicemente, ha tracciato una linea a forma di U in

base a cui incasserebbe tutta la posta. Una soluzione che non va molto a genio ai nazional-pallonari della «No U FC». Minacce e licenziamenti «Abbiamo creato la squadra perché in Vietnam sono vietate le manifestazioni anticinesi spiega a Extra Time un giocatore che chiede di restare anonimo -. Avevamo bisogno di restare in contatto. La domenica pomeriggio giochiamo fra noi, durante la settimana organizziamo un’amichevole. Siamo più di un centinaio, fra i 14 e i 58 anni, e abbiamo pure dei tifosi». Liberi di cantare i propri slogan? «Beh, è difficile... La polizia ci segue. A ogni partita vediamo degli sconosciuti. I più giovani sono minacciati di espulsione dalla scuola o dall’università. Le forze di sicurezza fanno pressione su genitori e insegnanti». L’agenzia Reuters riferisce anche di numerosi licenziamenti subiti dai giocatori, abituati a entrare e uscire di prigione come il più incallito degli spacciatori. Il paradosso è tutto qui: i compagni di Hanoi si trovano fra il martello e l’incudine, ingolositi dalle ricchezze sottomarine ma preoccupati di non irritare Pechino. Nel 2011 il Vietnam ha investito 1,8 mi-

liardi di euro per la difesa; la Cina 107, e il varo della sua prima portaerei, a settembre, ha ribadito l’ovvio. Ma soprattutto Hanoi dipende economicamente da Pechino. Per dirla col ricercatore Le Hong Hiep, «se la Cina dovesse interrompere il commercio, il danno per il Vietnam sarebbe immenso». Il monito di Pechino C’è ancora una ragione che spinge Hanoi a controllare la «No U FC». Memore della parabola di molti Paesi del blocco comunista, il governo teme che le rivendicazioni nazionaliste gettino il seme per una dissidenza più strutturata. Ecco quindi che un gruppo di attivisti scarponi si trasforma in una minaccia. Il Global Times, il tabloid più ortodosso di Pechino, irride i dissidenti in pantaloncini. «Almeno hanno scelto accuratamente il punto debole della Cina: il calcio». La chiusa dell’articolo tocca una corda sensibile per la nomenklatura vietnamita: «Hanoi deve gestire in modo appropriato le emozioni nazionaliste a casa sua. Altrimenti potrebbe scoprire che una fortissima pressione interna costituisce un pericolo ben più imminente di un conflitto con la Cina».


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MONDO

EXTRATIME - 22 GENNAIO 2013

SUDAMERICANO UNDER 20

DA DESTRA, JHON CORDOBA, BRAYAN PEREA E HEILBELTON PALACIOS (AFP)

COLOMBIA FORMULA1 A BENZINA VERDE

LIBERTADORES

PRELIMINARE CON TIGRE E SAN PAOLO RR (a.s.) Stanotte comincia l’andata del preliminare di Libertadores: 6 sfide di andata e ritorno per decidere le ultime 6 qualificate agli otto gironi da quattro. Oggi: Tigre (Arg)-Deportivo Anzoategui (Ven), Leon (Mes)-Deportes Iquique (Cil). Domani notte: Ldu Quito (Ecu)-Gremio (Bra), San Paolo (Bra)-Bolivar (Bol). Giovedì notte: Defensor Sporting (Uru)-Olimpia Asuncion (Par), Deportes Tolima (Col)-Univ. Cesar Vallejo (Perù).

I cafeteros tra i favoriti al Sub 20 con Palomeque, Nieto e Balanta, che giocano nella città del petrolio

BRASILE CARLO PIZZIGONI 5RIPRODUZIONE RISERVATA

è un carburante di prima qualità nel motore della Colombia Under 20 che molto bene si sta comportando nel campionato sudamericano di categoria, in Argentina. Il petrolio abbonda nel vicino Venezuela, ma anche in Colombia esistono discrete riserve. «El Puerto Petrolero» della nazione che produce il miglior caffè del mondo nasce attorno a Barrancabermeja: quando l’industria di Stato Ecopetrol ha deciso di costruire infrastrutture, nel lontano 1951, lì non c’era molto. Oggi in città vivono più di 200.000 persone. Ma in Colombia non si può stare senza futbol. E dopo alcune esperienze negative, a Barrancabermeja, nasce nel 1991 il club dell’Alianza Petrolera. Al termine di questa stagione, la società giallonera viene promossa in Serie A, battendo nella sfida decisiva la gloriosa, ma decaduta, America di Cali, una delle squadre con più tifosi del Paese. Merito delle giocate dei tanti giovani dell’Alianza, che stanno brillando anche nel Sudamericano Under 20: l’esterno Cristian Palomeque (autore del gol promozione in A), il centrocampista Juan Pablo Nieto, già in gol con Bolivia ed Ecuador, e il difensore centrale Deivy Balanta. Questi tre ragazzi, tutti formati dall’ottima

C’

ZIZAO ACCENDE I CAMPIONATI STATALI

scuola del Nacional di Medellin, a Barrancabermeja sono giunti in prestito, dato che il proprietario del club celebre per l’Intercontinentale contro il Milan di Sacchi è lo stesso dell’Alianza Petrolera: la Postobon, il colosso industriale delle bibite, di Carlos Ardila Lülle, uomo d’affari padrone di mezza Colombia, compresa la rete televisiva RCN.

RR (m.can.) L’inizio dei campionati statali non ha visto in campo Pato né i titolari del Corinthians campione del mondo, che con le riserve non è andato oltre l’1-1 sul campo del Paulista. A deliziare i tifosi ci ha però pensato il cinese Zizao, per la prima volta titolare e autore dello splendido assist per Giovanni. Pareggia anche il Palmeiras, mentre vince il Santos (2 gol di Neymar). A Rio, successi di Flamengo, Vasco, Flu e Botafogo.

Perea&Nieto a Udine Nella selezione cafetera che sta brillando nel Sub 20 in Argentina, però, l’uomo chiave è il «pescarese» Juan Ferdinando Quintero, che è cresciuto nella meravigliosa scuola cal-

o Quintero guida, ma vanno forte anche Cordoba e Borja, i bomber della squadra cio dell’Envigado ma si è fatto le ossa, lui pure, nel Nacional di Medellin. Poi la scelta di prendere quell’aereo che l’ha portato in Abruzzo e presto gli farà indossare la maglia di qualche prestigioso club, in Italia o in Europa. Le giocate di Quintero accendono il reparto offensivo, formato da gente di talento: il centravanti del Deportivo Cali, Brayan Perea, proprio come Nieto, è stato bloccato dall’Udinese. Molto interessanti anche Mauricio

Cuero dell’Equidad, Jhon Cordoba, che gioca in Messico, e Miguel Borja del Cortuluà, questi ultimi due già a 3 gol nella classifica marcatori del Sub 20. E tra i giocatori d’attacco manca Andres Renteria, il protagonista della promozione dell’Alianza Petrolera (capocannoniere in B), di recente acquistato da una delle squadre più potenti del Messico, il Santos Laguna. Come James e Muriel La Colombia, insomma, è una delle favorite del Sub 20, soprattutto dopo l’eliminazione di Brasile e Argentina. E nel Paese si crede molto al potenziale di questa squadra, più volte paragonata a livello di talento puro a quella della classe 1991, che ha giocato il Mondiale Under 20 in casa, un paio di anni fa. In quella squadra

c’erano, solo per fare due nomi, Luis Muriel dell’Udinese e James Rodriguez del Porto. Ma anche due ragazzi sotto età che rappresentano gli uomini di esperienza quest’anno in Argentina: il portiere Cristian Bonilla, piaciuto tantissimo al Manchester City, e il centrocampista di interdizione Sebastian Perez, protagonista con il Nacional di Medellin anche di una buonissima prima parte di Libertadores. L’obiettivo minimo della Colombia è entrare tra le prime quattro per centrare la qualificazione al prossimo Mondiale di categoria in Turchia (giugno-luglio 2013), segno evidente che la benzina giovane di Colombia è di qualità superiore: i cacciatori di giovani talenti che stanno rastrellando tutto il Paese se ne sono finalmente accorti.

URUGUAY

NICO LOPEZ-GOL IN TESTA ANCHE L’URUGUAY

SOSPESA OGNI ATTIVITÀ PER VIOLENZA

S.AMERICANO U20

RR (a.s.) «È necessario un periodo di riflessione, perché il calcio non può più essere motivo di violenza». Così la Federazione uruguaiana ha motivato la decisione di sospendere ogni attività calcistica per 10 giorni dopo gli incidenti nell’amichevole tra Peñarol e Nacional di mercoledì, quando il portiere Bava è stato arrestato per un pugno a un poliziotto che sedava la rissa scoppiata al 90’. Fuori un tifoso è stato ferito da un colpo di pistola.

Girone Finale 1a giornata

Cile-Paraguay Perù-Uruguay Colombia-Ecuador

1-3 1-3 2-1

2a giornata

Cile-Ecuador Perù-Paraguay Colombia-Uruguay

23/1 23/1 24/1

Cile-Uruaguay Perù- Colombia Paraguay-Ecuador a

27/1 27/1 28/1

Cile-Colombia Perù-Ecuador Paraguay-Uruguay

30/1 30/1 31/1

3a giornata

4 giornata

5a giornata

Cile-Perù Colombia-Paraguay Uruguay-Ecuador

URUGUAY PARAGUAY COLOMBIA ECUADOR CILE PERÙ

PT G 3 1 3 1 3 1 0 1 0 1 0 1

3/2 3/2 4/2 V 1 1 1 0 0 0

N 0 0 0 0 0 0

P 0 0 0 1 1 1

F 3 3 2 1 1 1

S 1 1 1 2 3 3

MESSICO

IL MAESTRO ANTITITULO E L’ALLIEVO SENZA PIETÀ to 1992-93, a sua volta primo e unico titolo da tecnico di club per La Volpe. Da allora il Messico si è diviso tra sostenitori del Lavolpismo, filosofia di gioco offensivo basata su difesa a 3 e gran ritmo, e suoi detrattori, per i quali non è altro che uno stile antititulos, perdente. Le idee di La Volpe, terzo portiere dell’Argentina campione del mondo nel 1978, sono state apprezzate nella sua esperienza dal 2002 al 2006 come c.t. del Messico, con cui ha vinto la Gold Cup 2003 (torneo per nazioni del nord-centro America) e ben figurato alla Confederations 2005 (k.o. in semifinale ai rigori con l’Argentina) e al Mondiale 2006 (ottavi).

È ripresa la Liga. L’America di Herrera ha travolto 4-0 l’Atlante di La Volpe che non vince da 20 anni MASSIMO CALLEGARI 5RIPRODUZIONE RISERVATA

assaggio di consegne sulla rotta Cancun-Città di P Messico. Atlante-America di sabato è stato molto più di uno scontro tra amici, il 60enne argentino Ricardo La Volpe e il 44enne messicano Miguel Herrera. È finita 4-0 per l’«allievo», anche se Herrera non ama definirsi tale. E il suo America, dopo 3 turni del Clausura, è in testa a punteggio pieno, mentre La Volpe è ancora fermo a zero. Il piccolo Herrera da difensore proprio dell’Atlante vinse il campiona-

MIGUEL HERRERA, 44 ANNI, TECNICO DELL’AMERICA (AFP)

Attrazione Pep Dal gioco del Tricolor in Germania rimase impressionato Pep Guardiola, che commentava il Mondiale sul Pais. Colpito dalla capacità di uscire palla al piede dei difensori messi-

cani, raccontò le estenuanti esercitazioni di mezz’ora che La Volpe imponeva ai suoi, interrompendole al minimo errore per farle ripetere sino alla perfezione. Non ci sono invece conferme certe sull’aneddoto riportato da La Volpe: Guardiola, disse l’ex c.t. del Messico, mi chiese un incontro per parlare di calcio, ma io avevo mille impegni, non se ne fece nulla e allora lui andò a trovare Bielsa in Argentina. Psicologo per diletto Dopo il Mondiale tedesco, tuttavia, il Bigotón (il baffone) non ne ha più azzeccata una, gettando da subentrato un campionato già vinto col Boca Juniors (Apertura 2006, gettando al vento 4 punti di vantaggio e perdendo con l’Estudiantes lo spareggio) e fallendo col Velez, e poi in Messico con Monterrey e Atlas, prima di lasciarsi a male parole con i dirigenti federali della Costa Rica (di cui è stato c.t. anche nella Coppa America 2011) e di essere praticamente cacciato dai giocatori del Banfield, che non lo sopportavano più. È per questo, per il suo rapporto sempre al limite con giocatori e stampa, che Miguel Herrera ha preso le distanze da lui:

«Maestri? Ne ho avuti solo a scuola», disse qualche tempo fa il tecnico dell’America, nel club di Città di Messico dal novembre 2011. «Io e La Volpe siamo grandi amici, ma non è il mio maestro. Se fossi come lui, le mie squadre giocherebbero bene ma avrei anche tanti problemi con i miei calciatori, sappiamo lo show che fa nello spogliatoio…». Herrera invece legge manuali di psicologia per conquistare la fiducia dei suoi giocatori, ma fa ancora un po’ fatica a contenersi con arbitri e colleghi. Nella prima giornata di questo Clausura dopo essere stato espulso ha dato del «pagliaccio» all’arbitro, mentre nell’ottobre scorso definì l’allora tecnico dei Chivas, Van’t Schip, «uno alle prime armi», salvo poi uscirne sconfitto per 3-1 nello scontro diretto. Ora la rincorsa al titolo è ricominciata, per lui e per l’America, un’istituzione del calcio messicano (10 titoli) che però non vince dal 2005. Dopo gli inizi in panchina proprio con l’Atlante nel 2002, 2 finali perse col Monterrey e 3 k.o. in semifinale, di cui gli ultimi 2 proprio con l’America, anche Herrera freme per scrollarsi di dosso l’incombente etichetta di allenatore antitulos.

ARGENTINA

ROSARIO BRUCIA CANCELLATO IL DERBY RR (a.seu) Come si temeva, il clasico rosarino ha scatenato l’ennesima battaglia campale, che ha spinto il Ministero della Sicurezza di Santa Fe a cancellare l’incontro a un’ora dall’inizio. Gli incidenti sono scoppiati nei pressi dello stadio del Newell’s, a pochi chilometri da quello del Central dove avrebbe dovuto disputarsi il primo di due derby amichevoli che non si gioca da quasi 3 anni. Tutto è nato da un’imboscata contro le forze dell’ordine (mille gli agenti schierati) dei tifosi del Newell’s, cui le autorità avevano impedito di assistere alla sfida dopo la faida delle ultime settimane: prima il lancio di esplosivi rudimentali contro la sede del Central, poi altri due attacchi incendiari contro due locali sempre del Central, fino ai due incendi appiccati nei negozi ufficiali del Newell’s. Il bilancio è di due feriti con colpi d’arma da fuoco, un tifoso e un poliziotto (quest’ultimo in gravi condizioni) e di una decina di arresti. La cancellazione dell’incontro ha inoltre scatenato la furia degli oltre 20 mila in attesa dentro lo stadio del Central, che hanno invaso campo e spogliatoi.


12

EXTRA FUN

EXTRATIME - 22 GENNAIO 2013

RR Avete presente il bacio di Casillas a una Carbonero più imbarazzata di un nudista alla corte del re? Un anno dopo stessa scena in Argentina: Boca campione, Cvitanich dopo un’intervista si lancia in un accenno di slinguata con la qui presente Cecilia Bonelli, inviata di Fox Sports e sua fidanzata. Chechu però non è solo giornalista: è pure attrice e modella, e farebbe opera buona lo scienziato che le prelevasse un filamento di DNA nei dintorni del tanga per consentire poi la riproduzione in vitro ai posteri di tal magnificenza. Ogni tanto i gossippari ritirano fuori la storia di Cvita che non volle Yacob al Boca perché si vociferava che lei fosse pazza di lui («Non se la prenda con me, è lei che mi tempesta di sms», fece l’altro), ma pare acqua passata. Ora vivono a Nizza: lui infila gol, lei servizi per Fox.

GERMANIA

AUSTRALIA

ALE E PATRICK DEMPSEY SOCI DI SCUDERIA RR (l.p.) Del Piero mette il turbo, non solo in campo. L’ex attaccante della Juventus, 4 reti sabato contro il Wellington, è entrato nel mondo dei motori in società con l’attore australiano Patrick Dempsey, protagonista del telefilm Grey’s Anatomy, che possiede un team e gareggia nell’American Le Mans Series con le vetture Gt. «Ho avuto la passione per le auto fin da ragazzino. Sono felice per questa opportunità. Il nostro obiettivo sarà provare a vincere dei campionati», ha detto Del Piero. La squadra si chiamerà con il loro nome e ha chiesto anche l’iscrizione alla 24 Ore di Le Mans.

INGHILTERRA

È UNA PROMESSA QUINDI EVITA IL CARCERE

S ZAHIA È stato fissato il 18 giugno il processo a Benzema e Ribery per induzione alla prostituzione di Zahia in quanto minore all’epoca.

S ARABIA Lo spagnolo Juan Ramon Lopez Caro, 49 anni, è il nuovo c.t. dell’Arabia Saudita, di cui era già d.s., al posto dell’esonerato Frank Rijkaard.

S SANDRO Stagione finita per il 23enne centrocampista brasiliano Sandro del Tottenham, operato al crociato dopo l’infortunio col Qpr.

S SPORTING Tremila soci dello Sporting Lisbona hanno chiesto un’assemblea straordinaria per rimuovere il direttivo e indire nuove elezioni.

ARGENTINA

BOCA IN VIOLA, RIVOLTA XENEIZE RR (a.s.) L’iniziativa della marca che fornisce il materiale sportivo al Boca Juniors si è rivelata un clamoroso boomerang, tanto da scatenare l’indignazione dei tifosi xeneize e gli sfottò degli avversari. Pietra dello scandalo, il colore viola della maglia scelta per disputare le amichevoli estive. La protesta dei sostenitori si è subito scatenata sui social network, col risultato che dopo l’amichevole contro il Racing il Boca Juniors è tornato a vestire la tradizionale casacca gialloblù.

RR (s.m.) La galera gli avrebbe forse rovinato la promettente carriera, visto che Kevin Sainte-Luce del Cardiff ha solo 19 anni. Così il giudice Bodfan Jenkins gliel’ha evitata, adducendo proprio questo motivo nella sentenza, malgrado il centrocampista francese fosse colpevole di aggressione ai danni di due donne in un locale: un trattamento di favore negato ad altre categorie. SainteLuce dovrà risarcire le vittime con 1.500 euro, ma i 6 mesi di cella sono diventati 180 ore in comunità e 10 settimane di coprifuoco, anche se il Cardiff sta ancora pensando alla rescissione.

DI CANIO SPALA LA NEVE E LO SWINDON VINCE RR (s.m.) Una volta paga di tasca sua l’ingaggio dei due prestiti. L’altra si arma di pala alla testa di 200 volontari per spalare il campo coperto di neve. Che cosa non fa Paolo Di Canio (foto) per il suo Swindon? «Dobbiamo giocare a tutti i costi, un rinvio con un calendario affollato come il nostro sarebbe un danno serio» e via Twitter ha chiamato a raccolta i tifosi-spalatori per liberare il prato del County Ground e giocare sabato con lo Shrewsbury: è finita 2-0, nel turno di League One (3ª serie inglese) con 6 rinvii per neve. Poi l’allenatore romano ha offerto la pizza a tutti.

INGHILTERRA

ALLENATORE A 8 ANNI «VI PORTO IN PREMIER» RR «Salve, ho visto che avete esonerato Saunders. Mi chiamo Mac Wilson, e ho un piano per portare il Doncaster in Premier in tre anni». Questo, più o meno, l’e-mail che John Ryan, presidente dei Rovers (serie C), ha ricevuto all’indomani del benservito al tecnico. Il problema è che Mac Wilson ha 8 anni. Ryan però non ha scartato la candidatura, ha convocato il pargolo per un colloquio, gli ha fatto conoscere la squadra e l’ha portato con se in tribuna col Leyton Orient. E il Doncaster non ha tradito: 2-0 secco.

S

OLANDA

WEMBLEY La FA ha accettato per 8 milioni di sterline (9,5 milioni di euro) di inserire lo sponsor EE (nuova società di telefonia nata da Orange e T-Mobile) nella denominazione di Wembley.

TORNA DOPO 9 MESI, DÀ PUGNO A VETRATA: K.O.

S RIVALDO A 40 anni, il Pallone d’oro 1999 Rivaldo ha firmato un contratto annuale con il Sao Caetano della serie B.

S CICLISTA Il St.Etienne ha raggiunto la finale di Coppa di Lega e il presidente Rolan Romeyer dovrà mantenere la promessa: da Saint Etienne a Saint Denis (500 km) in bicicletta.

RR (m.v.) Rientrava dopo un’assenza di oltre 9 mesi per infortunio. Ma dopo il k.o. in casa del suo Psv con lo Zwolle (1-3) e un cartellino rosso il difensore Erik Pieters, 24 anni, ha perso la testa e nello spogliatoio per la frustrazione ha dato un pugno a una vetrata che è andata in mille pezzi e gli ha provocato una profonda ferita. Pieters è stato portato in ospedale e il danno all’avambraccio lo terrà lontano dal campo per un altro lungo periodo. Inoltre subirà una punizione da parte del suo club.

BRASILE

MARACANÃ: LICENZIATI DUE OPERAI PRO INDIOS RR (s.s.) Niente da fare per la comunità indigena che da oltre un anno si oppone alla demolizione del Museu do Indio adiacente al Maracanã. Nonostante le manifestazioni di protesta degli indios, il Governo carioca ha infatti confermato che il museo verrà abbattuto per favorire il flusso del traffico attorno allo stadio. La società di costruzioni che si occupa della ristrutturazione del Maracanã ha inoltre deciso di licenziare due operai che avevano preso parte alle manifestazioni degli indios.

S

Tweet DELLA SETTIMANA

di FILIPPO CONTICELLO

UNITED, CHE RISATE IN AEREO TUTTI CON IL PIGIAMA DI BUGS Come sciogliere una beffa nell’ironia: lo United domenica, poco dopo il pari del Tottenham all’ultimo minuto, volava verso Doha per una settimana di caldo e allenamento. Sull’aereo tutti sorridenti e con un look bizzarro: nella foto Anderson ed Evra col pigiama di Bugs Bunny, ma è stato immortalato pure Van Persie. Non si sa il motivo della gag, ma un tweet di Rio Ferdinand racconta qualcosa del viaggio: «Nessuno ha dormito...».

RR

BLACKBURN Palle di neve dei tifosi contro la famiglia Venky, i proprietari indiani del Blackburn, cui viene imputata la retrocessione: Jitendra Desai è stato colpito in piena faccia mentre scendeva dalla limousine all’arrivo a Ewood Park.

S LICENZIATO Wei Di, presidente della federazione cinese, è stato licenziato per gli scarsi risultati ottenuti:

La frase ROMARIO EX PUNTA DEL BRASILE

l

RR «Amo ancora troppo Rafael, vogliamo riprovarci». Sylvie Van der Vaart ha deciso di perdonare il marito e annuncia che torneranno a vivere insieme ad Amburgo, in un nuovo appartamento. Il trequartista olandese e la moglie si erano separati dopo 7 anni di matrimonio per una furiosa lite a Capodanno che aveva visto il giocatore aggredire la consorte. Lo stesso Van der Vaart aveva fatto mea culpa («è stato molto stupido da parte mia, sono un idiota, mi dispiace moltissimo, non sarebbe mai dovuto accadere») confermando la separazione. Ma i due hanno deciso di darsi un’altra chance.

Cecilia

VAN DER VAART TORNA INSIEME A SYLVIE

INGHILTERRA

sms

FOX CHECHU, MEGLIO DELLA CARBONERO

Non credo proprio che andrò agli allenamenti di mio figlio. Non andavo nemmeno ai miei…

Mondovisione LE PARTITE DA NON PERDERE NEI PROSSIMI GIORNI IN TV RESPONSABILE

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DOMENICA 27 GENNAIO

Gazzetta Dello Sport 22-01-2013  

Gazzetta Dello Sport 22-01-2013

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