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Giornale dell’Associazione Culturale Music Secrets - Dicembre 2011

con il patrocinio di

Comune di

GAVIRATE Nuovo appuntamento con Mi Fa Musica, tanti argomenti e novità: una ricca sezione vi informerà sulle manifestazioni a cui Music Secrets ha partecipato con successo negli ultimi mesi, oltre che sulle iniziative delle sedi distaccate di Gazzada Schianno e delle nuove arrivate Treviglio e Turate. In questo numero inoltre troverete non solo consolidate rubriche come Note Legali e Il rumore viola o la nuova nata Rubrikazza, ma anche novità come Riflessioni sulla musica; spazio infine per La voce dei lettori, che offre un divertente e curioso articolo sulle chiavi musicali e una riflessione sull’anniversario di un disco che ha senz’altro segnato la storia più recente della musica. Un’importante novità è la pagina dedicata a Lettere al direttore, opportunità per intraprendere un dialogo diretto con i nostri lettori.

MANIFESTAZIONI & EVENTI

Music Secrets People @ “Abbracciamo il Lago 2011”

Dove eravamo, pagg. 4-5 Sede di Gazzada Schianno, pagg. 6-7 Music Secrets è anche a Treviglio, pagg. 8-9 Dedolor, pagg. 10-11

Riflessioni sulla musica

SEZIONE DIDATTICA

Apriamo con questo numero una serie di brevi articoli sulla storia della musica. Certo, niente di così impegnativo da richiedere decine di pagine, piuttosto alcune riflessioni sulle tappe più significative della musica attraverso i tempi, le condizioni culturali, sociali e magari anche ambientali. Ci sembra interessante, per esempio, confrontare la nostra storia con quella di altri popoli e altri luoghi, cercare di comprenderne le differenze, i significati, la diversa evoluzione. Così come è di sicuro interesse cercare di capire le ragioni e le condizioni che hanno portato, ad esempio, alla nascita del rock o altre forme musicali moderne... Insomma cercheremo di dare un assaggio di diversi argomenti al fine di stimolare culturalmente l’allievo alle prime armi, come anche l’insegnante che desidera contribuire con le proprie considerazioni ed esperienze...

Scelta del microfono, pag. 12 Analisi e composizione, pag. 13 Geometria musicale, pag. 14 Paradiddle nel funky, pag. 15

...prosegue a pag. 17

RUBRICHE Lettere al direttore, pag. 3 Note Legali: il diritto d’autore e la SIAE, pag. 16 Riflessioni sulla musica, pag. 17 Il rumore viola: Guida ai negozi di musica pt.2, pag. 18 La Rubrikazza: Esperienza, pag. 19 La voce dei lettori: Nevermind, l’ultimo terremoto pag. 20 La voce dei lettori: Evoluzione chiavi musicali, pag. 21

GIOCHI & TEMPO LIBERO Let’s play!, pag. 23


di Paolo Anessi

l’editoriale del direttore

TUTTA COLPA DEL SISTEMA?

Cari lettori, nei numeri precedenti ho voluto sollevare qualche polemica circa la fruizione assai veloce e talvolta superficiale della musica negli ultimi anni. E in questo numero non sono da meno, riguardo il modo di ‘fare’ musica moderno. Involontariamente, il progresso ci ha dato la possibilità di accedere a tutte le informazioni che ci servono sempre più rapidamente e senza limiti; ed è anche grazie a questo, che sempre più musicisti sono dediti al mondo delle cover (N.d.A: brani famosi eseguiti o rivisitati) fermandosi talvolta solo a queste. Ogni musicista sa (o dovrebbe sapere) quanto sia importante, per la propria crescita musicale, imparare dai grandi della musica, studiando brani che possano migliorare la tecnica sullo strumento e che facciano crescere il gusto e l’interpretazione personale. Non ci sarebbe nulla di male se, per praticare il proprio hobby, ci si volesse fermare al piacere di riprodurre brani famosi. L’inciampo sta nel fatto che, troppo spesso, i musicisti (inteso come ‘praticanti dello strumento’) sollevino decine di critiche al sistema, che non riconosce e regolamenta il mondo della musica moderna, e ai gestori dei locali, reputandoli senza scrupoli e intenti solo ai loro interessi economici. Ricordo che, in quest’ultimo caso, si parla di esercizi commerciali, che utilizzano l’intrattenimento musicale solo per attirare clienti e vendere più consumazioni: non si tratta, quindi, di enti benefici o di gruppi di filantropi che antepongono la musica a qualsiasi altro interesse economico. E’ bene quindi fare una dovuta riflessione. La cosa inquietante è però sentire come questi musicisti abbiano da ridire anche verso il pubblico, che, a loro dire, sarebbe ormai lobotomizzato e indotto a comprare e ad ascoltare semplicemente tutto ciò che passa il music business (ovvero l’industria discografica). Personalmente credo che ognuno debba fare i conti con se stesso; la musica induce a sognare, ma stare con i piedi per terra non vuol dire necessariamente smettere di sognare. Chi non ha mai immaginato di essere su un palco al fianco (…o al posto!) del proprio beniamino? La cover crea anche questa immagine e ci fa immedesimare in un personaggio che in realtà non siamo. E fin qui ancora niente di male!

Editore: Associazione Culturale Music Secrets Via Armino 5, 21026 Gavirate (Va) – tel/fax 0332 730738 www.musicsecrets.it

DIREZIONE EDITORIALE: Direttore: ................................... Paolo Anessi Capo redattrici:......................... Elisa Luzardi ...................Simona Grasso Tecnico software: ................ Marco Legnani Correttore: ........................ Davide Seravalle Si ringraziano tutti gli Associati Music Secrets che hanno reso possibile la realizzazione di questo giornale.

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Il mondo delle cover è necessario per imparare le canzoni, gestire il suono, salire su un palco e affrontare l’emozione data dal pubblico; nell’assecondare il sistema e infoltire il proprio repertorio di brani, ecco però che blasonate cover band affiancano a grandi successi brani di dubbia qualità e valenza artistica. Sono quindi questi stessi musicisti che assecondano il sistema, rinunciando alla propria espressione artistica e a creare nuova musica. Suonare diventa, quindi, più un business che un’esigenza primaria data dalla nostra passione. Cari musicisti, ma siamo sicuri che tutto questo ‘male della musica’ sia intorno a noi? Credo che la maggior parte di questi ‘praticanti dello strumento’ sia semplicemente in balia degli eventi, come saliti su un treno senza saperne la destinazione… dov’è il pulsante d’arresto? Ecco una soluzione: sedetevi, prendete il vostro strumento, carta e penna (oppure un Pc o Tablet) e scrivete una canzone, un testo, una melodia… insomma, lasciate un vostro segno, anche se piccolo, e fatelo sentire!

TIRIAMO LE SOMME !

La fine dell’anno comporta spesso delle riflessioni, su quello che si è fatto e su tutto quello che ancora resta da fare. Facendo una sorta di bilancio, quest’anno di cose ne abbiamo davvero fatte molte. Una di queste è sicuramente quella di aver incrementato le attività dell’Associazione, passando dall’organizzazione di eventi musicali (Note Nuove, Musica Inedita, As… Saggi Musicali) all’ampliamento e allo sviluppo di corsi di strumento individuali e collettivi: sono disponibili da quest’anno anche i corsi di flauto traverso e propedeutica musicale per bambini. Music Secrets, da quando è iscritta alla SIAE come casa editrice, ha aperto le porte a produzioni musicali in studio di registrazione e all’editoria: è in arrivo, infatti, a cura del direttore Paolo Anessi e del liutaio Erich Perrotta, un libro dedicato ai suoni della chitarra jazz, che sarà il primo volume di una collana di libri didattici firmati Music Secrets, in uscita fra qualche tempo. Ma oltre all’incremento delle attività, l’Associazione si è ingrandita anche nel numero di sedi. Oltre a quella centrale di Gavirate, infatti, si è sviluppata dapprima la nascita di una Music Secrets a Gazzada Schianno (pagg. 6-7) e in seguito ad Izano, in provincia di Crema, dedicata esclusivamente ai corsi di batteria a cura dell’insegnante Valentino Uberti. Ma da quest’anno esiste anche un distaccamento a Treviglio, gestito dal direttore e insegnante Giovanni Paquola, che si occupa di corsi di chitarra e musicoterapia (pagg. 8-9). Un accordo interessante è stato raggiunto anche con il centro musica ‘Dedolor’ di Turate (CO), che in aggiunta allo studio di registrazione e alle sale prova (oltre alle numerose attività svolte nel campo delle produzioni musicali), da quest’anno si occupa anche di una sezione dedicata ai corsi di strumento, utilizzando i programmi di studio Music Secrets (pagg. 10-11). Insomma, tante le novità e le cose fatte…ma ne restano moltissime altre da fare!


LETTERE AL DIRETTORE Quanto è bello poter dire la propria? Che soddisfazione dà esprimere il proprio consenso o dissenso riguardo tutto quello che capita? Internet, con tutti i suoi blog e social network, è la prova della volontà di urlare al mondo il proprio pensiero. E ancor più è gratificante ricevere pareri e riflessioni in risposta alle nostre tesi, CONDIVIDERE (ormai lo vediamo tutti i giorni scritto sullo schermo del computer!) emozioni, desideri, dubbi e convinzioni. La redazione di Mi Fa Musica propone questo spazio per ritornare a considerare anche la carta stampata come mezzo di comunicazione e appunto di ‘condivisione’ di quello che ci passa per … il pentagramma della mente! Già nei precedenti numeri coraggiosi lettori hanno arricchito le nostre pagine con esperienze, considerazioni e viaggi legati in qualche modo alla musica … ancora più bello sarebbe instaurare un dialogo, perché ci piace pensare che gli articoli fino ad ora pubblicati possano diventare spunti di riflessione e quindi fonte di domande, richieste più o meno tecniche o pareri. Ecco il pensiero di un lettore in risposta all’articolo del direttore del primo numero di Mi Fa Musica. Caro direttore, pensavo di discutere un po’ con te di quella musica da ascoltare in silenzio, senza bricolage in corso e magari ad occhi chiusi, ma, prima, voglio raccontarti una storia vera, che è capitata ad un “non addetto ai lavori” che di solito ascolta la musica che gli piace in quel momento, senza preoccuparsi di distinguere quella “bella” da quella “brutta”, forse senza neanche sapere cos’è la musica. Finirò il mio racconto con qualche domanda... lì aspetto la tua risposta. Mi trovavo a visitare la moschea di Damasco e, sotto un portico, la mia attenzione si è fermata su una comitiva di pellegrini musulmani, provenienti dall’India. Già a guardarli da lontano erano affascinanti… seduti per terra… attentissimi alla predicazione dell’imam... i veli variopinti delle donne … i candidi koofi di pizzo e perline degli uomini... le lunghe barbe bianche dei vecchi… i volti scavati delle più anziane ...

Dopo un po’ li ho ritrovati, in un atrio vicino a un ingresso in moschea, accovacciati tutt’intorno all’imam che in quel momento non stava più predicando, ma guidava la preghiera. Era una cantilena di poche parole, che veniva ripetuta dall’uomo ad intervalli regolari, e ad ogni ripetizione tutti, perfettamente sincronizzati, si percuotevano il petto con la mano destra e l’eco amplificava questo frastuono come il battere di tanti tamburi. La voce teneva la nota, sempre quella, il battito delle mani sul petto scandiva il tempo.

All’improvviso la voce è diventata sempre più forte, la nota sempre più alta fin quasi a diventare un grido stridulo, ed il ritmo ha cominciato ad aumentare, sempre più veloce, in un crescendo quasi esponenziale, fino a diventare un frastuono; poi, tutti insieme, immobili, muti, in un silenzio assordante, che sembrava non finire mai… Io ed i miei familiari siamo rimasti attoniti, senza riuscire a muoverci ed a parlare, con gli occhi pieni di lacrime di commozione… direttore, ma quei pellegrini, che erano lì per pregare, pregavano o cantavano? Quelle note, quei ritmi, erano musica? La musica più bella è quella che ti penetra dentro, che ti fa sentire un brivido, che ti commuove, o è quell’altra? P.S. Se imbianchi la cucina con una musichetta di sottofondo i colori risultano più belli e ti cadono meno gocce sul pavimento... ma ne parliamo la prossima volta. A.D. Caro Lettore, ti ringrazio per la tua domanda. Il mio monito era principalmente rivolto ad un musicista di questi tempi moderni, abituato a vivere sempre di corsa, divenendo spesso un distratto fruitore ed ascoltatore di musica, sempre in movimento ed impegnato a fare altro. Di conseguenza, il consiglio di ascoltare la musica ad occhi chiusi è un suggerimento ‘tecnico’ che vuole spingerti oltre, fino ad arrivare a poterti tuffare appieno nell’emozione che la musica sa dare. Da qui mi collego ad un senso più ampio dell’ascolto della musica: la sua origine, il canto, dà la possibilità all’uomo di rafforzare il senso della parola, tramite un testo che ha l’immenso potere di creare immagini; la melodia eleva la parola. Infatti, nella storia dell’uomo, musica e religione sono costantemente legate: ad esempio la musica indiana, si fonda da oltre 4000 anni sulla trasmissione orale. Qui il maestro è il padre che insegna al figlio la preghiera attraverso i 32 Raga (le principali stringhe ritmiche induiste, una sorta di corrispettivo del Rosario cattolico) e trovo stupefacente quanto sia in grado di creare emozioni sin da bambini. Crescendo, poi, siamo noi a mettere dei muri e dei pregiudizi che, per essere superati, necessitano di classificazioni e regole: in effetti bisognerebbe ascoltare la musica con la primordiale innocenza di quando si è bambini, senza limitarsi nel voler ‘spiegare’ la musica, ma coltivandola in modo che sia una semplice cornice quotidiana per alcuni e ossigeno vitale per i più appassionati. Caro lettore, non cascare anche tu nel dividere in ‘questa o quella’ musica: essa è semplicemente in ognuno di noi e, come un vestito, ci calza addosso e accompagna ogni giorno della nostra vita.

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di Simona Grasso

DOVE ERAVAMO

FESTA DELLE VETRINE Giovedì 22 settembre si è svolto il tradizionale Concorso delle Vetrine tra i commercianti gaviratesi. Si tratta di una manifestazione nata nel 1952, mantenuta e rinnovata negli anni grazie alla ProGavirate, con il patrocinio del Comune e dell’Ascom di Varese. Oltre settanta negozi del Centro Storico hanno allestito artisticamente le loro vetrine, ispirandosi ai tre temi proposti dall’organizzazione: ‘L’Italia da 150 anni unita’, ‘Il mio lavoro un secolo fa’ e ‘Rosa d’autunno’. Al termine della serata sono state premiate le migliori vetrine, grazie al voto del pubblico espresso attraverso delle apposite cartoline. In questo contesto, che attira ogni anno grande pubblico, Music Secrets ha allestito uno stand in cui si sono avvicendati vari musicisti con strumenti acustici, che hanno garantito un piacevole sottofondo musicale a tutti i passanti.

Manifestazioni ed eventi SEDE DI GAVIRATE

ABBRACCIAMO IL LAGO Si tratta di una manifestazione che nelle scorse edizioni si è svolta a giugno, approfittando della bella stagione per favorire il più possibile l’afflusso di pubblico. Lo scopo? Tentare di entrare nel Guinness dei Primati con la catena umana più lunga del mondo, intorno al Lago di Varese: quindi, più persone, più probabilità di ottenere il record! Quest’anno l’evento era previsto, tra l’altro, in concomitanza della seconda edizione di Musica Inedita (kermesse musicale per artisti emergenti, organizzata da Music Secrets in collaborazione con la Pro Gavirate). Purtroppo, per motivi organizzativi, l’abbraccio intorno al lago è stato rimandato a settembre e di conseguenza anche la nostra manifestazione ne ha risentito. Ed eccoci a sabato 24 settembre, giorno in cui si svolge Abbracciamo il Lago 2011, ma ahimè, non si ritenterà il record: si è deciso di rimandarlo alla prossima edizione, per mantenere vivo l’interesse per la manifestazione dopo varie prove fallite. Sicuramente, il clima settembrino e il mancato tentativo di entrare nel Guinness dei Primati hanno limitato l’afflusso di pubblico rispetto alle precedenti edizioni. Ma questo, evidentemente, non ha scoraggiato gli organizzatori, che hanno proposto iniziative ed eventi nei paesi intorno al lago, fra cui i giochi pirotecnici, che rappresentano una piacevole tradizione per coppie e famiglie della zona.

Paolo & Paolo Tra le esibizioni, il duo Green Fairy Minstrel (formato da Clarissa Guarneri e Marco Legnani), che ha proposto brani celtici strumentali (chitarra e flauto) e brani cantati; Paolo Anessi, che ha improvvisato con la chitarra jazz su basi swing e latin ed infine Paolo Antoniazzi, che ha proposto diversi brani in fingerpicking (tecnica per chitarra acustica, nata verso la fine dell’ottocento e particolarmente simile agli arrangiamenti di pianoforte).

Davide & Elisa

Fabiana & Matteo

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A Gavirate, sul lungolago, Music Secrets ha allestito due punti musica, in cui si sono esibiti diversi musicisti: il duo jazz ‘Beatbop’ (Simona Grasso, voce/chitarra e Paolo Anessi, chitarra), il cantautore Alessandro Gregorini e parte della sua band in versione unplugged, il duo acustico ‘Less Is More’ (con Fabiana Sala e Matteo Panarese), il duo ‘Green Fairy Minstrel’ (Clarissa Guarneri e Marco Legnani) e gli ‘Acoustic Secrets’, con Elisa Luzardi alla voce e Davide Seravalle alla chitarra. Considerando che l’unica vera attrazione della serata consisteva nei fuochi d’artificio, previsti tra l’altro per le ore 23, il pubblico presente già dalle prime ore serali ha approfittato dello stand gastronomico della Pro Gavirate per la cena e ha potuto passeggiare con tanta musica di sottofondo.


DOVE ERAVAMO OTTOBRE CALDANESE L’Ottobre caldanse è nato oltre 25 anni orsono come evoluzione di un’umile e tradizionale castagnata di paese destinata a qualche centinaio di persone, raggiungendo le dimensioni e le caratteristiche di un’importante ed articolata manifestazione capace di attirare nelle quattro o cinque domeniche di Ottobre decine di migliaia di visitatori. La scintilla che ha fatto scattare la trasformazione da sagra di paese a manifestazione di importanza regionale (arrivano pullman di visitatori da Milano e province limitrofe) è stata l’introduzione di attività culturali, affiancate da un impeccabile servizio di ristoro ed incorniciate da un sempre simpatico mercatino ricco di attività artigianali e di specialità gastronomiche spesso legate al territorio.

SEDE DI GAVIRATE

Quest’anno per la prima volta, Music Secrets si è presentata, in punta di piedi, per cercare di colmare questa lacuna. Collaborando con gli organizzatori ha allestito, nell’atrio all’ingresso del salone delle mostre, una piccola esposizione di strumenti musicali, alternando strumenti etnici provenienti un po’ da tutto il mondo a strumenti tradizionali, a curiose riproduzioni di strumenti musicali in scala ridotta. Inoltre all’interno del salone, accompagnando le mostre che di domenica in domenica si susseguivano, Music Secrets ha allestito una mostra fotografica: il soggetto?

Mostra fotografica: “Le cantanti Music Secrets”

Sala mostre della Società Operaia Nelle sale della Società Operaia di Mutuo Soccorso dai primi anni ottanta si sono susseguite mostre e manifestazioni di vario genere: non sono mai mancate nel corso degli anni le caratteristiche mostre di funghi e di bonsai, ma per molti anni si sono alternate rassegne naturalistiche di minerali, di insetti, di fossili, di pietre preziose, accompagnate da mostre degli hobbies con esposizioni delle collezioni più impensate. Nelle attività culturali della manifestazione era rimasto però un “buco” scoperto: la musica non era ancora arrivata in modo significativo a Caldana.

Esposizione di strumenti musicali

Le cantanti “Music Secrets”, che nel corso degli anni si sono esibite nelle varie manifestazioni organizzate dall’associazione, sono tante, sono brave e sono belle: attraverso le loro foto il fotografo è convinto di riuscire a “vedere” la musica oltre che a sentirla. Ma non è tutto. In un paio di occasioni, di domenica pomeriggio la musica si è anche fatta sentire: Fabrizio, giovane chitarrista di dieci anni, ha incantato, con la sua bravura, i visitatori che si avviavano all’ingresso del salone arrivando, a volte, a bloccare il traffico. E’ stato un buon inizio; speriamo, il prossimo anno di portare a Caldana un po’ più di musica a rallegrare la manifestazione, magari anche portando l’esibizione della nascente “Music Secrets Marcing Band”.

Esibizione di Fabrizio

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Manifestazioni ed eventi SEDE DI GAZZADA SCHIANNO

di Paolo Nicora e Marco Legnani

COSA BOLLE IN PENTOLA... Tante le novità che bollono in pentola nella nostra sede: giornata di esami di pianoforte nell’ultimo weekend di ottobre: Monica Fantin, Eleonora Bottini, Riccardo Barbiero e Andrea Midaglia hanno brillantemente superato l’esame e conseguito l’attestato Lizard di primo livello SPM aggiungendosi quindi a Monica Scarpelli che ha conseguito il medesimo attestato in chitarra classica nello scorso mese di maggio; altra novità è il corso di propedeutica musicale per bambini per cui stiamo raccogliendo le iscrizioni: il corso si terrà il sabato mattina con l’insegnante Clarissa Guarneri, recentemente diplomata in flauto traverso in conservatorio: durante il corso i bimbi avranno modo di conoscere il mondo della musica giocando con i ritmi attraverso attività fisiche e con la propria voce scoprendo i primi rudimenti del canto; infine vi informiamo che è attivo il corso di Flauto Traverso; le insegnanti saranno appunto la stessa Clarissa e Maria Taloni, già insegnante di pianoforte nella nostra sede;

CORSI DI 

PROPEDEUTICA MUSICALE PER BAMBINI ETA’ 4-8 ANNI info sede di Gazzada Schianno tel 3464755625

ESAMI DI PIANOFORTE E CHITARRA

Monica Scarpelli

Riccardo Barbiero

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Eleonora Bottini

Monica Fantin

Andrea Midaglia


COSA BOLLE IN PENTOLA...

SEDE DI GAZZADA SCHIANNO

Festa delle Associazioni 2011

Anche quest’anno eravamo presenti alla festa delle associazioni di Gazzada Schianno tenutasi domenica 9 ottobre; è stata una bella occasione per passare un pomeriggio in compagnia di chi già frequenta la nostra associazione e per presentarci a chi, invece, ancora non conosce la nostra realtà; nell’arco della giornata ci siamo ovviamente occupati dell’intrattenimento musicale: si sono infatti esibiti ben cinque progetti acustici dei vari insegnanti: aprono le danze Paolo e Cristina, un duo nuovo di zecca che promette grandi cose; subito dopo Paolo e Simona ci avvolgono nelle armonie Jazz, mentre Matteo e Fabiana ci smuovono con ritmi pop-funky; chiudono la giornata i colori rock-blues di Davide ed Elisa e le atmosfere celtiche-medievali di Marco e Clarissa. Il pomeriggio è volato in un attimo, ringraziamo tutti i presenti e vi diamo appuntamento alla festa del prossimo anno, buona musica a tutti!

Fabiana & Teo, LESS IS MORE

Simona & Paolo, BEAT BOP DUO

Marco & Clarissa, GREEN FAIRY MINSTREL DUO

Elisa & Davide, ACOUSTIC SECRETS

prossimamente su queste pagine...

IL CIRCOLINO DELLE QUINTE ... ovvero il bar virtuale di Music Secrets

Cristina & Paolo

... apertura prevista dal prossimo numero di Mi Fa Musica!!! 7


di Giovanni Paquola

Manifestazioni ed eventi SEDE DI TREVIGLIO

MUSIC SECRETS E’ ANCHE A TREVIGLIO In pieno centro storico, e precisamente in via Scuole 7/a, da settembre si è aperta la nuova sede dell’Associazione. Si potrebbe dire che la musica (e ormai anche Music Secrets…) è senza confini e arriva ovunque ci sia qualcuno disposto a suonare, ascoltare, imparare, proporre idee. La qual cosa è sicuramente vera, pur dovendo il nostro Giovanni Paquola, responsabile per la sede della bassa bergamasca, mettercela davvero tutta per attirare l’attenzione. Questo infatti è un territorio dove diverse realtà hanno alle spalle storie anche abbastanza lunghe e significative di proposte musicali: i soggetti in campo sono più di qualcuno, sono agguerriti e vicini abbastanza da richiedere impegno e convinzione ferrei a chi voglia oggi trovarsi uno spazio. Intanto il Comune di Treviglio ha accolto di buon grado la proposta di collaborazione e ha iscritto Music Secrets all’albo delle associazioni cittadine, aprendo qualche aspettativa, in questi “tempi cupi”, di riuscire in futuro (speriamo bene…) a partecipare ai contributi che l’ente destina alle associazioni locali. A breve l’accordo con il Comune consentirà di realizzare un’iniziativa pubblica di presentazione ufficiale delle attività: i corsi di chitarra per cominciare (chitarra elettrica base, chitarra “suono subito”, chitarra elettrica nel blues, chitarra rock/metal, chitarra moderna avanzata), ma anche progetti di musicoterapia, percorsi di consapevolezza corporea e benessere psicofisico attraverso lo yoga del suono (Nadayoga), rilevamento della nota tonica personale, l’apprendimento del ritmo attraverso le tecniche ritmo-fonetiche indiane e l’introduzione alla musica moderna per bambini e ragazzi. Il vicino negozio di strumenti musicali “Scarpellini” ha di buon grado partecipato alla diffusione del materiale informativo di Music Secrets, ai cui soci riserva uno sconto su tutti gli acquisti. La prima “uscita” pubblica però l’ha registrata il settimanale a distribuzione locale “Il Giornale di Treviglio”: (vedi box a piè di pagina) venerdì 28 ottobre infatti i lettori hanno saputo che all’Auditorium del Centro Civico S.Bernardino di Caravaggio si sarebbe tenuto un

Il duo Paolo e Simona esibitosi al centro civico San Bernardino

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seminario/concerto di Music Secrets Treviglio, sui temi della chitarra con la partecipazione del duo Paolo e Simona che si sono esibiti in un repertorio molto particolare e gradito al pubblico presente. Nell’occasione anche Giovanni Paquola ha presentato due brani del tutto inediti eseguendoli alla chitarra insieme ad una giovane e promettente violinista, Anna Pecora. Venerdì 11 novembre invece lo stesso giornale ha dato un piccolo ma efficace resoconto della serata che, con qualche soddisfazione che non abbiamo intenzione di celare, pubblichiamo in questa pagina. L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio del Comune di Caravaggio e il sostegno dell’Assessore competente. A breve Music Secrets Treviglio dovrebbe avviare alcuni seminari nelle scuole della zona, per presentare i vari stili musicali dal punto di vista storico e chitarristico, anche con piccole esibizioni. Tanti auguri Music Secrets Treviglio!


MUSIC SECRETS E’ ANCHE A TREVIGLIO

SEDE DI TREVIGLIO

Siamo quello che suoniamo…!? Mi scuso fin d’ora, ma questa volta invece che parlare di musica parlerò di alimentazione. Intendiamoci, non sono né un alimentarista né un medico quindi quello che scrivo è solo frutto delle mie riflessioni, un modo per stimolare delle domande. Penso, però, che il modo di alimentarci, così come le nostre modalità e scelte di consumo, siano determinanti anche rispetto al nostro sentire e alle nostre sensibilità di musicisti. Siamo quello che mangiamo… è una frase che si sente dire spesso. Mi pare che sia di Ludwig Feuerbach, filosofo tedesco dell’800. Possiamo pensare che sia un’affermazione eccessiva perché come “esseri evoluti” tendiamo a credere che per noi conti prima la coscienza e poi la pancia, ma certo è che in natura alcuni esempi li possiamo vedere. Guardiamo come mangiano gli animali. Già il semplice confronto tra una “gazzella” e un “leone” (tanto per parafrasare un celebre aforisma…) ci fa capire quanto la differenza tra un carnivoro e un vegetariano sia rilevante. Ora, è pure vero che ci sono di mezzo milioni di anni di evoluzione, l’equilibrio ambientale e la naturale necessità di entrambi all’esistenza, ma riflettiamo sulle caratteristiche e, concedendoci qualche semplificazione, cerchiamo di trarne un piccolo insegnamento. Preferiamo la ferina spietatezza del carnivoro o la grazia e l’allegria della gazzella…? Ognuno sollevi pure le sue giuste osservazioni, ma provi a scegliere. L’importante è che le metafore sulle necessità ecc. non ci facciano perdere di vista che la cosa più importante per noi esseri umani non dovrebbe essere la mera sopravvivenza dettata dall’istinto, ma la capacità di convivere e comprendere gli altri. “Chi ha ucciso un bue è come se avesse ammazzato un uomo.” dice un passo della Bibbia, che dovrebbe far riflettere anche i credenti su un punto di vista alimentare un po’ meno carnivoro. Ma queste sono mie divagazioni, così, tanto per stuzzicare le idee e magari far nascere un confronto o una piccola discussione. Oppure, senza scomodare la Bibbia o le grandi leggi della natura proviamo a sentire cosa scrive Gabriel Cousens, un esperto di medicine naturali che tiene seminari sull’alimentazione in tutto il mondo (ometto, con i puntini, brevi parti per alleggerire il testo): […] la trasformazione esteriore produce anche una trasformazione interiore (ndr: il carnivoro e il vegetariano… vi dice qualcosa?) poiché ci riorientiamo  verso ciò che siamo veramente e non verso ciò che gli altri ci dicono che dobbiamo essere (ndr: quante volte dalla televisione ci arrivano, più che consigli, vere e proprie prescrizioni su cosa mangiare!?). […] Il cibo spazzatura, le calorie vuote, i cibi poco nutrienti, ricchi di zuccheri e poveri di fibre non potranno mai essere considerati sani nemmeno usando tutta la nostra immaginazione. […] Malgrado le leggende che ci hanno raccontato e venduto, noi non siamo geneticamente predisposti a mangiare barrette di mars, bere coca cola e divorare big mac, né siamo predisposti a soffrire della loro mancanza. […]

Per milioni di anni siamo stati progettati fisiologicamente, chimicamente e geneticamente per mangiare cibi vegetali, vivi e biologici. Ci sono dati medici, sociologici e storici schiaccianti che lo provano. Il cibo è la modalità primaria con cui noi ci interfacciamo con la nostra casa, cioè il pianeta stesso, con la nostra cultura ancestrale ed è il modo più importante e sottile attraverso cui possiamo arrivare a percepire un’associazione o una dissociazione con chi veramente siamo.” Ma chi siamo veramente? Preferiamo essere le bestie feroci di una “giungla d’asfalto” (una metafora che per l’ennesima volta ci inchioda ad un ruolo, un’associazione di idee che ci fa pensare ancora al mondo animale), i virus impazziti, un’infezione che poco a poco distrugge la terra, gli animali sempre in competizione per un pezzo di terra o per qualcosa di diverso? Qualcosa che abbia a che vedere con la convivenza e con la cultura della vita? E’ strano che molte metafore sulle modalità di vita, sulla società, sulle caratteristiche degli esseri umani siano tratte spesso dal mondo animale e magari per giustificare il fatto che certe leggi fanno parte della natura e cose di questo genere… ma siamo sicuri di voler essere considerati animali? E poi, giusto per complicare le riflessioni iniziate, se noi musicisti come chiunque siamo quello che mangiamo, siamo forse anche quello che suoniamo? Così come nell’alimentazione anche in musica esiste la musica spazzatura, da fast food, usa e getta e quella senza valore energetico! Forse come un cibo “cotto e mangiato” esiste una musica “suonata e consumata”. Siamo sicuri che l’abuso, scelto o subito, non ci stia trasformando rendendoci più feroci o più insensibili? Se guardiamo attorno a noi che abbiamo “un buon udito” non viene voglia di genuinità… di musica “biologica”, di sapori non omologati, preconfezionati e forse anche già digeriti? Quindi buon appetito e buona musica! giovannipaquola@musicsecrets.it

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di Dedo Lorenzi

Finalmente anche noi facciamo parte della famiglia della mitica Music Secrets! Ma intanto dovremmo presentarci per tutti coloro che ancora non ci conoscono... Io mi chiamo Dedo Lorenzi e sono un fonico professionista che nel corso di innumerevoli anni di carriera (non dovrei dirlo ma ormai sono quasi trenta...) ha girato molto seguendo tanti, ma veramente tanti artisti italiani e stranieri; qualche nome in ordine puramente casuale? Angra, Napalm Death, Sum 41, Slayer, Anthrax, Testament, Opeth, Polly Paulusma, Flogging Molly, Mistonocivo, The Styles, Zebrahead, Megadeth, Shaman, Kiss, Alberto Fortis, L’Aura, Misfits, The Tarantinos... Dopo tutti questi anni passati in tour la mia passione per questo lavoro mi ha portato ad avvicinarmi anche al mondo del recording e, dopo aver seguito alcuni progetti per conto terzi, finalmente ho realizzato il sogno di aprire prima un piccolo studio e poi di espanderlo in un vero e proprio centro musicale, il dedolor di Turate. Il dedolor (www.dedolor.it) è stato pensato e realizzato come un centro al servizio della musica dove il musicista professionista o dilettante possa essere accompagnato in tutto il percorso che lo porterà dalla sala prova alla realizzazione del cd fino all’esibizione dal vivo. Infatti sono numerosi i servizi a disposizione di tutti i musicisti all’interno della nostra struttura: Recording studio: uno studio di registrazione con strumentazione professionale che offre la possibilità di realizzare un prodotto completo, dalla registrazione e mastering su supporto audio fino al suo confezionamento; lo studio non si rivolge solo ai musicisti professionisti ma offre anche servizi specifici per artisti alla loro prima esperienza. Lo studio di registrazione è composto da due ampie sale di ripresa indipendenti tra loro; tra le due sale si trova la control room cablata ad entrambe. Sale prova: sei sale prova aperte 7 giorni su 7 dalle 9 del mattino alle 2 di notte, completamente attrezzate e differenziate per ampiezza (dai 28 ai 40mq) e per strumentazione (costantemente sottoposta a controlli); sul sito internet www.dedolor.it è disponibile il nostro sistema di prenotazione online dove è possibile verificare la disponibilità delle sale in tempo reale e quindi prenotarle. Etichetta discografica: la nostra etichetta indipendente dedolor records dà spazio alle nuove band del panorama musicale italiano seguendone la produzione in ogni sua fase. Studio grafico: possiamo seguire ogni aspetto grafico di un progetto musicale, dal logo della band al booklet del cd, dal fotoritocco o fotomontaggio delle immagini al sito internet, dal merchandise alle locandine, ... Service audio/luci: possiamo offrire diverse soluzioni audio e luci per singoli concerti o piccoli festival oltre alla possibilità di registrare il live su multitraccia.

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Manifestazioni ed eventi SEDE DI TURATE

Non poteva quindi mancare all’interno della nostra struttura la scuola di musica! Abbiamo scelto come insegnanti esclusivamente musicisti professionisti con i quali ho già avuto precedentemente un rapporto lavorativo e quindi persone degne della massima fiducia e stima. Di seguito una breve presentazione dei nostri insegnanti. Stefano Molteni, insegnante di chitarra: diplomato al C.P.M. di Milano, con la sua band “The Styles”, ha firmato un contratto con Sony/Bmg e Barley Arts Live con tour nei maggiori Live Club d’Italia e d’Europa e Opening Act di Iggy Pop & the Stooges e dei Deep Purple; ha preso parte al progetto J-AX & The Styles (“+ Stile”) con tour italiano (tra le altre date Festivalbar, Mtv Day, Mtv Trl Awards, apertura concerti di Vasco Rossi a San Siro e allo Stadio delle Alpi). Riccardo Borghi, insegnante di tastiere e pianoforte: diplomato al C.P.M. di Milano, arrangiamenti per Gatto Panceri, Disney Channel... preproduzioni per Luna di Nardo, Ferrini... tour con Studio 3 Band, Simone Tomassini, Luca Dirisio (tra le altre date Concerto del I Maggio a Roma e finale all’Arena di Verona con la consegna del Premio Rivelazione dell’Anno per “Calma e sangue freddo”)... collaborazioni con Sottotono, Aida Cooper, Garbo... composizione della colonna sonora dei cortometraggi “Le margherite d’autunno” e “Banco Alimentare, 18 gradini”. Luca Ciambrone, insegnante di batteria: diplomato al C.P.M. di Milano, con la sua band “The Styles” ha firmato un contratto con Sony/Bmg e Barley Arts Live con tour nei maggiori Live Club d’Italia e d’Europa e Opening Act di Iggy Pop & the Stooges e dei Deep Purple; ha preso parte al progetto J-AX & The Styles (“+ Stile”) con tour italiano (tra le altre date Festivalbar, Mtv Day, Mtv Trl Awards, apertura concerti di Vasco Rossi a San Siro e allo Stadio delle Alpi). Massimiliano Viappiani, insegnante di basso e contrabbasso: ha studiato con Felice Filippo Daccò e Licenza di teoria e Solfeggio, Armonia Complementare e settimo anno di Clarinetto presso Conservatorio Verdi di Milano; ha collaborato in studio e dal vivo come turnista, arrangiatore e compositore per Binario, Syria, Rita Pavone, Dennis (di “Amici”), Betty Curtis, Little Italy Project, Little Tony, Bobby Solo, Dixieland Band di Chiasso...; ha tenuto numerosi seminari e saggi nei teatri milanesi nell’ambito del Conservatorio di Milano e della Civica Scuola Musicale di Milano “Villla Simonetta”. Loredana Defacendis, insegnante di canto: ha studiato con il Maestro Ernesto Archinti e la Maestra Carla Casetti; ha collaborato come turnista in studio e dal vivo per Rita Pavone, Dennis (di “Amici”), Little Tony, Wilma Goich, Jimmy Fontana, Bobby Solo, Betty Curtis... e vocalist nel musical “Il miracolo di Padre Pio” di Sandro Mayer. Michele Mastrofilippo, insegnante di tromba: laurea in tromba presso il Conservatorio Verdi di Milano con masterclass di perfezionamento; insegnante di musica presso la scuola elementare di Sulbiate (MB), è trombettista nei Fiati Filarmonici “Como Lake Wind Orchestra” (1° tromba), nei gruppi “LETESTE”, “Feel so funk” e “Le NaviInBottiglia”, nelle Big Band “The blue bandita” e “Train851”; collabora artisticamente con il duo “Les bichmouch” e ha registrato in studio per “Laurex Pallas e l’allegra brigata dell’amore” e i “Licantropi”.


Sede di Turate

E dopo le dovute presentazioni, una piccola carellata sul mondo dedolor!

Consapevoli della non felice situazione italiana per le band emergenti, siamo felici di supportare Band Aid che, fedele al significato del proprio nome, è il contest che viene in soccorso dei musicisti. Sul palco del mitico Rock’n’Roll di Milano potrete seguire le esibizioni delle band che hanno superato la prima selezione e che si avvicenderanno per diversi mesi fino all’elezione della band vincitrice che registrerà il cd nel nostro studio (7 giorni di registrazione e 3 giorni di mix). Per informazioni e tutte le date dei live: www.bandaid.it.

Anche quest’anno il nostro service ha prestato servizio al festival di Birra Litta di Lainate (MI). Il festival in soli due anni è diventato un evento immancabile per tutti gli amanti della buona birra (quest’anno erano proposte 16 diverse birre artigianali provenienti da antichi birrifici tedeschi, belgi ed inglesi); e naturalmente una delle protagoniste della festa è la buona musica! L’evento ha riscosso un gran successo e tutti i gruppi che si sono alternati durante i tre giorni hanno dato un gran spettacolo divertendo come non mai il pubblico presente. Personalmente sono stato molto colpito dai ParabiagoBene Classic Power Quartet (ex Gasnervino): loro si definiscono “più bravi che belli”; io preferisco astenermi per quanto riguarda il giudizio estetico ma devo ammettere che sono veramente molto bravi. Il gruppo propone una rivisitazione della musica degli anni ‘70 in chiave rock realizzando dei mash-up tra alcuni grandi classici della nostra musica in un modo tale che viene subito spontaneo chiedersi come sia stato possibile che nessuno si sia mai accorto che quelle canzoni sono nate per stare insieme! Il gruppo mi ha così colpito che, se va tutto bene, diventerà una delle new entry della dedolor records e sarà una delle nostre nuove produzioni di quest’autunno!

La nostra è stata assolutamente un’estate licantropa! Abbiamo avuto l’onore nonchè la grande soddisfazione di produrre il terzo cd dei Licantropi. Nati nel 2005 da un’idea di Andrea Landi ed altri musicisti livornesi, la band è ormai diventata una delle più conosciute realtà della musica toscana. Tanto per dare un’idea della popolarità del gruppo, il video della sola “De maddè”

(tratta dal primo cd) realizzato e caricato su Youtube dai fans è riuscito in poco tempo a raggiungere più di 200.000 visite! Dopo due cd autoprodotti, i Licantropi si sono affidati alla dedolor records per produrre e pubblicare il terzo cd, “non LO venderemo mai” (e bisogna gustarsi la copertina del cd per capire a che cosa si riferiscono!). Questo passo è stato intrapreso da entrambe le parti per poter affrontare il grande salto della band nel panorama musicale italiano, ma sempre con la solita grande umiltà ed una buona dose di ironia. Il cd è stato presentato il 5 agosto nella loro (e mia) città natia, Livorno, all’interno dell’incantevole cornice della Fortezza Vecchia, nello spazio della Quadratura dei Pisani (costruita intorno al 1377). Davanti ad un pubblico di più di 600 persone la band ha dato come sempre un grande spettacolo, divertendo il pubblico con la loro ormai classica irriverenza, ma anche commuovendolo con le canzoni nate dal loro lato più profondo ed ormai non più tanto nascosto.

Allo showcase di presentazione sono seguiti durante l’estate numerosi concerti, a due dei quali ho partecipato in maniera attiva con il service. Non posso essere altro che felice per questa collaborazione in quanto ad ogni live i Licantropi dimostrano di non essere solamente goliardici, ma di essere soprattutto dei grandi musicisti capaci di prendersi in giro e di far divertire il pubblico lasciandolo senza parole in quei momenti in cui traspare la loro anima più romantica.

Come produzione, stiamo preparando il primo video ufficiale dei Licantropi, che uscirà durante la stagione invernale, ed il primo tour che porterà la band fuori dalla loro amata Toscana; pertanto, se vi capiterà di sentir parlare di un loro concerto vicino a voi, non posso far altro che consigliarvi di andarli a vedere e vi garantisco che vi divertirete!

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di Fabio Marazzi

L’angolo del fonico

SCELTA DEL MICROFONO

“Come scegliere il microfono giusto per me?” Per un musicista con l’esigenza di esibirsi dal vivo o registrarsi a casa è prima o poi inevitabile trovarsi dinanzi a un interrogativo del genere. Diciamo subito che una risposta universale e valida per tutti non esiste, poiché ogni strumento, voce o suono, ha caratteristiche uniche che possono di conseguenza abbinarsi al meglio con un determinato microfono piuttosto che con un altro. Ciò nonostante, niente panico: esistono delle linee guida generali, dei modelli di riferimento e dei parametri oggettivi che consentono di orientarsi nella moltitudine di marche e modelli disponibili sul mercato. Per prima cosa è bene chiarirsi le idee. Che budget abbiamo? Che tipo di risultati vogliamo ottenere? Utilizzeremo il microfono dal vivo o a casa / in studio? Cerchiamo un microfono espressamente progettato per un solo compito o uno più versatile? Proviamo ad analizzare in modo molto semplice tutte queste domande.

Soprattutto nel caso di un cantante la scelta del microfono è piuttosto critica, poiché “l’intimità” dello strumento voce espone il musicista molto più direttamente rispetto a qualsiasi altro strumento. Ogni microfono risponde in maniera differente ed è quindi preferibile una soluzione che valorizzi i pregi di una voce senza enfatizzarne gli eventuali difetti. Ad esempio per una voce nasale sono sconsigliati i microfoni con un peak di risposta sulle medie frequenze (800Hz-4KHz), oppure per un baritono dalla voce piena e scura è consigliabile un microfono con risposta il più possibile lineare in bassa frequenza e magari un po’ di “aria” (brillantezza) attorno ai 10Khz. É bene anche verificare se il microfono presenta un effetto prossimità (enfatizzazione delle basse frequenze avvicinandosi alla sorgente sonora) più o meno marcato: questo infatti può essere un utile strumento per il cantante esperto, ma può rivelarsi problematico per il principiante privo di tecnica.

Anzitutto esistono fondamentalmente diverse fasce di prodotti: quella più economica, inadatta all’uso professionale ma buona per appunti e registrazioni molto grezze, quella dei microfoni “comuni” (100-200€) ottimizzati spesso per un compito ben preciso, quella dei microfoni “di qualità”, che rappresentano un passo avanti sotto tutti gli aspetti e offrono versatilità e prestazioni di livello professionale, e infine quella dei microfoni “top end” (oltre i mille Euro) che offrono il massimo assoluto della tecnologia e della qualità disponibili. É poi da considerare che se in studio l’utilizzo di microfoni a condensatore (molto sensibili e relativamente delicati) è decisamente ampio in virtù della loro versatilità e della qualità sonora raggiungibile, dal vivo il loro impiego è più limitato: si preferisce generalmente (tranne che per applicazioni specifiche come ad esempio gli overhead della batteria, la microfonazione di pianoforti o particolari strumenti acustici, i microfonaggi di orchestre o cori, ecc.) orientarsi su dei microfoni dinamici, più resistenti agli urti e molto meno suscettibili a problemi di feedback (lo sgradevole “fischio” o “larsen”) in quanto mediamente meno sensibili.

Esistono anche microfoni “tuttofare”, eccellenti come per una voce come per una chitarra acustica, un pezzo della batteria, un violoncello, una ripresa d’ambiente... Si tratta generalmente di microfoni a condensatore, spesso con multiple figure polari selezionabili (ad esempio i celebri AKG C414 o Audio-Technica AT4050), sensibili ed accurati. Esistono microfoni di questo tipo anche in fascia di prezzo medio-bassa, il più delle volte di qualità discutibile ma in altri casi più che dignitosi come ad esempio nella serie Perception di AKG.

Esistono poi microfoni ormai considerati alla stregua di “standard” per determinati scopi: alcuni esempi celebri sono lo Shure SM57 per la chitarra elettrica, l’AKG D112 per la grancassa, lo Shure SM58 per la voce. Tuttavia, non sempre il microfono più “famoso” è necessariamente anche il migliore. Un buon esempio è proprio l’ultimo citato: resistente, affidabile ed economico, il “58” è probabilmente il microfono vocale che troverete sul palco come della lussuosa hall come del più sgangherato locale della città. La sua risposta però può essere inadatta per certi tipi di voci (esaltandone la nasalità e trascurandone le armoniche basse), può suonare “chiuso” e poco trasparente e richiede un maggiore livello di gain sul mixer rispetto ad altri microfoni. Se da un lato quindi è vero che un microfono del genere è acquistabile ovunque ed è facile poterlo testare, dall’altro esistono, nella stessa fascia di prezzo, alternative altrettanto se non più valide ad esempio nella serie Evolution di Sennheiser, nella serie OM di Audix o fra i dinamici al neodimio (N/DYM) di Electro-Voice.

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Nella valutazione e scelta di un microfono è quindi, infine, essenziale confrontare vari parametri: Figura polare: grafico della sensibilità del microfono rispetto a suoni provenienti dalle diverse direzioni, fondamentale per gestire posizionamento, rapporto suono diretto-ambiente e rientri delle altre sorgenti. Sensitivity: sensibilità di un microfono, generalmente da 2 a 30 mV/Pa. Risposta in frequenza: grafico della tensione in uscita alle varie frequenze, da 20Hz a 20Khz. Self-Noise: rumore di fondo prodotto dai circuiti del microfono, solitamente espresso in dB. THD (Total Harmonic Distortion): percentuale di incidenza delle distorsioni armoniche introdotte dai circuiti rispetto al segnale originario. Meglio se mantenuta sotto il valore tipico di 0,5% a 130dB. Max SPL: massima pressione sonora sopportabile prima dell’introduzione di distorsione. Per ora il nostro spazio è terminato, ma presto approfondiremo di più l’argomento. Alla prossima!


di Paolo Anessi

Sezione Didattica

ANALISI E COMPOSIZIONE

Ciao a tutti, in questo numero vi propongo tre esercizi per sviluppare l’arte della composizione. Il primo riguarda l’analisi armonica, esposta in tre tonalità. Un consiglio: cercate di individuare sempre il bersaglio armonico, tenendo presente che nella composizione, oltre agli accordi diatonici, ho utilizzato anche le dominanti secondarie con introduzione, la sostituzione di tritono delle dominanti e gli accordi diminuiti relativi. Il primo che consegna la parte analizzata, senza errori, avrà una lezione individuale di armonia in omaggio!

In questo secondo esercizio, avete le sigle degli accordi e la partitura melodica, che andrà quindi analizzata tenendo conto dell’armonia riportata sotto ad ogni misura.

Terzo esercizio. Nella parte sono indicati solo alcuni accordi, che possono essere considerati come bersaglio o semplicemente di passaggio: divertitevi a completare la parte e poi suonatela per vedere il senso che le avete dato. Speditemi la parte alla redazione e vi scriverò un commento!

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di Massimo Saresini

Sezione Didattica

GEOMETRIA MUSICALE accordi diminuiti

Nei precedenti appuntamenti abbiamo parlato del fatto che sulla tastiera della chitarra si creano tre tasti in cui le note di una tonalità sono allineate in corrispondenza del II, III, VI grado. Per esempio in Do maggiore:

Possiamo dire che è un accordo geometricamente perfetto anche se il suono non gli rende giustizia: è un po’ tetro e misterioso, adatto per creare atmosfera in film Horror e nell’intro di una song dei Testament . Così come questo accordo costruisce geometrie all’interno del sistema temperato così ne costruisce altrettante sulla tastiera. Per esempio degli accordi essendo le voci equidistanti è possibile trasportare le posizioni su o giù di una terza minore (a distanza di 3 tasti) in quanto ogni nota può essere la fondamentale oppure ogni posizione non è che un rivolto dell’accordo di partenza (rivolto uguale stesse note ma disposte in ordine diverso). Eccole le posizioni:

Esempio in tapping sempre in Do:

Se invece suoniamo le note in arpeggio abbiamo il trasporto speculare di un intervallo di terza minore una terza minore sopra o sotto(perdonatemi il gioco di parole):

Siamo poi passati a trasportare la forma della Pentatonica minore per tutta la tastiera evidenziando le sonorità che in ciascun tasto si vengono a creare. La logica in tutto questo è sempre stata quella di partire dalle geometrie che si creano sulla tastiera per poi codificarle in musica. Se penso agli accordi diminuiti abbiamo da riflettere su entrambe le visuali: sia quella musicale sia quella geometrica della chitarra. Musicalmente l’accordo diminuito è composto da quattro note distanti tra loro di una 3° minore (1tono e mezzo) .

BUONA GEOMETRIA!

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di Valentino Uberti

Sezione Didattica

PARADIDDLE NEL FUNKY

Ciao a tutti, oggi vedremo alcuni esempi di utilizzo dei 4 paradiddle in un contesto funky. Bisogna porre molta attenzione alle dinamiche e ai vari tipi di accenti. Il mio consiglio è quello di studiare un groove alla volta e di ripeterlo per almeno 10 minuti senza mai sbagliare ad una velocità di 50 bpm il quarto. Se notate di avere problemi di esecuzione sarà meglio che torniate a studiare sul Pad e vi concentriate sulla meccanica dei movimenti! Ciao e buon lavoro!

Single Paradiddle

Reverse Paradiddle

Inward Paradiddle

Outward Paradiddle

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prezzo  sufficientemente elevato da potere  vivere  delle  proprie  creazioni,  sopra'u'o  a di Andrea Marco Ricci

NOTE LEGALI

IL DIRITTO D’AUTORE E LA SIAE

NOTE LEGALI Associazione italiana per lo studio e l’insegnamento del diritto della musica

Via degli Orti, 44 - 40137 Bologna - tel. 051.58.75.506 fax 051.74.56.898 - Dal lunedì al venerdì, ore 10 - 19 web www.notelegali.it www.myspace.com/notelegali mail info@notelegali.it a che servono? una sintetica introduzione Ufficio Stampa: Silvia Baraldi - 347.61.90.832 - ufficiostampa@notelegali.it La legge attribuisce al soggetto che crea un’opera musicale originale – cioè che non sia la mera copia di un’altra opera già esistente – e creativa (concetto vago, diciamo che rifletta la personalità dell’autore) dei diritti morali relativi alla personalità dell’autore, quali ad esempio il diritto a rivendicare la paternità dell’opera, e dei diritti patrimoniali cui più comunemente ci si riferisce quando si parla di diritto d’autore (quelli cioè che portano “Euro”). Tale riconoscimento viene dato ad incentivo e premio dell’attività creativa svolta dall’autore che, con la propria personalità e con la propria attività intellettuale, va ad arricchire il patrimonio culturale comune, indipendentemente dal valore artistico dell’opera e dallo sforzo creativo impiegato per la creazione della stessa. In tale senso il diritto d’autore tutela quindi l’autore sia come individuo che si esprime (diritti morali) sia come lavoratore a cui spetta un compenso per il lavoro svolto (diritti patrimoniali).

Seminario di Andrea Marco Ricci a Musica Inedita 2010 ra gli autori (senza fare distinzioni in base alla notorietà dell’autore) oltre che per una migliore attività di controllo e “repressione” degli usi non autorizzati.

Per ottenere tale tutela giuridica non è necessaria alcuna formalità: è sufficiente che l’opera sia stata “estrinsecata” nel mondo reale, ovvero fatta nascere, comunicata. Il problema è quindi avere delle prove che attestino tale paternità: le prove temporali sono, tra queste, le più efficaci (pensate al deposito dei brani alla SIAE, che consigliamo fortemente).

Essere iscritti ad una società di gestione collettiva non è affatto obbligatorio, in quanto l’autore può sempre gestire individualmente tali attività, ma è bene evidente come per determinati usi (quali le pubbliche esecuzioni) sia veramente difficile per l’autore tutelarsi direttamente e in modo efficace.

Tali diritti sono detti “esclusivi”: significa che l’autore è l’unico soggetto autorizzato ad utilizzare la propria opera ed “esclude” quindi gli altri dal farne uso. In generale, senza espressa autorizzazione dell’autore nessuno può utilizzare la sua opera.

La SIAE svolge la propria attività solo per gli autori che le abbiano conferito “mandato”, come gli autori italiani iscritti alla SIAE o gli autori delle altre società di gestione collettiva del mondo con le quali la SIAE abbia un rapporto di rappresentanza reciproca.

Che succede quindi? Che l’autore, all’atto di concedere un’utilizzazione della propria opera, negozia il compenso dovuto direttamente con chi ne vuole fare uso e incassa quindi il compenso per il proprio lavoro. Questo dunque, in linea di principio, è il meccanismo: “Vuoi usare la mia opera? Pagami X Euro e la potrai usare, viceversa non te ne concedo l’uso!”.

Facciamo un esempio? Poniamo che un pub voglia far esibire dal vivo una cover band: l’organizzatore dovrà certamente ottenere l’autorizzazione preventiva (c.d. licenza) da parte degli autori dei brani che si eseguiranno. Nella maggior parte dei casi tali composizioni faranno parte del vastissimo repertorio rappresentato dalla SIAE e sarà quindi necessario per il locale ottenere una licenza per tale utilizzazione dalla SIAE stessa. Il compenso incassato dalla SIAE, decurtato di una percentuale per il lavoro svolto dalla stessa (c.d. aggio), sarà destinato a remunerare gli autori delle opere effettivamente eseguite in quell’occasione.

Appare subito evidente che, se l’autore gestisse da solo tale attività di concessione di autorizzazioni e negoziazioni del compenso, dovrebbe passare tutta la propria giornata al telefono, a contrattare e concedere. Avrebbe poi difficoltà sia a incassare sia a stabilire un prezzo sufficientemente elevato da poter vivere delle proprie creazioni, soprattutto agli inizi. Infine gli sarebbe impossibile monitorare il territorio per controllare se in qualche parte d’Italia (o del mondo!) vi siano utilizzazioni delle proprie opere non autorizzate. Per questo motivo dalla fine del 1800 gli autori hanno cominciato a strutturarsi in società di gestione collettiva dei diritti d’autore (in Italia la SIAE è stata fondata nel 1882 da illustrissimi nomi della cultura del tempo): in tale modo essi potevano delegare ad un’unica struttura questa attività di concessione degli usi delle opere, di negoziazione del compenso per tale utilizzazione, di raccolta del compenso dovuto agli autori (in linea di principio più alto che non nella gestione individuale) e di suddivisione di quanto incassato t

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Il diritto d’autore raccolto attraverso la SIAE, quindi, non è una “tassa” (tassa = soldi che vanno allo Stato per mantenere i servizi pubblici) come spesso erroneamente dice chi non conosce il lavoro creativo, ma lo stipendio del creativo stesso! NOTE LEGALI Associazione italiana per lo studio e l’insegnamento del diritto della musica Via degli Orti, 44 - 40137 Bologna tel. 051.58.75.506 fax 051.74.56.898 Dal lunedì al venerdì, ore 10 - 19 web www.notelegali.it www.myspace.com/notelegali mail info@notelegali.it Ufficio Stampa: Silvia Baraldi - 347.61.90.832 ufficiostampa@notelegali.it


di Giovanni Paquola

Appunti sul suono

RIFLESSIONI SULLA MUSICA

Ne “Il libro segreto di un musicista” di Roberto Lupi si legge “la musica è un lembo di cielo strappato al cosmo e racchiuso nell’uomo affinché esso possa scorgere in sé i più grandi misteri della vita e dell’universo” che è veramente una bella immagine poetica della musica e inoltre più avanti “la musica sta fra un suono che muore ed uno che nasce, proiettata nel tempo…” tutte immagini molto significative che ci fanno comprendere come in affetti l’esperienza sonora sia per l’essere umano qualcosa di profondo e importante e come fino dalle origini possa aver affascinato, non solo in senso estetico ed emotivo ma anche nello sviluppo del pensiero, l’essere umano. Marius Schneider, considerato uno dei più insigni musicologi del ‘900, scrive “La prima manifestazione sensibile della creazione è un suono che, secondo le tradizioni, emana dal Tao (il processo di mutamento e divenire di tutte le cose alla base del taoismo), dall’abisso primordiale, da una caverna, da un singing ground (sfondo sonoro), da un uovo fulgente, dal sole, dalla bocca spalancata d’un dio o d’uno strumento musicale che simboleggia il creatore”. Se approfondiamo un pochino vediamo che nella maggior parte delle cosmogonie di diverse civiltà è presente questo aspetto del suono come processo di creazione dell’universo, nello shintoismo, nelle upanishad indiane e in molte altre culture. Inoltre, la maggior parte dei popoli antichi praticava l’arte del suono a scopi terapeutici. Sovente la musica e la medicina erano considerate la stessa cosa. Il suono riguardava la dimensione sacra dell’esperienza, la porta di accesso per ritrovare l’armonia tra la mente e il corpo, la capacità da parte dell’individuo di ricomporre i conflitti emotivi interiori e ritrovare il proprio equilibrio col mondo.

musicali è indicata dagli storici come un elemento importante per capire e descrivere la storia della musica. La “storia degli strumenti musicali” di Curt Sachs ci informa sul “criterio geografico” ritenuto il più sicuro nella catalogazione e sulla base dei reperti rinvenuti negli scavi archeologici se ne può tracciare in modo abbastanza fedele una cronologia con l’abilità manuale e il livello culturale connessi. Gli strumenti musicali sono catalogati in: idiofoni, aerofoni, membranofoni e cordofoni. I primi a comparire nei reperti più antichi sono gli idiofoni, con sonagli, conchiglie, raschiatoi, buca battuta e gli aerofoni con il rombo, ancia a nastro e il flauto privo di fori. Negli strati medi compaiono poi tamburi, flauti con fori, trombe, l’arpa e la cetra. Negli strati cronologicamente più recenti (tardo neolitico – 2800-1900 a.C. http://it.wikipedia.org/wiki/Neolitico”) si trovano, per esempio xilofono, sonagli di vimini, flauto traverso, tromba a imboccatura laterale e tamburo a frizione. Ogni cultura, ogni civiltà ha coltivato la musica in relazione al magico, al divino a quella sfera simbolica e sacra o religiosa che mette in comunicazione l’essere umano col soprannaturale, con l’universo, col proprio senso della vita e della spiritualità. La musica come intrattenimento è un fenomeno molto più recente e come oggetto di consumo è tipico della società di massa. Lo sviluppo dei mezzi di comunicazione ha contribuito a quella che è stata definita “riproducibilità dell’opera d’arte” (Walter Benjamin) che ha trasformato il senso, la percezione e la produzione non solo della musica ma dell’arte in generale. Consigliamo a chi ha tempo e desiderio di approfondire l’argomento un interessante articolo di Riccardo Santilli all’indirizzo “http://www.amadeux.net/sublimen/ dossier/psicocibernetica.html”, dove lo studioso mostra quanto il medium (secondo la definizione di M. McLuhan) influisca sul significato e il senso che diamo all’esperienza e quanto, quindi, la nostra percezione della realtà dipenda anche dal “come” ci viene trasmessa. Arriviamo così molto velocemente ai giorni nostri con la musica che è davvero ovunque e che forse, ahimè, sta perdendo gran parte non solo del suo senso originario, ma anche il significato e il valore artistico e umano, macinata dalla macchina del consumo… per finire magari in un cassetto, al posto dei calzini.

Ancora oggi l’origine della musica non è del tutto certa anche se le ipotesi più probabili riguardano le necessità di comunicare, quindi le forme di richiamo, la comparsa dei primi tamburi, sonagli, flauti e corni. La natura può aver contribuito in una certa misura, come per esempio col canto degli uccelli, il fischiare del vento, il rumore della pioggia. I riti sono stati uno dei fattori determinanti per lo sviluppo del canto che è ragionevole ritenere antecedente all’uso di strumenti musicali e nel corso delle epoche possiamo vedere che la vita di comunità, le usanze, i riti sacri, di passaggio delle stagioni e delle tradizioni hanno determinato un’evoluzione sonora e strumentale. Infatti, l’invenzione degli strumenti

Link consigliati: - http://www.iism.it/index.htm - http://www.storiadellamusica.it/ - http://www.antoniogramsci.com/ angelamolteni/musica.htm - http://issuu.com/frustingo/docs/ riassunti_di_storia_della_musica Bibliografia consigliata: - Tutto Musica – ed. DeAgostini - Breve storia della musica – Massimo Mila – ed. Einaudi - Una storia della musica rock – Piero Scaruffi – http://www.scaruffi.com/history/prenota.html.

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di Emiliano Riva

IL RUMORE VIOLA

GUIDA RAGIONATA AI NEGOZI DI MUSICA pt.2 Quasi tutti ne parlano come se fosse un angolo nostrano di Denmark Street, ma Backbeat è un buco in un sottoscala ai margini del centro storico. C’è la stessa atmosfera di certe lugubri paninoteche che servono da decenni schifezze leggendarie, però tanto sono “loro” e la gente ci va sempre. Anni fa lo bazzicavo spesso perché consumavo plettri e corde in quantità industriale, alla fine mi avevano persino fatto una specie di tessera punti. In più, Backbeat aveva - e ha ancora - fama di essere un’ importante porta d’ingresso del sottobosco musicale cittadino. I muri della scala discendente sono costellati di annunci, da “vendo pregiata semiacustica in mogano autografata da Lui, astenersi perditempo” a “cerkasi batterista per una nuova band metallara ke spakka”. La versione teenager di me leggeva e sognava: un giorno, magari, avrei letto il “cerkasi” per la band della mia vita, incontrato il leggendario Batterista Definitivo o trovato chi mi vendeva una Flàing Vù seminuova per duecentomilalire. Ovviamente, nulla di tutto ciò è mai successo e la bacheca continua a traboccare di annunci senza che vi sia mai uscito alcun gruppo da Demo di Platino. Al massimo, qualche sodalizio che, dopo un buon tour dei pub locali, si è sciolto perché, toh, il batterista ha messo le corna alla tipa (del cantante). Il guru del negozio è Martino, figlio di Eugenio, il proprietario, un tipo convinto di essere un pezzo di storia per il semplice fatto di aver venduto, tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti anni fa, i primi ruderi di strumentazione ai dinosauri del rock cittadino (“Johnny Blues”, “Charlie Carletti”, gli “Speranza”). Ma il vero quarto d’ora di celebrità di Backbeat risale al lontano 1972, quando aveva ospitato, per una mitologica jam session, nientepopodimeno che Vannino D’Andrea dei Gerovitàl, uno dei gruppi-pilastro del progressive nazionale di quegli anni. L’evento è immortalato in una foto-reliquia dai colori biscottati in ostensione un metro e mezzo sopra la cassa, dando a Backbeat un marchio di autorevolezza rockettara che la Bottega Martelli e gli altri si possono solo sognare. Dal punto di vista commerciale la premiata ditta Backbeat non soffre certo problemi di fatturato, tanto da potersi permettere un paio di commessi twentysomething che cambiano suppergiù ogni anno. Detesto questi tizi: se fossi Dante, non esiterei a sbatterli dritti nel girone dei consiglieri fraudolenti. Hanno un modo di fare amichevoleggiante, ma l’obiettivo è uno solo: rifilarti ciò che conviene a loro, oppure qualcosa di improbabile-ma-geniale per far vedere quanto sono bravi. Perché, allora, continuo ad andarci ogni tanto? Mah, tutto sommato è piuttosto fornito, e a differenza di altri posti, non è mai un problema provare una determinata chitarra, basso, o kazoo... a parte lo spazio - finisci sempre per ritrovarti rattrappito su uno sgabello fra torri trigemini di 4x10, col cavo annodato alla caviglia e il volume a 0 virgola qualcosa. Durante la mia ricerca di quella famosa chitarra acustica, gli smanettoni più autorevoli mi avevano tutti

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indicato una certa marca nippocoreancinese, regina indiscussa della fascia überscrausa. Ma l’anima persa di turno (pizzetto a punta e piercing, t-shirt di gruppo indìrokk semisconosciuto, occhialazzi fintonerdosi) prima di farmene provare una, se n’era uscito con: “Ma....sei davvero sicuro?” “...Perché?” “No, guarda, noi le teniamo giusto perché si vendono bene, ma fan un po’ schif...ehm, cag...” “Ah, sì? Strano, me ne hanno parlato così bene.” “Ahhhhhhhh... vedi un po’ te...” Ancora un po’ e avrebbe tirato fuori un catino per lavarsi le mani tipo Ponzio Pilato. Ovvio che non era un pregiato strumento piallato a mano dai nani della Foresta Nera, ma nemmeno così malvagio da giustificare l’espressione da sommelier nauseato. Per lui, il minimo sindacale erano certe sublimi 12 corde svedesi... di cui, guarda caso, aveva lì una sotto-sottomarca. Poco importava che per me suonasse come una cassetta della frutta, IO ero quello che non capiva niente. Inutile mettermi a discutere ancora. Ammetto anch’io di averci comprato una chitarra, quand’ero inespertissimo e assai poco quattrinato. Le mie conoscenze erano più che altro estetiche (sapevo distinguere “quella con le corna” da “quella con la maniglia”), e il discorso appioppatomi da Martino fu più o meno: “guarda, se vuoi gustare davvero il suono della chitarra e ti piace il rock tosto ma tosto davvero, allora c’è questa “Monster”, con humbucker al ponte, tastiera in pino satinato e meccaniche dorate di qualità superiore.” Che poi avessero saldato contatti e potenziometri con della liquirizia me lo spiegò solo il liutaio, dal quale fui obbligato a portarla poche settimane dopo, quando la “Monster” iniziò a far versi degni del proprio nome, gracchiando e ruttando ad ogni plettrata. Alla fine la rifilai per pochi soldi a un altro chitarrista ancora più inesperto, guadagnandomi anch’io un posto vicino a Ulisse, e ******* Backbeat quando si tratta di comprar chitarre. Con l’aiuto di: Nirvana - Serve The Servants


di Sergio Bianchi

Tante volte nel mondo della musica (e non solo) ci si scontra con questa parola. Cos’è l’esperienza? Ma soprattutto, esiste davvero o è solo una specie di “nonnismo culturale” fatto dai più anziani? Credo di essere la persona giusta per poterne parlare poiché sono un miscuglio impreciso tra gli esperti ed i novizi, quindi sono sicuramente non di parte e, soprattutto, con poca cognizione di causa (ed alle volte fa bene comunicare in questo modo: è liberatorio!) Allora, partiamo dal presupposto che nel nostro campo ci sono diversi tipi di esperienza. Ma parliamo forse della più importante: quella del LIVE. Essa serve praticamente e capire cosa si può fare su un palco, cosa NON si può fare, come trattare con il pubblico ed inoltre, ad un livello soggettivo, serve ad imparare a come far fronte ad un numero imprecisato di imprevisti ed errori che possono capitare durante un’esibizione. Parlo per me: non esiste concerto in cui non faccia almeno due o tre errori (da me considerati gravi, anche se, a sentire ciò che dicono gli altri, forse non è così per tutti… dannati non-batteristi!) oppure sappiate che ai miei inizi era un dramma il solo fatto che mi cadesse una bacchetta. Poi ho imparato a tenere sempre il porta bacchette aperto a lato della batteria (in caso non si possa fare, un paio di bacchette di scorta in tasca o poggiate sulla cassa) ed infine ho imparato a prendere le bacchette di riserva continuando comunque a suonare con l’altra mano riducendo al minimo le imprecisioni del caso. Ma questa è la parte “fisica” dell’imprevisto. E la parte, assai più importante, della “psicologia”? Semplice, si ripara anche quella. Dal ”Oddio, mi hanno visto tutti, ora sapranno tutti che faccio schifo. Un batterista che non sa tenere in mano le bacchette. Che pena. Ora finito questo pezzo mi annego in vasca da bagno. Sì, sì. Lo faccio. No, non posso continuare così, non è il mio mestiere!” al “Eh, vabbè, capita!”.

LA RUBRIKAZZA

ESPERIENZA

All’inizio era dovuto alla tensione, ma poi ho imparato a “tirarli a me” nel giro di un paio di quarti a 160 b.p.m.! Che dire di Stevie Ray Vaughan al quale si rompe una corda durante un assolo e continua a suonare mentre il suo tecnico gli cambiava la chitarra (quello era forse il miglior roadie al mondo, lo ammetto!). Ho visto il signor Dave Weckl con un mixer caduto a terra (c’è il video su youtube) oppure si racconta dell’ultimo clinic tour italiano di Jojo Mayer in cui, nella data di Roma, dopo un problema con le basi sulle quali doveva suonare ha allietato il pubblico con dei giochi di prestigio con una sigaretta mentre i suoi tecnici sistemavano il problema! Chick Corea che va fuori tempo durante un assolo di Colaiuta (non posso biasimare Chick, sinceramente) facendo sentire a milioni di persone il suo errore e nella battuta dopo c’è un suo primo piano in cui sorride! Vedete? I casini succedono a tutti…ma l’esperienza è quella che ti aiuta a “ripararli”. E come fare a recuperare questa benedetta esperienza (del c…)? La risposta è la più semplice dell’universo: suonate! Ma non solo… andate a vedere molti live (anche in piccoli posti, non sto parlando solo di concerti da migliaia di persone) vi capiterà sicuramente di vedere qualche musicista con qualche problema riguardante il suo strumento (corde che si rompono, bacchette cadute, ampli che si spengono, cali di tensione etc.) e guardate bene come si comportano! Ed anche in questo caso, come per la tecnica o per i suoni, per le intonazioni o per le novità apportate (non per le canzoni, mi raccomando, altrimenti si chiama “plagio”) applicate la prima regola del musicista in erba che vuole imparare (ossia TUTTI e SEMPRE, insegnanti compresi): RUBATE!

Funziona così! Qualche esempio? Se v’interessa ho visto rompersi la pelle del timpano a Stefano Bagnoli (il master delle spazzole in Italia); vi garantisco che non si è messo a piangere, anzi, quando gli hanno detto: “Stefano saluta il tuo pubblico” lui si è alzato in piedi, ha sollevato lo strumento e ridendo ha esclamato: “Mi si è rotta la pelle del timpano! Ciao!”. Inoltre non so quanti concerti io abbia fatto con cassa e charleston che “scivolano” in avanti.

Concorso nazionale per giovani emergenti QUINTA EDIZIONE

Note Nuove ti ascolta tutto l’anno! Visita il sito: www.gaviratemusicfestival.it e inviaci la tua canzone inedita.

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di Gianluca Roscio

La voce dei lettori

NEVERMIND l’ultimo terremoto generazionale

Disoccupazione crescente, guerre, pubblicità ammiccante, consumismo programmato, in cui la musica e i giovani artisti rivestono spesso il ruolo di vere e proprie trappole commerciali (vedi la lirica di Smells Like Teen Spirit “Our little group” cambiata nei live in “Our little trap”). Kurt riassume tutto in 13 brani (12 + 1 traccia fantasma) di pura rabbia giovanile, istinto di ribellione e annichilimento insieme! Il genio di Cobain sta nel giocare e volteggiare proprio tra contrasti impensabili, immagini e vissuti socialmente respinti, giudicati borderline. Pensieri ritenuti più vicini ad una mente disturbata, ma che di fatto descrivono, frustano cinicamente la realtà, tanto da essere diventati lo slogan di una generazione “invisibile”, senza un’identità sociale definita.

24 Settembre 1991 – 24 Settembre 2011, 20 anni di cambiamenti sociali, geografici, culturali... Eppure oggi sembra esser cambiato poco a livello musicale, artistico. Siamo tutti alla ricerca di qualcosa di nuovo, ma che risulta solo l’eco di sonorità già vissute e sviscerate. NEVERMIND (trad. ‘Non importa / chi se ne frega’) è forse l’ultimo disco della storia del rock ad aver cambiato la visione e la fruizione stessa della musica, tanto da dover essere rietichettata con un nuovo nome: Grunge (‘sporco’). Primo nella classifica “Billboard top 200” davanti a Michael Jackson, 30 milioni di copie vendute in tutto il mondo, non si parla solo di un cambiamento sonoro, ma della perfetta lettura di una generazione, a cavallo tra il 1965 e il 1980, conosciuta come Generazione X e che ha influenzato radicalmente la cultura popolare degli anni 80/90. I Nirvana hanno cambiato, “spaccato”, ribaltato, letteralmente spazzato via tutto e tutti, non solo sul palco, spostando il baricentro del rock mondiale dalle grandi metropoli a Seattle, città fino ad allora ai margini. Chi altro avrebbe potuto cogliere, senza pur volerlo, il senso di ciò che accadeva, se non dei ragazzi considerati outsiders? Facce disorientate, spigolose, ritenute nerd e ridicole, eppure vere a tal punto da vivere ciò che urlavano e vomitavano fuori dai loro stomaci. Sono urla verso un mondo dove non c’è spazio per una nuova generazione, nata stanca, derubata del proprio futuro, immersa nella crisi tra il declino del colonialismo, la caduta del muro di Berlino e la fine della guerra fredda.

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Ci troviamo perciò in mezzo ad immagini dolcissime, di compassione tra due bambini ammalati (Drain you), descritte con crudo istinto di sopravvivenza. Il respiro ci viene mozzato da punti di vista ribaltati in cui una storia di violenza ci arriva dagli occhi del carnefice piuttosto che della vittima (Polly). Siamo in mezzo alla solitudine, all’ansia e negazione, paranoia, alienazione totale (“when I was an alien” canta in Territorial Pissings), filo conduttore dell’album stesso. Persino il nome della band risuona acido, impressionante, se accostato al messaggio inviato, come se la ricerca della liberazione dal dolore (il nirvana) debba passare totalmente dentro e attraverso il dolore stesso. Ascoltando Nevermind veniamo travolti da un impatto sonoro ed emozionale enorme, snervante, eppure carico d’amore: Amore negato, cercato con strazio e mai o poco trovato. Legno, corde, sangue ed ossa si mischiano, la chitarra urla e stride come graffi al collo, in cerca di carezze, il basso strappa e rimbalza facendo letteralmente l’amore con una batteria incandescente. La voce, per niente impostata, per niente aggraziata, eppure libera, vibrante e seducente quanto impura e cinica, vola e si schianta. Ricorda la voce di un bimbo abbandonato che si fonde con quella di un uomo stanco. Un uomo solo e capace di donare tanto amore, come pochi forse si sono accorti sapesse fare. Nervermind... e molto in realtà ci importa, Nevermind o ora dove saremmo? Perciò “Chissenefrega” della musica fatta per apparire, Nevermind è l’eredità, i Nirvana l’esempio che la vera musica può soltanto essere intrisa di vita vera, al di là di generi o etichette.


di Chiara Trettene

La voce dei lettori

EVOLUZIONE DELLE CHIAVI MUSICALI Avete presente una “giornata uggiosa”? Con quel tempo fastidioso, che non ti lascia uscire ma non ti dà nemmeno la soddisfazione di un bel temporale come si deve? Ecco, tutto iniziò così. In una di queste giornate, la sottoscritta, non avendo niente di meglio da fare, si stava divertendo a guardare il muro, quando ad un tratto la voglia di avventura ebbe il sopravvento: in quattro e quattr’otto avevo preparato l’attrezzatura per intraprendere una spedizione di ricerca e scoperta in uno degli ambienti più ostili del mondo, ovvero il rifugio di un individuo appartenente alla specie dell’homo...(beh, se sapiens o meno non si sa con certezza, il dibattito tra gli studiosi è ancora aperto), generalmente collocato nel mezzo di una giungla fitta in mezzo alla quale si possono scoprire reperti di interesse archeologico non irrilevante. Questo ambiente è anche noto come “Camera di tuo Fratello”. Bene, come dicevo, una volta aperta la porta, superata la barriera di gas tossici causata da calzini del neolitico, ho individuato dall’altro capo della stanza la scrivania: il luogo dei ritrovamenti più interessanti. Mi sono quindi fatta largo a colpi di machete, calpestando senza pietà tutto ciò che si parava sul mio cammino, ed ecco la scrivania, un pre-esistente oggetto oramai sepolto sotto coltri di fogliame (nel mio caso, dai disegni di scuola, ai temi, agli spartiti): senza indugio mi sono impossessata di una manciata di fogli del secolo scorso e ho battuto in ritirata (sì, i gas tossici iniziavano ad annebbiarmi la vista). Mollemente adagiata sul mio letto ho poi provveduto alla catalogazione dei reperti e, pam!, ecco la scoperta: una splendida immagine dell’evoluzione delle chiavi musicali, che oggi voi potete ammirare su queste pagine. Accidenti, allora avere un fratello musicista serve a qualcosa! Affascinata da questa immagine mi sono documentata. Come ho detto prima, questa immagine rappresenta l’evoluzione delle chiavi musicali utilizzate (la chiave madre di DO, e le chiavi ausiliarie, molto più comuni, di SOL e di FA), partendo dalle lettere per arrivare ai segni grafici che oggi noi conosciamo. La chiave “madre” di DO è caduta in disuso, poiché anche nel caso di strumenti polifonici come il pianoforte, oggi si trova più comodo utilizzare le chiavi di SOL e di FA da essa derivate. Tutti, in particolare i chitarristi, conoscono la notazione internazionale, ovvero il sistema che dà il nome alle sete note musicali (e ai conseguenti accordi) con le lettere dell’alfabeto, dalla A (il la) alla G (il sol). La notazione alfabetica, infatti, costituì la più antica forma di scrittura musicale, nella quale i suoni venivano identificati mediante delle sigle scritte sopra alle sillabe da cantare. Questo era il modo antico di denominare le note, ancora in uso in alcune nazioni, prima dell’inno vazione introdotta da Guido d’Arezzo, monaco vissuto a cavallo dell’anno 1000. Egli infatti teorizzò il tetragramma, basandosi sull’esistenza di due linee colorate di riferimento, rossa per il fa e gialla per il do. Ben presto le linee divennero tutte nere (era pur sempre un monaco, serviva un po’ di contegno, no??) e, per dare il giusto punto di riferimento ai neumi, ossia dei segni sonori che identificavano approssimativamente l’andamento della melodia, si introdussero due lettere chiave tratte dalla notazione

talfabetica: il DO, derivato dalla C, e il FA, derivato dalla F. Eccoci tornati alla partenza.

Ma Guido d’Arezzo ebbe un altro merito fondamentale nella storia della musica. Questo pover’uomo, non sapendo che altro inventarsi per far imparare ai suoi alunni gli intervalli di tono e semitono della scala, s’ingegnò (cosa non fanno gli insegnanti per i loro ragazzi?!) e iniziò ad adoperare come sussidio mnemonico l’inno a San Giovanni composto da Paolo Diacono. Embè, perchè San Giovanni e non San Ariberto? Eh, eh, qui sta il bello: ognuno dei sette versi che compongono l’inno iniziava su una nota più alta del precedente. Il nostro buon Guido aveva bisogno solamente di sei note, in quanto il suo sistema era basato sulla scala esatonale, quindi prese i nomi dalla prima sillaba di ogni verso: UT queant laxis REsonare fibris MIra gestorum FAmuli tuorum SOLve polluti LAbii reatum Sancte Joannes. Solo nel XVII secolo si introdusse anche il SI, desumendolo dall’ultimo verso dello stesso inno, ossia dall’unione delle iniziali di “Sancte Joannes”. Ma come, la prima nota non è mica il DO? Sì certo, tranquilli, qui c’è il barbatrucco: un tizio intelligente, tale Giambattista Doni, essendosi accorto che “UT” non era proprio comodo da cantare (te credo, sembra che ti sia andato di traverso qualcosa!), decise di dare un nuovo nome a quella nota, prendendolo, molto modestamente, dall’inizio del suo cognome. Quante cose si possono imparare dalle pergamene sepolte sulle scrivanie, eh? Bene, quindi ora animo, armiamoci di maschere antigas e...partite! Io il mio l’ho fatto.

La redazione coglie l’occasione per porgere a tutti i lettori di Mi Fa Musica i più speciali auguri per un

Natale sereno e un Nuovo Anno pieno di Musica! 21


STASERA CHE SI FA? Concerti dei ‘BIG’!

PAOLO BENVEGNU’ – Teatro Martinitt – Milano - 12 dicembre RIHANNA – Mediolanum Forum – Assago (MI) – 12 dicembre MICHELE ZARRILLO – Teatro Smeraldo – Milano – 13 dicembre PFM (Premiata Forneria Marconi) – Live Club - Trezzo sull’Adda (MI) - 16 dicembre IVANO FOSSATI – Teatro degli Arcimboldi – Milano – 19 dicembre LUCA CARBONI – Senza titolo tour – Teatro degli Arcimboldi (MI) - 20 dicembre CAPAREZZA – Live Club – Trezzo sull’Adda (MI) – 21 dicembre EUGENIO FINARDI – Blue Note - Milano - 22 e 23 dicembre GIULIANO PALMA & THE BLUEBEATERS - Live Club – Trezzo Sull’Adda (MI) - 23 dicembre LAURA PAUSINI – Mediolanum Forum – Assago (MI) - dal 25 al 29 dicembre MARRACASH – Alcatraz – Milano - 12 gennaio ‘12 GIORGIA – Il mio giorno migliore – Mediolanum Forum – Assago (MI) – 24 gennaio ‘12 GUANO APES – Magazzini Generali – Milano – 25 gennaio ‘12 SPIN DOCTORS – Bloom – Mezzago (MB) – 29 gennaio ‘12 NEGRITA – Mediolanum Forum – Assago (MI) – 11 febbraio ‘12 DREAM THEATER – Mediolanum Forum – Assago (MI) – 21 febbraio ‘12

Dicembre 2011 Numero 76

LE MANIFESTAZIONI DA DOMENICA 4 DICEMBRE 2011

Mostra dei Presepi fino al 8 gennaio 2012 presso la Prolocomotiva Stazione Ferrovie Dicembre 2011 Numero 76Trenord a Gavirate.

MARTEDI 27

LE MANIFESTAZIONI

Festa di San Giovanni patrono organizzata dalla Parrocchia San Giovanni Evangelista di Gavirate.

DA DOMENICA 4 DICEMBRE 2011

Informazioni: Ufficio IAT Gavirate2012 Piazza Dante, Mostra dei Presepi fino al 8 gennaio presso la 1 21026 Gavirate Telefono 0332 a744.707 Prolocomotiva Stazione(Va) Ferrovie Trenord Gavirate. www.progavirate.com ufficio@progavirate.com MARTEDI 27

Festa di San Giovanni Calendario 2012 patrono organizzata Palude dalla Brabbia

Parrocchia SanaGiovanni diprovincia Gavirate.dei Laghi Sarà distribuito tutte le Evangelista Nella famiglie gaviratesiUfficio il Calendario quello di Varese Informazioni: IAT Gavirate Piazza Dante,ha1 un Comunale, realizzato con la Pro posto d’onore. Non solo 21026 Telefono 0332lo744.707 Loco che ne haGavirate curato la(Va) grafica perché abbiamo sotto www.progavirate.com ufficio@progavirate.com gli occhi tutti i giorni, ma perché insieme alla Calendario 2012 Palude Brabbia Palude Brabbia e al Lago di Comabbio costituisce Sarà distribuito a tutte le Nella provincia dei Laghi un enorme ecosistema famiglie gaviratesi il Calendario quello di Varese ha un umido ricchissimo Mostra dei Presepi Comunale, realizzato con la Pro posto d’onore. Nondal solopunto di …Per gli iscritti Music Secrets è possibile vista naturalistico. Numerose Loco che ne ha curato la grafica perché lo abbiamo sotto Si terrà da domenica 4 dicembre specie di tutti uccelli testimoniano convertire ore di lezione di 2012 la gli occhi i giorni, ma una o più a domenica 8 gennaio questa che da di registrazione perché valenza insieme allagli è data Mostra dei Presepi, una raccolta strumento in ore in studio una vegetazione Palude Brabbia eancora al Lagoben di lavori fatti da appassionati che conservata e dalla sua posizione di Comabbio costituisce ripercorre la storia della natività e che, oltre alla funzione strategica per le rotte Sappiamo chemigratorie la musica, a differenza delle artii presepi visive, un enorme ecosistema nel mondo. Numerosi tradizionale di calendario, nord-sud. Un corridoio verdedi umidoha ricchissimo dal punto Presepi inattraverso mostra, dei dailapiù curiosi ai bisogno di essere fissataMostra registrazione riporterà le date della raccolta che entrato a far parte della vistaè naturalistico. Numerose tradizionali, realizzati4e in vari Si terrà da domenica dicembre edinon tutti strumentazione delle differenziata, i numeri telefonici rete europea per la dispongono protezione della specie uccelli testimoniano materiali: dal legno, alla carta, a domenica 8 gennaio 2012 la e gli indirizzi mail dei principali della biodiversità “Rete Natura conoscenze necessarie. questa valenza che gli è data da tecniche alla stoffa, gesso, di rara e Mostra dei al Presepi, una raccolta servizi pubblici. Per l’edizione 2000”: dal 2005 il lago è infatti una vegetazione ancora ben Se vuoi semplicemente registrare un tuoappassionati brano, un che suggestiva bellezza. di lavori fatti da 2012 verranno pubblicate delle ZPS (Zona di Protezione conservata e dalla sua posizione ripercorre la storia della natività esercizio o una cover, con l’aiuto di esperti del settore, foto gentilmente fornite dalla Speciale) le direttive e che, oltre alla funzione strategicasecondo per le rotte migratorie nel mondo. Numerosi i presepi ora puoi farlo ! Riserva Naturale Regionale europee, uno di quei siti tradizionale di calendario, nord-sud.ossia Un corridoio verde in mostra, dai più curiosi ai Palude Brabbia Centro visite: per vi è l’obbligo di della riporterà le date-della raccolta che cui è entrato a far parte tradizionali, realizzati in vari Via Patrioti 22i numeri - Inarzotelefonici (Varese) mantenere un buono stato di differenziata, rete europea per la protezione materiali: dal la legno, alla carta, Per informazioni e dettagli contatta segreteria Tel. 0332 964.028 lipu.varese.it conservazione. Questo e gli indirizzi mail dei principali della biodiversità “Rete Natura alla stoffa, al gesso, di (info@musicsecrets.it – 0332-730738) rara e oasi.brabbia@lipu.it riconoscimento èilstato servizi pubblici. Per l’edizione 2000”: dal 2005 lagoacquisito è infatti suggestiva bellezza. grazie alla presenza numerosa 2012 verranno pubblicate delle ZPS (Zona di Protezione dell’avifauna e di alcune specie foto gentilmente fornite dalla Speciale) secondo le direttive particolarmente a rischio Riserva Naturale Regionale europee, ossia uno di queiasiti livello airone Palude Brabbia - Centro visite: per cuieuropeo: vi è l’obbligo di rosso, salciaiola, moretta tabaccata e

TI RICORDIAMO CHE…

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di Elisa e Davide

Giochi&Tempo libero

LET’S PLAY!

TEST MUSICALE

Misura la tua conoscenza musicale 1) Di chi è la canzone “All along the watchtower”? □ U2 □ Bob Dylan □ Beatles □ Jimi Hendrix 2) Chi canta la canzone “Woman from Tokio” dei Deep Purple? □ Ian Gillan □ Ritchie Blackmore □ R.J. Dio □ David Coverdale 3) Quale canzone dei Beatles è stata interpretata da Ben Harper per il film “I am Sam”? □ Across the universe □Nowhere man □ Strawberry fields forever □ Let it be 4) “Totally eclipse of the earth” è una romantica canzone di: □ Cindy Lauper □ Madonna □ Annie Lennox □ Bonnie Tyler 5) “Sailing to Philadelphia” è il singolo trainante di un album pubblicato da Mark Knopfler nel 2000. □ Speedway at Nazareth □ What it is □ Sailing to Philadelphia □ Sands of Nevada 6) Quale gruppo ha pubblicato l’album “Close to the edge”? □ Yes □ The Doors □ Fairport Convention □ Camel 7) Quale band ha portato al successo il brano “Rock the Casbah”? □ Ramones □ Sex Pistols □ The Clash □ The Who

SUDOKU MUSICALE Il SUDOKU MUSICALE consiste nel riempire le caselle vuote con una nota (C=Do D=Re E=Mi F=Fa G=Sol A=La B=Si) o con un segno di alterazione (b=bemolle #=diesis) rispettando 3 REGOLE: 1 – una nota/ alterazione non si ripete nelle caselle sulla stessa colonna verticale 2 – una nota/alterazione non si ripete sulla stessa riga orizzontale 3 – all’interno dello stesso riquadro 3x3 le note/alterazioni non possono ripetersi

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Le soluzioni saranno disponibili sul sito www.musicsecrets.it da venerdì 27 gennaio

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L’ANGOLO DELLA SINCOPE Insegnante: “Questo si chiama Tom. Invece questo, che è solo un pelo più grosso, si chiama... Tom anche lui! Li distinguiamo come Tom 1 e Tom 2, oppure come primo Tom e secondo Tom”. Allievo: “... quindi ci sono due Tom?” Insegnante: “Esattamente: primo e secondo Tom”. Allievo: “Ma Jerry allora qual è?”. Insegnante: “ …e ora faremo un po’ di allenamento su quest’altro pezzo della batteria, che si chiama Rullante!”. (…poco dopo…) Allievo: “… uffa, non mi vengono proprio gli esercizi sull’Urlante!!!”. Vignetta realizzata da Laura Brusa Dopo una lezione dedicata alla spiegazione dei differenti tipi di pick up (i “microfoni” delle chitarra), arriva la sconcertante domanda dell’allievo: “Oh, ma il tuo pc che processore ha? Un single coil?”. Insegnante basito! *Attenzione: fatti realmente accaduti

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Mi Fa Musica n.7