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Sommario . Rituali d’acqua: ninfe abluzioni sacre battesimo •

Animali dell’acqua nell’arte

Acqua a Venezia: approvvigionamento pozzi fontane

Acqua: un bene prezioso: il consumo d’acqua risparmiare l’ acqua

Poesie e giochi d’acqua: poesie giochi

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Chi spreca l’acqua disprezza la vita, ricorda che essa non è infinita.

Usami scrupolosamente e ci sarò per sempre. 3


RITUALI DELL’ACQUA

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SORGENTI SACRE • In molte religioni le sorgenti d’acqua erano considerate luoghi sacri,dedicate a divinità della natura.

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RELIGIONE GRECA • Nella religione greca erano collegate alle ninfe,oppure al culto di Demetra(Cerere per i romani),dea della natura e delle messi.

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NINFE e NINFEI Presso le fonti venivano costruiti edifici sacri detti appunto NINFEI

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I NINFEI • Resti di ninfei sono ancora visibili in molti luoghi del Mediterraneo. • Si trovano collocati spesso dentro grotte o all’interno di boschi. • In età moderna (XVI-XVII sec.), il ninfeo viene ripreso come elemento architettonico nei giardini delle ville di ispirazione classica, sotto forma di grotta artificiale, con fontana. 8


ABLUZIONI SACRE • Presso molti popoli, fin dai tempi più antichi, l’acqua occupa un posto centrale nei rituali di purificazione. • La purificazione dei peccati e delle impurità avviene tramite abluzioni e preghiere.

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• L’ abluzione sacra è un lavaggio rituale, che può essere totale o parziale: un bagno completo, oppure il lavaggio di una parte del corpo. • Può essere fatta prima di un sacrificio o preghiera, oppure nei riti di iniziazione, attraverso i quali le persone vengono ammesse nella comunità religiosa. 10


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LA RELIGIONE INDUISTA • Nella religione induista è fondamentale immergersi,almeno una volta nella vita,nel Gange,il fiume sacro,personificato nella dea Devi. • Il bagno rituale,accompagnato da preghiere,ottiene il perdono dei peccati e apre le porte alla salvezza. • Molti vi portano anche le ceneri dei loro congiunti. 12


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LA RELIGIONE ISLAMICA • Nella religione islamica esiste l’abluzione minore e quella maggiore. • La prima è una pratica quotidiana che il musulmano compie prima di ogni preghiera: si lava il viso e le braccia fino al gomito, la testa e i piedi fino alla caviglia, come prescrive il CORANO. • L’abluzione maggiore si compie per purificare alcune gravi impurità. 14


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IL BATTESIMO • Un’ abluzione sacra ricorrente in molte religioni è il Battesimo. • Il Battesimo è un rituale attraverso il quale la persona entra nella comunità religiosa. • La parola Battesimo deriva dal greco “baptìzo”, che vuol dire immergere nell’acqua. • Il rito simboleggia la morte della persona e la sua rinascita. 16


IL BATTESIMO EGIZIO • I primi a praticare il battesimo furono gli egiziani. • Il rito era legato al culto del dio Attis ed era inizialmente riservato ai faraoni e ai funzionari. • L’iniziato veniva immerso nell’acqua lustrale, mentre il sacerdote pronunciava le parole del rito: • “Tu sei rinato e da questo momento farai parte del mondo degli eletti a cui sono aperte le porte dell’eternità”. 17


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IL BATTESIMO PERSIANO • Il rito si estese poi a tutte le religioni mediorientali. • In particolare era diffuso nel culto di Mitra, che dalla Persia si espanse nell’ area Mediterranea, in particolare nei secoli I-II d.c. • Anche in questa religione si predicava il giudizio universale e la resurrezione dopo la morte. 19


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IL DIO MITRA


Il Battesimo Di Gesù • Anche presso gli ebrei esisteva il rito del battesimo. • Gesù Cristo si fece battezzare dal profeta Giovanni Battista presso il fiume Giordano. •Al momento del battesimo, il cielo si aprì, scese una colomba bianca e una voce disse: “Questo è il figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto”.

• Poi Gesù si ritirò nel deserto per 40 giorni, prima di cominciare la sua predicazione. 21


IL BATTESIMO CRISTIANO • Per il cristianesimo, il battesimo è il primo e fondamentale sacramento,”Lavacro di rigenerazione e di rinnovamento”, che cancella il peccato originale e immette la persona nella comunità dei fedeli. • Nella chiesa primitiva veniva somministrato agli adulti (“catecumeni”), dopo una serie di riti preparatori. • Il concilio di Trento (1563) sancisce la pratica sui neonati. 22


PIETRO LONGHI “Il Battesimo” XVIII sec.

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AI NOSTRI GIORNI • Secondo il Rituale Romanorum, il sacerdote deve versare l’acqua tre volte sul capo del bambino, pronunciando le parole del rito. • Il bambino viene poi unto con il sacro olio (crisma). • Una candela accesa significa che Cristo ha illuminato il neofita. • La veste bianca è segno di purificazione. 24


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L’acqua è per tutti sta a te lasciarne anche agli altri L’acqua è un bene prezioso non sprecarla altrimenti finirà. 26


ANIMALI d’ACQUA: ICONOGRAFIA

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LA BALENA • La balena è spesso raffigurata come attributo del profeta Giona o, soprattutto nelle miniature medievali, con dei marinai approdati per errore sul suo dorso. • Detta nella Bibbia “Il grande pesce”, è l’animale che inghiotte il profeta Giona, punito per essersi rifiutato di predicare nella città pagana di Ninive. Il profeta rimane all’interno dell’animale per tre giorni e tre notti, finchè, dopo aver pregato Dio, non viene rigettato. • L’evangelista Matteo associa l’episodio alla resurrezione di Gesù. • Si dice che la balena si procuri il cibo aprendo la bocca e che emani un dolce profumo che attira i pesci: lo stesso capiterà a coloro i quali si fanno attrarre dalle lusinghe dei piaceri. • Così la bocca spalancata della balena può alludere alla bocca dell’Inferno. 28


La pianta di ricino che sta alle spalle di Giona è quella fatta sorgere da Dio per proteggere il profeta dal sole nel deserto.

Il libro di Giona nell’ambito della Bibbia è particolarmente brillante, al punto di sembrare un’azione teatrale. Giona si rivolge più volte a Dio, per questo è raffigurato con la bocca aperta e gli occhi rivolti al cielo.

Michelangelo, Giona,1508-1512 Cappella Sistina

Michelangelo interpreta alla lettera la bibbia che parla testualmente non di una balena, ma di un grosso pesce.

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LA CONCHIGLIA • Venere, secondo la leggenda, nasce dalla spuma del mare, e, adagiata su una conchiglia, viene condotta a Cipro, uno dei principali luoghi dedicati al suo culto. • La cultura religiosa vede nella conchiglia l’immagine della tomba prima della resurrezione. In alcuni dipinti rinascimentali appare come attributo di Maria, che viene paragonata all’ostrica perlifera. • Nei bestiari medioevali si racconta che nel mare esiste una “pietra” che, emergendo dal fondo nelle prime ore del mattino, apre le sue valve e accoglie in sé la rugiada e i raggi del sole, che creano al suo interno la perla preziosa. Allo stesso modo la Madonna era salita al tempio di Dio, a ricevere la rugiada celeste. • La conchiglia è anche considerata attributo dei santi “pellegrini” Giacomo Maggiore e Rocco, e quindi dei pellegrini in genere. • Infine le conchiglie appaiono in alcuni dipinti del XV e XVII secolo all’interno delle Wunderkammer. 30


Adriaen Coorte, Conchiglie (part), 1698. 31


CORALLO • Sebbene annoverato tra le pietre preziose, il corallo è in realtà un piccolissimo polipo che vive in colonie, secernendo uno scheletro calcareo rosso o bianco. • Ovidio narra che, dopo l’uccisione di Medusa e la liberazione di Andromeda, Perseo posò la testa della Gorgone su uno strato di ramoscelli, per evitare di poggiarla sulla sabbia. I ramoscelli, essendo porosi, assorbirono il sangue del mostro, indurendosi. • Le ninfe del mare, ripeterono l’esperimento su altri rametti e li fecero moltiplicare, gettandone i semi nel mare. • Da qui la proprietà del corallo di essere morbido sott’acqua e di pietrificarsi a contatto dell’aria. 32


PROPRIETA’ del CORALLO • Nella Roma antica e nel Medioevo, al corallo erano attribuite proprietà curative e Plinio racconta che si era soliti mettere al collo dei bambini rametti di corallo come amuleto contro i pericoli. • Simili qualità vengono ereditate dall’iconografica religiosa, che nelle scene della Madonna con il Bambino raffigura un rametto di corallo al collo o in mano a Gesù. 33


Piero della Francesca, Madonna di Senigallia, 1470, Urbino

La luce che filtra dalle finestre può essere interpretata come un’allusione alla presenza divina.

Il corallo viene spesso raffigurato al collo di Gesù o in mano in segno di protezione.

La rosa in mano a Gesù allude alla sua futura Passione.

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DELFINO • Il delfino è uno degli animali più amati. Nell’antichità classica compare come compagno di Nettuno e di Galatea. Talvolta può trainare il carro di Venere. • L’immagine del delfino è legata al mito di Arione, il cantore greco gettato in mare dai marinai della nave su cui viaggiava, per derubarlo. Il ragazzo viene salvato da un delfino, attratto da suono della musica che aveva suonato. • Nell’arte etrusca figura come traghettatore delle anime dei defunti verso l’isola dei Beati. • Il cristianesimo delle origini ne fa un simbolo di fede, assimilandolo a Cristo, salvatore delle anime. 35


Albrecht D端rer, Airone, 1514, Vienna

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LA SIRENA •

Comunemente raffigurate con busto di donna e la parte inferiore del corpo a forma di pesce, le sirene sono terribili esseri ammaliatori che attraggono l’uomo per poi ucciderlo. Inizialmente le sirene erano raffigurate metà donne e metà uccello. Solo più tardi assunsero l’aspetto marino. Vengono nominate per la prima volta nell’Odissea, quando Ulisse si sottrae al loro incanto, facendosi incatenare, all’albero della nave. L’immagine di queste creature ha finito per essere associata a quella dell’inganno e della doppiezza. 37


IL PESCE • L’immagine del pesce nella cultura occidentale è connessa soprattutto alla simbologia religiosa, in particolare cristiana. • Il termine greco per indicare questo animale, ICHTHỲS, è considerato acrostico delle parole “Gesù Cristo Salvatore Figlio di Dio”. • L’effigie dell’animale, diventata segno di riconoscimento dei primi cristiani, ha finito per rappresentare Cristo, e la si trova incisa nelle catacombe. • I Padri della Chiesa, chiamavano i credenti col termine latino “pisciculi” (Pesciolini) e il fonte battesimale era chiamato “piscina” (dal latino piscis= pesce) 38


La tavola apparecchiata con cibi semplici quali il pane, l’aringa e il boccale di birra può essere interpretata come un invito alla moderazione.

“Natura morta con pesce” di Pieter Claesz, 1636

Il pane è il richiamo eucaristico al corpo di Cristo.

Pesce in greco e ICHTHIPSILONS acrostico delle parole les obbis cristos tihrou Hios Soter: “Gesu Cristo Salvatore Figlio di Dio “

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L’ACQUA DOLCE A VENEZIA • Approvvigionamento • Fontane • Pozzi

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Fontane presenti a S.Croce e S.Polo

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L’APPROVVIGIONAMENTO DELL’ACQUA • A Venezia non ci sono fiumi e le poche sorgenti sono molto profonde. • Ciò pose ai primi abitanti il problema dell’approvvigionamento d’acqua dolce. • Questo problema fu risolto con la costruzione dei pozzi.

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LA SCOPERTA • I primi abitanti trovarono l’acqua dolce in sacche naturali di acqua piovana. • L’acqua era filtrata dal terreno sabbioso in superficie e trattenuta dall’argilla impermeabile. • Questa formazione naturale diede l’idea del pozzo alla veneziana.

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IL POZZO VENEZIANO • Il pozzo veneziano è un sistema per raccogliere e filtrare l’acqua piovana. • Il terreno veniva scavato in profondità per 4\5 metri, isolato con l’argilla e riempito di materiale filtrante (ghiaia o sabbia di fiume). • Al centro veniva collocata una “canna”, cioè un tubo, alla cui estremità esterna stava la “vera da pozzo”. 81


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TOMBINI o PILELLE

• Il campo circostante il pozzo presenta una lieve pendenza, in modo che l’acqua piovana rifluisca verso i tombini (o pilelle). • Delle strisce di pietra d’Istria delimitano lo spazio occupato dalla cisterna.

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LA VERA DA POZZO • Si chiama così la parte sporgente dei pozzi, spesso sopraelevata con 2-3 gradini. • Costruita di solito in pietra d’Istria, era abbellita con sculture e decorazioni. • Una carrucola consentiva di attingere l’acqua con il secchio, compito svolto solitamente dalle donne. 85


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I PROVVEDITORI ALLE ACQUE • I Provveditori alle acque sorvegliavano sull’approvvigionamento dell’acqua e sulla manutenzione dei pozzi. • I capi-contrada e i piovani avevano le chiavi delle cisterne, che si aprivano due volte al giorno: mattino e sera. • Una campana, detta “campana dei pozzi” avvisava la popolazione dell’apertura del coperchio del pozzo. 87


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POZZI DI VENEZIA Localizzazione dei pozzi 1) Campo S. Giacomo 2)campo S. Giacomo 3) campo S. Giacomo 4) campo S. Agostin 5)campo S. Stin 6)campo dei Frari 7)campiello S. Rocco 8)campo S. Margherita 9) campo S. Margherita 10) campiello dei Guardiani PERIODO DI COSTRUZIONE DEI POZZI Nell’ anno 1322 , il Maggior Consiglio diede ordine di fare costruire 50 pozzi; ai quali se ne aggiunsero altri 30 nel 1424. Nel settecento si contavano 157 pozzi pubblici e molte migliaia di pozzi privati. In seguito, nel diciannovesimo secolo, i pozzi non furono più usati a causa dell’ acquedotto. Per questioni di sicurezza igienica, l’ apertura dei pozzi fu sigillato in cemento o in metallo . COSTRUZIONE DEI POZZI I pozzi possono avere forma ottagonale o tonda. Una volta scelto il luogo dove costruirlo, si procede a scavare una buca di 5 metri sotto il livello del mare che accoglierà l’ acqua piovana. Le pareti del pozzo venivano ricoperte di argilla spessa 50-60 cm al fondo e 30 cm alla sommità. Veniva poi ricoperta da uno strato di sabbia. In corrispondenza della vera veniva costruita la canna . Lungo il perimetro, alla sommità, venivano posti dei cassoni ( canali coperti ) alle quali cime c’ erano dei gatoi (tombini ) che raccoglievano l’ acqua piovana . Durante le acque alte i gatoi venivano ricoperti di cera per evitare che l’ acqua salmastra entrasse nella vera. APPROVIGIONAMENTO IDRICO L’ acqua all’ interno del pozzo era piovana e veniva raccolta attraverso i gatoi. Per essere portata in superficie si legava un secchio ad una corda e si calava e issava facendo scorrere la corda al bordo del pozzo. In quelli monumentali veniva usata una carrucola. Aumentando nel tempo il fabbisogno idrico si istituì un servizio di trasporto con apposite barche che prelevando l’ acqua dal Brenta attraverso il canale Seriola la distribuiva nei vari pozzi (cisterne) della città. PARTI ARTISTICHE La vera da pozzo, che in origine aveva solo una funzione protettiva per l’ acqua contenuta nella cisterna, divenne col tempo un elemento decorativo del campo . Nella maggior parte dei pozzi pubblici ci sono simboli, stemmi e date dei costruttori di quei pozzi. La maggior espressione artistica si ebbe però nei numerosi pozzi privati all’ interno dei palazzi nobiliari fino ad arrivare alla monumentalità dei pozzi nei 89 chiostri dei grandi conventi .


Nel 1933 a Venezia si introduce l’acquedotto. Prima si usava il pozzo, quello aveva un sistema di purificazione dell’acqua basato su un filtro terreno di ghiaia e d’argilla.

PRIMA

DOPO

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La Veritas è una società municipalizzata che ci fornisce l’acqua potabile. L'acqua potabile ed è distribuita da una rete di oltre 3.600 chilometri

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L’acqua non è infinita…ricorda! L’acqua ci aiuta sempre ricambiale il favore. 92


L’ACQUA COME BENE PREZIOSO • Il consumo d’acqua • Risparmiare acqua

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PERCHE’ NON DEVI SPRECARLA • Perché solo il 3% dell’acqua della Terra è dolce, e di questa solo lo 0,036% è facilmente accessibile all’uomo. • Perché con i cambiamenti climatici che stanno avvenendo, l’acqua potrebbe finire presto, anche dove ora abbonda. • Perché ogni volta che l’acqua potabile viene gettata inutilmente, senza utilizzarla, si inquina nuovamente e deve essere ripulita. 94


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RISPARMIARE L’ACQUA •

Riparare i rubinetti che perdono; un rubinetto che perde fa sprecare oltre 100 litri di acqua al giorno

Preferire la doccia (30 litri) al bagno: per riempire la vasca servono oltre 150 litri d’acqua

Chiudere il rubinetto quando ci si rade, ci si lavano i denti, ci si fa lo shampoo, si insaponano i piatti. Sarà così possibile risparmiare una cinquantina di litri d’acqua al giorno.

Utilizzare lavatrici o lavastoviglie solo a pieno carico; si potrà risparmiare ogni anno 10.000 litri di acqua.

Usare un secchio e non acqua corrente: il risparmio sarà di 130 litri a lavaggio.

Le piante d’appartamento possono essere innaffiate riciclando l’acqua del lavaggio di frutta e verdura, in grado di fornire anche sali minerali.

Chiediamo al Sindaco di mettere dei rubinetti sulle fontane delle città.

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Acqua per tutti, tutti per l’acqua. Usala scrupolosamente e ci sarà per sempre. 98


Poesie d’acqua


Presentiamo una serie di poesie ispirate all’acqua prodotte dagli alunni della classe 1C

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Il nostro corpo è per il 90% acqua… L’acqua è vita 108


HANNO ELABORATO QUESTO POWERPOINT LE SEGUENTI CLASSI: CLASSE 1 A Bianchi Sebastiano Botezatu Cipriano Busatto Andrea Cardin Aurora De Mio Angelo Gazzarri Mariablu Guaragna Margherita Habibi Minelli Fiore Marzo Magno Lorenzo Oniga Gioia Rigoni Alina Sartori Marco Solaru Vanessa Sorato Diego Sossich Juri Tosato Linda Zheng Cheng Cheng Zotti Nicolò

CLASSE 1 B Bevziuc Mariana Borgo Mattia Borile Giulia Crociani Marianna De Poli Giovanni Fantini Giacomo Garbuggio Anna Korb Erica Latella Tommaso Masin Carlotta Moresco Jacopo Nicoletto Erasmo Pitacco Giovanni Prata Silvia Quaglio Elia Ruscitti Francesco Todeschini Maria Tognon Luca Tonut Lucia Ursache Julia Zanotto Marcello

CLASSE 1 C Bonutto Nicola Briggi Nicolò Bristot Chiara Costantini Davide Crovato Stefano Dal Corso Federico Diana Nicolò Domeneghini Marco Fabiano Costantini Aisha Femio Thomas Ferrari Giuditta Gueye Yassine Panisson Ylenia Sanders Kamil Talli Filippo Trifan Catalina Venturini Matteo Junek Raphael

GLI INSEGNANTI: Sergio Maria Bianchi, Daniela Candida, Nadia Maria Filippini, Anna Gigoli, Giovanna Nobile, Luciano Silva COORDINAMENTO: Nadia Maria Filippini, Anna Gigoli

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Profile for anna gigoli

acqua  

lavoro letterario-artistico sul tema dell'acqua

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