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Ufficio stampa

Rassegna stampa IDV Emilia Romagna del 18.07.2012

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INDICE

Bologna Sessanta borse di studio all'estero per la meccanica 18/07/12

Corriere di Bologna

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Piacenza Emendamento “anti-casta”cassato, Raggi (Idv) se la prende con gli uffici 18/07/12

Libertà

In consiglio la cittadinanza al Dalai Lama 18/07/12

6

Libertà

CHIUDERE BOBBIO UN COLPO ALLA MONTAGNA 18/07/12

5

Libertà

7

Parma Terremoto: fondo per l'emrgenza a secco , ma l'IDV trova i tesoretto da 150 milioni 18/07/12

Polis

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Reggio Emilia Ospizio vuole l’ordinanza anti-alcol 18/07/12

9

Gazzetta di Reggio

«Basta buonismi sociologici Bisogna reprimere i reati» 18/07/12

Il Resto del Carlino Reggio

Rimborso Iva su tariffa rifiuti, Comune Modena respinge mozione 18/07/12

Reggio:24h

Idv ER: i 150 mln della ''legge mancia'' per il fondo emergenza terremoto 18/07/12

Reggio:24h

11 12 13

Modena Hera è “sotto osservazione” della società di rating Moody’s 18/07/12

Gazzetta di Modena

Rifiuti Rimborso iva sulla Tia: mozione respinta in aula 18/07/12

Il Resto del Carlino Modena

Comune Ai gruppi consiliari andranno 90 mila euro 18/07/12

Il Resto del Carlino Modena

«Hera a rischio declassamento, il sindaco spieghi perché» 18/07/12

La Nuova Prima Pagina di Modena

La classifica dei cespugli politici 18/07/12

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Modena Qui

Imola «L’Idv venga alle nostre assemblee» 18/07/12

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Il Resto del Carlino Imola

Ma i Forum rispondo picche 18/07/12

20

La Voce di Romagna Imola

Ravenna Piano sosta La protesta è affidata ai volantini in centro 18/07/12

Corriere Romagna Ravenna

Imu, incasso sotto le attese 18/07/12

22

Il Resto del Carlino Ravenna

Nella scaletta dell’assise rifiuti, nidi e inquinamento 18/07/12

La Voce di Romagna Ravenna

“Abbiamo fatto di tutto per le suore” 18/07/12

23 24

La Voce di Romagna Ravenna

Partecipate pure (se potete) 18/07/12

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La Voce di Romagna Ravenna

Forlì Cesena Provincia unica, da Forlì sfida alla Romagna 18/07/12

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Il Corriere Romagna Forlì

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Nei dormitori non ci sono criminali Ai vigili dico: questo clima non aiuta 18/07/12

Il Resto del Carlino Forlì

La Provincia unica? Approvata 18/07/12

30

Il Resto del Carlino Forlì

Forlì dice sì in Consiglio 18/07/12

31

La Voce di Romagna forlì

Provincia unica Forlì tira la volata 18/07/12

28

32

La Voce di Romagna forlì

Rimini Provincia di Romagna «Dobbiamo stare uniti come il governo Monti» 18/07/12

Corriere Romagna di Rimini

Provincia unica Forlì tira la volata 18/07/12

33 34

La Voce di Romagna Rimini

Nazionale Severino fa quadrato su Napolitano «Le telefonate devono restare segrete» 18/07/12

Il Resto del Carlino

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Nessuna cartella Coppie omosessuali, Arcigay non va alla festa dell’Unità. “Il Pd dica che sta con noi” 18/07/12

Fatto Quotidiano Emilia Romagna

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press LITE

CORRIERE DI BOLOGNA

18/07/2012

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Sessanta borse-lavoro all'estero per la meccanica Il lavoro? Dopo essersi diplomati o laureati, lo si imparerà andando all'estero. Poi si tornerà a Bologna e lo si metterà a frutto nelle aziende del territorio. Si chiama «Mech your move» il progetto di formazione professionale nato dalla collaborazione delle Province di Bologna, Reggio Emilia e Modena, che prevede tirocini all'estero per sessanta. tra diplomati e laureati (venti a Bologna) in meccanica, elettronica, elettrotecnica ed automazione. L'iniziativa è rivolta a ragazze e ragazzi tra i 19 e i 32 anni che potranno svolgere i tirocini da diciassette settimane in almeno cinque Paesi dell'Unione europea: Spagna, Regno Unito, Irlanda,

tinazionale Gd della famiglia Seragnoli, la Marchesini Group, la mina del presidente di Un'industria, Alberto Vacchi, oltre al Comune di Bologna, quello di Imola, la Fondazione Aldini Valeriani, l'istituto Aldini Valeriani-Sirani e l'istituto Alberghetti. «Grazie a questo progetto • ha detto ieri il presidente della Camera di Commercio di Bologna, Bruno Filetti. si offre una grande opportunità ai nostri ragazzi perché possano andare a fare un'esperienza in tutta Europa. Anche grazie a iniziative come questa, dobbiamo creare gli imprenditori e le maestranze di alto livello del futuro». Una iniziativa, a sentire l'assessore provinciale al La-

Germania e Malta Finanziamento complessivo del progetto: circa 300 mila e uro, 188.770 dei quali garantiti dall'Unione europea e 12 mila dalla Camera di Commercio di Bologna, che è stata coinvolta nel progetto dalla Provincia, assieme alla Fondazione «Istituto tecnico superiore per le nuove tecnologie per il made in Italy». Tra i partecipanti bolognesi figurano anche alcune grandi aziende come la mul-

voro Giuseppe De Biasi, che assume un'importanza rilevante soprattutto dopo il 'ler.remoto che ha colpito tanti Comuni delle provincie che partecipano ai progetto. «Questa iniziativa — ha detto ieri De Biasi consente

di realizzare un'azione importante per i giovani e per il contesto produttivo ed economico del nostro territorio, in cui la filiera meccanica rappresenta da sempre un caso di eccellenza internazionale. Questo è ancora più rilevante oggi che la crisi economica, e poi anche il sisma, hanno ancor più minato la capacità produttiva di queste zone». Gli stage formativi all'estero, quindi, creeranno «figure ad alta professionalità ha spiegato infine anche la. presidente della Fondazione Its Maria Carla Schiavina. — di cui le nostre imprese hanno bisogno». Si tratta dunque di «una grande opportunità ha chiosato Schiavina — a cui abbiamo subito -aderito con grande entusiasmo». Daniela Corneo

Pagina 8 lel: reln e antíneendio, ami nelwork d'imprese ,

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press unE 18/07/2012

LIBERTÀ

Emend. ento `anti-casta" cassato, Raggi (Idv) se la prende con gli uffici «Burocrati ciechi». Accolta analoga istanza di Tassi (rnir) Samuele Raggi, consigliere comunale dell'Italia dei valori, non manda gin. il fatto che l'unico emendamento al bilancio 2012 che non è stato ammesso sia quello presentato da lui, in cui si parlava anche di riduzione dei compensi per gli amministratori. A bloccarlo, a quanto pare, l'ultima parte del documento, riferito alla rinegoziazione dai mutui da parte di Palazzo Mercanti. Un passaggio che gli uffici non hanno promosso, respingendo tutto il testo. • «Il dato di fatto attacca Raggi è che non sarà possibile discutere in consiglio comunale della riduzione degli stipendi della giunta, dei gettoni di presenza, dei consiglieri e delle auto blu. Questo è ciò che è accaduto in aula: gli uffici comunali e la presidenza del consiglio non hanno ritenuto ammissibili gli emendamenti presentati dall'Italia dei valori, con buona pace dei tagli alla spesa e della spending review. In. barba alle promesse elettorali bipartisan si è preferito rimandare la discussione a data indefinita, altro emendamento vittima della burocrazia italiana». A dire il vero, un analogo emendamento di Marco Tassi (Pdl) sulla riduzione di compenININE

drebbero a generare risparmi non risibili per un'amministrazione (come quella piacentina) di modeste dimensioni. Fondi che potrebbero essere destinati al rafforzamento del welfare, alle mense, al sociale. Non c'è tempo da perdere — conclude - in collaborazione con la giunta, con la maggioranza e l'opposizione, mettendo da parte polemiche e schemi, vogliamo. dare l'esempio di una politica corretta e giusta, sempre dalla parte dei cittadini».

si e gettoni è stato accettato, quindi già a partire dalla prossima seduta di venerdì potrebbe partire il confronto sull'argomento. Raggi è comunque molto rammaricato per quanto accaduto al suo documento: «Vicenda sfortunata o poca lungimiranza? Di certo c'è che proprio oggi la revisione della spesa del governo colpisce auto blu e scorte dei parlamentari, un taglio netto a 70 tra deputati e senatori che beneficiavano di tale servizio. Resta il fatto che i tempi della macchina amministrativa, la burocrazia e le lungaggini siano purtroppo retaggi di un'epoca passata. Abbiamo perso un'occasione, l'ennesima, di dimostrare che la politica sa agire compatta e celere nell'interesse dei cittadini, anticipando le stagioni e valutando il merito delle proposte». Il consigliere dipietrista rivendica «fortemente la bontà della nostra proposta: i risparmi derivati dalla riduzione delle indennità, dei gettoni, associati all'eliminazione delle auto blu, an-

Pagina 18 Il sangue dei pia.centini = ai popoli terre.motati

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LIBERTÀ

18/07/2012

In consiglio la cittadin

a al Dalaii

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Domenica a Cerignale. In agosto giornata interculturale di "ascolto della montagna" CERIGNALE - Quella che prima

cottaggio cinese in vista di Exsembrava solo una provocazio- po 2015. «Sono un tipo un po' ne o una mossa un po' affretta- impulsivo - ammette il sindaco ta, ora diventa realtà: domeni- così, stizzito dal comportaca mattina, il mento di Milaconsiglio cono, ho tentato munale di Ce- :reznena a Ghtmzu il gesto riparatore». rignale sarà «Ma se venisse qui chiamato a voL'ordine del tare per il con- salverebbe la Provincia giorno del ferimento della dalla cancellazione» prossimo concittadinanza osiglio comunanoraria al Dalai le parla chiaro; Lama, sua Santità Tenzin Gyat- in più, oltre al conferimento so, massima carica politica e vero e proprio - sempre se la religiosa del Tibet. Una scelta maggioranza sarà favorevole che, in realtà, il sindaco di Ce- è prevista l'approvazione di un rignale Massimo Castelli aveva vero e proprio regolamento per in mente già dai "fatti di Milail conferimento delle cittadino", quando il sindaco mene- nanze onorarie, un documento ghino Pisapia rifiutò di conseche precisa i requisiti minimi gnare la cittadinanza onoraria per poter diventare "cittadini di al Maestro per paura di un boiCerignale". Ma c'è qualche spe-

re" la montagna e condividere la sua spiritualità. «Per il 14 agosto organizzeremo una giornata interculturale dedicata proprio alla montagna e ciò che suscita» spiega il sindaco. «Per questo, abbiamo contattato diversi rappresentanti dei più vari credi religiosi, perché si confrontino sul tema della montagna. Sarà di notte, sotto il cielo stellato, con inizio alle ore 21: non si parlerà solo di religione ma dei monti in tutti i loro aspetti, alpinismo compreso. Saranno presenti tutti 'coloro che hanno. un contatto particolare con l'alta quota e particolare da essa ricevono sensazioni ed emozioni particolari». D'altronde, se il Dalai Lama, una delle autorità spirituali più influenti sul pianeta, vive sulle impervie montagne del Tibet un motivo dovrà pur esserci. Cristian Brusamanti

Il sindaco Castelli e il Dalai Lama

ranza di poter vedere il Dalai Lama passeggiare sui nostri prati montani o in meditazione sulle rive del Trebbia? «Certo, non ci aspettiamo che venga a ritirare la pergamena: gliela spediremo a Ginevra, dove si trova la sua sede ufficiale» precisa Castelli. «Sappiamo che ha impegni ben più pressanti, come si addice a un capo di governo: ma se per caso decidesse di venire, sarebbe l'evento più eclatante di tutta la provincia e noi saremmo ben lieti di ospitarlo. Anzi, una cosa così straordinaria di colpo salverebbe la nostra Provincia dalla cancellazione». Scherza il sindaco, ma il proposito è invece molto serio. «Noi abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità e non è fondamentale che il Dalai Lama venga a Cerignale. Potrebbe, invece, mandare un rappresentante: abbiamo diversi contatti con la Casa del Tibet di Reggio Emilia, che lo rappresenta in Italia». Tutta la questione della cittadinanza onoraria nasce però da un'idea, quella di "ascolta-

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Province:è l'ora della decisione

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press unE

LIBERTÀ

18/07/2012 OSPEDALI

CHIUDERE BORDI° UN COLPO ALLA MONTAGNA

Egregio direttore, in una nota comparsa su Libertà del 14 luglio, vediamo il Consigliere regionale Pollastri alle prese con tematiche sanitarie locali: si discute infatti sul futuro degli Ospedali di Bobbio e della Vai Tidone. Purtroppo il nostro Consigliere in Regione non pare molto ferrato sulla materia in quanto colloca il Presidio Valtido. nese in alta \Tal Tidone: considerando che l'Ospedale si trova a Castel San Giovanni, in piena pianura, la cosa fa un po' sorridere. Credo che abbia letto sommariamente l'elenco degli Ospedali con meno di 120 posti letto; 4 di questi si trovano in Emilia Romagna, quello di Castel. S. Giovanni ne conta 110, quindi in posizione tale (rispetto agli altri che ne hanno meno) che dovrebbe scongiurarne la chiusura. L'Emilia Romagna è una delle regioni virtuose, che meglio hanno lavorato in tema di razionalizzazioni ospedaliere: tale atteggiamento dovrebbe essere premiato rispetto a quelle amministrazioni regionali che invece hanno speso di più e male (penso subito a Sicilia, Lazio e Calabria). Alcune agenzie di stampa

danno tuttavia per prossimi alla chiusura in Emilia Romagna l'Ospedale di Bob bio e quello di Meldola; viene da chiedersi quali siano i criteri di scelta del quaverno, non certo il bisogno di salute dei cittadini. Chiudere l'Ospedale di Bobbio vuol dire dare l'ultimo colpo di scure alla popolazione della montagna: dove andrebbero in caso di necessità i cittadini di Marsaglia ad esempio? L'Ospedale di Castel San Giovanni nel corso dell'ultimo decennio è stato fortemente ridimensionato nonostante si trovi sul confine con la Lombardia e sia in attivo per quanto riguarda la mobilità dei pazienti. tra regione e regione (ciò vuol dire che molti pazienti lombardi preferiscono venire a curarsi da noi piuttosto che recarsi a Stradella, Tortona, etc...). Inoltre i bacini territoriali di riferimento sono molto vasti e la popolazione di montagna, in gran parte anziana, manifesta un aumento dei bisogni socio sanitari: la risposta a queste esigenze non può essere un mero calcolo maternatico basato su tagli lineari delle risorse. In casi come questo vorrei vedere molti dei nostri politici alzare le barricate come quando si parla dei tagli delle provincie, o più precisamente alle poltrone e agli incarichi che si accompagnano ad esse. Suggerisco che in sede di Conferenza Socio Sanitaria si. parli della razionalizzazione dei parli e sulle intenzioni della locale Azienda USL in merito ai presidi decentrati (Bobbio, Castel San Giovanni e Fiorenzuo la). Alessandro Baggio Italia dei Valori Castel San Giovanni

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Terremoto: fondo per l'emergenza a secco, ma l'Idv trova il tesoretto da 150 milioni LIANA BARBATI CAPOGRUPPO IDV REGIONE EMILIA ROMAGNA

Oggi abbiamo depositato una risoluzione con carattere d'urgenza con la quale chiediamo alla Giunta di impegnarsi e di utilizzare ogni strumento istituzionale a sua disposizione per fare in modo che il Governo attui al più presto l'impegno assunto alla Camera, nel corso dell'approvazione del decreto sul terremoto, di destinare i 150 milioni della legge mancia interamente alla ricostruzione. Si tratta di un'iniziativa trasversale che vede già schierati con noi Udc e Movimento 5 Stelle, con i consiglieri Silvia Noe e Giovanni Favia che hanno sottoscritto la risoluzione. Poiché si tratta di un'iniziativa che non ha colore politico, dal momento che la ricostruzione deve riguardare tutti ci auguriamo che anche gli altri gruppi politici aggiungano la loro firma, e che acconsentano ad una immediata calendarizzazione, come chiederemo nella capigruppo di domani. La risoluzione vuole fornire uno strumento in più, sia sotto il profilo politico che istituzionale alla Giunta regionale e al Commissario per la ricostruzione Vasco Errani, nella gestione dell'emergenza e nel reperimento di ogni risorsa disponibile. Questi soldi ci sono e vanno usati. Un'opportunità economica che deve superare l'opportunità politica: di questo ha bisogno l'Emilia Romagna. L'occasione è storica perché fino a oggi i soldi della legge mancia sono stati utilizzati per iniziative di natura clientelare, ma questa volta grazie ad un blitz dell'Idv effettuato alla Camera dei deputati, che ha fatto accogliere dal Governo un ordine del giorno a firma dell'On. Silvana Mura, questi soldi sono a disposizione dei territori terremotati. Ora bisogna fare presto a fare in modo che il governo mantenga la parola destinando i soldi, ed evitando che qualcuno torni alla carica di un tesoretto che a Roma fa gola a molti, e questo è compito della Regione. Appurato che il 'Fondo per la ricostruzione' non solo è insufficiente ma agli sgoccioli e che le casse della Regione a cari-

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co delle quali sarà la ricostruzione, languono, riteniamo che questa sia una soluzione efficace per non dire obbligata Basta volerlo. Un'opportunità economica che deve superare l'opportunità politica: di questo ha bisogno l'Emilia Romagna. Inestimabili sono i costi da sostenere per far ripartire una delle Regioni pilastro dell'economia italiana, ma basti sapere che i danni ammontano a una cifra che va dai 4-5 miliardi di euro. A questi, vanno aggiunti i tagli ai trasferimenti statali che Per i comuni interessati ammonterebbero a 500 milioni: un danno che si aggiunge alla difficoltà. Alla luce di ciò appare ancora più urgente attingere ad ogni risorsa disponibile e la nostra risoluzione ha proprio questa finalità".

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press unE

GAllETTA DI REGGIO

18/07/2012

Ospizio

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Sotto accusa una rivendita di birra: petizione delle famiglie di un condominio che parlano di di Elisa Pederzoli REGGIO

L'ordinanza contro il consumo di bottiglie e lattine di alcolici nel perimetro della Città Storica fa discutere, nel bene e nel male, Anche chi, trovandosi fuori dall'esagono, è rimasto escluso dal provvedimento. Dopo via Filzi, un nuovo appello arriva da via Emilia Ospizio per voce di Mirko Ferretti, amministrare del condominio Aemilia, con una lettera inviata al sindaco di Reggio, Graziano Dehio. Che a proposito dell'iniziativa del primo cittadino, chiede che questa possa essere estesa anche ai quartiere in cui si trova il condominio che amministra. «Se ciò non avvenisse scrive - sarebbe da ritenersi decisamente e incomprensibilmente discriminatorio». Per l'amministratore, infatti, l'ordinanza arriverebbe come una soluzione al problema di degrado che denuncia attomo al grande stabile, che si trova proprio accanto alla chiesa di Ospizio. Ferretti lamenta una situazio-

ne di «insostenibile disagio» che i residenti della zona -- solo il condominio ospita cento famiglie - sono chiamati ad affrontare, quotidianamente. Il problema per i residenti sono i clienti del "Beer shop", una rivendita di birre e alcolici clic si trova proprio nel cortile interno dello stabile. Dove non è possibile consumare all'interno, ma di. fatto fuori sì. «Purtroppo scrive Ferretti nella lettere ai sindaco - è consuetudine, soprattutto nelle ore serali e notturne, che i clienti acquistino bevande alcoliche consumandole poi nell'area antistante il condominio. Il disagio si viene quindi a creare nel momento in cui i can:stimatoti, in probabile stato di ebrezza, disturbano la quiete

già da parecchi mesi. Alla fine del 2011, infatti, i residenti si sono resi anche protagonisti di una raccolta di firme. Una petizione che è stata mandata in municipio, affinché da là si prendessero a cuore la vicenda. Sotto accusa c'è la scelta di autorizzare un locale: in pratica, nel cortile interno che dà all'ingresso dello stabile. «E' evi-

delle persone residenti con urla e schiamazzi, utilizzando :muri e parcheggio come bagni pubblici, lordano l'area con bicc.hieri, mozziconi di sigaretta e bottiglie vuote e, non per ultimo, transitano lungo la strada a velocità sostenuta senza curarsi di eventuali passanti». Un quadro che ha spinto amministratore e residenti sui piede di guerra. E

dente che una sin ue situazione pregiudica non. solo la tutela del decoro cittadino e il rispetto della quiete delle persone si legge ancora nel documento -- ma anche la sicurezza dei residenti che vedono la loro tranquillità compromessa da individui in evidente stato di alterazione alcolica». Situazione che è nota anche alla vicina parrocchia di Ospizio. «Mi sono effettivamente giunte segnalazioni confermai] parroco don Pietro Adatti -di persone preoccupate per incontri con persone alticce. C'è tensione». L'amministratore Ferretti non è tenero nei confronti del municipio: «A nome delle persone che rappresentiamo, ci sentiamo In dovere di sottolineare una forte critica verso la totale indifferenza dimostrata dal Comune: già nel momento in cui l'ufficio competente ha rilasciato l'autorizzazione di apertura dell'attività non si è premurato di verificare quali eventuali disagi avrebbe provocato in un simile contesto chiuso e di evidente destinazione residenziale». tRIPRODUZIONERISERVUTA

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press unE 18/07/2012

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GAllETTA DI REGGIO

o qui solo per lavorare»

La reazione del titolare del Beer Shop: ogni giorno le bottiglie vengono raccolte REGGIO «Di bottiglie in giro non ne trovano certamente. Ci sono dei raccoglitori di plastica dove possono essere depositate e poi io e il ragazzo che lavora per me, ogni giorno, provvediamo a raccogliere quelle rimaste in giro». Il Beer Shop non ci sta a passare per il locale che degrada il quartiere. E alla notizia della reazione dei condòmini del palazzo Aemilia, Cado il titolare reagisce duramente. «E' da tempo che si lamen-

tano. Ma innanzi tutto, voglio dire che noi siamo qui per lavorare e non per disturbare — sottolinea — Va anche detto che noi alle 20.3C) chiucliamtb Quindi, certamente non siamo responsabili di quello che succede di notte». Ma soprattutto tiene a sottolineare che, nonostante nel suo locale non sia consentito bere, è attento a quello che avviene fuori. E al fatto che, appunto, la maggioranza dei clienti poi si fermi nel piazzale antistante a consumare ciò che hanno appena comprato da lui.

«Sono quattro anni che apro locali in città ed è sempre la stessa storia — lamenta — C'è sempre qualcuno che si lamenta, in qualsiasi posto in cui si vada». Woglio far notare che sono venuti tante volte polizia e carabinieri e non c'è stata volta in cui abbiamo preso sanzioni — conclude — E molte chiamate sono pretestuose. In fondo, la legge dice che uno può aprire un locale dove vuole. Perché queste persone si accaniscono tanto?». (eLpe) C:RIPRODUZIONI R:S,RVArli

Sindaco di Reggio ha tir iato i'ordirla€i onsumo alcol irt bottigile dì vetro e " pubblici del centro. storì

Per la maggioranza degli utenti che hanno scelto di votare l'ordinanza sul nostro sito tv,,,,vw,gazzettadireggioi , l'ordinanza del sindaco Graziano del Rio è cosa buona. Il 71%

‘k\t: Una bottiglia di birra abbandonata

!

dei votanti, infatti, è a favorevole all'ordinanza. Mentre i no sono fermi al 29%. Per molti reggiani, dunque, la decisione del primo cittadino è una scelta giusta contro il degrado.

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press LinE

il

Resto del Carlino

REGGIO

18/07/2012

L'ASSESSORE PROVINCIALE FANTINI SPARA A ZERO SULLE SCELTE DI CORRADINI

sociologici «Basta buo Bisogna reprimere i reati» MARCO Fantini (foto), assessore provinciale alla sicurezza sociale, attacca le politiche del Comune di Reggio sul recupero della zona stazione.

Completata questa fase si passerà alla fase due che prevede alcuni mesi di portierato finalizzato a controllare gli accesi ed a mantenere il rispetto delle regole». E poi?

Assessore come mai questo improvvisai «La zona stazione presenta livel-

«Completata la fase due, la terza fase prevederà solo il pattugliamento della zona».

li di degrado inacettabili per una città civile come Reggio. Ho tentato in tutti i modi di parlarne nelle sedi opportune e con tutti gli interlocutori, ma la mia sollecitazione è rimasta finora inascoltata»,

li suo sembra un attacco preciso contro l'assessore allo sicurezza del Comune Franco Comodini.

Non crede ai progrommi di prevenzione

«N on è questo il punto: per

quel che mi riguarda ho attivato un servizio teso a favorire l'autocontrollo dei condomini. E' possibile rivolgersi al mio Assessorato per avviare un percorso che detensioni le dinamiche tra i vicini». Ma non basta

«In via Turri e via Paradisi la situazione è ad un punto di non ritorno: è velleitario pensare a forme di autocontrollo, no nostarne tutto l'impegno profuso in attività finalizzate a ritrovare coesione sociale». Insomma si deve cambiare passo.

«Io non posso agire direttamen-

te ma credo che non siano più rinvia bili i tempi per un'ordinanza che preveda una fase di controlli a tappeto. E invece sembra che a sinistra non si possano usare parole come repressione. Forse qualcuno ha paura di passare per uno sceriffo...» Cosa bisognerebbe fare in concreto?

«Con un coordinamento interforze è necessaria una ricognizione dello stato dei luoghi, la verifica dei residenti e di tutti gli occupanti degli alloggi, il perseguirne nto di ogni reato.

«Non è una questione personale ma politica. Fino ad oggi si è attuato un approccio sociologico ma ora serve una nuova fase. Possibile che si faccia un'ordinanza molto dura, che approvo, sull'alcol in centro storico e poi a poca distanza ci sia prostituzione e droga in strada?». Di sicuro qualcuno nel Pd non gracliro.

«Immagino già le osservazioni e le critiche di una parte di centrosinistra irresponsabile e lassista, ma mi sento perfettamente in linea con una lunga tradizione di inclusione sociale che ha visto offrire anche ai ceti più svantaggiati i servizi più avanzati dalla scuola alla sanità. Credo che con la stessa logica si debba offrire ai cittadini della zona stazione il portierato per alcuni mesi».

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Polvaitra, nuovo kok Stn nffle: ixr 4 rraioa


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press LIETE 18/07/2012 Giuliana Urbelli (Pd). ha parlato di "tentazioni demagogiche nel voler semplificare

Rimborso Iva su tariffa rifiuti, Comune Modena respinge mozione

troppo una materia complessa" e ha definito "poco chiaro" il contesto normativo nel quale "una sentenza della Cassazione non è coerente con le pronunce del ministero delle Finanze e dell'Agenzia delle entrate. Comuni e gestori sono anch'essi parte lesa, perché hanno riscosso Viva, ma l'hanno anche versata

Il Consiglio comunale di Modena ha respinto L'ordine del giorno presentato da

all'Erario". Urbelli ha poi proposto a Rossi un emendamento. "La mozione si rivolge

Eugenia Rossi (Idv) sulla restituzione dellIva già versata dai cittadini sulla tariffa di

all'interlocutore sbagliato", ha detto: "Quello che possiamo chiedere a Hera non è

igiene ambientale (Tia 1). La mozione ha ricevuto il voto favorevole di Italia dei

di restituire i crediti ma di determinarne l'importo, in modo che poi i cittadini

Valori. Modena Futura, Modena5stelle-beppegrillo.it e Pdl e il voto contrario di Pd e

possano rivolgersi all'Erario per riaverli". Dopo una breve interruzione per discutere l'eventuale emendamento, Rossi ha ripreso la parola: "Per me quello che dobbiamo

Sinistra per Modena.

esigere non è la determinazione degli importi, ma la restituzione, né più né meno". Nel dibattito, Sandra Beltei, Pdl, ha affermato:

sarei aspettato che l'assessore

prendesse l'impegno di tutelare gli interessi dei modenesi. Dovremmo almeno farci carico di dare ai cittadini informazioni precise". Sandra Poppi, Modena5stellebeppegrillo.it, ha affermato: "Mi sembra che con la sentenza della Cassazione la certezza giuridico normativa sia già stata raggiunta". Secondo Nicola Rossi (Modena Futura), "la confusione normativa dura da tanti anni, ma Hera è una società notevole, sia in termini di fatturato sia di margine operativo. Bisogna che gli esponenti degli enti locali che rivestono ruoli nell'azienda agiscano con forza persuasiva". Federico Ricci, Sinistra per Modena, ha auspicato "un'azione concreta nella direzione della tariffazione puntuale, che creerebbe una situazione più chiara". Per l Pd, Gian Domenico Glorioso ha replicato: "Il nostro emendamento tenta di essere realistico. Un soggetto che ha operato come sostituto d'imposta non può restituire Se approvata, avrebbe impegnato sindaco e Giunta a "intervenire immediatamente presso Hera affinché proceda in tempi certi alla restituzione degli importi corrisposti da tutti gli utenti del Comune di Modena a titolo di Iva sulla Tariffa di igiene ambientale, indipendentemente dalla presentazione delle richieste di rimborso". Sullo stesso tema, Sandro Bellei (Pd1) ha chiesto in un'interrogazione se il Comune "abbia intenzione di agire per evitare contenziosi fra Hera e i cittadini. La Cassazione - ha spiegato Betei - ha dichiarato illegittimo il pagamento dell:Iva sulla Tarsu, la vecchia tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, e sulla Tia. I cittadini hanno la possibilità di chiedere il rimborso retroattivo sino a dieci anni". All'interrogazione

ha

risposto

una somma che non ha nelle proprie casse". Paolo Trande ha spiegato che L'emendamento sarebbe stato ritirato, aggiungendo: "Speriamo che Governo e Parlamento arrivino a una composizione giuridico-normativa per consentire a milioni di cittadini italiani di riavere i loro crediti". Per ultimo è intervenuto il sindaco Giorgio Pighi affermando: "Ci sono dei limiti che nascono dal dissidio interpretativo. nel quale non siamo noi a poter fare da garanti dell'interpretazione corretta o sbagliata. Possiamo dolerci delle conseguenze sui cittadini e restare in un ambito dì critica, anche severa, ma non abbiamo la possibilità di passare

all'azione".

l'assessore Ultimo aggiornamento: 17/071 12

all'Ambiente Simona Arletti: "La sentenza della Corte di Cassazione - ha detto - sta generando caos e la soluzione spetta al Governo. La somma pagata come Iva negli anni passati, oltre un miliardo di euro, è stata già incassata dallo Stato

e

le imprese non possono

restituirla. L'ipotesi di rimborso a carico dei gestori dei servizi di igiene ambientale e di una successiva compensazione da parte dell'erario comporterebbe aumenti tariffari di cui sarebbero gravati i contribuenti. Ora la situazione è bloccata, perché i consumatori hanno moltiplicato le richieste di rimborso, ma Comuni e gestori aspettano una soluzione dal Governo". L'assessore Arletti ha precisato: "La sentenza va in una direzione che io non condivido: ritornare da tariffa a tassa significherà per le imprese non poter più scaricare l'Iva, con un danno significativo e una retromarcia normativa notevole". Eugenia Rossi (Idv) si è detta "allibita" dalla risposta dell'assessore. "che cerca di evitare il danno alle imprese ma non ai cittadini, di fronte a una sentenza della Cassazione. È chiaro che le procedure di rimborso comporteranno un costo che sarà a carico dello Stato. Se si chiede il rimborso det'lva pagata e il gestore rifiuta, è possibile citarlo davanti al giudice ordinario. Qui c'è un problema di convenienza anche per il privato: sarebbe molto più semplice restituire subito ['Iva che lasciare ai cittadini la scelta di ricorrere in giudizio".

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press LIETE

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18/07/2012

Idv ER: i 150 mln della "legge mancia" per il fondo emergenza terremoto 1150 milioni della cosiddetta 'legge mancia" andranno alle popolazioni terremotate dell'Emilia-Romagna e delle province di Mantova e Rovigo grazie all'ordine del giorno presentato dalla deputata bolognese dell'Italia dei Valori Silvana Mura

e

accolto nella sua formulazione dal governo. Si tratta di 50 milioni di euro stanziati per l'anno 2013 per il fondo per la tutela dell'ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio e di altri 100 milioni di euro stanziati per il 2012 per interventi urgenti finalizzati al riequilibrio socio-economico.

Dopo l'ok dell'aula è arrivata anche una risoluzione con carattere d'urgenza, sempre dell'Italia dei Valori, presentata dall'Idv dell'Emilia-Romagna in Regione per chiedere alla giunta Urani di impegnarsi e di utilizzare ogni strumento istituzionale a sua disposizione per fare in modo che il governo Monti attui al più presto l'impegno assunto alla Camera nel corso dell'approvazione del decreto sul terremoto e destinare così i 150 milioni di euro alla ricostruzione post-sisma. Si tratta di un'iniziativa trasversale che ha già incassato l'adesione di Ude e Movimento 5 Stelle, con i consiglieri Silvia Noè e Giovanni Favia che hanno sottoscritto la risoluzione. "Poiché si tratta di un'iniziativa che non ha colore politico, dal momento che la ricostruzione deve riguardare tutti, ci auguriamo - ha detto la capogruppo regionale Idv Liana Barbati - che anche gli altri gruppi politici aggiungano la loro firma e che acconsentano a un'immediata catendarizzazione". La risoluzione, ha spiegato la Barbati, "vuole fornire uno strumento in più, sia sotto il profilo politico che istituzionale, alla giunta regionale e al commissario per la ricostruzione Vasco Errani nella gestione dell'emergenza e nel reperimento di ogni risorsa disponibile. Questi soldi ci sono e vanno usati. Un'opportunità economica che deve superare l'opportunità politica: di questo ha bisogno l'Emilia-Romagna. Bisogna fare presto a fare in modo che il governo mantenga la parola destinando i soldi ed evitando che qualcuno torni alla carica di un tesoretto che a Roma fa gola a

Il fondo per l'emergenza post-terremoto, in effetti, come ha annunciato un fax inviato dal capo dipartimento della Protezione civile Franco Gabrielli a tutti i Comuni delle zone colpite dal sisma è in via di esaurimento: i 50 milioni messi inizialmente a disposizione dallo Stato per le prime opere di emergenza, tra le quali La messa in sicurezza degli edifici principali e il sostegno alle attività dei campi di accoglienza sparsi sul territorio, sono già terminati e dunque per il momento (almeno finché il fondo non verràà r ifinanziato o integrato con altre risorse, come intende chiedere l'Idv) le spese per gli interventi urgenti di ricostruzione non saranno più autorizzate.

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press LinE 18/07/2012

GAllETTA DI MODENA IPOTESI DI DECLASSAMENTO

Hera è "sotto osservazione" della società di rating Moody's Dopo il declassamento del debito sovrano italiano da A3 a Baa2, Moody's ha provveduto ad abbassare il voto (con il quale la società di rating colloca le società in una determinata classe di rischio) anche di sette società per azioni pubbliche italiane. Si tratta di Manda spa, Terna spa, Acca spa e Compagnia Valdostana delle Acque spa. Oltre al declassamento di queste società, Moody's ha anche messo sotto osservazione alcune altre società, come fiera (a fianco della quale sono anche Finmeccanica e Strani). Sulla

vicenda legata alla multiutility modenese Hera è intervenuta l'Italia dei valori di Modena, in particolare il consigliere comunale Eugenia Rossi, che ha chiesto delucidazioni al primo cittadino di Modena sul_ fatto che la multiutilliy sia stata messa sotto osservazione dalla agenzia di rating, prospettando un possibile declassamento. «Chiedo con urgenza - si legge nell'interrogazione - quali sono i :motivi per cui Hera è monitorata da Moody's. E se il sindaco non ritenga di relazionarsi al Consiglio comunale».

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press LinE 18/07/2012

il Resto del Carlino

MODENA Riliutl Rimborso iva sulla Tia: mozione respinta in aula Il Consiglio comunale ha respinto l'ordine del giorno presentato da Eugenia Rossi (Idv) sulla restituzione dell'Iva giĂ  versata dai cittadini sulla tariffa di igiene ambientale. La mozione ha ricevuto il voto favorevole di Idv, Modena Futura, Modena5stelle e Pdl e il voto contrario di Pd e Sinistra per Modena.

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press LinE 18/07/2012

il Resto del Carlino

MODENA Comune h gruppi consiliari andranno 90 mila euro Ai gruppi consiliari del Comune di Modena andranno per il 2012 complessivamente 90 mila curo, 24 mila curo in meno rispetto al 2011, in linea con la riduzione dei costi annunciata in occasione dell'approvazione del bilancio previsionale Il Pd potrĂ  usufruire di 30 mila 875 curo, il Pdl di 15 mila 125 curo, Lega moderna di 7 mila 250 curo e Idv, Lega nord, Ude, Mpa, lista civica Modena Beppe Grillooit e Sinistra per Modena rispettivamente di 6 mila 125 curo a testa, Lo ha deciso il Consiglio comunale,

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press unE 18/07/2012

PRIMA PAGINA RAUNG L'intervento di Eugenia Rossi ( dv)

«Hera a risciio declassamento, il sindaco spieghi perché» „ hiedo con urgenza quali so« no i motivi per cui Hera è monitora la da Moody's». Eugenia Rossi, capogruppo in consiglio comunale dell'Italia dei Valori, riprende la notizia dell'Ansa di ieri

sul declassamento del rating di 7 spa pubbliche italiane dopo il do,vngrade dell'Italia, con altre tre sotto osservazione. Nel dettaglio, sono state declassate Poste italiane, Eni, Terna, Sias, Acea, Compagnia Valdostana dell'acqua e Atiantia, mentre Hera (multintility dell'energia partecipata dal Comune di. Modena) è stata posta 'sotto osservazione' insieme a Finmeccanica e Snam. La Rossi si chiede «se il sindaco non ritenga suo puntuale e primario dovere relazionare tempestivamente al consiglio comunale sulla grave situazione di Hera, che prelude un declassamento quasi certo». -,

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press LITE 18/07/2012

il Resto del Orlino

IMOLA La posta dei lettori

«L'Idv venga alle nostre assemblee» •.,

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«SECONDO il signor Casisi della segreteria Idv, i Forum territoriali imolesi non assolvono al loro compito di incentivare la partecipazione nei loro ambito territoriale, spiace che per sostenere la sua tesi abbia estrapolato strumentalmente una mia frase dal suo contesto originale facendole assumere un diverso significato. La richiesta del suo partito era di realizzare una serie di incontri nei Forum della città, per raccogliere le istanze dei cittadini ed ) aggiungeva alla lettera: -' da questo confronto realizzeremo il nostro programma elettorale per le amministrative 2013". Nella risposta articolata a questa richiesta, francamente irricevibile, era inserita la frase in cui sostenevo che aderire a questa proposta ci avrebbe portato su un binario del quale non potevamo né conoscere né controllare la direzione, a mio parere e a parere del Collegio dei presidenti dei Forum non è pensabile che qualcuno ci detti l'ordine del giorno di una assemblea per realizzare il suo programma elettorale, li regolamento dei Forum ci invita a operare per consentire e promuovere la partecipazione dei cittadini alle scelte dell'amministrazione comunale, ovviamente di qualunque segno essa sia, in ordine ai problemi dei singoli ambiti territoriali di riferimento. Noi operiamo con tutti i nostri limiti, ma con il massimo impegno, senza perdere tempo in inutili

polemiche, per mettere in contatto i cittadini con chi li governa consentendogli di esprimere liberamente le proprie opinioni. Non saremo perfetti, ma siamo in buona compagnia e pensiamo che a nostro favore parlino i fatti. Non rientra sicuramente nei nostri compiti indire assemblee per consentire ai partiti, di qualunque segno essi siano, di svolgere nelle nostre sedi la loro campagna elettorale. Fino ad oggi i nostri punti di forza e buona parte della nostra credibilità sono dovuti al fiuto che questo organismo non è riconducibile a nessuna parte politica e se il suo partito vuole, come lei afferma, raccogliere le istanze dei cittadini anche nelle nostre sedi, saremo faci se i suoi rappresenta riti parteciperanno alle numerose assemblee indette dai singoli Forum nel loro ambito territoriale o agli incontri aperti a tutta la città, ovviamente sull'ordine del giorno stabilito per l'occasione». Loris Benini, coordinatore dei presidenti dei Forum territoriali imolesi Le lettere (max 15 righe) vanno indirizzate a

il Resto del Cadino via Quarto, 4 40026 IMOLA Fax: 0542-30093 cronacaimola@ilearlino,net

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press LITE 18/07/2012

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nterpeliati dal leader locale dell'Ido, per dettare i. pr prio programma elettorale in base alle loro esigenze, presidenti dei Forum 2plicano: "Non rientra sicura :,ente nei nostri compiti indire assemblee per consenire ai partiti, di qualunque segno essi siano, di svolgere nelle nostre sedi la loro campagna elettoiale'.

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press LinE 18/07/2012

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di Ravenna

Piano sosta La protesta è affidata

ai volantini in centro

FAENZA. La contrarietà è totale. Il Piano sosta previsto dal Comune e in arrivo ad autunno non è ben visto dal tessuto commerciale cittadino. Non una novità questa, visto che fin dal suo nascere il progetto di riorganizzazione della sosta all'interno delle mura cittadine è stato denigrato un po' da tutte le parti. Ma per non far calare l'attenzione sul tema, in questi giorni, lungo i corsi e le vie del centro, sono apparsi numerosi volantini che esplicitano con chiarezza la contrarietà al piano. Fogli affissi sui muri degli stabili e nelle vetrine dei negozi del centro in cui chiaramente è espressa l'opinione diffusa del "No al piano sosta". Una breve frase che rende ancora più palese il mal di pancia diffuso verso uno dei più importanti progetti firmati dalla giunta Malpezzi. Contrarietà che segue una serie di raccolte firme e prese di posizione politiche, anche in seno alla maggioranza, vedi Idv con la proposta della Berdondini di effettuare un referendum consultivo a settembre, e dimostrano chiaramente come la città sia sempre più spaccata sul tema.

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Casa Miu, labattaglia dei decibel

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a Resto del Carlino

RAVENNA •■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■,,

TA .SSE DIFFERENZA MINIMA

Trnu, incasso sotto le attese L'INCASSO della prima rata dell'Imu è stato leggermente inferiore alle previsioni. Lo là sapere l'assessore al Bilancio Claudia Zivieri, che per il momento non precisa le cifre: «Gli uffici comunali le stanno ancora verificando. In ogni caso la discrepanza con quanto avevamo preventivato, che è davvero minima, non è dovuta all'evasione, ma probabilmente al fatto che non tutti i versamenti sono ancora stati collegati al relativo contribuente». Resta però la discrepanza tra le stime dello Stato e quelle del Comune: un problema che l'amministrazione ha sottolineato fin dall'inizio, quando ha varato una 'manovra' pesantissima (21 milioni) basata interamente sulla nuova imposta sugli immobili, che ha sostituito Inoltre c'è la spada di Damocle della 'spending review', che dovrebbe portare a ulteriori tagli agli enti locali. Si potrebbe, insomma, aprire un ulteriore 'buco', che in qualche modo andrà colmato. Con un aumento delle già pesanti aliquote Imu? «Speriamo di no — dice l'assessore Innanzitutto bisognerà verificare l'entità del taglio, se ci sarà: la riduzione dei trasferimenti dovrà essere determinata dalla Conferenza Stato-città entro il 30 settembre».

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press unE

lAVOCLot: Ravenna

18/07/2012

DOMANI SI RIUNISCE IL CONSIGLIO COMUNALE

Nella scaletta dell'assise rifiuti, nidi e inquinamento

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omani (ore 15.30) si riunisce il consiglio comunale. In apertura l'assessore Guerrieri risponderà ad alcune interrogazioni: della Lega sulla "riduzione di taluni servizi relativi alla pulizia e alla raccolta di talune frazioni di rifiuti in città"; del gruppo Pdl su "presenza di diossina nell'aria a Ravenna?", del M5S su "impresa artigianale con emissioni non a norma" e su "bioparco Le Dune del Delta". Sarà poi votata la delibera sulla esternalizzazione del nido comunale "Il Riccio" di S.P. in Vincoli. Si passerà quindi all'esame delle ratifiche di alcune delibere di giunta sulle polizze assicurative in scadenza dei mezzi comunali; sul progetto Sprar 2012 (variazione di bilancio); sulla conservazione e decoro delle aree verdi di alcune frazioni per l'anno 2012 (variazione di bilancio); sul progetto Cittadini attivi per l'Europa (variazione di bilancio); sulla variazione bilancio contributi Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna; e sulla variazione bilancio 2012 del servizio politiche giovanili. Infine si voterà la proposta di consultazione della popolazione residente nel capoluogo di Ravenna sulla realizzazione di nuove isole ecologiche interrate.

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"I lo mentito per le pressioni

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press unE 18/07/2012

LAVOCE.,.' Ravenna

"Abbiamo fatto di tutto per le suore" BAGNACAVALLO L'arciprete: dispiace

che il monastero chiuda, ma ormai era inevitabile, mancano le vocazioni uello che si poteva tentare per cercare di conservare il monastero a zacavallo è stato fatto. Purtroppo non si è riusciti". Monsignor Luigi Guerrini, arciprete di Bagnacavallo, replica allo sconcerto dei fedeli per l'imminente partenza delle clarisse cappuccine. Un convento chiuso dalla Santa Sede in sintonia con il loro ordine religioso di appartenenza. Una comunità monastica presente in città dal 1818, che entro il mese di agosto lascerà per sempre Bagnacavallo.

Monsignor Guerrini, con questa chiusura Bagnacavallo, la Bassa, perde il suo ultimo monastero di clausura. "Quando qualcuno va via, non può che creare dispiacere. Ma siamo arrivati a un punto per cui non si poteva fare diversamente. Le suore che abitano a San Giovanni sono anziane e malate. Andava trovata una soluzione perché potessero essere aiutate dal punto di vista sanitario e per accompagnarle nel loro cammino spirituale".

La gente rimprovera diocesi e parrocchia di non essersi mosse per evitare questo epilogo. "Si dimentica che la decisione non è della diocesi, ma della Congregazione vaticana per gli istituti di vita consacrata e dell'ordine religioso di riferimento".

Si è suggerito di sollecitare l'ordine delle Cappuccine a inviare religiose più giovani, per assistere le consorelle e insieme mantenere aperto il monastero. "Ma è un tentativo che una decina di anni fa era già stato fatto. Sono arrivate, poi sono ripartite. Altre suore sono arrivate in seguito, stesso esito. Insomma: si è provato, ma non si è riusciti a dare continuità. La Chiesa fa i conti con la crisi di vocazioni: ci sono sempre meno suore, frati e preti. E le vocazioni in quel monastero mancano da tanti anni".

tro la chiusura, e la delusione è stata tanta nel non sentire una parola ufficiale dalla parrocchia. Né alla festa di San Giovanni, il 24 giugno, né in seguito. Non è stato organizzato un momento per salutare la partenza ormai imminente delle religiose. In fondo le Cappuccine sono in città da due secoli... "Questo perché non sappiamo quando le suore andranno via. La superiora del convento non ce lo sa dire. L'ho sentita due giorni fa e non mi ha saputo dare nessuna data certa. Sono loro a decidere, e se gli interessati non ci dicono nulla diventa difficile organizzare qualcosa".

Hanno trascorso una vita insieme, rimarranno almeno nello stesso monastero una volta lasciata Bagnacavallo? "Credo di sì, ma, ripeto, sono de-

cisioni che spettano a loro. Le era stata offerta una possibilità che so che è stata rifiutata, poi si è cambiata idea. E' da capire: è come per i nostri nonni, quando gli si prospetta di trasferirsi fuori casa reagiscono con un rifiuto. Comunque tutto dipende da loro".

Il patrimonio del monastero è imponente, con la sua chiusura spetterà all'ordine delle Cappuccine disporne. Crede che in futuro in quel luogo, che accoglie comunità religiose dal 1300, ci sia la possibilità per un nuovo convento? Che ne sarà del complesso? "I tempi sono lunghi. Qui, poi, dovrà intervenire anche la Soprintendenza. Quanto a una nuova comunità religiosa, non so. Purtroppo le vocazioni sono in calo".

C'è chi si è offerto di aiutare le suore malate... "Le persone che attualmente collaborano per l'assistenza sono persone stipendiate".

Sono state raccolte firme con-

Pagina 23 LUGO "Abbiamo Patti di tutto per le suore".

Monsignor Luigi Guerrini (dx) con il vescovo di Faenza, Claudio Stagni

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press unE

LAVOCE.,.'

18/07/2012

Ravenna

Partecipate pure (se potete) POLITICA L'unica commissione consigliare

presieduta dall'opposizione si è fatta di nebbia insieme al suo presidente areva una questione di sopravvivenza politica del centrodestra e dell'importanza di chiamarsi opposizione. Settimane di scontri interni, nervosismo stellare e lotte per assegnare la poltrona della presidenza della Commissione consigliare delle partecipate, l'unico scranno di un qualche peso che il centrosinistra pigliatutto concede alla minoranza. Pdl spaccato al suo interno, qualcuno del Pdl che andava d'accordo con la Lega, altri che ci bisticciavano; l'Udc che flirtava con Futuro e libertà; Pdl e Carroccio ingrugniti insieme contro l'asse che si stava creando tra scudocrociato e fmiani. E un Pd che gustava la possibilità di approfittare del marasma collettivo. E' andata avanti così per settimane in primavera. Due mesi di discussioni e incontri laceranti per trovare il sostituto di Rudi Capucci, il capogruppo leghista che si era dimesso in marzo dalla presidenza della commissione che si occupa di vigilare su come i soldi del Comune di Lugo sono gestiti dalle sue società partecipate. Quindi per il pattume di Hera, i pasti di LugoCatering. E poi Team, l'acqua, il Teatro Rossini. E' finita che Capucci, che quel passo indietro lo aveva fatto per ragioni di lavoro (è spesso all'estero per impegni professionali, "e ho poco tempo da dedicare alla poli-

tica", diceva), alla vigilia della riunione che avrebbe dovuto designare il suo successore, ha ritirato le dimissioni. Salvatore della patria, Rudi daVoltana sfoderò la spada di Alberto da Giussano con parole solenni: "La commissione è organo di controllo che l'opposizione ha l'obbligo morale di governare, e vista la manifesta incapacità dell'opposizione a trovare il mio sostituto voglio evitare che sia la maggioranza ad approfittarne, scegliendo qualcuno gradito". Il riferimento era a Guido Baldrati, che si sarebbe candidato per conto di Udc e di se stesso (Fli), probabilmente pigliando i voti del Pd. Donatella Donati (Pdl), candidata gradita a Capucci, non andava bene a tutti: non all'Udc, non a molti del suo partito, che indicavano Cesare Bedeschi. Ma questi, di nuovo, non andava bene a Capucci. E allora, il ritorno in campo: "E' necessario il mio impegno affinché la commissione possa operare al meglio nell'interesse della città". Sì, ma quando? Dopo la riunione di maggio, dove si è semplicemente preso atto della revoca delle sue dimissioni, la commissione di controllo non è più stata convocata. Capucci, che gli impegni di lavoro tengono lontano dalla Bassa, mantiene anche il suo scranno di capogruppo del Carroccio in Rocca. Anche lì, spulciando i verbali delle nove sedute convocate nel 2012, non lo si è più visto.

Il leghista Capucci si era dimesso, poi è tornato. Ma l'esito non cambia: da tempo nessuno vigila su Hera

Presidente e vicepresidente della Commissione partecipate: Rudi Capucci (Lega Nord) e (sotto) Beniamino Tirone (Idv)

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18/07/2012

di Forlì e Cesena

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Provincia unica, da Forlì sfida alla Romagna Adesso Cesena, Rimini e Ravenna dovranno dire la loro sul progetto di Enrico Pasini FORLÌ. Il consiglio comunale accelera sulla Provincia unica romagnola e attraverso una mozione proposta dal sindaco

Sul piatto il progetto di riforma istituzionale tra tutte le amministrazioni e le forze politiche, economiche, sociali, civili e culturali dei territori. Un percorso che si dà anche tempi rapidissimi visto che il primo disegno organico della nuova Provincia dovrà essere presentato entro il 27 agosto, circa un mese prima che la scure della "spending review" governativa cali e accorpi dall'alto gli enti. Stati generali che chiedono anche i consiglieri provinciali Pdl, Stefano Gagliardi, Valerio Roccalbegni e Giordano Anconelli, pensando alla con-

vocazione della commissione affari istituzionali della Provincia con la presenza dei rappresentanti di Rimini e Ravenna e l'apertura a tutti gli enti ed alle parti sociali interessate.

Roberto Balzani, lancia l'invito riunire quanto prima gli Stati Generali di Romagna al fine di trovare l'accordo.

Scintilla. L'ordine del giorno discusso ieri in assise sarà ora sottoposto all'approvazione dei consigli di Cesena, Ravenna e Rimini e la prima votazione, quella di Forlì, per Roberto Balzani che sin dal 2008 teorizzò la necessità di creare il nuovo organismo, è stata un successo. Netto nei numeri (20 voti a favore, 7 astensioni, 3 voti contrari) ma nella sostanza non così rotondo come il primo cittadino auspicava chiedendo all'aula un sostegno pieno e trasversale. Distinguo. Se, da un lato, il Pd ha ottenuto il convinto appoggio di Francesco Aprigliano del Gruppo misto, le astensioni decisamente benevole di Pdl, Udc (con quest'ultima non presente all'atto del voto) e, a sorpresa, anche di Lega Nord, è mancato il sostegno delle due

Roberto Balzani incassa il primo sì sulla Provincia unica

forze da sempre propugnatrici della soppressione delle Province: DestinAzione Forlì e Idv. Fa specie soprattutto il voto contrario della seconda gamba della maggioranza. Il capogruppo Tommaso Montebello è convinto che il progetto «non risponda a una reale esigenza emergente dai cittadini» e che «gli unici Stati Generali da convocare sono quelli sull'economia e sul lavoro». Raffaella Pirini (DestinAzione) ha invece dichiarato che «i poteri devono tornare ai Comuni con il coordinamento della Re-

gione, senza dunque nuove sovrastrutture e nuova burocrazia». Dal centro-destra si attendevano "barricate" sulla riproposizione della Regione Romagna e invece Lega Nord con Paola Casara ne tiene la bandiera a mezz'asta. «Chiamiamola come vogliamo, Regione sì, ma anche Provincia unica va bene. L'importante è che sia dotata di deleghe di vero peso specifico e non diventi una grande periferia senza potere decisionale». Più netto il Pdl con Alessandro Rondoni che sostiene il progetto del sindaco «ma

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di Forlì e Cesena

solo come primo passo verso la Regione e una vera autonomia». Perché prioritari sono i progetti su sanità, aeroporti, Fiere e una Forlì «che deve avere e contare di più». La sfida. A queste stoccate Pd e Balzani fanno quadrato ribadendo che la città e la Romagna sono davanti «a un grande tornante epocale» che è sì di razionalizzazione, ma soprattutto di affermazione di un'identità dei territori che nasce dal basso «come protagonismo e non accettazione passiva di un'imposizione». Quel decreto governativo che a settembre rischierebbe di dividere Forlì-Cesena e Rimini da una parte e Ravenna e Ferrara dall'altra. «Sarebbe una sciagura per le nostre politiche di sistema, dobbiamo prendere in mano la situazione» ha dichiarato Marco Di Maio ricevendo le lodi del sindaco per l'accordo appena raggiunto con gli altri tre segretari Democratici del territorio. «Un successo politico non indifferente, la Provincia unica è l'unico regionalismo possibile» ha sentenziato Balzani. Enrico Pasini

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press LinE

Resto del Carlino

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e..lan-,^ 5 IL DIRETTORE SAURO BANDI PERÒ CONCEDE: «SPOST AMO IL CENTRO DIURNO»

«Nei dormitori non ci sono criminali Ai vigili dico: questo clima non aiuta» CARITAS e comunità Papa Giovarmi XXIII esprimono la propria contrarietà rispetto alle operazioni anti-degrado delle forze dell'ordine. «Il nostro modello di comunità è quello di una comunità accogliente e solidale. Crediamo che la sicurezza in città si ottenga con l'inclusione e non con l'esclusione», spiegano. Gli interventi di polizia e carabinieri sono iniziati a metà maggio con i controlli al chiostro di San Mercuriale. stata poi la volta dell'ex Eridania, di piazzetta della Misura e dei gianlini Orselli.

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di LUCA BERTACCENI SAURO BANDI, direttore Caritas diocesano di Forertinoro, nel comunicato firmato insieme alla Papa Giovanni XXIII, scrivete che «i criminali non dormono certo in case abbandonate né mangiano alla mensa del povero».-Ne è convinto?

«Noi conosciamo molto bene l'attività e i frequentatori del centro diurno. Sappiamo che questi ultimi sono persone degradate socialmente, ma non si tratta certamente di criminali, di quelli che commettono furti nelle case. Vogliamo evitare che passi l'equazione degrado sociale uguale barbone uguale criminale, perché non è così. Faccio un esempio: in via Anila Garibaldi ci sono persone che urinano in strada la sera. Chi sono? Clienti di alcuni locali».

Nel comunicato chiedete anche di aprire un confronto. Come conciliare la vostra cattività con quello di chi deve far ri-

spettare la legge? «Tengo a dire che la co ... aorazione con le forze dell'ordine è in atto da sempre e con ottimi risultati. C'è un buonissimo rapporto con la polizia municipale. La repressione in alcuni casi è necessaria ma non va dimenticato il lavoro di integrazione avviato. Lo stesso comandante della municipale, Elena Fiore, ci aveva parlato di attuare represssione e presenza integrativa del poliziotto di quartiere, che è anche a difesa delle persone che seguiamo». Quando vede il chiostro di Scan Mercuriale senza le persone che un tempo lo frequentavano cosa pensa? E una vittoria per la città o una sconfitta?

«Probabilmente sul chiostro anche noi abbiamo fatto un errore di valutazione, caricandolo di attività e persone. C'era bisogno di regolamentarlo. Mi dispiace però che il chiostro diventi pregiudizialmente vietato ai poveri. Alcuni

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giorni fa un nostro operatore, che stava parlando con alcuni extracomunitari, è stato multato dalle forze dell'ordine». Motivo?

«Semplicemente non poteva stare li». Morale? «Capisco che la municipale possa essere sono pressione e che tenti di far rispettare il regolamento di polizia urbana, ma si è generato un clima che non ci sembra vivibile ed equilibrato. Anche perché queste persone non spariscono, ma si spostano». Dove sono oro? «L'altro giorno ne ho viste nel par-

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cheggio dell'A & O in viale Vittorio Veneto. Sedute. Non gli si può impedire di sedersi e di bere». Ripeterete l'esperienza del centro diurno al- chiostro?

«No, non lo faremo certamente più li. Ci sono altri progetti». Ha un'alternativa in testa?

«Purtroppo no. Abbiamo incontrato gli assessori Drei e Riserna, Magari una struttura del Comune non troppo vicina al centro». Dopo i blitz effettuati dalle forze dell'ordine avete avuto notizie di indagini e provvedimenti da parte della magistratura?

«Come Caritas non abbiamo avuto notizie di reato di nessun tipo».

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Resto del Carlino

press LinE

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pisco che La polizía unicipale sia sotto pressione e tenti d far rispettare it regolamento ma la luazione non è vivibile» •

íti hanno sanzionato nche un nostro peratore a S. Mercuriale Perché? Non poteva stare dispiace che diventi ogo vietato ai poveri»

bbiamo sovraccaricato chiostro, sbagliando. Non rifaremo più 13 il entro diurno. Però, dopo olli, i poveri si sono ati, non sparai»

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Resto del Carlino

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Contrari Idv e grillini. li sintkiro.. «Successo politico indiscutibile» IL CONSIGLIO comunale ha approvato un ordine del giorno (favorevole il Pd, astenuti Pdl e Lega Nord, contrari Idv e DestinAzione Forlì) sulla Provincia romagnola. Nel documento si afferma che «la dimensione appropriat2 per la Provincia di 111101,70 modello è quella delle attuali tre Province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini». L'altro giorno i segretari del Pd di Forti, Cesena, Ravenna e Rimini si erano espressi unìtariame mite su questo argomento. «QUESTO ordine del giorno — dice il sindaco Balzani —si inserisce all'interno di un percorso irreversibile, che è quello della riforma amministrativa». Balzani riconosce poi i meriti «al segretario del Pd Di Maio», che mettendo d'accordo i colleghi romagnoli «ha ottenuto un successo politico

indiscutibile. Siamo di fronte a un tornante epocale per la vita del nostro territorio e noi ne saremo protagonisti». Veronica Zanetti, capogruppo Pd, chiede che «la Regione non si sottragga all'impegno di accompagnare i territori in questo percorso». «Noi siamo per la Regione Romagna e non ci vergogniamo — ha dichiarato il capogruppo del Pdl Alessandro Rondoni —. Ma le Province non erano da abolire? Questo è forse un primo passo verso la Regione Romagna? Vorremmo però sapere ora, e non quando sarà troppo tardi, che progetti ci sono su aeroporto, fiera e sanità». Critico il democratico Giovanni Bucci. «La politica viene battuta dai fatti. Non si pensi poi che la competizione tra i territori finirà con la Provincia unica». «Ci saranno conseguenze negative per i cittadini rispetto ai

servizi forniti dall'ente?», chiede Ragni (Pdl). «Questo e un passaggio storico mentre la Regione Romagna non si realizzerà», dice Di Mak).

ROBERTO BALZANI SODDISFATTO

Siamo di fronte ad un tornante epocale per La vita del nostro territorio e noi ne saremo protagonisti

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MONTEBELLO (Idv) ha ribadito la contrarietà del suo partito sull'ente Provincia. Sul tema intervengono anche i consiglieri provinciali del Pdl Gagliardi, Roccal begn i e A nconell i. «Abbiamo già chiesto la convocazione della commissione affari istituzionali con la presenza dei rappresentanti di Rimini e Ravenna e l'auspicabile apertura a tutti gli enti e alle parti sociali interessate, una sorta di stati generali miei-provinciale». «Insensato accontentarsi della Provincia unica quando si può ottenere la Regione Romagna», dice il segretario provinciale della Lega Nord Jacopo Morrone.


PROVINCIA UNICA

Forlì dice sì in Consiglio Quello da raggiungere è un risultato che manca da due secoli su questo territorio, quando si chiamava Dipartimento del Rubicone". Il sindaco di Forlì, Roberto Balzani, evoca l'era napoleonica presentando in Consiglio comunale il 'suo' ordine del giorno sulla Provincia unica romagnola in vista della riforma della macchina statale voluta dal Governo su impulso Ue. L'odg, però, passa con i soli voti targati Pd (20), anche l'alleato ldv vota contro; astenuti Pdl e Lega. Nel documento si promuovono gli "stati generali della Romagna", viene indicata una futura "sede" unitaria per il nuovo ente, si dà mandato ai Comuni di promuovere nei confronti di Governo e Regione "una forte propensione all'unione dal basso, espressione di una radicata tradizione autonomistica" da tenere conto quando si procederà a ridefinire i confini amministrativi.

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Inchiesta Sapro Nomi molto noti trai 25 indagati 5 , "'"

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Il consiglio comunale dice sì all'ordine del giorno presentato dal sindaco Balzani e concordato con Mazzuca del Pdl RIFORME

Provincia unica Fori! tira la volata uello da raggiungere è un risultato che manca da due secoli su questo territorio, quando si chiamava Dipartimento del Rubicone". Il si. caco di Forlì, Roberto Balzani, evoca l'era napoleonica presentando in Consiglio comunale il 'suo' ordine del giorno sulla Provincia unica romagnola in vista della riforma della macchina statale voluta dal Governo su impulso Ue. E odg, però, passa con i soli voti targati Pd (20), anche l'alleato Idv vota contro. Nel documento si promuovono gli "stati generali della Romagna" da fissare appena possibile, viene indicata una futura "sede" unitaria per il nuovo ente, si dà mandato ai Comuni di promuovere nei confronti di Governo e Regione "una forte propensione all'unione dal basso, espressione di una radicata tradizione autonomistica" da tenere conto quando si procederà a ridefinire i confini amministrativi. "E' un odg - conferma il sindaco Pd in aula - concordato col parlamentare Pdl Gian Carlo Mazzuca, quindi auspico possa trovare adesione trasversale da parte delle forze politiche. Il testo verrà votato anche negli altri Consigli comunali della Romagna, so che Ravenna ad esempio si sta già muovendo". L'unanimità dunque non arriva: l'Idv dice di ap-

prezzare lo spirito di Balzani ma vota contro in linea con i propri vertici nazionali che le Province le vogliono abolire. Per il resto, contraria anche la lista `grillina' DestinAzione Forlì, Pdl e Lega si astengono, Udc (astensione annunciata) e gruppo misto non sono presenti al momento del voto. Lunedì l'unione della Romagna era stata promossa congiuntamente dai segretari Pd di Forlì, Cesena, Rimini e Ravenna, mettendo per iscritto la necessità di una futura presidenza del maxi ente ad elezione diretta e annunciando una direzione congiunta ad inizio agosto per fare il punto (è probabile si tenga a Rimini vista la stagione). Ieri è toccato a quel Comune che già nel 2008 parlava di Provincia unica tirare la volata. "Sappiamo - mette le mani avanti Balzani in Consiglio - che la questione della Provincia romagnola evoca quella della Regione autonoma, ma è giusto che la Romagna stia dentro l'Emilia-Romagna". L'obiettivo generale, oltre al risparmio di costi e funzioni, è quello di "superare le antipatie municipali che hanno bloccato il nostro sviluppo in questi anni", non si stanca di ripetere il sindaco di Forlì. Subito dopo il capogruppo Pd, Veronica Zanetti, cita "la ferita dell'aeroporto, come conseguenza della visione miope di

alcuni enti che pensano di avere piu' spazio se i loro vicini soffrono". Il segretario del Pd, Marco Di Maio, chiede che anche le altre forze politiche di altri territori facciano fronte comune e segnala "il rischio del frazionamento della Provincia unica, come emerge dal dibattito nazionale: Ravenna potrebbe accorparsi con Ferrara, in Romagna si unirebbero le sole Forli'-Cesena e Rimini, sarebbe una sciagura. E per questo dobbiamo sostenere questo documento".

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Provincia di Romagna «Dobbiamo stare uniti come il governo Monti» RIMINI. La Provincia uVoci favorevoli sono nica di Romagna piace al giunte da vari esponenti Pd e piace al Pdl. E non da politici, mentre lunedì a ieri mattina. Ecco perché Rimini i quattro segretal'onorevole Sergio Pizzo- ri del Pd dei territori inlante (Pdl) propone la teressati hanno stretto un convocazione di Stati ge- patto e deciso di acceleranerali aperti agli eletti re l'operazione attivando del territorio e alle cate- un Comitato promotore e gorie. Non solo. Un tema convocando gli Stati gecosì importante merita nerali. l'appoggio di una coaliPdl. L'onorevole Sergio zione simile a quella che Pizzolante lo ha detto in sta sostenendo il governo tempi non sospetti di esMonti. Anche l'onorevole sere favorevole alla ProElisa Marvincia unichioni (Pd) ca e suggeriè favorevosce la convole: le basi Intanto il Co mune di Forlì ca z i on e di della Pro- ha già approv ato un odg Stati genevincia uni- per la Provin cia unica rali per metca sono già ter e insiestate gettate me gli eletti dall'Area vasta sanita- del territorio, le forze poria. litiche e il mondo delle asIl fatto. La scure della sociazioni. La forza della spending review si è ab- Provincia unica è nelle battuta sulle Province. La cose. «L'aeroporto di Risopravvivenza di quella mini che diventa lo scalo di Rimini è affidata all'ac- di tutti i romagnoli. Così corpamento con Forlì-Ce- il porto di Ravenna, l'area sena e Ravenna nella Pro- agricola di Cesena. Tutto vincia unica di Romagna. patrimonio comune. E' I deputati eletti a Rimini Elisa Marchioni (Pd) e Sergio Pizzolante (Pdl)

l'occasione per unire i romagnoli, valorizzando i patrimoni principali e superando i campanilismi». Il Pdl è pronto a collaborare con il Pd? «Su questo punto, mi piacerebbe si sancisse anche in Romagna un modello di coalizione che sostiene il governo Monti». Pd. Provincia unica? «E' la linea verso cui si va da tempo» rimarca l'onorevole Elisa Marchioni. «I segretari del Pd hanno sottolineato un percorso che ritengo giusto da tempo: Area vasta, Hera, sanità. Non è una fusione a freddo, ma un percorso

so da quando è uscita da Forlì. Se una nuova e intelligente configurazione territoriale ti fa fare passi in avanti bisogna tenerne conto». A Forlì. «Quello da raggiungere è un risultato che manca da due secoli su questo territorio, quando si chiamava Dipartimento del Rubicone». Il sindaco di Forlì, Roberto Balzani, evoca l'era napoleonica ieri presentando in consiglio comunale il suo ordine del giorno sulla Provincia unica romagnola. L'odg passa con i soli voti targati Pd (20), anche l'alleato Idv vota contro.

Il parlamentare Pc• non è una fusione a freddo ma unione già nei fatti nato più di dieci anni fa. E' una linea politicamente efficace e nella quale nessuno perde, l'obiettivo è garantire gli stessi servizi con una razionalizzazione migliore». Rimini, si sa, guarda con sospetto i "vicini di casa". «Non è un ritorno all'antico o la sconfitta di un territorio che si vede retrocesso. E' una unità nuova dove Rimini entra con un ruolo politico e un suo speso specifico diver-

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Provincia di Romagna «Dobbiamo stare uniti come il novello Monti»

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RIFORME

Il consiglio comunale dice sì

all'ordine del giorno presentato dal sindaco Balzani e concordato con Mazzuca del Pdl

Provincia unica Fori! tira la volata uello da raggiungere è un risultato che manca da due secoli su questo territorio, quando si chiamava Dipartimento del Rubicone". Il si. 'aco di Forlì, Roberto Balzani, evoca l'era napoleonica presentando in Consiglio comunale il 'suo' ordine del giorno sulla Provincia unica romagnola in vista della riforma della macchina statale voluta dal Governo su impulso Ue. E odg, però, passa con i soli voti targati Pd (20), anche l'alleato Idv vota contro. Nel documento si promuovono gli "stati generali della Romagna" da fissare appena possibile, viene indicata una futura "sede" unitaria per il nuovo ente, si dà mandato ai Comuni di promuovere nei confronti di Governo e Regione "una forte propensione all'unione dal basso, espressione di una radicata tradizione autonomistica" da tenere conto quando si procederà a ridefinire i confini amministrativi. "E' un odg - conferma il sindaco Pd in aula - concordato col parlamentare Pdl Gian Carlo Mazzuca, quindi auspico possa trovare adesione trasversale da parte delle forze politiche. Il testo verrà votato anche negli altri Consigli comunali della Romagna, so che Ravenna ad esempio si sta già muovendo". L'unanimità dunque non arriva: l'Idv dice di ap-

prezzare lo spirito di Balzani ma vota contro in linea con i propri vertici nazionali che le Province le vogliono abolire. Per il resto, contraria anche la lista `grillina' DestinAzione Forlì, Pdl e Lega si astengono, Udc (astensione annunciata) e gruppo misto non sono presenti al momento del voto. Lunedì l'unione della Romagna era stata promossa congiuntamente dai segretari Pd di Forlì, Cesena, Rimini e Ravenna, mettendo per iscritto la necessità di una futura presidenza del maxi ente ad elezione diretta e annunciando una direzione congiunta ad inizio agosto per fare il punto (è probabile si tenga a Rimini vista la stagione). Ieri è toccato a quel Comune che già nel 2008 parlava di Provincia unica tirare la volata. "Sappiamo - mette le mani avanti Balzani in Consiglio - che la questione della Provincia romagnola evoca quella della Regione autonoma, ma è giusto che la Romagna stia dentro l'Emilia-Romagna". L'obiettivo generale, oltre al risparmio di costi e funzioni, è quello di "superare le antipatie municipali che hanno bloccato il nostro sviluppo in questi anni", non si stanca di ripetere il sindaco di Forlì. Subito dopo il capogruppo Pd, Veronica Zanetti, cita "la ferita dell'aeroporto, come conseguenza della visione miope di

Balzani avanza, come diceva il suo idolo "l'intendenza seguirà"

alcuni enti che pensano di avere piu' spazio se i loro vicini soffrono". Il segretario del Pd, Marco Di Maio, chiede che anche le altre forze politiche di altri territori facciano fronte comune e segnala "il rischio del frazionamento della Provincia unica, come emerge dal dibattito nazionale: Ravenna potrebbe accorparsi con Ferrara, in Romagna si unirebbero le sole Forli'-Cesena e Rimini, sarebbe una sciagura. E per questo dobbiamo sostenere questo documento".

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il Resto del Carlino

Seve o fa quadrato su Napolitano «Le telefonate devono restare segrete» La Guardasigilli in campo. E Bersani rompe il silenzio: «Attacchi indecenti» Verordra Passeri ROMA

«NESSUNA contrapposizione tra poteri dello Stato», al massimo «una divergenza tra interpretazioM del diritto». Che sia il ministro della Giustizia a parlare, come nel primo c20, o il procuratore capo di Palermo, come nel secondo, l'obiettivo è solo uno: gettare acqua sul fuoco, spegnere le polemiche sul conflitto di attribuzione sollevato dal Quirinale contro la procura di Palermo per alcune intercettazioni che coinvolgono il presidente. Anche la difesa delle toghe siciliane da parte del procuDi METRO SCATENATO Videomessaggio sul suo blog «Presidente, si rende conto che mortifica Le istituzioni?» nitore nazionale antimafia, Pietro Grasso, è ferma, ma tesa a rasserenare gli animi. L'indagine in questione è la trattativa tra Stato e mafia, e la presa di posizione forte del capo dello Stato ha scatenato un vespaio di reazioni. Ieri allora è scesa in campo in difesa del Colle la Guardasigilli, Paola Severino, secondo la quale «l'importante è mantenere la segretezza delle telefonate del Capo dello Stato». «Qualunque sia la so-

luzione interpretativa» che spetterà alla Consulta adottare •e l'iter non si annuncia breve «si dovrà rispettare la sostanza della legge, che è quella di evitare che conversazioni del Capo dello Stato possano essere rese pubbliche».

QUESTO è la legge costituzionale a prevederlo, ha puntualizzato la ministro, e non «una elaborazione di carattere sociologico o politico». Poi il ministro è entrato in

punta di diritto nel tenia e, a tutela dell'attività dei magistrati siciliani, ha spiegato che il problema non è affatto «se si poteva o meno intercettare» in modo casuale, il punto è se a un'intercettazione che coinvolge il Capo dello Stato «si debba applicare la procedura prevista dal codice per tutte le intercettazioni o una normativa speciale». Comunque sia il procuratore di Palermo, Francesco Messineo è convinto che «l'iniziativa

del Quirinale non collida minimamente con l'indagine che invece può continuare». E il pm Ingroia: «Sinceramente non ci aspettavamo questa reazione di Napolitano».

E DOPO 24 ORE di silenzio arriva anche la difesa d'ufficio del leader del Pd. «E' una cosa indecente — ha detto Pier Luigi I3ersani, intervistato a una festa del Pd a Roma —. Ho trovato alcune affermazioni nei confronti del Presidente Napolitano veramente indecenti, perchè tutti sanno che Napolitano non ha alcuna ragione per difendersi pe rsonalni e nte». Ce l'ha, con ogni probabilità, col leader Idv, Antonio Di Pietro, clic attacca Napolitano e in un videomessaggio sul suo blog gli indirizza un interrogativo: «Si rende conto che una scelta cosi drastica, come quella che lei ha fatto, non nobilita le istituzioni, anzi le mortifica?».

S-n criio fa uLadrato suNJIDINIA, dieronate de,mo :esfree Jegrute, f N,

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Coppie omosessuali, Arcigay non va alla festa dell'Unità. "Il Pd dica che sta con noi" Dopo la polemica di sabato scorso in cul Bersani ha definito "' interna" la questione della parità di dirittl „,„., ,,,„ per le coppa gay ed &oro, k.Ad p evocazione un,›e; u33 e imo: ìeste o rt.lto "Uslamola cr,)nte nvnaccia per aonre un confronto dove i democratici ..3celoono una volta tutte da che parte stare .' di

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II Pd ha un difetto di fabbrica. Liquida così la polemica epocale, sorta sabato scorso nell'assemblea nazionale dei democratici, il presidente onorario di Arcigay, e consigliere regionale Idv dell'Emilia MA NON Posso Romagna, Franco Grillini: "L'ogm Partito Democratico è fallito. Impossibile mettere insieme cattolici integralisti e socialdemocratici. I cattolici osservanti/vaticanisti hanno una regola ferrea: su certe cose non si media. E la questione della parità di diritti tra coppie gay ed etero è una di queste". La contestazione più forte al caos provocato dalle parole di Pierluigi Bersani arriva proprio da Bologna, punto geografico dove aspetto simbolico e materialità dei fatti hanno contribuito a riconoscere storicamente il movimento per i diritti omosessuali in tutta Italia. A partire da quando nel giugno del 1982 l'allora sindaco di Bologna targato Pci, Renato Zangheri, offrì, non senza polemiche da parte del mondo cattolico, la storica sede pubblica del Cassero di Porta Saragozza alla nascente Arcigay. "Stentano ancora a riconoscere l'importanza di ciò che gli dice la base", spiega il membro del consiglio direttivo de II Cassero, Bruno Pompa "le questioni legate ai diritti gay sono state messe in agenda come prioritarie dal PCI, poi dal PDS e infine dal PD, inserendo nelle liste elettorali esponenti dell'Arcigay e contribuendo al dibattito interno, ma ora siamo arrivati a un livello imbarazzante. Quando certi argomenti vengono definiti "beghe interne" o una persona come Rosy Bindi afferma che "piuttosto di dare in affidamento un bimbo a una coppia gay preferisco muoia di fame in Africa", ci sentiamo presi in giro". Sergio Logiudice, consigliere comunale del PD, siede a Palazzo d'Accursio da tre legislature e con centinaia di preferenze personali vero punto di riferimento dell'Arcigay — Il Cassero in Comune, rincara la dose: "La sintesi di Rosy Bindi, fatta sabato in assemblea nazionale, è inadeguata ed è un errore affidare un tema del genere a una dirigente come lei, fuori dai tempi e dal dibattito politico, sociale e giuridico. Addirittura la Corte Costituzionale è su posizioni più avanzate. In autunno, quando si tornerà a parlare della questione all'interno della direzione nazionale — ma anche in sede locale — lo si dovrà fare su un piano razionale e non religioso". Un'inedita scollatura tra PD locale e PD nazionale dietro cui si intravedono futuri squilibri interni: "In fondo dentro al partito si è smesso di dare retta al bacino del movimento. L'elezione in Parlamento di Paola Concia è stata un'esclusione del movimento Lgbt e si è rivelata una semplice promozione all'interno del partito stesso". "Nonostante la rincorsa del partito verso le forze di centro", prosegue Pompa, "a Bologna i nostri referenti come il sindaco Merola, sono abbastanza ricettivi". "E' vero, a Bologna gli esponenti del Pd sono un po' meglio di quelli della segreteria nazionale", gli fa eco Grillini, "ma ricordiamoci che poche ore fa anche Merola ha sostenuto che prima dei diritti gay ci sono i tagli della spending review. E soprattutto mettere i diritti civili di gay e lesbiche in secondo piano è un difetto storico che proviene dalla cultura del vecchio Partito Comunista: per loro c'è sempre stato qualcosa di più urgente da risolvere". Tra le ipotesi per far sentire meglio il proprio dissenso si fa largo la pista del referendum interno, ma anche l'idea di non partecipare con un proprio stand alla prossima festa de L'Unità provinciale: "Noi non chiediamo di essere ospitati. Se il PD ci dà visibilità bene, altrimenti possiamo fare come l'anno scorso quando D'Alema si espresse sulla questione omosessuale con parole che non ci piacquero, chiudemmo il nostro spazio per poi chiarirci privatamente con lui". "Si potrebbe fare di più", aggiunge Grillini, "vale la pena che l'Arcigay non partecipi alle Feste de L'Unità in modo da usare questa assenza come minaccia per un confronto definitivo dove il Pd dichiara se è d'accordo o meno con le nostre proposte. Insomma, dimostrino di essere con noi". Pagina 36 di 36


Rassegna stampa Regionale Idv 18.07.2012