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Confesercenti Venezia NOTIZIE Un patto per le città Obbligo di POS Decreto cultura

Confesercenti Venezia Notizie Anno XII n.5 DICEMBRE 2013– Stampa Arcari—Periodico della Confesercenti provinciale di Venezia Propietario ed editore: Confesercenti Prov. Di Venezia via A.da Mestre n.36—Venezia Mestre (www.confesercenti.ve.it) Direttore responsabile: Michele Lacchin—Registrazione al Tribunale di Venezia n.1428 del 17.09.2002


SIG. ESATTORE MI TROVO NELL’IMPOSSIBILITA’ DI PAGARE IMPOSTE. G.GARIBALDI Questa lettera, scritta da Giuseppe Garibaldi il 26 novembre 1867 ed indirizzata al Sig.Esattore di Roma, è conservata nell’archivio del Monte dei Paschi di Siena. Dopo aver conquistato un regno con 9 milioni e mezzo di abitanti Garibaldi si era ritirato sull’isola di Caprera portando con se soltanto un sacchetto di sementi, tre cavalli e una balla di stoccafisso. Per pagarsi le spese del viaggio dovette richiedere un prestito. Morirà sette anni dopo, il 2 giugno 1882.


EDITORIALE

Contribuenti (s)finiti !

L

’eroe dei due mondi, il generale Giuseppe Garibaldi, non era uomo da giri di parole. Dopo l’ennesima richiesta piglia carta e penna e scrive al Sig. esattore di Roma che non ha la possibilità di pagare. La lettera, gelosamente conservata negli archivi di una banca, l’abbiamo pubblicata in copertina. Garibaldi ha appena consegnato a Vittorio Emanuele un regno, ma evidentemente per la burocrazia ministeriale non è ancora sufficiente. Chiunque, ancor’oggi, visiti la sua casa a Caprera può verificare che il generale vive modestamente e senza lussi: nessuna ricchezza, né ostentata né nascosta, nonostante la sua fama e le sue vittorie. Non sappiamo come sia andata a finire la vicenda. Forse il Sig. esattore non se l’è sentita di attraversare il Tirreno e ingiungere il pagamento guardando in faccia un uomo che per tutta la vita ha menato di sciabola. Forse è intervenuto qualche Ministro suggerendo di lasciar perdere. Forse al generale è stato concesso il primo di una lunga serie di condoni tombali. Comunque sia le parole di Garibaldi oggi uniscono gli italiani più della spedizione dei Mille: “ci troviamo nell’impossibilità di pagare imposte”. Che sia Imu, Tasi, Tari o Tuc il carico fiscale è ormai insopportabile. A pochi giorni dalla fine dell’anno il conto finale per le imprese e le famiglie è ancora sconosciuto e il rischio reale, tra Stato e Comuni, è quello di ulteriori rincari. Tutti danno i numeri, in senso sia metaforico che letterale, ma il dubbio che ci troveremo a dover pagare di più è ampiamente diffuso. Il recente allarme sui conti dell’Inps è la dimostrazione che l’intero sistema rischia il collasso. Il nostro sistema previdenziale, che dopo la “cura” Fornero dovrebbe reggersi benissimo, è infatti messo a rischio a causa dell’elevato numero di aziende in difficoltà. Le imprese—schiacciate tra crisi e fisco— sono allo stremo e basta un niente perché saltino: dal 2009 a oggi, 2 milioni di persone hanno perso il lavoro o sono in cassa integrazione. Il rapporto tra occupati e pensionati si sta quindi ridicendo e l’Inps deve pagare (in pensioni o prestazioni temporanee) più di quanto incassa. “Una ganascia fiscale tra il 58 e il 60% è insostenibile. Basta che la banca chieda un rientro o un cliente non paghi e il circolo si spezza” afferma Alberto Brambilla, ex sottosegretario al welfare e docente di Gestione delle forme previdenziali alla Cattolica di Milano sul Corriere della Sera del 15 novembre. Ciò nonostante, per effetto delle cosiddette clausole di salvaguardia, oltre due miliardi di imposte sono pronte a scattare se i vari provvedimenti non dovessero assicurare il gettito previsto. Il momento è dunque grave, i soldi sono finiti e i contribuenti sfiniti, e noi non possiamo che rivolgere alla politica il severo richiamo di Garibaldi: datevi da fare “qui si fa l’Italia o si muore !” Maurizio Franceschi

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2014-2020

Un patto per le città: la ricetta Confesercenti

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n occasione della programmazione delle risorse dell’Unione Europea per il periodo 2014-2020, tutte le Confesercenti del Veneto stanno presentando alle proprie amministrazioni pubbliche locali “Il Patto per le Città”, che contiene delle proposte operative, concrete per gestire in modo unitario e coordinato le aree centrali delle città come risposta alle esigenze delle imprese e dei cittadini. La gestione unitaria e coordinata del centro città punta a perseguire obiettivi che siano consistenti e misurabili, quali ad esempio: • attirare investimenti stabili e rilevanti nel centro città; • mantenere o aumentare il numero di utilizzatori del centro città favorendo pratiche d’uso del centro che siano ordinarie e stabili e non effimere o estemporanee; • mantenere o aumentare il

numero di consumatori delle attività del terziario commerciale; • attirare nuove attività (commerciali, culturali, ricreative…) nei centri città; • mantenere o accrescere il numero degli occupati nell’area. Le amministrazioni aderenti al Patto per le Città costituiranno per la prima volta nel Veneto una rete tra amministrazioni locali che si impegnano a condividere una metodologia che punta alla rinascita delle aree dei centri città, quali luoghi della nostra identità culturale, del commercio, del turismo, dei servizi, ma siano anche occasioni di sviluppo e di lavoro per i giovani, i cittadini e le imprese della nostra regione. In sostanza Confesercenti sta invitando i Comuni ad aderire al “Patto per le Città” per dare un segnale forte ai decisori regionali in un momento nel

quale si sta disponendo come utilizzare le risorse europee nei prossimi sette anni sul territorio. Da parte loro, le amministrazioni firmatarie del Patto, si impegneranno a promuovere intese e partenariati tra soggetti sociali e istituzionali veneti, imprese, associazioni di promozione e di sviluppo del territorio ai fini di un’efficace partecipazione alle azioni previste dalla Programmazione europea 2014-2020 a livello europeo, nazionale, regionale sul tema dei Programmi Integrati per i centri città. Che è come dire che “Il Patto per le Città” sarà anche l’occasione per i Comuni che vi aderiranno per “fare squadra” nell’intercettare in misura maggiore rispetto a quanto fatto in passato le risorse messe a disposizione dall’Europa per i nostri centri città.

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La Confesercenti augura a tutti un Buon Natale e un sereno Anno Nuovo IN OCCASIONE DELLE FESTIVITA’ NATALIZIE I NOSTRI UFFICI OSSERVERANNO I SEGUENTI TURNI DI CHIUSURA VENEZIA

Dal 24 Dicembre al 3 Gennaio

VENEZIA LIDO

Dal 24 Dicembre al 3 Gennaio

MESTRE

Il 24 Dicembre e il 31 Dicembre

SPINEA

I giorni 24, 27, 31 Dicembre e 2 Gennaio

NOALE

Dal 24 Dicembre al 3 Gennaio

CHIOGGIA

Dal 24 Dicembre al 3 Gennaio

IESOLO

Dal 24 Dicembre al 6 Gennaio

SAN DONA’

Dal 24 Dicembre al 3 Gennaio

UFFICIO PAGHE

Il 24 Dicembre e il 31 Dicembre

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PRODOTT ITTICI

Pesce crudo: il cartello il Ministero della Salute ha pubblica il cartello che deve essere esposto obbligatoriamente nei punti vendita (pescherie e ristoranti) di prodotti ittici. Il cartello - previsto dal Decreto Ministeriale del 17 luglio 2013 — deve informare i consumatori sul corretto consumo domestico di pesce, cefalopodi freschi e prodotti di acqua dolce crudi, marinati o poco cotti. Il pescato è infatti soggetto all'attacco di parassiti alcuni dei quali possono rappresentare un rischio per la salute dei consumatori nel caso in cui il pesce sia consumato crudo o non completamente cotto. Tali prodotti infatti prima di essere consumati crudi, marinati o non completamente cotti devono essere congelati per almeno 96 ore a - 18 °C.

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SHOPPERS

Un’a ltra sto ria all’ita liana

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iteniamo sia necessario (viste anche le numerose richieste di chiarimento) riassumere la questione riguardante la commercializzazione dei “sacchetti di plastica” (i cosiddetti “shoppers”) messi a disposizione dei clienti negli esercizi commerciali. Si tratta di una storia complessa e tutta italiana. Allo stato risulta infatti in vigore il divieto di commercializzazione delle borsette non biodegradabili (ad eccezione dei sacchetti monouso e riutilizzabili con determinate caratteristiche) ma, paradossalmente, in caso di violazione del divieto non potranno essere applicate le sanzioni previste dalla normativa in materia. La storia inizia nel 2006 (finanziaria 2007) quando ha avvio un programma per la progressiva riduzione della commercializzazione di sacchetti per l'asporto delle merci non biodegradabili. Il divieto definitivo, inizialmente previsto per il 1 gennaio 2010, veniva successivamente prorogato al 1 gennaio 2011. A marzo 2012 – in attesa di un decreto che fisasse le caratteristiche tecniche degli “shoppers”- veniva, tuttavia, concessa un ulteriore proproga limitata però solamente alla commercializzazione dei sacchi monouso per l'asporto merci realizzati con polimeri conformi alla norma armonizzata UNI EN 13432:2002, e di quelli riutilizzabili realizzati con altri polimeri che abbiano maniglia esterna alla dimensione utile del sacco e

spessore superiore a 200 micron se destinati all'uso alimentare e 100 micron se destinati ad altri usi, di quelli riutilizzabili realizzati con altri polimeri che abbiano maniglia interna alla dimensione utile del sacco e spessore superiore ai 100 micron se destinati all'uso alimentare e 60 micron se destinati agli altri usi. L’atteso decreto “tecnico” veniva finalmente adottato il 18 marzo 2013 e sottoposto a procedura di comunicazione alla Commissione UE, con previsione di entrata in vigore dalla data di conclusione, all’esito favorevole, della procedura stessa. Il regime sanzionatorio avrebbe dovuto entrate in vigore a decorrere dal sessantesimo giorno da tale data. Secondo le prime indicazioni fornite dal Ministero dell’ambiente, senza comunicazioni da parte della Commissione entro il 13 settembre la procedura si sarebbe automaticamente conclusa con la conseguente entrata in vigore del decreto e, 60 giorni dopo (13 novembre), delle relative sanzioni. Altri tuttavia hanno sostenuto recentemente la necessità di attendere comunque una formale comunicazione, da parte della Commissione. Tramite il nazionale Confesercenti si rendeva quindi necessario ottenere chiarimenti dal Ministero. Interpellato per le vie brevi il funzionario competente per materia ha risposto: “Secondo le disposizioni dell’-

art. 2, comma 1, del DL n. 2/2012, convertito in legge 28/2012, è tuttora vigente il divieto di commercializzazione dei sacchi per l’asporto delle merci, ad eccezione dei sacchetti monouso che rispettano la norma Uni En 13432:2002 (biodegradabili e compostabili), secondo certificazioni rilasciate da organismi accreditati, di quelli riutilizzabili realizzati con altri polimeri che abbiano maniglia esterna alla dimensione utile del sacco e spessore superiore a 200 micron se destinati all'uso alimentare e 100 micron se destinati ad altri usi, nonché di quelli riutilizzabili realizzati con altri polimeri che abbiano maniglia interna alla dimensione utile del sacco e spessore superiore ai 100 micron se destinati all'uso alimentare e 60 micron se destinati agli altri usi”. Tali disposizioni resteranno in vigore fino alla conclusione con esito favorevole della procedura di comunicazione comunitaria del decreto del 18 marzo. Anche le sanzioni saranno quindi efficaci solo in quel momento. Richiesto di precisare se la mancata risposta della Commissione europea lasci la procedura aperta a tempo indeterminato la risposta data del funzionario ministeriale è stata la seguente: “avendo lo stesso decreto ricevuto pareri circostanziati da altri Stati membri, bisognerà attendere l’esito della procedura da parte della Commissione, i cui tempi, al momento, sono difficili da prevedere; allo stato attuale, quindi, vige il divieto, mentre le sanzioni diverranno attive solo dopo l’entrata in vigore del DM 18 marzo 2013”.

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Bancomat

Obbligo di Pos per ogni commerciante (?)

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l primo gennaio del 2014 scatterà per i professionisti e le imprese l’obbligo di procurarsi un dispositivo POS (point of sale ndr) per i pagamenti col bancomat (sono al momento escluse le carte di credito). Un provvedimento, contenuto nel Decreto Crescita 2.0, varato dal precedente governo Monti per arginare il fenomeno dell’evasione fiscale, obbliga infatti i soggetti che effettuano attività di vendita di prodotti o prestazioni di servizi ad accettare i pagamenti effettuati con le carte di debito a partire dal prossimo anno. La norma dovrebbe scattare per tutti i commercianti al minuto, ma anche per pubblici esercizi, meccanici, saloni di bellezza, società di servizi e studi profes-

sionali ecc. L’ effettiva entrata in vigore della misura è però subordinata all’emanazione di un apposito decreto attuativo da parte del Ministero dello Sviluppo economico che definisca modalità, procedure e limiti per l’applicazione dell’obbligo. Questo decreto non ha ancora visto la luce e, a soli due mesi, dall’entrata in vigore dell’obbligo, tutto è avvolto nell’incertezza più totale. Nell’attesa molte sono state comunque le lamentele sollevate dagli ordini professionali dalle associazioni di categoria che temono l’imposizione di ulteriori spese a favore delle banche. Per l’installazione del POS, denunciano, si parla di costi supe-

riori ai 100 euro, più il canone fisso e le commissioni di pagamento che entreranno direttamente nelle casse delle banche. Secondo una recente indagine dell’Osservatorio della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, che ha analizzato i dati macroeconomici dei movimenti bancari medi in questi ultimi anni, l’obbligo di introdurre il POS negli studi professionali frutterà alle banche due milioni di euro l’anno. L’incertezza sulle eventuali soglie d’utilizzo ha inoltre allarmato piccoli negozi, tabaccai, giornalai, e venditori ambulanti preoccupati che il cliente possa richiedere di pagare con il bancomat anche piccolissimi importi.

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BREVI

IVA al 22%

Videtoteche all’AGCOM

L’Agenzia delle Entrate ha fornito precisazioni in merito all’applicazione, a decorrere dal 1° ottobre 2013, della nuova aliquota Iva ordinaria del 22%. In particolare, è stato chiarito che se in fase ragioni tecniche hanno impedito di adeguare rapidamente software o registratori di cassa, vi è la possibilità di regolarizzare le scritture effettuando la variazione in aumento senza alcuna sanzione La maggiore imposta incrementata degli interessi eventualmente maturati dovrà essere versata, senza la maggiorazione di sanzioni, entro il 27 dicembre (acconto IVA mensile relativa ai mesi di novembre e dicembre 2013) e entro il 16 marxo 2104 ( liquidazione annuale IVA trimestrale relativa al quarto trimestre 2013) .

Una delegazione dell’ANVI Confesercenti . È stata ricevuta, dall’Autorità Garante per le Comunicazioni (AGCOM) Nel corso dell’audizione l’ANVI ha presentato le proprie osservazioni e proposte su uno schema di regolamento che permetta di intervenire contro i siti che diffondono la visione o consentono lo scarico illegale di opere filmiche su internet. In particolare l’associazione del videonoleggiatori ha richiesto interventi più rapidi Procedura d’urgenza e d’ufficio per oscurare i siti illegali e il blocco degli utenti dopo tre volte che caricano film senza averne i diritti. L’Anvi ha inoltre proposto inoltre di portare la “window” con il noleggio a quattro settimane per ridurre il periodo in cui di fatto il film può essere trovato solo su internet.

ATTENZIONE !

ATTENZIONE !

FENAGI-Confesercenti assieme a SNAG, SINAGI, UILTUCS e USAGI hanno organizzato, nel periodo dal 12 al 28 novembre un presidio permanente davanti a Montecitorio. L’intento è quello di sensibilizzare il Parlamento sui problemi della filiera, sulla crisi delle edicole e sul ruolo centrale che le stesse hanno per la difesa del pluralismo e della democrazia. Tra i problemi principali denunciati dai giornalai quelli che riguardano il regime autorizzatorio e di pianificazione, l’egemonia dei distributori locali che immettono sul mercato prodotti irregolari o già immessi precedentemente, la possibilità di porre in vendita prodotti “non editoriali”.

Il commerciante su area pubblica che svolge anche altra attività lavorativa in qualità di dipendente, non deve dimostrare di essere in regola con le posizioni previdenziali se l’attività come dipendente risulta prevalente rispetto all’attività commerciale. Lo ha chiarito la Sezione Inps di Vicenza rispondendo a un quesito in tema di Durc, il documento di regolarità contributiva che, come è noto, viene richiesto dai comuni del Veneto per lo svolgimento del commercio su area pubblica. Naturalmente il lavoratore dipendente che svolge attività di commercio è, in ogni caso, tenuto all’iscrizione al registro ditte della CCIAA.

I SALDI INVERNALI AVRANNO INIZIO IL PROSSIMO 4 GENNAIO

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ANVA

Il Decreto Cultura da potere ai Soprintendenti

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urante la recente discussione per la conversione in legge del “decreto cultura” è stato introdotto, all’ultimo momento, un emendamento che, modificando il codice dei Beni Culturali, esautora di fatto i Comuni dal potere decisionale e affida ai Soprintendenti ed alle Direzioni Regionali per i beni culturali e paesaggistici la facoltà, sentiti gli enti locali, di vietare il commercio su area pubblica nelle aree storiche o in quelle interessate da flussi turistici. Si tratta di un cambiamento radicale e ben più pesante della già discussa cosiddetta “direttiva Ornaghi”: una semplice circolare che si limitava a far riferimento ai poteri che, da sempre, il codice attribuiva in precedenza alle sopraintendenze. In Aula, grazie all’intervento dell’ANVA Confesercenti, il Governo, attraverso il Ministro Massimo Bray, ha accolto diversi ordini del giorno nei quali si impegna a tutelare gli operatori “legittimamente autorizzati” ed a stabilire che i provvedimenti delle Direzioni generali e delle Soprintendenze siano sempre adottati d’intesa con le Amministrazioni Comunali e sentite le organizzazioni sindacali di categoria. Nonostante il positivo risultato ottenuto, la Confesercenti non nasconde tuttavia la propria preoccupazione per il futuro delle migliaia di imprese che operano sul suolo pubblico nei centri storici italiani. Secondo i dati raccolti dall’associazione la nuova norma,

metterebbe a rischio 75mila imprese tra pubblici esercizi e attività di commercio su area pubblica. Un colpo gravissimo all’economia turistica italiana, che avrà conseguenze sia sull’occupazione (157mila posti di lavoro potrebbero essere improvvisamente cancellati) sia sul gettito fiscale generato dalle imprese dei settori coinvolti (-210miloni di euro)”. Nei giorni successivi all’approvazione della legge è quindi continuata l’opera di sensibilizzazione e coinvolgimento delle forze politiche. Una delegazione della Confesercenti ha infatti incontrato il Sindaco di Verona Flavio Tosi che ha preannunciato un inziativa dei Parlamentari della Lega affinché sia inserito nel Disegno di Legge sulla semplificazione una modifica della nuova normativa. Analoga disponibilità è stata raccolta anche da parte dei gruppi PD. PdL e M5S, che si sono impegnati a valutare la proposta di abrogazione dell’articolo contestato presentata congiuntamente da ANVA e

IL TESTO DELLA NORMA L.. n.112 del 7 ottobre 2013 Art. 4 bis—”Decoro dei complessi monumentali ed altri immobili” 1. All'articolo 52 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: «1-bis. Al fine di contrastare l'esercizio, nelle aree pubbliche aventi particolare valore archeologico, storico, artistico e paesaggistico, di attività commerciali e artigianali in forma ambulante o su posteggio, nonchè di qualsiasi altra attività non compatibile con le esigenze di tutela del patrimonio culturale, con particolare riferimento alla necessità di assicurare il decoro dei complessi monumentali e degli altri immobili del demanio culturale interessati da flussi turistici particolarmente rilevanti, nonchè delle aree a essi contermini, le Direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici e le soprintendenze, sentiti gli enti locali, adottano apposite determinazioni volte a vietare gli usi da ritenere non compatibili con le specifiche esigenze di tutela e di valorizzazione, comprese le forme di uso pubblico non soggette a concessione di uso individuale, quali le attività ambulanti senza posteggio, nonchè, ove se ne riscontri la necessità, l'uso individuale delle aree pubbliche di pregio a seguito del rilascio di concessioni di posteggio o di occupazione di suolo pubblico.

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PUBBLICI ESERCIZI

Modifiche alla legge del Veneto

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on la legge con la legge regionale n.27 del 7 novembre 2013, n. 27, il Veneto adegua il proprio ordinamento alla normativa dell’Unione europea. Le novità riguardano in modo prevalente le attività di somministrazione, già normate dalla LR 29/2007, ma anche le attività di estetista e acconciatore, e di lavanderia. La legge prende atto in particolare delle novità introdotte dagli articoli 64 e 71 del decreto legislativo 59/2010, (come modificati dal successivo d. lgs. 147/2012). Viene quindi introdotta la SCIA (in luogo della DIA) che viene prevista anche per le attività temporanee e per tutte le attività che ricadono in zone non sottoposte a tutela. Vengono inoltre esonerate dall’obbligo del possesso dei requisiti professionali le attività di somministrazione effettuate all’interno delle strutture ricettive a favore degli alloggiati e dei loro ospiti. Vengono aggiornati i requisiti sia morali che professionali Sono infine soppresse le definizioni di “procuratore” e di “preposto” . Come è noto infatti la possibilità di nominare una persona “preposta” in possesso dei requisiti professionali è stata estesa, dalla legislazione nazionale, alle ditte individuali ed è stata abrogata la condizione di specificità rendendo ora possibile la nomina dello stesso preposto per più società o imprese. Naturalmente (come precisato dalla Circ. Min. 3656) il preposto dell’attività deve avere funzioni reali e non rappresentare un semplice prestanome. Di qui la necessità di una modifica, in tal senso, della legislazione regionale Va tuttavia ricordato che i pubblici esercizi ricadono anche sotto la disciplina del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza e che pertanto si pone in ogni caso il problema della “conduzione effettiva” dell’esercizio. Il Ministero dell’Interno, con nota del 16 luglio scorso, ha infatti ribadito che i pubblici esercizi restano soggetti a un doppio regime giuridico.

Pur senza possedere requisiti professionali (che non rilevano ai fini della pubblica sicurezza) è dunque necessario che la conduzione dell’esercizio sia esercitata dal titolare o, in sua vece, da un proprio rappresentante che deve assicurare (salvo “assenze temporanee per comuni esigenze”) la sua presenza nell’esercizio. Nei casi in cui “ fosse accertata l’assenza abituale del titolare della licenza e dell’eventuale rappresentante che risulti che vengono affidati al personale dipendente non solo il presidio del locale , ma anche attività gestionali, si ritiene che lo stesso titolare possa incoerre nella violazione di cui all’art.17 bis del TULPS” Di conseguenza, mentre il “preposto” (dotato di requisiti professionali) può non essere sempre presente e può essere lo stesso sia per più imprese che per più esercizi, continua ad essere necessaria la presenza fisica del titolare o di un suo “rappresentante” (non necessariamente in possesso dei requisiti professionali). La legge regionale del Veneto, correttamente, considerato che non ha competenza in materia di pubblica sicurezza, ha optato per non regolare con la sua legge le distinte figure che fanno capo ai due distinti profili (commerciale e di polizia). Purtroppo in tal modo i Ministeri (Sviluppo economico e Interno (nell’ansia di semplificare) continuano a complicare la materia. Più semplice sarebbe stato continuare a far coincidere la figura del preposto con quella del rappresentante (il “procuratore” della vecchia legge regionale) in quanto, in ogni caso, si tratta di persona che opera in nome e per conto del titolare e dovrebbe essere, per ciò stesso, munito dei requisiti necessari per garantire sia “la gestione effettiva” che la “conduzione effettiva”.

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SPIAGGE

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LEGGE DI STABILITA’

Con il maxiemendamento al via la legge di stabilità

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l Senato approva il maxiemendamento del Governo e vara la versione definitiva della legge di stabilità. Il provvedimento, al momento in cui scriviamo, deve passare anche alla Camera dove sono date già per scontate alcune ulteriori modifiche che renderanno necessario un nuovo passaggio a Palazzo Madama. Tra le questioni che ancora restano in bilico c’è anche la sdemanializzazione delle opere costruite sul demanio marittimo sulle quali spingono (vedi pagina precedente) le associazioni dei balneari, Fiba Confesercenti in testa, e la tassazione sulle sigarette elettroniche. In attesa di una approvazione definitiva possiamo tuttavia anticipare le novità principali del provvedimento. Cambia innanzitutto la tassazione sulla casa: via l’IMU arriva la IUC (Imposta unica comunale) che, in estrema sintesi, si compone dell’imposta dovuta sulla proprietà della casa (IMU) e dalal quale sono eso-

nerate le prime case, e di una tassa che a sua volta è composta da TASI, tributo per i servizi indivisibili (a carico sia del proprietario che dell’utilizzatore dell’immobile) e TARI, tributo per il servizio raccolta rifiuti (a carico esclusivo dell’utilizzatore). In ogni caso la somma delle aliquote di IMU e TASI non potrà essere superiore al 10,6 per mille, per il 2013 e il 2,5 per mille per il 2014. Non sono previste detrazioni specifiche ma i Comuni potranno comunque stabilire sconti e riduzioni che tengano conto della capacità contributiva e reddituale delle famiglie, Solo per il 2013 la percentuale di detrazione dell’IMU sugli immobili strumentali delle imprese passa dal 20 al 30%. Un'altra novità è costituita dal taglio al cuneo fiscale. La busta paga sarà più ricca per i soggetti con redditi dichiarati sotto i 35.000 euro. Lo sconto sarà di 228 euro all’anno per chi rientra nella

fascia reddituale tra 15.000 e 18.000 euro. A beneficio delle imprese viene confermato il taglio dei premi INAIL (comunque ancora da perfezionare) e la defiscalizzazione Irap delle nuove assunzioni. La sanatoria sulle cartelle Equitalia riguarderà la sola quota interessi. I debitori potranno quindi estinguere il debito corrispondendo una somma pari all’ammontare originariamente iscritto a ruolo, comprensivo degli aggi di riscossione. Interessante anche se di portata limitata l’introduzione in via sperimentale del reddito minimo garantito (fino a 400 euro a famiglia). Sul fronte del credito, oltre ad un fondo per patrimonializzare i Confidi, nasce il “sistema Nazionale di garanzia” che affianca, al fondo già esistente per le piccole e medie imprese , un fondo per la prima casa ed uno per i grandi progetti di ricerca.

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ACCONTI

Scadenze tra dubbi e incertezze Caos totale in merito alle scadenze per pagare gli acconti IRPEF, IRES E IRAP. L’attesa - e più volte annunciata — proroga non è stata infatti inserita nella legge di stabilità ed è stata invece affidata ad un decreto, varato dal consiglio dei Ministri nella serata del 27 novembre. La scadenza resta, inaspettatamente fissata al 2 dicembre per le persone fisiche (ditte individuali e società di perso-

na) e slitta al 10 dicembre solo per i soggetti Ires (ovvero srl e spa). Resta, per ora, al 16 dicembre anche la scadenza della seconda rata IMU nonostante sia stato richiesto, anche in questo caso, uno slittamento. La situazione che si è venuta a creare è stata sottolineata in una nota, diffusa nei giorni scorsi da RETE Imprese Italia: “Il Governo sta lasciando le

indicazioni sulle modalità di versamento dell’acconto Ires del 2 dicembre e del saldo Imu in scadenza il 16 dicembre. Ci sembra un modo quanto meno superficiale di venire incontro ai problemi concreti dei contribuenti”. Incertezza totale anche sull’ammonatare delle aliquote che, per le imprese soggette a Ires potrebbe salire al 102,5% .

imprese e i cittadini senza

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Informazioni presso Confesercenti Provinciale di Venezia

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C’è da vedere !

GERO QUA’: CANALETTO TORNA DOV’ERA Per soli 50 giorni, dopo 270 anni, sarà possibile ammirare un capolavoro nel luogo stesso dove fu probabilmente ideato. «L’entrata nel Canal Grande della Basilica della Salute» del Canaletto potrà essere confrontato con la vista splendida offerta dalle vetrate del loggiato d’angolo della Abbazia di S.Gregorio sede della Fondazione Buziol. La prospettiva suggerisce che proprio in questo punto il pittore veneziano abbia inquadrato il Canal Grande con la sua camera ottica o schizzato i particolari del quadro sul suo famoso taccuino. “Gero qua” come dice, in dialetto veneto, il titolo della mostra che, con modalità mai sperimentate prima in Europa, sarà aperta su prenotazione per tutte le 24 ore (anche di notte) assicurando una suggestione ed un esperienza unica. L’accesso sarà consentito al massimo ad 8 persone per volta per una visita della durata di un’ora. L’idea della straordinaria esposizione è venuta a Silvia e Gianpaolo Buziol che hanno riconosciuto nel quadro, esposto alla National Gallery di Londra, lo stesso panorama mozzafiato che si gode dalle finestre della loro fondazione e hanno deciso di riportarlo a casa. Cosa resa possibile dal 10 novembre al 27 dicembre grazie alla disponibilità dell’attuale proprietario l’industriale Angelo Guido Terruzzi, che in passato aveva offerto di collocare a Venezia la sua preziosa collezione del Settecento. Guadagnare la possibilità di godere di questa occasione molto limitata e particolare ha un costo. Se riesce a organizzare o aggregarsi a un gruppo di 8 persone il biglietto è di 35 euro (che salgono a 400 se si vuole godere della visita in escusiva).

La Fondazione Buziol La fondazione nasce per ricordare Claudio Buziol l’imprenditore, nato a Crocetta del Montello e fondatore del marchio REPLAY, scomparso prematuramente nel 2005 all’età di 47 anni. Scopo della fondazione è sostenere iniziative e progetti che supportino i giovani nel loro itinerario artistico e formativo, offrendo loro occasioni di visibilità, espressione artistica e concrete possibilità di realizzazione professionale dei loro sogni. L’attività della Fondazione Claudio Buziol è volta alla valorizzazione dell’espressione della creatività nelle diverse discipline artistiche e di comunicazione.

Prenotazioni on line sul sito www.canalettovenezia.it Oppure contattare anche i seguenti numeri: 848 690 570 06 399 674 50

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Campagna tesseramento 2014 Aderire a Confesercenti significa sostenere una grande Associazione di tutela delle piccole e medie imprese, e usufruire delle molteplici opportunità offerte dalla nostra struttura. Visitate il nostro sito www.confesercenti.ve.it Associarsi a Confesercenti comporta il versamento di una quota annuale che, per il 2014, è stata determinata in € 190 e che può essere versata (oltre che attraverso i bollettini INPS): • direttamente presso le nostre sedi • con bollettino sul c/c postale n. 10617306 intestato a Confesercenti Venezia • con bonifico bancario alle seguenti coordinate: Confesercenti Venezia IBAN IT 92 S 06345 02027 07400056710S (in entrambi i casi indicare la causale “TESSERAMENTO 2014" ed inserire i recapiti aziendali per l’invio della tessera)


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