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Speciale Elezioni

Aprile 2012

Al voto, al voto! 18 e 19 Aprile COME SI VOTA PER TUTTI GLI ORGANI

I

n tutti gli organi di Ateneo puoi esprimere una sola preferenza, barrando sul nome del candidato prescelto. Puoi votare anche semplicemente la lista, barrando sul Sole dell’Udu. Naturalmente puoi barrare il simbolo dell’Udu e un (uno solo!) candidato della stessa lista! Il 18 aprile dalle 9.00 alle 19.30, il 19 dalle 9.00 alle 16.00, porta con te un documento.

Fac-Simile Senato Accademico

ATTENZIONE IN TUTTE LE SCHEDE LA LISTA DELL’UDU COMPARE COME ULTIMA A DESTRA

L’ Udu c’è, sempre.

S

i torna a votare per il rinnovo delle rappresentanze studentesche. La legge Gelmini e lo Statuto che ne è derivato, hanno trasformato radicalmente gli organismi dell’Ateneo. Le strutture più conosciute dagli studenti, “le Facoltà”, scompaiono, inutile cercarle tra le schede elettorali. I nuovi Dipartimenti saranno gli organismi che governeranno sia ricerca che didattica. Si voterà dunque, oltre che per gli organi “centrali” riformati, ovvero Cda, Senato Accademico, Adsu, Cru e Cus, anche per le rappresentanze studentesche nei 7 nuovi Dipartimenti e per il rinnovo del Consiglio Studentesco, che per la prima volta sarà ad elezione diretta. La complessità dei nuovi Dipartimenti ci ha

portato a 4 inserti speciali di questo foglio esplicativo, inserti differenziati per poter spiegare questa novità organizzativa e l’aggregazione dei corsi di laurea “nei” Dipartimenti. I consigli di corso di laurea e i cad invece sono prorogati in attesa dell’attivazione di tutte le nuove strutture d’Ateneo. Il nuovo Ateneo cambierà la sua struttura organizzativa, ma non cambierà certo i “rapporti di forza” interni all’Ateneo tra le varie componenti universitarie. Gli studenti, per non soccombere a decisioni “calate” dal corpo docente hanno una strada maestra, l’individuazione di una buona rappresentanza e il sostegno ad essa. L’Udu, semplicemente, c’è sempre stata. Dall’apertura della Campomizzi alla sua estensione e difesa, dalla copertura delle borse di studio, alle battaglie per le mense e le aule studio; dalle vertenze legali per gli studenti truffati sul campus di Pizzoli, a quelle per il recupero delle caparre; dalla quotidiana battaglia per il rispetto della carta dei diritti degli studenti anche in fasi complesse come quella vissuta con l’emergenza neve, allo stimolo per rendere L’Aquila sede delle magistrali abilitanti all’insegnamento e dei TFA; dall’aiuto nella ricerca

Articolo 34 della Costituzione italiana:

L

dell’alloggio, alla vertenza per l’ottenimento del bus notturno; dalle petizioni e interrogazioni per il proseguo dei bus dedicati, alle proposte per il miglioramento del trasporto urbano; dall’eliminazione dei vincoli per l’esonero delle tasse, ai ricorsi contro gli abusi sul numero chiuso; dalla “regolarizzazione” dei tirocini, alla battaglia per un offerta formativa che dia sbocchi “magistrali” a tutti gli studenti delle triennali; dall’aiuto alla compilazione delle domande per il contributo di autonoma sistemazione per gli studenti domiciliati all’Aquila già prima del sisma, a quello per le domande di borse di studio e alloggi; dalla difesa del valore legale del titolo che stai acquisendo, alla valorizzazione dello stesso nel mondo del lavoro. L’Udu L’Aquila c’è sempre stata, non semplicemente oggi che si torna al voto. Non a caso sono ben 191 i candidati nelle liste dell’Udu, oltre 400 gli studenti tesserati. E’ l’essere contemporaneamente lista di rappresentanza, associazione e sindacato a dare forza all’Udu e con essa agli studenti. Con il conflitto e la rappresentanza, con le informazioni via web e gli sportelli di supporto, con le proposte e le mobilitazioni l’Udu L’Aquila semplicemente ha praticato quotidianamente l’essere sindacato degli universitari. Tra mercoledì 18 Aprile, dalle 9.00 alle 19.30, e giovedì 19 Aprile, dalle 9.00 alle 16.00, organizzati e ritagliati 10 minuti per dare forza, in tutti gli organismi, alla quotidiana rappresentanza, votando in tutte le schede “Unione degli UniversitariSindacato Studentesco” e barrando sul candidato dell’Udu che più ti convince. Questa giornata all’Aquila e questi 10 minuti tra il seggio e l’urna, possono valere la forza delle tue vertenze per i prossimi due anni. Basta un documento di riconoscimento.

UduAQ

Udu L’Aquila dove si am o :

Sassa via G.Scarlattei c/o nucleo industriale 0862.61243

Container c/o parcheggio Fac. Scienze MM.FF.NN. 0862.433068 Auletta Facoltà di Medicina 0862.433357 w w w.u du a q.o rg fa ce b o o k .co m/ u du l a q u i l a u du a q @h o t ma i l.co m

a scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.


Ateneo, strutture e didattica. Idee e sviluppo, non solo ricostruzione Il nuovo Statuto, il nuovo assetto dell’Ateneo A seguito della Legge Gelmini, tutti gli Atenei hanno dovuto riscrivere il proprio Statuto, ridisegnando l’organizzazione ed i poteri nell’Ateneo sulla base delle linee fissate dalla legge stessa.

Consiglio di Amministrazione

Il Consiglio d’Amministrazione diviene l’organo più importante dell’Ateneo. Sarà composto da 10 membri, il Rettore, 2 membri esterni, 3 docenti di ruolo dell’Ateneo, 2 rappresentanti del personale tecnico-amministrativo e 2 rappresentanti eletti dagli studenti. Il CdA ha funzioni di indirizzo strategico, approvazione della programmazione finanziaria e del bilancio. Gestirà le risorse e l’assegnazione delle stesse, quindi avrà un ruolo decisivo su tassazione, strutture e servizi, e su attivazione e disattivazione dei corsi di laurea e delle strutture didattiche e di ricerca.

Senato Accademico

Il Senato Accademico svolgerà funzioni normative, di indirizzo, programmazione, coordinamento e controllo delle attività didattiche e di ricerca dell’Università dell’Aquila. Il Senato Accademico non sarà più il vero organo “decisionale”, ruolo che sarà pienamente del CDA, ma grazia alla sua composizione, che include i Direttori dei dipartimenti e tutte le componenti universitarie, e ai suoi poteri regolamentari e di proposta e controllo, manterrà presumibilmente la funzione dell’ organo di sintesi “della comunità universitaria”. Il Senato Accademico sarà composto da ventisette membri: il Rettore, 7 Direttori di Dipartimento, 4 studenti di cui 3 eletti direttamente e il Presidente del Consiglio Studentesco, 2 rappresentanti dei professori associati, 2 rappresentanti dei ricercatori a tempo indeterminato e degli assistenti ordinari del ruolo ad esaurimento, 2 rappresentanti del personale tecnico-amministrativo, 1 rappresentante dei ricercatori a tempo determinato, 1 rappresentante degli specializzandi, e i restanti 7 docenti in rappresentanza proporzionale alla consistenza numerica dei Dipartimenti.

I punti qualificanti di questi anni Statuto, regolamenti, Carta

Dopo la nefasta approvazione della legge Gelmini, la revisione dello Statuto è stato il tema centrale affrontato sul fronte della “normativa regolamentare”. La fase di riscrittura “delle regole” è stata delicatissima, perchè erano chiaramente a rischio alcune delle conquiste degli studenti in questi anni. In tutti gli organi, dalla commissione Statuto al Senato, passando per i Consigli di Facoltà e per il Consiglio Studentesco, abbiamo attuato una strategia per salvaguardare e rafforzare nello Statuto e nei regolamenti i diritti degli studenti e gli strumenti di rappresentanza. Abbiamo ottenuto: a) la salvaguardia della Carta dei Diritti

degli Studenti come Regolamento della nostra Università, con richiamo e valore statutario, e alla quale i regolamenti didattici devono “sottostare”. Inoltre è stato salvaguardato il potere “vincolante” del Consiglio Studentesco in merito a proposte di modifica della Carta stessa. In altre parole, la carta non può essere modificata senza il parere positivo del Consiglio Studentesco. b) la definizione a Statuto dei Consigli di Area Didattica. Scomparendo (come vuole la legge) le Facoltà, i CAD saranno così il luogo dove si concentreranno le decisioni circa la didattica, evitando così di rendere marginale l’attenzione ai temi didattici nei consessi accademici. c) un rafforzamento generalizzato della rappresentanza studentesca, con il 15% di rappresentanza garantito in tutti gli organismi e ben il 20% nei Consigli di Area Didattica. d) l’inserimento a Statuto di articoli sui temi del diritto allo studio, dell’accessibilità, dell’orientamento e dell’internazionalizzazione. In questo modo molte delle richieste degli studenti avranno una “copertura statutaria”, rafforzando quindi la possibilità di aumentare le risorse verso questi settori.

Didattica

Un principio base che l’Udu ha sempre perseguito a L’Aquila è la garanzia di almeno uno sbocco magistrale per ogni corso di laurea triennale presente in Ateneo, per garantire continuità e completezza di tutti i percorsi di formazione: a tal propostito una delle nostre vittorie è sicuramente l’apertura dell’indirizzo magistrale in Psicologia della Devianza e Sessuologia che permette non solo agli studenti di psicologia un’ulteriore sbocco formativo, ma anche ai numerosissimi studenti del corso di laurea in Scienze dell’Investigazione di beneficiare di un corso Magistrale coerente con il percorso formativo della triennale. Siamo stati fortemente impegnati per garantire l’applicazione della Carta. Pur essendoci ancora alcuni corsi che “sforano” su alcune delle regole fissate dalla carta, siamo riusciti anche in una difficile condizione come quella creatisi dopo le eccezionali nevicate, a garantire la pienezza della sessione d’esami, sia per appelli, che per distanza tra gli stessi. Quella situazione complessa ha riguardato tutto l’Ateneo e la capacità di radicamento, intervento immediato, controllo studentesco che a messo in campo l’Udu è stata fondamentale e ha dimostrato ancora una volta l’importanza di un soggetto di rappresentanza diffuso e associativo come l’Udu. Sul fronte del numero programmato, l’Udu, da sempre contraria ad ogni limitazione all’accesso all’università, ha fatto da argine alla volontà di “numero chiuso” che più volte è stata espressa per corsi come Biologia, Biotecnologie, Psicologia, Sc.Motorie così come per le lauree magistrali. Se migliaia di studenti possono studiare all’Aquila senza perdere anni della propria vita, o se altri possono completare la propria formazione, lo si deve anche a questo. Inoltre abbiamo contrastato, con un ricorso al TAR del Lazio vincente, la norma voluta dalla Gelmini che, “con un trucco”

restringeva i posti al nuovo corso di Scienze della Formazione Primaria.

Strutture

Al Consiglio di Amministrazione Chiara Teresa JUCHICH Lorenzo COCOCCIA detto ‘LOPOC’ Enrica SARRA Davide SABATINI Francesca CAPECCI

Altro punto focale per l’Ateneo post-sisma è rappresentato dalle strutture didattiche, di ricerca, di servizio. Le difficoltà logistiche e gestionali in cui versano le strutture dell’Università certo sono Luana DEL GAONE sotto gli occhi di tutti, e proprio per questo abbia- Marco CARLINI mo tenuto ferma l’atten- Riccardo PERSIO zione sia sull’adeguatezza e funzionalità delle sedi Luca LOMBARDI provvisorie, che sulla fase Martina CIAFARDONI di ricostruzione e costruzione degli stabili definiti- Francesca CREA vi in cui verranno ricollocate le attività di Ateneo: studenti di Lingue, che vedono ormai dil’Ex San Salvatore, il Polo Roio, l’edificio sattivata la laurea Magistrale. Ancora non Coppito 2, la consegna di Coppito 0. lineare, anche se pur in presenza di maLa direzione che da subito abbiamo scel- gistrali cui è permesso l’accesso, anche la to di seguire è stata quella di restare in città, situazione per gli studenti di Operatore di riprendere a L’Aquila ogni attività acca- Giuridico d’Impresa e dell’indirizzo pedademica e la direzione verso cui continuia- gogico di Scienze della Formazione e del mo a guardare è il ripristino di una realtà Servizio Sociale. universitaria che torni nel pieno della diUna revisione complessiva e discussa sponibilità e dell’efficacia dei suoi edifici. dell’offerta formativa, da noi più volte richiesta, sta procedendo in realtà a “spezTasse e contributi zoni”. L’accentuarsi dei requisiti minimi e L’esonero delle tasse per un altro triennio la riorganizzaizone dipartimentale e delle è stato un passo importante per il nostro future “scuole” (strutture di raccordo tra i ateneo. dipartimenti) sicuramente comporterà una L’esonero è ancora garantito per un altro revisione dell’offerta formativa. Ci pare inbiennio, bisognerà vigilare affinchè siano dispensabile che questa revisione avvenga evitate proposte, come quelle che già furo- con regole e criteri d’ateneo, che tutelino no avanzate in passato e che siamo riusciti a i percorsi avviati dagli studenti e garantifar cancellare, di limitazione dell’esonero scano la possibilità di avere sbocchi magiper “crediti superati”. strali per tutti.

Al Senato Accademico

Cosa c’è da fare Statuto, regolamenti, Carta

In una prima fase di attuazione dello Statuto bisogna vigilare affinchè le norme a garanzia degli studenti siano fatte rispettare fino in fondo. Il regolamento didattico d’ateneo ha correttamente riportato, grazie all’intervento dell’udu, tutte le garanzie della carta dei diritti e dello statuto. Sarà fondamentale che i regolamenti didattici dei corsi seguano lo stesso criterio. Difenderemo, anche nelle prossime elezioni per il nuovo Rettore, così come nelle elezioni per i Direttori di dipartimento, il valore dei diritti acquisiti dagli studenti e formalizzati nella carta dei diritti.

Didattica

Siamo convinti che “a valle” della riorganizzazione dipartimentale sarà ancora necessario un intervento di riforma dell’offerta formativa. E’ indispensabile costruire strutture di raccordo tra i dipartimenti per rafforzare il coordinamento didattico dei corsi affini, che con la riorganizzazione dipartimentale rischiano di modificare la propria natura multidisciplinare (pensiamo ad esempio ad i corsi di laurea delle attuali facoltà di scienze, psicologia, scienze della formazione, biotecnologie, economia). Una revisione complessiva e discussa dell’offerta formativa, da noi più volte richiesta, procede dunque a “spezzoni”, tra sempre più stringenti requisiti minimi. Si è aperto, inoltre, il problema per gli

Strutture

A tre anni dal sisma, è necessario fare il punto sulla situazione degli stabili universitari. La nostra attività negli organi preposti è sempre stata vigile nel monitorare l’evoluzione della costruzione, ricostruzione e del ripristino delle strutture danneggiate. Nell’auspicio di essere vicini alla consegna dei lavori di Coppito-2, ex-S.Salvatore e Roio, crediamo sia indispensabile proseguire nell’attività di monitoraggio nei confronti dell’Università, ma riteniamo che, per i prossimi due anni, sia ancor più importante un coordinamento tra tutti gli enti amministrativi coinvolti. Nell’ipotesi, infatti, in cui torni ad essere agibile la facoltà di ingegneria, o ad essereconsegnato il nuovo stabile dell’ex-S. Salvatore destinato al polo umanistico, è necessario che università, amministrazione comunale, adsu e tutti gli enti preposti lavorino per garantire alle strutture il dovuto apporto logistico, per quanto riguarda trasporti, mense, servizi e tutto ciò che serve a garantire agli studenti una fruibilità delle strutture, se possibile, migliorata rispetto al passato. Parallelamente negli organi d’Ateneo continueremo a batterci affinche i Palazzi Storici dell’Università: Palazzo Carli, Palazzo Camponeschi e il complesso di S. Basilio e siano al più presto rincosegnati alla città e agli studenti.


Diritto allo studio, cittadinanza studentesca Perché vivere una città non significa solo abitarla! Cosa è la Conferenza Regione Università

La Conferenza Regione Università è un organo cruciale per la costruzione del piano regionale di indirizzo triennale e sui contenuti di eventuali convenzioni tra Regione e Università relative al diritto allo studio. In particolare vengono fissati i criteri e le modalità per l’erogazione dei fondi alle tre ADSU, le direttive per l’applicazione della legge sul diritto allo studio 390/91, l’ammontare annuale delle borse di studio erogate, i criteri e le modalità per l’accesso degli studenti ai servizi erogati, i criteri per la determinazione del merito. La CRU è composta da : l’Assessore con delega al Diritto allo Studio o suo delegato con funzione di Presidente, il Presidente della Commissione Consiliare di merito, il Dirigente del Servizio sul Diritto allo Studio, i Rettori dei 3 Atenei, i Sindaci delle città sedi degli Atenei (tutti questi tipicamente con propri delegati), i 3 Presidenti delle Adsu ed i 3 rappresentanti degli studenti, dunque soltanto uno per Ateneo. Un organo dunque che per composizione e competenze sarebbe importantissimo, soprattutto considerate le disastrose condizioni in cui versa il Diritto allo Studio in Abruzzo, ma che in questi anni è stato completamente svuotato e annientato, banalmente non convocato dall’Assessore competente. La sfida per i candidati dell’Udu, ora che anche il commissariamento dell’Adsu è stato superato, è di affrontare in maniera “aggressiva” e propositiva questo mandato, pretendendo la convocazione e la revisione del piano regionale per le cambiate esigenze del diritto allo studio all’Aquila.

Cos’è l’Azienda per il Diritto agli Studi Universitari L’Azienda per il Diritto agli Studi Universitari dell’Aquila è l’ente cui è delegata la gestione delle politiche e dei servizi del diritto allo studio di competenza regionale. Borse di studio, mense, alloggi, gli interventi più noti. Il Consiglio di Amministrazione dell’Adsu è composto da 9 membri, 4 nominati dalla regione, altri 2 docenti universitari eletti dall’università e 2 rappresentanti eletti dagli studenti. Il Presidente è nominato dalla Regione. In questi anni le 3 Adsu abruzzesi hanno vissuto una lunga fase di commissariamento, atto “giustificato e finalizzato” da una “prevista” riforma degli enti che in realtà non è mai arrivata. Finalmente dopo due anni di commisariamento, il Cda dell’ADSU è stato ripristinato come chiesto dall’Udu tramite proteste, articoli e manifestazioni.

Università Residenziale

Il problema della residenzialità rimane il principale problema per tutti gli studenti fuori sede, e, da non sottovalutare, anche per una buona parte degli studenti aquilani. Sulla residenzialità l’impegno dei rappresentanti dell’Udu è stato fondamentale. Subito dopo il sisma l’Udu ha lanciato, già il 17 Novembre 2010 con “l’assedio” alla Regione Abruzzo, il progetto “una caserma di meno, un campus di più”, con al centro del progetto la trasformazione della Pasquali-Campomizzi in grande Residenza Universitaria. Negli ultimi due anni abbiamo ottenuto prima l’uso di 2 palazzine ristrutturate per l’accoglienza degli sfollati nel 2009 e poi l’ampliamento con l’assegnazione della terza palazzina, ancora non utilizzata. Siamo fortemente convinti del nostro progetto, che vede nell’ex caserma PasqualiCampomizzi un Campus Universitario a tutti gli effetti, un campus vero in “in piena città”. Il progetto, che prevede la ristrutturazione e trasformazione progressiva delle palazzine in disuso dell’intera caserma, in palazzine a destinazione universitaria, ha già trovato un diffuso

consenso politico e istituzionale. Vogliamo andare fino in fondo in questo progetto di trasformazione dell’intera area in residenza universitaria, utilizzando anche i 16 Milioni di euro stanziati dal precedente Governo subito dopo il sisma per una nuova Casa dello Studente e mai utilizzati. Chiediamo inoltre che siano di nuovo utilizzabili, dopo la ristrutturazione di questo anno, gli alloggi della Reiss Romoli. Sul fronte degli affitti l’Udu porta avanti la campagna contro gli affitti in nero a L’Aquila. Sicuramente il terremoto ha prodotto notevoli cambiamenti nella nostra città, smembrandola e “spalmandola” su un territorio molto vasto, ma tutto questo non può pregiudicare la qualità dei servizi e della vita delle persone, soprattutto per quanto riguarda le fasce sociali più esposte, come gli studenti universitari. Quest’anno, in collaborazione con l’associazione Mutua Studentesca abbiamo portato avanti il progetto dello Sportello Casa, che ha avuto il merito di connettere la domanda e l’offerta dei posti letto privati, evidenziando i molti casi di spregiudicatezza e speculazione, dai prezzi degli affitti alla legalità dei contratti d’affitto. Inoltre, attraverso la Guida all’Abitare abbiamo delineato la situazione abitativa studentesca aquilana, zona per zona, insieme alle informazioni sui servizi basilari (assistenza sanitaria, ecc.). La lentezza nella ricostruzione degli alloggi privati di fatto impedisce un progressivo ritorno alla normalità, sia in termini di alloggi effettivamente “sul mercato”, sia sulla loro localizzazione, che sul loro prezzo. Per questo abbiamo chiesto più volte al Comune e alla Regione Abruzzo di investire sugli alloggi pubblici. L’embrione di campus nella caserma Campomizzi, le residenze presso la struttura ex-Reiss Romoli, la residenza San Carlo, costruita con fondi pubblici e gestita invece con meccanismi di assegnazione privatistici, le potenzialità che il procedere della ricostruzione privata aprirebbero sul fronte della destinazione e dell’utilizzo degli alloggi di alcuni quartieri del progetto C.A.S.E., rendono evidente che l’attuale struttura organizzativa, gestionale e finanziaria dell’Adsu non può essere all’altezza di una sfida così ampia La proposta che facciamo è di trasformare l’Università dell’Aquila in una Università Residenziale, con il numero di alloggi pubblici destinati agli universitari tra i più alti d’Italia. Il modello è quello dell’Università della Calabria (Rende-Cosenza), dove la Regione ha differenziato due regimi diversi sul fronte dell’organizzazione del diritto allo studio, disegnando, come evoluzione dell’Adsu, un Ente misto Università-Regione per la gestione di migliaia e migliaia di alloggi pubblici. Per far questo serve un intervento legislativo regionale nuovo, con risorse e strumenti finanziari specifici per supportare la gestione di un numero ingente di posti pubblici. L’idea dell’Università Residenziale permetterebbe di dare una svolta sia sul fronte della risposta al fabbisogno di alloggi pubblici, sia sul fronte della calmierazione del mercato degli affitti a beneficio di tutti gli studenti e dei cittadini, sia sul fronte del “ripopolamento” della città con conseguente stimolo anche allo sviluppo di servizi pubblici e ripresa dell’economia dei servizi e del commercio privata. Il nostro progetto non è impossibile, ed intendiamo perseguirlo. Ci rispondevano che non avremmo mai ottenuto le palazzine della Campomizzi, quando lanciavamo “una caserma di meno, una residenza di più”, eppure un non piccolo embrione di campus è attivo. Ci dicevano che era impossibile far emergere gli studenti fuori sede tra le categorie degli “sfollati”, eppure, si è riusciti quanto meno a far estendere agli studenti il Contributo di autonoma sistemazione. Per questo andremo fino in fondo sul progetto di Università Residenziale.

Beneficiari di borse di studio

Germania su 2 milioni di studenti:

510.000 beneficiari di borsa di studio

la copertura totale anche per l’a.a. 2011/2012. Non abbiamo mai “mollato la presa” su questo tema e continueremo, a garanzia di un diritto basilare.

Al CUS

Valentina CIACCIO Alessandro DE DONNO Fabrizio ASCENZI Davide CIMINI Giorgio FILIPPETTI

Trasporti

All’ ADSU

Marco TARABORRELLI Andrea FIDANZA Lorenzo PAVONI Daniele LOZZI Lorenzo ADDAZI

Alla CRU

Matteo SARAULLO Giacomo PIO Daniele VANGELISTA Matteo RASTELLI

Servizi collettivi

E’ indispensabile sviluppare un sistema di spazi in città, quali aule informatiche, aule studio, aule ricreative. Grazie ad i rappresentanti dell’Udu nel CdA dell’ADSU abbiamo ottenuto la realizzazione di una sala ricreativa per i residenti del campus Campomizzi. Continueremo a batterci affinché la Regione ristrutturi il Centro Polifunzionale di Coppito, vergognosamente abbandonato da ormai tre anni, dove era situata la mensa insieme ad aule informatiche, di studio e ricreative e che permetterebbe di uscire da una fin troppo lunga “emergenza”, con una mensa, ancora incredibilmente allocata in container provvisori. Discorso simile per quanto riguarda la mensa donata dalla Protezione Civile e situata nel complesso di Pile che dopo mesi dalla sua inaugurazione rimane attualmente chiusa. Continueremo a chiedere la sua apertura immediata e che sia garantito il servizio di navetta gratuito dalle facoltà di ingegneria ed economia, nella fascia oraria di apertura della mensa, con una frequenza di 15 minuti come già chiesto al direttore dell’AMA nell’assemblea presso la Facoltà di Ingegneria. Inoltre crediamo fortemente che la struttura del Canada, aperta dopo le continue richieste dell’Udu arrivate fino al punto di contattare l’ambasciatore canadese in persona, sia tuttora sottoutilizzata e che, essendo diventato uno dei punti più frequentati dagli studenti, debba essere sfruttata al pieno delle sue potenzialità prevedendo una gestione della palestra da parte del CUS.

Borse di studio

Rivendicazione “costante” dell’Udu, come principio di giustizia sociale e serietà dello Stato, è la copertura ogni anno dell’intera graduatoria degli idonei. Già con la manifestazione del 17 Novembre 2010 in Regione, ottenemmo la garanzia della copertura del 100% delle borse di studio della graduatoria 2009/2010 che era rimasta sospesa. Nel 2011, dopo un anno di proteste abbiamo ottenuto la copertura del 100% delle borse di studio per l’a.a. 2010/2011 e con l’approvazione del bilancio preventivo dovrebbe arrivare anche

Francia su 2,2 milioni di studenti:

525.000 beneficiari di borsa di studio

Con la dispersione in periferia di tutte le Facoltà il trasporto pubblico, già nel pre-sisma poco organizzato, oggi è divenuto uno dei talloni d’Achille di questa città. Tutti i giorni gli studenti si trovano a barcamenarsi con la carenza cronica di corse urbane da e per la propria Facoltà; gli orari dei bus troppo spesso non coincidono con quelli di entrata/uscita da lezione. Si riscontra quindi una sostanziale carenza, soprattutto nelle fasce orarie in cui sono maggiormente concentrate le lezioni. Il nostro impegno in questi anni è stato quello di monitorare la situazione e cercare, attraverso pressioni sull’AMA, di risolvere i problemi più gravi. Per far fronte a questo però, c’è bisogno di un tavolo stabile di confronto tra AMA, studenti e Università, in modo da poter programmare un servizio pubblico che, in una città come questa, in continua evoluzione dopo il sisma, (ad es. traslochi di intere Facoltà, passati e futuri), riveste un’importanza enorme. Le criticità non sono limitate alla sola organizzazione del servizi. Dopo un periodo di gratuità generalizzata del servizio urbano, dopo il sisma, dallo scorso settembre si è tornati a pagare biglietti e abbonamenti. come già da noi sottolineato da anni, permane la completa assenza di un piano tariffario agevolato per gli studenti. Dopo una battaglia dell’Udu durata oltre dieci anni e riaccesa lo scorso anno con una massiccia petizione studentesca e cittadina, anche a L’Aquila è finalmente arrivato il servizio bus notturno, per il momento in fase sperimentale (peraltro coronata da successo) il giovedi notte! Altrettanta attenzione va posta sui trasporti extra-urbani e sui trasporti dedicati; infatti in una condizione ancora precaria ed insufficiente per il fabbisogno di alloggi, il mantenimento del servizio di trasporto dedicato diventa essenziale. Infatti, l’alternativa del pendolarismo, per chi proviene da zone limitrofe, rappresenta un servizio indispensabile per poter studiare a L’Aquila. Pertanto per noi è indispensabile mantenere questo servizio almeno per altri due anni.

Comitato Gestione Impianti Sportivi

La situazione degli impianti sportivi è ancora in una fase molto delicata. Dopo il terremoto infatti, molte strutture sportive (ad esempio quelle di Centi Colella) sono state trasformate in tendopoli e di fatto sono rimaste inutilizzabili per diverso tempo. È solo da qualche mese che gli studenti possono realmente usufruire di strutture dove praticare attività sportiva. Chiediamo di rendere utilizzabili tutte le strutture disponibili nel territorio aquilano e di avviare un percorso serio e costante di confronto tra Università, Cus e Comune per gli impianti in fase di realizzazione, in modo da riuscire ad integrare i vari servizi disponibili. Chiediamo, inoltre, che si debba prevedere per gli studenti universitari l’accesso gratuito alle strutture e ai servizi erogati dal Cus, così come stabilito da un accordo di programma tra Ateneo e Cus. Per rendere realmente fruibili gli impianti sportivi è indispensabile altresì un potenziamento del servizio di trasporto pubblico cittadino da e per gli impianti CUS Centi Colella. Riteniamo opportuno istituire maggiori convenzioni con le altre strutture sportive.

Italia su 1.8 milioni di studenti:

150.000 beneficiari di borsa di studio


Candidati al

Consiglio Studentesco BIOTECNOLOGIE Walczak Giulia Cavalli Alessio Petragnano Francesco Ciavatta Mara

Candidati ai

Consigli di Dipartimento Consiglio di Dipartimento Ingegneria civile, edile architettura, ambientale Abbate Simona Fanti Simone Lozzi Angela Valentina Bruno Davide Nardi Ilenia Mastrodicasa Veronica Teti Davide Fradiani Luigi Palmucci Simone Babbo Flaminia Di Pietro Pietro Santini Fabrizio De Rosa Pierfrancesco Cosenza Marco

ECONOMIA Loddi Aldo Capecci Francesca D’Angelo Viviana Corsetti Letizia Troadi Luca

INGEGNERIA Saraullo Matteo Fradiani Luigi Di Paolo Chiara Abbate Simona Volpe Jacopo D’Angelo Alessia Carovillano Clara Angela

LETTERE Pavoni Lorenzo Santilli Enzo Colone Daniela Ciafardoni Martina Raiola Ludovica

MEDICINA Valente Marina Piantini Fabio Luca Guerrini Luca Frassino Sara Calcani Lavinia Marinelli Riccardo

PSICOLOGIA Sacchetti Mara Lozzi Daniele Acierno Mauro Verrigni Anja Massa Stefano

SCIENZE DELLA FORMAZIONE Sabatini Davide Vangelista Daniele Franchi Emma Andreoli Francesca Farina Amelia

SCIENZE MM.FF.NN. Addazi Lorenzo Primavera Saverio Di Nardo Alessia Bastiananelli Mariapaola Del Gaone Luana

SCIENZE MOTORIE Ascenzi Fabrizio Verrelli Laura Orfanelli Claudio Madonna Roberta

Consiglio di Dipartimento Ingegneria e scienze dell’informazione e matematica

Sarra Enrica Capecci Francesca Giannantonio Carlo Granchelli Giona Di Caro Daniele Toracchio Valeria Di Crescenzo Alessio Zaccagno Andrea Angeloni Armando Properzi Francesca Costantini Cristina Pitoni Valentina Monaco Ilaria Di Santo Giovanni Consiglio di Dipartimento Capanna Pasquale Scienze cliniche applicate Mazzuca Alessandra Cococcia Lorenzo detto ‘Lopoc’ e biotecnologiche Ludovici Antonello Rega Fabrizio De Santis Daniele Nasimi Abdullah detto ‘Omar’ Centofanti Carlo Aloisi Vincenzo Addazi Lorenzo Leone Silvia Sebastiani Simona Donno Valentina Centonze Jessica Consiglio di Dipartimento Candido Alberto ingegneria Industriale e Zampini Laura dell’informazione e di ecoRicci Elena nomia D’Andrea Federica Scatena Barbara Persio Riccardo Speranza Sarah De Rosa Pierfrancesco Simonelli Valerio Vincenzo La Capruccia Claudio Zarivi Jessica Palermi Clemente Biondi Alessia Di Stefano Michele Tempesta Carmen Cristina Giampaolo Mattia Ascenzi Fabrizio Stella Martina Pilar Jolanda Conti Paolo D’Ambrosio Clara Placidi Alessandra Di Marco Paola Celani Eliseo Fidanza Andrea Dabas Andres Matias Rea Jacopo Orsini Paola La Rocca Lorenzo Oddis Lorenzo Piantini Fabio Luca Troadi Luca Bareschino Salvatore Macchiagodena Lucia Pacella Alessandra Consiglio di Dipartimento Di Giacinto Gianluca Buscema Mattia Scienze fisiche e chimiche Iafrate Davide Visioni Daniele Menga Ilenia Vona Nicolas Lorenzo Labricciosa Giacomo Cozzolino Valentina Scappa Michele Taraborrelli Marco Di Musciano Michele Azizi Chafiq Ricci Simona Coppola Riccardo Torricella Rina Blasioli Luca Consiglio di DipartimenTurilli Francesco detto ‘Pantera’ to Medicina clinica, saniCentofanti Massimo tà pubblica, scienze della vita e dell’ambiente Sacco Martina Di Bonaventura Ivan Melone Roberta Tornifoglia Marco Tortolani Daniel Alviani Mirko Cilli Linda Grazia Minelli Martina

Finanziamento pubblico al diritto allo studio

Germania: 1,9 miliardi di euro

De Donno Alessandro Maurino Sarah Zocchi Emanuele Ragaiolo Marta Salucci Paolo Scarsella Mattia Di Donato Domenico Tuba Francesca Pagnani Giancarlo Ciaccio Valentina D’Alò Claudio Lo Re Maria Beatrice Valocchi Francesca Allocca Vincenzo Pantalone Tania Germanò Fabiola Folcarelli Lucio Alagia Nicola Benedetti Giulia Molè Alessandro Scappaticci Riccardo Francesco Venanzi Angelo Catalano Mariadelva Pancottini Moreno Apostoli Attilio Dominko Ivan Orfanelli Claudio Raglione Vincenzo Soccio Nicola Pio Fracassi Alessia Mastrodicasa Carlo Giuseppe Della Torre Matteo Marzocchetti Chiara Di Silvestro Alessandro Di Gaetano Ilenia Juchich Chiara Teresa

Francia: 1,6 miliardi di euro

Consiglio di Dipartimento Scienze umane Garribba Barbara, Ilaria Ciafardoni Martina Del Gaone Daniela Calvarese Giulia Crea Francesca Giannone Federica Vivacqua Girolamo Rastelli Matteo Fiorenza Arianna Miconi Elisa Fitti Valentina Papale Silvia Andreoli Francesca

Residenti in alloggi pubblici

Germania:

13%

popolazione studentesca totale: 2.000.000

Francia:

11%

popolazione studentesca totale: 2.200.000

Italia:

3%

popolazione studentesca totale: 1.800.000

Consiglio Studentesco

I

l Consiglio studentesco è un consesso interamente studentesco, formula proposte e pareri obbligatori al CdA e al Senato, sulle decisioni di interesse degli studenti. Sulle modifiche alla Carta dei Diritti, il Senato non può procedere senza il parere positivo del Consiglio Studentesco. Con la riforma dello Statuto e la scomparsa delle Facoltà, il Consiglio Studentesco sarà per la prima volta eletto direttamente, con una scheda a sé stante. Questa modalità aumenterà il peso dello Studentesco e la sua capacità di rappresentanza di tutti gli studenti. L’obiettivo che ci siamo posti con questa modifica statutaria da noi voluta, scritta e ottenuta è quello di rafforzare, proprio attraverso il meccanismo elettivo, il ruolo dell’organismo in modo da renderlo un contrappeso del CdA. L’Udu è l’unico soggetto studentesco che ha presentato le proprie liste in tutti i collegi del Consiglio Studentesco. Votando per le liste dell’Udu gli studenti di tutti i corsi di laurea dell’Ateneo potranno avere una rappresentanza e una voce a livello “centrale”. Vogliamo inoltre, che il Consiglio studentesco diventi “voce” degli studenti nei confronti del Ministero e delle forze parlamentari. Le proposte avanzate dal nuovo governo circa l’abolizione del valore legale del titolo di studio e il decreto di riforma del diritto allo studio ci trovano fortemente contrari. L’abolizione del valore legale del titolo di studio vanificherebbe gli sforzi che gli studenti fanno per conseguire il titolo di laurea. Il “valore delle lauree” rischierebbe di dividersi, tra le lauree conseguite in Atenei d’élite, costosissime e inaccessibili per la gran parte degli studenti, e quelle prese con medesimo sforzo in Atenei come quello aquilano. Ancor più, questo vale in un paese in cui il sistema del “diritto allo studio” è tra i più deboli d’Europa, con pochissime e poverissime borse di studio e pochissimi alloggi pubblici. Parlare di “libertà di scelta” con questo sistema di sostegno agli studi è vuota ideologia liberista. Il già povero sistema del dsu inoltre è sottoposto ad un processo di riforma ulteriormente restrittivo, con criteri di merito che si innalzano solo per “risparmiare” sul numero di borse di studio e con il progressivo passaggio dalle borse ai prestiti bancari. Il Consiglio Studentesco potrà svolgere un ruolo importante, in coordinamento con gli altri equivalenti di altri Atenei, sia per arrivare a proposte legislative sul diritto allo studio che avvicinino l’Italia alla Francia, alla Germania, e ai paesi scandinavi, sia per salvaguardare il valore legale del titolo di studio e dunque il loro valore nell’accesso al mondo del lavoro, contro le chiusure ipercorporative che si vanno accentuando nel mondo delle professioni, nonché per tutelare il valore dei titoli nell’accesso al pubblico impiego e all’insegnamento.

Italia: 322 milioni di euro

Art 34 Speciale elezioni 2012  

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