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9 772384 818007

ISSN:23848189 20174

bm Editore - Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (convertito in legge 27/02/2004 n.46) art.1, comma 1, NE/UD editore ISSN 2384-8189

MIA magazine NUM. 14 ANNO 2017 2,50 â‚Ź Trimestrale di moda bellezza cultura benessere del FRIULI VENEZIA GIULIA

Il filo rosa

Volti di donne che hanno saputo combattere e vincere una dolorosa battaglia


artigianato italiano esclusivo Galleria Asquini, 3 - Pordenone // Piazza del Sole, 68 - Lignano Pineta - info@fmexclusive.com - M. +39 338 7562976


MIA editoriale

Editoriale

MIA

Dicembre: tempo di bilanci, l’anno si conclude nei migliore dei

modi grazie all’ultimo numero di Mia Magazine che la Redazione ha preparato per voi. Un numero fatto con il cuore, che mantiene il suo stile giovane e frizzante, ma che dedica la copertina e lo speciale al suo interno ad un argomento delicato a cui tutto il nostro team tiene in particolar modo. Come avrete notato l’immagine di copertina è dedicata al progetto de Il Filo Rosa, che vuole raccontare le storie di donne che hanno vinto la battaglia contro il cancro al seno. Siamo ben consapevoli che l’argomento sia distante dal clima di gioia delle feste, ma siamo anche sicuri che leggere le storie e vedere i volti sorridenti di queste modelle per un giorno sia per tutti fonte di grande ispirazione e momento di riflessione. Scoprite a pagina 7 lo speciale dedicato alla Onlus A.N.D.O.S. (comitato di Portogruaro) che ci racconta cosa fa nel concreto per sostenere queste donne. Dal serio al faceto: questo numero di Mia Magazine è completamente dedicato all’arrivo delle feste natalizie. Scoprite assieme a noi gli speciali dedicati ai regali di natale, sia per lui che per lei, oppure soffermatevi a sfogliare le pagine dedicate alla moda donna per festeggiare al meglio il Natale 2017. Ma chi meglio dei bambini è il reale protagonista delle feste natalizie? Tantissime pagine dedicate ai più piccoli per rendere speciali anche le loro giornate festive. Se siete stanchi della solita routine e per queste feste cercate consiglio per un meta calda ed esotica abbiamo quello che fa per voi: la rubrica viaggi vi porta direttamente alle Maldive. Che abbiate deciso di passare le feste sotto la neve o al caldo di un’isola tropicale la Redazione di Mia Magazine vi augura di passare un sereno Natale e un felice Anno Nuovo. La Redazione Mia Magazine


Sommario MIA MAGAZINE n. 14

07

22

49 37

41

66

68

mood

reportage

moda

Mia copertina_04 Agenda libri_05 Agenda eventi_36

Il Filo Rosa: A.N.D.O.S. Onlus_07 Fondazione Prada_37

Il Mondo ha Bisogno di un Nuovo Courreges?_18 Origin_26

salute

beauty

kids_41 fitness_56 viaggi_68

ZonaY: tra volto e dĂŠcolletĂŠ _54

Perfetta Imperfezione_62 The beauty board_66


general merchandise

DA 30 ANNI SIAMO IL VOSTRO NEGOZIO DI GENERAL MERCHANDISE!!

Largo dei Pecile, 23 - UDINE | T. 0432 502665 www.robedicasa.com


MIA copertina

Chiara Martin

Nata a Portogruaro l’8 novembre 1988, Chiara è sempre stata una persona socialmente attiva con tante passioni ed hobby. Ha praticato diversi sport, fa parte di un coro, ama viaggiare e appena ne ha la possibilità si diverte a preparare la sua prossima meta. I suoi sogni? Diventare un’organizzatrice d’eventi o lavorare nelle agenzie di viaggio. Ha fatto parte di varie associazioni nel territorio Portogruarese, fino a quando un giorno ha sentito il bisogno di far parte di A.N.D.O.S. Associazione Nazionale Donne Operate al Seno: a 27 anni Chiara ha scoperto di avere un tumore al seno. Era andata a convivere con il suo fidanzato da soli due mesi quando una sera qualunque facendo l’autopalpazione al seno ha sentito un nodulo. Era il 19 aprile 2016 quando le è stato diagnosticato il Carcinoma Mammario e il 2 maggio è stata operata al CRO di Aviano. Chiara ha subito una mastectomia bilaterale con ricostruzione, 6 mesi di chemioterapia, 1 anno di assunzione di un farmaco di mantenimento ed è attualmente in cura con un’ormonoterapia. L’autopalpazione le ha salvato la vita: questo è il messaggio che vuole lanciare a tutte le donne, e soprattutto alle più giovani, perché non bisogna aver paura di conoscere il proprio corpo, è importante fare la giusta prevenzione chiedendo aiuto e supporto ai medici di competenza. Chiara si reputa fortunata per quello che la vita le ha concesso: una seconda possibilità che non tutti riescono ad avere. Determinata a riprendersi in mano la sua vita, sorride, ride, ringrazia ma soprattutto vive. La tempesta è passata e ora si gode un tanto atteso arcobaleno. Perché alla fine si sa.. “la vera sfida è vivere”.

Cappotto e Maglia: Mantò - Udine

Francesca Dorigo make-up artist/ fashion editor

Nasce a Udine nel 1973, fin da bambina dimostra uno spiccato senso artistico e un attenzione per tutto ciò che riguarda l’immagine, la moda e la bellezza. Dopo aver frequentato l’istituto d’arte, ha lavorato diversi anni nel settore della moda come responsabile di prestigiosi negozi d’abbigliamento. Il make-up rimaneva comunque la sua passione più grande. Decide di intraprendere un percorso fatto di seminari e corsi di trucco, beauty e sposa, moda, fotografico e face painting, per riuscire ad avere quelle competenze e quella professionalità che le permetterà poi nel 2013 di iniziare ufficialmente la professione di make-up artist e consulente d’immagine.

Virginie Foubert fotografa

Nasce a Lyon, in Francia. Fotografa di professione da tempo le piace definirsi fotografa emozionale: questo perché ama cogliere, nello scatto, l’oltre, ovvero ciò che le permette di connettere tra loro le emozioni che percepisce, metterle in luce e fissarle nella memoria di una stampa. Usa la fotografia per sfiorare il bello in ogni cosa, nei ritratti come nei paesaggi, laddove l’energia passi e lasci un messaggio. La fotografia le permette di mostrare a chi ne è oggetto parti di sé, della sua interiorità, delle sue emozioni, che altrimenti sfuggirebbero alla vista. Fotografare queste sfumature significa portare a galla il bello, l’imprevedibile, lo stupore che abita in ognuno di noi, farci riconciliare con noi stessi e guardare alla propria immagine con migliore autostima. Con un sorriso. Con il piacere di essersi regalati un momento di piacere.

a cura della Redazione


AGENDA LIBRI a cura della Redazione

BORDERLIFE È autunno, a New York. Il secondo senza le Torri. Liat ha appena conosciuto Hilmi e gli cammina accanto nel pomeriggio che imbrunisce, mentre pensa: Non hai già abbastanza guai? Fermati, finché puoi! Ma fermarsi non può, perché, nonostante le ferite, la magia della Grande Mela è ancora intatta, e Hilmi ha gli occhi dolci e grandi, color cannella, riccioli neri e un sorriso infantile che spezza il cuore. Lei è di Tel Aviv, fa la traduttrice e si trova negli USA grazie a una borsa di studio. Ha servito nell’esercito e ama la sua famiglia (Che cosa penserebbero, se lo sapessero?). Lui vive a Brooklyn e fa il pittore, e nei suoi quadri c’è sempre un bimbo che dorme e sogna il mare, quel mare di cui da ragazzo poteva cogliere appena un lembo, da lassù, al nono piano di un palazzo di Ramallah. Che questo amore sia un’isola nel tempo, si dice lei. Un amore a cronometro, un amore a scadenza, la stessa indicata sul visto, la stessa impressa sul biglietto del volo di ritorno per Israele, verso la vita reale. Finché, mentre oscillano tra l’ebbrezza della libertà e il senso di colpa, scoprendosi accomunati dalla nostalgia per quello stesso sole e quello stesso cielo, la vita reale non bussa davvero alla loro porta… Bandito dal ministero dell’Istruzione israeliano in quanto «minaccia all’identità ebraica», Borderlife, una grande storia d’amore impossibile fra un’ebrea e un palestinese, ha unito i lettori di un Paese diviso, guidandoli verso quei territori dell’anima che nessuno potrà mai occupare. BORDERLIFE

a cucina della buona terra ci conduce in un viaggio fantastico, in ogni parte del mondo, a conoscere i migliori allevatori, pescatori e agricoltori, scoprirne la dedizione, l’attenzione alla loro terra e al loro mare, in un grande affresco di arte culinaria che è anche un’ode accorata alla sostenibilità del pianeta e alla felicità di farne parte. Si tende a pensare che il menu del ristorante debba dettare l’agenda di agricoltori e allevatori, mentre Barber è convinto che le cose stiano esattamente al contrario: un buono chef interpreta il cibo e mette nel piatto, con arte, i frutti del lavoro di coloro che gli alimenti li fanno crescere assecondando la natura.

LA CUCINA DELLA BUONA TERRA di Dan Barber Bollati Boringhieri, pp. 417, € 29,00

LA BELLA CASSANDRA

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ono qui raccolti i più dissacranti inediti giovanili dell’autrice, brevi racconti popolati di ubriaconi, avvelenatori ed evasi, scritti per il divertimento della famiglia. La bella Cassandra (1788), che per ironia condivide il nome con la maggiore delle sorelle Austen, è una giovane donna che si lancia nel mondo per fare fortuna e la cui storia si trasforma in una parodia dei romanzi sentimentali e gotici molto apprezzati all’epoca.

LA BELLA CASSANDRA

di Dorit Rabinyan Longanesi, pp. 384, € 16,90

di Jane Austen Garzanti, pp. 96, € 4,90

CON STILE

Come l’Italia ha vestito (e svestito) il mondo

L

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LA CUCINA DELLA BUONA TERRA

’Italia è oggi, in tutto il mondo, sinonimo di eccellenza, qualità, fascino. In una sola parola, di stile. Dagli abiti delle passerelle al prestigio del made in Italy, il nostro paese detta legge nella moda e nel bel vivere grazie alla capacità senza uguali di unire l’abilità secolare degli artigiani alle intuizioni di brillanti imprenditori.

Ma quali sono le origini di questo straordinario successo? Dopo aver raccontato con brio le storie tutte italiane del libro, della finanza e della buona cucina, Alessandro Marzo Magno ci mostra, in un viaggio nel tempo che dall’antichità arriva fino ai nostri giorni, in che modo e perché nei secoli è cambiata l’idea di eleganza, e perché l’Italia è sempre stata al centro di questi cambiamenti.

CON STILE

di Alessandro Marzo Magno, Garzanti, pp. 198, € 18,00 mia magazine

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contributi in ordine alfabetico

Alice con Mia Da un idea di Alice, direttrice artistica di Mia Magazine, nasce Alice con Mia blog interamente dedicato al lifestyle,

al mondo bimbo e al beauty.

Elena Romanelli nata a Udine nel 1987, fin da piccola guarda il suo futuro e s’immagina con la valigia in mano pronta a

scappare e scoprire il mondo. Finiti gli studi di tecnico dei servizi turistici ha realizzato il suo sogno ed è diventata una agente di viaggio. Adora realizzare i sogni dei suoi viaggiatori. Partecipa a moltissimi workshop, meeting, fiere in Italia e all’estero per essere sempre aggiornata sulle mete più trendy e sulle destinazioni più particolari. Nel tempo libero viaggia per scoprire ogni angolo di mondo.

Francesca Dorigo nasce a Udine nel 1973, fin da bambina dimostra uno spiccato senso artistico e un attenzione per tutto

ciò che riguarda l’immagine, la moda e la bellezza. Dopo aver frequentato l’istituto d’arte, ha lavorato diversi anni nel settore della moda come responsabile di prestigiosi negozi d’abbigliamento. Il make-up rimaneva comunque la sua passione più grande. Decide di intraprendere un percorso fatto di seminari e corsi di trucco, beauty e sposa, moda, fotografico e face painting, per riuscire ad avere quelle competenze e quella professionalità che le permetterà poi, nel 2013, di iniziare ufficialmente la professione di make-up artist e consulente d’immagine.

Manilo Boccolini

nasce a Udine nel 1966, quarta generazione di una famiglia di commercianti cividalesi, respira moda dalla nascita. Si definisce un pigro salvato dalla curiosità e proprio questa virtù lo porta in contatto col mondo di Vogue Italia e Franca Sozzani. Con lo pseudomino di MANLIO B. (GOOGLE: manlio b. vogue) viene selezionato come free contributor per varie attività della testata (Vogue Encyclo, Live on Vogue Pitti, “Love your age” di Lancome, Dream Photo Contest Illy e varie recensioni su sfilate e argomenti di attualità). Un fashion lover e consulente immagine, impegnato anche in attività di scouting di nuovi talenti e brand emergenti.

Samantha Pinna

veneta all’anagrafe ma con sangue sardo, nasce come atleta di vela praticando a livello agonistico e competendo per alcune delle regate più rilevanti come la Barcolana a Trieste. Personal Coach, Fitness Model, e istruttrice qualificata di discipline posturali, aerobiche e funzionali, gestisce e insegna nel suo Centro Fitness Relax Center a Udine. Attualmente gareggia come atleta di Bikini Fitness sotto l’ala della Campionessa e atleta PRO Cristiana Casoni. Nel 2015 in collaborazione con un rete televisiva, ha ideato il programma “In forma con Samantha” in onda sulle reti regionali e nel 2016 ha creato un team al femminile seguendo donne in tutta Italia, tutte decise a cambiare il proprio stile di vita condividendo l’hashtag #challengeyourbody.

Sebastian Laspina nel 2000 si laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Udine. Nel 2004 consegue

la specializzazione in Dermatologia e Venereologia presso lo stesso ateneo. Nel 2008 ottiene il Master S.I.D e. M.A.S.T. in Dermochirurgia, presso la Clinica Dermatologica dell’Università degli Studi di Siena. Nel 2009 consegue il Dottorato di Ricerca in Scienze e Tecnologie Cliniche presso la Clinica Dermatologica dell’Università degli Studi di Udine. Dal 2007 è dermatologo di riferimento presso la LILT di Udine (Lega Tumori per la prevenzione dei tumori della pelle).

Virginie Foubert nasce a Lyon, in Francia. Fotografa di professione, da tempo le piace definirsi fotografa emozionale: questo

perché ama cogliere, nello scatto, l’oltre, ovvero ciò che le permette di connettere tra loro le emozioni che percepisce, metterle in luce e fissarle nella memoria di una stampa. Usa la fotografia per sfiorare il bello in ogni cosa, nei ritratti come nei paesaggi, laddove l’energia passi e lasci un messaggio. La fotografia le permette di mostrare a chi ne è oggetto parti di sé, della sua interiorità, delle sue emozioni, che altrimenti sfuggirebbero alla vista. Fotografare queste sfumature significa portare a galla il bello, l’imprevedibile, lo stupore che abita in ognuno di noi, farci riconciliare con noi stessi e guardare alla propria immagine con migliore autostima. Con un sorriso. Con il piacere di essersi regalati un momento di piacere.


MIA reportage

Il filo rosa Un progetto diverso, una fotografa emozionale, un luogo pieno di significato e i volti di donne che hanno saputo combattere e vincere una dolorosa battaglia: questo è quello che troverete in queste pagine. PROGETTO: A.N.D.O.S. Onlus Associazione Nazionale Donne Operate al Seno Comitato di Portogruaro PHOTO: Virginie Foubert LOCATION: Fioreria Anthera- Portogruaro ABITI: Le Maschiette - Portogruaro MUAH: Centrostile - Portogruaro In collaborazione con: Le Conturbanti


Non è facile parlare di malattia, ma è doveroso dare un riconoscimento a chi lavora nel campo dei tumori al seno e soprattutto dare voce a chi ha vinto contro la malattia. Virginie Foubert, fotografa che ha già collaborato con Mia Magazine in svariate occasioni, ci ha raccontato degli scatti che ha fatto a queste meravigliose guerriere e di come si sia sentita coinvolta in questo progetto. Non tutti sanno che Virginie prima di diventare una bravissima fotografa lavorava come infermiera; quando è stata contattata per il Progetto del Calendario A.N.D.O.S 2018 non ha potuto tirarsi indietro: in quanto fotografa emozionale con un passato trascorso fra le corsie d’ospedale si è sentita pronta più che mai a ritrarre i volti delle donne che vedete in queste pagine Il tutto organizzato e coadiuvato dalle associate dell’associazione A.N.D.O.S di Portogruaro. A.N.D.O.S è una onlus che nasce come Centro Riabilitazione Mastectomizzate, nel 1976, per offrire alle donne operate al seno un’assistenza specifica più ampia e più attenta per aiutarle a superare i diversi traumi legati a questa patologia. Sorge dalle esperienze dolorose di donne che, pur portando ancora nel corpo e nel cuore i segni delle prove subite, hanno trovato in sé non solo la forza di superare il proprio trauma ma anche l’emozione positiva e attiva di aiutare altre donne colpite dalla stessa malattia.


MIA reportage La diagnosi di tumore al seno spesso può mettere in crisi la femminilità e la percezione di sé. Il fatto che a essere colpita sia una parte così simbolicamente importante del proprio “essere donna” rende più complesso il percorso di riaccettazione di sé e di ritrovamento di un equilibrio. Il tempo, il supporto delle amiche e della famiglia contribuiscono ad aiutare a ritrovare se stesse e, nel caso di interventi invasivi, la chirurgia ricostruttiva può minimizzare gli effetti estetici dell’operazione. Soprattutto nel periodo immediatamente successivo all’intervento, però, piccole attenzioni quotidiane, piccoli trucchi e un generale atteggiamento di cura verso il proprio corpo e la propria bellezza possono essere di grandissimo supporto non solo al fisico, ma anche all’umore e alla guarigione. A proposito di questo abbiamo fatto qualche domanda alla Presidente di A.N.D.O.S Portogruaro Dott.ssa Giuliana Simonatto, che con grande professionalità e umanità ci ha raccontato come opera la onlus quotidianamente.

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Dottoressa, ci vuole raccontare cosa fa A.N.D.O.S nel concreto per aiutare le donne che hanno subito un’operazione al seno? A.N.D.O.S è un associazione che ha una distribuzione a livello nazionale e opera a favore delle donne operate al seno, preciso che non segue le donne a livello clinico, ma le aiuta nell’affrontare il percorso della malattia sotto molti aspetti. Noi rappresentiamo il comitato di Portogruaro, in ogni caso tutti i comitati sono composti da signore che nell’arco della loro vita hanno incontrato il tumore al seno in maniera diretta o indiretta. Queste associate mettono a disposizione di altre donne la loro esperienza per incoraggiarle di fronte a una nuova diagnosi, per accoglierle e insegnare la prevenzione. Trovarsi ad affrontare i mesi successivi alle cure assieme ad altre persone che hanno fatto lo stesso percorso è di aiuto alle singole donne? Lavorare in gruppo è di supporto anche a livello di sensibilizzazione sul tema della prevenzione? Le posso rispondere che io per prima sono un chirurgo oncologico, e anche se non mi occupo di chirurgia della mammella, confermo che ho imparato proprio da loro che si riesce a combattere la paura del tumore e indurre le persone a partecipare alle attività di prevenzione molto di più con l’espressione della propria esperienza personale e con la testimonianza di chi è stato operato piuttosto che con la spiegazione di tante nozioni scientifiche che io per prima, un tempo, utilizzavo come metodo di prevenzione. Fare gruppo con chi ha superato la malattia è il migliore meccanismo per combattere la paura, perché è proprio la paura che ci tiene lontani dalla prevenzione.


MIA reportage

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MIA reportage

In che modo concreto aiutate le donne nei mesi dopo la malattia? Ci sono diversi modi in cui noi siamo di supporto a queste donne: innanzitutto l’accoglienza e il mantenimento dei reciproci rapporti. Ci sono svariate occasioni di incontri di gruppo che vengono organizzati mensilmente, e occasioni di lavoro fatto in gruppo: ad esempio per la produzione di piccoli prodotti artigianali che poi andranno venduti nei mercatini, o l’organizzazione della marcia in rosa, giunta quest’anno alla sua seconda edizione. La parola fondamentale è condivisione, il più possibile positiva e che deve essere una condivisione “sorridente”, di mantenimento della valorizzazione di sé e della propria femminilità. A tale proposito vengono organizzati, ad esempio, anche dei corsi di trucco durante il trattamento chemioterapico: tutto questo viene gestito e organizzato dal direttivo con l’importantissimo supporto delle nostre associate e di tutte le donne operate al seno che abbiano voglia di collaborare. Inoltre è di fondamentale importanza la presenza della psicologa, messa a disposizione per le donne operate al seno, per colloqui individuali e anche per le famiglie, quando viene richiesto.


MIA reportage

Non solo, vengono organizzati anche incontri di gruppo qualora ce ne fosse la necessità, le faccio un esempio: quando una donna che si considera guarita viene a scoprire di avere una recidiva della malattia è un momento che scuote fortemente il gruppo, questa sofferenza viene guidata e incanalata dalla psicologa che aiuta tutto il gruppo a metabolizzare la notizia e a superare nuovamente la difficile situazione. Si è parlato della femminilità, della valorizzazione di sé attraverso i corsi di trucco. Guardando le foto delle vostre donne si legge sui loro volti la rinascita e i sorrisi sono eloquenti. Quanto è importante sentirsi femminili dopo l’incontro con il tumore al seno? Posso confermare con assoluta convinzione che la valorizzazione della donna anche dopo l’intervento, che può essere più o meno demolitivo, dopo la paura della morte e di tutti i cambiamenti del fisico e della mente, mantenere l’autostima è psicologicamente centrale per superare tutto ciò che concerne il percorso di guarigione. Aiuta nell’affrontare la possibilità di una recidiva e da la forza per aiutare coloro che si trovano vicini a chi sta affrontando la malattia. Per questo l’unione fa la forza anche in questo caso. Esponendo la propria storia, le donne portano la loro presenza per fare coraggio a chi affronta l’inizio della malattia dando speranza per il futuro.

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C’è un pensiero che vorreste condividere con le nostre lettrici? La cosa importante è far sapere che A.N.D.O.S. è diffusa su territorio nazionale, i comitati sono distribuiti a livello capillare e in caso di bisogno si può contare sulle altre donne, scegliendo anche un comitato distante dal proprio domicilio se lo si desidera per questioni di privacy. C’è la possibilità di accedere per trovare accoglienza e disponibilità a seconda delle caratteristiche sulla base di età, organizzazione famigliare e tutto quello che concerne il percorso da intraprendere. La redazione di Mia Magazine ringrazia di cuore la Dott.ssa Simonatto per la disponibilità, Virginie per gli scatti emozionanti, Sara del negozio Le Maschiette per gli abiti, Serena di Centrostile per make-up e acconciature, Anthera per i fiori e la location e LeConturbanti. Un ringraziamento particolare va a tutte le donne che si sono messe in gioco per partecipare al progetto. Chiediamo a tutti gli affezionati lettori di cercare il Calendario A.n.d.o.s. 2018 per sostenere la Onlus nel suo importantissimo lavoro quotidiano.


MIA reportage

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MIA moda

DaMa diametro45 Techno Fruit

DaMa , produzione artigianale dalla duplice identitĂ , misura e geometria con accordi cromatici e texture, per una femminilitĂ  cosmopolita. Diametro si ispira alla knot bag giapponese, DaMa ne propone un nuovo taglio con una inedita forma e una ricca selezione di tessuti.


MIA moda DaMa diametro54 Sumi

DaMa

dama.lab dama.lab damabagcode@gmail.com


MIA moda

IL MONDO HA BISOGNO DI UN NUOVO

COURREGES?

ANDRÉ COURRÈGES

a cura di Manlio Boccolini

C

ourrèges, alla fine degli anni ’60, fu lo stilista che per primo disegnò il futuro mondo psichedelico degli anni ’70. Le sue forme geometriche, i volumi, i colori forti e impattanti e l’immagine “spaziale” dei suoi abiti spiazzarono i colleghi più blasonati, ormai legati ad antichi fasti nobiliari, facendo emergere la nuova generazione di designers attraverso il prét-à-porter. André Courrèges nasce nel 1923 e muore il 7 Gennaio 2016, dopo aver rivoluzionato il modo di vestire attraverso la sua moda geometrica, modernissima e speciale. Laureato in ingegneria, lavora prima presso Cristobal Balenciaga e in seguito da Christian Dior, dove apprende i segreti dei grandi stilisti e riesce a inventare un nuovo look divertente, libero e colorato. Apre nel ’63 il suo salone di moda annoverando tra i suoi estimatori Gianni e Marella Agnelli e vestendo varie attrici tra cui Audrey Hepburn. Divide la paternità dell’invenzione della minigonna con Mary Quant e, contemporaneamente a Yves Saint Laurent, lancia la produzione dei capi prét-à-porter, facendo invecchiare, in pochissimo tempo, le proposte dell’alta moda degli altri designers parigini che


MIA moda si rivolgono a clienti altolocate ormai quasi inesistenti. Le clienti della nuova borghesia vogliono nuovi stimoli e capi dinamici. Così, materiali e tessuti innovativi invadono le passerelle, le case e le strade. Una nuova libertà che arriva dai movimenti del ’68 e che continuerà fino a oggi a movimentare la società mondiale. Tale spinta, però, si sta esaurendo in un immobilismo culturale di arida consuetudine. Oggi con gli incredibili cambiamenti tecnologici il mondo è talmente connesso che basterebbe poco a diffondere un nuovo modo di vestire, ma questo cambiamento tarda ad arrivare. I designers ripropongono stili e tessuti del passato cercando di aggiornarli alle esigenze moderne, sicuramente avvalendosi di nuove tecniche, ma restando chiusi nei recinti del già collaudato, “dell’usato sicuro” (riprendendo una recente definizione) che sembra senza immaginazione e incapace di far sognare e soprattutto desiderare.

In seguito a un nostro rapido sondaggio riservato al mondo del fashion, possiamo affermare che, fortunatamente, oggi ci sono alcuni designers che stanno cercando di inventare il nuovo modo di vestire dei prossimi anni e per il quale i nostri nipoti ci identificheranno come oggi noi facciamo con i nostri nonni. Questo ci porta ad affermare che la moda resterà sempre al vertice dell’evoluzione dei costumi sociali, qualche volta inseguendoli e qualche volta anticipandoli, ma sempre interpretandoli. Nel frattempo, per sognare e ingannare l’attesa, vi consigliamo di rivedere il bellissimo film “La Piscina” (1969), interpretato da Romy Schneider ed Alain Delon, con i costumi disegnati da André Courrèges. Buona visione! mia magazine

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Galleria Asquini, 3 - Pordenone Piazza del Sole, 68 - Lignano Pineta


artigianato italiano esclusivo


MIA moda

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ALL I WANT FOR CHRISTMAS IS…

RED!

PHOTO: Luigi Samueli MODELS: Martina La Manna CREATIVE DIRECTION: Valentina Feula FASHION ART: Wise Production

1 - Blazer Check - MARELLA 2 - Giacca in gabardina di lana stretch - JIL SANDER 3 - Cappotto con motivo tartan - BURBERRY

3.


MIA moda

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3.

5. 1 - Borsa Sicily in pelle con patch stilisti - DOLCE E GABBANA 2 - Décolleté rosso fuoco - SERGIO ROSSI 3 - Marsupio GG Marmont in pelle - GUCCI 4 - Stivale in velluto - MADAME COSETTE 5 - Décolleté in pizzo taormina e cristalli - DOLCE E GABBANA

4. 4. mia magazine

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MIA moda

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ALL I WANT FOR CHRISTMAS IS…

RED!

PHOTO: Luigi Samueli MODELS: Martina La Manna CREATIVE DIRECTION: Valentina Feula FASHION ART: Wise Production

4.

1 - Occhiali - DOLCE E GABBANA 2 - Cappello in feltro - FEDERICA MORETTI 3 - Cerchietto con fiocco - DOLCE E GABBANA 4 - Bandeaux in seta stampata - DOLCE E GABBANA


MIA moda

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4. 1 - Abito svasato rosso fuoco - ALEXANDER MCQUEEN 2 - Maglia rossa con fiocco - ZARA 3 - Pantaloni sartoriali in lana con motivo tartan - BURBERRY 4 - Gonna con applicazioni - GIVENCHY

3. mia magazine

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MIA moda

ORIGIN I

a cura di Manlio Boccolini

CRISTOBAL BALENCIAGA

ELSA SCHIAPARELLI

COCO CHANEL

l titolo del nuovo libro di Dan Brown ci aiuta a trovare l’ispirazione per scrivere questo nuovo articolo, che vuol essere un piccolo viaggio attraverso la moda, dai suoi inizi fino a oggi. La parola moda deriva dal francese “mode”, cioè moderno, perciò si evolve continuamente con l’evolversi delle società, dei sistemi politici, in generale, del life style. Il primo stilista della storia è unanimemente riconosciuto nella persona di Charles Frederick Worth che, dalla metà dell’800 vestì le regine di mezza Europa. Egli fu un grande innovatore, aprendo per primo un atelier dove i suoi modelli sfilavano per le clienti, cucendo l’etichetta con il nome sulle sue creazioni e, soprattutto, inventando le collezioni stagionali, Primavera/Estate e Autunno/Inverno. Da quelle idee presero vita modelli e stili che, attraverso i decenni, regalarono eleganza ed emozioni. I nomi di Coco Chanel, Elsa Schiaparelli, Christian Dior, Cristobal Balenciaga, Hubert de Givenchy, ecc. ci trasmettono glamour e bellezza che per molto tempo rimasero appannaggio di poche muse elette che impersonavano le aspirazioni dei popoli.


MIA moda

VERSACE

FERRÉ

VALENTINO

Basti pensare che l’abito da sposa bianco, che anche oggi è il sogno delle “Cenerentole” di mezzo mondo, fu utilizzato per la prima volta dalla Regina Vittoria per il suo matrimonio, diventando iconico e copiatissimo. Tra la Prima Guerra Mondiale e la Seconda ci furono, però, già dei cambiamenti radicali. Gli anni Venti e Trenta sono alla base del vestire moderno. Schiere di designer si ispirano a quegli anni, interpretando in chiave moderna quello stile. Dopo la Seconda Guerra Mondiale ci fu un primo grande cambiamento nei costumi e nella società: con la fine delle aristocrazie e delle case reali di quasi tutta Europa, l’America, aiutandoci a uscire dalle dittature aveva importato anche in Europa una vita più allegra, leggera e moderna. Un’altra grande rivoluzione si ebbe negli anni ’60. La musica soprattutto fece da detonatore. I Beatles e tutto quello che seguì interpretavano la voglia di cambiamento che si trasformò nella moda psichedelica e colorata degli anni successivi. Diana Vreeland, in quegli anni direttrice di Vogue America, interpretò i sogni delle lettrici in tutto il mondo attraverso nuove immagini, modelle, fotografi, ecc. Una libertà che oggi forse manca, una libertà di espressione che si riverberò fino all’inizio degli anni 2000 attraverso nomi come Versace, Armani, Valentino, Ferrè, Krizia, Missoni, ecc. Personaggi che, con destini molto diversi, hanno creato il fashion system moderno, arrivato fino a noi con l’introduzione della fast fashion a basso costo che regala un’illusione di lusso accessibile alle nuove generazioni. Chissà cosa ci aspetta ora. Se nella tecnologia si stanno realizzando idee che erano parte di film di fantascienza, con macchine volanti e robot dall’intelligenza artificiale, nella moda ci dobbiamo aspettare abiti luminescenti che cambiano colore a piacimento e che si adattano alla temperatura esterna. Una cosa è certa: la moda sarà sempre “moderna” perché cambierà sempre, perché la vita è sempre in cambiamento.

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Dettagli

SARTORIA

ABITI LUNGHI, DA SERA RICAMATI A MANO IMPREZIOSITI CON DETTAGLI LUMINOSI

Via Poscolle 57 - 33100 Udine - Tel. 0432 507961 PHOTO DI: WALTER MENEGALDO


mia magazine

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MIA uomo

HARRIS TWEED, DONEGAL E SCOZZESE IL FORMALE TORNA…PER I GIOVANI

MISSONI

EMPORIO ARMANI

a cura di Manlio Boccolini

Il formale sembrava dimenticato o relegato a essere indossato solo in occasioni importanti o cerimonie,

invece i designers lo hanno riproposto sulle passerelle dell’autunno/inverno 2017/18 come nuova identità dei giovani di città. La felpa e il jeans, che hanno fatto crescere generazioni di teenagers, lasciano spazio a cappotti di lana, giacconi in panno, maglioni in lana grossa con colli alti e gilet sempre più sostituti delle giacche. Un modo di vestire che viene direttamente dalla tradizione anglosassone e che si basa su filati e fantasie che riportano alle campagne inglesi, ai mari del nord e alle foreste nordamericane. Nomi come: Harris Tweed (originale tessuto di lana cardata delle isole Ebridi a disegno chiaroscuro e armatura a spina di pesce), Donegal (un tweed che prende il nome dalla contea che si trova a nord-ovest dell’Irlanda caratterizzato dall’effetto “bottonato” di fiocchi lanosi multicolori inseriti nelle fibre tinta unita), Scozzese (disegno a quadri grandi o piccoli a colori vivaci che si ispira ai clan scozzesi) e Saxony (conosciuto meglio come Principe di Galles perché indossato spesso da Edoardo VIII, tessuto originario della Sassonia a disegno a quadri bianco/nero) sono indispensabili per costruirsi il look moderno dell’inverno. Anche i colori subiscono l’influsso di questi tessuti: il rosso scuro, il senape, il grigio medio, il cammello, il verde prato, il blu scuro, ecc. sono legati a doppio filo all’immaginario delle Highlands bagnate dall’Oceano Atlantico. Luoghi impervi e carichi di leggende su re e regine, guerre e battaglie che riportano a Merlino e Re Artù. La scoperta di questi tessuti da parte di chi non li ha mai indossati e la piacevole riscoperta di chi li ha portati nella giovinezza che ha lasciato il posto alla maturità, ci conforta nella convinzione che lo stile intramontabile del “bello, piacevole, elegante” sarà uno dei trend anche nelle prossime stagioni del fashion.


ANN DEMEULEMEESTER

BERLUTI

BURBERRY

CERRUTI 1881

PAUL SMITH

VIVIENNE WESTWOOD

AMI

JUNYA WATANABE

OLIVER SPENCER

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La nostra mission UNA CALZATURA UNICA CHE ACCOMPAGNA DOLCEMENTE OGNI TUO PASSO

Scegliere Norton vuol dire prediligere il Made in Italy. La vera qualità si può sentire quando è frutto di passione, tradizione, materiali eccellenti e lavorazioni artigianali combinate alla costante innovazione tecnologica. SOLO PROVANDO SI RIESCE A COMPRENDERE A FONDO IL VALORE.


L’Italia è da sempre il Paese dei sognatori, dei creativi e dei designer, con un profondo legame con lo stile e l’eleganza. I prodotti Norton sono realizzati al 100% in Italia, coniugando la linea classica con una produzione artigianale che ne garantisce qualità e comodità. La filosofia che contraddistingue i nostri marchi è proprio unire la massima vestibilità con uno stile esclusivo. Norton cura in ogni dettaglio i suoi materiali, perché ogni singola parte della calzatura è fondamentale. Per citare qualche esempio, preferiamo l’utilizzo dei pellami in pieno fiore, unici per le loro caratteristiche di morbidezza e leggerezza. Per la realizzazione delle sue calzature, il calzaturifico Norton si affida da sempre a manodopera artigianale specializzata. I nostri prodotti sono il frutto di un reparto produttivo ad altissimo livello tecnologico coniugato con le sapienti mani della tradizione artigiana. La fusione di questi due valori non solo ci rende orgogliosi, ma alimenta la nostra passione e la nostra voglia di migliorare. Inoltre, per mantenere inalterato il microclima interno della scarpa, utilizziamo fibre tecniche o naturali come il cotone e il vero agnello: anche dopo una giornata di lavoro o una lunga camminata, il piede è rilassato e ad una temperatura naturale. Una scarpa così è frutto di un lavoro fatto con passione. Venite a trovarci per toccare con mano la qualità delle lavorazioni Norton.


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YVES SAINT LAURENT APRE IL MUSEO A PARIGI

Al numero 5 del noto palazzo in Avenue Marceau, sede storica dell’atelier del grande stilista, ha aperto al pubblico il Musèe Yves Saint Laurent, con una ricca selezione di abiti, accessori e molto altro per la mostra inaugurale. a cura della Redazione

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l Musée Yves Saint Laurent di Parigi ha aperto le sue porte al pubblico con un’esclusiva retrospettiva sull’opera di Yves Saint Laurent, presentata nelle celebri stanze della casa di moda. Un progetto fortemente voluto da Pierre Bergé, compagno di una vita dello stilista e cofondatore della Maison. La mostra inaugurale, dedicata al genio creativo di Saint Laurent, ex assistente di Christian Dior, offre una selezione di circa cinquanta abiti haute couture insieme a relativi accessori, schizzi, fotografie e filmati. L’esposizione affronta tutti i temi principali dell’opera di Saint Laurent, tra cui gli abiti più rappresentativi che incarnano la quintessenza del suo stile (come lo smoking, la giacca da safari, la jumpsuit e il trench); i suoi diversi omaggi all’arte; le collezioni ispirate ai suoi viaggi immaginati verso mete lontane come la Cina, il Marocco, la Spagna e, ovviamente, la Russia. Questa mostra davvero unica colloca i più noti progetti di Saint Laurent - come l’abito Mondrian e i suoi gruppi d’ispirazione africana - accanto a pezzi esposti per la prima volta. Il dialogo risultante tra queste opere è stato concepito appositamente per l’apertura del museo. Situata nel celebre hôtel particulier al numero 5 dell’Avenue Marceau, dove Saint Laurent ha creato i suoi progetti per quasi trent’anni tra il 1974 e il 2002, la mostra esplora anche la vita quotidiana della casa di moda e il processo creativo dietro le collezioni. Si propone inoltre di affrontare la storia del ventesimo secolo e le tradizioni dell’alta moda che hanno accompagnato uno stile di vita che non esiste più. L’esposizione è stata inaugurata il 3 ottobre 2017, giorno di apertura del museo, e durerà fino al 9 settembre 2018. Durata consigliata per la visita: 1h30.


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FONDAZIONE PRADA Costruito nel 1910 per ospitare una distilleria, il complesso della Fondazione Prada di Milano è stato oggetto di una riconfigurazione architettonica che combina tre nuove strutture agli edifici preesistenti. Ne è nato un campus di spazi post-industriali e nuovi, con un’alternanza di apertura e intimità in cui i cortili offrono alla cittadinanza uno spazio pubblico comune. La ricchezza e la varietà degli spazi incoraggerà a reagire alle sollecitazioni culturali in modo rapido e spontaneo. a cura di AliceconMia Blog & Magazine

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a vent’anni la Fondazione Prada si interroga su quali siano gli intenti e la rilevanza dell’impegno culturale oggi, con una serie di progetti in continua evoluzione. Ci sono state commissioni “utopiche” a singoli artisti, conferenze di filosofia contemporanea, mostre di ricerca e iniziative in campo cinematografico. Aprendo una sede permanente a Milano, la Fondazione vuole offrire nuove opportunità di ampliare e approfondire i nostri modi di imparare. “A che cosa serve un’istituzione culturale?” È questa la domanda fondamentale da cui la Fondazione Prada è partita, e che trova risposta nel concetto che la cultura sia profondamente utile e necessaria, oltre che coinvolgente e attrattiva. La cultura deve arricchire la nostra vita quotidiana, aiutarci a capire i cambiamenti che avvengono in noi e nel mondo: sarà questa convinzione la base delle attività future della Fondazione. Gli interessi principali che muovono le attività della Fondazione sono le idee e i modi in cui l’umanità le ha trasformate in discipline specifiche: letteratura, cinema, musica, filosofia, arte e scienza. Il nuovo spazio vuole espandere la portata dei saperi della Fondazione. mia magazine

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Ogni campo ha una sua autonomia, ma lo scopo complessivo sarà uno solo: la coesistenza delle discipline andrà a generare risonanze e intersezioni culturali imprevedibili. Questo atteggiamento di apertura e di invito caratterizza il tono politico della nuova sede di Milano, e vuole sottolineare come la partecipazione sia possibile per tutte le generazioni grazie anche all’utilizzo di registri diversi che, attraverso la ricerca di nuovi criteri, si prefiggono l’obiettivo della condivisione di idee fruibile a tutti. La Fondazione ha scelto l’arte come principale strumento di lavoro e di apprendimento: un territorio di pensiero libero che accoglie sia figure consolidate imprescindibili che approcci emergenti. La Collezione Prada, che include perlopiù opere del XX e XXI secolo, è un altro degli innumerevoli strumenti alla portata di questa istituzione: questa collezione si configura come un repertorio di prospettive e di energie potenziali.


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ASPETTANDO IL NATALE insieme a

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COSA METTI SOTTO L’ALBERO?

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a cura della Redazione

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16. 1 - Cappello con pompon per bambina in tricot - PETIT BATEAU | 2 - Dondolo Alice by Davide Paganotti - BURU BURU | 3 - Scarpa in vernice blu - FALCOTTO | 4 - Stivali Wellington Original Kids in gomma rossa - HUNTER | 5 - Maglia a righe grigie e bordeaux - IL GUFO | 6 - Sciarpa in misto cashmere - IL GUFO | 7 - Vestito tricot in lana merino blu con pom pom multicolor - IL GUFO | 8 - Cappello ticot con fiori - IL GUFO | 9 - Cardigan in lana con applicazioni - DOLCE&GABBANA | 10 - Gonna in cotone tartan - DOLCE&GABBANA | 11 - Scarpa in pelle blu - FALCOTTO | 12 - Scarponcino rosso intenso - TIMBERLAND | 13 - Zaino Kånken Mini in verde - FJÄLLRÄVEN| 14 - Bomber con cappuccio in rosso granata - IL GUFO | 15 - Cerchietto con fiore in tulle - IL GUFO | 16 - Slitta a corno in puro legno di betulla e seduta in blu marino - LISTA-NASCITA mia magazine

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La Neve serie cornici Blu

Collezione Autunno/Inverno 2017 “Dal cielo tutti gli Angeli videro i campi brulli senza fronde né fiori e lessero nel cuore dei fanciulli che amano le cose bianche. Scossero le ali stanche di volare e allora discese lieve lieve la fiorita neve” (Umberto Saba)


Foto di Benedetta Folena - San Daniele del Friuli (UD) - benedetta.folena@yahoo.it

La NEVE, per i meteorologi, è una sintesi di sistemi di pressione e di livelli di precipitazione; per una visione più spirituale potremmo forse parlare di un’energia cosmica che illumina le sfaccettature della nostra psiche. Due descrizioni molto lontane tra loro descrivono uno stesso fenomeno che, fisicamente, necessita per formarsi di gocce d’acqua sotto forma di vapore e di un nucleo costituito da polvere o minerali. Terra ed Acqua insieme, mondo materiale e conoscenza elevata dell’energia universale, così la neve, essendo metà CIELO e metà TERRA, diventa un ponte ideale tra mente ed anima, tra le percezioni dei grandi e la magia dei piccoli. La neve scende silenziosa in falde soffici per ricordarci che abbiamo bisogno di DOLCEZZA e di INCANTO, ha la profonda capacità di attirarci nella sua luce serena che copre le impurità del mondo facendoci dimenticare per un attimo i ritmi forsennati, i pensieri grigi e le insidie del mondo degli adulti. Torniamo indietro nel nostro cuore di bambini che batte piano al ritmo della MERAVIGLIA e resistiamo, almeno per un attimo, alla necessità di spiegare beandoci di tutto quel biancore. La neve, serie cornici Blu – Collezione Autunno/Inverno 2017 - Progettazione e fatto a mano da:

ARB

L'OCA BIANCA ED ALTRE STORIE® Atelier di design e decorazione - Via Fagagna 1 - 33038 San Daniele del Friuli mail: info@ocabianca.com - T. 0432 943203 -


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REGALI DI NATALE CASA E ACCESSORI a cura della Redazione

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1 - Teiera in porcellana con coperchio in bambù - ZARA HOME | 2 - Penna a sfera 849 Original con astuccio - CARAN D’ACHE | 3 - Zaino “Backpack” in rosso - RAINS Boccolini - Cividale del Friuli | 4 - Instax Mini 90 Neo Classic fotocamera istantanea in nero/argento - FUJIFILM | 5 - G-Timeless, 40 mm in verde - GUCCI | 6 - Caricatore portatile Kreafunk toCharge - COS | 7 - Portachiavi “Keychain” in blu - RAINS - Boccolini - Cividale del Friuli | 8 - Rabbit Chair Metal Finish in nero perla - QEEBOO - Hours life store - Udine| 9 - Auricolari Earbud Plus in verde marmo - HAPPY PLUGS - Hours life store - Udine | 10 - Agenda/taccuino settimanale 12 mesi, 2018, in blu zaffiro - MOLESKINE | 11 - Custodia “Tablet Sleeve” in rosso - RAINS - Boccolini - Cividale del Friuli | 12 - Set da dessert decalcomania bordo oro - ZARA HOME


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MODA E BELLEZZA 2.

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1 - Pochette Special in rosso - WOOBAG - Boccolini - Cividale del Friuli | 2 - Infinite Precision Liner in midnight blue - GUCCI | 3 - Nail Lacquer in wild green 725 - DOLCE & GABBANA | 4 - Spilla Bouche Saint Laurent in ottone argentato anticato e smalto rosso, blu e bianco - YSL | 5 - Cappello in feltro Fedora in verde bottiglia - PAUL SMITH | 6 - Furla Stacy, mini secchiello in avio scuro - FURLA | 7 - Reggiseno a triangolo e brasiliana striped flower - INTIMISSIMI | 8 - Mantellina in lana blu e verde - COS | 9 Orecchini rossi a clip in resina e strass - MARNI | 10 - Anello eterna eleganza in blu - PANDORA | 11 - Hypnotic Poison, eau de toilette - DIOR | 12 - Portafogli in pelle saffiano con greche multicolore - PRADA |13 - Tronchetto punta tonda in blu - LAZZARI


Via Gemona, 28 - 33100 UD Tel. +39 348 4589374 - info@hourslifestore.it www.hourslifestore.com

Oggetti di design e tecnologici unici in cittĂ Un tocco di bellezza, unito alla funzionalitĂ  di un oggetto, migliora ogni ora della nostra giornata


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ZONA Y: tra volto e décolleté a cura del Dr. Sebastian Laspina e della Dr.ssa Silvia Codogno

Il collo può tradire l’ età di una donna (e di un uomo) più di quanto non possa fare il viso. Fino a 10 anni fa digitando su un motore di ricerca le parole chiave “ringiovanimento del collo”, la maggior parte delle soluzioni sarebbe stata “ lifting chirurgico”. A tutt’oggi invece la stessa procedura porta a risultati completamente diversi, le possibilità per ringiovanire e migliorare il collo sono numerose. Il collo è la regione anatomica che posteriormente va dalla base del cranio fino alla settima vertebra, mentre anteriormente, la sede che dal punto di vista estetico ci interessa maggiormente, si parla in molti articoli di zona Y che va dal mento al décolleté. Le imperfezioni di questa sede corporea sono legate all’invecchiamento, al conseguente cedimento e lassità della pelle e dei muscoli del collo stesso e all’accumulo adiposo che viene colloquialmente definito “doppio mento”. L’età della comparsa di questi inestetismi, secondo alcuni recenti studi, sembrerebbe essersi abbassata di quasi dieci anni e le accuse di questo peggioramento sembrerebbero ricadere quasi esclusivamente sull’uso quotidiano ed eccessivo dei tecnology device, tant’e che si parla di “ tech neck”. Sulla base di queste ricerche sembrerebbe addirittura che il movimento che viene effettuato innumerevoli volte al giorno per fissare lo schermo di tablet e smartphone sia quanto di più lontano da una postura corretta per il nostro collo… L’anatomia del collo è caratterizzata infatti da muscoli di sostegno meno robusti di quelli del volto. In questa regione la cute è poi più sottile e povera di ghiandole sebacee. Inoltre potremmo aggiungere che il collo è una sede corporea piuttosto trascurata. Da giovani ci si preoccupa quasi esclusivamente del viso e solo dopo i primi cedimenti cutanei, con l’utilizzo di crème anti aging e protezioni solari, ci si ricorda del collo. I trattamenti disponibili nel passato erano quasi esclusivamente trattamenti chirurgici, piuttosto invasivi e con un lungo periodo di down time (vale a dire un lungo periodo di convalescenza dopo il trattamento chirurgico). Le ricerche più recenti si sono indirizzate verso trattamenti poco invasivi che assicurino ottimi risultati con ridotti o assenti tempi di recupero. Ecco perché sempre più persone si avvalgono di queste metodiche e perché sempre più si ricercano simili strategie. La tendenza è affiancare in sinergia tecniche già note e di comprovata efficacia a trattamenti più recenti e innovativi, con l’obiettivo di ottenere risultati gradevoli e naturali. Che cosa si può fare per ringiovanire? Una metodica conosciuta che dà buoni risultati sul collo e sul contorno dell’ovale è la radiofrequenza. La continua evoluzione di questa tecnica ha infatti portato ad apparecchiature estremamente sofisticate, multipolari, ed in grado di monitorare le temperature efficaci per ottenere ottimi risultati con un trattamento piacevole. PHOTO: www.pixabay.com


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a radiofrequenza agisce sulla lassità cutanea tramite il calore che come effetto immediato provoca la contrazione del reticolo di fibre collagene presenti nella cute determinando un effetto lifting. Dopo alcuni trattamenti si ha invece un effetto a lungo termine dovuto ad un’aumentata produzione di nuovo collagene da parte dei fibroblasti stimolati dal calore. Per ottenere dei risultati duraturi sono necessarie dalle quattro alle sei sedute effettuate nell’arco di tre mesi. Solitamente questi trattamenti si alternano a sedute di biorivitalizzazione secondo protocolli personalizzati in base alle caratteristiche e alle esigenze di ogni persona. La biorivitalizzazione consiste in piccole iniezioni di sostanze con proprietà idratanti e stimolanti, contenenti acido ialuronico e amminoacidi precursori del collagene, dell’elastina e dei glicosaminoglicani, effettuate nel derma al fine di migliorare la qualità della pelle. In media si programmano tre sedute all’anno per avere risultati soddisfacenti e durevoli. Il “ Nefertiti lifting”, un rimodellamento non chirurgico del collo, si ottiene invece con microineizioni di Botulino effettuate in punti specifici della muscolatura. I risultati si vedono a distanza di una settimana e consistono in un aspetto più tonico e compatto, con bande muscolari meno in evidenza e un profilo mandibolare più definito della zona Y. Il trattamento va ripetuto ogni sei/otto mesi. La carbossiterapia, è una tecnica efficace e non invasiva che consiste nell’insufflazione di CO2, una sostanza naturale, a livello del derma, che stimola l’ossigenezione dei tessuti. Se applicata al collo assicura una pelle più tonica e compatta e luminosa. Sei/otto sedute di quindici minuti assicurano un risultato visibile e duraturo. Il laser frazionato, non ablativo, mediante la fototermolisi frazionale, migliora significativamente il tono della pelle con una minima o assente interferenza con le attività quotidiane. Infatti il calore prodotto stimola e rigenera il collage e l’elastina senza danneggiare l’epidermide. Si effettuano solitamente una o due sedute durante l’inverno, l’esposizione solare è infatti una controindicazione assoluta al trattamento. A queste metodiche, costantemente in evoluzione e di comprovata efficacia, si affiancano trattamenti e tecniche più recenti ed innovative. La radiofrequenza frazionata abbina all’azione di termostimolazione, che si ha nella RF tradizionale, il resurfacing cutaneo. Infatti produce tramite delle onde elettromagnetiche dei microfori a livello cutaneo, non visibili ad occhio nudo, dai quali si ha una rigenerazione cutanea. Il trattamento è piacevole: infatti il calore che si produce con l’applicazione della sonda a contatto con la cute può essere modulato. Si effettuano cicli di tre quattro sedute durante la stagione invernale. La tecnica del PRP ( plasma ricco di piastrine) è una recente tecnica di medicina rigenerativa basata sulle proprietà stimolanti dei fattori di crescita presenti nel nostro sangue. Viene infatti centrifugato il sangue autologo (ovvero prelevato dal paziente stesso) e una volta ottenuto un concentrato di piastrine viene iniettato nel derma dove stimola i fibroblasti a produrre collagene: a distanza di circa due mesi la cute appare rigenerata e più compatta. Solitamente si effettua una seduta all’anno. Una ulteriore possibilità per il lifting non chirurgico del collo è l’utilizzo di fili di trazione; la seduta è ambulatoriale con modesti tempi di downtime. Tra le novità ricordiamo la tecnica del “ microbotox”, un nuovo impiego della tossina botulinica che viene applicato al terzo inferiore del volto e al collo per ridefinire l’angolo mandibolare, migliorare la qualità della pelle e ridurre le rughe orizzontali e verticali. La tossina botulinica viene impiegata a diluizioni maggiori rispetto all’utilizzo tradizionale e iniettata in superficie con tecnica a micropomfi. I risultati si vedono una settimana dopo e durano all’incirca sei mesi. Endolifting è una tecnica innovativa e recentissima, non chirurgica, per il rimodellamento, comparabile ad un mini lifting, del collo. Senza alcuna incisione e senza dolore viene introdotta una sottilissima sonda laser nel tessuto sottocutaneo della sede da trattare. L’energia sprigionata dal laser provoca una contrazione dei setti fibrosi della cute con un effetto del tutto simile ad un lifting che andrà a consolidarsi nell’arco di tre quattro mesi. A fine seduta possono essere riprese le attività sociali quotidiane in quanto nelle aree trattate sarà presente solamente un lieve rossore che in qualche ora scomparirà. E qualora l’inestetismo che affligge fosse il “ doppio mento”? Anche in questo caso ci sono numerose novità! La Microliposuzione è un intervento ambulatoriale che viene effettuato in anestesia locale. Attraverso una piccolissima incisione sotto il mento si inserisce una microcannula per aspirare il grasso ricreando così un profilo delineato, gradevole ed elegante, del mento e del collo. Il risultato è permanente. Ma qualora voleste eliminare questo antipatico inestetismo ma non foste pronti a un trattamento chirurgico? Ecco la novità assoluta: un nuovo farmaco a base di acido desossicolico. Il farmaco viene iniettato nel grasso sottocutaneo sotto il mento, dove agisce provocando la distruzione delle cellule adipose con un effetto duraturo nel tempo. Le sessioni necessarie per correggere l’inestetismo vanno da tre a sei anche se i primi effetti si vedono già dopo due sedute. È un trattamento ambulatoriale con pochi o addirittura nessun effetto collaterale. Una così ampia gamma di possibilità, tutte valide e comprovate, può in effetti generare imbarazzo sul come scegliere. Il consiglio è di affidarvi al parere esperto del vostro Dermatologo di fiducia per scegliere il percorso terapeutico più adatto e personalizzato per la vostra “zona Y”! Uno specialista saprà infatti consigliarvi le soluzioni più adatte al vostro inestetismo considerando il vostro tipo di pelle, il fototipo, lo stile di vita e i risultati da ottenere. Buon Natale!

CENTRO LASER DERMATOLOGICO DOTT. LASPINA Dott. Sebastian Laspina - Specialista in Dermatologia e Venereologia Dott.ssa Silvia Codogno - Specialista in Dermatologia e Venereologia mia magazine

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MENTAL COACHING PERCHÉ SI VINCE INSIEME! a cura della Personal Coach ed esperta in integrazione sportiva Samantha Pinna Photo di: www.detailsphotography.it


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atleta apprende che la sua vita non gira attorno agli obiettivi che egli si pone, ma impara invece ad usarli come mezzo per esprimere la soddisfazione della sua vita: questo è quello che esegue il coaching sportivo: forma una solidità psicologica, come Garfield menziona in una frase del suo libro. Essere Coach non significa solo portarti alla meta di un percorso, è un lavoro quotidiano tra atleta e professionista. Quest’ultimo diventa riferimento solido e presente per ogni necessità, lavorando a fasi. Questa prima condizione è necessaria, ma si evolverà il concetto di dipendenza fino a sollecitare lo spirito di intraprendenza; fa in modo che il proprio atleta possa prepararsi in un futuro dove potrà trovarsi da solo a risolvere dinamiche che non avrebbe immaginato di affrontare all’inizio di un percorso sportivo. Cosa succede se si insidia il tarlo dell’insicurezza? Se un’atleta matura il dubbio delle proprie capacità, si installerà in maniera silente la credenza limitante di non essere capace e di non poter fare di meglio. Se lui per primo non crede di poterlo fare, anche se in realtà potrebbe, la sua mente comanda sullo stesso corpo e capacità. Questa interferenza purtroppo sopraggiunge quando cresce la paura del giudizio, minando la propria autostima. Lavorare di mental coaching richiede passaggi a più livelli; uno tra i passaggi fondamentali è quello dell’allineamento di pensiero. Partendo dalla sua identità, passando dai suoi valori, le sue credenze, le sue convinzioni: da qui si individuano le credenze che sono limitanti e che fungono da auto-sabotaggio nelle prestazioni. Un rapporto esplicativo potrebbe essere questo: Prestazioni/risultati = Potenzialità/interferenze Le interferenze citate quindi sono le convinzioni limitanti, i blocchi e le paure. In cosa consiste quindi il Coaching sportivo? Il Coaching si occupa di far trovare all’atleta le risorse, le strategie e i mezzi che ha per poi agire e superare le suddette interferenze. Che caratteristiche deve avere un bravo Coach per essere definito tale davvero (e non come molti si auto-dichiarano senza alcuna capacità): - Capacità di creare empatia con l’atleta; - Sincero interesse verso l’atleta come persona; - Studiare quali sono i suoi livelli di pensiero; - Sapergli dare la consapevolezza di avere ulteriori risorse e strategie dove poter attingere per migliorare e sconfiggere le proprie paure; - Saper fare continumente delle visualizzazioni potenzianti. Queste caratteristiche vi permetteranno di avere di fronte a voi un vero Personal Coach, che si interessa per accrescere ciò che siete, oltre alla mera prestazione fisica, sviluppando in voi il carattere e la sicurezza di cui avrete bisogno sia in una gara che nella vita quotidiana. Potrete conoscere il mio lavoro collegandovi sul portale fitness www.samanthnapinna.it e iniziare a intraprendere un percorso in base ai vostri obiettivi e per un nuovo stile di vita! Tanti allenamenti in LIVE vi aspettano, ma non solo. Scrivi a Samantha: info@samanthapinna.it Vuoi conoscerla e allenarti con lei realmente? Centro Fitness Relax Center - Via Volturno, 58 Udine - Tel. 0432.532497 – www.relaxcenter.it

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ATTIVITÀ FISICA E TEMPO:

NON SEMPRE VANNO D’ACCORDO! a cura della Personal Coach ed esperta in integrazione sportiva Samantha Pinna Photo di: www.detailsphotography.it


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uante volte abbiamo abbandonato i buoni propositi espressi dopo Capodanno o prima della stagione estiva per il poco tempo e la pigrizia che ne consegue. Ecco qualche consiglio per ritrovare la motivazione e qualche suggerimento utile da applicare se vogliamo ritrovare la nostra forma fisica. Spesso non è nemmeno questione di non potercela fare fisicamente a portare a compimento una pianificazione atletica, bensì ciò che gioca a sfavore è il tempo tiranno. Uno dei detti più conosciuti è: “una mela al giorno toglie il medico di torno”, però se scambiassimo questo frutto con un’ora per noi stessi, la questione gioverebbe sia per la salute che per lo stress psicofisico. Uno dei consigli più utili è mettere nel tavolo dei propri impegni, la lista delle priorità che sono importanti per una vita all’insegna del benessere e della serenità. Una buona pianificazione settimanale permette di poter suddividere il nostro tempo e ottenere risultati anche con una costanza di tre allenamenti di qualità settimanali, con una durata di un’ora e di un mantenimento quotidiano con anche solamente 25 minuti di attività. Sembrerà strano ma già partire da un primo stretching mattutino nel letto giova al corpo, sia per una totale e completa ossigenazione dei tessuti, grazie alla riattivazione circolatoria, che anche al riscaldamento muscolare dopo tante ore di sonno, per evitare contratture. Ecco qualche suggerimento per creare uno stretching completo: - Cervicale: ricreare con il capo in maniera estremizzata e grande tutti i numeri dall’uno al dieci, evitando però di portare la nostra testa troppo indietro. Una volta concluso inspirare e portare il mento verso lo sterno espirando profondamente con l’aiuto di due mani che spingono dolcemente il capo in avanti. - Lombare: restando a letto congiungiamo tutto il corpo e stringiamo le nostre ginocchia verso il petto, oscilliamo avanti e dietro creando un rollio e cerchiamo di sentire le fasce muscolari che avvolgono la nostra colonna vertebrale, respirando lentamente, dopo 5 rollii, apriamoci e allunghiamo il corpo per tutta la lunghezza, spingendo in posizione supina il bacino verso l’alto. - Gambe: restando nella posizione supina portare verso l’alto entrambe le gambe con le punte dei piedi rivolte verso il soffitto, a sforbiciata aprire le nostre gambe tenendo per qualche secondo con entrambe le mani il nostro ginocchio, cercando di accorciare la distanza tra esso e il nostro petto. Mantenete il capo appoggiato sopra di un cuscino. - Tutto il corpo: in piedi cercare di toccare le punte dei piedi prima da una parte e poi dall’altra con piccoli rimbalzi doppi. Successivamente salire dalla posizione frontale lentamente, scrollando le spalle per poi ruotarle lentamente all’indietro. Una volta in posizione, ruotare a destra e sinistra con le gambe sempre semiflesse ed aperte, facendo piccole torsioni per sollecitare il lombare. Per poter vedere e praticare molto altro visitate il mio portale www.samanthapinna.it, entrando nella sezione Postural Training: allenamenti miofasciali per risvegliare tutto il corpo. Possiamo quindi ottenere veri risultati anche solo con tre allenamenti settimanali da un’ora? Si, assolutamente! La costanza e la motivazione giusta ripagano sempre i propri sacrifici. Spesso però non è semplice prendere una decisione da soli quando si vuole intraprendere un nuovo percorso. Un buon inizio può essere condiviso con un’amica: spronarsi a vicenda rende sempre tutto più accattivante e si penserà meno al sacrificio settimanale. Oppure potete essere spronati da un professionista con il quale programmerete un percorso in base ai vostri obiettivi e con l’attività che meglio si interfacci con le vostre esigenze e desideri. L’importante è affidarsi sempre ad esperti del settore qualificati, e supportati sempre dal parere di un medico, in modo che la sinergia diventi positiva e possa accendere una lampadina anche in chi si indentifica come “pigro seriale”.

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Il segreto della vostra bellezza


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I TREND AUTUNNO-INVERNO 2017

PERFETTA IMPERFEZIONE IL NO MAKE-UP MAKE-UP

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a cura di Francesca Et Voilà make-up artist e consulente d’immagine

copriamo assieme cosa ci propone la stagione fredda per quanto riguarda il make up dell’inverno 2017/2018.

È ORMAI DA UN PO’ DI TEMPO CHE SI PARLA DI “NO MAKE-UP”: Alicia Keys ha dato l’avvio ufficiale al trend qualche mese fa annunciando di rinunciare del tutto al make-up. Uno stile completamente al naturale realizzato con pochissimi prodotti: fondotinta e correttori a base di acqua che hanno come unico scopo quello di regalarci una pelle trasparente, omogenea, satinata, idratata e luminosa. Per quanto riguarda gli occhi il make-up da giorno sarà quasi impercettibile: nuance nude per un trucco che c’è ma non si vede, ciglia lunghe e ben definite, ma mai eccessive, sopracciglia ricche, ma poco squadrate che incorniciano lo sguardo. Tutto ciò si sposa a labbra definite che osano uno stile completamente differente: perfettamente disegnate e curate, sfoggiano colori scuri quali bordeaux, melanzana, burgundy e vinaccia, per non dimenticare il classico rosso, intramontabile evergreen riproposto anche per questo inverno. Una bocca protagonista ed elegante, da sfoggiare anche nelle serate mondane dei party natalizi. Per il make-up occhi da sera troviamo invece, ancora in auge, l’eye-liner geometrico associato ad uno smokey nero ben sfumato, per sguardi seducenti e affascinanti. L’illuminante fa da protagonista in tutto ciò che è make up viso, occhi e labbra, per regalare una luce che vi farà brillare come non mai! LA PELLE RIMANE NATURALE Dopo i benefici dell’estate se abbiamo ancora la fortuna di avere un incarnato che gode di un effetto leggermente ambrato è preferibile evitare di coprire la pelle con texture pesanti: è più opportuno idratarla e illuminarla con prodotti highlighters super fluidi che uniformano la base senza creare antiestetici spessori. Un tocco di blush è quello che ci serve per enfatizzare un colorito sano che ci regala quell’effetto naturale e florido che desideriamo. Per la sera optiamo per un make-up grafico che alterna linee colorate e decise a effetti metallici spennellati su palpebre piene. Le labbra si tingono di un rosso opaco e definito, ma possono essere anche glossate, metalliche e brillanti: in questa stagione fredda non ci sono regole predefinite, ma possiamo concederci la libertà di scegliere quello che esalta al meglio la nostra bellezza!

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Ad Oguna il suo

Blush

a cura di Francesca Et Voilà make-up artist e consulente d’immagine


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Mai come oggi il Blush è diventato una componente fondamentale della trousse di ogni donna: una base trucco realizzata con il prodotto giusto ci può regalare un aspetto sano e curato senza dover per forza completare il nostro look con un make-up particolarmente elaborato. Ad oggi possiamo trovare sul mercato diversi tipi di prodotto che si differenziano principalmente per la texture. La scelta è davvero ampia: a partire dai più classici in polvere, facili da sfumare grazie all’applicazione tramite l’apposito pennello in setole naturali, a quelli in crema, da applicare con un occhio di riguardo per evitare antiestetiche macchie, fino ad arrivare agli innovativi blush liquidi a lunga durata, che ci regalano effetti semi-trasparenti e che possono essere usati anche come tinte labbra. Una volta deciso il prodotto più affine alle nostre esigenze si può procedere con la scelta della tonalità più adatta alla nostra carnagione. Vi consiglio di seguire questo semplice schema che vi potrà essere utile nel momento dell’acquisto del vostro nuovo blush: Pelle chiara optare per una palette di colori che vanno dai rosati all’albicocca. Pelle media: preferire nuance albicocca e pesca. Pelle scura: scegliere toni che virino dal pesca al corallo. La scelta del blush può essere condizionata anche dal colore del rossetto che si intende indossare. Fate quindi molta attenzione poiché un fard troppo rosato mal si intona con un rossetto aranciato, così come un blush aranciato non può essere abbinato ad un rossetto fucsia. Un ulteriore elemento da non sottovalutare è la forma del proprio viso: è necessario conoscere il metodo di applicazione più adeguato per evitare imbarazzanti effetti clown e per valorizzare al massimo i nostri lineamenti. Anche in questo caso possiamo far riferimento a delle semplici regole: Viso rotondo: per snellire un viso rotondo è consigliabile applicare il fard sugli zigomi per poi sfumarlo verso le tempie. Viso lungo: per addolcire un viso lungo si può applicare il blush appena sotto la cima delle guance facendo attenzione a non andarne oltre: in questo modo si crea un focus colore centrale che rimodella la forma allungata del volto. Viso a forma di cuore: per valorizzare questa tipologia di viso si può applicare il blush sotto la cima delle guance per poi procedere con una sfumatura in direzione dell’attaccatura dei capelli. Viso quadrato: per ammorbidire questa forma di viso è consigliabile applicare il fard sopra le guance a circa 3 cm dai lati del naso. Viso ovale: per questa tipologia di volto è meglio applicare il blush sulla cima della guance prestando attenzione a sfumarlo attorno ai lati del viso. Dopo questo breve vademecum su uno dei prodotti make-up principe di questo inverno 2017-2018 sarete sicuramente pronte ad ottenere un incarnato angelico e radioso evitando un makeup marcato: Less is Better!

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THE BEAUTY BOARD a cura di Francesca Et Voilà make-up artist e consulente d’immagine PHOTO: Luigi Samueli MODELS: Martina La Manna CREATIVE DIRECTION: Valentina Feula FASHION ART: Wise Production


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1 - DIOR Metalizer Duo Eyes & Lips - 528 Platine Fusion | 2 - ESTÉE LAUDER Pure Color Envy Lash Multi Effects Mascara Balck | 3 - CHANEL Palette Essentielle Corregge-Illumina-Colora | 4 - CAHNEL Le Vernis Lunga Tenuta - 526 - Cavalière | 5 - KAT VON D Tattoo Liner Eyeliner liquido - Mad Max Brown | 6 - FARSÁLI Unicorn Essence Siero sublimatore viso | 7 - GUCCI Bloom Eu de Toilette | 8 - GIVENCHY Le Rouge Sculpt Rossetto - Color: 02 - Sculpt’in Violine L’autre Noir Collection| 9 - GIORGIO ARMANI Luminous Silk Fluido mia magazine - 69 67


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Il mio paradiso terrestre ora ha un nome:

MALDIVE a cura di Elena Romanelli - agente di viaggio PHOTO: Elena Romanelli e www.pixabay.com


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U

n mese fa, proprio come oggi ma con tre ore di fuso orario differente, mi trovavo in completo relax fisico e mentale distesa sulla mia amaca a guardare il mare cristallino che si apriva di fronte a me. Costume, pareo d’ordinanza, crema solare, pelle riscaldata dal sole cocente e la bellissima sensazione dei miei piedi nudi sulla sabbia bianchissima: queste sono le Maldive! Essendo io una persona iperattiva organizzare un viaggio alle Maldive mi spaventava: tantissimi piccoli atolli, nessun auto da noleggiare, nessun museo da visitare, solo mare e relax... tutto ciò mi incuteva una certa ansia. Le mie domande più ricorrenti erano sempre la stesse: e se mi annoio? Cosa faccio tutti i giorni? Non c’è nulla da fare! Invece i racconti di amici e colleghi hanno fatto sì che le mie paure si attenuassero: tutti mi dicevano la stessa identica cosa “Elena vedrai che dopo dieci giorni ne vorresti fare ancora altri dieci: non ti annoierai mai, credici”. Presa la decisione di partire per le Maldive la prima cosa da fare è trovare il volo più adatto alle vostre esigenze: io vi consiglio Emirates, la compagnia araba che ha fatto dell’attenzione al cliente la sua arma vincente. Ottimi aeromobili e massima puntualità. Dodici ore di volo, senza neanche accorgersi di volare. La scelta delle Maldive è dettata anche da un altro particolare non meno importante: un anno fa ho conosciuto due meravigliosi ragazzi italiani, Giacomo e Francesco, proprietari di una guest-house sita in uno di questi fantastici atolli, e ai quali avevo promesso una mia prossima visita. Giacomo e Francesco hanno deciso di cambiare vita: uno maître affermato e l’altro gestore di un agriturismo, hanno lasciato tutto alle proprie spalle e si sono trasferiti in questo paradiso terrestre dove hanno costruito una struttura alberghiera che è diventata anche la loro casa. Ora che ho vissuto questa esperienza posso dirvi che la loro è stata la scelta più giusta che potessero fare. Così, decise le date del volo, in base anche a tariffe e disponibilità, e accordatami con i miei amici Italo-Maldiviani, il 19 Ottobre (per la primissima volta solo con il bagaglio a mano) sono partita, e dopo un volo intercontinentale sono atterrata in paradiso. L’atollo dell’aeroporto è piccolissimo ed è praticamente occupato interamente dalla pista di atterraggio: sembra quasi di planare direttamente in acqua, è una sensazione stranissima. Dopo le operazioni di disbrigo alla frontiera, Giacomo, con il suo sorriso smagliante, era pronto assieme a me a dare inizio a questa splendida vacanza. Vi dico che già il colore del mare visto dall’aeroporto è pazzesco, di un azzurro incredibile. Appena trenta minuti di barca veloce ed eccoci arrivati a Thulusdhoo, l’esotica isola che mi ha ospitato per tutta la durata del viaggio. A differenza di tanti altri atolli dove sono stati costruiti i grandi resort, questa è un’isola abitata anche da Maldiviani, e di conseguenza qui sorgono le loro abitazioni, la scuola e la moschea. Al porto ci aspettavano tantissimi bambini con il loro benvenuto più speciale: i loro sorrisi sono bastati per farmi innamorare di questo luogo. In pochi minuti siamo arrivati alla guest-house di Giacomo e Francesco, una struttura a dir poco perfetta: moderna, accogliente, silenziosa, costruita tutta in legno e arredata con gusto eccellente mediante colori sobri. Il simbolo di questa vacanza e principale punto focale era il grande tavolo posizionato sulla spiaggia che ci ha permesso di condividere con tutti gli ospiti della struttura cene e pranzi indimenticabili, grazie anche ad un’ottima cucina. Ma come non dimenticarsi delle amache poste proprio di fronte al mare e diventate il mio perfetto angolo di relax.

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È la prima volta che scelgo questa tipologia di struttura poiché sono un’amante di resort e di villaggi turistici con animazione e grandi buffet. Questa volta però ho fatto la scelta giusta, la guest-house di Giacomo e Francesco ti regala la possibilità di sentirti a casa, anche se in verità sei dall’altra parte del mondo: poter consumare le colazioni con ananas, mango e torte fatte in casa davanti ad un mare spettacolare e ai delfini che ogni mattina passano a darti il buongiorno è un grande punto di forza. I pranzi e le cene condivisi assieme e lunghissime chiacchierate con tutti gli ospiti provenienti da diverse parti del mondo sono uno dei ricordi più belli da portare a casa. Le giornate passano lentamente senza il suono della sveglia di prima mattina, con il rumore del mare a scandire dolcemente le ore: ci si può dedicare all’esplorazione della natura incontrastata grazie alle gite in barca, o concedersi la lettura di un buon libro sulla spiaggia, e di certo non mancheranno i lunghi bagni in questo mare incredibile. Credetemi: nella mia vita, anche grazie alla mia professione, ne ho visti davvero tanti di mari, in ogni parte del mondo; ho viaggiato molto ma non ho mai visto un mare come questo, di questo colore e di questa perfezione. È lui il protagonista perfetto di questa vacanza che vi lascerà senza parole.


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Ma la sensazione più bella che ho provato in questo luogo sono stati i piedi nudi e liberi sulla sabbia: dimenticatevi le scarpe e, soprattutto, i tacchi! Fin dal mio primo momento alle Maldive ho tolto le scarpe e le ho indossate nuovamente solo il giorno della partenza. Anche le infradito sono inutili: ovunque si cammina scalzi, persino passeggiando per le vie del paesino... una sensazione unica che non avevo mai provato. Consiglio davvero le Maldive a tutti gli amanti del mare, del surf, delle immersioni, dello snorkeling, e a chi cerca un’oasi perfetta di pace e relax dove le giornate siano scandite esclusivamente dal sole e dalla luna. La scelta delle strutture ospitanti è davvero ampia e varia: si può scegliere tra le tantissime guest-house, come la mia oppure optare per grandi hotel internazionali, resort di lusso e villaggi per famiglie, a seconda delle esigenze di ognuno. A un mese dal mio rientro in Italia posso assicurarvi che non me ne sarei mai andata dal mio angolo di paradiso e che ripartirei seduta stante: avevano davvero ragione: le Maldive hanno un qualcosa di particolare e di inspiegabile, ti lasciano una sensazione di benessere e relax fisico e mentale che solo vivendole si può capire!

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Trimestrale di Moda, Bellezza, Cultura e Benessere del Friuli Venezia Giulia Anno III° numero 14 Pubblicazione trimestrale registrata presso il Tribunale di Udine, n. 10/2014 il 10 maggio 2014 Tutti i diritti sono riservati. La riproduzione totale o parziale di testi, fotografie, marchi e loghi non è consentita. CASA EDITRICE

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IL VOLO DEGLI ANGELI

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dunque la bellezza si comprende solo guardando forme che innamorano l’anima” - Alessandro Parondi dal Latino di Vitellione

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