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SIAMO STUPIDI

NOI

RACCOLTA DATI UFFICIALI SULLE DIFFERENZE TRA NORD E SUD 3


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siamostupidinoi.com

“Siamo stupidi noi” le pagine che seguono vi guideranno nella realtà di un paese duale, segnato da forti divisioni più sostanziali che formali. Abbiamo voluto raccogliere i dati: numeri, percentuali, raffronti e statistiche, corredati, tutti, dalla fonte ufficiale di provenienza. Questo perché vogliamo evidenziare elementi oggettivi raccolti da istituti di statistica e quotidiani italiani senza scadere nel conflitto di parte. Le opinioni sono discutibili, soggettive, i dati no; i dati ci permettono di informare senza giudicare. Tutto ciò che vi chiediamo è di dedicare cinque minuti del vostro tempo alla lettura di queste poche pagine, sulle quali non abbiamo inserito commenti per non guidare in modo alcuno le legittime conseguenze che ognuno vorrà trarne. La nostra speranza è che, dopo la lettura, vi prendiate un po’ di tempo per rifletterci su, per metabolizzare i dati e farvi un’idea tutta vostra. Se lo farete, ne siamo certi, giungerete alla nostra stessa, triste, conclusione: siamo stupidi noi.

un giovane piemontese curioso

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Fonte: ELABORAZIONE UNIONCAMERE VENETO SU DATI DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

RESIDUO FISCALE Che cos’è il residuo fiscale? Per residuo fiscale si intende la differenza tra le IMPOSTE VERSATE da un Ente Locale (es: Regione Piemonte) allo Stato, ed i TRASFERIMENTI che a sua volta lo Stato ritorna all’Ente affinchè questo possa garantire i servizi ai cittadini. Più il risultato di questa differenza è alto, maggiori saranno le tasse versate dai cittadini nei confronti dello Stato; viceversa se il risultato è inferiore a zero, vorrà dire che gli abitanti di quella Regione versano meno tasse rispetto ai servizi goduti. In questo modo, come vedremo, alcune Regioni erogano servizi grazie al contributo di altre Regioni, anzichè utilizzare le tasse riscosse dai propri cittadini.

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Fonte: ISTAT

SPESA E qualità dell’istruzione Pubblichiamo in questa pagina tre tabelle: una di carattere economico e le altre due di tipo qualitativo. Si tratta, rispettivamente, della spesa pubblica, suddivisa su base regionale, che viene investita dallo stato centrale nel mondo dell’istruzione, dei risultati degli studenti in matematica e di quelli in lettura. Si evince, chiaramente, una differenza sostanziale: nelle regioni del Nord di spende di meno a fronte di risultati migliori mentre, nelle regioni del Sud, la spesa è molto più alta a fronte di una preparazione sensibilmente peggiore.

Curiosità Nonostante gli scarsi risultati di preparazione e le eccessive quantità di denaro pubblico investite, il ministro Profumo, nei giorni scorsi, ha dichiarato di voler regalare ai docenti delle sole 4 regioni del sud (Calabria, Sicilia, Campania e Puglia) un tablet a testa spendendo la “modica” cifra di 23 milioni di Euro.

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Fonte: Elaborazione dati Ministero dell’Economia e delle Finanze

IMU - IMPOSTA MUNICIPALE UNICA Il Governo Monti con il Decreto Legge n. 201 del 6 dicembre 2011, recante disposizioni urgenti per la crescita, l’equità ed il consolidamento dei conti pubblici poi convertito con modificazioni in Legge dalla n. 214 del 22 dicembre 2011 ha introdotto l’IMU (Imposta Municipale Propria). L’IMU è un’imposta che si applica su tutti gli immobili di proprietà; sostituisce di fatto la vecchia ICI, con la differenza che, grazie al governo Monti, l’IMU viene anticipata anche sulla prima casa, la base imponibile viene alzata del 60 per cento e l’aliquota viene aumentata al 7,6 per mille. Di “municipale” in realtà questa tassa ha ben poco. Il 50 per cento dell’imposta versata dal contribuente è riservata allo Stato ed i Comuni non traggono alcun tipo di vantaggio in quanto i ricavi previsti dall’IMU non coprono i mancati trasferimenti da parte dello Stato. La situazione viene chiarita meglio da questi dati nei quali si può notare la differenza tra quanto è stato versato di IMU al Nord e quanto al Sud.

IMU VERSATA

160.883.867€

Regione Piemonte

178€

PRO CAPITE IMU VERSATA

792.364.784€ Sud Italia

105,5€ PRO CAPITE

6

Regione Calabria

79€

PRO CAPITE


Fonte: Luca Ricolfi “Il sacco del Nord” (Guerini e associati, 2006)

EVASIONE FISCALE Spesso sentiamo i politici italiani che si appellano alla “lotta all’evasione fiscale” come antidoto contro la lievitazione del debito pubblico; evasione fiscale che vanta un giro d’affari esorbitante. L’Eurispes stima che l’insieme dell’economia “non osservata” nel Paese abbia generato nell’ultimo anno circa 530 miliardi di euro, pari al 35% del PIL ufficiale che è intorno ai 1.540mld. Una somma equivalente ai PIL ufficiali di Finlandia (177mld), Portogallo (162mld), Romania (117mld) e Ungheria (102mld) messi insieme. A questi numeri si aggiungano i circa 200mld generati dall’attività criminale, che in buona misura vanno a finanziare il lavoro sommerso appunto. Ma quello che sorprende è la distribuzione del fenomeno sul territorio: analizzando i dati si impone l’assoluto primato delle Regioni del Mezzogiorno. Viceversa, nelle Regioni del Nord, l’introduzione degli Studi di Settore come ipotetica contromisura all’evasione ha generato una pressione fiscale altissima - a volte insostenibile, con conseguente chiusura dell’attività, perdita di posti di lavoro e impoverimento del tessuto sociale - nei confronti di artigiani e Piccole e Medie Imprese.

Regione Piemonte

26,1%

Regione Calabria

85,3%

Sud Italia

60,88% 7


Fonte: IL FATTO QUOTIDIANO del 18/09/2012

DIPENDENTI PUBBLICI Lo Stato, in tutte le sue articolazioni, ha il dovere di erogare servizi ai cittadini e garantire un certo livello delle prestazioni. Per gestire questi servizi è necessario che vi sia del personale, ma in quale quantità? Si può definire un numero minimo ed uno massimo di dipendenti necessari per garantire gli stessi? Ad oggi nulla è definito, ma le disparità evidenziate nei dati che potrete leggere di seguito dimostrano che i parametri utilizzati dalle varie regioni differiscono molto l’uno dall’altro, e sono indipendenti dal numero di abitanti.

Regione Sicilia

20.700 DIPENDENTI

Regione Piemonte

3.202 DIPENDENTI

50€

PRO CAPITE

8

349€

PRO CAPITE


Fonte: PANORAMA

DIPENDENTI PUBBLICI FORESTALI La ridente Godrano è dunque capitale indiscussa dei forestali. «Togliendo anziani, donne e disoccupati, il 90 per cento dei miei concittadini lavora nei boschi» ammette Cannella, specialista dell’antincendio e primo cittadino al secondo mandato. «Senza la regione potremmo emigrare tutti al Nord». Il supercommissario prenda dunque nota: Godrano, poco più di 1.000 anime, ha 190 forestali: in tutto il Molise, invece, se ne contano 172. Per quasi 320 mila abitanti però. I godranesi obietteranno: bisogna considerare la superficie forestale. Bene: nello sperduto paesino della provincia palermitana è di meno di 2 mila ettari, in Molise di 160 mila. A questo punto forse Bondi allargherà le braccia sconfortato: sarà un esempio isolato delle follie assistenziali siciliane... Sì, magari. A Pioppo, frazione di Monreale, 2.366 abitanti, ci sono 383 addetti: poco meno dei 404 al servizio in Piemonte. Ma anche spostandosi dall’altra parte dell’isola si scoprono comuni completamente votati alla tutela del verde. Come Sortino, nel Siracusano: 9 mila abitanti e 437 impiegati nei boschi. Nell’intera Lombardia se ne contano pochi di più: 460. Ma con una superficie boschiva 264 volte più grande.

Sicilia

Comune di Godrano ettari boschivi:

2.000

28.000 Forestali ettari boschivi:

923.000

Regione Piemonte ettari boschivi:

923.000

Curiosità

404 FORESTALI 4,5 MLN di ABITANTI

Il comune di Godrano con 1.000 abitanti ha la bellezza di n. 190 Forestali

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Fonte: IL FATTO QUOTIDIANO del 18/09/2012

SPESA REGIONALE AL NETTO DELLA SANITà È usuale che, nella gran parte delle regioni, la maggior parte della spesa sia dedicata al comparto sanitario. Questo perché la sanità è la principale competenza esclusiva delle regioni e, pertanto, si tratta di una conseguenza automatica. Spulciando i dati pubblicati da “Il Fatto Quotidiano” spuntano però strane eccezioni...

Regione Sicilia

8,4

MILIARDI di € spesi in sanità

21,1

MILIARDI di €

Regione Piemonte

3,2

MILIARDI di €

8,6

MILIARDI di € spesi in sanità

Curiosità Il Piemonte eroga servizi, esclusa la Sanità, con poco più di 3 miliardi di Euro. Se la Sicilia, che spende la stessa cifra del Piemonte in Sanità, vivesse anch’essa con una cifra simile o poco più alta per tutti gli altri servizi, e i 18 miliardi in eccesso fossero divisi tra il Piemonte e le altre regioni “normali” si potrebbero avere: copertura totale delle borse di studio, forti investimenti sul Trasporto pubblico locale anche a fronte dei tagli di Roma, grande sostegno al socio-assistenziale e soluzione per i debiti accumulati nei decenni da chi ha governato la Regione. 10


Fonte: Elaborazione Sole 24 ore

PENSIONI DI INVALIDITà Un altro nodo importante per comprendere a fondo il sistema Paese è quello legato alle pensioni. Il ciclo produttivo di un lavoratore si conclude con la meritata pensione, più o meno consistente, in base ai contributi che questi ha versato durante l’arco della sua attività. Qualora il cittadino fosse dichiarato inabile al lavoro perchè invalido civile o diversamente abile, lo Stato garantisce comunque un contributo per la sua sussistenza. Come vediamo dalle cifre nettamente sproporzionate della grafica però, in alcune Regioni la pensione d’invalidità pare essere un vero e proprio ammortizzatore sociale, a spese di cittadini regolarmente contribuenti in altre Regioni. Un’erosione di risorse che risulta ancor più odiosa quando scopriamo che chi ne gode i frutti, spesso, invalido non è... Mentre magari altrove qualcuno, che non è in condizione di poter lavorare, vive il suo dramma quotidiano senza la certezza di arrivare alla fine

del mese.

Regione Piemonte ogni 1.000 abitanti

73%-100,2 di anzianità 27%-37,2 di invalidità Regione Calabria ogni 1.000 abitanti

Sud Italia ogni 1.000 abitanti

39%- 38,4 di anzianità 27%-24,8 di anzianità 61%- 59,0 di invalidità 73%-66,4 di invalidità 11


Fonte: LA STAMPA

Addetti AL 118 In un momento di crisi e di sacrifici da parte delle famiglie il Governo nazionale sta adottando una politica sanitaria prendendo esempio dalla riforma fatta in Piemonte (in particolare, per i medici H24 è stato copiato il modello dei Cap, i Centri di assistenza primaria. Per quanto riguarda il ruolo della politica rispetto alle nomine in Piemonte si è già voltato pagina e l’unico obiettivo che hanno i direttori generali è portare avanti chi merita). E’ però noto come in alcune regioni italiane non si capisca ancora quanto sia fondamentale limitare la spesa pubblica. Un esempio che possiamo fare riguarda gli addetti al 118; qui di seguito abbiam voluto mettere a confronto due regioni, Sicilia e Piemonte, con un numero simile di abitanti ma che differiscono soltanto per la posizione geografica. In Sicilia ci sono 3.200 addetti al 118, alle casse siciliane questi dipendenti costano 110 milioni di euro l´anno.

Regione Sicilia

3.200

ADDETTI AL 118 Regione Piemonte

1.600

ADDETTI AL 118

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Fonte: CAMERA DEI DEPUTATI

RIQUALIFICHE AMBIENTALI Le differenze tra Nord e Sud riguardano anche la salute dei cittadini. Dopo anni e anni di sfruttamento dell’ecosistema di Taranto l’azienda ILVA è stata chiusa dalla magistratura. Il Governo si è mostrato subito molto interessato al problema e ha fatto di tutto per cercare di risolverlo stanziando con l’approvazione della Camera dei Deputati 336 mln di euro per la riqualificazione. Nonostante il tentativo di inserire emendamenti da parte dell’attuale opposizione, riguardanti l’assegnazione di fondi anche a dei siti nel nord inseriti in un programma di riqualificazione ambientale redatto anni prima, il governo Monti non ha accolto nessuna proposta. Finanziamento da parte dello Stato per riqualificazione ILVA e Porto di Taranto 336 mln di euro Finanziamento da parte dello Stato per riqualificazione Basse di Stura 0 euro Finanziamento da parte dello Stato per riqualificazione Casale Monferrato Eternit 0 euro

Puglia

Piemonte

0Basse € di Stura

336 MLN di € ILVA DI TARANTO

DISCARICA

0CASALE € MONFERRATO ETERNIT

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Fonte: centro studi Sintesi

DIFFERENZA Reddito/Consumi Per ogni regione e ogni provincia, il punteggio dell’indicatore elaborato dal Centro Studi Sintesi esprime il divario tra il livello di benessere ed il reddito disponibile delle famiglie in modo da tracciare il “rischio di evasione”. L’indicatore ha come media nazionale un valore di 100: punteggi bassi indicano che i redditi sono tendenzialmente inferiori al tenore di vita, e quindi c’è un potenziale rischio di evasione fiscale; nel caso di punteggi superiori a 100, invece, significa che i livelli di benessere sono tendenzialmente inferiori o in linea con il reddito.

Curiosità Al nord si spende meno di quello che si produce Al sud si spende più di quello che si produce 14


Fonte: Plancia, Regione Veneto

Debito pubblico regionalizzato sul Pil Il debito pubblico è il debito dello Stato nei confronti di altri soggetti, individui, imprese, banche o stati esteri, che hanno sottoscritto un credito allo Stato nell’acquisizione di obbligazioni o titoli di stato destinati a coprire il disavanzo del fabbisogno finanziario statale ovvero coprire l’eventuale deficit pubblico nel bilancio dello stato. Nei grafici viene riportato il rapporto debito pubblico / PIL: i dati parlano da soli. Sarebbe molto più equilibrato se: Il debito venisse attribuito solo a chi lo ha generato Venisse ripartito in misura eguale su tutta la popolazione Venisse assegnato sulla base della distribuzione regionale del PIL Secondo questa ipotesi al Nord verrebbe attribuita una quota di debito pubblico centrale pari a 661 miliardi (36,8% del totale), al Centro 304 miliardi (16,9%) e al Sud 832 miliardi (46,3 %). Dai dati emerge inoltre che il Nord Italia nel complesso (82,1% del PIL) presenterebbe un debito inferiore ai principali Paesi europei e alla media dell’Area dell’Euro. Il Nord, che ha fatto poco debito ma che ogni giorno contribuisce a sanarlo, sarebbe disposto ad accollarsi una fetta di debito pubblico, salvo poi ottenere l’autonomia di cui ha diritto.

Regione Piemonte

84,4%

Regione Calabria

305,3%

Sud Italia

234,2% 15


“Siamo stupidi noi?” La risposta la troviamo nei dati presentati in questo pamphlet, raccolti con l’intenzione di dimostrare il grado di civiltà e di equità dell’Italia, nonché il diverso trattamento che lo Stato italiano riserva ai cittadini piemontesi (e, più in generale, del Nord), rispetto agli altri. Analizzando i numeri saltano agli occhi le enormi e ingiustificate sperequazioni che dividono, e distinguono, il Piemonte e le regioni del Nord da quelle del Sud. Non si tratta solamente di una questione contabile. I dati raccolti in questo volumetto hanno lo scopo di far comprendere come, se ci fosse parità di trattamento e cessasse il razzismo italiano nei nostri confronti, i piemontesi potrebbero godere di un tenore di vita molto più alto. Se il Piemonte trattenesse le tasse che paga (cioè i propri soldi), questo si tradurrebbe immediatamente in più scuole, più ospedali, in pensioni decenti, in una migliore qualità della vita. Senza contare che i servizi e l’amministrazione pubblica sarebbero al livello degli standard europei. Numeri alla mano, possiamo chiaramente vedere quanto l’Italia ci sottrae risorse ed energie senza darci nulla in cambio. Si tratta di una fotografia dello Stivale in tutte le sue contraddizioni, corredata da dati oggettivi, in modo che ognuno possa rispondere da solo alla domanda: siamo stupidi noi? Davide Cavallotto Deputato Lega Nord www.davidecavallotto.com

DATI RACCOLTI DAL MOVIMENTO GIOVANI PADANI PIEMONTE www.giovanipadanipiemonte.net


Siamo stupidi noi