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29.05 ~ 3.08 2014 festival internazionale di musica antica


una realizzazione di

in collaborazione con

con il patrocinio di

e il contributo di

Comune di Romano Canavese

Comune di San Mauro Torinese

Comune di San Raffaele Cimena

partners

Comune di Perosa Canavese

Comune di Scarmagno

Comune di Settimo Torinese


presentazione

D

alla metà degli anni Novanta gli appassionati di musica antica residenti in Piemonte coltivano il loro genere musicale preferito assistendo ai concerti di Antiqua, rassegna giunta quest’anno alla diciannovesima edizione che nel corso degli anni ha ospitato alcuni dei solisti e degli ensemble strumentali più prestigiosi del panorama filologico internazionale. Sarebbe facile – persino troppo – fare a questo punto un excursus dei momenti più significativi delle edizioni passate, perché sono veramente tanti e degni di menzione. Tuttavia per presentare questa nuova rassegna vale la pena di rimanere saldamente ancorati al presente, per prendere lo slancio che porterà il direttore artistico Pietro Busca e i suoi collaboratori artistici a varare l’edizione del 2015, quella del ventennale, un traguardo estremamente lusinghiero per i tempi di crisi in cui viviamo da tempo e che hanno visto molte iniziative culturali – musicali e non – chiudere tristemente i battenti, impoverendo il patrimonio della nostra bella Italia. I tagli di bilancio – che l’esotica espressione spending review non riesce a rendere meno amari – e la minore disponibilità di spesa delle famiglie hanno reso sempre più difficile destinare alle attività culturali le cifre che meriterebbero, un processo perverso che rischia di ridurre il tempo libero di molti alla programmazione televisiva e a poco altro. Eppure – come si diceva già all’indomani dell’Unità italiana, oltre un secolo e mezzo fa – la crescita di una nazione dovrebbe passare attraverso la maturazione intellettuale dei suoi abitanti. Consapevoli di questa verità tanto semplice quanto incontestabile, gli organizzatori di Antiqua hanno deciso di continuare a proporre concerti gratuiti, una scelta quasi incredibile se si pensa alla qualità dei programmi e al livello artistico degli interpreti in cartellone, una decisione singola che forse si perde nei gravi problemi che attanagliano il nostro paese, ma che vuole porsi come un segnale di speranza e di fiducia in un futuro migliore.Inoltre, dal momento che non si può amare ciò che non si conosce, proseguendo


nell’iniziativa varata lo scorso anno, tra un concerto e l’altro alcuni musicisti e studiosi terranno una breve conferenza introduttiva, nel corso della quale verranno presentate con parole semplici e alla portata di tutti gli autori e le opere del concerto in programma la sera stessa. Il Corso Internazionale di Musica Antica. Già, negli ultimi anni nell’ambito di Antiqua ha assunto un’importanza sempre maggiore. Questo appuntamento di grande richiamo giunto alla xvi edizione e curato dal direttore artistico Manuel Staropoli, che vede la partecipazione di un gruppo di docenti di primissimo piano. A differenza di altre iniziative simili, il Corso in programma a Romano non si rivolgono solo ai cosiddetti “addetti ai lavori”, ma cerca in ogni modo di coinvolgere il pubblico con proposte di vario genere e non si limita a una serie di lezioni e al concerto finale degli allievi e dei docenti, ma spalanca anche una finestra verso il futuro, come dimostra il concerto del 28 luglio nella Chiesa Parrocchiale di Scarmagno, nel corso del quale potremo apprezzare l’arte di alcuni dei migliori allievi partecipanti alle precedenti edizioni del Corso. Mi piace concludere questa presentazione con il loro concerto, quale auspicio per l’edizione del prossimo anno e una pronta ripresa del nostro paese.


concerti h 21.15 chiesa di san vincenzo ~ settimo t.se Accademia Hermans Georg Friedrich Händel (1685-1759) Vespro per la Madonna del Carmelo (Roma 1707) h 21.15 chiesa di san raffaele ~ san raffaele cimena Arbor DianÌ Georg Philipp Telemann (1681-1767) Quartetti parigini e Tafelmusik h 21.15 chiesa di santa marta ~ romano canavese Ensemble Sergio Gaggia Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) La Pantomima rinata ~ Faschingspantomime kv 446 h 21.15 chiesa di santa marta in pulcherada ~ san mauro t.se Il Grand tour di Quantz Dalla Serenissima al Regno delle Due Sicilie Elena Bakanova soprano h 21.15 chiesa di santa marta in pulcherada ~ san mauro t.se Franz Schubert (1797-1828) Quattro mani famose Bart Van Oort ~ Petra Somlai pianoforte h 21.15 chiesa di santa marta ~ romano canavese L’Amante Felice Musiche vocali e strumentali italiane e spagnole del xvi e x vii secolo Laura Lanfranchi soprano Federico Marincola voce e chitarra spagnola


h 21.15 chiesa di santa marta ~ romano canavese Ensemble Les Nations Giovanni Battista Bassani (1647/1657-1716 ca.) Giona ~ Oratorio per soli e orchestra h 21.15 chiesa parrochiale ~ scarmagno Vetrina di Giovani Promesse Georg Philipp Telemann (1681-1767) Sonate e concerti h 21.15 chiesa di santa marta ~ romano canavese Walter van Hauwe flauto dolce Sergio Ciomei clavicembalo

h 21.15 chiesa di san genesio ~ perosa canavese Vetrina di Giovani Promesse Musica strumentale e vocale in Italia Le meraviglie del Barocco da Napoli a Venezia h 21.15 chiesa di santa marta ~ romano canavese Ensemble Zefiro Duetti e trii con basso continuo

h 17.30 chiesa di santa marta ~ romano canavese Johann Sebastian Bach (1685-1750) Actus Tragicus Concerto finale del xvi Corso Internazionale di Musica Antica


conferenze

h 20.30 chiesa di santa marta in pulcherada ~ san mauro t.se Vita e opera di Johann Joachim Quantz (1697-1773) Manuel Staropoli relatore h 18.00 palazzo bellono ~ romano canavese Il Flauto Dolce tra Settecento e Ottocento Lorenzo Cavasanti ~ Manuel Staropoli relatori h 17.30 palazzo bellono ~ romano canavese Improvvisazione e ornamentazione del repertorio barocco Relatori Ugo Nastrucci ~ Claudia Ferrero relatori

Tutti i concerti e le conferenze sono a ingresso liberto fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per eventuali cambiamenti al programma e per rimanere costantemente aggiornati sulle attività della stagione, consultate il sito dell’Accademia del Ricercare www.accademiadelricercare.com e seguiteci sulla pagina ufficiale di Facebook. Vi ricordiamo inoltre che potete anche pubblicare commenti e foto sui principali social network usando gli hashtag ufficiali #festivalantiqua2014 #artisceniche


h 21.15 chiesa di san vincenzo ~ settimo t.se

georg friedrich h채ndel 1685-1759 vespro per la madonna del carmelo roma 1707 Dixit Dominus hwv 232 Salmo (110) per due soprani, alto, tenore, basso, archi e b.c. Dixit Dominus, Virgam virtutis tuae. Tecum principium, Juravit Dominus, Tu es sacerdos, Dominus a dextris tuis, Judicabit, Conquassabit, De torrente in via, Gloria Patri Concerto grosso in la minore op. 6 n. 4 hwv 322 Larghetto-Adagio, Allegro, Largo, Allegro Haec est Regina Virginum hwv 235 Antifona per soprano, archi e b.c. Salve Regina hwv 241 Antifona per Soprano, organo concertante archi e b.c. Largo-Adagio, Allegro, Adagissimo Nisi Dominus hwv 238 Salmo (126) per otto voci, archi e b.c. Nisi Dominus, Vanum est vobis, Cum dederit, Sicut sagittae, Beatus Vir, Gloria Patri Accademia Hermans soprano i Giulia Peri soprano ii Karin Selva alto Lucia Napoli tenore Baltazar Zuniga basso Mauro Borgioni voci di ripieno alto Eleonora Pirondi, Lucia Casagrande Raffi, Francesca Romana Cassarelli tenore Gennaro Panarello basso Daniele Bonacci

violini i Rossella Croce* (spalla), Paolo Cantamessa, Sara Montani violini ii Luca Venturi*, Yayoi Mazuda, Giancarlo Ceccacci viole Sebastiano Airoldi, Emanuele Mercante violoncelli Alessandra Montani*, Nicola Paoli contrabbasso Alberto Lo Gatto tiorba Stefano Maiorana* *concertino organo e direzione Fabio Ciofini


note di sala

C

È giunto nella nostra Città un Sassone, eccellente suonatore di cembalo e compositore, il quale oggi ha fatto gran pompa di sé suonando l’organo nella Chiesa di San Giovanni, con stupore di tutti i presenti.

on questa laconica nota Francesco Valesio citò nel suo Diario di Roma in data 14 gennaio 1707 l’arrivo nella Città Eterna di un ragazzo poco più che ventenne di nome Georg Friedrich Händel. Contrariamente da quanto si potrebbe immaginare dal commento lusinghiero del celebre memorialista capitolino, il giovane compositore era ancora alle prime armi e durante la sua permanenza ad Amburgo non era riuscito a mettersi in evidenza presso il pubblico dell’opera, che allora non aveva occhi che per Reinhard Keiser. Il ragazzo aveva comunque dimostrato di saper dire la sua sia all’organo sia al clavicembalo, un talento che avrebbe potuto garantirgli un’esistenza tranquilla come organista presso una chiesa tedesca, ma le sue ambizioni erano molto più elevate. Per questo motivo, decise di accettare l’invito del principe Ferdinando de’ Medici e di trasferirsi in Italia, patria del canto, per migliorare la propria invenzione melodica, fino a quel momento giudicata troppo rigida e monocorde. Händel mise

piede nel Belpaese nel 1706 e nel giro di pochi mesi avvenne il miracolo che trasformò il brutto anatroccolo in un cigno meraviglioso, che con le sue immortali melodie continua ancora oggi a stregare il pubblico di tutto il mondo. Nonostante le gli studi di generazioni di musicologi, nessuno è riuscito a capire cosa sia successo veramente, per cui possiamo continuare a parlare di miracolo, come del resto fanno i cultori del blues ogni volta che il discorso cade sulla figura di Robert Johnson (ma lì si dice che ci fosse di mezzo il diavolo…). Il programma di questo concerto permette di apprezzare questa straordinaria metamorfosi, presentando quattro opere sacre scritte tra l’aprile e il luglio del 1707, disposte in modo da formare la celebrazione dei Vespri per la Festa della Madonna del Carmelo (16 luglio) come sarebbero potuti essere celebrati in quella magica estate romana, nobilitata dalla presenza di uno dei più grandi geni della storia della musica.


L’Accademia Hermans nasce nel 2000 per volontà del suo direttore Fabio Ciofini che ha coinvolto, travolgendoli con il suo entusiasmo e il suo amore per la musica antica, giovani strumentisti e cantanti desiderosi di approfondire questo repertorio e la relativa prassi esecutiva. Da allora è iniziato un percorso che ha portato l’Accademia e i suoi componenti, formatisi nelle più importanti scuole europee, ad ottenere sempre maggiori consensi nel panorama concertistico italiano ed internazionale e a collaborare con cantanti e strumentisti di acclamata fama quali Enrico Gatti, Marcello Gatti, Gloria Banditelli, Sergio Foresti, Mario Cecchetti, Mirko Guadagnini, Roberta Invernizzi, Bart Van Oort, Roberta Mameli e altri. L’Accademia Hermans ha registrato per Bongiovanni i Sei Concerti Armonici di Unico Willem Van Wassenaer in collaborazione con l’Orfeo Ensemble di Spoleto sull’edizione critica del prof. Albert Dunning; per Tactus ha inciso le sinfonie e i concerti d’organo di Gaetano Valeri in collaborazione con l’organista Luca Scandali. Per la Bottega Discantica è stato pubblicato nel 2006 il CD Il più misero amante, registrato nella sala degli affreschi di Palazzo Castelli di Polino (TR), nel 2008 un CD su A. Vivaldi (Gloria, Stabat Mater, Dixit Dominus). A giugno 2009 è uscito un CD monografico su G.Ph. Telemann (concerti per vari strumenti) registrato all’interno del Festival Parco in Musica 2007 presso l’Abbazia di San Pietro in Valle di Ferentillo (TR). Del 2011 è il CD Requiem di W. Mozart registrato presso la chiesa di Solomeo (PG),

Mozart - Concerti kv 466 e kv 467 con il M° Bart Van Oort prodotto dalla Fondazione Cucinelli ed edito da Bottega Discantica è stato giudicato “eccezionale” (5 stelle) dalla rivista Musica. Nel mese di luglio 2012, per Brilliant Classic, l’Accademia ha registrato gli Scherzi Musicali dell’Abbate Agostino Steffani (xvii sec.), presentati in concerto per il Bolzano Festival. L’Accademia Hermans da alcuni anni svolge un’intensa attività di promozione della musica antica sul territorio umbro, organizzando corsi, registrando CD in luoghi storici e curando la direzione artistica di due festival: Parco in Musica nei luoghi storici della Valnerina e Musica e Musei nei principali musei della provincia. Ha tenuto concerti per le più prestigiose associazioni e Festival di Musica Antica in Italia e all’estero (Spagna, Olanda e Stati Uniti). Collabora costantemente con il Festival Villa Solomei ed è orchestra residente del Teatro Cucinelli a Solomeo di Corciano (PG). www.accademiahermans.it


Fabio Ciofini ha studiato organo, pianoforte e fortepiano al Conservatorio di Perugia rispettivamente con W. Van de Pol, M.F. Spaventi e C. Veneri e clavicembalo presso la Scuola di Musica di Fiesole con A. Fedi. Ha continuato i suoi studi in Organo presso il Conservatorio di Amsterdam con J. Van Oortmerssen ottenendo nel 1999 il Postgraduate in musica barocca. Nel 1995 è stato nominato Organista titolare presso la Collegiata di Santa Maria Maggiore in Collescipoli sull’organo barocco W. Hermans (1678). Tiene regolarmente concerti e masterclass in Italia, Europa e Stati Uniti ed è sovente ospite dei importanti festival di musica antica (Lufthansa Festival, Oude Muziek Utrecht, etc). Le sue interpretazioni della musica antica e barocca riscuotono larghi consensi. Fabio Ciofini è attivo anche come direttore e concertatore. Incide per la Bottega Discantica (Milano), per la Loft Recordings (Seattle) e la Brilliant classics (Amsterdam). È Direttore dell’Accademia Hermans, con la quale ha lavorato con i più grandi solisti: il violinista Enrico Gatti, il soprano Roberta Invernizzi, il fortepianista Bart Van Oort (con il quale ha inciso i concerti kv 466 e 467 di W.A. Mozart per pianoforte e orchestra, giudicato dalla critica “eccezionale” - 5 stelle dalla rivista Musica), etc. Il suo ultimo disco dell’op. 4

di Corelli registrato con l’Ensemble Aurora (Glossa) ha vinto il prestigioso “Diapason d’oro”. Insegna tastiere storiche presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali “G. Briccialdi” di Terni. Dal 2010 è Direttore artisticomusicale della Fondazione Cucinelli.


h 21.15 chiesa di san raffaele ~ san raffaele cimena

georg philipp telemann 1681-1767 quartetti parigini e tafelmusik Quartetto in sol maggiore twv 43:g2 Tafelmusik Largo-Allegro-Largo, Vivace, Grave, Vivace Trio ii à Violon, Flûte à Bec et Basse chiffrée twv 42:a1 Six Trios (1718) Affettuoso, Vivace, Grave, Menuet Quartetto n. 6 in mi minore twv 43:e4 Nouveaux quatuor en six suites Prélude. A discretion-tres Vîte-A discretion, Gay, Vîte, Gracieusement, Distrait, Modéré Quartetto in re minore twv 43:d1 Tafelmusik Andate, Vivace, Largo, Allegro

Arbor Dianæ flauto diritto Fabiano Martignago flauto traverso Mattia Laurella violino Gemma Longoni violoncello Nicola Brovelli cembalo Dušan Toroman


note di sala

S

ebbene il suo nome compaia spesso nei programmi dei concerti di musica barocca, Georg Philipp Telemann continua a essere quasi uno sconosciuto. La sua produzione è infatti nota soprattutto per la sua vastità, un vero e proprio mare magnum che fino a questo momento ha scoraggiato tutti i suoi interpreti a esplorarla organicamente.

Sotto questo aspetto, Telemann superò di gran lunga anche i compositori più prolifici dell’epoca, come dimostra il fatto che a fronte delle circa 200 cantate sacre del quasi coetaneo Johann Sebastian Bach il grande compositore di Magdeburgo ne scrisse più di 1800, oltre a molti altri lavori di ampio respiro come le passioni e gli oratori. Questo iperattivismo ai limiti del parossismo non andò però a discapito della qualità, un fatto che appare evidente soprattutto nelle opere da camera, che presentano una scrittura perfettamente levigata, una scintillante brillantezza e una meravigliosa vena melodica. A un esame più attento si nota anche che Telemann seppe sempre sfruttare nel modo migliore possibile

le risorse tecniche ed espressive di ogni strumento – dal violino al flauto e dall’oboe al fagotto – e che il discorso musicale non si perde mai in una generica gradevolezza di eloquio, ma si rivela sempre interessante e incisivo, non di rado grazie alla presenza di temi tratti da canti popolari tedeschi e di altre nazioni, che conferivano una nota esotica particolarmente gradita al pubblico dell’epoca. Un vero prodigio, se si pensa che la cameristica non fu sempre la sua priorità, visti gli impegni pressanti che comportava il suo incarico al Johanneum di Amburgo. Telemann non era però uomo da limitarsi a svolgere le incombenze della sua professione e si dimostrò anzi un accorto uomo d’affari, curando lui stesso la pubblicazione di una serie di opere come i Quartetti parigini e la Tafelmusik che riscossero un enorme successo a livello europeo e contribuirono a consolidare la sua fama a livello continentale. In queste opere Telemann seppe far coesistere le ragioni del virtuosismo e dell’espressività senza le ridondanze e le pesantezze che penalizzarono gli autori meno ispirati dell’ultima fase del Barocco, proponendosi come maestro ideale degli autori dello stile galante e dell’incipiente Classicismo.


L’ensemble Arbor Dianæ nasce a Milano nel 2011, quando quattro musicisti, provenienti da differenti esperienze professionali e formative, si sono incontrati per dare vita ad una formazione che si dedicasse al repertorio cameristico settecentesco su strumenti storici. La volontà di affrontare la letteratura musicale con un approccio storicamente informato e consapevole, ha permesso ai membri dell’ensemble di intraprendere un cammino artistico condiviso, al fine di proporre al pubblico una nuova e personale visione interpretativa del repertorio barocco e classico, esaltandone l’espressività e aspetti caratterizzanti. Il gruppo di base è costituito da Gemma Longoni (violino), Mattia Laurella (flauto), Nicola Brovelli (violoncello) e Dušan Toroman (fortepiano e cembalo), musicisti che si sono formati nelle più prestigiose accademie e conservatori d’Europa e che svolgono un’intensa attività concertistica in qualità di solisti e in importanti formazioni orchestrali. A questa formazione si aggiungono, in base alle esigenze di organico, altri musicisti esterni. L’ensemble ha al suo attivo numerosi concerti in Italia, in Serbia e in Ungheria, partecipando a importanti rassegne di musica antica. Come gruppo da camera ha inoltre preso parte a masterclass di perfezionamento con importanti interpreti come Emilia Fadini, Sergio Ciomei e Sigiswald Kuijken. www.arbordianae.com

Nato nel 1994, Fabiano Martignago si è diplomato nel 2012 in flauto dolce con il massimo dei voti al Conservatorio “A. Steffani” di Castelfranco Veneto. Attualmente è iscritto al Biennio accademico di ii livello presso il Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza. Nel 2009 si è classificato primo al i Concorso Nazionale di flauto dolce indetto dall’ERTA (European Recorder Teachers’ Association), a Padova. Nel 2011 ha vinto come solista l’ottava edizione del Premio Nazionale delle Arti, sezione “Musica con strumenti antichi”, a Benevento. Ha partecipato a masterclasses, corsi e laboratori di musica antica e barocca, perfezionandosi con Stefano Bagliano, Kees Boeke, Francis Colpron, Dan Laurin, David Bellugi, Manuel Staropoli, Lorenzo Cavasanti, Gudrun Heyens, Johan Hofmann e Alfredo Bernardini. Ha al suo attivo numerosi concerti, in Italia e all’estero, sia con formazioni di musica da camera, sia da solista, con repertori di musica antica e barocca; si è esibito nell’ambito di importanti rassegne concertistiche e festival musicali nazionali ed internazionali, tra cui il Festival Musique de Chambre a Beausoleil (Francia), dove ha suonato con l’Ensemble “I fiati del Collegium Pro Musica” diretta da Stefano Bagliano, Ghislierimusica a Pavia, Settimane Barocche a Brescia, Le vie del barocco di Genova e Savona, Grandezze e Meraviglie a Modena, Spazio e Musica a Vicenza, Nei suoni, dei luoghi a Gorizia, la stagione Antonio il Verso - I concerti del loggiato a Palermo, Musica Futura a L’Aquila, Musica negli Horti a San Quirico d’Orcia (SI). Nel 2013 si è esibito in un concerto in diretta dalla sala Assunta di Radio Vaticana e ha partecipato, in qualità di flautista, alla registrazione per la RAI di una trasmissione presso il Museo ”Casa Giorgione” di Castelfranco Veneto. È componente dell’Ensemble Seconda Prattica e del Trio Harmonices Mundi, che è risultato primo al vii Concorso “Premio Fatima Terzo” organizzato dall’Associazione Spazio & Musica di Vicenza. Collabora, in qualità di flautista, con l’ensemble


L’Armonico Tributo, diretto da Simone Vebber, con l’Orchestra Barocca “Andrea Palladio”, diretta da Enrico Zanovello e con l’Orchestra Mitteleuropea “Lorenzo Da Ponte”, diretta da Roberto Zarpellon.

Dopo aver intrapreso gli studi di flauto traverso, Mattia Laurella si dedica allo studio del flauto traversiere, svolgendo la sua formazione al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino, dove si è diplomato con Francesca Odling, e parallelamente alla Civica Scuola di Musica di Milano, con Marcello Gatti, dove ha approfondito in particolare il repertorio cameristico ed orchestrale e lo studio del flauto con le chiavi. Successivamente si è perfezionato con Barthold Kuijken, Karl Kaiser, Claire Genewein, Marco Brolli e Fiorella Andriani. Ha studiato flauto diritto con i flautisti Manuel Staropoli e Lorenzo Cavasanti ed ha seguito corsi di musica da camera con Kees Boeke, Bob van Asperen, Sigiswald Kuijken, Vittorio Ghielmi, Emilia Fadini e Sergio Ciomei. Ha inoltre partecipato a corsi di orchestra su strumenti storici all’Anton Bruckner Privat Universität di Linz e all’Ensemble-Akademie Freiburg, studiando con le prime parti dei Freiburger Barockorchester. Membro dei Musici di Santa Pelagia, dell’Accademia del Ricercare e dell’Accademia degli Astrusi, collabora con diverse formazioni cameristiche ed orchestrali quali Academia Montis Regalis, Accademia del Santo Spirito, laVerdi Barocca, Orchestra da Camera Milano Classica, l’orchestra giovanile della Pietà de’ Turchini, Ensemble il Falcone, Atalanta Fugiens, Collegio Musicale Italiano, Ensemble Gli Invaghiti. Dal 2012 è inoltre membro di Diagramma Ensemble ed Arbor Dianæ e porta avanti un progetto cameristico il cembalista Matteo Pasqualini e con il pianista Mario Tonda. Ha partecipato a numerose rassegne musicali in Italia e in Francia, tra cui MITO SettembreMusica, Musica a Corte, Suona Francese, Regie Sinfonie,

Antiqua, Organalia, I concerti di Santa Pelagia, Europa Cantat, Festa Europea della Musica, Bolzano Festival Bozen, Settimane Barocche di Brescia, Spazio e Musica, Accademia Filarmonica di Verona, Milano Classica, Festival Internazionale Pietre Sonore, Musica Ricercata, I concerti di Casa Romei, Marchesato Opera Festival, Armoniche Fantasie, Festival International de Musique Sion Valais, Festival de Musique Ancienne Les Baroquiales. Nel 2008 ha inciso Play me my songs con l’Ensemble il Falcone per Dynamic e nel 2012 ha inciso In viaggio con Mozart da Milano a Torino con Atalanta Fugiens. Insegna presso l’Accademia Musicale Torinese ed ha preso parte a programmi radiofonici e produzioni sperimentali interdisciplinari. Appassionato conoscitore di musica contemporanea, studia musica elettronica e scrive per Soundwall, punto di riferimento in Italia per la musica elettronica e la club culture.

Nata a Milano nel 1987, Gemma Longoni inizia lo studio del violino all’età di cinque anni. Ammessa al Conservatorio “G. Verdi” di Milano, ne consegue brillantemente il diploma nell’ottobre 2010, sotto la guida del M. Cinzia Barbagelata. Nel 2002 diventa membro dell’Orchestra Cameristica di Milano, e tra il 2000 e 2004 entra a far parte dell’ Orchestra Giovanile della Svizzera Italiana, diretta dal M. Anna Modesti. Prende parte a diverse masterclass di


violino, tra cui quella di Cristiano Rossi (2006), e Paul Roczek (2009) e tra il 2002 e 2010 partecipa e diverse tournèe e corsi di musica da camera e di violino, in Italia e all’estero (Ungheria, Germania, Austria e Svizzera) - tra cui Zell an der Pram, International Workshop in Strings di Graz - e masterclass estive sotto la guida di Umberto Oliveti e Cinzia Barbagelata. Prende inoltre parte a numerosi laboratori e corsi di perfezionemento in musica antica e violino barocco presso il Conservatorio “G. Verdi” sotto la guida di Cinzia Barbagelata, conseguendo l’esame di secondo strumento (violino barocco), e prassi esecutiva storica, col massimo dei voti. Nel 2011 partecipa con successo al

corso-audizione per la European Union Baroque Orchestra (EUBO), tenuto da Enrico Onofri e Anton Steck. Dal 2007 è membro di Arcantico, ensemble da camera con strumenti storici diretto da Cinzia Barbagelata, col quale ha partecipato a diversi concerti in Svizzera, Corsica e Italia, suonandovi anche in qualità di solista,e collaborando con prime parti dell’ensemble Aglaia. Nel 2010-2011 frequenta il primo anno di biennio di perfezionamento a Strasburgo col progetto Erasmus, sotto la guida di Alexis Galperin e, sempre a Strasburgo, vince l’audizione come aggiunto presso l’Orchestre Philharmonique de

Strasbourg. Si esibisce in numerosi festival e concerti, in Italia e all’estero come solista. È membro dell’Orchestra dell’Università degli Studi di Milano. Nella stagione 2011 partecipa come membro stabile dell’EUBO, prendendo parte a tutte le tournèe. Suona regolarmente da aggiunta nell’orchestra sinfonica laVerdi di Milano, nell’orchestra laVerdi Barocca, nell’orchestra di Milano Classica e presso i Pomeriggi Musicali.

Nicola Brovelli nasce a Busto Arsizio (VA) nel 1986. Violoncellista di formazione milanese, studia nella classe del M° Silvio Righini presso la Scuola Civica di Musica di Milano diplomandosi presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano nel giugno 2007. Nel 2004 è un elemento dell’Orchestra Giovanile Interregionale (IRO) di Ochsenhausen (D). Dal 2007 al 2009 è concertino dei violoncelli dell’Orchestra Giovanile Italiana, tramite la quale ha modo di collaborare con direttori quali Gabriele Ferro, Jeffrey Tate, Riccardo Muti, Claudio Abbado e Gianandrea Noseda. Ha seguito masterclass di Karine Georgian, Giulio Franzetti, Alfons Kontarsky, Piernarciso Masi, Milos Mlejnik, Giovanni Gnocchi ed Enrico Bronzi. Nel 2007 inizia lo studio del violoncello barocco nella classe di Gaetano Nasillo, diplomandosi con lode nel giugno 2011. Nel 2010 è primo violoncello borsista dell’orchestra barocca della Civica Scuola di Musica di Milano, tramite la quale collabora con Roberto Balconi, Lorenzo Ghielmi, Antonio Frigé, Stefano Montanari, Paolo Rizzi e Maurizio Croci. Il suo repertorio su strumenti storici parte dal Seicento e giunge fino alla metà dell’Ottocento con Beethoven, Rossini (une larme) e Romberg. Attualmente è primo violoncello dell’orchestra d’archi con strumenti originali Arcantico, diretta dalla violinista Cinzia Barbagelata. Collabora inoltre regolarmente con laVerdi Barocca (anche come primo violoncello), l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestra da Camera Milano Classica, l’Accademia


del Santo Spirito, I Musici di Santa Pelagia, gli Invaghiti e con l’Accademia Stefano Tempia. Ha suonato per importanti festival e rassegne di musica, tra cui: Estate Fiesolana, Ravenna festival, Serate Musicali, MITO Settembre Musica, Amici della Musica di Firenze, Festival Organistico Olandese, Estate Musicale Internazionale di Gressoney, Kalendamaya. Ha fatto parte dell’Ensemble Stilmoderno di Milano. Con questa formazione ha registrato in prima assoluta nel 2009 l’oratorio La Tromba della Divina Misericordia di Giovanni Battista Bassani per l’etichetta Concerto Classics, e nel 2011, sempre di Bassani, le sonate per due violini e violoncello obbligato op. 5 per Brilliant. Attualmente insegna violoncello, sia barocco che moderno, presso l’Accademia Musicale Torinese.

Dušan Toroman nasce a Čačak (Serbia), dove inizia a studiare pianoforte all’età di dieci anni. In seguito si trasferisce a Zemun per studiare con Zlata Maleš all’istituto musicale “Kosta Manojlović” vincendo i primi premi in diversi concorsi pianistici, tra cui “Città di Gorizia”, “Petar Konjović”, Serbian National Piano Competition ed EPTA Competition, quest’ultima concentrata sull’opera di Ludwig van

Beethoven. Dopo essersi diplomato con il massimo dei voti presso la Facoltà di Musica di Belgrado, si sposta in Italia per dedicarsi in particolare allo studio degli strumenti storici a tastiera, ottenendo il diploma in fortepiano presso l’Accademia “Incontri col Maestro” di Imola sotto la guida di Stefano Fiuzzi. Attualmente studia clavicembalo con Emilia Fadini e Maria Luisa Baldassari, seguendo inoltre masterclass e lezioni di perfezionamento con Ottavio Dantone, Malcolm Bilson, Ketil Haugsand, Sergio Ciomei, Egon Mihajlović, Lidija Bizjak, Sigiswald Kuijken. Ha ottenuto il premio come migliore interpretazione del repertorio italiano per tastiera da parte della giuria del concorso internazionale per clavicembalo “Gianni Gambi” di Pesaro. Ha suonato in qualità di solista e in formazioni cameristiche in Serbia (Belgrade, Kragujevac, Novi Sad), Italia (Milano, Firenze, Bologna), Francia, Slovenia ed Ungheria. È membro di Arbor Dianae, ensemble dedicato al repertorio del XVIII secolo su strumenti storici. Appassionato conoscitore della letteratura vocale, ha lavorato a lungo come accompagnatore al pianoforte, di cui ricopre inoltre l’incarico presso la Facoltà delle Arti di Kragujevac.


h 21.15 chiesa di santa marta ~ romano canavese

wolfgang amadeus mozart 1756-1791 la pantomima rinata ricostruzione scenico-musicale della Faschingspantomime kv 446 rifacimento dello spartito musicale Vladimir Mendelssohn trasformazione del canovaccio e rielaborazione in testo drammatico Quirino Principe realizzazione scenica Teatrino del Rifo Giorgio Monte, Manuel Buttus, Claudia Grimaz realizzazione musicale Ensemble Sergio Gaggia

violini Maurizio Cadossi, Vittoria Panato viola Elena Saccomandi violoncello Antonio Fantinuoli fortepiano Andrea Rucli


note di sala

Il lunedì grasso abbiamo messo in scena la nostra compagnia di maschere al Reboute. Trattavasi di una pantomima, la quale, poi interrotta, ha riempito appena una mezz’ora. Mia cognata interpretava Colombina, io ero Arlecchino, mio cognato Pierrot, un anziano insegnante di danza di nome Merk ha vestito i panni di Pantalone, un pittore Grassi ha fatto il Dottore. L’idea della pantomima, così come la musica, sono entrambe mie invenzioni. L’insegnante di danza ci ha addestrati e io dico che siamo stati ubbidienti. Qui Vi allego l’annuncio che ha distribuito una maschera vestita da ronzino-postino. I versi, stropicciati, potrebbero essere migliori. Non sono farina del mio sacco. Li ha imburrati l’attore Müller”. Con i suoi toni brillanti e maliziosi, questo stralcio di una lettera inviata da Wolfgang Amadeus Mozart a suo padre Leopold sarebbe più che sufficiente per fare nascere il desiderio di assistere a un’opera del grande Saliburghese legata alle logiche spassose – e a volte sguaiatelle, ma questo fa parte del divertimento – della commedia dell’arte, che a Venezia Carlo Goldoni aveva da poco iniziato ad archiviare a favore di quella che sarebbe passata alla storia con il nome di “commedia di carattere”. Purtroppo, della Faschingpantomime k. 446

scritta nel 1783 ci è pervenuta solo la parte del primo violino, con qualche indicazione dell’azione. Troppo poco per realizzarne una versione vicina all’originale (impresa impossibile, vista anche la mancanza del libretto “imburrato” da Müller), ma abbastanza per spingere il celebre musicologo e scrittore Quirino Principe a immaginare come avrebbe potuto essere questo frutto del genio teatrale di Mozart. Ne è derivata una brillante farsetta dai toni mossi e molto gradevoli, che ci restituisce l’immagine di un Mozart forse meno grandioso del solito, ma ricco di verve e di divertita malizia nel mettere in scena vicende pensate per strappare un sorriso – merce di cui nel nostro mondo si sente un bisogno sempre più disperato. Le parti degli altri strumenti – secondo violino, viola, violoncello e fortepiano – sono state ricostruite dal violista e compositore Vladimir Horowitz sulla base dello stile di Mozart. Tutto questo – si badi bene – senza alcuna pretesa di aver fatto una “riscoperta storica”, ma con il semplice desiderio di ridare vita a un Mozart estremamente gradevole nella sua divertita umanità.


Il Teatrino del Rifo nasce nel 1991 da precedenti esperienze teatrali. Ne sono fondatori Giorgio Monte e Manuel Buttus, che collaborano anche con il teatro dell’Elfo di Milano e con la Rai regionale. Alcune produzioni del Teatrino del Rifo sono: Koi(o)né, La strage di Peteano, una fiaba friulana, Fottuti (su testi originali dei due teatranti del Rifo), Così fan tutte, l’opera buffa di W.A. Mozart, portata in scena con Manuel Buttus e con l’ottetto di fiati dell’Orchestra Sinfonica di Udine. Altri successi sono stati Brundibàr di Hans Krasa e soprattutto la Pantomima K. 446 di W.A. Mozart, presentata anche ai concerti del Quirinale del 2010. Intensa è l’attività laboratoriale del Teatrino nel Rifo nelle scuole. www.teatrinodelrifo.it

Claudia Grimaz, cantante ed attrice, si è diplomata a Udine con Cristina Maltese. Ha una ricca e sfaccettata carriera nell’ambito dei più diversi generi, dal canto da camera alla musica contemporanea, dal repertorio antico a quello di canto popolare di tradizione orale. Assieme all’Ensemble Sergio Gaggia è stata protagonista nel Pierrot Lunaire di A. Schönberg, ne La Pantomima Rinata di W.A. Mozart presso i Concerti del Quirinale nel gennaio 2010, con repliche in svariati ed importanti festival.

Vittoria Panato ha iniziato lo studio del violino con il Maestro Ghirardelli, ottenendo in seguito il diploma con il massimo dei voti presso il Conservatorio di Novara e il diploma di perfezionamento presso l’Accademia Internazionale “L. Perosi” di Biella, sotto la guida di Corrado Romano. Diplomata in Musicoterapia, ha inoltre conseguito con lode il diploma accademico di secondo livello in Musica da Camera, presso il Conservatorio di Parma, sotto la guida di P. Maurizzi, e in Discipline musicali a indirizzo interpretativo presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali di Reggio Emilia. Ha seguito corsi di perfezionamento in violino, musica da camera e prassi esecutiva barocca con docenti di fama internazionale quali V. Brodski, R. Ranfaldi, M. Rizzi, E. Casazza, U. Nastrucci e N. Robinson. Svolge attività concertistica in diverse formazioni cameristiche, occupandosi in particolare del repertorio barocco e del Novecento, collaborando con musicisti quali F. Renard, C. Lootgieter, A. Orsi, D. Mingolla, Accademia del Ricercare. Vanta svariate collaborazioni orchestrali, fra le quali: Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, del Teatro Comunale di Bologna, del Teatro Regio di Torino, Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, del Teatro Regio di Parma. Ha lavorato presso il Conservatorio


“G.F. Ghedini” di Cuneo, il Conservatorio di Mantova, gli Istituti Superiori di Studi musicali di Reggio Emilia e di Modena e Carpi, sia come ricercatrice nell’ambito della didattica per bambini e ragazzi, sia come docente per le attività laboratoriali di musica d’insieme e propedeutica.

Brillantemente diplomatosi in violino e viola presso il Conservatorio “A. Boito” di Parma, Maurizio Cadossi ha frequentato nel 1984 i corsi di alto perfezionamento tenuti da H. Szeryng presso il Conservatorio di Ginevra, per perfezionarsi successivamente con Renato Zanettovich (Scuola di Musica di Fiesole), Gigino Maestri e Franco Claudio Ferrari. Da sempre attento alla musica barocca si è diplomato in violino barocco presso la Civica Scuola di Musica di Milano nel 2000. Particolarmente attivo in ambito cameristico deve la sua formazione ad Elisa Pegreffi e Franco Rossi (quartetto d’archi) membri del celebre Quartetto Italiano, a Dario De Rosa e Giuliano Carmignola (Musica da Camera). Premiato in diverse rassegne musicali internazionali ha tenuto concerti, sia in veste di solista che nel ruolo di camerista, in tutta Italia nell’ambito

di importanti festival e rassegne (Teatro Regio di Parma, Teatro Verdi di Trieste, Estate Musicale Senese, Bologna Festival, Stagione RAI di Milano, Autunno Musicale di Como, Accademia Filarmonica Romana, Festival Barocco di Viterbo, Teatro Massimo di Palermo, Ravenna Festival, Festival Monteverdi di Cremona, Settimane Musicali di Stresa, Festival Lodoviciano di Viadana, Festival MITO, Amici della Musica di Firenze, I Concerti del Quirinale, ecc.) in tutta Europa (Parigi, Lisbona, Porto, Vienna, Praga, Monaco di Baviera, Santander, Amsterdam, Bruxelles, Nizza, Lugano, Dusseldorf, Linz, ecc.) Stati Uniti (New York, Palazzo dell’ONU, Washington, Baltimora, Athens, ecc) Canada, Messico (Festival Cervantino, ecc.), Sud America e Giappone. All’intensa attività concertistica ha sempre affiancato una costante attività discografica: le Sinfonie di L. Boccherini, i Concerti di G. Tartini, Opere di Cherubini con Giorgio Bernasconi e l’Accademia Strumentale Italiana, dove è sempre stato primo violino di spalla, per case come Koch Europa, musiche di F. Paer per Bongiovanni di Bologna, diverse opere strumentali (sempre in veste di solista e maestro concertatore) di B. Laurenti, F. Manfredini, G. Demachi, M. D’Alay, G. Valentini, A. Luchesi per Tactus, musiche di Scarlatti per Velut Luna. Ha collaborato con G. Carmignola, M. Brunello, U.B. Michelangeli, G. Garbarino, G. Bernasconi, F.M. Bressan, P. Stein, M. Crippa, C. Bartoli, K. Ricciarelli e altri. È primo violino dell’Orchestra Sinfonica di Savona dove compare tra i fondatori dell’Ensemble Vox Sonus, gruppo strumentale con strumenti originali diretto da F.M. Bressan, del Quartetto Vox Sonus, in cui ricopre il ruolo di primo violino, e con cui ha appena inciso musiche di G. Cambini, e del Duo Vox Sonus (violino e viola) con Claudio Gilio. È titolare della cattedra di Musica d’insieme per strumenti ad arco presso il Conservatorio “A. Vivaldi” di Alessandria. Tiene regolarmente corsi e stages di musica da camera e violino barocco ed è stato docente ospite presso l’Università della Georgia, Atlanta (USA).


Nato a Genova nel 1961, Antonio Fantinuoli ha iniziato lo studio del violoncello a 22 anni, diplomandosi in breve tempo al Conservatorio di Alessandria con Marco Guidarini. Nel 1988 ha iniziato a collaborare con l’Orchestra della RAI di Torino. Appassionato di musica antica studia violoncello barocco come autodidatta e nel 1989 inizia a lavorare con Jordi Savall. Nel 1990 assieme a Fabio Biondi ed ad altri collaboratori fonda Europa Galante, uno dei principali gruppi italiani dediti alla musica antica. Con questa orchestra ha suonato nei principali teatri del mondo. In ottobre tornerà a New York nella prestigiosa Carnegie Hall. In quegli anni conosce e frequenta Christophe Coin con il quale approfondisce lo studio della prassi esecutiva. Ha al suo attivo concerti in tutto il mondo e numerose registrazioni fra le quali tutte le registrazioni con Europa Galante, i Concerti Brandeburghesi e le Suites di Bach con Jordi Savall.

Andrea Rucli, pianista, si è diplomato al Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze con il massimo dei voti e la lode sotto la guida del M° Alessandro Specchi. Vincitore in numerose competizioni pianistiche di primi e secondi premi - concorsi di

Alberga, Como, Aversa, ecc. - suona da più di venticinque anni sia come solista che in svariate formazioni cameristiche, collaborando con figure di primo piano del concertismo. È stato prima allievo, poi partner in duo pianistico e assistente per più di 10 anni, del pianista russo Konstantin Bogino, mentre ora continua da diversi anni un sodalizio di arte e amicizia pianamente soddisfacente con il violista e compositore Vladimir Mendelssohn. 
Ha partecipato a prestigiosi festival di musica da camera, tra cui quelli di Portogruaro (per nove anni di cui sette anni consecutivi), della Settimana Musicale al Teatro Olimpico di Vicenza, di Kuhmo in Finlandia (dove sarà ospite nel 2013 per la nona volta), della Società della Musica da Camera al Teatro dell’Ermitage di San Pietroburgo, del Sound Jerusalem in Israele, del Festival Pontino, del Cantiere di Montepulciano, ecc. Ha registrato in cd brani cameristici di E. Chausson con i Cameristi di Verona, opere di Dvorak a 4 mani assieme al M° Bogino, in prima assoluta un quartetto di Daniele Zanettovich. le due sonate di Robert Schumann e le romanze di Clara Wieck, assieme al violinista Lucio Degani. In prima mondiale ha registrato opere per pianoforte solo e di musica da camera della compositrice russa Ella Adaiewsky, coronamento di un lavoro di riscoperta promosso dall’Associazione Sergio Gaggia,


di cui si sono occupati anche le riviste Amadeus, Musica e a più tappe Radio 3 Suite. 
Nel giugno 2011 è uscito un altro cd con opere della compositrice russa per la prestigiosa etichetta Dynamic. Nel gennaio 2010 e nel febbraio 2012 si è esibito per i “Concerti del Quirinale” in diretta radiofonica sul terzo canale RAI ed in circuito Euro Radio, presentando rispettivamente “La Pantomima Rinata”, produzione della Gaggia 2006, ricostruzione musicale di Vladimir Mendelssohn della Pantomima k 446 di W.A. Mozart, con una commedia dell’arte appositamente scritta da Quirino Principe e un programma costruito per la giornata del Ricordo. 
È stato giovanissimo di concorso ministeriale presso il Liceo Musicale Pareggiato “G. Puccini” di Gallarate per l’insegnamento di pianoforte principale.


h 21.15 chiesa di santa maria in pulcherada ~ san mauro t.se

il grand tour di quantz

dalla serenissima al regno delle due sicilie A. Vivaldi (1678-1741) All’ombra di sospetto Cantata per soprano, flauto traverso e continuo rv 678 A. Vivaldi Sonata (da chiesa) per due flauti traversi e continuo rv 800 A. Scarlatti (1660-1725) Filli, tu sai s’io t’amo Cantata per soprano, due flauti diritti e continuo G. Tartini (1692-1770) Sonata (da chiesa) per due flauti traversi e continuo A. Scarlatti Bella Madre dei Fiori Cantata per soprano, due flauti traversi e continuo

soprano Elena Bakanova flauti dolci e traversi Germana Busca, Manuel Staropoli violoncello Daniele Bovo tiorba Ugo Nastrucci clavicembalo Claudia Ferrero


note di sala

P

iù che per la sua attività compositiva (peraltro rilevante, visto che scrisse oltre 300 concerti per flauto), Johann Joachim Quantz è passato alla storia della musica soprattutto per essere l’autore del Versuch einer Anweisung die Flöte traversiere zu spielen, un metodo che continua a essere utilizzato ancora oggi dai flautisti che desiderano perfezionare la loro conoscenza della prassi esecutiva settecentesca. Sotto il profilo stilistico, Quantz è invece ritenuto un autore dotato di poco talento, soprattutto se messo a confronto con i grandi musicisti che prestavano servizio con lui alla corte berlinese di Federico il Grande, primo tra tutti Carl Philipp Emanuel Bach.

Quantz seppe però supplire a questa pecca con l’intelligenza, riuscendo a compiacere meglio di chiunque altro i gusti piuttosto antiquati del suo augusto datore di lavoro, che lo elesse a suo beniamino e finì per renderlo ricco, un destino quanto meno inconsueto per i musicisti di ieri e di oggi.

Quantz poté conquistare i favori di Federico grazie alla sua profonda conoscenza dello stile barocco italiano, che aveva avuto la possibilità di conoscere a fondo durante un viaggio in Italia compiuto al seguito del conte di Lagnasco, ambasciatore polacco presso la corte papale. Nel corso dei due anni trascorsi in Italia, Quantz ebbe la possibilità di incontrare l’ormai anziano Alessandro Scarlatti – compositore che, pur non avendo mai apprezzato troppo il flauto, tributò caldi elogi al ventisettenne musicista tedesco – e Antonio Vivaldi, che aveva già avuto modo di apprezzare negli anni della sua giovinezza. Forte di questa esperienza, Quantz iniziò a sfornare a getto continuo concerti e sonate per flauto che suscitarono l’entusiasmo del potente re di Prussia e di pochi altri, visto che queste opere rimasero in gran parte manoscritte e vennero dimenticate subito dopo la morte del loro autore. Non che le sue opere siano brutte – anzi – ma la loro gradevolezza d’eloquio finisce presto per apparire superficiale e ripetitiva, molto lontana dai lavori degli autori a cui cercò di ispirarsi. Per questo motivo, il programma di questo concerto dedicato al suo Grand Tour non comprende nemmeno un’opera di Quantz, ma un’incantevole silloge di brani per flauto di Vivaldi e di Scarlatti – alcuni dei quali meritatamente famosi come le cantate All’ombra di sospetto del Prete Rosso e Bella madre de’ fiori del grande Palermitano – che delineano un’immagine molto affascinante di uno dei periodi più fecondi della storia della musica italiana.


Elena Bakanova compie gli studi musicali presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano, conseguendo il Diploma in Canto con il massimo dei voti e la Lode e, successivamente, il Diploma Accademico di ii livello in Canto con il massimo dei voti nel 2006. Ha inoltre seguito i corsi di perfezionamento con Mirella Freni e presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma sotto la guida di Renata Scotto con borsa di studio. Vincitrice dell’audizione indetta dall’Opera National du Rhin de Strasbourg, si trasferisce in Francia perfezionando il repertorio francese con Michel Plasson e Francoise Pollet, debuttando nei ruoli assegnati dalla commissione presso l’Opera Nazionale di Strasburgo. Nel 2004 è stata selezionata alle audizioni indette dall’As. Li.Co. debuttando nell’Elisir d’amore di G. Donizetti nei seguenti teatri: Sociale di Como, Teatro A. Ponchielli di Cremona, Teatro Grande di Brescia, Teatro Fraschini di Pavia, Teatro dell’Aquila di Fermo, Teatro Donizetti di Bergamo, Teatro Comunale di Bologna. Il suo debutto avviene 1996 nei ruoli di Michaela nella Carmen di G. Bizet e nel ruolo di Prilepa ne La dama di Picche di P.J. Tchaikovsky, sviluppando una brillante attività che la vede protagonista di una tournée in Sud Africa, esibendosi al National Theatre di Windhoek, Sunnyside

e all’Opera Huose di Cape Town (2000) con il M° Umbrto Finazzi del Teatro alla Scala di Milano ed una tournée in Argentina in prestigiosi teatri quali il Teatro Coliseo di Buenos Aires, Teatro A. Bustelo di Mendoza, Teatro El Circulo di Rosario. Debutta nello stesso periodo nell’opera Rigoletto di G. Verdi nel ruolo di Gilda al Teatro alle Vigne di Lodi e nel ruolo di Norina nel Don Pasquale di G. Donizetti. Nel 2001 è chiamata a partecipare al prestigioso 50° Wexford Festival Opera in Irlanda nell’opera Falstaff di G. Verdi nel ruolo di Nannetta. Nel 2002 debutta al Teatro Comunale di Bologna nell’opera La Favorite di G. Donizetti diretta dall M° M.Benini, presso il Nuovo Teatro Comunale di Bolzano nel Die Zauberflote di W.A. Mozart con la regia di D. Abbado e l’Orchestra Gustav Mahler Akademie, al Teatro Sociale di Trento, al Comunale di Rovigo e nuovamente presso a Bologna nel Die Zauberflote con la direzione M° K. Ono con la regia di D. Abbado. Nel 2003 è richiamata al 53° Wexford Festival Opera nell’opera Hansel und Gretel di Humperdinck nel ruolo di Gretel. Nel 2004 debutta nella prima ripresa dell’opera di O. Respighi La bella dormiente nel bosco, nel ruolo de La Fata Azzurra al Teatro Rossini e si esibisce nell’opera Moskva Cheremushki di D. Shostakovitch presso il teatro de l’Opéra de Lyon diretta dal M° A. Lazarev e con la regia di J. Deschamps. Nel marzo 2005 è stata impegnata in una serie di concerti in Russia con l’Orchestra del Teatro Statale di Cheliabynsk dove ha registrato in prima assoluta per “Canale Cultura” Ave verum per soprano e orchestra di Alberto Colla. Nel 2005 ha debuttato in prima assoluta nel monodramma Else di A. Colla per soprano e orchestra al Teatro G. Verdi di Firenze sotto la direzione del M° Carulli, trasmesso in diretta da RAI Radio3. Dal 2000 svolge una intensa attività concertistica nella formazione di “Duo Luoghi Immaginari” eseguendo autori e pagine meno note di rara esecuzione, sia del repertorio liederistico che di quello di autori del nord Europa. In questa formazione ha


effettuato numerose tournée in Spagna, Danimarca, Germania, Russia, Francia e Italia. Tra le sue esibizioni nel 2007 �� di rilievo il debutto in Spagna al Teatro dell’Opera di Bilbao sotto la direzione del M° P. Heras Cassado. In Svizzera ha cantato con l’orchestra Verein Interlaken la Messa C-mol kv 427 di W.A. Mozart, in Francia con l’Orchestre Symphonique de Mulhouse del Theatre Municipal La Filatur diretta dal M° Y. Pouspourikas. Al Teatro Regio di Torino ha interpretato in prima assoluta Promenade dans l’ile de la libertè di Azio Corghi. Nel 2008 è stata impegnata in una serie di concerti a Copenaghen e presso la prestigiosa Accademia Chigiana di Siena, dove è stata “Soprano in residence” del Corso di Composizione. Nel 2009 è stata protagonista nel ruolo di Adina nell’Elisir d’amore presso The National Opera of Denmark a Copenaghen. Tra i prossimi impegni figurano Ein deutsches Requiem op. 45 di J. Brahms presso il Teatro dell’Hermitage di San Pietroburgo, e la Sinfonia Corale n. 2 Lobgesang di Mendelssohn per MITO SettembreMusica e presso il Teatro di Murcia in Spagna. Nel 2014 ha debuttato da protagonista nell’Opera Iolanta di P.I. Tchajkovskij a San Pietroburgo, in aprile 2014 sarà solista nella stagione concertistica Saison culturel di Aosta nel Requiem kv 626 di W.A. Mozart.

Nata a Torino il 30 agosto 1971, Germana Busca si è diplomata nel 1992 presso il Conservatorio “G. Verdi” in flauto traverso e nel 1996 in didattica della musica ottenendo il punteggio massimo di 10/10. Successivamente si è diplomata in prepolifonia e canto gregoriano sotto la guida del M° Fulvio Rampi, con il quale ha in seguito collaborato come corista in diverse stagioni concertistiche. Docente di flauto traverso e orchestra presso l’Istituto Sinigaglia di Chivasso da oltre un decennio insegna nel Centro Studi Musicali di Settimo Torinese. Tuttora è aggiornatrice SIEM per i corsi di aggiornamento organizzati dalla Regione Piemonte a Torino e Cuneo. Svolge attività artistica in varie formazioni cameristiche, con il Trio Harmonia ha ottenuto il primo premio assoluto al Concorso Europeo Città di Moncalieri. Si è specializzata nella prassi educativa della musica antica studiando la traversa rinascimentale con F. Mongiardino e il traversiere barocco unitamente al flauto dritto e traversiere con il M° Lorenzo Cavasanti. Offre inoltre la sua collaborazione a diversi gruppi di musica antica sia in qualità di orchestrale che di solista quali: Camerata musicale Mistà, l’ensemble Affetti musicali, i gruppi vocali De Labyrintho, il Consortium Carissimi, l’orchestra barocca Vicentina Musica e in special modo l’Accademia del Ricercare con la quale vanta una considerevole attività discografica (una decina di registrazioni) e la partecipazione alle più importanti rassegne e festivals italiani ed europei. Inoltre fa parte dell’ensemble Ariel Harmoniae con il quale si è specializzata nella esecuzione del repertorio medioevale con strumenti originali. Ha collaborato e collabora con l’Orchestra Nazionale Sinfonica della RAI per le produzioni di Settembre in Musica.


Manuel Staropoli, tra i più interessanti flautisti a livello internazionale della sua generazione, si è diplomato brillantemente in Flauto Dolce presso il Conservatorio “G. Tartini” di Trieste con il Prof. S. Casaccia perfezionandosi successivamente presso la Scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo con Lorenzo Cavasanti. Si diploma in seguito in Flauto Traversiere conseguendo il diploma accademico di secondo livello con 110 e lode presso il Conservatorio “G. Verdi” di Torino con F. Odling, seguendo Masterclass del M° Barthold Kuijken. Ha studiato anche Oboe barocco con G. Caviglia e P. Faldi. Collabora regolarmente con flautisti e artisti di fama internazionale quali Dorothee Oberlinger, Maurice Steger, Kees Boeke, Gudrun Heyens, Dan Laurin, Walter Van Hauwe, Christophe Rousset. Si è esibito come solista, in formazioni cameristiche e orchestre, in oltre 600 concerti in Italia e all’estero partecipando a importanti rassegne concertistiche e festivals internazionali (Festival van Vlaanderen, Teatro Alla Scala di Milano, etc.) e per gli Istituti italiani di cultura all’estero (Londra, Amburgo, Wolfsburg, Madrid, Bratislava). Solista all’interno di ogni formazione dell’Accademia del Ricercare, collabora con I Sonatori della Gioiosa Marca, l’Orchestra Montis Regalis, Arion Consort, Collegium Pro Musica, l’Orchestra barocca e l’orchestra sinfonica de laVerdi; è inoltre membro fondatore del Quartetto italiano di Flauti Dolci Icarus. In qualità di flautista e recentemente di compositore ha partecipato alle registrazioni di tutti i CD della Heavy Metal Band Rhapsody of Fire distribuiti in tutto il mondo. Ha inciso per le case discografiche Sony, Stradivarius, Tactus, Amadeus, Pizzicato, Rugginenti, Carrara, Brilliant Classic, Dinamic. Con le incisioni Vivaldi, Sonate a Tre (Brilliant) e R. de Visée, La Musique de la Chambre du Roy si è aggiudicato 5 stelle sulla rivista Diapason, mentre si è aggiudicato il Diapason D’or con l’incisione Il flauto Veneziano per l’etichetta SONY, collaborando con

Dorothee Oberlinger. Di recente uscita il secondo volume (sempre per Brilliant) delle suite di R. de Visée. Ha scritto sulle riviste di musica antica Orfeo e CD Classics e dal 2007 si occupa della rubrica intitolata “Flauto Dolce & Dintorni” sulla rivista trimestrale per Flauto FaLaUt. Ha tenuto Masterclass e seminari sul flauto dolce, il traversiere e l’interpretazione della musica antica presso la “Musik Hockschule” di Mannheim (Germania), presso la Muzička akademija di Zagabria (Croazia), presso la “Musik Hockschule” di Duisburg-Essen (Germania) e presso la “Musikschule” di St Georgen im Attergau (Salisburgo, Austria). Dal 2005 è direttore del “Corso Internazionale di Musica Antica” di Romano Canavese (TO), il quale da svariati anni ospita docenti tra i più qualificati nel panorama della musica antica. È stato docente presso il Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza, collabora stabilmente con il Conservatorio “N. Paganini” di Genova ed insegna attualmente presso il Conservatorio “A. Steffani” di Castelfranco Veneto (TV).


Sono Daniele Bovo, quando sono nato nel 1974, i Beatles avevano già smesso di suonare insieme da qualche anno, situazione che mi ha reso zoppo sin da subito nel mio cammino musicale. Infatti, ringrazio i miei genitori per aver provato a farmi imparare il violoncello con il metodo Suzuki, poi in Conservatorio a Torino per finire (si fa per dire) con la Hochschule di Leipzig in terra teutonica, ma gli sforzi son stati vani; anche perché, se è pur vero che nella vita bisogna studiare, la vita stessa ci insegna che per “arrivare” non c’è sempre bisogno di una preparazione culturale troppo ricercata…figurarsi riuscire negli studi. Il ritorno dalla Germania mi ha però insegnato che viaggiare in autostrada sulla corsia di destra è possibile, così come segnalare l’uscita dalle rotatorie con l’indicatore di direzione destro può essere una buona abitudine. Quindi inizio il mio viaggio che so bene non mi porterà mai alla tanto agognata pensione - anche perché non s’è mai visto uno che prenda la pensione dopo una vita passata in vacanza - ma almeno mi permette di vivere senza la fobia del lunedì mattina e la corsa verso il weekend. C’è gente che giurerebbe d’avermi visto in eventi mediatici con gruppi come Queen, Deep Purple, Eurythmics, oppure artisti come Luciano Pavarotti, Josè Carreras, Lionel Richie, Joe Cocker,

George Michael, BB King, Sting, Bono, Eric Clapton, James Brown, Barry White. In effetti la fisica quantistica è ormai una realtà (ma cos’è poi la realtà, tanto per rimanere nella quantistica). Ora mi spaccio per uno che suona il violoncello barocco (questa filologia è tutta una bufala, fosse almeno sotto forma di mozzarella…) e sto preparando i filmini delle vacanze a Leipzig nella Thomaskirche, ad Amsterdam nel Concertgebouw, poi Musikverein Vienna, Capilla Real Madrid, WDR-Philharmonie Konzertsaal Köln, Al Bustan Beirut, Auditorium Roma, Barbican Londra, Tonhalle Zurigo, Carnegie Hall New York, Disney Hall (LA Phil) Los Angeles. Sì, l’avevo detto: è una vita che sono in vacanza! La compagnia durante queste gite è sempre stata piacevole. Innanzitutto ho viaggiato con tour-operator come I Sontatori della Gioiosa Marca, Concerto de’ Cavalieri, Leipziger Concert perché in questi casi è giusto non badare a spese; secondariamente, come potrei dimenticare quella volta in USA con Katy e Marielle (il nome di mia mamma) Labeque, oppure a spasso per l’Europa con M. Kožená, ma anche con G. Carmignola e V. Mullova, E. Kirkby, C. Bartoli, M. Custer, V. Genaux, A. Netrebko, M. Radulescu, P. Németh, G. Leonhardt, J.C. Malgoire, S. Preston, A. Marcon, J. van Himmersel. Ho da poco finito di rinnovare il mio guardaroba e per questo devo molto ai consigli dei colleghi della Venice Baroque Orchestra con i quali ho passato indimenticabili pomeriggi in giro a far shopping, ma oltre a ciò devo confessare che dopo più di trent’anni di musica continuo ancora a divertirmi quando suono; sì, perché alla fine della storia, fare questo lavoro senza divertirsi è ben più frustrante e pesante che fare l’operaio e, poiché provengo da una famiglia di operai che dopo il lavoro si dilettavano con la musica, so bene quanto valore abbia questa mia vita fatta di vacanze.


Ugo Nastrucci ha studiato composizione con Irlando Danieli e Giacomo Manzoni presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano, conseguendone il diploma. Contemporaneamente ha studiato chitarra classica con Massimo Lonardi, dedicandosi in seguito agli strumenti antichi a corde pizzicate: ha frequentato il corso di liuto tenuto da Paolo Cherici presso il Conservatorio di Milano, perfezionandosi ai seminari di Hopkinson Smith. Ha approfondito gli studi di direzione d’orchestra con Simone Fontanelli, dedicandosi alla direzione di importanti lavori del periodo preromantico. Come liutista e tiorbista ha al suo attivo una intensa attività solistica e collaborazioni con varie formazioni di musica antica fra cui Il Conserto Vago, Lo Scrigno d’Orfeo, Europa Galante, Ensemble ArteMusica, la Capella Leopoldina di Graz, l’Alessandro Stradella Consort, l’Ensemble Zefiro, I Barocchisti, l’Accademia del Ricercare; ha partecipato a numerose registrazioni discografiche, radiofoniche e televisive (RAI, ZDF, ORF, Radio France) ha tenuto concerti presso importanti sedi italiane ed in Francia, Svizzera, Austria, Germania, Olanda, Belgio, Repubblica Ceca, Spagna, Croazia, Stati Uniti. È autore delle musiche di scena di vari lavori teatrali e di composizioni orchestrali, corali e cameristiche. Insegna Teoria e Composizione presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali “F. Vittadini” di Pavia, di cui è stato direttore dal 1996 al 2000.

Claudia Ferrero si è diplomata in Pianoforte, Musica Corale e Direzione di Coro, Prepolifonia presso il Conservatorio “G. Verdi” di Torino ed in Clavicembalo presso il Conservatorio “N. Paganini” di Genova, dove si è anche laureata con 110 e lode in Tastiere Storiche. Ha frequentato inoltre i corsi presso la Scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo, ottenendo il Diploma in Clavicembalo e Basso Continuo e si è successivamente perfezionata con Edoardo Bellotti, Bob Van Asperen e Pierre Hantai. Fin dalla fondazione (1989) è membro dell’Accademia del Ricercare, con il quale ha partecipato in Italia e in Europa alle più prestigiose rassegne e festival del settore, riscuotendo ovunque consensi di pubblico e critica. Sempre con Accademia del Ricercare ha inciso dodici CD editi da Stradivarius, Brilliant e Tactus. Recentemente ha inciso per Decca Italia con l’ensemble dei Solisti di Pavia (E. Dindo, violoncello solista). 
Come clavicembalista ha collaborato con vari ensemble quali Tripla Concordia, Collegium Pro Musica, Orfei Farnesiani, Templum Musicae, Consortium Carissimi, Venice Virtuoso Ensemble, Orchestra Pressenda, Camerata Mistà, I Madrigalisti Ambrosiani, Il Diletto musicale, Il Concerto delle Dame. In veste di corista ha inciso un CD per le ed. Paoline con il M° F. Rampi sul repertorio gregoriano.
In qualità di


direttrice di coro ha diretto il Vocalis Concentus ed il Coro dell’Università di Torino con la pubblicazione del CD Anno Domini 2000 presentato durante le celebrazioni universitarie in occasione dell’Anno Giubilare. Parallelamente all’attività artistica, si è specializzata nella didattica, frequentando corsi e seminari con docenti di fama internazionale (Siem, Irrsae, Centro Goitre di Torino). Dal 1990 ha tenuto corsi di aggiornamento per insegnanti di scuola materna ed elementare sulla didattica e lo strumentario infantile. È stata docente presso l’Istituto Musicale Comunale “L. Sinigaglia” di Chivasso, e dal 1993 anche dell’Istituto Musicale Comunale di Settimo T.se. Ha collaborato alla realizzazione de La Suite degli animali con il M° S. Pasteris, edita da Suvini Zerboni, mentre ha partecipato alla realizzazione discografica di diverse opere didattiche di G. Abbà, edite da Rugginenti.
Ha curato la strumentazione per il CD For Children dei Piccoli Cantori di Torino. Dal 2004 è docente di Clavicembalo e Basso Continuo nei Corsi Internazionali di Musica Antica dell’Accademia del Ricercare e collabora nell’allestimento della stagione Antiqua. Docente di pianoforte nelle Scuole Medie ad Indirizzo Musicale della Provincia di Torino, ha preso parte ad oltre 600 concerti, sia in formazioni cameristiche in qualità di clavicembalista o vocali come direttore di coro. Recentemente ha partecipato all’ incisione dei Concerti per Violoncello e Orchestra di C.Ph.E Bach con Enrico Dindo e i Solisti di Pavia, edito dalla Decca.


h 21.15 chiesa di santa maria in pulcherada ~ san mauro t.se

franz schubert 1797-1828 quattro mani famose Deutscher and Two Ländler d. 618 Rondo in la maggiore d. 951 Grande Marche Funèbre d. 859 Deux Marches caractÊristiques d. 886 Fantasie in fa minore d. 940

Pianoforte a tavolo originale pleyel 1835 Restaurato da Bizzi nel 2013 pianoforte Bart Van Oort, Petra Somlai


note di sala

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differenza di Beethoven, autore di sonate, quartetti e sinfonie di scultorea monumentalità, Franz Schubert seppe quasi sempre dare il meglio di sé nelle opere di brevi dimensioni, in epigrammi che riescono a cogliere con folgorante immediatezza un pensiero o una sensazione destinata a passare nell’arco di pochi minuti. Senza voler far torto alla sua ultima sinfonia (per la quale venne coniata l’espressione “divine lunghezze”), lo spirito più autentico di Schubert può essere colto pienamente in Lieder della durata di un paio di minuti, come il celebre Wehmut, la cui intima confessione di sentirsi al tempo stesso felice e profondamente triste (“so wohl und weh”) riecheggia il celebre Odi et amo catulliano, arte sublime distillata nello spazio di due versi diventati meritatamente immortali. Ma la produzione di Schubert è uno scrigno inesauribile di tesori, in grado di sorprendere anche chi la conosce bene – o crede di conoscerla bene – per cui merita di essere esplorata in tutta la sua sconfinata varietà.

Uno degli ambiti più stimolanti e paradossalmente meno indagati del corpus del grande compositore viennese è quello relativo alle opere scritte per le Schubertiadi, le spensierate serate trascorse tra amici appassionati di poesia, musica e arte.

Da queste opere è possibile desumere l’immagine quasi inedita di un Schubert sempre pronto a scrivere brani vivaci e leggeri per la danza e l’intrattenimento, che lo collocano ad anni luce di distanza dallo stereotipo del vate del romanticismo al tempo stesso trasognato e tormentato a cui molti continuano ad associarlo. Sotto questo aspetto, i lavori per pianoforte a quattro mani costituiscono la prova più evidente di quanto Schubert amasse fare musica insieme, dalle danze tedesche alle scozzesi e dai Ländler alla Marcia militare op. 51 n. 1, la pagina più gradevole e delicata che sia mai stata scritta su temi guerreschi. Ovviamente, anche tra le opere per pianoforte a quattro mani si insinua qualche ombra, come la Grande marche funèbre in do minore D.859, scritta in occasione della scomparsa dello zar Alessandro I, morto nel 1825 all’età di 47 anni, dove la malinconia si scioglie in un intimo lirismo dai tratti molto commoventi.


Dopo il conseguimento del diploma in pianoforte al Royal Conservatory de L’Aia nel 1983, Bart van Oort ha studiato fortepiano con Stanley Hoogland sempre presso lo stesso Conservatorio. Nel 1986 ha vinto il primo premio ed il premio speciale del pubblico al Concorso Mozart Fortepiano di Brugges, in Belgio e ha successivamente studiato con Malcolm Bilson all’Università di Cornell (Itaca, NY), conseguendo il diploma di Doctor of Musical Arts in Prassi Esecutiva su Strumenti Storici nel 1993. Ha partecipato a svariati festival a Utrecht, Firenze, Berlino, Anversa, Brugges, Melbourne, Brisbane, York, Montpellier, Mosca e Esterhaza, negli USA e in Nuova Zelanda ed ha tenuto conferenze e masterclasses presso i conservatori di Bruxelles, Parigi, Mosca, Helsinki, Oslo, Bucarest, Sofia, Mosca, Stavanger, Perugia, Sydney, Adelaide, Wellington, Melbourne, Hong Kong, Tokyo, Juilliard, Bloomington e nell’Ontario occidentale. Bart van Oort insegna fortepiano ed è docente di Prassi Esecutiva su Strumenti Storici (Historical Performance Practice) presso il Royal Conservatory dell’Aia (Paesi Bassi). Bart van Oort è senz’altro considerato uno dei più importanti fortepianisti del nostro tempo. Bart van Oort è anche fondatore e docente dell’Accademia Europea Villa Bossi.

Nata in Ungheria, Petra Somlai si è laureata in Direzione d’orchestra e Pianoforte al Conservatorio Bela Bartòk di Budapest e ha completato gli studi in Pianoforte moderno all’Accademia Franz Liszt di Budapest nel 2007. Durante questi anni i suoi interessi si sono principalmente indirizzati verso l’interpretazione autentica su strumenti storici, studiando clavicembalo e fortepiano con David Ward (England), più tardi al Conservatorio Reale di Amsterdam e dell’Aia, sotto la direzione di Andrea Bonizzoni, Menno va Delft e Bart van Oort. Ha suonato nei più importanti festival internazionali di musica barocca, soprattutto in Europa e in Giappone. Oltre ad esibirsi in recital ed in esecuzioni di musica da camera, viene regolarmente invitata come solista da orchestre e lavora regolarmente in ricerche musicologiche, in progetti d’opera barocca e classica ed inoltre come ‘basso continuo’. Nel 2010, ha conseguito il primo premio ed il premio speciale de pubblico al Concorso Internazionale di Fortepiano di Bruges, il più importante e prestigioso in questo campo, ed ha ottenuto il premio Junior Prima Primissima in Ungheria come eccezionale giovane talento. È stata nominata Professore di Strumenti Tastiera storici all’Università del Nord Texas (USA) dove ha iniziato l’insegnamento nell’autunno 2013. È inoltre Professore associato all’Accademia Europra Villa Bossi di Bodio Lomnago (VA).


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l’amante felice

musiche vocali e strumentali italiane e spagnole del xvi e xvii secolo Anonimo (sec. xvii) Canzonetta Amante Felice

F. Cavalli (1602-1676) Aria Affè mi fate ridere

C. Bottegari (1554-1620) Villanelle Stanotte m’insognavo, Isottant’arso Amore

T. Merula (1595-1665) La Dada C. Bottegari Villanelle Mi stare pone totesche, Monicella mi farei

G.B. Fontana (1571-1630) Sonata Terza Anonimo (sec. xvii) Canzonetta La Mantovana

G. Caccini (1545-1618) Tu ch’hai le penne amore Amor ch’attendi

A. Falconiero (1585-1656) La Borga Non più d’amore, non più d’ardore La Monarca Anonimo (sec. xvii) Canzonette l’Ausençia, Vuestra bellezza señora, Vuestros ojos

Anonimo (sec. xvii) Danze tradizionali pugliesi Pizzicarella mia, Tarantella del Gargano B. Marini (1594-1663) Canzonetta La Vecchia innamorata

D. Castello (c.1590-c.1658) Sonata Seconda F. Azzaiolo (sec. xvi) Villotta Chi passa per sta strada soprano Laura Lanfranchi voce e chitarra spagnola Federico Marincola flauti Manuel Staropoli viola da gamba Massimo Sartori clavicembalo Claudia Ferrero

C. Bottegari Villanella Che fai qua figlia bella Anonimo (sec. xviii) L’Ortolano


note di sala

Il sentimento amoroso costituisce uno dei principali fil rouge della storia della musica, partendo dai lavori medievali che esaltavano l’amor cortese vagheggiato dai poeti del Dolce stil novo.

I

l programma di questo concerto ci conduce a esplorare il sentimento amoroso alla luce del complesso e multiforme legame che unì per diversi secoli Napoli e la Spagna, un rapporto che si basa sia su considerazioni di natura storica - nel 1443 la capitale partenopea entrò a far parte dei domini degli Aragonesi - sia sulla comune anima latina. Anche dopo il passaggio di Napoli ai Borboni i due paesi mantennero relazioni molto strette sotto l’aspetto artistico, come dimostra per esempio la lunga permanenza di Domenico Scarlatti a Madrid. Nella prima metà del xvi secolo a Napoli si diffuse la villanella, un genere dallo stile popolaresco e dai toni satirici, dal quale in seguito si sviluppò la più raffinata canzonetta, da cui sarebbe derivato il madrigale, quintessenza della vocalità rinascimentale. I contenuti ammiccanti e maliziosi e la gioiosa sensualità della villanella le garantirono una grande fortuna anche in altre regioni d’Italia, conquistando spesso l’attenzione dei pubblici più colti. Tra gli autori di villanelle attivi nella seconda metà del xvi secolo si

distinse il fiorentino Cosimo Bottegari, un personaggio dai multiformi talenti che trascorse alcuni anni al servizio del duca Alberto v di Baviera, al quale dedicò nel 1575 il Secondo libro de madrigali a cinque voci de floridi virtuosi del serenissimo ducca. Il soggiorno in Germania spiega Mi stare pone totesche, un brano che imita in maniera esilarante l’incerta pronuncia italiana dei mercenari tedeschi che in quel periodo vivevano nel frammentato territorio italiano. Un altro tema molto caro agli autori della villanella era quello della vecchia bramosa d’amore, che era spesso raffigurata con la stessa ironia impietosa con cui venivano delineati gli arzilli barbogi dell’opera buffa, a volte addolcita da un velo di rassegnata mestizia. Questo aspetto trova espressione nel brano del virtuoso bresciano Biagio Marini, Ovviamente un programma dedicato al repertorio del Regno delle Due Sicilie non poteva prescindere dai travolgenti ritmi della tarantella e della pizzica, danze di tradizione popolare e riprese da parecchi compositori sei-settecenteschi, che godono ancora di una grandissima fortuna.


Diplomata a pieni voti in canto e musica vocale da camera presso il Conservatorio di Mantova, Laura Lanfranchi ha studiato per molti anni anche il violino. Vincitrice di numerosi concorsi vocali tra cui quello di musica vocale da camera “Città di Conegliano Veneto”. Ha cantato Folk Songs di L. Berio diretta da Danilo Grassi per il festival “Di nuovo musica” di Reggio Emilia, Ravello Festival, Roma Palazzo Pamphilj. Ha seguito, come vincitrice di borsa di studio, corsi di perfezionamento sulla vocalità mozartiana e monteverdiana con il soprano Graziella Sciutti e il tenore Nigel Rogers presso l’Accademia di Villecroze en Provence. A seguito di questa esperienza si è occupata prevalentemente di musica

sacra, barocca e cameristica e si è esibita come solista in numerose occasioni: Gloria e Beatus Vir di A. Vivaldi (Chiesa delle Grazie di Brescia), Magnificat di T. Albinoni, Salmo 49 di B. Marcello, Synfonia Pytagoras di T. Fortmann (Teatro della Laguna di Orbetello), Gloria, Beatus Vir e madrigali di C. Monteverdi (Chappelle S. Victor a Villecroze), Carmina Burana di C. Orff (Teatro Sociale di Mantova), Missa Brevis di Z. Kodaly, Messe Basse di G. Fauré (Teatro Regio di Torino), Jephte di G. Carissimi (Ensemble Arte e Musica), Messa per il Santissimo Natale di A. Scarlatti (Roma e Rieti Ensemble Festina Lente). Ha cantato

nelle seguenti opere: Ballo delle ingrate e Combattimento fra Tancredi e Clorinda di C. Monteverdi (Teatro Bibiena di Mantova), L’Isola di Alcina di G. Gazzaniga (Teatro Filarmonico di Verona), Didone ed Enea di H. Purcell (Teatro municipale di Tunisi), Memet di G.B. Sammartini (Sala Farnese a Bologna e Metropolitan Museum of Art di New York). Ha inciso musiche di Paccini per Eridania, l’opera Memet di Sammartini per Dynamic e un doppio CD di madrigali di F.M. Marini per Roda Viva. Lavora stabilmente da 11 anni nel coro del Teatro Regio di Torino e collabora con il Coro Filarmonico della Scala. Nell’ambito piemontese canta in tre gruppi di musica barocca: Collegio Musicale, Musici di Santa Pelagia e Vox Libera, diretti rispettivamente da Adriano Gaglianello, Maurizio Fornero e Dario Tabbia. Con questi gruppi si è esibita da solista e in formazione cantando: Magnificat di T. Alinoni, Messa a 4 voci, Missa Dolorosa e Stabat Mater di A. Caldara, Missa Sancti Joannis de deo di J. Haydn, Litanie Lauretane kv 109 e Missa Brevis kv 65 di W.A. Mozart, O Praise the lord with one consent hwv 250, I will magnify thee hwv 250 di G.Fr. Handel, La Barca e il Festino di A. Banchieri, Laetatum Sum e Magnificat di A. Scarlatti, Selva Morale e Spirituale di C. Monteverdi, O magnum misterium di Palestrina, Tenebre Responsories di L. da Victoria, in festival quali: Unione Musicale Torino, Regie Sinfonie, Antiqua 2009, Festival Armonie sul Lago ad Orta, Filarmonica di Saluzzo, Laudes Paschales, Cori a Palazzo di Mantova, Kalendamaya, Invaghite Note, Ravenna Festival. Nel 2010 con il coro del Teatro Regio di Torino ha cantato in una tournée in Cina (Shanghai) e Giappone (Tokyo, Yokohama) sotto la direzione di Gianandrea Noseda.


Nato a Roma, dopo aver studiato chitarra classica, Federico Marincola ha seguito i corsi di liuto del Conservatorio “Sweelinck” di Amsterdam e del Royal College of Music di Londra, dove si è diplomato in liuto e musica antica. Si è in seguito laureato con lode presso la facoltà di Sociologia dell’Università di Urbino e diplomato in Liuto con il massimo dei voti presso il Conservatorio S. Cecilia di Roma. Ha inoltre conseguito il diploma di canto presso il Conservatorio di Musica di Menton (Francia), specializzandosi nel repertorio vocale rinascimentale e barocco. Da più di venti anni svolge un’intensa attività concertistica (Europa, Americhe ed Asia) come solista, in ensemble e in orchestra. Oltre ad aver partecipato a numerosissime incisioni sia in orchestra che in ensemble, ha realizzato vari CD solistici di liuto e chitarra rinascimentale per la casa discografica Verany-Arion. Questi ultimi lavori sono stati entusiasticamente accolti dalla critica internazionale, e la rivista francese Diapason lo ha riconosciuto come uno dei maggiori interpreti mondiali per quanto riguarda la discografia liutistica rinascimentale.

Eclettico polistrumentista, Massimo Sartori ha intrapreso lo studio del flauto diritto con Lorenzo Cavasanti e più di recente della viola da gamba con Guido Balestracci.
Si è lauretao im viola da gamba presso il Conservatorio “Giuseppe Vedi” di Torino.
Si è specializzato nell’esecuzione della musica medievale, rinascimentale e barocca partecipando a masterclasses tenute, fra gli altri, da A. Bernardini, S. Bragetti, J. Tyson, K. Boeke e W. van Hauwe. 
Collabora con varie formazioni con le quali ha effettuato numerose registrazioni discografiche (Stradivarius, Tactus, Nuova Carisch, Brambus Records) ed è stato ospite di significative rassegne musicali in Italia e all’estero. 
Ha preso parte, in qualità di musicista, ad alcune rappresentazioni teatrali sotto la regia di E. Fenoglio e F. Urban. Come flautista è stato scritturato da RAI 3 per alcune produzioni televisive. 
Dal 1991 fa parte del Cantovivo, gruppo torinese presente da oltre venticinque anni nei più importanti circuiti del folk europeo. Ha effettuato numerosi concerti in Italia, Francia, Svizzera, Austria, Belgio, Olanda, Germania, Spagna, Portogallo e a Cuba. È docente di musica e svolge una intensa attività concertistica.


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giovanni battista bassani 1647/1657-1716 ca. giona Oratorio per soli, orchestra e basso continuo

Giona Carlo Vistoli Testo Mauro Borgioni Atrebate Raffaele Giordani Speranza Laura Antonaz Obbedienza Margherita Rotondi Orchestra d’archi di Ravenna “Les Nations� direttore al clavicembalo Maria Luisa Baldassari


note di sala

T

ra il xvii e il xviii secolo in Italia si assistette alla fioritura dell’oratorio, un lavoro di carattere devozionale basato che si era sviluppato dalla lauda cinquecentesca e aveva conosciuto una brusca accelerazione dopo il Concilio di Trento, per contrastare l’approccio più diretto con cui i predicatori riformati si rivolgevano alle comunità di fedeli dei paesi di lingua tedesca. Di questo genere ci sono pervenuti centinaia di opere spesso di livello artistico molto elevato - che continuano ad attendere di essere riscoperti organicamente e di essere proposti al grande pubblico. Questo concerto ha il grande merito di presentare uno dei capolavori di Giovanni Battista Bassani, compositore padovano che ebbe l’inusitato onore di essere preso in considerazione nientemeno che da Johann Sebastian Bach, che fece trascrivere sei sue messe e se ne ricordò in alcune opere. Come molti suoi contemporanei, Bassani non fu profeta in patria e intorno al 1672 si trasferì a Ferrara, dove ricoprì l’incarico di organista dell’Accademia della Morte, una delle istituzioni religiose più in vista della città estense, che si occupava di fornire i conforti ai condannati alla pena capitale e della sepoltura dei cadaveri abbandonati. Nel corso dei quarant’anni che trascorse a Ferrara, Bassani diede prova di essere un compositore tanto prolifico quanto eclettico, scrivendo una ricca messe di lavori strumentali, tredici opere liriche -

tutte andate perdute, fatta eccezione per qualche aria de Gli amori alla moda - e altrettanti oratori, cinque dei quali sono sopravvissuti.

Il Giona è con ogni probabilità una delle opere di maggior successo di Bassani, in quanto - dopo essere stata eseguita per la prima volta a Modena nel 1689 - fu riproposto a Ferrara nel 1691 e nel 1696 e a Firenze nel 1693, un fatto tutt’altro che frequente in un’epoca in cui venivano composte opere a getto continuo. Protagonista assoluto è il profeta biblico a cui Dio aveva chiesto di andare a convertire gli assiri, ma che aveva rifiutato il pericoloso incarico, finendo dopo alcune peripezie per mare per essere ingoiato da una balena. Dopo essersi pentito della sua decisione, Giona viene rigettato per intervento divino sulla riva del mare, dove termina il libretto di Ambrogio Ambrosini. Sotto il profilo stilistico, il Giona vanta una scrittura molto incisiva e variegata, che alterna sapientemente i toni lirici a quelli drammatici e delinea con grande efficacia l’animo tormentato dell’antico profeta.


L’Ensemble Les Nations è presente da alcuni anni sulla scena musicale italiana; nato con l’intento di approfondire il repertorio barocco italiano ha in seguito esteso i suoi interessi al repertorio rinascimentale, su solide basi di ricerca filologica che però non trascura l’aspetto spettacolare. Il gruppo ha registrato per RAI Radio3, ha partecipato a numerose rassegne e festival musicali in diverse città italiane (ricordiamo i prestigiosi Bolzano Festival, il Festival del concorso internazionale Guido d’Arezzo e il doppio appuntamento MITO, 2007 e 2008) ed è stato invitato a festival musicali in Grecia e Francia; su commissione della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo ha allestito ’Euridice’ di Jacopo Peri, che ha avuto diverse repliche in vari luoghi storici del Veneto nell’estate 1999 con notevole successo di pubblico. La stessa opera è stata commissionata di recente dal prestigioso festival MITO 2008. Nell’ottobre 1997 l’ensemble ha inciso il primo compact, dedicato alle musiche sacre

del compositore mantovano/veronese B. Tromboncino per la casa discografica Tactus. La registrazione è stata modellata sulla pratica vocale e strumentale del primo Rinascimento, in particolare nel nord Italia e a Venezia. Un nuovo CD dedicato alla musica profana di Tromboncino è uscito nel 2001; nel 2002 è stata pubblicata invece una registrazione di composizioni sacre e profane del polifonista Costanzo Porta. Dal 2005 inizia invece la ricerca sull’oratorio emiliano romagnolo di fine ’600, che ha prodotto finora 5 titoli: il primo anno è uscito il CD che contiene l’oratorio di Giovanni Paolo Colonna Il Transito di S. Giuseppe, inedito conservato alla biblioteca Estense di Modena, trascritto per l’occasione. Nel 2008 è uscito un altro oratorio inedito, San Sigismondo re di Borgogna, del compositore bolognese Domenico Gabrielli, e. nel 2011 l’ultima produzione ha visto eseguire e registrare il Mosè di Giacomo Antonio Perti. In uscita nel 2014 Gionata di Antonio Pio e Assalonne di G. P. Colonna, mentre il lavoro


proseguirà con il Giona di G. B: Bassani. I suoi componenti hanno al proprio attivo ampie esperienze musicali come solisti, docenti in conservatori e corsi di perfezionamento musicale, musicologi. “Con le sue sonorità (Les Nations) ci ha riportato a un epoca più felice...” [K.Papadakis, Rethimnika Nea, Creta]. “L’Ensemble Les Nations è riuscito felicemente a far concordare codici stilistici e codici di ascolto...” [Il Resto del Carlino] “Il festino del Giovedì grasso eseguito dall’Ensemble Les Nations...un appuntamento imperdibile” [La Nazione] “An interpretation full of grace...” [Early Music America] www.ensemblelesnations.eu

Carlo Vistoli nasce a Lugo (RA) nel 1987. Conseguita nel 2006 la Maturità Classica, si iscrive alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università di Bologna. Dopo aver studiato chitarra classica e pianoforte, si dedica allo studio del canto lirico come controtenore, dapprima con il tenore Fabrizio Facchini (dal 2005 al 2007) e il controtenore Michele Andalò (nel corso del 2007), ed attualmente con il tenore William Matteuzzi (dal 2007) e il contralto Sonia Prina (dal 2012). Partecipa

a masterclass sulla vocalità barocca tenute da Monica Bacelli, Sara Mingardo e Sonia Prina. È inoltre iscritto al Triennio di Canto rinascimentale e barocco presso il Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara. Dal 2010 si esibisce in recital solistici in varie città italiane, spesso in duo con il clavicembalista Marco Farolfi. Nel giugno 2012 canta nell’ambito del Ravenna Festival 2012, in un concerto assieme al tiorbista Fabiano Merlante e a Cristina Mazzavillani Muti quale voce recitante. Selezionato tramite il Concorso Primo Palcoscenico, indetto dal Conservatorio “B. Maderna” di Cesena, debutta, nell’ottobre 2012, nel ruolo della Sorceress in Dido & Aeneas di Henry Purcell (concertazione di Luca Giardini; regìa di Gabriella Medetti), presso il Teatro Bonci di Cesena (RA), con successiva replica presso il Teatro Alighieri di Ravenna. Nel novembre 2012, canta il ruolo di Licida ne L’Olimpiade di Josef Mysliveček (direzione di Oliver von Dohnányi; regìa di Ludek Golat) presso il Teatro Comunale di Bologna, nell’àmbito di un progetto della Scuola dell’Opera Italiana di Bologna. Nel 2013 incide un disco per l’etichetta Tactus dedicato al repertorio sacro di Ippolito Ghezzi (1650-dopo il 1709), assieme ai complessi strumentali e vocali della Cappella Musicale di San Giacomo Maggiore di Bologna. Nel dicembre 2013 è solista nel Weihnachts-Oratorium bwv 248 di Johann Sebastian Bach a Bordeaux, con la direzione di Éliane Lavail. Distintosi in vari concorsi internazionali, riceve i seguenti riconoscimenti: vi Concorso Internazionale Città di Bologna 2012: Targa del Centro Studi Farinelli (miglior interprete barocco); Targa Teatro Guardassoni (Premio del Pubblico); i Concorso Internazionale “Cleto Tomba” 2012 di Castel San Pietro Terme (BO): i Premio; iii Internationaler Gesangswettbewerb für Barockoper Pietro Antonio Cesti 2012 di Innsbruck: finalista; v Concorso Internazionale di Canto “Renata Tebaldi” 2013 - Repertorio antico e barocco di San Marino: i Premio; Premio Rotary. xiii Concorso Internazionale “Musica Sacra” di Roma: finalista.


Mauro Borgioni ha studiato canto al Conservatorio di Perugia per poi specializzarsi nella vocalità antica e nel canto barocco presso la Scuola Civica di Milano e successivamente al Conservatorio di Cesena. Si esibisce come solista con un repertorio che spazia dal madrigale alla cantata, dall’oratorio all’opera, prendendo parte a varie produzioni tra cui Vespro della Beata Vergine di Monteverdi, Oratorio di Natale, Matthaus, Johannes Passion, Messa in Si minore, Magnificat di Bach, Messiah di Handel, Requiem di J. Gilles e A. Campra, Nelson-Messe di Haydn, Vesperae e Missae di Mozart, Via Crucis di Listz, Requiem di Faure, lavorando con La Venexiana, Il Canto di Orfeo, Cantar Lontano, Concerto Italiano, Coro della Radio Svizzera, LaVerdi Barocca, Orchestra da Camera di Mantova, I Turchini, Academia Montis Regalis, La Stagione Armonica, Accademia Hermans, Odecathon e Micrologus. Collabora con importanti direttori e musicisti, tra cui Claudio Cavina Gianluca Capuano, Rinaldo Alessandrini, Marco Mencoboni, Diego Fasolis, Leonardo G. Alarcon, Antonio Florio, Corrado Rovaris, Johnatan Webb, Michele Campanella, Chiara Banchini, Lorenzo Ghielmi, Sergio Balestracci. Ha interpretato Apollo ne L’Orfeo (Festival di Santander), Giove ne Il ritorno di Ulisse in patria (Cité de la Musique di Parigi; Tage Alte Musik Regensburg,

Concertgebouw di Amsterdam, Musikfest Stuttgart) e Mercurio/Familiari ne L’Incoronazione di Poppea (Sinfonia en Perigord, MITO Milano); il Testo ne Il Combattimento di C. Monteverdi (Citè de la Musique di Parigi), Pastore e Caronte ne L’Euridice di Giulio Caccini (Altemusik Innsbruck), Il Damone di Alessandro Stradella (Segni Barocchi, Foligno), Mondo e Consiglio ne Rappresentatione di Anima et Corpo di E. de’ Cavalieri (Copenaghen Renaissance Music Festival), Aeneas in Dido & Aeneas di Purcell (Teatro Bonci di Cesena, Teatro Alighieri di Ravenna, Teatro Verdi di Gorizia), Don Roberto ne La Stanza Terrena di A. Miari (Teatro Comunale di Belluno), The Traveller in Curlew River di Benjamin Britten (Sagra Musicale Umbra). Inoltre ha preso parte a diversi allestimenti tra cui Festa Monteverdiana, spettacolo con musiche di C. Monteverdi e la regia di Pierluigi Pizzi (Sferisterio di Macerata); Myth, opera del coreografo belga/ marocchino Sidi Larbi Cherkaoui, in scena in tutte le capitali europee (produzione congiunta di Toneelhuis di Anversa, Theatre de la Ville di Parigi, Saddler’s Theatre di Londra, Art Foundation di Ottawa, Fondazione Musica per Roma) con l’ensemble Micrologus; La Fabula d’Orpheo, rappresentazione sul testo del Poliziano con musiche del primo Rinascimento, prodotta da Fondation Royaumont (Parigi) e Ensemble Lucidarium. Ha inciso per le etichette discografiche Zig-Zag Territoires, Alpha-Prod, Bongiovanni, Dynamic, Elucevanlestelle Records, Stradivarius, K617, Glossa, ORF, Arcana, Ricercar e per emittenti radiofoniche e televisive.

Raffaele Giordani è laureato in Chimica presso l’Università di Ferrara, ma la passione per la musica lo spinge a intraprendere anche la formazione musicale presso il Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara. Attualmente si perfeziona con M. Luisa Vannini e Sonia Prina. Collabora con i migliori ensemble italiani ed europei di


musica antica tra cui: Concerto Italiano, La Venexiana, Malapunica, Odhecaton, De Labyrintho e Vox Altera (con cui affronta anche il repertorio contemporaneo). È membro de’ La Compagnia del Madrigale dalla sua fondazione. Nel repertorio solistico di epoca barocca o più tarda sono da segnalare opere quali cantate ed oratori di G.Fr. Händel, di J.S. Bach. e Combattimento di Tancredi e Clorinda, di Monteverdi; Requiem di Mozart, collaborando con direttori quali, tra gli altri, di Rinaldo Alessandrini, Michael Radulescu, Ottavio Dantone, Fabio Bonizzoni, Diego Fasolis. Ha cantato, in numerosi festival di musica antica e stagioni operistiche i seguenti ruoli: Bastian in Bastian und Bastienne di Mozart; Pastore e Apollo, nell’Orfeo ed Eurimaco ne Il Ritorno di Ulisse in Patria di Monteverdi; Aminta nell’Euridice di Peri e Un Pastore nell’Euridice di Caccini; Mr. K, Karl e Un Imprenditore in Joseph K, il processo continua di F. Hoch, in prima assoluta a Lugano. Con il pianista Marco Giardini affronta repertorio liederistico e cameristico tenendo concerti in varie stagioni musicali del nord Italia. Ha inciso per Naïve, Glossa, Ricercar, Arcana, Amadeus, Stradivarius, Bottega Discantica, Tactus, Rai Radio3, Deutsche Grammophon, (con Claudio Abbado), WDR e RSI. Le sue incisioni vantano numerosi premi tra cui Diapason d’or de l’année, Choc de l’année, Midem Classical Award, disco del mese Amadeus.

Dopo il diploma in canto conseguito al Conservatorio “G. Tartini” di Trieste, Laura Antonaz ha proseguito gli studi con Jessica Cash e con Serge Wilfart. Il suo indirizzo interpretativo predilige la dimensione della vocalità barocca e liederistica. Ha perfezionato la prassi esecutiva con Nigel Rogers, Joshua Rifkin, Alan Curtis, e il repertorio liederistico con E. Werba e Ch.Ludwig. Ha vinto il concorso internazionale di Bardolino per cantanti di Lieder, il “G.B. Pergolesi” di Roma, il concorso della “Società dell’Opera Buffa” di Milano. Ha debuttato nel Flauto magico di Mozart a Trieste, seguito da Paisiello, Jommelli, Cavalli, Gluck, Weber, Offenbach, fino all’Agrippina di Haendel a Buenos Aires e Monteverdi a New York, Lincoln Center. È ospite di prestigiosi festival (Bruges, Utrecht, Lugano, Lucerna, Milano, Tenerife, Rio de Janeiro) in collaborazione con I Barocchisti, la Radio Svizzera Italiana, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, La Risonanza, Concerto Italiano, Odhecaton, Les Nations, Ensemble La Fenice. L’oratorio è il fulcro della sua attività, dagli inediti secenteschi a Haendel, Bach, Haydn, Schumann. Ha effettuato più di trenta incisioni discografiche per Tactus, Stradivarius, Discantica, Nuova Era, Rivo Alto, Amadeus.


Nata a Bari nel 1986, Margherita Rotondi si diploma in canto con il massimo dei voti sotto la guida del mezzosoprano N. Ciliento presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari. Nel 2006 ha cantato da solista a New York con l’Accademia del Canto in collaborazione con l’associazione culturale “Van Westerhout Cultural Activities”. Nel 2007 ha debuttato nel ruolo di Sofia nell’operetta I fiori della piccola Ida della compositrice Elisabetta Tritto eseguita in prima assoluta all’interno del Festival “I Mozartini”. Ad aprile 2009 ha cantato come solista nel Auditorio Conde Duque di Madrid e a maggio si è esibita nel Teatro Piccinni di Bari. Nel 2009 ha interpretato il ruolo di “Voce di Sopranino” nell’opera Il Tabarro all’interno del Festival Operistico del Mediterraneo. Nel 2010 e nel 2011 è stata Annina nella Traviata”di G. Verdi all’interno del Festival Lirico nell’Abbazia di Casamari. A settembre 2010 ha debuttato il ruolo di Ines nel Trovatore di G. Verdi. È stata Flora in Traviata al Bitonto Opera Festival diretta da G. Solliman e al Festival Lirico nell’Abbazia di Casamari, dove ha debuttato nel 2011 come solista nella Messa in do maggiore di L. van Beethoven. Ha frequentato masterclass con Erik Battaglia e Valentina Valente per il repertorio cameristico italiano, spagnolo, tedesco e

francese, con Lucrezia Messa, Sherman Lowe e Paola Pittaluga per la tecnica vocale, con Bruna Baglioni, Lella Cuberli, Mariella Devia, Paolo Coni, Vittorio Terranova e Stefania Bonfadelli per il repertorio operistico, con Roberta Mameli e Sonia Prina per il repertorio barocco. Ad aprile 2012 è entrata a far parte dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”. Ha partecipato al Festival della Valle d’Itria interpretando una dottoressa nell’opera contemporanea Nur di M. Taralli ed è stata cover del ruolo di Semira nell’Artaserse di Hasse diretto da C. Rovaris con la regia di G. Lavia e del ruolo di Fatima nella Zaira di V. Bellini. Sempre all’interno del festival ha tenuto diversi concerti di musica antica con A. Greco ed il concerto di Liederistica accompagnata al pianoforte da E. Papadia. Sempre con l’Accademia Celletti, nel 2012 ha debuttato nell’Orfeo di Luigi Rossi/Daniela Terranova all’interno dell’ottavo Tallinn Chamber Music Festival. A novembre ha debuttato nel Gloria e nel Beatus Vir di A. Vivaldi in Albania. A maggio 2013 ha debuttato nel ruolo di Cherubino ne Le Nozze di Figaro di W.A. Mozart presso il LuccaOperaFestival. A luglio 2013 ha debuttato con L’Opera de Chambre de Geneve ne Lo Speziale di Haydn nel ruolo di Volpino. A settembre ha partecipato alle celebrazioni per il quarto centenario della morte di Carlo Gesualdo a Gesualdo, esibendosi con l’ensemble madrigalistico Fiorilegium Vocis. Ad ottobre 2013 è stata Lola in Cavalleria Rusticana presso L’Ente Concerti Maria De Carolis di Sassari. Ad ottobre 2014 debutterà Nerone ne L’Incoronazione di Poppea a Tokyo con il M° Cavina. Ha vinto il primo premio al Concorso Internazionale di Canto Lirico Federico ii presieduto dal M° Arena. Si sta specializzando nel repertorio barocco presso il Conservatorio di Ferrara sotto la guida del contralto Sonia Prina.


Luca de Paolis Piazza Aia di Pile, 9 67100 L’Aquila italy +39.347.3327349 info@ldpflautidolci.net www.ldpflautidolci.net

Accademia Europea Villa Bossi Bizzi Strumenti Storici a Tastiera Via Carlo Bossi, 33 21020 Bodio Lomnago italy +39.0332.969059 www.bizzi.com www.accademiavillabossi.com


corsi � seminari Il Corso Internazionale di Musica Antica, giunto quest’anno alla 16ma edizione, si pone ormai come un un punto di riferimento nel panorama italiano della musica antica, attirando ogni anno sempre più allievi e professionisti da tutto il mondo.

corsi individuali Walter van Hauwe masterclass di flauto diritto

Noelia Reverte viola da gamba

Lorenzo Cavasanti Manuel Staropoli flauto diritto e traversiere

Federico Bagnasco violone

Birgit Pircher assistente di flauto diritto Lia Serafini canto Fulvio Rampi canto gregoriano Maurizio Cadossi violino barocco

Daniele Bovo violoncello barocco Sergio Ciomei clavicembalo Claudia Ferrero basso continuo e clavicembalo Ugo Nastrucci liuto, tiorba e chitarra barocca Alessandro Pontremoli danza storica corsi collettivi Consort di flauti dolci Consort rinascimentale Ensemble vocale Improvvisazione Musica d’insieme LdP Recorders Workshop Due laboratori pratici di base ed avanzato a cura di Luca de Paolis.


Il Corso di Formazione per Giovani Musicisti è rivolto agli studenti dei corsi di base, interessati ad avvicinarsi agli strumenti storici, continuando parallelamente il percorso sugli strumenti moderni. Il corso è organizzato dai docenti dell’Istituto Musicale “Accademia del Ricercare” di Settimo T.se ed è inserito all’interno del festival Antiqua 2014, in contemporanea con il xvi Corso Internazionale di Musica Antica.

docenti Germana Busca flauto Vittoria Panato violino Luisa Busca tastiere storiche Alessandro Bucchieri percussioni Gino Borio chitarra

h 21.00 chiesa di santa marta ~ romano canavese Concerto finale degli allievi del corso


h 21.15 chiesa parrocchiale ~ scarmagno

georg philipp telemann 1681-1767 sonate e concerti Sonata per flauto dolce, violino e continuo in re minore Largo, Allegro, Grave, Allegro, Presto Sonata per flauto dolce, viola da gamba e continuo in fa maggiore Allegro, Largo, Allegr Sonata per due flauti dolci e continuo in la minore Adagio, Allegro, Largo, Allegro Concerto a quattro flauti in fa maggiore Adagio, Allegro, Largo Allegro Quartetto in do minore per flauto dolce, oboe o flauto, violino e continuo Adagio, allegro molto, Largo, Allegro

flauti Susanne Geist, Federico Vitalone, Julian Dodaj, Hagen Goar Bornmann violoncello Nicola Brovelli con la collaborazione dei docenti flauto e oboe barocco Manuel Staropoli clavicembalo Claudia Ferrero tiorba e chitarra barocca Ugo Nastrucci


note di sala

S

ebbene abbia conosciuto la sua massima diffusione e la sua maggiore popolarità in epoca rinascimentale, quando veniva utilizzato nelle chiese, nelle corti, come strumento pastorale e addirittura nei complessi militari, il flauto dolce continuò a godere di una grande fortuna anche nel xviii secolo, sfiorendo poi rapidamente con gli ultimi bagliori dell’esaltante stagione barocca. Se considerata nella sua giusta prospettiva, la lunga e gloriosa storia del flauto dolce - che affonda le sue origini in tempi remotissimi e prosegue ancora oggi riveste un carattere davvero eccezionale, in quanto seppe tenere validamente testa a strumenti più versatili come il violino, l’oboe e il flauto traversiere, pur non potendo vantare le stesse risorse tecniche ed espressive. Uno dei suoi principali punti di forza consisteva in una tecnica non eccessivamente complessa, che lo metteva alla portata di molti appassionati e dilettanti privi di particolare talento. Questa schiera di amateurs costituiva anche un mercato molto appetibile per i compositori più attenti alle possibilità offerte dal mercato editoriale come Georg Philipp Telemann, che diedero alle stampe parecchi lavori eseguibili con il flauto, il violino o l’oboe in modo da massimizzare le vendite. Sbaglierebbe di grosso però chi pensasse che Telemann si dedicava a questo strumento solo sulla base di considerazioni economiche.

Il grande compositore di Magdeburgo dimostrò infatti in molte occasioni di saper trarre il massimo da questo strumento dal suono alquanto esile e dall’estensione limitata,

scrivendo opere di straordinaria bellezza, di cui la celeberrima Suite in la minore non rappresenta che la punta dell’iceberg. Il segreto di Telemann consisteva semplicemente nel prendere tutto quello che lo strumento era in grado di dare che, a ben vedere, non è affatto poco! - e nell’utilizzarlo nella maniera più naturale possibile, esaltandone da un lato la vena cantabile e dall’altro la propensione per il virtuosismo. Con questo semplice - almeno in teoria - sistema videro la luce alcuni dei più grandi capolavori di Telemann, perle di incomparabile bellezza che continuano ad ammaliare anche il pubblico di oggi.


h 21.15 chiesa di santa marta ~ romano canavese

walter van hauwe flauto dolce sergio ciomei clavicembalo Jacques Hotteterre le Romain (±1580-1761) Preludes L’Art de Préluder (1712) François Couperin (1668-1733) Quatrième Concert Royaux in mi minore Prélude, Allemande, Courante Françoise, Courante a L’italiéne, Sarabande, Rigaudon, Forlane Rondeau Georg Philipp Telemann (1681-1767) Fantasie n. 9 Affettuoso, Allegro, Grave, Vivace Johann Sebastian Bach (1685-1750) Partita bwv 997 Prelude, Sarabande, Gigue Jhr. Jacob van Eyck (±1590-1657) Da Der Fluyten Lusthof (1635) Isang Yun (1924-1997) Der Besucher der Idyle Vier Chinesische Bilder (1993) Jhr. Jacob van Eyck Da Der Fluyten Lusthof (1635) Carl Philipp Emanuel Bach (1714-1788) Sonata in sol minore wotq 135 Adagio, Allegro, Vivace


note di sala

P

arallelamente alla progressiva affermazione del movimento filologico, una ventina di anni fa anche il pubblico si divise tra quelli che erano rimasti conquistati dal repertorio rinascimentale e barocco appena riscoperto, chi rimaneva fedele al verbo romantico di Beethoven e Brahms e quanti si avventuravano nelle lande tutte da esplorare della produzione contemporanea, oltre ovviamente ai melomani legati a filo doppio alle opere di Verdi e Puccini. In questo modo si vennero a creare forti contrapposizioni, con gli uni che difendevano il proprio orticello rifiutandosi ostinatamente di prendere in considerazione quello degli altri, in una maniera non molto dissimile da quella dei tifosi di calcio, capaci di vedere solo la propria squadra del cuore. Il programma di questo concerto sembra fatto apposta per dimostrare che nella musica questi steccati sono del tutto assurdi,

anche le opere degli autori più grandi non nascono dal nulla, ma sono figlie di una continua evoluzione dove nulla succede per caso, al punto che alla musica si potrebbe applicare il famoso detto del naturalista Carlo Linneo Natura non facit saltus.

Date queste premesse, nessuno può storcere il naso di fronte a questo programma di sorprendente bellezza, che abbina alcuni capolavori dei grandi maestri barocchi come Dario Castello, Jean Jacques Hotteterre e François Couperin Le Grand ai brani di due compositori dei giorni nostri come il coreano Isang Yun e l’olandese Louis Andriessen. Non si tratta di una proposta provocatoria, ma della dimostrazione che - nonostante il trascorrere dei secoli e l’avvicendarsi delle mode - l’uomo rimane sempre se stesso, un essere perennemente alla ricerca della bellezza e dell’espressione delle sue istanze più profonde. Il desiderio di andare sempre un passo più avanti costituisce una delle caratteristiche principali di Carl Philipp Emanuel Bach, compositore che partendo dai capolavori di suo padre pose le basi da cui Ludwig van Beethoven avrebbe spalancato le porte alla sensibilità romantica che - seppure in forma sempre un po’ diversa - sarebbe giunta fino alla fine del xix secolo con Brahms. Il fil rouge che unisce questo inedito viaggio musicale è costituito dal flauto dolce, uno strumento che - sebbene continui a vedersi preferire da molti il violino o il pianoforte - accompagna con le sue sonorità brillanti ed evocative la storia dell’uomo da secoli, rivelando un’attualità che lo ha reso molto appetibile agli occhi - e alle orecchie - di due dei più eminenti compositori contemporanei e dimostrando la validità di un’altra celebre legge scientifica, quelle secondo cui nulla si crea e nulla - per fortuna - si distrugge.


Considerato tra i migliori e più esperti esecutori del suo strumento, da molto tempo Walter van Hauwe si occupa della tradizionale letteratura del flauto dolce non solo come solista ma anche come membro dell’ensemble Quadro Hotteterre (1969 insieme a Kees Boeke) e Little Consort (1979). Ha suonato sia il flauto dolce che il traverso in molte performance e registrazioni con Nicolaus Harnoncourt, Gustav Leonhardt e Frans Brüggen . Nel 1971 è stato co-fondatore, insieme a Frans Brüggen e Kees Boeke, del controverso e sperimentale ensemble di flauti dolci “Sour Cream”. Le scoperte effettuate con questo ensemble sulle tecniche flautistiche e l’interpretazione di una grande varietà di stili musicali (che coprono un periodo di oltre sei secoli) sono convogliate in un metodo professionale diviso in tre volumi, The Modern Recorder Player, edito da Schott e tradotto in diverse lingue. La sua affinità con la letteratura contemporanea si è sviluppata nel corso degli anni e ha ispirato molti compositori come Franco Donatoni e Isang Yun, a scrivere musica per il flauto dolce. Grazie ad una breve ma intensa collaborazione con i giapponesi Keiko Abe e poi con la Maarten Altena Ensemble, specializzato in musica contemporanea improvvisata con forti influenze jazzsperimentale, van Hauwe ha sviluppato

un grande interesse per l’improvvisazione. Come insegnante, Walter van Hauwe ha lavorato presso il Conservatorio di Amsterdam dal 1971, dove ha ricevuto molti studenti provenienti da tutto il mondo e viene spesso invitato a tenere master class di interpretazione per quasi ogni stile di musica, in particolare per la musica contemporanea. In tale veste collabora con Nobuko Imai, Seiji Ozawa, The Aurelia Quartett e molti altri. Nel 2001 è stato responsabile per la programmazione e la registrazione del ciclo dedicato a J.S. Bach durante il famoso Saito Kinen Festival di Matsumoto, in Giappone. Dal 1988, van Hauwe cura il più dettagliato catalogo sulla musica contemporanea per flauto dolce, contenente circa 3400 titoli (fino a 40 campi di informazioni per ogni titolo) che possono essere consultate visitando www.blokfluit. org, insieme al catalogo del repertorio storico “Recorder Repertorio”, catalogando la musica originale dal xvi secolo fino al ‘900. Nel 2002 ha ricevuto il prestigioso premio olandese “Prins Bernard Music Award”. Ha registrato per Telefunken ‘Das Alte Werk’, Vanguard, Columbia - Denon, RCA, CBS, su Attacca e Channel Classics Moeck Verlag e per Channel Classics .


Nato a Genova nel 1965, Sergio Ciomei si è diplomato in pianoforte nel 1984 con il massimo dei voti e la lode, sotto la guida di Franco Trabucco. Si è in seguito perfezionato con Muriel Chemin, Piero Rattalino e András Schiff. Vincitore di numerosi concorsi pianistici, nel 1991 si è aggiudicato il secondo premio al concorso “Mozart” del Mozarteum di Salisburgo. Parallelamente all’attività pianistica, si è perfezionato in clavicembalo con C. Rousset e J.W. Jansen e in fortepiano con Andreas Staier e Laura Alvini. Dal 1989 al 1994 è stato assistente di Frans Brüggen e Kees Boeke ai corsi di musica barocca indetti dall’Accademia Chigiana di Siena. Svolge un’intensa attività concertistica in tutto il mondo come solista di pianoforte e clavicembalo, con il suo ensemble Tripla Concordia (fondato nel 2005) e con alcuni complessi di musica barocca (Il Giardino Armonico, Europa Galante, La Musiche Nove, La Scintilla) ospite di importanti istituzioni musicali quali Philharmonie di Berlino, Grand Théâtre di Ginevra, Wigmore Hall e Royal Albert Hall di Londra, Musikverein di Vienna, Auditorium Nacional di Madrid, Concertgebouw di Amsterdam, Théâtre des Champs-Elysées

di Parigi, Teatro Universidad di Santiago del Cile, festival di Bad Kissingen, Martigny, “Antiqua” di Genova, e Halle. Dal 1999 di dedica anche alla direzione d’orchestra soprattutto nel repertorio barocco eseguito su strumenti originali. Dal 2001 collabora con il mezzosoprano Cecilia Bartoli con concerti in tutto il mondo. Nel 2004 sono stati protagonisti di una serie di concerti negli Stati Uniti e in Russia (Dorothy Chandler Pavillon e Grande Sala del Conservatorio di Mosca). Recentemente ha iniziato una proficua collaborazione con l’Orchestra da Camera di Basilea che ha portato anche all’incisione di Affetti Barocchi per Sony Classical con Marjana Mijanovic e una tournée europea con Sol Gabetta e Marjana Mijanovic. Registra per le etichette Nuova Era, Opus 111, Dynamic, Cantus, Stradivarius, EMIVirgin, Sony conseguendo numerosi premi della critica internazionale. La sua incisione delle Sonate di Mozart per fortepiano e violino è stata premiata in Giappone come una delle più belle registrazioni “mozartiane” (Ontomo Guide for best Chamber Music).


h 21.15 chiesa di san genesio ~ perosa canavese

musica strumentale e vocale in italia

le meraviglie del barocco da napoli a venezia G.B. Fontana (ca. 1580-ca. 1630) Sonate a 1, 2 , 3 per violino o flauto col basso continuo D. Castello (xvii secolo) Sonata per flauto, violino e basso continuo da Sonate Concertate in Stil Moderno (edizioni 1621-1644) Allegro, Largo, Allegro A. Corelli (1653-1713) Triosonate per due flauti dolci e basso continuo A. Vivaldi (1678-1741) Sonate e concerti per archi

violino Francesco Bergamini flauti Pietro Scalzo, Luca Ventimiglia viola da gamba Chiara Torrero con la collaborazione dei docenti flauti Lorenzo Cavasanti clavicembalo Sergio Ciomei tiorba e chitarra barocca Ugo Nastrucci


note di sala

S

e nel corso del xix secolo l’Italia è stata senza dubbio la patria del melodramma grazie ai celebri lavori di Rossini, Verdi e Puccini, nei due secoli precedenti fu maestra del genere strumentale, dettando le regole del buon gusto anche ai compositori più carismatici, primo tra tutti il sommo Bach, che nei suoi anni giovanili studiò e trascrisse diversi concerti di Vivaldi, Marcello e Legrenzi. Il programma di questo concerto ci consente di ripercorrere le tre fasi dell’evoluzione di questo repertorio, che costituisce uno dei capitoli più gloriosi della storia dell’arte del nostro paese. Nei primi decenni del xvii secolo a Venezia si misero in evidenza due compositori che profusero gran parte del loro talento nel repertorio strumentale, il bresciano Giovanni Battista Fontana e Dario Castello, figura tuttora avvolta nel mistero, nonostante gli studi compiuti dai musicologi per svelarne l’identità.

Fontana e Castello diedero un contributo determinante alla transizione dalla “sonata per molti istrumenti” di breve durata e dalla struttura ancora estremamente fluida a opere pensate per le risorse tecniche ed espressive di uno strumento specifico come il violino, strumento che proprio in quegli anni stava conoscendo una rapida affermazione. In particolare, i due libri di Sonate in stil moderno di Castello rappresentarono un punto di svolta di grande importanza, facendo balenare prospettive fino ad allora inimmaginabili.

Dopo questa fase di definizione, Arcangelo Corelli portò i tre tipi di sonata (solistica, da camera e da chiesa) a straordinari livelli di perfezione formale, al punto da essere considerato un indiscutibile modello di stile. In questi anni – siamo a cavallo tra la fine del xvii e l’inizio del xviii secolo - un gran numero di musicisti stranieri si recò a Roma per studiare con Corelli (o semplicemente per ascoltarlo), portandone poi il suo verbo nel loro paese. La terza fase - quella della definitiva consacrazione a livello europeo - ebbe inizio subito dopo e trovò il suo principale alfiere in Antonio Vivaldi, il Prete Rosso che non si limitò a dare alle stampe le sue principali raccolte di concerti ad Amsterdam (come del resto aveva già fatto Corelli), ma scrisse parecchi concerti per illustri committenti stranieri, portando al massimo splendore il nostro repertorio strumentale.


h 21.15 chiesa di santa marta ~ romano canavese

zefiro duetti e trii con basso continuo Georg Friedrich Händel (1685-1759) Trio in fa maggiore per oboe, fagotto e basso continuo Johann Sebastian Bach (1685-1750) Preludio dal clavicembalo ben temperato Georg Friedrich Händel Sonata in si bemolle maggiore per oboe e basso continuo Antonio Vivaldi (1678-1741) Sonata per violoncello e b.c. Sonata in do minore per oboe e b.c. Giovanni Benedetto Platti (1697-1763) Trio in sol maggiore per oboe, violoncello e basso continuo François Couperin (1668-1733) Preludio da L’art de toucher le clavecin Concert royal n. 1 in sol maggiore Georg Philipp Telemann (1681-1767) Sonata in fa minore per fagotto e basso continuo Giovanni Benedetto Platti Trio in do minore per oboe, fagotto e basso continuo

Ensemble Zefiro oboe Paolo Grazzi fagotto Alberto Grazzi violoncello Gaetano Nasillo clavicembalo Luca Guglielmi


note di sala

S

e è senz’altro vero che nella letteratura cameristica barocca la fanno spesso da padroni il violino e il flauto (sia dolce sia traversiere), al punto da rappresentare agli occhi di molti i principali alfieri del repertorio sei-settecentesco, non bisogna nemmeno dimenticare che al loro fianco si misero in luce anche altri strumenti, che seppero esprimerne in maniera molto efficace lo spirito e gli affetti di quel periodo.

In particolare, nel corso di questi secoli la tecnica costruttiva degli strumenti a fiato fece passi da gigante, consentendo a strumenti come l’oboe e il fagotto di proporsi in veste solistica con sempre maggiore autorevolezza. Nel caso del fagotto si tratta di un risultato veramente ragguardevole, se si pensa che era rimasto confinato quasi esclusivamente alla formazione del basso continuo fino all’inizio del xvii secolo, quando il frate agostiniano spagnolo Bartolomé de Selma de Salaverde iniziò a scrivere opere pensate per le sue risorse tecniche ed espressive. Il fagotto seppe sfruttare molto bene l’opportunità che gli fu concessa, come dimostrano non solo i 39 concerti solistici di Vivaldi, ma anche le molte opere cameristiche che lo vedono dialogare brillantemente al fianco di altri strumenti.

Ascoltando le triosonate per oboe e fagotto di Händel e di Platti e la sonata di Telemann ci si rende conto che il fagotto non incarna l’immagine pesante e un po’ buffa di un vecchio brontolone, ma possiede una personalità dinamica e vivace, a proprio agio sia nella cantabilità degli andanti sia nei passaggi virtuosistici. Grazie al suo timbro morbido e pastoso, l’oboe riuscì a fare breccia nel cuore di tutti i compositori barocchi, che gli riservarono parti di spicco non solo in concerti e sonate solistiche, ma anche in arie da opere teatrali e di cantate sacre; uno dei suoi maggiori estimatori fu Bach, che utilizzò più volte anche l’oboe d’amore e l’oboe da caccia. Come si può notare nelle sonate di Händel e di Vivaldi, l’oboe dimostra di poter competere sotto il profilo dell’agilità sia con il violino sia con il flauto, potendo contare su una tavolozza di colori ricca e sontuosa. L’immancabile Vivaldi ci offre anche una bella sonata per violoncello - anch’egli per molto tempo habitué del basso continuo in felice libera uscita solistica - mentre il clavicembalo è assoluto protagonista nelle opere di Bach e di Couperin che concludono questo tour europeo.


Nel 1989 a Mantova, gli oboisti Alfredo Bernardini e Paolo Grazzi ed il fagottista Alberto Grazzi fondano Zefiro, un complesso con organico variabile specializzato in quel repertorio del Settecento in cui i fiati hanno un ruolo di primo piano. In questi anni Zefiro è diventato un punto di riferimento, in ambito internazionale, per il repertorio di musica da camera del ’700 e ’800 con strumenti d’epoca. I suoi fondatori, insegnanti presso i Conservatori di Musica di Amsterdam, Barcellona, Mantova, Verona, Milano, sono considerati tra i più validi esecutori nell’ambito della musica antica e apprezzati solisti di famose orchestre; si avvalgono della collaborazione dei migliori strumentisti in campo europeo. Zefiro è presente nei principali festival europei di musica (Amsterdam, Aranjuez, Barcellona, Bonn, Ginevra, Graz, Helsinki, Innsbruck, Liegi, Lione, Londra, Malmö, Manchester, Milano, Monaco di Baviera, Palma di Mallorca, Parigi, Potsdam, Praga, Ravenna, Regensburg, Salisburgo, Stoccarda, Utrecht, Vienna, ecc.) e con tournée in Israele, in Egitto, in Sud America (Cile, Argentina, Uruguay e Brasile - estate 2004), in Giappone (gennaio 2005), Canada (giugno 2006), Corea (settembre 2006) e Stati Uniti (agosto 2007, marzo e giugno 2009), riscuotendo ovunque un grande successo di pubblico e di critica. Zefiro è stato scelto dalla televisione belga per un documentario su Vivaldi ed ha al suo attivo la registrazione di 20 compact disc, tra cui le sei sonate di J.D. Zelenka, la musica per insieme di fiati ed i divertimenti per fiati e archi di W.A. Mozart, la musica per fiati di L.v. Beethoven, la Water Music di Händel e Wassermusik di Telemann, gli arrangiamenti per 13 strumenti a fiato di arie da Opere di Mozart e la pubblicazione dei Concerti per vari strumenti e Concerti per Oboe di A. Vivaldi (Opus 111/Naïve). Le registrazioni più recenti, pubblicate da Sony Music - Deutsche Harmonia Mundi, riguardano il concerto per oboe, il concerto per fagotto e il Concertone di Mozart, i

concerti dei fratelli Joan & Josep Pla e due CD di Händel: The Musick for the Royal Fireworks e Venus et Adonis con sonate e cantate da camera insieme alla soprano Gemma Bertagnolli. Alcuni di questi CD hanno ricevuto diversi riconoscimenti e premi internazionali, tra cui il “Grand Prix du Disque”, il “Premio Nazionale Classic Voice”, l’Editor’s Choice di Gramophone, le “Choc du Monde de la Musique de l’année 2007”, il “Diapason d’Or de l’année 2009” e fanno di Zefiro un punto di riferimento per questo repertorio nel mondo intero. L’attività di Zefiro si divide in tre organici: ensemble da camera, gruppo di fiati (Harmonie) ed orchestra barocca proponendo una grande varietà di programmi dall’ampio repertorio del Settecento: dai concerti a 5 e per strumenti solisti di Vivaldi alle opere teatrali e musica festiva di Händel, dalle cantate di Bach alle Messe di Haydn, fino alla musica per fiati di Mozart, Beethoven e Rossini. www.ensemblezefiro.it


Dopo il diploma in oboe, conseguito a 17 anni presso il Conservatorio di Parma, Paolo Grazzi intraprende lo studio dell’oboe barocco, prima come autodidatta e poi sotto la guida di Paul Dombrecht, presso il Conservatoire Royal di Bruxelles. Ottenuto nell’81 il “Premier Prix” con distinzione in oboe e oboe barocco, diviene ben presto un punto di riferimento, per questo strumento, sia come esecutore sia come didatta, in Italia ed all’estero. In particolare, come didatta, ha dato vita alla cattedra di oboe barocco della Ci­vica Scuola di Musica di Milano, dalla quale, nel tempo, sono usciti numerosi specialisti oggi attivi nelle orchestre di tutta Europa. Come esecutore, collabora stabilmente con i principali gruppi di musica antica in Europa fra i quali “Il Giardino Armonico” diretto da Giovanni Antonini e “Le Concert des Nations” diretto da Jordi Savall. Nel 1989 fonda “Ensemble Zefiro” assieme al fratello Alberto ed all’oboista Alfredo Bernardini. Paolo Grazzi oltre, ad essere un apprezzato interprete, si dedica allo studio

ed alla ricostruzione di copie di oboi del 18° secolo, ha insegnato oboe barocco presso la Escola Superior de Musica de Cataluña a Barcellona e tiene corsi di specializzazione in oboe barocco presso il Conservatorio di Verona.

Alberto Grazzi ha studiato fagotto a Reggio Emilia e a Milano dove si è diplomato nel 1987 sotto la guida del prof. V. Bianchi. Nel 1985 è stato invitato alla formazione della “European Baroque Orchestra” e da allora ha collaborato anche in veste di solista con le più importanti orchestre europee tra cui “London Baroque”, “Concentus Musicus Wien”, “The English Baroque soloist”, “Le Concert des Nations”. E’ stato membro de “Il Giardino Armonico” e dal 1990 è primo fagotto dell’orchestra “The English Concert” diretta da Trevor Pinnock con cui ha registrato alcuni concerti come solista. Assieme al fratello Paolo e ad Alfredo Bernardini ha fondato nel 1989


“Ensemble Zefiro”, gruppo che si dedica alla esecuzione e alla riscoperta del repertorio sette­centesco con strumenti a fiato. Insegna fagotto barocco presso la “Civica Scuola di Musica” di Milano e il conservatorio “E. F. Dall’Abaco” di Verona. È docente durante i corsi estivi di Urbino, Innsbruck e per la fondazio­ne “La Caixa” in Spagna. Tiene regolari masterclass in Italia e all’estero.

Gaetano Nasillo si è diplomato in violoncello al Conservatorio G. Verdi di Milano sotto la guida di Rocco Filippini, del quale ha successivamente seguito i corsi presso l’Accademia W. Stauffer di Cremona. Dopo aver svolto attività concertistica nei più qualificati gruppi di musica contemporanea e nelle principali orchestre milanesi, si è dedicato allo studio della prassi esecutiva su strumenti originali affiancando al violoncello lo studio della viola da gamba, perfezionandosi alla “Schola Cantorum Basiliensis” sotto la guida di Paolo Pandolfo. La sua attività concertistica si svolge in Europa, Stati Uniti, America del Sud e collaborando in veste di solista con prestigiosi ensemble europei (l’Ensemble 415 di Chiara Banchini, Concerto Vocale di René Jacobs, Le Concert des Nations di Jordi Savall, etc.). La sua discografia comprende 80 CD, alcuni dei quali hanno ricevuto importanti riconoscimenti (CD dell’anno di Amadeus 2006), incide per le case discografiche Harmonia Mundi, Ricordi, Teldec, Zig-Zag Territoires. Insegna all’Accademia Internazionale di Musica di Milano e il master in violoncello barocco presso l’Università della Basilicata; partecipa ai corsi di Urbino, Fiesole, Venezia, Daroca, Curitiba, Campinas.

Luca Guglielmi ha intrapreso giovanissimo lo studio della musica formandosi presso il Conservatorio e l’Ateneo della sua città. Allievo di Ton Koopman e Patrizia Marisaldi per il clavicembalo e di Vittorio Bonotto per l’organo, ha ricevuto nel 1997 la “Menzione d’onore” al xii Concorso Internazionale di Bruges. È attivo dal 1993 come solista di clavicembalo, organo, clavicordo e fortepiano, continuista e direttore d’ensemble. All’età di vent’anni è stato invitato da Jordi Savall a far parte dei suoi ensembles Hesperion XX, La Capella Reial de Catalunya e Le Concert des Nations. È membro stabile dell’Ensemble Zefiro, dell’Ensemble La Fenice e dell’Accademia Strumentale Italiana. Ha collaborato con ensembles quali Il Giardino Armonico, la Freiburger Barockorchester e la Mahler Chamber Orchestra diretta da Daniel Harding. Appassionato didatta, è professore di clavicembalo e organo ai Corsi di Pamparato, San Feliu de Guixols (Catalunya) e Barbaste (Francia). Ha effettuato più di trenta incisioni, tra CD e Dvd, da solo e in ensemble per Decca, Teldec, Alia Vox, Naïve, Stradivarius, Alpha, Cpo, Orf, MA Recordings.


h 17.30 chiesa di santa marta ~ romano canavese

concerto di chiusura corso internazionale di musica antica M. Praetorius (1571-1621) Suite di danze per consort rinascimentale A. Marcello (1673-1747) Concerto di flauti col raddoppio degli archi J.B. Lully (1632-1687) Suite strumentale per fiati ed archi A. Vivaldi (1678-1741) Concerto per Molti Instrumenti J.S. Bach (1675-1750) Actus Tragicus (Cantate bwv 4, 12, 106, 196) Cantata per soli, coro e orchestra

allievi delle classi di canto Lia Serafini flauto Lorenzo Cavasanti, Manuel Staropoli violino Maurizio Cadossi viola da gamba Noelia Reverte violone Federico Bagnasco violoncello Daniele Bovo clavicembalo Sergio Ciomei, Claudia Ferrero tiorba Ugo Nastrucci coreografie di Alessandro Pontremoli


note di sala

T

ra i primi capolavori sacri di Johann Sebastian Bach spicca Gottes Zeit ist die Allerbeste Zeit (Il tempo di Dio è il tempo migliore) bwv 106, una breve cantata funebre composta nel 1707 e conosciuta anche con il titolo Actus tragicus, tratto dal frontespizio di una copia manoscritta del 1768. Nonostante le ricerche degli studiosi, finora non è stato possibile stabilire con certezza per chi sia stata scritta quest’opera commovente, che rivela da un lato la maturità artistica del ventiduenne Bach e dall’altra la profondità della sua fede. Secondo l’ipotesi più attendibile, la cantata sarebbe stata eseguita per la prima volta il 14 agosto del 1707 per le esequie di Tobias Lämmerhirt, zio per parte di madre del compositore. A differenza della maggior parte delle cantate bachiane, l’Actus tragicus si apre con una Sonatina dai toni al tempo stesso mesti e colmi di speranza, che vede protagonisti due flauti dolci e due viole da gamba. Il primo coro si apre con un’atmosfera serena e contemplativa, che lascia ben presto spazio a una vivace fuga che esprime il frenetico attivismo che l’uomo conduce per tutta la sua esistenza, ma con alla fine la linea d’ombra rappresentata dalla consapevolezza che tutto è destinato ad avere prima o poi una fine.

Per Bach però la morte non è solo un momento di doloroso distacco dagli affetti familiari, ma anche il momento del fiducioso abbraccio con il Padre celeste, un tema che ricorre continuamente sia nelle cantate sia nell’accorata riflessione delle ultime sofferenze di Cristo delle passioni. A questo coro fa seguito un arioso del tenore che riflette sulla caducità della vita, sul quale si inserisce il basso che con toni incalzanti invita gli uomini a prepararsi a rendere conto delle proprie azioni nell’imminenza della morte. Il successivo coro costituisce il cuore dell’opera, un brano di meravigliosa bellezza che culmina con l’appassionata e ripetuta invocazione del nome di Gesù, salvezza dell’uomo giunto al momento dell’agonia. Questo coro è seguito simmetricamente da un’aria del contralto accompagnato dal solo basso continuo, in cui viene citato sul ritmo di ciaccona l’estrema invocazione di Cristo in croce (“Padre, nelle Tue mani affido il mio spirito”) e da un’aria del basso in cui viene ricordata la promessa di Cristo al buon ladrone (“Oggi sarai con me in Paradiso”) e infine dal commovente corale omofonico conclusivo, preceduto da un brevissimo passaggio strumentale che riecheggia la Sonatina iniziale.


Lia Serafini rivolge da subito una particolare dedizione al repertorio vocale antico, diventando una tra le soliste più apprezzate e richieste nel repertorio classico e barocco. Ha il piacere di lavorare con Maestri che hanno fatto la storia della musica antica, tra i quali: Jordi Savall, R. Alessandrini, M. Mencoboni D. Fasolis, O. Dantone, A. Florio, S. Vartolo, A. Curtis, R. Clementic.
 Collabora con il pianista Antonio Tessoni con il quale approfondisce lo studio e l’esecuzione del repertorio della musica vocale da camera, e con Ensemble vocali e strumentali di grande prestigio.

È inoltre interprete esperta di Oratorio classico e barocco.
E’ stata dunque ospite dei più importanti festival e teatri italiani, europei e americani. Per citare solo i più recenti: Teatro Olimpico di Roma e di Vicenza, Auditorium di Castel Sant’Elmo a Napoli, Usher Hall di Edinbourgh, Auditorium di Madrid, Catedral de Murcia, Iglesia de San Miguel a Cuenca, Chaise-Dieu, Citè de la Musique a Parigi, Festival d’Ambronay, Temple Protestant de Lyon, Festival Oudemuziek a Utrecht, Sé de Lisboa, Misteria Paschalia Krakow, Wiener Konzerthaus a Vienna, e infine Rose Theater del Lincoln Center a New York. Dopo avere interpretato il ruolo di “Amore” nell’Orfeo ed Euridice di Gluck, ha cantato in diversi allestimenti di Opere

barocche tra le quali ricordiamo: Orfeo, L’incoronazione di Poppea e Il ritorno di Ulisse in patria di C. Monteverdi, L’Euridice di Peri, e Il mondo alla roversa di Galuppi il cui disco live è risultato nel 2004 vincitore del Premio Internazionale A.Vivaldi indetto dalla fondazione Cini (dir. Diego Fasolis).
E’ stata protagonista di rare opere di G.Fr. Haendel, e precisamente: Acis and Galatea, Alceste, Apollo e Daphne, Clori Tirsi e Fileno, Aci, Galatea e Polifemo, Il Trionfo del Tempo e del Disinganno.
Ha effettuato registrazioni radiofoniche in tutta Europa. Suoi interventi sono apparsi nelle riviste Orfeo e Amadeus. Ha inciso dischi per le case discografiche Astrée, Dynamic, Brilliant, Rainbow, Sarx Rds., Symphonia, Stradivarius, Tactus, Chandos, Cypress, Naxos, Opus 111, Naive, e il DVD live dell’opera Orfeo di C. Monteverdi diretta da J. Savall, ottenendo riconoscimenti e segnalazioni sia in ambito italiano che internazionale. Tiene corsi presso il Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza. È una appassionata studiosa della vocalità.

Nata ad Almería, in Spagna, nel 1981, Noelia Reverte Reche collabora regolarmente con importanti gruppi italiani di musica antica tra cui Il Giardino Armonico (Giovanni Antonini), Accademia Bizantina (Ottavio Dantone) e La Divina Armonia (Lorenzo Ghielmi), con la quale si è esibita in alcuni dei locali più prestigiosi d’Europa. Si esibisce regolarmente con la Verdi Barocca di Milano (Gianluca Capuano), il Coro Costanzo Porta (Antonio Greco), la Capella de Ministresrs (Carles Magraner), l’Accademia Arcadia (Alessandra Rossi), l’Accademia del Ricercare (Pietro Busca ), e Triacamusicale (Mara Colombo), ecc. Prima di iniziare viola da gamba, Noelia si è laureata con lode in chitarra classica, nel 2002 e ha ricevuto una borsa di studio della Fondazione Antonio Gala per giovani artisti (Cordoba, Spagna), dandole la possibilità di esibirsi come solista in concerti importanti, tra cui spettacoli


al Teatro Liceu di Barcellona e il Grand Theatre di Cordoba.
Dal 2004, Noelia si dedica interamente alla viola da gamba, studiando sotto la guida di Leonardo Luckert, Alfredo Barrales e Fahmi Alqhai. Nel 2008 si è trasferita a Milano per approfondire i suoi studi con il maestro Rodney Prada alla Scuola Civica di Milano, dove si è laureata nel 2011. In seguito ha seguito un corso di specializzazione di studio in viola da gamba con il M ° Vittorio Ghielmi presso il Conservatorio L. Marenzio di Brescia. Nel 2011 in tour Noelia Mosca con clavicembalista Anna Kuchina, eseguendo sonate di JS Bach per viola da gamba e clavicembalo. Nello stesso anno ha fondato l’ensemble, Il Caleidoscopio, insieme barocco violinista Lathika Vithanage e barocca arpista Flora Papadopoulos, dedicata alla presentazione dei programmi in conformità con le pratiche storiche dei loro strumenti. Insegna al corso estivo organizzato dalla Accademia del Ricercare un Romano Canavese, Torino Italia, e nei programmi annuali promossi dal Triacamusicale per il Gaudete! Festival Internazionale di Musica Antica.
Ha effettuato registrazioni con il gruppo Accordone (Guido Morini e Marco Beasley) per Arcana e Il Rossignolo Ottaviano Tenerai per Sony.

Lorenzo Cavasanti vanta un’attività concertistica di oltre 600 concerti in qualità di solista, ospite dei maggiori festivals nazionali ed internazionali quali BBC Proms di Londra, Musica e Poesia a San Maurizio di Milano (in collaborazione Società del Quartetto), Festwochen der Alten Musik di Innsbruck, Festival internazionale di Musica Antica di Urbino, Festival Internacional de Musica Antiqua in Daroca (Spagna). Ha inoltre suonato per famose istituzioni musicali quali la Cité de la Musiquedi Parigi, l’Accademia Filarmonica Romana, gli Amici della Musica di Firenze, l’Ente Concerti di Pesaro, l’Accademia Filarmonica di Verona, gli Amici della Musica di Vicenza, l’Accademia Filarmonica di Messina, la GOG di Genova. Inoltre ha suonato, sempre come solista, alla Royal Albert Hall di Londra e alla Konzerthaus di Vienna. 
Lorenzo Cavasanti é membro fondatore di Tripla Concordia e del Quadro Janas; collabora inoltre regolarmente con i complessi Le Musiche Nove, lAccademia del Ricercare, Europa Galante, Le Concert des Nations , i Sonatori della Gioiosa Marca, l’Accademia Bizantina, Il Falcone, l’Academia De Li Musici, l’Accademia Strumentale Italiana e, oltre a preziose collaborazioni con artisti


come D. Oberlinger, G. Antonini, M. Steger, K. Boeke, R. Dick, S. Kermess, I. Bostrige, R. Invernizzi, A. Rasi e direttori del calibro di R.Muti, F. Brüggen, O. Dantone, J. Savall, P. Busca, F. M. Bressan e F. Biondi, A. De Marchi. Dal 1990 è particolarmente impegnato nella produzione discografica con il gruppo Tripla Concordia, lavoro che lo coinvolge nella scelta e nella revisione dei testi oltre che nella realizzazione del montaggio sonoro. 
Per tali attività ha ricevuto particolari riconoscimenti e premi dalla critica internazionale: nel 1991 la rivista francese Diapason ha così recensito il CD Canzoni, Fantasie e Sonate dedicato a Frescobaldi, Selma, Fontana e Castello: parmi les plus belles réalisations consacrées au répertoire instrumental italien du baroque naissant, inserendolo peraltro nel 1992 tra le migliori produzioni discografiche dell’anno precedente. 
La sua incisione delle sonate per flauto di Mancini (CD Nuova Era 7138) è stata premiata dalla Fondazione Cini di Venezia nel 1993. Nel 1998 l’album su J.S. Bach e G.Ph. Telemann edito dall’etichetta spagnola Cantus ha avuto numerosi riconoscimenti tra cui il Diapason d’or (Francia), R de Racomandé da parte della rivista Repertoire (Francia), Magistral (The Record Geijutsu, Giappone) ed il giudizio Tecnica Perfetta da parte della rivista tedesca Alte Musik. Nel Novembre del 1999 La rivista Audio Review ha scelto il suo cd con l’integrale delle Triosonate di G.Ph. Telemann per flauto, violino e continuo (Philarmonia) come Cd del mese. L’etichetta Virgin Classics ha pubblicato nel 2000 due dc contenenti i concerti La Notte e Tempesta di Mare di Vivaldi e le Cantate bwv 55 e 82 di Bach dove Lorenzo Cavasanti svolge il ruolo di flauto dolce e traversiere solista accompagnato dall’Orchestra Europa Galante diretta da Fabio Biondi (Diapason D’Or).

Dal 2004 Presidente dell’Associazione Italiana per la Ricerca sulla Danza (AIRDanza), Alessandro Pontremoli dopo la maturità classica si laurea in Lettere moderne all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, presso la quale ottiene il Diploma post lauream in Scienze dello spettacolo alla Scuola Superiore delle Comunicazioni Sociali. Dall’a.a. 1994/95 al 2000/2001, dopo il conseguimento del titolo di Dottore di Ricerca in Teoria e storia della rappresentazione drammatica (vii ciclo), insegna come professore a contratto presso l’Università Cattolica di Milano e di Brescia e in seguito presso l’Università degli Studi di Torino.
Dall’ottobre 2001 è professore Associato di Storia della Danza e del Mimo e di Teoria e tecniche del teatro educativo e sociale presso la Facoltà di Scienze della Formazione (Corso di Laurea in D.A.M.S. e Scienze dell’Educazione) dell’Università degli Studi di Torino, dove ricopre il ruolo di membro del Comitato Scientifico del Centro di Studi “L’Italia del Rinascimento e l’Europa” e dove dirige il CRUD (Centro Regionale Universitario per la Danza) “Bella Hutter”.
Dall’a.a. 2004/05 è direttore scientifico del Master di I livello in Teatro sociale e di Comunità presso l’Ateneo torinese. Ha studiato danza storica con Peggy Dixon in Inghilterra e dirige dal 1980 “Il Leoncello - Scuola e gruppo di danza storica” di Legnano (MI).
Le sue ricerche in ambito storico e teorico vertono soprattutto sulle forme e le estetiche coreiche, in particolare dei secoli dal xv al xviii e della contemporaneità, e sul teatro sociale e di comunità. Oltre alla ricerca e alla didattica, svolge attività di consulenza per enti locali (Comune di Torino, Regione Piemonte) per progetti inerenti la danza e il teatro educativo e sociale. Si è occupato, inoltre, di consulenze storiche e coreografiche per la fiction televisiva e cinematografica.


Hotel Arcadia Via Romano, 27 10010 Scarmagno italy +39.0125.739243 info@ hotel-arcadia.it www.hotel-arcadia.it


Relais Villa Matilde Viale Marconi, 29 10090 Romano Canavese italy +39.0125.639290 villamatilde@sinahotels.com www.relaisvillamatilde.com


colophon

Accademia del Ricercare L’Accademia del Ricercare è un’associazione culturale senza scopo di lucro. Fondata nel 1989, si occupa della riscoperta, dello studio e della diffusione del repertorio musicale dei secoli xv e xviii eseguito su strumenti storici. L’associazione è parte del ciruito REMA (www.rema-eemn.net), creato per mettere in rete le realtà europee operanti nel campo della musica antica.

Ringraziamenti Si ringraziano per la preziosa collaborazione all’organizzazione di Antiqua 2014: Cristina Ariagno, Giorgio Lorenzon, Oscar Ferrero, Francesco Zappia, Stefania Lampugnaghi Bertone, Giuseppe Bruno, le famiglie Beccia, Bozzola, Laini, Montrucchio, Manconi, i volontari della Fondazione Arte Nova e Liuteria Canavesana.

presidente Claudia Ferrero

Comunicazione

direttore artistico Pietro Busca direttore artistico dei corsi Manuel Staropoli www.accademiadelricercare.com Fondazione Arte Nova La Fondazione nasce nel 2011 a Romano Canavese, con lo scopo di promuovere e diffondere le arti visive, in particolare art nouveau ed arte contemporanea, la musica classica e la scienza. Opera senza fini di lucro nel territorio del Canavese, organizzando, in collaborazione con altre istituzioni, manifestazioni artistiche e di diffusione culturale. presidente Giorgio Lorenzon direttore Cristina Ariagno www.fondazioneartenova.org

contenuti e testi Giovanni Tasso layout Koyaanisqatsi Collective www.koyaanisqatsicollective.tumblr.com photo credits Yvan Lemeur, Pascal Poggi, Ian Dolphin, Silvia Perucchetti. stampa Tipografia Bellis www.tipografiabellis.it Finito di stampare a maggio 2014.



Antiqua 2014