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RASSEGNA INTERNAZIONALE DI MUSICA ANTICA XXIII EDIZIONE


Fondata nel 1989, l’Accademia del Ricercare è un’associazione culturale senza scopo di lucro che si occupa della riscoperta, dello studio e della diffusione del repertorio musicale dei secoli XV e XVIII eseguito su strumenti storici. L’associazione è parte del ciruito REMA, creato per mettere in rete le realtà europee che operano nel campo della musica antica. Pietro Busca direttore artistico Claudia Ferrero presidente Silvia Mussato produzione e amministrazione Debora Bocchiardo ufficio stampa

TESTI E RICERCHE MUSICOLOGICHE GIOVANNI TASSO CONCEPT GRAFICO KOYAANISQATSI COLLECTIVE PH. CREDITS RIJKSMUSEUM THE METROPOLITAN MUSEUM OF ART


un’iniziativa di

con il patrocinio di

COMUNE DI SETTIMO TORINESE

il sostegno di

maggior sostenitore

COMUNE DI SAN MAURO TORINESE

partner culturali

partner tecnici

COMUNE DI SAN RAFFAELE CIMENA

COMUNE DI CASALBORGONE

COMUNE DI ROMANO CANAVESE

COMUNE DI TRAUSELLA

COMUNE DI CANDIA CANAVESE


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Per conquistare il pubblico, una rassegna di musica antica deve pensare ogni volta a reinventarsi. Questo è sempre stato l’obiettivo di Antiqua, che alla sua filosofia affinata edizione dopo edizione aggiunge ogni anno contenuti nuovi, che le consentono di rinnovarsi, rimanendo però sempre fedele a se stessa. Il cartellone del 2018 comprende 16 concerti distribuiti in un’area molto vasta, che dall’hinterland torinese si spinge fino al Canavese, portando cultura in una zona piuttosto povera di eventi di alto livello. Come sempre, a opere famosissime vengono accostati lavori quasi sconosciuti, una scelta che consente di attirare sia gli ascoltatori alle prime armi, sia gli appassionati più esigenti, che ritengono Antiqua una tappa imprescindibile della loro agenda. Accanto all’ensemble di casa dell’Accademia del Ricercare, tra i protagonisti si segnalano gruppi già affermati nel panorama internazionale e formazioni provenienti dai migliori conservatori d’Europa, composte da giovani ma già valenti musicisti, per i quali Antiqua rappresenta un fondamentale trampolino di lancio. A questa collaborazione con il progetto Neuma della Fondazione Villa Bossi si aggiungono l’affiliazione al REMA, ente che riunisce i principali festival di musica antica d’Europa, e la scelta di proporre le rievocazioni storiche dell’associazione Le Vie del Tempo per contestualizzare i concerti nella loro cornice settecentesca e rendere Antiqua sempre più attraente e fascinosa.


Consapevole del fatto che una rassegna di musica antica corre sempre il rischio di scadere in un evento settoriale, da questa edizione Antiqua abbina ai suoi concerti due eventi pensati per attirare un pubblico sempre più vasto. Il 23 giugno e l’8 luglio presso Palazzo Bellono a Romano Canavese si terranno due ricostruzioni storiche curate dall’associazione Le Vie del Tempo, che porteranno il pubblico nella suggestiva atmosfera del XVIII secolo, contribuendo a contestualizzare i concerti che le seguiranno e a rievocare il mondo reso famoso da celebri film come Amadeus del regista Miloš Forman e Barry Lyndon di Stanley Kubrick. 2


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La nuova edizione del Corso Internazionale di Musica Antica che si svolgerà dal 28 luglio al 2 agosto a Romano Canavese si presenta in una nuova veste: una edizione smart, più breve e accessibile, con attività concentrate in pochi giorni e caratterizzate dall’alta professionalità dei docenti coinvolti. Quest’anno l’Accademia del Ricercare vuole dare un segnale di rinnovamento, improntando il Corso verso una maggiore interazione tra gli allievi e gli studenti per la produzione di attività concertistiche e performance musicali. La musica da camera, ancor più della lezione individuale, costituisce un obiettivo fondamentale per la crescita artistica di un musicista. La musica antica è fondamentalmente musica d’insieme, dunque l’Accademia del Ricercare, per volontà del direttore artistico del Corso Manuel Staropoli e in occasione della ventunesima edizione, vuole puntare a creare nuove possibilità di aggregazione tra gli allievi, sviluppando la pratica d’insieme e stimolando la creazioni di nuovi ensemble. Anche quest’anno il Corso sarà aperto a formazioni precostituite, a giovani talenti e ad appassionati di tutte le età, dando la possibilità di seguire i corsi principali sia come allievi attivi che come uditori e di partecipare inoltre ai corsi collettivi di consort, improvvisazione e danza storica.


SAB 09.06 ORE 21.15 SETTIMO TORINESE ORATORIO DI SANTA CROCE

Water Music Georg Friedrich Haendel 1685 — 1759

Suite in fa maggiore Overture (Largo - Allegro), Adagio e staccato, Allegro - Andante - Allegro da capo Aria, Minuet, Air, Minuet, Bourrée, Hornpipe, Andante, Allegro, Hornpipe HWV 348

Suite in re maggiore Overture (Allegro), Hornpipe, Minuet, Lentement, Bourrée HWV 349 5

Suite in sol maggiore Sarabande, Rigaudon, Allegro, Minuet, Gigue HWV 350

ACCADEMIA DEL RICERCARE Maurizio Cadossi, Silvia Colli, Yayoi Masuda, Vittoria Panato, Aki Takahashi, Renata Spotti violini Elena Saccomandi viola Antonio Fantinuoli violoncello Federico Bagnasco violone Paolo Faldi oboe I Manuel Staropoli flauto diritto, traversiere e oboe II Kostas Siskos, Fabio Forgiarini corni da caccia Enrico Negro, Simone Telandro trombe naturali Cecilia Medi fagotto Ugo Nastrucci tiorba Claudia Ferrero cembalo Pietro Busca direzione


Il soggiorno italiano compì un vero miracolo su Händel, trasformando quello che era un valido organista con una scarsa propensione per la melodia in un compositore brillante e ricco di talento, che ben presto iniziò a fare parlare di sé in tutta l’Europa. Nel 1710 il principe elettore di Hannover gli fece recapitare l’invito a diventare suo Kapellmeister, una proposta molto vantaggiosa che il venticinquenne compositore non tardò ad accettare. Tuttavia, meno di un anno dopo giunsero le sirene inglesi, per le quali decise di abbandonare tutto. Nel 1711 sbarcò così a Londra, dove colse subito un vero trionfo con il Rinaldo. Questo spinse Händel a concentrarsi completamente sul lavoro e a dimenticare tutti gli altri impegni che aveva preso. Possiamo quindi immaginare cosa gli sia passato per la testa quando nel 1714 Georg di Hannover venne incoronato Giorgio I d’Inghilterra: non si fanno sgarbi ai potenti, soprattutto se poi diventano re! Per fortuna, il nuovo monarca amava troppo la musica per mettere il compositore all’indice, ma per tornare a essere il favorito del re Händel doveva dedicargli qualcosa di veramente speciale. L’occasione propizia giunse tre anni più tardi, in occasione di una festa sul Tamigi, per la quale Händel concepì la Water Music, uno dei massimi capolavori del repertorio barocco. L’opera è divisa in tre sontuose suite con una serie di raffinate danze precedute da una ouverture alla francese, che sfruttano tutte le risorse tecniche ed espressive dell’orchestra barocca. Secondo quanto ci è stato tramandato, il re apprezzò tanto la musica da farla ripetere per ben tre volte a musicisti sempre più stremati. La pace era fatta.

con il sostegno di

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GIO 14.06 ORE 21.15 SAN MAURO TORINESE CHIESA DI SANTA MARIA IN PULCHERADA

L’Europa a Venezia Claudio Monteverdi

Georg Friedrich Haendel

Sì dolce è il tormento

Volo pronto e lieto core

Francesco Cavalli

Johann Sebastian Bach

Lucidissima face

Trascrizione della sonata di Benedetto Marcello per clavicembalo

1567 — 1643

1685 — 1759

1602 — 1676

1685 — 1750

Louis Detry XVIII SEC.

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Claudio Monteverdi Eppur io torno

Sonata in do minore per flauto e continuo Adagio, Allegro, Adagio, Presto

Tommaso Albinoni 1671 — 1751

Johann Adolph Hasse 1699 — 1784

Notte di te più cara

Scrivo in te l’amato bene

YO U

NG

TA L

EN

TS

Danilo Pastore alto Federico Vitalone flauti Luca Taccardi violoncello Davide Stefanelli cembalo


Situata tra Oriente e Occidente, Venezia ricoprì una grande importanza per oltre un millennio, da quando venne fondata sulle isole della laguna per offrire un rifugio sicuro dalle invasioni barbariche, fino al 1797, anno in cui il Trattato di Campoformio pose fine alla sua indipendenza. Grazie ai commerci e all’ardimento della sua marina, la Serenissima divenne una delle città più ricche e potenti di tutta l’Europa, un fatto che trova piena espressione nel suo splendido patrimonio artistico e musicale. Nel 1613 nella città lagunare approdò Claudio Monteverdi, compositore cremonese che con la sua seconda prattica aveva contribuito a fare evolvere il repertorio vocale verso un’espressività più moderna, come dimostrano sia i suoi madrigali a voce sola (Sì dolce è il tormento) sia le arie dei suoi melodrammi (E pur io torno, da L’incoronazione di Poppea), primi capolavori del genere. Al repertorio operistico si dedicò con profitto anche Francesco Cavalli, compositore di grande talento di una generazione più giovane di Monteverdi e come lui di origine lombarda, che contribuì a sviluppare l’opera con una serie di lavori che vennero rappresentati nei principali paesi europei. In seguito si affermò il genere della cantata, tra i cui principali esponenti si ricordano i tedeschi Georg Friedrich Händel e Johann Adolf Hasse e il veneziano Tomaso Albinoni, che legarono alla Serenissima parte delle rispettive carriere.

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DOM 17.06 ORE 21.15 SETTIMO TORINESE CHIESA DI SAN VINCENZO

Concerti da camera Le opere con titoli per flauto, oboe, fagotto, archi e continuo Antonio Vivaldi 1678 — 1741

La pastorella Allegro, Largo, Allegro RV 95

La notte Largo, Fantasmi.Presto, Largo, Andante, Il Sonno.Largo, Allegro RV 104 9

Il cardellino [Allegro] Largo, Allegro RV 90

Il Gran Mogul Allegro non molto, Larghetto, Allegro RV 431A

La tempesta di mare [Allegro] Largo, Presto RV 570

ACCADEMIA DEL RICERCARE Manuel Staropoli flauto e maestro di concerto Dana Karmon fagotto Paolo Faldi oboe Andrea Vassalle, Vittoria Panato violini Elena Saccomandi viola Antonio Fantinuoli violoncello Federico Bagnasco violone Ugo Nastrucci tiorba Claudia Ferrero cembalo


Il concetto di “rappresentatività” che aveva iniziato a fiorire in epoca rinascimentale, conobbe una rapida accelerazione a partire dai primi anni del XVII secolo, come dimostra il Capriccio stravagante di Carlo Farina, un brano geniale che si sforza di descrivere facendo ricorso a un semplice ensemble strumentali una molteplicità di immagini del mondo naturale, tra cui i versi di parecchi animali. Questa vera e propria moda raggiunse l’apice con le Quattro stagioni di Antonio Vivaldi, vivida raffigurazione dei diversi periodi dell’anno, diventata ai giorni nostri una delle principali icone del periodo barocco. Il vasto catalogo del Prete Rosso comprende però diversi altri concerti con titolo, che con le loro allusioni più o meno scoperte seppero conquistare l’interesse del pubblico dell’epoca. Tra i lavori più famosi spiccano La notte, Il gardellino e La tempesta di mare – in questo concerto presentati nella prima stesura manoscritta i cui originali sono conservati presso la Biblioteca Nazionale di Torino – pubblicati nel 1728 tra i sei concerti op. 10, che delineano con inarrivabile fantasia i loro soggetti, chiamando spesso gli strumenti solisti a un vero tour de force virtuosistico. In una dimensione più ridotta si colloca il concerto da camera La pastorella, evocazione delle atmosfere arcadiche che andavano tanto di moda nei primi anni del XVIII secolo, mentre Il Grosso Mogul è pervaso da un’atmosfera vagamente esotica, che fa riferimento al favoloso monarca dell’India, proprietario di un diamante di grande valore.

con il sostegno di

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GIO 21.06 ORE 21.15 SAN RAFFAELE CIMENA CHIESA DI SAN RAFFAELE ARCANGELO

Tra clavicembalo e fortepiano Carl Philipp Emanuel Bach 1714 — 1788

Duetto WQ 115

Wilhelm Friedemann Bach 1710 — 1784

Sonata in fa maggiore per due tastiere 11

Johann Christian Bach 1735 — 1782

Duetto in sol maggiore OP. 15 N. 5

Johann Sebastian Bach 1685 — 1750

Concerto Brandeburghese n. 6 Allegro (accomodato per due tastiere) Wolfgang Amadeus Mozart 1756 — 1791

Sonata per due pianoforti KV 448

Alessandro Commellato Riccardo Bisatti cembalo e fortepiano


Questo programma accomuna Bach padre e figli nella straordinaria sonorità delle due tastiere. Questa combinazione fu molto amata nel ‘700 per la ricchezza polifonica e timbrica che permetteva. Il grande François Couperin la praticava estensivamente, “accomodando” con soddisfazione partiture orchestrali di ogni genere, per due tastiere. È a questa pratica che si rifà Kenneth Gilbert nella sua celebre versione del sesto concerto brandeburghese di Johann Sebastian Bach. Lo proporremo accomodato per cembalo e fortepiano, strumento che mosse i suoi primi passi proprio negli anni della maturità di Johann Sebastian, per rendere evidente il contrasto e il dialogo fra le tastiere che ben rappresentano le due epoche, barocca e classica. I brani dei figli di Johann Sebastian sono tutti originali e questo ci consente un confronto affascinante tra le loro diverse maniere di gestire la impegnativa eredità paterna. Se Carl Philipp ci proietta in pieno nel mondo sensibile e intellettuale della Empfindsamkeit illuminista, Wilhelm Friedemann sceglie l’eloquio galante, di immediata piacevolezza per l’ascoltatore, mentre Johann Christian ci introduce sorprendentemente al linguaggio del classicismo viennese, il cui campione, Wolfgang Amadeus Mozart, non a caso sceglierà l’organico di due fortepiani per la sua sonata più riuscita e celebre. Per il concerto saranno utilizzati un cembalo tedesco e due fortepiani, copie dei celebri costruttori, Stein e Walter.

dedicato alla memoria dell’amico e collega

Gianni Cucci

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SAB 23.06 ORE 21.15 ROMANO CANAVESE CHIESA DI SANTA MARTA

La Barca di Venetia per Padova Adriano Banchieri 1568 — 1634

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Introduttione L’umor svegliato Strepito di Pescatori Partenza Padrone di barca e Ninetta Barcaruolo a’ Pasaggieri Libraio fiorentino Maestro di musica luchese Concerto di cinque Cantori Venatino e Thedesco Madrigale affettuoso Madrigale capriccioso Mattinata in dialogo Dialogo Aplauso Mercante bresciano et hebrei Madrigale Stile del Marenzio Romano Madrigale A’imitaz. Spano Napolitano Prima ottava all’improvviso nel liuto Seconda ottava all’improvviso nel liuto Aria à imitazione del Radesca  alla Piamontece nel liuto Barcaruoli Procaccio e tutti al fine Barcaruolo Procaccio e tutta la Camerata Soldato svaligiato

DRAMATODÍA Maria Dalia Albertini, Arianna Rinaldi,Sonia Tedla soprani Alberto Allegrezza, Riccardo Pisani tenori Guglielmo Buonsanti basso Giovanni Bellini chitarrone Alberto Allegrezza recitazione, direzione musicale, regia e costumi


La Barca di Venetia per Padova, pubblicata a Venezia nel 1605 per i tipi di Ricciardo Amadino, costituisce la settima silloge di musica profana a stampa di Adriano Banchieri; monaco olivetano del convento bolognese di San Michele in Bosco, compositore e teorico musicale fra i più illustri del primo Seicento, fra le sue opere ascrivibili al genere della commedia madrigalesca, la Barca spicca per la ricca cornice narrativa nella quale sono incastonati i diversi brani. La musica dà voce ad una variopinta serie di personaggi riuniti in un immaginario viaggio fluviale fra i due centri principali della Serenissima Repubblica. Banchieri ambienta la sua commedia su uno di quei burchielli che nei primi anni del Seicento navigavano attraverso il Brenta trasportando ogni genere di passeggeri: mercanti, cortigiane, studenti, ebrei, stranieri. Di questi caratteri Banchieri offre una vivida rappresentazione musicale che si esprime nelle forme più varie: dalle vivaci sezioni dialogiche, ove a ciascuna linea vocale corrisponde un personaggio, agli artificiosi madrigali scritti ad imitazione dei più celebri autori coevi; dai duetti intonati dagli ‘amorosi’ alle arie burlesche punteggiate da interventi onomatopeici che fingono il liuto. Nell’organizzazione di tale complesso dispositivo drammaturgico e musicale, Banchieri si rivela un contrappuntista raffinato, capace di maneggiare sia uno stile basso e popolare laddove è necessario descrivere le scene tipiche della Commedia dell’Arte, sia le tecniche più ricercate della polifonia proprie della tradizione rinascimentale. Risale al 1623 la seconda versione di quest’opera, modificata limitatamente ad alcuni ‘numeri’ musicali e fornita di una parte di basso continuo ‘per lo spinetto o chitarrone’: una riedizione indicativa dell’attenzione riservata dall’autore alla Barca e del successo seguito al suo primo varo.

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GIO 28.06 ORE 21.15 SAN MAURO TORINESE CHIESA DI SANTA MARIA IN PULCHERADA

Il sospirato ben Attilio Ariosti

Antonio Caldara

1666 — 1729

1670 — 1736

Sinfonia Dal poemetto drammatico Marte Placato

Non v’è pena ne l’amore Cantata sesta

Marc’Antonio Ziani 1653 — 1715

Imperatore Giuseppe I 1678 — 1711

Tutto in pianto Aria dal dramma per musica Chilonida 15

Johann Joseph Fux 1660 — 1741

Sento nel core Aria dal componimento pastorale La decima fatica d’Ercole Francesco Bartolomeo Conti 1681 — 1732

Lontananza dell’amato Cantata da Cantate con Istromenti

ENSEMBLE LA FAVORITA Aldona Bartnik soprano Giulia Zannin chalumeau Tiziano Teodori flauto traversiere Lena Rademann violino Anna Lachegyi viola da gamba David Mackor tiorba e liuto Eva Euwe violone Henriette Wirth tastiere


Amore, passione, desiderio e assenza dell’amato; questo il fil rouge della nostra selezione di brani, i cui testi proiettano l’ascoltatore in scenari di malinconica attesa, riconciliazione e gioia che vi proietteranno in atmosfere tipiche della tradizione operistica italiana. Con questo programma, La Favorita presenta l’omaggio di alcuni dei più significativi compositori italiani assunti presso la corte degli Asburgo nella prima metà del XVIII secolo, quali i veneziani Antonio Caldara e Marc’Antonio Ziani e il fiorentino Francesco Bartolomeo Conti e valorizza la particolarissima alchimia sonora tra due strumenti a fiato barocchi, lo chalumeau e il flute allemande, offrendo un paesaggio sonoro davvero unico e ricco di colori morbidi e caldi, che anticipa l’uso del flauto e del clarinetto dell’orchestra classica nella seconda metà del XVIII secolo. Curioso elemento del programma è l’omaggio diretto dell’imperatore Giuseppe I allo chalumeau, strumento nuovo ed estremamente in voga presso la corte, per il quale ha personalmente scritto la bellissima parte d’obbligato nell’aria Tutto in pianto composta da Marc’Antonio Ziani. Ascolterete inoltre un’inedita Sonata a 2 di Antonio Caldara recentemente ritrovata nella biblioteca dell’abbazia di Kremsmunster in Austria ed un’aria accompagnata dalla viola da gamba composta da Johann Joseph Fux, maestro di cappella per circa quarant’anni presso gli Asburgo ed unico rappresentante, questa sera, della tradizione musicale d’oltralpe.

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VEN 29.06 ORE 21.15 CANDIA CANAVESE CHIESA DI SANTO STEFANO

La festa teatrale Antonio Caldara

Georg Reutter

Sinfonia La bella rosa ride vezzosa Dal dramma pastorale Dafne

Sinfonia Dalla serenata Archidamia

Francesco Bartolomeo Conti

Questo è il prato Aria dalla pastorale Nigella e Tirsi

1670 — 1736

1681 — 1732

Con più luci di candori Cantata da Cantate con Istromenti

1708 — 1772

Antonio Caldara

Johann Joseph Fux 1660 — 1741

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Johann David Heinichen 1683 — 1729

Ritornatemi il cor Aria dalla serenata Zeffiro e Clori

Lascio d’esser, Ninfa Aria dal componimento da camera Dafne in lauro

Francesco Bartolomeo Conti Vivi o bella Aria dalla cantata Fra queste umbrose piante

ENSEMBLE LA FAVORITA Aldona Bartnik soprano Giulia Zannin chalumeau Tiziano Teodori flauto traversiere Lena Rademann violino Anna Lachegyi viola da gamba David Mackor tiorba e liuto Eva Euwe violone Henriette Wirth tastiere


Pastori, ninfe, dee, satiri e creature della foresta animano scenari bucolici dimenticati e proiettano gli ascoltatori in un mondo magico. Praticata a Vienna sin dal XVII secolo, la festa teatrale fu un grandissimo successo in varie corti europee diventando spesso il genere ideale per celebrare eventi politico-dinastici in musica e rivendicare la supremazia e la leadership del sovrano. Occasioni quali matrimoni, incoronazioni, cerimonie, onomastici e compleanni dell’imperatore e dell’imperatrice, venivano celebrati con maestosi e stravaganti spettacoli, vere e proprie manifestazioni della creatività dell’entourage artistico presente a corte. Soluzioni allegorico-mitologiche divennero lo strumento prediletto per rispecchiare ed amplificare la gloria della corte che amava immedesimarsi nei personaggi fantastici protagonisti dei drammi musicali. La nostra selezione di brani è ispirata dalla particolarissima combinazione di due strumenti barocchi a fiato: il flute allemande e lo chalumeau. La loro naturale cantabilità unita al carattere amabile e delicato, è stata profondamente apprezzata dal pubblico di corte. Quelle che sentirete questa sera sono arie presenti in opere, serenate e cantate da camera, da noi eseguite su fedeli copie di strumenti originali.

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SAB 07.07 ORE 21.15 TRAUSELLA CHIESA DI SAN GRATO

Cantate per voce e strumenti Alessandro Scarlatti

Georg Philipp Telemann

Ardo è ver per te d’amore Cantata per voce, flauto e continuo

Triosonata in fa maggiore Largo, Vivace, Affettuoso, Allegro

1660 — 1725

1681 — 1767

TWV 42:F8

George Frideric Händel 1685 — 1759

Un’alma innamorata Cantata per voce, violino e continuo HWV 173

Lascia ch’io piangha la mia cruda sorte Aria da Rinaldo

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Georg Philipp Telemann

George Frideric Händel

Triosonata in la maggiore Largo, Vivace, Affettuoso, Allegro

Piangerò la sorte mia Aria da Giulio Cesare

TWV 42:A4

I SOLISTI DELL’ACCADEMIA Laura Lanfranchi alto Luisa Busca flauto Vittoria Panato violino Antonio Fantinuoli violoncello Claudia Ferrero clavicembalo


Il protagonista assoluto del repertorio vocale fiorito in Italia nel corso del XVIII secolo è l’amore, un tema che venne declinato in tutte le sue infinite sfumature, dai dubbi laceranti sulla reciprocità del sentimento al timore di vedersi respinti e dalla espressioni più estreme della gelosia alle languorose espressioni del definitivo distacco. Si tratta quasi sempre di affetti instabili, basati sulla speranza, sulla paura e perfino sulle ossessioni e solo di rado i compositori settecenteschi concentrarono il loro estro su una piena e completa felicità, sensazione che lascia spazio poco ai chiaroscuri espressivi, che costituiscono una delle principali cifre dell’estetica barocca. Uno dei maestri più ispirati della vocalità barocca fu Alessandro Scarlatti, autore di oltre 800 cantate di pregevole fattura, che in Ardo è ver per te d’amore creò una serie di mirabili metafore tra il sentimento amoroso e i fenomeni naturali, secondo i principi arcadici allora in gran voga. Nativo di Halle ma italiano ad honorem grazie al suo proficuo soggiorno romano, Georg Friedrich Händel fu per oltre trent’anni il portabandiera dell’opera italiana in Inghilterra, grazie a una serie di lavori destinati a entrare nella storia della musica come il Rinaldo (1711) e il Giulio Cesare (1724), dalle quali provengono due delle sue arie più famose la melanconica Lascia ch’io pianga e l’intima effusione di Cleopatra Piangerò la sorte mia. Prima di mettere in scena questi grandi capolavori, il ventiduenne Händel aveva dato prova del suo talento di fronte all’esigente pubblico romano con Un’alma innamorata, una cantata drammatica di ampio respiro, che gli permise di conquistare i favori del principe Francesco Maria Ruspoli, uno dei principali mecenati della Città Eterna.

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DOM 08.07 ORE 21.15 ROMANO CANAVESE CHIESA DI SANTA MARTA

Tra Padova e Venezia Antonio Vivaldi

Benedetto Marcello

Il Coro delle Muse Sinfonia per archi in sol maggiore Allegro, Andante, Allegro

Concerto in re minore per flauto soprano, archi e continuo Allegro, Adagio, Presto

1678 — 1741

1686 — 1739

RV 149

Francesco Antonio Vallotti

Francesco Antonio Vallotti ANTIFONE PER SOPRANO, ARCHI E CONTINUO

1697 — 1780

ANTIFONE PER SOPRANO, ARCHI E CONTINUO

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Alma Redemptoris Mater Spiritoso, Allegro, Larghetto Alma Redemptoris Mater Tempo giusto, Spedito, Larghetto

Salve Regina Vivace, Allegro, Larghetto Ave Regina Caelorum Moderato, Allegro ma non presto, Largo sostenuto

FESTA RUSTICA ITALICO SPLENDORE Giorgia Cinciripi soprano Claudio Andriani, Gabriele Politi violini Marco Palmigiani viola Alessandro Andriani violoncello Giampaolo Agus contrabbasso Mario Sollazzo organo Fabiano Merlante tiorba Giorgio Matteoli flauto diritto e direzione


Rievocare a trecentoventi anni dalla nascita le composizioni di Francesco Antonio Vallotti significa far rivivere oggi un capitolo di storia della musica rimasto ancora inesplorato, togliendo quel velo di silenzio che per troppo tempo ha reso la sua produzione musicale priva di fama e sconosciuta anche agli addetti ai lavori. Il Vallotti fu infatti fecondissimo compositore di musica sacra destinata al culto liturgico nella Basilica del Santo di Padova, di cui fu lungamente Maestro di Cappella, e la sua musica suscitò interesse, ammirazione ed entusiasmo, da parte dei suoi contemporanei ed anche oltre. Tutto questo fino all’ingiusto oblio cui la musica del frate francescano fu relegata (perché erroneamente etichettata come barocca, ridondante e superficiale) dalla famigerata ed ottusa Riforma Ceciliana di fine Ottocento. Iniziato ben nove anni fa con la pubblicazione integrale del disco delle bellissime Nove Lezioni per gli Uffici delle Tenebre (per soli, violoncello obbligato, archi e continuo) realizzato in esclusiva per Amadeus, il Progetto Vallotti, che vede ora la straordinaria collaborazione di due prestigiosi ensemble filologici italiani, si pone il nuovo obiettivo di far rivivere alcune composizioni di Vallotti rivolte alla figura della Beata Vergine Maria. Nello specifico il percorso tematico-musicale di questa sera sarà dedicato alle Antifone Mariane scritte per soprano solo e archi. Le preghiere note come Salve Regina,  Alma Redemptoris Mater, Ave Regina Caelorum e Regina Caeli costituiscono le antifone mariane ossia quelle antifone libere (preghiere messe in musica senza salmo associato a differenza delle antifone salmodiche) che la Chiesa Cattolica dedica a Maria. Durante gli anni in cui fu Maestro di Cappella a Padova il nostro dedicò numerose pagine ai testi delle antifone mariane per le quali ha attribuito principalmente alla voce del soprano il ruolo solista accompagnato dagli strumenti ad arco.

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SAB 28.07 ORE 21.15 ROMANO CANAVESE CHIESA DI SANTA MARTA

Offerta musicale a Federico il Grande Carl Philipp Emanuel Bach 1714 — 1788

Triosonata in do maggiore Allegro di molto, Andante, Allegretto WQ 149

Sonata per viola da gamba in do maggiore Andante, Allegretto, Arioso WQ 136 23

Duetto per flauto e violino in re minore Andante, Allegro, Allegretto WQ 140

Johann Sebastian Bach 1685 — 1750

Das Musikalische Opfer Sonata sopr’il Soggetto Reale Largo, Allegro, Andante, Allegro BWV 1079

AYAME Maya Nozaki flauto traversiere Marie Toriu violino Asami Orihara viola da gamba Sayuri Nagoya cembalo


Federico il Grande (1712-1786) da fanciullo ebbe vita molto difficile con suo padre Federico Guglielmo I. Federico aveva grandi interessi per la musica, la filosofia e la letteratura; tuttavia Guglielmo, anche definito il Re Soldato, disprezzava le inclinazioni artistiche e letterarie del giovane Federico e frequentemente lo umiliava. La straordinaria cultura e intelligenza di Federico si estese presto al campo della musica, nella quale eccelleva, e a cui dedicò passione e grande energia. Impiegò alla sua corte più di 50 brillanti musicisti tra cui J.J. Quantz, C.H. e J.G. Graun, tra gli altri. C.Ph.E. Bach; occorre ricordare che Federico stesso era un ottimo flautista grazie alle sue doti innate e agli insegnamenti dello stesso Quantz. Compose numerose opere per questo strumento e a conferma di questa sua passione, sembra che Federico si portasse il proprio flauto nelle campagne militari e lo suonasse nella sua tenda il giorno prima delle battaglie. Il castello Sansouci, da cui prende il nome questo programma, fu costruito nel 1747 e Federico era solito passarvi molto tempo in compagnia dei suoi musicisti e letterati preferiti. Nel 1747, anche J.S. Bach fu invitato a Sansouci e qui si colloca la famosa storia dell’incredibile improvvisazione a contrappunto su un tema musicale proposta da Federico. Più tardi, Bach riformò il contrappunto e dedicò proprio a Federico la sua famosa Offerta Musicale che si può considerare una delle più complicate, ma anche strabilianti, composizioni mai scritte nella storia della musica.

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MAR 31.07 ORE 21.15 ROMANO CANAVESE CHIESA DI SANTA MARTA

Triosonate e Pièces en Trio La triosonata tra Germania, Francia e Inghilterra Musiche di Händel, Telemann, Purcell, Marais e De La Barre

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ENSEMBLE DEGLI STUDENTI DEL CORSO INTERNAZIONALE DI MUSICA ANTICA Walter van Hauwe, Lorenzo Cavasanti, Manuel Staropoli flauto diritto e traversiere Paolo Faldi oboe Fabrizio Cipriani violino Antonio Fantinuoli violoncello Luca Taccardi viola da gamba Ugo Nastrucci liuto, tiorba e chitarra barocca Claudia Ferrero continuo e cembalo Roberto Balconi canto


Genuino prodotto dell’arte musicale italiana, la triosonata vide la luce all’alba del XVII secolo nei principali centri veneti ed emiliani, per diffondersi rapidamente a tutta la Penisola come brano per due strumenti melodici e basso continuo diviso in una serie di movimenti dal carattere contrastante. La sua fortuna europea va però attribuita ad Arcangelo Corelli, che nelle sue prime quattro raccolte a stampa codificò il genere, definendo genialmente la sonata da chiesa e la sonata da camera. Caratterizzata da una doppia alternanza di movimenti lento e veloce, la prima conobbe una straordinaria fioritura in Italia, come dimostra la pubblicazione in pochi decenni di decine di raccolte, tra le quali spiccano i capolavori di Vivaldi. La sonata da camera venne invece adottata con entusiasmo in Francia, dove si sarebbe di lì a poco sviluppata nel genere della suite, una sequenza di danze note come l’allemanda, la sarabanda e la corrente e meno note come la bourrée, il passepied e la badinerie, preceduta da un preludio da carattere astratto, che trovò i suoi massimi esponenti in François Couperin, Jean-Philippe Rameau, Marin Marais e Michel de la Barre, questi ultimi anche violista e flautista di eccelso talento. Gli altri paesi – primi tra tutti la Germania e l’Inghilterra – crearono un proprio repertorio facendo coesistere in forme variabili gli elementi di questi due modelli, come si può notare dalle opere di Georg Friedrich Händel – che trascorse nel nostro paese alcuni anni della sua giovinezza – di Georg Philipp Telemann, insuperabile sintetizzatore di stili, nonché autore di una splendida raccolta di Sonates corellisantes, e Henry Purcell, passato alla storia della musica con il più che giustificato epiteto di Orpheus Britannicus.

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GIO 02.08 ORE 20.15 ROMANO CANAVESE CHIESA DI SANTA MARTA

Viaggio musicale dal Rinascimento al Barocco Concerto finale del Corso Internazionale di Musica Antica Musiche di Praetorius, Purcell, Bach, Biber, Händel

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CONSORT RINASCIMENTALE ORCHESTRA BAROCCA BANDA DI OBOI ENSEMBLE VOCALE DANZA STORICA Walter van Hauwe, Lorenzo Cavasanti, Manuel Staropoli flauto diritto e traversiere Paolo Faldi oboe Fabrizio Cipriani violino Antonio Fantinuoli violoncello Luca Taccardi viola da gamba Ugo Nastrucci liuto, tiorba e chitarra barocca Claudia Ferrero continuo e cembalo Roberto Balconi canto


Tra la seconda metà del XVI e i primi cinquant’anni del XVII secolo l’Europa conobbe una profonda trasformazione, che ebbe forti riflessi non solo sugli equilibri politici ma anche sul panorama musicale, che cominciò ad assumere un carattere sempre più internazionale. Nella fase di passaggio tra il Rinascimento e il Barocco alcuni generi – come il madrigale – si avviarono verso il tramonto, altri – come il melodramma – si avviarono lungo una strada gloriosa che continua anche ai giorni nostri e altri ancora – come la sonata e il concerto – iniziarono ad assumere una forma sempre più definita. Nello stesso periodo si verificò la transizione dai consort rinascimentali di viole da gamba e flauti verso gli ensemble barocchi e la più vasta formazione di archi, che avrebbe dato vita all’orchestra moderna. Questa fase di passaggio trova espressione nella produzione di parecchi compositori, a partire da Michael Praetorius, che oltre a una vasta messe di opere sia sacre sia profane fu autore del celebre trattato Syntagma musicum, preziosissima fonte di informazioni sulla prassi esecutiva in auge nel XVI secolo, Heinrich Ignaz Franz von Biber, violinista di eccelso talento, al quale dobbiamo l’introduzione di nuovi artifici espressivi come la scordatura, e Henry Purcell, con Benjamin Britten il più grande compositore inglese di sempre, capace di creare nei suoi 36 anni di vita – uno in più di Mozart – una geniale sintesi tra gli stili italiano e francese. Poi, su tutti, stanno i due grandi coetanei tedeschi, Johann Sebastian Bach e Georg Friedrich Händel, che con la loro forte personalità seppero incarnare – l’uno in ambito sacro e l’altro nel repertorio profano – l’essenza più autentica del Barocco.

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SAB 04.08 ORE 21.15 TRAUSELLA CHIESA DI SAN GRATO

Il Quartetto del Mozarteum Heinrich Ignaz Franz von Biber

Antonio Vivaldi

Sonata rappresentativa per violino e continuo Allegro (usignolo, cuculo, rane), Adagio, Allegro (gallina, gallo), Presto, Adagio (quaglia, gatto), Marcia (moschettiere), Allemande

Sposa son disprezzata

1644 — 1704

1678 — 1741

ORIGINARIAMENTE SCRITTA DA

Geminiano Giacomelli 1692 — 1740

Carl Philipp Emanuel Bach 1714 — 1788

George Frideric Händel

Due piccoli duetti per due tastiere Poco adagio, Allegro

1685 — 1759

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Lascia ch’io piangha la mia cruda sorte Aria da Rinaldo

H. 612 — 613

Antonio Caldara 1670 — 1736

Arcangelo Corelli 1653 — 1713

Io crudele? Io tiranna? Aria per soprano e continuo

La Follia OP. 5 N. 12

Wolfgang Amadeus Mozart 1756 — 1791

Sonata per violino e cembalo in do maggiore Andante, Allegro KV 404

L’amerò, sarò costante Aria da Il re pastore

Marianna Herzig soprano Florian Moser violino Leonore von Stauss arpa doppia e cembalo Wolfgang Brunner cembalo e fortepiano


Gli studenti dell’università Mozarteum, sotto la direzione di Wolfgang Brunner, incominciano con una divertente descrizione di diversi animali composta dal virtuoso di violino salisburghese Heinrich Ignaz Franz Biber, la cui musica sicuramente Mozart conosceva. Si passa poi alla versione improvvisata della La Follia in cui il Florian Moser e Wolfgang Brunner interpretano la famosa versione di Corelli, con variazioni di tipo folcloristico e jazzistico da XXI secolo. Dobbiamo ricordare che ce composizioni di Georg Friedrichs Händels furono molto importanti per Mozart che infatti ne fece numerosi arrangiamenti. Sposa son disprezzata, composizione del suo collega Giacomelli, nel 1735 fu inserita da Vivaldi nel suo pasticcio operistico Bajazet RV 703. Leonore von Stauss e Wolfgang Brunner utilizzano tre diversi importanti strumenti: clavicembalo, fortepiano ma anche l’arpa doppia, non soltanto nella funzione di continuo, come in Lascia ch’io pianga in Händel, ma anche nella contrapposizione tra cembalo e fortepiano, nel duetto per due strumenti a tastiera di Carl Philipp Emanuel Bach. Nella cantata drammatica di Antonio Caldara Io crudele? Io tiranna?, Marianna Herzig si esprime con la gestualità barocca delle cantanti del XVIII secolo. La conclusione del concerto è dello stesso Mozart, con la sua breve sonata per violino insieme ad un’aria per violino obbligato. in collaborazione con INSTITUT FÜR MOZART OPERN INTERPRETATION UNIVERSITÄT MOZARTEUM SALZBURG

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VEN 07.09 ORE 21.15 ROMANO CANAVESE CHIESA DI SANTA MARTA

La Pazzia Senile Adriano Banchieri 1568 — 1634

L’Humor bizzarro fa il prologo e licentia Pantalone vecchio da Murano Graziano Dottore da Francolino Fulvio giovine innamorato Burattino servo dalla Vallada Doralice giovane innamorata Lauretta cortigiana di Mazorbo

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Intermedio di Solfanari Intermedio di Spazzacamini Bando della Bertolina Balletto di Villanelle

ENSEMBLE I FUSARI Paolo Costa, Gianluigi Ghiringhelli alti Enrico Bava basso Manuel Staropoli flauti Massimo Sartori viola da gamba Ugo Nastrucci liuto e chitarra barocca Raffaele Gangale voce recitante


Una delle espressioni più vivaci del repertorio vocale del Rinascimento fu la commedia madrigalesca (o harmonica), una sorta di antenata dell’opera che – basandosi su alcuni elementi propri del madrigale – narra una storia brillante, spesso dai contenuti esilissimi, o tratteggia un quadro d’ambiente dell’epoca. Tra i principali esponenti di questo genere si mise in particolare evidenza Adriano Banchieri, monaco olivetano bolognese, che ci ha lasciato una serie di opere tanto gradevoli quanto bizzarre, una qualità – quest’ultima – che viene rispecchiata da uno dei fantasiosi soprannomi con cui si faceva chiamare, Attabalibba dal Perù. Pubblicata a Venezia nel 1598 come ragionamenti vaghi e dilettevoli a tre voci nell’ambito del Secondo libro dei madrigali, La Pazzia Senile narra la storia eterna e un po’ patetica di due uomini già anziani infatuati di due fresche fanciulle, che alla fine concedono la loro mano a ben più giovani e vigorosi giovanotti. La vicenda viene condotta con mirabile vivacità sia grazie alla scelta di Banchieri di affiancare all’italiano alcuni passaggi in veneziano, bolognese e bergamasco sia a una felice caratterizzazione dei personaggi. Oltre all’Humor bizzarro – che apre e chiude l’opera, traendone il “sugo” di manzoniana memoria – ne La Pazzia Senile sono presenti alcune delle maschere più famose della commedia dell’arte, da Pantalone, vecchio veneziano, burbero ma in fondo di buon cuore, al Dottor Graziano da Francolino, parente stretto del bolognese Dottor Balanzone, che trasforma un madrigale di Palestrina in uno spassoso sproloquio, e a Burattino, “servo della vallada” e quindi quasi alter ego del bergamasco Arlecchino. Grazie al suo travolgente passo teatrale, questo lavoro può fornire un’immagine del Rinascimento più attraente e ricca di colori di quella che le viene generalmente attribuita.

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GIO 13.09 ORE 21.15 SAN RAFFAELE CIMENA CHIESA DI SAN RAFFAELE ARCANGELO

‘600 Giovanni Battista Riccio

Johann Sebastian Bach

Canzona La Rosignola Canzona in la

Triosonata in sol maggiore Adagio, Allegro ma non presto, Adagio e piano, Presto

1609 — 1621

1685 — 1750

BWV 1039

Giovanni Battista Fontana 1589 — 1630

Antoine Dornel

Sonata Sesta

1685 — 1765

Sonata Pour Trois Dessus

Samuel Scheidt 1587 — 1654

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Joseph Bodin de Boismortier

Paduana

1689 — 1755

Concerto a 5 Allegro, Adagio, Allegro

Domenico Gabrielli 1651 — 1690

OP. 37

Sonata in sol maggiore Grave, Allegro, Largo, Prestissimo

Sonata à quatre parties differentes Andante, Presto, Adagio, Allegro OP. 34 N. 5

Antonio Vivaldi 1678 — 1741

Concerto in re minore Allegro, Adagio, Allegro OP. 3 N. 8

I SOLISTI DELL’ACCADEMIA Lorenzo Cavasanti, Susanne Geist flauti Vittoria Panato violino Antonio Fantinuol violoncello Ugo Nastrucci tiorba Claudia Ferrero cembalo


Il Seicento fu uno dei periodi più creativi della storia non solo della musica, ma di tutte le espressioni artistiche. Nel corso di questo secolo in molti centri italiani si gettarono infatti semi che avrebbero portato all’affermazione di generi destinati a fare scuola in tutta Europa, a partire dal melodramma, nato ufficialmente il 6 ottobre del 1600 a Firenze con l’Euridice di Jacopo Peri e Ottavio Rinuccini. Anche il repertorio strumentale conobbe una straordinaria fioritura grazie a una serie di autori attivi in diverse città. Uno dei centri più attivi fu Venezia, che riunì all’ombra della Basilica di San Marco non solo il compositore più grande del secolo, il Divino Claudio Monteverdi, ma anche una schiera di musicisti di grande talento, oggi purtroppo caduti in gran parte nell’oblio. Tra di essi meritano di essere citati Giovanni Battista Riccio e Giovanni Battista Fontana, il primo ancora legato al genere rinascimentale della canzona e il secondo già orientato verso una prima forma di sonata. Questo versatile genere – che alla fine del secolo avrebbe raggiunto una mirabile definizione grazie ad Arcangelo Corelli – si sviluppò rapidamente sia in Italia, tra gli altri grazie al bolognese Domenico Gabrielli, non solo compositore ma anche violoncellista di vaglia, sia in Francia, dove ebbe tra i suoi massimi esponenti Louis-Antoine Dornel e Joseph Bodin de Boismortier, uno degli autori più prolifici in ambito strumentale del Grand Siècle. Una antiquata Paduana di Samuel Scheidt – compositore nato ad Halle poco meno di un secolo prima del suo famoso concittadino Händel – ci porta alla splendida compiutezza stilistica della Triosonata BWV 1039 di Johann Sebastian Bach, con Antonio Vivaldi uno dei vertici assoluti del Barocco internazionale.

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GIO 20.09 ORE 21.15 CASALBORGONE TEATRO SAN CARLO

Don Chisciotte G.Ph. Telemann Burlesque de Quixotte Ouverture A. Bousnois (?) L’homme armée J. Desprez L’homme armée Millán (L. Milán) 35

Durandarte Durandarte Anonimo XV SEC. Mis arreos son las armas Anonimo XVI SEC. Pavana La morte de la ragione Anonimo XV SEC. La gamba G.Ph. Telemann Burlesque de Quixotte Le réveil de Quichotte H. Bailly Yo soy la locura Magister Rofino Un Cavalier di Spagna


T. Arbeau Bransle des chevaulx T. Arbeau Bransle des chevaulx Anonimo XV SEC. Soy rocinante Aquel caballero madre Anonimo XIII SEC. Orientis partibus adventavit asinus G.Ph. Telemann Burlesque de Quixotte Le galop de Rosinante Celui d’ane de Sanche Anonimo TRAD. SEFARDITA El Moro de Antequera, Calvi vi calvi calvi Aravi T. Susato La mourisque B. Tromboncino Ostinato vo seguire G.Ph. Telemann Burlesque de Quixotte Son attaque des moulins à vent Anonimo TRAD. CASTIGLIANO Baile de la rosca Anonimo XVII SEC. Al villano se la dan G.Ph. Telemann Burlesque de Quixotte Sanche Panse berné

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Anonimo TRAD. SEFARDITA Yo se olalla Por que llorax G.Ph. Telemann Burlesque de Quixotte Ses soupirs amoureux après la Princesse Dulcinée B. Strozzi Che si può fare 37

Diomedes Dolores mortis F. Andrieu Armes. Amours, Dames, Chevalerie T. Merula Folle è ben che si crede

ZERO EMISSION BAROQUE ORCHESTRA Giorgio Tosi kemenche, violino e voce Filippo Bergo viella, viola e violino Silvia de Rosso viella, viola da gamba e voce Anna Camporini violoncello e soprano Massimo Lombardi tiorba, chitarra e oud Donato Sansone flauti, percussioni, gaita e tarota Valeria Zanolin attrice


Come può la musica raccontare il testo di Cervantes? Rendendo evidente il dualismo impossibile da sintetizzare presente in tutta l’opera; in questo spettacolo 2 saranno i punti di vista, due le epoche, due le strumentazioni e due i tipi di musica eseguita. Da una parte il mondo antico, medievale e rinascimentale, di cui Don Chisciotte è l’eco, l’ultimo folle rappresentante.; un’epoca che interpretava la realtà spiritualizzandola, dava corpo alle cose partendo dalle idee, un’epoca pervasa dal sogno cavalleresco che era sì sogno di gloria ma soprattutto di onore onestà e fedeltà. Dall’altra parte il mondo moderno che di Don Chisciotte coglie la goffaggine e il ridicolo, un’epoca che interpreta il mondo a seconda della sua funzionalità e razionalità, che costringe Don Chisciotte a rivelarsi come oramai inadatto. Queste due epoche sono talmente antitetiche che persino le loro musiche spesso non possono essere suonate con gli stessi strumenti. Ogni musicista in questo spettacolo avrà infatti un doppio ruolo e un doppio strumento. La musica medievale e rinascimentale ci porterà nella spiritualità dell’epoca cavalleresca, evocando la Chansons de Geste mentre al tardo barocco verrà affidato il compito di ‘dipingere’ con gli occhi freddi e divertiti della ragione un eroe che eroe non può più essere.

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ACCADEMIA DEL RICERCARE L’Accademia del Ricercare è un’associazione di musicisti specializzati nell’esecuzione del repertorio compreso tra i secoli XI e XVIII, nata con l’intento di recuperarne e diffonderne la pratica e la cultura. In oltre vent’anni anni di attività l’ensemble, nelle sue diverse formazioni ha svolto una intensa attività concertistica ed è stato invitato ad esibirsi per importanti istituzioni musicali, festival nazionali ed internazionali di alto livello, riscuotendo ottimi consensi di pubblico e di critica. Nel 2017 è stata invitata dall’Istituto di Cultura Italiano in Giappone per un tour di concerti nelle città di Osaka, Kioto e Fukuoka. Nel 2009 ha ricevuto l’incarico dal Governo delle Canarie e dalla società di Musicologia Spagnola di incidere i Villancicos di Diego Duron (1653-1731), opera che ha suscitato grande interesse per l’appropriata scelta dell’organico strumentale nonché della prassi esecutiva dell’epoca. L’Accademia del Ricercare ha finora realizzato quindici registrazioni discografiche edite e distribuite sul mercato internazionale da Brilliant, CPO, Elegia, Tactus e Stradivarius. L’Accademia del Ricercare collabora permanentemente con alcuni trai i migliori musicisti europei specialisti nell’esecuzione della musica tardo-rinascimentale o barocca, i quali vantano individualmente curriculum di prestigio.

AYAME L’ensemble Ayame è stato fondato nel 2016 da quattro musiciste giapponesi che si sono incontrate al Koninklijk Conservatorium di Bruxelles. Ayame è il nome giapponese che identifica il fiore iris ed è anche il simbolo di Bruxelles. Ayame è specializzato nel repertorio di quartetti del XVIII secolo che possiedono uno spirit di conversazione galantes et amusentes. I componenti sono alla ricerca di opera di autori europei e capolavori sconosciuti. Ayame è già stato invitato a numerosi festival musicali in Belgio, tra cui Midis Minimes (Bruxelles), Anderlecht (Bruxelles), Erasmus house (Bruxelles), Museo Plantin-Moretus (Antwerpen) e Antiqua (Torino).

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DRAMATODÍA

FESTA RUSTICA

L’ensemble Dramatodía (ovvero canto rappresentativo), nasce nel 2000 per volontà di Alberto Allegrezza con l’intento di ripropone in scena antichi testi teatrali, sia letterali che canovacci di Commedia dell’Arte, ma anche di esplorare tutto quel repertorio musicale, vocale e strumentale, che nei secoli ha arricchito le rappresentazioni dei comici cinquecenteschi e seicenteschi. Nel corso di questi anni di attività la compagnia ha realizzato diversi progetti teatrali e musicali tra cui commedie madrigalesche di Adriano Banchieri (Barca di Venetia per Padova, Festino del Giovedì Grasso avanti cena, Vivezze di Flora e Primavera, La Pazzia Senile, Il Zabaione Musicale), rappresentato testi di Giulio Cesare Croce e di altri autori seicenteschi, allestito opere e intermezzi (L’Aurora ingannata di Girolamo Giacobbi, Actéon di Marc’Antoine Charpentire, La serva padrona di Giambattista Pergolesi), realizzato spettacoli originali e concerti vocali e strumentali eseguendo musiche dei più importanti compositori del Rinascimento e del Barocco. Dal 2011 l’ensemble ha dato inizio ad un progetto che mira alla riscoperta e alla registrazione dell’opera profana completa di Adriano Banchieri (1568-1634) e di Giulio Cesare Croce (1550-1609).

Fondato nel 1992, l’ensemble é specializzato nell’esecuzione del repertorio tardo rinascimentale, barocco e galante, preferibilmente italiano ed inedito, su copie di strumenti antichi. In oltre vent’anni anni di attività Festa Rustica è stato presente sulla scena discografica e concertistica italiana ed internazionale. Ha inciso svariati dischi (anche in prima assoluta per le case discografiche Agorà, ASV Gaudeamus, MAp Edition), tra cui l’integrale dei trii per due flauti diritti e continuo di G. Sammartini, le sonate per violoncello e basso di J. Cervetto, la serenata Venere e Amore di A. Scarlatti, il Laudate pueri e le introduzioni mariane per soprano ed archi di A. Vivaldi, le Nove Lamentazioni di Geremia Profeta di F.A. Vallotti (incisi per Amadeus) e in ultimo l’integrale delle sonate per flauto diritto e continuo  di G.Fr. Haendel (in prossima uscita per la Da Vinci Classic).


ITALICO SPLENDORE

LA FAVORITA

L’amore e l’interesse per la musica antica nel repertorio barocco, classico e preromantico, sono il nucleo attorno al quale nasce e si forma l’Ensemble Italico Splendore che, fin dagli esordi nel 2010, indirizza la propria attività principalmente in tal senso: un costante e approfondito lavoro di ricerca sulle fonti e uno scrupoloso approccio filologico. L’attività di Italico Splendore si orienta in due direzioni principali: produzione e allestimento di spettacoli musicali, e ricerca e studio musicologici a cui si affianca anche un percorso di educazione e formazione giovanile, ad alto livello, espletato attraverso workshops, masterclasses, incontri e seminari che Italico Splendore organizza annualmente, collaborando artisti e musicologi di fama internazionale. La produzione musicale si è già espressa attraverso una regolare attività concertistica presso importanti stagioni e festivals musicali, nonché nella realizzazione di progetti discografici per etichette quali Dynamic, Brilliant Classics e Novantiqua Records. Tutti gli esponenti del gruppo, rifacendosi allo studio della prassi esecutiva indicata dalla trattatistica del periodo, suonano su originali o copie fedeli di strumenti dell’epoca, con l’utilizzo di corde di budello, archetti filologici, tastiere storiche, e strumenti a fiato originali.

Fondato nel 2016 all’interno del Conservatorio Reale de L’Aia, istituzione leader nell’ambito della formazione e della ricerca sulla prassi esecutiva storicamente informata, è composto da musicisti provenienti da Italia, Polonia, Ungheria, Belgio, Germania e Paesi Bassi. Durante la sua crescita artistica, il gruppo è stato seguito da esperti quali Fabio Bonizzoni, Enrico Gatti, Eric Hoeprich e Mike Fentross. L’Ensemble si è esibito per diverse rassegne di musica antica come Utrecht Early Music Fringe Festival, MABruges Fringe ed è stato scelto come gruppo emergente per partecipare all’International Young Artist’s Presentation ad Anversa dove ha ricevuto coaching da Peter Van Heyghen e Raquel Andueza esibendosi nell’ambito del festival Laus Polyphoniae.

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ZERO EMISSION BAROQUE ORCHESTRA

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La Zero Emission Baroque Orchestra è nata con la missione di sviluppare e mettere in pratica una nuova forma di concerto e di rappresentazione della musica rinascimentale e barocca identificata come concerto narrante. La narrazione è un linguaggio universale di cui tutti comprendono gli affetti e i significati. Nei loro spettacoli la musica, mischiandosi con la parola e con le immagini, racconta una storia e in questo modo racconta se stessa. Non un’opera, non uno spettacolo teatrale ma una nuova forma di equilibrio e di comunicazioni fra le arti. È un’orchestra professionale che lavora ad impatto zero e che trova in questo la sua identità nonché il suo punto di forza, dimostrando come un’attività culturale possa diventare veicolo di un messaggio etico. L’orchestra barocca racchiude quelli che sono gli elementi fondamentali per un vivere ecologico: innovazione tecnica, ricerca e flessibilità. L’innovazione tecnica sta nell’utilizzo di strumenti antichi (originali restaurati o copie) che ricreino le sonorità e i colori tipici del periodo tra ‘600 e ‘700. La ricerca è intesa come ricerca filologica, ovvero lo studio e la cura degli aspetti teorico-pratici dell’esecuzione strumentale, attraverso l’analisi dei trattati originali di grandi compositori e musicisti dell’epoca. Il repertorio barocco, infine, è sufficientemente vario da prevedere, a seconda delle necessità, un numero di musicisti variabile, da poche unità all’orchestra completa con archi, fiati e coro. In questo si riconosce la flessibilità.

FEDERICO BAGNASCO Si diploma in contrabbasso presso il Conservatorio di Genova. Ha approfondito in seminari e masterclass anche la composizione, l’improvvisazione e la prassi esecutiva su strumenti antichi. Collabora come primo contrabbasso con l’orchestra da camera Milano Classica. Dal 2013 fa parte dell’Eutopia Ensamble in collaborazione con il Teatro della Tosse. Assidua la sua attività come violinista con diversi ensemble di musica antica (Canto di Orfeo, Accademia del Ricercare, VerdiBarocca…) partecipando a numerose e importanti rassegne in Italia e all’estero (Internationale Meisterkonzerte di Dachau, MiTo Settembre Musica, Felicjia Blumental International Music Festival di Tel Aviv, Concert Hall di Tokio). Dal 2015 si esibisce con un progetto a suo nome per contrabbasso e manipolazione elettronica in trio con Alessandro Paolini e Emilio Pozzolini, conseguente al suo album Le Trame del Legno.


ROBERTO BALCONI

ENRICO BAVA

Nato a Milano, ha studiato canto nella sua città natale e in Inghilterra. Il suo repertorio spazia dalla musica medievale a quella contemporanea, con particolare predilezione per il periodo barocco, di cui ha approfondito gli studi e la tecnica, affermandosi come uno dei più riusciti interpreti a livello internazionale. Ha collaborato con gruppi quali English Baroque Soloists, Il Giardino Armonico, Il Complesso Barocco, The Consort of Musicke, Ensemble Pian & Forte, Venice Baroque Orchestra, Il Concerto Italiano, Europa Galante, Capella Savaria, esibendosi in tutto il mondo nei maggiori teatri e festival di musica antica. Da qualche anno affianca all’attività vocale quella di direttore, in particolare dell’ensemble strumentale e vocale Fantazyas, che ha fondato nel 2000. È regolarmente invitato come direttore ospite dell’Orchestra Barocca Accademia d’Arcadia di Poznan (Polonia); è direttore artistico del Festival Haendel di Poznan ed è stato nominato ambasciatore culturale della città.

Ha collaborato con numerose orchestre tra cui l’Orchestra Filarmonica di Torino, l’Orchestra del Santo Spirito, l’Accademia Montis Regalis, l’Accademia Bizantina e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. Ha partecipato in qualità di solista alla stagione 19971998 dei concerti del Teatro alla Scala tenuti nella Cattedrale di San Marco a Milano. Nel 2002 canta nell’opera di M. Nyman The man who mistook his wife for a hat al piccolo Regio di Torino. Nel 2008 ricopre il ruolo del politico nell’opera di F. Dal Corno Non guardate al domani sul caso di Aldo Moro, eseguita in prima nazionale al Teatro dell’Elfo di Milano. Al suo attivo ha numerose incisioni discografiche per Arion, Opus 111, Stradivarius e Ramée. Con il gruppo Odecathon ha ricevuto du Diapason d’or nel 2009 e nel 2010.

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RICCARDO BISATTI

WOLFANG BRUNNER

Nato a Novara nel 2000, studia nel Triennio Accademico di pianoforte presso il Conservatorio “Guido Cantelli” di Novara. Approfondisce inoltre lo studio del fortepiano e del clavicembalo. Svolge un’intensa attività di musica da camera. Ha partecipato a numerosi concorsi nazionali ed internazionali vincendo svariati primi premi. In giugno 2017 ha ricevuto, come riconoscimento al talento, la prestigiosa medaglia della Camera dei Deputati a Roma ed è stato premiato dalla Presidente Laura Boldrini. Ha suonato, fra i tanti, a Bonneuil-Matours in Francia, Orléans, Lille, al Castello di Amboise, Milano, Ostrava in Repubblica Ceca, Firenze. Ha suonato con l’Orchestra dell’Accademia Giovanile dell’Annunciata di Abbiategrasso, con solisti dei Berliner Philarmoniker, della London Symphony Orchestra, della Bayerisches Staatsorchester, dell’Orchestra dell’Accademia della Scala e dell’Orchestra Giovanile Cherubini.

Ancora studente delle scuole superiori, riceve le prime lezioni di piano da suo padre. In seguito studia educazione musicale all’Accademia Musicale di Monaco, piano con Hans Leygraf all’Universität Mozarteum di Salisburgo, clavicembalo con Liselotte Brändle, Kenneth Gilbert e Glen Wilson, fortepiano con Eckart Sellheim e Richard Fuller, esecuzione storica con Nikolaus Harnoncourt. Dal 1985 è docente di strumenti storici a tastiera, basso, piano, pianoforte storico e di didattica all’Universität Mozarteum di Salisburgo. Dal 1990 al 1992 è inoltre docente di fortepiano al Musikhochschule Karlsruhe. È considerato uno dei maggiori interpreti della sua generazione. Ha lavorato molto anche come interprete solista e continuista con direttori come Sandor Vegh, Franz Welser-Möst, Helmuth Rilling, Sylvain Cambreling. Nel 1991 ha fondato il gruppo musicale Salzburger Hofmusik, principalmente dedito al repertorio dei secoli XVII e XIX eseguito su strumenti originali. Sotto il nome di Wolfang Brunner si annoverano registrazioni e trasmissioni radiofoniche di valore come molte prime registrazioni delle opere per pianoforte di Anton Bruckner, E.T.A. Hoffmann e Carl Orff.


PIETRO BUSCA

MAURIZIO CADOSSI

Dopo aver conseguito il diploma in tromba presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” nel 1968 sotto la guida del maestro G. Caruso, da subito inizia la sua collaborazione con l’Orchestra Nazionale Sinfonica della RAI e il Teatro Regio di Torino. Nel 1972 entra a far parte stabilmente dell’orchestra del Teatro Regio di Torino in qualità di tromba, incarico che ricopre fino al 1992. Nel 1974 forma l’ensemble di ottoni Girolamo Fantini ed inizia una lunga attività concertistica, partecipando ad importanti festival nel settore della musica antica. Dal 1976 inizia lo studio del flauto diritto presso il Conservatoire de Paris con Ghy Miay e presso il Conservatoire de Nice con Sophie Hervais. Nel 1978 fonda insieme ad altri musicisti La Bottega Musicale, che in pochi anni riunisce un vasto numero di giovani interessati allo studio del canto corale e della musica strumentale antica. La formazione si classifica nel 1982 come prima assoluta al Concorso Internazionale “Guido d’Arezzo” nella sezione di canto gregoriano e primo assoluto al Concorso Internazionale per Cori Polifonici “Carlo Soliva” di Alessandria. Nel 1989 fonda l’Accademia del Ricercare, con cui nel 1990 si aggiudica il primo premio assoluto al Concorso Internazionale “Città di Stresa”, il primo premio assoluto al Concorso Internazionale “I Giovani e il Flauto Dolce” nelle prime due categorie di selezione. Dal 1998 al 2001 è stato coordinatore dei corsi di musica antica della Scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo, collaborando insieme al musicologo Alberto Basso all’organizzazione dei programmi concertistici organizzati dall’istituto.

Diplomatosi in violino e viola presso il Conservatorio di Parma, ha frequentato i corsi di alto perfezionamento al Conservatorio di Ginevra; diplomatosi anche in violino barocco presso la Civica Scuola di Musica di Milano. Premiato in diverse rassegne musicali internazionali ha tenuto concerti in tutta Italia, in Europa (tra cui Parigi, Vienna, Amsterdam), Stati Uniti, Messico, Canada, Giappone e Sud America. All’intensa attività concertistica ha sempre affiancato una costante attività discografica. È primo violino dell’Orchestra Sinfonica di Savona ed è titolare della cattedra di musica di insieme per strumenti ad arco presso il Conservatorio di Musica di Alessandria. Tiene regolarmente corsi e stages di musica da camera e violino barocco ed è stato docente ospite presso l’Università della Georgia, Atlanta (USA).

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LORENZO CAVASANTI

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Vanta un’attività concertistica di centinaia di concerti in qualità di solista, ospite dei maggiori festival nazionali e internazionali (Londra, Innsbruck, Daroca e Urbino). Ha suonato, sempre come solista, alla Royal Albert Hall di Londra, alla Konzerthaus di Vienna e in Giappone. È membro fondatore di Tripla Concordia e del Quadro Janas, collabora inoltre regolarmente con i complessi Le Musiche Nove, Accademia del Ricercare, Europa Galante; collaborazioni con artisti come D. Oberlinger, G. Antonini, M. Steger e direttori del calibro di R. Muti, O. Dantone, P. Busca, F.M. Bressan. Ha ricevuto particolari riconoscimenti e premi dalla critica internazionale. L’etichetta Virgin Classics ha pubblicato nel 2000 due registrazioni contenenti i concerti La Notte e La Tempesta di Mare di Vivaldi e le cantate BWV 55 e 82 di Bach dove Lorenzo Cavasanti svolge il ruolo di flauto diritto e traversiere solista, accompagnato dall’ochestra Europa Galante diretta da Fabio Biondi.

GIORGIA CINCIRIPI Intraprende giovanissima lo studio del canto lirico e si diploma con il massimo dei voti. Frequenta inoltre corsi di perfezionamento in vari istituti musicali come l’Accademia della Voce di Torino, la Scuola di Musica di Fiesole, il Centro di Musica Antica Cappella Pietà dei Turchini e la Fondazione Royaumont di Parigi. Nel festival Oude Muzieck di Utrecht interpreta i ruoli di Ino e Cupid dell’opera Semele di J.Eccles diretta da F. Bonizzoni e accompagnata dall’orchestra La Risonanza. Interpreta il ruolo di Zaida dell’opera Il Bajazet di Gasparini, andato in scena in prima assoluta in tempi moderni nell’ambito del Festival Opera Barga. Canta il ruolo di Maddalena nell’oratorio La Resurrezione di G.Fr. Haendel nel festival della Fondazione Royaumont (Parigi) accompagnata dall’orchestra La Risonanza. Interpreta il ruolo dell’Età dell’Oro della serenata La Senna Festeggiante di A. Vivaldi e quello di Aci nella serenata Aci, Galatea e Polifemo di G.Fr. Haendel accompagnata dall’orchestra Gli Archi del Cherubino.Ha inciso per Arcana il disco Se con stille frequenti, una raccolta di duetti da camere di Bononcini, Lotti e Steffani con Sara Mingardo. Particolarmente adatta all’opera buffa del ‘700 interpreta i ruoli degli intermezzi di G.B. Pergolesi come La Serva padrona, Il Maestro di musica e Livietta e Tracollo.


ALESSANDRO COMMELLATO Ha studiato a Milano con Carlo Vidusso e si è perfezionato con Pier Narciso Masi, Evgeny Malinin e Sergio Fiorentino. E’ stato vincitore al Concorso Schubert di Dortmund, Cidad de Oporto, Rendano di Roma, Città di Stresa, Albenga. Si è esibito come solista con l’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, del Teatro la Fenice di Venezia, Filarmonica di Praga, Filarmonica Accademica di San Pietroburgo, Filarmonica di Odessa, Orchestra Nazionale Moldava, Orchestra della Radio di Zagabria, etc. Con Divertimento Ensemble ha eseguito opere di Nono, Kagel, De Pablo, Bussotti, Donatoni, al Mozarteum di Salisburgo, Auditorium Nacional di Madrid; come camerista ha suonato con Siegfried Palm, Hans Deinzer, Franco Maggio Ormezowski, Sergio Azzolini, Simone Bernardini, Atalanta Fugiens, Le Musiche Ensemble di Berlino. Si dedica all’interpretazione su strumenti storici, invitato ai Festivals di Bremen, Lausanne, Lugano, Verbier, Innsbruck, Aix en Provence, Bratislava, Lockenhaus, Helsinki, Urbino.

PAOLO COSTA Nato nel 1954 a Padova. Inizia la sua formazione come voce bianca nella Cappella Musicale Antoniana diretta da Bruno Pasut. Studia pianoforte con Adriano Lincetto, organo con Renzo Buja e canto con Elena De Martin Zanettovich. Si specializza, come controtenore, in Canto Rinascimentale e Barocco, iniziando una attività concertistica che lo porta, dall’inizio anni ’80, a frequentare festival in Europa, Americhe e Giappone, collaborando con musicisti affermati come Nigel Rogers, Antony Rooley, Alan Curtis, Renè Jacobs, Jordi Savall, Gustav Leonhardt, Martin Haselböck, Diego Fasolis, Andrea Marcon, Antonio Florio, Rinaldo Alessandrini. Ha partecipato a numerose produzioni discografiche e registrazioni radiofoniche. Attualmente la sua attività si svolge quasi esclusivamente nella sua bottega dove costruisce organi a canne, copie di strumenti storici.

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PAOLO FALDI

ANTONIO FANTINUOLI

Si è diplomato in oboe, in oboe barocco e in flauto diritto presso il Conservatorio di Genova, la Scuola Civica di Milano e il Conservatorio di Padova. Si è perfezionato in oboe barocco al Conservatorio Reale dell’Aia. Nel 1988 ha vinto il posto di Primo Oboe e Flauto Dolce nell’Orchestra Barocca della Comunità Europea (ECBO). Ha suonato con i maggiori gruppi ed orchestre barocche europee tra cui Les Arts Florissants, Europa Galante, Collegium, Aureum. È membro fondatore dei gruppi: Ensamble L’Astree di Torino, Tripla Concordia di Genova, l’Orchestra Barocca di Bologna di cui è direttore artistico. Ha inciso con varie formazioni orchestrali e da camera per Astree-Auvidis, Nuova Era, Arts, Amadeus, Stradivarius, Tactus. Insegna flauto diritto al Conservatorio di Vicenza.

Antonio Fantinuoli, nato a Genova nel 1961, ha iniziato lo studio del violoncello a 22 anni diplomandosi in breve tempo al Conservatorio di Alessandria con Marco Guidarini. Nel 1988 ha iniziato a collaborare con l’Orchestra della RAI di Torino. Appassionato di musica antica studia violoncello barocco come autodidatta e nel 1989 inizia a lavorare con Jordi Savall. Nel 1990 assieme a Fabio Biondi ed ad altri collaboratori fonda Europa Galante, uno dei principali gruppi italiani dediti alla musica antica. Con questa orchestra ha suonato nei principali teatri del mondo. In ottobre tornerà a New York nella prestigiosa Carnegie Hall. In quegli anni conosce e frequenta Christophe Coin con il quale approfondisce lo studio della prassi esecutiva. Ha al suo attivo concerti in tutto il mondo e numerose registrazioni fra le quali tutte le registrazioni con Europa Galante, i Concerti Brandeburghesi e le Suites di Bach con Jordi Savall.


CLAUDIA FERRERO

RAFFAELE GANGALE

Si è diplomata in Pianoforte, Musica Corale e Direzione di Coro, Prepolifonia presso il Conservatorio G. Verdi di Torino ed in Clavicembalo presso il Conservatorio N. Paganini di Genova. Ha frequentato inoltre i corsi presso la Scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo, ottenendo il Diploma in Clavicembalo e Basso Continuo. Nel 1989 è tra i fondatori dell’Accademia del Ricercare, con cui ha partecipato in Italia e in Europa ad alcune tra le più prestigiose rassegne di musica antica, riscuotendo ovunque consensi di pubblico e critica. Come clavicembalista ha collaborato con vari ensemble quali Tripla Concordia, Collegium Pro Musica, Orfei Farnesiani, Templum Musicae, Orchestra Filarmonica del Teatro Regio di Torino, ed artisti come Enrico Dindo (con cui ha inciso per Decca) e Stefano Montanari. l 2004 è docente di Clavicembalo e Basso Continuo nel Corso Internazionale di Musica Antica dell’Accademia del Ricercare, e collabora nell’allestimento della Stagione Antiqua. Ha insegnato pianoforte nelle scuole medie ad indirizzo musicale e presso i licei musicali di Novara ed Aosta. Attualmente è docente di Teoria, Analisi, Composizione e Strumento presso il Liceo Musicale di Vercelli.

Nel 1989 frequenta il laboratorio teatrale tenuto da G. Albertazzi. Nel 1991 si dedica alla Commedia dell’Arte, con il T.S. di Verona è Arlecchino ne La gastalda di C. Goldoni (1993) e ne La pazzia di Isabella (1995). Partecipa a vari festival internazionali fra i quali: Avignone 1992 e Città del Messico 1993. Dal 1994 al 1996 presso il C.S.R.T. di Pontedera frequenta i laboratori di T. Salmon, E. Barba, J. Grotowsky, Y. Oida, E. Lacascade, D. Manfredini e altri. Studia inoltre Biomeccanica e Movimento scenico con N. Karpov e G. Bogdanov e partecipa al lavoro su Shakespeare della Guildhall School of London (S. Miniato 1994) e ai laboratori di L. Kemp (T.S.C. 2000) e di E. Nekrosius (Biennale di Venezia 2000). Nel 2003 frequenta il laboratorio tenuto da Antonio Latella (Teatro Nuovo, Napoli) e il laboratorio tenuto da Emma Dante (Benevento Città Spettacolo). Nella sua carriera ha svolto importanti ruoli in ambito teatrale a livello nazionale ed europeo, cinematografico e televisivo (Rai 1, Rai 2, Canale 5).

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GIANLUIGI MARIA GHIRINGHELLI

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Inizia giovanissimo lo studio del canto con il maestro Roberto Goitre nei Piccoli Cantori RAI di Torino. Nel 1982 entra a far parte della Corale Universitaria diretta da G. Acciai e successivamente da D. Tabbia con il quale inizia lo studio e l’approfondimento della prassi interpretativa della musica sacra e profana del Rinascimento. Si è diplomato da Controtenore alla Scuola Civica Musicale di Milano dove ha studiato con Cristina Miatello, e Claudio Cavina. Ha collaborato con Jordi Savall, Alan Curtis, Gabriel Garrido, SergioVartolo, Sergio Balestracci, Fabio Biondi, Ottavio Dantone, Pietro Busca, Bruce Dickey, Robert Ischer, Willy Merz, Paolo Pandolfo, Rolf Lislevand. Michael Chance, Liuwe Tamminga. Svolge attività concertistica in Italia e all’estero e ha partecipato come solista a numerose prime esecuzioni moderne di opere barocche, madrigalesche e programmi di musica sacra, nelle più importanti rassegne e teatri d’Europa, America, sud America, Israele e Russia. Con l’Ensemble Odhecaton diretto da Paolo Da Col con cui collabora stabilmente, ha vinto 6 Diapason d’Or de la Musique.

DANA KARMON Laureata all’Accademia di Musica e Danza di Gerusalemme in composizione e in fagotto storico, prosegue gli studi presso la Scuola Civica di Milano. Nel 2007 ottiene il diploma in fagotto barocco e classico. Il perfezionamento ha luogo presso la Schola Cantorum Basiliensis. Con un vasto repertorio barocco, classico e romantico, ha collaborato con le più importanti orchestre europee, tra cui Europa Galante, Koelner Akademie, Ensemble Zefiro, Les Musiciens du Louvre, Les Talens Lyriques, La Divina Armonia, Academia Montis Regalis, La Risonanza, ensemble Cordia, con le quali ha registrato svariati CD. Nata a Haifa, Israele, e trasferitasi in Italia nel 2003, si esibisce regolarmente in Europa, Canada, Argentina, USA e nelle più famose sale da concerto a livello internazionale, come il Teatro Bolshoi di Mosca e il Carnegie Hall di New York.


LAURA LANFRANCHI

GIORGIO MATTEOLI

Diplomata a pieni voti in canto e musica vocale da camera presso i conservatori di Mantova e Milano ha studiato per molti anni anche il violino. Vincitrice di numerosi concorsi vocali tra cui quello di musica vocale da camera di Conegliano Veneto. Come vincitrice di borsa di studio ha seguito corsi di perfezionamento sulla vocalità mozartiana e Monteverdiana con il soprano Graziella Sciutti e il tenore Nigel Rogers presso l’Accademia di Villecroze en Provence. Si dedica prevalentemente alla musica sacra, da camera e barocca collaborando con direttori come Savall, Dantone, Sardelli, Rousset, Tabbia, Busca. Ha cantato in: America, Canada, Svizzera, Cina, Giappone, Finlandia, Francia, Austria, Germania, Hong Kong, Spagna, Scozia, Oman e in numerose sale e teatri delle principali città italiane. Recentemente ha cantato come solita al Teatro alla scala di Milano nella fantasia corale di Beethoven diretta da Matheuz. Da 18 anni lavora stabilmente come artista del coro al Teatro Regio di Torino.

Fondatore, solista e direttore dell’Ensemble è Giorgio Matteoli, flautista e violoncellista, docente di ruolo di flauto dolce presso il Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze. Laureato in Storia della musica presso l’Università de La Sapienza di Roma ed autore di svariati articoli di divulgazione musicologica, apprezzato solista di flauto dolce, ha compiuto anche studi di composizione e direzione d’orchestra presso il Conservatorio di Milano dirigendo, oltre al suo ensemble, diverse compagini orchestrali in concerti sinfonici e cameristici nel Lazio, Sicilia e Lombardia – Teatro Greco di Taormina, Tempio Valdese di Torino, Teatro Dal Verme di Milano, Cortile del Campidoglio a Roma). Quale presidente dell’associazione Early Music Italia, Matteoli è organizzatore di eventi e rassegne in particolare in Lazio e Lombardia, dove ha ideato Brianza Classica, fortunato ciclo di concerti di musica da camera di tutte le epoche e visite guidate, che si svolge, con spettacoli cross-over programmati nel corso di tutto l’anno, da ben quindici anni in circa una trentina comuni brianzoli.

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UGO NASTRUCCI

VITTORIA PANATO

Ha studiato composizione presso il Conservatorio G. Verdi di Milano, conseguendone il diploma. Contemporaneamente ha studiato chitarra classica, dedicandosi in seguito agli strumenti antichi a corde pizzicate: ha frequentato il corso di liuto presso il Conservatorio di Milano. Ha approfondito gli studi di direzione d’orchestra. Come liutista e tiorbista ha al suo attivo una intensa attività solistica e collaborazioni con varie formazioni di musica antica fra cui Il Conserto Vago, Lo Scrigno d’Orfeo, Europa Galante, Ensemble Arte-Musica, l’Ensemble Zefiro, I Barocchisti, l’Accademia del Ricercare. Ha partecipato a numerose registrazioni discografiche, radiofoniche e televisive, ha tenuto concerti presso importanti istituzioni italiane ed in Francia, Svizzera, Austria, Germania, Olanda, Belgio, Repubblica Ceca, Spagna, Croazia, Stati Uniti. Insegna Teoria e Composizione presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali F. Vittadini di Pavia, di cui è stato direttore dal 1996 al 2000.

Diplomatasi in violino presso il Conservatorio di Novara, ha conseguito il diploma di perfezionamento presso l’Accademia Internazionale L. Perosi di Biella. Diplomata in musicoterapia, ha inoltre il diploma accademico di secondo livello in Musica da Camera presso il Conservatorio di Parma e in discipline musicali a indirizzo interpretativo presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali di Reggio Emilia. Ha seguito corsi di perfezionamento in violino, musica da camera e prassi esecutiva barocca. Svolge attività concertistica in diverse formazioni cameristiche, occupandosi in particolare del repertorio barocco e del Novecento, collaborando con musicisti quali F. Renard, C. Lootgieter, A. Orsi, D. Mingolla, Accademia del Ricercare. Vanta svariate collaborazioni orchestrali, fra le quali: Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, del Teatro Comunale di Bologna, del Teatro Regio di Torino, Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano.


DANILO PASTORE

MANUEL STAROPOLI

Nato a Torino, intraprende lo studio del pianoforte classico nel 1998 e del canto nel 2003. Si avvicina, alla vocalità controtenorile, che approfondisce presso il Conservatorio Guido Cantelli di Novara, nella classe di Canto rinascimentale e barocco del M° Roberto Balconi. Partecipa a masterclass e corsi di perfezionamento musicale, sul repertorio per voce e strumenti antichi, liederistico, sulla musica da camera dell’800 italiano e il repertorio mozartiano, sul repertorio madrigalistico, sulla musica etnica e blues/jazz e di tecnica vocale. Già performer di musical e operetta, ha collaborato con importanti realtà musicali, esibendosi per rinomati festival e teatri, in Italia e all’estero (Austria, Francia, Slovenia, Svizzera). Il suo repertorio spazia dal Medioevo alla contemporaneità; ha inciso per Plus, Naxos, Brilliant Classics.

Si è diplomato in Flauto Dolce presso il conservatorio di Trieste. Si è poi diplomato in Flauto Dolce presso la Scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo e presso il Conservatorio G. Verdi di Torino ha conseguito il diploma accademico di secondo livello di Flauto Traverso storico. Si è esibito in oltre 700 concerti in Italia e all’estero partecipando ad importanti rassegne concertistiche e festival internazionali (tra gli altri: festival van Vlaanderen, Teatro Alla Scala di Milano e in Giappone). Solista dell’Accademia del Ricercare, collabora con I Sonatori della Gioiosa Marca, Academia Montis Regalis, laVerdi Barocca di Milano. In qualità di flautista collabora con la band heavy metal dei Rhapsody of Fire. Ha inciso per le case discografiche Sony, Stradivarius, Tactus, Amadeus, Brilliant Classic, Dinamic. Ha tenuto Masterclass e seminari sul flauto diritto, il traversiere e l’interpretazione della musica antica in Germania, Croazia e Ungheria.

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DAVIDE STEFANELLI

WALTER VAN HAUWE

Nato a Ivrea nel 1993 ha intrapreso lo studio del pianoforte con M. Campajola. Dopo aver scoperto la passione per il clavicembalo e la musica antica, studia sotto la guida di Claudia Ferrero. Recentemente si è laureato in Clavicembalo e tastiere storiche presso il Conservatorio di Genova. Attualmente frequenta il corso di Organo e composizione organistica del medesimo conservatorio. Ha frequentato i corsi di musica antica di Magnano e Romano Canavese studiando con G. Kiss, P. Erdas, L. Scandali, C. Ferrero, inoltre ha preso parte a masterclass tenute da E. Fadini, P. Waldner, L. Oberti, F. Cipiriani. Svolge regolare attività concertistica con diversi ensemble di musica antica.

Considerato tra i migliori e più esperti esecutori del suo strumento, si occupa della tradizionale letteratura del flauto diritto non solo come solista ma anche come membro dell’ensemble Quadro Hotteterre e Little Consort. Nel 1971 è stato co-fondatore insieme a Frans Brügger e Kees Boeke dell’ensemble di flauti diritti Sour Cream. Grazier alle collaborazioni con i giapponesi Keiko Abe e poi con la Maarten Altena Ensamble, si è specializzato in musica contemporanea improvvisata. Ha lavorato presso il conservatorio di Amsterdam; nel 2001 è stato responsabile per la programmazione e la registrazione del ciclo dedicato a J.S. Bach durante il Saito Kinen Festival di Matsumoto in Giappone. Nel 2002 ha ricevuto il Prins Bernard Music Award. Ha registrato per Telefunken Das Alte Werk, Vanguard, Columbia-Denon, RCA, CBS, su Attacca e Channel Classics / Moeck Verlag e per Channel Classics.


ANDREA VASSALLE

FEDERICO VITALONE

Nato a Firenze nel 1983, ha conseguito il diploma di primo e di secondo livello di Violino presso il Conservatorio di Firenze per poi perfezionarsi in violino barocco. Fa parte dell’Orchestra Giovanile L. Cherubini diretta da R. Muti, della Camerata Strumentale Città di Prato, dell’Accademia della Scala, dell’Orchestra 1813 As.Li.Co. Di Como e dell’Orchestra dell’Università Statale di Milano. Collabora con L’arte dell’arco, Modo Antiquo, Academia Montis Regalis, Il Rossignolo, Latinitas Nostra, Festa Rustica, New Century Baroque, laVerdi Barocca. Insieme a Mauro Massa, Simone Laghi e Valeria Brunelli ha fondato il Quartetto Eleusi, specializzato nel repertorio classico su strumenti originali. Ha fondato nel 2008 l’inedito ensemble Fisarchi, quintetto composto da due violini, violoncello, fisarmonica e voce, che ha partecipato tra gli altri al festival di Millstat (Austria) nel luglio 2008 e 2011 (con diretta sulla radio austriaca ORF), al Genio Fiorentino 2009, e al 34° Cantiere Internazionale di Arte di Montepulciano.

All’età di nove anni intraprende gli studi di flauto diritto sotto la guida di Manuel Staropoli, che lo accompagnerà nella sua crescita per undici anni. Nel 2014 si iscrive alla laurea triennale in Flauto traverso storico presso il Conservatorio di Torino. Nel 2017 si iscrive al corso di laurea magistrale di Flauto diritto presso il Conservatorio di Padova. Si è perfezionato con Walter Wan Hauwe, Kess Boeke, Dorothee Oberlinger, Dan Laurin, Maurice Steger, Lorenzo Cavasanti e Gudrun Heyens durante il Corso Internazionale di Musica Antica di Romano Canavese. Collabora con l’Orchestra Nazionale Sinfonica della RAI nel contesto di RaiNuovaMusica, LaBarocca di Milano, Teatro Regio di Torino, Gli Invaghiti, L’Accademia dei solinghi, L’Accademia del Ricercare, Camerata Accademica. È membro fondatore e direttore artistico dei gruppi Rosa musicae e La rosa armonica.

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Antiqua 2018  

XXIII edizione della rassegna internazionale di musica antica

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