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08.07.17 ROMANO CANAVESE CHIESA DI SANTA MARTA

© THE METROPOLITAN MUSEUM OF ART

CONVERSATIONS AMUSANTES AYAME


¢ CONVERSATIONS AMUSANTES

JEAN–BAPTISTE QUINTAINCA 1690 — CA 1750

Quartetto in re maggiore OP. 11 N. 4

Allegro, Adagio, Modérément I–II

CARL PHILIPP EMANUEL BACH 1714 — 1788

Allegro, Adagio, Allegro

ALEXANDRE DE VILLENEUVE 1677 — 1756

Suite in la minore OP. 2 N. 1

Introduction. L’Entrevue, Allemande. La Badine, Gavotte. La Coquette, Mouvement de Gigue. La Pointilleuse

GEORG PHILIPP TELEMANN 1681 — 1767

Quartetto in mi minore TWV 43:E4

Prélude, Gay, Vite, Gracieusement, Distrait, Modéré

MAYA NOZAKI flauto traversiere MARIE TORIU violino barocco ASAMI ORIHARA viola da gamba SAYURI NAGOYA clavicembalo

RASSEGNA INTERNAZIONALE DI MUSICA ANTICA

XXII EDIZIONE

Triosonata in sol maggiore per flauto traversiere, violino e basso continuo


JEAN-BAPTISTE QUINTAIN , compositore francese

sulla cui biografia ci sono pervenuti pochissimi dettagli ma autore di una nutrita produzione cameristica, nella quale spicca il Quartetto op. 11 n. 4, una bella pagina intrisa di una gradevole vena melodica, che esprime con felice immediatezza la temperie culturale dell’epoca in cui venne scritta, coincidente con il regno di LUIGI XV . Di gran lunga più moderna è la Triosonata in sol maggiore wq. 150 di CARL PHILIPP EMANUEL BACH , secondogenito del sommo Cantor lipsiense e considerato tra i padri nobili dello stile preromantico, che con la sua accesa sensibilità (Empfindamkeit) e la sua sottile inquietudine seppe accendere di entusiasmo i giovani compositori che consideravano ormai definitivamente tramontato il periodo barocco e non si riconoscevano nella levigata raffinatezza del rococò e del Classicismo, che non sempre riusciva a toccare realmente il cuore degli ascoltatori. Questa intima necessità di commuovere il pubblico trova piena espressione nell’atmosfera delicatamente pensosa dell’Adagio centrale, nel quale il flauto e il violino dialogano su un piano di sostanziale parità, abbandonandosi a trasognate riflessioni, che non scadono mai in sdolcinate contemplazioni di una bellezza di facciata. Questa oasi elegiaca viene messa ancora più in evidenza dai toni brillanti e addirittura giocosi dei due movimenti. Con il pressoché sconosciuto ALEXANDRE DE VILLENEUVE facciamo un passo indietro alla tradizione tutta francese della suite, con una elegante pagina composta da un preludio dal carattere astratto seguito da tre danze con titolo dai toni descrittivi, che richiamano alla memoria le pagine di COUPERIN e di RAMEAU . Per finire, non si poteva trovare pagina migliore del Sesto Nuovo Quartetto Parigino di GEORG PHILIPP TELEMANN , un’opera di ampio respiro che costituisce una delle colonne più splendide della pur vasta produzione cameristica del grande compositore di Magdeburgo. Scritto a Parigi nel 1737, questo lavoro dimostra tutta la maestria di Telemann sia sotto l’aspetto melodico sia sotto quello strumentale sia – soprattutto – nella sua incredibile capacità di “trasformista”, che gli consentiva di scrivere opere di grande bellezza nell’idioma di ogni nazione, un talento che venne riconosciuto anche dai notoriamente sciovinisti francesi, che riservarono alle raccolte dei Quartetti Parigini di Telemann un’accoglienza trionfale.

A CURA DI GIOVANNI TASSO

A partire dalla metà del xviii secolo il progressivo emergere di una borghesia intraprendente e desiderosa di accreditarsi socialmente – e quindi anche culturalmente – nei confronti di una nobiltà dalle fortune non di rado altalenanti diede una fortissima spinta allo sviluppo di arti come la poesia, la pittura, la filosofia e la musica. Questa stagione – passata alla storia con il nome di Illuminismo – consentì a molti di raggiungere una più profonda consapevolezza sociale, gettando i semi che nel giro di pochi decenni avrebbero portato prima alla Rivoluzione francese e all’epopea napoleonica e un secolo più tardi alle lotte per l’indipendenza in molti paesi del continente europeo. Le nuove idee liberali si diffusero rapidamente nei salotti della buona borghesia, che mirava a sostituire agli statici – e spesso sterili – privilegi di sangue dell’aristocrazia il proprio dinamismo mercantile, fonte non solo di ricchezza, ma anche di un potere destinato inevitabilmente a crescere sempre di più. Il proliferare dei salotti si rivelò una grande fortuna per i musicisti, che nel giro di poco tempo non si trovarono più costretti a cercare affannosamente un posto fisso a corte come era accaduto per secoli ai più grandi compositori fino a HAYDN (costretto a portare la livrea del principe ESTERHÁZY ), ma poterono tentare di affermarsi nella libera professione, una carriera che vide prima il fallimento di MOZART e poi il successo di BEETHOVEN , CHOPIN e LISZT . Il salotto settecentesco divenne così un microcosmo ricco di stimoli culturali, dove si discuteva di poesia, ascoltando le ultime opere scritte da compositori noti ed emergenti e – spesso – vivendo storie d’amore tanto effimere quanto ricche di passione. Questa aura di sensualità non era però tale da ottenebrare il gusto degli ospiti, che sapevano spesso giudicare con spietata obiettività il valore artistico di una sonata o di un sonetto, un fatto che obbligava i musicisti e i poeti a dare il meglio di sé e che rende molti di questi lavori degni di essere riscoperti a oltre due secoli dalla loro composizione. Le quattro opere in programma vogliono evocare l’ambiente esclusivo dei salotti francesi e tedeschi alla vigilia dello scoppio della Rivoluzione, per mezzo di un organico che accanto al violino e al flauto traversiere vede la presenza della viola da gamba, uno strumento dal timbro molto evocativo che in quel periodo conobbe gli ultimi splendori della sua breve ma gloriosa esistenza. L’onore di aprire il concerto spetta a


koyaanisqatsicollective

L’ensemble AYAME è stata fondato nel 2016 da quattro musicisti giapponesi che si sono incontrati presso il Koninklijk Conservatorium di Bruxelles. Ayame è un nome per il fiore di Iris in giapponese e anche il simbolo di Bruxelles. AYAME è specializzato nel repertorio di quartetti del xviii secolo che possiedono uno spirito di conversazione galantes et amusentes. I componenti sono alla ricerca di opere di autori europei e capolavori sconosciuti. AYAME è già stato invitato a numerosi festival musicali in Belgio, tra cui Festival Midis Minimes (Bruxelles), Anderlecht (Bruxelles) e Museo Plantin-Moretus (Antwerpen).

Antiqua 2017 — Conversations amusantes  

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