Page 1

07.07.17 TRAUSELLA CHIESA DI SAN GRATO

© THE METROPOLITAN MUSEUM OF ART

IL BAROCCO IN TRIO NOVARTBAROQUEENSEMBLE


e IL BAROCCO IN TRIO

ANTONIO VIVALDI

SALVATORE LANZETTI

Sonata in re minore per violino e continuo

Sonata in la minore per violoncello e continuo

1678 — 1741

1710 — CA. 1780

OP. 2 N. 3

OP. 1 N. 9

Preludio Andante, Corrente Allegro, Adagio, Giga Allegro

Adagio, Allegro, Andante

GIOVANNI BENEDETTO PLATTI

ANTONIO VIVALDI

1697 — 1763

Allegro, Largo, Allegro

Adagio, Allegro, Adagio, Allegro

DOMENICO ZIPOLI 1688 — 1726

Suite n. 2 in sol minoreper clavicembalo Preludio Largo, Corrente Allegro, Sarabanda Largo, Giga Allegro

Sonata in la maggiore per violino e continuo Largo, Allegro, Largo, Allegro

LUCA DALSASS violino MARCO DALSASS violoncello FRANCESCO BRAVO clavicembalo

RASSEGNA INTERNAZIONALE DI MUSICA ANTICA

XXII EDIZIONE

Sonata in do minore per violino, violoncello e continuo

Sonata n. 2 in sol maggiore per violoncello e continuo


La storia della musica comprende vicende commoventi, drammatiche, buffe, edificanti e alcune ai limiti dell’incredibile. Una di queste ultime riguarda lo sviluppo della sonata barocca italiana, una storia che nel giro di meno di un secolo ha creato quasi dal nulla un genere musicale estremamente raffinato, in grado di fare scuola in ogni parte d’Europa. Nel xvi secolo il genere strumentale era costituito per la maggior parte da danze e da brani pensati per una funzione specifica, che potevano andare dalle marce militari, alle danze e dalle musiche concepite per accompagnare i banchetti ai pezzi pensati per essere inseriti nelle funzioni religiose. In questo periodo il termine sonata aveva un significato molto diverso da quello che gli si attribuisce oggi, in quanto veniva impiegato per definire semplicemente le opere scritte per un ensemble strumentale, al contrario delle cantate, che erano invece destinate per una o più voci con o senza accompagnamento strumentale. In genere, le sonate del xvi secolo non erano scritte per le risorse tecniche ed espressive di un determinato strumento, ma erano caratterizzate da una scrittura che poteva adattarsi (più o meno) altrettanto bene al violino, al flauto e alla viola da gamba, come testimonia l’espressione per ogni sorte di istrumenti che compare accanto al termine sonata nel frontespizio di molte raccolte di questo periodo. A partire dai primi anni del xvii secolo – un periodo particolarmente fecondo per la musica, visto che nel 1600 venne messo in scena quello che è considerato il primo melodramma della storia, l’Euridice di Jacopo Peri – la sonata iniziò ad assumere una struttura più definita grazie a un gruppo di compositori attivi soprattutto nei territori della Repubblica di Venezia come Dario Castello (autore di due libri di Sonate concertate in stil moderno, un titolo quanto mai emblematico), Giovanni Battista Fontana e Biagio Marini. Grazie a questi e ad altri compositori oggi in attesa di una doverosa riscoperta, la sonata iniziò ad assumere connotati più precisi e funzionali, trasformandosi da poco più di semplice sottofondo musicale a opera ricca di contenuti e dalle pretese artistiche, pensata per essere ascoltata con attenzione. In questo periodo la sonata si strutturò in una serie di movimenti dal carattere contrastante per garantire una gradevole varietà d’ascolto pensati per uno strumento in particolare, in modo da poterne sfruttare al meglio le risorse.

Il secondo libro delle Sonate concertate in stil moderno di Castello fu pubblicato nel 1629, 52 anni prima dell’uscita delle Sonate da chiesa op. 1 di Arcangelo Corelli, primo grande capolavoro del compositore di Fusignano e opera considerata di svolta per la storia della sonata: in questo lasso di tempo tutto sommato limitato con un instancabile labor limae un gran numero di musicisti oggi sconosciuti contribuì a gettare le basi di un genere destinato a ottenere un clamoroso e duraturo successo, il cui merito oggi viene attribuito al solo Corelli. Cercando di rintracciare le tappe salienti dell’evoluzione della sonata barocca, il programma di questo concerto abbina una serie di lavori dalle logiche estetiche e strutturali molto diverse di autori noti e (molto) meno noti. Il più famoso è sicuramente Antonio Vivaldi, di cui vengono presentate una Sonata da camera per violino e basso continuo tratta dall’op. 2, una raccolta data alle stampe nel 1709 e dedicata con notevole opportunismo al re di Danimarca e Norvegia Federico iv in visita a Venezia, e una triosonata per violino, violoncello e basso continuo. Concepita per essere eseguita nei salotti aristocratici, la sonata da camera è costituita da un preludio dal carattere generalmente astratto, seguito da una serie di danze stilizzate, un format che in seguito si sarebbe sviluppato dando vita alla suite, genere che viene rappresentato dalla bella pagina per clavicembalo solo di Domenico Zipoli, compositore di Prato che trascorse gran parte della sua esistenza nelle missioni gesuite dell’America Latina e che oggi è conosciuto soprattutto per le sue originali opere per organo. Alle sonate da camera facevano da contraltare le sonate da chiesa, caratterizzate da una doppia alternanza di movimenti lento e veloce, che possono essere considerate sotto molti aspetti antenate della sonata classica e romantica. In questo genere rientrano sia la Sonata per violoncello di Giovanni Benedetto Platti – compositore padovano che negli anni Trenta il celebre musicologo Fausto Torrefranca inserì nel novero dei padri illustri della sonata – sia la Sonata per violino di Zipoli, sia la più moderna Sonata per violoncello di Salvatore Lanzetti, compositore napoletano morto a Torino nel 1780, che la storia della musica ricorda tra i primissimi virtuosi di violoncello, strumento per il quale nel 1770 scrisse un metodo un tempo famoso.


koyaanisqatsicollective

FRANCESCO BRAVO si è diplomato con il massimo dei voti in Organo e composizione organistica al Conservatorio di Venezia sotto la guida di Elsa Bolzonello Zoja, e, sempre a pieni voti, in Clavicembalo con Patrizia Marisaldi, presso il Conservatorio di Castelfranco Veneto. Ha frequentato corsi di perfezionamento tenuti da Luigi Ferdinando Tagliavini, Harald Vogel, Marie Claire Alain, Monserrat Torrent Serra, Daniel Roth, Jesper Bøje Christensen, e, per il clavicembalo, da Emilia Fadini, Gordon Murray e Ton Koopman. A Cremona ha seguito per due anni le lezioni di Michael Radulescu sull’opera organistica di Bach. Svolge attività concertistica in Italia e all’estero, ha registrato per la Radio della Svizzera italiana (RSI) e per la casa discografica Phoenix Classics. È risultato vincitore di vari concorsi nazionali e internazionali, sia come solista al clavicembalo, sia con il flautista Giuliano Furlanetto. Suona stabilmente con NovArtBaroqueEnsemble e con l’Orchestra Giacomo Facco, musico veneto. In qualità di Ispettore Onorario del Ministero dei Beni Culturali ha collaborato con la Commissione per la tutela degli organi storici presso la Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Milano, delegata per il Veneto. È titolare della cattedra di Pratica organistica e Canto gregoriano presso il Conservatorio di Avellino. MARCO DALSASS si forma con Enrico Egano, Janigro e Filippini poi ottiene il Diploma di eccellenza con Meneses all’Accademia Internazionale di Biella. Nel 1990 ottiene il premio per la miglior interpretazione della Ciaccona di Dallapiccola al Concorso Internazionale Gaspar Cassadò. Si è esibito in Europa, Americhe, Oriente. Ospite a Salle Pleyel di Parigi, Avery Fisher Hall di New York, Ravinia Festival di Chicago, Festival di Salisburgo, Tanglewood – Boston, Teatro Teresa Carreno di Caracas, Scala di Milano. Nel 1993 ottiene con il Trio d’archi di Venezia un importante riconoscimento dall’Università di Bloomington per volere del maestro Gulli. Dal 1995 tiene il Master di Violoncello al Festival Internazionale di Monte San Savino.

Ha suonato da solista con la Cork Town Orchestra di Toronto, l’Orchestra di Padova e del Veneto, la Corte Sveva, la Filarmonia Veneta. Ha collaborato con Kujiken, Banchini, Brunello, Gamba, Waldner, Schneider. LUCA DALSASS ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio di Castelfranco Veneto, diplomandosi e poi laureandosi in violino barocco e classico con il massimo dei voti. Si è perfezionato con Liberman e con Zanettovich. Ha seguito inoltre i corsi annuali tenuti dal Trio di Trieste a Duino presso il Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico. Nel 1986 ha fatto parte dell’Orchestra Giovanile Italiana, con la quale ha effettuato concerti nelle più prestigiose sale italiane; ha altresì collaborato con l’Orchestra Filarmonica Veneta, l’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza, l’Orchestra di Padova e del Veneto, l’Orchestra Haydn, partecipando a numerose tournée in tutta Europa assieme a direttori e solisti Argerich, Kantorow, Oistrakh, Maag, Redel e altri. è stato per oltre dieci anni primo violino dell’orchestra d’archi Accademia Veneta con la quale ha potuto suonare a fianco di musicisti quali Carmignola, Giacomini, Scattolin e Somenzi. Si è esibito in molte occasioni in veste solistica con NovArtBaroqueEnsemble, Orchestra Giovanni Legrenzi, Filarmonia Veneta, Orchestra da camera Giacomo Facco, musico veneto. Ha inciso per Nuova Era, Sonoton, Bongiovanni e Phoenix Classics e registrato per RAI e Mediaset. Già docente di violino al Liceo musicale di Treviso, è titolare della medesima cattedra presso la Scuola media statale a indirizzo musicale di Castelfranco Veneto. Attualmente insegna violino presso il Liceo musicale statale di Castelfranco Veneto. Da anni si dedica assiduamente allo studio della musica antica su strumenti originali, collaborando fra gli altri con I Sonatori de la Gioiosa Marca, Athestis Chorus, la Stagione Armonica diretta da Balestracci, e con Banchini, Kuijken, Cassone, Vaccari. Fondatore, assieme al fratello Marco, di NovartBaroqueEnsemble, è direttore artistico del festival di musica antica Chiaro lo specchio dell’acqua e Armonia di Vie.

Antiqua 2017 — Il Barocco in trio  

Uno stimolante itinerario nel repertorio vastissimo della sonata da camera e da chiesa barocca.

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you