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02.07.17 SAN MAURO TORINESE CHIESA DI SANTA MARIA IN PULCHERADA

© THE METROPOLITAN MUSEUM OF ART

VIAGGIO DALLA FRANCIA VERSO L’ITALIA LES ABBAGLIATI


© VIAGGIO DALLA FRANCIA VERSO L’ITALIA JEAN-BAPTISTE LULLY 1632 — 1687

Se que me muero de amor Le bourgeois gentilhomme LWV 43

ANTONIO VIVALDI 1678 — 1741

All’ombra di sospetto

Cantata per soprano, flauto traversiere e continuo RV 678 RECITATIVO

JOSEPH BODIN DE BOISMORTIER

All’ombra di sospetto

1689 — 1755

Avvezzo non è il core

Sonata in re maggiore per violoncello e continuo

Oh quanti amanti, oh quanti

OP. 50 N. 3

Mentiti contenti

ARIA (LARGHETTO)

RECITATIVO

Moderato, Corrente, Affettuoso, Minuetto

ANTONIO VIVALDI

GIOVANNI MARIA BONONCINI

1678 — 1741

1642 — 1678

Passo di pena in pena

Sonata prima in la minore Andante, Allegro, Menuet

Amor, hai vinto RV 651

ANONIMO JACQUES-MARTIN HOTTETERRE 1674 — 1763

Airs sérieux et à boire Chantez charmants oyseaux AIR DE COUR

Quatrième Suite Prélude, Allemande, Sarabande, Gavotte, Menuet

SOETKIN ELBERS voce con gestualità barocca SIEN HUYBRECHTS flauto traversiere RONAN KERNOA violoncello DIMOS DE BEUN clavicembalo

RASSEGNA INTERNAZIONALE DI MUSICA ANTICA

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XXII EDIZIONE

ARIA (ALLEGRO)


r Lully, tra cui una vena nobilmente malinconica che esprime alla perfezione il carattere spagnolo dell’epoca e uno spiccato istinto teatrale. Dopo un assaggio del repertorio strumentale francese, con una Sonata per violoncello e basso continuo di Joseph Bodin de Boismortier, costituita secondo lo stile transalpino da un preludio seguito da una serie di danze, uno schema che ricalca anche la successiva Quatrième Suite di Jacques-Martin Hotteterre, si entra finalmente nel Bel Paese con uno dei più celebrati esponenti del Barocco italiano, quel Vivaldi che seppe distinguersi con pari maestria sia nel repertorio strumentale sia in quello vocale. Nelle cantate a voce sola il Prete Rosso seppe declinare con grande sensibilità le infinite manifestazioni del sentimento amoroso grazie a una musica che riesce a esprimere come poche altre l’inquietudine, i dubbi e le incertezze che almeno una volta ha provato ogni innamorato. Nelle due pagine proposte, l’aria Passo di pena in pena dalla cantata Amor, hai vinto e la celebre All’ombra di sospetto, non si respira mai la felicità piena dell’amore appagato, ma un disagio profondamente radicato, che spesso assume toni di irrazionale angoscia. Nell’aria Passo di pena in pena il protagonista si paragona a una nave sballottata dai marosi, un’immagine ricorrente nel repertorio barocco e che è stata resa molto popolare dalla celebre aria Son qual nave di Riccardo Broschi inserita nel film del 1994 diretto da Gérard Corbiau Farinelli. Rispetto a molti brani coevi, quest’aria è pervasa da un sentimento sincero e credibile, che riesce a conquistare e a persuadere anche il disincantato pubblico moderno. Questa espressività è presente anche in All’ombra di sospetto, una delle cantate più famose di Vivaldi, anche per la presenza accanto alla voce del flauto traversiere, che arricchisce ulteriormente il panneggio sonoro. Sotto il profilo stilistico, si tratta di un’opera ormai proiettata verso il futuro e un Classicismo che si stava appena iniziando a immaginare, un fatto che mette in luce l’aspetto innovativo della scrittura di Vivaldi, una caratteristica che molti continuano – a torto – a sottovalutare. Una bella sonata tripartita del compositore modenese Giovanni Maria Bononcini ci conduce all’air de cour Chantez charmants oyseaux, una bellissima pagina che vede il soprano intessere un fitto dialogo con il flauto, che imita con meravigliosa leggerezza il canto libero e gioioso degli uccelli.

toricamente, l’Italia e la Francia hanno sempre avuto rapporti conflittuali, a partire dall’invasione della Gallia da parte di Giulio Cesare fino alla seconda guerra mondiale, passando dalle guerre d’Italia del xvi secolo e dall’assedio di Torino del 1706. Con il tempo, queste vicende travagliate si sono estese praticamente a tutti i campi del vivere civile, dalla moda alla cucina e dal vino allo sport (chi ha dimenticato la testata di Zidane a Materazzi ai Mondiali del 2006?). Ovviamente queste eterne diatribe non hanno risparmiato l’ambiente artistico, dove però le contese più accese (come la querelle des bouffons, che alla metà del xviii secolo segnò il definitivo trionfo dell’opera buffa italiana sulla tragédie-lyrique) si alternarono a imprevedibili aperture nei confronti dello stile “rivale”, come avvenne per esempio nei casi di Marc-Antoine Charpentier, che importò in Francia l’oratorio che aveva scoperto a Roma alla scuola di Giacomo Carissimi, e di François Couperin, che con Les goûts-réunis cercò di trovare una – forse impossibile – sintesi tra le tradizioni musicali dei due paesi. Al di là di ogni preferenza e partigianeria, i compositori dei due paesi elaborarono dal xvii secolo ai giorni nostri stili molto diversi tra loro ma di grande bellezza, che si diffusero – non di rado intrecciandosi tra loro – in ogni parte del continente europeo, contribuendo a rendere straordinariamente variegato il repertorio barocco. Per questo motivo, ogni concerto che mette a confronto le opere francesi con quelle italiane offre un’infinità di spunti interessanti e garantisce un ascolto di rara piacevolezza. Per iniziare questo viaggio non si poteva scegliere autore migliore di Jean-Baptiste Lully, alfiere dell’opera francese, nato a Firenze nel 1632 con il nome di Giovanni Battista Lulli. Partito dalla casa paterna nel 1646 al seguito di Ruggero di Lorena, uno dei figli del duca di Guisa, che cercava un giovane italiano per fare perfezionare sua nipote la duchessa di Montpensier nel nostro idioma, il non ancora quattordicenne Giovanni Battista ottenne i più alti onori riservati a un musicista prima di morire in maniera romanzesca per una cancrena causata da una ferita al piede provocata dal pesante bastone di metallo con cui batteva il tempo all’orchestra. Tratta della comédie-ballet Les bourgeois gentilhomme basata sul testo di Molière, l’aria Se que me muero de amor mette in risalto le qualità migliori di

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L’ensemble LES ABBAGLIATI è stato creato nel 2010 sotto l’impulso di alcuni studenti del Conservatorio Reale di Bruxelles. I membri dell’ensemble hanno una notevole esperienza nella “musica antica” ottenuta attraverso la collaborazione con ensemble di fama internazionale come Il Gardellino, Ricercar Consort, Bach Concentus, Amsterdam Baroque Orchestra, Anima Eterna, Ensemble Pigmalione, Concerto Köln, La Petite Bande, svolgendo una intensa attività di musica da camera. Les Abbagliati sono specializzati nell’esecuzione della musica del xvii e xviii secolo. Il loro repertorio spazia da compositori noti come Bach, Telemann e Couperin fino ad autori poco conosciuti come Bononcini, Montéclair e Goldberg. L’Ensemble collabora in alcuni progetti con ballerini barocchi e utilizza la pratica di fissare il gesto che offre uno sguardo unico per un tuffo nella storia. Les Abbagliati si esibiscono regolarmente in Belgio e in Europa. Nel 2011 hanno partecipato come giovane ensemble in residenza al Festival di Ambronay e Staten Generaal van Klassieke Muziek (Ghent, Belgio) nel 2012. Nel 2013 si sono esibiti alla riunione semestrale del rema a Marsiglia. L’anno successivo sono stati invitati a presentare il nuovo programma Alieni a Londra al Concertgebouw di Brugge. e nel 2015 hanno avuto l’onore di essere presenti all’International Barocktage Stift Melk.

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