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01.07.17 TRAUSELLA CHIESA DI SAN GRATO

© THE METROPOLITAN MUSEUM OF ART

BELLEZZA CRUDELE LES ABBAGLIATI


w ANTONIO VIVALDI

ANTONIO VIVALDI

All’ombra di sospetto

Cantata per soprano e basso continuo

1678 — 1741

Amor, hai vinto

Cantata per soprano, flauto traversiere e basso continuo

RV 651 RECITATIVO

RV 678

Amor, hai vinto. Ecco il mio seno

RECITATIVO

ARIA

All’ombra di sospetto

Passo di pena in pena

ARIA (LARGHETTO)

RECITATIVO

Avvezzo non è il core

In che strano e confuso

RECITATIVO

ARIA

Oh quanti amanti, oh quanti

Se a me rivolge il ciglio

ARIA (ALLEGRO)

Mentiti contenti

GIOVANNI BENEDETTO PLATTI

GIOVANNI BENEDETTO PLATTI Sonata in re maggiore per flauto e basso continuo

Sonata in re minore per violoncello e basso continuo

Adagio, Allegro, Andantino, Tempo di Minuet

Largo, Allegro, Adagio, Fuga (a tempo giusto)

ANTONIO VIVALDI Tremori al braccio

Cantata per soprano e basso continuo RV 799 RECITATIVO

Tremori al braccio e lagrime sul ciglio, ARIA (ANDANTE)

Quando chiami dolce e cara RECITATIVO

Ah no, mia cara Elvira, ARIA (LARGO)

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Quello che senti, o bella

SOETKIN ELBERS voce con gestualità barocca SIEN HUYBRECHTS flauto traversiere RONAN KERNOA violoncello DIMOS DE BEUN clavicembalo

RASSEGNA INTERNAZIONALE DI MUSICA ANTICA

XXII EDIZIONE

1697 — 1763


SE

l’arte si è posta – fin dai tempi remotissimi delle Veneri e delle pitture rupestri preistoriche – l’obiettivo di esprimere una bellezza ideale in grado di riscaldare il cuore dell’uomo, nel corso dei secoli questo concetto ha attraversato una continua evoluzione, che ha fatto nascere e tramontare un’infinità di stili, alcuni dei quali sono in seguito stati rivisitati e “aggiornati” al gusto dell’epoca. Questo avvenne, per esempio, durante il Rinascimento quando l’arte – termine che riunisce in un insieme al tempo stesso omogeneo e differenziato pittura, scultura, architettura, poesia e musica – riportò in auge i canoni della classicità greca e romana, con un’armoniosa simmetria di linee, in grado di rasserenare all’animo umano. Un secolo più tardi questa visione sostanzialmente “statica” dell’arte assunse un carattere più dinamico, esaltato dai violenti chiaroscuri delle tele di Caravaggio e dagli affetti contrastanti presenti nelle pagine di autori come Claudio Monteverdi. In altre parole, nell’epoca barocca non si andò alla ricerca delle supreme armonie celesti, ma si posero al centro le passioni umane, prima tra tutte quella amorosa, che venne declinata in tutte le sue sfumature, dai vagheggiamenti più elevati a espliciti empiti di gelosia (come non si può pensare, in questo, alla cantata napoletana AMMORE, BRUTTO FIGLIO DE POTTANA di Alessandro Scarlatti?). Le opere barocche continuano a piacere al pubblico dei giorni nostri perché parlano di temi eterni, dimostrando che nella sua sfera più intima l’uomo non è poi cambiato di molto nel corso dei secoli. Può così capitare che la bellezza che appare dagli occhi dell’amata possa rivelarsi crudele, perché non condivide l’anelito di chi la corteggia, un topos che risale alle rime dei poeti della Scuola Siciliana e del Dolce Stil Novo e che trovò mirabile espressione nel BALLO DELLE INGRATE di Monteverdi, che rivela la tristissima fine che attende le ragazze che in vita hanno disprezzato i loro innamorati.

Tra i compositori barocchi che si accostarono con maggiore originalità alla passione amorosa spicca il nome di Antonio Vivaldi, di cui in questo concerto vengono proposte tre cantate dal carattere quanto mai diverso. Composta con ogni probabilità all’inizio degli anni Trenta del xviii secolo, la cantata per soprano e flauto obbligato ALL’OMBRA DI SOSPETTO RV 678 è imperniata sul tema del lacerante dubbio della Se l’arte si è posta – fin dai tempi remotissimi delle Veneri e delle pitture rupestri preistoriche – l’obiettivo di esprimere una bellezza ideale in grado di riscaldare il cuore dell’uomo, nel corso dei secoli questo concetto ha attraversato una continua evoluzione, che ha fatto nascere e tramontare un’infinità di stili, alcuni dei quali sono in seguito stati rivisitati e “aggiornati” al gusto dell’epoca. Questo avvenne, per esempio, durante il Rinascimento quando l’arte – termine che riunisce in un insieme al tempo stesso omogeneo e differenziato pittura, scultura, architettura, poesia e musica – riportò in auge i canoni della classicità greca e romana, con un’armoniosa simmetria di linee, in grado di rasserenare all’animo umano. Un secolo più tardi questa visione sostanzialmente “statica” dell’arte assunse un carattere più dinamico, esaltato dai violenti chiaroscuri delle tele di Caravaggio e dagli affetti contrastanti presenti nelle pagine di autori come Claudio Monteverdi. In altre parole, nell’epoca barocca non si andò alla ricerca delle supreme armonie celesti, ma si posero al centro le passioni umane, prima tra tutte quella amorosa, che venne declinata in tutte le sue sfumature, dai vagheggiamenti più elevati a espliciti empiti di gelosia (come non si può pensare, in questo, alla cantata napoletana AMMORE, BRUTTO FIGLIO DE POTTANA di Alessandro Scarlatti?). Le opere barocche continuano a piacere al pubblico dei giorni nostri perché parlano di temi eterni, dimostrando che nella sua sfera più intima l’uomo non è poi cambiato di molto nel corso dei secoli. Può così capitare che la bellezza che appare dagli occhi dell’amata possa rivelarsi crudele, perché non condivide l’anelito di chi la corteggia, un topos che risale alle rime dei poeti della Scuola Siciliana e del Dolce Stil Novo e che trovò mirabile espressione nel BALLO DELLE INGRATE di Monteverdi, che rivela la tristissima fine che attende le ragazze che in vita hanno disprezzato i loro innamorati.


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All’Amore – quello che l’iniziale maiuscola – non si può resistere, ma ci si deve arrendere senza condizioni: questo è il senso di Amor, hai vinto, una cantata che Vivaldi intonò per ben due volte, per soprano e per contralto. Nel testo di quest’opera vengono passati in rassegna tutti i temi della poetica barocca, dagli strali che trafiggono il cuore al gelo nel cuore e dalla metafora della navicella sballottata dalle procelle al desiderio di trasformarsi in sasso o in polvere inerte, immagini quanto mai stereotipate che però il Prete Rosso rivesti di una musica di grande piacevolezza, alternando sapientemente i passaggi virtuosistici a effusioni di intimo lirismo. Va sottolineato che il testo di questa cantata presenta una citazione letterale del SIROE di Metastasio (Gelido in ogni vena / scorrer mi sento il sangue), opera andata in scena per la prima volta nel 1726 con musica di Leonardo Vinci, che ha consentito agli studiosi di individuarne la data di composizione. Nel 1999 il musicologo Olivier Fourés scoprì in un manoscritto custodito nell’archivio della Società degli Amici della Musica di Vienna la cantata TREMORI AL BRACCIO , un’opera di cui fu riconosciuta subito l’autenticità grazie alla inconfondibile grafia del padre dell’autore Giovanni Battista. Pur non essendo particolarmente pregevole sotto l’aspetto letterario, il testo di quest’opera consentì a Vivaldi di sfoggiare tutto il suo talento nel descrivere gli affetti, a iniziare dai tre trilli ribattuti che raffigurano in maniera estremamente efficace il tremore al braccio con cui si apre il recitativo iniziale. Rispetto a molte opere analoghe, questa cantata non presenta arie dal carattere contrastante veloce e lento, ma si mantiene su toni elegiaci, che sottolineano una dolente riflessione dell’animo. A queste gemme del patrimonio vocale di Vivaldi fanno corona due sonate di Giovanni Benedetto Platti, compositore padovano attivo soprattutto nella corte del principe arcivescovo di Würzburg, che verso la fine degli anni Trenta del secolo scorso venne riscoperto dal celebre musicologo Fausto Torrefranca, che vide in lui uno dei principali fautori della piena affermazione della sonata solistica.

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L’ensemble LES ABBAGLIATI è stato creato nel 2010 sotto l’impulso di alcuni studenti del Conservatorio Reale di Bruxelles. I membri dell’ensemble hanno una notevole esperienza nella “musica antica” ottenuta attraverso la collaborazione con ensemble di fama internazionale come Il Gardellino, Ricercar Consort, Bach Concentus, Amsterdam Baroque Orchestra, Anima Eterna, Ensemble Pigmalione, Concerto Köln, La Petite Bande, svolgendo una intensa attività di musica da camera. Les Abbagliati sono specializzati nell’esecuzione della musica del xvii e xviii secolo. Il loro repertorio spazia da compositori noti come Bach, Telemann e Couperin fino ad autori poco conosciuti come Bononcini, Montéclair e Goldberg. L’Ensemble collabora in alcuni progetti con ballerini barocchi e utilizza la pratica di fissare il gesto che offre uno sguardo unico per un tuffo nella storia. Les Abbagliati si esibiscono regolarmente in Belgio e in Europa. Nel 2011 hanno partecipato come giovane ensemble in residenza al Festival di Ambronay e Staten Generaal van Klassieke Muziek (Ghent, Belgio) nel 2012. Nel 2013 si sono esibiti alla riunione semestrale del rema a Marsiglia. L’anno successivo sono stati invitati a presentare il nuovo programma Alieni a Londra al Concertgebouw di Brugge. e nel 2015 hanno avuto l’onore di essere presenti all’International Barocktage Stift Melk.

Antiqua 2017 — Bellezza crudele  

Cantate per soprano di carattere amoroso di Antonio Vivaldi abbinate alle sonate del compositore padovano Giovanni Battista Platti.

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