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17.06.17 ROMANO CANAVESE CHIESA DI SANTA MARTA

LUIGI BOCCHERINI © NATIONAL GALLERY OF VICTORIA, MELBOURNE

TESORI CAMERISTICI DI LUIGI BOCCHERINI GLI ARCHI DELL’ACCADEMIA


d LUIGI BOCCHERINI 1743 — 1805

TESORI CAMERISTICI Quintetto n. 7 in mi minore per chitarra e archi G.451

Allegro moderato, Adagio, Minuetto, Allegretto XXII EDIZIONE

Quartetto op. 2 n. 1 in do minore per archi G.159

Allegro comodo, Largo, Allegro

Quintetto n. 4 in re maggiore per chitarra e archi G.448

Pastorale, Allegro maestoso, Grave assai, Fandango

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] SERGIO SORRENTINO chitarra ELISA DIAZ flamenco

ANDREA VASSALLE violino I VITTORIA PANATO violino II ELENA SACCOMANDI viola ANTONIO FANTINUOLI violoncello

RASSEGNA INTERNAZIONALE DI MUSICA ANTICA


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il

firmamento musicale della seconda metà del xviii secolo è dominato dalle personalità e dall’opera di Haydn e Mozart, due stelle di prima grandezza il cui abbacinante fulgore ha finito per oscurare un gran numero di compositori che – senza una concorrenza di questo livello – potrebbero oggi godere di una fama nettamente maggiore. Tra le ‘vittime’ più illustri dei Dioscuri del Classicismo viennese spicca il nome di Luigi Boccherini, il più grande virtuoso di violoncello dei suoi tempi e autore di una vasta messe di opere strumentali caratterizzate da una scrittura brillante, gradevole e molto originale. Nato nel 1743 a Lucca in una famiglia ricca di artisti – non solo musicisti come il padre, ma anche poeti, danzatori e coreografi – Boccherini dimostrò fin da giovanissimo di possedere le stimmate del predestinato, imponendosi in uno strumento ancora ai margini del repertorio solistico, al punto da essere assunto con il padre nell’orchestra del Teatro Imperiale di Vienna a soli 14 anni. Il soggiorno nel fecondo ambiente della capitale asburgica gli permise di affinare le sue doti e al suo ritorno nella città natale fondò con i violinisti Pietro Nardini e Filippo Manfredi e il violista Giuseppe Cambini il primo quartetto per archi stabile di cui ci sia pervenuta memoria. Ben presto, però, Lucca si rivelò troppo angusta per le legittime ambizioni del compositore, che partì con Manfredi alla volta di Parigi, dove passò di successo in successo, fino a essere notato dall’ambasciatore spagnolo, che propose ai due giovani musicisti di trasferirsi alla corte madrilena di Carlo iii. Si trattava di un’offerta davvero allettante, che Boccherini e Manfredi accettarono senza indugio, ma che li fece finire in un ambiente pieno di intrighi, ormai in piena decadenza e culturalmente troppo conservatore. Boccherini entrò al servizio di Don Luis, fratello del re, che per uno scandalo di corte nel 1776 venne esiliato con la sua piccola corte a Las Arenas de San Pedro, dove sarebbe rimasto fino al 1785, anno della sua morte. Questo lungo soggiorno in un centro periferico si rivelò fatale per il compositore, che dopo essere tornato a Madrid vide tramontare rapidamente la sua stella, fino a cadere in uno stato di gravi ristrettezze economiche, reso ancora più amaro dalla morte

della seconda moglie e di tre figlie. La morte lo colse nel 1805, in un paese invaso dalle truppe napoleoniche, che non poteva pensare di onorare la memoria di un musicista legato a un passato che sembrava ormai remotissimo. Uno dei principali meriti che oggi vengono riconosciuti a Boccherini è quello di essere stato con Haydn uno dei padri nobili del quartetto per archi, genere che frequentò molto più del collega di Rohrau, come dimostrano gli oltre 110 lavori che ci sono pervenuti. Pubblicato nel 1761 a Parigi come op. 2, il Quartetto in do minore G. 159 ottenne un grande successo dal pubblico della capitale francese, che dimostrò di apprezzare molto la sua scrittura brillante e fantasiosa, che rifugge da vacue esasperazioni virtuosistiche per concentrarsi soprattutto sulla melodia, che raggiunge vette di altissima ispirazione nel sublime Largo centrale, che vede assoluto protagonista il violoncello, il cui timbro caldo e morbidissimo crea un’atmosfera di pura bellezza, che sembra sospesa al di fuori del tempo e dello spazio. A quest’opera giovanile sono stati abbinati due dei nove quintetti per chitarra e archi composti da Boccherini nel 1798 per Francisco de Borja de Riquer y de Ros, quinto marchese di Benavent e tra i pochi benefattori degli ultimi difficili anni del maestro lucchese. Il marchese era un personaggio eccentrico e sinceramente amante delle arti, che nutriva una grande passione per la chitarra, che non si limitava ad ascoltare ma suonava con una certa abilità. Per soddisfare la commissione del marchese – che gli aveva richiesto dodici quintetti e una grande sinfonia con chitarra obbligata – Boccherini ‘adattò’ una serie di lavori che aveva scritto in precedenza per altri organici, ma nonostante questo la scrittura appare fresca ed estremamente godibile, anche grazie a un trattamento della chitarra molto idiomatico, che contribuisce a evocare una suggestiva aura iberica. Il Quintetto G.448 si chiude con uno splendido omaggio alla tradizione iberica, un Fandango (tratto dal Quintetto per archi op. 40 n. 2 G.341) le cui vorticose movenze vengono ulteriormente insaporite dalle sonorità delle castagnette.

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Sergio Sorrentino

L’Accademia del Ricercare

, chitarrista e compositore, è considerato dalla critica uno dei più importanti chitarristi italiani dediti alla Nuova Musica (Radio Rai Tre). Ha conseguito il Diploma Accademico di ii Livello in Chitarra presso il Conservatorio di Novara con il massimo dei voti e in seguito ha intrapreso presto una brillante carriera internazionale, esibendosi come solista e solista con orchestra per enti prestigiosi quali Yale University, SpectrumNew York City, University of Surrey, Istituto Italiano di Cultura di Parigi, ON Köln Neue Musik Festival, Filharmonia Gorzowska, Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano. Ha collaborato con importanti musicisti quali Antonio Caggiano, Sylvano Bussotti, Bruno Canino, Alda Caiello, Steven Mackey, Azio Corghi, Piotr Borkowski, Carlo Boccadoro, John Russell. Grandi compositori quali Mark Delpriora (Manhattan School e Juilliard), Tom Armstrong (University of Surrey), Alvin Curran, Giorgio Colombo Taccani, Stefano Taglietti, Andrew McKenna Lee hanno scritto brani appositamente per lui. Ha inciso per Rai Trade, Radio Rai, Creative Sources (Lisbona), Silta Records e pubblicato opere per Casa Ricordi/Universal, Sinfonica. È membro fondatore del TILT Ensemble (gruppo di musica contemporanea) e collabora con l'Accademia del Ricercare.

è un ensemble di musicisti specializzati nell’esecuzione della musica antica, nato con l’intento di recuperarne e diffonderne la pratica esecutiva. In oltre 25 anni di attività il gruppo ha effettuato più di 800 concerti ed è stato invitato a esibirsi per importanti festival nazionali e internazionali di alto livello, riscuotendo unanimi consensi di pubblico e di critica. Nel corso della sua storia l’Accademia del Ricercare ha sempre profuso un grande impegno nel settore didattico, tenendo laboratori presso le scuole materne ed elementari di San Raffaele Cimena, Castiglione, Rivalba, Sciolze, Brandizzo, Settimo Torinese e Romano. La rassegna Antiqua ha saputo attirare l’attenzione di un foltissimo pubblico e delle principali riviste specializzate sia italiane sia straniere. Annesso alla rassegna è il Corso Estivo internazionale di Musica Antica, che si svolge ogni anno a Romano con la partecipazione di un centinaio di giovani musicisti provenienti da tutti i principali paesi europei e dalle Americhe. Per contestualizzare i programmi dei concerti di Antiqua, l’Accademia del Ricercare organizza conferenze, lezioni concerto e guide all’ascolto, appuntamenti che hanno dato un contributo determinante a fidelizzare un pubblico sempre più vasto e a suscitare l’interesse tra i giovani. L’Accademia del Ricercare ha finora realizzato tredici registrazioni per etichette come la Brilliant Classics, la Stradivarius e la CPO, il cui successo è confermato dalle recensioni pubblicate sulle maggiori riviste del settore in Europa.

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Antiqua 2017 — Tesori cameristici di Luigi Boccherini  

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