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03.09.17 SAN RAFFAELE CIMENA CHIESA DI SAN RAFFAELE ARCANGELO

CONTRAFACTA COLLEGIUM VOCALE ET INSTRUMENTALE NOVA ARS CANTANDI


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CLAUDIO MONTEVERDI

CONTRAFACTA

GIROLAMO FRESCOBALDI 1583 — 1643

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iii

Toccata sesta

Toccata ottava

SECONDO LIBRO DI TOCCATE

SECONDO LIBRO DI TOCCATE

XXII EDIZIONE

CLAUDIO MONTEVERDI 1567 — 1643

AQUILINO COPPINI ? — 1629

ii

iv

Ardebat igne puro

O stellae coruscantes

VOLGEA L’ANIMA MIA

SFOGAVA CON LE STELLE

Luce serena lucent

Plagas tuas adoro

LUCI SERENE E CHIARE

LA PIAGA C’HO NEL CORE

Tu vis a me abire

Qui laudes tuas cantat

VOI PUR DA ME PARTITE

QUELL’AUGELLIN CHE CANTA

Jesu, dum te contemplor

Longe a te, mi Jesu

COR MIO, MENTRE VI MIRO

LONGE DA TE, COR MIO

Cantemus laeti

Rutilante in nocte

A UN GIRO SOL

IO MI SON GIOVINETTA

Domine, Deus meus

O Jesu, mea vita

ANIMA MIA, PERDONA

SI, CH’IO VORREI MORIRE

ALESSANDRO CARMIGNANI canto ANDREA ARRIVABENE alto MASSIMO ALTIERI quinto GIANLUCA FERRARINI tenore MARCELLO VARGETTO basso IVANA VALOTTI organo GIOVANNI ACCIAI maestro di concerto

RASSEGNA INTERNAZIONALE DI MUSICA ANTICA


g Non ho mai amato i sondaggi, le classifiche e le shortlist tese a stabilire il meglio del meglio degli chef, dei calciatori e dei conduttori televisivi, perché legate a criteri troppo soggettivi e – non di rado – a interessi di bottega. In ogni caso, ogni regola ha un’eccezione, per cui posso affermare senza tema di smentite che CLAUDIO MONTEVERDI è stato il più grande compositore del xvii secolo. Non me ne vogliano MARC-ANTOINE CHARPENTIER, HENRY PURCELL e HEINRICH SCHÜTZ, compositori di talento adamantino e giustamente entrati a far parte del pantheon della storia della musica, ma che non possono competere con il genio innovativo del Divino Claudio. Dopo gli esordi nella natia Cremona, dove diede alle stampe i primi due libri di madrigali e due raccolte di opere sacre, nel 1590 MONTEVERDI si trasferì a Mantova, nella raffinata corte di VINCENZO GONZAGA, uno dei più splendidi mecenati dei suoi tempi, dove iniziò a sfornare un capolavoro dopo l’altro. Nel QUARTO e nel QUINTO LIBRO DE’ MADRIGALI MONTEVERDI adottò uno stile sempre più espressivo e lontano dalle ordinate architetture contrappuntistiche che andavano per la maggiore in quegli anni. Questa ardita scelta stilistica suscitò la reazione di GIOVANNI MARIA ARTUSI, che – senza citarne mai il nome – lo attaccò duramente, in difesa della prima prattica, una prassi adottata in precedenza tra gli altri da GIOVANNI PIERLUIGI DA PALESTRINA e codificata da GIOSEFFO ZARLINO. Monteverdi rispose da par suo, dando vita alla seconda prattica, un approccio che rigettava i facili e spesso stucchevoli melismi dei madrigalisti della sua epoca a favore di una scrittura in grado di enfatizzare i contenuti del testo, esprimendone gli affetti con toni drammatici spesso basati su forti dissonanze. In queste opere i testi amorosi venivano intonati in uno stile che ne sottolineava la sensualità, uno degli elementi che ne assicurarono maggiormente la fama sia a Mantova (città notoriamente legata al libertinaggio, come dimostra il famoso Duca del RIGOLETTO verdiano) sia nelle principali corti del nostro paese. Probabilmente tutto questo sarebbe stato perfetto se non fosse avvenuto nel pieno del periodo della Controriforma, quando il mondo cattolico – e quindi in primis l’Italia – doveva ribattere a tutti i costi alle accuse di corruzione

e di rilassatezza morale provenienti dai paesi che avevano abbracciato il verbo di MARTIN LUTERO. L’escamotage per non rinunciare a capolavori di questo livello venne trovato da AQUILINO COPPINI, un poeta e musicista al servizio del cardinale di Milano FEDERIGO BORROMEO (personaggio di alto profilo storico e morale eternato da ALESSANDRO MANZONI nei PROMESSI SPOSI), che risolse la situazione con il classico uovo di colombo. Infatti, per sdoganare queste opere dai contenuti così scabrosi bastava realizzare una sorta di cover, sostituendo i versi incriminati con altri di carattere sacro, che ne mantenessero in maniera coerente gli affetti. Questa non era nemmeno un’impresa impossibile, visti i toni intensi e ai limiti della carnalità che caratterizzavano parecchie pagine dal carattere sacro di quegli anni. Grazie all’assenso del cardinal BORROMEO, nel 1607 l’editore milanese AGOSTINO TRADATE diede alle stampe il PRIMO LIBRO DELLA MUSICA AUTORI, A CINQUE, ET A SEI VOCI E FATTA SPIRITUALE DA AQUILINO COPPINI. Sebbene fosse un compromesso

fin troppo comodo, che andava a sanare più la forma che la sostanza, questa soluzione venne accolta con sorprendente favore dai non sempre concilianti ambienti ecclesiastici milanesi, un fatto che incoraggiò COPPINI a pubblicare nei due anni successivi altri due libri di contrafacta, termine con cui vennero definite queste opere double face, di madrigali tratti per la maggior parte dal QUARTO e dal QUINTO LIBRO. Non si può che rimanere meravigliati dalla naturalezza con cui COPPINI seppe tradurre l’erotismo – non sempre velato – dei madrigali originali in un fervore contemplativo, che non di rado non lascia trasparire la sua origine profana. In questo modo l’estatico O JESU MEA VITA che veniva eseguito a edificazione dei fedeli, nell’intimità dei salotti privati si trasformava nel sofferto SÌ, CH’IO VORREI MORIRE. Da parte sua MONTEVERDI dimostrò di apprezzare molto il lavoro di COPPINI, al punto da chiedergli di travestire il suo celebre LAMENTO D’ARIANNA nel PIANTO DELLA MADONNA, lo struggente lavoro che conclude la SELVA MORALE E SPIRITUALE, ponderosa raccolta di opere sacre che con L’INCORONAZIONE DI POPPEA figura tra i massimi capolavori dell’estrema maturità del grande compositore di Cremona.

A CURA DI GIOVANNI TASSO

TOLTA DAI MADRIGALI DI CLAUDIO MONTEVERDE E D’ALTRI

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Il Collegium Vocale et Instrumentale Nova Ars Cantandi è stato fondato nel 1988 da Giovanni Acciai ed è formato da cantanti e strumentisti professionisti, l’intento dei quali è quello di far rivivere in interpretazioni rispettose della più aggiornata prassi esecutiva i capolavori della musica del passato a cappella e concertante. Su tali presupposti tecnici e stilistici si fonda l’impegno del gruppo per la riscoperta e la valorizzazione di un repertorio polifonico medievale, rinascimentale e barocco finora trascurato, soprattutto nell’ambito dei circuiti concertistici italiani. Dall’anno di fondazione, il Collegium Vocale et Instrumentale Nova Ars Cantandi ha tenuto numerosi concerti in Italia e all’estero, riproponendo composizioni inedite o rare di autori del xvi e del xvii secolo. Nell’ambito delle manifestazioni volte a celebrare il 350° anniversario della morte di Claudio Monteverdi, ha preso parte all’esecuzione dei VESPRI DELLA BEATA VERGINE sotto la direzione di Giovanni Acciai. Per le case discografiche Concerto e Stradivarius di Milano ha curato rispettivamente la registrazione dei Vespri per la festa di Ognissanti di Giovanni Giacomo Arrigoni e l’integrale delle LAMENTAZIONI e dei RESPONSORI PER LA SETTIMANA SANTA OP. XXII e XXIII di Lodovico da Viadana. Ancora per la Stradivarius e con l’Ensemble Micrologus ha realizzato un disco intitolato EUROPA CONCORDIA MUSICAE, contenente musiche polifoniche del XV e del XVI secolo, commissionato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dalla RAI in occasione del semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea, il PRIMO LIBRO DELLE MESSE di Giovanni Contino e i CONCERTI ECCLESIASTICI A 1 E 8 VOCI di Giacomo Moro da Viadana. Per l’Unda Maris di Palermo ha registrato il MISSARUM CUM QUINQUE, SEX ET OCTO VOCIBUS, LIBER PRIMUS di Pietro Vinci. Per conto della Sarx Records di Milano ha registrato il primo libro dei MOTECTA FESTORUM TOTIUS ANNI A QUATTRO VOCI di Giovanni Pierluigi da Palestrina, mentre per la Tactus di Bologna, il VESPRO A CAPPELLA DELLA BEATA VERGINE, OPERA OTTAVA di Isabella Leonarda e gli ARMONICI ENTUSIASMI DI DAVIDE, OPERA NONA di Giovanni Battista Bassani. Per la rivista Antiqua-Classic Voice di Milano ha realizzato due dischi dedicati, rispettivamente a LA MUSICA DEI MERCANTI. I CONCERTI SERALI DEL SEICENTO e a LA MUSICA DEL GIUBILEO. UN VESPRO SECENTESCO PER LA DIVINA MISERICORDIA. Con la recente pubblicazione de L’ARPA DAVIDICA. SALMI E MESSA CONCERTATI, OPERA XVI di Tarquinio Merula ha iniziato una collaborazione esclusiva con l’etichetta Archiv-Deutsche Grammophon. Di imminente uscita, sempre per l’etichetta Archiv, i CONTRAFACTA ovvero il QUARTO LIBRO DEI MADRIGALI A CINQUE VOCI DI CLAUDIO MONTEVERDI, FATTO SPIRITUALE DA AQUILINO COPPINI.

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Antiqua 2017 — Contrafacta  

Il Collegium Vocale et Intrumentale Nova Ars Cantandi proporrà una serie di contrafacta di lavori di Claudio Monteverdi realizzati nei primi...

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