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Agosto/Settembre 2015

“Il bilancio della lotta al crimine organizzato è estremamente positivo ed ha consentito di cogliere grandi successi. Nel solo primo semestre di quest’anno è aumentato esponenzialmente il numero di operazioni e arresti nella criminalità organizzata”. Il capo della polizia Alessandro Pansa non ha dubbi “sul piano militare le associazioni criminali si sono ridimensionate”. La battaglia alla criminalità è combattuta silenziosamente da persone che lavorano nell’ombra, coperte dal silenzio stampa e dal segreto delle indagini. La testimonianza del Prefetto Nicola Cavaliere, vicecapo dei Servizi Segreti, rilasciata al termine del suo mandato nel luglio 2015, dopo una lunga carriera che ha permesso di smantellare le più ferree strutture mafiose degli ultimi 30 anni in Italia. Vicecapo della Polizia e direttore centrale del Polizia Criminale, vicedirettore generale della Pubblica Sicurezza nel nostro paese; Cavaliere non può rilasciare interviste per il protocollo di sicurezza a cui è sottoposto ma ha accettato di collaborare alla scrittura di questo articolo per adesione al principio Mezzopieno di cui condivide l’impegno. La sua visione della criminalità è positiva. La mafia non è invincibile. E lui lo ha dimostrato.

Le indagini sono molto complesse ma sono condotte da uomini estremamente preparati, tra i migliori nel contesto internazionale, con strumenti e professionalità riconosciute in tutto il mondo. Le operazioni condotte dal suo team sono riuscite a sconfiggere a suo tempo le “nuove Brigate Rosse”, la formazione terroristica Prima Linea, ottenere lo storico arresto del maxi latitante Totuccio Contorno, di Pippo Calò e di altri 28 affiliati al potentissimo Clan dei Corleonesi. E poi la grande vittoria che ha segnato la fine di un’era, la cattura del boss dei boss Bernardo Provenzano, latitante da 40 anni e capo assoluto di Cosa Nostra. A lui si devono la liberazione di molti sequestrati e la soluzione di diversi casi impossibili nel periodo a capo della Omicidi della Squadra Mobile di Roma. Il dottor Cavaliere è stato Questore di Imperia, Perugia, Torino e Roma, ed è un uomo schivo che ha sempre evitato la notorietà e rifiutato di essere mitizzato, non ha venduto la sua immagine ai media; non è mai stato coinvolto in vicende giudiziarie e non si è arricchito alle spalle dei suoi successi. Su internet e sui giornali non si trovano che una manciata di articoli su di lui. Alla domanda “Perché non ti candidi in politica?” risponde “Sono sempre stato un uomo di azione, legato esclusivamente alle Istituzioni dello Stato che ho sempre servito con grande passione e dedizione per 35 anni”. Al congedo dalla sua luminosa carriera, Cavaliere ha voluto crearsi una dimora sul mare nel nord della Sardegna, lontano dalla mondanità, dove con pochi amici fidati ama andare a pesca e curare i fiori del suo giardino. mezzopieno 1 agosto - settembre 2015

Il barbiere dei senza tetto

Nasir Sobhani è un giovane australiano che ha trasformato un’esperienza che lo ha portato vicino alla morte in un trampolino per ripartire e dare una senso alla sua vita. pagina 2

I bar dove si comunica con ciechi e sordi

Nascono locali a misura di clienti non udenti e non vedenti, con i quali condividere e sperimentare linguaggi diversi e nuovi modi di comunicare. pagina 8

Rivalta: i cittadini salvano il paesaggio

Il Comune di Rivalta, in provincia di Torino, ha lanciato un bando pubblico per proporre ai cittadini di rinunciare al diritto di edificare sui propri terreni. pagina 15


Il barbiere dei senza tetto Dopo un lungo periodo di tossicodi-

pendenza, da cui è uscito dopo anni di terapia e comunità, Nasir ha imparato a tagliare i capelli e ha deciso di mettere la sua professionalità a servizio degli ultimi: così oggi taglia barba e capelli gratis ai senzatetto, cercando di dare loro una nuova dignità, motivandoli e incoraggiandoli a ricominciare

come ha fatto lui. Nasir è un vero nomade vissuto tra Canada, Giappone e Australia, rinato più volte da esperienze estreme. L’incontro con la fede Baha’i lo ha portato a dedicarsi agli altri. “Un taglio nuovo per una partenza nuova” è il suo motto. Fonte: Nasir Sobhani; PLGRM

Afghanistan: per la prima volta due donne ai vertici Dopo aver nominato il 13 giugno scorso Anisa Rassouli quale prima donna giudice della Corte Suprema, il presidente afghano Ashraf Ghani ha affidato poco dopo a Seema Jowenda il governo della provincia di Ghor, un distretto della regione centrale dell’Afghanistan. Con la nomina di due donne alle più alte cariche, il presidente ha così mantenuto una delle promesse fatte durante la campagna elettorale dello scorso anno. La scelta di Anisa Rassouli, presidentessa dell’Associazione delle donne giudice dell’Afghanistan dal 2012, è stata approvata anche dalle autorità religiose islamiche. In una società patriarcale come quella afghana, la nomina della Rassouli a membro dell’organo giudiziario più importante del Paese

rappresenta una svolta storica nel percorso di riconoscimento dei diritti delle donne nel mondo musulmano. E per la prima volta è stata accolta senza proteste anche la nomina della governatrice Seema Jowenda. Prima di lei, già un’altra donna era stata eletta governatrice della vicina provincia di Daikundi, ma l’ostracismo degli abitanti della comunità ne aveva impedito l’insediamento.

Banche più giuste: una ricetta orientale Da molti anni la politica internazionale è alla ricerca di soluzioni che possano rendere il sistema economico e finanziario più stabile ed inclusivo. Secondo un recente rapporto del Fondo Monetario Internazionale, la finanza islamica rappresenta una risposta pragmatica estremamente efficace.

Fonte: Tolo News; Khaama Press

Il Nebraska abolisce la pena di morte

è una decisione storica per gli Stati Uniti. Il Parlamento del super conservatore Stato del Nebraska ha approvato in maniera definitiva l’abolizione della sentenza capitale. Dopo quasi 40 anni di impegno e di lotte, i senatori – in testa Ernie Chambers - sono riusciti a votare 3 mozioni consecutive e a superare il veto del governatore, contrario all’abolizione della legge.

Con questa decisione sono oggi 19 gli Stati americani ad aver abolito definitivamente la sentenza capitale. La svolta del Nebraska conferma il clima di cambiamento nel Paese americano e nel mondo. I conservatori sono storicamente i più accesi difensori della pena capitale, ma negli ultimi anni le moratorie stanno rallentando le esecuzioni in gran parte degli stati.

mezzopieno 2 agosto - settembre 2015

Fonte: Reuters

Ispirandosi all’insieme dei principi legali contenuti nei testi sacri del Corano e degli Hadit (sharia), la finanza islamica vieta i tassi di interesse, gli investimenti speculativi e gli impieghi rischiosi per l’ambiente e la società, oltre a promuovere una gestione condivisa del rischio fra creditori e debitori. I clienti delle banche islamiche sono oggi circa 40 milioni. La sfida che ora la finanza islamica deve affrontare è quella di aprirsi ai clienti non musulmani. Intanto in Germania, a Mannheim, è operativa da marzo la Kuveyt Turk Bank, la prima banca islamica ufficiale tedesca. Una banca pensata non soltanto per i 4 milioni di musulmani che vivono in Germania, ma per un pubblico più ampio. Fonte: Fondo Monetario Internazionale; Arab News


Il miglior carcere del mondo

Si trova in Norvegia, a Bastoy, su un isola di 2 chilometri quadrati. I 115 detenuti vivono in 88 case, senza nessuna limitazione di movimento all’interno dell’isola: lavorano, studiano, contribuiscono al mantenimento della struttura, imparano a suonare strumenti musicali e formano persino delle band. Con i soldi che guadagnano comprano bici per girare sull’isola e le schede telefoniche. Il carcere è aperto a chi abbia voglia di mettersi in gioco e impegnarsi per cambiare profondamente la propria vita. In inverno, quando la temperatura scende anche a -40°, i detenuti svolgono attività di falegnameria, saldatura e meccanica, mentre in estate si dedicano al taglio della legna, alla coltivazione di ortaggi e all’allevamento e cura di animali. Il tasso di recidiva per chi è uscito da Bastoy è soltanto del 16%, contro una media degli altri carceri che è almeno quattro volte superiore. Il penitenziario ha ricevuto nel 2014 il Blanche Major Reconciliation Prize, premio per il miglior carcere del mondo. Fonte: Bastoy prison

Mai più senza capelli dopo la chemioterapia

Uno degli effetti collaterali più evidenti e demoralizzanti della chemioterapia è la perdita dei capelli. Un’infermiera svedese, Yvonne Olofsson, ha inventato la “DigniCap”, una cuffia collegata a un sistema di raffreddamento che abbassa la temperatura del cuoio capelluto a 37° non permettendo così alle cellule dei bulbi di deperire e quindi di far cadere il capello. Una scoperta in grado di restituire dignità a tante donne. Gli esami clinici hanno dimostrato una percentuale di successo di questa macchina pari al 70% dei casi. “La spinta psicologica data dal mantenimento di un aspetto sano è essenziale nella lotta alla malattia”, ha affermato la dottoressa Hope Rugo, responsabile del centro per i tumori di S. Francisco, che ha eseguito i test clinici.

Cuba, il primo Paese liberato dall’HIV nei neonati

Il 30 giugno scorso Cuba è diventato il primo Stato al mondo ad aver eliminato la trasmissione da madre a figlio dell’HIV e della sifilide. Lo ha dichiarato ufficialmente a Ginevra e a Washington in contemporanea l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ogni anno nel mondo circa 1,4 milioni di donne portatrici di HIV iniziano una gravidanza e la possibilità di infettare il figlio arriva al 45%. Percentuale che scende al di sotto dell’1% con il trattamento retrovirale somministrato a madre e feto. Cuba ha avviato nel 2010 un’estesa campagna nazionale di prevenzione e sensibilizzazione per garantire a tutte le donne accesso all’assistenza prenatale. Ecco perché, dopo 5 anni, è la prima nazione al mondo ad aver raggiunto questo obiettivo, nel rispetto dei parametri internazionali della convenzione sui diritti umani. Fonte: DigniCap; University of California, San Francisco; NBC

mezzopieno 3 agosto - settembre 2015

Fonte: World Health Organization


L’hotel dove ad accogliere sono i rifugiati Il “Magdas” hotel, a Vienna, è un albergo dove i turisti provenienti da tutto il mondo sono accolti da giovani rifugiati. La struttura si trova nei pressi del famoso parco divertimenti “Prater” e risale agli anni ’60: era una casa di riposo, poi trasformata in un centro di accoglienza per rifugiati minori non accompagnati. Grazie alla loro intraprendenza e alla collaborazione con la Caritas, 25 di loro oggi gestiscono l’albergo con entusiasmo e con ottimi risultati, mentre stanno acquisendo competenze professionali nel settore alberghiero e della ristorazione. Sebbene da più parti ci fosse molta diffidenza per il rischio che l’albergo potesse trasformarsi in un luogo di traffici illeciti, il “Magdas” - come sottolinea anche il nome (“mag das” in tedesco vuol dire mi piace) - è attivo già da un anno e piace proprio a tutti: ai rifugiati che ci vivono e ci lavorano, ai clienti e anche ai vicini che hanno donato all’albergo piante e libri. Tante sono infatti le peculiarità positive di questo piccolo albergo: è economico, si trova in un quartiere centrale di Vienna, è elegante nella sua semplicità, è stato completamente ristrutturato e arredato con materiale da recupero. Soprattutto, è accogliente. Fonte: Caritas Vienna

Il suo sangue ha salvato 2 milioni di bambini

L’australiano James Harrison è nato con un raro anticorpo presente nel sangue che ha permesso di curare e far nascere 2 milioni e 400mila bambini in tutto il mondo. Ha donato per oltre 60 anni il suo sangue preziosissimo, che è stato impiegato per la produzione di un farmaco salvavita impossibile da riprodurre ed unico rimedio per una sindrome molto grave. Prima di questa scoperta migliaia di bambini morivano in circostanze non chiare, gli aborti erano frequenti e i nati spesso presentavano una grave anomalia al cervello. Si trattava di una malattia in cui il sangue della mamma attaccava quello del feto danneggiandolo irreparabilmente. Il farmaco Anti-D, prodotto con il sangue di James, può oggi essere iniettato e fa nascere bambini completamente sani. James si è accorto da adolescente di avere questo anticorpo, quando decise di donare il suo sangue per la prima volta come atto di gratitudine per aver ricevuto lui stesso una trasfusione di sangue in seguito all’asportazione di un polmone. Fonte: Red Cross International; CNN

Rifiutano 1 miliardo di dollari per proteggere il fiume dei loro antenati Il “Pacific Northwest Lng” è il progetto per la costruzione di un gasdotto tra Canada ed Alaska. L’opera ha lo scopo di trasformare il gas naturale in gas liquido per trasportarlo in Asia via mare. La centrale del gasdotto, secondo il progetto originale, sarebbe collocata sull’isola di Lelu, territorio tradizionale della tribù indigena dei Lax Kw’alaams. Per questa ragione il Governo canadese ha obbligato la multinazionale Petronas, capofila del progetto, a negoziare con i rappresentanti della comunità indigena per valutare l’impatto ambientale prima della costruzione del gasdotto. Dopo quattro anni di negoziati, il portavoce Lax Kw’alaams ha emesso un comunicato stampa con il quale la comunità, composta

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da circa 3.600 individui, ha rifiutato all’unanimità il risarcimento preventivo offerto da Petronas, pari ad oltre un miliardo di dollari canadesi, negando il suo consenso alla costruzione del gasdotto. Pur riconoscendo i potenziali benefici dell’opera, i nativi hanno ritenuto più importante la tutela del loro territorio, in particolare dell’estuario del fiume Skeena dove da millenni la loro comunità conduce una pesca rispettosa dell’ecosistema fluviale. Stewart Phillip, leader spirituale dei Lax Kw’alaams, ha motivato così la decisione: “I nostri anziani ci ricordano che il denaro è come la polvere che viene soffiata via velocemente dal vento, mentre la terra è per sempre”. Fonte: Lax Kw’alaams


MEZZOPIENOmanifesto

Mezzopieno è innanzitutto un modo di pensare, un approccio alla vita ed una maniera di essere. Il pensiero Mezzopieno è sempre pro, mai contro. Mezzopieno si pone come alternativa costruttiva al vittimismo, alla polemica e al disfattismo. Il modo di essere Mezzopieno collabora con tutti per offrire delle alternative costruttive e positive ai pessimisti, ai complottisti e a quelli che cercano sempre dei capri espiatori da colpevolizzare. Chi vive Mezzopieno non ha timore di caricarsi delle responsabilità ed è impegnato nell’individuare le alternative alle dinamiche distruttive e al modo di fare che delega agli altri le scelte. Il cambiamento è responsabilità di chi costruisce con intelligenza ed umiltà, collaborando e coinvolgendo il maggior numero di persone possibile. Piuttosto di cercare di demolire ciò che è ritenuto sbagliato, Mezzopieno propone alternative positive e costruttive, buone pratiche ed atteggiamenti che ricercano l’armonia, che non indirizzano energia per contrastare il male, ma che si vanno a sostituire ad esso. La scelta buona scaccia quella cattiva. Chi si identifica nel Mezzopieno non esalta il buonismo ma ha un approccio positivo e aperto al diverso ed al nuovo. Il cambiamento è un processo che va condiviso da tutti e può avvenire soltanto lentamente, con la presa di coscienza e la partecipazione costruttiva di ogni elemento della società. L’alternativa alla rivoluzione è l’evoluzione. La vera forza che manda avanti il mondo da sempre e che lo ordina attraverso la crescita e la collaborazione di tutti. Chi giudica questo modo di pensare come naif… ha ragione! Non è obiettivo del pensiero Mezzopieno produrre utili o generare profitto. è dimostrato che i buoni esempi “sono in grado di suscitare emozioni positive e di spingere le persone a seguire gli esempi presentati e addirittura provocare reazioni fisiche tali da lasciare un’impronta duratura capace di influenzarne le azioni future. Questo fenomeno, che in psicologia prende il nome di “elevazione morale’” può provocare cambiamenti comportamentali e predisporci all’empatia e all’interazione sociale”. Fonte: Journal of Personality and Social Psychology

mezzopieno 5 agosto - settembre 2015


mezzopienofocus

Il numero delle persone

denutrite è in continuo declino e in generale tutti gli obiettivi del Millennio registrano passi avanti significativi

Il 2015 rappresenta l’anno del verdetto per gli operatori della cooperazione internazionale. Il 31 dicembre, infatti, la comunità internazionale dovrà tirare le somme degli sforzi effettuati dai vari Paesi per raggiungere gli otto obiettivi di sviluppo sanciti nel settembre del 2000 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite:

TISCI

1) dimezzare la povertà e la fame 2) rendere universale l’istruzione primaria 3) promuovere le pari opportunità e l’empowerment femminile 4) ridurre la mortalità infantile 5) migliorare la salute materna 6) combattere l’HIV/AIDS, la malaria e altre malattie

I numeri dello sviluppo

Si stima che nel mondo ci siano ancora 795 milioni di persone che non possono permettersi una dieta adeguata: di queste, il 98% vive nei Paesi in via di sviluppo. Tuttavia, nell’ultimo decennio, grazie all’impegno notevole della comunità internazionale sono stati compiuti grandi passi in avanti. Il numero delle persone che soffrono la fame è in continuo declino e oggi se ne contano 216 milioni in meno rispetto al biennio 1990-92. Secondo i dati del rapporto Sofi, nei Paesi in via di sviluppo la percentuale di persone denutrite è passata 72 Paesi in via di sviluppo su 129 sono riusciti a dimezzare dal 18,6% del 1990–92 al la percentuale di persone 10,9%. denutrite Nonostante la presenza di alcuni fattori avversi come la crisi economica globale, le calamità naturali, i conflitti e la crescita demografica, sui 129 Paesi in 7) assicurare la sostenibilità ambientale 8) sviluppare una partnership globale per lo svi- via di sviluppo monitorati dalla Fao 72 sono riuluppo. sciti a dimezzare la percentuale di persone denuNonostante lo scetticismo che ha avvolto per trite e 9 Paesi ci sono andati molto vicini. anni questo ambizioso progetto, a distanza di Benché i progressi siano stati registrati in en15 anni i dati disponibili rivelano in via generale trambi gli indicatori relativi alla fame nel mondo risultati di successo. Benché i passi da compiere – la percentuale di persone denutrite e la persiano ancora molti, la maggior parte dei Paesi centuali di bambini denutriti al di sotto dei cin-

Il mondo ha meno fame ROSSELLA

ha imboccato la via verso la realizzazione di un mondo più equo e sostenibile. Particolarmente positivi sono i dati relativi all’obiettivo di dimezzare la percentuale di persone che soffrono la fame. Come dimostra infatti il recente rapporto “Lo stato dell’insicurezza alimentare nel mondo” (Sofi), elaborato da Fao, Ifad e Pam, l’obiettivo è stato quasi raggiunto.

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que anni -, la riduzione della denutrizione degli adulti è stata più veloce. La lotta alla malnutrizione infantile, infatti, è un processo che richiede più tempo e un maggiore investimento nel miglioramento della qualità del cibo, nell’accesso all’acqua potabile e nell’ottimizzazione delle condizioni igienico-sanitarie. Ma gli sforzi compiuti dai Paesi in tale direzione lasciano spazio all’ottimismo. Secondo il rapporto Sofi, il successo raggiunto nell’ambito della sicurezza alimentare è da attribuire soprattutto al supporto alle comunità rurali e dunque agli investimenti in agricoltura, alla promozione di un sistema economico inclusivo e al potenziamento degli interventi di protezione sociale nei confronti delle famiglie più vulnerabili. Anche la stabilità politica è un fattore chiave nella lotta alla fame nel mondo. Le uniche aree in cui il livello di denutrizione è aumentato sono infatti quelle colpite dai conflitti, come il Medio Oriente.

AFRICA L’Africa subsahariana è l’area dove si registra la percentuale più elevata di persone denutrite (23,2%). Diversa è la situazione negli altri stati africani, soprattutto in Africa Occidentale dove, grazie a investimenti nel settore agricolo e nelle infrastrutture, la percentuale delle persone denutrite è stata dimezzata.

E gli altri obiettivi? Secondo i dati messi a disposizione dalle Nazioni Unite, i Paesi hanno registrato dei progressi in tutti gli obiettivi del Millennio. Questi progressi rappresentano il trampolino da cui la comunità internazionale dovrà ripartire a fine anno per continuare il suo lungo percorso verso lo sviluppo sostenibile. L’obiettivo di dimezzare la percentuale di persone che vivevano con un reddito inferiore a 1.25$ al giorno è stato raggiunto nel 2010. Nello stesso anno, l’iscrizione alla scuola primaria nei Paesi in via di sviluppo ha raggiunto il 90%. La parità di genere è stata già raggiunta nell’istruzione primaria; la partecipazione delle donne alla vita politica è in costante aumento, tant’è che all’inizio del 2014 i Paesi con almeno il 30% di donne all’interno del Parlamento erano ben 46. Progressi notevoli sono stati registrati nella riduzione della mortalità infantile, con circa 14 mila bambini morti in meno ogni giorno rispetto agli anni 90, anche grazie a un maggiore accesso ai vaccini di base. Il Nord Africa è riuscito a portare il livello di denutrizione al di sotto del 5%.

AMERICA LATINA E CARAIBI L’area ha registrato un andamento molto positivo nella lotta alla fame. La percentuale di persone denutrite è scesa dal 14,7% degli anni 90 al 5,5%. Il dato interessante è che questi Paesi

Anche il tasso di mortalità materna è stato quasi dimezzato, diminuendo del 45% rispetto agli anni Novanta. In via generale, ogni anno, vi è una riduzione nelle nuove infezioni di HIV. Sono notevolmente migliorate anche le condizioni di vita per le persone affette da HIV, grazie ad una maggiore accessibilità ai trattamenti specifici. Anche il numero di morti per malaria e tubercolosi è notevolmente diminuito negli ultimi dieci anni. Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, a partire dagli anni 90 si è registrato un incremento del 58% delle aree ambientali protette. Nel 2010, inoltre, è stato dimezzato il numero delle persone senza accesso all’acqua potabile. L’ultimo obiettivo che prevede una serie di interventi nella cooperazione allo sviluppo, nel debito estero, nel commercio internazionale e nel trasferimento delle tecnologie è quello che stenta più a concretizzarsi a causa della crisi economica. Tuttavia, dei progressi ci sono stati, soprattutto nell’ambito della diffusione dei servizi informatici e delle telecomunicazioni. Fonte: United Nations

sono riusciti a ridurre notevolmente anche la denutrizione infantile, soprattutto grazie all’implementazione di politiche sociali.

ASIA Nel continente asiatico non esiste un trend generale nella riduzione del tasso di denutrizione. I tassi più positivi sono stati registrati nel Sud-

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Est asiatico, interessato da investimenti nell’agricoltura e nella sanità e da una forte espansione economica. Più lenta è la riduzione della denutrizione nei Paesi dell’Asia Meridionale, dove però ci si è prodigati molto per contrastare il fenomeno dei bambini sottopeso.


I bar dove si comunica con ciechi e sordi Al “Senza Nome”, creato da un gruppo di ragazzi sordi di Bologna, per ordinare si può utilizzare il linguaggio dei segni, scrivere su foglietti o ricorrere ai biglietti in bacheca. Se occorre, ci sono anche interpreti. Il locale è estremamente vivace e molto frequentato anche dagli udenti. L’”Altro Spazio”, sempre a

Bologna, integra differenti linguaggi: visivo, tattile, verbale… Una mappa tattile del locale orienta i non vedenti, mentre le stoviglie hanno posizioni, forme ed etichette tali da poter essere facilmente localizzati. I menù sono in Braille. Tra i servizi offerti, audiolibri, giochi e mostre tattili, cene e aperitivi al buio, corsi e incontri di sensibilizzazione sui vari linguaggi.

Gioco d’azzardo verso il game over Le slot machine nei bar hanno i giorni contati. Sono numerosi i fronti di rifiuto: singoli esercizi commerciali le stanno eliminando, diverse associazioni ne contrastano l’installazione, iniziative istituzionali ne sanciscono l’abolizione. Le regioni ed i comuni hanno la facoltà di vietare il gioco d’azzardo nei loro territori. La Valle d’Aosta ha approvato lo scorso 12 giugno la legge “no-slot” per abolire definitivamente tutte le macchinette dal suo territorio, mentre la Lombardia ha emesso una legge regionale contro il gio-

co d’azzardo patologico che preannuncia seguiti in molte altre regioni. Nel 2014, primo anno di effettiva applicazione delle norme, in Lombardia il numero delle slot installate è calato dell’11%, oltre 2 mila esercizi hanno scelto di abbandonare le macchinette, anche grazie agli sgravi sull’Irap. La modifica sulla legge, approvata il 28 aprile 2015, ha stabilito criteri più protettivi come l’applicazione della distanza minima di 500 metri da scuole, ospedali, chiese, oratori e centri di aggregazione.

Fonte: Senza Nome; Altro Spazio

In Italia mare sempre più pulito

La graduatoria della Fee, l’ente non governativo internazionale che ogni anno assegna le celebri bandiere blu ai migliori litorali degli oltre 60 Paesi membri, premia il nostro Paese per la bellezza e la gestione delle zone costiere. Il 2015 rileva 7 bandiere blu in più rispetto al 2014, con 11 nuovi comuni presenti nella lista. Le spiagge premiate sono 280; 66 i comuni che rispettano tutti i parametri. I 12 criteri per l’assegnazione delle bandiere blu vanno dalla pulizia delle acque di balneazione all’efficienza della depurazione, dalla raccolta differenziata alle aree pedonali, piste ciclabili e spazi verdi, fino alla dotazione dei servizi sulle spiagge. La regione con la migliore qualità delle coste nel 2015 è la Liguria, seguita dalla Toscana e dalle Marche.

Fonte: Foundation for Environmental Education

Solidarietà senza barriere religiose Il centro storico di Catania ospita dal 2012 la più grande Moschea del Sud Italia, conosciuta come Moschea della Misericordia. è situata in un quartiere difficile e ha dovuto far subito onore al nome che porta trasformandosi in un centro di aiuto per immigrati profughi ma anche per gli italiani.

La Moschea ha aperto una mensa per persone indigenti e, collaborando con il Banco Alimentare di Sicilia, distribuisce alimentari raccolti nei supermercati. Il servizio è stabile dall’estate del 2014 e raggiunge circa 300 famiglie, l’80% delle quali sono italiane. La struttura collabora attivamente, e senza

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barriere religiose, anche con altre realtà locali come la Caritas Diocesana, la Comunità di Sant’Egidio e il Movimento dei Focolari: con quest’ultima gestisce un programma educativo e di dialogo nel doposcuola per bambini italiani e stranieri. Fonte: Redattore Sociale, Caritas


L’Albergo Etico gestito da ragazzi down

è stato inaugurato ad Asti, in corso Galileo Ferraris 58, nel giugno scorso ed è il primo hotel gestito direttamente da ragazzi down. L’idea è nata tempo fa a uno di loro, che l’ha sottoposta a un ristoratore della zona presso il quale stava svolgendo uno stage. Un progetto imprenditoriale il cui scopo è l’accesso al lavoro e l’autonomia delle persone con disabilità: uno spazio all’interno dell’albergo (l’ultimo piano) è infatti riservato all’”Accademia dell’Indipendenza”, dove 12 stagisti con la sindrome di Down seguono a rotazione le lezioni dell’Agenzia di formazione professionale delle colline astigiane e sperimentano una vita autonoma. L’hotel - 3 stelle, oltre 20 stanze, ristorante, giardino interno e un’area coworking a disposizione degli ospiti e della città - si colloca nell’ambito del progetto “Download”, la cui mission è appunto quella di “trasportare nel mondo del lavoro le persone affette dalla sindrome di Down come risorsa realmente operativa”. Fonte: Albergo Etico

Reggio Emilia dice stop al consumo di suolo

Con una modifica del piano regolatore, il Comune di Reggio Emilia si è impegnato nella riduzione del consumo di suolo, frenando così il processo di progressiva trasformazione di superfici naturali o agricole con la realizzazione di costruzioni ed infrastrutture.

Le richieste finora pervenute al Comune interessano 22 ettari di residenziale e 12 ettari di produttivo. La variante in riduzione sostiene ed accelera il raggiungimento di obiettivi già previsti. Il mercato è infatti già oggi votato per oltre il 70% al recupero dell’esistente. Il suolo è ormai considerato una risorsa non rinnovabile che l’uomo, con le sue attività, può esaurire. Per questo motivo diverse amministrazioni comunali hanno seguito l’esempio di Rivalta (di cui parliamo nelle pagine di Torino) e Reggio Emilia. Tra queste: Desio (MB), Fermignano (PU), San Lazzaro (BO) e Vinchio (AT). Fonte: Salviamo il Paesaggio

mezzopieno 9 agosto - settembre 2015

Medici oncologi a scuola di umanità Il Dipartimento di oncologia dell’Università Statale di Milano ha inaugurato un nuovo corso per insegnare ai giovani clinici a curare i pazienti mettendo al centro la persona nella sua interezza. Una cattedra di umanità affinché i futuri medici acquisiscano nel proprio bagaglio formativo non soltanto la capacità di curare ma anche quella di ascoltare, di comprendere, di prendersi cura del malato e della sua sofferenza fisica e psicologica. Il progetto, realizzato da Gabriella Pravettoni, docente di psicologia, rende omaggio ai due luminari dell’oncologia italiana Umberto Veronesi e Gianni Bonadonna, che da tempo sottolineano la necessità di sostituire la parola “paziente” con la parola “persona” e di capire la sofferenza del malato. Il corso si colloca nell’ambito della medicina etica in cui il tempo dell’ascolto, con le sue componenti empatiche, filosofiche e psicologiche, è di fatto tempo di cura. Un buon esordio per il Dipartimento di Oncologia - inaugurato martedì 30 giugno scorso dall’Università Statale di Milano - che mette insieme Istituto dei Tumori, Ieo, San Paolo, Policlinico e Niguarda in un grande polo della ricerca. Fonte: Corriere della Sera


La residenza che accoglie gli anziani e i loro animali

A Binasco, nel milanese, ha aperto il primo centro dove gli anziani hanno l’opportunità di portare con sé i loro cani e gatti. Un’ospitalità che tiene conto dei legami affettivi che i padroni instaurano con i loro amici animali. La residenza per anziani “Heliopolis” ha realizzato il progetto in collaborazione con associazioni di volontariato, esperti cinofili e nutrizionisti: il Dog Camp è uno spazio dove anche gli animali anziani possono essere curati ed accuditi e possono socializzare tra loro ed i pazienti della casa. La pet therapy integra e rafforza le tradizionali terapie non farmacologiche migliorando notevolmente lo stato psicologico ed immunitario in maniera naturale. Molti altri centri che si occupano di assistenza alle persone in difficoltà si stanno organizzando per permettere la vicinanza degli animali domestici ai pazienti.

Regala parte della sua azienda ai dipendenti Ha regalato ai suoi 8 mila dipendenti quote della sua società per un valore di 9 milioni di euro, in occasione del suo 80esimo compleanno.

Così Leonardo Del Vecchio, fondatore della Luxottica, ha voluto ringraziare le tante persone che hanno contribuito a creare il più grande marchio di occhiali del mondo. “Un ringraziamento dal cuore ai dipendenti italiani del gruppo, i veri artefici del successo della nostra azienda. Con questo pensiero voglio testimoniare l’importanza che ha per me ogni singolo lavoratore che

Il mercato della gratuità Ciò che non serve più a me può essere utile ad un altro. In Italia e in tutto il mondo stanno nascendo ogni giorno - e funzionano - negozi e bancarelle che praticano il book sharing, le barter boutique, i barter cafè ed addirittura gli swap party. C’è addirittura chi scambia solo abbracci. Un esempio tra tanti: a Colonia, in Germania, è nato un negozio dove si può entrare senza soldi, perché si ottiene tutto per niente; chiunque entri può prendere tre oggetti di sua libera scelta. Gli articoli sono forniti da donatori, alcuni hanno anche donato i soldi per l’affitto del negozio. Un sito italiano pioniere del baratto è Zerorelativo.it, nato nel 2006 per volontà di un gruppo di amici di Pesaro, oggi ha un traffico di oltre 200 mila contatti quotidiani. E poi “Uso e riuso” a Torino, l’Atelier del Riciclo a Milano, a Parma il Bellavita Shop, il Passamano a Bolzano e tanti altri. Il fenomeno si è esteso anche a livello industriale. BexB è una società bresciana che ha creato un network di oltre 3 mila aziende che secondo i dati forniti dal Sole24Ore hanno barattato in dieci anni oltre 200 milioni di euro di merci. Nella stessa filosofia esistono poi le banche del tempo, i riparatori gratis e gli art barter, che scambiano opere e corsi di arte. Fonte: ufficio studi Mezzopieno

sento vicino come in una grande famiglia”, ha dichiarato privatamente Del Vecchio. Orfano a sette anni e ultimo di quattro fratelli di una modesta famiglia di operai, l’imprenditore ha fondato Luxottica partendo da una piccola bottega di minuteria per montature in un paesino in provincia di Belluno. Fonte: Ansa

La sedia a rotelle che mette in piedi i disabili

L’innovazione tecnologica è stata applicata ad un oggetto che non viene innovato dal 1932: la sedia a rotelle. “MarioWay”, una startup innovativa a vocazione sociale, sta lanciando un nuovo modello che permette al disabile di portarsi ad altezza naturale. La nuova sedia a rotelle entrerà in produzione a inizio 2016 e rappresenta una rivoluzione culturale, uno strumento di integrazione fortemente voluto da Mario Vigentini, educatore sociale che in Lombardia lavora con persone disabili da circa 20 anni. Mario si è rivolto ad artisti artigiani riconosciuti a livello internazionale e ha dato così inizio a un progetto creativo e innovativo dalla forte valenza e impatto sociale. Un progetto che si fonda su un codice etico condiviso: agisce responsabilmente per il bene delle persone, delle comunità e dell’intero pianeta; considera il lavoro per l’Uomo, lavoro inteso come strumento per creare e promuovere benessere nella dimensione bio-psico-sociale, per elevare la dignità umana. Ancora, MarioWay è “open source” - si fonda cioè sulla volontà di costruire e progettare insieme fra ideatori, finanziatori, fornitori, persone con paraplegia – e crede in una ricchezza equa dove i benefici sono per tutti e per il pianeta.

Fonte: Dog Camp; PetPRO

Fonte: MarioWay

mezzopieno 10 agosto - settembre 2015


MEZZOPIENOdiffusione

CHI SIAMO

La comunità Mezzopieno è formata da persone, gruppi e associazioni che si identificano nei valori del Manifesto per il pensiero costruttivo Mezzopieno. Il movimento crede nell’importanza di promuovere e interpretare un approccio costruttivo ed armonioso nei confronti della vita e della società, nel rapporto con gli altri e nella gestione delle sfide e delle difficoltà. Il movimento è organizzato secondo il principio della condivisione partecipata e tutti i nuclei coinvolti sono uniti dall’in teresse per la diffusione dei valori e del pensiero Mezzopieno. L’impegno dei membri mira a raggiungere il maggior numero di persone attraverso la condivisione e la pianificazione di attività, la progettazione e l’organizzazione di iniziative motivazionali, solidali e di collaborazione. La diffusione del pensiero Mezzopieno e del suo operato avviene prevalentemente attraverso la condivisione ed il coinvolgimento. Tutto il movimento è impegnato a diffondere e a spartire con entusiasmo il modo di essere Mezzopieno e le sue iniziative spontanee. Partecipano alla comunità Mezzopieno: Semi Onlus International; Voluntas Foundation; Fondazione Arbor; Gruppo di ricerca Valori, Etica ed Economia; Volonwrite

Caro lettore, se hai buone notizie, storie da raccontare di persone che hanno fatto cose meravigliose scrivi a redazione@mezzopieno.org o usa l’applicazione dedicata sul nostro sito www.mezzopieno.org

IL CERCHIO DELLA GRATITUDINE Il movimento Mezzopieno è impegnato nella diffusione del

pensiero positivo e nello stimolo ad un approccio costruttivo nei confronti della vita. La diffusione di Mezzopieno News è uno degli strumenti con cui il movimento raggiunge la gente e la motiva a mettere in gioco le proprie capacità e la propria intelligenza propositiva. Il Cerchio della Gratitudine è il progetto che prende vita dalla distribuzione e dalle relazioni di gratuità e di gratitudine che si vengono a creare intorno a Mezzopieno News.

Il periodico Mezzopieno News, nella sua forma cartacea, viene consegnato di mano in mano nel cerchio delle conoscenze e delle persone vicine ai membri della comunità e diventa strumento di relazione. Mezzopieno News è distribuito gratuitamente da testimoni volontari in: ospedali - case di cura e di degenza - centri di accoglienza per anziani - carceri ed istituti penitenziari - scuole - parrocchie - associazioni - aziende- circoli - comunità

mezzopieno 11 agosto - settembre 2015


MEZZOPIENOintervista

Prima di parlare delle “regole” di una buona comunicazione, vorremmo che ci raccontassi com’è nata questa tua passione. La professione che svolgo mi porta ad essere sempre in contatto con le persone e a gestire problematiche di diverso tipo con il loro carico di preoccupazioni, tensioni, stress, pensieri negativi e incomprensioni. Mi sono chiesto allora se non ci fosse un sistema più semplice per poter comunicare. Possibile che sia così complesso farsi capire dai propri simili? E da qui è iniziata la mia ricerca.

Per avere buone relazioni con gli altri bisogna saper comunicare. Ecco, cosa significa “comunicare”?

Occhi nuovi per cambiare Pensieri e parole hanno un grosso peso nel modo in cui percepiamo la realtà e ci relazioniamo agli altri. Intervistiamo Dario Mandarano, amministratore delegato di un’azienda italiana, consulente aziendale e appassionato di musica. Da anni si dedica a studi approfonditi sulla comunicazione e sulle dinamiche relazionali. mezzopieno 12 agosto - settembre 2015

Noi comunichiamo sempre, anche quando non parliamo. Gli esseri viventi, soprattutto l’essere umano, sono in comunicazione con l’esterno 24 ore al giorno 7 giorni su sette. Secondo me comunicare significa principalmente essere attenti a ciò che l’altra persona mi sta dicendo sia col linguaggio verbale che con quello del corpo, per capire veramente il messaggio che vuole trasmettermi. Troppo spesso quando comunichiamo con qualcuno tendiamo a concentrarci su noi stessi poiché quanto ci viene comunicato richiama in noi immagini, ricordi ed esperienze: l’istinto è quello di voler condividere (quindi comunicare a nostra volta) il nostro punto di vista. Ma non sempre il nostro punto di vista è ciò di cui il nostro interlocutore ha bisogno. Forse in quel momento è il silenzio la risposta che vorrebbe, o magari una battuta per sdrammatizzare o anche solo una pacca sulla spalla.


Ognuno di noi vede e vive la realtà sulla base delle proprie esperienze, delle proprie convinzioni. Siamo ancorati al passato, abbiamo paura del futuro. E il presente? Certamente ognuno di noi vive e interpreta la vita sulla base delle proprie esperienze, belle o brutte che siano state. Non vi è nulla di male in questo, poiché l’esperienza ci permette di fare delle valutazioni sulle situazioni che si affrontano giornalmente. Il limite potrebbe essere che si diventi schiavi di ciò che è accaduto nel passato e non si affrontino gli eventi del presente con la dovuta serenità. Faccio un esempio banale. Se da piccolino mi sono scottato la mano perché ho toccato un tizzone del caminetto, avrò il timore per il fuoco profondamente radicato in me: non dovrei più avvicinarmi al fuoco, ma a me piace cucinare, come la mettiamo? Ci sono persone che hanno difficoltà ad accostarsi con fiducia ad una relazione perché nel loro passato hanno avuto una brutta esperienza. Altre vivono con ansia ogni nuova relazione perché “tanto andrà male come tutte le altre volte…”. Ci autocondizioniamo e perdiamo l’unico momento che ci è dato di vivere “il presente”. Tendiamo a goderci raramente ciò che la vita ci offre, anche le piccole cose, quelle che spariscono per prime, perché il nostro pensiero va sempre ai momenti che sono passati o a chissà cosa accadrà domani. é giusto preoccuparsi per il futuro, ma quando è stata l’ultima volta che abbiamo ascoltato veramente quello che avevano da dirci le

persone a noi care? Quante volte ci siamo goduti un momento senza preoccuparci di cosa sarebbe accaduto il giorno dopo? Quante volte ci siamo goduti una conversazione con una persona interessante, senza aspettative o pregiudizi?

Troppo spesso ci lamentiamo delle cose che non vanno, vorremmo che le persone intorno a noi cambiassero, ci chiediamo: “Perché capita tutto a me?”. Vi siete mai accorti che quando ci si lamenta si tende ad attribuire la responsabilità di quanto sta accadendo all’esterno, agli altri? Non è mai colpa nostra, è sempre colpa del nostro vicino, del nostro collega, del capo, della nostra compagna/ compagno… Possibile che non abbiamo nessuna responsabilità, che siamo tutti i più grandi incompresi della storia? Ciò che invece dovremmo chiederci è cosa possiamo fare noi per migliorare le cose, cosa dovremmo cambiare di noi affinché cambino anche le persone intorno. Tutti noi vorremmo un cambiamento, ma chi è disposto e capace di cambiare se stesso per ottenerlo?

Comunicare con gli altri, ma prima di tutto con noi stessi. Quanto sono importanti le parole nel modo in cui percepiamo e rappresentiamo la realtà? Tendiamo a percepire la realtà in modo molto simile a come ce la immaginiamo. La vita è co-

stellata di problemi da risolvere, è normale. Problemi che a volte ci sembrano insormontabili. Quante volte alla domanda “come va?” rispondiamo: “Oh guarda lascia stare… Sono incasinatissimo”, oppure “Ma sai… Tiro avanti tra un calcio ed un pugno”, o ancora “va come una barca in un bosco”… A seconda di come descriviamo - a noi stessi per primi – una situazione avremo di essa un’immagine più o meno forte e vivida: più l’immagine viene drammatizzata, più le emozioni che susciterà saranno forti. Se dico che per arrivare in un posto “ho trovato un traffico pazzesco, la gente sembrava impazzita, tutti suonavano il clacson e c’era una colonna di macchine interminabile”, creo un’immagine piuttosto drammatica di ciò che ho vissuto. Diversa da quella creata se invece dico:“ho trovato traffico intenso e ho fatto coda”. Se dico “sono stanchissimo, non ce la faccio più ad andare avanti così, sono sommerso di problemi…”, sarà esattamente così che mi sentirò e sarà così che vivrò la mia quotidianità. Pensare la mia situazione in modo meno drammatico non fa scomparire i problemi, certo, ma aiuta a rendere meno “pesante” la quotidianità. Se poi aggiungiamo la paura del giudizio altrui, il cocktail è esplosivo… Se partissimo invece dal presupposto che l’idea che noi pensiamo che gli altri abbiano di noi nel 100% dei casi non corrisponde al vero, o che per quanto ci sforziamo troveremo sempre qualcuno a cui non piacerà il

mezzopieno 13 agosto - settembre 2015

nostro modo di fare, ecco che possiamo liberarci di un gravoso fardello che spesso ci incatena al palo e non ci permette di sentirci liberi di essere o fare ciò che vorremmo.

Alla luce di quanto detto finora, quanto e come il tuo percorso e i tuoi studi sulla comunicazione ti hanno aiutato nella vita? Mi hanno aiutato tanto. Prima vivevo uno stato d’ansia quasi permanente e andavo in crisi per qualsiasi cosa uscisse dai binari della mia pianificazione. I problemi che quotidianamente devo affrontare continuano ad esserci, ovviamente, ma è cambiato il mio modo di vedere le cose e questo mi ha dato serenità e anche una maggiore sicurezza.

Perché hai accettato di farti intervistare da “Mezzopieno”? Trovo che sia una un’iniziativa meravigliosa e totalmente in linea con la mia filosofia, siamo circondati da notizie sensazionalistiche negative che tendono più a fare audience che non a riportare la realtà dei fatti. Quando sono venuto a conoscenza di Mezzopieno ne sono rimasto affascinato immediatamente e ho pensato che un contributo “mezzo pieno”, per quanto piccolo, forse avrei potuto darlo anche io. Ed eccomi qui.

Prova a descrivere una persona “mezzo piena”…

Tutti siamo persone mezzo piene, solo che a volte ce lo dimentichiamo. La vita è fatta di cose belle e meno belle: se le accetteremo per ciò che sono e non per ciò che vorremmo che fossero, ecco, allora ci accorgeremmo che nel mondo, pur in mezzo a tante brutture, ci sono tante cose belle e persone meravigliose che si adoperano giorno dopo giorno in iniziative di cui spesso non siamo conoscenza.


Rivalta: i cittadini salvano il paesaggio L’obiettivo del Co-

mune di Rivalta è di ridurre il consumo di suolo e tutelare il paesaggio. Circa dieci proprietari hanno accolto la proposta: circa 30 mila mq di superficie fondiaria sono tornati ad essere non edificabili. L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato nel 2012 dall’Amministrazione

comunale, che le è valso anche il premio “Comuni virtuosi” nel 2014. Tra le buone pratiche di gestione del territorio implementate dal Comune piemontese: la rinuncia ai diritti edificatori, la revisione del regolamento edilizio, la promozione delle aziende agricole giovani, la diffusione degli orti urbani, la gestione virtuosa dei rifiuti e la mobilità sostenibile.

Le bici abbattono le barriere

Torino sempre più accessibile a tutti. è infatti la prima città in Italia a sperimentare un servizio di sharing di handbike, la bicicletta “a braccia” adatta a persone con disabilità o ridotta capacità motoria. Il progetto “To-Handbike”, fortemente voluto da Angelo Catanzaro, presidente dell’Associazione italiana paralisi spastica onlus, verrà inserito all’interno del circuito To-Bike (che conta ormai 20 mila abbonati e copre l’80% del territorio) grazie alla partnership con il gruppo “Comunicare” che gestisce il servizio di bike-sharing nella città. Dopo una fase di sperimentazione, il servizio entrerà in funzione nella prossima primavera. Nel frattempo, è possibile prenotare una prova gratuita sul sito www.tobike.it. I prototipi da provare sono due: oltre alla più comune handbike, è stato progettato un uniciclo composto da una struttura metallica da applicare direttamente alla propria carrozzina personale. Fonte: To-Bike; AIPS Onlus

Il Piemonte nella top ten della Lonely Planet

La guida “Lonely Planet” ha promosso il Piemonte fra i dieci posti migliori da visitare in Europa. Insieme a Islanda, Azzorre, Serbia, Amsterdam, Norvegia…, la regione si è conquistata il sesto posto in classifica soprat-

Fonte: Comune di Rivalta (TO)

Testamento solidale salva il canile

Un anziano signore ha donato nel giugno scorso parte della sua eredità al canile municipale di via Germagnano, salvandolo così dalla chiusura dopo che un raid aveva distrutto un mese prima l’ambulatorio sanitario.

Il benefattore ha destinato alla struttura 350 mila euro, che consentiranno al Comune di realizzare entro un anno e mezzo un nuovo e moderno ca-

nile in via Cuorgnè. Un altro ricco signore ha donato alla stessa causa 60 mila euro. Oltre ai 350 mila euro per il canile, la stessa generosa persona ha destinato importi analoghi alla Croce Rossa e agli anziani torinesi. Un’ulteriore conferma che in Italia crescono i testamenti solidali: una scelta di generosità che, negli ultimi 10 anni, è cresciuta del 10% secondo i dati diffusi dal Comitato testamento solidale (www.testamentosolidale.org) promosso da diverse organizzazioni tra cui ActionAid, Aism, Lega del filo d’oro e Save the Children, con il patrocinio e la collaborazione del Consiglio Nazionale del Notariato. In media, sono 9mila-10mila i lasciti sottoscritti nel 2013 e nel 2014. A donare non sono soltanto ricchi benefattori con cifre cospicue, ma anche persone comuni.

tutto per le bellezze del Monferrato, delle Langhe e del Roero, da poco patrimonio dell’Unesco, dove perdersi tra le vigne e percorrere le strade che attraversano le città del vino. Nella guida si fa riferimento anche a Torino, ovviamente, quale capitale europea dello Sport dal gennaio scorso e sede di altri eventi che hanno caratterizzato il 2015, tra cui l’ostensione della Sindone. Oltre che per il rinnovato Museo Egizio. Fonte: Lonely Planet

mezzopieno 14 agosto - settembre 2015

Fonte: Comitato testamento solidale


Dalla Francia al Piemonte, basta agli sprechi Con una legge regionale approvata il 16 giugno scorso, la Regione Piemonte ha detto basta agli sprechi stanziando per l’anno in corso 500 mila euro per il sostegno delle attività di recupero dei prodotti prossimi alla scadenza: alimenti, farmaci e beni non di lusso destinati al macero. Oltre a ridurre i rifiuti, il provvedimento intende sostenere le fasce più deboli della popolazione e creare nuovi posti di lavoro. Piemonte e Marche sono al momento le uniche Regioni a prevedere il recupero dei beni invenduti, anche al di fuori del campo alimentare. La legge fa seguito alle recenti disposizioni del Parlamento francese che impongono di recuperare tutto il cibo ancora buono e di renderlo disponibile per chi ne ha più bisogno. Tutti i supermercati di oltre 400 metri quadrati avranno l’obbligo di stipulare un accordo con un ente di beneficenza per permetterne la distribuzione tra le fasce sociali in difficoltà. Il provvedimento inserisce anche una serie di indicazioni per realizzare un programma di educazione alimentare che coinvolgerà i francesi sin dai primi anni di scuola. Fonte: Regione Piemonte, Parlamento Francese

Le infrastrutture più ecosostenibili

Negli ultimi anni il capoluogo piemontese è diventato anche centro di avanguardia e di sviluppo delle nuove innovazioni ambientali in Italia. Sono tre le principali infrastrutture che hanno dato alla città una forte impronta ecologica. L’aeroporto di Caselle Sandro Pertini è oggi tra i più ecologici al mondo, avendo ottenuto per primo la severissima certificazione internazionale ISO 50001. Lo scalo è riuscito prima di tutti gli altri ad ottimizzare il sistema di impiego dell’energia rispettando la tutela dell’ambiente e massimizzando

la capacità di ridurre le emissioni inquinanti. A Caselle sono stati installati inverter sui ventilatori delle unità di trattamento aria, ottimizzati i sistemi di accensione dei gruppi refrigeratori e fatto uso di materiali decongelanti ecologici, fino all’installazione di LED speciali per l’illuminazione. La nuova stazione di Torino Porta Susa è stata riconosciuta dal premio Eurosolar come eccellenza nella categoria architettura e urbanistica solare. La grande copertura del corpo stazione è stata realizzata per due terzi con pannelli fotovoltaici semitrasparenti per un totale di 10 mila mq, una superficie capace di soddisfare quasi tutto il suo fabbisogno energetico senza togliere luce agli spazi sottostanti.

Infine, il grattacielo Intesa SanPaolo. La struttura di 116 metri risulta essere tra gli edifici più ecosostenibili al mondo. La sua facciata a doppia pelle muta continuamente di aspetto a seconda delle condizioni climatiche, e una superficie di 1500 m2 di pannelli fotovoltaici è in grado di produrre tutta l’energia necessaria all’edificio, garantendo anche un’ottima coibentazione e la sua autonomia energica. L’utilizzo per l’80% di LED modernissimi permette all’edificio di non produrre inquinamento. La serra bioclimatica aperta al pubblico in cima all’edificio, con alberi ad alto fusto, poi, è un vero e proprio giardino d’estate rigoglioso tutto l’anno. Volonwrite per Mezzopieno Fonte: Tuv; Eurosolar

Torino capitale mondiale dell’arte contemporanea L’arte giovane in Italia e nel mondo si è data appuntamento a Torino nel luglio scorso con il primo International Festival of Schools of Art and Design (Fisad), dedicato ai giovani che studiano per diventare artisti. L’idea di riunirli sotto la Mole, provenienti da ogni angolo del mondo, è stata realizzata dall’Accademia Albertina con il sostegno di Compagnia San Paolo, Reale Mutua e Crt. Il tema affrontato in questa prima edizione del festival – che diventerà un appuntamento fisso a Torino mezzopieno 15 agosto - settembre 2015

– era “Il senso del corpo”. Il corpo nel suo rapporto con la natura, le emozioni, il movimento, la musica, il cibo, i rapporti sociali, la politica. Oltre 60 accademie e facoltà di belle arti da tutto il mondo hanno partecipato con una rappresentanza di docenti e di studenti e con opere di arte figurativa (pittura, scultura, decorazione, scenografia, grafica), di arte cinematografica, spettacoli teatrali, videoarte, performance. Un festival innovativo che non a caso ha stabilito la sua sede a Torino, capitale dell’arte contemporanea. Fonte: Accademia Albertina


Torino a colori con la street art

Torino conferma la sua vocazione alla sperimentazione anche in un campo che pochi conoscono a fondo ma molti apprezzano: la street art, che sta dipingendo i quartieri della città, tra cui un’intera stazione. L’associazione culturale “Monkeys evolution”, in collaborazione con le ferrovie italiane, ha organizzato dal 4 al 12 luglio scorsi la graffiti convention “Mistura”, coinvolgendo 60 artisti internazionali che sono stati chiamati ad esprimere la loro arte su 2mila mq di muro della stazione Torino Stura. Alla fine di giugno, invece, l’artista olandese Zedz “rinnovava” la facciata del teatro Colosseo disegnando un grande cerchio con all’interno una profusione di linee geometriche e colori.

La street art a Torino si esprime ad alto livello, spesso associata ad interventi di riqualificazione urbana, costruendosi una solida fama soprattutto all’estero e nelle capitali europee. E allineandosi con le altre metropoli, dove gli street art tour sono una realtà turistica molto apprezzata e diffusa, anche a Torino da circa un anno sono nati dei percorsi ludo-artistici per scoprire l’arte di strada: Street Art Tourino. Questa insolita eccellenza torinese ha già prodotto diversi artisti noti e apprezzati sulla scena nazionale e internazionale, mentre la città si presta spesso a convention di livello internazionale come, appunto, l’intervento che ha reso Stazione Stura una galleria d’arte a cielo aperto. Fonte: Monkeys evolution, Street Art Tourino

Foto di Anna Trinchero

Gli appartamenti dell’inclusione

Negli appartamenti di “Enjoy the Difference”, progetto presentato al Campus Einaudi della città di Torino in occasione della Giornata Europea per la Vita Indipendente il 5 maggio scorso, gli studenti convivono con coetanei con disabilità fisico-motoria. Il progetto, nato nel 2011 dalla collaborazione tra l’Università di Torino, il Comune di Torino e una rete di associazioni, promuove soluzioni abitative che coniughino l’esigenza degli studenti universitari fuori sede di trovare una casa in affitto a prezzo ragionevole e l’esigenza di autonomia e di inclusione sociale delle persone con disabilità. Enjoy the Difference vuole proporre “un’immagine della disabilità che vada oltre l’idea di non autosufficienza e l’atmosfera di tristezza. La sfida è proporre la diversità come opportunità e arricchimento: per crescere, per vivere nuove esperienze, per mettersi alla prova nell’incontro e nella conoscenza dell’altro”. Gli appartamenti individuati si collocano nelle zone centrali di Torino, situati vicino alle sedi universitarie e ben collegati dai mezzi pubblici. Volonwrite per Mezzopieno. Fonte: Senza Muri mezzopieno 16 agosto - settembre 2015


“Fa bene” incontrarsi al mercato Un progetto di prossimità realizzato alla periferia di Torino

“LiberiTutti” (impegnata a rilanciare dal basso territori in forte crisi) e il Comitato S-NODI in cui convergono più soggetti tra cui il Comune di Torino e la Caritas. Recentemente si è aggiunta la Compagnia di San Paolo. Con Francesca Morea, dello staff di Plug e tra i responsabili di “Fa bene”, percorriamo il progetto lungo i suoi tre passaggi: raccolta, distribuzione e restituzione.

Raccolta di Patrizia Spagnolo

Tutto è partito circa due anni fa nel quartiere Barriera di Milano. Ogni giorno i prodotti alimentari invenduti nei mercati e le merci donate dai clienti vengono distribuiti in modo sistemico a famiglie e persone in difficoltà. Non assistenzialismo, ma un dare e avere reciproco, perché i beneficiari ricambiano dedicando alcune ore di volontariato nel quartiere. L’iniziativa è nata come evoluzione di uno studio sulla tematica del consumo e dello spreco realizzato dall’associazione culturale Plug Creativity sul mercato di piazza Foroni e altri mercati rionali. Analisi da cui era emerso che ogni giorno molti prodotti alimentari invenduti – e non vendibili il giorno dopo – vengono buttati. Ecco allora l’idea di realizzare il progetto “Fa bene”, che in poco meno di due anni è riuscito a coinvolgere 3 mercati, 70 commercianti e 60 famiglie beneficiarie. Un progetto in crescita sostenuto da una rete di molteplici realtà torinesi: oltre a Plug – che coniuga i temi di sostenibilità sociale e ambientale con le arti visive e la comunicazione -, sono coinvolti la cooperativa sociale

Ogni giorno in ognuno dei tre mercati di piazza Foroni, corso Svizzera e corso Chieti (prestissimo si aggiungerà anche quello di via Porpora) un operatore del progetto monitora costantemente la situazione dell’invenduto e raccoglie donazioni e tutto ciò che viene avanzato. “Abbiamo calcolato che in media in ogni mercato restano invenduti 44 Kg di alimenti a settimana”, spiega Francesca. Dal gazebo di “Fa bene”, intorno al quale si è ormai creata una mini comunità, l’operatore sensibilizza, parla con i commercianti, racconta il progetto ai clienti e tiene sotto controllo ciò che il mercato sta avanzando.

Distribuzione

A fine mercato l’invenduto commestibile viene raccolto e nel giro di poche ore consegnato a persone e famiglie in difficoltà. “L’obiettivo è offrire cibo fresco in giornata, non scatolame né alimenti a lunga conservazione”, continua la responsabile del progetto. I beneficiari sono segnalati dai Servizi Sociali. Tutti sono invitati a sottoscrivere un patto in cui si impegnano a dedicare 20 ore mensili di volontariato, in base alle competenze e professionalità, in rete con le associazioni del territorio. mezzopieno 17 agosto - settembre 2015

Restituzione

L’obiettivo è quello di rafforzare il processo di scambio e aiuto tra i cittadini. L’attività di restituzione riguarda feste patronali e di quartiere, manutenzione aree verdi, riqualificazione e promozione dei mercati stessi, progetti di intrattenimento per bambini, sostegno a progetti in ambito sociale. “Tutte le persone e famiglie beneficiarie sono state coinvolte ad esempio nell’ultimo Bike Pride, la maratona in bicicletta che si è svolta nel giugno scorso a Torino – dice Francesca Morea – Hanno aiutato nella gestione del traffico e hanno consegnato il pacco viveri agli altri volontari della manifestazione”. Ancora, la partecipazione a “Economia circolare”, una serata torinese di scambio, racconti e attività dedicate alla sharing economy che si è svolta il 2 luglio scorso. “Fa bene” era presente con un laboratorio di produzione di succhi di frutta e frullati utilizzando l’invenduto dei mercati. “Le nostre famiglie – conclude Francesca - hanno così potuto capire il valore dell’invenduto che ricevono e ciò che l’invenduto può diventare”.


MEZZOPIENOdomanda

Una scelta che ha arricchito la tua vita? A rispondere a questa nostra domanda sono i ragazzi dell’associazione Volonwrite, che collabora con Mezzopieno news. L’associazione è nata nel 2009 nell’ambito del Progetto Prisma – per le Relazioni d’Aiuto all’interno della Redazione Città Aperta del Servizio

Passepartout del Comune di Torino. Il gruppo è composto di numerosi giovani con disabilità fisico-motoria (vincitori di tirocinio formativo triennale), ragazzi in Servizio Civile e dipendenti del Comune che lavorano fianco a fianco nella gestione del sito InformadisAbile cittadino. Volonwrite (www.volonwrite.org) si occupa di comunicazione sociale e per il sociale, attraverso la redazione di articoli, puntate radio sulla web radio 110, interviste e video per raccontare il terzo settore e la disabilità.

Francesca Dentico

Claudia Cespites

Anche se è uno slogan già usato, non posso fare a meno di dire che il servizio civile mi ha cambiato la vita. Le persone che ho incontrato mi hanno offerto punti di vista diversi da cui osservare il susseguirsi degli eventi, hanno visto in me aspetti che io stessa non conoscevo, permettendomi di cambiare. Non ho dubbi: conoscere l’associazione Volonwrite, o meglio, i ragazzi che la compongono. Mi si è aperto un mondo che non conoscevo, un amore per la vita che sottovalutavo; ho messo alla prova me stessa in ruoli che mai avrei pensato di poter ricoprire. Grazie Volonwrite per tutte le lezioni che ogni giorno mi dai!

Da sette anni l’associazione è l’ufficio stampa dell’evento “La Salute in Comune” e da un anno collabora con alcuni dei più importanti musei di Torino per raccontare l’accessibilità all’Arte. Mezzopieno coglie l’occasione per ringraziare i ragazzi di Volonwrite, compresi coloro che preferiscono restare dietro le quinte ma che desideriamo citare: Giada Morandi, Edoardo Vanotti, Ario Dal Bo, Simone Piani, Fabrizio Ravicchio, Mauro Costanzo e Vittoria Trussoni.

Mariacristina Acciarri Una scelta che ha arricchito la mia vita? Un trafiletto sul Corriere del Sera in cui si parlava di una selezione per partecipare ad un corso serale sul Terzo Settore presso la Scuola di Amministrazione Aziendale. Ho partecipato, ho vinto e attraverso una mia compagna ho conosciuto il Servizio Passepartout del Comune di Torino ed è cambiato tutto. Ho trovato lavoro e una persona meravigliosa che ha attraversato la mia vita per 15 anni. Sono disabile dalla nascita e fino alla fine del mio percorso di studio raramente mi è capitato di incontrare persone con problemi simili ai miei, a parte in contesti di cura o ospedalieri. Quando sono arrivata al Passepartout ho capito che non ero sola, che c’erano altre persone con cui condividere informazioni, esperienze ed emozioni.

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LA NIGERIA ABOLISCE L’INFIBULAZIONE Nigeria Stability and Reconciliation Programme 25 maggio

mezzopieno 18 agosto - settembre 2015


Simone Croce

Manuela Jana Pavia

Sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica. Nell’ultimo anno mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me stesso ironico e socievole. Una scelta che mi ha cambiato la vita è quindi sicuramente l’essere entrato a far parte dell’associazione, che mi ha permesso di valorizzare alcune mie qualità che non sapevo di avere. Andrea Puma

Una scelta che mi ha arricchito la vita… uhm,  in realtà credo siano molte! Senza alcun dubbio una tra le più incisive è stata quella di adottare un cavallo a fine carriera,  perché  come risaputo rischiano il macello o le corse clandestine. Il suo amore incondizionato, la sua presenza in un momento delicato della mia vita mi hanno arricchito l’intera esistenza e l’anima. Grazie a questo ho compreso quanto la presenza di un animale possa diventare non solo terapeutica, ma un vero e proprio valore aggiunto. Marco Berton

La scelta che mi ha cambiato la vita? Forse è stata quella di accettare con il sorriso tutte le esperienze negative che la vita mi ha riservato e vederne sempre il lato positivo. è un modo di vivere che ti porta ad essere sereno, altrimenti che noia! Certo, non sempre è facile, per molte cose ci va tempo, ma la scelta giusta prima o poi arriva! Un piccolo segreto? Avere pazienza! Sara Frezzetti

Venire ad abitare a Torino. Torino mi ha aperto gli occhi, aiutato a levarmi di dosso la mentalità provinciale e permesso di conoscere persone straordinarie (prima fra tutte mia moglie). Torino non finisce mai di stupirmi, ogni giorno mi fa scoprire sempre cose nuove e angoli meravigliosi. Torino è allo stesso tempo austera e caciarona, ordinaria e alternativa, diffidente e generosa. Stefano Martino

Se nella vita esistono scelte che ti cambiano o rivoluzionano la vita, ce n’è sempre una che vale più delle altre, magari non è nulla di grandioso ma ti permette di guardare o vivere le cose in modo diverso… positivo. Entrare al Passepartout come borsista è una scelta che ha cambiato la mia vita, soprattutto per i legami emotivi con persone che ti aiutano a crescere e superare le difficoltà della vita. Piccole cose e momenti che ti fanno capire che certe scelte ti cambiano la vita. Sabahe Irzan

Luglio 2009. Il caldo alimenta le bollenti incertezze di un ventenne dagli sbiaditi sogni da avvocato. D’improvviso il ricordo di un vecchio consiglio è quanto basta per correre a consegnare la mia candidatura per il servizio civile a poche ore dalla scadenza. Se in questi anni ho potuto conoscere persone e opportunità meravigliose lo devo a questa scelta. Se oggi faccio il lavoro che amo, l’educatore, lo devo a quella ventata di istintività che quel giorno mi ricongiunse con il mio destino.

18 aprile 2004 atterraggio volo Casablanca Milano… Mi sono ritrovata catapultata dal deserto del Sahel in un’immensa metropoli europea. Nuove speranze, altri sogni ed una vita da scoprire… mezzopieno 19 agosto - settembre 2015

EXPO VOLA: 15,6 MILIONI DI BIGLIETTI VENDUTI Società Expo - 30 giugno

per un giorno la Danimarca produce tutta la sua energia con il vento Energinet - 9 luglio

LE ENERGIE RINNOVABILI NEL MONDO HANNO SUPERATO IL NUCLEARE Global Market Outlook - 10 giugno 2015

GLI INCIDENTI STRADALI IN ITALIA CALANO -3,8% Istat - 18 giugno


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Siamo cresciuti un po’ tutti con la voglia di “diventare” e con l’ideale del cambiamento. Sviluppare la nostra personalità è sempre stato, fin da piccoli, l’obiettivo che ci veniva richiesto, pena la catalogazione nella categoria degli smidollati. Al lavoro ci è stato detto di innovare, di essere originali, di saper essere dei leader. Ma cosa rimane degli altri? Di quelli che non prevalgono, e di coloro che non vincono? La maggior parte della gente insomma. Differenziarsi è divenuto nel tempo sinonimo di un atteggiamento di ricerca e di intellettualità; essere contro poi, l’icona di un certo modo di chiedere giustizia e di fare opinione. Apparire alternativi e anticonformisti infine è addirittura diventato uno stile. Il cambiamento è insito nella natura delle cose ma quando diventa un mito perde la sua spontaneità e corre il rischio di appesantirsi del falso ideale dell’anticonformismo. L’atteggiamento più immediato ed istintivo, quando le cose non sembrano funzionare, è quello di rifiutarle o di volerle modificare. Un mu-

Mezzopieno News è pubblicato ogni due mesi dal movimento Mezzopieno. Gli articoli riportati sono frutto della ricerca e del lavoro giornalistico del comitato editoriale, dell’ufficio studi, del gruppo di ricerca, dei volontari e dei membri della comunità Mezzopieno. Ogni articolo è un’ elaborazione originale e riporta fatti e situazioni reali. Le fonti originali sono verificate e citate per esteso. FATTI COINVOLGERE Mezzopieno News è scritto dalla gente e riporta le notizie dei suoi lettori e dei simpatizzanti del pensiero Mezzopieno. Articoli, lettere, suggerimenti e collaborazioni sono accolti ed inseriti nella pubblicazione secondo i parametri della linea editoriale condivisa e

tamento tuttavia non dovrebbe ridursi ad una demolizione per essere efficace, non è obbligato a contestare per mirare ad un obiettivo diverso ma può mettere in moto nuove energie creative per aspirare ad un miglioramento di ciò che già esiste. Sapersi conformare alle buone pratiche, senza perdere di vista il fine, è non solo una via di pace ma anche una scelta di coraggio etico. Questa è l’alternativa conformista. Quella che assume lo stato delle cose come il frutto di una lunga stratificazione cronologica di impegno e di aggiustamenti, di sbagli e di apprendimenti, che con il corso della storia hanno raggiunto il punto in cui si è. Vedere il bicchiere mezzo pieno significa riconoscere il lavoro del tempo e degli altri, accoglierne i frutti con giudizio innocente ed apportare con gratitudine il proprio contributo. La vera alternativa positiva non è abbattere per rifare ma proteggere e prendersi cura del buono per dargli maggior spazio. Nulla si crea ne si distrugge ma tutto si trasforma, con umiltà e pazienza. Un atteggiamento buono prende naturalmente il posto di quello cattivo, per empatia e per condivisione crescenti. Un cambiamento disgiunto da un autentico progresso morale rischia di rivoltarsi su stesso. L’alternativa alla rivoluzione è l’evoluzione. Un mondo capace

con la selezione del comitato editoriale. La linea editoriale e l’applicazione per inviare scritti, fotografie ed articoli sono consultabili nelle pagine dedicate del sito del movimento www.mezzopieno.org Mezzopieno News è gratuito – nessuno può richiedere denaro o compensi per la sua distribuzione. Il movimento Mezzopieno è un gruppo di pensiero che non ha per obiettivo il profitto ma la diffusione dell’approccio positivo e della capacità creativa e collaborativa. Mezzopieno News è distribuito con il contributo volontario dei membri, degli amici e dei simpatizzanti del movimento Mezzopieno. Come frutto della volontà di condividere il pro-

di evolversi con saggezza sa accogliere e aspettare, apportare il suo canto al coro, al momento giusto e nella corretta tonalità. Non limitarsi al perbenismo o alla passività ma saper indirizzare le energie in modo consapevole. Pochi sono i leader e non sempre essi sono illuminati ma tutti gli altri insieme sono gli edificatori ed il loro ruolo è il più importante; quelli consapevoli sanno interpretare e costruire, essere propositivi e collaborativi senza smarrirsi nella lamentela e nella polemica; rendendo reale e sereno il presente, così com’è. Benvenuti quindi rinnovamento e buona volontà maturati con saggezza e condivisi in modo nuovo e creativo. Benvenuti dibattiti sinceri e onesti e benvenuta ingenuità di chi non domina, e di chi non giudica ciò che non conosce ma si conforma con mitezza a ciò che è giusto. Vecchia sapienza con una nuova responsabilità. Come il liquido che prende la forma del contenitore in cui è posto, il vero alternativo “è” il cambiamento creativo che non butta il bambino insieme all’acqua sporca, ma che tiene tutt’e due e con l’acqua ci annaffia i fiori del giardino.

prio pensiero, la pubblicazione Mezzopieno News è distribuita attraverso il sistema del passaparola, di mano in mano, con la consegna diretta e personale. Nessun diritto di autore è applicato per la proprietà intellettuale degli articoli e degli approfondimenti. Tutto il materiale è di libera distribuzione e riproducibile senza bisogno di autorizzazione, citando la fonte Mezzopieno News.

mezzopieno 20 agosto - settembre 2015

Luca Streri

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