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FEBBRAIO/MARZO 2016

Popolare attore di televisione, cinema e teatro, il torinese Giorgio Lupano ha una bella storia da raccontare. Ne parla con entusiasmo, perché lo spettacolo teatrale “Figli di un dio minore” che ha da poco finito di portare in scena lo ha coinvolto profondamente. Per la prima volta in Italia, un cast integrato di attori sordi e udenti ha recitato per un pubblico altrettanto integrato. Due anni di duro lavoro, una grande prova di coraggio ripagata con un successo inaspettato. “Abbiamo avuto un bellissimo riscontro di pubblico - racconta Giorgio - Il regista Marco Mattolini da 30 anni cercava di allestire questo spettacolo, ma non trovava un attore disponibile per la parte di James, l’insegnante di logopedia. L’ha proposto a me e ho accettato. È stata una fortuna, perché da questa esperienza ho tratto un arricchimento pazzesco. Ho scoperto un mondo nuovo”. “Frequentando e conoscendo persone sorde continua - ho visto come affrontano la vita in un mondo a misura di udenti. E cioè con forza, coraggio e ottimismo. La protagonista dello spettacolo, Rita Mazza, sorda dalla nascita, ha 30 anni e per diventare attrice ha viaggiato tantissimo imparando 6 lingue dei segni differenti. Per me sono stati due anni di scoperte, una dietro l’altra”.

L’entusiasmo con cui Giorgio Lupano racconta questa esperienza nasce anche dalla consapevolezza di aver vinto una sfida difficile. “Ho lavorato duramente - spiega - Ho cominciato a studiare la lingua dei segni quando ancora non avevo la certezza di fare lo spettacolo. I momenti di sconforto sono stati numerosi: è difficile parlare e segnare contemporaneamente e avere a che fare con un mondo prima sconosciuto. Ho cominciato da zero con persone che hanno altri riferimenti rispetto ai nostri. Ho imparato a rispettare la loro differenza, senza considerarla una disabilità, e ho toccato con mano quanto la diversità possa essere arricchente e stimolante”. L’allestimento teatrale di “Figli di un dio minore” di Mark Medoff ha richiesto un intenso lavoro di squadra per portare sulla scena un risultato che fosse accettato da tutti, udenti e non. “E il risultato è stato molto gratificante - dice Giorgio - I sordi in Italia si stanno battendo perché la loro lingua venga riconosciuta come lingua ufficiale e vederla sul palcoscenico trasformata in evento teatrale è stato per loro motivo di gioia”. Un risultato che prescinde dalla storia raccontata. “A Trieste - continua l’attore - una ragazza che ha assistito allo spettacolo ha detto che ad essere importante non era tanto la storia quanto quello che stava succedendo sul palco, e cioè ciò che stavamo realizzando insieme. Ci auguriamo di portare lo spettacolo ancora in giro per l’Italia. Vorrei che lo vedessero tutti. È uno dei 4 miei lavori tra cinema e teatro che più ricorderò. Il lavoro più emozionante, denso di difficoltà ma pieno di bellezza”. mezzopieno 1 FEBBRAIO-MARZO 2016

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Ora possiamo parlare in tutte le lingue

In Giappone è nato il dispositivo che permette a tutti di parlare ogni lingua del mondo senza doverla conoscere. pagina 2

Le cabine telefoniche diventano micro-biblioteche

A Roccasparvera, un paesino del Cuneese, il Comune ha scelto di trasformare le vecchie cabine telefoniche in piccole biblioteche autogestite. pagina 9

Il Parco dove arte e natura si incontrano

A Torino in via Giordano Bruno 31, su un’ex area industriale di oltre 23 mila mq, si estende il “Parco Arte Vivente” (PAV), Centro sperimentale di arte contemporanea. pagina 16


Ora possiamo parlare in tutte le lingue Si chiama ILI ed

è un traduttore istantaneo portatile: il nostro interlocutore ci sentirà esprimerci nella sua lingua e potrà risponderci con la nostra in tempo reale. Per adesso ILI è in grado di riconoscere e di tradurre simultaneamente inglese, giapponese e cinese, ma sono già previste una versione di seconda genera-

zione (che aggiunge francese, coreano e tailandese) ed una di terza con le lingue spagnolo, arabo e italiano. L’inventore è un giovane ricercatore di Tokyo che dal 2013 sta lavorando con un team di scienziati a soluzioni tecnologiche per migliorare la comunicazione tra le persone nel mondo globalizzato.

Comprano un hotel e ci ospitano i senzatetto Gary Neville e Ryan Giggs, due ex calciatori del Manchester United, hanno deciso di convertire la vecchia sede della Borsa della loro città in un hotel per ospitare i senzatetto.

Il grande edificio è stato aperto e attrezzato per ospitare 30 senzatetto presenti in città e le attività per il loro recupero e reinserimento. Alle persone ospitate è stato chiesto soltanto di rispettare la struttura e di adoperarsi per contribuire al mantenimento dell’immobile e per mettere in piedi attività artigianali che consentano loro di riabilitarsi nella società. Fonte: BBC

ILI può essere indossato come un pendaglio da collo e sarà sul mercato la prossima estate. A differenza di molte applicazioni per cellulari, l’apparecchio è indipendente da Internet e soprattutto non ha tempi di attesa, la traduzione è immediata. Fonte: Logbar Japan; ILI

La stampante 3D che ricicla le bottiglie usate

Si chiama Ekocycle ed è una stampante 3D che trasforma le bottiglie di plastica in oggetti di qualsiasi tipo: le sue cartucce, infatti, sono composte dalla plastica destinata ad essere gettata, ridotta in filamenti e processata dalla macchina. L’obiettivo che ha dato vita a questa invenzione è quello di trovare una soluzione sostenibile allo spreco e all’abbandono delle bottiglie, riducendo i costi della raccolta, del trasporto

e del riciclaggio dei rifiuti di plastica. è stimato che gli scarti di plastica rappresentino in media oltre il 60% dei rifiuti urbani e che ogni anno si consumino oltre 160 chili di plastica a testa. L’Ekocycle è il risultato di un progetto cui collaborano diverse realtà, tra cui l’azienda statunitense 3dSystem e la società Coca Cola, team di giovani architetti, designer, programmatori, ingegneri, stilisti e addirittura musicisti. Fonte: Ekocycle

Gran Bretagna a gonfie vele Inizialmente avevano acquistato l’edificio per realizzare un’impresa commerciale e trasformarlo in un hotel di lusso, ma all’arrivo dell’inverno la loro idea è cambiata. La situazione nelle strade di Manchester ha spinto i due giocatori a fare qualcosa per le tante persone che rischiano di morire per il freddo, la denutrizione e le malattie.

Nel 2015 il vento ha fornito energia ad un terzo delle case britanniche, vale a dire a circa 8 milioni di nuclei familiari. Nell’anno appena trascorso l’industria eolica ha infranto tutti i record di produttività precedenti, soddisfacendo il 17% del fabbisogno energetico complessivo della Gran Bretagna. Il contributo principale al risultato raggiunto dalle rinnovabili viene dalla Scozia dove i soli impianti eolici, secondo i dati di Weather Energy, hanno generato 10 terawattora durante il 2015, fornendo in media l’energia sufficiente al 97% delle famiglie scozzesi. “Il vento ed il sole della Scozia, in silenzio ed in modo pulito, hanno aiutato a tenere le luci accese nelle case di tutto il paese” ha affermato il direttore di WWF Scozia commentando i dati di mezzopieno 2 FEBBRAIO-MARZO 2016

Weather Energy. La Scozia, che nel 2017 si prepara ad inaugurare il parco eolico flottante più grande al mondo al largo delle sue coste, si pone l’obiettivo di diventare antro il 2030 il primo Paese europeo ad utilizzare soltanto fonti di energia rinnovabili.


I lamantini non sono più a rischio estinzione I lamantini sono grandi mammiferi acquatici appartenenti al genere Trichechus, da molti considerati l’evoluzione delle sirene. Vivono in piccoli gruppi familiari nelle acque poco profonde e paludose delle coste di America, Africa e nel Mar dei Caraibi. Sono l’unico genere della famiglia Trichechidae ed erano considerati fin dagli anni ‘70 un’icona delle specie a forte rischio di estinzione a causa del cambiamento dell’ecosistema in cui vivono. Dopo anni di campagne, progetti, iniziative di recupero dell’ecosistema e di sensibilizzazione condotte dagli

enti per la salvaguardia delle specie a rischio e da decine di organizzazioni naturaliste, il 7 gennaio 2016 l’ente nazionale U.S. Fish and Wildlife Service ha dichiarato il lamantino fuori pericolo e lo ha cancellato dall’elenco delle specie in via d’estinzione. I lamantini sono animali voluminosi e gentili che si muovono lentamente volando a pelo d’acqua, sono erbivori ed il loro numero negli anni ‘80 era sceso a poche centinaia di esemplari. Nell’ultimo censimento ufficiale sono stati classificati oltre 6 mila individui ed il loro numero è in crescita.

Ogni giorno regala ai suoi allievi 10 minuti di complimenti

Il gas si produce in casa, anzi in giardino

È opera di una start-up israeliana il sistema domestico HomeBiogas che trasforma i rifiuti organici in energia pulita per cucinare o fertilizzare la terra. La compostiera da giardino è in grado di processare, in un giorno, fino a sei litri di scarti alimentari e quindici litri di escrementi restituendo bio-metano sufficiente per tre ore di cottura, oltre a dieci litri di fertilizzante liquido naturale. Il materiale organico prodotto nelle abitazioni, se non trattato, libera nell’atmosfera metano, un gas che contribuisce al riscaldamento globale. Convertire gli scarti organici in biogas per cucinare e riscaldarsi riduce perciò il riscaldamento globale e la deforestazione conseguente all’abbattimento di alberi utilizzati come legna da ardere. Oshik Efrati, il fondatore ed amministratore delegato della start-up, ha ideato la compostiera perché potesse stare in qualsiasi giardino o cortile. La HomeBiogas è alta 127 cm, larga 100 cm e profonda 1 metro e 65 cm. e pesa, da vuota, meno di 35 chilogrammi. Fonte: HomeBiogas

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Chris Ulman è un insegnante di Jacksonville, Florida, da tre anni responsabile di una classe formata da bambini con diverse patologie: dall’autismo alla sindrome di Down a disturbi neurologici e gravi lesioni celebrali. A questi bambini Chris dedica ogni giorno dieci minuti di complimenti per rafforzare la loro autostima. Chris è convinto dell’efficacia di un approccio educativo focalizzato sul riconoscimento dei talenti e sull’empatia. “Invece di parlare di pace, armonia e amore, mostro loro pace, armonia e amore – spiega - Se hanno un insegnante gretto e stanco, penseranno che il mondo sia gretto e stanco. L’importante è che l’allievo si senta apprezzato, compreso e, di conseguenza, stimolato a fare meglio, imparando, nello stesso tempo, a riconoscere i successi dei suoi compagni e a gioire con loro. Ricordare loro le qualità che possiedono sposta l’attenzione da ciò che non possono fare a quello che, invece, sanno e possono fare”. Il risultato è che gli allievi sono più socievoli, partecipano alle attività scolastiche, ballano di fronte a centinaia di altri bambini e prendono la parola nei dibattiti. Per comunicare il suo approccio educativo, l’insegnante americano utilizza i social network, dove documenta le giornate scolastiche attraverso video pubblicati sulla pagina Facebook “Special Books by Special Kids”. Fonte: Special Books by Special Kids; OggiScuola.it


I nativi americani vincono i diritti per la loro terra

è una battaglia pacifica che le tribù indiane stanno affrontando da decenni e che ha coinvolto profondamente l’opinione pubblica americana e mondiale. Il 13 gennaio scorso l’Alta Corte dello stato canadese del British Columbia ha emanato un provvedimento ufficiale che obbliga le compagnie energetiche a contrattare con i popoli nativi aborigeni ogni operazione che preveda il passaggio sul loro territorio e a rispettare le loro decisioni. “Proteggete le nostre fonti sacre” è stato lo slogan simbolo del grande movimento di sensibilizzazione che ha visto unite negli ultimi 10 anni 130 tribù indiane come gli Inuit, i Métis, i Gitga, i Kitasoo, i Lax Kw’alaams, più conosciute come First Nations. Al loro fianco, i cowboys che una volta le combattevano, migliaia di americani e personalità dello spettacolo come attori e musicisti famosi. La Corte ha bloccato in questo modo la costruzione del condotto Enbridge Northern Gateway Pipeline che avrebbe dovuto trasportare gas e bitume per 1.177 Km attraverso le terre indiane, espropriando ecosistemi e villaggi molto antichi.

In Malawi cellulari ricaricati da stufe di fango In Malawi, Africa sud-orientale, oltre il 30% della popolazione ha il cellulare ma soltanto il 10% ha accesso all’energia elettrica. Una ong locale, Maeve Project, ha trovato una soluzione economica ed ecologica per ricaricare i telefoni mobili: l’utilizzo di stufe di fango, che diventano generatori termo elettrici sfruttando l’effetto

Seebeck, cioè la conversione del calore in una piccola tensione elettrica all’interno di un metallo semiconduttore. Mentre si prepara la cena su contenitori di fango cotto, il calore in eccesso viene convogliato in un pezzo di metallo contenente acqua, che converte la differenza di calore in energia elettrica. Così i cellulari, collegati con cavi elettrici al ferro surriscaldato, si ricaricano. Tale applicazione rappresenta una novità assoluta. Le stufe di fango sono state introdotte già da tempo presso molti villaggi africani per ridurre il consumo di legna contrastando la deforestazione, ma si sono rivelate efficaci anche per altri utilizzi: in Kenya, per esempio, il calore in eccesso viene usato per la cova delle uova in sostituzione delle incubatrici. L’organizzazione Maeve Project è sostenuta dai fondi per la cooperazione internazionale di Irlanda e Gran Bretagna. Fonte: Maeve Project, Ong 2.0, BBC

L’Arabia Saudita apre il suffragio universale alle donne È l’ultimo Paese al mondo a concedere il diritto di voto anche alle donne. Per la prima volta in Arabia Saudita il 12 dicembre 2015 le donne hanno potuto esprimere il loro voto democratico alle elezioni comunali. Dopo lo spoglio elettorale sono state elette oltre 20 donne in diverse liste civiche e anche questa rappresenta una novità nel Paese che non aveva mai previsto in precedenza la partecipazione delle donne alla vita

politica e legislativa. Le donne elette hanno presentato programmi che si propongono di risolvere alcuni problemi della società sempre più secolarizzata in cui vivono: un maggior numero di asili nido per le madri che lavorano, la creazione di centri giovanili con attività sportive e culturali, strade più agevoli, parcheggi, raccolta dei rifiuti meglio organizzata e città più verdi. L’elettorato femminile ottiene il

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riconoscimento di un nuovo diritto e un diverso ruolo nella società in un Paese in cui alle donne è ancora vietato guidare le auto e per cui le decisioni sono prese dai maschi della famiglia. Fonte: BBC News


È la fine degli esperimenti sugli scimpanzé

Mettete dei fiori nei vostri cannoni “Palas por pistolas” (pale per pistole) è il progetto realizzato dall’artista Pedro Reyes nella città di Culiacàn, stato del Sinaloa, una delle aree del Messico con il più alto tasso di morti per arma da fuoco. Con l’aiuto delle televisioni locali l’artista ha lanciato uno spot pubblicitario invitando i cittadini a consegnare le proprie armi in cambio di coupon per l’acquisto di elettrodomestici. Nel giro di qualche settimana Reyes ha così raccolto 1.527 armi da fuoco,

il 40% delle quali di tipo automatico per uso bellico, trasportandole presso un sito militare dove, pubblicamente, le ha distrutte con un rullo compressore. Reyes ha trasportato i frammenti in fonderia trasformandoli in 1.527 pale da giardino, distribuite in seguito ad istituzioni artistiche e scuole pubbliche dove adulti e bambini le hanno utilizzate per piantare il corrispondente numero di alberi. “Il rituale - sostiene l’artista assolve lo scopo

pedagogico di mostrare come uno strumento di morte può diventare strumento di vita”. Dopo il successo di “Palas por pistolas”, l’esercito messicano ha donato all’artista migliaia di armi confiscate al narcotraffico. Pedro Reyes ha così dato vita al progetto “Disarme” (Disarmo), trasformando mitragliatori, fucili e lanciagranate in chitarre, flauti e tamburi. Fonte: Pedro Reyes

L’ha decretato nel novembre scorso il National Institute of Health, l’istituto di ricerca medica più grande ed avanzato del mondo, punto di riferimento della comunità di ricerca internazionale. Non ci saranno mai più esperimenti medici sugli scimpanzé, gli animali non verranno più utilizzati in laboratorio come cavie. L’uso dei primati per la ricerca scientifica e biomedica è stato una prassi per secoli a causa della forte similitudine genetica che questi animali hanno con l’uomo; negli anni ‘90 la ricerca sull’HIV ne aveva incrementato notevolmente l’utilizzo. Con la decisione presa dall’ente nazionale americano oltre 350 animali sono stati rilasciati da tutti gli istituti di ricerca ed i laboratori dislocati negli Stati Uniti, gli ultimi 50 sono stati rimessi in libertà e portati in santuari naturali in cui sono già in atto programmi di reinserimento.

I giovani di oggi migliori di quelli di una volta

Secondo un’approfondita ricerca effettuata dal dipartimento della salute americana tra i giovani statunitensi compresi tra i 15 e i 19 anni, i dati su dipendenze, abusi e devianze mostrano trend in costante miglioramento. FUMO: La dipendenza dalle sigarette è ai minimi degli ultimi 22 anni, periodo nel quale il tasso di fumatori è sceso di

circa la metà. Oggi solo il 15% dei ragazzi fuma regolarmente. ALCOOL: Sono circa il 22% i ragazzi che si mettono alla guida dopo aver bevuto, circa la metà rispetto al 40% di vent’anni fa. Anche i casi di incidente stradale sono in netto calo. STUPEFACENTI: Dopo circa due decenni di stabilità, negli ultimi tre anni si è registrato un calo nell’uso di stupefacenti. Circa il 33% in meno rispetto a 10 anni fa.

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ABBANDONI SCOLASTICI: Calati dal 12% del 1990 al 7% del 2012. VOLONTARIATO: L’impegno prestato in attività di volontariato e di solidarietà da parte dei ragazzi è in forte aumento. Il numero di teenagers che dedica almeno un’ora di volontariato al mese è passato dal 24% del 1991 al 37% del 2013. Fonti: Center for Disease Control and Prevention; Child Trends; Monitoring The Future; Federal Health Statistics U.S


MEZZOPIENOpensiero

Mezzopieno è innanzitutto un modo di pensare, un approccio alla vita ed una maniera di essere. Il pensiero Mezzopieno è sempre pro, mai contro. Mezzopieno si pone come alternativa costruttiva al vittimismo, alla polemica e al disfattismo. Il modo di essere Mezzopieno collabora con tutti per offrire delle alternative costruttive e positive ai pessimisti, ai complottisti e a quelli che cercano sempre dei capri espiatori da colpevolizzare. Chi vive Mezzopieno non ha timore di caricarsi delle responsabilità ed è impegnato nell’individuare le alternative alle dinamiche distruttive e al modo di fare che delega agli altri le scelte. Il cambiamento è responsabilità di chi costruisce con intelligenza ed umiltà, collaborando e coinvolgendo il maggior numero di persone possibile. Piuttosto di cercare di demolire ciò che è ritenuto sbagliato, Mezzopieno propone alternative positive e costruttive, buone pratiche ed atteggiamenti che ricercano l’armonia, che non indirizzano energia per contrastare il male, ma che si vanno a sostituire ad esso. La scelta buona scaccia quella cattiva. Chi si identifica nel Mezzopieno non esalta il buonismo ma ha un approccio positivo e aperto al diverso ed al nuovo. Il cambiamento è un processo che va condiviso da tutti e può avvenire soltanto lentamente, con la presa di coscienza e la partecipazione costruttiva di ogni elemento della società. L’alternativa alla rivoluzione è l’evoluzione. La vera forza che manda avanti il mondo da sempre e che lo ordina attraverso la crescita e la collaborazione di tutti. Chi giudica questo modo di pensare come naif… ha ragione! Non è obiettivo del pensiero Mezzopieno produrre utili o generare profitto. è dimostrato che i buoni esempi “sono in grado di suscitare emozioni positive e di spingere le persone a seguire gli esempi presentati e addirittura provocare reazioni fisiche tali da lasciare un’impronta duratura capace di influenzarne le azioni future. Questo fenomeno, che in psicologia prende il nome di “elevazione morale’” può provocare cambiamenti comportamentali e predisporci all’empatia e all’interazione sociale”. Fonte: Journal of Personality and Social Psychology

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MEZZOPIENOcosafacciamo Indice di benessere

il senso della sicurezza

Secondo i risultati del sondaggio sulle dimensioni del benessere promosso dall’Ufficio studi Mezzopieno, la sicurezza fisica e psicologica è l’aspetto fondamentale per avere una buona vita. Sentirci meno vulnerabili ci fa stare bene anche sotto altri molti aspetti, come quello lavorativo e affettivo. Si tratta di una dimensione del benessere che è già stata considerata nell’ambito dell’approccio delle capacità – ideato dal premio Nobel per l’economia Amartya Sen – che ha fatto da apripista al lungo cammino di ridefinizione dell’economia tradizionale, di impronta fortemente utilitaristica. In particolare, la sicurezza fisica e le emozioni sono due delle dieci capacità fondamentali che secondo la filosofa Marta Nussbaum, altra esponente di spicco dell’approccio delle capacità, le carte costituzionali dovrebbero garantire, almeno entro una certa soglia, a tutti i cittadini. Ma come misurare questa dimensione?

Forse a causa della difficoltà nel reperire i dati sulla sicurezza fisica e psicologica, questa dimensione non è ancora molto rilevata dai principali indici e indicatori inerenti la qualità della vita. In Italia sono stati fatti passi in avanti in tal senso. La sicurezza è infatti una delle dimensioni del BES (Benessere Equo e Sostenibile), messo a punto nel 2010 dall’ISTAT e dal CNEL, in linea con i tentativi di superare il PIL quale unica unità di misura del progresso sociale che si sono sviluppati a livello internazionale. Si tratta di un indicatore complesso, che tiene conto di dimensioni oggettive (la criminalità e la violenza fisica e sessuale) e soggettive (la percezione del degrado sociale e ambientale e la paura della criminalità). Dai dati del BES esposti nel grafico sotto, possiamo ad esempio notare che i casi di omicidio sono in diminuzione. Questi dati influenzano positivamente anche la percezione di sicurezza che, nel 2014, è risultata anch’essa in aumento.

La comunità Mezzopieno è un movimento formato da persone, gruppi e associazioni che credono nell’importanza di promuovere ed interpretare un approccio costruttivo ed armonioso nella società e nella vita, nel rapporto con gli altri e nella gestione delle sfide e delle difficoltà. Partecipano alla comunità Mezzopieno: Semi Onlus International, Voluntas Foundation, Fondazione Arbor, Gruppo di ricerca Valori, Etica ed Economia dell’Università di Torino, associazione Volonwrite. Il gruppo di lavoro Mezzopieno è aperto a chiunque voglia partecipare: nei primi due lunedì di ogni mese ci incontriamo alle 19 alla Casa del Quartiere di via Morgari 14 a Torino, in zona San Salvario.

Diffusione di Mezzopieno News: il cerchio della gratitudine

Mezzopieno News è un veicolo di condivisione per diffondere la cultura della positività, per sensibilizzare e motivare le persone a mettere in gioco le proprie capacità e la propria intelligenza propositiva. Il “cerchio della gratitudine” è il progetto che prende vita dalle relazioni di gratuità e di gratitudine che si vengono a creare intorno a Mezzopieno News: il periodico, nella sua forma cartacea, viene consegnato di mano in mano nel cerchio delle conoscenze e delle persone vicine ai membri della comunità e diventa uno strumento di relazione e di condivisione. I volontari della comunità Mezzopieno sono attivi nella distribuzione di Mezzopieno News in: Ospedali - Case di cura e di degenza - Centri di accoglienza per anziani - Carceri ed istituti penitenziari - Scuole - Parrocchie - Associazioni - Aziende - Circoli - Comunità.

L’Ufficio Studi Mezzopieno

L’attività di ricerca è lo strumento attraverso il quale il movimento Mezzopieno approfondisce la sua capacità di interpretare ed analizzare la società e le sue evoluzioni. I programmi di ricerca del movimento sono un laboratorio permanente che coinvolge università, ricercatori, associazioni e gruppi di lavoro. In particolare, Mezzopieno svolge l’attività di studio e analisi in collaborazione col Gruppo di Ricerca Valori, Etica ed Economia dell’Università di Torino, di cui è membro. mezzopieno 7 FEBBRAIO-MARZO 2016


mezzopienofocus

La pista ciclabile che produce energia

Il pianeta Terra ha una sorprendente

capacità di rigenerarsi, quando l’uomo alleggerisce la propria impronta ecologica.

La rivincita di Gaia In biologia la resilienza, dal latino “resilire”, rimbalzare, è la capacità di un materiale di autoripararsi dopo un danno o di una comunità o sistema ecologico di ritornare al loro stato iniziale dopo essere stati sottoposti ad una perturbazione che li ha allontanati da quello stato. Recenti dati mostrano segnali incoraggianti di

come l’impatto, sempre più critico, delle attività antropiche sull’ecosistema sia reversibile, quando singoli e comunità adottano misure serie e tempestive.

Un ritorno inaspettato Alcune specie animali che si credevano oramai estinte sono tornate a mostrarsi all’uomo. È il caso,

ad esempio, del garrulo di Jerdon, un passero osservato per la prima volta nel 2014 in Myanmar dopo l’ultimo avvistamento avvenuto nel 1941; oppure dell’esemplare di leone maschio avvistato in Gabon da alcuni scienziati che lo consideravano estinto nella zona da oltre vent’anni. Numerosi, inoltre, gli esperimenti di successo per la reintroduzione da parte dell’uomo di specie ani-

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Immaginate di guidare un’automobile alimentata dall’energia prodotta sulla strada che state percorrendo, dove l’asfalto funziona come un pannello solare. Un consorzio di società olandesi lo ha fatto e dopo quattro anni di sperimentazione ha inaugurato ad Amsterdam la prima pista ciclabile in grado di produrre energia elettrica. La tecnologia dietro all’idea della SolaRoad è semplice: la luce del sole che colpisce la superficie stradale è assorbita da cellule solari e convertita in energia. I pannelli di cemento prefabbricati sono ricoperti da uno strato superiore di vetro temperato spesso un centimetro, al di sotto del quale si trovano le cellule solari in silicone. Fonte: SolaRoad


mali nel loro habitat naturale, come quelli che hanno permesso il ritorno dei lupi in Italia e negli Stati Uniti, delle tigri nelle aree protette dell’India e della piccola mandria di bisonti europei ricostituita in Germania. L’impegno dei governi per la creazione di riserve naturali protette ha permesso ai panda giganti cinesi che vivono allo stato selvatico di crescere del 16,8% rispetto all’ultimo censimento, superando i 1.800 esemplari. Lo stesso è accaduto con il rarissimo leopardo dell’Amur, in Russia, la cui popolazione è raddoppiata negli ultimi sette anni a seguito dell’istituzione del parco nazionale “Land of the leopard”.

A partire dal dibattito avviato negli anni Settanta dal saggio “Rapporto sui limiti dello sviluppo” a cura del Club di Roma, il movimento ambientalista si è ampliato sempre più negli ultimi decenni fino ad assumere un’importanza centrale nel discorso politico contemporaneo. In Ecuador, nel 2008, un referendum popolare ed un’assemblea costituente hanno riconosciuto per la prima volta nella nuova Carta costituzionale i diritti della Natura, “della Pacha Mama, della quale siamo parte e che è vitale per la nostra esistenza”. Sulla stessa linea l’avvocato ed attivista Cormac Cullinan ha promosso nel 2010 la stesura della Dichiarazione universale dei diritti della madre terra, poi presentata all’Assemblea Generale dell’ONU e già propugnata dal presidente boliviano Evo Morales.

sione di beni e servizi, in alternativa alla proprietà individuale degli stessi. È la “sharing economy”, che occupa settori sempre più ampi del commercio. Per rendere più sostenibile la mobilità urbana si può condividere con altri i mezzi di trasporto come bicicletta ed automobile (bike sharing, car sharing e car pooling), oppure utilizzare la propria abitazione come bed&breakfast quando non se ne ha bisogno, per esempio durante il fine settimana (house sharing). Gratuità e fiducia sono ingredienti fondamentali dell’economia circolare che rivaluta antiche forme di scambio e baratto senza l’utilizzo del denaro. Così, con il book crossing possiamo scambiare i libri già letti con altri che vorremmo leggere, mentre la comunità sempre crescente dei “couchsurfers” (letteralmente i surfisti del divano) ospita gratuitamente a casa propria viaggiatori provenienti da tutto il mondo al solo scopo di condividere esperienze di viaggio e di vita. Per ridurre gli sprechi alimentari, infine, i consumatori più responsabili organizzano reti per la raccolta del cibo avanzato dalla grande distribuzione, prendendo spunto dall’esperienza dei last minute market (mercati dell’ultimo minuto) oppure dal movimento “freegan”, lanciato negli Stati Uniti sulla fine degli anni Novanta.

Condividere è meglio

L’era delle energie rinnovabili

La nuova coscienza ecologica coinvolge non solo i governi ma anche i singoli individui alla ricerca di forme di consumo più rispettose dell’ambiente che riducano gli sprechi grazie alla condivi-

Il secolo in corso sarà probabilmente ricordato come l’era delle rinnovabili. Gli ultimi anni, infatti, hanno segnato il definitivo passaggio dai combustibili fossili verso nuove forme di energia più “pulite”.

I diritti della Natura

Nel 2015 il Costa Rica ha soddisfatto il suo fabbisogno energetico, per un totale di 285 giorni su 365, utilizzando esclusivamente energie rinnovabili. Il Paese centroamericano ha ottenuto il sorprendente risultato facendo affidamento principalmente sull’energia idroelettrica. Le altre fonti rinnovabili a biomassa, geotermiche, solari ed eoliche hanno completato il quadro garantendo al Paese il 100% del suo fabbisogno energetico. A dimostrazione del suo impegno a favore delle rinnovabili e della tutela ambientale, il governo del Costa Rica ha annunciato che non sfrutterà i giacimenti petroliferi scoperti di recente al largo della sua costa caraibica. Nel Vecchio Continente, invece, è stata la Danimarca ad infrangere ogni record di produttività con la sua energia eolica che, nel 2015, ha contribuito per il 42% alla produzione di elettricità del Paese. Si tratta di un record assoluto a livello mondiale che ha consentito alla Danimarca di esporta-

re il surplus di energia prodotta a Germania, Norvegia e Svezia. “Questo dimostra che un mondo alimentato al 100 per cento da energia rinnovabile non è fantasia”, ha commentato il portavoce della European Wind Energy Association, Oliver Joy. Le nuove tecnologie, che hanno consentito progressi inimmaginabili sino a pochi anni fa, saranno ancora più determinanti nella sfida energetica che attende l’uomo nei prossimi decenni. Nell’edizione europea 2015 della Shell Marathon, un prototipo di automobile progettato da un team di ricercatori tedeschi ha percorso 863 km con un solo kilo watt di energia, primeggiando nella categoria “batterie elettriche”. Mentre tra i migliori esempi di architettura ad impatto zero, il Green Building Council degli Stati Uninti ha premiato il nuovo aeroporto Seymour de Baltracostruito sulle isole Galapagos ed alimentato esclusivamente da energie rinnovabili. Abbiamo dimostrato di saperci prendere cura del nostro pianeta, quando necessario. Resta certamente molta strada da percorrere per consolidare i recenti progressi e costruire una coscienza ambientale comune.

Condividere i semi per un’agricoltura più giusta Quasi il 70% dei semi oggi in commercio è di proprietà di società multinazionali che, tramite il sistema dei brevetti ed altre forme di tutela della proprietà intellettuale, ne controllano l’utilizzo da parte degli agricoltori. Per offrire un’alternativa al mercato dell’agri business, la Open Source SeedInitiative (OSSI), progetto americano avviato nel 2012, ha offerto gratuitamente 36 varietà vegetali a chiunque ne facesse richiesta, raccogliendo sino ad oggi oltre 350 ordini da agricoltori di tutto il mondo. “Open source significa condividere ed i semi in condivisione possono gettare le fondamenta per un sistema alimentare più sostenibile e più giusto”, spiega Jack Kloppenburg, professore di sociologia dell’ambiente presso l’Università del Minnesota e fondatore dell’OSSI. Chi riceve i semi dell’OSSI può utilizzarli come desidera, anche a scopo di ricerca, ma deve assumere l’impegno di non impedire che altri facciano lo stesso. Fonte: Open Source SeedInitiative

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Le cabine telefoniche diventano micro-biblioteche

Nelle micro-bliblioteche allestite dal Comune di Roccasparvera (CN) in vecchie cabine telefoniche, onerose da smaltire, i cittadini possono lasciare i loro libri e prenderne altri in prestito, sul solo principio della fiducia. La prima micro-biblioteca è nata lo scorso Natale e altre stanno nascendo.

Il progetto non è costato niente grazie alla collaborazione con il gestore Telecom, che ha concesso gratuitamente l’utilizzo delle cabine. Iniziativa analoga a Sant’Agata, in provincia di Foggia, dove un gruppo di amici uniti dalla passione e dall’amore per i libri, ha allestito la “bibliocabina” in una vecchia cabina telefonica. La distribuzione dei libri avviene

Siamo campioni di raccolta differenziata Oggi l’Italia ricicla 8 rifiuti da imballaggio ogni 10. Sono i dati dell’ultimo rapporto di sostenibilità pubblicato da CONAI (Consorzio nazionale imballaggi), secondo cui il recupero degli imballaggi ha consentito un risparmio di 3,3 milioni di tonnellate di materie prime, generando benefici economici per 891 milioni di euro, tra valore

della materia prima generata, valore economico dell’energia prodotta ed indotto economico della filiera. Anche la raccolta differenziata dell’umido ha segnato nel 2014 un aumento del 9,5% (dati Consorzio Italiano Compostatori). Il direttore del CIC ha commentato così l’ultimo rapporto sui rifiuti organici: “La frazione organica,

che è quasi la metà di tutti i rifiuti differenziati in Italia, è importantissima: da questa nasce il compost, un fertilizzante naturale, e da essa si può arrivare alla produzione di un prezioso derivato come il biometano che serve per alimentare i veicoli”. Italia in maglia rosa anche per quanto riguarda la raccolta degli oli usati, recuperati da veicoli ed impianti industriali e considerati rifiuti pericolosi a causa del loro alto potere inquinante. Secondo gli ultimi dati disponibili del Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati (COOU), l’Italia rigenera l’88% del totale degli oli raccolti, contro il 40% della Francia ed il 50% della Germania. La rigenerazione è il processo che meglio valorizza l’olio usato raccolto perché consente di trasformarlo in una base lubrificante rigenerata, con caratteristiche qualitative simili a quelle degli oli prodotti direttamente dalla lavorazione del greggio. Fonti: CONAI; CIC; COOU

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attraverso il book crossing, che consiste nella pratica di abbandonare libri in giro affinché possano essere raccolti e letti da altri che a loro volta possano farli proseguire nel viaggio. Fonte: Comune di Roccasparvera; Spaziofoggia

Scuola e disabilità: l’Italia è all’avanguardia

Secondo l’ultimo censimento dell’Istat, sono circa 154 mila gli studenti con disabilità più o meno gravi che frequentano le scuole italiane. Con il 99% di inclusione, l’Italia è il Paese europeo con la maggiore integrazione scolastica dei disabili ed è spesso citata (di recente anche dalla Syracuse University di New York) come il miglior modello al mondo. L’accoglienza scolastica e la capacità di offrire un’educazione coerente con le esigenze dei disabili è in costante miglioramento. Sebbene lo sforzo per un’inclusione completa non sia ancora terminato, l’Italia ha un’esperienza di 40 anni e i risultati sono in buona parte da attribuire al ruolo degli insegnanti di sostegno, introdotti da una legge del 1977. Il docente di sostegno è configurato come insegnante a tutti gli effetti e non soltanto come custode o accompagnatore, può implementare strumenti didattici personalizzati ed efficaci e per l’alunno con disabilità costituisce un ponte per entrare in relazione con gli altri, evitando forme di marginalizzazione. Molti Paesi europei tendono ancora a privilegiare le scuole speciali, mentre in Italia queste rimangono casi isolati. Fonte: ISTAT; Syracuse University N.Y.; Orizzonte Scuola; leggi 577/77 - 104/92 Volonwrite per Mezzopieno


La birra artigianale italiana conquista l’Europa La birra made in Italy conquista anche mercati tradizionalmente impenetrabili come Germania e Austria, fino alla Repubblica Ceca dove riesce ad aumentare le vendite del 28% nell’ultimo anno, la migliore performance di sempre. Le esportazioni di birra italiana sono praticamente triplicate negli ultimi dieci anni. Dalla birra piemontese aromatizzata alla canapa a quella pugliese al carciofo, dalla freschezza delle visciole nella fruttata birra marchigiana aromatizzata con ciliegia acida fino alla birra adatta per l’aperitivo, quasi una bollicina con sentori di luppolo: gli innumerevoli micro birrifici sorti negli ultimi anni sono riusciti ad inventare fermentazioni e miscele ardite e azzeccate e a mettere a frutto la proverbiale inventiva ed il gusto italiano. Con un forte incremento dell’occupazione nel settore, si contano oggi in Italia oltre 600 birrifici artigianali, rispetto ai 30 circa censiti dieci anni fa. Gli appassionati sono soprattutto under 35 che sono i più attivi nel settore. Un’offerta variegata in grado di soddisfare gli oltre 30 milioni di appassionati consumatori di birra presenti in Italia dove il consumo pro capite è di 29 litri, molto meno rispetto a Paesi come la Repubblica Ceca con 144 litri pro capite, l’Austria 107,8 e la Germania 105.

Regala un milione e mezzo di euro ai suoi dipendenti In Italia 600 mila ettari di boschi in più Gli incendi e il consumo del suolo non arrestano in Italia l’espansione dei boschi: negli ultimi dieci anni sono aumentati del 6,15% arrivando a un totale di quasi 11 milioni di ettari. I dati, diffusi alla fine del 2015, sono contenuti nel terzo “Inventario nazionale delle foreste e dei serbatoi forestali di carbonio” (Infc) realizzato dal Corpo Forestale dello Stato. Dal 2005 ad oggi la superficie forestale in Italia è aumentata di 600 mila ettari, soprattutto per il progressivo abbandono dell’agricoltura in collina e montagna. Le regioni in cui si è osservato il maggiore incremento di superficie boscata sono quelle dell’Italia centrale e meridionale. L’avanzata dei boschi e delle foreste continua anche in Europa. Secondo l’ultimo rap-

porto sullo stato delle foreste in Europa (State of Europe’s Forests 2015), dal 1990 al 2015 la superficie di boschi è aumentata di 17,5 milioni di ettari, con una crescita media di 700 mila ettari all’anno: dai 197,5 milioni di venticinque anni fa oggi si è arrivati a 215 milioni di ettari, pari a un terzo del territorio europeo. Le foreste hanno un ruolo fondamentale nella mitigazione dei cambiamenti climatici, grazie alla loro capacità di assorbire CO2 e di immobilizzare grandi quantità di carbonio. Si calcola che negli ultimi dieci anni – dal 2005 al 2015 – i boschi europei abbiano rimosso ogni anno dall’atmosfera circa 719 milioni di tonnellate di anidride carbonica.

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Fonte: Corpo Forestale dello Stato; State of Europe’s Forests 2015

L’imprenditore Piero Macchi, fondatore della Enoplastic di Bodio Lomnago, in provincia di Varese, ha lasciato ai suoi dipendenti un’eredità di un milione e mezzo di euro. L’imprenditore, morto nel giugno 2015, nel suo testamento ha voluto così essere riconoscente ai suoi 280 dipendenti, ai quali il dono è stato distribuito nel dicembre scorso con importi diversi a seconda dell’anzianità e del livello di servizio. Ai più giovani dell’azienda sono stati elargiti 2 mila euro, mentre i più anziani hanno ottenuto 5 volte di più. Da sempre interessato al benesse-

re dei suoi lavoratori, Piero Macchi anche in vita fu un benefattore. Tra le sue donazioni, un’ambulanza per l’ospedale di Varese, dove fu più volte ricoverato. Grazie anche all’impegno dei lavoratori, la Enoplastic, fondata nel 1957 e oggi leader nel settore di capsule e chiusure per bottiglie di vino, ha quattro filiali in Spagna, Nuova Zelanda, Australia e Stati Uniti ed esporta in 86 paesi del mondo.


Milano la città più accessibile d’Europa In occasione della giornata internazionale sulla disabilità che si è svolta il 3 dicembre scorso, la Commissione Europea ha assegnato il premio per la città più accessibile d’Europa a Milano, scelta tra oltre 250 città candidate con oltre 50 mila abitanti. Il capoluogo lombardo ha battuto le finaliste Wiesbaden (Germania), Toulouse (Francia), Vaasa (Finlandia) e Kaposvár (Ungheria) per la qualità dei servizi e delle strutture per i disabili e per gli anziani con limitata mobilità. Il riconoscimento City

Access Award 2016 è stato conferito a Bruxelles. Milano è stata premiata anche per la sua capacità di creare opportunità di impiego per le persone con disabilità, per aver saputo favorire la loro indipendenza e per aver ideato modelli strutturali ed architettonici universali ed innovativi che possono essere utilizzati da una ampia gamma di utenti. La città ha stupito non soltanto per la sua capacità di realizzare progetti, ma anche per gli ambiziosi piani avviati per il futuro. Fonte: European Commission

La sindaca di Lampedusa a un passo dal Nobel

Pioggia di riconoscimenti internazionali per Giusi Nicolini, sindaca di Lampedusa. L’ultimo gliel’ha assegnato la Francia nel gennaio 2016, con il Prix Simone de Beauvoir per la libertà delle donne, giunto alla nona edizione. “Militante responsabile e infaticabile, Giusi Nicolini - si legge nella moti-

vazione - è stata la prima voce forte a battersi per i diritti dei rifugiati poveri e abbandonati, rivolgendosi ai cittadini della sua isola, al governo italiano e all’Unione Europea, realizzando a Lampedusa un Centro d’accoglienza modello”. Accanto agli sforzi quotidiani per accogliere i profughi in una situazione di crescente emergenza, la sindaca di Lampedusa non risparmia le energie per far prendere coscienza all’Europa e al mondo intero che occorre cambiare le politiche d’asilo e rinforzare la solidarietà. “Una donna che è in prima linea in una tragedia di cui apparentemente alcuni non hanno ancora compreso la portata”, l’ha definita

la presidente della giuria e creatrice del Premio Julia Kristeva, filosofa franco-bulgara. Il Premio è sostenuto dall’Università Parigi Diderot, dall’Istituto di Francia, dal Comune di Parigi e dalla Fondazione Simone de Beauvoir. Prima della Nicolini, tra le donne premiate negli anni passati ricordiamo la pakistana Malala Yousafzai, la più giovane vincitrice del Nobel per la pace nel 2014 per il suo impegno a favore de i diritti civili e per l’istruzione delle ragazze nei Paesi musulmani, e la bengalese Taslima Nasreen, scrittrice, medico, attivista dei diritti umani. Fonte: Università Parigi Diderot

Ricerca, l’Italia è ancora tra le migliori al mondo Nel 2015 l’Italia ha investito l’1,26% del prodotto interno nella ricerca, meno della media europea che è del 2%. Ciononostante la ricerca italiana rimane una delle più autorevoli e di successo al mondo e la settima nella classifica globale per impatto sullo sviluppo del pianeta. La classifica dei migliori scienziati del mondo è l’Hirsch Index, l’indicatore elaborato dall’Università di S. Diego che misura la produttività della ricerca con fattori come il numero di pubblicazioni e le citazioni ricevute a livello internazionale. L’Italia si distingue per la quantità e la qualità dei suoi scienziati, che con le loro scoperte ed invenzioni hanno rinnovato tutti i settori della scienza, soprattutto quello medico, ingegneristico, in fisica e architettura. Il nostro Paese supera anche nazioni che hanno investito in proporzione anche più del doppio, come Danimarca (3,06% del mezzopieno 12 FEBBRAIO-MARZO 2016

Pil, 14esima) e Svezia (3,30% del Pil, 11esima). Nell’ultima sessione di grandi finanziamenti dell’European Research Council per progetti pionieristici e anticonvenzionali di grandi scienziati affermati, gli italiani si sono aggiudicati 31 grandi progetti, il secondo risultato in assoluto. Circa la metà di questi scienziati ha trovato impiego nell’Unione Europea e negli Stati Uniti. A parte i nomi noti come Antonio Zichichi, nella lista appaiono anche quelli di Umberto Eco e nomi forse meno conosciuti come l’oncologo Carlo Croce che guida la classifica italiana con oltre 160 mila citazioni scientifiche in tutto il mondo. Fonte: VIA Academy; Top Italian Scientists; Research Italy


Arriva il minieolico sui condomìni

Gianluigi Parrotto, ventunenne fondatore della startup leccese Air Group Italy, è l’inventore della turbina eolica Easy Air, alta poco meno di un metro e mezzo e pesante solo 80 chili, installabile senza alcuna autorizzazione sui tetti delle case per produrre energia dal vento. Nel gennaio scorso Parrotto ha stretto un accordo con Giovanni D’Introno, ventottenne di Corato (Bari) fondatore della startup General Services che gestisce migliaia di condomìni in tutta Italia, per l’installazione di 3 mila microturbine eoliche nel Paese. “La General Services installerà le turbine a circa 100 euro ciascuna su condomìni ed aziende, diventando anche fornitrice di energia elettrica - ha confermato Gianluigi Parrotto - Oggi invece uno stabile servito da Enel o altri gestori dovrebbe pagare la turbina 2.900 euro”. L’impianto mini eolico riesce a garantire risparmi fino al 35% e gode della detrazione fiscale tra il 50 e il 65%.

L’uomo che sussurra agli embrioni

Emiliano Toso, ricercatore di biologia molecolare e cellulare, è anche compositore: presso l’Ospedale di Biella pratica la Translational Music, ovvero “musica che traduce”, che nasce infatti dalla traduzione in musica delle vibrazioni cellulari. Per ogni emozione, come la gratitudine, la felicità o la compassione, Toso trascrive la melodia per poi suonarla al pianoforte. Il brano così ottenuto può suscitare ogni volta che viene eseguito quella stessa emozione. Toso sta studiando gli effetti della musica sulla salute.“Il

suono e la musica – ha dichiarato il ricercatore e compositore - sono potenti mezzi che entrano in comunicazione con la parte più intima del nostro essere. è stato riconosciuto che questo tipo di musica riduce lo stress cronico, può attenuare i dolori ed aumenta la creatività degli ascoltatori”. Il suo pubblico è singolare, composto da medici, infermieri, spermatozoi e ovuli, donne in travaglio e mamme in gravidanza: la musica di Toso diviene un dolce sussurro che accompagna i nascituri. Le composizioni del musicista biellese sono state trasferite su un dispositivo brevettato in grado di riprodurre la musica a livello intrauterino. Fonte: Emiliano Toso; La Provincia di Biella Volonwrite per Mezzopieno

Se non puoi pagare il conto dai una mano A Monza, in via Montegrappa 48, ha recentemente aperto i battenti una trattoria dove non è obbligatorio pagare: i prezzi sono popolari, circa 10 euro per un pasto completo, ma chi non ha i soldi può svolgere piccoli lavoretti nel locale. Il progetto si inserisce nell’ambito delle iniziative di economia solidale del circolo Arci Scuotivento ed è stato realizzato con la collaborazione di Fondazione Monza Brianza e Africa 70. L’obiettivo è fare comunità, creare una rete di scambi culturali e di aiuto, di partecipazione e sostegno reciproci che coinvolga tutta la città. Nella Trattoria Popolare di Monza tutti i venerdì a pranzo lo chef Paolo

Longoni offre cibo sano e di qualità alle persone in difficoltà economiche che non si rivolgono ai tradizionali canali di aiuto. “Il mio contributo a migliorare il pianeta - dice - è proporre un’alimentazione corretta, cucinare

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sano con materie prime di qualità e cura nella preparazione”. Le tavolate sono condivise con tutti gli ospiti. Un volantino delle istruzioni avverte: “è vietato non parlare con i commensali”. In futuro, se le cose andranno bene, il servizio si allargherà ad altri giorni e gli scambi verranno estesi ad altre prestazioni professionali e oggetti. “Il progetto diventerà fonte di reddito per qualcuno che non ha lavoro, perché è corretto riconoscere la professionalità delle persone e pagare il giusto, mentre adesso il volontariato e imprescindibile”, sostiene Margherita Motta di Arci Scuotivento. Fonte: Arci Scuotivento; Il Gambero Rosso


MEZZOPIENO52passi 52 passi è un percorso di impegno personale che ha l’obiettivo di affrontare insieme piccoli propositi settimanali, uno per ogni settimana dell’anno. Le quattro aree di impegno sono:

Vuoi fare il primo passo? In questo numero ti proponiamo i seguenti impegni:

- Il rapporto con se stessi e con il proprio inconscio - Le relazioni

• Oggi fermati un istante a riposare o a stare in silenzio

- Il rispetto dell’ambiente Pe r ti iv e cr

• Fai visita ad una persona anziana, malata o sola

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• Impara il nome di una persona che vedi tutti i giorni (es. la cassiera al supermercato, il portinaio dell’ufficio)

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• Trova un modo gentile per conoscere un tuo vicino di casa.

mezzopieno 14 FEBBRAIO-MARZO 2016

Ogni Lunedì, chi desidera mettersi in cammino sperimenta le t

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- La spiritualità

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MEZZOPIENOlafotografia

LA TUA FOTO QUI inviaci la tua foto di come tu vedi il mondo mezzopieno redazione@mezzopieno.org

“Sole e un po’ di pioggia mi bastano per essere felice” mezzopieno 15 FEBBRAIO-MARZO 2016

Foto di Maurizio Gjivovich


MEZZOPIENOintervista cela uno spessore ben più consistente di tante iniziative concrete sul fronte ambientalista. E più va avanti, più ti incuriosisci e vorresti sapere, strappargli informazioni, per capire cosa gli frulla nella testa. Il suo scopo è ambizioso e non campato in aria. E la sua “resistenza” a parlare di ciò che ha in cantiere nasce dalla consapevolezza che è importante muoversi con serietà e cautela per creare pilastri solidi, per dare gambe buone a un progetto articolato e complesso.

Alberto, qual è l’idea di fondo?

Il mio albero gemello SPAGNOLO

PATRIZIA

Il legame tra la nascita di un bambino e l’atto di mettere a dimora un albero. Alberto Testa, pediatra: “È dall’intreccio fra queste due manifestazioni del mistero della vita che si genera una connessione tra uomo e natura”. Parlando con Alberto Testa, pediatra al Regina Margherita di Torino, capisci che il suo progetto di piantare un albero per ogni neonato affonda le radici non solo in quella sensibilità “verde” che pare sia cresciuta molto in Italia negli ultimi anni.

Osservandolo e ascoltando le sue parole, che a volte fatica a trovare perché non è facile esprimere concetti che nascono da sentimenti ed emozioni profonde, capisci che la fondazione “Albero gemello” onlus che presiede, nata 3 anni fa, è la prima tappa di un percorso perso-

nale in cui l’esigenza di “contribuire al mantenimento e allo sviluppo del verde per una rinascita ambientale” si intreccia con la sua storia professionale e familiare. Ti accorgi che dietro il suo riserbo e la sua discrezione, quasi il suo imbarazzo a parlarne, si

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L’atto della nascita è vincolato alla crescita e allo sviluppo. Non basta mettere al mondo un figlio, bisogna prendersene cura, dargli il giusto spazio perché possa crescere. Anche le piante hanno bisogno di un tutore, di attenzione. Come avviene per la nascita di un bambino, nel momento in cui si dà vita a un nuovo albero diamo la possibilità di un futuro al nostro presente. L’albero ci sopravvive e si/ci proietta verso il futuro, dando un senso di immortalità all’esistere quotidiano. Così lasciamo un segno di noi, un segno distintivo che ci rende parte consapevole dell’evoluzione del mondo. La ‘vision’ della fondazione è quella di focalizzare impegno e azioni alla promozione e creazione di un legame specifico tra l’evento di una nascita e il connesso atto di mettere a dimora un albero. Due manifestazioni parallele del mistero della vita, la connessione tra uomo e natura che richiede amore e partecipazione, impegno e gioia.


Cosa si propone dunque la fondazione?

Promuovere la sensibilizzazione operosa nei confronti del verde pubblico, diffondere la cultura del verde e dell’albero come simbolo di vita, fonte energetica. Sarebbe bello se ognuno di noi potesse avere un albero gemello di riferimento che nasce, cresce, si riproduce, come noi. Ma per piantare tanti alberi occorre una grande rete che coinvolga soggetti pubblici e privati, occorre l’aggregazione di figure professionali diversificate, l’organizzazione di momenti che facciano crescere la sensibilizzazione e la cultura del verde quale bene comune.

Hai dedicato la fondazione a tua mamma…

Mi ha messo al mondo, mi ha sostenuto, ispirato. Quando è mancata ho voluto dedicare a lei la fondazione per sottolineare il dovere che abbiamo n e i confronti del mondo. La nascita è un momento di gioia ma vincola all’impegno. Come una mamma si prende cura del proprio figlio, così noi ci prendiamo cura dell’ambiente. Ed è bello che questo legame nasca nel momento in cui la famiglia si ferma per la nascita di

un bambino. Ecco perché l’idea dell’albero-gemello, che è nata tanti anni fa in un nido di pediatria e si è sviluppata fino alla fondazione. Nella storia del mondo l’atto di piantare un albero connesso alla nascita è sempre stato il desiderio di tanti genitori

In concreto qual è il tuo sogno?

Io vorrei creare le condizioni perché a tutti fosse permesso di piantare un albero gratuitamente, con l’impegno di crescerlo. A meno che non si abbia un giardino, farlo di persona in città è quasi impossibile. Ci sono delle norme da rispettare, e sono norme giuste, perché non si può piantare un albero a caso: occorre tener conto delle esigenze di una pianta per crescere. Come per un figlio. Ecco perché è importante coinvolgere tanti soggetti, tra cui gli enti pubblici, e siamo dedicati a questo progetto.

della Biblioteca Nazionale un evento a cui hanno partecipato in tanti. Un momento di sensibilizzazione che ha suscitato grande interesse. Iniziative analoghe le abbiamo organizzate in giro per il Piemonte e continueremo a farlo. Vorremmo che si ricreasse il contatto tra uomo e ambiente, che si riscoprisse il ritmo delle stagioni, che si recuperasse il valore del tempo e delle tradizioni.

Quella di piantare un albero per ogni bambino nato non è un’idea nuova…

No. In Italia, la legge n.10 del 14 gennaio 2013 obbliga i Comuni sopra i 15 mila abitanti a piantare un albero per ogni bambino registrato all’anagrafe o adottato. Ma è una

E ci state riuscendo?

Poco per volta speriamo di sì. Lo scorso 21 novembre, in occasione della festa nazionale dell’albero, in collaborazione con il Verde Pubblico del Comune di Torino abbiamo organizzato presso il nuovo Auditorium mezzopieno 17 FEBBRAIO-MARZO 2016

legge disattesa per mancanza di fondi e/o di spazi.

E al Regina Margherita, l’ospedale dove lavori, cosa vorresti realizzare?

Uno degli obiettivi di quest’anno è creare uno spazio verde dedicato, che porterebbe benefici ai bambini e ragazzi ricoverati. Soprattutto nelle lungodegenze, come nelle problematiche neuropsichiatriche quali l’anoressia, dove mettere a dimora una pianta di cui poterne seguire la crescita e utilizzarne i frutti potrebbe svolgere un importante ruolo terapeutico.


Il Parco dove arte e natura si incontrano Il Parco Arte

Vivente, inaugurato nel 2008 a Torino, è un luogo di produzione e di esposizione di opere realizzate da artisti. Un cantiere ininterrotto, “luogo di negoziazione tra uomini e cose”, un grande spazio di sperimentazioni artistiche dove le relazioni tra piante, animali e persone trasformano continuamente

Monet la mostra più visitata d’Italia

Con oltre 200 mila visitatori raggiunti nella prima settimana di gennaio, la mostra di Monet si è aggiudicata il primato della più visitata d’Italia. Ospitata alla Gam dal 2 ottobre 2015 al 14 febbraio scorso, l’esposizione ha riunito per la prima volta in Italia 40 capolavori del padre dell’impressionismo, tra cui “Le dejeuner sur l’herbe”. Le opere sono state concesse dal Musée d’Orsay, la cui collaborazione con la Città di Torino ha già permesso l’organizzazione della mostra di Degas nel 2012 e quella dedicata a Renoir nel 2013. L’importante rassegna torinese è la più grande mai realizzata sull’artista in Italia. Il presidente del Musée d’Orsay, Guy Cogeval, ha annunciato che la collaborazione con la Città di Torino proseguirà nel 2016 con l’allestimento di una nuova grande mostra, questa volta con i capolavori di Manet. Fonte: Gam, Galleria civica d’arte moderna e contemporanea

questo pezzo di paesaggio urbano. Il PAV, diretto da Enrico Bonanate e concepito dall’artista Piero Gilardi, comprende un sito espositivo all’aria aperta e un museo interattivo che è luogo d’incontro e di esperienze di laboratorio rivolte al dialogo tra arte e natura, biotecnologie ed ecologia, tra pubblico e artisti italiani e internazionali.

Numerose le attività educative e formative, che coinvolgono il pubblico in workshop e seminari guidati dagli artisti stessi, visite guidate, stage di formazione per insegnanti, operatori e studenti, laboratori. Fonte: Parco Arte Vivente

La moda dal cassonetto torna a vivere Due anni fa la storica libreria torinese Zanaboni non è sopravvissuta alla crisi economica, lasciando un grande vuoto nello storico quartiere di San Salvario di cui era un simbolo di resistenza intellettuale. Due mesi fa questo vuoto è stato colmato. Gli scaffali della libreria hanno lasciato il posto ai manichini di una boutique molto particolare. Si tratta di vetrine di moda dove vestiti, scarpe, borse ed accessori provengono dalla raccolta della colletta volontaria dei contenitori per gli abiti usati, sparsi su tutto il territorio nazionale. I prezzi dei prodotti della boutique sono alla portata di tutti i portafogli e i ricavi vanno ad alimentare le attività di lotta alla povertà e all’emarginazione nei Paesi del Sud mezzopieno 18 FEBBRAIO-MARZO 2016

del mondo. È la terza boutique in Italia di questo genere, nata dalla volontà dell’associazione no-profit Humana Italia che gestisce molti progetti di sviluppo in Asia, Africa e America Latina. Il punto vendita di Torino segue quelli di Milano e Roma ed una lunga lista di luoghi analoghi in tutta Europa. Nel solo 2014 sono stati raccolti abiti da circa 2 milioni di persone e donati oltre 17,3 milioni di chili di vestiti usati. Fonte: Humana Italia


La medicina a Torino vince la sfida dell’eccellenza

L’8 gennaio scorso, all’ospedale Molinette, una ragazza colpita da una grave forma di disfagia è stata curata e guarita applicando una innovativa tecnica chirurgica impiegata solo due volte al mondo e per la prima volta in Italia. La patologia era causata da un’anomalia congenita chiamata arteria succlavia aberrante che provoca l’impossibilità ad alimentarsi e la morte. Prima di questa pratica l’unico rimedio consisteva nella nutrizione totale per via endovenosa, per tutta la vita. Al San Giovanni Bosco una donna malata di una forma avanzata di tumore è stata salvata grazie a nuova tecnica di ossigenazione extracorporea (ECMO). “Si tratta di uno dei pochi casi in tutta Europa di estensione dell’indicazione all’utilizzo di circolazione extracorporea in pazienti adulti con patologia ematologica maligna”, ha spiegato il dott. Livigni che l’ha applicata. Da giovedì 21 gennaio 2016 l’ospedale Mauriziano è il primo ospedale del Piemonte, e uno dei primi in Italia, con tutti i servizi accessibili completamente online. La transizione ha richiesto circa tre anni di lavoro. è possibile effettuare prenotazioni, pagamento ticket e ritiro referti da casa, tutto consultabile e stampabile da internet. Il servizio è gratuito e comunque sempre facoltativo. Fonte: Quotidiano Sanità; Ansa; InSalute News

Torino tra le 52 città al mondo da non perdere Risparmiare sulla bolletta con un clic Greenovation, realtà torinese nata nell’incubatore del Politecnico di Torino, mette oggi a disposizione degli utenti un portale innovativo che consente di avvicinarsi in modo semplice e diretto al mondo dell’efficientamento energetico degli edifici. Il portale mette a disposizione un questionario (www.greenovation.it) che con poche domande permette di ottenere gratuitamente un progetto personalizzato di riqualificazione energetica della propria abitazione, completo degli interventi realizzabili, i relativi costi e il risparmio atteso per ogni singolo intervento. Pochi semplici clic per avere informazioni, consigli e supporto per approcciare una materia spesso complessa ma

di fondamentale importanza per il futuro del pianeta. Greenovation non è l’unica iniziativa volta al risparmio energetico che interessa la città di Torino: sempre in collaborazione con il Politecnico di Torino ed Iren Energia, è in dirittura d’arrivo il progetto Enpowering realizzato assieme a 12 partner provenienti da 5 Paesi della Unione Europea. Il progetto, ora in fase sperimentale, renderà disponibili a tutti gratuitamente l’accesso a servizi, informazioni e suggerimenti che consentiranno di acquisire maggiore consapevolezza dei propri consumi e mettere in atto gli accorgimenti adeguati per ridurre costi e sprechi.

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Fonti: Greenovation; Iren Energia

Torino è l’unica città italiana ad essere stata inserita dal New York Times tra le 52 città al mondo da visitare nel 2016. Il capoluogo piemontese si colloca al trentunesimo posto della classifica. Tra i luoghi e gli eventi da visitare, il quotidiano statunitense suggerisce in particolare il Museo Ettore Fico, i festival musicali (Torino Jazz, Kappa Futur e Movement), il nuovo quartier generale della Lavazza e il mercato multietnico di Porta Palazzo. Nel periodo natalizio Torino è stata la meta più visitata d’Italia e il merito non va solo al nuovo Museo Egizio o alla mostra di Monet. I dati alberghieri in Italia raccolti dalla società Res Hospitality Business Developers parlano di un trend in crescita dal 2013. La Fondazione Torino Musei, cui fanno capo la Gam, Palazzo Madama, il Mao, la Rocca e il Borgo Medievale, ha chiuso il 2015 con 800 mila visitatori, il 38% in più dell’anno precedente. Fonte: La Stampa


domini. La collaborazione e le sinergie tra le persone e le famiglie sono continue. I giovani insegnano ad usare il computer agli anziani e li aiutano a svolgere pratiche varie, mentre i pensionati si prendono cura dei bambini, sorvegliano il condominio e si occupano dei piccoli lavori di manutenzione.“Non è il Mulino Bianco, ma un’avventura faticosa piena di difficoltà” sottolinea Andrea Torra, coordinatore del progetto.

Il condominio diventa una famiglia

A Torino, in Via Gessi 4/6, dal 2008 funziona con successo il condominio solidale “A casa di Zia Jessy”, un modello di convivenza che affronta con un nuovo approccio il disagio abitativo e la solitudine, valorizzando i rapporti di prossimità e di vicinato e di solidarietà tra generazioni, etnie e culture attraverso il sostegno reciproco, la suddivisione degli impegni e la partecipazione condivisa. Il progetto è realizzato dall’Associazione Giovanile Salesiana per il Territorio. Dei 30 alloggi della struttura, 8 sono assegnati a famiglie in difficoltà in fase abitativa intermedia per il tempo necessario al superamento delle loro condizioni di temporanea fragilità e al conseguimento di una definitiva autonomia. Altri 18 alloggi sono occupati in via definitiva e 4 appartamenti accorpati sono abitati da nuclei familiari o persone singole che fanno parte dell’associazione che gestione il condomino. Ognuno ha le chiavi dell’altro: “come anni fa che si lasciavano aperte le porte, ognuno sa quello che fanno gli altri” dichiarano i con-

I torinesi si muovono sempre meno in auto Secondo l’ultima “Indagine sulla mobilità delle persone e sulla qualità dei trasporti” dell’Agenzia metropolitana per la mobilità, sempre meno torinesi si spostano con mezzi motorizzati, privilegiando gli spostamenti a piedi o in bicicletta. Per quanto il mezzo più utilizzato continui ad essere l’auto, per la prima volta la percentuale di utilizzo è scesa sotto il 50%, at-

testandosi al 48%, ma anche su questo fronte ci sono importanti novità perché grazie al car sharing sono in arrivo a Torino le auto elettriche del Gruppo Bollorè. Il servizio sarà accessibile a partire dal mese di marzo con 15 vetture e una trentina di colonnine per la ricarica, ma il piano messo a punto dalla Città di Torino prevede a regime 400 auto

Fonte: Condominio Solidale

entro il 2017, oltre 200 stazioni e 700 colonnine disponibili anche ai privati. Questo nuovo progetto rende Torino la prima città in Italia, assieme a Roma per il Giubileo, a dotarsi di un’infrastruttura del genere che amplia notevolmente l’offerta di mezzi di trasporto alternativi ai veicoli privati. Fonti: Agenzia metropolitana mobilità; Car Sharing Torino

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Quando gioca papà...

Il mondo del calcio è sovente alla ribalta delle cronache per episodi di violenza (verbale e non solo) che spesso hanno per protagonisti gli stessi genitori dei giocatori. Dalla società Chieri Calcio e da alcuni papà delle squadre giovanili è arrivata dunque una proposta: perché non coinvolgere i genitori in un vero e proprio campionato dei papà di calcio a 5 con sette squadre in campo divise per annate? E così, padri di ogni estrazione sociale e nazionalità da alcuni mesi giocano insieme con il solo scopo di divertirsi, con i figli che per una volta sono impegnati solo a tifare. Le partite si disputano il giovedì sera. “La nostra è una risposta ad un tipo di tifo violento e sbagliato da parte dei genitori - sottolinea Massimo Circelli, dirigente, genitore ed organizzatore del torneo - I nostri ragazzi ci vengono a vedere, fanno il tifo e noi dentro il campo capiamo tante cose che da fuori è impossibile comprendere. Giochiamo e al contempo educhiamo con il nostro stare insieme, pur nell’agonismo, i nostri figli”.

Nel corso della stagione 2015-2016 il Chieri Calcio ha inoltre organizzato alcuni momenti formativi sull’argomento, tra cui un seminario con il papà di Valerio Bertotto, l’ex giocatore dell’Udinese, che ha scritto il libro “Papà, da grande voglio fare il calciatore”: un bell’esempio sui valori da trasmettere a un figlio.


MEZZOPIENOprogetti POVERTÀ SALUTE

UN NUOVO APPROCCIO ALL’AUTISMO

CRESCITA PERSONALE

Crediamo che lo sviluppo possa essere considerato come un percorso volto a promuovere la realizzazione integrale della persona, in cui un ruolo importante sia anche ricoperto dagli aspetti della vita non materiali quali le relazioni, la libertà di scelta e di rappresentanza, solitamente trascurati nei principali approcci tradizionali allo sviluppo. I beni materiali e la ricchezza dovrebbero assumere valore solo nella misura strumentale all’espansione delle opportunità reali (capabilities) che le persone hanno per poter vivere una vita degna di essere vissuta. Il movimento Mezzopieno ed i suoi partner sono promotori di una ricerca multidisciplinare che analizza gli aspetti socio-economici e psicologici dell’autismo, nel caso specifico della realtà torinese. Il fine è analizzare gli obiettivi di vita ed i bisogni delle persone con autismo e delle loro famiglie, per valutare gli interventi presenti sul territorio atti a soddisfarli. La ricerca, che è stata avviata nel settembre 2015 e coinvolge 80 famiglie, punta inoltre ad indagare i fattori di stress che caratterizzano la vita di queste persone e dei loro famigliari e assistenti. L’analisi si pone inoltre l’obiettivo di contribuire a migliorare la qualità della vita di questi soggetti mediante una restituzione dei risultati della ricerca che analizzi i punti di forza ed i punti deboli delle politiche per l’autismo in atto. La ricerca utilizza come cornice normativa il capability approach del premio Nobel Amartya Sen, un paradigma teorico e metodologico alternativo alle visioni mainstream dello sviluppo. Questo metodo facilita un’analisi della diversa abilità considerando l’handicap come una delle tante differenze tra persone. Il disabile, così come i poveri o gli emarginati, è una persona che, date le proprie caratteristiche individuali, non è libera di realizzare la sua pienezza esistenziale. In questa prospettiva il benessere delle persone diversamente abili coincide con un potenziamento delle loro capacità individuali mediante interventi che consentono loro di diventare protagoniste attive del proprio sviluppo attraverso un adattamento creativo al tessuto sociale in cui vivono, processo in cui un ruolo centrale è giocato dalle loro relazioni.

SPIRITUALITÀ

PARTECIPANTI: Fondazione Arbor, Fondazione Teda, Università di Torino, ASL TO2

CULTURA / CONOSCENZA

Maggiori informazioni sul sito: www.mezzopieno.org – progetti di ricerca

FINANZA ETICA ECOLOGIA APPROVVIGIONAMENTO IDRICO SOSTEGNO ALL’INFANZIA COSTRUZIONE DI STRUTTURE HIV/AIDS TERAPIE SANITARIE INSERIMENTO LAVORATIVO RICERCA SCIENTIFICA DIALOGO INTERRELIGIOSO DISABILITÀ CULTURA DELLA POSITIVITÀ

mezzopieno 21 FEBBRAIO-MARZO 2016


MEZZOPIENOtralagente

Il cibo che“Fa bene”

Sul numero di settembre 2015 di Mezzopieno News avevamo raccontato il progetto “Fa bene”, realizzato da una vasta rete di associazioni ed enti (www.fabene.org)sui mercati periferici di piazza Foroni, corso Chieti e corso Svizzera. Il progetto si occupa della raccolta di prodotti alimentari freschi invenduti e la loro distribuzione in modo sistemico a famiglie e persone in difficoltà, in cambio di azioni di “restituzione” nella comunità locale. Gli obiettivi sono dunque quelli di evitare lo spreco dell’invenduto alimentare dei mercati, offrire a chi è in difficoltà economica la possibilità di consumare cibo fresco e di qualità e rafforzare un processo di scambio e aiuto tra i cittadini. L’esperienza si sta evolvendo e diffondendo in termini di impatto sociale e di ricadute positive sull’ambiente. Ed è alla rete di “Fa bene” e ad alcune delle persone coinvolte che Mezzopieno News ha chiesto di intervenire su questo numero. Vincenzo

Fabiano

Penso che l’idea di compiere un’azione che ha una ricaduta positiva su tutti coloro che fanno parte del meccanismo sia una piccola, ma straordinaria metafora di come questo mondo potrebbe essere migliore se tutti pensassimo alle conseguenze delle azioni che compiamo quotidianamente. Io non mangio quello che mi va di mangiare, Io mangio solo quello che deve essere consumato dal frigo. Do semplicemente precedenza a quello che è stato acquistato prima. In questo modo riesco a non buttare via nulla. Pensate che mi accontenti? No. Il trucco è comprare solo cose che mi piacciono

Con la mia esperienza all’interno di Fa bene sono stato a contatto con le persone beneficiarie del progetto, persone che nella vita hanno avuto momenti particolarmente complicati e a cui in alcuni casi è bastato poco per essere in difficoltà. Questo mi ha fatto riflettere e mi ha fatto capire che nella vita non bisogna mai dare niente per scontato perché c’è sempre qualcosa che può andare storto. Fa bene non ha cambiato la mia vita, ma mi ha reso più consapevole. Mi ha insegnato a conoscere il mercato, un ambiente a me sconosciuto, e a sapere come la filiera del cibo sia piena di “scarti” che in realtà, con un po’ di buonsenso, si possono recuperare.

Francesca Quello che non ci si aspetta di solito è anche ciò che più ci sorprende e difficilmente dimentichiamo, questo è quello che a mio parere succede nella quotidianità del progetto Fa bene e in ogni suo aspetto. Mi è capitato recentemente di cucinare per un gruppo di amici utilizzando bucce, foglie e scarti delle verdure, spesso anche in occasioni legate a Fa bene questo accade, ma la cosa più difficile non è stato fare una ottima torta salata, quanto svelare alla fine gli ingredienti davanti alla meraviglia di tutti!

Cristina Gli episodi sono davvero tanti perché vivo il progetto quotidianamente sul mercato, ma l’esperienza che più mi è rimasta impressa e mi ha fatto riflettere sull’importanza di non sprecare è il sorriso e l’abbraccio di una bambina che mi ha ringraziata per averle portato quello che sarebbe stato buttato e quindi sprecato. Quest’anno anche a casa mia abbiamo imparato a non sprecare e con i miei figli abbiamo realizzato lanterne e regali “fai da te”.

notizieflash IL PRIMO TRAPIANTO DI TESTA AL MONDO È RIUSCITO AD UN MEDICO DI TORINO The News Scientist, Sergio Canavero - 19 gennaio

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Fabrizio Non buttar via, mettere insieme quel che c’è con creatività, dandogli nuovo valore, mischiando i sapori e scoprire che facendo così ne hai abbastanza per invitare a pranzo gli amici. E se ognuno porta qualcosa e si cucina insieme, allora la ricetta si arricchisce di storie, scoperte, incontri. Ingredienti preziosi, che non si comprano. Cinzia I mesi trascorsi ad operare sul progetto Fa bene sono stati proficui sia dal punto di vista di crescita professionale che umana. Durante questo periodo sono cambiate le mie abitudini quotidiane facendo attenzione non solo ad evitare lo spreco di cibo ma, in generale, anche al riciclo e riutilizzo di oggetti. Prima di buttare qualcosa mi capita spesso di pensare a come potrei riutilizzarlo e quale altro uso potrebbe avere. Ho capito che il cibo donato alle famiglie non è solo un modo per aiutarle a fare la spesa ma, secondo il mio punto di vista, rappresenta un mezzo per creare relazioni tra di loro e con il territorio. Mangiare non è solo un bisogno fisiologico ma crea momenti di aggregazione in cui ogni persona ha una storia da raccontare ed è indispensabile per dar vita a qualcosa di costruttivo all’interno del progetto. Costantino Nel nostro lavoro tutti i giorni selezioniamo la frutta e la verdura che insieme alle donazioni raccogliamo e che altrimenti sarebbe andata buttata. Magari la frutta è un po’ troppo matura, la forma meno simile alle altre oppure ci sono delle ammaccature; tutta questa frutta e verdura non viene ripresentata sui banchi del mercato il giorno dopo e per evitare che venga buttata noi la raccogliamo e la selezioniamo. Mi ha colpito come da quando facciamo questo tipo di attività su alcuni mercati i commercianti per primi ne hanno capito il senso e il valore conservando per noi i prodotti che non verranno venduti l’indomani e avendo cura che possano comunque essere salvati. Beniamino

di frutta e verdura che sono destinate al macero. Questo è ciò che più mi ha colpito, pensare che ciò che è normalmente destinato ad essere buttato può essere trasformato nella cena del giorno stesso e fare la differenza per qualcuno. Maria Chiara Atelier Héritage è nato dalla volontà di creare un laboratorio in cui i bambini di Barriera di Milano potessero lavorare sul tema dello spazio urbano come luogo della scambio, della condivisione e della cittadinanza: in FaBene ho riconosciuto una sintonia d’intenti, attraverso cui gli hèratigini possano conoscere uno strumento per le loro famiglie, partecipare di un’azione tangibile all’interno del mercato e del territorio, diventare protagonisti di un percorso educativo per la costruzione di una cultura del cibo sana, in un contesto in cui spesso alla difficoltà economica corrisponde una dieta alimentare di scarsa qualità. Sara Il mio caso forse è un po’ particolare: sono entrata in contatto con Fa Bene proprio perché ero sensibile al messaggio e ai temi su cui lavora, e da un po’ di tempo avevo cominciato a lavorare anche sulle piccole azioni del mio quotidiano. Il cambiamento, la novità, per me è stato capire come sia possibile lavorare per aiutare a diffondere questi messaggi ad altri, e lo trovo estremamente stimolante. La cosa che più mi ha colpito è l’energia e l’attenzione che vengono dedicate in particolare alle famiglie, l’accortezza e tutte le riflessioni con cui viene scelta ogni attività a cui parteciperanno. Simone Prima di iniziare a collaborare con il progetto Fa bene avevo una visione pessimistica delle persone, avevo la convinzione che la gente preferisse, egoisticamente, pensare solo a sé. Fa bene mi ha fatto cambiare idea, ho visto molte persone che si sono mostrate sensibili ai problemi di altri abitanti dello stesso quartiere.

Io sto al mercato tutti i giorni, arrivo alla mattina presto e smonto insieme ai commercianti, vivere il mercato tutti giorni mi ha fatto scoprire che ci sono davvero quantità enormi di cibo che viene sprecato, mezzopieno 23 FEBBRAIO-MARZO 2016

IL NUMERO DI FARFALLE NEL MONDO È QUADRUPLICATO Reuters - 13 novembre

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IN ITALIA DIMINUISCONO OMICIDI E VIOLENZE SULLE DONNE, AUMENTANO LE RELAZIONI SOCIALI ISTAT - 2 dicembre


MEZZOPIENOeditoriale Tutti aspiriamo alla felicità. Ogni cosa che facciamo tende a realizzare una visione della vita che per ognuno di noi rappresenta la realizzazione dei nostri desideri e il raggiungimento del nostro appagamento. Ma quante volte abbiamo realizzato di essere davvero felici? La felicità si realizza nella differenza tra ciò che siamo e quello vorremmo essere. Più sottile è la distanza tra queste due dimensioni, più forte è la nostra sensazione di felicità. Ogni cosa che contribuisce ad avvicinare i due estremi dell’essere e del diventare collabora ad alimentare la nostra percezione di soddisfazione. Questo continuo movimento che spinge tutta la nostra vita si sviluppa attorno a due approcci diversi e talvolta opposti: l’azione e l’accettazione. La via attivista si realizza agendo, lottando e resistendo per perseguire degli obiettivi, tentando di soddisfare i bisogni e il proprio concetto di giustizia. Questa modalità tipica della mentalità occidentale è il risultato del pensiero razionalista che mette al centro l’uomo e le sue capacità, esaltando il primato dell’intelligenza, del dinamismo e della determinazione come valori di realizzazione e di completezza.

Mezzopieno News è pubblicato ogni due mesi dal movimento Mezzopieno. Gli articoli riportati sono frutto della ricerca e del lavoro giornalistico del comitato editoriale, dell’ufficio studi, del gruppo di ricerca, dei volontari e dei membri della comunità Mezzopieno. Ogni articolo è un’elaborazione originale e riporta fatti e situazioni reali. Le fonti originali sono verificate e citate per esteso. SE CREDI NELLA BELLEZZA E NELLA POSITIVITà, CONDIVIDILA Mezzopieno News è scritto dalla gente e riporta le notizie dei suoi lettori e dei simpatizzanti del pensiero Mezzopieno. Articoli, lettere, suggerimenti e collaborazioni sono inseriti nella pubblicazione secondo i parametri della linea

Essendo tuttavia noi essere umani volubili e fallaci, questo criterio non raggiunge, se non occasionalmente, il suo obiettivo e si incespica spesso nel circolo delle ambizioni che spostano costantemente i traguardi sempre più lontano. Da qui la frustrazione di non essere mai vicini alla realizzazione e la perenne latente sensazione di infelicità e di incompletezza. Un altro modo di colmare il vuoto tra essere e volere è quello più tipicamente orientale che trova il suo spazio nell’accoglienza. Se si fatica per raggiungere la felicità continuamente spinta più in là dai desideri e dalla presunzione, allora un’alternativa può essere quella di agire coscientemente sulle pretese e sulle aspettative. Vi siete mi chiesti perché i bambini ridono con tanta frequenza o gli abitanti dei piccoli villaggi africani appaiono quasi sempre sereni? Sono la dimensione del bisogno e la rincorsa alla realizzazione che fanno la differenza. La felicità si realizza nella semplicità e prende forma nella sua condivisione. I poveri, gli umili e i docili non cercano ma accolgono ciò che hanno come il meglio che in quel momento può esserci. L’aspetto contemplativo prende il posto di quello costruttivo. Qualcuno la interpreta come pigrizia ma si tratta di accoglienza. Per una società come la nostra questo modo di intendere la vita può

editoriale condivisa. L’applicazione per inviare scritti, fotografie ed articoli è consultabile nelle pagine dedicate del sito del movimento. Mezzopieno News è gratuito – nessuno può richiedere denaro o compensi per la sua distribuzione. Il movimento Mezzopieno è un gruppo di pensiero che non ha obiettivi di profitto ma la diffusione dell’approccio positivo e della capacità creativa e collaborativa. Mezzopieno News è distribuito con il contributo volontario dei membri, degli amici e dei simpatizzanti del movimento Mezzopieno. Come frutto della volontà di condividere il proprio pensiero, la pubblicazione è distribuita attraverso il sistema del passaparola, di mano in mano, con la consegna diretta e personale.

apparire estremamente lontano e arcaico anche se ne subiamo il fascino. Scetticismo e disillusione ci suggeriscono la sua irrealizzabilità nel nostro contesto efficientista e competitivo. Un compromesso tuttavia è possibile. Non si tratta di mettere da parte l’intelligenza ma di ampliarla, armonizzare la nostra parte intuitiva con quella razionale. Con la logica non si può raggiungere in pieno il senso di tutte le cose ma si può prendere consapevolezza della nostra limitatezza. Occorrono fiducia, coraggio e responsabilità, diventare metaforicamente poveri, disposti anche a rinunciare talvolta alla propria voglia di essere felici. Il nostro pensiero razionalista può aiutarci nell’accettazione, passando attraverso un impegno consapevole che migliori la nostra capacità di coltivare la comprensione, la gentilezza, la collaborazione, il perdono, la mitezza e quanto ci pone in condizione di metterci in sintonia con gli altri e con il mondo, di condividere bellezza e fallimenti, di riconoscere le differenze e valorizzarle, abbassare le pretese e convivere con i nostri limiti. Come una farfalla che sfugge se la si segue, la felicità si poggia su chi la contempla ed è disposto a gioire anche della sua libertà.

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Luca Streri

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MEZZOPIENO News - Febbraio/Marzo 2016  

LE BUONE NOTIZIE CHE CAMBIANO IL MONDO. Giorgio Lupano | Diego Mariani | Maurizio Gjivovich