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DICEMBRE 2015/GENNAIO 2016

Da Paola Mastrocola, torinese, scrittrice e insegnante di lettere in pensione da alcuni mesi, non ci aspettavamo certo parole di elogio per la scuola italiana. Il suo “cahier de doleance” sulle cose che non vanno è lungo e impietoso. Eppure… Eppure, la sua costante denuncia di un sistema scolastico che ritiene sia stato declassato nel corso degli anni – ben espressa nel suo libro di qualche anno fa “Togliamo il disturbo. Saggio sulla libertà di non studiare” – nasce proprio dal fatto che lei la scuola la ama. E se è vero che a fare la scuola sono gli insegnanti, allora è bello sapere che nelle nostre aule ci sono (e sono tanti) docenti appassionati come lei, innamorati di un mestiere al quale attribuiscono un grande valore educativo. Paola ha insegnato letteratura in un liceo scientifico per 35 anni. “Ho sempre amato molto la mia materia – racconta – In classe ci divertivamo: leggendo testi antichi come l’Iliade e l’Odissea i ragazzi entrano in un mondo di 3 mila anni fa che però parla di oggi: il conflitto, il tradimento, la morte, lo straniero, la vendetta… Il compito di un insegnante è prima di tutto quello di educare a pensare, a coltivare la mente, per essere persone migliori. è questo il vero antidoto a ogni fanatismo”. “La letteratura – continua - può

aprire strade di grande felicità, rischiarare la vita, far alzare da terra, e vorrei che tutti i ragazzi potessero avere questa opportunità, indipendentemente dalla loro attitudine allo studio e dal lavoro che svolgeranno in seguito. Ma per alzarti devi saper leggere e capire e questo è un lungo lavoro che comincia dalla prima elementare. Apprezzo che già nella scuola primaria molti insegnanti puntino alla lettura e al disegno. Anche il disegno e in generale le forme di libera espressione sono molto formative, io li estenderei a tutte le scuole, compreso il liceo, fino ai 18 anni”. Per la sua posizione molto critica nei confronti della scuola italiana di oggi, Paola Mastrocola non pensa di essere la persona più giusta da intervistare su “Mezzopieno”, ma le brillano gli occhi quando racconta di suoi allievi che le facevano leggere poesie e racconti scritti di nascosto, stringendo con lei rapporti che sono durati negli anni. “La scrittura può diventare una via d’uscita, unica sponda, unico luogo di confidenze e di sfogo. Con la letteratura si possono aiutare i ragazzi, consigliando loro letture capaci di aprire squarci inaspettati nella vita”. E quando gli ex allievi si ricordano di te, allora capisci che qualcosa di buono hai fatto. “Quello degli insegnanti è un lavoro misterioso, perché non sai che effetti stai producendo sugli altri – conclude Paola - Il tuo desiderio segreto è incidere nella vita dei ragazzi, arricchire la loro anima. Non saprai mai se ci sei riuscito o no, magari lo scopri dopo tanti anni, quando tu non se più lì. Ma è questo il bello del nostro lavoro”. mezzopieno 1 dicembre 2015

Uno stilista con una marcia in più

Isaac Raymond è uno stilista inglese di soli diciassette anni, con una sindrome dello spettro autistico. La sua collezione di abiti è ispirata al mondo delle fiabe. pagina 2

Vacanze gratis barattate con beni o servizi

Nella “Settimana del Baratto” che si è svolta dal 16 al 22 novembre scorso 800 bed and breakfast italiani hanno offerto ospitalità barattando il soggiorno con beni o servizi. pagina 8

I giardini della salute

Chi si aggira nei corridoi dell’ospedale Mauriziano può osservare da un po’ di tempo allegri vasi di fiori e angoli verdi curati. pagina 14


Uno stilista con una marcia in più Il giovane stilista Isaac

Raymond ha letteralmente incantato gli esperti di moda riunitisi in occasione della Brighton Fashion Week, uno degli appuntamenti di moda più importanti in Inghilterra. Nonostante il talento innato, Isaac ha dovuto combattere molto per poter

La prima vita salvata con il disegno genetico Si chiama Layla ed è una bambina di 1 anno a cui non erano state date speranze di sopravvivenza a causa di una leucemia linfoblastica acuta resistente a tutti i tipi di terapia tradizionale. I medici dell’ospedale di Great Ormond Street di Londra due mesi fa hanno tentato per la prima volta al mondo l’impiego della tecnica dell’editing del genoma umano per creare delle cellule immunitarie programmate per

uccidere le cellule malate. La terapia, sperimentata prima soltanto in laboratorio, si è rivelata un grande successo e ha permesso di far retrocedere la malattia di Layla e di guarirla. L’équipe di medici, guidata dal professor Waseem Qasim, ha definito queste nuove “forbici molecolari” dei killer naturali che riescono ad interrompere la trasmissione della malattia tra cellule, tagliando i legami che distruggono le cellule sane. Le cellule killer - chiamate UCART19 - possono essere coltivate in donatori sani che le portano nel loro sangue fino al momento del bisogno, che avviene con una trasfusione. Fonte: Great Ormond Street Hospital; Sharon Lees

realizzare il suo sogno, soprattutto contro i pregiudizi dei colleghi e dei compagni di classe che lo hanno spesso schernito ed emarginato. Oggi Isaac è uno stilista affermato, un successo che lui attribuisce anche al suo essere autistico che gli permette di “vedere le cose da un’altra prospettiva”, accentuando la sua fantasia. Fonte: Autism Daily Newscast; Isaac Raymond

Il Perù salva la foresta amazzonica e le sue tribù

Il ministro dell’ambiente del Perù, Manuel Pulgar Vidal, ha recentemente annunciato la creazione del Parco nazionale Sierra del Divisor, frutto di un lavoro decennale per la conservazione, lo sviluppo sostenibile e la lotta contro i cambiamenti climatici. Il parco si trova nel cuore della foresta amazzonica e copre un area enorme che va dalle rive del Rio delle Amazzoni fino alle pendici delle Ande peruviane.

Vi abitano diverse comunità indigene, tra cui tribù mai contattate, e numerose specie animali rari ed in via di estinzione, come il giaguaro, l’armadillo gigante, il tapiro e lo uacarì. Oltre 3 mila specie di piante e animali, alcune delle quali non si trovano in nessun’altra parte del mondo. Il parco proteggerà le tribù indigene degli Iskonowa e degli Ashanink. Le foreste della Sierra del Divisor saranno un polmone per il mondo, in grado di immagazzinare circa 165 milioni di tonnellate di carbonio e produrre tonnellate di ossigeno ogni giorno. Il nuovo parco consentirà di creare uno dei più grandi rifugi per la biodiversità sulla Terra. Fonte: Perù Report; Andina

Il rasoio laser che non si cambia mai Si chiama “Skarp” ed è il primo rasoio al mondo ad utilizzare la tecnologia del laser. La sua rasatura è praticamente perfetta, indolore, senza errori ne dimenticanze e senza spreco di lamette e creme. La tecnologia che utilizza questo rasoio è a base di luce e polverizza letteralmente il follicolo pilifero. Gli inventori sono due ricercatori

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svedesi, Morgan Gustavsson e Paul Binun, che hanno scoperto il modo per sciogliere i peli in maniera veloce ed ecologica, per uomini e donne, senza mai più dover sostituire le parti che generalmente subiscono un deterioramento o usura. è stimato che un uomo spenda circa 6.300 € e ogni donna non meno di 4

mila € per radersi nel corso della propria vita, oltre a produrre una considerevole quantità di scarti di parti sostituite. Il rasoio laser si può comprare per ora su Kickstarter a 125 sterline (circa 175 euro). Fonte: Kickstarter


Fumare sta passando di moda

Per la prima volta l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), diffondendo i dati più recenti sulla dipendenza dal tabagismo, ipotizza un mondo libero dal tabacco entro il 2040. Sono 125 i Paesi del mondo in cui l’abitudine di fumare ha definitivamente invertito rotta, dove il calo è ormai costante negli ultimi 15 anni; in 37 di essi il trend ha raggiunto addirittura obiettivi del 30% in meno. Circa l’80% del miliardo di attuali fumatori del mondo abita ancora in Paesi a basso e medio reddito. A 10 anni dall’entrata in vigore della prima Convenzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per il controllo del tabacco, il mondo ha dimostrato di essere determinato a raggiungere l’obiettivo comune di ridurre i consumi globali di tabacco del 30% entro il 2025. Si tratta del primo trattato internazionale per la tutela della salute pubblica giuridicamente vincolante, sottoscritto da 175 Paesi. In Italia il 65% della popolazione non ha mai fumato ed il 13% è ex-fumatore. Dal 2000 le vendite di sigarette in Italia sono scese di circa il 25%. Notevoli il cambiamento culturale e la nuova coscienza diffusi a partire dal 2005, anno in cui è stato approvato il divieto di fumare nei locali pubblici.

La vittoria delle api

La cultura è più forte dell’Isis

Morehshin Allahyari è una ricercatrice e artista iraniana che vive a San Francisco. Il 23 ottobre scorso, alla decima edizione della Florence Biennale - la mostra internazionale d’arte contemporanea di Firenze – le è stato conferito un premio speciale per il suo lavoro di ricostruzione delle statue demolite dall’Isis a Mosul, in Iraq. La statua del mitico re Uthal è una delle opere riprodotte usando altissima tecnologia e stampanti 3D. Le opere sono state dotate di una scheda di memoria con tutte le informazioni sugli originali andati perduti, in modo che siano riproducibili da chiunque e all’infinito. Allahyari ha dichiarato che il suo obiettivo è quello di mostrare al mondo intero l’entità dei danni che la follia dell’Isis ha causato al patrimonio culturale dell’umanità in Siria e Iraq.

mezzopieno 3 dicembre 2015

Il preoccupante declino della popolazione di api registrato negli ultimi anni è un fenomeno che produce forti conseguenze sulla natura, sull’impollinazione delle piante e su tutto l’ecosistema. Diversi team di ricerca nel mondo si sono coordinati per analizzare le cause di questo fenomeno, individuando in alcuni insetticidi usati in agricoltura i maggiori responsabili e chiedendo ai governi di bandirne la vendita e l’uso. La Corte Suprema americana ha approvato recentemente l’abolizione completa dal commercio ed in tutti

i campi coltivati di due insetticidi killer, il Transform e il Closer, due prodotti fortemente letali per le colonie di api e per altri piccoli insetti. Il Dipartimento dell’Agricoltura americano ha calcolato che la moria di api nello scorso anno è stata del 42,1%, con un trend in costante crescita e che la decisione di abolire i pesticidi non poteva più essere rimandata. Colture come le fragole, i cetrioli, la soia e diversi tipi di grano erano a forte rischio e con essi molta della produzione agricola di tipo naturale. Fonte: Reuters; Plos One


Mai più senza tetto a Medicine Hat

I colleghi gli donano 350 giorni di ferie per assistere la figlia Naëlle Dupré è una bambina di cinque anni a cui un anno fa è stato diagnosticato un tumore al rene di 13 centimetri. Abita a Neufchâtel-en-Bray, a nord di Rouen, Alta Normandia. Il suo papà Jonathan Duprè, 31 anni, per assisterla ha rischiato di perdere il posto di lavoro, ma i suoi colleghi lo hanno aiutato donandogli 350 giorni di ferie retribuite. Un dono che gli ha permesso di assentarsi dal lavoro e di seguire la sua

bambina durante tutta la chemioterapia. Un gesto di umanità che ha commosso il mondo, reso possibile da un decreto, approvato a Parigi dall’Assemblea nazionale il 25 gennaio 2012, che consente a un salariato di “rinunciare anonimamente e senza contropartita a tutti o a una parte dei giorni di riposo arretrati” in favore di un collega il cui figlio, di età inferiore ai 20 anni, sia colpito da “una malattia, un handicap o sia vittima di un incidente di particolare gravità”. Fonte: Le Reveil Volonwrite per Mezzopieno

Medicine Hat è una cittadina canadese di circa 57 mila abitanti situata nella provincia dell’Alberta, in Canada; nell’ottobre scorso è diventata famosa per essere riuscita a mettere definitivamente fine al problema dei senzatetto. Grazie all’impegno di tutta la collettività, della municipalità e di molte persone volontarie, oggi in città nessuno rimane senza un tetto per più di 10 giorni, dopo i quali viene ospitato in strutture costruite appositamente o accolto in famiglie o comunità. “Questa è la maniera più umana ed anche economica di trattare un essere umano - dichiara il sindaco della città Ted Clugston -. Ospitare un senzatetto in una struttura costa alla comunità circa 20 mila $ all’anno mentre mantenerlo sulla strada oltre 100 mila$”. Il programma “Housing First” offre una sistemazione a chiunque dimostri di volersi liberare dalle dipendenze e si faccia curare dai problemi mentali. Fonte: Medicine Hat Community Housing Society; CBC

Più felici lavorando 6 ore al giorno Per incrementare il “tasso di felicità” del Paese, la Svezia sta gradualmente riducendo l’orario di lavoro da 8 a 6 ore. Già lo ha fatto 13 anni fa la Toyota di Göteborg, la seconda città del Paese, mentre Filimundus, sviluppatore di applicazioni di base a Stoccolma, ha introdotto con successo il nuovo orario lo scorso anno. Sempre a Göteborg, una

casa di cura sta conducendo un esperimento che durerà fino alla fine del 2016: alcuni medici e infermieri sono passati alle 6 ore e già adesso si registrano positive ricadute sul morale del personale e sull’assistenza prestata ai pazienti. Nella stessa città un analogo esperimento ha coinvolto alcuni dipendenti comunali, che per un anno hanno lavorato

mezzopieno 4 dicembre 2015

6 ore al giorno a parità di stipendio: la produttività è migliorata, pertanto l’orario ridotto verrà esteso a tutti i dipendenti. Secondo il vicesindaco di Göteborg, Mats Pilhem, la riforma ha permesso di avere molte meno assenze per malattia. “Gli impiegati sono più felici e dunque si ammalano di meno”. Secondo dati Ocse, negli ultimi due anni i

lavoratori svedesi hanno lavorato, in media, per circa 1621 ore all’anno, meno della Gran Bretagna e degli USA in cui la media è risultata di 1790 ore. E molto meno di Paesi come Cile e Messico che, con oltre 2 mila ore, si collocano agli ultimi posti nei parametri della produttività. Fonte: Lavorare all’Estero, Repubblica


MEZZOPIENOchisiamo con intelligenza ed umiltà, collaborando e coinvolgendo il maggior numero di persone possibile.

Mezzopieno è innanzitutto un modo di pensare, un approccio alla vita ed una maniera di essere. Il pensiero Mezzopieno è sempre pro, mai contro. Mezzopieno si pone come alternativa costruttiva al vittimismo, alla polemica e al disfattismo. Il modo di essere Mezzopieno collabora con tutti per offrire delle alternative costruttive e positive ai pessimisti, ai complottisti e a quelli che cercano sempre dei capri espiatori da colpevolizzare. Chi vive Mezzopieno non ha timore di caricarsi delle responsabilità ed è impegnato nell’individuare le alternative alle dinamiche distruttive e al modo di fare che delega agli altri le scelte. Il cambiamento è responsabilità di chi costruisce

INDICE DI BENESSERE ARMONICO Prosegue il sondaggio “Il benessere indichiamolo noi” promosso da Mezzopieno per elaborare un indice di benessere armonico. Finora hanno partecipato 39 persone. L’opportunità che è stata ritenuta fondamentale dal maggior numero degli intervistati è quella della sicurezza fisica e psicologica (92,31%) seguita da quelle della salute (87,18%) e dell’amore e cura (76,32%). Seguono l’istruzione (50%) e le relazioni comunitarie (48,72%). La sicurezza economica e la partecipazione politica risultano fondamentali rispettivamente solo per il 12,82% e il 7,69% degli intervistati. Alcune persone hanno aggiunto altre opportunità che, a loro avviso, risultano essere fondamentali nella vita di ogni essere umano: il tempo libero, l’abitazione, la spiritualità, l’ambiente, la libertà di movimento, il volontariato e la parità di genere.

vera forza che manda avanti il mondo da sempre e che lo ordina attraverso la crescita e la collaborazione di tutti.

Piuttosto che cercare di demolire ciò che è ritenuto sbagliato, Mezzopieno propone alternative positive e costruttive, buone pratiche ed atteggiamenti che ricercano l’armonia, che non indirizzano energia per contrastare il male, ma che si vanno a sostituire ad esso. La scelta buona scaccia quella cattiva.

Chi giudica questo modo di pensare come naif… ha ragione! Non è obiettivo del pensiero Mezzopieno produrre utili o generare profitto. è dimostrato che i buoni esempi “sono in grado di suscitare emozioni positive e di spingere le persone a seguire gli esempi presentati e addirittura provocare reazioni fisiche tali da lasciare un’impronta duratura capace di influenzarne le azioni future. Questo fenomeno, che in psicologia prende il nome di “elevazione morale’” può provocare cambiamenti comportamentali e predisporci all’empatia e all’interazione sociale”. Fonte: Journal of Personality and Social Psychology

Chi si identifica nel Mezzopieno non esalta il buonismo ma ha un approccio positivo e aperto al diverso ed al nuovo. Il cambiamento è un processo che va condiviso da tutti e può avvenire soltanto lentamente, con la presa di coscienza e la partecipazione costruttiva di ogni elemento della società. L’alternativa alla rivoluzione è l’evoluzione. La

Le tre opportunità fondamentali nella vita di ogni essere umano

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AMORE E CURA SALUTE SICUREZZA FISICA E PSICOLOGICA

ABITAZIONE

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AMBIENTE

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ISTRUZIONE

6 1

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VOLONTARIATO SICUREZZA ECONOMICA spiritualità tempo libero RELAZIONI COMUNITARIE

Se anche tu vuoi partecipare al sondaggio, vai sul sito www.mezzopieno.org e seleziona la voce “attività”. mezzopieno 5 dicembre 2015


mezzopienofocus

A Scampia si fa così

Ricca, inclusiva e flessibile:

ecco il bello della scuola italiana

La scuola primaria Virgilio, situata nella periferia settentrionale di Napoli, nel quartiere popolare di Scampia, accoglie bambini che hanno alle spalle storie di vita difficili. Si tratta di bambini provenienti da famiglie povere ed emarginate, che sovente hanno almeno un genitore in carcere o agli arresti domiciliari e che trascorrono la maggior parte del loro tempo in strada.

ROSSELLA

TISCI

L’Italia che fa scuola La fotografia della scuola italiana che ci viene offerta dai media e dai sondaggi - nazionali, europei e internazionali - è una foto con prospettiva distorta. Se nell’immaginario collettivo la scuola italiana è il paradiso degli sprechi, fucina di ignoranza, incompetenza o di inconsi-

stenza, al di là dei cancelli di ingresso la realtà è tutt’altra. Tantissimi sono gli insegnanti che, consapevoli dell’importanza del loro ruolo pedagogico, invece di lamentarsi per le risorse scarse a disposizione, si prodigano affinché tali risorse siano utilizzate al meglio per garantire ai bambini e ai giovani un’e-

ducazione di qualità. La scuola italiana continua a volare alto anche grazie all’impegno di docenti che si battono perché non vengano importati nella scuola italiana modelli performativi, competitivi e standardizzati, con un meccanismo di premi e punizioni che porta gli istituti scolastici da un lato a scoraggiare l’i-

mezzopieno 6 dicembre 2015

Recentemente, grazie all’impegno di alcuni insegnanti, la scuola Virgilio ha visto un miglioramento del rendimento scolastico dei suoi studenti e una riduzione delle assenze e del tasso di abbandono scolastico. è bastato approntare degli strumenti didattici interattivi, dove la teoria lasciasse più spazio alla pratica, adatti ai bisogni specifici dei bambini di Scampia.


scrizione di soggetti disabili o vulnerabili (come gli stranieri), dall’altro a privilegiare un insegnamento finalizzato al superamento dei test e dunque incentrato sulle materie oggetto dei test. Ma le nostre scuole sono ben lontane da una simile deriva meccanicistica. “La scuola italiana – afferma la prof. Loredana Ferolla, insegnante presso l’Istituto Regina Margherita di Torino - è ancora una scuola ricca”, che incoraggia l’amore per la cultura ‘tout court’ opponendosi fermamente alla sua strumentalizzazione. “E – continua la docente - è ancora una scuola inclusiva e flessibile, dove i programmi si decidono in base alle peculiarità della classe in modo tale da non lasciare indietro nessuno”. Come vuole la nostra Costituzione.

Insegnanti che “vedono oltre” La dimensione relazionale è fortemente radicata nel patrimonio valoriale italiano. Questo si riflette positivamente anche all’interno del sistema scolastico, che può contare su insegnanti che riescono a “vedere oltre” grazie al continuo dialogo con gli studenti e le famiglie. Gli studenti, prima di essere contenitori vuoti da riempire con nozioni e numeri, sono esseri umani con le loro potenzialità e le loro fragilità che, soprattutto in un contesto di sfiducia generale come quello attuale, vanno costantemente incoraggiati e motivati. Così come spesso è necessario motivare i loro genitori che, disorientati dalla scarsità di opportunità che l’Italia offre dopo la scuola, creano un ulteriore senso di scoramento nei loro figli. “Non è facile incoraggiare i ragazzi a studiare in una società dove le opportunità lavorative sono scarse e non di qualità – af-

ferma la prof. Ferolla – ma basta dar loro un po’ di fiducia per farli continuare a sognare”.

ciso di imboccare proprio questa via dando vita al social network “La scuola che funziona”, una piattaforma virtuale dove è possibile confrontarsi sulle Il social network buone pratiche didattiche e pedagogiche esistenti delle buone prassi nelle scuole italiane ed, eventualmente, avanzare Il lavoro di squadra è la via più intelligente per nuove proposte. perseguire obiettivi condivisi. E l’era dei social Fra gli argomenti più discussi nella piattaforma, finetwork gioca sicuramente a favore di chi voglia gurano quello dell’impiego della tecnologia a scoaggregarsi per una causa comune. po didattico e quello dell’uso di tecniche di didatNel 2009, un gruppo di insegnanti italiani ha de- tica partecipata che, fra le altre cose, prevedono il coinvolgimento diretto degli studenti nella valutazione dell’efficacia degli strumenti didattici adoperati, tra cui anche i libri di testo. Tra le iniziative lanciate da “La scuola che Valli di Chioggia è un piccolo paese in provincia di Venezia. Si funziona”, vi è il manifesto degli insegnantratta di un paese giovane, popolatosi a partire dal secondo doti, una sorta di vademecum in 13 punti poguerra che, per tal motivo, fino allo scorso anno non aveva mai in cui si sottolinea come la scuola debba conosciuto la sua storia ufficiale. essere intesa come “scuola di vita”, in cui Fino a quando gli studenti della quarta e quinta elementare delgli studenti, guidati dagli insegnanti, acla scuola Ballarin non hanno provveduto. Armati di smartphone, quisiscono gli strumenti critici necessari quaderni degli appunti e tanta tenacia, i ragazzini, in sella alle a interpretare la realtà e, se necessario, a loro bici, hanno perlustrato tutto il paese a caccia di ricordi. E cambiarla. hanno scritto una bella storia, disponibile sulla App Laguna Sud. Anche in Italia, in barba alle statistiche, la tecnologia applicata Per essere un buon cittadino alla didattica funziona. La scuola gioca un ruolo importante nell’educazione alla buona cittadinanza. Tante, in Italia, sono le iniziative in tal senso. Da anni, diverse associazioni – tra cui Amnesty International Italia - promuovono corsi di formazione sui diritti umani rivolti a insegnanti e alunni con l’obiettivo di creare un ambiente scolastico rispettoso dei diritti e della dignità dell’uomo, estraneo alla violenza e alla discriminazione. Anche il tema della legalità è molto sentito a livello scolastico. Tutte le classi sono impegnate in almeno un progetto di educazione alla legalità promosso da associazioni note come Libera,

“Caccia” alla storia

mezzopieno 7 dicembre 2015

da associazioni e/o cooperative più piccole o dagli stessi insegnanti. L’obiettivo di tutti i progetti è quello di fornire ai ragazzi gli strumenti necessari a creare un tessuto sociale fondato sull’etica e la responsabilità civica, dove vi sia spazio per i valori costituzionali della giustizia sociale, della solidarietà, della democrazia e del rispetto delle regole.


Vacanze gratis barattate con beni o servizi È il ritorno all’economia di condivisione. La “Settimana del Baratto”, giunta alla settima edizione, svincola ospite e gestore dal pagamento in denaro e privilegia l’aspetto umano dell’ospitalità. Un ottimo modo per viaggiare a costo zero investendo in fantasia e curiosità. Si può scegliere la località che si vorreb-

be visitare sul sito Internet della Settimana del Baratto ed inserire la propria proposta di scambio, oppure consultare la “Lista dei desideri” dei gestori aderenti. Edizione dopo edizione, il numero di strutture che aderiscono è in grande crescita e per alcune il baratto continua per tutto l’anno su un sito Fonte: Settimana del baratto; BarattoBB dedicato.

Acqua estratta dall’aria: si può fare La startup svizzero/italiana Seas ha inventato un sistema che riesce ad estrarre acqua potabile dall’aria. Il sistema si chiama Awa Modula ed è in sperimentazione produttiva già in diverse zone del mondo dall’Algeria al Messico. I ricercatori svizzeri hanno calcolato che si può estrarre una quantità di acqua compresa tra i 2.500 e i 10 mila litri al giorno di acqua, da bere, per uso domestico o agricolo. L’impianto può essere alimentato con pannelli solari e quindi produrre acqua a costo zero, ha un bassissimo impatto ambientale e riesce a portare acqua dove sembra impossibile, anche in condizioni di emergenza. Il progetto è stato sviluppato in tre anni in collaborazione con un’equipe di ricercatori dell’Università di Pavia e all’IVR di Novara. Altri progetti originali per l’estrazione dell’acqua sono quello

voluto dalla Gates Foundation per ricavare acqua potabile dai rifiuti organici, quelli per dissalare il mare con tecnologia fotovoltaica o quelli che sono riusciti ad estrarre acqua dalla sabbia del deserto. Seas; IVR

Il Tribunale che protegge gli animali

Oltre 70 avvocati in tutta Italia si sono messi insieme per garantire e promuovere la giustizia nei confronti dei piccoli amici domestici ma anche di allevamenti, circhi, fiere etc. Il “Tribunale degli animali” fornisce consulenze per gestire problematiche legate alla vita di condominio con gli animali, all’accoppiamento, alle richieste di affidi in caso di separazione dei proprietari ma anche consulti in merito a controversie con i veterinari o con gli allevatori, pratiche di acquisto e denuncia

di animali, controversie per danni. Il servizio di conciliazione semplice attraverso una camera arbitrale ha un costo forfettario di 10 euro per le spese vive della pratica, mentre la consulenza legale è gratuita. La sede nazionale del tribunale è a Parma presso il canile comunale “Lilly e il Vagabondo”, dove gli avvocati ricevono il pubblico previo appuntamento. Esistono tribunali degli animali già operativi in 66 sedi sul territorio italiano, che solo nel 2014 hanno gestito oltre 32 mila richieste di supporto legale. La richiesta di arbitrato e consulenza si può presentare presso tribunaleanimali@libero.it. Fonte: Sportello 4 zampe; AIDAA

La Toscana regala la bici ai suoi pendolari Il decreto dirigenziale n. 5040 del 26 ottobre scorso ha sancito l’accordo tra Regione Toscana e Ferrovie che prevede l’assegnazione di un bonus economico ai pendolari per l’acquisto di biciclette. Gli abbonati Trenitalia e Trasporto Ferroviario Toscano che entro il 30 giugno 2016 acquisteranno una bicicletta pieghevole riceveranno dalla Regione un contributo a fondo perduto fino a 150 euro.

La Regione Toscana intende così “incentivare la mobilità sostenibile nel trasporto pubblico locale e gli spostamenti integrati treno-bici dei pendolari, scoraggiando così le modalità di trasporto privato e su gomma caratterizzate da rilevanti costi sociali e ambientali”. Le risorse economiche per il finanziamento del bando provengono dalle penali comminate a Trenitalia per i ritardi.

mezzopieno 8 dicembre 2015

Il contributo a fondo perduto, erogato in forma di blocchetti nominativi per l’acquisto di titoli di viaggio, è pari a non più del 75% del costo complessivo di una bici pieghevole nuova di dimensioni ridotte, che verrà considerata al pari di un bagaglio a mano e potrà così viaggiare gratis su tutti i treni senza limitazione di orario, sia nei giorni feriali che festivi. Fonte: Regione Toscana


I palazzi che mangiano lo smog Il borgo dell’edificio. Gli esempi di architettura antidei miracoli In Messico, 2500 metri quadri smog si moltiplicano in tutto il mondo. Gli studi più innovativi, Italia in testa, stanno progettando e realizzando edifici in grado di ridurre l’inquinamento atmosferico, grazie all’impiego delle tecnologie nei materiali di costruzione. A Roma, l’architetto Richard Meier ha realizzato la Chiesa del Giubileo utilizzando il TX Active, un cemento speciale frutto della ricerca del prof. Luigi Cassar e brevettato dalla italiana Italcementi, in grado di ridurre polveri sottili ed odori sgradevoli grazie al processo della fotocatalisi. Già vincitore dell’International Highrise Award, il Bosco verticale ha portato nel centro di Milano 10 mila metri quadri di foresta con gli oltre 900 alberi integrati nelle facciate di due grattacieli. Le piante filtrano l’aria cittadina dall’inquinamento, oltre a migliorare l’isolamento termico

della facciata dell’ospedale messicano Manuel Gea Gonzàlez sono stati ricoperti con un polimero che reagisce agli inquinanti presenti nell’aria, scomponendoli in elementi meno dannosi per l’uomo. Il pigmento che ricopre i pannelli riesce a neutralizzare l’inquinamento prodotto in un giorno da circa mille automobili. A Copenhagen, in Danimarca, è iniziata la costruzione dell’inceneritore Amager Bakke che convertirà i rifiuti solidi urbani di cinque municipalità in energia e calore per oltre 100 mila famiglie. L’edificio è rivestito in mattoni di alluminio e piante mangia smog in grado di purificare l’aria circostante.

Fonte: Italcementi; Bloomberg; B&W Volunda; Stefano Boeri Architetti

Basta una testa pensante per cambiare il destino di un paese. è successo a Gangi, comune dell’entroterra siciliano in provincia di Palermo, poco più di 7 mila abitanti. Se nel 2014 ha ottenuto il titolo di “Borgo più bello d’Italia”, lo deve alla passione, alla tenacia, all’esempio di un uomo che ha saputo innescare un processo virtuoso di valorizzazione del territorio rendendo i cittadini protagonisti del cambiamento. Giuseppe Ferrarello, sindaco di Gangi dal 2008, passo dopo passo ha salvato il paese dall’incuria e dall’abbandono con politiche innovative di riqualificazione del patrimonio architettonico e di rilancio culturale che hanno creato importanti sinergie tra pubblico e privato. Oggi il comune è importante meta turistica e oggetto di studio anche oltralpe. “Ha torto chi dice che con la cultura non si mangia, così come sbaglia chi non ‘crea’ comunità – afferma – Fondamentale è la collaborazione dei cittadini.

Un sindaco, da solo, non può fare nulla”. Gangi è un “Gioiello d’Italia” (unico comune siciliano ad aver ricevuto nel 2012 questo titolo) anche perché Ferrarello è riuscito a trascinare ed “educare” 7 mila abitanti ad amare il bello, ad accogliere, a rispettare e curare ogni angolo del paese considerandolo bene comune. Un sindaco che si è speso in prima persona per essere di esempio: i cittadini lo hanno visto piuttosto spesso andare in giro per il borgo a raccattare da terra mozziconi di sigarette e rifiuti vari, al punto che adesso è diventato spontaneo per ognuno di loro richiamare chi distrattamente butta una cicca o un pezzo di carta.

Renzo Piano dona lo stipendio per le periferie d’Italia Tutto è nato con un bando anonimo pubblicato su Internet per cercare giovani architetti intenzionati a migliorare le periferie delle nostre città. Dietro a tutto c’è Renzo Piano, che ha deciso di devolvere il suo stipendio di senatore a vita per migliorare la qualità dei quartieri periferici delle città italiane con interventi di “rammendo”

e piccole ricuciture sociali. Microcantieri partecipati che non hanno bisogno di grandi finanziamenti di pianificazioni. “Le cose da fare – spiega l’architetto sono tante e meravigliose: possiamo ridurre i consumi energetici degli edifici del 70/80 per cento, consolidare le 60mila scuole a rischio sparse per

mezzopieno 9 dicembre 2015

l’Italia, rivoluzionare e rendere sostenibile il trasporto pubblico, fecondare le periferie con migliaia di luoghi d’incontro come piazze, mercati, ma anche auditorium, musei, palazzi pubblici”. Il gruppo dei giovani architetti si chiama G124, come la stanza assegnata a Renzo Piano in senato. Fonte: G124 Renzo Piano


In Italia la migliore acqua d’Europa

Il più grande orto collettivo d’Europa C’era una volta a Campi in Valpolcevera, vicino a Genova, un immenso bosco di acacie e piante infestanti che occupava un’intera collina. Grazie al progetto dell’associazione “Comitato Quattro Valli” quel bosco sta diventando il più grande orto collettivo d’Europa sul modello del kibbutz israeliano. La collina abbandonata è stata concessa in comodato gratuito da una società che possiede diverse attività industriali. L’associazione riunisce 2200 allevatori e coltivatori dell’entroterra di Levante e si pone l’obiettivo di sviluppare un modello di economia primaria e contrastare lo sfruttamento del territorio. Circa 300 agricoltori o aspiranti tali (sono state oltre 700 le richieste) coltiveranno un terreno di 7 ettari che resterà

indiviso: non sarà cioè frazionato in tanti piccoli appezzamenti, ma tutti i partecipanti lavoreranno sull’intera area. Sei ore di lavoro settimanale saranno sufficienti per portare a casa frutta e verdura per una famiglia di quattro persone. L’orto collettivo sarà gestito col principio del baratto: tanta verdura per tante ore di lavoro, utilizzando una moneta virtuale (“Scec”). Ogni ora di lavoro vale 7,5 “Scec”, che saranno consegnati ai partecipanti giornalmente affinché possano poi scambiarli con i prodotti dell’orto o con altre componenti del sistema (prestazioni, beni, servizi). Alcune mamme stanno creando anche un asilo nel bosco. Prima di preparare le terrazze, da alcuni mesi i partecipanti si stanno dedicando alla sistemazione di piccole frane, scarpate, manutenzione sentieri su fondo naturale, ricostituzione e cura del bosco, consolidamento del versante, regimazione delle acque… Fonti: Comitato 4 Valli, Vita

è la più economica e la più pulita di tutta l’Unione europea. Lo sostiene il “Rapporto generale sulle acque” presentato da Utilitalia al Festival dell’acqua nell’ottobre scorso. L’Italia vanta il primato di avere le più basse tariffe d’Europa: 1,60 euro ogni mille litri, 4 volte meno dei 6,63 euro che si pagano a Copenhagen, dei 5,70 euro di Berlino, e dei 4,20 euro di Parigi. Oltre agli autocontrolli effettuati dai laboratori interni, la qualità dell’acqua distribuita è continuamente monitorata

dalle Aziende sanitarie locali. Nel 2014, il livello di conformità è stato pressoché totale (99,8%). L’acqua più pura d’Italia scorre a Caserta, dove i parametri di qualità battono Aosta e Perugia. “L’acqua di rubinetto è soggetta a maggiori restrizioni rispetto alle acque minerali, per le quali sono previste deroghe per alcuni

Fonte: ADN Kronos; Il Mattino; Fesass

L’allenatore si rasa a zero per un suo “pulcino”

Alberto (nome fittizio) è un ragazzino di 11 anni che gioca come pulcino in una squadra di calcio bresciana. Soffre di una forma precoce di alopecia areata che in pochi giorni gli ha fatto perdere tutti i capelli. Lo scorso novembre, durante il riscaldamento, gli avversari continuavano a ripetergli “pelato, pelato” e lui è scoppiato a piangere, rifiutandosi di scendere in campo. L’allenatore, che preferisce mantenere l’anonimato “perché in questi casi contano le azioni e

mezzopieno 10 dicembre 2015

parametri come alluminio, vanadio e ferro” commenta Vito Amendolara, vice presidente della Fesass, Federazione Europea per la Sanità Animale e la Sicurezza Sanitaria.

il messaggio che danno, non chi le fa”, è riuscito a convincere Alberto a giocare e dopo la partita è andato dal barbiere per farsi radere a zero come segno di vicinanza e solidarietà. “Ci pensavo da un po’ – racconta l’allenatore - Ho agito così per farlo sentire meno diverso dagli altri, perché mi sono reso conto che questa sua condizione gli crea problemi con i coetanei, a scuola e sul campo da calcio. Ai compagni ho spiegato che i rapporti che si creano all’interno di una squadra sono tra i più forti in assoluto e che i miei migliori amici sono, tuttora, quelli che giocavano a calcio con me quand’ero bambino”. Fonte: Gazzetta dello Sport, Repubblica.it


MEZZOPIENOcosafacciamo La comunità Mezzopieno è un movimento formato da persone, gruppi e associazioni che credono nell’importanza di promuovere ed interpretare un approccio costruttivo ed armonioso nella società e nella vita, nel rapporto con gli altri e nella gestione delle sfide e delle difficoltà. Partecipano alla comunità Mezzopieno: Semi Onlus International, Voluntas Foundation, Fondazione Arbor, Gruppo di ricerca Valori, Etica ed Economia dell’Università di Torino, associazione Volonwrite. Il gruppo di lavoro Mezzopieno è aperto a chiunque voglia partecipare: nei primi due lunedì di ogni mese ci incontriamo alle 19 alla Casa del Quartiere di via Morgari 14 a Torino, in zona San Salvario. Diffusione di Mezzopieno News:

I 52 Passi 52 passi è un percorso di impegno personale che ha l’obiettivo di affrontare insieme piccoli propositi settimanali, uno per ogni settimana dell’anno. Le quattro aree di impegno sono: - Le relazioni - Il rapporto con la natura - Il rapporto con l’invisibile - Il rapporto con se stessi e con il proprio inconscio Ogni settimana, chi desidera mettersi in cammino sperimenta in maniera libera il passo proposto. Per iscriverti alla newsletter dei 52 passi visita la sezione “Contatti” del sito www.mezzopieno.org

il cerchio della gratitudine

Mezzopieno News è un veicolo di condivisione per diffondere la cultura della positività, per sensibilizzare e motivare le persone a mettere in gioco le proprie capacità e la propria intelligenza propositiva. Il “cerchio della gratitudine” è il progetto che prende vita dalle relazioni di gratuità e di gratitudine che si vengono a creare intorno a Mezzopieno News: il periodico, nella sua forma cartacea, viene consegnato di mano in mano nel cerchio delle conoscenze e delle persone vicine ai membri della comunità e diventa uno strumento di relazione e di condivisione. I volontari della comunità Mezzopieno sono attivi nella distribuzione di Mezzopieno News in: OSPEDALI - CASE DI CURA E DI DEGENZA - CENTRI DI ACCOGLIENZA PER ANZIANI - CARCERI ED ISTITUTI PENITENZIARI - SCUOLE PARROCCHIE - ASSOCIAZIONI - AZIENDE - CIRCOLI - COMUNITÀ. L’Ufficio Studi Mezzopieno

L’attività di ricerca è lo strumento attraverso il quale il movimento Mezzopieno approfondisce la sua capacità di interpretare ed analizzare la società e le sue evoluzioni. I programmi di ricerca del movimento sono un laboratorio permanente che coinvolge università, ricercatori, associazioni e gruppi di lavoro. In particolare, Mezzopieno svolge l’attività di studio e analisi in collaborazione col Gruppo di Ricerca Valori, Etica ed Economia dell’Università di Torino, di cui è membro. mezzopieno 11 dicembre 2015

Su queste pagine proponiamo i seguenti passi:

• Quando siamo fermi al semaforo voltiamoci e sorridiamo all’automobilista accanto a noi. • Prima di addormentarci, pensiamo a tre cose belle successe durante la giornata. • Chiediamo scusa dopo esserci alterati con qualcuno. • Salutiamo con un sorriso la prima persona sconosciuta che incontriamo al mattino, chiunque essa sia. • Almeno un giorno, non usiamo l’auto e spostiamoci con mezzi pubblici o bicicletta. • Invitiamo a cena, al cinema o al museo un nostro familiare che non se lo aspetta. • Proviamo a non lamentarci neppure una volta • Prepariamo con le nostre mani un regalo natalizio (poesia, disegno, dolce).


MEZZOPIENOintervista la manualità, anzi mi ha salvato. Quando andavo all’asilo non sopportavo le costrizioni e spesso scappavo. Nella scuola del’obbligo ero appunto “obbligato” a stare in classe e soffrivo: scolpivo sotto il banco di nascosto. Mi hanno respinto in prima elementare, ho rifatto la prima e mi hanno di nuovo respinto in seconda. Per anni me ne sono vergognato, credevo di avere problemi, dicevano che ero un somaro. Poi, all’inizio della prima media, durante la lezione di educazione artistica ho disegnato una foglia d’autunno: alla professoressa è piaciuta così tanto che ha voluto portarsela a casa. Da allora ho cominciato ad andare discretamente bene in tutte le materie, era cresciuta la mia autostima.

E non hai mai smesso di creare, costruire, anche quando sei stato assunto dal Comune come giardiniere…

Le storie belle di Rodolfo SPAGNOLO

PATRIZIA

Intervista a Rodolfo Marasciuolo, giardiniere dipendente del Comune, autore degli allestimenti che da alcuni anni impreziosiscono la città e incantano torinesi e turisti con la bellezza, la delicatezza e la tenerezza che sprigionano. Incontriamo Rodolfo nel suo laboratorio di via Buscalioni 3, cioè nei magazzini del Servizio Verde Gestione del Comune di Torino. I suoi 54 anni non li dimostra affatto, nei suoi occhi ci sono la gioia e l’entusiasmo di un bambino. Non ama

definirsi un artista: è un dipendente del Comune, addetto alla manutenzione delle macchine, con la passione per il lavoro manuale e le cose belle.

Com’è nata questa tua passione?

Si è creativi dalla nascita, basta osservare i bam-

bini. Veniamo al mondo anche per godere della bellezza, ma poi veniamo distolti. La manualità rende la vita migliore, facilità la socializzazione, è condivisione, scambio. Ogni volta che costruiamo qualcosa si affronta un problema e si impara a risolverlo. Da bambino ho sempre coltivato

mezzopieno 12 dicembre 2015

Sono stato assunto nell’85 come dipendente. Avevo 22 anni. I primi allestimenti risalgono al 2006, con le olimpiadi: ho cominciato con la realizzazione di un ombrello, un cappello e una giacca appoggiati su una panchina. L’ombrello l’ho ricavato da un pezzo di olmo che avevamo dovuto abbattere perché era malato. Una signora non voleva, l’albero era un suo caro ricordo e quando l’abbiamo tagliato lei è andata a portare dei fiori sul ceppo. Allora io le ho promesso che avrei fatto rinascere quella pianta sotto altre forme e ho fatto l’ombrello.

Quindi le tue creazioni raccontano delle storie?

Sì, una in particolare. Sono molto affezionato all’allestimento ai Giardini Lamarmora. è un giardino che amo, un angolo di magia. Lì raccon-


to una storia a puntate. Nel primo allestimento, tre anni fa, un uomo arriva in bicicletta e si siede su una panchina con una rosa aperta. Non un bocciolo, ma una rosa aperta. Alle donne si regalano boccioli, rose chiuse, perché durano di più. Ma lui non aspettava nessuno, in realtà sognava un incontro. è una storia apparentemente triste. Nella seconda puntata l’uomo va via e lascia sulla panchina una rosa, un libro e una lettera. Sulla panchina si posano due farfalle. Nella terza puntata lei è arrivata ed è sulla bicicletta con lui, seduta sulla canna, con un gatto nel cestino… La bellezza è questa: vorrei che ognuno costruisse la sua storia. Il mio obiettivo è riuscire a regalare alle persone attimi di spensieratezza.

Ricordo che un giorno una signora anziana si è commossa perché di fronte a quella immagine ha rivissuto la sua giovinezza, quando il suo moroso la riportava a casa in bicicletta.

Ci anticipi come proseguirà la storia? Lui continua a sognare questo incontro?

La storia va avanti. Il prossimo anno avverrà il vero incontro.

Panchine, farfalle, gatti, biciclette sono ricorrenti nelle tue opere. Che significato hanno?

Le panchine le ho sempre amate, sono un oggetto di grande socialità. Mi piace moltissimo una frase di Beppe Sebaste sulle panchine: “è come sedersi a teatro per guardare lo spettacolo del mondo”. La panchina è punto di osservazione, lì rubi anche la felicità delle persone gioiose e innamorate che ti passano accanto. è un’energia positiva contagiosa. Le farfalle sono indice di aria buona e quindi il mio messaggio è anche ecologico: le farfalle torneranno perché le città diventeranno più pulite. Il petrolio si esaurirà. La bellezza è predominante, le energie positive vincono sulla negatività. è la natura che vuole così. E la natura vuole che anche le persone siano predisposte alla bontà: abbiamo una funzione precisa, quella di riprodurci, e se ci comportiamo male rischiamo di non farlo. E aggiungo che il mondo lo salveranno le donne, perché umanamente sono la bellezza assoluta. Le donne non hanno mai mandato i propri figli in guerra. I gatti mi piacciono perché esprimono la libertà. I gatti non si possiedono.

Quali materiali utilizzi per le tue opere?

Li recupero da arredi urbani vandalizzati, li cerco nei cassonetti. Le farfalle le realizzo con con-

tenitori di detersivo bianchi. All’inizio ho coinvolto tutti i miei colleghi: con i 60 contenitori che mi hanno portato ho fatto 90 farfalle. Ma avevo bisogno di tanti altri contenitori. Finora ho realizzato 1637 farfalle… Così sono andato a cercarli nei contenitori della differenziata. In uno dei miei giri mi si avvicina un signore molto distinto, mi chiede che sto facendo, io glielo dico e lui commenta: “Avevo appena letto che il Comune era in crisi, ma non pensavo che mandasse i suoi dipendenti a rovistare nei bidoni”. Le biciclette le costruisco con pezzi di tubi idraulici, dell’irrigazione, pezzi di cancelli, pentole… Queste due fioriere (me le indica nel suo laboratorio, ndr) le ho fatte con gli oblò delle lavatrici.

Vieni pagato per queste opere?

Ho uno stipendio normale di dipendente giardiniere del Comune. Faccio queste cose nell’attesa tra una riparazione e un’altra. Molti lavori li realizzo a casa.

mezzopieno 13 dicembre 2015

Dove sono i tuoi allestimenti?

In giro per la città. In piazza Castello, ai giardini Lamarmora, ai giardini Pietro Micca, in piazza Carlo Alberto: qui ho installato da poco una panchina nella quale le farfalle aprono un varco per far uscire un albero. è un messaggio di gentilezza per la natura, che si riprende i suoi spazi: non tagli l’albero, ma modifichi la panchina. Al Valentino ci sono altre 6 installazioni. In una, nascosta di proposito per creare l’effetto sorpresa, ho voluto regalare un sorriso a tutte le donne. C’è un pozzo con arcata liberty e un secchio in cui c’è…. Scopritelo.


I giardini della salute Il riconoscimento del potere curativo del verde, definito dagli anglosassoni “healing garden”, ha avviato all’interno dell’ospedale Mauriziano di Torino un progetto – a costo zero - che coinvolge gli studenti di agraria e di architettura, autorizzati a svolgere anche in questo ospedale il loro tirocinio per offrire a pazienti e dipendenti un luogo

piacevole in cui farsi curare e lavorare. L’umanizzazione del Mauriziano ha avuto un’altra tappa nell’agosto 2014, quando, primo ospedale torinese, ha eliminato le ore fisse in cui far visita ai pazienti: oggi si può andare a trovare i malati a qualsiasi ora, tranne al mattino dalle 8 alle 12,30 per consentire lo Fonte: Ospedale Mauriziano svolgimento delle attività mediche.

Dice la Zanzara: “Un’ora al giorno almeno bisogna essere felici” È uno dei tanti aforismi di Antonino, diventati oggetto di culto per gli appassionati di comunicazione. Antonino è uno dei veterani del “Laboratorio Zanzara”, una cooperativa sociale nata a Torino 15 anni fa come progetto di integrazione per persone con disagio mentale. Valorizzare il talento che c’è in qualunque individuo, dare sfogo alla creatività sono gli obiettivi di un progetto che mette insieme il mondo del sociale, quello della comunicazione visiva, dell’arte e del design. In via Bonelli 3, in pieno centro a Torino, 17 persone operano (ben visibili dalle ampie vetrate del laboratorio) in un ambiente che rispetta i tempi creativi e lavorativi dei soggetti che vi partecipano e riconosce le persone come patrimonio attivo in ogni realizzazione. Da quel laboratorio escono opere d’arte ideate, disegnate e realizzate dai ragazzi con disagio mentale grazie all’aiuto di professionisti. La cartapesta è il materiale più usato. Il Comune di Torino ha voluto che la Zanzara curasse la comunicazione e la creatività dell’ultima edizione di Torino Jazz Festival, occasione per dimostrare come una realtà sociale possa essere parte attiva della vita culturale della città. Per dimostrare, soprattutto, che la diversità è patrimonio comune.

I lavori realizzati vengono messi in vendita per autofinanziare il progetto. Il laboratorio si propone anche come servizio per aziende e attività commerciali per la realizzazione di oggetti dal design unico. La Zanzara ha reso visibile un mondo invisibile. Ed ecco un altro aforisma di Antonino: “Invisibile, ogni tanto risaltavo”. Fonte: Laboratorio Zanzara

Torino in 3D visitabile da casa Quattro passi tra le vie e i monumenti di Torino stando comodamente seduti a casa propria, magari in capo al mondo. Grazie ad un progetto della Fondazione Musei con il supporto di una startup tutta torinese, LD Multimedia, Torino è oggi la prima città europea ad avere un virtual tour a 360 gradi, in 3D e interattivo. È sufficiente infilare il telefonino nel visore di cartone, realizzato da un’altra realtà torinese a prezzi popolari, per poter passeggiare in città da qualsiasi parte del mondo o visitare alcune sale di Palazzo Madama o del Museo del Cinema, in una relazione sempre più stretta tra arte, tecnologia e turismo. Ma la realtà virtuale esce anche dai confini

mezzopieno 14 dicembre 2015

cittadini: in questi giorni i droni e i sistemi di ripresa speciali sono in azione nelle Langhe per conto della Regione Piemonte e di Collisioni per realizzare il tour virtuale non solo del patrimonio dell’Unesco, ma dei vini e dei vitigni della zona, non più solo da degustare e bere, ma da scoprire immergendosi nel paesaggio. Fonte: Fondazione Torino Musei; LD Multimedia


A Caselle la prima sala di culto per i musulmani In occasione del nuovo volo Torino – Casablanca inaugurato il 27 ottobre scorso, l’aeroporto di Caselle ospita oggi anche una

sala di culto per i musulmani. Primo in Italia all’interno di un aeroporto, lo spazio è stato realizzato con la collaborazione dell’Università di Torino e della comunità musulmana del capoluogo piemontese, che ha contribuito all’allestimento con tappeti, copie del Corano, quadro della Mecca e orolo-

gio con gli orari della preghiera a Torino. La sala di preghiera musulmana si trova poco prima dei controlli di sicurezza ed è aperta negli stessi orari dell’aeroporto, dalle 5 alle 24. Mohamed El Bahi, presidente dell’Associazione Islamica della Alpi, sottolinea come la nuova sala di culto dimostri ancora una volta “il primato della nostra città nella gestione del pluralismo culturale e religioso. Siamo ogni giorno più fieri di essere torinesi”. Fonte: Aeroporto di Torino

Tecnica rivoluzionaria gli restituisce la parola Un ingegnere di 32 anni al quale era stata diagnosticata un’afasia globale in seguito ad aneurisma cerebrale ha recuperato l’uso della parola grazie a un programma di riabilitazione rivoluzionario basato sulla tecnica dell’imitazione. Uscito dall’ospedale, dal luglio 2015 è stato sottoposto, presso il “Centro Puzzle” di Torino che collabora con la Città della Salute, a un trattamento intensivo con un nuovo programma computerizzato chiamato IMITAF. Il software, ideato da un team di ricercatori psicologi presieduto da Marina Zettin, consiste nell’imitazione di oltre mille parole e frasi di difficoltà crescente pronunciate da sei attori di età e genere differenti.

La bellezza di Torino è ormai nota al mondo

Le Corbusier descriveva Torino come la città con “la più bella posizione naturale”, un’eleganza regale e la collocazione ideale ai piedi delle Alpi. Recentemente il capoluogo piemontese è stato elogiato dal Sunday Times e dal The Gardian; anche il giornale americano HuffingtonPost ha riconosciuto la bellezza della città definendola la “Parigi d’Italia”. L’HuffingtonPost indica diversi buoni motivi per visitare Torino, a cominciare dalla bellezza dei suoi sontuosi palazzi, delle ville e delle storiche piazze: “Da non perdere Stupinigi e Venaria – afferma – entrambi ricordano Versailles”. E poi la cultura, il vino, il cibo: “Il cibo qui è sempre buono, dalle piccole trattorie tradizionali ai più trendy ristoranti nei quartieri cool di San Salvario e Quadrilatero”. La presenza di musei di fama internazionale, quali il Museo Egizio e il Museo del cinema, richiama sempre più turisti. Così come l’arte si sta imponendo all’attenzione internazionale con manifestazioni di rilievo tra cui Artissima e Paratissima. Infine, il primato del cioccolato. “Torino – sottolinea l’HuffingtonPost - è la città che ha prodotto il mix cioccolato al latte/nocciole, gianduja, che ha ispirato la crema spalmabile che tutti adorano”. Fonte: Huffinghton Post

Il paziente, dopo 15 mesi di completa assenza di comunicazione verbale, ha migliorato notevolmente la ripetizione di qualsiasi stimolo e risulta in grado di produrre spontaneamente alcune parole ad alta frequenza d’uso, che gli garantiscono la possibilità di effettuare semplici scambi comunicativi nel quotidiano. Il percorso riabilitativo è tuttora in corso. Fonte: In Salute News

mezzopieno 15 dicembre 2015


Torino salva i lemuri del Madagascar Circa 1600 ettari della foresta pluviale degli alberi dragoni, habitat naturale di molte specie rare di lemuri, sono diventati un’a-

rea nazionale protetta per decreto governativo grazie all’impegno dell’Università di Torino, unica stazione di ricerca italiana in Madagascar. Con il decreto è diventato illegale tagliare e bruciare gli alberi della foresta pluviale all’interno dell’area, gestita dal dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Torino (in collaborazione con il Parco Natura Viva

di Bussolengo come zoo capofila dell’Unione italiana zoo e acquari). L’obiettivo è contenere il disboscamento selvaggio, che ha causato la scomparsa del 90% della foresta primaria esistente sull’isola. “Questo potrebbe salvare la vita a 13 delle specie di lemuri più a rischio di estinzione che vivono in Madagascar - spiega Cristina Giàcoma, direttore del dipartimento di Scienze della vita e biologia dei sistemi dell’Università di Torino - è il risultato di 10 anni di attività a fianco della popola-

Il pane prodotto dai detenuti Il progetto “Farina nel sacco” si può toccare concretamente ogni giorno nella panetteria di via Massena a Torino, aperta circa un anno fa dalla cooperativa Ecosol–Liberamensa, che coniuga la qualità dei prodotti e delle materie prime con un concreto impegno sociale: i prodotti offerti sono infatti interamente realizzati nel forno della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, dove i detenuti, regolarmente assunti, lavorano affiancati da panettieri professionisti. Anche le materie

prime che vengono lavorate all’interno del carcere hanno una storia di eccellenza e di attenzione all’ambiente: nel mulino di Dronero, da dove provengono, vari tipi di grani considerati perduti sono macinati a pietra, mentre l’acqua che fa girare le macine viene riutilizzata per l’irrigazione dei campi. Le farine realizzate vengono portate in carcere dove, con pochi ingredienti selezionati, vengono trasformati in pane, torte, pizze e biscotti da tre detenuti guidati dal giovane cuoco

zione locale, iniziata quando abbiamo costruito noi stessi la stazione di ricerca di Maromizaha. Alcuni abitanti locali, prima analfabeti, ora sono guardiaparco”. Nella zona di Maromizaha vivono circa 3 mila lemuri fra i quali anche l’Indri, il più grande delle quattro famiglie e il più particolare: non vive in nessun parco zoologico del mondo perché nessuno è mai riuscito ad allevarlo con successo fuori dal proprio habitat ed emette un canto unico, udibile fino a 4 chilometri di distanza.

Regala un libro per le scuole

Dopo il successo della prima edizione, dal 24 novembre 2015 al 10 gennaio 2016 è in corso “RegaLibri”, una campagna lanciata dalla Circoscrizione 7 del Comune di Torino per arricchire le biblioteche delle scuole. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con la rete di biblioteche scolastiche Torino Rete Libri, la Scuola Holden e la Fondazione Giorgio Amendola, ha permesso lo scorso anno di raccogliere oltre 7 mila libri.

e panificatore Diamante Abdushi. Il percorso di formazione professionale è finalizzato a garantire un alto livello di preparazione, offrendo ai detenuti una concreta opportunità di formazione e lavoro. I laboratori artigianali di gastronomia, pasticceria, gelateria, panetteria e pizzeria costituiscono anche il cuore del servizio di catering LiberaMensa che mette a disposizione i suoi prodotti anche per una vasta gamma di eventi.

Con questa nuova edizione la Circoscrizione 7 lancia una raccolta ancora più ambiziosa, ampliando la fascia di età degli studenti ai quali vorrebbe mettere a disposizione un catalogo il più ampio possibile. In particolare, le scuole segnalano come priorità libri di narrativa di ogni genere, narrativa bilingue italiano - altra lingua, dizionari di italiano - lingua straniera, gialli e polizieschi. Per tutti coloro che sono interessati a donare un libro, sono disponibili diversi punti di raccolta in cui consegnare direttamente i volumi, tra cui la sede della Circoscrizione 7 in corso Vercelli 15 o la scuola Holden in piazza Borgo Dora 49. è possibile anche optare per un acquisto mirato di libri presso le librerie che hanno aderito all’iniziativa e che hanno a disposizione nelle rispettive sedi una lista di titoli elaborata con le scuole stesse.

Fonte: Liberamensa; Carcere di Torino

Fonte: Circoscrizione 7, Comune di Torino

Fonte: Parco Natura Viva

mezzopieno 16 dicembre 2015


MAURA

FORNERO

Mamma, c’è un cane in biblioteca! I benefici della pet therapy ormai sono noti e riconosciuti, ma cosa succede quando i cani entrano in biblioteca?

Accade in alcune librerie e biblioteche torinesi con il progetto “Luckyleo - La fortuna di leggere con il cane”, promosso da un’équipe multidisciplinare in collaborazione con l’AslTo3 e la Libreria Torre di Abele di Torino. Gli incontri, che promuovono la lettura ad alta voce, coinvolgono bambini dagli zero anni in poi e le loro famiglie. La pet terapista Teresa Albergo, che ha

dato impulso al metodo, racconta che “l’idea è nata osservando il legame speciale che si era creato tra il mio cane Lucky, incrocio labrador di 5 anni, e mio nipote, Leonardo di due anni”. Lucky ha dimostrato fin da subito una particolare sensibilità nell’avvicinarsi alle persone, soprattutto ai bambini. “Durante un incontro per festeggiare idealmente il compleanno di Gianni Rodari – continua la dottoressa Albergo - il cane stava in disparte mentre leggevo un racconto e abbiamo notato che i bambini al termine della storia cominciavano ad avvicinarsi

incuriositi. Sotto molti aspetti il progetto è nato per una serie di casualità, soprattutto grazie a Lucky che in un certo senso si è ‘offerto’ per questo ruolo delicato”. Grazie alla presenza di Lucky i bambini sono più rilassati e attenti e i benefici coinvolgono l’intera famiglia. “La lettura – spiega Teresa Albergo - è un modo per creare le condizioni favorevoli all’interazione e il cane è un potenziatore emozionale, un valido aiuto per creare vicinanza tra l’adulto e il bambino”. I genitori partecipano attivamente e beneficiano loro stessi della presenza dell’animale. Gli incontri vengono ospitati in alcune biblioteche, come quella di Alpignano, e librerie come la Torre di Abele a Torino; sono rivolti a tutti i bimbi e rappresentano un’opportunità di inclusione sociale anche per i piccoli diversamente abili. “Al centro dell’attenzione sono proprio coloro più in difficoltà, perché l’attività sia a loro

mezzopieno 17 dicembre 2015

misura” dice la pet terapista. Oltre a Lucky e il gatto Nerino, i due Golden Retriver Night e Hatra e il coniglietto Magisa, di recente membro del team, il gruppo “Luckyleo” impegna professionisti che coprono un ampio raggio di specializzazioni, tra cui un medico veterinario comportamentalista, Rossella Bovo. Numerose le richieste di supporto da parte delle famiglie, soprattutto quelle che avevano già un cane prima della nascita del bimbo, per imparare a gestire correttamente la relazione bambino–cane e adulto-cane. L’esperienza, intanto, prosegue e si amplia con tante diramazioni del metodo e applicazione dei percorsi, estendendo anche l’età dei partecipanti; poi incontri e corsi di formazione per promuovere il metodo Luckyleo, ma soprattutto tante occasioni per avvicinarsi alla lettura in compagnia di Lucky e i suoi amici a 4 zampe.


MEZZOPIENOtralagente

La scuola che ti piace Abbiamo chiesto a studenti delle superiori che cosa apprezzano della scuola italiana, per sottolineare gli aspetti positivi di un sistema sempre più al centro di critiche feroci. Angela, liceo classico, Matera Mi piace la scuola perché andarci è la consapevolezza di godere di uno fra i più importanti diritti e perché impegnarmici è la fierezza di viverlo come un dovere. Mi piace perché è lì che il pensiero critico ha ampio spazio per formarsi, svilupparsi, rafforzarsi e poi procedere da solo. Mi piace la scuola perché è lì che ho capito che originariamente significava tempo libero (dal greco skolé) ed è sempre lì che ne ho compreso a pieno il motivo. È tempo libero perché è tempo da riempire con il pensiero, quindi è il tempo della libertà perché, come si sa, solo pensare rende davvero liberi. Elisabetta, liceo delle scienze umane, Torino Ciò che mi piace della scuola italiana è lo sforzo che spesso vi si realizza per l’integrazione di stranieri e disabili, e la possibilità offerta a questi ultimi di un approfondimento individualizzato. Come da nessun’altra parte, nella scuola si possono incontrare persone molto diverse, ed è una sfida tanto per gli insegnanti quanto per gli studenti. S’insegna un po’ di tutto, le materie umanistiche sono sempre approfondite e non perdono certo valore con il tempo. Erika, istituto tecnico, Milano Della scuola mi piace il fatto che conosco gente nuova e trovo anche delle vere amicizie, poi è bello studiare qualcosa che ti piace, tipo le materie di specializzazione, le ore in laboratorio, insomma imparare divertendosi. Mi piacciono soprattutto alcuni prof che nonostante tanti anni di insegnamento non perdono la passione in ciò che fanno.

Davide, liceo scientifico, Torino Ciò che più mi piace della scuola non è una caratteristica intrinseca del sistema scolastico, bensì una qualità preziosa e anche un po’ rara che alcuni insegnanti posseggono indipendentemente dalla personalità: quella di appassionarsi alla loro materia in maniera tale da trasmettere, oltre alle nozioni, anche parte del loro entusiasmo. Secondo me è proprio nel momento in cui viene sollecitato l’interesse dello studente che si verifica una piccola vittoria didattica. Cecilia, liceo linguistico, Torino Mi piace “la preparazione che ti danno”. Ho una cugina che è andata in Spagna per un anno seguendo dei corsi per l’università. Ha detto che lì non ti danno questa grande preparazione in confronto all’università italiana. Ho avuto due compagne che per un anno sono state in America. Mi hanno fatto vedere il loro programma di lingue straniere, matematica e storia, tutto molto ristretto rispetto al nostro e molto indietro. In Francia hanno un anno in meno di scuola rispetto al nostro, il che riduce un po’ le cose che puoi apprendere. In pratica, se ti capita una scuola giusta, hai una preparazione molto approfondita su tutto.

notizieflash METÀ DELL’ENERGIA PRODOTTA NEL MONDO È RINNOVABILE International Energy Agency - 10 novembre

L’ITALIA DIVENTA IL PRIMO PRODUTTORE DI VINO AL MONDO Coldiretti - 7 ottobre

CROLLA IL NUMERO DI ABORTI IN ITALIA, AI MINIMI DI SEMPRE Ministero della Salute - 3 novembre

LA NUOVA ZELANDA CREA LA PIù GRANDE RISERVA MARINA DEL MONDO Radio New Zealand - 28 settembre

TUMORI AL SENO: IN CALO DEL 30% LA MORTALITÀ NEGLI ULTIMI 23 ANNI Ansa - 12 Novembre

FILANTROPI IN ITALIA PIÙ GENEROSI: DONANO UN QUINTO DEI LORO GUADAGNI Il Corriere - 18 novembre

IL GAMBIA ABOLISCE L’INFIBULAZIONE Reuters - 24 novembre

LA NIGERIA DICHIARATA LIBERA DALLA POLIOMELITE Organizzazione Mondiale della Sanità - 25settembre

I TASSI IN ITALIA AI MINIMI: I MUTUI PIÙ BASSI DI SEMPRE Euribor - 10 dicembre

mezzopieno 18 dicembre 2015


Lorenzo, liceo economico sociale, Milano Apprezzo che comunque la scuola cerchi di sviluppare le abilità degli studenti tramite i corsi extra-scolastici. Cerchi l’integrazione delle diverse culture e cerchi di sperimentare varie attività (gite, estero) che incrementino l’interesse degli alunni. E che cerchi di aiutare ragazzi con difficoltà. Martina, liceo delle scienze umane, Torino Nella mia esperienza scolastica ho incontrato insegnanti pronti ad aiutare qualsiasi alunno indipendentemente dalla sua nazionalità; inoltre mi hanno sempre insegnato a rispettare il prossimo, a non avere paura delle differenze ma ad accoglierle poiché siamo tutti diversi e non è un male, anzi è un bene. Roberta, istituto tecnico, Milano Ciò che mi piace della scuola è quando riesci a instaurare un rapporto quasi di amicizia con un professore. Quando puoi discutere con lui in modo produttivo, magari facendo anche la battutina senza che se la prenda. È bello quando i professori non si sentono dei re col potere in mano, ma si ricordano che sono persone tanto quanto noi, e che si impara meglio quando c’è reciproco rispetto e una sorta di uguaglianza. Poi ovviamente la scuola che mi piace sono le persone che ne fanno parte, gli amici, gli intervalli e l’ora di educazione fisica, ahah Camilla, liceo classico, Torino Il liceo classico nella sua intrinseca essenza dona tanto, ogni giorno. La letteratura greca, straordinaria, magistra vitae. Dire che apre la mente è secondario: trasforma da potenza in atto il passato che è dentro di noi, risvegliando il legame ancestrale che ci connette al nostro ieri.

Rossella, istituto tecnico commerciale, Andria Mi piace la scuola per il rapporto di quasi fratellanza che si instaura con i compagni, i docenti e i collaboratori scolastici. È una vera e propria famiglia. È il luogo dove trascorri 5 anni che sono proprio gli anni dell’adolescenza, del cambiamento, gli anni più importanti. Sono gli anni dove cominciano le prime preoccupazioni ma sono anche i più belli. Mi piace la scuola per tutte le nozioni culturali che mi sta dando ma anche perché mi sta insegnando a vivere. Imane, liceo linguistico, Bologna Della scuola italiana mi piacciono l’incredibile ricchezza del programma e la varietà di materie che vengono trattate. Alla fine del liceo si ha una visione molto ampia su molti argomenti e si potrebbero sostenere dibattiti di ogni tipo partendo da una conoscenza piuttosto solida. Si approfondiscono le materie a tal punto da non dover seguire necessariamente corsi preuniversitari, a meno di non aver sviluppato lacune a causa del proprio metodo di studio, credo.

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Cristina, liceo artistico, Torino La scuola che frequento, pur non essendo perfetta, è l’ideale per i ragazzi che vogliono intraprendere un cammino artistico. In molte aule e negli spogliatoi della palestra sono presenti murales realizzati dagli stessi studenti; da qualche anno, inoltre, il liceo si sta digitalizzando: in quasi tutte le aule sono presenti Lim e a diversi studenti è stata data la possibilità di utilizzare (gratuitamente) un computer che viene consegnato a inizio anno e va restituito l’ultimo giorno di scuola. Sono numerose le iniziative che ci vengono proposte (l’anno scorso, ad esempio, abbiamo partecipato a un progetto per l’Expo e a un altro per ricordare la Prima Guerra Mondiale), i professori sono qualificati e sempre pronti ad aiutare i propri alunni con approfondimenti o ripetizioni.

mezzopieno 19 dicembre 2015


MEZZOPIENOeditoriale Vi sono manifestazioni della natura davanti alle quali percepiamo un richiamo istintivo estremamente profondo, un’empatia intensa e primordiale. Sono la semplicità, la spontaneità e la grandezza dei fenomeni che ci riportano all’essenza della nostra origine e che ci riavvicinano al significato più profondo ed essenziale del nostro essere. La mitezza e la saggezza degli elementi, degli animali e del regno vegetale ci affascinano e ci appartengono intimamente. La natura è forte e fragile, intensa e delicata, rapida e contemplativa, resistente e arrendevole. Nel nostro essere uomini e donne risiede un’arcaica impronta istintiva che tuttavia parrebbe affievolirsi con l’avanzare del progresso umano. L’affannarsi per un continuo perfezionamento materiale sembra alimentare progressivamente una cultura di appropriazione e di sopraffazione individuale che paiono allontanarsi sempre più dal messaggio primordiale della natura a cui apparteniamo. I valori della forza, del successo e dell’eccellenza sembrano fare sempre più parte del nostro impianto sociale ed educativo e sono trasmessi come icone di superiorità e parametri di perfezione. Ci vie-

Mezzopieno News è pubblicato ogni due mesi dal movimento Mezzopieno. Gli articoli riportati sono frutto della ricerca e del lavoro giornalistico del comitato editoriale, dell’ufficio studi, del gruppo di ricerca, dei volontari e dei membri della comunità Mezzopieno. Ogni articolo è un’elaborazione originale e riporta fatti e situazioni reali. Le fonti originali sono verificate e citate per esteso. SE CREDI NELLA BELLEZZA E NELLA POSITIVITà, CONDIVIDILA Mezzopieno News è scritto dalla gente e riporta le notizie dei suoi lettori e dei simpatizzanti del pensiero Mezzopieno. Articoli, lettere, suggerimenti e collaborazioni sono inseriti nella pubblicazione secondo i parametri della linea

ne insegnato ad essere i migliori, i primi, a superare gli altri e ad affermare la nostra individualità. Principi che nondimeno, per risultare realisti e naturali, dovrebbero comprendere, oltre ai concetti di competizione e di conquista, anche quelli di accettazione, di fragilità e di arrendevolezza. Ogni azione della natura protende a favore del gruppo, del genere o della specie, mai ad un’egemonia individuale o egoistica. Seguire il richiamo che ci riporta ad essa e alla sua armonia significa pertanto accogliere con un nuovo sguardo lo spirito collettivo, la nostra finitezza, la vulnerabilità e la fiducia, indietreggiando nei confronti delle pratiche di appropriazione delle cose e delle azioni e al loro miglioramento per un’utilità personale; una ritrovata purezza di intenti e di atteggiamenti. Un nuovo patto con la natura richiede una nuova innocenza, un regresso volontario verso l’ingenuità. Non annullare la nostra capacità di agire ma, al contrario, esercitare il coraggio morale e la forza dell’onestà intellettuale per un fine che supera il nostro ego. Una riappropriazione cosciente dei nostri valori archetipi e istintivi come membri della vasta comunità che è il mondo. L’ingenuità non intesa come superficialità ma come recessione volontaria all’autoaffermazione ed una profonda comunione con le

editoriale condivisa. L’applicazione per inviare scritti, fotografie ed articoli è consultabile nelle pagine dedicate del sito del movimento. Mezzopieno News è gratuito – nessuno può richiedere denaro o compensi per la sua distribuzione. Il movimento Mezzopieno è un gruppo di pensiero che non ha obiettivi di profitto ma la diffusione dell’approccio positivo e della capacità creativa e collaborativa. Mezzopieno News è distribuito con il contributo volontario dei membri, degli amici e dei simpatizzanti del movimento Mezzopieno. Come frutto della volontà di condividere il proprio pensiero, la pubblicazione è distribuita attraverso il sistema del passaparola, di mano in mano, con la consegna diretta e personale.

cose che tende a diventarne parte. La contemplazione del mondo non può lasciare più spazio alla sua aggressione. Si tratta di una scelta di semplicità e di accettazione di affermazione dell’”altro”. Il contemplativo non è un asceta ma un animo capace di vedere la bellezza dei papaveri in un campo incolto e di scorgere un raggio di luce all’interno di una caverna buia. Lo stato di serenità e di bellezza contemplativo ferma la tensione verso il dopo ed il ricorso al prima per sostare nell’adesso, senza proiettarsi già alla sua conclusione. Un approccio naif che apprende dagli animali, dalle popolazioni primitive e dagli anziani, che ritorna a vedere e a cantare la vita con l’animo poetico e con l’ingenuo entusiasmo del bambino, che mette in gioco le idee le facoltà e le qualità senza gabbie pregiudiziali, non più competitivo ma collaborativo, senza costruzioni ideologiche, asti o rancori, patrie o generi. Non si tratta di magia o di leggerezza ma di una purezza portata all’estremo, di uno stato attivo e propositivo, libero dai condizionamenti, di una pratica morale virtuosa, reciproca e fraterna, alleggerita dalla rabbia e dalla polemica, capace di perdonare, di respirare a pieni polmoni l’aria del mondo che cambia e di sforzarsi di accettare la verità dell’altro anche quando non la si comprende.

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mezzopieno 20 dicembre 2015

Luca Streri

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