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Un giorno la ragazza che mi aiuta con le pulizie di casa mi ha detto, nel suo italiano stentato: “Entri in una casa, conosci l’uomo”, inteso come essere umano che la abita. Quando Margherita Oggero ci ha aperto le porte della sua casa ho pensato che era proprio come me l’ero immaginata. Un camino antico e davanti il guizzo di una fila di sedie da cinema. Spazi ampi e sgombri per prendere fiato, pochi mobili scelti con cura e pareti affollate di quadri. E libri, tanti libri. Dalla scelta delle parole che usa per rispondere alle nostre domande si può immaginare quanto tempo abbia dedicato alla lettura e quanto ami scrivere. Ha cominciato già negli anni del liceo, ma si è dedicata ad altro – è stata autrice per la radio, poi insegnante – tanto che ha esordito come autrice di narrativa compiuti i cinquant’anni, con il suo

primo romanzo, “La collega tatuata”, che ha ispirato il film “Se devo essere sincera”, di Davide Ferrario e con Luciana Littizzetto nei panni della brillante professoressa di lettere che collabora con la polizia alle indagini per un caso di omicidio. E la “prof” investigatrice Camilla Baudino è la protagonista degli altri suoi romanzi “Una piccola bestia ferita”, “L’amica americana” e “Qualcosa da tenere per sé “ da cui è stata tratta la serie televisiva “Provaci ancora, prof!” con Veronica Pivetti. Dopo cinque anni dall’ultimo romanzo della saga, pubblica “Un colpo all’altezza del cuore” che riprende le vicende della professoressa Baudino. Il mondo della scuola è il leit motiv della sua produzione letteraria: nel 2008 esce “Orgoglio di classe. Piccolo manuale di autostima per la scuola italiana e chi la frequenta”, poi “Perduti tra le pagine”. Ha scritto anche il giallo per bambini “L’amico di Mizù” e parlato agli adulti con personaggi cari ai bambini come in “Così parlò il nano da giardino” e “Il compito di un gatto di strada”. Con La ragazza di fronte (2015) vince il Premio Bancarella 2016. Il suo ultimo romanzo,“Non fa niente”, è il racconto di una storia di sorellanza attraverso quasi cinquant’anni di storia del Novecento.   INTERVISTA ESCLUSIVA PER MEZZOPIENO a pagina 16/17 MEZZOPIENO 1 GIUGNO-LUGLIO 2018

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LA BORSA ABBANDONA LE ARMI: NASCONO I FONDI PACIFISTI PAGINA 2

ORA POSSIAMO SAPERE COME LO STATO USA LE NOSTRE TASSE PAGINA 10

A TORINO IL PRIMO TEATRO GREEN D’ITALIA PAGINA 18


LA BORSA ABBANDONA LE ARMI: NASCONO I FONDI PACIFISTI La principale società di gestione del risparmio al mondo, BlackRock, ha lanciato per la prima volta sul mercato due nuovi fondi di investimento con strategie che eliminano ogni investimento in aziende che producano, commercializzino o vendano armi da fuoco per i civili. In risposta alle stragi compiute da giovani armati nelle scuole e alle campagne di boicottaggio della vendita di armi, seguite all’ultimo massacro di studenti nel liceo di Parkland in Florida, la compagnia americana è scesa in campo proponendo un’azione concreta che modifica

sostanzialmente la sua filosofia di investimento. I due nuovi fondi ESG (environmental, social and governance) escludono completamente azioni e obbligazioni emesse da società il cui business sia quello delle armi. Questi fondi fanno parte degli strumenti finanziari che selezionano gli investimenti sulla base di politiche ambientali, sociali e di governance etiche. BlackRock è solo l’ultimo operatore finanziario a dissociarsi dagli interessi della National Rifle Association, la potente lobby delle armi americana, a testimonianza del cambiamento dell’opinione pubblica statunitense. Nei mesi scorsi si è assistito al disin-

Ascoltare la foresta con i megafoni Come prestare maggiore ascolto alla natura e immergersi nei suoi richiami? Facile: amplificando i suoni della foresta con enormi megafoni di legno! L’idea è venuta agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Tallin, in Estonia, durante un seminario di alcuni giorni condotto all’interno del Pähni Nature Centre, un bosco ai confini con la Li-

tuania che offre percorsi escursionistici e di studio. Al termine del lavoro di gruppo, una studentessa ha proposto ai suoi compagni di sviluppare un progetto per amplificare la musica naturale della foresta, senza alterarne gli equilibri. E così gli studenti di Belle Arti hanno costruito tre megafoni giganti, realizzati interamente in legno per essere lentamente riassorbiti

dalla foresta, e li hanno posizionati in una piccola radura nella contea di Võru. Del diametro di tre metri, i megafoni sono grandi abbastanza da ospitare alcune persone: così gli escursionisti potranno accomodarsi al loro interno per ascoltare il suono della pioggia, delle foglie mosse dal vento e degli insetti che popolano il bosco. “Si tratta di un riferimento estremamente simbolico al significato del sentire ed al processo dell’ascolto”, dice una delle professoresse che ha seguito il progetto. “Il riferimento in sé dovrebbe essere sufficiente a ispirare le persone ad ascoltare i vari universi della foresta”.



Fonte: RUUP; Visit Estonia

vestimento di numerosi fondi pensione, banche e società di gestione. Con 6 mila trilioni di dollari di patrimonio gestito, BlackRock è il più grande investitore finanziario del mondo e la sua scelta potrebbe essere in grado di mettere in ginocchio non solo lobby di interesse ma anche Stati e governi nazionali. Nella sua lettera annuale, l’amministratore delegato di BlackRock, rivolgendosi ai vertici delle società partecipate ha lanciato un messaggio: “Se volete conservare il nostro appoggio dovete dare un contributo positivo alla società”. FONTE: FINANCIAL TIMES; BLACKROCK

Ritrovati 3000 bambini scomparsi in India In 3 giorni sono stati rintracciati quasi 3.000 bambini scomparsi, grazie a un nuovo software di riconoscimento facciale che la polizia di Delhi, in India, ha adottato in prova per rintracciare i tanti bambini che si perdono ogni anno nel grande Paese asiatico. Il problema dei bambini persi in India è estremamente diffuso a causa della mancanza di un’anagrafe funzionante e dell’ancora diffusa mancata registrazione di molti all’atto della nascita. La polizia di Delhi ha utilizzato il sistema di riconoscimento su 45.000 bambini trovati nelle stazioni, nei ghetti e per le strade o che vivono in case di raccolta di bambini senza casa, riuscendo a dare un’identità a 2.930 di essi e

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riuscendo a riunirli con le loro famiglie. Monitorare le migliaia di bambini che scompaiono ogni anno in una nazione di 1,3 miliardi di persone è un’impresa che lo Stato indiano non è stato finora in grado di gestire. Secondo il Ministero indiano per le donne e lo sviluppo infantile, tra il 2012 e il 2017 sono stati segnalati più di 240.000 bambini dispersi, sebbene il numero

reale sia probabilmente più alto: secondo alcune ONG internazionali, vicino ai 500.000 all’anno. Il software di riconoscimento facciale è uno strumento tecnologico che memorizza le caratteristiche facciali di ogni bambino e le abbina con fotografie e database disponibili con il portale Track Child, riuscendo a stabilirne istantaneamente l’identità. Fonte: New Indian Express; New York Times


L’Europa approva lo storico I camionisti uniti accordo per salvare le api salvano il suicida sull’autostrada

I Paesi di tutta l’Unione Europea, inclusa la Gran Bretagna, hanno votato uno storico trattato che vieta l’uso dei tre pesticidi più nocivi per le api. I 28 Stati hanno concordato di vietare definitivamente e in tutto il territorio, l’uso di tre neonicotinoidi tossici: l’imidacloprid, il clothianidin e il thiamethoxam. Sono gli insetticidi più utilizzati al mondo e si sono rivelati estremamente dannosi per la vita delle api, le cui colonie stavano diminuendo a causa proprio dell’uso di questi prodotti. Le api e gli insetti impollinatori sono di vitale importanza per la biodiversità e per l’equilibrio dell’ambiente. Un rapporto dell’autorità europea per la sicurezza alimentare ha rilevato che questi pesticidi contaminano i fiori ma anche il suolo e l’acqua e che il loro impatto sull’ecosistema e sulla nostra salute è fortemente nocivo. “Oggi gli Stati membri dell’Unione europea si sono messi dal lato giusto della storia. Si tratta di una vittoria importante non solo per le api ma per l’intera società. Questo voto è un chiaro messaggio indirizzato alla politica e all’intero sistema agricolo industriale: la nostra salute e quella del pianeta prevarranno sugli interessi finanziari delle multinazionali. Siamo di fronte a un passo fondamentale verso un’agricoltura buona, pulita e giusta”, ha dichiarato Carlo Petrini, fondatore di Slow Food.

Per la prima volta l’Alzheimer neutralizzato nell’uomo

Il giorno 24 aprile in Michigan (USA) un uomo si è arrampicato oltre le barriere di protezione di un cavalcavia per tentare il suicidio. Alcuni camionisti, appena si sono accorti di quello che stava accadendo, hanno fermato i loro mezzi e li hanno messi sotto il cavalcavia per impedire che l’uomo potesse gettarsi in mezzo all’autostrada. Dopo pochi minuti 13 semirimorchi erano allineati per impedire all’uomo di saltare sulla Interstate 696. La polizia ha nel frattempo chiuso l’autostrada in entrambe le direzioni, intorno all’una di notte, ma ha deciso di lasciar passare i semirimorchi, dopo aver escogitato l’insolito piano per impedire all’uomo di suicidarsi. La polizia ha quindi organizzato i camion per allinearsi sotto il cavalcavia e così ridurre la distanza della caduta se l’uomo avesse deciso di saltare. Dopo 3 ore di trattative l’uomo è stato convinto da questa grande mobilitazione a rinunciare al suo gesto ed è stato salvato e accompagnato all’ospedale di Beaumont per valutare il suo stato di salute e comprendere i motivi del suo disperato tentativo. 

Fonte: Fox2

Gli scienziati dell’Istituto Gladstones, in California, hanno compiuto una svolta rivoluzionaria nella battaglia contro l’Alzheimer. Il team di ricercatori è riuscito a identificare il gene che causa la malattia e per la prima volta a neutralizzare l’unità responsabile all’interno del DNA, in modo che essa non riesca più a condurre lo sviluppo della demenza degenerativa. Dopo la sperimentazione sui topi, i ricercatori hanno testato la scoperta sulle cellule del cervello umano e questo nuovo approccio, frutto di molti anni di studi, ha avuto pieno successo. La cellula pericolosa in questione è chiamata APOE4. Questo gene produce una proteina mutata che danneggia le cellule del cervello umano provocando l’Alzheimer. Utilizzando le cellule staminali per correggere il gene, gli scienziati sono stati in grado di fermare la produzione delle proteine letali, ​​ eliminare tutti i segni del morbo e migliorare la sopravvivenza e la funzione delle cellule. Ora che il trattamento si è dimostrato efficace nelle cellule umane, i ricercatori prevedono di allargare la pratica su larga scala e prevedibilmente a tutti i malati di Alzheimer. Il team ha scoperto che il trapianto di un particolare tipo di neurone nel cervello ripristina inoltre le funzioni cognitive del morbo di Alzheimer. Come una grande orchestra, il cervello si basa sulla perfetta coordinazione di molti elementi per funzionare correttamente. Uno squilibrio tra neuroni è la causa di molteplici disturbi tra cui anche l’epilessia, la schizofrenia e l’autismo. Fonte: Gladstone Institutes

Fonte: European Parlament; Slow Food

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Il ragazzo che ha salvato le piante dall’uragano Theo Quenee è un ragazzo di 18 anni di Miami che ha visto con i propri occhi l’uragano Irma devastare la Florida nel settembre 2017. In particolare, Theo è stato colpito dall’impatto che la tempesta ha avuto sulle mangrovie: “Dopo il passaggio dell’uragano c’è stata un’enorme quantità di piantine di mangrovie mescolate ad alghe e detriti”, racconta. “Tutto sarebbe stato raccolto e gettato in discarica. Mi sono reso conto che il sud della Florida alla fine avrebbe ucciso migliaia di mangrovie nel processo di bonifica”. All’indomani dell’uragano, Theo, che conosce l’importanza delle mangrovie per gli ecosistemi costieri, inizia a raccogliere le piante devastate

nelle strade e nei parcheggi, con l’intento di trovare un posto dove farle crescere in attesa di ripiantarle e riabilitare le foreste locali. Non trovando però alcun luogo adatto, decide che l’unico modo è iniziare dal tetto della sua casa! Costruisce allora una serra sul tetto in modo che i piccoli alberi possano ricevere una quantità sufficiente di luce solare e umidità. Poi riempie la serra con 524 piantine, tenute separate in secchi di yogurt. E così oggi, dopo sette mesi di cure, Theo e i suoi amici hanno spostato le piante in una piana di fango a Miami, dove presto cresceranno in una foresta di mangrovie. Fonte: Mother Nature Network

I sacchetti di plastica nei mari inglesi stanno diminuendo

Il numero di sacchetti di plastica presente nei mari intorno al Regno Unito è diminuito in misura considerevole negli ultimi 10 anni. Lo rivela uno studio durato 25 anni, pubblicato sulla rivista scientifica “Science of the Total Environment”, in cui è stato rilevato che la loro presenza è diminuita del 30%. Il fenomeno è considerato estremamente rilevante e lo studio ne analizza e prende in esame le possibili cause, proponendo delle ipotesi. Gli scienziati dell’Istituto Inglese di Zoologia mettono in relazione l’introduzione della tassa sul pagamento dei sacchetti da parte dei cittadini con la loro dispersione nell’ambiente marino del Regno Unito. Lo studio ha messo a confronto, infatti, l’ultimo decennio con quello precedente, quando la distribuzione dei sacchetti di plastica era ancora gratuita. Secondo uno degli autori della ricerca, Thomas Maes, del Centro inglese per l’ambiente e la pesca: “Gli sforzi di tutti i membri della società, della gente, delle industrie e del governo per ridurre i sacchetti di plastica, stanno avendo un effetto. Questa ricerca suggerisce che lavorando insieme possiamo ridurre, riutilizzare e riciclare e affrontare così il problema dei rifiuti marini”. Oltre alla nuova tassa, un grosso impatto è stato quello dei nuovi materiali di cui sono composti i moderni sacchetti biodegradabili che si decompongono molto velocemente, diminuendo notevolmente il tempo di presenza nei mari. L’Inghilterra ha introdotto nel 2015 una tassa sulle buste di plastica e a distanza di sei mesi dall’approvazione del provvedimento l’utilizzo delle buste di plastica nei punti vendita ha visto una riduzione dell’85%.  Fonte: Science of the Total Environment

Jedek, la lingua senza le parole “guerra” e “rubare” Il Jedek è una lingua parlata da una piccola comunità (circa 280 persone tra adulti e bambini) che vive in Malaysia, nell’area di reinsediamento di Sungai Rual (stato di Kelantan). La comunità risiede nella penisola malese da millenni e svolge una vita fatta di caccia e piccole coltivazioni. La loro lingua fu scoperta nel 2005 da alcuni ricercatori dell’Università di Lund (Svezia) che notarono come un sottogruppo di persone del villaggio comunicasse con un idioma diverso da quello degli altri abitanti e che non avevano riscontrato in nessun’altra comunità della zona. I ricercatori iniziarono così a studiarlo. La loro ricerca, pubblicata di recente, ha rivelato che in Jedek non c’è traccia della parola “guerra” né del verbo “rubare”. La lingua, infatti, riflette la cultura della popolazione Semang che è priva di differenze di genere, aborrisce la violenza e favorisce la collaborazione nel vivere comune pur nella totale assenza di leggi, professioni o specializzazioni. Per MEZZOPIENO 4 GIUGNO-LUGLIO 2018

questo motivo non esistono nemmeno termini per definire una professione o un lavoro, per indicare norme e ruoli o meccanismi che ne assicurino il rispetto. Neanche il concetto di proprietà è rappresentato mentre sono molti i termini che fanno riferimento allo scambio e alla condivisione. Oltre a essere un’importante scoperta scientifica, il Jedek riflette uno stile di vita pacifico, incentrato sulla collaborazione e sulla condivisione all’interno della comunità. 

Fonte: Linguistic Topology Journal


A 100 anni batte il record mondiale Il lavoro minorile di nuoto nel mondo Georges Corones, 100 anni ad aprile, ha battuto il record mondiale nei 50 metri a ai minimi storici stile libero ai campionati Master di nuoto in 56” e 12. Per la prima volta un centenario scende sotto il minuto e polverizza il record precedente, migliorandolo di oltre 30 secondi. Una folla delirante ha assistito in Australia alla sua impresa e Georges ha così commentato: “Tutto quello che posso dire è che il pubblico mi ha stupito. Mi hanno sopraffatto e sono stati eccessivamente generosi nel loro entusiasmo. Di certo non mi aspettavo tutto questo”. Corones aveva smesso di nuotare all’inizio della seconda guerra mondiale e ha ripreso a 80 anni: “Ero un po’ preoccupato all’inizio perché ho avuto una lunga pausa”, dice a chi gli domanda come abbia fatto. “Non andavo tanto veloce ma stavo abbastanza bene. Mentre stavo nuotando ero consapevole della urla della folla”, dice con un sorriso “e questo mi ha motivato molto”. “Il nuoto è l’unica attività in cui l’uomo può muoversi libero dalla gravità”, continua. “Ti rendi conto che la gravità ti mette incessantemente a dura prova. Non puoi sfuggirle, anche se stai seduto, ma nell’acqua sei senza peso. Mentre sei lì puoi usare tutti i muscoli del tuo corpo, i tuoi tendini e i tuoi tessuti elastici, senza quel peso extra che ti sta sopra. Nell’acqua sei solo: te stesso senza nessun peso”.

Fonte: The Guardian

Il numero di bambini impegnati in attività lavorative e spesso pericolose è ai minimi storici. Secondo la più recente relazione sul lavoro minorile dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, oggi ci sono nel mondo circa 98 milioni di bambini in meno costretti a lavorare rispetto al 2000. Questo si traduce in milioni di bambini che frequentano la scuola e che sono meno esposti ad attività pesanti, a materiali pericolosi come pesticidi e a macchinari industriali e di conseguenza liberi dal traffico di manodopera minorile e dal mercato sessuale. Nell’ultima rilevazione, 152 milioni di bambini sono stati utilizzati in tutto il mondo come lavoratori rispetto ai 250 milioni che si contavano a cavallo del millennio. Dietro le quinte, dicono gli esperti, ci sono gli sforzi internazionali per rendere effettivo l’insegnamento obbligatorio universale, l’applicazione delle leggi internazionali sul lavoro e i molti programmi indirizzati ad aumentare i redditi per le famiglie

Il lego diventa vegetale: fatto con la canna Una delle più importanti aziende di giocattoli al mondo, la Lego, ha deciso di dare una svolta storica ai suoi mattoncini. Gli elementi botanici dei set di costruzioni, come alberi e cespugli, non saranno più fatti di plastica ma di un nuovo materiale di origine vegetale, completamente ecologico. “Stiamo lavorando intensamente per sviluppare nuove materie sostenibili. Si tratta di un primo grande cambiamento verso il nostro obiettivo: produrre mattoncini solo utilizzando materie sostenibili”, spiega Tim

Brooks, vicepresidente del gruppo. “Stiamo anche lavorando su altri elementi e imballaggi in materiale interamente sostenibile in modo da diventare al 100% ecologici”. I nuovi elementi Lego sono realizzati in polietilene, un materiale morbido e resistente ottenuto dalla lavorazione della canna da zucchero. L’azienda collabora con il WWF per sostenere l’uso di fonti sostenibili e ha aderito alla Bioplastic Feedstock Alliance per garantire l’approvvigionamento della materia prima da MEZZOPIENO 5 GIUGNO-LUGLIO 2018

povere. Un rapporto che analizza il trend del lavoro minorile mostra che tra i 135 Paesi coperti dalle rilevazioni, il 61% ha ottenuto un avanzamento “significativo” o “moderato”. Alcuni di questi Paesi hanno adottato misure concrete per garantire il rispetto rigoroso delle leggi sul lavoro. L’Albania ha aumentato il numero di ispezioni, l’Ecuador ha incrementato il numero di ispettori del 67% e il Brasile ha lanciato 950 indagini sullo sfruttamento sessuale dei bambini a scopi commerciali. Il Nicaragua ha fornito 3,9 milioni di libri di testo gratuiti. L’Egitto ha aumentato la recezione scolastica per 36.000 studenti e garantito cibo gratuito a 13,3 milioni di studenti. 

Fonte: International Labour Organization

fonti controllate. Il produttore di giocattoli danese non è nuovo alle iniziative di attenzione all’ambiente: l’energia utilizzata nei suoi stabilimenti è infatti bilanciata dall’utilizzo di energia rinnovabile attraverso importanti investimenti effettuati negli ultimi anni nella produzione di energia eolica. Fonte: Lego


MEZZOPIENOpensiero

Mezzopieno è innanzitutto un modo di pensare, un approccio alla vita ed una maniera di essere. Il pensiero Mezzopieno è sempre pro, mai contro. Mezzopieno si pone come risposta costruttiva al vittimismo, alla polemica e al disfattismo. Il modo di essere Mezzopieno collabora con tutti per stimolare risposte positive all’atteggiamento pessimista, a quello conflittuale e alla ricerca di capri espiatori. Vivere Mezzopieno significa non avere timore di caricarsi delle responsabilità e dell’impegno di individuare stimoli creativi e fecondativi diversi dalle dinamiche distruttive e di contrasto. Il cambiamento è responsabilità di chi costruisce con umiltà, coinvolgendo il maggior numero di persone possibile in relazioni collaborative. Piuttosto che cercare di demolire ciò che è ritenuto sbagliato, Mezzopieno propone alternative, pratiche e comportamenti che perseguono l’armonia e che non impiegano energia per contrastare ma per creare. La scelta buona prende il posto di quella cattiva. Chi si identifica nel Mezzopieno non esalta il buonismo ma ha un approccio positivo e aperto al diverso ed al nuovo. Il cambiamento è un processo che va condiviso da tutti e può avvenire soltanto lentamente, con la presa di coscienza e la partecipazione costruttiva di ogni elemento della società. L’alternativa alla rivoluzione è l’evoluzione. La vera forza che manda avanti il mondo da sempre e che lo ordina attraverso la crescita e la collaborazione di tutti. Chi giudica questo modo di pensare come naif… ha ragione! Non è obiettivo del pensiero Mezzopieno produrre utili o generare profitto. È dimostrato che i buoni esempi “sono in grado di suscitare emozioni positive e di spingere le persone a seguire gli esempi presentati e addirittura provocare reazioni fisiche tali da lasciare un’impronta duratura capace di influenzarne le azioni future. Questo fenomeno, che in psicologia prende il nome di “elevazione morale’” può provocare cambiamenti comportamentali e predisporci all’empatia e all’interazione sociale”.

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MEZZOPIENOcosafacciamo

ACCEDERE AI BENI È SEMPRE PIÙ ECONOMICO

Abbiamo spesso la sensazione di essere più poveri o che la vita costi sempre più cara. Alcune rilevazioni statistiche dimostrano tuttavia il contrario. Una ricerca americana analizza i prezzi dei principali oggetti di uso comune negli ultimi 40 anni, aggiornati per l’inflazione, rilevando un evidente calo del costo medio della maggior parte dei prodotti che compongono il paniere tradizionale di una famiglia media. La maggior parte dei costi dei beni di uso quotidiano sono diminuiti di oltre la metà. Rapportando i prezzi nominali del 1978 e le retribuzioni orarie nominali medie dello stesso anno con i valori odierni, un frigorifero oggi costa la metà, in termini di ore di lavoro necessarie per ripagarlo; una

lavatrice il 65% in meno e un televisore il 92% in meno. Per comprare una bici oggi bastano 4 ore di lavoro mentre 40 anni fa ne occorrevano oltre 10 e per un aspirapolvere si è passati da 15 ore di lavoro a 2,3. Un pasto veloce costava l’equivalente di un’ora di lavoro, oggi si ripaga in 36 minuti. I dati mostrano un’accessibilità media sensibilmente maggiore per questo tipo di beni, senza considerare inoltre i miglioramenti qualitativi e ambientali degli articoli di uso comune, oggi più sicuri e funzionali. Gli elettrodomestici, per esempio, oggi usano circa un terzo dell’elettricità necessaria negli anni ‘70. Le nuove tecnologie inoltre abbattono costantemente i prezzi, grazie alla loro grande diffusione, alla competizione e alle scoperte scientifiche che permettono di portare benessere ad un pubblico sempre più diffuso e allargato.  Fonte: Ufficio Studi Mezzopieno su dati Cato 

Institute e AEI Institute

DIFFUSIONE DI MEZZOPIENO NEWS: IL CERCHIO DELLA GRATITUDINE

INFO SU WWW.MEZZOPIENO.ORG

Indice di benessere

La comunità Mezzopieno è un movimento formato da persone, gruppi e associazioni che credono nell’importanza di promuovere ed interpretare un approccio costruttivo ed armonioso nella società e nella vita, nel rapporto con gli altri e nella gestione delle sfide e delle difficoltà. La comunità Mezzopieno: Semi Onlus International, Voluntas Foundation, Fondazione Arbor, Gruppo di ricerca Valori, Etica ed Economia dell’Università di Torino, associazione Volonwrite. Il gruppo di lavoro Mezzopieno è aperto. Nei primi due lunedi di ogni mese ci incontriamo alle 19 alla Casa del Quartiere di via Morgari 14 a Torino, in zona San Salvario.

Mezzopieno News è un veicolo di condivisione per diffondere la cultura della positività, per sensibilizzare e motivare le persone a mettere in gioco le proprie capacità e la propria intelligenza propositiva. Il “cerchio della gratitudine” è il progetto che prende vita dalle relazioni di gratuità e di gratitudine che si vengono a creare intorno a Mezzopieno News: il periodico, nella sua forma cartacea, viene consegnato di mano in mano nel cerchio delle conoscenze e delle persone vicine ai membri della comunità e diventa uno strumento di relazione e di condivisione. I volontari della comunità Mezzopieno sono attivi nella distribuzione di Mezzopieno News in: Ospedali - Case di cura e di degenza - Centri di accoglienza per anziani - Carceri ed istituti penitenziari - Scuole - Parrocchie - Associazioni - Aziende - Circoli - Comunità. L’UFFICIO STUDI MEZZOPIENO

L’attività di ricerca è lo strumento attraverso il quale il movimento Mezzopieno approfondisce la sua capacità di interpretare ed analizzare la società e le sue evoluzioni. I programmi di ricerca del movimento sono un laboratorio permanente che coinvolge università, ricercatori, associazioni e gruppi di lavoro. In particolare, Mezzopieno svolge l’attività di studio e analisi in collaborazione col Gruppo di Ricerca Valori, Etica ed Economia dell’Università di Torino, di cui è membro.

MEZZOPIENO NELLE SCUOLE

La cultura della positività entra nelle scuole con laboratori di lettura e comunicazione gentile. Attraverso attività, giochi ed esperienze si trasmettono i valori della fiducia, della gratitudine e della collaborazione, per stimolare il lato migliore di ogni studente e la capacità di educare la propria volontà al bello e al buono. MEZZOPIENO 7 GIUGNO-LUGLIO 2018


MEZZOPIENOfocus crudeltà e mancanza di relazioni di affetto. Per molti di loro la scelta di arruolarsi non si può considerare tale: cresciuti in un contesto di emarginazione sociale e di assenza di tutela dei loro diritti fondamentali, non hanno avuto altra alternativa che quella della violenza armata.

Possiamo imparare ad adattarci al vento e alle tempeste come fanno gli alberi, sviluppando radici salde e rami flessibili. Ce lo raccontano alcuni giovani che di fronte alle avversità hanno saputo guardare avanti.

Storie di resilienza e riscatto: l’arte di rialzarsi più forti e ricominciare Come accade a un metallo – il termine “resilienza” nasce infatti nell’ambito della scienza dei materiali per indicare la proprietà che hanno alcuni elementi di conservare la propria struttura o di riacquistare la forma originaria dopo essere stati sottoposti a deformazione – anche le persone hanno la capacità di “autoripararsi” dopo un danno: immerse in circostanze avverse, sanno fronteggiare un evento traumatico, ri-

organizzarsi per superare le difficoltà, adattandosi alle avversità e al cambiamento. Essere resilienti non significa essere infallibili, ma andare avanti senza arrendersi per ricostruire un percorso di vita, disposti a pensare di poter sbagliare, ma anche di poter correggere la rotta. Ecco alcune di queste storie di resilienza.

DA GUERRIGLIERO A STUDENTE: LA STORIA DI VERÙ Molti ragazzi e ragazze in Colombia, per sfuggire al contesto di degrado sociale e precarietà economica in cui vivono, si arruolano nelle FARC, le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, confidando che un’uniforme, le armi e l’esercizio del potere possano affrancarli dalla loro situazione. Un’esperienza dura, fatta di disciplina e privazioni, segnata da intimidazioni, paura,

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Verù è un ex ragazzo soldato: ha abbandonato le armi per darsi la possibilità di una nuova vita a Ciudad Don Bosco, il centro di recupero e riabilitazione che i salesiani hanno attivato a Medellín, una delle città più colpite dagli effetti della guerra che ha insanguinato il Paese per oltre 50 anni. “Mi arruolai insieme al mio fratello maggiore. Lui era uno spirito libero, non amava sottostare alle regole. Così, dopo essere stato ripreso più volte, venne fucilato. Ricordo di averlo abbracciato prima che venisse ucciso dagli stessi compagni. Quel giorno per me segnò l’inizio di un cambiamento e capii che non aveva più senso restare lì. Nella selva la tua vita comincia a essere un’arma, inizi a perdere la paura di qualcosa di tanto semplice ma altrettanto grande che è togliere la


padre ha detto a mia nonna vita a un altro.” di volermi portare a CotoDopo un lungo viagImpara a scrivere le tue ferite nou dalla zia, dove avrei pogio tra le montagne, sulla sabbia e a incidere tuto studiare. Io non ho zie, dopo aver sperimenle tue gioie nella pietra ho solo degli zii. A questo tato la fame, è entrato punto il mio cuore si è messo nel centro salesiano di (Lao Tzu) a battere forte: la mia vita era Medellín, dove oggi stufinita, non avrei più rivisto la mia dia e svolge un tirocinio in famiglia”. un’azienda metalmeccanica. “A 14 anni non sapevo ancora né leggere né scri- In città ad aspettare Ruphine c’era una donvere: ora ho 18 anni e sono all’ultimo anno na. di corso. Sogno una vita serena e stabile, “Quando siamo arrivati lei ci ha fatto una bella accoglienza, però pochi minuti dopo una famiglia e un lavoro.” ho visto che dava dei soldi a mio padre. Mio papà mi ha detto che andava a pagare dei debiti e che sarebbe tornato a riprendermi. Dieci minuti dopo la donna mi ha detto di andare a cambiarmi e iniziare i lavori domestici e io le ho detto: ‘Io non sono venuta per questo, sono venuta per andare a scuola’. E lei mi ha risposto che con i soldi che le avevo visto dare a mio padre lei mi aveva comprata, che ormai ero la sua domestica e che avrebbe fatto di me tutto ciò che voleva.” In Benin le chiamano vidomegon, in lingua fon “bambina presso qualcuno”. Infatti secondo una pratica tradizionale consolidata nelle zone rurali dell’Africa occidentale, molte famiglie sceglievano di affidare i propri figli a un LA STORIA DI RUPHINE: tutore per garantire loro Non arrenderti. MAI PIÙ VIDOMEGON condizioni di vita migliori Rischieresti di farlo “Avevo 6 anni quando e l’accesso all’istruzione. un’ora prima del miracolo mio papà è venuto a cerA partire dagli anni ’80, carmi al villaggio dove vi(Proverbio arabo) però, con il progressivo imvevo con la nonna. Io non poverimento delle famiglie, ho mai desiderato di vivere in questa tradizione, ha perso la sua città a Cotonou, mi piaceva lavorare essenza di solidarietà ed è degenerata nel i campi come i giovani del villaggio. Ma mio

traffico di bambine, vendute come forza la- subito la violenza da parte dei ragazzi più voro gratuita. grandi, che si sentivano più forti, mi insulUn mattino la storia di Ruphine si intrecciò tavano e alla prima reazione mi picchiavano. con quella di suor Maria Antonietta. Altre volte ci hanno derubati, ci hanno por“Mi ha regalato del cioctato via persino le scarpe. colato. Di solito mostraIn strada eravamo dispoNon aver paura vo tutto ciò che ricevevo sti a tutto.” di assumerti la responsabilità alla mia tutrice, lei l’ha Patient ha vissuto in stradella tua felicità preso e l’ha buttato, sono da per dieci anni, poi graandata a cercarlo nell’imzie a un amico è entrato (Dalai Lama) mondizia e l’ho mangiato. al Bakanja Ville, un centro Lei mi ha frustata. salesiano di prima accoglienza Due settimane dopo la suora mi ha a Lubumbashi, in Congo, poi ha iniportato dei vestiti, perché ero praticamente ziato a studiare e ha promesso a se stesso nuda. La mia tutrice li ha bruciati, perché che non sarebbe mai più tornato in strada. diceva che non li avrei usati.” Ha frequentato un centro di formazione Poco alla volta Ruphine, che vendeva mais e professionale in costruzioni edili. fagioli sulla strada, ha espresso a suor Maria “Ora faccio il muratore e grazie a questo Antonietta il desiderio di andare a scuola. lavoro posso mantenere mia moglie Linda E lì è cominciata la sua avventura. Ospitata e i nostri figli Amos e Roger. Io desidero nella casa famiglia, ha iniziato e poi prose- che loro abbiano una vita migliore, che non guito gli studi. debbano passare quello che ho vissuto io.” Oggi Ruphine fa l’infermiera e si è riappropriata della sua dignità: “Ho dovuto chiedere a Dio di perdonare mio papà, di lasciare indietro il passato, per ricominciare da capo. Da quel giorno ho ripreso a parlare a mio padre. Sono molto orgogliosa. Non avrei mai immaginato che mi sarei sentita così…”

LA STORIA DI PATIENT: DALLA STRADA A UNA NUOVA VITA “Ho lasciato la mia famiglia quando avevo 13 anni perché i miei genitori hanno divorziato. Dopo la morte di mia madre mia nonna mi ha accusato di essere uno stregone, la stessa cosa ha fatto mia zia, dicendo che mi aveva visto rubare. Questa è stata la causa che mi ha portato a vivere sulla strada. Lì ho

MEZZOPIENO 9 GIUGNO-LUGLIO 2018


ORA POSSIAMO SAPERE COME LO STATO USA LE NOSTRE TASSE Da quest’anno i cittadini registrati sul sito dell’Agenzia delle Entrate

potranno visualizzare nel cosiddetto cassetto fiscale il dettaglio di come le imposte che hanno versato nel 2017 hanno contribuito al bilancio dello Stato. L’Agenzia delle Entrate ha annunciato il nuovo servizio attraverso cui i contribuenti – tramite una tabella e un grafico – possono scoprire come lo Stato

ha distribuito le imposte da loro versate nelle diverse voci del bilancio della pubblica amministrazione. In questo modo il signor Mario Rossi, che nel 2016 ha versato 10.000 euro di imposta, potrà vedere che 2.125 euro sono stati destinati alla voce previdenza e assistenza, 1.934 sono andati alla sanità, 1.090 euro all’istruzione, 882 euro a difesa e ordine pubblico e così via.

L’Italia dice basta al foie gras

Un’altra catena di supermercati italiani ha messo definitivamente fine alla vendita di foie gras. Dal mese di maggio i 2.270 supermercati del gruppo Crai hanno aderito alla campagna per cessare la pratica di sfruttamento delle oche per produrre il celebre fegato d’oca grassa e lo stesso ha fatto il gruppo Bennet. La produzione di questo alimento avviene tramite un’alimentazione forzata e incessante di anatre o di oche, fatte ingrassare velocemente e con processi che inducono una crescita abnorme del fegato e un aumento di grassi nelle cellule epatiche. La produzione di foie gras è illegale in molti paesi, in quasi tutti quelli dell’UE e in Italia dal marzo 2007, ma continua in Francia. La decisione della Crai segue quella di altri gruppi della grande distribuzione che l’hanno preceduta nei mesi passati, come PAM/Panorama, Eataly, Conad, Esselunga, Gruppo Selex, MD SpA e Lidl Italia. Il foie gras venduto in Italia è totalmente importato e campagne come #ViaDagliScaffali e #stopfoiegras stanno puntando a fermare le vendite e di conseguenza le importazioni. “Dall’inizio della campagna #ViaDagliScaffali circa 10.000 supermercati hanno dichiarato di non venderlo più”, confermano dalla sede della campagna. Fonte: Essere Animali; Stop Foie Gras

“Contribuire alla propria comunità è essenziale”, si legge sul sito dell’Agenzia delle Entrare, “ma riteniamo lo sia anche avere consapevolezza, per rispetto del cittadino prima ancora che del contribuente, di come vengono utilizzate dallo Stato le risorse fiscali”. Il servizio è già attivo e interesserà 30 milioni di contribuenti. 

FONTE: IL SOLE 24 ORE; AGENZIA DELLE ENTRATE

Nasce il finestrino che mostra il panorama ai ciechi

Da oggi anche per i non vedenti è possibile scoprire il mondo circostante mentre si muovono in macchina. Un nuovo sistema installato sulle automobili permette di trasformare il panorama esterno e di riprodurlo sul finestrino della vettura. Questa invenzione trasforma il paesaggio in vibrazioni che, riprodotte sul vetro, possono essere lette con il dito, proprio come accade con il sistema di scrittura e lettura a rilievo Braille: anche chi non vede può così capire cosa succede fuori dall’auto ed essere nei paesaggi che sta attraversando. Questa innovazione è il risultato del lavoro di una start-up italiana specializzata in dispositivi per non vedenti, la Aedo, che ha collaborato con Ford per creare “Feel The View”, un sistema che cattura con delle fotografie il paesaggio esterno e lo riproduce come stimolo sensoriale percepibile attraverso il tatto e l’udito grazie all’uso di speciali LED. La foto scattata viene convertita dal software interno in un’immagine sotto forma di vibrazione con 255 livelli di intensità, quindi estremamente dettagliata. Questo traguardo per la qualità della vita delle persone cieche è stato sviluppato direttamente con il lavoro congiunto degli utenti appartenenti alle associazioni Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovendenti e Views International. 

MEZZOPIENO 10 GIUGNO-LUGLIO 2018

Fonte: Wired


ARRIVA L’EQUO COMPENSO PER IL LAVORO PROFESSIONALE Esiste dall’inizio dell’anno ma solo adesso si hanno a disposizione i dati per valutarne l’impatto: si tratta dell’equo compenso per i professionisti, quali periti, infermieri, idraulici, architetti, agronomi, geometri, ma anche per assistenti sociali, consulenti del lavoro, oltre che notai, commercialisti e avvocati. Si tratta di una pratica che ha ridimensionato il tariffario di alcune categorie che agivano in modo a volte non regolamentato e in alcuni casi favorendo diseguaglianze e soprusi. Dal mese di gennaio, data di entrata in vigore della legge, calano del 20% i casi di bandi privi di calcolo dei corrispettivi precisi ed equi per i partecipanti. Sono in diminuzione di circa il 13% anche i casi in cui non è più stata riconosciuta l’equiparazione in capo a professionisti che operano in settori molto simili, per evitare eccessive specializzazioni. Scende poi dell’8% il numero di gare in cui si è verificato un errore nel calcolo dei corrispettivi destinati ai professionisti. La nuova definizione di equo compenso stabilisce che il corrispettivo predeterminato nella contrattazione, per essere equo, debba essere non solamente proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto ma che non preveda clausole vessatorie come per esempio un significativo squilibrio contrattuale. Una sanzione di nullità entra automaticamente in vigore nei casi in cui un patto stabilisca un compenso non equo. La norma ha inoltre introdotto l’obbligo di tracciabilità per il pagamento degli stipendi da parte dei datori di lavoro. “Il lavoro va adeguatamente retribuito”, ha affermato Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana. “Le amministrazioni pubbliche non devono più corrispondere compensi non correttamente parametrati”.

Vacanze gratis anche per chi non può permetterselo

Fonte: Gazzetta Ufficiale; Il Sole 24 Ore; Italia Oggi

Chi non può permettersi di andare in vacanza, anche quest’anno in molte zone d’Italia potrà contare sull’ospitalità gratuita. Conventi, monasteri, case di accoglienza, foresterie ma anche ostelli o piccoli bed & breakfast e strutture religiose aprono le porte per consentire anche alle persone in difficoltà di trascorrere un periodo di svago. Sono decine di strutture dislocate in diverse aree del nostro Paese da nord a sud, messe a disposizione di chi ne ha bisogno, su comprovato stato di indigenza. L’iniziativa della Pastorale del Tempo libero Turismo e Sport, in collaborazione con la CEI, si appoggia alle parrocchie, Caritas e Diocesi per segnalare famiglie numerose mono o senza reddito, genitori singoli con figli a carico, pensionati con reddito insufficiente, adulti rimasti senza lavoro e persone che non potrebbero permettersi un soggiorno a pagamento. Per chi si trova in queste situazioni di fragilità i soggiorni sono completamente gratuiti. Le località a disposizione sono al mare o in montagna, in città o campagna. Tra queste: Firenze, Matera, Venezia, Assisi, Rimini, Napoli, Trento e S. Giovanni Rotondo. Le strutture organizzano il soggiorno e spesso offrono anche un servizio di pensione completa. “Un’esperienza di accoglienza, di condivisione e soprattutto di gioia” è il motto dell’iniziativa, che lo scorso anno ha dato ospitalità a oltre mille persone bisognose in tutta Italia.

Scampia riparte dallo stadio della legalità fatto coi pneumatici

Ci sono voluti dodici anni, ma finalmente Scampia ha il suo stadio. Il popoloso quartiere di Napoli, noto per essere la piazza di spaccio più grande d’Europa, è oggetto di una grande opera di riqualificazione e di recupero che lo sta trasformando con l’aiuto di molte persone. Lo stadio nasce per essere un presidio di legalità, di svago e di crescita per migliaia di ragazzi e di famiglie, un punto di riferimento per la rinascita dell’intera area. La struttura è stata intitolata ad Antonio Landieri, un ragazzo disabile di 25 anni, vittima della faida delle cosche che insanguinò il quartiere negli anni passati. La struttura è stata realizzata utilizzando la gomma riciclata di 10mila pneumatici, una scelta di particolare significato simbolico per il quartiere della Terra dei Fuochi, luogo di discariche abusive e di ecoreati. Le scuole di calcio del quartiere, che rappresentano una delle alternative all’illegalità e alla dispersione scolastica per i ragazzi, esultano per questo risultato di buona volontà e di impegno. “Per Scampia questo stadio è il simbolo di un’eccellenza positiva. Nello stadio Landieri si terranno sempre più iniziative per il futuro delle nuove generazioni”, ha dichiarato Rosario Esposito La Rossa, operatore culturale nel quartiere.

Fonte: Ospitalità Religiosa 

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Fonte: Napoli Today


Un nuovo destino per le stazioni abbandonate Sono oltre 450 le stazioni abbandonate, concesse in comodato gratuito dalla Rete ferroviaria italiana a enti locali, fondazioni e associazioni per realizzare progetti di pubblica utilità. Il volume “Stazioni Impresenziate. Un riuso sociale del patrimonio ferroviario” racconta l’esperienza di 88 di queste iniziative in 18 regioni con il supporto di circa 5000 volontari. È così che un ex fabbricato viaggiatori di Ronciglione (VT) si è trasformato in una casa di accoglienza per le famiglie di bambini ricoverati all’Ospedale Bambino Gesù di Roma che non possono sostenere le spese di soggiorno. Un ex spogliatoio ferrovieri di Melfi (PZ) è diventato un centro di accoglienza per migranti e a Foggia un fabbricato viaggiatori un punto di riferimento per migranti e senza dimora.

Un ex magazzino merci a Cernusco-Merate (LC) si è riconvertito in un parcheggio gratuito per bici che promuove il reinserimento lavorativo di over50. La stazione ferroviaria di Redipuglia (GO) ospita il Museo multimediale della Grande Guerra; in quella di Borgo San Dalmazzo (CN) tre vagoni su un binario morto sono il “Memoriale della deportazione” degli oltre 350 ebrei da lì partiti per Auschwitz. Il fabbricato viaggiatori della stazione di Quarona (VC) è diventato una biblioteca comunale, in quella di Ponte di Piave (TV) è attivo un servizio di bookcrossing.

Nella stazione di Grignasco (NO) si raccolgono vestiti, mobili o elettrodomestici per chi ne ha bisogno. Nell’ex magazzino merci della stazione di Crema l’Officina dell’Aiuto raccoglie e distribuisce a domicilio ausili medici e ortopedici ad anziani e disabili. Fonte: Redattore sociale

I comuni abbandonano i pesticidi Bolzano dice no ai pesticidi. Si tratta del quarto Comune in Italia a decidere di interrompere completamente l’uso di sostanze chimiche su tutto il suo territorio. Il Comune altoatesino ha aderito ufficialmente alla grande alleanze europea della Pesticide Action Network, la rete di città contro i pesticidi, che prevede che le città europee si impegnino a eliminare l’uso degli antiparassitari e a condividere esperienze, pratiche e conoscenze, ricevendo un supporto reciproco. Dal 2016 il Comune di Bolzano ha deciso di non utilizzare prodotti a base di glifosato e ha rivisto la gestione della produzione agricola e di aiuole e aree verdi, anche nell’ottica dell’aumento della biodiversità. Prima di Bolzano, hanno adottato la stessa scelta anche i comuni di Varese, Belluno e Ragusa così come i comuni di Limatola (Benevento), Occhiobello (Rovigo), Volvera (Torino), Robilante, Morozzo e Barge (Cuneo), Lozzolo (Vercelli) e Bastida Pancara (Pavia). Fonte: Pesticide Action Network MEZZOPIENO 12 GIUGNO-LUGLIO 2018

A Bari arrivano i frigoriferi solidali L’associazione Kenda onlus ha ideato e realizzato il progetto “Frigo solidale” come misura di contrasto alla povertà e di riduzione dello spreco alimentare nella città di Bari. L’iniziativa, che si ispira a esperienze simili già realizzate in Spagna e nel Regno Unito, prevede l’attivazione di dispense e frigoriferi in spazi chiusi ma aperti al pubblico dove chiunque può lasciare o ritirare cibo ancora commestibile. Le associazioni e gli enti coinvolti nel progetto fanno da ponte tra i luoghi dello spreco (imprese di produzione, trasformazione, distribuzione e ristorazione) e i luoghi del bisogno

rappresentati da individui e famiglie in difficoltà economica, promuovendo la cultura del dono delle eccedenze alimentari. La cura e pulizia dei frigoriferi – che al momento sono 7 in diversi quartieri della città – e l’organizzazione di momenti di convivialità per la condivisione del cibo raccolto sono affidati a una rete di volontari, in collaborazione con associazioni locali, studenti, liberi professionisti e migranti. “Andate e utilizzateli”, è il messaggio lanciato da Kenda, “perché il cibo, come le buone idee, non va a male”. Fonte: Frigo solidale


Torna tra i pali a 75 anni

Lamberto Boranga ha firmato, a 75 anni compiuti, il tesseramento con la Marottese, squadra di calcio marchigiana nella terza categoria della Lega Nazionale Dilettanti. L’ex portiere, tra gli anni ‘60 e ‘70, ha militato come professionista nelle fila di Perugia, Fiorentina, Reggiana e Parma, trovando anche il tempo di laurearsi in Medicina e Biologia durante la carriera di calciatore. Oggi si dedica principalmente all’atletica leggera ma già nel 2011 era tornato al suo vecchio amore per il calcio difendendo la porta del Papiano, con cui ha disputato 49 partite in seconda categoria. “Il calcio rimarrà sempre la mia vita – ha dichiarato Boranga – e sono certo che quando tornerò in campo, indipendentemente dalla categoria, proverò le stesse emozioni di quando feci l’esordio in A. Non cerco sfide particolari, ma io amo l’agonismo in tutte le sue sfaccettature e mi sento in grado di poter giocare con entusiasmo”. Pochi giorni prima di firmare per la Marottese, Boranga aveva vinto due ori ai campionati italiani di atletica leggera, nella categoria master over 75, nel lancio del peso e nel salto in alto.  Fonte: Gazzetta dello Sport; Marottese calcio

A Milano nasce il movimento che va al lavoro a piedi

Come tante cose, questa esperienza è nata per caso, tra un piccolo gruppo di colleghi che hanno pensato di andare al lavoro a piedi insieme per muoversi un po’, inquinare meno e stare in compagnia. La prima è stata Zoe Zanini, un’impiegata di un’agenzia pubblicitaria di 31 anni che da zona Forlanini ha iniziato a percorrere i 5 chilometri e mezzo fin al suo ufficio a Romolo, a piedi, chiedendo agli altri di condividere il tragitto con lei. “Invito chiunque a venire a camminare con me - dice Zoe - anche per un breve tratto”. E ha proposto ad altre persone di fare come lei in altri quartieri. Segno di riconoscimento: un piccolo nastro giallo al braccio. L’iniziativa è nata a febbraio su Facebook con un gruppo che si chiama “In ufficio con Zoe” e si è diffusa in tutta la città. “Andare e tornare a piedi dall’ufficio mi permette di continuare a fare moto con una certa frequenza”, dice Zoe. “Camminare ascoltando musica o chiacchierando con i compagni di viaggio mi rilassa e mi distrae”. La sua iniziativa ha incominciato a coinvolgere tante altre persone e molti gruppi si sono formati a Milano, dai colleghi di ufficio alle mamme che portano i bimbi a scuola. Persone che si individuano e si incontrano seguendo le mappe sul cellulare e incontrandosi davanti a semafori, vetrine dei negozi o fermate dell’autobus. Il loro motto: “Prendere tempo per sé, guardare la città, ascoltare i suoi rumori”.  Fonte: In ufficio con Zoe FB

La bicicletta degli abbracci favoriscono una posizione ad “abbraccio” che mette in stretta relazione il conduttore con il passeggero. Le prime biciclette sono state costruite da Mario in un garage con l’aiuto di Domenico Gavio, anche lui papà di un ragazzo autistico; l’iniziativa si è poi sviluppata e ha trovato un grande consenso non solo da parte delle persone con disabilità ma anche in famiglie con bambini piccoli. Le biciclette oggi sono costruite in laboratori artigianali dove lavorano anche i ragazzi con handicap.

Mario è il papà di Giampietro, un bambino con autismo. Per lui era diventata una bella abitudine portare suo figlio a spasso con la propria bicicletta. Man mano che il bambino cresceva, tuttavia, era sempre più difficile condividere la loro amata passeggiata. Giampietro necessitava di attenzioni diverse, in bici da solo non poteva andare e un classico tandem non poteva funzionare, dal momento che la posizione della seduta avrebbe obbligato a mettere il bambino alle spalle del padre. Così Mario ha pensato a una bicicletta che prende spunto dal tandem ma disposta al contrario. Il manubrio arriva fino al sellino posteriore, mentre dal sellino anteriore i passeggeri possono pedalare condotti in sicurezza da dietro, senza perdere la possibilità di godere della pedalata di coppia e del paesaggio dinnanzi a loro. L’idea innovativa è stata invertire le posizioni che nel modello progettato dalla Hugbike, oltre a consentire una pedalata comoda, 

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Fonte: Hug Bike Volonwrite per Mezzopieno


MEZZOPIENO52passi Ogni primo Lunedì del mese, dalle ore 19 alle 21, il cammino individuale prosegue con momenti di incontro comuni, per condividere i passi settimanali e dialogare intorno ad essi.

I 52 PASSI SONO UN PERCORSO DI IMPEGNO PERSONALE CHE CONSISTE NELL’AFFRONTARE PICCOLI PROPOSITI SETTIMANALI, UNO PER OGNI SETTIMANA DELL’ANNO, CON L’OBIETTIVO DI VEDERE IL LATO MEZZOPIENO DEL MONDO. LE QUATTRO AREE DI IMPEGNO SONO: Pe r is

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- LA SPIRITUALITÀ

LE BUONE ABITUDINI

UN ALLENAMENTO ALLA FELICITÀ Tre cose divertenti

(Charlie Chaplin)

Per una settimana prenditi dieci minuti al giorno per fare ciò che segue: Scrivi le tre cose più divertenti che hai sentito, visto, fatto o sperimentato oggi. Pensa alle cose che hai trovato davvero divertenti e descrivi come ti hanno fatto sentire. Scrivi anche la ragione per cui queste cose sono risultate divertenti. In altre parole, rispondi alla domanda “perché questo evento spiritoso si è verificato?”. All’inizio può essere complicato pensare al perché delle cose divertenti che succedono nella vita ma nel corso della settimana diventerà più facile. È importante lasciare una traccia scritta di queste riflessioni, perciò non è sufficiente fare questo esercizio soltanto a mente. Ecco alcuni suggerimenti per la scrittura: Dai un titolo all’evento (es. “ho scherzato col mio amico sull’essere genitori”) Ricorda di scrivere esattamente cosa è successo con quanto più dettaglio possibile, includendo ciò che tu o gli altri avete fatto o detto

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- IL RISPETTO DELL’AMBIENTE

Un giorno senza un sorriso è un giorno perso 

4 giugno – SINTONIZZARSI CON IL MONDO

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- LE RELAZIONI

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- IL RAPPORTO CON SE STESSI E CON IL PROPRIO INCONSCIO

Ecco il prossimo appuntamento aperto a tutti presso la Casa del Quartiere di San Salvario di Via Morgari 14 a Torino (saloncino in fondo al cortile):

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in quella situazione. Uso lo stile di scrittura che vuoi e non preoccuparti della grammatica Per rendere questo esercizio un’abitudine, considera di farlo prima di andare a dormire La maggior parte di noi spende la sua giornata su questioni impegnative, facendo un lavoro serio oppure avendo delle conversazioni serie. Prendersi del tempo per riflettere sul ridicolo potrebbe aiutarti a recuperare una gioiosa spensieratezza. Senza dubbio la Ricerca ha dimostrato che l’ironia è potente: può creare legami tra le persone o facilitare l’apprendimento in ambiente scolastico. Ridere produce un effetto fisiologico sul nostro corpo: rilascia dopamina, aumenta la circolazione sanguigna e rafforza il cuore. Vedere il lato ironico di una situazione complicata, inoltre, può diventare un modo salutare di affrontarla. Questo esercizio ci incoraggia a concentrarci sugli aspetti positivi della vita, in particolare sui momenti piacevoli o paradossali. Invece che rimuginare sui problemi, orientiamo la nostra attenzione su esperienze particolarmente piacevoli o divertenti che sovente coinvolgono altre persone. Dedicando del tempo a questo modo di pensare, avremo anche l’opportunità di rivivere nel presente una situazione divertente che si è verificata in precedenza. Tenere una traccia scritta di questo esercizio può addirittura modificare la nostra prospettiva nel lungo termine. Nel corso del tempo potremmo diventare più pronti alla risata e maggiormente disposti a cogliere l’ironia nella vita di tutti i giorni. In collaborazione con The Greater Good Science Center presso UC Berkeley http://ggia.berkeley.edu; http://greatergood.berkeley.edu

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MEZZOPIENO52passi

VUOI FARE IL PRIMO PASSO?

ngiare, a m i d a m i Pr siero n e p n u a c i ded cinato a chi ha cu per te

Porta le medicine scadute in farmacia e gettale nei cassonetti dedicati

Leggi e commenta una buona notizia insieme ai tuoi amici

MEZZOPIENO 15 GIUGNO-LUGLIO 2018

nifesto a m l i i g g e L filosofia o a i g o l o e d di un’i provi che non ap onosci c n o n e h c o


ELISABETTA GATTO

MEZZOPIENOintervista proporzioni. Mi riferisco soprattutto all’eredità che abbiamo lasciato ai giovani: perché il futuro sia socialmente decente devono scrollarsi da un’impostazione che non funziona. Fino ai 13 anni i ragazzi sono ancora plasmabili, nonostante le famiglie.

La responsabilità risiede, dunque, nelle loro famiglie?

Non ho una sfiducia assoluta nei confronti dei loro genitori, ho piuttosto il rammarico verso i genitori dei loro genitori - cioè noi - che non li abbiamo strutturati bene. È stata smarrita una consapevolezza dei doveri, quella bonomia sociale che è il cappotto della buona educazione: dare il buongiorno invece di voltare le spalle, ad esempio. Basterebbe ripartire da queste piccole cose per costruire una società meno violenta, meno livorosa.

Qual è il ruolo della scuola?

Margherita Oggero Riacquistare il senso delle proporzioni con l’ottimismo della volontà Com’è il suo sguardo sulla contemporaneità? È abbastanza “mezzopieno”?

Io parlerei di un “ottimismo della volon-

tà”. Credo non sia stato smarrito per sempre il positivo delle generazioni passate. L’accelerazione della società digitale ci

ha colti impreparati, non abbiamo avuto il tempo di elaborare reazioni adeguate. Oggi occorre riacquistare il senso delle

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Ai giovani bisogna dare una risposta che sia educativa e insegnare loro la disciplina. Le scuole dovrebbero essere aperte mattina e pomeriggio, proporre attività sociali, sportive. È chiaro che ciò comporta una scelta da parte della pubblica amministrazione su dove investire. Ci sono priorità di sostanza.

La letteratura può essere uno strumento per promuovere la cultura della positività?

Di fronte a una storia, a un libro, l’antica arte affabulatoria da sempre porta gli


per tutti. Ci sono donne ho potuto aprirmi verso tante cose che non coche sembrano grandi Ci sono insegnamenti nelle noscevo. pasticcione ma imparafavole che non omettono le E poi ho sperimentano a essere rigorose per difficoltà della vita to un momento di gioia crescere bene i loro figli, pura quando il mio primo altre molto fredde che libro importante è uscito, però stabiliscono un proquando ho avuto tra le mani la fondo legame di attaccamento copia staffetta. Il desiderio di scricon i figli. Esattamente come accade per la paternità. Io ho imparato dalla vere non mi ha mai abbandonata. mia esperienza di madre che non bisogna essere troppo accondiscendenti, bisogna imbastire anche qualche no.

Quando si è sentita davvero felice?

scrittori a elaborare modi viene spedita a Torino diversi di porsi di fronte e trova il coraggio di al mondo. E poi non è ... la consapevolezza dei doveri, denunciare. Il suo è vero che ai bambini non un percorso graduale quella bonomia sociale che è il cappotto della buona educazione di crescita, non è un’epiace leggere. Lo dimoroina. stra il fatto che la narrativa per l’infanzia è l’unica a reggere nel mondo dell’editoria. Il suo ultimo libro, “Non Ci sono insegnamenti nelle favole fa niente”, racconta di un che non omettono le difficoltà della vita. amore materno che non contempla

Il personaggio più mezzopieno tra quelli che ha ideato?

Direi la protagonista de “L’ora di pietra”, una tredicenne che ha già avuto la sua parte di dolore nella vita. È testimone di un crimine, ha paura di confidarsi perché ha una famiglia disastrata, ma sa di poter contare sulla presenza affettuosa dei nonni. A un certo punto si trova in pericolo,

l’esclusiva. Cosa significa per lei essere madre?

La maternità è un regalo, il figlio non è una proprietà. Non è vero che al cuore non si comanda: Rosanna, una delle due protagoniste femminili, sa stare da parte e stipula un patto generoso e pieno di umanità con Esther. Ci sono tante forme di maternità, essere buone madri non si può ridurre a uno schema che va bene

Io ho avuto una vita non molto difficile, la mia generazione non ha sperimentato il dramma della ricerca del lavoro, ho potuto programmare la mia vita grazie a un lavoro non precario che dava sicurezze per il futuro. Ho sentito sulla mia pelle la felicità pura della giovinezza che non era determinata da un fatto preciso, era piuttosto lo sguardo allegro di chi ha ancora tante strade davanti e non ha dovuto compiere delle scelte che ne escludono a priori altre. Mi sono sentita felice la prima volta che ho avuto la sfrontatezza tipica della giovinezza di mandare un curriculum al centro di produzione radiofonico della RAI e in quel modo

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A TORINO IL PRIMO TEATRO GREEN D’ITALIA Il Teatro Carignano di

Torino è diventato il primo teatro green d’Italia. Un obiettivo di attenzione alla sostenibilità raggiunto grazie alla tecnologia di una startup torinese, la Enerbrain che, in pochi giorni, ha installato un nuovo sistema di gestione energetica. Sono stati inseriti nel teatro 14 sensori ambientali e 9 attuatori che affiancano,

senza sostituirli, gli impianti di climatizzazione esistenti la cui programmazione viene affinata continuamente grazie a un sistema di controllo in tempo reale altamente tecnologico. Il risultato è un taglio dei consumi del 23% e una riduzione di emissioni nell’ambiente che nei prossimi tre mesi raggiungerà le 15 tonnellate di CO2, l’equivalente del beneficio del lavoro di fotosintesi di 100 alberi per un anno.

A Torino si rimpara a vivere

Nunzia Mango, 45 anni, operatrice scolastica di Torino, ha una malformazione congenita ad un braccio ed è priva della mano dalla nascita. Nunzia racconta che nella sua vita ha sempre dovuto far tutto con un solo braccio e che l’unica protesi che poteva indossare era quella estetica. Oggi Nunzia può finalmente utilizzare entrambe le mani grazie ad una protesi di nuovissima generazione. La protesi dotata di mano bionica consente 36 movimenti ed è intelligente, viene cioè attivata dalla contrazione dei muscoli dell’avambraccio, quindi il paziente può decidere autonomamente quando chiudere o aprire la mano attraverso una flesso estensione muscolare. Dotata di diversi sensori che vengono posizionati negli oggetti e luoghi di vita quotidiana e che comunicano attraverso dei microchip in bluetooth con la mano. La protesi è in titanio e tutte le dita sono motorizzate e indipendenti l’una dall’altra, la copertura può essere simile alla pelle o di una fantasia a scelta. Grazie alla mano bionica, Nunzia riesce oggi a fare per la prima volta gesti quotidiani semplici come poter aprire da sola una bottiglietta d’acqua, fare un caffè, legarsi le scarpe e utilizzare persino un apparecchio telefonico.  Fonte: Officine Ortopediche 

Maria Adelaide



Volonwrite per Mezzopieno

Un miglioramento che renderà possibile assistere agli spettacoli in tutte le stagioni e anche in estate, con qualità dell’aria e temperatura ideali in con ogni temperatura e in ogni zona del teatro. Nel foyer del Carignano uno schermo comunica al pubblico in tempo reale la percentuale di risparmio energetico e le tonnellate di CO2 non immesse nell’ambiente e il numero di alberi salvati.  FONTE: TEATRO STABILE TORINO; ENERBRAIN

Il bialbero rinato fiorisce: la natura risponde Si trova a Casorzo, tra le colline del Monferrato, in provincia di Asti, quello che gli abitanti della zona hanno battezzato, l’albero della felicità. Si tratta di un albero di ciliegio nato sopra uno di gelso, un doppio albero o bialbero, come viene spesso chiamato. Si trova sulla strada che unisce Casorzo e Grana e pochi giorni fa è fiorito. Nessuno sa esattamente come sia stato possibile questo fenomeno che in natura è molto raro. Probabilmente un seme lasciato da un uccello in cima al gelso, ha posto in esso le sue radici che si sono riuscite a fare spazio nel tronco cavo del gelso fino a raggiungere il suolo. Qualcuno pensa sia un miracolo ma gli alberi che crescono su altri non costituiscono un fatto insolito; si tratta di piante epifite. Queste piante

MEZZOPIENO 18 GIUGNO-LUGLIO 2018

tuttavia di solito non vivono molto perché non riescono a procurarsi il nutrimento necessario per crescere. Il bialbero di Casorzo invece è cresciuto molto e ormai ha messo le radici nel terreno e gode di ottima salute. Il ciliegio quest’anno ha raggiunto e superato i 5 metri di altezza e migliaia di turisti stanno arrivando tra le colline piemontesi per venire a vedere l’albero con due anime. Fonte: Comune di Casorzo


La città con più alberi d’Italia

Imparare a sciare nel silenzio con i segni Tony Bonadeo, direttore della scuola Monte Marca a Bielmonte (BI), tra le poche in Italia che ha maestri abilitati all’insegnamento a persone con disabilità psicofisiche, ha realizzato un metodo che permette allo sci di diventare uno sport anche per chi non pensava di riuscire a farlo. Tony grazie alla collaborazione della mediatrice linguistica Alessia, ha aperto la prima scuola per sordi. Alessia, 15 anni, conosce la lingua dei segni (LIS) fin da quando era piccola e proprio lei l’ha insegnata ai maestri di Bielmonte che segue lungo le piste durante le lezioni. Il suo sogno è diventare una maestra di sci e la collaborazione con questo progetto è certamente una buona occasione per lei quanto per i bambini della scuola che con il supporto dei propri genitori, frequentano una scuola che insegna loro la LIS per comunicare con gli insegnanti anche in pista. In queste valli dove l’amore per le cime innevate è diffuso, anche i bambini con disabilità uditiva desiderano imparare a sciare ma, racconta il maestro Bonadeo, non è facile: “Con i ragazzi sordi ti poni in un modo diverso perché è difficile capire se hanno sentito e compreso ciò che hai detto. Per questo è indispensabile un mediatore che, mentre il maestro scia, spiega la lezione e raccoglie le domande degli allievi. Ci vuole delicatezza, una sensibilità diversa. Dovendo sviluppare altri sensi, questi ragazzi hanno grinta da vendere e sono pronti ad apprendere. Alla fine della lezione la cosa più bella è l’abbraccio, una dimostrazione reciproca di affetto e gioia per ciò che si condivide”. Fonte: Scuola Sci Monte Marca Volonwrite per Mezzopieno

La presenza di vegetazione nelle città è un elemento di qualità della vita e di attenzione per l’ambiente che fa parte della cultura di una comunità e che si conquista e si salvaguarda nel tempo. Il MIT di Boston, una delle più prestigiose università del mondo, ha sviluppato un algoritmo in collaborazione con Google che calcola “l’indice di verde visibile” nelle metropoli internazionali, individuando le 17 città più verdi del mondo. Torino è risultata l’unica italiana, con un tasso di verde visibile del 16,2%. La più verde in assoluto è Singapore e quella europea è Oslo. La città di Torino è una delle più ricche di alberi al mondo, grazie ai suoi numerosi parchi e alle aree protette intorno al fiume Po e in collina: circa 320 Km

MEZZOPIENO 19 GIUGNO-LUGLIO 2018

di viali alberati e 160.000 piante radicate lungo le strade e nei suoi giardini pubblici. La storia degli alberi torinesi ebbe un forte impulso nel 1808 quando il consiglio degli edili ne definì il piano generale ma già nel ’600 le grandi strade di collegamento con le residenze sabaude erano lunghi rettilinei alberati. A Torino però la sensibilità ecologista non è solo cosa del passato; la città aumenta costantemente il suo polmone verde.

Nel mese di maggio 600 nuovi alberi sono stati piantati e altri 600 sono stati messi a dimora da novembre nello spazio verde nei pressi dell’inceneritore. L’intervento è stato svolto in collaborazione con il gruppo volontario spontaneo Badili Badola Guerrilla Gardening che con pale e zappe e tante persone di buona volontà ha creato una piccola foresta. Fonte: Treepedia; Badili Badola; Guida Torino


Il mercatino senza moneta dei bambini

Badare al grande fiume con amore

Sono ragazzi tra i 18 e i 30 anni e si sono organizzati per intraprendere la sfida di presidiare per tre anni il Po, il suo territorio e i suoi affluenti, per occuparsi della sua pulizia e della sua Si chiama Barattolino ed è il mercatino del riuso e del riciclo per i bambini nato a valorizzazione. L’iniziativa è portata avanti da 230 giovani che nella natura e nel territorio Torino. vedono bellezza e che senza fare polemiche si sono rimboccati le maniche e insieme hanno Ogni terza domenica del mese in tre punti della città i bambini portano i loro deciso di non cedere al degrado e all’incuria, mettendo a frutto il loro lavoro e il loro impegno. giocattoli che non usano più e li scambiano con altri bambini, ritrovando il piacere Hanno iniziato ad aprile, hanno ripulito le sponde della Dora a Collegno insieme alle guardie di un gioco nuovo e sviluppando una riflessione sul fatto che ciò che non si usa più ecologiche dalla Lav (Lega anti vivisezione), alcuni richiedenti asilo ospiti all’ex hotel Parlapà può essere riutilizzato da altri. In piazza Arbarello, piazza Paravia e via Anglesio di Alpignano e alcuni dipendenti comunali e della Smat. “Abbiamo trovato un po’ di tutto centinaia di piccoli tavolini di libero scambio vedono i ragazzi dai 5 ai 12 anni mettere spiega l’assessore Enrico Manfredi - dai classici rifiuti ingombranti ai mobili, dagli pneumatici a disposizione i loro giochi, a metri di moquette, persino una Golf arenata nel fiume”.   libri già letti e opere del Il progetto è nato nell’ambito del programma europeo LIFE che promuove azioni a priorità loro ingegno e barattarli ambientale a supporto del Corpo di Solidacon altri. Non ci sono soldi, e rietà Europeo e che vede il coinvolgimento non c’è nulla di organizzato, e lo scambio di esperienze con 20 volontari ognuno si autogestisce. Ogni impegnati in analoghe iniziative sul Danubio bambino ha a disposizione un in Ungheria. Un’esperienza di volontariato metro di spazio e può mettere e apprendimento per giovani under 30 che in gioco la sua fantasia e la attraverso lo stretto contatto operativo con l’amsua capacità di relazionarsi e biente possono comprendere problematiche e trovare nuovi stimoli e nuovi suggerire soluzioni. amici. Fonte: Quotidiano Piemontese

Fonte: VisPO; LIFE EU

MEZZOPIENO NELLE SCUOLE

L’arte fa belle le strade L’ufficio postale di via Marsigli del nostro quartiere Pozzo Strada, a Torino, veste di nuovi colori grazie al murale realizzato dall’artista Silvio Spinoza, in arte Espi. L’opera si inserisce nel quadro delle iniziative “Paint-poste e artisti insieme nel territorio” con l’obiettivo di promuovere la creatività di giovani artisti. Nel nostro quartiere altre opere abbelliscono diversi muri: il muro di delimitazione del Giardino Pubblico di via Fattori è interessato da una serie di opere di writers torinesi (tutti restaurati nel marzo del 2015), quello della scuola materna

Giornalisti gentili Jean Jacques Rousseau di via Monte Ortigara è decorato con murales a tutta altezza sulla parete esterno, mentre sui muri tra via Don Michele Rua e via Vandalino nel 2017 è stato realizzato un murale dedicato al giornalista Mauro Rostagno, assassinato dalla mafia per le sue inchieste. I murales sono una giovane forma d’arte per ricordare fatti e persone importanti e per rendere più accoglienti i luoghi di aggregazione delle comunità. 

Articolo scritto dai piccoli giornalisti della 5^C - Scuola Baricco, Torino

MEZZOPIENO 20 GIUGNO-LUGLIO 2018


MEZZOPIENOincontra...

San Bartolomeo - Cherasco (CN)

La CasaRotta

Un ecovillaggio e un’associazione di promozione sociale

rispetto a una semplice definizione. La porta della cascina è aperta e affacciandoci sul salone comune troviamo Chiara e Michela che, insieme alle loro bambine, si divertono ad accoppiare i calzini ritirati dal bucato, pescandoli da una cesta di vimini. Ci sediamo al grande tavolo di legno nel centro della stanza e, osservando le pareti in argilla e le antiche travi del soffitto, ci sentiamo accolti dal luogo prima ancora di conoscere le persone che lo abitano. Presto ci raggiunge Claudio e, fatte le presentazioni, iniziamo a chiacchierare con lui e Michela.

Cosa vi ha spinto a fare questa esperienza?

DIEGO MARIANI RACHELE ELLENA

“Mettere in pratica la comunità significa imparare a fare cose semplici, dimenticate, utili, belle, che si mangiano, concrete” L’aria profuma di camomilla e fieno mentre la Vespa si arrampica sulla collina di noccioli che ci porta a San Bartolomeo, frazione di Cherasco (CN) e sede dell’unico ecovillaggio nella regione piemontese delle Langhe: LaCasaRotta. Il nome ha un duplice significato e si riferisce

da un lato alla cascina del ‘600, acquistata nel 2011 e ristrutturata per intero con materiali naturali e di recupero, e dall’altro alla direzione che gli abitanti della casa intendono seguire, alla rotta in senso metaforico intesa come sperimentazione di stili di vita alternativi e nuovo approccio alla ruralità. Con il termine ecovillaggio, infatti, si fa

riferimento a esperienze differenti tra loro per orientamento filosofico e organizzazione, ma tutte ispirate a un modello di vita sostenibile dal punto di vista ecologico, spirituale, socioculturale ed economico (Fonte: Rete Italiana Villaggi Ecologici). Durante la giornata alla CasaRotta impareremo che l’ecovillaggio è molto di più

MEZZOPIENO 21 GIUGNO-LUGLIO 2018

Ho iniziato a lavorare per Slow Food nel 2007 seguendo alcuni progetti in Africa con piccoli produttori agricoli – dice Michela – ma dopo qualche tempo ho iniziato a sentirmi incoerente nel suggerire soluzioni laggiù senza viverle sulla mia pelle. La domanda che avevo dentro era: cosa faccio io sul mio territorio? È nata così l’idea di sperimentare in prima persona un progetto sociale in Italia. Del resto mi sono sempre detta di voler vivere una vita intensa, non banale. Noi veniamo da questo territorio – prosegue Claudio - e già dai tempi dell’università cercavamo di portare avanti dei progetti agricoli insieme alla consulta giovanile senza però trovarvi lo spazio per vivere i nostri valori, che si esprimono nel lavoro sulla qualità per creare un prodotto


genuino, che sia al tempo stesso in LA BUONA PRATICA grado di DI CASAROTTA aggregare le Bevi l’acqua persone. Da del rubinetto subito non era chiaro che cosa sarebbe diventata LaCasaRotta ma volevamo un progetto sociale che andasse oltre i confini famigliari, per non rimanere un nucleo isolato. In questo senso la comunità in ecovillaggio è intenzionale, perché chi partecipa al progetto sceglie di condividere il suo cammino con altri.

Quali difficoltà avete dovuto superare per arrivare dove siete ora?

Trovare persone da coinvolgere nel progetto non è stato facile. Quando siamo partiti abbiamo invitato prima di tutto gli amici più vicini ma quando dicevamo loro di voler ristrutturare un caseggiato così grande ci sentivamo dire “voi siete pazzi”. I lavori di auto-ristrutturazione in effetti sono stati lunghi e faticosi ma ci hanno insegnato

Adele Sole osserva le colline

il valore della costanza perché, alle volte, un lavoro che pensi di fare in tre giorni ti prende un mese e questo provoca sconforto. Anche l’aspetto economico ha avuto una rilevanza perché i soldi sono utili e quando mancano te ne accorgi. Poi abbiamo vissuto momenti difficili quando alcune persone che sono entrate nel progetto non hanno retto la pressione, soprattutto durante la stagione estiva, e hanno deciso di mollare. Lavorare la terra e ristrutturare casa richiede un sacco di lavoro ma spesso le persone faticano ad accettarlo perché la retorica dietro a queste scelte di vita parla di decrescita, downshifting, mentre la realtà è molto diversa. Vivere e lavorare insieme non è semplice e non è adatto a tutti ma offre possibilità di confronto uniche. Quando lavori in gruppo procedi lentamente però quel percorso riesce a smuovere qualcosa a livello di crescita personale come non potrebbe accadere se vivessi da solo nel tuo appartamento in città.

Fatemi qualche esempio di sostenibilità nel vostro quotidiano. Nel ristrutturare casa abbiamo utilizzato in prevalenza materiali di recupero, come le finestre dismesse da un cantiere che siamo andati a prendere

fino in Svizzera. Dare nuova vita a un prodotto che sembra arrivato a fine ciclo ci affascina e molti degli oggetti che abbiamo in casa hanno fatto questo percorso. Abbiamo anche lavorato molto con argilla, legno, cocciopesto, tappi di sughero: utilizzare elementi naturali ci sembra più affine all’essere umano, oltre che più salubre. Di fatto ogni volta che ricerchiamo un materiale ci chiediamo innanzitutto se è sostenibile dal punto economico e della salute. Vivere in un contesto rurale facilita sicuramente l’assorbimento di stili di vita sostenibili. Ogni settimana per esempio facciamo il pane con la pasta madre e con il grano auto prodotto, e poi c’è il progetto agricolo che produce la frutta e la verdura che consumiamo. Quello che non produciamo si compra dai gruppi di acquisto e, ovviamente, anche dai supermercati. La variabile determinante è il tempo che puoi dedicare a ogni scelta di consumo. Una questione aperta è che qui in campagna devi usare l’automobile per ogni spostamento ma stiamo pensando di prendere una bici elettrica con il cassone per trasportare la spesa...e i bambini! Dal progetto LaCasaRotta è nata l’azienda agricola NuoveRotte, ispirata ai principi dell’agroecologia e della biodinamica. Ci spostiamo così in frazione Vergne, nel comune di Narzole, per incontrare Stefano, il responsabile di quello che lui ama definire un “organismo agricolo”. Le terre del Barolo sono soltanto dietro la collina, separate da alcuni filari di peschi, eppure quello che abbiamo davanti è un

paesaggio inusuale per le Langhe: niente vigneti a perdita d’occhio ma campi di grano che fanno da sfondo a serre e orti. Ci avviciniamo alle serre mentre Adele Sole, la figlia di Michela, ci segue sul sentiero con un ciuccio in bocca e in mano quelli “di scorta”. Stefano parla con passione del suo lavoro di agricoltore e ci mostra una quantità di ortaggi e piante di cui presto perdiamo il conto: la biodiversità, infatti, è un elemento essenziale della pratica agricola di NuoveRotte. Dare spazio a colture e varietà diverse fortifica e nutre il suolo e, sebbene sia meno efficiente nel breve termine dal punto di vista economico, produce vantaggi di medio e lungo periodo per l’ambiente e, soprattutto, per l’organismo agricolo che diventa così più resistente e produttivo in ogni condizione climatica. Il sole sta tramontando dietro il fiume Tanaro mentre Elia, il figlio di Stefano che durante la nostra visita si è divertito a scorrazzare sulla sua mountain bike per i sentieri che costeggiano la cascina, reclama l’attenzione del papà per l’ultima spericolata discesa giù per la collina. Salutiamo Stefano e montiamo sulla Vespa in direzione Torino, mentre ci ronzano nella testa le sue parole: “Prima di dedicarmi all’agricoltura ho lavorato otto anni come impiegato per un’azienda che produce sistemi di frenata ABS ma a un certo punto ho sentito il bisogno di vivere in prima persona i valori che volevo trasmettere a mio figlio. Oggi per me non esiste l’orario di lavoro, vivo la luce, l’umidità, il caldo e il freddo, la fatica della stagione agricola e il riposo dei mesi invernali”.

MEZZOPIENOINCONTRA È DEDICATO A NUOVI STILI DI VITA IMPRONTATI ALL’ETICA E ALLA SOSTENIBILITÀ. ANDIAMO A TROVARE PERSONE, ASSOCIAZIONI ED ENTI CHE SONO ALLA RICERCA DI ALTERNATIVE POSITIVE AI MODELLI TRADIZIONALI NEL LORO VIVERE QUOTIDIANO E NELLA LORO ATTIVITÀ. PER CONOSCERLI E TRASCORRERE DEL TEMPO INSIEME, PER FARCI ISPIRARE E CONTAGIARE DAL LORO ESEMPIO…E PER CONDIVIDERE CON LORO IL SENSO DEL MESSAGGIO MEZZOPIENO. MEZZOPIENO 22 GIUGNO-LUGLIO 2018


MEZZOPIENOlafotografia

LA TUA FOTO QUÌ INVIACI LA TUA FOTO DI COME TU VEDI IL MONDO MEZZOPIENO redazione@mezzopieno.org

“Il riverbero della bellezza”

Foto di Claudia Purghel

MEZZOPIENO 23 GIUGNO-LUGLIO 2018


MEZZOPIENOringraziarevoglio

Ringraziare voglio il divino labirinto degli effetti e delle cause per la diversità delle creature che compongono questo singolare universo, per la ragione, che non cesserà di sognare un qualche disegno del labirinto... ... per lo splendore del fuoco, per l’arte dell’amicizia, per l’odore medicinale degli eucalipti...

Ringraziare voglio

per essere viva

per il profumo del caffè alla mattina

per avere le mani

per gli amici che ti chiamano proprio quando ne avevi bisogno

per la bruschetta al pomodoro

__ Carola

__ Elisa

__ Michele, 3^E, Scuola Baricco __ Diletta

per ogni libro meraviglioso in cui mi perdo

per la primavera

__ Rosy, 2^C Scuola Cavour

per chi ti saluta con un abbraccio __ Lino

RingraziareVoglio è un progetto che ha l’obiettivo di riconoscere e portare alla luce le sensazioni, le emozioni e i pensieri che danno prodondità e colore all’esistenza, rendendoli patrimonio comune. Un racconto collettivo ispirato dalla poesia di Borges a cui ognuno può partecipare scrivendo e condividendo il proprio personale contributo per celebrare la bellezza della vita, il proprio ringraziare Voglio. Il progetto è ideato e curato da Lorenza Anselmi.

__ Domiziana, 5^B Scuola Matteotti

__ Simona

per il rumore del mare __ Monica

per la musica classica

per il colore verde

__ Paola, 4^E, Scuola Bobbio

per il pisolino al pomeriggio __ Mario

__ Isabella

per le poesie di Wislawa Szymborska __ Paolo

per poter ricominciare ogni giorno

per il ricordo di mia nonna __ Clotilde

per tutto l’amore che ho ricevuto __ Luca

__ Alessandra

per avere degli amici fantastici __ Rita,4^C, Scuola Battisti

per ogni volta che mi è andata bene

per il sole che filtra dalle persiane alla mattina __ Gaetano

MEZZOPIENO 24 GIUGNO-LUGLIO 2018

__ Piergiorgio


MEZZOPIENOprogetti POVERTÀ SALUTE

PARITÀ DI INFORMAZIONE POSITIVA – LA CAMPAGNA #mezzopieno

CULTURA DELLA POSITIVITÀ

La rete Mezzopieno ha lanciato in occasione della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali e del giornalismo di pace, la campagna in tutta Italia “Parità di Informazione Positiva” indirizzata all’Ordine dei Giornalisti, alle testate nazionali e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria. La campagna chiede di dare uguale spazio nei giornali e telegiornali all’informazione positiva, alle buone notizie e alla capacità del mondo e delle persone di costruire e di migliorare creando bellezza e armonia. L’eccessivo utilizzo di notizie negative, polemiche e di carattere vittimista e il ricorso ossessivo alla lamentela e alla spettacolarizzazione della sofferenza sono fenomeni che coinvolgono largamente i media e che non rispecchiano la variegata moltitudine della realtà. Il mondo è alimentato dai successi e dall’impegno di persone e comunità che ogni giorno cambiano la storia e la società con la loro buona volontà e la collaborazione, senza fare rumore. Dare voce a questo aspetto della realtà rende onore alla bellezza, alla capacità e alla bontà, restituendo dignità e rispetto ad un mondo spesso trascurato o considerato minoritario. • Chiediamo che tutti i notiziari dedichino la metà dello spazio alle notizie positive. • Chiediamo agli organi di stampa e ai responsabili delle testate giornalistiche di adottare una linea editoriale che non permetta di superare il 50% di notizie negative. • Chiediamo al Consiglio dei Ministri di prevedere un meccanismo di equiparazione dei contributi all’editoria che incentivi l’attuazione di questo principio Per questo: 1. Proponiamo di adottare un protocollo per l’informazione positiva nazionale, redatto da un gruppo di esperti nella comunicazione, nel benessere sociale e della società civile che definisca le linee guida e parametri di classificazione condivisi delle notizie positive. 2. Proponiamo di istituire un monte ore minimo da dedicare alle scuole per la lettura dei quotidiani e per la condivisione di notizie positive e costruttive.

CRESCITA PERSONALE

PARTECIPANTI: Rete del Movimento Mezzopieno

SPIRITUALITÀ

LA PETIZIONE SU CHANGE.ORG E SU MEZZOPIENO.ORG/ (SEZIONE PROGETTI)

FINANZA ETICA ECOLOGIA APPROVVIGIONAMENTO IDRICO SOSTEGNO ALL’INFANZIA COSTRUZIONE DI STRUTTURE HIV/AIDS TERAPIE SANITARIE INSERIMENTO LAVORATIVO RICERCA SCIENTIFICA DIALOGO INTERRELIGIOSO DISABILITÀ

CULTURA / CONOSCENZA MEZZOPIENO 25 GIUGNO-LUGLIO 2018


MEZZOPIENOtralagente

Raccontaci una storia di riscatto di cui sei stato testimone LO ABBIAMO CHIESTO AI VOLONTARI DEL CONVENTO DI S. ANTONIO DA PADOVA A TORINO. IL CENTRO, GESTITO DAI FRATI FRANCESCANI SVOLGE DIVERSI SERVIZI PER SENZA FISSA DIMORA, PERSONE IN CONDIZIONE DI POVERTÀ O DI VULNERABILITÀ SOCIALE. TRA LE VARIE ATTIVITÀ DEL CENTRO: LA MENSA DEI POVERI, IL DOPOSCUOLA, IL CENTRO D’ASCOLTO ED IL GRUPPO DELLA DOMENICA. (PER TUTELARE LA PRIVACY DEGLI UTENTI DEL CENTRO, I VERI NOMI DI LUOGHI E PERSONE SONO STATI SOSTITUITI CON ALTRI DI FANTASIA) DAVIDE

Una seconda opportunità colta al volo

Marco è arrivato a Torino due anni fa dopo una carriera da militare all’estero, ed è finito a vivere per strada perché in città non aveva né famiglia né amici. Un giorno, sul tram, un signore gli ha parlato per caso del convento di S. Antonio e così si è presentato da noi. I frati lo hanno aiutato per le prime necessità e, grazie all’incoraggiamento ed alla fiducia che lui ha sentito da parte dei volontari del centro, ha deciso di rimboccarsi le maniche per risollevarsi. Oggi Marco lavora in un bar, ha preso casa e si è anche fidanzato con una ragazza di Torino. Quando lo incontro mi ripete spesso: “il centro per me è stata una rinascita, una seconda opportunità che ho colto al volo”. MASSIMILIANO

DANIELA

Il desiderio di restituire l’aiuto ricevuto

Rimboccarsi le maniche per cambiare vita

Dai 18 ai 23 anni Luciano lavorava come idraulico e viveva da solo. Poi nell’estate del 2017 ha perso il lavoro ed è tornato a vivere con i suoi genitori che però lo hanno allontanato da casa per via dei suoi eccessi legati alla dipendenza da alcol e droga. In seguito all’allontanamento da casa è finito a vivere in strada e, per un mese, è stato anche incarcerato alle Vallette. Da quando frequenta il nostro centro, Luciano ha ritrovato la fiducia e si è risollevato. Ha superato il suo problema di dipendenza ed ha iniziato a fare volontariato al centro d’ascolto per aiutare persone che hanno vissuto una situazione simile alla sua.

Più di dieci anni fa ero volontaria al gruppo della domenica ed ho conosciuto Flavio che dormiva in dormitorio e frequentava il convento perché aveva lavori saltuari e non poteva permettersi un alloggio. Dopo qualche tempo ci siamo scambiati il numero ed abbiamo iniziato a frequentarci fuori dal convento. Dopo una paio d’anno della nostra relazione siamo andati a vivere insieme e nel 2011 ci siamo sposati ed oggi abbiamo un figlio. Secondo me la sua vita è cambiata quando ha capito che anziché affidarsi ad aiuti esterni doveva rimboccarsi le maniche se voleva uscire dal dormitorio ed avere una casa sua. MEZZOPIENO 26 GIUGNO-LUGLIO 2018

NOTIZIEflash IN AUSTRALIA LA PRODUZIONE DA RINNOVABILI HA SUPERATO LE FOSSILI 27 marzo - Green Energy Markets

TUTTE LE NUOVE AUTO PRODOTTE IN UE IN CONTATTO PERMANENTE CON I SOCCORSI 1 aprile - Unione Europea

PORTOGALLO: L’ENERGIA PRODOTTA DA RINNOVABILI SUPERA I CONSUMI DEL PAESE 4 aprile - Associação Portuguesa de Energias Renováveis

COMPLETATO L’ATLANTE GENETICO DEI TUMORI 5 aprile - National Institute of Health

LA COLOMBIA SECONDA AL MONDO (DOPO L’ITALIA) A RICONOSCERE PER LEGGE LE AZIENDE BENEFIT 12 aprile - B-Corp

L’ECONOMIA CIRCOLARE DIVENTA LEGGE NELL’UE 18 aprile - Parlamento Europeo

LA COREA DEL NORD ANNUNCIA LA FINE DEI TEST NUCLEARI 21 aprile - Associated Press

L’ITALIA LEADER EUROPEO NELLA RACCOLTA DI OLI USATI, VICINA AL 100% 23 aprile - Consorzio Nazionale OLI USATI CONOU


MANUELA

LE RINNOVABILI DANNO LAVORO A OLTRE 10 MILIONI DI PERSONE NEL MONDO

ROSANNA

Dimostrare il proprio valore con caparbietà

Edoardo è un ragazzo albanese di 30 anni che ha vissuto per circa 8 anni in Italia con la famiglia, fino a quando sua mamma è stata vittima di un incidente stradale ed ha deciso di rientrare in Albania insieme al marito. All’epoca lui aveva 27 anni ed ha deciso di rimanere in Italia con suo fratello minore che non era in grado di badare a se stesso e frequentava cattive compagnie. Nel 2016, dopo avere girato vari dormitori della città, Edoardo è arrivato al convento di S. Antonio e dopo qualche tempo, tramite un altro ragazzo incontrato al centro, ha trovato lavoro come magazziniere presso Mondo Convenienza. Ora è indipendente e non ha più bisogno del nostro aiuto ma di lui ricordo la caparbietà e la forza di volontà nel voler dimostrare il suo valore ritrovando la fiducia in sé stesso.

Una nuova casa per riscattarsi

Il nostro amico Raùl è venuto in Italia a seguito di un ricongiungimento famigliare. Voleva riavvicinarsi alle sue figlie dato che si trovava in cattive condizioni di salute a causa di una malattia cardiaca ma quando è arrivato in Italia ha scoperto che la sua compagna si era nel frattempo risposata. Poiché la situazione familiare si era fatta per lui insostenibile ha deciso di andarsene da casa per vivere in strada. Oggi, anche grazie al lavoro degli assistenti sociali, Raùl è in attesa dell’assegnazione di una casa ed ha ottenuto il riconoscimento dell’invalidità.

STEFANIA

Il coraggio di ripartire da zero

Nella cooperativa in cui lavoro seguiamo mamme e bambini accogliendoli in comunità ed in appartamenti. Fatima, una ragazza africana con due figli – di cui uno fa doposcuola al centro d’ascolto – è arrivata a Torino dalla provincia di Bari perché i servizi sociali l’avevano allontanata dal marito violento. Ha ricominciato da zero e con grande coraggio sta ricostruendo la rete di amicizie, sta inserendo i bambini a scuola e sta facendo un corso di formazione come cuoca.

MEZZOPIENO 27 GIUGNO-LUGLIO 2018

7 maggio - Renewable Energy and Jobs Review

LO ZIMBABWE COMMUTA DECINE DI CONDANNE A MORTE IN ERGASTOLI 23 marzo - The Herald

LA NUOVA ZELANDA METTE FINE ALLE TRIVELLAZIONI MARINE 12 aprile - Greenpeace

LA MALESIA SCARCERA L’EX MINISTRO PRIGIONIERO DI COSCIENZA DOPO 20 ANNI 16 maggio - Amnesty International


MEZZOPIENOeditoriale

La rivoluzione gentile della positività Viviamo in un’epoca di forte avanzamento della conoscenza. La specie umana attraversa un periodo storico caratterizzato dalla vorace ricerca di progresso e di nuove forme di energia, ma c’è una fonte di energia che sembra in gran parte aver dimenticato: l’amore. C’è sempre un po’ di vergogna nel parlare di amore, un tema che sembra appartenere all’ambito del sentimentalismo. Il mondo tuttavia è mandato avanti dall’amore, il motore che alimenta il genere umano e l’universo e che ci permette di progredire e di non estinguerci, nonostante a volte le cose sembrino voler mostrare il contrario. Malvagità, sofferenza e ingiustizie danno l’impressione di essere ovunque e di prevalere sul bene e sull’ordine delle cose. Questa percezione negativa della vita è tuttavia fortemente viziata dal modo di raccontare la realtà che ci circonda. Giornali e telegiornali ricercano le cattive notizie e polemiche con meticolosità, indagano ossessivamente sulle debolezze del mondo e spettacolarizzano il male e la sofferenza per mostrarci ogni giorno il peggior panorama possibile e per attirare la nostra attenzione e fare audience attraverso la nostra curiosità. Questo tipo di informazione però non risponde al profondo desiderio di bene e di pulizia della

Mezzopieno News è pubblicato ogni due mesi dal movimento Mezzopieno nelle versioni locali di Piemonte, Umbria e Marche. Gli articoli riportati sono frutto della ricerca e del lavoro giornalistico del comitato editoriale, dell’ufficio studi, del gruppo di ricerca, dei volontari e dei membri della comunità Mezzopieno. Ogni articolo è un’elaborazione originale e riporta fatti e situazioni reali. Le fonti originali sono verificate e citate per esteso. SE CREDI NELLA BELLEZZA E NELLA POSITIVITÀ, CONDIVIDILA Mezzopieno News è scritto dalla gente e riporta le notizie dei suoi lettori e dei simpatizzanti del pensiero Mezzopieno. Articoli, lettere, suggerimenti e collaborazioni sono inseriti nella pubblicazione secondo i parametri della linea editoriale condivisa. L’applicazione per inviare scritti, fotografie ed articoli

gran parte delle persone. I giornali sono in crisi, i lettori si allontanano e scelgono forme alternative di informazione, rinunciando a informarsi o rifugiandosi nei social network, replicando in maniera amatoriale il modello scandalistico e aggressivo dei media tradizionali. Il meccanismo così si duplica, degradandosi e diventando sempre più fragile. Ciò che ci circonda, ci forgia e ci nutre, modella il nostro pensiero e il nostro umore. La lamentela è come il tarlo che erode la fiducia e insinua il dubbio, ci paralizza togliendoci la serenità dello sguardo e lasciandoci prevenuti e dubbiosi. La polemica indebolisce il fine ultimo delle cose e ne altera lo sviluppo. La celebrazione del male lo eleva e lo banalizza. Tutto questo ha il potere di sottrarre purezza ed energia al nostro modo di affrontare la vita. Il mondo è alimentato dalla buona volontà di tante persone che costruiscono, lottano e creano bellezza ogni giorno. Un’umanità che si impegna e che si sacrifica, che vive per i grandi valori e che fa crescere e migliora continuamente il mondo. Si parla molto poco di loro, se non per quei pochi che i media decidono di far diventare eroi. Ma quante persone comuni che fanno cose straordinarie in silenzio, nessuno conoscerà mai? Quanti medici, lavoratori, scienziati, volontari, dirigenti o persone comuni spingono avanti il mondo con la loro fatica, senza fare rumore? L’informazione è malata di pessimismo, si è dimenticata dell’amore. Il desiderio di migliorare non deve farci scordare del mondo meraviglioso in cui viviamo, che si rigenera continuamente e che crea armonia. Un’informazione equa, trasparente e

è consultabile nelle pagine dedicate del sito del movimento. Mezzopieno News è gratuito – nessuno può richiedere denaro o compensi per la sua distribuzione. Il movimento Mezzopieno è un gruppo di pensiero che non ha obiettivi di profitto ma la diffusione dell’approccio positivo e della capacità creativa e collaborativa. Mezzopieno News è distribuito con il contributo volontario dei membri, degli amici e dei simpatizzanti del movimento Mezzopieno. Come frutto della volontà di condividere il proprio pensiero, la pubblicazione è distribuita attraverso il sistema del passaparola, di mano in mano, con la consegna diretta e personale. Nessun diritto di autore è applicato per la proprietà intellettuale degli articoli. Tutto il materiale è di libera distribuzione e riproducibile senza autorizzazione, citando la fonte Mezzopieno News.

libera dovrebbe dare valore a questo e arginare la rabbia e il rancore, ridimensionando la polemica e la lamentela, forme infantili di rivendicazione di un presente per cui si sono create troppe aspettative. L’amore è il desiderio di veder crescere e realizzare, conoscere e condividere. Occorre cambiare il modo di comunicare se vogliamo che l’amore torni a nutrirci, a darci energia e ispirazione. Una comunicazione positiva vive nell’apertura di infinite possibilità, quella negativa rimane incagliata nella perpetua ricerca di un colpevole. L’ottimista crede agli altri, il pessimista solo a se stesso. Non è vero che solo le notizie tragiche e tendenziose fanno vendere di più. La gente è intimamente buona e ha sete di cose buone. Se riuscissimo a dare a tutti del bene di cui nutrirsi, ci sarebbe più desiderio di restituire bontà e le persone si sentirebbero meno propense al conflitto e all’individualismo. Raccontiamo la bellezza e i colori del mondo, tratteniamoci dal criticare ciò che non condividiamo e mostriamo strade buone e positive. Promuoviamo la riflessione su ciò che rende bello e buono il mondo. Crediamo nel mondo e negli esseri umani, collaboriamo per dare forza alle storie e alle persone che danno un senso alla vita e costruiscono un mondo per cui vale la pena vivere. Cerchiamo di vedere tutto come se fosse il seme di qualcosa. Il pessimismo della ragione si combatte con l’ottimismo della volontà. Suonereste mai un pianoforte con i soli tasti neri? Luca Streri

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MEZZOPIENO 28 GIUGNO-LUGLIO 2018

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MEZZOPIENO News - Giugno/Luglio 2018 - edizione Piemonte  

LE BUONE NOTIZIE CHE CAMBIANO IL MONDO | Margherita Oggero | Resilienza e riscatto | La Campagna Nazionale per la Parità di Informazione Pos...

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