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MARZO/APRILE 2017

La sua carriera in magistratura comincia cinquant’anni fa e da allora non ha smesso di stare in trincea. Il nome di Gian Carlo Caselli è infatti legato indissolubilmente alla lotta alla criminalità organizzata. Ma il suo impegno inizia quando, in qualità di Giudice istruttore a Torino si occupa di inchieste sul terrorismo (Brigate rosse e Prima linea): “Quasi per caso”, ci racconta. “Parlerei piuttosto di ‘connessione’. Quando ero un giovane giudice – già, sono stato giovane anche io! – mi hanno affidato due casi, quello del sequestro lampo di Bruno Labate, un sindacalista di destra, e quello di Ettore Amerio, dirigente Fiat, trattenuto nella ‘prigione del popolo’. La svolta c’è stata con il sequestro del sostituto procuratore a Genova Mario Sossi, vero attacco al cuore dello Stato. Era la prima azione in

grande stile delle Brigate Rosse e avendo io già lavorato su sequestri della stessa matrice, mi sono trovato questo caso sulla scrivania. Da lì il mio impegno contro il terrorismo e l’appellativo di giudice delle brigate rosse”. Dal 1986 al 1990 Caselli è componente del Csm, rientra a Torino come presidente della Corte d’Assise e nel 1992, dopo la morte di Falcone e Borsellino, chiede il trasferimento a Palermo per dirigere la Procura. In quasi sette anni con i processi a imputati “eccellenti”, condanne e sequestri di beni mafiosi, contribuisce a riportare importanti risultati contro la mafia. Nuovamente a Torino, come Procuratore generale, poi in qualità di Procuratore della Repubblica coordina le indagini sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Piemonte e sulle violenze riferibili a frange estreme del movimento no Tav. In pensione dal dicembre 2013, dirige la segreteria scientifica dell’Osservatorio sulla criminalità nel settore agroalimentare. Ha accettato di farsi intervistare da noi nella sua casa, dove ci ha accolto sua moglie con i tipici dolci del Carnevale, le bugie. Quando sull’uscio, li ringrazio “per le bugie”, sorridendo il giudice Caselli si avvicina e mi dice: “Certo che, dopo questa intervista, essere ringraziato per le bugie...”  Intervista per Mezzopieno a pagina 16/17

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QUANDO LA SPAZZATURA SI TRASFORMA IN MUSICA PAGINA 2

I VIGILI DEL FUOCO ITALIANI PREMIATI MIGLIORI AL MONDO PAGINA 10

LE CASE ADOTTANO I PIANISTI PAGINA 18


QUANDO LA SPAZZATURA SI TRASFORMA IN MUSICA L’orchestra

“Reciclados de Cateura” è composta da bambini, adolescenti e giovani svantaggiati della comunità residente a Bañado Sur, nella baraccopoli sorta intorno all’omonima discarica della città di Asunciòn, capitale del Paraguay. La caratteristica distintiva del gruppo è l’interpretazione di opere musicali con strumenti costruiti dal recupero di rifiuti, imitando violini, violoncelli, sassofoni, chitarre e percussioni. Tutto è nato

quando un abitante dello slum, dove la maggior parte delle famiglie si guadagna da vivere riciclando e vendendo ciò che trova nella discarica, ha trovato per caso tra i rifiuti la cassa armonica di un vecchio violino e ha deciso di recuperarla. “Il mondo ci invia immondizia e noi gli restituiamo la musica”, dice il maestro Favio Chàvez, direttore del progetto. L’orchestra, che ha l’obiettivo di formare e motivare i giovani attraverso la musica per aiutarli a sviluppare la loro creatività, annovera nel suo

repertorio brani di musica classica e folklorica latinoamericana, insieme a pezzi dei Beatles e di Frank Sinatra, fino all’heavy metal sinfonico. Un’altra storia di riscatto attraverso la musica, come quelle dello Staff Benda Bilili e del progetto Disarme, già raccontate su queste pagine. I ventiquattro elementi dell’orchestra, patrocinata dall’Unicef, sono stati ospiti all’ultima edizione del Festival di Sanremo. FONTE: ORQUESTA DE RECICLADOS DE CAUTERA

Portare la doccia a quelli che non ce Il centro del silenzio che cura i potenti l’hanno del mondo

La dignità di una persona passa anche dal suo aspetto e dall’igiene personale. Con questo principio un gruppo di amici ha riadattato un autobus e lo ha trasformato in un’unità mobile che si sposta per le strade per offrire ai senzatetto la possibilità di occuparsi della propria pulizia personale. Una volta che il primo camioncino convertito in doccia è partito da San Francisco, l’idea ha viag-

giato tanto ed è cresciuta. La piccola iniziativa ha avuto un successo tale da arrivare a Google che ha deciso di sostenere il progetto, permettendo a questa intuizione di trasformarsi in una vera e propria organizzazione no-profit che ha preso il nome Lava Mae. Dalle prime sei docce, i mezzi sono aumentati e anche i volontari. Il programma ha iniziato a proporre ai senzatetto anche un

taglio di capelli e una Il silenzio è la voce che ogni visita dentistica gratis e lingua e ogni animo possono poi il lavaggio dei panni e capire. Per questo, consapel’attività di ascolto. voli dei limiti che le parole “Fornire un’ospitalità portano con se, i grandi della radicale a un livello inaterra, hanno deciso di offrirsi spettato, alle persone che reciprocamente quello che vivono in strada, restituè il linguaggio che anche isce loro dignità, riaci sordi possono sentire e i cende il loro ottimismo ciechi possono vedere, il loro e alimenta la loro sensilenzio. Alle Nazioni Unite, sazione di avere ancora presso il quartier generale un’opportunità” afferma di New York, si è formato la fondatrice Doniece il Caucus Spirituale, un Sandoval. “Da quando momento di condivisione abbiamo incominciato che riunisce i potenti e gli abbiamo ricevuto più di alti rappresentanti di tutti gli 1200 richieste per repliStati del mondo: ogni terzo care il nostro servizio in giovedì del mese, 30 minuti altre città d’America e nel di silenzio, seguiti da 30 mimondo e stiamo provannuti di dialogo e di condivido a farlo insieme a tanti sione di opinioni, sperimenamici e persone di buona tando modi per dedicare volontà”.  un’attenzione più profonda al servizio dell’umanità e al  Fonte: Lavamae MEZZOPIENO 2 MARZO-APRILE 2017

lavoro delle Nazioni Unite. Il primo giovedì del mese invece il Caucus invita chiunque, anche da fuori, desideri sedersi in silenzio per 30 minuti nella Stanza della Meditazione, appena rinnovata presso il quartier generale delle Nazioni Unite. ll Caucus Spirituale sostiene gli obiettivi delle Nazioni Unite, come espresso nel preambolo della Carta dell’UN. “Cerchiamo di equilibrare e rafforzare gli

sforzi del sistema delle Nazioni Unite ed i suoi affiliati, con la riflessione interiore e la tranquillità. Ci incontriamo per trascorrere del tempo insieme, in riflessione silenziosa, condividere le nostre intuizioni ed esplorare nuovi modi di usare questa messa a fuoco interna per servire il più alto potenziale delle Nazioni Unite” dichiara la carta ispiratrice del Caucus. 

Fonte: Spiritual Caucus


Così l’Islanda ha sconfitto droga e alcool

Negli ultimi anni l’Islanda è riuscita in un cambiamento culturale di grande significato: liberare i suoi giovani dalla dipendenza da alcol e droghe. Mentre negli anni ‘90 gli adolescenti islandesi erano i più grandi consumatori di sostanze d’Europa oggi sono i più “puliti” in assoluto. Questa miracolosa inversione sociale è il risultato di una campagna che ha visto il lavoro congiunto di tante iniziative e di un’alleanza che ha impegnato la società civile, la politica e la popolazione. Partendo dalla scuola e dal rapporto tra genitori e figli, si sono rinforzate le collaborazioni tra famiglie e istituzioni, rivisti i programmi di coinvolgimento dei genitori nella vita scolastica e nel tempo libero dei ragazzi, nelle attività sportive e ricreative. Un giusto mix di leggi, più rigorose e calibrate, e persino una sorta di coprifuoco. Gli adolescenti islandesi abituati alle sbronze sono passati dal 48% nel 1998 al 5% nel 2016. Il programma “Youth in Iceland” è nato da un’intuizione: perché non ottenere lo stesso effetto di stordimento delle droghe attraverso attività che incidano chimicamente sul cervello, senza produrre gli effetti deleteri delle sostanze stupefacenti? Coloro che praticano sport o frequentano corsi hanno un ottimo rapporto con i genitori e sono meno inclini ad assumere alcol e droghe. Sono state introdotte così molte attività sportive e artistiche per permettere ai ragazzi di fare gruppo e di raggiungere un benessere psico-fisico. Tutti gli adolescenti sono stati inclusi nel programma, anche i meno facoltosi, grazie a incentivi statali. In 20 anni è raddoppiato il numero degli adolescenti che pratica sport e che trascorre più tempo con i genitori. Fonte: Mosaic Science

Il riscatto più grande: il rifugiato diventa ministro

Nel 1993 Ahmad Hussen era uno dei tanti somali in fuga da una terra martoriata dalla guerra. Aveva solo 16 anni quando approdò in Canada come rifugiato. Oggi Ahmad è un giovane uomo ai vertici della politica canadese. Lo scorso 11 gennaio Ahmad è stato nominato ministro per le politiche sull’immigrazione, i rifugiati e la cittadinanza, sostituendo Markham MP John McCallum. Brillante avvocato, esperto in materia di immigrazione, in prima linea nella difesa dei diritti delle persone più vulnerabili, soprattutto nella tutela del diritto alla casa, nel 2015 il giovane somalo è riuscito a diventare un parlamentare. Nel 2016 il Canada ha accolto 300 mila richiedenti asilo, tra cui 40 mila siriani. Per ciascuno di loro, soprattutto per i più giovani, la storia di successo di Ahmad Hussen rappresenta una forte motivazione a voler volare alto in un Paese che ha fatto dell’accoglienza - sostanziale e non solo formale - un punto cardine della sua politica. 

Fonte: The Star

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Ora i treni vanno solo col vento Dall’inizio del 2017 tutti i treni olandesi si muovono esclusivamente con energia originata da impianti eolici. Le ferrovie del piccolo Paese dell’Unione Europea diventano così le prime a essere completamente pulite e a impatto zero di CO2. La notizia è stata annunciata dell’ente delle ferrovie olandesi NS e dalla società per l’energia elettrica dei Paesi Bassi Eneco. Il completamento del progetto era stato fissato per il 2018 ma l’abbassamento dei costi della produzione dell’energia eolica e le nuove tecnologie hanno permesso di chiudere il programma con un anno di anticipo. Dal 1° gennaio ogni treno olandese si è colorato di verde per simboleggiare la sua neutralità nei confronti dell’ambiente. L’Olanda produce oggi una tale quantità di energia dal vento che quella prodotta in eccesso viene distribuita dal Paese sul mercato nazionale e anche esportata in quello europeo. Il programma ha inoltre deciso che il 2% dei ricavi della vendita andrà a contribuire alle spese per mantenere efficienti ed ecologici i treni olandesi. Fonte: Ansa


Regala l’azienda ai suoi dipendenti: devo tutto a loro Ha sempre lavorato per dare valore al lavoro e ai propri dipendenti ma questo ultimo gesto davvero nessuno se lo aspettava. Eric Belile, a 56 anni, ha deciso di non vendere la sua azienda del valore di oltre 10 milioni di euro ma di lasciarla interamente ai suoi dipendenti.

Le proposte di acquisto per la sua Générale de Bureautique, un’azienda di Nantes che si occupa di assemblare stampanti, erano molte, ma quando Eric ha incominciato a valutarle si è reso conto che la vendita avrebbe sacrificato i lavoratori e causato licenziamenti e la delocalizzazione in un altro Paese. Così il manager, dopo 28 anni di successi e prossimo

al pensionamento, ha preso la decisione di rinunciare a un capitale sicuro per fare un regalo ai suoi dipendenti. Eric Belile è di origine algerina, è un rifugiato che vive in Francia dal 1962, da quando i suoi genitori scapparono dall’Algeria per rifugiarsi a Parigi. La sua azienda è cresciuta del 25% nell’ultimo anno e la sua idea è stata: “Ora che sta andando bene e dà il massimo, è il momento giusto per lasciarla”. “Ho costruito questa azienda insieme ai miei dipendenti ed è naturale per me lasciargliela, glielo devo“, racconta l’imprenditore. Come ultima cosa ha voluto ringraziare i suoi dipendenti portandoli a fare un viaggio nel Sahara, in Algeria, dove è iniziato il suo cammino e dove ha vissuto la povertà e imparato i valori autentici della vita.

Fonte: Le Parisien

Il diritto di stare offline

Essere scollegati dalla rete e dagli apparecchi elettronici non deve penalizzare. La Francia ha approvato una legge che stabilisce che le aziende con più di 50 dipendenti devono stabilire tempi e spazi in cui i lavoratori possono stare offline. La “Loi Travail” stabilisce quello che è stato chiamato il nuovo “diritto alla disconnessione”, concordato nelle modalità con i lavoratori dal 1° gennaio 2017 per garantire adeguati tempi di riposo e di recupero. Questa iniziativa mira a ristabilire gli equilibri tra la vita professionale e quella privata e a dare maggior spazio alle relazioni personali e bilanciare l’uso degli strumenti informatici con i rapporti umani. Secondo il Ministero del Lavoro francese, nel 2015 oltre il 70% dei lavoratori è stato costantemente intento a consultare mail e comunicazioni anche durante il tempo libero. Dall’entrata in vigore della disposizione, i sindacati stanno organizzando corsi aziendali per insegnare l’uso ragionevole degli strumenti informatici e della rete e per rieducare i lavoratori a trovare i momenti giusti per ritagliarsi dello spazio offline. Fonte: Legifrance

Le nonne fanno i giacigli ai poveri con le buste di plastica Hanno scelto di chiamarsi “Bag Ladies”: sono un gruppo di donne anziane del Tennessee (USA) che, solidali nei confronti di chi si trova in difficoltà e al tempo stesso con l’ambiente, hanno iniziato a trasformare vecchie buste di plastica in stuoie per i senza dimora di Union City. Alcune sono state inviate a Baton Rouge a chi era rimasto senza casa dopo l’alluvione dell’agosto scorso in Lousiana. “È come una droga. Cominci a farne due o tre e ti dici ‘Sto davvero facendo la differenza nella vita di qualcuno’ e ne vuoi fare altre” , afferma una di loro, Janice Akin. Si comincia tagliando i sacchetti di plastica a strisce, che poi vengono legate insieme e arrotolate in una sorta di gomitolo. Il “filo” - che con un gioco di parole chiamano plarn, invece di yarn, visto che è fatto di plastica – viene poi lavorato all’unMEZZOPIENO 4 MARZO-APRILE 2017

cinetto: ci vogliono 600 buste per fare una stuoia di circa 1 metro di larghezza per 2 di lunghezza. Nell’anno appena passato le Bag Ladies hanno trasformato 52.000 buste in 88 stuoie. Il gruppo è raddoppiato da quando, due anni fa, si è riunito per la prima volta. Inoltre sono molte le persone che hanno contribuito alla causa portando le buste di plastica che avevano accumulato. L’appuntamento settimanale è inoltre l’opportunità per queste arzille signore di rendersi utili, nonostante l’artrosi, a chi ha più bisogno. Fonte: WGN Tv; Huffington Post


L’azienda che dà fiducia agli ex-carcerati

Uno dei maggiori problemi per chi esce da un’esperienza di detenzione è quello di recuperare un ruolo nella società e uno spazio nel mondo del lavoro e della vita pubblica. Chi ha avuto problemi con la giustizia è spesso segnato nello spirito e nella fedina penale e incontra grosse difficoltà a trovare un’occupazione decorosa e nel rispetto della legalità. L’azienda americana Lancaster Food Company ha scelto di dare fiducia agli ex-carcerati e di dar loro un’opportunità per dimostrare di essere validi e affidabili. Per questo motivo ha deciso di assumere prioritariamente persone con precedenti penali e provenienti dal carcere e di dar loro un lavoro stabile e uno stipendio più che dignitoso. La società ha addirittura voluto elevare lo stipendio minimo al di sopra del salario sindacale stabilito dagli accordi di categoria e incentivare i suoi lavoratori con benefit e lavoro umanizzato. A Lancaster, negli Stati Uniti, dove il tasso di povertà si mantiene costante al 30 per cento, circa il doppio della media nazionale, Charlie Crystle ha fondato questa azienda di prodotti alimentari biologici per dare lavoro agli ex detenuti con basso livello di istruzione. Crystle vuole ispirare altre aziende e imprenditori a ripensare le loro pratiche e stimolare il dibattito sui salari e le opportunità di lavoro minime per tutti. “La maggior parte degli uomini e delle donne che escono dal carcere sono persone in piena età lavorativa e hanno bisogno di lavoro come tutti gli altri” afferma. “Dare fiducia a queste persone è il modo migliore per farle sentire in grado di cambiare vita”. Fonte: The Lancaster Food Co; Yes Magazine

In Marocco arriva il frigorifero senza elettricità Come conservare cibo e medicinali quando si vive in una regione desertica senza elettricità? La soluzione arriva da Go Energyless, una start up marocchina che ha presentato il suo frigorifero ecologico alla Conferenza sul Clima di Marrakech. Fresh’it, questo il nome dell’invenzione ispirata alla tradizione marocchina, funziona senza bisogno di energia elettrica e può mantenere in fresco fino a otto chilogrammi di cibo. È sufficiente inumidire una o due volte al giorno la sabbia che si trova nel recipiente esterno, così che il calore evapori lasciando il recipiente interno a una temperatura di sei gradi centigradi in condizioni normali (dieci

nelle aree particolarmente umide). Go Energyless, che ha lanciato la sperimentazione di Fresh’it nei territori rurali della regione di Marrakesh, è un’impresa sociale che aspira a garantire l’accesso a prodotti che non richiedono elettricità per le persone che vivono in aree remote e non collegate alla rete elettrica. Fonte: Go Energyless Solutions

Mattoni dalle macerie per ricostruire Gaza A Gaza, in Palestina, le guerre degli ultimi anni hanno distrutto migliaia di edifici e la ricostruzione si rivela difficile, anche a causa del blocco commerciale deciso da Israele. In particolare, acquistare cemento all’interno della Striscia è costoso e richiede una lunga trafile burocratica. Da qui l’idea di Majd e Rawan, due laureate in ingegneria dei materiali presso l’Università islamica di Gaza, che hanno inventato dei mattoni composti di calcinacci e polvere di carbone. Le “torte verdi”, come sono stati ribattezzati gli ecomattoni, risolvono al contempo due problemi: lo smaltimento delle macerie che ingombrano le strade di Gaza e la gestione delle polveri di

carbone, sottoprodotto della combustione del legno che inquina l’aria e le falde acquifere. L’innovativa soluzione è venuta dopo oltre un anno di sperimentazioni e diversi fallimenti, tanto che Majd dice: “Quando per la prima volta abbiamo ottenuto la resistenza minima richiesta per i mattoni standard ho quasi avuto un infarto per la felicità, perché sapevo di essere un passo più vicina a realizzare il mio obiettivo nella vita che è quello di lasciare un’impronta e rendere il mondo un posto migliore in cui vivere, a cominciare dallo sviluppo del mio paese natale, Gaza”. Con una richiesta di mattoni che nella striscia di Gaza si stima in 40.000 pezzi al giorno, Majd e Rawan sono pronte ad avviare la produzione su larga scala delle loro “torte verdi” tramite una campagna di crowdfunding lanciata on line.

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Fonte: Greencake


MEZZOPIENOpensiero

Mezzopieno è innanzitutto un modo di pensare, un approccio alla vita ed una maniera di essere. Il pensiero Mezzopieno è sempre pro, mai contro. Mezzopieno si pone come alternativa costruttiva al vittimismo, alla polemica e al disfattismo. Il modo di essere Mezzopieno collabora con tutti per offrire delle alternative costruttive e positive ai pessimisti, ai complottisti e a quelli che cercano sempre dei capri espiatori da colpevolizzare. Chi vive Mezzopieno non ha timore di caricarsi delle responsabilità ed è impegnato nell’individuare le alternative alle dinamiche distruttive e al modo di fare che delega agli altri le scelte. Il cambiamento è responsabilità di chi costruisce con intelligenza ed umiltà, collaborando e coinvolgendo il maggior numero di persone possibile. Piuttosto di cercare di demolire ciò che è ritenuto sbagliato, Mezzopieno propone alternative positive e costruttive, buone pratiche ed atteggiamenti che ricercano l’armonia, che non indirizzano energia per contrastare il male, ma che si vanno a sostituire ad esso. La scelta buona scaccia quella cattiva. Chi si identifica nel Mezzopieno non esalta il buonismo ma ha un approccio positivo e aperto al diverso ed al nuovo. Il cambiamento è un processo che va condiviso da tutti e può avvenire soltanto lentamente, con la presa di coscienza e la partecipazione costruttiva di ogni elemento della società. L’alternativa alla rivoluzione è l’evoluzione. La vera forza che manda avanti il mondo da sempre e che lo ordina attraverso la crescita e la collaborazione di tutti. Chi giudica questo modo di pensare come naif… ha ragione! Non è obiettivo del pensiero Mezzopieno produrre utili o generare profitto. È dimostrato che i buoni esempi “sono in grado di suscitare emozioni positive e di spingere le persone a seguire gli esempi presentati e addirittura provocare reazioni fisiche tali da lasciare un’impronta duratura capace di influenzarne le azioni future. Questo fenomeno, che in psicologia prende il nome di “elevazione morale’” può provocare cambiamenti comportamentali e predisporci all’empatia e all’interazione sociale”. Fonte: Journal of Personality and Social Psychology

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MEZZOPIENOcosafacciamo

L’ITALIA È IL PAESE EUROPEO DOVE SI GUARSICE DI PIÙ DAI TUMORI

Ancora una buona notizia per la qualità della salute in Italia. Secondo l’ultimo rapporto dell’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), il nostro Paese si colloca infatti al primo posto in Europa per la guarigione dei pazienti oncologici. Lo studio dell’AIOM sottolinea che negli ultimi anni l’Italia ha visto un progressivo aumento nel numero delle guarigioni dai tumori, un aumento che è rispettivamente del 10% e del 18% per le donne e gli uomini. In particolare, analizzando i dati per le forme tumorali più comuni, fra le donne che si erano ammalate di cancro al seno, in Italia

l’85,5% delle pazienti è riuscito a sconfiggere la malattia mentre in Europa la percentuale delle donne guarite si attesta attorno all’81,8%. Per quanto concerne il cancro alla prostata, l’88,6% degli Italiani è riuscito a guarire contro l’83,4% della media europea. Infine, si sono registrate guarigioni nel 60,8% degli Italiani che avevano contratto un cancro al colon a fronte del 57% nel resto d’Europa. Secondo Carmine Pinto, presidente dell’AIOM, l’aumento nel numero delle guarigioni dalle patologie oncologiche è dovuto sia alla prevenzione e alla diagnosi precoce, su cui il nostro Paese sta puntando molto, sia alle nuove scoperte scientifiche che hanno permesso l’utilizzo di terapie più efficaci.  Ufficio Studi Mezzopieno

DIFFUSIONE DI MEZZOPIENO NEWS: IL CERCHIO DELLA GRATITUDINE

INFO SU WWW.MEZZOPIENO.ORG

Indice di benessere

La comunità Mezzopieno è un movimento formato da persone, gruppi e associazioni che credono nell’importanza di promuovere ed interpretare un approccio costruttivo ed armonioso nella società e nella vita, nel rapporto con gli altri e nella gestione delle sfide e delle difficoltà. La comunità Mezzopieno: Semi Onlus International, Voluntas Foundation, Fondazione Arbor, Gruppo di ricerca Valori, Etica ed Economia dell’Università di Torino, associazione Volonwrite. Il gruppo di lavoro Mezzopieno è aperto. Nei primi due lunedi di ogni mese ci incontriamo alle 19 alla Casa del Quartiere di via Morgari 14 a Torino, in zona San Salvario.

Mezzopieno News è un veicolo di condivisione per diffondere la cultura della positività, per sensibilizzare e motivare le persone a mettere in gioco le proprie capacità e la propria intelligenza propositiva. Il “cerchio della gratitudine” è il progetto che prende vita dalle relazioni di gratuità e di gratitudine che si vengono a creare intorno a Mezzopieno News: il periodico, nella sua forma cartacea, viene consegnato di mano in mano nel cerchio delle conoscenze e delle persone vicine ai membri della comunità e diventa uno strumento di relazione e di condivisione. I volontari della comunità Mezzopieno sono attivi nella distribuzione di Mezzopieno News in: Ospedali - Case di cura e di degenza - Centri di accoglienza per anziani - Carceri ed istituti penitenziari - Scuole - Parrocchie - Associazioni - Aziende - Circoli - Comunità. L’UFFICIO STUDI MEZZOPIENO

L’attività di ricerca è lo strumento attraverso il quale il movimento Mezzopieno approfondisce la sua capacità di interpretare ed analizzare la società e le sue evoluzioni. I programmi di ricerca del movimento sono un laboratorio permanente che coinvolge università, ricercatori, associazioni e gruppi di lavoro. In particolare, Mezzopieno svolge l’attività di studio e analisi in collaborazione col Gruppo di Ricerca Valori, Etica ed Economia dell’Università di Torino, di cui è membro.

MEZZOPIENO NELLE SCUOLE

La cultura della positività entra nelle scuole con laboratori di lettura e comunicazione gentile. Attraverso attività, giochi ed esperienze si trasmettono i valori della fiducia, della gratitudine e della collaborazione, per stimolare il lato migliore di ogni studente e la capacità di educare la propria volontà al bello e al buono. MEZZOPIENO 7 MARZO-APRILE 2017


mezzopienofocus

cipare il colpo del suo avversario solo osservandone il movimento di apertura. Un avversario di Lee ha dichiarato: “Sembra che sappia sempre dove sto per colpire la palla. È come se mi leggesse nel pensiero.” Ora l’obiettivo di Lee è diventare il miglior giocatore nella storia della Corea del Sud.

L’ESSENZIALE È INVISIBILE AGLI OCCHI

Quando un senso, un arto, un organo vengono a

mancare, l’organismo risponde con meccanismi di compensazione. E si scoprono risorse e talenti che non si sarebbero neppure immaginati

Super-abile: quando la disabilità non è un limite Redazione

Mezzopieno

Il suffisso “dis” suggerisce una condizione di limitazione o mancanza, contestualmente però “abile” sottolinea una capacità: si può invertire la rotta e provare a considerare la disabilità non più come un ostacolo, quanto piuttosto come un valore aggiunto. Abbiamo raccolto alcune esperienze di chi non si è lasciato fermare dal proprio limite, anzi lo ha trasformato in un’opportunità per incoraggiare altri a superare le stesse – o altre – difficoltà.

Queste persone non sono incapaci perché hanno una disabilità (del resto, siamo tutti non-abili a fare qualcosa), anzi sono in grado di dare molto perché hanno imparato a riconoscere e accettare una diversità, ma anche a non arrendersi ad essa e addirittura a valorizzarla.

“SENTIRE” IL LINGUAGGIO DEL CORPO Lee Duck-hee a 18 anni è diventato il primo giocatore sordo a raggiungere i massimi livelli nel tennis - è il 135° al mondo - uno sport

in cui l’attenzione per il rumore prodotto dai colpi è considerata fondamentale. Per bilanciare la sordità ha rafforzato la sua capacità di lettura del linguaggio corporeo e l’intuito e li ha resi punti di forza: è in grado di anti-

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È certo che, sapendo ascoltare, al buio si vede meglio: Wolfgang Fasser, musicoterapeuta e fisioterapista non vedente dall’età di ventidue anni a causa della retinite pigmentosa, accompagna gli escursionisti in passeggiate notturne nei boschi dell’Alto Casentino, in Toscana, e mette a disposizione le sue conoscenze e il suo “sentire” per curare bambini con disabilità motorie, ritardi nello sviluppo, disfunzioni sensoriali o disturbi del comportamento. Ascoltare i paesaggi sonori, cercando di scorgere ciò che è invisibile agli occhi, ha un grande valore terapeutico, soprattutto per i pazienti che soffrono di autismo e nei piccoli iperattivi. Fasser ogni anno offre la sua esperienza professionale come volontario in Lesotho, dove l’incidenza della disabilità è alta ma ci sono pochi fisioterapisti. Occasione questa per allargare i confini della sua attività terapeutica e per insegnare un altro modo di vedere che aiuti a ritrovare l’essenza delle cose e a godere della vita così com’è.


A MANO LIBERA SENZA MANI Anaya Ellick a 7 anni ha vinto nel 2016 il concorso nazionale Nicholas Maxim per la migliore calligrafia, battendo 50 finalisti normodotati provenienti da tutti gli Stati Uniti, nonostante lei non possegga le mani. La piccola, nata senza le estremità delle braccia ha imparato a scrivere da sola, senza utilizzare protesi e sviluppando una particolare eccellenza nella scrittura e una calligrafia quasi perfetta: è stata la prima e unica a vincere questo concorso con una disabilità così vistosa e invalidante. “Ci sono davvero poche cose che Anaya non sappia fare”, ha detto la sua maestra Tracy Cox. “È una bambina vispa che non trova mai scuse”. Per i suoi insegnanti e per i suoi compagni di classe Anaya è un esempio: “Ci ha insegnato a non mollare mai e ci ispira ad andare oltre i nostri limiti” dicono, “quando noi siamo stanchi o sfiduciati lei ci dice di andare

SAPER VOLARE SENZA ALI Il film “Il circo della farfalla” non è una favola, ma la storia di Nick Vujicic, un bimbo alla nascita affetto da una malattia rara, la tetramelia, che lo ha privato di gambe e braccia, eccetto piccoli piedi con cui ha imparato a scrivere. Nonostante le grosse difficoltà adolescenziali e il pensiero del suicidio perché vittima di bullismo, grazie alla fede ricevette la consapevolezza di esser importante e utile al mondo com’era. Così trasformò il suo odio per la vita in una gioia di vivere, a prescindere dalla sua condizione fisica. Nick ha fondato un’organizzazione no profit, “Life without limbs”, con la quale ormai da diversi anni organizza incontri e convegni per testimoniare che nessun handicap può toglierti la felicità e la voglia di vivere. Oggi Nick oltre a essere un testimonial in tutto il mondo della bellezza della vita, è sposato e ha due figli.

avanti e di non mollare e ci dà l’energia che crediamo di non possedere”.

L’ATTENZIONE AL DETTAGLIO Jacob Barnett è un adolescente americano affetto da una forma di autismo molto gra-

ve. Secondo i medici che gli hanno diagnosticato la sindrome di Asperger, non sarebbe mai riuscito né a parlare né a leggere. All’età di 10 anni è entrato all’università, si è laureato a 11 e da quando ha 12 anni è ricercatore a contratto in Fisica Quantistica

all’Università di Waterloo, in Canada. Nelle sue ricerche sulla teoria della relatività, ha messo in discussione la teoria di Einstein costruendone una alternativa che sta interrogando gli scienziati di tutto il mondo e per cui è candidato al Nobel per la Fisica. “Pensava il mondo troppo nel dettaglio, così sembrava che non pensasse affatto”, ricorda la madre. I medici mi dissero che sarebbe stato un buon risultato se Jacob nella vita fosse riuscito ad allacciarsi le scarpe o a leggere un libro”. “Di tutto quello che mi hanno detto che non sarei stato in grado di fare”, commenta Jacob, “una cosa l’hanno indovinata: non riesco ad allacciarmi le scarpe, ecco perché oggi sono in ciabatte”.

RIDERE DELLA DISABILITÀ Davide Anzalone, noto al pubblico come Zanza, è tetraparesico spastico di nascita e attore per professione, nonostante nella sua carta d’identità a tale voce sia riportato Handicappato. Con il suo monologo comico “Targato H” ha all’attivo più di 150 repliche nei teatri italiani: uno show dove l’ironia è strumento per essere consapevoli, banditi i buonismi eccessivi, che il disabile non è una persona normale. L’energia sul palco di Zanza trasmette al pubblico e a chi ha una disabilità il messaggio che si è di fatto diversi, ma che la felicità e la realizzazione personale non dipendono dal proprio handicap. Nel suo libro “Handicappato e carogna” racconta le sue difficoltà nella vita quotidiana, dal mandare un messaggio con il cellulare al rapporto con le donne e, ridendoci sopra, ci dice tra le righe che non per questo la vita non può essere bella.

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I VIGILI DEL FUOCO ITALIANI PREMIATI MIGLIORI AL MONDO I Vigili

del fuoco italiani hanno vinto il premio mondiale come i più efficienti e coraggiosi soccorritori in interventi estremi in condizione di calamità. Il riconoscimento è stato attribuito dal World of Firefighters Magirus Award, il concorso che, da sempre, premia i Vigili del fuoco che si sono particolarmente distinti, a livello mondiale. I Vigili del fuoco italiani sono stati scelti per l’attività svolta a

seguito del sisma che nell’estate 2016 ha colpito l’Italia centrale. In quell’occasione, il centro operativo nazionale è riuscito, in poche ore, a inviare sul posto e a coordinare uomini e mezzi da tutta Italia. L’intervento congiunto dei diversi nuclei specialistici e delle squadre di terra ha permesso il salvataggio di un grande numero di persone, estratte vive dalle macerie anche dopo giorni di scavi e ricerche. I nostri Vigili del fuoco sono stati riconosciuti per la loro organizzazione e per una

Alla 15esima laurea: il nonno unico al mondo

Si alza ogni giorno alle 3 del mattino per studiare, spinto dalla passione per i libri e la curiosità. Luciano Baietti 70enne di Velletri (Roma) ha appena conseguito la sua 15esima laurea ed è la persona che ha più titoli accademici al mondo. Il suo nome è scritto dal 2002 nel Guinness dei primati per le sue prime 11 lauree ma non si è accontentato e continua a studiare con grande passione. Ora sta preparando gli esami per la 16esima specialità, Scienze dell’alimentazione. Nella vita è stato professore di educazione fisica, da sempre appassionato al mondo accademico. “Al primo indirizzo mi sono laureato all’ISEF e mi sono reso conto che non bastava mantenere bene il corpo ma che anche la mente andava continuamente allenata”. “Il cervello umano se non ha continui stimoli tende ad affievolirsi, a non rispondere più, allora mi sono inventato questa cosa: leggere sempre e studiare sempre. Lo stimolo principale è dover dare l’esame per non lasciarsi prendere dalla pigrizia che abbiamo tutti con la scusa del lavoro o della famiglia”. A chi gli chiede come mai continua a studiare risponde: “C’è la passione. La prima laurea l’ho conseguita a 22 anni e ho incontrato delle difficoltà, poi a 50 ne ho avute altre e poi ancora a 70. Con la laurea in informatica, ho voluto mettermi alla prova con le nuove tecnologie”. “È una gara contro me stesso, vedere fino a che punto possono arrivare il mio fisico e il mio cervello. Attraverso i libri mi sento libero: hanno anche la stessa etimologia!” Fonte: Cestudis; Il Pontino

MEZZOPIENO 10 MARZO-APRILE 2017

competenza senza eguali. Il grande lavoro svolto dalle tante squadre coordinate ha permesso di limitare fortemente le perdite e i danni nei luoghi del terremoto, a partire dai soccorsi sotto le macerie, fino alla conservazione delle opere d’arte, passando per il recupero dei beni delle persone evacuate, degli animali, fino alla messa in sicurezza degli edifici e delle vie di comunicazione. 

FONTE: MAGIRUS GROUP

Sconti a tavola per bimbi educati

Ha deciso di premiare i genitori nel loro difficile compito di educare i bambini il gestore di un ristorante-enoteca del centro di Padova che ha istituito lo “sconto bimbi educati”. Antonio Ferrari ha così spiegato le ragioni di questa iniziativa: “Non si può dire sempre di no e crescere i figli a suon di divieti, però quando si sta in mezzo ad altra gente bisogna anche insegnare il rispetto. Per questo ho deciso di fare lo sconto del 5% a chi riesce a tenere buoni i propri figli. Ripeto, è un premio ai genitori bravi”. Un motivo in più, quindi, per tenere a freno l’irrequietezza dei propri figli. Corse tra i tavoli, battaglie di molliche di pane, grida e schiamazzi rendono difficile ai camerieri, costretti a destreggiarsi in sala, lo svolgimento delle loro mansioni: contenere la confusione prodotta dai bambini è una forma di rispetto anche per il loro lavoro. Nel ristorante padovano due coppie con i loro 6 figli si sono visti riconoscere sullo scontrino uno sconto di 13 euro: alla sorpresa si è aggiunta la soddisfazione e l’orgoglio per il merito di essere riusciti nel compito più difficile, quello di crescere bambini educati.  Fonte: Il Mattino di Padova, Huffington Post


Quando riparare è una festa: arrivano i restart party A chi non è capitato di buttare via elettrodomestici o computer non funzionanti perché troppo difficili da riparare? La soluzione per allungare la vita dei nostri dispositivi elettronici arriva da un’impresa sociale con sede a Londra che insegna alle persone come riparare i propri apparecchi elettronici durante eventi aperti al pubblico che si tengono in biblioteche, centri civici e pub. I “restart party”, oggi diffusi in tutto il mondo, durano circa 3 ore durante le quali amatori volontari e professionisti insegnano al pubblico come riparare i dispositivi rotti, aumentando la consapevolezza che i consumatori hanno sui prodotti tecnologici di uso comune. “Crediamo che riparare sia divertente! - dicono i Restarters - “Perciò durante i restart party suoniamo sempre della musica e incoraggiamo i partecipanti a portare del cibo da condividere”. Tra i fondatori del Restart Project c’è un italiano, Ugo Vallauri, che ha deciso di impegnarsi nella riduzione dei rifiuti elettronici a seguito della sua esperienza lavorativa in Kenya, dove “l’arte del recupero rappresenta la normalità”. Il suo motto: “Non disperare, basta riparare!”. L’iniziativa Restart non riguarda solo i privati ma è estesa alle aziende, con eventi dedicati in cui i dipendenti imparano qualcosa in più sui loro strumenti di lavoro e su come ripararli. Fonte: Restart Project

La casa si riscalda da sola

Nel mese di gennaio di grande freddo una piccola costruzione a Parma è riuscita a rimanere calda, senza l’uso di alcun tipo di carburante, grazie alle sole risorse offerte dalla natura. Mentre fuori c’erano 0 gradi, all’interno del Modulo Eco se ne registravano circa 17. Una differenza di temperatura ottenuta grazie a una progettazione che sfrutta i principi più antichi del mondo. Il modulo di 60 metri quadrati è stato realizzato da un collettivo di ingegneri, architetti ed ecologisti seguendo le regole della casa progettata con il sole. Ottimizzando il principio della captazione si sono utilizzati l’apporto solare, l’irraggiamento, l’indice di soleggiamento e le correnti d’aria, insieme all’utilizzo di materiali naturali isolanti e l’implementazione di vegetazione schermante; la casa è così completamente autosufficiente dal punto di vista termico. La parete esterna dell’edificio è in sughero tostato e pressato. Questa tecnica permette la fusione delle resine contenute nella corteccia che agiscono da collante naturale aggregando i granuli di sughero a formare un rivestimento resistente e altamente isolante. Un’intercapedine protettiva d’aria nel muro è stata ottenuta con mattoni in terra cruda essiccata al sole. Il Modulo Eco dimostra che si può vivere indipendentemente dalla rete elettrica e fare della natura una risorsa senza impoverirla. Fonte: Comune di Parma; Manifattura Urbana; Rinnovabili

Il nuovo farmaco che cura il tumore alla tiroide

Nelle donne sotto i 50 anni è il secondo tumore più frequente dopo quello al seno e si colloca al quarto posto fra tutte le neoplasie femminili. Il carcinoma tiroideo ha colpito oltre 11.000 donne fra i 40 e i 50 anni nel 2016 e i nuovi casi sono stati fino allo scorso anno in costante aumento. Da sei mesi è stato messo a disposizione dei malati il Lenvatinib, un farmaco a bersaglio molecolare finalmente disponibile in farmacia dopo molti anni di sperimentazione e di test scientifici. “L’Italia”, ha dichiarato Rossella Elisei, professore di Endocrinologia dell’Università di Pisa e responsabile del centro coordinatore italiano, “ha avuto un ruolo molto importante perché è stato uno dei Paesi che ha arruolato il maggior numero di pazienti. Lo studio ha dimostrato un importante prolungamento della sopravvivenza libera da progressione, con un valore mediano di 18,3 mesi rispetto ai 3,6 mesi del placebo. La nuova molecola ferma la crescita della malattia, con una notevole riduzione delle metastasi e il paziente può avere una buona qualità di vita”. Carmine Pinto, presidente nazionale dell’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) ha dichiarato: “Per il carcinoma differenziato della tiroide in stadio avanzato, refrattario alla radioterapia, finora non avevamo cure efficaci. La disponibilità per la prima volta di un farmaco attivo costituisce un vero punto di svolta” 

MEZZOPIENO 11 MARZO-APRILE 2017

Fonte: Corriere Salute


Arriva la mutua che protegge gli animali domestici Adottare un cane o un gatto non è un lusso, ma una scelta che riveste anche un valore sociale. Con questo principio arriva in Italia un sistema mutualistico che garantisce e tutela la salute e il benessere per gli animali domestici. Una serie di protezioni e di sussidi sanitari per la cura e il ricovero dei quattro-zampe, strutture idonee a disposizione e una sistemazione adeguata al fedele compagno di una vita, in caso di decesso o inabilità del suo padrone. L’assistenza copre anche

le spese di ricerca qualora il cane o il gatto si dovessero perdere e le spese per la sua cremazione dopo il decesso. “È un’iniziativa anche contro l’abbandono”, spiega Vincenzo Pepe, presidente di FareAmbiente, “poiché sostiene le famiglie con cani e gatti nei momenti di difficoltà, quelli più a rischio”. Claudio Andrea La Rosa, presidente della Mutua Italiana Assistenza Sanitaria, tra le promotrici dell’iniziativa, spiega: “Oltre il 55% delle famiglie italiane vive con un animale domestico, circa 15 milioni

di cani e di gatti. I benefici economici, sociali e sulla salute sono evidenti, tanto da poterli considerare veri e propri ammortizzatori sociali; si registrano oltre 4,5 miliardi di euro di risparmio nel servizio sanitario”. Fonte: Ansa; Mias

L’Italia torna ai contadini Gli italiani tornano a comprare direttamente dai contadini e la campagna ad attrarre i consumi. Più di 4 italiani su 10 (43%) nel 2016 hanno fatto la spesa dai produttori o nei mercati degli agricoltori. Un aumento record, in netta controtendenza rispetto al calo dei consumi alimentari, rilevato dall’indagine Campagna Amica sulla “rivoluzione verde dei mercati contadini”. Una crescita ininterrotta del 55% negli ultimi 5 anni, da ricondurre - secondo Coldiretti - alla ritrovata attenzione per il benessere e per la salute ma anche alla sostenibilità ambientale e alla volontà di valorizzare l’economia e l’occupazione del proprio territorio. I mercati degli agricoltori vengono scelti sempre di più per trovare prodotti del territorio a chilometri zero, messi in vendita direttamente dal produttore nel rispetto della stagionalità dei prodotti, in alternativa ai cibi che devono percorrere lunghe distanze, aumentando le emissioni nell’atmosfera. Gli effetti positivi si fanno sentire anche sugli sprechi, ridotti per la maggiore freschezza della frutta e verdura in vendita che dura anche una settimana in più, non dovendo rimanere per tanto tempo in viaggio. Nei mercati dei contadini sono riscoperte varietà del passato a rischio di estinzione che sono state salvate grazie all’importante azione di recupero degli agricoltori e che non troverebbero spazi nei normali canali di vendita dove prevalgono criteri dettati dalla necessità di standardizzazione e di mercato. Fonte: Coldiretti MEZZOPIENO 12 MARZO-APRILE 2017

Il Re del Po

Alberto Manotti vive da sempre in simbiosi con il Po. Da più di 40 anni recupera tronchi, legni e oggetti che le piene portano sulla riva del ponte Boretto, nel tratto presso Reggio Emilia, per costruire un grande regno incantato sulla riva destra sabbiosa del grande fiume. Semplice e libero, si definisce il Re del Po. Ogni giorno si dedica alla costruzione di una parte del suo regno di legno, incastrando e inchiodando tronchi e rami recuperati sulle rive. Periodicamente le piene hanno portato via le sue opere ma Alberto ogni volta ha ricominciato. Dal 2009 si dedica quotidianamente alla costruzione di una nave, sempre con la stessa tecnica. Lunga più di 40 metri e alta oltre 6, costituita da migliaia di pezzi e dotata di scale, passerelle, punti panoramici e giochi per bambini, tutto costruito con un groviglio

di quello che negli anni il Po gli ha regalato, tronchi secchi, rami, radici, ruote, plastica e corde. La nave è ancorata alla riva grazie a tiranti e a lunghi tronchi piantati in profondità nel terreno per resistere alle piene. La nave è cresciuta e negli anni è diventata la sua casa. Alcuni tronchi hanno persino attecchito quindi in estate si riempie di foglie verdi dove anche gli uccelli nidificano insieme ad altri piccoli animali autoctoni del Po. Il Re del Po ha compiuto 70 anni e continua a raccogliere e costruire per la gente; presso la sua casa ha creato il suo “Museo del Po” e accoglie scuole, artisti e persone comuni che vengono da lui per riscoprire la semplicità della fantasia. Fonte: Costruttori di Babele


Scolpire gli alberi per far bella Roma

Si chiama Andrea Gandini lo studente diciottenne del liceo artistico Ripetta di Roma che, nel tempo libero, scolpisce i tronchi recisi della sua città per dare loro nuova vita. L’idea è nata dalla sua passione per la scultura che lo porta ad esplorare la città con gli attrezzi del mestiere - scalpellino e mazzuolo - alla ricerca della giusta “tela”. Una volta ripuliti i tronchi senza vita degli alberi, Andrea vi incide sopra dei volti mettendone in evidenza i colori e le venature. “Ho scolpito per una prima parte del mio percorso in garage, ho imparato da autodidatta”, dice Andrea intervistato per Greenme, “Poi un mio professore mi ha spinto a lavorare per conto mio, a creare, così ho intrapreso questa strada. Dopo una mostra non andata come speravo, in un momento di tristezza e di pazzia, ho pensato che dovevo fare qualcosa per ‘sbloccarmi’, così ho guardato fuori…”. Sono sette fino ad ora gli alberi scolpiti nei quartieri di Monteverde, Trastevere, Testaccio, Aventino e Ostiense. Ma Andrea non ha intenzione di fermarsi e invita i suoi concittadini romani a segnalare sulla sua pagina Facebook i tronchi morti che lui potrà scolpire per loro: “Vorrei un domani riuscire a organizzare qualcosa in grande, magari riunendo tutti gli scultori di Roma, tutti gli artisti di strada come me”.

Rivive dopo 72 anni il più grande affresco del mondo Ci vollero tre giorni per distruggerli e oltre settant’anni per riportarli in vita. I grandi affreschi che tappezzavano il Camposanto di Pisa, furono bruciati il 27 luglio del 1944 dall’incendio scatenato da una granata che colpì Piazza dei Miracoli in pieno conflitto mondiale. Il fuoco carbonizzò i 2.500 metri quadrati di pitture che dal Trecento avevano vegliato sulle tombe dei pisani più illustri. Il 22 dicembre 2016 il mondo ha potuto vedere di nuovo al loro posto e restaurati i portici, capolavoro di Buonamico di Buffalmacco, ritenuti ormai perduti dopo il bombardamento di 72 anni prima. Si compie così un recupero artistico ritenuto quasi impossibile, iniziato poche settimane dopo il disastro, al quale hanno lavorato tre generazioni di restauratori, storici dell’arte e studiosi. Il processo realizzato da diversi team di tecnici ed esperti, è partito da fotografie in bianco e nero scattate negli anni 30 e ha dell’incredibile. I restauratori hanno lavorato su strati pittorici sottilissimi, a volte meno di un millimetro, riposizionando milioni di frammenti per ricomporre le immagini, hanno tolto le opere carbonizzate dai vecchi supporti di eternit, scelto nel periodo postbellico nel primo affannoso tentativo di salvare gli affreschi, trasferendole su nuove superfici. Si sono persino usati speciali batteri coltivati dal microbiologo Giancarlo Ranalli dell’Università di Campobasso, per separare gli affreschi dalla colla usata nel Trecento per farli aderire alle pareti.

Fonte: Andrea Gandini Facebook

Le auto per strada producono energia per il quartiere Il traffico stradale non è solo motivo di inquinamento ma da oggi anche uno strumento per produrre energia e per recuperare la forza cinetica delle automobili e del loro passaggio. La Underground Power, una startup di Paderno Dugnano (MI) ha inventato un sistema che riesce a trasformare l’energia della frenata delle macchine in energia elettrica. Il sistema Lybra è un rallentatore di velocità fatto di gomma e acciaio e viene collocato a filo dell’asfalto in punti dove le auto devono rallentare, come incroci, semafori e rotonde. Passando sopra al dosso le auto producono energia, che viene catturata da una dinamo che poi la trasforma in corrente alternata. L’energia re-

Fonte: Pisa Today

cuperata viene immagazzinata all’interno di colonnine poste a bordo strada ed è subito riutilizzabile. La società ha già sperimentato Lybra per due anni nel parcheggio di un grosso supermercato in provincia di Milano. Concorezzo, in provincia di Monza, è il primo Comune in Italia ad averlo adottato. “A regime, su di una strada con un traffico medio, un impianto lungo 10 metri è in grado di fornire energia per 40 case”, dichiara Piero Pirisi, di UP. “L’amministrazione del comune sta lavorando per assicurare in questo modo illuminazione a costo zero a tutto il nuovo quartiere. Ai giovani dico che non è vero che queste cose si possono realizzare solo all’estero, le possibilità ci sono anche qui in Italia”.

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Fonte: Underground Power; Il Giorno Monza e Brianza


MEZZOPIENO52passi Ogni primo Lunedì del mese il cammino individuale prosegue con momenti di incontro comuni, per condividere i passi settimanali e dialogare intorno ad essi.

I 52 PASSI È UN PERCORSO DI IMPEGNO PERSONALE CHE CONSISTE NELL’AFFRONTARE PICCOLI PROPOSITI SETTIMANALI, UNO PER OGNI SETTIMANA DELL’ANNO, CON L’OBIETTIVO DI VEDERE IL LATO MEZZOPIENO DEL MONDO. LE QUATTRO AREE DI IMPEGNO SONO: r ti iv e cr

- LE RELAZIONI

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- IL RISPETTO DELL’AMBIENTE - LA SPIRITUALITÀ

La cattiva notizia è che il tempo vola. La buona notizia è che sei il pilota - (Michael Altshuler) La capsula del tempo Per creare la tua personale capsula del tempo, compila la lista seguente su un foglio bianco, tralasciando i punti dell’elenco che non fanno per te: - la descrizione dell’ultimo evento sociale a cui hai partecipato - la descrizione di una recente conversazione con un amico - una foto scattata da poco - la descrizione di come hai conosciuto un nuovo amico o conoscente - un recente aggiornamento del tuo status che hai postato su un social network - un estratto da un progetto a cui ti stai dedicando a scuola o al lavoro Nascondi la capsula del tempo in un posto dove non puoi vederla e segna sul tuo calendario di riaprirla fra tre

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3 aprile - La nostra Natura 1 maggio - Dal dire al fare 5 giugno - Il cambiamento emotivo

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- IL RAPPORTO CON SE STESSI E CON IL PROPRIO INCONSCIO

Ecco i prossimi appuntamenti aperti a tutti presso la Casa del Quartiere di San Salvario di Via Morgari 14 a Torino (saletta al primo piano):

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mesi. Una volta che i tre mesi saranno passati, trascorri qualche minuto a rileggere la lista che hai scritto. C’è qualcosa che ti colpisce come particolarmente importante o significativo rivisto a distanza di tempo? Normalmente documentiamo gli eventi chiave della nostra vita: matrimoni, nascite, lauree e successi professionali. Presumiamo, infatti, che siano questi i tipi di accadimenti che vorremo ricordare in futuro. La Ricerca tuttavia suggerisce che ritornare su esperienze di tutti i giorni può portarci più gioia di quanto ci aspettiamo. Ciò che in un primo momento appare ordinario può assumere un significato inatteso con il passare del tempo quando sappiamo apprezzare un singolo momento di appagamento, una piccola parte della nostra vita che è arrivata e se n’è andata. La ricerca sul tema delle “previsioni emozionali” suggerisce che non siamo molto abili ad anticipare le nostre reazioni emotive ad eventi futuri. Perciò tendiamo a non documentare eventi ordinari perché da un lato sottovalutiamo il piacere che ci dà il richiamarli alla mente e dall’altro sopravvalutiamo la nostra capacità di ricordarli. Tenendo volontariamente traccia di questo tipo di eventi, creiamo delle opportunità per il nostro sé del futuro di sperimentare una scarica di felicità. In collaborazione con The Greater Good Science Center presso UC Berkeley http://ggia.berkeley.edu; http://greatergood.berkeley.edu

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MEZZOPIENO52passi

VUOI FARE IL PRIMO PASSO?

MEZZOPIENO 15 MARZO-APRILE 2017


Elisabetta Gatto

MEZZOPIENOintervista Ci vuole una buona dose di coraggio a ricoprire l’incarico di procuratore antimafia a Palermo nel ‘92, dopo le stragi di Capaci e di via D’Amelio.

È stato un po’ come mettere la testa nella bocca del leone. Per la mia famiglia, dopo gli anni del terrorismo, si profilava la speranza di una vita più serena, e invece ho chiesto loro ancora un sacrificio. Hanno accettato e mi hanno sempre sostenuto.

Cosa l’ha spinta a fare quella scelta?

Gian Carlo Caselli “Obbedire solo alla legge e alla propria coscienza” Un uomo che ha scelto di combattere prima contro il terrorismo, poi contro la mafia, per tornare poi a occuparsi di infiltrazioni della ‘ndrangheta in Piemonte e di agromafie, pensando di potercela fare, non può che vedere il bicchiere mezzopieno. Oppure sono incosciente! Dai miei geni-

tori ho ricevuto il primo grande insegnamento: quello di darci dentro, di guardare avanti, di avere fiducia nell’evolversi delle cose. Hanno stretto la cinghia perchè studiassi. In un tempo in cui la maggior parte dei giovani faceva le scuole tecniche per lavorare in Fiat o nell’indotto, i miei hanno faticato di più e più a lungo perchè facessi

l’università: sono loro infinitamente grato. Appena possibile, però, ho deciso di andare a lavorare per non pesare sulle loro spalle: ho trovato un impiego alla Olivetti e per un paio d’anni sono stato anche un venditore convincente. Poi però ho capito che non sarei riuscito a fare lo studente lavoratore e mi sono dedicato come un vero secchione allo studio. Non mi sono mai presentato a un esame impreparato, senza conoscere persino le note! Quindi sì, da un lato, l’ottimismo e la fiducia nelle proprie forze, ma anche piedi per terra e tanto olio di gomito.

MEZZOPIENO 16 MARZO-APRILE 2017

Il senso del dovere è scattato allora, come tante altre volte. Accetti se la motivazione è forte. Dopo la strage di via D’Amelio, Nino Caponnetto, guida del pool antimafia, aveva pronunciato queste parole: “È tutto finito, non c’è più niente da fare”. La democrazia sembrava destinata a soccombere a Cosa Nostra, al potere criminale stragista. Ma poi alla mafia si è pensato di poter reagire, si è iniziato a parlare di antimafia e di legalità. In molti si sono tirati su le maniche. E io anche. È giusto, ho pensato, che io mi metta a disposizione e in gioco, che non me ne stia a guardare.

Le avranno chiesto in tanti se ha mai avuto paura. Certo che avevo paura, diversamente sarei stato un incosciente. Ma, come dico sempre ai bambini e ai ragazzi che incontro nelle scuole, per vincere la paura bisogna che il coraggio sia un po’ di più. E, nel mio caso, la speranza di fare qualcosa di


utile per il paese. Io sono un uomo ambizioso, ho un’autostima molto forte e ho fiducia nelle mie risorse.

Ha fiducia anche negli altri?

Rivendico, in tutte le mie esperienze professionali, l’importanza dello stare insieme per guardare avanti. Ho È giusto, ho pensato, sempre che io mi metta preteso a disposizione e in gioco, che si fache non me ne stia cesse squaa guardare. dra. E poi ho avuto fiducia totale nei ragazzi della scorta, nei giovani del corpo speciale del Nocs della Polizia di Stato che mi hanno salvato – ma anche stravolto – la vita.

Qual è stata la sua più grande soddisfazione?

una delle due squadre per La mia soddisfazione assegnare la La maggiore soddisfaziopiù grande risiede nel vittoria all’alne professionale per un riconoscimento - odioso - della tra. giudice, senza retorica, è mia indipendenza. Mi è stato fatto la convinzione di aver fatscontare così il to tutto il possibile per opeprocesso che averare con indipendenza, senza vo fatto ad Andreotti. timori reverenzali, ma anche senza favoritismi, obbedendo solo alla legge e Non si può parlare di assoluzione perchè fino al 1980 l’imputaalla propria coscienza. La mia maggior soddisfazione, parados- to è stato dichiarato penalmente salmente, ha come interfaccia una gran- responsabile anche in Corte di de sofferenza. Sono l’unico magistrato al Cassazione per aver commesso mondo a cui hanno fatto una legge contra il delitto di associazione a delinpersonam perchè fossi escluso dal con- quere con Cosa Nostra. corso per diventare procuratore nazionale Mi hanno riempito d’orgoglio le antimafia. In democrazia non si possono parole pronunciate da Marcelcambiare le regole del gioco a partita aper- lo Maddalena, che, inaugurando ta: è come se durante una partita di calcio, l’anno giudiziario, ha ribadito che a pochi minuti dalla fine, si facesse uscire questa legge – incostituzionale – è sì contro di me, ma soprattutto contro gli oltre novemila magistrati che vogliono comportarsi con assoluta libertà, onestà e indipendenza. Ecco, la mia soddisfazione più grande risiede nel riconoscimento - odioso - della mia indipendenza.

Qual è la sua definizione di giustizia?

Intanto, vorrei distinguere il concetto di giustizia da quello di legalità, che è l’osservanza della legge scritta. La giustizia parte dalla legalità, ma va oltre. Con la semplice osservanza delle leggi, gli esclusi continueranno a essere esclusi, possono far valere i loro diritti, ma ci vuole l’impegno e la responsabilità di tutti perchè ci sia una migliore distribuzione delle risorse. MEZZOPIENO 17 MARZO-APRILE 2017

In estrema sintesi, la giustizia è dare a ciascuno ciò che gli spetta.

Per non sottrarre a questa intervista il suo carattere “mezzopieno” non le chiederò della sua fede calcistica...

Non mi ci faccia pensare! Anzi, sa cosa le dico? Per continuare a essere tifosi granata bisogna necessariamente pensare positivo!


LE CASE ADOTTANO I PIANISTI “Musica da camera in camera tua”: questo

lo slogan dell’iniziativa “Adotta un pianista”, rivolta agli abitanti dei quartieri di San Salvario, San Donato, Barriera di Milano, Aurora Porta Palazzo, Mirafiori nord nella città di Torino che abbiano a casa un pianoforte. La musica da camera per la sua natura intima è stata definita fin dai suoi esordi “la musica degli amici” e per oltre un secolo, prima di essere trasferita nelle sale da concerto, veniva eseguita principalmente da musicisti dilettanti nelle loro case.

Aprendo le porte del proprio appartamento a un pianista e al suo pubblico si ha l’opportunità ancora oggi di ospitare un piccolo concerto tra le mura di casa. “Adotta un pianista” è infatti un programma di concerti che vengono realizzati gratuitamente negli appartamenti privati. Chi è interessato a ospitare un concerto nella sua casa può candidarsi registrandosi sul sito, segnalando l’orario più conveniente e il numero di spettatori che l’appartamento può accogliere. L’organizzazione si fa carico di tutti gli oneri SIAE/Enpals,

La poesia sale in metro a Torino

Da inizio anno i torinesi che viaggiano in metropolitana sono accompagnati dai versi celebri di venti poeti italiani e stranieri. Il progetto «Metro Poetry» diffonderà ogni giorno sulle frequenze di radio Gtt (Gruppo Trasporti Torinesi) oltre settanta poesie recitate dalla voce di otto lettori e lettrici su un sottofondo musicale. Ogni “frammento a piede libero”, come recita la frase con cui iniziano le letture, è introdotto dal nome del lettore per rendere più personale l’invito all’ascolto. “Non si tratta di voci, si tratta di persone”, spiega Nicoletta Fabrizio di YOWRAS (Young writers&storytellers), che aggiunge: “abbiamo selezionato le poesie tra quelle maggiormente conosciute, per sollecitare il ricordo e la familiarità”. Tra i poeti scelti ci sono Giacomo Leopardi, Edgar Lee Masters, Emily Dickinson, Federico Garcia Lorca, Giovanni Pascoli e Charles Baudelaire. Non è la prima volta che la metropolitana di Torino si fa veicolo di cultura: le frequenze di radio Gtt hanno già trasmesso in metro alcune opere liriche, in occasione dell’ultima edizione di Paratissima, mentre gli artisti performativi di strada si sono esibiti nelle stazioni di Dante, Nizza e Lingotto. L’iniziativa che durerà fino ad aprile è promossa dall’associazione culturale YOWRAS con il sostegno delle case editrici che hanno messo a disposizione gratuitamente i testi delle opere.



Fonte: YOWRAS

mentre al padrone di casa viene riconosciuta un’accordatura gratuita dello strumento messo a disposizione. Lo staff è in grado di allestire 10 concerti in 10 appartamenti diversi nell’arco di un weekend. Tra le note di Mozart, Beethoven, Schubert, Chopin e delle arie d’opera – come da calendario in programma – musicisti e appassionati di musica si incontrano in un contesto accogliente e raccolto. FONTE: ADOTTA UN PIANISTA

Un carattere che permette di leggere anche ai dislessici La percentuale di dislessici nel mondo varia dal 5 a oltre il 10%, a seconda dei Paesi: centinaia di milioni di persone che fanno molta difficoltà a leggere o che non riescono a farlo per nulla. Un papà di Torino, dopo aver conosciuto un amico di suo figlio estremamente intelligente ma che non riusciva a imparare a leggere, ha lavorato per 10 anni anni per cercare una soluzione ed è infine riuscito a inventare un carattere che risolve alla base questo problema. Lo ha chiamato “Easy Reading” ed è il primo e unico font ad alta leggibilità al mondo. La sua scoperta è stata convalidata da diverse ricerche scientifiche che ne hanno confermato l’efficacia. Il suo carattere si riesce a far leggere ai dislessici e permette di essere letto più velocemente e con meno errori da chi non ha problemi. L’intuizione di Francesco Alfonsetti è una questione di grazie, in gergo tipografico, i piccoli segni che abbelliscono e rendono unica ogni lettera. In sostanza nessuna lettera è uguale a un’altra: “Una p non è fatta come una d capovolta ma

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cambiano i contorni, in modo che il cervello sia in grado di distinguerle sempre”, spiega Alfonsetti. Lo specifico design delle lettere con grazie dedicate permette di prevenire lo scambio percettivo tra lettere simili per forma e di determinare spazi calibrati che contrastano l’effetto dell’affollamento percettivo, cosa che rallenta la comprensione dei caratteri e che impedisce a molti la lettura. Il nuovo carattere supporta tutte le lingue, ha debuttato nella scorsa edizione del Salone del Gusto di Slow Food a Torino, è stato già utilizzato per libri e siti internet e si prepara a sbarcare anche nel mondo della segnaletica. Anche il ministero italiano dello Sviluppo Economico ha deciso di riconoscergli un incentivo finanziario e lo sta introducendo su biglietti, documenti e insegne. Fonte: Easy Reading


Gli insegnanti rinunciano al bonus per far crescere la loro scuola

Il pic nic multietnico a Porta Palazzo

Un premio alla scuola e non al super-insegnante: è questa l’idea sottesa alla scelta di una ventina di professori della Scuola Media Norberto Bobbio di Torino che hanno scelto di devolvere il loro “bonus per la valorizzazione del merito” alle necessità degli studenti e a quelle del loro istituto. Il denaro sarà investito nell’acquisto di materiali, come il toner per la fotocopiatrice o la lampada del videoproiettore, ad esempio, o nell’allestimento di un laboratorio scientifico o ancora nell’organizzazione di una biblioteca scolastica e sarà messo a disposizione per quegli studenti che non possono comprare i libri di testo, partecipare a una gita scolastica o anche solo a un evento in città. Una decisione, dunque, che ha una ricaduta positiva sulla scuola piuttosto che un gesto di beneficienza verso chi, nel quartiere di Barriera di Milano, così come in molte altre periferie, vive una situazione di difficoltà economica. Giampiero Frasca, docente di Lettere e guida del gruppo, per spiegare le ragioni della decisione afferma: “Noi crediamo che la scuola sia collaborazione e che un insegnante da solo, per quanto abile e meritevole, sia destinato al fallimento”. Nella lettera che gli insegnanti hanno inviato al ministero si legge: «Non abbiamo bisogno di incentivi rispetto a un lavoro che amiamo». Ora si auspicano che la loro scelta trovi il più ampio seguito possibile.

Fonte: Per gentile concessione della Scuola Norberto Bobbio; La Stampa

Contro lo spreco e per l’integrazione. Aveva già fatto notizia prima di Natale ed è tornato a farlo in queste ultime settimane il “pic nic multietnico” organizzato a Porta Palazzo dalle Sentinelle dei Rifiuti di Eco dalle Città. Un gruppo di giovani volontari che si è posto un obiettivo preciso: recuperare tutti gli alimenti che, diversamente, al termine del mercato di Porta Palazzo, andrebbero buttati e quindi sprecati. Le sentinelle,

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invece, hanno pensato bene di “riconvertirli” in piatti commestibili, come torte, antipasti, succhi, insalate e tutto quello che la fantasia ai fornelli può produrre. Così, se prima di Natale la protagonista dei piatti cucinati era stata la banana, all’ultimo pic nic, spazio alle arance! È nata così l’iniziativa “Arancia Palazzo” che ha coinvolto anche alcuni ragazzi richiedenti asilo politico e provenienti da Mali, Gambia, Ghana e Costa d’Avorio. Il pic nic

multietnico nel cuore di Porta Palazzo ha raccolto l’adesione di decine di persone che hanno apprezzato le creazioni gastronomiche dei volontari. E non solo, perché l’iniziativa è servita anche a sensibilizzare sempre di più l’opinione pubblica sulla necessità di praticare la raccolta differenziata. Dal recupero di determinati alimenti, infatti, possono nascere nuovi piatti e nuove esperienze. Proprio come questa. Fonte: La Repubblica


Vitamine musicali al Sant’Anna

Un reportage fotografico sul tram Che poi, a pensarci bene, la società può anche specchiarsi nei finestrini di un tram. È quello che deve aver pensato Salvatore Svadas, classe 1968, fotografo professionista, che ha deciso di dedicare parte del suo tempo a un progetto che, negli ultimi tre anni, ha visto protagonisti i torinesi, in particolare tutti quelli che hanno preso il tram della linea 4. Qui, infatti, Salvatore è salito più e più volte, facendo avanti e indietro dal capolinea. Scopo? Immortalare con la sua macchina fotografica, volti, espressioni e gesti dei passeggeri. Ne è nato un reportage fotografico che offre uno spaccato originale e inedito della Torino multietnica e multiculturale che oggi siamo ormai abituati a vedere. La linea 4, infatti, non poteva essere location migliore dal momento che attraversa tutta la città da nord a sud, passando nel centro storico. Catturate dall’obiettivo di Svadas le anziane signore torinesi impellicciate e con la piega appena fatta, le donne musulmane con il velo, giovani ragazzi con piercing e tatuaggi. Gente che legge, dorme e si commuove. Salvatore ha raccolto centinaia e centinaia di scatti che, con buona probabilità, diventeranno una mostra fotografica.

Il dolce suono dei violini o le calde melodie di una chitarra, dalla musica classica a quella jazz, passando per i canti a cappella. All’ospedale Sant’Anna una semplice sperimentazione è diventata un vero e proprio progetto con tanto di cartellone musicale. Un’iniziativa che punta a umanizzare sempre di più i luoghi di cura: si tratta di “Vitamine musicali”. La dinamica è molto semplice: portare professionisti della musica classica nelle camere di ospedale per suonare e intrattenere i pazienti. Il progetto è partito al Day Hospital oncologico dell’ospedale Sant’Anna, grazie all’impegno della Fondazione Medicina a Misura di Donna Onlus, in collaborazione con l’AVO (Associazione Volontari Ospedalieri) e dei diversi partner che hanno deciso di aderire all’iniziativa: la Filarmonica TRT, il Conservatorio “Giuseppe Verdi”, Festival Mito, Accademia di Santa Pelagia, Xenia Ensamble e Ars Nova-Magica Torino. Il progetto, giusto sottolinearlo, è completamente autofinanziato. All’ospedale Sant’Anna sono rimasti tutti entusiasti delle “Vitamine musicali”, tanto che l’iniziativa è stata estesa anche ad altri reparti, come la Maternità e la sala di attesa del Day Surgery. Entusiasmo che è partito dai pazienti stessi che hanno chiesto che la musica venisse proposta con più costanza e con maggiori repliche. Il progetto è diventato così importante che è stato inserito negli studi del Metalab dell’Università di Harvard.

Fonte: La Repubblica

I “frutti” dello studio

Siamo bambini molto fortunati! Nel cortile della nostra scuola, la “P. Baricco” di Torino, abbiamo un orto didattico. Dieci anni fa un gruppo di insegnanti e la fondatrice, Agostina Pavone, la nostra maestra di scienze, hanno avuto l’idea di creare un piccolo angolo verde. I bambini avrebbero imparato ad osservare la natura e, sperimentando, scoperto le sue trasformazioni. Presentato il progetto, la Regione Piemonte lo ha poi approvato e finanziato. Ogni anno perciò i compagni delle classi prime hanno la possibilità di zappare, seminare, togliere erbacce e innaffiare. Possono anche veder crescere fragole, carote, pomodori e altri

Fonte: Medicina a Misura di Donna

MEZZOPIENO NELLE SCUOLE ortaggi e attendere il momento della raccolta a giugno. Anche noi, che ormai facciamo quinta, ricordiamo ancora il profumo e il gusto delle fragoline raccolte e la gioia che abbiamo provato nel portare a casa il sacchetto con le verdure del nostro orto. Alcuni di noi avevano visto le verdure solo al mercato! Anna , interpretando il pensiero dei compagni, ha così commentato: “È stata un’attività interessante, mi è piaciuto lavorare tutti insieme e vedere i ‘frutti’ del nostro impegno; togliere le erbacce, invece, l’ho trovato noioso e un po’ doloroso per le mie mani!” Ora che sai cosa facciamo, cosa ne pensi: “Vuoi fare l’orto anche tu nella tua scuola?” Articolo scritto dai piccoli giornalisti della 5 a A della Scuola Elementare P. Baricco

MEZZOPIENO 20 MARZO-APRILE 2017


MEZZOPIENOprogetti POVERTÀ SALUTE FINANZA ETICA ECOLOGIA APPROVVIGIONAMENTO IDRICO SOSTEGNO ALL’INFANZIA COSTRUZIONE DI STRUTTURE HIV/AIDS TERAPIE SANITARIE INSERIMENTO LAVORATIVO RICERCA SCIENTIFICA DIALOGO INTERRELIGIOSO DISABILITÀ CULTURA DELLA POSITIVITÀ

UN NUOVO APPROCCIO ALL’AUTISMO Crediamo che lo sviluppo sia un percorso volto a promuovere la realizzazione integrale della persona, in cui un ruolo importante sia anche ricoperto dagli aspetti della vita non materiali quali le relazioni, la libertà di scelta e di rappresentanza, solitamente trascurati nei principali approcci tradizionali allo sviluppo. I beni materiali e la ricchezza dovrebbero assumere valore solo nella misura strumentale all’espansione delle opportunità reali (capabilities) che le persone hanno per poter vivere una vita degna di essere vissuta. Il movimento Mezzopieno con i suoi partner ha promosso nel 2015 una ricerca multidisciplinare che per oltre un anno ha analizzato gli aspetti socio-economici e psicologici dell’autismo nel caso specifico della realtà torinese. Lo studio ha analizzato gli obiettivi di vita, i bisogni e i fattori di stress delle persone con autismo e delle loro famiglie, per confrontarli con gli interventi presenti sul territorio. L’analisi si è posta inoltre l’obiettivo di contribuire a migliorare la qualità della vita di questi soggetti mediante una restituzione dei risultati della ricerca che ha rilevato i punti di forza e quelli di debolezza delle politiche per l’autismo esistenti. Il gruppo di ricerca si è confrontato con l’Approccio delle Capacità del premio Nobel Amartya Sen, un paradigma teorico e metodologico alternativo alle visioni classiche dello sviluppo. Questo metodo ha permesso un’analisi della diversa abilità considerando l’handicap come una delle tante differenze tra persone. Il disabile, così come i poveri o gli emarginati, è una persona che, date le proprie caratteristiche individuali, non è libera di realizzare la sua pienezza esistenziale. In questa prospettiva il benessere delle persone diversamente abili coincide con un’azione di potenziamento delle loro capacità individuali mediante interventi che consentono loro di diventare protagoniste attive del proprio sviluppo attraverso un adattamento creativo al tessuto sociale in cui vivono, processo in cui un ruolo centrale è giocato dalle loro relazioni.

CRESCITA PERSONALE SPIRITUALITÀ CULTURA / CONOSCENZA

PARTECIPANTI: Fondazione Arbor, Fondazione Teda, Università di Torino, ASL TO2 MAGGIORI INFORMAZIONI SU WWW.MEZZOPIENO.ORG (SEZIONE PROGETTI)

MEZZOPIENO 21 MARZO-APRILE 2017


MEZZOPIENOtralagente

Raccontaci di un limite che hai superato

NOTIZIEflash LE RINNOVABILI SONO L’86% DELL’ENERGIA INSTALLATA NEL 2016 NELL’UNIONE EUROPEA Wind Europe - 9 febbraio

RICONOSCERE, AFFRONTARE E VINCERE UN LIMITE CI PUÒ REGALARE UN NUOVO SGUARDO SULLA REALTÀ E SU NOI STESSI

SCOPERTI 7 PIANETI GEMELLI DELLA TERRA NASA - 22 febbraio

DARIO

ANDREA

Concedersi il lusso di sbagliare

Il fallimento che si trasforma in esperienza

Nella vita mi sono accorto che molte volte non ho fatto delle cose o affrontato situazioni per paura. Quando mi sono chiesto il perché ho capito che avevo paura di sbagliare. Quel giorno ho appreso che non c’è niente di male nello sbagliare e più di tutto ho capito che non c’è nulla di male nell’avere paura.

Il passaggio fondamentale è stato accettare che limiti e difficoltà fanno parte della vita, esattamente come gioie e successi. Alla base di tutto ho posto la fede in Dio, così tanto da non sentirmi mai solo nelle fatiche. Dio si è così materializzato immediatamente nella mia vita, attraverso amici e famiglia che hanno irrobustito me stesso così tanto, da convertire quei fallimenti in esperienza da portare dentro me stesso ed offrire agli altri.

2017 ANNO INTERNAZIONALE DEL TURISMO SOSTENIBILE PER LO SVILUPPO United Nations - 1 gennaio

L’ALGERIA UFFICIALMENTE LIBERATA DALLE MINE ANTIUOMO United Nations - 10 febbraio

65.000 BAMBINI GUERRIERI LIBERATI DALLE BANDE ARMATE NEL MONDO NEGLI ULTIMI 10 ANNI UNICEF - 21 febbraio

BOOM DEGLI IMMOBILI IN ITALIA: +19,9% LE COMPRAVENDITE IN UN ANNO Istat - 8 febbraio

VIGNESH

La forza che c’è dentro un sorriso

Ho perso le braccia in un incidente e da allora ho capito che per piangere non avrei avuto le mani per asciugare le lacrime e che invece potevo ancora sorridere e insegnare a farlo agli altri che dimenticano quanto sono fortunati ad averle ancora. Nelle scuole lo mostro ai bambini, dà un senso a questa mia vita.

RIAPERTE 23 SCUOLE PRIMARIE IN SIRIA UNICEF - 31 gennaio

IL COSTARICA SI ALIMENTA QUASI SOLO CON ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI (98,2%) Costa Rican Electricity Institute - 3 gennaio

MEZZOPIENO 22 MARZO-APRILE 2017


SILVIA

GLORIA

Una strada nuova per la voce

Un piccolo trucco e tanta buona volontà

Prendevo lezioni di canto per piacere personale, ma avevo sempre l’impressione che la mia voce non venisse fuori come la sentivo dentro di me, che fosse bloccata. Più spingevo di fiato e volume e peggio era. Un giorno l’insegnante mi disse: “Prova a cantare sussurrando”. E all’improvviso la mia voce ha trovato una strada nuova. E tanta più energia.

MASSIMO

In scena per vincere la timidezza

ll limite che ho superato riguarda la mia timidezza. Ho deciso di mettermi in situazioni in cui sarei stato costretto a vincerla; mi sono buttato in scena, a teatro, nel mestiere più difficile: far ridere le persone. Studiare e interpretare un personaggio clownesco mi ha permesso di vedere i miei difetti e riderci sopra. Se qualcuno mi avesse costretto o anche solo consigliato di farlo, sarei scappato. Invece mi sono fidato di me stesso. Ci ho provato. Sono rimasto sul palco e la timidezza si è fatta un po’ più in là.

Soffro di vertigini. Per me era condizionante non uscire in terrazza a casa di amici che abitano ai piani alti o non apprezzare, ad esempio, le guglie della Sagrada Familia a Barcellona. Ma il piacere di guardare le cose dall’alto mi ha spinto a mettermi in gioco. Ora tolgo gli occhiali, tutto è più sfumato, mi carico di buona volontà e riesco ad assaporare il panorama. La sfida ora sarà quella di salire su un grattacielo!

FOTOVOLTAICO IN ITALIA CRESCIUTO DEL 22% NELL’ULTIMO ANNO ANIE Rinnovabili Confindustria - gennaio 2017

IN EUROPA ARRIVA IL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - 10 febbraio

RECORD NELLA LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE IN ITALIA. 19 MILIARDI RECUPERATI NEL 2016 Agenzia per le Entrate - 9 febbraio

ESECUZIONI CAPITALI AI MINIMI DA 25 ANNI NEGLI USA

MELINA

Il gusto di essere come si è

“Il mio limite più grande è sempre stato quello di non permettere a me stessa di essere se stessa, ovvero di fare dell’autocritica un modus vivendi. La verità è che un limite come questo lo si deve superare tutti i giorni. La chiave del problema non può essere semplicemente quella di accettarsi così come si è; no, non basta, è inaudito! Perciò, nelle situazioni di totale inadeguatezza il mio mantra è diventato questa domanda: hai fatto del tuo meglio? Se la risposta è positiva significa che il limite è stato superato, non c’è altro che posso fare: le (auto-) accuse sono infondate! La sfida è dunque quella di fare sempre il possibile ed a tutti i costi per non lasciare che freddi rimproveri si insinuino nella buona intenzione di essere migliori”.

MEZZOPIENO 23 MARZO-APRILE 2017

Pew Research Center - 28 dicembre

CROLLANO I CONTENZIOSI DI LAVORO IN ITALIA; -33% IN 5 ANNI Corriere della Sera - 17 febbraio


MEZZOPIENOeditoriale

È questo il migliore dei mondi possibili? Una costante degli uomini di ogni tempo, quella di volere un mondo migliore di quello in cui vivono. Un istinto perfezionista che accomuna e connette tra loro tutti gli esseri umani da quando sono apparsi sulla Terra e che li ispira nella loro evoluzione e in quella di tutto il genere umano. È soprattutto grazie a questa potente spinta che la nostra specie è in cammino da oltre 2 milioni di anni. Il mondo si spinge in avanti. Tra alti e bassi e in modi diversi, lavora costantemente per costruire e accrescere il suo benessere, anche quando questo processo si manifesta meno visibilmente o sembra inciampare in errori o addirittura regredire. Stare bene però non equivale ad avere sempre di più, ma soprattutto a comprendere e partecipare alla realizzazione di ciò che avanza e ci circonda e a cogliere il valore della propria presenza, in se stessi e nell’ambiente. La percezione di benessere è in costante e fluttuante evoluzione, insieme a noi e alla nostra soddisfazione. La distanza tra ciò che sentiamo di essere e ciò che vorremmo diventare determina il grado del nostro appagamento. Se osserviamo il mondo con lo sguardo allargato della storia, non possiamo non accorgerci di quanto il genere umano progredisca in quasi tutti i campi, soprattutto nella sua dimensione sociale, in costante evo-

Mezzopieno News è pubblicato ogni due mesi dal movimento Mezzopieno. Gli articoli riportati sono frutto della ricerca e del lavoro giornalistico del comitato editoriale, dell’ufficio studi, del gruppo di ricerca, dei volontari e dei membri della comunità Mezzopieno. Ogni articolo è un’elaborazione originale e riporta fatti e situazioni reali. Le fonti originali sono verificate e citate per esteso. SE CREDI NELLA BELLEZZA E NELLA POSITIVITÀ, CONDIVIDILA Mezzopieno News è scritto dalla gente e riporta le notizie dei suoi lettori e dei simpatizzanti del pensiero Mezzopieno. Articoli, lettere, suggerimenti e collaborazioni sono inseriti nella pubblicazione secondo i parametri della linea editoriale condivisa. L’applicazione per inviare scritti, fotografie ed articoli è consultabile nelle pagine dedicate del sito del movimento.

luzione verso livelli più elevati di complessità. A mano a mano che gli esseri viventi accrescono le relazioni fra di loro, i loro meccanismi di interazione diventano progressivamente più profondi e articolati, assumono forme sempre più organizzate e prolifiche, aumentando la loro coscienza e l’unità. Le dinamiche individuali di genere, di etnia o di personalità lasciano sempre di più il posto a quelle condivise. Siamo sempre meno singoli in cammino e sempre di più un popolo in marcia. A volte la ricerca della soddisfazione personale ci fa perdere di vista questo e ci getta nello sconforto di chi si sente da solo a coltivare il giardino del mondo. L’organizzazione della società è oggi talmente interdipendente e complessa che gli esseri umani non possono più fare a meno l’uno dell’altro. Nessun uomo da solo potrebbe costruire un telefonino o un’auto. Al contempo ben pochi sarebbero in grado di provvedere da soli al proprio sostentamento. Tutto è ormai il frutto di una collaborazione ordinata, di comportamenti condivisi, di meccanismi di fiducia e di compromessi diffusi. Il fragore del mondo che cresce, condivide e matura è udibile e portentoso. Come una falena che vive poche ore, a volte però, tendiamo a giudicare il mondo per quel poco che abbiamo visto e a cadere in conclusioni generali e pessimiste. Cerchiamo troppo insistentemente l’errore

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dimenticandoci che è il rimedio che porta avanti le cose, ci disperiamo per ciò che finisce e non sorridiamo perché è accaduto. Cediamo alla logica della paura nel futuro, dimenticandoci che da milioni di anni ogni cosa ha comunque sempre trovato il suo posto e che le sofferenze vengono continuamente sopravanzate da continue vittorie nei loro confronti. Con questa visione, la realtà non potrà che apparirci deformata e pertanto sempre più incomprensibile e assurda. A volte perdiamo così tanto tempo a rimpiangere, a criticare e a cercare di correggere quello che non capiamo del mondo che rischiamo di non avere più tempo per osservare come sta andando e per goderci lo spettacolo. È giusto non rinunciare mai a migliorarsi ma la sana inquietudine per il bello non si deve trasformare in bellicosità. Non confondiamo i limiti del mondo con i limiti della nostra capacità di comprenderlo. Il mondo non ci deve nulla, era qui già prima di noi. Evolversi non significa pretendere un cambiamento che soddisfi la nostra voglia di stare meglio ma raggiungere un compromesso evolutivo tra il benessere individuale e quello del resto del mondo. Accettiamo i confini delle nostre possibilità e amiamo il mondo come è. Ritroviamo i nostri occhi fiduciosi di bambino e abbracciamo con entusiasmo il mondo e quello che ci offre. Il migliore dei mondi possibili è oggi… ma domani sarà ancora meglio.

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MEZZOPIENO 24 MARZO-APRILE 2017

Il movimento Mezzopieno utilizza stampe Carbon Balanced Printing Programme e carta prodotta con processi eco sostenibili. Mezzopieno compensa interamente il CO2 che produce per la sua attività. I dettagli su www.mezzopieno-news. tumblr.com/Compensazione

Luca Streri

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MEZZOPIENO News - Marzo/Aprile 2017  

LE BUONE NOTIZIE CHE CAMBIANO IL MONDO Gian Carlo Caselli | Elisabetta Gatto | Luca Streri

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