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La sua grande passione è la magia: era il suo sogno di bambino e ha contrassegnato il suo percorso artistico, in particolare dopo l’incontro con il maestro Harry Houdini, di cui ha replicato i numeri più spettacolari. Marco Berry, all’anagrafe Marco Marchisio, se non è legato con corde e catene immerso in una vasca piena d’acqua, oppure appeso a testa in giù a un elicottero – come in alcune delle sue migliori performance – indossa volentieri una maglia granata (il suo cuore di tifoso, infatti, batte per il Toro). Illusionista e prestidigitatore famoso, è anche autore e conduttore di programmi televisivi: dall’intrattenimento con la trasmissione per ra-

gazzi “Bim Bum Bam” e le collaborazioni a “La sai l’ultima?” o “Scherzi a Parte”, all’inchiesta con “Le Iene”, che gli ha assicurato la popolarità, fino all’indagine su casi irrisolti e fenomeni paranormali come inviato di “Mistero”. Marco Berry è riuscito a portare all’attenzione del grande pubblico le storie di chi normalmente è ben lontano dai riflettori, come i senza tetto che ha incontrato per “Invisibili” (che gli è valso, tra gli altri, il Telegatto e il Premio Ilaria Alpi), o persone con disabilità gravi comunque in grado di vivere una vita normale, di cui ha raccolto le testimonianze in “Invincibili”. Ciò che è inspiegabile – o non ha una spiegazione immediatamente comprensibile o evidente – lo affascina: situazioni estreme, eventi spettacolari, ma anche grandi sfide, che si tratti di salvare animali in difficoltà oppure di generare un cerchio di solidarietà organizzando spettacoli e manifestazioni sportive per restituire ai bambini bisognosi di tutto il mondo un sorriso e la speranza in un futuro più dignitoso. “Ho messo a disposizione la mia professionalità e sono riuscito a coinvolgere persone del mondo dello spettacolo e imprenditori nella raccolta fondi per il progetto dell’Ospedale Mas Children in Somalia: dal 2013 ad oggi siamo riusciti a curare gratuitamente più di 50 mila bambini.”   Intervista di Mezzopieno a pagina 16/17 MEZZOPIENO 1 GENNAIO-FEBBRAIO 2017

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ARRIVA IL PANCREAS ARTIFICIALE PAGINA 2

I RIFUGIATI TROVANO POSTO A CASA NOSTRA PAGINA 10

IL PIEMONTE DICE NO AL GIOCO D’AZZARDO PAGINA 18


ARRIVA IL PANCREAS ARTIFICIALE La vita sarà più facile per i malati

della forma più grave di diabete cronico, quella di tipo 1 o giovanile. La società Medtronic ha inventato quello che è stato definito il “pancreas artificiale”, un apparecchio super tecnologico che svolge il lavoro dell’organo malato e regola i livelli di insulina senza il bisogno dell’intervento del paziente. Il MiniMed 670G misura autonomamente il glucosio presente nel sangue ogni

cinque minuti e automaticamente somministra o trattiene l’insulina necessaria, come farebbe un pancreas funzionante. La scoperta è stata sottoposta all’iter di approvazione della Food and Drug Administration, la rigorosissima agenzia americana di regolamentazione dei farmaci e dei processi terapeutici che, dopo le opportune valutazioni, la ha approvata per il suo utilizzo al pubblico. Con questa scoperta i diabetici non saranno più costretti alla schiavitù di analisi e

somministrazioni continue. “E’ la prima tecnologia di questo tipo” ha spiegato Jeffrey Shuren, direttore della FDA, “e può dare ai malati una maggiore libertà nella vita di tutti i giorni, senza doversi monitorare costantemente e manualmente il glucosio e farsi iniezioni di insulina”. FONTE: FOOD AND DRUG ADMINISTRATION

Le brigate anti-panico in aeroporto La metro si riempie di amore

Si chiamano Wag Brigade (Brigata Scodinzolante) e sono squadre di cani che negli aeroporti aiutano i passeggeri a combattere lo stress da volo e le attese snervanti. Con i loro gilet con la scritta “Accarezzami”, i docili animali invitano i passeggeri ad avvicinarsi e a giocare con loro per conceder-

si qualche minuto di serenità e lasciarsi andare prima di salire sull’aereo. I primi sono arrivati negli Stati Uniti nell’aeroporto di San Francisco, ma l’iniziativa ha riscosso un tale entusiasmo che si è presto estesa agli scali di Los Angeles, Fort Lauderdale e sta per essere avviata anche in

altri terminal. I cuccioli La “Terapia della metroanti-panico sono Golden politana” vuole far divertiRetriever, Labrador e re le persone e farle sentire altri cani non necessaria- meno stressate: è questo mente di razza, abituati a l’intento del progetto, interagire con le persone; secondo il suo ideatore, alcuni di loro hanno Matthew Chavez, l’artista esperienza come cani da conosciuto con il nome di terapia in case di cura, “Leeve”, che all’indomani scuole e ospedali. delle elezioni presidenziali E per chi ha allergie al americane ha posizionato pelo dei cani, l’ultimo un tavolino con matite arrivato all’aeroporto di e post-it nel tunnel che San Francisco è Lilou: connette le stazioni della per la prima volta è un 14ª e della 7ª Avenue. Sul maialino ad alleviare lo tavolino un cartello con stress dei passeggeri. Su scritto “Esprimi te stesso” un volo è stata persino invitava i passanti a dire la utilizzata un’anatra che loro opinione sul risultaha permesso anche a to elettorale, in una città chi aveva troppa paura dove l’80% dei votanti si di volare, di superare la è espresso a favore della candidata democratipropria fobia in modo ca uscita sconfitta dalle “naturale”. elezioni. Prosegue l’artiFonte: San Francisco International sta: “Quando le persone Airport; The Telegraph traboccano di energia ed MEZZOPIENO 2 GENNAIO-FEBBRAIO 2017

emozioni, credo sia importante incanalare questo fuoco verso qualcosa di buono, che ci aiuti l’un l’altro”. I newyorkesi hanno risposto all’invito di Matthew inondando letteralmente il muro del tunnel con frasi di fratellanza e amore, mentre i pendolari che si fermavano a leggere i messaggi hanno rallentato il traffico di passanti. Tra i molti post-it anche qualche messaggio negati-

vo che l’artista ha lasciato comunque sul muro: “Ho chiesto alle persone di dire come si sentono. Dobbiamo rispettare ciò che hanno da dire nella speranza che loro rispettino ciò che abbiamo da dire noi”. Tra i messaggi lasciati dai passanti: “Non lasciare che l’odio porti via il tuo potere”, “Scegli l’amore”, “Siamo più forti insieme”, “Celebra la diversità”. 

Fonte: Subway Therapy


Il treno diventa un ospedale per i poveri

Dove non c’è l’ospedale può arrivare il treno. A 25 anni dalla sua nascita il Lifeline Express diventa un ospedale per la cura del cancro nelle aree rurali dell’India. Tra il 1991, anno della sua nascita, e il 2010 Lifeline Express ha curato più di 600 mila indiani delle zone più povere del subcontinente. Oggi questo treno-ospedale si incrementa di due vagoni specializzati in tumori, rendendo unica al mondo la sua missione originaria: attività di diagnostica sul posto, cura e assistenza a persone con disabilità, soccorso ai malati o a persone che hanno subito incidenti, campagne di prevenzione ma anche veri e propri interventi chirurgici di alto livello. Oltre a raggiungere le aree rurali più remote, il treno-ospedale si reca in zone colpite da disastri naturali e staziona in ogni luogo per circa 25 giorni durante i quali è a disposizione della gente locale. Come in ogni buon ospedale, sul Lifeline Express non mancano apparecchiature per anestesia, unità dentale e macchinari per raggi X, oltre a una doppia sala operatoria. Fonte: Business Standard

L’azienda di moda che dà lavoro alle nonne

Una nuova start-up della moda che ha scelto di dare valore a una forza lavoro insolita per produrre i suoi accessori di maglieria fatti a mano: la Wooln si basa interamente sull’abilità delle donne di lavorare all’uncinetto, convinta che, anche anziane o in pensione, siano delle magliaie molto qualificate e piene di buona volontà. L’originale azienda rende possibile un’insolita simbiosi tra persone sole e bisognose di essere ancora utili e il mondo dei consumatori alla continua ricerca di novità da acquistare. La piccola bottega in casa incontra così la grande distribuzione. La società è stata fondata a New York da due mamme francesi che vivono negli Stati Uniti che hanno interpretato il desiderio degli appassionati dello shopping di vivere un’esperienza più personale, tracciabile e socialmente etica. Faustine e Margaux, le fondatrici di questa azienda, reclutano le nonne tra i centri per anziani e le coinvolgono nella confezione di cappellini per uomo e donna, sciarpe e cappucci. “È davvero interessante e commovente - raccontano - vedere una società che abbraccia le competenze di una generazione più vecchia, spesso trascurate o addirittura dimenticate”. Ogni prodotto viene etichettato con il nome della magliaia che lo ha realizzato, in modo che l’acquirente possa leggere sul sito internet la storia della sua vita. “Al di là di creare bellissimi capi fatti a mano, puntiamo a creare una forte comunità con le nostre magliaie, dando loro un lavoro che amano fare e valorizzando il loro talento incredibile”. 

Fonte: Wooln

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Lynlee la bambina nata due volte Lynlee è una bimba che dopo 16 settimane nel ventre della mamma rischiava di non riuscire a nascere a causa di un tumore che le impediva di ricevere il regolare flusso sanguigno. Per questo motivo il dottor Darrell Cass del Children’s Hospital di Houston, in Texas, ha deciso di tentare un’operazione rivoluzionaria, prelevandola dall’utero della madre per sottoporla a un intervento di esportazione della massa cancerogena, per poi riporla nel ventre dove ha continuato la sua gestazione. L’operazione effettuata dal team di specialisti americani ha avuto pieno successo e, liberata dal teratoma sacrococcigeo, la bimba ha proseguito nella sua crescita per altre 12 settimane prima di vedere una seconda volta la luce. Lynlee non aveva molte possibilità di sopravvivere e i medici hanno deciso di tentare quello che loro stessi hanno definito un miracolo. “È stata una decisione difficile ma volevamo che vivesse”, hanno dichiarato. “L’operazione al feto è durata soltanto 20 minuti ma aprire e richiudere l’utero è stato molto difficile e delicato; non volevamo che né la mamma né la bimba rimanessero compromesse e che non si perdesse niente del liquido in cui la bimba doveva continuare la sua gestazione”. Alla fine poi c’era anche il rischio che il feto fosse espulso subito dopo o che non riuscisse a vivere ma Lynlee ce l’ha fatta”. Fonte: CNN; TV2000


La scuola sostituisce i castighi con la meditazione Sono passati i tempi in cui si facevano inginocchiare i bambini sui ceci per penitenza. Alcuni modelli educativi più recenti stanno scoprendo il valore della moderazione, valorizzando maggiormente il lavoro sulla coscienza piuttosto che sul senso di colpa e stimolando l’autocontrollo, già

a partire dai più piccoli. La scuola elementare Robert W. Coleman di Baltimora (USA) ha deciso di adottare un approccio diverso e ha sostituito le punizioni fuori dall’aula con una stanza rilassante dove gli studenti difficili sono incoraggiati a concentrarsi attraverso tecniche di respirazione e meditazione e, se lo desiderano, anche a parlare di cosa è successo e dei propri problemi. L’istituto ha constatato che subito dopo

l’adozione di questo metodo alternativo, gli effetti sono stati molto positivi sui suoi allievi, tanto che nell’ultimo anno non ci sono state più sospensioni disciplinari. La Holistic Life Foundation, che ha attivato questo programma nella scuola, insieme ad altri programmi rivolti ai bambini, inclusi alcuni dedicati allo yoga e all’ambiente, sta lavorando per diffondere questo nuovo approccio in tante scuole negli Stati Uniti e non solo. Tra gli effetti positivi di questo metodo innovativo c’è anche la conseguenza che i bambini portano a casa ciò che hanno imparato e lo trasmettono al resto della famiglia. Una mamma ha riferito che una sera, al suo ritorno a casa dopo una stancante giornata di lavoro ha trovato la figlia che l’ha invitata a sedersi dicendole: “Vieni che ti insegno come respirare”. Fonte: Holistic Life Foundation

Noelia, la prima maestra con la sindrome di down

Noelia Garella ha un cromosoma in più e questo non le ha impedito di ottenere un ruolo come insegnante in una scuola materna: è la prima maestra con sindrome di Down in Argentina, il suo paese natale. I genitori dei bambini, altri insegnanti e il sindaco erano sicuri che non ci fosse motivo per impedire a Noelia di insegnare, dandole così l’opportunità della sua vita. I suoi alunni oggi la adorano e i colleghi la stimano molto. La direttrice della scuola che l’ha assunta spiega: “Con il tempo, anche quelli che si erano opposti, hanno capito che Noelia è un’ottima insegnante. Ci siamo resi tutti conto che ha una forte vocazione. Ha dato ai suoi bambini ciò che desiderano di più: l’amore”. “Voglio che imparino a leggere e ad ascoltare tanto” dice Noelia “perché nella società la gente deve ascoltarsi di più”. Nella sindrome di Down la crescita fisica ed intellettuale è spesso compromessa ma nel caso della giovane maestra di Cordoba questo non le ha impedito di coltivare la sua autostima e una forte positività. Fonte: The Independent

Il trapianto di faccia è una realtà

Un intervento che fino a poco tempo fa pareva impossibile riporta oggi gli strabilianti risultati dell’evoluzione della scienza medica. In Polonia, una giovane donna che aveva effettuato il trapianto completo del volto ha mostrato dopo tre anni il suo nuovo aspetto: l’operazione è perfettamente riuscita. Joanna, sfigurata da un enorme tumore facciale, era stata operata al Gliwice Oncology Centre da un team di medici guidati dal dottor Adam Maciejewski: con un intervento durato 23 ore le era stato sostituito l’80% della pelle e dei muscoli del viso, prelevando i tessuti da un ragazzo morto alcune ore prima in un incidente stradale. A causa delle deformità provocate dalla neurofibromatosi la donna di 26 anni non poteva più parlare né deglutire e il suo volto era irriconoscibile. La giovane donna si era sottoposta a due operazioni MEZZOPIENO 4 GENNAIO-FEBBRAIO 2017

e una lunga terapia ma già dopo i primi sei mesi aveva ripreso a muovere i muscoli del volto e a sorridere. Oggi Joanna ha un nuovo viso e ha riacquistato tutte le sue funzioni biologiche e ha ripreso le sue relazioni sociali. Il primo trapianto di faccia risale al 2010 in Spagna e attualmente viene eseguito anche negli Stati Uniti, in Francia, Belgio e Gran Bretagna. Fonte: European Pressphoto Agency


Produrre energia dai passi

L’India scopre il vaccino per la lebbra

Il pavimento diventa una nuova fonte di energia, riutilizzando tutti gli spostamenti effettuati all’interno della casa, senza sprecare neanche un passo. E’ questa la scoperta di un team di ingegneri dell’Università del Wisconsin che ha permesso di sviluppare un rivestimento per superfici domestiche in grado di trasformare i passi delle persone in elettricità per alimentare così il sistema di illuminazione o altri dispositivi di un’abitazione. Questo materiale è formato da nano fibre di cellulosa derivate dallo scarto della lavorazione del legno che, trattate chimicamente, producono una carica elettrica allo sfregamento con un altro materiale neutro come le ciabatte o qualsiasi altra materia non trattata. “Abbiamo lavorato tanto per trovare il modo di produrre energia dalle persone e perché questa fosse costantemente accessibile. I nostri test in laboratorio mostrano che la tecnologia funziona per milioni di cicli, senza problemi”, spiega il professor Xudong Wang che da anni studia la capacità di utilizzare le vibrazioni per produrre dall’essere umano energia pulita e completamente rinnovabile. Fonte: Science Daily; University of Wiscounsin

Una delle malattie più legate allo stigma e alla povertà di sempre, la lebbra, potrebbe presto essere eliminata. L’Indian Council of Medical Research ha ufficialmente dichiarato di aver scoperto il vaccino contro il batterio che causa quello che è scientificamente definito come il morbo di Hansen. Si chiama Mycobacterium Indicus Pranii l’elemento scoperto dagli scienziati indiani dell’Istituto Indiano di Immunologia ed approvato non solo dalle autorità mediche indiane ma anche dal principale ente di regolamentazione farmaceutica al mondo, la Food and Drug Administration americana. Dopo molti anni di test e di protocolli medici per la verifica dell’efficacia del vaccino, il governo indiano ha lanciato

il programma di vaccinazione in due stati della grande nazione, la più colpita al mondo da questa malattia, con la previsione di abbattere la diffusione della lebbra del 60% già nei primi tre anni. La lebbra, secondo i dati delll’OMS, è in forte calo nel mondo ed è passata dagli oltre 12 milioni di casi degli anni ‘80 ai circa 2,5 milioni degli anni ‘90 fino a raggiungere i 176.000 casi nel 2015. Fonte: The Hindu; World Health Organization

L’angelo della scogliera che salva i suicidi Yukio Shige, un poliziotto in pensione giapponese, ha scelto di dedicare la sua vita a impedire i suicidi. Oggi settantenne, negli ultimi 11 anni ha convinto oltre 500 persone a non commettere l’atto di non ritorno. Yukio racconta come le persone che arrivano a pensare al suicidio possano sentirsi attanagliate dalla solitudine, senza vedere altre vie d’uscita, ma crede fermamente che, nel profondo, ognuno di loro non desideri altro che essere salvato. Shige vive in Tojinbo, uno dei luoghi con il tasso di suicidi più alto al mondo. Nel corso della sua carriera si è trovato diverse volte di fronte a casi di persone indebitate e pronte al suicidio. Oggi pattuglia la scogliera della

sua città insieme ad altri due volontari ogni giorno, attrezzandosi di pazienza e binocolo. L’uomo, chiamato ‘‘chotto matte’’ che significa “aspetta!”, spiega quanto pesano le parole in quei momenti di grande tensione e nella sua esperienza afferma che non bisogna mai provare a convincere il soggetto usando come leva altre persone o situazioni, ma è indispensabile restare centrati sulla persona e cercare di andare incontro alla soluzione del problema che lo affligge. Yukio racconta qual è il vero obiettivo dei cosiddetti angeli della scogliera: “Tu stesso devi aiutarli a rimettersi in piedi, devi lavorare con loro per risolvere i loro problemi. Se sono in debito li porto da chi si occupa di assistenza legale, se sono senza lavoro li porto a un’agenzia di collocamento, se sono senza casa li porto a casa con me”.

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Fonte: The Independent


MEZZOPIENOpensiero

Mezzopieno è innanzitutto un modo di pensare, un approccio alla vita ed una maniera di essere. Il pensiero Mezzopieno è sempre pro, mai contro. Mezzopieno si pone come alternativa costruttiva al vittimismo, alla polemica e al disfattismo. Il modo di essere Mezzopieno collabora con tutti per offrire delle alternative costruttive e positive ai pessimisti, ai complottisti e a quelli che cercano sempre dei capri espiatori da colpevolizzare. Chi vive Mezzopieno non ha timore di caricarsi delle responsabilità ed è impegnato nell’individuare le alternative alle dinamiche distruttive e al modo di fare che delega agli altri le scelte. Il cambiamento è responsabilità di chi costruisce con intelligenza ed umiltà, collaborando e coinvolgendo il maggior numero di persone possibile. Piuttosto di cercare di demolire ciò che è ritenuto sbagliato, Mezzopieno propone alternative positive e costruttive, buone pratiche ed atteggiamenti che ricercano l’armonia, che non indirizzano energia per contrastare il male, ma che si vanno a sostituire ad esso. La scelta buona scaccia quella cattiva. Chi si identifica nel Mezzopieno non esalta il buonismo ma ha un approccio positivo e aperto al diverso ed al nuovo. Il cambiamento è un processo che va condiviso da tutti e può avvenire soltanto lentamente, con la presa di coscienza e la partecipazione costruttiva di ogni elemento della società. L’alternativa alla rivoluzione è l’evoluzione. La vera forza che manda avanti il mondo da sempre e che lo ordina attraverso la crescita e la collaborazione di tutti. Chi giudica questo modo di pensare come naif… ha ragione! Non è obiettivo del pensiero Mezzopieno produrre utili o generare profitto. È dimostrato che i buoni esempi “sono in grado di suscitare emozioni positive e di spingere le persone a seguire gli esempi presentati e addirittura provocare reazioni fisiche tali da lasciare un’impronta duratura capace di influenzarne le azioni future. Questo fenomeno, che in psicologia prende il nome di “elevazione morale’” può provocare cambiamenti comportamentali e predisporci all’empatia e all’interazione sociale”. Fonte: Journal of Personality and Social Psychology

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MEZZOPIENOcosafacciamo Indice di benessere

LA RIVOLUZIONE VERDE CHE FA BENE ALLA SALUTE

La salute, come si è già avuto modo di osservare negli scorsi numeri di Mezzopieno, è uno degli indicatori fondamentali del benessere. E, senza dubbio, la salubrità dell’ambiente in cui viviamo influisce in modo cruciale sulla qualità della nostra salute. In questo numero di Mezzopieno ci chiediamo dunque che “aria si respira in Italia”. I dati pubblicati recentemente da Fondazione Symbola e Unioncamere nel settimo rapporto GreenItaly riguardanti lo stato della green economy nel nostro paese, sono entusiasmanti da questo punto di vista. In particolare, l’Italia si colloca in cima alla classifica europea per quanto concerne il riciclo dei rifiuti e il risparmio energetico. Il nostro paese, in particolare, è quello che produce meno rifiuti a livello industriale in Europa con 42 tonnellate di rifiuti prodotti ogni milio-

ne di euro prodotto. Seguono Spagna con 49 tonnellate, Regno Unito con 59, Germania con 64 e Francia con 84. In altre parole, l’Italia può essere considerata un paese capofila nell’economia circolare. Nel 2015, sono stati infatti 47 milioni di tonnellate i rifiuti che il nostro paese ha riciclato, riciclo che ha consentito al nostro paese un notevole risparmio in termini di energia e di emissioni di CO2. Il riciclo è avvenuto soprattutto nel settore degli imballaggi che ha visto un tasso di riciclo del 66,9% che non ha eguali negli altri paesi europei. L’Italia è anche leader nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, piazzandosi addirittura prima nel mondo per la produzione di energia fotovoltaica.  Ufficio Studi Mezzopieno

La comunità Mezzopieno è un movimento formato da persone, gruppi e associazioni che credono nell’importanza di promuovere ed interpretare un approccio costruttivo ed armonioso nella società e nella vita, nel rapporto con gli altri e nella gestione delle sfide e delle difficoltà. La comunità Mezzopieno: Semi Onlus International, Voluntas Foundation, Fondazione Arbor, Gruppo di ricerca Valori, Etica ed Economia dell’Università di Torino, associazione Volonwrite. Il gruppo di lavoro Mezzopieno è aperto. Nei primi due lunedi di ogni mese ci incontriamo alle 19 alla Casa del Quartiere di via Morgari 14 a Torino, in zona San Salvario. DIFFUSIONE DI MEZZOPIENO NEWS: IL CERCHIO DELLA GRATITUDINE

Mezzopieno News è un veicolo di condivisione per diffondere la cultura della positività, per sensibilizzare e motivare le persone a mettere in gioco le proprie capacità e la propria intelligenza propositiva. Il “cerchio della gratitudine” è il progetto che prende vita dalle relazioni di gratuità e di gratitudine che si vengono a creare intorno a Mezzopieno News: il periodico, nella sua forma cartacea, viene consegnato di mano in mano nel cerchio delle conoscenze e delle persone vicine ai membri della comunità e diventa uno strumento di relazione e di condivisione. I volontari della comunità Mezzopieno sono attivi nella distribuzione di Mezzopieno News in: Ospedali - Case di cura e di degenza - Centri di accoglienza per anziani - Carceri ed istituti penitenziari - Scuole - Parrocchie - Associazioni - Aziende - Circoli - Comunità. L’UFFICIO STUDI MEZZOPIENO

L’attività di ricerca è lo strumento attraverso il quale il movimento Mezzopieno approfondisce la sua capacità di interpretare ed analizzare la società e le sue evoluzioni. I programmi di ricerca del movimento sono un laboratorio permanente che coinvolge università, ricercatori, associazioni e gruppi di lavoro. In particolare, Mezzopieno svolge l’attività di studio e analisi in collaborazione col Gruppo di Ricerca Valori, Etica ed Economia dell’Università di Torino, di cui è membro.

MEZZOPIENO NELLE SCUOLE

Ufficio Studi Mezzopieno

La cultura della positività entra nelle scuole con laboratori di lettura e comunicazione gentile. Attraverso attività, giochi ed esperienze si trasmettono i valori della fiducia, della gratitudine e della collaborazione, per stimolare il lato migliore di ogni studente e la capacità di educare la propria volontà al bello e al buono.

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mezzopienofocus

cui: “Essere vegetariani è una conquista di civiltà”. Gli esercizi commerciali italiani si adeguano alla domanda crescente ed è oggi molto più facile che in passato trovare opzioni vegetariane nei menù dei ristoranti. Secondo il rapporto Bio Bank 2016, negli ultimi 5 anni la ristorazione biologica in Italia ha registrato un vero e proprio boom con un incremento del 69%: a trainare il settore, proprio i ristoranti vegetariani e vegani.

L’alimentazione è

un’esperienza attorno alla quale si articolano molti processi, che produce numerose conseguenze e che coinvolge scelte di grande impatto

Buono non solo da mangiare Ufficio studi

Mezzopieno

Attorno al cibo si riuniscono saperi, conoscenze, significati simbolici, che ciascuna cultura elabora in base alle risorse del proprio ambiente e alle proprie esigenze. “Siamo ciò che mangiamo”, affermava il filosofo Feuerbach: ciò di cui ci nutriamo è il materiale con cui costruiamo noi stessi. Quando mangiamo spesso ci dimentichiamo che quel cibo diventerà parte di noi. Ben oltre le esigenze nutritive, il cibo ci rappresenta e ci plasma. Una corretta educazione alimentare passa attra-

verso la conoscenza del cibo in tutti i suoi aspetti. Scopriamone alcuni.

IL CIBO: UNO STILE DI VITA Nel mondo vegetariani e vegani sono oltre un miliardo. A detenere il primato è l’India, con il 30% del totale della popolazione che non consuma cibi di origine animale, ma anche nel nostro Paese il fenomeno è significativo. Secondo il Rapporto Italia 2016 di Eurispes, vegetariani e vegani rappresentano l’8% della popolazione, vale a dire quasi 5 milioni di persone. Tale scelta alimentare dipende

da molteplici fattori, riducibili a tre grandi categorie: la maggior parte (46,7%) è mossa da ragioni che hanno a che fare con la salute e il benessere; il 30%, invece, dalla sensibilità nei confronti degli animali, mentre poco più del 12% deve la sua scelta alla volontà di tutelare l’ambiente. Alla crescita del trend ha contribuito il recente pronunciamento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sui rischi per la salute connessi all’eccessivo consumo di carne e derivati. È invece nota da tempo la posizione del professore e oncologo Umberto Veronesi, da poco scomparso, secondo

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IL CIBO: RISPETTO DELL’AMBIENTE Sono sempre di più gli alimenti che vengono prodotti seguendo i metodi e le regole della filiera organica, i cosiddetti cibi biologici. I consumi sono in crescita continua e costante da oltre un decennio e hanno raggiunto livelli record nel primo semestre del 2016. È la Coldiretti a diffondere i dati estremamente positivi di questo settore che sta occupando sempre più risorse e impiegando un numero crescente di spazi e di imprenditori. 13 milioni di italiani scelgono cibo bio almeno una volta alla settimana e spingono notevolmente la produzione nazionale. Le superfici coltivate con prodotti non trattati hanno raggiunto nel 2015 il 12% della superficie agricola nazionale utilizzata, grazie a una crescita dell’8% rispetto all’anno precedente. Il numero di bovini allevati seguendo i principi bio hanno avuto una crescita del 20%, del 18% il pollame e del 9% di caprini, con un trend sostenuto dalla forte richiesta di carne e formaggi biologici. Vola anche il numero degli operatori, in crescita dell’8%. L’Italia possiede il numero più elevato di lavoratori in questo settore a livello comunitario. Oltre alla crescita del dettaglio tradizionale è boom anche delle vendite dirette degli imprenditori e produttori agricoli con negozi specializzati in alimenti bio (+15%), agriturismi che trattano


solo prodotti bio (+13%) e mense scolastiche che utilizzano materie prime biologiche (+12%). Meno conosciuta al consumatore è l’agricoltura biodinamica, In Italia presente da circa 80 anni. Ispirati dalla teoria gnoseologica elaborata da Rudolf Steiner e sulla scorta di un approccio non solo quantitativo in campo agricolo, un nucleo di ricercatori, agricoltori e allevatori nei primi anni ‘20 del Novecento diede vita a una nuova tecnica agricola, l’agricoltura biodinamica, dove il prefisso bio indica l’azione rispettosa delle leggi della vita, e la parola dinamica sottolinea l’importanza delle “forze” che agiscono. Come Steiner affermava: “L’umanità ha la scelta, o di tornare ad imparare in tutti i campi partendo dall’intero contesto naturale, dall’intero contesto cosmico, oppure quella di portare alla degenerazione, alla morte sia la vita dell’uomo sia la natura”. L’agricoltura biodinamica, talvolta tacciata erroneamente di basarsi su fondamenti non scientifici, in realtà, prevede un preciso studio delle costellazioni che legano la produzione del nostro cibo con l’universo. I vari preparati e tecniche agricole si fondano su calendari, studi che hanno il cuore nel centro tedesco di Duesseldorf. Inoltre, il prestigioso Istituto Elvetico Fibl, dopo aver confrontato per 21 anni i terreni coltivati con questo metodo con i campi “tradizionali” e “biologici”, ha descritto la tecnica agricola biodinamica un’agricoltura di qualità che tutela il suolo anziché im-

IL CIBO: INCONTRO DI CULTURE Il cibo, oltre a nutrire il nostro corpo, nutre le relazioni umane e la conoscenza reciproca. Attraverso il cibo si celebra l’incontro di persone che insieme si siedono a terra a gambe incrociate o su una sedia attorno a un tavolo. Il cibo non fa solo incontrare persone ma anche culture. Ogni ricetta racchiude la storia di una persona, di un popolo, di un luogo geografico. Così, grazie al cibo, si conosce e si apprezza l’altro. A Torino da tre anni la comunità musulmana cittadina, rappresentata dalle associazioni Azethouna e Giovani musulmani d’Italia e dalla la sala di preghiera Omar, apparecchiano una tavolata nelle strade del quartiere San Salvario e offrono circa 2000 piatti di cous-cous

poverirlo. Attualmente sono oltre 4500 le aziende agricole italiane che hanno sposato un’evoluzione più radicale della coltivazione biologica. Di queste però solo 275 sono state riconosciute con il marchio di certificazione Demeter. Anche il mercato riconosce la qualità e il sapore del cibo biodinamico con 55 miliardi di euro il fatturato mondiale stimato e 2 milioni gli ettari di coltivati. Anche i più scettici non possono negare il merito di aver convertito 5000 ettari di deserto egiziano in terra fertile grazie alla determinazione dell’azienda agricola

in occasione della rottura del digiuno nel mese sacro del Ramadan. Oltre ai cittadini, che negli anni hanno progressivamente aumentato la partecipazione, accogliendo con piacere e gusto questo avvenimento, vi prendono parte il parroco, il rabbino e il padre valdese della zona, che pronunciano parole di benvenuto. L’iniziativa che attraverso il cibo fa conoscere persone di tradizioni religiose diverse ha preso vita anche in altri quartieri di Torino: a Porta Palazzo sotto la tettoia dei contadini grazie al lavoro della Moschea della Pace e dell’associazione Sofarae Assalam e in Via Sesia grazie alla collaborazione della Moschea Medina. Il cibo nutre il corpo ma anche gli anticorpi del pregiudizio.

Sekem. Una filosofia che si concretizza, dunque, nella pratica, garantendo salute e gusto al consumatore e rispetto di madre Natura.

IL CIBO: I DIRITTI DI CHI LO PRODUCE Si è cominciato a parlare negli anni ‘90 di fair trade, il circuito dell’economia che pone al centro il “fattore umano” anziché il profitto e garantisce il rispetto dei diritti del lavoro in paesi in cui lo sfruttamento è drammaticamente diffuso. Ad oggi sono circa 300 le botteghe equosolidali in

Italia e molti prodotti si trovano anche sugli scaffali dei supermercati, scelta che garantisce visibilità e accessibilità altrimenti impensabili. “Il luogo per eccellenza della spesa ‘giusta’ e sostenibile resta d’altra parte la bottega, un ambiente interamente dedicato al consumo responsabile, dove il cittadino può effettuare acquisti davvero consapevoli e ricevere informazioni dettagliate su ciascun progetto”, afferma Silvia Bergamo, vicepresidente della cooperativa sociale Mondo Nuovo. La necessità di favorire un’economia più solidale e sostenibile diviene quanto mai urgente anche nel nostro paese: è così che negli ultimi anni l’Equo e Solidale si impegna anche in favore del Made in Italy sociale, affiancando ai tipici coloniali, quali caffè, cacao e banane, una gamma crescente di eccellenze enogastronomiche nostrane provenienti da progetti di agricoltura sostenibile e da cooperative sociali. Centrale è il ruolo giocato dall’economia carceraria: laboratori artigianali allestiti nelle case di detenzione garantiscono una riabilitazione professionale, sociale e prima di tutto umana alle persone che scontano una pena. Il Piemonte è all’avanguardia su questo fronte: ad esempio, dalla collaborazione tra la rete di Botteghe equosolidali e la pasticceria Banda Biscotti che opera nel carcere di Verbania è nata la scelta di utilizzare materie prime come il cacao e lo zucchero di canna di filiera equosolidale.

AL MERCATO NON SI BUTTA VIA NIENTE Il progetto Fa Bene organizza la raccolta del cibo invenduto nei mercati rionali e la sua redistribuzione nei cerchi della povertà in Piemonte. Nato nel 2013, oggi conta 6 mercati nella Città di Torino e 3 nella Città Metropolitana, coinvolge e coordina il lavoro di diversi soggetti; commercianti, associazioni, parrocchie e cittadini e pubbliche amministrazioni, impegnati a sostegno delle persone in difficoltà in un’ottica di inclusione attiva e promozione delle capacità. Il cibo fresco e di qualità viene donato dai commercianti e dalla comunità al fine di essere rimesso in circolo per le famiglie in difficoltà. Queste ultime, attraverso un processo di reciprocità si mettono a disposizione della comunità stessa con attività di restituzione e di reinserimento sociale sul territorio. I dati: 190 banchi aderenti – 85.000 Kg di cibo recuperato e redistribuito – 6.400 pacchi di cibo fresco consegnati – 175 famiglie beneficiarie, 510 beneficiari (di cui 45% minorenni) – 6000 ore di azioni di reciprocità e restituzione svolte dai beneficiari a favore della comunità – 50 soggetti territoriali coinvolti  Fonte: Fa Bene per Mezzopieno MEZZOPIENO 9 GENNAIO-FEBBRAIO 2017


I RIFUGIATI TROVANO POSTO A CASA NOSTRA Come nella migliore delle tradizioni dell’accoglienza, 20 famiglie italiane hanno deciso di aprire la porta della loro casa per ospitare un rifugiato. Un numero destinato a crescere, visto che altre 120 sono in lista e 100 hanno dato la loro disponibilità. Si tratta di un’iniziativa promossa da Refugees Welcome onlus per stimolare la partecipazione attiva dei cittadini e coinvolgere anche municipalità, istituzioni ed enti del Terzo settore. La presidente Germana Lavagna commenta così il primo anno di attività: “Ci siamo impegnati a trasformare un’idea

semplice, aggiungere un posto a tavola, in un metodo strutturato e sicuro, in grado di espandersi e crescere. Ogni singola storia delle 20 convivenze che hanno preso vita è una storia di incontro, di reciproco riconoscimento e di condivisione”. Dopo il successo di Roma, Milano, Bologna Refugees Welcome ha portato il progetto in molte altre città. Una risposta concreta all’emergenza, lontana dai luoghi comuni, dalle provocazioni e dal sensazionalismo. Fabio, che ospita in casa Matthew, rifugiato nigeriano di 22 anni, orfano, disoccupato,

senza una casa, alla domanda sul motivo della sua scelta risponde: “Perché Matthew potrei essere io, o un mio figlio, o chiunque di noi; perché fa bene ai miei figli respirare l’aria del mondo; perché un piatto in più sul tavolo ha cambiato la sorte e la vita di una persona (e questo me lo dice tutti i giorni, a volte in lacrime); perché se vogliamo che ci capitino cose belle, bisogna aprire le porte”. 

FONTE: REFUGEES WELCOME

Enel dismette e converte 23 vecchie centrali B-corp: le aziende che proteggono per la gente il mondo In Italia è in corso una profonda trasformazione del paradigma di produzione e distribuzione dell’energia. Sino a qualche anno fa, poche grandi centrali producevano energia per tutto il Paese. Oggi piccoli impianti, molti dei quali basati su energie rinnovabili, diffusi lungo tutta la penisola, stanno dando forma a un nuovo modello più allargato ed efficiente di generazione nel quale l’energia pulita ha uno spazio crescente. L’Enel ha dismesso per questo motivo 23 centrali in tutto il territorio italiano e avviato un programma di riconversione degli impianti con un’iniziativa di cessione e di coinvolgimento della comunità e della società civile. Una svolta epocale che, oltre a riorientare il ciclo di produzione dell’energia verso forme più sostenibili per una quantità di potenza installata pari a tutta quella prodotta dalla Grecia, apre ad un nuovo modello partecipativo e circolare. Il programma Futur-e apre il processo di conversione delle vecchie centrali per individuare soluzioni in modo condiviso, attraverso bandi pubblici e concorsi di idee, possibili restituzioni sostenibili e di lungo periodo per trasformarle in opportunità di sviluppo per i territori, mantenendone la vocazione industriale o riconvertendole in musei d’arte, centri polifunzionali, parchi tematici o spazi ricreativi e culturali (centrali eclettiche). L’ente ha già avviato la riconversione e sta realizzando iniziative di riuso insieme a diversi partner tra cui il Politecnico di Milano, le associazioni e il mondo del volontariato. Le trasformazioni vanno dalla creazione di impianti sportivi, come la ex-centrale di Alessandria, a parchi per lo sviluppo di agricoltura di varietà autoctone, poli scientifici e di ricerca, fino a centri oncologici e per la cura delle malattie genetiche.

Fonte: Enel Futur E

Un movimento globale che lavora per rendere le imprese non solo le migliori al mondo, ma le migliori per il mondo. Le Benefit Corporations sono aziende concepite per la prima volta negli Stati Uniti che assumono spontaneamente l’obbligo formale di agire secondo principi di miglioramento della società e del pianeta oltre che alla produzione di profitto e con l’impegno di controllare in modo rigoroso e trasparente i loro impatti sociali, ambientali ed economici. Nel mondo queste aziende sono già oltre 1500 in 50 paesi, di cui più di 250 in Europa. L’Italia è il primo Paese europeo e il primo Stato fuori dagli USA a introdurre, dal gennaio 2016, l’ordinamento delle Società Benefit. Sono 30 le imprese in Italia che adottano i parametri etici stabiliti da questo nuovo rigoroso paradigma e la loro crescita è stata più veloce del resto d’Europa e continua rapidamente. Le scelte delle B-Corp vanno da stipendi più alti del 20% di quelli previsti dai contratti di categoria, assunzione di manager provenienti da fasce vulnerabili della popolazione, utilizzo di energia auto-prodotta con riciclo e utilizzo di fonti rinnovabili o redistribuzione dei profitti ai dipendenti e alle comunità in cui sono collocate. Il Senatore Mauro Del Barba, promotore della legge sulle Società Benefit, ha affermato che “gli imprenditori hanno finalmente modo di riappropriarsi del loro sogno originario, quello di avere un impatto positivo sul mondo”.  Fonte: B Lab; Il Sole 24 Ore

MEZZOPIENO 10 GENNAIO-FEBBRAIO 2017


L’Italia leader nell’imprenditoria giovanile Un recente studio della Coldiretti colloca l’Italia in cima alla classifica europea per la presenza di imprese guidate da imprenditori al di sotto dei 40 anni, seguita da Regno Unito e Polonia. Nel nostro paese, infatti, le imprese giovanili sono 600 mila e solo nel 2016 – secondo Coldiretti – ne sono nate circa 325 al giorno portando la percentuale di imprese gestite da giovani al 31,1% del totale delle imprese presenti sul territorio nazionale. Il Sud Italia ha registrato il numero più elevato di nuove imprese giovanili con 34.334 imprese nate nel 2016. Al secondo posto c’è il Nord Ovest con 21.611 nuove imprese, seguito dal Centro (18.064) e dal Nord Est (13.937). A dispetto del vecchio stereotipo che vuole i giovani italiani come “bamboccioni”, questi si stanno rivelando una generazione intraprendente che tiene testa alla crisi economica e lavorativa con tenacia e creatività. Fonte: Coldiretti

Dormire in strada per stare vicino ai senzatetto

Con l’arrivo dell’inverno e del freddo si fa sempre più difficile la situazione di chi è senza una dimora e trascorre la vita in strada dormendo all’aperto. Per questo motivo si moltiplicano le iniziative a favore dei senzatetto e le scelte di solidarietà di tante persone che non rimangono insensibili davanti alla sofferenza e alla solitudine. Partito da Milano nel 1999, il movimento “La Notte dei Senza Dimora” è una rete di persone e di associazioni che si occupa ogni giorno di assicurare un pasto ai clochard, di dar loro un letto e di restituire dignità a chi l’ha persa nel dolore e nelle difficoltà della vita. Il gruppo formato da una trentina di collettivi impegnati in diverse attività organizza anche notti in cui i volontari rimangono a dormire in strada insieme alle persone che non trovano un letto. L’iniziativa nata in occasione della Giornata mondiale di lotta alla povertà - il 17 ottobre - istituita dall’Organizzazione delle Nazioni Unite nel 1992, porta nelle piazze migliaia di persone per condividere concretamente con i senza dimora una notte all’addiaccio. Un gesto di solidarietà per chi vive questa condizione e di comprensione per chi non la vive. Si cena in piazza insieme ai senzatetto, si fanno attività insieme come ascoltare musica, fare l’uncinetto o anche solo parlare, e poi si rimane a dormire il resto della notte all’aperto nella stessa piazza insieme a coloro che vi dormono d’abitudine. L’iniziativa, che ha lo scopo di sensibilizzare sulla situazione dei senza dimora, dopo Milano si è allargata e si svolge anche a Reggio Emilia, Brescia, Arzignano, Bassano, Lonigo, Rovigo, Vicenza e Foggia. Fonte: La Notte dei Senza Dimora

La rivoluzione della biblioteca degli oggetti

Cinque ragazzi e il progetto di una rivoluzione culturale: dietro Leila Bologna c’è questo. Ispirata alle esperienze di Berlino e di Vienna, Leila è uno spazio dove si possono prendere in prestito oggetti per evitare di doverli acquistare. Il primo passo è quello di portare gli articoli che si usano poco, mettendoli per un anno a disposizione di tutti i tesserati; in questo modo si può accedere alla “biblioteca degli oggetti”, per il prestito per un periodo da una settimana a un mese. Il pensiero alla base del progetto è la condivisione ma in discussione è l’idea stessa di consumo e di possesso degli oggetti. Prendere in prestito rappresenta un vantaggio economico perché non costringe all’acquisto di un bene che sarebbe usato in modo sporadico o temporaneo. “Faccio fatica a immaginare un utensile che diventa spazzatura”, racconta Francesca Giosa, che fa parte del team dei fondatori. “Credo che gli oggetti portino con sé un pezzettino di storia di tutti coloro che li hanno posseduti. È per questo che ho sempre preferito riparare piuttosto che buttare, scambiare piuttosto che comprare” aggiunge Filippo Sanguinetti, co-fondatore. La biblioteca degli oggetti restituisce valore alle cose e da umanità all’idea di commercio, è un’esperienza capace di generare rispetto per il bene comune e fiducia verso gli altri. Presupposti di un modo rinnovato di intendere le relazioni di scambio e tra consumatori. 

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Fonte: Leila Bologna


27 Milioni di bottigliette riciclate ogni mese Sono 27 milioni le bottiglie di plastica raccolte in media ogni mese grazie ai riciclatori installati in tutta Italia e a cui è data una nuova vita grazie ai processi di trasformazione industriale ecologica. Questo risultato, che posiziona l’Italia al primo posto in Europa nella pratica di riduzione dei rifiuti, è stato possibile grazie all’installazione di 1.800 postazioni di raccolta incentivante dislocate su tutto il territorio nazionale e prodotte da un’azienda di Trevigna-

no (TV), la Eurven. Le nuove centrali ecologiche evolute nel nostro Paese sono 450 e permettono non soltanto di riconoscere la tipologia di rifiuto e di differenziarlo automaticamente ma anche di compensare la buona pratica del riciclo con degli ecobonus, buoni spesa, sconti o soldi. Collocati in scuole, fabbriche, ospedali, supermercati, stazioni, parchi, mercati e piazze di tutta Italia, questi apparecchi salvano dalle discariche circa 810 tonnellate di plastica ogni

mese. Per l’atmosfera si tratta di circa 1.215.000 kg di Co2 in meno e la drastica riduzione della filiera del ciclo di recupero e riutilizzo dei materiali riciclabili. I vuoti delle bottiglie trattati con i compattatori di rifiuti ecologici possono inoltre essere conferiti direttamente alle industrie di trasformazione per il loro riutilizzo con un significativo risparmio di tempo, energia e di denaro. Fonte: Eurven; ADNkronos; Unioncamere

I cani possono scoprire il tumore Le abilità sensoriali dei cani sono note e utilizzate dall’uomo da millenni, ma è una scoperta recente quella della capacità dei nostri amici a 4 zampe di identificare e riconoscere con estrema precisione alcune forme di cancro. Il 15 novembre presso il Parlamento Europeo a Bruxelles, nel corso del convegno “Innovation of Health Systems” dedicato alle principali innovazioni in ambito sanitario e scientifico europeo, il Comando di Sanità e Veterinaria dell’Esercito Italiano ha presentato i risultati del progetto denominato “Rilevazione olfattiva canina nelle urine di pazienti affetti da cancro prostatico”. Lo studio ha dimostrato come cani specificamente addestrati siano in grado di individuare la presenza di un tumore prostatico attraverso l’esame olfattivo di campioni di urina con un’affidabilità pressoché totale, il 98% dei casi. La capacità di effettuare una diagnosi così precisa e senza dover ricorrere a esami o analisi invasivi o dolorosi è un traguardo significativo che rinforza il legame tra animali ed esseri umani, dando un contributo anche alla salute e alla qualità della vita. Il progetto è il frutto della collaborazione tra l’Istituto Humanitas di Rozzano (MI) e il Centro Militare Veterinario di Grosseto (CEMIVET), sotto il patrocinio dello Stato Maggiore della Difesa. Fonte: Esercito Italiano MEZZOPIENO 12 GENNAIO-FEBBRAIO 2017

Asfaltare le strade con la spazzatura Rifiuto non sarà più sinonimo di inutile o inutilizzabile: oggi, infatti, è possibile recuperare il 70% dei rifiuti da spazzamento delle strade e trasformarli in nuova materia, riutilizzabile, ad esempio, nell’edilizia o nell’asfaltatura delle strade stesse. In Italia esistono già 11 impianti per il trattamento e recupero dei rifiuti: il primo è stato costruito nel 2005 a Bergamo, l’ultimo è stato da poco inaugurato a Guidonia, in provincia di Roma. Si tratta di ripensare il ciclo produttivo, slegandolo dal vecchio modello lineare produci-consuma-getta e orientandolo a un sistema circolare, dove i rifiuti siano interpretati come delle risorse. Recuperare, invece di smaltire, dà alla spazzatura una seconda chance! I rifiuti da spazzamento, che costituiscono il 5% del totale dei rifiuti solidi

urbani, adeguatamente trattati possono diventare nuovi materiali: cartacce, mozziconi di sigaretta e altri scarti, raccolti e lavorati, si trasformano in una sabbia che può essere impiegata per asfaltare le strade e in edilizia. Un passo avanti, questo, che si integra con l’innovazione già sperimentata degli asfalti ecologici, miscele bituminose mischiate con materiali di scarto, come la plastica ottenuta dal riciclo di contenitori per alimenti, bottiglie o recipienti vari. A Torino si è iniziato nel 2012 ad asfaltare alcune strade con una miscela a base di polvere derivata da gomma, ottenuta da pneumatici riciclati. Fonte: Architetturaecosostenibile


Pompei torna grande e senza barriere

Il 2016 sarà ricordato come l’anno della rinascita di Pompei. Il più importante sito archeologico del nostro Paese, dopo l’operazione di rilancio, i restauri imponenti e le innumerevoli aperture di nuove residenze, giunge a un importante traguardo. Il 16 novembre la più grande domus dell’antica città, la Casa dei Mosaici Geometrici del 62 d.C., mai vista prima, ha aperto al pubblico, al termine di un restauro lungo e complesso. Si tratta di una delle più importanti residenze di Pompei con più di 60 ambienti su una superficie di 3mila metri quadrati e una scenografica disposizione a terrazze panoramiche, ricchissima di mosaici bianchi e neri. Ha aperto anche la grande piazza porticata che era il cuore della vita politica, economica e religiosa della colonia romana e il complesso degli edifici nell’area sud del Foro. Porte aperte anche per quello che era il grande archivio della città e l’antica sede della Curia dove si riuniva il senato locale e l’Edificio dei Duoviri che ospitava i magistrati che governavano Pompei. In contemporanea sono state anche riaperte cinque sontuose case ricchissime di decorazioni pregiate. Dal 2 dicembre inoltre la Grande Pompei è diventata accessibile ai disabili motori e agli anziani che potranno visitare tutti gli scavi attraverso 3 chilometri di percorsi facilitati per la loro completa fruizione, senza barriere.

In Sicilia nasce la nuova ricerca senza animali Si trova a Scicli, in provincia di Ragusa, il nuovo Istituto di Ricerca Scientifica IRSE/ SESP, un centro di avanguardia che raggruppa scienziati da tutto il Paese, uniti dalla passione comune per la ricerca senza uso di animali. L’idea di progettare la nascita del Salipetra Ethical Science Park nasce nella parte più a sud dell’isola da un gruppo di ricercatori, enti e movimenti etici per la tutela del territorio, dell’ambiente e degli animali e per la ricerca scientifica umana di base indirizzata alla terapia con nuove tecniche di ricerca e di diagnosi “non violente”. Bioreattori, microchip rappresentativi di organi o network di organi umani, modelli informatici e di ingegneria biomolecolare, colture cellulari, cellule staminali, biologia molecolare, sono i principali strumenti utilizzati dal nuovo visionario gruppo siciliano. Nei laboratori del SESP si effettua anche attività diagnostica per il benessere degli animali, aperta a professionisti e ad altre strutture di tutta Italia. Il parco scientifico offre i propri strumenti anche ad associazioni animaliste che ne hanno bisogno per i propri animali assistiti. Gli scienziati siciliani stanno anche lavorando per dare un impulso significativo agli studi diretti su organi e tessuti post-operatori o post-mortem, per eliminare l’utilizzo di cavie e di altri animali negli studi come quelli della degenerazione del tessuto cerebrale durante una patologia invalidante come l’Alzheimer o il Parkinson. Un’eccellenza tutta italiana.

Fonte: Ansa; La Repubblica Napoli

Fonte: Istituto SESP/IRSE

Nascono i supermercati dove non serve denaro Per le persone in grave difficoltà economica esiste l’opportunità di comprare cibo e beni di prima necessità senza pagarli con il denaro, ma con la buona volontà. L’iniziativa che si sta progressivamente diffondendo nelle maggiori città italiane è sostenuta dalla società civile e da tante associazioni locali. “Lo scopo è aiutare le famiglie in stato di povertà che hanno il diritto di riprendersi e ricominciare a vivere”, spiega Alberto Sinigallia, presidente di una Fondazione milanese. Gli Empori della Solidarietà sono dei supermercati a tutti gli effetti, in cui le persone indigenti possono fare la spesa utilizzando una tessera su cui vengono caricati dei punti in base alle ore di volontariato svolte. Il cibo

che si trova nelle corsie viene donato da associazioni ed enti profit e no profit, in una vera e propria “rete di solidarietà” che consente di aiutare moltissime persone. Le famiglie che fanno riferimento all’Emporio sono di 60 nazionalità diverse, ma accanto ai molti stranieri la maggior presenza è quella degli Italiani. Gli Empori della Solidarietà oltre ad essere di grande sostegno per i più bisognosi, favoriscono e amplificano il mondo del volontariato e della solidarietà nazionale.

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Fonte: Caritas; TGCOM 24; Fondazione Progetto Arca Onlus


MEZZOPIENO52passi Ogni primo Lunedì del mese il cammino individuale prosegue con momenti di incontro comuni, per condividere i passi settimanali e dialogare intorno ad essi.

I 52 PASSI È UN PERCORSO DI IMPEGNO PERSONALE CHE CONSISTE NELL’AFFRONTARE PICCOLI PROPOSITI SETTIMANALI, UNO PER OGNI SETTIMANA DELL’ANNO, CON L’OBIETTIVO DI VEDERE IL LATO MEZZOPIENO DEL MONDO. LE QUATTRO AREE DI IMPEGNO SONO: r is

6 febbraio - Noi... e gli altri? 6 marzo - La gentilezza

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- IL RISPETTO DELL’AMBIENTE - LA SPIRITUALITÀ

“Tutto andrà bene alla fine. Se non va bene, allora non è la fine.” - John Lennon Trovare il lato positivo Per iniziare, elenca cinque cose rendono la tua vita piacevole, arricchente e degna di essere vissuta in questo momento. Questi aspetti possono essere generici come “Essere in buona salute” o specifici come “L’avere bevuto una deliziosa tazza di caffè questa mattina”. L’obiettivo di questa riflessione è predisporti ad un atteggiamento positivo verso la tua vita. In seguito, pensa ad un momento recente quando qualcosa non è andato come ti aspettavi o ti sei sentito frustrato, irritato o arrabbiato. In poche frasi, descrivi la situazione per iscritto. Poi elenca tre cose che possono aiutarti a vedere l’aspetto positivo della situazione. Ad esempio, potresti avere perso il bus questa mattina, tre modi di vedere il lato positivo sono: 1) Anche sei hai perso il bus, hai fatto esercizio mentre correvi per raggiungerlo.

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- LE RELAZIONI

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- IL RAPPORTO CON SE STESSI E CON IL PROPRIO INCONSCIO

Ecco i prossimi appuntamenti aperti a tutti presso la Casa del Quartiere di San Salvario di Via Morgari 14 a Torino (saletta al primo piano):

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2) Sei fortunato nel vivere in una città dove il prossimo bus è passato 10 minuti dopo. 3) Tra dieci anni, molto probabilmente non ricorderai cosa è accaduto questa mattina. Tutti tendiamo a rimuginare sulle cose che vanno storte nella nostra vita: un errore che abbiamo fatto sul lavoro, una serata che non è andata come previsto. Possiamo arrivare a pensarci così spesso che la nostra vita sembra piena di questi contrattempi e delusioni. Guardare al lato positivo anche quando le cose vanno male è una componente fondamentale dell’ottimismo che la Ricerca riconduce a minori tassi di depressione, una migliore abilità di gestire lo stress e più soddisfazione nelle relazioni interpersonali, tra gli altri benefici. Sebbene cercare il lato positivo nelle esperienze negative può sembrare (comprensibilmente) un po’ naif, la maggior parte di noi ha la tendenza a farlo troppo poco anziché troppo spesso. Questo esercizio è pensato per farti raggiungere un più sano bilanciamento tra i due opposti.

MEZZOPIENO 14 GENNAIO-FEBBRAIO 2017

In collaborazione con The Greater Good Science Center presso UC Berkeley http://ggia.berkeley.edu; http://greatergood.berkeley.edu


MEZZOPIENO52passi

VUOI FARE IL PRIMO PASSO?

MEZZOPIENO 15 GENNAIO-FEBBRAIO 2017


Elisabetta Gatto Luca Strieri

MEZZOPIENOintervista cati li sottrae alla paura del camice e di ciò che sta per accadere. Con il Doctor Magic i bambini soffrono molto meno o ignorano persino la sofferenza: la magia diventa così un intervento non farmacologico contro il dolore di un prelievo, di un’iniezione o della medicazione di una ferita.

Magia e attenzione per il sociale vanno a braccetto nel tuo percorso professionale e umano.

Le radici sono da ricercare nella mia storia familiare. Vengo da una famiglia modesta e ho sempre in mente le parole di mio nonno, un uomo dolcissimo e amato da tutti: “Marcolino, tu sei un bambino fortunato. Cerca di restituire almeno un po’ di quello che hai avuto.” Io lo prendevo alla lettera, dividevo la mia merenda e ne distribuivo un po’ a tutti i miei compagni! Ma questa volontà di condividere mi è rimasta.

Marco Berry “Un’opportunità all’impossibile” La magia è lo strumento che ti consente di carte in mano: quando vado al cinema di vedere il mondo “mezzopieno”? mi metto nelle file al fondo per continuare Ho cominciato da piccolo ad appassionarmi alla magia. Avevo 8 anni: facevo i numeri di magia per meravigliare gli adulti e mi sentivo grande. Ora li faccio lo stesso per meravigliare gli altri, ma anche per ritornare bambino! Ho sempre un mazzo

a mescolare le carte mentre guardo il film. E anche grazie alla magia sono riuscito a realizzare grandi progetti: l’associazione onlus che abbiamo messo in piedi e che porta il mio nome in realtà si chiama “Magic for Children”.

La magia, quindi, può fare molto per Hai condiviso anche un giaciglio sotto i bambini. le stelle con i senza dimora quando con La magia può agire direttamente e può la trasmissione “Invisibili” hai scelto fare moltissimo. Lo dimostra il nostro di portare all’attenzione del pubblico progetto “Doctor Magic”, frutto di una le loro storie. ricerca scientifica innovativa che unisce medicina e magia: nelle sale medicazioni degli ospedali pediatrici, grazie alla presenza di due maghi professionisti, riusciamo a distrarre i bambini e a trasformare la loro percezione del dolore. Far sparire qualcosa, ricomparire qualcos’altro mentre sono in attesa di essere medi-

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Scrivere quel programma è stata una scommessa, non ci credeva nessuno e non è stato facile. Ma ho conosciuto e fatto conoscere delle storie pazzesche.

Conoscere quelle storie ha cambiato il tuo sguardo sul mondo? Non so se le storie che ho raccolto mi


abbiano cambiato. Forse ero già così prima ed è proprio per come sono fatto che sono riuscito a raccoglierle. Credo di essere una persona attenta, curiosa, di avere empatia per gli altri.

Quali incontri ti hanno segnato di più?

Beh, quello con Elisabetta, che da giovane aveva il cameriere che la serviva a tavola e poi è finita sulla strada. Da lì è difficile tornare indietro. Esiste una zona di confort anche nella disgrazia. I clochard hanno la loro routine, le loro abitudini, i luoghi che non abbandonano perché sanno che a quell’ora, in quell’angolo riceveranno qualche moneta dal solito passante. La strada è come un ventre materno che ti risucchia. Per lasciarla ci vogliono una casa e un lavoro, ma se non si ha una è difficile avere l’altro e viceversa. E poi non si può chiedere a chi ha passato anni in strada di passare improvviDa piccolo facevo i numeri di magia per meravigliare gli samente adulti e mi sentivo grande. Ora li a lavorare faccio lo stesso per meravigliare otto ore gli altri, ma anche per al giorno. ritornare bambino! È come un alieno.

Sarà capitato anche a te, nonostante tu sia una persona molto fortunata, di vivere momenti bui. Qual è il messaggio che vorresti lanciare a chiunque si trovi in difficoltà?

It’s possible. Si può fare. Si può scegliere di cambiare. È anche nostra responsabilità quello che ci è capitato. Solo sbagliando si cresce.

Grandi errori, grandi persone?

Si può fare. Si può scegliere di cambiare. È anche nostra responsabilità quello che ci è capitato. Solo sbagliando si cresce.

Vi riporto una citazione: “Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite, ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto”. È di Michael Jordan.

Dove si trova la forza per ricominciare?

Dentro se stessi. Io ho imparato tanto da una ragazza come Bebe, che a causa di una meningite meningococcica ha subito una serie di interventi fino all’amputazione di parte delle gambe e delle braccia. Ebbene, è una persona di una forza straordinaria. Si considera fortunata e pensa che la vita sia bella. Non si è persa d’animo ed è ora campionessa paralimpica e mondiale in carica di fioretto individuale. Come lei, molte delle persone che ho conosciuto grazie alla trasmissione “Invincibili” hanno ritrovato il coraggio di ritornare a vivere dopo un evento drammatico. Sto lavorando a un progetto, “Iron Mind”, per coinvolgere nella pratica dello sport venti ragazzi con disabilità gravi: per due giorni avranno la possibilità di provare otto discipline sportive e di scegliere poi quella che intenderanno seguire. È l’occasione per portare questi ragazzi fuori dalle mura domestiche: spesso, infatti, i genitori li tengono a casa sia perché temono che fuori possano farsi male, sia perché a volte provano vergogna. Ma è soprattutto un modo per convincerli che con la testa, MEZZOPIENO 17 GENNAIO-FEBBRAIO 2017

con una testa forte, di ferro, si può superare qualsiasi ostacolo.

Come vorresti che la gente ti ricordasse?

Come una persona onesta e come uno che ha fatto quello che poteva per fare qualcosa per gli altri e aiutarli a farcela nella vita.


IL PIEMONTE DICE NO AL GIOCO D’AZZARDO Dall’approvazione della

legge regionale del 2 maggio per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico, il Piemonte fa l’en-plein. I Sindaci hanno emanato negli ultimi mesi ordinanze esecutive che limitano l’esercizio di slot machines e videolottery all’interno dei locali. Il primo comune è stato Novara già nel febbraio scorso, mentre il 18 agosto un gruppo di sindaci di Alba, Bra, Fossano, Mondovì, Savigliano,

Saluzzo e Cuneo ha emesso un’ordinanza congiunta; il 23 agosto è stata la volta di Asti e poi tutti gli altri. Torino ha approvato l’ordinanza per gli esercizi commerciali della Città il 10 ottobre. Le iniziative vanno dalla chiusura delle sale nelle vicinanze di scuole, alla limitazione degli orari di apertura per proteggere le categorie più vulnerabili, fino alla completa serrata degli esercizi. I controlli sono affidati alla Polizia Municipale che

Last minute sotto casa: il cibo non si butta più

Last minute sotto casa è la nuova frontiera del live-marketing di prossimità che dà ai venditori la possibilità di pubblicare in tempo reale offerte sul cibo in deperimento segnalandole agli utenti della zona e aprendo così una vera battaglia contro lo spreco alimentare. Iniziato due anni fa da una start-up torinese, dopo gli ottimi risultati ottenuti nel territorio piemontese il sito è ora attivo in tutta Italia. Il portale permette ai negozianti di inviare offerte in maniera mirata, descrivendo il prodotto, il prezzo e la durata della promozione. Sono, infatti, solo i clienti nei dintorni a ricevere via email l’offerta e solo per i prodotti che avranno deciso di voler tracciare. Un’altra modalità per venirne a conoscenza è quella di controllare in tempo reale la mappa relativa alle offerte attive attorno a loro. Tutto viene notevolmente semplificato da una applicazione per il telefono che permette, tramite smartphone o tablet, una rapida ed efficace ricerca dei prodotti in offerta nella zona scelta dal cliente. In questo modo vincono proprio tutti: i negozianti che non sprecano più, guadagnando anche qualche cosa; vince il cliente che acquista prodotti freschi risparmiando ma vince soprattutto il pianeta, perché agendo in modo cosciente e razionale si rispettano e si preservano le risorse naturali che la Terra quotidianamente offre e che sono limitate.



Fonte: Last Minute Sotto Casa

ha creato squadre di agenti in borghese che effettuano verifiche a tappeto, anche in incognito e che stanno sanzionando e facendo chiudere molti centri dove ancora non sono rispettare le regole stabilite dal decreto. Con il Piemonte sono oggi 15 le Regioni che si sono schierate contro il dilagare del gioco d’azzardo patologico e delle slot machine in Italia. FONTE. ANSA; COMUNE DI NOVARA; GAZZETTA D’ALBA; LA VOCE DEL TEMPO

Il latte materno arriva a casa Fino all’inizio del Novecento era incarico della balia quello di accudire un neonato provvedendo anche al suo allattamento. Dopo decenni di campagne pubblicitarie a favore del latte artificiale, oggi si torna a promuovere l’allattamento al seno e a valorizzare il latte materno quale alimento prezioso per il proprio bambino, ma anche per i prematuri e i neonati con patologie ricoverati nelle Terapie Intensive Neonatali. Per questa ragione è nata la Banca del Latte dell’ospedale Regina Margherita di Torino, che tratta ogni anno 700 litri di latte per garantirne qualità e sicurezza e lo somministra gratuitamente ai bambini che ne hanno bisogno. Ma si può fare di più: con il progetto «Human Milk Link», l’obiettivo è di raggiungere i 1000 litri annui, grazie anche alla raccolta a domicilio, che già attiva a Milano, da metà dicembre è stata avviata anche a Torino: per venire incontro alle neomamme donatrici ed evitare loro di recarsi alla Banca del Latte, è stato attrezzato con cella frigorifera un furgoncino, l’Ape Milk, con a bordo un’ostetrica che

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provvede alla raccolta del latte materno direttamente a casa. Non è solo un servizio di raccolta e trasporto in sicurezza: alle donatrici è al contempo offerta, se necessaria, una consulenza gratuita per il sostegno e il supporto all’allattamento. Oggi in Italia si raccolgono meno di 10.000 litri di latte materno all’anno, sufficienti per il fabbisogno di appena un terzo dei prematuri. In occasione della Giornata mondiale del prematuro, proprio da Torino è partito l’appello per la donazione, con l’auspicio che progetti come quello della raccolta a domicilio trovino seguito in altre città. Fonte: Human Milklink


Superottimisti

Una famiglia insieme ai clochard Ogni sabato, la famiglia Marcon si ritrova sotto i portici di via Roma, in pieno centro a Torino. Non per fare shopping, ma per aiutare i clochard che, sotto i portici, trovano riparo e la possibilità di crearsi un piccolo giaciglio dove poter trascorrere la notte. In questi mesi freddi, a portare calore, amicizia e qualcosa da mangiare, ci pensa la famiglia Marcon: papà, mamma e i cinque figli. Partono ogni settimana da Pianezza, nella prima cintura di Torino, e arrivano in centro. La volontà di ripetere questa esperienza affonda le sue radici in precedenti impegni nel volontariato di Emanuela e Roberto, i genitori: impegnati in una missione in Africa, avrebbero voluto continuare questa esperienza anche nella loro città, Torino, ma il lavoro e soprattutto l’arrivo di cinque figli, hanno complicato un po’ i piani. Ora, però, che i figli sono diventati più autonomi, tutta la famiglia Marcon ha deciso di impegnarsi per aiutare gli altri. Ed è così che ogni sabato sera, spenti riflettori delle vetrine, tutti insieme si dedicano a portare qualcosa di utile ai clochard: vestiti, salviette e del cibo da mangiare insieme. Con alcuni di loro hanno anche stretto una sincera amicizia, hanno ascoltato le loro storie, i loro sogni andati in frantumi e quelli che vorrebbero realizzare. Tutta la famiglia Marcon vorrebbe fare di più, coinvolgendo anche altre famiglie e altre persone, perché ai clochard di via Roma serve sempre qualcosa.

Fonte: La Repubblica Torino

Ricordate i filmini girati con pellicola e la piccola telecamera a mano? I filmati amatoriali, quelli che un tempo, da una parte rallegravano i fine settimana, e le feste comandate, dall’altra mettevano un po’ di soggezione? Ma quanto divertimento alla fine! Tutti quei filmati rappresentano la memoria storica di una città, di un borgo, di un quartiere. Partendo da questa considerazione, l’Associazione Nazionale Museo del Cinema di Torino ha lanciato un’iniziativa molto interessante: “Superottimisti”. Il progetto punta a raccogliere il

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maggior numero possibile di filmati girati in 8mm, i super 8, oppure in 9,5 mm e 16 mm. A consegnare i primi film in 8mm è stata la Circoscrizione 7, in pieno centro città, che comprende zone come Porta Palazzo, là dove si andava spesso la domenica per visitare i mercatini dell’antiquariato, anche con la telecamera in mano, oppure lo storico quartiere Vanchiglia, adesso cuore della movida cittadina. Nei prossimi mesi saranno coinvolte tutte le altre. Figure centrali di questo progetto sono ovviamente i cittadini e i

loro filmini che languono impolverati in una soffitta o nei cartoni buttati in cantina. Tutti i contributi raccolti nei mesi sono stati sottoposti a un piccolo restauro, convertendo il “girato” in formato digitale. I lavori stanno andando avanti: in questo modo si otterrà un unico documentario che restituirà dignità narrativa alla memoria storica di Torino, raccontata con orgoglio e passione dai suoi cittadini. Fonte: La Stampa


In canoa per ripulire il Po dai rifiuti

Eccellenze della sanità piemontese

Torino e la sanità piemontese conquistano primati a livello mondiale. Nei mesi scorsi sono stati due: l’Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro di Candiolo, unico in Italia, ha ricevuto il prestigioso riconoscimento “Grant for Oncology Innovation”, mentre all’ospedale Molinette, a dicembre, è stato effettuato un trapianto di polmone “rigenerato” con una nuova tecnica. Si tratta del primo caso in Italia, il secondo al mondo. Per quanto riguarda l’Istituto di Candiolo, il premio è stato consegnato al professor Alberto Bardelli, direttore del laboratorio di oncologia molecolare dell’Istituto, durante la cerimonia che si è tenuta lo scorso novembre a Copenaghen. Il Grant è un importantissimo riconoscimento che premia la ricerca all’avanguardia nel trattamento personalizzato dei tumori solidi. E’ stato assegnato al professor Bardelli, e quindi all’Istituto, per la ricerca sull’Eterogeneità ed evoluzione clonale come opportunità terapeutica per i tumori del colon-retto. Alle Molinette, invece, il primato riguarda una nuova tecnica di “risanamento” dell’organo danneggiato. Nello specifico, nel principale ospedale torinese, è stato rigenerato un polmone malato appartenuto a una giovane ragazza deceduta prematuramente. Questo organo, grazie a una tecnica avanzata, è stato recuperato e donato a chi ne aveva bisogno. Prima di arrivare a Torino, il polmone era stato considerato non più utilizzabile da altri centri di trapianto, ma non per quello delle Molinette. E’ stata quindi utilizzata la tecnica chiamata “Ex vivo Lung Perfusion”, ma con l’aggiunta di un farmaco che ha permesso di sciogliere i coaguli. Così il polmone è tornato ad essere riutilizzabile, potendo aiutare un altro paziente che ne aveva bisogno.

La singolare iniziativa è di un cittadino Torinese, Alberto Sachero e di un gruppo di amici appassionati di canottaggio e soliti alla navigazione sul tratto di Po della città Piemontese. Stanchi di vedere cumoli di immondizia nel fiume, decidono di armarsi di guanti, sacchi e buona volontà per ripulirne il tratto navigabile che fronteggia il castello del Valentino e il grande parco, fino ai murazzi. Alberto racconta: “ci siamo fatti un bel giretto in canoa, abbiamo eliminato l’isola di rifiuti, per la maggior parte bottiglie di plastica, poche ore del nostro pomeriggio sono state sufficienti a raccogliere molti rifiuti galleggianti”. In totale hanno raccolto sette sacchi di immondizia, sotto gli occhi di molti passanti che increduli e compiaciuti per l’iniziativa ecologica dei due canoisti, li esortavano dalla riva. “Una raccolta rifiuti differente”, spiega Sachero, “più che differenziata, in acqua e non in terra, non è poi né così strana, né così impossibile o stravagante”. “Non male per due persone in poco tempo. E se fossimo di più?” si interroga. Sachero, racconta la sua idea scrivendo una lettera di sensibilizzazione ai suoi concittadini, dove spiega quanto ha fatto e come sia triste vedere queste isole di immondizia deturpare l’amato fiume, uno dei luoghi più belli della città. Il suo appello è rivolto a tutti gli amanti del fiume e a qualsiasi cittadino volenteroso che desideri unirsi a questa missione.

Fonte: La Repubblica

Larry, un compagno di giochi speciale Il nome é stato scelto dagli alunni della V E della scuola elementare G. Fattori. Larry è un corvo. Lunedì 14 novembre è stato visto aggirarsi nel cortile della scuola. Solo in un secondo momento ci si è resi conto che il corvo era ferito all’ ala sinistra e non era in grado di volare. Alcune maestre gli hanno dato un po’ di cibo avanzato dalla mensa scolastica. Purtroppo, per la severa legge della sopravvivenza, il cibo è stato rubato dalle gazze ladre giunte numerose nel cortile. Quando poi le gazze sono divenute aggressive nei confronti di Larry, beccandolo e scacciandolo, un operatore scolastico ha telefonato all’Ospedale veterinario universitario di Grugliasco, dove offrono assistenza veterinaria di pronto intervento. È stato risposto che avrebbero curato gratuitamente il corvo ma non sarebbero venuti a prender-

lo; inoltre è di gran lunga preferibile far guarire naturalmente gli animali feriti. Solo se fosse peggiorato, sarebbe stato necessario portarlo a Grugliasco. Il corvo si è ben ambientato nel giardino roccioso; lì ha costruito un nido e sembra stare ogni giorno meglio. Tutti i bambini sperano che la sua ala guarisca e che riprenda presto a volare. Vorrebbero, però, che mantenesse MEZZOPIENO 20 GENNAIO-FEBBRAIO 2017

Fonte: Alberto Sachero

MEZZOPIENO NELLE SCUOLE – LA GENTILEZZA IN AULA il suo nido nel cortile della scuola perché si sono tutti affezionati e non vorrebbero che mai più accadesse a Larry di stare male. Fonte: Classe 5ª E Scuola Elementare G. Fattori


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MEZZOPIENOprogetti POVERTÀ SALUTE

A TORINO I RIFIUTI PRENDONO VITA

CULTURA DELLA POSITIVITÀ

Un’esperienza artistica che valorizza il rifiuto e lo ricicla esaltandolo fino a farlo diventare arte al servizio di tutti, viva e fruibile gratuitamente: Mezzopieno fa parte del collettivo ideatore dell’innovativo progetto urbano Decomposed, un’iniziativa di valorizzazione di un quartiere della città di Torino e di sensibilizzazione al riciclo e al rispetto del pianeta e della natura. A Torino il giovane artista portoghese Bordalo Segundo partecipa a questo progetto di arte ecologica, che, con il contributo di molti volontari, sull’enorme parete del Teatro Colosseo ha ridato vita a spazzatura e rifiuti riciclati dalle strade e dalle discariche della città. Si chiama Animalistic Trash la nuova forma di graffiti che Bordalo sta portando nelle strade e sui palazzi delle zone più degradate delle città di tutto il mondo. L’artista raccoglie e riutilizza rifiuti e materiali di recupero salvati dalle discariche per dare forma alle sue fantastiche creature, grandi quanto un palazzo: animali giganteschi, pesci, volatili e insetti. Riciclando e assemblando pneumatici, paraurti dismessi, biciclette rotte, pezzi d’auto e altro materiale di scarto, Bordalo fa rinascere dalla spazzatura i suoi enormi Big Trash Animal sui muri delle città, dalla Norvegia all’Azerbaijan, dagli Stati Uniti alla Polonia. Nella sua prima personale in Italia Bordalo, inoltre, porta nelle case i suoi “Big Trash Animal” ridotti utilizzando anche altri piccoli materiali di recupero che gli consentono un dettaglio ancora maggiore di quello sulla superficie di un muro. Il progetto Decomposed è una proposta di riflessione sulla società consumistica, in cui la natura riprende vita attraverso i materiali responsabili della sua stessa distruzione. Dal 5 dicembre al 30 marzo 2016 - Torino, Teatro Colosseo | Square 23 Gallery

CRESCITA PERSONALE

PARTECIPANTI: Square 23, Teatro Colosseo, Semi Onlus

SPIRITUALITÀ

MAGGIORI INFORMAZIONI SU WWW.MEZZOPIENO.ORG (SEZIONE PROGETTI)

FINANZA ETICA ECOLOGIA APPROVVIGIONAMENTO IDRICO SOSTEGNO ALL’INFANZIA COSTRUZIONE DI STRUTTURE HIV/AIDS TERAPIE SANITARIE INSERIMENTO LAVORATIVO RICERCA SCIENTIFICA DIALOGO INTERRELIGIOSO DISABILITÀ

CULTURA / CONOSCENZA MEZZOPIENO 25 NOVEMBRE-DICEMBRE GENNAIO-FEBBRAIO 2017 2016


MEZZOPIENOtralagente

Cosa significa per te dare valore al cibo?

NOTIZIEflash FIRMATO IL TRATTATO PER LA SALVAGUARDIA DELLA BIODIVERSITÀ MONDIALE COP13 Cancun - 3 dicembre

L’APPROCCIO AL CIBO SEGUE PRINCIPI E VALORI CHE RACCHIUDONO MOLTE SCELTE E PUÒ ESSERE ESTREMAMENTE DIVERSO DA PERSONA A PERSONA

IL COSTO DELL’ENEGIA SOLARE SCENDE AL DI SOTTO DI QUELLA DEL VENTO Bloomberg - 14 dicembre

DILETTA

ELISABETTA

Nel piatto non si lascia mai niente

Dedicare il cibo agli altri

Il cibo per me ha ed è un valore fondamentale nella nostra esistenza. Il cibo è incontro. Il cibo è la nostra energia, il nostro carburante. Sul cibo non risparmio quando compro. Il cibo ci guarisce, ci nutre. Ho un piccolo orto che mi fa apprezzare ancor di più il valore del cibo. La mia bisnonna e un viaggio in Africa mi hanno insegnato che il cibo non si spreca così cerco di insegnarlo ai miei figli che nel piatto non si lascia mai niente soprattutto se è biologico!

Significa trasformarlo in uno strumento per creare relazione. Mi piace molto cucinare per gli altri e trovo che, a cominciare dalla scelta delle portate all’acquisto degli ingredienti, fino alla preparazione e al consumo del cibo, sia sottesa un’attenzione per chi siederà a tavola accanto a me: è cura, è dedizione. Il cibo è un potente veicolo di messaggi.

USA E CANADA FIRMANO UN ACCORDO DI FINE DELLE TRIVELLAZIONI PETROLIFFERE OFFSHORE Bloomberg - 20 dicembre

I CONTENZIOSI TRIBUTARI IN ITALIA SCENDONO AI MINIMI STORICI Dipartimento delle Finanze - 20 dicembre

RIPRESA E MISURATA PER LA PRIMA VOLTA L’ANTIMATERIA CERN Ginevra - 21dicembre

L’ONU RICONOSCE PER LA PRIMA VOLTA ALL’UNANIMITÀ L’INDIPENDENZA TERRITORIALE DELLA PALESTINA Organizzazione delle Nazioni Unite - 24 dicembre

CHEN MING

Il cibo unisce i popoli

Un antico detto cinese: il popolo considera il cibo come il Cielo. Anche per me il cibo contiene valori essenziali della vita e rappresenta valori umani e universali. È anche il migliore strumento di comunicazione interculturale: diffondere varie culture culinarie è il modo più opportuno per prevenire conflitti sociali. Immagina cinesi che mangiano la pasta italiana con bastoncini, oppure ravioli cinesi con aceto balsamico: sono scene di grande bellezza dell’umanità. MEZZOPIENO 26 GENNAIO-FEBBRAIO 2017

HIV/AIDS ARRIVA IL PRIMO AUTOTEST IN FARMACIA Organizzazione Mondiale della Sanità - 11 dicembre

L’AGRICOLTURA BIOLOGICA È LA PRIMA IN EUROPA Coldiretti - 1 novembre


DIEGO

ANTONIO

Il cibo è la ricetta per vivere bene

Il cibo è lavoro e fatica

Il cibo per me è vita e dare valore a quello che cuciniamo, che mangiamo e condividiamo, significa avere rispetto per la vita, per sé stessi e per gli altri. Perché il cibo è qualcosa che unisce, e dare valore alle ricette e ai piatti, per me vuole dire anche vivere bene, insieme agli altri. MICHELE GIOVANNI

Fin da piccolo mi hanno insegnato che il cibo non va sprecato perché è lavoro e fatica. Ma è anche benessere che nasce da quella fatica e da quel lavoro. Mi piace che sulle nostre tavole ci sia una gran varietà di cibo. Mi ha colpito, quando sono stato in Africa, che le famiglie del villaggio dove ero ospitato, pur mangiando tutti i giorni la stessa cosa, avevano una profonda attenzione a non sprecare nulla. MARIO

Benessere attraverso le scelte

Il mio obiettivo è ricercare il mio benessere attraverso ciò che mangio. Compro tramite dei gruppi di acquisto solidale cibo biologico e a km 0, senza filiera intermedia e permettendo di avere il controllo dell’attività del produttore e premiare chi produce mantenendo le tipicità dei propri territori. Ho anche un orto e coltivo quello che riesco, questo mi da tanta soddisfazione e il cibo ha più gusto oltre ad essere sano.

Non sprecare per seguire le logiche consumistiche

Per me mangiare è funzionale a vivere e non uno sfizio. Trovo importante cibarsi di un po’ di tutto, senza perdersi nella golosità. Quando faccio la spesa compro il cibo di stagione e quello che costa meno a parità di qualità, scelgo le offerte e i piccoli produttori, non le grandi marche. A casa non spreco niente e anche le cose quando non sono più fresche cerco dei modi per utilizzarle, anche le date di scadenza dei prodotti confezionati non mi schiavizzano e cerco di essere elastico e creativo. Mi piace raccogliere ciò che la natura offre come i funghi, le ciliegie e la frutta spontanea.

GIANNI

Trasmettere nei piatti la passione per il cibo

Come cuoco professionista per me dare valore al cibo significa trasmettere nei miei piatti, la passione che ci metto in questo lavoro. Vedere che chi mangia i miei piatti è emozionato, contento, felice. Cerco sempre di valorizzare ogni singolo ingrediente, senza sprecare niente, con particolare attenzione alle materie prime che ci regala il nostro territorio. MEZZOPIENO 27 GENNAIO-FEBBRAIO 2017

LA DISOCCUPAZIONE EUROPEA SCENDE SOTTO IL 10% PER LA PRIMA VOLTA DAL 2009 Eurostat - 1 dicembre

SPERIMENTATA PER LA PRIMA VOLTA LA TECNICA DI RINGIOVANIMENTO IN LABORATORIO Salk Institutue California - 15 dicembre

CANCELLATO IL TRACOMA OCULARE IN MAROCCO Organizzazione Mondiale della Sanità - 15 novembre

INAUGURATA L’AUTOSTRADA DEL MEDITERRANEO DOPO 55 ANNI DI LAVORO. MILANO E REGGIO CALABRIA COLLEGATE Anas - 22 dicembre

VALVOLE TERMOSTATICHE IN OGNI APPARTAMENTO ITALIANO DLS 102/14 - 31 dicembre


MEZZOPIENOeditoriale

La rivoluzione della gentilezza Sa di altri tempi, parlare di gentilezza, un argomento che sembra riservato all’educazione dei bambini e alla vecchia nobiltà. Ma la cortesia è una risorsa un po’ dimenticata dalla silenziosa forza sovversiva. In una società come la nostra in cui la libertà è spesso intesa come possibilità di esprimere la propria personalità e di ribellarsi a ciò che non si comprende, la moderazione e la delicatezza sembrano trovare sempre meno spazio. Se vigore e determinazione sono considerati valori vincenti per raggiungere efficacemente obiettivi sempre più competitivi, non significa tuttavia che si debba rinunciare a quella che è probabilmente la qualità più sottile e nobile dell’essere umano, la dolcezza dell’animo. Appare persino banale parlare di garbo come di un valore positivo ma nella quotidianità che ci circonda, al contrario, sembrerebbe proprio l’opposto a prevalere. Ma siamo una società cattiva allora? No, distratta. La gentilezza è un atto superfluo, un’attenzione gratuita e disinteressata per qualcuno a cui non si deve nulla; un gesto di riconoscimento della presenza altrui che per sua natura si offre con delicatezza, senza mai imporsi. Essere gentili segue la scelta di uscire dalla propria dimensione per calarsi in quella dell’altro e cercare il suo benessere; un gesto che

Mezzopieno News è pubblicato ogni due mesi dal movimento Mezzopieno. Gli articoli riportati sono frutto della ricerca e del lavoro giornalistico del comitato editoriale, dell’ufficio studi, del gruppo di ricerca, dei volontari e dei membri della comunità Mezzopieno. Ogni articolo è un’elaborazione originale e riporta fatti e situazioni reali. Le fonti originali sono verificate e citate per esteso. SE CREDI NELLA BELLEZZA E NELLA POSITIVITÀ, CONDIVIDILA Mezzopieno News è scritto dalla gente e riporta le notizie dei suoi lettori e dei simpatizzanti del pensiero Mezzopieno. Articoli, lettere, suggerimenti e collaborazioni sono inseriti nella pubblicazione secondo i parametri della linea editoriale condivisa. L’applicazione per inviare scritti, fotografie ed articoli è consultabile nelle pagine dedicate del sito del movimento.

ha effetto benefico su chi lo compie e su chi lo riceve. Quante altre cose nella vita posseggono questa meravigliosa qualità? L’affabilità oltre ad avere una profonda radice etica, è notoriamente una virtù custodita da chi è consapevole del fatto che fare del bene è il primo passo dello stare bene. Quella che può essere fraintesa come una debolezza demodé è invece una dote che appartiene a chi conosce il valore della pazienza e dà importanza agli altri, riservando per loro le cose migliori, insieme alla sua tolleranza. È molto più difficile essere garbati che scortesi, soprattutto nei confronti di chi non pratica lo stesso tipo di attenzione ma spesso la cortesia può essere più forte dell’eloquenza o della sapienza, nel compito del servizio al bene. La gentilezza è il linguaggio che anche il sordo può sentire e il cieco può vedere, un atto che combinato con la misura e la forza può raggiungere profondità inimmaginabili, dà poesia alla vita e grazia ad ogni momento, trasformando intimamente ciò con cui viene in contatto. La gentilezza è una pianta che si semina e, come poche altre cose nella vita, dà i suoi frutti subito e guadagna sapore con la maturità. Perfino il più piccolo gesto di gentilezza può illuminare un cuore incattivito e addolcirlo. La gentilezza può cambiare davvero una giornata e la vita delle persone. Gentilezza significa ricercare la via armoniosa di ogni rapporto, ascolta-

Mezzopieno News è gratuito – nessuno può richiedere denaro o compensi per la sua distribuzione. Il movimento Mezzopieno è un gruppo di pensiero che non ha obiettivi di profitto ma la diffusione dell’approccio positivo e della capacità creativa e collaborativa. Mezzopieno News è distribuito con il contributo volontario dei membri, degli amici e dei simpatizzanti del movimento Mezzopieno. Come frutto della volontà di condividere il proprio pensiero, la pubblicazione è distribuita attraverso il sistema del passaparola, di mano in mano, con la consegna diretta e personale. Nessun diritto di autore è applicato per la proprietà intellettuale degli articoli. Tutto il materiale è di libera distribuzione e riproducibile senza autorizzazione, citando la fonte Mezzopieno News.

re le esigenze di ciò con cui si è in relazione, non solo delle persone importanti o utili ma anche nei confronti dei piccoli e di chi non può restituire niente, anche con chi è sgarbato, quelli che ne hanno più bisogno. Gentilezza è vivere con grazia lo scambio con gli altri, ma anche con sé stessi, con l’ambiente, con il tempo e con il destino. Ascoltare, attendere e concedere il giusto tempo a ogni cosa, accettare le differenze e le incomprensioni, anche i rifiuti, avere un approccio disponibile e benevolo nel giudizio e con l’idea di dover avere ragione. Nessun atto di gentilezza è sprecato perché non mira ad un risultato ma ha valore per se stesso, senza aspettarsi una ricompensa. Una carezza dell’animo ammorbidisce in profondità ed è la trincea contro la solitudine e la paura. Ogni cosa può essere rivestita di gentilezza, anche il silenzio, un sorriso senza ragione, un piccolo gesto inatteso o un’arcaica galanteria, anche da parte di una donna (il gentil-sesso), perché no? Ogni persona, come noi, sta combattendo la sua battaglia e non ne sappiamo nulla, alleiamoci invisibilmente con lei. Il potere trasformativo della gentilezza è reale e sperimentabile, impariamo a viverlo come un’abitudine, non un’eccezione, e a partire da noi stessi, come una bella melodia, si diffonderà addolcendo tutto attorno a noi. “Il mondo si cambia così”.

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Il movimento Mezzopieno utilizza stampe Carbon Balanced Printing Programme e carta prodotta con processi eco sostenibili. Mezzopieno compensa interamente il CO2 che produce per la sua attività. I dettagli su www.mezzopieno-news. tumblr.com/Compensazione

Luca Streri

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