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È difficile, quando conosci da tempo una persona, non dare per scontate le sue esperienze, i suoi interessi e le sue competenze. E nel caso di Davide Demichelis sono proprio tanti: giornalista e documentarista (“Mia figlia, quando era piccola, diceva che suo papà faceva il ‘turista’!”), ha collaborato con importanti testate (La Stampa, Panorama, L’Avvenire, Nigrizia, per citarne alcune), è autore di saggi (tra gli altri, “New Global”, “No Global”, “L’informazione deviata”), di reportage in Italia e in una cinquantina di Paesi nel mondo. I suoi servizi sono stati diffusi da Rai, National Geographic Channel, NHK, France 5. Ha condotto rubriche per importanti trasmissioni televisive, da “Kilimangiaro” a “Il Pianeta delle Meraviglie” a “Geo & Geo”. Ha raccontato natura e animali, frontiere e guerre dimenticate, spaziando dall’avventura al sociale. La sua ultima “fatica” è “Radici. L’altra faccia dell’immigrazione”,

un programma realizzato in collaborazione con il Ministero dell’Interno con il cofinanziamento del Fondo Asilo Migrazioni e Integrazione: un viaggio nel mondo dell’immigrazione regolare e silenziosa e un racconto inedito fatto da immigrati che vivono in Italia sulle loro radici e i loro luoghi del cuore, che punta i riflettori sulle contraddizioni tra risorse ambientali e naturalistiche delle loro terre e le tante povertà e diseguaglianze. Un confronto tra la storia culturale, politica e sociale dei Paesi e la “piccola storia” dei protagonisti, ciascuno dei quali diventa una guida d’eccezione. Uno sguardo nuovo sulle migrazioni: “Sono alcune decine di migliaia ogni anno i disperati che attraversano il Mediterraneo con le ‘carrette del mare’, fanno notizia. Gli immigrati regolari invece sono molto più numerosi, contribuiscono a creare l’11% del PIL, incidendo per il 10% sul totale dei lavoratori dipendenti. Ma di loro non si parla mai. Eppure, senza il loro contributo, lo Stato perderebbe ogni anno 11 miliardi di contributi fiscali e previdenziali. La gran parte degli stranieri in Italia vive quindi una vita normale, spesso segnata da un lavoro duro, al solo scopo di garantirsi la sopravvivenza e magari mandare qualche aiuto alla famiglia, nel Paese d’origine”. Racconta dei migranti con cui ha condiviso un pezzo di vita come fossero la sua famiglia. Ha attraversato in lungo e in largo il mondo da perdere i riferimenti nord-sud. Del resto, i concetti di centro e periferia per lui, orgogliosamente di Nichelino, sono categorie pericolose per la mente.   INTERVISTA ESCLUSIVA PER MEZZOPIENO a pagina 16/17 MEZZOPIENO 1 DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018

A BERLINO IL CIBO SCADUTO DIVENTA DI MODA PAGINA 2

ARRIVANO I GENITORI SOCIALI PAGINA 10

VIVERE SENZA SOLDI PAGINA 18


A BERLINO IL CIBO SCADUTO DIVENTA DI MODA Quante volte davanti a un prodotto alimentare che ha superato la data di scadenza vi siete chiesti: ma sarà ancora buono? La risposta arriva da Berlino, dove nell’elegante quartiere di Wilmersdorf ha aperto il primo supermercato che vende unicamente cibo “scaduto”. L’idea è di un trentacinquenne tedesco, Raphael Fellmer, che da anni si batte contro lo spreco di cibo, fin da quando, ancora ragazzo, ha viaggiato per 15 mesi intorno al mondo con due

amici, mangiando solo ciò che gli altri buttavano via. “Avremo speso 100 euro di visti in tutto, e nient’altro”, gli piace ricordare. Dopo essere vissuto per cinque anni facendo completamente a meno del denaro, Raphael ha deciso di aprire il supermercato “Sir Plus” per sensibilizzare l’opinione pubblica e far diventare di moda il cibo “salvato” (“gerettet” in tedesco): è questa la dicitura che si legge su ognuno dei prodotti provenienti da oltre 35 fornitori e venduti alla metà del prezzo di confezione. Alcuni esempi:

A 11 anni diventa la più grande giovane scienziata

Ha solo 11 anni Gitanjali Rao ma è stata appena nominata la migliore scienziata americana. La ragazzina del Colorado ha inventato un dispositivo semplice ed economico in grado di rilevare il piombo nell’acqua. La bimba di origini indiane è stata la più giovane partecipante al Discovery Education Young Scientist Challenge del 2017 e ha dichiarato di essere stata ispirata a costruire il suo dispositivo

Tethys dopo aver osservato i genitori testare l’acqua del loro rubinetto di casa per verificare il contenuto di piombo, come suggeriva un annuncio pubblicitario. Attualmente esistono solo due metodi per testare l’acqua per il piombo ma nessuno dei due è molto efficiente. Il metodo più conveniente è quello di utilizzare cartine tornasole spesso imprecise, il secondo è inviare un campione di acqua in un laboratorio di analisi che

è costoso e richiede molto tempo. Tethys è un piccolo dispositivo portatile che utilizza nanotubi per testare rapidamente l’acqua per il piombo. Il dispositivo può essere associato a un’applicazione mobile per visualizzare i risultati e le letture. Rao prevede di utilizzare il premio vinto nel concorso per sviluppare ulteriormente la sua invenzione e renderla disponibile per tutte le famiglie della sua nazione. “Fare il mondo un posto migliore attraverso la scienza inizia con una scintilla di curiosità che porta alla passione e si traduce in un’idea”, ha detto Paul Keel, vice presidente di 3M che ha fatto parte del collegio che le ha assegnato il premio.



baguette imbustate 15 giorni prima, oppure mele ammaccate o annerite ma ancora buone e che perciò vengono “salvate” dal Sir Plus. “Ogni settimana veniamo contattati da qualcuno che vuole regalarci la roba che altrimenti butterebbe via”, spiega Raphael, “smaltire il cibo è un costo che noi facciamo risparmiare a chi sceglie di collaborare con Sir plus”. Per rendere il mondo un posto migliore…una mela alla volta. FONTE: SIR PLUS

Più equilibrio tra uomini e donne nel mondo L’Istituto Europeo per la Parità di Genere ha pubblicato un nuovo aggiornamento del Gender Equality Index, il consolidamento delle ricerche condotte periodicamente fra i 28 Stati membri. Lo studio, che raccoglie i trend rilevati negli ultimi 10 anni, evidenzia importanti miglioramenti nelle dinamiche di parità tra uomo e donna. La presenza dei due sessi nei diversi settori della società ha registrato una distribuzione più capillare e una maggiore neutralità. Uomini e donne hanno guadagnato più spazio anche nei settori dove sono stati storicamente meno attivi. La spinta maggiore nell’ultimo decennio riguarda l’accesso alle posizioni di vertice e di governo, soprattutto nel settore privato: la presenza femminile nei consigli di

Fonte: Young Scientist Lab

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amministrazione delle società private e nei ruoli decisionali è aumentata di quasi 10 punti, attestandosi al 48,5%. A livello globale le donne occupano in media il 23% dei seggi parlamentari, con un incremento di 12 punti percentuali rispetto a 10 anni fa. Le quota di donne parlamentari in Medio Oriente e in Africa del Nord è quadruplicato rispetto al 1997. La sorpresa di quest’anno tuttavia riguarda l’Italia, che fra tutti i Paesi dell’Unione Europea ha registrato il miglioramento più significativo in fatto di ugua-

glianza fra uomini e donne. Il nostro Paese è passato dal 26esimo al 14esimo posto. Seguendo un trend generale europeo, l’Italia è migliorata soprattutto nell’area del potere e nei ruoli decisionali: le donne in parlamento sono passate dal 12% al 30%. L’altra macro area in salita è quella dell’educazione, dove le laureate superano oggi di due punti percentuali i loro colleghi.

Fonte: 

Atlas of Sustainable Development



Goals 2017 - The World Bank;

Europen Institute for Gender Equality


Le colonne di alghe Casa gratis in tutto per pulire l’aria in città il mondo se dai una mano Tra le soluzioni più ingegnose pensate per ripulire l’aria delle città spicca in questi giorni quella adottata da Parigi. Nella capitale francese sono state installate delle grandi colonne di vetro contenenti microalghe in grado di combattere l’inquinamento urbano. I dispositivi, posizionati nei luoghi più inquinati della città, raccolgono l’anidride carbonica presente nell’aria e la trasformano in ossigeno con il principio della fotosintesi. Il progetto è stato realizzato da Suez, specialista francese nella gestione delle acque e dei rifiuti. Una volta terminato il loro ciclo di vita, le microalghe saranno poi convertite in biogas e infine in biometano per riscaldare la città. L’idea è nata dalle famose colonne Morris di Parigi che pubblicizzano eventi e appuntamenti nel centro della capitale. Gli scienziati hanno utilizzato infatti la colonna già esistente e l’hanno riempita di microalghe vive e affamatissime di CO2. Una sola di queste colonne, che somigliano molto ad acquari luminosi, può catturare tanta anidride carbonica quanta ne riescono ad assorbire 100 alberi con il processo di fotosintesi.

Fonte: Municipio di Parigi

Volete viaggiare senza spendere i soldi per il vitto e per l’alloggio? La nuova opportunità è quella di diventare “volonturisti”. Una nuova piattaforma globale collega proprietari di case di tutto il mondo con viaggiatori disponibili a dare una mano in cambio di cibo e alloggio gratuiti. Il periodo di permanenza varia da qualche giorno fino a più mesi e la quantità di ore lavorata viene accordata fra gli ospitanti e i volontari, tra le 2 e le 4 ore al giorno per 5 giorni alla settimana. In cambio si riceve un posto letto e tre pasti al giorno. Hippohelp è stato strutturato grazie alle nuove tecnologie di geo-localizzazione internet e si presenta come una mappa sulla quale è possibile pianificare il proprio viaggio, visualizzando la posizione e il tipo di offerte di ospitalità in cambio di aiuto presenti sul territorio. Gli ospitanti possono proporre di pulire la casa, cucinare o fare giardinaggio, qualcuno magari vuole dipingere le pareti di una stanza, c’è anche chi ha bisogno di una mano per guardare i bambini o chi chiede di avere lezioni di inglese o di yoga o semplicemente di avere un po’ di compagnia. Il servizio è gratuito ed è reso affidabile dalle referenze e i feedback degli utenti. Non essendoci scambio di denaro non si pagano tasse e tutto è gestito con un rapporto personale e flessibile. Molti nei loro viaggi di volonturismo fanno nuove amicizie e qualcuno dice di essersi anche fidanzato. 

Fonte: Hippohelp

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Arriva la prima centrale eolica che segue il vento La prima centrale galleggiante a vento del mondo ha iniziato a fornire energia elettrica alla rete. L’impianto è stato inaugurato il 18 ottobre al largo delle coste scozzesi di Peterhead ed è in grado di alimentare 20.000 famiglie. Questa nuova tecnologia è il frutto di ricerche congiunte di molti tecnici ed enti di diversi Paesi che per anni si sono coordinati per ottenere uno dei più efficaci sistemi di produzione pulita al mondo. La possibilità di spostarsi autonomamente permette alle nuove pale eoliche di posizionarsi dove il vento è più forte e lontano dalle coste, riducendo quindi anche il loro impatto ambientale. Le turbine dell’impianto Hywind sono ancorate ai fondali a circa 25 chilometri dalla costa con un innovativo sistema d’ormeggio che permette alle unità di orientarsi senza patire le avversità meteorologiche. La compagnia norvegese Statoil completa con questo impianto un portafoglio di fonti rinnovabili che ha ora la capacità di fornire oltre 1 milione di case con energia rinnovabile. Negli ultimi anni la tecnologia di produzione di energia dal vento ha registrato continue forti riduzioni dei costi, arrivando a superare in molte aree del mondo la produzione di energia dal sole. Il nuovo sistema galleggiante contribuirà ad accelerare questo vantaggio competitivo in termini di costi nei confronti delle altre fonti di energia rinnovabili e a soddisfare una quota sempre maggiore di produzione elettrica a costo zero e impatto ambientale quasi nullo. Fonte: Statoil


La fine delle foto ritoccate A partire dal mese di ottobre 2017 la pubblicazione di fotografie ritoccate - non solo nel mondo della moda alla ricerca della perfezione, ma anche come strumento di manipolazione della realtà, all’origine di molte bufale - non è più permessa senza l’esplicita citazione “photographie retouchée” (fotografia ritoccata). Questo provvedimento che segue la medesima scelta intrapresa da molte case di moda e da diverse riviste, punta a cambiare la percezione della perfezione e a modificare il concetto di bellezza, sostenendo un gusto estetico più consapevole e meno dipendente dai trucchi e dal mascheramento dei difetti. La scelta della Francia vuole rivolgersi alle persone colpite

da anoressia e scardinare il pregiudizio che collega la magrezza all’eleganza. “Esporre i giovani a un’immagine irreale di corpi dalla perfezione omologata porta a un senso di autosvalutazione e scarsa autostima in grado di influenzare la salute mentale”, ha dichiarato il Ministro della Salute francese Marisol Touraine illustrando il nuovo provvedimento che se non rispettato porterà a sanzioni fino a 37.000 euro. Il provvedimento sta già avendo effetti oltre confine. La nota agenzia americana Getty Images, la più grande al mondo, ad esempio, non accetta più foto ritraenti modelle con corpi ritoccati digitalmente e Israele ha fatto la stessa scelta. Fonte: Libération

Costruisce una cattedrale da solo a 91 anni

La storia di Justo Gallego Martínez sembra scritta da Ken Follet e ricorda quella dell’abate Philip, il protagonista de “I pilastri della terra” che dedica la sua vita alla costruzione della cattedrale di Kingsbridge superando innumerevoli difficoltà. Così anche Justo, ex monaco cristiano nato in Spagna nel 1925, ha dedicato gli ultimi 50 anni alla costruzione della “sua” cattedrale, dedicata alla Vergine del Pilar a Mejorada del Campo, il paesino dove è nato a pochi chilometri da Madrid. Ha iniziato la costruzione nel 1961 su un terreno ereditato dalla famiglia, in seguito a un voto fatto dopo essere guarito dalla tubercolosi. Salvo che per l’aiuto occasionale di qualche volontario e dei suoi nipoti, l’ex monaco lavora alla cattedrale da solo, utilizzando prevalentemente materiali di recupero come le taniche di benzina e i copertoni di bicicletta che riempiono le colonne portanti. Oggi la struttura misura 24 mila metri quadrati e la cupola ha raggiunto i 40 metri di altezza. Justo Gallego, che non ha mai disegnato un progetto dell’opera, dice di “avere tutto in testa”. Costretto ad abbandonare la scuola elementare a causa della guerra civile spagnola, non ha studiato edilizia o architettura e ha imparato tutto ciò che sa sulle cattedrali leggendo vecchi libri, alcuni dei quali scritti in latino.  Fonte: Wikipedia

Nasce la più grande area protetta del Sud America Il popolo di Rapa Nui ha ottenuto di poter preservare la propria terra e dopo anni di sensibilizzazione, di confronti e di impegno diplomatico ha ottenuto che l’Isola di Pasqua diventi territorio protetto. I 642 residenti dell’isola cilena, popoli indigeni che la abitano da decine di secoli, hanno votato per creare nelle acque circostanti l’arcipelago la più estesa area marina protetta del Sud America, permettendo così la protezione di uno degli ecosistemi marini più ricchi al mondo. La storica decisione, ratificata dal Governo cileno, prevede l’allargamento della riserva naturale attualmente esistente. La nuova area coprirà oltre 720 mila chilometri quadrati di oceano intorno all’isola, consolidando l’unione di più di 1 milione di chilometri quadrati di aree marine protette. In questa zona del mondo vivono diverse specie uniche che, grazie al loro isolamento e alla scarsa connessione con altre isole e con la terra ferma, si trovano soltanto MEZZOPIENO 4 DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018

qui. “L’impegno che si sono presi gli abitanti di Rapa Nui è di proteggere la loro terra e permette loro di essere se stessi con le loro tradizioni, con le pratiche di produzione sostenibili per ripristinare gli ecosistemi, recuperare le loro attività di pesca e anche consolidare un piano di gestione che organizzi armoniosamente la pesca, la ricerca e il turismo”, ha dichiarato entusiasta il Ministro dell’ambiente cileno Marcelo Mena. 

Fonte: Gobierno del Chile


L’asfalto smaltisce i mozziconi di sigaretta

I ricercatori dell’università australiana di Melbourne hanno scoperto come mescolare i mozziconi di sigaretta all’asfalto, assicurandone il corretto smaltimento e migliorando al contempo la qualità delle strade. Si stima che nel mondo le sigarette producano ogni anno 1,2 milioni di tonnellate di rifiuti: la maggior parte non è biodegradabile e, nel tempo, rilascia nell’ambiente sostanze chimiche tossiche. Lo studio, pubblicato sulla rivista “Construction and building materials”, illustra come sia possibile incapsulare i residui di sigaretta in una mescola di bitume e paraffina, impedendo ai mozziconi di entrare in contatto con l’acqua e rilasciare nell’ambiente sostanze cancerogene. I test condotti dai ricercatori hanno dimostrato che l’asfalto così ottenuto sopporta il traffico pesante e presenta una minore conduttività termica rispetto agli asfalti tradizionali. Ciò consente di mitigare gli effetti delle isole di calore, il fenomeno meteorologico per cui le aree urbane presentano un microclima più caldo rispetto alle circostanti zone rurali proprio a causa della rete stradale asfaltata che tende a surriscaldarsi nei mesi estivi. “La quantità di asfalto che produciamo nel mondo è enorme”, ha dichiarato il professor Mohajerani, a capo della ricerca. “Centinaia di migliaia di metri cubi soltanto in Australia – se vi aggiungiamo anche solo un piccolo quantitativo di mozziconi per metro cubo, possiamo risolvere interamente il problema [dei rifiuti da sigaretta – n.d.r.]”. Fonte: Construction and building materials

I rifugiati siriani liberano Beirut dai rifiuti Il Libano ospita più di un milione di profughi siriani, l’equivalente di un quarto della popolazione totale, più rifugiati pro capite di qualsiasi altra nazione al mondo. Il Paese versa in condizioni estremamente difficili a causa della sostanziale assenza delle istituzioni e della mancanza quasi totale di servizi pubblici di base: dall’assenza di assistenza medica e sanitaria all’inaffidabilità nell’erogazione di energia elettrica, fino alla mancanza di un sistema di raccolta dei rifiuti. Gli abitanti delle città libanesi gettano la pattumiera nelle strade e quando diventa troppa le danno fuoco. Due amici esausti della condizione in cui versa la loro città, Beirut, hanno cominciato a raccogliere la spazzatura dalle strade e con l’aiuto dei profughi siriani hanno organizzato un servizio per ripulire le strade, giorno dopo giorno. Per pagarsi le spese, Sam Kazak e Alexander McHugh hanno contattato alcune aziende di plastica e vetro con cui hanno stretto accordi per vendere i materiali riciclabili. Nel giro di due anni la loro

Come una malattia senza cura è stata cancellata Già nella Bibbia si parlava di serpenti di fuoco che affliggevano il corpo degli ebrei durante l’esodo nel deserto e di come questi implorassero Mosè di liberarli da questo supplizio. La dracunculosi, nota come malattia del verme della Guinea, è un parassita che entra negli esseri umani quando bevono acqua stagnante contaminata e che continua a vivere dentro di loro, crescendo e scavando nel loro corpo. È una patologia raramente fatale ma estremamente dolorosa e le persone infette rimangono lungamente paralizzate. Colpisce le comunità rurali che dipendono principalmente da sorgenti di acqua aperta, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Circa 3,5

milioni di casi di dracunculosi si sono verificati negli anni ‘80 in tutto il mondo. In quegli anni la comunità internazionale lanciò una campagna per eradicare la malattia e il numero di casi segnalati globalmente oggi è sceso a 22 in soli 4 Paesi: Ciad, Mali, Sud Sudan ed Etiopia. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha certificato 198 nazioni libere dalla dracunculosi. “Siamo prossimi all’interruzione della trasmissione nel Sud Sudan”, ha detto Makoy Samuel Yibi, responsabile del programma nazionale di eradicazione presso il ministero della sanità. Mentre non vi è alcun farmaco diretto per eliminare la malattia, il ciclo di vita del parassita può essere interrotto MEZZOPIENO 5 DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018

idea “Recycle Beirut” ha visto l’arrivo di altre braccia desiderose di trovare un’occupazione e così l’aspetto della città ha iniziato a cambiare. La loro iniziativa ha il vantaggio di ripulire le strade di Beirut, riducendo le discariche e dando un lavoro a molti profughi siriani. “Nessuno vuole farlo questo lavoro”, dice un abitante di un quartiere di Beirut. Alcune donne siriane hanno aperto un centro di riciclaggio dove le materie sono selezionate e inviate alle aziende. Recycle Beirut oggi raggiunge circa 700 clienti, raccoglie tra le tre e le quattro tonnellate di rifiuti al giorno e dà lavoro a un numero crescente di rifugiati. Fonte: Agenzia Fides

assicurando che le persone infette non entrino in acqua nel loro periodo di infezione acuta; in questo modo il verme non può depositare le uova e contaminare altri. Il ciclo può anche essere interrotto con fonti d’acqua più pulite. L’estinzione del verme della Guinea si candida a diventare la prima malattia parassitaria mai sradicata e la seconda malattia umana a essere eliminata nel mondo dopo il vaiolo. Fonte: World Health Organization


MEZZOPIENOpensiero

Mezzopieno è innanzitutto un modo di pensare, un approccio alla vita ed una maniera di essere. Il pensiero Mezzopieno è sempre pro, mai contro. Mezzopieno si pone come alternativa costruttiva al vittimismo, alla polemica e al disfattismo. Il modo di essere Mezzopieno collabora con tutti per offrire delle alternative costruttive e positive ai pessimisti, ai complottisti e a quelli che cercano sempre dei capri espiatori da colpevolizzare. Chi vive Mezzopieno non ha timore di caricarsi delle responsabilità ed è impegnato nell’individuare le alternative alle dinamiche distruttive e al modo di fare che delega agli altri le scelte. Il cambiamento è responsabilità di chi costruisce con intelligenza ed umiltà, collaborando e coinvolgendo il maggior numero di persone possibile. Piuttosto di cercare di demolire ciò che è ritenuto sbagliato, Mezzopieno propone alternative positive e costruttive, buone pratiche ed atteggiamenti che ricercano l’armonia, che non indirizzano energia per contrastare il male, ma che si vanno a sostituire ad esso. La scelta buona scaccia quella cattiva. Chi si identifica nel Mezzopieno non esalta il buonismo ma ha un approccio positivo e aperto al diverso ed al nuovo. Il cambiamento è un processo che va condiviso da tutti e può avvenire soltanto lentamente, con la presa di coscienza e la partecipazione costruttiva di ogni elemento della società. L’alternativa alla rivoluzione è l’evoluzione. La vera forza che manda avanti il mondo da sempre e che lo ordina attraverso la crescita e la collaborazione di tutti. Chi giudica questo modo di pensare come naif… ha ragione! Non è obiettivo del pensiero Mezzopieno produrre utili o generare profitto. È dimostrato che i buoni esempi “sono in grado di suscitare emozioni positive e di spingere le persone a seguire gli esempi presentati e addirittura provocare reazioni fisiche tali da lasciare un’impronta duratura capace di influenzarne le azioni future. Questo fenomeno, che in psicologia prende il nome di “elevazione morale’” può provocare cambiamenti comportamentali e predisporci all’empatia e all’interazione sociale”.

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MEZZOPIENOcosafacciamo

EQUILIBRIO TRA LAVORO E VITA: ITALIANI I PIÙ VIRTUOSI

Lo stile di vita italiano fa ancora invidia nel mondo. Il cibo, il clima e diversi altri aspetti tipici del nostro Paese, fanno sì che l’Italia da anni risulti nelle statistiche internazionali la nazione con le persone più sane al mondo. A conferma di questo trend arriva un altro dato diffuso dall’ufficio studi dell’Unione Europea, Eurostat, che analizza la vita lavorativa di tutti i Paesi dell’Unione. Lo studio rileva che gli italiani hanno in media la vita lavorativa più breve dell’UE, 30,7 anni, oltre dieci anni di meno dei più stacanovisti, gli svedesi, che lavorano mediamente 41,2 anni nella loro vita. In pratica in Italia si passa

meno tempo nella vita a lavorare. Il dato risulta ancora più positivo se si considera che l’Italia è il Paese al mondo con l’aspettativa di vita media più alta. In Europa comunque si lavora di più che in passato, 1,9 anni più di quanto si facesse solo un decennio fa. Nel valutare questi dati, occorre sapere che se gli svedesi hanno la vita lavorativa più lunga, non significa che siano incatenati ai loro luoghi di lavoro. Mentre il 13% dei dipendenti dei Paesi OCSE lavora più di 50 ore alla settimana, solo l’1% degli svedesi lo fa. La Svezia infatti è anche nota per le sue politiche di lavoro familiari, come il generoso congedo di maternità e di paternità e il numero di ore lavorate settimanalmente che è inferiore agli altri Paesi europei; in pratica gli svedesi lavorano per molti anni in più ma per meno ore.  Fonte: World Economic Forum; Istat

DIFFUSIONE DI MEZZOPIENO NEWS: IL CERCHIO DELLA GRATITUDINE

INFO SU WWW.MEZZOPIENO.ORG

Indice di benessere

La comunità Mezzopieno è un movimento formato da persone, gruppi e associazioni che credono nell’importanza di promuovere ed interpretare un approccio costruttivo ed armonioso nella società e nella vita, nel rapporto con gli altri e nella gestione delle sfide e delle difficoltà. La comunità Mezzopieno: Semi Onlus International, Voluntas Foundation, Fondazione Arbor, Gruppo di ricerca Valori, Etica ed Economia dell’Università di Torino, associazione Volonwrite. Il gruppo di lavoro Mezzopieno è aperto. Nei primi due lunedi di ogni mese ci incontriamo alle 19 alla Casa del Quartiere di via Morgari 14 a Torino, in zona San Salvario.

Mezzopieno News è un veicolo di condivisione per diffondere la cultura della positività, per sensibilizzare e motivare le persone a mettere in gioco le proprie capacità e la propria intelligenza propositiva. Il “cerchio della gratitudine” è il progetto che prende vita dalle relazioni di gratuità e di gratitudine che si vengono a creare intorno a Mezzopieno News: il periodico, nella sua forma cartacea, viene consegnato di mano in mano nel cerchio delle conoscenze e delle persone vicine ai membri della comunità e diventa uno strumento di relazione e di condivisione. I volontari della comunità Mezzopieno sono attivi nella distribuzione di Mezzopieno News in: Ospedali - Case di cura e di degenza - Centri di accoglienza per anziani - Carceri ed istituti penitenziari - Scuole - Parrocchie - Associazioni - Aziende - Circoli - Comunità. L’UFFICIO STUDI MEZZOPIENO

L’attività di ricerca è lo strumento attraverso il quale il movimento Mezzopieno approfondisce la sua capacità di interpretare ed analizzare la società e le sue evoluzioni. I programmi di ricerca del movimento sono un laboratorio permanente che coinvolge università, ricercatori, associazioni e gruppi di lavoro. In particolare, Mezzopieno svolge l’attività di studio e analisi in collaborazione col Gruppo di Ricerca Valori, Etica ed Economia dell’Università di Torino, di cui è membro.

MEZZOPIENO NELLE SCUOLE

La cultura della positività entra nelle scuole con laboratori di lettura e comunicazione gentile. Attraverso attività, giochi ed esperienze si trasmettono i valori della fiducia, della gratitudine e della collaborazione, per stimolare il lato migliore di ogni studente e la capacità di educare la propria volontà al bello e al buono. MEZZOPIENO 7 DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018


mezzopienofocus

L’esperienza delle Case del Quartiere, un modello di cittadinanza attiva che si è diffuso in Italia, suggerisce un nuovo modo di vivere la città e il proprio quartiere, alla portata di tutti.

I cittadini reinventano la città In un momento di grande attenzione verso la vivibilità di quartieri e città, in diverse forme e in luoghi differenti si sperimentano spazi di comunità dove i cittadini si auto-organizzano per far fronte a problemi quotidiani e abitare la città in modo nuovo. I denominatori co-

muni di queste esperienze di “welfare urbano” sono i luoghi fisici (vecchie cascine, ex fabbriche, bagni pubblici), che spesso si trasformano in spazi mentali ed emotivi, e le “cose da fare”, le attività attorno a cui aggregarsi. In territori difficili, che si misurano con la ricerca di altri stili di vita, nascono così modalità originali di relazione

e convivenza, micro-pratiche innovative e nuove imprenditorialità, alla ricerca di un approccio creativo alle questioni sociali aperte. Tutto questo si riassume in tre parole: “Casa del Quartiere”.

MEZZOPIENO 8 DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018

IL CITTADINO ASSUME UN NUOVO RUOLO Il tema della cittadinanza attiva è divenuto di sempre maggiore attualità a seguito della situazione economica degli ultimi anni: di fronte a una spesa pubblica che arretra, i cittadini sono chiamati a “rimboccarsi le maniche”, senza delegare il proprio benessere alle Istituzioni ma organizzandosi per mobilitare risorse umane, tecniche e finanziarie, per agire a tutela dei propri diritti assumendo poteri e responsabilità per la cura e lo sviluppo dei beni comuni. In questo senso, i nuovi spazi di comunità non sono solo per i cittadini, ma prima di tutto dei cittadini e con i cittadini. Luoghi di libertà “familiare” nei quali le persone possono partecipare attivamente alla costruzione di una comunità, condividendo visioni del mondo e stili di vita, conoscendo i propri vicini e imparando cose nuove. La trasformazione in senso pluralistico della città, con i suoi molteplici mondi sociali e culturali, impone di abbandonare il classico approccio dall’alto verso il basso. La relazione fra pubblico e cittadini smette così di fondarsi sul rapporto dare/avere, operatore/utenti, ideatore/utilizzatore e al contrario si basa sullo scambio orizzontale di competenze ed esperienze. In questi nuovi Community Hub, i cittadini sono chiamati a farsi attori, a informarsi e partecipare esercitando la loro responsabilità sociale.

ABITARE UN QUARTIERE: L’ESPERIENZA DI TORINO In Italia si contano numerose esperienze per la creazione di nuovi spazi-laboratorio di comunità: da CasciNet a Milano per la riqualificazione sociale e agricola di una vecchia cascina, all’Asilo


di Napoli che gestisce uno spazio pubblico dedicato alla cultura in un ex-convento patrimonio dell’Unesco; dal D-HUB, «La Casa è come l’atelier per una piazza» il Riuso creativo con sede a Verona, all’ExFadda di S.Vito dei Normanni in provincia di Brindisi, dove oltre 30 organizzazioni lavorano insieme nei 4.000 metri quadrati di un ex-stabilimento enologico. Quando si parla di Case del Quartiere, però, Torino e il Piemonte sono all’avanguardia. A Torino, la prima Casa del Quartiere nasce grazie alle politiche di riqualificazione urbana promosse a partire dalla fine degli anni ‘90 per mettere in comunicazione centro e periferie. E così nel 2007, dopo cinque anni di progettazione e ristrutturazione che coinvolgono i cittadini, viene inaugurata nel quartiere di Mirafiori nord sede storica della FIAT - la Cascina Roccafranca, uno spazio dove gli abitanti possono incontrarsi, proporre e svolgere attività e progetti. Tre anni dopo, nel 2010, apre la seconda Casa del Quartiere nel quartiere multietnico di San Salvario: gli ex bagni pubblici di Via Morgari vengono recuperati per ospitare una caffetteria, uno spazio co-

zione urbana e sviluppo locale, le Case nascono in zone povere di spazi per la cittadinanza e offrono un modello di gestione nuovo caratterizzato da attività auto-organizzate, a basso costo o gratuite, aperte a tutti e di qualità. Tutti gli abitanti del quartiestita, dalle attività corsistiche all’organizzazione di re prendono parte alle iniziative eventi culturali, dal recupero di alimenti invenduti della Casa: anziani, bambini, gionei mercati al riuso artigianale dei materiali, dalla vani, migranti, famiglie, associamobilità leggera alle piattaforme di scambio, dai zioni, gruppi informali e altre orGruppi di Acquisto Solidale al reinserimento laganizzazioni. I cittadini possono vorativo. Al di là delle attività pianificate, i mopartecipare come semplici ospiti, menti più belli sono quelli spontanei, come racspettatori, oppure come soggetconta Roberto Arnaudo, il direttore della Casa del ti che si attivano, mettendo in Quartiere di San Salvario, nell’intervista rilasciata gioco le proprie competenze e i propri interessi, per questo focus: “penso alla Casa come a una condividendoli con altri, per organizzare iniziatipiazza, un luogo alternativo all’abitazione privave culturali, costruire reti di prossimità e trovare ta, allo spazio lavorativo e ai luoghi per l’acquisto soluzioni a bisogni e problemi comuni. Questo di beni. Ciò che più mi piace quando cammino “fare insieme” diventa coper la Casa è incontrare gruppi di struzione di capacità (capersone che non conosco e che pacity building), dove un «La carica politica sono venuti qui per fare la loro intero sistema territoriale più importante è quella riunione in maniera del tutto riconosce i problemi, modi privato cittadino» spontanea, perché percepiscono bilita risorse e inventa solu(L. Dembitz Brandeis) questo spazio come il loro”. zioni condivise ed efficaci. Ringraziamo la Rete delle Case del Quartiere Gli esempi delle attività e dei serdi Torino, membro del movimento Mezzopieno vizi offerti dalle case sono vari: dalla Scuola Popolare di Musica alla Ludoteca autoge-

IL MANIFESTO DELLA RETE DELLE CASE DEL QUARTIERE

working, sale riunioni e un salone per feste, eventi pubblici e spettacoli organizzati da centinaia di associazioni, gruppi o soggetti privati. Negli anni successivi nascono altre sei Case del Quartiere, oggi unite in una Rete e con un proprio manifesto: l’Hub Cecchi point nel quartiere Aurora, la Casa nel Parco di Mirafiori, la Casa di Quartiere Vallette, +SpazioQuattro a San Donato, i Bagni Pubblici di Via Aglié e Barrito nel quartiere di Nizza-Millefonti.

LE CASE COME SPAZI DI COMUNITÀ Ma che cosa succede dentro le Case? Nel solco delle molteplici esperienze di rigenera-

LA SCUOLA POPOLARE DI MUSICA DI TORINO La Scuola Popolare di Musica è un progetto d’integrazione culturale e sociale realizzato dall’Associazione Baretti in varie sedi, tra cui la Casa del Quartiere di San Salvario a Torino. Il progetto si ispira all’operazione attuata in Venezuela da Josè Antonio Abreu nota con il nome di El Sistema: un’esperienza di educazione musicale pubblica, diffusa e capillare, con accesso gratuito e libero per bambini e giovani di tutti i ceti sociali. Attraverso la musica, e la pratica orchestrale in particolare, 23 docenti di Conservatorio e internazionali educano circa 400 bambini delle scuole materne, elementari e medie di Torino - soprattutto quelli in fasce sociali più deboli ed esposte a povertà e degrado - alla conoscenza dei propri talenti e della ricchezza delle esperienze collettive. Grazie a uno staff di 20 volontari, i corsi sono gratuiti per le fasce di reddito più basse e coprono la maggior parte degli strumenti classici: flauto (dolce e traverso), clarinetto, violino, viola, violoncello, chitarra classica e ritmica, percussioni, contrabbasso, tromba, oboe, batteria e piano. MEZZOPIENO 9 DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018


ARRIVANO I GENITORI SOCIALI Una nuova istituzione giuridica, introdotta per la prima volta in Europa e diversa dall’adozione e dall’affido, interessa le persone che vogliono prendersi cura dei minorenni sbarcati in Italia, volontariamente e gratuitamente. I “genitori sociali” sono tutori volontari dei minori stranieri non accompagnati che si trovano nel nostro Paese per motivi diversi e spesso tragici. Da alcune settimane questa figura è regolamentata da una nuova legge e sta riscontrando molte adesioni. Sono migliaia gli italiani che hanno deciso nei primi mesi dall’entrata in vigore della

Legge 47/2017 di fare da rappresentante legale di un minore straniero in difficoltà e di prendersene cura nel suo percorso di crescita e integrazione. Sono persone con più di 25 anni, residenti in Italia, che non devono avere precedenti penali. I minori non vivono con loro ma rimangono ospitati nelle strutture di accoglienza. “Ai tutori volontari viene chiesto di stabilire un rapporto emotivo con i minori, di ascolto, di aiuto nelle scelte, tale da restare vivo anche dopo il raggiungimento dei 18 anni. Il tutore diventa in questo modo un punto di riferimento, un genitore sociale”, spiega Rita Turino, garante dell’In-

Fare tutta l’Italia a piedi

Tutto nasce dalla scommessa che l’Italia sia interamente percorribile a piedi, senza dover prendere la macchina, né un treno o un bus. L’idea è che ognuno di noi possa condividere i percorsi che conosce, anche i più segreti, e renderli disponibili per tutti. Il progetto collettivo che mappa tutto il nostro territorio si chiama “Ammappa l’Italia” e ognuno può partecipare alla sua costruzione. L’obiettivo è avere a disposizione l’intera percorribilità a piedi di tutto il territorio italiano. Come Wikipedia è un’enciclopedia del sapere costruita da utenti di ogni parte del mondo, così l’idea di Ammappa l’Italia è di essere un’enciclopedia libera e gratuita dei sentieri, delle strade bianche e delle mulattiere che solo le persone del luogo conoscono e che permettono di muoversi ovunque. In poche parole è un archivio aperto e in continuo aggiornamento di tutti i percorsi del nostro Paese che si aggiorna camminando con un telefono in tasca in cui sia caricata l’apposita applicazione. “Ammappare” il territorio significa salvaguardare le strade bianche che attraversano da secoli le campagne, incentivarne l’utilizzo per il turismo ma anche per brevi spostamenti da parte degli abitanti locali. Significa anche tenere le terre sotto controllo, monitorarle perché non diventino luogo per discariche abusive e scempi edilizi. Significa riscoprire i borghi italiani dimenticati ma anche utilizzare i paesi come luoghi di ospitalità, dove riposarsi, incentivando il ripopolamento e l’economia locale. Perché come dicono gli ammappatori: “Camminare, nell’epoca della fretta, è ormai diventato un atto rivoluzionario”. Fonte: Ammappa l’Italia

fanzia e dell’Adolescenza del Piemonte, regione che insieme al Lazio ha registrato il maggior numero di candidature: dall’inizio circa 950. Non avendo familiari in Italia è fondamentale evitare che questi giovani vengano intercettati dal mondo della criminalità, sfruttati o avviati ad attività illecite. “Questi ragazzi hanno un’enorme responsabilità, quella di diventare grandi. Abbiamo il dovere di aiutarli, e di farlo nel migliore dei modi”, riporta l’avvocato Caterina Ciabattini al Corriere. 

FONTE: GAZZETTA UFFICIALE; IL CORRIERE

A Milano apre la prima “non scuola” al mondo

Non più classi e banchi ma attività all’aperto e antichi mestieri, non più rigide interrogazioni ma autocritiche costruttive e formative: la prima scuola che re-inventa la scuola è stata aperta a Milano. Il nuovo metodo proposto dall’istituto Artademia è un insegnamento che rivoluziona la scuola tradizionale; gli ideatori di questo nuovo modo di fare formazione la definiscono una “scuola di passione”. Per stare al passo con le esigenze dei ragazzi, la non-scuola propone un’istruzione che mette al centro di tutto proprio i giovani e non la loro valutazione matematica, attraverso un sistema più pratico, diretto ed esperienziale piuttosto che teorico. Grazie a questa nuova metodologia gli studenti hanno l’opportunità di imparare in maniera piacevole non solo le nozioni utili a superare gli esami ma anche gli strumenti adatti ad affrontare meglio la vita ed entrare più facilmente nel mondo del lavoro. Il programma educativo, dai 10 ai 23 anni, non ha solo le materie classiche ma anche discipline come psicosofia e qualità della vita, storiografia, comunicazione, teatro, sport, filosofia e zen, arti scrittorie, design e fotografia, auto percezione e cura, alchimia, gestione delle emergenze, educazione al risparmio. Questo nuovo approccio mira a dar grande spazio alla personalità degli studenti e si estende con la pratica sul campo attraverso diversi laboratori. Secondo la teoria del coinvolgimento dei ragazzi attraverso una formazione esperienziale, i fondatori puntano a combattere l’abbandono scolastico precoce.  Fonte: Artademia

MEZZOPIENO 10 DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018


RIBELLE AL RACKET, DIVENTA CAMPIONE DEL MONDO DI PASTICCERIA Sono italiani i pasticceri migliori del mondo. Il 22 ottobre l’Italia è stata incoronata vincitrice del Campionato Mondiale di Pasticceria, e non è la prima volta, ma quest’anno una storia di riscatto rende questo premio ancora più speciale. Il team formato da Matteo Cutolo, Giuseppe Russi ed Enrico Casarano ha realizzato tre dolci-scultura al caffè dimostrando un’eccellenza imbattibile non solo per il gusto ma anche per la genuinità, l’originalità e diversi altri aspetti valutati dalla giuria internazionale come insuperati da tutti gli altri concorrenti. Ma c’è di più. Matteo Cutolo, titolare della pasticceria Generoso a Ercolano, nel 2010 denunciò i suoi estorsori e grazie a questo gesto coraggioso ha potuto creare un’attività di pasticceria artigianale che oggi è libera da racket ed è diventata un’eccellenza mondiale. Insieme a Cutolo tanti commercianti di Ercolano denunciarono il pizzo e gli estorsori furono arrestati. La maggior parte degli imputati fu condannata e altri imprenditori trovarono la forza di denunciare. “Rifarei quella scelta mille volte”, ha dichiarato Cutolo, “perché quanto accaduto a Ercolano conferma che, quando lo Stato decide di affrontare seriamente un problema, i risultati arrivano. Devo ringraziare il dottor Filippelli e i carabinieri di Torre del Greco perché non ci hanno mai abbandonato. Non solo durante il processo, ma anche dopo, quando molti di loro hanno cambiato città”. Fonte: Ansa; La Repubblica Napoli

Meno tasse per chi colora il mondo L’orchestra invisibile mostra solo le emozioni con il verde Chi ama il verde, i fiori e le piante o ha l’hobby del giardinaggio ora ha a disposizione un nuovo strumento, il Bonus Verde. Una nuova misura per favorire la diffusione della coltivazione di forme vegetali, anche a livello domestico, che stabilisce una detrazione fiscale del 36% per la “sistemazione a verde” di aree scoperte di pertinenza delle unità immobiliari private di qualsiasi genere (terrazzi, giardini e anche spazi condominiali), attraverso impianti di irrigazione o lavori di recupero del verde di giardini di interesse storico o pubblico. “A fronte dei cambiamenti climatici che interessano sempre di più anche i nostri ambienti urbani è importante che siano previste delle misure di defiscalizzazione per il verde”, ha dichiarato il presidente di Coldiretti Lombardia, Ettore Prandini, dopo l’allarme inquinamento che sta bloccando diverse città del nord Italia. “Infatti piante e fiori sono la prima barriera contro lo smog”. Dal 2018 sarà detraibile ogni spesa documentata relativa al verde, fino a 5 mila euro all’anno per ogni unità immobiliare.

Fonte: Ansa

Lo spettro autistico comprende persone con deficit cognitivi ma anche persone con talenti e quoziente intellettivo al di sopra della media che però hanno delle profonde difficoltà nelle relazioni sociali. Alcuni di loro hanno problemi gravi sul versante comportamentale per cui non sono in grado di affrontare la presenza di tanta gente. Ad oggi non esistono cure ma soltanto terapie farmacologiche per tenere sotto controllo alcuni sintomi come ansia, depressione, insonnia o aggressività. A San Ponzo Semola, in provincia di Pavia, un gruppo di familiari di pazienti autistici, insieme a studenti e docenti dell’Università di Pavia, legati dalla passione per la musica e l’interesse per la ricerca scientifica, ha ideato l’Orchestra Invisibile. Il termine invisibile si riferisce a una sua caratteristica peculiare: poiché la presenza di un pubblico, anche conosciuto, turberebbe molti dei suoi componenti, ogni tipo di esibizione viene evitato e i musicisti, tutti affetti da autismo, suonano senza mostrarsi. Molti autistici non utilizzano infatti il linguaggio verbale e spesso nutrono una notevole predisposizione per la musica. La quasi totalità degli scambi all’interno e all’esterno di questo gruppo avviene così in una dimensione non verbale, suonando assieme. Per ovviare alla difficoltà di apparire in pubblico sono state sperimentate soluzioni come quella di un pannello semi trasparente che li proteggesse, permettendo al contempo agli spettatori di vederli. “Abbiamo anche suonato in un teatro a Torino in penombra”, afferma il suo ideatore Pierluigi Politi. In questi anni l’esperienza dell’Orchestra Invisibile ha creato musicisti e portato dei notevoli miglioramenti in persone con una forma di autismo severa, soprattutto per ciò che riguarda la comunicazione e la socializzazone. 

MEZZOPIENO 11 DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018

Fonte: Cascina Rossago; La Provincia Pavese


Arriva il primo farmaco per l’atrofia muscolare L’atrofia muscolare spinale è una malattia che colpisce le cellule nervose del midollo spinale da cui partono i nervi diretti ai muscoli e che causa un progressivo indebolimento dell’apparato muscolare. La Sma colpisce prevalentemente i bambini ed è la principale causa genetica di mortalità infantile. Nei giorni scorsi è stata approvata in Italia la prima terapia al mondo per il trattamento dei pazienti affetti da Sma: un farmaco che dopo i test clinici ha mostrato di riuscire a produrre risultati significativi in termini di aumento della sopravvivenza nei bambini affetti dalla sindrome e il raggiungimento di importanti

tappe motorie dello sviluppo, come il controllo dei muscoli della testa, il mantenimento della posizione seduta, il gattonamento e il cammino. Il nuovo farmaco (Nusinersen/ Spinraza) costituisce l’unico trattamento per questa malattia ed è stato esaminato nell’ambito di un percorso di approvazione accelerato da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), volto proprio a rendere più veloce l’accesso alle cure per i pazienti. “È tempo di festeggiare”, ha commentato Daniela Lauro, presidente nazionale delle Famiglie Sma. “L’approvazione italiana di Nusinersen segna l’inizio di una nuova era per tutte

le famiglie che lottano contro la Sma. I risultati clinici ci fanno ritenere che con il nuovo farmaco, associato a una corretta gestione della malattia, la storia naturale della Sma non sarà più la stessa”. Fonte: Agenzia Italiana del Farmaco

Il carcere apre l’asilo al mondo Ci sono stanze luminose, mini arredi di legno colorato, giocattoli e cuscini, uno spazio di verde attrezzato e un orto didattico. “Blubaobab” sarebbe un asilo nido come tanti, se non fosse che si trova all’interno di un istituto di pena. Un nido aziendale per i bambini del personale del carcere di Bollate, aperto anche alle famiglie del territorio e da qualche mese anche ai bimbi al seguito delle madri detenute. È un “luogo di sperimentazione educativa, di incontro e crescita per bambini e famiglie, una sfida per accorciare le distanze”, come racconta il direttore, Massimo Parisi: “Il carcere è diventato un servizio per il territorio. È un passaggio significativo e rappresenta di per sé una novità, anche in termini di abbattimento dei pregiudizi rispetto al carcere e in termini di cultura dell’esecuzione penale. Ed è stata proprio questa esperienza del territorio a trainare il nostro personale perché piano piano anche i nostri dipendenti hanno cominciato a portare al nido i loro figli”. Ad oggi, con 24 bambini di età compresa tra 5 mesi e 3 anni (14 bimbi delle famiglie del territorio, 8 dei dipendenti e 2 di altrettante detenute madri), il nido è al completo. “Penso che la straordinarietà dell’esperienza stia anche in questa integrazione”, continua Parisi, “soprattutto in un periodo in cui, fuori, si erigono muri. È un caso unico nel suo genere sia per il modello di integrazione che concretamente si propone alla cittadinanza, sia per l’offerta pedagogica innovativa all’insegna dell’educazione e sensibilizzazione alla sostenibilità ambientale”. Fonte: Redattore Sociale MEZZOPIENO 12 DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018

L’ospedale con 6000 pazienti senza nome A Roma c’è un ospedale che cura gli animali selvatici e che una volta guariti li rimette in natura. Il Centro Recupero Fauna Selvatica è nel Bioparco di Roma e accoglie tanti animali che la gente trova in campagna o in città, uccelli, piccoli mammiferi o altri vertebrati bisognosi di cure, feriti o vittime di bracconaggio. Giunti al Centro, gli animali vengono schedati e condotti in infermeria dove sono presi in carico per le cure specifiche che necessitano. Il personale medico veterinario effettua terapie cliniche, medicazioni e anche operazioni chirurgiche e insieme a un gran numero di volontari svolge la necessaria attività riabilitativa, in vista del momento in cui, completamente ristabiliti, gli animali potranno tornare in libertà. La liberazione è il momento conclusivo e più emo-

zionante del lavoro dell’ospedale degli animali. Il Centro Recupero della LIPU effettua due tipi di liberazioni: quelle tecniche, condotte dal personale specializzato e riguardanti le specie più sensibili o in generale gli animali che necessitano di un graduale ambientamento nell’habitat naturale, e quelle pubbliche, aperte a tutti e indirizzate a scopi educativi o terapeutici. Negli anni di attività il Centro Recupero ha curato circa 30.000 animali, reintroducendone in natura più di 18.000 completamente riabilitati ed effettuando oltre 26.000 consulenze telefoniche e via e-mail ai cittadini. Fonte: Centro Recupero Fauna Selvatica


Italia: parte il vuoto a rendere

Quando le vecchie idee si scoprono migliori delle novità: torna, dopo tanti anni di bottiglie di plastica usa e getta, il “vuoto a rendere”. A partire dal 10 ottobre tutti i commercianti di bevande d’Italia possono offrire ai clienti la possibilità di restituire le bottiglie vuote di birra, acqua o vino, eliminando di fatto lo scarto del contenitore. Al momento dell’acquisto di bevande in imballaggi riutilizzabili, l’utente verserà una cauzione proporzionale a quello del vuoto, senza maggiorazioni del prezzo di acquisto per il consumatore. L’importo che si potrà risparmiare potrà variare da 0,05 euro per le lattine da 200 ml, fino a 0,3 euro per le bottiglie da un litro e mezzo. Il sistema funzionerà su base volontaria e gli esercenti mostreranno la loro adesione attraverso un simbolo posto all’ingresso dell’esercizio. L’obiettivo del vuoto a rendere, cita una nota del Ministero dell’Ambiente, è sensibilizzare i consumatori sull’importanza del riutilizzo, diminuire la produzione dei rifiuti e risparmiare. I contenitori possono essere utilizzati fino a venti volte. Il monitoraggio previsto valuterà la fattibilità tecnico-economica e ambientale del sistema del vuoto a rendere, al fine di stabilire se la pratica possa essere estesa ad altri tipi di prodotto e ad altre tipologie di consumo.  Fonte: Ansa

Al limite del possibile: il tennis anche per i ciechi

Sembra un’esperienza impossibile ma anche i ciechi possono imparare a giocare a tennis. L’ideatore è stato un giovane giapponese Miyoshi Takei che, nonostante la sua cecità, da bambino imparò a giocare a tennis, studiando delle palline particolari e accorgimenti per aiutare i non vedenti a muoversi nel campo da gioco. In Italia il primo programma di Tennis per Ciechi è nato a Sacile, in provincia di Pordenone, e si sta estendendo in altre città italiane. Il precursore di questo sport nel nostro Paese è il maestro argentino Eduardo Silva che, trasferitosi in Italia, allena attualmente una quindicina di giocatori usando gli insegnamenti e le tecniche di Takei. Nello stesso modo in altre parti della nostra penisola si stanno formando diversi istruttori abilitati a questo tipo di insegnamento che è oggi diffuso in 25 Paesi. Lo scorso giugno si sono tenuti i primi campionati mondiali di questa disciplina. Il tennis per ciechi si gioca con una pallina in gommapiuma che contiene un dispositivo sonoro al suo interno il quale permette al giocatore di localizzarla mentre si muove e rimbalza. Il campo è organizzato appositamente, il perimetro e le righe sono composte da una spessa corda attaccata al pavimento. Questo sistema permette al tennista di sentire i confini dell’area di gioco con i piedi e di muoversi nel campo anche senza vederlo. Fonte: Tennis per Ciechi Italia

Nasce la biblioteca degli alberi Nessun libro o manoscritto antico ma soltanto alberi. Dopo il Bosco Verticale, celebrato e copiato in tutto il mondo, la città di Milano apre la prima Biblioteca degli Alberi all’ombra dei grattacieli. Un’area verde equivalente a 14 campi da calcio nel cuore della città, 23 specie arboree differenti e migliaia di alberi, siepi, arbusti, rampicanti, piante acquatiche e ornamentali in continuo mutamento. Il grande parco non è soltanto un enorme museo all’aria aperta ma una nuova concezione di collezione di alberi da vivere. Il giardino cittadino si articola in una serie di percorsi che si incrociano generando un mosaico di stanze verdi con diversi tipi di crescita e di sviluppo. L’intreccio di percorsi che collegano diverse aree residenziali, commerciali e governative, forma una serie di foreste circolari e stanze vegetali da vivere con aree da gioco, per lo sport, spazi ricreativi

e culturali, concerti e meditazione. Il tutto con l’occhio attento al calendario astronomico. Il 24 settembre i cittadini milanesi hanno partecipato alla semina collettiva dei prati fioriti del nuovo parco urbano e saranno proprio i milanesi di buona volontà a prendersi cura del parco anche in futuro. Le strade che attraversano il parco sono state costruite con un materiale stradale con una capacità drenante 100 volte superiore a quella di un terreno naturale e permettono di rispettare il ciclo naturale dell’acqua ricaricando le falde acquifere. Questi nuovi materiali consentono inoltre una riduzione del calore nel periodo estivo fino a 30° in meno e maggiore luminosità rispetto all’asfalto, riducendo così anche le spese di illuminazione. Fonte: Comune di Milano; Porta Nuova Smart Community; Edilportale

MEZZOPIENO 13 DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018


MEZZOPIENO52passi Ogni primo Lunedì del mese il cammino individuale prosegue con momenti di incontro comuni, per condividere i passi settimanali e dialogare intorno ad essi.

I 52 PASSI SONO UN PERCORSO DI IMPEGNO PERSONALE CHE CONSISTE NELL’AFFRONTARE PICCOLI PROPOSITI SETTIMANALI, UNO PER OGNI SETTIMANA DELL’ANNO, CON L’OBIETTIVO DI VEDERE IL LATO MEZZOPIENO DEL MONDO. LE QUATTRO AREE DI IMPEGNO SONO: r ti iv e cr

8 gennaio - TI ASCOLTO E TI CAPISCO 5 febbraio - ESSERE QUI E ORA

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- IL RISPETTO DELL’AMBIENTE - LA SPIRITUALITÀ

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LE BUONE ABITUDINI

UN ALLENAMENTO ALLA FELICITÀ

La cosa più preziosa che puoi ricevere da chi ami è il suo tempo. 

Il dono del tempo

(D. Grossman)

1. Pensa a una persona a cui tieni 2. Che cosa saresti in grado di fare per questa persona che implichi esclusivamente l’uso del tuo tempo? Alcuni atti di gentilezza richiedono l’uso del denaro o di beni ma in questo esercizio il tempo è cruciale 3. Pianifica un dono di tempo per questa persona, sia che voglia dire fare qualcosa con lei oppure fare qualcosa per lei. Dedica più tempo possibile a preparare questo regalo bene e non prendere scorciatoie. Prendi in considerazione di non guardare l’orologio mentre lo fai. 4. Se fai qualcosa per questa persona senza essere con lei, non dirle quanto tempo ci hai impiegato. Lascia che il regalo parli da sé.

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- LE RELAZIONI

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- IL RAPPORTO CON SE STESSI E CON IL PROPRIO INCONSCIO

Ecco i prossimi appuntamenti aperti a tutti presso la Casa del Quartiere di San Salvario di Via Morgari 14 a Torino (saloncino in fondo al cortile):

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Quando siamo molto impegnati, è facile che sacrifichiamo tempo di qualità con gli altri in favore del lavoro o di altri obblighi. Ciò può causare dei rimpianti: perdiamo il contatto con gli amici oppure non ci siamo per i momenti importanti nella vita dei nostri figli. Perciò questo esercizio si assicura che dedichiamo del tempo per le persone importanti nella nostra vita. Dedicare del tempo alle connessioni sociali ci permette di costruire e accumulare esperienze positive e relazioni solide dalle quali possiamo trarre forza in futuro, migliorando così la nostra salute o il successo sul lavoro, o trovare supporto nei momenti difficili. Per di più il dono del tempo è assolutamente gratuito e perciò alla portata di tutti. Il tempo è uno dei doni più preziosi che possiamo fare, specialmente in un’epoca in cui la tecnologia sembra guadagnare la nostra costante attenzione. Questo esercizio ci incoraggia quindi a pensare più attentamente a come passiamo il nostro tempo.

MEZZOPIENO 14 DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018

In collaborazione con The Greater Good Science Center presso UC Berkeley http://ggia.berkeley.edu; http://greatergood.berkeley.edu


MEZZOPIENO52passi

VUOI FARE IL PRIMO PASSO?

nuovo, i d a s o c l a Fai qu i mai che non ha a d’ora m i r p o t a v pro

Abbassa il riscaldamento di un grado, a casa o in ufficio

Impara il nome di una persona che incontri spesso

MEZZOPIENO 15 DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018

cchi Chiudi gli o e ascolta ro, il tuo respi nuti i m e u d o n per alme


MEZZOPIENOintervista ELISABETTA GATTO

rienze di altri che posso raccontare. C’è stata un’evoluzione nel mio lavoro rispetto a quando ho cominciato. In un momento in cui il giornalismo è sempre più di desk, di taglia e cuci, per fortuna e per scelta faccio sempre meno cose e posso permettermi di stare anche un mese su una storia per approfondire. Ma non si tratta solo di approfondimento. Con il programma “Radici”, accompagnando questi immigrati nel viaggio di ritorno a casa, sono lì, divento parte delle loro famiglie, parte delle loro storie. Quando ho iniziato, invece, mi piaceva scrivere tanti pezzi, storcevo il naso nello stare a lungo su una sola storia. Volevo fiutare qua e là, guardare un po’ dappertutto. Invece ora è diverso il mio rapporto con la realtà, ho un altro bisogno, quello di una relazione più profonda con il mondo, meno fugace.

Davide Demichelis “Ho bisogno di una relazione più profonda con il mondo, meno fugace” Cosa significa per te essere “mezzopieno”? Che mi sono svegliato questa mattina, che c’è il sole e siamo qui a parlare. Che esisto e che da 52 anni respiro, parlo, sento. Il resto viene dopo. Cosa si può

chiedere di più dalla vita se non vivere? Il mio pensiero quando mi sveglio ogni mattina è: “Che fortuna!”. E mi fa soffrire che per una parte del mondo - anche se a ragione - il giorno cominci con: “Che fatica!”

Hai detto spesso che ti ritieni fortunato per il lavoro che fai. Per quale aspetto, in particolare?

Per la relazione con le persone, perchè posso conoscere luoghi e realtà diverse, perchè mi arricchisco grazie alle espe-

MEZZOPIENO 16 DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018

Ma per quanto sia diverso il tuo modo di intendere il giornalismo oggi, rimane fermo cosa ti ha spinto a iniziare a fare questo mestiere? Credo che fare il giornalista sia il modo migliore per me di soddisfare l’aspetto più pronunciato della mia personalità che è la curiosità. Ho iniziato a collaborare a “La Voce del Popolo” poco più che ventenne, quasi per caso. Quando un amico me lo ha proposto ricordo di avergli risposto: “Ma io ho scritto solo i temi a scuola”! Nel giornalismo ti esprimi con le parole


Cosa si può chiedere di più dalla vita se non vivere?

che sono la traduzione pratica di ciò che siamo e che viviamo.

Quale pensi che sia la funzione sociale del giornalismo?

Contribuire alla promozione del bene. E considero importante far sapere.

Radici è un programma di viaggio dal forte taglio sociale. C’è una puntata a cui sei più legato?

padre di Jeanette che l’ha riabbracciata Mi arricchisco grazie dopo 25 anni - o bizalle esperienze di altri zarro, come quando che posso raccontare in Punjab la famiglia Potrei dirti quella in Bolidi Jatinder, come vuole via con Rosita, perchè era la l’ospitalità sikh, ha accolprima. O l’ultima con Jeanetto ciascuno di noi quattro te in Ruanda, perchè per la prima maschioni della troupe con un volta abbiamo affrontato il tema delle mazzo di fiori! adozioni. A ciascuna è legato un ricordo emozionante - lo sguardo fiero del In passato hai girato documentari che

illustravano la convivenza tra esseri umani e animali nelle diverse culture e nella loro relazione con la natura.

MEZZOPIENO 17 DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018

Credi che ci sia un fil rouge che lega i tuoi lavori passati e presenti nell’attenzione all’ambiente?

Il mondo è uno. Tutto dipende da come ci relazioniamo tra noi e con il mondo.

Progetti in cantiere?

Se mi chiedi cosa voglio fare da grande (ride, ndr), la risposta è Radici! E sono felice di poter dire agli amici di “Mezzopieno” che la prossima stagione andranno in onda 8 puntate nuove più il riarrangiamento di altre 4. 

Foto di Alessandro Rocca


VIVERE SENZA SOLDI Vivere senza soldi… un’utopia. O un privilegio di chi

abita immerso nella natura. Ma come si può restando calati nella società odierna? Qualcuno ci sta provando ad Alpignano, in provincia di Torino. L’idea nasce nel 2014 da Marco Conti, 50 anni, che a seguito della lettura di “L’uomo senza soldi - Vivere facendo completamente a meno del denaro” di Mark Boyle, decide di creare un gruppo spontaneo verso la realizzazione di una comunità che si basi sull’economia del dono. Al.vi.se (ALpignano VIve SEnza) si realizza con lo

scambio di beni materiali e non, di abilità intellettuali e manuali che chiunque può offrire e ricevere. Il progetto dal piccolo Comune di 17 mila abitanti si diffonde anche nei paesi limitrofi e oggi conta quasi 900 membri in continuo aumento. Tra gli aderenti insegnanti, architetti, medici, infermieri, registi, ecodesigner, artisti, avvocati, agricoltori, pensionati e molti altri. Marco Conti racconta: “Nei gruppi e sottogruppi di Al.vi.se. si organizzano incontri sull’auto-produzione ma anche sulla scienza olistica, perché al centro vi è l’essere

I musei ora non hanno più barriere

Esiste una tecnologia che rende l’arte accessibile a tutti e che abbatte non solo le barriere architettoniche per la mobilità ma anche quelle della disabilità visiva. Il progetto è nato a Torino da una giovane startup, New Planet 3D, che con il suo “Espositore For All” rivoluziona l’accesso all’arte, museale rendendola fruibile anche a livello tattile. L’espositore consiste in una struttura che contiene l’oggetto d’arte riprodotto tridimensionalmente e fedelmente. Dotato anche di un sistema audio, consente alle persone non vedenti di ascoltare la descrizione dell’opera mentre un sistema video per le persone con disabilità uditiva o cognitiva proietta immagini e sottotitoli anche nella lingua dei segni Lis. Ciò consente non solo di rendere l’arte accessibile a persone con disabilità ma anche di coinvolgere emotivamente qualsiasi tipo di visitatore, compresi i più piccoli. Il primo prototipo - la riproduzione del Busto di Diana - è stato montato alla reggia di Venaria Reale. L’espositore ha ottenuto il marchio dell’accessibilità universale e dal 2018 sarà venduto su scala mondiale. Il progetto è stato possibile grazie all’apporto di diverse energie e all’impegno congiunto di tante realtà associative piemontesi: Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, Istituto dei Sordi, Cpd, Isitt, Torino + Cultura Accessibile e Tattile Vision Onlus. L’Espositore Universale sarà interamente prodotto a Torino.



Fonte: NewPlanet 3D



Volonwrite per Mezzopieno

umano. Tutte le iniziative sono gratuite: chi organizza, ospita o partecipa non ha spese e tutti vi possono accedere”. L’unico canale di comunicazione è WhatsApp e niente altro, per riguardo al pianeta. I modelli di consumo scelti privilegiano un’ideologia ecologica, senza nulla togliere al piacere di stare insieme e alla convivialità. FONTE: ARTICOLO REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON MARCO CONTI, AL.VI.SE DALLA REDAZIONE VOLONWRITE DI MEZZOPIENO TORINO

Salva 9 persone con il dono della sua vita Nove persone che necessitavano di un trapianto per continuare a vivere sono state salvate da un unico donatore, un caso molto raro. È successo all’ospedale Le Molinette di Torino, dove sono stati trapiantati gli organi di una donna di 48 anni deceduta per un’emoraggia cerebrale. L’equipe di cardiochirurgia della struttura torinese ha operato in tre sale operatorie contemporaneamente, dando a nuove persone cuore, polmoni, fegato, reni e cornee, in una maratona medica record. Gli organi sono stati espiantati e immediatamente trapiantati, coordinando le attività tra cinque sale chirurgiche per poter eseguire le operazioni in tempo utile. Un successo chirurgico che ha premiato un’eccellenza di più sale operatorie coordinate tra loro, con cinque trapianti effettuati alle

MEZZOPIENO 18 DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018

Molinette di Torino e altri a Bergamo e Novara. Ogni essere umano, dopo il suo decesso, può arrivare a donare fino a 9 organi, se in buono stato: reni, polmoni e fegato sono separabili e possono essere donati a più persone contemporaneamente. La maratona di ieri è considerata un’eccezione in campo medico che premia un grande atto di generosità in cui si sono intrecciati i destini di tanti pazienti in attesa di trapianto, di età, sesso e origini diverse. Fonte: Ansa


Acqua potabile dal mare Sebbene dal 1990 ad oggi oltre 2,6 miliardi di persone abbiano ottenuto accesso all’acqua potabile, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità una persona su dieci nel mondo beve ancora acqua da fonti non protette. È per risolvere questo problema che un team di ricercatori del Dipartimento di Energia del Politecnico di Torino ha inventato “Saltless”, un depuratore destinato ai Paesi in via di sviluppo che funziona senza bisogno di elettricità. Inizialmente supportato dall’Unione europea e poi finanziato dal Politecnico di Torino, il dissalatore, nella sua versione attuale, è in grado di purificare 100 litri di acqua al giorno soddisfacendo così il fabbisogno di circa 50 persone. La tecnologia alla base del progetto rende potabile l’acqua salata grazie a un processo di distillazione in più stadi: l’acqua marina viene fatta evaporare e successivamente condensare a temperature differenti, fino a diventare perfettamente potabile. L’elemento più innovativo di Saltless, tuttavia, è l’utilizzo di una fonte di calore di recupero per il processo di distillazione: il dissalatore non utilizza infatti energia elettrica ma è stato progettato per funzionare con fonti di scarso pregio, come ad esempio il calore dissipato in ambiente dal radiatore o dai gas di scarico di un normale motore Diesel. Questa caratteristica lo rende particolarmente adatto ai Paesi in via di sviluppo e ai contesti di emergenza, dove i motori Diesel sono impiegati per alimentare gruppi elettrogeni in zone remote, senza allacci alla rete elettrica.

Fonte: Politecnico di Torino

Ph. Alberto Giachino - Agenzia Reporters 02

La felicità come valore d’impresa

Nel suo statuto è indicato il perseguimento della felicità dei proprietari e dei dipendenti: “lo scopo ultimo della società è la felicità di tutti quanti ne facciano parte, sia come soci che in altri ruoli, attraverso un motivante e soddisfacente impegno in un’attività economica di successo”. Izmade è la prima “società benefit” costruita a Torino. Si tratta di un’impresa che ha “un’appendice qualificativa”, come spiega Giuseppe Vinci, uno dei soci fondatori, ovvero “una certificazione dell’im-

MEZZOPIENO 19 DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018

pegno verso il mondo, l’ambiente, i dipendenti e gli stakeholder esterni, compresi gli abitanti del quartiere in cui si opera”. Gli ingredienti di questa realtà imprenditoriale che è al contempo “un’operazione culturale” sono due architetti torinesi e un designer napoletano, uno spazio di lavoro nei locali ristrutturati del complesso industriale ex Incet e una serie di attività realizzate in quello che è una commistione tra uno studio di architettura e design e un’officina. Izmade è anche un “maker space”,

uno spazio di lavoro collaborativo dove i materiali e alcuni macchinari sono a disposizione – a costi contenuti – di chi coltiva un hobby o vuole provare a riparare qualcosa da solo. Ed è un laboratorio artigianale di falegnameria e saldatura che usa legni qualificati, materiali ecologici e di riciclo e dove si fa formazione sulla lavorazione del legno e che agisce da incubatore per piccoli artigiani. Dimostrazione questa che il profitto è sì importante, ma non è tutto. Fonte: La Stampa


La prima raccolta alimentare aziendale di un ente pubblico

Arriva l’officina di comunità aperta a tutti

Superato un grande portone blu, un’ex tipografia dismessa è diventata la sede dell’Officina di Comunità, un laboratorio attrezzato di condivisione in cui Con un mese di anticipo sulla raccolta nazionale in tutti i supermercati d’Italia, il 26 ottobre i dipendenti persone in difficoltà economica possono utilizzare o prendere in prestito graturegionali hanno partecipato a una raccolta eccezionale di alimenti da distribuire alle tante persone in difficoltà itamente utensili e ricevere prodotti per svolgere lavori di aggiustamento, bricosul territorio regionale. Regione Piemonte e Banco Alimentare, infatti, hanno unito le forze per la prima colletta lage e manutenzione. Aperto il 13 novembre in Via Baltea, insieme alla Casa del alimentare aziendale. Il Presidente Chiamparino ha così commentato l’evento: “L’amministrazione regionale, Quartiere Bagni di Via Agliè e l’azienda Leroy Merlin che ha donato gli attrezzi che ha tra i suoi compiti quello di impedire le fragilità sociali e di attuare politiche di contrasto alla povertà, e il materiale di consumo, il suo scopo è quello di integrare attività produttive e è orgogliosa di appoggiare e incoraggiare queste iniziative. Le stesse hanno ispirato la legge regionale sullo commerciali a spazi di relazione, lavoro collettivo, attività di riciclo e riparazione spreco alimentare, di cui il valore del dono e del regalo ne è la ratio, principi da non perdere di vista nella nostra in una zona di Torino particolarmente fragile. Gli utenti più bisognosi possono quotidianità”. Il Banco Alimentare è in Piemonte una realtà unica dal punto di vista organizzativo e assistenziale: utilizzare l’Officina senza dover spendere denaro e tutti sono invitati a partecipare grazie a più di 560 convenzioni attive con enti locali, cooperative, associazioni di volontariato, punti vendita all’attività donando attrezzi non più utilizzati e prodotti avanzati; in questo modo della grande distribuzione, riesce a intervenire capillarmente per recuperare e ridistribuire i prodotti alimentari. contribuiscono alla realizzazione di piccoli e grandi Nel 2016 sono state raccolte 6.460 tonnellate di cibo, pari a 12,6 milioni di pasti a beneficio di 113.500 assistiti: nuovi progetti e ottimizzano materiale e risorse. “numeri importanti”, afferma Salvatore Collarino, Presidente del Banco Alimentare Gli Empori Fai da Noi Leroy Merlin in Italia sono del Piemonte,”considerato l’acuirsi della crisi economica che nel 2016 vede in 11; luoghi di condivisione di materiale dove, come Piemonte circa 294.500 persone in povertà assoluta”. Fondamentale anche il presso una biblioteca, la gente può realizzare in conrecupero di pasti non distribuiti da mense aziendali, scolastiche e ospedaliere e creto e senza costi quella che sta facendosi strada preziosa la dotazione di un nuova grande cella frigo per i surgelati che contribuirà come l’economia circolare. a un aumento di circa 25 tonnellate di prodotti raccolti. Fonte: Responsabilità sociale Leroy Merlin Fonte: Ufficio Stampa Regione Piemonte

La scuola adotta i gatti randagi I professori Aldo Balbo e Anna Biasa Peroglio hanno una passione, i gatti. Sette anni fa i professori trovarono un cucciolo di gatto abbandonato mentre erano al mare e decisero di adottarlo. Da quel momento non riuscirono più a rimanere indifferenti di fronte ad un bambino abbandonato per strada. Oggi vivono con loro quattro gatti trovati nel nostro quartiere: l’individualista Cleopatra, il prepotente Attila, l’estroversa Lilly, e il coccolone Tos. Adesso i maestri non possono accoglierli più tutti in casa ma se ne occupano ugualmente. Il prof. Balbo ha

posizionato delle casette lungo il cortile della nostra scuola offrendo così ai gattini un riparo sicuro. Inoltre ogni mattina il professore insieme a noi ragazzi, provvede a portare del cibo per i micini. Per noi è fantastico essere accolti da un prof. così e dai gattini che si aggirano per il cortile. Le nostre giornate sono sicuramente più leggere. Articolo scritto dai piccoli giornalisti della classe 1^CC - Istituto N. Bobbio di Torino

MEZZOPIENO 20 DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018

MEZZOPIENO NELLE SCUOLE

La gentilezza in aula


MEZZOPIENOprogetti POVERTÀ SALUTE FINANZA ETICA ECOLOGIA APPROVVIGIONAMENTO IDRICO SOSTEGNO ALL’INFANZIA COSTRUZIONE DI STRUTTURE HIV/AIDS TERAPIE SANITARIE INSERIMENTO LAVORATIVO RICERCA SCIENTIFICA DIALOGO INTERRELIGIOSO DISABILITÀ CULTURA DELLA POSITIVITÀ CRESCITA PERSONALE SPIRITUALITÀ

UNA REDAZIONE INSUPER-ABILE Le notizie di Mezzopieno News sono il frutto di un lavoro redazionale e di ricerca delle fonti di una rete alimentata da diverse collaborazioni: dalla gente, dalle scuole, università, associazioni, dai membri e dalle sentinelle della rete Mezzopieno. La redazione Volonwrite, formata da giovani con diverse abilità, lavora insieme a giornalisti professionisti nella verifica e sviluppo delle fonti e nella scrittura del notiziario. Il gruppo Volonwrite è una delle anime fondanti di Mezzopieno: un’associazione di volontariato nella quale giovani con disabilità fisico-motoria, vincitori di un tirocinio formativo triennale, ragazzi in Servizio Civile e dipendenti del Comune di Torino lavorano fianco a fianco alla scrittura di articoli e notizie e all’aggiornamento e gestione del sito di informazioni cittadino per persone disabili. Il gruppo composto da italiani e stranieri, tutti di età inferiore ai 30 anni, aggrega giovani, disabili e non, operando nei campi di fragilità attraverso il confronto con altri giovani, in sintonia con i principi della peer education, l’educazione tra pari. Volonwrite svolge un ruolo importante nell’ambito della comunicazione sociale multimediale scritta, radiofonica e video in collaborazione con diverse entità territoriali ed è partner nella comunicazione e ufficio stampa in numerose iniziative promosse dalla Città in materia di salute, svago e sensibilizzazione pubblica. PARTECIPANTI: Volonwrite, Associazione Prisma, Associazione Verba, Passepartout Torino MAGGIORI INFORMAZIONI SU WWW.MEZZOPIENO.ORG (SEZIONE PROGETTI - CHI SIAMO)

CULTURA / CONOSCENZA MEZZOPIENO 21 DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018


MEZZOPIENOtralagente

Che cosa hanno fatto i cittadini per migliorare il loro quartiere? LO ABBIAMO CHIESTO A CHI FREQUENTA LA CASA DEL QUARTIERE DI S. SALVARIO: ALLO STAFF CHE GESTISCE LA STRUTTURA, ALLE ASSOCIAZIONI CHE VI SVOLGONO LE LORO ATTIVITÀ E A CHI PARTECIPA A CORSI ED EVENTI ORGANIZZATI ALL’INTERNO DELLA CASA...E ANCHE A CHI ERA SEMPLICEMENTE SEDUTO IN CORTILE, A GUSTARSI UN CAFFÈ. GIULIA E CRISTINA

GABRIELE

Gli anziani motore del quartiere

Orti aperti

Gli abitanti di San Salvario mostrano un atteggiamento di accoglienza ed apertura verso le opportunità offerte dalle associazioni che lavorano sul territorio. In particolare gli anziani, che cercano una dimensione comunitaria partecipando attivamente alla vita del quartiere, organizzando passeggiate di gruppo oppure incontrandosi per giocare a carte.

Ho saputo di un gruppo di cittadini ispirati dal movimento della decrescita che hanno ricavato un orto urbano vicino al grattacielo Sanapolo dove chiunque può accedere e coltivare gli ortaggi. Secondo me un’iniziativa del genere migliora la vita nel quartiere, offrendo spazi ed opportunità a chi ha del tempo da dedicare alla terra ma non ha risorse proprie per farlo.

FEDERICA

AZZEDDINE

Gli abitanti storici del quartiere

I commercianti la chiave della svolta

Se penso al quartiere di S.Salvario i veri miglioramenti sono stati fatti dagli adulti ed anziani che da sempre abitano qui e che tanto hanno fatto negli anni per conservare il quartiere evitando il degrado. Penso al mio vicino di casa Mario che tiene pulita la strada davanti a casa nostra perché ci tiene al decoro del quartiere. E tanto ancora sta facendo chi era giovane a San Salvario negli anni 90 ed è cresciuto qui, decidendo di rimanerci e mettere su famiglia nel quartiere.

Negli ultimi dieci anni in cui ho vissuto a S.Salvario, ho visto aprire tanti esercizi commerciali, dal vestiario, al cibo ai libri e ciò ha permesso alle persone di avvicinarsi di più al quartiere e di non evitarlo più come succedeva un tempo. Ora la vita nelle strade è diventata più giovane ed anche gli studenti stanno imparando a godersi il quartiere. MEZZOPIENO 22 DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018

NOTIZIEflash 5 PAESI DELL’AMERICA CENTRALE ABOLISCONO PER LEGGE LA PRATICA DEL MATRIMONIO MINORILE 15 settembre - United Nations

IL MONDO LANCIA LA PIÙ GRANDE INIZIATIVA DI SEMPRE CONTRO IL VIRUS DELLA RABBIA 28 settembre - United Nations / Fao / Oms

IL NUOVO RECORD DELLE RINNOVABILI NEL MONDO: DUE TERZI DELLE NUOVE INSTALLAZIONI 4 ottobre - International Energy Agency

CON LA LIBERAZIONE DALL’ISIS, ARRIVANO I VACCINI ANTIPOLIO PER I BAMBINI IN SIRIA 15 ottobre - World Health Organization

OLTRE 5000 BAMBINI RESTITUITI ALLE FAMIGLIE IN SUD SUDAN DOPO LA FINE DELLA GUERRA CIVILE 18 ottobre - Unicef

LIBERO DOPO 4 ANNI I. HALAWA, ARRESTATO DAL GOVERNO EGIZIANO PER LA PRIMAVERA ARABA 20 ottobre - Amnesty International

LA TURCHIA RILASCIA GLI ATTIVISTI STRANIERI RITENUTI PRIGIONIERI POLITICI 25 ottobre - Amnesty International


CHIARA (E MOHAMMED)

MARIAGRAZIA

Luoghi di lavoro aperti

A scuola di convivenza

Nel mio lavoro di educativa territoriale la casa rappresenta un luogo alternativo alle biblioteche civiche, un posto che racchiude tante realtà e tante età. Se non posso portare i bambini che seguo al parco, come faccio d’estate, utilizzo gli spazi delle Casa per fare i compiti insieme a loro oppure farli giocare, senza necessariamente spendere dei soldi per sederci in caffetteria. Di fatto è diventato un luogo di lavoro, molto aperto ed allo stesso tempo sicuro per me che lavoro con minori. La presenza di altre associazioni e gruppi più strutturati all’interno della casa mi permette poi di agganciarmi alle varie attività in maniera informale.

Quando sono arrivata a San salvario 15 anni fa, i genitori dei ceti più abbienti mandavano i loro figli in scuole di altri quartieri perché avevano un’idea di San Salvario come quartiere “difficile”. Poi, con il coinvolgimento delle famiglie, si è riusciti a riportare i figli dei residenti nelle scuole del quartiere. I bambini e ragazzi hanno così ricominciato a fare attività extrascolastiche qui, a frequentare le aree verdi, gli oratori e gli spazi di comunità, con un impatto evidente sulla riqualificazione del quartiere.

CINZIA

IL QUATAR FIRMA L’ACCORDO CON LE NAZIONI UNITE PER TUTELARE IL LAVORO DEGLI IMMIGRATI 26 ottobre - International Labour Organization

IL PRIMO TRENO E IL PRIMO CAMION AD IDROGENO SONO REALTÀ 28 ottobre - China Railway Rolling Corporation 24 ottobre - Toyota Corp

GLI ANIMALI VENGONO ABOLITI DA TUTTI I CIRCHI ITALIANI 8 novembre - Camera dei Deputati

L’ITALIA DIVENTA LA PRIMA IN EUROPA PER IL RICICLO DEI RIFIUTI (77%) 10 novembre - Eurostat

L’ARABIA SAUDITA AVVIA LA PRIMA RIFORMA DEMOCRATICA DELLA SUA STORIA 12 novembre - Gulf News

Il km 0, in città

Qualche tempo fa ho conosciuto per lavoro la signora Vilma che ha un banco al mercato di zona Vallete a Torino dove ha sede la sua azienda agricola - fondata dai genitori negli anni 70 - che vende frutta e verdura da lei coltivata nella vicina Collegno. La sua è la storia di una persona che è rimasta a vivere in città ed ha creduto nel territorio e nel valore dei prodotti coltivati localmente, battendosi ogni giorno per dare una bella immagine del suo quartiere.

CARLOTTA

Una Casa per tutti

Vivo a san salvario da 32 due anni e nella mia esperienza un luogo come la Casa del Quartiere ha funzionato da presidio per arrestare il degrado e consentire ai cittadini di riappropriarsi del quartiere. Ogni fascia dei età è rappresentata da un luogo come la Casa: tutti in qualche modo passano di qui e lo percepiscono come un posto che possono vivere in maniera attiva. L’effetto di queste azioni si vede ad esempio nell’aiuola Ginzburg qui di fronte, che ricordo negli anni 80 e 90 come un centro di spaccio mentre ora è diventato un luogo di scambio ed aggregazione per gli abitanti del quartiere. MEZZOPIENO 23 DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018


MEZZOPIENOeditoriale

Rendere tutto più semplice Sapete perché proviamo così tanta attrazione per la natura, per gli animali e per i bambini? Ci sono diversi motivi ma il principale è: perché sono semplici. Ciò che comprendiamo con più facilità e che realizza la sua funzione senza superfluità ci riporta alla sua purezza originale e ci fa entrare in contatto con il suo significato più profondo. Abbiamo tutti una grande necessità di trovare l’essenziale e di depurarlo dal rumore di tante distrazioni. Evolviamo costruendo e conoscendo, allargando le nostre connessioni e comprendendo sempre di più quello che ci sta attorno ma per ambizione e ingordigia a volte rischiamo di smarrirci nei dettagli e di perdere di vista l’obiettivo del nostro vivere; il punto di equilibrio fra tanti estremi, il compromesso armonioso fra innumerevoli tesi e antitesi. La capacità di sintetizzare, nella vita come a scuola, è quella che più premia. Un concetto semplice e breve ha più possibilità di essere compreso e condiviso di uno articolato e pieno di dettagli, una persona semplice è solitamente più facile da amare di una complessa. Ciò che è fluido richiede meno sforzo per essere assimilato e libera ener-

Mezzopieno News è pubblicato ogni due mesi dal movimento Mezzopieno nelle versioni locali di Piemonte, Umbria e Marche. Gli articoli riportati sono frutto della ricerca e del lavoro giornalistico del comitato editoriale, dell’ufficio studi, del gruppo di ricerca, dei volontari e dei membri della comunità Mezzopieno. Ogni articolo è un’elaborazione originale e riporta fatti e situazioni reali. Le fonti originali sono verificate e citate per esteso. SE CREDI NELLA BELLEZZA E NELLA POSITIVITÀ, CONDIVIDILA Mezzopieno News è scritto dalla gente e riporta le notizie dei suoi lettori e dei simpatizzanti del pensiero Mezzopieno. Articoli, lettere, suggerimenti e collaborazioni sono inseriti nella pubblicazione secondo i parametri della linea editoriale condivisa. L’applicazione per inviare scritti, fotografie ed articoli

gie che si convogliano spontaneamente nella sua contemplazione. Così come un sistema rallentato dalla burocrazia perde la sua efficienza, allo stesso modo la nostra vita, appesantita da attività e perfezionamenti eccessivi, può rischiare di diventare una corsa alla complicazione. Molte delle nostre fatiche possono essere il frutto di troppa complessità e del processo ossessivo di comprendere, sezionare, risolvere e cambiare. L’armonia non nasce per costruzione ma per sintesi: si realizza nella semplicità. Non tutte le cose vanno come vorremmo noi, non tutte le persone la pensano come noi e nemmeno noi a volte siamo esattamente come vorremmo essere. L’altro è altro e volerlo inquadrare ne limita la sua vera comprensione. La sintonia perfetta esiste solo quando si accetta profondamente e umilmente la diversità; la perfezione è un grande imbroglio. In fondo dipende tutto dalla distanza a cui ci si pone. Ogni cosa a un certo punto di dettaglio è difettosa e allora prima si capisce (e si lascia andare), meglio è. Come uno scultore che opera scalpellando via le parti non necessarie da un blocco di marmo per creare la sua opera, la serenità nella vita spesso va costruita per eliminazione. La semplicità, lo sappiamo, è molto difficile da raggiungere, non si conquista e non si studia, il solo cercare di costruirla la allontana. Avete mai notato come certe cose appaiano semplici non appena

è consultabile nelle pagine dedicate del sito del movimento. Mezzopieno News è gratuito – nessuno può richiedere denaro o compensi per la sua distribuzione. Il movimento Mezzopieno è un gruppo di pensiero che non ha obiettivi di profitto ma la diffusione dell’approccio positivo e della capacità creativa e collaborativa. Mezzopieno News è distribuito con il contributo volontario dei membri, degli amici e dei simpatizzanti del movimento Mezzopieno. Come frutto della volontà di condividere il proprio pensiero, la pubblicazione è distribuita attraverso il sistema del passaparola, di mano in mano, con la consegna diretta e personale. Nessun diritto di autore è applicato per la proprietà intellettuale degli articoli. Tutto il materiale è di libera distribuzione e riproducibile senza autorizzazione, citando la fonte Mezzopieno News.

sono state fatte mentre sembravano così complicate prima di affrontarle? Il processo razionale parte da un assunto per espanderlo, sezionandolo, quello creativo va invece nella direzione opposta, dalla complessità alla semplicità. Per questo, semplificare alleggerisce le strutture e diventa così un processo di creazione liberatorio. La sobrietà di pensiero è un modo per aiutarci ad accettare i nostri limiti umani e ad alleggerire, ad affidarsi scientemente e attivamente al mondo e a ciò che in esso succede, per accoglierlo. Godere del profumo del pane appena sfornato e non cercare di afferrare le stelle; così come fare la propria parte senza delegare agli altri, collaborare e accettare che c’è una porzione di fatica che nessuno può togliere a nessun altro. La semplicità è il primo indizio di sincerità morale e un atteggiamento di amore e di accoglienza per tutto ciò che accade, senza giudizio e senza rivendicazioni. Le piccole cose di ogni giorno sono le più importanti e durature, così come pane e burro, privi di fascino in un salotto, sono il cibo dei re sotto a un albero. Il solo parlare della semplicità è un controsenso, cercarla una contraddizione e allora per non allontanarci troppo e non complicare la strada, l’unico modo è mettersi in cammino per il viaggio della nostra vita… lasciando a casa il bagaglio. Luca Streri

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MEZZOPIENO News - Dicembre 2017 / Gennaio 2018 - edizione Piemonte  
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LE BUONE NOTIZIE CHE CAMBIANO IL MONDO - Davide Demichelis | Diego Mariani | I cittadini reinventano la città

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