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mondiale le Nazioni Unite contano oltre 37.000 organizzazioni non governative. Secondo i dati raccolti dal progetto Open Cooperazione, la cooperazione italiana occupa circa 35.000 persone, di cui 11.553 professionisti e 24.665 volontari.

GLI OBIETTIVI DI SVILUPPO SOSTENIBILE Lavorare nel mondo della cooperazione internazionale significa fare propri gli obiettivi fissati dalle Nazioni Unite con l’Agenda 2030 sottoscritta dai governi dei 193 Paesi membri dell’Onu e, in particolare, i diciassette Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile che nei prossimi 15 anni, fino al 2030, guideranno il mondo sulla strada da percorrere per eliminare la povertà, proteggere il pianeta ed assicurare la prosperità per tutti i suoi abitanti. Gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile seguono gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio che li hanno preceduti e rappresentano traguardi comuni su un insieme di questioni ritenuti essenziali e sono: sconfiggere la povertà, eliminare la fame, garantire il diritto alla salute, consentire a tutti di accedere ad un’istruzione di qualità, raggiungere la parità di genere, garantire la disponibilità di acqua pulita e di servizi igienicosanitari, assicurare la disponibilità di energia rinnovabile ed accessibile, promuovere una crescita economica inclusiva, costruire infra-

A SCUOLA DI COOPERAZIONE. L’ECCELLENZA DI TORINO Lavorare nel mondo della cooperazione richiede competenze, impegno, etica e dedizione. Questo è fondamentale per evitare i fallimenti che hanno caratterizzato alcune fasi della storia della cooperazione allo sviluppo. L’Università degli Studi di Torino da anni è impegnata nella formazione di ricercatori e tecnici della cooperazione internazionale. In particolare, i dipartimenti di Economia e Statistica Cognetti de Martiis e di Culture, Politica e Società offrono il corso di laurea triennale in Scienze internazionali, dello Sviluppo e della Cooperazione e quello di laurea magistrale in Cooperazione, Sviluppo e Innovazione nell’Economia Globale. Si tratta di corsi di laurea fortemente multidisciplinari che mirano a fornire ai futuri cooperanti le conoscenze storiche, economiche, antropologiche, giuridiche, sociologiche e politologiche per comprendere i complessi meccanismi che innescano le strutture solide e favorire l’innovazione, ridurre le diseguaglianze all’interno dei Paesi, creare città sostenibili, utilizzare le risorse in maniera responsabile, combattere il cambiamento climatico, conservare gli oceani, utilizzare la Terra

forme di povertà, disuguaglianza e ingiustizia sociale, per permettere agli operatori di agire sempre nel rispetto dei bisogni e delle culture locali. La visione dell’economia che viene presentata in questi corsi di laurea è molto ampia e olistica, un’economia dal volto umano, attenta ai veri bisogni delle popolazioni, totalmente altra rispetto alla visione classica. Il movimento Mezzopieno dal 2007 partecipa e contribuisce alla realizzazione dei corsi magistrali di Etica ed Economia e di Finanza Etica e Microcredito nell’ambito di questi percorsi di laurea. Sempre a Torino le Nazioni Unite hanno scelto di assegnare la sede mondiale per la formazione permanente dei Caschi Blu della Cultura, super esperti da inviare nelle zone di conflitto o colpite da disastri naturali (come il terremoto) per la protezione e la conservazione del patrimonio culturale ed artistico di tutto il mondo. in modo sostenibile, promuovere la pace e la giustizia e rafforzare le partnership per lo sviluppo sostenibile.

DALLA TEORIA ALLA PRATICA: IL PROGETTO UNI.COO Da 5 anni, l’Università di Torino offe a circa 45 laureandi ogni anno, neolaureati, dottorandi e assegnisti di ricerca, la possibilità di mettere la propria esperienza a servizio di università, organizzazioni e popolazioni del Sud del mondo. Questo programma si concretizza attraverso delle borse di ricerca nell’ambito del progetto denominato Uni.Coo. La maggior parte dei progetti finanziati prevede attività di ricerca sul campo, nell’ambito della cooperazione internazionale in senso stretto, vale a dire sotto forma di valutazioni ex-ante o in itinere di progetti di carattere internazionale inerenti dinamiche differenti ed eterogenee come l’empowerment delle donne, il recupero dei bambini di strada, la situazione degli immigrati. Non mancano inoltre l’applicazione anche a progetti di natura pratica, come quelli medici o veterinari, di appoggio alla produzione agricola, ecologici o ambientali. MEZZOPIENO 9 SETTEMBRE-OTTOBRE 2016

I PROGETTI DI COOPERAZIONE I diversi attori della cooperazione non governativa sono dunque impegnati nel perseguimento degli Obiettivi di cui sopra. Ma che cosa è, in concreto, un progetto di cooperazione? I progetti realizzati dalle ONG interessano ambiti molto vasti, di seguito si riportano alcuni degli esempi di maggiore successo: sostegno a distanza di bambini in difficoltà, micro credito in favore di soggetti esclusi dal sistema bancario tradizionale, formazione professionale dei giovani, gestione di cliniche Dagli anni ’90 il mondo ha per l’assiridotto di 200 milioni il numero stenza sanidi persone che soffrono la fame taria in zone di conflitto, Fonte: World Food Program costruzioni di strutture come abitazioni e scuole e sistemi di distribuzione p e r l’acqua potabile. Sebbene diversi tra loro, tutti i progetti di cooperazione si pongono l’obiettivo di sviluppare le capacità degli individui e delle comunità perché, come ha scritto Albert Einstein “tutto ciò che ha valore nella società umana dipende dalle opportunità di progredire che vengono accordate ad ogni individuo”. Fonte: Carriere Internazionali, Wikipedia, Nazioni Unite

MEZZOPIENO News - Settembre/Ottobre 2016  

LE BUONE NOTIZIE CHE CAMBIANO IL MONDO Berkeley University | Jon Dee | Elisabetta Gatto

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