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È uno dei più importanti artisti italiani viventi. Il suo nome è legato all’arte povera e in molti lo conoscono per i suo “specchi”, i quadri specchianti che creano una sorta di dialogo tra la creazione artistica e lo spettatore. Michelangelo Pistoletto, biellese, classe 1933, ha segnato un’epoca, partecipando alla rinascita creativa dell’Italia negli anni Sessanta e divenendo uno dei maggiori interpreti di un movimento artistico che, in aperta polemica con l’arte tradizionale, ricorreva a materiali “poveri” come terra, legno, ferro, stracci, plastica e scarti industriali per la realizzazione delle opere d’arte. Con la sua celebre “Venere degli stracci” pone un’icona immortale dell’arte classica a confronto con un cumulo di indumenti

logori, simbolo dell’effimero e dell’usa e getta della società consumistica. Guida per generazioni di artisti, ha dato vita alla fine degli anni Novanta alla Cittadellarte, laboratorio creativo che trascina l’arte in diversi settori della società, dalla musica alla moda, dall’ecologia al lavoro, per stimolare l’emergere dell’artivatore, l’attivatore di progetti artistici che ispirino una trasformazione sociale responsabile. Per Michelangelo Pistoletto, infatti, l’arte non è mai riconducibile al mero processo di creazione tecnica, ma presuppone la condivisione di un manifesto, lo scambio di idee, il tempo della ricerca. Questa visione è al centro del Terzo Paradiso, di cui la Cittadelarte è la sede originaria e di cui il Nuovo Segno d’Infinito (una riformulazione del segno matematico) è espressione: un progetto che, come spiega l’artista, “consiste nel condurre l’artificio, cioè la scienza, la tecnologia, l’arte, la cultura e la politica a restituire vita alla Terra”. A partire dal 2012 in tutto il mondo il 21 dicembre con il Rebirth Day si celebra questo messaggio di fiducia e di impegno globale nella costruzione di un nuovo mondo, che superi la contrapposizione tra natura e artificio e conduca l’umanità a un maggior livello di consapevolezza e alla propria assunzione di responsabilità.  Intervista a pagina 16/17 MEZZOPIENO 1 NOVEMBRE-DICEMBRE 2016

DAL SUO LETTO FA 8000 CAPPELLI PER I SENZATETTO PAGINA 2

TERREMOTO: LA SVOLTA ANTISPRECO PAGINA 10

LA MODA ABBATTE LE BARRIERE PAGINA 18


DAL SUO LETTO FA 8000 CAPPELLI PER I SENZATETTO Ha 91 anni Morrie

anni ne ha fatti oltre 8000 e li ha regalati ad altrettanti sconosciuti che vivono sulle strade di Grandville, la sua città, nel Michigan (USA). “Lo faccio perché mi da una ragione di vivere”, ha raccontato in un’intervista. “Sono molto lento, a volte ci vogliono anche due giorni per fare un cappello, ma non importa: sono belli e caldi e coprono anche le orecchie, perché qui fa molto freddo d’inverno”. E ha continuato: “Imparare a fare i cappelli è stata la cosa più bella che mi sia mai capitata. Li faccio sempre, purtroppo devo smettere

Boogart e, nonostante la sua età e il cancro che lo costringe all’immobilità nel suo letto, non vuole smettere di fare qualche cosa per gli altri, in particolare per le persone che lui ritiene più bisognose di lui. Da quando si sveglia fino a quando va a dormire, ogni giorno, tesse lentamente metri e metri di fili di lana con le sue mani e confeziona cappelli per i senzatetto. Negli ultimi

Bombardare il mondo di semi per eliminare i deserti

Si stanno diffondendo in tutto il mondo le armi ecologiche per combattere a fianco della natura. L’invenzione delle prime bombe di semi risale a Masanobu Fukuoka, botanico giapponese, pioniere dell’agricoltura naturale e padre della permacultura. Negli anni ‘50 iniziò a sviluppare metodi semplificati per la coltura spontanea tra cui il Nengo-Dango, che consiste nel creare palline di argilla, le cosiddette bombe, contenenti semi da spargere sul campo.

Fukuoka era convinto che sparare bombe di semi di fiori in tutto il mondo sarebbe stato molto più proficuo che costruire industrie di fertilizzanti. Egli vedeva l’agricoltura come un cammino per raggiungere la saggezza e studiò metodi per un ecosistema stabile nel quale tutti gli esseri viventi cooperano in armonia. I primi bombardamenti aerei di semi risalgono al 1930, quando alle Hawaii vennero rimboscate alcune zone dopo che un incendio aveva devastato la vegetazione. L’idea di adottare su larga scala questa tecnica è del 1999, quando la Lockheed Martin, azienda di ingegneria aerospaziale e difesa, riuscì

a piantare 900 mila alberi in un giorno lanciando i semi con un aereo militare. In Thailandia dal 2013 il governo sta bombardano le campagne abbandonate con raid di aerei e droni che sganciano piccole bombe composte da argilla, concime e semi della flora locale, sistemate all’interno di capsule biodegradabili ideate per interrarsi in profondità. Questa tecnica usata per introdurre nuova vegetazione in aree aride o inaccessibili oggi permette una dispersione dei semi su scala molto ampia, in modo economico ed estremamente efficace.

  Fonte: The Guardian; 

La rivoluzione del filo di paglia

quando mi addormento. Anche se con il tempo sto perdendo un po’ di manualità, un nodo dopo l’altro vado avanti e sono contento”. Boogart non sa quanto tempo gli rimane da vivere, ma senza preoccuparsene troppo cerca di renderlo di valore. FONTE: FOX17

A 93 anni attraversa gli USA in tre anni di corsa Ernie Andrus ha realizzato il suo sogno: attraversare gli Stati Uniti e congiungere due oceani. Per tre anni ha corso ogni giorno, percorrendo 4.200 chilometri, sotto ogni condizione di tempo e di strada. Partito novantenne è arrivato a toccare l’oceano Atlantico all’età di 93 anni. Ernie è un veterano della seconda guerra mondiale e negli ultimi tre anni è diventato una sorta di mito seguitissimo in tutta l’America. Il suo obiettivo era di far capire alla gente quanto fosse stato duro combattere la guerra e quanto eroici fossero gli uomini che lo hanno fatto. “Senza di loro non si sarebbe potuto compiere lo sbarco

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in Normandia e liberare l’Europa”, ricorda. Il nonnino è il più anziano uomo ad aver completato un percorso simile. Prima di lui deteneva il primato un uomo di 73 anni. Con il supporto di migliaia di fan che lo hanno seguito per lunghi tratti di percorso, Ernie ha attraversato deserti e montagne, foreste e città e corso con persone provenienti da tutto il paese, che hanno formato un piccolo esercito. Al termine della sua impresa ha dichiarato: “Adesso provo molte emozioni contrastanti. Da una parte sono felice di avercela fatta, ma dall’altra provo anche

una grande malinconia per la fine del percorso. Iniziavo proprio a divertirmi!” 

Fonte: CBS News


Si riduce segretamente lo stipendio per salvare i colleghi Katie Couric, ex-presentatrice del celebre notiziario serale CBS News, ha voluto che il suo stipendio di 1 milione di dollari fosse ridotto per permettere ai suoi colleghi di lavoro di non essere licenziati. Questo gesto fatto di nascosto e mai divulgato prima d’ora è accaduto nel 2009, nel pieno della crisi finanziaria americana, ed è stato diffuso soltanto in seguito alla pubblicazione del libro “Powerhouse: The Untold Story of Hollywood’s Creative Artists Agency” (La casa del potere: la sconosciuta storia del’industria degli artisti di Hollywood) da parte di James Andrew Miller, un giornalista e produttore televisivo e cinematografico molto vicino al jet set e al mondo delle star negli Stati Uniti. Il libro confida l’accordo che Katie, tre anni dopo la sua assunzione nella redazione, fece con Sean McManus, allora presidente del seguitissimo CBS News, per barattare il suo stipendio in cambio di un piano di licenziamenti già approvato dalla rete americana. L’unica richiesta che la giornalista fece fu di “non rendere pubblico l’accordo né alla stampa, né a nessun altro”. Katie Couric, classe 1957, è una delle più note presentatrici americane e ha lavorato alla CBS fino al 2011, per poi arrivare alla NBC e ABC News. Il suo primo libro “Lezioni da vite straordinarie” è uno dei libri più venduti degli ultimi anni negli USA.

Fonte: Powerhouse: The Untold Story of Hollywood’s Creative Artists Agency; The Hollywood Reporter

Arriva la macchina del lavato e piegato

Gli USA aboliscono i saponi antibatterici chimici Il 2 settembre l’agenzia americana per la salute dei consumatori, la Food and Drug Administration, ha sancito la fine della commercializzazione di molti saponi antimicrobici e antibatterici contenenti elementi chimici dannosi. Le aziende non potranno più mettere sul mercato prodotti che contengano uno dei 19 principi attivi considerati nocivi, per cui la FDA ha chiesto ai produttori di dimostrare la sicurezza nell’uso quotidiano a lungo termine o di attestare che siano più efficaci di acqua e sapone semplice nella prevenzione di malattie o per la diffusione di infezioni. Le aziende americane non sono riuscite a fornire questa prova, mentre diversi studi hanno invece dimostrato che prodotti chimici come il Triclosan o Triclocarban sono responsabili di alterare la regolazione ormonale e causare maggiore resistenza agli antibiotici. Secondo la società di ricerche di mercato Kline & Company, i prodotti che rientrano in questa categoria rappresentano circa la metà del mercato americano dei prodotti per l’igiene personale; questo provvedimento avrà pertanto un forte impatto sulle scelte delle aziende chimiche americane e non solo. In previsione di questa decisione, la Colgate-Palmolive ha già sostituito il Triclosan con acido lattico in alcuni suoi saponi liquidi antibatterici e ha riformulato nella sua composizione chimica molti detergenti, così come Wal-Mart e Procter & Gamble e altre grandi marche di prodotti per l’igiene che li stanno rielaborando con principi meno dannosi e con più attenzione al naturale. 

Fonte: Food and Drug Administration

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Si chiama Foldimate ed è stata inventata da una startup americana: è una macchina completamente automatica che piega, stira e profuma abiti, pantaloni e camicie in un solo minuto. Con un sistema di supporti, bracci robotici e riconoscimento degli indumenti, la macchina sostituisce il lavoro di una massaia che per fare lo stesso lavoro impiegherebbe normalmente almeno 50 volte più tempo ed energia. Il sistema interno è dotato di un nastro e di bracci robotici in grado di distinguere dimensioni e tessuto dei panni, servendosi del vapore per la piegatura e di spruzzatori su entrambi i lati per disinfettarli e profumarli. La Foldimate è stata considerata la seconda invenzione più importante del 2016 dal premio Startup World, nel giugno scorso. Sarà possibile acquistarla a partire dall’inizio del 2017. Fonte: Foldimate; Start Up World Award


Ammessa al MIT di Boston senza la licenza media Si chiama Malvika Raj Joshi la diciassettenne indiana vincitrice della borsa di studio in Informatica presso il prestigioso Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston. Malvika, che non ha mai completato le scuole medie, ma si è aggiudicata l’ammissione al MIT grazie

ai risultati ottenuti alle Olimpiadi di Informatica dove ha vinto due medaglie d’argento e una di bronzo. Nel 2012, quando Malvika frequentava la 7° classe in una scuola di Mumbai, sua madre Supriya decise di ritirarla da scuola. “Siamo una famiglia della classe media” ha raccontato Supriya, “Malvika stava

andando bene a scuola, ma in qualche modo sentivo che mia figlia aveva bisogno di essere felice. La felicità è più importante dell’educazione convenzionale.” La madre di Malvika ha così lasciato il suo lavoro per predisporre un programma scolastico personalizzato per sua figlia, lasciandola libera di esplorare e approfondire le materie di suo maggiore interesse tra cui, appunto, la programmazione informatica. E così, per tre anni consecutivi, Malvika ha rappresentato l’India alle Olimpiadi di programmazione, vincendo le tre medaglie che le sono valse l’accesso al MIT di Boston. Quando le chiedono se gli altri genitori sono interessati alla storia di sua figlia, Supriya risponde così: “Tutti vogliono sapere come entrare al MIT ma io dico loro che noi non abbiamo mai puntato all’ammissione al MIT. Dico semplicemente agli altri genitori di capire cosa piace ai loro figli”. Fonte: Indianexpress

I senzatetto diventano guide turistiche

Chi meglio di loro conosce le città e tutti i loro anfratti? I senza fissa dimora, che abitano le strade e che le vivono in ogni loro angolo, sono una risorsa inconsueta per i centri urbani in cui i turisti girano in cerca di luoghi suggestivi e curiosità. Da un po’ di tempo si è incominciato a parlare di dare proprio ai senza tetto la possibilità di rendersi attivi e di riscattarsi, accompagnando i turisti per le città e mostrando le loro bellezze nascoste. Uno dei primi è stato il gruppo “Unseen Tours”, nato come sfida di un gruppo di volontari che giravano per le strade di Londra a distribuire calze e cibo ai senzatetto e che hanno deciso di coinvolgere proprio le persone in difficoltà. Il progetto è funzionato talmente bene che oggi anche altre città hanno puntato su questa alternativa: ad esempio, Vienna o Barcellona, dove queste visite guidate prendono il nome di Hidden City Tours. A Roma un progetto simile coinvolge decine di persone in difficoltà, inclusi soggetti con disabilità, che da circa un anno accompagnano i turisti e i pellegrini negli “itinerari di povertà”. Fonte: Unseen Tours; Turismo Giovanile e Sociale; The Independent

L’auto solare diventa realtà

La startup tedesca reSono ha raccolto 200.000 euro in due mesi tramite una campagna di crowdfunding - la raccolta di capitali aperta al pubblico - lanciata a luglio per realizzare la sua automobile con pannelli solari integrati nella scocca. Le concept car di reSono sono dotate di batterie agli ioni di litio, ricaricabili presso le normali prese di corrente. A differenza delle auto elettriche tradizionali, tuttavia, la carrozzeria di entrambi i modelli è rivestita da 7,5 m² di pannelli solari con celle in silicio che consentono di ricaricare le batterie in assenza di punti di ricarica, con un autonomia di viaggio fino a 250 chilometri con un pieno. I modelli Urban ed Extender, che saranno sul mercato nel 2018, sono dotati di un innovativo sistema di filtraggio dell’aria realizzato con il muschio, in grado di regolare la temperatura all’interno dell’abitacolo e di purificare l’aria. Lo speciale lichene, con caratteristiche ignifughe, assorbe dall’aria l’acqua di cui ha MEZZOPIENO 4 NOVEMBRE-DICEMBRE 2016

bisogno e non necessita perciò di manutenzione. Sul suo sito internet, reSono mette a disposizione dei clienti un manuale di istruzioni e dei tutorial per effettuare le riparazioni di routine, con la possibilità di acquistare i pezzi di ricambio on line. Per le riparazioni più complesse, i proprietari dell’auto solare potranno rivolgersi a qualsiasi officina vicino a casa poiché, come dicono in reSono: “non vendiamo la nostra licenza alle officine che offrono di più, né sviluppiamo un software che soltanto noi sappiamo decodificare. Il nostro manuale di officina è accessibile a chiunque sul sito web”. Fonte: reSono


Le strisce 3D che salvano la vita

Arriva l’airbag per i ciclisti Un sistema semplice che può salvare la vita dei ciclisti in caso di incidenti e collisioni: si chiama Hovding ed è il primo airbag al mondo per chi viaggia in bicicletta. Si tratta di un collare hi-tech che, grazie a dei sensori, rileva i movimenti e si apre in caso di impatto in una frazione di secondo, fornendo una protezione per il collo e la testa. Il sistema copre un’area più vasta di un semplice casco ed è praticamente invisibile, perché si indossa come un piccolo colletto. Hovding è stato progettato da due giovani dottorande dell’università di Lund,

in Svezia, ed è in grado di assorbire gli urti in misura nettamente maggiore rispetto ai tradizionali caschi e accessori di sicurezza per bici. Fonte: Hovding

Mai più orche in cattività Ci sono piccole idee semplici che a volte possono fare grandi differenze. Questa è una di quelle ed è nata in India. Si tratta di strisce pedonali evolute, che sono in grado di far rallentare e attirare l’attenzione dei conducenti dei veicoli, in modo da prevenire gli incidenti ai danni dei pedoni. Le ha pensate una ragazza indiana, Saumya Pandya Thakkar, e le ha realizzate per la prima volta ad Ahmedabad, la sua città, in alcune zone ad alta incidenza di traffico e nei pressi di scuole e ospedali. Ricreando l’effetto ottico di un ostacolo si induce a prestare più attenzione e si sollecita sia il conduttore, sia il pedone a considerare le strisce con maggiore attenzione. I risultati sono stati immediati tanto che il Ministro dei trasporti indiano Nitin Gadkari ha deciso che le strisce virtuali saranno applicate in molte altre parti del Paese. Dopo questo successo anche altre città nel mondo hanno adottato questo economico ed efficace espediente, dagli Stati Uniti alla Cina, al Messico e anche in Italia a Vimercate, in provincia di Monza. Fonte: Indian Times; Architets Newspaper; Il Cittadino Monza e Brianza

Negli USA lo stato della California ha approvato il 13 settembre una legge che mette fine all’allevamento e all’utilizzo delle orche per fini ludici e ricreativi. La legge giunge dopo molti anni di campagne per preservare la libertà di questo grande mammifero marino e dei suoi simili, utilizzati in spettacoli e acquari in tutto il mondo, costretti in cattività e obbligati a condurre una vita non conforme alle loro attitudini naturali e lontano dal loro habitat. La California diventa così il primo Stato ad abolire la cattività delle orche. Il governatore Richard Bloom ha dichiarato alla stampa che questa iniziativa pone le basi per decisioni si-

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mili in molti altri Stati e per un cambiamento radicale e definitivo nella gestione degli animali in cattività. I primi a rimettere le orche in libertà sono stati i parchi marini della Sea Word, la più importante azienda di svago americana, che utilizzava decine orche nei suoi acquari. Le orche sono state liberate e per un ristretto numero sono stati avviati programmi di studio e di riproduzione. Alcuni parchi marini rimarranno attivi per ospitare animali feriti o malati e concentreranno i loro sforzi per preservare questo grande mammifero e la sua specie. Fonte: Richard Bloom; Whales and Dolphins Conservation


MEZZOPIENOpensiero

Mezzopieno è innanzitutto un modo di pensare, un approccio alla vita ed una maniera di essere. Il pensiero Mezzopieno è sempre pro, mai contro. Mezzopieno si pone come alternativa costruttiva al vittimismo, alla polemica e al disfattismo. Il modo di essere Mezzopieno collabora con tutti per offrire delle alternative costruttive e positive ai pessimisti, ai complottisti e a quelli che cercano sempre dei capri espiatori da colpevolizzare. Chi vive Mezzopieno non ha timore di caricarsi delle responsabilità ed è impegnato nell’individuare le alternative alle dinamiche distruttive e al modo di fare che delega agli altri le scelte. Il cambiamento è responsabilità di chi costruisce con intelligenza ed umiltà, collaborando e coinvolgendo il maggior numero di persone possibile. Piuttosto di cercare di demolire ciò che è ritenuto sbagliato, Mezzopieno propone alternative positive e costruttive, buone pratiche ed atteggiamenti che ricercano l’armonia, che non indirizzano energia per contrastare il male, ma che si vanno a sostituire ad esso. La scelta buona scaccia quella cattiva. Chi si identifica nel Mezzopieno non esalta il buonismo ma ha un approccio positivo e aperto al diverso ed al nuovo. Il cambiamento è un processo che va condiviso da tutti e può avvenire soltanto lentamente, con la presa di coscienza e la partecipazione costruttiva di ogni elemento della società. L’alternativa alla rivoluzione è l’evoluzione. La vera forza che manda avanti il mondo da sempre e che lo ordina attraverso la crescita e la collaborazione di tutti. Chi giudica questo modo di pensare come naif… ha ragione! Non è obiettivo del pensiero Mezzopieno produrre utili o generare profitto. È dimostrato che i buoni esempi “sono in grado di suscitare emozioni positive e di spingere le persone a seguire gli esempi presentati e addirittura provocare reazioni fisiche tali da lasciare un’impronta duratura capace di influenzarne le azioni future. Questo fenomeno, che in psicologia prende il nome di “elevazione morale’” può provocare cambiamenti comportamentali e predisporci all’empatia e all’interazione sociale”. Fonte: Journal of Personality and Social Psychology

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MEZZOPIENOcosafacciamo Indice di benessere

LA CONOSCENZA È UN BENE PREZIOSO

“L’istruzione è l’arma più potente per cambiare il mondo”, affermava il premio Nobel per la pace Nelson Mandela. Le persone intervistate nell’ambito del sondaggio “Il benessere indichiamolo noi” promosso dall’ufficio studi Mezzopieno sembrano avere bene in mente questo concetto. L’istruzione, infatti, è stata indicata come un aspetto fondamentale del benessere dal 46,28% degli intervistati e come un aspetto importante dal restante 54,72%. Il livello di istruzione, calcolato in termini di tasso di alfabetizzazione degli adulti e di tasso di iscrizione scolastica, insieme alla speranza di vita alla nascita e al PIL pro capite, rappresenta una delle tre dimensioni che compongono l’Indice di Sviluppo Umano. L’istruzione fa parte anche degli indicatori che compongono il Better Life Index promosso dall’OCSE. L’universalizzazione dell’istruzione primaria era anche il secondo degli otto obiettivi di sviluppo del millennio che i membri delle Nazioni Unite si erano prefissi di raggiungere entro il 2015. I progressi fatti in tal senso sono stati tanti. Nei paesi in via di sviluppo, infatti, si è passati da un tasso di iscrizione alla scuola prima-

ria dell’80% (nel 1990) a uno del 91% (nel 2015). Tuttavia, l’istruzione è un bene troppo prezioso per dichiararsi pienamente soddisfatti di questi risultati. Infatti, esso è stato annoverato fra i nuovi diciassette obiettivi di sviluppo sostenibile che gli Stati membri delle Nazioni Unite sperano di raggiungere entro il 2030. Ma perché l’istruzione è così importante per il benessere individuale e sociale? Innanzitutto rappresenta un bene in sé per gli aspetti ludico-emozionali legati a tutta una serie di azioni che solo una persona istruita può compiere: leggere un libro, scrivere una poesia, apprezzare un’opera d’arte. L’istruzione, inoltre, offre alle persone gli strumenti necessari per poter ragionare in modo critico e pianificare la propria vita in modo adeguato e informato. Questo si traduce in una serie di fattori che hanno sicuramente un impatto positivo sulla vita degli esseri umani: la possibilità di trovare un lavoro più soddisfacente (oltre che più remunerativo); la tendenza a seguire stili di vita più sani e, di conseguenza, ad avere un livello di salute più elevato e l’attitudine a partecipare più attivamente alla vita politica e sociale del proprio Paese, promuovendo una cultura di pace. Fonte: Onu 2015

La comunità Mezzopieno è un movimento formato da persone, gruppi e associazioni che credono nell’importanza di promuovere ed interpretare un approccio costruttivo ed armonioso nella società e nella vita, nel rapporto con gli altri e nella gestione delle sfide e delle difficoltà. Partecipano alla comunità Mezzopieno: Semi Onlus International, Voluntas Foundation, Fondazione Arbor, Gruppo di ricerca Valori, Etica ed Economia dell’Università di Torino, associazione Volonwrite. Il gruppo di lavoro Mezzopieno è aperto a chiunque voglia partecipare: nei primi due lunedì di ogni mese ci incontriamo alle 19 alla Casa del Quartiere di via Morgari 14 a Torino, in zona San Salvario.

DIFFUSIONE DI MEZZOPIENO NEWS: IL CERCHIO DELLA GRATITUDINE

Mezzopieno News è un veicolo di condivisione per diffondere la cultura della positività, per sensibilizzare e motivare le persone a mettere in gioco le proprie capacità e la propria intelligenza propositiva. Il “cerchio della gratitudine” è il progetto che prende vita dalle relazioni di gratuità e di gratitudine che si vengono a creare intorno a Mezzopieno News: il periodico, nella sua forma cartacea, viene consegnato di mano in mano nel cerchio delle conoscenze e delle persone vicine ai membri della comunità e diventa uno strumento di relazione e di condivisione. I volontari della comunità Mezzopieno sono attivi nella distribuzione di Mezzopieno News in: Ospedali - Case di cura e di degenza - Centri di accoglienza per anziani - Carceri ed istituti penitenziari - Scuole - Parrocchie - Associazioni - Aziende - Circoli - Comunità.

L’UFFICIO STUDI MEZZOPIENO

L’attività di ricerca è lo strumento attraverso il quale il movimento Mezzopieno approfondisce la sua capacità di interpretare ed analizzare la società e le sue evoluzioni. I programmi di ricerca del movimento sono un laboratorio permanente che coinvolge università, ricercatori, associazioni e gruppi di lavoro. In particolare, Mezzopieno svolge l’attività di studio e analisi in collaborazione col Gruppo di Ricerca Valori, Etica ed Economia dell’Università di Torino, di cui è membro. MEZZOPIENO 7 NOVEMBRE-DICEMBRE 2016


mezzopienofocus GLI SFORZI DELL’OCCIDENTE

La globalizzazione, l’era dell’incontro e

dello scambio. Il dialogo interculturale e interreligioso tra i popoli del mondo affronta il piano più profondo del rapporto con lo spirito e con la fede delle diverse culture

Le religioni unite per la pace L’era che stiamo affrontando è ricca di mutamenti e di stimoli, di conoscenza e di condivisione. Le scienze si coordinano nelle scoperte, le diverse discipline collaborano insieme, le nazioni si alleano per concordare regole di convivenza e scambi e le culture sono chiamate, come mai prima d’ora, a col-

laborare insieme per lo sviluppo della nuova umanità pluralista. Il dialogo tra culture differenti è probabilmente una delle sfide più importanti che il mondo si trova oggi ad affrontare, stimolato dalla presenza di grandi masse di uomini e donne in movimento, insieme alle loro tradizioni e alle loro spiritualità. Per la maggior parte di essi la fede e la religione

rappresentano parte integrante dell’esistenza e affrontare questa realtà con consapevolezza e responsabilità è un elemento che determinerà la forma del mondo futuro e della nuova umanità che lo vivrà. Il ruolo che le fedi e le religioni rappresentano in questo incontro è predominante e fondamentale, ma a che punto siamo di questo cammino?

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Islam e cristianesimo racchiudono le due grandi spiritualità del mondo e il loro confronto ha le radici nella storia. L’incontro di San Francesco D’Assisi con il Sultano di Egitto Malik al Kamil rappresenta uno dei momenti più simbolici di questo cammino. Lo storico colloquio avvenne nei pressi del Cairo nel 1219 tra i campi di battaglia dei crociati dove musulmani e cristiani si combattevano. Francesco sfidò la guerra e il pregiudizio del tempo e ottenne di essere accolto dal Sultano: il Corano e il Vangelo si incontrarono per la prima volta. Ai giorni nostri una celebre donna che dedicò la sua vita alla ricerca della verità nelle diverse spiritualità fu Simone Weil. Di origine ebrea, nel primo dopoguerra studiò i testi sacri gettando le basi di una nuova spiritualità interreligiosa e arrivando alla conclusione che: “Ogniqualvolta un uomo ha invocato con cuore puro Krishna, Buddha, il Tao, ecc., il figlio di Dio ha risposto inviandogli lo Spirito Santo. E lo Spirito ha agito sulla sua anima, non inducendolo ad abbandonare la sua tradizione religiosa, ma dandogli la luce – e nel migliore dei casi la pienezza della luce – all’interno di tale tradizione”. Queste parole ricordano che il dialogo non deve essere sinonimo di sincretismo tra le religioni o di un relativismo spirituale, non è abbandono della propria fede ma la rinuncia a un atteggiamento di superiorità. Il dialogo interreligioso nasce dal presupposto di voler riconoscere l’identità spirituale dell’altro e rispettare le sue tradizioni e i suoi riti. Questo è il presupposto di qualsiasi tipo di dialogo.


I primi incontri mondiali tra le fedi risalgono al 1893 a Chicago. Questa esperienza ha condotto nel 1993 alla nascita del Parlamento delle Religioni Mondiali in seno alla Conferenza delle Nazioni Unite, per un’etica mondiale. Con il Concilio Va t i c a Tutto ciò che va no II, nel verso l’alto converge P. T. De Chardin 1965, anche la Chiesa Cattolica iniziò ufficialmente a riconoscere che: “Non c’è pace mondiale senza pace religiosa, e non c’è pace religiosa senza dialogo”.

LE ESPERIENZE IN ITALIA Una figura meno nota che ha dedicato la vita al dialogo ecumenico è quella di Sorella Maria di Campello, di origine torinese. Già a partire nel 1930, nella piccola comunità in cui viveva, cominciò a intessere relazioni con preti anglicani, pastori valdesi e con chiunque coltivasse

LE PICCOLE COMUNITÀ RISPONDONO Molte città italiane, ormai immerse in una multietnicità che porta con sé anche la multireligiosità, hanno dato vita a incontri e conferenze interfedi a ogni livello, con la spontaneità e il desiderio del confronto e dello scambio con chi vive lo stesso quartiere, la stessa scuola o comunità e con cui vuole fare esperienza di conoscenza profonda. A Montecatini Terme nell’aprile 2015 è stato firmato un documento per la pace e il dialogo tra le religioni tra l’Imam di Firenze, Izzedin Elzir, il consigliere della comunità ebraica fiorentina, Mario Fineschi, Daniele Santi dell’istituto buddista italiano, padre Matei Tulan, parroco della comunità ortodossa rumena e il vescovo Roberto Filippini.

una sincera passione religiosa. Sviluppò una fervida amicizia e un intenso scambio epistolare con il Mahatma Gandhi, induista, e con

A Udine il progetto “Salmodia della Pace” mette in dialogo, attraverso canti e letture, cinque religioni monoteiste: cristiano-cattolica, greco-ortodossa, serbo-ortodossa, ebraica e musulmana, nel nome della pace. A Torino, ormai da diversi anni, si tengono numerosi eventi come la Giornata di dialogo cristianoislamico promossa dal gruppo interreligioso “Insieme per la Pace” o come la rottura del Ramadan in piazza con la partecipazione della cittadinanza e degli esponenti delle religioni monoteiste. In molte città, inoltre, esiste la sempre maggiore attenzione verso la costruzione di spazi interfedi e di stanze del silenzio multiconfessionali in aeroporti, ospedali e università.

molti grandi rappresentanti religiosi della Terra. Ad Assisi il 27 ottobre 1986, su ispirazione di

Papa Giovanni Paolo II, nacque la Giornata mondiale di preghiera per la pace, a cui presero parte, per la prima volta, i rappresentanti di tutte le grandi religioni del mondo. Fu un momento storico a cui parteciparono 50 membri delle Chiese cristiane e 60 uomini e donne esponenti delle altre religioni mondiali. Papa Wojtyla commentò l’evento: “Chi prega sinceramente Dio, come abbiamo cercato di fare in Assisi, contempla la volontà armoniosa di Dio creatore, l’amore che è in Dio, l’ideale di pace tra gli uomini, l’ideale che San Francesco ha incarnato in un modo incomparabile”. Gli incontri ecumenici e di dialogo interreligioso non si sono più arrestati e Assisi ne è rimasta un simbolo. Lo spirito degli uomini e delle donne di fede ha il ruolo di contribuire a unire, al di sopra delle differenze e, anche quando non ci si riconosce come figli dello stesso Dio, permette di ritrovarsi come figli della stessa umanità, con uno sguardo al cielo, sotto il quale ci si può ritrovare uniti, come i diversi colori in un solo grande arcobaleno.

TORINO PER PREVENIRE LA RADICALIZZAZIONE IN CARCERE A Torino dal febbraio 2016 alla casa circondariale Cutugno e Lo Russo, più nota come le Vallette, ha preso avvio un progetto di assistenza spirituale continuativa ai detenuti di fede islamica, il primo in Italia. La tutela delle minoranze religiose, prevista dalla nostra Costituzione, non sempre si realizza pienamente negli istituti penitenziari e mentre per un detenuto di fede cattolica è previsto di poter parlare con un prete o di poter partecipare alla messa ogni domenica, un detenuto musulmano può incontrare difficoltà a rispettare il Ramadan. A Torino da alcuni mesi è garantito l’accesso ai ministri di culto di fede islamica per l’assistenza spirituale dei detenuti, grazie alla collaborazione gratuita dell’associazione Islamica delle Alpi e dell’associazione AFAQ, della Moschea Taiba e della Moschea della Pace. Il progetto è sorto in seno al Forum Politiche di Integrazione e Nuovi Cittadini della Circoscrizione 7 di Torino, un organo di democrazia partecipativa nato negli scorsi anni in città. L’assistenza spirituale può diventare uno degli antidoti alla radicalizzazione dei detenuti nelle carceri, come spiega l’imam Said Ait El Jide: “Cerchiamo di affrontare delle tematiche adatte alla situazione del detenuto, dalla misericordia al perdono, per prepararlo a far sì che il suo errore possa esser superato: per far questo si deve sentire amato, affinché non si radicalizzi e non si incattivisca”. Nell’ultima festa del Ramadan i detenuti musulmani hanno ricevuto dei pacchi dono con il cibo tipico e li hanno condivisi con i propri compagni di cella cattolici.



Grazie al direttore dell’istituto Cutugno e Lo Russo, Domenico Minervini

MEZZOPIENO 9 NOVEMBRE-DICEMBRE 2016


TERREMOTO: LA SVOLTA ANTISPRECO Entrata in vigore il 2 agosto scorso, la nuova legge Antispreco sta trovando gli italiani solidali e uniti attorno all’emergenza, permettendo di raccogliere cibo e derrate alimentari da luoghi di ristorazione, mense e privati con modalità che stanno già portando i primi rapidi aiuti nelle località distrutte dal sisma che ha colpito il centro Italia nelle scorse settimane. La normativa in vigore incentiva i ristoratori prima restii a donare a causa del timore di violare la legge e quelli che erano scoraggiati dalla burocrazia. A differenza della Francia, apripista in Europa nella legge antispreco, la normativa italiana non si basa su in sistema di imposizioni e multe ma su una logica positiva. Semplificata

la procedura formale per chi vuole donare e per le realtà che si impegnano nella ridistribuzione del cibo in eccedenza per fini caritatevoli, donare il cibo è più facile e organizzato. Per i donatori sono attivi sgravi fiscali e uno sconto sulla tassa dei rifiuti proporzionale alla quantità di cibo donato. La norma rafforza il lavoro di contrasto agli sprechi, facendo crescere la consapevolezza dei consumatori rispetto alle abitudini alimentari, semplifica le donazioni per le aziende nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e della tracciabilità e per l’agricoltura rende più rapide le assegnazioni di prodotti dei campi attraverso le donazioni dirette alle persone indigenti. I prodotti agricoli che rimangono incolti possono essere ceduti a titolo gratuito. Il pane invenduto

La rivoluzione sarda che ripulisce i mari del mondo

Un’azienda sarda, Edizero, è tra le dieci principali eccellenze tecnologiche del mondo: riconosciuta dal World Economic Forum di New Delhi come un modello globale di innovazione ecologica sostenibile, ha attenuto già oltre 150 riconoscimenti internazionali. Con un prodotto estremamente povero, la lana di pecora sarda al 100% semplicemente lavorata, ha trasformato il concetto di pulizia degli oceani dall’inquinamento, innescando una vera e propria rivoluzione. Si tratta dell’unico sistema al mondo capace di svolgere in modo naturale la duplice azione di assorbire, metabolizzare e biodegradare gli idrocarburi petrolchimici presenti nel mare. Edizero è stata la prima azienda al mondo a riconvertire oltre 100 tipi di scarti di fonti rinnovabili dell’agroalimentare in biomateriali per il risparmio energetico, l’edilizia sostenibile, le bonifiche e il disinquinamento ambientale. Il brevetto Edimare è un pannello creato con le alghe posidonie spiaggiate, eccedenti in natura, che unisce il mare e la terra in una soluzione bioedile ad altissima efficienza. Con gli scarti delle vinacce esauste, la sansa d’oliva e gli scarti delle arnie l’azienda ha creato tinte completamente naturali per l’edilizia. “È una risorsa sprecata”, dice la fondatrice Daniela Ducato. “Sono i nostri occhi a non riuscire a vedere la ricchezza che si nasconde in ciò che buttiamo. La natura non fa niente a caso e tutti i conti devono tornare. In natura non esistono disoccupati, non esistono sprechi ambientali, ma costanti rigenerazioni”. Le sedi produttive in cui la Edizero produce sono a Guspini e Bitti, nel Medio Campidano, una delle zone più depresse della Sardegna. Fonte: World Economic Forum; Edilana; Edizero; L’Unione Sarda

può essere donato senza formalità particolari nell’arco delle 24 ore dalla produzione. I clienti dei ristoranti possono pretendere l’asporto dei propri avanzi con la “family bag” da portare a casa o da donare a chi ne ha bisogno. Per i farmaci la legge consente la donazione diretta di medicinali non utilizzati e non scaduti alle onlus. Anche le mense scolastiche, aziendali e ospedaliere sono coinvolte nella prevenzione dello spreco. Infine, non è più richiesta la forma scritta per le donazioni gratuite di cibo, farmaci e altri prodotti. Una delle più belle e concrete eredità di Expo Milano 2015 e traduzione in gesti pratici dei principi della Carta di Milano. 

FONTE: CAMERA DEI DEPUTATI; IL CORRIERE DELLA SERA

La scuola che insegna a perdere

Ci è sempre stato detto che a scuola bisogna essere bravi, persino i primi della classe, e che si deve fare sempre meglio degli altri. Ma l’educazione può prevedere anche i fallimenti come parte del percorso e istruire al valore dell’umiltà e del riconoscimento dei propri talenti e dei propri limiti. È così che negli ultimi anni stanno nascendo in alcuni istituti italiani, accanto al mito dell’eccellenza, alcuni percorsi di insegnamento diversi, dove si insegna a bambini e adolescenti che non riescono a rientrare nella categoria dei migliori come accettare i propri limiti e trasformarli in qualcosa di positivo. Accade nell’istituto comprensivo Borsi-Saffi di Roma, dove è attivo da un anno un progetto triennale che si chiama “Custodi dei semi”: un inno alla lentezza e alla capacità di saper perdere. “In una società basata sul successo, sul guadagno e sul vincere, riflettiamo sull’importanza e sul valore pedagogico del perdere”, spiega l’ideatore del progetto. “Da noi si perde tempo per darsi tempo”. I metodi utilizzano simulazioni e rotazione dei ruoli, con lezioni e sperimentazioni in cui gli studenti leader assumono il ruolo di perdenti per poi invertire le parti e analizzare le reazioni che ne scaturiscono. I ragazzi hanno anche un giornalino scritto da loro che parla del benessere e di come raggiungerlo. “L’umiltà è sapere di essere in gamba, ma non immuni da errori”, dice Alessio della seconda B. Mentre Valerio scrive: “Ogni mattina, quando mi alzo, so che sarà una giornata fantastica”. Sara, la filosofa della classe, afferma invece: “L’energia positiva fa emergere la forza del bene contro il male”. 

MEZZOPIENO 10 NOVEMBRE-DICEMBRE 2016

Fonte: Istituto comprensivo Borsi-Saffi


Le città assumono le pecore Per conciliare le diverse esigenze di convivenza e l’armonia tra specie animali ed esseri umani, l’uomo e la natura hanno imparato a stringere alleanze. Una particolare forma di collaborazione che negli ultimi anni si sta diffondendo è quella tra greggi e parchi cittadini. Sono diversi i comuni che hanno fatto ricorso a mandrie di erbivori sostituendo decespugliatori e macchinari nel compito della cura del verde nei parchi e nelle aiuole delle città, in cambio di una buona razione di erba, con l’abbattimento di rumore ed emissioni e la garanzia aggiuntiva della concimazione naturale delle aree verdi. La prima grande città è stata Torino che da 2007 ha incominciato a invitare ogni anno mandrie di mucche e pecore a pascolare nei propri parchi estensivi per periodi di 3-4 settimane per area. Poi altre città, complice anche l’austerità nei bilanci dei comuni, hanno fatto lo stesso e così greggi affamati hanno invaso i parchi e incominciato a brucare tra le altre a l’Aquila, Ferrara, Milano e Modena. I cittadini, sorpresi e incuriositi, dopo un po’ hanno iniziato a prendere confidenza con le pecore che hanno restituito al paesaggio urbano un tocco di bucolico alpeggio. Fonte: Ansa; Futura; Città di Ferrara; Milano Today; Coldiretti Modena

Mi fido di te: la libraia che diffonde L’arte di Palmira rinasce a Roma ospita qualcosa di unico al mondo all’interno l’onestà del Colosseo, anch’esso restituito al suo antico Sara Marenghi, libraia a Piacenza, da due mesi ha iniziato un esperimento. Di notte lascia fuori dal suo negozio uno scaffale pieno di libri, la gente può sfogliarli e prendere quelli che preferisce lasciando i soldi sotto la porta. Lo ha chiamato MiFidoDiTe e da subito si è accorta che la sua fiducia è stata capita dalle persone e da tanti suoi nuovi clienti “invisibili”. Dopo molte notti e fine settimana in cui ha lasciato i libri incustoditi,

sta scoprendo l’onesta di un gran numero di passanti che entusiasticamente prendono i libri e li pagano, senza approfittarne. “Quando ho esposto l’idea ad alcuni tra amici e clienti, ho avuto pareri contrastanti: chi era contento e chi molto dubbioso”, afferma. “Vedremo. C’è bisogno di piccoli gesti che possano ridare il sorriso e la fiducia”. E a quanto pare sta funzionando davvero.

Fonte: Bookbank

Sono tre le grandi ricostruzioni che stanno restituendo al mondo parte del patrimonio devastato dall’Isis in Siria: Nimrud, il toro alato con testa d’uomo distrutto nel marzo 2015, l’ Archivio di Stato di Ebla del 2300 a.C. e il maestoso tempio di Bel, raso al suolo nell’agosto 2015. Rinascono grazie all’avanzata tecnologia 3D e ai droni che hanno permesso di mappare intere aree, oggetti e statue, fino al più piccolo sasso in loco e che stanno permettendo una vera e propria resurrezione di opere dal valore inestimabile nella loro dimensione originale. La mostra “Rinascere dalle distruzioni”, aperta al pubblico dal 7 ottobre all’11 dicembre,

MEZZOPIENO 11 NOVEMBRE-DICEMBRE 2016

splendore, dopo il recente restauro. Questa operazione straordinaria per impegno e tecnologie utilizzate rilancia la speranza che si possa ricostruire un giorno quanto distrutto e avverte i paesi feriti che la comunità internazionale, con i suoi esperti, è pronta a sostenere il risorgimento dei loro monumenti. Il sostegno economico proviene da una Fondazione privata, Terzo Pilastro. “Non bisogna fermarsi alla riproduzione. Con l’impegno dei privati si può ricostruire. Roma stessa ha chiese e templi non originali. Ci vorrà tempo, ma si farà”, ha detto il presidente Emanuele Emmanuele. Le copie dei manufatti distrutti sono realizzate da tre aziende italiane leader mondiali in questo settore, la Nicola Salvioli di Firenze, Arte Idea e Tryeco 2.0. Nel frattempo una replica dell’Arco Trionfale dell’antica città carovaniera, costruita in marmo di Carrara, è già stata innalzata a Trafalgar Square, la centralissima piazza di Londra, lo scorso 19 aprile. Fonte: Il Tempo; TorArt; Nicola Salvioli; Arte Idea; TryeCo 2.0


Il contenitore che allunga la vita Pronto per essere lanciato il brevetto di un packaging antispreco, messo a punto da Bestack, consorzio non profit di ricerca, con l’Università di Bologna. Si tratta di cassette per ortofrutta in cartone ondulato con l’aggiunta di una soluzione concentrata di oli essenziali naturali, in grado di contrastare la deperibilità del prodotto. Un imballaggio innovativo che garantisce frutta e verdura più fresche e allunga i tempi di commercializzazione: sui banchi del supermercato durano infatti da 2 a 3 giorni in più. La

confezione diviene dunque per Claudio Dall’Agata, direttore di Bestack, “strumento che protegge il prodotto e lo migliora” perché assicura un maggior grado di igiene e pulizia e una minore migrazione microbiologica sui prodotti, rispetto ad esempio alle cassette di plastica. Inoltre gli oli essenziali la rendono “attiva” perché capace di combattere la marcescenza di frutta e verdura in tutte le condizioni di temperatura. Le analisi comparate su fragole, albicocche e nettarine stimano che confezionarle nelle cassette attive Bestack

porti a un risparmio annuo di oltre 190 milioni di euro con 115 mila tonnellate sottratte alla spazzatura: la quantità di prodotto da scartare è stata ridotta infatti del 5%. Per tutta l’ortofrutta si prevede che il nuovo cartone possa ridurre ulteriormente lo scarto, risparmiando un miliardo di euro per circa 850.000 tonnellate di prodotto, ovvero il 10% della frutta e della verdura consumata in Italia in un anno. L’imballaggio innovativo, dunque, si traduce in maggiore sostenibilità economica e ambientale e in consumi più attenti. Fonte: Ufficio stampa Bestack

Le donne trainano la nuova imprenditoria in Italia Che il gentil sesso possa vantare ruoli di primo piano, a partire dalla politica, è un dato di fatto. Che invece siano le donne a trascinare la crescita imprenditoriale, questa è notizia meno nota. Lo sancisce il Rapporto ImpreseinGenere, realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Consiglio dei Ministri. I dati parlano chiaro. Uno su tutti: su 53 mila imprese nate negli ultimi cinque anni in Italia, 35 mila, ovvero il 65%, sono guidate da donne. Un successo che si basa su alcune caratteristiche fondamentali (lo dice il rapporto di Unioncamere): le donne sono più digitali, sono più multiculturali, ma soprattutto sono più giovani. Tre elementi che, senza dubbio, possono dare quella “spinta” in più nel mondo degli affari e dell’imprenditoria. Tuttavia le imprese guidate dalle donne rappresentano solo il 21% del totale delle imprese italiane. In pratica appena una su cinque. Una percentuale che tradotta in termini di occupazione assume un significato importante, perché le imprese guidate da donne offrono lavoro a più di 3 milioni di persone.

Stampare le case in terra 3D: in Italia per primi La tecnologia della stampa tridimensionale è sempre più diffusa e offre ogni giorno spazio a idee via via più ardite. A Massalombarda, in provincia di Ravenna, un gruppo di ingegneri ha realizzato la prima stampante 3D che “stampa” le case con la terra. Si tratta di un’invenzione che sconvolge il tradizionale metodo di costruire gli edifici. “Siamo già riusciti a dimostrare che due uomini e una macchina possono stampare in 3D un rifugio confortevole e sano

Fonte: Unioncamere MEZZOPIENO 12 NOVEMBRE-DICEMBRE 2016

in poco tempo e a un costo irrisorio” dichiara Massimo Moretti, fondatore di WASP e ideatore del Parco Tecnologico Shamballa, dove è stata montata e messa al lavoro la BigDelta, alta 12 metri. “Stampare in 3D per la prima volta al mondo una struttura in terra e paglia si è rivelata un’esperienza difficile, per certi versi quasi estrema”. La struttura è molto robusta e potrebbe diventare il nuovo standard per ricostruire velocemente e a costi estremamente bassi le zone colpite

da catastrofi naturali, come terremoti o alluvioni. La collaborazione tra l’azienda romagnola e il Comune, ha fatto nascere il più importante progetto finora pensato per lo studio di abitazioni eco sostenibili con materiale reperito in loco. Prima d’ora è stato realizzato solo in Cina un sistema simile, ma di più limitata sostenibilità ambientale, che assembla edifici con pareti in cemento stampate in 3D. Fonte: Wasp; Winsun


Tornare a parlare: lo sconto a chi non porta il cellulare

“Basta ignorare chi ci sta di fronte per usare il telefonino” è lo slogan dello Stonehenge Bar di Piano D’Accio, in provincia di Teramo, uno dei primi in Italia a offrire uno sconto a chi sceglie di non utilizzare il cellulare a tavola. Un patto con i clienti di questo piccolo locale che ha scelto di aiutare le persone a recuperare una dimensione più diretta e spontanea nei rapporti personali. Chi accetta di non usare il telefonino riceve uno sconto del 15% sulle ordinazioni e si può abbuffare di cibo e chiacchiere senza interruzioni. Si può anche decidere di devolvere lo sconto al Banco di Solidarietà della città di Teramo che raccoglie alimenti da destinare alle persone bisognose del comune. Il locale sta ricevendo grande approvazione e i clienti sono entusiasti e numerosi, molti decidono di portare la buona abitudine anche a casa e di ridurre la “dipendenza da collegamento” portando altri amici e sperimentando la sensazione di vivere come si faceva fino a pochi anni fa, a tu per tu.

Il primo cartellino verde nella storia del calcio italiano Introdotto nella stagione calcistica 2015/2016, il cartellino verde ha lo scopo di segnalare gesti non ordinari ma speciali ed esemplari dei quali si rendano protagonisti positivi i tesserati sui terreni di gioco del secondo Campionato professionistico nazionale di calcio. Il primo cartellino verde del calcio italiano è stato assegnato all’ottavo minuto del secondo tempo nel match tra Virtus Entella e Vicenza, quando l’arbitro Mainardi ha fischiato un calcio d’angolo a favore della squadra ospite ma il giocatore del Vicenza Cristian Galano lo ha corretto segnalando che non vi era stata alcuna deviazione. L’arbitro ha così assegnato una rimessa dal fondo per la Virtus, mostrando il cartellino verde all’attaccante vicentino per premiare il suo fair play. “Questo primo Cartellino Verde assegnato a un nostro calciatore”, ha dichiarato il Presidente della Lega B Andrea Abodi, “rappresenta un momento simbolico di grande valore del Campionato degli Italiani e della vita associativa della Lega B. Il nostro impegno per un calcio vero, pulito, corretto e credibile ha bisogno anche di questi esempi che dimostrano la capacità di coniugare agonismo e rispetto, attraverso la collaborazione con gli arbitri”. Fonte: Federazione Italiana Giuoco Calcio

Fonte: Stonehenge Bar

I fari in cessione a chi li farà rivivere Avete mai sognato di andare a vivere in un faro? Le coste italiane sono ricche di tesori che fanno parte della storia delle navigazioni e della marina e che possono essere valorizzati, ospitando nuove attività. Per questa ragione l’Agenzia del Demanio ha avviato un progetto che punta alla promozione di una rete nazionale dedicata a una nuova forma di turismo sostenibile, legata alla cultura del mare e dell’ambiente mediterraneo. Il bando di gara Fari, Torri ed Edifici Costieri punta alla concessione, fino a 50 anni, di 20 “gioielli del mare” distribuiti su tutta la costa del nostro Paese. Si tratta di luoghi unici e di grande presenza paesaggistica che, grazie a questo progetto, potranno rinascere a nuova vita e generare valore economico e sociale per il terri-

torio. Passeranno, infatti, in gestione a cittadini, associazioni e imprese che presenteranno il miglior progetto di recupero e rilancio della struttura e del suo ambiente. L’edizione dello scorso anno ha visto 11 strutture cedute ad associazioni ambientaliste e giovani imprenditori con un investimento di circa 6 milioni di euro e 100 nuovi posti di lavoro. Si sono risparmiati inoltre 650 mila euro per la gestione e la manutenzione dei siti. Tra gli altri, sono coinvolti in questo progetto il faro del Po di Goro, in provincia di Ferrara, il faro di Punta Polveraia, a Marciana sull’Isola d’Elba, il faro di Capo Rizzuto, in provincia di Crotone, il faro di Capo Zafferano, a Palermo e la Torre Castelluccia di Borgo Caggioni, in Puglia.

MEZZOPIENO 13 NOVEMBRE-DICEMBRE 2016

Fonte: Agenzia Demanio


MEZZOPIENO52passi 52 PASSI È UN PERCORSO DI IMPEGNO PERSONALE CHE HA L’OBIETTIVO DI AFFRONTARE INSIEME PICCOLI PROPOSITI SETTIMANALI, UNO PER OGNI SETTIMANA DELL’ANNO. LE QUATTRO AREE DI IMPEGNO SONO:

VUOI FARE IL PRIMO PASSO? • Spegni il tuo cellulare per almeno un’ora

- IL RAPPORTO CON SE STESSI E CON IL PROPRIO INCONSCIO • Leggi e commenta una notizia insieme ai tuoi amici

- LE RELAZIONI

• Riutilizza tutto il cibo avanzato a casa, senza sprecarne Pe

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• Fai una passeggiata e pensa a chi ti ha dato una mano nella vita

“Non penso mai al futuro. Arriva così in fretta” - A. Einstein La migliore versione di te Prenditi un momento per immaginare il tuo futuro. Qual è la vita migliore che puoi desiderare? Prendi in considerazione tutti gli aspetti rilevanti come la carriera, gli studi, le relazioni, gli hobby e la salute. Che cosa succederà in queste aree della tua vita nel migliore futuro che riesci ad immaginare? Per quindici minuti metti per iscritto come ti figuri il tuo migliore futuro: - Potrebbe essere di aiuto analizzare in che senso la tua vita attuale non rispecchia il futuro che immagini. Sarai tentato di pensare a quando realizzare certi obiettivi è risultato difficile in passato oppure agli ostacoli finanziari, di tempo e sociali che ti hanno impedito di trasformare in realtà certe aspettative. Ai fini di questo esercizio, tuttavia, ti incoraggiamo a focalizzarti sul futuro: immagina un domani in cui sei la migliore versione di te e le

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circostanze cambiano quanto serve perché questi cambiamenti si realizzino. - Questo esercizio è utile quanto più è specifico: se pensi ad un nuovo lavoro immagina esattamente cosa faresti, con chi e dove. Il più specifico sarai e maggiore sarà il tuo coinvolgimento nell’esercizio. - Sii più creativo e fantasioso che puoi e non preoccuparti della grammatica. Alle volte i nostri obiettivi nella vita possono essere sfuggenti. La ricerca suggerisce che costruire ottimismo circa il futuro ci motiva a lavorare verso gli obiettivi che desideriamo ed a trasformarli in realtà. Nel pensare al tuo migliore futuro possibile puoi imparare qualcosa in più su te stesso e su ciò che vuoi nella vita. Questo modo di pensare può aiutarti a stabilire le tue priorità al fine di raggiungere i tuoi obiettivi. Inoltre, può aumentare il tuo controllo sulla vita mettendo in evidenza che cosa devi fare per raggiungere i tuoi sogni.

MEZZOPIENO 14 NOVEMBRE-DICEMBRE 2016

In collaborazione con The Greater Good Science Center at UC Berkeley http://ggia.berkeley.edu; http://greatergood.berkeley.edu


MEZZOPIENOlafotografia

PREMIO FOTOGRAFICO MEZZOPIENO INVIACI LA TUA FOTO DI COME TU VEDI IL MONDO MEZZOPIENO redazione@mezzopieno.org Il regolamento sul sito mezzopieno.org/attività/premio

“Ho girato tutto il giorno senza mai fermarmi un attimo...” MEZZOPIENO 15 NOVEMBRE-DICEMBRE 2016

Foto di Salvatore Svadas


ELISABETTA

GATTO

MEZZOPIENOintervista Ha sperimentato nella sua vita un modo per equilibrare mostro e virtù?

Per discernere mostro e virtù, divino e diabolico, si è teso a dividere i due opposti e non si lavora per unirli. Non ci può essere o solo il bene o solo il male, il positivo o il negativo, ma una terza situazione che connette le due parti in maniera armonica, un equilibrio. Il terzo elemento, per me, è la morale. Non è definitiva e assoluta, ma è una dinamica che regola i rapporti tra gli opposti.

È questo il messaggio sotteso del simbolo del Terzo Paradiso?

Michelangelo Pistoletto La forma equilibrata dei desideri Abbiamo colto una sintonia tra il suo progetto di Terzo Paradiso e la filosofia di Mezzopieno. Cosa significa per lei vedere il bicchiere mezzopieno? Per me, personalmente, il soggetto essenziale è proprio il rapporto tra il pieno e il vuoto. E questo parte dal mio lavoro con i quadri specchianti. Lo specchio è totalmente vuoto, non

ha niente di suo. Si riempie però totalmente dell’immagine di ciò che esiste: lo specchio è quasi la dimostrazione che il vuoto esiste, anche se non lo riconosciamo perché nella realtà fisica è pieno di tutto. Nello specchio c’è questa ambivalenza di essere totalmente vuoto e totalmente pieno. Il limite tra la realtà e lo specchio è qualcosa che sta tra il vuoto e il pieno. Alla domanda amletica ‘essere o non essere?’, io risponderei ‘essere e non essere’

Il bicchiere è mezzopieno e mezzovuoto?

Già. Mai vuoto e mai troppo pieno. Noi siamo e non siamo, non siamo o l’uno o l’altro. Io come arista posso permettermi di valutare il rapporto diretto tra vuoto e pieno, mentre la scienza no, perché lavora solo sul pieno: è in grado di misurare la velocità della luce, ma non quella del nulla. Nulla esiste se non nella composizione di due elementi contrari. Se esiste l’esistente, esiste anche il non esistente. Noi stessi, ognuno di noi, siamo bene e male. Nella nostra solitudine dobbiamo fare i conti con il mostro e la virtù che siamo, coordinarli ed equilibrarli.

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Ho creato questo simbolo trinamico dove i due cerchi esterni sono quelli dell’infinito,separati per lasciare posto al finito che vi sta all’interno. Questo simbolo è la formula della creazione: avviene per composizione di due elementi che già esistono e che all’interno ne compongono un terzo che ancora non esisteva. È tutto molto semplice, ma non l’abbiamo mai capito: quando ti viene in mente una cosa non incaponirti a pensare che sia quella giusta, devi pensare che c’è il suo opposto. C’è la tesi e l’antitesi. Bisogna cercare la sintesi. La sintesi è sempre creazione. Ed è anche morale. L’educazione sta nello sviluppare la capacità di usare questo metodo di creazione di equilibrio fin da piccoli. I bambini sono estremamente interessati a che gli si dica: “Tu puoi creare”, non “E’ tutto pronto”.

Su quali valori si fonda il Terzo Paradiso?

I valori non sono predeterminati. E poi la morale di cui abbiamo bisogno oggi è diversa da


quella di cui c’era bisogno ieri, è diversa da un luogo a un altro. Piuttosto deve essere reintegrata la natura che abbiamo spinto via. Dobbiamo guardare alla natura e a come fa: c’è vita e morte continua. Noi invece distruggiamo e interrompiamo il processo di equilibrio. Siamo in un tempo in cui scienza e tecnologia offrono l’unica formula di sicurezza. Abbiamo eliminato l’errore umano. Se come morale assumiamo la perfezione della tecnologia, lasciamo posto a quello che ho chiamato l’homo techno. Ma siamo ancora homo sapiens, siamo in un momento di passaggio. Bisogna perfezionare il senso dell’umano per trovare un equilibrio.Vi leggo la conclusione del mio manifesto “Ominiteismo e demopraxia”:“Come essere vivente e come artista posso rimanere del tutto indifferente nell’assistere al passaggio dall’Homo Sapiens all’Homo Techno? Posso far questo trovandomi ad avere io stesso un piede dell’uno e un piede dell’altro dei due Homini? Come artista responsabile, voglio darmi un corpo che abbia questi due piedi. E reggendosi su entrambi sappia trovare un nuovo equilibrio. Riuscire inquesto intento vuol dire dar vita all’Homo Artisticus, il quale, recuperando anche lalatitanza dalla natura, è capace di condurci Quando ti viene in mente nel Terzo una cosa non incaponirti a Paradiso”. pensare che sia quella giusta, devi pensare che c’è il suo Qual è ruolo opposto

esistere. All’ignoto la religione ha dato risposte certe, la scienza una risposta relativa. L’arte ha creato l’arco della spiritualità ed è l’unico tramite verso il Terzo Paradiso.

Il ruolo dell’arte per me è spirituale, scientifico e politico. Dico spirituale, non religioso e ciò vuol dire che l’arte, avendo aperto le porte dell’ignoto, ha creato un universo metafisico dove tutto può

Ritorna così in auge il valore della semplicità. I semplici possono ancora insegnarci un messaggio?

dell’arte e della bellezza nel Terzo Paradiso?

perdere l’arroganza del potere assoluto. Quando si parla di democrazia si parla di quella che dovrebbe essere un’armonia di voci. Ma ci sono quelli che urlano. Nell’etimologia stessa del termine, “potere del popolo”, nel concetto stesso di “potere” c’è un vizio. L’alternativa a

C’è bisogno di persone che sostituiscano al “potere” il “poter fare”. Il potere, dunque, come potenzialità

Siamo tutti un po’ artisti della nostra vita?

Non solo un po’! Abbiamo tutti la facoltà di creare. La creatività è innata perché siamo usciti dalla dipendenza dal ventre materno per fare qualcosa che non c’era.

Come può essere artista l’uomo comune?

Con la scuola. Fin da piccoli si impara che c’è non soltanto quello che ti viene dato, ma che puoi dare. Questa società potrebbe essere fatta di persone creative che usano la creazione per trovare un equilibrio. Occorre guardare indietro per andare avanti. La decrescita è inevitabile: già l’arte povera rispetto alla pop art è una decrescita. Forse decrescita è un termine eccessivo, ma significa operare senza la fede della crescita assoluta. Laddove si prende coscienza si arriva a un’essenza. È molto difficile riuscire a utilizzare in maniera equilibrata ciò che è stato “crescita” fino ad adesso, si deve riconsiderare il concetto di progresso. Bisogna cominciare a dar forma equilibrata ai desideri. Non ricercare il massimo consumo, la massima efficienza finanziaria. Non “fare i soldi”, ma fare dei soldi un buon utilizzo. E poi anche nell’uso delle cose... perché devi avere di tutto e di più quando non ti serve?

Il rapporto semplice, genuino ci può aiutare a

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questo sistema di potere e quella che io ho chiamato “demopraxia”: c’è bisogno di persone che sostituiscano al “potere” il “poter fare”. Il potere, dunque, come potenzialità. Nella società demopratica, praticata da tutti, si pratica il demo, non lo si impone. Bisogna rimettere al centro l’uomo e la sua capacità di agire, avere consapevolezza del poter fare e assumersi una grande responsabilità.


LA MODA ABBATTE LE BARRIERE

Vestirsi è una delle azioni quotidiane più scontate, ma è molto complicata per chi vive quotidianamente su una sedia a rotelle o ha difficoltà motorie. “Vestirsi liberi” è il nome del progetto creato per le persone con disabilità motorie da Ernesto Simionato, un ex sarto professionista del Vercellese, disabile dalla nascita e ideatore dell’innovativa linea Simionato Zip. Con alcune varianti apporta semplici ma

importanti modifiche e preziosi accorgimenti nei capi d’abbigliamento tradizionali, così da renderli più pratici e accessibili, consentendo a tutti di vestirsi in autonomia. I prototipi sono stati inizialmente proposti ad alcune aziende di moda che non hanno mostrato interesse per il progetto. Allora Ernesto, autonomamente, si è iscritto al programma Mettersi In Proprio di Torino ed è diventato imprenditore della sua linea. Sostenuto anche dalla Consulta per le persone in difficoltà, una organizzazione no-

Tornano i tram storici di Torino e del mondo

Torino riporta in vita i tram storici che, poco alla volta, ricominciano a circolare in città. Si sale su prenotazione e si entra in una città dal fascino moderno e dal passato molto romantico. E non si tratta solo di tram torinesi, ma anche dal resto d’Italia e del mondo. Del loro recupero si sta occupando l’Associazione Torinese Tram Storici, nata nel 2005, con la collaborazione del Gruppo Torinese Trasporti. Ne hanno già restaurati e recuperati 26, tutti con storie diverse: da Roma, Napoli, Bologna e perfino un tram di Monaco di Baviera, protagonisti di iniziative che hanno come obiettivo il loro recupero e la loro valorizzazione. Come “Un tram per la lettura”, promosso dalla Regione Piemonte: un viaggio a bordo di un tram storico, in giro per le principali vie di Torino, un po’ particolare. Comodamente seduti, si ascolta la lettura dell’autobiografia che racconta proprio la città che si sta attraversando, ma vista attraverso gli occhi di un giovane apprendista del Sud Italia, che negli anni ‘70 si prepara a vivere la prima giornata di lavoro in fabbrica. Fonte: Associazione Torinese Tram Storici; GTT Foto di Davide Carletti

profit che da vent’anni si occupa di accessibilità e diritti dei disabili, ha visto la sua iniziativa riconosciuta e sostenuta anche da FaciliTO e dal Torino Social Innovation, che sostiene nuove imprese e trasforma idee innovative in soluzioni utili per il sociale. Una caratteristica di questa linea non è solo la grande accessibilità degli abiti ma anche la valorizzazione del diritto di tutti di vestirsi con gusto. FONTE. TORINO SOCIAL INNOVATION VOLONWRITE PER MEZZOPIENO

Torino tra le città più accessibili d’Italia Torino si merita un 8 in pagella, insieme a Cremona, Ferrara e Siracusa, prime per accessibilità nel nostro Paese: è questo il voto che le è stato assegnato a seguito di un’indagine condotta da Anmil, Associazione italiana mutilati e invalidi del lavoro, su oltre 100 province italiane. Gli osservatori coinvolti – più di 400 mila, tra cui molte persone con disabilità motoria – hanno monitorato la presenza di barriere architettoniche in luoghi pubblici e privati. In classifica nessuna città si aggiudica un 10, meno della metà è promossa, agli ultimi posti (con un punteggio di 2) figurano Agrigento, Campobasso e L’Aquila (comprensibile per il capoluogo abruzzese, anche se l’auspicio è che la ricostruzione tenga conto delle misure di accessibilità per i disabili). Città d’arte come Napoli, Venezia

MEZZOPIENO 18 NOVEMBRE-DICEMBRE 2016

e Roma prendono un 4, Firenze un 5. L’indagine di Anmil è il primo step di un percorso di ricerca che verrà realizzato in collaborazione con la Fand (Federazione tra le Associazioni nazionali di persone con disabilità) per promuovere un cambiamento di mentalità e un’inversione di rotta, che non interessi solo gli enti pubblici – dove grazie alle battaglie condotte e all’investimento di risorse si sono fatti importanti passi in avanti – ma anche gli esercizi privati, come negozi, bar e ristoranti. Eliminare le barriere architettoniche significa rimuovere un ostacolo non solo per i portatori di handicap, ma anche, ad esempio, per una mamma che spinge un passeggino o per una persona temporaneamente infortunata. Fonte: ANMIL


La simpatia diventa una materia scolastica I concetti chiave dell’economia, della politica economica e dell’imprenditorialità, ma anche un approccio innovativo per avvicinare i bambini alla grammatica fantastica e all’ortografia per favorire relazioni di simpatia: sono queste le novità di Diderot, un programma nato a Torino che da alcuni anni porta nelle classi nuovi corsi didattici. Il progetto gratuito in tutte le scuole di Piemonte e Valle d’Aosta consiste nell’attivazione di 15 linee didattiche di cui, quest’anno, 4 novità assolute. Le prime riguardano gli studenti delle scuole superiori. Si tratta dei corsi “Prime note di economia” e “Rendere possibile un’impresa impossibile”, dedicate a nozioni fondamentali di economia, politica economica e imprenditorialità giovanile. Ci sono poi i corsi per gli studenti più giovani, come “Viaggio nella grammatica fantastica”, il cui obiettivo è favorire l’apprendimento della competenza linguistica di tutti i bambini grazie al ricorso a metodologie e strumenti come il linguaggio teatrale e musicale. A queste linee didattiche si aggiungono anche quelle che riguardano i cicli produttivi dei prodotti agroalimentari, “Le mie impronte sul pianeta”, oppure “Ascoltar Cantando” che metterà in scena una nuova opera, “Il Don Pasquale” di Doninzetti. Anche quest’anno inoltre partirà “Allenamenti quotidiani”, dove i ragazzi delle superiori dovranno ideare strategie di promozione degli spazi museali, attività teatrali e musicali dell’Italia per attrarre nuovi pubblici.

Fonte: Fondazione CRT

I popcorn alla torinese conquistano il mondo Popcorn al cioccolato, all’arancia oppure leggermente alcolici, come quelli al mojito, anche all’amatriciana se volete, per aiutare le popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto. Insomma, per tutti i gusti. Torino è all’avanguardia anche in questo. Nella terra del mangiare e bere bene, dello “slowfood”, c’è spazio anche per un’idea molto innovativa e un po’ folle. Quella che è venuta in mente a tre ragazzi torinesi: produrre popcorn “alla piemontese”. Non ci hanno pensato su due volte. Hanno mollato lavoro fisso e contratti a tempo indeterminato e si sono buttati in un’avventura imprenditoriale vincente. “Fol” (in dialetto piemontese “matto”), così i ragazzi hanno deciso di chiamare il primo punto di distribuzione in centro a Torino, sintetizzando così in un’unica parola il senso del loro progetto: abbiamo fatto qualcosa di matto e lo abbiamo fatto a modo nostro.

MEZZOPIENO 19 NOVEMBRE-DICEMBRE 2016

E così matta come idea non è stata. Il popcorn “sabaudo” sta spopolando in mezza Europa: Madrid, Amsterdam, Bucarest, Limassol, Barcellona e Roma. Presto aprirà anche un punto vendita a Firenze e il primo oltreoceano, in Messico. Per affinare al meglio le tecniche di lavorazione del

popcorn, i ragazzi hanno anche seguito dei corsi, ovviamente negli Stati Uniti, la patria del popcorn, ma poi sono tornati a Torino e si sono messi al lavoro per produrre il miglior prodotto possibile che dal Piemonte sta facendo impazzire anche all’estero. Fonte: Fol – La Stampa


Da Torino per dissetare il mondo Arriva da Torino una scoperta che potrebbe cambiare il destino di molti Paesi che quotidianamente lottano con la siccità e la scarsità d’acqua potabile. Un team di ricercatori del Politecnico di Torino e di due prestigiose università statunitensi, il MIT (Massachussetts Institute of Technology) e l’Università del Minnesota, sta lavorando per rendere potabile l’acqua del mare a un costo estremamente basso. Per la prima volta i ricercatori hanno compreso modalità e meccanismi che regolano la capacità di alcuni materiali porosi di farsi attraversare dalla sola acqua in pressione, separandola così dal sale. Gli scienziati torinesi, in partico-

lare, hanno focalizzato i loro studi sul processo di osmosi inversa per la dissalazione dell’acqua e compreso i meccanismi di scambio di una membrana di “nuova generazione” con un livello di permeabilità fino a 10 volte superiore rispetto a quelle attuali. Una sorta di setaccio ultra tecnologico che separa le molecole di acqua dai sali in essa contenuti. Queste nuove conoscenze applicate alla tecnologia di produzione delle membrane per dissalare l’acqua può abbattere in modo sostanziale i costi operativi necessari a rendere l’acqua del mare potabile in ogni parte del mondo. Fonte: Politecnico di Torino

Torino avanguardia contro la depressione Torino è stata scelta come sede del coordinamento del Progetto europeo Mastermind per la cura della depressione con la telemedicina, che ha riunito 50 ricercatori di 11 Paesi. “Mastermind” si propone di ampliare le attività terapeutiche e di presa in carico delle persone con depressione tramite la telepsichiatria, oltre al servizio di terapia cognitivo comportamentale accessibile da computer. Lo scopo del trattamento via web è di potenziare le difese della persona nei confronti della depressione. Sono stati trattati oltre 6.290 pazienti affetti da depressione lieve o moderata. Da una prima analisi dei dati, raccolti da 2845 di questi, si evince che

per il 67% si tratta di donne, con un livello di istruzione scolastica elevato, ma con un impiego stabile solo nel 30% dei casi. Al termine del trattamento il 45% dei pazienti non presentava più sintomi depressivi. I Paesi coinvolti, oltre all’Italia, sono Danimarca, Groenlandia, Germania, Estonia, Olanda, Turchia, Spagna, Scozia, Galles, Norvegia. A Torino 156 pazienti sono stati trattati con la psicoterapia cognitivo comportamentale computerizzata “I-Fight Depression” e 61 anche con la videoconferenza. Hanno potuto effettuare le sessioni di trattamento comodamente da casa, via internet, nell’orario che più preferivano, per

una complessiva durata consigliata del trattamento di 8-10 settimane. Durante tutto il periodo del trattamento è stato loro garantito il supporto psicologico degli operatori via e-mail, via video conferenza o direttamente con appuntamenti programmati. L’Asl TO3 è stata selezionata tra i centri che partecipano al proseguimento del progetto (ImpleMentAll) finanziato dall’Unione Europea per l’ulteriore sviluppo delle attività. Fonte: Mastermind-project

A Torino c’è il mare

Una guida turistica, un sito internet e degli itinerari turistici creati appositamente per far conoscere ai turisti, ma anche ai torinesi, il quartiere di Barriera di Milano. La comunità che vive in questo antico, e spesso sottovalutato, quartiere di Torino si mobilita per un’iniziativa interessante, utile e coinvolgente. Il progetto si chiama “A Barriera c’è il mare”, evidente richiamo a una vocazione turistica tutta da scoprire, ed è stato realizzato proprio dalla comunità locale. Nello specifico dal Comitato Urban, i Bagni Pubblici di via Agliè e i Laboratori di Barriera di via Baltea 3. L’iniziativa parte da queste associazioni ma è allargata a tutti gli abitanti di “Barriera”. A ottobre, infatti, sono stati organizzati due incontri per raccogliere proposte, idee, collaborazioni e tutto il patrimonio culturale utile a concretizzare questo progetto. L’obiettivo dichiarato è quello di dare al quartiere un nuovo volto dal punto di vista turistico. Barriera è già stata rivalutata dal punto di vista urbanistico e artistico (basti pensare ai murales dello street artist Millo), adesso l’impegno dei cittadini cambia e si allinea con quella che, ad oggi, è una vocazione consolidata di Torino: il turismo. E in questa avventura, la comunità di Barriera non sarà sola. Infatti hanno aderito al progetto, promettendo un loro personale contributo in veste di ambasciatori, anche alcuni illustri testimonial legati affettivamente al quartiere: l’artista Alessandro Bulgini, la scrittrice Margherita Oggero, il musicista Vito Miccolis, lo scrittore Marco Magnone e l’architetto Valentina Farassino, figlia del celebra cantautore Gipo. Fonte: www.comune.torino.it - Foto: www.quotidianopiemontese.it

MEZZOPIENO 20 NOVEMBRE-DICEMBRE 2016


MEZZOPIENOprogetti POVERTÀ SALUTE FINANZA ETICA ECOLOGIA APPROVVIGIONAMENTO IDRICO SOSTEGNO ALL’INFANZIA COSTRUZIONE DI STRUTTURE HIV/AIDS TERAPIE SANITARIE INSERIMENTO LAVORATIVO RICERCA SCIENTIFICA DIALOGO INTERRELIGIOSO DISABILITÀ CULTURA DELLA POSITIVITÀ CRESCITA PERSONALE SPIRITUALITÀ

IL CAMMINO DEL PERDONO TORNA AD ESISTERE Il cammino Sui Passi di Celestino è stato inaugurato ufficialmente nel Maggio 2013, con il sostegno della Fondazione Arbor, membro del movimento Mezzopieno. Il cammino conduce ai luoghi tipici della vita di Pietro da Morrone (poi San Pietro Celestino V) e attraversa i luoghi degli eremi arroccati fra le montagne per potare sino ai luoghi dove nasceva il santo. Il Cammino si sviluppa per una lunghezza di 222,1 km percorrendo tratturi, sentieri e carrarecce nonché, quando questo non sia possibile, strade a bassa percorrenza di traffico, avendo come meta o partenza sia L’Aquila che Sant’Angelo Limosano (CB). Il percorso privilegia quei luoghi che hanno visto con certezza, oltre alla presenza, anche il passaggio di S. Pietro Celestino ed offre al pellegrino-camminatore spunti culturali e religiosi senza tralasciare il contributo alla conoscenza di un territorio bellissimo dell’Appenino Centrale, quello abruzzese-molisano, dove insistono risorse archeologiche, storiche ed ambientali che costituiscono emergenze di grandissimo valore e chiavi di lettura antropica formidabile. Il tracciato unisce sia alcune località del Molise e dell’Abruzzo, in cui si è sviluppata la presenza eremitica di Pietro del Morrone, che i luoghi attraversati dall’itinerario storico di “Quel magnifico corteo” che portò il santo, dall’eremo di sant’Onofrio al Morrone sopra Sulmona, all’incoronazione a Papa alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio di Aquila. I comuni coinvolti dall’attraversamento del tracciato sono: L’Aquila, Monticchio, Fossa, S. Eusanio F., Villa S. Angelo, Campana, Fontecchio, Acciano, Madonna Della Sanità, Castelvecchio Subequo, Castel di Ieri, Goriano Sicoli, Raiano, Pratola Peligna, Sulmona, Badia di S. Spirito, Eremo di S. Onofrio, Marane, Pacentro, Campo di Giove, Vado di Coccia, Palena, Roccaraso, Castel Di Sangro, S. Pietro Avellana, Pescolanciano, Civitanova Del Sannio, Sant’Angelo Limosano. Il percorso “Sui passi del sapere” si inoltra nelle terre del dialogo inter e intra culturale, dove ogni cultura fa vivere il proprio albero, unico ed irripetibile e dove incontrando la profondità delle proprie radici può aprirsi all’altro, fecondandosi mutuamente. Ogni cammino è un invito ad un percorso metaforico di perdono. MAGGIORI INFORMAZIONI SU WWW.MEZZOPIENO.ORG (SEZIONE PROGETTI)

CULTURA / CONOSCENZA MEZZOPIENO 21 NOVEMBRE-DICEMBRE 2016


MEZZOPIENOtralagente

Cosa significa per te incontrare e dialogare con le altre religioni? SONO MOLTE LE OCCASIONI DI INCONTRO E CONFRONTO TRA FEDELI DI TRADIZIONI RELIGIOSE DIVERSE NELLE NOSTRE CITTÀ SEMPRE PIÙ MULTICULTURALI. PERCHÉ IL DIALOGO SIA PROFICUO, OCCORRE RICONOSCERE NELL’ALTRO NON UNA MINACCIA MA UNA RISORSA. E PER SMETTERE DI AVERE PAURA BISOGNA INNANZITUTTO CONOSCERE: SOLO COSÌ LE BARRIERE DEL PREGIUDIZIO POSSONO SGRETOLARSI E LIBERARE FINALMENTE LA VISTA. MARCO LOGGIA - VALDESE

DINO BUCALO - BUDDISTA SOKA GAKKAI

Mettersi tutti e tutte sullo stesso piano e saper accogliere i pensieri

Accogliere e rispettare anche ciò che non capisco e mi disturba

È dialogando che riconosciamo la reciproca esistenza: incontrandoci, e sforzandoci di conoscere, possiamo abbandonare i pregiudizi. Inoltre, l’incontro aperto genera un confronto che ci permette di non arroccarci, anzi, stimola ad arricchire il bagaglio di idee e modi di rispondere. Il giusto dibattito dimostra che ci sono soluzioni e che sono percorribili; importante è mettersi tutti e tutte sullo stesso piano e saper accogliere i pensieri. Una sfida che possiamo certamente cogliere e sicuramente ci porterà a non aver paura dell’altro.

Ascoltare, ascoltare davvero, senza pregiudizi. Ascoltare per abbracciare e non per allontanare. Ascoltare per comprendere e non per avere ragione. Ascoltare per cercare con forza e passione un terreno comune: la nostra umanità. Ma significa anche impegnarmi nel quotidiano per accogliere e rispettare anche ciò che non capisco e mi disturba, senza però perdere il desiderio di realizzare una comunità umana di uguaglianza e solidarietà. Una terra dove, a prescindere dal proprio credo, si possa davvero assaporare il gusto di una felicità semplice e genuina.

MATTEO MALAVOLTI- PRETE CATTOLICO

Aprire in sé uno spazio all’altro

Dialogare per me significa accogliere e imparare per condividere la bontà e la bellezza delle cose. Il dialogo è un incontro nel quale ciascuno apre in sé uno spazio all’altro per incontrarlo e instaurare una forma di comunione con lui.

NOTIZIEflash USA E CINA APPROVANO IL TAGLIO DELLE EMISSIONI. IL NUOVO PATTO PER LA CRESCITA Ansa / Hangzhou - 6 settembre

IL 23% DELL’ENERGIA DEL MONDO È RINNOVABILE World Energy Council - 1 settembre

IL MORBILLO DEBELLATO IN TUTTA L’AMERICA Organizzazione Mondiale della Sanita - 27 settembre

ARABIA SAUDITA E RUSSIA TROVANO UN ACCORDO PER STABILIZZARE LA PRODUZIONE DI PETROLIO Ansa / Hangzhou - 6 settembre

RECORD DI FENOCOTTERI ROSA IN SICILIA Lipu - 1 settembre

ACCORDO SUL CLIMA, 62 PAESI RATIFICANO PER OLTRE IL 55% DELLE EMISSIONI MONDIALI Parlamento Europeo - 4 ottobre

L’ITALIA È LEADER EUROPEO PER SUPERFICI A COLTURE BIOLOGICHE Coldiretti - 7 settembre

APPROVATO IL PRIMO ACCORDO MONDIALE SULLE EMISSIONI DELL’AVIAZIONE ICAO, Montreal - 6 ottobre

MEZZOPIENO 22 NOVEMBRE-DICEMBRE 2016


PRAMEELA - INDUISTA

BARGHAV - ANIMISTA

Quello che importa è avere avuto una buona vita

Il mondo è di tutti

Il mondo è stato creato ed è mantenuto dalle divinità che regolano la vita e la morte di ogni persona. Se siamo buoni uomini e buone donne non importa se siamo induisti, musulmani o cristiani, ma se abbiamo avuto una buona vita, secondo le leggi che ci sono state insegnate. Io prego che tutti gli esseri umani siano uniti anche se credono in fedi diverse.

Per me ogni divinità è degna di essere venerata e rispettata. Come il sole e l’acqua, anche Shiva, Gesù o Allah per me sono dei che fanno andare avanti tutto e aiutano le persone. Nella nostra tribù, i Lambadi, siamo tutti amici e lo siamo anche con le persone di altre religioni perché il mondo è di tutti. PADRE SORIN PETRE - DECANO PIEMONTE II SUD

Conoscerci da vicino è l’unica strada per far cadere le barriere SAID AIT ELJIDE - IMAM

Individuare i punti di comunanza e circoscrivere i punti di differenza

L’incontro tra credenti di diversi religioni è finalizzato a una maggiore conoscenza reciproca, a individuare i punti di comunanza e a circoscrivere i punti di differenza. È uno strumento fondamentale per costruire convivenza pacifica e proficua all’interno di società plurali dal punto di vista religioso come sono oggi le nostre società; nella mancanza di dialogo non c’è presente sereno né speranza in un futuro migliore. Il dialogo è una questione di convinzione, di ascolto, di saper essere e di cuore.

Credo che la presenza degli ortodossi e in particolare di quelli romeni, che sono piu di un milione in Italia, sia un opportunita dataci dal Signore per avere un dialogo in primo luogo con la Chiesa cattolica e in seguito con tutte le altre realtà cristiane e non. Conoscerci da vicino è l’unica strada per far cadere le barriere e i pregiudizi che si sono accumulati lungo la storia, e dopo averci ricordato così dialogando che tutti siamo i figli di Dio, cioe fratelli, possiamo pensare all’unità in Verita e Spirito, che porta nel finale all’Amore.

MEZZOPIENO 23 NOVEMBRE-DICEMBRE 2016

COLOMBIA È PACE DOPO 50 ANNI DI GUERRA CIVILE Reuters - 26 settembre

SEI AMERICANI VINCONO IL PREMIO NOBEL 2016, SONO TUTTI IMMIGRATI Nobel Foundation - 13 ottobre

L’INDIA SCOPRE IL VACCINO PER LA LEBBRA Indian Council of Medical Research / Food and Drug Administration - 10 settembre

IL CONSIGLIO DI SICUREZZA ONU ADOTTA IL BANDO COMPLESSIVO DEI TEST NUCLEARI Organizzazione delle Nazioni Unite - 23 settembre

NASCE L’AREA PROTETTA PIÙ GRANDE AL MONDO Unione Europea - 28 ottobre


MEZZOPIENOeditoriale

L’esperienza permanente della gioia È vero, non si può essere sempre allegri, ma le piccole gioie sono il segreto di una vita felice. Trascorriamo il nostro tempo a inseguire qualcosa, ma quanto spazio dedichiamo alla gioia? L’entusiasmo, la contentezza e la giocosità appartengono al mondo dei bambini ma non sono svaniti negli adulti: soffocati da molti strati di sfiducia e di seriosità, sono istinti che risiedono in ognuno di noi e che si possono riscoprire e vivere in pienezza a qualsiasi età e in qualsiasi condizione. La capacità di gioire è frutto della fiducia ed è legata significativamente alla purezza dell’essere e a una coscienza pulita. Molti pensano che non sia dignitoso lasciarsi andare al proprio istinto di divertimento e si adagiano sulla propria immagine invecchiata e stanca. Una vita senza gioia è la prima causa di invecchiamento mentre la letizia coltivata e protetta negli anni laboriosi della vita è la base di una vecchiaia serena e tollerabile. Sottovalutare la presenza di un lato gioioso della vita inibisce progressivamente la capacità di essere lieti e la voglia di affrontare le inevitabili difficoltà giornaliere.

Mezzopieno News è pubblicato ogni due mesi dal movimento Mezzopieno. Gli articoli riportati sono frutto della ricerca e del lavoro giornalistico del comitato editoriale, dell’ufficio studi, del gruppo di ricerca, dei volontari e dei membri della comunità Mezzopieno. Ogni articolo è un’elaborazione originale e riporta fatti e situazioni reali. Le fonti originali sono verificate e citate per esteso. SE CREDI NELLA BELLEZZA E NELLA POSITIVITÀ, CONDIVIDILA Mezzopieno News è scritto dalla gente e riporta le notizie dei suoi lettori e dei simpatizzanti del pensiero Mezzopieno. Articoli, lettere, suggerimenti e collaborazioni sono inseriti nella pubblicazione secondo i parametri della linea editoriale condivisa. L’applicazione per inviare scritti, fotografie ed articoli è consultabile nelle pagine dedicate del sito del movimento.

La cosa più semplice che educa alla gioia è osservare i bambini ed entrare in empatia con loro, sperimentare concretamente come sia piacevole essere gioiosi e spontanei, lasciando andare l’immagine di adulti che ci siamo costruiti nel tempo e riportando nella nostra vita quella di quando eravamo bambini. Trovare spazi e tempi per dedicarsi al gioco, alla contemplazione delle cose belle e riscoprirsi piccoli. Disporre il proprio viso a un atteggiamento sorridente può essere già di per sé un potente stimolo alla gioia. Una persona che sia capace di vivere la gioia anche in piccole cose e in situazioni comuni, è sicuramente più felice di una che possiede molte cose e che non riesce a godersele appieno. Sperimentare la gioia è dedicare attenzione nel gustarsi le cose e i momenti senza pretendere di possederli e di fermarli. Lasciare andare l’immaginazione, frequentare persone gioiose e semplici, contemplare la bellezza delle cose e accontentarsi. La gioia è la più semplice forma di gratitudine, si sperimenta nel fare ciò che si ama e nell’amare ciò che si fa, si trova nel sentirsi amati e si dà amando. La gioia si manifesta più facilmente nell’imprevisto e allora proviamo a smettere di programmare troppo e lasciamo che qualche volta le cose vadano come non ci aspettiamo, tralasciamo la reputazione, accettiamo di fare sbagli,

Mezzopieno News è gratuito – nessuno può richiedere denaro o compensi per la sua distribuzione. Il movimento Mezzopieno è un gruppo di pensiero che non ha obiettivi di profitto ma la diffusione dell’approccio positivo e della capacità creativa e collaborativa. Mezzopieno News è distribuito con il contributo volontario dei membri, degli amici e dei simpatizzanti del movimento Mezzopieno. Come frutto della volontà di condividere il proprio pensiero, la pubblicazione è distribuita attraverso il sistema del passaparola, di mano in mano, con la consegna diretta e personale. Nessun diritto di autore è applicato per la proprietà intellettuale degli articoli. Tutto il materiale è di libera distribuzione e riproducibile senza autorizzazione, citando la fonte Mezzopieno News.

siamo meno seri e corriamo più rischi. Cerchiamo buoni momenti e costruiamoli se necessario. Giochiamo di più, facciamo anche brutte figure, ridiamoci sopra, non badiamo troppo a cosa possiamo fare ma a cosa fanno gli altri e a cosa succede di bello nel mondo. Gioia è cambiare il modo di guardare le cose. Diamo più di quanto prendiamo e non facciamo il saldo, impariamo a dire più spesso “che cosa importa?” e riserviamo per le persone a cui vogliamo bene le cose più belle che abbiamo. Lasciamoci andare, lanciamo coriandoli nel bel mezzo di una riunione con il nostro capo. Abbracciamo di più e stiamo di più con gli amici e con la nostra famiglia, con le persone che amiamo e con i piccoli. Non temiamo di usare parole dolci e facciamo musica con tutto quello che troviamo. Stanchiamoci insieme alle persone semplici nel fare cose semplici e chiudiamo gli occhi davanti alle cose che ci fanno provare gioia per fermarle dentro di noi. Facciamo cose leggere e guardiamo cose belle, collezioniamo momenti e non cose. Con un buon impegno si può riuscire a star male in ogni luogo ma con la gioia si può imbrattare di colori ogni istante e farlo brillare senza fine. …ecco mi sono di nuovo fatto prendere dalla gioia!

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MEZZOPIENO 24 NOVEMBRE-DICEMBRE 2016

Il movimento Mezzopieno utilizza stampe Carbon Balanced Printing Programme e carta prodotta con processi eco sostenibili. Mezzopieno compensa interamente il CO2 che produce per la sua attività. I dettagli su www.mezzopieno-news. tumblr.com/Compensazione

Luca Streri

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MEZZOPIENO News - Novembre/Dicembre 2016  

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