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Giugno 2015

YouTube. Con la sua solita dissacrante ironia, il comico ame-

vate in questo numero di Mezzopieno viene citata

ricano ci apre gli occhi sul fatto che occuparsi di ambiente,

una famosa frase di Dostoevskij: la bellezza salverà

per dirne una, non ha nulla a che fare con la salute della

il mondo. Ora, quando mi chiedono se, secondo me,

Terra, ma con la nostra.

è vero che la bellezza salverà il mondo, io di solito

La Terra ha qualcosa come quattro miliardi di anni. Noi ap-

dico di no: non sarà la bellezza a salvare il mondo.

pena duecentomila. Non saremo certo a noi a distruggere il

Il mondo lo salveranno le scelte degli uomini, le loro azioni.

pianeta. Piuttosto distruggeremo la nostra vita sul pianeta.

La bellezza, senza dubbio, potrà indirizzare quelle scelte, far

Prendersi cura dell’ambiente significa prendersi cura dell’uo-

emergere delle priorità, dissodare il terreno nel quale ger-

mo. Prendersi cura degli ultimi, significa avere cura di noi.

FABIO

GEDA

Nella preziosa intervista a Fabrizio Russo che tro-

moglieranno le pratiche quotidiane

Difendere i diritti degli altri, significa difendere i nostri. Quin-

che condurranno alla

di, ecco perché mi piace il progetto Mezzopieno. Perché

salvezza, ma la re-

pone l’accento sulle azioni, sul fare, sul costruire. Le cose po-

sponsabilità, alla

trebbero andare meglio? Occhei, lo sappiamo. Il fatto è che

fine, è nostra.

tocca a noi metterci alla guida. Il pessimismo della ragione

E tra l’altro: la salvezza di

lo si combatte solo con l’ottimismo della volontà. Come ci

chi? Del mondo? Avete

ha insegnato Gandhi, ogni cambiamento parte da noi stessi.

presente quello stra-

Mi auguro che Mezzopieno sia una scintilla in grado di in-

ordinario monologo di

nescare energia e consapevolezza. Siamo circondati di gente

George Carlin sulla salute

che lotta per un mondo più esatto, più come lo vorremmo.

del pianeta Terra? Se non

Noi possiamo e dobbiamo essere al loro fianco. Possiamo e

lo avete mai visto, cercatelo su

dobbiamo essere loro. mezzopieno 1 GIUGNO 2015

I topi che sminano i campi di guerra

Succede in Tanzania, Mozambico, Thailandia, Angola e in Cambogia. Migliaia di topi impegnati nei campi al termine dei conflitti che hanno lasciato sul terreno terribili mine antiuomo. Segue a pagina 2

Le stanze della pace

Sono sempre di più i luoghi pubblici e le strutture private che si organizzano per offrire uno spazio all’incontro dello spirito e alla preghiera per le diverse fedi. Segue a pagina 6

Ad ogni pasto, un amico in più

Nel quartiere San Donato, nei locali di un ex birrificio oggi sede del Centro di cultura contemporanea di Torino, è stato riaperto il “Fornello popolare”.

Segue a pagina 12


I topi che sminano i campi di guerra I ratti giganti, specie endemica in Africa, con il loro sensazionale fiuto riescono a scovare le mine che vengono poi disinnescate dagli uomini. Possono sminare definitivamente un’area di circa 100 mq in 20 minuti. La collaborazione tra uomo e topo è il risultato del lavoro di “Apopo”, una

ong belga con sede principale in Tanzania. L’organizzazione sta studiando un altro impiego di questi animali: sfruttare il loro fiuto per diagnosticare la tubercolosi nei Paesi africani.

Il capo più generoso

Ha portato 6.400 dipendenti della sua azienda in una vacanza da sogno a Parigi, per ringraziarli della loro fedeltà in occasione dei 20 anni della fondazione del suo gruppo. Li Jinyuan, presidente della cinese Tiens Group, ha voluto offrire un viaggio a 5 stelle alle persone che ha ritenuto essere state protagoniste del suo successo imprenditoriale. Per condividere con loro parte della ricchezza acquisita grazie ai fortunati ricavi del suo gruppo, Li ha deciso di utilizzare 33 milioni di euro degli utili della sua azienda (circa un anno di utili) per far vivere un sogno ai suoi lavoratori, di tutte le categorie e qualifiche. L’allegra combriccola ha ricoperto di azzurro le strade della capitale francese e della Costa Azzurra dove ha anche stabilito il record della catena umana più lunga di sempre. Li Jinyuan è stato recentemente classificato da Forbes al 57° posto nella graduatoria degli uomini più ricchi del mondo. Il motto del suo gruppo è “amalo, crealo e condividilo”.

Fonte: www.apopo.org

Abolita la pena di morte in Suriname L’Assemblea Nazionale del Suriname ha definitivamente approvato il 3 marzo 2015, dopo un iter di 9 anni, la legge che abolisce per sempre la pena di morte dalla Repubblica sudamericana. I Paesi che hanno abolito la sentenza capitale nel mondo sono adesso 101, mentre 37 ancora la praticano in maniera più o meno istituzionalizzata. Nel 2014 il Ministro della Giustizia del Suriname, Edward Belfort, nell’annunciare il progetto di modifica del codice penale aveva dichiarato che “i Paesi

La bici che lava i panni

Fonte: Associated Press; Tiens Group; Forbes; Guinness World Record

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che conservano la pena di morte dovrebbero essere i più sicuri al mondo, mentre registrano ancora molti omicidi commessi su base giornaliera”. Belfort ha inoltre presentato al Parlamento un piano di ri-socializzazione per i detenuti che prevede la trasformazione delle case di detenzione in case di correzione, dove i detenuti vengono preparati al loro reinserimento nella comunità.

Si chiama “Bike Washing Machine” ed è una vera bomba per tenersi in forma lavando i panni sporchi. L’ha inventata uno studente cinese, Li Huan della Dalian Nationalities University. Durante un allenamento di 20 minuti alla cyclette è possibile fare il bucato di una settimana. Tutto avviene sfruttando solamente l’energia delle gambe che fanno girare il cestello, quindi a costo ed

Fonte: Republiek Suriname; Nessuno Tocchi Caino

emissioni zero. Se si vuole pedalare per un tempo diverso, si può scegliere di immagazzinare l’energia nella batteria alloggiata nella ruota posteriore per effettuare il lavaggio in un altro momento. L’uso di una lavatrice consuma mediamente il 13% dell’energia totale mensile di una casa. La BWM, quindi, non solo fa risparmiare sulla bolletta ma stimola a svolgere attività fisica regolarmente, con benefici anche per la salute. Fonte: Yanko Design


I nuovi parametri della bellezza Belle così, come la natura le ha fatte. Recentemente il Parlamento francese, da dove partono le grandi tendenze nel mondo, ha approvato la “legge sulla sanità delle modelle”, che permette di svolgere l’attività di indossatrice a tutte le ragazze con un indice di massa corporeo superiore a 18: i parametri medici affermano che l’indice di massa corporea medio per gli adulti è tra 18,5 e 24,9. È stata approvata anche una misura che riguarda l’“apologia dell’anoressia”, con lo scopo di regolamentare i siti che promuovono un’eccessiva perdita di peso ed un modello di bellezza incentrato sulla magrezza. Lo stesso vale per i ritocchi sulle fotografie a scopo commerciale e per l’utilizzo dei macchinari per l’abbronzatura. Una legge simile è stata approvata già in Israele nel 2012.

Il principio è che le modelle eccessivamente magre rappresentano un esempio scorretto che si ripercuote sulla diffusione dei disturbi alimentari, in particolare l’anoressia. In Israele il fotoritocco non è stato vietato, ma la legge richiede che venga indicato con una scritta evidente. Altre iniziative che vanno in questa direzione le troviamo in Regno Unito, Olanda e Spagna, dove durante le settimane internazionali della moda sono stati proposti modelli di donne più realistici. In Italia, risale al 2007 il “Manifesto nazionale di autoregolazione della moda italiana contro l’anoressia”, promosso da Ministero per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive, Camera Nazionale della Moda Italiana e Alta Roma. Fonte: Ministero della Sanità francese

Un’amicizia davvero fruttuosa

Jia Haixia, cieco, e il suo amico Jia Wenqi, privo delle braccia, sono riusciti a trasformare un lembo di terra coperto solo da rocce ed erbacce in una foresta, nel villaggio di Yeli in Cina. In 10 anni i due 54enni hanno piantato oltre 10 mila alberi in un luogo apparentemente arido, utilizzando gli arbusti che crescevano sulla riva di un fiume e i pochi mezzi che avevano. “Sembrava impossibile per noi trovare un lavoro con la nostra disabilità, così abbiamo deciso di affrontare le sfortune della vita insieme” spiega Jia Wenqi. Fonte: Corbis

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Le donne che stanno cambiando l’india Sono oltre 130 milioni le donne indiane coinvolte nei self help groups, i gruppi spontanei di auto aiuto che attraverso la loro auto-organizzazione, i piccoli risparmi e le loro attività di gruppo stanno risvegliando i villaggi dell’India e cambiando l’economia del paese. é una rivoluzione silenziosa dal basso che con la forza della moltitudine e dell’unità rappresenta uno dei fenomeni sociali più importanti ed influenti del nostro secolo, il riscatto delle donne e di migliaia di comunità emarginate. Una rivoluzione che muove dalle foreste dove vivono i piccoli gruppi tribali più isolati fino ai villaggi delle grandi e aride pianure, dove le donne hanno saputo organizzarsi e prendere il potere: sono persino riuscite a coinvolgere i mariti nelle loro micro attività generatrici di reddito e nella microfinanza di condivisione che produce benefici ed unità in tutta comunità in cui è praticata, liberandola dall’egemonia delle banche e degli usurai. Fonte: Movimento Mezzopieno attraverso Semi Onlus international


mezzopienofocus Il Rwanda e l’”arte” della ricostruzione

La immaginiamo

povera, piena di conflitti e malattie. Ma sta crescendo in molti settori, soprattutto quello economico.

L’Africa come non l’avete mai vista ROSSELLA

Secondo il World Economic Situation and Prospects, il Pil dell’Africa, in generale, dovrebbe crescere progressivamente passando dal 3,5% del 2014 al 4,6% del 2015 e al 4,9% del 2016. Secondo i dati dalla Banca Mondiale, alcuni Paesi africani

TISCI

- Sierra Leone, Niger, Costa d’Avorio, Liberia, Etiopia, Burkina Faso e Ruanda –, con un tasso di crescita annuo di circa il 7%, si collocano fra quelli con la più rapida crescita nella classifica mondiale. Eppure, alcuni di questi paesi “vincenti” hanno conosciuto un passato segnato da

violente guerre civili e figuravano, fino a qualche anno fa, tra gli stati più poveri al mondo. Le cause di questo slancio economico sono molteplici. Innanzitutto, l’Africa è molto ricca di materie prime e minerali. In secondo luogo, il fenomeno crescente dell’urbanizzazione ha portato ad un rafforzamento della classe media e, di conseguenza, ad un aumento del consumo interno. L’urbanizzazione, inoltre, ha permesso al continente, sprovvisto di una rete telefonica fissa, di diventare il secondo mercato più importante, dopo l’Asia, nel settore della telefonia mobile. A questi elementi, si aggiungono una progres-

mezzopieno 4 GIUGNO 2015

Il Rwanda, teatro di uno dei più violenti genocidi della storia, è oggi uno dei Paesi più dinamici dell’Africa. Il vivace ambiente creativo e il mercato dell’arte - come si legge in un reportage di Lisa Chiari e Roberto Ruta pubblicato recentemente su Artribune (www.artribune.com) - hanno un ruolo di spicco nel processo di ricostruzione del paese. Prima del genocidio del 1994, in Rwanda non esistevano istituzioni culturali e l’arte non era vista come una vera professione, bensì come un espediente per fare qualche soldo con i pochi turisti in circolazione. Oggi, invece, le cose stanno cambiando. Kigali, la capitale, è il cuore della creatività dei giovani africani con brillanti iniziative nella moda, nel cinema, nella pittura, nel design e nei musei. In un paese in cui il settore artistico è ancora agli inizi e dunque manca di esperti, la maggior parte degli artisti è autodidatta ma tenace ed è caratterizzata dall’ ottimismo tipico dei paesi emergenti. Numerosi sono i musei che sono stati aperti nel paese: il Museo di Storia Naturale, la National Art Gallery, il King’s Palace Museume il Museo dell’Ambiente. Per ora questi musei attirano per lo più turisti stranieri ma la speranza è che in un futuro non troppo lontano, anche i rwandesi possano riempire questi luoghi. A tale scopo, alcuni istituti culturali hanno avviato delle attività interattive rivolte ad adulti e bambini come corsi di danza, musica e painttherapy per superare il trauma del genocidio.


siva indipendenza dell’Africa dall’Europa per le esportazioni, ormai sempre più orientate verso i BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), e una progressiva stabilità politica che incoraggia gli investimenti stranieri, soprattutto nei settori delle infrastrutture, dell’agricoltura e delle comunicazioni.

Un continente giovane Secondo le stime del World population prospect delle Nazioni Unite, il numero della popolazione africana dovrebbe aumentare più del doppio entro i prossimi 40 anni, arrivando a raggiungere i 2,4 miliardi. A dispetto di un pianeta sempre più “vecchio”, l’Africa avrà una popolazione giovane, con un’età media compresa fra i 17 e 22 anni, destinata a diventare la più grande forza lavoro al mondo, superiore a quella indiana e a quella cinese. Affinché questa forza lavoro possa diventare a tutti gli effetti un motore trainante dell’economia sia dal punto di vista della produzione che dei consumi, è necessario investire nell’istruzione e nella formazione dei giovani. Recentemente, alcune iniziative statali e della Banca Mondiale sono andate proprio in tale direzione, promuovendo investimenti nell’istruzione universitaria, soprattutto in Sudafrica dove la gran parte dei giovani africani si trasferisce per ricevere una formazione universitaria di qualità. Nuove università sono state aperte anche in Ghana e in Malawi. Sono stati stanziati anche dei fondi Sono tante le donne africane che per prostanno guidando lo sviluppo muovere dell’Africa la ricerca.

Per esempio, un progetto di ricerca di fitomedicina presentato dall’Università nigeriana ha vinto un bando messo in palio dalla Banca Mondiale e ha ricevuto un finanziamento di ben 8 milioni di dollari.

zione. EcoPost, oltre a rappresentare un’interessante soluzione per lo smaltimenL’Africa avrà una popolazione to dei rifiuti, ha creato nuogiovane destinata a diventare ve opportunità di lavoro per la più grande forza lavoro al molte persone, soprattutto mondo giovani donne. Ancora, la senegalese Mariemme Jamme ha cofondato Africa Gathering, un sito La rivincita delle donne web internazionale che ha l’obiettivo di proL’Unione Africana ha definito il periodo 2010 muovere la sostenibilità aziendale in Africa, fa– 2020 il decennio della donna africana. Sono vorendo l’incontro fra imprenditori e consulenti tante infatti le giovani donne africane che grasullo sviluppo. zie al loro impegno nella politica, nella tutela dei diritti umani, nell’imprenditoria e nell’innovazione tecnologica, stanno guidando lo sviluppo Esempi virtuosi di democrazia dell’Africa. Venti di loro hanno ricevuto anche La stabilità politica è fondamentale per garantil’attenzione della popolare rivista di economia e re una crescita economica di lungo periodo. Gli stati africani caratterizzati da meccanismi virtuofinanza Forbes. Secondo i dati dell’Unione Interparlamentare, il si di governance sono ormai molti. Fra questi, Rwanda guida la classifica mondiale della secondo l’agenzia di consulenza manageriale percentuale di donne presenti in parlamen- McKinsey, spiccano il Ghana e il Senegal. Si to, con il 63,8% dei seggi. tratta di paesi in cui il “cambio di guardia” al poIn Africa, molte organizzazioni non governative tere si è verificato senza scontri nè violenze, nel che si battono per la tutela dei diritti umani sono pieno rispetto dei principi democratici. Questo guidate da donne. Fra queste, figura la Women ha rafforzato la credibilità dei due paesi a livello Peace and Security Network Africa guidata dalla internazionale, attirando in modo crescente gli liberiana Leymah Gbowee, insignita nel 2011 del investitori esteri grazie anche alle consistenti riNobel per la pace. La Gbowee ha riunito donne forme istituzionali ed economiche messe in atto cristiane e musulmane con le quali porta avanti dai governi e alla promozione di investimenti una lotta nonviolenta per il diritto delle donne nelle infrastrutture. Entrambi i paesi, a partire a partecipare attivamente alla costruzione della dagli anni Novanta, hanno dimezzato la povertà e la mortalità infantile e raddoppiato il pace. Le donne africane sono molto dinamiche anche tasso di alfabetizzazione femminile. nell’imprenditoria, soprattutto quella sociale. Il Ghana, in particolare, figura ormai fra le ecoAd esempio, in Kenya, Lorna Rutto ha fondato nomie a medio reddito e nel 2013 la borsa ghaun’impresa green nel settore dell’edilizia. Si trat- nese è stata annoverata fra le migliori al mondo. ta di EcoPost, un’impresa che ricicla i rifiuti di plastica, trasformandoli in materiale da costrumezzopieno 5 GIUGNO 2015

Senegal, la Grande Muraglia verde La Grande Muraglia Verde è un’ambiziosa iniziativa lanciata nel 2005 da Abdoulaye Wade e Olusegun Obasanjo, allora presidenti rispettivamente del Senegal e della Nigeria, per porre un freno alla desertificazione. Il programma, appoggiato dall’Unione Africana, la Fao e la Banca Mondiale, vede coinvolti i Paesi del Sahel. Si tratta di 7.500 chilometri di vegetazione per preservare la biodiversità e contrastare la povertà, le migrazioni forzate e i cambiamenti climatici. I primi progetti pilota, per ora, sono partiti solo in Senegal. Piantando 11 milioni di alberi e piante, il Paese è riuscito non solo a rigenerare ben 26 mila ettari di terreno ma anche a creare nuove attività produttive connesse al progetto, nei settori dell’ecoturismo e dei giardini polivalenti.


Le stanze della pace Ideate inizialmente negli aeroporti per accogliere le diverse etnie e religioni dei viaggiatori in transito da tutto il mondo, le stanze della pace si stanno diffondendo in molte altre realtà come stazioni, ospedali, università, parrocchie, grandi navi, treni, nei cuori delle città e persino nelle aziende e negli uffici. In Italia accade ormai un po’ dappertut-

to, stanze del silenzio e della pace sono all’ospedale Mauriziano di Torino, nell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, al Santa Lucia di Roma, al presidio Borsalino di Alessandria…, frutto della sempre più profonda integrazione tra le culture che si sta diffondendo nella società. Angoli di contemplazione e di pace che interpretano il desiderio di incontro e di riconciliazione tra le

Tornano in Italia i grandi carnivori

Lupi, linci ed orsi ricompaiono nei loro ambienti naturali e ricominciano a popolare boschi e foreste d’Italia. I dati sono stati diffusi dal WWF in occasione della recente presentazione a Roma dei risultati della campagna di conservazione dell’orso marsicano, simbolo della biodiversità italiana. Il lupo è oggi presente in 1200 esemplari circa (contro i 100 degli anni 70), mentre l’orso marsicano conta 14 mila esemplari sulle montagne d’Europa grazie ad una campagna di reinserimento. La lince, che sembrava estinta dal 1918, anno in cui fu ucciso l’ultimo esemplare nel parco del Gran Paradiso, sta di nuovo ricomparendo in alcuni settori alpini e occasionalmente in alcune parti dell’Appennino. Fonte: WWF Italia

religioni e gli uomini. L’idea di una “stanza del silenzio” fu pensata per la prima volta dal segretario delle Nazioni Unite, Dag Hammarskjöld, che nel 1957 ne volle creare una nella Hall dell’Assemblea Generale dell’Onu. La sua idea era di creare un luogo di spoglio, di disarmo e di riappacificazione Fonte: Ufficio studi Mezzopieno dalle linee essenziali.

Solidarietà: l’Italia si fida

Lavorare è più sicuro

Calano sensibilmente gli infortuni e la mortalità sul lavoro. Gli incidenti gravi registrati in tutti i settori produttivi in Italia sono in diminuzione per il terzo anno consecutivo. é quanto rilevato dal rapporto annuale dell’Inail, che nel 2014 registra un calo del 22,22% delle denunce e degli infortuni nel settore dell’industria e dei servizi e del 18,27% nell’agricoltura. Il calo degli incidenti sul lavoro è solo parzialmente imputabile alla crisi occupazionale. Depurando i dati della riduzione della percentuale di occupati e di imprese, rimane comunque evidente una riduzione effettiva degli infortuni e delle morti, frutto di maggiori prevenzione, informazione e controlli.

Fonte: Istituto Nazionale Infortuni sul Lavoro

mezzopieno 6 GIUGNO 2015

Secondo l’Edelman Trust Barometer, il barometro mondiale che da 14 anni misura la fiducia ed il consenso che i cittadini ripongono in Stato, aziende, mass media e terzo settore, nel 2014 il settore della solidarietà si è confermato quello più “credibile” per gli italiani. Con livelli di fiducia superiori al 50%, le organizzazioni no profit sono le istituzioni che in 20 paesi su 27 presi in esame si collocano al primo posto nella considerazione della gente. L’incremento di fiducia maggiore si è registrato in Polonia (+11%,

da 47% a 58%) ed in Brasile (+8%), mentre in Italia si passa dal 60% al 64% e negli USA dal 61% al 65%. La ricerca ha analizzato un campione di oltre 33 mila persone. Il no-profit in Italia conta circa 355 mila organizzazioni e muove un indotto da circa 200 miliardi di euro all’anno con 681 mila addetti, 271 mila collaboratori esterni e 5 mila lavoratori temporanei. I volontari che prestano il loro servizio sono circa 4 milioni. Fonte: Edelman Trust; Istat


Baratto amministrativo, così paghi meno tasse

Manodopera ed impegno a favore della collettività in cambio di sconti sulle imposte o di sgravi dei debiti con la pubblica amministrazione. é il “baratto amministrativo“ recentemente introdotto in Italia, unico esperimento del genere al mondo. I singoli Comuni stabiliscono i criteri e le condizioni per la realizzazione degli interventi, sulla base dei progetti presentati da cittadini singoli o da associazioni. L’iniziativa punta a favorire “misure di agevolazione della partecipazione delle comunità locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio” e possono riguardare interventi di abbellimento e decoro urbano, manutenzione, creazione di aree verdi, pulizia di piazze e strade, assistenza alle scuole, rimozione della neve, recupero e riutilizzo con finalità di interesse generale di aree e beni immobili inutilizzati e in genere la valorizzazione di una zona del territorio urbano o extraurbano. Oltre a contribuire a rendere più bello e pulito il nostro paese e a restituire risorse ai Comuni che ne scarseggiano, il baratto amministrativo va incontro a chi è in difficoltà, spronandolo a mettere a frutto le proprie energie in modo dignitoso. La corresponsione è calcolata in base al costo orario di un dipendente pubblico impegnato nella medesima mansione. Tra i primi comuni ad introdurre con successo pratiche di baratto amministrativo: Varese, Vasto e Cagliari. Fonte: Gazzetta Ufficiale 164/2014 art. 24; Mad Mag

Prendiamo la Bicipolitana Tre città italiane spiccano nella classifica delle venti città europee con la maggior percentuale di utilizzo della bici sul totale degli spostamenti urbani. Lo dice “L’A Bi Ci della Ciclabilità” pubblicato lo scorso aprile da Legambiente in occasione del festival “VeloLove”, un circuito di feste, spettacoli, iniziative culturali che coinvolgono i ciclisti urbani nei mesi di maggio e giugno. A Pesaro, Ferrara e Bolzano un abitante su quattro sceglie la bicicletta per i suoi spostamenti quotidiani. Molte altre città italiane hanno standard di ciclabilità di livello europeo:

tra queste Ravenna, Rimini, Piacenza, Sondrio e VeneziaMestre, dove almeno il 20% degli abitanti usa regolarmente la bicicletta come mezzo di trasporto. Il merito è anche delle amministrazioni cittadine, che hanno messo in sicurezza lo spostamento non motorizzato con la riduzione dei limiti di velocità per i veicoli a motore, le campagne di comunicazione per promuovere la mobilità ciclabile e l’ampliamento dei percorsi per le due ruote. Particolarmente innovativa è la Bicipolitana di Pesaro, una metropolitana dove le

rotaie sono percorsi ciclabili. I cittadini hanno risposto con entusiasmo utilizzando regolarmente la bicicletta per andare a scuola ed al lavoro, senza costi di carburante e nel rispetto dell’ambiente. “Il cambiamento degli stili di mobilità è probabilmente favorito dalla crisi del vecchio modo di muoversi all’interno delle aree urbane - ha sottolineato Legambiente - C’è una forte insofferenza rispetto ad una quotidianità fatta spesso di ingorghi, stress, tempo perso, smog e così chi pedala prende sempre più spazio”. Fonte: Legambiente

Social street, per riattivare i legami Si chiama social street, è un modello di riattivazione dei legami sociali che parte dal basso. Il suo sviluppo in Italia prende le mosse dall’esperienza di un gruppo nato su Facebook “Residenti in via Fondazza - Bologna” avviato nel settembre 2013. Obiettivo: socializzare con i vicini della strada in cui si abita per instaurare un legame costruttivo, condividere necessità, scambiarsi professionalità, conoscenze, portare avanti progetti collettivi di intemezzopieno 7 GIUGNO 2015

resse comune e trarre quindi tutti i benefici derivanti da una maggiore interazione sociale. Secondo i promotori dell’iniziativa, a decretarne il successo sono l’utilizzo di Facebook (con la creazione di gruppi chiusi), la decisione di limitare i singoli gruppi FB ad un territorio circoscritto e a dimensioni ridotte, la gratuità degli scambi e l’informalità di gruppi non strutturati che agiscono come meglio credono. Fonte: Volonwrite per Mezzopieno; www.socialstreet.it


MEZZOPIENOintervista

Innanzi tutto vorremmo chiederti cosa ne pensi della filosofia di “Mezzopieno” e di un giornale di buone notizie. Nella mia attività professionale uso spesso una frase di Albert Einstein: “Abbiamo bisogno di un nuovo modo di pensare per risolvere i problemi causati dal vecchio modo di pensare”. I problemi che fin dalla notte dei tempi gli esseri umani si sono trovati ad affrontare erano legati alla sopravvivenza. Il tipo e il modo di riportare le notizie utilizzato da alcune testate giornalistiche, dove molta enfasi è data alle notizie di cronaca, spesso focalizza l’attenzione del lettore sul fatto che la sua sopravvivenza è messa costantemente a repentaglio. Da quello che pensiamo però, discende quello che proviamo emotivamente e come interagiamo con l’ambiente; quindi, se pensiamo che il mondo sia pericoloso, il nostro stato d’animo si allineerà ai nostri pensieri, e la voglia d’interagire con le altre persone e di esplorare il mondo diminuirà, ben venga quindi un giornale che ci ricorda cosa avviene di buono ogni giorno sul nostro pianeta.

La percezione che oggi abbiamo della criminalità e della devianza corrisponde alla realtà o è distorta?

Intervista a Fabrizio Russo - psicoterapeuta, sessuologo, criminologo e saggista – intervenuto nell’aprile scorso alla presentazione del movimento “Mezzopieno” al Circolo dei lettori di Torino mezzopieno 8 GIUGNO 2015

Daniel Kahneman, psicologo, premio Nobel, ha postulato l’esistenza di un fenomeno psicologico che ha chiamato “euristica della disponibilità”: più un fenomeno è rappresentato, più ne sovrastimiaSe pensiamo che il mondo sia mo la probabilità pericoloso, la voglia d’interagire di accadicon le altre persone e di esplorare mento nel il mondo diminuirà


mondo. La percezione che abbiamo del crimine e della criminalità è influenzata da molte fonti: tra questi i mass-media, che hanno tutti lo scopo d’informare le persone, ma avendo spazi e tempi limitati per farlo devono affrontare alcuni argomenti e tralasciarne altri. Dal punto di vista criminologico, l’enfasi che in alcuni casi viene data agli omicidi irrisolti può far pensare ai telespettatori/lettori che la maggioranza dei delitti rimanga irrisolto e il colpevole impunito; invece, nella maggioranza degli omicidi il colpevole viene individuato rapidamente.

Ansia e depressione sono sempre più diffuse in Occidente. Perché?

nell’asia e nella depressione, infatti, è forte il senso di solitudine che incute paura (nell’ansioso) e tristezza (nel depresso).

confrontarsi con la realtà, trasformandoli in progetti. Ogni progetto deve prevedere obiettivi e tempi di realizzazione realistici, e ogni obiettivo deve prevedere sotto-obiettivi a cui mirare, e tempi eventualmente da dilatare se il confronto con la realtà lo richiede, così da riprogettare.

Il benessere nasce dal pensare/fare cose diverse per ottenere risultati differenti

Puoi suggerirci alcuni semplici passi per modificare il nostro modo di pensarci e di pensare il mondo? Quando il bambino cresce e si sviluppa in un ambiente familiare e sociale, l’interazione tra il cervello del bambino e la mente degli adulti che lo circondano consente lo sviluppo della sua mente, da cui discende il modo di vedere e interagire col mondo; successivamente, anche le scelte compiute dal singolo individuo influenzeranno la sua personalità, il suo stato d’animo e il modo d’interagire col mondo. Di solito la sofferenza nasce dal pensare/fare sempre le stesse cose aspettandosi risultati differenti; il benessere, invece, si ottiene pensando/facendo cose differenti per ottenere risultati differenti. Incontrare persone nuove, leggere libri diversi dal solito, comprare giornali diversi da quelli letti abitualmente, arricchisce la nostra personalità rendendola più complessa e aumentando le scelte che l’individuo può compiere per essere più felice o meno infelice.

“La bellezza salverà il mondo”, scrive Dostoevskij. Quale bellezza? La bellezza è la ricchezza interiore, nata dal confronto tra quello che siamo e quello che eravamo per capire quello che potremo diventare dandoci il tempo per farlo, non quella

Sono molteplici i fattori che stanno portando all’aumento dell’ansia e della depressione, un’ipotesi esplicativa potrebbe essere tratta dagli studi di Maslow sui bisogni fondamentali. Solitamente, quando gli esseri umani assolvono ai bisogni primari (cibo, acqua, riproduzione e sicurezza) la mente inizia a rivolgere la sua attenzione alla soddisfazione di bisogni di ordine superiore, tra cui la costruzione e il mantenimento dei legami sociali, d’amicizia, affettivi. Assolti questi, la mente si dedica alla soddisfazione di bisogni di ordine ancora più elevato: l’amore, il valore, la verità e la libertà. La soffe- Cominciare a vedere il bicchiere mezzo pierenza potrebbe quindi aumentare, oltre che per no significa anche non rinunciare ai sogni… fattori genetici e ambientali, quando nelle storie Mai rinunciare ai propri sogni. Anzi, di vita delle singole persone bisogna averne di molquesti bisogni di ordine supeteplici, ricordando riore non riescono ad essere però che sono prodotsoddisfatti perché gli esseri ti della nostra mente ogni obiettivo deve prevedere dei umani non possono più cone che quindi bisogna sotto-obiettivi intermedi tare, come avveniva un tempo, su solide basi relazionali:

mezzopieno 9 GIUGNO 2015

esteriore od economica che invece è effimera.

Dacci una buona notizia

Gli incontri cambiano la vita, uscite di casa e incontrate le persone. Provengo da una famiglia poco abbiente e poco acculturata e la mia infanzia è stata segnata da tante deprivazioni, ma il destino mi ha fatto incontrare persone straordinarie, che mi hanno donato affetto incondizionatamente permettendomi di crescere e diventare quello che sono. La buona notizia è che l’affetto fa cambiare le persone, le migliora, come è successo a me. L’unica cosa che occorre fare è uscire di casa per darsi l’opportunità d’incontrare nuove persone, magari per donare loro una copia di questo giornale…


MEZZOPIENOmanifesto

Mezzopieno è innanzitutto un modo di pensare, un approccio alla vita ed una maniera di essere. Il pensiero Mezzopieno è sempre pro, mai contro. Mezzopieno si pone come alternativa costruttiva al vittimismo, alla polemica e al disfattismo. Il modo di essere Mezzopieno collabora con tutti per offrire delle alternative costruttive e positive ai pessimisti, ai complottisti e a quelli che cercano sempre dei capri espiatori da colpevolizzare. Chi vive Mezzopieno non ha timore di caricarsi delle responsabilità ed è impegnato nell’individuare le alternative alle dinamiche distruttive e al modo di fare che delega agli altri le scelte. Il cambiamento è responsabilità di chi costruisce con intelligenza ed umiltà, collaborando e coinvolgendo il maggior numero di persone possibile. Piuttosto di cercare di demolire ciò che è ritenuto sbagliato, Mezzopieno propone alternative positive e costruttive, buone pratiche ed atteggiamenti che ricercano l’armonia, che non indirizzano energia per contrastare il male, ma che si vanno a sostituire ad esso. La scelta buona scaccia quella cattiva. Chi si identifica nel Mezzopieno non esalta il buonismo ma ha un approccio positivo e aperto al diverso ed al nuovo. Il cambiamento è un processo che va condiviso da tutti e può avvenire soltanto lentamente, con la presa di coscienza e la partecipazione costruttiva di ogni elemento della società. L’alternativa alla rivoluzione è l’evoluzione. La vera forza che manda avanti il mondo da sempre e che lo ordina attraverso la crescita e la collaborazione di tutti. Chi giudica questo modo di pensare come naif… ha ragione! Non è obiettivo del pensiero Mezzopieno produrre utili o generare profitto. è dimostrato che i buoni esempi “sono in grado di suscitare emozioni positive e di spingere le persone a seguire gli esempi presentati e addirittura provocare reazioni fisiche tali da lasciare un’impronta duratura capace di influenzarne le azioni future. Questo fenomeno, che in psicologia prende il nome di “elevazione morale’” può provocare cambiamenti comportamentali e predisporci all’empatia e all’interazione sociale”. Fonte: Journal of Personality and Social Psychology

mezzopieno 10 GIUGNO 2015


MEZZOPIENOdiffusione

10 PASSI

PER ESSERE OGNI GIORNO

MEZZOPIENI

1 Svegliati e fai un piccolo proponimento positivo ogni mattina 2 Disponi i muscoli del tuo viso in modo che siano distesi, se vuoi puoi anche assumere un atteggiamento sorridente 3 Prevedi che nella giornata qualcosa non andrà come ti aspetti 4 Cerca di camminare e di mangiare più lentamente 5 Ringrazia e gratifica le persone che lo meritano, se vuoi puoi cercare parole diverse ogni volta per farlo 6 Cerca di non giudicare cose che non conosci bene 7 Spegni il televisore 8 Creati una zona di confort nella tua casa in cui ti senti comodo, protetto, tranquillo

CHI SIAMO

La comunità Mezzopieno è formata da persone, gruppi e associazioni che si identificano nei valori del Manifesto per il pensiero costruttivo Mezzopieno. Il movimento crede nell’importanza di promuovere e interpretare un approccio costruttivo ed armonioso nei confronti della vita e della società, nel rapporto con gli altri e nella gestione delle sfide e delle difficoltà. Il movimento è organizzato secondo il principio della condivisione partecipata e tutti i nuclei coinvolti sono uniti dall’in teresse per la diffusione dei valori e del pensiero Mezzopieno. L’impegno dei membri mira a raggiungere il maggior numero di persone attraverso la condivisione e la pianificazione di attività, la progettazione e l’organizzazione di iniziative motivazionali, solidali e di collaborazione. La diffusione del pensiero Mezzopieno e del suo operato avviene prevalentemente attraverso la condivisione ed il coinvolgimento. Tutto il movimento è impegnato a diffondere e a spartire con entusiasmo il modo di essere Mezzopieno e le sue iniziative spontanee. Partecipano alla comunità Mezzopieno: Semi Onlus International; Voluntas Foundation; Fondazione Arbor; Gruppo di ricerca Valori, Etica ed Economia; Volonwrite

9 Segnati una buona notizia/storia che hai sentito e condividila con le persone a cui vuoi bene 10 Soffermati qualche minuto prima di coricarti per ringraziare delle cose belle della tua giornata

Caro lettore, se hai buone notizie, storie da raccontare di persone che hanno fatto cose meravigliose scrivi a redazione@mezzopieno.org o usa l’applicazione dedicata sul nostro sito www.mezzopieno.org

IL CERCHIO DELLA GRATITUDINE Il movimento Mezzopieno è impegnato nella diffusione del

pensiero positivo e nello stimolo ad un approccio costruttivo nei confronti della vita. La diffusione di Mezzopieno News è uno degli strumenti con cui il movimento raggiunge la gente e la motiva a mettere in gioco le proprie capacità e la propria intelligenza propositiva. Il Cerchio della Gratitudine è il progetto che prende vita dalla distribuzione e dalle relazioni di gratuità e di gratitudine che si vengono a creare intorno a Mezzopieno News.

Il periodico Mezzopieno News, nella sua forma cartacea, viene consegnato di mano in mano nel cerchio delle conoscenze e delle persone vicine ai membri della comunità e diventa strumento di relazione. Mezzopieno News è distribuito gratuitamente da testimoni volontari in: ospedali - case di cura e di degenza - centri di accoglienza per anziani - carceri ed istituti penitenziari - scuole - parrocchie - associazioni - aziende- circoli - comunità

mezzopieno 11 GIUGNO 2015


Ad ogni pasto, un amico in più Il social cooking si fonda sulla idea di comunità, aggregazione, scambio e integrazione e non a caso nasce a Torino, tradizionale laboratorio di sperimentazione e innovazione sociale. Per capire di cosa si tratta si deve risalire al 1885, quando l’Istituto Faà di Bruno aprì nel quartiere un forno economico, che consentiva alle famiglie

di cuocere il pane a poco prezzo. L’obiettivo era di combattere la povertà e di costituire un punto di aggregazione sociale soprattutto per le comunità operaie che lavoravano vicino al fiume Dora. “Tutti noi desideriamo mangiare bene e spendere poco. La gente di città poi soffre paradossalmente di solitudine” spiega il fondatore Alessandro Novazio. Il Fornello - “ristoro

per la mente e il corpo” – ha sede in via Bogetto 4/G e si compone di una cucina comune arredata ed attrezzata. La gente può portare il cibo da casa per scaldarlo, pagando solo il coperto di 2 euro ed una tessera annuale di 10, oppure condividere con altri una cena a prezzi popolari.

La città più creativa

Prima capitale mondiale del design nel 2008, Torino si conferma tra le città più creative al mondo con il recente riconoscimento da parte dell’Unesco del titolo di creative city per il design. È l’unica città italiana vincitrice del bando di candidature 2014 a cui hanno partecipato 28 città di 19 Paesi di tutto il mondo. Il titolo riconosce a Torino di aver saputo allargare in questi anni le proprie identità, unendo allo storico profilo industriale nuove vocazioni nel campo della ricerca e delle tecnologie, della formazione e del sapere, della cultura, delle arti e del turismo. Il tema del design in cui la città si è aggiudicata il primato ne ha fatto una delle chiavi per lo sviluppo industriale e post-industriale e per la quale Torino ha già ricevuto prestigiosi riconoscimenti internazionali. Attraverso “Creative Cities Network” l’Unesco favorisce dal 2004 la formazione di una rete con lo scopo di promuovere la cooperazione internazionale. Le città che ne entrano a far parte si impegnano a collaborare e sviluppare partnership per promuovere la creatività e le industrie culturali, per condividere le migliori pratiche, per rafforzare la partecipazione ed integrare la cultura nei piani di sviluppo economico e sociale. Fonte: Unesco Creative Cities Network; Città di Torino

Fonte: Volonwrite per Mezzopieno

Una seconda vita per pc e cellulari

Torino cambia luce

Il 2015 è l’Anno internazionale della Luce. 45 mila innovative postazioni Led stanno trasformando Torino in una smart city verde e tecnologica: i nuovi dispositivi, oltre ad illuminare molto di più ed in maniera più razionale, permettono di risparmiare circa 22 milioni di kWh e 3,5 tonnellate di CO dispersa, con un costo di impianto estremamente basso. L’iniziativa si inserisce tra i progetti del Comune per migliorare l’efficienza energetica ed i servizi ai cittadini ed è parte del più vasto programma che è valso a Torino il titolo di prima creative city italiana secondo i parametri internazionali dell’Unesco. Il progetto Torino Led, che nella sua fase iniziale prevede la sostituzione del 55% degli apparecchi per l’illuminazione stradale, anticipa le iniziative previste dalla ampia coalizione Europea per Horizon 2020 in tema di miglioramento dell’efficienza energetica e dell’impatto ambientale. I nuovi lampioni inoltre integrano modem wi-fi e tecnologie per il controllo remoto urbano che comunicano con centraline che renderanno più sicura ed efficiente tutta la città. Fonte: Comune di Torino

mezzopieno 12 GIUGNO 2015

Quanti vecchi telefoni cellulari, pc o elettrodomestici guasti abbiamo tutti a casa? Gli addetti ai lavori li chiamano RAEE R4, si tratta delle apparecchiature elettriche ed elettroniche di piccole dimensioni che sono gettate via perché non più funzionanti. Da oggi, a Torino, i cittadini possono smaltirle grazie al progetto pilota avviato nella Circoscrizione 9 da Amiat in collaborazione con i piccoli esercizi commerciali di quartiere come ferramenta, negozi di elettronica ed elettrodomestici. I commercianti, che hanno già l’obbligo di ritirare gli elettrodomestici usati dai clienti che ne acquistano di nuovi, mettono ora i cassonetti per la raccolta dei RAEE a disposizione di chiunque voglia smaltire i propri rifiuti elettronici. Il servizio funziona anche senza che vi sia un acquisto. Nella Circoscrizione 9 (Nizza Millefonti, Lingotto, Filadelfia) si possono così smaltire frullatori, rasoi, phon per capelli, telefoni cellulari, macchine fotografiche, giochi elettrici o elettronici, evitando che le sostanze tossiche in essi contenuti si disperdano nell’ambiente. Aderiscono all’iniziativa anche tre grandi aziende con sede nel territorio della Circo-


Il condominio sugli alberi

In via Chiabrera 25 a Torino c’è una grande casa costruita sugli alberi, dotata di tutti i servizi. Il condominio, già definito foresta urbana, è stato realizzato in 5 anni da un team di professionisti torinesi guidati dall’architetto Luciano Pia. Il “25 Verde” è una casa viva. Cresce, si modifica e respira, con 200 alberi che crescono tra le sue strutture principali e che si integrano armonio-

samente con il fitto bosco portante di ferro e bulloni. Il palazzo, che ospita 63 famiglie, riesce a regolare la temperatura dei suoi locali grazie ad un innovativo sistema di isolamento ed areazione che sfrutta le piante e le superfici in materiale naturale per ridurre al minimo l’uso del condizionamento artificiale. Oltre a non inquinare, pulisce l’aria e possiede un sistema di recupero dell’acqua piovana che fornisce l’irrigazione necessaria ad ogni albero. Il palazzo inoltre provvede alla sua efficienza energetica utilizzando un sistema geotermico ed uno mini-eolico che garantiscono elettricità pulita a tutti i condomini, tagliando anche in maniera sostanziale la bolletta energetica e quella ambientale.

scrizione, mettendo a disposizione di oltre 3 mila dipendenti i contenitori per la raccolta dei RAEE all’ingresso dei propri uffici. Il riciclo delle apparecchiature permette il recupero di numerosi materiali rari e pregiati. Per ogni tonnellata di RAEE riciclati vengano recuperati fino a 200 grammi di oro, 750 grammi di argento, da 40 a 120 chilogrammi di rame, oltre a plastiche pregiate e vetro.

Il passaporto culturale

La rinascita di Torino è ormai un fenomeno che ha assunto dimensioni internazionali, una riconversione di successo che sta diventando un caso oggetto di studio. Il 1° aprile 2015 ha segnato per la capitale piemontese un altro importante traguardo culturale: il Museo Egizio, presentato in una veste rinnovata e all’avanguardia, ha riaperto le porte al pubblico dopo il più grande restauro dalla sua apertura nel 1724. Torino sta vivendo quella che è ormai stata definita la “primavera culturale torinese”. Le innumerevoli offerte in città comprendono musei di fama mondiale e molteplici iniziative. L’innovativo progetto “Nati con la cultura” dallo scorso mese di settembre ha introdotto il nuovo “Passaporto Culturale”. L’idea fondante è che l’arte possa trasformarsi in una risorsa di benessere, rigenerazione e potenziamento creativo per tutti gli esseri umani, a partire dai primi anni di vita. La Fondazione Medicina a Misura di Donna e Palazzo Madama hanno ideato un progetto che prevede che ad ogni bambino nato nel più grande ospedale pediatrico piemontese, il Sant’Anna, al momento delle dimissioni dall’ospedale, venga consegnato un Passaporto Culturale che dà accesso alle neo-famiglie per visitare gratuitamente Palazzo Madama ed altri musei convenzionati entro i primi 12 mesi di vita dei loro neonati. Il museo ha creato per questa finalità sale attrezzate per l’allattamento e per la cura dei bambini.

Fonte: Luciano Pia

Fonte: Volonwrite per Mezzopieno

mezzopieno 13 GIUGNO 2015

Nel 2014 la media italiana della raccolta di RAEE per il riciclo è stata di 3,8 chilogrammi per abitante. In attesa che l’iniziativa promossa dalla Circoscrizione nove si estenda ad altre zone della città, gli abitanti di Torino possono smaltire i propri rifiuti elettrici ed elettronici nei sette Ecocentri presenti sul territorio cittadino. Fonte: Azienda Multiservizi Igiene Ambientale Torino; Centro di coordinamento RAEE


MEZZOPIENOdomanda

notizieflash

Cosa vuol dire per te essere Mezzopieno? Maura, 48 anni, informatica Essere mezzopieno significa sorprendersi di fronte alle buone notizie. Sorprendersi di quanto il mondo nella sua interezza sappia essere creativo, solidale, pulito, di come la gente inventi ogni giorno mille modi per rendere tutto migliore. Le notizie dovrebbero portarci in casa quelle parti del pianeta che non possiamo conoscere con i nostri occhi, con gli innegabili drammi che vi accadono, ma anche con il cuore, la forza e la fantasia che sorreggono legami, progetti e idee. Rossella, 29 anni, ricercatrice sociale Essere mezzopieni vuol dire essere propositivi, cercare di trovare soluzioni ai problemi e non, viceversa, trovare i problemi nelle soluzioni. Vuol dire, in altre parole, essere “il cambiamento che si vuole vedere avvenire nel mondo”.

Luca, 42 anni, ECONOMISTA Credo che vedere il bicchiere mezzo pieno sia non solo una terapia per addolcirsi la vita ma anche una forma di gratitudine per tutto quello che abbiamo ricevuto e che ci circonda. Il mondo è meraviglioso e terribile allo stesso momento, sta a noi scegliere per quale delle due metà spendersi. Ho vissuto tanti anni insieme alle popolazioni povere ed ho imparato ad apprezzare ciò che si ha senza chiedere di più. Le persone semplici e coloro che hanno di meno non si lamentano mai e prendono ogni cosa che arriva come un dono; la loro vita è un ruscello lento che scorre adeguandosi al suo corso, la nostra spesso diventa una estenuante corsa controcorrente per avere sempre qualche cosa in più, senza godersi il paesaggio. Non giro lo sguardo davanti alla sofferenza ma cerco di porgergli la mano per condividerla e per aiutare chi è in una situazione di negatività a vedere e gustare anche il lato luminoso della vita.

LA LIBERIA SRADICA L’EBOLA World Health Organization - 9 maggio

AUTO ELETTRICHE IN EUROPA: +120% NEI PRIMI 3 MESI DEL 2015. IN ITALIA IL NUMERO MAGGIORE Acea - 5 maggio

Vittorio, 53 anni, formatore aziendale Essere mezzopieno é la curiosità di una scoperta che te ne preannuncia altre, il primo film di un autore promettente che fa nascere l’attesa del secondo, la fine di un assolo in un brano jazz che preannuncia l’interplay. Insomma tutto ciò che fa pensare che il meglio debba ancora venire, che si ricominci da tre. Diego, 33 anni, cooperante Vuol dire scegliere di rivolgere lo sguardo a ciò che funziona, a quanti affrontano le sfide quotidiane con creatività. Cambiare in meglio è possibile soltanto offrendo alternative, perché la critica fine a se stessa ci porta a credere che la responsabilità sia sempre di altri e mai nostra. Il mondo in cui viviamo rimane lo stesso, sta a noi decidere da che lato guardarlo. Perciò essere Mezzopieno, in fondo, conviene.

mezzopieno 14 GIUGNO 2015

CUBA: LA POPOLAZIONE ORA HA ACCESSO A INTERNET Netflix - 10 febbraio

GIORNATA DELLA TERRA: DUE MILIARDI DI AZIONI CONCRETE Earthday - 22 aprile

LA PALESTINA DIVENTA MEMBRO DEL TRIBUNALE PENALE INTERNAZIONALE ICC- 1 aprile

IL PARAGUAY RATIFICA LA CONVENZIONE SULLE MUNIZIONI A GRAPPOLO 0nu - 25 marzo

LA BORSA AMERICANA APRE UN INDICE PER LE SOCIETÀ SOSTENIBILI Dow Jones Sustainability - 31 marzo

LA COSTA RICA È IL PRIMO PAESE A SOSTENERSI CON 100% DI ENERGIA RINNOVABILE Istituto Costaricense de Electricidad - 28 marzo


Giancarlo, 35 anni, grafico I suoi occhi, la nostra gatta e il nostro cane, la mia famiglia, il mio paese, il profumo dell’erba appena tagliata, una gita dell’ultimo momento al mare, una cena improvvisata, una canzone che non ti esce dalla testa, gli amici sul terrazzo, un regalo inaspettato, il palcoscenico, la pioggia, un piatto di pasta. Tutto questo per me è essere mezzo pieno. Rosaria, 32, farmacista Per me essere mezzopieno è la felicità di spingermi verso ciò che non ho ancora ottenuto. È lo slancio emotivo necessario per arrivare sempre a quel qualcosa in più. È la curiosità, la volontà di pensare, appena svegli, non a quello che si è fatto ma a quello che si vorrà fare nella giornata che ci sta aspettando. Patrizia, 50 anni, giornalista Ogni giornata, anche la più brutta, ha qualcosa di bello: un incontro, un profumo, un sorriso, una telefonata… Andare alla ricerca di questi momenti, non permettere alla negatività di sbiadire i loro colori, saper cogliere il lato positivo e costruttivo di qualunque cosa ci accada: ecco cosa significa per me essere “mezzopieni”. È una carica vitale che ti permette di risollevarti dopo ogni caduta e di non distogliere lo sguardo dai sogni che vuoi realizzare.

Giovanni Michele, 44 ANNI, IMPIEGATO Per me significa cercare di guardare con positività il presente e il futuro. Significa prendere la bicicletta e andare a scoprire la propria città. Significa dare una parola di conforto ad un amico in difficoltà che in quel momento vedo tutto in negativo. Mezzopieno è ricavare del tempo per fare le cose che si amano senza rimandarle a domani. Quando si pensa mezzopieno non spariscono i problemi della vita, ma si impara a gioire delle piccole cose e questo aiuta a sopportare meglio i problemi che si incontrano. Vale la pena provarci! Alessandro, 33 anni, startupper Qualsiasi crisi (economica o sociale) è un circolo vizioso: la crisi genera pessimismo che a sua volta alimenta la crisi stessa, e i tentativi di superarla vengono soppressi sul nascere dal pessimismo. Mezzopieno non vuole negare che tante cose non vadano come devono (altrimenti si chiamerebbe Tuttopieno), vorrebbe invece concentrarsi su ciò che va per il verso giusto per migliorare la situazione.

Marco, 33 anni, fotografo Significa riempire di significato e passione ciò che si fa, concentrandosi molto sul come lo si fa. È una rivoluzione interiore, non una filosofia dell’ottimismo: nasce da una serena e meditata comprensione delle cose, senza illusioni, né troppe speranze e - quindi, anche - meno paure. La pienezza è, prima di tutto, uno stato d’animo.   mezzopieno 15 GIUGNO 2015

POMPEI TORNA GRANDE: FINISCE L’EMERGENZA, NUOVE RIAPERTURE 99 Ideas; Ministero delle Attività Culturali - 30 marzo

L’IRAN ANNUNCIA L’INTERRUZIONE DELLA RICERCA SUL NUCLEARE United Press - 3 aprile

IN ITALIA MARE PIÙ PULITO: LA LIGURIA È LA MIGLIORE Fee - 13 maggio

L’AMERICA è IL PRIMO CONTINENTE A CANCELLARE DEFINITIVAMENTE LA RUBELLA, SECONDA MALATTIA ENDEMICA DOPO LA POLIO WHO - 29 aprile

EXPO MILANO: RECORD di presenze DOPO LE POLEMICHE Ansa - 10 maggio


MEZZOPIENOeditoriale

Mezzopieno News è pubblicato ogni due mesi dal movimento Mezzopieno. Gli articoli riportati sono frutto della ricerca e del lavoro giornalistico del comitato editoriale, dell’ufficio studi, del gruppo di ricerca, dei volontari e dei membri della comunità Mezzopieno. Ogni articolo è un’ elaborazione originale e riporta fatti e situazioni reali. Le fonti originali sono verificate e citate per esteso. FATTI COINVOLGERE Mezzopieno News è scritto dalla gente e riporta le notizie dei suoi lettori e dei simpatizzanti del pensiero Mezzopieno. Articoli, lettere, suggerimenti e collaborazioni sono accolti ed inseriti nella pubblicazione se-

condo i parametri della linea editoriale condivisa e con la selezione del comitato editoriale. La linea editoriale e l’applicazione per inviare scritti, fotografie ed articoli sono consultabili nelle pagine dedicate del sito del movimento www.mezzopieno.org

simpatizzanti del movimento Mezzopieno. Come frutto della volontà di condividere il proprio pensiero, la pubblicazione Mezzopieno News è distribuita attraverso il sistema del passaparola, di mano in mano, con la consegna diretta e personale.

Mezzopieno News è gratuito – nessuno può richiedere denaro o compensi per la sua distribuzione. Il movimento Mezzopieno è un gruppo di pensiero che non ha per obiettivo il profitto ma la diffusione dell’approccio positivo e della capacità creativa e collaborativa. Mezzopieno News è distribuito con il contributo volontario dei membri, degli amici e dei

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mezzopieno 16 GIUGNO 2015

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Direttore: Luca Streri Coordinamento redazionale: Patrizia Spagnolo Comitato editoriale: Maura Fornero, Diego Mariani, Patrizia Spagnolo, Rossella Tisci Hanno collaborato: Claudia Cespites, Francesca Dentico, Fabio Geda, Simone Piani, Fabrizio Russo, Marco Sicbaldi, Mario Streri ,Vittoria Trussoni Progetto grafico E IMPAGINAZIONE: Giancarlo Viani Editore: Semi Onlus International Mezzopieno News è un periodico registrato presso il Tribunale di Torino Il blog di Mezzopieno News www.mezzopieno-news.tumblr.com Il movimento Mezzopieno è su internet al sito www.mezzopieno.org Per comunicare con noi, per ricevere la newsletter, per unirsi al movimento Mezzopieno info@mezzopieno.org

MEZZOPIENO News - Giugno/Luglio 2015  

LE BUONE NOTIZIE CHE CAMBIANO IL MONDO. Fabio Geda | Fabrizio Russo | Luca Streri