Page 1

VOCE AMICA

Bollettino Parrocchiale di Zanano-Noboli Febbraio 2020


Appuntamenti 1. CONFESSIONI Ogni sabato e vigilia di solennità dalle 15,00 alle 17,00 2. NASCITE Su comunicazione dei familiari viene dato l’annuncio della nascita dei bambini alla comunità con il suono festoso delle campane. 3. BATTESIMI Per la celebrazione del battesimo dei bambini si stabiliscono queste date in ordine temporale: - Battesimo del Signore; - La seconda domenica di ogni mese eccetto Quaresima; - Immacolata Concezione; - S. Stefano martire. Il luogo della celebrazione è la Chiesa Parrocchiale. Si battezza durante la S.Messa con preferenza per l’Eucaristia delle 10,30 e negli stessi giorni anche la possibilità di ricevere il battesimo alle ore 17 senza la S. Messa. 4. MATRIMONI I fidanzati che decidono le nozze sono pregati di rivolgersi al Parroco almeno un anno prima del matrimonio. 5. AMMALATI Per garantire l’assistenza spirituale agli ammalati Don Alberto intende dedicare il venerdì mattina alla visita nelle case o negli ospedali e chiede di essere informato per tempo della situazione dai famigliari. 5. CARITAS Ogni martedì, presso la sede, dalle 15,00 alle 17,30 si effettua la distribuzione dei viveri e dalle 18,30 alle 20 c’è disponibile un centro d’ascolto per chi desidera un momento di dialogo.

ORARI DELLE SANTE MESSE SABATO Ore 18.00 in Chiesa Parrocchiale. DOMENICA Ore 8.30 in San Bernardino a Noboli Ore 10.30 in Chiesa Parrocchiale Ore 18.00 Vespri e Benedizione Ore 18.30 in Chiesa Parrocchiale LUNEDÌ, MERCOLEDÌ, GIOVEDÌ Ore 18.00 in San Martino MARTEDÌ Ore 8.30 in San Martino Ore 17.30 in San Bernardino a Noboli MERCOLEDÌ Ore 15.00 Adorazione Eucaristica in San Martino VENERDÌ Ore 15.00/18.00 Adorazione Eucaristica con Santa Messa conclusiva in Chiesa Parrocchiale Nel giorno in cui si celebra un funerale non si celebrano altre Eucaristie.

PER IL MATTINO DI PASQUA Io vorrei donare una cosa al Signore, ma non so che cosa. Andrò in giro per le strade zufolando, così, fino a che gli altri dicano: è pazzo! E mi fermerò soprattutto coi bambini a giocare in periferia, e poi lascerò un fiore ad ogni finestra dei poveri e saluterò chiunque incontrerò per via inchinandomi fino a terra.

E poi suonerò con le mie mani le campane sulla torre a più riprese finché non sarò esausto. E a chiunque venga anche al ricco dirò: siedi pure alla mia mensa, (anche il ricco è un povero uomo). E dirò a tutti: avete visto il Signore? Ma lo dirò in silenzio e solo con un sorriso. DAVID MARIA TUROLDO

In copertina: affresco collocato nell’ex Battistero

NUMERI UTILI PARROCO 338 9956118 – CANONICA 030 800102 www.parrocchia-zananonoboli.it SCUOLA DELL’INFANZIA MARIA IMMACOLATA – 030 801533 www.scuolainfanziazanano.it 2


QUARESIMA COME CAMMINO Tutti sappiamo percepire dalle nostre conoscenze religiose che cosa costituisce il tempo della Quaresima. Tempo forte, tempo di grazia, tempo di penitenza e di conversione, possiamo poi aggiungere anche una serie di pratiche devozionali che esercitiamo a livello personale. (Via crucis, rosario, impegno di carità ecc.) ma la parola che mi ispira di più è CAMMINO. Un cammino/esodo di quaranta giorni che è costellato di numerose indicazioni. Come il cammino di Santiago costellato di continue segnaletiche lungo tutto l’itinerario. Difficilmente si può perdere la strada poiché passo dopo passo, si può trovare e riconoscere una indicazione di senso da percorrere, inconfondibile quella conchiglia con sotto una freccia che indica la direzione. Quelle frecce indicano, in riferimento alla meta, la direzione da seguire. Il Cammino mi fa ripercorrere immancabilmente la mia vita e comprendo come il pellegrinaggio sia davvero una metafora dell’esistenza umana. La Quaresima può essere questo cammino e pellegrinaggio. Una meta, un punto di arrivo, uno scopo, un proposito, un sogno. Tutti sappiamo che senza uno scopo, un ideale, un fine la nostra vita perde di motivazione e di entusiasmo. Può capitare che la strada imboccata non sembra portare alla meta, necessita di una luce per intravedere la segnaletica, le frecce e la direzione, questa è la Parola del Signore, la Parola di Dio che illumina il cammino. Pensiamo al nostro padre Abramo, il primo pellegrino della storia della salvezza. Si fida di Dio, lascia la sua terra e si incammina verso un luogo che lo stesso Dio gli rivelerà e che quindi ancora non conosce. Dio gli promette più volte una discendenza numerosa come le stelle del cielo o la sabbia del mare, e quando non c’è più nessuna possibilità umana, sua moglie Sara partorisce un figlio segno concreto della fedeltà di Dio alle sue promesse. Abramo viene più volte messo alla prova e dimostra la sua fede, così sa di temere Dio. Nel cammino abbiamo bisogno della Parola di Dio per cogliere il nesso tra quello che stiamo vivendo e il destino ultimo; per cogliere il senso di tutte le vicende della vita. Il tempo della Quaresima è un’occasione privilegiata per imparare a camminare con la Parola di Dio e sopra tutto nella Parola di Dio ad ogni incrocio, o diramazione della vita. don Alberto

3


SEGNI DEL CAMMINO QUARESIMALE IN QUEL TEMPO, GESÙ DISSE AI SUOI DISCEPOLI:

VOI SIETE IL SALE DELLA TERRA ...VOI SIETE LA LUCE DEL MONDO ... (5,13-16) Gesù dopo il discorso della montagna, ai destinatari delle beatitudini, ai suoi discepoli e a noi, a quelli a cui è donato il regno dei cieli, indirizza altre parole, per rivelare la loro identità: sale della terra, luce del mondo, città collocata sopra un monte. E non si tratta di una esortazione di Gesù: siate, sforzatevi di diventare luce, ma: sappiate che lo siete già. Essere sale della terra, luce del mondo, significa dare sapore, cioè un senso, uno scopo alto, alle realtà che invece troppi vivono come deprimenti perché subìte o banali; significa fare luce allo spirito di chi è disperato, di chi è cieco o semplicemente addormentato, e perciò non vede il bene esistente intorno a sé, né quello che è possibile realizzare. I discepoli autentici sono felici, colmi di beatitudine, perché sono anche portatori di cose buone e necessarie a tutti gli esseri umani. Le esteriorità, il formalismo, le buone maniere o sacrifici e rinunce servono a ben poca cosa se non trasformano il nostro cuore e lo indirizzano verso il vero bene. Noi possiamo compiere opere di luce! E sono quelle dei miti, dei puri, dei giusti, dei poveri, le opere alternative alle scelte del mondo, la differenza evangelica offerta alla fioritura della vita. Quando seguiamo come unica regola di vita l’amore, allora siamo Luce e Sale per chi ci incontra. Quando due sulla terra si amano diventano luce nel buio, lampada ai passi di molti. In qualsiasi luogo dove ci si vuol bene viene sparso il sale che dà sapore buono alla vita. Illumina altri e ti illuminerai, guarisci altri e guarirai. Non restare curvo sulle tue storie e sulle tue sconfitte, ma occupati della terra, della città dell’altro, altrimenti non diventerai mai un uomo o una donna radiosi. Chi guarda solo a se stesso non si illumina mai. Allora saremo lucerna sul lucerniere, ma secondo le modalità proprie della luce, che non fa rumore e non violenta le cose. Le accarezza e fa emergere il bello che è in loro. Così «noi del Vangelo» siamo gente che ogni giorno accarezza la vita e ne rivela la bellezza nascosta. Essere luce e sale non è un dato acquisito di diritto, ma frutto di un cammino; tant’è che addirittura il sale può diventare insipido e la luce offuscarsi. Gesù ci dice: “cari discepoli, siete sale. Esistete per dare gusto, per portare bontà, bellezza. Ma se perdete questo sapore che viene dall’essere in relazione con Me, a che servite?”. Se perdiamo il contatto con Gesù, con la sua Parola, e iniziamo a parlare non sapientemente ma mondanamente, ad agire in modo non evangelico, a darsi alla mediocrità, al benessere, duri ed egoisti nei confronti degli altri, finiremo per essere calpestati. Non dobbiamo perdere “sapore”, ma insaporire tutto il mondo con la nostra presenza e con il lavorio di costante testimonianza. Chi si lascia illuminare da Gesù, viene alla luce e fa luce. Senza vergognarsi, senza nascondersi, senza impigrirsi senza cercare l’apparenza, ma l’identità. La candela non si preoccupa di illuminare: semplicemente brucia, e bruciando, illumina. Il problema non è salare o illuminare, ma essere “sale gustoso e luce luminosa!”.

4


RINNOVO DEI CONSIGLI PASTORALI

PERCORSO DI PREPARAZIONE DELLA COMUNITÀ PARROCCHIALE Nella diocesi di Brescia si rinnovano quest’anno gli organismi di comunione pastorale, cioè i Consiglii pastorali parrocchiali e il Consigli economici. Credo sia una evento importante anche per la nostra parrocchia che è chiamata a riflettere sulla sua vita pastorale, sulla comunione e corresponsabiltà che come singoli cristiani battezzati in Gesù ci assumiamo per la vita della nostra comunità. In vista del rinnovo del Consiglo Parrocchiale,che sarà il 17 maggio 2020, è bene che riprendiamo alcune note sintetiche, proposte dalla diocesi sulle funzioni e i compiti di tali organismi. Ciò risponde alla semplice domanda,: Che cos’è il CPP? Cosa fa il CPP? Ci faremo aiutare nella riflessione da alcuni amici ( come da calendario) che propongono delle riflessioni, in particolare sui valori che queste elezioni dei CPP hanno per la vita partecipata della comunità, che si elegge dei membri che li rappresenta nella conduzione di questa grande famiglia che è la parrocchia MARTEDI’ 24 MARZO ORE 20.30 IN CHIESA PARROCCHIALE Comunione e corresponsabilità nella parrocchia - Don Piero Prandelli MARTEDI’ 28 APRILE ORE 20.30 IN CHIESA PARROCCHIALE La comunità come soggetto dell’azione pastorale e il progetto pastorale con uno sguardo all’unità pastorale - Don Cesare Verzini Vicario Zonale MERCOLEDI’ 6 MAGGIO ORE 20.30 IN CHIESA PARROCCHIALE Presiedere e consigliare nella comunità: i consigli parrocchiali Don Leonardo Farina Vicario territoriale del vescovo Tremolada In attesa che la piccola commissione indicata dal Consiglio Pastorale si incontri per preparare il materiale e offrire alla comunità più chiare indicazioni invito tutti a invocare lo Spirito Santo che disponga i nostri cuori all’ascolto e che illumini le nostre menti per scelte sapienti per il bene di tutti. Fa’, o Signore, che il tuo Spirito informi e trasformi la nostra vita, e ci dia gaudio della fratellanza sincera, la virtù del generoso servizio, l’ansia dell’apostolato. Vieni Spirito, Spirito Santo, Tu che sei l’animatore e il santificatore della Chiesa, suo respiro divino, il vento delle sue vele, suo principio unificatore, sua sorgente interiore di luce e di forza, suo sostegno e suo consolatore, sua sorgente di carismi e di canti, sua pace e suo gaudio,

suo pegno e preludio di vita beata ed eterna. Vieni Spirito, Spirito Santo, Abbiamo bisogno di Te Abbiamo bisogno una perenne Pentecoste, abbiamo bisogno di fuoco nel cuore, di parola sulle labbra, di profezia nello sguardo. Vieni, o Spirito santo, e da’ a noi un cuore nuovo, che ravvivi in noi tutti i doni da te ricevuti con la gioia di essere cristiani, un cuore nuovo, sempre giovane e lieto. Vieni, Spirito, Spirito Santo. (San Paolo VI Papa)

5


UN CAMMINO CHE CONTINUA “Da qualche anno, molti oratori si trovano nella situazione di non avere un sacerdote incaricato per l’oratorio, oppure di avere un sacerdote che svolge il proprio ministero su più comunità. La figura di riferimento manca, oppure è presente sporadicamente: il pericolo è quello di una gestione spontaneistica, che si orienta nella direzione delle persone o dei gruppi più presenti o meglio organizzati, ma che facilmente perde il contatto con la globalità del progetto educativo dell’oratorio, focalizzandosi solo su alcune dimensioni (lo sport, il bar, le feste…). La guida dell’oratorio è nata come figura che vuole rispondere proprio a questi problemi e necessità: essere presente, fare riferimento (in comunione con il parroco e con il consiglio dell’oratorio), avere un ruolo di coordinamento riconosciuto e istituito all’interno della comunità educativa” (cfr. Dal cortile). Il giorno 25 gennaio 2020 presso la chiesa parrocchiale di S.Giulia al Villaggio Prealpino, il vescovo Pierantonio ha consegnato 7 nuovi mandati per il ruolo di guida dell’oratorio e ne ha rinnovati, nello stesso momento, altri 8 che erano stati nominati ormai tre anni fa tra cui il mio come guida dell’oratorio di Zanano. Quando tre anni fa ho definito questo percorso come un’opportunità…. avevo ragione! Questa esperienza mi ha dato, a dir poco, molto, mi ha fatto crescere, maturare e conoscere cose e persone che non avrei diversamente mai potuto raggiungere. È ” tri al i gl de i questa una delle ragioni che mi spinge, “Portate i pesi gli un nonostante i miei limiti, a rimettermi in gioco. (Gal 6,2) Dire se quello che ho cercato di fare in questi NE MU CO anni per il nostro oratorio sia stato fatto bene TA ICONA DELLA VI to ol m a er i gl e … no o male, non saprei, ciò che so con certezza olto anzia “Abba Sisoés era m lla sua da e ch o in m è che desidero ringraziare don Alberto e il m ca il faticoso percorrere e an ov gi o su Il a. ies Consiglio Pastorale Parrocchiale per aver ch a e cella lo conduceva all ch ria lle ga a un ire ru riposto in me la fiducia nel proseguire altri ora di cost discepolo decise all a; si caricava ies ch a all tre anni. Vorrei fare anche un ringraziamento és so Si di congiungeva la cella a che nz se va ta or sp particolare a tutte quelle persone che tra lo e sulle spalle l’anziano uare in nt co sì co va te po incontrandomi in questi anni mi dicevano L’Abba la e nessuno lo vedesse. er rd pe a nz se “ti raccomando non mollare” e soprattutto ida spirituale il suo ministero di gu rgeva della co ac si tti fa un grazie sincero a tutti i ragazzi che in o un ss sua autorevolezza; ne . o” rp co o su l de sempre mi accolgono con stima e allegria. à debolezza e fragilit ) rto se de Il mio impegno di guida dell’oratorio si (Detti dei Padri del concluderà al termine di questo secondo fiducia e er av no io gl vo triennio, tempo in cui continuerò il e ch ani Cosa direbbe ai giov percorso di formazione proposto dalla nella vita? giovane che un de ve nostra diocesi. si ta et in “In questa immag i degli gn so i sé di su Nella speranza (e sarà sicuramente così) re de en è stato capace di pr esto ti Qu e. ar fic tti fru rli fa di poter continuare questo cammino anti, per di en Pr anziani e li porta av e. ar ur at m fa all’insegna di una vita sempre più in crescere e ti cambia il cuore, ti fa i avanti” va e a vit di comune, voglio condividere con tutti a nz rie tutta questa espe e 2018) br to ot i, an ov gi i l’icona che il vescovo mi ha donato de Sinodo (Papa Francesco al nell’occasione della riconsegna del mio Efrem il Siro, di e on izi mandato. rm Do lla Particolare tratto da lo Grazie di cuore e buon cammino a tutti. co se XV o in - Stile Bizant Alberto 6


GIOVANI PROTAGONISTI “Occorre preparare i giovani a lavorare nella società secondo lo spirito del Vangelo, come operatori di giustizia e di pace, e a vivere da protagonisti nella Chiesa.” Con queste parole di papa Francesco rivolte ai giovani voglio presentarvi il Consiglio dei Giovani. Nella nostra parrocchia i ragazzi svolgono diverse attività in oratorio, ad esempio prestano servizio come baristi, alcuni sono aiuto-catechisti, altri servono come volontari alle feste. In questo modo seguono le parole del papa, il quale vuole che i giovani possano essere protagonisti nella Chiesa. Con questo proposito, per dare cioè ancora più spazio e possibilità ai ragazzi, è nato il Consiglio dei Giovani. Esso è un nuovo organo dell’oratorio composto interamente da giovani che propongono attività ed eventi per i ragazzi dell’oratorio. In effetti, chi meglio dei giovani può coinvolgere i ragazzi? Questa è l’idea che accompagna il nostro gruppo. Ci riuniamo una volta al mese e durante le riunioni organizziamo eventi e attività che vedono la partecipazione di chi frequenta l’oratorio. Noi membri del consiglio abbiamo la possibilità di metterci in gioco, proporre le nostre idee a tutti e decidere assieme le migliori. Una delle nostre iniziative di quest’anno liturgico è stata la settimana di Santa Lucia, che ha coinvolto molti bambini in momenti di preghiera in chiesa e di gioco in oratorio. Il Consiglio candiderà alcuni ragazzi alle elezioni del Consiglio Pastorale, in modo da poterci inserire meglio nella parrocchia e rappresentare i giovani. Inoltre, per condividere le proposte, alcuni membri del Consiglio dei Giovani hanno aperto una pagina Instagram @giovani_zanano. In questo modo possiamo comunicare e ricordare a tutti i ragazzi gli appuntamenti che proponiamo e condividiamo con tutti le fotografie degli eventi oratoriani. Noi ragazzi del Consiglio dei Giovani auguriamo a tutti gli organi della parrocchia un buon proseguimento delle proprie attività e ci auguriamo anche di poter collaborare con alcune di queste.

FUTURO PROSSIMO “Ogni testo scritto rimane esposto al rischio dell’oblio. Spero tanto che nel nostro caso questo non avvenga. Quanto è stato qui fissato in un documento intende ispirare la nostra azione a favore dei giovani nei prossimi anni. Si tratta di un impulso e non di un comando, di un progetto e non di un programma. E’ un invito gentile e insieme pressante, una parola che ha preso forma scritta per far risuonare l’appello urgente dello Spirito. Questa riflessione non vale per sé stessa, non è un documento da archivio. E’ piuttosto un germe, una semente destinata a produrre frutto […]. Nel solco aperto delle generazioni precedenti, riprendiamo fiduciosi il nostro cammino con rinnovata consapevolezza. Lo facciamo con i nostri giovani. Anzi, loro soprattutto lo fanno con noi” (“Futuro Prossimo”, Vescovo Tremolada). Con queste parole il Vescovo ha aperto il discorso sulle Linee di Pastorale Giovanile Vocazionale. Sabato 25 febbraio infatti si è tenuto un incontro con 300 giovani delle parrocchie di Brescia per ragionare su che ruolo i ragazzi hanno nelle nostre comunità, da un punto di vista formativo ed educativo. Durante l’incontro il vescovo ha consegnato ai vari rappresentanti degli oratori le linee guida e un kit, per cercare di realizzare questo sogno. Il vescovo ha tenuto a precisare, che un incontro del genere non si teneva dal 1990, ben trent’anni fa, ed era quindi il momento di ritornare a dare importanza a uno dei motori principali degli oratori. L’essenza della Pastorale Giovanile va ricercata nell’esperienza spirituale propria della fede cristiana e questa esperienza singolare va offerta ai giovani. Essa include tre aspetti: l’incontro con la rivelazione di Dio in Cristo, sorgente dell’amore che salva, in quanto Cristo ci viene incontro come esperienza unica di amore; l’esercizio della propria libertà, cosciente e responsabile, tesa a operare il bene; l’esperienza di una comunione fraterna, come forma autentica della relazionalità 7


che scaturisce dalla fede. Tre sono i verbi fondamentali che accompagneranno nei prossimi anni i giovani in questo percorso: Accostarsi, in quanto sarà una Pastorale decisamente missionaria, una Pastorale di annuncio che permetterà alla potenza santificante del Vangelo di raggiungere tutti gli uomini e tutto l’uomo, cioè tutti i giovani nella totalità della loro esperienza di vita; Accompagnare, sarà una Pastorale di accompagnamento personale che terrà conto della singolarità di ogni giovane e dei loro molteplici contesti di vita; Discernere, sarà una Pastorale di discernimento personale, che consentirà a ciascuno dei giovani di vivere, attraverso le scelte, le esperienze di una libertà responsabile, volta a dare compimento alla propria personale vocazione, in un dialogo con Dio che sarà fonte di pace e gioia. La Pastorale Giovanile Vocazionale si rivolge ai giovani dai 18 ai 35 anni, nessuno escluso! Questo è ciò che ha voluto mettere in evidenza, in primis il Papa, e subito dopo il Vescovo con la speranza di far riemergere questa fascia di comunità che negli ultimi anni è stata posta in secondo piano, con il sogno che questo possa realizzarsi. Alcuni giovani dell’oratorio

CARNEVALE

8


L’AFFRESCO RACCONTA

Seconda parte, commento di Brunello Galliano AFFRESCO: PARTE CENTRALE 1 - Pedretti Cecilia Il volto della Madonna è di una ragazzina di tredici anni, inspiegabilmente guarita da una grave malattia. “Quando il prof. Pagani Chiesa mi dimise, disse ai miei genitori di non ringraziare lui ma il “Cuor santo che aveva fatto il miracolo”. La mamma, infatti, molto devota di Santa Rita, aveva fatto un voto alla Santa nel caso fossi guarita”. AFFRESCO: PARTE SINISTRA (Da destra a sinistra) 1 - Rizzini Pietro Don Salvatore sul Registro dei Morti così lo ricorda: “Uomo buono e religioso, cooperò validamente alla costruzione della nuova chiesa e opere parrocchiali prestando l’opera sua per scavo fondamenta e lavori vari”. 2 - Archetti Girolamo E’ rappresentato nelle vesti del “famiglio” con il grembiule stretto in vita e il rastrello nella mano destra, cioè di chi svolgeva, senza nulla pretendere, le funzioni d’inserviente, di umile domestico. 3 - Guerini Lina in Belleri Persona particolarmente devota, iscritta nel gruppo delle Madri Cristiane, uno dei tanti gruppi dell’Azione Cattolica che don Salvatore aveva promosso per rivitalizzare la vita religiosa della comunità.

9


4 - Beltrami Ida (orfanella) Una bambina orfana accolta dalle suore Ancelle della Carità che nel palazzo, un tempo residenza dei nobili Avogadro, gestivano l’orfanotrofio. Dal 1890 al 1954, ben 994 ragazze trovarono qui ospitalità e guide premurose. 5 - Sina Battista Domenico (Supilì) Reduce della grande guerra 1915-‘18 “Il Mènech compie i 70 anni… l’ho sempre visto svelto, ardente, pieno di slancio e iniziative giovanili. Mi lega a lei - gli scriveva don Salvatore - un particolare affetto e riconoscenza; l’ho sempre avuto vicino nelle opere e quando io tentennavo era lei che mi incoraggiava con la frase che non posso dimenticare: “Chi si ferma, muore”. 6 - San Rocco (Invocato, assieme a S. Nicola da Tolentino in occasione delle frequenti malattie contagiose). 7 - Bertoglio G. Luigi “A quel tempo avevo diciotto anni, frequentavo assiduamente l’oratorio, in particolare il campo sportivo, perché ero un appassionato giocatore di calcio. Terminate le scuole avevo bisogno di sfogare le mie energie nel gioco e il campo sportivo da poco ultimato era a portata di mano”. 8 - 9 - Donna e ragazzo con cestino di fiori (non identificati) 10 - Archetti Erminia vedova Leali (sfollata durante la guerra) Durante la guerra era sfollata con il marito “Pacio” a Zanano. Era una persona molto pia; non mancava mai alle funzioni religiose. Era sempre vestita allo stesso modo: abiti lunghi e scuri, un ampio scialle nero che le copriva il capo e le spalle, ai piedi calze e ciabatte, tra le mani la corona del rosario che era solita sgranare lungo la sua giornata. AFFRESCO: PARTE DESTRA (Da sinistra a destra) 1 - Salvinelli Alberto “Avevo quattro anni quando don Salvatore chiese ai miei genitori il permesso di presentarmi al pittore Oscar di Prata per fare da modello e rappresentare uno dei tanti bambini di Zanano”. 2 - Tavoldini Vittorina “Mio padre mia mamma lavoravano entrambi tutto il giorno. Terminate le scuole elementari, io e mia sorella

10


fummo affidate alle cure delle suore Ancelle di Zanano. In quest’ ambiente siamo cresciute ricevendo una solida educazione religiosa, abbiamo svolto vari lavori, abbiamo avuto l’opportunità di frequentare tanti corsi di maglieria, ricamo, cucito e rammendo”. Avevo diciassette anni quando don Salvatore mi presentò al pittore. Avevo due lunghe trecce che mi scendevano sulle spalle. Il pittore mi osservò attentamente, mi sistemò una treccia davanti alla spalla, quindi incominciò a dipingere”. 3 - Zanetti Margherita (Mita) “La Mita era stata fortunata: aveva imparato a leggere e scrivere quando il frequentare la scuola era ancora un privilegio di alcuni. A undici anni faceva la cameriera dal medico condotto di Sarezzo e, poi, collaboratrice domestica a Brescia. La sua vita quotidiana era fatta di comportamenti molto semplici e frugali. Usava il denaro con grande parsimonia ma era una benefattrice generosa. Adottò un giovane seminarista accompagnandolo dai primi anni di collegio fino alla consacrazione sacerdotale”. E’ inginocchiata, la mano destra sul petto in segno di profonda devozione e il braccio sinistro allargato forse per significare questa sua generosità. 4 - 5 - Due personaggi (forse due muratori della ditta edile) 6 - Salvinelli Anna Quando Oscar di Prata stava eseguendo l’affresco, Anna aveva trent’anni ed era in felice attesa della prima delle due figlie avute dal secondo marito. Il primo era morto lasciandola con un bambino di cinque anni. Dopo il dolore, l’attesa di un figlio fece rifiorire la fiducia e la speranza nella vita. Per don Salvatore fu una benedizione del Cielo. 7 - S. Martino 8 - Archetti Adriano “Nel 1959 avevo undici anni. Frequentavo spesso, assieme a tanti amici, il nuovo oratorio. Il parroco mi accompagnò sull’impalcatura. Avevo una gran paura. Quando giunsi sulla passerella il pittore mi fece indossare una casacca, osservò attentamente il mio volto, le pieghe della casacca e la lampada che mi aveva messo tra le mani. Poi, iniziò a fare il ritratto. Quell’estate fu indimenticabile per me. Don Salvatore accompagnava noi ragazzini sull’impalcatura, in alto fin verso il lucernario, per pulire le nuove vetrate”. 9 - Ottobri Giovanni Giovanni era il maggiore di quattro fratelli. Veniva da Isola Vicentina, un paesino posto ai piedi dell’altopiano di Asiago, in provincia di Vicenza. Finito l’obbligo scolastico, sempre sostenuto da un forte spirito d’iniziativa e di avventura, incominciò a svolgere vari lavori, spostandosi da un paese all’altro. Nel 1937 giunse a Zanano e qui decise di fermarsi. Lavorò presso la fabbrica d’armi Vincenzo Bernardelli, aprì un negozio di frutta-verdura e vendita giornali, fece l’imbianchino. Nel 1959, sebbene non avesse ancora compiuto cinquant’anni, sembrava più vecchio; aveva un viso rugoso e un po’ sciupato dalle fatiche. 10 - 11 - Guerini Paolina e Guerini Rosalia Da pochi anni il Vescovo aveva deciso di staccare Noboli da Sarezzo per unirlo a Zanano. L’Amministrazione comunale, nell’anno 1950, aveva fatto costruire un ponte in cemento armato che, attraversando il fiume Mella, univa, i due paesi. Le naturali rivalità, sorte tra gli abitanti fin dalla fanciullezza, a volte, si protraevano nell’età adulta. Don Salvatore cercava sempre occasioni di unione. Bisognava però insistere con le nuove generazioni. Anche l’affresco poteva avvicinare e favorire la formazione di una nuova comunità. 12 - Brioni Piero nelle vesti di S. Bernardino Pietro (Pierino) di Noboli, concluso l’obbligo scolastico e il servizio militare, iniziò a lavorare presso la ditta TLM (Trafilerie e Laminatoi di Metalli), di Villa Carcina. Nel 1939, per mancanza di lavoro e per i venti di guerra che spiravano minacciosi in Italia, raggiunse la sorella Maria in Africa, a Nefasit, città dell’Eritrea posta fra Massaua e Asmara. Qui trovò lavoro fino a quando fu fatto prigioniero dalle truppe inglesi e fu costretto a tornare in patria. A Noboli, il paese che non aveva mai dimenticato, si sposò e fissò provvisoriamente la sua dimora in due stanze vicino alla chiesa di S. Bernardino. Per più di dieci anni svolse il compito di “fabbricere”, cioè collaboratore-incaricato del Parroco nella gestione dei beni della chiesetta di Noboli e responsabile della sua manutenzione. Il pittore Oscar di Prata lo raffigurò nelle vesti di S. Bernardino, mescolando le su sembianze con quelle del Santo. 11


13 - S. Bernardino 14 - 15 - 16 - Valenti Stefano Pierino, Chiari Rosa e il figlioletto Enzo All’estrema destra del gruppo dei fedeli, i cui sguardi convergono sulla Vergine, è ritratta la famiglia di Valenti Pierino e Chiari Rosa. Pierino è leggermente piegato verso la moglie Rosa che gli sta davanti, seduta su un masso, e tiene in braccio il figlioletto di due anni. Il braccio e la mano destra di Pierino sembrano aprirsi per affidare i suoi cari alla protezione della Madonna. La sua mano sinistra impugna un bastone. E’ questo un segno della sofferenza fisica che da poco tempo lo tormentava e che don Salvatore certamente conosceva. Il 23 ottobre 1959, a meno di un mese dalla solenne benedizione della nuova chiesa, Pierino morirà stroncato da un male incurabile. La sua salma sarà la prima a essere funerata nella nuova Chiesa Regina della Pace. Ai fedeli di oggi, chiesa vivente e in cammino, il compito di raccogliere il testimone e di andare avanti.

PELLEGRINAGGIO AL SANTUARIO DELLA MADONNA DI VALVERDE (REZZATO)

12

B. Galliano


CHE COS’È LA DOMENICA DELLA PAROLA DI DIO? “La Parola di Dio sia sempre celebrata, conosciuta e diffusa”. Con queste parole Papa Francesco, al termine del giubileo della Misericordia, incoraggiava la Chiesa a mettere sempre più al centro della sua vita e della sua azione pastorale la Sacra Scrittura. Del resto, la Parola di Dio possiede quel dinamismo e quella potenzialità che non possiamo prevedere. Riuscendo a parlare al cuore dell’uomo per fargli scoprire e incontrare l’amore misericordioso di Dio. Per questo papa Francesco si augurava che ogni comunità, in una domenica dell’anno liturgico, potesse rinnovare l’impegno per la diffusione, la conoscenza e l’approfondimento della Sacra Scrittura: una domenica dedicata interamente alla Parola di Dio, per comprendere l’inesauribile ricchezza che proviene da quel dialogo costante di Dio con il suo popolo. Rispondendo alle molte sollecitazioni a lui giunte il papa con la lettera apostolica Aperuit illis, ha istituito la Domenica della Parola di Dio, da celebrarsi ogni anno nella III domenica del Tempo Ordinario. Ogni realtà locale troverà le forme più adatte per vivere questa domenica, facendo crescere nel popolo di Dio la famigliarità con le Scritture, così come l’autore sacro insegnava già nei tempi antichi:” Questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica” (Dt 30,14). 1. «Aprì loro la mente per comprendere le Scritture» (Lc 24,45). È uno degli ultimi gesti compiuti dal Signore risorto, prima della sua Ascensione. Appare ai discepoli mentre sono radunati insieme, spezza con loro il pane e apre le loro menti all’intelligenza delle Sacre Scritture. A quegli uomini impauriti e delusi rivela il senso del mistero pasquale: che cioè, secondo il progetto eterno del Padre, Gesù doveva patire e risuscitare dai morti per offrire la conversione e il perdono dei peccati (cfr Lc 24,26.46-47); e promette lo Spirito Santo che darà loro la forza di essere testimoni di questo Mistero di salvezza (cfr Lc 24,49). La relazione tra il Risorto, la comunità dei credenti e la Sacra Scrittura è estremamente vitale per la nostra identità. Senza il Signore che ci introduce è impossibile comprendere in profondità la Sacra Scrittura, ma è altrettanto vero il contrario: senza la Sacra Scrittura restano indecifrabili gli eventi della missione di Gesù e della sua Chiesa nel mondo. Giustamente San Girolamo poteva scrivere: «L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo. 6. Prima di raggiungere i discepoli, chiusi in casa, e aprirli all’intelligenza della Sacra Scrittura), il Risorto appare a due di loro lungo la via che porta da Gerusalemme a Emmaus (cfr Lc 24,13-35). Il racconto dell’evangelista Luca nota che è il giorno stesso della Risurrezione, cioè la domenica. Quei due discepoli discutono sugli ultimi avvenimenti della passione e morte di Gesù. Il loro cammino è segnato dalla tristezza e dalla delusione per la tragica fine di Gesù. Avevano sperato in Lui come Messia liberatore, e si trovano di fronte allo scandalo del Crocifisso. Con discrezione, il Risorto stesso si avvicina e cammina con i discepoli, ma quelli non lo riconoscono (cfr v. 16). Lungo la strada, il Signore li interroga, rendendosi conto che non hanno compreso il senso della sua passione e morte; li chiama «stolti e lenti di cuore» (v. 25) e «cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui» (v. 27). Cristo è il primo esegeta! Non solo le Scritture antiche hanno anticipato quanto Egli avrebbe realizzato, ma Lui stesso ha voluto essere fedele a quella Parola per rendere evidente l’unica storia della salvezza che trova in Cristo il suo compimento. È profondo il vincolo tra la Sacra Scrittura e la fede dei credenti. Poiché la fede proviene dall’ascolto e l’ascolto è incentrato sulla parola di Cristo (cfr Rm 10,17), l’invito che ne scaturisce è l’urgenza e l’importanza che i credenti devono riservare all’ascolto della Parola del Signore sia nell’azione liturgica, sia nella preghiera e riflessione personali. 13


PER LE NOSTRE MAMME… Quest’anno oratoriano è stato ricco di attività per tutti, dai più piccoli ai più grandi. Una di queste è stata la rappresentazione teatrale del film “Il discorso del re” tenutasi a metà novembre. In seguito ad una serie di spettacoli riguardanti varie tematiche, realizzati gli anni precedenti, si è concordato l’ufficializzazione del gruppo teatrale giovani, che comprende ragazzi delle superiori ed educatori. Il gruppo su proposta della commissione oratoriana si impegnerà a trattare la tematica della festa della mamma organizzando dei laboratori teatrali aperti ai bambini delle elementari, dove potranno sbizzarrire la loro fantasia e creatività. Questo percorso si concluderà con la rappresentazione di uno spettacolo che avverrà il 10 maggio alle ore 16.30. Marco e Luca

14


DA VOCE AMICA GENNAIO 1964 SANTA COSTANZA La Signora Lisa avrebbe potuto dirsi felice, se non vi fosse stato quel cruccio; suo marito era troppo immerso negli affari. Era buono, sì, era cordiale con lei e con i figli, ma si vedeva bene che prima di lei e dei figli venivano per lui gli affari. Era anche fortunato, non c’è che dire, ma la massima riuscita era dovuta alla sua laboriosità instancabile, alla sua attività prodigiosa, al suo mirabile fiuto maturato attraverso una lunga esperienza. Molte volte persino a tavola, tra il chiasso dei bambini, si immergeva talmente nei suoi pensieri da non capire più quello che gli si diceva. Come far entrare in quella testa l’idea della Messa alla domenica? Ci veniva, sì, quando si trovava libero, ci veniva anche volentieri, ma si capiva subito che il suo pensiero vagava lontano, che c’erano cose per lui molto importanti, nelle quali anche davanti all’altare, concentrava tutta l’anima, E molte volte non ci veniva affatto. C’erano gli appuntamenti con i rappresentanti delle Ditte che entravano nel suo giro d’affari, c’erano dei sopraluoghi da fare, dei viaggi poi interminabili. Al ritorno, la Signora Lisa, tra le altre domande, insinuava sempre: “e a Messa ci sei stato?” Era sicura che le avrebbe sempre detto la verità. Egli abbozzava un sorriso: “Benedette donne! Voi pensate sempre che noi si vada in giro per divertimento e che si abbia tempo per tutte le piccole cose.” “Caro mio, ma è un dovere grave per ogni cristiano.” E adesso c’è anche il Natale da far entrare in quel cervello e in quella frenetica attività. “Ma queste sono romanticherie per l’uomo d’affari, sono isterismi di donne, pensava il marito.” Poverine! Hanno così poche soddisfazioni, dopo il matrimonio, dopo la nascita dei figli. E’ naturale che si rifugino in qualche angolo di cielo, in qualche oasi profumata di incenso. Ma noi, dove lo troviamo il tempo per queste piccole cose? La Signora Lisa ha dovuto andare alla Messa di Natale con i bambini soltanto. Il marito era a Livorno per un grosso affare. Al ritorno egli era fuori di sé dalla gioia: “Pensa Lisa, che ho soffiato l’affare a tre concorrenti, con un guadagno netto di due milioni.” La Signora Lisa è contenta, sì, ma non del tutto. Le donne hanno sempre di queste stranezze. “E a Messa ci sei andato almeno il giorno di Natale?” Il Signor Gustavo può avere tutti i difetti, ma non sa mentire con sua moglie: “Capirai, una bazza di quel genere non capita mica tutti i giorni.” *** E viene la Pasqua, e lei torna alla carica. “Senti, il tempo pasquale dura ancora per due mesi. Spero che troverai bene un momento per fare il tuo dovere di cristiano.” Ecco, quando le donne si mettono in testa qualche cosa, sia pur piccola, sono capaci di non darti più un minuto di requie, finchè non fai a modo loro. E la Signora Lisa è sempre lì. I milioni guadagnati dal marito sono nulla in confronto della Pasqua. Bisogna accontentarla, per avere un po’ di pace in famiglia. “Ma sì, appena posso, verrò con te per il precetto pasquale.” Ma oggi è un affare, domani un viaggio, posdomani altre possibilità di lauti guadagni. Come si può interrompere questo giro vertiginoso di fortuna? Si possono lasciar scappare queste occasioni? Così si giunge alla metà di giugno, siamo alla vigilia della festa della SS. Trinità, chiusura del tempo utile per la Pasqua. La Signora Lisa ne avverte il marito. Posdomani sarebbe troppo tardi. “Ma domani, alle 10,00 devo prendere il treno per Genova.” “C’è tempo prima, andiamo qui, a San Luca. E’ tanto vicina e c’è un prete che ti sbriga in dieci minuti.” “Purchè possa prendere il treno delle dieci” Ed ecco marito e moglie, puntuali, alle nove in Chiesa. 15


Lui è impaziente, ogni tanto si porta il braccio agli occhi per consultare l’orologio. Al confessionale vi sono ancora due donne. La tendina tirata non permette al confessore di vedere quel che succede fuori. La Signora Lisa si avvicina alle due penitenti, cerca di persuaderle a cedere il loro turno. Una è remissiva. L’altra si volta come una vipera: “Io sono qui da un’ora, voi siete appena entrati. A ciascuno il suo……” La Signora Lisa resta male. Tanto più quando vede il suo Gustavo, che guarda l’orologio per l’ennesima volta, raccoglie il cappello e si avvia verso l’uscita: “Cara mia hai visto la mia buona volontà, ma non posso trattenermi di più.” La povera Signora Lisa ha le lacrime agli occhi. Intanto la bisbetica santocchia mormora attraverso la grata. “Padre, non mi confesso da cinque giorni.” Dopo tre giorni arriva un telegramma, la Signora Lisa legge: “Incidente stradale, fortunatamente non grave impedisce mio ritorno. Tranquillizzati, mi sono confessato. Bacioni.” Lisa trasse un sospiro profondo.

FOTO STORICHE

TAVOLDINI ANGELO E GHIZZARDI RITA 21.05.1955

16


CERIMONIA DI APERTURA Venerdì 28 febbraio 2020 alle ore 20.30 in Duomo Vecchio, il nostro Vescovo aprirà ufficialmente il Giubileo Straordinario per i 500 anni della Compagnia dei Custodi delle Sante Croci, affinché ogni fedele possa essere segnato dalla grazia divina e ritrovi la via delle conversione e del rinnovamento spirituale.

Preghiera per il giubileo delle sante croci O Croce santa, che fosti degna di portare il nostro redentore, albero della vita eterna a noi restituita in dono: sii tu benedetta per la salvezza che da te è scaturita. O croce beata, segno perenne della misericordia di Dio per noi, testimonianza viva di un cuore palpitante di d’amore; sii benedetta per la rivelazione che in te si è compiuta. O croce gloriosa, vero altare del sacrificio di Cristo, trofeo di vittoria che ci ha aperto la via del cielo; sii tu benedetta per il regno che con te si è inaugurato. O croce amabile termine fisso del nostro sguardo adorante, sorgente viva di una luce che trafigge il cuore; sii tu benedetta per la grazia che da te si è irradiata. In te, o croce benedetta, noi ci vantiamo, per te noi speriamo, alla tua ombra sostiamo, sotto le tue insegne lottiamo. A colui che su di te ha steso le braccia per amore, all’Agnello di Dio mite e vittorioso, che morendo ci ha resi suoi per sempre, eleviamo con umile cuore la nostra lode grata e perenne. A lui sia gloria nei secoli dei secoli. Amen Vescovo Pierantonio 17


APRITE LE PORTE ALLA VITA

MESSAGGIO DEL CONSIGLIO EPISCOPALE PERMANENTE PER LA 42ª GIORNATA NAZIONALE PER LA VITA – 2 FEBBRAIO 2020 Desiderio di vita sensata 1. “Che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?” (Mt 19,16). La domanda che il giovane rivolge a Gesù ce la poniamo tutti, anche se non sempre la lasciamo affiorare con chiarezza: rimane sommersa dalle preoccupazioni quotidiane. Nell’anelito di quell’uomo traspare il desiderio di trovare un senso convincente all’esistenza. Gesù ascolta la domanda, l’accoglie e risponde: “Se vuoi entrare nella vita osserva i comandamenti” (v. 17). La risposta introduce un cambiamento – da avere a entrare – che comporta un capovolgimento radicale dello sguardo: la vita non è un oggetto da possedere o un manufatto da produrre, è piuttosto una promessa di bene, a cui possiamo partecipare, decidendo di aprirle le porte. Così la vita nel tempo è segno della vita eterna, che dice la destinazione verso cui siamo incamminati. Dalla riconoscenza alla cura 2. È solo vivendo in prima persona questa esperienza che la logica della nostra esistenza può cambiare e spalancare le porte a ogni vita che nasce. Per questo papa Francesco ci dice: “L’appartenenza originaria alla carne precede e rende possibile ogni ulteriore consapevolezza e riflessione”. All’inizio c’è lo stupore. Tutto nasce dalla meraviglia e poi pian piano ci si rende conto che non siamo l’origine di noi stessi. “Possiamo solo diventare consapevoli di essere in vita una volta che già l’abbiamo ricevuta, prima di ogni nostra intenzione e decisione. Vivere significa necessariamente essere figli, accolti e curati, anche se talvolta in modo inadeguato”. È vero. Non tutti fanno l’esperienza di essere accolti da coloro che li hanno generati: numerose sono le forme di aborto, di abbandono, di maltrattamento e di abuso. Davanti a queste azioni disumane ogni persona prova un senso di ribellione o di vergogna. Dietro a questi sentimenti si nasconde l’attesa delusa e tradita, ma può fiorire anche la speranza radicale di far fruttare i talenti ricevuti (cfr. Mt 25, 16-30). Solo così si può diventare responsabili verso gli altri e “gettare un ponte tra quella cura che si è ricevuta fin dall’inizio della vita, e che ha consentito ad essa di dispiegarsi in tutto l’arco del suo svolgersi, e la cura da prestare responsabilmente agli altri”. Se diventiamo consapevoli e riconoscenti della porta che ci è stata aperta, e di cui la nostra carne, con le sue relazioni e incontri, è testimonianza, potremo aprire la porta agli altri viventi. Nasce da qui l’impegno di custodire e proteggere la vita umana dall’inizio fino al suo naturale termine e di combattere ogni forma di violazione della dignità, anche quando è in gioco la tecnologia o l’economia. La cura del corpo, in questo modo, non cade nell’idolatria o nel ripiegamento su noi stessi, ma diventa la porta che ci apre a uno sguardo rinnovato sul mondo intero: i rapporti con gli altri e il creato. Ospitare l’imprevedibile 3. Sarà lasciandoci coinvolgere e partecipando con gratitudine a questa esperienza che potremo andare oltre quella chiusura che si manifesta nella nostra società ad ogni livello. Incrementando la fiducia, la solidarietà e l’ospitalità reciproca potremo spalancare le porte ad ogni novità e resistere alla tentazione di arrendersi alle varie forme di eutanasia. L’ospitalità della vita è una legge fondamentale: siamo stati ospitati per imparare ad ospitare. Ogni situazione che incontriamo ci confronta con una differenza che va riconosciuta e valorizzata, non eliminata, anche se può scompaginare i nostri equilibri. È questa l’unica via attraverso cui, dal seme che muore, possono nascere e maturare i frutti (cf Gv 12,24). È l’unica via perché la uguale dignità di ogni persona possa essere rispettata e promossa, anche là dove si manifesta più vulnerabile e fragile. Qui infatti emerge con chiarezza che non è possibile vivere se non riconoscendoci affidati gli uni agli altri. Il frutto del Vangelo è la fraternità. 18


L’AMORE SI LIBERA CON LA RISURREZIONE L’AMORE SI LIBERA “vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!” (v.1). Giovanni e Matteo dopo aver focalizzato la loro attenzione sul Dio che è un mistero di luce (c f. 1Gv 1,5)-( Mtt.5,13,16)”Luce del mondo citta sul monte che illumina tutti. “Sale della terra “Parola” che da sapore all’esistenza , distribuita al mondo. Ci indicano un Padre amorevole che vuole donare all’umanità la dignità di figli. Tramite Cristo il figlio Prediletto, donare la gioia intima, la gioia piena . Gesù si è fatto crocifiggere per annullare i danni di egoismi, soprusi, delle cattiverie e della bramosia, mascherati troppe volte dalla parola “amore”. Noi credenti per merito di Cristo siamo destinati a qualcosa di più grande, d’importante, di magnifico. la croce è vita, quando è vissuta da persone che nel dolore sanno dare con profonda umiltà, un dare talmente grande che pure il saper ricevere è donare semplicemente la propria fragilità. Dio ci porta al compimento della giustizia piena, della Misericordia, dell’accoglienza, del Perdono ci porta ad innamoraci di Lui. Soltanto per merito del Sacrificio del Figlio possiamo guarire, uscire dai lacci del peccato lasciandoci guardare dalla tenerezza di Dio come una madre che con infinita dolcezza dice al suo bimbo: “quanto sei bello”. La Risurrezione porta al desiderio d’infinito fa battere il cuore, allarga le pareti dell’ anima sul male del mondo obbligandoci ad essere missionari – soccorritori. Diventando seminatori di speranza. Gloria Salvi

IL CORO

19


zapping

UN FIGLIO È UN DONO, NON È UN DIRITTO…. “Un figlio non è un diritto” questo semplice slogan per una rara volta mette d’accordo mondi apparentemente lontani, come il femminismo laico e quello dei valori cattolici. Un pensiero che ha avuto inizio in Francia e che sta raccogliendo consensi anche in Italia. Il nemico comune è l’utero in affitto, complessa pratica riproduttiva che permette a chi non può, o peggio ancora a chi non ha voglia di affrontare nove mesi di gravidanza, di mettere al mondo un figlio utilizzando come un’incubatrice l’utero di una donna che non sarà mai colei che crescerà il bambino che ha portato in grembo. «Il percorso di vita che una donna e il suo futuro bambino compiono insieme è un’avventura umana straordinaria. I bambini non sono cose da vendere o da “donare”. Se vengono programmaticamente scissi dalla storia che li ha portati alla luce e che comunque è la loro, i bambini diventano merce». Parole che uniscono donne e uomini provenienti da ambienti diversi e lontani per molti altri aspetti, concordi però nel giudicare questa pratica l’ultima frontiera dello sfruttamento del corpo femminile. Sfruttamento reso ancora più odioso e intollerabile quando si percepisce che la soluzione del desiderio di una genitorialità, altrimenti impossibile, avviene più facilmente attraverso il denaro. Così da diventare realizzabile solo a pochi privilegiati. Ma è proprio la parola dono che stride in questa storia. Perché il figlio in quanto dono, i cristiani lo sanno bene, è quanto di più lontano da un bambino nato da una madre surrogata. E il concetto di “surrogata” si addice ancora meno a quello di madre. Significa voler dimenticare, a volte per motivi puramente ideologici, quanto sia importante e profondo il legame che unisce una donna al bambino che porta in grembo e significa ridurre il ruolo della madre a qualcosa di inesistente, a un semplice mezzo, mentre sappiamo quanto per ogni essere umano sia fondamentale l’origine della sua vita.

zapping

ha di fatto riconosciuto la paternità a due uomini che hanno avuto un bambino grazie alla maternità surrogata. “Il desiderio legittimo che ognuno può avere, non deve mai diventare necessariamente un diritto”, ha affermato in un’intervista al Tg1. L’arcivescovo ha ricordato così: “Il bene dei bambini richiede, secondo il buon senso universale, il papà e la mamma, quindi una famiglia, dove il papà e la mamma si integrano con armonia ed efficacia per il bene e per l’amore dei propri bambini”. E sulla stessa linea è anche Massimo Gandolfini, presidente del Comitato promotore per il family day: “La sentenza dei giudici trentini è contraria a tutti i pronunciamenti della Corte europea di Strasburgo e del Parlamento europeo che si sono espressi contro la barbara pratica della maternità surrogata. Ci sono poi decine di ricerche scientifiche che confermano il legame fondamentale che si instaura tra la mamma e il nascituro e che evidenziano l’importanza della complementarietà delle figure genitoriali per la strutturazione della personalità del bambino”. Anche nel mondo politico questo tema è particolarmente “caldo”: dopo la recente presa di posizione del governo spagnolo rispetto al tema della maternità surrogata, molte sono le voci (politiche e non) che in Italia chiedono al nostro governo di esprimersi in maniera chiara su un tema così delicato chiedendo da un lato di impegnarsi a sostenere e mantenere il divieto di maternità surrogata (Legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita) e dall’altro di sostenere la campagna internazionale per l’abolizione universale dell’utero in affitto. Tra le molteplici domande che le associazioni e i movimenti a favore della dignità della vita rivolgono al nostro governo ve ne sono due di notevole importanza: la maternità surrogata non è forse contraria alla dignità delle donne? E inoltre, è o non è lesiva dei diritti dei bambini, ridotti a “prodotto e merce di scambio”? Nel panorama mondiale sono davvero molteplici e disparate le posizioni rispetto a questo toccante tema: in Europa, ad esempio, le nazioni di Italia, Francia, Germania, Spagna e Finlandia proibiscono

L’arcivescovo di Genova, Angelo Bagnasco (presidente anche della Cei), commenta la decisione della Corte d’Appello di Trento che, per la prima volta in Italia, 20


la maternità surrogata. In Austria e Norvegia è tollerata, in Grecia è consentita solo attraverso rimborsi e non compensi. Belgio, Paesi Bassi e Danimarca la limitano all’adozione, che stabilisce una filiazione successiva. La Svezia da garantista sta diventando proibizionista, mentre in Inghilterra il sottosegretario alla Salute, Nicola Blackwood, ha annunciato la formazione di una Commissione per estendere il permesso anche a persone sole e alle coppie omosessuali. Gli Stati che la permettono senza riserve sono Russia, Thailandia, Uganda, Ucraina, Nepal e alcuni degli Stati Uniti. Nel 2013 l’India ha ristretto la sua normativa, ma, come è noto, le donne indiane accettano questa pratica a causa della loro situazione di indigenza, e in molti casi sono soggette a un vero e proprio sfruttamento. Gli Stati Uniti hanno disciplinato la materia circa 30 anni fa, ma nei vari Stati vige una disciplina giuridica molto differente. In California e in Canada la maternità surrogata è regolata con contratti minuziosi, gestiti da agenzie private, che fissano cifre «di mercato» per la madre surrogata e per il costo totale del servizio.

arduo, sotto ogni profilo e ancor di più sotto il profilo umano e cristiano, considerare la maternità surrogata come una tecnica riproduttiva eterologa in caso di sterilità. Questo significherebbe svilire il valore della relazione che madre e figlio vivono nei nove mesi di gestazione. La maternità surrogata non può nemmeno essere ridotta, come ritengono alcuni bioeticisti, alla semplice donazione di un organo, perché l’utero, diversamente da un rene o un polmone, esiste per accogliere un’altra vita e non ha altra funzione se non quella. La parte più debole rimane il nascituro, che “va rispettato e trattato come una persona fin dal suo concepimento e, pertanto, da quello stesso momento gli si devono riconoscere i diritti della persona, tra i quali anzitutto il diritto inviolabile di ogni essere umano innocente alla vita”.

Molto preoccupante è l’interesse economico che ruota attorno a questo fenomeno. Un vero e proprio business, si può parlare dei “numeri della vergogna”: - 6 miliardi di dollari, la stima del giro d’affari annuo che la maternità surrogata genera nel mondo; - 20 mila dollari è la cifra riconosciuta a una madre surrogata ucraina per un contratto di gravidanza; - 130 mila dollari è il costo di un figlio da madre surrogata “a norma di legge” in California. E infine, il controverso aspetto scientifico rispetto al quale la Chiesa afferma, attraverso il magistero: “Ad ogni essere umano, dal concepimento alla morte naturale, va riconosciuta la dignità di persona. Questo principio fondamentale, che esprime un grande ‘sì’ alla vita umana, deve essere posto al centro della riflessione etica sulla ricerca biomedica, che riveste un’importanza sempre maggiore nel mondo di oggi”. Lo ha recentemente ribadito anche papa Francesco nell’Amoris laetitia, al n. 54 del secondo capitolo.

Allora chiediamoci: davvero vogliamo insegnare ai giovani che tutto può essere disponibile, soggetto a prezzo di mercato e controllato dai interessi economici e politici? Forse il messaggio che i nostri giovani si aspettano è un altro; un messaggio che sottolinei il valore di ogni persona umana, sia essa un figlio che sempre deve essere un dono e non un diritto o il valore di una donna che non può e non deve essere considerata un mero mezzo per ottenere ciò che si desidera.

Alla luce di tutti questi aspetti, diviene allora

21


CALENDARIO LITURGICO PASTORALE QUARESIMA 2020 PARROCCHIA REGINA DELLA PACE ZANANO – NOBOLI Mercoledì 26 febbraio CENERI inizio del tempo quaresimale quattro giorni come proemio per preparare il cuore al cammino

primo atteggiamento: la libertà del cuore ore 15.30 Liturgia della Parola per bambini e ragazzi e… anziani ore 17.30 S.Messa a Noboli ore 20.30 S.Messa in parrocchia

Giovedì 27 febbraio

secondo atteggiamento: non pensare a se stessi Confessioni di inizio quaresima: ore 14.30 per i ragazzi delle medie e della 5^ elementare

Venerdì 28 febbraio

terzo atteggiamento: vivere il digiuno ore 15.00 VIA CRUCIS, Adorazione Eucaristica ore 18.00 S.Messa, si continua l’adorazione fino alle 21.00 con recita della compieta

Sabato 29 febbraio

Quarto atteggiamento: certezza dell’amore e della amicizia di Dio Confessioni: dalle 9 alle 11 disponibile un sacerdote saveriano dalle 15 alle 17 disponibile il parroco

1 Marzo – 1a domenica di quaresima

ore 15.00 Incontro genitori del Gr. Cafarnao ore 18.00 Liturgia del vespro

Martedì di quaresima per l’Unità Pastorale: Martedì 3 marzo Martedì 17 marzo Martedì 31 marzo

ore 20.30 S.Messa - chiesa santuario di P.Zanano (cel. don Alberto) ore 20.30 S.Messa - chiesa S.Martino di Zanano (cel. don Fabrizio ore 20.30 S.Messa - chiesetta oratorio di Sarezzo (cel. don Giuseppe)

8 Marzo – 2a domenica di quaresima

ore 15.00 Incontro genitori del Gr. Betlemme ore 18.00 Liturgia del vespro

Mercoledì 11 marzo

Come ogni mercoledì di quaresima: Adorazione Eucaristica in S.Martino dalle 15.00 e S.Messa alle 18

Venerdì 13 marzo

Come ogni venerdì di quaresima: ore 15.00 VIA CRUCIS, Adorazione Eucaristica ore 18.00 S.Messa ore 20.15 VIA CRUCIS animata dai gruppi parrocchiali

Sabato 14 marzo

Confessore ore 15.00 – 17.00 ore 18.00 Consegna della Bibbia al Gr. Emmaus ore 20.30 Incontro genitori del Gr. Emmaus

15 Marzo – 3a domenica di quaresima

ore 10.30 Consegna del Padre Nostro al Gr. Cafarnao ore 15.00 Prima confessione Gr. Gerusalemme ore 18.00 Liturgia del vespro

22 marzo – 4a domenica di quaresima

ore 15.00 Incontro genitori del Gr. Nazareth ore 18.00 Liturgia del vespro

Martedì 24 marzo

ore 20.30 Primo Incontro di preparazione per il nuovo Consiglio pastorale “Comunione e corresponsabilità nella parrocchia” Relatore: don Gianpietro Prandelli

Venerdì 27 marzo Sabato 28 marzo Domenica 29 marzo

Esercizi spirituali presso il Monastero carmelitano di Santa Croce a Bocca di Magra (La Spezia)

22


29 marzo 5a domenica di quaresima

ore 15.00 Incontro genitori, padrini e madrine del Gr. Antiochia ore 18.00 Liturgia del vespro

Mercoledì 1 aprile

ore 14.30 Confessioni 5^ elementare

Giovedì 2 aprile

ore 14.30 Confessioni medie

Sabato 4 aprile

Confessioni mamme: dalle 9 alle 11 disponibile sacerdote saveriano INIZIO SETTIMANA SANTA 2020

5 aprile DOMENICA DELLE PALME: Mio Dio, mio Dio perché mi hai abbandonato?

ore 8.30 Eucaristia in San Bernardino ore 10.15 Benedizione degli ulivi partendo dall’oratorio ed Eucaristia solenne per tutta la comunità ore 18.00 Vespri della domenica di Passione ore 18.30 Eucaristia serale in chiesa parrocchiale

6 aprile LUNEDÌ SANTO: La cena del profumo

ore 7.30 Preghiera del mattino in San Martino ore 18.00 Vespri ed Eucaristia ORE 20.15: CONFESSIONI PER LA COMUNITA’

7 aprile MARTEDÌ SANTO: Gli ulivi e il tempio verso cui andare

ore 7.30 Preghiera del mattino in San Martino ore 8.30 Lodi ed Eucaristia ore 17.30 Vespri ed Eucaristia in S. Bernardino

8 aprile MERCOLEDÌ SANTO: Che cosa lo spingeva…

ore 7.30 Preghiera del mattino in San Martino ore 18.00 Vespri ed Eucaristia TRIDUO PASQUALE 2020

9 aprile GIOVEDÌ SANTO: Celebrare con un cuore grande - Li amò sino alla fine

ore 9.00 Messa Crismale in Cattedrale dalle 15 alle 18 confessioni in Chiesa ore 21.00 Inizio del Triduo Santo: Eucaristia nella Cena del Signore

10 aprile VENERDÌ SANTO: Appeso al legno - Padre nelle tue mani consegno il mio spirito

ore 9.00 Ufficio di lettura e Lodi Mattutine ore 10.30 Preghiera dei bambini e ragazzi ore 11.00 Incontro ministranti e animatori in chiesa ore 15.00 Solenne Via Crucis dalle 16 alle 19 Confessioni ore 21.00 Solenne Azione liturgica

11 aprile SABATO SANTO: Al Sepolcro nel silenzio

ore 9.00 Ufficio di lettura e Lodi Mattutine ore 10.30 Preghiera per i bambini e i ragazzi ore 11.00 Incontro ministranti e animatori E’ PRESENTE CONFESSORE dalle 9.00 alle 11.00 dalle 15.00 alle 18.30

NOTTE DI PASQUA: Vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa

ore 21.00 Solenne Veglia pasquale

12 aprile DOMENICA DI PASQUA: Perché cercate tra i morti colui che è vivo

ore 8.30 Eucaristia in San Bernardino ore 10.30 Eucaristia solenne in chiesa parrocchiale ore 18.00 Vespri solenni ore 18.30 Eucaristia solenne in chiesa parrocchiale

23


13 aprile LUNEDÌ DELL’ANGELO: Cammino della fede e della libertà

ore 8.30 Eucaristia in San Bernardino ore 10.30 Eucaristia in chiesa parrocchiale BATTESIMI

dal 19 al 24 aprile

PELLEGRINAGGIO A NAPOLI E SANTUARIO DI POMPEI

Domenica 26 aprile

ore 15.00 Incontro per genitori e padrini/madrine della cresima

Martedì 28 aprile

ore 20.30 Secondo Incontro di preparazione per il nuovo Consiglio pastorale “La comunità come soggetto dell’azione pastorale e il progetto pastorale con uno sguardo all’unità pastorale” Relatore: don Cesare Verzini (vicario zonale)

Sabato 2 maggio

ore 16.00 CELEBRAZIONE DELLA CRESIMA IN CATTEDRALE

Domenica 3 maggio

ore 10.30 CELEBRAZIONE DELLA PRIMA COMUNIONE IN PARROCCHIA

Mercoledì 6 maggio

Ore 20.30 Terzo Incontro di preparazione per il nuovo Consiglio “Presiedere e consigliare nella comunità: i consigli parrocchiali” Relatore: don Leonardo Farina (vicario episcopale territoriale)

SITUAZIONE ECONOMICA Mese di ottobre 2019 Entrate: elemosine 1.999,00 – sacramenti 600,00 – candele 477,00 – Voce Amica 20,00 – affitti 560,00 – rimborso assicurazioni 784,50 – varie 85,00. Uscite: sacerdoti e laici 600,00 – utenze 818,90 – libri e riviste 441,50 – manutenzioni 1.238,91 – arredi sacri 790,00 – spese cond. S. Martino 1.666,77 – TARI 395,00 – bancarie e varie 145,95 Mese di novembre 2019 Entrate: elemosine 2.549,50 – affitti 400,00 – Fond. S. Messe Cimitero 905,00 – varie 100,00 Uscite: sacerdoti e laici 600,00 – utenze 856,02 – libri e riviste 447,18 – manutenzioni 150,00 – particole e arredi sacri 654,00 – Imposte 941,00 – bancarie e varie 336,23 Mese di dicembre 2019 Entrate: elemosine 3.668,00 – sacramenti 400,00 – candele 678,00 – affitti 450,00 – varie 265,00 Uscite: sacerdoti e laici 1.000,00 – utenze 1.146,35 – Voce Amica 1.500,00 – manutenzioni 1.845,15 – arredi sacri 362,90 – IMU 1.147,00 – bancarie e varie 250,28

BILANCIO ANNO 2019 Entrate ordinarie 61.200,21 Entrate straordinarie 64,357,30 Entrate x bar e attività oratoriali varie 77.294,88 Uscite ordinarie Uscite straordinarie Uscite x bar e attività oratoriali varie _________ Utile

202.852,39 _________ 202.852,39

75.898,74 50.570,02 63.548,93 __________

190.017,69 12.834,70 __________ 202.852,39

MESE DI GENNAIO 2020

Entrate: elemosine 2.441,00 – sacramenti 250,00 – affitti 400,00 – campo raccolta 926,00 – varie 1.813,50 Uscite: sacerdoti e laici 450,00 – utenze 1.108,06 – libri 730,00 – manutenzioni 650,00 – spese cond. S. Martino 1.179,12 – fiori 150,00 – per seminario 300,00 – bancarie e varie 273,72 SITUAZIONE FINANZIARIA AL 31.01.2020 Credito Cooperativo di Brescia Banca Valsabbina Cassa _________ Saldo a debito

- 28.546,96 8.879,40 1.174,71 - 18.492,85

24


Anagrafe Parrocchiale Anno 2019 MATRIMONI IN PARROCCHIA – N. 4 1. FUSARI NICHOLAS – FABENI SABRINA 2. PRANDELLI GIANGIACOMO – ZOBBIO GIADA 3. NESCI ALESSANDRO – FACCHINI PAOLA 4. TININI ANDREA – LUCCHINI SARA SILVANA BATTESIMI IN PARROCCHIA – N. 18 1. BRUNORI SOFIA 2. BUCCOLIERO BEATRICE 3. MACCIONI DYLAN 4. SCHIAVONE GABRIELE 5. SCHIAVONE ISABEL

6. ANTONINI RACHELE 7. MORELLI AMBRA 8. MORELLI LINDA 9. GITTI MARTINA 10. SIENA ANTHONY 11. GRIFA CARLOTTA 12. ASSISI TOMMASO

13. ANVANZINI NINA 14. TRIPODI GIOIA 15. LIOTTI EDOARDO 16. DIOUMASSI MICHELLE ODIGIE 17. TANGHETTI GRETA 18. TANGHETTI GIULIA

CRESIMANDI E COMUNIONI – N 43 AMANOR EVANS BELLERI DAVIDE BETTERA ALESSIA BETTINAZZI ALICE BETTONI NICOLÒ BONARDI MARTINA BOTTI FEDERICO BOZZOLI ELEKTRA BUGATTI PIETRO CAMELETTI VIRGINIA CARASI GIORGIA CORSETTI DAVIDE COTELLI STEFANO COTTALI CAMILLA

CRI CRI DENNY DALL’ERA DANIELA DE MAGLIE MARTINA DI GIGLIO NICOLAS FABENI ALESSIA FERRARA CHIARA GHIDINI VALENTINA GIACOMELLI GIORGIA IGNAZZITTO THOMAS MANGIACOTTI CHIARA MARCHESINI VICTORIA MENSI SILVIA MERLINO DIEGO MUTTI CESARE MUTTI FILIPPO NAPOLITANO SAMANTHA

PASOLINI DIEGO PÉ SAMUELE PÉ WILLIAM PEDRETTI EMANUELE PELUCHETTI ELISA POLI GIORGIA TURATI MATTEO TIRA MICHAEL SVANERA VERONICA ANDREA SARTORE EMANUELE SARCIÀ NICOLE VIVENZI STEFANO SCHIAVONE GABRIELE

DEFUNTI – N. 36 BORGHESI FRANCESCO ANNIBALE ASSISI RAUL TANFOGLIO TERESA ANELOTTI LUCCHINI EMY LUZARDI MARTINO COTELLI RITA MASSAROLI ALDO GIOVANNI SANDRINI MADDALENA POZZI PIERLUIGI ZATTI GIUSEPPINA MERIGO GIOVANNI

BORGHETTI AGNESE BRIONI GIUSEPPE DORIGO PIETRO BERNARDO GUERINI RINA BASSIGNANI LUIGI GAMBARI OLIVA MICHELI ANGELA. BONIOTTI MARINA REBOLDI PIERLUIGI PEDRETTI DUILIO TREBESCHI FRANZONI ALBA ZOLI ESTER FERRONI FERRUCCIO

CONTESSI NINI’ CARRARA FEDERICA CERESOLI MARIA PALINI GIOVANNI LOMBARDO FRANCESCA BELTRAMI LAURINA TAGLIETTI BERNARDINO SANGA PEDERCINI GIUSEPPE CHIARI MARIA MASSAROLI GIANNINA CRISTINELLI MARIA SINA AUGUSTA LUIGIA

25


Anagrafe Parrocchiale Rinati dall’acqua e dallo Spirito

Michelle Odigie

Tanghetti Gloria

Avanzini Nina

Tanghetti Greta

Prossime date Battesimi 2020: 13 aprile 26 aprile 10 maggio 14 giugno 12 luglio 13 settembre 11 ottobre 8 novembre 8 dicembre 26 dicembre

26


Anagrafe Parrocchiale Affidati alla misericordia del Padre - 2019

32. CARRARA FEDERICA * 16.09.1989 † 07.11.2019

34. GIANNINA MASSAROLI VED. GNUTTI * 22.11.1921 † 03.12.2019

33. MARIA CATERINA CHIARI VED. STORTI * 03.01.1936 † 27.11.2019

35. CRISTINELLI MARIA * 13.10.1940 † 13.12.2019

36. AUGUSTA SINA RIZZINI * 10.03.1925 † 28.12.2019

Affidati alla misericordia del Padre - 2020

1. ALBINA ASSISI VED MILANESI * 05.02.1928 † 06.01.2020

2. ROSINA ARCHETTI * 12.05.1924 † 02.02.2020

3. BELTRAMI FELICITA * 19.05.1934 † 07.02.2020

27

4. ROBERTO VARINI * 02.06.1942 † 22.02.2020


Profile for Met Soft

Voce amica - febbraio 2020  

Voce amica - febbraio 2020

Voce amica - febbraio 2020  

Voce amica - febbraio 2020

Profile for metsoft
Advertisement

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded