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INFOCRITICA A ROMA E DINTORNI - 2013MAGGIOSESSANTAQUATTRO


MUSICA

COSE OSCURE 2 MOVIMENTIJAZZ 5 CLASSICACONTEMPORANEA 7 LA CUSTODIA DEL FUOCO 8 ROCKETC. 9

NANOGUIDA

ARTE

CINEMA

LE STATUE PARLANTI 11 IL METROPOLITAN GRIFFATO 12 IL CINECONTORSIONISTA 14 TEATRO GRANDESCHERMO 15 AI NASTRI DI PARTENZA GLI EX-TEATRI DI CINTURA 17 CLÔTURE DE L'AMOUR 19 PALCO 06 21 MARGHERITA BARRERA 22 LUIGI GHIRRI 26 SCRITTURA DOVEARTE 27 SALACITÀ 28 ISOLA 31 PUNTODIFUGA 32

SCRITTURA

METROMORFOSI® MENSILE DI INFOCRITICA euro 0,01

Registrazione presso il Tribunale di Roma n. 494/2006 del 29/12/2006 Metromorfosi è un marchio registrato all’U.I.B.M Ufficio Italiano Brevetti e Marchi

MAGGIO 2013 65

EDITORE Tic Edizioni di Emanuele Kraushaar DIRETTORE EDITORIALE Emanuele Kraushaar ek@metromorfosi.com DIRETTORE RESPONSABILE Lorenzo Lazzarino CAPOREDATTORE Maria Cera redazione@metromorfosi.com MUSICA Beppe Manni musica@metromorfosi.com CINEMA Maria Cera cinema@metromorfosi.com TEATRO Simone Nebbia teatro@metromorfosi.com ARTE Natalia Massidda arte@metromorfosi.com QUADERNI DI DOMANI Fabio Orecchini MARKETING Sara Sepe markerting@metromorfosi.com FASHION EDITOR Caterina Ciancarelli CONSIGLI EDITORIALI Sabine Duras & Margherita Schimarcher COPERTINA Donnatoro di Margherita Barrera CON Alessandra De Nicola, Alessandro Sgritta, Alessandro Zoppo, Amos On, Andrea Franzoni, Andrea Pocosgnich, Antonin Artaud, Elio Florian, Fabio Viola, Francesca Vantaggiato, Marcella Santomassimo RINGRAZIAMENTI Annamaria, Beppe, Emanuela, Felicita, Ivan, Lucio CONSULENTE LEGALE Avv. Enrico Pennacino STAMPA Gescom Spa - Strada Teverina km 7 (Viterbo) REDAZIONE vicolo della Penitenza 24 - 00165 Roma SEDE LEGALE via Leonardo Fibonacci 7 - 00166 Roma WEB www.metromorfosi.com TELEFONO 06.97848965 / 333.2829348 EMAIL info@metromorfosi.com La redazione non è responsabile di eventuali cambiamenti nella programmazione. La collaborazione è da ritenersi gratuita salvo diversi accordi contrattuali. Le idee espresse negli articoli sono riconducibili ai singoli autori. Metromorfosi si riserva il diritto di non pubblicare il materiale pervenuto e di effettuare gli opportuni tagli redazionali. L’editore ha cercato di rintracciare gli aventi diritto ai crediti fotografici non specificati ed è a disposizione per qualsiasi chiarimento.


COSE OSCURE

Vibravoid

W

rock etc.

elcome to the psychedelic world of Vibravoid. Il 2 al Sinister, per volare sulle ali del rock lisergico. Da Düsseldorf, discografia infinita e classe cristallina per riportare in auge il suono acido attraversando sperimentalismi torbidi, visioni kosmische e paludosi anfratti heavy psych. Ascoltare i recenti Minddrugs, Gravity Zero e Delirio dei sensi per credere. In apertura, meditazione dark wave e trascendenza occult psych con i Tiresia Raptus. Ancora oscurità Eighties con i gloriosi Frigidaire Tango, il 3 all’Init. Serata imperdibile per uno dei gruppi cardine della New Wave italiana, occasione per presentare The Cock Demos, contenente materiale inedito del 1982. Il bagaglio post punk e l’estetica autoriale di L’illusione del volo cederanno il passo alle disillusioni di Dangerous Echo e Tell Me Sometimes? Buio pesto il 5 al Traffic con il RomaObscura Fest, full immersion nei territori gothic, doom, black e death. Un bill di tutto rispetto: i death doomsters svedesi October Tide, il Transilvanian black metal dei romeni Negură Bunget, il gothic doom dei The Foreshadowing, l’ambient folk del duo Din Brad, il nuovo progetto Shores of Null, il black doom dei Vidharr, il negative black degli Apathia ed il death dei Blind Horizon. Se ne uscirà stravolti. E forse un po’ depressi. Inutile presentare con inchino l’ennesima calata italica dei Motorpsycho, il 6 al Circolo. Forti del nuovo Still Life With Eggplant, il trio norvegese è ormai un culto vivente. I Motorpsycho sono uno di quei pochi gruppi rimasti a sfornare dischi di livello sempre eccellente e a non deludere quando salgono su un palco. Per l’occasione, alla chitarra ci sarà Reine Fiske (Dungen, Landberk, Morte Macabre): un motivo in più per un viaggio acido a Trondheim e ritorno. L’11, prima volta a Roma e unica data italiana per i Pagan Altar, uno dei miti dell’underground doom. Nati nel 1976, una vita nell’ombra, a far convergere il sacro fuoco sabbathiano nelle secche della NWOBHM. Carriera fatta di registrazioni indipendenti, concerti nei buchi fumosi di Londra, scioglimenti e ritorni. Never Quite Dead è l’ultima fermata, heavy fucking metal, rock and fucking roll. A celebrare il rito, la presentazione ufficiale dello split tra Doomraiser e Caronte: deep doom vibrations. Strana storia quella dei Go!Zilla, il 12 al Sinister. Da Firenze, ma pare di stare in una Austin lisergica. O in una West Coast per maniaci sessuali. Sono in due e pestano niente male. Psychedelic garage blues grezzo e infetto, cosa chiedere di meglio?

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Witchcraft

Grande curiosità il 14 al Traffic per i nuovi Witchcraft. La creatura di Magnus Pelander ha cambiato pelle con cambio di formazione e passaggio a Nuclear Blast. Legend è il risultato e ha aperto una fase tutta da esplorare nell’universo retro heavy della band. Nel 2004 il loro esordio sbalordì appassionati e addetti ai lavori con stile magico e tenebroso che abbracciava Pentagram e Black Widow, portato a perfetto compimento nelle evoluzioni progressive di Firewood (ad oggi, il loro miglior disco) e The Alchemist. Ad accompagnare gli svedesi, i Black Sabbath di San Francisco: gli Orchid. Culto assoluto il 17 all’Orion con i FLAG: Keith Morris, Chuck Dukowski, Bill Stevenson, Dez Cadena e Stephen Egerton che eseguono musiche dei Black Flag. Una trentina di classici dell’hardcore, senza Henry Rollins ma con Greg Ginn in apertura con i Good For You, con i quali scrive roba come Life Is Too Short to Not Hold a Grudge. Se four bars è forever, per una sera può bastare. Altro fight back il 24 al Traffic, con la leggenda crossover punk dei Discharge. A trent’anni dall’uscita, Hear Nothing See Nothing Say Nothing fa ancora sanguinare le orecchie. Dedicato a chi è nato per morire nei bassifondi. Se non ne avete abbastanza, il 25 al Closer i Godwatt presentano Senza redenzione, terzo disco e passo inedito nella carriera del trio: il primo cantato in italiano. Il loro heavy superrock resta lo stesso, tra riff sabbathiani e ritmiche formato carrarmato. Con loro, il female punk delle Serial Drinkers. Il 29, anteprima di Rock in Roma con i padrini dello shoegaze My Bloody Valentine. Kevin Shields e soci sono tornati con l’atteso MBV, giunto sul pianeta Terra a 21 anni da Loveless. L’ispirazione non è svanita, tra consueto pop sognante, surreali ossessioni e controllate esplosioni elettriche. Finale psicotropo il 30 al Circolo: da Reykjavík i Dead Skeletons e la loro psichedelia martellante, spirituale, profondamente arty e rock'n'roll. I monaci del Dead Temple rapiranno le vostre menti sussurrandovi: “He who fears death cannot enjoy life”.

MAGGIO VARI ORARI E PREZZI VARI LUOGHI DETTAGLI NELL’ARTICOLO E NELLA RUBRICA ROCK ETC. A PAG. 9 ALESSANDRO ZOPPO 3


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MOVIMENTI JAZZ 3 MAGGIO/ ADA MONTELLANICO QUARTETTO - OMAGGIO A BILLIE HOLIDAY Alexanderplatz (via Ostia 95 - tel. 06.39742171); ore 22.30 - tessera annuale: euro 45, mensile: euro 15 Il tributo discografico a Billie Holiday firmato Ada Montellanico. Guest: Stefano “Cocco” Cantini (sax).

9 MAGGIO/ GEGÉ TELESFORO Auditorium PdM P (viale P. de Coubertin 30 - tel. 06.80241281); ore 21.00 - euro 20 Gegé Telesforo ritorna all’Auditorium per presentare il nuovo disco Nu Joy. Il suo live moderno e innovativo riesce a unire il più contemporaneo soulr&b con il jazz e lo swing e, senza forzature, accompagnare il pubblico tra gli stili, fino ad un finale travolgente e ballabile dal sapore gospel.

13 MAGGIO/ OMAR SOSA Auditorium PdM P (viale P. de Coubertin 30 - tel. 06.80241281); ore 21.00 euro 18 Guidato da diversi elementi musicali e motivi di Kind of Blue, Omar ha scritto una suite di musiche in onore dello spirito di libertà sprigionato dal determinante lavoro di Davis. Eggun essenzialmente deriva dal nucleo melodico degli assoli di Kind of Blue e ha come obiettivo quello di esplorare approfonditamente l’universo sonoro di una pietra miliare della musica.

15 MAGGIO/ ELEONORA BORDONARO & IL MAJARIA TRIO - LA CUSTODIA DEL FUOCO Auditorium PdM P (viale P. de Coubertin 30 - tel. 06.80241281); ore 21.00 - euro 15, rid. 12 Presentazione del disco La Custodia del Fuoco (Headache Production), che mette insieme il jazz con il folklore siciliano dei canti tradizionali del repertorio di Rosa Balistreri (e non solo), dando vita ad un originale etno-jazz cantato in dialetto. Per approfondire, leggi pag. 8.

17 MAGGIO/ KEVIN MAHOGANY & MASSIMO FARAÒ TRIO Alexanderplatz (via Ostia 95 - tel. 06.39742171); ore 22.30 - tessera annuale: euro 45, mensile: euro 15 Una delle voci jazz del momento incontra il pianoforte di Massimo Faraò.

23 MAGGIO/ PIETRO TONOLO TRIO Il Cantiere (via Gustavo Modena 92); ore 22.00 - euro 5 Pietro Tonolo (sax), Vincenzo Florio (contrabbasso) e Marco Valeri (batteria).

30 MAGGIO/ STEFANIA PATANÈ GROUP Il Cantiere (via Gustavo Modena 92); ore 22.00 - euro 5 Presentazione del disco Even not 4. :: a cura di Beppe Manni

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Quanto anche Roma sia lontana da una logica non speculativa e di non sfruttamento delle sue distese verdi è ben nudo e crudo ai nostri occhi. Gli Orti Urbani si stagliano, allora, come un magnifico miraggio nell’arte del coltivare a cui rimandano, rispettando la memoria storica dei luoghi e le regole “etiche” dell’agricoltura. Con un protocollo d’intesa, Italia Nostra, ANCI, Coldiretti e la Fondazione Campagna Amica hanno anche suggerito le modalità migliori di recupero di specie in via di estinzione e di coltivazione-consumo da ‘riduzione della filiera’. Andiamo a scovarli! Alcuni sono già in affidamento. Alessandra De Nicola per le tue segnalazioni situazioniste: info@metromorfosi.com

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CLASSICACONTEMPORANEA 3 MAGGIO/ SCHUBERT-MAHLER: LA MORTE E LA FANCIULLA Auditorium PdM C (viale P. de Coubertin 30 - tel. 06.8082058); ore 20.30 - euro 18/38 Orchestra d'Archi dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia; Luigi Piovano (direttore e solista). Musiche di Schubert (Sonata "L'Arpeggione", trascrizione di Piovano e Quartetto n.14 D 810 "La morte e la fanciulla", trascrizione di Gustav Mahler).

4, 6 E 7 MAGGIO/ IL PIANOFORTE DI MOZART Auditorium PdM C (viale P. de Coubertin 30 - tel. 06.8082058); ore 18.00 (4 maggio), 21.00 (6 maggio), 19.30 (7 maggio) - euro 19/52 Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia; Semyon Bychkov (direttore); David Fray (pianoforte). Musiche di Mozart (Concerto per pianoforte n. 9 K 271 "Jeunehomme") e Mahler (Sinfonia n. 1 "Titano").

14 MAGGIO/ ELIO: FIGARO IL BARBIERE Aula Magna La Sapienza (piazzale Aldo Moro 5 - tel. 06.3610051/2 www.concertiiuc.it); ore 20.30 - euro 12/20, euro 8 per under 30

Proposta in versione cameristica de Il barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini. Elio, nelle vesti di barbiere, sarà accompagnato da Roberto Fabbriciani (flauto), Massimiliano Damerini (pianoforte) e Fabio Battistelli (clarinetto).

18, 20 E 21 MAGGIO/ MAHLER - SINFONIA N. 3 Auditorium PdM C (viale P. de Coubertin 30 - tel. 06.8082058); ore 18.00 (18 maggio), 21.00 (20 maggio), 19.30 (21 maggio) - euro 19/52 Orchestra e Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia; Michael Tilson Thomas (direttore); Katarina Karnéus (mezzosoprano).

26, 27 E 28 MAGGIO/ BEETHOVEN: QUINTA SINFONIA Auditorium PdM C (viale P. de Coubertin 30 - tel. 06.8082058); ore 18.00 (26 maggio), 18.00 (27 maggio), 19.30 (28 maggio) - euro 19/52 Orchestra e Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia; Antonio Pappano (direttore); Ian Bostridge (tenore), Alessio Allegrini (corno). In programma: Verdi (Quartetto, per orchestra d'archi), Britten (Serenata per tenore, corno e archi) e Beethoven (Sinfonia n. 5).

28 MAGGIO/ KANDINSKIJ-MUSORGSKIJ Aula Magna La Sapienza (piazzale Aldo Moro 5 - tel. 06.3610051/2 - www.concertiiuc.it); ore 20.30 - euro 15/25, euro 8 per under 30

Mikhaïl Rudy (pianoforte) esegue musiche di Scriabin (Two Danses op.73 e Vers la flamme op.72), Stravinskij (Pétrouchka) e Musorgskij (Quadri di un’esposizione, edizione originale per pianoforte con proiezione in sincrono del film d’animazione basato sulla versione teatrale di Vasilij Kandinskij del 1928). :: a cura di Elio Florian

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LA CUSTODIA DEL FUOCO

etno-jazz

M

ercoledì 15 maggio al Teatro Studio dell’Auditorium Parco della Musica ci sarà la presentazione ufficiale del disco La Custodia del Fuoco (Headache Production), progetto nato dall’incontro del Majaria Trio (composto da Lucrezio de Seta: batteria e percussioni, Primiano Di Biase: pianoforte e fisarmonica, Alessandro Patti: basso elettrico e contrabbasso) con la cantante siciliana Eleonora Bordonaro, che mette insieme il jazz con il folklore (dall’inglese “la sapienza del popolo”) siciliano dei canti tradizionali del repertorio di Rosa Balistreri (e non solo), dando vita ad un originale etnojazz cantato in dialetto. Rosa Balistreri è stata forse la principale cantastorie italiana del secolo scorso (nata a Licata nel 1927 e morta a Palermo nel 1990) e la sua voce ha raccontato meglio di chiunque altra la rabbia, la forza, la passione, l’orgoglio, la disperazione e il dramma della sua terra e delle donne del Sud in generale. Il grande talento della Bordonaro nel reinterpretare alcuni dei suoi canti più famosi come Terra ca nun senti (rielaborato da Alberto Piazza) o Rosa canta e cunta (testo e musica della stessa Balistreri), accanto ad altri brani tradizionali quali Aja Mola (antichissimo motivo arabo che accompagnava la pesca dei tonni) e Persuasiva Amurusa (su testo del poeta e drammaturgo del 1700 Giovanni Meli), fino ai canti sull’oppressione del lavoro contadino (Cuntadinu sutta lu zappuni) e agli inni sacri alla Madonna (Maria di li Grazzi), si sposa perfettamente con gli arrangiamenti jazz del Majaria Trio, capace di notevoli assoli in Niura mi dicisti (forse il brano più rappresentativo dell’intero disco) e anche di intermezzi strumentali (Balkankan, di chiara origine macedone). Il risultato è un lavoro che unisce il folklore e la tradizione siciliana con il jazz e la world music, mantenendone vivo il linguaggio anche dal punto di vista artistico e facendo propria la frase di Gustav Mahler secondo cui la “tradizione non è culto delle ceneri ma custodia del fuoco”.

15 MAGGIO ORE 21.00 – EURO 15, RIDOTTO EURO 12 AUDITORIUM PDM – TEATRO STUDIO ALESSANDRO SGRITTA

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ROCK ETC. 2 MAGGIO/ VIBRAVOID + TIRESIA RAPTUS Sinister Noise (via dei Magazzini Generali 4b - tel. 347.3310648); ore 22.00 - euro 7 Da Düsseldorf, discografia infinita e classe cristallina per riportare in auge il suono acido attraversando sperimentalismi torbidi, visioni kosmische e paludosi anfratti heavy psych.

3 MAGGIO/ FRIGIDAIRE TANGO + MARIOT KIMA + STYLE SINDROME Init (via della Stazione Tuscolana 133 - tel. 06.97277724); ore 21.30 In bilico tra meditazione dark wave e trascendenza occult psych ed oscurità Eighties.

5 MAGGIO/ ROMAOBSCURA FEST Traffic Club (via Prenestina 738 - tel. 320.547412); ore 18.30 - euro 20

Una full immersion nei territori gothic, doom, black e death con October Tide, Negură Bunget, The Foreshadowing, Din Brad, Shores of Null, Vidharr, Apathia e Blind Horizon.

6 MAGGIO/ MOTORPSYCHO Circolo degli Artisti (via Casilina Vecchia 42 - tel. 06.70305684); ore 21.30 euro 20 Il gruppo culto norvegese ritorna sulle scene con Still Life With Eggplant.

7 MAGGIO/ TEHO TEARDO & BLIXA BARGELD Circolo degli Artisti (via Casilina Vecchia 42 - tel. 06.70305684); ore 21.30 - euro 20 L’incontro tra un grande compositore di colonne sonore (L’amico di famiglia e Il Divo) e lo storico leader degli Einsturzende Neubauten ha dato vita a Still smiling: oltre ogni limite di genere.

12 MAGGIO/ GO!ZILLA Sinister Noise (via dei Magazzini Generali 4b - tel. 347.3310648); ore 22.00 - euro 3 Psychedelic garage blues da Firenze.

14 MAGGIO/ WITCHCRAFT + ORCHID Traffic Club (via Prenestina 738 - tel. 320.547412); ore 22.00 - euro 15

Legend apre una nuova fase nell’universo retro heavy della band; ad accompagnare la creatura di Magnus Pelander, i Black Sabbath di San Francisco.

25 MAGGIO/ GODWATT + SERIAL DRINKERS Closer (via Vacuna 98 - tel. 06.95060368); ore 22.00 - euro 5 Senza redenzione, cantato in italiano, è un passo inedito nella carriera del trio di Frosinone; con loro, il female punk delle Serial Drinkers.

29 MAGGIO/ MY BLOODY VALENTINE Orion (viale J. F. Kennedy 52 – tel. 06.89013645); ore 21.030 - euro 30

I padrini dello shoegaze. :: a cura di Alessandro Zoppo - musica@metromorfosi.com

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Venite a trovarci nel regno della birra. Arte della spinatura, tecnica degustativa, bellezza del bere. Area espositiva per mostre fotografiche e pittoriche. Consigliato dalla Nanobirra di Metromorfosi. Mc Queen vi aspetta in zona San Pietro! Mc Queen Pub :: tel. 06.631872 :: via Aurelia, 77 Roma metromorfosi


LE STATUE PARLANTI Le statue parlanti sono una serie di statue (tradizionalmente sei) su cui, fin dal XVI secolo, i Romani affiggono messaggi anonimi, contenenti per lo più critiche satiriche ai governanti.

PASQUINO Figura maschile di epoca ellenistica, deve il suo nome forse ad un personaggio del rione, noto per i suoi versi satirici. Ai piedi della statua (ma anche al collo e non solo), i romani attaccano da sempre le “pasquinate”, fogli contenenti satire in versi, dirette a pungere anonimamente i personaggi pubblici più importanti.

MARFORIO Enorme scultura marmorea risalente al I secolo d.C., raffigura forse il dio Nettuno, l’Oceano o il Tevere. Il nome deriverebbe dal luogo di ritrovamento (tempio di Marte Ultore), o da un’iscrizione (ora scomparsa) "mare in foro" o, ancora, dal nome di una famiglia (Marioli o Marfuoli). Attualmente situato in piazza del Quirinale, è l’interlocutore più attivo di scambi satirici a distanza con Pasquino.

MADAMA LUCREZIA Colossale busto di epoca romana di circa tre metri, attualmente posto su un basamento all’angolo tra il palazzetto Venezia e la basilica di S. Marco, nell’omonima piazza. Per via del nodo della veste sul petto, è identificata con la dea Iside (o una sua sacerdotessa). Il busto sarebbe stato donato a Lucrezia d'Alagno, l’amante di Alfonso V d'Aragona, re di Napoli.

ABATE LUIGI Scultura di epoca tardo-romana situata in piazza Vidoni, raffigurante probabilmente un alto magistrato. Il nomignolo è stato assegnato dalla fantasia popolare per via della somiglianza con il sagrestano della vicina chiesa del Sudario.

BABBUINO Raffigurazione di un “sileno giacente” su una base rocciosa, chiamato “babbuino” per la sua bruttezza. La statua, posta ad ornamento di una fontana, realizzata in onore di Pio V, era talmente particolare che influenzò fortemente la fantasia dei romani, tanto da far mutare il toponimo della strada da via Paolina in via del Babuino.

FACCHINO Figura maschile, con il viso quasi completamente rovinato, mentre versa acqua da una botte, è la più giovane delle statue parlanti (realizzata da Jacopo Del Conte nel 1580). In realtà rappresenta un “acquarolo”, figura che prendeva l’acqua dalle fontane pubbliche e la rivendeva porta a porta. Posta originariamente in via del Corso, nel 1874 fu spostata nella posizione attuale in via Lata. :: Nanoguida 26 a cura di Amos On

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IL METROPOLITAN GRIFFATO

cinema

Si informa la gentile clientela che il cinema Metropolitan interrompe la propria attività per finita locazione.

L

’astrattezza e l’asetticità di un comunicato stampa, affisso alle quattro del mattino da un ‘proiezionista’ sulla saracinesca di uno dei più antichi cinema della Capitale, ne decretò la fine il 29 dicembre del 2010, addirittura (beffa su beffa), una morte prematura rispetto a quella che sarebbe dovuta essere la data ufficiale del suo abbandono (il 9 gennaio 2011). Nell’anno della propria resa ad una impossibile resistenza (pure consumata), il Metropolitan avrebbe festeggiato il suo centenario. Preceduta, la resa, da esternazioni riservate e malauguranti: la Fininvest Immobiliare, proprietaria delle mura-contenitori anche del cinema, aveva intenzione di vendere il multisala pare a Benetton, per circa trenta milioni di euro. Nato nel 1911 in via del Corso come Cinema Teatro Americano, incuneato tra Santa Maria dei Miracoli e Santa Maria in Montesanto, di proprietà Furlan e Salomoni, titolari di una ditta fiorentina del 1907, il Metropolitan incubò immediatamente a sé la filiale romana di SIGLA (Società Italiana Gustavo Lombardo Anonima), creata il 3 dicembre 1910 da Gustavo Lombardo, pioniere dell’industria cinematografica, nell’illuminante fine di consorziare le più importanti case di produzione-distribuzione dell’Italia centro-meridionale. Passò poi ad essere denominato Cinema Gioia (incantevole e nostalgica prassi, il creare un’identità nominale che racchiude il senso di una sala), programmando pellicole di seconda e terza visione e offrendo in questo modo la possibilità a molti che non potevano permettersi un biglietto e una

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visione ‘Prima’, l’incanto e il sogno del cinematografo. Con la sua fine (come per altre sale del centro storico e non), si abbatte di netto anche un tempo storico, insieme ai ricordi a cui ha dato vita, oltre alla compromissione di una prassi così rara che il Metropolitan portava avanti (preziosissima da diffondere quale approccio ad un visivo integro e assimilabile a 360°) in Italia e nella Capitale: l’ascolto in lingua originale (sottotitolato) della pellicola, con la capacità reale (per chi guarda) di entrare nel film che è anche lingua (nel suono indigeno, culturale e musicale, che produce), ossia sfaccettatura sociale, geografica, attoriale, narrativa. La mancanza di un punto di riferimento come pochi (anche per i turisti, che potevano beneficiare di simili rari ascolti) aveva immediatamente mobilitato, a 24 ore dall’affissione del comunicato stampa-necrologio, un gruppo di appassionati-frequentatori che allestirono Metropolitan per una notte: un proiettore, un piccolo schermo, sedie, e I soliti ignoti di Monicelli, anche lui andato via per sempre un mese prima. Dopo, l’oblio… Poche settimane fa, ‘piccola’ e concreta, la speranza: una griffe di moda potrebbe farsi carico di una rinascita. La giunta comunale ha varato una delibera (all’esame presso l’assemblea capitolina) che dovrebbe portare sì lo spazio Metropolitan ad assumere la forma di un centro commerciale per un marchio alla moda di livello internazionale, tuttavia ‘appendicizzandone’ una sala cinematografica di 330 metri quadrati dotata dei più moderni sistemi audiovisivi. Tale compromesso (inevitabile), permetterebbe al Campidoglio (grazie ai 6,5 milioni di euro che dovrebbe incassare da tale progetto) anche di edificare-riqualificare la vicina Villa Borghese. “Il cuore di Roma ne trarrà ogni beneficio dal punto di vista estetico e architettonico. Non solo la facciata del Metropolitan sarà riportata al suo aspetto originario, ma sarà possibile realizzare larga parte del programma di manutenzione straordinaria di Villa Borghese con la riqualificazione di ben 10 aree”, ha commentato il sovrintendente dei Beni Culturali Umberto Broccoli. Grati all’alta moda, ma a denti stretti: ci piacerebbe che la cultura potesse fissarsi a gambe proprie, non resistere su trampoli che la legano in qualche modo ad un concetto di consumo ‘in serie’... Ma occorre realismo, specie in questo momento storico. Lunga vita all’alta moda, allora (per ora).

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IL CINECONTORSIONISTA 8-11 MAGGIO/ MASHROME FILMFEST – II EDIZIONE Aranciera di San Sisto (via di Valle delle Camene 11), Instituto Cervantes (via di Villa Albani 16), Macro (via Nizza 138); www.mashrome.org - ingresso libero Primo festival italiano dedicato al Mash up e alla cultura del Remix: mescolanza di immagini e suoni da fonti variegate (doc, film di finzione, film di animazione) ed arti differenti (cinema, fotografia), nella resa di un ‘altro’ unico e identitario. Pellicole “mashmetraggi”, masterclass, incontri con gli artisti. Pre-apertura al Macro di via Nizza con Final Cut: Ladies and Gentleman (2012, immagine) del regista ungherese Gyorgy Palfi (presente al Festival). Dai fratelli Lumière ad Avatar, i fotogrammi di 451 pellicole raccontano l’uomo e la donna uniti in un’unica storia d’amore. Carlos Amorales e il suo Archivio Liquido-archivio digitale, avviato alla fine degli anni Novanta.

9-15 MAGGIO/ CINEMASPAGNA - VI EDIZIONE Cinema Farnese Persol (piazza Campo De’ Fiori 56 - tel. 06.6864395 www.cinemaspagna.org); proiezioni in l. o. sottotitolata - euro 6, rid. euro 5 Le ultime novità del cinema iberico arrivano con tutto il carico frizzante della nuova onda spagnola. Film di apertura: Blancanieves (2012, foto) di Pablo Berger, vincitore di 10 Premi Goya. Muto e in bianco e nero, tratto dalla celebre novella dei fratelli Grimm, raccontata in chiave gotico-drammatica nell'Andalusia degli anni Venti. La Nueva Ola, sezione principale: dal mainstream agli indipendenti, con occhio al cinema latinoamericano. Omaggio al 50° anniversario di El verdugo (La ballata del boia) di Luis García Berlanga, Premio Fipresci a Venezia 1963. Nell’ambito di Público Joven, cinema in versione originale per scuole e licei, Arrugas (2011), lungometraggio di animazione di Ignacio Ferreras.

14 E 28 MAGGIO/ A QUALCUNO PIACE CLASSICO - II EDIZIONE Sala Cinema Palazzo delle Esposizioni (scalinata di via Milano 9a - www.palazzoesposizioni.it); ore 21.00 - ingresso libero fino ad esaurimento posti Il ciclo di questo secondo pezzo di storia del cinema si chiude con: 14 maggio Grand Hotel (1932) di Edmund Goulding. Versione italiana. Tra commedia e melodramma, una pellicola simbolo dello stile MGM di quegli anni e delle stelle più fulgide di Hollywood (Crawford e Garbo). Co-sceneggiato da Béla Balázs, teorico del cinema ungherese: in un grande albergo berlinese intrecci di passioni e sogni. 28 maggio Cronaca di un amore (1950) di Michelangelo Antonioni. B/n, versione restaurata. Esordio folgorante, con distacco dal neorealismo per contenuto (il disagio esistenziale, la vacuità della classe borghese), e stile (l'uso innovativo del piano sequenza). Film rivelazione per la giovane Lucia Bosè.

31 MAGGIO - 1 GIUGNO/ LO SPIRAGLIO FILMFESTIVAL - III EDIZIONE Casa del Cinema (largo Marcello Mastroianni 1 - tel. 06.423601 - www.fondazioneromasolidale.it); ingresso libero Il Festival racconta e condivide, attraverso le immagini, il mondo della salute mentale nelle sue molteplici varietà, favorendo risorse creative e qualità del prodotto ad esso dedicate. Segnaliamo il doc Antonio+Silvana = 2, diretto da Vanni Gandolfo, Simone Aleandri e Luca Onorati. :: a cura di Maria Cera - cinema@metromorfosi.com

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film

GRANDESCHERMO QUALCUNO DA AMARE

Dopo l'Italia di Copia Conforme, l'iraniano Kiarostami continua la sua peregrinazione alla ricerca di scorci esistenziali autentici, spostandosi a Tokyo. Una giovane ragazza si paga gli studi prostituendosi, un anziano professore la contatta pensando di conoscerla. Quando lei gli offre il suo corpo, lui si mostra interessato soltanto a trascorrere del tempo. “Un film senza un inizio e una fine, come accade nella vita reale dove si arriva a storia già iniziata”, Qualcuno da amare è un cinema situazionale interpretativo più che rappresentativo, uno sguardo frammentato sull'uomo nel suo esserenel-mondo, che impone allo spettatore una faticosa ricerca di senso. dal 24 aprile

EFFETTI COLLATERALI Una giovane donna (Rooney Mara) affetta da depressione si affida alle cure di uno psichiatra di successo (Jude Law), accettando di prendere delle pillole che, tra gli effetti collaterali, provocano blackout. Quando il marito (Channing Tatum) appena uscito di prigione viene trovato morto a casa, lei, unica sospettata, non ricorda cosa sia successo. Giocando sul filo della sospensione tra medical e psychological, proseguendo per twist e colpi di scena, Soderbergh continua a nutrire il suo cinema delle perversioni in cui è immersa la nostra contemporaneità, offrendoci interessanti spunti di riflessione. dal 1 maggio

CONFESSIONS Le parole di vendetta pronunciate da un'insegnante di liceo dopo l'assassinio della figlia ad opera di due suoi alunni aprono e guidano la storia di condanna personale che si dipana lungo la moltiplicazione di punti di vista-confessioni di un gruppo di persone, adulte e minorenni, coinvolte in una catena morbosa di violenze e uccisioni. Disturbato e disturbante, il film di Nakashima Tetsuya non lascia spazio al perdono e alla salvezza. Uno sguardo impietoso sulla società giapponese, corrotta a tal punto da inoculare negli individui la fascinazione per la morte quale unica via per afferrare e affermare la propria esistenza. dal 9 maggio

LA GRANDE BELLEZZA Toni Servillo (foto) è Jep Gambardella, un giornalista sessantacinquenne di successo e di grande fascino, la cui bellezza è rimasta intatta nonostante il trascorrere del tempo. Tronfio, si aggira per le vie della città eterna, frequentandone gli ambienti intellettualmente stimolanti senza rinunciare all'attrazione più mondana e carnale che la città emana da sempre. Paolo Sorrentino dirige e scrive a quattro mani con Umberto Contarello un film dove la città papalina e monumentale per eccellenza si offre agli occhi incantati dei turisti in tutta la sua meravigliosa seduzione, quando l'estate risplende sulla sua arcana bellezza. dal 23 maggio :: a cura di Francesca Vantaggiato

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AI NASTRI DI PARTENZA teatro GLI EX-TEATRI DI CINTURA

Lucia Poli

L

a Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea alla fine è nata, dopo mesi di polemiche alimentate prima dalla celebre delibera “fantasma”, e, successivamente, da un bando pieno di contraddizioni. I primi due teatri a sperimentare la cura Gasperini sono stati il Teatro Tor Bella Monaca e il Teatro Biblioteca Quarticciolo. I due spazi, che appartenevano al sistema “di cintura” dello Stabile capitolino, hanno da poco dato il via alla nuova stagione. Nel teatro che fu diretto da Michele Placido, situato nel Municipio VIII, il bando è stato vinto da Seven Cults, Artenova, Kipling Academy, La Casa dei Racconti, Nata Teatro, Scuola Di Musica Béla Bartók, Teatro Potlach e la stagione sarà diretta da Alessandro Benvenuti. Giorgio Tirabassi, Roberto Ciufoli e Tiziana Foschi, Cinzia Leone e Simone Cristicchi, alcune delle firme di un inizio di sicuro appeal popolare; tra i nomi spunta anche quello di Andrea Cosentino, protagonista di un teatro decisamente più artistico. Sceglie invece proprio la via del teatro popolare d'arte Veronica Cruciani, chiamata, dalle associazioni vincitrici del bando per il Teatro Quarticciolo, a comporre una programma in cui l'impegno civile, la musica, la danza e la comicità si incrociano anche con la formazione. Neraonda, Tramartis e Trousse sono le associazioni che gestiranno il teatro di via Ostuni. In scena, dopo la felice idea di aprire lo spazio a ingresso libero per la festa di inaugurazione, Valerio Aprea, Ruggero Cappuccio, Giampiero Judica, Lucia Poli (foto), Michele Santeramo e Vittorio Continelli, Compagnia Atacama, Muta Imago, oltre naturalmente allo stesso Alessandro Benvenuti. Ma nomi a parte, questi due teatri dovranno essere capaci di ricreare un tessuto nevralgico col territorio. A poco più di un mese dalle elezioni comunali, è un'importante scommessa; alla politica bisognerà invece chiedere quali saranno gli impegni verso il sistema Casa dei Teatri. Per una cultura teatrale ancora al ribasso o per una progettazione ad ampio raggio e a lungo termine?

ANDREA POCOSGNICH 17


metromorfosi


teatro e critica

CLÔTURE DE L'AMOUR

a fine, per cominciare. Nel termine francese “clôture” è racchiuso un significato che in italiano suona come cesura, taglio netto, ma neanche questo basterebbe quando al sostantivo si aggiunge la specificazione “de l'amour”. È allora che iniziano le difficoltà di definizione, quando una deriva di senso disperde il proprio raggio e non si riesce a dire con nettezza quel che, appunto, nettezza non ha. Non altro che questo, il motivo che ha spinto Pascal Rambert, autore francese di Clôture de l'amour, a lasciar detto in francese il titolo della piéce tradotta in italiano per la carta da Bruna Filippi e per la scena da lui stesso, attraverso due attori come Anna Della Rosa e Luca Lazzareschi. Una sala prove, bianca e spoglia, portata sul palcoscenico largo del Teatro Vascello. Luca l'aspetta, Anna è stata convocata perché sappia che è finita, non c'è più niente, inizia la danza di chiusura – clôture – il passo lento di un addio. Le parole di lui si fanno lama affilata, la inchiodano al terreno, per l'intero arco accusatorio Anna subisce l'invettiva, il suo corpo tende i muscoli in un brivido immobilizzante. Quando avrà finito, un coro di bambini dividerà in due la scena. Ma la fine, in questo caso, non è che l'inizio. Ora è Anna, nella posizione di risposta. E Luca a subire i colpi che lui stesso ha inferto. Concludono ciò che non ha fine né inizio. L'amore confonde gli stadi del tempo. Non ha ieri né domani. O non ne misura differenza. La cura drammaturgica di Rambert affonda nell'intimo segreto della vita personale, sua propria e dei due attori, che in scena mantengono il proprio nome e la propria professione: parla cioè di un unico tema universal, e che in un filo lega l'amore e il teatro a se stesso, autore e primo motore di questo testo. Anna e Luca ne portano i segni, lo fanno apparire sulla scena incavando le spalle e graffiandosi di parole aggrinzite, asfissianti. Vive in loro il dialogo impossibile di due monologhi, parole che erano state cura sono ora la ferita: una diabolica Babele disperde la loro lingua comune in due differenti e, ormai, straniere.

SIMONE NEBBIA 19

Foto di Futura Tittaferrante

L


nelle librerie del pianeta terra metromorfosi


PALCO 06 4-5 MAGGIO/ JOHN Teatro Palladium (piazza Bartolomeo Romano 8 – tel. 06.57332768); ore 20.30 e dom. 17.00 – euro 10/15 Torna a Roma la danza di Ambra Senatore con il suo John. Ma chi è John? John è un gioco, un meccanismo nel quale il pubblico è chiamato ad entrare. Una performance che propone allo spettatore una riflessione sulla natura umana, sul proprio modo di vivere attraverso un discorso concreto e surreale contraddistinto da un tocco d'umorismo.

7-19 MAGGIO/ TAKING CARE OF BABY Piccolo Eliseo Patroni Griffi (via Nazionale 183 – tel. 06.4882114); ore 20.45, sab. 16.30 e 20.45, dom. 17.00 e lun. riposo – 13/22 Una donna viene accusata di aver assassinato i suoi due bambini. Una tragedia contemporanea trattata sotto forma di teatro/documentario. La ricostruzione di un mosaico basato su fatti di cronaca e reali interviste, una battaglia tra le verità rimandate e quelle nascoste. Regia di Fabrizio Arcuri. Con Isabella Ragonese.

10-12 MAGGIO/ STORIA D'AMORE E DI CALCIO Teatro Biblioteca Quarticciolo (via Ostuni 8 – tel. 06.98951725) ore 21.00 e dom. 17.00 – euro 8/10 Racconti di persone anonime in una piazza anonima. Storie di un'Italia diversa in cui gli esseri umani si preoccupano di stabilire un senso di appartenenza ad una comunità. Con Michele Santeramo e Vittorio Continelli.

14-15 MAGGIO/ A U R E Teatro Vascello (via G. Carini 78 – tel. 06.5881021); ore 21.00 – euro 15/20 Ispirato a Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust, Aure chiude la trilogia del silenzio e della memoria attraverso la contaminazione con altri linguaggi come la pittura di Hammershøi e l'arte della fuga di Bach. Regia di Alessandro Serra.

mediapartner metromorfosi Teatro Argot Studio (via Natale del Grande 27 – tel. 06.5898111); ore 20.45, dom. 18.00 e lun. riposo – euro 10/12 Alessio Di Clemente (foto), affascinato dal romanzo di Giulio Laurenti, porta in scena una storia vera, quella di Ilan Fernandez, ex narcotrafficante colombiano che dopo aver scontato i suoi anni di prigionia rinasce come imprenditore, nell'assoluta legalità. 14-26 MAGGIO/ SUERTE

16–18 MAGGIO/ ANGELICA Teatro Tor Bella Monaca (via di Tor Bella Monaca 451 – tel. 06.2010579); ore 21.00 – 8/10 Andrea Cosentino racconta una visione degradata della vita utilizzando il mondo della fiction televisiva. Una troupe sceglie di girare uno sceneggiato in una casa di un quartiere popolare di Roma; un'attrice – Angelica appunto – continua a recitare la propria morte, fino allo sfinimento. :: a cura di Marcella Santomassimo - teatro@metromorfosi.com

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MARGHERITA BARRERA

in copertina

L'autrice della copertina del mese (Donnatoro) è Margherita Barrera. Conosciamo meglio la giovane illustratrice. Cara Margherita, raccontaci il tuo percorso artistico. Hai fatto studi particolari per migliorare le tue abilità nel disegno, e se sì, quali? Sì. Dopo una breve avventura triennale nel dorato mondo della filosofia ho deciso di cambiare totalmente strada e mi sono iscritta a un corso di illustrazione a Trastevere. La scuola si chiama Officina B5, piccola ma densa, poca teoria molto lavoro e un sacco di gente in gamba. Un'esperienza molto positiva. Per quanto i corsi in sé possano essere tranquillamente sostituiti da tanta pratica fai-da-te, il calore umano e lo scambio di idee onesto e aperto sono stati (e sono) importantissimi per me.

La Bambina (ispirato al racconto La bambina suicida di Paula Cifuentes)

Quali artisti o illustratori hanno influenzato maggiormente la tua formazione e il tuo lavoro? Di nomi se ne potrebbero fare veramente tantissimi: dai grandi artisti ai mostri sacri del fumetto, ai tanti (troppi!) illustratori che incroci su internet. Ma in verità è sufficiente fare un giro in libreria. C'è una quantità di bellezza sparsa, che non basterebbe una vita per guardare tutto. Io passo molto tempo a guardare i lavori degli altri, e sicuramente attingo molto, ma, se devo essere sincera, gli illustratori che più mi influenzano sono quelli con cui lavoro, i miei colleghi, i miei amici. E non solo a livello "affettivo", ma anche a livello tecnico e di idee. Ho letto che Haruki Murakami è il tuo scrittore preferito. È ancora così? C’è un libro o un racconto che ti piacerebbe illustrare? Haruki Murakami non potrei considerarlo il mio scrittore preferito. Mi sono infatuata per lungo tempo di alcuni suoi romanzi, in particolar modo La fine del mondo e il paese delle meraviglie. Le storie di questi due mondi apparentemente molto distanti ed inconciliabili che diventano poi uno adiacente all’altro mi hanno conquistato, soprattutto per la capacità di Murakami di utilizzare immagini oniriche e visionarie in contesti urbani. Però, ecco, non sento di poterlo definire come la lettura irrinunciabile delle mie nottate. Mi piacerebbe un giorno poter realizzare le illustrazioni per Il Maestro e Margherita di Bulgakov. Penso sia il romanzo che più di tutti mi ha colpito e credo di poterlo quasi recitare per quante volte l’ho letto.

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Consigliaci un libro che ti è rimasto particolarmente impresso per le sue illustrazioni. Ammetto di avere impressa nella mia memoria La Famosa invasione degli orsi in Sicilia, scritto e illustrato da Dino Buzzati. Questa sorta di “orsopoli” immersa in un mare di fantasia, dove si possono ritrovare creature immaginarie che parlano, nuotano e volano. Una lettura necessaria sia per adulti che per bambini, soprattutto per far viaggiare lo sguardo con le illustrazioni dello stesso Buzzati. Hai mai pensato di usare altre tecniche espressive, la scultura per esempio? Se devo essere proprio sincera la scultura non mi ha mai attirato molto: ho già abbastanza problemi con due dimensioni... In realtà, non c'è ancora una tecnica che preferisco su tutte: utilizzo matite, tempere, acquerelli o tecniche digitali in base a qual è la mia esigenza del momento. Io disegno principalmente perché mi interessa raccontare delle storie, per ora quindi cerco di concentrarmi sul fine, non sui mezzi. Ma non si può mai dire, tutto può succedere.

La Guardatrice di Altrovi

Qual è il processo produttivo di una tavola? Sottolineo che ciascuno ha un proprio processo produttivo, che molte volte cozza con le idee comuni di passaggi standard. Io, di solito, parto da un bozzetto molto approssimativo, fatto a matita, a volte anche grande quanto un pacchetto di sigarette. Poi inizio "in bella" e vedo dove vado a finire. Se mentre lavoro mi rendo conto che qualcosa non funziona, ci riprovo. Io lavoro piuttosto velocemente: mi viene molto più facile ricominciare che aggiustare piano piano. Ultimo processo, a corsa conclusa, è quello di rifinitura in digitale, che mi permette di sperimentare velocemente e senza grandi rischi e di "pulire" un po' l'immagine, che è quasi sempre piuttosto caotica.

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Drago

metromorfosi


Cosa stimola maggiormente la tua creatività e ti dà maggiori soddisfazioni, e cosa, invece, ti dà più difficoltà. Usi qualche piccolo trucco quando qualcosa non ti viene come vorresti? A rischio di sembrare ripetitiva e un po' buonista, ammetto che ciò che più mi stimola è lo scambio con i miei colleghi. Lavorare in gruppo mi offre sempre l’occasione di ricevere nuove ispirazioni, oltre che necessarie osservazioni per poter migliorare. Il costante contatto con le persone mi spinge a non bloccarmi mai davanti alle prime difficoltà. Ovviamente le maggiori soddisfazioni vengono dagli apprezzamenti altrui: anche qui, lo so, sono banale. Ma sotto sotto penso che tutti i disegnatori lavorano anche e soprattutto per gli altri. La difficoltà principale con la quale mi scontro è lo scarso riconoscimento economico, che mette in dubbio, il più delle volte, le qualità del mio operato e del mio lavoro. Di conseguenza questo va a creare delle piccole turbe, che vengono quietate principalmente grazie alla collaborazione. L’unico escamotage che adotto quando qualcosa non sta venendo come vorrei è la perseveranza: mi intestardisco fino all’esaurimento. Se un'immagine non funziona, la rifaccio, se non mi viene in mente niente, disegno il niente. Avrai uno o più progetti nel cassetto… ci puoi dire il più imminente? Come tutti cerco di accumulare commissioni varie e nel frattempo realizzare una delle duecento cose che mi vengono in mente ogni giorno. Da un po’ di tempo sto lavorando su una raccolta di storielle a fumetti, scritta molti mesi fa. È un lavoro lungo e costellato di indecisioni, ma piano piano avanza. A breve spero di poterla proporre un po' in giro, sperando di pubblicarla con qualcuno. Altrimenti proverò a produrla privatamente e con i miei mezzi.

A CURA DI NATALIA MASSIDDA 25

Rossa la donna

C’è un lavoro a cui sei maggiormente legata? Il drago arancione (qui a sinistra, NdR) è un'immagine a cui tengo in particolar modo. L'ho realizzata di corsa, con l'evidenziatore e l'eyeliner, per partecipare a un concorso. Non avevo in mente un'idea precisa, ma è venuta vivace, un po' misteriosa, comunque al di sopra delle aspettative: questi sono gli incidenti "felici". Le volte in cui cerchi di cavartela e invece ti diverti.


arte

LUIGI GHIRRI

PENSARE PER IMMAGINI. ICONE PAESAGGI ARCHITETTURE

Luigi Ghirri, Marina di Ravenna (1986)

A

vent'anni dalla morte improvvisa e prematura di Luigi Ghirri (Scandiano 1943 – Roncocesi 1992), il MAXXI gli rende omaggio con una rassegna che intende raccontare i diversi profili di questa complessa figura di artista. La mostra, curata da Francesca Fabiani, Laura Gasparini e Giuliano Sergio, presenta attraverso più di 300 scatti - un percorso inedito nell’opera di uno dei maestri indiscussi della fotografia in Italia, con una particolare attenzione ai vintage prints stampati direttamente dall’autore. Accanto alle fotografie, troviamo anche le riviste, i menabò dei cataloghi, i libri pubblicati e le recensioni che testimoniano la sua contestuale attività di editore, critico e curatore; una selezione di scatti e libri d’artista che documentano l’incontro e la collaborazione con gli artisti concettuali emiliani nei primi anni Settanta; le cartoline illustrate e le fotografie anonime che il fotografo di Reggio Emilia era solito collezionare. La mostra presenta, poi, una selezione di libri tratti dalla sua biblioteca che raccontano dei suoi riferimenti culturali e artistici; le copertine dei dischi che dimostrano l’interesse per la musica, e il rapporto con musicisti quali Lucio Dalla, Gianni Morandi, gli Stadio solo per citarne alcuni. Ghirri è stato sempre consapevole del fatto che fotografare non vuol dire duplicare automaticamente il reale nella sua globalità, potendosi soltanto ottenere, di fatto, la selezione di una eventuale frazione della realtà. Il pensare per immagini ha caratterizzato le ricerche più interessanti in ambito fotografico del decennio Settanta: la fotografia non più intesa semplicemente come documentazione del mondo reale, ma come mezzo per un’indagine filosofica sui meccanismi stessi della visione. Si tratta di un approccio “concettuale” che si sviluppa grazie alla sempre maggiore interazione dei fotografi con il mondo dell’arte. Luigi Ghirri, di questa riflessione intellettuale e interdisciplinare, è stato uno straordinario precorritore, e le sue immagini del territorio italiano, affettive, essenziali e mai retoriche, così come il suo pensiero, nonostante il passare del tempo, continuano ad essere un punto di riferimento sulle possibili espressioni del mezzo fotografico.

FINO AL 27 OTTOBRE MAR-MERC-GIOV-VEN-DOM 11-19; SAB 11-22 – CHIUSO LUNEDÌ – EURO 11, RID. 8 MAXXI VIA GUIDO RENI 4A - TEL. 06.39967350 - WWW.FONDAZIONEMAXXI.IT NATALIA MASSIDDA

metromorfosi


DOVEARTE FONDAZIONE PASTIFICIO CERERE GHITTA CARELL E IL POTERE DEL RITRATTO via degli Ausoni 7 - tel. 06.45422960 - www.pastificiocerere.it - lun/ven 1519 - ingresso libero – fino al 17 maggio La mostra vuole contribuire a riconsiderare la figura della Carell, donna colta e intelligente, affermata ritrattista nella Roma degli anni Trenta, all’interno della vitalità della fotografia e cultura italiana.

MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE WORLD PRESS PHOTO 2013 piazza Sant’Egidio 1/b - tel. 06.0608 - www.museodiromaintrastevere.it - mart/dom 10-20 euro 7.50/5.50 per i cittadini residenti a Roma – dal 4 al 26 maggio Ogni anno, da ben 56 anni, una giuria indipendente, formata da esperti internazionali, è chiamata a esprimersi su migliaia di domande di partecipazione da tutto il mondo, inviate da fotogiornalisti, agenzie, quotidiani e riviste. Tutta la produzione internazionale viene esaminata e le foto premiate, che costituiscono la mostra, sono pubblicate nel libro che l’accompagna.

IL FASCINO DISCRETO DELL’OGGETTO. 1912-1950 viale delle Belle Arti 131 - tel. 06.32298221 - www.gnam.beniculturali.it mart/dom 10.30-19.30 - euro 12/9.50 – fino al 2 giugno Quasi tutti gli artisti italiani del Novecento si sono cimentati con la natura morta; anche le più significative sperimentazioni delle avanguardie non rinunciano a misurarsi con questo soggetto, ma scompongono e stravolgono la realtà, ricercando nuove relazioni spazio temporali.

TIZIANO via XXIV Maggio 16 - tel. 06.39967500 - www.scuderiequirinale.it - dom-giov 10/20; ven-sab 10/22.30 - euro 12/9.50 – fino al 16 giugno Visitando la mostra è possibile ripercorrere i tratti salienti dell'inarrestabile ascesa del grande artista: dagli esordi veneziani nelle botteghe di Giovanni Bellini e Giorgione all'autonomia acquisita con le grandi tele per i dogi, gli Este e i Della Rovere fino ad arrivare alle committenze imperiali di Carlo V e poi del figlio Filippo II.

LUIGI GHIRRI. PENSARE PER IMMAGINI. ICONE PAESAGGI ARCHITETTURE via Guido Reni 4a - tel. 06.39967350 - www.fondazionemaxxi.it - mar-merc-giov-ven-dom 11-19; sab 11-22 - chiuso lunedì - euro 11/8 – fino al 27 ottobre Un’ampia rassegna dedicata a Luigi Ghirri. Per approfondire, leggi pag. 26. :: a cura di Natalia Massidda - arte@metromorfosi.com

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quaderni di domani

SALACITÀ È una —

[…]

esplosione illimitata

A — Um me, questo questa gente si è

dove io non soffrirò più.

tutta sbagliata di posto aveva preso molto in anticipo

merda

la precauzione ra

kram

ta

ra

kram

di sifilizzare kra

ra kram

ta kram

ta

la verga ascesso nello sniffo del muso della volontà

ra krakra c’è sotto la mia verga ca

ca

umana un fifiglio a elastico che dorme sott/in

ca

dentro suo padre tutto il tempo

ca

e che si sollevi tutto il se io sono in stato

tempo per lanciarlo su di

di bisogno

me e provare

è che la

forse a fargli

bestia dell’essere

fare un mondo

che ha una lingua e un imbuto

mentre suo padre dorme. Ora, suo

non è un

padre è una

uomo che devo espellere

pietra sottratta

al posto di questa

dagli iniziati a Artaud

donna che è qui

e che fu messa

metromorfosi


come dio

che presto esploderà

a dormire sopra il

senza brontolare e

cuore di Artaud

fotterà in aria

di dove ha la pre–

questo parassitismo di sperma

tesa di dirigere

e di graniglia fetale

tutto Artaud

di licheni che fa

il quale sovradirigendolo

che essi

siano tutto

gli fa fare

un osso

di corpo

dei formaggi dell’eroina e dei

che non è che una

veri cannoni (sono falsi)

cacata di

diverranno veri a poco a

salacità 77/7 volte

poco e riverranno a trovare

ratificata dai

papà mamma . _

così detti tiri

Ora Artaud io

da porco che

non sono papà mamma

lucifero mi gioca

e se gli iniziati hanno fatto

girando

tutto un osso

un giro per

di una sensibilità inaudita

il suo corpo di porco

tra le cosce e

un giro con il mio corpo per il porco

di una sensibilità retrat

un giro con il

tile larvale vale a

visibile dal

dire maiala come

visibile dell’invisibile

ogni dio e dove vanno

per il porco

a cercare il loro pasto quotidiano di porci

[…]

di pasticcio di maiale, di paté di fegato alla melagrana,

ANTONIN ARTAUD

di marroni d’India di nibbio ecc

estratto da Quaderni d’Ivry (febbraio 1947 – marzo 1948), quaderno 336 – agosto 1947 traduzione di ANDREA FRANZONI

io, ho fatto tutto un corpo dove non c’è più pasto e

A CURA DI FABIO ORECCHINI 29


metromorfosi


libri

ISOLA

Ogni mese chiediamo ad uno scrittore di indicarci i tre libri che porterebbe sulla sua isola (luogo fisico, interiore, dimensionale). Fabio Viola è nato a Roma e a Osaka. Ha pubblicato Italia 2 – viaggio nel Paese che abbiamo inventato (con Cristiano de Majo, minimum fax, 2008) e i romanzi Gli intervistatori (Ponte alle Grazie, 2010) e Sparire (Marsilio, 2013). Ha tradotto Edmund White e Helen Humphreys.

IL MANOSCRITTO di QUALCUNO Ok, non è una lista di libri preferiti né dei più belli di sempre. Tenendo questo a mente dico il manoscritto di qualcuno, un qualcuno qualunque, una cosa possibilmente piena di errori, incongruenze, con qualche sprazzo di buone idee poco sviluppate e uno stile incerto. Voce ancora non formata, ma con buone prospettive e solidi margini di miglioramento. Una cosa dal finale confuso, magari un po' buttato lì per paura e fretta di chiudere. Forse è troppo, ma servirebbero un mucchio di refusi, qualche errore eclatante su questioni geografiche, cose che non tornano nella trama. Vorrei un testo del genere perché se fossi su un'isola deserta fluttuante nello spazio e fuori dal tempo ci lavorerei volentieri per migliaia di anni, e libero dall'ansia del lettore continuerei a trasformarlo ritagliandolo non sul mondo che conosco ma sullo spazio infinito.

COSMO di WITOLD GOMBROWICZ Poi mi porterei Cosmo di Witold Gombrowicz e lo userei come metro per censire la bontà del manoscritto di prima. Ricomporrei le frasi fino a farle somigliare a questa, o almeno a dargli lo stesso grado di imponderabilità, l'infinitezza dei riferimenti: “Chi avrebbe potuto assicurarci che oltre alla freccia da noi scoperta, altri segni non si celassero nelle pareti, o altrove, per esempio nella combinazione della macchia sul lavabo con il bastone sull'armadio, nelle crepe del pavimento...”. Un romanzo che non scompone e ricompone la realtà con ogni parola non serve a niente, soprattutto nello spazio. Feltrinelli, traduzione di F. M. Cataluccio e D. Tozzetti

PORNOGRAFIA di WITOLD GOMBROWICZ Il terzo libro è ancora di Gombrowicz, ed è Pornografia. Lo porterei con me in originale, in polacco, lingua che non conosco. La imparerei negli anni, sull'isola alla deriva nel nulla, magari inventandomela, o ricostruendola sulla base di ciò che ricordo della versione italiana. Il romanzo è una storia d'amore artificiale, indotto, inculcato a forza, ma è anche un mistero sul concetto di mistero. Non si può più scrivere d'amore senza averlo letto, senza averne introiettato la prospettiva. Feltrinelli, traduzione di V. Verdiani :: a cura del Collettivo Archiloco

31


PUNTODIFUGA C

’è questo tipo che da giorni mi telefona dalla Sicilia per via della statua. Dice tutte le volte: “La statua si è spezzata il collo” e io sempre attacco, perché non so quasi più niente riguardo a questo argomento. Ricordo che ero stato in Sicilia, ricordo che ero finito in quell’enorme serra e che c’era un sole gigantesco che sembrava infuocare le piante e un enorme calabrone che mi ronzava vicino. Ricordo anche che volevo vedere il mare e che il mare non lo vedevo da tanti giorni, forse non l’avevo mai visto. Di sicuro alla fine di un corridoio minuscolo in cui ci eravamo infilati, quasi un labirinto che non portava da nessuna parte, avevo notato con stupore una statua con delle gocce di sudore, ma oltre a questo nella mia testa non c’è più niente. È tutto bianco, ma se chiudo gli occhi mi sembra di vedere delle piccole sfere luminose. Dalla serra comunque non ero uscito con le mie gambe.

EMANUELE KRAUSHAAR :: il numero sessantaquattro di Metromorfosi è dedicato a Julian Ross Ross è superiore a me nella velocità del dribbling, nella tecnica e nei passaggi. Ha carisma e riesce a stringere tutta la squadra intorno a sé. I suoi salti e le sue rovesciate sono eccezionali. E per di più è anche malato di cuore. Io... io non posso batterlo. (Oliver Hutton) :: Metromorfosi invita alla lettura di Fuoco centrale e altre poesie per il teatro di Mariangela Gualtieri (Einaudi) Io parlo all’amore. Lo scortico dall’incrosto nel sogno e ne faccio musica storta ne faccio delicato vento che solleva o dondola e impollina al cuore. Alla scomposta mente, impollina l’occhio con l’occhio l’occhio con l’animale e viene il bello che ci sviva, ci sviva tutti. Di più. :: impaginato ascoltando anche Mirrors di Keith Jarrett :: per questo maggio, Metromorfosi consiglia di voltarsi in avanti

TEL. 06.97848965 - 333.2829348 - METROMORFOSI.COM - INFO@METROMORFOSI.COM

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Metromorfosi 64 - maggio 2013  

musica, cinema, teatro, arte, scrittura a Roma e dintorni

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