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LIBRI

ISOLA

Ogni mese chiediamo ad uno scrittore di indicarci i tre libri che porterebbe sulla sua isola (luogo fisico, interiore, dimensionale). Fabrizio Gabrielli è l’autore di Sforbiciate. Fraseggi fuori area & storie di pallone (ma anche no), pubblicato da Piano B Edizioni. Ha tradotto i Racconti Fatali di Leopoldo Lugones per i tipi di Nova Delphi, è stato direttore editoriale di “Prospektiva” e collabora randomicamente con le redazioni di Finzioni, Fùtbologia, edizioniSUR, Scrittori Precari e Vicolo Cannery.

L’INVENZIONE DI MOREL di ADOLFO BIOY CASARES C’è un’isola deserta, avviluppata nella calugine tropicale. E su quell’isola deserta un uomo, con un diario da riempire di supposizioni, tesi da smontare e rimontare: chi sono esattamente quello scienziato misterioso, la corte di amici di cui si circonda, la bella Faustine che sugli scogli non si volta, se la chiami urlando? Se ogni isolamento è per definizione concavo, L’invenzione di Morel spiega appieno come l’uomo, per horror vacui, avverta sempre la necessità di riempimenti convessi, artati. Un capolavoro d’allucinazione onirica, con una trama della quale Borges ebbe a dire “non mi sembra un’iperbole qualificarla di perfetta”. Bompiani

MAPPA DEL NUOVO MONDO di DEREK WALCOTT Lontani dai toni elegiaci per il beau temp perdu della mesmerizzante verginità caraibica tanto quanto da quelli vendicativi dell’anticolonialismo, i versi di Walcott partono dalla convinzione che attraverso il linguaggio poetico si possano travalicare i confini tra servi e padroni fino a raggiungere un’identità che scavalca i confini di razza, classe, ego. Ho rubato questo libro in una libreria di Bologna; e non c’è giorno in cui non legga quel passo della poesia Vulcano in cui Walcott dice “Si potrebbe anche smettere di scrivere per seguire i segnali dei grandi [...] e diventare invece il loro lettore ideale, ruminante, vorace, che antepone l’amore per i capolavori al tentativo di ripeterli oppure superarli”. Adelphi

ALLEGRO MA NON TROPPO di CARLO M. CIPOLLA Un libro da sfogliare con cautela, pagina dopo pagina, strato dopo strato, velo dopo velo, fino a giungere al cuore, commovente e lacrimevole. Un libro nomen omen col di lui autore, insomma. Ottanta pagine neppure, che mescolano l’etimologia alle più complesse - eppure semplicissime - teorie di economia politica. Un divertissement funambolico, divertente e divertito, illuminante soprattutto nella seconda ed ultima parte, quella dedicata alle leggi fondamentali della stupidità umana. Quanto mai puntuale, e attuale. Il Mulino :: a cura del Collettivo Archiloco

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Profile for Emanuele Kraushaar

Metromorfosi 63 - aprile 2013  

musica, cinema, teatro, arte, scrittura a Roma e dintorni

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