Issuu on Google+


GENNAIO 2012

50

0 TEPID ISLANDS (COOLEST MINDS OF 20TH CENTURY) DI REG MASTICE 3 THREE TALES 5 THE VASELINES 8 ROME WASN'T BUILT IN A DAY 14 CINEMA50 21 BESTIALE IMPROVVISO - SOVRAPPOSIZIONE DI STATO 22 SUPERDOVEARTE 31 MARIA DE FILIPPI ® MENSILE DI INFOCRITICA euro 0,01 Registrazione presso il Tribunale di Roma n. 494/2006 del 29/12/2006 Metromorfosi è un marchio registrato all’U.I.B.M. - Ufficio Italiano Brevetti e Marchi EDITORE Tic Edizioni di Emanuele Kraushaar DIRETTORE EDITORIALE Emanuele Kraushaar ek@metromorfosi.com DIRETTORE RESPONSABILE Lorenzo Lazzarino CAPOREDATTORE Maria Cera redazione@metromorfosi.com MUSICA Max Parri musica@metromorfosi.com CINEMA Maria Cera cinema@metromorfosi.com ARTE Natalia Massidda arte@metromorfosi.com

METROMORFOSI

CONTATTO DIRETTO PER LA TUA PUBBLICITÀ: TEL. 333.2829348 ILLUSTRAZIONI Reg Mastice CONSIGLI EDITORIALI Sabine Duras & Margherita Schirmacher FASHION EDITOR Caterina Ciancarelli CON Elio Florian, Beppe Manni, Reg Mastice, Amos On, Chiara Pirri, Marcella Santomassimo, Francesca Vantaggiato, Alessandro Zoppo RINGRAZIAMENTI Emanuela, Felicita, Giuseppe, Ivan Vicari, Lucio, Maria Franca, Paolo Boschetti CONSULENTE LEGALE Avv. Enrico Pennacino - Studio Legale Toriello & Associati STAMPA Gescom S.p.A. Strada Teverina Km. 7 - Loc. Acquarossa (Viterbo) REDAZIONE vicolo della Penitenza 24 - 00165 Roma SEDE LEGALE via Leonardo Fibonacci 7 - 00166 Roma WEB www.metromorfosi.com TELEFONO 06.97848965 / 333.2829348 EMAIL info@metromorfosi.com La redazione non è responsabile di eventuali cambiamenti nella programmazione. La collaborazione è da ritenersi gratuita salvo diversi accordi contrattuali. Le idee espresse negli articoli sono riconducibili ai singoli autori. Metromorfosi si riserva il diritto di non pubblicare il materiale pervenuto e di effettuare gli opportuni tagli redazionali. L’editore ha cercato di rintracciare gli aventi diritto ai crediti fotografici non specificati ed è a disposizione per qualsiasi chiarimento.


CLASSICACONTEMPORANEA 8, 9 E 10 GENNAIO/ OMAGGIO A MOZART Auditorium PdM C (viale P. de Coubertin 30 - tel. 06.8082058); ore 18.00 (8 gennaio), 21.00 (9 gennaio), 19.30 (10 gennaio) - euro 18/50 Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia; Alexander Lonquich: direttore e pianista. Mozart: Sei Danze Tedesche K 509, Concerto per pianoforte e orchestra K 456, Maurerische Trauermusik K 477 e Sinfonia n. 36 "Linz" K 425.

13 GENNAIO/ MOZART, SCHUBERT, CIAJKOVSKIJ: QUARTETTI Auditorium PdM S (viale P. de Coubertin 30 - tel. 06.8082058); ore 20.30 - euro 18/37 Quartetto Ebène. Mozart (Quartetto K 465), Schubert (Quartetto D 804 "Rosamunde") e Ciajkovskij (Quartetto Op. 11 N. 1).

20 GENNAIO/ THREE TALES DI BERYL KOROT & STEVE REICH media sponsor metromorfosi Auditorium PdM S (viale P. de Coubertin 30 - tel. 06.80241281); ore 21.00 La storia spesso violenta e tragica del "secolo breve" attraverso tre famosi momenti temporali irripetibili e incisi nel marmo del XX secolo: la tragedia del dirigibile Hildenburg, l'esperimento atomico dell'isola di Bikini e la clonazione artificiale della pecora Dolly. Per approfondire, leggi pag. 3. 24 GENNAIO/ ENSEMBLE INTERCONTEMPORAIN Aula Magna La Sapienza (piazzale Aldo Moro 5 - tel. 06.3610051/2 - www.concertiiuc.it); ore 20.30 - euro 10/20 Fondato nel 1976 a Parigi da Pierre Boulez, l'Ensemble Intercontemporain, si è subito imposto come un modello per il rigore, la precisione e la competenza nell'esecuzione della musica contemporanea e resta tuttora insuperato in questo campo. Il concerto inizia con le due parti di Domeniche alla periferia dell'impero per quattro strumenti di Fausto Romitelli (19632004), compositore dalla forte personalità e dallo stile originale, che alle sperimentazioni dell'avanguardia musicale univa le sonorità del rock e della techno music, aprendo nuovi orizzonti acustici di grande impatto. La sua musica ha spesso un tono ipnotico e rituale, ma questo non impedisce una grande attenzione agli aspetti sociali del mondo contemporaneo e in particolare ai problemi della comunicazione. Segue la Sequenza VI per viola sola di Luciano Berio (1925-2003), che fa parte del ciclo di quattordici pezzi dallo stesso titolo, dedicato ognuno a uno strumento diverso: queste composizioni, da cui Berio derivò materiali per altri suoi lavori, vanno dal 1958 al 2002 e costituiscono, in un certo senso, la colonna portante della sua produzione. In conclusione, Vortex temporum per sei strumenti di Gérard Grisey (1946-1998), il creatore della cosiddetta "musica spettrale". Il titolo della composizione indica un sistema di rotazione del suono, attraverso arpeggi ripetuti e le loro metamorfosi, che possono presentarsi in forma dilatata o normale o estremamente concentrata.

27 GENNAIO/ RACHMANINOFF X 3 Auditorium PdM S (viale P. de Coubertin 30 - tel. 06.8082058); ore 20.30 - euro 18/37 Pavel Berman (violino), Enrico Dindo (violoncello) e Alexander Romanovsky (pianoforte). Rachmaninoff: Sonata per pianoforte N. 1 e Trio "Elegiaco", Op. 9. :: a cura di Elio Florian

metromorfosi


CONTEMPORANEA

THREE TALES

media sponsor metromorfosi 'immagine di un enorme dirigibile Zeppelin, con una grossa svastica nazista sulla coda, che vola sopra i tetti di Manhattan e quindi si avvolge nelle impressionanti fiamme al suo arrivo nel New Jersey poco prima della Seconda Guerra Mondiale, è indimenticabile". Se tutto ciò a dirlo è un certo Steve Reich, allora siamo convinti che da un'idea del genere può solo nascere un'incredibile visione musicale degna del XX secolo, e specchio di momenti irripetibili, artefice e fautore di un'arte moderna. Per creare un certo tipo di impatto nell'opera, il minimalismo del maestro, fatto di composizioni e di modulazioni ritmiche, accompagna e sostiene il montaggio video di Beryl Korot, che si inserisce artisticamente nel colloquio musicale sul futuro della nostra specie e sulla natura della tecnologia; la stessa che ha influenzato tutto il secolo alle spalle, portandoli ad incidere in musica ed immagini tre episodi fulcro. Il primo nel 1937, grazie ad una successione di fotografie e filmati originali montati successivamente, che segnò il fallimento con la tragedia del dirigibile Hindenburg, e il passaggio di consegna del potere dall'eroe tedesco della Prima Guerra Mondiale a Hitler nel 1933. Per il secondo atto tragico si passa all'atomica, precisamente agli esperimenti avvenuti a Bikini tra il 1946 ed il 1952 che misero a confronto le conoscenze più sofisticate e tecnologicamente avanzate dell'uomo di quell'epoca con alcuni degli esseri umani meno tecnologizzati sulla faccia della terra. E come ultimo episodio non catastrofi, ma una lettura interna dell'essere umano: la clonazione della pecora Dolly. Dove la tecnologia è dentro di noi e segna il passo al XXI secolo traghettandoci verso la nuova rivoluzione: quella biologica e medica. Three Tales rappresenta per ciò stesso la nuova direzione del teatro musicale, con un'elaborazione fatta al computer di documenti video del passato, sincronizzata ai musicisti sul palco, che sembrerà agli spettatori forse troppo stretto o forse troppo classico. Al direttore Tonino Battista e al Parco della Musica Contemporanea Ensemble, il compito di guidarci in questo viaggio.

20 GENNAIO ORE 21.00 AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA - SALA SINOPOLI VIALE P. DE COUBERTIN 30 - TEL. 06.80241281 MAX PARRI 3

Steve Reich

“L


metromorfosi


THE VASELINES

INDIE

rriva all'Angelo Mai una delle band più amate dagli addetti ai lavori; a metà degli anni Ottanta Eugene Kelly e Frances McKee si uniscono, dando vita ai The Vaselines con EP, un LP e poi, il silenzio. E allora perché così vivi e reali? Per il semplice fatto che il duo scozzese è riuscito a trasferire e amalgamare via punk la scena twee-pop con l'indie-rock americano, dai Velvet Underground ai Sonic Youth, fino a lambire il grunge, tracciando una linea rossa fra due sponde dell'Atlantico che mai come in quel periodo sembravano così lontane. Riuscendo perfino ad incantare Kurt Cobain, che inserisce come diamanti nel tesoro dei Nirvana leggendari pezzi quali Molly's Lips, Son of a Gun e Jesus Don't Want Me for a Sunbeam, a cui regala l'immortalità. Oltre all'essere prodotti dall'etichetta grunge per eccellenza, la Sub Pop, con un album di raccolta The Way Of The Vaselines (1992) arrivano ad incidere nel 2010 Sex With An X, dove a carte scoperte perfezionano quegli impulsi della giovinezza, conciliando la consueta spensieratezza anni Sessanta con l'amarezza generazionale mai debellata del tutto dalle loro coscienze. In questa seconda fase della loro carriera, i due scozzesi hanno dato retta all'istinto punk assecondando la ragione pop senza mai sbagliare una melodia, consolidando così anche la struttura armonica. Stevie Jackson e Bob Kildea, Belle & Sebastian, uniti a Michael McGaughrin alla batteria, musicista originale dell'unico album del 1989 Dum-Dum, hanno poi contribuito a rafforzare l'ossatura del suono, reso meno opaco e più corposo nelle dovute ripartizioni. Ed ora, ciò che realmente conta non è tanto chiedersi cosa avessero ancora da proporre due musicisti rimasti in sordina così a lungo, figli di un'altra epoca e progenitori di uno stile a sua volta abusato, o il motivo del loro digiuno dalle scene, ma ascoltare quello che hanno ricominciato a seminare per ridisegnare il cerchio e limare nuove frontiere.

25 GENNAIO ORE 21.30 ANGELO MAI VIA DELLE TERME DI CRACALLA 55A - TEL.3294481358 MAX PARRI 5

Hookah smoking mongolian death worm di Reg Mastice - www.regmastice.com

A


metromorfosi


MOVIMENTI JAZZ 4 GENNAIO/ HARD CHORDS TRIO Alexanderplatz (via Ostia 95 - tel. 06.39742171); ore 22.30 - tessera annuale: euro 45, mensile: euro 15 Lorenzo Ditta (piano), Paolo Grillo (contrabbasso) e Davide Pentassuglia (batteria) reinterpretano in chiave jazzistica brani dei più celebri gruppi rock (Led Zeppelin, Nirvana, Pearl Jam...).

5-6 GENNAIO/ PHILIPPE PETRUCCIANI TRIO Alexanderplatz (via Ostia 95 - tel. 06.39742171); ore 22.30 - tessera annuale: euro 45, mensile: euro 15 Philippe Petrucciani (chitarra), Alessandro Collina (pianoforte) e Giovanni Sanguineti (contrabbasso).

6 GENNAIO/ CORRADI-FERRARA-CIDALE ORGAN TRIO 28DiVino Jazz (via Mirandola 21 - tel. 340.8249718); ore 22.30 - euro 5 + tessera All’organo Hammond la giovane rivelazione Leonardo Corradi.

7, 14, 21 E 28 GENNAIO/ JAZZTALES Casa del Jazz (viale di Porta Ardeatina 55 - tel. 06.704731); ore 21.00 - euro 5 Il Sestetto Jazztales ci conduce in quattro viaggi musicali tra scrittori e poeti del '900 alla scoperta della vera "scrittura jazz". A cura di Filippo La Porta e Marcello Rosa.

20 GENNAIO/ SPIRITS 4TET FEAT. TIM ARMACOST 28DiVino Jazz (via Mirandola 21 - tel. 340.8249718); ore 22.30 - euro 5 + tessera Tim Armacost, sassofonista e compositore della scena newyorkese, insieme al chitarrista Michele Manzo, che conduce la band, affiancato da Marc Abrams al contrabbasso e Tommaso Cappellato alla batteria. Tra jazz, soul, classica e ritmica afro.

21 GENNAIO/ QUARTETO MALANDRO 28DiVino Jazz (via Mirandola 21 - tel. 340.8249718); ore 22.30 - euro 5 + tessera Margherita Rinaldi (voce), Stefano Calderano (chitarra), Marco Calderano (batteria) e Francesco Luzzio (basso).

24 GENNAIO/ JOHN ABERCROMBIE, MARC COPLAND Auditorium PdM T (viale P. de Coubertin 30 - tel. 06.80241281); ore 21.00 - euro 18 Chitarra e pianoforte in un dialogo di grande empatia, intensità e lirismo nella migliore tradizione iniziata dai precursori Jim Hall e Bill Evans.

26 GENNAIO/ JOEY DEFRANCESCO Auditorium PdM P (viale P. de Coubertin 30 - tel. 06.80241281); ore 21.00 - euro 18 Il numero uno al mondo all’organo Hammond in un’esibizione solista.

27 GENNAIO/ ENRICO INTRA TRIO Casa del Jazz (viale di Porta Ardeatina 55 - tel. 06.704731); ore 21.00 - euro 10 Mattia Cigalini (sax alto), Enrico Intra (pianoforte) e Paolino Dalla Porta (contrabbasso). :: a cura di Beppe Manni

7


ROME WASN'T BUILT IN A DAY

ROCK ETC.

inquanta, la gallina canta. Così Roma, selettiva e rischiosa. Capitale, mai e non più morale. Gambe in spalle e via. Un percorso tra le rovine dell'Impero, come ci ha insegnato il Road to Ruins Film Festival, evento unico in bilico tra musica e cinema che ha animato il Farnese nell'esangue Campo de' Fiori - sempre più tre metri sopra il cielo e braccio alto teso. Tra le ansie di luoghi troppo impegnativi per chi vive di underground e troppo piccoli per le grosse produzioni (la schiera potrebbe essere lunga: Alpheus, Locanda Atlantide, Angelo Mai, Black Out, Cross Roads, Orion, Stazione Birra, Animal Social Club…), spiccano i piccoli club che (contro)programmano il meglio. O quanto meno, ciò che piace ascoltare a chi apprezza suoni fuori dalle norme (di sicurezza). Detto del solito Circolo degli Artisti - ad oggi, l'unica venue per ampiezza e capacità in grado di poter ospitare il "medio" grande concerto, dai Melvins ai Wire passando per Arbouretum e Black Angels, sunn 0))) e Melissa Auf Der Maur) -, la cartina torna sempre ad indicare Pigneto e San Lorenzo. Da una parte le estremità del Dal Verme, luogo accogliente e casalingo. Ritrovi l'insegna di una salumeria e sei già contento. Poi le retrospettive sugli zombie movies, i DJ set folli, gli aperitivi vegan e le birre artigianali, la passione per il buon bere e concerti dalle realtà più disparate capaci di far incrociare chi ascolta noise ed elettronica, chi pasteggia metal e chi sorseggia psichedelia. Insomma, vien voglia di farsi un bull terrier e passeggiare libero da pensieri per la Prenestina. L'altra estremità è quella dell'Init. Ne salutiamo gaudenti la riapertura. Esorcizzando un'eventuale futura chiusura (tocchiamo forte e duro), il locale degli "acquedotti degli antichi romani" prosegue dritto per la propria strada. Che è quella difficile da battere: di un club musicale duro e puro, che rischia le "venti persone venti" pur di ospitare Earth e A Hawk and a Hacksaw, Voivod e Akron/Family, Electric Wizard e Unsane. Missione simile a quella intrapresa dal nuovo Traffic, che della Prenestina si fa baluardo spostando ulteriormente i confini. Metal, hardcore,

Groupies from Hell di Reg Mastice - www.regmastice.com

metromorfosi

The legend of the amazing Yepps di Reg Mastice

C


Red Interior di Reg Mastice (sfondo di Michael Soluch)

inaspettato garage e improvvisi assalti heavy psichedelici. L'ambientazione da periferia rupestre aggiunge quel tocco che ti fa sentire nascosto, mascherato, privo di un qualsiasi centro di gravità. Seduto sui gradini di una banca, parlando ad un bancomat. Consapevole di non ricevere risposta e riderci sopra. Come per la denominazione antecedente, l'ex Traffic adesso Closer. Le coordinate battono Tiburtina, la cupezza esprime spiragli di luce per sonorità dark e metal, hard ed electro. Identità che si mettono in gioco anche quando si entra allo Spazio Ebbro, il confine stavolta si chiama Torpignattara. Piccolo club da atmosfera soft casareccia e disincantata, apre al sottobosco romano e cerca di costruire uno spazio di promiscuità Seventies che spesso manca. Barbara Bouchet lap dancer e musiche di Ennio Morricone ("perché negli anni Settanta le droghe erano migliori") non stonerebbero. Un approccio che il Sinister Noise amplifica, ormai sicuro del proprio stile vintage e delle visioni della mente al minimo garantite. Basta poco per godersi lo spettacolo: una farfalla sul mirino, un film di Kubrick che scorre minaccioso, un DJ set tinto di rock primordiale, blues sanguigno e bruciante psichedelia. Il piano inferiore dell'inferno ospita stoner e post rock, garage e one man band, metallo urlante e rock galleggiante. A patto che si tenda la mano alle pizzette del bar antistante, un toccasana per la chimica che è in tutti noi. E questo è il Cinquanta, giunto dritto dal tocco del Diavolo capace di apparire e scomparire. Da un divano riempito dal pelo di un gatto ad un muro, dritto contro. Scrostato, soffice, essenziale. Quel tocco che all'ora dei resuscitati ciechi ti fa amare i marciapiedi sporchi di merde di cane, il bus notturno che non arriva mai, le chiacchiere scambiate con una puttana mentre nelle cuffie Lorenzo Woodrose ti dice di aprire il tuo cuore.

ALESSANDRO ZOPPO 9


metromorfosi


ROCK ETC. 6 GENNAIO/ RAW POWER Traffic Club (Via Prenestina 738 - tel. 320.547412); ore 21.30 Punk e hardcore anni Ottanta, per una delle band nostrane più apprezzate negli USA.

11 GENNAIO/ ABOVE THE TREE Fanfulla 101 (via Fanfulla da Lodi 101- tel. 06.89021632); ore 22.00 Ricercatore musicale tra il folk e il blues, in scena, sempre, con una maschera da gallo.

12 GENNAIO/EIR Ombre Rosse Caffè (piazza Sant'Egidio 12 - tel. 06.5884155); ore 22.00 - ingresso libero Chitarre, voci e piccole manipolazioni sonore con Barbara Eramo e Diana Tejera.

14 GENNAIO/ THE SECRET + LENTO Traffic Club (via Prenestina 738 - tel. 328 0547412); ore 22.30 Tra post-core, ambient e psichedelia.

15 GENNAIO/ THE REAL MC KENZIES Traffic Club (via Prenestina 738 - tel. 328 0547412); ore 22.30 Il gruppo folk/pop punk canadese è fortemente influenzato dalla musica tradizionale scozzese.

20 GENNAIO/ THE INTELLECTUALS Dal Verme (via Luchino Dal Verme 8); ore 21.30 Un sound nevrotico tra punk e art-wave americana anni Settanta.

21 GENNAIO/ JOSEMI CARMONA FLAMENCO BAND Auditorium Seraphicum (via del Serafico 1 - tel. 06.515031); ore 21.30 - euro 20 Presentazione del nuovo disco Las pequeñas cosas nominato ai Latin Grammy 2011 nella categoria "Best Flamenco Record".

21 GENNAIO/ MISANTROPUS Dal Verme (via Luchino Dal Verme 8); ore 21.30 Dark-doom metal da Latina.

25 GENNAIO/ THE VASELINES Angelo Mai (via delle Terme di Caracalla 55a - tel. 329.4481358); ore 21.30 La band scozzese che con un solo disco stregò Kurt Cobain. Per approfondire, leggi pag. 5.

27 GENNAIO/ LOCANDA DELLE FATE Jailbreak Live Club (via Tiburtina 870 - tel. 06.40801376); ore 22.00 Torna in scena la prog band di Forse le lucciole non si amano più.

27 GENNAIO/ ROBERTO CACCIAPAGLIA Auditorium PdM S (viale P. de Coubertin 30 - tel. 06.80241281); ore 21.00 - ore 23/40 Live From Milan è il primo lavoro live dell’autore di Ten Directions e Quarto Tempo fino a Canone degli Spazi. :: a cura di Max Parri - musica@metromorfosi.com

11


Venite a trovarci nel regno della birra. Arte della spinatura, tecnica degustativa, bellezza del bere, Area espositiva per mostre fotografiche e pittoriche. Consigliato dalla Nanobirra di Metromorfosi. Mc Queen vi aspetta in zona San Pietro! Mc Queen Pub :: tel. 06.631872 :: via Aurelia, 77 Roma metromorfosi


SFIZI CAPITALI 4

nanoguida 14

PIZZA BIANCA Colapicchioni, via Tacito 78 (Prati) La pizza bianca di "zio" Angelo Colapicchioni per molti (soprattutto nel quartiere Prati) è una madeleine proustiana.

GNOCCHI DEL GIOVEDÌ Trattoria da Settimio, via del Pellegrino 117 (Centro storico) Una tradizione dal 1932.

CACIO E PEPE Osteria dal 1931, via di Donna Olimpia 44 (Monteverde) Sul cacio e pepe, si sono scatenati molti caciepepologhi. Questo mese, segnaliamo l’osteria monteverdina con l'accoglienza e buona cucina nel dna.

ARANCINO Mizzica, via Catanzaro 30 (Nomentano) Un po' di Sicilia a Roma.

SUPPLÌ AL TELEFONO Ai Marmi, viale di Trastevere 53 (Trastevere) In epoca di ipad, skype e diavolerie palmari, funzionano ancora i supplì al telefono dell'"Obitorio"?

PATATE AL CARTOCCIO Tiepolo, via Giovanni Battista Tiepolo 3 (Flaminio) Buone in tutte le declinazioni possibili.

TRIPPA ALLA ROMANA Antica Osteria Terremoto, via della Rocca 16 (Genazzano) L’osteria prende il nome da Germano Fransesini "Terremoto" passato alla storia per aver risposto ad un cliente che voleva un piatto di pesce: "Affacciate a ’sta finestra… lo vedi il mare?". Oltre alla trippa, qui sono di casa la coratella, gli gnocchi a coda de soreca e il galletto alla diavola.

CROSTATA DI RICOTTA E VISCIOLE Trattoria Lilly via di Tor di Nona 23 (Centro storico) L'happy end preferito dopo un'amatriciana e una trippa.

EMINCÉ DI ASTICE BRETONE CON BROCCOLI, CASTAGNE E TARTUFO BIANCO D'ALBA La Pergola, via A. Cadlolo 101 (Monte Mario) Anche i palati sognano.

DIAVOLETTI Valzani, via del Moro 37 a/b (Trastevere) L’ultima dolce (e indiavolata) invenzione con puro cioccolato e peperoncino made in Valzani, pasticceria culto di Roma dal 1925. :: a cura di Amos On

13


CINEMA

CINEMA50

ki Kaurismäki. La nostra avventura (Metromorfosi), e il mio diario cinematografico mensile è iniziato il 1 febbraio del 2007 proprio con il dolce (e tagliente) surrealismo del cineasta finlandese. Le luci della sera (2006), il primo film che ho scelto di proporre e con il quale iniziare a dare forma e condividere un'idea di cinema che ormai i più fedeli a Metromorfosi hanno (spero) in e con sé. Questa fiaba dolceamara e sopra le righe, terza tappa della cosiddetta Trilogia dei perdenti, fa confluire dentro una rielaborata atmosfera "chapliniana", un'acuta riflessione sulla marginalità sociale ed esistenziale, ironicamente rappresentata da Koistinen, guardiano notturno immerso nella solitudine e nel degrado, puro e pieno di speranza di trovare l'amore. In nome di tale ideale non si esimerà dal subire passivamente e in più totale (paradossale) innocenza, tutta la discesa che lo aspetta, innescata dalla sua bella. La stessa innocenza e purezza di Koininsten e la consapevolezza di Aki Kaurismäki esprimono esattamente l'energia che ha animato le incursioni cinematografiche di questi quattro anni metromorfici che oggi festeggio. Tra l'inconscio e le visioni di Inland Empire (2006) di David Lynch, successivo e brusco passaggiogradino percettivo del numero 2, nei cambi di dimensione e di coscienza di Nikki alias Laura Dern, iperprotetta e alienata nell'ovattata villa Hollywoodiana, che nella finzione di un set dove recita da protagonista, inizia (e noi con lei) il suo viaggio di coscienza affascinante e misterioso, inevitabilmente provante e impegnativo anche per chi guarda. E quasi subito (dal n. 3), abbiamo anche cercato di presentare-proporre-stimolare l'attenzione verso un fare cinema nostrano, che nella deficienza di una politica culturale intenta a rinnovarlo nei mezzi messi a disposizione e nelle aspirazioni da sostenere, è mediamente ingolfato, stantio, poco vibrante. Mi accorgo solo ora, riprendendo l'abbondante pila di riviste al mio fianco sulla scrivania, che gli scatti di reni di registi italiani (già consolidati o in erba) a tale sonno, nei quali ci siamo imbattuti durante questo lungo tempo filmico di 50 numeri, sono tanti e diversi. A partire da Saverio Costanzo e dal suo

A

metromorfosi


In memoria di me (2006), opera seconda che tenta di affrontare tra dubbi e affidamento cieco e incondizionato, il terreno dello spirito e la 'materia' della fede. Per proseguire con Enrico Pau (nel numero 14) e il suo Jimmy della Collina (2006), anche questa opera seconda, che affiora nel panorama italiano per la sua autenticità sia visiva che narrativa. Pellicola pulsante, che assorbe e rende, nelle sfaccettature dei personaggi, nei cambi di inquadratura e salti onirici inaspettati, l'inquietudine emotiva e fisica di una giovinezza stretta dentro un pezzo di Sardegna e di via già tracciata, aggrappata al sogno contrario con tutte le proprie forze. Arriviamo a Francesco Munzi al numero 16 e al suo Il resto della notte (2008), opera seconda che tenta (e in parte riesce) di leggere da una interessante prospettiva obliqua (unendo la falsa rete di protezione borghese al vuoto assoluto di chi può solo contare sulla lucida disperazione dell'andare avanti), il fenomeno dell'immigrazione. Gli immigrati e il loro perenne stato di caduta rappresentano visivamente la forma della nostra paura più grande: l'indeterminatezza dell'esistere, condizione-status di tutti noi. Marco Bechis e La terra degli uomini rossi (Birdwatchers, 2008) si lega idealmente il mese successivo (n. 17) al discorso sull'umano appena lasciato, ragionando (più visivamente che narrativamente) sul conflitto tra civiltà e natura, tra il cosiddetto uomo evoluto, arrogante e crudele, e l'innocenza-istintività di chi preserva ancora gli impulsi dei "primordi": gli Indios Guaranikaiowà della riserva di Mato Grosso do Sul (centro-ovest del Brasile). Nel numero 22 arriviamo all'indipendenza cinematografica più definitiva di Davide Manuli e del suo Beket (2008): nella terra di nessuno, più avanti, inesorabilmente più avanti di noi Freak e Jajà ci aspettano in un mondo di lucido non senso, animato da situazioni e personaggi rivelatori, atipici, surreali, in una brillante rilettura di Aspettando Godot di Samuel Beckett. Con Dieci Inverni (2009), opera prima di Valerio Mieli, tocchiamo l'amore, quasi un karakiri artistico per un lungometraggio d'esordio. Invece Mieli lo padroneggia al meglio affrontandolo nel suo prologo, contenendo le derive retorico-artificiose dentro il poco accogliente rigore dell'inverno, dando vita ad una storia delicata, nella quale tocchiamo con mano l'indefinibilità e la forza di un sentimento che vive di vita propria e sfugge a interpretazioni-sistematizzazioni-razionalizzazioni. E al numero

15


metromorfosi


33, abbiamo rivelata la concretezza e la verità dell'amore: Enzo e Mary, un uomo e un transessuale. Si conoscono in carcere e si amano per 4 mesi parlandosi attraverso le celle. Si aspettano per sette anni. La bocca del lupo (2009), è folgorante opera prima di Pietro Marcello. Commovente e innovatore, tecnicamente e narrativamente, altro sia dalla fiction pura che dal documentario. Ancora, ricco nelle sfumature esplorate, l'amore contiene-riempie il n. 37 con un autore italiano tra i più maturi e originali del nostro cinema: Antonio Capuano e L'Amore buio (2010), ritratto di Napoli e della bidimensionalità dei suoi mondi nell'introspezione e nella piccola (grande) storia privata di due adolescenti: Irene e Ciro. Le due realtà (borghesia e proletariato) distanti anche geograficamente nel substrato urbanistico di Napoli, si incontrano nello stupro di gruppo subìto da Irene. E dentro il gruppo c'è Ciro. Con Non è ancora domani (La pivellina, 2010) di Tizza Covi e Rainer Frimmel, entriamo nella spontaneità e nella forza di sentimenti e legami autentici. Dentro la 'povera' esistenza di artisti circensi, un esempio di accoglienza reciproca che toglie il fiato. Il n. 37 evidenzia anche un piccolo 'miracolo' di autoproduzione italiana e di distribuzione fai da te: Amore liquido (2010), opera prima di Marco Luca Cattaneo, affronta (con un alone necessariamente "artigianale") senza abbandonarsi a facili e stereotipate degenerazioni, un tema attualissimo: la solitudine e l'alienazione sentimentale. La pornodipendenza e la videodipendenza sono le nevrosi dell'incomunicabilità contemporanea. Chiudiamo questa incursione-omaggio ai 50 numeri e al cinema italiano da me molto bistrattato ma anche amato nel pretendere originalità, personalità e coraggio, con Et in Terra Pax (2011), altra opera prima. I giovani registi Matteo Botrugno e Daniele Coluccini ci accompagnano in un maturo-doloroso-necessario viaggio senza ritorno nella periferia urbanistica, mentale e umana del "Serpentone" di Corviale a Roma, tra voglia di riscatto, impotenza e cecità dei suoi abitanti. Continueremo sempre a cercare e ad imporre un cinema di sostanza e pulsante, atipico sia nella semplicità che nel rigore di cui ci carica. Sempre libero, inquieto e denso, mai sazio. Avido di conoscenza e sano sperimentatore. Come João Botelho, cineasta portoghese intervistato nel nostro numero 48.

MARIA CERA 17


IL CINECONTORSIONISTA 14 E 21 GENNAIO/ INDIAN HIGHWAY Sala Polifunzionale MAXXI B.A.S.E. e Auditorium (presso MAXXI, via Guido Reni 4/A www.fondazionemaxxi.it); ingresso gratuito In occasione della mostra Indian Highway (rassegna collettiva itinerante che ci offre una panoramica della scena artistica indiana contemporanea, in programma al MAXXI fino al 29 gennaio), due le proiezioni di approfondimento sulle innumerevoli percezioni innescate. Sabato 14 gennaio, ore 17.00: proiezione di War and Peace (2002) del pluripremiato regista indiano Anand Patwardhan, documentarista varie volte censurato in patria, dedito e noto a livello internazionale per i suoi lavori dedicati all'attivismo politico e ai temi di impegno sociale. Girato nell'arco di quattro anni tra India, Pakistan, Giappone e Stati Uniti dopo i test nucleari nel sub-continente indiano, War and Peace è un viaggiodocumentario sull'attivismo pacifista che si oppone al militarismo e alla guerra globale, cui fa da sfondo l'assassinio del Mahatma Gandhi nel 1948. Tra gli altri riconoscimenti ottenuti: Grand Prize, Earth Vision International Film Festival, Tokyo, 2002; International Critics' Award (FIPRESCI), Sydney Film Festival, 2002. Sabato 21 gennaio, ore 18.30, a cura di Viviana Gravano e Giulia Grechi in collaborazione con Routes Agency: ultimo incontro della rassegna Found in Traslation. Visioni Postcoloniali: Italia postcoloniale? La memoria rimossa è una riflessione sulla possibilità di circoscrivere le condizioni e il senso della cosiddetta "italianità". La battaglia di Algeri (immagine) di Gillo Pontecorvo e la serie di documentari e progetti di Pier Paolo Pasolini, unificabili nel proposta Appunti per un poema del terzo mondo, possono rappresentare la premessa di un possibile pensiero visuale post-coloniale italiano, sulla base del quale tentare, oggi, di gettare le basi per la creazione di una rete di ricerca condivisa.

GENNAIO/ PROGRAMMAZIONE DELLA SALA TREVI - CINETECA NAZIONALE Sala Trevi Cineteca Nazionale (vicolo del Puttarello 25 - tel. 06.6781206 - www.snc.it) Terminati i lavori di ristrutturazione, da dicembre è di nuovo a nostra disposizione l'incantevole Sala Trevi, e la sempre stimolante programmazione della Cineteca Nazionale. Il 2012 si avvia al meglio, con una grande retrospettiva su Bernardo Bertolucci (dal 7 al 15 gennaio). Le visioni si alterneranno a incontri e presentazioni di volumi sul cineasta, di recente pubblicazione (Adriano Aprà, Fabio Francione, Piero Spila). Durante il mese, segnaliamo: una giornata omaggio al regista brasiliano Julio Bressane (foto), alla quale, oltre all'autore, interverranno Simona Fina, Enrico Ghezzi e Roberto Turigliatto; un omaggio al critico Enzo Ungari; la ripresa della rassegna Cinema e psicoanalisi, dedicata al tema della famiglia; in collaborazione con l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata e il Museo Storico dell'Arma dei Bersaglieri di Porta Pia, una giornata sui cineattualità della guerra di Libia nel 1911-1912, recentemente restaurati dalla Cineteca Nazionale; e poi, excursus dentro i generi del musicarello e del gotico, che ci permetteranno di rivedere classici (per il gotico) come La cripta e l'incubo di Camillo Mastrocinque, Il Fantasma d'amore di Dino Risi, Toby Dammit di Fellini, restaurato dalla Cineteca Nazionale con la supervisione di Giuseppe Rotunno, oppure (per il musicarello), Rita la zanzara di Lina Wertmüller. Infine, dal 21 al 29 gennaio, la prima parte di Nuovi italiani. Da migranti a cittadini, rassegna divisa tra fiction e documentario che prevede, nella porzione di gennaio dedicata alla finzione, gli incontri con Marco Turco (La straniera), Marta Bifano (Là-bas), Andrea Segre (Io sono Li). :: a cura di Maria Cera - cinema@metromorfosi.com

metromorfosi


GRANDESCHERMO

FILM! J. EDGAR

Clint Eastwood firma un biopic su J. Edgar Hoover, personaggio impegnativo e controverso affidato a Leonardo di Caprio. A capo dell'FBI per circa 50 anni, in carica durante i mandati di ben otto presidenti - da Coolidge a Nixon - e tre guerre, Hoover è diventato l'uomo più potente di tutti gli Stati Uniti d'America. Infaticabile fino alla sua morte avvenuta nel 1972, Hoover ha rivoluzionato il sistema federale, ha combattuto il gangsterismo - spesso infrangendo le regole per proteggere i suoi connazionali - fino ad implodere nel proprio ruolo e in una struttura di cui perderà il controllo.

L’ARTE DI VINCERE - MONEYBALL Bennett Miller mette in campo Brad Pitt nei panni di Billy Beane, General Manager degli Oakland Athletics, una squadra di baseball in crisi di identità che il dirigente rigenererà attraverso una messa in gioco totale e fuori dal comune. I migliori giocatori hanno abbandonato la squadra per la prospettiva di un contratto più vantaggioso, e Beane/Pitt (perfetto nel ruolo), sconfitto in passato come giocatore, apprende ora l'arte della vittoria sperimentando un nuovo sistema che trova la sua forza nella collaborazione del gruppo e non nell'eccellenza del singolo.

SHAME Mquenn ci introduce con elegante freddezza e senza prologhi nell'intimità domestica e sessuale di un uomo affascinante che si muove in un ambiente asettico e ipertecnologico. Brandon (un Michael Fassbender da Coppa Volpi) è irretito nella trappola infernale del sesso, che consuma ossessivamente. Sarà lo specchio teso dalla fragile sorella (una convincente Carey Mulligan) ad attivare in lui il percorso verso la consapevolezza. Svincolandosi dalla morale castrante, il regista di Hunger esplora la dipendenza di un uomo interrotto, dando forma alla (sua-nostra) vergogna.

IL SENTIERO Jasmila Zbanic ci invita a riflettere sulla sostenibilità delle differenze, sviscerando le profonde ragioni del cuore e della mente con uno sguardo sensibile rivolto al percorso interiore dei personaggi. Luna e Amar si amano, entrambi portano dentro i fantasmi delle guerre jugoslave ma reagiscono in modo diverso agli eventi. Mentre Luna riesce a trovare la giusta collocazione nella ferita Sarajevo, Amar vive con inquietudine il suo posto in società. Per Luna la riflessione sull'amore per Amar si fa necessaria quando il compagno si rifugia in una comunità di musulmani wahhabiti dalle usanze religiose e sociali inconciliabili con la propria cultura. :: a cura di Francesca Vantaggiato - cinema@metromorfosi.com

19


PALCO 06 10-29 GENNAIO/ LA LAMPADINA GALLEGGIANTE Teatro Quirino Vittorio Gasmann (via delle Vergini 7 - tel. 06.6783730); ore 20.45, dom. e mer. 16.45, lun. riposo - euro 18/33 La favola postmoderna di Woody Allen rivive sul palcoscenico per la regia di Armando Pugliese. Incontriamo una stravagante famiglia alle prese con l'impossibilità di realizzare le proprie ambizioni e i propri sogni. Una critica feroce e leggera, dolce e amara al "sogno americano". Con Giuliana De Sio.

10-29 GENNAIO/ POVERA GENTE Teatro Vittoria (p.zza S. Maria Liberatrice 10 - tel. 06.5740170); ore 21.00, dom. 17.30 e lun. riposo - euro 11/35 Primo spettacolo realizzato dalla neonata Compagnia di Teatro Popolare fondata da Paolo Rossi, Povera gente ricalca le orme della commedia dell'arte, partendo dall'improvvisazione su canovaccio e giungendo a risultati imprevedibili e irripetibili. La piéce è ispirata a El nost Milan di Carlo Bertolazzi, ed è lo stesso Paolo Rossi ad assumere il ruolo sia di regista che di coinvolgente capocomico.

17-22 GENNAIO/ ELEKTRIKA - UN'OPERA TECHNO mediapartner metromorfosi Argot Studio (via N. del Grande 27 - tel. 06.5898111); ore 20.45, dom. 18.45 e lun. riposo - euro 10/12 Un viaggio nella mente di Elettra per restituirci la sua musica, la sua tragedia e la sua verità. 7-29 GENNAIO/ IN VIAGGIO CON AURORA Teatro Quirinetta (via M. Minghetti 5 - tel. 06.6794585); ore 21.15, dom. 17.15 e lun. riposo - euro 20/25 "Racconto per Aurora il mio secolo dal quale lei proviene come un uccello da un uovo. Per lei è un guscio svuotato, per me tuorlo e albume. Le racconto il tempo precedente, che qui sta tutto dentro uno zaino da viaggio" (Erri De Luca).

19-29 GENNAIO/ COMPAGNIA TOTÒ Teatro Ambra Jovinelli (via Guglielmo Pepe 43 - tel. 06.83082620); ore 21.00, dom. 17.00, lun. mart. e merc. riposo - euro 21/30 "Totò non c'è più, ma è qui negli sguardi di chi lo commemora, di chi lo ricorda e di chi se lo sogna tutte le notti, in un atto d'amore perenne che è quello di divertire la gente." (Giancarlo Sepe).

20 GENNAIO/ MISTERO BUFFO Auditorium Conciliazione (via della Conciliazione 4 - tel. 06.684391); ore 21.00 - euro 17/34 Dario Fo e Franca Rame ritornano sul palco con Mistero Buffo, una selezione di monologhi tratti dalla tradizione popolare di epoche e paesi diversi con un occhio attento alla cronaca contemporanea.

26-29 GENNAIO/ BESTIALE IMPROVVISO_SOVRAPPOSIZIONE DI STATO Teatro Palladium (piazza B. Romano 8 - tel. 06.57332768); ore 20.30, dom. 17.30 - euro 10-15 Firmato Santasangre. Per approfondire, leggi pag. 21. :: a cura di Marcella Santomassimo - teatro@metromorfosi.com

metromorfosi


BESTIALE IMPROVVISO TEATRO SOVRAPPOSIZIONE DI STATO ttesissimo al Palladium, teatro glamour (nell'accezione positiva del termine), centro propulsore di quelle che sono le più originali espressioni della contemporaneità in ambito performativo, il nuovo spettacolo della compagnia romana Santasangre: Bestiale improvviso_Sovrapposizione di stato. Lo spettacolo, che condensa le esperienze dei precedenti "esperimenti" Framerate 0 - uno spettacolo per un'enorme lastra di ghiaccio, proiezioni video e suono - e Bestiale improvviso che accoglie la dimensione corporea di due danzatrici d'eccezione, Teodora Castellucci e Cristina Rizzo, che lavorano alla partitura fisica con Roberta Zanardo, performer della compagnia - ha debuttato negli spazi del Kollatino Underground, rinomato centro sociale della periferia romana, luogo di partenza e ancora rifugio di creazione per l'ormai nota e amata compagnia. Di nuovo il lavoro d'equipe unisce sotto un unico segno le differenti competenze artistiche dei componenti della compagnia. L'elaborazione live del video diventa materia luminosa sulla scena, il suono (violoncello e sintetizzatore) crea lo spazio in cui i corpi delle danzatrici e della lastra di ghiaccio convergono, ambedue presenze vive, l'una quanto l'altra in grado di evocare una materia spirituale. Le opere performative di Santasangre sono portatrici d'innovazione, non tanto o non solo per l'utilizzo di tecnologia d'avanguardia - tra cui il 3D -, ma anche e soprattutto per l'uso integrato che fanno dei mezzi scenici, di quelli tecnologici come di quelli "tradizionali". Il 3D sarebbe un segno obsoleto se fosse utilizzato con il solo scopo della propria ostentazione. Ancora una volta l'innovazione non è nel mezzo ma nello scopo, nel principio fondante che caratterizza il pensiero artistico di Santasangre per cui tutta questa avanguardia tecnologica è utilizzata al servizio di un'idea organica, che nel loro percorso creativo sempre intercetta la forza primigenia e meravigliosa della Natura.

A

26-29 GENNAIO ORE 20.30, DOM. 17.30 - EURO 10/15 TEATRO PALLADIUM PIAZZA BARTOLOMEO ROMANO 8 - TEL. 06.57332768 CHIARA PIRRI 21


SUPERDOVEARTE

ARTE

er il numero 50 di Metromorfosi abbiamo selezionato per i nostri lettori spazi privati e fondazioni, istituti e associazioni, oltre ai macro e maxi musei che - nel vasto panorama dell'offerta culturale romana - si distinguono per l'impegno nella ricerca, documentazione e divulgazione delle arti visive e di progetti, oltre che nella promozione di artisti e talenti italiani e internazionali.

Particolare bookshop di DeCrescenzo & Viesti

P

De Crescenzo & Viesti (via Ferdinando di Savoia 2): il recentissimo passaggio da via del Corso alla sede a ridosso di piazza del Popolo ha segnato l'inizio di una nuova fase della ricerca dei due galleristi. Nell'"Art Shop" è possibile acquistare rari libri d'arte, oggetti di design, accessori come le "borse-scultura" e gioielli. Ex Elettrofonica (vicolo Sant'Onofrio 10): lo spazio fluido e rigorosamente "total white" della galleria - nata nel 2009 tra le mura dei vecchi magazzini di un'impresa di materiali di telefonia - è un luogo di sperimentazione e sovente di interazione fra l'architettura e i giovani artisti invitati a lavorare qui in completa libertà. Fondazione Pastificio Cerere (via degli Ausoni 1, 3, 7): la Fondazione, nata nel 2004, è uno dei punti di riferimento per chi vuole produrre l'arte, ma anche per chi la vuole conoscere. L'ex fabbrica dismessa "brulicante" di artisti ospita, inoltre, due scuole di fotografia, gli studi degli esponenti del celebre "Gruppo di San Lorenzo", la galleria di Pino Casagrande, lo "Spazio Cerere", e un ottimo ristorante. Fondazione Volume! (via San Francesco di Sales 86/88): la "non programmazione" è una delle caratteristiche ricercate fin dall'inizio della storia della Fondazione, avviata nel 1997: non ci sono, infatti, date fisse o prestabilite, né volontà di scadenze precise. Tra i progetti ricordiamo l'esposizione di grandi teli bianchi con le opere fotografiche di Christian Boltanski della passata estate. Gagosian Gallery (via Francesco Crispi 16): il "tempio" di Larry Gagosian - definito nel 2004 il più grande e influente mercante d'arte del mondo - dal 2007 è anche a Roma. Tra le mostre trascorse segnaliamo Cy Twombly, Serra, Cindy Sherman, Calder e Murakami. Il Segno (via Capo le Case 4): fondata nel 1964 per raccogliere ed esporre disegni, l'autorevole galleria - pur mantenendo l'attenzione ai più grandi maestri del XX secolo ai quali dedica mostre antologiche (Fontana, Carrà, Burri solo per citarne alcuni) - negli ultimi anni ha iniziato a seguire

metromorfosi


NATALIA MASSIDDA 23

MACRO (interno)

giovani artisti. Tra le ultime esposizioni, ricordiamo quella di Alessandra Giovannoni. Lorcan O’Neill (via Orti d'Alibert 1e): in questa appartata e incantevole via del rione Trastevere nel 2003 ha aperto la sede dell'omonimo gallerista irlandese che negli anni ha presentato installazioni e opere di "star" quali Tracey Emin, Richard Long, Kiefer e Ontani. MACRO (via Nizza, angolo via Cagliari): il museo d'arte contemporanea, inaugurato nel 2002 e riaperto al pubblico un anno fa, è un esempio di riuso delle poche testimonianze di archeologia industriale della Capitale. Oltre alle opere della collezione permanente e alle numerose mostre, i suoi ambienti ospitano premi e progetti. MACRO Testaccio (piazza Orazio Giustiniani 4): quest’altra sede del MACRO, nell'area dell'ex Mattatoio, si connota ancora di più per la sperimentazione culturale. MAXXI (via Guido Reni 4 a): l'avveniristico museo di arte e architettura dell'archi-star Hadid non ha bisogno di presentazioni. La programmazione spazia dai concerti alle conferenze e lezioni d'arte di noti critici e curatori, dai laboratori per le famiglie ai workshop con gli artisti. Mondo Bizzarro (via Reggio Emilia 32 c/d): surrealismo pop e arte erotica sono gli elementi distintivi del pioneristico spazio che nel tempo ha allargato i suoi interessi anche all'Urban Art e al disegno contemporaneo. Ai libri e alle riviste in vendita nella libreria si aggiungono stampe d'autore, litografie numerate e poster. Tappa d'obbligo per i più giovani appassionati di arte d'avanguardia, a due passi dal MACRO. Oredaria Arti Contemporanee (via Reggio Emilia 22/24): all'ombra del MACRO e accanto a Mondo Bizzarro, una delle "top gallery" di Roma che lavora con maestri affermati come Alfredo Pirri, Zorio, Ettore Spalletti e Pistoletto, ma anche con artisti meno noti quali Diamante Faraldo e Christiane Lohr. Palazzo Poli (via della Stamperia 6/ via Poli 54): il nobile palazzo su cui poggia la Fontana di Trevi, sede da molti anni dell'Istituto Nazionale per la Grafica, ospita esposizioni ed iniziative ricercate e diversificate. Negli ultimi anni è diventato un punto di riferimento anche per le mostre fotografiche. Pino Casagrande (via degli Ausoni 7a): in sintonia con la vitalità del quartiere San Lorenzo e con la Fondazione Pastificio Cerere ospitata nello stesso edificio, lo studio d'arte ha esposto - dal 1995 ad oggi - lavori di notissimi artisti, tra i quali Fabro, Kounellis, Merz e Pizzi Cannella. The Office - Contemporary Art (via Ostilia 31): la galleria, aperta solo un anno fa dal produttore e regista Cristiano Bortone nella sede della società cinematografica Orisa, già si è distinta per progetti e mostre inedite con l'obiettivo di creare un contatto fra i mondi del cinema, dell'audiovisivo e dell'arte.


metromorfosi


DOVEARTE OFFICINE FOTOGRAFICHE NUR (LUCE). FOTOGRAFIE DI MONIKA BULAJ via Giuseppe Libetta 1 - tel. 06.5125019 - www.officinefotografiche.org - lun/ven 1013/15-19.30 - ingresso libero - fino al 15 gennaio 2012 L'esposizione, composta da trentasette immagini scattate in Afghanistan con una fotocamera Leica, pone l'attenzione sulla realtà di questa terra che, pur conoscendo la sovraesposizione mediatica internazionale da ben dieci anni, rimane un enigma velato di paure e pregiudizi. L'obiettivo del progetto della Bulaj è stato quello di evitare gli stereotipi e di vivere dal di dentro la vita delle popolazioni Sufi, le tribù nomadi e le minoranze disprezzate dai talebani.

ARCHIVIO DELLA SCUOLA ROMANA E GALLERIA EMMEOTTO LO SCULTORE, LA TERRA - ARTISTI E RICERCHE 1920 - 2011 via del Babuino e via Margutta 8 - tel. 06.3216540 - www.emmeotto.net - mart/sab 1113/15-20 - ingresso libero - fino al 31 gennaio 2012 In mostra cinquantacinque opere in ceramica realizzate dai maggiori artisti del Novecento (tra i quali Cambellotti, Arturo Martini, Leoncillo, Fausto Melotti, Lucio Fontana) accanto a quelli più contemporanei (Luigi Ontani e Giosetta Fioroni).

THE OFFICE - CONTEMPORARY ART ROBERTO PILONI. CERCAFASE via Ostilia 31 - tel. 06.39750996-64 - www.theofficeart.it - lun/ven 10-14/15-18.30; sabato su appuntamento - 20 - ingresso libero - fino al 3 febbraio 2012 L'artista romano (classe 1966) in tutta la sua opera da anni esplora un modo diverso di vedere gli oggetti, alla ricerca analitica dell'essenza e dell'ordine che è nella materia.

CALCOGRAFIA - PALAZZO POLI LUCA PIGNATELLI. ICONS UNPLUGGED via della Stamperia 6 - tel. 06.69980238 - www.grafica.arti.beniculturali.it - mart/dom 10-19 - ingresso libero - fino al 5 febbraio 2012 L'artista milanese giunge a Roma con immagini prese in prestito dal passato e contaminate da innovazioni iconografiche e tecniche. Libri di preghiera, teloni di camion, cartoni per scenografie, antiche fotografie e stampe sono i supporti sui quali Pignatelli interviene con la pittura ed elementi polimaterici, realizzando opere di grandissima suggestione emotiva.

MACRO CARSTEN HÖLLER. DOUBLE CAROUSEL WITH ZÖLLNER STRIPES via Nizza 138 - tel. 06.0608 - www.macro.roma.museum - mart/dom 1122 - ingresso libero - fino al 26 febbraio 2012 Il pubblico è invitato ad interagire con le due giostre che, muovendosi in senso opposto, a velocità molto ridotta, consentono di salire e scendere liberamente, come fossero enormi mulini in cui le persone, sedute sopra, si avvicinano e si allontanano in un moto rotatorio costante. Intorno, linee visive dalle trame apparentemente incrociate ("zöllner stripes"), creano un effetto complessivo di grande impatto. Con questa opera-esperienza che modifica la percezione dello spazio generando una visione rallentata della realtà, Höller si è aggiudicato il premio Enel Contemporanea Award 2011. :: a cura di Natalia Massidda - arte@metromorfosi.com

25


®

metromorfosi

1. Immagine di Vittorio Polidori 2. Homalealdito di Metromorfosi 3. Un urlo di Michela Terzi 4. La notizia di Vittorio Polidori 5. Docciamare di Metromorfosi 6. Estate di Massimo Alfaioli 7. Green di Emilio Villa 8. Uomo in scatola di Massimo Alfaioli 9. Neve di Massimo Alfaioli 10. Diviner di Paul Harbutt 11. Orchestra di Anonimo 12. Rifornimenti di Massimo Alfaioli 13. Curiosity di Jeff Jordan 14. Robot di Richard Wilkinson 15. Immagine di Steven Smith 16. Sirene nella Fontana di Trevi di Massimo Alfaioli 17. Analogie 17 di Dino Ignani 18. mmmorfosi di Metromorfosi 19. Ermine Snow di Louise Robinson 20. Frammento dell’installazione sonora Autopatia di Flavia Mastrella 21. Red haired twins di Louise Robinson 22. Le parole hanno un senso sempre oppure non ce l’hanno mai di Massimo Alfaioli 23. Iela di Karin Andersen 24. Jump 1.2 di Andrea Baviello 25. Occhiosole di Metromorfosi 26. Swimpcap di Louise Robinson 27. Superficie di Shay Frisch 28. Geisha di Andra Baviello 29. Rosso metromorfico di Metromorfosi 30. French Kiss di Ray Caesar 31. Real di Karin Andersen 32. Salme di Susanna Majuri 33. Ercolano n. 2 di Mimmo Jodice 34. Jazz in Campo De’ Fiori di Massimo Alfaioli 35. Porto Pino di Dino Ignani 36. Moonreader: 2010. Odissea nell’estate di Andrea Baviello 37. Taglio d’estate di Andrea Baviello 38. I Wolf di Valentina Gruer 39. Drunk ambassador in a siberian blizzard di Reg Mastice 40. View from Katarina Lift di Carl Curman 41. Staffetta di Aleksandr Deineka 42. Frau Von Wal di Karin Andersen 43. Cat heaven di Louise Robinson 44. Portrait of Christian Rainer di Karin Andersen 45. Calma apparente di Andrea Baviello 46. Estemporanea di Reg Mastice 47. Lili Brik. Ritratto per il poster "Knigi" di Aleksandr Rodcenko 48. Il lottatore di Flavio Carbonaro Solo 49. Sich beliebt machen di Christian Rainer

TUTTELECOPERTINE

metromorfosi


27


PERCHÉ IN COPERTINA Maya Deren perché ha sognato con le pellicole. Flavio Giurato perché vuole rinascere ogni volta dall'acqua all'aria. Jimmy Smith perché nessuno ha mai suonato l’organo Hammond come lui. Antonio Rezza perché è Antonio Rezza. Richard Brautigan perché ha chiuso un libro con la parola "maionese". Carmelo Bene perché è apparso alla Madonna. Delia Derbyshire perché è stata una tempesta elettrica. Éric Rohmer perché se pioveva o c'era il sole non cambiava il giorno delle riprese. David Foster Wallace perché ha provato a spiegare il tempo in una nota di Oblio. Sylvia Plath perché ha scritto poesie. Francis Bacon perché ha dipinto la sensazione Frank Zappa perché è anche un genere musicale. Dino Buzzati perché i lupi non battono alle porte, a meno che... Robert Wyatt perché mentre canta Moon in June è sulla luna, a giugno.

metromorfosi


29


metromorfosi

Tutte le suore guidano macchine bianche (dettaglio) di E. K.


MARIA DE FILIPPI

IL LIBRO

parte che mi muovo in modo lento e per questo gli amici mi chiamano Bradipo, sono un tipo che spaccherebbe in televisione. Così decido di partecipare a Uomini e Donne, perché quello è un programma che dà molta visibilità e ti fa cambiare vita. Per andare alle selezioni a Cinecittà parto sul presto, perché solo ad arrivare alla fermata della metro ci metto una mezzora buona. Mi piace camminare lentamente, osservare, sentire ogni passo. Adoro respirare l'aria, e anche lo smog, se c'è. Inspiro tutto. Sento i palazzi addosso, ascolto il chiacchiericcio delle persone. Guardo le forme assurde delle nuvole. Faccio colazione al bar piano piano. Piano piano leggo anche il giornale, la cronaca, lo sport, gli spettacoli al cinema. Quando arrivo a Cinecittà è già notte. Non c'è più nessuno e gli studi sono chiusi. Non so se tornare indietro o aspettare fino al giorno seguente. Amo la notte e le stelle, amo la mia lentezza, penso che vorrei conoscere una ragazza più lenta di me, l'unica che potrebbe insegnarmi qualcosa, una che mi direbbe: Fulmine, non correre, aspetta, vai più piano per favore.

A

:: racconto da: Maria de Filippi (Alet 2011) di Emanuele Kraushaar La trasmissione Uomini e donne è un fenomeno, ma anche un successo da dieci milioni di spettatori (e questo non è un dettaglio trascurabile, specie per gli sponsor televisivi, che non fanno fatica a decidere su quale programma valga la pena puntare). Possiamo disinteressarci alla questione o liquidarla giudicandola in poche battute. Oppure, come fa il nostro giovane scrittore, cercare di analizzarla. Vedere il programma, appuntarci battute, situazioni, conflitti e paradossi. E poi scrivere. Dare voce a una sciarada di personaggi che non hanno quasi mai nulla da perdere, registrare e comporre una serie di dialoghi surreali, di litigate furibonde, di scene al limite della commedia. [Giulia Belloni]

EMANUELE KRAUSHAAR 31


PUNTODIFUGA l professor F. Rinaldi ha comunque un suo modo di camminare che tutti in un modo o nell’altro prima o poi notano. E c’è chi si fa anche qualche risatina. Perché poi spesso il professore inciampa su se stesso o su ostacoli invisibili e allora la ragazza del tirocinio, che viene solo un paio di volte a settimana, sbotta a ridere. Certo chi lavora con lui a stretto contatto, come il suo assistente S. Doria, ha un po’ più di rispetto. Ma proprio l’altro giorno ho notato che S. Doria ha preso a camminare come il professore e una volta, potrei giurarlo, è inciampato su se stesso.

I

EMANUELE KRAUSHAAR :: il

numero cinquanta di Metromorfosi è dedicato a a voi, a noi, a chi c'era e non c'è, a chi c'è stato e c'è ancora a chi non sa più dove andare, a chi non è mai andato, a chi ci ha trovato o pescato anche a chi ci ha pescato e rigettato in mare, a chi non è mai stato al mare e dalle montagne guarda tutto come se fosse più piccolo di quello che è, a chi si è fermato prima e poi ha fatto un salto e ci ha chiamato per raggiungerlo, a questi minuti trascorsi insieme che poi sono diventate ore e anni e poi di nuovo minuti, attimi, niente, un'insegna di carta inchiostro sudore sogni

:: Metromorfosi

invita alla lettura di Trilussa La Luna minchionò la Lucciola: - Sarà l'effetto dell'economia, ma quel lume che porti è deboluccio... - Sì, - disse quella - ma la luce è mia!

:: impaginato ascoltando anche Figlia del cielo di Roberto Cacciapaglia :: per questo gennaio, Metromorfosi consiglia di farsi una grassa risata almeno una volta al giorno, anche senza apparenti motivi METROMORFOSI - TEL. 06.97848965 - 333.2829348 - WWW.METROMORFOSI.COM

metromorfosi



Metromorfosi 50