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www.gazzetta.it venerdì 16 settembre 2011 1,20 €

REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 TEL. 026339 REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 TEL. 06688281 POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB M LANO

ITALIA

anno 115 ­ Numero 218 Anno

LA CRISI INTER DOPO LE 3 SCONFITTE

NAPOLIMILAN

GASP APPESO A UN FILO

DOMENICA LA SFIDA AL SAN PAOLO

Domani a San Siro contro la Roma. Moratti: «Bisogna solo aspettare un attimino». In caso di cambio c’è anche Figo oltre a Ranieri e Rossi

CONTE 10 COMANDAMENTI PER LA JUVE Al bando gli egoisti, niente scherzi in allenamento, chi sgarra al peso è fuori... Tutte le regole del tecnico­martello 3 Antonio Conte, 42 anni LAPRESSE

DI GENE GNOCCHI

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Moratti: «Dobbiamo dare tempo a Gasperini. Ha due giorni per fare le valigie»

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Si è sbloccato con il City, e la caviglia di Lavezzi migliora MALFITANO A PAGINA 10

MEXES IERI SI E’ ALLENATO

Allegri ci crede fiducia a Cassano Ballottaggio tra Emanuelson e Aquilani per il trequartista BOCCI, DELLA VALLE ALLE PAGINE 8­9

DALLA VITE, ELEFANTE, SCHIANCHI ALLE PAGINE 2­3­5

IL ROMPI PALLONE

Che grinta Cavani «Non fermiamoci»

DI CHIARA, OLIVERO ALLE PAGINE 14­15

L’ASSO «SONO BELLO, RICCO E FORTE»

Senti Ronaldo «Mi fischiano per invidia» RICCI A PAGINA 27

3 Cristiano Ronaldo, 26 anni OLYMPIA A NAPOLI DAVANTI AI PM ANTICAMORRA

Balotelli: «Così andò il tour di Scampia» MONTI A PAGINA 12

EUROPA LEAGUE FASE A GRUPPI

Sculli salva­Lazio: 2­2 Rimonta Udinese: 2­1 CIERI, STOPPINI, VELLUZZI, VERNAZZA ALLE PAGG. 22­23

VOLLEY EUROPEO: BATTUTA LA FINLANDIA

SPORTWEEK DOMANI

INIZIATIVE MOTOMONDIALE

Azzurri ok: in semifinale c’è la Polonia campione

Chi sono gli eroi del Soccorso Alpino

Rossi­Ago­Doohan Le sfide impossibili

In edicola con la Gazzetta a € 1.50

IL PRIMO DVD OGGI IN EDICOLA € 10.99

PASINI ALLE PAGINE 34­35


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 16 SETTEMBRE 2011

PRIMO PIANO

IL C.T. DELL’INGHILTERRA E L’EURODEBUTTO DELLE ITALIANE

FRANCESCO VELLUZZI UDINE

DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA ELEFANTE APPIANO GENTILE (Como)

Ancor più che per il logorio degli anni che in certi casi passano inesorabili, dunque delle gambe che non corrono o scattano quanto prima o dei muscoli che ogni tanto tornano a farsi vivi, questa Inter oggi pare consumata dagli eventi: uno stillicidio di incongruenze, imprevisti, risposte non arrivate (quelle dei nuovi acquisti: ne parliamo a parte), contraccolpi psicologici, risultati negativi, sopraggiunte critiche che, dal derby perso a Pechino in poi, hanno come tolto prima a Gasperini e poi alla squadra un po’ d’entusiasmo, e quindi altrettanta sicurezza. Sarà anche nella capacità di imboccare bene questo snodo che si potrà individuare l’attitudine di Gasperini a governare questa Inter. Una bravura non meno importante di quella calcistica, tattica, perché la brillantezza di spirito in questo momento può essere decisiva almeno quanto quella atletica, che un po’ latita: tanto da far agognare il ritorno di Maicon e da far pensare se davvero Muntari sia da considerare così inservibile. Stankovic no, Chivu forse? Era anche a questo

sprint mentale, mancato, che si riferiva Moratti mercoledì sera, uscendo dallo stadio. Ma poi è chiaro che bisogna giocare pure a pallone, e domani sera la Roma non sarà l’avversaria ideale per le sue proprietà di palleggio e l’occupazione in particolare del centrocampo. Tanto più che la coperta è corta: Thiago Motta non c’è, Stankovic al 90% neanche (si è infortunato martedì calciando, nei classici tiri di fine allenamento, e ancora ieri avvertiva fastidio), per Chivu bisognerà aspettare stasera (allenamento fissato alle 18.30 anche per avere più tempo per un eventuale recupero). E tanto più che il tempo a disposizione di Gasperini non è così tanto, perché quello che ha avuto finora è stato usato per fare cose diverse da quelle che oggi — perlomeno mercoledì sera — si sono poi considerate migliori.

LA SQUADRA

CAPELLO: «IO ALL’INTER? NON HANNO BISOGNO DIAMO TEMPO A CHI C’È»

Ora compattezza per ritrovare gioco e sicurezza

S Gian Piero Gasperini, appoggiato alla panchina, segue sconsolato le ultime fasi della partita dell’Inter TACCA

Quel 4-3-2-1 rimasto progetto Ecco allora che do-

mani il tecnico avrà bisogno anzitutto di una squadra più compatta, più corta, dunque più aggressiva, come quella che in qualche modo si era vista nel primo tempo del derby di Pechino. Come quella che aveva studiato per affrontare il Trabzonspor: doveva essere un 4-3-2-1, rimasto però nelle intenzioni del tecnico, che una volta verificata la lacunosa e «anarchica» applicazione, ha variato spartito tattico. Perché i cambi in corsa sono una carta che sa giocarsi bene, ma prima o poi gli piacerebbe anche vedere in partita quello che studia per prepararla. Cosa studierà per domani? Dipenderà anche da come la Roma si schiererà in attacco. L’esigenza di rinforzare il centrocampo potrebbe convincerlo a riproporre una difesa a tre, magari «mascherata». La certezza dovrebbe essere Sneijder, perché — senza Eto’o che vinceva le partite da solo — ai suoi colpi oggi pare difficile rinunciare. Magari un giorno si potrà davvero considerare, come ha detto Gasperini, utile ma non indispensabile: oggi si direbbe esattamente il contrario.

DAL NOSTRO INVIATO

«Io all’Inter? Non ha bisogno di me l’Inter. Diamo il tempo all’allenatore che c’è». Fabio Capello esce bene dalla domandona del giorno. E’ e resta l’allenatore dell’Inghilterra.

Nessuna tentazione morattiana. Ma tanto amore per la sua regione, il Friuli. E’ volato ieri mattina da Manchester, dove mercoledì sera è rimasto estasiato dal Napoli, per essere presente all’inaugurazione di

Gasp, sei a Moratti chiede la svolta Domani guai a sbagliare Anche ieri il presidente non ha spazzato tutti i dubbi: «Per ora c’è solo da aspettare un attimino». Ma se si perde male con la Roma... MATTEO DALLA VITE MILANO

Il grosso problema è che non c’è un problema solo. E che da due mesi, Gasp lavora per qualcosa che in due giornate ha stravolto. «Mi sembra che per il momento ci sia solo bisogno di aspettare un attimino» dice Massimo Moratti la mattina dopo il Bagno Turco. Ed è una frase che sa di ragionato indecisionismo in attesa di prendere una decisione. La decisione. Perché è vero che

«parlare di partita decisiva - ha detto lo stesso Moratti - significa far lavorare male tecnico e squadra», ma è altrettanto vero che un altro tuffo nella sconfitta casalinga contro la Roma equivarrebbe ai saluti a un Gasperini-meteora. Perché al di là di tutto restano e valgono due aspetti: che ogni giocatore ha definito vitale la gara contro la Roma; e che proprio in virtù di questa decisività del sabato sera, Gasp è un tecnico in bilico. Due mesi a... vuoto? I messaggi

presidenziali non sono solo d’attualità ma agostani: dopo il kappaò contro il Chievo, Moratti aveva dato indicazioni su Pazzini titolare, Sneijder dietro le punte e quella difesa «che - dice adesso il numero uno interista - è meglio a quattro». Il fatto è che per due mesi - pur senza il gruppo completo - Gasperini ha lavorato sull’impianto che partiva da tre uomini non avendo tutti gli uomini giusti per farlo. Per questo nel mercato estivo cercava anche un centrale esperto per la difesa a tre, ma non è arrivato. E

nel momento in cui Moratti, nel dopo-Palermo, ha indicato la via del cambiamento difensivo, ecco che Gasp ragionava coi suoi giocatori che praticamente gli dicevano la stessa cosa. Sia chiaro, non è che con la quattro si vince e con la tre si perde, è questione di tipologia di giocatori. Che Gasp ha riposizionato cancellando due mesi di lavoro. Appeal e il come Così Gasp ha dovuto cambiare: prima a Palermo poi col Trabzonspor. Due partite, tre stravolgimen-

POSSIBILI ALTERNATIVE RANIERI E ROSSI SEMPRE IN PRIMA FILA

C’è anche Figo fra i papabili in caso di esonero I bookmaker quotano a 1,75 l’addio di Gasperini prima di Natale MILANO

Occhio alla variante interna: si chiama Luis Figo e il suo nome era già stato messo nell' orbita della prima panchina per il dopo-Benitez. Insomma, occhio anche al ministro degli Esteri interista se per caso Gasperini dovesse fallire l’appuntamento contro la Ro-

ma, perché quella di Luis Figo sarebbe una soluzione gradita internamente nonché credibile e carismatica per un gruppo per ora assai disorientato.

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Esperienza internazionale Se

quella di Figo è una possibilità alla voce outsider, ecco che il resto dei papabili comprende i Soliti Noti: si parte da Claudio Ranieri al quale - paradossalmente - proprio la Roma potrebbe regalare la panchina dell’Inter. Claudio Ranieri avrebbe l’esperienza carismatica (e internazionale) per poter riavviare il motore-Inter dopo le prime tre sconfitte in gare ufficiali (Supercoppa col Milan compresa).

Se Gasperini andrà via, chi sulla panchina nerazzurra? Ecco quattro papabili: 1 Luis Figo, 38 anni, per ora ministro degli esteri nerazzurro: soluzione interna gradita alla squadra. 2 Claudio Ranieri, 59 anni, grande esperienza. 3 Delio Rossi, 51 anni, ha già detto no al Palermo. 4 Carlo Ancelotti, 52 anni, per adesso commentatore in tv

Delio e i totem Poi c’è Delio Rossi, che ha rifiutato il ritorno a Palermo proprio perché c’è qualcosa di più succoso in ballo, e magari si parla proprio di Inter. Si è parlato anche di Walter Zenga o di Luis Van Gaal, ex Bayern Monaco, tipo dagli insegnamenti rigidi che forse sarebbe difficilmente digeribile. Infine ci sono due allenatori di caratura mondiale come Fabio Capello e Carlo Ancelotti: del primo si parla spesso ma non potrebbe essere libero - a meno di scossoni improvvisi - prima della qualificazione certa dell’Inghilterra ai prossimi Europei; il secondo dice che risponderebbe serenamen-

te a Branca, ma bisogna chiedersi quanto la sua storia rossonera finirà per impossibilitare un’eventuale approdo all’Inter. Risposta: per ora tanto, tantissimo. I Bookmakers Poi alla fine è chiaro che si scatenino anche loro, i bookmakers. Si scatenano a tal punto che - dopo le 3 sconfitte - l’esonero di Gian Piero Gasperini prima di Natale è quotato a 1,75: non un bel segno. Sul Gasp che non mangia il panettone, la quota è quella mentre la permanenza sulla panchina dell’Inter è quotata a 2,00. m.d.v. © RIPRODUZIONE RISERVATA


VENERDÌ 16 SETTEMBRE 2011

squadra di ragazzi del suo paese. Capello ha strappato più applausi dei politici: «Avevo altri impegni, li ho cancellati. In questo momento non potevo non essere con voi. Noi siamo emigranti di lusso, ma abbiamo la maglia del Friuli Doc». Honsell gli ha donato una copia di un’acquaforte del Tiepolo e l’ha

invitato a tenere una lectio magistralis alla facoltà di Scienze Motorie: «Verrò, visto che a Coverciano non mi hanno mai invitato». Napoli super Poi, dopo aver ricordato Enzo Bearzot, calcio a raffica: «Lo scudetto? Milan, che è sempre molto forte, Inter, e la

«Milan, Inter e Juve per lo scudetto. E occhio anche al Napoli»

l bivio diatamente, subito, già domani sera. L’essere sul filo, a Gasp ha fatto dire «questa sconfitta darà una forte reazione alla squadra». Ne è convinto, soprattutto lo spera, lui come Moratti. Poi, attenzione, non tutto è scritto: perché se dovesse per caso arrivare una sconfitta con la Roma, ecco che da Moratti in giù si prederebbe in considerazione anche il come. Male? Malissimo? Meritando? Non meritando? Per sfortuna o per gravi colpe? Gasp è comunque al bivio.

«Forse la squadra era frenata per il cambio di modulo, ma la difesa a 4 è stata un bene»

© RIPRODUZIONE RISERVATA

chiedono dell’Udinese (ieri non era allo stadio per il Rennes, nessun inglese in campo), la applaude: «L’ho vista nelle due gare con l’Arsenal è stata davvero sfortunata. Comunque farà bene anche quest’anno. E poi ha una garanzia: un grande allenatore come Guidolin».

(a.e.) L’Inter doveva «rinfrescarsi» sul mercato, ma finora i suoi rinforzi (aspettando di vedere Forlan e Poli) si sono rivelati dei «flop». Ecco perché

JONATHAN

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S Per Jonathan 90’ a Palermo e con il Trabzonspor: in pagella 5 e 4,5

RUOLO E INSERIMENTO Premessa: Jonathan è un laterale di difesa, e molto più difficilmente può esprimersi da esterno di centrocampo nel 3 4 3 di Gasp. Resta da vedere se in un ruolo più «naturale» riuscirà a far trasparire meno le difficoltà legate ad un inserimento nel calcio italiano che pare non aver ancora compreso fino in fondo. Così, nel frattempo, forse anche penalizzato dal fatto di essere arrivato all’Inter infortunato, gli è riuscito difficile non far rimpiangere Maicon: della sua presenza sulla fascia, della sua spinta e della sua esuberanza atletica, finora neanche l’ombra

ALVAREZ

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Gasperini cammina sul filo. Gli scommettitori vedono probabile il suo esonero prima di Natale (illustrazione Rinaldi)

Per Alvarez in tre gare un totale di 117’. I suoi voti: 6, 6 e 4,5

NON È UN ESTERNO D’ATTACCO Premessa: due mesi di allenamenti ed esperimenti hanno detto che Alvarez è un centrocampista, più che un attaccante. Dunque una potenziale mezzala sinistra (ma può stare anche a destra) e non un esterno d’attacco per il 3 4 3. Aver dovuto affrontare una preparazione e carichi di lavoro completamente diversi rispetto a quelli a cui era abituato gli ha tolto finora brillantezza nello spunto e lucidità, il resto può averlo fatto la negatività delle sue prestazioni: ma perché Ricky in Argentina fosse chiamato Maravilla, l’Inter ancora non lo ha capito

ZARATE

Tocca alla squadra Quindi, allo-

ra, bisogna aspettare. E Massimo Moratti: «Mi sembra che per il momento ci sia solo da aspettare un attimino perché è stato cambiato il modulo e quindi credo ci fosse un po’ di ritegno nel gioco, di frenata, certo che era una partita importante. Se è stato meglio passare alla difesa a 4? Sì». Certo che il 4-3-1-2 l’Inter lo conosce non bene ma strabene. Gasp ha fatto i suoi, di cambiamenti, ora tocca alla squadra: l’Inter del campo ora non sa di Inter.

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Quegli acquisti che per ora sono dei flop

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Massimo Moratti, in tribuna con la famiglia, segue la partita di Champions visibilmente preoccupato

ti. Sneijder per Zarate al Barbera dopo mezz’ora; difesa a 4, Wes subito e poi dietro le punte dopo 10’ di gioco: ecco le rivoluzioni gasperiniane, uno che evidentemente dimostra di non essere manicheo ma che con altrettanta evidenza ha preso atto della fragile presa delle proprie idee sulla squadra. Un appeal poco consistente, per ora. Ed è (anche) per questo che la sua posizione è in bilico: perché il grip sulla squadra sta mancando e perché la connessione fra lui e i giocatori deve rinascere imme-

Juve che ha cominciato molto bene. Ma dopo aver visto questo Napoli lo inserisco nel lotto delle pretendenti. Col City, che in questo momento è una delle squadre più forti, ha sofferto solo 20 minuti all’inizio, ma anche rischiato di vincere. Ha fatto davvero una gran partita». Gli

IL MERCATO

«Friuli Doc», la rassegna enogastronomica friulana, dove l’ha voluto come padrino il sindaco (di centrosinistra) Furio Honsell e l’ha convinto l’organizzatore Renato Pontoni (al quale ha regalato la maglia della Nazionale di Lampard). Il compenso, basso, è andato in beneficenza a una

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S Zarate ha giocato 33’ a Palermo (voto 5) e 77’ con il Trabzon (voto 5)

TROPPE CONTRADDIZIONI Premessa: Zarate è il neo acquisto che ha avuto meno tempo per integrarsi con la squadra. La gara di Palermo ha fatto vedere quanto può rischiare a volte di essere avulso dal gioco, quella con il Trabzon (nella quale l’Inter alla fine ha avuto almeno 5 6 palle gol, due per lui) ha mostrato le sue contraddizioni: una rete sfiorata e un’altra sbagliata per frenesia. Di sicuro è una seconda punta che deve adattarsi a fare l’esterno in un 3 4 3, di sicuro non è l’applicazione tattica il suo forte: sembra poter essere più uno spaccapartite che un punto fermo per un progetto di gioco elaborato.


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VENERDÌ 16 SETTEMBRE 2011


VENERDÌ 16 SETTEMBRE 2011

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PRIMO PIANO

4 Zanetti sa come uscirne «Ognuno deve dare di più» 3 I NUMERI

«Gasperini ha la fiducia di tutti, nessuno pensa di fare rivoluzioni. Bisogna aiutare l’allenatore e stargli ancora più vicini. E vincere» MATTEO DALLA VITE MILANO

ANCHE IL TECNICO E LA MOGLIE ALLA FESTA DEL CAPITANO

Gli diamo una mano Il resto è approfondimento. «Certo che abbiamo fiducia in Gasperini, anzi, siamo pronti a stargli ancora più vicino. È la sua prima stagione con noi e dobbiamo aiutarlo, dargli una mano, perché questi momenti possono capitare e se ne esce insieme. Poi capisco anche che i tifosi possano rimanere perplessi, perché questa squadra sono anni ormai che alza trofei, però devono stare tranquilli perché devono sapere che noi non smettiamo di dare mai il massimo». Messi e Milano Ci sono tante fac-

ce note e non l’atteso Messi. In ordine di apparizione, ecco Gasperini (che entra alle 20.00 ed esce alle 20,45 dopo un pomeriggio a parlare col d.s. Ausilio) con signora, Schelotto e Denis, lo staff tecnico interista, Roberto Vecchioni, Caldirola e Crisetig, Orlandoni e Castellazzi, poi Nagatomo, Ranocchia, Toldo, Samuel, Enrico Ruggeri, Bergomi, Zarate, Alvarez, Milito, Cambiasso, Forlan, Yepes e la tennista Francesca Schiavone. «Voglio ringraziare tutti - dice Javier - so-

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Tre concetti per capire. Ah, sia chiaro: per capire l’attualità, perché il futuro è tutto dentro la partita di domani sera. Le tre riflessioni le dà Javier Zanetti, il capitano che in una serata di grandi adesioni festeggia il decimo anno della Fondazione Pupi al World Join Center. Primo concetto: «Adesso nessuno sta pensando di fare rivoluzioni». Secondo: «Dobbiamo dare di più, tutti: conta la convinzione non il modulo di gioco». Il terzo: «Gasperini ha la fiducia di tutti? Moratti è stato chiaro, ora bisogna stare tranquilli e vincere contro la Roma».

le sconfitte dell’Inter nelle prime tre partite ufficiali della stagione: Milan-Inter 2-1 il 6 agosto a Pechino nella finale di Supercoppa Italiana; Palermo-Inter 4-3 l’11 settembre a Palermo nella prima di campionato; InterTrabzonspor 0-1 mercoledì sera a San Siro nel debutto stagionale in Champions.

1921

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novant’anni fa,il clamoroso precedente. Nel campionato 1921-1922, i nerazzurri persero le prime cinque partite di campionato.

Da sinistra a destra Javier Zanetti, capitano nerazzurro, e il tecnico Gasperini accompagnati dalle mogli. Poi il cantante Roberto Vecchioni BOZZANI

prattutto il popolo italiano che mi ha dato una mano sin da subito e anche tutti i miei colleghi». E Messi? «A lui parlo sempre bene di Milano», fa su Inter Channel . Non abbattersi Si torna a parlare delle due sconfitte di fila. «Inattese - fa Pupi -, ma dobbiamo solo lavorare e dare di più, tutti. Le critiche? Noi e l’allenatore non le seguiamo, non le sentiamo: dobbiamo solo vincere. Moratti amareggiato? E’ normale, come tutti noi: nessuno pensa di fare rivoluzioni, non è il momento, anche perché abbiamo perso solo due partite. Siamo consapevoli delle

nostre forze e avere fiducia: anche nel passato quando nessuno ci credeva abbiamo vinto tutto...». C’è qualcosa che a Zanetti fa più paura delle altre: il morale basso. «L’unico timore è che qualcuno si abbatta dopo queste due sconfitte, ma lavorando passerà tutto». Convinzione, non modulo Domani eguaglierà Bergomi nelle presenze interiste, a Novara lo supererà. «Stiamo pensando a qualcosa, di sicuro creeremo una fascia speciale per quella data e magari una maglia». Molti tifosi si domandano se la squadra è ancora

© RIPRODUZIONE RISERVATA

IL DATO A SAN SIRO SOLO 24.444 SPETTATORI: PERSINO A VEDERE IL BASILEA C’ERA PIU’ GENTE

L’Inter perde anche la gara del pubblico RECORD A BARCELLONA

ANDREA SCHIANCHI

Ci sono cinque numeri che, messi in fila, danno l’idea del momento no dell’Inter: 24.444. Sono gli spettatori che hanno assistito a Inter-Trabzonspor. Nella classifica della prima giornata di Champions il pubblico di San Siro si piazza all’undicesimo posto (su 16 disponibili): meno gente soltanto a Nicosia, Vila-Real, Praga (per Viktoria Plzen-Bate Borisov), Lilla e Genk. Il dato è preoccupante soprattutto se si tiene conto del fatto che i nerazzurri sono campioni del mondo in carica.

I dati delle grandi Possibile giusti-

ficazione: la sfida contro il Trabzonspor non prometteva spettacolo e i turchi sono avversari con poco appeal. D’accordo, ma c’era da scoprire l’Inter di Gasperini che, causa sciopero, non aveva ancora giocato a San Siro. Inoltre i nerazzurri venivano dal brutto k.o. di Palermo, motivo in più per correre allo stadio e sostenere Gasp e i suoi ragazzi. Niente da fare, invece: l’Inter, oltre a quella del campo, ha perso anche la partita degli spettatori. Tutte le grandi d’Europa che giocavano in casa hanno battuto i nerazzurri: il Barcellona primeggia con i suoi 89.861 spettatori, poi vengono

il Borussia Dortmund, il Benfica, l’Ajax e il Manchester City. La sorpresa Pure il Chelsea, che

non abita in una casa faraonica (Stamford Bridge contiene 42.055 spettatori), ha fatto meglio: i Blues giocavano contro il Bayer Leverkusen e più di 33mila persone sono andate ad applaudirli. Ma la vera sorpresa arriva da Basilea, città da 170 mila abitanti: in programma c’era la partita contro gli sconosciuti romeni dell’Otelul Galati, mica il Real Madrid, eppure più di 30 mila persone sono andate al St. Jakob Park. Precisi, puntuali e numerosi, gli svizzeri! © RIPRODUZIONE RISERVATA

San Siro quasi vuoto per Inter-Trabzonspor di Champions: solo 24.444 spettatori. Solo 5 stadi hanno fatto peggio BOZZANI

Città

Spettatori Capienza

Chelsea-Bayer L.

2-0

Londra

33.820

42.055

Genk-Valencia

0-0

Genk

13.420

24.956

Olympiacos-Marsiglia

0-1

Atene

30.040

33.334

Borussia D.-Arsenal

1-1

Dortmund

65.590

80.552

Porto-Shakhtar

2-1

Oporto

36.612

50.106

Apoel-Zenit

2-1

Nicosia

21.269

22.859

Barcellona

89.861

98.772

Praga

19.541

21.000

Barcellona-Milan 2-2 V.Plzen-Bate B.

1-1

Manchester C.-Napoli

1-1 Manchester

44.026

47.726

Villarreal-Bayern M.

0-2

Vila-Real

19.168

34.970

Lilla-CSKA Mosca

2-2

Lilla

15.274

50.186

Inter-Trabzonspor

0-1

Milano

24.444

82.995

Basilea-Otelul

2-1

Basilea

30.126

38.512

Benfica-Manchester Utd 1-1

Lisbona

63.822

65.647

D. Zagabria-Real Madrid 0-1

Zagabria

27.055

37.168

49.504

51.628

Ajax-Lione

0-0 Amsterdam

DI ARRIGO SACCHI

Le italiane in Europa? Troppo prudenti Il primo turno di Champions si conclude con due pareggi (Milan e Napoli) e imprevedibilmente una sconfitta (Inter). Ma al di là dei risultati che cosa ci ha detto sotto il profilo tecnico-tattico? Direi nulla di nuovo rispetto al passato. Le nostre squadre generalmente quando si cimentano a livello internazionale dimostrano i soliti limiti di conoscenze collettive, un’idea di gioco assai approssimativa, una mentalità troppo difensiva e ritmi insufficienti. Il calcio è per noi un fatto prevalentemente difensivo, prudente, specialistico e individualista; non uno sport di squadra e neppure offensivo. Il risultato più importante l’ha ottenuto il Milan contro i campioni d’Europa del Barcellona. Tuttavia al di là del risultato positivo non ci resta molto. I rossoneri sono la squadra più titolata del mondo. Gli assiomi del club erano: vincere e convincere, il modo in cui si vince vale più della vittoria stessa, la squadra dev’essere padrona del campo e del pallone. È vero che contro la fantastica squadra di Guardiola questo non era semplice, anche se i blaugrana non sono nel loro migliore momento. Però nessuno poteva immaginare che il possesso palla fosse del 70% di Messi e C. e che i tiri in porta fossero 21-3 e che i rossoneri finissero la partita senza avere fatto praticamente un’azione e senza quasi superare la metà campo. La nostra storia è ricca di difese eroiche, sofferenze, esperienza, sacrifici, freddezza nello sfruttare le situazioni eccetera. Tutto questo però trovava nel passato nei rossoneri un’eccezione. Allegri ha avuto tanti meriti nella vittoria dello scudetto, ora deve ampliare e completare il lavoro se vuole essere competitivo anche in Europa.

unita e se con Gasp c’è il dialogo giusto. «In noi c’è rabbia, siamo uniti e vogliamo cancellare la partenza falsa. Con Gasperini ci confrontiamo, parliamo di tante cose. Il mio ruolo? Quel che mi chiede di fare lo faccio. Il modulo? Quando c’è la convinzione non conta il modulo». Poi, su Inter Channel, Pupi racconta che «in certe partite Milito e Pazzini possono giocare assieme, come Crespo e Bati ai tempi di Bielsa», e la chiosa è di Vecchioni: «Ho detto al tecnico e ai giocatori di amare l’Inter come la amo io: risaliremo».

Partita

Sopra la panca

Il Napoli pareggia contro il temuto Manchester City di Mancini. Gli uomini di Mazzarri hanno giocato bene il calcio che da sempre pratichiamo. Walter ha tanti meriti, è un ottimo allenatore, trasmette energia, ha idee chiare e sa scegliere e motivare i calciatori come pochi. Squadra già in forma, dimostra carattere, forza, personalità e ha ottime individualità. Però Walter, da perfezionista quale è, credo che vorrà migliorare il possesso e la padronanza del pallone così come l’equilibrio e la compattezza della squadra (squadra corta non solo quando ci si difende, ma anche quando si attacca). Tutto questo porterebbe ulteriori soluzioni per essere ancora più competitivi e padroni del campo e del gioco. L’Inter ha perso dai turchi del Trabzonspor una partita anche sfortunata. La squadra sta cercando gioco e amalgama. Il gruppo è formato da giocatori anziani troppo esperti e giovani troppo inesperti. Però il problema più grande sarà ritrovare stimoli e motivazioni elevati. Buon lavoro, Gasperini.


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PRIMO PIANO IL CASO L’OSSERVATORIO HA DISCUSSO DELLA CARD PER I MATCH CASALINGHI SENZA BISOGNO DELLA TESSERA DEL TIFOSO. E Il CLUB PENSA AL TAR

Abbonamenti Roma: il Viminale è scettico venerdì dopo lo stop di luglio. ROMA

de una soluzione «dall’alto» che prescinda dall’aspetto tecnico.

Scontro politico Risultato? L’Os-

Sette giorni per decidere, sapendo che anche il non farlo avrà un peso operativo non indifferente. Pur non essendo all’ordine del giorno, ieri l’Osservatorio per le Manifestazioni Sportive — ricevendo rappresentanti delle associazioni My Roma e Federsupporter —ha discusso anche della questione relativa alla card elettronica per 16 partite casalinghe, per il cui acquisto non sarà necessaria la tessera del tifoso, che la Roma ha deciso di mettere di nuovo in vendita da

servatorio non ha preso posizioni ufficiali, ma ciò che filtra dal Viminale è la volontà di ribadire il no all’iniziativa. Motivo? Oltre a contravvenire il protocollo di giugno, non garantisce pari trattamento per i tifosi, visto che non tutti i club hanno (come la Roma) biglietterie collegate col sistema «Questura on line». Tutto deciso? Non proprio. L’iniziativa (rompighiaccio per altre analoghe pronte a partire) è divenuta anche terreno di scontro politico. Esponenti di Lega Nord, Pd, Sel, a vario titolo, hanno discusso dell’argomento e perciò non si esclu-

Pronti al Tar In ogni caso la Ro-

ma ha intenzione di andare avanti anche in caso di stop, pronta a rivolgersi al Tar per ottenere una sospensiva. Tra l’altro, il club garbatamente ci scrive sostenendo che l’iniziativa non è stata rilanciata né per il flop degli abbonamenti né per ingraziarsi il tifo più duro. Si sottolinea inoltre come non esista alcun rapporto «di consulenza» con Lorenzo Contucci, noto per essere l’avvocato degli ultrà, perciò la definizione migliore è interlocutore, ovviamente a titolo gratuito. A proposito, ieri Con-

tucci era all’Osservatorio a perorare l’iniziativa per conto di My Roma, di cui è consigliere. Per la Federsupporter, invece, arringava il presidente Parisi, anche lui favorevole alla card. «Ma la nostra impostazione è diversa — spiega —. Lo scontro ideologico non serve. Noi abbiamo già fatto ricorso al Tar e lo faremo al Consiglio di Stato per "pratiche commerciali scorrette", riferendoci alla obbligatorietà della carta di credito». Impressioni? Con l’aggiunta di un numero progressivo e, possibilmente, svincolata dalla carta di credito, questo «abbonamento» (che non consente però le trasferte) avrà un futuro. L’atto di forza immediato, invece, non è escluso che abbia strascichi tutti da valutare. a.cat.-ma. cec.

Claudio Fenucci, amministratore delegato della Roma BARTOLETTI

POTREBBE ESSERE LA NOVITÀ CON L’INTER

identiKit & CARRIERA

Luis è «intoccabile» v Ma la rivoluzione passa da San Siro

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La Roma lo ha blindato, i tifosi lo seguono, ora vinca Totti può aiutarlo, ha già segnato dodici gol a Milano

Borini è pronto «Ho imparato tutto da Drogba»

ALESSANDRO CATAPANO MASSIMO CECCHINI ROMA

La rivoluzione secondo Gaber? «Oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente!». Il paragone sembrerà un azzardo, soprattutto di questi tempi, ma se il romanista di oggi somigliasse davvero al comunista di quella canzone? Rivoluzionario, magari più in là.

L’attaccante: «Mi ha insegnato punizioni, difesa del pallone e come muovermi in area»

Pazienza Ecco. Perché il sogno

romanista non si rattrappisca subito, perché la rivoluzione culturale annunciata da Sabatini non ripieghi su se stessa, perché — sempre per dirla con Gaber — chi ha il desiderio di spiccare il volo per cambiare il calcio (almeno a Roma) non si ritrovi presto senza nemmeno più l’intenzione del volo, ci vuole pazienza. Poca? Tanta? Di quanto tempo ha bisogno questo progetto per spiccare il volo? Uno, due anni? E quante partite serviranno a Luis Enrique per ingranare? Non importa, sostiene la nuova Roma: contano di più le idee, le intenzioni, le nostre sono le migliori, come l’allenatore che abbiamo scelto. I tifosi lo hanno capito, e domenica non hanno voluto infierire. Ma cosa diranno del progetto, della squadra, di Luis Enrique se per caso disgraziatamente le cose non andassero bene nemmeno a San Siro, domani sera? Avanti... Totti Massimo D’Ale-

ma, che comunista è stato e romanista continua ad essere, invoca pazienza: «Diamo tempo a Luis Enrique, proviamolo. Se alla fine avrà fatto male, lo manderemo via. Ma Totti tenga la squadra unita intorno all’allenatore». Totti ce la sta mettendo tutta, bisogna dirlo: prima il messaggio di pace urbi et orbi, poi la cena compattatrice dell’altra sera, organizzata per cementare il gruppo. Di più, non può. Per dare una spinta a Luis Enrique e a tutto il carrozzone,

Fabio Borini, 20 anni, nuovo attaccante esterno della Roma EIDON

ANDREA PUGLIESE ROMA

Luis Enrique, 41 anni, e Francesco Totti, 34, scherzano a Trigoria durante l’allenamento. Il segnale di un nuovo clima distensivo? MANCINI

potrebbe ricominciare a segnare, sì. Anche perché se non lo fa lui... i suoi compagni di reparto sono diventati tutti stitici. E San Siro è stadio che si presterebbe pure, avendo «ospitato» già 12 gol di Totti (cinque all’Inter e sette al Milan, compresi i due che realizzò in Coppa Italia), alcuni peraltro assai belli, il cucchiaio del 2005 su tutti. Ma, come dice il proverbio, aiutati che Dio ti aiuta, e se Totti continua a giocare così distante dalla porta, diventa più difficile che sia lui a togliere le castagne dal fuoco a Luis Enrique. Ieri lo ha schierato al centro con Borini e Borriello ai fianchi, ma conta poco, l’asturiano mischia continuamente le carte. È quello giusto? Il modulo e la sua applicabilità alle caratteristiche dei calciatori della Roma, se sia quello più giusto o se

invece vada modificato, in generale il credo calcistico di Luis Enrique è l’argomento più dibattuto in questi giorni a Roma. «Io non cambio — ha tuonato lo spagnolo dopo il k.o. con il Cagliari —, resto fedele alle mie convinzioni, perché sono le stesse che mi hanno portato fin qui». E allora, ci si può soltanto chiedere se i giocatori, soprattutto i nuovi con cui l’allenatore lavora solo da una decina di giorni, col tempo si riveleranno interpreti efficaci del suo 4-3-3. Quanto tempo? Torniamo alla necessità di essere pazienti, soprattutto con Luis Enrique. Di lui qualcuno nella Roma dice: «È un grande allenatore, speriamo faccia in tempo a dimostrarlo qui». Perciò, comunque vada con l’Inter, si andrà avanti con lui. Almeno fino a... dopodomani. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Se si pensa che la Roma di Totti, Osvaldo, Bojan e Borriello ha segnato solo due gol in tre partite (a firma di De Rossi e Perrotta, tra l’altro), allora c’è da credere che un bel po’ del futuro giallorosso gli possa appartenere davvero. Perché a far gol contro il Cagliari Fabio Borini ci aveva messo solo sei secondi (dal suo ingresso) e se alla fine il suo nome non è comparso sul tabellino dei marcatori è solo colpa di Heinze (fuorigioco). «Ma no, ero in fuorigioco anche io — dice Borini —. Però certo, meglio di così non potevo partire». Già, ma ora si tratta di andare ancora più in là. A scuola da Didier Fabio è come se avesse studiato ad Harvard e ora deve mettere in pratica tutto quello che ha imparato a Stamford Bridge, al Chelsea. In particolare, quello che gli ha insegnato un maestro speciale, Didier Drogba. «Con lui ho passato un anno a provare le punizioni, mi insegnava la tecnica ed i piccoli trucchi — dice il nuovo attaccante giallorosso — Didier è sempre disponibile ad insegnare ai giovani, da lui ho imparato tante cose: i movi-

menti dentro l’area, come difendere il pallone e come prepararsi alle partite». A scuola da Drogba però Borini ha imparato a giocare soprattutto da punta centrale, anche se a Roma dovrà abituarsi a giocare sull’esterno. «Io nasco centrale, però mi adatto». E allora addio paragoni con Filippo Inzaghi. «Un accostamento che ho sentito spesso e che mi affascina, visto quanto ha vinto lui». Prossima fermata Allora, Borini si prepara al grande sbarco di domani sera al Meazza, anche se «rubare» il posto a Bojan nelle gerarchie di Luis Enrique non sarà affatto facile, nonostante il momento-no dello spagnolo. «Finora ho capito

L’ex Chelsea: «Qui non ci sono titolari fissi, farò di tutto per giocare» una sola cosa, qui non esistono titolari fissi. Lo spirito sarà lo stesso che avevo al Chelsea: provare a giocare il più possibile in una grande squadra come la Roma, nonostante i campioni che ho davanti a me». Come Totti, il suo nuovo capitano. «Finora l’avevo visto solo in tv. Quando mi sono presentato mi sentivo quasi fuori luogo, conoscerlo mi sembrava impossibile. E con lui De Rossi e Burdisso, i "capi" della squadra, quelli che dentro e fuori lo spogliatoio sono i capitani». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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DOMENICA LA SUPERSFIDA DEL SAN PAOLO

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Cassano, Italia

ATTACCO SPUNTATO

Dal Camp Nou al campionato Milan, serve il vero Antonio A Napoli ancora con Pato. El Shaarawy in panca Trequartista: Emanuelson lotta con Aquilani

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I NUMERI

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i gol segnati da Cassano nella scorsa stagione con la maglia del Milan (è arrivato a gennaio dalla Sampdoria), tutte in campionato

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rete nell’unica gara in Serie A di questa stagione: ha realizzato il 2-2

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i trofei vinti con il Milan: lo scudetto e la Supercoppa italiana (giocata a Pechino contro l’Inter)

ALESSANDRA BOCCI MILANO

Magari funziona come con Nesta: dal minimo al massimo in pochi giorni. Il difensore ha toccato il fondo contro la Lazio e la risalita ai picchi del Camp Nou è stata brillante e vertiginosa. Antonio Cassano invece è stato frullato nel gioco del Barcellona, ma in campionato era stato il migliore: in questo gioco di alti e bassi, Allegri spera che il barese torni ad azzeccarle tutte, o almeno la metà, contro il Napoli domenica sera. Kappaò Anche perché le possibilità di provare un attacco diverso sono praticamente nulle: impossibili le variazioni fra le punte, che sono rimaste due e si sa che schierarne meno di due al Milan è sacrilegio. Limitatissime le variazioni intorno al trequartista: l’unico gradito ad Allegri è Boateng, infortunato. L’allenatore preferisce sempre utilizzare Seedorf come mezzala sinistra, quindi per il posto dietro le punte il tecnico deciderà fra due trequartisti alternativi, Urby Emanuelson e Alberto Aquilani. L’olandese è stato il primo dei non eletti anche al Camp Nou, ed è stato sacrificato alla coerenza di modulo. Il romano è stato impiegato subito da titolare in campionato, e in Champions ha fatto staffetta con Nocerino. Ragazzi versatili Sia Emanuel-

son che Aquilani sono centrocampisti duttili, che possono ricoprire posizioni diverse a centrocampo, anche se Aquilani ha detto di sentirsi forse più mezzala sinistra. Quanto a Emanuelson, il suo essere indefinito e capace di giocare un po’ dappertutto è stato finora più un problema che un pregio, visto che ha limitato le sue possibilità di essere convocato in nazionale, e anche nel-

l’Ajax la versatilità gli ha creato qualche problema di identità. Ma sempre all’Ajax, dove è ancora seguito e amato, dicono che Urby darebbe il meglio come trequartista. Allegri lo ha già provato in quel ruolo qualche volta anche nella stagione passata. Urby non ha convinto molto, ma non per questioni tecniche: avrebbe bisogno di continuità per consolidarsi, e la continuità è un bene concesso raramente ai giocatori del Milan. Poter giocare e dimostrarsi adeguato col Napoli sarebbe un modo per dimostrare di essere progredito dopo i primi mesi di studio del campionato italiano, e di avere imparato a superare anche le grandi pressioni.

Antonio Cassano, 29 anni, è arrivato al Milan a gennaio dopo Bari, Roma, Real Madrid e Samp NEWPRESS

S Robinho, 27 anni, si è fatto male a fine agosto: edema osseo alla zona inguinale, di sicuro salterà Napoli e molto probabilmente anche la gara con l’Udinese

Tranquillità La sfida di Napoli

sembra già carica di significati, ma Galliani cerca di riportare tutto entro i limiti. Ieri il vicepresidente era a Milanello e si è fermato davanti alle telecamere di Sky: «Definire questo Napoli-Milan una sfida scudetto è eccessivo, visto che siamo alla seconda giornata». E all’idea di un confronto con una squadra al settimo cielo dopo il pareggio contro il Manchester City, Galliani non ha fatto una piega: «Il Milan ha fatto in Champions quello che ha fatto il Napoli, solo che ha giocato contro la squadra più forte del mondo. Abbiamo una mentalità da Champions, guardando le altre partite ho capito chi non ce l’ha. E poi Nesta. Con Messi è stato un duello tra grandissimi campioni». Galliani ha poi elencato i punti dolenti: «Mancheranno Boateng, Ambrosini, Ibra, Gattuso e Robinho, a parte Inzaghi e Flamini. Avremo tante assenze, ma le assenze ci sono state anche lo scorso anno. E in attacco abbiamo due campioni come Pato e Cassano, El Shaarawy è la terza punta e andrà in panchina».

S Kevin Prince Boateng, 24 anni, ha avuto un problema al costato che l’ha costretto ad uscire dopo mezz’ora a Barcellona: ha molto dolore, a Napoli non ci sarà

S Filippo Inzaghi, 38 anni, è ancora alle prese con un problema muscolare al ginocchio sinistro: si è fatto male il giorno prima del Berlusconi

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NESSUNO DEGLI INFORTUNATI DI BARCELLONA RECUPERA

E dall’infermeria piena esce Mexes Ieri ha preso parte all’allenamento con quelli che avevano giocato in Champions MILANO

Piovono pietre, una brutta notizia dopo l’altra sulle condizioni degli infortunati, ma una novità positiva per Allegri c’è: è tornato ad allenarsi Philippe Mexes. Il francese ieri pomeriggio ha lavorato con quelli con il gruppo dei titolari del Camp Nou, mentre gli altri han-

S Zlatan Ibrahimovic, 29, si è fatto male nella rifinitura pre-Barcellona: lesione al muscolo pettineo, dovrebbe rientrare il 2 ottobre con la Juventus

no giocato una partitella contro una squadra mista Primavera-Allievi. Si è trattato di un allenamento abbastanza leggero, ma per il tecnico già rivedere Mexes insieme agli altri è motivo di soddisfazione, anche per le critiche che gli sono piovute sul capo per avere inserito nelle liste Uefa il francese, secondo i pessimisti inutilizzabile ancora a lungo.

spezzone di partita col Viktoria e poi da titolare contro la Juve il 2 ottobre.

Guai Dunque, Mexes è in netto

progresso, in compenso Robinho soffre ancora per l’edema osseo alla zona inguinale che lo ha fermato prima della pausa dedicata alle nazionali. Non ci sarà a Napoli e difficilmente sarà pronto mercoledì

Philippe Mexes, 29 anni, firma autografi a Milanello ANSA

per l’Udinese. La natura dei disturbi alla vista di Gattuso è ancora incerta, e neppure su Ibrahimovic ci sono novità positive: salterà le 4 gare previste, potrebbe rientrare per uno

Attesa Ma il problema è Boateng: anche oggi saranno fatti accertamenti sulle cause dei dolori muscolari al fianco sentiti al Camp Nou. Sono state escluse fratture alle costole, ma lo staff medico del Milan vuole vederci più chiaro sul fronte muscolare. Boateng non sarà miracolosamente recuperato per il San Paolo, ma probabilmente non ci sarà neppure mercoledì. E per Allegri non sarà facile, visto che di questi tempi sarebbe stato utile un po’ di turnover. al.bo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

SU GAZZETTA.IT

«Numero 1» a sorpresa: primo Tolga Su questa, non ci avrebbe scommesso nessuno. Nella prima giornata della quarta edizione del sondaggio «Vota il numero 1 della Champions» di Gazzetta.it e Marca.com, il più votato è stato Tolga Zengin, portiere del Trabzonspor, ottimo contro l’Inter: per lui, tra Italia e Spagna, 17.780 voti, chissà quanti dei milanisti. Molto difficile che resisterà in testa alla classifica a lungo. Al secondo posto c’è Pato con 14.202 preferenze, meritate soprattutto grazie al gol di Barcellona, poi Leo Messi, vincitore di due delle prime tre edizioni, oggi terzo con 13.222 clic. Niente podio per Cavani, simbolo del Napoli di Manchester, comunque scelto tra i top 10 di questa giornata. Tra due settimane, si torna a votare.


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Pato e il patto del Camp Nou «Il balletto nato nella camera di Thiago Silva» «Prima di andare allo stadio gli ho detto "Oggi si danza"» FABIANA DELLA VALLE MILANO

Il patto del Camp Nou è stato stretto poche ore prima dell’inizio della partita, tra un pigiama infilato in valigia e una risata per allentare la tensione. Alexandre Pato e Thiago Silva avevano già programmato tutto: i gol e il balletto brasiliano. A raccontarlo è stato l’attaccante rossonero in un’intervista a Milan Channel: «E’ da un po’ che parliamo di questo balletto. Io e Thiago siamo amici, prima delle partite passo sempre in camera sua. L’ho fatto anche martedì, Thiago stava chiudendo la valigia e io gli ho detto: "Oggi dobbiamo ballare". E lui: "Sarebbe bello, magari segno anch’io e festeggiamo insieme". Così dopo la sua rete è venuto tutto spontaneo. Dopo la partita gli ho mandato via sms una no-

o c e i So’ D ieco

«

E’ il gol più importante della mia carriera. Ora voglio segnare ancora al Napoli

ALEXANDRE PATO ATTACCANTE DEL MILAN

stra foto in cui facevamo il passo di danza: bellissima». L’emozione più grande Bellissi-

mo è stato il gol dopo 24 secondi con cui Pato ha gelato il Camp Nou: «C’è stato il rinvio

di Abbiati, poi Nocerino mi ha passato la palla, ho superato la difesa del Barcellona e mi sono detto: è il momento di segnare. E’ stato il mio gol più bello e anche il più importante, perché il derby è il derby, ma segnare contro la squadra più forte del mondo ti dà un’emozione unica. Però per arrivare al livello del Barcellona bisogna lavorare molto, loro giocano molto la palla, sono diversi da noi. Però alla fine quello che conta è il risultato e noi abbiamo conquistato un punto importantissimo». Non solo Barça E ora ecco il Na-

poli, un’altra sfida dal sapore speciale per Ale: a questa squadra ha segnato la prima rete rossonera il giorno del debutto (il 13 gennaio 2008). E al Napoli ha fatto gol anche nel 2009-2010 e nell’ultima stagione, in una gara fondamentale per il tricolore: «Siamo alla seconda partita, non può essere una sfida scudetto. Però per noi è importante vincere e sarei felice di segnare ancora». Il Papero ha avuto parole di elogio per un compagno che è andato via, ma con il quale ha un legame speciale: Ronaldinho. «Spero di giocare con lui il Mondiale. E’ un amico e un uomo vero, mi piace perché è umile e dice sempre la verità». Chiusura dedicata a El Shaarawy: «E’ molto forte e sono sicuro che farà ancora meglio di me. Non vedo l’ora di giocare insieme a lui». Potrebbe succedere presto. In attesa di altri gol, Pato ha già fissato i prossimi obiettivi: «Voglio vincere con il Milan tutti i trofei più importanti. Mi piacerebbe fare il bis in campionato e sollevare la Champions League». Serviranno altre chiacchierate propiziatorie e altri balletti brasiliani.

EVENTO BENEFICO

Maldini: «Col Barça difesa perfetta» (f.d.v.) Tornerà in campo per il Milan, ma giocherà a beach volley. Paolo Maldini ieri ha inaugurato il «Technogym Beach Volley Challenge adidas Cup», l’evento che apre la stagione agonistica di Fondazione Milan (il ricavato andrà all’Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano). Ieri aveva un impegno, ma dalla prossima partita giocherà con la squadra di Fondazione Milan. Maldini ha visto in tv la sfida del Camp Nou: «Il 2 2 ha detto che il Milan è una delle poche squadre che può fermare il Barcellona in fase difensiva, però ha anche messo in evidenza che Messi &co. sono difficili da raggiungere. Vedo il Milan in superpole in campionato, in Champions invece ci sono squadre più attrezzate, bisogna vedere come si arriva a marzo». L’ex capitano ha parlato anche delle altre italiane in Europa: «Il pari del Napoli ci può stare, la sconfitta dei nerazzurri è inaspettata, Gasperini ha bisogno di tempo ma per una squadra come l’Inter direi che è quasi scaduto. Io all’Inter? Moratti non me lo proporrebbe mai». Berlusconi tempo fa aveva detto che gli sarebbe piaciuto farlo entrare in società: «Non ho ancora ricevuto alcuna chiamata ma io vivo bene anche così. Mi piacerebbe collaborare per poter restituire qualcosa a questo club». Chiusura dedicata a Pato: «Deve diventare il trascinatore di questa squadra».

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DOMENICA LA SUPERSFIDA DEL SAN PAOLO

Un Napoli da vertigini Cavani, il City non basta «Proviamoci col Milan»

DOPO L’INFORTUNIO LA CAVIGLIA DÀ MENO PROBLEMI

Si è sbloccato nella serata più importante «Un gol per i tifosi di tutto il mondo. Il calendario non dà tregua ma siamo pronti» Ezequiel Lavezzi, 26 anni, in azione mercoledì a Manchester CUOMO MIMMO MALFITANO NAPOLI

Quattro mesi e mezzo dopo, riecco Edinson Cavani. S’è riservato il primo gol della stagione per l’impegno più suggestivo del momento: l’esordio in Champions League col suo Napoli. Una ripartenza delle sue, spalleggiando Cristian Maggio fino al limite dell’area avversaria. Poi, quel tocco di destro, col pallone che s’è infilato tra le gambe di Hart, il portiere del Manchester City e della Nazionale inglese, che ha fatto esplodere di gioia un’intera città. Quella corsa fino sotto il settore riservato ai tifosi napoletani è stato un momento di liberazione: l’ultimo gol, infatti l’aveva realizzato a Palermo, su rigore, il 23 aprile. E le

Elogio alla tattica «Quando partiamo in contropiede possiamo essere davvero micidiali» ultime reti su azioni risalivano allo spettacolare 4-3 con la Lazio del 3 aprile. Notte magica L’ha vissuta da protagonista, Cavani. La notte di Manchester verrà ricordata come un evento importante. Certo, sarebbe stata tutt’altra roba se Kolarov non avesse sorpreso De Sanctis, aggirando la barriera, e realizzando il gol che ha riequilibrato il risultato. Ma il punto è qualcosa in più del semplice riferimento numerico: il pareggio dell’Etihad ha scatenato un entusiasmo incredibile tra la gente. Il Napoli mancava dalla Champions League da 21 anni. Gol pesanti E’ una delle speciali-

tà di Cavani. Nella scorsa stagione, il suo rendimento è sta-

to straordinario, ha realizzato 26 reti in campionato, spingendo il Napoli al terzo posto e, quindi, in Champions League. Bilancio completato dai 7 centri in Europa League che consentirono agli azzurri di arrivare sino ai sedicesimi di finale della competizione. Proprio dall’uruguaiano Mazzarri si aspetta la spallata finale per imporsi nelle zone alte della classifica. In attesa che ritorni ad esultare pure in campionato, il Matador ha scosso l’animo dei napoletani con un gol che potrebbe risultare pesantissimo per il passaggio al turno successivo. Il pari infatti spalanca insperate possibilità di qualificazione che sembravano compromesse il giorno del sorteggio. «Sapevamo che il Manchester City sarebbe stato un avversario tosto. Ma siamo riusciti ad imporci, soprattutto nel secondo tempo, quando abbiamo sfiorato il gol anche con Hamsik. Ancora una volta la nostra tattica è stata micidiale: quando partiamo in contropiede è davvero difficile riprenderci», ha osservato Cavani dopo il pari di mercoledì sera. La notte di Champions, dunque, gli ha riservato forti emozioni che il Matador non ha nascosto per niente: «Che bella quell’atmosfera! Ascoltare l’inno della Champions è da brividi. Dedico questo gol a tutti i tifosi che ci seguono in ogni angolo del mondo». Ma, l’attaccante uruguaiano invita tutti a rientrare nei ranghi: «Archiviamo subito questo momento, perché ora affronteremo il Milan. Il calendario non è stato comprensivo con il Napoli, ma noi siamo pronti pure per quest’altra sfida». Che potrebbe valere il primo posto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA STAMPA INGLESE

«Non sembra una squadra italiana»

Lavezzi freme «Sto meglio, voglio esserci» NAPOLI

Alla fine, deciderà di giocare, perché vuole esserci e non ha alcuna intenzione di saltare la super sfida col Milan. Ieri mattina, a poche ore dal rientro da Manchester, Ezequiel Lavezzi è stato sottoposto ad esame strumentale che ha escluso ogni complicazione: «Ho fatto la risonanza magnetica ed è tutto a posto, ho un’edema ma non c’è nulla di grave. Spero di poter arrivare bene alla partita di domenica, perché voglio giocare», ha annunciato attraverso il suo profilo su Twitter.

Edinson Cavani, punta, 24 anni, al Napoli dal 2010

Grandi elogi dalla stampa inglese al Napoli, dopo la bella prestazione dell’altra sera a Manchester. Per il Guardian è «legittimo il rammarico da parte della squadra italiana per non essere riuscito a difendere il vantaggio». Il Mirror ha visto un Napoli «sempre vitale e pericoloso per tutti i 90 minuti» Per Il Daily Mail è stato «un incontro di grande ritmo, ruvida fisicità e altamente spettacolare». Secondo il Mail, la squadra di Mazzarri «ha dato un concreto esempio di cosa attenda il City quest'anno in Europa». Critico verso il Manchester City anche il Times. Unanimi i giudizi sul Napoli: per l’intraprendenza dimostrata, non sembrava una squadra italiana. Di questi tempi, un complimento...

IPP

Allarme rientrato Dunque, le preoccupazioni del dopo partita sono state cancellate dall’esame clinico. Il Pocho si è infortunato nel corso del primo tempo della gara col Manchester e nell’intervallo ha chiesto ai sanitari del club di fargli un’infiltrazione, perché non avrebbe voluto uscire. In un primo momento, Mazzarri ha pensato di sostituirlo, ma dinanzi all’insistenza dell’argentino, non se l’è sentita di dire no. Una volta in campo per la ripresa, però, il dolore è diventato più intenso. Il Poco ha stretto i denti, poi ha dovuto arrendersi all’evidenza Ed a quel punto, il calciatore argentino s’è rivolto verso la panchina chiedendo il cambio. In un primo momento s’era temuta addirittura una piccola infrazione del calcagno ma la risonanza ha evidenziato soltanto

una forte contusione in un punto ritenuto, comunque, delicato. Resta il dubbio E’ rientrato l’allarme, certo, ma il dubbio resterà in piedi fino a qualche ora prima del posticipo col Milan. Mazzarri non vuole affrettare i tempi, ma sta già pensando all’eventuale sostituzione. Due le ipotesi alle quali lavora: Santana o Pandev. Il primo è stato utilizzato a Cesena nell’anticipo di sabato scorso per concedere 45 minuti di riposo in più ad Hamsik, ma la prestazione è stata poco convincente. L’ex interista così dovrebbe essere in vantaggio. A Manchester, è entrato negli ultimi 10 minuti sostituendo Cavani e domenica sera potrebbe giocare il suo personalissimo derby considerato che fino a due mesi fa era un tesserato dell’Inter. La questione, in ogni modo, resterà in piedi fino all’ultimo momento utile, perché Mazzarri farà di tutto per recuperare Lavezzi. Anche contro il Manchester City, le sue accelerazioni e quei dribbling ubriacanti sono stati tra le cose più spettacolari della sfida di Champions League. «Non posso mancare proprio in questa partita. Già immagino come si presenterà il San Paolo domenica sera, sarà uno spettacolo straordinario», ha confidato il Pocho che oggi proverà anche a correre per capire fino a che punto il dolore potrà essere sopportato. mi.mal. © RIPRODUZIONE RISERVATA

CITTA’ IMPAZZITA IN 300 HANNO ATTESO LA SQUADRA FINO ALL’ALBA. CACCIA AL BIGLIETTO PER LA SFIDA DI DOMENICA E PER QUELLA COL VILLARREAL

Gol-terremoto, poi notte in auto all’aeroporto Al gol di Cavani avvertiti lievi fenomeni sismici dall’Osservatorio vesuviano GIANLUCA MONTI NAPOLI

Manchester. Il pullman, però, ha preso un’uscita secondaria e dunque il consueto bagno di folla non c’è stato. Tuttavia, c’è chi non si è dato per vinto ed ha seguito il torpedone fino a Castelvolturno, dove in precedenza qualcuno si era addormentato in auto, pronto ad accogliere i propri beniamini che facevano ritorno in sede. Risveglio e boato La città si è ri-

Li hanno attesi al solito varco dell’aereoporto di Capodichino, nonostante fossero le 4 del mattino di ieri. Gli eroi di Manchester andavano celebrati e così circa 300 tifosi del Napoli hanno festeggiato la squadra di ritorno dal pareggio di

svegliata in preda all’entusiasmo. Dal Vomero ai quartieri popolari sono comparse numerose bancarelle che vendevano magliette (rigorosamente false) di Inler e compagni. Le sciarpe (originali) celebrative del match dell’Etihad e della

gara di ritorno con i Citizens sono state messe invece in vendita dalla società sia nello store ufficiale che sul sito internet del club. Il boato di Napoli al gol del Matador ha fatto registrare «piccoli fenomeni sismici dovuti all'esultanza dei tifosi», ha detto il direttore dell’osservatorio vesuviano Marcello Martini. Chi era presente alla prima notte di Champions ha provveduto a pubblicare una serie di video su internet: dal gol di Cavani, ripreso dal settore ospiti dello stadio Etihad, fino ai cori per Lavezzi nella stazione di Manchester prima di tornare a casa. Una vera e propria ubriacatura di felicità per i 2.500 dell’Etihad.

L’incontenibile entusiasmo dei tifosi del Napoli al rientro della squadra SKY Biglietti e manette Facile preve-

dere il pienone domenica sera contro il Milan (in 31.500 hanno già acquistato il biglietto). Da oggi, invece, in vendita i tagliandi per la sfida Champions del 27 settembre con il

Villarreal (fino a domani sera prelazione per i 14.000 abbonati). In previsione di questa partita si sono già scatenati gli scommettitori: le percentuali di qualificazione del Napoli, dopo il pareggio di Manche-

ster, sono notevolmente salite. Il pensiero popolare è che il collettivo di Mazzarri batterà gli spagnoli e se la giocherà con il Bayern di Monaco. Una previsione dettata principalmente dall’euforia del momento, perché c’è pure chi è convinto che contro i tedeschi ci sarà poco o nulla da fare: le puntate sono aperte. La passione per il Napoli ha però tradito Salvatore Liccardi, 37 anni, affiliato di spicco della cosca dei Polverino. L'uomo era riuscito a sfuggire al blitz che nel maggio scorso portò all'arresto di 39 esponenti del clan. Stavolta è stato catturato in una villetta di campagna a Quarto mentre, seduto in poltrona, in compagnia di un complice che ne favoriva la latitanza, stava guardando la sfida con il City. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LE INCHIESTE

Balotelli gioca 90’ in Procura a Napoli per la gita a Scampia Mario interrogato per un’ora e mezza sulla visita nel quartiere del giugno 2010 con esponenti della camorra GIANLUCA MONTI NAPOLI

La convocazione, ironia della sorte, gli era stata notificata a Coverciano e così ieri Mario Balotelli, pantaloni marroni, camicia a maniche corte e scarpe gialle fosforescenti, alle 15.30 si è presentato in Procura a Napoli per essere interrogato dai pubblici ministeri Sergio Amato ed Enrica Parascandalo, che conducono l'indagine sul presunto riciclaggio di denaro della camorra nel settore della ristorazione e nella quale è rimasto coinvolto, tra gli altri, l'ex capo della squadra mobile di Napoli, Pisani. Per la stessa inchiesta sono stati già sentiti Ezequiel Lavezzi e Fabio Cannavaro. L’audizione di Balotelli è cominciata verso le 16.30 ed è durata meno di due ore. Sentito in qualità di teste, non è stata necessaria durante il colloquio la presenza del legale che lo aveva accompagnato in Procura. Tour a Scampia Le domande for-

mulate dagli inquirenti erano tese a chiarire un episodio raccontato dal pentito Biagio Esposito. Nel giugno 2010, SuperMario, che era a Napoli per ricevere un premio, sarebbe stato accompagnato a Scampia da uno degli indagati, l’imprenditore Marco Iorio, e da alcuni esponenti della criminalità organizzata, tra i quali Salvatore Silvestri, del clan Lo Russo, e lo stesso Esposito, che era affiliato agli scissionisti di Secondigliano. Stretto riserbo dei magistrati sulle risposte fornite da Balotelli, in un interrogatorio che fonti vicine alla Procura definiscono molto tecnico. Già in passato il giocatore aveva spiegato di essersi recato a Scampia perché spinto dal desiderio di scoprire come si viveva in quella realtà e senza conoscere le persone che lo hanno accompagnato nel suo tour. Ieri Balotelli ha ricostruito la vicenda nei dettagli, fornendo chiarimenti sui rapporti con Iorio e sulle ragioni della visita in uno dei quartieri più a rischio della città. SuperMario ha ri-

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LE TAPPE

La notifica La Procura di Napoli il 6 settembre ha notificato a Mario Balotelli una citazione a comparire nell’inchiesta sul presunto riciclaggio di denaro della camorra, che vede coinvolto anche l’ex capo della squadra mobile di Napoli, Pisani. Il giocatore era stato raggiunto da alcuni investigatori della Dda a Coverciano, mentre era con la Nazionale. Il fatto Secondo quanto dichiarato da un pentito, nel giugno 2010 Balotelli aveva incontrato alcuni esponenti di clan malavitosi della zona di Secondigliano e assieme aveva fatto un giro a Scampia.

Mario Balotelli, 21 anni, all’uscita della Procura di Napoli, dove è stato interrogato ANSA

costruito quella giornata, iniziata tra Santa Lucia e i Quartieri Spagnoli e poi proseguita appunto nelle «case dei Puffi», il famigerato lotto P di Scampia, una delle maggiori piazze di spaccio d’Europa, dove Balotelli avrebbe scattato foto e girato un filmino. In volo col Napoli La giornata na-

poletana di Balotelli, giunto con l’aereo che ha riportato a casa il Napoli da Manchester, era cominciata con un pranzo in un ristorante del Vomero dove è stato riconosciuto e festeggiato dai tifosi azzurri. Critiche nei suoi confronti sono invece arrivate dal prete anti camorra, don Aniello Manganiello: «Mi spiace che per l’ennesima volta questo giocatore è venuto qui per farsi un giro nei quartieri della cosiddetta Napoli "bene" e non ha trovato il tempo di fare una visita riparatrice nei luoghi del volontariato e dell’impegno civile di Scampia. Probabilmente, Balotelli è interessato a certi posti solo quando ci sono criminali o piazze di spaccio da fotografare». © RIPRODUZIONE RISERVATA

SCOMMESSE

Signori e Quadrini chiedono l’arbitrato al Coni per le loro squalifiche Mentre si aspettano ancora le motivazioni delle sentenze di appello, la vicenda calcio scommesse nata dall’inchiesta di Cremona sconfina nel terzo grado. I protagonisti sono Giuseppe Signori e Daniele Quadrini che hanno presentato al Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport (Tnas, lo stesso organismo che dovrà pronunciarsi sulla vicenda della mancata revoca dello scudetto 2006 dopo l’esposto della Juve che ha tirato in ballo la Federcalcio e l’Inter) presso il Coni l’istanza di richiesta di arbitrato per le rispettive squalifiche per il coinvolgimento nell’indagine. Signori ha avuto una squalifica di cinque anni più la preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della Figc (radiazione) quale «elemento propulsivo» della vicenda scommesse, Quadrini ha avuto una squalifica di un anno per «aver violato il dovere di informare senza indugio la Procura Federale, omettendo di denunciare i fatti riguardanti la gara Siena Sassuolo del 27 marzo 2011».

L’OPERAZIONE LEGATA AL MONDO DELLE DISCOTECHE

Un’immagine della Curva Sud: Giancarlo Lombardi era uno dei capi ANSA

Sandokan in cella Capo ultrà Milan riciclava denaro Lombardi già condannato in 1˚ grado per estorsione ai danni del club MILANO

(al.bo.) La guardia di finanza di Milano ha arrestato ieri Giancarlo Lombardi, detto Sandokan, capo dei Guerrieri ultras, gruppo relativamente nuovo del tifo milanista, e finanziatore del film «L’ultimo ultras». I soldi per la pellicola provenivano, come quelli di un paio di case comprate a Sirmione e in Costarica, dai giri di estorsioni e riciclaggio per i quali Sandokan è finito in galera. Lombardi era stato condannato in primo grado a cinque anni e otto mesi per estorsione ai danni del Milan. Era sparito dalla circolazione e ora che è stato ritrovato dovrà scontare quegli anni e probabilmente altri: era ricercato per un giro di riciclaggio di denaro legato a varie discoteche e bar del centro. Rischia altri tre o quattro anni, anche se è considerato un personaggio marginale nella vicenda (avrebbe riciclato un milione di euro circa).

fatti. Questo ultimo caso si svolge nel mondo delle discoteche: Lombardi è coinvolto nell’operazione “Sinking”, che a luglio scorso aveva portato in carcere 19 persone (e quattro ai domiciliari) per aver commesso truffe ai danni di banche e frode fiscale legata a fenomeni di riciclaggio e bancarotta fraudolenta. Nel corso di questa operazione erano stati posti sotto sequestro 26 immobili (sigilli per il Karma e il Luminal) terreni e quote di 18 società, ma anche disponibilità bancarie per alcuni milioni di euro, denaro contante, cambiali. Lombardi era sfuggito all'arresto. Le prossime partite le vedrà in tv dalla sua cella. © RIPRODUZIONE RISERVATA

La locandina Il film del 2009

Denaro da lavare Il Milan non

ha voluto commentare la notizia dell’arresto del capo ultras, che in pratica riciclava denaro sporco, comprava biglietti che rivendeva a prezzi maggiorati, ancora riciclava e ancora rivendeva. Il club si era costituito parte civile nel primo processo a Sandokan, quello per estorsione, ma adesso non è in alcun modo interessato ai

IL FILM PRODOTTO DAL LEADER DELLA CURVA La locandina del film «L’ultimo ultras» che descrive la piaga della violenza negli stadi


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SERIE A

I comandamenti dell’InContenibile I segreti dell’allenatore-martello Così la Juve può tornare in alto L’ex capitano bianconero ha impostato il lavoro partendo dalla mentalità per ridurre il gap dal vertice e portare l’assalto a un piazzamento di prestigio DAL NOSTRO INVIATO

G.B. OLIVERO TORINO

Per capire la filosofia del Conte allenatore bisogna partire dal Conte giocatore: in base a quanto concesso da Madre Natura, Antonio era un buon mediano e nulla più; grazie al lavoro e alla voglia di migliorare, divenne un ottimo centrocampista titolare e capitano in una Juve di campioni. La crescita dal Conte basic alla versione 2.0 può essere racchiusa in una parola sola: dedizione. Dentro c’è tutto: dall’intensità negli allenamenti fino all’at-

tenzione nei pasti. Conte ha provato in prima persona che tutto è possibile, che le barriere ci sono per essere abbattute, che i limiti non si possono cancellare ma spostare un po’ più in là, che non si vince perché si è più bravi ma perché si è più forti e più cattivi (sportivamente parlando). Le dieci regole Ecco perché nel-

la sua testa e in quella di chi l’ha voluto sulla panchina della Juve non è un’utopia passare in pochi mesi da un settimo posto a un piazzamento di prestigio. Il terzo posto è l’obiettivo dichiarato, ma pur senza

esagerare con l’ottimismo a Vinovo c’è grande attesa e curiosità: si avverte la convinzione che seguendo le idee di questo tecnico giovane e preparato la Juve possa davvero ridurre sensibilmente il gap dal vertice. Difficile ipotizzare oggi se i bianconeri lotteranno per lo scudetto, ma chi avrebbe detto un anno fa che il Napoli non ci sarebbe poi andato molto lontano? La Juve è pronta a una stagione da protagonista, a patto però di rispettare quelle regole (in questa pagina evidenziamo le dieci più importanti) che Conte con fermezza ha imposto fin dal primo giorno di ritiro. Nulla di clamoro-

so, ma una serie di indicazioni che valgono per tutti. Se i giocatori le seguiranno con convinzione, il cammino della Juve sarà pieno di soddisfazioni: almeno questo è il pensiero di allenatore e dirigenti.

clic IL SIENA HA VINTO SOLTANTO UNA VOLTA CONTRO LA JUVENTUS

Allenare la testa Negli anni

scorsi, mentre le partite della Juve le guardava in tv da tifoso, una cosa a Conte proprio non andava giù: la mentalità provinciale della squadra. La tendenza ad accontentarsi è contraria all’approccio voluto dal tecnico, perché rallenta i progressi ed evidenzia i difetti. Conte era abituato a giocare in una Juve che magari dal

In 14 precedenti tra campionato (12) e Coppa Italia (2), la Juventus ha vinto 12 volte e pareggiata una. Solo in un’occasione i toscani hanno vinto: era il 4 maggio 2008, con Ranieri sulla panchina juventina, 17˚ turno di ritorno e decise un gol di Ghezzal al 7’.

In qualunque momento della partita la Juve deve imporre il proprio gioco. Contro il Parma all’86’ sul 4 0 Conte pretendeva pressione sugli avversari e la ricerca del quinto gol: per rispetto del pubblico e anche per mandare un messaggio ai suoi giocatori. Non ci si deve accontentare mai, si può sempre fare meglio.

L’AUTOSTIMA Vincere per ritrovare fiducia

Con l’applicazione, la grinta, l’attenzione, la voglia di vincere si può alzare l’asticella dei propri limiti e degli obiettivi stagionali. Vincere aiuta a vincere, quindi bisogna riuscirci più spesso possibile. La Juve deve ritrovare fiducia in se stessa e incutere timore negli avversari con il suo atteggiamento e il suo gioco.

IL GRUPPO Gli egoisti sono destinati a sparire

I VECCHI Del Piero e Buffon siano da esempio

Gli allenatori e i giocatori passano, la Juve resta. Quindi conta solo la Juve. Le soddisfazioni personali devono arrivare attraverso quelle del gruppo. Quando si segna un gol o quando si vince, si fa festa tutti insieme. Quando si perde non sono ammessi sorrisi. Si usa il «noi», non l’«io». E gli egoisti sono destinati a sparire.

Alessandro Del Piero e Gigi Buffon devono guidare i compagni nello spogliatoio e in campo: con i fatti, ancor più con le parole. Con l’esempio a Vinovo, ancor più che con le magie in partita. Sono i discepoli, conoscono perfettamente le idee di Conte e devono trasmetterle ai compagni esaltando il concetto di juventinità.

IL CILENO MANDA UN MESSAGGIO AL CAMPIONATO. CONTRO IL SIENA VUCINIC E MATRI FAVORITI PER L’ATTACCO

Vidal: «Siamo una squadra di guerrieri» DAL NOSTRO INVIATO

VINOVO (Torino)

Giornata dedicata alla tattica: a Vinovo la Juve ha ripetuto più volte gli schemi e i movimenti voluti da Conte. Nella prima parte dell’allenamento i difensori hanno lavorato da una parte e i centrocampisti e gli attaccanti tra di loro. Poi Conte ha guidato il gruppo fermando più volte la seduta per correggere gli errori e dare suggerimenti. A Siena la coppia d’attacco titolare potrebbe essere composta da Vucinic e Matri, favoriti sui compagni di reparto.

La trappola In Toscana la Juve andrà con il pessimo ricordo di quanto accaduto l’anno scorso in casa di chi arrivava dalla serie B: Lecce, Cesena e Brescia. Il bilancio complessivo fu di due pareggi con rimonta subita (1-1 a Brescia e 2-2 da 0-2 a Cesena) e di una secca sconfitta a Lecce (2-0). E’ naturale, quindi, che la Juve guardi con diffidenza alla trasferta di Siena, promossa a maggio con Conte in panchina. Il campo è storicamente amico della Juve, ma le trappole si nascondono proprio dove non te le aspetti. E una

squadra che vuole tornare grande non può permettersi passi falsi in provincia. Guerriero cileno Bisogna lottare

su ogni campo: è il pensiero di Arturo Vidal. Il cileno ha raccontato le sue sensazioni a Sky partendo dal ruolo in cui è stato impiegato finora: «Nel Bayer giocavo un po’ più avanti, ma mi sento bene anche in questa posizione perché posso attaccare molto. La concorrenza? C’è, ma non è un problema. A tutti piace essere titolari, però sono qui da poco. Mi sto adattando e

sono tranquillo, quando toccherà a me cercherò di farmi trovare pronto, anche perché quando si parte dall’inizio bisogna dimostrare di meritarlo per tutti e 90 i minuti, non solo per mezz’ora». Vidal, che ieri ha dovuto far chiudere una pagina di Facebook creata a suo nome da qualche furbetto, lancia un messaggio al campionato: «Le squadre forti sono tante: Milan, Inter, Napoli, Lazio, Roma. Ma la Juve deve puntare a vincere. Siamo una squadra di guerrieri e in campo diamo tutto». gb.o. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Primo passo Conte usa la tattica quasi come strumento di seduzione nei confronti di giocatori assolutamente conquistati dalla sua idea di calcio. Rimprovera chi non si allena bene (ma finora è successo pochissime volte), è totalmente meritocratico nelle scelte: può sbagliare la formazione, ma si garantisce il rispetto del gruppo seguendo sempre le indicazioni del campo. Due mesi fa la Juve era un gruppetto di giocatori da assemblare: adesso è una squadra. Il primo passo è stato compiuto. Ne mancano molti altri per arrivare al traguardo e la strada non è certo in discesa. Ma tutti spingono dalla stessa parte, tutti ci credono, tutti corrono, pressano, tirano, lottano. Innanzitutto per un motivo: perché lo chiede, anzi lo ordina, Antonio Conte. Il mediano che fu ottimo centrocampista. E adesso studia e lavora per diventare grande allenatore. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE DIECI REGOLE DEL GIOVANE TECNICO

LA MENTALITA’ Imporre il gioco per tutta la gara

punto di vista tecnico non era la squadra più forte, ma poi spesso vinceva il campionato grazie alla mentalità vincente. Prima di allenare le gambe, quindi, Conte ha iniziato ad allenare la testa: raccontando la storia della Juve, spiegando ai giocatori quello che rappresenta la maglia, massacrandoli in allenamenti da marines prima dei quali li caricava con discorsi da generale. Dopo due settimi posti alla squadra mancava autostima: la sta ritrovando attraverso il gioco, la voglia di vincere divertendo, un progetto affascinante in cui tutti credono.

IL LAVORO Non si scherza in allenamento

Il calcio è passione, ma per Conte è anche e soprattutto lavoro. In allenamento non si scherza, il divertimento arriva quando si applicano bene le idee di gioco. Gli allenamenti sono curati in modo maniacale, nessuno fiata, la concentrazione deve essere massima dal primo all’ultimo minuto. Chi sgarra non gioca.


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Ritorno a Siena

FILIPPO DI CHIARA

Antonio Conte manca in città da tre mesi e mezzo. Un’eternità per chi era abituato a vederlo camminare in Piazza del Campo. A fine maggio, nella festa promozione, aveva salutato Siena con una A dorata appesa al collo. Domenica ci tornerà con la sua Juve. E a Siena ritroverà il d.s. Giorgio Perinetti: vincenti assieme anche a Bari, nessuno meglio di lui può raccontare l’annata d’oro del tecnico a Siena. Conte e la città «Conte conosce-

va già l’ambiente perché aveva lavorato a Siena come vice di De Canio nel 2005. Ha abitato in centro, a Porta Camollia: facile incontrarlo per strada e vederlo chiacchierare con i tifosi analizzando le partite. I suoi covi erano noti a tutti: cappuccino al bar Perù, pranzo da Nonno Mede che è un po' il ristorante del club, di sera le passeggiate con la piccola Vittoria in Piazza del Campo e la tappa alla birreria di Bellandi (consigliere del club, ndr). Ha avuto un ottimo rapporto con i tifosi più caldi: indimenticabile la serata a base di frittelle e nutella organizzata dai Fedelissimi». Conte e il Palio «Grande appassionato ma super partes. Ha sempre partecipato alle cene delle contra-

LA TATTICA Tutti sanno bene cosa devono fare

La fantasia è una bella cosa, ma solo negli ultimi 15 20 metri. Prima è tutto organizzato, quasi meccanizzato, mandato a memoria. Dal terzino destro all’ala sinistra ogni giocatore sa cosa fare in qualunque situazione, in fase di possesso o di non possesso. Non si può improvvisare, si devono eseguire gli spartiti.

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«Antonio, la scaramanzia e Pianigiani Un purosangue in Piazza del Campo» de cui è stato invitato: in occasione del Palio dell'Assunta è stato ospite del suo amico Cortecci che abita proprio sul punto dove viene data la mossa». Conte e il basket «Con Pianigiani

(il coach dell'Italia e della Montepaschi, ndr) gli piaceva discutere di metodi di gestione del gruppo»

col presidente Matarrese per la pizza. A Siena, invece, il venerdì lui era in ritiro con la squadra ma "pretendeva" che la compagna Elisabetta, mia moglie Daniela e Rachele, la fidanzata del capo degli osservatori, Faggiano, andassero a cena alla Taverna di San Giuseppe».

Domenica Conte ritroverà l’amico Perinetti. Un giorno da avversari per la coppia delle promozioni. E il d.s. ci svela che...

Conte e lo sfogo alla Mou «Aveva-

mo perso in casa col Piacenza e Conte, che viveva molto la città, avvertiva un po’ di insoddisfazione. Per dare una scossa all'ambiente e proteggere la squadra fece una conferenza stampa "tosta" prima della trasferta di Modena (gara vinta dal Siena, ndr). Il suo "Gufi state a casa", ripetuto più volte, è diventato un tormentone rap...».

Conte e le sconfitte «Quando per-

deva una partita preferiva stare a casa almeno per un paio di giorni, isolandosi da tutti... Fortunatamente le assenze in Piazza del Campo sono state poche...». Conte e i ristoranti «A cena la

scelta del ristorante era determinata dalla tv: Antonio guarderebbe partite all'infinito, il locale prescelto era quello che più lo metteva a suo agio in tal senso. In un anno ha tradito Siena solo per qualche fuga a Viareggio e Poggibonsi: il vero debole di Conte è il pesce alla catalana. Gli amici di Siena gli rimproverano di essere un po’ "braccino" al momento di pagare il conto ma da Bari a Siena ha fatto progressi». Conte e le cene «obbligate» «Antonio è una persona molto religiosa: quando entra in campo fa il segno della croce e bacia il santino. Ma anche lui ha i suoi riti: se l’anno prima si è vinto in trasferta guai a cambiare albergo. A Bari, il giovedì, appuntamento fisso

Conte e la squadra «I giocatori li

affronta a muso duro, però poi ci chiacchiera e li fa crescere. A Siena ha fatto gruppo trasformando le multe in cene». Conte e la Juve «Ai tempi di Bari era fin troppo tentato dalla Juve... A Siena, invece, non ha mai perso di vista la promozione in A del Siena». Ora è arrivato il momento di ritrovarsi. «I tifosi lo accoglieranno benissimo — chiude Perinetti —. Il Siena era in B dopo 9 anni di A e ha vinto subito: sarà sempre un amico speciale».

Sopra Perinetti e Conte in conferenza stampa. Sotto il tecnico si rilassa in Piazza del Campo PHOTOPRESS E DI PIETRO

IL GENIO Soltanto Pirlo può uscire dal coro

LA FAME Per molti giocatori è l’ora della verità

L’unico che può (ma non troppo) uscire dal coro è Andrea Pirlo: talmente superiore per visione di gioco e tecnica pura da rappresentare un valore aggiunto per il 4 2 4 di Conte. Qualcuno pensava che Pirlo avrebbe faticato a sintonizzarsi sulle frequenze del tecnico: è accaduto l’opposto, c’è stato feeling immediato.

Conte ha espressamente voluto giocatori con grandissime motivazioni. A prescindere dai rispettivi valori tecnici, per Vucinic, Lichtsteiner, Elia, Giaccherini, Estigarribia, Pazienza e anche per alcuni elementi già in rosa è il momento della verità: o vincono adesso e diventano grandi oppure non avranno un’altra occasione.

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LO STADIO Deve diventare un vero inferno

LA BILANCIA Occhio al peso Chi sgarra è fuori

Gli è bastato guardarlo per comprendere che sarebbe stato un grande vantaggio. Conte ha colto in fretta l’importanza del nuovo stadio e l’ha trasmessa alla squadra: «Fate capire subito che giocare qui è un inferno». E a fine gara ha mandato la squadra sotto la curva: il concetto del dodicesimo uomo non è mai stato così poco retorico.

Conte pretende dalla squadra massima attenzione anche a tavola: ecco perché alcuni pasti settimanali vengono consumati a Vinovo. La prova della bilancia vale quanto l’abilità nel cross o la precisione in area: chi è sovrappeso, anche se di poco, non gioca. La regola vale per tutti e nessuno dubita che venga applicata.

IL GIALLO ERA STATO ASSENTE ALL’INAUGURAZIONE DEL NUOVO STADIO

Ritorna Nedved: sarà presente al Cda DAL NOSTRO INVIATO

TORINO

Antonio Conte, 42 anni LAPRESSE

Pavel Nedved oggi parteciperà al consiglio d’amministrazione della Juve in programma nel nuovo stadio. I dubbi sulla sua presenza erano legati alla mancata partecipazione di Nedved alla festa per l’inaugurazione dello Juventus Stadium: giovedì scorso, infatti, il ceco aveva sorpreso tutti restando a Praga.

A caccia del perché E tra le cau-

se della sua assenza si era ipotizzata una frizione con qualcuno all’interno della società. Nella riunione di oggi il CdA approverà il bilancio 2010 che dovrebbe essersi chiuso con una perdita di circa 60 milioni. La relazione sui conti sarà presentata a metà ottobre all’assemblea dei soci. Il Consiglio d’Amministrazione della Juve è composto dal presidente Andrea Agnelli e dai membri Aldo Mazzia, Beppe Marotta, Jean Claude Blanc, Carlo

Barel di Sant’Albano, Michele Briamonte, Riccardo Montanaro, Marzio Sàa, Camillo Venesio, Khaled Fareg Zentuti e appunto Pavel Nedved. Assicurazione Intanto la Juve ha annunciato di aver rinnovato per altri tre anni la propria partnership con Willis, società leader nella gestione dei rischi e nel brokeraggio assicurativo, che gestirà l’intero portafoglio assicurativo della società bianconera. gb.o. © RIPRODUZIONE RISERVATA

NOVITA’ TECNOLOGICA

Foto navigabile dello stadio per rivedersi Sul sito bianconero c’è una foto «navigabile», che permette di raggiungere ogni angolo dello Juventus Stadium e di zoomare sui volti degli spettatori. Chiunque fosse allo stadio ha la possibilità di cercarsi, riconoscersi e di taggarsi su Facebook.


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SERIE A A CASA DEL TECNICO RIVELAZIONE

Mangiamania

QUANTI CHILOMETRI PER ALLENARE, TUTTI IN AUTO

Una Fiat, il guru Sacchi e quegli appunti infiniti Tanta gavetta nelle giovanili al Nord, il debutto in A a Palermo Parla chi lo conosce: «Fidanzato? È innamorato del calcio» GDS

LUCA BIANCHIN

La Fiat Uno nella storia di Devis Mangia non è bianca ma verde oltremare. Devis la usava per l’unica passione che abbia mai avuto: il pallone. Portiere, poi allenatore, già a 24 anni con i bambini dell’Enotria. Dalla casa di Cernusco sul Naviglio fino al campo, nella periferia Est di Milano, sono 12 chilometri: facile. Più tardi sarebbe andata peggio: 90 chilometri verso Voghera, 31 verso Meda, 100 verso Fiorenzuola, 78 verso Varese, 24 verso Trezzo sull’Adda, oltre 100 verso Ivrea e Valenza, dove però aveva una casa in cui dormire. Un pendo-

«

Si è sempre preoccupato che il campo fosse rullato e del menu del ristorante GIORGIO SCAPINI RESP. GIOVANILI VARESE

va in cortile e i vicini gli tiravano le secchiate d’acqua fredda — dicono mamma Mariangela e papà Michele, ex fotolitografo lui ed ex legatrice lei per la casa editrice Garzanti —. Li ha accontentati solo quando Remo, un altro vicino, lo ha portato al Cernusco». Devis ha parato fino agli Allievi, quando già studiava la formazione: «Nella finale regionale col Muggiò spiegò a Marini, l’allenatore, come giocare — dice Alberto Mantegazza, ex compagno, ora suo osservatore —. Non lo ascoltò e perdemmo». Marini nega («Ma no, fu colpa dell’arbitro»), però la storia è verosimile. Quelli erano gli anni del «Giordano Bruno» di Melzo, il liceo scientifico: «Il Devis usciva da lezione e veniva da me a leggere la Gazzetta», dice Dino, il bidello coi baffi. Forse erano i mesi in cui non studiava: «Ha avuto sempre voti vicini all’8 — dice la mamma —. Tranne il terzo anno: bocciato. Poi giurisprudenza: solo 5 esami, tutti 28 e 30, prima di lasciare per il calcio».

FOTO STORY DAI RIGORI PARATI ALL’INTER CAMPUS 2

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1 Devis Mangia mentre para un rigore in una gara giovanile 2 Con la tuta dell’Inter, la sua squadra del cuore 3 Devis, giovanissimo portiere, alza un trofeo 4 Foto di gruppo assieme ai partecipanti a un Inter Campus: si riconoscono Beppe Baresi e Corso (nei tondi)

re l’unico ad averlo esonerato».

«

L’allenatore Sempre il calcio,

Ha avuto sempre voti alti a scuola. Poi Legge: cinque esami tra 28 e 30, prima di allenare MARIANGELA LA MADRE

lare del pallone nel Nord Italia, con la voglia di scoprire altre Americhe oltre il casello: i giovani, poi l’Eccellenza, la D, la C2. In coda su una Uno, un’Opel Corsa o una Golf, Mangia ha capito che chi ha costanza prima o poi arriva. Anche oltre il Po, a Palermo, in Serie A. Il calciatore Devis Mangia è l’allenatore del momento. Alla prima ha battuto l’Inter e ha ricevuto 24 sms di complimenti, pochini. Due giorni dopo ha spento e riacceso il cellulare: «Di botto sono arrivati gli altri 310, si era impallato il cell», dice con lo slang dei trentenni. Una parte di quei messaggi arrivava da Cernusco dove c’è ancora la sua base, la casa di famiglia. Un appartamento al piano rialzato di un condominio giallo: «Gioca-

perché casa Mangia parla di quello. Libri intitolati «Elementi di tattica calcistica» e «La didattica nel giuoco del calcio». Appunti sul 4-4-2 di Sacchi. Un foglio con 170 esercizi catalogati. Una lettera dei Giovanissimi del Fiorenzuola: «Buonasera mister, lei è stato come un padre per alcuni e un fratello per altri». La testa era solo al calcio. Giorgio Scapini, responsabile delle giovanili a Varese: «È quasi fobico, si è sempre preoccupato che il campo fosse rullato e al ristorante non si mangiasse troppo. Quando il Varese stava fallendo, non si riusciva a parlare con Pisano. Devis lo chiamò al mare e lo convinse a restare». Silvio Cuoco, suo superiore al Meda: «Ha una fissa, con lui il 5 deve sempre giocare a centrocampo. Non so se è mai stato fidanzato, è innamorato del pallone». Enrico Ferrero, ex d.s. dell’Ivrea: «Parla sempre di calcio. Spero di resta-

Extra campo In 37 anni, Man-

S Qui sotto, il foglio con gli schemi di Mangia per Roma-Varese, finale del campionato Primavera. I suoi sono i blu, schierati col 4-4-2, il sistema di gioco preferito. Poi schemi per palle inattive e angoli

gia non ha fatto altri lavori. È andato solo per il servizio civile a «La Parolina», struttura residenziale per disabili gravi: «Portava i ragazzi in gita col pullmino», raccontano i genitori. Poi ha organizzato tornei giovanili con Marco Messerotti, oggi presidente dell’Accademia Inter a Milano: «Era precisissimo anche lì, sapeva tutto di permessi e burocrazia». Con i ragazzi, lo dicono tutti, ci ha sempre saputo fare. Come con Pisano, che ha convinto a restare a Varese e ora ha fatto esordire in A. Come con la Primavera del Varese, guidata alla finale scudetto: «A inizio anno, uno dei brasiliani gli ha risposto — racconta Scialpi, uno dei più forti —. Il mister è andato vestito sotto la doccia e lo ha messo spalle al muro». Il brasiliano è diventato uno dei leader e Mangia anche grazie a lui è arrivato in A. Chi ha preso secchiate dai vicini in cortile non può avere paura dell’acqua.

la scheda DEVIS MANGIA 37 ANNI ALLENATORE

Devis Mangia è nato il 6 giugno 1974 a Cernusco sul Naviglio (Milano). Fa il portiere nelle giovanili di Cernusco ed Enotria, poi si dedica agli studi di giurisprudenza con in tasca il diploma al liceo scientifico «Giordano Bruno» di Melzo. Inizia ad allenare nelle giovanili dell’Enotria, poi Voghera, Meda e Fiorenzuola, sempre a livello giovanile. La prima esperienza con una prima squadra è con il Varese, che dal 2004 nel giro di due anni porta in C2. Nel 2007 08 è alla Tritium: secondo in Serie D. Quindi allena l’Ivrea ma viene esonerato a tre giornate dalla fine. Dopo un passaggio alla Valenzana, nel 2010 torna al Varese per guidare la Primavera fino alla finale scudetto. Quindi l’approdo alla Primavera del Palermo e il debutto in A.

LA SFIDA ALL’ORA DI PRANZO IL CENTROCAMPISTA È CARICO E NON SI PREOCCUPA DI DOVER CAMBIARE LE ABITUDINI ALIMENTARI PER DOMENICA

Cigarini: «Mi divoro un cracker e batto il Palermo»

scongiurato visto che domenica sono previsti dieci gradi in meno e pioggia.

«L’Atalanta ha giocato bene a Genova ma per vincere bisogna fare di più»

Accelerata Cigarini, ai box fi-

GUIDO MACONI ZINGONIA (Bergamo)

Luca Cigarini ha fame. Fame di calcio, di vittorie, di

riscossa. Due anni all’ombra non fanno per lui e non sono da lui. Domenica a Genova s’è ripresentato ed è stato subito tra i migliori, ora è pronto ad azzannare anche il Palermo, in tutti i sensi visto che si gioca alle 12,30. «Il problema dell’orario c’è sia per noi che per il Palermo. Io appena sveglio non riesco a mangiare la pasta, ma con le motivazioni giuste puoi anche pranzare con un cracker che poi in campo ti mangi gli avversari. E se il Pa-

lermo sarà caricato dalla vittoria sull’Inter, noi dovremo avere mille volte le loro motivazioni». In fondo è pur sempre una questione di fame. A dire il vero l’insolito orario che vede l’Atalanta protagonista del lunch-match della terza giornata qualche preoccupazione in casa bergamasca l’ha comprensibilmente creata. Anche perché l’ultimo precedente risale all’aprile del 2009. Prove a tavola Anche per que-

sto e per abituare i giocatori alla novità, Colantuono ieri ha voluto simulare interamente quello che succederà domenica. La squadra si è ritrovata a Zingonia per pranzare alle 9, ma ai giocatori è stata data libertà di scelta tra la pasta in bianco o al pomodoro e la molto più gettonata colazione classica (crostata, frutta, succhi, caffè). Poi alle 12,30 tutti in campo per una seduta tattica e la partitella. Il gran caldo di ieri comunque dovrebbe essere

no a ieri, col Palermo ci sarà e chiede un passo avanti. «A Genova abbiamo giocato bene ed è stata una prestazione che ci è servita soprattutto per il morale: avevamo bisogno di fiducia, per questo è stato molto più importante non perdere che vincere. Ma non possiamo fermarci qui: siamo contenti ma abbiamo pareggiato, quindi per vincere dobbiamo fare qualcosa in più». Luca Cigarini, 25 anni ANSA

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VENERDÌ 16 SETTEMBRE 2011


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SERIE A

Montolivo e il rinnovo Pronto alla trattativa Scade l’ultimatum Fiorentina: il d.s. Corvino è fiducioso. E se la stagione andrà bene sarà più facile convincere il giocatore ALESSANDRA GOZZINI FIRENZE

Agli appassionati della serie va detto che la prossima sarà una puntata significativa, anche se potrà apparire noiosa. Non sono infatti previsti grossi colpi di scena, ma ci saranno comunque sviluppi importanti. Di fatto scade oggi l’ultimatum dato da Andrea Della Valle, presidente onorario della Fiorentina, a Riccardo Montolivo, ex capitano della squadra, sulla vicenda-rinnovo (ADV, sabato scorso, chiese una risposta in sette giorni, ma è chiaro che alla vigilia della partita l’attenzione deve essere solo al campionato): la replica del giocatore potrebbe essere un sì a trattare. Va notata la sfumatura: Montolivo non accetta di firmare il prolungamento, più semplicemente si dice disposto all’apertura ufficiale di una trattativa. Andrebbero poi discussi diversi aspetti. Uno: durata del nuovo contratto e ingaggio. Due: l’inserimento della clausola rescissoria. Tre: il valore della clausola stessa.

I NUMERI

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le stagioni disputate a Firenze Montolivo ha cominciato il settimo anno con la Fiorentina. Arrivò nell’agosto 2005, inizialmente in comproprietà, dall’Atalanta

222

le gare in A Un campionato con l’Atalanta, poi sempre in viola: Montolivo ha giocato 222 partite nel massimo campionato segnando 16 gol

Colomba prepara un Parma da riscossa Jadid, Feltscher e Crespo a segno col Mantova Un’amichevole «vera» con il Mantova (3 0) per chi ha giocato meno sino ad ora, un tempo con gli Allievi Nazionali per i titolari del k.o. con la Juve: questo il menù preparato da Colomba per il Parma. Quattro gol agli Allievi con doppietta di Galloppa e reti di Pellè e Valiani. Poi l’amichevole a Mantova (Seconda Divisione), con gli occhi puntati soprattutto su Crespo, Floccari e Gobbi, tre aspiranti titolari per domenica. Prima però va rimarcata una mezzora di gran qualità di Jadid, autore tra l’altro di un eurogol dalla distanza. A segno anche Feltscher e Crespo nel primo tempo.

Muriel, talento per il Lecce «Da punta o da esterno voglio sfruttare l’occasione per conquistare l’Udinese»

27

le presenze in Nazionale Montolivo ha debuttato nell’Italia il 17 ottobre 2007 2-0 al Sudafrica. Ha collezionato 27 presenze e un gol, contro la Spagna

Tattica Due giorni fa dal club

hanno fatto filtrare un nuovo particolare: Della Valle ha dato mandato a Corvino di chiudere l’operazione-allungamento in tempi brevi, per evitare che il futuro di Montolivo diventi un tormentone. Visto che la faccenda tende già alla soap-opera, Branchini, manager di Montolivo, è a Los Angeles da dove tornerà solo la prossima settimana. Soltanto con un incontro diretto tra le parti la trattativa potrà dirsi riaperta, e anche se trovare un accordo non sarà semplice, l’intenzione pare quella di provarci. Così almeno la interpreta il d.s. viola, per il quale la disponibilità al dialogo di giocatore e procuratore vale come un primo segnale di riavvicinamento. Se poi il sì-a-trattare di Montolivo si rivelasse una strategia per prendere altro tempo (a febbraio sarà libero di accordarsi formalmente con chi vuole) la Fiorentina replicherebbe con la linea dura («chi non crede in noi non può far parte della squadra», è sempre stato lo slogan del progetto della società).

4 Pillole

Riccardo Montolivo, 26 anni, sta discutendo con il club il rinnovo del contratto che scade nel giugno 2012 LAPRESSE

«

Liberi di sognare C’è una terza

Montolivo torna al centro del progetto, ma deve rinnovare entro sabato

ANDREA DELLA VALLE COSÌ PARLÒ IL 10 SETTEMBRE

ipotesi: Monto che ora è disponibile all’apertura di un tavolo ma certo non entusiasta all’idea, potrebbe convincersi sul campo. Ecco il senso: la Fiorentina di quest’anno è una delle più forti delle ultime stagioni; il gruppo, anche secondo Montolivo, è molto più affiatato di quello dell’anno scorso e anche con i nuovi compagni il feeling è stato immediato (Cassani, neo viola, ricambia: «Riccardo? Lo vedo molto bene, per noi è un punto di riferimento, sa che qui c’è voglia di rilancio e di rinnovamento, e anche lui respira quest’aria»); la vittoria di domenica ha ridato slancio (ieri il video dell’allenamento inserito nel canale tematico del club si intitolava «liberi di sognare»); se i prossimi risultati porteranno altro entusiasmo, Montolivo rischia di rimanerne coinvolto.

IN GOL ALL’ESORDIO

Gilardino brinda con 100 bottiglie del Chianti Alberto Gilardino ha brindato, nel vero senso della parola, alla prima rete stagionale, che domenica scorsa al Franchi è servita per sbloccare il risultato contro il Bologna dopo venti minuti di gioco, nella giornata inaugurale del campionato (2 0 finale per la Fiorentina). Il Consorzio Vino Chianti, infatti, ha premiato la performance dell’attaccante viola con cento bottiglie di Chianti, che verranno consegnate personalmente dal presidente del consorzio Giovanni Busi al giocatore.

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Luis Muriel, 20 anni, ultima stagione al Granada LEZZI LECCE (g.c.) Dopo Granada, un anno a Lecce, per meritarsi poi un posto nella «sua» Udinese. Ha le idee chiare, Luis Fernando Fruto Muriel, attaccante colombiano, grande protagonista in agosto, con 4 reti, al Mondiale under 20. «Devo sfruttare l’occasione che mi offre il Lecce — dice —. Sin da quando ho cominciato a giocare, ho preso come modello il brasiliano Ronaldo e ammiro il Barcellona. Sono una punta centrale ma Di Francesco può impiegarmi anche da esterno: per me, Lecce è una tappa fondamentale per conquistare l’Udinese». Il club di Pozzo ha scoperto Muriel nel 2010 nel Deportivo Calì e lo sta facendo maturare. «Ho un bel rapporto con la famiglia. Gino Pozzo mi ha telefonato spesso per incoraggiarmi».

Diritti tv, entro le 12 arrivano in Lega le offerte per il triennio 2012-15 La Serie A vale 3 miliardi Oggi alle 12 scadono i termini per presentare le offerte per i diritti tv della Serie A 2012 15. La Lega e l’advisor Infront si aspettano di incassare circa un miliardo annuo dalla vendita dei pacchetti. L’attenzione, ovviamente, è concentrata sui segmenti principali dell’offerta in pay tv e sulle azioni dei due competitor Sky e Mediaset. A rischio la vendita dei diritti ex Dahlia sul digitale terrestre (56 partite in esclusiva). Per quei pacchetti per cui non saranno presentate offerte col minimo garantito, si procederà con la trattativa privata.

IL TECNICO BISOLI PUNTA SULL’URUGUAIANO CONTRO IL LECCE PER UNA VITTORIA CHE MANCA DA 6 MESI

Taccuino

Il Bologna si aggrappa a Ramirez

CAGLIARI

Il presidente Guaraldi: «Deve dimostrare di essere un grande. E gliel’ho detto»

logna attende il Lecce in un clima difficile perché l’impegno coi giallorossi è di quelli che non si possono fallire nell’ottica degli scontri diretti per la salvezza, un sostantivo che non piace al presidente Guaraldi ma che rimane l’obiettivo finale del club rossoblù.

ANDREA TOSI BOLOGNA

Digiuno semestrale Oggi il pro-

Dopo il flop di Firenze nell’esordio in campionato e il conseguente coro di dissensi e critiche che Bisoli ha usato per costruire il suo fortino («mi avete ammazzato, tutti mi hanno sparato addosso, d’ora in poi indosserò l’elmetto»), il Bo-

blema più importante da risolvere per il Bologna non è come battere il Lecce ma è come vincere una partita. Infatti, l’ultimo successo in campionato della squadra emiliana risale a sei mesi fa, il 13 marzo proprio sul campo dell’avversario di domenica, un 1-0 firmato da Gaston Ramirez che all’epoca sembra-

va pronto per diventare il nuovo fenomeno di una squadra che volava e sognava un traguardo europeo prima di piantarsi in un brutto finale di stagione. Nel frattempo è cambiato il mondo: Ramirez ha fatto di tutto per essere ceduto sul mercato; lo spogliatoio, l’allenatore e la dirigenza hanno finito la pazienza e le parole nei suoi confronti ma adesso c’è ancora bisogno di lui per evitare il rischio di una crisi di risultati troppo prematura considerando anche l’alto coefficiente di difficoltà di questa prima parte del calendario che vedrà il Bologna impegnato nel trittico Juve-Inter-Udinese subito dopo la gara col Lecce.

Campione Così Bisoli sta riadat-

tando il vecchio modulo per riportare il giovane Gaston nello schema titolare. Ieri al termine della partitella in famiglia, l’allenatore si è trattenuto col presidente Guaraldi e il d.g. Zanzi in un vertice di mezzora. Facile che abbiano parlato dell’attaccante uruguagio e di come rimotivarlo. Infatti Guaraldi, uscendo da Casteldebole, ha lanciato una frase sibillina: «Ho detto a Ramirez che deve dimostrare di essere il campione che conosciamo per il bene suo e della squadra». Se non è un’esortazione a cambiare in fretta questo Bologna poco ci manca. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Rui Sampaio: «Un bel gruppo» (m.f.) Presentato Rui Sampaio: «La vittoria con la Roma non mi ha sorpreso, appena ho conosciuto questo gruppo in allenamento ho capito che si tratta di gente molto seria». Alitalia sarà il vettore ufficiale del Cagliari.

DONNE / 1

Euro 2013, domani Bosnia-Italia (f.sal.) Domani (ore 18) la nazionale donne allenata dal c.t. Ghedin affronta la Bosnia a Sarajevo nella prima sfida di qualificazione per gli Europei 2013. Nel girone 1 anche Russia, Polonia, Grecia e Macedonia.

DONNE / 2

Europeo Under 19 in Macedonia (f.sal) Da domani a giovedì in Macedonia prima fa se di qualificazione all’Europeo U19 del 2012. Le Azzurri ne affronteranno domani l’Armenia, lunedì la Macedonia e giovedì l’Austria.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 16 SETTEMBRE 2011

Nuova Hyundai i40. Chi ha detto che lo stile è soggettivo?

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VENERDÌ 16 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

21

SERIE A CAGLIARI NOVARA

3

a

DOMENICA ore 15 ARBITRO Gervasoni

1 AGAZZI

1 JULIO CESAR 42 23 25 55 JONATHAN RANOCCHIA SAMUEL NAGATOMO 4 19 20 ZANETTI CAMBIASSO OBI 10 9 SNEIJDER 22

47 CONSIGLI 25 3 5 13 A. MASIELLO LUCCHINI MANFREDINI PELUSO 7 21 22 10 SCHELOTTO CIGARINI PADOIN BONAVENTURA 11 MORALEZ 19 DENIS

1 GILLET

21 ANDUJAR

21 CANINI

8 BIONDINI

JUVENTUS NAPOLI FIORENTINA UDINESE PALERMO CAGLIARI CHIEVO GENOA LAZIO MILAN NOVARA CATANIA SIENA INTER ROMA CESENA BOLOGNA LECCE PARMA ATALANTA*

13 ASTORI

5 CONTI 7 COSSU

10 EL KABIR

FORLAN

20

6 GRANOCHE PINARDI 17 18 PORCARI MARIANINI

10 RIGONI 3 GEMITI

31 AGOSTINI

4 NAINGGOLAN

11 MORIMOTO

RETI F S 4 1 3 1 2 0 2 0 4 3 2 1 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 0 0 0 0 3 4 1 2 1 3 0 2 0 2 1 4 2 2

24 PACI

4 14 LISUZZO MORGANELLA

1 UJKANI

2 RETI Miccoli (Palermo), Milito (1) (Inter), Moralez (Atalanta). 1 RETE Conti e El Kabir (Cagliari), Guana (Cesena), Pellissier e Thereau (Chievo), Cerci e Gilardino (Fiorentina), Mesto e Veloso (Genoa), Forlan (Inter), Lichsteiner, Marchisio, Pepe, Vidal (Juve), Cisse’ e Klose (Lazio), Cassano e Ibrahimovic (Milan), Campagnaro, Hamsik e Lavezzi (Napoli), Marianini e Paci (Novara), Hernandez e Pinilla (Palermo), Giovinco (1) (Parma), De Rossi (Roma), Basta e Di Natale (Udinese).

PROSSIMO TURNO Martedì 20 settembre NOVARA-INTER (ore 20.45) Mercoledì 21 settembre, ore 20.45 CESENA-LAZIO CHIEVO-NAPOLI FIORENTINA-PARMA GENOA-CATANIA JUVENTUS-BOLOGNA LECCE-ATALANTA MILAN-UDINESE PALERMO-CAGLIARI Giovedì 22 settembre, ore 20.45 ROMA-SIENA

10 TOTTI

22 BORRIELLO

15 PJANIC

16 DE ROSSI

20 PERROTTA

5 HEINZE

29 BURDISSO

44 KJAER

24 STEKELENBURG

87 ROSI

10 MICCOLI 27 ILICIC

11 HERNANDEZ

7 5 90 DELLA ROCCA BARRETO ALVAREZ

42 8 3 31 BALZARETTI MIGLIACCIO SILVESTRE PISANO 33 TZORVAS

20 SCIACCA

3 SPOLLI

33 CAPUANO

27 19 BIAGIANTI RICCHIUTI

17 GOMEZ

11 LOPEZ

32 CATELLANI

32 GHEZZAL

10 MUTU

7 EDER

8 CANDREVA

5 GUANA

18 PAROLO

6 LAURO

13 ROSSI

25 16 VON BERGEN COMOTTO 88 RAVAGLIA

PANCHINA 78 Frezzolini, 4 Capelli, 6 Bellini, 17 Carmona, 89 Marilungo, 90 Tiribocchi, 28 Gabbiadini. All. Colantuono. BALLOTTAGGI Cigarini-Carmona 60-40%, Manfredini-Capelli 55-45%, Denis-Gabbiadini 60-40%. SQUALIFICATI Doni (3 anni e 6 mesi). DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Ferreira Pinto (1 mese), Minotti (3 settimane).

PANCHINA 25 Agliardi, 5 Antonsson, 16 Casarini, 13 Pulzetti, 35 Paponi, 77 Gimenez, 99 Acquafresca. All. Bisoli. BALLOTTAGGI Kone-Pulzetti 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Cherubin (15 giorni), Rickler (15 giorni), Cruz (80 giorni).

PANCHINA 30 Campagnolo, 22 Alvarez, 12 Marchese, 10 Lodi, 4 Almiron, 9 Suazo, 7 Lanzafame. All. Montella. BALLOTTAGGI Potenza-Alvarez 7030%, Catellani-Lanzafame 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Legrottaglie (da definire), Izco (5 giorni), Llama (45 giorni).

PANCHINA 31 Fontana, 5 Ludi, 30 Centurioni, 2 Giorgi, 23 Radovanovic, 21 Mazzarani, 27 Jeda. All. Tesser. BALLOTTAGGI Lisuzzo–Ludi 60-40%, Morimoto–Jeda 55-45 %. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Meggiorini (7 giorni).

PANCHINA 18 Curci, 77 Cassetti, 11 Taddei, 7 Pizarro, 19 Gago, 31 Borini, 9 Osvaldo. All. Luis Enrique. BALLOTTAGGI Kjaer-Cassetti 60-40%, Pjanic-Gago 70-30%, Borriello-Osvaldo 70-30%, Bojan-Borini 60-40%. SQUALIFICATI Josè Angel (1). DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Juan (7 giorni) e Cicinho (7 giorni).

PANCHINA 99 Benussi, 2 Mantovani, 4 Cetto, 14 Bertolo, 20 Acquah, 16 Zahavi, 51 Pinilla. All. Mangia. BALLOTTAGGI Hernandez-Pinilla 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Simon (6 giorni), Budan (6 giorni).

PANCHINA 81 Benassi, 13 Ferrario, 28 Brivio, 8 Obodo, 22 Piatti, 77 Pasquato, 15 Ofere. All. Di Francesco. BALLOTTAGGI Giandonato-Obodo 55-45%, Bertolacci-Piatti 55-45%, Corvia-Pasquato 55-45%. SQUALIFICATI nessuno. INDISPONIBILI Carrozzieri (15 giorni), Strasser (7 giorni), Oddo (5 giorni).

PANCHINA 27 Calderoni, 2 Rodriguez, 77 Ceccarelli, 14 Colucci, 17 Malonga, 55 Martinez, 70 Bogdani. All. Giampaolo. BALLOTTAGGI Guana-Colucci 60-40%, Ghezzal-Martinez 60-40%. SQUALIFICATO Benalouane (1). INDISPONIBILI Antonioli (20 giorni), Martinho (7 giorni), Rennella (14 giorni).

LAZIO GENOA

4-2-3-1 PARMA 4-4-2 CHIEVO

22 MARCHETTI 20 3 78 BIAVA DIAS ZAURI 24 32 LEDESMA BROCCHI 15 8 99 GONZALEZ HERNANES CISSE 25 KLOSE

29 KONKO

27 CONSTANT

2 PRATTO

8 PALACIO

4 VELOSO

33 KUCKA

23 13 ANTONELLI KALADZE

21 BOVO

7 ROSSI 20 MESTO

1 FREY

Fabrizio Miccoli, 32 anni AFP

14 BOJAN

2 14 POTENZA BELLUSCI

PANCHINA 12 Castellazzi, 6 Lucio, 37 Faraoni, 11 Alvarez, 29 Coutinho, 28 Zarate, 7 Pazzini. All. Gasperini. BALLOTTAGGI Ranocchia-Lucio 60-40%, Milito-Pazzini 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Cordoba (30 giorni), Maicon (10-14 giorni), Chivu (5 giorni), Stankovic (5 giorni), Thiago Motta (14 giorni), Poli (20 giorni).

DOMENICA Ore 15 ARBITRO Orsato

MARCATORI

MILITO

84 90 51 3 RAGGI PORTANOVA LORIA MORLEO 15 26 33 PEREZ MUDINGAYI KONE 23 DIAMANTI 10 9 RAMIREZ DI VAIO 9 CORVIA 91 21 17 BERTOLACCI GROSSMULLER DI MICHELE 18 6 GIACOMAZZI GIANDONATO 11 5 40 7 MESBAH ESPOSITO TOMOVIC CUADRADO 27 JULIO SERGIO

PANCHINA 25 Avramov, 24 Perico, 3 Ariaudo, 20 Ekdal, 30 Rui Sampaio, 19 Thiago Ribeiro, 23 Ibarbo. All. Ficcadenti. BALLOTTAGGI El Kabir–Thiago Ribeiro 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Eriksson (6 mesi).

■ CHAMPIONS ■ PRELIMINARI CHAMPIONS ■ EUROPA LEAGUE ■ RETROCESSIONE

La classifica tiene conto di quest’ordine preferenziale: 1) punti; 2) minor numero di partite disputate; 3) differenza reti; 4) numero di gol segnati; 5) ordine alfabetico. *Atalanta ha sei punti di penalizzazione

4-3-3 4-3-3

DOMENICA Ore 15 ARBITRO Russo

SERIE A PARTITE G V N P 3 1 1 0 0 3 1 1 0 0 3 1 1 0 0 3 1 1 0 0 3 1 1 0 0 3 1 1 0 0 1 1 0 1 0 1 1 0 1 0 1 1 0 1 0 1 1 0 1 0 1 1 0 1 0 1 1 0 1 0 1 1 0 1 0 0 1 0 0 1 0 1 0 0 1 0 1 0 0 1 0 1 0 0 1 0 1 0 0 1 0 1 0 0 1 -5 1 0 1 0

4-3-1-2 CATANIA 4-2-3-1 CESENA

DOMENICA Ore 15 ARBITRIO De Marco

CLASSIFICA PT

4-4-1-1 BOLOGNA 4-4-2 LECCE

DOMANI Ore 20.45 ARBITRO Mazzoleni

18 NENÉ

SQUADRE

4-3-1-2 ATALANTA 4-3-3 PALERMO

DOMANI Ore 18 ARBITRO Giannoccaro

14 PISANO

GIORNATA

4-3-1-2 INTER 4-3-1-2 ROMA

4-4-1-1 SIENA 4-3-1-2 JUVENTUS

DOMENICA Ore 15 ARBITRO Doveri 83 MIRANTE 5 29 6 ZACCARDO PALETTA LUCARELLI 80 VALIANI

19 RUBIN

4 MORRONE

8 23 GALLOPPA MODESTO 10 GIOVINCO 11 FLOCCARI 77 31 THEREAU 7 PELLISSIER SAMMARCO 16 10 RIGONI LUCIANO 12 3 21 CESAR ANDREOLLI FREY 54 SORRENTINO

56 HETEMAJ

13 JOKIC

4-4-2 UDINESE 4-2-4 FIORENTINA

DOMENICA Ore 15 ARBITRO Valeri 1 BRKIC

2 13 VITIELLO ROSSETTINI 70 MANNINI

14 GAZZI 11 CALAIÒ

7 PEPE

6 GROSSO

19 TERZI

DOMENICA Ore 15 ARBITRO Romeo

3 DEL GROSSO

10 23 D’AGOSTINO BRIENZA

17 BENATIA 3 ISLA

66 PINZI

18 GONZALEZ

14 VUCINIC

32 MATRI

21 PIRLO

8 MARCHISIO

1 HANDANOVIC 5 11 DANILO DOMIZZI 7 BADU

25 TORJE 27 KRASIC

3 15 26 CHIELLINI BARZAGLI LICHTSTEINER

3-5-2 NAPOLI 4-3-3 MILAN

8 JOVETIC

20 27 ASAMOAH ARMERO 10 DI NATALE

11 GILARDINO

7 CERCI

21 18 85 LAZZARI MONTOLIVO BEHRAMI 23 PASQUAL

14 5 NATALI GAMBERINI

1 BUFFON

1 BORUC

16 CASSANI

3-4-2-1 4-3-1-2

DOMENICA Ore 20.45 ARBITRO Tagliavento 1 DE SANCTIS 14 28 6 CAMPAGNARO CANNAVARO ARONICA 11 MAGGIO

88 INLER

23 GARGANO

8 DOSSENA

17 29 HAMSIK 7 PANDEV CAVANI 99 7 CASSANO 18 PATO AQUILANI 10 4 22 SEEDORF VAN BOMMEL NOCERINO 77 33 13 20 ANTONINI THIAGO SILVA NESTA ABATE 32 ABBIATI

PANCHINA 1 Bizzarri, 21 Diakite, 19 Lulic, 11 Matuzalem, 7 Sculli, 9 Rocchi, 18 Kozak. All. Reja. BALLOTTAGGI Gonzalez-Sculli 70-30%, Zauri-Lulic 80-20%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Cana (7 giorni), Mauri (da valutare), Radu (10 giorni).

PANCHINA 1 Pavarini, 18 Gobbi, 13 Brandao, 40 Nwankwo, 20 Blasi, 7 Biabiany, 99 Pellè. All. Colomba. BALLOTTAGGI Valiani-Biabiany 55-45%, Floccari-Pellè 60-40%, Rubin-Gobbi 55-45%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Danilo Pereira (7).

PANCHINA 25 Pegolo, 6 Angelo, 26 Pesoli, 8 Vergassola, 36 Bolzoni, 7 Troianiello, 9 Larrondo. All. Sannino. BALLOTTAGGI Vitiello–Angelo 55-45%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Angella (60 giorni), Reginaldo (7 giorni).

PANCHINA 21 Padelli, 24 Ekstrand, 8 Basta, 26 Pasquale, 23 Abdi, 31 Fabbrini, 9 Barreto. All. Guidolin. BALLOTTAGGI Badu-Basta 60-40%. DIFFIDATI nessuno. SQUALIFICATI nessuno. INDISPONIBILI Floro Flores (10 giorni), Coda (30 giorni), Ferronetti (30 giorni).

PANCHINA 83 Rosati, 21 Fernandez, 18 Zuniga, 20 Dzemaili, 19 Santana, 9 Mascara, 99 Lucarelli. All. Mazzarri. BALLOTTAGGI Aronica-Fernandez 60-40%, Pandev-Santana 55-45%, Maggio-Zuniga 70-30%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Britos (50 giorni), Donadel (5 giorni), Lavezzi (da valutare).

PANCHINA 22 Lupatelli, 3 Dainelli, 24 Moretti, 14 Seymour, 19 Jorquera, 11 Jankovic, 99 Caracciolo. All. Malesani. BALLOTTAGGI Rossi-Seymour 5545%, Pratto-Caracciolo 60-40%, BovoDainelli 60-40%. SQUALIFICATI Birsa (1). DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Zé Eduardo (25 giorni), Merkel (15 giorni), Rossi (2 giorni).

PANCHINA 17 Puggioni, 4 Morero, 93 Dramé, 6 Bradley, 8 Cruzado, 9 Moscardelli, 23 Paloschi. All. Di Carlo. BALLOTTAGGI Andreolli-Morero 51-m 49%, Sammarco-Cruzado 55-45%, Thereau-Paloschi 55-45%. SQUALIFICATI Sardo (1). DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Acerbi (10 giorni).

PANCHINA 30 Storari, 19 Bonucci, 5 Pazienza, 17 Elia, 22 Vidal, 10 Del Piero, 18 Quagliarella. All. Conte. BALLOTTAGGI Krasic-Elia 60-40%, Matri-Quagliarella 70-30%, Vucinic-Del Piero 65-35% SQUALIFICATI De Ceglie (1). DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Iaquinta (20 giorni).

PANCHINA 89 Neto, 29 De Silvestri, 15 Nastasic, 13 Kharja, 20 Munari, 6 Vargas, 10 Santiago Silva. All. Mihajlovic. BALLOTTAGGI Cassani-De Silvestri 70-30%, Gamberini-Nastasic 80-20%, Lazzari-Vargas 80-20%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Kroldrup (7 giorni), Gulan (7 giorni).

PANCHINA 1 Amelia, 25 Bonera, 76 Yepes, 28 Emanuelson, 57 Valoti, 92 El Shaarawy, 58 Comi. All. Allegri. BALLOTTAGGI Aquilani-Emanuelson 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Inzaghi (15 giorni), Mexes (15 giorni), Boateng (7 giorni), Ibrahimovic (15 giorni), Robinho (7 giorni), Ambrosini (30 giorni).


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 16 SETTEMBRE 2011

EUROPA LEAGUE GRUPPO D

La Lazio replica gol e amnesie Va in vantaggio con Cisse, poi si spegne e in quattro minuti va sott’acqua: in 10 la salva Sculli le Pagelle di DAVIDE STOPPINI

ZAURI REGALA ALTRI DUE GOL DIAS OVUNQUE LAZIO 5 MARCHETTI 6 Incolpevole sui gol, poi poco più che spettatore. ZAURI 4 Sembra in un tunnel: altri due gol regalati. E rispetto a San Siro aggiunge pure l’espulsione.

DIAS 6,5 Chiusure ovunque, il turnover non è argomento per lui. LULIC 5,5 Laterale double face: buone cose in avanti (perché solo un tiro?), ma pure amnesie in copertura. E come a Milano pure qualche facile appoggio di troppo sbagliato. GONZALEZ 6 Anema e core, direbbero a Capri. Qual è il rischio? Spesso finisce con il fare confusione sul piano tattico (Konko s.v.).

la Moviola

LEDESMA 5 Poco preciso, sbaglia l’uscita dal fuorigioco che porta al rigore per i romeni.

di ro.pe.

MATUZALEM 6 L’assist di prima per Gonzalez è da urlo. Ma gioca sempre sul filo di una crisi di nervi.

Giusti i rigori Zauri, il rosso è inevitabile

SCULLI 6 Nel primo tempo si divora un gol, nella ripresa raddrizza la situazione. Esce sfinito. (Hernanes s.v.) ROCCHI 5,5 A un passo dal 100˚ gol, traguardo che forse condiziona il gioco della Lazio tutta. Conquista il rigore, poi si spegne.

L’arbitro Braamhaar dispensa cartellini gialli, ma non è sempre coerente nelle sue decisioni. Ci sta quello a Temwanjera per il fallo da dietro su Dias (4’), è troppo severo quello a Gonzalez per l’intervento su Milisavljevic (6’), che a sua volta meriterebbe l’ammonizione, ma non la ottiene, quando ferma in modo scorretto Ledesma (10’). Rocchi lancia Cisse, fermato in buona posizione: il fuorigioco non c’è (7’). Al 34’ il primo rigore: Rocchi viene fermato in area da Balaur (ammonito): le immagini mostrano una leggera trattenuta del difensore, ma evidentemente l’arbitro vede anche un intervento con la gamba. Nella ripresa giusti i gialli a Ledesma, Matuzalem, Kozak e Bello (ma Cisse la passa liscia). Assolutamente scomposto l’intervento di Zauri su Temwanjera: inevitabili il rigore e l’espulsione del laziale.

KOZAK 5,5 La traversa è un gol mangiato, altro che sfortuna. IL MIGLIORE

7 CISSE

Un rigore perfetto, un assist e il piede in ogni azione pericolosa. All. REJA 5,5 Ancora tradito da Zauri, che non fa in tempo a sostituire. Turnover forse eccessivo.

VASLUI 7 Cerniauskas 6,5; Milanov 6, Balaur 5, Farkas 6, Milisavljevic 5; Zmeu 6, 5 (Costin s.v.), Pavlovic 6,5; Adailton 6,5 (Buhaescu s.v.), Wesley 7,5, Sanmartean 7; Temwanjera 6,5 (Bello s.v.). All. Hizo 7.

ARBITRO: BRAAMHAAR 6,5 Perfetto nelle decisioni che contano. Lobbert 5,5 - Gerritsen 6; Gozubuyuk 6 - Janssen 6

L’ALTRA PARTITA DEL GIRONE

Sporting Lisbona, bastano 21 minuti Insua grande protagonista: gol e assist ZURIGO (Svizzera) Bastano ventuno minuti allo Sporting Lisbona per liquidare fuori casa la pratica Zurigo. Il laterale sinistro argentino Insua è il grande protagonista della serata mettendo a segno una rete di testa al 4’, e offrendo, diciassette minuti più tardi, un comodo assist al centravanti olandese Van Wolfswinkel. I padroni di casa si limitano a colpire tre legni con due punizioni di Rodriguez e una conclusione di Mehmedi. Pier Luigi Giganti ZURIGO–SPORTING L. 0-2 MARCATORI Insua al 4’, Van Wolfswinkel al 21’ p.t.

ZURIGO (4-4-2) Leoni 6; R. Koch 5, Beda 5, Teixeira 5, Rodriguez 6; Schönbächler 5 (dal 1’ s.t. Nikci 6,5), Gajic 5,5, Buff 5,5 (dal 22’ s.t. Margairaz 5,5), Alphonse 5,5; Mehmedi 6,5, Chikhaoui 6,5 (dal 14’ s.t. Chermiti 5). All.: Fischer 6. SPORTING LISBONA (4-3-3) Rui Patricio 6,5; Joao Pereira 6, Onyewu 7, Alberto Rodriguez 7, Insua 7,5; Pereirinha 6, Rinaudo 7, Schaars 7; Carrillo 6 (dal 14’ s.t. André Santos 6), Van Wolfswinkel 6,5 (dal 20’ s.t. Rubio 6,5), Capel 7,5 (dal 29’ s.t. Evaldo s.v.). All.: Paciencia 7. ARBITRO Van Boekel (Ola) 6,5. NOTE spettatori 10.000 circa. Ammoniti: Schönbächler (Z), Mehmedi (Z), Van Wolfswinkel (S), Alphonse (Z), Teixeira (Z), Gajic (Z), R. Koch (Z). © RIPRODUZIONE RISERVATA

2 2

Un altro 2-2, ma questa volta dal sapore completamente diverso da quello col Milan. E un altro black-out di 4’, costato di nuovo due gol. La Lazio replica in Europa League risultato e amnesie della gara di campionato coi rossoneri. Ma se quella milanese era stata una serata complessivamente positiva, questa è una stecca.

GIUDIZIO 77 PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORI Cisse (L) su rigore al 34’ p.t.; Wesley (V) al 14’ e su rigore al 18’, Sculli (L) al 26’ s.t. LAZIO (4-4-2) Marchetti; Zauri, Diakite, Dias, Lulic; Gonzalez (dal 35’ s.t. Konko), Ledesma, Matuzalem, Sculli (dal 35’ s.t. Hernanes); Rocchi (dal 22’ s.t. Kozak), Cisse. (Bizzarri, Biava, Brocchi, Ceccarelli). All. Reja. VASLUI (4-2-3-1) Cerniauskas; Milanov, Balaur, Farkas, Milisavijevic; Zmeu (dal 42’ s.t. Costin), Pavlovic; Adailton (dal 47’ s.t. Buhaescu), Wesley, Sanmartean; Temwanjera (dal 32’ s.t. Bello). (Pula, Neagu, Gheorghiu, Gerlem). All. Hizo.

Cammino in salita Sì, perché il pa-

ARBITRO Braamhaar (Olanda). ESPULSI Zauri al 17’ s.t. per fallo da ultimo uomo. AMMONITI Gonzalez, Ledesma, Kozak, Temwanjera, Balaur e Bello per gioco scorretto, Matuzalem per c.n.r.

reggio interno contro il modesto Vaslui complica subito, e di parecchio, il cammino europeo. E getta ombre sulla consistenza di una formazione che sembra aver capovolto il suo cliché rispetto all’anno scorso: da ermetica ma sterile si è trasformata in squadra prolifica ma dalla difesa fragile. Poteva andare peggio perché il black out tra il 14’ e il 18’ del secondo tempo, oltre all’uno-due di Wesley, costa pure l’inferiorità numerica (espulsione, sacrosanta, di Zauri per fallo su Temwanjera

DIAKITE 5,5 Sempre al limite nei suoi interventi, rischia un rigore su Temwanjera. Nel finale sfiora il gol con un colpo di tacco.

h

LAZIO VASLUI

STEFANO CIERI ROMA

Dijbril Cisse, un gol e tanti dubbi IANUALE

NOTE spettatori 12 mila circa, incasso non comunicato. Angoli 7-7. Tiri in porta 7-4. Tiri fuori 3-2. In fuorigioco 2-2. Recuperi p.t. 1’; s.t. 3’.

in chiara occasione da gol che porta al rigore dei romeni). E invece, pur in dieci, i laziali trovano almeno la forza di pareggiare grazie ad un acuto di Sculli su assist di Cisse. E con un pizzico di fortuna in più potrebbero anche vincere se Kozak allo scadere indirizzasse in rete an-

ziché sulla traversa un rimpallo piovutogli addosso. Gli errori di Reja Recriminazioni

cui aggrapparsi, però, se di fronte ci fosse un avversario vero. Contro una formazione, il Vaslui, appena sufficiente in avanti e statica dietro, la Lazio dovrebbe chiudere il conto subito senza andarsi a complicare la vita. Prova a farlo nel primo tempo, ma con la spocchia di chi pensa che sia un allenamento. Col risultato di andare al riposo con un solo gol di vantaggio (Cisse su rigore, giusto, concesso per fallo di Balaur su Rocchi). Un atteggiamento di sufficienza che continua nella ripresa e che consente ai romeni di tornare in partita senza accorgersi. A conti fatti non paga, anzi paga in negativo, l’eccessivo turn over di Reja. Alla seconda partita della stagione e ben sei giorni dopo il precedente match col Milan era proprio il caso di cambiare mezza squadra (e modulo), lasciando Hernanes in panchina (entrerà a 10’ dalla fine) e Klose in tribuna? © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA SITUAZIONE LA PRIMA GIORNATA DEI DODICI GIRONI GRUPPO A

GRUPPO B

GRUPPO C

Ieri Paok S.-Tottenham Shamrock R.-Rubin K.

Ieri Hannover -Standard L. Copenhagen -Vorskla P.

Ieri Hapoel -Rapid B. Psv.-Legia V.

0-0 0-3

0-0 1-0

GRUPPO D 0-1 1-0

classifica Pt G V N P Gf Gs Rubin Kazan 3 1 1 0 0 3 0 Tottenham 1 1 0 1 0 0 0 Paok Salonicco 1 1 0 1 0 0 0 Shamrock Rovers 0 1 0 0 0 1 0 3Prossimi turni 29 settembre Rubin K. - Paok S.; Tottenham-Shamrock R.

classifica Pt G V N P Gf Gs Copenhagen 3 1 1 0 0 1 0 Standard Liegi 1 1 0 1 0 0 0 Hannover 1 1 0 1 0 0 0 Vorskla Poltava 0 1 0 0 1 0 1 Prossimi turni 29 settembre Vorskla P.- Hannover; Standard L.- Copenhagen

classifica Pt G V N P Psv Eindhoven 3 1 1 0 0 Rapid Bucarest 3 1 1 0 0 Hapoel Tel Aviv 0 1 0 0 1 Legia Varsavia 0 1 0 0 1 Prossimi turni 29 settembre Legia V. - Hapoel; Rapid B.-Psv.

20 ottobre Tottenham-Rubin K.; Shambrock R.-Paok S.

20 ottobre Standard L.- Vorskla P; Hannover.- Copenhagen

20 ottobre Rapid B.- Legia V; Hapoel - Psv.

20 ottobre Sporting L.-Vaslui; Zurigo-Lazio

3 novembre Rubin K.-Tottenham; Shamrock R.-Paok S.

3 novembre Vorskla P - Standard L.; Copenhagen - Hannover

3 novembre Legia V -Rapid B; Psv -Hapoel

3 novembre Vaslui-Sporting L.; Lazio -Zurigo

30 novembre Rubin K.-Shamrock R., Tottenham-Paok S.

30 novembre Standard L.- Hannover; Vorskla P.- Copenhagen

30 novembre Rapid B -Hapoel; Legia V - Psv.

1˚ Dicembre Sporting L.-Zurigo; Vaslui-Lazio

15 dicembre Paok S.-Rubin K.; Shamrock R.-Tottenham

15 dicembre Hannover -Vorskla P ; Copenhagen- Standard L.

15 dicembre Hapoel-Legia V; Psv -Rapid B.

14 dicembre Zurigo-Vaslui; Lazio-Sporting L.

GRUPPO E

GRUPPO F

GRUPPO G

GRUPPO H

Ieri Dinamo K.-Stoke C. Besiktas-Maccabi

Ieri Slovan -Athletic Psg -Salisburgo

Ieri Az.-Malmoe Austria Vienna-Metalist

1-1 5-1

1-2 3-1

4-1 1-2

20 ottobre Malmoe Metalist; Az.-Austria V.

20 ottobre Maribor-Braga; Bruges-Birmingham

3 novembre Maccabi-Stoke C.; Besiktas-Dinamo K.

3 novembre Salisburgo-Athletic; Psg -Slovan

3 novembre Metalist- Malmoe; Austria V.-Az.

3 novembre Braga-Maribor; Birmingham-Bruges

1˚ dicembre Stoke C.-Dinamo K.; Maccabi-Besiktas

1˚ dicembre Athletic-Slovan; Salisburgo-Psg

30 novembre Malmoe-Az.; Metalist.-Austria V.

30 novembre Maribor-Bruges; Braga-Birmingham

14 dicembre Dinamo K.-Maccabi; Besiktas-Stoke C.

14 dicembre Slovan-Salisburgo; Psg -Athletic

15 dicembre Az.-Metalist; Austria V.-Malmoe

15 dicembre Braga-Bruges; Birmingham-Maribor

GRUPPO I

GRUPPO J

GRUPPO K

GRUPPO L

Ieri Udinese-Rennes Atletico-Celtic

Ieri Maccabi-Aek Steaua-Schalke

Ieri Wisla-Odense Fulham-Twente

Gs 0 1 2 2

classifica Pt G V N Maccabi Haifa 3 1 1 0 Schalke 04 1 1 0 1 Steaua Bucarest 1 1 0 1 Aek Larnaca 0 1 0 0 Prossimi turni 29 settembre Schalke-Maccabi; Aek-Steaua

P 0 0 0 1

Gf 1 0 0 0

Gs 0 0 0 1

classifica Pt G V N Odense 3 1 1 0 Twente 1 1 0 1 Fulham 1 1 0 1 Wisla Cracovia 0 1 0 0 Prossimi turni 29 settembre Twente-Wisla; Odense-Fulham

Gs 1 1 2 4

Ieri Bruges-Maribor Birmingham-Braga

20 ottobre Athletic-Salisburgo; Slovan-Psg

Gf 2 2 1 0

Gf 2 4 1 1

Gf 2 2 2 0

20 ottobre Stoke C.-Maccabi; Dinamo K.-Besiktas

1-0 0-0

classifica Pt G V N P Az Alkmaar 3 1 1 0 0 Metalist Kharkiv 3 1 1 0 0 Austria Vienna 0 1 0 0 1 Malmoe 0 1 0 0 1 Prossimi turni 29 settembre Metalist-Az.; Malmoe -Austria V.

classifica Pt G V N P Sporting Lisbona 3 1 1 0 0 Vaslui 1 1 0 1 0 Lazio 1 1 0 1 0 Zurigo 0 1 0 0 1 Prossimi turni 29 settembre Vaslui-Zurigo; Sporting L.-Lazio

classifica Pt G V N P Paris Saint Germain 3 1 1 0 0 Athletic Bilbao 3 1 1 0 0 Slovan Bratislava 0 1 0 0 1 Salisburgo 0 1 0 0 1 Prossimi turni 29 settembre Salisburgo-Slovan; Athletic-Psg

classifica Pt G V N P Atletico Madrid 3 1 1 0 0 Udinese 3 1 1 0 0 Rennes 0 1 0 0 1 Celtic 0 1 0 0 1 Prossimi turni 29 settembre Celtic-Udinese; Rennes-Atletico

Gs 1 1 2 3

Gs 0 0 1 1

0-2 2-2

classifica Pt G V N P Gf Gs Besiktas 3 1 1 0 0 5 1 Stoke City 1 1 0 1 0 1 1 Dinamo Kiev 1 1 0 1 0 1 1 Maccabi Tel Aviv 0 1 0 0 1 1 5 Prossimi turni 29 settembre Maccabi- Dinamo K.; Stoke C.-Besiktas

2-1 2-0

Gf 3 2 1 1

Gf 1 1 0 0

Ieri Zurigo -Sporting L. Lazio-Vaslui

1-3 1-1 P 0 0 1 1

Gf 3 1 1 1

Gs 1 1 1 3

2-0 1-3

classifica Pt G V N P Gf Sporting Braga 3 1 1 0 0 3 Bruges 3 1 1 0 0 2 Maribor 0 1 0 0 1 0 Birmingham City 0 1 0 0 1 1 Prossimi turni 29 settembre Braga-Bruges; Maribor-Birmingham

Ieri Sturm-Lokomotiv Anderlecht-Aek classifica Pt G V N P Gf Anderlecht 3 1 1 0 0 4 Lokomotiv Mosca 3 1 1 0 0 2 Sturm Graz 0 1 0 0 1 1 Aek Atene 0 1 0 0 1 1 Prossimi turni 29 settembre Lokomotiv-Anderlecht; Aek-Sturm

20 ottobre Rennes-Celtic; Udinese-Atletico

20 ottobre Aek-Schalke; Maccabi-Steaua

20 ottobre Odense-Twente; Wisla-Fulham

20 ottobre Lokomotiv-Aek; Sturm-Anderlecht

3 novembre Celtic-Rennes; Atletico-Udinese

3 novembre Schalke-Aek; Steaua-Maccabi

3 novembre Twente-Odense; Fulham-Wisla

3 novembre Aek-Lokomotiv; Anderlecht-Sturm

30 novembre Rennes-Udinese; Celtic-Atletico

1˚ Dicembre Aek-Maccabi; Schalke-Steaua

1˚ dicembre Odense-Wisla; Twente-Fulham

1˚ dicembre Lokomotiv-Sturm; Aek-Anderlecht

15 dicembre Udinese-Celtic; Atletico-Rennes

14 dicembre Maccabi-Schalke; Steaua-Aek

14 dicembre Wisla-Twente; Fulham-Odense

14 dicembre Sturm-Aek; Anderlecht-Lokomotiv

Gs 0 2 2 2

Gs 1 0 2 3

1-2 4-1 Gs 1 1 2 4

REGOLAMENTO: Le prime due di ogni girone accedono ai sedicesimi di finale con le terze di Champions League. In caso di parità sono decisivi nell’ordine a) gli scontri diretti; b) la differenza reti negli scontri diretti; c) i gol in trasferta negli scontri diretti; d) la differenza reti; e) i gol segnati; f) il coefficiente Uefa di luglio 2011


VENERDÌ 16 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

23

EUROPA LEAGUE GRUPPO I

Udinese, rimonta da urlo E l’Italia sa ancora vincere Hadji e il Rennes spaventano il Friuli, poi Di Natale rimette tutto a posto La fortuna e Armero timbrano l’unico successo della Serie A in Europa UDINESE RENNES

2 1

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 1-1 MARCATORI Hadji (R) al 18', Di Natale (U) al 39' p.t.; Armero (U) al 38's.t.

ARBITRO Balaj (Romania)

le gare ufficiali consecutive con gol per Antonio Di Natale, in rete anche al ritorno del playoff Champions contro l’Arsenal e alla prima di campionato contro il Lecce.

5

ESPULSI nessuno. AMMONITI Fabbrini per gioco scorretto; Tettey, Dalmat e Danzé per gioco scorretto, Kembo per proteste NOTE Spettatori 9.000 circa. Tiri in porta: 4-10 (un palo). Tiri fuori: 5-7. In fuorigioco: 3-2. Angoli: 7-4. Recuperi: p.t. 1'; s.t. 3'.

GRUPPO A Paok-Tottenham 0-0 Shamrock Rovers-Rubin Kazan 0-3 Martins al 3’ p.t.; Noboa al 5’, Karadeniz al 15’ s.t. GRUPPO B Hannover-Standard L. 0-0 Copenhagen-Vorskla P 1-0 Nordstrand su rigore al 9’ s.t. GRUPPO C Hapoel-Rapid B. 0-1 Herea al 10’ s.t. Psv-Legia V. 1-0 Mertens al 21’ p.t. GRUPPO D Zurigo-Sporting L. 0-2 Insua al 4’, Van Wolfswinkel al 21’ p.t. Lazio-Vaslui 2-2 Cisse (L) su rigore al 34’ p.t.; Wesley (V) al 14’ e su rigore al 18’, Sculli (L) al 26’ s.t. GRUPPO E Dinamo K.-Stoke C. 1-1 Jerome (S) al 10’, Vukojevic (D) al 46’ s.t. Besiktas-Maccabi 5-1 Hugo Almeida (B) al 3’ e 28’ p.t.; Kehat (M) al 3’, Mehmet Aurelio (B) al 6’, Egemen Korkmaz (B) all’8’, Edu (B) al 43’ s.t. GRUPPO F Slovan-Athletic 1-2 Susaeta (A) al 13’, Guedè (S) al 34’, Muniain (A) al 40’ p.t. Psg-Salisburgo 3-1 Nenè (P) su rigore al 35’, Bodmer (P) al 44’ p.t.; Menez (P) al 22’, Sekagya (S) al 42’ s.t. GRUPPO G Az-Malmoe 4-1 Altidore (Az) al 21’, Elm (Az) su rigore al 33’, Maher (Az) al 39’ p.t.; Holman (Az) al 4’, Larsson (M) su rigore al 27’ s.t. Austria V.-Metalist 1-2 Jun (A) al 7’ p.t.; Gueye (M) all’11’, Cleiton Xavier (M) su rigore al 34’ s.t. GRUPPO H Bruges-Maribor 2-0 Odjidja al 7’, Dirar al 24’ p.t. Birmingham-Braga 1-3 Helder Barbosa (Br) al 7’ p.t.; Lima (Br) al 14’, King (Bi) al 26’, Helder Barbosa (Br) al 43’ s.t. GRUPPO I Udinese-Rennes 2-1 Hadji (R) al 18’, Di Natale (U) al 39’ p.t.; Armero (U) al 38’ s.t. Atletico-Celtic 2-0 Falcao al 3’ p.t.; Diego al 24’ s.t. GRUPPO J Maccabi Haifa-Aek 1-0 Ghadir al 9’ s.t. Steaua-Schalke 0-0 GRUPPO H Wisla-Odense 1-3 Johansson (O) al 35’ p.t.; Kirm (W) al 9’, Utaka (O) al 35’, Falk (O) al 47’ s.t. Fulham-Twente 1-1 Johnson (F) al 19’, autorete di Schwarzer (F) al 41’ p.t. GRUPPO L Sturm-Lokomotiv 1-2 Szabics (S) al 14’, Obinna (L) al 28’, Sychev (L) al 29’ p.t. Anderlecht-Aek 4-1 Suarez (A) al 16’, Jovanovic (A) al 33’, Leonardo (A) al 36’, Suarez (A) al 40’ p.t.; Suarez (A) al 39’ s.t.

3

mesi senza gol per Armero. L’ultima rete in una partita ufficiale risaliva all’11 dicembre 2010: 2-1 alla Fiorentina.

RENNES (4-2-3-1) Costil; Danzé, Mangane (dal 15' p.t. Kana Biyik), Boye, Mavinga; Ttey, M'Vila; Kembo Ekoko (dal 26' s.t. Montano), Dalmat, Pitroipa (dal 14' s.t. Boukari); Hadji PANCHINA Diallo, T. Catherine, Mandjeck, Doumbia ALL. Antonetti

Tripletta di Suarez e l’Anderlecht vola

I NUMERI

9

UDINESE (3-5-1-1) Handanovic; Benatia, Danilo, Neuton (dal 1' s.t. Domizzi); Isla, Badu, Doubai, Abdi, Armero; Fabbrini (dal 25' s.t. Asamoah); Di Natale (dal 22' s.t. Barreto) PANCHINA Padelli, Basta, Ekstrand, Pereyra ALL. Guidolin

la guida

4

DAL NOSTRO INVIATO

SEBASTIANO VERNAZZA UDINE

Consoliamoci con l'Udinese. Primo giro di euro-Coppe: l'Italia porta a casa una sconfitta (Inter), tre pareggi (Milan, Napoli e Lazio) e un’unica vittoria, quella dell' Udinese contro il Rennes. Avessi detto il Barcellona, obietterà qualcuno, però si parla di una discreta squadra francese, che in Ligue 1 sta a due punti dal Montpellier capolista, alla pari col Psg leonardesco. Accontentiamoci. Anzi, beviamo un grappino e festeggiamo, ché di questi tempi, per il calcio italiano, una euro-vittoria è grasso che cola. Con le pinze Ora che abbiamo

smesso di esultare, vi dobbiamo dire la verità. La vittoria dell'Udinese è figlia di una buona dose di fattore C. Handanovic ha compiuto più di una parata importante; un palo ha negato il raddoppio allo scatenato franco-marocchino Hadji; e il Rennes ha giocato gli ultimi venti minuti in dieci perché Boukari si è infortunato e l'allenatore, il corso Frederic Antonetti, aveva già effettuato i tre cambi (uno di questi era lo stes-

Sopra Armero, 24 anni, festeggia il gol che regala la vittoria all’Udinese. Sotto Antonio Di Natale, 33 anni, anche lui a segno ieri sera AFP AP

so Boukari, di fatto rimasto in campo poco più di dieci minuti). Insomma, una vittoria da prendere con le pinze. Messi in banca i tre punti, su un conto-risparmio, Francesco Guidolin farà bene a mostrare ai suoi i tanti momenti-no della serata. Pessimo primo tempo L'Udinese

ha devoluto il primo tempo al Rennes. I problemi principali sulle fasce, Isla e Armero hanno giocato per 45 minuti col freno a mano tirato. Isla si è fatto pure infiocchettare da Hadji sul gol dell'1-0. Lancio dell'ex interista Dalmat, che a 32 anni continua a fare la sua bella figura, e sprint della punta franco-marocchina, con palla sotto le gambe di Handanovic. Se non fosse che ha già 31 anni e che ha nomea di essere discontinuo, noi questo Youssouf Hadji lo consiglieremmo a squadre italiane con attacchi difettosi. Al Friuli ha fatto il fenomeno: se Handanovic non avesse risposto con un riflesso prodigioso a una sua inzuccata, alla mezz'ora il Rennes sarebbe andato sopra di due, e a quel punto ciao Udinese. Per fortuna ci ha messo una toppa il solito Di Natale, bravo a tra-

sformare nell’1-1 un illuminato lancio di Abdi. Correzione All'intervallo Guidolin ha fatto una correzione. Una sola, però importante: fuori Neuton, imbarazzante voragine sul fianco sinistro della difesa, e dentro Domizzi, più solido, tanto che in tribuna c'era chi si chiedeva come sarebbe finito il playoff di Champions con l'Arsenal, se il «vecchio Dom» fosse stato disponibile. Chiariamo, non è che l'Udinese della ripresa abbia dominato. Per niente. Hadji ha preso un palo, Handanovic è stato costretto a esibirsi in parate importanti, qualche francese si è divorato dei gol. Un'Udinese lunga, sfilacciata, però più determinata, più aggrappata alla zattera. Così, complice la botta di fortuna della superiorità numerica, è arrivata la rete della vittoria. Asamoah ha carpito una bella palla e l'ha servita ad Armero, che con un diagonale ha messo in buca dopo sponda col palo. E qui, in questo gol, è racchiuso uno dei tanti paradossi della partita, perché Armero, fino a quel momento, concorreva per il titolo di peggiore in campo. Va bene lo stesso, però. L'Udinese ha dato un' aspirina al nostro ranking, così malandato che sembra lo spread. Oh, yes. © RIPRODUZIONE RISERVATA

gli Under 23 a referto per l’Udinese: Pereyra è del ’91, Fabbrini, Badu e Neuton del ’90, Ekstrand dell’89

le Pagelle di FRANCESCO VELLUZZI

ABDI PIACE DA TREQUARTISTA ASAMOAH OK UDINESE 6 HANDANOVIC 6,5 Esce male e lentamente su Hadji, ma si riscatta proprio sul colpo di testa del marocchino con un mezzo miracolo e opponendosi ancora a un suo tiro e a Kembo. BENATIA 5,5 E’ complice sul gol: scavalcato dal lancio di Dalmat, Hadji per 45 minuti lo fa ammattire DANILO 6 Il migliore della difesa. Controlla il traffico ed esce sempre con eleganza. Gran colpo di testa che fa gridare al gol. NEUTON 4,5 Gli vanno via tutti. Deve avviare il praticantato con partite più facili. Infatti dopo 45’ va a far la doccia. DOMIZZI 6,5 Raddrizza la difesa usando l’esperienza. ISLA 5,5 Si fa superare da Hadji, sia sul gol che sul palo. Dietro non c’è. Il vero Isla ancora non si vede. BADU 6 Contrasta, sradica, corre, ma pasticcia un po’ troppo. DOUBAI 6 Alla prima non sfigura. Ordinato e preciso. ABDI 6 Non è un centrale di centrocampo, ma è splendido il lancio per Di Natale. Ha anche un’occasione per andare in porta ma viene fermato ai limiti del regolamento. Meglio da trequartista. ARMERO 6 Distratto, rischia di regalare un gol a Kembo. Dovrebbe aiutare Neuton. E in fase di possesso non fa mai la cosa giusta. Ma ha il merito del gol. E non è poco. FABBRINI 6 Debutto da titolare. Non fa sfracelli, ma lotta, recupera palloni, si procura falli e costringe Costil alla paratona. ASAMOAH 6,5 Dà sostanza e incisività e lancia al bacio Armero. Il suo ingresso è decisivo. IL MIGLIORE 6,5 DI NATALE h Stringe i denti. Ha la palla del pari, tenta un pallonetto inutile. Si rifà 6’ dopo. Alla faccia di chi dice che in Europa non fa la differenza. BARRETO 6 Non è al meglio, non scatta, ma si sbatte. All. Guidolin 6 Rischia partendo con troppi esordienti, ma è bravo a correggere con i cambi giusti.

RENNES 6 Costil 6; Danzè 5,5 , Mangane s.v. (Kana-Biyik 5,5 ), Boye 5,5, Mavinga 6, Tettey 6, M’Vila 6,5; Kembo-Ekoko 6 (Montano 6), Dalmat 6,5, Pitroipa 6 (Boukari s.v.) ; Hadji 7. Antonetti 6

ARBITRO: BALAJ 6 Giusti i cartellini, troppo permissivo coi difensori francesi. Popa 6; Gheorge 6; Avram 6, Deacounu 6.

DUE INFORTUNATI TRA I FRANCESI: MANGANE E BOUKARI

la Moviola

Guidolin: «Meritavano più di noi»

di m. gas.

Il tecnico ammette «Se la rigiochiamo 10 volte non vinciamo. Fabbrini? Pronto» DAL NOSTRO INVIATO

FRANCESCO VELLUZZI UDINE

Sa di aver rischiato grosso Francesco Guidolin e lo ammette: «Se la giochiamo altre 10 volte così non la vinciamo mai, dobbiamo rimetterci subito a lavorare. C’è da progredire alla svelta. Abbiamo giocato con molti ra-

gazzi inesperti, ma dovevo fare turnover. In alcuni momenti la squadra si è allungata. Sapevamo di dover concedere spazi. Il Rennes meritava più di noi. Ma un paio di giocate fatte con furbizia, la bravura sulle palle inattive e il fatto di rimanere in 11 contro 10 ci ha agevolati. Sono punti pesanti, ma per arrivare tra le prime due dobbiamo farne molti altri»». Poi spende due parole per Diego Fabbrini: «Il primo tempo lo ha fatto bene, è stato veloce, pronto. E’ uno dei pochi giovani che abbiamo». Il Rennes preoccupato per Mangane e Boukari. Il tecnico Antonetti: «Sono seri e lunghi infortuni. Stare in 10 ci ha condizionati». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Che bravi gli assistenti Bravi gli assistenti a seguire il gioco, sopratutto perché tutti i gol nascono con assist e scatti al limite del fuorigioco. Ma sono perfetti sia il gol di Hadji per l’1 0 del rennes, dia quello di Di Natale in occasione dell’1 1 e Armero per il 2 1. L’arbitro cerca di far giocare e questo un po’ dà strada ai difensori francesi, un po’ troppo fisici e rudi: i primi 4 ammoniti sono loro, ma il fallo più pesante forse lo commette Fabbrini, giallo anche a lui. In area di rigore? Dubbi solo per un volo di Abdì, ma sembra ok

Diego Fabbrini, 21 anni, trequartista dell’Udinese AFP


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VENERDÌ 16 SETTEMBRE 2011


VENERDÌ 16 SETTEMBRE 2011

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VENERDÌ 16 SETTEMBRE 2011

MAGIC CHAMPIONS

In Europa si balla il samba Nella prima giornata della fase a gironi, i brasiliani hanno segnato ben 10 delle 32 reti totali STEFANO CANTALUPI

Mercoledì sera, Argentina e Brasile hanno pareggiato 0-0 nell’andata del Superclassico delle Americhe. Logico: hanno lasciato tutti i gol in Europa. Nel tradizionale trofeo amichevole sudamericano non possono essere convocati i giocatori che non appartengono a club nazionali, molti dei quali erano impegnati, invece, nella prima giornata della fase a gironi di Champions League. E le reti della Seleçao che erano mancate nell’ultima Coppa America sono arrivate dall’altra parte dell’oceano: ben 10 in questo primo turno di Magic Champions. Quasi un gol su tre (32 il totale) è di marca brasiliana, con un vantaggio larghissimo sui 3 degli spagnoli e sul resto della compagnia.

no attaccanti di provato valore come Hulk e Luiz Adriano. C’è una stellina come Kleber. Ci sono Thiago Silva e David Luiz, difensori dal gol facile, e l’esterno Rafinha. E poi ci sono loro, i più interessanti per chi si diletta con Magic Champions: Manduca (quotazione 3), Ailton (8) e Bressan (8), le star dei piccoli club, quelle che costano poco e possono fornire punti importanti. E il resto del Sudamerica non è rimasto a guardare. Se diamo un’occhiata ai tabellini dei marcatori, l’Argentina contribuisce con i sigilli di Lucho Gonzales e Di Maria, il Paraguay porta in dote Cardozo, mentre l’Uruguay festeggia il primo centro di Cavani in Champions.

Verdeoro scatenati anche alla voce assist grazie a Marcelo, Danny e Manduca

Certezze e sorprese Scorrendo

i nomi dei marcatori verdeoro, c’è davvero di tutto un po’. C’è un fuoriclasse come Pato. Ci so-

PORTIERI Gru. A A A A A A A A B B B B B B B C C C C C D D D D D D D E E E E E E E F F F F F G G G G H H H H H H H

Squ. (BMON) (BMON) (MCITY) (MCITY) (NAP) (NAP) (VIL) (VIL) (CSK) (CSK) (INT) (INT) (LIL) (LIL) (TRA) (BAS) (BEN) (MUTD) (MUTD) (OTE) (AJAX) (AJAX) (DIN) (LIO) (LIO) (REA) (REA) (BLEV) (BLEV) (CHE) (CHE) (GEN) (VAL) (VAL) (ARS) (ARS) (BOR) (MAR) (OLY) (APO) (POR) (SHA) (ZEN) (BAR) (BAR) (BAT) (MIL) (MIL) (VIK) (VIK)

Cod. 108 136 125 137 118 140 113 120 104 149 110 128 121 132 147 141 107 117 131 122 115 144 129 133 143 102 109 103 148 112 127 130 119 123 105 142 146 135 116 114 126 139 134 138 145 124 101 106 111 111

Nome BUTT NEUER HART PANTILIMON DE SANCTIS ROSATI CESAR DIEGO LOPEZ AKINFEEV GABULOV CASTELLAZZI JULIO CESAR ENYEAMA LANDREAU ZENGIN SOMMER ARTUR DE GEA KUSCZAK GRAHOVAC CILLESSEN VERMEER KELAVA LLORIS VERCOUTRE ADAN CASILLAS ADLER LENO CECH P. HILARIO KOTELES DIEGO ALVES GUAITA ALMUNIA SZCZESNY WEIDENFELLER MANDANDA COSTANZO CHIOTIS HELTON PYATOV MALAFEEV PINTO VICTOR VALDES GUTOR ABBIATI AMELIA CECH M. CECH M.

Costo Voto 3 15 6 11 5,5 1 9 4 1 1 8 3 10 5 5 2 14 4,5 1 10 4 7 7,5 7 5 9 5 12 1 2 4 4 7 7 4 7 13 7 1 1 17 6 9 4 5 15 7 2 4 6,5 5 7 9 2 13 5,5 12 5,5 11 6,5 5 4,5 3 5 12 3,5 11 8 4 1 14 3,5 5 5,5 11 4 2 3 4,5 3 4,5

DIFENSORI Gru. A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A B B B B B B B B B B B B B B B B B B

Squ. (BMON) (BMON) (BMON) (BMON) (BMON) (BMON) (BMON) (MCITY) (MCITY) (MCITY) (MCITY) (MCITY) (MCITY) (MCITY) (MCITY) (NAP) (NAP) (NAP) (NAP) (NAP) (NAP) (NAP) (VIL) (VIL) (VIL) (VIL) (VIL) (CSK) (CSK) (CSK) (CSK) (CSK) (CSK) (INT) (INT) (INT) (INT) (INT) (INT) (INT) (INT) (LIL) (LIL) (LIL) (LIL)

Cod. 217 223 229 250 304 352 393 247 296 298 305 361 372 403 406 215 231 235 236 272 273 282 281 317 327 337 405 219 220 288 328 335 373 243 251 291 310 313 330 356 369 218 221 226 242

Nome BADSTUBER BOATENG BRENO CONTENTO LAHM RAFINHA VAN BUYTEN CLICHY KOLAROV KOMPANY LESCOTT RICHARDS SAVIC ZABALETA ONUOHA ARONICA BRITOS CAMPAGNARO CANNAVARO FERNANDEZ FIDELEFF GRAVA GONZALO MARCHENA MUSACCHIO ORIOL ZAPATA BEREZUTSKIY A. BEREZUTSKIY V. IGNASEVICH NABABKIN ODIAH SCHENNIKOV CHIVU CORDOBA JONATHAS LUCIO MAICON NAGATOMO RANOCCHIA SAMUEL BAZA BERIA BONNART CHEDJOU

Costo Voto 5 6,5 9 6 2 4 13 7 10 10 9 6 7 6 10 10 10 6,5 9 6,5 7 2 5 6 1 5 6,5 5 7 7 8 7 6 6 3 4 4 4,5 5 5 6 5 5,5 5 6 6 6 6 6 4 5,5 4 5 5 3 4 4,5 9 5 13 6 5 10 6,5 11 5 5,5 5 7 6 6 -

Professione passatori Brasiliani scatenati anche alla voce «assist», dove nessun’altra nazione ha fatto meglio dei 3 passaggi vincenti confezionati da Marcelo (che poi ha rovinato tutto, beccandosi il -1 di malus per l’espulsione a Zagabria), Danny e ancora Manduca. A proposito di assist, sempre di fabbricazione latinoamericana sono le giocate di Messi e di James Rodriguez (20), ennesimo talento del Porto, «made in Colombia». Insomma, la prima giornata di Magic Champions va in archivio all’insegna del Sudamerica. Ma se Asia, Nordamerica e Oceania non lasciano tracce significative e i giocatori europei sono partiti un po’ a rilento, va tenuta in considerazione la performance dell’Africa. Moussa Sow, capocannoniere della scorsa Ligue 1 con il Lilla, ha passaporto francese ma ha scelto di difendere i colori del suo Paese d’origine, il Senegal: per lui un gol al Cska Mosca. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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(LIL) (LIL) (TRA) (TRA) (TRA) (TRA) (TRA) (BAS) (BAS) (BAS) (BAS) (BAS) (BEN) (BEN) (BEN) (BEN) (BEN) (BEN) (MUTD) (MUTD) (MUTD) (MUTD) (MUTD) (MUTD) (MUTD) (OTE) (OTE) (OTE) (OTE) (AJAX) (AJAX) (AJAX) (AJAX) (AJAX) (AJAX) (DIN) (DIN) (DIN) (DIN) (DIN) (DIN) (LIO) (LIO) (LIO) (LIO) (LIO) (LIO) (LIO) (REA) (REA) (REA) (REA) (REA) (REA) (REA) (BLEV) (BLEV) (BLEV) (BLEV) (BLEV) (BLEV) (BLEV) (CHE) (CHE) (CHE) (CHE) (CHE) (CHE) (CHE) (GEN) (GEN) (GEN) (GEN) (GEN) (VAL) (VAL) (VAL) (VAL) (VAL) (VAL) (VAL) (VAL) (ARS) (ARS) (ARS) (ARS) (ARS) (ARS) (ARS) (BOR) (BOR) (BOR) (BOR) (BOR) (BOR) (BOR) (MAR) (MAR) (MAR) (MAR) (MAR) (MAR) (MAR) (MAR) (OLY)

260 382 240 241 280 294 401 203 263 302 341 385 237 265 278 311 319 344 266 267 268 271 293 380 398 253 346 357 371 207 211 233 336 394 396 222 256 287 389 397 399 246 254 279 297 299 308 360 206 214 238 248 316 345 376 239 276 295 334 359 375 390 208 228 249 258 290 342 388 264 292 329 332 350 205 252 259 318 324 355 365 368 210 262 301 322 367 383 395 270 286 309 339 348 374 386 216 261 269 326 333 362 366 392 283

DEBUCHY SOUARE CECH CELUTSKA GLOWACKI KACAR YUMLU ABRAHAM DRAGOVIC KOVAC PARK STEINHOFER CAPDEVILA EMERSON GARAY LUISAO MAXI PEREIRA PEIXOTO EVANS EVRA FABIO FERDINAND JONES SMALLING VIDIC COSTIN PERENDIJA RAPA SARGHI ALDERWEIRELD ANITA BRUNO SILVA OOJIER VAN DER WIEL VERTONGHEN BISCAN CUFRE' IBANEZ TONEL VIDA VRSALJIKO CISSOKHO CRIS GASSAMA KOLODZIEJCZAK KONE' B. LOVREN REVEILLERE ALBIOL ARBELOA CARVALHO COENTRAO MARCELO PEPE SERGIO RAMOS CASTRO FRIEDRICH KADLEC OCZIPKA REINARTZ SCHWAAB TOPRAK ALEX BOSINGWA COLE A. DAVID LUIZ IVANOVIC PAULO FERREIRA TERRY DURWAEL JONELEIT NADSON NGONCA PUDIL ALBA COSTA R. DEALBERT MATHIEU MIGUEL RAMI RUIZ SALTOR ANDRE SANTOS DJOUROU KOSCIELNY MERTESACKER SAGNA SQUILLACI VERMAELEN FELIPE SANTANA HUMMELS LOWE OWOMOYELA PISZCKEK SCHMELZER SUBOTIC AZPILICUETA DIAWARA FANNI MOREL N'KOLOU RODRIGUEZ SABO TRAORE HOLEBAS

6 2 2 5 4 4 2 2 4 3 3 4 7 6 9 11 8 5 4 11 3 12 4 6 13 3 1 3 1 7 5 3 2 8 6 2 1 2 3 3 1 10 6 5 3 9 8 7 3 4 10 12 11 9 13 8 5 6 1 7 4 6 7 7 11 11 10 2 12 1 2 3 1 4 7 7 2 6 3 9 7 6 9 3 4 11 8 5 12 6 12 4 2 7 8 9 8 9 5 7 6 2 3 4 3

7 5,5 9,5 6,5 5,5 6 6 6 6 5,5 6 6,5 5,5 5 6 6 6 6,5 5 6 6,5 6 5,5 5,5 6 5 6,5 6 6,5 5,5 6 6 6 5 6,5 5,5 5,5 5,5 5,5 6 7 6,5 9,5 6,5 6,5 6,5 6,5 6,5 6 7 6,5 6 5 6 6,5 6,5 5,5 6 6 6,5 4 6,5 5,5 5,5 5

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(OLY) (OLY) (OLY) (OLY) (OLY) (APO) (APO) (APO) (APO) (APO) (POR) (POR) (POR) (POR) (POR) (POR) (SHA) (SHA) (SHA) (SHA) (SHA) (SHA) (SHA) (SHA) (ZEN) (ZEN) (ZEN) (ZEN) (ZEN) (ZEN) (BAR) (BAR) (BAR) (BAR) (BAR) (BAR) (BAR) (BAT) (BAT) (BAT) (BAT) (BAT) (MIL) (MIL) (MIL) (MIL) (MIL) (MIL) (MIL) (MIL) (MIL) (VIK) (VIK) (VIK) (VIK) (VIK)

315 321 325 340 391 224 300 343 349 381 209 277 314 338 363 370 244 285 289 303 354 358 377 384 212 232 255 284 307 312 202 204 257 275 320 347 351 227 274 364 379 402 201 213 225 323 331 378 387 400 404 230 234 245 306 353

MANIATIS MELLBERG MODESTO PAPADOPOULOS TOROSIDIS BOAVENTURA KONTIS PAULO JORGE POURSAITIDES SOLOMOU ALVARO PEREIRA FUCILE MAICON P. OTAMENDI ROLANDO SAPUNARU CHYGRYINSKIY HUBSCHMAN ISCHENKO KUCHER RAKITSKIY RAT SEVCHUK SRNA ANJUKOV BRUNO ALVES CRISCITO HUBOTAN LOMBAERTS LUKOVIC ABIDAL ADRIANO DANI ALVES FONTAS MAXWELL PIQUE' PUYOL BORDACHEV FILIPENKO RUDIK SIMIC YUREVICH ABATE ANTONINI BONERA MEXES NESTA SILVA T. TAIWO YEPES ZAMBROTTA BREZINSKIY BYSTRON CISOVSKY LIMBERSKY RAJTORAL

3 6 3 4 5 1 1 2 1 1 8 8 5 7 8 9 9 7 4 5 6 6 2 12 7 5 7 3 5 4 10 9 13 1 4 12 10 2 3 3 3 2 7 6 3 8 12 14 9 5 5 1 1 2 2 1

6,5 6,5 5,5 6 6 5,5 6 6 6 5,5 6,5 4,5 5,5 4 6 5,5 5 3 5 5 4,5 6,5 5,5 5,5 6 5,5 7 5,5 6,5 7 9,5 5,5 6 5,5 5,5 6,5

CENTROCAMPISTI Gru. A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A B B B B B B B B B B B B B

Squ. (BMON) (BMON) (BMON) (BMON) (BMON) (BMON) (BMON) (BMON) (BMON) (MCITY) (MCITY) (MCITY) (MCITY) (MCITY) (MCITY) (MCITY) (NAP) (NAP) (NAP) (NAP) (NAP) (NAP) (NAP) (NAP) (NAP) (VIL) (VIL) (VIL) (VIL) (VIL) (VIL) (CSK) (CSK) (CSK) (CSK) (CSK) (CSK) (CSK) (INT) (INT) (INT) (INT) (INT) (INT)

Cod. 502 624 629 671 676 678 689 709 710 523 547 611 645 650 697 707 555 556 559 579 593 605 631 687 729 536 538 693 700 713 733 504 558 583 596 634 672 692 506 535 647 655 670 698

Nome Costo Voto ALABA 7 KROOS 11 10 LUIZ GUSTAVO 6 PRANJIC 4 RIBERY 19 8 ROBBEN 20 SCHWEINSTEIGER 13 6,5 TYMOSCHUK 5 6 USAMI 2 BARRY 7 5,5 DE JONG 6 JOHNSON 5 6 MILNER 8 NASRI 14 6 SILVA 17 5,5 TOURE' 10 7,5 DONADEL 6 DOSSENA 7 DZEMAILI 8 6,5 GARGANO 5 7 HAMSIK 14 6,5 INLER 10 5,5 MAGGIO 10 7,5 SANTANA 8 ZUNIGA 7 6,5 CAMUNAS 7 5 CANI 9 5 SENNA 4 5,5 SORIANO 6 4,5 VALERO 6 DE GUZMAN 4 5 ALDONIN 7 5 DZAGOEV 13 5,5 GONZALEZ 5 HONDA 14 MAMAEV 4 6 RAHIMIC 8 SEMBERAS 6 ALVAREZ 8 4,5 CAMBIASSO 12 4,5 MOTTA 9 OBI 2 5 POLI 4 SNEIJDER 19 6,5

ASSIST

Fernando Torres non segna ma è decisivo Ecco l’elenco degli assist della prima giornata della fase a gironi di Champions League. Fernando Torres guida la graduatoria con due passaggi vincenti. 2 Torres (Chelsea); 1 Ribery (Bayern Monaco); Maggio (Napoli); Rozehnal (Lilla); Dzagoev (Cska Mosca); Streller (Basilea); Marcelo (Real Madrid); Walcott (Arsenal); Morel (Marsiglia); Danny (Zenit San Pietroburgo); Manduca (Apoel Nicosia); James Rodriguez (Porto); Messi (Barcellona); Seedorf (Milan); Jiracek (Viktoria Plzen); Rudik (Bate Borisov).

Luiz Adriano, 24 anni, attaccante dello Shakhtar, dopo il gol al Porto REUTERS B B B B B B B B B B B B B B B C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C D D D D D D D D D D D D D D D D D D D D D D D D D D D D D D D D E E E E E E E E E E E E E E E E E E E E E E E E E E E E F F

(INT) (INT) (LIL) (LIL) (LIL) (LIL) (LIL) (LIL) (LIL) (LIL) (TRA) (TRA) (TRA) (TRA) (TRA) (BAS) (BAS) (BAS) (BAS) (BAS) (BAS) (BAS) (BEN) (BEN) (BEN) (BEN) (BEN) (BEN) (BEN) (MUTD) (MUTD) (MUTD) (MUTD) (MUTD) (MUTD) (MUTD) (MUTD) (MUTD) (OTE) (OTE) (OTE) (OTE) (OTE) (AJAX) (AJAX) (AJAX) (AJAX) (AJAX) (AJAX) (AJAX) (AJAX) (DIN) (DIN) (DIN) (DIN) (DIN) (DIN) (LIO) (LIO) (LIO) (LIO) (LIO) (LIO) (LIO) (LIO) (REA) (REA) (REA) (REA) (REA) (REA) (REA) (REA) (REA) (REA) (BLEV) (BLEV) (BLEV) (BLEV) (BLEV) (BLEV) (BLEV) (CHE) (CHE) (CHE) (CHE) (CHE) (CHE) (CHE) (CHE) (CHE) (GEN) (GEN) (GEN) (GEN) (GEN) (GEN) (VAL) (VAL) (VAL) (VAL) (VAL) (VAL) (ARS) (ARS)

702 727 519 543 591 594 640 656 665 666 516 544 659 725 728 532 541 574 599 688 695 723 501 578 610 639 681 684 720 509 539 542 573 581 649 663 712 726 510 576 603 651 662 548 560 564 565 609 627 694 731 514 533 623 626 682 686 524 561 582 585 588 615 622 669 505 534 551 553 586 614 619 660 683 721 517 518 522 528 675 679 685 566 616 625 633 638 642 643 644 673 521 537 598 601 706 715 503 520 630 661 704 705 512 513

STANKOVIC ZANETTI BALMONT COLE GUEYE HAZARD MAVUBA OBRANIAK PAYET PEDRETTI BALCI COLMAN OZBEK YILMAZ ZOKORA CABRAL CHIPPERFIELD FREI F. HUGGEL SCHURPF SHAQIRI YAPI YAPO AIMAR GAITAN JAVI GARCIA MATIC RUBEN AMORIM SALVIO WITSEL ANDERSON CARRICK CLEVERLEY FLETCHER GIGGS NANI PARK VALENCIA YOUNG ANTAL FRUNZA ILIE NEAGU PARASCHIV DE JONG EBECILIO ENOH ERIKSEN JANSSEN LODEIRO SERERO AISSATI BADELJ CALELLO KOVACIC LEKO RUKAVINA SAMMIR BASTOS EDERSON GONALONS GOURCUFF GRENIER KALLSTROM KONE' S. PIED ALTINTOP HAM. CALLEJON DI MARIA DIARRA GRANERO KAKA' KHEDIRA OZIL SAHIN XABI ALONSO BALITSCH BALLACK BARNETTA BENDER RENATO AUGUSTO ROLFES SAM ESSIEN KALOU LAMPARD MALOUDA MATA MCEACHRAN MEIRELES MIKEL RAMIRES BARDA CAMUS HUBERT HYLAND TOSZER VANDEN BORRE ALBELDA BANEGA MADURO PABLO HERNANDEZ TINO COSTA TOPAL ARSHAVIN ARTETA

10 8 7 9 2 14 9 4 5 9 3 5 3 6 5 6 2 8 4 4 8 3 13 8 6 3 7 8 9 9 10 2 6 9 17 8 10 15 2 2 2 4 3 6 4 4 6 9 7 3 5 1 3 2 3 6 7 14 7 8 19 3 7 3 3 5 2 21 4 5 10 6 20 7 13 4 8 3 7 9 12 7 7 10 19 13 18 1 11 5 9 3 2 2 2 3 1 4 7 4 8 5 7 11 12

5 7 7 6 6,5 6,5 6 9,5 5 6,5 7 5 9,5 4 6 5,5 6,5 6 6 5,5 5,5 10 6 6 5,5 6 6 5,5 6 6,5 5 6 6,5 5 5 6 6 6,5 6 6,5 5,5 9,5 6,5 6 5,5 5 5,5 6 5 6 5,5 9,5 5,5 6 6 6 6 6,5 6,5 6,5

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526 552 575 674 680 699 717 719 527 545 584 589 592 613 617 667 507 540 554 612 628 641 711 569 587 602 632 658 677 724 595 608 635 636 654 525 546 549 571 590 648 701 735 557 570 577 607 620 646 718 531 550 568 600 606 691 696 730 530 567 604 618 637 703 722 515 657 664 716 734 508 511 529 562 563 580 653 690 714 572 597 621 668 708

BENAYOUN DIABY FRIMPONG RAMSEY ROSICKY SONG WALCOTT WILSHERE BENDER DA SILVA GOTZE GROSSKREUTZ GUNDOGAN KAGAWA KEHL PERISIC AMALFITANO CHEYROU DIARRA A. KABORE' LUCHO GONZALEZ MBIA VALBUENA FEJZA GRBIC IBAGAZA MAKOUN ORBAIZ RIERA YESTE HELIO PINTO JAHIC MANDUCA MARCINHO NUNO MORAIS BELLUSCHI DANILO DEFOUR FERNANDO GUARIN MOUTINHO SOUZA JAMES RODRIGUEZ DOUGLAS COSTA FERNANDINHO GAI JADSON KOBIN MKHITARYAN WILLIAN BYSTROV DENISOV FAJZULIN HUSZTI IONOV SEMAK SHIROKOV ZYRIANOV BUSQUETS FABREGAS INIESTA KEITA MASCHERANO THIAGO ALCANTARA XAVI BAGA OLEKNOVICH PATOSKI VOLODKO A. BRESSAN AMBROSINI AQUILANI BOATENG EL SHAARAWY EMANUELSON GATTUSO NOCERINO SEEDORF VAN BOMMEL FILLO HORVATH KOLAR PETRZELA TRAPP

9 6 7 2 4 12 7 6,5 16 7 2 6 5,5 4 14 7 13 5 9 15 6,5 6 4,5 8 10,5 2 6 12 7 9 6 7 15 9,5 11 17 4 5,5 8 7 6 5 5,5 6 9 7 6,5 4 6,5 1 5,5 6 10,5 3 6 2 6 7 6 9 5 6 6 6 10 9 6,5 6 20 8 17 8 6 5 15 6 3 2 5,5 14 6 10 8 5,5 3 6 4 2 3 6 5,5 7 9 10 5,5 20 5,5 19 6 8 6 11 5 7 16 6,5 2 6 3 6 4 4 6 8 9 7 6 8 12 6 3 4 6 7 6 5,5 11 6,5 8 6 6 3 6,5 3 5,5 4 6,5 2 -

ATTACCANTI Gru. A A A A A A A A A A A A A A A A

Squ. (BMON) (BMON) (BMON) (BMON) (MCITY) (MCITY) (MCITY) (MCITY) (NAP) (NAP) (NAP) (NAP) (NAP) (VIL) (VIL) (VIL)

Cod. 842 873 878 890 803 810 836 912 825 861 865 868 882 875 901 902

Nome GOMEZ MUELLER OLIC PETERSEN AGUERO BALOTELLI DZEKO TEVEZ CAVANI LAVEZZI LUCARELLI MASCARA PANDEV NILMAR ROSSI RUBEN

Costo Voto 27 5 22 6 9 7 5 24 7 15 26 6 16 22 9,5 16 6,5 2 5 11 12 5 19 6 4 5

B B B B B B B B B B B B B B C C C C C C C C C C C C C C C D D D D D D D D D D D D D D D D E E E E E E E E E E E E E E E E F F F F F F F F F F F F F F G G G G G G G G G G G G G G G H H H H H H H H H H H H H H H H

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833 874 914 920 870 887 922 829 850 896 909 805 817 886 839 881 910 822 849 876 904 815 844 879 900 921 827 889 893 820 880 906 911 924 814 858 859 812 816 843 860 864 813 845 899 831 852 855 905 806 834 867 913 819 877 919 801 821 851 891 908 826 840 884 916 811 863 923 807 808 841 894 832 871 883 804 907 915 846 856 898 917 830 837 866 872 818 828 853 862 802 869 888 903 918 854 857 897 823 847 848 885 895 809 835 892

DOUMBIA NECID TOSIC WAGNER LOVE MILITO PAZZINI ZARATE DE MELO JELEN RODELIN SOW ALTINTOP HAL. BROZEK PAULO HENRIQUE FREI A. PAK STRELLER CARDOZO JARA NOLITO SAVIOLA BERBATOV HERNANDEZ OWEN ROONEY WELBECK CHAVEZ PENA PUNOSEVAC BULYKIN OZBILIZ SIGTHORSSON SULEJMANI EL HAMADOUI BEQIRAJ KRAMARIC KRSTANOVIC BELFODIL BRIAND GOMIS LACAZETTE LISANDRO BENZEMA HIGUAIN RONALDO DERDIYOK JORGENSEN N. KIESSLING SCHURRLE ANELKA DROGBA LUKAKU TORRES BUFFEL NWANGANGA VOSSEN ADURIZ CANALES JONAS PIATTI SOLDADO CHAMAKH GERVINHO PARK CHOU-YOUNG VAN PERSIE BARRIOS LEWANDOWSKI ZIDAN AYEW A. AYEW J. GIGNAC REMY DJEBBOUR MIRALLAS PANTELIC AILTON SOLARI TRICKOVSKI HULK KLEBER RODRIGUEZ C. VARELA DENTINHO EDUARDO LUIZ ADRIANO MORENO BUCHAROV DANNY KERZHAKOV LAZOVIC AFELLAY MESSI PEDRO SANCHEZ VILLA KEZMAN KONTSEVOI RODIONOV CASSANO IBRAHIMOVIC INZAGHI PATO ROBINHO BAKOS DURIS PILAR

21 14 11 5 6 15 6 20 4,5 17 4,5 13 4,5 5 11 3 19 9,5 8 5,5 4 9 5,5 14 9,5 5 9 7 16 10 6 11 6 9 15 20 6 4 29 5 14 36 9 6 8 415 5 13 5 144 1 9 1 14 5,5 18 3,5 3 22 25 6,5 16 34 6 10 5 4 18 5,5 15 6 16 6,5 20 10 25 8 7 6 3 5 8 5,5 14 5,5 5 5,5 8 16 6 19 5,5 11 18 7 15 29 10,5 18 17 5,5 6 13 7 21 18 6,5 15 5,5 14 6 14 10 10,5 2 5 6,5 259,5 16 8,5 11 8 11 15 5,5 21 9 5 6 13 6 17 5,5 14 8 36 8 24 10 19 30 9 8 6,5 6 5,5 3 15 4,5 28 8 25 9,5 19 8 9,5 7 6 55


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MONDO

Io bello, ricco e forte fre da morire quando vede Leo Messi salire sull’aereo per andare a ricevere questo o quel premio. La moda di inneggiare al piccolo argentino del Barça quando gioca il Madrid per dar fastidio a Ronaldo è partita dalla Spagna ma evidentemente sta contagiando l’Europa. La cosa però non sembra dar fastidio al nostro, il cui ego si gonfia come i suoi pettorali ogni volta che qualcuno lo fischia.

Ronaldo a chi lo fischia «Siete solo invidiosi» Anche a Zagabria è stato attaccato dai tifosi avversari (che hanno invocato Messi). Lui si stufa e replica duro, a modo suo

Donne e denaro Ha una donna

bellissima, la modella russa Irina Shayk, un figlio che adora avuto da una ragazza il cui silenzio è stato comprato coi soldi di cui sopra, tanti flirt, veri o presunti, che accrescono la sua fama di «bello» (e possibile). Nel 2010 ha guadagnato quasi 30 milioni di euro (lordi) e quest’anno le entrate aumenteranno. Stipendio da 13 milioni, mezzo milione con premi vari, 14 milioni dagli sponsor. Presta la sua faccia e il suo corpo alla Nike, alla Castrol (che ha appena realizzato un documentario di quasi un’ora con lui come unico protagonista), ad Armani, ai videogiochi EA Sports (sua la copertina del PES 2012, che sarà lanciato il 28 settembre), alla Coca Cola, al Banco Espirito Santo, agli orologi Time Force. Messi ha uno stipendio più alto e guadagna qualcosa in più di lui complessivamente, ma con gli sponsor vince Ronaldo, la cui imponente figura piace più del minuto fisico della Pulce.

CRISTIANO VITA DA STAR

GDS

FILIPPO MARIA RICCI MADRID

Per piacere, piace. I soldi non gli mancano, no. Sulle sue qualità di calciatore, non ci sono dubbi. Fin qui, tutti d’accordo. Sul fatto che la gente in giro per la Spagna e l’Europa fischi Cristiano Ronaldo perché è bello, ricco e forte... Ecco, li ci perdiamo un po’. Eppure

questa è la teoria dell’interessato. Mercoledì sera al Maksimir di Zagabria il portoghese è stato bersagliato dai tifosi croati con fischi e cori pro-Messi, e dagli avversari con entrate ben oltre il limite consentito dal regolamento, tanto che la caviglia di Ronaldo è tornata a Madrid con 3 punti di sutura per cucire una ferita da scarpa da taglio provocata da Jerko Leko, ruvido controllore della Dinamo.

In zona mista, Ronaldo si è lamentato. La frase Dell’arbitro, degli av-

versari, del pubblico: «Perché la gente mi fischia? Perché sono ricco, bello e per esser un gran giocatore. La gente è invidiosa di me, non c’è altra spiegazione». Ronaldo è un ragazzo decisamente sicuro di se. Competitivo, affamato di vittorie e di conquiste, uno che sof-

La stella del Real Madrid mercoledì ha pure attaccato l’arbitro: rischia la squalifica

Vergognoso Da vedere invece se alla Uefa sono piaciute le altre dichiarazioni fate dal Ronaldo furioso nella zona mista del Maksimir: «E’ stata una vergogna, spero che questo arbitro non ci capiti più. Si parla tanto di fair play, di protezione ai giocatori più abili e poi... nulla. Non capisco, davvero, non è normale che succeda una cosa così». Sulla stessa linea anche Marcelo, espulso giustamente per un fallo e una simulazione: «Ormai siamo abituati a certi arbitraggi». Ed Eladio Parames, portavoce personale di Mourinho: «Abbiamo già un Ovrebo 2», ha twittato in riferimento all’arbitro svedese criticato da Mourinho nella celebre conferenza stampa dei «porqué» dopo il Clasico d’andata di Champions. Il problema per Ronaldo è che la Uefa potrebbe squalificarlo per sue dichiarazioni. È già successo con Wenger e Drogba, ad esempio. Parliamo delle dichiarazioni sull’arbitro, non quelle su se stesso bello, ricco e forte.

MAURICIO CANNONE RIO DE JANEIRO

Il giallo Edmundo sembra ormai giunto alla fine o quasi. Il Supremo Tribunale Federale, massima istanza della giustizia brasiliana, ha giudicato estinta la condanna di quattro anni e sei mesi di semilibertà inflitta all’ex attaccante di Fiorentina e Napoli per le responsabilità dell’incidente automobilistico avvenuto il 2 dicembre 1995, con tre morti e altrettanti feriti, nel quartiere Lagoa, a Rio de Janeiro. I morti furono Joana Maria Mar-

tins Couto, la quale era nell’auto dell’allora giocatore, Alessandra Cristini Pericier Perrota e Carlos Frederico Brites Tinoco, nella macchina scontratasi con quella di Edmundo. Ricorso Secondo il relatore del caso, il giudice-ministro Joaquim Barbosa, la pena per omicidio colposo e lesioni era già prescritta da quattro anni. Comunque la vicenda può ancora avere nuove puntate. Il pubblico ministero può ricorrere al collegio del magistrato che ha estinto il processo. Per i legali di Edmundo, il caso è chiuso.

Edmundo, 40, ha giocato con Fiorentina e Napoli ANSA

La presunzione aiuta a vincere la competizione Essere un po’ presuntuosi aiuta a vincere la competizione con i propri simili nel grande gioco dell’evoluzione. Alla faccia di chi sostiene che l’eccessiva sicurezza di sé spinga solo a commettere errori. Un nuovo modello evolutivo illustrato sulla rivista Nature rivela che un po’ di tracotanza aiuta ad avere successo. Due ricercatori hanno dimostrato che la presunzione rappresenta un vantaggio evolutivo fino a quando i benefici superano il prezzo che bisogna pagare per ottenerli con la competizione.

EX JUVE, ORA ALLENA

Esnaider choc «Se giochi non studiare» MADRID (f.m.r.) Chi gioca a livello professionistico non ha tempo per studiare. Questo il pensiero di Juan Esnaider, ex giocatore argentino, una fugace apparizione alla Juventus (12 miliardi di cartellino, 0 gol), oggi allenatore del Saragozza B, terza serie spagnola. Un suo giocatore, Ramiro Mayor, promette bene: sia in campo, è nazionale con le giovanili della Spagna, che fuori: doveva sostenere i test per l’iscrizione all’università. Doveva, ma molto probabilmente non lo farà: «Sei un calciatore, gli studi sono incompatibili con il calcio. Quando finisci di allenarti devi andare a casa a riposare, non a studiare». Questo, secondo l’Heraldo de Aragon, avrebbe detto Esnaider a Mayor. Così il Ministro dell’Educazione: «In caso di esami ufficiali il datore di lavoro deve permettere all’impiegato di partecipare».

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Taccuino

BRASILE NEL 1995 AVEVA CAUSATO UN INCIDENTE STRADALE CON TRE MORTI

La prescrizione lo salva dal carcere Edmundo adesso è un uomo libero

LO STUDIO

Sollevato Edmundo, detto «O Animal», si è ritirato dal calcio nel 2008. Ultimamente fa il commentatore televisivo alla Rete Bandeirantes. Nelle prime interviste dopo la notizia della decisione, si è detto sollevato: «Ma la sofferenza delle famiglie delle vittime non finirà mai». Su Twitter, «O Animal» ha scritto: «Grazie a tutti quelli che hanno tifato per me. Il vostro sostegno è stato di fondamentale». L’incidente successe quando Edmundo giocava nel Flamengo (1995). Nella condanna di primo grado, a marzo 1999, giocava nella Fiorentina. In ottobre dello stesso anno rimaneva in prigione a Rio per meno di un giorno, quando giocava al Vasco da Gama. Anche il 16 giugno 2011 venne arrestato per meno di 24 ore. © RIPRODUZIONE RISERVATA

FIFA

Bin Hammam, la radiazione resta ZURIGO La Corte d’Appello della Fifa ha respinto il ricor so di Mohammed Bin Hammam e confermato la radia zione inflitta lo scorso 23 luglio dalla Commissione Eti ca. Il dirigente qatariota, ormai ex presidente della Con federazione asiatica, aveva ricevuto il massimo della pena per aver violato le norme di condotta etica. La Fifa ha ritenuto Bin Hammam colpevole di aver organizzato, per il 10 e 11 maggio, un incontro a Trinidad con i dirigen ti della Federcalcio caraibica a cui furono consegnati soldi perché votassero l’allora avversario di Blatter. Bin Hamman si è sempre detto innocente.

ANDATA SUPERCLASSICO

Argentina e Brasile deludono: 0-0 CÓRDOBA (Arg) (m.can.) La prima sfida del Superclas sico delle Americhe tra Argentina e Brasile finisce 0 0. Nemmeno Ronaldinho e Neymar riescono a segnare, mentre Leandro Damião prende due pali. Ritorno della coppetta il 28 settembre a Belém, in Brasile. Nelle due sfide si convocano solo giocatori dei campionati brasi liano e argentino. In caso di nuova parità rigori, senza conteggiare i gol in trasferta e senza i supplementari.


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VENERDÌ 16 SETTEMBRE 2011

SERIE BWIN L’ANTICIPO

Verona-Padova, frizza il derby Grande rivalità, la lotta per la A e tanti ex guidati da Mandorlini: che serata ROBERTO PELUCCHI

ORE 20.45

VERONA PADOVA VERONA (4-3-3) 1 RAFAEL 13 ABBATE 22 MAIETTA 5 CECCARELLI 25 SCAGLIA 8 RUSSO 4 ESPOSITO 10 HALLFREDSSON 21 GOMEZ 9 FERRARI 14 D'ALESSANDRO All. MANDORLINI

PADOVA (4-3-3) 22 PELIZZOLI 13 LEGATI 14 SCHIAVI 6 TREVISAN 33 RENZETTI 88 CUFFA 70 MILANETTO 7 MARCOLINI 11 CUTOLO 10 CACIA 23 LAZAREVIC All. DAL CANTO

PANCHINA 12 Nicolas, 33 Pugliese, 57 Natalino, 17 Mareco, 77 Tachtsidis, 27 Berrettoni, 32 Bjelanovic.

PANCHINA 73 Perin, 2 Donati, 4 Portin, 20 Osuji, 77 Italiano, 45 Drame, 28 Ruopolo

ARBITRO Ciampi di Roma GUARDALINEE Manna-De Benedictis PREZZI da 25 a 40 euro TV Sky Sport 1 HD, Supercalcio HD e Calcio 1 HD, Premium Calcio

Il derby è «la» partita, quella che si aspetta per un anno intero. E’ quella che ti mette ansia per tutta la settimana prima e ti condiziona l’umore di tutta la settimana dopo. Ma Verona-Padova non è il derby veneto per eccellenza. Entrambe le piazza sentono di più le sfide con il Vicenza e ora non hanno vendette da consumare. C’è qualche ex che si attende fischi, vero, ma siamo nell’ordinaria amministrazione di un calcio che fatica a dimenticare il passato per dedicarsi al presente.

A PADOVA...

...E A VERONA

Quanti incroci Ecco: se fosse sol-

Arrivato dopo 16 partite, nel 2006-2007 Mandorlini ha chiuso col 7˚ posto in Prima divisione

Alla prima stagione col Verona, Mandorlini ha ottenuto in giugno la promozione in B ai playoff

tanto per il presente, il derby di stasera potrebbe diventare un bello spot per il calcio. Perché le due piazze tracimano entusiasmo; perché il Padova sta andando benissimo, è primo, e il Verona più che bene; perché le squadre giocano un calcio pro-

positivo per merito dei loro interpreti e dei loro manici, gli allenatori. Andrea Mandorlini in Italia non è andato molto lontano in Serie A, ma in B non deve dimostrare nulla. Alessandro

Dal Canto è agli inizi, ma sta lavorando con competenza e intelligenza e a Padova qualcuno già lo paragona a Rocco. Mandorlini è uno dei tanti ex che in questi giorni si sono offerti ai

taccuini dei giornalisti. A Padova c’è stato dal dicembre 2006 alla fine della stagione, il tempo di prendere la squadra da una posizione precaria e portarla quasi in B. «Lasciare Padova per la Serie A (a Siena, dove vinse una partita su dodici e venne esonerato, ndr) non poteva rivelarsi scelta peggiore. Fu un grande sbaglio. Padova ce l’ho nel cuore», ha detto il tecnico. E’ legato a Verona da un filo rosso anche Vincenzo Italiano, uno di quei centrocampisti con il cervello che il nostro calcio dovrebbe mettere sotto tutela, tanto sono rari. Veronese è la moglie e a Verona sono nati i figli. Esordì in A a 19 anni proprio con l’Hellas, dove restò undici anni, prima di passare al Chievo. «Se qualcuno ha preso male il mio addio, poco importa — ha detto Italiano — perché credo di essermi comportato sempre nel migliore dei modi». Anche Aniello Cutolo, attaccante del Padova, sa perché a

5a giornata (domani, ore 15) L’EMPOLI CORRE AI RIPARI E SISTEMA LA DIFESA: FICAGNA FIRMA PER UN ANNO CLASSIFICA SQUADRE

PT

PADOVA BRESCIA TORINO SASSUOLO PESCARA SAMPDORIA GROSSETO REGGINA ALBINOLEFFE LIVORNO VERONA NOCERINA BARI CITTADELLA EMPOLI MODENA VARESE CROTONE (-1) VICENZA ASCOLI (-7) JUVE STABIA (-1) GUBBIO

10 10 10 9 9 8 8 7 7 7 6 4 4 4 3 3 2 1 1 0 0 0

PARTITE G V N P 4 3 1 0 4 3 1 0 4 3 1 0 4 3 0 1 4 3 0 1 4 2 2 0 4 2 2 0 4 2 1 1 4 2 1 1 4 2 1 1 4 2 0 2 4 1 1 2 4 1 1 2 4 1 1 2 4 1 0 3 4 1 0 3 4 0 2 2 4 0 2 2 4 0 1 3 4 2 1 1 4 0 1 3 4 0 0 4

RETI F S 8 3 6 2 6 2 6 2 9 6 11 3 7 4 8 4 8 7 4 3 5 5 4 5 3 4 4 8 6 9 5 9 0 4 1 4 1 5 6 5 2 5 3 14

U PROMOSSE U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSE

2010 – 2011

PROSSIMO TURNO Venerdì 23, ore 20.45 VICENZA-LIVORNO Sabato 24, ore 15 ALBINOLEFFE-SAMPDORIA, ASCOLI-VERONA, BRESCIA-CITTADELLA, GROSSETO-CROTONE, GUBBIO-VARESE, JUVE STABIA-PESCARA, NOCERINA-TORINO, PADOVA-MODENA, SASSUOLO-BARI Lunedì 26, ore 20.45 EMPOLI-REGGINA

LIVORNO JUVE STABIA

ASCOLI SASSUOLO

BARI NOCERINA

Andelkovic non ce la fa Anche Sbaffo infortunato

Torrente cambia tridente C’è Forestieri che scalpita

Di Nardo e Gorini fuori Maah affianca Di Carmine

Menichini cambia tutto Gabionetta e Ciano dal 1’

ASCOLI Squadra rimaneggiata. Assente Andelkovic per un risentimento all’adduttore: da capire se lo stop sarà lungo. Castori dovrà rinunciare anche a Sbaffo, pure lui ancora infortunato, e a Parfait, impegnato con l’Under 23 camerunense. Qualche problema anche per Marchionni, alle prese con una leggera contrattura alla coscia sinistra. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Pederzoli. PROBABILE FORMAZIONE (4-5-1) Guarna; Ciofani, Peccarisi, Giovannini, Faisca; Gazzola, Vitiello, Pederzoli, Di Donato, Papa Waigo; Soncin. All. Castori.

BARI In vista della partita casalinga con la Nocerina, il tecnico Torrente sta pensando di portare qualche variante nel tridente offensivo, pur di tornare a far punti dopo aver subito due sconfitte consecutive. Possibile che venga data fiducia a Defendi sulla fascia sinistra, ma non è detto che l’escluso possa essere utilizzato Forestieri. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. PROBABILE FORMAZIONE (4–3–3) Lamanna; Crescenzi, Borghese, Dos Santos, Garofalo; De Falco, Donati, Bogliacino; De Paula, Marotta, Defendi. All. Torrente.

CITTADELLA In vista del derby di domani pomeriggio sono ancora indisponibili Di Nardo e Gorini: il primo dovrebbe comunque tornare in gruppo la prossima settimana, il secondo no. Contro il Vicenza rientreranno invece Schiavon, Bellazzini e De Vito. Il tecnico Foscarini conferma il 4-4-2. In attacco ci sarà la coppia Maah-Di Carmine. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. PROBABILE FORMAZIONE (4-4-2) Cordaz; Vitofrancesco, Gasparetto, Pellizzer, De Vito; Bellazzini, Branzani, Schiavon, Job; Maah, Di Carmine. All. Foscarini.

CROTONE Si prevede una rivoluzione nella formazione di Menichini dopo la sconfitta subita nell’ultima giornata sul campo del Pescara. Florenzi in difesa, Galardo e Caetano a centrocampo, mentre Gabionetta e Ciano in attacco potrebbero partire come titolari. Sono vicini all’esclusione Correia, De Giorgio, Eramo e anche Caccavallo. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3) Belec; Florenzi, Vinetot, Tedeschi, Migliore; Caetano, Loviso, Galardo; Gabionetta, Djuric, Ciano. All. Menichini.

Troiano, 4 mesi di stop Tornano Cofie e Boakye

Bruno è disponibile C’è l’idea della difesa a 4

Alemao k.o. due settimane Dubbio tra Bariti e Tulli

Buscè fa il terzino destro In attacco c’è Coralli

SASSUOLO Troiano — operato ai legamenti crociati, 4 mesi di stop — allunga la lista delle assenze che già comprende Bruno, Cinelli, Noselli, Bianco e Donazzan. Conferma del 4-3-3, probabile ritorno per Cofie e Boakye, con ballottaggio in attacco tra Marchi e Masucci e a centrocampo tra Bianchi e Valeri. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3) Pomini; Laverone, Piccioni, Terranova, Longhi; Magnanelli, Cofie, Bianchi; Masucci, Boakye, Sansone. All. Pea.

NOCERINA Gli infortuni di Pomante e De Franco costringeranno Auteri a cambiare: il tecnico sta pensando di passare alla difesa a quattro elementi. Bruno è arruolabile mentre Nitride è rientrato in gruppo. Stamattina si svolgerà l’ultima rifinitura e, nel pomeriggio, è in programma la partenza per Bari. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Marsili. PROBABILE FORMAZIONE (3-4-3) Gori; Nigro, Di Maio, Filosa; Del Prete, De Liguori, Bruno, Bolzan; Farias, Castaldo, Negro. All. Auteri.

VICENZA Stop di almeno due settimane per Alemao: una lesione all'adduttore della coscia destra. Sono tornati a lavorare con il gruppo sia Tulli che Bariti, che si giocano una maglia. L'assenza di Alemao obbliga Baldini a cambiare la linea d'attacco. Fastidio al polpaccio destro per Botta. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3) Frison; Martinelli, Augustyn, Bastrini, Pisano; Paro, Rossi, Rigoni; Bariti, Abbruscato, Misuraca. All. Baldini.

EMPOLI Daniele Ficagna, ex Siena, ha firmato un contratto annuale con l’Empoli, che aveva bisogno di un rinforzo in difesa dopo aver subito 9 gol in 4 giornate. Aglietti arretra Buscé a destra, inserendo Fatic a sinistra al posto di Regini squalificato. Torna anche Mori. Rientra Coralli dopo l’infortunio: fa coppia con Tavano. SQUALIFICATI Regini. DIFFIDATI nessuno. PROBABILE FORMAZIONE (4-4-2) Pelagotti; Buscé, Mori, Stovini, Fatic; Saponara, Valdifiori, Moro, Cesaretti; Tavano, Coralli. All. Aglietti.

ARBITRO Nasca di Bari.

ARBITRO Tommasi di Bassano.

ARBITRO Baratta di Salerno.

ARBITRO Calvarese di Teramo.

MODENA GUBBIO

REGGINA PESCARA

CITTADELLA VICENZA

SAMPDORIA GROSSETO

CROTONE EMPOLI

VARESE ALBINOLEFFE

Novellino conferma tutti Perticone va in panchina

Greco è ancora fermo Bergodi punta sui giovani

Bonazzoli ha recuperato Campagnacci con lui?

Gastaldello non rischia Atzori insiste con il 4-4-2

Rosati, fiducia a Carbone Tutti in ritiro e al santuario

LIVORNO Il tecnico Novellino sembra orientato a confermare modulo e titolari della partita vinta dal Livorno sabato scorso sul campo del Varese. Recuperato il difensore Perticone, che comunque partirà dalla panchina, così come Piccolo che è apparso in gran forma nella partitella di mercoledì contro la formazione Allievi. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. PROBABILE FORMAZIONE (4-1-4-1) Bardi; Salviato, Knezevic, Lambrughi, Pieri; Genevier; Rampi, Remedi, Luci, Dionisi; Paulinho. All. Novellino.

MODENA Sono ancora fuori per infortunio Greco (che starà fermo almeno tre settimane a causa di uno stiramento ai legamenti della caviglia), Petre e Di Gennaro. Il tecnico Bergodi potrebbe decidere di puntare su tre giovani: Carini, De Vitis e Carraro. In attacco Fabinho giochjerà dall'inizio della partita al fianco di Bernacci. SQUALIFICATI Turati. DIFFIDATI nessuno. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-1-2) Caglioni; Milani, Perna, Carini, Rullo; Dalla Bona, Giampà, De Vitis; Carraro; Bernacci, Fabinho. All. Bergodi.

REGGINA Bonazzoli ha recuperato e giocherà. Breda non ha deciso se partire con Ceravolo o con Campagnacci. Affollamento a centrocampo, con Castiglia, Rizzo, N. Viola e Barillà in corsa per fare coppia con De Rose. In difesa ci potrebbe essere il ritorno di Adejo, viste le non perfette condizioni di Emerson. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. PROBABILE FORMAZIONE (3-4-1-2) Kovacsik; Cosenza, Emerson, A. Marino; D’Alessandro, De Rose, Castiglia, Rizzato; Missiroli; Campagnacci, Bonazzoli. All. Breda.

SAMPDORIA Atzori sembra intenzionato a ridare fiducia alla squadra vittoriosa lunedì sera sul campo dell’Empoli. Gastaldello si è allenato a parte, e dunque l’orientamento del tecnico è di non forzare i tempi del suo recupero: il difensore rientrerà soltanto la settimana prossima. Per quanto riguarda il modulo, possibile una riconferma del 4-4-2. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Costa. PROBABILE FORMAZIONE (4-4-2) Romero; Volta, Costa, Accardi, Castellini; Foggia, Palombo, Obiang, Semioli; Bertani, Pozzi. All. Atzori.

VARESE Per risollevarsi dalla crisi, il Varese, unica squadra senza gol, ha chiuso le porte a tifosi e giornalisti: «Una scelta – ha detto il presidente Rosati – indispensabile per garantire serenità». Intanto al tecnico Carbone è stata rinnovata la fiducia. Squadra già in ritiro:dopo la rifinitura è previsto un pellegrinaggio al santuario del Sacro Monte. Rientrano Neto Pereira e De Luca. SQUALIFICATI Carrozza. DIFFIDATI nessuno. PROBABILE FORMAZIONE (4-2-3-1) Bressan; Pucino, Troest, Terlizzi, Cacciatore; Corti, Filipe; Nadarevic, Neto Pereira, Zecchin; De Luca. All. Carbone.

Molinari è ancora fermo Biraghi al posto di Zito

Pecchia prova il 4-4-2 Simoni incita la squadra

Capuano, poche speranze Soddimo resta in dubbio

Zanetti ok, ma resta fuori Bianco o Giallombardo?

Regonesi o Cristiano Si rivede Bergamelli

JUVE STABIA Recuperati Maury, Di Cuonzo e Mezavilla, usciti per infortunio contro il Brescia. Ancora fermo Molinari, il cui rientro è previsto più avanti contro il Pescara. L’unico cambiamento rispetto alla formazione di sabato potrebbe essere Biraghi per Zito come esterno sinistro di centrocampo. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Dicuonzo. PROBABILE FORMAZIONE (3-4-3) Colombi; Maury, De Bode, Scognamiglio; Di Cuonzo, Cazzola, Mezavilla, Biraghi; Erpen, Danilevicius, Mbakogu. All. Braglia.

GUBBIO Pecchia recupera Farina e Maccarrone dopo la squalifica, ma deve rinunciare a Briganti e Bartolucci, ancora infortunati. Il tecnico, nel ritiro di Milano Marittima, ha provato il 4-4-2 sotto lo sguardo di Gigi Simoni che ha detto: «La squadra è in crescita». SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. PROBABILE FORMAZIONE (4-4-2) Donnarumma; Almici, Benedetti, Caracciolo, Farina; Bazzoffia, Sandreani, Lunardini, Raggio Garibaldi; Ciofani, Mendicino. All. Pecchia.

PESCARA Capuano è rimasto a riposo, proverà nella rifinitura ma le possibilità di vederlo in campo sono ridotte al lumicino. Romagnoli e Brosco saranno i due centrali difensivi. A centrocampo torna Verratti dalla squalifica, con Cascione e Kone interni. Oggi Zeman deciderà se portare Soddimo. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3) Pinsoglio; Balzano, Romagnoli, Brosco, Petterini; Cascione, Verratti, Kone; Sansovini, Immobile, Insigne. All. Zeman.

GROSSETO Ugolotti ha recuperato Zanetti (ha saltato un paio di allenamenti), ma non i difensori Iorio, Bruscagin e Federici: i centrali saranno Padella e Olivi. Qualche dubbio sugli esterni, con l'esperto Petras che potrebbe essere preferito a Formiconi. Ballottaggio anche tra Bianco e Giallombardo. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. PROBABILE FORMAZIONE (4-4-2) Narciso; Petras, Padella, Olivi, Bianco; Alfageme, Crimi, Consonni, Caridi; Lupoli, Sforzini. All. Ugolotti.

ALBINOLEFFE L’incertezza sulla disponibilità di Hetemaj e Previtali apre una serie di dubbi a cominciare dal modulo. In difesa torna Bergamelli, mentre Regonesi e Cristiano sono in un corsa per un posto. Scontata la conferma di Cocco in attacco col quale potrebbe fare coppia Cisse se venissero schierate due punte. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Previtali. PROBABILE FORMAZIONE (4-2-3-1) Tomasig; Daffara, Malomo, Bergamelli, Cristiano; Taugourdeau, Laner; Pacilli, Girasole, Foglio; Cocco. All. Fortunato.

ARBITRO Cervellera di Taranto.

ARBITRO Di Paolo di Avezzano.

ARBITRO Pinzani di Empoli.

ARBITRO Ostinelli di Como.

ARBITRO Gavillucci di Latina.

Verona non è ben visto. Era il 2006-07 «e sbagliai un gol decisivo nell’andata dei playout con lo Spezia. Ci può stare, anche se non sono l’unico colpevole di quella retrocessione in C1. Ancora ci penso, poteva davvero cambiare tutto». Ci sono ex anche tra i dirigenti. Il ds Rino Foschi, che ha messo a disposizione di Dal Canto una squadra coi fiocchi, al Verona ha trascorso «sette anni intensi», portando l’attuale c.t. azzurro Prandelli in panchina e in campo giocatori del calibro di Mutu, Gilardino, Camoranesi, Frey, Oddo, Bonazzoli, Diana, Paolo Cannavaro, «ma pure qualche brocco mi è scappato, eh...». Il suo omologo al Verona, Mauro Gibellini, nel 1986-87 vinse invece il campionato di C: «L’Hellas è una ragione di vita, ma anche Padova ha i suoi tifosi caldi. Sono due belle piazze». Le ultime Mandorlini ha un dub-

bio per reparto. In difesa potrebbe esserci Mareco, a centrocampo Esposito o Tachtsidis, in attacco salgono le quotazioni di D’Alessandro. Nel Padova Schiavi sarà regolarmente al suo posto in difesa, in attacco Cacia partirà dal 1’ al centro, con Drame, Cutolo e Lazarevic a giocarsi gli altri due posti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

JUVE STABIA

La polizia: «Savio ora è all’estero» GIANPAOLO ESPOSITO CASTELLAMMARE DI STABIA (Napoli)

Savio Nzereko, l’attaccante della Juve Stabia sparito da una settimana, è all’estero. Lo affermano con certezza i dirigenti del commissariato di Castellammare che, dopo la denuncia della società, da lunedì hanno cominciato a ricostruire i suoi spostamenti. Secondo gli investigatori, il ragazzo non è in Bulgaria, dove risiede la fidanzata, e potrebbe trovarsi in Inghilterra. Ma la polizia non conferma per non violare il diritto alla privacy. Di lui non si hanno più notizie da una decina di giorni, dal 7 settembre, quando non si è presentato all’allenamento avvertendo il tecnico Braglia con un Sms: sembra che avesse chiesto un permesso per motivi personali che la società gli aveva negato. Non è la prima volta che Savio si volatilizza, è già accaduto nell’ottobre 2010 quando giocava nel Monaco 1860: via una settimana per poi riapparire giustificandosi con la morte di un fratellastro ucciso in una sparatoria. I numeri Intanto si scatenano i

fanatici del Lotto che puntano su tre numeri legati alla vicenda: il terno più giocato in questi giorni è il 14 (la maglia), il 37 (la fuga), il 72 (la meraviglia). © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL POSTICIPO

Sfida al vertice Torino-Brescia Il programma della 5ª giornata sarà completato lunedì sera (20.45) dalla sfida al vertice tra Torino e Brescia (arbitro Baracani di Firenze). Ventura, tecnico granata, può contare solo su due esterni di ruolo: Stevanovic e Guberti. Problemi di abbondanza nel Brescia, che recupera Leali. A centrocampo Salamon favorito su El Kaddouri.


VENERDÌ 16 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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LEGA PRO L’INCHIESTA INFO, NEWS E RISULTATI ON-LINE

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Il Trapani farà un giro intorno alla Terra

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I NUMERI

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Le migliaia di euro di costo medio per una trasferta in giornata

Gironi misti: numeri, costi e vantaggi I siciliani hanno viaggi per 42 mila km

y

FELICI E NON

S Il Trapani (nella foto il tecnico Boscaglia) è la squadra di Prima divisione che in questa stagione fa più chilometri: 42.568 tra andata e ritorno

S La Reggiana (nella foto il tecnico Mangone) è invece la squadra che in questa stagione fa meno chilometri: sono 11.786 tra andata e ritorno

NICOLA BINDA

Un viaggio attorno alla Terra? Più o meno ci siamo. Ballano circa 2 mila chilometri, ma la strada che deve fare il Trapani per le 17 trasferte di questa stagione, è più lunga della circonferenza terrestre (40.075 km). Che sarebbe sicuramente più emozionante, ma costerebbe anche qualcosa di più. La scelta Interesse e costi: ecco

le principali voci sul piatto della bilancia quando si parla di gironi misti. Da qualche anno la Lega Pro evita la tradizionale divisione tra Nord e Sud (sempre sbilanciata verso il Settentrione, che ha più squadre) per la Prima divisione e incrocia le squadre; spesso sono le direttive del ministero dell’Interno a incidere, per evitare derby a rischio, ma in generale è la Lega stessa a scegliere. L’unico criterio non preso in considerazione (e ci mancherebbe) è quello tecnico: poi capita che un girone sia più tosto dell’altro (come quest’anno), ma è impossibile prevederlo a inizio agosto. I giovani Storicamente il girone

Nord è più tecnico e quello Sud più agonistico. Con il mix di squadre, i valori si integrano e tutte si adeguano. C’è anche la volontà di evitare una ghettizzazione del torneo, cercando di nazionalizzarlo il più possibile. Un giovane in evidenza al Sud può mettersi in mostra anche al Nord, dove gli osservatori delle società maggiori sono più comodi e numerosi; un giovane che ha sempre giocato al Nord, si tempra invece più in fretta su certi campi caldi del Sud. Interesse In generale l’interesse

sul campionato aumenta, anche perché certe sfide sono inedite e affascinanti. E non solo perché tanti meridionali residenti al Nord possono tornare a vedere la squadra della loro terra. L’incrocio tra grandi piazze è stimolante e regala la sensazione di sentirsi più vicini alla Serie B. Pensate poi alla sfida Triestina-Trapani: è la trasferta più lunga d’Italia con 3.392 chi-

3

Le migliaia di euro di costo medio per una trasferta di due giorni (una notte in hotel)

lometri tra andata e ritorno, una proposta che a livello di marketing ha il suo perché. Pur sapendo che Barletta-Andria di domenica prevede un viaggio di soli 20 chilometri: è la trasferta più breve. E se il Trapani deve fare 42.568 chilometri (percorsi stradali), la Reggiana se la cava con 11.786, pochissimi meno del Carpi (11.812).

8

Le migliaia di euro di costo medio per una trasferta in aereo o treno (una notte in hotel)

I costi Non tutti però apprezza-

no. E’ evidente che i costi aumentino: una società del Nord può arrivare a spendere anche 50 mila euro in più, dovendo fare viaggi in aereo (o in treno) che abitualmente non dovrebbe fare; un club del Sud, pur essendo più avvezzo ai voli, ne deve affrontare di più e i costi pos-

Da 50 a 100mila euro in più di spesa per i club, ma più interesse per giovani e tifosi sono aumentare anche di 100 mila euro. In un bilancio di 2 o 3 milioni di euro non sono voci che incidono e comunque possono essere compensate in parte dalla percentuale sugli incassi che ricevono le società ospiti: al Sud gli stadi in genere sono più gremiti, al Nord l’afflusso dei meridionali del posto fa salire la cifra del botteghino. Verso la B Analizzando caso per caso, qualche società pare più penalizzata di altre. Anche per certe tifoserie i disagi aumentano. Ma la Lega Pro ragiona su 36 club e nell’interesse del torneo. Certo, alcune divisioni sono incredibili: le due squadre bresciane, le emiliane, le pugliesi, le toscane e le lombarde sono in gironi diversi. Ma un prezzo andava pagato. La risposta degli uomini di Mario Macalli è che, chi sale in B, non si pone questo tipo di problema (forse perché ha più contributi?). E l’idea viene difesa e sostenuta. In attesa del futuro, quando ci saranno tre soli gironi e una categoria unica: si riuscirà lo stesso a fare un mix? © RIPRODUZIONE RISERVATA

DISCIPLINARE

15%

Prima divisione A km (A/r)

AVELLINO BENEVENTO CARPI COMO FOGGIA FOLIGNO LUMEZZANE MONZA PAVIA PISA PRO VERCELLI REGGIANA SORRENTO SPAL TARANTO TERNANA TRITIUM VIAREGGIO

18.714 18.304 11.812 14.736 18.970 13.730 13.950 13.470 13.396 13.562 15.026 11.786 19.526 12.782 24.954 14.420 12.500 12.698

Più lontano

PRO VERCELLI COMO TARANTO TARANTO PRO VERCELLI PRO VERCELLI TARANTO TARANTO TARANTO TARANTO TARANTO TARANTO PRO VERCELLI TARANTO PRO VERCELLI PRO VERCELLI TARANTO TARANTO

km (A/r)

Più Vicino

km (A/r)

1.764 1.666 1.628 2.028 1.686 1.136 1.952 1.946 1.900 1.766 2.092 1.642 1.794 1.594 2.092 1.228 2.000 1.766

BENEVENTO AVELLINO REGGIANA MONZA BENEVENTO TERNANA TRITIUM TRITIUM MONZA VIAREGGIO MONZA CARPI AVELLINO CARPI FOGGIA FOLIGNO MONZA PISA

88 88 78 82 224 118 144 60 138 48 186 78 162 224 432 118 60 48

km (A/r)

Più Vicino

km (A/r)

Prima divisione B km (A/r)

Più lontano

ALTO ADIGE ANDRIA BARLETTA

20.108 22.542 22.678

TRAPANI TRIESTINA TRIESTINA

3.308 1.822 1.816

BASSANO BARLETTA ANDRIA

284 20 20

BASSANO CARRARESE CREMONESE

17.654 16.894 16.142

TRAPANI TRAPANI TRAPANI

3.162 2.822 3.066

ALTO ADIGE SPEZIA PERGOCREMA

284 66 86

FERALPI SALO' FROSINONE

17.020 18.352

TRAPANI TRAPANI

3.120 1.910

PERGOCREMA LATINA

194 118

LANCIANO LATINA PERGOCREMA

19.334 19.184 16.886

TRAPANI TRAPANI TRAPANI

2.102 2.018 3.118

ANDRIA FROSINONE CREMONESE

450 118 86

PIACENZA 16.376 PORTOGRUARO 19.060

TRAPANI TRAPANI

3.052 3.200

PERGOCREMA TRIESTINA

84 194

PRATO SIRACUSA SPEZIA

15.388 38.214 15.866

TRAPANI TRIESTINA SIRACUSA

2.610 3.020 2.510

CARRARESE TRAPANI CARRARESE

234 732 66

TRAPANI TRIESTINA

42.568 21.770

TRIESTINA TRAPANI

3.392 3.392

SIRACUSA PORTOGRUARO

732 194

La quota di incasso (sui paganti e parte di abbonati) spettante alle squadre che giocano in trasferta

50

mila euro: l’aumento medio dei costi delle trasferte per le squadre del Centro Nord

100

mila euro: l’aumento medio dei costi delle trasferte per le squadre del Sud

Stefano Sottil, 35 anni (Siracusa)

Siracusa -2 e Foligno -1 In Seconda puniti in due La Disciplinare ha discusso sei deferimenti della Procura federale, dopo segnalazioni Covisoc per varie irregolarità amministrative relative alla scorsa stagione: quattro società di Lega Pro sono state penalizzate e altre due soltanto multate. Ecco il dettaglio. Prima divisione Due punti di pe-

nalizzazione al Siracusa per non aver pagato nei termini gli stipendi, i contributi e le ritenute del primo trimestre del 2011 (scadenza 16 maggio). Un punto al Foligno (più 10mila euro di ammenda) per non aver dimostrato entro il termine il pagamento di contributi e ritenute di luglio, agosto e settembre 2010, gennaio, febbraio e marzo 2011. Seconda divisione Due punti al

Melfi (più 20mila euro) per non aver pagato contributi e ritenute di tre trimestri e gli stipendi di due trimestri entro le scadenze. Un punto al Savona per dichiarazioni non veritiere sui pagamenti Irpef di marzo. Al Neapolis ammenda di 800 per irregolari modalità di pagamento di stipendi a due tesserati; la Sambonifacese ha invece patteggiato (non ha presentato in tempo il prospetto ricavi/indebitamento) e preso 6.600 euro di multa. Il giudice sportivo Dopo i recuperi di Prima e la terza giornata del girone B di Seconda, ha squalificati in tutto 6 giocatori, tutti espulsi. Prima divisione: una giornata a Tavares (Como) e Armenise (Pro Vercelli); ammenda di 2.500 euro al Como. Seconda divisione: due giornate a Imparato e Scalzone (Milazzo); una a Tricarico (Paganese), Carbonaro (Giulianova), Giglio (L'Aquila) e Bianchi (Neapolis); allenatori: una giornata a Pagliuca (Gavorrano); ammende: 2.000 euro Giulianova (guardalinee colpito da sputi e offese alla terna); 1.000 all'Alessandria per domenica. © RIPRODUZIONE RISERVATA

I PREMI CESTANI E LAUDANO

PRIMA DIVISIONE

SECONDA: IL POSTICIPO DEL GIRONE B

Siega è il migliore tra i giovani Bernasconi va a 3 tra i marcatori

La Triestina si rinforza: preso Mattielig Il Como neo-capolista riceve il Sorrento

Fiore (2 gol) ispira un Chieti travolgente Il Fondi resiste solo un’ora, poi crolla

Seconda tappa per i premi Cestani (miglior giocatore) e Laudano (miglior marcatore) istituiti da Lega Pro e Gazzetta: ecco le due graduatorie. PREMIO CESTANI Siega (1991, Casale) media voto 7,5; Valeriani (1992, Rimini, 180 minuti in campo), Fonte (1992, Mantova, 90’), Taddei (1991, Carrarese, 90’), Romero (1992, Vigor Lamezia, 41’) e Piccini (1992, Carrarese, 24’) 7.

Premio Cestani Premio Laudano PREMIO LAUDANO Bernasconi (1992, Fondi) 3 reti; Miracoli (1992, Valenzana, 180 minuti in campo), Caira (1991, Isola Liri, 180’) e Improta (1993, Lanciano, 152’) 2 reti.

Altro rinforzo per la Triestina, che ha ingaggiato il centrocampista Mattielig (ex Portogruaro). La situazione in Prima dopo due giornate: GIRONE A Como p. 6; Taranto ( 1) 5; Sorrento e Pisa 4; Carpi, Avellino, Ternana, Monza e Tritium 3; Pavia e Viareggio ( 1) 2; Pro Vercelli, Spal e Foggia 1; Benevento ( 6) e Lumezzane 0; Reggiana ( 2) e Foligno ( 1) 1. Così domenica (15): Avellino Tritium; Benevento Reggiana; Carpi Lumezzane; Como Sorrento; Monza Pro Vercelli; Pisa Foggia; Spal Viareggio;

Taranto Pavia; Ternana Foligno. GIRONE B Pergocrema, Lanciano, Barletta e Trapani p. 6; Carrarese*, Frosinone e Triestina 3; Siracusa ( 2) 2; Spezia, Alto Adige, Andria, Feralpi Salò e Latina 1; Prato, Portogruaro e Bassano 0; Piacenza ( 4) 1; Cremonese* ( 6) 3. (*una in meno). Così domenica (ore 15): Alto Adige Frosinone; Barletta Andria; Cremonese Bassano; Latina Pergocrema; Portogruaro Carrarese; Prato Lanciano; Spezia Piacenza; Trapani F. Salò; Triestina Siracusa (14.30).

CHIETI-FONDI 3-0 GIUDIZIO +++ MARCATORI Fiore al 16' e al 32', Anastasi al 44' s.t. CHIETI (4-2-3-1) Feola 6,5; Bigoni 6,5, Serpico 6, Pepe 6, Ma lerba 6; Amadio 6,5, Villa 6,5 (dal 19' s.t. Del Pinto 6); Fiore 7,5, Be rardino 7 (dal 39' s.t. Anastasi 6,5), Gammone 7; Lacarra 6,5 (dal 29' s.t. Rosa s.v.). (D'Ettorre, Petroni, Cardinali, Rossi). All. Paolucci 7. FONDI (4-4-2) Gasparri 5,5; Chiarini 5,5, Palumbo 5, Gigli 6 (dal 36' p.t. Dionisio 5,5), Iovinella 6; Vaccaro 6, Alleruzzo 5,5, Tamasi 5,5 (dal 29' st. Pacini s.v.),

Cucciniello 6 (dall’11' s.t. Konate 5); Ricciardo 5, Bernasconi 5,5. (Mezzacapo, Bennardo, Rossini, Finocchiaro). All. Parisella 5. ARB. Ceccarelli di Rimini 6,5. NOTE spett. 1.000. Espulso Palumbo al 24' s.t.; ammonito Cucciniello. Angoli 7 3. (g.l.) CLASSIFICA Paganese p. 9; Campobasso, Arzanese e Vigor Lamezia 7; Perugia, Gavorrano, Chieti e Normanna 6; L’Aquila 5; Fondi e Catanzaro* 4; Isola Liri* e Giulianova 3; Ebolitana e Neapolis 2; Fano ( 2), Celano e Vibonese 1; Aprilia* e Milazzo 0; Melfi ( 2) 1. (*una partita in meno)


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 16 SETTEMBRE 2011

MOTOMONDIALE GP ARAGONA NOVITÀ DUCATI IL PESARESE DICE ADDIO AL CARBONIO

«Il telaio d’alluminio per ripartire» Rossi: «Sulla 1000 mi ha reso più veloce, spero sia lo stesso anche sulla 800» DAL NOSTRO INVIATO

PAOLO IANIERI ALCANIZ

Giro di pista con lo scooter per Valentino Rossi, 32 anni MILAGRO

Filosofia vecchia, materiale nuovo. Il tanto invocato telaio perimetrale (per ora) non si vede, ma la Ducati proiettata verso il riscatto del 2012 inizia a liberarsi di un po’ di carbonio per ritornare sul mai demodé alluminio. «Nel test al Mugello della scorsa settimana con la 1000 abbiamo adottato un nuovo naso, in alluminio e dalla forma leggermente diversa — spiega Valentino Rossi —. Abbiamo cambiato solo quello e la moto è stata subito più veloce. Io mi sono trovato meglio,

sento di più l’anteriore e la moto è diventata più agile. Per cui abbiamo deciso di provare questa novità anche sulla 800, sperando che la sensazione resti uguale». Esperimenti Sulla pista dove un anno fa la Ducati cominciò una seconda parte di stagione quasi irresistibile (3 vittorie e un secondo posto per Casey Stoner nelle ultime 6 gare) e Valentino visse «la peggiore gara dell’anno, un weekend che non mi fece amare questa pista», si spera di cominciare a intravvedere spiragli di un futuro migliore. «E siccome ci vuole tempo per fare esperimenti — continua

Lorenzo e il caldo due rivali per Stoner Jorge conta sul calo fisico dell’avversario per riaprire i giochi Caso Motegi: i piloti vanno, imbarazzo sulle pressioni Dorna DAL NOSTRO INVIATO

FILIPPO FALSAPERLA ALCANIZ (Spagna)

Nella landa desolata dell’Aragon Motorland anche le bandiere si rifiutano di fare il loro lavoro. Il sole picchia come un martello e nemmeno una bava di vento muove l’aria. Si fa fatica a immaginare con quale voglia questa mattina i piloti metteranno la tuta per buttarsi in pista. Siamo alla 14a gara di questo Motomondiale che a Misano, 2 settimane fa, ha vissuto il brivido della riscossa. La lepre Casey Stoner deve difendersi ancora una volta da Jorge Lorenzo, vincitore sull’Adriatico. Fatica Lo spagnolo fa il tifo per

il termometro. A Misano l’australiano è andato in crisi fisica per la temperatura (e l’umidità), così spera nel bis per limare qualcosa dei 35 punti di ritardo, anche se Stoner assicura che la breve sosta gli è bastata per recuperare energie. Aveva

detto la stessa cosa prima di Misano, anche se lì arrivava dalle 6 ore di fuso orario di Indianapolis. Il precedente dice Stoner vincitore davanti a Pedrosa, anche se nel 2010 ad andare forte era stata soprattutto la Ducati, con Hayden sul podio e Lorenzo fuori, per la prima volta nella stagione. La cosa che accomuna i due rivali, in ogni caso, è che la pista non gli piace. Rossa Il tracciato favorevole in-

golosisce Valentino Rossi ma a Borgo Panigale hanno programmato l’ennesima rivoluzione. Perché il telaio provato al Mugello, «in alluminio ma con la stessa filosofia del vecchio», oggi verrà montato su una delle moto di Valentino. Così siamo alla quinta versione, tra moto nuove (2) e telai rifatti. Ancora una rincorsa all’assetto perduto, quando invece era stato deciso di smetterla con gli esperimenti e provare a tirare fuori il massimo da quello che c’era nel box.

Simoncelli-Honda ormai è fatta, per Dovizioso invece ci sono problemi con il budget

Mercato Così la bandiera italia-

na dovrebbe essere tenuta alta da Marco Simoncelli e Andrea Dovizioso, entrambi affamati di podio, entrambi alle prese con il futuro. «Ormai siamo ai dettagli con la Honda — racconta Simoncelli — sul discorso tecnico è tutto a posto, sulla parte economica diciamo... che io sono dovuto andare verso di loro. Quando proverò la moto? Dipende dalla firma, ma potrebbe essere dopo Motegi o dopo la Malesia». Più vago Dovizioso: «Ho scartato una opzione (la Ducati, n.d.r.) delle altre due non dico i dettagli. Spero domenica di avere le idee più chiare, sicuramente prima del Giappo-

ne deciderò». Sintetizzando la Honda è favorita sul piano tecnico ma ci sono problemi di budget, con la Yamaha Poncharal non ci sarebbe la moto ufficiale. Giappone Infine il bubbone Motegi. Alla fine i nodi sono venuti al pettine. Dopo Lorenzo, Valentino ha ammesso che andrà, Stoner ancora usa strane formule per ammettere che ci sarà («ma mia moglie di sicuro no»...). Tutti si trincerano dietro le ricerche negative venute fuori da vari enti. Ma c’è stato imbarazzo quando gli è stato chiesto un giudizio sul fatto che alcune squadre e la Dorna non rinnoveranno i contratti a chi non andrà in Giappone. Risposte imbarazzate, un po’ di vergogna per non aver avuto il coraggio di fare quello che pensano, cioè non andare a Motegi. Tutti zitti e allineati: hanno perso anche per il futuro, ma ancora non se ne rendono conto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Valentino — abbiamo deciso di usare i gran premi come banco di prova. Al Mugello la moto mi è piaciuta, a Misano abbiamo deciso di lavorare partendo da una base di assetto standard, qui introdurremo questo pezzo nuovo su una moto, mentre l’altra resterà uguale all’ultima gara. Considerando quanto avvenuto qui lo scorso anno, speriamo che le cose vadano meglio. Però gli altri sono forti, le loro moto vanno bene e non mi aspetto nulla di miracoloso. Sarebbe importante riuscire ad andare già un po’ meglio». Giappone Intanto, come già ave-

va fatto capire a Misano, Valentino ha deciso che correrà il GP

«Io andrò in Giappone. Ma non mi sembra giusto licenziare chi non ci va»

di Motegi del 2 ottobre. «Sì, vado in Giappone — conferma il pesarese —. Tutti i controlli che sono stati fatti sono negativi, la situazione sembra essere abbastanza sicura e quindi ci vado». Per essere sicuro di fare la scelta giusta, Valentino e la Ducati hanno cercato di avere la situazione più chiara possibile: «In questi mesi ho parlato


VENERDÌ 16 SETTEMBRE 2011

la guida

con gente che ci capisce, che ha analizzato i dati dell’Arpa dell’Emilia Romagna, che è stata a Motegi per conto della Dorna, ma anche di un’agenzia americana che ha fatto lo stesso lavoro per la Formula Indy. Con la Ducati abbiamo poi sentito un’altra agenzia e siamo tutti più tranquilli. Per questo ho scelto di andare. Anche perché, o noi piloti eravamo tutti uniti o io da solo non è che possa poi fare più di tanto». Licenziamenti Valentino infine commenta le voci sulle minacce di licenziamento a cui sarebbero stati sottoposti i meccanici di vari team ma anche operatori della Dorna, la società che organizza il Mondiale: «Licenziare mi sembra troppo. Tutti i controlli dicono che non c’è pericolo, ma quella resta comunque una zona a rischio e chi dà lavoro deve avere la mente aperta. Se una persona non se la sente di rischiare, non deve per questo perdere il lavoro». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Jorge Lorenzo (sin), 24 anni, con Casey Stoner, 25 ANSA

Domenica alle 14 scatta la MotoGP Diretta su Italia 1

AL MUGELLO CON LA GP12

Valentino ha dato il via libera una settimana fa Valentino Rossi in sella alla Ducati GP12 nel test dell’8 settembre al Mugello, con il telaio già in alluminio. Il pesarese ha compiuto 82 giri, con tempi sull’1’48"1 MEMEDIA

Domenica si corre il GP d’Aragona al Motorland (5.078 m), 14ª prova (su 18) del Motomondiale 2011. PROGRAMMA E TV Tutte le sessioni in diretta su Premium MotoGP e su internet (http://nettv.mediasetpremium.it). Oggi — Libere: 9.15 e 13.15 la 125; 10.10 e 14.10 la MotoGP; 11.10 e 15.10 la Moto2. Sintesi su Italia 1 all’1.15. Domani — Libere 9.15 la 125; 10.10 la MotoGP; 11.10 la Moto2. Qualifiche: 13 la 125; 13.55 la MotoGP; 15.10 la Moto2. Diretta su Italia 1 dalle 13.55. Domenica - Alle 11 gara 125; alle 12.15 Moto2; alle 14 MotoGP. Diretta su Italia 1 dalle 10.45. CLASSIFICHE MotoGP: 1. Stoner (Aus-Honda) 259 p.; 2. Lorenzo (Spa-Yamaha) 224; 3. Dovizioso (Ita-Honda) 185; 4. Pedrosa (Spa-Honda) 150; 5. Spies (Usa-Yamaha) 135;6. Rossi (Ita-Ducati) 133; 8. Simoncelli (Ita-Honda) 93 Moto2: 1. Bradl (Ger-Kalex) 213 p.; 2. Marquez (Spa-Suter) 190; 3. Iannone (Ita-Suter) 112 125: 1. Terol (Spa-Aprilia) 216 p.; 2. Zarco (Fra-Derbi) 185; 3. Viñales (Spa-Aprilia) 161

S Simoncelli «Spero di essere l’italiano di punta nel 2012, ma anche nelle ultime 5 gare 2011. Ho riguardato le corse finite male: che peccato, potevo essere 3˚ nel Mondiale»

S Dovizioso «Sarei contento del mio Mondiale se riuscissi a confermare il 3˚ posto attuale. D’ora in poi correremo su piste dove nel 2010 ho fatto bene»

tornato in forma» Casey nervoso: «A Misano solo un episodio Ho recuperato con questa piccola pausa» GIOVANNI ZAMAGNI ALCANIZ

Uno di fianco all’altro, Casey Stoner e Jorge Lorenzo quasi si ignorano, ciascuno immerso nei propri pensieri. A guardarli in faccia, la classifica sembrerebbe ribaltata, con Stoner costretto a inseguire e non in vantaggio di 35 punti: il campione del mondo è tranquillo e rilassato, il capoclassifica teso e quasi scontroso. Questione di carattere: per Stoner la conferenza stampa è il momento peggiore e più fastidioso di un GP, per Lorenzo è un normalissimo impegno di lavoro, a volte addirittura piacevole. E’ innegabile, però, che l’australiano abbia perso il buon umore di inizio stagione. Pensieri Chissà cosa passa nella

testa del pilota della Honda: forse il problema di Misano, quando fu costretto a rallentare per un evidente affaticamento fisico, ha fatto suonare un

campanello d’allarme preoccupante? Casey, naturalmente, nega questa eventualità. «Quanto successo lo scorso GP — afferma piuttosto duro — è stato solo un episodio, non riuscivo a dormire bene dopo la trasferta di Indy. Questa piccola pausa mi ha permesso di recuperare e di allenarmi come si deve: sono pronto, anche nel caso dovesse fare molto caldo». Favorito Se si ricorda quanto

successo l’anno scorso, con Stoner capace di conquistare pole e vittoria, la prima del 2010, con la Ducati è lui il favorito. «Non è un circuito che mi piace particolarmente, anche se credo che possa comunque essere adatto alla Honda». Non c’è modo di strappargli un sorriso, almeno fino a quando gli viene chiesto di svelare a Valentino Rossi, seduto sulla sua sinistra, il segreto per andare forte qui con la Desmosedici: Stoner non risponde, ma per un attimo abbozza una risata. Torna subito serio appena si affronta l’argo-

I NUMERI

31

Moto GRingo DI RINGO

95

I podi di Pedrosa Dani ha finora collezionato 95 podi iridati. Se si piazzasse fra i primi 3 anche domenica, supererebbe Mick Doohan in questa speciale classifica

5

Le vittorie spagnole Nelle prime 13 gare del 2011, in MotoGP ci sono state 5 vittorie spagnole: 3 con Lorenzo, 2 con Pedrosa

2

d «Basta, sono

HANNO DETTO

4

LA GAZZETTA DELLO SPORT

I piloti sempre a punti Andrea Dovizioso e Valentino Rossi sono gli unici due piloti della MotoGP ad essere andati a punti in tutte le 13 gare 2011

mento Giappone: «Rispetto a tre mesi fa la situazione sembra abbastanza tranquilla. Sicuramente non verrà Adriana (la moglie, incinta, n.d.r.), io deciderò nei prossimi giorni». Ma è chiaro che, ormai, anche lui ha ceduto. Obbligato Anche Jorge Lorenzo, uno dei più tenaci sostenitori nel boicottare Motegi, alla fine ha dovuto arrendersi all’obbligo imposto in qualche modo dall’alto. «Ho raccolto più informazioni possibili — dice rassegnato —: sembra che non ci siano problemi. Non so se qualcuno è stato minacciato, ognuno dovrebbe poter decidere in libertà. Ma io faccio il pilota, non sono la Dorna…». Per la gara, Lorenzo, naturalmente, si augura di ripetere la prestazione di Misano, anche se qui, nel 2010, non era riuscito a salire sul podio per la prima volta nella stagione. «Difficile recuperare punti a Stoner, ma bisogna provarci». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Caro Marco fai il bravo Sei in Spagna! Udite udite! Riuscirà il cavalier Jorge Lorenzo in casa sua a riaprire questo Mondiale? Perché dopo Misano, dove Stoner ha accusato l'ennesimo malessere fisico, qui la vendetta spagnola potrebbe davvero concretizzarsi. Qui dove Stoner potrebbe scappare e ritornare «BaStoner» fugando ogni dubbio e lanciandosi verso il secondo Mondiale! Certo che se però le giapponesi vanno, le italiane singhiozzano: di fatto Valentino porterà l'ennesima moto provata al Mugello sperando sia l'inizio di un'evoluzione positiva. Vorrei anche ricordare a Simoncelli che è in Spagna, quindi di comportarsi bene, e a Dovizioso di vendere cara la pelle… ops, la Honda! Oggi voglio chiudere con un abbraccio al 5 volte campione del mondo Tonino Cairoli che nei giorni scorso ha perso la mamma. Siamo tutti con te. Ringo ringo@virginradio.it Ascolta Virgin Moto Race su Virgin Radio il venerdì e il lunedì alle 15.50

Taccuino RALLY SAN MARTINO

Scandola in testa (g.r.) Un toboga disegnato in un piazzale: è troppo corta e trop po lenta la prova spettacolo che apre il Rally di San Martino di Ca strozza, ultimo atto del Tricolore. Scandola (Ford) precede Rossetti (Abarth), Perico (Peugeot) e Andre ucci (Peugeot).

AMICI DELLA ROSSA

Raduno a Godega Il Ferrari Club Prealpi Vene te organizza domani e domenica a Godega Sant’Urbano (Tv) il 17˚ ritro vo amici della Ferrari F.1: il ricava to della manifestazione andrà al l’associazione Sostegno 70 che aiu ta i bambini diabetici.

FORMULA 1 TEST A FIORANO IL MESSICANO FA 46 GIRI SULLA F60

Perez: «Voglio vincere il Mondiale con la Ferrari» ALESSANDRO STEFANINI FIORANO

Sergio Perez ha messo a dura prova le coronarie degli uomini della Ferrari Driver Academy ieri a Fiorano quando, dopo appena 4 giri, è uscito con violenza nella sabbia all’ingresso della curva parabolica. A parte questo intoppo senza conseguenze, il capo del programma Luca Baldisserri ha promosso il test del messicano, che fa parte del vivaio del Cavallino ma già corre in F.1 con la Sauber.

Il messicano Sergio Perez, 21 anni, nell’abitacolo della F60 COLOMBO

Futuro Dopo una due giorni di prove al simulatore, Perez ha girato con la F60 del 2009. In totale ha coperto 46 giri, il migliore in 1’00"650. Ma per parlare di un futuro a Maranello è forse troppo presto: «Girare con una Ferrari è un sogno per me. Ma sono convinto che dove sono ora ci sia margine per fare bene — ha spiegato —. Impossibile prevedere come andrà, il mio obiettivo è quello di diventare campione del mondo e sarebbe bello se ciò potesse accadere con una squadra come questa». Sceso dall’abitacolo, Perez ha lasciato il sedile al collaudatore Jules Bianchi. Per lui 70 giri, miglior tempo in 1’00"213. © RIPRODUZIONE RISERVATA

domani su SportWeek LEWIS SI... CONFESSA «VADO A MESSA TUTTE LE DOMENICHE»

Lewis Hamilton, 26 anni, con Nicole Scherzinger, 33 MUNRO

Il Lewis Hamilton che non ti aspetti: generoso e irruento in pista, spirituale fuori. Sul nostro settimanale SportWeek, in edicola domani, il pilota McLaren parla di religione («Quando non ci sono i GP vado a Messa tutte le domeniche»), dell’amata Nicole, della volontà di avere figli e della passione per la pasta all’arrabbiata.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 16 SETTEMBRE 2011

LE NOSTRE INIZIATIVE

OGGI A 10,99 EURO

IL 23 SETTEMBRE

IL 30 SETTEMBRE

Il miglior pilota di tutti i tempi

Numeri e record da scoprire

Le «sportellate» entrate nel mito

Valentino Rossi, Mick Doohan e Giacomo Agostini: tre mostri sacri a confronto. Chi è il migliore di tutti i tempi?

Chi ha vinto più gare? E chi ha collezionato più pole position di fila? Scoprite numeri e record del Motomondiale nella seconda uscita.

Le «sportellate» tra Rossi e Biaggi, ma non solo: nella terza uscita riscoprite tutti i più bei duelli della storia del Motomondiale.

Sfide impossibili Rossi, Agostini e Doohan Chi è davvero il più forte? Oggi in edicola con la Gazzetta il primo Dvd «Top 10 Motomondiale» Tre leggende a confronto: un tema che da sempre appassiona i tifosi MARCO GENTILI

Confrontare campioni di epoche diverse è un gioco vecchio come la storia dello sport, eppure terribilmente attuale. Il più grande calciatore di sempre è stato Pelé o Maradona? E tra Ayrton Senna e Michael Schumacher, chi è stato il migliore pilota di Formula 1? Il migliore di sempre Il dibattito

è senza fine — e forse anche più avvincente — anche per quanto riguarda le due ruote. Certo, di campioni ce ne sono stati tanti, ma chi è stato il più forte di tutti i tempi? Un appassionato dei giorni nostri direbbe che è senza dubbio Valentino Rossi, il nove volte iridato capace di vincere in tutte le classi in cui ha corso, dalla 125 alla 250 dalla 500 alla MotoGP. Chi invece è legato ai tempi eroici quando ancora l’elettronica non esisteva nel Motomondiale, non può che tifare per il pluricampione Giacomo Agostini, che in sella alla Mv Agusta ha scritto pagine memorabili della storia della moto. E che dire del grande dominatore degli Anni 90, Mick Doohan, che in sella alla Honda ha messo in fila 5 Mondiali in 500? Qualcuno può senz’altro dire che si tratta di un divertimento ozioso: troppo difficile paragonare piloti che hanno corso in epoche diverse, a bordo di moto non paragonabili per motore, cilindrata e potenza, e con il supporto (o meno) della tecnologia.

Corsa a tre A mettere un po’ di

ordine arriva da oggi in edicola con la Gazzetta Top 10 Motomondiale, la nuova collana di dieci Dvd che ogni settimana ci porterà alla scoperta del mondo delle due ruote sotto un’angolazione diversa dal solito. La prima uscita prova a risolvere la questione di cui abbiamo parlato sopra. Chi vincerebbe la sfida impossibile tra Giacomo Agostini, Mick Doohan e Valentino Rossi? Provare a metterli a confronto in modo scientifico non avrebbe molto senso: Agostini correva in un periodo in cui i suoi due «rivali» non erano nemme-

GIACOMO AGOSTINI Nato il 16/6/’42 a Brescia Ha corso dal 1963 al ’77

VALENTINO ROSSI Nato il 16/2/’79 a Tavullia (Pu) Ha debuttato nel 1996

MICK DOOHAN Nato il 4/6/’65 a Brisbane Ha corso dal 1989 al ’99

Mondiali

Mondiali

15

9

Vittorie

Vittorie

122

105

Podi

Podi

159

175

Giri veloci

Giri veloci

Giri veloci

117

86

46

Mondiali

5 Vittorie

54 Podi

95

no nati, e per di più gareggiava contemporaneamente in più classi, elemento che ha fatto lievitare a dismisura il suo palmarès a 15 titoli mondiali vinti. Il primo Dvd della collana Top 10 Motomondiale mette sulla griglia di partenza i tre supercampioni, raccontando i loro trionfi e mostrando le loro curve in piega come non le avete mai viste, attraverso ore di materiale inedito. In fondo il «gioco del più forte» è una piacevole scusa per riscoprire e godersi tre grandissimi della moto: le loro tante differenze nel modo di comportarsi, nello stile di guida, nell’atteggiamento con cui affrontano le gare, ma allo stesso tempo i loro tratti in comune, la ricerca della vittoria e la fame di velocità. Il concorso Un motivo in più per seguire la collana di 10 Dvd è anche legata al concorso che prevede l’estrazione di dieci corsi di guida base all’autodromo del Mugello a bordo di Ducati Monster 696, e del superpremio finale, ossia di un corso di secondo livello con la Ducati Superbike 848, sempre sul circuito toscano. Come fare? Semplicissimo: con i Dvd delle prime due uscite troverete dei codici da inserire sul sito www.vincicongazzetta.it: qui potrete scoprire subito se siete i fortunati vincitori di uno dei dieci corsi base. Per partecipare all’estrazione del superpremio invece occorre avere tutta la collana, e una buona dose di fortuna. Un fattore che, a bordo di una moto così come nei giochi a premio, non deve mancare mai. © RIPRODUZIONE RISERVATA

4

TUTTE LE USCITE Dieci dvd per una collana che ci terrà compagnia fino a metà novembre. «Top 10 Motomondiale» debutta oggi in edicola a 10.99 euro più il prezzo del quotidiano.

S IL PIANO Ecco il dettaglio uscita per uscita. OGGI Rossi vs Doohan e Agostini: le sfide impossibili 23/9 I record del Motomondiale 30/9 I sorpassi indimenticabili 7/10 Coppie da urlo: piloti&moto della storia del Mondiale 14/10 I piloti italiani 21/10 Le follie dei piloti 28/10 Gare e circuiti 4/11 Miti a confronto 11/11 Il meglio di 20 anni di Motomondiale 18/11 Il gusto della sfida

3

domande a... MARIO LEGA EX IRIDATO

Ago il massimo ma Vale in moto è il più bello da vedere Mario Lega, 62 anni, è stato campione del mondo della classe 250 nel 1977 con la Morbidelli. Per la Gazzetta dello Sport scrive una rubrica sul Motomondiale.

1

Lega chi è il più forte tra Rossi, Agostini e Doohan? «Se devo dare una risposta secca, dico Agostini».

2 Mi scusi, ma qualche anno fa sulla Gazzetta aveva detto che il migliore era Rossi. Come mai ha cambiato idea? «Pensavo che Vale fosse il più forte perché ha dominato e infranto record su record negli ultimi anni. Ma adesso, facendo un bilancio complessivo della sua carriera, devo anche considerare il livello degli avversari. Agostini aveva a che fare con Mike Hailwood, Phil Read, Kenny Roberts, Brian Redman, gente che ha vinto decine di titoli e ha scritto la storia del motociclismo. Rossi e ancor di più Doohan hanno sempre avuto di fronte rivali meno titolati e decisamente meno dotati, soprattutto nella classe regina». 3 E se invece guardiamo lo stile di guida, chi è il più bello da vedere? «Ai tempi miei e di Agostini i piloti ancora guidavano compostissimi, senza mettere le gambe fuori dalla linea. Doohan è invece l’esempio di una guida brutta da vedere, ma molto redditizia. Direi che in questa particolare classifica, Rossi è decisamente il più bello e pulito da vedere, lontano anni luce dagli eccessi dei piloti di oggi che fanno numeri da circo a bordo della moto». m.g.


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CICLISMO IL RITIRO LO SCALATORE MADRILENO CON IL FISICO DA TORERO

Sastre ha detto basta Era il gregario-campione Ha vinto a sorpresa il Tour 2008: 2˚ al Giro del Centenario e 2 volte alla Vuelta MARCO PASTONESI

Carlos Sastre, 36 anni, pro’ dal 1997 con Once, Csc, Cervelo e Geox: 8 vittorie, e 2 tappe al Giro

Carlito è uscito dal gruppo. Carlos Sastre si ritira, stacca il dorsale che indossava dal settembre 1997 e torna a casa: fine della corsa. Carlito, per il fisico da ballerino, o da torero, o da scalatore.

BETTINI

DAL NOSTRO INVIATO

CLAUDIO GHISALBERTI MOSCA (Russia)

Andrei Tchmil lanciato verso la presidenza dell’Uci, al suo posto in squadra Hans Michael Holczer. Un nuovo responsabile tecnico, Valerio Piva. Mario Cipollini confermato per espresso desiderio di Igor Makarov, padrone della squadra, di Itera e presidente della Federciclo russa, con compiti ampliati. Appoggio più forte al ciclismo di base in Russia e rilancio del Giro di Sochi, affidato a Tchmil. Lusso e tristezza In un palazzo

di 19 piani a sud di Mosca, sede della Itera, colosso del gas, un ambiente dove lusso russo e tristezza sovietica si mescolano a meraviglia, ieri è stata presentata la Katusha che sarà. E la Katusha non è una squadra qualsiasi, ma un «progetto politico», è la Russia a pedali: 4 squadre (World Tour, Continental, Under 23 e Under 21), 150 dipendenti, 15 milioni di budget. Una «nazionale», tanto che al Tour ha schierato solo russi. E’ assente Igor Makarov, ufficialmente chiamato con urgenza a un impegno col governo. Al suo posto, Vladimir Vagenleitner, direttore esecutivo

Nel suo caso: scalatore. Madrid, El Barraco, è suo padre a metterlo in sella, e Carlito non scorderà quel gesto e neanche quel quartiere, e lì continuerà la scuola di ciclismo del padre, non per togliere i ragazzi dalla strada, ma per lasciarli lì a imparare, studiare, evitare i guai, abbracciare i sentimenti, sognare Giro, Tour e Vuelta. Ma prima, Carlito pedala. Con quella faccia, e con quel fisico, fa il gregario da salita: dal pri-

mo uomo che spara subito tutte le cartucce, fino al penultimo che lancia al traguardo il capitano. Cinque anni alla Once, e al quinto finalmente la prima vittoria, in una tappa della Vuelta a Burgos. Poi alla Csc: sette anni, una vittoria pirenaica al Tour e nel 2008 il capolavoro: Carlito vince il Tour con una corsa al risparmio, nascosta, criptata, e con un solo scatto, ma finale, solitario e decisivo, sull’Alpe d’Huez. Contravvenendo agli ordini di scuderia, che prevedevano un altro scatto: quello di Andy Schleck. Ancora un paio di anni alla Cer-

Casa Katusha Tchmil si candida alla presidenza Uci Sale Cipo, c’è Zabel Si amplia il progetto politico della squadra russa Il manager sfiderà McQuaid nel 2013 per la poltrona più ambita. A Cipollini tutti i giovani, e spunta il tedesco

Quattro team, 150 dipendenti, 15 milioni di budget: la Katusha è il ciclismo russo

della Federciclo. A dirigere la Katusha ci sarà il tedesco Holczer, 58 anni il 22 dicembre, ex insegnante di matematica, capo dal 1998 al 2008 della Gerolsteiner, fondatore del Movimento per un ciclismo etico e costretto nell’ottobre 2008 a fuggire bici in spalla dal mondo professionistico. Tre suoi corridori, Rebellin, Kohl e Schumacher, erano scivolati sull’Epo-Cera. Ammiraglia Il responsabile spor-

tivo diventa Valerio Piva, l’uomo dei 500 successi della corazzata Htc di Mark Cavendish che a fine stagione lascerà il ciclismo. Al suo fianco il tedesco Christian Henn, pure lui inciampato nel doping ai tempi della Telekom. Con loro vacilla la posizione di Serge Parsani.

4 Diario

IN BREVE

Domenica a Prato attesa per Bennati S Cavendish battuto Volata amara per Mark Cavendish, battuto a Exmouth nella 5ª tappa del Giro di Gran Bretagna dal compagno Mark Renshaw

ROBERTO BETTINI

La preparazione atletica non sarà più affidata a Sandro Callari, ma a Sebastian Weber, anche lui ex Htc. La sede operativa resta a Lonato del Garda (Brescia). Piani Ma l’uomo forte è sempre

Andrei Tchmil. Avrà l’incarico di organizzare la Mosca-Sochi, conosciuta prima come Tour of Sochi. prima edizione maggio 2013. E così la Katusha diventerà pure una squadra organizzatrice. Ma il vero obiettivo di Tchmil, e Makarov, è avere in mano il potere politico. L’anno prossimo ci sono le elezioni per la presidenza ciclistica europea, passaggio per arrivare preparati alla scalata all’Uci, nel 2013, in concomitanza col Mondiale di Firenze. Insomma, occhi sulla poltrona di Pat

McQuaid. «Ci stiamo preparando, vedremo quale sarà il risultato», afferma Tchmil, che svela un altro dettaglio: «Cipollini resta a fare da "professore" ai velocisti. L’ha voluto espressamente Makarov, che ha apprezzato il suo grande lavoro e i risultati ottenuti. Anzi, vorremmo che Mario fosse più coinvolto, coi giovani della Continental soprattutto. I suoi insegnamenti servono, molto». Ma c’è di più, ed è una bella sorpresa. Uno dei grandi rivali di Re Leone, Erik Zabel, consigliere di Cavendish all’Htc, si è proposto a Holczer. «Valuteremo», dice il manager. Zabel, 211 vittorie, 4 Sanremo, 6 volte in maglia verde al Tour. E Cipollini, 189 successi, 42 tappe al Giro, 12 al Tour. Che coppia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

clic IL PREMIO TORRIANI DOMANI A RE LEONE, AVATI E MARZOTTO

Domani alle 11.30, a Forte dei Marmi, il 15˚ premio Vincenzo Torriani (storico patron del Giro) sarà assegnato a Mario Cipollini, a Pupi e Antonio Avati, e a Matteo Marzotto

L’avventura italiana per i Mondiali di Copenaghen inizia domani a Prato con il ritrovo dei 4 azzurri del c.t. Bettini che domenica disputeranno il Gp Prato con la maglia della Nazionale. Sono Daniele Bennati (Leopard), Matteo Tosatto (Saxo), Manuel Quinziato (Bmc) e Francesco Gavazzi (Lampre), più Ulissi e Viganò, due giovani già nel giro azzurro. Domenica sera il raduno a Solbiate Olona, lunedì sera partenza per Copenaghen

S TEST IN VENETO Toscana, Arndt bis Alla tedesca Judith Arndt il tappone di Volterra del Giro di Toscana (è pure leader): 7ª Guderzo. Oggi QuarrataCampi Bisenzio, km 67, e crono di km 2,200 a Campi

S

Andrei Tchmil, 48 anni, general manager della Katusha, vincitore di Sanremo, Fiandre, Roubaix e Parigi-Tours, e Mario Cipollini, 44 anni, che centrò la Classicissima nel 2002

azzurro LA NAZIONALE DI BETTINI

Rasmussen licenziato Salta tre test antidoping dal 2010: il danese Alex Rasmussen, 3 volte iridato su pista, è stato licenziato dalla squadra, l’Htc

La guida tecnica a Piva, d.s. d’oro di Cavendish all’Htc. Arriva Holczer, ex Gerolsteiner

vélo (con le fiammate al Giro 2009), e il viale del tramonto, quest’anno, alla Geox. La famiglia non avrebbe voluto che Carlito smettesse: sapeva che il ciclismo era l’altra sua famiglia. Ma Carlito, 36 anni, non riusciva più a stare davanti. E ha preferito uscire dal gruppo. Da «hombre vertical», perché pur in squadre a rischio è sempre stato nelle regole e ha sempre lottato contro la chimica, affidandosi solo alle sue gambe da sherpa. Lui era l’uomo dei podi: 2˚ al Giro 2009, 3˚ al Tour 2006, due secondi (2005 e 2007) e un terzo (2008) alla Vuelta. Lui era l’uomo della resistenza, l’uomo della terza settimana ma solo perché non ce n’era una quarta, altrimenti avrebbe sbaragliato il campo, e l’uomo della solidarietà, con mille iniziative. Era il gregario diventato campione: e questo non lo dimenticava mai.

Guardate Fortin freccia under 23 Marino Amadori, c.t. under 23, può stare tranquillo. Il pro’ Guardini è rimasto a casa, così come non sono stati convocati Cattaneo e Battaglin, i dilettanti più forti, ritenuti poco adatti al veloce percorso danese. Ma ieri Filippo Fortin, 22 anni, il velocista padovano della Trevigiani diretto da Rossato, che è la punta azzurra, si è imposto di prepotenza nell’ultimo test: il Gp Fiera del Riso a Isola della Scala (Vr). Decima vittoria stagionale, su Benfatto

Filippo Fortin, 22 anni BETTINI

S GRUPPO CRONOMEN Andrenacci positivo: Epo Danilo Andrenacci, 33 anni, abruzzese della D'Angelo& Antenucci, è risultato positivo all’Epo il 20 agosto al Trofeo Melinda. Già sospeso dal Coni in via cautelare

Malori e la Cantele oggi si parte Il primo contingente azzurro raggiunge stasera Copenaghen. Da Malpensa partono 12 azzurri, cioè tutto il gruppo dei cronomen. Malori e Pinotti (professionisti); Cantele e Longo Borghini (donne élite); Mammini e Coledan (under 23); Martinelli, Donato e Bettiol (juniores uomini); Ratto, Bartelloni e Confalonieri (juniores donne). Le prime gare sono lunedì, con le cronometro juniores donne (km 13) e Under 23 (km 35); martedì crono juniores uomini ed élite donne (km 27); mercoledì professionisti (km 46). Da venerdì a domenica le prove in linea


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PALLAVOLO EUROPEO IN AUSTRIA E REPUBBLICA CECA

d

le Pagelle

HANNO DETTO

di g.l.p.

TRAVICA SEMPRE LUCIDO CON ZAYTSEV E LASKO ATTACCO SEMPRE VIVO ITALIA MASTRANGELO 7 Un bel 67% in attacco e altri tre muri, difende anche un paio di palloni e fa l’uomo squadra. Senatore a tutti gli effetti PARODI sv Non sempre ancora brillante in attacco, ma riceve bene e con un po’ più di fortuna avrebbe potuto chiudere l’orgogliosa rimonta azzurra nel terzo set

Michal Lasko, 30 anni, sfida il muro finlandese. L’opposto ha chiuso con 20 punti GALBIATI

S Michal Lasko «Giocare la semifinale con la Polonia? Roba da giornalisti per me non c’è un’emozione particolare e poi ci siamo già affrontati tante volte»

SABBI ne LASKO 7.5 Per un bomber 20 punti con il 57% in attacco non sono poco, se poi ci si aggiungono quattro muri si completa la giornata d’oro dei 3 schiacciatori azzurri TRAVICA 7.5 Se una squadra ha il 37% di ricezioni perfette e attacca con il 56% un po’ di merito lo avrà anche chi distribuisce palloni... Fa girare tutti i compagni con intelligenza BONINFANTE sv MARUOTTI ne

S Dragan Travica «Ce l’eravamo detto al cambio di campo che il terzo set sarebbe stata una battaglia, siamo stati bravi a tornare in partita nel quarto»

BUTI ne IL MIGLIORE h 7,5 SAVANI Nel set perso chiude con il 90 per cento in attacco, alla fine su 30 palloni attaccati ha il 65%. Riceve malino, ma in attacco è il vero capitano coraggioso della nuova Italia ZAYTSEV 7 Ha qualche momento di appannamento, ma ne esce alla grande: 59% in attacco. Regge in ricezione dove fa un lavoro spesso oscuro e dire che solo pochi mesi fa dicevano di lui che non potesse giocare come primo schiacciatore... BIRARELLI 7 Non troppo servito in attacco è spesso marcato a sangue dai finlandesi, ma si rifà a muro (3) e con un paio di serie malefiche al servizio BARI 7 Ritorna al centro della difesa italiana e se la cava egregiamente 50% di ricezioni positive e grande autorità in difesa.

S Andrea Anastasi «Peccato per Emanuele (Zanini), è un grande amico. La semifinale era il nostro obiettivo perché ci mancano diversi giocatori» Dragan Travica, 25 anni GALBIATI

ALL. BERRUTO 7 Mezzo voto in meno per il cartellino giallo (che nella pallavolo vale un punto per l’avversario) inutile che si è beccato in un momento «neutro» del terzo set. D’accordo la grinta, ma la sua squadra non sembra che abbia bisogno di essere stimolata sotto questo punto di vista

FINLANDIA Esko 6, Sammelvuo sv, Hietanen 5.5, Mikko Oivanen 6.5, Shumov 5, Lehtonen 5.5, Matto Oivanen 6, Kunnari 6.5, Hyvarinen 6, Siltala 5, Sivula n.e., Tervaportti n.e. All. Castellani 6

Bentornati Piegata anche la Finlandia Dopo sei anni è semifinale Savani, Lasko e Zaytsev ci riportano tra i grandi del continente Berruto: «Finora l’Italia più bella». Ora la Polonia dell’ex c.t. Anastasi ITALIA FINLANDIA

3 1

(25-18, 25-20, 29-31, 25-21) ITALIA: Zaytsev 15, Mastrangelo 8, Lasko 20, Savani 23, Birarelli 6, Travica 2; Bari (L), Parodi 2, Boninfante. Non entrati: Maruotti, Sabbi, Buti. All. Berruto. FINLANDIA: Esko 3, Kunnari 14, Shumov 5, Mi. Oivanen 16, Siltala 2, Ma. Oivanen 11; Hyvarinen (L), Hietanen 7, Sammuelvo 3, Lehtonen 2. Non entrati: Sivula. Tervaportti. All. Castellani. ARBITRI: Zenovich (Rus) e Hobor (Ung). NOTE Spettatori 1500. Durata set: 24’, 26’, 34’, 22’; totale 106’. Italia: battute sbagliate, vincenti 1, muri 16, seconda linea 11, errori 27; Finlandia: battute sbagliate 20, vincenti 3, muri 7, seconda linea 12, errori 29.

DAL NOSTRO INVIATO

GIAN LUCA PASINI VIENNA (Austria)

Due anni e 6 giorni fa un’altra vittoria contro la Finlandia congedava l’Italia dall’Europeo di Istanbul. L'azzurro pallido di quel periodo tramontava sul Bosforo in maniera malinconica segnando il risultato peggiore dell’Italia nell’ultimo ventennio (decimo po-

DOMANI ALLE 15 LA SEMIFINALE

sto). Ventiquattro mesi e spiccioli più tardi, con alcuni giocatori in campo allora e oggi protagonisti, l’Italia guidata da Mauro Berruto torna in una semifinale europea dopo 6 anni di latitanza. Dove per un curioso gioco di parole del destino trova una parte consistente del proprio passato, la Polonia campione d’Europa in carica, affidata al nuovo corso di Andrea Anastasi e Andrea Gardini, fino a qualche mese fa tecnici azzurri. Buone per i giornalisti Ma come

dicono i «ragazzi» di questa Nazionale queste ricorrenze del destino sono «buone solo per voi giornalisti», a loro interessa solo aver dimostrato (prima a se stessi e poi anche al piccolo mondo della pallavolo) che sotto quella maglia azzurra (oggi bianca) il petto si gonfia quando tutti (ma proprio tutti) cantano l’inno di Mameli, e quando mettono a terra palloni importanti. Loro sono i ragazzi (alcuni uomini, sposati con figli) arrivati nel volley dell’opulenza (per la pallavolo, si intende), molti non hanno vinto granché, da protagonisti. E in carriera non

sempre hanno saputo sfruttare le occasioni che gli sono presentate: loro e il loro allenatore vogliono girare pagina. O, in alcuni casi (sono di età diverse), scriverne una nuova. Per fare vedere che la Facebook generation del volley azzurro può reggere il confronto con quella che ha lanciato il volley nel nostro Paese. Riprogrammare gli obiettivi Forse anche pensando a tutto questo Savani e compagni sono andati in campo ieri e per due set hanno mazzolato la povera Finlandia. Che non è la Russia o il Brasile, ma è finita comunque tramortita dalla serata spaziale dei tre schiacciatori italiani (oltre al capitano, Lasko e Zaytsev). «Questo era un crocevia decisivo: il quarto di finale è una partita sempre complicata perché è fra il volo di ritorno a casa e la zona delle medaglie — racconta Berruto — vincerla da favorita non era scontato, ma quello che mi rende più contento è che questa senza dubbio è stata la più bella prestazione dei ragazzi finora. Pur senza brillare in battuta, che in questa estate è stata la nostra arma vincente in più

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NUMERO

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Semifinali Questa è la decima semifinale per l’Italia maschile del volley: nelle prime 9 ne ha vinte 8 e persa una sola, nel 1997 contro l’Olanda

di una occasione. E poi c’è stato il quarto set, dove siamo ripartiti alla grande dopo aver sprecato 4 palle match nel terzo. Anche questo non era "normale". Certo possiamo fare meglio, in battuta, ma anche in altri dettagli proveremo a migliorare contro la Polonia (fra l’altro Berruto e Anastasi si sono già incontrati in una semifinale europea, nel 2007, con Spagna-Finlandia, ndr). Che sarà un altro bivio di questa squadra, quello fra la certezza di avere già in tasca una medaglia e di lottare fino all’ultimo giorno per l’obiettivo più grande». Baretto Gongola Berruto aver ri-

spolverato Bari nel ruolo di libero («Per lui una partita sontuosa, ma voglio dedicare la vittoria a Giovi perché lui ci ha portato fino a qui e questo è un gruppo di 14 uomini che vuole arrivare insieme in cima alla montagna») e per aver azzeccato — ancora — la mossa che serviva alla squadra. Che vuole cancellare del tutto quei giorni cupi di Istanbul, a cominciare dalla gara di domani pomeriggio. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gli altri quarti: Russia e Serbia avanti

RCS

(a.a.) La Polonia di Anastasi e Gardi ni si è presa la rivincita della prima fase sulla Slovacchia di Zanini. I po lacchi sono stati attenti a muro (8 contro 3) e in attacco (46% la positi vità con il 39%) e limitando gli errori in battuta (9 contro 16i). Una Rus sia concreta in attacco (64%) ha eli minato la Bulgaria di Stoytchev. La Serbia dei tanti «italiani» si è impo sta sulla Francia. Devastanti a mu ro gli slavi con 13 punti (6 di Stanko vic), Miljkovic con 29 ha vinto la sfi da con Rouzier (25) Oggi riposo, Semifinali: Vienna (Aut): domani 15 Italia Polonia, 18 Serbia Russia Finali a Vienna (15 e 18).

Slovacchia-Polonia 0-3 (23-25, 17-25, 19-25) SLOVACCHIA: L. Divis 6, Kmet 9, M. Nemec 10, Sopko 3, Kohut 4, Skladany; Ondrusek (L), Bencz 4, Hupka 4, Zatko, R. Nemec. N.e. Michalovic. All. Zanini. POLONIA: Mozdzonek 5, Jarosz 6, Kubiak 12, Nowakowski 8, Zygadlo 2, Kurek 11; Ignaczak (L). N.e. Gruszka, Kosok, Mika, Drzyz ga, Ruciak. All. Anastasi. ARBITRI: Jovanovic (Ser) e Sobre ro (Ita). NOTE - Spett. 1482. Durata set: 26’, 25’, 26’; tot. 77’. Slovacchia: b. s. 16, v. 3, m. 3, e. 19; Polonia: b.s. 9, v. 3, m. 8, e. 31.

Russia-Bulgaria 3-1 (22-25, 25-19, 25-18, 25-19) RUSSIA: Muserskiy 14, Mikhaylov 18, Biryukov 17, Volkov 11, Grankin 3, Khtey 16; Sokolov (L), Apalikov, Sivozhelez. N.e. Ilinykh, Zhigalov, Butko. All. Alekno BULGARIA: Nikolov 15, Aleksiev 9, Yosifov 4, Zhekov 1, Kaziyski 17, Todorov 5; Ivanov (L), Sokolov 5, Ananiev 1, G. Bratoev, Tsveta nov,Bozhilov 2. All. Stoytchev. ARBITRI: Loderus (Fra) e Yener (Tur). NOTE - Spett. 4200. Durata set: 29’, 24’, 26’, 24’; tot. 103’. Russia: b.s. 20, v. 1, m. 11, e. 24; Bulgaria: b.s. 10, v. 2, m. 8, e.15.

Serbia-Francia 3-1 (32-30, 25-20, 23-25, 26-24) SERBIA: Stankovic 9, Miljkovic 29, N.Kovacevic 17, Podrascanin 10, Petkovic, Nikic 7; Rosic (L), U.Kovacevic 2, Terzic, Mitic, Ra sic. N.e. Starovic. All. Kolakovic FRANCIA: Treflè 7, Pujol 1, Ngapeth 16, Vadeleux 4, Rouzier 25, Tuia 14; Exiga (L), Toniutti 1, Lynell, Lafitte. N.e. Moreau, Marechal. All. Blain. ARBITRI: Barbsorf (Ger) e Pia setski (Bie). NOTE - Spettatori 2600. Durata set: 35’, 26’, 27’, 27’; totale 115’'. Ser bia: b.s. 19, v. 3, m. 13, e. 27; Fran cia: b.s. 17, v. 2, m. 6, e. 30.


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BASKET EUROPEO: QUARTI DI FINALE IL PERSONAGGIO DECISIVO CON 23 PUNTI

Savani capitano giudizioso

y La Francia non si ferma

OGGI SEMIFINALI

Cristian Savani, 29 anni, schiaccia a Macerata GALBIATI DAL NOSTRO INVIATO

VIENNA (Austria)

Per anni gli hanno detto che era il futuro dell’Italia: lo hanno paragonato a questo o a quel campione del passato, gli hanno cambiato ruolo e pelle. Adesso alla soglia dei 30 anni parla quasi da «vecchietto», Cristian Savani, il capitano di questa Italia. «So cosa vuole dire essere giovane, ci sono passato anch’io. Queste partite sono pesanti da sopportare, perché la tecnica ha la sua importanza, ma quando c’è il match da dentro o fuori è dura, ho cercato di tenerli tranquilli. Non è facile per una squadra con diversi giovani mostrare questa tranquillità. Questo mi rende molto orgoglioso. E’ importante la risposta che ha dato il gruppo». Quasi non si cita Cristian (ex bello della pallavolo prima che Mihaela, sorella di Dragan Travica, sua moglie, lo «togliesse dal mercato»), da Castiglione delle Stiviere, un mezzo giro d’Italia: da Trento a Roma, fino a Macerata, si è andato a prendere quella fascetta che nella pallavolo sta sotto il numero e indica il ruolo di capitano. «Sono contento della mia prova, quando riesco a dare una mano ai compagni mi fa piacere. Mi riesce meglio in attacco che in ricezione, contro la Finlandia è andata bene (65% su 30 palloni schiacciati è una percentuale molto elevata, ndr) speriamo di continuare così perché questa è una squadra che non molla mai». Oro in tasca Cristian l’Europeo (2005) l’ha già vin-

to, ma questo lo vive da protagonista. «Sono tre anni che mi sono ritagliato uno spazio in Nazionale. Ho quasi 30 anni e non so quante manifestazioni potrò giocare. Per cui cerco di dare sempre il massimo. Anzi mi dovrei scusare per le dichiarazioni dopo la sconfitta con la Francia, un capitano dovrebbe avere più controllo, è che non ci vogliamo fermare e aver perso quella gara mi aveva fatto troppo arrabbiare». Un giocatore che chiede scusa ai giornalisti per una dichiarazione sopra le righe? Forse questo un è un altro mondo. Un altro capitano: che non si ferma a guardare il passato: «Ha ragione Lasko: con la Polonia di Anastasi ci siamo già trovati diverse volte. Non ci sarà emozione se non quella di cercare di arrivare fino in fondo. Per farcela sarà determinate la nostra testa, come andremo in campo». Su quella del capitano forse si può scommettere. g.l.p. © RIPRODUZIONE RISERVATA

MERCATO

Martino ha scelto Modena Diachkov in partenza (p.r. a.a.) Matteo Martino è di Modena. La trattativa è stata conclusa ieri e oggi l’ex azzurro sarà presentato al PalaCasaModena prima dell’amichevole con Cuneo. Martino arriva in prestito da Macerata, con un accordo di un anno e una opzione per i prossimi due e potrà giocare solo dalla 4a giornata. L’indiziato a partire è Diachkov. AMICI (an.me.) Oggi alle 17 la Sir Safety Perugia affronta al PalaEvangelisti gli svizzeri del Naefels. FORLÌ BOCCIATA (f.c.) Niente A 1 (almeno per ora) per l’Infotel Volley Forlì. E’ quanto ha stabilito l’Alta Corte del Coni che ha respinto, dichiarandola inammissibile, la richiesta di ripescaggio in A 1 presentata lo scorso luglio. Forlì ricorrerà al Tar.

Una tripla di Kalnietis a 19" dalla fine mantiene la Lituania nelle prime 6 dell’Europeo che valgono almeno l’invito al torneo preolimpico. A meno di 15 ore dalla k.o. con la Macedonia, un lutto nazionale, la Lituania parte male, poi domina (+11) e viene presa dalla paura. Così la Slovenia inizia davanti la volata finale (68-72 al 36’). Nella quale, oltre a Kalnietis, è fondamentale il senese Kaukenas che realizza il canestro del 74 pari a 2’ dal termine e poi, sul +1 sloveno (tripla di Lorbek 76-77) ruba la palla a Dragic a 26" dalla sirena che alimenta l’azione decisiva. Ancora in ombra Lavrinovic (zero punti in 8’ senza un tiro).

S Le semifinali Oggi alle 16.30 SpagnaMacedonia (diretta RaiSport 2); alle 20: FranciaRussia. Domenica finale.

trascinata dal talento Fatica con la Grecia, Parker e Batum la portano in semifinale Il play: «Fiero di essere al preolimpico, ma vogliamo di più» FRANCIA GRECIA

64 56

(14-17, 27-31; 40-43) FRANCIA: Parker 18 (7/15, 0/3), Batum 15 (3/5, 3/4), Gelabale, Diaw (0/1), Noah 5 (1/8); Seraphin, Albicy, Kahudi 2 (1/2), Traore 6 (3/8), Pietrus 2 (1/2), De Colo 16 (4/5, 2/3). N.e.: Tchicamboud. All. Collet. GRECIA: Calathes 7 (2/5, 1/3), Zisis 6 (2/4, 0/4), Kaimakoglou 6 (2/3, 0/2), Fotsis 9 (2/4 da 3), Bourousis 17 (5/8, 0/2); Xanthopoulos, Vasileiadis (0/1, 0/3), Papanikolaou 4 (2/2, 0/1), Bramos 2 (0/2, 0/2), Koufos 5 (1/5). N.e.: Mavroeidis, Sloukas. All.: Zouros. ARBITRI: Arteaga (Spa), Radovic (Cro), Mantyla (Fin). NOTE - T.l.: Fra 9/11, Gre 19/23. Rim.: Fra 34 (Noah 8), Gre 30 (Bourousis 11). Ass.: Fra 9 (Parker, Diaw 3), Gre 10 (Zisis 5). Prog.: 5’ 4-10, 15’ 27-31, 25’ 34-39, 35’ 52-49.

DAL NOSTRO INVIATO

LUCA CHIABOTTI KAUNAS (Lituania)

Nicolas Batum fa perfino rabbia per la facilità con la quale gioca. Quando la Grecia col massimo sforzo che il suo relativo talento le permette, è ancora in vantaggio dopo 31’ filati, l’ala dei Trail Blazers, che Cantù si troverà di fronte nel Nancy se proprietari e giocatori Nba non si metteranno presto d’accordo, dopo una partita impalpabile, prima pareggia accendendo l’istinto vincente di Tony Parker a lungo assopito, poi con leggerezza, segna i canestri decisivi. Dieci punti nell’ultimo quarto che valgono la semifinale per la Francia e tengono vivo il sogno olimpico inseguito da una vita e mai raggiunto dai più vecchi, Parker,

Nicolas Batum, 22 anni (Portland), e Joakim Noah, 26 (Chicago), in mezzo Kostas Koufos, 22 (Denver) AP

Diaw, Pietrus. La Grecia fa tutto bene, abbassa il ritmo, difende, mette la palla spesso nelle mani di Bourousis che per lunghi tratti domina Noah che ammira, ma deve ancora imparare molto del basket europeo. E non fa canestro nei momenti decisivi. Tp «E’ stata dura — ammette Parker —. Sapevamo che i greci avrebbero abbassato il ritmo, ma dal 2o quarto abbiamo svoltato con la difesa prima ancora di segnare i tiri decisivi nell’ultimo. Non siamo mai riusciti a esprimere il nostro gioco ed è stato frustrante, però sono fiero di come abbiamo vinto e contento di aver raggiunto il Preolimpico. Ma vogliamo arrivare più lontano». Tony gioca una partita strana, tira male e ne sembra condizionato ma proba-

bilmente è solo preoccupato di non riuscire a mettere in ritmo i compagni e non vuole forzare. Capo Ma quando Batum e uno strepitoso De Colo, 12 punti fondamentali nel primo tempo che tengono a galla i francesi con un piede nel vuoto, pareggiano al 31’ (45-45), l’asso degli Spurs gioca 4’ da grande capo prima ancora che super campione. Segna 8 punti nell’11-5 che porta la Francia è a +6 (56-50). Ma ci vuole ancora Batum per piegare la Grecia. «Tatticamente abbiamo giocato una grande gara — dice coach Zouros, di casa a Kaunas dove allena lo Zalgiris — ma ho una squadra giovane che ha gestito male i momenti decisivi». Stavolta non è riuscito a spremere nulla dai meno esperti come Koufos, Bramos o Papanikola-

S L’ALTRO QUARTO IL C.T. BLATT: «UN CAVALLO MERAVIGLIOSO». OGGI C’È LA FRANCIA

5-8o posto Ieri: LituaniaSlovenia 80-77 (Kalnietis 17; Dragic e Lorbek 16). Oggi alle 14 Grecia-Serbia.

S La formula Le finaliste dell’Europeo si qualificano direttamente all’Olimpiade, dalla 3a alla 6a al preolimpico che mette in palio gli ultimi 3 posti.

Kirilenko tiene imbattuta la Russia: ciao Serbia KAUNAS (Lituania)

Vi ricordate Andrei Kirilenko? Trascinato nella normalità dagli infortuni, vicino al divorzio dopo 11 stagioni a Utah, deludente all’Olimpiade di Pechino. E’ tornato. Contro la Serbia gioca una partita splendida per intensità, altruismo, utilità: segna 14 punti con 6 tiri, prende 11 rimbalzi in più dà 6 assist, ruba 4 palloni, difende su tutti. «Andrei è un meraviglioso cavallo che dà il meglio quando può correre libero seguendo l’istinto più che un sistema — dice David Blatt —, una cosa che un tecnico deve accettare. Oggi ha fatto cose che non si possono insegnare o allenare ma che vengono da quello che sente in campo». Kirilenko, con la regia occulta di Khryapa e la presenza nei momenti decisivi di Vorontsevich, porta la Russia imbattuta alla semifinale dopo aver sempre controllato la gara, anche se la Serbia è ancora a -5 a 70" dalla fine. Ma, con Tepic e Rasic infortunati, Teodosic è solo contro la pressione della difesa avversaria, perde 9 palloni, finisce per forzare. «Non cerco scuse per le assenze

A. Kirilenko, 30, e M. Keselj, 23 CIAM

— dice Ivkovic — ma marcato così, Milos aveva bisogno di un aiuto che non ha potuto avere». Aperta Krstic segna solo nel 2o

tempo complice un lieve infortunio, dopo che nel primo Perovic è decisivo nel recuperare dal -12. Ma quando la gara è aperta (58-53), è un canestro, rubata, assist e nuovo canestro di Kirilenko a sventare il pericolo e a tenere a bada la rimonta serba. «Due anni fa, eravamo nella stessa situazione e la Serbia ci eliminò — ricorda Blatt —. Non c’erano Kirilenko e Khr-

yapa ma non è questa la vera differenza. E’ la crescita dei giovani che hanno lavorato per capire il sistema e salire di livello». Uno di questi è Shved, il play che la Russia sembrava non avere. Ieri, durante la partita, su Twitter, l’ex compagno Van den Spiegel scriveva che al primo allenamento al Cska, Messina l’aveva mandato via a calci: «Perché si comportava come Iverson». Tanto tempo è passato, oggi la Russia che affronta la Francia è una squadra di persone che hanno imparato a stare al mondo assieme. Più un cavallo meraviglioso. chiabo

RUSSIA-SERBIA

77-67

(16-12, 34-27; 54-48) RUSSIA: Ponkrashov 5 (1/2, 1/2), Bykov 4 (2/3, 0/1), Kirilenko 14 (3/5, 0/1), Khryapa 11 (1/3, 3/6), Mozgov 8 (4/8); Vorontsevich 11 (4/4, 1/3), Fridzon 9 (3/5, 1/4), Shved 10 (5/13, 0/3), Antonov, Monya 5 (1/1, 1/3). All. Blatt. SERBIA: Teodosic 20 (4/5, 2/10), Paunic (0/1), Savanovic 9 (3/7, 1/4), Keselj 6 (0/1, 2/4), Krstic 13 (2/5); Bjelica 5 (1/1, 1/1), Markovic 2 (1/1), Perovic 7 (3/4), Macvan 5 (1/2, 1/2). All.: Ivkovic. ARBITRI: Perez (Spa), Lottermoser (Ger), Zurapovic (Bos). NOTE - T.l.: Rus 8/15, Ser 16/20. Rim.: Rus 37 (Kirilenko 11), Ser 28 (Krstic, Keselj 5). Ass.: Rus 19 (Kirilenko 6), Ser 11 (Teodosic, Markovic 3). Prog.: 5’ 8-4, 15’ 29-17, 25’ 41-38, 35’ 64-54. Usc. 5 f.: Mozgov 33’38" (58-54).

ou, e dopo l’inizio strepitoso di Fotsis, ha poi potuto cavalcare solo Bourousis mentre Zisis, pur solido, non ha fatto mai canestro. Così, dopo il 15-4 iniziale, la Grecia comincia la resistenza, che si incrina quando, nel 3o quarto, Bourousis cala in difesa lasciando a Traore i punti dell’aggancio. Pierre Collet, che non ha certo acquistato amici e simpatia dopo aver perso apposta con la Spagna per evitare i lituani in semifinale, ammette le difficoltà: «Abbiamo vinto più con la forza mentale che nel gioco contro una avversaria che interpreta perfettamente lo stile europeo. Ma pur senza mai trovare velocità in attacco, abbiamo avuto coraggio quando si è decisa la gara». Dimentica il talento di Batum e Parker. Straordinario. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Taccuino L’OFFERTA

Ginobili: «La Virtus? Rispondo a ottobre» (m.j.l) Manu Ginobili è tentato dall’of ferta della Virtus Bologna: «Non ap pena ho sentito il mio agente che è stato contattato dal club biancone ro — ha dichiarato alla radio argenti na LU2 de Bahía Blanca — mi sono venuti in mente un sacco di bei ri cordi e quanto sono stato bene a Bologna. Darò la risposta definitiva ai primi di ottobre».

AMICHEVOLI

Cantù vince Basile si ferma (p.t.) A Sondrio la Bennet Cantù ha battuto la Turk Telekom Ankara 66 56 con 13 punti di Li ghtly e Micov, 2 per Mehmut Okur. Distorsione alla caviglia per Gianlu ca Basile: stop di due settimane.

ASIATICI

Qatar protesta e perde apposta Un solo passaportato non ba sta al Qatar che ha protestato per dendo volutamente la prima partita dei campionati asiatici iniziati ieri a Wuhan, in Cina. Nei primi 6 minuti di partita, 4 giocatori del Qatar erano già fuori per 5 falli e, non avendo abbastanza giocatori in panchina per le sostituzioni, gli arbitri hanno chiuso la sfida sul 27 12 per l’Uz bekistan. L’allenatore Ali Fakhroo ha spiegato che i falli sono stati commessi apposta e che la prote sta continuerà oggi contro l’Iran.


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TENNIS L’EVENTO L’EVENTO IL 3 DICEMBRE AD ASSAGO UN INEDITO E AFFASCINANTE ITALIA-STATI UNITI: LE AZZURRE SCHIAVONE E PENNETTA OPPOSTE ALLE DUE AMERICANE

Sorelle d’Italia contro Williams: che sfida al Forum CLAUDIO LENZI MILANO

ITALIA Francesca Schiavone (a sinistra), prima italiana regina di Slam (Roland Garros 2010) e Flavia Pennetta, 29 anni, prima a entrare fra le prime 10 del mondo REUTERS

Inedita. Mai vista prima. Se solo Venus e Serena Williams non fossero «allergiche» alla Fed Cup, la Grande Sfida contro le sorelle d’Italia Francesca e Flavia l’avremmo già vissuta due volte, nella storica coppia di finali (2009 e 2010) vinta dalle azzurre. L’evento di Milano, invece, sarà una prima assoluta, anche per questo imperdibile.

STATI UNITI Già tutte e due n. 1 del mondo, a sinistra, Serena Williams, 29 anni, 13 trionfi Slam, e Venus Williams, 31 anni, 7 successi dello Slam REUTERS

Sogno mondiale Gli organizza-

tori volano alto, almeno quanto i 31 piani del Pirellone, scenografico grattacielo milanese scelto per lanciare l’evento: l’obiettivo del 3 dicembre è far

segnare il tutto esaurito al Forum di Assago; l’obiettivo a lungo termine, invece, è «riportare Milano nel circuito mondiale del tennis» come ha sottolineato il vicedirettore vicario della Gazzetta, Gianni Valenti. Amarcord La mente torna al

1990, ai dodicimila spettatori impazziti per Lendl, Agassi e Paolo Canè proprio dove scenderanno in campo Schiavone e Pennetta. Oppure alla finale di Coppa Davis contro la Svezia del 1998, sempre a Milano. «Sarà una vera festa dello Sport - la linea guida di Ernesto de Filippis, deus ex machina della manifestazione - con l’aiuto di Regione Lombardia l’obiettivo è riuscire a riproporla anche nei prossimi anni».

Francesca Schiavone, il 3 dicembre torna a casa, nell’incontro Italia-Stati Uniti. «Ho vinto la sfida con la mia città: sono venuta via che nessuno immaginava quello che sarei diventata e ci torno da ambasciatrice del mio sport, da simbolo del tennis italiano, da vincitrice del Roland Garros l’anno scorso e finalista quest’anno. Però, essendo una persona che cerca sempre nuovi stimoli, dico che il cerchio non si è ancora chiuso: sento il desiderio di aggiungere pezzi e portarli di nuovo a Milano». Che cosa rappresentano Schiavone-Pennetta contro le sorellone Wiliams?

«Intanto è un’occasione per riportare il tennis a Milano, e intrattenerla, con tutti i suoi interessi. E pubblicizzando il nostro stupendo sport, che è anche molto complesso, ma sempre bello e divertente». Ma perché vince sempre Djokovic, quest’anno?

«Ha più soluzioni di gioco, a livello tecnico-tattico, e poi sta esprimendo tutto ciò che ha vissuto con gli anni, da quando era piccolo, questa carica dentro...». La stessa della Schiavone che è venuta via da Milano per diventare tennista: pochi credevano che avrebbe sfondato...

«Che occasione riportare il tennis nella mia città e mostrare ai giovani i nostri valori » E Francesca che esempio è?

«Vorrei essere un esempio. Secondo me è l’educazione che fa la differenza. Oggi come oggi, soprattutto a livello umano, c’è troppo materialismo, si perdono alcuni valori che lo sport ha e, questo sport, ancora di più: io contro di te, con tutto ciò che sono io lo metto sul tavolo, e tu lo stesso. Vince il migliore, non esiste il pareggio, solo vittoria e sconfitta, ed entrambe sono molto indicative. Anche se vinci o perdi di poco». Quale campione voleva essere, da bambina, a Milano?

«Avevo tantissimi poster in camera da letto. Nessun campione specifico di riferimento: Steffi Graf, Monica Seles, Martina Navratilova, Evgeny Kafel-

I PROGRAMMI

Fra Masters e Olimpiade

«Può essere». Che cos’ha Djokovic di più?

«Una grandissima disciplina, che ha canalizzato al meglio». Federer rimane il suo preferito.

«E’ un esempio di uomo e di atleta che è molto più importante più di qualsiasi altra cosa».

Francesca Schiavone, 31 anni AP

Che gare guardava allora?

«Al torneo di tennis di Assago ci sono andata tutti gli anni. Poi San Siro, da interista». Da bambina, giocava tutto servizio-volée.

«Ho sempre giocato così, perché non sono mai stata educata ad altro, e il mio istinto ha preso il sopravvento su tutto». Ci parli dei milanesi.

«Precisi, ambiziosi, perché qua ci son tantissime possibilità, e come contrasto desiderosi di uscire dalla città, di prendersi spazi e tempi, week-end, vacanze, essendo una città molto dura, esci ed è molto più facile».

Francesca Schiavone parte oggi per l’Asia: gioca A Seul, Tokyo e Mosca: «Questo 30% per andare al Masters con le prime 8 del mondo ce lo giochiamo. Non ho tante possibilità, ma io mi invento sempre qualcosa...». Magari anche il doppio a Wimbledon 2012 con la gemella di Fed Cup, Flavia Pennetta: «Può essere», dichiara alla Rai. Ma non rinnega la rivalità «sportiva»: «Siamo cresciute assieme, e lei è diventata la prima italiana fra le prime 10 del mondo, io ho fatto il mio, lei antipatica, io simpatica (scherza), lei bellina, io sono un po’ così...». Unica, Schiavone.

te, saranno i quattro singolari e il doppio con la formula tie-break in programma dalle 15.30. Per ogni biglietto venduto, un euro sarà devoluto alle associazioni «Cancro Primo Aiuto» e «Diesis», così come il ricavato dell’asta benefica dove saranno battute le racchette delle sorelle d’Italia e delle sorelle d’America.

«Cerco la mia famiglia, i genitori, i vicini di casa, in via Cilea, perché loro mi ricordano da dove sono partita, mi amano non per quello che faccio ma per quello che sono e mi ricordano sempre l’infanzia. E ritrovo gli amici, pochi, ma incredibili. E poi ho i miei spazi, dove andavo da piccola, 14 anni, col motorino. Ho due posti che porto dentro di me: un parchetto, piccolo, delizioso, ci sono tornata l’ultima volta che sono venuta a Milan, e un posto dove far colazione».

Da bambina ad ambasciatrice, dalla cotoletta agli amici: «Vorrei essere un esempio. Splendide, le americane» nikov, Andre Agassi, Pete Sampras, Stefan Edberg. Tutti insieme, per amore dello sport. Oggi mi piace il golf, da bambina li facevo un po’ tutti: dal tennis al calcio, basket, pallavolo, corse. Studiavo lo stretto necessario, nel senso che non sono mai stata amante dei libri, ma ho fatto sempre il mio dovere».

Solidarietà Il clou, naturalmen-

Com’è la sua Milano, che cosa cerca quando torna a casa?

Schiavone & Milano «Serena non verrà dove mangio io...» VINCENZO MARTUCCI MILANO

Un ruolo centrale lo avranno le scuole, con il torneo scolastico che regalerà ai vincitori la possibilità di palleggiare assieme alle protagoniste della «Grande Sfida». A margine dell’evento, inoltre, un convegno approfondirà i legami tra sport, salute e alimentazione per un corretto e sano stile di vita tra i giovani.

Qual è il suo piatto milanese?

«La cotoletta, con le melanzane della mamma».

y

Ma le Williams dove le porta, quando vengono a Milano?

BIGLIETTI DA 30 e

«Con i miei amici, io vado in periferia, e dove si mangia ruspante. Ma non potrò portarci Serena e Venus. Dovrò farmi consigliare qualche bel posto alla moda».

La Grande Sfida del 3 dicembre al Forum di Assago (Milano) prevede quattro singolari e il doppio al tie-break tra Venus e Serena Williams, Francesca Schiavone e Flavia Pennetta, per due ore e mezzo di grande agonismo ed emozioni. I biglietti sono già in vendita su ticketone.it: chi acquisterà il tagliando entro il 31 ottobre godrà di uno speciale sconto del 20% mentre per gli Under 16 e tesserati Fit sarà applicata un'ulteriore riduzione del 20% rispetto ai prezzi promozionali standard. Prezzi a partire da 30,80 euro

Chi sono Serena e Venus Williams?

«Sono due persone splendide, che vivono nel loro mondo, non facili alle battute di spirito se non sei in confidenza, ma di sicuro amano tutt’e due moltissime l’Italia e sono entusiaste di venire a Milano a dicembre. Come gioco, Serena è esplosiva, Venus è costante. Anche come donne. Siamo tutte nel Players Council, ho più modo di stare con loro e so che sono persone intelligenti, educate, rispettose. Sono campionesse assolute, sempre motivate a crescere a fare qualcosa di più per il tennis. Non sono mai statiche nella vita». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gazzetta.it VIDEO, CURIOSITÀ E UN SALUTO SPECIALE DALLE WILLIAMS

Francesca Schiavone, 3 trionfi Fed Cup BOZZANI

Guardate il video di Francesca Schiavone nella spettacolare location del 31˚ piano al Pirellone di Milano, le battute rivolte a Flavia Pennetta («Lei è bellina, io invece...») e l’esclusivo saluto inviato da Serena e Venus Williams a tutti gli appassionati di tennis che il 3 dicembre saranno al Forum di Assago.


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TENNIS SPAREGGIO DI COPPA DAVIS L’analisi di VINCENZO MARTUCCI

Anche l’Italia finalmente come i primi 5 Vogliamo tornarci anche noi italiani fra le magnifiche 16 del Gruppo Mondiale di coppa Davis, cioé la serie A del tennis per nazioni. Ci manca dal 2000, a Mestre, come ci manca un protagonista nei tornei dello Slam che faccia pari con Francesca Schiavone (nostra signora del Roland Garros 2010, con finale bis quest’anno) e anche con Flavia Pennetta, battuta ancora ai quarti, a New York, ma sempre competitiva. E questa di Santiago è davvero l’occasione migliore, dopo gli sfortunati incroci con Ivanisevic (Croazia), due volte Nadal (Spagna), Federer (Svizzera) e Soderling (Svezia), per qualità degli azzurri e per demeriti dei padroni di casa. Ma anche per quantità, perché le nostre opzioni azzurre sono diverse, sia in singolare che in doppio. Eppoi, la superficie (e il pubblico) è con loro (i cileni), ma il destino è con noi, riproponendoci stesso avversario e stesso teatro, dell’unico trionfo in Coppa, nel 1976. Peraltro con un testimone importante come Corrado Barazzutti, ieri in campo come giocatore (con Adriano Panatta, Paolo Bertolucci e Tonino Zugarelli), oggi come capitano. La vittoria è ugualmente importante. E, anche se alla nostra squadra mancano le punte di assoluto valore di allora, l’ex numero 5 del mondo (del 2007), «Mano di Pietra» Fernando Gonzalez, non è più lui. Ma è stato cooptato come ai primi 5 del mondo, reduci dagli Us Open e da viaggi lampo. Djokovic (in gara solo domenica?), Nadal (polemico con il calendario), Federer (generoso papà anche coi giovani rivali), Murray (con le ali basse), Ferrer (ancora bocciato negli Slam) hanno risposto «presente». Ultima magia della Davis.

y LA COPPA DEI BIG Gruppo Mondiale, semifinali. Il numero 1 del mondo, Novak Djokovic, reduce dal 3˚ trionfo Slam del 2011, è dato singolarista già oggi, ma potrebbe rinunciare ed entrare in squadra solo domenica, se necessario. A BELGRADO (sintetico indoor), Serbia-Argentina, oggi (dalle 15, differita SuperTennis): Djokovic (Ser) c. Nalbandian (Arg); Tipsarevic (Ser) c. Del Potro (Arg); domani: Tipsarevic-Zimonjic c. Chela-Monaco; domenica: Djokovic c. Del Potro ; Tipsarevic c. Nalbandian. A CORDOBA (terra), Spagna-Francia, oggi (dalle 12, diretta SuperTennis): Nadal (Spa) c. Gasquet (Fra); Ferrer (Spa) c. Simon (Fra); domani: Lopez-Verdasco c. Tsonga-Llodra; domenica: Nadal c. Simon ; Ferrer c. Gasquet.

Italia-Cile «Torniamo in serie A Non pensiamo al ’76» Barazzutti, da Santiago a Santiago, da giocatore a ct «Vincemmo la Davis, non avevo mai avuto tanta paura» RICCARDO CRIVELLI SANTIAGO DEL CILE

Recita un bellissimo proverbio cileno che tutti siamo viandanti e andiamo per la stessa strada: saremmo stupidi, se non ci aiutassimo. In qualche parola è racchiusa una straordinaria filosofia di vita che rende la gente di qui ospitale e sorridente oltre ogni problema. Eppure, in Coppa Davis, noi italiani non siamo mai stati troppo amici: li abbiamo battuti quattro volte su quattro, con la finale del 1976 che è ovviamente storia e mito; però gli annali rammentano pure un 3-1 a Cagliari nel 1985 che spedì il Cile in serie B, inferno da cui risalì solo vent’anni dopo.

Paura Il vecchio e il nuovo capi-

tano sono il legame imperituro con il leggendario successo del 1976, la finale che la politica italiana non voleva si giocasse per dare un segno forte di protesta contro la feroce dittatura di Pinochet. Polemiche senza

Nuove sensazioni Altri tempi, al-

tre situazioni, altre sensazioni: «Che dire, è ovvio che adesso è tutto diverso e non stiamo vivendo quelle pressioni. In palio c’è una promozione in serie A, per noi è molto importante, ma non possono esistere paragoni. Ero curioso di capire cosa avrei provato tornando qui, a Santiago, e improvvisamente mi sono accorto di non ricordare quasi nulla. Ho avuto dei flash quando ho visto le tribune del campo da tennis e per un attimo mi sono meravigliato che non ci fosse più la terra rossa, ma tutto il resto è scivolato via». Rimangono volti, come quello di Giorgio Raineri, genitori di Menaggio, che organizzò l’evento nel 1976 ed è tornato a farlo anche adesso; rimangono memorie, che rivivranno domani in una piccola festa prima del doppio che ricorderà gli eroi del ’76, di una parte e dell’altra; rimangono le certezze, affidate ancora alle parole di Barazzutti: «Fu giusto giocare, come è giusto protestare contro tutti i governi che non rispettano i diritti umani, senza differenze».

DAL NOSTRO INVIATO

Ricordi L’Italia invece aspetta la redenzione dal 2000, con la suggestione di uno spareggio finalmente accessibile proprio a Santiago e nello stesso Estadio Nacional dove fiorì uno dei più grandi trionfi del nostro sport. Da antichi vincitori di quella finale, ci portiamo i ricordi più belli, ma il Cile non serba alcun desiderio di vendetta. Le bandiere che ornano case e automobili celebrano semplicemente la festa dell’Indipendenza che cade domenica e la preoccupazione maggiore è che una retrocessione, con i giocatori più forti ormai oltre i trenta e ricambi scadenti, possa diventare una condanna per l’eternità. Anzi, c’è grande rispetto per il nemico di un tempo, cosicché Corrado Barazzutti e Nicola Pietrangeli ieri hanno dovuto mettersi in fila per soddisfare la richiesta di interviste delle tv.

fine che la squadra riuscì a tenere fuori dagli spogliatoi, anche se 35 anni dopo Barazzutti, allora giocatore, può lasciarsi andare a qualche confessione: «Noi pensavamo solo al tennis, non alla politica. Devo dire che nonostante tutto rimasi tranquillo fino a cinque minuti prima del match, poi d’improvviso quando entrai in campo avvertii tutte le tensioni di una vigilia difficilissima: è stata la partita nella quale ho avuto più paura nella mia carriera». E infatti perse subito quattro giochi di fila contro il numero uno cileno Fillol, prima di vincere in quattro set e spianare la via al cammino trionfale dell’Italia.

La realtà Non è un caso, però,

Gonzalez e Fognini: protagonisti del singolare-clou, oggi. In basso, Barazzutti REUTERS

OGGI DIRETTA SUPERTENNIS (DALLE 16)

A Santiago, Starace favorito contro Capdeville poi Fognini sfida l’incognita Gonzalez e il pubblico Già qualificate Serbia, Svezia, Kashakistan, Argentina, Usa, Spagna, Germania e Francia, da oggi a domenica si disputano gli spareggi che determinano le altre 8 nazioni per il gruppo mondiale 2012: Australia Svizzera (con Roger Federer), Romania R. Ceca, Russia Brasile, Israele Canada, Sudafrica Croazia, Belgio Austria, India Giappone e Cile Italia all’Estadio Nacional di Santiago (cemento).

Oggi (dalle 11, le 16 in Italia): Capdeville (Cile) c. STARACE (precedenti 0 1); a seguire: Gonzalez (Cile) c. FOGNINI (nessun precedente); domani (dalle 12, le 17 in Italia): Aguilar/Massu (Cile) c. BOLELLI/BRACCIALI; domenica (dalle 11.45, le 16.45 in Italia): Capdeville c. FOGNINI (precedenti 0 1); Gonzalez c. STARACE (nessun precedente) In tv: diretta SuperTennis (canale 64 dt e 224 sul satellite) dalle 16 di oggi.

che in tre giorni non sia mai stata rivolta una domanda sulla finale di 35 anni fa ai giocatori di adesso, italiani e cileni: quella resta ormai sospesa nel tempo. Nella realtà, Barazzutti si affida al talento e alla solidità dei suoi giocatori più forti, Fognini e Starace, mentre il boss dei cileni Gildemeister sceglie Capdeville, il suo numero uno di classifica, per affiancare il mistero Gonzalez. Oggi comincia Potito, preoccupato solo dall’orario («Dovrò svegliarmi troppo presto») e poi «Fogna» tasterà le condizioni di «mano de piedra»: «Prevedo scambi corti, ma ho le armi per metterlo in difficoltà», dice il ligure. Capitan Barazzutti prevede equilibrio, ma un’occasione così meriterebbe subito una partenza a tutto gas. Perché non sarà il ’76, ma che bello vincere ancora. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 16 SETTEMBRE 2011

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Hungaroring “magica” per la squadra di Fabiano Belletti (nella foto assieme a Edolo Ghirelli), al top nel 2009 nella F.Renault 2.0 Italia e già da tempo impegnata anche sul fron te della serie Eurocup. Quale sarà il prossimo obiettivo? Fa cile immaginarlo, anche se bisognerà fare i conti con una concorrenza molto agguerrita.

LOTTA APERTA PER IL TITOLO: BENE ANCHE GLI ITALIANI Se al comando della classifica è balzato Javier Tarancon, tre volte a segno con la Tech1 Racing, è pure vero che lo spa gnolo vanta soltanto otto lunghezze di vantaggio su Yann Zimmer, il transalpino della Arta Engineering. Distacco esi guo quello che pagano nei loro confronti i rispettivi compa gni di squadra Paul Loup Chatin e Melville McKee, subito tallonati dall’austriaco Thomas Jäger (Epic Racing).

Poi gli italiani, ancora in luce con Kevin Gilardoni (nella foto), che ha chiuso terzo a Pau con la vettura del Team To rino Motorsport. Dietro di lui Stefano Colombo, sempre co stante, ed un velocissimo Cristiano Marcellan. In cerca di ri scatto c’è invece Federico Gibbin, che ha inaugurato il 2011 a Monza ottenendo il primo successo della categoria con il Viola Formula Racing. Chiude la lista dei primi dieci Roman Mavlanov, il giovane russo che corre sotto l’effige del Boet ti Racing Team. Ed è nuovamente lotta annunciata per un epilogo che lascia ancora spazio ad ogni possibile interpreta zione. A Le Castellet il primo verdetto...

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VENERDÌ 16 SETTEMBRE 2011

RUGBY IL MONDIALE

DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA BUONGIOVANNI NELSON (Nuova Zelanda)

Un leone in gabbia, una belva ferita. Ci sarà anche lui, martedì, nella formazione azzurra che, ufficializzata nella notte italiana, affronterà la Russia nel secondo impegno iridato. Mauro Bergamasco, al quarto Mondiale della carriera, non è uomo da dietro le quinte. «Nessuno si aspetta di finire in tribuna — dice — tanto meno io. A certe partite, come per esempio quella di domenica contro l’Australia, non mi piace far da spettatore. Mi sono sentito una comparsa ed è un ruolo difficile da accettare. Ne ho preso atto, ma il mio obiettivo è giocare il più possibile. Sono qui per aumentare il numero delle presenze in campo, non quello delle partecipazioni alla Coppa del Mondo». Non c’è polemica nelle dichiarazioni del 32enne padovano, semmai la consapevolezza del ruolo all’interno del gruppo: Mauro, dopo 17 mesi senza Nazionale, s’è conquistato la convocazione per la Nuova Zelanda a spallate. Ma ha rischiato anche di rimanere a casa. Oggi, nel XV ideale, i flanker titolari sono altri. E lui lo sa.

IL «SIGNOR» ZARA PHILLIPS

I tabloid su Tindall «Festeggiava al pub con una biondina»

QUEENSTOWN — I tabloid inglesi colpiscono ancora: stavolta sulla Nazionale ovale. «The Sun» racconta — con tanto di immagini «rubate» da Facebook — come alcu ni giocatori del XV della Rosa, do menica sera, abbiano festeggiato il sofferto successo sull’Argentina (13 9) del giorno prima a Dunedin,

trascinandosi da un locale all’altro di Queenstown. Esagerando con le birre... Tra i coinvolti capitan Mike Tindall (AFP), da luglio marito di Za ra Phillips, nipote della regina Elisa betta. Il capitano (in attesa del ritor no di Moody), è descritto all’interno del pub Altitude, «alle prese con una biondina in atteggiamenti poco

È l’ora di Bergamasco Il leone torna a ruggire Mauro sarà nel XV dell’Italia che martedì 20 sfida la Russia «Nessuno si aspetta di finire in tribuna. Tanto meno io»

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consoni». Lei avrebbe fatto esplici te avances, lui sarebbe stato al gio co, anche se poi i due avrebbero lasciato il locale separatamente. A difesa è intervenuta la federazio ne: «Mike, come tutti i compagni, gioca per l’Inghilterra con passione e si stava solo rilassando dopo un match duro» ha spiegato.

Taccuino LA PARTITA

Stati Uniti ok Russia poca cosa NEW PLYMOUTH Non è fortunata la prima volta della Russia: gli Usa si impongono sotto la pioggia del Tara naki Stadium (quasi 14.000 spettato ri) per 13 6, terzo successo iridato in 5 partecipazioni. Sugli scudi Chris Wyles, calciatore a stelle e strisce: la sola meta del match è del mediano di mischia Mike Petri. Per l’Italia non arrivano segnali particolarmente preoccupanti. Stati Uniti-Russia 13-6 (10-3). Marcatori: p.t. 2’ c.p. Kushnarev (R), 12’ c.p. Wyles (S), 20’ m. Petri tr. Wy les (S); s.t. 24’ c.p. Wyles (S), 37’ c.p. Rachkov (R).

INFORTUNATI

McCaw acciaccato Festa rimandata Richie McCaw deve rimandare la fe sta per il 100˚ caps in maglia All Blacks: il capitano salta la sfida al Giappone perchè nell’ultimo allena mento ha avvertito un fastidio a un polpaccio. Stessa situazione per Mi ls Muliaina (tendine) e Israel Dagg (addominali). Dopo Francia (Skrela) e Inghilterra (Sheridan) anche l’Irlan da perde un giocatore per il torneo: il tallonatore Jerry Flannery (stira mento a polpaccio).

LA SITUAZIONE

La Russia «Barbieri e Zanni

hanno fatto un gran match? Hanno dato il massimo — minimizza — come tutti. E non potrebbe essere diversamente. Io penso a me stesso. Ho svolto bene la preparazione, ho dimostrato di esser pronto, sono disponibile». Per arrivare a far parte della rosa, ha anche disputato la Churchill Cup con l’Italia A. Ed è nel contesto che il 12 giugno, a Gloucester, in Inghilterra, in linea con Vosawai e Minto, ha affrontato la Russia (80’ di gioco, successo azzurro per 24-19). «Fu una partita disordinata — racconta — osammo, cercammo di creare gioco. La Russia è tutt’altra squadra rispetto a quella di qualche anno fa, ben diversa per esempio da quella che travolgemmo a Mosca nel 2006. Oggi ha trequarti rapidi

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Domani ad Auckland Australia-Irlanda

Mauro Bergamasco, 32 anni, in allenamento. Dopo 8 anni nello Stade Francais di Parigi, il flanker padovano è ancora senza squadra REUTERS

«Non mi è piaciuto fare lo spettatore nella prima partita contro l’Australia» Nella notte Mallett ha scelto la squadra: confermati solo Benvenuti, Masi e Parisse

e una mischia leggerina che cerca spazi aperti. In generale è poco solida nelle fasi di conquista. Ma in ogni caso da non sottovalutare». Senza club Per Mauro la vetrina potrebbe essere importante anche in chiave futura: finita (male), dopo otto anni, l’esperienza parigina, oggi è senza club: «Non lo dimentico — sostiene — è un dato di fatto. Forse è anche a causa della Nazionale: senza l’impegno mondiale sarebbe stato più fa-

cile trovare squadra. Ma ho lottato per esserci e voglio giocarmi tutte le mie carte. Il rugby in ogni caso per me resta divertimento, come quando ero bambino e vestivo la maglia del Selvazzano con su un rinoceronte». Mallett lo ha detto chiaramente: nelle prime tre partite concederà spazio a tutti. Poi, prima della decisiva sfida all’Irlanda, tirerà le somme. E’ anche per questo che contro la Russia presenterà un XV rivoluzionato rispetto a quello di Auckland, coi soli Ma-

si, Benvenuti (secondo centro) e Parisse titolari confermati. Per il resto spazio a Toniolatti e McLean all’ala, a Pratichetti (primo centro), a Bocchino-Gori in mediana, a Derbyshire secondo flanker, a Bortolami e Del Fava (o Geldenhuys) in seconda linea e a Cittadini, Ongaro e Perugini in prima, coi vari Canavosio e D’Apice pronti a una staffetta. Dalla piazzola toccherà a Benvenuti (da lontano) e a Bocchino. Il leone è pronto a ruggire. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tutte le partite su Sky Mondiale, ca nale 204. In Australia Irlanda, i verdi Gordon D’Arcy Brian O’Driscoll gio cano insieme per la 45ª volta: la cop pia di centri più presente di sempre davanti agli inglesi Guscott Carling. Girone A - Classifica: Nuova Zelan da, Francia 5; Canada 4; Giappone, Tonga* 0 (*una in più). Oggi (ore 10): Nuova Zelanda Giappone. Girone B - Classifica: Scozia* 9; Inghilterra 4; Argentina 1; Georgia, Romania 0 (*una in più). Domani (ore 5.30): Argentina Romania. Girone C - Classifica: Australia 5; Irlanda, Stati Uniti* 4; Russia 1; Italia 0 (*una in più). Domani (ore 10.30): Australia Irlanda. Girone D - Classifica: Figi 5; Suda frica, Samoa 4; Galles 1; Namibia* 0 (*una in più). Domani (ore 8): Suda frica Figi.

ATLETICA Seconda finale della Diamond League a Bruxelles

Bolt, Rudisha e 400 al contrario per stupire Niente rivincita fra Usain (100) e Blake (200) ma c’è il test scientifico del giro di pista antiorario con arrivo in curva (!) DAL NOSTRO INVIATO

PIERANGELO MOLINARO BRUXELLES

Questa sera si conclude a Bruxelles la seconda edizione della Diamond League con le finali non disputate la scorsa settimana a Zurigo e non sono pochi coloro che sussurrano che questa formula, troppo lunga e farraginosa, va snellita. Non sono contenti gli atleti, perché alla fine sono pochi coloro che trovano una corsia nelle gare, non lo sono i manager, che, a parte coloro che gestiscono i Bolt o i Rudisha, hanno visto diminuire i loro guadagni. Non lo sono gli organizzatori, che devono redigere programmi elefantiaci che fanno crescere i costi anche per un calendario schizofrenico che crea troppa

concorrenza fra una riunione e l’altra. «Ma la cosa più grave _ afferma Wilfried Meert, anima di Bruxelles — è che con questa formula rischiamo di cancellare le tradizioni, fondamentali per l’atletica. Cosa sono Oslo senza mezzofondo, o Zurigo senza sprint? A Zurigo hanno dovuto allestire un cartellone difficilissimo con campioni troppo stanchi per l’eccessiva vicinanza con i Mondiali». E poi 32 vincitori finali, chi li ricorda? Il meeting Bruxelles è sempre

stata una festa con oltre 50.000 spettatori, dove musica e atletica si intrecciano per creare uno spettacolo unico. E’ stata pure aggiunta una gara di 400 al contrario, corsi sulla pista non nel tradizionale senso antiorario, ma in quello orario

recuperato, ma sarà l’ultimo rettilineo a dirlo davvero, dove David, oltre che a Kaki deve fare attenzione al connazionale Asbel Kiprop, apparso sui 1500 di Rieti sabato scorso in grande condizione. Rudisha deciderà dopo questa gara se dare l’assalto o meno domenica a Milano al record degli 800. Spiega padre Colm: «Se chiuderà in 1’44" o 1’43" in due giorni recupera, sennò sarà un attacco inutile». Molte rivincite mondiali, ma anche ritorni, come quello di Kenenisa Bekele sui 10.000. Dopo Bruxelles Bolt potrebbe gareggiare ancora in Giappone quest’anno AFP

per aiutare la ricerca di un professore universitario che vuole capire se andare in una direzione o l’altra influenza le prestazioni. Peccato che l’arrivo sia in curva e così per gli spettatori, in caso di duello serrato, non sarà facile capire sino alla linea d’arrivo chi sta vincendo. I campioni ci sono tutti, ma manca lo scontro rivincita sui 100 metri

fra Bolt e Blake. Li correrà il primo, il secondo ha scelto i 200. Duelli Ci si può consolare con

tanti altri duelli. Non sarà facile ad esempio per David Rudisha, che sarà attaccato da tutte le parti negli 800. E’ reduce dall’1’41" di Rieti, ma la fatica è stata tantissima. Il suo allenatore, padre Colm, dice che ha

Italia Finalmente in campo c’è un po’ di azzurro. Oltre alla Di Martino che nell’alto sfida Chicherova e Vlasic, in gara anche Simona La Mantia nel triplo, Schembri e Donato nell’analoga gara al maschile e la reatina Giulia Martinelli nei 3000 siepi, dove, dopo il primato sui 2000 di domenica a Rieti (6’19"20) potrebbe migliorare ancora il primato italiano sulla distanza più lunga. © RIPRODUZIONE RISERVATA

DIRETTA RAI SPORT

La Di Martino ritrova Chicherova Diretta Rai Sport 1 dalle 20. 18.15 Triplo D: Saladukha (Ucr); Aldama (Gb), LA MANTIA. 18.35 Disco D. 18.55 Peso. 19.15 400 al contrario: D. Borlee (Bel). 19.25 10.000: K. Bekele (Eti); Kipchoge (Ken). 19.30 Asta: Lavillenie (Fra); Mohr (Ger). 19.45 Alto D: Chicherova, Sleserenkon (Rus); Vlasic (Cro); DI MARTINO. 20.05 100 D: Jeter, (Usa); Campbell (Giam); Ferguson (Bah). 20.15 400 hs: Greene (Gb); Culson (P. Rico); Sanchez (R. Dom). 20.21 1500 D: Simpson (Usa); Jepkosgei, (Ken); Jamal (Bahr); 20.31 100: Bolt, Carter (Giam); Gatlin (Usa). Vicaut (Fra). 20.32 Triplo: Idowu (Gb); DONATO, Schembri. 20.37 200: Blake, Dix (Usa). 20.40 Giavellotto. 20.45 800: Rudisha, Kaki (Sud). 20.55 100 hs: Pearson (Aus). 21.05 400 J. e K. Borlee (Bel); Pistorius (S.Af). 21.13 3000 sp D: MARTINELLI. 21.32 400 D: Montsho (Bot); 21.38 5000:


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 16 SETTEMBRE 2011

ALPINISMO WALTER BONATTI 1930-2011

Walter Bonatti si è spento mercoledì a Roma. Aveva 81 anni. La camera ardente sarà allestita a Villa Gomes, a Lecco (da domani alle 14 alle 20 e domenica dalle 9 alle 12). Domani alle 17 ci sarà un momento commemorativo

MARISA POLI

«L’impresa di Bonatti? Il Gasherbrum IV Una via mai ripetuta»

Una passione comune e un’amicizia nata piano piano. Walter Bonatti, scomparso mercoledì dopo una breve malattia, raccontato da Simone Moro, l’alpinista italiano che sfida gli Ottomila d’inverno. Quali sono le tre più grandi imprese alpinistiche di Bonatti?

«Se devo scegliere una salita in particolare dico Gasherbrum IV, nel 1958, con Carlo Mauri. Diversa da tutte le altre e mai più ripetuta da nessun altro in oltre mezzo secolo di alpinismo. Sarà vero che sono cambiate le condizioni del ghiacciaio, ma su quella montagna, di pochissimo sotto gli Ottomila, in totale sono saliti 4 volte. E per Bonatti era importante anche per un altro motivo».

Lorenzo Jovanotti su twitter

«Si è preso il dirimpettaio del K2, a tre ore a piedi dal campo base della sua montagna, con la stessa forma piramidale e una salita più difficile. Un’impresa che la dice lunga su quanto Bonatti fosse avanti».

I NOSTRI ERRORI Mercoledì sera, complice la fretta e la commozione per la perdita di una persona cara, il direttore della Gazzetta ha combinato un imperdonabile pasticcio. Nel commento sulla morte di Walter Bonatti, apparso sul giornale di ieri, la sua compagna di vita Rossana Podestà è diventata imprevedibilmente Rosanna Schiaffino, altra grande protagonista del cinema italiano scomparsa due anni fa. Il lapsus è, nel giornalismo, l'equivalente di un volo in parete: la botta peggiore te la porti dentro. Chiedo scusa all'inimitabile Rossana cui va, ancora una volta, il mio cordoglio più sincero. E ai lettori.

Il resto del podio?

«La sua ultima scalata: il Cervino in inverno da solo, una roba da mille una notte. E poi il Petit Dru. E’ crollato in questi giorni, come se la natura gli rendesse merito, così è diventato irripetibile. La grandezza di Bonatti però non era tanto legata alla tecnica o alla difficoltà del grado, per lui l’alpinismo era un modo per esprimere la personalità, uno strumento per vivere intensamente». In che rapporti era con lui?

«Ci eravamo incrociati tante volte, il rapporto è diventato più stretto dal 2004, piano piano siamo diventati amici. Lo chiamavo sempre dai campi base, proprio nel 2004 dal campo base del Broad Peak, c’erano 50 gradi sottozero e lui che era abituato a un altro alpinismo era stupito. Io e Barbara (Zwerger, la moglie di Simone) ammiravamo lo splendido rapporto con Rossana (Podestà). Erano una cordata bellissima, lei molto gelosa di Walter, lui si affidava a lei. Mi raccontò di come cominciò tutto».

Walter Bonatti e sotto Simone Moro, 44 anni

Andrea Monti

ma e all’inizio non si trovarono. Una storia che voleva tenere per sé e che non voleva vendere, come l’alpinismo».

E come cominciò?

Per molti aveva un brutto carattere.

«Lui era ad arrampicare e gli amici gli riferirono che in un’intervista lei l’aveva definito il suo uomo ideale. Walter credeva fosse impossibile e le scrisse una lettera. Fissarono un appuntamento per incontrarsi a Ro-

«Dicevano avesse un carattere spigoloso, certo frutto dei calci nel sedere che si è preso, delusioni che l’avevano fatto diventare un solitario. Non si dannava l’anima per essere simpatico, amato o condiviso. Non era certo una

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VICEDIRETTORE VICARIO Gianni Valenti gvalenti@gazzetta.it VICEDIRETTORI Franco Arturi farturi@gazzetta.it Stefano Cazzetta scazzetta@gazzetta.it Ruggiero Palombo rpalombo@gazzetta.it Umberto Zapelloni uzapelloni@gazzetta.it SEGRETARIO DI REDAZIONE Daniele Redaelli dredaelli@gazzetta.it Testata di proprietà de "La Gazzetta dello Sport s.r.l." - A. Bonacossa © 2011

Se n’è andato Walter Bonatti grande esploratore. Buon viaggio grande Bonatti

Il ricordo di Simone Moro: «Aveva un carattere spigoloso dopo quello che era successo sul K2 Che cordata con Rossana: una storia che teneva per sé, non voleva venderla come l’alpinismo»

Quale?

DIRETTORE RESPONSABILE ANDREA MONTI andrea.monti@gazzetta.it

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persona da mezze misure, non dopo quello che era successo sul K2. Sono contento che la verità sia venuta fuori ufficialmente. Che quello che tutti si raccontavano nei corridoi sia stato riconosciuto nella relazione finale». Che cosa ha rappresentato Bonatti per lei?

«Il primo alpinista polivalente a tempo pieno. Non il più grande, perché c’erano stati Riccardo Cassin, Hermann Buhl. Era uno strepitoso rocciatore, grandissimo sul ghiaccio, in

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una professione a cui si è dedicato completamente fino al 1965. E visto che fare l’alpinista di professione era il mio sogno sin da bambino, mi ha sempre ispirato soprattutto nei momenti difficili. Bonatti ha dimostrato la forza delle idee, ha saputo dire basta anche se avrebbe potuto continuare a scalare». Era il suo mito?

«Io sono nato quando lui già aveva detto addio all’alpinismo e non ho vissuto direttamente le sue imprese, a diffe-

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renza di quelle di Messner, che è sempre stato il mio mito e che ha sempre mitizzato Bonatti. Leggere le sue storie, i suoi libri, è come per un atleta di adesso leggere Zatopek che racconta di quando vinse 5000, 10000 e maratona. Non ci sono molte immagini delle sue scalate, è sempre stato uno abbastanza solitario, non ha mai fatto attenzione a riprendersi a fotografarsi. Forse è per questo che da inviato si è dedicato così tanto alle immagini». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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TUTTENOTIZIE & RISULTATI Equitazione EUROPEO A MADRID

Pallanuoto DOMANI «ADRIATICA»

Prova a squadre Recco si fa in 3 Italia già fuori e diventa rosa CATERINA VAGNOZZI

A Madrid il Campionato d’Europa di Salto Ostacoli entra oggi nel vivo con la gara che deciderà il titolo a squadre. La Francia, leader nelle giornata di apertura, ha ceduto la leadership all’Olanda (p. 7.42 con i suoi cavalieri protagonisti di una giornata impeccabile, chiusa con 0 penalità in attivo) ed è terza (p.15.95). Seconda, la Germania (10.41), in vetta nella classifica provvisoria individuale con Carsten Otto Nagel. Questo cavaliere, quinto ai Mondiali di Lexington 2011 e vicecampione uscente è stato il principale artefice del successo tedesco lo scorso anno a Lexington. Italia 11ª. Migliori azzurri Luca Marziani (Wivina) e Natale Chiaudani (Almero), entrambi con due errori. Pesanti penalità invece per Giulia Martinengo (L.P. Chiclana) ed Emanuele Gaudiano (Chicago) con 4 e 5 errori a testa. La classifica di squadra, come vuole il regolamento FEI applicato per la prima volta lo scorso anno ai mondiali, è conclusa per le squadre rimaste fuori dalle prime dieci e dunque anche per l’Italia. Og-

Rita Dravucz tra Teresa Frassinetti (a sin.) ed Elena Gigli BORSARELLI

Atletica GIRO D’ITALIA (si.g.) A Faenza, stagionale per Roberto Bertolini nel giavellotto (73.35). Uomini. 1500: Perrone 3’45”81. Peso: Dodoni 17.28: Ricci 17.01. Giavellotto: Bertolini 73.35. Donne. 800: Riva 2’08”48; Varga 2’08”54. Peso: Nicoletti 16.31. Martello: Gibilisco 60.77. A Vicenza. Uomini. Batt. 100 (+0.2): Tumi 10”36. Disco: Cuberli 55.34. A Vedelago (Tv). Uomini. Alto: N. Ciotti 2.16; Rossi (j) e Bedin 2.10. Donne. 400 hs: Valente 59”86. A Macerata. Donne. Peso: Nicoletti 16.47. A Casalmaggiore (Cr). Donne. 100 hs (0.0): Arienti 13”97. A Rieti. Uomini. 400 hs: Diaz (Cuba) 50”90; Capotosti 51”17. A ROVERETO (completamento). Uomini. 400: 7. Lorenzi (j) 47”72. 1500: Razine (Mar/Ita) 3’43”93. 5000: Kiplimo (Ken) 13’15”23; 3. Meucci 13’27”14; 11. La Rosa 13’47”10. 110 hs (0.0): Porter (Usa) 13”48; 5. Abate 13”67; 8. Tedesco 13”94. Asta: 4. D’Orio e Boni 5.16. Lungo: 6. Donato 7.52 (+0.2). Disco: 3. Albertazzi 57.21. Donne. 200 (-0.6): 8. Giovanetti 23”85. 100 hs (-0.5): Lewis (Usa) 12”87; Ali (Usa) 12”95; Caravelli 13”22; 5. Borsi 13”42; 7. G. Pennella 13”74. Alto: 8. Brambilla 1.77. Lungo: 8. Zanei 6.06 (+0.3).

Baseball Il tedesco Nagel è primo AP

ITALO VALLEBELLA

gi giornata determinante anche perché in palio oltre a titoli e medaglie c’è la qualificazione olimpica per Londra 2012. Marziani e Chiaudani attualmente 31˚ e 33˚ proseguono la gara individuale.

Il primo passo della nuova stagione della Pro Recco parte da Sestri Levante e da un ex convento, denominato dell’Annunziata. Presentazione con Claudia Andreatti, Miss Italia 2006 (in questa edizione, ci sarà il portiere Stefano Tempesti in giuria). La location chic non muta però il Gabriele Volpi-pensiero: il presidente ufficialmente passa la mano al figlio Simone, ma resta impegnato in prima linea. «In genere non partecipo per perdere. A chi ha in mano le squadre consiglio di vincere. Anzi, facciamo che c’è l'obbligo di vincere». Messaggio chiaro per i tre allenatori.

Classifica individuale 1.C. Nagel (GER) Corradina p.0.69; 2. B.Twomey (IRL) Tinka’s Serenade p.0.95; 3 N. Skelton (GB) Carlo p.1.04; 4. G. Wattelert (BEL) Copin Van de Broy p.1,53; 5 G. Schroeder (NED) Eurocommerce New Orleans p.1.54; 31. L. Marziani (ITA) Wivina p.12.51; 33. N.Chiaudani (ITA) Almero p.14.37; 40. G.Martinengo Marquet (ITA) Loro Piana Chiclana p.18.61; 53. E.Gaudiano (ITA) Chicago p.26.71. Classifica a squadre 1. Olanda p.7.42; 2.Germania p.10.41; 3. Francia p.15.95; 4.Gran Bretagna 17.46; 5.Belgio p.17.78; 11. Italia p.45.49, © RIPRODUZIONE RISERVATA

Perché la squadra maschile è raddoppiata (25 giocatori) visto anche l'impegno in Lega Adriatica con esordio domani a Sori (20.30) contro i montenegrini dello Jadran Herceg Novi. E ora c’è la squadra femminile, l’ex Rapallo, ora Pro Recco con l’ungherese Rita Dravucz e 5 del Setterosa. Tre squadre e 3 allenatori: Pino Porzio, che si avvarrà della collaborazione dell’ex Bogliasco Jonathan Del Galdo, e per la femminile Riccardo Tempestini. «Mi occuperò inizialmente della squadra europea che ha maggior bisogno di essere amalgamata — dice Porzio — e Del Galdo seguirà la squadra italiana a bordo vasca almeno fino a marzo, ma non ci sono criteri fissi». © RIPRODUZIONE RISERVATA

PHILA E SEATTLE Roy Halladay firma la sua 20ª vittoria stagionale nell’1-0 contro Houston, e Philadelphia diventa la prima ai playoffl. I NY Yankees perdono al 12˚ 2-1 (fuoricampo Luis Rodriguez) a Seattle (Liddi in panchina, il 3ª base Seager 0/4).

Beach volley GIORIA-MOMOLI IN AZZURRO Daniela Gioria e Giulia Momoli, dopo più di tre anni, tornano in azzurro: convocate per la Continental Cup dal 30 settembre a Tenerife (Spa), insieme a Cicolari-Menegatti.

Golf CON CHICCO Gran Bretagna e Irlanda sono 4-1 sul Resto d'Europa al Vivendi Seve Trophy (voluto da Ballesteros) a Parigi. Nei 5 foursome l'unico punto continentale è di Francesco Molinari e del danese Anders Hansen che hanno superato per 1 up gli inglesi Foster e Westwood. A Marbella Luna e Zorzi, decime con 71 (-1).

Ippica IERI QUINTÉ 8-18-11-20-5 A Modena (m 1600): 1 Melody Dechiari (Chiara Nardo) 1.13.5; 2 Musa del Ronco; 3 Lete di Girifal-

co; 4 Lost Photo; 5 Morris Rivarco; Tot.: 22,49; 6,75, 2,68, 3,60 (165,75). Quinté: n.v. Quarté: e 1.504,09 alle 18 comb. Tris: e 646,22. OGGI QUINTÉ A ROMA A Tordivalle (inizio convegno alle 14.30) scegliamo Lincoln dei Veltri (19), Marvelous Ans (17), Los Angeles (3), Lacroix (4), Golden Gill Ur (16) e Love the Children (2). SI CORRE ANCHE Firenze (g. 15.20), Bologna (15.05), Foggia (15.15) e Palermo (15.10).

Lotta Mondiali Istanbul Male gli azzurri (g.l.g.) Ai Mondiali di Istanbul, Saverio Scaramuzzi nei 74 kg di grecoromana è stato eliminato al 1˚ turno dall’armeno Arsen Julfalakyan. Fuori anche le due azzurre della libera nei 48 e 51: Silvia Felice, al 2˚ turno, ha subito battuto l’ivoriana Tanoh Rosalie Benie ma al 3˚ s’è arresa alla colombiana Carolina Castillo Hidalgo. Francesca Mori al 1˚ turno battuta dalla cinese Vanah Sun. I vincitori. Grecoromana. Uomini, 55: Bayramov (Aze); 60: Noroozi (Ira); 66: Abdvali (Ira); 74: Vlasov (Rus); 84: Selimau (Bie); 96: Guri (Bul); 120: Kayaalp (Tur). Donne. 48: Sakamoto (Gia); 51: Rakhmanova (Rus).

Pallamano COPPA ITALIA (an.gal.) Al via oggi il 1˚ turno di Coppa Italia maschile (vi partecipano 12 squadre di élite e 19 di A1). In campo il girone A: 19.30 Bressanone-Bolzano; 20.30 Pressano-Merano.

Pallanuoto AZZURRINE A Trieste, nei quarti del Mondiale juniores femminile, l’Italia sfiora la grande impresa: la Russia vince 7-6 ai rigori (4-4 nei tempi regolamentari, 5 5 nei supplementari). Le semifinali sono Australia-Spagna e Ungheria-Russia. E a Fiume (Croazia) stupisce l’Under 17 maschile di Nando Pesci, che batte 9-7 l’Ungheria e approda in semifinale,

Rugby TERZO TURNO CELTIC Ulster-Cardiff e Edimburgo-Connacht aprono stasera il terzo turno di Celtic League. Italiane in campo domani: Treviso-Ospreys alle15 a Monigo, Dragons-Aironi alle 19.30 a Newport (Galles). Classifica: Cardiff 10; Ospreys, UIster, Munster, Connacht 8; Scarlets 5; Leinster 4; Treviso, Aironi, Edimburgo 1; Glasgow, Dragons 0.

Scherma Canottaggio A PLOVDIV

Boxe A CASTELVOLTURNO

Torna l’Italia per gli Europei

Langella-Di Palmo Asta galoppo tricolore welter con speranze

Oggi l’Italia debutta agli Europei di Plovdiv, in Bulgaria, dove, sino a domenica, si confronteranno 405 atleti in forza a 29 nazioni. Un anno fa, in Portogallo, arrivarono l’argento 2 due senza maschile (Carboncini, Mornati) ed il bronzo del doppio femminile (Schiavone, Sancassani). Il primo dei 12 equipaggi azzurri in acqua, sarà il 2 senza di Claudia Wurzel e Sara Bertolasi, forte del pass olimpico preso a Bled. Poi ci saranno Niccolò Mornati e Lorenzo Carboncini. Nel 4 di coppia Raineri torna capovoga.

Hockey ghiaccio MERCOLEDI’

Nuova stagione subito la Coppa (m.l.) Sarà la Supercoppa, mercoledì, a Brunico (Bz) tra Val Pusteria (vincitore Coppa Italia) e l’Asiago tricolore ad aprire la stagione, presentata ieri a Milano dal presidente Fisg, Giancarlo Bolognini e da quelloLihg, Nilo Riva. La A sccatta il 24. Regular season con doppio girone A/R (36 g.). Seconda fase: girone a 6 (dal 5˚ al 10˚ posto, prime 4 ai quarti e ultime 2 ai playout); girone a 4 dal 1˚ al 4˚ posto con in palio la Coppa di Lega. Quarti, semifinali e finale, su 7. In caso di parità dopo ogni incontro (regular season) un supplementare di 5’ e rigori. Nei playoff overtime di 20’ (se decisivo a oltranza). La 1ª g. (24/9): Vipiteno-Alleghe; Asiago-Aquile Fvg Pontebba; Bolzano-Renon; Cortina-Val di Fassa; Val Pusteria-Valpellice. Infine il Val Pusteria taglia il difensore ceco Marek Posmyk per il 25enne terzino canadese Olivier Magnan, 18 gare in Nhl con New Jersey.

Giuseppe Langella con Biagio Zurlo

(r.g.) A Castel Volturno (Ce) per la Cotena Boxe e Zurlo, si assegna il vacante tricolore welter tra il locale Giuseppe Langella (17-6-2) e il mancino pugliese Rocco Di Palmo (8-2-1). Nel sottoclou, derby campano sui 4 tempi tra i medi Gaetano Nespro (18-8) e Salvatore Annunziata (14-5-3). Superleggeri: Gianluca Ceglia (4) c. Mauro Orlandi (3-3); superwelter: Giovanni Architravo (6-2-1) c. Michele Mottolese (12-9) 6 tempi. La serata verrà trasmessa in diretta da Sportitalia 2 dalle 20,30. ERITTU PER I MONDIALINO (r.g.) In piazza Risorgimento ad Arzachena (Ot), l’imbattuto massimo leggero sardo, Salvatore Erittu (21) tenta di conquistare il vacante Intercontinentale Ibf contro il romeno Iulian Ilie (17-4-2), cresciuto a Rimini, vincitore a novembre di Dolzanelli per il titolo del Mediterraneo. Il vincitore avrà l’opportunità di una semifinale mondiale. Nei superwelter: Conti (11)-Didanovic (Ser. 10-16) sui 6 round. Tra i dilettanti, esordio di Joe Calzaghe jr. figlio dell’ex campione supermedi italo-gallese, con Marco Sanna. All'angolo il papà Joe e il nonno, il maestro Enzo, che guida la squadra del Galles nella sfida ai pugili di Portotorres. BUNDU-PETRUCCI (f.cal.) La rivincita tra Leonard Bundu e Daniele Petrucci, per l’Europeo dei welter a Firenze è stata anticipata da sabato 5 a venerdì 4 novembre; quasi certa diretta Sky. TRICOLORI DONNE DILETTANTI (m.moro.) Da oggi al 18 al palasport di Barge (Cn) tricolori donne: 8 categorie. Ci saranno le detentrici dei 51 Calabrese, 60 Davide, 64 Annunziata e 75 Pilo.

Ippica 2 GIORNI A SETTIMO

Con una settimana d’anticipo rispetto al solito, oggi scatta l’appuntamento con la due giorni dell’Asta Sga dei purosangue (puledri di un anno e mezzo) al centro Unire di Settimo Milanese. La recente asta Its dei trottatori ha dato buoni segnali, così come quelle dei purosangue svoltesi in Europa e Stati Uniti (risultati in linea con quelli dello scorso anno) e ciò consente di affrontare questo appuntamento con un pizzico di ottimismo in più malgrado la terribile congiuntura dell’ippica e del Paese più in generale. Oltre agli italiani, sono attesi i compratori stranieri anche se la concorrenza con l’ultima settimana di Keeneland (quella con i lotti meno costosi) potrebbe essere d’intralcio. Però il ricordo ad esempio di Rip Van Winkle, allevato da Roberto Brogi, acquistato nel 2007 da Coolmore per 170.000 euro, e vincitore in carriera di tre gruppi 1 «veri» (Sussex Stakes, Queen Elizabeth II Stakes e Juddmonte International) e oltre 1.300.000 euro, potrebbe spingere a qualche acquisto in più. Il catalogo presenta figli dei migliori stalloni europei come Dubawi, High Chaparral, Invincibile Spirit, Montjeu, Oasis Dream, Cape Cross, Dalakhani, Iffraj e Singspiel.

Rip Van Winkle è stato allevato da Roberto Brogi GRASSO

Gravissimo lutto per il collega Diego Antonelli

Vela: a Barcellona

Audi Med Cup Bribon in testa (r.ra.) Ieri a Barcellona, dove si sta disputando l’ultima tappa dell’Audi MedCup, il vento leggero ha consentito lo svolgimento di una sola prova che però è bastata a sconvolgere la classifica. Gli spagnoli di Bribon (nella foto) sono passati al comando scavalcando gli svedesi di Ran e ora puntano alla vittoria del Trofeo Conde de Godò. Ma non basta perché i padroni di casa hanno sorpassato anche Azzurra nella classifica generale del circuito e sono pronti a dare battaglia agli americani di Quantum Racing per aggiudicarsi la vittoria finale. Giornata nera per Azzurra (ultima ieri) che adesso è 7˚ nella classifica delle regate spagnole e quarta in quella del circuito. Tra i Soto 40 successo di Iberostar, lo scafo su cui è imbarcato come navigatore Javier Banderas (fratello dell’attore Antonio). Oggi in programma ancora due regate a bastone invece della prova costiera prevista. COPPA AMERICA (r.ra.) A Plymouth dove si sta disputando la seconda tappa dell’America’s Cup World Series, Artemis (Hutchinson) è il primo dei semifinalisti del Match Racing Championship. Oggi altre regate di qualificazione nelle quali i restanti 8 team si sfideranno in una serie di scontri diretti per assicurarsi il passaggio del turno.

Il nostro collega Diego Antonelli è stato colpito da un gravissimo lutto. Ieri è deceduto al Policlinico di Milano il padre Vincenzo, aveva 85 anni. I funerali si svolgeranno domani nella Parrocchia dei SS. Silvestro e Martino in via Maffei 29 a Milano. Per l’orario telefonare allo 02 32867. In questo difficile momento, la famiglia della Gazzetta dello Sport è affettuosamente vicina a Diego e ai suoi cari.

La Direzione, le Redazioni e le Segreterie della Gazzetta dello Sport, di Sportweek e di Gazzetta.it partecipano con grande affetto al dolore del collega Diego e dei suoi familiari per la scomparsa del padre

Vincenzo Antonelli

MONDIALI (fe. pas.) Ieri a Roma sono state presentate le medaglie dei Mondiali di Catania (8-16 ottobre) e la copertura Rai (oltre 3 ore al giorno di diretta su Rai Sport 2). Il segretario del Coni Pagnozzi ha sottolineato l’importanza di questo evento che vale come prova di qualificazione olimpica. Il presidente federale Scarso si è soffermato sull’aspetto tecnico: obiettivo minimo 7 medaglie.

Sci alpino SUSANNE RIESCH KO Susanne Riesch, sorella minore di Maria vincitrice della Coppa del Mondo 2010-2011, si è infortunata gravemente a un ginocchio durante un allenamento di discesa in Cile.

Vela EXTREME (r.ra.) Dopo la seconda giornata dell’Extreme Sailing Series di Trapani Alinghi è sempre in testa. Ottima giornata per Luna Rossa che, grazie a due vittorie di giornata, balza al secondo posto davanti a The Wave Muscat. 8˚ l’altro team italiano Niceforyou .

Tutta RCS Sport, colpita dal grande vuoto lasciato dalla scomparsa di

Vincenzo Antonelli si stringe al collega ed amico Diego ed alla sua famiglia in questo momento di dolore per la perdita del padre. - Milano, 15 settembre 2011.

- Milano, 15 settembre 2011. Partecipano al lutto: – Carlo Verdelli. – Sergio Gavardi. – Edgardo Signati. – Lodovico Maradei. – Rita Redaelli. – Guido Bruschi. Caro Diego ci stringiamo a te in questo momento di forte dolore per la perdita del papà

Vincenzo Il Direttore Andrea Monti, i Vicedirettori Gianni Valenti, Franco Arturi, Stefano Cazzetta, Ruggiero Palombo, Umberto Zapelloni e il Segretario di Redazione Daniele Redaelli. - Milano, 15 settembre 2011. Caro Diego, ci stringiamo forte a te per la scomparsa di tuo papà

Vincenzo Ale, Antonello, Chicca, Erminio, Lorenzo, Luca, Nino, Pier e Vito. - Milano, 15 settembre 2011 Partecipa al lutto: – Nicola Cecere. Matteo, Paolo, Marco, Claudio, Guido, Nino, Maurizio, Stefania, Stefano, Davide, Valerio, Max, Giusto, Jacopo, Claudio, Riccardo, Livia, Pierluigi, Massimo, Nicola e tutti i collaboratori di Gazzetta.it sono affettuosamente vicini a Diego e alla sua famiglia in questo momento di grande sofferenza per la morte del papà

Vincenzo - Milano, 15 settembre 2011. La RCS Quotidiani e la RCS Digital partecipano al lutto del collega Diego per la scomparsa del padre signor

Vincenzo Antonelli - Milano, 16 settembre 2011. I colleghi di Gazzetta TV si stringono affettuosamente a Diego Antonelli per la scomparsa del papà

Vincenzo - Milano, 15 settembre 2011.

Caro Diego ti abbraccio e ti sono vicino in questo momento di dolore per la scomparsa del tuo papà

Vincenzo Giorgio. - Milano, 15 settembre 2011. Giacomo Catano, Michele Acquarone, Sergio Abate, Fabio Napoli, Giovanni Nipoti, Gaetano de Blasio di Palizzi, Mattia Gastaldo, Piergiovanni Sciascia, Andrea Tosi, Paolo Ortolina, Marco Tamburlini, Marco Spadafora, Fabio Canese, Stefano Businaro, Alessandro Ghiotto, Paolo Bordini e Mariangela Calbi si uniscono al dolore dell'amico Diego per salutare il papà

Vincenzo Antonelli - Milano, 15 settembre 2011. Alberto e Gaetano abbracciano con tanto affetto Diego partecipando al dolore della famiglia per la scomparsa di

Vincenzo Antonelli - Milano, 15 settembre 2011. La Fondazione Riccardo Cassin si unisce al dolore di Rossana e di tutti gli amici nel ricordo di

Walter Bonatti autore di storiche imprese alpinistiche e grande scrittore. - Lecco, 15 settembre 2011. Daniela e Guido Cassin piangono con Rossana il carissimo e indimenticabile amico

Walter - Lecco, 15 settembre 2011. Sandro e Zeza Filippini, Marco Pastonesi e Daniele Redaelli ricordano con ammirazione l'amico

Walter e sono affettuosamente vicini a Rossana. - Milano, 15 settembre 2011.

Walter Bonatti Tutta l'Associazione delle Medaglie d'Oro al Valore Atletico vuole salutare un grande campione ma soprattutto una persona che ha scritto la storia dello sport italiano diventando un vero e proprio esempio per le generazioni di ieri di oggi e di domani.- L'Associazione delle Medaglie d'Oro al Valore Atletico. - Roma, 15 settembre 2011.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 16 SETTEMBRE 2011

GAZZA MONEY

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LA GUIDA AI RISPARMI ECCO I TITOLI DI STATO A DIECI ANNI CHE RENDONO DI PIÙ

ilrisparmiatore

I NUMERI

1.911 I miliardi È di 1.911,807 miliardi il record del debito dell’Italia a luglio: oltre dieci miliardi in più rispetto a giugno (dati Bankitalia)

DI FRANCESCO CARLÀ*

A certe condizioni le Borse restano una buona scelta

68%

FONTE: BLOOMBERG

Contro la crisi Paesi emergenti: rischio calcolato L’Europa in difficoltà spaventa i piccoli investitori Gli esperti: «Alti interessi da Cina, India o Brasile» ANTONELLA BERSANI

La Grecia fallirà? E con lo spread (il differenziale con i titoli di Stato tedeschi) a 400 punti l’Italia che fine farà? Travolti dalle notizie di questi giorni sulla crisi finanziaria dell’Eurozona ci si dimentica spesso che esistono nella Ue e fuori, Paesi tripla AAA, ovvero di sicura solvibilità, sui quali si può ancora investire. Facciamo qualche esempio: la moneta di Norvegia, Canada e Svezia potrebbe rivalutarsi e anche se i rendimenti offerti dai titoli di Stato di questi Paesi sono piuttosto bassi, potrebbe comunque risultare conveniente averli in portafoglio. E se invece si vuole puntare su interessi più sostanziosi, allora si può guardare alle obbligazioni dei governi francese, olandese e austriaco. I consigli «Di fronte a speculazioni di queste dimensioni, le valutazioni sui Paesi dell’Eurozona devono sempre essere

caute», commenta Claudio Basso, gestore multimanager di Azimut. «Il mio consiglio — spiega — è infatti di allargare gli orizzonti, puntando su quei Paesi emergenti ancora poco valorizzati dagli investitori come Cina, India, Brasile, Messico e l’Asia in generale». Fuga dall’Europa a ogni costo? «È pur vero che Norvegia e Svezia non hanno adottato l’euro e quindi non risentono dei suoi contraccolpi, ma insieme non fanno l’1% del Pil mondiale, mentre i Paesi emergenti ne rappresentano ormai un terzo». Guardiamo i rendimenti. Proprio perché emessi da Paesi sicuri, i titoli di stato decennali di Svezia, Norvegia e Canada garantiscono rispettivamente un guadagno dell’1,74, del 2,19 e del 2,18 per cento. Quelli tedeschi offrono l’1,78 per cento. E per salire oltre il 3 per cento di rendita bisogna spostarsi sui titoli francesi, olandesi e austriaci. Nuovi orizzonti «Ma siamo sicuri che in caso di crisi dell’euro

I consigli: «Per ora lasciate stare le azioni, meglio le obbligazioni legate alle valute» «Monete soggette a troppa volatilità? Sì, ma il problema riguarda anche i titoli europei» questi Paesi ne uscirebbero immuni?» si chiede Paolo Sassetti, consulente finanziario indipendente. «Oggi infatti — continua l’esperto — la situazione finanziaria internazionale è molto complessa: l’asteroide Grecia sta per abbattersi sull’Europa perché le possibilità di salvarla dal fallimento sono molto basse e la crisi azionaria non risparmia neppure gli Usa, dove si teme un’altra ondata di ribassi. In questo momento, io sconsiglio investi-

menti in azioni, sulle obbligazioni ho molti punti interrogativi, e l’unica valuta su cui punterei è lo yuan (renminbi) cinese, ma non è scambiata liberamente sul mercato». Il mercato cinese Esistono però

alcune obbligazioni collegate a questa moneta, su cui Azimut si sta già muovendo: «La Cina rappresenta oggi il 10 per cento del Pil mondiale, ma il governo cinese solo da poco ha creato un mercato di obbligazioni in renminbi accessibile agli investitori esteri. È un mercato ancora piccolo, ma con enormi potenzialità — aggiunge ancora Basso —. È questo un modo per esplorare un’area finanziaria in crescita, nell’attesa che anche la moneta si apra ai mercati». Chi investe, vuole guadagni. Ma così facendo continua anche a finanziare la ricchezza di Paesi in crescita, lasciando l’Europa al suo destino. Giusto? Anche gli Stati emergenti infatti non sono esenti da rischi: «Ciò che li caratterizza è l’estrema volatilità delle valute — conclude Basso —, ma questa crisi ci ha dimostrato che la volatilità elevata c’è ormai anche sui titoli di Stato europei». Quindi, tra prospettive di crescita e di rendimenti, si fa una scelta. I tassi di rendimento decennali dei titoli di stato brasiliani sono all’11,51 per cento, la Turchia mette sul piatto l’8.89 per cento e l’India è arrivata all’8,34 «con un rapporto tra debito e Pil che non è del 120 per cento come in Italia, ma si assesta al cinquanta». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Perdite in Borsa È del 68% il valore delle perdite della Borsa Italiana dalla fine del 2007. Da febbraio 2011 perde ancora circa il 40%, per la gran parte negli ultimi due mesi

120

I miliardi Il totale dei titoli di Stato italiani a breve, media e lunga scadenza attesi in asta tra settembre e dicembre è di circa 120 miliardi

In Italia quest’estate è successa una cosa epocale. La fiducia nei titoli di Stato si è seriamente incrinata. Nel frattempo, la casa e i mattoni non se la passano molto meglio. Questo almeno dal 2008. E nonostante una certa crescita dell’inflazione. Dopo essersi lamentati per anni dei bassi rendimenti offerti dai Bot e dai Btp, in agosto gli italiani hanno scoperto che c’è anche di peggio degli scarsi interessi sui propri risparmi: esiste una parola sconosciuta e minacciosa: default. Traduzione veloce: l���Italia potrebbe trovarsi in difficoltà con gli interessi da pagare e i capitali da restituire. Ma da noi può succedere davvero, quello che sta accadendo alla Grecia e che in passato è successo all’Argentina? È proprio questo dubbio che fa venire voglia di diversificazione. Un’altra parola finanziaria per dire «non mettete tutte le uova nello stesso paniere» cioè: nel dubbio meglio avere anche altre forme d’investimento nel proprio portafoglio. Quali saranno allora le scelte degli italiani? Potranno continuare a restare insensibili alle forme d’investimento, Etf ed azioni, che offrono un contatto diretto con la proprietà e permettono di scegliere settori e business di valore in qualsiasi parte del mondo, monitorare il management, premiare i virtuosi e punire gli indebitati oltre ragione? Un Etf, per esempio, è quello dell’oro di cui abbiamo parlato qui come bene rifugio. Quando si tratta di azioni, invece, è bene ricordare tre regole che ho sottolineato molte volte in queste stesse pagine. La prima: non usate mai in Borsa soldi che vi servono per vivere o che volete usare per altri scopi. Questo perché i titoli azionari possono fluttuare anche in modo deciso a breve termine. È importante quindi scegliere azioni di business a bassa volatilità. La seconda: investite solo in quello che capite e conoscete bene. Vuol dire che farsi attrarre da investimenti azionari in settori, o su aziende, che non capite e su cui non avete alcuna valida informazione non è una buona idea. La terza: imparare ad investire è molto semplice. Basta essere correttamente informati da chi è strutturalmente indipendente, cioè solo chi guadagna se guadagnate voi, non chi guadagna anche quando voi perdete. E da chi non deve vendervi nessun tipo di prodotti finanziari. * economista, presidente di www.finanzaworld.it


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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ALTRI MONDI

Il fatto del giorno DI GIORGIO DELL'ARTI gda@gazzetta.it

_crisi di sistema

Non ci perde l’Italia se chiude quella fabbrica di autobus? Fiat non la vuole più: perderanno il lavoro in molti. Ma l’intervento dello Stato stavolta avrebbe un senso: le città soffocano, nessuno compra più pullman Ieri la questione su quale fosse il fatto del giorno ha impegnato più del solito il vertice di Gazzetta. Le ulteriori mirabilie telefoniche del nostro presidente del Consiglio? Le guerre greco-tedesche della crisi universale nella quale siamo immersi? Fatta una rapida statistica ci siamo resi conto che da un paio di mesi, magari a giorni alterni, non parliamo d’altro, unica variante essendo qualche volta i tormenti della Lega, qualche altra la guerra in Libia. Dalla discussione è, però, emerso un punto centrale: tutta la difficoltà nella quale siamo immersi, le cosiddette cattive notizie con cui siamo obbligati a rattristare il lettore, hanno poi un punto d’arrivo concretissimo e del quale confessiamo di parlare e di aver parlato troppo. Si tratta del lavoro delle persone, della loro speranza di tirare avanti nonostante tutto. Questa considerazione ci ha fatto improvvisamente vedere (ammettiamo che spesso siamo ciechi) il caso di un’altra fabbrica che sta chiudendo, una fabbrica che si trova al Sud e che costruisce macchine essenziali alla qualità della nostra vita.

1Di che fabbrica si tratta? Della Irisbus in Valle Ufita. La Valle Ufita si trova nella Campania meridionale: 681 dipendenti e, naturalmente, un indotto importante, che potremmo valutare in 10-15 mila persone. Appartiene alla Iveco, cioè alla Fiat. Costruisce autobus. Marchionne la voleva ven-

dal traffico e pagano un costo altissimo in inquinamento. Lei sa che a me non piacciono gli interventi pubblici, eppure questo è uno dei rari casi in cui i capitali dello Stato avrebbero un senso. Un senso strategico, voglio dire, come quando si tratta di investire sulla rete autostradale o su quella telefonica, infrastrutture che è assurdo lasciare ai privati. La crisi non può sfilacciare il nostro tessuto industriale, una realtà che non hanno né in Spagna né in Inghilterra e che è l’unica speranza di uscir vivi dalla tempesta in cui siamo immersi.

4 I sindacati che dicono?

Gli operai dell’Irisbus di Valle Ufita (Av) protestano contro la chiusura dello stabilimento ANSA

4

Il NUMERO

681

I tagli Sono 681 i dipendenti, tra operai ed impiegati, che rischiano il posto di lavoro se le lo stabilimento Irisbus di Valle Ufita — come annunciato da Fiat Industrial — venisse chiuso

dere, ma l’unico che s’era presentato per comprare alla fine ha rinunciato.

2 Chi è? Un concessionario che si chiama Massimo Di Risio. Costui ha messo gli occhi su Termini Imerese, in Sicilia, l’altra fabbrica che nei disegni Fiat deve uscire dalla produzione, cioè essere chiusa o essere venduta. Di Risio è più interessato a Termini Imerese, dove sono previsti anche degli aiuti pubblici, che alla Irisbus, dove per ora, da parte dello Stato, non c’è niente. L’altro giorno ha comunicato a Marchionne la sua rinuncia. La conclusione di Marchionne, consegnata a un comunicato di Fiat Industrial, è stata: «Di fronte all’impossibilità di portare a termine l’unica iniziativa imprenditoriale che assicurava continuità al sito, l’azienda sarà costretta suo malgrado ad avviare le procedure per cessare l’attività del-

lo stabilimento». Di Risio, con la sua Dr, pensava di usare i pianali dello stabilimento per entrare nel settore dei veicoli commerciali, un segmento che in Italia vale 200 mila vetture all’anno. Per un piccolo marchio sarebbe stato un salto di qualità. Il problema è che gli autobus in Italia non li compra nessuno.

3 Dovrebbero comprarli i comuni.

I calcoli su quanto perdono i comuni dopo i tagli decisi dalla manovra sono questi: meno 450 milioni Roma, meno 283-293 Milano, meno 236 Napoli, meno 200 Torino, meno 127 Palermo, meno 110 Genova, meno 88 Venezia, meno 82 Bologna e Firenze. Conclusione: i comuni non hanno soldi. Pure, una politica degli autobus, e possibilmente degli autobus ecologici, sarebbe a questo punto essenziale per le città. Le città sono soffocate

Bonanni (Cisl) vuole che il governo convochi un tavolo (dovrebbe esserci un incontro mercoledì prossimo), la Camusso (Cgil) protesta perché, oltre ai posti di lavoro, c’è in gioco anche «la possibilità che l’Italia realizzi scelte politiche a favore del trasporto pubblico», Bersani ha sottolineato che con il piano Fabbrica Italia la Fiat ha finora chiuso tre stabilimenti. Dichiarazioni anche di parte, ma che spiccano inevitabilmente nel silenzio delle altre forze politiche. Marchionne personalmente per ora non dice niente. È in America a trattare con il sindacato Chrysler, dato che i lavoratori chiedono di rivedere il sistema delle paghe concepito nel 2009 per salvare l’azienda e che aveva portato al dimezzamento dei salari (adesso vogliono la compartecipazione agli utili e un aumento di due dollari l’ora per i neoassunti, che stavano a 14 dollari contro i 28 dei più anziani).

A

IL PIANO AIUTI ALL’UE

CRESCITA A PICCO

Dalle banche centrali soldi a valanga Borse sprint

S

Le banche centrali scendono in campo per soccorrere il sistema bancario, in panne per la crisi finanziaria europea. Con la prima vera iniziativa comune anti-crisi. Bce, Banca nazionale svizzera, Banca d’Inghilterra, Banca del Giappone e Federal Reserve si sono accordate per fornire liquidità in dollari, in occasione di operazioni a tre mesi, con tasso fisso e importo illimitato. Nello specifico, la Bce e le altre banche centrali puntano ad alleviare l’acuta mancanza di dollari dal mercato, con le banche americane che non li prestano perché temono una sovraesposizione delle concorrenti europee alla crisi greca.

Confindustria taglia il Pil Confindustria taglia ancora le stime di crescita economica per L’Italia. Secondo gli Industriali (nella foto Emma Marcegaglia), il Pil si attesterà allo 0,7% nel 2011 per poi crollare al +0,2% nel 2012. Sull’anno prossimo «incidono gli effetti di tre manovre per complessivi 38,4 miliardi». L’inflazione, invece, salirà al 2,7% e la pressione fiscale toccherà nel 2012 il livello record del 44,1%. La situazione ha già provocato un ristagno dei consumi: quest’anno cresciuti solo dello 0,7%. Nei fatti il livello di benessere pro capite è lo stesso del 1999

L’effetto sui mercati L’annuncio ha immediatamente risollevato il morale delle Borse, in particolare quello dei titoli bancari, sotto attacco da settimane. Piazza Affari ha toccato il 4% per poi chiudere al 3,55%. Sopra al 3% anche Francoforte, Parigi e Madrid. L’euro, invece, è tornato sopra quota 1,38 a 1,3870 dollari, mentre gli spread (i differenziali) si sono ristretti, con i Btp decennali italiani distanti 362 punti base rispetto ai Bund tedeschi. E per scongiurare gli effetti di un crac della Grecia arriva un nuovo appello del presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, all’Ue: «Applicare rapidamente e pienamente le decisioni prese finora», ha detto alla vigilia dell’Ecofin che dovrà sciogliere definitivamente i nodi sul salvataggio della Grecia. s.an.

5 Se questa fabbrica di autobus se la comprassero i cinesi?

I cinesi, per comprare in Europa, vogliono mano libera sui loro commerci da noi. Niente barriere, niente golden share. Gli vendiamo la Irisbus e quelli come niente si prendono anche le Assicurazioni Generali.

Il presidente Bce, Trichet ANSA


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ALTRI MONDI

AL SALONE DI FRANCOFORTE

La Merkel da Elkann allo stand della Fiat Angela Merkel fa visita a John Elkann. Ieri il cancelliere tedesco ha incontrato il presidente della Fiat allo stand del Lingotto

I pm di Bari: «L’attrice rifiutò di prostituirsi» Con Tarantini altri sette indagati, c’è la Began DAVIDE ROMANI

Cercava il top Giampaolo Tarantini per soddisfare Berlusconi. Soprattutto quando il premier chiedeva all’imprenditore pugliese: «Chi mi porti stasera?». Prometteva addirittura la conduzione del Festival di Sanremo in cambio di una notte di fuoco con il presidente del Consiglio. Così ha fatto con Manuela Arcuri. In cambio l’inquilino di Palazzo Chigi avrebbe messo «una buona parola» per consentire alla showgirl di approdare all’Ariston. Proposta che la Arcuri, come sostenuto dai pm, rifiutò. Il «capitolo Arcuri» è una delle cose emerse dalla chiusura dell’inchiesta della procura di Bari relativa al presunto giro di escort gestito dall’imprenditore barese indagato insieme ad altre 7 persone tra cui Salvatore Castellaneta, Pierluigi Faraone e Massimiliano Verdoscia, ai quali è contestato insieme a Tarantini il reato di associazione per delinquere. In tutto sono almeno trenta le ragazze, di cui quattro non identificate, portate da Tarantini nelle residenze del premier, buona parte delle quali si sono intrattenute con Silvio Berlusconi. Tre sono invece le ragazze iscritte nel registro: oltre alla Began, figurano Francesca Lana e Letizia Filippi. Tarantini, secondo i pm, mirava a «consolidare il rapporto con Berlusconi, ottenere, per il suo tramite, incarichi istituzionali e allacciare rapporti di tipo affaristico con i vertici della Protezione civile, di Finmeccanica spa, di società a quest’ultima collegate (Sel Proc, Selex Sistemi integrati Spa e Seicos Spa), di Infratelitalia spa e altre società». Per questa finalità contribuiva al «funzionamento del meccanismo criminoso» partecipando all’organizzazione delle serate nelle residenze del premier» e «provvedendo alla ricerca e alla selezione delle prostitute».

In alto Manuela Arcuri, 34 anni, che ha rifiutato di prostituirsi con il premier; sopra Sabina Began, 37 anni, detta «L’ape regina» ANSA/OLYCOM Standard di selezione Nella sele-

zione delle dame di compagnia emerge dalle carte che Tarantini seguisse un cliché predefinito: giovani e di corporatura esile. E poi si premurava di istruirle sull’abbigliamento da indossare e sul comportamento da tenere con il Cavaliere. Silvio Berlusconi ha affidato a cinque pagine la sua risposta all’inchiesta che Niccolò Ghedini allega alla memoria inviata ai pm di Napoli dove i legali del premier chiedono la trasmissione a Roma dell’inchiesta che ipotizza nei confronti di Valter Lavitola e

LaFoto

dei coniugi Tarantini il reato di estorsione ai danni di Berlusconi. Quanto all’audizione davanti ai pm, la difesa di Berlusconi ritiene che il premier vada interrogato non come persona informata dei fatti bensì come «indagato in procedimento collegato», con riferimento al caso Ruby in corso a Milano. Posizione che gli consentirebbe di avvalersi dell’assistenza del difensore e della facoltà di non rispondere. La Procura risponde che a Berlusconi non sarà chiesto di riferire sui fatti al centro dell’inchiesta milanese. © RIPRODUZIONE RISERVATA

E il gip chiede il rinvio a giudizio di Berlusconi Il gip di Milano Stefania Donadeo ha sollecitato il pm a formulare il rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi (nella foto Reuters) per concorso in rivelazione di segreto d’ufficio per la vicenda della fuga di notizie sull’intercettazione tra Giovanni Consorte e Piero Fassino ai tempi della tentata scalata di Unipol alla Bnl. Contestualmente il gip ha respinto la richiesta di archiviazione della procura di Milano. Il gip evidenzia come la reazione di Berlusconi quando gli viene offerta l’intercettazione illegale «non è di disapprovazione, bensì di compiacimento e di riconoscenza». Oltre al premier il gip ha disposto l’iscrizione nel registro degli indagati di Maurizio Belpietro, direttore di Libero, che all’epoca della fuga di notizie sull’intercettazione tra Piero Fassino e Giovanni Consorte era direttore de Il Giornale. Per la stessa vicenda era già stato rinviato a giudizio con rito ordinario Paolo Berlusconi, fratello del presidente del Consiglio. «E’ una decisione infondata» sbotta Niccolò Ghedini, legale del presidente del Consiglio mentre il portavoce del sindaco di Torino Piero Fassino sottolinea come «la decisione del gip di Milano, conferma che ai danni dell’onorevole è stata ordita una trappola al fine esclusivo di denigrare il leader del principale partito di opposizione». d.rom. © RIPRODUZIONE RISERVATA

dell’ambiente e dei consumi. Il fatto che sia venuta a vedere un costruttore italiano nel giorno in cui ha dato un chiaro segnale all’Europa dimostra la sua coerenza». Il presidente non si è soffermato sulla vicenda Opel limitandosi a un «non ci sono mai stati scontri».

d notizie Tascabili lafrase DEL GIORNO

«Se incontri Silvio avrai Sanremo» L’Arcuri disse no

CASO UNIPOL A MILANO

del Salone di Francoforte (nella foto Epa). «È un importante riconoscimento per il nostro gruppo e per l’industria italiana — ha commentato Elkann — siamo onorati e orgogliosi, abbiamo avuto la possibilità di farle vedere le cose concrete che il nostro gruppo ha fatto, in particolare sul fronte

La nave in mano ai pirati somali

Sos dalla Savina Caylin «Aiuto, stiamo male!» Una telefonata alla moglie per chiedere aiuto è arrivata ieri sera da Giuseppe Lubrano Lavadera, comandante della Savina Caylin, la petroliera nelle mani dei pirati somali dall’8 febbraio. «Stiamo male ha detto Lubrano — aiutateci ad uscire da questa cazzo di nave perché se non andremo via subito qualcuno non tornerà a casa. Ormai ci tengono tutti legati in un angolo della nave e non mangiamo neanche tutti i giorni. Viviamo momenti di ansia e tensione ogni volta che un elicottero ci sorvola, i pirati si innervosiscono e mitra alla mano ci costringono a stare immobili. Aiutateci!».

ESAURITO MANDATO DI QUESTO GOVERNO «Berlusconi ha esaurito il mandato, nel Evaso Pelle della cosca di San Luca futuro della Boss della ’ndrangheta Lega ci sarà una corsa va via indisturbato solitaria. dall’ospedale di Locri Stiamo cercando di limitare i danni però penso che la strada della Lega ritornerà a passare da Nord. Ci abbiamo provato con destra, sinistra, secessione, federalismo, con la Il boss Antonio Pelle in una foto del 2008 ANSA devolution» MATTEO SALVINI LEGA NORD

Evasione eccellente mercoledì dall’ospedale di Locri. La fuga è riuscita ad Antonio Pelle, 49 anni, detto Vancheddu o la Mamma, esponente di spicco della cosca omonima di San Luca. Pelle, che aveva ottenuto i domiciliari, con la scusa di essere affetto da una grave forma di anoressia, era stato ricoverato 5 giorni fa dopo un malore improvviso. Stava scontando la condanna in via definitiva a dieci anni per coltivazione di canapa indiana e in primo grado a 13 anni per l'inchiesta Fehida, sugli scontri tra le famiglie Pelle-Vottari e Nirta-Strangio culminati nella strage di Duisburg.

Nel progetto «Roma Cristiana»

Giardini del Papa aperti ai turisti: 12 euro a visita I giardini del Papa aprono ai turisti con le visite nei giardini vaticani con la collaborazione del Governatorato del piccolo Stato. Con dei «mini open bus» da 28 posti (a metano) i turisti possono, con audio-guida in italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco, i giardini dove i Pontefici amano passeggiare. L’iniziativa, che fa parte del progetto «Roma Cristiana», si svolge tutte le mattine tranne il mercoledì (giorno di udienza generale del Papa in piazza San Pietro), domenica e nelle festività vaticane. Il costo è di 12 euro (più 3 per la prenotazione, 8+3 dai 7 ai 18 anni, gratuito da 0 a 6 anni).

I due leader acclamati a Tripoli

Sarkò e Cameron in Libia: «Cattureremo Gheddafi» Mentre i ribelli entravano a Sirte, a Tripoli ieri soffiavano venti di rinnovamento e di speranza, con la prima visita del presidente francese e del primo ministro inglese, nella Libia post-Colonnello. Nicolas Sarkozy e David Cameron sono stati accolti da un bagno di folla nella Capitale, dove hanno incontrato il presidente del Consiglio nazionale transitorio, Mustafa Abdel Jalil (insieme, nella foto Reuters). I due leader hanno promesso aiuti economici ai nuovi governanti, i quali si sono impegnati a sdebitarsi con contratti nei settori petrolifero e della ricostruzione

LOTTO

SUPERENALOTTO

NAZIONALE 12 46 74 25 45

LA COMBINAZIONE VINCENTE 6 19 30 45 52 89 Jolly: 7; Superstar: 80 Jackpot e 63.300.000 Punti 6: nessuno Punti 5+: nessuno Punti 5: 17 totalizzano: e 23.198,16 Punti 4: 1.438 totalizzano: e 274,24 Punti 3: 54.193 totalizzano: e 14,55 QUOTE SUPERSTAR Punti 4: 7 totalizzano: e 27.424 Punti 3: 198 totalizzano: e 1.455 Punti 2: 3.273 totalizzano: e 100 Punti 1: 19.768 totalizzano: e 10 Punti 0: 41.423 totalizzano: e 5 Montepremi di concorso e 2.629.124,71 10 e LOTTO Numeri vincenti

ESTRAZIONE DEL 15 SETTEMBRE

1 3 7 8 20 25 26 30 31 38 39 40 51 58 60 64 72 80 85 88

BARI

40 51 39

7 29

CAGLIARI

88 72 12

1 76

FIRENZE

7 8 77 17 56

GENOVA

25 31 6 89 33

MILANO

58 64 13 60 78

NAPOLI

20 60 38 28 84

PALERMO

26

ROMA

1 59 58 5

3 80 85 70 31

TORINO

30 85 63 6 70

VENEZIA

39 38 20 46 66


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ALTRI MONDI

Bighe, spade e centurioni riecco la gladiatore-mania Arriva a Roma Ben Hur Live, mega produzione con cavalli veri e navi E mentre in tv c’è Spartacus, sul grande schermo debutta The Eagle ELISABETTA ESPOSITO

Probabilmente è il fascino della battaglia all’ultimo sangue, delle spade, delle ferite, della conquista costi quel che costi. Magari c’è anche una certa nostalgica attrazione verso chi si immola per valori che vanno al di là del proprio orticello. Sta di fatto che siamo - di nuovo - alle prese con la gladiatore-mania. Nel cinema l’antica Roma ha sempre funzionato bene: il primo Quo Vadis? è del 1912 ed ha dato origine ai cosiddetti kolossal, poi una sfilza di film cult che recentemente ha raggiunto l’apice con Il Gladiatore, anno 2000. Adesso però c’è una nuova ondata di centurioni e bighe. Esce oggi nelle sale The Eagle, film diretto dal premio Oscar Kevin Macdonald (L’ultimo re di Scozia, State of Play) sulle imprese di un soldato romano oltre il Vallo di Adriano. E mentre ieri al Colosseo giravano le scene clou di Benur, pellicola italiana di Massimo Andrei in cui i centurioni sono quelli che ogni giorno si fanno fotografare con i turisti, alla Nuova Fiera di Roma veniva presentato Ben Hur Live, mega produzione che prova a far respirare da vicino, anzi vicinissimo, l’atmosfera delle legioni. Gladiatori in carne e ossa Lo show diretto da Philip McKinley (lo stesso del Mago di Oz e del costosissimo Spiderman di Broadway), con le musiche dell’ex Police Stewart Copeland, arriva in Italia (la premiere è il 29 settembre) dopo

La corsa delle bighe in Ben Hur Live, a destra in alto Channing Tatum in The Eagle, sotto il protagonista di Spartacus Andy Whitfield, tragicamente scomparso pochi giorni fa ANSA

aver ricevuto applausi in mezzo mondo. Dentro c’è di tutto: combattimenti con le spade («Vere!» precisa il regista), battaglie tra due gigantesche navi, balli, canti, una scena (quella del mercato) con duecento persone coinvolte. E ovviamente la storica corsa delle bighe. Quella del film con Charlton Heston è tra le sequenze più famose del cinema di sempre, ma veder volare quattro quadrighe, quindi sedici cavalli, sotto il proprio naso toglie davvero il fiato. Perché di fatto non c’è un palco ma un’arena e quello che ne vien fuori è un’opera assolutamente diversa da quello che finora si è visto in qualunque teatro. Un

Dal 29 settembre lo show diretto da McKinley con le musiche dell’ex Police Copeland mix tra musical e cinema, con un tocco circense e una potenza rock che riesce a travolgere. E se il gladiatore piace, il gladiatore che si tocca non può che esaltare grandi e piccoli. A proposito di gladiatori, la voce narrante sarà quella di Luca Ward, attore e doppiatore di Russell Crowe, gladiatore per eccellenza: «Ogni volta che en-

tro al bar per un caffè mi dicono: "Dotto’, ce fa la frase?" e io parto: al mio segnale, scatenate l’inferno!». Applausi in sala. Che poi quel Gladiatore lì, quello di Ridley Scott, ha lanciato anche il genere cruento-erotico nella Roma antica che è stato poi ripreso, e estremizzato, in 300 e che ha fatto la fortuna della serie tv trasmessa in Italia da Sky Spartacus, che ha avuto tanto di prequel. E non è un caso che sangue e sesso siano ormai alla base di quasi tutte le saghe storiche della tv, dai Tudors ai Borgia. Ma questo è il momento dei centurioni romani. Godiamocelo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Quel Mondiale del ’42 sembra un docu-film Però è un’invenzione Immagini color seppia, reperti d’epoca, interviste: così un racconto di Soriano è diventato (quasi) realtà

Dunque, si parte con la riscoperta di uno scheletro «avvinghiato» a una vecchia cinepresa. E si finisce per scoprire che quella cinepresa ha filmato un Mondiale che non è registrato negli archivi e nella memoria collettiva. Un Mondiale giocato in tempo di guerra, e organizzato da un conte, mecenate e sognatore, che con il calcio voleva far dimenticare e magari porre fine alla guerra. Guarda caso il conte si chiama Otz, più o meno come il mago. La sede? Lontano dagli spari. Alla fine del mondo, come amano definire argentini e cileni la Patagonia. Ce lo fa scoprire un bellissimo docu-film girato dai registi Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni, presentato alla Mostra del cinema di Venezia nella sezione «Giornata degli Autori» e

A

A MILANO E ROMA

S Giornata degli autori «Il Mundial dimenticato» (sopra la locandina) dopo la presentazione alle «Giornate degli autori» a Venezia è in sala oggi a Roma e Milano

che esce oggi sia a Milano che a Roma nelle rassegne dedicate alla competizione del Lido. Titolo: Il Mundial dimenticato. E il sottotitolo: «L’incredibile storia dei mondiali di Patagonia 1942». Sinossi «Grazie a lunghi anni di paziente lavoro, muovendosi in una zona d’ombra della storia del calcio, il film racconta le vicende di un mondiale mai riconosciuto dagli organi ufficiali di Sport, senza che se ne conoscesse il vincitore». Non lo sveliamo, però possiamo dirvi che l’Italia detentrice porta la coppa Rimet in Argentina e arriva in semifinale con la nazi-Germania. Tutto vero? Beh, ci sono i testimoni. Ci sono grandi campioni che riferiscono degli incontri con vecchi testimoni, come Roberto Baggio, frequentatore dell’Argentina per via della caccia, o Gary Lineker. Ci sono i filmati, rarissimi, di re-

A sinistra tre giocatori dell’Italia al mondiale del ’42; a destra la Coppa Rimet

pertorio. C’è il giornalista investigativo, l’argentino Sergio Levinski, che ci accompagna nella storia. Ci sono i protagonisti che raccontano. Come Attilio Battilocchi, difensore vecchio stile che «io l’area avversaria la vedevo col binocolo». Ci sarebbe da crederci, ma è tutto inventato, ispirato da un racconto di quel genio innamorato del calcio che è stato lo scrittore Osvaldo Soriano. La beffa Però qualcuno ci è ca-

scato, scrivendo la recensione come se quel Mondiale fosse esistito davvero, tradito dal color seppia, dai reperti d’archivio, dalla perfezione delle pellicole rovinate dal tempo, persino da un Joao Havelange, vecchio presidente Fifa, possibilista. Soltanto che è dura «bere» la storia di una sfida arbitrata dal figlio di Butch Cassidy (che, ricordate, si rifugiò in Patagonia) con tanto di cintura e

pistola per mantenere l’ordine. O squadre come la Real Patagonia formata da circensi, o quella degli indigeni Mapuche, fuoriclasse meglio di Pelè. Il produttore Daniele Mazzocca, che si è divertito a mandare comunicati inverosimili (e lo stesso ha fatto il co produttore argentino Andrea Nocella), lo ammette: «A qualcuno ho dovuto spiegarlo, per evitare che uscisse con un articolo che lo avrebbe fatto cadere nel ridicolo. Ma questo vuol dire che il film funziona». Eccome: un documentario che è una commedia e un sogno, dove fuoriesce soprattutto un amore sviscerato per il pallone. Garzella e Macelloni sono bravi a trattare questioni di calcio. Hanno girato loro Rimet: l’incredibile storia della coppa del Mondo». Che poi è la storia del furto, dove tutto è vero ma a tratti più incredibile del Mundial dimenticato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

STOP A «PARLA CON ME»

GLI ALTRI MUSICAL

S Mamma Mia! Dal 13 ottobre arriva al Teatro Brancaccio di Roma «Mamma Mia!», il musical sulle note degli Abba nella bella traduzione di Stefano d’Orazio. Protagonista sarà ancora Chiara Noschese

S

IN USCITA «IL MUNDIAL DIMENTICATO» PRESENTATO A VENEZIA

FABIO BIANCHI MILANO

A

Peter Pan Debutta il 23 settembre all’Arena di Verona «Peter Pan il musical», diretto da Maurizio Colombi con Manuel Frattini. Colonna sonora le note dello storico «Sono Solo Canzonette» di Bennato

Rai, cda diviso Salta accordo con la Dandini Salta l’accordo per «Parla con me» di Serena Dandini. Dopo l’apertura della Fandango, società che produce la trasmissione e che aveva accettato un taglio del 5% rispetto ai compensi del 2010, il consiglio di amministrazione della Rai ha bocciato la proposta di contratto, portata dal direttore generale Lorenza Lei. Cinque i voti contrari, i consiglieri dell’area di maggioranza, quattro a favore, i tre dell’opposizione e il presidente Paolo Garimberti che commenta così la decisione: «È incomprensibile e mi rammarico che il consiglio si sia spaccato come non accadeva da mesi». Decisione che la Fandango ha definito «politica» riservandosi la possibilità di percorrere altre vie. La7? «Vedremo». Anche Serena Dandini commenta con amarezza la scelta: «Mi hanno accusata di essere avida, di volere troppi autori, e pezzo a pezzo abbiamo smontato ogni pretesto, ora il re è nudo e tutti hanno capito perché non andiamo in onda». La Dandini ha quindi sottolineato: «mi dispiace per l’azienda che, mai come adesso, è sotto occupazione politica e per gli abbonati che ci hanno dimostrato affetto. E che ci ritroveranno presto altrove». Quindi la frecciata finale: «Visto che ho regalato alla Rai il format ideato da me, potrei almeno riavere il divano?». Esprime preoccupazione anche Paolo Ruffini, ex direttore di Rai3, passato a La7: «Decisione che desta sconcerto. Serena Dandini è uno dei personaggi più rilevanti e strategici del panorama televisivo italiano. I suoi programmi hanno caratte rizzato la storia della Rai» © RIPRODUZIONE RISERVATA.

LO SHOW DI RAI1

I migliori anni riparte oggi con Zucchero Torna questa sera lo show di Rai1 «I Migliori Anni». Alle 21,20 per dieci venerdì Carlo Conti farà rivivere le pagine più belle della storia italiana attraverso la musica, la tv, le curiosità, i volti amati e quelli dimenticati del nostro Paese. Tanti i super ospiti che parteciperanno: questa sera si comincia con Zucchero. Spazio poi a una delle attrici più celebri degli anni Ottanta, Jennifer Beals, la mitica Alex di «Flashdance». Con lei Michael Sembello che canterà «Maniac». Quindi Kim Carnes con «Bette Davis Eyes» e per tornare in Italia ecco ancora, tra gli altri, Emma, Peppino Di Capri e Michele Zarrillo.


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ALTRI MONDI Oroscopo

21/3 - 20/4

21/4 - 20/5

21/5 - 21/6

22/6 - 22/7

23/7 - 23/8

24/8 - 22/9

LE PAGELLE

Ariete 7

Toro 8

Gemelli 6+

Cancro 7+

Leone 5,5

Vergine 7,5

DI ANTONIO CAPITANI

Buone nuove rincuorano le finanze. Ma non impigritevi. Perché c'è tanto da fare. Più sul lavoro che suinamente, però. Pragmatismo vincente!

IL MIGLIORE La vostra buona fama aumenta. E vi rende super richiesti. La fortuna vi sponsorizza, in giro si fa un gran parlare delle vostre prodezze suine…

Potreste sentirvi sfigati. Perché nessuno v’aiuta e tutto è frutto del sudore dei vostri glutei. Ussignùr, state su: soli spaccate lo stesso!

Potete raggiungere, risolvere, ottenere, perché amici, sponsor e clienti vi lanciano gli assist giusti. Tutto è in bolla, pure il sudombelico.

Tutto vi stressa: dal lavoro alla famiglia alla casa. Ma voi resterete vivi. Conseguendo pure successi. L’amor dilata gli zebedei: non è aria.

Furbizia, grinta e colpi di terga vi fanno conseguire successoni. Anche nel lavoro. Il suino che c’è in voi se la spassa, i soldi confortano.

23/11 - 21/12

22/12 - 20/1

21/1 - 19/2

20/2 - 20/3

Sagittario 6-

Capricorno 7+

Acquario 6

Pesci 7+

Gli intralci non mancheranno, gli aiuti sì: dovrete cavarvela da soli, facendovi i glutei come forzieri. Sviluppi amorosi, avviluppi suini.

Giornata OK per viaggi e lavoro. E per assaporare un bel senso di libertà, anche mentale, oltre che fisica. I soldi arrivano, l’ormone è tosto.

Avete l’umore di un interista, oggi (anche se tifate altro). E siete piacevoli come un alluce valgo. State su e producete! L’amor conforta...

Viaggi, p.r. e colloqui sortiscono ottimi esiti. E il lavoro è un mix di attestati di stima e di vantaggi economici. Inventiva suina super.

23/9 - 22/10

23/10 - 22/11

Bilancia 6

Scorpione 5,5

Ci sono cose da trasformare e ribaltare. Evitate però le sfigoparanoie e fornicate un tantino, ché magari vi tranquillizza. Lavoro ni.

Guardate in faccia la realtà e, oltre che trarne le conseguenze, agite. Sudombelico schizoide, ora di buonumore, ora ingrugnito…

ANDREA PIRLO

Il centrocampista della Juventus è nato a Brescia il 19 maggio 1979. Ha giocato pure con Brescia, Inter, Reggina e Milan

alla Radio

TeleVisioni in chiaro RAITRE

8.00 TG 1 11.05 OCCHIO ALLA SPESA 12.00 LA PROVA DEL CUOCO 13.30 TELEGIORNALE 14.10 VERDETTO FINALE 15.15 LA VITA IN DIRETTA 17.00 TG 1 17.10 CHE TEMPO FA 18.50 L' EREDITÀ 20.00 TELEGIORNALE 20.30 SOLITI IGNOTI 21.10 I MIGLIORI ANNI Varietà 23.35 TV 7 0.35 L'APPUNTAMENTO SCRITTORI IN TV 1.05 TG 1 - NOTTE 1.45 SOTTOVOCE

7.00 CARTONI ANIMATI 10.30 TG2PUNTO.IT ESTATE 11.25 LA NOSTRA AMICA ROBBIE 12.10 LA NOSTRA AMICA ROBBIE 13.00 TG 2 14.00 ITALIA SUL DUE 16.15 GHOST WHISPERER 17.00 LIFE UNEXPECTED 18.15 TG 2 18.45 TELEFILM 20.30 TG2 21.05 SPECIALE L'ULTIMA PAROLA Attualità 23.10 TG 2 23.25 IL TULIPANO D'ORO 1.00 TG PARLAMENTO 1.10 ANNA WINTER 1.50 METEO 2

8.00 9.00 10.20 12.00 12.45 13.10 14.00 15.15 16.00 19.00 20.15

Film sul Digitale Terrestre

Lo Sport in chiaro, sul satellite e sul digitale terrestre

PREMIUM

IN DIRETTA

10.20

12.55

13.00 15.10 16.50

18.45 21.15 22.55

LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI PREMIUM CINEMA I COLORI DELLA VITTORIA PREMIUM CINEMA L'UOMO NELL'OMBRA PREMIUM CINEMA U-571 STEEL THE RESIDENT PREMIUM CINEMA LA MOGLIE DELL’ASTRONAUTA PREMIUM CINEMA ROBIN HOOD PREMIUM CINEMA I MERCENARI PREMIUM CINEMA BLADE STEEL

20.35 21.05 23.05 23.10 23.45

Serie B Sky Sport 1, Sky SuperCalcio e Sky Calcio 1

ATLETICA LEGGERA

BASEBALL 2.00

TEXAS RANGERS CLEVELAND INDIANS MLB ESPN America

Semifinale Europeo. Da Kaunas, Lituania Rai Sport 2

11.10

Da Lemont, Stati Uniti. Rai Sport 2

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BOLOGNA

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CIELO

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Deboli

CAMPOBASSO

17

29

Moderati

CATANIA

17

30

FIRENZE

18

29

Trento Aosta 16 26

Torino 18 27

17 28

Milano

Venezia

19 29

17 30

18

30

ROMA

NAPOLI

20

32

18 33

33

Nebbia

Agitati

Il sole oggi MILANO

ROMA

POTENZA

16

28

REGGIO CALABRIA

24

30

ROMA

18

32

TORINO

18

30

17

31

TRENTO

Sorge

Tramonta

Sorge

Tramonta

TRIESTE

7:02

19:32

6:50

19:18

22

31

VENEZIA

20

29

Serie A

15.00 CALCIO: FAN CLUB MILAN 15.30 CALCIO: FAN CLUB ROMA 16.00 CALCIO: FAN CLUB INTER 16.30 CALCIO: FAN CLUB LAZIO 17.00 CALCIO: FAN CLUB NAPOLI 17.30 CALCIO: FAN CLUB JUVENTUS

7.45

Coppa David Supertennis

17 29

MILANO

17

Coppa del Mondo. Dalla Nuova Zelanda

16.15 GOLF: THE KLM OPEN PGA European Tour

Silvia Toffanin, Paolo Ruffi ni, Gianluigi Paragone, Me lissa Satta (nella foto) ospiti di Alfonso Signorini.

Virgin Radio

SKY SPORT 3 9.00

9.00 Alfonso Signorini Show

15.50 Virgin Moto Race

CALCIO: INTER - TRABZONSPOR Champions League

12.00 CALCIO: DINAMO ZAGABRIA REAL MADRID

RUGBY: NUOVA ZELANDA TONGA Coppa del Mondo. Dalla Nuova Zelanda

14.00 CALCIO: CHELSEA MANCHESTER UTD

Ringo (nella foto) si collega con i giornalisti della Gaz zetta dello Sport in vista della MotoGP di Aragon.

Champions League

16.00 FOOTBALL: MISSISIPI STATE LSU TIGERS NCAA

Domani

Dopodomani

Aumento dell'instabilità in giornata su Val D'Aosta, Piemonte e poi sulla Lombardia in serata. Piogge e locali temporali in intensificazione nella notte. Sempre soleggiato e caldo al Nordest, Liguria, al Centrosud e sulle isole maggiori.

Forte perturbazione atlantica in arrivo al Nord e Toscana con estese piogge e temporali anche violenti. In serata peggiora anche su Romagna e regioni centrali con fenomeni temporaleschi. Venti di Libeccio sostenuti e crollo termico generale.

Ancona

28

PERUGIA

14.00 RUGBY: NUOVA ZELANDA GIAPPONE

10.30 CALCIO: JUVENTUS - PARMA

SKY SPORT 2

16.00 CILE ITALIA

Perugia

26

Mossi

SKY SPORT 1

Rmc

Champions League

Coppa David Supertennis

Firenze

15

Neve

4.05

Un viaggio musicale nel cuore dell’universo della musica elettronica. Pre senta Fabiola (nella foto).

19 32

21

28

12.00 SPAGNA FRANCIA

18 26

L'AQUILA

23

23.55 1.40 2.05

22.00 105 Club Nation

Bologna Genova

GENOVA

PALERMO

21.10

9.45 COFFEE BREAK 10.30 CHIAMATA D’EMERGENZA 11.05 G' DAY 11.35 RELIC HUNTER 12.30 CUOCHI E FIAMME 13.30 TG LA7 13.55 I TRE DELLA CROCE... 16.35 LA7 DOC 17.30 L’ISPETTORE BARNABY 19.30 G’ DAY 20.00 TG LA7 - OTTO E MEZZO 21.10 INSIEME PER CASO Film 23.30 TG LA7 23.40 MOVIE FLASH 23.45 THE CELL 1.40 MOVIE FLASH 1.45 OTTO E MEZZO

17 28

Molto forti

Calmi

13.50 15.35 18.55 19.35 20.30

Radio 105

19 29

Coperto

Temporali

13.00

TELEFILM FORNELLI D'ITALIA TG4 DETECTIVE IN CORSIA LA SIGNORA IN GIALLO FORUM THE MAJESTIC TG4 TEMPESTA D'AMORE WALKER TEXAS RANGER QUARTO GRADO Attualità FALSE VERITÀ TG4 NIGHT NEWS BISTURI, LA MAFIA BIANCA CASA VIANELLO

Aumento di nuvolosità di tipo stratificato al Nord e sulla Toscana, tuttavia il rischio di pioggia resterà nullo. Al più potranno innescarsi isolati piovaschi sull'arco alpino. Sempre sole incontrastato altrove con caldo ancora estivo. Trieste

Forti

MARI

6.50 10.50 11.30 12.00

Oggi

Rovesci

Pioggia

TENNIS

Seconda sessione prove libere Moto2. Dalla Spagna MP MotoGP

21.45 BMW CHAMPIONSCHIP

BARI

Coppa del Mondo. Dalla Nuova Zelanda Sky Sport 2 e Sky Mondiale

15.10 GP ARAGONA

GOLF

AOSTA

ARGENTINA ROMANIA

5.30

Seconda sessione prove libere classe Moto GP. Dalla Spagna MP MotoGP

Da Madrid, Spagna Eurosport

28

Eurosport 2

GP ARAGONA

14.10 GP ARAGONA

18.10 EUROPEO

21

11.45 WEST TIGERS WARRIORS

Seconda sessione prove libere classe 125. Dalla Spagna MP MotoGP

Da Madrid, Spagna Rai Sport 1

ANCONA

Coppa del Mondo. Dalla Nuova Zelanda Sky Sport 2 e Sky Mondiale

13.15 GP ARAGONA

17.30 EUROPEO

30

10.00 NUOVA ZELANDA GIAPPONE

Prima sessione prove libere classe Moto2. Dalla Spagna MP MotoGP

Da Madrid, Spagna Eurosport

CARTONI ANIMATI URBAN LEGENDS COOLER FACTS PARADISE LOST SPOSE EXTRALARGE STUDIO APERTO CARTONI ANIMATI BIG BANG THEORY CHUCK GLEE CARTONI ANIMATI STUDIO APERTO C.S.I. MIAMI COLORADO Varietà VITA SMERALDA GRAND PRIX PROVE SINTESI POKER1MANIA STUDIO APERTO

RUGBY

Prima sessione prove libere classe Moto GP. Dalla Spagna MP MotoGP

16.30 EUROPEO

18

3.20 3.40

10.10 GP ARAGONA

EQUITAZIONE

min max

0.30 2.30

Prima sessione prove libere classe 125. Dalla Spagna MP MotoGP

Da San Paolo, Brasile Eurosport

ALGHERO

6.50 9.55 10.25 10.55 11.55 12.25 13.40 15.00 15.35 16.30 17.25 18.30 19.25 21.10

GP ARAGONA

9.15

20.00 SNOOKER

Ieri

TG5 MATTINO CINQUE TG5 MATTINO CINQUE FORUM TG5 SOAP MATRIMONIO PER PAPÀ 2 POMERIGGIO CINQUE AVANTI UN ALTRO TG5 PAPERISSIMA SPRINT SANGUE CALDO Fiction MATRIX TG5 - NOTTE PAPERISSIMA SPRINT SQUADRA MED

MOTOCICLISMO

Da San Paolo, Brasile Eurosport 2

A CURA DI

Nuvolo

2.35

19.00 SNOOKER

GazzaMeteo

Legenda

23.30 1.30 2.00

BILIARDO

BASKET 16.30 SPAGNA - MACEDONIA

16.30 18.50 20.00 20.40 21.20

Semifinale Europeo. Da Kaunas, Lituania Rai Sport 2

20.00 MEETING DI BRUXELLES Diamond League. Memorial Van Damme Rai Sport 1

8.00 8.50 10.00 10.05 11.00 13.00 13.40 14.45

20.00 FRANCIA - RUSSIA

CALCIO 20.45 VERONA - PADOVA

RAI 150 ANNI I BASILISCHI COMINCIAMO BENE TG3 - RAI SPORT COMINCIAMO BENE LA STRADA PER LA... TGR - TG3 THE LOST WORLD COSE DELL'ALTRO GEO TG3 - TGR - BLOB SABRINA VITA DA STREGA UN POSTO AL SOLE GALANTUOMINI Film TG REGIONE TG3 LINEA NOTTE ESTATE BLU NOTTE MISTERI ITALIANI

ITALIA 1

LA 7

RAIDUE

8.20

CANALE 5

RETE 4

RAIUNO

22 29

L’Aquila 14 28

Campobasso

Bari

16 29

21 32

Napoli

Potenza

19 33

15 28

Cagliari

Catanzaro

19 29

18 31

Palermo

Reggio Calabria 21 32

20 31

Catania 22 30

Il sole domani MILANO

La luna ROMA

Sorge

Tramonta

Sorge

Tramonta

7:03

19:30

6:51

19:16

Nuova Primo quarto Piena Ultimo quarto

29 ago.

5 set.

12 set.

20 set.


VENERDÌ 16 SETTEMBRE 2011

LETTERE DITE LA VOSTRA INDIRIZZO Via Solferino, 28 20121 Milano Fax 02.62.82.79.17 Email: gol@rcs.it

A CURA DI FRANCO ARTURI

Barcellona-Milan? Come Alì-Foreman

Francesco Turbati Contropiede? Al Milan ne sono riusciti un paio in 94 minuti: mi sono ritrovato, durante la partita, a rimpiangere perfino il vecchio catenaccio con rare puntate in avanti. Il Milan non ha giocato a fare il contropiede, ha rinunciato - è stato costretto a rinunciare - al gioco. E’ un’altra cosa.

Un favore all’interista Egregio signor Arturi, mi potrebbe fare un favore? Può intervenire presso l'Inter e chiedere a Moratti (o a Gasparini, veda lei chi decide la formazione) di far accomodare ogni tanto in panchina (che poi non è poca cosa) Zanetti? Una volta si usava dire che non si voleva morire democristiani; ecco, questo rischio l'ho scampato, ma, pur avendo ancora una buona aspettativa di vita, l'idea di morire con il Nostro capitano che ancora scorrazza imperterrito sulle zolle del Meazza mi inquieta un po'. Grazie. Virgilio Morzenti (Tavernola Bergamasca)

Gentile Morzenti, scelgo la sua lettera che è la più divertente, e quindi lieve, fra le tante, anche lucide, sull’evidente crisi dell’Inter. Se si arriva fino a Zanetti-Garibaldi, significa che un’idea stessa di Inter si è conclusa. Non corriamo troppo an-

47

TERZO TEMPO

Porto Franco

Barcellona-Milan (nella foto Nesta e Messi) ha dimostrato che gli allenatori italiani, contro grandi squadre, preferiscono un gioco di rimessa: il famoso «catenaccio». D'accordo che i catalani hanno un gioco incredibile, difficile da contenere, ma a me il Milan contropiedista non è piaciuto. Ha avuto tanta fortuna ad uscire indenne dal Nou Camp. Quello che mi meraviglia è che allenatori come Sacchi non abbiano insegnato niente a quelli attuali. Avrei preferito che la squadra di Allegri fosse ripartita in avanti su palle recuperate dal pressing, che di fatto non è stato effettuato. Avremmo avuto, probabilmente, anche un possesso palla superiore al 31%

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Che non avevo mai visto. Non vorrei essere ingeneroso e non lo sarò: nella loro difesa i rossoneri sono stati molto più che ammirevoli. Una concentrazione feroce, un’attenzione quasi sovrumana. E anche un pizzico di genialità, perché le due linee vicinissime a ridosso dell’area non pressavano (fatto clamoroso e direi quasi inedito a questo livello), ma fluttuavano e formavano una barriera mobile di efficacia sorprendente. Come un’ameba che avvolgeva Messi e compagni, per accompagnarli e «digerirli» anziché respingerli. E li ha

spenti quasi del tutto. Una tattica che mi ha ricordato Alì-Foreman, leggendaria sfida per il titolo dei pesi massimi, svoltasi il 30 ottobre 1974 a Kingshasa. Quasi subito Alì-Milan si mise alle corde con la guardia chiusissima invitando Foreman-Barcellona a colpirlo furiosamente sui guantoni e sulle braccia. Con l’effetto, quasi incredibile, che Foreman si sfiancò a forza di tirare tranvate al nulla. E alle quinta ripresa successe quello che pareva inverosimile: Alì (Thiago Silva) uscì dal bunker e colpì. E vinse.

cora una volta? Francamente gli errori di mercato, le esitazioni e i precocissimi ripensamenti del tecnico, l’autogol Forlan, i distinguo presidenziali costituiscono una massa critica che si è messa in moto ad alta velocità verso sconfitte in serie. Tuttavia non c’è alternativa a sospendere i giudizi quanto meno per due-tre mesi: questa rosa ha ancora tanto da dare. Magari non triplette, ma roba buona.

Complimenti a lei, un grande juventino: per fortuna siete in tanti così. Purtroppo cori osceni si sentono anche da altre tifoserie: a Milano, Verona, Firenze, Roma, Napoli, Palermo. Elenco di città scelte a caso per indicare l’Italia tutta. E simboleggiano esattamente quello che c’è da buttare nel calcio italiano, che attraversa un momento di crisi proprio a causa della carenza di civiltà e di rispetto delle regole.

Un grande juventino Caro Arturi, sono un abbonato della Juventus. Le racconto un coro ricorrente che ho sentito più volte in occasione di Juventus-Parma. Più o meno faceva così: «Peppino è morto, Giacinto è morto, anche Moratti presto morirà. Ma sarò contento solo quando anche Guido Rossi morirà». Parafrasando liberamente il torinese D'Azeglio, direi che lo stadio nuovo s'è fatto, restano da fare i nuovi tifosi. Complimenti per la rubrica. Francesco Maccari

Il clima non aiuta Considerando l’ elevato numero di infortuni delle nostre squadre nel recente passato oltre all’ aspetto preparazione fisica inappropriata non è che si sottovaluta un aspetto tanto banale al quale però nessuno dà la relativa importanza e cioè la differenza di clima tra ad esempio Barcellona e soprattutto Milano e Torino durante la stagione invernale considerando la dimostrazione anche medica della correlazione tra traumi fi-

Ma il senso di epico finisce qui, almeno per me. Quell’implorazione di Allegri rivolta ai suoi uomini, colta a bordo campo e riferita ai telespettatori («Almeno provate a giocare») è l’emblema di una non-partita. Dalla quale non può uscire nulla in fatto di autostima e di crescita europea. Credo che mai nella sua storia il Milan abbia dichiarato tacitamente ai suoi avversari: «Tenete voi la palla, noi non sapremmo che farne». So di essere severo, ma questo rifiuto della battaglia a viso aperto, con il terrore di essere mortificati, non è giustificabile, almeno nella mia concezione di calcio. Mi è piaciuto pochissimo anche il Barcellona. Pigro, un po’ ottuso, incapace di tirar fuori qualcosa di decente da più di un’ora di possesso palla, ridicolizzato dalla gemma di Pato dopo pochi secondi con un gol che si vede raramente anche sui campetti di periferia. Non era quella grande squadra che siamo stati abituati da anni ad ammirare religiosamente. Salvo nella fase di recupero-palla: una cosa magica. E quello con l’abilità tecnica non c’entra nulla. Potrebbero farlo in tanti.

sici e clima atmosferico? Riconoscendo sicuramente il valore tecnico elevato della squadra catalana si può considerare il clima un alleato del dream team spagnolo, visto le condizione spesso proibitive dei campi milanesi, torinesi ed italiani e nord europei in generale. G. Predonzan

Direi proprio di no. Qualcuno sosterrebbe addirittura il contrario. Il mitico giornalista e scrittore Gianni Brera, per esempio, ha propinato per decenni ai suoi lettori della favole pseudoscientifiche (cui credeva solo lui) sul fatto che l’aria «sciroccosa» di città di mare dal clima temperato come Genova, Roma e Napoli avrebbe impedito di raggiungere grandi traguardi. Infatti arrivarono presto allo scudetto tutte e tre. Senza parlare proprio del Barcellona, che domina in riva al Mediterraneo. Non è che gli inverni di Manchester o Monaco di Baviera siano clementi: eppure anche lì vincono tanto. Se parliamo di terreni di gioco, il discorso è diverso. Purtroppo siamo messi maluccio anche su quel versante.

y

I TRE SUICIDI

DEREK BOOGAARD 28 anni, morto il 13 maggio 2011. Ultima stagione nei New York Rangers di Nhl. Costretto al ritiro dopo trauma cranico dicembre 2010. Di lui si ricordano 61 risse, per un totale di 589 minuti di penalità. RICK RYPIEN 27 anni, morto 15 agosto 2011. Ultima stagione diviso fra i Vancouver Canucks di Nhl e i Manitoba Moose di Ahl. Nella prossima stagione avrebbe dovuto giocare con i Winnipeg Jets di Nhl. Per lui 28 risse, per complessivi 226 minuti penalità. WADE BELAK 35 anni, morto il 31 agosto 2011. Aveva giocato nel 2010/11 nei Nashville Predators di Nhl, dopo essere stato anche ai Florida Panthers, ai Toronto Maple Leafs, ai Calgary Flames e ai Colorado Avalanche. A marzo aveva deciso di ritirarsi. Per lui 125 risse, 1.263 minuti penalità.

HOCKEY USA TRE MORTI SOSPETTE

La maledizione dei picchiatori del ghiaccio

Wade Belak, a destra, morto il 31 agosto a 35 anni AP MASSIMO LOPES PEGNA NEW YORK

Quando il 31 agosto la polizia ha scoperto il corpo di Wade Belak, tutti hanno pensato a una macabra coincidenza. A 35 anni era il terzo giocatore di hockey ghiaccio a morire in circostanze equivoche negli ultimi quattro mesi, il secondo nelle ultime due settimane. Per tutti e tre si sospetta il suicidio e tutti e tre ricoprivano lo stesso ruolo: «enforcer». Cioè quelli che sul ghiaccio fanno a cazzotti: più pugili che fuoriclasse. Globalmente avevano segnato la miseria di 20 gol in 945 partite, ma avevano un curriculum degno di Mike Tyson: 214 risse, 2.078 minuti di penalità. Derek Boogaard, 28 anni, il peso massimo (2.01 m e 120 Kg) più temuto della National Hockey League, lo hanno trovato esanime il 13 maggio nel suo appartamento di Minneapolis, stroncato da una overdose di alcol e antidolorifici. Il cadavere di Rick Rypien, 27 anni, è stato rinvenuto nella sua casa in Alberta il 15 agosto. «Ora ho paura anch’io», dice Todd Fedoruk, lunga carriera da picchiatore. Perché tre indizi fanno una prova. E tre morti simili incutono terrore anche a ragazzi grandi e grossi abituati a menare le mani. Non si cerca un assassino in carne ossa, ma solo le cause che hanno portato tre giocatori a morire in circostanze molto simili. Ora anche la Nhl ha dovuto prenderne atto: «Ogni situazione è differente, ma non possiamo ignorare questi tre tragici eventi», è costretto a dire Gary Bettman, commissioner della Lega. Troppe botte? Adesso salta fuori che il ruolo di «enforcer» provochi grande stress. Che prima di ogni partita chi deve andare sul ghiaccio a fare a pugni abbia difficoltà a dormire sapendo di affrontare un pubblico ostile (in trasferta) e subire danni fisici. Di sicuro tutti e tre soffrivano di depressione e si imbottivano di tranquillanti e antidolorifici, mescolati con superalcolici. Ma ciò che si dice con insistenza è che i «pugili» della Nhl prendano troppi colpi in testa. Pare che Boogaard, vittima di almeno dodici traumi cranici, avesse manifestato i primi sintomi del Cte (Chronic traumatic encephalopathy), detta comunemente demenza pugilistica: tremori, vuoti di memoria, mal di testa. Gli stessi denunciati da anni dagli ex giocatori di football. Fedoruck, a cui Boogaard anni fa spaccò la faccia, sintetizza i timori di tutta una categoria: «Per anni ho fatto esattamente le stesse cose di questi ragazzi. E allora penso: farò anch’io la loro stessa fine?». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 16 SETTEMBRE 2011


gazzetta 16-09-2011