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www.gazzetta.it giovedì 15 settembre 2011 1,20 €

REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 TEL. 026339 REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 TEL. 06688281 POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO

ITALIA

n 217 anno 115 ­ Numero Anno

CHAMPIONS A MANCHESTER FINISCE 1­1: LA SQUADRA DI MAZZARRI HA SFIORATO L’IMPRESA

Cavani spaventa Mancini Grande Napoli, City bloccato Europa League: stasera in campo Lazio e Udinese con Rennes e Vaslui 3 Edinson Cavani, 24 anni. L

esultanza dopo il golCUOMO

CHAMPIONS CLAMOROSA SCONFITTA A SAN SIRO

CECERE, CERRUTI, D’URSO, MALFITANO DA PAG. 10 A PAG 13

3 Milito, 32 anni, sotto Gasperini 53

GASP DA PAGINA 2 A PAGINA 9

9 771120 506000

2­2 0­1 2­1 1­1 0­1 0­0

CASA MILAN L’ATTACCO

Pato la freccia fa felice Allegri Dubbi Cassano

3 Pato, 22 anni, brasiliano AP CASA JUVE IL CENTROCAMPO

Conte ha scelto Marchisio come partner di Pirlo

ILCommento

Domenica a Siena Grosso potrebbe sostituire lo squalificato De Ceglie

SENZA DIREZIONE di ALESSANDRO DE CALO’

GALDI, OLIVERO A PAGINA 21

Né carne, né pesce, senza una di­ rezione precisa, l’Inter di Gasperi­ ni affonda anche nel debutto Champions. Tre flop su tre. Esattamente il contrario del Napo­ li, che sfiora l’impresona a Man­ chester, in casa di Mancini.

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Zanardi, campione e uomo coraggio si racconta

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BASKET SERRATA NBA

Addio Bonatti, re delle vette

Gallo e Bargnani ormai vicini a Milano e Siena

E’ stato l’eroe del K2, fotoreporter e anche scrittore sopraffino

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ALLE PAGINE 18­19

IL LUTTO MORTO IERI A ROMA IL PIU’ GRANDE ALPINISTA DEGLI ANNI ‘50­60, AVEVA 81 ANNI

MONTI, FILIPPINI e un intervento di MESSNER ALLE PAGG. 46­47

GIRONE A Manchester City­NAPOLI Villarreal­Bayern Monaco GIRONE B Lilla­Cska Mosca INTER­Trabzonspor GIRONE C Basilea­Otelul Benfica­Manchester Utd GIRONE D Dinamo Zagabria­Real Madrid Ajax­Lione

Infortunati: Ambrosini resterà fuori un mese, Boateng una settimana

BAGNO TURCO L’Inter battuta (0­1) dal Trabzonspor. L’allenatore traballa, si parla di Ranieri e Delio Rossi. Però Moratti frena: «Ora niente decisioni clamorose»

RISULTATI DI IERI

3 Walter Bonatti era nato a Bergamo AP

ORIANI A PAGINA 34

IL ROMPI PALLONE DI GENE GNOCCHI

Serio infortunio per Balotelli: durante l’allenamento gli si è rotto l’iPad

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

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CHAMPIONS GRUPPO B Inizio solo con sconfitte Per i nerazzurri terza sberla Nel 1921 si arrivò a cinque Tre sconfitte nelle prime 3 gare stagionali: non accadeva dal 1921 22, quando i nerazzurri cominciarono con 5 sconfitte (tutte in campionato): 2 ottobre 1921: LEGNANO INTER 6 0 9 ottobre: INTER TORINO 0 1 16 ottobre: PISA INTER 7 2 23 ottobre: INTER MODENA 1 2 30 ottobre: ALESSANDRIA INTER 5 0. Tre gare ufficiali consecutive invece i nerazzurri non le perdevano dall’aprile 2000: 3 0 a Udine, Lazio Inter 2 1 (finale coppa Italia), Inter Juve 1 2:

6 agosto Supercoppa: Milan-Inter 2-1 La stagione dell’Inter comincia a Pechino con un k.o. nel derby con il Milan per la Supercoppa italiana LIVERANI

11 settembre Campionato: Palermo-Inter 4-3 Partenza negativa anche in campionato per i nerazzurri sconfitti a Palermo. Nella foto il gol decisivo di Miccoli IPP

14 settembre Champions: Inter-Trabzonspor 0-1 La terza sconfitta consecutiva è arrivata ieri sera in Champions con il Trabzonspor: gol di Celustka KINES

Gasp, si trema K.o. pure a San Siro Inter, avvio choc Da 90 anni non ne perdeva 3 di fila Cambia la difesa, i guai restano. Squadra lunga, lenta e senza idee: Pazzini e Milito sbagliano. Impresa dei turchi del Trabzonspor LUIGI GARLANDO MILANO

Ufficiale: non era solo colpa della difesa a 3. Le colpe sono tante, enormi e generali se l’Inter ha messo in fila la terza sconfitta ufficiale dopo Milan (Supercoppa) e Palermo (campionato): non cominciava così male dal 1921-22. Un tonfo storico. I campioni d’Europa 2009-2010 sconfitti in casa dai modestissimi turchi del Trabzonspor, ripescati in Champions, che non vincevano una partita esterna in Europa dall’agosto 2009. Decisivi gli errori di Pazzini e Milito. Il cammino in coppa si fa subito in salita, quello di Gasperini anche di più: sabato contro la

Roma, rischia già di trovarsi al capolinea di un sogno nato male. Colpe Il tecnico ha le sue colpe.

Non è riuscito a trasmettere le sue idee e ha faticato a gestire i cambi impostigli dall’alto e dal basso: la squadra di ieri è stata un ibrido infelice, i tre moduli cambiati nel corso della partita non l’hanno rianimata. Ma l’untore non è Gasp. Ieri la difesa a 4 invocata come la Provvidenza si è sbriciolata al primo tiro in porta. Ha tante colpe la società per aver voluto un allenatore (un progetto) senza mettergli a disposizione gli uomini giusti: Zarate non è Lavezzi, né Palacio; Eto’o serviva più di Sneijder. Il disastroso Alvarez, pagato caro, segna-

la la cifra del mercato. Il pasticciaccio Forlan ora pesa ancora di più. Hanno colpe i giocatori che neppure ieri sono sembrati disperati e rabbiosi per un destino gramo, rassegnati o peggio. Serve chiarezza sul senso di gratitudine dovuta a eroi come Zanetti e Cambiasso: non si può essere titolari in eterno. Gasp è sembrato aggrapparsi a loro, quasi un rifugio nei poteri forti. L’Inter invece ha bisogno di rinnovarsi con coraggio e chiarezza. Puntare su un tecnico in cui credere davvero, assecondarlo, scegliere giovani bravi e puntare dritto verso il futuro. Compromesso L’Inter al via

sembra un rimpasto tra Gasperini e l’opposizione: ok, vi do

la Moviola di M.B.

Gomitata sul volto a Cech: Pazzini rischia il rosso Gialli discutibili (come il primo della partita, mostrato a Nagatomo); falli non visti (come quello di Coleman su Sneijder al limite dell’area al 10’ della ripresa); fuorigioco fischiati a sproposito (al 45’ del primo tempo su Pazzini che aveva comunque tirato sul portiere e all’8’ del secondo su Zanetti): nel grigiore di San Siro,

la terna arbitrale si è adeguata al modesto livello della partita. Episodio da rivedere al 25’ del primo tempo: dopo un duello con Pazzini, Cech resta a terra coprendosi il volto con le mani. Le immagini del replay mostrano chiaramente il braccio largo del nerazzurro che colpisce l’avversario: qui Pazzini ha rischiato il cartellino rosso.

Pazzini, Sneijder e la difesa a quattro, ma davanti li metto a tre come piace a me. Così Sneijder parte a sinistra e Zarate a destra. Dopo il quarto d’ora dell’orgoglio, il tecnico completa l’involuzione ed ecco il rombo caro alla casa: l’olandese dietro alle due punte. Cambia poco, perché i problemi restano alle spalle dei quattro, in una mediana tremendamente statica che non spinge e non crea. Cambiasso resta troppo basso, fa il doppio stopper, Zanetti appare in umanissimo affanno atletico, Obi è un gregario. Il paradosso? Con i due argentini così arretrati, l’auspicata difesa a 4 diventa a 6, davanti a un Trabzonspor che tiene di punta il solo Paulo Henrique e compat-


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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LE PERLE «NERE» COSE DA PAZZA INTER

Helsingborg, Malmoe e Schalke Com’è amara l’Europa a San Siro La sconfitta coi turchi del Trabzonspor va a inserirsi tra le perle nere della storia europea dell’In ter a San Siro. E allora via coi ricordi che gli interisti vorrebbero cancella re dalla memoria ma che a volte ritor nano quando l’Inter fa la pazza, pazza nel senso di fuori di testa come ieri sera. Il punto più basso resta l’elimi nazione con l’Helsingborg, prelimi

nare Champions nell’agosto del 2000: 0 0 a San Siro (con rigore sbagliato da Recoba al 90’) dopo la sconfitta 0 1 in Svezia. Da dimenticare anche la Cop pa Campioni 1989. Inter fuori al primo turno con gli svedesi del Malmoe: 1 1 a Milano (dopo il k.o. 0 1 in Svezia) e fine dell’avventura per la squadra dei record di Trapattoni, quella dello scu detto da 58 punti (26 vittorie, 6 pari e 2

sconfitte). L’anno scorso, da campio ni in carica, la figuraccia dei 5 gol a Milano dello Schalke 04 nei quarti. In Uefa hanno sbancato San Siro gli spagnoli dell’Alaves (0 2 nel 2001), gli svizzeri del Lugano (0 1 nel 1995) con l’ex Shalimov mattatore e i finlan desi del Turun (0 1 nel 1987) con rete di Aaltonen che poi l’Inter comprò... I 3 gol in 7 minuti segnati dal Bayern a Sant’Ambrogio, il 7 dicembre 1988, sono un altro record negativo dell’In ter europea. Che a Monaco aveva vinto 0 2. Appunto: pazza Inter.

INTER

TRABZON.

0

1

(4-3-3) Julio Cesar; Jonathan, Lucio, Ranocchia, Nagatomo; Zanetti, Cambiasso, Obi (Alvarez dal 10' s.t.); Zarate (Coutinho dal 32' s.t.), Pazzini (Milito dal 10' s.t.), Sneijder. PANCHINA Orlandoni, Samuel, Bianchetti, Faraoni. ALLENATORE Gasperini.

(4-2-3-1) Tolga Zengin; Celustka, Giray Kaçar, Glowacki, Cech; Zokora, Colman; Serkan Balci, Halil Altintop (Aykut Akgun dal 42' s.t.), Alanzinho (Sapara dal 19' s.t.); Paulo Henrique (Vittek dal 29' s.t.). PANCHINA Bora Sevim, Mustafa Yumlu, Brozek, Ferhat Oztorun. ALLENATORE Karaman.

ESPULSI nessuno.

ESPULSI nessuno.

AMMONITI Nagatomo e Zarate per gioco scorretto.

AMMONITI Giray Kaçar, Alanzinho, Cech per gioco scorretto, Altintop per c.n.r.

GIUDIZIO 77 Primo tempo 0-0 MARCATORI Celustka al 31' s.t. ARBITRO Johannesson (Sve). NOTE Spettatori 20 mila circa. In fuorigioco 2-4. Angoli 9-2. Recuperi: 1' p.t.; 4' s.t. POSSESSO PALLA

INTER 52%

CROSS

TRABZONSPOR 48%

TIRI IN PORTA

IIIIII INTER 6

Sneijder, Milito e Zanetti dopo il gol dei turchi: il terzo k.o. per l’Inter LAPRESSE

ta cinque centrocampisti davanti a quattro difensori. Mai come questa sera Gasp avrebbe avuto bisogno di un uomo in più a centrocampo. Ma sembrava che la difesa a 3 fosse colpa di tutto, forse anche del buco nell’ozono. Sonno Il risultato è una squa-

dra lunga, lenta e spaesata, che affida le proprie speranze a una giocata di Sneijder, a uno scatto di Zarate, a un’irruzione di Nagatomo. Ma nulla di organico e logico e, soprattutto, nulla costruito in velocità per la gioia dei turchi che resistono senza sudare. La cronaca della pericolosità dell’Inter nel primo tempo è concentrata tra il 32’ e il 33’, quasi il sussulto di un corpo addormenta-

INTER 21

A Rabbia Moratti

POSSIBILI CANDIDATI

S Delio Rossi Ha detto no a Zamparini che lo rivoleva a Palermo al posto di Pioli. In caso di esonero di Gasperini, sarebbe uno dei favoriti

TRABZONSPOR 2

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO 32' Zarate salta Cech e spara sul primo palo: il portiere chiude in angolo. 33' Pazzini cicca la girata davanti a Tolga. 33' Sneijder in verticale per Zarate che calcia sul portiere.

to: due conclusioni di Zarate e una mezza rovesciata ciccata da Pazzini, che al Gasp sarà venuto in mente Milito. L’unica buona notizia è che il Trabzonspor non si accorge delle enormi difficoltà dei rivali e si accontenta di sopravvivere. Forse non è arrivata a Trebisonda la cassetta di Palermo-Inter o, più probabilmente, in questa squadra onesta, ma più che modesta, non esistono Ilicic e Miccoli che sappiano far male ripartendo negli spazi. Anche se Alanzinho avrebbe gambe e tocco per osare. Finale Nella ripresa Gasp si gioca il suo Milito. Forse però, visto il bunker turco, era il caso di tenere dentro Pazzini e non Zarate: doppio centravanti

INTER 4

S Claudio Ranieri Un allenatore esperto che potrebbe essere l’ideale per un eventuale avvicendamento sulla panchina nerazzurra

TRABZONSPOR 7

II TRABZONSPOR 2

SECONDO TEMPO 28' Cambiasso per Milito, miracolo di Tolga. 28' Cross di Zanetti, Milito devia a lato. c GOL! 31' Altintop gira sulla traversa, Cambiasso respinge corto, Celutska raccoglie e imbuca in diagonale. 43' Ancora Tolga salva su Nagatomo.

con Sneijder dietro. Qualche dubbio anche sul cambio Alvarez-Obi: perché non togliere Cambiasso che arrancava? Invece: 4-2-3-1, che non produce frutti. Il corpo addormentato ha il solito sussulto verso la mezz’ora: doppia occasione per Milito. Poi al Trabzon forse raccontano di Palermo: col primo tiro in porta Altintop stampa la traversa, sulla respinta il terzino Celutska segna un gol (31’) a San Siro che racconterà spesso nelle lunghe sere d’inverno. Per l’Inter è notta fonda. Sabato la Roma, con la quale un tempo si giocava festosamente scudetti e finali in primavera. Ora, a metà settembre, nessuna finale. Forse solo la fine di un’avventura.

«Dire che è decisiva con la Roma significa mettere tecnico e squadra nella condizione di non lavorare». Ma Rossi e Ranieri... MATTEO DALLA VITE MILANO

TIRI FUORI

II IIII

«Ma ora niente decisioni clamorose»

S Carlo Ancelotti Altro tecnico alla finestra dopo il distacco dal Chelsea. A Sky ha detto: «Se Branca mi chiamasse gli risponderei. Punto»

Tutta la partita con la faccia paonazza e il braccio appoggiato alla traversa della panchina. Gasp sembrava un lupo anestetizzato, era alla sua prima recita a San Siro. Agghiacciante. La Curva Nord gli dà il benvenuto all’alba del secondo tempo: ma se lui, lui Gasperini, non dovesse battere la Roma, ecco che potrebbe vedere il tramonto di un’avventura fragile fragile. E anche questo, a pensarci bene, è agghiacciante. Perché Gasp vale, ma qui per ora non si è visto. Moratti: ora no Intanto il presidente nerazzurro lo salva. Per ora. «Non ho parlato né con Gasperini né con nessuno — dice Massimo Moratti a Sky —, guardavo il Napoli... Non aspettatevi nessuna decisione clamorosa: credo proprio di no, assolutamente no. Già decisiva contro la Roma? Dire così vuol dire mettere l’allenatore e la squadra in grado di non lavorare bene. Stasera la squadra è stata messa bene in campo, forse con poco ritmo e sprint, ma non posso dare colpe all’allenatore. In verità, la squadra era ancora sotto shock per Palermo, certo che sono deluso, perché poi perdi in casa con questi qua... Abbiamo sbagliato qualcosa di importante e loro ci hanno puniti con un tiro e un gol». Nessuna decisione immediata insomma, ma la partita contro la Roma — lo dicono i giocatori — è fondamentale. Prima del match, poi, Moratti aveva bocciato la difesa a tre. «Se è vero che l’Inter non ha gli uomini adatti per il 3-4-3? Può essere vero, non l’abbiamo mai applicato come modulo».

Wes gli spiega In campo, la scenetta che ti fa rendere conto di quanto Gasp possa sembrare un po’ nel marasma è quando al 24’ del primo tempo Sneijder va da lui e comincia a gesticolare, spiegare: gli dice che là davanti ci vuole qualche movimento in più, che magari Zarate deve passare da destra a sinistra e che lui si deve mettere più trequartista che terza punta. Ma poi succede poco. Ancora... Palermo C’è anche una «consecutio» stordente in questa sconfitta: il gol è stato di Ondrej Celustka, che nel 2010 ha giocato una partita con la maglia del Palermo. Ancora Palermo per Gasp, praticamente un incubo: lo fece esonerare dal Genoa, gli ha avvelenato la prima di campionato e ieri è andata com’è andata. Ranieri Rossi e... A questo

punto, Gasperini ha uno zero su tre in gare ufficiali. E adesso? Adesso viene da pensare al fatto che se davvero contro la Roma non esce un successo, beh, allora Moratti ci dovrà pensare davvero al cambio. Nonostante ciò che ha detto dopo il match. E allora, ecco chi piace: sicuramente Delio Rossi, ma soprattutto potrebbe essere uno come Claudio Ranieri il tipo esperto per un eventuale avvicendamento. Solo ipotesi, per ora. Anche se sono state fatte quelle di Capello (ora quasi impossibile), Baggio e Ancelotti che a Sky ha detto: «Se Branca mi chiamasse gli risponderei, punto». Di certo, ora, Gasp ha il cerino in mano. E l’ad Paolillo fa: «L’allenatore è bravo e intelligente, capirà lui cosa deve fare dopo queste due partite». Chiarissimo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

S Gian Piero Gasperini, 58 anni, prima stagione all’Inter PEGASO


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011


GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

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CHAMPIONS GRUPPO B

«So bene anch’io che la fiducia non è illimitata» Gasperini «Al bar sport ne sanno più di chi mi critica. Il gruppo c’è, sento l’appoggio del club»

La gara Così invece il tecnico

sulla gara: «C’è grande rammarico, ma anche la convinzione di aver dato tutto. Sotto il piano dell’impegno è stata una partita notevole, ci sono state prestazioni importanti, sicuramente questo non è un momento favorevole e fortunato. Queste due partite devono darci la molla per fare meglio. La partita di Palermo ha innescato critiche notevoli, esagerate nei contenuti. La squadra sicuramente farà meglio, recupererà alcuni giocatori, si è ritrovata assieme due giorni prima del campionato, quindi ha qualche problema di rodaggio. Se poi ci mangiamo tutti quei gol e loro segnano in fuorigioco... La loro rete è la sintesi della giornata, prendiamola come ulteriore stimolo a reagire».

story

Pressione, bar e moduli Inevita-

12 SETTEMBRE 1995 Lugano-Inter 1-1 L’esordio europeo della presidenza Moratti è deludente: solo un pareggio a Lugano in Coppa Uefa AFP

bile tornare sulle critiche, legate anche alla benedetta difesa a tre. «In qualsiasi bar d’Italia ne sanno di più di chi mi contesta. La pressione mediatica se sei l’Inter e non vinci ci sta, ma certi discorsi sono stati fatti in modo generalizzato e senza sa-

« « LUCA TAIDELLI MILANO

C’è ancora un po’ di Palermo a mandare di traverso la notte a Gian Piero Gasperini. Nella squadra che ne aveva decretato l’esonero dal Genoa un anno fa e l’assurda sconfitta di domenica scorsa (la centesima in carriera per il tecnico) ha infatti giocato in prestito per sei mesi nel 2009-10 Ondrej Celustka, l’uomo che ieri ha fatto la storia. Perché soltanto nel 1921-22 l’Inter aveva iniziato peggio di quest’anno: 6 k.o. consecutivi a inizio stagione, contro i tre attuali. Ma il tassametro corre ancora e per Gasp la sfida di sabato contro la Roma è già decisiva. Fiducia a tempo Il mister per questo non si nasconde certo. «Moratti nei miei confronti è sempre stato di grande supporto — spiega a fine gara —, il fatto che noi due parliamo non bisogna farlo passare per una cosa che non è. Detto questo, so bene anche io che la fiducia della società non è illimitata, dobbiamo fare in fretta perché se non arrivano i risultati i problemi aumentano. Devo trovare assolutamente la quadratura per ottenerli da subito, ma dopo gare sfortunate come stasera diventa più difficile capire come arrivare a fare punti. Però sento che la società è dalla mia parte e sono sicuro che i ragazzi, che sono persone serie, risponderanno sabato sul campo. Ho la certezza che una sconfitta del genere provocherà una reazione forte. Nello spogliatoio ho visto i giocatori molto arrabbiati. Infatti l’aspetto psicologico non mi preoccupa perché so che questo gruppo ha grandissime qualità morali. Poi è chiaro che ci sono dei problemi di equilibrio, che la coperta è corta, visto che a Palermo abbiamo fatto bene davanti ma sofferto dietro, mentre stasera (ieri, ndr) per la prima volta non abbiamo segnato».

LA CURIOSITA’ HA GIOCATO 13 MINUTI NEL 2009/2010

Condannati ancora dal Palermo Celustka è un ex rosanero MILANO (lu.tai.) L’Inter è stata condannata da Celustka che ha giocato 13 minuti con il Palermo il 27 marzo 2010 contro il Bologna (3 1 per i rosanero). Senol Gunes, il tecnico del Trabzonspor, ha seguito la gara dalla tribuna perché squalificato. L’uomo in patria è una leggenda per aver guidato la Turchia al terzo posto nel Mondiale 2002. «Questa è una vittoria per tutto il Paese. L’abbiamo ottenuto con il cuore e grande disciplina. Sono tre punti d’oro, ma sappiamo bene che mancano ancora cinque partite. Malgrado i nuovi acquisti

siamo riusciti a mantenere una certa organizzazione. L’Inter invece ha cambiato anche il tecnico e quindi deve ancora assimilare certe idee. Non posso giudicare io il cambio tattico apportato da Gasperini in difesa dopo la sconfitta di Palermo. Però sapevamo che malgrado loro fossero pieni di campioni, nel calcio può sempre succedere di tutto. Come comunicavo con il mio vice Umal Karaman? L’avevo fatto in albergo prima di andare allo stadio. E lui è stato bravo a seguire le istruzioni». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Dall’1-1 di Lugano alla gioia Arsenal Ecco i 16 esordi del pres. Massimo

Se ci mangiamo tutti quei gol e loro segnano in fuorigioco... Uno stimolo a reagire Dopo gare così sfortunate diventa più difficile capire come fare punti

pere di cosa si parlava. Ho anche sentito che avrei cambiato per pressioni della dirigenza. Assurdo. Semplicemente si cerca di apportare dei correttivi per quello che si vede non avere funzionato. Poi resta il fatto che ci ritroviamo con due sconfitte, perché non vale contare la Supercoppa di un mese e mezzo fa, quando eravamo incompleti, arrivate in modo assurdo. Erano due gare che potevamo vincere e invece abbiamo perso. La cosa certa è che nessuno mi ha imposto una formazione e che il problema non è se si difende a tre o quattro. Il problema è la mancanza di equilibrio. Al momento non abbiamo gli automatismi che ci possano permettere di giocare con tre attaccanti». Ora però urgono i tre punti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

17 SETTEMBRE 2003 Arsenal-Inter 0-3 La fase a gironi della Champions inizia alla grande: Cruz, Van der Meyde e Martins stendono i Gunners LAPRESSE E’ il 16o esordio europeo per Massimo Moratti come presidente dell’Inter. Dal 12 settembre ’95 al 14 settembre 2011 ecco tutti i debutti: 12-09-95 Lugano-Inter 1-1 (Uefa) 10-09-96 Guingamp-Inter 0-3 (Uefa) 16-09-97 Inter-Neuchatel 2-0 (Uefa) 12-08-98 Inter-Skonto Riga 4-0 (Champions, preliminare) 09-08-00 Helsingborg-Inter 1-0 (Champions, preliminare) 20-09-01 Inter-Brasov 3-0 (Uefa) 14-08-02 Sporting Lisbona-Inter 0-0 (Champions, preliminare) 17-09-03 Arsenal-Inter 0-3 (Champions) 11-08-04 Basilea-Inter 1-1 (Champions) 10-08-05 Shakhtar Donetsk-Inter 0-2 (Champions) 12-09-06 Sporting L.-Inter 1-0 (Champions) 19-09-07 Fenerbahçe-Inter 1-0 (Champions) 16-09-08 Panathinaikos-Inter 0-2 (Champions) 16-09-09 Inter-Barcellona 0-0 (Champions) 14-09-10 Twente-Inter 2-2 (Champions) 14-09-11 Inter-Trabzonspor 0-1 (Champions)

IlCommento di ALESSANDRO DE CALÒ

SENZA DIREZIONE Né carne, né pesce, senza una direzione precisa, l’Inter di Gasperini affonda anche nel debutto Champions, dopo i kappaò nella Supercoppa col Milan e nella prima di campionato a Palermo. Tre flop su tre. Un bagno, nel deserto di San Siro, contro i modesti e ripescati turchi del Trabzonspor. Esattamente il contrario del Napoli, che sfiora l’impresona a Manchester, nella casa City di Mancini. Il telaio di Mazzarri regge serenamente l’impatto europeo, la squadra dimostra buona personalità, il gioco scorre fluido, soprattutto nel secondo tempo e il gol di Cavani è una logica conseguenza. La punizione di Kolarov, che fissa il pari definitivo, non sposta il giudizio sul Napoli. La prova del nove, per Mazzarri, verrà dallo scontro diretto col Milan, domenica sera. Ma l’impressione è che il Napoli possa affrontare i campioni d’Italia senza particolari inferiority complex, giocandosela col suo stile e le armi abituali. Si vede che qualcosa sta coagulando bene nel progetto dei partenopei, si respira una prospettiva, si capisce che il gruppo ci crede. Anche Gasperini, probabilmente, avrà una prova del nove: sabato, a San Siro, contro la malconcia Roma di Luis Enrique. Qui rischia di saltare una panca e la più traballante, a questo punto, sembra essere proprio quella di Gasp. L’Inter non è più lo squadrone costruito da Mancini e messo a punto da Mourinho ma non è ancora un’altra cosa credibile. L’assenza di un fuoriclasse, tipo Eto’o capace di nascondere con qualche gol l’impotenza del gruppo, ha fatto precipitare la situazione. In generale, questo primo turno Champions, non ha visto brillare le big e le grandi star. C’è equilibrio, vincere costa fatica: spicca la solidità del Bayern, ricco degli insegnamenti di Van Gaal, ma liberato dal pugno di ferro del sergente olandese. Infine, questa due giorni europea lascia aperta una questione. Il 2-2 al Camp Nou dice due cose molto positive del Milan. La prima, che sa dove e come colpire il punto debole dell’avversario (gol di Pato). La seconda, che ha tale personalità da inseguire e trovare il pari negli ultimi secondi. Il problema è quello che sta in mezzo. Come chiamarlo? Paradossalmente, il 2-2 del Camp Nou, nel medio periodo potrebbe diventare un boomerang, soprattutto se i rossoneri dovessero convincersi che questa è la strada giusta da seguire per arrivare ai risultati. Il ritorno al vecchio catenaccio non è una soluzione. L’Italia di Prandelli indica una possibile via d’uscita: il buon gioco come valore aggiunto. In tempo di crisi economica, e fair play finanziario, è una soluzione perché non costa nulla. Basta avere le idee chiare e lavorarci sopra. Prima o poi anche le nostre squadre ce la faranno.


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GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

CHAMPIONS GRUPPO B le Pagelle

di ANDREA ELEFANTE

INTER RANOCCHIA SENZA MACCHIE, CAMBIASSO IRRICONOSCIBILE 5 6,5 h L’allenatore Gasperini Sneijder il migliore

5

Gli va pure tutto male, ma questa Inter è una squadra troppo «bassa», lunga e frenata per riconoscerla come propria. Parte con il «suo» 4 3 3, non trova rifugio neppure nei più canonici (per i nerazzurri) 4 3 1 2 e 4 2 3 1. E anche il doppio cambio non paga, anzi.

Sfortunata e punita dalle sue punte, ansiosa e troppo lenta.

5,5

4,5

5

6,5

5,5

5

Julio Cesar

Jonathan

Lucio

Ranocchia

Nagatomo

Zanetti

Fino al 76’ scuote la testa solo per quello che succede dall’altra parte del campo. Poi non prova neanche il miracolo su Celustka: gli viene il «braccino» e non lo stende tutto.

Preso in mezzo fra Altintop, che si stacca dalla sua parte, e Alanzinho che gli arriva in faccia, sta nella cuccia. Alzi la testa, lo cerchi a destra e non c’è quasi mai: dove sei, Maicon?

Per un tempo buone chiusure e uscite palla al piede non irragionevoli. Male due volte sul gol: molle sul colpo di testa che quasi fa segnare Altintop, mollissimo su Celustka che fa il killer.

Trasuda voglia: attento, deciso, sceglie sempre bene i tempi dell’anticipo e dell’«uscita», a costo di prendersi dei rischi. Solido fino alla fine, senza nulla da rimproverarsi.

Per un po’ (troppo) è eccessivamente preoccupato da Serkna Balci: a volte continua ad andare dove capita, ma i primi errori di approssimazio ne lasciano perlomeno spazio a corsa e generosità.

Che serata sarà si capisce quando anche lui perde due palloni pericolosi. Col suo dinamismo, Zokora lo fa impallidire, a volte perfino arrossire. Un quasi assist per Milito e poco più.

4,5

5

5

4,5

4,5

4,5

Cambiasso

Obi

Zarate

Pazzini

Alvarez

Milito

Non è lui, se non per timidi sprazzi di rabbia ed esperienza. Un tempo ordinava alla squadra di salire, oggi la guarda rinculare (e guarda anche impotente Celutska che gela San Siro).

Ti aspetti la marcia in più fatta vedere a Palermo, invece si accartoccia timido, senza stendere né la falcata né avversari. Buona volontà direttamente proporzionale agli errori di gioventù.

Primo vero sussulto dopo 32’, e dopo aver peccato d’egoismo con Pazzini: è il più vicino al gol e inizia perlomeno a vibrare, ma raramente ne fa due giuste di fila. (Coutinho 6 Frenetico, però «vede» il gol)

Perché all’Inter servirebbe forse solo la fiducia di un gol e lui potrebbe farlo, facile, quando i turchi gli danno l’assist mai arrivato dai compagni: il Pazzo manca l’impatto, e non è da lui.

Vorrei ma non posso, anzi non riesco. Largo a destra per puntare in mezzo, ma le sue accelerazioni restano fantasma, il dribbling non paga mai, e il tiro... il tiro lasciamo perdere.

Idem come per Pazzini: l’indice di facilità del gol che potrebbe segnare subito prima dello 0 1 è più o meno lo stesso, ma invece di sfondare la porta anche lui grazia Tolga Zengin.

Che piaccia o no, è (e può essere) l’anima di talento di questa squadra, l’uomo con lo spunto in più in grado di scuoterla dal suo torpore, anche se a volte sembra predicare nel deserto, parlare un’altra lingua. Finto largo per 10 minuti, poi va in mezzo: nulla di eccezionale, ma almeno qualche intuizione e tentativo di saltare l’uomo. Avrebbe un paio di punizioni delle sue, ma le stecca.

4

I NUMERI

6

i gol subiti dall’Inter nelle prime tre uscite della stagione. Dal 2-1 del Milan in Supercoppa Italiana al 4-3 del Palermo in campionato, fino all’1-0 di ieri

1a

sconfitta in casa dell’Inter contro una formazione turca. Nei quattro precedenti aveva sempre vinto segnando 12 reti.

2

gli anni dall’ultimo gol in trasferta europea del Trabzonspor. I turchi avevano segnato il 27 agosto 2009 in Europa League: 1-0 in casa del Tolosa

TRABZONSPOR 6,5 IL MIGLIORE h 7,5 TOLGA ZENGIN

Il vero miracolo è su Coutinho. Prima, riflessi d’oro due volte su Zarate e su Milito ci mette quel che può: è il Principe che lo risparmia. CELUSTKA 6,5 Spostato a destra, l’ex Palermo non soffre con Nagatomo e poi è lui che fa male all’Inter con quel diagonale. GIRAY KAÇAR 6 Un bel martello: gioca di fisico e da lì non lo schiodi. Falloso, però: molto, anzi troppo. GLOWACKI 6,5 Francobollo su Pazzini: missione compiuta, ma un errore è grave, da rischio 0 1. Con Milito c’è da sudare appena di più. CECH 6 Zarate si insinua poco dalla sua parte, Jonathan fa il timido (eufemismo): volendo, potrebbe spingere molto di più, almeno finché non entra Alvarez, zittito in fretta anche lui. ZOKORA 7 Acciaio nelle gambe e fiato sul collo di Sneijder: pressing allo stato puro, e poi per forza finisce con i crampi. COLMAN 6,5 Un altro che morde e non fugge: corre a aiuta per 94’ filati. SERKAN BALCI 5 Sarà anche la freccia del Trabzon, ma l’arco si tende poco: gara pallida, senza le temute devastazioni della fascia destra. HALIL ALTINTOP 6 Un po’ rifinitore centrale e un po’ (di più) seconda punta che galleggia a sinistra: lavoro più tattico che incisivo, ma fa tremare la traversa (Aykut Akgun s.v.). ALANZINHO 6 La variabile del Trabzon: da sinistra sguscia in mezzo come un pendolo, togliendo punti di riferimento. SAPARA 6 Scelto per compattare e infoltire il centrocampo. PAULO HENRIQUE 5,5 Massiccio, forse anche troppo per scappare dalla morsa Lucio Ranocchia. VITTEK 6,5 Lo slovacco che ci eliminò in Sudafrica è solido e umile per aiutare anche dietro, prezioso nel finale con i suoi centimetri. All. KARAMAN 6,5 Il Trabzon non vinceva una gara europea in trasferta da più di due anni: alla faccia degli assenti. (Gunes squalificato)

TERNA ARBITRALE: Johannesson 5 A forza di lasciar correre, non sa neanche più lui quale metro usare. Wittberg 5; Sjoblom 5

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gioco legale e responsabile


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CHAMPIONS GRUPPO B

«Testa bassa e tanto lavoro» Ecco la ricetta di capitan Zanetti. E Julio Cesar: «E’ un momento difficile» MATTEO DALLA VITE MILANO

vono essere così». Ma contro la Roma lo sarà di più. Zanetti: testa bassa Poi c’è An-

E la faccia ce la mette ancora lui per primo, Julio Cesar. «È un momento difficile — dice il portiere a Sky —, ed è un momento in cui dobbiamo stare tutti assieme, lavorare tanto per ritrovare la strada giusta. E dobbiamo parlare tanto». Nessuno escluso. «Questa — continua Julio Cesar — è una sconfitta che nessuno si aspettava, però è già passata. Ripeto, adesso dobbiamo parlare tra noi. Serve lavorare e niente altro, senza cercare colpevoli ma uscendone tutti assieme. Adesso sabato giochiamo contro la Roma, sarà la gara della nostra vita, tutte de-

L’ALTRA PARTITA

Lilla, Hazard non basta Il Cska pareggia 2-2 ALESSANDRO GRANDESSO LILLA

Era l’osservato speciale. O anche, il nemico numero uno. Per i russi. L’arma, neanche tanto segreta, del Lilla. Eden Hazard, all’esordio assoluto in Champions League, finalmente nel cortile dei grandi. E lui si è presentato con la leggerezza dei 20 anni, giocando una partita vivace, arricchita di spunti e suggerimenti a tutto campo, ordinato, mai esagerato nel dribbling, nel ricamo. Insomma, sfoggiando il repertorio che ha fatto innamorare mezz’Europa. Pure l’Inter. Ma non è bastato. Svolta In serate di Champions

serve anche il colpo proibito, quello che squilibra la gara, o la chiude. Ci prova Sow, dopo tanti errori, al 45’ con un tacco imprevedibile su corner. Poi, tanto Hazard, tutto scatti, tocchi di prima, appoggi al millimetro, dribbling da brivido come al 43’ quando elimina l’ultimo difensore con una mezza luna, ma spara su Gobulov. Due minuti dopo il tacco di Sow. Ma l’equilibrio è fragile. E c’è subito il palo di Tosic (9’ s.t.). Hazard non ci sta e imposta il raddoppio, svariando sul fronte offensivo e facendo da velo per Pedretti. Al Lilla però manca la maturità di tenere fino all’ultimo. Così Doumbia (27’ s.t.) prima innesca la rimonta con un esterno destro basso e poi agguanta il pareggio con bel sinistro dal limite. Una lezione per Hazard e per il Lilla. LILLA-CSKA MOSCA 2-2 MARCATORI Sow (L) al 45’ p.t.; Pedretti (L) al 12’, Doumbia (C) al 27’ e al 45’ s.t. LILLA (4-3-3) Landreau 6; Debuchy 7, Rozehnal 6, Basa 6, Beria 7; Balmont 7, Mavuba 6,5, Pedretti 7 (dal 31’ s.t. Gueye 6); Obraniak 6 (dal 32’ s.t. Cole 7), Sow 6,5 (dal 41’ s.t. Rodelin s.v.), Hazard 7. All. Garcia 6. CSKA MOSCA (4-1-3-2) Gabulov 7; Nababkin 6, V. Berezutski 6, Ignashevich 6, Berezutski 6; Aldonin 5 (dal 35’ s.t. Mamaev 6); Cauna 5 (dal 22’ s.t. Oliseh 6), Dzagoev 5, Tosic 6; Vagner Love 6, Doumbia 8 (dal 43’ s.t. Semberas s.v.). All. Slutski 7. ARBITRO Benquerença (Portogallo) 7. NOTE Ammoniti Basa (L), Nababkin (C), Hazard (L), Pedretti (L) e Dzagoev (C). © RIPRODUZIONE RISERVATA

drea Ranocchia, l’unico o quasi salvarsi. «Siamo dispiaciuti — dice —, ma abbiamo la possibilità di riscattarci subito contro la Roma. Zanetti è il primo che nello spogliatoio ha detto di rialzare la testa lavorando». E infatti Zanetti dice: «Bisogna solo tenere la testa bassa e lavorare. È un momento di difficoltà, sono arrivate due sconfitte che non ci aspettavamo e che non ci meritavamo neanche. Spero che i tifosi capiscano, così ne usciremo tutti insieme. Come nella vittoria siamo stati tutti insieme, lo dobbiamo essere anche adesso». E Milito: «Gasperini è un grande, ci rial-

zeremo presto». Mancato l’entusiasmo S’inserisce Pazzini: «C’è stata anche un po’ di sfortuna — fa il Pazzo — ma pure errori: occasioni come la mia e quella di Milito credo proprio che in futuro non le sbaglieremo. Forse ci è mancata un po’ di spinta, un po’ di entusiasmo, dovremo ritrovarli contro la Roma. Io e Milito insieme? Può succedere ma sappiamo che quest’anno ci sarà anche turnover. E’ chiaro che la mancanza di continuità qualcosa ti toglie, ma adesso non è il momento di questi discorsi». Dice la sua anche Nagatomo («Abbiamo giocato meglio che a Palermo, per questo sono ottimista»), ma soprattutto Wesley Sneijder: «La differenza

l’hanno fatta solo le occasioni: noi ne abbiamo sprecate tante, loro un tiro un gol». Benvenuto Ah, per un tempo la

Curva Nord si è ammutolita. Non per lo scarso spettacolo in campo, ma perché «processi, scommesse — ecco il testo dello striscione — divieti e scioperi ci fanno passare la voglia di tifare». Poi, nell’intervallo, il ritorno all’antico: «...ma in fondo senza di te non sappiamo stare... tutto lo stadio: avanti Fc Internazionale». A seguire, la bolgia che ha ridestato un attimo il torpore interista del campo. E poi lo striscione per Gasp: «Benvenuto mister Gasperini». Benvenuto sì, ma deve battere la Roma. Deki-Roma, 50 e 50 E per la Roma non si sa se ci sarà Stankovic, ieri in tribuna: affaticamento muscolare all’adduttore coscia destra. La domanda immediata: niente Roma dopodomani? Cinquanta e cinquanta.

Julio Cesar, 32 anni, continua a raccogliere palloni in fondo alla rete BOZZANI

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CHAMPIONS GRUPPO A le Pagelle

di NICOLA CECERE

MANCHESTER CITY CHE GUIZZI AGUERO 6 h 7,5

6,5 Cerca i tre punti a costo di scoprirsi. Difesa non impeccabile.

L’allenatore Mancini

Yaya Toure il migliore

E’ stata una bellissima partita, proprio all’inglese: le squadre hanno cercato di vincere. Lui l’ha impostata con raziocinio, unico rammarico, a bocce ferme, l’ingresso tardivo di Tevez.

Giganteggia con le ampie falcate consentite dal fisico e anima la manovra con impressionante continuità. Prende la traversa a portiere battuto dopo un dialogo con Aguero.

6,5

6,5

6,5

6,5

7

5,5

Hart

Zabaleta

Kompany

Lescott

Kolarov

Barry

Mai impegnato seriamente nel primo tempo, quando viene salvato dalla traversa. Bruciato dal tunnel di Cavani nell’azione dell’1 0, si rifà nel finale salvando il pari uscendo su Pandev.

Buona propensione alla spinta, fa pari col fastidioso Zuniga che gli rintuzza molte iniziative. Va a cercare la sorte nell’area azzurra, cavalleresco con Lavezzi dopo un fallo.

Il voto positivo è frutto naturalmente del prodigioso salvataggio sulla linea bianca (Hamsik) che varrebbe anche un 8 se prima e dopo lo stopper non commettesse delle gravi incertezze.

Più defilato non deve sudare le classiche sette camicie per arginare un Cavani atleticamente non al massimo. Minaccioso davanti a De Sanctis (inzuccata alta) e sull’1 0 non può nulla.

E’ lui a salvare il risultato con quella punizione liftata che perfora la barriera e lascia di stucco il portiere. Che sappia calciare da fermo lo si era visto pure sul finire del primo tempo.

Elemento più difensivo che di spinta, commette l’errore di palleggio che permette a Maggio di rendersi protagonista dello sprint vincente poi concluso da Cavani.

5,5

7

6

6

6

s.v.

Silva

Aguero

Nasri

Dzeko

Clichy

Tevez

Un peperino efficace sino a che non c’è da entrare in zona tiro quando paga la mancanza di potenza. Nell’ultima mezz’ora esce di scena e francamente ci si aspettava che lasciasse il posto a Tevez.

Con i suoi guizzi fa ammonire prima Cannavaro e poi Aronica. Dà l’assist sprecato da Touré, entra in spaccata volante a prendere in pieno la traversa due minuti prima del pari.

Con un magnifico rasoterra dal limite sfiora il gol in apertura (3’). Col passare dei minuti però la sua azione diventa meno lucida e pericolosa anche per merito di Campagnaro e compagni.

Fa valere la sua prestanza fisica e va a sfiorare il vantaggio al 13’ con azione personale. Sgomita su tutte le palle alte ma Cannavaro non molla un centimetro e lui deve arrendersi.

Con il suo ingresso, che avviene pochi secondi dopo il pareggio, Kolarov, l’eroe di serata, va a destra e Nasri sotto la doccia. Il forcing immaginato dal tecnico italiano però non arriva.

Entra sull’1 1 per alimentare un assalto che poi non arriva. Può essere il rammarico di giornata per Mancini che ha preferito tenere Silva fino in fondo confidando nei suoi cross.

NAPOLI CANNAVARO E’ INSUPERABILE 7 h 7,5

7

Impresa sfiorata: è l’ambasciatore del nostro calcio

L’allenatore Mazzarri

Cannavaro il migliore

Gestisce molto bene la sfida, indovinando la formazione iniziale e i cambi (Dzemaili preferito a Pandev). Ma soprattutto piace lo spirito della sua squadra. Può andarne fiero

Baluardo insuperabile sia quando a provarci è Dzeko, sia quando il City si affida ai piccoli. Lucido nei rilanci, spende bene il fallo da ammonizione su Aguero. Anche Fabio sarà orgoglioso.

5

7

7

7

6

7

De Sanctis

Campagnaro

Aronica

Maggio

Inler

Gargano

Gara normale fino alla punizione di Kolarov che si infila sul suo palo senza che lui riesca a muovere un dito. Qualcuno in barriera si sarà pure spostato, ma la responsabilità è sua.

Comincia da lui l’eccezionale rendimento della linea arretrata che concede davvero poco agli attaccanti di Mancini. Soltanto Aguero riesce a procurarsi un’occasione sotto rete.

Debutta in Champions da ultratrentenne ma dimostra di meritare la fiducia confermatagli dal tecnico. Non va mai in soggezione dinanzi alle puntate di gente sgusciante come Silva.

Preoccupato di arginare Kolarov gioca un primo tempo tattico. Nella ripresa sprigiona tutta la sua energia nel contropiede vincente, gestito con intelligenza e tempismo: un grande assist.

Messo in difficoltà dalla possanza atletica di Touré cresce nella ripresa dove però diventa co protagonista negativo dell’1 1. Prima causa la punizione e poi si stacca dalla barriera.

Una quantità impressionante di recuperi è la sua medaglia di serata. Comprimario prezioso sia perché argina le manovre degli avversari sia perché sa far ripartire rapidamente i suoi.

6,5

6,5

6,5

6,5

6,5

s.v.

Zuniga

Hamsik

Lavezzi

Cavani

Dzemaili

Pandev

Un po’ impacciato all’inizio, ma si rinfranca in fretta e diventa un bel motorino sulla fascia mancina, dove Zabaleta ha un osso duro da rodere. Peccato quel tiro affrettato con Lavezzi libero.

Aveva fatto... gol in avvio di ripresa, Kompany con una magia glielo ha cancellato giusto sulla linea. Bravo ad aprire i varchi sui contropiede, qualche pausa gliela si può perdonare. (Santana s.v.)

Ah, quella traversa. Chissà quante volte nella notte avrà rivisto mentalmente il guizzo del mancato 1 0 (18’ p.t.). Esce per infortunio dopo aver alimentato pericolosi ribaltamenti di fronte.

Un lampo dopo più di un’ora trascorsa ai margini della contesa, in evidente difficoltà atletica (va atteso). Ma quel pallone recapitatogli da Maggio non si poteva sbagliare. E non lo sbaglia.

Piace lo spirito col quale entra in campo, la determinazione e l’intelligenza tattica che ci mette nel vestire i panni del Pocho. Non una riserva ma un vero protagonista, il dodicesimo titolare.

Gioca una decina di minuti al posto di Cavani eppure gli capita l’opportunità di diventare uomo del match quando si avventa su un retro passag gio: esita un secondo e il portiere lo anticipa.

TERNA ARBITRALE: ERIKSSON 7,5 Praticamente perfetto durante tutto l’arco della partita, una direzione d’alto livello. Nillson 6; Klasenius 6

Napoli, p Cavani spaventa i ricconi del City Che bella figura al primo eurotest La squadra di Mazzari mette in crisi Mancini salvato solo da una punizione di Kolarov Traversa di Lavezzi, quasi gol di Hamsik

DAL NOSTRO INVIATO

ALBERTO CERRUTI MANCHESTER

Grazie Napoli. Grazie per aver giocato la partita più bella delle tre italiane in Champions. E pazienza se alla fine è arrivato «soltanto» un pareggio, che tutti i 2.500 tifosi arrivati fin qui avrebbero firmato alla vigilia. Negli occhi di chi ha preso freddo in tribuna o di chi ha visto la partita in tv, rimarrà per sempre il ricordo di un Napoli da applausi che ha giocato con la personalità della grande squadra, non con la paura della debuttante, o semplicemente con la consapevolezza di essere sfavorita nei 90’ e per il passaggio agli ottavi. E il merito ancora una volta è di Mazzarri, che si conferma un signor allenatore capace di caricare tutti e di scegliere la formazione meno scontata ma più giusta, con Zuniga e Gargano al posto di Dossena e Dzemaili. E poi ci sono i meriti dei giocatori, a cominciare da capitan Cannavaro, con l’unica eccezione di De Sanctis che lascia passare sul primo palo la punizione dell’1-1 di Kolarov. Peccato, perché solo 6 minuti prima il gol di Cavani aveva regalato il sogno di una clamorosa ma meritata vittoria. Anche se stavolta, più del risultato, in prospettiva europea conta la prova di maturità della squadra. Bentornati Ventuno anni di lon-

tananza da quella che allora si

chiamava Coppa dei Campioni erano tanti per il Napoli, ma erano pochi rispetto ai 43 di assenza del City. E allora per celebrare il suo doppio debutto, in Champions e in casa, il grande schermo scalda l’attesa proiettando immagini del passato europeo degli antenati di Dzeko e Aguero. Tra i tanti gol si vedono anche quelli rifilati al milanista Albertosi in una partita di Coppa Uefa del 6 dicembre 1978 vinta 3-0, anch’essa storica perché fu l’ultima in Europa di Rivera. I trionfi del passato però caricano soltanto i tifosi della squadra di Mancini, che rispetto all’ultima passeggiata contro il Wigan ritrova Zabaleta, Kolarov, Nasri e Dzeko. Tra i due bentornati nella coppa dei ricchi, il City conferma di avere più uomini di classe e più voglia di arrivare subito al sodo. Il Napoli, però, fa capire subito di non lasciarsi intimorire, evitando di farsi schiacciare oltre i limiti della decenza.

tra Xavi e Iniesta. Rinfrancato dalla grande concentrazione di Zuniga e dal movimento continuo di Gargano, al fianco del preziosissimo Inler, il Napoli ha sempre la forza di ripartire. E quando al 18’ Zuniga smarca Lavezzi, solo la sfortuna nega il gol all’argentino che calcia benissiEdinson Cavani, 24 anni REUTERS

Doppia traversa Con il gigante

Tourè padrone in mezzo al campo al fianco di Barry, alle spalle del trio Silva-Aguero-Nasri a supporto di Dzeko, il City fa paura quando parte in velocità. Al momento del dunque, però, c’è sempre una gamba di Campagnaro e Aronica, oppure la testa di Cannavaro ad anticipare gli uomini di Mancini, troppo dipendenti dal folletto spagnolo Silva, che sembra un incrocio

il Film

Il saluto Fair play prima della gara Un bel benvenuto ai tifosi italiani: prima della partita arriva direttamente sul tabellone dello stadio CUOMO

18’ primo tempo La traversa ferma Lavezzi Il Napoli sfiora il vantaggio al primo affondo: Lavezzi fa partire un tiro carico di effetto, respinto dalla traversa CUOMO


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ari milionario Cavani scocca il tiro che regala il momentaneo vantaggio al Napoli REUTERS

MAN. CITY

NAPOLI

1

1

(4-2-3-1) Hart; Zabaleta, Kompany, Lescott, Kolarov; Y.Tourè, Barry; Silva, Aguero, Nasri (dal 31’ s.t. Clichy); Dzeko (dal 36’ s.t. Tevez). ALLENATORE Mancini. PANCHINA Pantilimon, Richards, Savic, Johnson, K.Tourè.

(3-4-2-1) De Sanctis; Camapagnaro, P. Cannavaro, Aronica; Maggio, Inler, Gargano, Zuniga; Hamsik (dal 44’ s.t. Santana), Lavezzi (dal 12’ s.t. Dzemaili); Cavani (dal 39’ s.t. Pandev). ALLENATORE Mazzarri.

ESPULSI nessuno.

PANCHINA Rosati, Fideleff, Fernandez, Dossena.

AMMONITI Zabaleta per gioco scorretto.

ESPULSI nessuno. AMMONITI Maggio, Cannavaro, Aronica e Inler per gioco scorretto.

GIUDIZIO 7777 PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORI Cavani (N) al 24’, Kolarov (M) al 30’ s.t. ARBITRO Eriksson (Svezia). GUARDALINEE Nilsson-Klasenius (Svezia) NOTE spettatori 35.000 circa. Angoli 9-7. In fuorigioco 0-1. Recupero 1’ p.t.; 3’ s.t. POSSESSO PALLA

MAN. CITY 68%

CONTRASTI VINTI

NAPOLI 32%

TIRI IN PORTA

mo, ma vede il suo pallone finire sulla traversa. Proprio Lavezzi, però, regala da un angolo un pallone a Tourè che va via da solo e dopo aver scambiato con Aguero pareggia il conto delle traverse. Gran finale Superato senza dan-

ni il primo tempo, il Napoli ac-

quista fiducia crescendo alla distanza come le grandi squadre. Hamsik calcia a colpo sicuro, ma trova Kompany che respinge sulla linea il suo pallone. É il segnale che spaventa e frena il City, mentre Mazzarri è costretto a inserire Dzemaili al posto dell’acciaccato Lavezzi. E proprio l’ultimo arrivato squarcia la dife-

la Moviola di FRANCESCO CENITI

Contatto Aronica-Silva: ok non concedere il rigore Discreta la prova dello svedese Eriksson, sempre molto vicino all’azione e preciso nella distribuzione dei cartellini. Solo un tentennamento iniziale, quando dopo pochi minuti evita un giusto giallo a Barry autore di una brutta entrata su Campagnaro. Non è così fortunato Maggio, ammonito al 15’ dopo aver abbattuto Silva. Al 24’ stessa sorte per Zabaleta in ritardo su Campagnaro: giallo ok. Al 31’ Cannavaro stende Aguero: altro cartellino. E al 44’ ammonito anche Aronica costretto a fermare con le cattive il solito Aguero lanciato in contropiede. Nella ripresa è Inler a finire sul taccuino dell’arbitro per un fallo a gamba

Contatto ok Aronica-Silva AFP tesa su Touré. Nel finale il Manchester City reclama un rigore quando Silva cade in area sulla pressione di Aronica, ma pur essendoci un leggero contatto fa bene il direttore di gara a ignorarlo.

30’ secondo tempo Il City salvo con una punizione Sotto di un gol, la squadra di Mancini trova il pareggio grazie a una maligna punizione di Kolarov che aggira la barriera e sorprende De Sanctis AP

sa avversaria con le sue discese, sfiorando il gol. Poi è Maggio che in contropiede consegna a Cavani il pallone dell’1-0. Sembra fatta, ma il City ha un sussulto di orgoglio. Aguero colpisce la traversa, poi è Kolarov su punizione a sorprendere De Sanctis sul primo palo. Un’altra squadra si spegnerebbe, ma non il

Napoli che riprende ad attaccare, anche quando Mancini, senza lo squalificato Balotelli, inserisce Tevez al posto di Dzeko. Niente da fare: è il City ad arrendersi alla squadra di Mazzarri, non il contrario. E allora grazie Napoli e avanti così. Perché questo è soltanto l’inizio. © RIPRODUZIONE RISERVATA

NAPOLI 53%

TIRI FUORI

IIIII MANCHESTER CITY

MAN. CITY 47%

III IIIIIIII NAPOLI

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO 13’ Dzeko prova il diagonale fuori di poco. 18’ Lavezzi, smarcato da Zuniga, con un bellissimo destro colpisce la traversa. 35’ Yaya Yourè, scambia con Aguero e colpisce la traversa. 39’ Kolarov su punizione impegna De Sanctis che devia in angolo.

MANCHESTER CITY

IIIIIII NAPOLI

SECONDO TEMPO 5’ Hamsik calcia a colpo sicuro da destra, Company respinge sulla linea. c GOL! 24’ Cavani conclude di destro un contropiede avviato da Maggio. 28’ Aguero devia sulla traversa un cross di Nasri. c GOL! 30’ Kolarov su punizione di sinistro sorprende De Sanctis sul primo palo.


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CHAMPIONS GRUPPO A DAL NOSTRO INVIATO

MIMMO MALFITANO MANCHESTER (Gran Bretagna)

Il Napoli c’è, pure in Europa. Grande carattere e una prestazione di livello superiore: proprio quanto era stato richiesto per la sfida col Manchester City. E ora che anche l’esordio in Champions League è stato archiviato con un risultato positivo, questa squadra davvero può sorprendere più di quanto non abbia fatto nella passata stagione. Avvio timoroso C’era il timore

che il banco potesse saltare dinanzi ai talenti di Roberto Mancini. Ma, alla fine, c’è soltanto il Napoli che ha qualcosa da recriminare. La traversa di Lavezzi, nel primo tempo, e il salvataggio di Kompany sulla linea ad inizio ripresa, hanno legittimato un pareggio che, tutto sommato, potrebbe anche stare stretto al Napoli. «Siamo partiti contratti, il primo tempo abbiamo sofferto e ci è andata anche bene. Siamo rimasti un po’ troppo bassi e non abbiamo condotto il gioco come ci piace fare», ha spiegato Walter Mazzarri nel dopo partita. L’allenatore napoletano non ha nascosto la sua soddisfazione per il risultato e per la prestazione. «Nel secondo tempo ci siamo sciolti e avremmo meritato anche il secondo gol in alcune circostanze. Abbiamo sprecato qualche occasione per chiudere la partita. Ed è questo il rammarico più grande, perché se non sfrutti certe opportunità ci può anche stare che prendi un gol su punizione», ha osservato il tecnico del Napoli che ancora una volta ha indovinato le sostituzioni. «Quando è entrato, Dzemaili ha fatto bene, ha pressato i loro mediani e andava ad attaccare gli spazi, con inserimenti improvvisi. Nell’insieme, però, è stata tutta la squadra che ha risposto bene, soprattutto sul piano fisico. I ragazzi lavorano sodo in allenamento e meritano i complimenti. E' stata una prova di maturità» ha concluso Mazzarri. Lavezzi L’ha tirato fuori, Walter Mazzarri, dopo 10 minuti dall’inizio della ripresa. Qualche istante prima, Lavezzi si era scontrato con Kompany riportando una contusione al piede sinistro. Il Pocho ha stretto i denti, ma il dolore non gli ha dato tregua. Oggi, a Castelvolturno, le sue condizioni verranno verificate da Alfonso De Nicola, il medico sociale. Al momento, l’attaccante argentino è in dubbio per la sfida di domenica sera, contro il Milan, al San

Il derby italiano Mazzarri «Napoli, potevi pure vincere» Il tecnico: «Dopo il nostro gol mancate le chance del 2-0» Paolo. «Vediamo che mi dirà il dottore - dice - la caviglia mi fa molto male ma spero non sia niente di grave. Peccato per quella traversa, potevamo fare gol ma quel che conta è che abbiamo fatto molto bene e che abbiamo approcciato bene la gara. Io e Aguero? Lui costa tanto, io di meno. Abbiamo avuto grande personalità ed affrontato la gara come era giusto fare, mettendoli tante volte in difficoltà. I tifosi ci verranno a prendere all'aereoporto? Non penso, la gente a Napoli lavora...». E sorride.

DAL NOSTRO INVIATO

ALESSIO D’URSO MANCHESTER (Gran Bretagna)

«Un pareggio qui a Manchester è come una vittoria. Siamo arrivati convinti di faticare moltissimo, ma abbiamo offerto una prestazione ottimale, anche se con qualche sbavatura che ci è costata il gol del pareggio. Ma meglio così, abbiamo tempo per meditare altrimenti, in maniera presuntuosa, avremmo creduto di essere troppo bravi e questo, strada facendo, l’avremmo pagato». Contento, ma senza esagerare. Aurelio De Laurentiis si gode il risultato positivo e non rinuncia a qualche stoccata. Come quella rifilata ai politici italiani: «Bisogna portarli qui per co-

piare la legge che hanno in Inghilterra e gestire un calcio veramente spettacolare, con i bambini, con le famiglie, con un’altra tifoseria oltre a quella classica e che negli stadi italiani fatica ad arrivare. Non serve fare nuovi impianti, serve che i politici italiani vengano a lezione da quelli inglesi, così risolviamo tutti i problemi». La visita Frasi che vanno lette alla luce della lunga visita che ieri mattina il presidente del Napoli aveva fatto nello storico impianto. «Gli inglesi sono straordinari - ha detto il presidente -, fanno stadi che fruttano grandi incassi. Noi in Lega, invece, discutiamo di come dividerci i soldi per i prossimi 3 anni. Non capisco perché queste cose non si possono

SERGIO AGUERO 23 anni MAN. CITY

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L’allenatore di casa: «Troppa la smania di fare da soli»

EZEQUIEL LAVEZZI 26 anni NAPOLI

CONCLUSIONI

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TIRI IN PORTA

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PASSAGGI

37 MINUTI GIOCATI

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Cavani Per precauzione, l’allenatore ha richiamato in panchina anche Cavani, toccato duro sulla caviglia da un’entrata decisa di Yaya Touré. L’infortunio dell’uruguaiano, tuttavia, non desta preoccupazioni: sarà tra i protagonisti contro il Milan. «C’è stato da soffrire, lo sapevamo, ma poi siamo usciti fuori bene - dice alla fine l’uruguaiano - ci è mancata forse l’esperienza per amministrare meglio il vantaggio. Il gol mi rende felice, non potevo debuttare meglio in Champions League».

DAL NOSTRO INVIATO

ALESSIO D’URSO MANCHESTER (Gran Bretagna)

Via, non è sempre festa. E il Napoli non è il Wigan. Lui, Roberto Mancini, avrebbe voluto dedicare al padre Aldo, per la prima volta in tribuna ieri sera all’Etihad Stadium ad assistere ad una partita da allenatore del figlio, una vittoria convincente, una notte magica, una partita piena di bollicine. E invece l’ex tecnico dell’Inter, non proprio soddisfatto a fine gara, ha dovuto commentare la prestazione

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LA POLEMICA DE LAURENTIIS E IL NUOVO STADIO SUL MODELLO INGLESE

«I politici italiani imparino la lezione»

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Mancini «Fermati da un’ottima squadra»

la Sfida

fare pure in Italia. Il Napoli non può crescere da solo. Il San Paolo ha bisogno di un grande restyling. Non possiamo abbatterlo e ricostruirlo in tre mesi, io ho già ipotizzato un progetto, ma servono dai 4 ai 7 anni. Se si vuole fare un intervento definitivo, allora c’è un piano A, altrimenti c’è un piano B. Ho parlato col sindaco De Magistris, che è una persona concreta». Polemica De Laurentiis ha pure

dedicato una battuta a proposito dei mezzi del Manchester dello sceicco Mansour («Mi diverte battermi con chi sperpera denaro...») e perfino due parole in risposta ai tabloid inglesi che l’avevano definito «un chiacchierone» secondo cui le donne inglesi avrebbero un rapporto difficile con l’igiene: «Scrivono falsità: ho studiato qui agli inizi degli anni ’70 e dico che le donne inglesi se sono belle sono straordinariamente belle». © RIPRODUZIONE RISERVATA

la Sfida EDIN DZEKO 25 anni MAN. CITY

di un Manchester bifronte: bello nel primo tempo, contraddittorio nella ripresa. «Per noi è stato più difficile, il Napoli si è difeso molto bene, nei contropiede è stato sempre pericoloso. Questo risultato conferma che non esistono partite facili, io sapevo che gli azzurri erano forti e lo hanno dimostrato anche stavolta». Analisi La reazione d’orgoglio della sua squadra, almeno quella, gli è piaciuta. Ma l’allenatore aggiunge: «L’appunto che posso muovere ai miei è che

L’EX CARNEVALE: «IL NAPOLI MERITAVA DI VINCERE» EDINSON CAVANI 24 anni NAPOLI

Caroselli in città e tutti all’aeroporto

CONCLUSIONI

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GIANLUCA MONTI NAPOLI

TIRI IN PORTA

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È finita con qualche carosello per le strade, fuochi d'artificio in diverse parti della città e molti tifosi che si sono dati appuntamento a Capodichino per accogliere la squadra di ritorno da Manchester. Napoli è esplosa al gol di Cavani, si è ammutolita al pari di Kolarov, ma alla fine ha festeggiato. Ieri alle 20.45 tutta la città era davanti alla tv per il ritorno degli azzurri in Champions. Ognuno al proprio posto, sul divano di casa o nei moltissimi locali che trasmettevano la sfida con il City. In tanti l'hanno vista sul nuovo canale 3D di Sky, compre-

si gli ospiti del Much More, ristorante del lungomare, dove sono stati forniti agli ospiti vip (tra i quali l'attore Paolo Conticini) gli occhialini neri che permettono di usufruire di questa nuova tecnologia nella doppia modalità «attivo» e «passivo». L’ex bomber Andrea Carnevale, grande ex azzurro, l'ha vista dalla sua casa di Udine: «É stato un bel Napoli - dice -, che dopo il primo quarto d'ora di timore ha sfoderato una prestazione di personalità. Nel secondo tempo, gli azzurri avrebbero meritato la vittoria». Per Carnevale «la palma del migliore in campo va a Gargano. Lui ed Inler compongono una coppia molto tosta». © RIPRODUZIONE RISERVATA


GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

hanno cercato di risolvere troppe volte la situazione con giocate personali, ma sono comunque soddisfatto della prestazione, abbiamo creato parecchie occasioni e in certi momenti la fortuna non ci ha aiutato. Il problema è che, dopo un primo tempo in cui ci siamo ben espressi tenendo bene il pallone tra i piedi, nella ripresa ci siamo allungati troppo, abbiamo perso stupidamente il pallone a centrocampo, ma questa è la Champions. I ragazzi volevano segnare a tutti i costi, ma al contempo abbiamo aperto varchi nei quali i giocatori del Napoli si sono infilati. La squadra di Mazzarri può lottare per lo scudetto, gioca bene». Niente paragoni Mancini accetta

La rete del Manchester City che ha fissato il pareggio. Kolarov sorprende De Sanctis su punizione. Per il Napoli, comunque, un ottimo risultato al debutto in Champions League contro una delle grandi favorite REUTERS

comunque l’1-1 «Il risultato è stato giusto, sono comunque soddisfatto. Troppo nervosi? Era la prima partita e il City può pagare un po’ d’emozione, mancava dalla Champions da 43 anni. Cercavamo di giocare troppo bene? Un confronto col Barça? Io non l’ho mai detto. Ho fantastici giocatori, ma cerco di farli giocare in un modo semplice, prima o poi il gol lo facciamo. Mi riferisco anche a certi colpi di tacco, però nella prima metà di partita sono stato molto contento. É impossibile fare 3-4 gol ogni volta, è importante muoversi sempre in velocità, l’abbiamo fatto in parte. Mio papà in tribuna? Aspetto la critica più tardi, questa è la cosa peggiore per me (e ride...). Rimarrà qui anche nel fine settimana e mi darà certamente i suoi suggerimenti. Nella prossima partita contro il Bayern giocheremo sicuramente con meno tensione, saremo più calmi: i tedeschi sono molto forti ma anche noi lo siamo e potremo anche vincere. In questa gara col Napoli – ha concluso il tecnico, criticato negli studi inglesi di Sky dall’ex allenatore del Manchester, Mark Hughes - avevano la pressione addosso di dover far bene a tutti i costi». Complimenti E ieri sera i complimenti al Napoli sono stati recapitati anche dal difensore belga Vincent Kompany, capitano del City ((sceso in campo col lutto al braccio in memoria di un tifoso dei Citizen travolto da un auto al termine del match di Premier League col Wigan) e protagonista del salvataggio sulla linea sul tiro a botta sicura di Hamsik: «La partita è stata più aperta di quanto ci aspettassimo, ma per noi è un buon punto. È stata una serata speciale e abbiamo giocato contro un ottimo Napoli, guardiamo avanti con fiducia».

L’ANNO SCORSO CON IL LIVERPOOL NON BASTO’ IL GOL DI LAVEZZI GERRARD FIRMO’ UNA TRIPLETTA

I NUMERI

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le reti segnate da Cavani, con la maglia del Napoli, nelle coppe europee. A quella di ieri a Manchester, da aggiungere le 7 realizzate nell’Europa League 2010/2011

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la sola sconfitta del Napoli nelle sette partite finora giocate nella Coppa Campioni-Champions League, nell’esordio a Madrid col Real (0-2) il 16 settembre 1987. Poi due vittorie (entrambe con l’Ujpest Dosza nel 1990) e quattro pareggi.

’89

l’anno dell’unica vittoria internazionale del Napoli. Vinse la coppa Uefa battendo nella doppia finale lo Stoccarda. In semifinale aveva eliminato il Bayern, ora avversario in Champions League. Lo affronterà al San Paolo il 18 ottobre e in Germania il 2 novembre. Prima di allora, solo una semifinale nella coppa delle Coppe 1977 (eliminato dall’Anderlecht)

Il Bayern Monaco saluta i tifosi a fine partita AP

Colpi di Kroos e Rafinha Il Bayern scatta in testa Settima vittoria consecutiva in un mese per i tedeschi: 24 gol Il fortino del Villarreal cade per la prima volta in Champions VILLARREAL BAYERN MONACO

0 2

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 0-1 MARCATORI Kroos al 7’ p.t.; Rafinha al 31’ s.t. VILLARREAL (4-3-1-2) Diego Lopez; Mario Gaspar, Zapata, Musacchio, Català; Marchena, Senna (dal 1’ s.t. Cani), Bruno; De Guzman (dal 27’ s.t. Camunas); Nilmar (dal 13' s.t. Marco Ruben), Rossi. PANCHINA Cesar Sanchez, Gonzalo, Perez, Wakaso. ALLENATORE Garrido. BAYERN (4-2-3-1) Neuer; J. Boateng, Van Buyten (dal 22' p.t. Rafinha), Badstuber, Lahm; Timoshschuk, Schweinsteiger; Müller, Kroos (dal 35’ s.t. Luiz Gustavo), Ribery; Gomez (dal 1' s.t. Petersen). PANCHINA Butt, Usami, Contento, Alaba. ALLENATORE Heynckes. ARBITRO Cakir (Tur). ESPULSI nessuno. AMMONITI Timoshschuk (B), Marchena (V) gioco scorretto, Schweinsteiger (B) c.n.r. NOTE spettatori 19.168 mila circa, incasso non comunicato. Tiri in porta 2-8. Tiri fuori 4-6. Fuorigioco 1-5. Angoli 2-4. Recuperi 1' p.t., 2' s.t.

DAL NOSTRO INVIATO

PIERFRANCESCO ARCHETTI VILA-REAL (Spagna)

La linea principale del girone è tracciata: scatta subito il Bayern e se mantiene questo stato sarà dura per il City nel prossimo incontro. La buona notizia per il Napoli è che troverà i tedeschi soltanto dalla terza giornata, teoricamente in calo. Perché adesso la condizione, figlia anche dell’ansia del preliminare, è sovrastante: settima vittoria consecutiva in un mese, con un bilancio stagionale di 24 gol segnati e uno incassato (668’ di imbattibilità). E dire che il Villarreal di solito costruisce le fortune nel suo ristretto fortino: qui non aveva mai perso in Champions (13 gare), ricevendo anche Manchester United, Inter e Arsenal. Ma il Bayern attuale è superiore e con un centravanti meno svagato sarebbe finita con un’umiliazione. I motivi Il simbolo di tanto do-

minio è il gol del 2-0: Rafinha scherza Bruno con un tunnel

in area, poi perfora Lopez con una botta prevedibile e centrale, ma il portiere si piega senza forza proprio come i compagni per tutta la contesa. Heynckes aveva perso due volte con il Villarreal in marzo, ma allora allenava il Leverkusen. Adesso ha della materia prima diversa, e anche se sceglie la versione più coperta, non deve preoccuparsi di difendere. Garrido ha capito che non sarebbe finita come in Europa League, però il suo impianto, mutato dal 4-4-2 al 4-3-1-2, non riesce mai a funzionare e anche il 4-2-3-1 della ripresa non migliora la situazione, anzi i suoi vengono derisi tecnicamente e fisicamente. Nella prima parte, i tre in mezzo (Marchena-Senna-Bruno) devono appoggiarsi sul trio tedesco dietro a Gomez, inoltre Marchena e Bruno hanno il dovere di allargarsi e insabbiare Lahm e Boateng (poi Rafinha, che rileva l’infortunato Van Buyten). Non attenuano lo strappo sui lati anche perché le punte non collaborano e l’assalitore di turno arriva sulla tre-

quarti lanciato. Schweinsteiger si aggiunge spesso, formando un 4-1-4-1, Lahm e Ribery (a tratti delizioso) si divertono a sinistra; il centrocampista in appoggio va posizionarsi per la conclusione e Kroos al primo tiro mette già allegria alla serata del Bayern (7’). Nella seconda metà invece il sostituto di Robben fa tremare il palo. L’italiano sperduto Rossi aveva

già bucherellato Neuer in Germania-Italia, febbraio scorso. L’azzurro è il solo che dà fluidità in avanti: una palla gol, due punizioni fuori, tocchi e superiorità che non trovano prosieguo perché Nilmar fa finta di non capire e viene tolto per Ruben. Ma non sono i cambi (anche Cani per Senna e Camunas per De Guzman), bensì la fifa di un esordiente come Petersen a tenere in sospeso l’esito fino al 76'. Il capocannoniere della B, preso dal Cottbus, entra per Gomez (adduttore) e si mangia tre opportunità colossali. Ma il Bayern scatta ugualmente. © RIPRODUZIONE RISERVATA

le Pagelle

di FILIPPO MARIA RICCI

ROSSI SEMBRA CHE GIOCHI DA SOLO, RIBERY DÀ SPETTACOLO VILLARREAL 5 DIEGO LOPEZ 5 Ferma tre volte Petersen, ma sul gol di Rafinha ha tante colpe. MARIO GASPAR 5 Poco aiutato, soffre le incursioni di Ribery. L'occasione migliore dei suoi capita a lui, brutto segno. ZAPATA 5.5 Garrido lo sposta al centro, lui, come sulla fascia, non trasmette grande sicurezza.

Un solo precedente inglese per il Napoli, da quando è tornato in A nel 2007. L’anno scorso, nella fase a gironi dell’Europa League, affrontò il Liverpool. Dopo lo 0-0 dell’andata al San Paolo, nella gara di ritorno una rete di Lavezzi (foto AP) illuse i numerosi tifosi partenopei al seguito. Bastò l’ingresso di Gerrard, fino ad allora in panchina, per ribaltare il match con una tripletta. La partita terminò 3-1. Alla fine della fase a gruppi, comunque, passarono il turno sia il Liverpool sia il Napoli, a spese di Steaua Bucarest e Utrecht.

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clic

LA GAZZETTA DELLO SPORT

MUSACCHIO 5 Sul gol Kroos s'infila tra lui e Zapata. CATALÀ 6 Sopravvive a Muller ma non apporta nulla in attacco. MARCHENA 5 Dovrebbe dare una mano a destra, non lo fa quasi mai e sul primo gol il Villarreal paga caro la sua pigrizia. SENNA 5.5 Corre anche per Marchena, ma non basta. CANI 5 Il suo apporto di vitalità dura 10 minuti. Forse meno.

BAYERN MONACO 7 BRUNO 4.5 Serataccia: centrale puro, viene schierato a sinistra e si perde. Chiude umiliato dal tunnel di Rafinha sul secondo gol. DE GUZMAN 5 Il canadese d'Olanda mostra tutta la sua inesperienza. Acerbo. CAMUNAS 5 Invisibile. NILMAR 5 Viene sostituito dopo un'ora di fumosa attività. MARCO RUBEN 5 Non lo si nota praticamente mai.

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IL MIGLIORE

6 ROSSI 6

Spesso gioca da solo, e non per egoismo. Come con l'Odense è l'unico in grado di creare qualcosa. All. GARRIDO 5 Formazione sbagliata, cambi tardivi, qualificazione lontana.

NEUER 6 Due interventi, entrambi con tecnica poco ortodossa. J. BOATENG 6 Preferito a Rafinha, non ha problemi né con Bruno né quando scala al centro. VAN BUYTEN 6 Già acciaccato, soffre per 20’ prima di cedere. RAFINHA 7 L'ex genoano entra per Van Buyten e passa una serata tranquilla ravvivata dalla gloria del primo gol col Bayern. BADSTUBER 6.5 Una bella chiusura su Rossi e poco altro da fare. LAHM 7 L'accoppiata con Ribery sulla sinistra è letale. TIMOSHSCHUK 6.5 Heynckes lo preferisce a Luiz Gustavo e non sbaglia. SCHWEINSTEIGER 7 Uno che non delude praticamente mai.

TERNA ARBITRALE ÇAKIR 6 Lo si nota solo per la maglietta viola, buon segno. Duran 6; Ongun 6

MULLER 6 L'assenza di Robben lo fa scalare a destra, lui non si scompone. KROOS 7 Un palo e un gol, prima rete in quasi un anno. Se comincia a segnare... (Luiz Gustavo s.v.).

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IL MIGLIORE

7 RIBERY 7

Padrone del 75% delle azioni del gol di Kroos. Diversi spunti di brutale tecnica e rapidità. GOMEZ 5 Sempre a segno da 4 partite, addirittura 7 reti nelle ultime 2, ieri in 45' ha collezionato solo vari fuorigioco. PETERSEN 5 Sbaglia due gol nei primi due minuti. Il passaggio dalla B alla Champions è complesso. All. HEYNCKES 7 Lo scorso anno Garrido aveva battuto due volte il suo Bayer Leverkusen. La vendetta è dolcissima.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011


GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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CHAMPIONS GRUPPO D

Di Maria si sveglia e spegne la Dinamo Il Real ringrazia Cristiano Ronaldo e Benzema fermati dal portiere croato, a Zagabria decide l’argentino. Mou in tribuna DINAMO ZAGABRIA REAL MADRID

0 1

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORE Di Maria all’8’ s.t. DINAMO ZAGABRIA (4-2-3-1) Kelava 8; Leko 5,5, Vida 6,5, Tonel 5, Ibañez 6; Badelj 6, Calello 6,5 (dal 40’ s.t. Situm s.v.); Tomecak 6, Sammir 6, Kovacic 5 (dal 17’ s.t. Pokrivac 5,5); Rukavina 6 (dal 31’ s.t. Beqiraj s.v.). PANCHINA Loncaric, Barbaric, Puljic, Krstanovic. ALL. Jurcic 6. REAL MADRID (4-2-3-1) Casillas 6; S. Ramos 5,5, Pepe 7, R. Carvalho 6, Marcelo 5; X. Alonso 6, Coentrao 6; Di Maria 6,5 (dal 32’ s.t. Diarra s.v.), Özil 6,5 (dal 32’ s.t. Higuain s.v.), C. Ronaldo 6; Benzema 6,5 (dal 36’ s.t. Arbeloa s.v.). PANCHINA Adan, Varane, Khedira, Callejon. ALL. Karanka 6 (Mourinho squalificato).

NOTE spettatori 40mila. Tiri in porta 1-11. Tiri fuori 5-8. Fuorigioco 1-5. Angoli 10-6. Recuperi: p.t. 2’, s.t. 4’.

FABIO LICARI ZAGABRIA (Croazia)

Senza quel satanasso di Kelava, portiere da «grande», strepitoso in almeno sei occasioni contro Benzema e Cristiano Ronaldo, sarebbe finita 5-0 se non peggio. Ma il risultato avrebbe nascosto un Real Madrid non certo memorabile.

Dinamo carattere Missione che

il Madrid aveva già reso meno agevole. Senza fenomeni non ancora, almeno, visto che il 17enne Kovacic è un predestinato (ma ancora inesperto) - la Dinamo è tutta carattere. Spinta dai 40mila che urlano come ossessi, meglio di un modulo azzeccato, prende il comando, aggredisce e ruba palla con i due centrali (Badelj e Calello) che fanno ripartire l’azione verso il talentuoso, ma discontinuo, Sammir. Tomecak a destra, e soprattutto Ibañez a sinistra, lo accompagnano. Se Ramos ogni tanto abbocca, e forse Carvalho è sotto choc per la squalifica di un anno inflittagli dal Portogallo (ha rinunciato a una convocazione), c’è invece Pepe che è meglio di una cassaforte blindata. Su di lui si spegne la foga dei croati. Che Benzema Quando il Real

ARBITRO Moen (Nor) 7. ESPULSO Marcelo (R) al 28’ s.t. per doppia ammonizione. AMMONITI Leko e Pokrivac (D), Pepe (R).

DAL NOSTRO INVIATO

di Marcelo (fallo al 25’ s.t., simulazione tre minuti dopo) che rischia di complicare la missione.

Prevedibile per un tempo nel quale, orribile a dirsi, concede addirittura il possesso palla alla Dinamo, letale soltanto nel momento del gol, complessivamente episodico. Finisce 1-0, quanto basta per lanciarsi verso Lione e Ajax, in teoria più pericolosi. Ma, come ha urlato Mourinho dopo il 4-2 al Getafe, c’è qualcosa che non va.

Mou allo stadio Forse proprio per questa involuzione, più mentale che fisica, e per non abbandonare i suoi, Mourinho fa dietrofront: eccolo in tribuna, niente tv e iPad in hotel. Ma Karanka, tutto sommato, avrebbe potuto fare da solo: nessun cambio tattico, nessuna mossa squarcia-Dinamo, soltanto tre cambi obbligati dalla stupida espulsione finale

A sinistra, Angel Di Maria, 23 anni, festeggiato dai compagni del Real, in rosso per la prima volta dal ’73 AFP

decide di cambiare ritmo, invece, i limiti della Dinamo vengono fuori tutti: difesa disorganizzata, reparti che si sfilacciano mentre il fiato s’accorcia, Rukavina solo in attacco. Però la manovra madridista, anche per il genio in vacanza di Xabi Alonso, vive di situazioni. Benzema comincia la sua guerra personale con Kelava che gliele blocca tutte, ma proprio tutte. Cristiano non festeggia la partita numero 500, sbeffeggiato dal pubblico che gli urla «Messi!». Ma niente può il portiere-miracolo quando, finalmente, il Real decide di sorprendere: il francese affonda a sinistra e allarga per Marcelo che, spostato al centro, dà a Di Maria. Fino ad allora il peggiore, 8’ s.t., l’argentino inventa il solito diagonale alto, imparabile, da tre punti. Con un paio d’invenzioni così, diciamolo, sarebbe stata tutt’altra storia.

h Il Lione

L’ALTRA PARTITA

MIGLIORI

S Pepe (Real Madrid) Praticamente insuperabile: una barriera che toglie da ogni imbarazzo la difesa del Madrid nei momenti-chiave

S Kelava (Dinamo) Straordinario, reattivo, coraggioso. Decisivo in almeno sei occasioni contro Benzema e Ronaldo. Evita la goleada

ci prova ma spreca Ajax salvo ALEC CORDOLCINI AMSTERDAM (Olanda)

All’Amsterdam ArenA si attende lo champagne, ma viene servita acqua minerale. L’Ajax frizza i primi dieci minuti, poi il Lione prende le misure e torna in Francia con un pareggio che non fa una grinza. Anzi, il tecnico Garde può recriminare molto di più rispetto al collega De Boer. Gomis ha fatto rimpiangere l’infortunato Lisandro: clamoroso l’errore sotto porta nel primo tempo su un assist di Bastos, il più pericoloso. I palleggiatori dell’Ajax hanno faticato ad arrivare al tiro. Nel primo tempo, l’unico spunto del deludente Sigthorsson è stato incredibilmente sciupato da Sulejmani. Nella ripresa è invece entrato in partita Lloris, reattivo su un sinistro di Eriksen. Finisce a reti bianche, per la prima volta in stagione per entrambe le squadre. AJAX-LIONE

0-0

AJAX (4-3-3) Vermeer 7; Van der Wiel 5,5, Alderweireld 6,5, Vertonghen 5,5, Boilesen 6; De Jong 6, Janssen 5 (dal 25’ s.t. Anita 6), Eriksen 6,5; Sulejmani 5 (dal 40’ s.t. Ebecilio s.v.), Sigthórsson 5 (dal 36’ s.t. Bulykin s.v.), Boerrigter 5,5. All. De Boer 6. LIONE (4-5-1) Lloris 7; Réveillère 6, Koné 6,5, Lovren 6, Cissokho 6; Briand 5,5, Källström 6, Gonalons 6 (dal 45’ s.t. Fofana s.v.), Grenier 6,5, Bastos 6,5; Gomis 4 (dal 40’ s.t. Belfodil s.v.). All. Garde 7. ARBITRO Stark (Germania) 6,5. NOTE ammoniti Källström (L), Lovren (L), Gomis (L)

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CHAMPIONS GRUPPO C

Benfica in gol Nello United ci pensa Giggs DAL NOSTRO INVIATO

LUCA CALAMAI LISBONA (Portogallo)

Per una notte Wayne Rooney torna a essere un centravanti normale. Si batte con grande generosità, come al solito, ma la porta avversaria non la vede mai. Colpa sua, naturalmente. Con la complicità, però, del maestro Ferguson che con una scelta a dir poco discutibile decide di lasciarlo solo soletto in attacco. Partendo con Hernandez e Berbatov in panchina. Anche senza le magie del suo fuoriclasse, il Manchester United riesce comunque a restare in piedi portando a casa un 1-1 che, come si suol dire, fa classifica. Vecchio a chi? Un risultato co-

struito grazie alle prodezze di un vecchietto terribile e di un ragazzino impertinente. Il primo è Ryan Giggs. Il fuoriclasse gallese, che tra poche settimane compirà 38 anni, si inventa il gol del pareggio con un sinistro dal limite dell’area che si infila all’incrocio dei pali. Un siluro telecomandato. E Giggs potrebbe completare l’opera in avvio di ripresa, ma un suo tocco geniale viene deviato in angolo

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MIGLIORI

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con una prodezza da Artur. Sorpresa L’altro sette in pagel-

la, invece, lo conquista il giovane Anders Lindegaard. Ferguson lo preferisce al balbettante De Gea, uno degli investimenti meno riusciti, per il momento, dell’ultima campagna acquisti. Lindegaard non si scompone dopo aver incassato il gol di Cardozo, bravo a liberarsi di forza di un incerto Evans e a piazzare un diagonale imparabile. E risulta decisivo, nella ripresa, con almeno tre interventi formidabili su conclusioni di Cardozo, Aimar e di Nolito, entrato al posto di Ruben Amorin. Oltre a indiscutibili doti tecniche, Lindegaard dimostra anche personalità richiamando spesso a gran voce i compagni di reparto e esibendosi in uscite coraggiose anche a metà della propria area. De Gea farà bene a svegliarsi se vuole difendere la sua maglia da titolare. Rischi Il Manchester United

(forse un po’ distratto dai prossimi impegni in Premier) chiude la partita con l’attacco titolare e con Rooney riportato nella posizione preferita, dietro a Hernandez. Ma ormai è tardi

Il sinistro dal limite di Ryan Giggs, 37 anni, che è valso l’1-1 dello United dopo il gol di Oscar Cardozo AP

per incidere in maniera decisiva sul risultato. Anzi, alla fine è proprio il Benfica che meriterebbe qualcosa in più dell’1-1. La squadra di Jorge Jesus gioca una gara quasi perfetta affidandosi alle accelerazioni micidiali dei vari Aimar e Gaitan e agli inserimenti sempre incisivi di Javi Garcia. L’errore dei padroni di casa è quello di bruciare almeno tre comode occasioni da gol. Resta, però, la sensazione di un Benfica competitivo, ben disposto in difesa intorno al totem Luisao e pieno di freschezza e qualità da metà campo in avanti. Il punto strappato al nobile Manchester United è un segnale importante in prospettiva futura. Le altre rivali del girone sono ampiamente alla portata della formazione di Jesus. © RIPRODUZIONE RISERVATA

BENFICA MANCHESTER UTD

1 1

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 1-1 MARCATORI Cardozo (B) al 24’, Giggs (M) al 42’ p.t. BENFICA (4-4-2) Artur 6; Maxi Pereira 6, Luisao 6,5, Garay 6, Emerson 5,5; Amorim 6 (dal 10’ s.t. Nolito 6), Javi Garcia 6,5, Witsel 6, Gaitan 6 (dal 44’ s.t. Bruno Cesar s.v.); Aimar 6,5 (dal 28’ s.t. Matic s.v.), Cardozo 7. PANCHINA Eduardo, Rodrigo, Saviola, Jardel. ALL. Jesus 6,5. MANCHESTER UNITED (4-2-3-1) Lindegaard 7; Fabio 6 (dal 31’ s.t. Jones s.v.), Evans 5, Smalling 6, Evra 6; Fletcher 5,5 (dal 23’ s.t. Hernandez 6), Carrick 6; Valencia 5,5 (dal 23’ s.t. Nani 6), Giggs 7, Park 6; Rooney 5,5. PANCHINA De Gea, Owen, Anderson, Berbatov. ALL. Ferguson 5,5. ARBITRO Skomina (Slo) 6. AMMONITI Aimar (B), Maxi Pereira (B), Carrick (M) per g.s., Rooney (M) per c.n.r. NOTE spettatori 60.000 circa. Tiri in porta 6-5. Tiri fuori 5-5. In fuorigioco 2-1. Angoli 8-5. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 2’.

Giggs (Man. United) Causa età ha bisogno di tempo per scaldare il motore. Ma quando si mette in moto diventa imprendibile. Tiene in piedi un grigio Manchester

L’ALTRA PARTITA

Frei più Frei Il Basilea stende i deb dell’Otelul PIER LUIGI GIGANTI BASILEA (Svizzera)

C’è voluto un rigore di Alexander Frei a 6 minuti dal 90’ (fallo su Streller), per dare i tre punti al Basilea contro un lodevole Otelul. Gli svizzeri erano passati in vantaggio al 39’ con Fabian Frei (tempismo perfetto nell’incursione in area). I debuttanti romeni avevano riacciuffato il pari al 58’ sul tap-in di Pena, dopo una respinta di Sommer su Antal. BASILEA-OTELUL GALATI

2-1

S Cardozo (Benfica) L’attaccante paraguaiano si traveste da Rooney. Segna un gol splendido e, con la sua fisicità, impegna da solo tutto il reparto difensivo inglese

MARCATORI F. Frei (B) al 39’ p.t.; Pena (O) al 13’, A. Frei (B) su rigore al 39’ s.t. BASILEA (4-4-2) Sommer 6; Steinhöfer 6, Abraham 6, Dragovic 6, Park 6; F. Frei 6,5 (dal 49’ s.t. Pak s.v.), Huggel 5, Cabral 5, G. Xhaka 5,5 (dal 33’ s.t. Zoua s.v.); A. Frei 6,5 (dal 46’ s.t. Kovac s.v.), Streller 6,5. All. Fink 6. OTELUL GALATI (4-2-3-1) Grahovac 6,5; Rapa 6,5, Perendija 5, Costin 6,5, Salageanu 6; Filip 5,5 (dal 41’ s.t. Vigilanti s.v.), Giurgiu 6,5; Antal 6,5, Ibeh 6,5, Ilie 6 (dal 44’ s.t. Frunza s.v.); Pena 6 (dal 26’ s.t. Paraschiv 5,5). All. Munteanu 6,5. ARBITRO Collum (Sco) 6. NOTE espulso Salageanu al 37’ s.t. e Huggel al 43’ s.t. Ammoniti Streller (B), Rapa (O), Antal (O), Grahovac (O).


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

CHAMPIONS LEAGUE NUMERI E CURIOSITA’ DEL PRIMO TURNO

Tutto il bello della Cham il Film

L’esecuzione perfetta Impossibile prendere questo tiro Ivan Perisic prende la mira e colpisce: un tiro perfetto sul quale nulla può il portiere dell’Arsenal AP

La gioia dell’incredibile Hulk Punizione-gol da 35 metri! Il brasiliano Hulk piega le mani del portiere dello Shakhtar e regala l’1-1 al Porto. Poi ci pensa Kleber a segnare il gol della vittoria AP

Dov’è finito Bakos? L’esultanza del Viktoria Plzen Marek Bakos timbra l’1-0 al debutto e i compagni lo sommergono: poi arriva il pareggio del Bate Borisov AFP

Coordinazione e forza Perisic, che prodezza! E’ del centrocampista croato del Borussia Dortmund la perla della 1ª giornata: stupendo tiro di sinistro al volo ANDREA SCHIANCHI

Segnatevi il nome, Ivan Perisic, e prenotatevi per una lezione di tiro al volo: è l’insegnante più adatto a giudicare da quello che ha fatto in Borussia Dortmund-Arsenal. Con la sua squadra sotto di un gol, a

pochi minuti dalla fine, indovina quello che una volta si chiamava «il tiro della domenica»: il pallone viene ribattuto dalla difesa dell’Arsenal, lui si coordina e lo colpisce al volo di sinistro con potenza e precisione. La traiettoria termina la corsa sotto l’incrocio dei pali, con il portiere Szczesny che osserva

I numeri GOL REALIZZATI

TOTALE

32 POSSESSO PALLA

BARCELLONA

75% TIRI IN PORTA

CHELSEA

11 VITTORIE IN TRASFERTA

TOTALE

4 PAREGGI SENZA GOL

TOTALE

2

Sono 32 i gol realizzati nella prima giornata di Champions League (16 partite). Barcellona-Milan e Lilla-Cska Mosca, terminate entrambe 2-2, sono le gare nelle quali si è segnato di più. La squadra di Guardiola, contro il Milan, domina il campo: 75 per cento di possesso palla. Nonostante ciò non riesce a vincere: nel finale Thiago Silva regala il 2-2 ai rossoneri. Il Chelsea è la squadra che, di tutte le 32 di Champions League, ha tirato di più in porta: 11 volte. Sturridge e Mata sono i giocatori dei Blues che più ci hanno provato: 3 tiri a testa. Sono 4 le squadre che hanno fatto il colpaccio in trasferta: il Marsiglia, il Bayern Monaco, il Trabzonspor (a San Siro contro l’Inter) e il Real Madrid di Mourinho. Soltanto 2 i pareggi senza gol in questo primo turno di Champions League: Genk-Valencia e Ajax-Lione. In totale sono 8 le partite terminate in parità: la metà di quelle giocate.

stupito e ammirato. Che cosa puoi fare di fronte a una simile prodezza? Curiosità: Perisic realizza il gol con il mancino, ma in realtà preferisce calciare con il destro. Lui, centrocampista offensivo, viene spesso schierato nel settore sinistro consentendogli così di rientrare e sparare in porta

con il destro. Perle rare Quella di Perisic non è l’unica bellezza di questo avvio di Champions. Resta negli occhi, ad esempio, l’impressionante punizione di Hulk del Porto che piega le mani del portiere dello Shakhtar. Sarà che ha appena sbagliato un ri-


GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

mpions League

gore; sarà che la sua squadra è sotto di un gol; sarà che vuole a tutti i costi mettere la sua firma sulla partita, fatto sta che il brasiliano deposita il pallone a 35 metri dalla porta, prende una lunga rincorsa e calcia in porta con una potenza davvero pazzesca. Gol all’incrocio dei pali, esplode la gioia dei campioni di Portogallo. Altra perla: l’azione del Chelsea contro il Leverkusen che porta al gol di David Luiz. E’ lo stesso difensore a impostare la manovra sulla sinistra: poi s’inserisce, va a ricevere l’assist di Torres e conclude con un destro di rara precisione che lascia di stucco il portiere Leno. Straordinario, ma anche per la disattenzione della difesa del Barcellona, è il gol di Pato: scatto bruciante che porta il Papero davanti a Valdes. Azioni simbolo Se gli amanti del bel calcio si divertono con-

Gazzetta.it LE EMOZIONI DI CHAMPIONS SUL SITO Rivivete le magie delle notti di Champions League con gli audio, i video e le analisi dagli otto campi di gioco. La videorubrica Checkpoint Champions, con Livia Taglioli e Alessandro de Calò, approfondisce gli argomenti più interessanti della prima giornata. In collaborazione con il quotidiano spagnolo Marca prende il via il tradizionale sondaggio per votare il miglior giocatore della manifestazione.

tando i passaggi disegnati da Xavi, Messi e compagnia, e se i cultori del difensivismo si aggrappano alla solidità di Nesta e Thiago Silva per sostenere che i successi di una squadra nascono dalla forza della propria retroguardia, i sacerdoti della concretezza possono prendere come simbolo il gol di Cavani: recupero del pallone a centrocampo, contropiede micidiale, galoppata di Maggio e passaggio preciso per il tiro del Matador che non perdona. In questo turno c’è spazio anche per il folclore: il Viktoria Plzen è per la prima volta nei gironi di Champions, debutta contro il Bate Borisov e quando va in vantaggio l’autore del gol Marek Bakos viene sommerso dall’abbraccio dei compagni tanto che quasi non riesce più a respirare. Queste sì che sono emozioni Champions! © RIPRODUZIONE RISERVATA

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La situazione GRUPPO A

GRUPPO B

Ieri Manchester City-NAPOLI Villarreal-Bayern Monaco

1-1 0-2

classifica Pt G V N P Bayern Monaco 3 1 1 0 0 Napoli 1 1 0 1 0 Manchester City 1 1 0 1 0 Villarreal 0 1 0 0 1 Prossimi turni 27 settembre Bayern Monaco-Manchester City

I Diavoli Rossi si fermano anche con i pugni Il portiere Artur è un muro Il Benfica tiene in ansia il Manchester United: va in vantaggio, si difende con i denti, crolla soltanto davanti a una magia di Giggs e poi per tenere il pareggio si aggrappa alla bravura del portiere Artur che ipnotizza i Red Devils di Ferguson AP

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Gf 2 1 1 0

Gs 0 1 1 2

Ieri INTER-Trabzonspor Lilla-Cska Mosca Classifica Trabzonspor Cska Mosca Lilla INTER Prossimi turni 27 settembre Cska Mosca-INTER

0-1 2-2 Pt 3 1 1 0

NAPOLI-Villarreal 18 ottobre Manchester City-Villarreal NAPOLI-Bayern Monaco

Trabzonspor-Lilla 18 ottobre Cska Mosca-Trabzonspor Lilla-INTER

2 novembre Bayern Monaco-NAPOLI Villarreal-Manchester City

2 novembre INTER-Lilla Trabzonspor-Cska Mosca

22 novembre Bayern Monaco-Villarreal NAPOLI-Manchester City

22 novembre Cska Mosca-Lilla Trabzonspor-INTER

7 dicembre Manchester City-Bayern Monaco Villarreal-NAPOLI

7 dicembre INTER-Cska Mosca Lilla-Trabzonspor

GRUPPO C

GRUPPO D

Ieri Basilea-Otelul Galati Benfica-Manchester United Classifica Pt G Basilea 3 1 Manchester United 1 1 Benfica 1 1 Otelul Galati 0 1 Prossimi turni 27 settembre Manchester United-Basilea

2-1 1-1 V 1 0 0 0

N 0 1 1 0

P 0 0 0 1

Gf 2 1 1 1

Gs 1 1 1 2

G 1 1 1 1

Classifica Pt Real Madrid 3 Lione 1 Ajax 1 Dinamo 0 Prossimi turni 27 settembre Lione-Dinamo Zagabria

G 1 1 1 1

Real Madrid-Ajax 18 ottobre Dinamo Zagabria-Ajax Real Madrid-Lione

2 novembre Benfica-Basilea Manchester United-Otelul Galati

2 novembre Ajax-Dinamo Zagabria Lione-Real Madrid

22 novembre Manchester United-Benfica Otelul Galati-Basilea

22 novembre Lione-Ajax Real Madrid-Dinamo Zagabria

7 dicembre Basilea-Manchester United Benfica-Otelul Galati

7 dicembre Ajax-Real Madrid Dinamo Zagabria-Lione

GRUPPO E

GRUPPO F

Classifica Pt Chelsea 3 Genk 1 Valencia 1 Bayer Leverkusen 0 Prossimi turni 28 settembre Bayer Leverkusen-Genk

G 1 1 1 1

2-0 0-0 V 1 0 0 0

N 0 1 1 0

P 0 0 0 1

Gf 2 0 0 0

Gs 0 0 0 2

V 1 0 0 0

Classifica Marsiglia Arsenal Borussia Dortmund Olympiacos Prossimi turni 28 settembre Arsenal-Olympiacos

Pt 3 1 1 0

G 1 1 1 1

V 1 0 0 0

1 novembre Arsenal-Marsiglia Borussia Dortmund-Olympiacos

23 novembre Bayer Leverkusen-Chelsea Valencia-Genk

23 novembre Arsenal-Borussia Dortmund Marsiglia-Olympiacos

6 dicembre Chelsea-Valencia Genk-Bayer Leverkusen

6 dicembre Borussia Dortmund-Marsiglia Olympiacos-Arsenal

GRUPPO G

GRUPPO H

Pt 3 3 0 0

G 1 1 1 1

V 1 1 0 0

N 0 0 0 0

P 0 0 0 0

Gf 2 2 1 1

Gs 1 1 2 2

N 0 1 1 0

P 0 0 0 1

Gf 1 0 0 0

N 0 1 1 0

P 0 0 0 1

Gf 1 1 1 0

Giocate Barcellona-MILAN Viktoria Plzen-Bate Borisov Classifica Pt MILAN 1 Barcellona 1 Bate Borisov 1 Viktoria Plzen 1 Prossimi turni 28 settembre Bate Borisov-Barcellona

G 1 1 1 1

Shakhtar-Apoel 19 ottobre Porto-Apoel Shakhtar-Zenit

MILAN-Viktoria Plzen 19 ottobre Barcellona-Viktoria Plzen MILAN-Bate Borisov

1 novembre Zenit-Shakhtar Apoel-Porto

1 novembre Bate Borisov-MILAN Viktoria Plzen-Barcellona

23 novembre Zenit-Apoel Shakhtar-Porto

23 novembre Bate Borisov-Viktoria Plzen MILAN-Barcellona

6 dicembre Apoel-Shakhtar Porto-Zenit

6 dicembre Barcellona-Bate Borisov Viktoria Plzen-MILAN

Gs 0 2 2 1

Gs 0 0 0 1

1-1 0-1

1 novembre Genk-Chelsea Valencia-Bayer Leverkusen

Classifica Apoel Nicosia Porto Shakhtar Donetsk Zenit S.Pietroburgo Prossimi turni 28 settembre Zenit-Porto

Gf 1 2 2 0

Giocate Borussia Dortmund-Arsenal Olympiacos-Marsiglia

Marsiglia-Borussia Dortmund 19 ottobre Marsiglia-Arsenal Olympiacos-Borussia Dortmund

2-1 2-1

P 0 0 0 1

0-0 0-1

Valencia-Chelsea 19 ottobre Bayer Leverkusen-Valencia Chelsea-Genk

Giocate Apoel-Zenit Porto-Shakhtar

N 0 1 1 0

Ieri Ajax-Lione Dinamo Zagabria-Real Madrid

Otelul Galati-Benfica 18 ottobre Basilea-Benfica Otelul Galati-Manchester United

Giocate Chelsea-Bayer Leverkusen Genk-Valencia

V 1 0 0 0

Gs 0 1 1 1

2-2 1-1 V 0 0 0 0

N 1 1 1 1

P 0 0 0 0

Gf 2 2 1 1

Gs 2 2 1 1

REGOLAMENTO: Le prime due di ciascun girone passano agli ottavi; la terza scivola in Europa League. In caso di parità sono decisivi nell’ordine a) gli scontri diretti; b) la differenza reti negli scontri diretti; c) i gol in trasferta negli scontri diretti; d) la differenza reti; e) i gol segnati; f) il coefficiente Uefa di luglio 2011


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GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

DOPO LA CHAMPIONS I PROTAGONISTI

il Film Grandi stadi, grandi imprese Così è arrivato il 3˚ gol in Coppa Il primo gol a Madrid Il Papero si sblocca in Champions 21 ottobre 2009: Real-Milan, Pato approfitta dell’uscita a vuoto di Casillas e segna il primo gol in Champions (quello del 2-1) REUTERS

La notte magica del Bernabeu Vittoria storica con doppietta Alexandre è scatenato e quella stessa sera a Madrid chiude la partita col gol del 3-2: assist di Seedorf e tiro di destro FORNASARI

Re di Spagna Dal Real al Barcellona Pato sempre più sprint Il brasiliano specialista delle sfide di lusso: dopo la doppietta al Bernabeu ecco il gol-lampo al Camp Nou, come al derby FABIANA DELLA VALLE MILANO

Le cuffie calate sulle orecchie quasi spariscono in mezzo ai riccioli ribelli. Alexandre Pato non ha voglia di dormire, forse perché vorrebbe che la notte di Barcellona non finisse mai. Sull’aereo che riporta il Milan in Italia Ale scherza e ride con tutti, chiacchiera a lungo con Cassano e si siede solo quando una hostess gli offre il vassoio con la cena. Era successo lo stesso pure due anni fa, quando in una sera d’ottobre si fece conoscere in Spagna con una doppietta al Real.

In due anni è maturato e nei test è il secondo migliore di sempre per velocità

crificio ed esulta con il dito puntato verso la tribuna perché lì c’è lady Berlusconi. Per lui però BB è solo Barbara, la donna che da qualche mese gli ha dato gioia e tranquillità. A fine partita si sono incrociati quasi per caso in zona mista: un sorriso, una frase sussurrata e poi ognuno per la propria strada, Barbara sul suo volo privato e Ale insieme alla squadra, con la musica a fargli compagnia. Più veloce del derby Chissà se

Pato ieri avrà ripensato anche a quella notte di Madrid. «Voglio fare la storia del calcio e i due gol al Real sono l’inizio. Per riuscirci devo decidere le grandi partite», diceva allora. Quella di Barcellona non è stata una partita decisiva, ma importantissima sì, perché fermare i campioni d’Europa a casa loro è quasi impossibile e se il Milan è riuscito nell’impresa buona parte del merito è di quel gol a bruciapelo che ha lasciato inebetita la difesa blaugrana. Pato contro il Barça ha segnato dopo ventiquattro secondi, diciannove in meno di quelli impiegati nell’ultimo derby di campionato per fregare il compagno di Seleçao Ju-

Dal Bernabeu al Camp Nou Ci sono tante partite e tanti gol nella carriera di un calciatore, ma solo alcuni ti restano dentro. Pato ha scelto la Spagna e due degli stadi più emozionanti d’Europa per cominciare a scrivere la sua storia in Champions League. Sono passati due anni, sembra un’eternità. Il giovane Papero del Bernabeu faceva il cuoricino con le dita e l’incoscienza dei suoi 20 anni prevaleva sulla razionalità, l’adulto Pato del Camp Nou sa dosare talento e spirito di sa-

lio Cesar. «É una cosa che provo spesso in allenamento, speravo di riuscire a fare un gol così». Superare Serginho La velocità è sempre stato uno dei punti di forza dell’attaccante brasiliano. I test di MilaLab dicono che è il secondo giocatore più veloce nella storia del Milan: davanti a lui c’è solo Serginho, ma il primato del terzino comincia a vacillare. Pato a Milanello lavora molto sull’esplosività, però per sfruttare l’arma letale dello scatto oltre al fisico ci vuole la testa: servono concentrazione e un livello altissimo di attenzione. Il brasiliano è tornato in ottima forma dal superlavoro estivo con la nazionale, prima in Coppa America e poi nelle amichevoli di preparazione al Mondiale casalingo del 2014, e può ancora migliorare tantissimo. Soprattutto se gli infortuni che lo hanno tormentato negli ultimi due anni gli daranno tregua e lui riuscirà finalmente a trovare la continuità.

Protagonista al Camp Nou Rete lampo dopo 24 secondi Martedì sera Alexandre Pato, 22 anni, ha aperto la sfida infilando la difesa del Barcellona LAPRESSE

storia del derby. Pato è istintivo e imprevedibile come due anni fa al Bernabeu, ma adesso è più maturo e meno anarchico e anche se ha solo 22 anni ha imparato a caricarsi il Milan sulle spalle. Quando è arrivato in Italia non aveva ancora compiuto 18 anni, a Milanello lo hanno protetto e coccolato ma gli hanno anche insegnato a prendersi le responsabilità. Pato l’aveva già fatto al derby, quando con Ibrahimovic squalificato aveva frantumato le ultime speranze interiste di scudetto con una doppietta, esul-

tando con il dito alzato verso la tribuna. Stesso film a Barcellona: l’adduttore aveva fermato Ibra alla vigilia, però nessuna maglia blaugrana è riuscita a fermare Pato nella progressione verso la porta di Valdes. Due anni fa la doppietta al Real fu una soddisfazione personale, ma non bastò per andare avanti in Champions League: il Milan di Leonardo si fermò agli ottavi, come il Milan di Allegri l’anno scorso. Ora Pato insegue altri gol per non lasciare l’Europa troppo presto.

Tutto un altro 2-2: al Camp Nou il bello di Nesta

divi che chiude a chiave il Milan e permette ai compagni di creare o sbagliare. «A volte mi guardo intorno e vedo soltanto Nesta e mi viene da ridere», raccontava Maldini in un periodo di gioco spumeggiante. A Barcellona il gioco non ha fatto bollicine e gente intorno alla coppia centrale ce n’era anche troppa: c’era da difendersi, da rinculare, come ha ammesso Nesta senza imbarazzo. Lui che ha giocato tante partite anche in Nazionale sa bene che tutto può succedere. Era stato il migliore, venerdì contro la Lazio era stato il peggiore e i risultati si sono visti. Nesta incide sul rendimento del Milan quanto un attaccante, per questo il club se lo tiene stretto. Non esistono giocatori vecchi o giovani, esistono giocatori buoni o scarsi. Non è difficile indovinare la casella giusta per Nesta.

Quando Ibra non c’è Pato a Barcellona ha segnato il quinto gol più veloce della Champions League, cinque mesi fa a San Siro era diventato il quinto marcatore più veloce della

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L’ALTRA FACCIA DI UN PAREGGIO

Dal fondo al top in 4 giorni: la risalita della difesa sotto accusa dopo i gol subiti con la Lazio ALESSANDRA BOCCI MILANO

Il 29 giugno del 2000, l’Italia eliminò l’Olanda dall’Europeo con una partita catalogata alla voce incubo per la nazionale oranje. Anni dopo Alessandro Nesta confessava: «Se ci ripenso, ancora non ci credo». In quella Olanda c’erano sei giocatori del Barça, tre della Serie A (Van der Sar, Da-

vids, Seedorf). Alessandro Nesta era un giovane difensore, il più elegante d’Italia, l’erede già individuato dal Milan per i suoi fuoriclasse. Nesta arrivò al Milan nel 2002 grazie a un preliminare di Champions vinto con finale suspence dal Milan sullo Slovan Liberec. Con la certezza della Champions in tasca, il Milan decise di spendere i milioni richiesti dalla Lazio: furono 31. Alla fine di quella stagione Nesta diventò campione d’Europa contro la Juve, vincendo ai rigori. Tre anni più tardi fu campione del mondo con l’Italia, ai rigori. In tanti anni non ha mai dimenticato che per vincere si soffre e che, come diceva Arrigo Sacchi, ci vogliono occhio, pazienza e fortuna.

Elogio del muro Martedì al Camp Nou ha avuto occhio con Messi, pazienza con i compagni che non tenevano su una palla e fortuna come tutti nel finale. Veniva da una partita bruttissima contro la Lazio e gli errori madornali di uno di 35 anni contano sempre più di quelli degli altri. Nesta ci ha fatto l’abitudine: lo hanno, lo abbiamo dato per finito tante volte e lui ha imparato l’arte di rinascere. É rinato dopo i problemi alla schiena e un’operazione che anche secondo qualche medico gli avrebbe troncato la carriera. Ha imparato a tenere sotto controllo i problemi muscolari che torturano i calciatori della sua età. Ha imparato a gestirsi in campo da Costacurta, un maestro nell’ar-

te della gestione degli spazi. Nesta ha imparato tanto anche da Maldini e altrettanto ha insegnato a Thiago Silva. Che coppia Sono stati loro la

Alessandro Nesta, 35 PIERANUNZI

chiave del pareggio del Milan in Champions, come erano stati la chiave dell’ultimo scudetto (miglior difesa del torneo, 24 gol subiti). Tradizionalmente il Milan costruisce i suoi successi sulla fase difensiva, e dopo Sacchi, Capello, Ancelotti anche Allegri ha potuto farlo, grazie all’eccellente materiale a disposizione. Nesta e Thiago sono una coppia perfetta: esperienza e velocità, classe e tranquillità. Thiago Silva sembra il figlio di Nesta, che a sua volta sembrava figlio di Paolo Maldini. Una stirpe di anti-

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Dalla Spagna/1 «Mundo Deportivo»

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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Il Milan perde i pezzi 4 Boa e Ambrosini k.o. 58 Cassano: che fare? I NUMERI

«Martes 13», è il titolo della prima pagina. Un giorno non casuale, visto che martedì 13 per gli spagnoli equivale al nostro venerdì 17. Insomma, un giorno portasfortuna

Dalla Spagna/2 «Sport»

Traduzione testuale: «Che brutta gamba». In realtà si tratta di un gioco di parole che riconduce ovviamente a Pato e allo scherzetto tirato ai blaugrana dopo 24 secondi

Dalla Spagna/3 «La Vanguardia»

Emergenza in attacco: Ibra è fuori, Robinho a rischio Allegri tradito da Antonio, a Napoli idea El Shaarawy

4,18

Antonio Cassano, 29 anni, viene anticipato da Sergio Busquets, 23, difensore del Barcellona. Il barese non è mai entrato in partita INSIDE

gliere fra riproporre un attaccante apparso in netta fase involutiva, o tentare la carta-freschezza del Faraone. Una soluzione che al San Paolo potrebbe sembrare azzardata dal primo minuto, ma Stephan nell’ultimo periodo è sembrato piuttosto tonico e con lui il tasso tecnico dell’attacco rossonero resterebbe elevato. L’ipotesi appare percorribile, magari in staffetta con Cassano.

La chance del Faraone Solo una

clic E’ IL PERIODO DEI 2-2 PER MILAN E BARÇA Coincidenze. Sia il Milan che il Barcellona avevano pareggiato in campionato prima della partita di Champions: 2-2 per il Milan con la Lazio, 2-2 per il Barça sul campo della Real Sociedad. E 2-2 anche nel confronto in Europa.

«Amargo empate», un pari amaro. In primo piano c’è uno sconsolato Guardiola che lascia il Camp Nou incredulo e deluso, con il viso fra le mani

partita, diciamo così, sfortunata nel percorso che lo stava riportando all’attenzione di Allegri? Può darsi, ma è più lecito pensare che le condizioni fisiche di Antonio al momento non permettano una partita ogni tre giorni (e al Milan questo succederà per le prossime due settimane). Dunque, per Napoli ci sarà da rifletterci su. Sugli uomini e anche sul sistema di gioco. Visti gli infortuni che gravano sull’attacco (Ibra, Robinho, i due Boateng e Inzaghi), oltre a Pato restano due giocatori: Cassano ed El Shaarawy. Quindi, volendo mantenere il 4-3-1-2, Allegri deve sce-

Moduli e mission Diverso il discorso in caso di cambio modulo, passando a quel 4-3-2-1 che Allegri aveva ipotizzato alla vigilia di Barcellona, con Pato assistito da Aquilani ed Emanuelson. Il tecnico era stato molto tentato di giocare così al Camp Nou, ma poi aveva optato per l’usato sicuro del 4-3-1-2. Un modo per dare un segnale forte, di coraggio a tutto l’ambiente e anche per rispettare la mission presidenziale — di cui Galliani si era fatto significativamente portavoce il giorno della partita all’ora di pranzo — che prevede l’impiego di (almeno) due punte.

Quanti k.o. Il problema è che gli attaccanti scarseggiano. Ibra nella migliore delle ipotesi rientrerà il 24 col Cesena (più probabile il 28 in Champions col Viktoria) e Robinho — così come Inzaghi — ieri ha lavorato solo in palestra e domenica rischia di non andare nemmeno in panchina. A meno di miracoli non ci sarà neanche Boateng, alle prese con un problema al costato. Gli esami hanno escluso fratture, ma resta un forte dolore muscolare nella fascia addominale alta. Oggi ulteriori indagini strumentali. La situazione dell’attacco è completata dall’altro Boateng, Kingsley, fermo un mese per una distorsione al ginocchio destro che ha interessato anche il menisco. A centrocampo, Gattuso sarà indisponibile fin quando non si capirà con precisione la causa dell’infiammazione al nervo ottico, mentre anche Ambrosini dovrà fermarsi un mese: il capitano a Barcellona si è procurato una lussazione alla spalla destra, che sarà trattata con terapia conservativa.

Barça colabrodo, ma presto tornerà Piquè

DAL NOSTRO INVIATO

PAOLO CONDO’ BARCELLONA

La suprema leggerezza con la quale Pato è filato in porta, e va bene. La ciclonica potenza dello stacco di Thiago Silva, e va ancora bene. Alla fine del debutto di Champions, però, il Barcellona si mette a fare due conti e scopre che in quattro delle sei partite ufficiali giocate

fin qui ha beccato due reti: quattro per due dà otto, e al di là delle parole di circostanza è il caso che Pep Guardiola prema il pulsante del panico. Il pari del Milan contiene molto di rocambolesco, ma se subisci 2 reti su 3 conclusioni devi innanzitutto piangere sul latte versato. Palla ferma Il gol di Pato — una

meraviglia — è la classica occasione in cui la difesa fa una figura peggiore della realtà: il brasiliano prende infatti in controtempo Mascherano, Keita e Busquets, che dal primo tocco del Papero non hanno più alcuna chance di rimontarlo. Se vogliamo è un frangente nel quale si fa sentire l’assenza di Carles Puyol (rientrerà nella ripresa dopo mesi), che grazie alla velo-

da, infatti, nasce dalla migliore prestazione del Barcellona in questo scorcio iniziale, il 5-0 inflitto al Villarreal. Quella sera Guardiola, per ovviare alle assenze di Puyol e Piqué (e di Dani Alves), difese a tre. La squadra funzionò magnificamente, anche perché i nuovi meccanismi obbligarono i catalani alla massima attenzione; quella mancata a San Sebastian, quando venne concessa una doppia rimonta alla Real Sociedad nel giro di due minuti. In definitiva, i rientri di Puyol e Piqué metteranno a posto la meccanica del gioco difensivo; ma se Guardiola non recupera in fretta l’anima del Barça, l’ultraconcentrazione, i problemi non si risolveranno.

cità è il «correttore» della difesa catalana; ma per come si è sviluppata la fuga di Pato, nemmeno lui probabilmente l’avrebbe riacchiappato. Molto più chiare, invece, le colpe sul 2-2 di Thiago Silva, perché Busquets salta col tempo sbagliato e Abidal viene anticipato. Qui si avverte chiaramente la mancanza di Gerard Piqué, di gran lunga la migliore fortezza volante del Barça (dovrebbe rientrare fra una settimana). Delle otto reti subite dai blaugrana nelle gare incriminate, quattro - tre del Real e quella di Thiago - sono venute sugli sviluppi di un calcio piazzato: mancanza di un saltatore che liberi l’area, e di concentrazione. Concentrazione La vera doman-

Gerard Piquè, 24, era assente EPA

la share conquistato dalla partita su Premium Calcio, che nella prima giornata di Champions ha raccolto 1.206.142 telespettatori (1.088.744 per Barça-Milan)

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IL PROBLEMA I BLAUGRANA HANNO PRESO OTTO GOL IN SEI PARTITE

Puyol è rientrato contro il Milan. Ma i catalani devono recuperare la concentrazione

6,76

la share di Barça-Milan su Sky: un record. La partita è la più vista della fase a gironi della Champions e ha raccolto un’audience media complessiva di 1.764.640 spettatori, con 2.621.235 spettatori unici.

MARCO PASOTTO MILANO

Nonostante gli infortuni a ripetizione che stanno svuotando l’attacco, qualcosa fa presumere che il Cassano immaginato dal Cavaliere («lo vedo bene dietro Ibra e Pato», aveva detto dopo il Trofeo Berlusconi) rimarrà nel cassetto dei desideri. E non solo perché il trequartista ideale di Allegri è dinamico e di movimento. Più che in quale posizione, qui si tratta di capire quanto lo vedremo in campo. Perché il futuro di Antonio si è annuvolato di botto sotto il cielo di Barcellona, dopo un mese radioso che l’aveva restituito all’utilità di squadra e a una condizione fisica accettabile. L’altro ieri invece Cassano ha riavvolto il nastro, tornando ai tempi bui in cui dava ragione alle scelte del suo allenatore, che lo reputava una quarta scelta lontana anni luce dai compagni di reparto. Un’involuzione difficile da spiegare alla luce delle settimane precedenti fatte di gol, ispirazione e anche un po’ di corsa. L’apice era stato contro la Lazio in campionato: rete, assist e palo. Invece al Camp Nou si è staccata la spina.

i gol realizzati da Pato con la maglia del Milan: 50 in Serie A, 2 in Coppa Italia, 3 in Champions League e 3 in Europa League.

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clic DUE INCROCI NEL GIRONE: MILAN SEMPRE PRIMO Milan e Barça si sono trovate nel girone di Champions due volte ed entrambe le volte il Milan ha chiuso al primo posto. Nel 2000-01 ha vinto la prima fase con 11 punti davanti a Leeds (9), Barça (8) e Besiktas (4). Il dettaglio: 4-1 e 2-0 con il Besiktas, 0-1 e 1-1 con il Leeds, 2-0 al Camp Nou e 3-3 in casa con il Barça. Nel 2004-05 il Milan ha di nuovo vinto con 13 punti davanti a Barça (10), Shakhtar (6) e Celtic (5). Il dettaglio: vittoria 1-0 e sconfitta 1-2 con il Barça,1-0 in trasferta e 4-0 in casa con lo Shakhtar, 3-1 e 0-0 col Celtic.


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GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011


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SERIE A LE ULTIME

E in difesa si rivede Grosso per De Ceglie VINOVO (gb.o.) Ormai è abituato a spuntare all’improvviso. A Fabio Grosso non può mica far paura il possibile debutto stagionale di domenica a Siena. Possibile, non sicuro, perché Conte può sostituire lo squalificato De Ceglie spostando a sinistra Chiellini e inserendo Bonucci al centro. Ieri Grosso è stato provato con la difesa titolare, ma finora non ha giocato un solo minuto delle amichevoli precampionato. Anche l’anno scorso era accaduta la stessa cosa. Ignorato fino a novembre, fu convocato da Delneri per la prima volta per Juve-Cesena: giocò da titolare 9 volte di fila con risultati alterni, ma allenandosi sempre da professionista.

Non poteva iniziare meglio la stagione Claudio Marchisio, 25 anni: eccolo contro il Parma mentre trasforma l’assist di Pirlo in rete PLP

Marchisio scalatore Sorpassa Vidal e si riprende la Juve In 90’ ha fatto un gol, 68 passaggi utili e 11 recuperi Al fianco di Pirlo si è conquistato la fiducia di Conte DAL NOSTRO INVIATO

G.B. OLIVERO VINOVO (Torino)

Chissà perché, di lui si parla sempre poco. Forse è colpa del carattere: Claudio Marchisio è tranquillo, riservato, parla con un filo di voce. Ha quattro passioni: la moglie Roberta, il figlio Davide e poi, ovviamente staccati, il tennis e New York. Ha 25 anni, è titolare della Juve dal 2008 e nel giro della Nazionale. Eppure non se lo fila nessuno. Sbagliato, perché Marchisio sta per diventare un grande giocatore e questo potrebbe proprio essere l’anno della consacrazione. L’inizio è stato ottimo. In estate è stato quasi sempre il migliore della Juve nelle amichevoli e al debutto in campionato contro il Parma ha giocato molto bene. Ha i numeri L’analisi statistica

della partita dà il senso del lavoro svolto da Marchisio: 68 passaggi giusti e 5 sbagliati, 11 palle recuperate, un solo fallo commesso. E un gol, meraviglioso per dinamica dell’azione ed esecuzione tecnica sull’assist-gioiello di Pirlo. L’allenatore Nel giro di due mesi Marchisio ha conquistato Conte, che non intende farne a meno nonostante ci sia un certo Vidal a chiedere spazio accanto a Pirlo. Claudio ha facilità di calcio con entrambi i piedi, grande resistenza e un senso tattico che gli consente di trovarsi sempre al posto giusto e di leggere in anticipo lo sviluppo dell’azione. Nell’amichevole contro lo Sporting Lisbona l’allenatore lo aveva provato a sinistra, ma sulla fascia Marchisio è sprecato. Nella Juve di Delneri era stato impiegato molto spesso a sinistra, ma in quel 4-4-2 non faceva l’ala:

tà, ma migliorano anche le sue risposte. Finora il suo ruolo ideale è stato quello di interno in un centrocampo a tre, una mezzala vecchio stile che proprio come i numeri 8 di una volta sa svolgere bene le due fasi di gioco. Da centrale, però, Marchisio può proiettarsi in una dimensione diversa. Già ai tempi di Empoli (2007-08) gli era capitato di giocare davanti alla difesa e si pensava che quella potesse essere la sua evoluzione. Le chiacchiere Per fortuna sua e della Juve, Conte ha voluto testare sul campo l’adattabilità di Marchisio in un ruolo così delicato. Prima del ritiro si era parlato della possibilità che, nonostante il rinnovo fino al 2016, Marchisio venisse ceduto: piaceva all’Inter e al Milan, sarebbe stato il Mister X ideale per Allegri che cercava proprio una mezzala in grado di correre, rubare palla e anche segnare. Ma la Juve non ha mai voluto aprire una trattativa e ha atteso che Conte desse un responso tecnico-tattico. Responso chiarissimo: Marchisio non si tocca.

4

I NUMERI

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le partite giocate da Marchisio con la maglia della Juve in 4 stagioni di A e una di B

164

copriva la zona e poi spesso si accentrava. Nel 4-2-4 di Conte le ali devono avere un passo svelto e un’attitudine diversa, partono larghe e poi stringono in area. Quella sera a Toronto Conte si tolse ogni dubbio: mai più Marchisio esterno. Da centrale, invece, Claudio sta facendo l’atteso salto di qualità: aumentano le responsabili-

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le reti di Marchisio con la Juve, tutte in campionato compresa l’ultima al Parma nella prima giornata di questa stagione

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le presenze con la maglia della Nazionale

GIOVANNI SARDELLI FIRENZE

Diego Della Valle e il suo amore per la Fiorentina, quello della famiglia e l’impegno per i colori viola. Ma non soltanto, il patron ieri ha parlato di tutto ai microfoni di La7, durante la trasmissione Otto e Mezzo: «Mio fratello Andrea è innamo-

Finisce il Consiglio federale e Giancarlo Abete torna sull’esposto presentato dalla Juve all’Uefa per chiedere l’Inter fuori dalla Champions: «Sono a conoscenza di questa procedura adottata dalla Juventus; non ho svolto un approfondimento di merito perché non fa parte del ruolo istituzionale della Figc». E sulla decisione del Tnas di competenza sul ricorso bianconero contro Figc e Inter sulla revoca dello scudetto del 2006 ha aggiunto: «La nostra posizione è di grande serenità, il Consiglio Federale è un organo di orientamento e indirizzo con competenze in merito alla politica sportiva, non è un organo di giustizia e quindi non emette sentenze». Il Collegio deciderà entro il 13 dicembre. Prima udienza sulle eccezioni preliminari. Sulla mancata radiazione di Preziosi, Abete sottolinea: «Nessun mistero, una conciliazione con reciproca rinuncia ad attivare ulteriori iter».

ma.gal.

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che ha già chiesto una Consob ribadisce: «Nel calcio serve qualcuno che riscriva le regole dall’esterno e che le faccia rispettare ai presidenti». Calcio ma non solo, anche econo-

mia. «Ho intenzione di aumentare la mia quota nel patto della Rizzoli-Corriere della Sera. Credo in questa società e mi piacerebbe investirci di più, penso che la Rizzoli sia un ottimo investimento». E aggiunge: «Se dipendesse da me lo farei domani mattina, se dipendesse da buona parte degli amici che ho in Consiglio lo farei domani mattina, se dipendesse da qualche gran ciambellano o vecchio sacerdote del tempio penso ci metterò un po’ di più... ma credo si potrà fare prima o poi, perché è nella logica delle cose». Diego e Andrea Della Valle, proprietari della Fiorentina dal 2002

Giancarlo Abete, 61 anni PRESSPORT

ha approvato il patentino per gli allenatori di Prima, Seconda e Terza categoria; ma anche un inasprimento delle sanzioni per i tesserati e le società che si rendono responsabili di violenze su arbitri soprattutto per il settore giovanile e nei dilettanti. Soddisfatto il presidente della Lega dilettanti Tavecchio: «Si è trovata la giusta mediazione per salvare il principio di avere allenatori patentati salvaguardando il diritto delle società di iscrivere ai corsi persone di loro fiducia».

tro Claudio è l’erede designato per la fascia di Del Piero. Attualmente è il quarto capitano dietro ad Ale, Buffon e Chiellini, ma per età e radici (è nato a Chieri, vicino a Vinovo) è destinato a essere il leader del futuro. La prossima bandiera bianconera. Che ogni tanto perde: con la racchetta, contro la moglie Roberta, ex giocatrice di serie B. Meglio a centrocampo, Claudio.

Della Valle: «Innamorati della viola» ratissimo della Fiorentina, come lo sono io — ha spiegato —. Per questo vogliamo che la squadra viola abbia un futuro molto interessante anche per il bene della città. Vogliamo una Fiorentina che vinca e che al tempo stesso sia un modello positivo». Della Valle si guarda attorno, a caccia di un modello vincente, con le idee chiare e senza invidia: «Milan e Juventus? Non invidio niente, ma dai loro successi c'è molto da imparare a patto di raggiungerli in stile fiorentino. Noi vogliamo fare la Cittadella ed abbiamo un progetto importante da portare avanti». Il calcio è sport e business e va gestito diversamente e qui Diego Della Valle

«Non entriamo nel merito e non diamo sentenze»

Allenatori e arbitri Il Consiglio

IL PATRON DIEGO E’ INTERVENUTO SULLA 7: «NIENTE DA INVIDIARE A MILAN E JUVE, C’E’ DA IMPARARE E RAGGIUNGERLI CON UNO STILE FIORENTINO»

«Io e mio fratello Andrea vogliamo un bel futuro, anche per il bene della città»

«Figc fuori dai ricorsi juventini»

le gare disputate in carriera considerando la parentesi ad Empoli 2007/2008 (26 presenze in A)

La prossima bandiera Tra l’al-

Amici e «nemici»: Marchisio abbraccia Vidal che reclama spazio in campo PLP

ABETE

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PALERMO

Miccoli amico di Lauricella jr.? Pm: «Irrilevante» PALERMO (f.v.) Fabrizio Miccoli non verrà convocato dalla Procura di Palermo. I rapporti di amicizia tra il capitano del Palermo e Mauro Lauricella, il figlio del boss Antonino, emersi dall’informativa della Direzione investigativa antimafia, non hanno rilevanza penale. A confermarlo è il procuratore aggiunto Ignazio De Francisci che ieri ha voluto fare chiarezza: «Nell’ambito della ricerca di Antonino Lauricella sono emersi contatti tra il figlio e Miccoli. Per noi non ci sono elementi di rilevanza penale, e quindi non chiameremo Miccoli».


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SERIE A

Roma, così si dribbla 4 è partito male la tessera del tifoso 17 Brighi Troppe sviste in area I NUMERI

la cinquina del Tombo DI DANIELE TOMBOLINI

Nonostante lo stop dell’Osservatorio, il club pronto a vendere carnet senza tessera. L’ad Fenucci: «Tutto lecito» MASSIMO CECCHINI ROMA

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Occhio a questa data: 23 settembre. Potrebbe essere il momento in cui arriverà il primo colpo di piccone sulla tessera del tifoso, almeno nella sua versione casalinga. Fra 8 giorni infatti la Roma, come annunciato, metterà in vendita il proprio carnet elettronico per le partite casalinghe (16: dal 23 ottobre), cioè una sorta di abbonamento virtuale che non avrà bisogno — ed è qui la novità stagionale— della tessera del tifoso. Tutto senza avere avuto finora l’okay da parte dell’Osservatorio sulle Manifestazioni sportive, che oggi si riunirà senza avere peraltro la questione all’ordine del giorno, a meno di (possibili) sviluppi.

mila i possessori della tessera del tifoso nell’ambito della tifoseria giallorossa

90

la percentuale stimata di vendita del nuovo carnet di biglietti nelle curve

Oggi l’Osservatorio Vi pare una

notizia già sentita? Be’, avete ragione. L’iniziativa infatti fu presentata il 15 luglio dalla dirigenza, che sottolineò correttamente come questa card non avrebbe consentito le trasferte, permesse solo con la tessera benedetta dal Viminale. Quel giorno stesso però Lorenzo Contucci — noto per essere l’avvocato degli ultrà e per questa iniziativa consulente del club giallorosso — dichiarò subito: «È la vittoria di una battaglia, non di tutta la guerra. Se l’articolo 9 della legge Amato (che prevede il Daspo, ndr) non verrà abolito, inizieremo una battaglia politica». Dopo pochi giorni però l’Osservatorio si fece sentire, pressato anche da tutti gli altri club adeguatisi al protocollo di giugno, che prevede l’obbligatorietà della tessera del tifoso per gli abbonamenti. L’iniziativa fu giudicata «valida in prospettiva futura, ma con ulteriori approfondimenti». Fu lo stop, che portò all’amara retromarcia giallorossa. Ma dopo il flop della campagna abbonamenti, chiusa a poco più di 17.000 tessere (mai così male da 15 anni), a Trigoria hanno deciso di rompere gli indugi, riproponendo l’iniziativa. Stessa sicurezza «È solo un prov-

La curva giallorossa in festa. Pochissimi gli abbonamenti acquistati quest’anno dai tifosi giallorossi LIVERANI

vedimento di biglietteria, una iniziativa commerciale — spiega l’a.d. Fenucci —. La Lottomatica, poi, è collegata col sistema di "Questura on line" e perciò la nostra card, che ha anche la foto e sarà venduta solo in punti di vendita speciali, offre le stesse garanzie di un biglietto e, anzi, consente una migliore gestione dell’ordine pubblico, se si pensa che per Roma-Cagliari sono stati venduti 5.000 biglietti in due ore». Dal Viminale invece filtra un altro concetto: l’iniziativa ha tanti aspetti positivi, forse sarà il punto di arrivo per gli incontri casalinghi, ma non c’è motivo di un’accelerazione che intacca il protocollo e spiazza gli altri club. Insomma, le ragioni non mancano da entrambe le parti, ma da Trigoria (divisa tra falchi e colombe) filtra come la Roma voglia andare avanti in ogni caso, sfidando anche un eventuale nuovo stop dell’Osservatorio, anche perché, dicono, il protocollo non è legge e non è stato neppure ratificato dalla Lega. Certo, la china è rischiosa, tanto più che sulla vicenda si sono innestate polemiche politiche (Lega, Sel

etc.). Essendo poi valutazione comune che il 90% di tali carnet saranno venduti nelle curve, al Viminale prende quota una ipotesi: che la Roma faccia tutto questo per ingraziarsi il tifo più duro e far metabolizzare meglio l’inizio più difficile del previsto. Machiavellico. A ruota Inutile dire come sono

tante le società pronte a seguire subito a ruota la Roma. Se i grandi club non paiono granché interessati visto il bacino di tesserati, i medio-piccoli sono alla finestra. Palermo, Sampdoria e Cesena si stanno muovendo, ma anche la Lazio aspetta, visto che ad aprile aveva proposto una iniziativa analoga (bocciata). Occhio però, solo la maggior parte delle società (non tutte) hanno una biglietteria che si appoggia a «Questura on line» e questo potrebbe essere un problema. Una cosa è certa: la Roma non vuole rinunciare ad avere mani libere e nuovi possibili introiti. Pecunia non olet, ammonivano i latini. Ma pare si dica così anche in America. © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL RETROSCENA USCITA DI GRUPPO PER I GIALLOROSSI IN CRISI

Totti carica la Roma a cena «Faremo una valanga di gol» ANDREA PUGLIESE ROMA

«I capitani lo fanno spesso, ma è positivo che un giocatore rappresentativo come Totti prenda una posizione forte in difesa della squadra e dell’allenatore». Il giorno dopo la cena «cementificatrice», gli applausi arrivano da Marcello Lippi, l’ex c.t. azzurro che con il capitano della Roma vinse il Mondiale 2006. E pazienza se per ora i risultati non arrivano, Totti (d’intesa con De Rossi e altri senatori) per aiutare lo spirito ha trovato la ricetta giusta. Crederci. Ricetta «Daje che se ripijamo e faremo una valanga di gol» è il messaggio lanciato martedì a tavola da Totti. Per ora, i gol

mila circa gli abbonamenti venduti dalla Roma per il campionato in corso. È il dato peggiore degli ultimi 15 anni

Sopra Totti nel ristorante. Sotto escono in fila Taddei, Perrotta, Borini, Lobont, Stekelenburg e Curci MANCINI

sono solo 2 (in 3 gare), anche se all’orizzonte c’è il Meazza, dove la Roma segna da 14 partite (l’ultima in «bianco» fu nel 2005). E pazienza se Francesco giocherà di meno, «conta la qualità delle partite, non la quantità» dice Ancelotti. Intanto, però, quella cena può aiutare. «A volte conta più fare le cose che dirle», ha detto Nicolas Burdisso. Vero, anche per qualcun altro. «Fossi Totti andrei dalla società e gli direi di un’offerta dei New York Red Bulls — dice Gianluca Vialli —. Accadesse, il club potrebbe fargli un busto fuori l’Olimpico e lasciarlo andare. Altrimenti dovrà cambiare atteggiamento, sostenere il tecnico come fece Materazzi con Mourinho». Spifferi dalla nuova dirigenza romanista? © RIPRODUZIONE RISERVATA

16

gli incontri casalinghi che sono compresi in questa sorta di abbonamento virtuale che prenderebbe il via dal 23 ottobre con Roma-Palermo

400

i «daspati» nel novero della tifoseria giallorossa. Il numero orientativo, si riferisce alla fine della scorsa stagione, in cui c’è stato un incremento nell’utilizzo di questa disposizione di ordine pubblico

PARTITA MILAN-LAZIO CESENA-NAPOLI PALERMO-INTER JUVENTUS-PARMA ROMA-CAGLIARI LECCE-UDINESE FIORENTINA-BOLOGNA GENOA-ATALANTA CATANIA-SIENA CHIEVO-NOVARA

ARBITRO ROCCHI BERGONZI BRIGHI CELI GAVA DAMATO GUIDA RIZZOLI BANTI PERUZZO

BONUS 2 2 2 2 1 2 1 2 1 1

ERRORI -4 -2 -2 -2

PUNTI 2 2 -2 0 1 0 1 2 1 -1

LEGENDA Bonus gara facile 0; gara insidiosa 1; gara difficile 2; gara difficilissima 3 Errori su un gol -3; su un rigore -2; su un’espulsione -1 ARBITRO ROCCHI BERGONZI BRIGHI CELI GAVA DAMATO GUIDA RIZZOLI BANTI PERUZZO

GARE 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1

PUNTI 2 2 -2 0 1 0 1 2 1 -1

Parte discretamente la nuova stagione degli arbitri, fatta eccezione per Brighi che in Palermo-Inter prima non fischia rigore (-2) sulla parata di Migliaccio che gli valeva pure il rosso (-1), poi grazia Samuel dal secondo giallo (-1). Decisamente

buone le prestazioni di Gava, Guida, Banti, Rocchi, Bergonzi e Rizzoli, mentre qualche collega è ancora un po' arrugginito nella valutazione dei calci di rigore. A Torino, Celi sorvola sul fallo di Lucarelli su Matri (-2), a Lecce, Damato non si accorge che Mesbah cadendo scippa con le mani (-2) il pallone a Torje, e infine Peruzzo, in Chievo-Novara, giudica regolare l'intervento di Valek su Mazzarani che valeva invece il penalty (-2) per il Novara. Urge correre ai ripari facendo da subito maggiore attenzione alle dinamiche in area di rigore.

Taccuino

CLASSIFICA SERIE A

GUBBIO

Umbria in Gioco

SQUADRE

PT G

PARTITE V N P

RETI F S

JUVENTUS

3

1

1

0

0

4

NAPOLI

3

1

1

0

0

3

1

FIORENTINA

3

1

1

0

0

2

0

UDINESE

3

1

1

0

0

2

0

PALERMO

3

1

1

0

0

4

3

CAGLIARI

3

1

1

0

0

2

1

CHIEVO

1

1

0

1

0

2

2

GENOA

1

1

0

1

0

2

2

LAZIO

1

1

0

1

0

2

2

MILAN

1

1

0

1

0

2

2

LECCE

NOVARA

1

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0

2

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Esposito-Ofere puniti

CATANIA

1

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0

1

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SIENA

1

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INTER

0

1

0

0

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3

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ROMA

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CESENA

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BOLOGNA

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0

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1

1

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ATALANTA*

-5 1

0

1

0

2

2

Scatta oggi Terzotempo Um bria in Gioco, manifestazione inter nazionale organizzata dall’Associa zione Nazionale Polisportive Inte grazione Sociale. Partecipano 19 squadre composte da immigrati e italiani (con una formazione di rifu giati), si gioca a Gubbio, Città di Ca stello, Montone e Umbertide. Do menica si chiude.

(g.cal.) Dopo la scazzottata di martedì, Esposito e Ofere ieri mattina sono stati «isolati» da Di Francesco nel primo allenamento: lavoro differenziato per entrambi. Poi nella seduta pomeridiana si so no uniti al gruppo. In campo anche il colombiano Muriel (presentazio ne oggi ore 11 allo stadio), mentre è tornato Oddo, dopo gli accerta menti presso uno specialista di fi ducia (l’ex milanista potrebbe esse re disponibile già domenica a Bolo gna).

1

■ CHAMPIONS ■ PRELIMINARI CHAMPIONS ■ EUROPA LEAGUE ■ RETROCESSIONE La classifica tiene conto di quest’ordine preferenziale: 1) punti; 2) minor numero di partite disputate; 3) differenza reti; 4) numero di gol segnati; 5) ordine alfabetico. *Bologna ha tre punti di penalizzazione

PRIMAVERA / 1

PROSSIMO TURNO

L’Inter batte il Psv

Sabato 17 settembre CAGLIARI-NOVARA (ore 18) INTER-ROMA (ore 20.45) Domenica 18 settembre, ore 15 ATALANTA-PALERMO (ore 12.30) BOLOGNA-LECCE CATANIA-CESENA LAZIO-GENOA PARMA-CHIEVO SIENA-JUVENTUS UDINESE-FIORENTINA NAPOLI-MILAN (ore 20.45)

L’Inter Primavera ha battuto ieri 3 2 gli olandesi del lPsv Eindho ven nella seconda giornata della Next Generation Series, competi zione europea giovanile. A Meda sono stati decisivi il gol di Bressa e la doppietta di Longo.

PRIMAVERA / 2

Udinese e Samp k.o. Questi i risultati della prima giornata di Coppa Italia Primavera: Cagliari Brescia 2 2; Sassuo lo Udinese 4 3; Modena Novara 1 4; Vicenza AlbinoLeffe 0 1; Em poli Bologna 1 1; Livorno Torino 0 2; Parma Sampdoria 3 0; Sie na Grosseto 6 0; Verona Chievo 0 2; Cesena Pescara 4 1; Cittadel la Padova 1 0; Reggina Lecce 2 1; Palermo Crotone 3 3; Napoli Cata nia 2 0; Juve Stabia Bari 0 1; Asco li Inter (21/09).

MARCATORI 2 RETI: Moralez (Atalanta), Milito (1) (Inter), Miccoli (Palermo) 1 RETE: Conti e El Kabir (Cagliari), Guana (Cesena), Pellissier (Chievo), Thereau (Chievo), Cerci (Fiorentina), Gilardino (Fiorentina), Mesto (Genoa), Veloso (Genoa), Forlan(Inter),Lichsteiner (Juventus) Marchisio (Juventus) Pepe (Juventus) Vidal (Juventus) Cisse' (Lazio) Klose (Lazio) Cassano (Milan) Ibrahimovic (Milan) Campagnaro (Napoli) Hamsik (Napoli) Lavezzi (Napoli) Marianini (Novara) Paci (Novara) Hernandez (Palermo) Pinilla (Palermo) Giovinco (Parma; 1 rigore) De Rossi (Roma) Basta (Udinese) Di Natale (Udinese)


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EUROPA LEAGUE PRIMA GIORNATA

Vai, Di Natale L’Udinese non fa l’euro-snob

story Porto campione con Villas Boas Finale del 2012 a Bucarest

Col Rennes, Totò a rischio turnover, ma dovrebbe partire titolare. Pinzi no

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Largo a Rocchi La Lazio punta sul centenario Col Vaslui il capitano cerca il 100˚ gol «Sarebbe bello farlo all’Olimpico»

COSÌ IN CAMPO A UDINE ORE 21.05

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COSÌ IN CAMPO A ROMA ORE 19 BATTUTO IL BRAGA 2011 festa portoghese Nel 2011 Europa League con finale tutta portoghese: il Porto di Villas Boas batte il Braga per 1-0

PARTITE GRUPPO I

PARTITE GRUPPO D

Oggi UDINESE-Rennes (Francia); Atletico Madrid (Spagna)-Celtic Glasgow (Scozia)

Oggi Zurigo (Svizzera)-Sporting Lisbona (Portogallo); LAZIO-Vaslui (Romania)

29 settembre Celtic Glasgow (Sco)-UDINESE; Rennes (Fra)-Atletico M. (Spa)

29 settembre Vaslui (Rom)-Zurigo (Svi); Sporting L. (Por)-LAZIO

PRIMA EDIZIONE Vince l’Atletico di Forlan Nel 2009-2010 prima edizione dell’Europa League (ex Coppa Uefa): vince l’Atletico Madrid di Forlan

20 ottobre Rennes (Fra)-Celtic (Sco); UDINESE-Atletico M. (Spa) RCS

3 novembre Celtic (Sco)-Rennes (Fra); Atletico M. (Spa)-UDINESE 30 novembre Rennes (Fra)-UDINESE; Celtic (Sco)-Atletico M. (Spa) 15 dicembre UDINESE-Celtic (Sco); Atletico M. (Spa)-Rennes (Fra)

Totò Di Natale, 33 anni ANTEPRIMA

Guidolin: «Questo girone è più duro di alcuni della Champions» Abolito il ritiro DAL NOSTRO INVIATO

FRANCESCO VELLUZZI UDINE

Prevendita fiacca, aria dimessa, turnover. Si ha la sensazione che a Udine siano più presi da «Friuli Doc», la rassegna enogastronomica che scatta questo pomeriggio con Fabio Capello come padrino (non è detto che poi venga al Friuli), che dalla prima partita del gruppo I di Europa League tra Udinese e Rennes. Neppure la brillante partenza di Lecce ha scaldato i friulani che sognavano l’Europa a 5 stelle. Quella a tre non tira. Però non facciamo i processi se le italiane escono sciaguratamente dal torneo. Cosa successa a Roma e Palermo. Di Natale Francesco

Guidolin assicura l’impegno: «Potrei parlare in francese, ma non voglio fare lo "sboroncello". Ci teniamo a rimanere tra le prime due. Ma un po’ di rotazione la farò. Ci sono tanti ragazzi che vogliono mettersi in mostra». Il dilemma è uno solo: Di Natale no, Di Natale sì. I ben informati garantiscono che Totò, che durante la settimana si gestisce con un programma particolare, non ha mai giocato 3 partite in 8 giorni. Ma il leader bianconero sa che non può tradire ed è con-

sapevole del fatto che in attacco c’è penuria. Barreto, per sua stessa ammissione, non ha più di 40 minuti di autonomia. Quindi staffetta: Totò da subito e Barreto dopo un’ora. Questa dovrebbe essere la soluzione. «La scelta in attacco è limitata», dice Guidolin. In allenamento il tecnico (che non ha convocato solo Pinzi mentre Pasquale è fuori dalla lista) ha mischiato le carte. Prevendita fiacca Il campiona-

to ha la priorità. Lo dimostrano i 7300 biglietti venduti per il Rennes e anche il fatto che ieri sera la squadra è andata solo a cena nel solito albergo del centro, ma senza restare a dormire. «Ma non snobbiamo la manifestazione anche perché per molti di noi è la prima volta in Europa e quindi è un motivo d’orgoglio», dice Maurizio Domizzi. «Andrà in campo una formazione competitiva. Ma andare avanti non è facile - aggiunge Guidolin -. Questo girone è più duro di qualcuno di Champions. E se posso dire aggiungere una cosa, nella passata edizione tra le prime 4 c’erano 3 squadre portoghesi. In Portogallo il torneo è a 16 squadre. Qualcosa vorrà pur dire. Il Rennes è una bella squadra, dinamica, veloce, aggressiva. M’Vila e Pitroipa sono due ottimi giocatori. I francesi Il Rennes, che è terzo

in campionato, è un gruppo giovane. Gioca un calcio veloce e aggressivo. Lo allena il corso Antonetti. L’unico vecchietto è l’ex interista Stephane Dalmat che oggi sarà titolare: «Faccio l’ultimo anno e poi vorrei andare in Qatar. L’Italia è nel cuore, ogni tanto guardo l’Inter in tv e da poco ho fatto due giorni a Venezia, sono single e mi diverto. Ho base a Parigi, la città che adoro». Antonetti la serata la vuol far stasera anche se pure lui garantisce «rotazioni». Il gioiello M’Vila, un mediano che sa impostare, ha mal di denti, ma dovrebbe giocare. Da giugno sarà il pezzo forte del mercato. Quindi va messo in vetrina. © RIPRODUZIONE RISERVATA

RCS

Reja: «I romeni? Buoni soprattutto in avanti». Tegola su Mauri: si teme lo stiramento

PARMA ULTIMA ITALIANA Quando era Coppa Uefa Il Parma di Malesani è stata l’ultima squadra italiana a vincere il trofeo: nel 1999, 3-0 in finale sul Marsiglia

la guida Vanno in campo anche Sirigu (Psg) e Bocchetti (Rubin) Queste le altre partite della prima giornata di Europa League in programma stasera (inizio ore 19 o 21.05). Tra gli italiani in gara Sirigu (Paris Saint Germain) e Bocchetti (Rubin Kazan). GRUPPO A Paok S. (Gre)-Tottenham (Ingh) Shamrock R. (Irl) -Rubin Kazan (Rus) GRUPPO B Hannover (Ger)-Standard Liegi (Bel) Copenhagen (Dan)-Vorskla P. (Ucr) GRUPPO C Hapoel Tel Aviv (Isr)-Rapid B. (Rom) Psv Eindhoven (Ola)-Legia V. (Pol) GRUPPO E Dinamo Kiev (Ucr)-Stoke City (Ingh) Besiktas (Tur)-Maccabi Tel Aviv (Isr) GRUPPO F Slovan B. (Slova)-A. Bilbao (Spa) Psg (Fra)-Salisburgo (Aut) GRUPPO G Az Alkmaar (Ola)-Malmoe (Sve) Austria V. (Aut)-Metalist K. (Ucr) GRUPPO H Bruges (Bel)-Maribor (Slo) Birmingham (Ingh)-S. Braga (Por) GRUPPO J M. Haifa (Isr)-Aek Larnaca (Cip) Steaua B. (Rom)-Schalke 04 (Ger) GRUPPO K Wisla Cracovia (Pol)-Ob Odense (Dan) Fulham (Ingh)-Twente (Ola) GRUPPO L Sturm Graz (Aut)-Lok. Mosca (Rus) Anderlecht (Bel)-Aek Atene (Gre)

DAL NOSTRO INVIATO

STEFANO CIERI FORMELLO (Roma)

A un passo dai cento gol con la maglia della Lazio. E questa è la sera giusta per compierlo, quel passo. Tommaso Rocchi, il capitano, il 5˚ bomber più prolifico nella storia biancoceleste, torna titolare per realizzare il suo grande sogno: diventare il 5˚ giocatore capace di arrivare a segnare 100 gol in biancoceleste. La sera giusta Il match col Va-

slui, primo impegno di un girone di Europa League abbordabile anche se non facilissimo, si trasforma così per la squadra di Reja in una sorta di Rocchi-day. «Forse se ne sta parlando anche troppo di questo centesimo gol — prova a sviare l’attenzione il capitano —. Non vedo l’ora di tagliare il traguardo. Sarebbe bellissimo farlo in questa occasione, anche perché giochiamo all’Olimpico. Però l’importante è vincere questa sfida col Vaslui, poi se arriverà anche il centesimo gol, bene, altrimenti ci proverò la prossima volta». Giusto. Ma certi sfizi è meglio toglierseli subito. Anche per una questione di calendario. Domani, 16 settembre, cade il settimo anniversario del primo dei 99 gol segnati finora da Rocchi (a Donetsk contro il Metallurg in Coppa Uefa). Chiudere il cerchio esattamente sette anni dopo sarebbe il massimo. In coppia con Cisse Ad aiutare Tommy-gol ad entrare già da stasera nel club dei «centenari» (ne fanno parte i soli Piola, Signori, Chinaglia e Giordano) ci penserà Djibril Cisse, che in carriera di gol ne ha fatti qualcosa come 229. «Lui e Klose — ancora Rocchi — hanno portato espe-

rienza e qualità. Ed anche una mentalità vincente. Perché nonostante non siano più dei ragazzini sono venuti qui con grandissime motivazioni». Con due tipi così puntare in alto, in Italia e in Europa, è praticamente obbligatorio. «É vero — ammette il capitano —, abbiamo un potenziale che può farci raggiungere obiettivi importanti: cercheremo di affrontare tutte le competizioni al massimo». E in questa squadra così ambiziosa Rocchi vuole tornare ad essere protagonista oltre che capitano. «Lo sarà — assicura Edy Reja —. È un grandissimo giocatore che può ancora dare tanto». Mauri out Magari a cominciare dalla sfida di stasera. Che il tecnico non considera affatto facile: «Occhio al Vaslui, è un’ottima squadra, soprattutto dalla cintola in su (c’è anche una vecchia conoscenza del nostro campionato: il brasiliano Adailton, ndr)». Sarà, però intanto il tecnico opera un consistente turnover. Tra i pali torna Marchetti, mentre restano a riposo Biava, Konko, Brocchi, Hernanes e Klose. Il tedesco, a differenza degli altri, non va neppure in panchina, anche perché ha un lieve dolore a una caviglia. Avrebbe dovuto giocare, invece resterà a casa, Stefano Mauri. Il monzese è stato bloccato da un problema muscolare nel corso della rifinitura. Si teme uno stiramento: se così fosse per Mauri lo stop sarebbe di almeno 15-20 giorni. Al suo posto giocherà Sculli con conseguente cambio di modulo: dal 4-2-3-1 al 4-4-2. © RIPRODUZIONE RISERVATA

20 ottobre Sporting L. (Por)-Vaslui (Rom); Zurigo (Svi)-LAZIO 3 novembre Vaslui (Rom)-Sporting Lisbona (Por); LAZIO-Zurigo (Svi) 1˚ dicembre Sporting Lisbona (Por)-Zurigo (Svi); Vaslui (Rom)-LAZIO 14 dicembre Zurigo (Svi)-Vaslui (Rom); LAZIO-Sporting Lisbona (Por)

Tommaso Rocchi, 33 anni F.PRESS


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

SERIE BWIN L’INCHIESTA

Vetrina Scopriamo chi sono i nuovi protagonisti del campionato Yaw Asante, 20 anni, ghanese, mediano del Grosseto LAPRESSE

Il ghanese Richmond Boakye, 18, attaccante del Sassuolo LAPRESSE

Il senegalese Ousmane Drame, 19 anni, attaccante del Padova LIVERANI

Pedro Mba Obiang, 19, spagnolo, centrocampista della Samp LIVERANI

Il nigeriano Nnamdi Oduamadi, 20 anni, esterno del Torino PIERANUNZI

Obiang stella del black power Il centrocampista della Sampdoria e gli altri emergenti: è il momento dei talenti di colore GIULIO DI FEO MILANO

La maledizione della perla nera? Solo un film, da queste parti. In B sono benedette: tante, nuove, fanno la differenza e magari a breve pure cassa. Soprattutto in Liguria. Il Genoa, per esempio, fa crescere a Sassuolo una fetta di futuro, Isaac Cofie e Richmond Boakye. L'origine è la stessa: Bechem Fc, Ghana. Il primo, mediano di sostanza, ha 2 anni in più di età e di B (Toro e Piacenza), ed è uomo di personalità: in rossoblù era “Il generale”, per leadership e perché usava con tutti il saluto militare. L'altro invece fa l'attaccante, e arrivò che pare un romanzo. Racconta il d.s, delle giovanili del Genoa Donatelli: «Era con una rappresentativa del Ghana in un torneo, ce

ne fece 2, andava via a tutti. A fine gara chiamai il suo agente: “Fammelo venire subito”. Detto, fatto: Boakye ('93) andò direttamente dal torneo a Genova. Provino di 15 giorni, firma, giovanili, poi vengono fuori le stimmate. Aprile 2010, Gasperini lo butta dentro con il Livorno, alla prima palla buona stop di petto e destro in rete: terzo gol più giovane di sempre in A. Isaac e Richmond a Sassuolo li ha voluti Pea, che li ha incastonati in un 4-3-3 turbo. Cofie taglia e cuce, Boakye fila come un treno, impara a usare il fisicone a e sforna numeri da star. Come a Vicenza: pallonetto di piatto dal vertice dell'area, e gol partita. Poi si festeggia con la Kangaroo Dance, perfezionata ai tempi del Genoa proprio con Isaac, che lo conosce fin da ragazzino e gli ha sempre fatto da chioccia.

Boakye e Drame: gol e velocità. Oduamadi spinge il Toro. Asante, il play del Grosseto Comunitari Alla Samp, invece, è

l'anno di Obiang ('92). Che è spagnolo, genitori della Guinea Equatoriale, e fu un'intuizione di Paratici: nel 2008 era alle giovanili dell'Atletico Madrid ma voleva andarsene, la Samp lo prese con 130 mila euro. Pedro il calcio lo legge (biografie di calciatori: Zidane, Pelé, Maradona, Del Piero) e lo mette in pratica: a bottega da Palombo, con cui fa coppia, fa valere il fisico e gioca sempre a testa alta. Ora deve scegliersi la nazionale: fino all'Under 20 ha giocato con la Spagna, ma pure

la Guinea (dove la sua famiglia-tribù è estesissima, è parente alla lontana persino del capo di Stato, Teodoro Mbasogo) lo vorrebbe. Una storia simile è quella di Drame ('92), baby crack del Padova. Nato a Parigi da genitori maliani, giovanili nel Guingamp, poi rimase senza squadra e il suo agente lo portò in Veneto. Il suo percorso è parallelo a quello di Dal Canto, che lo ha plasmato in Primavera e ora lo usa da esterno nel 4-3-3: non è un gigante ma scatto e cambio di direzione spaccano. Qualcosa da limare, ma la polpa c'è: Chievo, Fiorentina e big inglesi allertate. Del Padova è anche Mbakogu ('92), nigeriano, in prestito alla Juve Stabia dov'era già l'anno scorso: anche lui factotum d'attacco, se lo lanci non lo prendi più.

clic LA POLIZIA CERCA SAVIO SCOMPARSO DA UNA SETTIMANA

Dov’è finito Savio Nsereko (foto Ianuale)? Continuano le ricerche del centrocampista ugandese della Juve Stabia sparito da una settimana dopo aver mandato un sms al tecnico Braglia. La Juve Stabia ha denunciato la scomparsa alla polizia mentre la madre si è rivolta all’Interpol.

di scudetto col Milan (una gara, 5'), è il ginseng del Toro: quando serve energia sulle fasce, lui c'è. I rossoneri lo presero tre anni fa dalla Flying Sport Academy in Nigeria insieme a tal Ikande, che pareva promettere meglio ma è finito in Ungheria. Odu, invece, tutto palla e facebook, un posto se l'è scavato, anche nel 4-4-2 di Ventura. Asante ('91), invece, è il gioiello della mediana del Grosseto, dove pressa e fa ripartire. In Italia arrivò grazie a uno zio che viveva a Reggio Emilia: andò a trovarlo in vacanza, si trovò a fare (pure lui) un provino, la Reggiana lo tenne per poi darlo ai toscani. Anche qui mercato alle porte, piace a Palermo e Fiorentina. Non sarebbe solo: da una parte troverebbe Salifu, dall'altra Acquah. Aria di Ghana, insomma.

Gli altri Oduamadi ('90), fresco

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LA SITUAZIONE

Tre squadre in vetta a 10 punti Domani derby Verona-Padova Questa la classifica di Serie B dopo le prime quattro giornate di campionato: Padova, Brescia e Torino p. 10; Sassuolo e Pescara 9; Sampdoria e Grosseto 8; Reggina. AlbinoLeffe e Livorno 7; Verona 6; Nocerina, Bari e Cittadella 4; Empoli e Modena 3; Varese 2; Crotone ( 1) e Vicenza 1; Ascoli ( 7), Juve Stabia ( 1) e Gubbio 0.

Queste invece le partite della quinta giornata. Domani (20.45): Verona Padova. Sabato (15): Ascoli Sassuolo; Bari Nocerina; Cittadella Vicenza; Crotone Empoli; Livorno Juve Stabia; Modena Gubbio; Reggina Pescara; Sampdoria Grosseto; Varese AlbinoLeffe. Lunedì (20.45): Torino Brescia.

Taccuino SAMPDORIA

TORINO

Gastaldello è a posto In campo anche Foti

Contrattura per Verdi Oduamadi ha ripreso

GENOVA Gastaldello è sulla strada buona, ieri ha provato a for zare e non ha avuto problemi. Dalla prossima settimana dovrebbe tor nare disponibile. Intanto Atzori pro segue l’impostazione del 4 4 2 con cui ha fatto benissimo ad Empoli. Ieri partitella per i rincalzi, (5 0 alla Cairese: Soriano, Icardi e tripletta di Fornaroli, che ha giocato solo il secondo tempo). Rispoli è stato provato come terzino destro, Ben tivoglio come esterno sinistro. Si è rivisto in campo anche Foti.

PADOVA

Milanetto recuperato Ruopolo in dubbio PADOVA Rientra l’allarme in difesa: Schiavi è tornato col gruppo e anche Portin è recupera to. Milanetto è ok, dopo la distorsio ne alla caviglia di venerdì scorso contro il Bari. In dubbio, invece, in attacco Ruopolo, che si è allenato a parte: nella seduta di rifinitura verranno valutate meglio le sue condizioni.

TORINO Si allenano in grup po Pagano, Surraco e Zavagno; ha ripreso a correre anche Oduama di, mentre l'unica nota stonata è la lieve contrattura al retto femorale destro di Verdi.

JUVE STABIA

Cesar lascia il calcio e torna in Brasile CASTELLAMMARE Il difen sore brasiliano Cesar, ex Padova, ha deciso di ritirarsi dal calcio e di tornare in Brasile: «Mi pesa tutto, le partite e gli allenamenti». Il gioca tore ha già risolto il contratto.

REGGINA

Amoruso diventerà il capo del vivaio? REGGIO CALABRIA Nicola Amoruso e la Reggina di nuovo as sieme? Pare di si: l’ex attaccante ha chiuso col calcio giocato e vuole iniziare la carriera di dirigente. Ieri si è incontrato con Foti, che gli ha proposto di diventare il responsa bile del settore giovanile.


GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

PRIMA DIVISIONE I RECUPERI DEL GIRONE A

girone B

Che caos C’è stato un finale ac-

GIUDIZIO +++ MARCATORE Tavares al 45’ s.t. COMO (4-2-3-1) Giambruno 6,5; Diniz 6, Nieddu 6 (dal 33’ s.t. Bellitta s.v.), Zullo 6,5, Urbano 6; Salvi 6, Lewandowski 6,5; Bardelloni 6, Lulli 5,5 (dal 19’ s.t. Miello 6,5), Filippini 6 (dal 24’ s.t. Ciotola s.v.); Tavares 6,5. (Conti, Ambrosini, Vicente, Doumbia). All. Ramella 6,5. PRO VERCELLI (4-3-1-2) Valentini 6; Cancellotti 6,5, Ranellucci 6,5, Modolo 6, Armenise 5; Rosso 6, Calvi 6,5, Espinal 6 (dal 12’ s.t. Marconi 5,5); Disabato 6,5 (dal 18’ s.t. Bencivenga 6); Iemmello 6, Di Piazza 6 (dal 24’ s.t. Fabiano s.v.). (Dan, Santoni, Masi, Malatesta). All. Braghin 6. ARBITRO Cifelli di Campobasso 5,5. NOTE spettatori 1.200 circa, paganti non comunicati, incasso di 10.698 euro. Espulsi Armenise al 15’ s.t. e Tavares al 46’ s.t.; ammoniti Urbano, Bardelloni, Rosso, Lewandowski, Nieddu, Salvi, Filippini, Calvi e Modolo. Angoli 1-7.

cesissimo, con il gol di Tavares — espulso subito dopo per essersi tolto la maglia, già ammonito — che sfrutta uno spunto di Miello e a pochi passi dalla rete infila Valentini. Nella bagarre che segue il gol, con le accese proteste dei giocatori della Pro Vercelli forse per un presunto fallo di mano, sul Sinigaglia si spengono le luci. Cartellini gialli a iosa, e quando la partita riprende per i cinque minuti di recupero finali Tavares non è più in campo, nonostante un goffo tentativo di scambiare la maglia con un compagno per evitare il secondo giallo.

LILLIANA CAVATORTA COMO

Como in testa alla classifica grazie a una vittoria arrivata anche stavolta all’ultimo minuto, come domenica a Foligno. Già al momento della sospensione, alla prima giornata, il Como batteva 2-1 la Pro Vercelli: stavolta è finita 1-0.

La partita Più ficcante la Pro Vercelli nel primo tempo, la partita si era poi un po’ spenta nella seconda parte restando comunque nervosa. Addirittura Filippini è stato ammonito in panchina, già sostituito. Poi quel lampo nel finale, a cui la Pro Vercelli ha risposto con una traversa di Cancellotti nel recupero. I piemontesi tra l’altro hanno giocato in dieci per una mezz’ora abbondante in seguito all’espulsione di Armenise per doppia ammonizione. © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’ALTRA GARA DIONIGI, PARTITO DA -1, E’ GIA’ SECONDO

SQUADRE

Il Taranto ha fretta Lume: arriva Diana LUMEZZANE-TARANTO

0-3

GIUDIZIO +++ MARCATORI Rantier su rigore al 13’, Chiaretti al 22’ e al 35’ s.t. LUMEZZANE (4-4-2) Rossi 5,5; Luciani 5, Malagò 5,5, Giosa 6, Guagnetti 4,5; Antonelli 5,5, Fondi 5 (dal 28’ s.t. Dadson s.v.), Finazzi 5 (dal 17’ s.t. Baraye 5), Lo Iacono 6; Inglese s.v. (dal 18’ p.t. Gasparetto 5,5), Ferrari 5,5. (Brignoli, Mollestam, Faroni, Maccabiti). All. Nicola 5. TARANTO (3-4-3) Bremec 6,5; Sosa 6, Coly 6,5, Di Bari 6 (dal 25’ s.t. Prosperi 6); Antonazzo 7, Giorgino 6,5, Sciaudone 7, Rizzi 6,5 (dal 32’ s.t. Garufo s.v.); Rantier 7, Girardi 6, Russo 6,5 (dal 10’ s.t. Chiaretti 8). (Faraon, Cutrupi, Pensalfini, Guazzo). All. Dionigi 7,5. ARBITRO Bindoni di Venezia 6. NOTE paganti 90, abbonati 230, incasso di quasi 1.200 euro. Ammoniti Fondi, Luciani, Giorgino, Rossi e Guagnetti. Angoli 5-3. SERGIO CASSAMALI LUMEZZANE (Brescia)

Con un secondo tempo spumeggiante il Taranto, si aggiudica il recupero con il Lumezzane e sale da solo in testa alla classifica malgrado il punto di penalizzazione. Quando Dionigi estrae ad inizio ripresa dalla panchina la carta Chiaretti, sul Lumezzane scende il buio. Il brasiliano si procura al 12’ il rigore che Rantier trasforma con freddezza, poi firma tra il 22’ ed il 35’ la doppietta che getta nello sconforto la squadra bresciana, al secondo 0-3 di fila dopo quello di Benevento e nemmeno fortunata: per il centravanti Inglese, andato k.o. dopo 17’, possibile stop di due-tre mesi per una frattura al perone. La partita A questo punto il Taranto può pensare in grande, forte di un collettivo decisamente superiore in questo mo-

mento a quello dei locali e di molte altre squadre del girone. La squadra di Dionigi ha fatto la partita anche nel primo tempo, ma è nella ripresa che è riuscita a prendere il volo. Al 12’ Rossi in uscita tocca Chiaretti e per l’arbitro è rigore: trasforma Rantier. Il crollo Il Lumezzane si disuni-

sce e lo stesso Chiaretti si scatena, siglando il 2-0 in diagonale dopo una fuga solitaria. La parola fine viene scritta al 35’ quando il brasiliano realizza a porta vuota su assist di Antonazzo. Il Lumezzane va male, ma corre ai ripari con il tesseramento dell’ex nazionale Aimo Diana, reduce da una stagione in Svizzera e svincolato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

COMO TARANTO (-1) SORRENTO PISA CARPI AVELLINO TERNANA MONZA TRITIUM PAVIA VIAREGGIO (-1) PRO VERCELLI SPAL FOGGIA BENEVENTO (-6) FOLIGNO LUMEZZANE REGGIANA (-2)

PT 6 5 4 4 3 3 3 3 3 2 2 1 1 1 0 0 0 -1

G 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2

PARTITE V N P 2 0 0 2 0 0 1 1 0 1 1 0 1 0 1 1 0 1 1 0 1 1 0 1 1 0 1 0 2 0 1 0 1 0 1 1 0 1 1 0 1 1 2 0 0 0 0 2 0 0 2 0 1 1

RETI F S 3 1 4 0 5 2 4 1 6 3 2 3 1 2 2 4 2 4 3 3 3 3 0 1 1 2 1 2 5 1 1 4 0 6 2 3

U PROMOSSA U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSA

PROSSIMO TURNO DOMENICA 18 SETTEMBRE, ORE 15 AVELLINO-TRITIUM BENEVENTO-REGGIANA CARPI-LUMEZZANE COMO-SORRENTO MONZA-PRO VERCELLI PISA-FOGGIA SPAL-VIAREGGIO TARANTO-PAVIA TERNANA-FOLIGNO

GIRONE B

In quattro a punteggio pieno Domenica delicata a La Spezia e c’è il derby Barletta-Andria Questa la situazione nel girone B di Prima divisione dopo due giornate: CLASSIFICA Pergocrema, Lanciano, Barletta e Trapani p. 6; Siracusa 4; Carrarese*, Frosinone e Triestina 3; Spezia, Alto Adige, Andria, Feralpi Salò e Latina 1; Prato, Portogruaro e Bassano 0; Piacenza ( 4) 1; Cremonese* ( 6) 3. (*una partita in meno). PROSSIMO TURNO Ecco le partite della terza

giornata, in programma domenica con inizio alle ore 15: Alto Adige Frosinone; Barletta Andria; Cremonese Bassano; Latina Pergocrema; Portogruaro Carrarese; Prato Lanciano; Spezia Piacenza; Trapani Feralpi Salò; Triestina Siracusa (14.30). RECUPERO Cremonese Carrarese, non disputata alla prima giornata, sarà recuperata mercoledì 21 con inizio alle ore 15.

MELFI

0

ISOLA LIRI

1

PERUGIA

2

GIUDIZIO MARCATORI L. Orlando (P) al 21’, Galizia (P) al 32’ p.t.; Ventura (IL) al 48’ s.t. PAGANESE (4-4-2) Petrocco 6; Balzano 7, Fusco 6,5, Rinaldi 6, Agresta 6; F. Orlando 6 (dal 13’ s.t. Scarpa 6), Giglio 6,5, Tricarico 5, Galizia 6,5 (dal 42’ p.t. Acoglanis 6); L. Orlando 7 (dal 1’ s.t. Loiacono 6,5), Fava 6,5. (Robertiello, Sicignano, Russo, Neglia). All. Grassadonia 6. ISOLA LIRI (4-4-2) Coletti 5,5; Paloni 5,5, Ferrara 5,5 (dal 19’ s.t. Migliorelli 5,5), Martinelli 6, Sperati 5,5 (dal 1’ s.t. Tortosa 6); Ventura 6, Costanzo 7 (dal 32’ s.t. Falco 6), Lucchese 6, Conte 6; Caira 6,5, Improta 6. (Mariosi, Di Baia, Morleo, Bianchini). All. Grossi 6. ARBITRO Casaluci di Lecce 6. NOTE spettatori 1.200 circa, incasso non comunicato. Espulso Tricarico al 41’ p.t.; ammoniti Fusco e Falco. Angoli 2-4. (a.c.)

+++

GIUDIZIO MARCATORI Clemente all’11’, Gucci al 36’ s.t. MELFI (4-4-2) Scuffia 6; Franchino 6, Moretto 6,5, Gennari 6, Spirito 6,5; Ambrogetti 5,5 (dal 30’ s.t. Simeri s.v.), Muratore 6, Viola 5,5, Bertocchi 5,5 (dal 3’ s.t. G. Russo 6); Lionetti 5,5 (dal 20’ s.t. Cibele 5,5), Tirelli 5,5. (Della Luna, Borin, R. Russo, Caprioli). All. Rodolfi 6. PERUGIA (3-5-2) Giordano 6; Curti 5,5 (dal 1’ s.t. Pupeschi 6), A. Russo 6, Borghetti 6; Anania 6, Borghese 6, Mocarelli 6 (dal 10’ s.t. Margarita 5,5), Benedetti 6,5, Zanchi 6; Gucci 6,5, Clemente 6,5 (dal 29’ s.t. Giuliacci s.v.). (Despuches, Carloto, Sansotta, Bueno). All. Battistini 6,5. ARBITRO Zivelli di Torre Annunziata 5,5. NOTE spettatori 500 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Curti, Zanchi, Borghetti, Giuliacci, Margarita, Lionetti, Viola, Tirelli e Muratore. Angoli 3-6. (g.t.)

APRILIA

0

GIULIANOVA

1

VIGOR LAMEZIA

2

GAVORRANO

2

CAMPOBASSO

2

ARZANESE

2

MILAZZO

1

FANO

1

GIUDIZIO

CLASSIFICA

2

+++

Il primo dei nove turni infrasettimanali del girone B si chiude con la terza vittoria della Paganese, che vola a punteggio pieno. Dietro ci sono il Campobasso (ok a Fondi contro l’Aprilia, che si è fatto parare un rigore con Ceccarelli), la bella novità Arzanese e, dopo un’emozionante vittoria in rimonta, la Vigor Lamezia. Ma è a quota 6 che c’è il principale rivale della capolista, quel Perugia che ha vinto a Melfi e che lunedì sera nel posticipo televisivo riceverà proprio la Paganese. Continua l’ascesa del Gavorrano, con il suo allenatore Guido Pagliuca che però rimedia la terza espulsione tra campionato (2) e Coppa (1). Prima vittoria infine per l’ambizioso L’Aquila.

Il portoghese Diogo Tavares, 24 anni, per la prima stagione al Como, festeggia il gol realizzato contro la Pro Vercelli CUSA

PAGANESE

3a giornata

Tris Paganese: il Perugia risale e lunedì ci sarà L’attaccante segna ma poi si fa espellere Finale caos: luci spente e traversa della Pro la grande sfida 1-0

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SECONDA DIVISIONE

Ci pensa Tavares Il Como è in vetta COMO-PRO VERCELLI

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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+++

GIUDIZIO MARCATORI Sandomenico (A) all’11’, Carotenuto (A) al 39’ p.t.; Morga (G) su rig. al 27’ s.t. GIULIANOVA (4-3-1-2) Sorrentino 5,5; Bruno 6, Terrenzio 6, Zoppetti 5,5, Testoni 5; D’Alessandro 6, D’Aniello 5,5 (dal 20’ s.t. Morga 6,5), Bontà 6 (dal 37’ s.t. Cecchetti s.v.); Valori 5 (dal 6’ s.t. Rinaldi 6); Pirelli 6, Carbonaro 5. (Merletti, Cavasinni, Khoris, Giustini). All. Di Giannatale 6 (De Patre squalificato). ARZANESE (4-3-3) Fiory 6,5; Riccio 6,5, M. Esposito 6, Imparato 6, Salvati 7; Castellano 6 (dal 15’ s.t. Improta 6), Manzo 6,5, Gori 6; Sandomenico 7 (dal 20’ s.t. Tarascio 6), Incoronato 6 (dal 35’ s.t. Fragiello s.v.), Carotenuto 7. (Parisi, Perna, G. Esposito, Mascolo). All. Fabiano 7. ARBITRO Losito di Pesaro 5. NOTE spettatori 700 circa, incasso di 2.580 euro. Espulso Carbonaro al 4’ s.t.; ammoniti Riccio, Gori e Fiory. Angoli 8-1. (g.a.)

MARCATORE Balistreri al 21’ p.t. su rigore e al 28’ s.t. APRILIA (4-4-2) Bifulco 7; V. Esposito 5, Aquino 6, G. Esposito 6, Carta 5 (dal 29’ s.t. Di Libero s.v.); Bonaiuti 5,5 (dall’11’ s.t. Iovene 6), Salese 5,5, Cruciani 5, Siclari 6,5; Foderaro 5,5, Ceccarelli 5,5 (dall’11' s.t. Branicki 6). (Rizzardi, Gomes, Croce, Calderini). All. Vivarini 5,5. CAMPOBASSO (4-4-2) Iuliano 6,5; Modica 6, Altobello 7, Scudieri 6,5, C. Esposito 6; Triarico 6,5, Forgione (dal 47’ s.t. Masullo s.v.), Quadri 6 (dal 43' s.t. Cirillo s.v.), Giannattasio 6; Balistreri 7, D'Anna 7 (dal 36' s.t. Cenciarelli s.v.). (Falcone, Fatticcioni, Todino, Cruz). All. Provenza 6,5. ARBITRO Abisso di Palermo 6,5. NOTE spettatori 200 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Triarico, D’Anna, Cruciani, Balistreri, Iovine e C. Esposito. Angoli 2-2. (v.a.)

OGGI

Chieti-Fondi è un derby di famiglia

1

L’AQUILA

1

NEAPOLIS

0

CELANO

0

VIBONESE

0

EBOLITANA

0

GIUDIZIO

++

GIUDIZIO

++

RISULTATI

SQUADRE

APRILIA-CAMPOBASSO 0-2 CHIETI-FONDI (oggi, ore 16.30) GAVORRANO-FANO 2-1 GIULIANOVA-ARZANESE 1-2 L'AQUILA-VIBONESE 1-0 MELFI-PERUGIA 0-2 NEAPOLIS-EBOLITANA 0-0 NORMANNA-CELANO 1-0 PAGANESE-ISOLA LIRI 2-1 VIGOR LAMEZIA-MILAZZO 2-1 Ha riposato CATANZARO

PT

PAGANESE

PARTITE RETI G V N P F S 9 3 3 0 0 6 1

CAMPOBASSO

7 3 2

1 0 3 0

ARZANESE

7 3 2

1 0 8 6

VIGOR LAMEZIA

7 3 2

1 0 4 2

PERUGIA

6 3 2 0 1

7 4

GAVORRANO

6 3 2 0 1

8 6

NORMANNA

6 3 2 0 1

3 5

L'AQUILA

5 3

1

2 0 2

FONDI

4 2

1

1 0 5 2

1

CATANZARO

4 2

1

1 0 3 0

ISOLA LIRI

3 2

1

0 1

GIULIANOVA

3 3

1

0 2 2 3

CHIETI

3 2

1

0 1

EBOLITANA

2 3 0 2

1

2 4

NEAPOLIS

2 3 0 2

1

2 5

FANO (-2)

1

3

MELFI

1

3 0

1

2 0 3

CELANO

1

3 0

1

2

VIBONESE

1

3 0

1

2 2 6

APRILIA

0 2 0 0 2 0 3

MILAZZO

0 3 0 0 3

5 2 3 4

0 2 2 3 1

1

4

5

U PROMOSSE U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSE

++

MARCATORE Giglio al 28’ s.t. L’AQUILA (4-4-2) Testa 6,5; Simoncini 5,5, Garaffoni 6,5, Ruggiero 6, Blaiotta 5,5; Cunzi 5,5 (dal 37’ s.t. Perfetti s.v.), Agnello 6,5, Carcione 6,5, Piccioni 6 (dal 7’ s.t. Giglio 6); Improta 5 (dal 19’ s.t. Capparella 6), Colussi 5,5. (Modesti, Prizio, Campinoti, Battistelli). All. Ianni 6. VIBONESE (4-4-2) De Filippis 6; Oliva 5 (dal 37’ s.t. Saturno s.v.), Salvatori 6, Caridi 6, D’Agostino 5,5; Mazzetto 6, Cosenza 6 (dal 45’ s.t. Vitale s.v.), Corapi 6,5, De Francesco 6,5; Puntoriere 5, Doukara 6. (Saraò, Cosentino, Borghetto, Dominici, Mercuri). All. Ferrante-Viola 6. ARBITRO Brodo di Viterbo 6. NOTE spettatori 800 circa, incasso di quasi 4.800 euro. Espulso Giglio al 33’ s.t.; ammoniti Agnello, Cosenza, Puntoriere, Simoncini, Giglio, Mazzetto e Carcione. Angoli 3-0. (a.f.)

CLASSIFICA

1

+++

GIUDIZIO MARCATORI Fioretti (G) su rigore al 13’, Pulina (G) al 22’ p.t.; Morante (F) al 40’ s.t. GAVORRANO (4-3-1-2) Addario 5; Sgambato 6,5, Miano 6,5, Dascoli 6,5, Nencioli 6; Manzo 6, Galbiati 6,5, Nicoletti 6; Rosati 6 (dal 21’ s.t. Lo Sicco 5,5); Fioretti 7 (dal 36’ s.t. Nocciolini s.v.), Pulina 6,5 (dal 43’ s.t. Germani s.v.). (Santandrea, Alderotti, Menichetti, Masini). All. Pagliuca 6. FANO (4-3-1-2) Orlandi 5,5; Misin 6 (dal 30’ s.t. Forabosco 6), Antonioli 5, Cossu 6, Colombaretti 5; Ruscio 5,5, Zebi 6, Raparo 5,5 (dal 27’ s.t. Mucciarelli 6); Piccoli 6,5; Morante 5,5, Bartolini s.v. (dal 9’ p.t. Marolda 6,5). (Beni, Angelelli, Bartolucci, Di Stefano). All. Gaudenzi 5,5. ARBITRO Pierro di Nola 5,5. NOTE spettatori 200 circa, incasso di 1.332 euro. Espulso il tecnico Pagliuca al 45’ s.t.; ammoniti Dascoli, Orlandi, Rosati, Antonioli, Addario e Lo Sicco. Angoli 0-4. (a.f.)

NORMANNA

MARCATORE Castaldo al 43' s.t. NORMANNA (4-2-3-1) Gragnaniello 7; Piccirillo 6,5, Campanella 5,5, Castaldo 6,5, Diana 6; Marano 6,5 (dal 44' s.t. Zolfo s.v.), Marzocchi 6; Letizia 6, Varriale 6, Petagine 6,5; Longobardi 5,5 (dal 12' s.t. Pisani 5,5). (Russo, Carbonaro, Vecchione, Silvestre). All. Romaniello 6,5. CELANO (4-3-3) Liverani 6; Bagaglini 5,5, Ciolli 5,5, Bianciardi 6, Olivieri 6 (dal 14' s.t. D'Angelo 6); Amadio 5,5 (dal 1' s.t. Mascoli 6), Barbetti 6,5, Gentile 6; Luzi 5,5, Croce 6,5, Sciamanna 5,5 (dal 1' s.t. Sabatini 6). (Agostini, Furno, Pacella, Franchi). All. Facciolo 5,5. ARBITRO Bietolini di Firenze 6. NOTE spettatori 500 circa, incasso nc. Ammoniti Bagaglini, Amadio, Diana, Piccirillo, Letizia, D'Angelo e Marano. Angoli 4-8. (g.ar.)

Il programma della giornata si completa oggi con Chieti Fondi (inizio alle ore 16.30): arbitra Ceccarelli di Rimini. C’è una curiosità legata a questa sfida, che è destinata a diventare un piccolo derby in famiglia: il Chieti da quest'anno ha scelto come testimonial Roberta Scardola, la Carlotta della serie tv «I Cesaroni», che è fidanzata con Mario Merlonghi, attaccante proprio del Fondi.

+++

GIUDIZIO MARCATORI Proietti (M) al 47' p.t.; Romero (VL) al 19', Lattanzio (VL) al 46' s.t. VIGOR LAMEZIA (4-2-3-1) Forte 6; Cane 5 (dal 5' s.t. Romero 7), Marchetti 6,5, Gattari 6, Bonasia 6; Giuffrida 7, Cerchia 6; Rondinelli 6 (dal 31' s.t. Sinicropi s.v.), Mangiapane 5 (dall’11' s.t. Lattanzio 7), Mancosu 6; De Luca 6. (Calderoni, Visone, Sbravati, Erbini). All. Costantino 7. MILAZZO (4-2-3-1) Pergamena 6; N'ze 5,5, Benci 6,5, Imparato 5, Ingemi 6; Cuomo 5, Bucolo 6; Mangiacasale 5 (dal 37' p.t. Strumbo 5), Llama 6 (dall’8' s.t. Malafronte 5,5), Proietti 6,5 (17' s.t. Simonetti 5,5); Scalzone 6. (Croce, Pepe, Fiore, Spilabotte). All. Amura 6. ARBITRO Rasia di Bassano 6,5. NOTE spettatori 1.000 circa, incasso nc. Espulsi Imparato al 33' p.t. e Scalzone al 46' s.t.; ammoniti Mangiapane, Bucolo, Proietti, Giuffrida, Lattanzio e N'Ze. Angoli 4-0. (f.c.)

PROSSIMO TURNO DOMENICA 18 SETTEMBRE, ORE 15 ARZANESE-L'AQUILA CAMPOBASSO-NORMANNA CELANO-GAVORRANO EBOLITANA-CATANZARO FANO-GIULIANOVA FONDI- VIGOR LAMEZIA ISOLA LIRI-NEAPOLIS MILAZZO-APRILIA PERUGIA-PAGANESE (lunedì, ore 20.45) VIBONESE-MELFI Riposa CHIETI

MARCATORI 6 RETI Fioretti (1, Gavorrano). 4 RETI Clemente (1, Perugia). 3 RETI Bernasconi (Fondi); Orlando (Paganese).

GIUDIZIO NEAPOLIS (4-4-2) Errichiello 6; Oliva 6, Polverino 6,5, Daleno 6,5, Esposito 5; Bianchi 5,5, De Falco 6 (dal 18' s.t. Foggia 6), Barone 5,5, Varriale 5,5 (dal 16' s.t. Chiaria 6); Moxedano 6 (dal 27' s.t. Bonanno 5), Pellecchia 6. (Ambrosio, Allocca, Moscarino, Monticelli). All. Castellucci 5. EBOLITANA (4-4-2) Zotti 7; Venneri 5,5, Gerolino 6, Perrino 6, Astarita 5,5 (dal 1' s.t. De Pascale 6,5); Servi 6, Izzo 5,5 (dal 10' s.t. Sekkoum 5), Esposito 6, Palumbo 6; Broso 6, D'Ancona 5. (Longo, Albano, Colella, Corsino, Pignatta). All. Belotti 6. ARBITRO: Marini di Roma 5,5. NOTE spettatori 500 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Pellecchia, Chiaria, Foggia, Bianchi e Sekkoum. Angoli 5-3. (a.v.)

GIRONE A

Crisi nel Savona Mercato: a Rimini va Gerbino Polo Il girone A di Seconda non aveva un turno infrasettimanale e riprende domenica. Intanto a Savona si è dimesso il presidente Andrea Pesce: alla base della sua decisione ci sarebbe la mancanza di supporto da parte dell'imprenditoria locale. Riguardo il mercato, spicca il colpo del Rimini che ha ingaggiato l’attaccante Gerbino Polo, svincolato dal Ravenna. Invece il difensore Della Maggiora, ex Trento, è ritornato da martedì in forza alla Valenzana.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

MOTOMONDIALE GP ARAGONA 14a TAPPA DEL CAMPIONATO 2011

Stoner-Lorenzo, duello a bassa quota Casey a 2,50, Jorge a 2,75: gara incerta. Simoncelli a 15 può essere interessante per la pole IL TRACCIATO

il programma Domenica la corsa in diretta su Italia 1 a partire dalle 14 GLI ORARI Highlight su gazzetta.it Domenica si corre il GP d’Aragona al Motorland (5.078 m), 14ª prova (su 18) del Motomondiale 2011. PROGRAMMA E TV Tutte le sessioni in diretta su Premium MotoGP e su internet (http://nettv.mediasetpremium.it). Domani — Libere: 9.15 e 13.15 la 125; 10.10 e 14.10 la MotoGP; 11.10 e 15.10 la Moto2. Sintesi su Italia 1 all’1.15. Sabato — Libere 9.15 la 125; 10.10 la MotoGP; 11.10 la Moto2. Qualifiche: 13 la 125; 13.55 la MotoGP; 15.10 la Moto2. Diretta su Italia 1 dalle 13.55. Domenica - Alle 11 gara 125; alle 12.15 Moto2; alle 14 MotoGP. Diretta su Italia 1 dalle 10.45.

LE CLASSIFICHE Dovizioso è terzo MotoGP 1. Stoner (Aus-Honda) 259 punti 2. Lorenzo (Spa-Yamaha) 224 3. Dovizioso (Ita-Honda) 185 4. Pedrosa (Spa-Honda) 150 5. Spies (Usa-Yamaha) 135 6. Rossi (Ita-Ducati) 133 7. Hayden (Usa-Ducati) 105 8. Simoncelli (Ita-Honda) 93 9. Edwards (Usa-Yamaha) 87 10. Aoyama (Gia-Honda) 82 17. Capirossi (Ita-Ducati) 29 Moto2 1. Bradl (Ger-Kalex) 213 punti 2. Marquez (Spa-Suter) 190 3. Iannone (Ita-Suter) 112

ILLUSTRAZIONE MIRCO TANGHERLINI - INFOGRAFICA LA GAZZETTA DELLO SPORT - FONTE TEAM HONDA GRESINI

La seconda edizione del GP d’Aragona vede ovviamente Casey Stoner come favorito per vittoria e pole. L’australiano capoclassifica ha trionfato qui l’anno scorso e farà di tutto per non farsi avvicinare da Lorenzo nel Mondiale. Lo spagnolo, in proiezione gara, è però vicinissimo: 2,75 contro 2,50 per Casey. Diverso il discorso nelle qualifiche. Il sabato Stoner fa il vuoto: 1,90 contro 3,60 di Lorenzo e Pedrosa. Per chi vuole rischiare, spunta ancora una volta il nome di Simoncelli. L’italiano, quest’anno brillante in qualifica, è pagato a 15 (chi scommette 10

euro ne può vincere 150 compresa la puntata): perché non tentare? In gara, invece, i nostri sembrano tagliati fuori dai posti che contano, anche nelle scommesse: Dovizioso è a 25, Simoncelli a 33, Rossi a 40. Meglio azzardare Spies: l’americano a 15 si può fare. In Moto2, c’è un Iannone (a 4,50) che scalpita: in Aragona ha vinto già l’anno scorso ed è dato in gran forma. Ma occhio anche a Pol Espargaro, trionfatore 2010 quand’era in 125. Se ama ancora questa pista, la sua quota (33) è un affare. © RIPRODUZIONE RISERVATA

POLE MOTOGP

VINCENTE MOTOGP PILOTA (MOTO) CASEY STONER (HONDA)

VINCENTE MOTO2 PILOTA (MOTO) MARC MARQUEZ (SUTER)

VINCENTE 125

PILOTA (MOTO) CASEY STONER (HONDA)

QUOTA 1,90

DANI PEDROSA (HONDA)

3,60

JORGE LORENZO (YAMAHA)

2,75

STEFAN BRADL (KALEX)

3,50

JOHANN ZARCO (DERBI)

4

JORGE LORENZO (YAMAHA)

3,60

DANI PEDROSA (HONDA)

3,50

ANDREA IANNONE (SUTER)

4,50

MAVERICK VIÑALES (APRILIA)

6

BEN SPIES (YAMAHA)

12

15

ALEX DE ANGELIS (MOTOBI)

12

SANDRO CORTESE (DERBI)

10

MARCO SIMONCELLI (HONDA)

15

SIMONE CORSI (FTR)

25

HECTOR FAUBEL (APRILIA)

15

ANDREA DOVIZIOSO (HONDA)

25

THOMAS LUTHI (SUTER)

25

EFREN VAZQUEZ (DERBI)

20

VALENTINO ROSSI (DUCATI)

33

BRADLEY SMITH (TECH 3)

25

JONAS FOLGER (APRILIA)

25

COLIN EDWARDS (YAMAHA)

50

SCOTT REDDING (SUTER)

25

SERGIO GADEA (APRILIA)

30

NICKY HAYDEN (DUCATI)

BEN SPIES (YAMAHA)

QUOTA 2,50

125 1. Terol (Spa-Aprilia) 216 punti 2. Zarco (Fra-Derbi) 185 3. Viñales (Spa-Aprilia) 161

QUOTA 2,10

PILOTA (MOTO) NICO TEROL (APRILIA)

QUOTA 1,90

ANDREA DOVIZIOSO (HONDA)

25

MARCO SIMONCELLI (HONDA)

33

VALENTINO ROSSI (DUCATI)

40

100

NICKY HAYDEN (DUCATI)

100

JULIAN SIMON (SUTER)

33

MIGUEL OLIVEIRA (APRILIA)

50

CAL CRUTCHLOW (YAMAHA)

150

COLIN EDWARDS (YAMAHA)

100

ALEIX ESPARGARO (PONS KALEX)

33

LUIS SALOM (APRILIA)

50

ALVARO BAUTISTA (SUZUKI)

150

ALVARO BAUTISTA (SUZUKI)

100

POL ESPARGARO (FTR)

33

DANNY KENT (APRILIA)

75

RANDY DE PUNIET (DUCATI)

200

CAL CRUTCHLOW (YAMAHA)

200

YUKI TAKAHASHI (MORIWAKI)

33

ALBERTO MONCAYO (APRILIA)

75

ALTRO

200

HECTOR BARBERA (DUCATI)

250

ALTRO

12

ALTRO

50

ALTRO

200


GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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MOTOMONDIALE GP ARAGONA PAOLO IANIERI TAVULLIA (Pesaro-Urbino)

Sono giovani. E adulti. Ragazzi e donne. Italiani e stranieri. Famiglie al completo. Molti sono arrivati in moto. Tutti, come comun denominatore, indossano o lo faranno da lì a poco, qualcosa di giallo: maglietta, cappellino, casco, qualcuno la tuta da moto. La testa all’insù, la macchina fotografica in azione, eccoli immortalare Valentino che innaffia un terrazzo, che saluta all’ingresso del paese, che sta seduto su un balcone o si affaccia dal campanile della chiesa. Benvenuti a Tavullia, 7.916 anime al 31 luglio, minuscolo paese adagiato sui colli tra Marche e Romagna entrato d’autorità nel mappamondo delle corse. In attesa delle 9, apertura del VR 46 Store, il negozio di merchandising ufficiale, ci si iscrive all’Official Fan Club (oltre 6000 soci) o si fa colazione al bar pizzeria Da Rossi.

v

RossiWorld

identikit DEL PAESE

DAL NOSTRO INVIATO

«Un giorno Brad Pitt farà Vale in Ducati» A Tavullia il mito del campione non tramonta mai La mamma: «Valentino soffre ma ne verrà fuori» 1

2

3

Film Dalla finestra del suo uffi-

cio al terzo piano del Comune, la vista che spazia sulle colline che degradano verso il mare. Stefania Palma, mamma di Valentino, mordicchia l’asta rossa degli occhiali. «Un giorno mi immagino la storia con la Ducati trasformata in un film. E Brad Pitt nel ruolo di Valentino». Sorride mamma Rossi nel raccontare la sua visione del matrimonio dell’anno con la Rossa. Matrimonio che, finora, ha regalato più dolori che gioie. «Ma ne verranno fuori. Noi italiani in questo momento soffriamo, giusto che lo faccia anche Valentino, no? Nella sofferenza uno si conosce meglio. L’unica cosa che mi spiace è

1. La sede del Fan club e l’ingresso della pizzeria da Rossi 2. La piazza principale di Tavullia, con lo striscione che ricorda le 100 vittorie di Valentino 3. L’ingresso del VR 46 Store dove è possibile acquistare il merchandising 4. L’interno del negozio Sotto, Stefania Palma, mamma di Valentino, sul suo Ducati Monster MILAGRO

Doppia difficoltà Sapeva, Valentino, che il passaggio dalla docile Yamaha M1 alla belva Desmosedici non sarebbe stato semplice, «ma non si aspettava tante difficoltà — riconosce la mamma —. All’inizio era dispiaciuto, ora però ha metabolizzato. Rimpianti per la scelta? Non si tratta di quello. La cosa più dura per Valentino è stato trovarsi ad affrontare la nuova avventura in un momento difficile a livello fisico, con

Doppietta in Italia e negli Stati Uniti Germania in forse Arriva il calendario per la MotoGP, senza grandi novità rispetto a quello che era stato prospettato. Restano 18 gare, ma con il punto interrogativo della Germania, senza pista. Si parte e si finisce un po’ più tardi di quest’anno, le due gare americane saranno in fila, anche se separate dalle ferie. Le gare italiane restano il Mugello (15 luglio) e Misano (16 settembre. 15 aprile: Qatar (Losail) 29 aprile: Spagna (Jerez) 6 maggio: Portogallo (Estoril) 20 maggio: Francia (Le Mans) 3 giugno: Catalogna (Montmelò) 17 giugno: GB (Silverstone) 30 giugno: Olanda (Assen) 8 luglio: Germania (?) 15 luglio: Italia (Mugello) 29 luglio: Usa (Laguna Seca) 19 agosto: Indianapolis (Usa) 26 agosto: R. Ceca (Brno) 16 settembre: Misano (Rsm) 30 settembre: Aragon (Spa) 14 ottobre: Giappone (Motegi) 21 ottobre: Malesia (Sepang) 28 ottobre: Australia (Phillip Is) 11 novembre: Valencia (Spa)

4

Taccuino SUPERBIKE A MISANO

Melandri da record (p.g.) Melandri (Yamaha 1’35"8) ha ritoccato il primato di Mi sano e dato 2 decimi al capofila iri dato Checa (Ducati) nei test Super bike. Ha girato poco e con tempi alti Elias, assente Biaggi convale scente. Quarto crono per Badovini (Bmw), 1’36”1.

«Mio figlio è preciso e metodico la rossa alla fine lo rispecchia più di Honda e Yamaha» che sia successo con la Ducati. Mi ha emozionato vedere a Misano la maglietta giallorossa con su scritto "I love Ducati 46". Troppo bella».

CALENDARIO 2012

TEST A FIORANO

Perez prova la Ferrari

una moto che si è rivelata più ostica di lui. Ha dovuto affrontare due gravi problemi insieme». Eppure per Stefania è solo questione di tempo. «La Ducati è piccola rispetto alle avversarie giapponesi, nelle difficoltà si deve essere intelligenti per recuperare. Io sono fiduciosa».

Yamaha sono entità lontane, la Ducati è a due passi. Ma per come Valentino è meticoloso, preciso e metodico, la Ducati lo rispecchia di più. È un mondo piccolo, come Tavullia. Forse, l’incognita più grande per lui, è proprio quella di riscoprirsi così, come la Ducati».

Sintonia Anche perché, Rossi e

Erede L’ultimo pensiero è

la Ducati sono fatti l’uno per l’altra molto più di quanto si possa pensare. «Non è vero che tra loro non ci sia attrazione vera. Piuttosto, per come lo conosco, forse Valentino finora aveva sempre rifiutato il grande impegno di avere il padrone in casa. Honda e

per Luca, il secondo figlio, 14 anni. «Anche lui va forte in moto. Purtroppo. Ma a differenza di Valentino gli piace anche la scuola. Ha finito le medie con 9, lo aspetta il liceo scientifico».

(a.s.) Il pilota Sauber (moto rizzata Ferrari) Sergio Perez que sta mattina prova a Fiorano la Fer rari F60 della passata stagione. Si alternerà con Jules Bianchi, terzo pilota di Maranello e membro della Ferrari Academy. Il test del messi cano, ovviamente, alimenta le voci di un possibile ingaggio nel prossi mo futuro.

TRICOLORE RALLY

Chiude il San Martino (g.r.) Chiusura da questa se ra sull’asfalto di San Martino di Ca strozza (TN) per il Tricolore rally col titolo già assegnato ad Andre ucci (Peugeot), che se la vedrà con Rossetti (Abarth) e Scandola (Ford). Per il titolo Junior in lizza Nu cita (Renault) e Campedelli (Ci troën).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

SALONE DI FRANCOFORTE

Raid Marchionne: vola negli Usa torna per la Merkel L’a.d. incontra i sindacati a Detroit ma oggi sarà alla rassegna: vuole presentare la Panda alla Cancelliera DAL NOSTRO INVIATO

MARIO VICENTINI FRANCOFORTE (Germania)

La Fiat d’attacco, che martedì al Salone dell’Auto ha mostrato 3 novità mondiali — Panda, Ferrari 458 Spider e Maserati Kubang —, ha

un’agenda fittissima. Così, dopo aver ripetuto che si sarebbe fermato qui per presentare la Panda al cancelliere Angela Merkel, nella notte l’amministratore delegato Sergio Marchionne è partito per Detroit dove a mezzanotte di ieri scadeva il negoziato con i sindaca-

Da sinistra, il prototipo Alfa 4C e la nuova Fiat Panda, una delle regine del 64˚ Salone di Francoforte AP-AFP

ti Chrysler per il contratto. Serviva la sua presenza fisica per sbloccare una situazione delicata. Rientro Marchionne, però, ha

assicurato che farà di tutto per tornare entro le 12 di oggi e accogliere le autorità tedesche

nello stand Fiat: l’unico di un costruttore non tedesco che la Merkel visiterà. Ad attendere la donna più potente del mondo ci sarà comunque il presidente John Elkann. Visita Prima di lasciare il Salo-

ne, Marchionne aveva antici-

pato un altro evento: «Stiamo definendo la data per la visita del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Pomigliano d’Arco». Aggiungendo: «Potrebbe essere intorno al 3 novembre, quando inizierà la produzione della nuova Panda, di sicuro entro fine anno».

Sono segnali importanti di «una grande potenza industriale, con aziende di prim’ordine e prodotti eccellenti», copyright di Luca Montezemolo, quelli che si leggono nel padiglione 6 quasi interamente occupato dai marchi del gruppo italo-americano. Pur sulla stessa linea di partenza delle altre 90 automobili svelate qui in anteprima mondiale, le 3 vetture made in Italy reggono il confronto con la concorrenza e sono già tra le regine di questo Salone. Novità importanti per affrontare un mercato dell’auto in Italia e in Europa, che è molto difficile e lo sarà anche nel 2012. © RIPRODUZIONE RISERVATA

GUARDA la galleria fotografica su

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011


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euro più il prezzo del quotidiano. Contiene oltre due ore di immagini e racconti sul lato più privato del pilota bolognese, e molti spezzoni inediti tratti dalle gare corse da Alex Zanardi in America nel campionato Cart vinto due volte, nel 1997 e 1998.

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La vita secondo Zanardi MARCO GENTILI

Il 15 settembre di 10 anni fa, sul circuito del Lausitzring, l’auto guidata da Alex Zanardi va in testacoda, si mette di traverso sulla pista e viene centrata in pieno dall’accorrente vettura di Alex Tagliani. La storia è nota: Zanardi in condizioni disperate, con le gambe amputate dal terribile impatto, viene tenuto in coma farmacologico per due settimane. Dieci anni dopo, Zanardi è il simbolo di chi ce l’ha fatta. A superare un dramma fisico e psicologico, e a dimostrare

«

Dopo il "busso" volevo solo poter riprendere mio figlio Niccolò sulle spalle

Gara con se stesso Passano po-

LA STORIA DALLA FORMULA INDY ALLO SCHIANTO, FINO AL RITORNO IN PISTA 1

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3

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5

1. 1999, in F.1 con Ralf Schumacher nella Williams 2. Nella Cart 3. 15 settembre 2001: lo schianto al Lausitzring 4. Zanardi dopo l’amputazione delle gambe 5. Il ritorno sui kart nel 2002 6. A bordo della Bmw nel 2003 7. Alla Maratona di New York, 2007

6

ALEX ZANARDI INTERVISTA DEL 2001

«

Per essere invitato di nuovo in trasmissione mi sono dovuto tagliare in due! ALEX ZANARDI A DAVID LETTERMAN, 2004

che l’handicap non deve cambiare la vita di chi lo subisce. Alex è uno che ha qualcosa da raccontare. Non è un guru, né un profeta, ma dice spesso cose che fanno riflettere. E talvolta sorridere.

4

Supereroe Come quando è tornato a guidare un’auto del campionato Superturismo a Monza, nel 2003, sfidando chi vedeva il suo destino lontano dai motori. «Non sono Superman», ha detto dopo la gara, condita anche da un fuoripista nella parabolica: «L’ho fatto apposta, per vedere se riuscivo ad uscire da solo dall’abitacolo. Ora so che lo posso fare».

«Ho mille motivi per essere felice»

Handicap Il destino voleva che pochi giorni prima dell’incidente Zanardi avesse visto un film con Tom Cruise che raccontava la storia di un soldato che tornava dal Vietnam senza gam-

L’incidente, l’handicap, la risalita, la sfida olimpica: 10 anni attraverso le sue parole

be. «Cosa avrei fatto io se mi fossi trovato in una situazione simile? Mi sarei ammazzato, pensai. Dopo, invece, questa idea non mi è mai passata per le mente. Una persona handicappata è un po’ una patata bollente: non sai mai come affrontarla. Timori creati anche dal fatto che chi ha un handicap è normalmente infelice e un po’ incazzato con il mondo». La rinascita L’inizio della sua risalita non è stato affatto facile; «Ora che mi sono reso conto di quello che mi è accaduto — dichiarò subito dopo l’incidente — è già molto se mi trovo sulla sedia a rotelle. La morte non l’ho soltanto intravista. Mi è passata attraverso il corpo e non s’è fermata su di me. Ad altri è andata peggio: ho mille motivi per essere felice».

chi mesi dal «busso», come lui chiama l’incidente del Lausitzring, e Zanardi tira fuori tutta la sua grinta, cercando di tornare a una vita normale: «Oggi il mio pubblico sono solo io, la mia riabilitazione è come una gara. Giorni fa ho fatto 3 chilometri a piedi in 48 minuti: alla fine non c’era gente ad applaudirmi ma mi sono sentito molto orgoglioso». Sogni realizzati Zanardi è sem-

pre stato un inguaribile ottimista, anche nei momenti più bui. Subito dopo l’incidente disse: «Il desiderio è quello di riprendere mio figlio Niccolò sulle spalle». E ci è riuscito. Sogni di vita privata, così come sogni di riscossa professionale: il ritorno sui kart nel 2002, e la scoperta della handbike, con la quale ha corso la maratona di New York e che lo porterà a disputare le Paralimpiadi 2012 a Londra. Sorridere, sempre Ma se c’è una cosa che non ha mai abbandonato Zanardi in questi dieci anni, è stata la voglia di sorridere. E anche di ironizzare sulla sua situazione. Come quando, dopo il suo ritorno al Lausitzring per guidare una Bmw, ha detto ai tifosi accorsi sul circuito: «Credo di essere ormai un po’ vostro compatriota, per tutto il sangue tedesco che ho nelle vene dopo le trasfusioni in ospedale». O nella sua seconda apparizione al David Letterman Show, datata 2004: «Ero già stato suo ospite nel ’98, dopo aver vinto il secondo titolo in Formula Cart. E all’inizio dell’intervista ho esordito con una battuta: "Per tornare mi son dovuto far tagliare in due..."». E alla domanda se avesse paura di fare un altro incidente, la sua risposta è stata: «Beh, male che vada basta una chiave a brugola e mi risistemo tutto». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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CICLISMO VERSO I MONDIALI DI COPENAGHEN

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L’uomo nuovo Baby Viviani forte e vincente «Ambizioso? Sì» Il veronese è il più giovane degli azzurri del c.t. Bettini: 22 anni. Spavaldo su strada e pista, vuole un vero debutto

PAOLO MARABINI

È il simbolo dell’Italia della svolta, la nuova generazione di baby forti e vincenti che non hanno paura di nulla e che il c.t. Bettini lancerà nella mischia fra 10 giorni al Mondiale di Copenaghen. Calciatore mancato con la passione sfrenata per il tennis («Djokovic è un mostro, mi fa impazzire»), Elia Viviani a 22 anni e 7 mesi è il più giovane della pattuglia di 13 azzurri in procinto di partire per la Danimarca. S’è guadagnato la chiamata a suon di vittorie, dopo una stagione da sballo. Passato pro’ il 1˚ aprile 2010, dopo 7 corse aveva già alzato le braccia al cielo. Ma quest’anno il veronese della Liquigas — che qualcuno ha già paragonato a Silvio Martinello per la sua duplice predisposizione vincente alle volate su strada e nei velodromi («magari riuscissi a imitarlo...) — ha fatto il botto: argento iridato in pista nello scratch, un filotto di 7 vittorie su strada e un’altra felice parentesi in pista nel mezzo della stagione, col trionfo alla Sei Giorni delle Rose ma soprattutto due ori e un argento europei. Forma super Ora la ciliegina del-

la prima maglia azzurra per il Mondiale più Mondiale di tutti. «Sapevo di essere sul taccuino di Bettini — confessa — ma ho cominciato a credere veramente nella convocazione solo al Giro del Colorado, a fine agosto, quando ho centrato due vittorie e un 2˚ posto. Poi al Padania (una tappa e tre secondi posti, ndr) ho sorpreso anche me stesso: non pensavo di essere così in forma. Credevo che la Vuelta fosse la corsa ideale per preparare il Mondiale, ma il mio programma alternativo si è rivelato altrettanto azzeccato». Determinato Corridore serio, de-

Tutti i giorni il suo diario su Gazzetta.it Elia Viviani, veronese di 22 anni, 7 vittorie su strada nel 2011, è il più polivalente dei nostri giovani. In pista quest’anno ha centrato l’argento mondiale e due titoli europei. Nella foto indossa un copricapo ricevuto dopo il successo a Breckenridge nel Giro del Colorado AP

terminato e ambizioso, ma guidato da una sana dose di umiltà figlia della sua terra, Viviani è nato con le stimmate del vincente. «Se ambizioso vuol dire essere uno che punta in alto, allora

DA LUNEDÌ 10 TITOLI

sì, lo sono. E quando ho in canna un grande risultato, non vedo perché debba partire sentendomi battuto». Quest’anno ha superato ogni aspettativa. «Volevo confermare l’ottima stagione del debutto e puntavo a 5 vittorie: ne ho già 2 in più, oltre ai trionfi in pista e a questa maglia azzurra. Ma non sono il tipo che si accontenta e si siede. Da qui alla fine ci sono ancora degli appuntamenti e intendo onorarli al meglio, anche perché la condizione c’è. Il Mondiale? Non so ancora se sarò riserva o titolare, né Bettini me l’ha fatto capire. Ho sentito che qualcuno ha avanzato dubbi sulla mia tenuta in una corsa di 260 km: al Padania mi sono giocato la vitto-

«

Al Padania ho sorpreso anche me stesso, non pensavo di essere così in forma

ria con Modolo in una tappa simile al Mondiale, dopo 230 km a tutta. Certo, il Mondiale è un’altra cosa ed io — ma come altri (Modolo, Belletti e Gatto, ndr) — sono all’esordio. Però posso dire che sette ore in bici non mi spaventano». Londra 2012 Poi, fra un mese, co-

mincerà a pensare all’Olimpiade di Londra, per la quale rischia di essere l’unico azzurro — donne comprese — in lizza nel torneo della pista. «Devo ancora qualificarmi (nell’omnium, ndr) ma sono già a buon punto. No, la pista sinora non mi ha tolto niente per l’attività su strada. Anzi, semmai mi ha dato: gamba, colpo d’occhio e tanto altro. L’Olimpiade è troppo importante, il massimo per un atleta. E il mio chiodo fisso. No, non baratterei una medaglia a questo Mondiale con una ai Giochi. E poi il Mondiale c’è ogni anno, posso sempre riprovarci...». Capito che tipo è Viviani?

A Copenaghen si assegnano 5 titoli in linea e 5 a cronometro: tornano gli juniores LUNEDÌ 19 Cronometro Juniores donne (13,9 km) e Under 23 (35,2 km) MARTEDÌ 20 Cronometro Juniores uomini ed élite donne (27,8 km) MERCOLEDÌ 21 Cronometro Professionisti (46,4 km) VENERDÌ 23 Gara in linea Juniores donne (70 km) e Under 23 (168 km) SABATO 24 Gara in linea Juniores uomini (126 km) ed Elite donne (140 km) DOMENICA 25 Gara in linea Professionisti (266 km)

S TOSCANA, BRONZINI SECONDA (f.cal.) Nella 2ª tappa del Giro di Toscana, un altro successo tedesco: ad Altopascio (Lucca), Ina Teutenberg batte l’iridata Giorgia Bronzini. Oggi PontederaVolterra (137 km). Il via alle 14

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OGGI A BARI IL PRIMO PALCOSCENICO ECOLOGICO CON LA BAND «TETES DE BOIS»

IERI AL CONI L’AVVOCATO: «NON CI FU TRASFUSIONE»

Pedalano 128 spettatori E sul palco arriva la corrente

«Sfideremo i testimoni che accusano Riccò»

MARCO PASTONESI

Il primo palcoscenico a pedali: 128 spettatori volontari, ciascuno con la propria bici sistemata su un cavalletto e collegata a una dinamo, pedalando garantiranno l’energia per illuminare la scena, amplificare gli strumenti, insomma produrre la forza elettrica. Al resto — la forza della musica — ci penseranno i Tetes de Bois, band romana che fa della musica d’autore e che ripropone il suo spettacolo «Goodbike» che, come spiega Andrea Satta, il cantante del gruppo, «è un viaggio nel mondo della bicicletta tra immagini, canzoni, racconti e versi». Con un pezzo e un video (interpretato dall’astrofisica Margherita Hack) su Alfonsina Strada, l’unica donna che abbia mai partecipato al Giro d’Italia degli uomini, nel 1924. Stasera, a Bari, nel porto, alla banchina 10, l’anteprima nazionale: per partecipare iscrivetevi su http://www.cremss.pu-

Il gruppo dei Tetes de Bois, con il leader Andrea Satta (ha il cappello)

glia.it/mobilita. Domani, per la prima di Roma, nella sala Arrigoni (ex cinema Palazzo), in piazza dei Sanniti, chi vuole pedalare dovrà presentarsi con la bici alle 19 e deve mandare un’email con il proprio nome a am.piccoli @tetesdebois.it e info@ tetesdebois.it. Attenzione: le mountain bike possono partecipare, ma per l’acustica sarebbe meglio che i copertoni fossero lisci perché producono meno rumore.

«L’idea risale a quattro anni fa — racconta Satta —. Era un mio vecchio sogno, ciclico e pulito. Ma realizzarlo sembrava impossibile. Finché Agostino Ferrente, il regista del nostro prossimo "Film a pedali", ne ha parlato ad alcuni australiani. Il loro entusiasmo ha fatto rinascere il progetto, abbiamo finalmente trovato soldi e collaborazioni, ed eccoci qui». Qui: due ruote e sette note. © RIPRODUZIONE RISERVATA

«Abbiamo fornito chiarimenti e la nostra versione, sottolineando e supportando il tutto con perizie: non c’è stata nessuna autoemotrasfusione». Fiorenzo Alessi, avvocato di Riccardo Riccò, è l’unico a parlare dopo l’audizione a Roma davanti alla Procura Coni, il Cobra preferisce restare in silenzio. «Qualunque cosa dica Riccardo viene fraintesa», spiega il legale. Poi alla contestazione che ci sono addirittura otto testimoni che confermerebbero l’emotrasfusione, replica: «Li affronteremo a livello penale». Dopo circa un’ora e mezza di incontro con il capo della Procura antidoping Ettore Torri, udienza sollecitata proprio da Riccò, l’avvocato Alessi non sembra avere avuto segnali di aver convinto l’accusa: «Il deferimento penso proprio sia scontato. Noi a questo punto ci difenderemo davanti al Tribunale nazionale antidoping». Poi Alessi cala il sipario sulle carte della difesa. Nemmeno il nome dei periti: «Preferiscono che non siano diffusi, comunque abbiamo

INIZIATIVA GAZZETTA

Maglia rosa, mandateci un messaggio via Twitter La maglia rosa cambia, strizza l’occhio ai giovani e si affida ai social network: Twitter e Facebook. Oggi è l’ultimo giorno per postare su Twitter (#magliarosa), nella propria lingua, un pensiero sulla casacca simbolo del Giro d’Italia. Da domani, i Tweet verranno inseriti nella pagina Facebook del Giro (http://www.facebook.com/giroditalia) per essere votati. I migliori 10 verranno stampati sulla maglia rosa. I big del ciclismo hanno già mandato i loro Tweet. Come Ivan Basso, re nel 2006 e 2010: «La prima un’emozione, la seconda la gloria, la terza... un sogno». Come Cadel Evans, che l’ha vestita nel 2002 e 2010: «Un lavoro incompiuto... o più adatto a me: questa volta la porterò sino a inserire qui il nome dell’arrivo». Come Alberto Contador, primo nel 2008 e 2011: «Questa mattina mi è tornata in mente la prima maglia rosa presa sulla Marmolada. Un giorno indimenticabile!!!». Come David Millar, maglia rosa 2011 nel giorno più triste, la morte del belga Wouter Weylandt (numero 108 al Giro): «WW108 WW108 WW108 WW108». Come Richie Porte, anche lui in rosa nel 2010: «L’esperienza più bella per me come corridore». Finora sono arrivati oltre 1000 tweet, anche in giapponese.

Taccuino GRAN BRETAGNA E BELGIO

Hushovd e Gilbert ok Non si nascondono i grandi favoriti del Mondiale. L’iridato Thor Husho vd (Garmin) ha vinto la 6ª tappa del Giro di Gran Bretagna su Boom (lea der) e il trentino Cesare Benedetti; al belga Philippe Gilbert (Omega) il Giro di Vallonia con 2" sul gruppo: 18ª vittoria stagionale.

DOPO LE ACCUSE DOPING

Longo, no ai Mondiali Riccardo Riccò, 28 anni BETTINI consegnato le perizie». Proprio su questo sta lavorando la Procura, Torri ha già disposto che i periti le esaminino prima del deferimento. Non manca da parte dell’avvocato Alessi una polemica con la Procura di Modena: «Abbiamo fornito undici date per farci interrogare e dicono che ci siamo sottratti». Infine la carriera. Riccò si sente un ex corridore? «Non riprenderà quest’anno l’attività, ma non si ritiene un ex», sottolinea Alessi. Poi un pizzico di veleno: «Con quello che si vede in giro, perché dovrebbe considerarsi un ex?». Maurizio Galdi © RIPRODUZIONE RISERVATA

La francese Jeannie Longo, 52 an ni, rinuncia ai Mondiali dopo le «ac cuse ingiuste di cui è stata oggetto, non essendo nelle condizioni fisi che e mentali per gareggiare». Il marito allenatore Patrice Ciprelli è stato accusato di aver acquistato Epo nel 2007.

RICORRENZA CON MAGNI

Coppi, 92 anni fa Oggi, 92 anni fa, nasceva Fausto Coppi. A Castellania (Al) ci sono al cune iniziative per ricordare il Cam pionissimo: alle 15 esibizione di gio vanissimi e amatori; alle 17 la mes sa, alle 18 la presentazione del li bro «Tre uomini d’oro», scritto da Giuseppe Castelnovi; modera Clau dio Gregori. Presenti Fiorenzo Ma gni e Sandrino Carrea.


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BASKET L’ESODO DEI PRO’

Gallo e Mago, la serie A è più vicina La piega negativa presa dalla serrata Nba li spinge sempre di più verso Milano e Siena MASSIMO ORIANI

L’onda lunga della rottura delle trattative tra proprietari e giocatori non ha impiegato molto tempo per raggiungere le nostre coste. Con la serrata che — ormai pare certo — farà slittare l’inizio della stagione Nba, le trattative tra i club europei di prima fascia e i pro’ hanno subito una brusca accelerazione. Ecco allora che l’approdo di Danilo Gallinari a Milano e quello di Andrea Bargnani a Siena o in un’altra grande d’Europa, diventano sempre più probabili. Anche se non c’è ancora nero su bianco, Gallo e l’Olimpia dopo l’incontro della scorsa settimana sono ormai ai dettagli, con davanti solo lo scoglio, superabile, della cifra da assicurare (Danilo è legato ai Nuggets da un contratto di un anno da 4.200.000 dollari). Prevista Una mossa ampiamente prevedibile e prevista quella dell’Emporio Armani, che, con una squadra tutta nuova e

quindi da amalgamare, tenuto anche conto che l’allenatore, Sergio Scariolo, sarà impegnato sino a domenica con la Spagna all’Europeo, non intende partire ad handicap in Eurolega, dove l’attende un calendario difficile (debutto in casa col Maccabi il 20 ottobre, poi a Madrid col Real e al Forum con l’Efes). L’aggiunta di un talento come quello dell’ala di Denver non potrà che aiutarla a non perdere terreno.

Taccuino MEMORIAL VAGHI

Milano batte Cremona

Mago senese Diverso il discor-

so dei tricolori, che si presenteranno al via con un gruppo collaudato ma che, visto quanto stanno facendo e continueranno a fare le big, cioè rafforzarsi con giocatori Nba, molto probabilmente non vorranno essere da meno. E a quel punto il discorso strettamente tecnico sull’inserimento di un giocatore come Bargnani (ma lo stesso varrebbe anche per Belinelli, meno restio rispetto al passato a un’esperienza ponte in Eurolega), diventerebbe relativo, tenuto conto del valore aggiun-

Danilo Gallinari, 21 anni, con Giorgio Armani CIAMILLO

to. Anche per il Mago però, c’è la questione assicurativa (a tal proposito oggi il suo procuratore avrà un incontro con un broker per cercare di trovare una soluzione), più complicata visto il contratto da 42 milioni di dollari che lo lega ai Raptors sino al 2015. Ma anche qui, con la volontà del giocatore di non restare fermo, si arriverà a una mediazione. Dagli Usa arrivano intanto se-

Andrea Bargnani, 25 anni, con Simone Pianigiani CIAM

gnali scoraggianti. Dopo il nulla di fatto di martedì, non sono stati programmati altri incontri tra le parti. Le squadre restano ferme sulla richiesta di un tetto salariale rigido. I giocatori si rifiutano di trattare su qualsiasi altro argomento senza un passo indietro dei proprietari al riguardo. L’ipotesi più probabile è quella di uno slittamento dell’inizio della stagione, come accadde nel

’98-99 (si partì a febbraio). Nel frattempo 5 agenti che rappresentano il 30% dei giocatori Nba spingono per lo scioglimento del sindacato per poter far causa singolarmente alla lega per violazione della legge antitrust. La stessa mossa che non portò nulla alla causa dell’assogiocatori nella serrata della National Football League. © RIPRODUZIONE RISERVATA

(cam.ca. a.t.) Milano ha battu to Cremona 88 71 (Rocca 17, Manci nelli 11; Perkovic 19, Thomas 17) nel Memorial Tarcisio Vaghi a Castellet to Ticino. Stasera, sempre nel ricor do dell’ex allenatore, partita con Poz zecco, Andrea Meneghin, Sconochi ni, Vescovi, Ferraiuolo, Boni: ingres so libero e raccolta fondi per «Cesti sti fino al midollo». Memorial Alphon so Ford: Pesaro-Pistoia 86-76 (Lydeka 21, White 18). A Piombino Dese (Pd): Treviso-Verona 80-75 (Moldoveanu, Moore, Adrien 15; West 25, Vukcevic 13). A Brindisi: Brindisi-Montegranaro 73-70 (Si moncelli 19; McNeal 17, Kirksay 16).

A MILANO

Asta benefica Nike All’asta benefica ieri a Milano a favore della Michael J. Fox Founda tion per la lotta al Parkinson, Marco Belinelli si è aggiudicato per 15.120 dollari l’unico paio italiano delle Nike Mag 2011.

EUROPEO QUARTI DI FINALE

Navarro super La Spagna va Slovenia k.o.

Storica impresa! La Macedonia elimina i lituani

La guardia segna 17 punti nel 3o quarto, 26 in 26’ in campo Scariolo: «Li ha ammazzati»

McCalebb strepitoso, poi l’ex senese Ilievski mette la tripla che gela i 15.000 di Kaunas LITUANIA MACEDONIA

65 67

(20-18, 34-30; 52-49) LITUANIA: Kalnietis 9 (3/5, 1/5), Kaukenas 6 (3/5), Jasaitis 9 (3/5, 1/4), Songaila 12 (6/14, 0/1), Javtokas 13 (6/6); Pocius 2 (1/2), Jankunas 4 (1/4, 0/2), Valanciunas 3 (1/3), Lavrinovic (0/2), Jasikevicius 7 (3/4, 0/1). N.e.: Delininkaitis, Petravicius. All.: Kemzura. MACEDONIA: Ilievski 12 (2/6, 2/6), McCalebb 23 (7/14, 1/6), V.Stojanovski 15 (5/5 da 3), Antic 8 (1/4, 1/6), Samardziski 7 (2/8); Sokolov (0/1), D.Stojanovski (0/3 da 3), Chekovski 2 (0/2, 0/6). N.e.: Gechevski, Mirakovski, Simonivski, Dimcevski. All.: Docuzovski. ARBITRI: Lamonica (Ita), Javdor (Slo), Rocha (Por). NOTE - T.l.: Lit 5/8, Mac 16/21. Rimb.: Lit 44 (Kalnietis 9), Mac 41 (Samardziski 10). Ass.: Lit 12 (Jasikevicius 5), Mac 7 (Ilievski 3). Progr.: 5’ 13-10, 15’ 25-21, 25’ 43-42, 35’ 58-55. Usc. 5 f.: Chekovski 38’51" (64-61). Spett.: 15.000. OGGI (15.30): Lituania-Slovenia (5o-8o posto).

DAL NOSTRO INVIATO

LUCA CHIABOTTI KAUNAS (Lituania)

Vlado Ilievski era il peggior tiratore dell’Europeo: su 4 tiri, di solito ne sbaglia tre. L’unico buono, però, cambia la storia del basket europeo regalando una delle più grandi sorprese della storia. Mancano 11", la Macedonia è sotto di 2 punti contro la Lituania, sostenuta da 15 mila spettatori, attesa a un risultato storico da una intera nazione. Vlado è un giocatore coraggioso visto per tanti anni in Italia ma ha delle idee tutte sue su come inter-

pretare il basket. Diciamo che spesso tira quando dovrebbe passare e viceversa. Stavolta è solo, ha sbagliato gli ultimi 5 tiri ma chi se ne frega: parte la tripla e scende il gelo. La Macedonia sorpassa, la Lituania ha solo un’opportunità per vincere. Il destino passa nelle mani di Jasaitis che sbaglia, Pero Antic prende il rimbalzo e finisce qui. Fyrom La Fyrom, come viene

chiamata ufficialmente la nazione della ex Jugoslavia dove il basket era meno amato e praticato, va al preolimpico e raggiunge il miglior piazzamento della sua giovane storia, la Lituania oggi sarà in campo dopo una notte di incubi e tossine, per cercare almeno di non perdere il treno per Londra. Un’impresa straordinaria che ha la faccia ben conosciuta di BoMcCalebb, macedone per poter giocare a Siena da comunitario e adesso, anche di cuore. Salta come un pazzo, nonostante non stia in piedi per la stanchezza, sotto i tifosi macedoni con elmo e corazze alla Alessandro Magno. «E’ un ragazzo straordinario, un grande giocatore e un vincente: siamo stati fortunati a scegliere uno straniero come lui — ammette coach Dokuzovski, che ha costruito una squadra che trae forza dai propri errori —. Bo è umile, soprattutto riesce a giocare bene quando gli altri non lo fanno e a farci stare nella scia degli avversari.

KAUNAS (Lituania)

(chiabo) Juan Carlos Navarro è in circolazione dall’Olimpiade di Sydney, Pau Gasol è arrivato l’anno dopo. Sono nati a 3 settimane e pochi chilometri di distanza, hanno vinto tutto assieme. Ma la loro parabola non è ancora finita. Portano in semifinale la Spagna, sopravvissuta a una brutta partenza e tornata a galla con la difesa nel 2O quarto. Poi, come dice Scariolo: «C’è stata l’esplosione di Navarro che ha ammazzato la Slovenia». Diciassette punti nel 3O quarto, 26 in 26’ in campo.

Poi, se il finale è punto a punto, sa come farci vincere». Contro la Lituania ha segnato 6 punti di fila negli ultimi 3’ dopo aver dato la palla con pazienza a compagni che non fanno mai canestro (Chekovski 0/8, Antic 2/10 ieri). Inglese In un paio di giorni dopo il suo arrivo a Skopije, aveva già legato con tutti anche fuori campo. Piccolo particolare: Dokuzovski non parla una parola d’inglese. Quindi Bo va un po’ a braccio, con le rapide traduzioni che Ilievski gli fa dopo i timeout. Con 14 punti nel primo tempo, tiene la sua squadra a contatto anche se non ha il pivot titolare, Gechevski, infortunato, e pochissimi cambi. Le stelle lituane non riescono ad andar via, il loro attacco brillante è spento. I macedoni sorpassano con McCalebb perchè Vojdan Stojanovski, che gioca in Bulgaria, non sbaglia una tripla.

L’esultanza di Pero Antic coi compagni dopo l’impresa In primo piano la delusione di Jasikevicius REUTERS

ALLE 17 E ALLE 20 QUARTI SU RAISPORT

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Volata Così, quando arriva la

SPAGNA-SLOVENIA

volata, McCalebb non può essere fermato dalla scarsa difesa lituana. A 33 secondi dalla fine, Jasikevicius scivola, poco dopo Songaila butta il rimbalzo della vittoria. Il destino ha scelto: «Abbiamo meritato — dice il coach macedone —. Dopo la partita con la Russia persa all’ultimo secondo ho detto ai ragazzi che la fortuna ci avrebbe aiutato un’altra volta. Non pensavo già stasera». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Totem Gasol è il totem della squadra, il tranquillante: la Slovenia risale da -28 a -17 con i punti tardivi di Goran Dragic? Basta rimettere Pau e si va, intanto, al Preolimpico. Anche se l’obbiettivo della Spagna è molto più ambizioso: «Vogliamo andare in finale e conquistare subito l’Olimpiade e poi ancora più su» dice Navarro. La Slovenia mette in grave difficoltà i campioni d’Europa nel 1o quarto, sale a +8 (6-14). La Spagna è in ritardo su tutti i palloni, ne perde un sacco, brutti segnali ribaltati in difesa già nel 2o quarto e confermati in attacco appena la tattica di Maljkovic del fallo per spezzare il ritmo dell’attacco di Scariolo si traduce in problemi coi suoi lunghi. Dal sorpasso (30-28) alla fine è un monologo Spagna, dove per la prima volta anche Ibaka lascia il segno. «Sono in Nazionale da tanti anni — dice Navarro — ma non è cambiato niente: chi viene lo fa per vincere. Mi piace giocare coi giovani, il nostro cammino non è finito».

GDS

86-64

(16-23, 35-31; 71-45) SPAGNA: Calderon 9 (3/4, 1/2), Navarro 26 (7/8, 4/8), Fernandez 8 (1/3, 2/3), M.Gasol 7 (1/4), P.Gasol 19 (6/16, 0/1); Rubio (0/1, 0/1), Reyes 3 (1/2, 0/1), Claver (0/1 da 3), San Emeterio 2 (1/1, 0/2), Llull 3 (1/1 da 3), Ibaka 9 (3/3), Sada. All.: Scariolo. SLOVENIA: Lakovic 3 (0/1, 1/5), Muric 4 (2/3, 0/1), Z.Dragic, Lorbek 7 (2/7, 1/4), Begic 10 (4/9); Slokar 4 (2/6, 0/1), Rupnik 2 (1/2), Ozbolt 6 (1/1, 1/3), Smodis 6 (1/3, 1/1), Udrih (0/1, 0/1), G.Dragic 14 (4/8, 2/6), Jagodnik 6 (1/2, 0/3). All.: Maljkovic. ARBITRI: Christodoulou (Gre), Belosevic (Ser), Latisev (Let). NOTE - T.l.: Spa 16/19, Slo 8/10. Rimb.: Spa 47 (P.Gasol 16), Slo 32 (Begic, G.Dragic 5). Ass.: Spa 16 (4 con 3), Slo 9 (Udrih 3). Progr.: 5’ 10-16, 15’ 23-25, 25’ 52-33, 35’ 75-56. Tec.: Navarro e G.Dragic 26’22" (57-35), Llull e Ozbolt 30’52" (71-47).


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PALLAVOLO EUROPEO IN AUSTRIA E REPUBBLICA CECA

L’esame Berruto: «Italia per le medaglie si può dare di più» Contro la Finlandia per tornare nelle prime 4 Il c.t.: «Il gruppo è speciale e... intelligente»

la guida

Oggi i quarti: Italia-Finlandia Ore 16: diretta Rai Sport 1

ITALIA

Allenatore: 14 Mauro Berruto Giovi (Bari) LIBERO A DISPOSIZIONE 11 Parodi 3 15 Savani Bari (L) 4 13 Birarelli Barone 6 7 Travica Maruotti 8 1 Lasko Boninfante 10 9 Mastrangelo Buti 12 Zaytsev Sabbi 18

14 Shumov

13 Allenatore: Daniel Mi. Oivanen Castellani A DISPOSIZIONE 5 2 Tervaportti Siltala 6 Sammelvuo 7 Hietanen 8 Tuominen 19 10 Sivula Hyvärinen 11 Mantyla LIBERO 18 Lehtonen

12 Kunnari

15 Ma. Oivanen

3 Esko

FINLANDIA RCS

DAL NOSTRO INVIATO

GIAN LUCA PASINI VIENNA (Austria)

Mauro Berruto, 42 anni TARANTINI

Non è un giorno qualsiasi per Mauro Berruto, c.t. scrittore della Nazionale italiana di pallavolo, è il Giorno. Come scriveva Rudyard Kipling: «Tra la lucidità e la follia c’è solo una sottile linea rossa». La stessa che separa l’Italia dal suo destino: battere la Finlandia e tornare fra le prime 4 d’Europa, dopo 6 anni, oppure restare nell’oblio della mediocrità. E’ la partita più difficile: se vince (è stra-favorita) fa il proprio dovere, ma se perde… «Si è vero, però questo dato può essere letto da un altro punto di vista: questa partita ci può aprire le porte per restare in gara fino a domenica. Quello che vo-

gliamo, che desideriamo, ciò per cui abbiamo lavoriamo tanto: giocare per le medaglie. Chi passa questo turno lotta per il podio e da domani si darà un altro obiettivo. Ma da oggi non si scherza. Questa è la prima delle tre gare che portano in fondo». Per arrivare in fondo l’Italia dovrà fare una partenza diversa da quelle che ha mostrato fino a oggi: dove ha sempre fatto fuggire gli avversari per poi prodigarsi in rimonte mozzafiato. Trovate le soluzioni?

«In due giorni si possono risolvere problemi. Sì, siamo partiti spesso male, ma è anche vero che poi siamo riusciti a ritrovarci. Noi sappiamo che dobbiamo fare qualcosa di più di quello mostrato finora. Di certo dobbiamo chiudere le finestre ed evitare tutte le dispersioni di energie, che da qui a domenica possono essere fatali. Si deve consacrare questi ultimi 4 giorni a un solo obiettivo: magari sacrificando qualco-

sa di noi stessi, per avere qualcosa in più in campo. Ovvio che il discorso vale anche per gli altri…». Quarantotto ore senza partite: come le hanno assorbite gli azzurri?

«Direi bene. Ho visto buoni allenamenti. Dove non si è lavorato poco, né troppo poco. Dove non si è parlato né poco, né troppo. Il giusto equilibrio alla vigilia di un appuntamento importante. Dobbiamo essere in grado di ricordarci della sconfitta con la Francia e trasformare quella rabbia in energia positiva». A proposito di parole, questa Italia parla molto con se stessa. Una qualità provocata o innata?

«Sono davvero incredibili. Uomini veri, giovani e meno giovani, che oltre ad avere un braccio veloce, a murare alto, hanno una grande capacità di analisi delle situazioni. Adesso non vi posso raccontare tutti i

segreti di un gruppo, ma prima di partire da Verona, nell’ultima riunione, ho chiesto a tutti di intervenire e tutti hanno detto qualcosa. Sono un gruppo particolare, curioso, stimolato da cose diverse (ovviamente inerenti al volley), che sta anche bene assieme. Non ho visto spesso squadre con 6 giocatori che si trovano per giocare a carte, dico a carte, non ai videogiochi. Poi è vero che questo può essere anche un problema, quando si pensa troppo… ci sono dei rischi. Ma io rimango dell’idea che nella pallavolo l’intelligenza serva parecchio. Ecco perché io sono così orgoglioso di questa squadra e farò di tutto per difenderla. Fino all’ultimo». L’ultimo consiglio che darà alla squadra.

«Concentrarsi su quello che sa fare, che non è poco. Esaltare i nostri pregi che sono tanti». Per andare oltre la sottile linea rossa… © RIPRODUZIONE RISERVATA

SABATO E DOMENICA SEMIFINALI E FINALI A VIENNA

Gazzetta.it FOTO, CURIOSITÀ VIDEO E RETROSCENA E IL BLOG ON LINE Sul sito della Gazzetta dello Sport potete trovare le cronache delle partite dell’Italia e i video con le interviste ai protagonisti della rassegna continentale in corso in Austria e Repubblica Ceca. Sul blog http://dal15al25.gazzetta.it/ ulteriori approfondimenti, curiosità e retroscena.

PROGRAMMA Oggi si giocano i quarti a Vienna e Karlovy Vary. A Vienna alle 16 Ita lia Finlandia e alle 19 Serbia Fran cia. A Karlovy Vary (R.Cec) alle 15 Slovacchia Polonia e alle 18 Rus sia Bulgaria.

OTTAVI/1: ESTONIA K.O.

Kaziyski trascina la Bulgaria Bulgaria-Estonia 3-0 (25-20, 25-23, 25-22) BULGARIA: Zhekov 3, Kaziyski 14, Todorov 7, Nikolov 9, Aleksiev 8, Yosifov 5; Ivanov (L), Soko lov 7, Ananiev, Skrimov. N.e. G. Bra toev, Tsvetanov. All. Stoytchev. ESTONIA: Pupart 10, Kreek 5, Venno 14, Nommsalu 2, Pajusalu 3, Toobal 1; A. Esna (L), Rosen blatt 7, M. Keel, S. Esna (L), Mere saar, Kevisild 3. All. Avo Keel. ARBITRI: Sobrero e Loderus (Fra). NOTE Spettatori. Durata set: 22', 27', 26'; totale 75'. Bulgaria: battute sbagliate 11, vincenti 3, muri 6, erro ri 22; Estonia: battute sbagliate 12, vincenti 4, muri 5, errori 20.

OTTAVI/2: ORA LA SERBIA

Ngapeth e Marechal La Francia va Francia-Turchia 3-1 (25-19, 25-23, 19-25, 25-21) FRANCIA: Toniutti 1, Ngapeth 21, Vadeleux 12, Rouzier 14, Marechal 15, Treflè 11; Grebennikov (L), Moreau 1, Lynell, Pujol. N.e. Tuia, Hardy Dessources. All. Blain. TURCHIA: Batur 11, Dunge 9, Eksi, Subasi 3, Pezuk 6, Coskun 22; Kilic (L), Keskin 1, Kayhan, Tanik 2. N.e. Yucel, Kidoglu. All. Basic. ARBITRI: Hudik (Slk) e Hobor (Ung). NOTE Spett. 700. Durata set: 24’, 26’, 23’, 26’; totale 99’. Francia: bat tute sbagliate 18, vincenti 10, muri 5, errori 34; Turchia: b.s. 8, v. 1, m. 12, e. 19.

Vince la Polonia Anastasi avanti

GLI AVVERSARI I FINLANDESI SI IMPONGONO AL TIE-BREAK

Slovenia ko, Castellani sogna la rivincita «Sarà una partita molto diversa da quella di domenica (quando nella prima fase l’Italia vinse 3-0 sulla Finlandia)». Daniel Castellani, italo-argentino con una lunga carriera nel nostro campionato, è felice e distrutto al tempo stesso. Due anni fa era sulla panchina della Polonia campione d’Europa, oggi è invece alla guida della Finlandia che proverà a sbarrare il passo agli azzurri nel quarto di finale. «Dopo questi cinque set è come se mi fosse passato sopra un camion — spiega —, ma siamo anche molto felici per questo risulta-

(a.a.) Italia e Finlandia si sono incon trate 32 volte con 27 vittorie azzur re. Primo incontro all’Europeo di Bu carest il 24 6 55 vinto 3 1. La pri ma vittoria finlandese ad Augusta (Ger) il 17 4 68 nella Coppa Prima vera 0 3. In era rally point si sono incontrate 3 volte con 3 vittorie az zurre tutte agli Europei 2007, 2009 e 2011. L’ultima gara alla prima fase di questo Europeo a Innsbruck il l’11 settembre vinta 3 0. L’ultima vitto ria dei finlandesi a Nottingham il 25 5 78 nella Coppa Primavera 1 3. Il bilancio agli Europei è di 10 0 gli azzurri.

OTTAVI/3: RITROVA ZANINI

RCS

VIENNA (Austria)

Nella prima fase è finita 3-0 per gli azzurri

to. I ragazzi sono stati molto bravi a reagire alle difficoltà e a non subire psicologicamente quando le cose non andavano bene». Vecchia conoscenza A risultare decisivo Tuomas Sammelvuo ( entrato per Kunari, che ha un problema fisico e potrebbe non giocare oggi), capitano della Finlandia, nonché vecchia conoscenza dei nostri campionati a Cuneo, Piacenza e Vibo Valentia. «So quale è il mio ruolo, dare una mano quando serve e fare coraggio ai compagni. Il quarto? Troveremo Mauro (Berruto, ndr)… — sorride —. L’Italia ha confermato di essere in condizio-

ne, durante la World League, ma ci proveremo». Anche se il tempo per recuperare non è troppo. Gli organizzatori (la Cev), con un’attitudine specifica a ignorare ogni regola di sport, infatti, hanno deciso di anticipare l’orario della partita contro gli azzurri, dalle 16 (era alle 19) penalizzando evidentemente i finlandesi (come onestamente ha riconosciuto Berruto). «Non penso che il problema sia fisico — spiega Castellani, che comunque rinuncia a fare polemica —, ma mentale. I ragazzi hanno speso tanto in questa gara con la Slovenia e hanno così poco tempo per ricaricarsi. Ma sono certo che ci proveranno:

andremo in campo per vincere». Una promessa che sembra una minaccia… g.lp. © RIPRODUZIONE RISERVATA

SLOVENIA-FINLANDIA

Oivanen contro il muro sloveno

2-3

(18-25, 25-21, 23-25, 25-18, 12-15) SLOVENIA: Vincic 1, Urnaut 13, Kamnik 15, Sket 23, Flajs 7, Pajenk 9; Skorc (L), Planinc, Satler, Gasparini 9, Jakopin, N.e. Radovic. All. Vukovic. FINLANDIA: Mi. Oivainen 11, Siltala 12, Ma. Oivanen 22, Esko 1, Kunari 2, Shumov 10; Hyvarinen (L), Sivula 1, Sammelvuo 8, Lehtonen 6, Hietanen 1, Tervaportti. All. Castellani. ARBITRI: Piasetski (Bie), Barnstorf (Ger). NOTE Spettatori 1750. Durata set: 24', 27', 32', 27', 18'; totale 128'. Slovenia: battute sbagliate 10, vincenti 5, muri 17, errori 30; Finlandia: battute sbagliate 14, vincenti 3, muri 15, errori 28.

Repubblica Ceca-Polonia 1-3 (23-25, 25-22, 29-31, 18-25) R. CECA: Popelka 7, P. Konecny 3, Tichacek 6, Platenik 11, Vesely 4, Stokr 22; Krystof (L), Ma ch, Hudecek 4, D. Konecny. N.e. Bencze, Zapletal. All. Svoboda. POLONIA: Kurek 16, Mozdzonek 8, Gruszka 7, Kubiak 3, Nowakowski 14, Zygadlo 2; Ignaczak (L), Jarosz 4, Ruciak 6, Mika. N.e. Kosok, Drzyzga. All. Ana stasi. ARBITRI: Yener (Tur) e Jovanovic (Ser). NOTE Spett. 4200. Durata set: 30’, 29’, 38’, 26’; totale 123’. R.Cec: b.s. 11, v. 10, m. 2, e. 43; Polonia: b.s. 11, v. 3, m. 9, e. 38.

ELEZIONI CEV

Boricic presidente? (a.a.) Sabato a Vienna verrà eletto il nuovo board della Confederazione Europea: il presidente André Meyer non verrà rieletto (è destina to a prendere il posto del cinese Wei alla federazione mondiale), al suo posto quasi scontata l’elezione del presidente della Serbia, Alexan der Boricic.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

TENNIS COPPA DAVIS A SANTIAGO

Gonzalez ostacolo tra l’Italia e la A Il Cile e lo spareggio: «Un anno fa mi hanno operato alle ginocchia, non posso stare lontano dai campi» DAL NOSTRO INVIATO

RICCARDO CRIVELLI SANTIAGO DEL CILE

Fama, carisma, passato. Quando la qualità tennistica si diluisce nei meandri di una condizione fisica ormai spremuta, bisogna affidarsi alle emozioni e ai ricordi. Pressioni Per questo Fernando Gonzalez suda a torso nudo sotto il sole andino di fine inverno, spara servizi a duecento all’ora e prova a ritrovare, almeno in allenamento, quel dritto che gli è valso i soprannomi guerreschi di «mano de piedra» e «bombadero de la Reina» e che Larry Stefanki, già guru di McEnroe, Rios e Kafelnikov e suo allenatore dell’epoca d’oro, ha definito il secondo più dirompente della storia recente

del tennis, appena dietro quello di Lendl. «Gonzo» (ma quanti vezzeggiativi ha?) rappresenta la più viva speranza del Cile di non perdere la serie A, quella che all’Italia manca da 11 anni e che tanto vorrebbe riprendersi negli stessi luoghi, Santiago e il suo Estadio Nacional, che 35 anni fa battezzarono l’unico trionfo azzurro in Coppa Davis. Fernando è la variabile impazzita, il mercurio liquido di talento che può frantumare il termometro di una sfida che per classifica e solidità complessiva dovrebbe sorridere alla banda di capitan Barazzutti. Quante attese, tuttavia, su un giocatore che era numero 5 del mondo nel gennaio 2007, dopo la finale persa degli Australian Open, e adesso arranca 292 posti più in basso, con sole 7 partite giocate nel

Fernando si nasconde: «Non sto bene, devo ritrovare il feeling per vincere» 2011 e il corpo martoriato dall’usura: «Mi facevano male le ginocchia — spiega — e poi attraverso accurati esami ho scoperto che dipendeva dalla postura dell’anca destra». Rabbia e speranza Così, a settembre di un anno fa si è fatto operare e dopo uno stop di otto mesi, a trent’anni suonati, si è rimesso in gioco: «Non riesco ad immaginare la mia vita senza il tennis, ho l’ambizione di poter fare ancora qualcosa di buono per qualche anno, altri-

LA GUIDA OGGI SORTEGGI, SI GIOCA SUL VELOCE

Starace e Fognini, problema superficie Occhio di falco per i punti contestati SANTIAGO DEL CILE (ri.cr.) Più che il terremoto, una scossa di grado 5.9 Richter che ha svegliato gli azzurri alle 4 di martedì notte e che tuttavia non ha causato alcun danno in città, a mettere un po’ di panico è la superficie velocissima del Centrale dell’Estadio Nacional, che Starace quasi disprezza («Sapete che il cemento non mi piace, figuratevi questo») e Fognini prova ad esorcizzare («Ci adatteremo»). Oggi il sorteggio toglierà il velo ai dubbi, soprattutto cileni, visto che in casa Italia «Fogna», numero 39

Atp, è titolare fisso e Potito (50), malgrado l’avversione per il campo, in Davis è una garanzia. Tra gli avversari, con Gonzalez certo del posto, il ballottaggio è tra Capdeville, primo cileno in classifica (101) ma con la propensione a soffrire le sfide importanti e il datato Massu, olimpionico in singolare nel 2004 ma oggi piombato al numero 446. Una curiosità: l’Italia ha chiesto, pagando, l’installazione dell’«occhio di falco» per i punti contestati. Quello tra Cile e Italia è uno degli otto spareggi per la promozione nel Gruppo Mondiale della Coppa

Davis, cioè la serie A, da cui noi manchiamo dal 2000. Contro i cileni gli azzurri hanno vinto tutti i 4 precedenti, tra cui la storica finale del 1976. Gli altri accoppiamenti: Australia Svizzera (con Federer), Romania R. Ceca, Russia Brasile, Israele Canada, Sudafrica Croazia, Belgio Austria, India Giappone. SuperTennis (ora sul canale 64 dt) trasmetterà la sfida in diretta dalle 16 di domani e anche le due semifinali tra la Serbia detentrice e l’Argentina (a Belgrado, sintetico indoor) e tra Spagna e Francia (a Cordoba, terra), con Djokovic assente al 90% e Nadal ancora incerto ma probabilmente in campo già domani.

menti mi sarei ritirato». E allora eccolo qui, sicuro singolarista titolare nonostante l’ovvio fumo della pretattica e una dichiarazione raggelante dopo i primi allenamenti: «Non sto bene, sto cercando di recuperare il feeling con il mio fisico e per adesso è un disastro, però rimane qualche giorno prima della partita e sto facendo di tutto per presentarmi in condizioni accettabili». E’ certamente un modo per nascondersi, perché è evidente che la sua convocazione deve dare la scossa, come riconosce capitan Gildemeister: «Fernando ha la classe per rendere equilibrata la sfida e il carisma per esaltare la gente che ci verrà a vedere». Contenzioso La federazione cilena è passata sopra un vecchio contenzioso che si trascina da un anno e mezzo (pare che Fernando debba ancora ricevere 100.000 dollari per il match vinto contro Israele nel 2010 e per rispondere a questa chiamata abbia chiesto di raddoppiare quella cifra, senza successo perché le casse sono vuote) e gli ha portato in dono una superficie ultrarapida che dovrebbe esaltarne la potenza e ridurre i tempi di gioco, visto che non può reggere partite troppo lunghe. Chissà se basteranno gli 11 tornei vinti in carriera da «Gonzo» e il titolo olimpico in doppio per esorcizzare la paura di una retrocessione che il Cile senza ricambi di valore teme come una malattia inguaribile: intanto Fernando, evidentemente sotto pressione, lunedì ha rotto due racchette in allenamento per la rabbia di qualche colpo mal riuscito. Il carattere, quello sì, è rimasto da campionissimo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fernando Gonzalez, 31 anni, ha vinto 11 tornei in carriera: per giocare contro l’Italia ha chiesto un premio doppio da 200.000 dollari senza ottenerlo AP

ATLETICA DOMENICA

VELA WORLD SERIES

Notturna di Milano Di Martino: un piano per la Chicherova «La campionessa mondiale è sicura sino a 2 metri, oltre pure lei sbaglia» Ieri ha ricevuto il premio Cannavò PIERANGELO MOLINARO MILANO

«Candido Cannavò era un uomo speciale. L’ho conosciuto nel 2007 e quello che scrisse quando vinsi l’argento ai Mondiali di Osaka lo porto ancora dentro. Era un uomo che conosceva davvero lo sport e sapeva leggerti dentro». Parole di Antonietta Di Martino che ieri nella sala del Gonfalone della Regione Lombardia ha ricevuto il premio dedicato al direttore che per 19 anni ha diretto la Gazzetta dello Sport, istituito dalla Notturna di Milano. Un premio meritato da un’atleta al vertice, come dimostra il bronzo di Daegu, in una disciplina durissima come l’atletica. La Notturna E domenica la sal-

tatrice azzurra sarà protagonista a Milano nel meeting che rìdà vita all’Arena. Affronterà la campionessa mondiale di Daegu, la russa Anna Chicherova, che già si troverà di fron-

te domani sera nel meeting che a Bruxelles chiuderà la Diamond League. Dopo il grandino del podio conquistato nella Corea del Sud Antonietta ha già gareggiato a Formia, dove ha vinto con 1.96, e a Rovereto dove le è bastato 1.95. «Sono ancora un poco stanca — afferma la saltatrice di Cava dei Tirreni — ma contro la Chicherova ritroverò l’adrenalina che serve per salire in alto». La russa però in questo momento sembra imbattibile e si è imposta anche martedì al rientro dopo i Mondiali a Zagabria battendo ancora una volta la croata Vlasic a quota due metri. «E’ sicuramente molto forte in questo momento — sottolinea la Di Martino — ma salta sicura sino a due metri, oltre non è così perfetta». L’azzurra vede dunque una crepa in cui insinuarsi per provare a sconfiggerla. L’Arena La pedana di Bruxelles sarà il primo tempo di una sfida lunga tre giorni che si concluderà domenica pomeriggio

Napoli y Anche si guadagna

BIGLIETTI DA 5 A 15 e

Di Martino premiata da Formigoni, tra Alessandro Cannavò, Rizzi e Angelotti

FALSA PARTENZA

Bolt e i 100 iridati «Preso dall’ansia Non ero in me» Giunto ieri a Bruxelles (nella foto, mentre scherza in hotel), dove domani correrà i 100 nell’evento extra della finale di Diamond League, Usain Bolt è tornato a parlare della squalifica per falsa partenza nella finale dei 100 ai Mondiali di Daegu. «Non ero in me stesso. Mi ha preso l’ansia come non mi era mai capitato. Colpa di tutta la fatica che avevo fatto per tornare in forma. Per la prima volta quest’anno mi sentivo bene e ho voluto strafare».

all’Arena. «Per me è sempre un posto speciale - riprende l’azzurra — Nel 2007, prima di conquistare l’argento ai Mondiali, su questa pedana portai il primato italiano a 2.03, una misura che mi diede tanta sicurezza prima della rassegna iridata. E’ una pedana veloce come piace a me, dove bisogna essere molto dinamici ed esplosivi». Una Di Martino dunque che ha trovato l’ottimismo e la migliore spinta dopo una stagione difficile in cui è arrivata ai Mondiali con una sola gara nelle gambe ed è andata oltre le aspettative. Milano sarà la sua ultima apparizione stagionale. I programmi La testa di Anto-

nietta è già all’anno olimpico. «Riprenderò presto la preparazione — spiega — e nell’inverno disputerò qualche gara indoor per rompere la monotonia dell’allenamento. La cosa importante è non fermarsi, conservare la salute. Quando è successo ho sempre disputato grandi stagioni».

La 12a Notturna di Milano è in programma domenica all’Arena. Alle 14.30 si comincerà con le gare giovanili e il programma del meeting internazionale partirà alle 17.30 con il giavellotto maschile per concludersi alle 19.40. BIGLIETTI Costo: 15 euro tribuna, 5 euro gradinate. I biglietti, oltre che sul posto domenica possono essere acquistati presso la sede del Comitato provinciale Fidal sempre all’Arena e in via Pirelli 26, sede del comitato organizzatore. TV Diretta domenica su RaiSport 2 dalle ore 17.30 e differita su RaiDue al termine della Domenica Sportiva.

l’America’s Cup ROSSELLA RAGANATI

L’Italia raddoppia, dopo Venezia anche Napoli ospiterà le regate dell’America’s Cup World Series (il circuito riservato ai catamarani che serve da lancio alla Coppa vera e propria). L’accordo con l’America’s Cup Event Authority è stato firmato ieri a Plymouth (dove è in corso il secondo evento di queste serie), presenti il governatore Caldoro, il sindaco De Magistris, il vicepresidente della provincia Ferrara, il presidente degli industriali napoletani Graziano e il presidente di Bagnolifutura, Marone. Paradosso Due le tappe, ad aprile 2012 (primo

appuntamento in Europa il prossimo anno) e a maggio 2013 (ultimo evento prima dell’America’s Cup). Un paradosso per una nazione che con ogni probabilità non avrà nessun equipaggio in gara nella Coppa che si svolgerà a San Francisco a partire dal luglio 2013 quando incominceranno le regate della 34ª edizione (anche se si parla di un ripescaggio improbabile di Venezia Challenge) Sembra invece scontato che con 4 tappe in Italia (due gli appuntamenti veneziani a maggio 2012 e aprile 2013) alle prossime World Series ci sarà almeno una squadra italiana (sempre più insistenti sono le voci per Luna Rossa). «La combinazione tra Venezia e Napoli, due località italiane tra le più affascinanti, creerà una sinergia unica in una nazione che nutre grande passione nei confronti della vela» hanno detto gli organizzatori. A Plymouth intanto dopo il primo giorno di regate di qualificazione per i Match Race sono gli svedesi di Artemis a condurre, con 2 punti su Team New Zealand e 4 su Team Korea. Oggi altre 3 prove partenza alle 15 italiane. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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RUGBY IL MONDIALE

McCaw 100 volte Con lui il rugby si è fatto uomo

MARTEDÌ LA RUSSIA

Azzurri, Perugini in dubbio. Fermi Garcia e Orquera NELSON Mallett rimanda a domani il XV che martedì sfiderà la Russia. Da verificare la condizione di Perugini. Spazio a Toniolatti, Pratichetti, Bocchino, Mauro Bergamasco, Bortolami e Cittadini. Possibili staffette Gori Canavosio e Ongaro D’A pice. Probabili esclusi Garcia e Orquera, ieri entrambi fermi per problemi alla gamba destra.

Il capitano domani contro il Giappone sarà il primo a giocare 100 partite negli All Blacks DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA BUONGIOVANNI NELSON (Nuova Zelanda)

Dicono che, dopo aver saltato buona parte dell’ultimo Super 15 per un infortunio, non sia più lo stesso. Dicono anche che Mils Muliaina sia stato brutalmente escluso dal match d’esordio contro Tonga per far sì che potesse celebrare lo storico traguardo in solitudine. In Nuova Zelanda, quando si tratta di rugby, tutti dicono qualcosa. Richie McCaw risponde coi fatti. E domani a Hamilton, in occasione della sfida iridata al Giappone di John Kirwan, toccherà quota 100 caps in maglia All Blacks. Nessuno è mai arrivato a tanto. Avrebbe potuto farcela anche Muliaina, appunto. Fiero L’estremo, invece, dovrà accontentarsi del gettone numero 99... «Non posso che essere orgoglioso di me stesso — si limita a dire il flanker più flanker del mondo —: sono felice di tagliare il traguardo in

L’esordio nel 2001, capitano 61 volte. Il c.t. Henry: «Esempio per una nazione intera» casa e, per di più, durante la rassegna iridata. Sarà una giornata speciale, ma resterò concentrato su quel che conta veramente: vincere». Il capitano Quella tra la Nazionale e il ragazzo nato a Oamaru, nella provincia di North Otago, sull’Isola del Sud del Paese, è una storia che parte da lontano. Almeno da quando Richie studiava agraria all’Università di Christchurch, città ancora in ginocchio per il devastante terremoto del febbraio scorso. Fu in quel periodo che gettò le basi per una carriera sfavillante. L’esordio con gli All Blacks, a 20 anni, fu chiaro: in quel novembre 2001, in Irlanda, fu scelto quale miglior giocatore del ma-

to dall’Europa, ha già firmato con la federazione neozelandese fino al 2015. Insomma: non è detto che il pilota d’aerei più famoso degli Antipodi non disputi anche il Mondiale di Inghilterra 2015 e non superi il record di presenze internazionali detenuto con 139 da George Gregan, mediano di mischia dell’Australia tra il 1994 e il 2007.

tch... Solo tre stagioni più tardi, in Galles, la prima volta da capitano. Ne sarebbero seguite altre 61, di volte. Con la fascia diventata sua in via definitiva il giorno del ritiro di Tana Umaga, anno 2005. In 99 incontri ha messo a segno centinaia di placcaggi e 19 mete. È uscito dal campo sconfitto solo in 12 occasioni. E, nel mentre, ha conquistato tre volte il titolo di miglior giocatore dell’anno attribuito dalla federazione internazionale. La visione di gioco resta senza eguali. Oltre Gregan «Il suo esempio —

ha detto il c.t. Graham Henry nell’annunciare i titolari di domani — non è d’ispirazione solo per i rugbisti, ma per l’intera popolazione neozelandese. Richie ha coraggio, qualità tecniche, intelligenza tattica, rispetto della squadra e grandi capacità di leadership». Ed Henry non si sbilancia spesso. La gente critica, ma ama McCaw alla follia. Anche per la fedeltà: nonostante le tante ricche offerte ricevute, soprattut-

Richie McCaw, 30: flanker nato, nel Super 15 2011 ha giocato anche n. 8 AFP

CAPS NEGLI ALL BLACKS

I PIÙ PRESENTI AL MONDO

NOME 1. R. McCaw 2. M. Muliaina 3. S. Fitzpatrick 4. K. Mealamu 5. D. Carter 6. J. Marshall

NOME 1. Gregan (Aus) 2. O’Driscoll (Irl, Lions) 3. Leonard (Ing, Lions) 4. Pelous (Fra) 5. O’Gara (Irl, Lions) 18. Troncon

CAPS 99 98 92 86 84 81

PERIODO 2001 2003 1986-1997 2002 2003 1995-2005

CAPS 139 120 119 118 114 101

PERIODO 1994-2007 1999 1990-2004 1995-2007 2000 1994-2007

La schiena di Carter Graham Henry, intanto, ha deciso per otto cambi rispetto alla formazione che ha faticato contro Tonga: sette voluti (insieme a Muliaina, ecco Smith, Jane, Ellis, Thompson, Whitelock e Mealamu), uno meno. Dan Carter ha problemi alla schiena e preferisce rinunciare (a favore di Colin Slade, 23enne mediano d’apertura dei Crusaders, sei caps in Nazionale tra il 2010 e oggi). Ieri la dottoressa Deb Robinson, responsabile sanitaria degli All Blacks, ha goduto di più popolarità di McCaw... © RIPRODUZIONE RISERVATA

GIRONE A DAVANTI A 20.000 SPETTATORI

GIRONE B

GIRONE C

GIRONE D

La prima sorpresa arriva dal Canada Tonga battuta con due mete nel finale

Scozia, quanta fatica: Georgia k.o. solo coi calci

Oggi Usa-Russia L’Italia studia le prossime sfide

Potenza Samoa Tripletta Tuilagi Namibia travolta

INVERCARGILL La Scozia, come contro la Romania e nonostante 11 novità nel XV, non esalta. Contro la Georgia è il piede di Parks (4 calci e un drop) a fare la differenza, ma la vittoria arriva senza mete e senza bonus. Soffre soprattutto la mischia. «Conta il successo» dice capitan Rory Lawson.

NEW PLYMOUTH La Russia disputa la prima partita nella storia iridata sfidando gli Stati Uniti. La guerra fredda è lontana, ma la sfida è comunque suggestiva. L’Italia, che si appresta ad affrontare entrambe, sarà spettatrice interessata. Le due squadre si sono già trovate in giugno in Churchill Cup: gli Usa si imposero 32 25. Tra i russi il n. 8 Vyacheslav Grachev che a 38 anni e 146 giorni diventa il più anziano di sempre in Coppa.

ROTORUA Samoa, con sei mete (a due) e una tripletta di Alesana Tuilagi, passeggia sulla Namibia che trova spazi solo negli ultimi venti minuti sullo 0 49. Sabato c’è Sudafrica Figi, domenica Galles Samoa.

WHANGHAREI Il Canada (in maglia nera), grazie a una meta a 7’ dal termine dell’ala Phil MacKenzie, debutta stendendo Tonga (per la terza volta in altrettante sfide mondiali), regalando la prima vera sorpresa del Mondiale e, di fatto, estromettendo gli isolani, già sconfitti venerdì dagli All Blacks, dalla corsa ai quarti. Al Northland Events Centre, di fronte a un «tutto esaurito» da 20.000 spettatori, decisivo un gran primo tempo a favore di vento e le due mete a fine partita. Per Tonga, che nel XV di partenza ha presentato 11 giocatori diversi da quelli proposti con la Nuova Zelanda, inutili due mete del centro Siale Piutau e un parziale

a cavallo dell’intervallo di 20 3. Mvp del match il flanker nordamericano Adam Keleenberger. «Abbiamo dimostrato quel che valiamo» ha commentato il capitano Pat Riordan. «Non abbiamo giocato come avremmo dovuto e il Canada s’è imposto con merito» ha ribattuto il collega Finau Maka. Canada-Tonga 25-20 (10-7). Marcatori: p.t. 14’ m. Sinclair tr. Pritchard (C), 26’ c.p. Pritchard (C), 40’ m. Pietau tr. Morath (T); s.t. 2’ c.p. Morath (T), 4’ c.p. Pritchard (C), 13’ m. Pietau tr. Morath (T), 23’ c.p. Morath (T), 27’ m. Carpenter (C), 33’ m. Mackenzie tr. Pritchard (C). Classifica: Nuova Zelanda, Francia 5; Canada 4; Giappone, Tonga* 0 (*una in più). Domani (ore 10 italiane): Nuova Zelanda-Giappone.

La meta decisiva di Mackenzie IPP

Scozia-Georgia 15-6 (9-3). Marcatori: p.t. c.p. 16’ c.p. Kvirikashvili (G), 23’ e 33’ c.p. Parks (S), 38’ drop Parks (S); s.t. 30 c.p. Parks (S), 32’ c.p. Kvirikashvili (G), 35’ c.p. Parks (S). Classifica: Scozia* 9; Inghilterra 4; Argentina 1; Georgia, Romania 0 (*una in più).

Classifica: Australia 5; Irlanda 4; Russia*, Stati Uniti, Italia 0 (*una in meno). Oggi (ore 9.30 italiane, diretta Sky Mondiale): Russia-Stati Uniti.

Samoa-Namibia 49-12 (25-0). Marcatori: p.t. 2’ m. Fotuali’i tr. Pisi (S), 9’ c.p. Pisi (S), 16’ m. Al. Tuilagi tr. Pisi (S), 23’ c.p. Pisi (S), 34’ m. Al. Tuilagi (S); s.t. 12’ c.p. Williams (S), 14’ m. Al. Tuilagi tr. Williams (S), 18’ m. Williams tr. Williams (S), 21’ m. tecnica tr. Williams (S), 62’ m. D. Van Wyk (N), 40’ m. Kotze tr. Kotze (N). Classifica: Figi 5; Sudafrica, Samoa 4; Galles 1; Namibia* 0 (*una in più).


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

GAZZATRAINER LO SPORT PER CHI LO FA

Nutrirsi per non invecchiare Clemente Russo fra i testimonial del convegno sulla ricerca dell’alimentazione e lo sport PIERANGELO MOLINARO

Quanto la nutrizione ha permesso di migliorare le prestazioni in tutte le discipline? Moltissimo, ma la ricerca (Clemente Russo, nella foto, tra i testimonial di un convegno in materia) è in continuo cammino. Il limite è quanto conosciamo il nostro corpo, il suo funzionamento, i suoi tempi. Ogni scoperta scientifica trova subito sviluppi e nuove applicazioni. Siamo passati da riso e filetto a una dieta studiata e bilanciata per ogni tipo di performance sportiva. L’alimentazione, l’utilizzo dei vari elementi da parte del nostro corpo, i tempi di metabolizzazione e la lettura della resa in termini di prestazione, è una chiave importante per avere una maggior consapevolezza di noi stessi, non solo quando «alziamo i giri del motore» con la pratica sportiva, ma nella vita di tutti i giorni. Le frontiere Sono molte le dire-

zioni su cui si sta muovendo la ricerca, dall’ottimizzazione di quanto già si conosce, come il tipo di carburante specifico per un determinato esercizio, le dosi ed il «timing» di utilizzo, al rapporto fra i muscoli ed il cervello, un campo in gran parte inesplorato che apre prospettive incredibili. Quante volte abbiamo affrontato il tema del potenziale di un atleta e la reale resa in gara? Il campione, esaltato dall’evento, si distingue perché sa arrivare anche al 110 per cento del suo potenziale, quando la normali-

l’esperto

ENRICO ARCELLI

Negli ultimi anni la dietologia dello sport ha fatto enormi passi in avanti, tanto che oggi, utilizzando bene i cibi, gli atleti possono, per esempio, ridurre i cali di rendimento durante le prestazioni prolungate, recuperare meglio LA FATICA, diminuire il rischio di infiammazioni a tendini ed articolazioni, combattere più facilmente dolori mu-

tà, per un sacco di fattori a cominciare dall’emotività, non va di norma oltre il 60 per cento. Campioni si nasce, ma in questo discorso conta anche l’alimentazione. Il nostro cervello ha capacità incredibili, ma non è certo la miglior macchina in termini di consumo energetico. Infatti un organo che rappresenta circa il 2 per cento del peso corporeo, consuma sino al 25 per cento del glucosio, il nostro carburante.

LE REGOLE A TAVOLA

Radio corsa di LINUS

In inverno si ingrassa? A me succede in estate

L’invecchiamento Ma ci sono altri ambiti affascinanti degli studi che si stanno conducendo. L’ottimizzazione del programma alimentare ha in pochi anni elevato le prestazioni in quasi tutte le discipline, ma la frontiera nuova che questo ramo della ricerca è l’invecchiamento cellulare. La cellula, il più piccolo sistema funzionale del nostro organismo, ha una sua vita. Il nostro organismo dispone di meccanismi molto complessi per il rinnovamento cellulare, che con il passare del tempo rallentano non permettendo più al nostro corpo di ottenere le stesse prestazioni. L’invecchiamento è un fenomeno naturale inarrestabile, almeno al momento attuale, perché le nostre conoscenze sono ancora limitate, ma si può rallentare. Si sono infatti scoperte molecole come i polifenoli (contenuti ad esempio nei frutti di bosco) in grado di attivare i meccanismi di longevità. L’eternità per gli uomini è ancora lontana, ma nostro il tempo può essere di qualità migliore. GDS

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Gli omega-3 aumentano l’attenzione scolari e così via. Di questi e di vari altri argomenti si parlerà sabato in un corso di nutrizione dello sport che si svolgerà a Milano e che, come docenti, si avvarrà dei più autorevoli dietologi dello sport del nostro paese. L’ipoglicemia Giancarlo Carli,

professore emerito dell’Università di Siena, terrà la lezione magistrale in cui parlerà di come l’alimentazione può influire sull’efficienza della mente e, di conseguenza, sulle capacità

Il tempo di rezione in discipline come tennis, i giochi di squadra e di combattimento è una questione di concentrazione. Ecco come averla

prestative. Si pensi all’ipoglicemia, ossia all’abbassamento del tasso di glucosio nel sangue. Essa si verifica se si è digiuni da molte ore, ma anche se si è assunta una certa quantità di cibi che vengono digeriti e assimilati rapidamente e che dapprima fanno alzare molto la glicemia, ma che, poi, per l’intervento dell’insulina, provocano un abbassamento rapido della glicemia e un calo dell’efficienza del cervello e delle prestazioni. Può succedere, per esempio, in

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Science in Nutrition

sport che prevedono vari impegni nella stessa giornata, tipo scherma o judo. Proprio Carli, assieme al prof. Giuliano Fontani e ai loro collaboratori, ha anche dimostrato che, invece, l’olio di pesce, grazie alla presenza in esso degli acidi grassi essenziali omega-3, migliora quella che è definita attentività e che comprende i tempi di reazione, fondamentali, per esempio, nel tennis, nei giochi di squadra o in quelli di combattimento.

Di solito ci si mette a dieta per motivi estetici, per rispondere a quei canoni che il comune pensare ci indica, che quasi sempre coincidono con la stagione estiva. Aprile, maggio, sono i mesi in cui si cerca (spesso in maniera pasticciata e inconcludente) di recuperare un minimo di aspetto dignitoso in vista delle vacanze. A me succede invece il contrario: per tutto l'inverno riesco a mantenere un decoroso equilibrio tra quello che butto dentro e quello che butto fuori, o tra la benzina che metto e la strada che faccio. D'estate, nonostante il consumo energetico sia sempre lo stesso, se non addirittura superiore visto che ho più tempo libero, finisco sempre per prendere qualche chilo. Colpa del pranzo a casa al posto dello spuntino sul lavoro, ma anche (soprattutto?) della classica pennica subito dopo. Così, adesso che i miei piccoli traguardi sono di nuovo alle porte, è tempo di ritrovare un minimo di disciplina alimentare. Che però, pur essendo rigorosa, non deve assolutamente essere frustrante. «La fame si vendica», è la frase che mi disse un dietologo tanti anni fa e che non ho mai dimenticato. Quindi ok ad una alimentazione il più possibile varia ed equilibrata (e in questo la Zona è insuperabile) senza però mortificarsi troppo. Altrimenti al primo attimo di debolezza si finisce col recuperare con gli interessi. Con tanto di pennica sul divano.

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GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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TUTTENOTIZIE & RISULTATI Arco

Nuoto A OSTIA COLLEGIALE AZZURRO INSIEME ALLA PELLEGRINI

La Filippi torna ma è realista «Londra? Non so se mi qualifico» FEDERICO PASQUALI OSTIA

Al centro federale di Ostia sfilano i campioni. Di sera è stato festeggiato al ristorante Il Pescatore il Settebello campione del mondo: Federica Pellegrini e Maurizio Felugo hanno tagliato la torta e stappato lo spumante. Di giorno, al polo natatorio sono ripresi gli allenamenti. Fede ha iniziato a nuotare agli ordini del suo nuovo tecnico Federico Bonifacenti, e Alessia Filippi è rientrata in gruppo per il suo primo raduno azzurro 15 mesi dopo. L'iridata dei 1500 sl del 2009 è ancora fase di recupero dall’infortunio alla spalla che l’ha bloccata più di un anno e le sta condizionando una carriera che potrebbe chiudersi già nel 2012. Freno a mano Alessia è molto cauta sul suo possibile ritorno al top in tempi rapidi. Se l’obiettivo dopo l’oro e il bronzo del 2009 era quello di puntare in alto ai Giochi di Londra e poi chiudere col nuoto, per ora le aspettative della romana si limitano alla sola possibilità di qualificarsi. «Purtroppo sono ancora in fase di recupero dall’infortunio — dice l’argento olimpico degli 800 — e dopo tutto questo tempo sono

Ippica CAMPIONESSA

cosciente di non poter tornare sui miei tempi nel giro di qualche mese. Sto continuando con la fisioterapia perché prima di tornare a forzare in allenamento devo sentire di essere veramente a posto con la spalla, altrimenti sprecherei altro tempo. L’importante era rientrare nel giro azzurro, ma rimango con i piedi ben saldi a terra. L’entusiasmo e la tenacia che mi hanno contraddistinto in passato li ho ancora, e la fame di vittorie è parecchia. Questo non basta però,

ci vogliono i tempi per vincere. Se non riuscirò a fare bene nel 2012, dunque, anche se so che potrei nuotare per altri 2-3 anni, potrei smettere e dedicarmi ad altro. Mi piacerebbe finire l’Università, o fare un percorso lavorativo in altri ambienti. Comunque prima di fare un passo così importante ci rifletterò molto». Europei Tutto dipenderà dai progressi nei prossimi mesi. «Mi sono seduta a tavolino col mio tecnico Riccardo Pontani

e con Cesare Butini, che sta guidando il collegiale e abbiamo deciso di compiere un passo alla volta. Ora punto agli Invernali di dicembre. Non andrò per fare risultato perché sarò in fase di carico. Poi in primavera cercherò la qualificazione per gli Europei. Se riuscirò, poi vedremo lì come ne uscirò. Ovvio, se mi qualificherò per i Giochi le carte saranno mischiate nuovamente. Ma ripeto, resto con i piedi per terra». © RIPRODUZIONE RISERVATA

E’ morta ieri a Vigone per un incidente in paddock la ex campionessa del trotto Giulia Grif. Aveva 8 anni. Plasmata, allenata e guidata da Marco Smorgon, la figlia di Viking Kronos vinse sette Gran Premi: cinque nel 2006 (Mangelli, Nazionale, Marangoni, Italia, poule milanese) e due nel 2007 (Firenze e Andreani). In razza ha prodotto Reine du Zack (da Zinzan Brooke Tur), nata nel 2010.

Hockey prato SOLO 380 EURO

Premio scarso Rifiuto indiano La nazionale indiana di hockey prato ha rifiutato un premio di 25 mila rupie (circa 380 euro) a testa per la vittoria in un torneo asiatico contro il Pakistan perché «umiliante. «Siamo delusi dalla ricompensa inadeguata della federazione». E’ corso ai ripari il ministro dello Sport Ajay Maken, che ha deciso un premio di 150 mila rupie (circa 2300 euro), e gli Stati del Maharashtra e Punjab hanno stanziato denaro.

Atletica BIS MONTSHO (si.g.) Dopo il titolo iridato dei 400 metri a Daegu, Amantle Montsho ha vinto anche quello dei Giochi africani a Maputo (Moz). Uomini. 400: Yousif (Sud) 45”27. 800: Taoufik (Alg) 1’46”32. 4x100: Nigeria 38”93. Donne. 400: Montsho (Bot) 50”87; Thiam (Sen) 51”77. 4x100: Nigeria 43”34. PISTA EUROPA (si.g.) A Olomouc (R.Cec). Uomini. Alto: Baba 2.28. A Groningen (Ola). Uomini. Disco: Smith 67.15. A Sittard (Ola). Uomini. Asta (piazza): Otto (Ger) 5.62; Je. Scott (Usa) 5.62. Donne. Asta: Hingst 4.51. A Helsinki. Uomini. Giavellotto: Ruuskanen 82.02. Donne. 100 (+1.1)/Lungo: Kluft (Sve) 11”67/6.33 (-1.0). A Turku (Fin). Uomini. 10.000: K. Menjo (Ken) 27’55”81. A Berdychev (Ucr). Uomini. Alto: Protsenko 2.30. A Cracovia (Pol). Uomini. Asta: Michalski 5.70. Peso: Majewski 20.93. Disco: Malachowski 64.69. A Konigs Wusterhausen (Ger). Uomini. 800: Ostrowski (Pol) 1’44”82; Soren 1’45”04; Tanui (Tur) 1’45”48. Donne. Asta: Ptacnikova (Cec) 4.51. GARCIA POSITIVA (pe.m.) Secondo il giornale spagnolo «Público» la velocista spagnola Estela Garcia è risultata positiva ai campionati spagnoli per un diuretico. «È vero, l’ho acquistato senza ricetta medica — ha detto l’atleta — e chiedo scusa per questo. Tutto ciò che ho fatto in carriera è frutto di sudore». La federazione spagnola, che l’aveva esclusa dalla 4x100 a Daegu ufficialmente «per infortunio», ora non commenta. Silenzio anche dall’atleta, che attende i risultati del campione B.

Baseball RIVERA E WAKEFIELD Il closer dei NY Yankees, Mariano Rivera, ha firmato la 600ª salvezza in carriera diventato il secondo lanciatore della storia a riuscirci: è a una dal record di Trevor Hoffman. Il panamense l’ha ottenuto nel 3-2 a Seattle, la squadra di Alex Liddi che è rimasto in panchina.

Boxe Sopra, Alessia Filippi dietro Martina Caramignoli e Martina De Mamme. A sinistra, Federica Pellegrini e Maurizio Felugo con la torta in onore del Settebello iridato, e sotto Laure Manaudou s’allena a Lorient in stile militare INSIDE

Equitazione A MADRID

Baseball BOLOGNA CEDE 0-2

(c.v.) E’ francese la prima giornata del Campionato d’Europa di salto ostacoli a Madrid . Dopo la prova di apertura ( a tempo), i transalpini guidano la classifica per equipes (p. 2.95) davanti a Germania (p. 4.41), Svezia (p.6.74) , Olanda (p. 7.42) e Gran Bretagna (p. 7.42) ed hanno 2 cavalieri tra i primi 5 nella classifica individuale. Si tratta del leader , Olivier Guillon ( Lord de Theize) che precede l'austriaco Stefan Eder (Chilli van Dijck) e lo svizzero Beat Mandli(Louis), E anche del campione d’Europa uscente, Kevin Staut, (Silvana de Hus) 5˚. Tra le 16 squadre l’Italia è 8ª con Giulia Martinengo (LP Chicago ) 19ª, Luca Marziani (Wivina) 30˚, Natale Chiaudani (Almero 12) 32˚ ed Emanuele Gaudiano (Chicago) 38˚. La seconda prova odierna è valida come primo giro della gara a squadre. L’Europeo qualificherà 3 nazioni per le Olimpiadi. Sono già qualificate dai Mondiali di Lexington Francia, Germania, Gran Bretagna e Belgio. PROGRAMMA oggi, ore 14: prova a tempo. domani, ore 16.30: finale a squadre e qualificazione alla finale individuale. Domenica, ore 15.30: finale individuale.

Il francese Guillon è al comando EPA

HUCK TORNA (r.g.) Il serbo tedesco Marco Huck (33-1), dopo la convincente difesa del mondiale massimi leggeri Wbo, battendo l'argentino Garay (34-6) ko alla 10˚ ripresa lo scorso luglio, il matrimonio e il viaggio di nozze, torna a combattere il 22 ottobre a Ludwingsburg (Ger) difendendo per l'8˚ volta la cintura conquistata nel 2009. Avversario Rogelio Rossi (Arg. 17-2-1) dalla notevole altezza di 2 metri, ma di scarsa quotazione.

La gioia dei nettunesi per la Coppa

(m.c.) Nettuno dimentica in fretta la sconfitta in gara-7 della finale scudetto e mette in bacheca la quarta Coppa Italia della sua storia (l’ultima risaliva al 1998), strappandola in due partite all’Unipol Bologna campione europeo. Con una formazione imbottita di giovani (Grimaudo in prima e Mercuri interbase), la squadra di Bagialemani ha messo a segno 2 capolavori sul monte con Escalona e Masin. L’italovenezuelano (7bv-8so) ha spento dal box i detentori del trofeo con una gara completa, con il solo Mazzuca (fuoricampo all’8˚) che ha provato a cambiare l’inerzia di una gara decisa al 2˚ con 3 punti (Caradonna 3pbc). Il mancino Massimiliano Masin, invece, ieri pomeriggio, ha trascinato i suoi ad una rimonta vincente dall’1-2, completata con tre punti al 6˚ (due forzati con le basi concesse da Betto), con la collaborazione di Richetti, uscito con una salvezza da una situazione difficile al 9˚ con Ermini (homer al 2˚) in seconda. Un fuoricampo di Mazzanti ha pareggiato i conti al 4˚. Finale Coppa Italia Ibl: Danesi Nettuno-Unipol Bologna 2-0 (4-2, 5-4).

MONDIALE (r.g.) Al Coliseum di El Paso (Usa) Jhonny Gonzales (49-7) sfidato da Rogers Mtagwa (27-14) tanzaniano residente negli Usa per i piuma Wbc. Il campione ha conquistato la cintura lo scorso aprile, mettendo ko a Kobe (Gia) il mancino locale Huzumi Hasegawva (29-4), vincitore nel 2008 del nostro Maludrottu nei gallo Wbc. VALUEV PER PUTIN (r.g.) il russo Nicolai Valuev (52-2-) 38 anni, iridato massimi Wba tra il 2005 e il 2009, fermo da quasi tre anni, sembra orientato a dare consistenza e visibilità alla scelta politica nel partito di Wladimir Putin. Ha confermato che prenderà parte ad una spedizione scientifica sulle montagne del Kuzbass in Siberia non lontano dal Kazakistan, dove sono state avvistate orme gigantesche, che riportano alla memoria lo yeti.

Morta Giulia Grif Europeo salto Nettuno vince Vinse sette GP Partenza francese la Coppa Italia

Giulia vince il Mangelli 2006 PERRUCCI

EUROPEI CAMPAGNA (gu.l.g.) Agli Europei tiro di campagna a Montevarchi, oggi eliminatorie fino alle semifinali con tutti gli azzurri in gara. La Tomasi e Palmioli nell’olimpico e gli iridati Seimandi e la Strobbe nell’arco nudo si sono tutti qualificati al primo posto. L’Italia è prima anche nella qualifica a squadre.

SCHERMA

Tagliariol tatuato «Stay hungry, stay foolish» (restate affamati, restate folli). Una citazione di un famoso discorso di Steve Jobs alla consegna della laurea ad honorem alla Stanford University è diventato il sesto tatuaggio di Matteo Tagliariol. «Mi piacciono le citazioni, ormai mi sono riempito di frasi, l’idea di farmi quest’ultimo mi è venuta in un attimo, 15 minuti ed era finito (l’autore è Spektrum tattoo)» dice l’olimpionico di spada a Pechino 2008 che sta preparando per i Mondiali in programma a Catania dall’8 al 16 ottobre. «Ho ricominciato a provare sensazioni giuste, ci stiamo preparando bene e l’atmosfera nei tanti ritiri che abbiamo fatto è buona». L’ultimo collegiale è in programma da lunedì e fino al 27 settembre, poi il trasferimento in Sicilia.

RIECCO MAGON (i.m.) Il 34enne Mirco Magon (7-3-1) torna dopo 2 anni di inattività con licenza della R.Ceca. Combatterà nei supermedi domani ad Amburgo (Ger) contro Ismail Oezen (Ger, 2). MORALES (r.g.) Sabato a Las Vegas Erik Morales (Mes, 51-7) tenterà la conquista del vacante superleggeri Wbc su Pablo Cesar Cano (Mes, 22-0-1), 21 anni, 14 in meno del rivale che punta alla quarta cintura.

Ippica Milano: 9-10-12-4-11 5ª corsa - m 1600: 1 Trovatore (M. Monteriso); 2 Wakeman; 3 Ftan; 4 Adelio; 5 Giner; Tot.: 7,72; 2,43, 3,07, 2,01 (92,39). Quinté: n.v. Col rit. (n˚ 13 e 18) n.v. Quarté: e 1.409,77 alle 23 comb. Coi rit. e 117,84. Tris: e 225,37 alle 782 comb. Coi rit. e 37,18. OGGI QUINTÉ A MODENA Al Ghirlandina (inizio convegno alle 15.30) scegliamo Lost Photo (20), Musa del Ronco (18), Ippolito Jet (16), Ippos (15), Morris Rivarco (5) e Ambro Elgin (9). SI CORRE ANCHE Roma (g. 14.40), Milano (t. 14.30), Montecatini (15.10) e Napoli (t. 15.05).

Lotta MONDIALI (g.l.g.) Ancora poca fortuna per gli azzurri ai Mondiali di lotta ad Istanbul. Ieri era impegnato l’ultimo della grecoromana e due ragazze nella libera. Saverio Scaramuzzi, nei 74 kg, è stato eliminato al 1˚ turno dall’armeno Arsen Julfalakyan. Fuori anche Silvia Felice (48), partita dal 2˚ turno, ha subito battuto l’ivoriana Tanoh Rosalie Benie, mentre al 3˚ si è arresa alla colombiana Carolina Castillo Hidalgo. Fuori al 1˚ turno Francesca Mori (51) battuta dalla cinese Vanah Sun.

Nuoto Lucas: «No a Laure» (al.f.) Insieme a Bousquet, Lacourt e Gilot, Laure Manaudou sta svolgendo una settimana di preparazione militare a Lorient per coltivare lo spirito combattivo e la resistenza. Intanto Eurosport ha lanciato la notizia del possibile ricongiungimento tra la nuotatrice rientrata da qualche mese e Philippe Lucas. Mentre il manager Poulmaire non ha confermato questa possibilità dicendo che sta ancora valutando, l’ex coach della Pellegrini ha smentito seccamente: «Non voglio andare da Laure, tutto questo mi fa ridere. È una stronzata». PELLEGRINI E SPORT MOVIES (al.f.) Federica Pellegrini, insieme a Carlo Ancelotti, Josè Mourinho, Armando Picchi, Joe Frazier, Enzo Bearzot, Arrigo Sacchi, Duilio Loi, Al Oerter, Anatoly Karpov, sarà la protagonista dei video selezionati per Sport Movies & Tv, a Milano da 28 ottobre. THORPE A LIVIGNO Da ieri al 23 settembre, l’australiano Ian Thorpe e il gruppo della nazionale svizzera guidato da Gennadi Touretski si allenano all’Aquagranda Wellner Park di Livigno. Thorpe rientrerà a Singapore il 4-5 novembre in Coppa del Mondo (25 m), mentre l’americano Michael Phelps sarà a Mosca 18-19 ottobre. SETTECOLLI E ASSOLUTI Per il calendario compresso e risparmi, il Settecolli del 2012 non dovrebbe svolgersi. Gli Assoluti invernali quest’anno in vasca da 50 metri (probabile Riccione) saranno invece open, cioè aperti agli stranieri. Intanto Sarà Roberto Marinelli a sostituire Giovanni Pistelli alla guida della giovanile di fondo.

Olimpiadi SOCHI 2014 «Non ci aspettiamo aumenti di spesa». Il vice premier russo, Dmitry Kozak, respinge le accuse sui costi dei Giochi invernali di Sochi 2014. Stimata in 6,7 miliardi di dollari la spesa per infrastrutture, 30 gli investimenti nella regione.

Pallanuoto AZZURRINE A Trieste, negli ottavi del Mondiale juniores femminile, grande prova dell’Italia che batte 12-9 il Canada. Oggi alle 17, nei quarti, una sfida proibitiva con la Russia.

Pallapugno SERIE A (c.f.) Penultima poule scudetto: Monferrina-Subalcuneo 11-5, Canalese-Alta Langa 11-6, Pro Paschese-Albese 11-5. Classifica: Canalese 31, Subalcuneo 28, Albese 25, Pro Paschese 23, Alta Langa 22, Monferrina 16. Domani ultima giornata.

Sport invernali SKIROLL CON I BIG Sabato alle a Sovere-Bossico (Bg) al trofeo Gsa di skiroll tecnica classica con la presenza di Pietro Piller Cottrer, Cristian Zorzi, Fulvio Valbusa, Silvio Fauner, Giorgio Vanzetta, Gabriella Paruzzi, Renata Pasini, Giulio Capitanio e Guidina Dal Sasso. INSAM QUARTA Evelyn Insam, 17 anni e saltatrice piú giovane della nazionale A, in Continental Cup a Trondheim ha chiuso quarta; Elena Runggaldier 16ª, Lisa Demetz 21ª e Roberta D´Agostina 25ª. HOFER VINCE Ai campionati estivi di biathlon di Piani di Luzza, a Forni Avoltri, doppio successo per Lukas Hofer a sprint e inseguimento, e tra le donne di Michela Ponza (inseguimento) e Alexia Runggaldier (sprint). COPPA A MILANO Per la Coppa del Mondo di fondo a Milano del 14 e 15 gennaio (sprint tl individuale e a coppie), mercoledì prossimo sopralluogo al Castello Sforzesco.

Sci nautico CLASSICHE (m.l.) A Roma si è svolta la 1a edizione della Parco del Tevere Cup discipline classiche. Successi tra gli Open nello slalom per Fabio Ianni (3.50 a 10.75) e Beatrice Ianni (3 a 11.25).

Tennis DENUNCIA Sei donne hanno sporto denuncia ai danni di Bob Hewitt, ex tennista che guidò il Sud Africa alla vittoria in Coppa Davis nel 1974, accusandolo di molestie sessuali. I fatti risalirebbero a un periodo di 20 anni tra il ‘70 e il ’90 e le presunte vittime sono tutte ex allieve del tennista.

Vela Audi Med Cup E’ sempre più Ran (r.ra.) A Barcellona Ran di Niklas Zennstrom con il primo e un secondo posto conquistato ieri consolida la prima posizione in classifica al Trofeo Conde Godò, ultima tappa dell’Audi MedCup. Alle spalle degli svedesi, dietro di 2 punti ci sono gli spagnoli di Bribon, terzi gli americani di Quantum Racing leader del circuito. Solo quinta Azzurra (4-8 ieri). L’equipaggio portacolori dello Yacht Club Costa Smeralda ha peggiorato la sua situazione in classifica generale: gli Usa sono adesso avanti 11,5 punti mentre Bribon è dietro di mezza lunghezza, pronto al sorpasso. Tra i Soto 40 in testa con due vittorie Iberdrola. Oggi in programma ancora due prove con partenza alle 13 diretta su www.medcup.org EXTREME (r.ra.) Dopo la prima giornata dell’Extreme Sailing Series di Trapani ( 5 prove disputate ieri) in testa Alinghi, 2˚ The Wave Muscat 3˚ Oman Air (skipper Ben Ainslie). Così gli italiani: 5˚ Luna Rossa, 8˚ Team Extreme “Sailing Seacily” che veste i colori di casa, 10˚ Niceforyou.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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IL PERCORSO DELLA MOTONAVE

la guida Come prenotare e le combinazioni per partecipare

Con la Gazzetta corriamo in mezzo al mare

Questi i prezzi delle tre combinazioni previste per la Crociera del Running in programma dal 15 al 23 novembre 2011 (9 giorni e 8 notti) sulla motonave MSC Musica.

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Dal 15 al 23 novembre viaggio per i podisti A bordo della Musica MSC nel Mediterraneo Percorsi sulla nave ed escursioni da sogno GDS

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LUCILLA ANDREUCCI

L'estate se ne va, e le città rivivono a pieno ritmo il loro familiare disordine, ancora qualche raggio di sole e poi un tuffo nell'autunno. Quanto sarebbe bello rievocare il sapore del mare, l'aperitivo al tramonto, il relax, e un po' di sport, quel tanto (o poco) che basta per sentirsi in forma. Si può viaggiare in tanti modi e a volte non resta altro che chiudere gli occhi. Ma se hai ancora la voglia di provare un po' di vento tra i capelli, levare le àncore dalle abitudini e risentirti in mare aperto, in ogni senso e con tutti i sensi, l'occasione giusta ci sarebbe, ed è anche vicina, possibile e, nel suo genere, unica: una crociera dove corre la nave ma corri anche tu. Ovvero, la prima crociera dedicata (anche) al running. Motivi per imbarcarsi ce ne sono tanti, a cominciare da quello di prendersi una prima piccola rivincita sulla lunga stagione del lavoro e della routine. Ve ne proponiamo dieci, così cominciate ad allenare il desiderio.

1 Non c'è da aspettare molto per regalarvi questo supplemento d'estate: si parte il 15 novembre, il che significa affrontare i due mesi che mancano sapendo già che dietro l'angolo vi aspetta qualcosa di molto ma molto piacevole.

La motonave Musica MSC a Venezia, la località da cui il 15 novembre partirà la crociera riservata ai podisti che si concluderà il 23 novembre dopo aver solcato il Mediterraneo

Dieci buoni motivi per cominciare a sognare una vacanza che non ha precedenti

3 La rotta è seducente come 5 Lenti, rilassati, o sprint: c'è

2 Nove giorni e otto notti in

le sirene. Da Venezia a Bari, poi fino all'isola di Rodi, una puntata ad Izmir, e nel porto di Atene, fino all'ingresso delle mitiche rovine di Olimpia, dove tutto lo sport ebbe inizio, e ancora Dubrovnik, la perla della Dalmazia…

giro per il Mediterraneo. D'accordo, è il mare «nostro» e già questo ci fa simpatia, ma stiamo parlando effettivamente di uno dei mari più belli del mondo.

4 La nave? Un «resort» galleggiante, pieno di opportunità, dove l'unico impegno è quello di scegliere il ritmo della giornata e lo svago da concedersi.

una corsia per tutti. Un pontile di quasi 400 metri è la passerella sportiva dove provare l'ebbrezza unica di allenare il corpo correndo sopra l'acqua che scorre.

6 Nessun rischio di noia: ogni giorno una città diversa. Da visitare, scoprire e magari anche da attraversare a passo di runner. 7 Siete già in forma? Non lo

siete e vorreste cogliere l'occasione? Nel programma dell' agenzia Viaggi e Cultura, che organizza questa crociera sul running, hanno pensato proprio a tutto, anzi a tutti. Debuttanti ma anche atleti, o quasi.

8 L'eterno dilemma: cosa mettere in valigia… Stavolta, per la parte sportiva almeno, è facilissimo: un paio di scarpe da running. Il resto lo troverete a bordo.

9 Una cosa che non ha prezzo: l'entusiasmo, garantito, di uno staff che vi aspetta per portarvi sulla cresta dell'onda. 10 Ciliegina sulla torta: il team a vostra disposizione è firmato «Gazzetta dello sport», la miglior garanzia per allenarvi a stare meglio col vostro corpo e per tenere il passo del vostro desiderio di benessere, e anche, se vi va, di sano agonismo con voi stessi. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

ALTRI MONDI

CONTRARIA ANCHE LA LEGA

Milanese, la Giunta dice no all’arresto È arrivato ieri il primo no all’arresto del deputato Pdl Marco Milanese. La giunta per le autorizzazioni di Montecitorio

Ieri i cronisti aspettavano Silvio Berlusconi all’uscita di Montecitorio, dove si stava approvando la manovra (passata poi senza problemi con 316 sì). Quando l’hanno visto apparire, gli sono saltati come al solito addosso, stavolta per sapere se andrà o no a testimoniare davanti ai pubblici ministeri di Napoli, dove è considerato parte lesa di un’estorsione perpetrata ai suoi danni dall’imprenditore Gianpaolo (Gianpi) Tarantini (nella foto in basso, Benvegnù), quello che gli procurava le ragazze, tra cui la D’Addario da ultimo pentita, per le feste nei suoi palazzi. Berlusconi ha sentito le domande, ma non ha favorito le risposte, fatto che ha indotto le agenzie a scrivere: «Il premier è infuriato».

1È parecchi giorni che i giornali scrivono che il presidente del consiglio è infuriato.

Sì, la furia dipenderebbe da questo: che con la scusa di interrogarlo come testimone e di considerarlo parte lesa, i magistrati napoletani hanno dribblato il voto di Montecitorio (Berlusconi è deputato) e potrebbero teoricamente riuscire a interrogarlo senza la presenza di avvocati. Niccolò Ghedini, il suo legale, aveva concordato un incontro per martedì scorso, Berlusconi ha manovrato per farlo saltare facendosi convocare proprio per quel giorno da Barroso, Van Rompuy eccetera. Insomma è andato a Bruxelles a presentare la travagliata manovra economica e ha potuto così opporre il legittimo impedimento alla procura di Napoli. Per placare i magistrati ha gettato loro in pasto un memoriale, di cui però la procura di quella città non s’è detta per niente soddisfatta. Vogliono interrogarlo in ogni caso entro domenica, scelga lui il giorno e l’ora. Si sarebbe raggiunto questo accordo: i pm verranno a Roma, saranno ricevuti a palazzo Chigi e vicino a Silvio Berlusconi ci sederanno anche gli avvocati Longo e Ghedini, a loro volta parlamentari del Popolo delle libertà. Il diritto di Berlusconi all’avvocato deriva da questo: che l’interrogatorio napoletano potrebbe intrecciarsi con le indagini milanesi in cui il Cavaliere non è parte lesa, ma imputato. Quindi gli avvocati a sua tutela sono ammessi.

2 Che faranno i giudici napole-

la Foto Minetti peperina «Senza t-shirt sono anche meglio» A spasso nel centro di Milano con un paio di pantacollant che ne mettono in risalto le grazie e una maglietta che è tutta un programma. Nicole Minetti, il consigliere regionale Pdl, diventata famosa per la vicenda di Ruby e delle feste ad Arcore è stata sorpresa dal fotografo (Fotogramma) a fare shopping in via Montenapoleone. La maglietta riporta un messaggio alquanto provocante: «Senza t-shirt sono ancora meglio». Alzi la mano chi non è d’accordo.

Il fatto del giorno

ha infatti approvato con 11 voti contro 10 la proposta di Fabio Gava contraria alla richiesta di arresto della procura di Napoli nei confronti dell’ex braccio destro del ministro Tremonti. Adesso tocca alla Camera, chiamata a votare giovedì 22 settembre. E qui la situazione è ancora più incerta.

La Lega, che come previsto dopo le ultime esternazioni di Bossi («Non mi piace far arrestare la gente») in giunta ha votato sì, scatenando l’ira dell’opposizione, lascerà libertà di coscienza ai suoi deputati. Lo stesso farà l’Udc, che in giunta si è mostrata favorevole all’arresto così come Pd, Fli e Idv.

_l’inchiesta di Napoli

DI GIORGIO DELL'ARTI gda@gazzetta.it

Ma davvero Berlusconi può essere portato in tribunale dalla polizia? I pm vogliono sentirlo sul presunto ricatto che avrebbe subito da Tarantini, quello delle escort. Il Cavaliere si nega. Per l’«accompagnamento coatto», in realtà, è necessario il sì della Camera

«

Sono cose che non esistono e su cui naturalmente io scagionerò tutti SILVIO BERLUSCONI AL TELEFONO CON LAVITOLA

tani se l’accordo con Berlusconi non dovesse essere raggiunto?

Hanno detto che avrebbero portato il premier in tribunale «coattivamente», cioè mandandolo a prendere con la forza pubblica. Guardi che è poco più di una boutade: per portarlo davanti ai magistrati in questo modo devono chiedere l’autorizzazione alla Camera dei deputati e io non riesco a immaginare l’attuale maggioranza che molla il suo leader in una circostanza simile. Si perderebbe in ogni caso un sacco di tempo, con l’imprenditore Tarantini in carcere e il faccendiere Lavitola che se ne sta all’estero latitante per non finire dentro a sua volta.

3 In che cosa Tarantini e Lavitola avrebbero leso Berlusconi?

I giudici pensano che il Cav

In alto il premier Silvio Berlusconi, 71 anni. Sotto l’ex direttore de l’«Avanti!» Valter Lavitola, 45 anni, latitante nell’inchiesta di Napoli sulle escort REUTERS

abbia dato 800 mila euro a Tarantini in seguito a un ricatto. Tarantini avrebbe secondo loro detto a Berlusconi qualcosa di simile: «Dammi i soldi se no racconto tutto su di te e sulle ragazze». Lavitola avrebbe fatto da mediatore, tenendosi un po’ troppe volte i soldi per sé (in quei casi diceva a Tarantini: «Tu spendi troppo»). Ora la questione è questa: Berlusconi, teoricamente la vittima, nega di essere parte lesa, insiste di aver dato quei soldi solo per aiutare una famiglia in difficoltà.

4 In questi casi come si fa? È la stessa situazione di Milano, dove la presunta vittima, cioè Ruby, nega di essere andata a letto col premier. Tutti negano – presunte vittime e presunti carnefici – e i giudici pensano che tutti siano bugiardi. Proprio così. Ieri i siti han-

no pubblicato la trascrizione della telefonata del 24 agosto in cui Berlusconi dice a Lavitola di restarsene all’estero, nonostante i magistrati lo cerchino. Il passaggio è questo: Lavitola: «Senta, dottore. Vabbè io mo’ sono fuori… a sto punto…». Berlusconi: «E tu resta lì e vediamo un po’… uhm…. Io vi scagionerò tutti». Ora i nemici di Berlusconi sono certi che la frase «e tu resta lì» provi un comportamento gravissimo, cioè il capo del governo ha consigliato a un latitante di non consegnarsi alle forze dell’ordine. Mi permetto però di dire: dipende da come l’ha pronunciata. Può essere un biascicamento sopra pensiero, una scemenza buttata lì senza pensarci… Quando si parla al telefono se ne dicono tante. Credo che Berlusconi abbia detto e fatto cose peggiori. Inoltre è possibile che a quella data i pm non avessero

Cresce intanto il dibattito sulla segretezza del voto, che deve essere espressamente richiesta: Fli preme per questa scelta ma Pd e Udc sono fortemente contrari e pure il Pdl, che teme che al suo interno più di qualcuno ce l’abbia con Milanese, sembra preferire il voto palese.

LE FESTE ROMANE

Tutto incominciò con la D’Addario a Palazzo Grazioli

Giampaolo Tarantini passa agli onori delle cronache con lo scoppio dell’inchiesta che vede coinvolto il presidente del Consiglio Berlusconi. Tarantini procurava ragazze al premier e tra queste Patrizia D’Addario (nella foto LaPresse) che il 4 novembre 2008 passò la notte a Palazzo Grazioli con Berlusconi. In seguito Tarantini e la moglie avrebbero chiesto al premier un aiuto economico che Berlusconi quantifica in 20mila euro al mese. Non sono dello stesso avviso i magistrati che credono che quella cifra servisse per convincere Tarantini a patteggiare sulla storia della D’Addario. In questa storia entra anche Valter Lavitola che secondo gli inquirenti spaventava Berlusconi facendogli credere di essere a conoscenza dei pericoli che correva per spillargli quattrini.

ancora manifestato l’intenzione di arrestare Lavitola. Allora è più grave la testimonianza della segretaria Marinella, pure questa pubblicata ieri sul web.

5 Che cosa dice? «…Lavitola parlava per telefono di foto in modo sibillino. Allora presi tempo e riferii della conversazione al presidente Berlusconi. Il presidente capì subito e mi disse di prelevare 10 mila euro dalla sua cassa privata (una piccola cassaforte dove custodisce il contante) e di suddividere la somma in due buste da 5 mila euro. Mi disse che si trattava di somme destinate a Tarantini e sua moglie. Il presidente mi disse che si trattava di un prestito». Questo sì sembra il comportamento di un ricattato piuttosto che quello di un benefattore.

I MANIFESTI PER LE VIE DI AMSTERDAM

Il premier testimonial per caso di una scuola di yoga olandese Il volto di Berlusconi lungo le vie di Amsterdam. Non si tratta di propaganda politica, anzi... Il nostro presidente del consiglio è diventato infatti involontario testimonial di un centro yoga olandese, la Lotte Yoga School (tutto visibile anche sul sito www.lotteyogaschool.nl). Una campagna pubblicitaria azzardata, che coinvolge anche altri esponenti politici come Mahmoud Ahmadinejad, Hu Jintao e Geert Wilders. Ognuno viene preso di mira per qualche particolare caratteristica e sul manifesto a sfondo rosso (oltretutto!) con l’immagine del primo ministro italiano in

un’avventata posizione yoga si legge: «Yoga per un maggior autocontrollo» o anche «Yoga per anime inquiete», come evidentemente deve apparire Berlusconi agli occhi degli stranieri.


GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

ALTRI MONDI

CLAN DEI CASALESI

Boss arrestato con carabiniere-autista Sono stati arrestati ieri dalla squadra mobile di Caserta e dai carabinieri di Napoli il pregiudicato Gaetano Cerci (nella foto),

La manovra è legge E fuori dall’aula sono botte da orbi Scontri Cobas-polizia nella piazza di Montecitorio Confindustria boccia il provvedimento: «Solo tasse» STEFANIA ANGELINI

Il voto sulla manovra economica non ha prodotto nessun colpo di scena. Il fuoriprogramma, però, è arrivato lo stesso: ieri sera, mentre alla Camera il provvedimento anti-crisi veniva votato in via definitiva (ha ottenuto la fiducia con 316 sì e 302 no), nel piazzale davanti Montecitorio sono scoppiate le proteste. Dopo il lancio di petardi e bombe carta da parte dei manifestanti — un gruppo di rappresentanti dei Cobas-Rsu — poliziotti e carabinieri con casco e tenuta anti-sommossa hanno lanciato cariche di alleggerimento per disperdere la folla e spingerla verso piazza Capranica. Già nel pomeriggio c’erano state le prime avvisaglie, quando l’ex ministro delle Politiche europee Andrea Ronchi (già Pdl, poi Fli e ora in area maggioranza) è stato vittima di insulti e il destinatario di un gavettone d’acqua. Via libera Così, la manovra da 53,3 miliardi diventerà legge, dopo la firma del presidente della Repubblica Napolitano: il via libera definitivo di ieri chiude il percorso parlamentare del decreto approvato dal governo a ridosso di Ferragosto per fronteggiare le tensioni sui mercati finanziari. Ma il via libera alla manovra non è stato liscio come previsto. A Montecitorio si sono verificati attimi di tensione con la contestazione anti-Lega dalle tribune del pubblico. Mentre interveniva il capogruppo del Carroccio, Marco Reguzzoni, tre uomini hanno srotolato un grande lenzuolo bianco con la scritta, su tre righe «Basta Lega, basta Roma, basta tasse». Ma a mettere sul serio i ba-

esponente di rilievo del clan dei Casalesi, e il brigadiere dell’Arma dei Carabinieri Nicola Zanfardino, suo autista e uomo di fiducia. Oltre a loto, sono stati tratti in arresto il parcheggiatore abusivo Renato Bifolc e la compagna venticinquenne di Zanfardino, Assunta Loreto, ai

LA GERMANIA SI OPPONE

Barroso rilancia l’idea eurobond E le Borse europee chiudono in salita Giornata positiva per le Borse europee con Francoforte maglia rosa (+3,36%). Bene Piazza Affari (+2,69%), Londra (+1,02%), Madrid (+2,7%) e Parigi che ha chiuso con un +1,87 nonostante la bocciatura sentenziata dall’agenzia di rating Moody’s sul debito di due colossi bancari francesi come Crédit Agricole e Société Générale, che sarebbero troppo esposti nell’economia greca, paese a rischio default. Si allenta anche il differenziale Btp Bund tornato sotto quota 380 (349). A spingere i mercati europei l’aspettativa generalizzata sulla conference call per parlare della crisi greca avvenuta ieri sera tra la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Nicolas Sarkozy e il primo ministro greco George Papandreu. A rincuorare i mercati erano arrivate anche le parole di Josè Manuel Barroso (nella foto Ap), presidente della Commissione Ue, che a Strasburgo davanti al Parlamento europeo è tornato a caldeggiare la creazione di obbligazioni continentali, i cosiddetti eurobond, per garantire la solvibilità dei paesi periferici dell’area euro: «Confermo che la commissione presenterà presto delle opzioni per l’introduzione di eurobond». Puntuale è giunta la replica del ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle che ha ribadito l’opposizione tedesca al progetto. d.rom. © RIPRODUZIONE RISERVATA

In alto, gli scontri tra la polizia e i manifestanti davanti a Montecitorio, a Roma. Sotto, un cuore di vitello lanciato durante la protesta ANSA

Alla Camera 316 sì Adesso la firma di Napolitano che avverte: «Bisogna consolidare l’euro» stoni fra le ruote alle misure per il risanamento dei conti italiani, ieri è arrivato l’alt di Confindustria. «Questa manovra non è come l’avremmo voluta noi: è tutta tasse», ha tuonato la leader degli industriali, Em-

ma Marcegaglia. Che ha anche aggiunto: «Non è accettabile che un Paese come l’Italia sia meno credibile della Spagna, ma dai mercati veniamo percepiti così». In mattinata il premier Berlusconi era stato in visita da Napolitano, per un confronto sulla manovra e sui ripetuti attacchi ai Btp. E proprio riferendosi alla crisi finanziaria, il Quirinale ha voluto lanciare un messaggio chiaro: «Il consolidamento dell’euro è una priorità essenziale».

Josè Manuel Barroso, 55 anni AP

LA PRECISAZIONE

Emergency: «Azzarà sta bene»

Cambia il diritto degli esecutori, non il copyright

DAVIDE ROMANI

Francesco Azzarà sta bene. Lo ha rivelato Cecilia Strada, presidente di Emergency, che una settimana fa ha avuto un contatto telefonico con lui. Il dialogo è avvenuto a un mese dal rapimento dell’operatore umanitario a Nyala, regione sudanese del Darfur. «Sta bene, per quanto possibile nel-

Francesco Azzarà, 34 anni, è stato rapito il 14 agosto ANSA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

indagini su traffico illecito di rifiuti e risultano anche contatti con la Loggia P2 di Licio Gelli. Il carabiniere era sotto indagini da parte dei suoi colleghi da circa un anno. Da Napoli era stato infatti trasferito d’ufficio a Cagliari e poi a Roma per evitare contatti con gli ambienti investigativi dell’Arma.

A notizie

BENZINA PIÙ CARA

Tascabili Secondo un sondaggio dell’Ifel

Il canone Rai è la tassa più odiata dagli italiani S «Crescerà insieme all’Iva» Non si fermeranno i rincari della benzina. Mentre la Coldiretti lancia ancora un allarme («Un litro di benzina costa più di un litro di latte»), il presidente dell’Unione Petrolifera Pasquale De Vita avverte che con l’aumento dell’Iva previsto dalla manovra «il prezzo della benzina salirà di 1,2-1,3 centesimi al litro. Per l’impatto sui consumi non cambia molto ma su un trend negativo questa misura certo non aiuta»

La risposta non è così scontata, ma se chiedi agli italiani quale sia la tassa più odiata, in moltissimi diranno il canone Rai. Lo rivela un sondaggio dell’Ifel, il centro studio dell’Anci l’associazione dei Comuni, che ha ricevuto questa risposta dal 45,5% delle 8 mila persone intervistate. Il canone stacca tutte le altre imposte italiane: al secondo posto c’è infatti il bollo auto, odiato dal 14,2% del campione. Il 9,1% detesta l’Iva, il 7,5% l’Irpef e solo il 6,4% perde il sonno per colpa dell’Ici.

Pronto nel 2014 a Settebagni

Roma, al via i lavori per il tempio mormone Sarà il primo in Italia

Il plastico del tempio mormone che nascerà a Roma ANSA È stato presentato ieri il progetto del primo tempio mormone d’Italia che sorgerà a Roma, zona Settebagni, nel 2014. I lavori sono già partiti a giugno. La struttura si svilupperà su una superficie di 3.800 metri quadrati e sarà immersa nel verde. I fedeli saranno moltissimi per cui sono previsti ampi parcheggi e altri tre edifici: centro visitatori e biblioteca genealogica; Centro di Paolo e Casa di Riunione; foresteria. «Tutto il complesso sarà libero e aperto - dice il presidente della Chiesa di Roma Massimo De Feo - chiunque potrà venirci a trovare». Nella Capitale i mormoni sono 2200, in Italia 24 mila.

Gli spezzano le gambe per rubare una collana

© RIPRODUZIONE RISERVATA

la situazione in cui si trova». Pronte anche le parole della famiglia con Vincenzo Catalano, cognato di Francesco, che ha dichiarato: «Vogliamo continuare a sperare che la liberazione di Francesco arrivi al più presto». Per quanto riguarda le modalità della possibile liberazione Cecilia Strada ribadisce: «Non abbiamo ricevuto richieste economiche da parte di chi lo tiene in ostaggio anche se questo non esclude che siano giunte ad altri soggetti che non siamo noi». Nel frattempo continua la raccolta di firme per la liberazione dell’operatore umanitario portata avanti dall’organizzazione Italians for Darfour.

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Aggredito pensionato a Genova

SEQUESTRATO DA UN MESE NELLE MANI DEGLI INTEGRALISTI. «NESSUNA RICHIESTA»

Contatto telefonico tra i mediatori dell’associazione e l’operatore rapito nel Darfur

domiciliari. I quattro sono indagati a vario titolo per i reati di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, peculato, rivelazione di segreti d’ufficio, accesso abusivo ad un sistema informatico, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. Cerci risulta coinvolto poi in

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Rispetto all’articolo pubblicato il 13 settembre dal titolo «Diritti d’autore, Musica protetta per 70 anni» è necessaria una precisazione. Con la nuova normativa della Commissione Europea la registrazione dell’originale del brano di Domenico Modugno «Nel blu dipinto di blu», i cui diritti erano scaduti nel 2008, torna ad essere tutelata fino al 2028 mentre il diritto d’autore (copyright) dell’opera di Domenico Modugno/Franco Migliacci (quest’ultimo peraltro tuttora vivente) era ed è tutelata fino alla scadenza dei settant’anni dalla morte dell’ultimo autore.

Tutto per una collanina. Un pensionato di 68 anni è stato aggredito da due giovani marocchini, rintracciati grazie alle immagini di alcune telecamere di sicurezza e tratti in arresto ieri dalla squadra mobile di Genova, che per riuscire nella rapina del gioiello gli hanno spezzato a calci le gambe. È successo in pieno giorno nel centro della città nell’androne di un palazzo di piazza Portello e l’uomo, che dovrà restare 40 giorni in ospedale, potrebbe riportare danni permanenti.

Dati Audipress del primo semestre

La Gazzetta si conferma giornale più letto d’Italia La Gazzetta dello Sport si conferma il giornale più letto d’Italia con 4.051.000 lettori medi giornalieri (e con il sito gazzetta.it a quota 575.000 visitatori medi al giorno). Seguono La Repubblica con 3.276.000 lettori e il Corriere della Sera in crescita (218 mila lettori in più) a quota 3.274.000. È quanto emerge dai dati Audipress 2011 sui lettori medi dei quotidiani, in base alle rilevazioni del primo ciclo 2011 (10 gennaio 27 marzo) e del secondo ciclo 2011 (4 aprile 10 luglio), realizzate intervistando 32.834 persone. Nel complesso i lettori in Italia crescono dell’1,8% arrivando a quota 24.211.000 (+430 mila). Capitolo a parte quello della free press. In testa resta Leggo con 2.004.000 lettori (+5,8%), seguito da City con 1.786.000, Metro con 1.609.000 e Dnews con 323.000 lettori.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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ALTRI MONDI A MILANO APERTA LA MOSTRA SU OTTANT’ANNI DI EMANCIPAZIONE FEMMINILE ATTRAVERSO LE PAGINE DELLE RIVISTE RCS

«Lei e le altre», la donna vista dai giornali Quattro sezioni, migliaia di immagini esposte alla Permanente fino al 15 ottobre GABRIELLA MANCINI MILANO

Ava Gardner in un ristorante italiano, Jacqueline Kennedy con i bambini per mano, Brigitte Bardot a Saint Tropez con stivali e mascherina leopardata. Migliaia di immagini ripercorrono ottant’anni di moda, costume e società attraverso le riviste femminili di Rcs alla mostra Lei e le altre che si terrà fino al 15 ottobre al palazzo della Permanente a

DANIELA UVA MILANO

«Avere Belen in trasmissione? È come avere Pato in squadra. E chi sa di calcio mi può capire». Una presentazione, quella del fondatore di ColoradoFilm Maurizio Totti, che la dice lunga sull’inarrestabile successo della modella argentina. Cinema, passerelle, televisione, Sanremo. E adesso il debutto nell’arena della comicità di Italia Uno: Colorado Cafè. Lo show, che riparte domani in prima serata, si presenta con tante novità. Prima fra tutte i conduttori: Paolo Ruffini e Belen Rodriguez,

«

Milano (ingresso libero). Lei è stato uno dei primi periodici Rizzoli, copertina in bianco e nero e sottotitolo «Rivista di vita femminile». Da qui è partita la curatrice Maria Luisa Frisa, che con la divisione femminili di Rcs in collaborazione con Fondazione Rizzoli Corriere della Sera e il patrocinio del comune di Milano ha avuto l’audacia e la pazienza di riunire un materiale vastissimo.

ties, la mostra si divide in queste sezioni, raccolte anche nel libro edito da Marsilio, Non solo riviste femminili. Non mancano L’Europeo, che andava sempre oltre i fatti, Max, l’immagine che l’uomo ha sulla donna, e PlayBoy, che fu diretto anche da Oreste Del Buono mentre Rosanna Armani, sorella di Giorgio, era la foto editor. «Segno che anche i giornali popolari — spie-

Nelle foto, da sinistra, il catalogo della mostra «Lei e le altre» (Marsilio) e due immagini tratte dalle riviste Rcs

Moda e design Copertine dei va-

ri periodici, da Amica ad Annabella, da Sogno a Cine Illustrato, da Oggi a Novella 2000, articoli, foto, amarcord, e una riflessione: gli argomenti sono sempre gli stessi, ma il linguaggio e il modo di porli rappresentano lo specchio del Paese. Moda, casa e design, problemi femminili e attualità e celebri-

Belen: «Prima vi faccio ridere Poi mi sposo» La showgirl da domani guida Colorado su Italia 1: «Punto tutto sulla simpatia»

I programmi istituzionali mi annoiano un po’: a me piacerebbe anche cantare... BELEN RODRIGUEZ SULLA TELEVISIONE

appunto. Che prende il posto di Rossella Brescia. «È una ballerina straordinaria — dice Belen —. Sarà un compito duro superarla». Lei, che ha calcato il palco del Festival più famoso d’Italia, ammette di sentirsi molto più a suo agio in un programma giovane e dinamico. «Non dovrei dirlo, ma le trasmissioni istituzionali mi annoiano un po’. So che bellezza molto spesso non fa rima con comicità. Ma il mio obiettivo non è far ridere. È essere simpatica. Per questo mi sono

ga Maria Luisa Frisa — hanno sempre avuto una certa struttura, non dimentichiamo che i periodici femminili, mai bacchettoni, hanno portato avanti le campagne sul divorzio e sull’aborto. Seguono il costume, ma anche l’informazione». Presenti anche Piergaetano Marchetti e Antonello Perricone, presidente e a. d. di Rcs, e Raimondo Zanaboni, a.d. di Rcs Pubblicità.

Belen Rodriguez, 26 anni e Paolo Ruffini, 32, insieme conducono «Colorado», su Italia 1. Alla presentazione del programma la showgirl ha sfoggiato il nuovo look con la frangetta NEWPRESS

messa in gioco — prosegue —. E non è detto che puntata dopo puntata non trovi spazio per cantare». Così, anche i progetti di accasarsi con il fidanzato, Fabrizio Corona, sono da rimandare: «Mi piacerebbe tantissimo sposarmi e me lo chiedono sempre. Ma tempo al tempo: il momento arriverà». Si ricomincia Entusiasta dell’av-

ventura è anche Ruffini, comico, attore e produttore amatissimo dai giovani: «Il mio sogno è sempre stato quello di fare da spalla ai comici. Credo che sia un privilegio. Un po’ come alzare la palla in attesa che il compagno la schiacci». Con questo mix vincente Colorado, arrivato all’undicesima edizione, si conferma come trasmissione di punta di Italia Uno. Cominciato come un esperimento, lo show comico è riuscito a conquistarsi un posto da protagonista nella rete che Mediaset dedica al pubblico più giovane. «Con Le Iene, Colorado Cafè è ormai il nostro biglietto da visita», conferma il direttore Luca Tiraboschi. Altra novità è il debutto dell’attrice Chiara Francini, che affiancherà «Digei» Angelo. E di altri venti nuovi comici. Molte anche le conferme, come quelle di Marco Bazzoni (in arte Baz), I Fichi d’India e I Turbolenti. E i ritorni, come quello di Pino e gli Anticorpi, che dopo due anni di assenza dalla televisione, si riaffacciano sul palco di Colorado per divertire il pubblico con gli sketch di Pino e la lavatrice e con il tormentone «Tu dimmi quello che devo fare e io lo faccio...». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

A

GALAN TAGLIA

S Colpito il Roma Film Festival Il ministro dei Beni Culturali Galan è intenzionato a togliere il contributo del governo (270mila euro) al Festival Internazionale del Film di Roma. La scelta ha scatenato la polemica sulla rassegna, giunta alla 6a edizione, che prenderà il via il 27 ottobre. Polemiche che non sono nuove: Galan, dopo il suo insediamento al ministero, aveva dichiarato che due festival del Cinema in Italia sono troppi e che basta quello di Venezia

NUDO/1 TALENT SHOW

«X Factor» è hot: Robbie Williams senza veli ai cast Come tutte le star la sua parola d’ordine è stupire. E quando non ci riesce con la musica Robbie Williams trova il modo di farlo in altra maniera. Si è presentato nudo alle ultime selezioni di «X Factor Uk». È successo a Los Angeles con Robbie, chiamato come «coach guest» per selezionare quattro degli otto ultimi aspiranti concorrenti nella categoria «ragazzi», che ha sorpreso anche Gary Barlow, giudice e compagno di band con i Take That, nel quale è rientrato per il «Promise live tour». La trovata, come rivela il «Sun», è stata della moglie 32enne Ayda. Sarà possibile vedere la star 37enne senza veli fra due settimane durante l’ottava edizione del talent show in onda su Itv1.

NUDO/2 PER LA PETA

Canalis spogliata per gli animalisti Ecco il manifesto

«Meglio nuda che in pelliccia», ripete convinta Elisabetta Canalis di fronte ai flash di Beverly Hills. L’ex velina, diventata famosa anche negli States dopo la storia con George Clooney, si è infatti spogliata per la campagna della Peta, l’associazione che difende i diritti degli animali. «Con la nudità si ottengono sempre reazioni importanti, è necessario mantenere viva l’attenzione della gente sulla brutalità di certe pratiche. Questi animali sono fulminati, scuoiati vivi, annegati e bastonati solo per il gusto della moda». Alla presentazione della campagna, Elisabetta è stata raggiunta dal compagno di ballo Val Chmerkovskiy con cui si sta preparando per il «Ballando con le stelle» americano che partirà il 19 settembre.


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GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

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L’ULTIMA Oroscopo

21/3 - 20/4

21/4 - 20/5

21/5 - 21/6

22/6 - 22/7

23/7 - 23/8

24/8 - 22/9

Ariete 7

Toro 6

Gemelli 7+

Cancro 5,5

Leone 8

Vergine 7

Recuperare nel lavoro e mettervi in evidenza sarà facile. Viaggi e sport, poi, vi resettano e l’amor vi dolcifica. C’è desolazione suina, però.

Un impegno salta. O magari dovrete vedere gente e posti che vi esalteranno come il vaiolo. Ma tutto va bene, anche suinamente, tranqui.

Il cielo si schiarisce. Così gli amici v’aiutano, il lavoro d’équipe rende, il sudombelico è per le larghe intese. E prende (tanti) accordi.

La Luna solleva equivoci e moltiplica gli obblighi. Siate chiari e datevi un metodo. Fornicazione sfigaterrima: meglio neanche cominciare.

Ora che Mercurio transita nel vostro segno, lavoro, affari e vita sociale evolvono nel modo desiderato. O quasi. Sudombelico deferente.

23/9 - 22/10

23/10 - 22/11

23/11 - 21/12

22/12 - 20/1

21/1 - 19/2

IL MIGLIORE La fortuna diventa XXL. Così, tutto brilla e vi appaga: dalle condizioni di forma all’amore, dallo charme al lavoro. Sudombelico muy irresistibile.

Bilancia 5,5

Scorpione 5,5

Sagittario 7,5

Capricorno 5,5

Acquario 7

Nulla vi va bene, tutti vi gonfiano gli zebedei. Siate più obiettivi e producete con metodo, senza malumori dannosi pure all’attività suina.

Marò che giornata tesa. Non fate però gli sfigati, ché poi la sfiga arriva davvero. Il lavoro è difficile, la voglia di disossare il capo cresce.

La Luna vi fa spiccare, spaccare, ottener soddisfazione, specie nel lavoro. Il vostro fascino cresce, la fornicazione vi brododigiuggiola.

Giornata tesa. A tutto campo. Ricordate che l’impulso vi danneggerà: star calmi sarà d’obbligo, specie per il vostro bene (anche suino).

La Luna vi lancia palle vincenti. E voi le giocate in modo utile. Il lavoro si espande, la serenità aumenta, voi siete leccati e fornicati: uau!

LE PAGELLE

A CURA DI

ANTONIO CAPITANI

Pesci 7-

[NERO]DANILO GALLINARI

Danilo Gallinari è nato a Sant’Angelo Lodigliano l’8 agosto 1988. In Nba dal 2008, dopo i New York Knicks è passato ai Denver Nuggets

RAITRE

CANALE 5

RETE 4

LA 7

CARTONI ANIMATI NINÌ URBAN LEGENDS COOLER FACTS PARADISE LOST SPOSE EXTRALARGE STUDIO APERTO CARTONI ANIMATI TELEFILM CARTONI ANIMATI STUDIO APERTO MR BEAN C.S.I. MIAMI UDINESE - RENNES Sport 23.00 UEFA EUROPA LEAGUE SPECIALE 23.50 L' ALLENATORE NEL PALLONE 1.55 POKER1MANIA

6.30 10.50 11.30 12.00 12.20 13.00 13.50 15.10 16.50 18.55 19.35 20.30

TELEFILM FORNELLI D'ITALIA TG4 LE VIE D'ITALIA DETECTIVE IN CORSIA LA SIGNORA IN GIALLO FORUM TELEFILM NESSUNA PIETÀ PER... TG4 TEMPESTA D'AMORE WALKER TEXAS RANGER 21.10 BLOG - LA VERSIONE DI BANFI Attualità 23.30 MOLL FLANDERS 2.00 TG4 NIGHT NEWS 2.25 MONDO CANE N. 2 4.25 LOUIS DE FUNES E IL NONNO SURGELATO

7.00 OMNIBUS - TG LA7 9.45 COFFEE BREAK 10.30 CHIAMATA D’EMERGENZA 11.35 RELIC HUNTER 12.30 CUOCHI E FIAMME 13.30 TG LA7 13.55 L’AMMUTINAMENTO 16.35 LA7 DOC 17.30 L’ISPETTORE BARNABY 19.30 G’ DAY 20.00 TG LA7 - OTTO E MEZZO 21.10 PIAZZAPULITA Attualità 23.45 TG LA7 23.55 QUANDO ERAVAMO RE 2.05 MOVIE FLASH 2.10 OTTO E MEZZO

RAIDUE

8.00 TG 1 11.05 OCCHIO ALLA SPESA 12.00 LA PROVA DEL CUOCO 13.30 TELEGIORNALE 14.10 VERDETTO FINALE 15.15 LA VITA IN DIRETTA 17.00 TG 1 17.10 CHE TEMPO FA 18.50 L' EREDITÀ 20.00 TELEGIORNALE 20.30 SOLITI IGNOTI 21.10 DON MATTEO 8 Fiction 23.30 MISS ITALIA 2011 IL REPORTAGE 0.05 SACRIFICI DEL CUORE 1.10 TG 1 - NOTTE

7.00 11.25 13.00 14.00 16.15 17.00 18.15 18.45 19.30

Film sul Digitale Terrestre

Lo Sport in chiaro, sul satellite e sul digitale terrestre

PREMIUM

IN DIRETTA

13.15 TANK GIRL STEEL 17.10 9 PREMIUM CINEMA 18.40 L' UOMO NELL'OMBRA PREMIUM CINEMA 21.15 U-571 STEEL 21.15 LA MOGLIE DELL'ASTRONAUTA PREMIUM CINEMA 23.10 THE RESIDENT PREMIUM CINEMA 0.50 POWDER UN INCONTRO STRAORDINARIO PREMIUM CINEMA 2.35 L'ASSEDIO PREMIUM CINEMA 4.15 MURDER AT 1600 DELITTO ALLA CASA... PREMIUM CINEMA

CALCIO

20.30 21.05 23.25 23.40 0.40 1.00

19.00 LAZIO VASLUI

8.00 9.00 10.40 12.00 12.45 13.10 14.00 15.15 16.00 19.00 20.15 20.35 21.05 22.55 23.00 23.35 0.45

Europa League MP Calcio 1

21.00 UDINESE RENNES

Europa League MP Calcio 1

BASEBALL 1.00

TEXAS RANGERS CLEVELAND INDIANS MLB ESPN America

1.16 5.15

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Europeo. Quarti di finale. Da Kaunas, Lituania Rai Sport 2

SKY SPORT 1

MISSISSIPI STATE LSU TIGERS NCAA Sky Sport 2

Europeo. Quarti di finale. Da Kaunas, Lituania Rai Sport 2

22.00 BMW CHAMPIONSHIP

Da San Paolo, Brasile Eurosport 2

RUGBY 9.30

21.00 SNOOKER

EQUITAZIONE

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14.00 EUROPEO

16.00 ITALIA - FINLANDIA

Da Madrid, Spagna Eurosport

Quarti di finale. Da Vienna, Austria Rai Sport 1

16.00 EUROPEO Da Madrid, Spagna Eurosport

19.00 SERBIA - FRANCIA Quarti di finale. Da Vienna, Austria Rai Sport 1

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FIRENZE

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RUSSIA - STATI UNITI Coppa del Mondo. Dalla Nuova Zelanda Sky Sport 2 e Sky Mondiale

Da San Paolo, Brasile Eurosport

Coppa sudamericana

Trento Aosta 16 26

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Milano

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Perugia

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MILANO

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Il sole oggi MILANO

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TRIESTE

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VENEZIA

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22.00 Virgin Motel

Baltimore Grand Prix

18.00 CALCIO: INTER - TRABZONSPOR Champions League

20.45 GOLF: THE KLM OPEN PGA European Tour

SKY SPORT 3 CALCIO: MANCHESTER CITY NAPOLI

EUROSPORT Tra gli ospiti Aerosmith, Green Day (nella foto), Bob Dylan, Clash, Cold play, Queen, Rolling Stones

13.00 AUTOMOBILISMO: SPEEDWAY

Champions League

GP in Gothenburg, Italia

Domani

Dopodomani

Prevalenza del sole, salvo locali riduzioni della visibilità in alcune zone pianeggianti e vallive nelle ore più fredde e temporanei annuvolamenti sparsi ma con bassa probabilità di precipitazioni. Temperature senza variazioni di rilievo.

Al Sud e al Centro cielo sereno eccetto locale e breve variabilità. Al Nord sole al mattino, salvo qualche foschia o nebbia all'alba, mentre dal pomeriggio probabilità di precipitazioni in aumento specie sulle Alpi. Temperature stazionarie.

Ancona

Firenze

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PGA European Tour

22.00 AUTOMOBILISMO: INDYCAR

Dario Desi (nella foto) alle prese con le curiosità più divertenti e le indiscrezio ni sulle canzoni e gli artisti

Virgin Radio

16.00 CALCIO: BENFICA MANCHESTER UTD Champions League

16.15 GOLF: THE KLM OPEN

9.00

Champions League

15.00 Rmc in the Music

20 32

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L'AQUILA

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Coppa del Mondo. Dalla Nuova Zelanda

14.00 CALCIO: MANCHESTER CITY NAPOLI

Rmc

Bologna Genova

GENOVA

PALERMO

14.00 RUGBY: RUSSIA - STATI UNITI

Champions League

Le hit e i gadget di Radio 105, notizie di attualità e costume con Alvin (nella foto) e Dj Giuseppe

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Molto forti

Calmi

Coppa del Mondo. Dalla Nuova Zelanda

12.00 CALCIO: VILLARREAL BAYERN MONACO

16.00 Music & Cars

21 29

Coperto

Temporali

RUGBY: IRLANDA - STATI UNITI

Altra giornata soleggiata, eccetto locali foschie o nebbie al primo mattino e alcuni annuvolamenti, con possibilità di qualche breve pioggia nelle ore pomeridiane. Temperature superiori ai valori tipici del periodo in gran parte del Paese. Trieste

Forti

MARI

7.15

Oggi

Rovesci

Pioggia

SKY SPORT 2

Champions League

15.00 CALCIO: FAN CLUB MILAN 15.30 CALCIO: FAN CLUB ROMA 16.00 CALCIO: FAN CLUB INTER 16.30 CALCIO: FAN CLUB LAZIO 17.00 CALCIO: FAN CLUB NAPOLI 17.30 CALCIO: FAN CLUB JUVENTUS 21.00 CALCIO: UNIVERSITARIO ANZOATEGUI

Da Lemont, Stati Uniti Rai Sport 2

19.00 SNOOKER

ALGHERO

Agitati

CALCIO: INTER TRABZONSPOR

9.00

GOLF

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Ieri

Nebbia

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A CURA DI

Nuvolo

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FOOTBALL

GazzaMeteo

Legenda

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17.00 FRANCIA - GRECIA

Europa League Italia 1 e MP Calcio

21.00 ATLETICO MADRID CELTIC

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

TERZO TEMPO

ALPINISMO

GazzaFocus

Walter BONATTI 1930-2011

ilCommento di ANDREA MONTI

La sua sfida ai confini del cielo Non posso dire se sia stato il migliore di tutti i tempi: in uno sport meraviglioso e crudele dove ogni generazione è votata a superare la precedente nella nobile conquista dell'inutile, le classifiche sono una parete impossibile, un diedro che si perde nel vuoto. Ma certo Walter Bonatti è stato per l'alpinismo e l'esplorazione ciò che Pelé e Maradona sono nell' immaginario calcistico: il genio inimitabile, lo spartiacque tra quello che c'era prima e tutto ciò che è venuto dopo. Il romanzo di una vita fatta di imprese, viaggi e scoperte resta scolpito in migliaia di pagine e fotografie, oltre che nel granito degli itinerari con cui sublimò l'alpinismo classico aprendogli le vie dell'estremo. Da bambino lo spiavo, come si fa con un marziano, dalla mia finestra a Courmayeur mentre trascorreva le notti su un tetto innevato per temprare il fisico e la mente. Lo ritrovai come maestro di reportage e di montagna negli anni di Epoca. I suoi racconti erano asciutti e per questo più affascinanti: la terribile avventura sul Pilone centrale e la verde savana, i ghiacci del K2 sfidati di notte senza ossigeno e i deserti attraversati in solitudine, Nikon a tracolla. Era già un mito ma usava ogni energia per scendere dal piedistallo su cui la fama mondiale lo aveva issato. Un esercizio che ha proseguito sino alla fine. Negli occhi azzurri, l'intelligenza. Nelle mani nodose, la lealtà. Nel sorriso, la ricerca di passioni semplici e vere. La sua lunga, bellissima storia d'amore con Rosanna Schiaffino è un romanzo nel romanzo. L'affetto di tanti amici e ammiratori, tra cui il grande Reinhold Messner, è la testimonianza di un'esistenza spesa con coraggio e poesia. All'Altissimo, la via con cui nel 1955 conquistò in solitaria il Petit Dru dovette sembrare una sfida così ardita che cinquant'anni dopo la cancellò con una gigantesca frana. Ieri, all'età di 81 anni, Walter Bonatti, alpinista, esploratore e scrittore l'ha raggiunto compiendo la salita estrema che schiude la porta del mistero. Alla vita e alla morte, un uomo assetato di conoscenza non poteva chiedere di più.

1951

1953

Grand Capucin (con Ghigo) gruppo Monte Bianco

Invernali: parete nord della Cima Grande di Lavaredo e la Cima Ovest

ADDIO WALT Dopo una breve malattia Walter Bonatti si è spento ieri notte in una clinica romana. Camera ardente a Villa Gomes di Lecco: sabato è aperta dalle 14 (alle 17 i funerali civili) e domenica dalle 9 alle 14. Dopo la cremazione la salma sarà tumulata a Porto Venere, in Liguria. SANDRO FILIPPINI

Le tre vite del signore delle cime

E’ stato il più forte alpinista negli anni ’50-60 Poi da fotoreporter ha fatto scoprire i Paesi più lontani agli italiani. Negli ultimi 30 anni ha vissuto defilato con la bellissima Rossana Podestà

E’ caduta una roccia. Questo era Walter Bonatti. Una roccia, come le tante sulle quali s’era arrampicato con uno stile talmente puro da essere e restare inimitabile. Ciò significa anche che aveva le sue asperità, i lati taglienti. Ma a chi aveva la pazienza e la curiosità di conoscerlo davvero, offriva il suo versante più profondo e dolce: un invito a guardare panorami vasti sul mondo e ancor più vasti sull’uomo. L’introspezione è stata la bussola delle sue scalate e delle sue esplorazioni. Ingiustizia E’ caduta una roccia ed è un’ingiustizia che la sorte abbia portato a un finale di sgretolamento e non a un crollo improvviso, come quello del «suo» Petit Dru. La parete di quella che è stata probabilmente la sua più grande impresa alpinistica non c’è più. Il Pilastro Bonatti è crollato in una sorta di omaggio definitivo all’eccezionalità di quell’ascensione. La malattia in questi mesi ha infierito togliendo a Walter quella leggendaria forza, che ti travolgeva già dalla stretta di mani. Mani con cui ha continuato a lavorare la terra anche dopo gli 80 anni. Mani con cui aveva scalato ai quattro angoli del Mondo, rispettando il proprio codice: ignorare l’evoluzione tecnologica per potersi confrontare ad armi pari con il passato dell’alpinismo. Mani con le quali ha composto, su una macchina da scrivere talmente vecchia da rendere introvabili i nastri dell’inchiostro, i suoi libri, bellissimi. E poi, sulle pagine di una grande rivista, Epoca, i reportage d’avventura della sua seconda vita. Quella nuova vita che lui descriveva come «a 360 gradi»: il Mondo intero, purché selvaggio e ancora sconosciuto, dopo quella in verticale che aveva lasciato nel 1965, nel pieno delle forze. Allora, avrebbe potuto vivere di rendita sulla fama di più grande alpinista del momento. No: chiusura secca dopo l’incredibile nuova via in solitario e in invernale sulla Nord del Cervino. E il coraggio di rimettersi in

gioco, scegliendosi i viaggi per le avventure più estreme, a vivere i sogni fatti nell’infanzia sui libri di London, Salgàri, Steinbeck, Melville. Solitario Viaggi in solitario, «perché con me stesso sono sempre andato d’accordo». Il che non significa che non fosse capace di stare con gli altri: aveva fatto cordata vincente con gente come Oggioni o Mauri, a esempio. E per gli altri aveva sempre saputo sacrificarsi. Come, solo per fare due esempi, nella tragedia del Freney del 1961, da cui seppe uscire portando alla salvezza anche colui che sarebbe divenuto il suo fratello francese, Pierre Ma-

RICORDI

IL CASO BONATTI PORTO’ L’OSSIGENO A COMPAGNONI E LACEDELLI: DORMI’ ALL’ADDIACCIO A 8000 METRI, IL CAPOSPEDIZIONE DESIO NON RACCONTO’ LA VERITA’

Eroe sul K2: è stato riabilitato 54 anni dopo L’impresa del 1954 e le polemiche Aveva ragione lui Al K2, la seconda montagna più alta della Terra, forse la più difficile da salire, Walter Bonatti è «il bocia», il più giovane. Nel 1954, ha solo 24 anni e va a tentare un Ottomila inviolato, dove anche gli statu-

nitensi hanno fallito, in un’epoca in cui soltanto le spedizioni nazionali offrono questa opportunità. Il che vuol dire che sono pochi gli alpinisti che hanno questo onore. Ma Ardito Desio lo ha dovuto inserire in spedizione perché Walter se la cava già da esperto sia sulla roccia sia sul ghiaccio. Impresa E Bonatti compie l’im-

presa decisiva: rinunciando a

ogni speranza di poter poi puntare alla vetta perché quel sacrificio fisico sarà irrecuperabile, dal campo VIII scende al VII a prendere le bombole dell’ossigeno (due basti, più di 20 chili l’uno) che insieme all’hunza Mahdi e a Erich Abram porta fino a quota 8.000. Qui al tramonto Abram lascia i due compagni, che salgono ancora, sotto il pericolosissimo grande seracco, in cerca di Achille Com-

pagnoni e Lino Lacedelli, che nei piani devono aver piantato una tendina, da cui partire per il tentativo finale il giorno dopo. La tendina non è nel posto concordato. Aiuto Bonatti e Mahdi, dopo

un inutile contatto vocale («Tornate giù», impossibile, perché ormai è buio e la parete di ghiaccio troppo verticale e pericolosa e c’è pure una tem-

pesta), non hanno aiuto dai due compagni. Devono così bivaccare all’addiaccio. Incredibilmente sopravvivono. Lasciano le bombole e scendono all’alba. Compagnoni e Lacedelli con quelle bombole arrivano in vetta. E’ un grandissimo successo per l’Italia. Ma la relazione ufficiale non racconta la verità. Poi Compagnoni arriva addirittura ad accusare Bonatti di aver usato l’ossigeno (im-

possibile: non aveva i respiratori). Si va in tribunale. Bonatti vince ma la relazione del Cai viene cambiata solamente dopo la morte di Desio, oltre 50 anni dopo i fatti, nonostante i tanti libri in cui Bonatti ha portato tutte le prove di come sono andati realmente i fatti. E’ lui l’eroe del K2. s.f. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE LETTERE DI ANTONIO DI ROSA SONO RINVIATE


LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

1955

1958

1963

1965

In solitaria: il pilastro sud-ovest del Petit Dru, nel gruppo del Bianco

Prima sul Gasherbrum IV (7929 m) con la spedizione di Cassin

Invernale: nord Grandes Jorasses (con Zappelli) gruppo del Bianco

Via nuova in solitaria invernale sulla nord del Cervino

anche i più piccoli gli lasciavano ferite doloranti.

TER zeaud. O nella famosa prima salita del K2 nel 1954, quando senza di lui Compagnoni e Lacedelli non avrebbero mai avuto l’ossigeno per andare in vetta.

Coerenza Invece di farsi trascinare da furori giovanili, Walter si sacrificò e in cambio ebbe 50 e più anni di amarezze sui quali è inutile ritornare, ora che la storia è stata infine riscritta secondo verità, cioè come per tutti quegli anni lui aveva chiesto. Anzi, come aveva dovuto chiedere. Perché a una qualità del suo carattere non poteva rinunciare: la coerenza. Prima anche dell’onestà, scontata e profonda. Della sincerità, generosa. C’è chi gli ha rimproverato di non aver saputo perdonare chi aveva mentito sulla storia del K2. Costoro non hanno conosciuto Bonatti. Lui per coerenza ha dovuto, quasi contro la sua stessa volontà e con amara fatica, portare avanti la sua lotta: non poteva lasciare dubbi dietro di sé. Non

1

Era una roccia, come quelle su cui si arrampicava con uno stile puro e inimitabile Si sacrificò sempre e, nel caso del K2, in cambio ebbe 50 e più anni di amarezze avrebbe sopportato il minimo errore proprio, a compromettere gli sforzi di tutta una vita di perseverante attenzione. Come avrebbe potuto pensare al perdono di chi aveva gettato ombre sulla sua onestà e sulla sua integrità? Per questo, per obbedire alla sua coerenza era attento a ogni dettaglio. E ci si impuntava, anche se potevano sembrare superflui. E

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perché a volte la vita sembra scritta da un grandissimo regista, lo soccorreva una grande persona. L’amore, l’alter ego, la parte femminile della sua personalità, colei che lo completava e con lui completava se stessa: Rossana Podestà. Un’attrice famosa, bellissima, che aveva rinunciato, se non a tutto, a moltissimo per andare a vivere con lui, l’uomo che, prima ancora di conoscerlo, sentiva come quello della sua vita. Arrivata come un dono quando Walter attraversava il momento più brutto della sua vita: il divorzio e la fine della collaborazione a Epoca. Quei reportage, con magnifiche fotografie, invidiati dal National Geographic e che avevano fatto conoscere la natura selvaggia agli italiani prima dell’invasione televisiva. Mondadori, grande editore, gli aveva dato carta bianca. Poi arrivò una direttrice che voleva metterci il becco senza capirci alcunché. La coerenza impose a Bonatti di licenziarsi, anche se quella era la sua unica fonte di guadagni e non c’erano state nella sua vita le grandi sponsorizzazioni di oggi a garantire un futuro. E neanche quelle piccole. Basta andare al museo di Castel Firmiano, dove è esposto il sacco da bivacco usato per almeno 15 anni. Liso. Rammendato addirittura. Da brividi pensare alle notti che lì dentro passò appeso alle pareti più ardue, anche in pieno inverno. Da brividi e non per il freddo. Rossana Un altro secco addio.

4

5

1 Verso il K2, intorno a quota 7000 2 Sul vulcano Krakatoa, dopo aver chiuso la carriera alpinistica Bonatti è stato autore di reportage fotogiornalistici (per molti anni ha collaborato con il settimanale Epoca) 3 Al campo base del Gasherbrum IV con Riccardo Cassin e Carlo Mauri 4 Di ritorno da una scalata 5 Bonatti con l’attrice Rossana Podestà, dal 1980 sua compagna

S.p.A.

VICEDIRETTORE VICARIO Gianni Valenti gvalenti@gazzetta.it VICEDIRETTORI Franco Arturi farturi@gazzetta.it Stefano Cazzetta scazzetta@gazzetta.it Ruggiero Palombo rpalombo@gazzetta.it Umberto Zapelloni uzapelloni@gazzetta.it SEGRETARIO DI REDAZIONE Daniele Redaelli dredaelli@gazzetta.it Testata di proprietà de "La Gazzetta dello Sport s.r.l." - A. Bonacossa © 2011

Gazzetta.it

l’avventuroso

IL VIDEO DELLA FESTA PER L’80˚ COMPLEANNO

di REINHOLD MESSNER

Amore A curarle, per fortuna e

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DIRETTORE RESPONSABILE ANDREA MONTI andrea.monti@gazzetta.it

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CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE PRESIDENTE Piergaetano Marchetti CONSIGLIERI Giovanni Bazoli, Luca Cordero di Montezemolo, Diego Della Valle, Antonello Perricone, Giampiero Pesenti e Marco Tronchetti Provera DIRETTORE GENERALE SETTORE QUOTIDIANI ITALIA Giulio Lattanzi

Ma poi ci fu quel primo incontro con Rossana, complice un’intervista su una rivista, in cui lei dichiarava che su un’isola deserta ci sarebbe andata solo con Bonatti. Quello dei reportage, perché dell’alpinista che egli era stato nulla sapeva. Ma con lui avrebbe poi girato il Mondo, anche scalando. Ma in silenzio, con pochi amici. La riservatezza e la dignità sono state la cifra di una coppia che avrebbe potuto occupare le pagine delle riviste. E ha invece preferito vivere profondamente la propria storia d’amore. L’amore con Rossana è stata la terza vita di colui che ha portato al massimo l’alpinismo tradizionale, senza grandi mezzi. Solo grande coraggio, preparazione, forza fisica e psicologica. Un maestro. Che avrebbe potuto sconvolgere la storia dell’alpinismo al punto da... cancellare Messner. Nel 1955 Bonatti era pronto a partire per il K2 da solo e ovviamente senza ossigeno. Nessuno credette possibile una tale impresa. Dovette rinunciare anche se poi si rifece col Gasherbrum IV. Messner è convinto che quel tentativo poteva riuscire. Lui fece la prima solitaria di un 8000 nel 1978.

Su Gazzetta.it il videoricordo di Messner e le immagini della festa che a giugno 2010 aveva organizzato per l'80˚ compleanno di Bonatti.

E’ stato il pilastro dell’alpinismo tradizionale Il n. 1 su roccia, ghiaccio e anche in alta quota

la scheda WALTER BONATTI 1930 2011 ALPINISTA E FOTOREPORTER

Nato a Bergamo il 22 giugno 1930. Durante la 2a guerra mondiale, è sfollato in Val Seriana dove scopre la montagna e sul Po. Finita la guerra, con la famiglia si trasferisce a Monza e, lasciata la ginnastica, entra nel gruppo alpinistico dei Pel e Oss (Pelle e ossa).

1954 Dopo la parete Est del Grand Capucin (1951) e la Nord della Cima Ovest di Lavaredo nel 1953, a 24 anni è nella spedizione al K2. L’anno dopo la solitaria di 6 giorni sul Petit Dru.

1961 Esce il primo libro: «Le mie montagne» che sarà ristampato nel 1983. 1965 Il capolavoro con cui chiude la carriera alpinistica: una via nuova, diretta, invernale e solitaria, sulla Nord del Cervino.

LIBRI E REPORTAGE Si dedica a reportage fotogiornalistici di viaggi avventurosi, collaborando con il settimanale Epoca, e alla scrittura di libri di successo, tra cui «K2 Storia di un caso» del 1995 e l’ultimo «Un mondo perduto» nel 2009. Tra i suoi reportage in giro per il mondo, l’Alto Orinoco nel 1967, a Sumatra nel 1968, Capo Horn nel 1970, l’Australia nel 1971, l’Antartide nel 1976.

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Dal K2 al Pilone del Dru le imprese del mio mito

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Reinhold Messner, 67 anni sabato prossimo, con Walter Bonatti

Che grande dolore perdere l’amico, l’uomo, l’alpinista Walter Bonatti. Ma la morte è parte della vita e ho la consapevolezza che se ne è andato dopo un percorso di massima purezza e ci rimane questo cristallo, come il Khailash per Milarepa. Ho conosciuto pochi alpinisti con tanta umanità come Walter. Lui è stato per me un punto di riferimento fin da quando ero bambino. Faticavo con l’italiano ma già leggevo delle sue scalate. A 12 anni ho fatto un compito in classe su di lui e ci facevano scrivere in italiano mentre noi parlavamo tedesco. Chissà quanti errori. Ma era un compito facile per me: sapevo tutto di lui. Walter mi ha dedicato il suo secondo libro, dopo la mia salita del Nanga Parbat. Forse aveva capito quello che volevo fare e che più tardi ho fatto. A lungo non ci siamo frequentati. Lui, non avendo possibilità di incontrarmi, aveva quell’immagine di me che altri dettavano e viceversa. Nel 2004 ci siamo incontrati. C’erano da festeggiare i 50 anni dalla prima salita del K2 e ho scritto la storia di quella montagna. Senza ancora conoscere Walter, ho capito la portata dell’ingiustizia che aveva sofferto, di come l’avevano trattato Compagnoni, Lacedelli, Desio e tanti altri, in quel torrente di invidia di chi sapeva di non poter essere alla sua altezza. Forse anche grazie alla conferenza sul K2 al

FilmFestival di Trento, è nata la necessità per il Cai di rivedere la relazione ufficiale. E un gruppo di storici col professor Zanzi poi seppe dimostrare le incongruenze di quella relazione. La salita, l’atto più importante, alpinistico e addirittura artistico di Walter è stato il Pilone del Dru nel 1955, perché doveva piegare la sofferenza del K2. Lui allora la teneva dentro. Non aveva fatto cenno alle ingiustizie subite. Per disperazione partì e riuscì. Solo più tardi rispose alle provocazioni. Non escludo che la malattia sia stata in qualche modo frutto di quanto ha dovuto sopportare. Ma dal 2004 in poi è assodato che lui è il pilastro dell’alpinismo tradizionale. Spero che i giovani di oggi si orientino su questo pilastro. Anche se l’alpinismo non è più la stessa cosa: è quasi impossibile vivere come lui tutto contemporaneamente e al vertice. Per questo è stato l'ultimo alpinista tradizionale. Noi tutti che abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo, faremo il massimo per ricordare Walter come era e rimarrà: la figura di riferimento dell’alpinismo italiano.

PREZZI D’ABBONAMENTO C/C Postale n. 4267 intestato a: RCS QUOTIDIANI S.p.A. ITALIA 7 numeri 6 numeri 5 numeri Anno: e 299,40 e 258,90 e 209,10 Per i prezzi degli abbonamenti all’estero telefonare all’Ufficio Abbonamenti 02.63798520

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La tiratura di mercoledì 14 settembre è stata di 507.869 copie

Il professor Luigi Zanzi, con Laura, partecipa con profonda commozione al lutto per la morte dell'amico

Walter Bonatti I tuoi "giorni grandi" rimarranno per sempre a memoria umana.- Le tue avventure spirano là in alto nel vento tra le "tue" montagne.- Buona fortuna a te, Walter, nel regno del mistero! - Varese, 14 settembre 2011.

PROMOZIONI

ARRETRATI Richiedeteli al vostro edicolante oppure ad A.S.E. Agenzia Servizi Editoriali - Tel. 02.99049970 - c/c p. n. 36248201. Il costo di un arretrato è pari al doppio del prezzo di copertina per l’Italia; il triplo per l’estero.

PREZZI ALL’ESTERO: Albania e 2,00; Argentina $ 7,10; Austria e 2,00; Belgio e 2,00; Brasile R$ 7,00; Canada CAD 3,50; Cz Czk. 61; Cipro e 2,00; Croazia Hrk 15; Danimarca Kr. 18; Egitto e 2,00; Finlandia e 2,50; Francia e 2,00; Germania e 2,00; Grecia e 2,00; Irlanda e 2,00; Lux e 2,00; Malta e 1,85; Marocco g 2,20; Monaco P. e 2,00; Norvegia Kr. 22; Olanda e 2,00; Polonia Pln. 9,10; Portogallo/Isole e 2,00; Romania e 2,00; SK Slov. e 2,20; Slovenia e 2,00; Spagna/Isole e 2,00; Svezia Sek 25; Svizzera Fr. 3,00; Svizzera Tic. Fr. 3,00; Tunisia TD 3,50; Turchia e 2,00; Ungheria Huf. 550; UK Lg. 1,80; U.S.A. USD 3,50.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011


gazzetta 15-09-2011