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Autunno 2008

Focus TRIMESTRALE - ANNO II - n. 4 - settembre 2008

Nuovo look per il centro

Tecnologia a servizio di tutti

Appuntamenti Stagione Teatrale Thienese Un palcoscenico "prezioso"

Zoom Dove la storia prende forma


Editoriale

Oramai le vacanze sono solo un bellissimo ricordo: giornate più corte, aria più fresca e uffici di nuovo tutti aperti. E anche noi ritorniamo puntuali, dopo una calda estate trascorsa sotto l’ombrellone, a parlare di quel che succede a Thiene, dove l’attività prosegue con sempre maggior entusiasmo e vivacità: numerosi sono i progetti in cantiere e gli appuntamenti da segnare sul calendario. Uno sguardo al Centro Storico che sta piano piano cambiando il proprio volto in seguito al rinnovo della viabilità e del suo arredo urbano. Va avanti a pieno ritmo l’impegno in città nei confronti dei temi legati all’ecologia e al risparmio energetico, verso i quali l’Amministrazione Comunale mostra da sempre particolare interesse. In continua espansione l’aeroporto Ferrarin prevede l’avvio, entro fine anno, dei lavori di costruzione di un nuovo Centro Polifunzionale per dare maggiore spazio a tutte quelle realtà territoriali che operano per la sicurezza del paese. Anche gli appassionati di sport potranno dedicarsi ad una piacevole lettura, scoprendo i recenti successi di alcuni giovani e promettenti campioni thienesi: da un lato l’hockey e dall’altro il pattinaggio artistico con Laura Binotto continuano infatti a portare lustro alla città. Entrando poi nel vivo degli appuntamenti in cartellone il prossimo autunno, sarà d’obbligo fare un salto a teatro per assistere agli spettacoli della nuova Stagione Teatrale in compagnia dell’affascinante Alessandro Preziosi o alle sempre stimolanti produzioni di Nicola Dalla Stella. Parlando di musica grande spazio è stato riservato anche ad altri due esponenti di spicco dell’area thienese: Riccardo Brazzale e la giovane rock band Lost dialogheranno a distanza per farci assaporare le loro passioni. Ma l’autunno si sa, riporta sotto i riflettori anche la tradizionale rievocazione storica del Mercato Franco, di cui quest’anno l’Associazione Thiene 1492 ha voluto darci una visione piuttosto inconsueta… E allora non resta che iniziare a sfogliare le pagine e buona lettura a tutti. Direttore responsabile Paola Meneghini


Autunno 2008 Sommario APPUNTAMENTI

Editoriale In primo piano

FOCUS

8 Nuovo look per il centro

DETTO & FATTO

14 Riciclo, recupero e valorizzazione: l’ecologia protagonista 18 Il “cuore sonoro” di Rozzampia

46 50 52 53 55 65 69

In cammino tra arte e fede Ci ritorni in mente Nel cuore e nell’anima Alberto Radius per TH I fantasmi di pietra Un palcoscenico “prezioso” Una stagione per tutti i gusti

ZOOM

59 Dove la storia prende forma

TERRITORIO

STORIE DI VITA

24 Pronti ad ogni emergenza 28 Eroi del quotidiano 76 Tecnologia a servizio di tutti

70 72 73 74

SPORTIVISSIMO 34 Giovani promesse 37 Laly: un angelo sui pattini

Città senza barriere La semplice bellezza dello stare insieme Stretti per mano Il posto giusto dove Ri…trovarsi

TH YOUNG

80 MySpace lancia i Lost verso il successo

RITRATTI

NEWS a cura delle associazioni di categoria

42 Una vita per la musica

85 ASCOM 88 CNA

Th

Persone, fatti e cultura dal territorio Comune di Thiene Piazza Arturo Ferrarin, 1 36016 Thiene - Vicenza www.comune.thiene.vi.it Registrazione Tribunale di Vicenza n. 1157 - 9 novembre 2007 Direttore responsabile Paola Meneghini Coordinamento editoriale Ufficio Stampa del Comune di Thiene Giovanni Casarotto, Rosella Guglielmi, Valeria Balasso Redazione, impaginazione e grafica Meneghini & Associati srl www.meneghinieassociati.it Fotolito e stampa IGVI srl Industrie Grafiche Vicentine Via Rovereto, 20 36030 Costabissara (VI) Pubblicità Meneghini & Associati srl www.meneghinieassociati.it baretta@meneghinieassociati.it ongaro@meneghinieassociati.it Tel. 0444 578815 - 18 347 2322233

Hanno collaborato Carlo Dal Sasso, Cinzia Di Rosa, Alberto Girardello, Chiara Guiotto, Nicola Luna, Maria Porra, Raffaela Saccardi, Antonio Stefani Fotografie Archivio Comune di Thiene, Luciano Torresendi, Archivio Aeroclub Ferrarin, ASCOM (mandamento di Thiene), CNA (mandamento di Thiene), Archivio Dipartimento Vigili del Fuoco Volontari di Thiene, Archivio Associazione Hockey Thiene, Archivio Multifestival David, Archivio “Guido e i suoi amici”, Archivio “Coro Insieme”, Archivio “Bucaneve”, Archivio “Il Girotondo”, Archivio “Ri…trovarsi”, Archivio Radioamatori, Laura Binotto, Valter e Luca Borgo, Giancarlo Marini, Giuseppe Stella, Morena Brengola e Fabio Diena di Carosello Records (MI), Foto Dalla Pozza, Nicola Dalla Stella, Ditta Mascioni (VA), Pino Ninfa, Pasubio Tecnologia, Cristian Ponza, Alberto Radius, Renderlight, Dino Rosa, Luca Sassi, Studio Brenzoni (VR), Enrico Zanovello Graphic management Anna Donadello Traduzioni Cecilia Razelli


In primo piano

Cari Cittadini, rieccoci a Settembre: inizia la scuola, riparte il lavoro, si rientra con la testa e con il corpo nella quotidianità. Eppure è bello. È questa la vita, fatta di gesti e pensieri abituali. Basta prenderla con un sorriso, pensando che ci siamo, che facciamo parte di questo mondo, magari pieno di problemi, ma anche ricco di soddisfazioni. Dopo il sole e l’entusiasmo dell’estate, ci aspetta ora un’altra stagione. L’autunno porta con sé colori caldi, frutta dolce, la voglia di casa e di famiglia. Il mio augurio, a voi, è quello di saper godere di queste piccole cose e di saper accogliere con grande entusiasmo le prossime occasioni e i prossimi impegni che si presenteranno. Il Sindaco Maria Rita Busetti

Dear citizens, September is upon us once again: school and work are starting again, the mind and body are back to the day to day. And yet that’s just fine. This is what life is; it’s made of everyday thoughts and actions. All we need is to approach it with a smile, knowing that we’re here, that we’re part of a world that, while full of problems, is also a rich source of satisfaction. After the sun and fun of the summer, another season awaits us. Autumn brings warm colours, sweet fruit and the craving for one’s home and family. My wish to you is that you be able to enjoy these small pleasures, while welcoming future events and engagements with great enthusiasm.




Nuovo LOOK per il


Focus

Th

Centro città, come sarà

centro

Già predisposto il progetto che porterà ad un radicale rinnovamento della viabilità, dell’arredo urbano e degli impianti




Corso Garibaldi

Thiene New Look

L

a città cambia, come cambiano i suoi abitanti: si modifica con loro, si potrebbe dire, o almeno questo è quello che ci si aspetta. Una città virtuosa, al giorno d’oggi, è un centro urbano che si adegua al ritmo del cambiamento di chi la abita, ne accoglie i bisogni e le richieste. È questa l’idea che sta alla base della politica che l’Amministrazione del Comune di Thiene sta portando avanti da alcuni anni a questa parte. Idea che automaticamente si traduce in interventi continui e ragionati sul tessuto urbano. L’attenzione che l’Amministrazione Comunale sta prestando a queste tematiche è testimoniata innanzitutto dai numerosi interventi di ripristino, allargamento, modifica e razionalizzazione dei percorsi, non solo dei veicoli a motore, ma anche pedonali e ciclabili, che hanno interessato il territorio in tempi recenti. Un’attenta riorganizzazione della viabilità e del traffico, volta ad una gestione migliore delle strade: è questo il significato profondo dell’aggiornamento al Piano Urbano del Traffico (P.U.T.), avvenuto ad inizio 2008, che ha riconsiderato l’intera rete stradale del Comune e che in questo periodo sta conoscendo le sue prime concrete applicazioni. Attraverso il riconoscimento di varie tipologie di traffico, da quello in transito a quello dei residenti, da quello pesante agli scuolabus, è stato preparato un piano d’azione dettagliato che da una parte ha assegnato percorsi preferenziali per ogni tipologia e dall’altra ha avuto un occhio di riguardo per quelle categorie di trasporto più “deboli” e prevaricate: pedoni e ciclisti. I lavori, alcuni in attesa di essere appaltati, altri già conclusi, vanno dall’istituzione di nuovi sensi unici alla pianificazione di nuove aree verdi e isole ambientali, dalla costruzione di una rete capillare di piste ciclabili, con l’integrazione di quelle già esistenti, fino all’allargamento dei percorsi pedonali.


Focus

Th

A tutto questo si aggiunge un nuovo progetto mirato, deciso negli ultimi mesi, che interesserà il tratto di Corso Garibaldi, che va da Piazza Cesare Battisti fino alla confluenza con Via Trieste, e si potrà sviluppare in futuro fino a Via Roma. Un intervento di riqualificazione complessiva, che mira ancora una volta a privilegiare lo spostamento delle categorie più deboli e a razionalizzare e limitare il traffico di autoveicoli. Il Piano Urbano del Traffico propone un senso unico lungo tutto il Corso, con direzione Sud-Nord, che permetterà di estendere, sia fisicamente che percettivamente, gli spazi laterali destinati ai pedoni e di aumentare la fruibilità delle attività commerciali. La limitazione della carreggiata sarà d’altra parte unita ad una separazione fisica della stessa dal marciapiede, attraverso l’uso di dissuasori mobili comandati elettricamente, che scompariranno in caso di mercato o di manifestazioni. L’arredo urbano già presente in Corso Garibaldi verrà potenziato, valorizzato e riconfigurato: saranno poste nuove fioriere nelle vicinanze degli edifici, senza comunque intralciare il transito pedonale. Un totale rinnovamento degli impianti consentirà un migliore smaltimento delle acque meteoriche, grazie anche ai nuovi punti di raccolta con griglie di ghisa lungo il compluvio centrale; questo andrà a collegarsi, nello snodo con Via Trento, ad una fontana a raso e sormontabile, che verrà proposta nella fase futura dei lavori. All’occorrenza, con la semplice chiusura dell’impianto idraulico, l’area della fontana potrà essere interamente transitabile. L’illuminazione verrà affidata a luci poste in alternanza al di sotto delle grondaie degli edifici, per garantire una resa perfetta, con un limitato impatto visivo durante il giorno.

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The works that will radically restructure the road network, urban furnishings and systems have already begun The city changes, the same way its inhabitants do: it morphs alongside them, one could say, or at least that’s what we expect. Nowadays, a virtuous city is an urban centre that adapts to its population’s pace of change, responding to their needs and desires. This is the philosophy that underpins the policies that the Council Administration of Thiene has been introducing in recent years. A philosophy that instantly translates into constant and well thought-out alterations of the urban fabric. The attention that the Council Administration is paying to these issues is evident, first and foremost, in the numerous clean-up, enlargement, modification and rationalisation measures introduced to target not only roads, but cycling and pedestrian pathways, which have recently become objects of interest on the territory. All this is added to by a project designed in recent months concerning the stretch of Corso Garibaldi that travels from Piazza Cesare Battisti to its junction with Via Trieste, which will be developed in the second run of works up to Via Roma. It’s a matter of comprehensive renewal, which again aims to privilege the movement of the ‘weaker’ categories, limiting motor traffic. The urban furnishings already present on Corso Garibaldi will be developed, improved and re-configured: new flower beds will be situated near buildings, without disrupting pedestrian transit. In addition, a total plant renewal will allow for better disposal of rainwater, thanks also to the new collection points with cast iron grates lining the central valley; this will be connected - at the junction with Via Trento - to a levelled fountain that can be made entirely traversable by closing the hydraulic system.

La nuova illuminazione di Corso Garibaldi

Thiene New Look

A NEW LOOK FOR THE CITY CENTRE


Il Piano Urbano del Traffico propone un senso unico lungo Corso Garibaldi, con estensione degli spazi laterali riservati ai pedoni e alle attivitĂ  commerciali

Allo snodo con Via Trento verrĂ  proposta una fontana a raso e sormontabile

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Riciclo,

recupero e

valorizzazione:

l’ecologia protagonista


Detto & Fatto

Th

Recycling, recovery and optimisation: the protagonist ecology

Is Thiene a virtuous Municipality?

T

hiene è un Comune virtuoso?

Domanda legittima di questi tempi, specie se ci si riferisce ai temi legati all’ecologia, al risparmio energetico e all’ambiente. Nell’epoca del consumismo, dove anche il superfluo sembra diventare necessario per la vita di tutti i giorni, si alzano da più parti grida di allarme circa il futuro del pianeta, cui ciascuno di noi concorre in maniera più o meno consapevole attraverso comportamenti quotidiani. Eppure, per ridurre gli sprechi, dare una mano a preservare l’ambiente e, per inciso, risparmiare anche in termini di costi generali della vita, a volte basterebbe davvero seguire alcune avvertenze di base e adottare dei semplici gesti… Sapete ad esempio che oltre il 30% dell’acqua potabile dei nostri acquedotti va a finire nello sciacquone? mentre l’acqua di cottura della pasta potrebbe essere un ottimo sgrassante per lavare le stoviglie senza un uso esagerato di detersivo? O che l’acqua usata per lavare la frutta e la verdura può essere riutilizzata per innaffiare fiori e piante? Sapete che un giornale impiega 6 settimane a degradarsi, una lattina 100 anni e 1 bottiglia di plastica addirittura 450? E che utilizzando lampadine a basso consumo ed elettrodomestici ad alta efficienza, diffusori idrici adatti, spegnendo i led dei televisori e dei computer potremmo risparmiare tra il 15 e il 20% di energia l’anno? Senza contare le proroghe che anche la Finanziaria 2008 ha approvato, in termini di agevolazioni e detrazioni Irpef per ristrutturazioni edilizie e di incentivi all’applicazione di fonti energetiche rinnovabili.

In current times, the question is a legitimate one, particularly if one is referring to ecology, energy saving and the environment. In this era of consumerism, when even the superfluous appears to be vital, alarm bells regarding the future of our planet - which we more or less consciously compromise through our everyday activities - are beginning to ring. And yet reducing waste, preserving the atmosphere and even saving in terms of the cost of life is sometimes possible just by heeding some general warnings and taking a few simple steps... A quick overview of the “customs” that have become part of our daily routines, their environmental consequences and the hands-on remedies available to us indicates, above all, that these problems must be tackled with effort and far-sightedness. These are well-established concepts in the Council Administration, which thanks to a detailed plan of initiatives and interventions, is promoting the culture of sustainable development, recycling and saving. It is both re-thinking strategies tied to the territory’s growth, the valorisation of its current assets and the requalification of run-down areas; and acting as a guide to its citizens through operations intended to increase public awareness. As of last July, an ecological guide has been distributed to every family in Thiene: a small handbook compiled by the Municipality with the aim of better informing citizens as to the exact destination of their waste and sparking reflection on the environmental impact of their daily choices. Even within the preliminary PAT (Territorial Organisation Plan) document, published in January, the Administration focused - among other things - on the improvement of the environmental system. The document will provide a range of simple suggestions regarding good practice in the home, but will also formalise specifications for cases of construction and restructuring. A regulation on waste reduction, renewables and water saving is also being drafted.

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Una rapida carrellata sugli “usi e costumi” che ormai sono entrati a far parte della nostra routine, sulle conseguenze che essi hanno a livello ambientale e sui possibili rimedi che sono alla portata di tutti, ci fa capire che le parole d’ordine per affrontare questi problemi devono essere anzitutto impegno e lungimiranza. Concetti ben presenti anche all’Amministrazione Comunale di Thiene che, grazie ad un piano qualificato di interventi e iniziative, promuove la cultura dello sviluppo sostenibile, del riciclo e del risparmio. Sia attraverso un ripensamento delle strategie legate alla crescita del territorio, alla valorizzazione del patrimonio esistente e alla riqualificazione delle aree degradate; sia attraverso operazioni di sensibilizzazione, stimolo e guida nei confronti dei cittadini. Basti ricordare l’adesione, lo scorso febbraio, alla campagna “M’illumino di meno”, un’iniziativa promossa a livello nazionale che ha portato allo spegnimento della pubblica illuminazione di alcune vie del centro cittadino per destare l’attenzione della popolazione nei confronti del consumo consapevole e razionale dell’energia. Un gesto dimostrativo di poco valore dal punto di vista economico, ma di grande significato ideale. A partire dal mese di settembre poi è iniziata la distribuzione presso tutte le famiglie di Thiene di una guida ecologica: un piccolo vademecum redatto dal Comune con lo scopo di informare meglio i cittadini circa la destinazione esatta dei rifiuti e far riflettere sull’impatto ambientale delle scelte effettuate


Detto & Fatto

quotidianamente dai consumatori. Non sono mancate nemmeno le iniziative di sensibilizzazione e di educazione civica all’interno delle scuole, in collaborazione con le associazioni e gli enti territoriali; perché è importante capire fin da piccoli quali sono gli effetti dei nostri comportamenti e imparare ad agire secondo le regole del rispetto, del riutilizzo e della ottimizzazione. Anche all’interno del documento preliminare per il PAT, Piano di Assetto del Territorio, pubblicato a gennaio, l’Amministrazione Comunale ha focalizzato la sua attenzione al miglioramento del sistema ambientale, insediativo, produttivo e dei servizi di tutta l’area Pedemontana e dell’Alto Vicentino, individuando alcune priorità. In particolare, mantenendo fede alle indicazioni già espresse in campagna elettorale, il programma del sindaco Busetti e dei suoi collaboratori intende dare spazio al rimboschimento del territorio e alla valorizzazione delle aree verdi, alla riorganizzazione del sistema viabilistico, alla promozione di interventi di ripristino e recupero eco-compatibile degli edifici, all’approvazione di norme per il risparmio dell’acqua e l’adeguamento dei servizi. Tra le azioni previste, il PAT propone anche una nuova serie di incentivi per gli interventi edilizi realizzati secondo i principi della bio-edilizia, la riqualificazione delle zone industriali, artigianali e commerciali della città e la realizzazione di una viabilità sovracomunale in grado di diminuire gli effetti inquinanti del traffico e migliorare l’accesso e la vivibilità del centro storico.

Th

In quest’ottica, è in corso di elaborazione anche un regolamento finalizzato alla riduzione dei consumi, all’utilizzo delle fonti rinnovabili e al risparmio idrico. Un regolamento che riguarda specificatamente l’edilizia, che costituisce uno dei settori più coinvolti nelle questioni legate all’uso dell’energia: alcune statistiche dicono infatti che il 47% dell’energia consumata a livello globale viene impiegata per costruire, riscaldare, raffreddare, illuminare e demolire le case. Il documento darà spazio non solo ad alcuni semplici consigli di metodo e ad indicazioni sulle pratiche di buona condotta domestica, ma formalizzerà quelle norme, ritenute obbligatorie nei casi di nuova costruzione e ristrutturazione, definendo inoltre gli incentivi e le facilitazioni economiche offerte dal Comune ai cittadini. Particolare rilevanza sarà data, ad esempio, alla scelta della localizzazione e all’orientamento degli edifici, all’utilizzo di materiali atossici, asettici, durevoli, facilmente manutenibili, eco-compatibili e chiaramente riciclabili, fino alla realizzazione di impiantistica di ultima generazione. Ancora una volta, si tratterà di un’importante sfida per l’Amministrazione Comunale e anche per tutta la cittadinanza per cominciare a costruire insieme un futuro migliore e più “sano”. Perché il concetto di sviluppo sostenibile deve accompagnarci nelle nostre azioni quotidiane e noi tutti dobbiamo convincerci che le scelte di ogni giorno, anche le più piccole e le più apparentemente insignificanti, possono contribuire a migliorare il nostro paese.

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IL “CUORE SONORO” DI

ROZZAMPIA

È tornato a splendere l’organo della Parrocchiale di

Santa Maria della Neve


Detto & Fatto

Th

M

olto spesso, nel visitare una chiesa, ci dirigiamo senza meta tra una navata e l’altra, a volte guardando verso l’alto per osservare gli affreschi o stimare l’estensione dell’abside, senza soffermarci molto sui particolari, presi dalla fretta del turista superficiale. Nell’uscire potremmo ad esempio non fare caso alla cantoria, dimenticando il “cuore sonoro” dell’edificio, motore di melodie che riempiono lo spazio per arrivare all’anima. A volte nemmeno pensiamo all’organo, lo strumento sacro per eccellenza, l’unico ad essere praticamente sempre presente nelle chiese più importanti. Sbagliamo però, perché dietro la cassa armonica di un organo spesso si nasconde una storia, più o meno lunga, ma che vale sempre la pena di essere ascoltata. Ne è un esempio l’organo della Chiesa Parrocchiale di Santa Maria della Neve in Rozzampia a Thiene. Lo strumento, nonostante la veneranda età di 178 anni, gode ora di una seconda gioventù, grazie a un restauro che ha dato una nuova vita alla sua voce antica. La storia di questa incredibile opera comincia quasi due secoli fa: correva infatti l’anno 1830 quando lo strumento vide la luce nelle grandi officine della famosa Casa Organaria Serassi di Bergamo. L’Opera n.473 - questo il “nomignolo” dello strumento - fu costruita nel periodo di massimo splendore della famiglia Serassi, dinastia di organari tra le più celebri d’Italia e d’Europa: le loro officine produssero in un arco di tempo che va dal 1720 al 1895 più di un migliaio di strumenti, che ricevettero plauso da imperatori e papi e fruttarono prestigiosi riconoscimenti legali nonché la dedica di numerosissimi componimenti letterari.

La nuova posizione dell’organo e della cantoria all’interno della parrocchiale di Rozzampia. A destra un particolare di una canna dell’organo.

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L’organo, una volta pronto, fu inviato alla chiesa di S. Croce ai Carmini a Vicenza e lì rimase fino al 1870, quando gli stessi Serassi effettuarono una ricostruzione dello strumento riutilizzando parte del materiale preesistente. Ritornato alla chiesa dei Carmini, fu definitivamente spostato solo nel 1935, anno in cui venne sostituito da uno strumento più nuovo. In quello stesso anno venne portato nella Parrocchia di Rozzampia. Nel 1952 venne completamente smontato visto il bisogno pressante di un restauro, che fu compiuto dalla ditta R. Guerrini di Bassano: l’originale struttura estetica e fonica fu snaturata a vantaggio delle nuove esigenze liturgiche, e allo strumento fu asportato gran parte del canneggio. Collocato in un vano a lato sinistro del presbiterio, l’opera “n. 473” subì numerose e pesanti menomazioni che ne fiaccarono le sonorità e le possibilità armoniche.

THE “SONOROUS HEART” OF ROZZAMPIA The shine returns to the organ of Santa Maria della Neve Parish Church The organ of Santa Maria della Neve Parish Church in Rozzampia, Thiene, has a history. Despite its far from tender age of 178, it is now reaping the benefits of a second youth thanks to a renovation that has given new life to its ancient voice. The Opus no.473 - this the “nickname” given to the instrument - was built during the Serassi family’s golden age, they being one of Italy (and Europe’s) most famous organist dynasties. The organ, once complete, was sent to Santa Croce ai Carmini church in Vicenza and remained there until 1870. It would only make the definitive move to Rozzampia in 1935. In 1952, it was entirely dismantled because of a pressing need for restoration by the R. Guerrini firm of Bassano. Finally, after a period of over 50 years, the organ has this year reclaimed all of its former glory thanks to a precise and meticulous repair job that was made possible by the contributions of various bodies and associations, amongst which the Council Administration of Thiene. A rediscovered masterpiece, a unique sound that reverberates throughout decades past. The inaugural concert that took place on the 13th of September of last year - part of the 11th International Concert Festival entitled “Historic organs of the Vicentino. A patrimony to be heard” saw the participation of an internationally renowned artist: Enrico Zanovello. It seems the second youth of “no.473” has just begun.


Detto & Fatto E quindi arriviamo ai giorni nostri: finalmente, dopo più di 50 anni l’organo ha ritrovato quest’anno tutto lo splendore perduto, grazie ad un attento e meticoloso intervento di restauro reso possibile grazie al contributo di enti e associazioni, tra cui quello dell’Amministrazione Comunale di Thiene. Tra i principali fautori, don Romeo Presa e don Giancarlo Salmaso, i due ultimi parroci della parrocchia di Rozzampia, hanno avuto un ruolo fondamentale nell’opera di sensibilizzazione della comunità e di sostegno all’iniziativa. «Lo stato in cui versava l’organo – afferma don Romeo – era continuo motivo di dispiacere e sconforto; ma dopo aver ottenuto i primi fondi, tutta la comunità ha preso coraggio ed è cresciuta la speranza di poter dare concretezza a questo rinnovamento. Oggi siamo contenti di aver ridato vita ad un qualcosa che si credeva perduto per sempre». Allo stesso modo, don Giancarlo guarda con soddisfazione a «l’impegno di un’intera comunità che ha mostrato di essere profondamente legata e pronta a collaborare per raggiungere un obiettivo comune».

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di varie formazioni strumentali, oltre che insegnante presso il Conservatorio di Vicenza e l’Istituto Diocesano per la Musica Sacra di Brescia. Si è inoltre distinto per alcune prime esecuzioni assolute e riallestimenti di opere inedite. Il programma del concerto di settembre è stato formulato per mettere in risalto tutte le risorse timbriche dell’organo di Rozzampia, con particolare riferimento al repertorio ottocentesco di derivazione operistica, per il quale lo strumento risulta particolarmente appropriato. Dopo questo incontro d’apertura, le sonorità originali delle preziose canne ora potranno risuonare di nuovo, con forza e armonia rinnovate: la seconda giovinezza del “n. 473” è appena cominciata.

Il maestro Enrico Zanovello, che lo scorso 13 settembre ha inaugurato il nuovo organo con un concerto di grande livello. Nella pagina a fianco, in basso, alcune canne dell’organo prima del restauro.

I lavori sono stati condotti dalla Ditta Mascioni di Varese, facendo uso di tecniche e materiali che consentono la massima reversibilità e leggibilità degli interventi; ogni particolare è stato curato al fine di restituire l’opera nelle migliori condizioni di efficienza ed integrità possibile. Oltre alla ricostruzione completa della parte mancante della cassa armonica, è stata anche trovata una nuova posizione per lo strumento: dall’angusto e scomodo vano del presbiterio è stato spostato su una cantoria, costruita appositamente, sopra la bussola d’entrata della chiesa. Un capolavoro ritrovato, un suono unico che ritorna a distanza di decine e decine di anni: era naturale che l’occasione per il collaudo diventasse un appuntamento importante per tutta la comunità. Il concerto inaugurale, tenutosi lo scorso 13 settembre ed inserito nel XI Festival Concertistico Internazionale “Organi storici del vicentino. Un patrimonio da ascoltare”, ha visto la partecipazione di un artista di fama internazionale: Enrico Zanovello. Vicentino, Zanovello svolge da anni un’intensa attività concertistica in tutto il mondo come solista all’organo e al cembalo ed è membro

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Ecco il nuovo Centro Polifunzionale che sorgerà all’Aeroporto A. Ferrarin

pronti ad ogni emergenza


Territorio

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oter riunire in un’unica struttura più associazioni, avere la possibilità di intervenire in modo tempestivo in caso di emergenza grazie alla vicinanza all’aeroporto, agire in perfetta sinergia con più enti locali: il Centro Polifunzionale è questo ma molto altro ancora. A Thiene prosegue a pieno ritmo il piano di riqualificazione urbanistica del territorio con interventi mirati e di grande valore, al fine di migliorare i servizi già esistenti e di sfruttare la valenza strategica offerta dalla posizione geografica della città rispetto all’area pedemontana e a tutto l’Alto Vicentino. Tra questi emerge appunto anche il nuovo Centro Polifunzionale destinato ad ospitare le sedi delle varie associazioni e dei corpi di volontariato che si occupano di emergenza. In particolare, la struttura accoglierà i gruppi volontari dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile, dei Radioamatori e, in futuro, anche una sede logistica della Croce Rossa. Il tutto sorgerà nell’ambito della zona aeroportuale di Thiene, attivando positive sinergie con la stessa. L’area individuata per la collocazione di questo centro servizi interattivo, infatti, può contare su una superficie di circa 5 mila metri quadrati, situata tra la strada comunale dei Prà Novei e Via dell’Aeroporto, in località Rozzampia: una localizzazione strategica che offre facile accessibilità nei confronti della rete della viabilità principale, comunale ed intercomunale. Con un vantaggio in più. Quello di trovarsi in posizione baricentrica rispetto al territorio cittadino servito, in considerazione della presenza della caserma dei Vigili del Fuoco di Schio e della sede del Comando Provinciale a Vicenza. Ed è proprio questa la carta vincente che l’Amministrazione Comunale intende giocare per proporre tempi di intervento e modalità di cooperazione sempre più efficaci, in riferimento non solo alle operazioni che richiedono l’intervento diretto dei volontari dei Vigili del Fuoco, ma anche la mobilitazione di tutte le forze territoriali nei casi di calamità o emergenza. L’obiettivo rimane quello di rafforzare il pacchetto sicurezza, avvalendosi magari anche del contributo dei mezzi aerei per spostamenti più rapidi e veloci.

EVERMORE “POLYFUNCTIONAL” New projects get underway at the A.Ferrarin airport, where the order of the day is flexibility and space for cooperation among organisations In Thiene, the territory’s urban renewal plan continues at full speed, with targeted, high-quality interventions that aim to improve existing services and take advantage of the strategic value offered by the city’s geographical position relative to the Pedemontana - and the entire Alto Vicentino - area. Among these is the new Polyfunctional Centre, which is destined to become home to the offices of various associations and charitable bodies dealing with emergencies. In particular, the structure will host the voluntary groups associated with the Firefighters, Civil Defence and Radioamatori, along with - in future - the logistics office of the Red Cross. The aim remains that of strengthening the security package, perhaps even making use of aircrafts to allow quicker movement. The project’s mastermind is the Vicentine studio Ferrari Architects, which has provided for a modular structure that can be changed or expanded at any moment in order to make room for (possible) future enlargements on the longitudinal axis and the addition of new segments. Today the project proffers a single linear block, rectangular in shape, the inside of which will be structured on two floors. While the ground floor will act predominantly as a garage with access on both sides, the top floor will be occupied by conference rooms and multifunctional service spaces. Part of the building will be

La parola d’ordine: flessibilità e spazio alla cooperazione. 25


Autore del progetto è lo studio vicentino Ferrari Architects che, per l’occasione, ha previsto una struttura modulare, modificabile ed espandibile in qualsiasi momento, tale da permettere eventuali e ulteriori ampliamenti lungo l’asse longitudinale e da consentire una realizzazione anche per stralci successivi; aspetto questo non di poco conto per l’Amministrazione Comunale, che in futuro potrà prendere in considerazione l’opportunità di dare spazio anche ad altre realtà locali. L’idea compositiva di base del nuovo edificio è stata concretizzata nella creazione di un padiglione rettangolare dalle linee sobrie ed omogenee: un contenitore che potrà essere utilizzato per attività anche diverse nel tempo. Nel complesso, si tratta di una struttura moderna, pronta ad ospitare i progetti presenti e futuri di una città come Thiene, in continua evoluzione. Oggi il progetto propone un unico blocco lineare a pianta rettangolare, all’interno del quale gli spazi saranno organizzati su due piani. Mentre il piano terra sarà destinato prevalentemente ad autorimessa con accesso da entrambi i lati, il piano superiore verrà occupato da sale riunioni e da spazi di servizio multifunzione. Parte dell’edificio sarà arricchita inoltre da un piano interrato ad uso magazzino. Sebbene la struttura preveda la presenza di diverse associazioni, ogni entità rimarrà indipendente e avrà la possibilità di operare in perfetta autonomia, valendosi di propri spazi e di accessi specifici. Dal punto di vista architettonico, un grande portale caratterizzato da un loggiato sui due lati e un colonnato a quattro campate rappresenteranno alcuni degli elementi distintivi dell’edificio che, nonostante la sua natura estremamente semplice ed essenziale, non sarà privo di eleganza e originalità. Lo preannunciano il vano scale open air posto sul lato ovest, che si eleva oltre la copertura, e l’area semicircolare ad un solo piano che avrà funzioni di servizio rispetto all’autorimessa. Non meno significativa l’attenzione posta a livello progettuale nei confronti dell’ambiente, soprattutto per quanto riguarda l’uso dei materiali, l’utilizzo di fonti energetiche alternative, l’applicazione di sistemi di ottimizzazione e risparmio delle risorse, la ricerca tecnologica. Tra gli interventi previsti, spiccano in questo senso l’uso di materiali a bassissima emissione di gas tossici e nocivi e gli impianti di condizionamento predisposti attraverso apparecchiature a gas ecologico. L’edificio si disporrà lungo la fascia Ovest dell’area aeroportuale, in continuità con le altre strutture di servizio già presenti e gli hangar. E garantirà una connessione ottimale dall’esterno, senza per questo interferire con le normali attività aeroportuali.

PROSPETTO scala 1:250

Vigili del fuoco Sono 37 i Vigili del Fuoco volontari attualmente operanti presso la sede di Viale Europa a Thiene, che saranno trasferiti presso il nuovo centro polifunzionale dell’Aeroporto A. Ferrarin. I locali predisposti per questo gruppo occuperanno tre piani e costituiranno la componente principale della struttura. Al piano terra saranno posizionati l’autorimessa con un piccolo locale destinato ad officina per la manutenzione dei mezzi, gli spogliatoi e una piccola palestra per le esercitazioni al coperto. Il piano superiore ospiterà i locali di soggiorno e di riunione, un ufficio e due piccoli dormitori con spogliatoi separati. Per loro è previsto anche un vanopertica per un più rapido collegamento dagli uffici ai locali operativi. Il piano interrato sarà destinato al magazzino.

Protezione Civile È in atto proprio in questi ultimi anni una profonda riorganizzazione del nucleo di Protezione Civile presente sul territorio di Thiene, che mira a rilanciarne la funzione di soccorso e di supporto in tutti i casi di emergenza o calamità. In questo senso, anche l’individuazione di specifici locali ad essa riservati all’interno del nuovo Centro Polifunzionale non potrà che facilitare il

Attualmente è in corso la convalida del Progetto Esecutivo da parte dell’Amministrazione Comunale e a breve sarà pubblicata la gara di appalto per l’affidamento dei lavori. Il completamento del primo stralcio prevede una spesa complessiva di quasi un milione e mezzo di euro. A testimoniare l’importanza e la necessità di questa operazione sta il consistente contributo della Regione Veneto: circa 200 mila euro. Un segnale forte da parte delle istituzioni che viene a sposarsi perfettamente con gli obiettivi di un’Amministrazione Comunale attenta e attiva nei confronti dei servizi offerti all’intera comunità.


Territorio processo di integrazione con il territorio e con le altre associazioni locali. Nella nuova struttura, la zona dedicata alla Protezione Civile occuperà l’intero piano mezzanino, situato al di sopra della palestra e degli spogliatoi dei Vigili del Fuoco con accesso diretto dall’atrio. Si tratta di locali costituiti da un grande spazio aperto polifunzionale e da spogliatoi.

Radioamatori A completare la triade delle associazioni locali che faranno parte integrante del Centro saranno i Radioamatori, al momento presenti a Thiene in Piazza Scalcerle. L’utilizzo di apparecchiature e tecnologie per l’espletamento delle loro funzioni, consente di prevedere la possibilità di riservare a questa associazione una parte del primo piano, con accesso indipendente dall’atrio. La zona sarà costituita da un grande spazio aperto polifunzionale e da locali di servizio.

Croce Rossa Per gli oltre 120 volontari e le 240 patronesse che operano per il Comitato locale della Croce rossa, quello di entrare nel nuovo Centro Polifunzionale diventerà anzitutto un’occasione in più per dialogare direttamente con le altre associazioni di soccorso ed emergenza. Offrirà inoltre un ricovero più adeguato ai 7 automezzi di cui dispone il Comitato, che attualmente ha sede nei locali al pianterreno della Casa Albergo per Anziani di Thiene. Il trasferimento non avverrà in questa prima fase, ma dovrà attendere il completamento del secondo stralcio dei lavori in programma nell’area aeroportuale.

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further enriched by a basement floor acting as a storehouse. And, although the structure foresees the operation of various different associations, each of these will remain independent and have the option of working autonomously, with its own spaces and access points. The planning stage has also paid special attention to the environment, particularly in terms of the use of materials and alternative energy sources, the application of optimisation systems, resource efficiency and technological research. The project has undergone a series of small changes and technical adjustments in recent months, but the ratification of the Executive Project - by the Council Administration - is currently underway. The contracting race for the oversight of the works will also be published shortly. Keeping bureaucratic and operative time frames in mind, the completion of the first section is scheduled for the end of 2009, with an overall cost of almost 1.5 million Euro.

Radioamatori al lavoro

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orse non tutti lo sanno ma il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco è formato, oltre che da personale permanente operativo, i cui membri sono tradizionalmente conosciuti come pompieri, anche da volontari, ausiliari e personale non operativo. Il personale volontario, in particolare, a differenza degli altri, non è vincolato da un rapporto di impiego e svolge la sua attività ogni qualvolta se ne manifesti il bisogno… e proprio per questo in molte situazioni il suo contributo si rivela ancor più prezioso e fondamentale per uscire dalle difficoltà. E come accade per molte altre associazioni, quando l’essere umano lavora volontariamente per gli altri, quando il soccorso immediato sta alla base della vita sociale e lo scopo principale della propria attività è la reperibilità in ogni momento della giornata, si fa strada in ognuno di noi un senso di gratitudine e di stima che ripaga dei sacrifici e degli sforzi fatti da questi “eroi del quotidiano”. Anche Thiene può oggi vantare un bel po’ di questi valorosi, riuniti appunto nel Distaccamento Volontario dei Vigili del Fuoco di Thiene, storicamente il primo della provincia di Vicenza. Nato addirittura nel 1913 grazie al sostegno dell’Amministrazione Comunale,

del

Uno sguardo da vicino ai volontari dei Vigili del Fuoco

Eroi

QUOTIDIANO


Territorio il distaccamento opera da sempre in soccorso del cittadino e del territorio, intervenendo con prontezza e con coraggio nelle situazioni di incendio o di calamità. Le cronache locali sono ricche di episodi che ricordano le loro gesta durante i due conflitti Mondiali e fino ai nostri giorni, nonostante per lungo tempo la squadra sia stata composta da un numero limitato di persone. Ma dal 2004 il distaccamento ha conosciuto una nuova vita grazie all’iniziativa e alla passione che da sempre contraddistingue i suoi membri: in particolare, con il primo corso organizzato in provincia di Vicenza per Vigili del Fuoco Volontari sono stati proclamati idonei una trentina di nuovi volontari, che si sono aggiunti a quelli già attivi e hanno dato nuova linfa all’intero distaccamento. Il corso, con 120 ore di lezione, ha in questo modo reso ufficiale e dato ulteriore concretezza al lavoro di questo personale volontario, che non arriva da corpi militari o da uno specifico percorso di esperienze, ma è comunque in grado di mettere in campo doti umane e capacità non comuni. La missione del Vigile del Fuoco, permanente o volontario che sia, richiede infatti, oltre che spirito di solidarietà, sacrificio, coraggio

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e un’infinità di altri valori, quali il senso del dovere, lo spirito di servizio, la fedeltà alle istituzioni… tutte componenti che nel loro insieme risultano determinanti per l’efficacia dei compiti che è chiamato ad assolvere. Ogni giorno e ogni notte i vigili del fuoco sono pronti ad intervenire a soccorso di persone, a salvaguardia di beni, a tutela dell’ambiente. E la rapidità di intervento, la competenza e l’esperienza acquisita in precedenti attività di protezione civile si rivelano fondamentali nell’opera di soccorso alle popolazioni colpite da calamità naturali o da grandi eventi disastrosi.

DAY TO DAY HEROES Not everyone may know this, but the National Firefighter Corps - in addition to its permanent operational personnel, members of which are commonly known as firemen - is also made up of volunteers, assistants and non-operational staff. Even Thiene now boasts a significant number of these valiant individuals, who come together in the Voluntary Detachment of Thiene Firefighters, historically the first in the province of Vicenza. Born in 1913 thanks to the support of the Council Administration, the detachment has always worked in aid of the citizen and the territory, promptly and bravely intervening in cases of fire or calamity. But, since 2004, the detachment has found new life as a result of the passion that has always distinguished its members, organising courses to recruit new volunteers. Now Thiene’s Voluntary Detachment has revitalised the driving role that puts it at the head of a good 16 Municipalities of the Alto Vicentino, with interventions that cover the entire Pedemontana area and more. And its activities are growing: from 60 interventions last year, we’ve moved on to over 45 in the first half of 2008 alone. And, with a view to further improving services, an important development is the upcoming move (due to take place by next year) from the current headquarters on Viale Europa to the Polyfunctional Centre that will be built near Thiene’s airport.

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Tutto questo e molto più fanno anche i 37 uomini che oggi compongono il distaccamento di Thiene, guidato da Renato Munaretto con dedizione e serietà. Anzi, è proprio grazie al suo esempio se oggi questi ragazzi continuano a dedicare gran parte del loro tempo libero ad aiutare gli altri, senza profitto alcuno, offrendo un servizio di 24 ore su 24, 365 giorni all’anno. Tanto che il Distaccamento Volontario di Thiene ha ripreso in provincia quel ruolo trainante che lo pone a capo di ben 16 Comuni dell’Alto Vicentino, con interventi che coprono tutta l’area pedemontana e non solo. Il consorzio continua naturalmente a dipendere dal Comando Provinciale di Vicenza, da cui partono le richieste di intervento e soccorso urgenti. Quotidianamente una squadra di personale volontario, composto da un minimo di tre ad un massimo di nove ausiliari, si rende reperibile per ogni tipo di intervento, dagli incidenti stradali, agli incendi più o meno gravi, fino alle calamità di varia natura. E l’attività è in pieno sviluppo: dai 60 interventi dello scorso anno, siamo passati agli oltre 45 di questa prima metà del 2008. Per i membri della squadra proseguono inoltre durante l’anno i corsi di specializzazione e di aggiornamento, per migliorare le conoscenze e le modalità operative di tutto il corpo volontario. All’impegno sempre massimo e alla professionalità dimostrate in ogni occasione da tutti i componenti si affiancano poi mezzi e tecnologie. In particolare, il Distaccamento di Thiene dispone attualmente di tre vetture: una APS 160, Auto pompa serbatoio con sei posti a sedere, un’autobotte ABP 160, e una Fiat Campagnola del 1976. Se l’allestimento dell’APS 160 torna utile nei casi di incendi, incidenti, allagamenti, taglio piante, l’intervento dell’ABP 160 diviene indispensabile in quelle situazioni dove è necessario

un rifornimento d’acqua costante; possiede infatti una cisterna contenente fino a otto mila litri d’acqua. E nell’ottica di un ulteriore miglioramento dei servizi, ancor più importante risulterà il trasferimento (si spera entro il prossimo anno) dall’attuale sede di Viale Europa al nuovo Centro Polifunzionale che verrà costruito a ridosso dell’area aeroportuale di Thiene. Una soluzione a lungo attesa dai volontari, che potranno disporre così di una struttura logistica più adeguata alle loro esigenze. Ma non è tutto. Partendo dal presupposto che un servizio come quello dei vigili del fuoco ha la necessità di possedere attrezzature dalla tecnologia sempre più avanzata e vetture estremamente efficienti, lo scorso anno il distaccamento locale ha costituito una propria associazione, denominata “Associazione Vigili del Fuoco Volontari di Thiene Onlus”. Il suo scopo è quello di supportare gli ausiliari di Thiene nel reperimento di risorse e beni utili all’operatività del distaccamento, raccogliendo offerte e contributi da enti pubblici o privati e provvedendo all’acquisto di beni e strumenti necessari ad esercitare la normale attività. Obiettivo principale dei volontari rimane quello di offrire maggior sicurezza alla città, partecipando ai presidi, alle manifestazioni organizzate sul territorio, e aiutando a diffondere anche una rinnovata cultura del soccorso presso le fasce più giovani della popolazione grazie a giornate ricreative presso i dipartimenti scolastici o esercitazioni dimostrative. E visto il grande impegno con cui tutto il Distaccamento di Thiene si dedica a queste attività, sarà per tutti un piacere partecipare ai festeggiamenti in programma il prossimo 4 dicembre, giornata in cui si ricorda Santa Barbara, protettrice dei vigili del fuoco e di tutti quelli che affrontano con fede e coraggio i pericoli.

Per ulteriori informazioni e per dare il proprio contributo al Distaccamento Volontario dei Vigili del Fuoco di Thiene è sufficiente prendere contatti con l’associazione scrivendo all’indirizzo e-mail: info@vigilifuocothiene.it Distaccamento Volontario di Thiene - 92° Corpo - Viale Europa - Thiene (VI) - Tel. 0445-361222 Il gruppo dei Volontari dei Vigili del Fuoco di Thiene


OTTICA FOSCARINI… TUTTA UN’ALTRA OTTICA Ottica Foscarini nasce a Thiene nel 1986 e dal 2003 si trova nella nuova sede in Borgo Belvigo, 53 a Thiene. I titolari Arianna Foscarini e Orfeo Dal Zotto accolgono i loro clienti in un ambiente piacevole, familiare e luminoso. “Il negozio è la nostra casa - dice Arianna Foscarini - per questo noi accogliamo i nostri clienti come ospiti. Ci piace vivere in un ambiente che trasmetta il nostro modo di essere: aperto, solare e allo stesso modo riservato e intimo”. Per questo nel negozio è presente un divano che è sinonimo di salotto, di conversazione, di arricchimento e conoscenza. Si può degustare un caffè o prendere un aperitivo nell’angolo dedicato all’arte, ammirando una delle tante opere di artisti thienesi e non solo. “Le cose belle allietano la vita e del resto a cosa servono gli occhiali se non le vedi? - aggiunge sorridendo Arianna - Mi piace il mio lavoro. Per noi e una continua sfida, un confrontarsi. È una crescita professionale e personale continua.” Sottolinea Orfeo: ”L’ottico del nuovo millennio non è più un VENDITORE DI LENTI, ma è una figura professionale molto attenta e preparata. La scelta del proprio occhiale non è una cosa semplice: è il nostro modo di essere, per cui non può essere un occhiale qualsiasi o un occhiale semplicemente imposto dai brand. E non dimentichiamo la parte tecnica, forse la più importante: è fondamentale trovare la soluzione più adatta alle proprie esigenze, che non necessariamente deve essere la più sofisticata o la più costosa”.


“Frequentiamo costantemente corsi di aggiornamento e ci specializziamo nei vari settori. Io - dice Arianna - seguo in particolar modo la visione in funzione alla postura e l’educazione alla visione, perché credo che la persona sia un microcosmo ed il nostro modo di vedere vada analizzato in un contesto generale, tenendo conto delle infinite variabili che la vita moderna ha recentemente introdotto, come il lavoro al computer. Seguiamo molto anche il settore delle lenti a contatto tenendoci in continuo aggiornamento con ritmi a dir poco frenetici. Orfeo, il mio emisfero sinistro e la parte razionale di Ottica Foscarini, segue la parte strettamente tecnica”. “Dedico molta attenzione al lavoro in laboratorio e alla progettazione dell’occhiale - sostiene Orfeo - come ho già detto, l’ottico professionista studia, progetta e realizza un occhiale, non si limita a montare le lenti. Perciò i nostri clienti hanno la certezza di avere un occhiale veramente personalizzato, che definire “su misura” è veramente riduttivo”. Il sorriso e la dolcezza di Erika, braccio destro dei due titolari, accompagnano il cliente in un viaggio tra la tecnica e il fashion, tra design e hi tech. ”Lavorare con Ottica Foscarini - dice Erika - è stata una sfida con me stessa… Ho imparato molto, professionalmente sono cresciuta con loro che mi hanno coccolata e spronata a cercare e a trovare sempre il meglio di me. La selezione delle linee più trend e la ricerca dei materiali più sofisticati nelle montature ottiche, offrono la possibilità di scegliere nel nostro negozio un occhiale unico, tra una tavolozza di colori e infinite varianti”. Offrire la propria professionalità e conoscenza però non è una cosa che si improvvisa: ci vuole amore per il lavoro, tempo e costanza. Chi è cliente di Ottica Foscarini questo lo sa. Perciò nessuna massima è più azzeccata per i professionisti della visione di Ottica Foscarini

FOSCARINI… tutta un’altra ottica

Litografia di Vico Calabrò in esclusiva per Ottica Foscarini


GIOVANI PROMESSE Scendono in campo i nuovi Campioni d’Italia 2008


Sportivissimo

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na pista di 20 metri per 40, 5 giocatori per squadra, una pallina di plastica nera del peso di un etto e mezzo e una porta dalle dimensioni abbastanza ridotte. A rendere ancora più avvincente la disciplina è l’abbigliamento regolamentare dei giocatori: un caschetto omologato di protezione, guanti, ginocchiere e parastinchi, un paio di pattini a quattro ruote, agili e snodate. E infine l’indispensabile stecca lunga 120 centimetri, di legno o in fibra di carbonio, curvata all’estremità per riuscire a manovrare la pallina. L’hockey su pista è uno degli sport più seguiti nel Vicentino da giovani e meno giovani, sportivi e non. In effetti è sorprendente sapere che sono addirittura cinque le squadre presenti sul territorio di Vicenza che militano nel campionato di serie A1 e tre quelle in A2, tra cui la formazione di Thiene. E tutti i fine settimana sono migliaia gli spettatori che affollano i palazzetti della provincia e scalpitano per entrare sugli spalti a tifare con passione sfrenata e trasporto emotivo la propria squadra.

La squadra Allievi dell’Associazione Hockey Thiene, Campione d’Italia 2008

Così accade anche per l’Hockey Thiene che, grazie alla straordinaria prestazione della squadra giovanile, lo scorso 2 giugno si è aggiudicato il titolo di Campione d’Italia 2008 categoria Allievi. Un traguardo davvero importante per l’intera città, che rimarrà a lungo nella memoria degli appassionati. I ragazzi del Thiene sono saliti sul tetto d’Italia sbaragliando tutte le squadre avversarie alle finali nazionali disputate al Palalido di Valdagno. Un campionato tutto in ascesa il loro: fin dall’inizio stagione si sono imposti davanti alle altre formazioni del Triveneto, dimostrando una superiorità incontrastata che aveva permesso di raggiungere le finali da favoriti. Mettendo al tappeto squadre del calibro di Viareggio, Bassano, Sandrigo, Forte dei Marmi e Follonica, e collezionando nel loro percorso solo vittorie ed un unico pareggio, al termine della competizione hanno finalmente potuto conquistare la vittoria più ambita. Doveroso nominare uno per uno gli artefici di questo splendido traguardo: Marco Brotto, Michael Marchetti, Andrea Brendolin, Raul Dilda, Marco Orioli, Michele Thiella, Simone Tessarollo, Giacomo Saccardo, Davide Dalla Giustina, Alberto Dalla Vecchia e Marco Dalle Carbonare sono i nostri Campioni d’Italia. Ma, come spiega il presidente Antonio Marchioretto, questo titolo rappresenta il coronamento di uno splendido lavoro sul settore giovanile iniziato anni addietro dalla società. E quindi un ringraziamento particolare va tributato anche al commissario tecnico Carlo Piccolo, che ha accompagnato gli atleti in un percorso di crescita sportiva e umana allo stesso tempo. Perché, non dimentichiamolo, oltre al gesto tecnico quel che più conta a quest’età è sviluppare il lavoro d’equipe, la collaborazione, il sacrificio e la voglia di emergere. Valori ben presenti per chi da anni a Thiene si dedica a questo sport.

YOUNG PROMISES The hockey champions play the field for new triumphs Roller hockey is one of the most popular sports in the Vicentino, among young and old, sporty and non-sporty alike. In fact, it’s quite surprising to learn that there are 5 teams in the area of Vicenza competing in the A1 series championship and 3 taking part in the A2, among which the formation from Thiene. On the 2nd of June, thanks to a brilliant performance by its juvenile team, Hockey Thiene won the Italian Champion of 2008 title in the junior category. A truly significant feat for the entire city, to be remembered by enthusiasts for years to come. The Thienese boys rose to the top of the Italian sporting ranks, beating every opposing team at the national finals that took place at the Palalido in Valdagno. As the President Antonio Marchioretto explains, this title represents the completion of a spectacular social process that began on the juvenile sector years ago. Thus, special thanks must be offered to the technical commissioner, Carlo Piccolo, who led the athletes on a path of not only sporting, but human, growth. Because what counts at this age - aside from technical skill - is teamwork, collaboration and sacrifice; values that are now engrained in those who have dedicated themselves to the sport.

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PASSATO… Ma da dove inizia la storia dell’Associazione Hockey Thiene? Furono alcuni ex-giocatori della Fulgor Hockey che nel lontano 1968 diedero vita a Thiene all’Hockey Robur. Due anni dopo la prima squadra militava già in serie B e nel 1972 addirittura conquistava la Coppa Italia di categoria, bissando la vittoria anche nel 1976. Dal 1982 l’Hockey Thiene inizia a giocare in serie A2, raggiungendo l’A1 prima nel periodo 1988-1993 e poi dal 1999 al 2001.

PRESENTE… Oggi il Thiene è tornato a giocare in A2, ma i presupposti per un’altra scalata in A1 ci sono tutti. La società dell’Hockey Thiene continua ad investire su tutti i fronti e i risultati conseguiti lo dimostrano: punta di diamante dell’associazione sportiva è chiaramente la prima squadra, ma il team gialloblu punta anche al settore giovanile, che ogni stagione registra un numero sempre maggiore di adesioni. Attualmente i giovani pattinatori sono più di cento, ma la cifra è destinata ad aumentare secondo le ultime statistiche elaborate dalla società. Il movimento armonico del corpo, lo spirito di squadra vincente e la voglia di vivere lo sport in compagnia sono alcuni degli ingredienti che fanno dell’hockey una disciplina educativa soprattutto per i piccoli atleti. Per loro l’associazione thienese propone anche quest’anno il minihockey: un’attività che permette ai ragazzini di imparare a pattinare e divertirsi con semplici giochi. A partire dagli otto anni si entra a far parte della categoria Giovanissimi, dove il contatto con le regole di questa disciplina è maggiore; i giovani atleti prendono dimestichezza con stecca e pallina e iniziano a disputare i primi tornei all’interno del territorio vicentino. Passando alle categorie degli agonisti, troviamo quindi gli Under 12, 15 e 17 che partecipano al Campionato Interregionale con la possibilità di accedere alle fasi nazionali. E proprio da queste categorie, sottolinea il presidente Marchioretto, ci si prepara a fare il salto di qualità per approdare nei Senior e mettersi in luce, sperando di ottenere l’accesso alle squadre nazionali di categoria. Per quanto riguarda la prima squadra impegnata in serie A2, quest’anno la novità principale è rappresentata dall’ingresso del tecnico Massimiliano Nicoletti e dal ritorno del ventiseienne Giorgio Casarotto, cittadino thienese doc che, dopo alcune stagioni in A1 con il Roller Bassano, ha deciso di tornare in patria per risuonare la carica dei gialloblu. Accanto a lui in difesa si destreggeranno anche Sperotto, Gnata e Belligio. Confermati in attacco il “Corvo” Crovadore, Marchioretto e Borgo; tra i pali Cattelan e Viero.

… E FUTURO L’orizzonte è limpido per l’Hockey Thiene, cristallino come il talento che sta emergendo nelle nuove generazioni. I giovani atleti sono la linfa vitale della società che continua la sua attività per loro e grazie a loro. Ma visto che questo non può essere il solo alimento che fa sopravvivere le società sportive, il sogno è quello di ricondurre la prima squadra alla massima serie e di riportare in pista quei fenomeni che fanno sognare i bambini e li fanno diventare campioni a loro volta. Già quest’anno c’è tutta la volontà di dare spettacolo per stimolare un numero sempre crescente di persone ad avvicinarsi ad uno sport che vanta, anche a Thiene, profonde tradizioni e l’affetto di larga parte della cittadinanza.


Sportivissimo

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LALY:

UN ANGELO sui pattini 37


Cosa si prova ad essere Campionessa Europea e Mondiale? Questa domanda me l’hanno posta in tanti e la mia risposta è sempre la stessa: sicuramente è stata una grandissima soddisfazione raggiungere questi traguardi, che hanno portato gioia a me e a tutte le persone che fin da piccola mi hanno accompagnata con dedizione e fiducia fino all’ultimo successo… in particolar modo i miei genitori e i miei allenatori. Certamente sono Campionessa Mondiale ed Europea ma rimarrò sempre la Laly che tutti conoscono. Non voglio comportarmi come chi, dopo aver raggiunto un risultato, si “monta la testa”. E poi, a dir la verità, penso che la mia rimarrà comunque una soddisfazione personale… il nostro sport è ancora poco conosciuto e non suscita grandi clamori tra il pubblico! È giunto quindi ancor più inaspettato e gradito il riconoscimento che lo scorso anno il sindaco Busetti e l’Amministrazione Comunale hanno voluto tributare alla formidabile coppia di pattinatori dopo il successo australiano: un segnale di apprezzamento che anche Laura ricorda con grande piacere.

Laura Binotto e Andrea Lanzanova durante una recente esibizione

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suon di musica melodica priva di testo cantato due corpi volteggiano in modo sincronico esibendo, con trasporto e forte affinità, passi e sollevamenti da lasciare il pubblico senza parole. Un mix di prodezze che vanno dal triplo lutz, al doppio ritbergher, ai sollevamenti come la vite e l’americano piatto, alle trottole e alle spirali. Il tutto preparato con forte passione e numerosi sacrifici che fanno dei pattinatori gli angeli a rotelle dello sport. Ne sa qualcosa Laura Binotto: i pattini sono la sua vita e a soli 18 anni vanta un curriculum sportivo davvero invidiabile. Due successi strepitosi incorniciano in particolare la stagione 2007: non solo Campionessa d’Europa, Laly (così la chiamano i suoi amici) è anche Campionessa Mondiale. Oggi Laura non si sta allenando a causa di un infortunio del suo inseparabile compagno Andrea Lanzanova, che ha costretto la coppia a rinunciare ai Campionati Italiani 2008. Ma non accenna a diminuire l’amore per il pattinaggio a rotelle, lo sport che da sempre le trasmette la grinta e la voglia di vivere. Laura è nata a Thiene diciotto anni fa e, grazie alla passione condivisa con l’amica Francesca, ha iniziato a dedicarsi a questa disciplina sportiva fin dai tempi dell’asilo, frequentando le strutture presenti in città. Aveva solo cinque anni quando la sua insegnante Silvia le fece indossare i primi pattini… e fu subito amore! Già dopo un anno Paolo Dal Lago si accorse delle sue notevoli doti atletiche, e la volle con sé per introdurla alla pratica agonistica. L’incontro con il compagno Andrea risale agli anni successivi, quando Laura si trasferì a pattinare a Sandrigo per seguire il suo allenatore. Aveva dieci anni e non poteva sapere che quel sodalizio artistico l’avrebbe in breve tempo portata a calcare le piste dei campionati più ambiti del mondo. Nel frattempo, all’allenatore Paolo si era affiancato anche Andrea Fabris per poter guidare la coppia nel migliore dei modi. Così, la vittoria della Coppa Europa in Inghilterra nel 2002 fu la spinta decisiva verso il successo: da allora Laura e Andrea hanno iniziato a collezionare una serie interminabile di successi coronati dalla conquista nel 2007 prima dell’Europeo in Francia, poi dei Mondiali in Australia.

Da sempre pattini assieme al tuo compagno Andrea. Si può dire che tra di voi ci sia una vera simbiosi? Parlaci un po’ di lui… Pattino con il mio partner Andrea dal 2000. Tra me e lui c’è un rapporto indescrivibile: siamo come due fratelli in perfetta simbiosi e sono sicura che se dovessimo smettere di pattinare assieme non sarà per via di un disaccordo personale. Lui è veramente una persona fantastica sulla quale conto molto per ogni mio problema e insieme a lui condivido anche altre soddisfazioni fuori dell’ambito sportivo. Ormai, oltre a vederci tutti i giorni per pattinare, usciamo anche con gli stessi amici… e anche se ciascuno ha i propri love affairs, per fortuna questi non hanno mai compromesso la nostra carriera. Durante le vacanze scolastiche di qualche anno fa io e Andrea siamo addirittura andati al mare assieme per poterci allenare. E quando parlo di sacrifici mi riferisco anche a questo! dover ad esempio rinunciare alle vacanze con le amiche per gli allenamenti… Ci tengo a dire però che, se dovessi tornare indietro, di sacrifici ne farei ancora di più perché hanno portato a ottimi risultati! Ne è davvero valsa la pena. In effetti, Laura si allena solitamente tutti i giorni, week-end compresi, per circa due ore e mezza… un bell’impegno, specie se si considera il tempo che poi deve dedicare alla scuola che frequenta, il Liceo Classico. E dalle sue parole si capisce che anche in questo caso Laura non vuole prendere nulla sotto gamba; ci dice anzi che spesso rimane a studiare fino a tarda notte per stare al passo con i suoi compagni di classe!


Sportivissimo

LALY: AN ANGEL on skates Laura Binotto: skating is her life and, at just 18 years of age, her sporting CV is already an enviable one. In particular, two outstanding successes mark her 2007 season: not only European Champion, Laly (as she is known among friends) is also World Champion. Laura was born in Thiene 18 years ago and, thanks to a passion shared with her friend Francesca, began to dedicate herself to this sport as early as her Reception years, using the facilities the city had to offer. She was only 5 when her teacher, Silvia, allowed her to don her first pair of skates...and she fell in love. After just one short year, Paolo Dal Lago - already convinced of her athletic skills - took her on to introduce her to the competitive arena. She met her partner Andrea in later years, when she moved to Sandrigo to skate with her coach. She was ten and couldn’t have known that that artistic partnership would soon have brought her to the most coveted championships in the world. Winning the European Cup in England in 2002 gave her the decisive push towards success: since then Laura and Andrea have collected an endless set of victories, topped by wins in 2007 at the Europeans in France and Worlds in Australia. Laura trains for around two hours a day, but also works hard to avoid falling behind at school.

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Parlando dei tuoi studi, l’anno prossimo affronterai la maturità.Ti piacerebbe iscriverti all’Università? Certo! Dopo aver conseguito il diploma il mio obiettivo è sicuramente quello di intraprendere gli studi universitari. Mi piacerebbe studiare Medicina, per poi diventare medico pediatra, oppure specializzarmi in odontoiatria o fisioterapia. Spesso lo sport è anche una scuola di vita: che valori ti ha trasmesso? Il pattinaggio è la mia scuola di vita; è uno sport che mi ha accompagnata fin da quando ero bambina e mi ha aiutata a formare il carattere deciso e caparbio che ho. Ecco perché consiglio a tutti di intraprendere uno sport, magari a livello agonistico. E se è vero che il pattinaggio artistico ha significato anche anni duri di lavoro e sacrificio, beh… anche il sacrificio fa parte della vita! Come nello sport anche nella vita niente arriva per niente. Ma allora, quali doti deve avere una pattinatrice di alto livello come te? Come si diventa campioni di pattinaggio? Questa domanda mi imbarazza non poco, perché non mi ritengo una pattinatrice di alto livello. Spero di avere ancora molti margini di miglioramento e di poter raggiungere altri bellissimi traguardi in futuro. Ma di una cosa sono certa: se io e Andrea siamo arrivati fin qui, non è solo per le doti tecniche e artistiche che abbiamo acquisito con gli anni; una delle componenti fondamentali rimane la voglia di sacrificarsi e di impegnarsi a fondo in quel che si crede! Senza mai scoraggiarsi o farsi abbattere dai problemi che ci si presentano davanti.

Il medagliere:

SCHEDA PERSONALE Nata il 20 maggio 1990 Residente a Thiene Altre passioni oltre al pattinaggio: le piacerebbe avere altre passioni, ma dove lo trova il tempo? Carattere: si definisce una persona caparbia, decisa, solare, disposta a fare molti sacrifici perché quando si pone un obiettivo lo deve assolutamente raggiungere. Fan Club: tra i suoi primi fan ci sono i genitori e la nonna materna, che purtroppo è venuta a mancare il 3 maggio scorso e alla quale Laura ha dedicato la sua ultima esibizione a Sandrigo. La sua migliore amica è Francesca, che le è stata molto vicina soprattutto durante il Mondiale 2007. Successo più emozionante: «Con più emozione ricordo sicuramente il Mondiale in Australia, il traguardo più ambito da quando abbiamo iniziato a fare coppia io e Andrea. Prima era stato solo un sogno, poi con tanti sacrifici è diventato realtà». Infortuni: nessuno di particolare rilievo

3° class. 1° class. 1° class. 1° class. 1° class. 1° class. 1° class. 1° class. 3° class. 2° class. 2° class. 1° class. 1° class.

al Campionato Italiano Allievi a Roseto degli Abruzzi 2001 alla Coppa Europa Cadetti in Inghilterra 2002 al Campionato Internazionale Trofeo Barbieri a Bologna 2003 agli Italiani Cadetti a Colleferro (Roma) 2003 al Campionato Europeo a Tavira in Portogallo 2003 al Campionato Internazionale Trofeo Barbieri a Bologna 2005 ai Campionati Italiani a Bologna aprile 2005 agli Europei a Rence in Slovenia agosto 2005 ai Campionati Italiani primo anno Junior a Roccaraso in Abruzzo 2006 agli Europei a Monza 2006 ai Campionati Italiani secondo anno Junior a Roccaraso 2007 agli Europei a Gujan-Mestras in Francia 2007 ai Campionati Mondiali in Gold Coast in Australia 2 novembre 2007

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Articolo publiredazionale

DALLA PARTE DEL CITTADINO.. ...CON UN OCCHIO AL TERRITORIO Personalizzazione, flessibilità e competenza sono gli asset della Banca dell’Artigianato e dell’Industria

Ci può parlare della sua banca e della mission che la ispira? La Banca dell’Artigianato e dell’Industria è nata a Brescia alla fine del 1997 su iniziativa di un Comitato di Promotori composto da artigiani, industriali e professionisti locali, con lo scopo di contribuire allo sviluppo dell’economia provinciale. Fin dall’inizio il suo obiettivo è stato quello di diventare “Banca locale”, radicata nel territorio e “Banca di riferimento” per le famiglie, gli artigiani e le piccole medie imprese. Nel 2000 la Banca dell’Artigianato e dell’Industria è entrata a far parte del Gruppo Credito Valtellinese. Oggi, a seguito dell’alleanza

strategica stretta anche con la Banca Popolare di Cividale, la Banca si sta espandendo anche in Veneto attraverso l’apertura di una rete di filiali ed entro il 2010 mira a consolidare la presenza sul territorio raddoppiando il numero dei propri sportelli. Attualmente la Banca dell’Artigianato e dell’Industria opera con 28 filiali nelle province di Brescia, Padova, Verona e Vicenza. In particolare, in provincia di Vicenza sono 9 le filiali e una delle prime piazze dove abbiamo scelto di essere presenti è proprio Thiene, con l’agenzia di Corso Garibaldi 37, attiva dal gennaio 2005. Del resto, Thiene è stata subito individuata come territorio ideale per


il nostro sviluppo grazie alla presenza di un’imprenditoria dinamica, sana e innovativa nonché ad un potenziale bacino di utenti privati di standing elevato e recettivo alle novità. Con loro intendiamo stringere una relazione diretta, proponendo personale qualificato ed una gamma di prodotti e servizi innovativi e all’avanguardia, con soluzioni tecnologiche e di processo estremamente versatili, veloci e di facile fruizione. Restiamo così fedeli al nostro principio ispiratore, ossia al desiderio di indirizzare la nostra attenzione agli spazi e alle relazioni che altri hanno trascurato, conquistando quella clientela ancora alla ricerca della “propria banca di casa”.

Ma c’è ancora spazio per una realtà come BAI in un mercato contrassegnato da gruppi bancari sempre di maggiori dimensioni? E se si quale può essere la vostra arma vincente? Le grosse aggregazioni bancarie vivono sulla logica industriale di razionalizzazione ed ottimizzazione dei costi che si riflette anche sul rapporto con il sistema imprese/famiglie. Per gli Istituti più piccoli come BAI si creano in questo modo degli spazi di mercato costituiti da quei soggetti economici che prediligono una relazione con il proprio istituto di credito più personalizzata, più flessibile nei modi e nei tempi, con maggiori capacità di interpretare e soddisfare i propri bisogni. Tutto ciò vale nella misura in cui la banca piccola è in grado di offrire prodotti e servizi competitivi. Nel nostro caso, l’appartenenza al gruppo bancario Credito Valtellinese, che vanta cento anni di storia, consente di operare e servire qualsiasi tipo di clientela, dalla famiglia alla grande impresa. Inoltre, la BAI opera nel locale con indipendenza ed autonomia, ma agisce nel nazionale attraverso un Gruppo dinamico e affermato (Credito Valtellinese, Credito Artigiano, Credito Siciliano e il nuovo Credito Piemontese).

Cosa dovrebbe spingere un cliente, privato o impresa che sia, ad aprire un conto corrente con il vostro istituto? Ritengo che nelle nostre filiali i clienti possano trovare risposte veloci e di elevata professionalità in un ambiente fatto di persone che credono nel proprio lavoro e che vogliono far crescere il valore dell’istituto insieme al territorio di appartenenza. In questo senso, la nostra banca diventa un elemento vitale del tessuto economico locale e globale e un interlocutore privilegiato per ogni tipologia di operatore. Il tutto con comportamenti e modalità di servizio improntati a correttezza, trasparenza, rispetto delle norme, consulenza ed assistenza per la soddisfazione dei bisogni dei nostri clienti.

Come sta condizionando il mondo del credito l’attuale situazione economica internazionale? Il mondo finanziario attraversa oggi una crisi strutturale alla quale probabilmente non si era preparati. E che non ha paragoni con altri momenti di difficoltà registrati in passato. Stiamo in effetti assistendo ad un ridimensionamento di tutto il sistema economico collegato ai principali players mondiali del settore.

Ciò ha portato ad un progressivo incrinamento del rapporto di fiducia tra i clienti e le banche e ad un acuirsi della crisi di liquidità degli istituti finanziari. Per parte loro, le istituzioni centrali stanno intervenendo immettendo nuove liquidità e agendo in maniera pesante sulla leva dei tassi. Ma gli effetti negativi dell’attuale momento economico internazionale si possono riscontrare in realtà in molti altri aspetti della nostra vita quotidiana: basti pensare alla speculazione sulle materie prime che viviamo personalmente ogniqualvolta andiamo al supermercato o alla pompa di benzina… Sono però certa che la nostra economia riuscirà a rialzarsi e a recitare di nuovo il ruolo che le spetta sul palcoscenico globale.

ON BEHALF OF THE CITIZEN... ...WITH AN EYE TO THE TERRITORY Personalisation, flexibility and competence are assets to the Bank of Craftsmanship and Industry Can you tell us about your bank and the mission that inspires you? The Bank of Craftsmanship and Industry was born in Brescia in 1997 on the initiative of a Committee of Promoters made up of artisans, industrialists and local professionals, with the aim of contributing to the development of the Province’s economy. Its goal has always been to become a “Local bank”, rooted in the territory, and a “Bank of reference” for families, artisans and small firms. It is now expanding throughout Veneto via a network of branches and is looking, by 2010, to consolidate its presence by doubling its number of tellers. In particular, within the province of Vicenza, we chose to start activities in Thiene, with the agency on Corso Garibaldi 37, active since January 2005. Thiene was immediately pinpointed as an ideal location for our development thanks to its healthy, dynamic and innovative entrepreneurship, along with its potential store of receptive private users. And what should entice clients to open an account with you? I think clients will find a fast and professional service in an environment made up of people who believe in their work and want to enrich our institute as well as the territory it belongs to. In this sense, our bank is an important interlocutor and a vital element of the local and global economic fabric; it is governed by correctness, transparency, consultancy and assistance for the satisfaction of our clients’ needs.

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UNA VITA PER LA MUSICA


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Riccardo Brazzale

Ci sono persone che di una passione o di una attività fanno la ragione della propria vita. Così è accaduto anche a Riccardo Brazzale, musicista e compositore di origini thienesi, conosciuto da molti sia per il suo ruolo all’interno dell’Istituto Musicale Veneto (di cui è direttore artistico), sia per le sue performances con la Lydian Sound Orchestra, sia per essere da molti anni impegnato professionalmente come dirigente dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Vicenza… Chi meglio di lui quindi potrebbe darci qualche consiglio in tema di programmazione culturale ed esperienza musicale? e magari far crescere in noi la voglia di trovare nella propria vita una passione e seguirla. Qual è il suo primo ricordo legato al mondo della musica? Mah… Credo l’immagine di mio padre che suona il pianoforte o la fisarmonica, accompagnandosi mentre canta. La musica ha sempre abitato nella mia vita, faceva parte del quotidiano, sia che si trattasse di arie d’opera o di vecchie canzoni, di cori da chiesa o di canti da osteria. Sempre, però, sono stato abituato a cercar di capire cosa succedeva nella musica che ascoltavo, forse perché l’ho sempre considerato un linguaggio familiare.

E il primo strumento con il quale si è cimentato? In casa ci sono sempre stati un pianoforte, una fisarmonica, una chitarra e poi, via via, una batteria e un contrabbasso. Ma gli strumenti a tastiera hanno subito preso il sopravvento e a dieci anni mi sono iscritto al corso di pianoforte all’Istituto Musicale di Thiene. Da ragazzo mi divertivo molto a suonare la batteria, ma quando iniziai a studiare arrangiamento e composizione il pianoforte non lasciò più spazio agli altri.

Com’è nata in particolare la sua passione per il jazz? Un po’ per volontà e un po’ per caso, ma sicuramente era una passione nascosta in me e che aspettava solo il momento per uscire. Quando suonavo tanghi e valzer al “Tacabanda” coglievo spontaneamente i pur pochi elementi poliritmici e le armonie più ricercate. Poi ebbi la fortuna di trovarmi al Ginnasio con un paio di amici che condividevano con me lo stesso tipo di curiosità musicali e la passione scoppiò inarrestabile… Sono ben conscio tuttora che si trattò di fortuna perché penso che se andiamo anche oggi a curiosare fra le aule di un istituto superiore, rischiamo di non trovare in tutta la scuola un solo ragazzo che possa scambiarsi un disco di jazz con un compagno!

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Ha influenzato in qualche modo le sue scelte l’ambiente thienese, dove tuttora risiede e opera?

Come nasce il sodalizio con Bruno Grotto e che valore dà oggi all’Istituto Musicale Veneto di Thiene?

Certamente sì! I due amici di cui dicevo prima erano thienesi e cioè l’indimenticabile Sandro Zanella e poi Emilio Facci, col quale ho condiviso tante avventure al Dams di Bologna e all’Istituto di Jazz di Parma. A Thiene, come ho accennato, ho frequentato l’Istituto Musicale e il Liceo Corradini. E poi al Teatro Comunale di Thiene è nata la Lydian Sound Orchestra - ahimé quasi venti anni fa - e tanti anni dopo vi ho registrato un disco per me fondamentale come quello dedicato a Monk, mentre al “Fonato” ho registrato “Back to Da Capo”; nel frattempo, dell’Istituto ero diventato prima insegnante e poi direttore. Certo è che, se è vero che le mie radici restano calvenesi e che pure da oltre vent’anni lavoro a Vicenza, Thiene per me ha sempre significato moltissimo, tanto che, una volta sposato, mi ci sono stabilito.

La nascita del sodalizio con Bruno è stata burrascosa. Ma poi è avvenuto come col jazz: eravamo destinati a incontrarci e a fare molta strada insieme. Bruno è un vulcano, un passionale. A volte è un po’ ulceroso, ma è simpatico e intelligente, oltre che di una sconfinata curiosità intellettuale. Non diventerà mai ricco perché quel che guadagna lo spende subito per l’Istituto e per tutte le attività connesse. Oggi l’Istituto Musicale è per Thiene e per tutto il territorio circostante un punto di riferimento irrinunciabile: difficile trovare un altro posto dove ugualmente si dia voce alla musica da camera e ai laboratori corali, al jazz e alle giovani rockettare, alla musicoterapia e comunque a chi vuole incidere qualsiasi cosa profumi di musica. Dell’Istituto io sono forse la bandiera, ma Bruno Grotto è l’anima.

Oltre che musicista lei è anche e soprattutto compositore: quali sono le fonti di ispirazione della sua musica? Sono sempre stato orgoglioso di sapermi appassionare e di poter commuovermi sia ascoltando un corale di Bach che una sonata di Beethoven, la tromba di Louis Armstrong e i Crodaioli di Bepi De Marzi, una canzone dei Beatles o una di Paolo Conte, la linea dei tromboni nel trio di un brano bandistico o mio padre che andava su, sino al si acuto nell’Ave Maria di Gounod… Credo che fra le mie ispirazioni ci sia posto per tutto, anche per il canto della tortora o per il ritmo del fabbro che batte sull’incudine.

Cosa le piace fare nel tempo libero? Il poco tempo libero che ho lo dedico alla famiglia, ai figli, a mia moglie; poi ne resta pochissimo per leggere un libro o guardare un film, o magari per andare a teatro… a meno che io non sia fra gli organizzatori! In tutti i casi, mi è sempre piaciuto occuparmi delle tradizioni, della nostra cultura, dei comportamenti che ci sono propri: e in questo, un thienese acquisito come Meneghello resta un faro! In verità, la vita è sempre così piena di problemi che, appena posso, cerco pure di farmi quattro risate. Per questo ho la fortuna di avere più di qualche amico che fa al caso: alcuni appartengono alla mie radici e sono solo miei; altri sono più noti, come l’inimitabile Claudio Cappozzo, dei vernacoli thienesi, o non meno Natalino Balasso, personaggio a suo modo unico.

Come riesce a conciliare i suoi impegni di lavoro come dirigente comunale a Vicenza e la sua passione per la musica? Lavorando molto, sfruttando tutti i minuti della giornata, compresa la notte. Ma anche cercando di fare di necessità virtù, di prendere quel che c’è di buono, se possibile, da tutto quel che ci capita durante il giorno. Se occorre, anche sorridendo dei nostri vizi, dei nostri punti deboli.

Ci parli di AlmaRecords. Quali sono i progetti per il futuro? AlmaRecords era nata per rendere più autonoma la via sul mercato discografico della Lydian Sound Orchestra e dei musicisti che vi lavorano. Oggi siamo convinti che questo progetto possa svilupparsi anche al di là del jazz, soprattutto per dar voce ai giovani.

Ha ancora sogni da realizzare? Se non ne avessi sarei già partito per un’isoletta greca dove gestirei una trattoria (ma non per i turisti). I sogni però è meglio non raccontarli, se non altro per scaramanzia…

Che ruolo assegna oggi alla musica nella formazione e nella crescita dell’individuo? La musica è l’unico linguaggio veramente universale, ancor più delle arti visive che comunque hanno quasi sempre a che fare con la realtà; mentre, la musica, della realtà può tranquillamente fare a meno, per fortuna! Purtroppo, nel bene e nel male, l’Italia è il paese dei paradossi e la musica ne è un ottimo, triste esempio: siamo da centinaia di anni un paese di musicisti ma sembra che non interessi a nessuno. Tuttavia siamo fiduciosi.

Nella sua carriera ha lavorato con alcuni dei più grandi musicisti nazionali e internazionali: qual è il suo ricordo più bello? Letteralmente, le prime note di prova del brano “Thelonious” con Paul Motian alla batteria, nella bottega di Bepi Jacolino: vidi aprirsi un sorriso sul viso di Motian e quello mi bastò per capire che lui approvava, che potevamo suonare con lui senza paure di sorta. A un certo punto della mia vita ho avuto l’occasione di lavorare e suonare con musicisti che da giovane studiavo, personaggi come Lee Konitz e Paul Motian che fanno parte della storia del jazz: quando è successo per la prima volta l’emozione è stata grande davvero e non la dimenticherò mai. Ma tutto sommato ricordo anche che avevo più


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o meno sedici anni quando andai a sentire il Perigeo e di certo allora non avrei pensato che, più avanti nella vita, sarei diventato collega di Fasoli, D’Andrea e Giovanni Tommaso. Però bisogna guardare avanti e continuare a riposizionare le basi perché tornino a verificarsi situazioni simili.

Come valuta l’attuale panorama musicale mondiale? È abbastanza caotica. Con l’avvento di internet abbiamo guadagnato in conoscenza e in conoscibilità, ma abbiamo perso in qualità. Nella babele generale, tutti si sentono in grado di suonare, di incidere, di fare concerti e il pubblico è spesso in difficoltà a capire dove siano i prodotti di valore e dove solamente gli specchietti per le allodole. D’altra parte questo accade anche quando si va ad acquistare un elettrodomestico o un paio di jeans. Ma sono convinto che alla fine la qualità emerge; solo che serve un po’ di pazienza, di tempo per individuarla bene.

Cosa pensa dell’attuale fenomeno musicale dei LOST e della grande vitalità delle band giovani anche nel nostro territorio? I Lost sono effettivamente un fenomeno e io son contento di aver convinto Radio Company a invitarli a Monte Berico il 1° settembre. E son pure felice che l’Istituto Musicale Veneto di Thiene abbia aiutato il batterista a muovere i primi passi - e soprattutto le prime bacchette. Oggi le band giovani hanno probabilmente più conoscenze musicali rispetto a un tempo e hanno sicuramente più mezzi a disposizione: l’Istituto stesso sta dando una mano, per esempio, alle “Quote Rosa”. Però è bene dire che oggi si emerge anche per l’immagine, per la promozione, per le capacità manageriali…

Quali sono le differenze e i punti di contatto tra la musica cosiddetta “leggera” e la musica “impegnata”? I confini si sono indubbiamente rarefatti. L’unica vera differenza è che una musica che si voglia definire colta si caratterizza per il tentativo di chi la scrive e di chi la esegue di cercare sempre qualcosa di nuovo, qualche soluzione non risaputa, di non accontentarsi di accondiscendere i gusti del grosso pubblico. Al contrario, non credo sia più accettabile l’atteggiamento di chi rifiuta a priori qualsiasi espressione, non solo musicale, che venga dalla grande massa. Non si possono liquidare facilmente le decine di migliaia di persone che vanno a sentire Vasco e nemmeno, con dovuta proporzione, i grandi numeri di chi segue i Lost. D’altra parte Miles Davis si era accorto una quarantina di anni fa che dal movimento rock c’era molto da prendere.

Quali sono gli ingredienti per fare della buona musica? Buona musica è sempre sinonimo di successo? Se ci fosse la ricetta perfetta saremmo tutti dei geni. Diceva Leonard Bernstein che Beethoven, dopo l’ultima nota, metteva sempre la nota giusta. Semplicemente. Oggi, oltre a studiare molto (che purtroppo resta la base per far bene qualsiasi cosa) bisogna saper indirizzare il proprio studio, e usarlo e incanalarlo per il miglior conseguimento dei propri sogni. Poi - non vi è dubbio - perché la musica diventi di successo, oggi più di una volta, bisogna anche esser dei bravi manager di se stessi. Fatto salvo che buona musica e musica di successo non sono la stessa cosa: i figli di Bach avevano più successo del loro padre. E qualche vincitore di Sanremo lo abbiamo dimenticato dopo una canzone. Per la verità, questo è successo anche con qualche gruppo straniero: ad aver ragione è sempre e solo il tempo!

Come si può educare il pubblico all’ascolto della musica? Facendo capire cosa sta ascoltando, sin dalla prima elementare. Rendendolo cosciente musicalmente anche quando la musica sembra essere in secondo piano: la colonna sonora di un film, il ritornello di una pubblicità, la radio in sottofondo… e spingendolo a formulare un giudizio su basi il più possibile oggettive. E sappiamo bene che non è facile perché prima bisogna formare gli insegnanti. Certo è che se tutti fossimo in grado di penetrare un po’ di piu’ i misteri della musica saremmo probabilmente molto più felici.

Dall’alto della sua esperienza professionale, quali sono i punti di forza del territorio thienese oggi dal punto di vista dell’offerta culturale? Cosa si potrebbe fare di più? Forse, più della stagione teatrale che resta comunque un simbolo di qualità alta, la vera novità mi sembra la vitalità nascente di tanti imprenditori che stanno riscoprendo nella cultura e soprattutto nella produzione culturale e musicale un mezzo importante anche per la crescita economica. Thiene è una città finanziariamente ricca e potrebbe sicuramente avere una marcia in più se si rendesse conto di quanto la cultura possa dare anche in termini di indotto economico! Se rispetto ad altre città è vero che Thiene manca soprattutto nella produzione culturale e di spettacolo (nella produzione, ripeto, non nella circuitazione), credo che la vera scommessa possa avvenire nel campo della promozione dei giovani, sia che si tratti di musicisti che di scrittori, attori o registi, pittori o architetti. Forse servirebbe una nuova generazione di mecenati, in grado di canalizzare la creatività dei giovani artisti thienesi e farla indirettamente fruttare anche sotto il profilo economico. Stiamo probabilmente sognando un nuovo umanesimo, un rinascimento thienese. Chissà mai…

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CAMMINO tra ARTE e FEDE

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Dopo un anno di gestazione si parte. Il Multifestival David di musica e arte cristiana sarà per la prima volta in Italia. E prenderà il via proprio dalla città di Thiene. In maniera discreta, senza troppi clamori, così com’è nella tradizione di questo progetto, il 22 e 23 novembre artisti e musicisti internazionali di ispirazione cristiana si sono dati appuntamento in città, presso la parrocchia di San Sebastiano, da dove partirà una duegiorni di riflessione, condivisione, espressione artistica all’insegna della spiritualità.


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Appuntamenti Un evento eccezionale non solo per l’area pedemontana e la provincia berica, ma per tutta Italia, dove ancora non era approdata una manifestazione la cui eco, da quasi quarant’anni, percorre paesi di tutto il mondo, con particolare riguardo a quelli di lingua latina, consentendo l’affermarsi di un nuovo modo di intendere la cristianità e l’evangelizzazione, che fa della testimonianza e della fede “tangibile” i suoi punti di forza. Promotrice dell’iniziativa, in accordo con gli organizzatori spagnoli, la formazione locale degli Unicospirito: un gruppo di musicisti nato poco più di un decennio fa che attraverso la musica intende lanciare messaggi alle persone del proprio tempo e promuovere un rapporto più diretto con i giovani nell’ottica di un percorso di crescita spirituale e morale. Perché il rock non è solo musica di evasione e di ribellione, ma può diventare anche espressione di un modo di sentire profondo e un linguaggio per comunicare i propri stati d’animo. Così, dopo tante esperienze nazionali e internazionali di successo, Jonny Fina, Lucio Civerra e Paola Costa riescono oggi finalmente a portare all’interno della comunità thienese un ulteriore momento di confronto con le varie realtà ecclesiali del mondo, per sensibilizzare tutta la cittadinanza.

Portando ancora una volta fuori dalle mura della chiesa l’annuncio di salvezza e di amore insito nel messaggio cristiano. Tutti siamo pertanto invitati a partecipare all’iniziativa che mette in programma un’interessante serie di appuntamenti. A partire dalla mostra di arte figurativa religiosa e di icone realizzate da artisti provenienti da Argentina, Germania e in rappresentanza di Thiene che occuperà i locali messi a disposizione dalla parrocchia di San Sebastiano. Nel corso del pomeriggio di sabato 22 novembre è poi previsto un incontro con il fondatore del Multifestival, Luis Alfredo Diaz, che racconterà 40 anni di vita dedicata alla musica e alla crescita artistica di giovani che vogliono evangelizzare attraverso l’arte. In serata, il momento culminante dell’iniziativa sarà rappresentato da un concerto in chiesa degli artisti invitati, tra cui lo stesso Luis Alfredo Diaz, il monaco flautista e cantante celtico Seamus Byrne Manach, il gruppo tedesco Regina Amoris e gli Unicospirito. A notte inoltrata seguiranno momenti di meditazione e di preghiera presso la cappella dell’Adorazione, accompagnati dalle melodie di Manach. E per chiudere in bellezza, domenica la S. Messa sarà animata da artisti cristiani, con l’obiettivo di portare gioia ai cuori di quanti vorranno lasciarsi coinvolgere da questa giornata di festa, permettendo anche a chi a volte trascura la propria fede di vivere momenti di profonda spiritualità: perché la fede è un cammino costante di ricerca, che va guidato e stimolato. In attesa che il prossimo anno il Multifestival prenda possesso anche delle piazze e delle strade di Thiene.

I musicisti Luis Alfredo Diaz e Seamus Byrne Manach, ospiti d’eccezione a Thiene

IL MULTIFESTIVAL DAVID BETWEEN ART AND FAITH After a year of gestation, it’s ready to go. The Christian art and music Multifestival David will take place in Italy for the first time. And it will kick off from Thiene. In discreet manner, without too much fuss - in keeping with this project’s tradition - Christian artists and musicians from the world over will come together on the 22nd and 23rd of November. They will meet in Saint Sebastian’s parish, where a two-day period of spiritual reflection, sharing and artistic expression will begin. Promoting the initiative, as agreed with the Spanish organisers, is the local Unicospirito group: a group of musicians born more than a decade ago that aims to reach the current generation with its message, promoting a more direct relationship with the young with regards to their spiritual and moral growth. The interesting series of events on offer begins with the religious figurative art exhibition in the locations made available by Saint Sebastian parish. The evening will then culminate in a Church concert performed by the guest artists, among which the flautist monk Luis Alfredo Diaz, Celtic singer Seamus Byrne March, German group Regina Amoris and Unicospirito. This will be followed by occasions for meditation and prayer, and the whole will end in style on Sunday when the Holy Mass will be animated by Christian artists.

A metà degli anni‘80 in Spagna un giovane cantautore di ispirazione cattolica, Luis Alfredo Diaz, pensò assieme ai pochi altri musicisti di realizzare un festival che potesse portare in Spagna i migliori interpreti di musica cristiana. L’obiettivo era quello di essere di ispirazione e crescita per l’evangelizzazione delle comunità e di trasmettere anche fuori dall’ambito ecclesiale il senso autentico e profondo del Cristianesimo. È la nascita del più duraturo e importante festival di arte e musica Cristiana Cattolica mondiale. Nel tempo, l’iniziativa si è trasformata in importante occasione per presentare tutte le espressioni artistiche che hanno ispirazione dal mondo cattolico (pittura, recitazione, teatro, poesia, etc.), in luogo per promuovere workshop tecnico/spirituali, momenti di preghiera, concerti in piazza, testimonianze e tutto quanto la fantasia può suggerire per portare la propria fede allo scoperto. Ad oggi, il Multifestival David si è tenuto in Spagna, Germania, Stati Uniti (Los Angeles, Sacramento, Washington DC, Miami), Porto Rico, Costa Rica, Uruguay, Perù, Messico, Portogallo… e ora finalmente anche in Italia. Per maggiori info è attivo il sito www.multifestivaldavid.com

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Ci ritorni in mente lucio battisti

Nella magia di un concerto d’eccezione l’omaggio di Thiene a Lucio Battisti a 10 dieci anni dalla sua scomparsa


Appuntamenti

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na serata speciale per tutti gli amanti del grande Lucio e della musica italiana, quella in cartellone il prossimo 25 ottobre al Teatro Comunale e che si preannuncia essere il grande evento musicale dell’autunno thienese. La splendida chitarra di Alberto Radius, il massimo collaboratore di Lucio Battisti, arrangiatore delle sue più belle canzoni, annoverato nell’olimpo dei migliori virtuosi della chitarra elettrica, si esibirà insieme a Il Terzo Capitolo sul palcoscenico thienese per farci ripercorre la produzione battistiana nata dal mitico sodalizio artistico con Mogol, per un caleidoscopio di ricordi ed emozioni. A proporre la ghiottissima serata è la New Dada Progetti di Nicola Dalla Stella, che con l’appuntamento dedicato a Lucio Battisti si appresta a portare a segno l’ottavo successo e torna con la sua formula vincente che negli ultimi anni ha saputo riscuotere successo di pubblico e della grande critica. Dal 2001, infatti, le strepitose rivisitazioni dei Queen, Beatles, Led Zeppelin, Pink Floyd, Fabrizio De Andrè, Rolling Stones e Bob Dylan della produzione firmata Nicola Dalla Stella e band vicentina Il Terzo Capitolo hanno fatto parlare a lungo appassionati e giornali grazie al felice mix di artisti di grande livello del panorama musicale che vi hanno di volta in volta preso parte e ai sapienti arrangiamenti dei grandi maestri vicentini, come Giuliano Fracasso, Lorenzo Signorini, Maurizio Filippi e Bruno Grotto. Anche l’Istituto Musicale Veneto Città di Thiene ha messo lo zampino qua e là e il risultato è stata una collana di perle musicali, di cui la serata dedicata a Lucio Battisti sarà certamente destinata a rimanere… nel cuore e nell’anima!

Per maggiori informazioni:

Ufficio Cultura, via Monte Grappa, 12/b - Thiene Tel.: 0445-804745 - e-mail: teatro@comune.thiene.vi.it Inizio prevendite e prenotazioni posti a partire da lunedì 29 settembre ore 9.30 Costo dei biglietti: Platea e Prima galleria € 15,00 - Seconda galleria € 10,00

WE REMEMBER... The magic of Thiene’s tribute par excellence to Lucio Battisti, 10 years after his passing A special evening for any lover of Italian music and the great Lucio; it’s all in store for the 25th of October at the Council Theatre, a night that is set to become the musical event of the Thienese autumn. The brilliant guitar of Alberto Radius - Lucio Battisti’s number one collaborator, who arranged some of his best songs and is listed among the masters of the electric guitar - will perform with Terzo Capitolo on the Thienese stage so that we may retrace the Battistian body of work, born from the legendary fellowship with Giulio Rapetti, in a kaleidoscope of memories and emotions. This appetising event is being arranged by New Dada Projects, headed by Nicola Dalla Stella, who is working towards an eighth success with the event dedicated to Lucio Battisti, bringing back the winning formula that has, in recent years, won approval from both the public and critics. From 2001, in fact, tributes to bands such as Queen,The Beatles, Led Zeppelin, Pink Floyd, The Rolling Stones and Bob Dylan productions that have always borne Dalla Stella’s imprint - have become a talking point for newspapers and aficionados alike; thanks also to the mix of well-known artists that have taken part and the knowledgeable arrangements of various Vicentine masters, such as Giuliano Fracasso, Lorenzo Signorini, Icio Filippi and Bruno Grotto. Even the Veneto Musical Institute City of Thiene has gotten involved, creating a set of musical gems among which the Lucio Battisti tribute will no doubt shine.

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nel

cuore e nell’

anima

di Antonio Stefani

Scusi, lei era battistiano o deandreiano? Nell’Italia degli eterni dualismi, a quell’epoca anche in fatto di sette note capitava di stare da una parte o dall’altra. Eravamo tutti studenti, tutti avevamo le nostre festine del sabato pomeriggio, le nostre gite scolastiche, e l’amico col mangiadischi o con la chitarra non mancava mai. In salotto o in cantina o in pullman, seguiva coro. E intanto entravano nel cuore e nell’anima della nazione due canzonieri impareggiabili: più popolare l’uno, più intellettuale l’altro. Avercene, oggi, di scelte così a disposizione! Lucio Battisti ha lasciato questo mondo dieci anni or sono. Ma l’addio alle scene l’aveva decretato già nel ’78, per un sacco di motivi. Dal suo corrucciato e inviolabile isolamento, spediva album che continuavano a finire in classifica, dapprima realizzati nella sua tipica estrosa maniera e poi, dall’‘86, inaugurando la serie delle registrazioni sempre più sideralmente rarefatte, veri e propri scatti solitari in un futuro non ancora del tutto decifrato. Donde il successivo dualismo, una scissione stavolta consumatasi tutta all’interno dei battistiani: corrente conservatrice di osservanza “mogoliana” (ovvero fedele ai romantici testi di Mogol, quelli che ogni nuova generazione, non si sa come, appena nata sa già a memoria) o fronda rivoluzionaria “panelliana” (ovvero affascinata dalle inaudite parole di Pasquale Panella, strepitosi dadaismi per capricci elettronici)? In materia ognuno disse, dice e dirà la sua. Intanto, però, apprestiamoci a gustare un tutto-Battisti (del classico periodo mogoliano) nell’ennesimo evento creato per Thiene dall’inesauribile folletto Nicola Dalla Stella. Un tributo dove alla compagnia stabile di strumentisti e vocalisti già protagonista di tante

avventure al Teatro Comunale si affianca nell’occasione, addirittura, la chitarra di Alberto Radius. Ovvero il propellente di quello che fu il motore rock del soul latino di Lucio, accompagnandolo nelle invero leggendarie (per qualità e, tutto sommato, rarità) esibizioni dal vivo. Nato sul finire degli anni ‘60, il sodalizio fra Battisti e il roccioso trio - un curioso trio senza basso, ma con l’infuocata vena hendrixiana del romano Radius a strizzare le corde elettriche, la tonante batteria del partenopeo Tony Cicco e le acrobatiche tastiere del toscano Gabriele Lorenzi - prese presto a macinare incisioni per la neonata etichetta Numero Uno, serate nei locali e hit di franco successo come Questo folle sentimento, Sole giallo sole nero, Eppur mi son scordato di te. Alla Formula Tre, dunque, la storia riconosce la patente di unica “band ufficiale” del riccioluto genio reatino, una legittimità che ogni volta rende le ricomparse dei suoi fondatori particolarmente attese, proprio perché dotate di un indiscutibile marchio doc - a cominciare dagli arrangiamenti - eppure giocate con un piglio tutt’altro che nostalgico, confermando la perdurante attualità di quel repertorio. E anche nelle apparizioni come solista Alberto Radius non perde occasione per far sfoggio di tutto il suo intatto e psichedelico “manico” chitarristico, tra riff potenti e inventivi fraseggi indelebilmente battistiani, fonte di entusiasmo e di qualche groppo in gola per chi ascolta. Sarà un piacere vederlo all’opera assieme ai musicisti di casa nostra. L’esito ha già un suo (sotto) titolo obbligato: Emozioni.


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Alberto Radius per th A tu per tu con il leader della Formula Tre, unico gruppo ad aver accompagnato dal vivo Lucio Battisti! Lei è uno dei migliori chitarristi italiani, ma il Suo nome è legato innanzitutto alla Formula Tre e a Lucio Battisti. Cosa ha rappresentato per Lei la collaborazione con Lucio? Battisti ha lasciato una traccia veramente importante nella mia vita musicale. Il suo nome è legato ai brani più belli e più ricordati della musica leggera italiana, e la collaborazione con lui mi ha dato un qualcosa che ricordo come molto bello, molto eccitante: quando si entrava in sala con Lucio, si sapeva che si stava andando incontro ad un successo. Ho conosciuto Lucio quando avevo quindici-sedici anni, eravamo quasi coetanei. Lui suonava già con dei gruppi di allora, quasi per scherzo si esibivano nei locali, mentre io avevo formato un gruppo con dei compagni di scuola. Ci siamo incontrati a Roma, al Club dei Professionisti, un bar dove si faceva musica dal vivo, vicino a Piazza Cavour. Qualche tempo dopo ci siamo incontrati a Milano, quando lui ha fondato la Numero Uno con Mogol, e abbiamo trovato subito un’intesa. Sono stati gli anni di pezzi meravigliosi come Eppur mi son scordato di te e Questo folle sentimento, di cui conservo un ricordo eccellente. Battisti sapeva inoltre suscitare interesse e curiosità anche tra gli altri grandi cantautori italiani; Battiato per esempio, con cui ho collaborato nei primi cinque album, in cui si trovano altre perle della musica italiana, ogni tanto mi chiedeva di raccontargli della mia esperienza con Lucio. C’era qualcosa di speciale nelle collaborazioni con Lucio. Mi lasciava andare liberamente, poi mi lanciava qualche suggerimento, che io interpretavo e cercavo di mettere in pratica. A Thiene si esibirà in una serata dedicata proprio a lui: ci racconta chi era l’uomo e il musicista Lucio Battisti in un Suo breve ricordo personale? Uno dei ricordi più personali che mi sono rimasti del mio rapporto con Lucio risale a quando la moglie aspettava il figlio Luca. Per alcuni mesi, per evitare di farsi fotografare da “innocui” giornalisti, sono venuti ad abitare a casa mia, senza che nessuno sapesse dove si trovavano.

Dove la porta la Sua musica, a livello interiore? La musica, per quello che mi riguarda, è la parte più importante della mia vita, oltre agli affetti famigliari ovviamente. Anche quando non suono immagino qualcosa, vedo gli accordi, ripasso i concerti a mente. Per me la musica è più di un lavoro, è una grande passione; ma per essere un professionista non basta amare la musica, devi esserci sempre immerso, ogni giorno, completamente.

Lei ha scritto pagine che hanno fatto la storia della musica italiana: nell’oceano di effimero musicale in cui siamo immersi oggi, cosa rimane del particolare clima degli anni ’70? Degli anni ‘70 rimane tutto, perché sono stati attraversati da un’energia particolare.Tra vent’anni difficilmente si sentiranno i pezzi di oggi, mentre posso scommettere che passeranno ancora grandi brani di quegli anni, quando c’era davvero la voglia di arrivare, di dare il massimo, di essere il primo e non solo in ambito musicale.

Vista la Sua esperienza, saprebbe dire quale qualità umana deve possedere un musicista? Il rischio più grande che può correre un artista è quello di perdersi nella fama, nei bagni di folla e negli autografi, ma tutto questo non possiede la verità dell’umano. L’umanità in realtà è legata alla capacità di preoccuparsi degli altri in modo disinteressato, al di là del momento dello spettacolo.

Qual è il Suo ultimo pensiero prima di iniziare un concerto? Solitamente mi ritrovo a pensare che il concerto che sta per andare in scena deve essere il migliore di tutti gli altri, in modo da riuscire a dare sempre il massimo. Alberto Radius è una punta di diamante tra gli autori e i musicisti italiani: quale grande voce femminile Le piacerebbe che interpretasse la Sua musica? Mina, la Berté e anche la Mannoia hanno già interpretato alcuni miei brani. Una voce femminile del momento che ho trovato interessante è quella di Giusy Ferreri, lanciata dal programma X Factor. Tuttavia rimane il fatto che è difficile far eseguire un proprio brano da un altro artista ed esserne poi completamente soddisfatti... è sempre un rischio che negli ultimi tempi ho cercato di evitare.

Quale consiglio darebbe a un ragazzo che crede profondamente nella musica? A questa domanda posso rispondere con la mia vita, la mia esperienza. Ho iniziato a suonare la chitarra a tredici anni e dopo la maturità mi sono trovato ad un bivio: continuare a suonare oppure iscrivermi all’università in vista di un lavoro che allora pareva “vero”. Il grande problema di questo ambiente è che se una persona ama la musica, ma poi non è così brava da emergere rischia di perdere anni preziosi e ritrovarsi poi senza niente. Il mio consiglio per chi vorrebbe intraprendere questa strada è allora quello di parlare con qualche musicista che sia in grado di dirgli con onestà se è veramente la strada che fa per lui. Anche se non potesse trasformarsi in un vero e proprio lavoro la musica, come tutte le arti, rimane in ogni caso una grande passione, che può essere coltivata come hobby.

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i FANTASMI di PIETRA Uno dei primati che la fotografia possiede è quello di documentare la realtà, gli oggetti, le azioni, il mondo. Documentare tutto ciò che può suscitare interesse e, perché no, trasmettere emozioni forti e incancellabili nella memoria dell’uomo. Proprio questo è l’intento dei fotoamatori Giuseppe Stella, Valter e Luca Borgo e Giancarlo Marini, tutti nativi di Thiene che, uniti da una forte passione per la fotografia, hanno deciso di intraprendere un lavoro nuovo e tematico sulle tracce del passato. Un’idea che nasce un po’ per caso, un po’ per fortuna, in seguito alla lettura del libro di Mauro Corona “Fantasmi di pietra” e che si è in breve concretizzata nella volontà dei quattro amici di raccontare per immagini ciò che Corona ha messo per iscritto. Ma di cosa si tratta? Tutti noi conosciamo bene, sebbene siano trascorsi ormai quarantacinque anni, la terribile vicenda dei paesi di Erto e di Longarone… la tragedia del Vajont… una storia che continuamente fa da sfondo al libro di Corona, che in quei luoghi è nato e tuttora risiede. E ai quali vuole dare oggi nuova vita, raccontando della sua infanzia vissuta in un paese che oggi non esiste più. Un paese abbandonato, silenzioso, fermato in un’istantanea scattata nell’ormai lontano 9 ottobre 1963. Pochi quelli che abitano ancora ad Erto in case riadattate alla meglio; la maggior parte della gente è emigrata in luoghi più accoglienti e sicuri. Eppure ancora qualcosa rimane. Ed è prima di tutto il ricordo veritiero e implacabile di una piccola comunità violentata e snaturata in un attimo. Così, è una popolazione di fantasmi quella che Mauro

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Una mostra fotografica alla Biblioteca Civica “racconta” il libro di Mauro Corona

Corona incontra ripercorrendo, casa per casa, le strade che un tempo risuonavano della vita d’ogni giorno. Certo! Non si possono raccontare con immagini fatti accaduti in un passato così diverso dalla realtà di oggi; ma i fotoamatori thienesi hanno comunque deciso di raccontare i luoghi dove quei fatti si sono svolti: case diroccate, strade deserte, che oggi testimoniano in maniera silente il fragore della vita che le percorreva un tempo. Fantasmi di pietra, appunto. E per realizzare in concreto questa idea, gli autori degli scatti, oltre ad aver letto e riletto il testo, sono saliti ad Erto ben quattordici volte, distribuendo le loro visite nelle quattro stagioni dell’anno perché nelle quattro stagioni Corona racconta il suo paese. È nato così un lavoro straordinario, un viaggio nel tempo e nella memoria, che i fotografi hanno voluto appositamente disgiungere da qualsiasi messaggio moralistico. Per ottenere un’immagine nitida e analitica, caricata semmai dal rispetto per tante vite spezzate. Case abbandonate, cortili vuoti, finestre buie e solitarie, muri e tetti caduti… Tutto ciò immortalato da un silenzio glaciale di un paese che oggi non c’è più. La mostra fotografica che va in scena alla Biblioteca Civica di Thiene parte proprio da qui. E qui si ferma, perché senza orpelli o commenti intende offrire al pubblico flash sulla realtà di Erto. 130 gli scatti, scelti fra centinaia di fotografie. Quattro gli autori. Unica la scelta stilistica e tecnica degli scatti: una fotografia in bianco e nero curata in proprio dalla ripresa alla stampa finale.

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Alcuni scorci del paese di Erto


Incontrando Giuseppe Stella, uno degli autori delle foto, abbiamo avuto modo di approfondire alcuni di questi temi, facendo emergere curiosi dettagli e retroscena.

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Leggendo “Fantasmi di pietra” cosa vi ha incuriosito a tal punto da realizzare un lavoro di questo tipo? Il libro ci è piaciuto molto e questa è stata la nostra base di partenza. È stato per tutti noi toccante e, nello stesso tempo, piacevole rileggere quelle esperienze di vita. Come fotoamatori, poi, il libro ha stuzzicato subito la nostra fantasia nei confronti di un tema unico, quello appunto dei fantasmi di pietra, che si concretizzando nei frammenti di un paese distrutto e abbandonato. In effetti, ad unire i quattro fotoamatori thienesi in questa ricerca è soprattutto il fatto che la pensano allo stesso modo in materia di fotografia: fotografano per capire e far capire. Come gruppo operano solo da pochi anni. Ciò nonostante si sono già cimentati in diverse mostre fotografiche, che hanno portato anche alla pubblicazione di alcuni libri. Tra questi, particolarmente significativa la mostra su Auschwitz tenutasi a Thiene ed in altre località, le mostre sui casoni di Caltrano e di Calvene, quella dedicata alla città di Carrè di ieri e di oggi e quella ai forti sparsi sulle nostre montagne. E per il futuro, già si sta lavorando ad una ricerca fotografica sulle iscrizioni e sulle lapidi lasciate dai combattenti lungo chilometri di fronte del primo conflitto mondiale, che sviluppa il percorso già iniziato sulla Grande Guerra con le quattro visitatissime mostre allestite al Monumento ai Caduti di Thiene a partire dal 2005. Qual è il filo conduttore a livello stilistico che lega le vostre opere? Fin da subito ci siamo prefissati un certo tipo di taglio, di composizione e di scala tonale. Nonostante le differenti inclinazioni personali, il nostro obiettivo è stato quello di dare un’impronta omogenea a tutte le opere. Ci siamo svestiti ognuno delle nostre particolarità stilistiche per cercare di seguire la stessa linea tecnica e compositiva. Abbiamo così optato per fotografie rigorosamente in bianco e nero, per rendere più drammatica e verosimile la realtà immortalata. Va inoltre precisato che gli autori hanno utilizzato macchine fotografiche analogiche e disponendo ognuno di una camera oscura hanno curato passo per passo tutte le operazione fino alla stampa finale della fotografia. Nessuna modifica attraverso il computer! Solo interventi manuali durante la fase di posa…

STONE GHOSTS From words to images... reading invitation Photography lovers Giuseppe Stella, Valter and Luca Borgo and Giancarlo Marini - all natives of Thiene - have decided to take a new, thematic approach to our history’s footsteps. The idea was born from a mixture of chance and luck, after a reading of Mauro Corona’s book, “Stone Ghosts”, and developed into four friends’ desire to retell Corona’s story in visual form. But what is it about? Despite the forty-five years that have passed, we all know the terrible fate that befell the towns of Erto and Longarone...the tragedy of the Vajont... And the Thienese enthusiasts have decided to tell the tale of those places where the events took place: the rundown houses and deserted streets that are a silent testimony to the vigour of the life that once inhabited them. Hence, stone ghosts. And to give life to this idea, the authors of the snapshots - aside from having read and re-read the text - visited Erto a good 14 times, spreading out their visits among the 4 seasons that Corona recalls in the story of his hometown. The photography exhibition on display in the Civic Library of Thiene starts from this very point. And it stops here too, because it offers the public snapshots of the reality that surrounds us without comments or frills. 130 images, selected from hundreds of photographs. Four authors. And a unique stylistic and technical approach: black and white photographs, developed by the photographers themselves from the first click to the final print.

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Avete incontrato difficoltà lungo il percorso di realizzazione del lavoro? Naturale che sia stato così… la lontananza dal set che dista circa 150 km, ad esempio, ha reso abbastanza pesante le quattordici trasferte effettuate. Senza contare che poi, arrivati sul posto, molto spesso bisognava fare i conti con una luminosità non sempre ottimale. In ogni caso, abbiamo privilegiato sessioni di lavoro molto presto al mattino fin verso le dieci, per poi riprendere gli scatti alle tre del pomeriggio. Pochissime le fotografie agli interni delle abitazioni visto il possibile crollo degli edifici stessi. Quali sono le caratteristiche tecniche delle fotografie esposte? Le immagini, grandi 30 x 40 cm. Sono montate su paspartù ed esposte sotto vetro. Niente nomi o indicazioni sull’autore degli scatti. Come detto, abbiamo operato in una logica comune e di gruppo.

La mostra è aperta al pubblico dal 27 settembre al 12 ottobre 2008 presso la Biblioteca Civica di Thiene con i seguenti orari: lunedì 15.00-19.00 dal martedì al venerdì 9.30-12.30, 15.00-19.00 sabato e domenica 10.00-12.00 e 16.00-19.00

Avete seguito un percorso nella realizzazione della mostra? La mostra parte da dove è iniziato tutto: la diga, il Monte Toc, il paese di Erto nel suo insieme per poi raccontare, seguendo le tracce del libro, le strade, le case, fino ai particolari delle finestre rotte, le immagini sacre rimaste per arrivare al cimitero di Fortogna. Restando fedeli allo spirito del libro auspichiamo che i fantasmi di pietra si raccontino per quello che sono, documentando la cruda realtà di un paese ormai senza vita.


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DOVE LA STORIA PRENDE

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Salendo al primo piano della sede-laboratorio del gruppo Thiene 1492 in via S. Giovanni Bosco a fianco agli uffici dell’AVS, ci si rendo subito conto di entrare in una realtà eccezionale. Bastano pochi passi e ci si imbatte in un’infilata di locali sempre in costante fermento, dove metri e metri di stoffa, accessori e decorazioni di ogni genere e strumenti per il taglia e cuci la fanno da padrone. A partire dal deposito per gli abiti: un vero e proprio archivio storico delle vesti, dei mantelli e degli indumenti che ogni anno vengono sfoggiati durante la manifestazione di ottobre. Un trionfo di colori e di tessuti che vanno a comporre un’incredibile collezione di pezzi unici frutto di grande abilità sartoriale; un caleidoscopio di emozioni trasmesse da velluti, rasi, tulle, spesso arricchiti e impreziositi da raffinati ricami, con fili dorati, perle e pietre colorate di vario tipo, suddivisi per categoria. E così si passano in successione Autorità,

dei costumi, aggiungendo gruppi tra le fila dei partecipanti… e poi bisogna fare i conti anche con il passaggio generazionale degli affezionati alla manifestazione che, in un certo senso, sono cresciuti con essa e ogni anno ritornano per interpretare un nuovo personaggio.Tutto avviene seguendo i tradizionali metodi artigianali e con una coerenza nel modo di lavorare e di realizzare i costumi che non ha paragoni altrove. Niente cuciture a macchina. Anche le orlature e i risvolti più semplici vengono eseguiti manualmente con ago e filo, con grande pazienza e precisione. Ricami e rifiniture rispettano un’unica linea guida che fa del rigore storico la propria cifra distintiva. Al piano terra della sede, invece, trovano spazio i magazzini, letteralmente colmi di attrezzature e materiali: dai carri storici alle macchine per le attività artigianali che vengono riproposte

Paggeria, Nobiltà, Borghesia, Popolo, Animazione, Militari... 1067 abiti meticolosamente conservati e catalogati in oltre un decennio di lavoro, che attendono di anno in anno di conoscere chi sarà il prescelto destinato ad indossarli. E a ciascun vestito sono abbinati copricapi, sottovesti, cinturoni, medaglioni e accessori di ogni foggia, che vanno poi a riempire armadi e scaffali interi. Poco più in là, in un’altra stanza, sono al lavoro i volontari di Thiene 1492 per definire il programma e mettere a punto gli ultimi dettagli del nuovo appuntamento con la storia: se da un lato c’è chi sta rammendando e ricontrollando gli abiti bisognosi di cure, dall’altro c’è chi si preoccupa di confezionare e preparare bambole e pupazzi che verranno poi messi in vendita durante le giornate di festa. Ancora qualcun altro disegna e ritaglia nuovi modelli, per aggiornare il campionario e inserire qualche nuovo figurante nel corteo. L’obiettivo è quello di ampliare continuamente la rosa

in piazza; dai giochi di un tempo alle tinozze; dalle strutture per i gazebo agli attrezzi di cucina. Già, perché qui, all’interno del Gruppo 1492, tutto si fa in maniera autonoma e con le proprie forze, sfruttando il tempo e l’impegno dei quasi duecento volontari che oggi collaborano attivamente con l’associazione. E se pur è vero che, ogni anno, vedendo sfilare a Thiene migliaia di persone in occasione del Mercato Franco, si rimane affascinati da tanto splendore, in verità non si riesce a intuire il grande lavoro e la preparazione che sta alle spalle di questo successo. Perché non si tratta di una semplice rievocazione storica come tante: né dal punto di vista numerico dei partecipanti, né da quello della complessità della macchina organizzativa che dal 1997 opera con impegno costante e rigorosa professionalità per la riuscita della manifestazione. Motore e anima di tutto è, da sempre, Bepi Restiglian, che col tempo


Zoom WHERE HISTORY TAKES SHAPE Upon reaching the first floor of the site-workshop of the Thiene 1492 group on Via San Giovanni Bosco, you immediately realise you’ve reached an exceptional setting. A few steps and you stumble upon a line of rooms that are in constant motion, in which yards of material, accessories and decorations of every variety, along with tools for cutting and sewing, are omnipresent. Starting with the clothes storeroom: a verified historical archive of the dresses, cloaks and other garments that are displayed yearly in October: a real triumph of colours and fabrics. And along with the dresses come hats, petticoats, belts, medallions and accessories of every kind, lining the shelves and wardrobes. Further down, in another room, the Thiene 1492 volunteers are hard at work finalising the details of this new encounter with history: on one hand, there are those mending the garments, on the other those packaging the dolls and puppets that will be on sale during

ha saputo coinvolgere e appassionare una nutrita squadra di amici e collaboratori che hanno fatto della sede di via S. Giovanni Bosco la loro seconda casa. Tanto è il tempo che trascorrono insieme in quei locali che, chi ha la fortuna di andarli a salutare, respira un’aria famigliare e ne viene irrimediabilmente sedotto. E così, parlando con i protagonisti di questa avventura, magari in un attimo di pausa di fronte ad una tazza di caffè e ad una fetta di torta (naturalmente fatta in casa!), si scoprono particolari inediti e persone vere… che hanno fatto di un gioco e di una passione un punto d’incontro formidabile. Così è per Mirella Fontana, responsabile costumista, una vita trascorsa nel mondo della scuola, prima come insegnante di educazione artistica poi come dirigente d’istituto, che rappresenta la memoria storica dell’associazione e sforna sempre nuove idee per gli abiti del corteo; il suo amore per il teatro, la scenografia e la storia del costume le hanno permesso di fornire una solida

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the celebrations. Others still are drawing and cutting out new models, updating the pattern books and introducing new members to the procession. The ground floor is instead home to the warehouses, which are literally overflowing with equipment and materials. Here, within the 1492 Group, everything is done autonomously, taking advantage of the time and effort of almost 200 volunteers who actively collaborate with the association. The driving force behind the operation has always been Bepi Restiglian, who has been able to assemble a team that has made a second home of the headquarters on Via San Giovanni Bosco. So much of their time is spent here that anyone fortunate enough to pay them a visit will be irreversibly captured by the air of familiarity that he finds. The group has supported a range of initiatives, driven by a desire to work together for charitable purposes. And even more credit is due when we consider that a large proportion of its proceeds - collected through product sales - are donated to charity, primarily to the “City of Hope” Association.

base documentaria alle ricerche stilistiche. Le ispirazioni arrivano così da testi specialistici, da libri di storia dell’arte o addirittura da dipinti dell’epoca, ma frutto di un’attenta selezione: solo opere che ritraggono abiti delle corti venete, toscane e ferraresi di fine ‘400 o inizio ‘500, per vestiti e decorazioni dal carattere estremamente filologico. È lei che ci racconta, ad esempio, come l’abito della dogaressa riproponga quello indossato da Eleonora di Toledo nel famoso dipinto del Bronzino. Tocca invece a Mirella Meneghello, coordinatrice del laboratorio, spiegarci che per realizzare un capo occorrono mediamente 2 mesi di lavoro e fin oltre 12 metri di stoffa. Per quanto riguarda le rifiniture, i capi di alcune dame o dei nobili possono presentare anche 1037 perle per manica! Ci sono poi abiti particolarmente preziosi in termini di tessuto utilizzato e ore lavorate, come quello della contessa Ginevra Porto: l’unico per il quale l’associazione ha voluto investire

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direttamente e scegliere personalmente la stoffa. Negli altri casi, i materiali vengono normalmente acquistati in grandi quantitativi nei magazzini di stoccaggio o vengono donati all’associazione da qualche benefattore. C’è poi Bepi Canale, responsabile d’officina tuttofare, che si diletta come falegname e costruisce carri, macchine e giochi dal sapore antico. E la lista potrebbe ancora continuare a lungo, perché tante sono le mani che operano in un’associazione che è divenuta ormai una vera e propria fucina di talenti. Anche per altre importanti iniziative che si sono affermate in città, il dietro alle quinte non cambia… per “Natale di Fiaba” e “Thiene tra fiori e sapori” la squadra è sempre la stessa!

Tutto comunque all’insegna del volontariato e della collaborazione reciproca. Fatto che acquista un merito ancor maggiore se si pensa che, oltre a quanto stanziato dal Comune e dall’Ascom per l’organizzazione e la gestione di tutte queste attività, altri fondi vengono raccolti in proprio, attraverso le offerte e la vendita di prodotti durante le manifestazioni. Non solo. Gran parte del ricavato viene donato in beneficenza, all’Associazione “Città della Speranza” in primis, dimostrando una sensibilità e una valenza sociale davvero straordinari. Anche per questo, come qualcuno ha già detto proprio in questi ultimi mesi al gruppo Thiene 1492, pure noi non possiamo che affermare che “forse non si tratta del più bel mercato storico d’Europa, ma sicuramente è il mercato con il cuore più grande”!


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UNA GIOVANE ASSOCIAZIONE RICCA DI STORIA Il gruppo Thiene 1492 ha avuto origine nel 1997 per iniziativa dell’Amministrazione Comunale e dell’Ascom, che avevano dato incarico a Bepi Restiglian di proseguire la tradizione delle rievocazioni storiche cittadine. Nel giro di un mese venne messa in piedi una manifestazione dai caratteri peculiari e storicamente ben definiti, con la presenza di 90 figuranti. Obiettivo comune era quello di far rivivere in città una pagina di storia fino ad allora ancora poco conosciuta, ma di estrema importanza per lo sviluppo e il progresso di tutta Thiene. Un tentativo, presto condiviso da altri volontari, di riappropriarsi delle proprie origini che, nel giro di un anno, portò alla trasformazione di una semplice rievocazione con corteo alla definizione di un programma più ampio legato ad un

fatto storico compiuto: prendeva così forma il Mercato Franco. Dal modesto laboratorio casalingo dei primi tempi, si passò ben presto a sedi più ampie ed adeguate, fino ad arrivare all’attuale di via S. Giovanni Bosco, che ospita laboratori e magazzini dove operano i volontari. Nel frattempo, a seguito di una maggior presa di coscienza da parte del gruppo, nel 2002 si è dato vita ad una vera e propria Associazione e sono iniziate le partecipazioni a tutti i più importanti appuntamenti italiani ed europei. Tanto da entrare con pieno merito a far parte del progetto di valorizzazione delle Rievocazioni storiche denominato “Euro XVI”, che raccoglie associazioni provenienti da Spagna, Francia, Italia, Germania e San Marino.

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IL MERCATO AL TEMPO DEI DOGI Ogni due anni, il secondo sabato di ottobre, a ricordo dell’antica concessione fatta nel 1492 dal doge Agostino Barbarigo alla città di Thiene, viene celebrata in città una quantomai realistica rievocazione storica con corteo a ricordo di quell’episodio. Ogni anno, invece, la seconda domenica di ottobre rivive per le strade e le piazze della città il Mercato Franco: un’occasione per riappropriarsi dello spirito commerciale e artigiano della Thiene dell’epoca, che ebbe per prima in provincia di Vicenza la possibilità di commerciare libera da dazi, sviluppando enormemente i suoi traffici con il territorio circostante. In entrambi i casi centinaia di figuranti indossano abiti rinascimentali e ripropongono i mestieri di un tempo per raccontare la Thiene di allora, i suoi cittadini, i suoi sapori, i giochi di un tempo. Uno spettacolo che rappresenta un piccolo grande mondo da scoprire, capace di coinvolgere tutta la comunità e i suoi ospiti. Il mercato è inteso infatti come luogo d’incontro per tutto il territorio e, nel proporre il corteo di tutte le principali famiglie nobili di un tempo (Porto, Godi, Velo, Pajello e naturalmente Thiene) e oltre 150 attività commerciali e artigiane accompagnate da bancarelle e divertimenti di varia natura, diventa momento di crescita della coscienza civica di tutto un popolo.

THE MARKET IN THE TIMES OF THE DOGES Every two years, on the second Saturday of October - in remembrance of the concession made by doge Agostino Barbarigo in 1492 a compellingly realistic re-enactment of the event, complete with procession, is celebrated in the city. And every year, on the 2nd Sunday of October, the city’s streets replicate the Free Market granted by this historical event. In both cases, hundreds of figurants don Renaissancestyle clothes and re-enact the trades of the time, remembering the citizens, tastes and games of the ancient city.


“prezioso”

UN PALCOSCENICO

Uno sguardo sulla stagione teatrale thienese in compagnia di Alessandro Preziosi


è

in arrivo l’autunno e, puntuale come ormai da 28 anni, arriva il programma della XXIX Stagione Teatrale Thienese 2008/2009. Un cartellone con undici spettacoli, le migliori produzioni del Teatro Italiano e il lavoro dei più grandi registi per un insieme di appuntamenti che conferma la forte e consolidata tradizione del Teatro di Thiene; una scelta che mantiene prioritaria la qualità della proposta e garantisce un vero incontro con l’arte teatrale, proprio per soddisfare il pubblico che da ben 47 Comuni riempie ogni sera la sala. Testi di forte impatto, classici e nuovi, personaggi interpretati da attori che fanno vibrare il palcoscenico come uno strumento musicale e altri, più giovani ma già molto attesi, a conferma che il palcoscenico di Thiene è ormai una tappa obbligata per tutti. Per dare solo alcune anticipazioni: La Trilogia della Villeggiatura con Toni Servillo; Silvio Orlando con Il dio della carneficina (un testo contemporaneo di Yasmina Reza, scrittrice inglese); Orso Maria Guerrini e Pamela Villoresi con Marlene; Il Divo Garry con Gianfranco Jannuzzo e Daniela Poggi; e molto altro ancora… Tra questi personaggi di spicco tutti attendono Alessandro Preziosi, che andrà in scena con l’Amleto di Shakespeare. All’interprete principale, Khora.teatro ha voluto affiancare Armando Pugliese alla regia e un cast artistico di grande prestigio tra cui spiccano Franco Branciaroli e Carla Cassola nel ruolo di Claudio e Gertrude e Silvio Orlando nel ruolo di Polonio, insieme ad una compagnia di giovani attori di talento. Parlando con il protagonista abbiamo cercato di capire il senso e le peculiarità di questa nuova produzione.


Appuntamenti

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Un particolare del Teatro comunale di Thiene

Sfogliando giornali e riviste si nota che l’estate teatrale propone una ricca serie di interpretazioni dell’Amleto, in chiave contemporanea, classica, musicata, etc.: quali sono secondo Lei i motivi di questo successo? Direi anzitutto la forza suggestiva e visionaria di questo personaggio. Ma più in generale è il modo di combinare i testi e la descrizione degli stati d’animo proposta da Shakespeare a far sì che il valore di quest’opera non conosca momenti di oblio. Dal punto di vista dell’attore è il massimo a cui si può aspirare ed è un banco di prova irrinunciabile, con cui prima o poi ci si deve confrontare. Per il pubblico penso invece sia l’occasione per rimanere sorpreso dalla varietà delle traduzioni e dal diverso modo in cui viene di volta in volta proposto lo spettacolo. E in che cosa si distingue questa vostra produzione dalle altre? È una traduzione molto chiara, politica, cinica e, nel suo insieme, direi piuttosto originale dell’opera shakespeariana, che viene qui proposta nella sua essenzialità. Volontà del regista è far uscire qui un Amleto meno edipico e più consapevole, incapace non tanto di agire ma di reagire, sintetizzando così in pieno quello che io definisco anche il male della mia generazione. Restando nel merito del Vostro spettacolo quali sono i punti di contatto tra Amleto e la contemporaneità? Come accennavo, mettere in scena Amleto oggi è in effetti un tentativo di raccontare con parole forti qualcosa che ci riguarda ancora da vicino, il nostro tempo. Insieme al dramma personale del protagonista vanno in scena i conflitti e le aspirazioni di ogni giovane contemporaneo che abbia una concezione dell’esistenza e debba però sperimentarne la corruttibilità, la fragilità, l’imperfezione.

Amleto è un personaggio ormai entrato nella tradizione del teatro classico, ma che dimostra di avere sempre forti legami con la condizione assoluta dell’uomo e con i temi della “politica”. Può insegnare ancora qualcosa ai nostri Amministratori? La politica purtroppo riuscirebbe a strumentalizzare anche Shakespeare. Arriverebbero a dire che il personaggio più giusto che riassume l’Amleto non è Amleto stesso, ma il re Claudio, l’usurpatore. Un personaggio che ben esprime quelle caratteristiche di arroganza che fanno un po’ parte della natura dei nostri politici, che spesso tendono a legittimare anche le condotte più riprovevoli. La politica comunque rimane effettivamente un tema sempre presente nell’opera di Shakespeare, trovando ancor oggi corrispondenze con la realtà. Vedremo mai l’Amleto in versione televisiva? È un’idea che mi venne tanti anni fa, ma che però sembra difficile far passare a causa dei palinsesti, dell’audience... Ma penso che potrebbe ancora essere per certi versi sorprendente un Amleto fatto in tv, se fatto inserendo dei giusti ingredienti. Lei in passato è stato Laerte (nel 1998 a Milano, ndr), oggi è Amleto. Che effetto fa rivivere quest’opera con gli occhi di un altro protagonista? Che ognuno, in questo adattamento di Armando Pugliese, ha un suo ruolo fondamentale: mi accorgo anzi come tutti i personaggi, dal punto di vista di Amleto, siano legittimati a raggiungere il proprio obiettivo, a fare il proprio tornaconto. Di quel primo Amleto non ho invece un ricordo molto lucido… ero al mio primo lavoro ed ero molto affascinato dalla figura di Amleto. Ma si trattava comunque di un’impostazione completamente diversa, dove anche l’etica del protagonista veniva imposta e risultava costruita. Ci racconti un po’ di Khora: da dove arriva questa idea? Quanto c’è di Alessandro Preziosi in Khora? Sono più Khora che non coro... nel senso che sono socio e fondatore con Tommaso Mattei di questa società che rappresenta l’idea di poter superare le difficoltà che ci sono nel mondo dello spettacolo, proponendo un modo più autentico di essere artisti. Khora vuole mettere insieme tante specificità artistiche per tirare fuori il meglio da ciascuno; associare i grandi nomi ai giovani promettenti e che hanno voglia di esprimersi. Nello spettacolo che portiamo in scena ora, ad esempio, abbiamo scelto i Massive Attack per le musiche e allo stesso tempo abbiamo voluto con noi un regista napoletano, dalla forte e salda tradizione teatrale, come Armando Pugliese. Una fusione incredibile e a volte sorprendente di stimoli e sensazioni che vuole portare nuove emozioni.

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E che dire del pubblico? Sappiamo bene quanto il teatro viva anche grazie al suo pubblico, che interagisce e partecipa. Che rapporto ha con la platea? È un equilibrio molto particolare, perché ti dà la sensazione di costruire un rapporto speciale e unico con il pubblico. Un meccanismo grazie al quale l’attore si mette nelle condizioni di fare da filtro ad una storia, senza imporla a nessuno, ma che permette ogni tanto di andare a fondo con la propria interpretazione riuscendo ad aprirsi sinceramente al pubblico. E questa magica alchimia sancisce il successo e la possibilità che lo spettatore poi ritorni a teatro. Per questo, ogni sera bisogna mettersi in discussione e noi attori abbiamo il potere di far sì che il pubblico ami il teatro o decida di non tornarci mai più. Ma è possibile quindi restare influenzati dagli umori della platea e modulare la propria interpretazione a seconda della serata? Certo. Specie quando si ha a che fare con dei bambini o con i ragazzi. Mi è successo anche quest’estate, durante una replica piuttosto difficile e complessa di un nostro spettacolo. Le condizioni climatiche non erano delle migliori. E anche la logistica non facilitava l’attenzione e la comprensione verso lo spettacolo. Così, nel secondo tempo ho deciso di dare una brusca accelerata all’opera, di intensificare il ritmo e di incalzare la platea… e, per fortuna, quella è stata la scelta giusta, la chiave di volta della serata. Insomma, bisogna starci dietro allo spettatore. Non si deve averne una considerazione come luogo comune. Bisogna coltivarlo, guardarlo, capirlo… a volte anche rimproverarlo. Eliminare il più possibile ogni distanza. Per finire, come dovrebbero essere le rassegne teatrali italiane per attirare un numero sempre maggiore di pubblico? Su cosa si dovrebbe puntare: nomi di richiamo, teatro sperimentale, opere classiche? Un consiglio d’autore… Io vorrei puntare sulla musica. Cercare di cogliere le nuove incursioni musicali che offre il panorama internazionale per avvicinare allo spettacolo anche i giovani e riportarli in teatro. Così abbiamo tentato di fare con Amleto, coinvolgendo un gruppo molto conosciuto e apprezzato presso il pubblico più giovane. Ugualmente, High School Musical ha dimostrato di essere un fenomeno incredibile per il teatro. Il jazz e la lirica lo sono per altro verso, senza dimenticare certa parte degli spettacoli circensi... Ci sono forme di spettacolo che, secondo me, con la musica potrebbero aiutare a sensibilizzare e consentire di aumentare ulteriormente le presenze nei nostri bellissimi teatri italiani.

A “PRECIOUS” STAGE A look at the Thienese theatrical season with Alessandro Preziosi This year marks the beginning of the 29th edition of Thiene’s theatrical season: like its predecessors, this year’s line-up will pay homage to the Italian Theatre’s best productions. Hardhitting texts, both classic and new, and characters played by the great actors who truly make a home of the stage, along with their younger - but eagerly awaited - counterparts. To give but a few previews:The Holiday Trilogy with Toni Servillo; Silvio Orlando in The god of Slaughter (a contemporary text by Yasmina Reza, an English writer); Orso Maria Guerrini and Pamela Villoresi with Marlene; Garry the Idol with Gianfranco Iannuzzo and Daniela Poggi; and much more. Among these high-profile figures, everyone awaits Alessandro Preziosi, who will take centre stage with Shakespeare’s Hamlet. To accompany the protagonist, Khora.teatro chose Armando Pugliese as producer, along with a highly prestigious artistic cast including Franco Branciaroli as Claudius, Carla Cassola as Gertrude and Silvio Orlando as Polonius, together with a set of talented young actors. Talking to the protagonist, we tried to understand the particularities and meaning behind this new production. “It’s a very clear, political, cynical and overall I’d say quite original interpretation of this Shakespearean play, presented here in all of its essentiality.The producer’s goal was to unleash a less Oedipal and more aware Hamlet, who is unable not so much to act but to react - summarising, then, (what may be defined as) the malaise of this current generation of mine. Putting on a production of Hamlet is in fact an effort to recount, with strong words, something that is still a big concern of ours; our time. The protagonist’s personal dilemma brings to the stage the conflicts and aspirations of any young person of today who has a conception of existence, but who must also experience its corruptibility, fragility and imperfection.”


UNA

stagione PER TUTTI I gusti

Appuntamenti

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Si alza il sipario sulla XXIX Stagione Teatrale Thienese Sarà un’occasione d’incontro per chi ama il teatro di qualità, nel suo forte valore comunicativo e coinvolgente, esperienza di divertimento e di riflessione; e anche per tutti coloro che credono nel benessere che l’arte dà all’uomo. Si passerà dalla commedia alla tragedia, dal dramma personale e quello collettivo, dalla riflessione all’ironia, sempre rispecchiando le diverse manifestazioni della meravigliosa avventura umana. La protagonista di un racconto di E. Geel dice infatti: ”la vita è veramente strana, imprevedibile e quindi interessante, curiosa, la morte invece è noiosa, sempre uguale”, e sul palcoscenico ognuno di noi ha il piacere di assistere al dispiegarsi di questa bellissima stranezza. Aprirà la Stagione una commedia degli equivoci, esilarante e ironicamente tragica allo stesso tempo, un implicito monito verso l’eccesso di importanza che viene dato alle cure estetiche. Ho Perso la Faccia! è il titolo dell’opera che vedrà alla regia Sabina Negri Calderoni e sarà interpretata da Carlo Delle Piane, celebre “brutto” del teatro italiano, per la prima volta a Thiene, ed Erica Blanc, attrice molto amata dal nostro pubblico e già applaudita due anni fa insieme ad Arnoldo Foà ne: Sul Lago Dorato. Tornerà poi la bravissima Compagnia Glauco Mauri e Roberto Sturno, per la seconda volta in città, con un testo del geniale drammaturgo francese Éric-Emmanuel Schmitt, Il Vangelo Secondo Pilato. Un testo di forte impatto emotivo, in cui rivive il dramma dell’uomo: l’uomo di fede che mette sè stesso a servizio dell’umanità fino alla morte e l’uomo di ragione che con tutte le sue forze cerca di allontanare da sè il “mistero”. Il terzo appuntamento è una felice ripresa della commedia di ambientazione inglese di N. Coward Present laughter, interpretata da grandi come Burton, Olivier, Taylor, grande successo attuale al National Theater di Londra, adattata in italiano come Il Divo Garry: protagonisti il divertente Gianfranco Jannuzzo e Daniela Poggi. Commedia brillante e sofisticata che mette in evidenza gli aspetti più comici della middle-class inglese, dove un attore di successo è alle prese con l’arrivo della mezza età, quando la sua bellezza e il suo fascino entrano in contrasto con il suo essere viziato e cappriccioso. Tornano poi a Thiene Gianmarco Tognazzi e Bruno Armando, visti nel 2005 con Prima Pagina e quest’anno interpreti di La Panne, ovvero La Più Bella Giornata della Mia Vita di F. Durrenmatt. Un dramma intimo attraverso il quale il drammaturgo risveglia l’attenzione dello spettatore sul tema della responsabilità personale, del senso di colpa generato da ogni azione compiuta, anche la più inconsapevole. Attraverso passaggi da toni leggeri e comici ad altri tragici ed angoscianti viene portato in superficie il conflitto dell’individuo con un mondo intimo pauroso ed ignoto, comune a tutti noi.

Con La Trilogia della Villeggiatura arriva a Thiene anche Toni Servillo, straordinario attore, sempre più richiesto e amato sia sui palcoscenici teatrali che sul grande schermo. Non mancherà il più famoso Shakespeare con l’Amleto interpretato dal bellissimo e altrettanto bravo Alessandro Preziosi. In arrivo anche il recente vincitore della Coppa Volpi al Festival del Cinema di Venezia, Silvio Orlando, che sarà a Thiene con Il dio della carneficina, un testo contemporaneo di Yasmina Reza, scrittrice inglese che presenta una storia di fortissimo impatto emotivo e di grande coinvolgimento. E poi ancora Pamela Villoresi, il cui nome garantisce sempre e comunque grandi interpretazioni, questa volta in scena con Marlene, la Dietrich vista da dietro le quinte nello straordinario scorrere delle sue vicende umane, accompagnata da Orso Maria Guerrini. Continuerà infine la grande e prolifica tradizione del Teatro Veneto, con uno spettacolo interamente prodotto in Veneto e interpretato dai migliori attori veneti, quest’anno di Giacinto Gallina: La Base de Tuto.

I prezzi degli abbonamenti e dei biglietti per la stagione 2008/2009 saranno i medesimi della scorsa stagione. Per la Campagna abbonamenti, il rinnovo delle tessere e la sottoscrizione di quelle nuove è possibile rivolgersi: - al Botteghino del Teatro Comunale (tel. 0445-804943) con le seguenti modalità: dal lunedì al venerdì: al mattino dalle ore 9.30 alle ore 13.30 e nei pomeriggi di lunedì e mercoledì, dalle ore 17.00 alle ore 18.30. - da lunedì 13 ottobre all’Ufficio Cultura del Comune di Thiene, in Via Monte Grappa, 12/B, (tel. 0445-804745) con il seguente orario dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.30 alle ore 13.30 e nel pomeriggio del mercoledì dalle ore 16.30 alle ore 18.10. Info: tel. 0445-804745 E-mail: teatro@comune.thiene.vi.it / cultura@comune.thiene.vi.it

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empre maggiore, nella società contemporanea, risulta essere l’attenzione nei confronti delle tematiche sociali e le azioni finalizzate al miglioramento dei servizi rivolti al cittadino. In special modo verso chi, a vario titolo, si trova in difficoltà e necessita di un particolare supporto da parte delle istituzioni e della comunità. E se è vero che il grado di civiltà di un paese si misura anche dalla sensibilità e dall’impegno messi in campo nell’affrontare tali questioni, possiamo senz’altro dire che la città di Thiene occupa le posizioni più alte di questa classifica. Ce lo confermano le numerosissime associazioni di volontariato presenti sul territorio, che si dedicano all’aiuto del prossimo, all’integrazione sociale delle persone emarginate, al sostegno dei diversamente abili… tutte con l’obiettivo comune di ridare dignità all’individuo e permettere una maggior integrazione tra le varie fasce sociali. In questo contesto, anche l’Amministrazione Comunale mostra di voler fare la propria parte, sia attraverso il miglioramento dei servizi offerti, sia attraverso la sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Ed ecco allora iniziative benefiche e incontri di approfondimento di ogni tipo.

CITTÀ SENZA BARRIERE Un convegno e un concerto accendono i riflettori sul tema della disabilità

Nato quattro anni fa a Mirano, in provincia di Venezia, il gruppo musicale “Guido e i suoi amici”, diretto dal professor Guido Cingano, è formato da 30 elementi, tra cui una ventina di voci femminili che vanno ad affiancare ed integrare la parte strumentale composta da fisarmonica, flauto, pianoforte, tastiera, solo per citarne alcuni. Il gruppo propone un repertorio di brani che va dalle intramontabili melodie classiche e contemporanee, ai grandi autori del ‘600, ’700 e ‘800.


Storie di vita Tra questi, vale la pena di ricordare il convegno dal titolo “Uno sguardo sulla Città: idee, progetti e soluzioni accessibili”, in programma sabato 11 ottobre 2008 alle ore 9.00 presso il Padiglione Fieristico di Via Vanzetti a Thiene. Un appuntamento che vede collaborare ancora una volta l’Amministrazione Comunale e l’Ulss 4 Alto Vicentino, alla ricerca di quelle positive sinergie che possono far nascere valide ed efficaci azioni di sostegno e di sviluppo sociale. Il convegno, infatti, si propone di promuovere un processo culturale finalizzato a creare condizioni favorevoli alla vita di relazione e ai processi di integrazione sociale delle persone disabili. Per una città, quella di Thiene, senza barriere architettoniche, senza quegli ostacoli fisici che creano disagio per la mobilità, in particolare di chi, per una qualsiasi causa, si trova ad avere una capacità motoria ridotta che limita o impedisce la comoda e sicura utilizzazione di spazi e attrezzature. E, da questo punto di vista, per barriere si intendono anche tutte quelle carenze in fatto di accorgimenti e segnalazioni che dovrebbero invece consentire l’orientamento e il riconoscimento dei pericoli, in particolare per i non vedenti, gli ipovedenti e i sordi. Al convegno parteciperanno architetti e tecnici specializzati nella ricerca e promozione dell’accessibilità, relatori sensibili alle tematiche sociali e una rappresentanza del mondo della scuola. Potrà inoltre contare sulla presenza di Salvatore Nocera,Vice Presidente Nazionale F.I.S.H. (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).

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La giornata si preannuncia quindi ricca di contenuti e di stimoli interessanti. Ma non finisce qui, anzi. In serata l’iniziativa sarà coronata da un concerto benefico, che andrà in scena al Teatro Comunale di Thiene a partire dalle ore 20.30. Ad animarlo due band musicali davvero speciali: da un lato il “Coro Insieme” dell’Associazione A.V.I.D. (Associazione Volontari Inserimento Disabili) “I Fiorellini Onlus” di Mirano, diretto dalla maestra Maria Cristina Alessandri, che vanta tra i propri componenti anche persone diversamente abili; dall’altro il gruppo musicale “Guido e i suoi amici” diretto dal professor Guido Cingano. Le due formazioni saranno protagoniste di un appuntamento all’insegna della musica e del divertimento. Lo spettacolo assumerà un valore ancora maggiore in ragione del fatto che il ricavato della serata sarà devoluto al Comitato “La casa di Stefano Onlus” per la realizzazione di case famiglia in Lituania. Un bell’esempio per continuare a impegnarsi e un’occasione in più per imparare il valore dell’accoglienza e dell’aiuto reciproco.

Per maggiori informazioni e per l’acquisto dei biglietti è possibile contattare l’Ufficio Cultura del Comune di Thiene (0445-804745) o la locale sede della Pro-loco.

A CITY WITHOUT BARRIERS A conference and a concert shed light on the issue of disability If the degree of any city’s civility is measured partly by the sensitivity and effort it puts into helping those in difficulty, then we can safely say that Thiene holds one of the top spots on the chart. In this context, the Council Administration has shown it wants to play its part by both improving available services and raising awareness amongst the public. And this has translated into charitable initiatives and a wide range of meetings intended to deepen general knowledge on the issue. In particular, it is worthwhile to mention the conference entitled “A glance at the City: ideas, projects and accessible solutions”, due to take place on Saturday 11th October at 9:00 at the Trade Show Pavilion on Via Vanzetti in Thiene. The event will once again involve the collaboration of the Council Administration with the Ulss 4 Alto Vicentino in an attempt to find those positive synergies that bring about concrete and effective action in social development and support. As night falls, the initiative will take the form of a charity concert that will take place in the Council Theatre of Thiene starting from 20:30. It will be animated by two truly special bands, some of whose members are also differently abled. The evening’s proceeds will be handed over to the “Stefano’s House Onlus” for the creation of family homes in Lithuania. A perfect way to encourage new efforts and another opportunity to learn the value of inclusion and mutual aid.

Da due percorsi diversificati (A.V.I.D. Onlus di Mirano e “I Fiorellini” Onlus di Zianigo) è sorta l’Associazione Volontari Inserimento Disabili “A.V.I.D. I Fiorellini Onlus” di Mirano. Tra le numerose attività di solidarietà e riscatto proposte dal gruppo di volontariato nei confronti dei diversamente abili, l’Associazione vanta dal 1997 un coro composto da un centinaio di persone tra diversamente abili, genitori, amici e volontari. Ma perché è nata l’idea del coro? Lo abbiamo chiesto alla direttrice Maria Cristina Alessandri che spiega: «Perché il coro è liberatorio, perché la riuscita del brano è affidata all’insieme ma ogni elemento può e deve sentirsi protagonista del tutto. Perché salire su un palco accresce l’autostima dei ragazzi e, attraverso un lavoro costante, si possono raggiungere risultati straordinari». Il gruppo, appoggiato da una base musicale, propone brani di musica italiana contemporanea dagli anni Ottanta ai giorni nostri.

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umerosi i gruppi di volontariato che operano sul territorio di Thiene e che abbracciano le diverse realtà socio-culturali esistenti in città. Tra queste le Associazioni Il Bucaneve, Il Girotondo e Ri…trovarsi si dedicano alle persone diversamente abili. Anche per loro la giornata dell’11 ottobre rappresenta una valida un’opportunità per parlare della propria attività e di come sia semplice dare una mano a chi è meno fortunato di noi.

LA SEMPLICE BELLEZZA dello STARE INSIEME “Il Bucaneve” è il nome dell’Associazione nata una quindicina di anni fa e seguita da giovani animatori che prestano gratuitamente un po’ del loro tempo libero ad un gruppo di ragazzi con disabilità. Sono stati proprio loro, gli ospiti dell’associazione che, durante le ore ricreative dedicate al disegno e alla pittura, hanno coniato il nome Bucaneve. Nessun motivo particolare lega il termine all’associazione: si tratta di un titolo nato dalla loro sensibilità, fantasia e creatività… alcune delle numerose doti che questi ragazzi possiedono. Ospitati all’interno di una sala parrocchiale del Duomo di Thiene, i volontari svolgono le loro attività da molto tempo e con gli anni sono riusciti a coinvolgere anche le famiglie dei ragazzi. «Siamo quattro animatori e otto ragazzi - spiega Stefano Rigoni, referente dell’associazione - con i quali tutti i sabato mattina ci incontriamo per svolgere alcune semplici attività come il disegno, il canto, lavori artigianali di vario tipo, o per preparare qualche spettacolo d’animazione ed effettuare passeggiate in compagnia.Tutti

pretesti per stare insieme e trascorrere alcuni momenti piacevoli». Ogni ragazzo all’interno del gruppo si distingue per le sue particolari qualità, che lo rendono speciale e unico. «Ci sentiamo come in una grande famiglia - prosegue Rigoni - e spesso nelle attività che proponiamo riusciamo a coinvolgere oltre ai ragazzi anche i genitori. Penso sia questo il motivo per cui anche Don Livio e Don Stefano hanno voluto assisterci e darci l’opportunità di usare gli ambienti della parrocchia di Thiene. Siamo una piccola comunità, ma molto unita, e chi viene ad incontrarci respira subito questo spirito di collaborazione e questa voglia di condividere nuove esperienze». Alle attività in parrocchia l’Associazione aggiunge ogni anno una gita in montagna di due giorni nel periodo estivo, durante la quale i ragazzi, ospiti dei Frati Cappuccini di Thiene, hanno la possibilità di trascorrere qualche giorno sull’Altopiano di Folgaria. Naturale che l’occasione del soggiorno diventi ancora una volta un perfetto motivo per far festa e divertirsi tutti assieme! Gli ospiti dell’Associazione “Il Bucaneve” durante le attività in parrocchia

Per chi volesse avvicinarsi a questo gruppo di volontari e dedicare un po’ del proprio tempo ai ragazzi diversamente abili è possibile contattare il referente Stefano Rigoni al numero 349-7769479 o raggiungere la sede dell’Associazione ogni sabato mattina.

THE SIMPLE PLEASURE OF BEING TOGETHER “The Snowdrop” is the name of an association born some 15 years ago that is supported by a set of young entertainers who dedicate some of their free time to a group of children with disabilities. It was these kids, the association’s guests, who coined the name Snowdrop during recreational hours spent drawing and painting. It has no particular link to the association: it is simply a title born from their sensitivity, imagination and creativity... just some of the numerous skills these kids possess.

Housed inside one of the Duomo di Thiene’s parish halls, the volunteers have been performing their activities for years and, over time, have also encouraged the children’s families to get involved. Every youngster in the group stands out with a set of particular qualities that make him special and unique. “We feel like a big family - Rigoni, a representative, says - and often with our activities we manage to involve the parents as well as the kids. We’re a small community, but a very close one, and anyone who comes to meet us immediately senses this spirit of collaboration, this desire to share new experiences.”


Uscita di gruppo in montagna per l’Associazione “Il Girotondo”

STRETTI PER MANO

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Storie di vita

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Per sapere come sia possibile dare il proprio contributo all’Associazione basta contattare il Presidente Massimo Rabito al numero 0445-362752. Il gruppo di volontari de “Il Girotondo” vi aspetta presso l’attuale sede di Via Carducci a Thiene.

utti per mano a formare un cerchio allo scopo di condividere insieme emozioni e sensazioni. Un cerchio che però non vuole essere chiuso, ma sempre aperto agli altri. Questo è “Il Girotondo”. Circa 12 anni fa un gruppo di volontari residenti a Thiene, con alle spalle un bagaglio di esperienze nell’ambito del sociale, si sono ritrovati con l’obiettivo comune di proporre delle occasioni di incontro con i diversamente abili, per vivere insieme a loro momenti si svago e di divertimento. Un modo per far incontrare due diversi bisogni: da una parte il desiderio dei volontari di condividere le proprie esperienze, dall’altra la necessità per i ragazzi di occupare il proprio tempo libero con delle attività educative. Nasce così nel febbraio del 1995 l’Associazione “Il Girotondo”, con tanto di Statuto e Regolamento interno. «A contatto con queste persone - precisa il presidente dell’Associazione Massimo Rabito - abbiamo cominciato a scoprire ciò che prima difficilmente si immaginava: la bellezza dello stare assieme, la spontaneità del rapporto umano e l’autenticità delle relazioni che si riescono così facilmente ad instaurare con loro». In particolare, l’Associazione intende promuovere il rafforzamento della solidarietà umana e sociale attraverso la sensibilizzazione della comunità locali nei confronti dei ragazzi diversamente abili e del loro

diritto ad una integrazione sociale, mediante un proficuo utilizzo del tempo libero. Anche per questo “Il Girotondo” promuove un corretto dialogo con gli Enti locali preposti all’assistenza e alla cura di queste persone e favorisce un più stretto rapporto con le altre associazioni di volontariato del territorio, oltre che con le agenzie e le istituzioni che promuovono attività di ricerca e informazione sulla disabilità. Oggi “Il Girotondo” accoglie 40 persone diversamente abili provenienti daThiene e dintorni e conta sulla preziosa collaborazione di quasi 30 volontari che, in modo più o meno regolare, partecipano alle iniziative dell’Associazione. Molte sono le proposte di aggregazione per i ragazzi: dalle gite giornaliere, alle escursioni in montagna con pernottamento in rifugio, alle attività sportive che facilitano lo sviluppo dello spirito di squadra e la collaborazione. Non mancano le serate in pizzeria e nemmeno quelle in discoteca, come pure frequenti sono le partecipazioni alle manifestazioni popolari promosse in città. Da qualche anno, inoltre, l’estate offre agli ospiti dell’Associazione l’opportunità di trascorrere insieme una settimana di vacanza in montagna. Una proposta che ha già incontrato largo consenso presso i ragazzi, che si sentono più coinvolti nella vita sociale della comunità e possono riscoprire il piacere di condividere nuove esperienze.

HAND IN HAND

the youngsters’ need to fill their free time with educational activities.And so the “Il Girotondo” Association was born in 1995, complete with internal Statute and Regulations. The Association aims to strengthen social solidarity by raising local communities’ awareness of the differently abled, along with the latter’s right to become socially integrated through a worthwhile use of their free time. Today “Il Girotondo” welcomes 40 differently abled persons from Thiene and surroundings and counts on the precious collaboration of almost 30 volunteers who more or less regularly participate in its initiatives.

Hand in hand to create a circle with the aim of sharing emotions and sensations. A circle, however, that is never closed but rather always open to others. This is “Girotondo” (Ring-a-ring-o’roses). Around 12 years ago, a group of volunteer workers residing in Thiene - with plenty of experience under their belts - came together with the common goal of creating opportunities for interaction with the differently abled, joining them in moments of leisure and fun. This model served two different needs: on one hand, the volunteers’ desire to share their experiences and, on the other,

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I volontari dell’Associazione “Ri...trovarsi” durante la giornata delle Associazioni a Thiene

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POSTO GIUSTO

DOVE RI…TROVARSI Se si parla di Associazioni di Auto Mutuo Aiuto per il benessere psico- promuovendo e divulgando la filosofia dell’auto-mutuo-aiuto. sociale a Thiene vien naturale far riferimento al gruppo di volontari Alla base delle attività svolte dai volontari di “Ri…trovarsi” ci sono di “Ri…trovarsi”. Non solo perché dal 2001 l’Associazione in effetti valori fondamentali che si possono riassumere con tre opera nell’ambito della promozione sociale, proponendosi di parole chiave: Riservatezza, Ascolto e Rispetto. L’obiettivo di chi e si parla di Associazioni di Auto Mutuo Aiuto per il benessere psico-sociale a Thiene vien naturale far riferimento al migliorare la qualità della vita che, per le più disparate vicissitudini, offre un po’ del suo tempo a chi è in difficoltà rimane sempre quello gruppo di volontari di “Ri…trovarsi”. Non solo perché dal 2001 l’associazione opera nell’ambito della promozione è stata sconvolta, appesantita, disturbata da problemi di salute di combattere la solitudine, aiutare a costruire nuove amicizie, sociale, proponendosi di migliorare la qualità della vita che, per le più disparate vicissitudini, è stata sconvolta, mentale. Non solo perché al gruppo aderiscono oggi oltre 100 stimolare il confronto e lo scambio delle proprie esperienze, appesantita, disturbata da problemi di salute mentale. Non solo perché al gruppo aderiscono oggi oltre 100 iscritti iscritti che, dalla originaria sede all’interno dell’Ospedale di Thiene, consentire la socializzazione partecipando ad attività ricreative, che, dalla originaria sede all’interno dell’Ospedale di Thiene, si sono trasferiti definitivamente nel 2003 nell’attuale si sono trasferiti definitivamente nel 2003 nell’attuale sede concessa culturali e sportive… ogni iniziativa intende abbattere i pregiudizi sede concessa dall’Amministrazione Comunale in Via 7 Comuni. Ma anche perché da poco più di un anno “Ri… dall’Amministrazione Comunale in Via 7 Comuni. Ma anche sulle malattie mentali e portare un po’ di sostegno nel percorso trovarsi” si è costituita come Associazione A.M.A. (Auto Mutuo Aiuto) riconosciuta O.N.L.U.S. perché da poco più di un anno “Ri…trovarsi” si è costituita come terapeutico riabilitativo. Per offrire un supporto ancor più efficace, Associazione A.M.A. (Auto Mutuo Aiuto) riconosciuta O.N.L.U.S oggi sono addirittura due le tipologie di gruppo presenti all’interno Ma cosa significa questo? L’auto-mutuo-aiuto è in realtà un di “Ri…trovarsi”: i gruppi di INCONTRO (“l’Ancora”, “Noi e gli comportamento connaturato all’essere umano, che affonda le altri”, “Arcobaleno” e “Dap”) e i gruppi ATTIVITÀ, che si occupano sue origini nella storia. Si basa sulla necessità di instaurare semplici di organizzare i momenti educativi e di incontro con corsi di piccolo relazioni tra persone accomunate dalle stesse difficoltà e che artigianato, lettura e recitazione, etc. possono quindi riconoscere una parte di sé nella vicenda dell’altro. Non mancano ovviamente le attività di sensibilizzazione e di In altre parole, l’auto-mutuo-aiuto è la possibilità di raccontarsi, di formazione, organizzate con il coordinamento dei gruppi di aprirsi, di parlare e di ascoltare. E proprio per tale motivo si basa Auto Mutuo Aiuto della provincia di Vicenza, e le iniziative svolte sull’esperienza della condivisione, grazie alla quale il beneficio va sia in collaborazione con le altre Associazioni di volontariato del alla persona che viene aiutata che a chi aiuta. territorio. Così riusciamo forse a spiegarci meglio anche questo insolito In fondo, per aiutare chi è meno fortunato di noi basta poco: prima nominativo che i partecipanti hanno voluto dare all’Associazione ancora della singola attività ci deve essere la voglia ed il piacere di e che ne sintetizza il progetto: ritrovare se stessi attraverso gli altri, condividere un percorso di reciproca crescita umana ed emotiva.

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Per ogni ulteriore informazione e per capire come diventare soci, l’Associazione “Ri…trovarsi” è aperta a tutti nella sua sede di Via 7 Comuni a Thiene. I numeri da contattare sono 0445-365384 oppure 348-5575954.

THE RIGHT PLACE TO GET TOGETHER On the subject of Auto-Mutual Aid Associations for psycho-social well being in Thiene, reference will naturally be made to the “Ri... trovarsi” (“Getting Together”) volunteers. Not only because the association has worked in the area of social advancement since 2001, offering to improve the quality of life when mental health problems have disturbed and burdened it. Not only because the group has over 100 members who, from the initial site inside Thiene Hospital, made the definitive move to its current location - granted by the Council Administration - on Via 7 Comuni in 2003. But also because “Ri...trovarsi” has, for just over a year,

constituted itself as an ONLUS (charitable organisation) registered AMA (Auto-Mutual Aid) Association. This explains the name that contributors chose to give to the Association, which summarises its ethos: finding oneself through others, promoting and diffusing the philosophy of auto-mutual aid. In order to offer more effective support, there are now two typologies of group within “Ri...trovarsi”: MEETING and ACTIVITY. Awareness-raising activities have also been organised in collaboration with other AMA groups and voluntary organisations in the province of Vicenza.


TECNOLOGIA

A SERVIZIO DI TUTTI La realtà innovativa di Pasubio Tecnologia


Territorio

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Dallo scorso anno presidente di Pasubio Tecnologia è il thienese Piero Salbego

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uscitano crescente interesse, tra gli addetti ai lavori e non solo, le opportunità che il mondo dell’information technology offre oggi sia ai privati che alle Pubbliche Amministrazioni. Terreno fertile per lo sviluppo di un dibattito su tali questioni e per l’avvio di nuove collaborazioni, nonché per l’adozione di sistemi innovativi nel campo della comunicazione e dell’informatica è stato trovato anche a Thiene. In particolare, già da alcuni anni l’Amministrazione Comunale ha attivato uno stretto rapporto di lavoro con le società del territorio nell’ottica di migliorare i propri servizi e di sviluppare una rete di attività sovracomunali di grande respiro. Tra queste, Pasubio Tecnologia si sta distinguendo per i grandi vantaggi e le indubbie migliorie apportate a tutto il settore informatico di competenza del Comune. La società, con sede a Schio, nata per sviluppare e gestire l’informatica dei vari enti territoriali, ha con il tempo affinato i suoi strumenti e ampliato considerevolmente il network dei Comuni associati: oggi, oltre a Thiene, fanno parte del gruppo, Caltrano, Chiuppano, Isola Vicentina, Malo, San Vito di Leguzzano, Santorso, Schio, Tonezza, Torrebelvicino, Valdagno, Valli del Pasubio, Velo d’Astico e Villaverla. Confermando inoltre un orientamento volto all’acquisizione di un numero sempre maggiore di partner, si prevede a breve l’ingresso nella società dei Comuni di Zanè e Zugliano, che rivestono una grande rilevanza strategica per tutto il territorio dell’Alto Vicentino, e per Thiene in particolare. Un lavoro davvero prezioso quello messo in campo da Pasubio Tecnologia, che consente a tutte le realtà coinvolte di usufruire di professionisti specializzati nella gestione di reti e fonia riguardante i Pc, nell’amministrazione di banche dati, come pure nella ricerca di applicativi e nella loro manutenzione.

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E se i Comuni più grandi erano in verità già strutturati internamente per questo tipo di attività, il vero salto di qualità è stato fatto da tutte quelle Amministrazioni più piccole che, in precedenza, erano costrette a valersi di fornitori o service esterni, senza tra l’altro alcuna possibilità di creare un’efficace rete di rapporti con le altre realtà che si trovavano nella stessa situazione. In Pasubio Tecnologia, invece, vengono scavalcate le consuete logiche cliente-fornitore e ogni Comune diventa socio effettivo della società, con tutti i vantaggi che ne conseguono: dal supporto per i progetti strategici e con valenza intercomunale all’aumento degli standard di sicurezza, dal costante aggiornamento all’utilizzo di tecnologia d’avanguardia. Soprattutto, l’ingresso in Pasubio Tecnologia ha consentito ai vari soci di essere parte di un network e di dialogare fra loro: una svolta davvero epocale, che ha avuto e continuerà ad avere anche per i prossimi anni risvolti non solo di tipo economico, ma principalmente culturale all’interno delle Pubbliche Amministrazioni. La peculiare tipologia di rapporto che si è venuta così a instaurare fa sì che in Pasubio Tecnologia la priorità sia, ancorché legata alla produzione di utili, quella di venire incontro e soddisfare le specifiche esigenze dei Comuni, anche a discapito dei margini di guadagno. Idea questa che ha trovato piena accoglienza ed è stata anzi rilanciata anche dal presidente Piero Salbego, thienese doc che dallo scorso anno guida la società con competenza e professionalità, mostrando di avere un occhio di riguardo proprio nei confronti del benessere e del reale contributo a favore dei Comuni aderenti. Razionalizzazione dei costi, economia di scala e ricerca tecnologica sono quindi gli asset di una società dinamica e attenta alla domanda del territorio, che grazie ad una serie di accordi ha saputo addirittura garantire, laddove erano presenti dipendenti già impiegati in queste funzioni, il mantenimento del loro posto di lavoro semplicemente trasferendone l’attività all’interno di Pasubio Tecnologia. Un’altra prova di lungimiranza e predisposizione verso i Comuni associati, che prepara la strada ad ulteriori prossime opportunità di collaborazione.

TECHNOLOGY IN SERVICE OF EVERYONE Newfound interest in the opportunities that the IT world can offer private companies and Public Administrations is being generated among insiders and outsiders alike. In particular, the Council Administration has for some years established a close working relationship with the territory’s companies, with the aim of improving its services and developing a supra-municipal network of activities. Among these, Pasubio Technology has distinguished itself with the advantages and undoubted improvements it has brought to the entire informatics sector of the Municipality. Over time, the company - with headquarters in Schio - has honed its instruments and considerably widened the network of associated Municipalities. The services offered by Pasubio Technology are truly precious, allowing all groups involved to take advantage of professionals that specialise in the management of PC networks and telephony, the administration of databases and the research and maintenance of applications. In Pasubio Technology, traditional client-provider logics are surmounted and every Municipality becomes an effective associate of the company, with all the advantages the title brings: from support for strategic projects with inter-municipal bearing to improved security standards and the use of avant-garde technologies. Above all, entering Pasubio Technology has allowed the various associates to become part of a network and has established dialogue between them. If Pasubio Technology acts as Data Centre for the larger Municipalities, the company essentially provides hosting activities for all associates, in the sense of collecting, archiving and maintaining their main databases. But Pasubio Technology is taking its most significant step in the form of open source. In cultural terms, this is a software development methodology that leaves wide room for intervention and use of applications by the user, freeing him from the provider’s bind and the owner-consumer logic. In practical terms, open source is software distributed with a license that allows potential developers to autonomously manage the “source code”, improving or better calibrating its features.


Territorio

Th

VERSO IL FUTURO DELL’INFORMATICA Se per i Comuni associati di maggior dimensione Pasubio Tecnologia è anche CED, centro elaborazione dati, la società svolge essenzialmente per tutti i soci attività di hosting, nel senso che raccoglie, archivia e conserva tutte le principali banche dati. Con il progetto “CityWeb” frutto di collaborazioni fra tecnici dei Comuni di Malo, Thiene e Pasubio Tecnologia e la conseguente attivazione del portale http://www.altovicentino.net l’obiettivo diventa l’integrazione e la distribuzione di queste informazioni e dei servizi ai cittadini tramite la rete di intranet e di internet. A partire da alcuni funzioni base valide per tutti i soci, per procedere a implementazioni del software secondo le esigenze specifiche. E così, oltre alla registrazione del dominio e alla posta elettronica, i Comuni possono disporre di una finestra verso il cittadino per comunicare news o mettere in vetrina il proprio Ufficio URP, per avviare newsletter periodiche o consentire la distribuzione di documenti in formato elettronico, per mettere in evidenza gare e appalti o rendere disponibile il SIT, nuovo Sistema Informativo Territoriale per le ricerche e le indagini cartografiche, per dare spazio allo Sportello unico per le imprese, come anche ai portali di Istruzione e Formazione o alle Associazioni di volontariato… In alcuni casi, poi, il servizio si arricchisce di ulteriori funzioni e vantaggi, come accade per i dati demografici di Thiene, Schio e Malo; essi sono stati riuniti in Pasubio Tecnologia, che dispone quindi di una situazione aggiornata e condivisa di quanto avviene nel territorio, estremamente utile nei casi di ricerca, confronto, verifica dei dati relativi. In pratica, grazie all’applicativo telematico denominato An@Web, le banche dati anagrafiche dei tre più grossi centri dell’Alto Vicentino risultano accorpate nella sede di Pasubio Tecnologia e vengono gestite in maniera integrata assicurando adeguati standard di sicurezza e una corretta erogazione di servizi on line. Già! Sicurezza e funzionalità: altri due concetti di grande importanza quando si ha a che fare con l’information technology… Pasubio Tecnologia è in grado oggi di garantire livelli di sicurezza misurati e controllati in tempo reale, ottimizzati e sempre disponibili, mostrando di possedere un controllo a 360 gradi per quel che riguarda l’infrastruttura informatica. In particolare, la società riesce a soddisfare le necessità di riservatezza e inviolabilità nelle operazioni telematiche svolte, di sicurezza

nell’uso dei prodotti, di corretta gestione nelle transazioni commerciali o nei rapporti con banche e fornitori. In più, le moderne apparecchiature e i sistemi di archiviazione delle informazioni permettono di conservare e recuperare tutti i dati trasmessi dai Comuni, anche nei casi più gravi di guasto o danneggiamento (il cosiddetto disaster recovery). Grandi passi avanti sono stati fatti da Pasubio Tecnologia anche nel campo della connettività e dell’erogazione dei servizi, tanto che oggi il collegamento con il Comune di Thiene non avviene più tramite rete telefonica o fibra ottica, ma addirittura con ponte radio. Una soluzione questa che ha consentito anzitutto un sensibile abbattimento dei costi e un aumento delle prestazioni telematiche offerte. Ma la partita più importante per quanto riguarda l’innovazione e l’incremento dei propri servizi Pasubio Tecnologia la sta facendo in tema di open source. Un concetto che negli ultimi anni è entrato prepotentemente nella vita delle Pubbliche Amministrazioni e di tutto il mondo dell’informatica. Dal punto di vista culturale si tratta di una metodologia di sviluppo dei software che lascia ampi margini di intervento e di utilizzo degli applicativi all’utente, liberandolo dal vincolo del fornitore e dalla logica proprietario-consumatore. Dal punto di vista pratico, l’open source è un software rilasciato con una licenza che permette agli eventuali sviluppatori di gestire autonomamente il “codice sorgente” e di incrementarne o tararne meglio le funzionalità. In un certo senso, si lascia la possibilità all’utente di “costruire in casa” i programmi di cui ha bisogno e di modificarli per ottenere un servizio pari o superiore a quello tradizionale. Così sta avvenendo anche per Pasubio Tecnologia e per i Comuni associati che, anziché investire in nuovi applicativi presenti sul mercato, hanno deciso di puntare sulla formazione delle risorse umane interne e sulla ricerca, prendendo spunto o accogliendo quanto il mondo dell’open source già propone: ecco allora l’adozione del sistema “My Portal” fornito dalla Regione Veneto o ancora il più recente applicativo di protocollo progettato dal Comune di Padova e immesso in rete per un utilizzo condiviso. E se ancora la strada da percorrere pare piuttosto lunga e complessa, Thiene e gli altri Comuni del territorio sanno di poter contare sul supporto di un compagno di viaggio di grande esperienza e capacità: Pasubio Tecnologia appunto.

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MYSPACE lancia

I LOST verso il SUCCESSO La città di Thiene celebra con soddisfazione le clamorose performance dei Lost che, grazie al seguito incredibile di fans registrato durante il tour italiano, dimostrano di essere una band in fortissima ascesa e il più grande fenomeno musicale del momento. Oltre ad aver aperto gli unici due concerti italiani dei Tokio Hotel e aver partecipato ad

altri importanti eventi musicali in giro per la penisola, la rock band vicentina è stata a lungo in vetta alla classifica di TRL, trasmissione cult di MTV. Il video del loro ultimo singolo “Standby”, girato in California, dall’8 maggio è stato sempre nella top 3 dei clip più votati, raggiungendo la prima posizione addirittura 15 volte.


Th Young

Th

La band vede schierati cinque simpatici ragazzi. Età media, circa vent’anni. Tutti provengono da Thiene e dintorni: Walter Fontana alla voce, Filippo Spezzapria alla batteria, Giulio Dalla Stella e Roberto Visentin alla chitarra, e Luca Donazzan al basso. La loro storia assomiglia a quella di tantissimi altri artisti della scena musicale mondiale: un gruppo di ragazzi che si conoscono sui banchi di scuola e iniziano a condividere la passione per la musica... L’inizio sembra banale, ma poi la storia cambia!

Tutto risale al mese di luglio del 2004 quando la neonata formazione dei Lost decide che il modo migliore per far conoscere la propria musica non deve passare attraverso il classico iter… niente demo da mandare alla casa discografica, nessuna attesa spasmodica di convocazione, nessun campanello da suonare. Meglio fare tutto da soli! Ecco il colpo di scena: diventare discografici di se stessi. Stanchi dalle programmazioni piatte trasmesse dalla radio, i 5 si mettono alla ricerca di un suono e di un modo di fare musica in grado di rappresentarli veramente. E dopo quasi due anni di prove chiusi in uno studio di registrazione decidono di presentarsi al pubblico. Nasce il loro Myspace, con tanto di logo identificativo, e nasce la prima community di ragazzi che apprezzano la loro musica e cominciano a dialogare, dando giudizi e consigli. In breve tempo il successo virtuale diventa eccezionale: da 10 si passa a 100 contatti giornalieri, e da 20 webfriends si giunge dopo qualche mese a oltre un migliaio. Grazie al passaparola dei navigatori di Myspace, i Lost continuano a proporsi ai navigatori della rete, saltando i media tradizionali. La prima vera registrazione in studio risale al mese di gennaio del 2005: 12 tracce di pop-punk cantate in inglese; seguite a marzo 2006 dal video di “My”, subito rimbalzato su MySpace. Quello stesso anno i Lost conoscono il produttore discografico Matteo Franzan con il quale firmano il loro primo contratto, creando assieme a Stefano Florio, curatore della produzione artistica, un team perfetto. Nel 2007 esce un primo disco, che grazie al singolo “Oggi” e al relativo videoclip ottiene un successo inaspettato. Tanto che a luglio arriva l’invito a partecipare ad una puntata di TRL Extra da Bari trasmessa su MTV… Come toccare il cielo con un dito! In piazza accorrono centinaia di giovanissime con cartelli inneggianti questi cinque sconosciuti ragazzi vicentini, senza neanche un singolo in commercio. Si arriva così al 2008, l’anno della ribalta nazionale. Con l’appoggio dell’Agenzia di produzione Carosello Records di Milano, il 25 gennaio viene pubblicato l’album d’esordio “XD”, entrato direttamente al 27° posto della classifica di vendita e tuttora nelle charts italiane. Dopo i primi due singoli “Oggi” e “Tra pioggia e nuvole”, attualmente è in rotazione il terzo singolo “Standby”. Nel mese di maggio con la cover di “Califonia Girls”, storico brano dei Beach Boys, i Lost diventano addirittura la nuova colonna sonora dello spot di “Cornetto Free Music Audition”.

Walter

Roberto

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Il resto è storia recente: chiamati ad aprire le uniche due date italiane dei Tokio Hotel, il 6 luglio a Roma e l’11 luglio a Modena i Lost suonano di fronte a 40 mila persone, ottenendo un incredibile consenso da parte del pubblico.

Giulio

Quali emozioni conservate di questa esperienza musicale a fianco dei Tokio Hotel? Vedere tutti quei ragazzi di fronte cantare le nostre canzoni penso ripaghi dei tanti sacrifici fatti finora… sono stati attimi incredibili, che ti fanno crescere e maturare, musicalmente ma non solo! Sicuramente sono emozioni che non dimenticheremo mai e che ci porteremo sempre nel cuore. Colpisce molto il vostro look, molto particolare ed eccentrico. A cosa vi siete ispirati? Che importanza ha per voi l’aspetto esteriore? Il look è una componente fondamentale per noi, un modo per differenziarci dalla massa. Se andiamo a guardare tutte le grandi band del passato, come gli ACDC, Doors, Sex Pistols, appare evidente quanto sia importante definire un proprio stile e curare il modo in cui ci si presenta al pubblico. Il look è l’immagine che dai di te alla gente… per questo ci interessiamo e seguiamo le ultime tendenze in fatto di moda, magari prendendo ispirazione dalle riviste inglesi e dalle novità d’oltremanica. Ma non si tratta di un costume di scena… come ci vedete sul palco, così ci vedete camminare per strada. Com’ è cambiata la vostra vita da un anno a questa parte? È cambiata molto! abbiamo trasformato una passione in un qualcosa di più grande. Siamo ogni giorno in contatto con ciò che ci rende più felici, ovvero la musica. Ora poi la gente ci riconosce per strada e ci ferma per scambiare due battute… e questo fa davvero piacere. Senti di aver fatto qualcosa di buono.


Th Young

Th

Quanto conta il supporto dei vostri fans e cosa avete fatto per avvicinare la vostra musica a loro? Senza di loro non saremmo qui. Quando ci esibiamo sul palcoscenico e vediamo il pubblico emozionarsi ascoltando una nostra canzone, capiamo che quello che stiamo facendo è qualcosa di importante… anche solo per il semplice fatto che rendiamo felice qualcuno. E per avvicinarci ai fans e ricompensarli in qualche modo del calore e dell’interesse che dimostrano nei nostri confronti, cerchiamo ad ogni concerto di coinvolgerli a 360 gradi; di condividere con loro l’allegria e la voglia di divertirsi. Siete una band italiana ma vi chiamate con un nome inglese: qual è il motivo di questa scelta? Il termine Lost che cosa vuole indicare? Intanto ci teniamo a precisare che il telefilm omonimo è arrivato dopo di noi! Per quanto riguarda la scelta del nome, beh! la storia è molto semplice… il nostro chitarrista Roberto aveva un adesivo sulla sua chitarra con su scritto “lost” e ci siamo detti: è facile, diretto, si legge come si scrive ed è internazionale. In altre parole, è perfetto. Luca

MYSPACE LAUNCHES LOST TOWARDS SUCCESS

Filippo

Siete stati influenzati in qualche modo nella vostra crescita musicale vivendo a Thiene? Thiene è stata la casa da cui siamo partiti e tutto il nostro successo ha avuto le sue origini qui. Tutti hanno creduto in noi: i nostri concittadini, l’Amministrazione Comunale, i ragazzi della nostra età. Un grazie particolare va quindi a tutti loro. E per le vostra musica, a chi fate riferimento? Per il nuovo cd siamo andati a riscoprire vecchi album come quelli degli ACDC, dei Cure, degli Who… gruppi che hanno fatto la storia del rock. Ma non manca la discografia nuova, come i Good Charlotte e i Maroon 5. Quali sono i vostri progetti per il futuro? Dopo aver chiuso il tour estivo, ci vorremmo dedicare alla promozione del nuovo cd che esce a settembre. Dopo di che ci prenderemo qualche mese di vacanza per ricaricare le batterie. Ma per tutti quelli che si vogliono tenere in contatto con i Lost restano attivi il sito www.lost-rock.com e MySpace all’indirizzo www.myspace.com/lostrock.

Thiene proudly celebrates the brilliant performances of Lost who, thanks to the incredible fan base established during their Italian tour, have shown themselves to be a rapidly growing band and perhaps the greatest musical phenomenon of the day. Aside from having opened the only two Italian concerts in the Tokio Hotel, and having participated in other important musical events on the peninsula, the Vicentine rock band topped the charts on TRL - MTV’s cult program - for a long time. The band is made up of 5 friendly guys. Average age: 20. All are from Thiene or its surroundings and their story mimics that of countless others on the music scene: a group of kids get together in school and begin to share their passion for music...a harmless affair, but not for long! Here’s the twist: they become their own producers. And after almost two years of studio time, they decide to go public. Their Myspace is born, along with their logo, and their first community of fans develops, sharing thoughts and suggestions. Their ‘virtual’ success grows exceptionally quickly. Fast forward to 2008, the year of the national takeover. With the support of the Carosello Records production agency in Milan, their first album, “XD”, came out on January 25th and immediately flew to 27th place on the sales charts. After their first two singles, their third - “Standby” - is currently taking its turn. With their cover of the legendary Beach Boys song “California Girls”, they even featured in the “Cornetto Free Music Audition” advert.

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News Un’associazione di categoria determinante per la crescita e lo sviluppo del settore terziario, che svolge un importante ruolo di riferimento per tutte le problematiche relative al settore commerciale ed è particolarmente attenta a quelle tematiche che inevitabilmente interessano il comparto del commercio, del turismo e dei servizi. Anche in questo periodo caldo per il territorio thienese, dove si parla di Piano Urbano del Traffico (Put) e di Piano di Assetto del Territorio (Pat). L’Associazione Commercianti del Mandamento di Thiene, proiettata sempre più verso l’esterno e disponibile a lavorare in sinergia con l’Amministrazione comunale e con le altre realtà presenti nel tessuto sociale cittadino, è scesa puntualmente in campo per presentare al Comune di Thiene le proprie osservazioni sul Put e sul Pat. Ne parliamo con il presidente Emanuele Cattelan.

Rafforzare una comune strategia per il commercio L’Ascom scende in campo con le sue osservazioni su Put e Pat

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Secondo il Put è prioritario riqualificare il centro storico e

più un’impresa al servizio delle imprese, e ha inoltre intrapreso

i quartieri anche con sistemi di mitigazione del traffico.

servizi di formazione e l’organizzazione di eventi promozionali, ha

«Anche noi concordiamo con questo obiettivo, ma vorremmo che venissero considerati maggiormente la capacità attrattiva esercitata dai principali percorsi commerciali del centro storico e la domanda di accessibilità e di sosta, compresa la fermata di corrispondenza». Per approfondire il rapporto tra accesso, sosta/fermata ed esercizio commerciale, l’Ascom ha recentemente effettuato un’indagine, intervistando oltre 300 clienti dei negozi posti in corso Garibaldi e nell’incrocio di via Trento. Dal sondaggio è emerso che per il consolidamento del commercio cittadino servono aree di sosta/ fermata funzionalmente collegate agli esercizi commerciali e si ritengono necessari ulteriori interventi che facilitino l’accessibilità dai parcheggi. E in merito all’eterno dilemma ‘centro storico aperto o chiuso alle auto’ cosa suggerisce l’Ascom al Comune?

come costante obiettivo la crescita e lo sviluppo non solo di Thiene ma anche degli altri 15 Comuni del mandamento. È pronta quindi a dire la sua anche sul Piano di Assetto del Territorio e si proclama disponibile a collaborare con le Amministrazioni comunali per rafforzare una comune strategia per il commercio d’area. «Condividiamo la creazione di una rete verde che unisca il territorio rurale con i parchi dell’area urbana, e l’intento di favorire le funzioni tradizionali del centro storico riqualificandolo come ‘centro commerciale naturale’. Ma chiediamo di salvaguardare l’insediamento di attività attrattive e riqualificare i luoghi centrali, inoltre di mantenere gli esercizi di vicinato e non prevedere ulteriori grandi strutture commerciali. È importante potenziare e riqualificare gli esercizi commerciali con capacità attrattiva contrastandone la dispersione sul territorio, completare gli interventi di arredo urbano e le dotazioni di parcheggi, evitare ulteriori poli di attrazione commerciale che andrebbero a contrapporsi ai centri commerciali naturali quali sono i centri storici».

«Chiediamo l’istituzione di un senso unico a salire in corso Garibaldi da via Roma a piazza Cesare Battisti, la riqualificazione degli spazi

Per quanto riguarda infine il rilancio dell’attività turistica, un

recuperati dal doppio senso con un uso flessibile a favore delle

settore qualificante per l’area pedemontana, l’Associazione ritiene

soste brevi, il mantenimento del doppio senso di marcia su via

essenziale che venga favorita l’integrazione tra le strutture ricettive

Trento, la riconversione del marciapiede lungo il lato della Banca

e la valorizzazione del territorio.

Popolare in aree di sosta, inoltre la riorganizzazione di via Munari e via Carlo del Prete, supertrafficate. Infine invitiamo il Comune

«Thiene riveste un importante ruolo nel contesto della

a favorire la mobilità di chi ha difficoltà motorie incentivando

Pedemontana. Per questo una strategica evoluzione della rete

l’abbassamento delle soglie dei negozi e dei bar».

commerciale deve essere oggetto di concertazione sovracomunale. È necessario quindi rafforzare una comune strategia per il

L’Ascom mandamentale, che negli ultimi anni ha potenziato i servizi

commercio d’area, attivando azioni condivise e coordinate tra tutti

sindacali, amministrativi, fiscali e previdenziali, diventando sempre

i soggetti interessati».


IL FALEGNAME che modella i

SUONI

Progetta e realizza altoparlanti di altissima qualità destinati a veri cultori del suono sparsi in tutto il mondo. Vladimiro Dalla Fontana racconta la sua passione per il legno e l’alta fedeltà..

Sarcedo - L’utopia del suono “totale” passa per le mani di un artigiano falegname di Sarcedo. E’ nell’alto vicentino che prende forma il legno massello degli altoparlanti di altissima qualità prodotti da un marchio noto in tutto il mondo come Chario. Diffusori altoparlanti che diventano quasi dei pezzi unici, prodotti in serie limitatissime, resi possibili solo alla sapienza artigiana di chi conosce i segreti del legno. Artefice di questi miracoli del suono è Vladimiro Dalla Fontana che, appresa l’arte della lavorazione del legno dal padre Michelangelo, ha saputo percorrere una strada del tutto originale. «Tutto è iniziato con mio padre, che produceva mobiletti porta tv e basi per giradischi in legno. Poi negli anni ’80 c’è stato il boom dei mini-diffusori “made in italy”. Così ci siamo avvicinati a questo tipo di produzione fino a che questo mercato è andato via via sparendo. E’ lì che ho deciso di proseguire nella produzione di altoparlanti di altissima gamma». Una ponderata scelta fuori dai canoni, quella di Dalla Fontana, possibile solo grazie alla conoscenza della lavorazione del legno lunga tre generazioni. «Le normali casse altoparlanti sono realizzate in “finto-legno”, in truciolato. Il legno “puro” non è adatto per quel tipo di prodotti. E’ adatto invece per diffusori di grandi dimensioni che vogliono restituire un’altissima qualità del suono. Il legno è una materia viva, respira, si muove. Per questo bisogna lavorarlo con estrema precisione e tecniche specifiche. E poi al contrario delle casse per grandi ambienti, il legno non deve risuonare, ma assorbire il suono». Vladimiro disegna e progetta le strutture di questi sistemi di ascolto altamente sofisticati, su cui la Chario monta la componentistica elettrica e meccanica. Il prodotto finale, che può superare anche i ventimila euro, è una vera opera d’arte, riservata solo ad un pubblico ristrettissimo e molto esigente. «I miei prodotti finiscono per la maggior parte all’estero, dalla Russia, al Medio-Oriente, fino ad Hong Kong e Taiwan, nelle case di veri cultori


Th

News

della musica e del suono». Un’esperienza tanto approfondita e consolidata da far pensare ad una linea di prodotti tutta in proprio «E’ una cosa a cui penso spesso. La conoscenza in quanto a progettazione non mi manca, sono anche perito elettronico. Mi piacerebbe commercializzare una linea tutta mia». E ogni tanto, per lavoro e per diletto, si dedica a costruire anche strumenti musicali «Proprio in questi giorni sto terminando una partita di bassi elettrici che devono andare ad un’azienda in Svizzera». A Sarcedo il legno dà forma al mondo dei suoni.

LE IMPRESE SI CONSORZIANO PER IL RISPARMIO ENERGETICO CNA di Thiene lancia la proposta. Pilastro «Vogliamo dare una spinta importante al territorio. Il risparmio energetico è un obbligo. I dati sul mercato delle costruzioni lo dimostrano». Anche le amministrazioni possono fare molto «Schio è un esempio». Thiene - Il risparmio energetico è ormai un’urgenza oltre che una necessità. Lo dimostrano anche gli ultimi dati sul mercato dell’edilizia diffusi dal CEVA relativi alla provincia di Vicenza: le nuove costruzioni sono in calo, mentre si aprono spiragli proprio nel recupero legato alla bio-edilizia. Su questo fronte la CNA di Thiene è già in prima linea e anzi rilancia, annunciando la volontà di aggregare a questo scopo gli imprenditori del territorio. «Siamo ancora in fase di valutazione - fa sapere il Presidente della CNA di Thiene Giacomo Pilastro - ma l’intenzione è quella di dare vita ad un consorzio o un’associazione temporanea tra gli specialisti del settore per meglio spingere sul territorio le innovazioni applicate all’edilizia in chiave energetica. Gli installatori devono essere i primi a conoscere e a far conoscere i vantaggi del risparmio energetico». L’opera di sensibilizzazione è già notevole, ma c’è bisogno di sforzi ulteriori. «Il risparmio energetico è un obbligo, che non possiamo più eludere. E’ impensabile credere di sostituire del tutto l’energia che viene dal petrolio e dai suoi derivati, ma un 30% dell’utilizzo energetico può essere tranquillamente abbattuto attraverso le nuove soluzioni. Ma sta cambiando anche il modo di pensare.

Ad esempio si torna ad impianti centralizzati che grazie alle nuove tecnologie permettono ai contatori di essere molto più precisi che in passato. E anche i sistemi di co-generazione stanno tornando». Riguardo al mercato delle costruzioni, secondo Pilastro «negli ultimi anni anche da noi è stato costruito troppo e male, pur di tenere su il mercato. Il risultato è un eccesso di offerta rispetto alla domanda. Non si è tenuto conto delle nuove normative che stanno per essere applicate e tante nuove costruzioni già non sono in linea con i parametri richiesti sul risparmio energetico. E questo ricade per primo sui costruttori. Per superare la crisi del mercato edilizio bisogna specializzarsi. I clienti sono diventati molto più esigenti di quanto non si pensi e chi non sarà in grado di applicare sistemi di risparmio e di auto-produzione di energia, rimarrà tagliato fuori». Il ruolo delle amministrazioni può essere determinante. «Il Comune di Schio ad esempio è un precursore, avendo già introdotto nel suo regolamento edilizio l’obbligo di ricorrere a queste nuove tecnologie e allo stesso tempo prevedendo degli incentivi per farlo. Anche negli altri comuni qualcosa si sta muovendo, ma bisogna farlo più in fretta».

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