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Cultura e spettacoli

LIBERTÀ Domenica 13 marzo 2011

Il funky poliedrico del Bertozzi Quintet Calorosi applausi al gruppo che si è esibito al Milestone con i brani da “Crystals” PIACENZA - Sono questi, per

l’ambiente jazz piacentino, giorni speciali perché c’è il Piacenza Jazz Festival. Ma non dimentichiamo che il Milestone prosegue con la programmazione di routine: nell’ambito della rassegna “Thank God it’s friday” infatti l’altra sera si è esibito l’Alessandro Bertozzi Quintet composto dal leader al sax con Michele Bianchi (chitarra), Francesco Corvino (batteria), Nicolò Fragile (tastiere) e Luca Scansani (basso). Quasi piacentino, essendo nato a Busseto e residente a Roncole Verdi, da Gianni Azzali nella presentazione definito “artista a tutto tondo”, Bertozzi è un talento poliedrico: scrive, compone ed arrangia soprattutto brani propri ma anche altrui, è pure maestro liutaio e come tale ha realizzato strumenti classici e moderni. In campo jazz ha fatto cose notevoli in questi ultimi anni variando anche il suo sound che, dalla Fusion è lentamente passato al Funky, mai trascurando però la naturale inclinazione melodica. Ha avuto l’onore di presentare pochi mesi fa l’ultimo suo cd, l’ambizioso Crystals (edizioni Level 49), addirittura al “Popkomm” di Berlino, fiera internazionale della musica indipendente riservata soprattutto agli addetti ai lavori, ottenendo lusinghieri commenti. E la scaletta presentata al Milestone comprendeva quasi tutti i pezzi del suddetto cd con qualche altro tratto

Oggi alle 16

Concorto ospita Zenni per mostrare il Kubrick che non t’aspetti

PIACENZA - Il Piacenza Jazz Fest Il musicologo Stefano Zenni, 2011, VIII edizione, che si fregia presidente della SIdMA - Società del patrocinio del Ministero per i Italiana di Musicologia AfroameBeni e le attività culturali ed è orricana, metterà a fuoco alcune ganizzata dall’associazione cultupratiche musicali kubrickiane, atrale Piacenza Jazz Club, col sostegno di traverso la proiezione di spezzoni di film. Fondazione di Piacenza e Vigevano e ReAnziché costruire una mappa esaustiva, si gione Emilia-Romagna e il contributo del è preferito isolare alcuni aspetti singolari, Comune e di altre realtà del territorio, procuriosi, di originale creatività nel rapporto segue la proficua collaborazione instauratra musica e immagini in Arancia meccanita lo scorso anno con il Festival del cortoca, Shining, Full Metal Jacket. Verranno, imetraggio di Pontenure Concorto Film Fenoltre, messe in luce le contraddizioni instival. Le due rassegne, infatti, propongosite in Eyes Wide Shut, che ne dimostrano no una “Finestra sul cinema”: oggi alle 16 Il regista il carattere sperimentale e incompiuto. al Milestone, in via Emilia Parmense 27, è Stanley Kubrick L’incontro è introduttivo al concerto in programma un incontro a frequenza limultimediale Campobasso - Manzoni Ears bera e gratuita con il musicologo Stefano Zenni, Wide Shut - Omaggio a Stanley Kubrick, in prointitolato Ears Wide Shut e incentrato sugli aspet- gramma giovedì 17 marzo, alle ore 21.15 all’Iris di ti della musica nel cinema di Kubrick. Piacenza, organizzato insieme a Concorto.

Due momenti dell’applauditissima performance del Bertozzi Quintet,l’altra sera al Milestone (foto Cravedi)

da suoi precedenti, interessanti, cd come Big city dreamers (1998) o Talkin’ back (2003), sempre registrati in collaborazione con brillanti autori ed eccellenti interpreti. Ritorna, anzi cresce e si

rafforza in quest’ultimo ed impegnativo - da Bertozzi anche autoprodotto - project rispetto ai lavori precedenti l’anima funky del sassofonista parmigiano. «Propongo sempre più - ci ha detto - un

funky-jazz via di mezzo tra funky e jazz con motivi particolari. E poi mi soddisfa sempre più la sonorità globale raggiunta con tutto il gruppo perché il suono suggella l’insieme del quintetto». Fra i

tanti motivi di Crystals eseguiti ricordiamo Da Vinci blues, Questions & answers, Falling leaves, The last train, Reporting the days, Silly Steve. La performance dell’Alessandro Bertozzi Quintet ha interessato e colpito il numeroso pubblico perché i brani sono un sapiente mix di toste ritmiche funky ed apprezzabili spunti melodici in cui Bertozzi si ritagliava spazi solistici armoniosi e passionali. «Cerchiamo - ci ha a sua volta detto Fragile - di scardinare il jazz dalle balere dove ci sono di solito gruppi improvvisati. Noi cerchiamo di fare cose nuove, speriamo diano i loro frutti. Fare i soliti standard… Dov’è la qualità? Noi invece vogliamo offrire al pubblico

qualcosa in più». Il gruppo ha ricreato la magia dell’originale Crystals dove Bertozzi, sotto la direzione artistica di Lorenzo Poli, duettava autorevolmente con big della musica internazionale, da John Patitucci a Randy Brecker, da Andrea Braido al purtroppo scomparso Hiram Bullock. Ispirato e in alcuni passi vero trascinatore Bertozzi ma bravi anche i suoi esperti accompagnatori nel gestire l’interplay, assecondare il caratteristico e ritmico clima “groove”. Prossimo appuntamento al Milestone per la rassegna “Thank God it’s friday” il 18 marzo, ore 22.30, con il gruppo Albert Ray and The Raymen. Fabio Bianchi

«Ellington? Un impressionista del suono»: conferenza di Maurizio Franco in biblioteca PIACENZA - Direttore d’orchestra,

delle sordine per imitare le mooriginale pianista, innovativo dulazioni vocali. In The mooche arrangiatore e compositore fon- si è apprezzato l’uso dei credamentale nella storia della mu- scendo e dei diminuendo, l’imsica jazz e del Novecento tutto. pasto del trio di clarinetti e i priDopo Louis Armstrong, ecco mi usi della voce al posto della Duke Ellington, al centro del se- tromba. La bellissima, celebre condo appuntamento Mood indigo, 1930, è un in biblioteca Passerini altro esempio di impaLandi della serie “Insto rivoluzionario: «Il contri di jazz”, momentema del clarinettista ti formativi e divulgativi Bigard è sostenuto da promossi dal Piacenza un unisono di tromba, Jazz Club nell’ambito trombone e clarinetto del Jazz Fest. riconosciuto come uniAnche stavolta Mauca linea di atmosfera, rizio Franco ha condot- Maurizio Franco come colore complessito i partecipanti nell’u- (foto Cravedi) vo, merce rarissima per niverso caleidoscopico l’epoca». di Ellington attraverso Tra i capolavori ascolalcuni ascolti esemplificativi tati, la rara Daybreak express, guidati e la proiezione di filma- che riproduce con stupefacente ti. Dell’universo ellingtoniano dinamismo la corsa di un treno, Franco ha subito evidenziato la l’opera Sepia panorama, con il straordinaria concezione e con- protagonismo anticipatore del duzione di composizione ed e- contrabbasso di Blanton, la parsecuzione d’insieme in stretta titura del concerto For Cootie tasinergia con musicisti e orche- gliata su misura della tromba di stra, integrando intere parti Williams Cootie e Simphony in scritte dai suoi, interpretando e black - A rhapsody of negro, carvalorizzando al massimo le per- tone preparatorio del ’35 della sonalità specifiche di ciascuno. monumentale Black, brown and Superlative erano ad esempio la beige scritta nel ’43 per l’esibigestione e la ricerca timbrica sui zione alla leggendaria Carnegie fiati: «Le sue erano creazioni col- Hall di New York, in cui ha dipinlettive a partire da un’intuizione to la storia dei neri in Usa, dalla iniziale, mentre il lavoro del co- schiavitù alla conversione fino pista arrivava sempre alla fine». alla visione del nero urbanizzaFranco ha definito il “Duca” to che diventa beige. Come non «impressionista del suono, mae- citare, infine, almeno la suite del stro di spettri e colori, esplorato- ‘57 Such sweet thunder ispirata re delle più disparate forme jaz- all’universo scespiriano, di cui zistiche: ragtime, blues, suite, abbiamo assaggiato il delicatisconcerti per solisti e orchestra, simo sonetto per Cesare e la parconcerti sacri e musical, fino a te dedicata alla pazzia di Amlepseudo-sinfonie e alle bellissi- to, resa con un favoloso gioco di me songs americane. Creava contrasti imprevedibili. Giusto impasti sonori inediti sulla scor- per farsi un’idea di quello che ta di idee timbriche avanzatissi- per tutta l’esistenza del “Duca” me, riconosciute e lodate dai è stato «un work in progress incritici già al tempo». credibile che ha creato un corIn Black and tan fantasy del pus di opere monumentale, da ’29, che è pure il primo cortome- studiare ancora oggi come mutraggio dedicato ad un musici- sica di avanguardia». Paolo Schiavi sta jazz abbiamo ascoltato il blu

▼OGGI A VILLANOVA Recital su Verdi per l’Unità d’Italia VILLANOVA - Concerto d’apertura per la celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia nel comune di Villanova. L’associazione culturale “Verdi fra noi” nata con lo scopo di valorizzare il legame tra il compositore Giuseppe Verdi e il paese di Villanova, sensibilizzare i cittadini alla musica lirica e al canto, diffondendo la cultura musicale al mondo giovanile, ha organizzato, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale, un concerto vocale e strumentale. L’appuntamento è per questo pomeriggio alle 17 nella sala consiliare del municipio. Ad esibirsi in brani verdiani saranno: il soprano Maria Loreta Di Micco, il tenore Salvatore Vitiello e il pianista Emanuele de Filippis. Reduce dall’aver interpretato per due anni consecutivi Tosca (nel 2009 al castello di Soragna e nel 2010 a Catanzaro), la soprano Di Micco è diplomata in canto lirico al Conservatorio di Bologna e ha lavorato con numerosi direttori d’orchestra italiani e internazionali. Vincitore per il ruolo di Ferrando in Così fan tutte di Mozart, il tenore Salvatore Vitiello debutta con successo nello stesso ruolo al Teatro Mancinelli di Orvieto. Ad accompagnare le voci liriche ci sarà il pianista De Filippis le cui performance sono più volte state trasmesse da emittenti televisive italiane ed estere, tra cui Piazzale degli Eroi su Raitre. Valentina Paderni

Il libro che racconta la passione dei piacentini per la musica jazz attraverso gli articoli pubblicati da Libertà dal 1945 al 2000.

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la_libert__13_marzo_2011  

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